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PUBBLICATI PER CURA DI R. GESTRO
GENOVA |
STABILIMENTO TIPO-LITOGRAFICO' PIETRO PELLAS FU L.
/
Largo Via Roma, Piazza S. Marta, N. 39
1930-31
EY eA PR A
SULL’ABRODIAETA MODESTA Bruyn. v. W.
| (Orth. Blattidae)
La recente richiesta da parte di A. G. Rehn, dell’ Accademia
di Scienze Naturali di Filadelfia, di alcune informazioni intorno
| all’Abrodiaeta modesta Brunn. v. W. onde poter stabilire il
| valore e la posizione sistematica del genere Adrodiaeta, mi ha
indotto ad un esame particolareggiato del tipo. Il genere e la
| specie vennero fondati da Brunner (*) su un unico esemplare
raccolto da L. Fea in Birmania; la succinta descrizione originale
di è ormai insufficiente per permetterne una esatta conoscenza e la
figura, per quanto dia un'idea dell'insieme, è molto inesatta
nei dettagli. Credo perciò opportuno dare una nuova descrizione
, dell’ esemplare tipico, sullo schema di quelle dei moderni autori,
«lasciando ad A. G. Rehn il compito di fissare la posizione del
genere Abrodiaeta nel sistema.
| Tipo: 1 g, Monti Carin: Carin Ghecù; 1300-1400 m. II-III
1888; L. Fea. i
Capo grande non sporgente dal margine anteriore del pro-
noto; occhi ampiamente separati, l'intervallo interoculare è largo
come l'intervallo tra le fovee antennali; lati della faccia un po’
| convergenti in avanti; macchie ocellari indistinte, è abbastanza
| evidente, a ciascun lato e prossima al lato mediale delle fovee
antennali, una piccola area subcircolare con superficie leggermente
| convessa; area tra gli occhi pianeggiante; area tra le antenne
. notevolmente convessa, subtettiforme.
(4 Brunner vy. W. — Révision du Système des Orthoptères et description des
| espèces rapportees par M. Leonardo Fea de Birmanie. — Ann. Mus. Civ. St. Nat.
Genova, XXXIII (4893) p. 20, 21, Tav. I, fig. 5. .
dilatato all’apice, 5.° un po’ più breve dal 4.° allungato, o
mente troncato. i
Abrodiaeta modesta Brunner v. W., g: I. Elitra sinistra. — 2. Porzione apicale
anteriore dell’elitra destra. — 3. Ala sinistra. — 4. Campo anteriore dell’ala destra
(non sono disegnate le venule trasversali). — 5. Tergite basale dell’ addome. — —
6. Capo. — 7. Palpo mascellare destro. — 8. Lamina sottogenitale (visione ventrale).
— 9. Lamina sottogenitale (visione posteriore). — 10. Parte distale della stessa e asta
chitinosa (visione laterale destra, maggior. ingr.). — Il. Gerco sinistro (visione
dorsale). 1 :
Antenna sinistra (la destra è mancante) col 3.° articolo i
lungo due volte il 2.°, e di poco più breve del 1.°
ABRODIAETA MODESTA
_ Pronoto trapezoidale, pianeggiante sul disco; marcatamente
declive ai lati; margini anteriore e posteriore diritti, lati a
visione dorsale subrettilinei, a visione laterale leggermente con-
vessi; angoli anteriori più largamente arrotondati che i posteriori.
Il 1° tergite addominale presenta un rilievo mediano ba-
sale trasverso a —~ ; gli altri tergiti non offrono particolari
| strutture (i tergiti addominali, per una iniziale permanenza in
alcool, sono però un po’ raggrinzati). Lamina sopraanale
. molto trànsversa, subtriangolare ad apice arrotondato e col mar-
| gine distale declive (forse perchè contratto dall’alcool). Lamina
_sottogenitale subtriangolare asimmetrica, convessa, a parte
distale compressa, provvista di lunghi peli eretti ai lati della parte
basale e di peli più brevi e subdepressi nella zona mediana com-
pressa della parte distale. La parte distale è incisa all’ apice,
presenta i margini laterali spianati e gradatamente riflessi for-
manti distalmente un dente acuto bruno per lato diretto in basso
ed um piccolo lobo ispessito ed a faccia inferiore denticolata bruna;
stili brevissimi, larghi a cuscinetto, bruni, armati di piccoli denti.
«Camera anale con un ammasso membranoso nella parte prossi-
male, prolungato posteriormente e ventralmente in un pezzo ad
estremità distale armata di minute denticolazioni e di spine abba-
stanza lunghe, l’apice di questo processo giunge all’incisione api-
cale della lamina sottogenitale; superiormente ed un po’ a sini-
stra sporge un’asta chitinosa gracile, acuminata, leggermente
sinuosa rispetto al piano sagittale, inferiormente armata di una
spina diretta obliquamente all’indietro. Cerci testacei, moderata-
mente lunghi, di 11 articoli ben distinti e di 2 o 3 basali fusi,
depressi nella faccia dorsale, convessi nella ventrale a margini
laminari.
Elitre allungate, un po’ più di due volte e mezzo più lun-
ghe che larghe, a campo anteriore molto largo, nella metà distale
distintamente più largo del campo posteriore, giallo-ferruginee e,
nell’elitra destra, colla parte posteriore ricoperta dalla sinistra,
subialina; vene poco rilevate, venule trasversali rudimentali ed
indistinte; vena radiale (Brunner, Shelford = discoidal v. di
Hebard) un po’ sinuosa, 10 vene costali delle quali alcune sono
diversamente biforcate nelle due elitre (nella sinistra: 1.8 -4.8
‘semplici, 5.* biforcata ad un quarto dall'origine, 6.* biforcata a
_/; dall’origine, 7.8 biforcata ad !/, col ramo distale a sua volta
F. CAPRA
biforcato, 1’ 8.8 emette distalmente 3 rami, 9.8 e 10.8 semplici È,
nell’elitra destra: 1.*-4.* semplici, 5.*, 6.*, 7.* semplicemente.
biforcate, 8.* biforeata un po’ prima del primo quarto col ramo |
distale a sua volta biforcato circa a metà della sua lunghezza,
9.* e 10.* semplicemente biforcate). La vena media emette po-
steriormente 6 rami obliqui, oltre alla vena ulnare. Campo anale —
allungato a 5 vene ascellari poco marcate, specialmente le due
posteriori, i;
Ali subialine a campo anteriore un po’ oscurato, con margine
costale ed apicale subialini, vene infoscate, specialmente oscure
sono la vena radiale e le costali (però tutte coll’estremità distale
chiara); campo anteriore grande, di poco più piccolo del poste-
riore; vena mediastina con un ramo anteriore molto obliquo poco |
marcato; la vena radiale emette 6-7 vene costali attenuate distal-
mente e diversamente biforcate nelle due ali (ala sinistra: 1.8
semplice, 2.* biforcata un po’ prima della sua meta, 3.* bifor-
cata circa ad !/, e col ramo distale a sua volta biforcato, 4.*
biforcata prima di !/, e coi due rami a loro volta biforcati, 5.4 —
biforcata alla metà, 6.* e 7.8 semplici; ala destra: 1.8 e 9.* sem-
plici, 3.7, 4.8, 5.* biforcate semplicemente un po’ prima della
metà, 6.* biforcata al quarto distale); la vena media (spuria di
Brunner) nell’ala sinistra è biforcata un po’ distalmente alla metà
dell’ ala, col ramo anteriore biforcato all’ apice, nell’ala destra si
divide in quattro rami dei quali il prossimale si origina circa ad
un quarto dall’apice dell’ala (1); la vena ulnare è un po’ sinuosa,
nell’ala sinistra è biforcata nel quarto distale, nell’ ala destra è
triramosa, il ramo prossimale si origina poco oltre la meta del-
Vala; triangolo apicale piccolissimo; la 1.* vena ascellare emette
posteriormente 5 rami (nell’ala sinistra il 5.° ramo è biforcato
all'apice, nella destra sono tutti semplici, però vi è un’ anomala
disposizione tra il distacco del 4.° e 5.° ramo); seguono ancora 5
(o 6?) vene ascellari; venule trasversali del campo anteriore
abbastanza marcate nella parte prossimale, poco evidenti nella
parte distale, nel campo posteriore le venule trasversali sono
scarse e poco distinte.
Zampe giallo-ferruginee, piuttosto robuste a spine lunghe e
mediocremente forti. Femori anteriori a margine infero-anteriore
(!) Nella diagnosi originale Brunner scrisse vena spuria nulla, ma nella fig. 5.
della Tay. I, disegnata da Redtenbacher, essa è ben evidente.
xs
a serie fitta di circa 20 spinule subegaali e da un gruppo di
5 (4 nel femore sinistro, 5 nel destro) spine piu lunghe pros-
mali (Tipo B); margine infero-posteriore a 3 (o 4?) spine nel
‘zo apicale. Femori medii e posteriori con una lunga spina
È geniculare | e 6-7 spine a ciascun margine inferiore, le due distali
piu grandi. Tibie anteriori con 4 spine apicali, 3 spine superiori
(lato estensorio) e 2 inferiori (lato flessorio); tibie medie con
5 spine ‘apicali, 8 superiori, 4 inferiori; tibie posteriori con 5
| spine apicali, 13 superiori e 10 inferiori. Tarsi abbastanza robusti,
| compressi, tarsi posteriori col metatarso più lungo che gli altri
| articoli riuniti; il 4.° articolo solamente provvisto di un pulvillo
| occupante tutto il lato inferiore; yuewicels forti, uguali, semplici;
arolii mediocremente grandi. -
Long. corp. 11 mm., long. pronot. 3,5 mm., lat. pron. 5 mm.,
ine elyt. 10,8 mm., lat. elytr. 4,1-4,2 mm., long. tib. post.
2 mm.
. Colore giallo-furrugineo, capo con una fascia bruna tra gli
occhi, che lascia però Tot del colore fondamentale, ed una
‘ fascia bruna più stretta, non ben delimitata, fra le antenne; pro-
noto col disco bruno-ferrugineo, con marmoreggiatura più scura
mal definita, giallo subtrasparente ai lati.
F. B. BOSELLI
STUDI SSUCLET PSI
Vale :
DESCRIZIONE DI UNA NUOVA SPECIE DI “ DIAPHORINA, DEL SENEGAL
Dalla cortesia del Prof. R. Gestro, Direttore del Museo Civico —
di Storia Naturale di Genova, ricevetti qualche tempo fa, una
collezione di Psyllidi, fra i quali sono stati trovati due esemplari
di Mitrapsylla albolineata Crawf. ed una nuova specie di
Diaphorina.
Mitrapsylla albolineata Crawf. 1914.
Questa specie è facilmente riconoscibile per le striscie bianche
sul vertice, pronoto e prescudo e scudo del mesonoto, nonchè per
le lunghe antenne anellate di bruno. Crawford originariamente
descrisse la specie su esemplari provenienti dal Nicaragua, Sal-
vador, e Messico. Gli esemplari del Museo Civico di Genova
provengono da Villa de Cura, Venezuela. Coll. Cambi 1898,
(due 9 9).
Diaphorina dakariensis n. sp.
Capo giallo chiaro, con coni genali dello stesso colore, salvo
una macchia nerastra laterale esterna in corrispondenza dei toruli
antennali. (Fig. 1, 2).
Antenne (Fig. 3) lunghe quanto la massima i. del
capo inclusi gli occhi, gione nere e di colore uniforme
dalla base all’apice. La lunghezza degli articoli, a cominciare dalla
base è proporzionale ai seguenti numeri: 10:10:16: 12:10:10:10:
STUDI SUGLI PSYLLIDI — 11
6:4 fi con derma zigrinato poco incavato al margine po-
eriore, peloso con setole bianche con fovee molto pronunciate.
cchi neri e ocelli rossi. Pronoto giallo chiaro come il vertice,
‘in corrispondenza dell’ occhio.
Diaphorina dakariensis, 1. capo visto’ dall’ alto — 2. capo visto dal lato ventrale
con fronte e clipeo — 3. antenna — 4. ala anteriore — 5. ala posteriore — 6.jzampa
| posteriore — 7. apparecchio genitale maschile — 8. apice della valva genitale supe-
riore della femmina — 9. apice della valva genitale inferiore della femmina —
10. secondo articolo del tarso della Zampa posteriore.
Mesonots o con scudo con 4 bande quasi nere,
scutello nero, metanoto bruno. Tutto il noto porta corte setole
bianche.
Ali anteriori (Fig. 4) lunghe circa due volte la larghezza,
con membrana uniformemente punteggiata, bianco lattea. Nerva-
ture perfettamente nere ad eccezione della C-Sc e della parte
apicale di A2. Tutte le nervature ad eccezione delle due ora
12 F. B. BOSELLI
nominate, di R-M-Cu e M-Cu nella sua parte anteriore, sono
accompagnate nel loro percorso da ambedue i lati da una pig-
mentazione bruno-ferruginea, d’intensità appena inferiore a quella
nera della venatura stessa. Nella regione del clavo A1 presenta
questa pigmentazione solo anteriormente. La nervatura marginale
si presenta macchiata parimente nei punti d’incontro di Rs, M1-2,
M3-4, Cul. Il punto d’incontro con Cu2 è invece chiaro perchè
in questo punto la pigmentazione abbandona la nervatura e si
estende un poco all’interno dell’areola postica. La nervatura.
dell'ala anteriore è quella tipica del genere Diaphorina, il
Rs è parallelo a M-Cu, M, M1-2.
L’ala posteriore (Fig. 5) è lunga con margine anteriore
dritto, perfettamente jalina, salvo una leggera sfumatura bruna,
sul margine anteriore dopo il frenulo e una un poco più amps
nella regione anale. ;
Le zampe anteriori (Fig. 6) e medie sono totalmente nere,
comprese la coxa. Quelle posteriori presentano il trocantere ed il
femore neri e la tibia (ad eccezione della base) insieme al primo
articolo del tarso giallo-chiaro, il secondo articolo tarsale è com-
pletamente nero. (Fig. 10).
Le tibie posteriori portano all’apice una corona di nove spine
nere grossette e il primo articolo dei tarsi posteriori porta pure
due spine nere unguiformi.
L’ addome ed il segmento genitale sia della femmina che del
maschio appaiono giallo-chiari. La valva genitale (Fig. 8) supe-
riore della femmina supera alquanto l’inferiore che si presenta
appuntita e rigonfia in basso come a foggia di barchetta (Fig. 9). °
Nel maschio i parameri sono di forma allungata e stretta e più
brevi della valva anale.
Questa specie si differenzia facilmente dalle altre specie di
Diaphorina fino ad oggi conosciute per il vivace contrasto dei
colori: il nero delle antenne, delle zampe anteriori e medie e
sopratutto le nervature nere e listate di bruno spiccanti sulla mem-
brana bianco lattea dell’ala anteriore, non solo caratterizzano eccel-
lentemente questa specie, ma la rendono assai bella ed elegante.
Dimensioni: (esemplari a secco).
Lunghezza del corpo, escluse le ali, maschio: mm. 2,23.
Lunghezza dell’ala anteriore mm. 2,13. Larghezza della mede-
sima mm. 0,96. Lunghezza dell’ala posteriore mm. 1,78. Lar-
+ LL
nne mm. 0,66.
Lunghezza del corpo della femmina mm. 2.13.
| La specie è stata descritta su tre esemplari (due femmine e
un maschio). Tipi nella collezione del Museo Civico di Genova.
Località tipica: Dakar, Senegal (Coll. Spegazzini, Giugno 1913).
BIBLIOGRAFIA
CrawrorD Be ee Monograph of the Jumping Plant-Lice or
| Psyllidae of the New World. - U. S. Nat. Museum Bull. 85,
p. 1-186, 1914.
oa Kuwayama S. — Die Psylliden Japans. - Trans. Sapporo Journ.
Nat. Hist. II, 1908.
i Perey F. W. — New South African Psyllids. - S. A. Journ.
| Nat Hist. Vol. V. pp. 125-142, 1925.
DESCRIPTION D'UNE NOUVELLE ESPECE DE ELAPHINIS
PAR A. BOURGOIN
Elaphinis Patrizii n. sp. — Supra opaca, cervina, nigro-varie-
gata, albo-punctata; subtus nigra, nitida; clypeo attenuato, exciso,
angulis anticis reflexis; pronoto antice tuberculato, lateribus po-
stice fortiter rotundatis; processu mesosternali rubro, acuto, inter
coxas non angustato. i
Long. 9 mm.; lat. 5,5 mm.
Somalia italiana, Jack Sciumo (Giuba). Patrizii (1923).
Type: Mus. Civ. di Stor. Nat. Genova.
Téte jaune rougeàtre, 4 pubescence flave, grossement ponctuée,
surtout sur le front; clypéus réguliérement mais modérément
atténué vers l’avant, assez profondément échancré, ses angles
anterieurs relevés, émoussés. Pronotum brun verdàtre, irréguliè-
rement mélangé de fauve, parsemé, sans ordre, de points blan-
chatres et portant une tubérosité allongée, lisse, au milieu de
son bord antérieur; sa plus grande largeur a sa base qui est
trés largement arrondie, presque rectiligne devant |’ écusson;
angles postérieurs trés obtus, trés arrondis, 4 peine indiqués ; de
là, rétréci en avant en ligne incurvée, sans angle latéral; pu-
bescence flave en avant et sur les còtés. Epiméres portant un
point blanc au milieu de leur bord postérieur. Ecusson fauve, 4
sommet arrondi, ayant une ligne brunàtre en son milieu. Elytres
convexes, peu atténués en arriére, fauves 4 macules noires irré-
guliéres, plus nombreuses et plus grandes vers la suture; quel-
ques unes sur les bords; dix stries ou lignes de points un peu
sinueuses sur chaque élytre, rapprochées par deux entre des
cdtes peu élevées; les internes nettement striolaires, les latérales
formées de points séparés; suture caréniforme et terminée en
pointe très courte à son sommet. Pygidium brillant, a pube-
scence et macules blanchàtres, noir ou varié de rougeatre, con-
vexe, ayant une fossette ronde, non squamulée, de chaque còté
Mn
rp
NOUVELLE ESPECE DE ELAPHINIS
e sa base; sa surface irréguliérement et finement vermiculée,
plus densément à son sommet. |
Dessous noir, brillant, pubescent, lisse en son milieu, gravé
latéralement de signes arqués; saillie mésosternale nullement
resserrée entre les hanches, conique, 4 sommet rouge, un peu
. défiéchi; ventre (97) faiblement arqué; pattes brun rouge, trés
| pubescentes; tibias antérieurs échancrés en arc entre la dent
laterale et la terminale qui sont trés aigués; les médians et les
| postérieurs portant un cran dentiforme vers leur tiers apical |
externe; tarses graciles, plus longs que les tibias correspondants,
leur premier article épineux.
Par sa forme générale et sa coloration, cette espéce ressem-
ble a E. simillima Ancey, mais elle est plus petite, son clypéus,
au lieu d’étre carré et rectiligne en avant comme celui de sémél-
lima, est atténué et échancré; son pronotum est plus arrondi et
rectiligne devant |’ écusson; elle se rapproche en cela, de méme
que par la forme de son clypéus de E. irrorata Fabr.; mais elle
sen distingue par |’ écusson qui n’a pas les còtés incurvés et le
| sommetaigu comme celui de irrorata; sa saillie sternale conique
est bien plus courte que celle des Dolichostethus, genre dans
. lequel elle pourrait rentrer.
SPEDIZIONE DI S. A. R. IL Duca DEGLI ABRUZZI
ALLE SORGENTI DELL’UEBI SCEBELI - RISULTATI ZOOLOGICI
MANTODEA, ACRIDIODEA ET PHASGONURODEA
par YNGVE SJOSTEDT, Stockholm
La Direction du Musée Civique d’Histoire Naturelle de Génes
m’a envoyé en communication quelques Orthoptéres provenant de
la Somalie Italienne et recueillis pendant l’Expédition de S. A. R.
le Duc des Abruzzi aux sources et au cours supérieur de |’ Quebi
Scebeli. Il s’agit d’une petite série mais qui a son intérét par la
présence d'une nouvelle espéce de Mantides, dont je donne ici la
description. .
MANTODEA
EREMEAPHILIDAE
Galepsus modestior Schulth. Rechb.
Un exemplaire de Malca-Dubbà (région Imi) Janvier 1 920.
Oxyothespis mammillata Sjòst. n. sp.
Un male de Sauenà, Haut plateau Abyssinien, 21 Décembre 1928.
ACRIDIODEA
ACRIDIDAE ae ‘ag
Schistocerca gregaria Forsk.
Un exemplaire de Scek-Hussen, Haut plateau Abyssinien,
Décembre 1928. Ne
His
ORTHOPTERES DE SOMALIE
OEDIPODIDAE
Gastrimargus africanus Sauss.
Un exemplaire recueilli sur le Mont Galamo, versant occidental
de la Chaine du Cilalo, a plus de 2500 m. s. m., 5 Décembre 1928.
Sphingonotus azurescens Ramb.
Un male de la région des Aulihan, haut Ouebi Scebeli, 24
Janvier 1929.
PYRGOMORPHIDAE
Tapesia erisea, forma intermedia S)ést.
. Un mile de Scek-Hussen, Haut plateau Abyssinien, à droite
de l'Quebi Scebeli, 4 800 m. s, m. Décembre 1928.
Phymateus pulcherrimus Bol.
Un male. Méme localité du précédent.
PHASGONURODEA
CONOCEPHAL'IDAE
Xiphidion meruense Sjost.
Une femelle de Hako sur les flanes du Mt. Lagio, a 3000 m.
s. m. 21 Novembre 1928.
Gen. Oxyothespis Sauss.
E. Giglio-Tos, Tierreich, Orthoptera Mantidae p. 284 (1927).
ad 1 |, Oxyothespis mammillata n. sp,
Vertex ab antico visus curvus, oculi rotundati apice ut grano
| parvo cylindrico apice rotundato instructi, mammillati; prozona
pronoti apice excepto sulcata carina mediana gracillima antice et
postice extincta; metazona tota distincte carinata, carina utrinque
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (14 Ottobre 1930). 2
Y. SJOSTEDT
granulis in linea positis nigris; margo pronoti denticulis nullis,
granis sparsis nigris parvulis instructus; antennae longitudine
fere elytrorum, graciles, extrorsum sensim leviter attenuatae,
valde albo-hirsutae; clypeus angustus supra curvus utrinque levi-
ter incurvus, infra incurvus.
Oxyothespis mammillata, Sjòst. n. sp. CG.
Pallide testacea partim nigro - punctata; antennae flavidae;
femora intermedia et postica annulis duobus latis fuscis, tibia
apice fusco; coxae anticae immaculatae costis punctis singulis
nigris; trochanter subimmaculatus; femora antica medio macula
fusca sat distincta, carina mediana superior punctis sparsis nigris;
femora intermedia et postica quadricarinata, illa apice extus spina
elongata gracili instructa; elytra hyalina extus margine antico
lineis elongatis brevibus nigris; magis dimidio apicali elytrorum
leviter infuscata, nervulis transversis et lineis elongatis parvulis
nigris; alae hyalinae nervis costalibus nigris, apice leviter infuscato.
Long. ? (defect.), pron. 8,6; elytr. 21; lat. cap. 3,7; fem.
ant. 6; fem. interm. 5 mm.
Localité: Sauenà, Haut plateau Abyssinien, 21 Décembre 1928.
Type au Musée Civique de Génes.
Cette espèce est très-alliée avec i granulata a
(Giglio-Tos., loc. cit., p. 285) du Sénégal et du Sahara algérien et
son pronotum est granulé sur les bords de la caréne et un peu aussi
sur la caréne méme. Mais la dent des yeux est d’une autre
forme (+), les bords du pronotum ne sont pas denticulés et la
caréne ne parait pas presque crénelée à cause des granules
mais seulement munie de petits. granules indistincts. Les cuisses
intermédiaires et postérieures ne sont pas triangulaires mais
munies de quatre carénes.
(1) Voir: Giglio- Tos., loc. cit., sous Werner, in Zool. Jahrb., Syst. V. 27, S. 94,
Taf. 6, Fig. 11 b.
SPEDIZIONE DI S. A. R. IL Duca DEGLI ABRUZZI
ALLE SORGENTI DELL UEBI SCEBELI - RISULTATI ZOOLOGICI
IRA Tor Dake a
by Dr. R. HANITSCH (Oxford)
> The Blattidae collected during the last expedition of H. R. H.
Duke of Abruzzi to the source of Webi Shebeli, and kindly sub-
| mitted to me for examination, belong to three species; one cosmo-
politan, another already known, but insufficiently described, and
a third new to science.
i Lu; Subfam. Pseudomopinae
Supella supellectilium Serville
1 g'. Upper Webi Shebeli: Malca-Dubba (Region Imi)
January 1929.
Cosmopolitan.
Subfam. Epilamprinae
Calolampra pardalina Walker
Epilampra pardalina Wl]k. Cat. Blatt. Brit. Mus. p. 68 (1868).
1 g' Akek (Reg. Imi) 14 January 1929.
‘I have to thank Dr. Uvarov for kindly having compared this
single specimen, dg’, wath the type, also g', in the British Mu-
seum. He writes:
« The cockroach is very similar to the type of E. pardalina
Wik. [from Lake N° Gami, Central Africa] as regards size and
Tegmina much exceeding the apex of
20 R. HANITSCH
markings on the face and pronotum. Spots on the elytra in the
type are paler, somewhat larger and partly placed between the
veins, not on them only, as it is in the specimen submitted. I do
not venture to express an opinion on the subject ».
As the differences are so slight, I will consider my identifi-
cation as correct. However, it may be useful to amp Wal- |
ker’s description from the present specimen.
o'. Head freely exposed, creamy testaceous; vertex with 5
longitudinal broad pale brown bands; a large sub-quadrate shining
black macula on the forehead; eyes apart by more than "Ie the
width of the head; antennae Areas
Pronotum steel titel anterior border
straight, posterior border strongly pro-
duced; not punctured; posteriorly with
a few faint transverse corrugations; |
testaceous, finely dotted with black,
disk with a black lyriform design.
È Calolampra pardalina, Wik
the abdomen, pale testaceous, semi- Pronotum (enlarged).
hyaline, with a black humeral stripe
and scattered dark brown maculae, the pigment lying chiefly on,
or within the veins. Wings with the anterior half faintly fulvous,
posterior half fuscous; mediastinal vein reaching nearly to the
apex; radial vein terminally 4- ramose; median vein simple; ulnar
vein with 7 comb-like branches. Abdomen above light brown,
infuscated; supra-genital lamina very narrow; cerci testaceous,
lighter above. Abdomen below pale reddish testaceous, posterior
border of sternites with a few indistinct brownish maculae; sub-
genital lamina comparatively large, elliptical; styles minute, placed
close together at the apex of the lamina. Legs pale reddish testa-
ceous; posterior femora sparsely armed, viz. right femur with 3,
left femur with 4 spines on the lower border, in either case with
a genicular spine in addition. Metatarsi very long and slender,
spined along their whole length; arolia present.
oO. Total length 19 mm.; body 13.5 mm.; pro 4.5 X
5,2 mm.; tegmina 14.5 mm.
ila in Annals of the Transvaal Museum, Vol. IX, p. 35
(1922) records this species from two localities in the Transvaal,
and as he considers Calolampra aptera Schulth., from the So-.
BLATTIDAE: FROM SOMALIA i 21
“taliland and Kilimanjaro, as synonymous with it, the species
. having been described from 9 9 and immature gg, we get a
| very wide distribution for C. pardalina. The Oxford Museum
contains a series of A go and 7 29 of C. aptera, determined
_ by Shelford, from N. E. Rhodesia, Chinsali District, 4000’ (S. A.
Neave, April to September 1908). Both sexes of the series are
apterous, but the © co are small and somehow offer a very
unfinished appearance. |
C. pardalina shows remarkable resemblance to species of
Calolampra from other parts of the world. C. irrorata Fabr.,
from Australia, has very similar markings, but is darker in colour
and slightly larger. C. aliena Rehn and Hebard, from Haiti, the
only West Indian representative of the genus, is also somewhat
larger (total length about 27 mm.), but shows very similar
markings on pronotum and tegmina (Bull., Amer. Mus. Nat.
Piste Vo LIV sp.) 238; pl XVI, fies: 5, 7,8, 9 (1927). |
Subfam. Panchlorinae
Gyna cyclops * n. sp.
1 3. On the Dare, a tributary of Webi Shebeli, 1928.
S. Head exposed, testaceous; occiput with remnants of 4 irre-
gular black stripes; vertex fulvo-testaceous; a large pentagonal
black macula on the frons between
the ocelli, shading above into bright
castaneous; lower part of face with 2
indistinct transverse brownish’ bands;
vertex and frons not striate; eyes on
the vertex 6.4 mm. apart; antennae
(mutilated) brownish. Pronotum para-
bolic in front, strongly produced behind,
Gyna cyclops, n. sp. faintly striate in its posterior third,
Pronotum (enlarged). È i he
with traces of striae elsewhere; anterior
margin with scattered setae; creamy fulvous, middle of anterior
border and the whole of the posterior third infuscated; disk with a
simple lyriform design. Tegmina (mutilated) much exceeding the
apex of the abdomen, testaceous, mediastinal and costal border
* From the black macula in the centre of the forehead. ~
99° 4 es HANITSCHL oF bo:
Cerci gaia Sub - donde lamina uu oval. po not
served. Legs dull orange, spines brownish. fe È
ST. Total ee (estimated) 17 mm.; body 11 mm.; ; prono- a
tum 5 X 6 mm.; tegmina (estimated) 19 mm.
Nearest to i peringueyi Shelford (T. E. S., 1909, oo)
318) from Benguella, Portuguese W. Africa, the type of which sat
is in the Cape Town Museum. This genus is only sparsely repre-
sented in East Africa, the other species described from there
being G. maculipennis Schaum (= G. vetula Brunner), G
kazungulana Gig.-Tos, G. lurida Saussure, G. incommoda
Shelford, and possibly G. caffrorum Stal. From S. Africa only |
two species are known, but 18 from W. Africa. (See n d
loc. cit. p. 310). Ù
. SPEDIZIONE DI S. A. R. IL Duca DEGLI ABRUZZI
ALLE SORGENTI DELL'UEBI SCEBELI - RISULTATI ZOOLOGICI
UN HELMIDE AFRICAIN NOUVEAU
| | par M. PIC
L’insecte dont je donne ci-dessous la description m’a été
envoyè en communication par la Direction du Musée Civique d’Hi-
_stoire Naturelle de Génes. Il a été decouvert par S. A. R. le Duc
des Abruzzi pendant son expédition a la recherche des sources
de l’Ouebi Scebeli. Je le nomme en son honneur.
Stenelmis Aloysii-Sabaudiae n. sp.
. Elongatus, pro majore parte dense griseo pubescens,
elytris fere glabris, niger, membris testaceis, femoribus
infra obscuris ; thorace parum elongato, lateraliter sinuato,
-angulis anticis validis et prominulis, in disco medio sulcato
et bicarinato; elytris thorace latioribus, lineato-punctatis,
punctis postice obliteratis, apice rufo marginatis, carina
humerali parum elevata.
Allongé revétu, sur l’avant-corps et en dessous, d’une pube-
scence grise fine et dense, avec les élytres presque glabres, noir,
devant du prothorax marginé de roux ainsi que le sommet des
élytres, membres testacés avec les cuisses obscures en dessous.
Téte assez grosse; antennes assez courtes, à 5 derniers articles '
un peu épaissis; prothorax nettement plus long que large, sinué
sur les cotés, subarqué vers le milieu, courtement rétréci a la base,
avec les angles antérieurs grands et saillants en dehors, orné
d’un sillon médian raccourci flanqué, de chaque cété, d’ une
earéne émoussée, les carénes oblitérées a leurs extrémités, plus
longuement en avant; cette partie du corps présente de petites
subdéprimés au milieu, assez no atténués à l’ extrémité, brillants ;
presque glabres, d’ un noir un peu bronzé avec l’estrémité bordée
de roux, ornés de rangées de points qui s’oblitérent postérieu- —
rement avec les eee en partie faiblement ridés et une fine
caréne humeérale distincte sans étre élevée; dessous du corps
densément pubescent; pattes assez longues. Long. 3 mill. environ.
Somalie Italienne, cours supérieur de l’Quebi Scebeli, à Malca- | si 3
Dubba, Janvier 1929; dans l’eau, sous les cailloux. ae
Type au Musée Civique d’Histoire Naturelle de Génes.
Hspéce remarquable, distincte entre toutes et caracterisée,
à première vue par la structure de son prothorax, et notamment
par ses angles trés grands et saillants en dehors.
\ ery
SPEDIZIONE DI S. A. R. IL Duca PEGLI ABRUZZI
ALLE SORGENTI DELL’ Urst SCEBELI - RISULTATI ZOOLOGICI
-FORMICIDAE (HYMENOPTERA)
per CARLO MENOZZI
Ringrazio la Direzione del Museo Civico di Storia Naturale di
Genova d’avermi affidato lo studio del materiale mirmecologico
riportato dalla Spedizione di S. A. R. il Duca degli Abruzzi alle
sorgenti dell’Uebi Scebeli. Esso è modesto e la scarsità degli
esemplari aumenta la difficoltà della determinazione; tuttavia
sono riuscito a riconoscervi le seguenti specie:
Paltothyreus tarsatus, var. striatidens Sants.
Un’ operaia di Sceck-Ussen, riva destra dell’ Uebi Scebeli,
sulle falde orientali dell’altipiano abissino, a 800 m. s. m., di-
cembre 1928.
Leptogenys (s. str.) sp.
Due maschi di Akek, affluente di destra dell’ Uebi Scebeli
(regione Imi), gennaio 1929.
Non è possibile determinare con certezza i due maschi
senza le rispettive operaie.
Kuponera (Trachymesopus) Darwini,
var. africana For.
Una femmina dealata di Akek, gennaio 1929.
Bothroponera sp.
Due maschi di Malca-Dubbà (regione Imi), gennaio 1929, sono
molto caratteristici e ne dò perciò una sommaria descrizione;
C. MENOZZI
essi devono con tatta probabilità essere riferiti a quale delle. da
‘specie di questo genere del gruppo pumicosa.
Hanno il pedicolo, il torace ed il capo rosso testacei; il gastro
è bruno, le antenne e le zampe giallastre. Tutto il corpo è irto
di lunghi peli biancastri. Il capo è liscio e lucido, il pronoto è
sparsamente punteggiato, mentre l’epinoto ed il pedicolo hanno
numerose rughe, che si intrecciano, formando un regolare reticolo
a maglie larghe col fondo liscio; il gastro ha la metà anteriore
del tergite basale con grosse rughe longitudinali, mentre |’ altra
metà ed i tergiti susseguenti sono provvisti di punti a raspa, da
cui sorgono i peli. Le mandibole sono bidentate. Lo scapo delle
antenne è tre volte più lungo che largo; il primo articolo del
funicolo è molto breve, trasversale, il secondo è un poco più
corto del terzo, questo ed i susseguenti articoli sono ciascuno di
lunghezza uguale circa a quella dello scapo. Torace tanto largo
quanto il capo. Pedicolo piriforme. Pigidio terminato con due
lunghe spine. Penultimo sternite senza alcuna smarginatura al
margine anteriore. Ali giallastre, con una caratteristica macchia
bruna all’apice.
Lunghezza mm. 10,6-12.
Camponotus (Tanaemyrmex) maculatus
var. liocnemis Sants.
Un’operaia minore ue Malca-Dubbà (regione Imi), gennaio 1929,
che riferisco con qualche dubbio a questa forma.
Camponotus (Myrmisolepis) Braunsi
subsp. erythromelas Em.
Numerose operaie dello stesso luogo del precedente.
SPEDIZIONE DI S. A. R. IL Duca DEGLI ABRUZZI
ALLE SORGENTI DELL’ UrBi SCEBELI - RISULTATI ZOOLOGICI
DESCRIZIONE DI UNA NUOVA MANTISPILLA
per il R. P. LONGINOS NAVAS, S. J.
Mantispilla Basilei sp. nov.
Caput flavum, macula inter et ante antennas, alia grandi in
medio labri, stria media in epicranio et alia longitudinali prope
oculos, maculis anterioribus, fusco rubris (fig. a), labro antice
rotundato; oculis grandibus,
fuscis; palpis flavis, apice
ultra medium ex 4 articulis
fuscis, mox 4 Havis, denique
6 fuscis, ultimo acuto.
Thorax flavus. Prono-
respersum, in medio ante-
riore ad latera obscurius;
prozona brevi, margine ante-
riore rotundato, flavo; me-
Mantispilla Basilei, Nav. tazona saltem triplo lon-
i a dell’ ala posteriore. SING: n medio È ester
os leviter dilatata; pilis flavis,
antrorsum directis (fig. a). Meso- et metathorax inferne fusco
maculati, superne fascia longitudinali lata fusca ad latera.
Abdomen flavum, inferne lineis transversis fuscis, superne
macula grandi fusca ad pleraque segmenta.
. Pedes flavi, flavo pilosi; femoribus anterioribus dilatatis, ex-
terne atomis striolisve fuscis, interne citra medium macula fusca,
fuscis; antennis flavis, tractu
tum totum punctis fuscis
ultra medium testaceo-ferrugineis, spinis marginalibus flavis; f
ribus posterioribus atomis fuscis respersis. RR
Alae hyalinae, immaculatae; stigmate triangulari elongato,
fusco, interne longiter, externe breviter flavo; reticulatione fusca: —
ramis flexuosis 1, 2, 1 (fig. 2); venis costalibus fere 7 in ala
anteriore, 5 in posteriore. TATA
Long. corp. Q 7,9 mm.
è iv Pala, ant GONO o
pala post. 8/2 | Nr:
Tipo nel Museo Civico di Storia Naturale di Genova. i ae
Questa nuova specie rappresentata da un esemplare 1 in cattive
condizioni di conservazione, fa parte del materiale riportato dalla’
Spedizione di S. A. R. il Duca degli Abruzzi alla ricerca delle
sorgenti dell’Uebi Scebeli e fu raccolta nella regione degli |
Aulihan nel gennaio del 1929. Mi compiaccio dedicarla al Tenente
Colonnello della R. Marina, Dott. Cosimo Basile, cui si devono
le raccolte zoologiche di questo viaggio.
RISULTATI ZOOLOGICI DELLA Missione INVIATA DALLA R. Società
GEOGRAFICA ITALIANA PER L'ESPLORAZIONE DELL'OASI DI GIARABUB
(1926 - 1927)
LISTE DES HEMIPTERES
par ERNEST DE BERGEVIN
Les Hémipteres qui font l’objet de ce mémoire m’ont été
confiés pour la determination par la Direction du Musée Civique
d’ Histoire Naturelle de Génes. Ils ont été recueillis par M. Ch.
Confalonieri, membre de la Mission chargé des recherches d’hi-
stoire naturelle.
D’aprés les espéces qui m’ont été adressées, il y a lieu de
constater que la faune hémipterologique de Cyrénaique ne diffère
pas sensiblement de la faune littorale Eeypto-Méditerrancenne,
non plus que des faunes tunisienne et algérienne. Quelques
espéces sont à tendance méridionale, c’ est à dire descendant au
dessous du 35 ©*° degré paralléle, parmi ces espéces, je citerai:
La superbe Codophila maculicollis Dall., Cercinthus Leh-
mani Kolti, Blissus hirtulus Burm. que l’on retrouve dans le
Sud Tunisien, Cymophyes ochroleuca Fieb., Henestaris curtu-
lus Horv. d’Égypte, Lethaeus Lethierryi Put., Ploiaria gras-
sator Put., Vachiria Natolica St. |
L’examen de cet envoi m’a en outre, révélé deux espéces
nouvelles décrites et figurées au cours de cette note. (’)
Dans l’enumération qui va suivre j'ai adopté l’ordre du cata-
logue du regretté Oshanin (1912).
(1) Les espéces que je n’ai pu déterminer avec certitude sont suivies d’ un point
d’interrogation.
E. DE BERGEVIN
I. Famille des CYDNIDAE
1. Geotomus spec. ? prope pyg@mezeus Dall.
Giarabub, Porto Bardia (3 exempl.).
Nota. G. pygmaeus Dall. est une espéce ubiquiste que l’on
rencontre depuis la Chine jusqu’aux régions Australes.
2 Brachypelta aterrima Forst.
Deux exemplaires de Porto Bardia. 7
Espéce commune partout dans les terrains meubles: Sud Eu-
rope, Nord Afrique, Asie Mineure, Caucase, Turkestan, régions
Ethiopienne et Australe.
3. Sehirus dubius Scop. var. melanopterus H. S.
Un exemplaire. Porto Bardia.
Cette variété est surtout Méditerranéenne et s’étend jusqu’a la
Perse, la Chine et la Russie occidentale.
II. Famille des PENTATOMIDAE
4. Kurygaster Hottentota F. v. Maroccanus F.
Cyréne, 1 exemplaire.
Espéce des régions Méditerranéennes et de la Russie méri-
dionale.
5. Sciocoris conspureatus Klug.
‘De Giarabub 4 Porto Bardia, 1 exemplaire.
S’éetend de l’Egypte a l’Espagne en passant par l’ouest Aleé-
rien et le Maroc.
6. Carpocoris purpureipennis de G.
Cyréne, 1 exemplaire
Répandu dans toute la région paléarctique.
ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB
.7. Codophila varia F.
7 XG
Cyréne, 1 exemplaire.
_____Espéce Mediterranéenne, s'étendant au Caucase, à la Turquie,
au Turkestan.
8. Codophila maculicollis Dall.
Gorabub: SOX:
Superbe espéce du Nord Africain, de l'Arabie et de la région
_ Ethiopienne. Fort rare.
9. Croantha ornatula H. S.
Giarabub, 2 ex., région Méditerranéenne et les peuplements
de Salsolacées du Sud Algérien et Tunisien.
10. Holeogzaster fibulata Germ. var. exilis Horv.
Cyrene, 1 ex. Indiquée seulement de Tunisie, Algérie et
Gréce. È
III. Famille des COREIDAE
ll. Haploprocta sulcicornis F.
Porto Bardia, Giarabub, 3 ex.
Espèce subméditerranéenne.
12. Cercinthus Lehmanii Klti
Porto Bardia, 2 ex. Se rencontre dans le Sud Tunisien, en
_ Egypte, en Syrie, Turquie et Turkestan.
13. Phyllomorpha algirica Guér.
Cyrene, Porto Bardia, 4 ex.
S'étend de l’Egypte a I’ Algérie.
i 32 E. DE BERGEVIN
14. Pseudophloeus Gestroi (') spec. nov.
ARE ~ De couleur testacé clair. Téte chargée de tubercules de méme
couleur plus ou moins arrondis. Tubercules antennifères aigus, a
Fig. 1. Pseudophloeus Gestroi, sp. n.
pointe mousse, non recour-
bés. 1.7 article des antennes
épais légérement pédon-
culé, muni de gros tuber-
cules blancs arrondis.
~2.° article égalant la
1/, de la longueur et de
l’épaisseur du premier, plus
finement tubercule.
3.èrearticle presque lisse,
imperceptiblement et obtu-
sement scabre, égalant 4
fois la longueur du 2.°"°
è, et presque aussi épais que
lui; ces trois premiers ar-
ticles très pales, le 4.°™°
/noir, ovoide avec une base
cupuliforme.
Yeux et ocelles pales.
Pronotum à bords trés
légèrement sinués, à an-
gles postérieurs. simple-
ment arrondis mais non
auriculés, munis d’épines ou de tubercules emoussés. Bord infè-
rieur légérement convexe. Disque muni d’un sillon median profond
surtout au sommet; de part et d’autre de ce sillon et vers la
base quatre gros tubercules blancs, isolés, précedés, a partir du
sommet, de quelques tubercules de méme couleur plus petits et
également isolés et de quatre aiguillons noirs assez forts.
Ecusson à caréne longitudinale aplatie, peu saillante, è base
profondement évidée, terminé par deux tubercules apicaux, épi-
neux sur les còtés antérieurs et sur la saillie de séparation de la
(1) Je me fais un plais!r de dédier cette espéce au vénéré professeur Gestro.
ESPLORAZIONE DELL OASI DI. GIARABUB © 39
dépression basale. Clavus 4 3 ou 4 rangées de cellules. Hémé-
lytres constitués par de larges cellules quadrangulaires. (Fig. 1).
Pattes de la couleur fonciére, sauf quelques traits noirs sur
les femurs antérieurs; un large trait brun a l’apex des fémurs
| postérieurs, qui sont munis de l’épine caractéristique du genre et
un petit anneau noir a la base des tibias postérieurs.
Connexivum trés-large, noiràtre a l’intersection des articles.
Membrane blanche ainsi que les nervures qui sont ornées de
quelques traits noirs irreguliérement disposés.
Long.: mm. 6 !/,; 1 ex. gd provenant de Giarabub. Type
au Musée Civique de Génes.
Cette espéce différe de Pseudophloeus Falleni Schill. par
son pronotum a bords non auriculés, par ses antennes dont les
art. 2, 3 et 4 sont plus épais, par son ornementation tubercu-
loide. Dans Ps. Falleni ces tubercules bordant le sillon median
du pronotum, forment une agglomération serrée a éléments non
sépareés. one
Elle différe de Ps. Waltti H. S. par le 3.'"° art. des antennes
. beaucoup moins scabre, non renflé en massue et non rembruni à
l’extremite.
En definitive espéce a caractère franchement desertique.
15. Clio lateralis Germ. var. brevipes H. S$.
Cyréne, 1 ex. :
16. Liorhyssus hyalinus F.
Girababs 2 ex.
17. igen gods hyalinus F. var. marginatus Jak.
Giarabub, 9 aoe
18. Liorhyssus hyalinus F. var. rubricatus Reut.
Porto Bardia, 10 ex.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (8 Novembre 1930). 3
E. DE BERGEVIN
IV. Famille des PYRRHOCORIDAE
19. Seantius aegyptius L.
Ì DI
Porto Bardia.
V. Famille des LYGAEIDAE
20. Spilostethus pandurus Scop. var. militaris F.
Forme a membrane blanche. Giarabub, Cyréne, Porto Bardia,
nombreux exemplaires. — .
21. Melanocoryphus persimilis Horv.
“Cyrene; 1 ex:
22. Blissus hirtulus Burm.
Hat el Fredga; Cyrenaique, 4 ex.
23. Cymoph e ochroleuca ‘> Fieb.
Cyréne.
24. Henestaris curtulus Horv.
Porto Bardia, 1 ex.
25. Geocoris megacephalus Rossi
var. villosulus Mont.
Giarabub, Tex:
26. Geocoris luridus Fieb.
Giarabub, 5 ex.
ESPLORAZIONE DELL’OASI DI GIARABUB LS
27. Artheneis chlorotica spec. nov
Giarabub, 3 ex., 1 g, 2 9. (Fig. 2). |
De couleur uniforme testacé blanchàtre, sans aucune pigmen-
tation. Téte finement et superficiellement ponctuée. 1." article
des antennes petit n’atteignant pas le sommet de la téte. 2.°"°
| article filiforme cing fois aussi long que le premier. 3. article
deux fois moins long que le
deuxième. 4. article de la
méme longueur que le 3.°"° étroi-
tement fusiforme et légérement
rembruni dans sa moitié supé-
| rieure.
Yeux roussàtres, ocelles pe-
tits, rapprochés des yeux.
Pronotum densément et fine-
ment ponctué, muni, au bord
supérieur, d’un anneau bien
délimité, ponctué, et d’une bor-
dure latérale atteignant le quart
inférieur.
Disque divisé transversale-
ment en deux parties 4 peu
pres égales: la supérieure légè-
rement convexe, jaunàtre, par-
- tagée en deux par un sillon
longitudinal trés visible; la partie
inférieure un peu plus claire, non sillonnée et finement ponctuée.
Scutellum ponctué, à partie supérieure excavée, bordée d’ un
calus blanc d’ivoire en forme de U comme dans les 3 espéces
déjà connues.
Hémelytres très superficiellement ponctués presque lisses, dia-
phanes, et se confondant avec la membrane.
Connexivum de méme couleur, sans pigmentation plus foncée
a l’intersection des segments.
Pattes de méme couleur ainsi que le tergum et l’abdomen.
Femelle mm. 2 !/,. Male 2 mm. deux 9 et un of de Gia-
rabub (Cyrenaique). Musée Civique de Génes.
Fig. 2. Artheneis chlorotica sp. n.
E. DE BERGEVIN
Le genre Artheneis, qui vit sur les Tamarix, comportait
Jusqu'à ce jour a ma connaissance 3 espéces seulement:
1.° Artheneis foveolata ui he
+ ad 2° Artheneis hircanica Kuti.
di” 3.° Artheneis alutacea Fieb.
di. À propos de cette dernière espéce, je dois dire que le Docteur
Foley, de l’institut Pasteur d’Alger, me l'a signalée comme
ui haematophage a l’occasion. Il en a été lui méme victime au
Hoggar. Cette quatriéme espéce différe, A première vue des 8°
autres par les antennes filiformes et la longueur relative du Q ame
article; par la couleur uniformément pale de |’ insecte et par la
ponctuation beaucoup plus fine que dans les espéces cd pon-
i. . ctuation devenant imperceptible sur les hone jusqu’a les
rendre translucides.
a 3 Espéce a caractére nettement désertique mais qui doit vivre
. sur les Tamarix ainsi que ses congénéres.
28. Lethoeus Lethierryi Put.
Porto Bardia, 2 ex.
29. Emblethis ciliatus Horv.
Porto Bardia, 1 ex.
i Ae 30. Emblethis verbasci F. i
Porto Bardia, Cyréne, 2 ex.
31. Acompus rufipes WIf. var. nigrescens mihi
Cyrene, 1 ex.
32. Stygnocoris rusticus Fall. var. nov.
Porto Bardia, 1 ex.
ESPLORAZIONE DELL'OASI DI GIARABUB
VI. Famille des BERYTIDAE
33. Berytus Miur S.
| Porto Bardia, 1 ex.
su +s VIE. Famille des ARADIDAE
_ 34. Aradus subgenus ee spec. ? ?
Cyréne, 1 ex.
VIII. Famille des TINGITIDAE
35. Monanthia rina Put.
Porto Bardia, DD
IX. Famille des CIMICIDAE
36. Ginck ich Aria L.
‘Giarabub, 1. ex.
es Famille dbs REDUVIIDAE
37. Ploiaria grassator Put.
fi Gaarabub, dex.
Espèce désertique.
38. Oncocephalus Putoni Reut.
Porto Bardia, 1 ex.
39. Vachiria Natolica Stàl
Giarabub, ‘3 ex.
E. DE BERGEVIN ©
40. Aspilaspis viridis Brullé
Giarabub, 16 ex.
XI. Famille des CAPSIDAE
41. Lygus apicalis Fieb. I DI
Giarabub, 1 ne : i
42, Calocoris instabilis Fieb.
Porto Bardia, 2 ex.
: 43. Auchenocrepis alboscutellata Put.
Giarabub, 2 ex.
44. Tuponia pallida Reut.
Giarabub, 4 ex.
45. Tuponia concinna Reut.
Giarabub, 7 ex.
#
XII. Famille des ANTHOCORIDAE
46. Brachysteles parvicornis Costa
forme brachyptère (Br. dubius Reut.)
Giarabub 2 ex.
47. Triphleps laevigata ‘ Fieb. an prope.
Giarabub, 2 ex.
| ESPLORAZIONE DELL’OASI DI GIARABUB
XIII. Famille des NOTONECTIDAE
48. Anisops vitraea ‘“? © Sign.
} Giarabub, 1 ex.
| XIV. Famille des CORIXIDAE
49. Arcetocorixa hieroglyphica i
Giarabub, nombreux ex.
a | S.-ordre HOMOPTERES
XV. Famille fle CICADIDAE
50. Tettigia Geriazi Guér.
Gyrene. dex. 6".
n Famille des JASSIDAE
dl. Athysanus "uni Leth.
Giarabub, 1 ex.
O
N
da
SPEDIZIONE DI S. A. R. IL Duca DEGLI ABRUZZI
ALLE SORGENTI DELL’ UEBI SCEBELI - RISULTATI ZOOLOGICI
Rd Pi eee SIC
per D. VINCIGUERRA
S. A. R. Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, che con intel-
ligenza e tenacia prosegue nell’opera di valorizzazione della nostra.
colonia Somala, organizzò sullo scorcio dell’anno 1928, una spedi-
zione in Abissinia, all'intento di riconoscere la zona sorgentifera
dell’ Uebi Scebeli. L’ Augusto Principe non volle che durante
questo viaggio in regione sinora sconosciuta fossero trascurate le
raccolte. zoologiche, affidandone l'esecuzione ad uno dei membri
della Spedizione, il tenente colonnello medico della R. Marina
Cosimo Basile.
Il viaggio si compiè in senso discendente dall’ Abissinia a
Mogadiscio assai rapidamente, poichè durò 100 giorni (28 ottobre
1928-4 febbraio 1929) 67 dei quali di marcia, durante i quali
furono percorsi 1400 chilometri. Non furono quindi possibili fer-
mate che consentissero di raccogliere animali in certa quantità e
le raccolte fatte furono necessariamente scarse, ma a malgrado
di ciò non sono prive di interesse poichè aumentano le nostre
cognizioni sulla fauna di quella regione.
I Rettili non sono rappresentati che da due specie e i Pesci
da tre. |
RETTILI
Mabuia megalura?. Peters, Mon. Berl. Acad. 1878, p. 204,.
tav. II, fig. 4 a-c. — Boulenger, Cat. Liz. Br. Mus. III,
p. 195. — Tornier, Deutsch. Ost.-Afr. Rept. p. 43.
Un individuo, senza coda, raccolto 1’11 novembre 1998, sulla
sponda sinistra dell’Uebi Scebeli, presso le sorgenti.
RETTILI E PESCI SOMALI © n 41
Questo esemplare non è riferibile che al gruppo di Mabuia
caratterizzato dall’avere il disco della palpebra inferiore più o
meno trasparente e indiviso, un solo suboculare simile agli altri
labiali, i frontoparietali, i parietali e l’interparietale distinti, le
squame liscie e l’apertura uditiva poco appariscente, al quale è
ascritta, secondo il Catalogo di Boulenger, la sola Mabuia me-
galura. Questo individuo però differisce in varii particolari dallo
esemplare tipico e principalmente per il maggior numero di
squame che circondano il corpo che sono 28 e non 24, come in
quello. e per la lunghezza notevolmente minore degli arti. Ma
il Parker, erpetologo del Museo Britannico, che ha esaminato
questo individuo e lo ha riferito, per quanto dubbiosamente a
questa specie, mi informa che in una serie di individui provenienti
dall’ Uganda e dal Kenia, che furono determinati da Boulenger,
la lunghezza delle estremità si mostra estremamente variabile.
Anche il colorito del corpo è un po’ diverso da quello della
descrizione: il dorso è castagno chiaro con una. doppia linea
dorsale più oscura, accompagnata esternamente da una sottilis-
sima striscia egualmente oscura: i fianchi sono intensamente
bruni, superiormente marginati di bianco e inferiormente limitati
da una marcatissima striscia bianca che va dal muso, sotto l’occhio
e l'articolazione degli arti all’estremità. Le parti inferiori sono
bianchiccie con striscie cenerine longitudinali.
La specie, a giudicare anche dagli esemplari elencati dal
Tornier, sembra essere piuttosto frequente nell’ Africa orientale
inglese ed ex-tedesca. i
A questa specie è riferito dubbiosamente da Boulenger I’ Eu-
meces massaianus di Fischer (Jahrb. Hamb. Wiss. Anst. I,
1884, p. 18, tav. II, fig. 5) che ha 26 serie di squame intorno
al corpo, la coda assai più corta della M. megalura e un colo-
rito alquanto diverso.
Psammophis biseriatus, Peters, Sitzber. Ges. Naturforsch. Fr. 1881,
p. 83. — Bouleng. Cat. Snak. Br. Mus. III, p. 168.
Un individuo, in pessime condizioni, raccolto nel gennaio 1929
nella zona di Imi. È specie molto diffusa nell’ Africa orientale e
centrale, che fu raccolta anche dall’ing. Bricchetti Robecchi e dal
cap. Bottego.
49 D. VINCIGUERRA
PESCI
Alestes affinis, Gthr. — Bouleng. Cat. Freshwat. Fish. Afr. ING
p 208; fe 0150:
Un giovane individuo lungo 45 mm. del fiume Uebi Scebeli,
raccolto a Imi presso una rapida a Malca-Dubba il 12 gennaio 1929.
È questa la specie che nei fiumi dell’ Africa orientale centrale
rappresenta l'A. imberi Ptrs., largamente diffuso dal Congo al
Limpopo.
Engraulicypris Bottegi (Vincigr.). — Neobola Bottegi, Vincigr. —
Ann. Mus. Civ. Genova XXXV, p. 57, tav. V, fig. 1. — ©
Bouleng. Cat. Freshwat. Fish. Afr. II, p. 213, fig. 187.
Parecchi esemplari raccolti a Imi, alcuni dei quali nei pressi
di una cascata a Malca-Dubbà, alla- confluenza dell’ Uebi Scebeli
col suo affluente Darrò, il 9 gennaio 1929.
Il maggiore di questi individui misura 47 mm. senza la pinna
codale. Il numero dei raggi molli della pinna anale è in alcuni
superiore a quello da me indicato nella descrizione originale e da
Boulenger, perchè se ne contano sino a 20, ma un esame accu-
rato mi ha mostrato che tale numero si riscontra anche in alcuni
degli individui tipici; però non essendovi altra differenza non mi
pare poter dar loro importanza specifica.
È specie comune nel Ganana, nell’ Uebi Scebeli, nell’Omo e
nel lago Rodolfo.
Clarotes laticeps (Rupp.). — Bouleng. Cat. Freshwat. Fish. Aff
II, p. 342, fig. 267.
Due esemplari, il maggiore dei quali lungo mm. 265, raccolti
a Imi sull’Uebi Scebeli.
Questa specie si distingue bene da tutti gli altri siluridi per
la presenza nella pinna adiposa dell’adulto, di una spina e di
parecchi altri raggi molli: articolati.
E largamente diffusa in Africa dall’alto Nilo sino al Niger
ed ai fiumi dell’ Africa orientale.
LE NASSARIIDAE
DEL MAR ROSSO E DEL GOLFO DI ADEN
i Dott. J. BISACCHI
Nella presente monografia ho studiato gli esemplari della
famiglia delle Nassariidae del Mar Rosso e del golfo di Aden
che fanno parte della ricca collezione malacologica del Museo
Civico di Storia Naturale di Genova.
Essi sono stati raccolti in massima parte dal Prof. A. Issel e
dal Dott. O. Beccari durante il viaggio intrapreso nel mare eritreo
nell’anno 1870.
A questi ho pure aggiunto alcuni Nassarius raccolti dal Prof.
L. Sanzo durante la Crociera idrografica compiuta nel 1923-1924
con la R. N. « Ammiraglio Magnaghi », compresi in una colle-
zione di conchiglie regalata al nostro Museo; parecchi esemplari
donati dai Comandanti Cassanello, Marcacci, dal Cap. Sapelli,
dal Dott. Varriale, dal Sig. A. Pogliani e da alcuni altri; ed in-
fine le specie che gentilmente ho avuto in comunicazione dai
Musei di Firenze e di Torino, dal Dott. R. Del Prete e dall’Ing.
G. Coen.
Tutto questo materiale, che è interessantissimo per la ricchezza
delle specie riunitevi, ha portato un valido contributo alla cono-
scenza della fauna malacologica del Mar Rosso coll’annoveramento
di diversi Nassarius non ancora citati per questo mare e coll’ag-
giunta di due nuove specie: Nassarius (Zeuxis) Isseli, Nas-
sarius (Hima) Beccarii e di una nuova varietà del N. fenestratus
Marrat (var. Gestroî). o
Il numero delle specie da me elencate ammonta a 27 riunite
in 9 sottogeneri. |
Dal lato faunistico viene comprovata per tale famiglia 1’ affinità
tra la fauna del Mar Rosso e quella dell’ Oceano Indiano e la
netta separazione tra la fauna eritrea e la mediterranea.
Ringrazio con animo grato il Prof. R. Gestro, Direttore del
. Museo Civico di Storia Naturale di Genova, per avere affidato a
AGRO LI
coniate
hh J. BISACCHI
me tale studio, e rivolgo i sentimenti di profonda riconoscenza al
Dott. L. Germain di Parigi per il valido aiuto portatomi nell’iden-
tificazione dei due nuovi Nassarius e al Dr. J. R. le B. Tomlin
di Londra tanto per la determinazione di alcune specie, quanto
per il gentile invio di materiale di confronto.
Famiglia NASSARIIDAE.
Genere NASSARIUS Dumeril 1806 (1).
(NASSA Lamarck 1799).
Sottogenere NASSARIUS Duméril sensu stricto (1806).
Nassarius (sensu stricto) arcularius (Linneo).
Buccinum arcularia Linneo, Syst. nat. 1767, tom. I, parte VI,
pag. 3480.
Buccinum arcularia Kiener, Icon. coq. viv. gen. Buccinum,
1834-1856, vol. X, pag. 94, tav. 28, fig. 115.
Buccinum arcularia Lamarck, Anim. sans vert., 1844, ed. IL,
vol. X, pag. 178.
Mar Rosso senza indicazione precisa di località (quattro esemplari,
Museo di Torino).
Questi Nassarius, per confronti fatti, sono identici agli
esemplari raccolti da-O. Beccari nelle isole Giava e Aru. La loro
colorazione è completamente bianca con macchie brune negli
spazii intercostali.
Distribuzione geografica: oceano Indiano, Durban, Natal,
Mozambico, is. Giava, Molucche, Filippine, is. Papuane, oc.
Pacifico, Nuova Caledonia.
Nassarius (sensu stricto) Bronni (Philippi).
Buccinum Bronni Philippi, Abbildungen Beschreib. Conchyl.,
85.10, pag. 49s tae le tie 72
(1) Tomlin J. R. le B. Report on the marine mollusca in the collections of the
South African Museum. Annals of the South African Museum 1928, Vol. XXV, pag. 313.
NASSARIIDAE i 45
~ Nassa Bronni Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841-1878,
volvo tav. (22; fie. 140.
_Mar Rosso senza località precisata (due esemplari, Museo di Torino).
Distribuzione geografica : Africa meridionale, is. di Giava.
Nassarius (sensu stricto) coronatus (Bruguière).
deo i Li Encycl. meth. Vers, 1889,
pag. 277.
Buccinum coronatum Lamarck, Anim. sans vert., 1844, vol. X,
i pas.) 180. |
Buccinum coronatum Kiener, Icon. coq. viv. gen. Buccinum,
1834-1856, vol. X, pag. 97, tav. 28, fig. 112.
Baia di Assab (un esemplare, Issel e Beccari, 1870).
Massaua (un giovane esemplare, Antinori).
Aden (tre esemplari del Museo di Torino e tre della collezione
Del Prete).
Questi Nassarius presentano un vasto grado di polimorfismo.
Variano nelle dimensioni, da mm. 30 di lunghezza per 18 di
larghezza a mm. 23 X 13, negli anfratti che sono più o meno
slanciati e danno quindi alla conchiglia un aspetto più o meno
| tozzo, nel colore e nell’evidenza più o meno spiccata delle costole
che in alcuni esemplari si prolungano debolmente lungo tutto
l’ultimo giro.
Distribuzione geografica : Africa orientale, Madagascar,
oc. Indiano, Natal, Durban, golfo di Oman, is. Andaman, Giava,
Filippine e Nuova Guinea.
Nassarius (sensu stricto) delicatus (A. Adams).
Nassa delicata A. Adams, Proceed. zool. soc. Lond., 1851, pag. 99.
Nassa delicata Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841- 1878,
vol. VII, tav. XXVII, fig. 180.
HG: J. BISACCHI
Massaua (sei esemplari presi a 10-20 m. di profondita, Issel e
Beccari, 1370).
Distribuzione geografica: Sorsogon, Albay, Luzon, (Filippine). _
Nassarius (sensu stricto) fissilabris (A. Adams).
Nassa fissilabris A. Adams, Proceed. zool. soc. Lond., 1851,
pag. 99.
Nassa fissilabris Reeve, Conch. icon. monogr. Di 1841- 1878,
vol. ML tav VE, ie 20:
Massaua (cinque esemplari, Issel e Beccari, 1870).
Is. Dahalac (un esemplare raccolto lungo la spiaggia a 6-7 m. di |
profondità, L. Sanzo, 23-II-1924).
Is. di Sarato nell'arcipelago di Dahalac (nove esemplari, Issel,
1870).
Is. Howakil (un esemplare, L. Sanzo, 11-X-1923).
Assab (due esemplari, Issel e Beccari, 1870).
Anche in questa specie vi sono esemplari di mm. 15 X 9 t/,
ai quali si contrappongono esemplari di mm. 11 X 7, con spirale
più o meno slanciata che fa assumere alla conchiglia un aspetto
più o meno tozzo.
Distribuzione geografica : Mindanao (Filippine).
Nassarius (sensu stricto) lentiginosus (A. Adams).
Nassa lentiginosa A. Adams, Proc. zool. soc. Lond., 1851,
pag. 105.
Nassa lentiginosa Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841-1878,
voli VII tav. IIL, fis, 15.
Aden (un solo esemplare donato da Tomlin al Dott. Del Prete
che gentilmente me lo ha inviato in comunicazione).
Questa specie è già indicata per il golfo di Aden nell’elenco
di Shopland.
Distribuzione geografica : Is. Masbate (Filippine).
NASSARIIDAE eye
Nassarius (sensu stricto) pullus (Linneo).
Nassa pullus Linneo, Syst. nat. ed. XII, pag. 1201. i
Nassa pulla Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841-1878,
NOV. tava IV fie, 29: i
Buccinum pullus Lamarck, Anim. sans vert., 1844, ed II,
tav. X,- pag. 182.
Nassa sulcifera A. Ad. Proceed. zool, soc. Lond., 1851, pag. 98.
Akaba (un giovane esemplare).
Massaua (ottanta esemplari pescati nei suoi iodio Issel e
Beccari, 1870; quattro esemplari presi vicino alla banchina
del porto a 9 m. di profondità, L. Sanzo, 21-IV-1924).
Is. Dahalac (nove esemplari, L. Sanzo, 23-11-1924).
Is. di Sarato (sei esemplari, Issel e Beccari, 1870).
Assab (diciannove esemplari raccolti da Issel e Beccari 1870,
quattro dal Com. Sapelli, uno dal Capitano medico R. Varriale
e uno proveniente dalla collezione Coen).
Aden (tre esemplari della collezione Del Prete).
Zeila nell'isola di Saldadin (tre esemplari pescati nel 1879 dal
comandante dal R. Avviso «Rapido »).
Dal ricco materiale che ho avuto a mia disposizione ho potuto
constatare un grande polimorfismo negli individui di questa specie.
Fig. 1. Fig. 2.
Nassarius pullus (Linn.).
Da esemplari che misurano mm. 15 X 10 si arriva per gradi
ad esemplari di mm. 34 X 15; ad esemplari slanciati si contrap-
pongono individui del tutto tozzi. La scultura della conchiglia
AS J. BISACCHI
può essere più o meno accentuata, le costole longitudinali e le |
striature trasversali possono essere talvolta fitte, tal’ altra piu
allontanate tra loro e così i tubercoli columellari in alcuni indi-
vidui sono più robusti che in altri. Una variabilità maggiormente
spiccata si riscontra nell'apertura boccale, questa è circondata da
un forte callo columellare bianco che in alcuni casi può arrivare
alla metà dell'ultimo anfratto (fig. 1), in altri ricoprirlo comple-
tamente (fig. 3). Esso porta un dente palatale ben marcato e tre
o cinque piccoli denti posti lungo la columella. La fauce quasi
sempre bruna è attraversata da-una o due fascie bianche.
Distribuzione geografica: oc. Indiano, Filippine.
Nassarius (sensu stricto) Rumphii (Deshayes).
Arcularia major Rumphius, Amboinsche Rariteitkamer, 1741,
tav. XXVII, fig. M. |
Buccinum forma Q, Gualtieri, Index testarum, 1742, tav. 44, fig. Q.
Buccinum arcularia var. 6 Lamarck, Anim. sans vert., 1844,
ed. If, vol. X, pag. 179.
Nassa areularia Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841- 1878,
vol. VIII, tav. IV, fig. 25 a.
Massaua (due esemplari avuti in comunicazione dall’ Ing. Coen).
Intorno al Nassarius Rumphii la bibliografia è poco chiara
perchè i primi autori confusero questa specie talora con il
Nassarius arcularius L. tal’ altra con il Nassarius pullus Lk.
Rumphius (1741) la descrive col nome di arcularia major,
Gualtieri (1742) a tav. 44 della sua opera riporta quattro figure
N, 0, Q, R che descrive come un’ unica specie in poche e
succinte parole. Lamarck è il primo a mettere un po’ di ordine
in questa intricata questione. Egli separa dall’ arcularia O,R e
dalla pullus N, la forma Q di Gualtieri, proponendo di chiamarla
col nome del suo primo descrittore Buccinum Rumphii e met-
tendo bene in evidenza i caratteri che la distinguono dall’arcularia.
«On voit» egli dice « que dans la variété la callosité est
toujours beaucoup moins étendue et moins épaisse, elle ne
couvre pas tout le ventre du dernier tour ; la spire est plus
NASSARIIDAE 49
élancée, plus scalaroide, le sommet des tours étant toujours
aplati; sur ces premiers tours, les plis longitudinaux sont
beaucoup plus nombreux, et une strie profonde détache à leur
sommet une rangée de petits tubercules qui deviennent
subitement plus gros sur le dernier tour, sans cependant
prendre la grosseur et la disposition de ceux de Varcularia».
Più tardi Reeve erroneamente rifonde insieme l’arcularius
con il Rumphii e riporta a tav. IV, fig. 25 a, un vero e proprio
Rumphius al quale dà il nome di Nassarius arcularius.
Nota per il golfo di Akaba e di Aden.
Distribuzione geografica : stretto di Jubal.
Sottogenere NIOTHA A. Adams (1853).
Nassarius (Niotha) fenestratus (Marrat).
Nassa fenistrata Marrat, Propos. new forms of genus Nassa,
Liverpool, 1877, pag. 10. |
Nassa Isabellet Reeve (non D’ Orb.) Conch. icon. monogr. Nassa,
1841-1878, vol. VIII, tav. VII, fig. 47.
Mar Rosso (otto esemplari senza località precisata).
Massaua (un esemplare pescato a 15-20 m. di profondità da A.
Issel, 1870).
Akaba (un esemplare, Arconati).
. Quest’ ultimo sarebbe l’ esemplare elencato da Issel nella Ma-
lacologia del Mar Rosso, 1869, col nome di marginulata Lamk.
varietà Gestroi.
Massaua (undici esemplari pescati a 15-20 m. di profondità, Issel
e Beccari, 1870; un esemplare preso con reti planctoniche a
circa 11 m. di profondità, L. Sanzo, 10-1-1924).
Archico (ventuno esemplari presi con reti planctoniche di super-
ficie, 18-I-1924, L. Sanzo). i
Arafali (sette esemplari pescati a 10 m. di profondità dal coman-
dante Cassanello, 1892).
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (24 Novembre 1930). 4
50 J. BISACCHI
Rathmat (un esemplare preso con reti planctoniche di superficie
29-11924, L. Sanzo).
Tutti questi esemplari hanno la stessa scultura del N. fene-
stratus Marr. ma differiscono per la forma più slanciata e perchè
sono di dimensioni più piccole (massima mm. 14 X 8, minima
mm. 11 X 6), hanno inoltre il callo columellare più leggero
tanto da lasciar trasparire in molti casi la scultura e la colora-
zione dell’anfratto sottostante. Il peristoma è acuto e ripiegato,
la fauce ben marcata nell'interno da due fascie bruno-rossiccie.
Distribuzione geografica: Natal, Mozambico, is. Moreton,
Filippine. dl
Nassarius (Niotha) gemmulatus (Lamarck). .
Buccinum gemmulatum Kiener, Iconogr. coq. viv. gen. Bucci-
num, 1834-1856, vol. X, pag. 85, tav. XXII, fig. 84.
Nassa gemmulata Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841-1878,
vol eval: tav.,.V , ties 20:
Buccinum gemmulatum Lamarck, Anim. sans. vert. 1844, ed.
II, vol. X, pag. 169.
Arcipelago di Dahalac (un esemplare pescato allo stato ancor
giovanile, Issel, 1870).
Djedda (due esemplari, Museo di Torino).
Distribuzione geografica : oc. Indiano, Giappone, Formosa,
Filippine, Nuova Guinea, Australia.
var. verrucosa A. Adams, Proceed. zool. soc. London, 1851,
pag. 97. |
Nassa verrucosa Reeve, Conch. icon. monogr. } Nassa, 1841-1878,
vol Villy ave MI ie.) 36:
Stretto di Perim (un solo esemplare dragato a sud-est dello Stretto,
L. Sanzo, 11-XII-1923).
Quest'ultimo Nassarius appartiene alla forma che Smith (Proc.
zool. soc. Lond, 1891, pag. 408) considera come varietà del gem-
rae NASSARIIDAE ues 54
mulatus Lk. Esso difterisce dalla specie per i seguenti caratteri :
spirale più slanciata, apertura boccale leggermente più piccola,
granulazione della conchiglia più spiccatamente verrucosa.
Nota per l'isola di Muscha (Com. G. Caramagna) e per il golfo
di Aden.
Distribuzione geografica : oc. Indiano, Filippine.
Nassarius (Niotha) Kieneri (Desha yes).
Nassa Kieneri Deshayes, Conchyl. de |’ ile de la Reunion, 1863,
| pag. 129.
Nassa marginulata Reeve (non Lamarck, nec Kiener) Conch.
icon. monog. Nassa, 1841-1878, vol. VIII, tav. VII, fig. 43
e tav. VIII, fig. 50-51.
Massaua e i suoi dintorni (ventitre esemplari pescati a 15-20 m.
di profondità A. Issel, 1870; un esemplare preso vicino alla ban-
china del porto a 0-12 m. di profondità, L. Sanzo, 20-IV-1924).
Fra Massaua ed Archico (otto esemplari, L. Sanzo, 18-11-1924).
-Archico (due esemplari presi a 5 m. di fondo, com. Cassanello,
1892).
Arafali (sei esemplari pescati nel golfo a 10 m. di profondità,
com. Cassanello, 1892).
Anche in questa specie variano le dimensioni; da individui di
mm. 24 X 44 si passa per gradi ad individui di mm. 14 X 17.
Degni di nota sono i Nassarzus di Archico che oltre ad essere
più grossi di quelli di Massaua, hanno la conchiglia più robusta.
Dagli individui di Massaua ed Archico si staccano completamente
i Nassarius di Arafali, che sono più eleganti, più slanciati e di
colore spiccatamente grigio. |
Nota per il Mar Rosso.
Distribuzione geografica : is. della Riunione.
Nassarius (Niotha) margaritiferus (Dunker).
| Buccinum margaritiferum Dunker, Zeitsch. Malak., 1847,
pag. 60.
59 J. BISACCHI
Buccinum margaritiferum Philippi, Abbildungen Edili
Conchyl., 1851, pag. 47, tav. I, fig. 12.
Nassa margaritifera Reeve, id icon. monogr. Nassa, 1841-
1873 vol VILL, tav UX, fie 59: det:
Nassa costellifera A. Ad. Proceed. zool. soc. Lond., 1851, p- 113.
Jemen (un esemplare adulto pescato lungo la Fener A. Pogliani,
1892).
Credo dover riferire questa graziosa conchiglia al Nassarius
margaritiferus Dunker, poichè vi corrisponde in tutti i caratteri,
morfologici. Differisce soltanto nella colorazione essendo l’esem-
plare del Mar Rosso completamente bianco e nelle dimensioni
che sono un po’ più piccole (mm. 31 X 11).. Esso fu certa-
mente raccolto fluitato e questa è la causa della scomparsa di
pigmentazione nella conchiglia. Sebbene sia ancora in buono stato
di conservazione, il fatto che non sia finora stato segnalato per ©
il Mar Rosso mette in dubbio sulla provenienza della specie, che
potrebbe essersi trovata casualmente nel mare eritreo trasportata
dalla corrente dell'oceano Indiano. Per le sue piccole dimensioni
si potrebbe facilmente confondere col Nassarius fasciatus Quoy
e Gaimard, specie analoga, dal quale differisce per i seguenti
caratteri: granulazione della conchiglia meno spiccata e più fitta -
con canale soprasuturale poco profondo, labbro columellare ben
distinto e completamente corrugato, labbro destro percorso da
lunghi solchi quasi punteggiati.
Distribuzione geografica : Durban, Curimas (Africa merid.),
Filippine.
Sottogenere PHRONTIS A. Adams (1853).
Nassarius (Phrontis) Deshayesianus (Issel).
Nassa Deshayesiana Issel, Mem. R. Accad. Torino, 1865, ser. II,
VOL DOGE a e er fe! |
Nassa obockensis Jousseaume, Mem. soc. zool. Franc., 1888,
vol. I, pag. 184. ;
NASSARIIDAE | Ed
: Nassa zailensis Sowerby, Proceed. malac. soc. Lond., 1894, vol. I,
Wor pag. 160. e i
Nassa persica Martens, Vorderasiatische Conchylien, pag. 94, Do
reve VS Hoy. i ed
Assab (un esemplare, Issel e Beccari, 1870). aM
Jemen (due esemplari raccolti sulla costa, A. Pogliani, 1892). a
Confrontati questi tre esemplari col tipo della Deshayesiana
proveniente dall’ isola d’Ormus, nel golfo Persico, non ho riscon-
trato alcuna differenza diagnostica, eccetto che nelle dimensioni;
gli esemplari del Jemen e della baia di Assab sono un po’ più
piccoli. o
Nassarius (Phrontis) liratus (Marrat).
Nassa lirata Marrat, Annals Magaz. nat. hist., 1874, pag. 70.
. Propos. new forms of genus Nassa, 1877, pag. 6, tav. 1,
fig. 13-19.
Massaua (venti esemplari, Issel e Beccari, 1870).
Gli esemplari di Massaua sono identici a quelli delle isole
Filippine.
Distribuzione geografica : Filippine.
Nassarius (Phrontis) stolatus (Gmelin).
Buccinum stolatum Gmelin, Cat. Wood, pag. 23, fig. 120.
Buccinum ornatum Kiener, Icon. coq. viv. gen Buccinum,
1834-1856, vol. X, pag. 80, tav. XXI, fig. 83.
Nassa ornata Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841-1878,
vol. VIII, tav. V, fig. 33.
Buccinum stolatum Lamarck, Anim. sans vert., 1844, ed. II,
tav. X, pag. 199.
Assab (un esemplare, Sapelli).
Distribuzione geografica: oc. Indiano, Ceylon.
54 J. BISACCHI
Sottogenere ARCULARIA Linck (1807).
(EIONE Risso 1826).
Nassarius (Arcularia) gibbosulus (Linneo).
Buccinum gibbosulum Linneo, Syst. nat., 1768, ed. XII, pag. 1201,
Gmelin, pag. 3481, n. 44.
Buccinum gibbosulum Kiener, Iconogr. coq. viv., gen. Buccinum,
1834-1856, vol. X, pag. 102, tav. XXVIII, fig. 116.
Buccinum gibbosulum Lamarck, Anim. sans vert., 1844, ed. II,
vol. X, pag. 181.
Suez (un solo esemplare).
Molto incerta fin dai primi malacologi fu l’origine del
Nassarius gibbosulus Linneo e varie e discordanti furono le
loro opinioni. La poca chiarezza intorno alla sua bibliografia ha
finito per creare confusione. Linneo per il primo lo descrive nel
1758 citandolo giustamente del Mediterraneo, Kiener più tardi-ne
rifà la descrizione e aggiunge a questa località l’oceano Indiano.
Senza alcun dubbio l’autore confonde questa specie esclusivamente
mediterranea con altre appartenenti allo stesso gruppo e proprie
dell’ oceano Indiano descritte in seguito da altri autori. Tale errore
viene evidentemente riscontrato da quanto dice in calce alla
pag. 102 della sua Iconographie « Cette coquille varie dans sa
forme qui est plus ou moins arrondie, et dans sa coloration
qui souvent est uniforme, ainsi qu’ on le remarque sur celles
de la Méditerranée, qui sont dun gris cendré; d’ autres
fois plus foncées et marquées de taches nombreuses, telles
que dans les coquilles rapportées de la mer des Indes»,
mentre il gibbosulus è pochissimo polimorfo.
Lamarck mette in evidenza l’ errore di Kiener riguardo la
specie, stessa, ma anch'egli la cita dell’ oceano asiatico.
Questa specie è propria del Mediterraneo ed il fatto che essa
si trovi vivente soltanto in pochissimi esemplari lungo il canale
e nel golfo di Suez, mentre manca in tutto il resto del mar
Rosso e dell’ oceano Indiano fa ritenere che essa vi sia stata
trasportata, sia per mezzo delle ‘correnti che oscillano tra i due
-
NASSARIIDAE 55
mari, sia con zavorre di bastimenti o per qualsiasi altra causa
accidentale e che vi si sia acclimata trovando le condizioni
dell’ ambiente ospitale propizie al proprio mantenimento. Ciò viene
confermato dal fatto che non sia mai stata trovata nel mare
eritreo in epoche anteriori all’apertura del canale di Suez.
Già molto dibattuta da diversi autori quali Issel, Mc. Andrew,
Fischer, Appelius, Weinkauff, Jousseaume, Tillier e Bavay fu
la questione della relazione tra la fauna mediterranea e quella
del mar Rosso. Queste vanno considerate aventi un’origine comune
modificata dalla separazione avvenuta tra i due mari nell’ epoca
miocenica. L'apertura del canale di Suez forma un nuovo colle-
gamento tra i due mari e attraverso a questo si ha il passaggio
sia in un senso come nell’altro delle specie che più resistono alle
modificazioni ambientali, scambio dovuto appunto ai fattori sopra
ricordati e facilitato dal fatto che gli animali viventi lungo le coste
africane del Mediterraneo e in quelle della Siria e della Pale-
stina, trovano lungo il canale e nel golfo di Suez condizioni
biologiche abbastanza favorevoli.
Inoltre i molluschi hanno molta facoltà di adattamento dovuta
al lento ricambio che permette loro di avvertire molto lentamente
le variazioni dell’ambiente in cui vivono.
Nassarius (Arcularia) circumcinctus (A. Adams).
Nassa circumcincta A. Adams, Proceed. zool. soc. Lond., 1851,
pace 102
Nassa circumcincta Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841-
1878, vol. VIII, tav. XI, fig. 71.
Suez (un esemplare).
Ras-el-Ech nel canale di Suez (un esemplare dragato da 0 a 8 m.
di profondità, L. Sanzo, 8-X-1923). |
Mar Rosso senza località precisata (cinque esemplari, Museo di
Torino).
«Questi esemplari sono identici a quelli che si trovano lungo
le coste della Siria e presso Ramle in Palestina.
L’autore la cita del Mar Rosso, ma anche questa specie è
mediterranea e per essa va ripetuto quanto si è detto intorno al
Nassarius gibbosulus L.
J. BISACCHI.
) i Nassarius (Arcularia) bimaculosus (A. Adams).
Nassa bimaculosa A. Adams, Proceed. zool. soc. Lond., Mic.
pag. 102. i
; Nassa bimaculosa Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841- 1878,
AO vol VI: fan Ox» ooo
A vr. minima.
Massaua (due esemplari, Issel e Beccari, 1370).
L'individuo adulto ha le seguenti dimensioni: lunghezza mm. 9,
larghezza mm. 6 1/,.
Distribuzione geografica : is. Siquijor (Filippine), N. Guinea.
Nassarius (Arcularia) globosus (Quoy et Gaimard).
Buccinum globosum Quoy et Gaimard, Voy. de l’Astrolabe, Zool.
vol. II, pag. 448, pl. 32, tig. 25-27.
dia clathratum Kiener, Icon. coq. viv. gen. Buccinum,
1834-1856, vol. X, pag. 101, tav. XXVII fig. 108. i
Nassa globosa Reeve, Conch. icon. monogr. Nassa, 1841-1873,
A vol. VII, tav. X, fig. 62.
Buccinum globosum Lamarck, Anim. sans vert., ed. II, vol. X,
1344, pag. 195.
Massaua (un esemplare, Issel e Beccari, 1870).
Ri Per la determinazione di questa specie trovo fedelissime le
figure 108 di Kiener, mentre sono del tutto manchevoli le figure
62 a-b di Reeve.
Distribuzione dici mare della Cina, Nuova Irlanda,
Vanikoro o, is. Rhio presso Giava, is. Aru,
ion:
NASSARIIDAE SR AT
Sottogenere ZEUXIS (A. Adams 1853).
Nassarius (Zeuxis) Isseli n. sp.
Massaua, ‘re esemplari pescati a 40 m. di fondo, Leg. wi
Issel, 1870, Museo Civico di Genova.
Testa parva, ovato-conica, laevi, basi sulcata, alba, tribus
fasciis transversis luteis cincta; anfractibus plano-converis,
apertura ovata; columella arcuata, brevilaminata, superne
callositate parva instructa, labro eatus marginato, intus
denticulato. i
Fig. 4. Visto ventralmente. Fig. 5. Visto dorsalmente.
Nassarius (Zeuxis) Isseli n. sp.
Conchiglia piccola, ovato conica, liscia, bianca percorsa tras-
versalmente da tre striscie di pigmento giallo -pallido appena
evidenti, una posta alla base, una a mezzo anfratto e l’altra al
di sopra della sutura.
Spirale composta di sei giri piano-convessi crescenti in modo
regolare e privi di ornamentazioni sculturali, eccetto alla base
dell’ultimo anfratto che è percorso da 5-6 solchi trasversali.
Apertura della bocca ovale, biancastra con columella arcuata
brevemente laminata e munita di un piccolo dente palatale.
Labbro destro fornito di una leggera varice nella parte esterna e
di cinque piccoli denti nella parte interna.
Lunghezza mm. 6 '/,.
Larghezza mm. 3 1/,.
Apertura boccale mm. 3 X 1.
Questa specie si stacca completamente per i caratteri diagno-
stici da tutti i Nassarius del mar Rosso e dell’ oceano Indiano.
J. BISACCHI |
Nassarius (Telasco) thaumasius (Sturany).
Nassa thaumasia Sturany, Denkschr. kais. Akadem. Wissensch.
Wien, 1904, LXXIV, pag. 222, tav. II, fig. 7 a-b, 8 a-b.
Suez (ventitre esemplari conservati in formalina, L. Sanzo, 13-14-
fi» X-1993).
Is. Nocra nell’ arcipelago di Dahalac (un esemplare pescato
col gangano a 50 m. profondita da Cassanello com. uals
R. N. « Rapido », 6-IV-1892).
ui Sono dolente che |’ indurimento prodotto nei tessuti dell’ ani-
male dal liquido conservatore, resistente anche ai comuni mace-
ranti, mi abbia impedito assolutamente di fare l'anatomia del-
l’animale, permettendomi -soltanto di poter dare il disegno dei
denti centrali della radula.
OMM
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Fig.6. Denti centrali della radula di
N. thaumasius
Nassarius (Telasco) xestus (Sturany).
Nassa xesta Sturany, Denkschr. kais. Akadem. W issensch. Wien,
1904, LXXIV, pag. 223, tav. IL fig. 6 a-b.
Mar Rosso senza indicazione precisa di località (un esemplare,
Museo di Torino).
NASSARIIDAE leer 59
Credo. di dover riferire questo esemplare al Nassarius westus
Stur. corrispondendone perfettamente in tutti i caratteri dia-
gnostici sebbene non sia in perfetto stato di conservazione.
Sottogenere UZITA A. Adams (1853).
| Nassarius (Uzita) plicosus (Krauss).
Pi plicosum Krauss, Sùdafrik. Mollusk., 1848, pag. 122,
tav. VI, fig. 19.
Nassa plicosa vr. Marrat, Proposed new forms of genus Nassa,
oie tae Tefen A:
Mar Rosso senza localita precisata (un esemplare, Museo di
Torino).
Krauss descrive e figura il Nassarius plicosus su un esem-
plare proveniente dal Capo di Buona Speranza. Il Nassarius
del Mar Rosso non corrisponde al tipo di Krauss, ma ad una
sua varietà proveniente dal Sud Africa, figurata ma non descritta
da Marrat.
o ovale, conica, lucente, di color carneo-ferrugineo.
Anfratti 8 */, leggermente arrotondati, il primo è quasi
liscio, i sei susseguenti guarniti di fitte pieghe longitudinali attra-
versate da strie che danno alla loro superficie un aspetto quasi
reticolare, l’ ultimo giro è percorso da rade costole, robuste e
poco rilevate (circa 11). Una fascia di pigmento bruno percorre
gli spazii intercostali ne la sutura e va man mano riducendosi
negli anfratti superiori, un’altra fascia bruna appena visibile si
trova alla metà dell’ultimo giro dove la striatura trasversale
è appena evidente e più marcata alla base.
Apertura della bocca ovale, columella liscia, arcuata, di
color carneo, che si estende in un callo rotondeggiante e piuttosto
leggiero che arriva fino quasi alla sutura dell’ ultimo giro. Labbro
destro debolmente incrassato con solchi appena visibili, cavità
boccale bruno-chiara.
Lunghezza mm. 21.
Larghezza mm. 10 1/,.
Apertura boccale mm. 9 X 5.
es
LI
A a;
ny
60 J.. BISACCHI
Sottogenere HEBRA A. Adams (1853).
Nassarius (Hebra) subspinosus (Lamarck).
Buccinum subspinosum Lamarck, Anim. sans. vert., 1844, ed.
II, tom. X, pag. 173.
Buccinum subspinosum Kiener, Icon. coq. viv. gen. Buccinum,
1834-1856, vol. X, pag. 94, tav. XXVI, fig. 103.
Massaua (due esemplari di piccole dimensioni, Issel e Beccari, 1870).
Sottogenere HIMA Leach (1847).
Nassarius (Hima) aracanensis (Smith).
Nassa aracanensis Smith, Ann. Mag. nat. Hist., 1899, serie
VII, vol. IV, pag. 243, figurato. in Illustr. zoology « Investi-
gator » Calcutta 1901, Mollusca, parte II, pl. XI, fig. 2 a-b.
Nassa collaticia Melvill, Proced. zool. soc. Lond., 1901, vol. II,
pag. 409, pl. XXIII, fig. 10.
Massaua (più di 20 esemplari pescati a 15-30 m. di profondità,
Issel e Beccari, 1870).
Tra Massaua ed Archico (tre esemplari presi in una pesca plan-
ctonica, L. Sanzo, 18-11-1924).
Assab (un esemplare ancor giovane preso nella baia).
Is. Saldadin nel golfo di Aden (due esemplari raccolti durante
la spedizione della R. N. « po » 1878).
Reputo che il Nassarius aracanensis Smith sia sinonimo
di N. collaticius Melvill, poichè le diagnosi e le figure ripor-
tate dai due autori corrispondono perfettamente.
Attribuisco a questa specie i Nassarius del mar Rosso e del
golfo di Aden.
Confrontati questi ultimi con esemplari di collaticius prove-
nienti da Kurachi e gentilmente inviatimi da Tomlin, vi si riscon-
trano lievissime differenze. Gli individui del mar Rosso sono un
po’ più grandi e leggermente più slanciati di quelli di Kurachi.
NASSARIIDAE 64
Distribuzione geografica: Kyuk Phyon nell’is. Reef al
largo delle coste di Arakan; lat. 25° N. long. 63° E.
Nassarius (Hima) Beccarii n. sp.
Dilemmi, due esemplari pescati col gangano. Leg. Marcacci
Comandante della R. N. « Scilla » 1892, Museo Civico
Genova.
Testa ovato-conica, alba, tribus fasciitis transversis pallidis
luteis cincta, pellucida, longitudinaliter creberrime undato-
plicata. striis impressis confertis decussata. Anfractibus con-
vexis, granulis moniliformibus ad suturas. Apertura ovata,
alba, columella arcuata ; brevilaminata, subrugosa, superne
callositate parva instructa ; labro extus crasse varicoso,
intus denticulato.
x Fig. 7. Visto ventralmente Fig. 8. Visto dorsalmente
Nassarius (Hima) Beccarti n. sp.
Conchiglia ovato conica, lucida, esile e trasparente, bianca,
| percorsa trasversalmente da tre striscie di pigmento giallo pallido
appena evidenti, la prima posta alla base dell’ ultimo anfratto, la
seconda nella prima metà di questo e la terza lungo la sutura.
Anfratti sei, convessi, ben distinti tra loro, percorsi longitudinal-
mente da fitte costicine regolari ed eleganti, attraversate da dense
striature impresse nell’ultimo anfratto, che vanno indebolendosi fino
a scomparire nei susseguenti. I primi due giri sono privi di qual-
siasi ornamentazione. Fitti granuli moniliformi in corrispondenza
ue
BO J. BISACCHI
delle costicine longitudinali circondano la sutura. Apertura della
bocca irregolarmente ovale, bianca con columella molto arcuata
e munita di una breve lamina ornata nella sua parte superiore di
un dente al quale fa seguito una corona di piccole rughe, labbro
destro espanso, fornito esternamente di una pronunciata varice
bianca e internamente di 8-9 piccoli denti
Lunghezza mm. 11.
Larghezza mm. 6.
Apertura boccale mm. 5 X 3.
Tale specie è molto prossima al Nassarius concinnus Powis,
ma differisce da questo per le minori dimensioni, il N. Beccarti
non oltrepassa mm. 11 di lunghezza per 6 di larghezza e conta
soltanto 6 anfratti che sono convessi, mentre il N. concinnus .
misura mm. 23 X 12 ed ha 10-11 anfratti poco convessi. Inoltre
differiscono nella robustezza della conchiglia poichè il Beccarii è
esile e quasi trasparente, il concinnus ‘è robusto, con l'apertura
boccale proporzionatamente più piccola e più stretta.
Nassarius (Hima) pauper (Gould.)
Buccinum Savigny, Descript. de l’Egypte 1827, tav. VI, fig. 4.
Nassa paupera Gould, Otia conchologica. Descript. shells mol-
lusks, 1862, pag. 70. i
Nassa dermestina Gould, |. c., pag. 128.
Nassa variabilis Phil. var. erythraea Issel, Malacol. mar Rosso,
1869, pag. 126,
Ismailia (un esemplare, L. Sanzo, 3-VI-1924).
Suez (un esemplare dragato nel canale, L. Sanzo 8-X-1923).
Djedda (due esemplari, Issel, 1870).
Massaua (un esemplare, Issel, 1870).
Mar Rosso senza località precisata (tre esemplari a me inviati in
comunicazione dal dott. Del Prete e determinati da Dautzen-
berg).
Aden (un esemplare).
Secondo Tryon (Man. of conch. VI) il Nassarius pauper
(Gould) è sinonimo di N. dermestinus (Gould) ed infatti i caratteri
che distinguono queste due specie sono insignificanti anche nella
NASSARIIDAE ie 63
breve descrizione fatta dall’autore stesso. La fig. 4,-4, riportata
nella tavola VI dell’opera di Savigny corrisponde perfettamente
a questo Nassarius. A questa specie, anche secondo Tomlin
(Trans. zool. soc. Lond. vol. XXII, pag. 293), vanno riferiti gli
esemplari trovati da Issel nella rada di Suez e descritti come varietà
erythraea della variabilis (Phil). Realmente questi ultimi diffe-
riscono per minimi particolari dagli esemplari tipici della Nassa
paupera Gould, differenze dovute alle condizioni ambientali in
cui furono trovati questi individui che vivevano su secche madre-
poriche. Sono più robusti con sculture maggiormente rinforzate
ma non perdono affatto i caratteri diagnostici generali. Il Nas-
sarius riferito da Issel alla Var. erythraeus dovrebbe essere con-
siderato piuttosto una varietà del pauper, specie eritrea, che
del variabilis, specie esclusivamente mediterranea, qualora i
caratteri che distinguono gli individui di Suez da quelli del Mar
Rosso fossero sufficienti per crearne una varietà locale.
Al N. pauper (Gould,) va pure riferito il N. unifasciatus vr.
che il Com. Caramagna cita di Assab.
Distribuzione geografica: oc. Pacifico.
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- Berichte deri Commission fiir Oceanographische Forschungen,
pag. 209.
TILLIER L. © Bavay A. - Les mollusques testacés du canal de iy
Suez - Bulletin de la Société Zoologique de France, — Paris, |
Vol. XXX pag. 170.
FauROT L. — Observations au sujet des mollusques testacés ees
par MM. Tillier et Bavay dans le canal de Suez - Bulletin
de la Société Zoologique de France — Paris, Vol. XX XI, pag. 43.
TILLIER L. e BAvay A. — Au sujet des mollusques testaces au
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TomLiNn J. R. — Report on the mollusca (Amphineura, Gastevonan
Scaphopoda, Pelecypoda). Transactions of the Zoological Society
London, Vol. XXII, parte 3*, pag. 291.
ToMLIN J. R. — Reports on the marine mollusca în the collections ‘
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GINER MARI J. — Contrituston al estudio del genere Nassa Lamark.
Butlleti de la Instituciò Catalana d’ historia Nat., Serie 2°,
Vol. VII, N. 8-9. i Ni
‘NEUE HOHLENFORMEN
DER GATTUNG CHTHONIUS (PSEUDOSCORP.).
Von Dr. MAX BEIER, Wien.
Durch die Freundlichkeit von Herrn Prof. Dr. R. Gestro,
dem Direktor des Museo Civico di Storia Naturale in Genua,
wurde es mir ermòglicht, das Pseudoscorpionen-Material des ge-
nannten Museums zu bearbeiten. Es ergab sich dabei die Notwen-
digkeit, einige Arten und Unterarten neu zu beschreiben. Im fol-
genden sind die Vertreter der Gattung Chthonius behandelt.
Chthonius (Chthonius) parvioculatus n. sp.
Cephalothorax mit 20 Borsten: 4-4, 20, der Vorderrand mit
deutlich vorragendem, gezihntem Epistom. Augen sehr klein.
Beborstung der Tergite: 4-4-4-4-6-6-6-6. Palpen und Beine etwas
verlingert. Palpenhand schmaler als bei ischnocheles. Zihne der
Palpenfinger ziemlich dicht stehend. Sonst in den SLITTARE
Merkmalen mit ischnocheles ùbereinstimmend.
Korper L. g° 2.5 mm.; Palpen: Femur L. 1.0 mm., B. 0.20
mm., Tibia L. 0.44 mm., B. 0.20 mm. fori L. 0.58 mm.,
B. 0.26 mm., Finger L. 0.96 mm.
Typus : 1 S Oberitalien, Grotta Dragonara bei Genua, R. Bar-
beri leg. (Typus in Mus. Genua).
Paratypen: Weitere Exemplare vom genannten Fundort
und aus der Grotta del Monte pee bei Sestri Ponente, R.
Barberi leg.
Von Chthonius microphthalmus, mit dem sie sicherlich afters
verwechselt' wurde, ist die neue Art leicht durch die schmale,
fast parallelseitige Palpenhand und die dich teas Bezahnung der
Palpenfinger zu unterscheiden.
769) M. BEIER
Chthonius (Chthonius) italicus n. sp.
Cephalothorax mit 22 Borsten, davon 2 grosse und 4 kleine
am Hinterrand. Der Vorderrand in der Mitte leicht eingebuchtet
und deutlich gezihnelt. Ein Epistom fehlt. Augenlos. Beborstung
der Tergite: 4-4-4-4-6-6-6-6. Cheliceren ohne Spinnhécker, der
feste Finger distal mit 2 grossen, proximal mit zahlreichen klei-
nen Zahnen, beweglicher distal mit zwei grossen, proximal mit
kleinen. Palpenhand schmal, fast parallelseitig. Palpenfinger sehr
lang, der feste Finger mit grossen, herzformigen, sehr dicht
stehenden Zihnen, die bis zur Basis deutlich sind. Beweglicher
Finger ahnlich gezihnt wie der feste. Die Tasthaare est und it
stenen nahe beisammen und sind nur durch einen Areolardurch-
messer voneinander getrennt; ist ist nach distal gertickt. Coxen
HI und III mit zahlreichen langen Coxaldornen. co Genitalfeld
mit 9 Randborsten jederseits.
Kérper L. g° 2.0 mm, Palpen: Femur L. 0.98 mm, B. 0.14
mm, Tibia L. 0.38 mm, B. 0.17 mm, Hand L. 0.45 mm, B. 0.20
mm, Finger L. 1.04 mm.
Typus: 1 o Oberitalien, Alpi marittime, Grotta dl Certosa
di Pesio, August 1907, R. Gestro leg. (Typus in Mus. Genua).
Die neue Art ist an der schmalen, fast parallelseitigen Pal-
penhand, den langen, geraden, innen mit grossen, herzformigen
und sehr dicht stehenden Zihnen besetzten Fingern und dem
vollstàndigen Mangel von Augen leicht kenntlich.
Chthonius (Chthonius)
microphthalmus ligusticus n. subsp.
Cephalothorax mit 20 Borsten, davon 2 grosse und 2 kleine
am Hinterrand, Vorderrand gerade, in der Mitte gezihnelt, ‘ohne
Epistom. Augen klein. Beborstung der Tergite: 4-4-4-4-6-6-6-6.
Palpen etwas verlàngert. Palpenfinger relativ kurzer und Zahne
etwas dichter cali als bei der typischen Form.
Korper L. 1.5-1.7 mm, Palpen: Femur L. 0.80 mm, B. 0. na mm,
Tibia L. 0.32 mm, B. 0.16 mm, Hand L. 0.45 mm, B. 0.25 mm,
Finger L. 0.84 mm.
PSEUDOSCORPIONES i 73.
| Typus: 1 2, Oberitalien, Ligurien, Grotta di Cassana bei Bor-
ghetto di Vara. (Typus in Mus. Genua). o
Paratypen: Zahlreiche weitere Exemplare aus Grotten Li
guriens.
Von der typischen Form Lirica sich ligdisttens: vor’
allem durch relativ kurzere Palpenfinger und etwas dichter ste-
hende Zahne derselben. | 3
Chthonius (Chthonius) cephalotes doderoi n. subsp.
Cephalothorax mit 20. Borsten, davon 2 grosse und 2 Kleine
am Hinterrand. Vorderrand in der Mitte leicht vorgewélbt und
gezàhnelt, mit kleinem Epistom. Augenlos oder die vorderen
Augen als helle Flecke angedeutet. Die Tasthaare eb und esb
einander genahert, hdchstens 2 Areolardurchmesser voneinander
entfernt; ist wenigstens doppelt so weit von esb als esb von eb.
- Korper L. 1.3-1.4 mm; Palpen: Femur L. 0.90 mm, Tibia
_ L. 0.35 mm, Hand L. 0.50 mm, Finger L. 0.90 mm.
Typen: A 3, 1 9, Frankreich, Basses Alpes, Gr. de Meailles,
20.2.1903, A. Dodero leg.
Von der typischen Form durch die Stellung der Tasthaare
verschieden. Wahrend namlich bei doderoî eb und esh hòchstens
2 Areolardurchmesser voneinander entfernt sind und ist wenig-
stens doppelt so weit von esb absteht als esh von eb, ist bei der
typischen Form eb wenigstens 3 Areolardurchmesser von esb
entfernt und ist ist hochstens 1 1/2 mal so weit von esb als
esb von eb.
Chthonius (Ephippiochthonius) troglophilus n. sp.
Cephalothorax nach hinten wenig verengt, mit 18 Borsten:
4-2, 18. Der Vorderrand in der Mitte mit ziemlich langen Zahn-
chen besetzt; Epistom fehlt. Augenlos. Beborstung der Tergite :
4-4-4-4-6-6-6-6. Cheliceren mit schwachem Spinnhécker. Palpen
lang und schlank. Palpenhand mit deutlicher Depression zwischen
den Tasthaaren ib-isb und der Fingerbasis. Zihne der Palpen-
finger getrennt stehend; fester Finger mit 15 gegen die Basis
allmahlich kleiner werdenden Zihnen, beweglicher Finger mit 8
Pays
M. BEIER
Zihnen, proximal von diesen mit einfacher, bis zur Basis reichender |
Lamelle. Coxen II mit etwa 11, III mit etwa 5 Coxaldornen. ul
g' Genitalfeld mit 8 Randborsten jederseits. Rory
Korper L. g 1.8 mm; Palpen: Femur L. 0.84 mm, B. 0. TI mm, Pie
Tibia L. 0.28 mm, B. 0.14 mm, Hand L. 0.51 mm, B. 0.18 mm,
Finger L. 0.71 mm. ghe
Typus: 1 g, Oberitalien, Tana dello Bcopete bei Alberto, Lea
28.V.1900, A. Dodero leg. — | IUS
i Mit C. gestroi nahe verwandt, von di bo durch bedeuten ol:
Fg | geringere Grésse, geringere Anzahl der Fingerzihne und stirkere —
a Depression der Palpenhand unterschieden.
\ È )
!
RISULTATI ZOOLOGICI DELLA Missione INVIATA DALLA R. Società
— GEOGRAFICA ITALIANA PER L'ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB
(1926 - 1997).
INSECTES DIPTERES
par E. SEGUY
‘Assistant au Muséum national d’ Histoire naturelle de Paris
LA
La collection d’insectes diptères formée par la Mission italienne
a l’oasis de Giarabub est composée en grande partie d’espéces
hygrophiles que l’on peut observer dans les régions les: plus
septentrionales de l'Europe. Cette collection présente deux parti-
cularités: 1.° abondance d'insectes domestiques attirés par les
groupements humains; 2.° prédominance d’insectes occasionnelle-
ment parasites ou producteurs de myiases. Nous nous trouvons ici
en face d’une faunule pérenne adaptée a des variations hygromé-
triques sensibles, assez voisines de celles que l’on trouve réunies
dans toutes les contrées méditerranéennes. L’examen de la liste
suivante donnera des renseignements complémentaires sur ce
sujet. ; :
Cette liste a été établie en suivant autant que possible l’ordre
adopté par le prof. M. Bezzi dans son étude sur les Diptères de
Cyrénaique rapportés par le Docteur E. Festa (1924). Cette dispo-
sition permettra toutes les comparaisons utiles, soit pour inter-
caler les espéces non encore signalées en Cyrénaique soit pour
| établir l’inventaire total à ce jour.
_ On peut dés maintenant noter que plus du tiers des espéces
de diptéres rapportées par M. Confalonieri sont nouvelles pour
la colonie: celles qui sont déjà signalées sont des formes trés
communes partout — ou cosmopolites — qu’il était impossible
de ne pas trouver. Ce sont: Tipula oleracea, Therioplectes
alexandrinus, Glossista nucleorum, Trypanea stellata, Acan-
76 E. SEGUY
thiophilus helianthi, Sphenella marginata, Musca domestica,
M. vitripennis, Muscina stabulans, Lynchia maura, Hippo-
bosca equina, H. camelina, Calliphora erythrocephala, Comp-
somyia albiceps, Lucilia sericata, Sarcophaga haemorrhoi-
dalis, Gonia atra, Syrphus corollae, Eristalis tenax.
. C'est un excellent résultat. i
En résumé 44 espéces non encore signalées dans cette partie
| de l’Afrique, comprenant trois espéces nouvelles pour la science,
dont un exemplaire mutilé, d’un grand intérét, appartenant 4 un
genre nouveau qui présente des affinités avec les formes intermé-
diaires entre les Bombyliides et les Empidides. J'ai pu identifier
ce débris par l’examen du tégument a |’illuminateur vertical,
par la forme de Vaile, et par la comparaison avec d’autres exem-
plaires non classés conservés dans la collection du Muséum de
Paris. i
Cette collection permet. encore d’ ajouter a la liste (!) des
diptàres producteurs de myiases les espéces suivantes. Il ne s’agit
ici, sauf pour le Wohlfartia trina, que de producteurs de
‘myiases occasionnels: Musca angustifrons, corvina, luci-
dula, tempestiva, vitripennis, Compsomyia flaviceps, Wohl-
fartia trina, Sarcophaga haemorrhoidalis et S. haematodes.
x
ui i Fam. BIBIONIDAE
I His iena. Los,
| Ciréne, 1928 (Bolsi). cm Europe centrale et méridionale.
Fam. SCIARIDAE
2. Sciara sp.
Giarabub, II-1997 (Confalonieri).
Fam. TIPULIDAE
3. Tipula oleracea Linné
Ciréne, VIIL-IX (C. Anti).
(1) Bezzi, 1924, p. 2 § 4.
ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB
'
è
Fam. STRATIOMYIIDAE
4. Nemotelus pantherinus Linné
Giarabub, III-1927 (Confalonieri).
Fam. TABANIDAE
5. Atylotus nemoralis Meigen var.
On distingue plusieurs variétés méditerranéennes de cette
espéce qui semble trés Plastique.
L’ individu capturé a Giarabub se rapproche du Tabanus
(Atylotus) nemoralis var. ruficornis Surcouf. Il en différe par
l’antenne plus mince, presque entiérement noire, le troisiéme
article étroitement roux a la base; les palpes plus dilatés, les
tergites abdominaux plus largement bordés de roux sur les cotés;
par l’aile dont le rameaux R44+5 porte une tigelle récurrente
(R,) comme chez les Dasystipia. Quelques spécimens marocains
capturés par M. R. Benoist présentent également cette dernière
particularité.
Les yeux de la variété ruficornis aeescnteat une sailoaite
plus clairsemée, d'un vert sombre è trois larges bandes pour-
prées foncées, lisérées de doré.
6. Therioplectes alexandrinus Wiedemann
Porto Bardia III-1927 (Confalonieri). Algérie, Maroc. — Eu-
rope tempérée et meridionale.
di Dasystipia (cf. agricola)
| 7 ;
Trois femelles de ce genre caractéristique, mais en trop mau-
vais état pour étre identifiées spécifiquement avec certitude. :
Giarabub, 30-XI1926 (Confalonieri).
Europe tempéreée.
E. SÉGUY
Fam. NEMESTRINIDAE
8. Nemestrinus ater Olivier.
Porto Bardia, III-1927 (Confalonieri).
9. Nemestrinus nigrovillosus Lichtwardt.
| Porto Bardia, III1927. Maroc (F. Le Cert). — Europe méri-
dionale.
| Fam. BOMBYLIIDAE
10. Argyramoeba fuscipennis Ric.
Porto Bardia, IV-1927 (Confalonieri). Maroc: Goundafa (F. Le
Cerf). i oi
11. Lomatia lateralis Meigen. — Séguy, 1926: p. 214.
Porto Bardia, (Confalonieri). Afrique mineure. (Surcouf). Li
12. Usia pusilla Macquart
Porto Bardia, IV-1927 (Confalonieri) Afrique mineure.
13. Glossista nucleorum Becker
Porto Bardia, 1927 (Confalonieri). — Egypte.
14. Cyrtosia nitens Loew.
Comme le Cyrtosia marginata Perris, d’un noir plus bril-
lant. Téte allongée; trompe relativement courte; une tache jaune
la base des antennes. Thorax a pilosité microscopique luisante
reflets fauves ; calus huméral, partie supérieure du mésopleure
la base des ailes et calus postalaire, jaunes. Scutellum d’un
go- po po
ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB 79
brun noir brillant. Pleures noirs, tachés de jaune. Balanciers
blanchatres. Ailes irisées, à nervures fines. Tergites abdominaux
étroitement bordés de roux. — Long. 2-2,5 mm.
Giarabub, III-1927 (Confalonieri). — Sicile (Zeller). Espagne
(de la Fuente).
La découverte de cette espéce permet de compléter comme
il suit le tableau des Cyrtosia méditerranéens.
1-(2).
8-(5).
9-(10).
10:(9).
11-(12).
12-(11).
13-(14).
Aile: première cellule anale très étroitement ouverte ou
fermée et pédonculée sur la marge. Thorax et abdomen
entiérement d'un gris noir. Pattes noires. Long. 2 mm.
France méridionale
Cyrtosia cinerea (Gobert) Séguy 1926: p. 228.
Aile: première cellule anale largement ouverte.
. Mésonotum jaune avec une bande médiane longitudinale
brune ou rousse. Scutellum et pattes jaunes. Pleures tachés
de noir. Tarses noirs à l’extrémité. — Long. 3 mm.
Tunisie (A. Weiss) : . Cyrtosia flava Séguy.
Mésonotum noir avec une bande marginale jaune ou des
taches jaunes latéralement.
Fémurs noirs 4 la base, d’un jaune orange sur le tiers
apical.
Aile: petite nervure transverse écartée du bord de 1’ aile. -
Long. 1,8-2 mm. . . Cyrtosia marginata Perris.
Petite nervure transverse rapprochée du bord de l’aile.
Téte grise, face et péristome blanchatres. Tibias et ba-
lanciers jaunatres. Corps d’un gris clair; mésonotum avec
deux lignes brunes; tergites abdominaux bordés de jaune. -
Long. 3,5 mm. Tunisie (C. Dumont).
Cyrtosia albocincta Séguy.
Fémurs jaunes ou légérement brunis.
Scutellum entiérement noir . Cyrtosia nitens Loew.
Scutellum plus ou moins marqué de jaune sur les bords.
Abdomen: bandes tergales jaunes très larges. — Long.
2,5 mm. Algérie (Surcouf) . Cyrtosia aglota Séguy.
Abdomen: bandes tergales jaunes étroites.
Scutellum jaune è tache basale noire réduite ou nulle.
oli
EB E. SEGUY
Aile: fourche de MA, a +» courte. Hanches et pattes
jaunes. Mésonotum d’un noir luisant bordé de jaune. —
Long. 2,5 mm. Tunisie (C. Dumont).
Cyrtosia Dumonti Séguy.
14-(13). Scutellum noir à bordure Jaune étroite. Aile: fourche
de MA, a +> longue.
.15-(16). Pattes et hanches jaunes; tarses noirs. — Long. 2 mm.
Sicile: Syracuse (Zeller) . Cyrtosia opaca Loew.
16-(15). Hanches en grande partie noires; femurs noirs sur les
deux tiers basaux; tarses noirsà l’apex. Abdomen noir a
bandes tergales apicales jaunes, étroites. — Long. 2 mm.
Tunisie: Bou Hedma (C. Dumont).
Cyrtosia geniculata Séguy.
CYRTISIOPSIS n. g.
Antennes réunies à la base, articles HII courts, III quatre fois
plus long que le premier, ellipsoide ou fusiforme; style court
terminé par une ou deux petites soies apicales, Trompe allongée,
épaisse, cylindrique. Occiput gonflé, prolongé en arriére, a la
partie inférieure sur le prosternum. Pattes longues, dénudées;
deux pelotes. Ailes: cellule di largement ouverte a l’apex.
Abdomen court.
Genotype: Cyrtisiopsis singularis n. sp.
Ce genre s’écarte des autres Cyrtostinae par la présence
d'une nervure transverse supplémentaire formant une cellule di-
scale sur l’aile; par la téte triangulaire prolongée en arriere, par
la trompe robuste et longue. Il est voisin des genres Glabellula,
Mythicomyia et Platypygus dont il présente le méme système
.de nervation alaire. Le tableau suivant mettra en évidence les
caractéres distinctifs des différents genres de Cyrtosiines.
TABLEAU DES GENRES DE CYRTOSIINAE
1-(4). Trompe courte.
2-(3). Aile: cellule cubitale fermée a la marge. Glabellula Becker.
3-(2). Cellule cubitale fermée 4 la marge. Platypygus Loew.
EE ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB (84
4-(1). Trompe allongée.
5-(6). Aile: nervure R, +, nulle. Empidideicus Becker.
6-(5). Nervure R, + ; bien développée.
7-(8). Pas de cellule discale . i . Cyrtosia Perris.
8-(7). Une cellule discale.
9-(10). Cellule cubitale fermée a la marge. Nervure &,4,
courte . . È . Mythicomyia Coq.
10-(9). Cellule cubitale arie a la marge. Nervure R, 4,
longue . 1 i : . Cyrtisiopsis Séguy..
Fig. 1. - Cyrtisiopsis singularis Séguy X 12.
15. Cyrtisiopsis singularis n. sp.
Comme le Cyrtosia flava. Presque entiérement d’un jaune a
orange. Triangle ocellaire ombré de noir ; occiput d’un brun
roux ; antennes et trompe noires; péristome d’un jaune pale.
Mésonotum jaune avec quatre panes d’un brun noir, les deux
médianes prolongées presque sur le pronotum mais largement
séparées du scutellum, les deux latérales plus larges, separées
des calus huméraux mais prolongées jusqu’au ‘scutellum. Pattes
rousses : derniers articles des tarses d’un brun noir. Balanciers
pales. Ailes 4 membrane irisée, a nervures brunes, épaisses. Ab-
domen: premier tergite visible étroitement blanc a la base, les
autres d’un brun roux. — Long. 3 mm.
Giarabub (un ex. décapité). Maroc: forét des Zaers: Ain
Sferguila, mai 1928 (R. Benoist). — Espagne: Ciudad Real,
Malagon (de la Fuente). 5 .
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (27 Dicembre 1930). 3 6
82 1 1S ISEGUN
16. Bombylius medius Linné
Variété a fourrure sternale brune tranchant sur la pilosité
supérieure pale.
Ciréne, 1928 (Bolsi). Europe moyenne et méridionale.
17. Acanthogeron perniveus Bezzi
Porto Bardia, III-1927 (Confalonieri). Egypte.
Fam. SCENOPINIDAE
18. Lepidomphrale nivea Becker
Giarabub. Dejà signalé de Tunisie (Becker), rapporté égale-
ment de Bou Hedma par M. C. Dumont.
Fam. ASILIDAE
19. Holopogon brunnipes Meigen
Porto Bardia, III-1927 (Confalonieri).
20. Antiphrisson trifarius Loew
Porto Bardia, IV-1927, 2 ex. co’. (Confalonieri). |
Fam. DOLICHOPODIDAE
21. Syntormon pallipes Fabricius
De Giarabub a Porto Bardia (Confalonieri).
| Fam. EMPIDIDAE
22. Drapetis aenescens Wiedemann
Giarabub III-1927 (Confalonieri). Espagne (De la Fuente).
Tunisie (Dumont). Europe tempérée.
ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB MISS
Fam. SYRPHIDAE LI
23. Lasiophthicus pyrastri Linné
Giarabub, III-1927 (Confalonieri). Tunisie. Maroc. Madére. —
Europe.
24. Syrphus corollae Meigen
Giarabub (Confalonieri). Tunisie: Bou Hedma (C. Dumont).
Maroc. — Europe. Asie septentrionale.
25. Eristalomyia tenax Linné
Ciréne (Bolsi). Cosmopolite.
26. Lathyrophthalmus aeneus Scopoli
— Giarabub, [11-1927 (Confalonieri). — Toute la région paléarc-
tique depuis le Maroc jusqu’a la Chine.
27. Paragus strigatus Meigen
Giarabub, III-1927 (Confalonieri).
Fam. HIPPOBOSCIDAE
28. Ornitheza metallica Schiner
Téte plus large que longue; prolongements antennaires larges
‘et subparalléles ; trois ocelles. Trompe couverte de poils fins, noir-
atres. Mésonotum d'un brun foncé, brillant, a reflets métalliques.
coupé sur la ligne médiane longitudinale par deux bandes étroites
rapprochées, dorées. Calus huméraux clairs. Scutellum noir. Grif-
fes tridentées. Ailes: nervure MA, étroitement serrée contre
R, +. la costale.
Giarabub, 10-III-1927 (Confalonieri).
te
Re
840 E. SEGUY
Hotes: Signalé sur le Garrulus glandarius et sur |’ Ardea
cinerea, par Rondani et Massonnat. Semble répandu dans toute
la région méditerranéenne, mais toujours rare.
Fig. 2. - Ornitheza metallica Schiner X 10.
29. Hippobosca camelina Leach
Giarabub, 10-VII-1926 da Giarabub a Porto Bardia, XI-1926.
Porto Bardia, III-1927 (Confalonieri). Afrique mineure. Arabie.
Asie.
Avec l’Hippobosca dromedarina Speiser sur le dromadaire,
occasionnellement sur le boeuf et sur le cheval.
30. Hippobosca equina Linné
Cirene, VIII-1928 (C. Anti). Cosmopolite.
Sur le chien, le cheval et le boeuf. Accidentellement sur le.
liévre ou quelques rapaces. Signalé sur le dromadaire en Tunisie.
31. Lynchia maura Bigot
Giarabub, 24-III-1927 (Confalonieri). Région méditerrannéenne.
Trés abondant en Algérie et en Italie.
ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB | 85
Vit exclusivement sur le pigeon, surtout abondant sur les
jeunes dont les plumes commencent a pousser.
Fam. BORBORIDAE
Se fe ee I
32. Limosina pygmaea Meigen
Porto Bardia, IV-1927 (Confalonieri). Europe moyenne et
septentrionale.
Fam. AGROMYZIDAE
33. Desmometopa Iena Zetterstedt.
SU 6-III-1927 (Confalonieri). Europe moyenne et sep-
tentrionale.
34. Desmometopa niveipennis Strobl
Avec le précédent. Europe méridionale.
Fam. EPHYDRIDAE
35. Ephygrobia leucostoma Meigen
36. Ephygrobia nitidula Fallén
37. Caenia flavipes Macquart — pi
38. Mosillus albipennis Loew
&
‘Ces quatre espéces capturées à Giarabub, en mars, et de
Giarabub a Porto Bardia (Confalonieri).
Fam. TRYPETIDAE
39. Sphenella marginata Fallén
î Porto Bardia (Confalonieri).
La larve se développe dans les capitules floraux des Senecio.
Egalement signalée sur le Picris Sprengeriana (Efflatoun,
1924).
86 E. SEGUY
40. Trypanea stellata Fuessly _
Giarabub (Confalonieri). Répandu dans toute I’ Furono Afri-
que septentrionale. Asie mineure.
La larve déforme partiellement les capitules Horaux des
Anthemis, Inula, Aster, Artemisia, Hieracium.
41. Acanthiophilus helianthi Rossi
Giarabub, (Confalonieri). Très commun partout. Répandu dans
toute l’Afrique septentrionale. Iles Canaries. Asie mineure.
La larve se développe dans les capitules déformés de plu-
sieurs centaurées. M. le prof. Efflatoun (1924, p. 119) Va signalée
sur les Centaurea pallescens et aegyptiaca.
Fam. ULIDIIDAE
42, Chrysomyza demandata Fabricius
Commun partout, souvent sur les appuis des fenétres ou les vitres.
Palestine (Apollinaire). Mascate (Maindron). Madagascar (Alluaud).
Amerique septentrionale (Aldrich).
Larve fimicole.
. Fam. ANTHOMYIIDAE
43. Coenosia Confalonierii n. sp.
Differe de toutes les espéces du groupe lineatipes - decipiens
par les antennes jaunes, non mucronées a l’apex du troisiéme
article, par le chéte antennaire noir pratiquement nu, par le
tibia antérieur armé sur la face postérieure, 4 la partie moyenne,
d’une forte et longue soie, par le cuilleron thoracique étroit, très
saillant, par l’abdomen non taché.
CS. Bande médiane frontale d’un gris argenté, trois fois plus
large que l’orbite a la partie moyenne: l’espace interoculaire sub-
ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB 87
égal a la largeur de l’ ceil. Joues et péristome d’un gris clair.
Antennes et palpes jaunes.
Thorax et abdomen uniformément gris. Mesonotum avec la
trace de trois bandes brunes, la médiane plus marquée, soies
acrosticales piliformes irréguliéres.
Pattes jaunes, hanches I de méme
couleur; tibias II avec un chéte anté-
rieur et un postérieur au méme niveau
a la partie moyenne; tibias III une
soie antérieure et une externe médiocre;
tarses gréles: les derniers articles noi-
ratres; griffes et pelotes médiocres.
Balanciers jaunes, brunis a la base.
Ailes claires: nervures MA, et MA,
paralléles a l’apex (*). Cuillerons blancs,
le thoracique deux fois plus développé
que le cuilleron alaire.
Appareil copulateur male du type
du Coenosia tigrina, mais peu saillant.
Tergite x trés étroit, quadrangulaire ;
forceps interne épais, 4 branches légére-
Fig. 3. - Coenosia Confalonieri ment renflées à la partie moyenne,
"Re fini leur apex armé d’ une série de robustes
de l’appareil génital du Coenosia griffes noires ; forceps externes en ha-
Lia Recaro di guettes fines, inermes, courbées au
fig. 55 et 56: Nova Acta Acad. bout. Pièces accessoires nulles. Pénis
o g. Nat. Cr. Vol. XCY aIlongé, renflé au milieu, les paraphallus
gréles et plus fortement chitinisés sem-
blent Me à la base; praeputium dilaté en bosse de chaque coté
avec une saillie A externe, en forme de hache.
Q. Comme le male. Plus robuste. Espace interoculaire légè-
rement moins large que l’ceil. Antennes brunes ou noires, |’ apex
du deuxiéme article parfois jauni. Palpes d’un jaune sale. Pattes
avec la méme disposition des soies, tibias II et III a soies beau-
coup plus robustes. Hanches I et fémurs gris ; trochanters I, II
roux; tibias jaunes; tarses noirs.
(1) A Particle Cognosia Navasi Séguy 1929: Memorias de la Soc. ent. de Espaiia,
Mem. 3 a, la description de l’aile est faite suivant |’ ancienne nomenclature. C'est
MA, et MA, qu'il faut lire au lieu de R,+,;— M
88 E. SEGUY
Corps d’un gris noiràtre: bandes brunes du mésonotum plus
marquées. Tergites abdominaux parfois étroitement ourlés de
brun.
Long. 3-3,25 mm.
Cirénaique : Giarabub, III-1927 (Confalonieri). Types J 9
au Museo Civico di Genova.
44. Hylemyia Gestroi n. sp.
9. Differe de tous les autres Hylemyia par le cuilleron thora-
cique réduit a une laniére étroite, par l’oviscapte très robuste,
épais, fortement chitinisé, noiràtre, par le développement en
bouclier du sternite prégénital, par ie soles croisées, petites ro-_
bustes etc. i
Fig. 4. - Hylemyia Gestrot Séguy. Figure schématique de la
femelle X 42. A gauche l’oviscapte plus grossi, figuré après
macération de l’ objet dans l’ acide lactique pur. X 25.
Espace interoculaire plus large’ que l’oeil, d’un jaune orange
au milieu; orbites grises. Antennes brunes: troisiéme article roux
dans sa moitié basale. Fulcrum épais, noir‘ étrier mince. Trompe
à labelles non dentés mais portant des soies robustes, dressées,
un peu courbées au bout. Palpes légérement épaissis a |’ apex,
jaunes. Corps d’un gris perle. Mésonotum a bandes nulles ou trois
bandes longitudinales d’un brun clair plus visibles suivant la
rangée des soies dorsocentrales; soies acrosticales piliformes; 2 + 3
soies dorsocentrales; deux soies sternopleurales (1:1), deux ou
trois cils à la place de la sternopleurale inférieure. Ailes vitreuses:
ESPLORAZIONE DELL’OASI DI GIARABUB 89
épine costale forte ; nervure uc fortement e nervures
MA, et MA, paralleles a l’apex, MA, c droite. Abdomen formé
de quatre segments visibles, 4 soies tergales marginales médiocres;
sternite VI épais développé en bouclier, VII circulaire, VII réduit
a une lame: cerques courts, placés a la partie supérieure.
Long. 3,5-4 mm.
Giarabub, III-1927 (Confalonieri). — M. C. Dumont a capturé
plusieurs exemplaires de cette espece en Mars et Avril, en Tunisie,
à Bou Hedma.
Un exemplaire desséché traité convenablement par une solution
alcaline permet encore certaines précisions.
Mouche ovipare ou ovovivipare donnant un oeuf de grandes
dimensions, contenant une larve i rane ustite à gelosion i immé-
diate ou trés rapide.
Larve primaire a corps bombé, a
peau épaisse et transparente; ster-
nites abdominaux armés sur le bord
antérieur d'une plage épineuse formée
par 5-7 rangs de spinules robustes,
triangulaires, courbés en arriére et
comparables a ceux des larves de
Gastérophiles. Tergites nus. Bouche
grande, les sillons buccaux bien mar-
qués, mandibules petites, crochues,
armées de nombreuses petites dents
cuticulaires libres; pièce intermédiaire,
étroite, allongée ; pièce dorsale en
ruban; piéce basale large, en crois-
sant. Palpes renflés; antennes plus
saillantes en capsule étranglée a la.
base. Stigmates postérieurs réduits;
chambre feutrée trés longue. —
Long 1,25 mm. - Fig. 5. Hylemyia Gestroi Séguy.
Armature buccale de la larve au
Ces caractéres pica dénoncer premier age, figure exécutée sur
une préparation digérée par une
un 1 Pp solution de soude caustique a 50 °Jo
an imal DI ophile Ol coprophile » reprise par l’acide acétique cristal-
a développement accéléré, carnivore. lisable pur.
Les caractéres propres 4 l’adulte peuvent se résumer dans le
tableau suivant qui permettra de distinguer cette espéce des
formes voisines.
90 E. SEGUY
TABLEAU DES FEMELLES
A. Pattes jaunes en partie (1).
1-(2). Chéte antennaire a cils longs
groupes des Hylemyia coarctata-variata.
.2-(1). Chéte antennaire nu ou è cils courts.
3-(4). Chéte fr nu ou portant des cils microscopiques.
Hylemyia Gestroi Séguy.
4-(3). Chete a cils courts. Soie préalaire nulle ou la soie préa-
laire ciliforme. Trois soies sternopleurales ( 1:2) ou deux
soies (4:1).
5-(6). Fémurs I roux . : È Hylemyia Gesirdi Séguy.
6-(5). Fémurs I plus ou moins noircis.
7-(8). Fémurs II, III roux . . Hylemyia lavata Boh.
8-(7). Fémurs II, HI noirs . . Hylemyia subcalva Pand.
45. Atherigona calva Meigen
Giarabub et de Giarabub a Porto Bardia (Confalonieri). Trés
commun dans toute la région méditerranéenne. Iles Canaries.
Afrique mineure. Syrie. Egypte.
Le larve se développe dans les fruits les plus divers.
46. Lispa pygmaea Fallén
Giarabub, III-1927 (Confalonieri). Afrique mineure. ni Ca-
naries. Europe.
Fam. MUSCIDAE
47. Musca du i Thomson
Giarabub, II1-1927. Région CENE septentrionale. Erythrée.
Région méditerranéenne.
48. Musea corvina Fabricius
Giarabub et de Giarabub a Porto Bardia (Confalonieri). Toute
ia région paléarctique. Amérique septentrionale.
@) Séguy, 1923: p. 89, § 48: 4.
ESPLORAZIONE DELL’OASI DI GIARABUB i 91
49. Musea domestica Linné
| Cosmopolite. .
50. Musca lucidula Loew. — Bezzi, 1923: p. 108-118. “DI
. Giarabub, 12-11-1927 (Confalonieri). Somalie, sur un dro- i
madaire (Synamphoneura africana Bezzi). Tunisie: Tozeur
(C. Dumont).
51. Musca tempestiva Fallén
Avec le Musca domestica L., partout. De Giarabub 4 Porto
Bardia, III-1927 (Confalonieri).
52. Musca vitripennis Meigen
Giarabub; Porto Bardia (Confalonieri). Egypte. Afrique mineure.
Iles Canaries. CR
53. Muscina stabulans Fallén
Porto Bardia, III - 1997 (Confalonieri). Tunisie (C. Dumont).
Algérie. Maroc. Toute l'Europe.
Fam. TACHINIDAE _ Ani
54. Calliphora erythrocephala Meigen
Cosmopolite. Larve occasionnellement parasite.
55. Compsomyia albiceps Wied. var. flaviceps Rondani
s
Porto Bardia, IV-1927 (Confalonieri). Commun et répandu Do
dans toute la région méditerranéenne.
Larve saprophage. |
99 . E. SEGUY
56. Lucilia sericata Meigen
Cosmopolite. Larve occasionnellement parasite.
57. Wohlfartia trina Wiedemann
4
0 Cisterne di Sceheibat, 1-XII-1926; Giarabub, 11-1927 (Confa-
a lonieri). Tunisie (C. Dumont). Algérie (P. Lesne). Mauritanie —
mi... (Monod). Tombouctou (de Zeltner). Abyssinie (Raffray). Egypte
a (Alluaud).
58. Sarcophaga haemorrhoidalis Fallén
Giarabub, (Confalonieri). Afrique mineure. Europe.
Larve parasite du Pachytylus migratorius.
59. Sarcophaga haematodes Meigen
Giarabub, (Confalonieri). Afrique mineure. Toute l'Europe. Asie.
Larve saprophage, occasionnellement parasite du Chrysochraon
dispar.
60. Sarcophaga Q (cf. frenata Pandellé)
Avec les deux précédents.
61. Phrosinella nasuta Meigen
Giarabub et Porto Bardia (Confalonieri). Europe tempérée et
méridionale.
62. Gonia atra Fabricius
Cisterne di Sceheibat, 1-XII-1926 (Confalonieri).
63. Leucostoma aterrimum Villiers
Giarabub, II-1927 (Confalonieri). — Europe centrale et méri-
dionale. — i .
ESPLORAZIONE DELL OASI DI GIARABUB
BIRBMIOGRA PIE
BECKER (Th.), 1910. — Diptenalocigehe Sammelreise nach Korsika. — D.
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— 1930. — Contribution a l’étude des Diptéres du Maroc. — Mémoires
de la Soc. des Sc. nat. du Maroc. N. XXIV. ‘
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ZWEI NEUE TROGLOBIONTE PARABLOTHRUS - ARTEN AUS LIGURIEN |
Von MAX BEIER, Wien |
In einem mir von Prof. Dr. R. Gestro in freundlicher Weise
ibersandten Material von Pseudoscorpionen aus Hohlen Ligu-
riens, welches durchwegs als « Obisium (Blothrus) antrorum
Sim.» bezeichnet war, fanden sich neben der genannten Art
auch zwei neue Formen. Die Art antrorum Sim., die ùbrigens
dem Subgenus Parablothrus der Gattung Roncus angehòrt
und nicht naher mit den echten Blothrus-Arten verwandt ist,
lag mir nur aus der Gr. della Madonna vor und es ist wahr-
scheinlich, dass sie in keiner anderen Héhle vorkommt, denn wie
alle echten Hohlenformen, sind auch die Pseudoscorpione ausseror-
dentlich lokalisiert. Die Zitierung von antrorum Sim. aus ande-
ren Hohlen beruht auf Fehlbestimmungen, wie ich dies auf
Grund des mir vorliegenden Materiales nachweisen konnte.
KRoncus (Parablothrus) ligusticus n. sp.
Cephalothorax linger als breit, ohne Augen, am Hinterrand
mit 6 Borsten. Epistom spitz, vorragend ziemlich breit dreieckig.
Beweglicher Chelicerenfin-
ger ohne Spinnhécker. Pal-
penfemur an der ganzen
Oberflache sehr kraftig
granuliert. Tibia glatt, mit
ziemlich langem, drehrun-
dem Stiel, der jedoch deut-
lich kurzer ist als die
scharfabgesetzte, langovale
Keule. Palpenhand oval,
an der Fingerbasis deutlich
granuliert. Finger etwa
1 1/, mal so lang als die
Hand mit Stiel. Stellung
der Tasthaare aus der Figur ersichtlich. Coxen I mit rechtwin-
keligem, sehr schmal abgerundetem Inneneck. Beborstung der
Fig. 1. Roncus (Parablothrus) ligusticus
n. sp., linke Palpe.
PSEUDOSCORPIONEN 95
Tergite 6-6-6-8-8-8-10-10.— Kérper L. 3.5 mm; Palpen: Femur
po. 1:82 mm. B. 0.29 mm: Tibia L. 1.55 mm. (Keule 0.92 mm.),
B. 0.35 mm. Hand L. 1.40 mm. B. 0.60 mm. Finger L. 2.05 mm.
Typus: 1 o, Tana dello Scopeto bei Albenga, Ligurien, 15-
IV-1897, Solari leg. (Typus in Mus. Genua).
Paratypen: 1 Ex., 15-IV-1897, 3 Ex., 28-5-1900, 4 Ex., 1901,
Samtlich Tana dello Scopeto, leg. Dodero.
Die neue Art steht dem antrorum Sim. sehr nahe, unter-
scheidet sich jedoch von ihm deutlich durch schlankere Palpen-
tibia, lingere Finger und nur schmal abgerundetes Inneneck der
Coxen 1.
Roncus (Parablothrus) gestroi n. sp.
Cephalothorax langer als breit, augenlos, der Hinterrand mit
6 Borsten. Epistom fehlt, der Vorderrand gerade. Beweglicher
Chelicerenfinger mit sehr
kleinem, nach vorne gerich-
tetem . Spinnhécker. Pal-
| penfemur sehr schlank, fast
glatt, nur undeutlich punk-
‘ tiert. Tibia lang, mit lan-
gem, drehrundem Stiel,
welcher so lang ist wie
die scharf abgesetzte Keule.
Hand schmal-oval, fast
glatt. Finger gut 1 !/, mal
so lang wie die Hand mit
Stiel. Inneneck der Coxen Fig. 2. Roncus (Parablothrus) gestroi n. sp.,
I in der Anlage rechtwin- rechte Palpe.
kelig, abgerundet. Coxen IV
sehr schmal, basal schmal dreieckig und spitz. Beborstung der
Tergite: 6-6-6-8-8-8-10-10.— Kérper L. 3.5 mm; Palpen: Femur
L. 1.82 mm. B. 0.23 mm. Tibia L. 1.78 mm. (Keule 0.90 mm.),
B. 0.27 mm. Hand L. 1.20 mm. B. 0.40 mm. Finger L. 1.97 mm.
Typen: 3 adult. Ex., Grotta di Cassana bei Borghetto di
Vara, Ligurien, 25-6-1905. (Typen in Mus. Genua).
Die neue Art stellt, soweit bisher bekannt, die héchstevolu-
tierte Héhlenform des Subgenus Parablothrus dar. Sie ist sofort
kenntlich an der aussergewòhnlich stark verlingerten Tibia.
SPEDIZIONE DEL Barone RAIMONDO FRANCHETTI IN DANCALIA
RETTILI BATRACI E PESCI
PER D. VINCIGUERRA
(Tav. I)
Il Barone Raimondo Franchetti, sullo scorcio dell’anno 1928,
organizzava, a proprie spese, una spedizione scientifica nella
Dancalia etiopica, terra quasi completamente sconosciuta e di
difficile accesso, la cui esplorazione aveva già costato la vita al
Cap. Giulietti, a Gustavo Bianchi e a quasi tutti i loro valorosi
compagni. Della spedizione Franchetti facevano parte dodici
italiani, tra cui il March. Saverio Patrizi, che nei suoi precedenti
viaggi in Africa aveva già dato luminosa prova della sua abilità
di zoologo raccoglitore. La spedizione partiva da Assab il 24
novembre per Beilul donde, dopo pochi giorni di sosta, procedeva
per Gaarre, piccola oasi presso il limite del nostro possedimento.
Le trattative col Sultano del Biru, soggetto al Governo Etiopico,
per ottenere la facoltà di penetrare nel suo territorio durarono
lungamente e solo il 3 marzo 1929, rimossi tutti gli ostacoli,
la spedizione potè proseguire; nel frattempo però il Marchese
Patrizi che non aveva mancato di fare raccolta di animali nei
poverissim1 dintorni di Gaarre, richiamato da urgenti motivi di
famiglia, aveva fatto ritorno in Italia, affidando l’incarico della
parte zoologica al Dott. Moscatelli, medico della spedizione, che
ebbe un aiuto abbastanza valido in un indigeno, di nome Bachit
Abbé che era stato istruito dal Patrizi stesso. Molte avverse
circostanze continuarono ad ostacolare l’ opera del Bar. Franchetti,
continuamente alle prese con razziatori, sopportando forti soffe-
renze per la sete e la natura delle poche acque incontrate. Fu
raggiunto il lago di Afrera, posto a 140 m. sotto il livello del
mare, nelle cui acque non vivono pesci, che però si trovano
ti
i SPEDIZIONE FRANCHETTI 97
nelle pozze e nelle sorgenti vicine, la cui temperatura, secondo
il Franchetti sale a circa 60 gradi e sono fortemente salate. A
questo lago fu imposto il nome venerato del Cap. Giulietti. Le
continue difficoltà incontrate e la malattia che colpi uno dei
compagni indusse il Franchetti a tornare ad Assab, inviando
| però una parte della spedizione in Abissinia per la via di Macallè
con le collezioni radunate, che però per la maggior parte anda-
rono disperse durante il viaggio.
-I risultati zoologici non furono quindi sua sì potevano aspet-
tare se non fosse mancata 1’ opera del Patrizi; essi però non sono
privi di importanza, trattandosi di regione quasi completamente
sconosciuta.
Per l'itinerario seguito dalla spedizione si consulti la confe-
renza del Bar. Raimondo . Franchetti pubblicata nel Bollettino
della R. Società geografica italiana del febbraio 1930 e I’ opera
dello stesso « Nella Dancalia Etiopica » edita dalla Casa A. Mon-
dadori di Verona, dei quali lavori è stata adottata la grafia.
RETTILI
Pristurus flavipunctatus Riipp.
Blgr. Cat. Liz. 1. p. 52
Otto esemplari di Beilul, il maggiore dei quali lungo mm. 80,
due di Gaarre e due di Afrera. Quasi tutti questi individui hanno
una striscia bianchiccia lungo il dorso.
i i; Ptyodactylus lobatus Geoff.
Blgr. Cat. Liz. I, p. 110.
Un esemplare di Gaarre lungo mm. 100, con coda troncata.
Forma ben caratterizzata per il grande sviluppo delle lamelle
delle dita, tanto anteriori che posteriori.
Si trova anche in Algeria, Egitto, Arabia e Siria.
Hemidactylus mabouia (Mor.)
Bler. Cat. Liz. I, p. 122.
Due esemplari di Assab, il maggiore dei quali lungo 110 mm.
Questa. specie è notevole per la sua distribuzione geografica
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (7 Gennaio 4931). 7
98 | D. VINCIGUERRA dic
perchè si trova anche nell’America Meridionale, nelle Antille pas
a Madagascar. E però segnalata per la prima volta della parte
| settentrionale dell’ Africa orientale, poichè non era stata trovata
più a Nord di Zanzibar.
Hemid actylus turcicus (L.)
Blgr. Cat. Liz. I, p. 126.
Un esemplare di Assab, lungo 70 mm.
Questa specie, benchè caratteristica della fauna mediterranea,
si ritrova anche sulle sponde del Mar Rosso, essendo già stata
presa in Assab dal Dott. Ragazzi. Il Dott. Scortecci lo ha riscon-
trato tra i Rettili (!) raccolti dal Dott. Magretti presso Massaua,
a Keren e a Sabarguma, ma non mi risulta che sinora sia stato
preso in Somalia, quantunque la Calabresi lo ricordi di Bacha e di
Uegit (?) perchè le dimensioni indicate per questi esemplari fanno
supporre che possano essere riferiti al macropholis, il che è
probabile sia pure per quelli di Kisimaio elencati da Lénnberg
e Anderson (?).
Hemidactylus macropholis, Blgr.
Blgr. Ann. Mus. Civ. Gen., vol. XXXVII, p. 7.
Un esemplare di Gaarre lungo 82 mm.
Questo esemplare differisce per la colorazione dagli individui
tipici perché è di colorito grigio-chiaro con una serie di macchie
nere sul dorso, fiancheggiate da altre più piccole; queste macchie
sono alquanto più grandi sulla superficie dorsale della coda. Ha
quindi un aspetto simile ai giovani di H. turcicus, del quale,
secondo l’ avviso di Parker, potrebbe essere, semplicemente una
razza. Ma i tubercoli dorsali sono più grandi, più fitti e più
regolarmente disposti in serie che nel furcicus e ciò mi induce
a mantenerlo come specie distinta, che rappresenta quello in
zona più meridionale, poichè è la forma più comune in Somalia.
(1) G. Scortecci, Atti Soc. Ital. Sc. Nat. Milano, LXVII, p. 313.
(2) E. Calabresi, ivi LXVI, p. 25.
(8) Arkiv f. Zool. Bd. 8, n. 20, p. 1.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 99
Tarentola annularis (Geoff.)
Blgr. Cat. Liz. I, p. 197. ; lie
Un esemplare di Gaarre lungo mm. 150. : |
Questa specie, ben caratterizzata per l’ assenza dei tubercoli ta
dorsali carenati e le denticolazioni del margine anteriore dell’aper- i
tura uditiva, si trova in Egitto insieme alla mauritanica (L.)
e la sostituisce in Abissinia e regioni limitrofe.
Agama spinosa, Gr.
Blgr. Cat. Liz. I, p. 355. Be
Due esemplari di Gaarre il maggiore dei quali lungo mm. 98
con coda mutilata e l’altro lungo mm. 65.
Nell’ individuo giovane la squama occipitale è comparativa»
mente assai più grande che in quello di statura maggiore.
Questa specie si trova pure in Arabia. co
Agama cyanogaster (Riipp.)
Blgr. Cat. Liz. I, p. 359.
Un esemplare di Egriaribà, 24-IV-1929, lungo mm. 211,
nel quale non vi è traccia di colorazione più chiara sulla regione
vertebrale. i di;
x
Anche questa specie è stata trovata in Arabia. fi
Eremias guttulata Licht. ee
Blgr. Cat. Liz. III, p. 87.
Un esemplare di Afrera lungo 47 mm. sino all’ano e 149
con la coda.
sa
Questo individuo che presenta una striscia bianca sui fianchi
| marginata sopra e sotto da un’altra nera ed ha 36 squame
intorno al corpo è riferibile alla varietà Martini di Neumann (!).
(1) Boulenger Monograph. Lacertid., pt. II. p. 263.
aa
100 D. VINCIGUERRA
Mabuia brevicollis (Wiegm.)
Blgr. Cat. Liz. III, p. 169.
Due esemplari di Afrera, il maggiore lungo mm. 272 e l’altro
con coda troncata mm. 228.
Questi individui corrispondono esattamente alla eni
della specie, che pare particolare all’ Abissinia, ma le squame
della pianta dei piedi sono più o meno spinose e le lamelle
subdigitali carenate; questi caratteri però sono molto variabili
perchè, a quanto m’informa il Parker che ha esaminato questi
individui, nella collezione del Museo Britannico esistono esemplari
simili a questi e che presentano tutti i gradi intermedii. Anche
il colorito è alquanto diverso perchè non tutte le, squame sono
fornite di linea scura sui lati e i punti bianchi sul dorso si
trovano alla distanza di tre a sei squame uno dall’ altro su squame
più scure delle altre. La gola non presenta linee scure ma è
completamente bianca. Rassomigliano quindi all’ esemplare di
Chenafena ricordato da Scortecci (*). Nella stessa località furono
raccolti alcuni giovanissimi individui probabilmente riferibili a
questa specie.
Chalcides ocellatus (Forsk.)
Blgr. Cat. Liz. III, p. 400... x
Undici esemplari di Assab, il maggiore dei quali lungo mm. 142
e il minore mm. 68, dall’ apice del muso all' ano.
Tutti, ad eccezione di uno, questi individui hanno 28 serie di
squame attorno al corpo.
Questa specie è stata oggetto di accurato esame da parte dei
due Boulenger, padre (?) e figlio, (3) i quali vi hanno riconosciuto
non meno di otto forme diverse che sarebbero distinte special-
mente per il numero delle serie di squame che circondano il
tronco ed anche per la diversa colorazione. Tutti gli individui
raccolti dal March. Patrizi hanno 28 serie di squame, tranne uno,
il più piccolo che ne ha 24. I primi quindi sarebbero riferibili
alla forma tipica e l’altro alla var. Ragazzii. Nessuno di essi
(1) G. Scortecci, loc. cit. p. 324.
(?) G. A. Boulenger, Ann. Mag. Nat. Hist. Serie 6.° vol. 1p p. 444.
(5) E. G. Boulenger, Proc. Zool. Soc. London, 1920, p. 77.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 101
| presenta traccia di striscia dorsale nera: i punti bianchi sono
disposti su fascie irregolari obliquamente. trasverse, di colore
intensamente più scuro di quello del corpo, disposte alla distanza
di 2-5. squame una dall’ altra. Si trovano anche sull’ esemplare
riferibile alla var. Ragazzii, mentre mancano in quello tipico.
Non si trovano però due individui che siano identici tra loro e
quindi non posso che associarmi all’ opinione emessa dallo Scor-
| tecci (7) che sia prematuro, almeno per quanto riguarda I’ Eritrea,
separare varietà innumerevoli che appaiono evidentemente arti-
ficiose.
Eryx thebaicus, Reuss.
Blgr. Cat. Snak. I, p. 125.
Due esemplari di Rorom, IV -29, il maggiore dei quali lungo
mm. 400 e l’altro mm. 343. L'individuo più grande ha le
macchie del corpo di colore rosso castagno, ben accentuate,
mentre in quello più piccolo esse sono assai sbiadite.
Zamenis rhodorhachis, Gthr.
var. ladacensis, Anders.
Blgr. Cat. Snak. I, p. 399.
Cinque esemplari di Gaarre, il maggiore dei quali lungo
mm. 360.
Nessuno di essi presenta la striscia dorsale rossa caratteristica
del rhodorhachis tipico, quattro sono di colorito uniforme,
grigio-plumbeo, più o meno intenso, mentre uno presenta una
serie di fascie trasversali oblique, molto ravvicinate, di colore
assai più scuro di quello generale del dorso. Il numero delle
squame ventrali varia tra 219 e 225; quelle della coda tra 51
e 127 ma in quello che ne ha meno la coda è evidentemente
‘mutilata.
Psammophis punctulatus, D. B.
Blgr. Cat. Snak. Ill, p. 159
(Tav. I).
Un esemplare di Gaarre, lungo mm. 1440, dei quali 590 per
la coda.
(1) G. Scortecci, loc. cit., p. 332, tav. VIII.
Foret
=
DE
i
PS e >
cae
IRZ0A
102 D. VINCIGUERRA
Questo individuo (ed altro della stessa. provenienza ceduto al
Museo Britannico) corrisponde esattamente alla descrizione datane
da Duméril e Bibron (!) e a quella di Boulenger caratterizzate.
dalla presenza di una striscia nera dorsale bifida sul capo e sul
collo che si prolunga sino all’ estremità della coda, ‘mentre —
parecchi altri esemplari di Somalia presentano la colorazione che
ha fatto stabilire a Peters la varietà da lui detta trivirgatus (?),
nella quale alla striscia nera mediana che occupa tre squame
ed è accompagnata d’ ambo i lati da una gialliccia che ne occupa
due, ne tiene dietro un’altra bruna che si stende sopra una
squama sola come si vede nella figura data da Boulenger (8) ed
è indicato nella sua descrizione. Sono stato lungamente esitante
prima di riferire questi esemplari al punctulatus perchè si nota
anche una leggiera differenza nel numero delle squame codali
che nella forma tipica sono generalmente più di 160 (questo
individuo ne ha 169 e quello dato al Museo Britannico 176)
mentre nella var. trivirgatus non superano le 156 ed anche
quelle ventrali sono in questo in numero alquanto minore che
in quello. A quanto mi riferisce il Parker, il Museo Britannico
ne possiede uno del Sudan egiziano con 192 ventrali e 178
codali. Anche un esemplare del Museo Civico proveniente da Saati
ha 183 ventrali e 163 codali e quello del Museo di Milano di
Ghinda, gentilmente avuto in comunicazione, ne ha 162 codali,
mentre gli esemplari dell’ Ogaden e di altre località di Somalia
hanno queste in numero variabile da 136 a 156.
Per l’ esemplare tipo descritto da Duméril e Bibron sono
indicate 130 codali, ma secondo quanto mi ha comunicato il
Dott. Pellegrin la coda è alquanto mutilata, ma gli scudetti
mancanti non potrebbero essere stati più di 10 o 12. In entrambe
le forme si notano quindi notevoli oscillazioni e l’ estremo massimo
dell’ una corrisponde press’ a poco all’ estremo minimo dell’ altra,
talchè anche questo carattere non mi apparisce sufficiente per
una distinzione specifica.
Anche nella distribuzione geografica. di queste due forme si
osserva una differenza, perchè la var. trivirgatus non è stata
trovata che nelle regioni più meridionali dell’ Etiopia e i
(4) Duméril et Bibron, Hist. nat. Reptiles, Paris 1854 tom. 7, p. 897.
(?) Peters Monats. Berl. Ak. 1878. p. 206.
(3) Boulenger, Ann. Mus. Civ. Gen. XXXV, p. 14, tav, IV, fig. 1.
i : a SPEDIZIONE FRANCHETTI 103
mente in Somalia, mentre la forma tipica sembra caratteristica
dell’ Abissinia propriamente detta e della Dancalia, benchè ciò
non possa dirsi in modo assoluto perché l’ individuo descritto da
Duméril e Bibron proveniva dall’ Arabia (dove non mi consta sia
stata ulteriormente trovata) e ad essa debba indubbiamente
riferirsi la Dendrophis furcata descritta e figurata da Bianconi (1)
di Inhambane nel Mozambico. Questi due fatti portano ad esclu-
dere che trattisi di due varietà geografiche.
Le due varietà non differiscono nella colorazione che va dal
gialliccio al bruno nelle parti superiori e più chiaro nelle inferiori;
il colorito scuro della linea dorsale si attenua nella metà poste-
riore del corpo. Le squame dei fianchi portano generalmente due
punti neri allungati, mentre quelle ventrali e codali hanno puntini
neri più o meno grandi. Nell’ individuo di Saati già ricordato
tutto il colorito del corpo è assai più scuro che negli altri.
Non conosco altra immagine dello Ps. punctulatus, forma
tipica, oltre quella data da Bianconi col nome di Dendrophis
furcata e quindi ho creduto opportuno darne una figura.
BATRACI
Rana oxyrhynchus Smith
Blgr. Cat. Bat. Sal. p. 51.
Parecchi esemplari di Gaarre, il maggiore dei quali lungo
31 mm. e alcuni girini. Questi individui sono più piccoli degli
individui di questa specie dell’ Africa occidentale, ma il Parker
mi informa che il Museo Britannico ne possiede esemplari del-
l’ Etiopia e Somalia, perfettamente adulti, a malgrado della piccola
statura, ed altri di grandezza normale. Secondo Parker la
R. abyssinica di Peters sarebbe da considerarsi come sinonimo
della oxyrhynchus e non della mascareniensis, D. B. Essa è
diffusa in tutta |’ Africa orientale.
Bufo Dodsoni Blgr.
Blgr. Proc. Zool. Soc. 1895, p. 540.
Un esemplare di Gaarre, lungo 43 mm.
È una specie molto vicina al B. viridis, Laur. dal quale si
(1) Bianconi, Spec. Zool. Moss. p. 276, tav. XIII.
104 D. VINCIGUERRA
distingue per la maggiore larghezza dello spazio inter
pel maggior diametro del timpano e per la minore estensione
della membrana che congiunge le dita posteriori. Quanto alla
pa distribuzione geografica non è diversa da quella del viridis che,
“a quanto riferisce la Sig. Galabrési, fu trovato alle Isole Dahalak
e a Gondar (1). i
Bufo mauritanicus Schlg.
La: Blgr. Cat. Bat. Sal. p. 298.
+ Un giovane esemplare di Egriaribà lungo 26 mm.
Bufo regularis » Reuss
SE Blgr. Cat. Bat. Sal. p. 298.
~
È | Due esemplari di Gaarre, uno lungo 51 mm. e l’altro giova-
i nissimo. :
Specie diffusa in tutta |’ Africa dall’ Egitto al Capo, trovata
anche in Palestina e in Arabia.
Bufo Blanfordii Blgr.
) Blgr. Cat. Bat. Sal. p. 301, tav. XIX, fi 4.
Un giovanissimo esemplare di Gaarre, il maggiore dei quali
lungo non più di 18 mm.
PESCI
Discognathus quadrimaculatus Ripp.?
Blgr. Cat. Freshwat. Fish. Africa I, p. 351, fig. 265.
Riferisco dubbiosamente a questa specie un piccolo esemplare
di Rorom (10-IV=1929) lungo non più di 24 mm. e alcuni altri,
il maggiore dei quali non misura più. di 25 mm., senza indica-
zione di località ma probabilmente della stessa provenienza.
La piccola statura di questi individui non ne permette una
determinazione esatta, ma la piccolezza del disco sul labbro infe-
riore, la posizione dell’ occhio sulla metà anteriore del capo, la
(1) Calabresi, Att. Soc. it. Sc, nat. Milano LXIV, p. 404.
macchia nera alla base della coda ed anche il confronto coi miei
tipi del Discognathus Chiarinti, riferiti da Boulenger a questa
specie, rendono assai probabile che trattisi di quella specie, propria
delle acque abissine.
Tilapia Franchettii, n. Sp.
T. altitudine corporis 2 et “/ in ejus longitudine (absque
pinna caudali) longitudine capitis ‘/, in ejus latitudine et
3 in longitudine corporis, rostro tam lato quam longo,
diametro oculi 1 et */, in longitudine rostri et 5 in lon-
gitudine capitis; dentibus triseriatis, unicuspidatis, 32 ad 40
in serie externa masillae superioris ; 3 seriebus squamarum
in genis; appendicibus branchialibus brevibus, 15 super
partem horizontalem primi arcus branchialis.
Pinna pectorali */, in longitudine capitis, initium pinnae
analis non attingenti. Thorace et abdomine squamis
instructis.
Colore corporis castaneo brunneo, squamis margine
clarioribus vitta laterali obscura ab operculo ad basim
pinnae caudalis, vitta dorsali superne indistincta, ad latus
capitis punctis albidis, margine pinnae dorsalis albo ; parte
ejus pinnae radiosa, caudali et anali albo punctatis; caeteris
pinnis obscuris.
Juvenibus clarioribus, vittis transversis obscuris instructis.
è i 9 1
ST adr i
9a
Parecchi esemplari del lago Giulietti (Afrera).
Dimensioni di alcuni esemplari:
Lunghezza del corpo senza la pinna codale mm. 84 55 44
Altezza del corpo. i GIRO 30 24 18
Lunghezza del capo . aE? tb 23024 6
Larghezza del capo . : ton 108
Lunghezza del muso . oa i patria LOS
Diametro dell’ occhio . i GAs Ori e
Spazio interorbitario . .. ate a CIRO)
106 : D. VINCIGUERRA
L’ altezza del corpo è contenuta 2 volte e */, nella lunghezza
di esso (senza la pinna codale) e la lunghezza del capo 3 volte;
la larghezza di questo è 1/, della sua lunghezza; mandibola infe-
riore non sporgente; muso tanto largo quanto lungo, con profilo
superiore rettilineo, la sua lunghezza è poco più di 1 volta e !/,
il diametro dell’ occhio che è compreso circa 5 volte nella lun-
ghezza del capo e da 1 !/, a 1 e !/, nello spazio interorbitario;
bocca che non raggiunge la verticale dal margine anteriore del-
l'occhio: denti in tre serie, in numero di 32 a 40 nella serie
esterna della mascella superiore, unicuspidi, 3 serie di squame
sulle gote, la cui parte squamosa è uguale al diametro dell’ occhio;
15 appendici branchiali, molto corte, sulla porzione orizzontale
del primo arco branchiale.
Pinna dorsale con 14 spine e 11 raggi molli ramificati; l’ ultima
spina è la più lunga e corrisponde a circa i ?/, della lunghezza
della testa e l’ultimo raggio a poco più della */, di quella.
Pinna anale con 3 spine e 9 raggi molli. Pinna pettorale poco
più corta dei */, della testa, non raggiunge la verticale dell’ ori-
gine dell’anale, cui non giunge neppure la ventrale. Codale
troncata. Peduncolo codale alquanto più lungo che alto. Petto e
addome squamati. Squame cicloidi.
Colore del corpo marrone col margine delle squame più
chiaro; generalmente una striscia più oscura sui fianchi dell’ o-
percolo alla base della codale e un'altra dorsale meno distinta.
Una macchia nera, spesso indistinta al margine superiore dell’ o-
percolo; alcuni puntini chiari ai lati della testa. Margine superiore
della pinna dorsale spinosa, bianco; con la porzione molle pun-
teggiata di bianco, come la codale e |’ anale. Pettorali e ventrali
brune. | |
Gli individui giovanissimi sono di colorito cinereo chiaro con
fascia trasversale oscura. | 1
Questi individui, quantunque in giovane età, non possono
essere riferiti ad alcuna delle specie conosciute del genere Télapia.
Essi appartengono al gruppo con squame cicloidi, con poche
appendici branchiali e pinna codale subtroncata, con petto e
addome squamosi e fra le specie che vi appartengono dimostrano
la maggiore affinità con la 7. Sparrmani, Smith e la T. Per-
civali, Blgr., come risulta dalla classica opera di Boulenger sui
pesci d’acqua dolce d’ Africa e come fu constatato dagli ittiologi
ul
SPEDIZIONE FRANCHETTI 107
del Museo Britannico, Tate Regan e Norman i quali si assunsero cor-
tesemente l’incarico di compararli con le collezioni di quell’ Istituto.
Si notano però alcune differenze che non permettono di riferirli
né all’ uno nè all’altro. La 7. Sparrmani ha un numero inferiore
di appendici branchiali e la 7. Percivali ha due sole serie di
squame sulle gote, e un numero maggiore di squame, in ispecie
sulla serie trasversale.
Io debbo confessare che non sono del tutto convinto della
validità delle molte specie riferite al genere Tilapia, basate in
gran parte su differenze di poca entitàe su individui unici o
poco numerosi e non credo improbabile che una revisione di esse,
fondata su un numero cospicuo di individui di provenienze diverse,
riuscirebbe a diminuirne assai considerevolmente il numero, ma
allo stato attuale delle nostre conoscenze, non ho potuto riferire
questi individui ad alcuna delle specie note.
Ho avuto per cura del March. Patrizi una fotografia di un
gruppo di questi pesci, che sono abbondanti nel bacino del lago
Giulietti, nella quale è ben visibile un esemplare, purtroppo —
andato perduto con molto altro materiale della spedizione, che
presenta una evidente gibbosità frontale, come si vede nella ripro-
duzione ingrandita di quella fotografia.
Parecchie sono le specie di questa famiglia che presentano
una sporgenza frontale più o meno sviluppata (Tilapia betsi-
leana, Blgr., Pelmatochromis frontosus, Blgr., Cyrtocara
Moorti, Blgr.) che Boulenger ritiene propria degli individui adulti
di sesso maschile. Uno degli individui di Tilapia Franchetti,
quantunque di statura non superiore a 6 centim. presenta già
un accenno a quella sporgenza.
D. VINCIGUERRA |
x
Cyprinodon dispar (Ripp.).
Blgr. Cat. Freshwat. Fish. Afr. IV, p. 20, fig. 12.
di Derrab, presso Gaarre. Questi ultimi furono raccolti dal Dottor
Moscatelli 1’ 11-XII1928. Gli individui del lago Giulietti sono
assai più piccoli degli altri e specialmente i maschi, che sono
lunghi da 18 a 25 mm., mentre quelli di Derrab, raggiungono
i 37 mm.i oe 41 le @, non toccando mai le dimensioni massime _
di questa specie che giunge a 80 mm. I maschi sono ben rico. i
noscibili per le 2 o 3 fascie semilunari della pinna codale, nei
giovani sono anche presenti le fascie trasversali oscure, molto
ravvicinate, che sono caratteristiche dei maschi del C. fasciatus .
(Val.) che spariscono negli adulti, mentre le femmine conservano
le sottili fascie brune.
Parecchi esemplari del lago Giulietti e delle pozze dell’ Uadi q
;
4
SPEDIZIONE DEL BARONE Rarmonno FRANCHETTI IN DANCALIA
U C.C FE Lak
wg per ALESSANDRO GHIGI
La collezione ornitologica, oggetto di queste note, é stata
raccolta in massima parte dal Marchese Saverio ParRIZI nella
la spedizione, come risulta dal volume pubblicato dal Francuerri
| () nel febbraio 1929, partendo da Gaarre, così che il materiale
proveniente dalle località poste ad occidente di questa, è stato
. raccolto dagli altri membri della spedizione.
La collezione ha avuto inizio ad Assab e nelle piccole isole della
a baia che ne porta il nome, però la spedizione vera e propria ha
avuto principio sulla costa, a Beilul, e si è diretta a Gaarre che
ne dista circa un centinaio di chilometri: successivamente l’itine-
rario, salvo leggeri spostamenti ora verso nord ed ora verso sud,
| si è svolto ad occidente fino a raggiungere l’altipiano etiopico.
Le fonti principali per lo studio della ornitologia eritrea sono
le medesime alle quali é necessario ricorrere per lo studio di tutta
l’avifauna etiopica.
Innanzi tutto l’opera del Retcuenow (?) sugli uccelli d’Affrica
vale ad uno studio fondamentale delle specie, studio che viene
utilmente approfondito per la regione circumeritrea coll’ altra
4 opera pure capitale dell’ Harterr (3) sugli uccelli della fauna pale-
| artica. Finalmente il recentissimo sistema degli uccelli etiopici,
redatto dallo Sciater (4), consente allo studioso di aggiornare la
(1) FRANCHETTI R. Nella Dancalia etiopica. Spedizione italiana 1928-1929, Monda-
dori, editore. i
(2) REICHENOW A. Die Vogel Afrikas. Bd. I-IV, Neumann, Neudamm, 1901-1905.
(5) HARTERT E. Die Vogel der palàarktischen Fauna, Bd. I-III, Friedlander, Berlin
1910-1922.
(4) SCLATER W. L. Systema avium aethiopicarum, ed. b. Brit. Ornith. Un. Lon-
don, Part I pp. 1-304, 1924; Part II pp. 305-922. 1930.
Aden e
spedizione, organizzata dal Barone Ramonno FraNcuert, attraverso
la Dancalia, dal novembre 1928 al maggio 1929. Il Parrizi lasciò —
1407 A. GHIGI
sinonimia e di avere sott'occhio lo stato attuale della sistematica
e della distribuzione geografica, insieme alle indicazioni bibliogra-
fiche necessarie e sufficienti per ricorrere ai lavori speciali.
Un primo contributo alla conoscenza della avifauna dancala è
stato dato dall’ Antinori colla sua esplorazione del territorio dei
Bogos e delle regioni circostanti, fatta durante gli anni 1870 e
1871, assieme ad Opoarpo Beccari e ad Arturo IsseL. Al catalogo
degli uccelli (*) fatto in collaborazione col SaLvaporI portò qual-
che contributo anche HeugLin, il quale pure aveva esplorato le
coste del Mar Rosso. E giusto però riconoscere che salvo qualche
cattura fatta ad Assab, si tratta di raccolte compiute nell’Eritrea
e specialmente sull’ altipiano, le quali non riguardano la Dan-
calia propriamente detta. |
Anche il lavoro del Conte ZepLitz (2) che può essere conside-
rato come la monografia più moderna ed accurata dell’ avifauna
eritrea ed è frutto delle sue esplorazioni attraverso la nostra co-
lonia, non tocca la Dancalia. Si deve dunque riconoscere che la
collezione PatrIzi- Francnerti è, fino ad oggi, il solo contributo
notevole alla conoscenza dell’avifauna della regione compresa tra
il Mar Rosso, l’altipiano etiopico ed il Golfo di Gibuti.
ARDEIDAE
1. Demigretta schistacea (FHR.). Airone mezzano del Mar Rosso
N. 59. o. 9 Gennaio 1929, spiaggia di Assab. Becco giallo; zampe nere
alla tibia; tarso—metatarso e dita gialle. Iride gialla; frequente. (nota
Patrizi).
Abito completamente bianco; piume allungate dell’ occipite
assenti; scapolari filamentose non molto sviluppate. Lungh. totale
mm. 655; ala 295; becco 100; tarso metatarso 115.
: N. 71. g. 17 Gennaio 1929. Isola Om-el-Sciorah nella Baia d’ Assab.
Mandibola giallastra; mascella superiore nerastra; zampe nere, piede ed
unghie giallo limone; iride giallo chiaro (nota Patrizi).
@) ANTINORI O. e SALVADORI T. Viaggio dei signori O. Antinori, O. Beccari ed A. Issel
nel Mar Rosso. nel territorio dei Bogos e regioni circostanti durante gli anni 1870
e 1871. Catalogo degli Uccelli: Ann. Mus. Civ. Genova IV 1873, pp. 366-520 T. I-III.
() ZEDLITZ O. Meine ornithologische Ausbeute in Nordost. Afrika, Journ. f. Orni-
thologie, 58 Jahrg. 1910, 59 Jahrg. 1911.
| SPEDIZIONE FRANCHETTI 414
A
«Abito nero lavagna degradante in cenerino cupo nelle parti
. superiori, nelle penne ornamentali allungate del collo, nelle ali e
| specialmente nelle remiganti: gola bianca. Il petto, il collo e le
. piccole copritrici delle ali sono nere opache. Piume ornamentali
del dorso molto lunghe ed abbondanti, raggiungono quasi l’estre-
mità della coda ed hanno punte rossiccie. Le due lunghe penne
ornamentali del capo mancano. Lungh. totale mm. 660; ala 300;
“a becco 105; tarso 120.
N. 72. 2. 17 Gennaio 1929. Isola Om-el-Sciorah nella Baia d’ Assab.
Mandibola giallastra, mascella nerastra; zampe nere; piede ed unghie
| giallo limone; iride giallo chiaro (nota Patrizi).
Abito identico a quello del precedente; le punte rossiccie
delle lunghe penne dorsali sono appena accennate. Lungh. totale
«mm. 610; ala 275; becco 97; tarso 110.
N. 79. &. 24 Gennaio 1929. Assab.
Giovane in abito grigio. Esemplare in muta, il quale accanto
a penne sfumate di rossiccio e più o meno orlate all’ apice di
bianco, appartenenti all’abito di nido, ne porta altre decisamente
ed interamente cenerine, le quali provano che, a muta ultimata,
questo esemplare sarebbe divenuto totalmente cenerino, almeno
nelle parti superiori. La gola è interamente bianca; dello stesso
colore sono alcune penne del mazzetto ornamentale del gozzo;
il resto delle parti inferiori è mischiato di varie gradazioni di
cenerino chiaro fino al biancastro. Nessuna indicazione è data dal
Patrizi sul colore del becco e delle zampe, che appaiono simili a
quelle degli esemplari precedenti. Lunghezza totale mm. 666;
ala 285; becco 95; tarso 110.
a
Questa forma è stata lungamente confusa con Demigretta
gularis (Bosc.), oggi circoscritta alle regioni occidentali del-.
l’Affrica dal Senegal al Gabon ed alle isole Fernando Po, Principe ed
Annobom. D. gularis è inoltre decisamente più piccola di D.
schistacea. La nostra specie, nel Systema Avium aethiopica-
rum è circoscritta alle coste del Mar Rosso e del Golfo di
Aden, ma il Vaugnan in un suo recentissimo lavoro (The Birds
of Zanzibar and Pemba. Ibis, october 1929), sostiene che anche
gli esemplari di Zanzibar, Pemba, della costa orientale e forse di
fon n Ai GHIGI spin
Aldabra ed Assunzione non possono essere separati da D. schi-
stacea. \
E questo un Airone poco dissimile da Egretta garzetta;
anzi è difficile distinguere da quest’ultima la forma bianca di
D. schistacea; questa ha becco e tarso più o meno gialli, men-
tre la prima li ha neri. D. schistacea offre tre aspetti tipici: il
nero lavagna, il c&nerino ed il bianco. Noto che dei quattro
esemplari raccolti dal Marchese ParRIZI, i due più adulti, neri,
delle isole, sono più piccoli dei due giovani continentali di Assab.
2. Butorides striatus brevipes (EHR.)
N. 26. 9. 20 Marzo 1929. Afrera. —
Lungh. totale mm. 400; ala 175; becco 57; tarso 44.
N. 30. 9. 29 Marzo 1929. Afrera. i
Lungh. totale mm. 390; ala 170; becco 150; tarso 45.
Il N. 26 differisce dal 30 che può essere considerato tipico,
perchè le penne del dorso e le scapolari non hanno riflessi verdi,
ma sono piuttosto cenerine con rachide più scura e bordo sfumato
di rossiccio. Le copritrici grandi e piccole delle ali, le scapolari e
le maggiori secondarie hanno un bordo bruno gialliccio ben mar-
cato. Nelle parti inferiori il bianco è molto più esteso, special-
mente nel gozzo e nel sottocoda ed il grigio bruno è distinta-
mente più pallido. Mentre nell’esemplare N. 30, l'apice chiaro —
delle remiganti primarie e delle prime secondarie è appena visi-
bile e bianchiccio, nell’esemplare 26 è bianco puro, ben distinto,
fino a superare nella nona primaria due millimetri di larghezza.
Questa forma appartiene alle coste del Mar Rosso e della
Somalia, da Porto Sudan a Berbera e lungo le coste dell'Arabia
da Aden a Mascate. E molto affine a B. s. atricapillus (Arz.)
dell’ Africa tropicale, dalla Senegambia al Sudan Egiziano, al
Natal ed alla provincia del Capo.
PHOENICOPTERIDAE
3. Phoenicopterus ruber antiquorum (TEM.)
N. 57. J. Beilul, spiaggia di Collahassa.
Il fenicottero maggiore si stende in tutta I’ Affrica. Località
x
relativamente prossima alla nostra, nelle quali è stato catturato,
SPEDIZIONE FRANCHETTI
no Suakim e l'isola di Socotra. Il fenicottero minore (Phoeni-
onaias minor (Grorrr.) è stato segnalato, verso Nord, fino
allo Scioa.
ANATIDAE
4. Spatula clypeata (L.)
N. 4. 2. (Soltanto il capo ed il collo). 28 Novembre 1928. Beilul in
| acqua salmastra.
" Il Mestolone, durante l'inverno, raggiunge la Senegambia e
pla Somalia, il protettorato di Aden e la Colonia del Kenia. In
È Abissinia sembra stazionario.
5 Anas penelope L.
N. 32. Q. Acqua di Seitullè a circa 6 Km. a sud di Gaarre. Becco az-
zurro. Iride bruna. Zampe bieu (nota Patrizi).
Il Fischione raggiunge, in inverno, il Sudan, l’Abissinia, e. il
protettorato di Aden, come pure Madera, le Canarie e le Azzorre.
6. Alopochen aegyptiacus (L.)
N. 62 e 63, 2 of. 25 Aprile 1929. Egriaribà.
L’oca d'Egitto è propria della valle del Nilo, della Palestina
e dell’Affrica a sud del Sahara. Già segnalata della costa Dancala.
9 | AEGYPIIDAE (Vulturidae)
7. Torgos tracheliotus nubicus Smith
(Otogyps auricularis DAUD).
-
_ N 42. Capo e collo senza indicazione di sesso. 22 Dicembre 1928.
Gaarre. i
Gia segnalato per Suakim e per la costa abissina.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (16 Febbraio 4931). 8
ea
"4
114 OA CHICN SARA LARA
8. Trigonoceps (Lophogyps Bp.) occipitalis (BuRCH.)
N. 41. o’. 22 Dicembre 1928. Gaarre. Iride bruna. Piedi carnicini.
Guancie carnicino chiarissimo. Base labbra azzurrognolo. Cera verdastra.
Becco arancione rossastro (nota Patrizi). fi;
Questo avvoltoio arboreo, caratterizzato dalle brevissime e
folte penne bianche ricoprenti tutta la parte superiore del capo,
appartenente alla tipica regione etiopica, era già stato sega to
del paese dei Bogos dall’AxTINORI.
FALCONIDAE
9. Falco tinnunculus carlo (Hart. & NEUM.)
N. 70. 7. 3 Maggio 1929. Igri Herrat.
N. 74. gd juv. 4 Maggio 1929. Adigrat.
Questa sottospecie delle montagne dell’ Affrica dal Nord della
Nigeria, dell’Abissinia e della Somalia fino alla regione dei Grandi
Laghi è più piccola di Falco è. tinnunculus. La lunghezza del-
l'ala nei due esemplari studiati è di mm. 225 in confronto a
mm. 240 di maschi finnunculus italiani. Nell’ esemplare 70,
adulto, il grigio del capo è più scuro che in téinnunculus. La
coda presenta nove strie nere poco distinte sulle timoniere me-
diane e sul vessillo esterno delle laterali. Le macchie nere del
dorso, delle scapolari e delle ultime secondarie si dilatano, più o
meno, a formare striscie trasversali che, su ciascuna penna ed a
seconda della sua lunghezza, sono più o meno numerose. Le
macchie nere delle parti inferiori sono più estese.
L’esemplare 74, giovane, in confronto a tinnunculus è più
striato sul dorso, ma la differenza maggiore è nella coda, a fondo
bruno rosso, decisamente striata di nero con fascie ancora più
marcate che nella femmina Naumanni.
10. Circus macrourus (GMEL.)
N. 41. o. 19 Aprile 1929. ? loc.
e SI pi sO
SPEDIZIONE FRANCHETTI 115
PANDIONIDAE
11. Pandion haliaetus (L.)
N. 73. 9. 17 Gennaio 1929. Isola Om-el-Sciorah.
OTIDIDAE
12. Neotis heuglini (HARTL.)
N. 45. Q. 26 Dicembre 1928. Airori. Unica vista nella località.
Questa grande Otarda, facilmente individuabile per le grandi
macchie a ferro di lancia sul dorso e sulle scapolari e per la
| striscia rosso ruggine, inferiormente orlata di nero, che separa
decisamente il bianco di tutto il resto del ventre dal grigio ondu-
lato della regione del gozzo e del collo, è nota soltanto per la
Somalia settentrionale e più precisamente per la regione com-
presa tra Zeila ed Harrar. Questa cattura estende più a nord la
distribuzione. geografica della specie. |
Con ogni probabilità l’indicazione del sesso è errata; i carat-
dell’esemplare sono infatti maschili. La faccia e la gola sono nere,
mentre nella 9 sono bianche. Lunghezza totale 780; ala mm.
500; becco mm. 70; tarso 130. Le misure della lunghezza totale
e di quella dell'ala sono decisamente maschili; quelle del becco
e del tarso femminili. Il colore del becco non coincide colla de-
scrizione che ne dà il Reicuenow; « Schnabel griinlich schwarz,
an der Spitze blasser »; nell’esemplare che ho sott'occhio, la
mascella superiore è scura con una stria trasversale gialliccia a
poco più di un terzo dall’estremità: quella inferiore è tutta chiara
salvo l'estremità scura. In conclusione il becco è chiaro salvo
l'estremità che è più scura.
CHARADRIIDAE
" 13. Charadrius hiaticula hiaticula (L.)
N. 75. 0°. 25 Gennaio 1929. Assab. Zampe rosso arancio.
N. 74. 9. 25 Gennaio 1929. Assab.
A. GHIGI
14. Charadrius dubius curonicus (GMEL.) |
N. 1. Q. 27 Febbraio 1929. Gaarre.
N. 1 bis Q. 27 Febbraio 1929. Gaarre.
Citato della colonia del Kenia, del iioclgnalo di Aden ¢ e du
Socotra.
15. Squatarola squatarola (L.) di
N. 63. 9 Gennaio 1929. Spiaggia di Assab. | ie
16. Afribyx senegallus senegallus (L.)
N. 68. Q. 30 Aprile 1929. Gala 2 ae
N. 69. 3. 30 Aprile 1929. Gala ? ere i
Il Vaneilo armato del Senegal è distribuito ad est fino al a
Sudan Egiziano, all’ Abissinia ed all’ Uganda. Questa é forse laa 1
cattura più neo ao
17. Arenaria interpres interpres (L.) ‘
Nee,
N. 60. 7°. 9 Gennaio 1929. Assab.
SCOLOPACIDAE — |
18. Erolia alpina (L.)
N. 61. 2. 9 Gennaio 1929. Assab.
«Giunge al Sud lungo le coste del Mar Rosso fino ad Aden
ed oltre Zanzibar.
19. Erolia testacea (PALLAS)
N. 6] bis 9. 9 Gennaio 1929. Assab.
20. Tringa totanus totanus (L,)
N. 62. 2. 9 Gennaio 1929. Assab.
21. Numenius arquata lineatus (Cuv.)
N. 58. Q. 9 Gennaio 1929. Assab spiaggia.
Hr SPEDIZIONE FRANCHETTI 117
,
GLAREOLIDAE
22. Cursorius cursor cursor (LATH.)
N. 82. o&. 26 Gennaio 1929. Assab.
N. 83. Q. 29 Gennaio 1929. Assab.
La bella tavola a colori che il Conte ZepLitz ha dato in Journ.
fur Ornithol. 58 Jahrg. (1910) ed i cenni comparativi sulle varie
forme di Cursorius gallicus da lui offerti a pag. 310 dello
stesso volume, permettono di stabilire questa determinazione con
certezza assoluta per l'esemplare N. 83 e quasi assoluta per il
Nes84t
Le dimensioni dei due esemplari escludono da sole che possa
trattarsi di C. c. somalensis SueL. della Somalia o di C. c. li-
toralis ru. della Somalia italiana e della Colonia del Kenia;
queste due forme infatti sono di mole inferiore (lungh. totale
190 mm.; ala 127-133 mm.), mentre il nostro esemplare 82
misura rispettivamente mm. 260 e 158 e l'esemplare 83 mm. 248
e 154, dimensioni proprie di C. c. cursor (Latu.) e C. c. dahla-
kensis ZepL. Per quanto riguarda i colori, la tavola del Conte
ZepLITZ prova che la forma delle isole Dahlak è di tono più caldo
nelle parti superiori, mentre quelle inferiori, compresa la gola,
sono di un deciso colore isabella, mentre in C. c. cursor sono
biancastre, con gola quasi completamente bianca. L’esemplare 83
non differisce, ripeto, dai tipici cursor, mentre il N. 82, di
mole maggiore, può considerarsi intermedio per le tinte fra
cursor e dahlakensis, con maggiore somiglianza al primo. La
fronte e le parti superiori sono di tono isabella più carico, mentre
le parti inferiori sono alquanto più calde soltanto nel gozzo e nel
petto; nella figura dello ZepLIitz la gola ed il petto sono di colore
isabella uniformemente carico mentre nel nostro esemplare la
gola è addirittura biancastra ed il petto è isabella pallido.
Trattandosi di una specie parzialmente migrante, considerata
la vicinanza delle isole Dahlak colla costa dancàla e le differenze
osservate nei due esemplari di Assab, sorge naturalmente il
dubbio sulla validità di C. c. dahlakensis come razza locale e si
affaccia invece l’ipotesi che le differenze di colore non siano che
fluttuazioni coromorfiche.
; ) Ì Nea
WAS A. GHIGI
BURHINIDAE (Oedicnemidae)
23. Burhinus senegalensis (SWAINS.)
N. 43. 15 Aprile 1929. Cohul.
Questa specie, caratteristica per la mancanza di strie sulle
timoniere mediane e per la macchiatura delle parti superiori
costituita da strie triangolari mediane, lungo la rachide delle
penne era gia nota per l’Eritrea. Alla Dancalia propriamente
detta appartengono il Burhinus capensis dodsoni (Grant) del-
l’ Arabia sud occidentale e dell’ opposta spiaggia dancala ed il
B. c. ehrenbergi (ZepL.) noto soltanto per la località ove fu
rinvenuto dal Zepurrz il tipo, |’ Arcipelago Dahlac. Sulla validità
sistematica di quest’ultima forma, esprimo dubbi analoghi a quelli
che ho espresso per Cursorius cursor dahlakensis Zevu.
LARIDAE
24 Larus fuscus affinis (REINE.)
N. 76. J. 24 Gennaio 1929. Assab.
25. Larus hemprichii (BRUCH.)
N. 64. g°. | Gennaio 1929. Assab, abbondantissimo.
Questo gabbiano, prevalentemente australe, è distribuito sulle
coste orientali dell’Affrica da Suakim a Dar es Salaam; sulle coste
dell’ Arabia e verso oriente fino al Sind. Il collare bianco dietro
la nuca è poco distinto in questo esemplare. |
PTEROCLIDIDAE
26. Eremialector lichtensteini hyperythrus (ER1.)
N. 3. 92. 28 Novembre 1928. Beilul, zona costiera.
N....0. 30 Novembre 1928. Beilul.
Debbo questa determinazione alla cortesia degli Ornitologi
del British Museum. Con essa l’area di distribuzione della forma
cio:
art
ARTE ANIME
SPEDIZIONE FRANCHETTI edd 8
‘somala di Pterocle del Lichtenstein è molto modificata, giacchè
gli esemplari di ErLanGER furono catturati lungo il fiume Daua
nella Somalia meridionale e lo ScLarer, nel Systema avium
aethiopicarum, ammette, pur dubitativamente, questa forma per
il Kenia settentrionale.
In questo Pterocle le macchie apicali delle copritrici delle ali
sono di un giallo rossiccio intenso nel of e, nella 9, le scapolari
hanno le macchie subapicali quasi nere con strie trasversali più
chiare poco distinte, mentre le forme affini hanno strie nere e
bruno rosse nettamente alternate.
COLUMBIDAE
27. Vinago waalia (MEYER)
N. 15. co. 12 Marzo 1929. Derrab.
Questa specie è distribuita dalla Senegambia attraverso la
Nigeria del Nord fino al Sudan, all’ Abissinia, alla Somalia, a
Socotra, al protettorato di Aden ed al Yemen. Questa è una
delle catture più orientali, verso il Mar Rosso, di questa specie
che vive di frutta, specialmente di fichi selvatici. La sua. presenza
è, di per sé, indizio di zona non desertica.
MUSOPHAGIDAE
28. Corythaixoides leucogaster (RiirP.)
N. 46. &. 17 Aprile 1929. Cohul.
N. 47. Q. 17 Aprile 1989. Cohul.
Questa bella specie di Turaco provvisto di abbondante ciuffo,
a lunga coda, grigio e col petto e ventre bianchi era noto fino
ad ora dei territori compresi tra |’ Abissinia meridionale, la So-
malia ed il lago Tanganica. L’Antivor: l’ha ripetutamente cattu-
rato nello Scioa.
Il reperto del Marchese PargIZI estende ancora a nord est
| l’area di distribuzione di questo uccello che frequenta i boschi di
-acacie e di mimose.
da
A. GHIGI
CORACIIDAE
29. Coracias garrulus (L.)
N. 36. Q. 12 Aprile 1929. Rorom. ani:
30. Coracias naevius naevius (DAUD,)
N. 19. 9. 17 Aprile 1929. Cohul.
N. 48. J°. 17 Aprile 1929. Cohul.
Già trovata in Eritrea.
MEROPIDAE
31. Merops albicollis major (PARROT)
N. ... &. 19 Aprile 1929. Amullefaghe.
N. 52. 2. 19 Aprile 1929. Amullefaghe.
Questa forma abita l’Affrica orientale dal Sudan egiziano e
dall’ Abissinia fino alla Colonia del Kenia e Dar es Salaam; si
trova pure in Somalia e nell’Arabia sud-orientale.
32. Melittophagus lafresnayei lafresnayei (Gufr.)
N. 71. gd. 3 Maggio 1929. Igri Herrat.
N. 71. bis g°. 3 Maggio 1929: Igri Herrat.
Già noto dell’ Abissinia, dell’Eritrea, dello Scioa e del paese
dei Galla.
BUCEROTIDAE
33. Lophoceros flavirostris flavirostris (Ripp.)
N. 12. J. 2 Marzo 1929. Derrab.
N. 13. QO. 2. Marzo 1929. Derrab.
La forma tipica di L. favirostris non può essere confusa con
L. f. somaliensis del Giuba, perchè questo è più piccolo ed ha
sE SPEDIZIONE FRANCHETTI rent od on
su Car
la mascella inferiore interamente rossa. La coppia raccolta dal ; cd.
Marchese Patrizi ha il becco giallo, salvo il margine interno delle vi
— mascelle che è color corno, leggermente sfumato in rosso nel |
. _. terzo apicale e specialmente sulla punta. ci
Il Rercnenow dice che le parti nude della gola sono rosse,
| più scure nella femmina; le etichette del ParrIzi non danno ~ (aa
alcana indicazione in proposito. Noto peraltro che il maschio è
più piccolo della femmina e che sul culmine del becco si nota
una intaccatura che può essere considerata come un rudimento
Bd quel processo laminare che, in altre specie del genere, è chia-
ramente sviluppato ed in altri generi della famiglia raggiunge a
dimensioni cospicue e forme strane.
4 Misure del ©: lunghezza totale mm. 465, ala 185, coda 200, a
becco 80, sua maggiore altezza 33. Misure della Q: lunghezza :
4 totale mm. 520, ala 210, coda 235, becco 88, sua maggiore
5 altezza 35. Altezza della mascella superiore del g’, corrisponden-
‘temente al processo laminare mm. 16, della 9 mm. 16. ie
5 n UPUPIDAE
34. Upupa epops epops (L.) . Do:
: N. 33. &. 19 Dicembre 1928, Gaarre. pe ; ;
r. o fu : hi: Hi
; MICROPODIDAE
i i 5
35. Miecropus affinis abessynicus (STREUBEL)
4 N. 31. ? sesso, frequente anche ad Aità, pareti rocciose (nota Patrizi).
Questo piccolo Rondone è distribuito in buona parte della ne
regione etiopica: dalla Gambia e dalla Nigeria settentrionale fino
all’ Angola, incluse le isole S. Thomè e Principe. Ad Oriente in
Abissinia, in Somalia e nel protettorato di Aden. Al Capo è raro.
La forma tipica è dell’India; una terza forma, M. a. koenigi è
della Tunisia, del Marocco e del Sahara sud-orientale.
A. GHIGI
CAPITONIDAE
36. Trachyphonus margaritatus
margaritatus (CRETZSCH.)
N. 16. g°. 12 Marzo 1929. Derrab.
N. 30. 2. 30 Novembre 1928. Beilul, zona a palme.
Questa forma è assegnata al Sudan ui da Suakim a
Cartum e più a sud attraverso l’Abissinia; ad occidente si stende
fino al Lago Ciad, alla Nigeria settentrionale e ad Asben nel
Sahara meridionale. La cattura di Beilul, sulla riva dancala del
Mar Rosso, è dunque notevole.
ALAUDIDAE
37. Alaemon alaudipes desertorum (STANL.)
N. 32. &%. 8 Aprile 1929. Afrera.
dì) 33. Q. 7 Aprile 1929. Afrera.
N. 69. J. 16 Gennaio 1929. Isola Fatmah, baia di ee Iride brung.
zampe brunastre, frequente nelle isole, meno sul litorale (nota Patrizi).
Questa forma che differisce dalla tipica per avere le copritrici
della coda grigie e non bianche, é diffusa in tutte le coste ed
isole del Mar Rosso, a nord fino al deserto che sta fra Suez ed
il Cairo; a sud fino ad Aden ed alla Somalia, nelle pianure marit-
time. Gli Alaemon sono grossi uccelli, della mole di un tordo;
col becco piuttosto fine, slanciato e leggermente arcuato.
Eremopteryx nigriceps melanauchen (CAB.)
N. 81. 28 Gennaio 1929. Assab. Abbondante sulle coste.
Questi uccelli, per il loro becco conico e corto e per la loro
macchiatura hanno grande somiglianza colle specie più grosse ‘
della sotto famiglia Spermestinae.
| °0’SPEDIZIONE FRANCHETTI
MOTACILLIDAE
39. Motacilla alba alba (L.)
N. 14. 6 Dicembre 1928. Gaarre.
40. Budytes flavus feldeggi (MIcHAH.)
N. 7. &. 8 Marzo 1929. Afammò.
N. 28. d°. 24 Marzo 1929. Afrera.
41. Anthus campestris campestris L..
N. 66. Q. Aprile 1929. Egriariba.
42. Anthus cervinus (PALL.)
N. 65. 0’. 28 Aprile 1929. Egriariba.
TIMALIIDAE
43. Turdoides leucopygia leucopygia (Riipe.)
| N. 67. 9. 24 Aprile 1929. Egriariba.
AD
: La forma tipica di questa specie abita la costa abissina del
_ Mar Rosso ed è facilmente riconoscibile per il capo interamente
. bianco latteo.
PYCNONOTIDAE i
44, Pycnonotus barbatus schoanus (NEUM.)
N. 7. o&. 30 Dicembre 1928. Gaarre.
N. ... 30 Novembre 1928. Beilul.
N. 9. &. 8 Marzo 1929. Afammo.
N. 6. 2. 30 Novembre 1928.
N. 29. Q. 29 Marzo 1929. Afrera.
Questa forma è distribuita sull’altipiano abissino dall’ Eritrea
A. GHIGI
) i 45. Geokichla litsipsirupa simensis (Riipp.)
SR N. 43. d. 4 Maggio 1929. Adigrat.
5a N. 72. 9. 4 Maggio 1929. Adigrat.
Questa forma è diffusa nell’altipiano abissino dal Tigre allo
Scioa e nel paese dei Kullo sul medio Omo. Si trova pure nei
be» ‘ monti dell’Harrar, al sud della valle del Hawash.
46. Oenanthe oenanthe oenanthe (L.)
(ARI N. 42, Q. 15 Aprile 1929. Cohul.
47. Oenanthe deserti atrogularis (BLYTH,)
N. 8. 9. 30 Novembre 1928. Gaarre.
N. 53. J. 4 Gennaio 1929. Gaarre.
N. 55. of’. 5 Gennaio 1929. Gaarre.
Forma invernale dall’Arabia alla Somalia, all’Eritrea, al Sudan
Britannico, fino al lago Ciad. Nidifica nel Turchestan russo e
regioni limitrofe.
® £
48, Oenanthe leucomela leucomela (PALL.)
(Saxicola pleschanka LEPECH)
N. 38. 0. 27 Febbraio 1929. Gaarre.
N. 17. &. 8 Dicembre 1928. Gaarre.
D. 22. &' 17 Marzo 1929. Aura.
49. Oenanthe leucopyga leucopyga (BREHM.)
N. 18. d°. 13 Marzo 1929. Derrab.
N. 26. 9. Dicembre 1928 E. di Gaarre.
N. 56. 9. Amba Jacomudi, Gaarre.
Tutti questi esemplari sono neri lucidi colla callotta cefalica,
oltre al sopracoda e sottocoda, bianca. Delle timoniere sono nere
le mediane, salvo una piccola porzione basale, ed una macchia
più o meno estesa sul vessillo esterno delle laterali. L'estensione
di tali macchie varia da individuo ad individuo; in uno di essi,
| TURDIDAE | oe
SPEDIZIONE FRANCHETTI 195
se si eccettua il secondo paio e l’estremo, le altre timoniere
RIE
{ 5
hanno appena una sfumatura nera. Nella femmina invece il ves-
| sillo esterno delle timoniere estreme è nero quasi fino alla base
e le macchie delle altre formano una stria subapicale nera, inter-
rotta soltanto da brevi spazi bianchi intorno alle rachidi. Nella
femmina la callotta cefalica è meno estesa e non così candida
come nei maschi.
Questa ‘bella e caratteristica . specie è stanziale in Egitto, ©
Palestina e nei paesi del Mar Rosso.
50. Oenanthe isabellina (TEMM.)
N. 84. co”. 29 Gennaio 1929. Assab.
N. 17. 0°. 12 Marzo 1929. Derrab.
N. 34. g. 10 Aprile 1929. Rorom.
Cercomela melanura lypura (Hempr. & EHR.)
N. 14. d. 12 Marzo 1929. Derrab.
— — 12 Dicembre 1928. Gaarre (dall’alcool).
Attribuisco a questa forma i due esemplari della collezione
Parrizi, con qualche incertezza, perchè non perfettamente simili;
d’altronde uno di essi è stato conservato in alcool e ciò ha pro-
dotto certamente qualche cambiamento di colore. Nel « Systema
avium aethiopicarum », sono registrate quattro forme di Cer-
comela melanura, tutte ben localizzate. Una ‘di esse, C. m.
airensis (Hartert), è del Sudan francese ed è più pallida; C. m.
melanura (Trmm.) è di Palestina e del Nord Arabia; C. m. erlan-
geri (Neum. & Zept.) è dell’ Arabia sud occidentale, mentre C. m.
lypura è delle coste affricane del Mar Rosso e della Somalia
Britannica. Gli esemplari dancali misurano rispettivamente mm. |
148 e 139 di lunghezza: il Retcuenow assegna a questa forma
mm. 140-145, ma fissa la lunghezza di C. m. melanura in
150-160 mm.
52. Pentholaea melaena (RipP.)
N. 77. 3. 6 Maggio 1929. Gabbireo Uebai.
N. 76. Y. 6 Maggio 1929. Gabbireo Uebai.
Questa specie appartiene all’ Abissinia; è già stata trovata a
. Senaféè, al Lago Tsana e fino allo Scioa. Si tratta di un uccello
mole mezzana, relativamente al gruppo dei «tordi, con coda molto
126
A. GHIGI O fe.
singolare che ricorda il merlo, ma ha coda brevissima ed il ves-
sillo interno delle remiganti primarie, nella porzione nascosta,
candido.
53. Thamnolaea cinnamomeiventris
alboscapulata (Ripp.)
N. 57. 7°. 24 Aprile 1929. Egriaribà. “4
N. 59. Q. 24 Aprile 1929. Egriaribà. Iride rossa.
La forma è nota per l’Abissinia dal territorio dei Bogos fino
all’Harrar ed al Sudan. Uccello della mole del merlo col ventre
ed il sopracoda rosso ruggine, mentre il resto del corpo è nero
lucente. Il maschio ha le scapolari bianche. |
54. Saxicola (Pratincola) torquata maura (PALL.)
N. 20. oh’. 16 Marzo 1929. Aura. ei
55. Cercotrichas podobe podobe (MilLLER)
J. 13 Febbraio 1929. Gaarre.
Questa forma che ha il vessillo interno delle primarie rosso
è distribuita dal Senegal al Mar Rosso.
56. Cercotrichas podobe melanoptera (HemPr. & FAR.)
N. 6 gd. 30 Novembre 1928. Beilul.
Determinazione sicura perchè il vessillo interno delle prima-
rie è interamente nero, mentre nella forma tipica C. p. podobe
è rosso marrone. Tale forma è attribuita nel Syst. avium aethio-
pic. esclusivamente all’ Arabia occidentale e sud occidentale, in-
cluso il Yemen ed il protettorato di Aden. Il ReicueNow però la
cita del Dongola e di altre località africane. Il rinvenimento del |
Marchese Patrizi a Beilul prova che questa forma si trova real-
mente anche in Africa. Cercotrichas podobe è un uccello di
lunga e fortemente graduata; è tutto nero, salvo le estremità
delle timoniere laterali e delle più lunghe penne del sottocoda,
che sono bianche.
SPEDIZIONE FRANCHETTI
SYLVIIDAE ©
57. Agrobates galactotes galactotes (TEMW).
N. 35. o&. 19 Dicembre 1928. Gaarre.
Pp: _N. 43. o%. 24 Dicembre 1928. Gaarre.
| N. 13. S. 13 Febbraio 1929. Gaarre.
}
;
“i 58. io aaa Sd collybita collybita (VIEIL.)
AA (rufus Auct.)
N. 27. 28 Marzo 1929. Afrera.
| »»».’59 Sylvietta brachyura hilgerti (ZEDL.)
Dicembre 1928. Gaarre (alcool).
Determinazione incerta perchè l'esemplare è mutilato di parte
del becco ed alterato dalla conservazione in liquido. Questo
genere per la distribuzione dei colori e la coda cortissima, ricorda
in miniatura il genere Sztta.
1
3
60. Prinia somalica somalica (ELLIOT)
Dicembre 1928. Gaarre (conserv. in alcool).
. L’esemplare è completamente spiumato nel dorso e nel sopra-
coda, tuttavia per l’assenza di rosso ruggine sui vessilli esterni
delle primarie e di giallo ruggine al ventre e sul femore, credo
di potere attribuire quest’ unico esemplare alla forma somatica
somalica ELLior che secondo il Syst. avium aethiopic. sarebbe
limitata alla Somalia, settentrionale e specialmente al territorio
di Berbera.
DICRURIDAE
61. Dicrurus assimilis divaricatus (LICHT,)
N. 10. &. 10 Marzo 1929. Derrab.
N. 11. 9. 10 Marzo 1929. Derrab.
128 | A. GHIGI ie NE ; iii
LANIIDAE
62. Lanius excubitor elegans (Swalns.)
N. 54. 5. Gennaio 1929. Gaarre.
63. Lanius excubitor pallidirostris (Cass.)
N. 21. & juv. 10 Marzo 1929. Aura.
N. 35. do’. 10 Aprile 1929. Rorom. PRE
x
Questi due esemplari sono completamente in abito giovanile.
Il grigio delle parti superiori è fortemente sfumato di bruno ros-
siccio, specialmente sul capo e sul sopracoda. Ondulazioni sono
evidentissime sul capo e sul dorso dell’ esemplare di Rorom. La
determinazione è sicura in confronto a quella della forma seguente
perchè le copritrici inferiori delle primarie sono grigie e formano
una macchia distinta scura sul fondo bianco della parte ventrale
dell’ ala. Questa è percorsa superiormente da due strie bruno
sabbia, formate dagli apici delle piccole e grandi copritrici delle
ali che hanno tal colore. Anche le remiganti sono orlate all’apice
di bruno sabbia, colore più esteso a mano a mano che dalle
penne esterne si procede verso l’interno. Lo specchio alla base
delle remiganti è perfettamente bianco ed ha una estensione di
circa mm. 20. Le parti inferiori sono sfumate di isabella. Le sole
setole frontali sono nere. Le timoniere estreme dell’esemplare di
Rorom hanno pochissimo nero oltre alla rachide, mentre nel-
l'esemplare di Aura circa due terzi del vessillo interno sono
neri: le timoniere del secondo paio hanno bianca la punta ‘ed il
vessillo esterno.
Questa forma nidificante nelle steppe della Transcaspia è di
comparsa invernale nella ‘regione eritrea; il Conte Zepurrz l’ha
avuta dall’Asmara. È notevole che l’esemplare catturato a Rorom
il 10 Aprile 1929 non abbia ancora iniziato la muta, mentre’
LI
| questa è cominciata nell’ esemplare catturato il 10 Marzo. Il
primo è dunque più giovane; considerando la stagione e l’età
vien fatto di pensare che si tratti di uccelli nati non lontano dal
luogo di cattura o almeno in regioni molto più meridionali di
quelle indicate dagli autori come luogo di nidificazione.
r
SPEDIZIONE FRANCHETTI 129
64. Lanius excubitor aucheri (BP.)
N. 23. Q. 18 Marzo 1929. Aura.
Determinazione fondata sul colore grigio chiaro roseo delle
parti inferiori in esemplare il cui abito è di adulto; sulle copri-
trici inferiori delle ali interamente bianche; sullo specchio alare
di quasi 30 millimetri. Già noto delle isole Dahlac, dove nidifica.
65. Lanius nubicus LICHT.
N. 2. d. 27 Febbraio 1929. Gaarre.
66. Lanius eristatus isabellinus (HEMPR. & EHR.)
N. 24. JD. 20 Marzo 1929. Ad Ela.
N. 25. Q. 25 Marzo 1929. Afrera.
N. 31. g. 6 Aprile 1929. Afrera.
67. Rhodophoneus cruentus cruentus (HEMPR. & EHR.)
N. 15. o&. 8 Dicembre 1923. Gaarre. Stomaco pieno di cavallette. Fi-
schia fortemente. Iride bruno paonazzo. Raro nella zona (nota Patrizi).
N. 19. 9. 15 Marzo 1929. Aura.
N. 16. 9. 8 Dicembre 1928. Gaarre.
L’esemplare 19 è una femmina giovane. Essa è priva di rosso
all'addome, che appare nell’abito definitivo. Manca pure del col-
lare nero, che è peraltro delineato per il fatto che le penne cor-
rispondenti sono grigiastre alla base e consentono di delineare
tutta la zona che diventa nera nella © adulta. Questa forma è
già nota per la Dancalia ed ha formato oggetto di particolare
studio da parte del SALVADORI.
Confrontando gli esemplari di questa raccolta con quelli del
Museo di Torino studiati dal SaLvapori, e con altri due del Museo
di Tring, nonchè con sei esemplari di A. cruentus hilgerti
Neum. di quest’ultimo Museo, favoritimi dal Dott. Harrerr, trovo
che alle differenze tra le due forme locali, segnalate dal Neu-
MANN, ne va aggiunta un’altra. Il rosso sanguigno delle parti
inferiori è esteso nella forma somala fino alla mascella, mentre
nella forma eritreo-dancala la gola è in tutto, o in massima parte,
bianca. Inoltre il rosso è più vivace nella prima. Non osservo
Ann, del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV. (23 Febbraio 4931). 9
dn GE ee Earn
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ae
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E ne
130 A. GHIGI
differenze nelle dimensioni. Queste valgono a separare nettamente
pi; le 9Q di R. cruentus hilgerti da quelle di R. cathemagme-
nus, che Neumann dice di non saper distinguere.
MUSCICAPIDAE
68. Parisoma leucomelaena blanfordi (SEEB.)
È N. 34. Q. 18 Dicembre 1928. Gaarre.
do CORVIDAE
69. Corvus albus (MIiLL.)
N. 13. Q. 6 Dicembre 1928. Gaarre.
È questo il C. scapulatus Auct. Si tratta di un giovane
esemplare in cui le penne del collo e del dorso sono bianche
solamente nella porzione basale, non visibile quando le penne
sono regolarmente sovrapposte. Le penne del petto sono egual-
mente bianche nella porzione basale nascosta ed orlate di bruno
fino verso l’inserzione delle coscie.
STURNIDAE
70. Cinnyricinelus leucogaster leucogaster (GMEL.)
° 5 N. 4. &. 16 Aprile 1929. Cohul.
È N. 45. d°. 16 Aprile 1929. Cohul.
Questo bellissimo storno che par tessuto di raso viola scuro
col ventre bianco, è segnalato per l’Abissinia ed anche per l’Ara-
bia sud-occidentale, oltre che per altre parti dell’ Africa tropicale
fino alla Senegambia.
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71. Lampreocolius chalybaeus
chalybaeus (Hempr. & Eur.)
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N. 54. J. 23 Aprile 1992. Dandera.
N. 55. 7°. 23 Aprile 1929. Danderà.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 131
72. Onychognathus blythi (HARTL.)
N. 6. J. 5 Marzo 1929. Sidohà Ela.
N. 6 bis O, 5 Marzo 1929. Sidohà Ela.
73. Buphagus erythrorhynchus
erythrorhynchus (STANLEY)
N. 61. 0°. 25 Aprile 1929. Egriaribà.
NECTARINIIDAE
74. Neetarinia tacazze (STANLEY)
oO. 6. Maggio 1929. Gabbireo Uebai.
Nota delle montagne dell’ Abissinia e dell’ Eritrea da Keren
fino a Gofa ed Harrar. Anche nei monti del Kenia, Elgon, Man,
Kuria, Kilimangiaro. Sono citate dell’Abissinia anche N. famosa
subfamosaSatvan., N. famosa cupreonitens SueLrey e N. erythro-
ceria erlangeri Reicun. della regione del Giuba e N. pulchella
lucidipectus HARTERT.
75. Cinnyris habessinicus habessinicus (HEMPR. & EHR.)
N. 9. gd. 30 Novembre 1928. Gaarre. Frequente ma non abbondante
nei palmeti (nota Patrizi)
N. 18. 0°. 9 Dicembre 1928. ©
D. 19. g' juv 9 Dicembre 1928. Gaarre.
N. 21. gd. 9 Dicembre 1928. Gaarre. Ucciso e preparato dal Dr. Moscatelli.
N. 22. Q. Dicembre 1928. Gaarre. i
N. 27 bis g. Primi di Dicembre 1928.
Il o giovane è in abito completamente grigio, salvo l’intera
piastra verde metallica nella gola e nel gozzo, sotto alla quale
s'inizia la comparsa delle penne rosse. Il Neumany, fino dal
1904, ha separato col nome di C. habessinicus hellmayri Neum.
la forma che vive nell’ Arabia sud-occidentale, nel Yemen e nel
distretto di Amiri. Altre specie della regione eritrea sono: Cinny-
ris mariquensis osiris (FinscH) e Cinnyris venustus fazoglensis
(Heveu.); della regione somala Cinnyris bifasciatus chalcomelas
(Reicaw.), Cinnyris albiventris (Strick).
i
132 A. GHIGI
76. FLedydipna metallica (LICcHT.)
N. 23. gd juv. Dicembre 1928. Gaarre.
N. 44. Q. 24 Dicembre 1928. Gaarre.
. O juv. Dicembre 1928. Gaarre.
N. 51. 7°. 19 Aprile 1929. Amullefaghe.
Questa specie è nota della valle del Nilo a nord fino alla
prima cateratta, a sud fino a Kawa, a 150 miglia da Kartum,
ad ovest fino al Darfur. È citata pure dell’Eritrea, dell’Abissinia,
e della Somalia a non grande altitudine, come pure di Aden.
Le catture a Gaarre, in Dancalia, sone alato che questa specie
frequenta la pianura.
PLOCEIDAE
;
77. Dinemellia dinemelli dinemelli (RiPP.)
N. 50. 0’. 17 Aprile 1929. Cohul.
Distribuita a nord, secondo il Syst.-Avium aethiopic. fino
allo Scioa ed alla Somalia. Questa cattura estende adunque note-
volmente l’ area di Usi Ioan di quesa specie verso il setten-
trione.
78. Ploceus cucullatus habissinicus (GMEL.)
N. 56. do’. 27 Aprile 1929. Egriaribà.
N. 58. d°. 24 Aprile 1929. Egriaribà.
N. 58. bis g. 27 Aprile 1929. Egriaribà.
N. 60. 9. 27 Aprile 1929. Egriaribà.
Forma propria dell’Abissinia e della valle del Nilo Azzurro.
79. Ploceus galbula (RipP.)
N. 30. 9. 15 Dicembre 1928. Acque di Adaitù.
80. Uraeginthus bengalus schoanus (NEUM.)
N. 64. Oo. 28 Aprile 1929. Egriaribà.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 133
81. Auripasser luteus (LICHT.)
N. 27. 0°. 10 Aprile 1929. Rorom.
N. 38. d°. 10 Aprile 1929. Rorom.
N. 39. Q. 10 Aprile 1929. Rorom.
N. 40. 9. 10 Aprile 1929. Rorom.
La presenza di questa specie in Dancalia è forse il reperto più
notevole della Spedizione Francnerti. Fino ad ora infatti essa era
nota della Valle del Nilo da Dongola a Kawa e Sennar, ma non
dell’Abissinia; ad occidente attraverso il Cordofan, il Darfur e la
Nigeria settentrionale raggiunge il Sahara francese. Si tratta evi-
dentemente di una specie che non sale sui monti; la sua distri-
buzione geografica raggiunge la Dancalia girando a nord l’altipiano
etiopico. Il colore dei due maschi è alquanto diverso. Il N. 27 ha
il capo ed il groppone di un bel giallo canarino, mentre il dorso
è bruno rosso; il N. 38, erroneamente indicato sull’etichetta come
©, ha il capo giallo sfumato di grigio ed il groppone grigio
bruno. Le parti inferiori sono di un giallo meno acuto. Probabil-
mente si tratta di un giovane. Le due femmine (N. 39 e 40)
sono quasi uniformemente isabelline.
EMBERIZIDAE
82. Fringillaria striolata saturatior (SHARPE)
N. 8. 8 Marzo 1929. Afammò.
N. 50. 3. 31 Dicembre 1928. Airori,
Tra le forme suindicate, quelle il cui ritrovamento in Dancalia
modifica più o meno notevolmente le nostre conoscenze sulla
rispettiva distribuzione geografica, sono le seguenti:
Neotis heuglini (Hartt) nota fino ad ora del territorio
somalo tra Zeila ed Harrar.
Afribyx senegallus senegallus (Liy.) la cui distribuzione
verso oriente era limitata al Sudan egiziano, all’Abissinia ed
all’Uganda.
LR AA Pa SZ I
RI i La ri
ae eo SV
134 ASNGHIGI
Eremialeclor lichtensteini hyperythrus (ErL.) noto della
Somalia meridionale e supposto esistente nella colonia del Kenia.
Corylhaixoides leucogaster (Rùpp.) il cui limite di distri-
buzione viene spostato più a nord-est.
Cercotrichas podobe melanoptera (HempR. E Eur.) nota fino
ad ora soltanto dell’Arabia occidentale e sud occidentale, incluso
il Yemen ed il protettorato di Aden.
Prinia somalica somalica (ELLior) della Somalia settentrio-
nale e specialmente della piana di Berbera.
Dinemellia dinemelli dinemelli (Rupp.) accertata in Somalia,
Scioa ed intorno al Nilo Bianco superiore.
Auripasser luteus (Licut.) nota della valle del Nilo da Don-
gola e Sennar ma non dell’Abissinia; ad occidente: del Kordofan,
Darfur e Nigeria settentrionale fino al Sahara francese.
A seconda della loro distribuzione geografica le specie elen-
cate possono essere distribuite nei seguenti gruppi:
I. - Specie e forme normalmente paleartiche ed europee.
1. Phoenicopterus ruber antiquorum (L.)
2. Spatula clypeata (L.)
3. Anas penelope (L.)
4. Circus macrourus (GML.)
3. Pandion haliaetus (L.)
6. Charadrius hiaticula hialicula (L.)
7. Charadrius dubius curonicus (GMt.)
8. Squatarola squatarola squatarola (L.)
9. Arenaria interpres interpres (L.)
10. Erolia alpina alpina (L.)
11. Erolia testacea (PALtt.)
12. Tringa totanus totanus (L)
13. Numenius arquata lineatus (Cuv.)
14, Larus fuscus affinis (REINH.)
15. Coracias garrulus (L.)
16.
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20.
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SPEDIZIONE FRANCHETTI 135
Upupa epops epops (L.)
Motacilla alba alba (L.)
Budytes flavus feldeggi (Micuau.)
Anthus campestris campestris (L.)
Anthus cervinus (PALL.)
Oenanthe oenanthe oenanthe (L.)
Oenanthe leucomela leucomela (PA.t.)
Phylloscopus collybita collybita (VieiLt.)
- Specie e forme paleartiche, viventi nell’ Asia occidentale e
centrale che, migrando verso sud-ovest giungono d’ inverno
nell'Africa nord-orientale.
. Oenanthe deserti atrogularis (BLvTH.)
. Oenanthe isabellina (CrETZScHM.)
. Saxicola torquata maura (PALL.)
. Lanius excubitor pallidirostris (Cass.)
. Lanius cristatus isabellinus (Hempr. & Enrens.)
JIDE
- Specie e forme accidentalmente paleartiche, circumeritree,
sahariane, frequenti anche nell’Asia occidentale e nell’ Africa
settentrionale.
. Alopochen aegyptiacus (L.)
. Cursorius cursor cursor (LATH.)
Burhinus senegalensis (Swains.)
Alaemon alaudipes desertorum (STANL.)
. Oenanthe leucopyga leucopyga (Breun.)
. Agrobates galactotes galactotes (TEm.)
Lanius excubitor elegans (Swalys.)
. Lanius excubitor aucheri (BP.)
. Lanius nubicus (Licut.)
IV.
- Specie e forme etiopiche; alcune di esse soltanto circum-
eritre, ma fino. ad ora non trovate nella regione paleartica.
. Demigretta schistacea (Enr.)
. Butorides striatus brevipes (Enr.)
. Torgos tracheliotus nubicus (Smitu.)
. Trigonoceps occtpitalis (Burcu.)
. Falco tinnunculus carlo (Hart. & Neum.)
. Neotis heuglini (HartL.)
136 A. GHIGI
. Larus hemprichii (Brucu.)
. Afribyx senegallus senegallus (L.)
. Eremialector lichtensteini hyperythrus (ERt.)
. Vinago waalia (Meyer)
. Corythaixoides leucogaster (RùpP.)
. Coracias naevius naevius (Daup.)
. Merops albicollis major (Parrot.) -
. Melittophagus lafresnayei lafresnayei (GuéR.)
. Lophoceros flavirostris flavirostris (Rùpp.)
. Micropus affinis abessynicus (STREUBEL.)
17.
. Eremopterix nigriceps melanauchen (CAB.)
. Pycnonotus barbatus schoanus (Neum.)
. Parisoma leucomelaena blanfordi (Srss.)
. Turdoides leucopygia leucopygia (Rupp.)
22°
. Cercomela melanura lypura (Hempr. & Eur.)
. Pentholaea melaena (Rupp.)
. Thamnolaea cinnamomeiventris albiscapulata (Rùrp.)
26.
. Cercotrichas podobe melanoptera (Hempr. & Enr.)
. Sylvietta brachyura hilgerti (ZepL.)
. Prinia somalica somalica (ELLior.)
. Dicrurus adsimitis divaricatus (Licat.)
. Rhodophoneus cruentus cruentus (Hempr. & Eur.)
. Corvus albus (MUuLL.)
. Cinnyricinclus leucogaster leucogaster (GMEL.)
. Lamprocolius chalybaeus chalybaeus (Hempr. & Ear.)
. Onycognathus blythi (HartL.)
. Buphagus erythrorhynchus erythrorhynchus (STANLEY)
37.
. Cinnyris habessinicus habessinicus (Hempr. & Eur.)
. Hedydipna metallica (Licut.)
. Dinemellia dinemelli dinemelli (Rupp.)
. Ploceus cucullatus habissinicus (GwmEL.)
. Ploceus galbula (Rupp.)
. Uraeginthus bengalus schoanus (Neum.)
. Auripasser luteus (LicHT.)
. Fringillaria striolata saturatior (SuARpE.)
Trachyphonus margarilatus margaritatus (CRETZSCH.)
Geokichla litsipsirupa simensis (Rùpp.)
Cercotrichas podohe podobe (Mutt.)
Nectarinia tacazze (STANLEY.)
#
|. SPEDIZIONE FRANCHETTI | 137
Riassumendo, le forme decisamente paleartiche ed europee
sono 23; quelle che vengono al Mar Rosso dall’Asia centrale ed
occidentale sono 5; le circumeritree, accidentalmente paleartiche
9 e quelle decisamente etiopiche 45. Poichè i due ultimi gruppi
formano assieme 54 specie contro alle 23 paleartiche, risulta che
Vaspetto generale dell’avifauna dancala è decisamente etiopico.
L’oasi di Gaarre colla regione circostante può essere conside-
rata la località più favorevole alla vita degli uccelli; il Marchese
Parrizi vi ha trovato la maggioranza delle specie etiopiche più
caratteristiche. Solo alcune, come Corythaixoides leucogaster
Rupp., Coracias naevius naevius (Daup.), Cinnyricinchlus leu-
cogaster l. (GueL.), Dinemellia d. dinemelli (Rùpp.) di Cohul,
località situata sugli ultimi contrafforti nord-orientali dell’ alti-
piano etiopico, potrebbero essere considerate come forme abissine
e non dancale, tanto più che la loro mancanza a Gaarre, dove la
spedizione FrANcHETTI si è trattenuta per qualche mese, potrebbe
essere indizio di assenza reale delle specie suddette da quella
zona.
EIN NEUER HIRSCHKAFER (CoLeopr. LUCANIDAE)
von P. NAGEL, Hannover
Cyclommatus Gestroi nov. spec. -
ST. Obscuro-castaneus, opacus, aeneo tinctus, Cycl. imperatori
Boil. et eximéo Moll. similis. Caput transversum granulosum,
fronte perpendiculariter declinata, perpaulo excavata, carina
distincta nec elevata superne instructa, angulis anticis truncatis,
cantho oculos 1/; dividente, genis profluentibus et valde rugosis
(plus quam in Cycl. imperatori); clypeo triangulari porrecto,
antice aureo-piloso et lateribus fastigatis; mandibulis curvatis et
valde declinatis, apicibus furcatis et inter dentes furcae sinistra
5, dextera 4-denticulatis, prope furcam dente magno intus arma-
tis, subtus carinatis et ad basim in hane carinam dente magno
et dente parvo, perpaulo divergentibus armatis. Prothorax gra-
nulosus capite angustior, angulis productis rotundatis, lateribus
bisinuatis et valde incavatis, retrorsum confluentibus, margine an-
tico canaliculato et in medio producto, margine postico bisinuato.
Scutellum cordiforme punctatum. Elytra in humeros rotundata
prothorace perpaulo latiora minusve granulosa, parte suturali
splendida et minutissime punctata. |
Subtus opacus, processu prosterni punctato, aureo-piloso et
paulo producto, meso- et: metasternum in medio splendidum et
sparsim punctatum, segmenta abdominalia subsplendentia. Femora
superne ochracea, tibiae sine dentibus, tarsi aureo-pilosi.
Long. corp. 45 mm. (mand. incl.), mandib. 15 mm.; latit.
max. capitis 15 mm. :
Hab. ad flumen Fly Novae Guineae; leg. L. M. d’ Albertis
1876-77. Typus in Museo urbis Genuae; in honore professoris
R. Gestro nominatus.
=
a
EIN NEUER HIRSCHKAFER 139
Herr Professor Gestro hatte die Freundlichkeit, mir auf meine
Bitte um Uberlassung seines Cycl. margaritae zum Studium ein
dem typischen Stuck vollig gleichendes Mannchen zu ùbersenden
und ihm, noch einige andere ebenfalls von d’ Albertis erbeutete
Stucke beizufugen mit der Bitte, sie zu prufen. Ich méchte nicht
verfehlen, Herrn Prof. Dr. Gestro auch an dieser Stelle fiir sein
Entgegenkommen meinen verbindlichsten Dank auszusprechen. In
der kleinen Sendung war noch ein zweiter etwas kleinerer mar-
garitae enthalten, bei dem der mittlere Mandibelzahn nicht lap-
penformig war, ferner ein ‘Cyclommatus spineus Didier (Etu-
des Lucan. 6, p. 137), der irrtumlich mit Kaupiî Deyr. bezeich-
net war, sowie eine Reihe von 5 Stucken vom gròssten bis
kleinsten Mannchen einer neuen Art, sowie eine Reihe Weibchen;
Ich erlaube mir, die neue Art nach dem Senior der Europai-
schen Entomologen zu benennen. Sie dhnelt in Farbe und
Gestalt dem eximius Moll. und dem imperator Boil., aber
es fehlt dieser Art der grosse Mittelzahn, den die gennanten
Arten mit Kawpii gemein haben.
Die Farbung ist ein tiefdunk-
les Braun mit erzfarbigem
Schimmer. Der vorn sehr breite,
oberseits grob granulierte Kopf
hat keine senkrecht abfallende
& Stirn, deren Oberrand kantig
und leicht einwirts gebogen ist,
aber keinen aufgewélbten Kamm
C Hone wie Kaupii hat. Vorderecken
abgeschragt, eine leichte Kante
verlauft bis etwas unterhalb des
Auges, die Mitte ist flach, die
Ì 5,5 )) [ay
Cyclommatus Gestroi n. Sp.
a. Linke Mandibel von Unten.
von der Seite,
c.- €. Mandibeln von mittelgrossen Exem-
plaren.
db. » »
Wangen stark vorquellend und
sehr kraftig gerunzelt, aber ohne
die drei Langsrunzeln von impe-
rator. Das dreieckige Epistom
springt vor, ist am Vorderrand
mit kurzen goldigen Haaren
gesaumt, die Seitenecken sind zu je einer deutlichen Spitze vor-
gezogen; die Mandibeln sind one Berùcksichtigung ihrer starken
Abwarts und Einwartskrimmung von halber Kérperlinge (15 mm.),
i
140 P. NAGEL
an der Spitze gegabelt, zwischen den Gabelzihnen links mit 5,
rechts mit 4 Zihnchen wechselnder Grosse bewehrt; unmittelbar
vor der Gabel steht noch ein horizontal nach innen gerichteter
starker Zahn, der beim Betrachten von der Seite her nicht zu
sehen ist (was in der Figur 6 sichtbar wird, ist der untere Ga-
belzahn); auf der Unterseite tragt die Mandibel von der Spitze
bis zur Basis eine deutliche Mittelkante, auf der an der Basis 2
etwas divergierende Zihne verschiedener Grosse stehen, die von
ober nicht sichtbar sind. Man findet diese Zihne wieder in der
margaritae Gruppe, nur sind sie dort kleiner und haben noch
héufig kleinste Zwischenzihnchen. Die Vorderbrust ist schmaler
als der Kopf, ebenfalls grob granuliert, mit gerundeten stark
vorgezogenen Vorderecken, stark eingeschnirten zweimal ge-
schwungenen Seiten und zweimal geschwungenen Hinterrand; am
Vorderrand entlang verliuft eine Randmulde. Schildchen gross
und herzférmig, stark und dicht punktiert. Fligeldecken viel
feiner granuliert als Kopf und Vorderbrust, an den gerundeten
Schulterecken etwas breiter als der Vorderbrust - Hinterrand; Naht-
streifen stark glinzend, fein gestreift punktiert, die feine zer-
streute Punktierung dehnt sich auch noch auf den Vorderrandteil
inmitten der Granulierung aus.
Die Unterseite weist keine hervorstechenden Merkmale auf;
der Prosternalkiel ist wenig hervortretend, stark punktiert und
die Punkte goldig behaart, Meso- und Metasternum glanzend
und zerstreut punktiert, Abdominal segmente matt, an den Hin-
terrindern etwas glinzender und hier mit wenigen sehr feinen
Punkten besetzt; Schenkel oberseits gelb gefleckt, Schienen dor-
nenlos, Tarsen goldig behaart.
Die Mandibelformen der kleineren Stiicke sind aus den Figu-
ren c, d und e zu ersehen. Besonders gefreut habe ich mich
uber das kleinste Stiick das véllig meine Ansicht uber Mollen-
kamp’s Cycl. trifurcatus und mysticus bestàtigte: auch dieses
kleinste Stick ist sehr schlank gebaut.
Die mitgesandten Weibchen sind kaum zu unterscheiden; sie
sind schlanker als pulchellus - Weibchen, mit Ausnalime eines
Stiickes sehr kraftig punktiert; ich spreche dieses bedeutend feiner
punktierte Weib als das von margaritae an. Die andern zerfallen
in 2 Gruppen; bei der ersten ist der Stirnfort-atz- Clypeus halb-
kreisformig mit breiter Basis, bei der anderen halboval mit schma-
| EIN NEUER HIRSCHKAFER
Basis und schwach zweispitzig am Vorderrande. Sonst
mmen sie in allen Teilen véllig ùberein. Da Didier bei Be-
sc reibung seines spineus - Weibchens nichts von einem zwei- | ise
È pitzigen Cha sagt, so rechne ich diese Stucke zu Gestroi, |
ie andern zu spineus; sicheres kann man dariber nur sazen,
wenn man bestimmt weiss, dass ein Parchen in Copula erbeutet
worden ist, wie ich es von einem Paar Kurylrachelus arfa-
_ Rianus Moll. sagen kann, das ich von Neu Guinea erhielt.
Nachschrift : Didier bestatigt mir untenn 24-1-31 die Richtigkeit
| dieser Unterscheidung.
Dott. GIORGIO COEN
% —_—
ALCUNE FORME ANORMALI |
DELLA APORRHAIS PES PELECANI Luxseo
(Tav. II-III)
ee È noto il polimorfismo della specie; essa offre una serie
y numerosissima di anomalie, quale forse difficilmente si riscontra
altrove, senza contare le varieta riconosciute: il Philippi ne
avrebbe (') stabilito sei: io stesso ne descrissi una, veneziana,
var. vinitineta, in un mio vecchio lavoro (7) dove è anche figu-
rata taluna delle forme qui sotto analizzate.
Il tipo è quello descritto e figurato da B., D., D. nell’ eccel-
lente opera citata (I), volume I, pag. 219, tav. XXIV, figg. 1, 2.
Descrivo qui parecchie forme, aberranti dal tipo, alcune net-
tamente mostruose, che sono andato raccogliendo, e mi sembrano
meritare una menzione particolare nella serie infinita delle.
variazioni.
Riferendomi al tipo, chiamerò 1.* la digitazione superiore,
2.2 e 3.* quelle che la seguono lungo il peristoma, 4.* quella
basale che si unisce e confonde col canale.
I. - Var. venetiana. È la forma comune a Venezia, dove è
edule e considerata come ghiottornia sotto il nome vernacolo
di « zamarùgola ». Digitazioni larghe, spesse, più brevi che nel
tipo; la terza é biloba; tutta la conchiglia è pesante, grosso-
lana; la callosità labiale è molto grossa, la quarta digitazione
breve, contorta.
Fig. 1, grand. nat. Esemplare di Venezia.
(!) Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, « Mollusques du Roussillon », Paris, Bail-
liéres 1886.
(2) Coen: « Contributo allo studio della Malacologia adriatica » in « Bollettino del
R. Comitato Talassografico Italiano », memoria XLIV, 1914, pag. 34, tav. III, fig. 14.
II.
III.
MBAR RI nat ee mi it Ry E Nw VFM SOL A I o
sp hak a SITO pa TX D'ASTI hi fo ;
a th ay Pe kia deli
FORME ANORMALI DI APORRHAIS 143
- Var. idealis (= var. digitis longis perfecta Monterosato
mss. in coll.). Forma assai rara, della quale figuro l’esemplare
monterosatiano, mirabilmente fresco e conservato. Digitazioni
lunghissime, esili, acute; la quarta particolarmente estesa,
lanceolata, acutissima; callosità labiale bene sviluppata, stac-
cata dall’orlo. Nell’insieme, la conchiglia rappresenta, per così
dire, la espressione affinata, idealizzata del tipo.
L'individuo descritto deve essersi sviluppato in acque tran-
quille, senza alcuna perturbazione: questa forma sarebbe forse,
in condizioni particolarmente favorevoli, quella tipica della
specie.
Fig. 2, grand. nat. Esemplare di Napoli (Stazione Zoologica).
- Var. crispa. La conchiglia figurata è giovane e non ha
raggiunto il completo sviluppo. La prima digitazione è appli-
cata lungo la spira: la seconda, piccolissima, ha indizio di una
punta secondaria; la terza manca, e al suo posto il peristoma
è festonato: la quarta è quasi nulla e si confonde col dorso
del canale.
La parte dorsale della conchiglia è notevolissima, perché il
cordone principale, formante carena sull’ultimo anfratto, di-
viene trifido sul dorso dell’apertura; delle tre coste che ne
risultano, una corrisponde alla seconda digitazione, l’altra alla
terza, mentre l’inferiore segna il posto di una digitazione sopra-
numeraria, che si sarebbe forse manifestata nell’ esemplare
adulto. A tale proposito non occorre ricordare che i giovani,
anche i più sottili, fin dal principio della formazione dell’ ala,
mostrano evidenti le digitazioni future, segnate da coste dor-
sali e dai corrispondenti solchi labiali; la particolarità descritta
é dunque indipendente dalla giovane età dell’esemplare in
esame.
Il carattere principale della varietà, del resto, consiste nella
scultura, dappertutto molto accentuata, che dà alla conchiglia,
molto sottile e leggera, un’apparenza increspata, che non mi
venne mai fatto di osservare in nessun altro individuo gio-
vane od adulto.
Fig. 3, 4, grand. nat. Esemplare certamente mediterraneo,
ma di località imprecisata.
=
144 G. COEN
Rs IV. - Var. bifida. L'individuo figurato è adulto, completo, solido,
grosso e complesso, sebbene di statura circa metà del normale:
la seconda digitazione è bifida, la terza tricuspidata, perchè
due punte sopranumerarie sporgono sopra e sotto la principale,
do a sua volta bifida all’apice.
Fig. 5, grand. nat. Esemplare di Venezia.
vie)
V. - Var. furcifera. Conchiglia solidissima, pesante, con anfratti.
assai convessi, rigonfi: la carena è sviluppatissima: i noduli
dei cordoni decorrenti, disposti in serie longitudinali, formano
onde. Il carattere più appariscente è dato dalla seconda digi-
tazione, enormemente protesa e dilatata, che si biforca larga-
| mente all’estremità, dando origine a due digitazioni secondarie
complete. —
Fig. 6, grand. nat. Esemplare di Palermo.
VI. - Var. applicata. In questa forma, del resto rispondente
alla venetiana, la prima digitazione è completamente appli-
cata alla spira, che risale fino al quart’ ultimo anfratto.
Fig. 7, grand. nat. Esemplare di Venezia.
VII. - Var. protracta. Conchiglia grandissima, peristoma enor-
memente spesso, callosità labiale grossissima, digitazioni se- ‘
conda e terza ipertrofiche. ll carattere particolare consiste
nella prima digitazione, applicata lungo tutta la spira, che
oltrepassa di molto (sebbene la punta sia rotta) lasciando
libero soltanto l’apice.
Fig. 8, grand. nat. Esemplare di Venezia.
VII. - Var. adunca. Esemplare anche questo molto pesante e
spesso; digitazioni assai grosse, brevi, di cui la prima ha la forma
particolare ad uncino che la figura mostra meglio di una
descrizione.
Fig. 9, grand. nat. Esemplare di Venezia.
IX. - Var. aculeus. L'individuo figurato ha la terza digitazione
spezzata alla base, che ne fa supporre le dimensioni enormi;
chiamo la varietà aculeus per la seconda digitazione, lunghis-
sima, conica, pungente, a forma di spina, come una delle
FORME ANORMALI DI APORRHAIS 145
spine del Bolinus cornutus; è peccato che l’ esemplare sia
«incompleto, altrimenti avrebbe certo aspetto ancora più stra-
«ordinario.
| Fig. 10, grand. nat. Esemplare di Venezia.
_X. - Var. bilabiata. Conchiglia straordinariamente grossa e com-
plessa, con doppia espansione labiale completa. La prima digi-
È "
Ri
mente, ed appartiene al peristoma che chiamerò « definitivo » ;
manca quasi al «falso» peristoma. La seconda e la terza,
fogliacee, brevi, acute, sono presenti in ambi i peristomi,
che portano inoltre ciascuno una digitazione sopranumeraria
a (quinta) sotto la quale si riuniscono per formare insieme
l’intaccatura basale. Purtroppo la quarta digitazione manca;
il suo moncone la fa suppore però ipertrofica.
Fig. 11, grand. nat. Esemplare di Dalmazia.
XI. - Var. monstr. scalaris. Individuo adulto, mostruoso, coi giri
semisvolti, e spira scalariforme: apertura di forma normale,
prima digitazione applicata, seconda molto grossa, spatuliforme;
| terza largamente bifida, quarta assente, il canale risultando
. retto e libero come in una Rostellaria.
Fig. 12, grand. nat. Esemplare di Venezia (1).
. XII. - Var. gigantea (= Struthiodomus struthiomorpha
Monterosato mss. in coll.). I due esemplari figurati sono in-
completi; non si può dire se giovani, data la loro mole, cioè
1 se il loro sviluppo avrebbe continuato fino a raggiungere la
, forma normale del peristoma. Ne dubito, perchè la lunghezza
della bocca, lungi dall’eguagliare quasi quella della spira, non
ne raggiunge nemmeno la metà; la spira è enorme, lunga il
doppio di quella degli individui normali, e la cavità ne è
anch’essa molto più ampia.
_ Il Monterosato, cui avevo offerto uno dei due esemplari, lo
aveva chiamato, nella sua raccolta, Struthiodomus struthio-
i morpha, come dal cartellino autografo che conservo, e che
3 mi pervenne, dopo la Sua dipartita, insieme alla conchiglia
1 (1) Questo esemplare era stato figurato, colla var. aculeus e la gigantea, nella
| Memoria di cui la nota precedente.
Gi Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (24 Marzo 1931). 10
tazione è applicata alla spira ventralmente anzichè lateral-
di per la unten 5. che Gli era parso riscontrare, con una |
Struthiolaria ! ea
Fig. 13, 14, grand. nat. Esemplari di Venezia.
SPIEGAZIONE DELLE FIGURE
TAV. IL
Fig. 1. - Aporrhais pes pelecani L. var. venetiana gr. nat. Venezia sa a
>» 2.- > > >» » war. idealis ‘> >> Napoli is om
yt » » » » Var. crispa » » Mediterraneo —
SE aio » > var. crispa E, Mediterraneo sa
>» DI Do » » var. bifida » » Venezia. ae
Di Oho » » » » var. furcifera » » Palermo :
eee Te = » >» >» ».var. applicata » >» Venezia
TAV. III. i:
j ( Seta
» 8.- » » >» >» var. protracia » » Venezia |
>» 9 - vi >» » var. adunca » > Venezia i
» 10. - » » » | » var. aculeus': » | » Nenezia go
Soa » » >» >» var. bilabiata » » Dalmazia a
» 12. - » » » . » var. scalaris » » Venezia ‘
eae He > » » » var. gigantea » » Venezia
» 14, - Dios ope >» >» var. gigantea » » Venezia
SPEDIZIONE DEL BARONE RaAimonDo FRANCHETTI IN’ DANCALIA sa È
cu )
INSETTI NEUROTTERI ED AFFINI
per il R. P. LONGINO NAVAS S. J.
- Gli insetti della Dancalia affidati a me per lo studio dal
| Prof. Raffaello Gestro, Direttore del Museo Civico di Storia Natu-
| rale Giacomo Doria, sono pochi, ma per la maggiore parte molto mo:
interessanti, perchè sopra un totale di dieci specie ben cinque sono
nuove per la scienza, come si vedrà dalle descrizioni che seguono.
Appartengono a tre ordini d’insetti, dapprima riuniti sotto il
nome di Neurotteri, ma attualmente ammessi come altrettanti (A
ordini autonomi. Sani
bi. PARANEUROTTERI
Famiglia Libellulidi
1. Orthetrum sabinum Drury. Dancalia : Gaarre, Dicembre
1923; Derrab, 17 Marzo 1929. Questa specie ha un’area di disper- .
sione assai grande ‘in Africa e in Asia; ma è to per l’epoca
_ e i luoghi della sua cattura. i oe
A È
q 2. Crocothemis erythraea Brull. Gaarre, Dicembre 1928.
è 3. Trithemis arteriosa Burm. Gaarre, Dicembre 1928; Loma ae
Dabhé, 1929. ae
Det
REI
4h. Pantala flavescens F. Gaarre, Di 1928; Afammò, 8.
Marzo 1929. Specie quasi cosmopolita; notevole per oe della
cattura. _
ra
148 L. NAVAS
di NEUROTTERI
Famiglia Mirmeleonidi
5. Cueta variegata Klug. Gaarre, Nov.-Dic. 1928; Abulà, Mi
Marzo 1929.
L’epoca di cattura mi sembra insolita per questi insetti note-
volmente estivi. >
6. Nohoveus aequalis spec. nov. (fig. 1).
Flavus, fusco varius.
Caput epicranio fulvo, stria longitudinali superiore, ad me-
dium dilatata, mox constricta, duabus maculis anterioribus, dua-
bus punctis posterioribus fuscis; oculis fuscis;
palpis flavis, articulo ultimo ba externe /%
fusco notato. | ;
Thorax (fig. 1) flavo pilosus, inferne abunde
fuscus, duabus fasciis longitudinalibus irregula-
ribus, superne (fig. 1) tribus fasciis longitudina-
libus fuscis. Pronotum transversum, . angulis
anticis rotundatis, marginibus lateralibus subpa-
rallelis; stria media longitudinali integra, subae-
quali, lateralibus pone sulcum leviter flexuosis,
ante sulcum puncto ad marginem anteriorem
indicatis; stria ad margines laterales pone sulcum.
Abdomen flavo-fulvum, flavido pilosum, in-
PA ISU a eg OO Se O TI
Fig. 4.
Nohoveus cequalis
Q Nav. Parte an- ferne fuscum, superne tribus fasciis longitudina-
pte A eee ae epee
teriore. - 2 RIA,
libus subaequalibus fuscis, ad segmentorum
apicem breviter interruptis; valvis Q nigro setosis; stylis cylin-
dricis, brevibus.
Pedes flavi, flavo pilosi, fusco sod calcaribus testaceis, sub-
rectis, anteriorem apicem primi articuli tarsorum manifeste exce-
dentibus, posterioribus vix vel haud attingentibus; apice articulo-
rum tarsorum inferne fusco.
_ Alae apice, forma, margine externo, area inter ramum ante-
riorem cubiti et lineam plicatam posteriorem, interne biareolata,
externe uniareolata, subaequalibus; reticulatione plerumque flava,
SPEDIZIONE FRANCHETTI - 149
venis ramisque partim fusco striatis; area costali angusta, ve-
nulis simplicibus. i
Ala anterior fere 6 venulis ae in area apicali; stigmate
flavo -fulvo, interne manifeste fuscato; 5 venulis radialibus internis,
8 ramis sectoris radii; area inter ramum anteriorem cubiti et
lineam plicatam posteriorem interne semel triareolata; cubito in
medio interno et amplius ramisque subtotis fuscis.
Ala posterior pallidior; area apicali angusta, venulis gradatis
destituta; stigmate flavido, parum sensibili, interne vix sensibi-
liter obscurato; 4 venulis radialibus internis; 9 ramis sectoris
radii.
È Long. corp. Q 26,5 mm.
» al. ant. 25,5 »
nale posto 2238000
Patria. Dancalia: Gaarre, Dicembre 1928.
Tipo nel Museo Civico di Genova.
Ho nominato questa specie aequalis per la grande somi-
glianza delle due ali, sopra tutto nel campo che sta fra il
ramo anteriore del cubito e la linea plicata posteriore; nelle altre
| specie questo spazio è più largo e con maggior numero di areole
nell’ala anteriore, mentre in questa è quasi eguale.
A (fig. 2) leviter transversum, marginibus subparal-
| rotundatis; linea tenui longitudinali, puncto ante
macula basali media et alia laterali ad medium]
7. d'. Nelees retialis sp. nov. (fig. 2).
Caput facie flava, vertice et occipite fuscis, linea transversa
flavida in vertice; oculis fuscis; palpis flavis; antennis fulvis, an-
guste fusco annulatis, 4,2 mm. longis, clava forti, dilatata.
Thorax subtotus fusco-ferrugineus. Pronotum
lelis, retrorsum leviter dilatatum, angulis anticis
suleum, striola pone sulcum pallidis.
Abdomen inferne testaceum, superne fuscum,
Fig. 2
in plerisque segmentis, testacea. Pili fulvi. Nelees retialis Nav.
: ame ate Pronoto.
Pedes flavidi, fusco setosi; tibiis apice et
tribus articulis tarsorum sara totis fuscis; calcaribus testa-
ceis, leviter arcuatis, anterioribus duos primos tarsorum articulos
— excedentibus.
2
va
at se N ua Lr DE
150 i NAVAS
Alae hyalinae, apice acutae, margine externo levissime sub
apicem concavo; stigmate pallido, parum sensibili; reticulatione
densa, regulari, subtota fusca, venis fulvo parce striatis.
Ala anterior area apicali serie venularum gradatarum bene
divisa; 4 venulis radialibus internis; sectore radii 9 ramis; area
cubitali interna angusta, externa lata, pluriareolata ; area axillari
simplice, sensim angustata.
Ala posterior pallidior, striis fulvis longioribus; area apicali
angusta, paucis venulis gradatis; una venula radiali interna;
sectore radii 9-10 ramis; area cubitali externa subtota triareolata,
seu duplici serie “poe gradatarum subtota divisa.
Hong.corp:.. 9 mm:
a) »
» posti LI Do
Patria. Dancalia: Gaarre, Dicembre 1928.
Tipo nel Museo Civico di Genova.
Ho nominato retialis questa nuova specie per l'aspetto reti-
colato delle ali, formante una rete densa, uguale, bene visibile.
8. Nocaldria dancalica sp. nov. (fig. 3).
‘ Similis scriptae Nav. Gracilior.
Caput fuscum superne, usque ad fasciam transversam ante
antennas; reliquo faciei flavo; oculis fuscis; palpis flavidis, maxil-
laribus fusco annulatis, labialibus articulo ultimo externe fusco
picto.
Thorax subtotus fuscus, albido pilosus, superne striis griseis
longitudinalibus parum definitis. Pronotum (fig. 3) transversum,
margine anteriore medio concavo; striola
media tenui et duobus punctis lateralibus
et striis ferrugineis; pilis albidis.
Abdomen fuscum, griseo breviter pilo-
sum, connexivo testaceo ferrugineo.
‘Pedes graciles, albido pilosi, fusco setosi;
Fig. 3.
Nocatdria dancatica, Nav. femoribus subtotis, tibiis anterioribus medio
Pronoto. : SE È =
et apice, posterioribus et articulis tarsorum
apice fuscis; calcaribus fuscis, brevibus, setiformibus.
Alae apice acutae, margine externo sub apicem manifeste
concavo, maxime in ala posteriore; reticulatione fulvo-albida, fusco
striata; area apicali angusta; membrana hyalina, fortiter iridea.
SPEDIZIONE FRANCHETTI RED
Ala anterior area apicali una vel altera venula gradata; 7
venulis radialibus internis; sectore radii 6-7 ramis; stigmate
| albido, leviter interne subfusco limitato; striis rhegmali et ana-
_ stomosis rami obliqui cubiti tenuissimis; aliis venulis, praecipue
3 radialibus et axillis furcularum marginalium angustissime fusco
4 limbatis, alam griseam efficientibus.
Ala posterior pallidior, nulla venula limbata; sectore radii
| 5-6 ramis;.area cubitali externa serie venularum gradatarum (4-5)
i . oe
_ interne divisa.
; È Long. corp. 12,4 mm.
di ; » al. ant. 16 »
a » .»; post. 15,9. >»
Patria. Dancalia: Beilul, Novembre 1928.
Tipo nel Museo Civico di Genova. i
. E molto simile alla N. trrorata Nav.; ma l’ala anteriore è
più pallida, di colore più uniformemente cinereo anzichè macchiet-
| tata; Vestremita di ambedue le ali più acuta, il margine esterno
più sensibilmente concavo. Tutto il corpo è più oscuro; special-
mente il pronoto. |
Famiglia Crisopidi
9. Chrysopa dancalica sp. nov.
Similis Ch. vulgari Schn. Minor obscuriorque.
: Caput flavum; facie ante antennas et ad latera clypei san-
- guineo maculata; oculis fuscis; palpis flavidis, ultimo articulo
| labialium fusco; antennis ala anteriore longioribus, 10 mm.
. longis, fuscis, primo articulo flavo, linea externa longitudinali
. fusco-rubra, secundo flavo, fusco-rubro annulato, aliquot ex
| sequentibus basi flavidis, sensim latius fuscatis.
Thorax flavus, superne ad latera fuscescens. Pronotum trans-
| versum, marginibus lateralibus rubro-fuscis.
Abdomen flavo-viride, flavido pilosum.
- .Pedes flavo-virides, pilis concoloribus, tibiis posterioribus linea
impressa longitudinali conspicua; unguibus nigris, basi fortiter
. dilatatis.
3 Alae angustae, apice acutae; ‘membrana hyalina; reticulatione,
can
L. NAVAS
ANG Du iridea; reticulatione et stigmate elongato flavo-viridibus, pilis ob-
scurioribus; venulis gradatis paucis, in series parallelas dispositis. —
Ala anterior 4 venulis intermediis, prima (interna) ad ipsum
apicem cellulae divisoriae inserta; gradatis */, vel ?/,.
Ala posterior 3 venulis intermediis, gradatis ?/,.
Long. corp... 7 mm.
tica o i
; » » post. 8 »
Patria. Dancalia: Gaarre, Dicembre 1928.
‘Tipo nel Museo Civico di Genova.
EMBIOTTERI
Famiglia Embidi
10. Embia xanthocera sp. nov. (fig. 4).
Similis sabulosae Enderl.
i: Sarti Caput ferrugineum, ad latera pone oculos dini pilis
flavidis longis antrorsum directis; oculis fuscis, ante medium sitis;
marginibus lateralibus i
Oy pone oculos leviter arcuatis sive iy
convexis, retrorsum leviter con-
vergentibus; labro testaceo: palpis
fuscis; antennis primo articulo a
fusco reliquis flavidis, flavido pi- b
losis, pilis verticillatis longis
(fig. 4, a); primo articulo cylin-
‘ drico, longiore latitudine, secundo
leviter transverso, tertio. sesqui-
longiore, quarto subelliptico, se-
al sensim elongatis et
apice leviter dilatatis (13 adsunt;
Fig. 4. Embia xanthocera og Nav.
i : a. Primi articoli delle antenne.
reliqui desunt). b. Cerco sinistro.
Prothorax longior latitudine, Sha
retrorsum leviter dilatatus, sulco transverso in tertio anteriore sito.
Abdomen ferrugineum, segmentis transversis, lobo dextro ter-
SPEDIZIONE FRANCHETTI | 153
giti decimi Di externe rotundato, sinistro angusto, triangulari
acuto, extrorsum leviter arcuato; cerci sinistri articulo primo
© cloneato, apice in lobum cade internum maneulercm dila-
Ù tato (fig. 4, 6).
_ Pedes mediocres, fusco-ferruginei.
| Alae (fig. 4, c) membrana ferrugineo tincta, sub forti lente
ferrugineo dense punctata sive arenosa, 9 lineis longitudinalibus ©
| pallidis, albidis, subcostali et radiali leviter roseis; costali brevi;
4.8 inter radium ejusque sectorem; 5.* inter ramos sectoris; 6.%
ante procubitum; 7.* ante cubitum; 8.* et 9.* ante et pone ra-.
- mum cubiti; reticulatione tenui, ferruginea, parum visibili; furca
rami sectoris radii DI laro Lene suo pedunculo.
nr Long. corp. o 7,2 mm.
ala o)
» » post. 5 »
Patria. Dancalia: Gaarre, Dicembre 1928.
Tipo nel Museo Civico di Genova.
Un esemplare ingommato sopra un cartoncino.
f
SPEDIZIONE DEL Barone Raimonpo FRANCHETTI IN DANCALIA
HYMENOPTERA-FORMICIDAE
_ C. MENOZZI
di
La piccola raccolta di Formiche fatta dalla Spedizione del
Barone Franchetti in Dancalia benchè sia costituita da poche
forme offre tuttavia qualche interesse. dal lato corologico, poichè
documenta la dispersione di alcune di esse che sino ad ora sem-
bravano più localizzate. Interessante è la nuova subspecie del
Cataglyphis albicans Rog. che sono lieto di dedicare al Barone
Franchetti, Capo della suddetta Spedizione; questa formica, colle
sue numerose forme, non era ancora nota a sud del 20° parallelo.
Ringrazio la Direzione del Museo Civico di Storia Naturale di
Genova per avermi affidato lo studio di questo materiale.
1. Dorylus (Typhlopone) fulvus ssp. eur0a Em. — Un maschio
di Abulà. 5 aL
2. Dorylus (s. str.) affinis ssp. /owgî For. — Due maschi,
l’uno di Colhabilla e l’altro di Abula.
3. Euponera sennaarensis Mayr. — Alcune operaie di Dan-
calia senza più precisa località.
4. Monomorium (Parholcomyrmex) destructor var. despecta
For. — Una sola operaia di Dancalia. Il tipo di questa formica
come è noto è cosmopolita, la varietà succitata è stata raccolta
oltrechè in Eritrea anche nel Congo. 5
5. Acantholepis gracilicornis For. — Numerose operaie di
Gaarre. Il tipo di questa formica è stato descritto di Aden mentre
‘una subsp. abdominalis For. è conosciuta dell’Abissinia. Gli indi-
. vidui della Dancalia sono perfettamente eguali agli esemplari della
località tipica.
6. Camponotus (Tanaemyrmex) thraso var. nefasitensis For.
| — Parecchie operaie maggiori e minori di Gaarre, Afrera, Derrab
e altre con la semplice indicazione Dancalia.
7. Camponotus (Orthonotomyrmex) sericeus F. — Operaie di
Afammò e di Beilul. |
8. Cataglyphis bicolor ssp. abyssinica For. — Una operaia
di Gaarre.
9. Cataglyphis albicans ssp. Franchettii, n. ssp.
Operaia. — Di colore rosso-giallastro come nella ssp. rubra
For.; dorso della squama, coscie e gastro nero, salvo in questa
ultima parte del corpo la base del primo segmento che è rossa-
stra, femori brunicci, antenne, tibie e tarsi ferruginei. Pubescenza
biancastra, mediocremente abbondante nel capo, un poco più fitta
nel torace, sopratutto ai lati, e nelle coscie del 2.° e 3.° paio di
zampe; nelle tibie, nei tarsi e nelle antenne è pure assai rada,
più corta e staccata dal tegumento. Pochi peli eretti sul vertice
del capo e nel clipeo, pochi altri nella gola e nella faccia ante-
riore delle coscie del primo paio di zampe.
Capo subopaco, finemente punteggiato, tanto largo davanti
come all’indietro, tanto lungo quanto largo e coi lati pressochè
dritti. Il torace assai più
allungato e gracile che
non quello di C. albicans
e sue forme. Il prome-
sonoto con punteggiatura
eguale a quella del capo,
i Da l’epinoto invece più distin-
tamente punteggiato, con qualche corta stria ed opaco. La
squama è molto bassa, obliquamente troncata, con la faccia
superiore più lunga della posteriore e formante un angolo nel
loro punto d’unione assai aperto ed. arrotondato. G:
scopicamente striato per traverso e lucido. —
Lunghezza mm. 5,8.
Una sola operaia di Dancalia senza più. precisa. località.
Questa nuova subspecie di C. albicans Rog. é molto. simil
alla ssp. rubra For. e var. agilis Sants., differisce da entrambe
per il colore che può dirsi intermedio fra le due forme, per la
forma della squama e sopratutto per il torace più allungato. —
__ SPEDIZIONE DEL Barone Raimonpo - FRANCHETTI IN DANCALIA
DI /
IMENOTTERI ACULEATI
Dott. D. GUIGLIA
Fra le collezioni zoologiche della Spedizione del Barone Fran-
| chetti in Dancalia, radunate principalmente per opera del Marchese
. Saverio Patrizi e generosamente donate al Museo Civico di
. Storia Naturale di Genova, è compresa una serie di Imenotteri
. aculeati che la Direzione di questo Istituto ha affidato a me per
lo studio. Le specie, delle quali faccio seguire l’enumerazione,
| sono poco numerose ma interessanti per la regione da cui pro-
vengono e per la presenza di un Rhynchium non ancora co-
nosciuto.
SPHEGIDAE:
Bembex liturata Turner
Bembex liturata Turner, Ann. Mag. N. H., XIX, p. 440, JQ,
3 © 1917. — Arnold, Ann. Transv. Museum, Vol. XIII,
i mee, Part. IV, ip :970;1929.
4 di Gaarre (Nord di Assab).
._Descritta di Willowmore (Kapland).
È; | SCOLA R
Scolia (Discolia) infuscata Klug
Ds (Discolia) infuscata Saussure & Sichel, Cat. spec. gen.
Scolia, 1864, p. 74, n. 50, d 9.
158 D. GUIGLIA er
4 Q di Gaarre. x ae
Generalmente citata dell’ ees manthorieneie (N o Abissinia),
dell’ Asia occidentale e centrale.
Elis (Trielis) aliena Klug © ve
Scolia aliena Klug, Symb. physic., Dec. 3, 1832, Insect; T. 27,
F. 3 (gd). — E. (Trielis) aliena Saussure & Sichel,
Catal. spec. gen. Scolia, 1864, p. 151, n. 158, 7 2. —
Elis aliena Gerstaecker, V. d. Decken Reise in Ost-
Afrika, Gliederthiere, 1873, p. 334, n. 34, g. — Stadel- |
mann, Deutsch Ost-Afrika, IV, Hym., 1898, P- ni
1 o di Gaarre.
Citata dell’ Egitto, dell’ Abissinia, dell’Arabia (Dalla Torre), di
Mombasa (Decken). Io fra le collezioni del Museo Civico di Storia
Naturale di Genova ho potuto osservare alcune femmine dell’Eri-
trea ed un maschio di Lugh (Somalia).
Elis (Dielis) eriophora Klug
E. (Dielis) eriophora Sichel, Gaal spec. gen. Scolia, 1864,
p. 297, 7. — Campsomeris thoracica subsp. eriophora
Betrem, Treubia, Vol. IX, Suppl., p. 126, (1928).
2 of di Abulà.
Specie abbastanza diffusa in quasi tutta l'Africa compresa l’isola
di Madagascar. Betrem la nomina specificatamente delle seguenti
località: Indie occidentali, Europa meridionale, Asia occidentale | e
meridionale, Africa settentrionale ed orientale.
PS AMMOCHARIDAE
Mygnimia Gestroi Gribodo
Hemipepsis Gestroi Gribodo, Ann. Museo Civ. Storia Naturale
Genova, Vol. XXI, 1884, p. 311, n. 51, g 9.
A os
5 ,
a
Sd
di
SPEDIZIONE FRANCHETTI 159
TO" di Golhabilla.
Ho confrontato questo esemplare con il ipo della collezione
Gribodo (proprietà del Museo Civico di Storia Naturale di Genova). Mo
Specie descritta dello Scioa, su materiali raccolti dalla spedi- i a
zione italiana nell’ Africa equatoriale, comunemente citata del-
Africa. orientale (Eritrea, Somalia).
Ctenagenia vespiformis Klug —
Pompilus vespiformis Klug, Symb. physic. Dec. 4, 1834, Insect.;
: T. 38, F.3, (9). — Agenia (Ctenagenia) vespiformis
Saussure, Grandidier: Hist. Madagascar, 1892, p. 343 e DI
352, PI; T. 6e 7, F. 16. — Ctenagenia vespiformis ee:
Haupt, Monogr. Psammoch. Mittel. Nord und Osteuropas, ,
1927p. 129. ; ee
1 Q della Dancalia (senza altra indicazione).
Citata dell'Egitto, dello Scioa, del Madagascar e della “Siria.
VESPIDAE
Eumenes campaniformis var. formosa Saussure on
i Eumenes formosa Saussure, Etud. fam. Vespid., I, 1852, p. 55,
n. 39, g. — Humenes campaniformis var. formosus
Bequaert, Ann. South Afric. Mus. Vol. XXIII, Part III, | as
p. 546 (1926). | 4
9 © (4 di Afammo, 1 di Afrera, 4 di Gaarre). a
Saussure descrive questa specie del Congo, Bequaert la cita oe
delle seguenti località: Rhodesia meridionale, Orange, Natal. Io i
fra le collezioni del Museo Civico di Storia Naturale di Genova
ho potuto osservare diversi individui dell’Eritrea ed altri dell’alto
Egitto (Aikota, Sogodas, Kor Gergabb), ciò che dimostra. chiara- n
4
mente la diffusione di questa varieta anche nell’ Africa orientale.
D. GUIGLIA
Eumenes maxillosa var. dimidiatipennis Saussure |
Eumenes dimidiatipennis Saussure, Etud. fam. Vespid., Di
Eumen., 1852, p. 51, n. 33, 7 9. — Eumenes maxil-
losus var. dimidiatipennis Bequaert, Ann. South Afric.
Mus. Vol. XXIII, Part III, p. 565 (1926).
8 Q (3 di Afammò, 5 di Gaarre).
Citata dell’Algeria meridionale, dell’ Egitto, dell’ i del
centro Sahara e di alcune regioni asiatiche (Arabia, Siria, Pale-
stina, Persia, Indie occidentali).
Odynerus rhynchoides Saussure an sp. aff.?
1 9 di Gaarre.
« Odynerus trés voisin du rhynchoides Sauss., un peu plus
grossiérement ponctué et un peu différent par la couleur. »
(Schulthess in literis).
Odynerus (Lionotus) chloroticus Spinola.
Odynerus chloroticus Spinola, Ann. Soc. Entom. France, VII,
1838, p. 500, XLV, 9. — 0. (Lionotus) chloroticus
Magretti, Ann. Mus. Civ. Storia Naturale Genova, Vol.
XXI, 1884, p. 616, n. 154. -
1 © di Rayno Rorom.
Specie comunemente citata dell’Egitto.
ERhynchium Patrizii n. sp.
O — Rhynchio erythrino affine. Ferrugineum, flavo-
varium; fere glabrum; clypeo longiore quam latiore, mar-
gine apicali recto; thorace crasse et profunde punctato;
postscutello postice bilobato, margine crenulato; metanoto
lateribus irregulariter denticulatis; tergitibus 2. - 3. flavo —
SPEDIZIONE FRANCHETTI 161
maculatis. Alis satis obscure infuscatis, violaceo micantibus,
apicem versus subhyalinis.
Long. 14-15 mm.
o& ignotus.
_ Gaarre (Dancalia) XII-1928: Typus in Museo Civico
Januensi, 3 Q.
Capo con punteggiatura densa, pro-
fonda ed uniformemente distribuita. Pube-
scenza assai breve e scarsa.
Clipeo (Fig. 1) circa */, più lungo che
largo, mediocremente convesso nella metà
anteriore e debolmente canaliculato nel
mezzo della metà posteriore. Margine supe-
riore ad angoli arrotondati, margine apicale
i _ diritto. Superficie con fossette puntiformi
Fig. 1. Rhynchium Patrizti ¥ A
n. sp. Clipeo. allungate sulla porzione mediana e tondeg-
gianti sulle porzioni laterali.
Fronte fra l'inserzione delle antenne fortemente carenata.
Torace (') robusto, sensibilmente allungato, con punti densi,
grandi e profondi, disposti in maniera che gli intervalli fra i
‘punti stessi formano un reticolo a maglie poligonali. Pronoto
(visto di profilo) ad angoli laterali arrotondati. Tegule liscie con
pochissimi punti assai fini e minuti sulla porzione basale. Scw-
tello leggermente convesso. Postscutello bilobato con margine
apicale crenulato. Concavità del metanoto profonda, cosparsa di
punti irregolari, poco profondi relativamente a quelli delle altre
parti del torace e disposti in modo da dare quasi una leggera appa-
renza di striatura obliqua-trasversale. Sulla sua porzione mediana
si osservano 3 fine carene longitudinali: una mediana diritta oltre-
passa leggermente la metà della superficie stessa, le altre due
laterali convergono fin quasi ai tre quarti, quindi leggermente
divergono limitando uno spazio elevato privo di punteggiatura. La
porzione superiore compresa fra queste due carene mostra una
leggera striatura trasversale.
Sull’area dorsale e sulla porzione distale dell’area laterale-
ventrale il metanoto stesso mostra una punteggiatura simile a
quella delle altre parti del torace, sulla porzione prossimale del-
(1) Per la nomenclatura delle varie parti ho seguito J. Bequaert (V. Bulletin of
the American Museum of Natural History, Vol, XXXIX, 1918-1949, p. 143, fig. 134-135).
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (23 Aprile 1931). 41
162 D. GUIGLIA
l’area laterale-ventrale le fossette puntiformi si allungano dispo-
nendosi in serie longitudinale dando così |’ impressione di una .
striatura leggermente obli-
qua; in prossimità poi
dell’ attacco delle zampe
posteriori si osserva invece
una vera striatura obliqua-
trasversale. Il margine po-
steriore (inferior ridge
di Bequaert), si presenta
irregolarmente dentellato- g b C d
spinuloso. Questa dentella-
tura non solo varia da
Fig. 2. Rhynchium Patrizio n. sp. — a lato
individuo ad individuo ma sinistro del margine posteriore (inferior ridge
sì mostra pure diversa nej di Bequaert) del metanoto disegnato fino alla
Bane APR valvola che protegge l’ articolazione dei muscoli
due lati di uno stesso indi- dell'addome, es. I; idem terminato prima
viduo (Fig. 9 a, b, C; d). della detta valvola, es. II; c idem. es. III;
d idem, visto dal lato destro.
Addome con punteg-
giatura fina, densa ed uniformemente distribuita, solamente
sull’ultimo tergite i punti si presentano più fini e più radi. Gli
sterniti mostrano una punteggiatura presso a poco simile a
quella dei tergiti. La pubescenza è breve e scarsa.
Antenne normali, ferrugineo-chiare con ristrette striscie giallo-
aranciate sul margine inferiore di ogni articolo del flagello.
Ali giallo-ferrugineo scure, sensibilmente più chiare verso il
margine apicale e con riflessi violacei su tutta la superficie. La
cellula mediana, lo stigma, il nervo costale e subcostale presen-
tano una spiccata tinta giallastra. Nervatura normale.
La colorazione è rosso-ferruginea più o meno sensibilmente
offuscata e variamente macchiata di giallo. Sono gialle le seguenti .
parti: il clipeo, la porzione interantennale, il 2.°, parte del 3.°
‘ tergite e due strette ed irregolari striscie lateralmente ai corri-
spondenti sterniti.
APIDAE
A pis mellifica var. Adansoni Latreille
Apis mellifica subsp. unicolor-adansoni Buttel- Reepen, Mitt.
Mus. Berlin, Bd. III, (1906), p. 186. — Friese, Bienen
a I POR, TRI SLI
SPEDIZIONE FRANCHETTI 163
Afrikas, 1909, p. 459. — Apis adansoni Schulthess,
Rev. Zool. Bot. Afr., XVII, 2, p. 184, (1929).
2 operaie di Gaarre.
Varietà diffusa nell’Africa occidentale, orientale e dele
Anthophora albigena Lepeletier
Anthophora albigena Lepeletier, Hist. nat. Insect. Hymén., II,
1841, p. 28, n. 3, 9 o&. — Lucas, Explor. sc. Algérie,
Aco Wh is4o,-p. AQ ny 5, © ga. II — Ma
gretti, Ann. Mus. Civ. Storia Naturale Genova, Vol. XXI,
1884, p. 628, n. 180.
2 ® di Derrab.
Specie riscontrata nell’ Europa meridionale, Asia centrale
(Dalla Torre), Algeria (Lucas), Sauakim (Magretti). Io fra le col-
lezioni del Museo Civico di Storia Naturale di Genova ho potuto
osservare una serie di esemplari riferentisi a questa specie, tutti
catturati a Lugh (Somalia).
Xylocopa aestuans Lin.
Xylocopa aestuans Lepeletier, Hist. nat. Insect. Hymén. II,
1841, p. 193, n. 36, gd Q. — Gribodo, Ann. Mus. Civ.
Storia Naturale Genova, Vol: XVI, 1881, p. 230 e 231.
— Saussure, Grandidier: Hist. Madagascar, XX, 1892,
p. 31, n. 1, 9g. — Friese, Bienen Afrikas, 1909, p.
2492, — Friese, Deutsch. Ent. Zeitschr., 1915, Heft III,
ened te
2 © di Gaarre, 2 gf (1 di Gaarre, 1 di Beilul).
Citata del basso ed alto Egitto, dell’Eritrea, dell’Abissinia, del
Madagascar, dell'Asia occidentale e meridionale.
Xylocopa violacea Lin.
Xylocopa violacea Lepeletier, Hist. nat. Insect. Hymén., II, 1841,
p- 183, n. 13 Oo’. — Walker, List of Hymen. in Egypt,
164 D. GUIGLIA
1871. (psd: 999, — Sehnilthesss Bull. Soc. Hist. Nat.
de l’Afrique du Nord, Tome XV, Fasc. 6, 1924, P 299.
5 J (4 di Gaarre, 1 di Abul).
Specie comune nell’ Europa centrale, meridionale, Africa
boreale, Asia centrale.
CHRYSIDIDAE
Stilbum splendidum Fab. .
Chrysis splendida Fabricius, Ent. system. II, 1793, Di 238, n. 1.
— Stilbum splendidum Magretti, Ann. Mus. Civ.
Storia Naturale Genova, Vol. XXI, 1884, p. 534. — R.
du Buysson. Voyage de Ch. Alluaud & R. Jeannel en
Afrique orientale, 1914, p. 155.
2 ® di Gaarre.
Specie riscontrata in Europa, Africa, Asia, Oceania, Australia.
La sua presenza anche in America pare sia accidentale, So
forse a qualche importazione.
“BREVE NOTA INTORNO ALLA GIBBULA SISMONDAE (Issel
per Dott. J. BISACCHI
Il Prof. A. Issel nella Malacologia del Mar Rosso, 1869,
| pag. 295, tav. II, fig. 13, descrive con la seguente diagnosi la
Gibbula Sismondae basandosi su di un unico esemplare da lui
stesso raccolto nel 1865 sopra un banco di corallo nella rada di
Suez, ricoperto di una patina verdiccia che ne nascondeva la colo-
razione e la scultura.
« Testa parva, conoidea, imperforata, minute transversim striata, —
virescente; apice obtuso; anfractibus 4 1/, lente crescentibus,
convexiusculis, sutura impressa separatis; ultimo !/, longitudinis
superante, ad basim angulato, infra planiusculo costulis concen-
tricis 4 ornato; apertura valde obliqua, subcirculari. — Altit.
mill. 4; diam. 4. ».
Il sapiente malacologo nel suo secondo viaggio intrapreso nel -
1870 nel Mar Rosso riportò, tra l’altro ricchissimo materiale,
complessivamente una sessantina di esemplari di una Gibbula
raccolti a Suez, Massaua, Dahalac e Sarato, che egli stesso
denominò Sismondae, come si legge nel cartellino scritto di
sua propria mano. Di.
SSA
ipa d =) Seige) 4)
Ordinati questi individui in una serie ininterrotta per altezza
| crescente della spirale e per relativo restringimento dell’umbhilico,
si passa senza il menomo ‘salto dall’ esemplare rappresentato
e OI DI LP Ne
166 J. BISACCHI
dalla fig. 1 a quello della fig. 3. Confrontando ora |’ esemplare
più alto a umbilico più ristretto dell’ampia serie predetta col tipo
di Issel, si constata quanto breve sia il passo tra l’uno e l’altro.
Dobbiamo quindi considerare come appartenenti alla stessa specie
le conchiglie rappresentate dalla fig. 1 e 4.
La specie Sismondae è dunque estremamente polimorfa nel
senso sopra precisato.
Debbo pertanto rilevare che nella descrizione del tipo non è
fatta menzione dell’esistenza dell’ umbilico, occultato da uno
strato di materia estranea, credo quindi opportuno completarne la
diagnosi.
Fig. 5.
Conchiglia piccola, conica di altezza variabile con apice
ottuso.
Umbilico piuttosto ampio ma variabile entro limiti assai
vasti, in parte ricoperto dalla columella che alla base si
ripiega su di esso.
Anfratti 5, è primi due lisci, i susseguenti convessi sepa-
rati da suture ben distinte e percorsi da cordoni trasver-
sali, circa 10 nell’ultimo anfratto, che è carenato alla base,
attraversati da linee di accrescimento appena visibili colla
lente.
Base da convessa a lievemente appiattita, percorsa da 4
o 5 cordoni concentrici finamente striati.
Celani dpi iis ni ri i rr ri ri Etica asi ele cda n
scure.
larmente disposte a raggiera bruno-rossiccie 0 bruno-violaceo
Columella semplice arcuata.
Apertura boccale obliqua, irregolarmente circolare, con
labbro semplice, acuto e leggermente festonato alla base.
Opercolo corneo, circolare, concentrico, composto di 7 - 8
vgiri.
Altezza da mm. 2 */, a 4.
| Larghezza mm. 4.
A maggiori schiarimenti aggiungo nell’ambito della prece-
dente diagnosi le caratteristiche dell’ esemplare fig. 5 ‘raccolto
nell’isola di Dahalac: conchiglia fortemente carenata alla base,
umbilico ampio, altezza mm. 2 !/,, larghezza mm. 4, colore
ocraceo-rosa. Esso è diametralmente opposto nella serie all’ e-
semplare di Issel.
EE ito
I TIPI DI CTENOPLECTRA
peL Museo. Civico pi Sroria NATURALE DI GENOVA
REVISIONE DELLE DIAGNOSI ORIGINALI
Dott. D. GUIGLIA
Ho stimato utile di riprendere in esame e ridescrivere nella
presente nota tutte le numerose ed importanti specie tipiche del
genere Ctenoplectra radunate nelle collezioni del Museo Civico
di Storia Naturale di Genova; l'insufficienza e la poca chiarezza
delle loro diagnosi originali poteva difatti dar luogo ad interpre-
tazioni del tutto errate (!) rendendo in questo modo impossibile
un’esatta identificazione delle specie medesime.
Ctenoplectra armata Magretti
Annali Mus. Civ. Storia Naturale Genova, Serie 2.2, Vol. XV, p. 160, 1895.
Lungh. 9 6-7 mm.; o 7-8 mm.
Q. Capo nero con diametro trasversale leggermente superante
quello longitudinale. La punteggiatura è relativamente grossa e
profonda sul vertice, sensibilmente più fina e fitta sul clipeo e
fra l'inserzione delle antenne; la pubescenza bianco-argentata si
presenta lunga, fitta e longitudinalmente diretta sul clipeo e fra
l’inserzione delle antenne, sul vertice sì mostra invece assai più
fina e rada.
Torace nero, subgloboso con punteggiatura un poco meno
(1) Friese in «Die Bienen Afrikas» 1909, p. 185, riunisce in un unico gruppo
(gruppo dell’albo-limbata) la Ct. armata e Valbo-limbata, specie tra di loro assai
ben distinte; forse l’autore è stato indotto a ciò per il fatto di aver confuso, dal
semplice esame della diagnosi, le frangie di peli biancastri che si notano al mar-
gine posteriore dei tergiti della Ct. armata con le striscie bianco - avorio proprie
invece della chitina che si osservano sullo stesso margine della Ct. aldo -limbata.
SUL GENERE CTENOPLECTRA > "469
densa e profonda di quella del capo; sul mesonoto essa è parti-
colarmente addensata ai lati, verso il centro va diradandosi in
maniera abbastanza sensibile finchè si riduce a nulla presso il
margine posteriore del mesonoto stesso.
La pubescenza simile a quella del capo è assai fina e rada
sul mesonoto, un poco più fitta sullo scutello, il margine poste-
riore di questo termina con una frangia semicircolare di peli
brevi e fitti. Sull’epinoto la pubescenza è più densa e costituita
da due ciuffi di peli divergenti dalla linea mediana. Sulle meta-
pleure è pure fitta ed abbondante.
L’addome è nero, lucido con punti assai fini, minuti e leg-
germente impressi, sopratutto addensati ai lati di ciascun tergite.
Sul I-II tergite si osservano delle frangie semicircolari di peli
biancastri nettamente interrotte nella zona mediana (specialmente
quelle del I e II tergite). Queste stesse frangie si riuniscono e
diventano rettilinee sui rimanenti tergiti. |
Il margine posteriore del Il-V sternite presenta due serie di
setole bruno-scure, lunghe e dense, le quali sensibilmente con-
vergono verso la linea mediana.
Le antenne sono bruno-scure, sensibilmente infoscate
faccia superiore.
Le zampe sono nere, ricoperte sulla faccia esterna di abbon-
dante pubescenza biancastra mista a peli bruni. Lo sperone è
largo alla base quasi come l’apice della tibia. Il metatarso
subquadrato è largo come l’apice della tibia. La scopa è bianco-
argentata con peli bruni specialmente verso l'apice. Le unghie
sono bruno-nere.
Le ali ialine con leggeri riflessi madreperlacei hanno stigma
ovoidale bruno-nero, le nervature sono pure brune. Le tegule
| lucide, brune-scure sono completamente prive di punteggiatura.
S. Simile alla femmina. L’addome presenta all’ estremità
ventrale una grossa spina troncata all’apice, di costituzione robu-
sta e di lunghezza variabile. Il segmento anale di color giallo-
testaceo si presenta nettamente troncato all’apice con angoli late-
rali arrotondati e con lieve incisura mediana. La sua superficie
presenta una punteggiatura grossa, irregolare e una fina pube- .
scenza biancastra.
Vennero catturati esemplari di ambo i sessi negli Arussi-
Galla, Ganale Guddà, Somalia (Spedizione Bottego).
cen.
I
as
ITEM RIE A Big
SERIA sn aes o
NM SRI e TNT
170 D. GUIGLIA
Ctenoplectra nigro-testacea Magretti
Annali Mus. Civ. Storia Naturale Genova, Serie 2.3, Vol. XV, p. 162, 1895.
Lungh. g° 6 mm.; Q ignota.
o. Capo nero, tondeggiante, di larghezza presso a poco eguale
a quella del pronoto. La punteggiatura è densa e relativamente
grossa sulla fronte, sul clipeo, fra l'inserzione delle antenne va
sensibilmente rimpicciolendosi, sul vertice è lievemente più fina e
rada. La pubescenza lunga e biancastra è addensata in modo
particolare ai lati del clipeo e intorno all’inserzione delle antenne;
si nota inoltre una pubescenza breve, fitta ed obliquamente diretta
sulla zona retro-oculare. La fronte fra l'inserzione delle antenne
è fortemente carenata. Il labbro inferiore grossolanamente ed
irregolarmente punteggiato, presenta presso il margine apicale
una striscia ampia e ben delimitata di colore giallo-testaceo.
Torace nero, subgloboso. La punteggiatura leggermente più
grossa di quella del capo, si presenta abbastanza rada al centro
del mesonoto, sensibilmente più densa ai lati di questo. Lo scu-
tello è densamente e finamente punteggiato e termina al margine
posteriore con una frangia semicircolare di peli bianco - grigiastri
fitti ed eretti. La pubescenza costituita di peli lunghi e biancastri
è addensata particolarmente sulle metapleure e su tutta la super-
ficie dell’epinoto. i
L'addome è lucido di colore giallo-testaceo, i margini poste-
riori di ciascun tergite presentano una tinta più pallida, tendente
al verdastro.
La punteggiatura sul I e II tergite è quasi nulla, si riduce a
pochi e minuti punti irregolarmente sparsi sulla superficie di essi;
sui rimanenti tergiti diviene sensibilmente più fitta pur mante-
nendosi assai fina. Sul margine posteriore del II tergite si nota
una frangia piuttosto rada ed irregolare di peli lunghi e bianca-
stri. Procedendo verso gli ultimi tergiti questa frangia diviene
sensibilmente più fitta estendendosi su tutta la superficie di essi.
Gli sterniti sono simili ai tergiti; sulla loro superficie si osserva
una pubescenza fina, lunga, biancastra e regolarmente distribuita.
Le antenne sono brune, sensibilmente offuscate sulla faccia
superiore.
SUL GENERE CTENOPLECTRA © (ATI
Le zampe giallo-testacee sono ricoperte da fina e lunga pube-
scenza argentata. Le unghie sono robuste e nere.
Le ali ialine, con riflessi madreperlacei, hanno stigma e ner-
vature giallastre. Le tegule sono ea giallo-brune; assai
finamente punteggiate.
Venne catturato un solo esemplare ih negli Arussi- Galla,
Ganale Guddà, Somalia (Spedizione Bottego).
Ctenoplectra albo-limbata Magretti
Magretti, Annali Mus. Civ. Storia Naturale Genova, Serie 2.4, Vol. XV,
p- 162, 1895.
Lungh. g° 5 mm.; Q ignota.
g. Capo nero, superante per larghezza il pronoto; il suo
diametro trasversale è un poco maggiore del longitudinale. La
punteggiatura è grossa, densa, profonda e regolarmente distri-
buita. La pubescenza bianco-giallastra è lunga, densa e longitu-
dinalmente diretta sul clipeo e fra l’inserzione delle antenne, sulla
fronte e sul vertice si presenta. eretta, più breve ed assai più
rada. |
Torace nero, irregolarmente punteggiato; i punti, più grossi
e meno densi di quelli del capo sono addensati specialmente sul
pronoto e ai lati del mesonoto; procedendo verso il centro di
quest’ultimo la punteggiatura va diradandosi molto sensibilmente
e sulla metà posteriore si osserva uno spazio lucido, abbastanza
ampio, completamente privo di punteggiatura.
Sui contorni laterali e sul margine posteriore del mesonoto
stesso si nota inoltre una zona periferica assai densamente e fina-
mente punteggiata.
Lo scutello presenta una punteggiatura fina e minutissima.
La pubescenza è grigiastra, breve e fina, addensata sopratutto
lungo i contorni del mesonoto, sul margine posteriore dello scu-
tello e sulle metapleure. Al centro del mesonoto si riduce a pochi
peli fini ed abbastanza lunghi ripiegati all’indietro.
L'addome è lucido, bruno-castagna con delle caratteristiche
striscie giallo-avorio al margine posteriore dei tergiti I- V. La
punteggiatura è nulla.
Ai lati del II tergite, presso il margine posteriore di esso, si
osserva una. frangia irregolare ed arcuata di pochi peli bianco-
su
dii
SA
bi § c
vi Li
fi.
172 D. GUIGLIA
giallastri; sui rimanenti tergiti queste frangie si riuniscono sulla
zona mediana divenendo leggermente più fitte. Gli sterniti sono
neri, lucidi con pubescenza quasi nulla.
Il segmento anale è bruno-rossiccio, nettamente inciso sulla
zona mediana e con margini laterali arrotondati.
Le antenne sono ferruginee, leggermente offuscate sulla faccia
superiore.
Le zampe sono bruno-ferruginee ricoperte da fine pubescenza
argenteo -dorata, particolarmente lunga e densa sulle tibie e sui
tarsi di tutte le paia di zampe; in modo speciale è abbondante
e fitta sulla faccia esterna delle tibie e del metatarso del 3.°
paio.
Le ali sono ialine con riflessi madreperlacei e con nervature
e stigma bruni. Le tegule lucide, ele testacee sono del tutto
prive di punteggiatura. si
Un solo g' raccolto nella stessa località delle due specie pre-
cedenti.
Ctenoplectra Antinorii Gribodo
Annali Mus. Civ. Storia Naturale Genova, Serie 2.2, Vol. I, p. 284, 1884.
Tprungh: (O imme tg imme
©. Capo nero con diametro trasversale maggiore del longi-
tudinale e superante complessivamente il pronoto nel senso della
larghezza. La punteggiatura è grossa, densa ed uniformemente
distribuita. La pubescenza lunga e biancastra è come al solito adden-
sata sul clipeo e intorno all’inserzione delle antenne. Sul vertice
è più rada, più fina ed eretta. Le mandibole sono nere con
macchia rosso-scura verso l'apice e con peli lunghi, bianco-rossa-
stri sui margini laterali.
Il forace è nero, opaco, subrettangolare, assai densamente e
finamente punteggiato; sul mesonoto e sullo scutello si distin-
guono chiaramente due diversi tipi di punteggiatura: una fonda-
mentale, costituita di punti assai fini, densi e minuti, l’altra
secondaria formata invece di punti assai più radi, debolmente.
impressi, irregolarmente distribuiti e con diametro maggiore dei
(1) Per la descrizione del o di questa specie vedi: Vachal, Bull. Soc. ent. France,
1903, p. 99.
SUL GENERE CTENOPLECTRA 173
primi. Sul margine posteriore del mesonoto e sullo scutello que-
sta punteggiatura secondaria va leggermente addensandosi. Sul
postscutello e sull’epinoto si osservano solamente dei punti densi,
abbastanza profondi ed uniformemente distribuiti su tutta la super-
ficie. La pubescenza bianco-grigiastra è limitata alle metapleure;
sul dorso è quasi nulla. i |
L’addome è lucido, bruno con riflessi rossastri specialmente
al margine posteriore di ciascun tergite. La punteggiatura è fina
e minuta, addensata maggiormente al margine anteriore di ciascun
tergite; il margine posteriore è liscio, completamente privo di
punteggiatura. Questa poco densa sul I tergite va divenendo sen-
sibilmente più fitta procedendo verso gli ultimi segmenti. Sulla
parte mediana della metà posteriore del II tergite si nota una
zona arcuata, lucida, completamente priva di punti. La pubescenza
è giallo- dorata, quasi nulla sul I tergite, sul II e III è adden-
sata specialmente ai lati, verso il margine posteriore dei tergiti
stessi. Sui rimanenti segmenti essa costituisce delle frangie irrego--
lari di peli piuttosto lunghi e radi sparsi su tutta la superficie. Una
maggiore densità di pubescenza si osserva sempre sulle porzioni
laterali. Il margine apicale del V tergite presenta una frangia
densa, regolare di peli spiccatamente giallo-dorati. Il margine
posteriore degli sterniti II- V presenta lateralmente delle serie
foltissime di peli giallo-dorati, sensibilmente -convergenti verso il
centro, quelle del V sternite si congiungono sulla porzione
mediana.
Le antenne sono bruno-chiare sulla faccia superiore, sensibil-
mente annerite su quella inferiore. Lo scapo e il primo articolo
del funicolo sono bruno-neri, finamente e densamente punteggiati,
il II articolo è completamente nero, lucido, privo di punti.
Le zampe sono nere con peli fini bianco-argentati sulla faccia
esterna dei femori e delle tibie del I paio, le tibie del II paio
presentano verso l’apice dei peli rosso-dorati misti a quelli argen-
tati; i tarsi di tutte le paia di zampe hanno peli lunghi, setolosi
di color rosso-dorato. Lo sperone delle tibie posteriori è alla base
largo quasi come l’apice della tibia. Il metatarso circa due volte
più lungo che largo, alla base uguaglia presso a poco l’apice
della tibia, presentando qui la sua maggiore larghezza; verso
l’apice va restringendosi sensibilmente e termina con troncatura
obliqua. La scopa è rosso-dorata. Le unghie sono bruno-nere.
i
ja
xt
4
:
ix
i
174 D. GUIGLIA
Le ali subialine con leggeri riflessi madreperlacei, hanno
stigma e nervature brune.
Venne catturata una sola femmina a Let-Marefià nello Scioa.
(Spedizione italiana nell'Africa equatoriale).
Ctenoplectra cornuta Gribodo
Boll. Soc. Ent. Italiana, Vol. XXIII, 1891, p. 102, Q.
Lungh. 9 9 mm.; © ignoto.
Q. Capo leggermente trasversale con punteggiatura comples-
sivamente grossa, profonda e non regolarmente distribuita: essa
è difatti assai fina e minuta sulla carena interantennale e imme-
diatamente al disopra dell'inserzione delle antenne, grossa ed
abbastanza profonda sulla fronte e sul vertice: sul clipeo è leg-
germente meno densa e meno regolare che sulle altre parti
del capo. La pubescenza è grigiastra, fina, rada ed irregolarmente
disposta sul clipeo e fra l’inserzione delle antenne, sul vertice e
sulla fronte è più lunga, più scura ed eretta. Le mandibole
sono nere e punteggiate sulla metà basale, lucide e di color
rosso-bruno sulla metà apicale. Al disotto delle antenne, lateral-
mente al clipeo, si notano due robusti tubercoli neri, lucidi e
sensibilmente divergenti dalla linea mediana.
Il forace è subrettangolare, nero, opaco, con un solco mediano
bene evidente, estendentesi su tutta la metà anteriore del meso-
noto. Su questo e sullo scutello si distinguono chiaramente due
diversi tipi di punteggiatura: una fondamentale costituita di punti
densi assai fini e minuti, l’altra secondaria formata di punti più
grossi, più radi, più profondi dei primi ed irregolarmente sparsi -
su tutta la superficie del mesonoto e dello scutello, quivi questi
si presentano un poco più fitti. Il postscutello è convesso, assai
finamente e densamente punteggiato; la carena mediana avente
origine dallo scutello si presenta’ qui ben distinta e leggermente
sporgente dal margine anteriore del postscutello, in modo da
formare sullo stesso margine un piccolo tubercolo centrale. L’epi-
noto ha punteggiatura densa, costituita da punti assai più forte-
mente impressi di quelli del postscutello. Sulla parte mediana
verso la metà posteriore dell’epinoto stesso si nota una piccola
zona lucida completamente priva di punti. La pubescenza è limi-
SUL GENERE CTENOPLECTRA Viva
tata all’ sini e si riduce a dei ciuffi di peli radi, fini, bianco
| rossastri, divergenti dal solco mediano.
L’addome è completamente nero, sublucido, con punti densi,
| minutissimi, irregolari e poco profondi, particolarmente addensati
lungo il margine anteriore di ciascun tergite, il margine posteriore
è lucido, privo di punteggiatura; sul V tergite i punti si esten-
dono su tutta la superficie. La pubescenza bruno-rossastra con
riflessi dorati è addensata in modo particolare sul V tergite dove
forma al margine posteriore una frangia densa e regolare.
L’apice è completamente rivestito di pubescenza rosso-dorata.
. Gli sferniti sono neri con punteggiatura abbastanza fitta ed irre-
golare; il margine posteriore del II-V sternite presenta delle
frangie di peli lunghi, nero- grigiastri, sensibilmente convergenti
verso la linea mediana.
Le antenne sono bruno-nere.
Le zampe sono nere con tarsi ferruginei e con pubescenza
grigiastra particolarmente abbondante sulle tibie e sui tarsi. Lo
sperone del III paio è alla base largo presso a poco come l’apice
x
della tibia. Il metatarso è subrettangolare, largo alla base come
l'apice della tibia e con margine apicale arrotondato. Le unghie
“sono nero-brune.
Le ali subialine hanno stigma e nervature bruno - nere.
Venne catturata una sola femmina a Chan-Joma (Alta
_ Birmania).
Ctenoplectra Paolii Guiglia
Per la descrizione di questa specie di Clenoplectra somala
vedi « Annali Mus. Civ. Storia Naturale Genova, Vol. LII, p. 491,
A
1928 ».
ALCUNI TROCHUS DEL MAR ROSSO
per Dott. J. BISACCHI
Nella presente nota ho riunito i Trochus pescati nel Mar
Rosso in parte dal Prof. Arturo Issel e dal Dott. Odoardo Bec-
cari nel 1870, in parte dal Prof. Luigi Sanzo durante la Crociera
Idrografica compiuta nel eee 192% con la R. N. « Ammiraglio
Magnaghi ».
Tra questi annovero una nuova specie, Trochus (Gibbula)
Hornungi, che ho il piacere di dedicare al Signor Antoine
Hornung di Ginevra, studioso della malacofauna del Mar Rosso.
Famiglia TROCHIDAE
Genere TRO CHUS (Rondelet 1554) Linneo 1758.
Trochus (Cardinalia) virgatus Gmelin (non Menche) in Kiener,
Icon. Coq. Viv., 1873, vol. IV-V, pag. 97, tav. 27, fig. 1;
tav: 28, le
(granulata Chemn.).
Mar Rosso (Collezione Coen).
T. (Tectus) dentatus Forskal (non Gmel.) in Kiener, L. c., pag. 86,
tav. 20.
(pyramidalis Lk.; foveolatus Gmel.).
Suez (Issel, 1870).
Massaua (Issel e Beccari, 1370. Vinciguerra, 1901. Pescata nel
porto a 11 m. di profondità, L. Sanzo, 4-XI-19928).
Gherar (lungo la costa, Elaine: Com.” della R. N. « Scilla »,
2-XII-1895).
Is. Sarato (Issel e Beccari, 1870).
Questa specie è pescata attivamente perchè riceve applicazioni
industriali.
TROCHUS DEL MAR ROSSO IT
T. (Tectus) noduliferus Lamarck in n. l. c., pag. 87, tav.
fie 4
Piccolo Lago Amaro (Issel, 1870. Li Sanzo, 1993).
Suez (nel porto in una pesca di fondo con tramaglio a m. 6
L. Sanzo, 28-29-V- 1924),
Arc. Farasan (ad ovest, L. Sanzo, 22-1 - 1924).
Is. Dahalae (raccolta lungo la spiaggia, L. Sanzo, 23-11-1924).
Assab (con reti di fondo a m. 12, L. Sanzo, 20-IV-1924).
Is. Perim, a Sud-Est (L. Sanzo, 5 -V-1924).
do
»
Fig. 4. Denti della radula di Trochus noduliferus Lk.
Alcuni esemplari di questa specie erano conservati in forma-
lina a forte percentuale che aveva indurito i tessuti del mollusco.
Posso quindi dare soltanto la figura della radula.
(Tectus) mauritianus Gmelin in Kiener, |. c., pag. 91,
ee ae ales, A
(muricatus Chemn.; crenulatus Lk. (non Brocchi, nec Reeve) ;
costifer Jonas).
Mar Rosso (Coll. Coen).
(Polydonta) maculatus Linneo in Kiener, |. c., pag. 101,
faye, 29 wns. 1-1>a.
(vernus Gmel.; sanguinolentus Chemn.; Gmelini Jonas; altus
Reeve; verrucosus. Gmel.).
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (6 Giugno 1931). 12
9 È
FRANTOIO
aly ee:
da
SERIUS Po ate a a >
CERTI dl eh eg galt e Ma
Se or
Pl
178. J. BISACCHI
Massaua (Issel e Beccari, 1870). |
Is. Dahalac (raccolta lungo la spiaggia, L. Sanzo, 23-II- 19%)
T. (Infundibulum) erythraeus Brocchi in Kiener, l. c., pag. 111,
tav 009)
(Kochii Kiener (non Phil.); magus Forskal; fictilis Jonas; cre-
briliratus Jonas).
Il materiale conservato in formalina mi ha permesso anche
per questa specie di osservare soltanto la radula.
Fig. 2. Denti della radula di Trochus erythraeus Brocchi.
Ismailia (dal mercato locale dragata sul fondo a m. 7, L. Sanzo,
2-VI-1924).
Ras-el-Ech (nel canale di Suez, con reti di fondo da 0-8 m.,
L. Sanzo, 8-X-1923).
Piccolo Lago Amaro (L. Sanzo, 1928).
Suez (pesca costiera nel porto, a sinistra della zona di passaggio
dei piroscafi, L. Sanzo, 28-V-1924; e dragati sul fondo
a m. 6, L. Sanzo, 29-V-1924).
Suakim (Issel, 1870).
Massaua (Issel e Beccari, 1870. Nel porto con reti di fondo a
me I, Sanzo 1 221 92/5) |
Is. Dahalac (lungo la spiaggia, L. Sanzo, 23-II-1924).
Is. Sarato (Issel, 1870). | i
Is. Aucan (materiale spiaggiato da 0 a 20 m. di profondità, È
L. Sanzo, 23-XI-1923). a
TROCHUS DEL MAR ROSSO 179
Is. Adjuz (sulla spiaggia, L. Sanzo, 10-X-1923).
Ras Andadd (L. Sanzo, 16-XI-1924).
Is. Gebel-Zukur (a sud, L. Sanzo, 6-1-1924).
T. (Clanculus) pharaonius Linneo in Kiener, l. c., pag. 165,
tav. 56, fig. 1.
Suez (in una pesca costiera nel porto, L. Sanzo, 30-V-1924).
Massaua (pesca planctonica di fondo vicino alla banchina del
porto, 0-9 m. di profondità, L. Sanzo, 19-11-1924).
Is. Dahalac (lungo la spiaggia, L. Sanzo, 23-11-1924).
Is. Aucan (sulla spiaggia, L. Sanzo, 23-XI-1923).
Is. Adjuz (al largo, con sciabica tramaglio, da 0-11 m. di pro-
fondità, L. Sanzo, 10-IX-1923).
Ras Beilul (sulla spiaggia, L. Sanzo, 1-II-1924).
Baia di Assab (Com. Sapelli).
Is. Perim, a Sud-Est (con reti planctoniche in serie, da 0 a 300
m., L. Sanzo, 5-V- 1924).
Varietà: puniceus Philippi, Zeitschr. Malak., 1846, pag. 100.
Mar Rosso (Issel, 1870).
_T. (Monodonta) dama Philippi in Kiener, |. c., pag. 360, tav.
111, fis. 2.
Suez (Issel, 1870. Nel porto, dragati sul fondo a m. 6, L. Sanzo,
28-V-1924).
T. (Monodonta) australis Lamarck in Wiener, |. c., pag. 227,
vino 1-2:
(melanchlorus Phil.).
Massaua (Issel e Beccari, 1870).
Ras Beilul (lungo la spiaggia, L. Sanzo, 1-IL-1924).
Assab (Issel e Beccari, 1870).
Ras Dumeirah (Issel, 1870).
T. (Monodonta) canaliferus Lamarck in Kiener, pag. 225, tav. 73,
fig. 2-3.
Assab (Issel e Beccari, 1870).
RE ARE lA AN LT aan
Me a ape NI Noli e io
dh SPR? RIA) VICARI
ee
N VR AW og a
eile
180
J. BISACCHI
T. (Isanda) Hemprichi Issel, Malacologia del Mar Rosso, 1869,
pag. 223. — Savigny, Descript. de l’Egypte, Coq. tav. III, fig. 6.
Fig. 3. Trochus Hemprichi Issel.
T. (Umbonius) lineolatus Lamarck in Kiener, 1.
Credo opportuno ridare il di-
segno della Hemprichi essendo
poco chiara la fig. 6 dell’opera
di Savigny.
Suez (Issel, 1870).
Massaua (Collezione Coen).
T. (Ethalia) minolinus Melvill,°
Memoirs Proceedings Man-
chester Society, 1897, vol.
XII, pag. 20, tav. VII, fig. 24.
Massaua (a 5 m. di profondità,
Issel, 1870).
Go. Nola
Genere Rotella, pag. 3, tav. 1, fig. 1 a-f.
(vestiarius L.).
Massaua (Issel, 1870).
T. (Gibbula) Hornungi n. sp.
Conchiglia piccola, solida,
conica, di altezza variabile con
apice ottuso.
Umbilico largo, profondo,
internamente scolpito da fitti
solchi longitudinali, attraversati
da incisure concentriche.
Anfratti 5 */,, convessi,
leggermente appianati presso la
sutura, privi di qualsiasi scul-
Fig. 4. Trochus Hornungi n. sp.
tura, fatta eccezione a piccolissime linee di accrescimento appena
visibili colla lente.
Base convessa, percorsa da striature raggiate che originandosi
all’umbilico vanno scomparendo verso la circonferenza della con-
| chiglia.
Colore bianco con protoconchiglia violacea o rossiccia e un
er
ti
ROCHUS DEL MAR ROSSO 484
alone della stessa tinta che circonda l’umbilico, anfratti percorsi
longitudinalmente da irregolari raggi violacci o’ rossicci che
nell'ultimo giro arrivano soltanto alla circonferenza della con-
chiglia.
Columella semplice, obliqua, curva nella sua parte superiore.
Apertura boccale irregolarmente romboide con labbro sem-
plice acuto.
Altezza mm. da 4 a 4 1/,.
Diametro mm. da 4 1/, a 5.
Is. Sarato (Issel 1870).
T. (Forskalia) declivis Forskal in Kiener, |. c., pag. 126,
tav. 43, fig. 3.
(aegyptiacus Chemn.).
Suez (nel porto, dragato sul fondo, L. Sanzo, 29-V-1923).
T. (Minolia) nedymus Melvill, Memoirs Manchester Literary Phi-
losophical Soc., 1896, vol. XLI, pag. 17, tav. 7, fig. 23.
Massaua (e suoi dintorni a 15-30 m. di profondità, Issel e
Beccari, 1870).
T. (Vanitrochus) holdsworthiana Nevill, Journal Asiatic Soc.
Bengal, 1871, pag. 3, tav. 1, fig. 18.
(variabilis Adams; Pantanelli Caramagna).
Suez (Issel, 1870).
T. (Priotrochus) obscurus Wood in Philippi, Abbildungen Be-
schreibungen Conchylien, 1847, parte II, pag. 26, tav. IV,
fig. 3.
Massaua (e suoi dintorni, Issel, 1870).
T. (Umbonella) Sismondae Issel in Bisacchi, Annali Museo Civico
Storia Naturale, Genova, 1931, Vol. LV, pag. 165, fig. 1-5.
Suez (Issel, 1870)..
Massaua (Issel e Beccari, 1870).
Is. Dahalac (issel e Beccari, 1870).
Is. Sarato (Issel e Beccari, 1870).
bil ser" 10 Pe ae Piney
PE a Nia Si i
ahi Chi VO oy
i 4 t r
182 i J. BISACCHI
T. (Margarita) biangulosus A. Adams, Proceedings Zoologica] |
Society London, 1854, pag. 40.
Massaua (Issel, 1870).
T. (Turcica) stellata A. Adams, Proceedings Zoological Society
London, 1863, pag. 508.
Suez (Issel, 1870).
T. (Euchelus) pullatus Anton in Kiener, 1. c., pag. 407, tay. 190,
Rossi
Mar Rosso (R. N. « Scilla », Com. Cassanello, 1892).
Massaua (Issel e Beccari, 1870).
Aden (Issel, 1870).
. (Euchelus) denigratus Chemnitz in Kiener, l. c., pag. 293,
tav.. 94, fis. 3.
(atratus Gmel., canaliculatus Lk.).
Mar Rosso (Issel, 1870).
Massaua (Issel e Beccari, 1870).
(Euchelus) bicinctus Philippi, Zeitschr. Malakozool., 1848,
pag. 102.
‘Ismailia (pesca con draga a m. 7 di profondità, L. Sanzo, 2-VI-1924).
Suez (nel porto, dragati sul fondo, L. Sanzo, 28-V-1924).
Massaua (nel porto pescati con nassa, 0-9 m. di profondità,
L. Sanzo, 12-1I1-1924). ~
ays:
SPEDIZIONE DEL BARONE RaArmonpo FRANcHETTI IN DANCALIA
MAMMIFERI
PER OSCAR DE BEAUX ©
Con annotazioni di viaggio del raccoglitore Marchese Saverio Patrizi
Ordine PRIMATES
Famiglia Cercopithecidae
Papio hamadryas hamadryas L.
1g adultissimo. Gaarre. Dicembre 1928. Pelle e- cranio
(C. E. 31311 e 31312).
Osservazioni. Ho confrontato il presente esemplare con 2 gd dg
ad. dei Bogos.
Ne differisce per statura lievemente minore, denti meno
grandi, molari con dettagli più semplici.
Il rivestimento peloso è un poco più breve che negli esem-
plari di confronto. I peli del manto tra le spalle misurano
mm. 180 anzichè 200.
Il colore concorda cogli esemplari dei Bogos. Il ciuffo della
coda è intensamente brizzolato, come in uno dei due co g' pre-
detti, mentre è bianco brunastro uniforme nell’altro.
Il cranio è leggero e piuttosto piccolo. La scarsa lunghezza è
peraltro in parte dovuta ad una lesione patita dall’ esemplare
molto tempo avanti la morte, probabilmente per una forte basto-
nata o sassata sul mento. I, sin. manca infatti del tutto. I,,
ridotto ad un monchero logoro, è schiacciato contro C. I, e I,
destri sono ridotti a due piccoli piuoli logori, diretti orizzontal-
mente all’infuori. C sin., suddiviso in tre scheggie, aderenti alle
pareti dell’ alveolo, ampiamente beante, sporge appena dal mar-
gine di questo ed occupa nel contempo il punto più anteriore
della mandibola. P, sinistro è suddiviso ‘in 3. scheggie, le due
anteriori delle quali provengono dalla radice anteriore spezzata
BI =
i CR
1 Mii oy
184 0. DE BEAUX
del dente. C destro, girato in direzione destrorsa nel proprio asse,
é ridotto ad un modesto piuolo bitorzoluto nella faccia anteriore
laterale ; pi destro, anch’esso assai ridotto di dimensioni, è orien-
tato decisamente all’infuori in avanti.
Per lo spostamento in avanti di © sin., i C © di questo lato ©
hanno perduto ogni contatto tra di loro. Questo fatto ha avuto
per conseguenza il mancato avanzamento di tutta la fila dentale
superiore di sinistra, cui corrisponde una lieve asimmetria della
faccia.
Ciò premesso riporto nella tabella seguente le principali misure
dei tre crani in esame.
Gaarre Bogos Bogos
S'ad.31312 dad. 4092 cad. 140
Lunghezza massima mediana . 3 190 196 199
Lunghezza dal margine anteriore del
Foramen magnum all’ estremo
anteriore del premascellare . tv 137 140 147
Larghezza massima nella regione AREA
mastoidea A ; 91 99 96
Larghezza massima sulle i Zigo-
matiche . : 114 127 120,5
Larghezza ‘ease sonia
sulla sutura col malare È 73 79 84
Lunghezza massima della spar
masala ws ges i: È : ; 32 34 36
Altezza Basion - regina : 66 TH} —_
Lunghezza massima totale della man-
dibola . : 134 151 154
Altezza della sua bianca orizzontale
a livello di M, : > 33 35 34,5
Altezza dal piano-base “Tepes: Da
colare della mandibola . } . 48 52 56
Sua larghezza massima sui condili . 92 104 98,5
Lunghezza della fila C-M, sull’alveolo 61 61 66,5
Lunghezza X larghezza massima x
M, sulla corona . : PZ IT IZ MSI
nici X larghezza massima di M, A240) 13, PES RIB are
Lunghezza della fila M,-M, . “ 35,5 37 41,2
Lunghezza X larghezza me di
M, sulla corona . ; 12.5%. 107) EX RSM
Lunghezza Xlarghezza massima di N,
15. X10] 16 10,3) 18,2 12
SPEDIZIONE FRANCHETTI 185
Annotazione del raccoglitore. « Branchi abbastanza numerosi e di
buon numero di capi hanno legata la loro esistenza alle oasi di palme
dum, dalle quali traggono il principale nutrimento. Regolarmente tutti i
giorni essi abbandonano infatti le ambe rocciose e scendono a saccheg-
giare i boschetti, rosicchiando il mallo delle noci e bevendo la « duma ».
Ordine CHIROPTERA
Famiglia Rhinolophidae
Rhinolophus acrotis acrotis Heuglin.
1 of. Assab. Febbraio 1929. Pelle e cranio (27583).
Osservazioni. Seguo per questa determinazione l’Andersen
(Bibl. 44).
Ho confrontato l'esemplare in istudio con 4 altri in alcool, con
cranio estratto, di Assab (Pestalozza 1893, determinato dall’ An-
dersen), Port Sudan (Nicolosi 1908), Adi Ugri: Seraé (Capomazza
1907), Barentù: Gash-Setit (Lezzi 1908), nonché con 5 Rhinolophus
clivosus, Ruppell, in pelle o in alcool, con cranio estratto, di
Harrar, Galla, (4 Salimbeni e Felter) e delle Miniere d’oro di
Uallega (Gilardi 1907).
Osservo che nei 4 acrotis a mancano del tutto.
3
I 5 clivosus danno lo specchietto seguente:
Harrar ‘ot Q Q Q Uallega Q
TAR ea a pri
D iS Set ce
3
La presenza o assenza di P, sembra quindi essere un carat-
tere distintivo sufficientemente costante tra acrotis acrotis e
clivosus, mentre P, sembra mancare sempre in acrotis, e può
essere presente o mancare in clivosus.
Le larghezze craniali danno il seguente specchietto:
3
Rh. acrotis acrotis Rh. clivosus
ea P. wan on at Hanan? O o) o) noi
Larghezza mastoidea . i 2a GS. 9 i e MEO Ma Nha GG,
Larghezza della cassa cerebrale . | 8,5! 8,7) 8,7) 8,5] 8,2) 8,5] 8,2) 9 9
Larghezza zigomatica massima ==. |10,2| 11 |11 |11 |10,3|10,9/10,5| — | 10,5
Larghezza sul cingolo dei CO .| 5,8) 6 5,9| 6 5,8| 5,5] 6 5,8] 5,6
186 0. DE BEAUX
Alcuni massimi appartengono realmente a clivosus, ma la
distinguibilità di clivosus per maggiore larghezza nelle misure
craniali, come credeva ‘d’averla constatata l’Andersen (Bibl. 44),
non sembra sussistere.
Asellia patrizii, nova species.
Zona di Gaarre. Dicembre 1928: 1 © in pelle con cranio,
Tipo (31313; n. 28 del presente lavoro). 1 in alcool (31314; 29).
Sono assunti a Paratipi: 1 37 in alcool di Assab, Ottobre
1906, P. Felter (31315; 24); 1 © in alcool della stessa località,
data e collettore (31315; 27).
Altri esemplari di Assab: 1 o (25), 1 9 (26).
Diagnosi. Simile ad Asellia tridens tridens, Geoffr., ma
molto più piccola. Tridente nasale relativamente un poco più
grande. Dito terzo della mano relativamente assai più breve. —
Misure del Tipo. Avambraccio mm. 40. Lunghezza condilo-
craniale 13. Larghezza zigomatica massima 8,3. Lunghezza della
mandibola 10,1. Fila dentale mascellare sugli alveoli 5.
Osservazioni. Ho confrontato la nuova specie con 6 esem-
plari in alcool di Asellia tridens murraiana, Anderson (Bibl.
3; 35) dell’ Arabia (numeri 1-6 del presente lavoro); con 12
Asellia tridens tridens, Geottr. d'Egitto, in alcool (numeri 7-18);
con due Asellia tridens.... in pelle e due in alcool della Somalia
Italiana (numeri 19-22).
Nelle AseZlia arabe ed egiziane (numeri 1-18) bene adulti
(eccettuato quindi il ¢ del Yemen n. 6) il metacarpo terzo colla
relativa falange prima è di 1 a 3 mm. più lungo dell’avambraccio,
Nella Asellia patrizii il metacarpo terzo colla relativa falange
prima è invece da 1 a 2 mm. più corto dell’avambraccio.
Nelle tabelle seguenti riporto le principali misure somatiche
di tutti gli esemplari esaminati.
Tage Asellia tridens murraiana Arabia
MOKA ADEN JEMEN
Cte gS 2g 3-364 Aa
Avambraccio È ; : al aye | Syn) oy! 54 Be || SB,
Testa + Corpo . : : SAT 57 59 58,5 58 | 48,8
Coda . î È ì d Seabee 26 26 26 26 23,2
Orecchio ; x : 3 Sle dlte) 18 18,2 19 18 17
Tas. II.
SPEDIZIONE FRANCHETTI
Asellia tridens tridens
SAKKARAH
EGITTO
ASSUAN
S7-g 8-3 9-110] O11 - O 12 | 118 -f14- 115 - O 16 | Q17-0 18
187
Egitto
KOROSKO
49 |46 |49 | 48,8] 46,5| 46
53 |[515|515|50 |52 | 48
22 |20 |24 |22 |22 | 22
RG ee a Te) C16
J 20
44,5
49
21
glio
HO) Be
40,5
45,
Avambraccio . | 52,5 50 |50 | 49
Testa + Corpo | 53 52 | 58,5 | 55,5
Hoda os ee! | 20 26 | 25,5 | 22
Orecchio . . | 16 15 |17 | 16
Tas. III.
Dolo of 19
Paratipo
Avambraccio 46
Testa + Corpo 52
Coda 24
Orecchio 16
Tas. IV. Asellia patrizit
Assabcj'24
Paratipo gi
Avambraccio 41 41
Testa + Corpo . 44 44
Coda . 18 179
Orecchio . 14 14
15
Asellia tridens italosomalica Somalia Italiana
Oddur Q 22
OE Tipo
45,5 46
48 ol
18,5 19
15,5 15,5
Dancalia
Gaarre 028
Q 27 Tipo oO 29
40,5 40 39,5
43.5 40 40,5
18 _19 18,5
IR do
Alle misure somatiche faccio seguire quelle craniali più usate
dai differenti autori, avvertendo di avere prescelto per la misu-
razione gli esemplari di una stessa località che presentavano il
massimo ed il minimo di lunghezza dell’avambraccio, o soltanto
il minimo.
“i a “Nes > Watt.) pe ah bi Oe ia è ARTI, SV DA ki (È UE O
AL IESE cats. ha eae AEE Bae MAN Seas MIA MINIERE MO IPA SRI ODIARE PIENI NICO SITUA CORDA
Naf on PATO RIE) ge og a, MIRI A O SE n PEA LU OM pi Ma Pun
FESTE: Phere Ota bs ie SE OEE Ne Tet Uy” ecg QI ITA am GA Ne one wa È
188 6. DE BEAUX
Tas. V. Asellia tridens murraiana Arabia
MOKA ADEN JEMEN
et o 3 od o 6
1) Lunghezza massima assoluta 20,5 21 — —_
2) Lunghezza condilo-basale 18,3 19 —_ —_
3) Lunghezza occipito-canina 19,5 20 — =
4) Lunghezza condilo-canina 17 18 — —_
5) Larghezza zigomatica-massima 11 Te —_ —
6) Larghezza lacrimale 5,9 6 6,1 —
7) Larghezza mastoidea 9 9,6 — =
8) Larghezza della cassa cranica 7,5 8 — _
9) Larghezza alveolare massima sul
mascellare . 8 8,2 8
10) Larghezza sul cingolo di c. 6,2 6,5 6,2 6
11) Mandibola 13,6 14,5 13,6 —
12) Lunghezza alveolare della fila
dentale mascellare 7 Tae vi 75
13) Lunghezza della fila dentale man- | \ 7
dibolare Thal 8.4 8 8,7
Tas. VI. Asellia tridens tridens Egitto
SARKARAH EGITTO ASSUAN ROROSKO
OT =C'9.)) O12: | Gta = ottomts
1) Lunghezza massima assoluta 19,5 | 19,2} 19 19 18,3 | 17,9
2) Lunghezza condilo-basale LAST a ae 16,5| 16
3) Lunghezza occipito-canina . 18,2 |18,4| 18 18 1757
4) Lunghezza condilo-canina 16,2 | 16,2] 16 16 W5si 15%
5) Larghezza zigomatica massima. | 11 11 = 10,7) TOS O88
6) Larghezza lacrimale Deo) 3) 0,0) O 53. a
7) Larghezza mastoidea . RR) 9 repose erent MS
8) Larghezza della cassa cranica .| 8 TS: 28.) ea ae ea 7 F
9) Larghezza alveolare massima sul
mascellare . 8 TESA ATE CPS alae iy sls
10) Larghezza sul San di c 6 6 5,8 5,5 | 5;6| 5
11) Mandibola 13,213 408 12,918
12) Lunghezza alveolare Lola fila i
dentale mascellare 6,8 | 6,8| 6,8 6,4 |.6;21.6 i
13) Lunghezza della fila dentale man-
dibolare Use fae 7,8 VEST
Re RERUN, GEM IE LAM E LINO
SPEDIZIONE FRANCHETTI |. 189
Tas. VII. Asellia tridens italosomalica Somalia Italiana
ice da
1) Lunghezza massima assoluta . 18 IS 17,2 17,1
2) Lunghezza condilo-basale . . 16 16 15,7 15,4
3) Lunghezza occipito-canina . : iz + 16,6 16,3 16,3
4) Lunghezza condilo canina . : 15 15 14,9 14,5
5) Larghezza zigomatica massima . 9,8 10 9,5 9,5 i
6) Larghezza lacrimale . ; ; DI Dio 5,5 5 i
7) Larghezza mastoidea . 2 : — 8 8,2 8,2 iy
8) Larghezza della cassa cranica . 7 Tes Ue Gee
9) Larghezza alveolare massima sul
mascellare . : : 3 6,5 6,8 6,8 6,8
10) Larghezza sul cingolo di Cae 2% 52 5,3 5,3 5,2
11) Mandibola . ai 1255 12,3 12 11,5
12) Lunghezza alveolare Gi fila
dentale mascellare . . 6 6 6 es)
13) Larghezza della fila dentale man-
dibolare . - ; : : 7,2 7,6 7,4 7,5
Tas. VIII. Asellia patrizit Dancalia
LOS CAO a
1) Lunghezza massima assoluta . 15,8 | — |15,8|15,4| 152 | — -
2) Lunghezza condilo-basale. . DIRIENA TIZI 14,2) 14,2/14,2) 14 14,5
3) Lunghezza occipito-canina . .| 15 — (15 |148| 146 | —
4) Lunghezza condilo-canina . : TS lass jess 13 132
5) Larghezza zigomatica massima . 8,2 8:20 (85) Bil 8,3 8,4
6) Larghezza lacrimale . i È 4,3 4,8| 4,9) 4,6 4,4 4,5
7) Larghezza mastoidea . 4 i Gell DD TERN AS 7 7,4
8) Larghezza della cassa cranica . 6,2 Oso e100) MIO 6,2 6,2
9) Larghezza alveolare massima sul
mascellare . : É 6 5,8| 6 6 5,6 5,8
10) Larghezza sul An di c 3 44 45| 46) 4,5 42 4,6
11) Mandibola . ; 10,2: | 10,2) 10,2) 10,3) 10 10,3
12) Lunghezza alveolare (om fila
dentale mascellare . È 5 Dali 5 Da
13) Lunghezza della fila dentale man-
dibolare . : ; ; ; G2) 002) TOM 6 6,3
190 O. DE BEAUX
Nello specchietto riassuntivo seguente metto a confronto i
massimi ed i minimi delle misure più importanti e sicure, otte-
nuti per tutte le forme di Asellia finora note. Le misure ripor-
tate per l’ Asellia tridens diluta, Andersen, sono quelle del
Tipo (Bibl. 2).
TAB RIO Asellia — Massimi e minimi
A. tr. mur- | A. tr. diluta | A.tr.tridens| A. tr. ttalo-| A. patrizii
raiana somalica
Awaba Algeria Egitto Somalia Ital. Dancalia
Avambraccio 2 " . | 54,2 - 52 52,2 52,5 - 46 46 - 44,5 | 44 - 39,5
4) Lunghezza condilo-canina | 18 - 17 16,6 16,2 - 15,3 | 145 - 14,5 | 13,5 - 13
5) Larghezza zigomatica mas-
sima . È . 5 TASSI — 44 - 958" |-40" = 955 8,8 - 8,3
11) Mandibola . 5 È .| 14,5 - 13,6 _ 13,2 - 12 12,5 - 11,5 | 10,3 \- 40
12) Lunghezza alveolare della
fila dentale mascellare .| 7,5 - 7 7 6,8- 62] 6 - 6 DoT e)
Questo specchio conferma la necessita di distinguere specifi-
camente la minutissima Asellia dancala.
Ma indica anche chiaramente |’ opportunità di distinguere
sottospecificamente la minuta Aselléa della Somalia Italiana, par-
ticolarmente in considerazione dei minimi ai quali le sue misure
scendono in confronto di esemplari egiziani:
Asellia tridens italosomalica, subsp. nova.
.Sinonimia. Asellia tridens, Geoffr. De Beaux. Atti Soc. Ital.
Scienze Natur. Milano, LXI, 1922, p. 23. — Atti Soc. Lig.
Scienze Lettere, Genova, III, 1924, fasc. II, p. 155.
Tipo. 1 9 di Oddur, 1929, N. Mosconi Bronzi (0. E. 30942;
N.° 22 del presente lavoro). Pelle con cranio.
Paratipo. 1 g° di Dolo, 1911, Cap. Citerni, in alcool con
cranio estratto (C. E. 12232; 19). \
Altri esemplari. 1 ¢ in alcool (12232; 20), 1 9 in pelle
(12232; 21) di Dolo.
Diagnosi. Simile alla A. tr. tridens, Geoffr., ma alquanto
più piccola. Metacarpo colla prima falange del dito terzo uguale
o un poco più breve dell’avambraccio.
Misure del tipo. Avambraccio mm. 46. Lunghezza condilo-
canina del cranio 14,5. Larghezza zigomatica massima 9,5. Lun-
ghezza della mandibola 11,5. Lunghezza della fila dentale mascel-
lare sugli alveoli 6.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 191
Riassumendo : Si conoscono finora le seguenti forme di A sellia:
A. tridens murraiana, Anderson. — Sind, Persia, Mesopo-
tamia, Arabia.
A. tr. tridens, Geoffr. — Egitto, Sudan.
A. tr. italosomalica, De Beaux. — Somalia Italiana.
A. patrizii, De Beaux. — Dancalia.
A. tr. diluta, Andersen. — Sahara Algerino.
Vi ha esagerazione di statura ad oriente ed occidente; in
Egitto probabile diminuzione di statura da nord verso sud; nella
Somalia Italiana forte diminuzione di statura; in Dancalia nani-
smo accompagnato da spiccati caratteri morfologici distintivi.
Annotazione del raccoglitore. « Questi piccolissimi pipistrelli usci-
vano a sera dai macchioni di dum nel greto del Gaarre ed inseguivàno
le zanzare così rasente a terra da essere difficile assai vederli e maggior-
mente colpirli, e tanto minuti che dovetti sostituire sabbia al piombo per
non sciuparli in modo irreparabile ».
Famiglia Nycteridae
Nycteris thebaica, Geoffroy.
1 g adultissimo. Piana di Rorom, Aprile 1929. R. Franchetti.
Pelle e cranio (31316).
Denti estremamente logori.
Ordine INSECTIVORA
Famiglia Erinaceidae
Erinaceus aethiopicus, Ehrenberg.
Localita non precisata. Pallio spinoso soltanto. (31375).
Annotazione. Determinato coll’aiuto di un esemplare dell’Eri-
trea, 1894, Dott. Ragazzi (2781), in alcool.
Aculei dorsali centrali mm. 21-22.
Ordine CARNIVORA
Famiglia Canidae
Vulpes riippelii somaliae Thomas.
2 929 adulte. Azrori. Gennaio 1929. Pelli e cranii (31317 e
31318; 31319 e 31320). 1 esemplare di sesso indeterminato,
stessa località e data. Pelle senza testa nè cranio (31321).
IO ERRE eae + ANO PNRA ETRE TRE CATA
192 O. DE BEAUX
Osservazioni. La colorazione delle pelli corrisponde bene alla
descrizione del Tipo (Bibl. 37), meno che per il colore della zona
vertebrale che è ancora più intensamente ocraceo-rossastro che in
un esemplare di V. r. réppelti, Cretzschmar di Giarabub
(26235), catturato nello stesso mese di Gennaio. Nelle Q 31317
questo colore è intermedio tra « ocraceous tawny» e « tany »
(Bibl. 45 Tav. XV), Nell'esemplare 31321 è peraltro più scuro e
nerastro, ossia tra « sayal brown» e «snuff brown» (XXIX).
Il Thomas aveva già avvertito che la colorazione di queste
volpi è molto variabile. Come carattere distintivo buono di fronte
alla forma tipica restano peraltro la brevità del pelo ed il tono
più decisamente grigio dei lati del dorso.
La Vulpes r. somaliae è indubbiamente la piccola volpe
della costa somala-dancala a partire almeno da Berbera. È molto
desiderabile ottenere degli esemplari dalle vicinanze di Massaua,
perchè i due da me attribuiti a questa forma sono troppo imma-
turi per permettere un giudizio definitivo (Bibl. 11).
Annotazione del raccoglitore. Queste piccole volpi furono catturate
nei pressi del « piccolo posto » degli ascari del Commissariato. La specie
mancherebbe a Gaarre.
Canis (Thos) anthus riparius Hemprich & Ehrenberg.
1 ® ad. Betlul. Novembre 1928. Pelle e cranio (81323 e
31324).
1 g° ad. Gaarre. Dicembre 1928. Pelle e cranio (31325) e
31326).
1 9 ad. come sopra (31327 e 31328).
4 esemplari. Gaarre. Dicembre 1928. Pelli sole (31329 -
31332).
1 ad. juv. Gaarre. Dicembre 1928. Cranio solo (31333).
Il rivestimento peloso ‘è di lunghezza e densità abbastanza
variabili. In quanto alla colorazione potrei ripetere quanto scrissi
per il C. lupaster lupaster di Giarabub (Bibl. 11, p. 43 - 45),
colla sola differenza che la superficie anteriore della mano e del
piede non è sempre « chiarissima » come nel grosso lupaster,
ma varia tra «pinkish buff» ‘e «cinnamon buff» (Bibl. 45,
XXIX).
A complemento degli studii gia pubblicati sul Canis lupaster
SPEDIZIONE FRANCHETTI i 193
lupaster (Bibl. 11, p. 47), C. anthus gallaensis (Bibl. 9, p. 265)
e C. mesomelas schmidti (Bibl. 9, p. 261) aggiungo ora le
misure craniali del g' ad. 31326 di Gaarre e della 9 ad. 31324
di Beilul.
Lunghezza massima À : . mm. 159,5 — 147,2
Lunghezza basale . DECIO MILO Se S38
Larghezza zigomatica . Sh oo
Larghezza della cassa cerebrale . » 49,38 — 49
Larghezza sui processi postorbitali. » 40 — 37
Costrizione postorbitale . io 2008 029
Costrizione interorbitale . 3 mer 97 09055
Lunghezza massima dei nasali . » 55 — 51,5
Fila dentale pe i, sugli |
alveoli : : » 80,5 — 78,5
Fila dentale sapere C- Met oa
Distanza minima tra orbita e hee
del mascellare . 3 » 67, — 63
Lunghezza coronale massima ni P, y 47,5 — 16
Larghezza anteriore di P, . 0 8 — 74
Larghezza laterale di M, . SARI eis AD
Larghezza massima di M, . AD
Lunghezza diM,- . 3 gta MBB EOS
Larghezza massima di M, . ARR 7 — 7,2
Canis (Thos) mesomelas schmidti Noack.
1 esemplare. Gaarre. XII 1928. Pelle con denti incisivi,
canini e premolari anteriori (31322).
Osservazioni. Per la nomenclatura v. Bibl. 9, p. 260-263.
Annotazioni del raccoglitore. Il Thos riparius è abbondantissimo in
tutta la zona di Beilul visitata. Nella zona di Gaarre è pure assai abbon-
dante ovunque. Del Thos mesomelas ho catturato un solo individuo.
Il grido di queste due specie differisce notevolmente, consistendo quello
del mesomelas in una breve serie di guaiti forti e staccati, quello del
riparius in un vero concerto di sottili ed angosciate grida, continue per
varii secondi.
Ritengo che il notevole numero i sciacalli che prospera in queste
regioni trovi il suo sostentamento nei piccoli roditori (Acomys e Pectinator)
che vi abbondano.
Ann, del Mus, Civ, di St. Nat., Vol. LV (3 Ottobre 1931). 13
Pasa A ta Ri
5] Pi è a Yt ity si
uri
a
Fs
$id
Be a Jen
194 0. DE BEAUX È
Famiglia Mustelidae
Mellivora capensis abyssinica Hollister.
1 esemplare di sesso indeterminato. Senza indicazione di loca-
lità. Pelle senza cranio (31334).
Osservazione. La presente pelle proviene certamente dallo
Altipiano.
L'attribuzione sottospecifica é confortata dalle buone dimen-
sioni e dall’abbondanza di peli neri sulla calotta, per quanto il
colore d’insieme del dorso sia piuttosto chiaro.
Famiglia Hyaenidae
Hyaena hyaena dubia Schinz.
1 esemplare di sesso indeterminato. Beilul. Novembre 1928:
Cranio solo (31335).
Misure craniali. (Tra parentesi quelle di 1 gf aid C. E. 2939
dell’Asmara).
Lunghezza condilo-basale.
Larghezza zigomatica
Larghezza mastoidea
Costrizione postorbitale
Costrizione interorbitale
Larghezza facciale sul margine
alveolare di CC
Larghezza facciale sul margine
alveolare di P,
Distanza dal foro lacrimale alla
punta del premascellare
Lunghezza della mandibola dal
condilo =: Aun
Fila dei denti mascellari I- P,
Fila dei denti mascellari C- P,
Fila dei denti mandibolari C-M,
Lunghezza X larghezza alveo-
lari massime di P,
Larghezza X lunghezza coro-
nali massime di P, . 3
mm.
219 (212)
14h > (AGG)
Mea (77,5)
39,5 (36)
50 (46)
5h (46,2)
8h (81)
87 (82,5)
165 (159)
112. (104,5)
89 (86,5)
97 (94,5)
33 X 17 (30,6 X 16)
34,5 X 18 (31,2 X 16,5)
Esino. |
| sN
SPEDIZIONE FRANCHETTI 195
: Lunghezza X larghezza alveo-
lari massime di P, . on 19 7 10 (85 10)
Lunghezza X largliezza coro-
nal di P'; ee oie do Rae (hI. 8)
Lunghezza Alecolare di O ae LS die)
Lunghezza X larghezza alveo-
lari massime di M, . e 20 8)
Lunghezza -X larghezza coro-
nali massime di Mle No OD) SOO GI <0)
Osservazioni. La presente attribuzione sottospecifica offre
particolari difficoltà.
L’orientazione di P, e P,, decisamente mediale in avanti cor-
risponde perfettamente alla caratteristica rilevata da Hollister
(Bibl. 21, p. 143, tav. 3) per la H. A. bergeri, Matschie e dif
ferisce quindi sostanzialmente da quanto l’autore predetto ritiene
caratteristico per la H. h. dubia.
L’esemplare 2239 dell’ Asmara corrisponde invece perfetta-
mente alle caratteristiche dentali della dubia date da Hollister.
Premessi questi fatti si potrebbe giungere logicamente alla
supposizione che la H. h. bergeri estendesse il suo habitat
verso nord lungo la costa somala ed eritrea. Ma lo stesso Hol-
lister esamino, per giungere a fissare i caratteri differenziali
summentovati dei denti, accanto agli esemplari dell’ Eritrea set-
tentrionale e del Nilo Azzurro anche un esemplare di Berbera!
Non resta quindi altro che dedurre dalle condizioni mostrate
dall’esemplare di Beilul, che il carattere dell’orientazione dei due —
premolari intermedii superiori non costituisce un carattere diffe-
renziale di costanza assoluta fra le forme dubia e bergeri.
Annotazione del raccoglitore. La Jena striata è assai abbondante
nei pressi di Beilul. Non ne ottenni peraltro che un solo esemplare con
la stricnina, il quale era stato completamente sciupato da un avvoltoio.
Ordine RODENTIA
Famiglia Sciuridae
Xerus rutilus rutilus Cretzschmar.
1.9 adultissima. Gaarre. Novembre 1928. Pelle con cranio
(31336). _
oF ET EROS NIE SAE pe Sk Re COELI AARON oy VOTE PSC Na GUBRA CENE REL LO OO I IAC
ae ws Aisi | hor? PRS aD PAN ud
IN
196 O. DE BEAUX
1 @Q adulta. Bezlul. Novembre 1928. Pelle. con cranio
(31337).
Osservazioni. La 9 adultissima è impercettibilmente più
bruna ossia meno rossa della adulta. Il loro colore corrisponde
con precisione al Xerus brachyotus, Hemprich & Ehrenberg
(Bibl. 17, tav. IX) e differisce perciò sensibilmente dal Xerus
rutilus Cretzschmar (Bibl. 31, tav. XXIV).
Il cranio del Tipo è peraltro nella pelle (Bibl. 25, p. 26),
onde può trattarsi benissimo di un giovane; la località presunta
è Massaua.
Alla colorazione giallo - bruna - rossastra del Tipo si avvicina
molto l’ esemplare montato, alquanto sbiadito C. E. 2995 di
Massaua. i
Nella figura dello Xerus Dabagdla di Heuglin (Bibl. 18) vi
è evidente esagerazione del rosso nel tronco e del nero nella
coda, ammesso anche che si tratti di un giovane.
Il confronto dell’ad. 31337 di Beilul coll’adulto 19520 del-
l’Gwasso Njiro nell’ Africa Orientale Britannica conferma. le spic-
cate differenze che passano tra la forma tipica e la sottospecie
rufifrons Dollman, propria anche della Somalia Italiana.
Annotazione del raccoglitore. Vidi alcuni Xerus ad Assab e nell’oasi
di Beilul. Sono abbastanza frequenti nel palmeto di Gaarre ove rosicchiano .
le noci cadute in terra.
Famiglia Muridae
Rattus norvegicus norvegicus L.
1. op ad., 1 9 ad. Isola Fatmah, Baia di Assab. Gennaio
1929. Pelli con cranii (31338 e 31339).
Misure craniali del g e della 9.
Lunghezza condilo - basale . 2 mm: 36,2
Larghezza zigomatica . i e Moe A 21 — —-.
Costrizione interorbitale . pio OO. eae
Lunghezza dei nasali ì 016,7, ER
Diastema . 4 » 128 — 10,5
Lunghezza massima della man- © -
dtholagie. 2 : ; A De eet _ 9955
SPEDIZIONE FRANCHETTI | 197
. Lunghezza della fila dei molari
mascellari : eee TENT, 7 — 6,5
Lunghezza della fila dei molari
mandibolari . : io hk — 6,5
Osservazioni. La scarsità e lo stato di conservazione del
presente materiale non permettono conclusioni sicure. Mi sembra
peraltro certo che il ratto di Fatmah rappresenti un fenomeno
. d’immiserimento locale senza rivestire ancora alcuna caratteri-
stica propria.
Annotazione del raccoglitore. Persuaso di trovare assolutamente
mancanti i mammiferi terrestri in quei posti completamente privi d’acqua
dolce, restai non poco meravigliato di osservare un tratto di duna letteral-
mente ricoperto di minute traccie di topi, e solo pensando alla natura
succosa delle foglie di Statice e Suaeda, vegetanti tra ruvide graminacee
sulle dune della spiaggia, potei spiegarmene il tenore di vita. Sistemate
alcune tagliole alla sera, vi trovai presi alla maltina due Rattus norve-
gicus ed un piccolo sorcio che disgraziatamente non potei conservare, ma
che mi sembrò un comune Mus musculus. Con queste due specie, sbar-
cate evidentemente da qualche barca peschereccia termina l’elenco dei
mammiferi terrestri di Fatmah e probabilmente di tutte le altre isole di
‘questa baia.
Acomys louisae umbratus Thomas.
Gaarre. Dicembre 1928. 1 Cf ad. ad. Pelle con coda e cranio
incompleti (31340).
1 9 ad. ad. Pelle e cranio (31341).
1 © juv. ad. Pelle e cranio (31342).
4 pelle piatta senza cranio (31343).
2 cranii ad. ad. senza pelle (31344).
Colorazione. Vertice, nuca, dorso grigiastri (circa « hair brown »,
Bibl. 45. XLVI); groppa dello stesso colore ma slavata di
ocraceo.
Il grigio è più intenso nei giovani che negli adulti. Lati
della testa, del tronco e degli arti bruni giallastri rosati, varia-
bili secondo. gli esemplari tra « pinkish cinnamon» (XXIX) e
«avellanous » (XL). Vi è passaggio graduale tra i due colori
delle parti dorsali.
Parti inferiori bianche pure nella testa, bianche crema chia-
198 0. DE BEAUX
rissime nel corpo. Linea di demarcazione nettissima tra il colore
delle parti laterali e delle inferiori.
Colore della mano e del piede variabile negli adulti tra bianco
puro e grigio chiarissimo; nel giovane grigio giallastro brizzolato
di bianco.
Vibrisse in parte chiare ed in parte scure.
Misure somatiche della 9 ad. ad. 31341. Testa e corpo mm.
89. Coda 121,5 nell’esemplare in alcool (115 a secco). Vertebre
caudali 117. Piede 17. Orecchio 16.
Misure craniali dello stesso esemplare. Lunghezza massima
mm. 29,5. Lunghezza condilo - incisiva 26. Larghezza zigomatica
14. Larghezza della cassa cranica sulle creste parietali 12,6. Na-
sali 11,8. Forami palatini 6,8. Fila dei molari mascellari sugli
alveoli 4,2.
Osservazioni. La determinazione di questo Acomys ha costi-
tuito una seria difficoltà e mi ha obbligato alla revisione biblio-
grafica di tutte le forme egiziane, etiopiche e somale -setten-
trionali.
Come materiale di confronto ho avuto a disposizione :
1 A. loutsae, Thomas (18352) in alcool, Ogaden: Ueb Habir,
determinato dal Thomas (Bibl. 34 e 36).
1 A. in pelle (3203) di Assab e 2 A. in alcool (3193) del
paese degli Adal. Questi ultimi furono determinati dal Thomas
quali dimidiatus, Cretzschmar, come il precedente dell’ Ogaden.
lo debbo ritenerli tutti e tre per A. loudsae umbratus Thomas,
perchè identici anche per colorazione agli esemplari dancali in
istudio.
1 A. cineraceus, Fitzinger (18357) in alcool, della regione
dell’Omo, tra i Badditu e Dimé, determinato dal Thomas.
1 A. in pelle (30976) ed 1 in alcool, senza coda, (30976) di
Agordat, da me determinati come dimidiatus, rispettivamente
hunteri, Winton (Bibl. 12) ma che ora, dopo avere ottenuto copia
della ottima descrizione tipica * riconosco ambedue per A. albi-
gena Heuglin.
1 A. in pelle del Darfur (19530), determinato dal Thomas
come witherbyi. Winton.
* Sono per questo in debito di riconoscenza al chiarissimo Dott. R. Mertens
del Museo Senckenberg di Francoforte s, M.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 199
In base a questo scarso materiale ed allo accurato studio della
Bibliografia mi sono formato dei concetti semplificatori, che è
forse utile enunciare come possibili direttive d’imvestigazione per
altri studiosi in questo spinoso argomento. i
Ritengo la colorazione: « dorso-groppa grigiastri, parti laterali
rossastre-giallastre, parti inferiori biancastre », per la colorazione
primitiva nel genere, presumibilmente comune ai giovani di tutte
le specie, e ‘che si conserva negli adulti ovunque ragioni ambien-
tali non la alterino. i
Così penso che nell’Acomys louisae la sottospecie umbratus
(Terra typica Monti Golis a sud di Berbera, Bibl. 38) sia la forma
primitiva, conservatasi ovunque non ha avuto luogo |’ ambienta-
mento alle «zone di suolo rossastre » .
Similmente nella specie cahirinus, Desmarest, 1819 (Terra
typica la città del Cairo), pressochè totalmente grigia si verifica
l'adattamento all’abitato, carattere secondario di fronte alla colo-
razione primitiva della sottospecie nilotica nudicus, Heuglin
(Bibl. 20 ex 23, Terra typica «Nubia, lungo il Nilo»), di cui
A. sabryi, Kershaw (Bibl. 23, Terra typica Heluan, 10 miglia
a sud del Cairo) è probabilmente sinonimo.
Noto inoltre che zone assai vaste sono coabitate da una specie
a coda lunga e da una specie a coda breve.
Così troviamo nella zona costiera del Mar Rosso la specie
louisae, Thomas a coda lunga e lA. hunteri, Winton (Bibl. 41,
Terra typica Suakin) a coda breve.
Nella zona costiera del golfo di Aden abbiamo la stessa specie
louisae a coda lunga e VA. mullah, Thomas (Bibl. 36, Terra
typica Harrar) a coda corta, ed inoltre di colore grigio per am-
bientamento alle « pietraie montagnose della Somalia ».
Similmente lungo il Nilo riscontriamo la specie cahirinus a
coda lunga e l'A. cineraceus Fitzinger (Bibl. 46, Terra typica
Doka, Sennar orientale), di cui witherbyi Winton (Bibl. 44,
Terra typica El Kowa, a sud di Kharthoum) è molto proba-
bilmente sinonimo (Bibl. 1 e 23).
Aggiungo infine che, sui precedenti del Thomas (Bibl. 38) e
Kershaw (Bibl. 23) il termine dimidiatus, Cretzschmar va riser-
vato ai grandi A. arabi, mentre gli A. africani ad essi stretta-
mente affini vanno trattati come sottospecie di dimidiatus, alla
stessa stregua che Bonhote ha trattato come sottospecie di 7s-
Ry ae ene ua A aig LO RA le Tay Wi | Sige oN Ree
Spy
200 Ò. DE BEAUX
satus Wagner (Bibl. 40, Terra typica Sinai) un A. ad esso
affine di Heluan, A. 7. aegyptiacus (Bibl. 7). A. albigena deve
quindi chiamarsi A. dimidiatus albigena, Heuglin.
Molto incerta permane la situazione dell’A. di Gebel Fazogli
nella valle del Nilo Azzurro sul confine abissino. Il carattere del
piede sottile lo differenzia certamente dal hunterz, al quale
V Allen (Bibl. 1) lo attribui. Con ogni riserva può forse supporsi
che vada invece identificato al russatus aegyptiacus Bonhote.
Annotazione del raccoglitore. Questi topi spinosi erano molto abbon-
danti fra i blocchi in riva al Gaarre e perfino nell’ accampamento dove
sostituivano degnamente il nostro topolino domestico.
Famiglia Ctenodactylidae
Pectinator spekei spekei Blyth.
o ad. ad. Assab. Gennaio 1929. Pelle e cranio (27612).
ad. Assab. Gennaio 1929. Pelle e cranio (27611).
ad. Gaarre. Dicembre 1928. Pelle e cranio (31345).
ad. Come sopra (31346).
subad. Come sopra. Pelle con cranio incompleto (31347).
co juv. Come sopra. Pelle senza cranio (31348).
3 ad. 1 of juv. Come sopra. Cranii senza pelle (31359).
Quo
L’intonazione generale è identica alla figura del Peters
(Bibl. 30). La piccola serie presente dimostra peraltro che vi è
una limitata variabilità nel tono più o meno chiaro delle parti
inferiori del tronco, nella mano e nel piede.
Nel genere Pectinator i molari crescono evidentemente per
lungo tempo e raggiungono il massimo di ampiezza della loro
superficie triturante quando la corona è quasi completamente
logora.
Nel of ad. ad. 27612 infatti la lunghezza complessiva della
fila dei molari superiori 6 mm. 8,9 e la larghezza massima di
M, è di mm. 3. — Nel g 31346 le misure corrispondenti sono
8,3 e 2. — Nella 9 31345 sono 9 e 2.
Il o subad. 31347 mostra P, in muta col dente definitivo
che sta scalzando quello di latte.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 904
Annotazioni del raccoglitore. Molto comune. Questo grazioso roditore
vive riunito in colonie più o meno numerose fra le petraie basaltiche e
predilige sopratutto le numerose tombe dancale e galla disseminate ovun-
que. Gli interstizii delle pietre ed il terreno in prossimità sono ricoperti
dai caratteristici escrementi, simili per dimensioni, forma e colore a grossi
chicchi di biada. Il pettinatore non scava tane ed ha abitudini ' perfetta-
mente diurne, per quanto durante le ore di maggior calore ami starsene
all'ombra delle pietre. Rimanendo un breve tempo immobili nelle vici-
nanze di una colonia, si vedono apparire due, tre e spesso più Pectinator
che si fermano immobili in cima ad una pietra, tanto immobili e così
bene armonizzanti per colorito al grigiore del paesaggio che, distaccatine
gli occhi un momento, si stenta assai a ritrovarli. Non è raro osservarli
arrampicati sui rami delle basse acacie, delle cui foglioline si cibano, ed
a questo proposito debbo osservare come mai li abbia visti in prossimità
di palme dum come asserisce Issel, né credo tale osservazione mi sarebbe
sfuggita in un soggiorno tanto lungo in mezzo alle loro colonie. Emettono
gridi sommessi che possono udirsi anche quando gli animaletti sono rien-
trati nei loro rifugi.
Famiglia Leporidae.
Lepus habessinicus, Hemprich et Ehrenberg.
Annotazioni del raccoglitore. Nella zona di Beilul vidi frequenti
traccie di lepri, ma gli animali sono difficilmente visibili.
Anche a Gaarre ne osservai varie volte le traccie, ma le abitudini pret-
tamente notturne e lo scarso numero di individui indubbiamente esistenti
in questa zona non mi hanno permesso di catturarne alcuno.
Lepus tigrensis, Blanford.
1 o ad. Adigrat. Maggio 1929. R. Franchetti. Pelle con
cranio (31349 e 31350).
Misure craniali (Confr. Bibl. 12, p. 221).
Lunghezza massima . i 1 i . mm. 89
Lunghezza occipitale-nasale : RASS
Lunghezza condilo-nasale . ; i ) SDT)
Lunghezza basale . i È . TATO
Lunghezza basilare . 5 È LAO
ni massima assoluta salle Hale zig0-
matiche . : 5 Lilo
Larghezza massima sulla dii PT della
arcata zigomatica . : : : : es
Kit? Nod Wey Ae ai te Se tah a SL RT os) Aa DI BAIA
Fa re IENE AN Sk
(4 ta : Ne
RT RITI LOL Pee an
APRICA TI MII e PEA Ad
NPA TAI VA PNT ARESE RARI RR ANI He
Nera an ont ES Ù%
Pot:
902 0. DE BEAUX
Larghezza massima sulla radice posteriore della
arcata zigomatica . ; : : AIA
Distanza minima tra la punta siste della
aletta sopraorbitale e la radice posteriore
dell’arcata zigomatica . : : : es
Costrizione interorbitale anteriore . > oo feo)
Costrizione interorbitale posteriore . 3 OT ae
Larghezza della cassa cerebrale 2 4 asd
Lunghezza massima dei nasali . i . » 36,3
Lunghezza mediana dei nasali . : mba
Larghezza minima dei nasali sulla sutura coli
l’intermascellare . . LO Seem
Larghezza minima assoluta dei ‘all MELO
Lunghezza massima della mandibola. È si (Pie
Lunghezza massima dei fori palatini. : 0312958
Diastema mascellare . 5 : 3 È Sordi
Diastema mandibolare y ) uo
Lunghezza alveolare dei molari Lon »
in. alveolare dei molari mandibolari . »
Ordine HYRACOIDEA
Famiglia Procaviidae
‘Procavia habessinica ferruginea, Gray.
1 dg ad. Focada presso Adigrat. Maggio 1929. Pelle e
cranio (31355 e 31356).
1 9 subad. Come sopra (31357 e 31358).
Ambedue gli esemplari sono di colore molto rosso, particolar-
mente sul vertice, groppa, regione genito-anale, avambraccio e
mano, parti inferiori. La più rossa dei due è la 9, che raggiunge
i toni seguenti: Sul vertice «snuff brown» (Bibl. 45, XXIX)
con fine brizzolatura più chiara; attorno all’ano « Mars brown »
(XV); sull'avambraccio «russet » (XV); in parecchi punti della
gola, petto e ventre «tawny» (XV).
Dall’ispezione del cranio il & risulta appartenere alla categoria
Veta VIII del Thomas (Bibl. 33) con M, in uso. I PP sono assai
ed i MM abbastanza logori; le suture sono, come di regola nel
genere Procavia, tuttora aperte.
La 9 sta entrando nella categoria VI, avendo M, completa-
SPEDIZIONE FRANCHETTI 903
mente a posto ma quasi integro ed M, non ancora completa-
mente a livello dell’alveolo.
Nella seguente tavola di misurazioni metto a confronto i 2
cranii precedenti con cranii coetanei di Pr. habessinica habessi-
nica Hemprich & Ehrenberg e di Pr. scioana, Giglioli.
Misure craniali di Procavia
eee Sy Ss. S S
ai eo LS See
a OF | SO a See Seer SE
TS sO S S
Lunghezza massima . . . .| 96 87,5 85 90 85 ial
Lunghezza condilo-basale . . .| — 80 74 81 IT 69
Larghezza postorbitale . . . | 36 | 25 26,5 Parl 26,5 24,5
Larghezza zigomatica. . . . | 54 50 50,5 53 49,5 44
Inughezza mediana dei nasali .| 27 19 17,5 24 21,8 jo
Larghezza massima dei nasali . | 235 16 20 18 19 15,8
Mattioli el Bd 74,5 74,5 Ty he 65,5
Lunghezza coronale P-M, . . 40,7 37 37 _ — —_
Lunghezza coronale P-M, . .| 34 3136) 31 Sue yp Sas Bile
Osservazioni. L’esame della precedente tavola di misurazione
ed il confronto diretto dei cranii stessi non ci dice in sostanza
altro che scioana è generalmente assai più grande e che pos-
siede particolarmente la facoltà di stendersi in lunghezza. Anche
P. h. ferruginea possiede in grado abbastanza alto questa
facoltà. |
Nessun altro carattere morfologico costante ci aiuta a distin-
guere tra di loro i cranii delle tre forme in esame.
Occorre perciò rivolgere la nostra attenzione ai caratteri soma-
tici esterni.
Riguardo alla P. scioana nulla ho da aggiungere o togliere
a quanto scrive il Thomas (Bibl. 33, p. 61-62).
Riguardo alla P. h. habessinica il materiale. a mia disposi-
zione consiste in 9 pelli soltanto, 5 delle quali non portano indi-
cazione di località. Tutte hanno il rivestimento peloso ruvido e
non particolarmente lungo, come lo descrisse il Thomas (Bibl. 33,
p. 65). La macchia dorsale è in tutti poco cospicua e caratteriz-
nt (edile è
ay
LIMI (Nata = Var LS ei se Her da eni VIRA ae STN GR
) a NS CAS
204 O. DE BEAUX
zata dall’anello subapicale dei suoi singoli peli variante dal
giallino chiaro al giallo rossastro. Le 4 pelli con località precisata
provengono dai Bogos (C. E. 446, 450, 452) e dal Setit (510).
Nessuna delle peli in esame proviene documentatamente dalla
regione « tipica » di Massaua.
Ma i due fatti seguenti:
1) che Hollister (Bibl. 22) determina nel 1924 come h.
habessinica, Ehrenberg 1 Procavia dell’Asmara,
2) che la piccola Procavia di Alali tra Beilul ed Assab
(P. h. minor, Bibl. 33, p. 66), senza dubbio strettissimamente
affine alla Procavia dei Bogos, ha anch’essa la macchia dorsale
gialla e non nera,
mi convincono che Thomas avesse ragione nel non volere
tener conto della macchia nera sul dorso dell’esemplare tipico di
habessinica Ehrenberg (Bibl. 33, p. 66) e nell'attribuire alla
forma habessinica habessinica la distribuzione geografica da
Massaua ed i Bogos a nord per l’altopiano fino al livello di Adi-
grat a sud (Bibl. 33, p. 65).
Le due questioni seguenti sollevate dal Neumann:
1) che la Procavia dell’Abissinia settentrionale sia « spe-
cificamente » ‘differente da quella di Massaua e debba chiamarsi
ferruginea, Gray, in base al Tipo riportato dal Jesse ed a 4
esemplari di Adigrat riportati dal Blanford (Bibl, 29);
2) che la Procavia del Nilo Azzurro abissino, ritenuta dal
Neumann stesso dapprima per habessinica, Ehrenberg, poi per
alpina Gray (Bibl. 28) ed infine per una « specie nuova » mene-
liki (Bibl. 29),
vanno probabilmente risolte in questo senso che le forme di
Procavia habessinica abitanti nella zona delle arenarie di Adi-
grat e del Nilo Azzurro possono essere in qualche modo distinte
dalla forma tipica, abitante i comuni terreni metamorfici eritrei,
come effettivamente ben distinta ne è la forma della depressione
dancala meridionale.
Importante è comunque l'annotazione che il modesto prepa-
ratore del Barone Franchetti ha aggiunto sull’ etichetta degli
esemplari di Focada: « Marmotto di boschi, Ficcada », perchè
certamente non sono «di bosco » le Procavie di Massaua e dei
Bogos.
Conclusione. L’ Eritrea è abitata da una sola specie di Pro-
shoal tp AN ay REN Sein TAM ENO ATI SITI NRE Gh el
aa) ins al AI aS My "IRE CM AOL MAR NAD
ae vi IV J ‘
il
SPEDIZIONE FRANCHETTI 205
cavia: P. habessinica, Ehrenberg. La forma tipica P. h. ha- 4
bessinica è diffusa dalla zona di Massaua e dei Bogos probabil-
mente fino al confine meridionale della Colonia. i
Nella zona di Beilul e Assab vive la sottospecie ben distinta i
P. h. minor, Thomas. | a
La Procavia di Adigrat può considerarsi come sottospecie
della habessinica: P. h. ferruginea, Gray.
Una forma probabilmente assai vicina a quest’ultima è la
P. — meneliki, Neumann, del Nilo Azzurro abissino.
Procavia habessinica minor, Thomas.
1 o& ad. juv. Gaarre. Gennaio 1929. Pelle e cranio (31351
e 31352).
1 © ad. juv. Come sopra (31333 e 31354).
Pelli e cranii corrispondono esattamente ai due « Cotipi »
196-497 e 537-538, conservati in questo Museo.
Ambedue i cranii di Gaarre si trovano, come i Cotipi nella
fase di sviluppo VI del Thomas (Bibl. 33, p. 53), con M, a
margine d’alveolo. Non possono quindi dare alcun nuovo contri-
buto alla craniologia della sottospecie.
Osservazioni. Noto che tanto nel Cotipo a secco 496 quanto
nei 2 esemplari di Gaarre i peli della macchia dorsale sono giallini
con apice appena bruno chiaro e non nero, come asserisce il i
Thomas nella descrizione-Tipo (Bibl. 33, p. 66).
Annotazione del raccoglitore. Scarsissima. Ne riscontrai, dopo due
mesi di attenta perlustrazione dei dintorni di Gaarre una minuscola co-
lonia all'estremo di una valletta terminante nella immediata vicinanza
del nostro campo. Questa piccola colonia vi può probabilmente sussistere
in grazia ad uno stillicidio in una grotticella di basalto. a
Ordine PERISSODACTYLA
Famiglia Equidae È;
Equus (Asinus) asinus taeniopus, Heuglin 1 esempi. ucciso Di
dagli Aussa. Acquistato ad. Assab. Genn. 1929. Pelle senza testa N
nè zoccoli (31360). È
Colore generale grigio isabellino, zebratura degli arti distin-
tissima, Striscia vertebrale nera dalla criniera nucale all’apice
A RT A Bal Wes Sieh rada ages DR. RARE By Ch Si Yo eke cae eee
206 O. DE BEAUX
della coda. Distinta traccia bilaterale della croce sulle spalle in
corrispondenza della spina scapolare ossea (Bibl. 47).
Ordine ARTIODACTYLA
Famiglia Suidae
Phacochoerus africanus aeliani, Cretzschmar.
1 Q ad. Azrori a circa 15 Km. ad ovest di Gaarre. Dicem-
bre 1928. Pelle con cranio (31362 e 31363).
1 gd ad. juv. Come sopra. Pelle walle testa e cranio spezzato
(31364 e 31365).
Ambedue hanno la criniera nucale-dorsale formata da setole
brune chiare nella metà basale e colore isabella nella apicale. I
peli somatici sono in tesi generale biancastri.
La @ ha M, in uso completo, ma non logoro, M, è logoro
e quasi ridotto. SI by Bae PD Tr 1, 2, 3 SONO tutti a posto.
Le misure craniali principali della 9 sono: Lunghezza mas-
sima mm. 350. Lunghezza basale 278. Larghezza zigomatica 172.
Lunghezza del C lungo la curvatura laterale 125.
Nel © soltanto la metà anteriore di M, è in funzione, M, è
presente e poco logoro, M, è logoro, ma ancora lontano da ri-
duzione. P, e P, sono presenti. La lunghezza di C lungo la cur-
vatura laterale è di mm. 105 soltanto, ma il suo diametro tra-
sverso a livello d’alveolo, ossia 55 mm. dalla punta, è di mm. 20
ed identico a quello del © adultissimo C. E. 311 dei Bogos,
che misura mm. 393 di lunghezza craniale massima e mm. 250
di curvatura laterale della zanna.
Il Facochero di Airori ha quindi certamente dimensioni per-
fettamente normali.
x
Annotazione del raccoglitore. Estremamente scarso in tutta la zona,
assente del tutto a Gaarre. Ne uccidemmo tre, maschio, femmina e giovane,
componenti una famiglia ad Airori, nè più ho potuto vederne.
Famiglia Bovidae
Madoqua saltiana saltiana Blainville. È
1 Gg. ad. juv. Mai Sugala, ad oriente di Macallè. Aprile 1929.
Pelle e cranio (31366 e 31367).
e
SPEDIZIONE FRANCHETTI 207
1 d' ad. Acque Adaîtà, 10 Km. a sud di Gaarre, zona di
Dabhò. Dicembre 1928. Pelle e cranio (31368 e 31369).
1 9 ad. Come sopra (31370 e 31371).
1 © ad. juv. juv. Come sopra. Cranio solo (31372).
1 juv. Come sopra. In alcool (31374).
Il o e le Q della depressione dancala sono per colorazione
identici tra di loro.
Il & dell’altipiano è un poco più vivamente colorato di giallo
rossastro e corrisponde esattamente alla figura di Sclater &
Thomas (Bibl. 32).
Lunghezza delle corna del g ad. 31369 mm. 74; loro dia-
metro massimo 16,2.
Lunghezza basale del cranio del g' ad. juv. 31367 mm. 92;
| del o ad. 31369 mm. 90; della 9 ad. 31371 mm. 92.
Lunghezza alveolare ele fila dentale sile del g' ad.
juv. mm. 36; o ad. 32; 9 ad. 34.
La diminuzione di lunghezza della fila dentale col crescere
dell’ eta dipende dalla anne dei singoli denti e particolarmente
di P, e P,, che hanno profilo tondeggiante e danno alla fila
La la sua massima lunghezza quando la corona non è ancora
completamente fuoriuscita dall’alveolo.
Annotazione del raccoglitore. Non frequente nell’ Oasi di Beilul e
presso a Collahassa. Molto localizzata ma in numero ragguardevole a
Dabhò. A Gaarre scarsissima.
. Gazella isabella isabella Gray.
1g ad. Beilul, Dicembre 1928. Pelle e cranio (31376 e
31377).
1 g'. Come sopra. Frontale con corna (31378).
‘1 o. Come sopra (31379).
1 gd ad. Gaarre, Gennaio 1929. Pelle e cranio (31380 e
1 g' ad. Come sopra. Pelle e frontale con corna (31382 e
1 g° subad. Come sopra. Pelle e cranio (31384 e 31385).
I ad. Come sopra. Pelle e corna staccate (31386 e 31387).
o ad. Come sopra. Cranio solo (31388).
co ad. Come sopra. Corno staccato (31389).
Q ad. Come sopra. Pelle e cranio (31390 e 31391).
o ek ai Gear arent, eit AO Poh oP SG hay Ae ea ceed RI o ia
_poco in avanti.
208 O. DE BEAUX
1 9 ad. Come sopra. Pelle e cranio (31392 e 31393).
1 Q ad. Come sopra. Pelle e pone con corna (31394 e
31395).
1 juv. jav. Come sopra. Pelle e cranio (31396 e 31373).
1 9. Come sopra. Pelle senza testa (31397).
1 9. Come sopra. Pelle con corna (31398 e 31399).
1 Feto in alcool della Q 31392 (27613).
Pelli. La bella serie di 10 pelli di adulti e subaldulti di
Gaarre e Beilul presenta una notevole uniformità di colorazione.
. Il tono brunastro del dorso varia infatti soltanto tra « snuff
brown» e « sayal brown » (Bibl. 45, XXIX). ie :
Negli individui un poco piu rossastri la striscia costale chiara
e la laterale scura sono inoltre meno distinte che in quelli Ene 3
tonazione generale piu bruna e chiara.
Il colore rossastro assai vivo della fronte non è sempre in
armonia colla colorazione generale del tronco. Individui piuttosto
bruni possono avere la fronte assai rossa.
Né si conferma che la macchia nera sul naso sia un attributo
dei bene adulti, giacchè, come può mancare a questi, può essere
già molto accentuata in esemplari appena adulti.
La superficie esterna dell’ orecchio, sempre molto grande, è
in tutti gli esemplari grigia chiara argentata, appena suffusa di
giallino.
Le parti inferiori sono sempre candide e nitidamente staccate
dalla striscia laterale scura.
Il giovanissimo (31396) è decisamente più chiaro e violaceo
degli adulti, circa « wood brown » (XL) sul dorso. L’ orecchio è
giallino grigiastro, ossia non ancora grigio argentato. Le marche
di colore sono tutte meno spiccate che negli adulti, ma la striscia
laterale scura è già assai ben distinta e la separazione fra questa
e le parti inferiori candide è nitidissima.
Anche le corna dei 7 9° mostrano una notevole uniformità.
Sono piuttosto compresse, ben arcuate, molto scarsamente lirate,
ma tutte colla punta peels repentinamente medialmente ed un
Corna. La massima lunghezza retta o altezza è raggiunta
dal © 31388, con mm. 213 ed una distanza da punta a punta
di mm. 94. I
SPEDIZIONE FRANCHETTI i 209
Il divaricamento apicale massimo è raggiunto dal © ad.
31383 con mm. 105 ed una altezza di mm. 196.
Tra le 9 9 l’altezza massima è raggiunta dalla ad. 31393
con mm. 137, ma i molari ancora molto freschi del soggetto si-
gnificano che questa misura può essere tuttora assai lontana dal
massimo consentito alla forma locale.
Cranii. La lunghezza massima del cranio di esemplari adulti
varia nei gg tra mm. 186 (31381) e mm. 174 (31377). Nella
Q 31393 misura mm. 174.
La lunghezza basale del cranio è nei oo precitati di mm.
169,5 — 164 e nella Q 158,5.
Osservazioni. È certo che la Gazzella littoranea eritrea deve
portare il nome di isabella Gray. I due primi adulti noti, che
perfettamente corrispondono ‘al « Tipo» giovanile, provenivano
dalla valle dell’Amba e da Zula, a nord, rispettivamente a sud
di Massaua (Bibl. 6, p. 261).
Inoltre, la Gazzella di Assab, Beilul e Gaarre è identica a
quella di Massaua, come dimostra il confronto del g ad. mon-
tato 1458 e of juv. 1463 di Assal in questo Museo colle figure
di corna del Blanford e col & juv. montato 1459 di Moncullo
presso Massaua.
I due esemplari conosciuti per primi dopo il Typus con in-
dicazione esatta di località e cioè la 9 pelle e cranio 69. 10. 24. 2
del Museo Britannico, proveniente dalla valle dell’ Amba e rac-
colta dal Blanford, come pure il cranio di g ad. 69.10. 24. 101
di Zula (Bibl. 48, p. 76) acquistano peraltro indubbiamente va-
lore « topotipico ».
Secondo Sclater e Thomas (Bibl. 32, p. 152) l'habitat della
isabella si estende sulla costa del Mar Rosso da Suakin verso
sud fino a Massaua ed attraverso l’interno fino ai Bogos, al
Barka ed alla regione Taka.
In base al nostro materiale possiamo oggi estendere la sua
"distribuzione costiera da Suakin fino nella Dancalia meridionale.
Il Blaine ha descritto nel 1913 la Gazella littoralis sp. nova
(Bibl. 5), che abita «la costa del Mar Rosso da Suakin verso nord
e le adiacenti regioni desertiche ».
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (12 Ottobre 1931). 14
“Ry
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sat.
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» Berra
CR or aera
>
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sa” atta ta
rta Ea MERE I
210 0. DE BEAUX
L’ habitat di questa Gazzella è adungue contiguo ma opposto
a quello della isabella.
La G. littoralis è una forma più piccola della tipica G.
dorcas, L. (Bibl, 5).
La G. ci. è invece una forma pene piu grande
della dorcas. Infatti mentre il solo cranio di dorcas dorcas d
ad. a mia disposizione N. 3870 di Genova misura mm. 173 di
lunghezza massima e mm. 161 di lunghezza basale, il cranio
31381 di Gaarre ne misura come vedemmo 186, rispettivamente
169,5. E mentre la dorcas dorcas 9 adultissima di Giarabub
26234 misura mm. 165 di lunghezza massima e 150 di lunghezza
basale, la 9 ad. 31393 di Gaarre ne misura 173 rispettivamente
153,5. i
Sennonché tra il materiale di confronto di questo Museo trovo
una gazzella © ad. del Barka, la quale, pur essendo una auten-
tica isabella differisce sensibilmente da tutti gli esemplari costieri
in istudio per la colorazione e la statura.
Essa è infatti più rossa e più grande. Il colore del dorso è
all'incirca « Mikado brown » (XXIX). L'altezza retta massima —
delle corna è di circa mm. 227. La lunghezza massima del cranio
e di mm. 197 e la basale di 181.
La chiamo G. isabella beccarii subsp. nova, dal suo raccogli-
tore di onorata memoria.
Typus 3 ad. Barka. 17 Settembre 1871. Pelle non mon-.
tata 4355. Cranio con corna alquanto avariate 17935.
Molto probabilmente appartengono a questa sottospecie anche
il cranio con corna acquistato dal commercio e proveniente da
Dembelas a sud del Barka, N. 73. 8. 29.9 del Museo Britannico
(Bibl. 48), come pure la pelle, cranio e corna N. 97.1.5.44
‘raccolti da V. Brooke e provenienti dall’ Anseba, affluente del Barka.
Do le misure del Tipo di G. è. deccarzi, aggiungendovi tra —
parentesi quelle del cranio più grande di G. è. isabella di Gaarre ©
N. 31381.
Lunghezza massima del cranio . NM oie te)
Lunghezza condilo-basale . i SÙ)
Lunghezza basale È wy eer AA),
Lunghezza retta ni. i coi ABB OC
Lunghezza occipito-premascellare . 3 o O)
i
RE
SPEDIZIONE FRANCHETTI 241
Distanza minima tra l'orbita e la punta
del premascellare . 3 ASit (96)
Larghezza massima sull’arcata jeune Soa her onoe (LES)
Larghezza interorbitale minima . arena Oi 405058)
Larghezza massima del palato sul margine
alveolare di M, . ion)
Larghezza parieto- aiar massima “ale
cassa cranica . : » 59 (56)
Altezza craniale mediana dalla ‘suina ties
basi-sfenoide ed occipitale e la sutura
fronto-parietale . i i 5 SR 100952)
Lunghezza mediana dei nasali . Tie 50. (45)
Larghezza massima sui nasali. : at 21,8 (26)
Lunghezza della fila dentale mascellare . » 57,2 (55,5)
Il Blaine (Bibl. 5) mette in rilievo i caratteri specifici distin-
tivi del cranio tra le « Gazzelle del Mar Rosso» (G. litloralis
sp. nova a nord di Suakin e G. 1. osivis subsp. nova, Nakhela
sul basso Atbara), caratteri che possono condensarsi nell’espressione
morfologica : « maggiore distensione in lunghezza, sia prossimale
che distale » nella Gazzella del Mar Rosso.
| Ma questi caratteri sono completamente condivisi dalle Gaz-
zelle del Mar Rosso a sud di Suakin, ossia la vera isabella !
Se qualche lievissimo accenno di intermediarità (Bibl. 5) tra
la forma littoralis e quella dorcas dovesse realmente sussistere,
io la riscontro soltanto nella mia G. 7. beccarii.
Per i caratteri degli orecchi, delle corna, della distribuzione
della colorazione e del cranio la G. littoralis concorda peraltro
indubbiamente colla zsabella, secondo la stessa descrizione del
Blaine, e deve quindi rientrare sotto il nome « specifico » di
questa.
La G. isabella è adunque distribuita lungo gran parte delle
coste africane del Mar Rosso. Essa è di statura maggiore a sud
di Suakin (isabella), di statura minore a nord (liltoralis), di sta-
‘tura massima e colore più vivace nel territorio del Barka (beccariz)
e Gasc (Bibl. 43), di colorazione assai simile alla dorcas, ove
si avvicina all’ habitat di questa (0sìr2s).
Il Lavauden ha chiamato nel 1926 Gazella dorcas neglecta
(Bibl. 24) la forma del Sahara centrale occidentale, che Thomas
Moya
249 0. DE BEAUX
e Rothschild avevano ritenuto per una isabella, Gray in base
alla forma delle corna (Bibl. 16).
Dalla descrizione del Lavauden rilevo che questa gazzella è
piccola, di colore più chiaro della dorcas, per quanto più rosso,
e che gli orecchi sono « un poco » più grandi che nella dorcas.
Il cranio non è conosciuto, nè ad esso possono certamente riferirsi
i caratteri intermedii tra dorcas ed isabella mentovati dal Blaine
(Bibl. 5) per Gazzelle « abissine ».
Può darsi che l'attribuzione specifica del Lavauden sia giusta,
per quanto fondata soltanto sulla opinione del Blaine che isabella
sia una sottospecie di dorcas.
Al momento attuale questa opinione non può però essere
accettata proprio per la ragione che il Blaine ha separato « spe-
cificamente » le Gazzelle del Mar Rosso dalla dorcas.
Conclusioni. Il quadro della Gazella isabella si presenta
quindi oggi così:
1) G. i. isabella, Gray. Coste del Mar Rosso a sud di
Suakin ed interno a modiche altezze. Località tipica: dintorni di
Massaua.
2) G. i. littoralis, Blaine. Coste del Mar Rosso a nord di
Suakin ed interno desertico. Località tipica : Khorasot.
3) G. è. osîris, Blaine. Atbara, Alto Egitto. Località tipica:
Nakhela.
4) G. i. beccarit, De Beaux. Barka (e probabilmente anche
Anseba, Dembela e Gasc). datti,
La Gazella isabella è una forma circumeritrea che « gira »
probabilmente |’ Altipiano. Almeno a me non consta che si trovi
nei Bogos.
Se ulteriori ricerche dimostreranno, come quasi fa prevedere
la tabella di variabilità di corna e cranii pubblicata dal Miller
(Bibl. 27), che l’intera costa africana del Mar Rosso è abitata
da una unica forma di Gazzella allora littoralis, Blaine deve
andare in sinonimia di ¢sabella, Gray.
Se poi sarà comprovata come reale l'identità « specifica » tra
dorcas ed isabella, allora nel precedente quadro, senza I’ allinea
2), il termine dorcas dovrà sostituire il termine isadella al
posto della specie.
È
F
SPEDIZIONE FRANCHETTI 919
La questione non potrà essere risolta che con una buona serie
di materiale dei dintorni di Massaua, e dell’interno sahariano.
Annotazione. In base a determinazioni del compianto mam-
malogo berlinese P. Matschie delle pelli 7 10293 di Cheren e
Q 10292 del Barka ho finora creduto che G. rufifrons laevipes
Sundevall estendesse il suo habitat dal Sudan occidentale attra-
verso le regioni del Barka fino ai Bogos. Ma una volta rintrac-
ciati con perfetta sicurezza i cranii appartenenti alle due pelli
precitate e precisamente il g° ad. ad. 17934 e la Q 17937 e
fatti i confronti colla pelle © ad. juv. 1460 ed il suo cranio 1461
del Setit, ho potuto stabilire trattarsi della Gazella tilonura
Heuglin, della quale ho a mia disposizione i cranii o& ad. juv.
3871 del Setit, o& e Q adultissimi 3872 e 17933 di Boggu,
Barka, g ad. 17936 di Cheren. Con questo materiale ho potuto
stabilire che la vivacità della colorazione bruna rossastra aumenta
coll’età, mentre contemporaneamente la striscia laterale scura
passa dal nerastro al bruno; che la distensione in lunghezza, ossia
il grado di tubularità della cassa cranica non è in questa specie
un carattere molto costante ; che il carattere : contatto e sutura
del premascellare col nasale è poco costante ; se sussiste si afferma
soltanto in età abbastanza avanzata! Questa ultima osservazione,
di valore generale, è perfettamente confermata dalla bella serie
di cranii di G. isabella isabella della Dancalia.
In Eritrea vivono adunque tre specie di Gazzelle :. 7sa della,
heuglini, soemmeringi Cretzschmar, le due prime delle quali
sono da considerarsi come particolarmente caratteristiche per la
regione.
Annotazioni del raccoglitore. La Gazzella isabella è abbastanza
numerosa in tutta la piana di Beilul, in gruppi di pochi capi. Un maschio
ucciso a Beilul aveva la pelle del dorso letteralmente crivellata da larve
di ditteri parassiti assai grosse, la cui presenza spiegava lo stato di grande
deperimento dell’ esemplare.
Nella zona di Gaarre questa Gazzella è sparsa ua po’ dovunque, sia
isolata che in branchetti composti anche di 5 o 6 individui. Essa percorre
ogni giorno decine di chilometri per sfamarsi con la scarsissima vegeta—
zione, tra la quale preferisce indubbiamente i Corchorus edi Trianthema,
preferenza da me constatata coll’ esame del rumine e dello stomaco di varii
individui, e legata d’altronde alla maggiore frequenza di queste piante in
alcune vallette ove crescono......... a meno di 50 m. l’una dall’ altra.
Quando si rifletta che ogni piantina di Corchorus non fornisce che un
Tate es
SRO ed PEC MARTE DR REA Te SELLA res PARI
214 0. DE BEAUX
decimo di boccata di pascolo, vien fatto di chiedersi quanti:chilometri — i
questi animali dalle gambe d’ acciaio debbano percorrere in capo al giorno.
Frequentemente ne ho notato numerose traccie nei pressi delle pozze
d’acqua, ciò che dimostra come, quando ne possono trovare, anche le gaz-
zelle amino bere.
Constatai dei parti nei mesi di dicembre e gennaio.
Il segnale d’ allarme è un forte sibilo, e, scattando nel fuggire fanno
4 udire una serie di brevi suoni.
Ordine SIRENIA ©
si Famiglia Dugongidae
Dugong hemprichi Ehrenberg.
Isola Fatmah, 16 Gennaio 1929. 1 cranio mancante dei denti
e della mandibola trovato sulla spiaggia (31361). Un frammento
di pelle.
Il cranio appartenne ad un esemplare ben adulto con basisfe-
noide, alisfenoide, basioccipitali, sopraoccipitali e parietale com-
pletamente saldati inter se. Tutte le altre suture sono aperte e
parzialmente sconnesse per effetto di agenti esterni.
In confronto con un ‘cranio un poco meno adulto di Assab
i (C. E. 3767), il quale mostra saldati tra di loro soltanto il sopra-
occipitale ed il parietale, già impari mediano, il cranio di Fatmah
documenta statura notevolmente superiore, con speciale allunga-
mento del rostro. i
Ne do le misure principali, seguite tra parentesi da quelle
del cranio di Assab.
Lunghezza retta basale .. . 3 . mm. 340 (320)
Lunghezza complessiva superiore lungo
la curvatura dal margine anteriore del
foramen magnum alla punta del
premascellare . x . » 600 (550)
Lunghezza fronto-parietale ore elisa » 144 (444)
Lunghezza retta mediana della apertura
nasale vd: (00)
SPEDIZIONE FRANCHETTI 215
Lunghezza intermascellare mediana lungo
la curvatura, di nasale com-
presa. : i .. mm. 345 (305)
Lunghezza retta massima di inter-
mascellari . i ree 293" (275)
Larghezza massima dell’ cirio i DANZA 71)
Larghezza massima sul processo zigoma-
tico del temporale . : ] Corian 229012)
Annotazioni del raccoglitore. Trovai i resti di questa preda ambita
per il pescatore arabo, calcinati dal sole e seminascosti nella sabbia. Il
dugongo è chiamato « Tahuila » dagli arabi e « vera donna marina » da
chi lo presenta impagliato in Aden agli occhi dei turisti. =
Avevo sempre sperato, durante il mio lungo soggiorno in Assab, po-
terne avere un esemplare appena ucciso, da potere inviare in Italia in
salamoia, ed avevo offerto un forte premio a chi me lo avesse procurato,
ma inutilmente. Solo accidentalmente questo grosso erbivoro marino in-
cappa nelle reti tese ai pescecani e resta asfissiato in breve. Predilige i
bassifondi coperti di alghe, che va brucando con le sue grosse labbra co-
perte di peli ispidi. 1 pescatori mi hanno asserito che emette un vero’ e
proprio grido o grugnito nelle notti calme, che si sente spesso vicino
alla riva.
Davanti a Raheita a sud est di Assab viene catturato pìù frequente-
mente che altrove, essendovi buon pascolo di alghe, ed allora chi ha
avuto la fortuna di tirarlo a galla con la propria rete è sicuro di fare
quattrini suonanti, tanto è ricercata sul mercato la carne tenera e sapo-
rita del dugongo.
RIASSUNTO
In Dancalia furono raccolte 18 specie di Mammiferi così distri-
buite per Ordini: 1 Primato, 2 Chirotteri, 4 Carnivori, 5 Ro-
ditori, 1 Iracoide, t Perissodattilo, 3 Artiodattili, 1 Sirenide.
Tra i Chirotteri una specie risulta nuova: Asellia patrizii.
Il confronto con materiale delle regioni limitrofe conduce alla
descrizione di una nuova sottospecie di Chirotteri: Asellia tridens
italo-somalica, e di una nuova sottospecie di Gazzella: Gazella
isabella beccarii.
I generi Asellia, Acomys e Gazella sono oggetto di studii
particolareggiati.
216
: | 1) ALLEN GL. M.
2) ANDERSEN K.
3) ANDERSON J.
ae 4) ANDERSON e WINTON
5) BLAINE G.
7) BonHOTE J. L.
8) DE BEAUX O.
; Micia
10) »
11) »
p: 12) »
13) DoLLMAN G,
14) DRAKE BROCKMAn R. E.
15) FRICK C.
16) HARTERT E.
17) HEMPRICH & EHRENBERG
18) HEuGLIN TH.
19) »
20) »
21) HoLLISTER N.
22) »
23) KERSHAW P. S.
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27) MILLER G. S.
28) NEUMANN O.
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30) PETERS W.
31) RUPPELL E.
32) ScLATER & THOMAS
33) THOMAS O. |
34) »
35) »
36) »
37) »
38) »
39) WETTSTEIN 0.
40) WAGNER J. A.
41) WINTON (DE) W. E.
42) WROUGHTON & CHEESMAN
43) ZAMMARANO V.
44) ANDERSEN K.
45) RipGwaY R.
46) FITZINGER L.
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METE,
Sa
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x
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v
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Pa
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See ae) roc &
ge: "fo de
SPEDIZIONE DEL BARONE RAimMONDO FRANCHETTI IN DANCALIA
SCORPION! . ES OLDE.U Gane
PER Dott. ALFREDO BORELLI ©
Della spedizione in Dancalia organizzata verso la fine del 1928
dal Barone Raimondo Franchetti faceva parte il Marchese Saverio
Patrizi, che già tante volte ha dato prova della sua perizia di
raccoglitore ed ha arricchito il Museo Civico di Genova di pre-
ziosi materiali zoologici. A lui si devono gli Scorpioni ed i
Solifughi qui enumerati, che la Direzione del Museo ha voluto
anche questa volta affidarmi per lo studio.
Ord. SCORPIONES.
Fam. BUTHIDAE
Gen. Buthus Leach
Buthus minax L. Koch.
Afrera, 28-III-1929, 9 juv.
Buthus polystictus Poc.
Dancalia, 9.
Buthus occitanus (Am.) forma zeilensis Poc.
Aurra, 18-II, 9; Rorom 10-IV 9; Gaarre XII-1928 juv.;
Altipiano Tetejah, juv.
Buthus acutecarinatus maindroni Krpln.
Gaarre, XII-19283, 2 Q.
Gen. Parnbuthus Poc.
Porabuthus liosoma (H. et E.) var. abyssinicus Poc.
Rorom, 10-IV-1929, 1 9
Asse SPEDIZIONE FRANCHETTI DO
da Parabuthus liosoma dimitrievi Birula.
| Beilul, 30-X1-1998, g e 9:
- È Parabuthus granimanus Poc.
fi Beilul,,30-XI-1928, 1 oe 3.
Z OO Gen. Neobuthus Hirst,
Neobuthus berberensis Hirst.
3 Gaarre, 1 juv.
Fam. SCORPIONIDAE
Gen. Opisthaeanthus Pirs.
Opisthacanthus fischeri Krpln.
Gaarre, 1 juv.
Ord. SOLIFUGAE.
Fam. GALEODIDAE
a Gen. Galeodes
Galeodes arabs ©. L. Koch.
Rorom, 10-IV-1929, 2g 1 9.
Gen. Pars aleodes Krpln.
Paragaleodes barbatus (H. Luc.).
| Rorom, 1 ©’.
Ren ARTI Pt
=
ERY,
SPEDIZIONE DEL BARONE RAIMONDO FRANCHETTI IN DANCALIA
Dott. EDOARDO GRIDELLI
COLEOTTERI — TENEBRIONIDAE
Nel materiale zoologico vario ed importante raccolto nella
Dancalia dai membri della spedizione Franchetti (1923-1929)
figurano tra i coleotteri anche un certo numero di’ tenebrionidi.
Si tratta di poche specie, ma data la loro provenienza da una
‘regione così poco esplorata come la Dancalia, esse costituiscono
un contributo piccolo, ma prezioso, alle nostre cognizioni sulla
zoogeografia delle regioni che contornano la parte meridionale
del Mar Rosso. ;
Ringrazio il prof. R. Gestro, direttore del Museo Civico di
Genova, sia per la fiducia dimostratami coll’affidarmi il materiale
per lo studio, sia per aver messo a mia disposizione le ricchissime
collezioni di tenebrionidi eritrei, etiopici e somali del Museo da
lui diretto, senza l’uso delle quali la determinazione esatta di
alcune specie, e particolarmente delle Zophosis, sarebbe stata
impossibile.
Ammodoides Franchettii nov. spec.
Corpo relativamente stretto, subparallelo, a profilo dorsale
poco convesso, anzi quasi appiattito nel tratto corrispondente alla.
parte basale delle elitre ed alla metà posteriore del pronoto.
Colorazione nera; -elitre leggermente opache, pronoto abberna
lucido, più lucido del capo.
Antenne corte; terzo articolo notevolmente più lungo del
secondo, leggermente conico, circa una volta e mezza lungo
quanto largo; i seguenti gradatamente più corti e più dilatati
SPEDIZIONE FRANCHETTI 991
all'apice; nono articolo (esaminato dal lato appiattito) leggermente
trasversale; decimo più voluminoso, più lungo, più largo del
nono, lesgermente trasversale, coll’anello apicale sensoriale giallo,
circondante la base dell'ultimo articolo, diviso in due semicircon-
ferenze da due stretti ponti chitinosi bruni, lucidi, corrispondenti
ciascuno alla linea longitudinale mediana delle due faccie depresse
dell’ articolo. i i
Mandibole relativamente grandi, robuste, notevolmente spor-
genti; la faccia anteriore non solcata e quindi l’apice semplice,
Fig. 1. Histeromorphus plicatus, Kr. Fig. 2. Ammodoides Franchettii, n. Sp.
non bidentato. Faccia dorsale con carena trasversale, che si estingue
un buon tratto: prima di raggiungere |’ orlo interno di ciascuna
mandibola. Mento con orlo anteriore ampiamente, ma debolmente
concavo; alla concavità corrisponde una ampia zona apicale leg-
germente depressa. i
Capo molto grande, a lati leggermente convergenti posterior-
mente; occhi molto piccoli, completamente appiattiti, quasi invi-
sibili a visione dorsale, allungati trasversalmente, di forma
subellittica, circa due volte lunghi quanto larghi.
-Il clipeo non è separato dalla fronte da solchi o carene; il
suo orlo anteriore è tridentato; i due denti esterni sono lobiformi,
Pe Me ee, MER
MU
ge
Pi aci ico Cane Ra lire in
‘ Ù SIE pic a SERE wire conc
DOO as. E. GRIDELLI
più grandi e più sporgenti anteriormente che non il dente
mediano. La superficie del clipeo è coperta da una punteggiatura
molto densa e molto grossa, la quale invade pure la zona più
i anteriore della fronte (zona limitata posteriormente dalla linea
trasversale congiungente i due punti di massima larghezza del
capo), per poi diventare bruscamente fina e rada, fino ad oblite-
rarsi quasi sulla parte posteriore del capo.
Pronoto poco convesso, con una zona leggermente appiattita
basale mediana, notevolmente trasversale, con orlo anteriore
profondamente incavato e quindi gli angoli anteriori sporgenti,
lobiformi, colla base protratta posteriormente in un lobo largo,
nettamente pronunciato. Nel complesso il pronoto è piuttosto
fortemente trasversale (larghezza massima: lunghezza misurata
lungo la linea mediana = 1,73 : 1); gli angoli posteriori sono
ottusi (maggiori di 90°), poco arrotondati al vertice; i lati, par-
tendo dagli angoli posteriori, sono dapprima appena convessi,
subretti e divergono leggermente (esaminare lateralmente) rag-
giungendo la larghezza massima anteriormente alla metà (visti
dal dorso i lati sembrano essere subparalleli). Punteggiatura delle
zone laterali fina e piuttosto densa; tra i punti si nota una
seconda punteggiatura finissima e densa, la quale si estende su
tutto il pronoto, diventando un po’ meno densa alla base. Sul
disco si notano due foveole d’ ambo i lati della linea mediana,
allineate longitudinalmente (carattere individuale ?).
Elitre relativamente corte, piuttosto fortemente ristrette
posteriormente, colla metà basale larga quanto il pronoto, a lati
subparalleli, il profilo della parte declive è regolarmente convesso,
privo di strozzatura preapicale. Mancano granuli; lateralmente si
nota una punteggiatura rada, formata da punti fini appena im-
pressi, i quali mancano sul disco. Su ciascuna elitra si notano
quattro linee ondulate impresse appena visibili, parallele alla
sutura. Linea di separazione delle false epipleure dal disco com-
pleta, subrettilinea dall’ apice all’ omero, formante un angolo
ottuso molto marcato coll’orlo rilevato del pronoto.
Tibie anteriori bidentate; senza frangia di peli. Femori ante-
riori con alcuni peli gialli nella parte basale del margine flessorio.
Tibie posteriori leggermente sinuose; la sinuosità risulta evidente
_esaminando il margine estensorio il quale è convesso nel terzo
basale e concavo nel resto della sua lunghezza.
VICI
SPEDIZIONE FRANCHETTI 293
Prosterno privo di ciuffo di peli; processo intercoxale a lati
paralleli; manca una carena sulla superficie del prosterno lungo
la linea mediana. Tergiti con una punteggiatura densa ed estre-
-mamente fina; il primo presenta alla base molti solchi longitudi-
nali, corti, i quali si notano pure alla base del lobo mediano
del metasterno. Lobo mediano del mesosterno quasi liscio, alla
base con due solchi divergenti.
Lungh.: 8 mm. Un solo esemplare raccolto a Gaarre amiata)
nel dicembre 1928, conservato nelle collezioni del Museo Civico
di Genova. i i
Credo di poter attribuire senza dubbio la specie suddescritta
al genere Ammodoides, descritto da Lesne (Bull. Mus. Paris 1915,
p. 233) per l Arthrodeis lateripunctatus (*) Fairm. Secondo
Lesne il lateripunctatus dovrebbe avere il corpo «large, sub-
déprimé », il mento « presque plan, non sillonné ni échancré» e
il prosterno «largement costiforme sur la ligne médiane en
avant ». Nella nuova specie il corpo è invece stretto, il mento è
depresso anteriormente, con orlo anteriore debolmente concavo
ed il prosterno presenta la massima convessità lungo la linea
mediana, ma non si può dire che sia « largement costiforme ».
Anche Fairmaire nota che a causa della ba del corpo il
suo lateripunctalus dovrebbe essere simile a Histeromorphus (£)
(vedi in proposito le figure).
Arthrodibius plicatulus Lesne
Arthrodibius plicatulus Lesne, Bull. Mus. Paris 1915, p. 236, 238.
Airori, un ©, 5 febbraio 1929.
Femori e tibie anteriori con frangia di peli giallo-bruni; il
profilo apicale delle elitre sorpassa un po’ l’apice della sutura (il
quale forma una sporgenza) e ne è separato da una strozzatura
evidente; faccia esterna delle mandibole solcata. Per questi carat-
teri l'esemplare in questione va riferito senza alcun dubbio al
(1) Arthroides lateripunctatus Fairm. (Ann. Soc. Ent. France 1890, p. 553) = Ammo-
deis lateripunctatus Lesne (l. c.). — Descritto dell’isola Camaran (Mar Rosso); indi-
cato da Lesne d'Abissinia (certamente Eritrea) e d’Arabia.
(2) Histeromorphus plicatus Kraatz, Rev. Tenebr. 1865, p. 12. — Ho creduto op-
portuno eseguire la figura dell’ esemplare tipico della coll. Kraatz (Museo Berlin-
Dahlem) gentilmente comunicatomi dal Dott. W. Horn (Abyssinia, Deyrolle).
Histeromimus arabicus Gahan, The Journal of the Linn. Soc., Zoology XXV,
1896, p. 288, d’Arabia (Hadramaut) a giudicare dalla descrizione dovrebbe essere un
Ammodoides.
RY
994; E. GRIDELLI
genere Arthrodibius Lesne. Il clipeo si prolunga anteriormente
in un lobo evidente, molto più che nelle specie sub 1 della
tabella di Lesne (1. c., p. 236), però il suo orlo anteriore presenta
una lesione che lo fa apparire irregolarmente e profondamente
smarginato nel mezzo. Non dubito però che si tratti d’ un lobo
«avancé tridenté » il quale in seguito alla lesione suddetta
venne mutilato della parte centrale dentiforme, tanto più che il
prosterno presenta il ciuffo di peli gialli, caratteristico delle specie
a clipeo tridentato. Il clipeo non è limitato posteriormente da un
solco o da un rilievo trasversale, i femori presentano su una
parte della loro superficie una punteggiatura grossa, quasi rugosa.
Non dubito quindi che si tratti del plicatulus, inteso nel senso
di Lesne, tanto più che anche gli altri caratteri descritti da
Lesne a p. 239 corrispondono al © in questione.
Non sono invece convinto che l’esemplare suddetto possa
essere l’ Arthrodeis plicatulus Fairm. (Ann. Soc. Ent. France 1883,
p. 97). La forma descritta da Fairmaire ha il capo «dense
punctato, ad latera rugoso», mentre nell’esemplare da me stu-
diato tutto il capo presenta una punteggiatura densissima e
rugosa, ad eccezione del vertice, sul quale la punteggiatura è
molto rada e fina. Non riscontro il pronoto «ad marginem late- .
ralem leviter plicatulo » e l’addome è do invece di essere
« subtiliter dense punctulato » .
Non so quindi se il plicatulus Lesne sia la stessa cosa che il
plicatulus Fairm. L’ esemplare da me studiato corrisponde alla
forma descritta da Lesne. 5
Lesne indica la specie della Nubia, del Nilo Bianco e di
Abissinia.
Zophosis abyssinica biobtusa Fairm.
Zophosis abyssinica btobtusa (*) Chatan., Ann. Soc. Ent. France 1916, p. 523.
Egriaribà, 6 es., 3 maggio 1929, a circa 1000 metri sul
livello del mare.
(1) Secondo Chatanay (1. c.) i tipi della var. biobtusa Fairm. (ap. Tellini, Escurs.
nell’Eritrea, 1905, Malacod. Tenebr. p. 1) raccolti all’Asmara si trovano al Museo di
Parigi. Credo opportuno di notare che la collezione Tellini si trova al Museo di
Storia Naturale di Trieste e comprende pure esemplari d’Eritrea (Ghinda ) etichet-
tati dallo stesso Fairmaire come: Zophosis biobtusa n. sp., che devono pure essere
considerati quali tipi. — Conto di riferire in un prossimo lavoro sulle specie di
Tenebrionidae eritree della collezione Tellini, molte delle quali non vennero deter-
minate da Fairmaire.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 995
Detti esemplari non differiscono per nessun carattere da altri
delle collezioni del Museo di Genova, determinati da Chatanay e
raccolti da Ragazzi all’ Asmara (VIII-IX-1893) e da Beccari
pure all’Asmara (IX-1895).
Specie molto diffusa nell’ Eritrea e territorii adiacenti.
Zophosis agaboides subeariosa Lesne
Zophosts agaboides sbsp. subcariosa Lesne, Voyage Rothschild en Ethiopie
vol. IU, p. 660.
Egriaribà, 3 maggio 1929, a circa 1000 metri sul livello
del mare. Il solo esemplare catturato corrisponde esattamente a
quello dello Scioa (Lago Cialalakà) raccolto da Ragazzi nel feb-
braio del 1885 e citato da Lesne.
Zophosis aethiops Chatanay
Zophosis aethiops Chatan., Ann. Soc. Ent. France 1916, p. 564.
Dancalia, alcuni esemplari senza indicazione dettagliata della
località di cattura; Gaarre, dicembre 1928, 3 es.; Derrah,
4 febbraio 1929, 1 es.; Afrera marzo 1929, 1 es., perfettamente
corrispondenti alla descrizione originale ed all’ esemplare tipico
descritto da Chatanay, raccolto da Citerni a Auasc (Etiopia)
nell’ottobre 1910.
Zophosis sabaea Baudi
Zophosis sabaea Chatan., Ann. Soc. Ent. France 1916, p. 584.
Gaarre, un esemplare raccolto nel dicembre 1928, il quale
corrisponde esattamente al tipo della var. longa Chat. (I. c.)
raccolto da Beccari a Assab il giorno 11 marzo 1870.
La forma tipica venne descritta su un esemplare di Aden
(leg. Doria); essa si trova però anche nella baia di Assab (ne
vidi esemplari raccolti da Beccari nello stesso giorno nel quale
egli raccolse gli esemplari riferiti da Chatanay alla var. longa).
Zophosis acuticosta Fairm.
Zophosis acuticosta Chatan., Ann. Soc. Ent. France 1916, p. 595, 599.
Dancalia, alcuni esemplari senza indicazione dettagliata di
località.
Ann, del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (24 Novembre 1931). 15
226 E. GRIDELLI
Corrispondono esattamente ad esemplari raccolti da G. Doria
nel 1880 nella Baia di Assab, determinati da Chatanay. Carat-
teristica l’ opacità della superficie dorsale in seguito alla grande
densità della punteggiatura; la punteggiatura del pronoto è estre-
mamente densa anche sul disco, ma non rugosa. Elitre con costa
dorsale, laterale e marginale taglienti; prima e terza costola
nulle.
Descritta di Obock. Indicata da Chatanay (1. c.) di Somalia:
tutta la costa settentrionale, da Obock a Berbera.
Ops. La specie sembra presentare una certa variabilità. Una serie di
esemplari raccolti da G. Doria a Ras Doumeirah ! (presso Assab), il
30 Dicembre 1879, differiscono dai suddetti per il corpo più allungato e
quindi proporzionalmente più stretto e per la scultura. Il pronoto è più
lucido, con punteggiatura nettamente meno densa; i punti specialmente
sul disco, sono più fini e separati da intervalli piani, lucidi. Elitre più
lucide, con scultura meno densa; i punti ed i granuli sono più spaziati e.
bene visibili. Costole delle elitre ed altri caratteri come negli esemplari
di Assab.
Zophosis sulcata Deyr.
Zophosis sulcata Chatan., Ann. Soc. Ent. France 1916, p. 604.
Molti esemplari raccolti a Airori, 5 febbraio 1929, Gaarre
dicembre 1928, Beilul 23 novembre 1928, Derrab 4 febbraio 1929.
Tutti questi esemplari vanno riferiti alla var. dicostis Chat.
(1. c. p. 607) descritta appunto di Dancalia (Beilul, aprile 1888,
leg. Ragazzi) e corrispondono al tipo suddetto, nonchè ad altri 10
es. raccolti da Ragazzi (IV-1888) a Beilul ed uno raccolto dallo
stesso Ragazzi a Massaua nel 1892.
Mesostena puncticollis Sol.
Mesostena puncticollis Reitt., Bestimm.-Tab. 42, 1900, p. 140.
Diversi esemplari raccolti a Rorom (10 aprile 1920) e a Sidohà
Ela (10 febbraio 1929).
Viene indicata dagli autori come diffusa soltanto nella Siria
e nell’Egitto. Andres (Bull. Soc. Ent. Egypte 1931, p. 84) la
indica del Sinai e dei dintorni di Helouan. Io posseggo esemplari
di Mesopotamia (Assur, leg. Pietschm. 1910) e di Aden. È
quindi specie probabilmente molto diffusa lungo le rive del
Mar Rosso.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 297
Mesostenopa carinata Gestro
Mesostenopa carinata Gestro, Ann. Mus. Civico Genova XVI, 1881, p. 660.
Un esemplare raccolto in una località non precisata della
Dancalia, nonchè le elitre di un esemplare raccolto a Derrab
(Gaarre).
Descritta di Samahr (Eritrea). Gli esemplari suddetti corrispon-
dono esattamente all’esemplare tipico delle collezioni del Museo
Civico di Genova.
Schweinfurthia Patrizii nov. spec.
Corpo nero, poco lucido; antenne, palpi e zampe bruni, oscuri.
Capo con punteggiatura grossa e densa, e con pubescenza densa,
formata da peli grigiastri molto corti, eretti; sul clipeo la punteg-
giatura è densissima e rugosa, mentre sul resto del capo i punti
sono più grossi e separati da intervalli piani. L’orlo anteriore del
clipeo presenta una sporgenza mediana dentiforme, sottile e di
notevole lunghezza, leggermente piegata verso destra. Occhi pic-
coli, non sporgenti dal contorno del capo; il loro orlo si fonde
in curva contimua con quello delle tempie che sono leggermente
rigonfie. Essi sono ‘allungati trasversalmente; il loro orlo poste-
riore (a visione laterale) è convesso, l'anteriore appena concavo.
Non sono visibili con evidenza rudimenti della carena oculare.
Fossa golare poco profonda, ma bene marcata, stretta, di lunghezza
circa eguale alla distanza tra l’inserzione delle antenne, nel suo
complesso appena curva, colla concavità volta al protorace, limi-
tata anteriormente e posteriormente da un orlo leggermente
rigonfio; la superficie situata anteriormente al solco golare è
coperta da una; punteggiatura molto grossa e densa; posterior-
mente la superficie è opaca, ai lati la punteggiatura è pure densa,
ma più fina (i punti confluiscono più o meno formando leggere
rugosità dirette obbliquamente all’esterno) mentre nel mezzo si
nota una zona subtriangolare (limitata anteriormente da due
carenule che convergono verso il punto mediano del solco golare)
opaca, coperta da leggerissime rugosità longitudinali. Mento con
punteggiatura grossa e densa, orlo anteriore subtroncato, non
smarginato; manca una linea mediana impressa.
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228 E. GRIDELLI i
Mandibole (a visione ventrale) con apice diviso in due punte
da una smarginatura abbastanza profonda, seguita da una zona
mediana incavata sulla superficie ventrale delle mandibole.
Pronoto trasversale, pubescente come il capo, colla massima
larghezza circa nella metà, arrotondato ai lati i quali convergono
anteriormente in linea leggermente convessa e posteriormente in
linea subretta, con angoli posteriori marcati, appena arrotondati
all'apice, ma fortemente ottusi. Punteggiatura grossa e molto
densa (l'intervallo tra i punti è minore del loro diametro), spe
cialmente ai lati, dove è quasi rugosa.
Elitre regolarmente arrotondate ai lati, notevolmente convesse,
colla massima larghezza circa nella metà, appuntite all’apice.
Esse sono spianate all’ apice (il profilo presenta una sinuosita
concava preapicale, e quindi le elitre presentano all’ apice un
piccolo prolungamento in forma d’una corta coda) e molto più
larghe della massima larghezza del pronoto. La base delle elitre
è appena più larga di quella del pronoto, piuttosto fortemente
concava in tutta la sua larghezza; l’orlo basale è sottile ai lati,
obliterato nel mezzo. Mancano strie evidenti; la superficie è leg-
germente opaca, d’aspetto coriaceo, con punteggiatura fina e rada;
ciascun punto porta un pelo molto corto, grigiastro; i peli sono
eretti nella zona scutellare, semicoricati sul resto della superficie
elitrale, diretti posteriormente formanti serie longitudinali. Orlo
interno della parte ripiegata semplice; scudetto piccolissimo.
Prosterno con punteggiatura grossa e piuttosto densa, non
rugosa. La parte intercoxale è dapprima completamente ripiegata
e poi forma un prolungamento (!) tagliato a angolo retto, situato
sotto il livello delle coscie.
Antenne corte e grosse; terzo articolo grosso, subcilindrico,
più lungo del primo e secondo riuniti; quarto articolo molto più
corto del terzo (un po’ meno della metà), subcilindrico, più lungo
che largo; quinto, sesto e settimo gradatamente più corti, appena
dilatati all’apice; il settimo ha eguali dimensioni in larghezza e
lunghezza; ottavo subquadrato, nono leggermente trasversale,
maggiormente dilatati all'apice subtriangolari. L’esemplare ha le
antenne mutilate, mancanti dei due articoli terminali.
Angolo esterno delle tibie anteriori con un prolungamento
(1) Nella S. Schusteri il processo prosternale presenta la stessa struttura sudde-
scritta. La descrizione originale va quindi completata e corretta in questo senso.
tte
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SPEDIZIONE FRANCHETTI 999
digitiforme piuttosto lungo, ma tozzo, subtriangolare, a apice
arrotondato.
Lungh.: 8,5 mm. Un solo esemplare, raccolto in una località
non precisata della Dancalia dalla spedizione Franchetti - Patrizi
(1923-1929). Tipo: Collezione Museo Civico Genova.
Differisce dalla S. Schusteri Grid. (Esplor. Giarabub -Coleot-
teri di Cirenaica; Ann. Mus. Civ. Gen. LIV, 1930, p. 211)
descritto su un esemplare della Cirenaica (Oasi di Giarabub) per
la statura minore, il corpo più corto e più largo, la pubescenza
dei tegumenti del capo, pronoto ed elitre, le antenne molto più
corte e più grosse, ad articoli più corti e più grossi, subcilindrici,
la sporgenza dentiforme asimmetrica dell’orlo anteriore del clipeo,
gli occhi non sporgenti, la struttura del solco golare, la punteg-
giatura e l’opacità della superficie situata posteriormente al solco
golare, il pronoto più trasversale, con punteggiatura più grossa,
le elitre più corte e più convesse, con punteggiatura più rada,
più arrotondate ai lati, con orlo basale obliterato nel mezzo,
spianate all’apice il quale è prolungato in una corta coda, le
zampe più corte, la sporgenza digitiforme dell’angolo esterno
delle tibie anteriori più corta e più grossa, ecc. Le altre diffe-
‘renze minori risultano dal confronto delle due descrizioni.
Phaeotribon species?
Un esemplare raccolto a Gaarre nel dicembre 1928 va rife-
rito certamente a questo genere. Esso differisce dal pulchellus
Kr. (1) soltanto per la forma degli angoli posteriori del pronoto
i quali sono fortemente ottusi, a vertice arrotondato. — Non oso
indicare con un nome questa forma, sia perchè si tratta d’un
solo esemplare, sia perchè non conosco il Phaeotribon ustus
Fairm., descritto di Mogador.
(1) Phaeotribon pulchellus Kr. (Revis. Tenebr. 1865, p. 243), descritto d’ Egitto: Rovine
del tempio di Dendera, leg. Schaum (vedi pure Reitter, Bestimm.- Tab. 42. 1900,
p. 144). Andres (Bull. Soc. Ent. Egypte 1901, p. 86) nota di conoscere due esemplari
d’Egitto: uno di Luxor (J. Sahlberg) ed uno dell’Alto Egitto (Nubia). Fairmaire
(Bull. Soc. Ent. France 41893, p. 48) indica con dubbio un esemplare di Orano (Algeria).
Conosco una serie di 18 esemplari raccolti a Aden (Doria-Beccari; gennaio 1880)
e nel Yemen (Scheik Osman, Doria, 2 gennaio 4880) determinati da Baudi. —
Angoli posteriori del pronoto a vertice vivo, non arrotondato, retti (dentiformi) in
seguito ad una sinuosità piccola, ma ben marcata, dell’orlo laterale.
230 E. GRIDELLI
Oxyeara hegeterica Reiche
Oxycara hegeterica Reitt., Bestimm.-Tab. XLII, 1900, p. 189.
Rorom, 10 aprile 1929, 2 es.; Sidohà Ela 10 febbraio 1929,
3 esemplari.
Questa specie, intesa sensu Reitter (1. c.) è largamente diffusa
lungo le coste del Mar Rosso. — Essa venne descritta (Ann.
Soc. Ent. France 1857, p. 195) su esemplari delle rive del Mar
Morto; in calce alla descrizione originale l’autore la indica anche
d’Egitto, ma nota differenze notevoli tra gli esemplari egiziani e
quelli di Palestina. È quindi molto probabile che hegeterica
Reitter non sia la stessa cosa di hegeterica Reiche.
Adesmia reticulata Klug
Adesmia reticulata All., Ann. Soc. Ent. France 1885, p. 181.
Adesmia reticulata Reitt., Bestimm.-Tab. 76, 1916, p. 15.
Un solo individuo raccolto a Afrera, nel marzo 1929.
Specie molto comune nell’ Eritrea; nella collezione Tellini
(Museo Civico di Storia Naturale: Trieste) st trovano alcune
diecine d’esemplari raccolti a Massaua, Otumbo Embereni, Ras
Ghedem, Archico e Moncullo.
Indicata da Allard d’Abissinia (certamente Eritrea) e d’Arabia
Felice.
Adesmia miliaris Reiche
Adesmia miliaris All., Ann. Soc. Ent. France 1885, p. 178.
Adesmia miliaris Reitt., Bestimm.-Tab. 76, 1916, p. 18.
Undici esemplari raccolti a Gaarre nel dicembre 1928, iden-
tici a esemplari raccolti da Doria a Assab nel gennaio 1880.
Descritta del Sudan. Diffusa nell’ Eritrea, Dancalia e Somalia
(Obock).
Ocnera hispida Forsk.
Ocnera hispida Gridelli, Ann. Mus. Civico Genova LIV, 1930, p. 265.
Vennero raccolti circa 30 esemplari a Beilul (novembre
1928) e nella Baia di Assab (23 novembre 1928) i quali corri-
SPEDIZIONE FRANCHETTI 231
spondono esattamente alla forma tipica dell’ Ocnera hispida
(= Latrellei Sol.).
Per quanto riguarda la sistematica e l’area di diffusione di
questa specie così largamente diffusa, conto di riferire in una
monografia del genere Ocnera, in corso di compilazione da
diversi anni.
Pimelia Raffrayi Sénac
Pimelia Raffrayîi Sén., Monogr. Pimelia I, 1884, p. 10.
Due esemplari raccolti a Beilul nel dicembre 1928.
Descritta di Eritrea: Massaua. Citata da Andres (Bull. Soc.
Ent. Egypte 1931, p. 106) d’Egitto (Mersa Halaib; Mar Rosso).
Collezione Tellini (Mus. Civ. Storia Natur. Trieste): Massaua,
plur.; Otumbo Embereni, plur.; Moncullo, Archico (Eritrea).
Pimelia grandis Klug
Pimelia sudanica Fairm., Ann. Soc. Ent. France 1882, p. 66.
Pimelia grandis Sénac, Monogr. Pimelia Il, 1887, p. 22.
Un solo individuo raccolto a Afrera nel marzo 1929, iden-
tico ad esemplari egiziani inviatimi dal compianto collega
A. Andres (coll. Museo Trieste): Cairo; Kom Ombo; Mersa
Matrouh (Marmarica).
Descritta di Alessandria d’Egitto (Klug), ridescritta col nome
di sudanica da Fairmaire, su esemplari del Sudan e d’ Eritrea
(Paese dei Bogos: Sciotel, leg. Beccari; coll. Mus Civ. Genova).
Sénac la indica dell’Alto Senegal (Lataste).
EKutochia species?
Appartengono forse a questo genere alcuni esemplari raccolti
a Beilul il 23 novembre 1928. Credo si tratti d’ una specie
ancora inedita. Essi sono eguali a una serie d’esemplari delle
collezioni del Museo di Genova, raccolti nell’ Abissinia (Eritrea)
da Raffray, etichettati da Fairmaire: Aniarus spec. e a tre
esemplari raccolti da Tellini pure in Eritrea: Ras Ghedem,
_Otumbo Embereni, Saberguma (Mus. Civ. Trieste).
Punteggiatura del capo molto fina sul clipeo e sulla fronte,
932 E. GRIDELLI
grossa sul vertice; punteggiatura del pronoto e delle elitre finis-
sima e rada; strie delle elitre finamente punteggiate; tutta la
superficie dorsale presenta una reticolazione finissima e densa.
Corpo giallo - bruno, o bruno più o meno oscuro: spesso bruno
molto oscuro ed in tal caso le elitre hanno un margine bruno
chiaro più o meno esteso.
Ogs. Non può trattarsi in nessun caso dell’ Eutochia amaroides Gestro,
della quale ho esaminato gli esemplari della serie tipica (Mus. Civ. Genova).
Micrantereus rugulosus Gestro
Micrantereus rugulosus Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova XIII, 1878, p. 321.
Due gd e una Q raccolti in una località non precisata
della Dancalia. Il © venne descritto da Gestro (I. c.): leg. Anti
nori, Mahal Uonz (Scioa), aprile 1877. La © venne descritta da
Fairmaire (Revue Entom. XI, 1892, p. 118) di Obock. Essa dif-
ferisce dal 7, oltre per la mancanza dei caratteri sessuali
delle zampe, per le elitre più convesse, più larghe, più arroton-
date ai lati, rese leggermente opache e grigiastre di una pube-
scenza piuttosto densa, formata da corti peli grigio giallastri,
aderenti alla superficie elitrale, nonchè da lunghi peli eretti, pure
giallastri.
Non conosco altre località (!) di cattura di questa-bella specie.
Helopinus elegans Baudi
Helopinus elegans Baudi, Deutsch. Ent. Zeitschr. 1881, p. 287.
Molti esemplari d’ ambo i sessi raccolti a Gaarre nel dicem-
bre 1928.
Vedi inoltre: Costa presso Assab, leg. G. Doria, gennaio 1880
(tipo e seria tipica descritta da Baudi); Massaua, leg. G. Doria,
23 dicembre 1879 (Coll. Mus. Civ. Genova) nonchè molti esem-
plari della coll. Tellini (Mus. Civ. Trieste) raccolti da Tellini pure
in Eritrea: Massaua, Ghedem, Otumbo Embereni, Saati.
(1) Nell’Eritrea si trova un’altra specie (Gerstackeri Gestro = fimbritibius Fairm.).
Ne conosco l’esemplare tipico descritto da Gestro (9°; Bogos: Keren, leg. O. Bec-
cari 1870) ed un g, pure dell’Eritrea, raccolto da Tellini a Moncullo: Saati.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 939
Regioni costiere dell’ Eritrea e Dancalia; indicato pure
d’Arabia (!).
SPIEGAZIONE DELLE FIGURE
Fig. 1. Histeromorphus plicatus Kr. — Esemplare tipico della
collezione Kraatz (Museo Berlin-Dahlem).
Fig. 2. Ammodoides Franchettii n. sp — Esemplare tipico
della collezione del Museo Civico di Genova.
I disegni sono ricavati da fotografie dei due esemplari, pre-
viamente ingrandite. Le differenze del capo e pronoto sono dovute
a differente convessità del pronoto ed alla differente posizione e
pendenza del capo. I due esemplari sono normalmente preparati,
il capo occupa la posizione naturale; essi vennero fotografati
esattamente a visione dorsale.
() Secondo Fairmaire (Revue Entom. 1892, p. 112) l’elegans Baudi sarebbe iden-
tico al costatus Sol., descritto d’Arabia (Studi Entom. 1848, p. 199, tav. 7, figg. 10-14)
nonchè al misolampoides Lacord., pure d’Arabia (Gen. Col. Atlas t. 58. f. 2).
‘ È possibile che ciò sia vero, in ogni modo le osservazioni di Baudi, il quale a
pag. 289 (1. c.) confronta il suo elegans colla descrizione del costatws sono fondate
(specialmente per quanto riguarda la scultura del capo e la struttura delle tibie
anteriori del g dell’elegans, difficilmente adattabile alla figura data da Solier). Pre-
ferisco quindi dare agli esemplari dancali il nome sicuro di elegans, nell attesa di
poter provare l'esattezza della sinonimia proposta da Fairmaire mediante 1° esame
di esemplari d’Arabia, i quali non erano noti nè a Baudi nè a Fairmaire.
ne )
Lo Sher’ aT oh are NES Pia ine o 4
SPEDIZIONE DEL BARONE RAIMONDO FRANCHETTI IN DANCALIA
INSECTES DIPTERES
par E. SEGUY
Assistant au Muséum National d’ Histoire naturelle de Paris
L’expédition du baron R. Franchetti en Dancalie éthiopienne
a rapporté entre autres quelques insectes diptéres recueillis dans
la zone qui descend de Massaua jusqu’ a Assab. Cette petite col-
lection, que l’on doit surtout aux soins du Marquis S. Patrizi,
le zoologiste de l’expédition, renferme plusieurs formes intéres-
santes par leur morphologie ou leur distribution géographique.
On trouvera dans leur liste cing espéces très communes en
Afrique comme dans la zone paléarctique — ou cosmopolites.
Il est utile de les énumérer: Hippobosca maculata et drome-
darina, Eristalis quinquelineatus, Syritta pipiens, Musca
domestica. On trouve encore dans cette collection trois insectes
suceurs de sang (Culex, Tabanus), quatre espéces erratiques
et prédatrices: Asilides chasseurs d’insectes comme Trichardis,
Apoclea, Stichopogon, Promachus; deux espéces parasites
d’insectes hyménoptéres: Spongostylum et Antonia ; un copro-
phage: Chryzomyza; deux ubiquistes Musca et Sarcophaga ;
une forme normalement parasite (Wohlfartia) enfin deux sapro-
phages occasionnellement parasites ou producteurs de myiases.
Les diptéres recueillis par M. le Marquis S. Patrizi peuvent se
répartir en douze familles comme il suit:
CULICIDAE.
1. — Culex annulioris Theobald, 1901, Liverp. S. Trop. Med.,
Mem. IV, appl. V; Monogr. Culic., I, p. 371,21; Giles, Mosg.,
1902; p. 402,21; Blanchard, Moust., 1905: p. 298,47; Ed-
wards, BOE. R., 19125") pi 30). et IH py 384 ners
SPEDIZIONE FRANCHETTI 230
larve. — Culex Neireti Ventrillon, 1906: Bull. Mus. Paris,
XII; p. 103.
Gold Coast, Mashonaland, Madagascar.
Dancalie: Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
TIPULIDAE.
2. — Ormosia sp.
Une femelle indéterminable spécifiquement. Elle est remar-
quable par la conformation des organes alaires.
Les insectes de ce genre vivent dans les sous-bois marécageux.
Ils sont parfois attirés dans les maisons par la lumiére des lampes.
Les larves, saprophages, se développent dans les détritus
d'origine vegetale.
Dancalie: Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Reg Ri
Fig. 1. — Ormosia sp. — Aile gauche (1).
TABANIDAE.
3. — Tabanus ditaeniatus Macquart. — Austen, 1906: p. 57;
Kertész, 1908: p. 238; Surcouf, 1909: p. 184; Bezzi, Ann.
Mus. Civ. di Storia Naturale di Genova, S. 2, XII (XXXII)
1392: p. 165:
ti
Cette espèce présente un rameau récurrent sur la troisiéme
nervure longitudinale (R4+ 5). La couleur de |’ abdomen est
assez variable mais la teinte fauve du fond transparait toujours
entre les bandes longitudinales sombres. — Long. 11-14 mm.
L’ aire de répartition de cette espéce est considérable: elle
(1) Pour la nomenclature des nervures de l’aile cf. Vignon et Séguy, Bull. Soc.
ent. France, 1929, p. 226 et Vignon, Archives du Muséum, t. IV, 1926: p. 95 et sq.
236 E. SEGUY
comprend toute la région située an dessous d’une ligne réunis-
sant le Sénégal, le Tchad et le pays Somali.
Ile Maurice (type [Macquart]); Somali (Bezzi); Bahr el Gazal;
Transvaal et Natal.
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
4. — Tabanus obliquemaculatus Macquart. — Kertész, 1908:
pa 266.surcout 1909) pela
Cette espèce se reconnait a la face trés développée, couverte
de poils blancs, aux palpes raccourcis et gonflés; il y a quelques
poils noirs sur les palpes, les tibias II portent également une
pilosité noire sur la moitié apicale, blanche 4 la base. — Long.
14-15 mm.
Caffrerie (Loew). Cap de Bonne Espérance (Bigot). Somalie :
Sud de Harrar; Ogaden (E. Brumpt). Abyssinie (Ruppel).
Dancalie: Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
ASILIDAE.
5. — Stichopogon aequetinctus Becker, 1910; Denskschr. k. k.
Akad. d. Wiss. Wien, LXXI, p. 138, 21; Engel, 1930: p. 397.
Cette espéce differe des formes voisines par: Téte grise;
barbe et moustache blanches. Antennes entiérement noires.
Thorax et scutellum a pruinosité grise; calus huméraux plus
clairs; mésonotum avec une bande médiane longitudinale brune.
Pattes rousses. Ailes 4 nervures d’ un gris jaune. Abdomen mat,
gris au fond, a bandes transverses blanches ou légérement
jaunatres. — Long. 6-8 mm.
Arabie: Aden (Simony) ;
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti),
6, — Trichardis leucocoma v. d. Wulp. — Engel, 1930: p. 248.
— Hoplistomera leucocoma Kertész, 1909: p. 159, —
Strobilothria albipila Becker 1907.
Reconnaissable au profil de la téte, 4 sa vestiture blanche.
Antennes et palpes roux. Thorax brun, calus huméraux jaunatres,
mésonotum avec une bande dorsale médiane brune. Pelotes
jaunes. Ailes vitreuses,jaunies à la base, nervures noires: cel-
lule R5 fermée ou courtement pétiolée sur le bord costal.
SPEDIZIONE FRANCHETTI DI”
Abdomen noir au fond, le bord postérieur des tergites comme
l’extrémité de |’ abdomen peut étre roux. — Long. 911 mm.
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Arabie (v. d. W.) Afrique septentrionale. Egypte Wadi Hof
(Efflatoum); Wadi Husein (Adair).
7. — Apoclea algira Fabricius, 1775, Systema Entom., p. 792, 3;
spec. ins. ll: p. 460,3 (178i); Ent. Syst., IV, p. 976,9;
Systema Antl., p, 153, 3 (1805); Wiedemann, Exot., p. 196, 27
et Ausser. zweifl. Ins., I, p. 461,50; Loew, Dipt. Sud. Afric.,
ep. 141, 5 (1360); Kertész, 1909: p. 231; Engel, 1930: p. 42. -
Antennes : troisiéme article conique, deux fois aussi long que
large. Scutellum avec deux soies marginales seulement. Fémurs
d’un brun noir. Aile: cellule R5 ouverte mais rétrécie à la
marge. — Long. 19-25 mm. .
Dancalie: Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Asie mineure. Egypte. Tunisie. Algérie.
8. — Promachus maculatus Fabricius, 1775, Systema Entom.,
p ein, Meigen, System. Beschr., \1820::11, pi-307, 1.;
Wiedemann, Exot., 1821: p. 202, 36 et Aussereurop. zweill.
Ins., I. p. 483,89 (1828); Macquart, Exot., 1834: I 2.,
p. 99,17; Van der Wulp, Catal. Dipt. South Asia, 1896:
p- 90; Engel, 1930: p. 27.
Corps d’un cendré jaunàtre. Face et moustache blanchatres.
Antennes noires: chéte légérement renflé a |’ extrémité. Méso-
notum à bande médiane longitudinale doublée. Pattes entiérement
rousses: les tarses légérement obscurcis 4 l’extrémité. Ailes
jaunatres. Abdomen gris; chaque tergite avec une grande tache
quadrangulaire élargie, échancrée postérieurement. — Long.
25-30 mm.
Dancalie: Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Sénégal (Macquart). Ceylan. Asie. Europe meridionale.
BOMBYLIIDAE.
9. — Antonia suavissima Loew, 1856: Neue Beitr., IV, p. 30.13,
Zeit. f. d. ges. Naturwiss., N. F., VII (XLI), p. 108 (1873)
et Beschr. europ. Dipt., III, p. 180; Bezzi, Bombyl. Ethiop.
238 E. sicuy
Reg., 1924: p. 137, 101, fig. 10. — Dimorphophora syr-
phoides Walker. Kertész, 1909: p. 85.
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Egalement signalé d’Abyssinie (Stordy), d’Arabie (Walker),
de Syrie (Becker, Hermann), d’Algérie (Walsingham).
La collection du Muséum de Paris renferme un exemplaire
capturé en Abyssinie par M. A. Marchand (1919).
Fig. 2. — Antonia suavissima, Aile gauche.
Les caractéristiques du genre Antonia Loew peuvent se
résumer comme il suit: Yeux étroitement séparés chez les males,
a facettes dilatées sur la plage antéro-interne ; métapleure velu ;
Ailes: nervure sous costale trés longue, rameau commun de la
radiale et de la médiane trés court, premiére cellule postérieure
fermée au bord de l’aile ou très étroitement ouverte, membrane
décolorée, vitreuse plus ou moins nettement gaufrée.
Les espéces qui composent ce genre remarquable peuvent se
distinguer comme il suit: o
1-(6). Abdomen court, obtus, formé de sept segments apparents, jaunes
au fond, à taches noires. Tubercule ocellaire placé sur le vertex,
sans taches jaunes. Ailes: première cellule postérieure ouverte:
nervure transverse moyenne placée a l’extrémité de la cellule
discoidale. i
2-(3). Face largement noircie au milieu: front noir avec deux petites
taches latérales et une bordure jaune de chaque coté. Abdomen
jaune avec trois rangées de taches noires. — Long.: 10 mm. Aile:
8 mm. — Colonie du Kenyia. Bezzi, 1924: p. 141, 104.
A. nigrifrons Bezzi.
3-(2). Face jaune. Abdomen noir avec une rangée de larges taches
jaunes de chaque coté.
4-(5). Front jaune avec deux petites taches noires près de la base. Méso-
|
5-(4).
6-(1).
7-(8).
8-(7).
a yor een ROME Acar
SPEDIZIONE FRANCHETTI 239
notum avec une large bande jaune de chaque coté, Scutellum
entiérement jaune. -— Natal. — Bezzi, 1924: p. 140, 103.
A. canthogramma Bezzi.
Front noir en haut, jaune en bas, sans taches noires. Mésonotum
sans large bande jaune de chaque còté. Scutellum noir a la base
et sur les còtés. — Long.: 7,5 mm. Aile: 6,5 mm. — Tunisie:
Bou Hedma (C. Dumont, 1929). A. Bouillonae Séguy.
Abdomen allongé, pointu, formé de huit segments apparents,
rouge ou brun rouge, a taches noires et pilosité trés courte, sauf
a la base. Appareil copulateur male garni d’appendices plus ou
moins longs,
Tubercule ocellaire légerement éloigné du vertex, accompagné de
deux taches jaunes. Occiput non proéminent. Appareil copulateur
male avec deux appendices courts. Aile: première cellule posté-
rieure très étroitement -ouverte et terminée par un appendice
très court; nervure transverse moyenne placée vers le cinquieme
distal sur la cellule discoidale. — Long.: 13-16 mm. Afrique sep-
tentrionale. Arabie. Syrie. A. sudvissima Loew.
Tubercule ocellaire rapproché du vertex, pas de taches jaunes
satellites. Occiput proéminent. Appareil copulateur male avec
deux longs appendices. Aile: premiere cellule postéricure ouverte;
nervure transverse moyenne placée vers le huitiéme distal de la
cellule discoidale. — Long.: 12,5 mm. Aile: 10 mm. Somaliland.
— Bezzi, 1924: p. 138,. 102. A. cirrhata Bezzi.
10. — Spongostylum sp.
Un seul exemplaire indéterminable specifiquement, les ailes
sont réguliérement enfumées, mais sans taches isolées et la
nervation sur les ailes de cet individu est dirigée. exactement
comme chez le Spongostylum princeps Bezzi (cf. Bezzi, Bom-
byliidae of the Ethiopian region, p. 176, fig. 15.
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
SYRPHIDAE.
11. — Syritta pipiens (Linné) Fabricius, 1775: Syst. Ent.
p.
(12,46; Brullé> Wxped: Se. de Morée, Ill, 1; p.°312, 679
(1832); Macquart in Webb et Berthelot, Hist. nat. des Iles
Canaries, Ent., Dipt., p. 108, 44 (1838) et Explor. Sc. Algérie,
II, p. 468, 165 (1849); Walker, List Dipt. Brit. Mus., III,
p-
552 (1849); Schiner, Fauna Austriaca, I, p. 358 (1862);
VAT o A
210 E. SEGUY
Griffini, Bollet. Mus. Zool. ed Anat. Comp. Torino, VIII,
N.° 143,5 (1893); Aldrich, Catalogue, p. 397 (1905).
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Afrique. septentrionale. Madeire, Canaries, Europe, Asie,
Amérique septentrionale. :
12. — Eristalis quinquelineatus Fabricius. — Kertész, 1909:
VII, p. 232; Becker, Denk. Math. Nat. Akad. Wiss., LXXI,
p. 141 (1910); Ann. Acad. Imp. Sc. Saint-Petersh., XVIIL
p. 599: (1913); <d., XVII, pio85 (1913) — Bean Aum:
Mus. Civ. Genova, XLV, p. 429 (1912) et Syrph. Ethiop.,
p. 84 (1915). — Speiser, Wiss. Erg. Schwed. Exped. Kili-
mandjaro, 10,5: p. 127 (1910), — Hervé-Bazin, Rev. Zool.
Afric. Esp, °293 1913)}er2Ann7Sc Nat Z00 sae
toe Op. Lo.
L’aire de dispersion de cette espéce s’étend vers l’est jusqu’
au Pacifique. D’après M. J. Hervé-Bazin elle est confondue dans
le catalogue de K. Kertész avec |’ E. quinquestriatus dont elle
est bien distincte. L’ E. quinquelineatus se trouve dans VT ex-
treme sud de |’ Europe, dans toute l’Afrique (M. le baron Fran-
chetti l’a rapportée de Gaarre), dans toute l’Asie méridionale
au moins jusqu’ au Tonkin tandis que l’ E. quinquestriatus ne
se trouve qu'en Extréme-Orient. Le tableau dichotomique suivant,
calqué sur celui de M. J. Hervé-Bazin (1. c., 1923: p. 128)
permettra de séparer les deux espéces.
1-(2). Yeux séparés chez les males (Sous-genre Eristalinus Rondani).
Eristalinus sepulchralis L.
2-(1). Yeux_contigus chez les males (Sg. Lathyrophthaimus).
3-(4). Couleur générale d’ un noir bleuatre métallique avec des lignes
d'un noir mat sur les tergites abdominaux.
Lathyrophthalmus (E.) nitidus v. d. Wulp.
4-(3). Couleur générale noire ou rougeatre.
5-(12). Forme allongée.
6-(7). Base de l'abdomen largement rougeàtre (9) — ou des taches
tergales latérales rouges (9); mésonotum a lignes nettes dans
les deux sexes. L. (E.) quinquelineatus E.
7-(6). Abdomen sans taches rougeàtres.
LI TIZIO AI
8-(9).
9-(8).
10 - (11).
Elle-(10).
12-(5).
13-(18).
14-(15).
15 (14).
16-(17).
17 - (16).
18-(13).
19-(20).
20 - (19).
21 - (22).
22 - (21).
Ann,
SPEDIZIONE FRANCHETTI ZIA
Couleur entiérement noire à reflets vert métallique; mésonotum
a lignes faibles ou nulles chez les males; celles de la femelle
toujours nettes (en Extréme-Orient). L. (E.) aeneus Scop.
Couleur générale d’ un noir très luisant.
Mésonotum sans lignes médianes longitudinales. Abdomen a
lunules blanches. L. (E.) lugens Wied.
Mésonotum et abdomen du male sans lignes ni taches claires
médianes ; mésonotum de la femelle avec cing lignes longitudi-
nales blanches; abdomen a lunules blanches.
L. (E.) ocularius Coquillet.
Forme ordinairement plus large et plus courte; coloration noire
et rougeàtre, ou entierement rougedtre; lignes du mésonotum
toujours très nettes, plus ou moins jaunàtres.
Mésonotum luisant sauf les lignes longitudinales claires.
Scutellum roux ou brun clair, à reflets l6géerement métalliques.
L. (E.) quinquestriatus F.
Scutellum noir ou brun foncé a reflets d’un bleu d’acier métal-
lique.
Mésonotum a quatre lignes claires, laissant trois intervalles
noirs: Ja ligne médiane toujours nulle dans les deux sexes.
Femelle: taches tergales-abdominales subquadrangulaires.
L. (E.) tristriatus de Meij.
Male: Mésonotum a cing lignes jaunatres: la médiane parfois
trés faible, jamais nulle. — Femelle: Mésonotum a quatre lignes,
la médiane ordinairement nulle, a peine visible exceptionnellement
en avant et en arriére; taches latérales des tergites abdominaux
en forme de demi-lunes. L. (E.) nigroscutatus de Meij.
Mésonotum à intervalles sombres luisants au milieu, mats sur les
còtés, ainsi qu’en avant et en arrière.
Coloration entièrement ferrugineuse, y compris les pattes et
l’ abdomen, les intervalles sombres du mésonotum brun clair.
L. (E.) ferrugineus de Meij.
Coloration noire ou rougeàtre.
Abdomen entiérement rougeàtre, plus ou moins rembruni en
arriére, sans taches ni bandes claires (sauf deux petites taches
blanches sur le quatriéme tergite).
L. (E.) connectens Hervé-Bazin.
Abdomen varié de rougeàtre et de brun, à taches ou bandes claires.
del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (10 Dicembre 1931). 16
249 E. SEGUY
23 - (24). Forme allongée. Abdomen a bandes transversales claires. Long.
1] mm. environ. L. (E.) arvorum Fy
24 - (23). Forme plus ramassée. Abdomen a taches claires isolées. Long: 9
mm. environ. _L. (E.) obliquus Wied.
HIPPOBOSCIDAE.
13. — Hippobosca maculata Leach, var. sivae Bigot, 1885:
Ann. Soc. ent. France, 1885: p. 235. — H. maculata
Leach, Mem. Werner. Soc. Edinb., 1817, p. 549; Speiser,
Ann. Mus. Civ. Genova, 1900: p. 560 et Zeit. f Hym. u.
Dipterol., 1902: p. 162; Austen, Ann. Mag. Nat. Hist,, 1903:
p. 259; Speiser, Dipt. Pupipara der madegassmaskar. Region,
1908: p. 197; Falcoz, 1929: p.. 44. — H. variegata
Wiedemann, 1830, Aussereurop. zweifl. Ins., p. 603. —
H. bipartita Macquart, 1842, Mém. Soc. Se. Lille, p. 432.
— H. aegyptiaca Macquart, l. c., p. 431. — H. calopsis
Bigot, 1885, Ann. Soc. ent. France, p. 236. — H. sudanica
Bigot, 1884, Bull. Soc. ent. France, p. LIX. — H. aegyptiaca
var. bengalensis Ormerod, 1896, Rec. of the Indian Mus., p. 79.
La forme typique de |’ Hippobosca maculata Leach (= HZ.
variegata W., H. aegyptiaca Macquart) est plus commune
sur les Bovides. On la rencontre occasionnellement sur le cha-
meau, mais elle est moins fréquente que la suivante.
Dancalie: Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Somalie italienne (Paoli); Abyssinie (Courbon); Afrique mi-
neure. Mauritanie (Mére). Congo francais (Roubaud & Weiss).
Obok (Maindron). Afrique orientale anglaise. Madagascar.
Arabie (Botta). Inde (Maindron). Java (coll. Surcouf).
14. — Hippobosca dromedarina Speiser. — MH. camelina (auct.)
Falcoz, Enc. Ent., Dipt., V, 1929: p. 43-44, Séguy, Mém.
Soc. Sc. nat. Maroc, XXIV, 1930: p. 184, 460.
Parasite du dromadaire commun partout, parait encore plus
commun sur la céte atlantique. On le trouve accidentellement,
comme l’ H. camelina Leach qui est de couleur pale, sur le
boeuf et le cheval. Pique Vhomme exceptionnellement, comme
l’ espece précédente.
Igri Herrat, V 1929 (Franchetti).
SPEDIZIONE FRANCHETTI 213
Somalie italienne (Paoli); Obok (Maindron); Djibouti (Jous-
seaume); Egypte (Letourneux) ; Tunisie (Coindet); Biskra (Lesne);
Cote atlantique du Sahara (Gruvel); Maroc (Théry, Le Cerf). —
Arabie. Afghanistan. Asie.
ULIDIIDAE.
15. — Chrysomyza smaragdina Loew, 1852, Ber. Akad. Berlin,
p. 661, 33 (Ulidia); Peters, Reise Moss., Zool., V, p. 32,
1862 et Zeitschr. Ges. Naturwiss., XLII, p. 109 (1873). —
Ulidia rufifrons Walker, 1871: Entom., V, p. 345, 84;
Bezzi, 1908: p. 138, 208.
Dancalie : Gaarre, XIb 1928 (Franchetti).
Afrique orientale & septentrionale. Erythrée (Andreini).
Les larves des Chrysomyza sont saprophages ou coprophages.
ANTHOMYIIDAE.
16. — Lispa nuba Wiedemann, 1830, Aussereurop. zweiflug.
Ins., II, p. 444, 6; Stein, Zeit. f. Hymenopt. u. Dipterol., III,
p. 132 (1902); Becker, Zeit. Entom. Breslau, p. 13, 1 (1904);
Bezzi, Kat. Pal. Dipt., III, 1907: p. 680. — Lispa cilitarsis
Loew, 1856: Neue Beitrage, IV, p. 49, 45 (0°). .
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Nubie.
Larves saprophages ou coprophages. Les adultes sont des
mouches qui se plaisent dans les lieux frais ou aquatiques, au
bord des cours d’eau ou des marécages. Ils peuvent pécher occa-
sionnellemeut les larves des moustiques (cf. Séguy, Moustiques
de France, 1923: p. 52. Brocher, Ann. Biol. lacustre, XIII,
p. 75 [1924]).
MUSCIDAE.
17. — Musca domestica Linné.
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Cosmopolite. Les larves sont saprophages, occasionnellement
carnivores ou parasites.
| FRUROI AI ROTO CARRA ELARIO CASATO
- 5 oes,
sini TRI
Uh E. SEGUY
18. — Musca senegalensis Macquart, 1843, Exot., III, p. 151.
(308); 25 Bezay 51908 + pin99, 149; vac eae
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Erythrée (Andreini et Tellini).
Cette mouche est plus petite que la précédente, le front est
plus large chez le male. Mésonotum 4 quatre bandes noires
longitudinales. Aile: troisiéme nervure (MA,) inerme a la base,
nervures noires ou brunes, jaunes a la base. Abdomen, bande
médiane longitudinale non dilatée a l’apex.
Fig. 3. — Compsomyia albiceps Wied. Q, X 8.
TACHINIDAE.
19. — Compsomyia albiceps Wiedemann. — Séguy, 1927:
Seer: 5
Mouche errante, ubiquiste, occasionnellement domestique ,
floricole ou coprophage. |
Dancalie : Gaarre, XII 1928 (Franchetti). |
Afrique septentrionale. Soudan, Mozambique (P. Lesne). Cap
de Bonne Espérance.
La larve se développe dans les latrines et les matiéres ster-
corales avec celles des Compsomyia flaviceps Rondani et des —
Pycnosoma putoria (Patton). Elle peut provoquer des myiases
=
SPEDIZIONE FRANCHETTI 2145
accidentelles chez l’ homme. M. le Major Patton affirme que la
race indienne de ce diptére provient d’une larve carnivore qui
s attaque aux larves des autres calliphorines (Lucilia, Calliphora).
20. — Wohlfartia trina Wiedemann.
Dancalie: Gaarre, XII 1928 (Franchetti).
Obok (Joussaume); Abyssinie (Raffray) ;
Basse Egypte (Alluaud). Sinai (Couyat);
Tunisie (C. Dumont); Algérie (P. Lesne);
Mauritanie occidentale: Port-Etienne
(Monod).
Yohlfartia sont des mouches vivi-
qui déposent leurs larves sur les ma-
tiéres animales mortes, occasionnellement
.sur les plaies ou dans les cavités naturelles
de homme ou des animaux domestiques,
ou elles se développent normalement. Chez
"homme elles peuvent provoquer des désor-
dres graves pouvant amener la mort.
Fig. 4. —
Compsomyia albiceps, 241. — Sarcophaga Franchettii n. sp.
larve au 3° age, X 7, cf. wip
ni Cette mouche appartient au groupe des
tes, t.I, fig. 180. Sarcophaga qui renferme les espéces cara-
ctérisées par quatre ou cing soies dorsocen-
trales postérieures et par le deuxiéme segment génital des
males rouge ou brun roux. Cette espéce se rapproche du Sar-
cophaga haemorrhoidalis par le tergite II sans macrochétes
dressés sur la marge externe et par les soies acrosticales anté-
rieures nulles: elle en différe par le premier segment génital a
soies médiocres (elles sont fortes chez le S. haemorrhoidalis)
et par la constitution de |’ appareil copulateur des males.
cd. D'un gris un peu jaunàtre, les marques noires et les
reflets en damier bien marqués. Téte argentée. Face a reflets
jaunes ou dorés. Scutellum teinté de roux a |’ extrémité. Abdomen
a transparence brune. Antennes d’un brun rouge a la base,
chéte roux à la partie moyenne. Soies acrosticales indistinctes
de la pilosité du fond sauf deux paires préscutellaires; soies
dorsocentrales faibles, les premiéres posterieures, contre la suture,
peu distinctes. Deuxiéme soie sternopleurale faible. Troisiéme
246 E. SEGUY
tergite visible avec deux macrochétes dressés sur la partie
moyenne du bord postérieur; deux ou quatre macrochétes laté-
raux comme sur les segments précédents. Pattes relativement
faibles, peu armées, a villosité légére ; tibias II avec la frange
habituelle de soies molles dressées. Sternite prégénital à villosité
courte, serrée. Appareil copulateur d’un jaune orange. Forceps
externe en lame de serpette brusquement pointue, armée sur la
face interne d’une série de spinules triangulaires noirs rangées
en ligne longitudinale sur la moitié apicale de l’organe ; forceps
interne a branches courtes, triangulaires, garnies d’ une houppe
formée de longues soies frisées. Gonapophyses antérieures en
lame longue, aplaties sur le bord antérieur; gonapophyses pos-
térieures plus courtes avec un spinule et quelques chétules sen-
soriels apicaux, theca épaisse. Phallus épais, plutét court; para-
phallus découpé en trois épines divergentes, l’ épine supérieure
recourbée, aplatie en lame.
Fig. 5. Sarcophaga Franchettiù Séguy. Appareil copulateur du male, X 50.
Q. Comme le male, plus robuste. Palpes roux; le système
chétotaxique encore plus réduit. Pattes faibles a aiguillons ro-
bustes. Dernier segment abdominal étroitement roux au bord
postérieur : ouverture génitale en fente allongée: une encoche
plus prononcée visible suivant la ligne longitudinale du corps.
— Long. 9- 14 mm.
Dancalie: Gaarre, XI 1928 (baron R. Franchetti).
©. Dancalie: Beilul, XII 1928.
SPEDIZIONE FRANCHETTI 247
INDEX BIBLIOGRAPHIQUE.
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(groupe des Tabanus). Paris (Masson).
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’ OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1931)
Ri be Dari
PER D. VINCIGUERRA
Subito dopo avvenuta da parte delle nostre truppe I’ oceupa-
zione dell’oasi di Cufra la Direzione del Museo Civico di Storia
Naturale si propose di promuoverne l'esplorazione zoologica che si
riteneva dovesse essere ricca di importanti risultati, dal fatto che
la fauna ne era quasi completamente sconosciuta, perchè dal noto
viaggio di Gerardo Rohlfs, avvenuto nel 1879, in poi nessuno vi
aveva più raccolto animali. L'incarico di questa esplorazione
venne affidato ai signori Marchese Saverio Patrizi, che in parec-
chi suoi precedenti viaggi in Africa, aveva già dato prova della
sua abilità di osservatore e di raccoglitore, e Carlo Confalonieri,
tassidermista capo del Museo, che pochi anni prima aveva fatto
importanti collezioni nell’oasi di Giarabub. Questi viaggiatori
iniziarono il loro viaggio a Bengasi il 28 marzo per Agedabia,
Haseat e Es Sahabi, raggiunsero l’oasi di Gialo il 31 e vi si fer-
marono sino all’11 maggio in attesa della colonna di macchine
con la quale dovevano recarsi a Cufra. In questo tempo visita-
rono anche la prossima oasi di Augila. L’insabbiamento di una
delle macchine che costituivano la colonna costrinse i viaggiatori
ad arrestarsi per 10 giorni in pieno serér (deserto pisolitico) sicché
non poterono giungere a Cufra prima del 27 maggio. Il M.*° Patrizi
fu costretto da gravi motivi personali a riprendere la via del ritorno
dopo pochissimi giorni, che furono però da lui egregiamente utilizzati,
mentre il Confalonieri potè trattenersi a Cufra sino al 24 giugno,
visitando varie oasi che costituiscono l'insieme indicato col nome
collettivo di Cufra, quali El Giof, Es Zurgh, El Hauuari, El
Telib e alcune altre. Nel viaggio di ritorno egli si spinse sino a
El Agheila, presso la costa, poco lungi dal confine della Tripoli
tania ed il 25 luglio ripartiva per l’Italia.
Nonostante il breve tempo della permanenza a Cufra le colle-
zioni riportate sono assai importanti per quanto, almeno pei
rettili, non eccessivamente numerose, data la povertà della
fauna dovuta alla scarsità di alimento che oftre loro la regione. Le
SPEDIZIONE A CUFRA 2/9
specie di rettili raccolte durante tutto il viaggio furono 22, ma
di queste 7 sole nella zona di Cufra, mentre non meno di 14
furono prese nella zona prevalentemente cespugliosa nel percorso
tra Bengasi e Gialo, e 12 a Gialo ed Augila, che per la loro vici-
nanza possono considerarsi come un solo gruppo. Tre fra le specie
raccolte non figurano nel diligente elenco dei rettili di Cirenaica,
testé pubblicato dal prof. Zavattari (') e sono due Geckonidi,
lo Stenodactylus Petrii, Ands. e il .Tropiocolotes Steudneri
(Ptrs.) e uno Scincoide il Chalcides sepoides (Aud.).
Faccio seguire una tabella della distribuzione delle specie di
rettili raccolte dalla missione, distinta in tre zone: quella cespu-
gliosa, costiera, da Bengasi a Gialo; quella delle oasi di Gialo e
Augila, comprendente il deserto a S. di queste e quella delle oasi
di Cufra, aggiungendo anche le specie avute da Confalonieri durante
l'esplorazione faunistica di Giarabub.
Zona Oasi di Dasi
costiera |Gialo e Augila| di Cufra
Testudo Leithii, Gthr. . i ai ou
Chamaeleon vulgaris, L. . > : uu
Stenodactylus guttatus, Cuv. . : + ae
Stenodactylus Petrii, Ands. . . au
Tropiocolotes tripolitanus, Ptrs. . +
Tropiocolotes Steudneri, Ptrs. . i LU
Hemidactylus turcicus (L.)
Tarentola mauritanica, L. 7 È i +
Agama inermis, Reuss
Agama pallida, Reuss
Varanus griseus (Daud.)
Acanthodactylus Boskianus, Daud.
Acanthodactylus pardalis (Licht.) .
Acanthodactylus scutellatus (Aud.) .
Eremias guttulata, Licht. .
Eremias rubropunctata, Licht.
Ophiops elegans., Ménét.
Scincus officinalis, Laur. . È 5 d +
Eumeces Schneideri, Daud.
Mabuia vittata (Oliv.)
Chalcides ocellatus (Forsk.)
Chalcides sepoides (Aud.) .
Lytorhynchus diadema, D. B.
Zamenis Rogersi, And.
Zamenis diadema, Schl.
Macroprotodon cucullatus (Geoff.) . +
Psammophis schokari, Forsk. . 3
Coelopeltis monspessulanus, Herm. . +
Coelopeltis moilensis (Rss.)
‘Cerastes vipera, L.
(1) E. Zavattari, Erpetologia della Cirenaica in Archivio Zoologico italiano
vol. XIV, p. 253-289.
Giarabub
++ ++++++
++
++
+++ ++++t+ +4+4+4#4
+++ +
++ + +
+
250 D. VINCIGUERRA
E degno di nota il fatto che malgrado la presenza di parec-
chie raccolte di acqua salmastra e di pozzi non siano stati rac-
colti nè batraci nè pesci.
Stenodactylus guttatus, Cuv.
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 332.
St. elegans, Zavatt. Arch. zool. ital. XIV, p. 265.
Tre esemplari di El Agheila, uno di Es Sahabi, quattro di
Agedabia e due presi tra Agedabia e Gialo.
Gli individui raccolti a El Agheila differiscono alquanto dagli
altri perché le macchie bianche del dorso sono molto pit piccole
e frammiste a punticini neri, e le fascie nere della coda non sono
regolari e uniformi come in quelli di Agedabia; hanno tutti il
corpo molto grosso e le palpebre, in ispecie l'anteriore, bianche,
caratteri che si riscontrano anche più marcati nella specie affine:
St. Petrii di Anderson.
Stenodactylus Petrii, Ands.
Anderson, Zoo]. of Egypt Rept. and Batr. p. 45, tav. IV, fig. 7.
Due esemplari di Gialo, il maggiore dei quali lungo 110 mm.
Questa specie, ora per la prima volta segnalata della Cire-
naica, è stata descritta da Anderson di Tel el Amarna (Egitto).
Si distingue dalla precedente per le squame più piccole; la testa
anche più larga e la marginatura bianca delle palpebre anche
più estesa; inoltre nel guttatus la coda è generalmente termi-
nata in punta ottusa, mentre in questa specie è sottile ed acu-
minata. Il corpo di color grigio, presenta traccie di fascie dorsali
più oscure, e manca qualsiasi specie di reticolo; sulla coda le
fascie brune sono molte marcate.
Tropiocolotes tripolitanus Pirs.
Peters, Monatsb. K. Akad. Berlin 1880, p. 306, con tav. fig. |.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 215.
Due esemplari di El Agheila, il maggiore dei quali lungo
mm. 60.
Questa specie sinora non era stata raccolta in Cirenaica che
SPEDIZIONE A CUFRA 951
da Zavattari a Gialo, ma è conosciuta da altre regioni dell’ Africa
settentrionale; la descrizione originale fu fatta da Peters sopra un
esemplare riportato da Rohlfs dalla Tripolitania. Boulenger l’aveva
riferita al genere Sfenodactylus (1) ma in un successivo lavoro
(?) ha mantenuto il genere Tropiocolotes distinto da questo per
la maggior grandezza delle squame e la disposizione di esse ad
embrice. Questi individui hanno Ja narice posta tra il rostrale, il
primo sopralabiale e due postnasali, come è detto nella descri-
zione di Peters e confermato da Zavattari, mentre secondo Bou-
lenger i postnasali dovrebbero essere tre. — Le squame addomi-
nali sono tutte fortemente carenate come le dorsali.
Il Tropiocolotes tripolitanus è stato anche trovato in
Somalia (3) e in Arabia sulle sponde del golfo di Akaba, donde
fu descritto da Steindachner col nome di Tr. Nattereri (4).
'Tropiocolotes Steudneri (Pirs.)
Gymnodactylus Steudneri, Pirs. Mon. Berl. Ac. 1869 p. 788.
Stenodactylus Petersti, Blgr. Cat. Liz. I, p. 18.
Tre esemplari di Cufra (uno di El Giof, uno di Es Zurgh e
uno di El Telib) il maggiore lungo 57 mm.
Questa specie si distingue dalla precedente per la presenza
di squame addominali liscie; è questa la prima volta che è indi-
cata di Cirenaica. Fu descritta su un esemplare del Sennar; poi
fu ritrovata in Egitto, dove Anderson (°) la raccolse in abbon-
danza. Fu trovata anche al Cairo da Panceri e Gasco. Il Museo
Civico ne possiede due esemplari di questa provenienza che pre-
sentano sul dorso 6 o 7 serie trasverse di macchie rossiccie che
non sono in questi individui.
Tarentola mauritaniea, L.
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 333.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 266.
Molti esemplari di Es Sahabi, El Agheila, Agedabia e Gialo,
il maggiore lungo mm. 155.
(1) G. A. Boulenger, Catalogue of Lizards ‘in the Br. Museum. I, p. 19.
(2) id. Trans. Zool. Soc. London, XIII, p. 107.
(3) id. Proc. Zool. Soc. London 1901, p. 47.
(®) Denkschr. K. Ak. Wiss. Wien, LXIX, p. 326 tav. I, fig. 2.
(9) Zool. Egypt. Rept. p. 48, tav. IV. fig. 9.
952 D. VINCIGUERRA
Gli individui di Gialo si distinguono dagli altri per avere i
tubercoli dorsali non troppo elevati e con carene appena accen-
tuate; non possono però essere riferiti alla 7. annularis perchè
questa oltre ad altri caratteri ha il margine anteriore dell’ aper-
tura uditiva denticolato, mentre nella mauritanica è liscio. Sul
dorso di quasi tutti gli esemplari si notano da 5 a 7 fascie brune
più o meno distinte e nei meno adulti la coda è costantemente
fasciata. Presentano anche questi i caratteri sui quali Boulenger
ha istituito la var. deserti (1).
Agama inermis Reuss
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 334.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 268.
Un esemplare di El Agheila, lungo mm. 198, probabilmente
di sesso femminile perchè non ha pori inguinali visibili e assai poco
marcate le linee brune sotto la gola. Il colorito fondamentale è
rossiccio cenerino con macchie più scure che si estendono sulla
coda, mentre negli altri esemplari di Cirenaica è quasi unifor-
memente cinereo più o meno chiaro; per questi caratteri si
| potrebbe riferire alla varietà chiamata desertica da Zavattari.
Riferisco alla stessa specie un giovane della stessa località che
presenta un collare nero e ha la coda con fascie brune..
Varanus griseus, Daud.
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 335.
Zavatt. Arch. Zool. it. XIV, p. 268.
Un esemplare di El Agheila, luglio, lungo cm. 59; una
pelle di Gialo e una testa di Augila.
Acanthodactylus Boskianus Daud.
Blgr. Cat. Liz. II, p. 59.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 270.
Nove esemplari di Agedabia e tre di El Agheila, il maggiore
dei quali lungo mm. 220.
(1) G. A. Boulenger, Trans. Zool. Soc. London XIII, p. 115.
SPEDIZIONE A CUFRA 253
Appartengono tutti alla var. asper (Daud.) e presentano le
caratteristiche striscie longitudinali bianche con un colorito del
corpo gialliccio cinereo presso a poco eguale a quello descritto da
Zavattari per gli esemplari di Gialo. Due degli individui hanno la
coda rossa. Vi è anche un giovane esemplare che presenta la
elegante livrea a striscie longitudinali bianche e nere di tutti i
giovani Acanthodactylus e si distingue per la carenatura delle
squame. Fu preso nel serîr tra Agedabia e Bengasi.
Acanthodactylus pardalis (Licht.)
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 339.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, 270.
Sette esemplari di El Agheila, cinque di Agedabia e uno di
Zuetina, il maggiore lungo mm. 170.
Gli individui meno adulti conservano quasi tutti la livrea gio-
vanile con le striscie longitudinali bianche, ma queste sono fram-
miste a macchie nere e bianche disposte in serie; solamente uno
di El Agheila, che riferisco a questa specie per avere 12 piastre
ventrali e le squame dorsali uniformemente piccole e non care-
nate ha la colorazione a righe bianche e nere; il colore fonda-
mentale del corpo è in alcuni grigiastro ed in altri verdiccio.
Nell’esemplare di Zuetina, più grande, le linee bianche sono del
tutto scomparse e permangono le macchie nere, mentre in uno
di Agedabia, il più grande, il colorito è grigio-gialliccio con nume-
rose macchie bianche marginate di bruno.
Acanthodactylus scutellatus (Aud.)
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 340.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 271.
Molti individui: uno di El Agheila, tre di Es Sahabi, 13 di Gialo,
due del serir tra Agedabia e Gialo, 8 di Cufra (El Giof, El
Telib, Buma, Hauairi e El Mziena) il maggiore lungo mm. 210.
Questa specie apparisce essere la più diffusa nelle oasi, mentre
sembra rarissima nella zona costiera; infatti di questa provenienza
non ho visto che un giovane esemplare di Bengasi con la livrea
caratteristica di tutti i giovani Acanthodactylus, che per avere
14 piastre ventrali e le squame dorsali anteriori alquanto più
954 D. VINCIGUERRA
grandi delle posteriori e, benchè non marcatamente carenate,
credo poter riferire a questa specie, mentre un altro individuo
parimente con l’abito giovanile con 12 piastrine ventrali e squame
dorsali piccole, uniformi e non carenate, può essere riferito al
pardalis. L’esemplare che riferisco allo A. scutellatus presenta
sulla striscia esterna nera una serie di piccole macchie bianche
rotonde, come sono descritte nei giovani A. boskianus. Non
posso escludere che la presenza di questa specie a Bengasi sia
dovuta a condizione eccezionale, quale ad rupie il trasporto su
qualche veicolo.
Negli individui adulti, caratteristici per la lunghezza delle
appendici laterali delle squame, in ispecie quelle del quarto dito
posteriore, il colorito predominante è il giallo rossiccio con pic-
cole macchie e, in altri casi, con striature irregolari di serie di
puntini neri, che sono più abbondanti negli esemplari a colorito
fondamentale grigio verdastro.
Eremias guttulata, Licht.
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 336
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 271.
Alcuni esemplari di Cufra (El Giof e Buma) e uno di Age-
dabia, lunghezza massima 110 mm.
Individui che, come quelli di Giarabub, corrispondono alla forma
tipica di questa specie, alla quale credo poter riferire anche un
giovane esemplare di El Agheila, quantunque privo delle fascie
laterali chiare marginate di nero.
Eremias rubropunctata (Licht.)
Vnegr. Ann. Mus.” Civ. Gen. LII, p. 335.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 272.
Sei esemplari presi nel serir tra Agedabia e Gialo e aS. di
Gialo, uno di Augila, uno di Bir Zighen, il maggiore dei quali
lungo mm. 130.
Questi individui hanno 12 serie di squame ventrali e sono di
colore grigio uniforme con macchie rosso ruggine anche sulla
coda. Questa specie è la più caratteristica della regione desertica,
SPEDIZIONE A CUFRA 255
perchè la sua massima frequenza fu riscontrata nel serir a
S. di Gialo.
Seincus officinalis, Laur.
Blgr. Cat. Liz. III, p. 391.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XVI, p. 274.
Un esemplare di Cufra, (El Giof) lungo 230 mm. e 4 altri
più piccoli di Gialo, uno dei quali con coda mozza.
Tutti questi individui presentano numerose fascie trasversali
brune, cosparse di macchiette bianche. Alcune di queste fascie
sono interrotte in corrispondenza della linea mediana del dorso
per modo che la metà di una fascia non coincide con l’altra
metà. L'individuo di Cufra notevole per la sua grande statura è
di un color roseo ed ha le fascie brune molto ravvicinate, inoltre
presenta sui fianchi una serie di 6 macchie scure che vanno
dall’ascella all'inguine, quali sono indicate nella figura di An-
derson (') benchè non ne sia fatto cenno nella descrizione. In
vita tanto questo individuo come quelli di Gialo che ora sono
bianchi, avevano il corpo di color giallo limone. L’esemplare più
piccolo di Gialo, lungo 75 mm. ha il prefrontale unico, a diffe-
renza degli altri, ma, anche per avviso del Parker, non credo
questa particolarità sufficiente per carattere specifico.
Werner (?) ne ha distinto tre varietà: lineolata di Egitto;
cucullata della Tunisia, Tripolitania e Algeria orientale e laleri-
maculata dell’ Algeria occidentale. A quest’ultima si potrebbe
riferire l’individuo di Cufra, che però ha anche le fascie trasver-
sali; quelli di Gialo hanno la testa nereggiante ma non tanto
come nella var. cucullata. A me sembra che queste distinzioni
non siano troppo valide.
Chalcides ocellatus (Forsk.).
Vncegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LI, p. 331
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 275.
Molti esemplari di El Agheila, Gialo e Cufra (El Giof, El
Mzienà), il maggiore dei quali lungo mm. 210. :
(1) Loc. cit. p. 205 tav. XXVII. }
(2) F. Werner, Sitzb. K. Ak. Wiss. Wien, CXXIII, p. 343, con tav.
256 D. VINCIGUERRA
Per quanto l'aspetto di questi individui sia diverso, io pure
non riesco a trovare in essi differenze tali da giustificare una
divisione sistematica qualsiasi. Gli esemplari di Cufra presentano
quasi tutti la colorazione bruna con due fascie laterali alquanto
più scure quale è indicata nella var. téliguerta di Boulenger e
non sono molto punteggiate; uno giovanissimo è del tutto senza
punteggiature. Quelli di Gialo invece sono di colorito grigio chiaro
uniforme tutto cosparso di piccoli punti neri disposti a serie
trasverse irregolari e con la macchietta bianca nel centro. Gli
individui giovani sono tutti di colore chiaro uniforme, ma fina-
mente punteggiato nella regione codale.
Chalcides sepoides (Aud.).
Blgr. Cat. Liz. II, p. 407
Sphaenops capistratus , Wagl. Syst. Amph., p. 161.
Molti esemplari di El Agheila, Agedabia, Haseat, Augila e
Gialo. L’individuo maggiore è lungo mm. 155.
In tutti questi individui sono marcate, benchè talora sbiadite,
le linee brune longitudinali del corpo, dovute alla marginatura
bruna delle squame; si nota anche qualche raro punto nero nella
parte posteriore del corpo. Solo in un esemplare di El Agheila
questa punteggiatura è abbastanza abbondante sulla coda, come
si vede dalla figura di Anderson (!). È anche marcatissima in
tutti la striscia bruna che parte dall’apice del muso e, attraverso
l'occhio arriva al collo. Confalonieri mi riferisce che in vita questa
specie, che vive quasi nascosta nella sabbia, ha colorito bianchiccio
quasi trasparente, contrariamente a quanto afferma Werner che
al Chalcides Boulengeri, Ander. dallo stesso ritenuto varietà
del sepoides, attribuisce in vita una colorazione rosso bruno
chiara. Le differenze sulle quali fu fondata questa specie non.
mi sembrano poter avere valore specifico. Gli individui da me
esaminati hanno tutti cinque dita, benchè in alcuni il pollice
sia rudimentale.
Questa specie è indicata ora per la prima volta di Cirenaica,
essendo sfuggita alle ricerche di Confalonieri, di Zavattari e di
tutti gli altri precedenti raccoglitori.
(1) Loc. cit., p. 220, tav. XXVIII, fig. 2.
SPEDIZIONE A CUFRA DM
Lytorhynehus diadema D. B.
Blgr. Cat. Snak. I, p. 415
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 277.
Un es. di Cufra (El Giof) lungo mm. 300.
Zamenis diadema, Schl.
Blgr. Cat. Snak. I, p. 411.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 278.
Un esemplare di Gialo lungo mm. 1090.
In un recentissimo lavoro di Parker (*) questa specie è riferita
al genere Spalerosophis di Jan.
Macroprotodon cucullatus (Geoff.).
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. LII, p. 342.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 278.
Un esemplare di El Agheila, lungo mm. 275..Ha la testa
nerissima sino alla nuca, circondata da una fascia bianca; la
macchia nera sì prolunga sotto la gola lasciando però libera la
parte inferiore del capo che è bianchiccia, ad eccezione del mento
nericcio. Le squame sottocodali hanno una macchia scura nel
mezzo e lungo i lati della coda corre una linea nera.
Psammophis schokari, Forsk.
Vnegr. Ann. Mus. Civ. Gen. XII, p. 343.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 279.
Cinque esemplari di Cufra e due di Gialo, il maggiore lungo
mm. 114. Gli individui di Cufra sono di colorito chiaro uniforme
tanto nelle parti superiori che nelle inferiori; le prime squame
ventrali hanno una macchietta color marrone che sparisce più in
addietro. Gli individui di Gialo sono di colorito grigio verdastro
con punti neri anteriormente; i lati delle squame sottocodali sono
neri. In tutti questi esemplari è marcatissima la striscia oscura
che dall’apice del muso va alla parte posteriore del capo.
Sembra la specie di serpente più comune nelle oasi.
(1) Ann. Mag. Nat. Hist. VIII, p. 547, nov. 1931.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (18 Gennaio 1932). at
958 D. VINCIGUERRA
Coelopeltis monspessulanus, Herm.
Blgr. Cat. Snak. III, p. 141.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 279.
Un esemplare di Agedabia lungo mm. 740. Il colorito del
corpo è marrone chiaro con macchie nere con piccoli margini
bianchi sulle squame. Le sottocodali sono bianche con strie alterne
verticali, nere; una linea nera corre sui lati della coda.
Coelopeltis moilensis (Rss.).
Blgr. Cat. Snak. II, p. 143.
Coelopeltis producta, Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 280.
Un esemplare di Augila, lungo mm. 550. Ben distinto dal
precedente per il capo quasi completamente pianeggiante e la
macchia nera ai lati della parte posteriore della testa, seguita
da altra bianca; il ventre è uniformemente bianchiccio. È assai
meno frequente del monspessulanus; è stato raccolto a Cufra
da Rohlfs, ma non fu ancora indicato di altre località della Cire-
naica; è però conosciuto di Tripolitania.
Questa specie è riferita nell’ accennato lavoro di Parker al
genere Malpolon di Fitzinger.
Cerastes vipera, Lin.
Blgr. Cat. Snak. II, p. 503.
Zavatt. Arch. Zool. ital. XIV, p. 281.
Quattro individui di Gialo (uno rotto) e uno di Augila,
l'esemplare più grande misura mm. 490. In alcuni la coda è
intensamente nera. ì
Se MELI MUP Ae HT hea hah tune ama VI gr Re Ae
stri APPS as re ie SA tu is SO GT te E
Sita
hy
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(MARZO - LUGLIO 1931)
ROCCE E MINERALI
RACCOLTI NEL DESERTO LIBICO FRA LE OASI DI CUFRA E DI GIALO
PER A. PELLOUX
(Tav. IV-VI)
Durante la spedizione all’oasi di Cufra, organizzata dal Museo
Civico di Storia Naturale «Giacomo Doria» e diretta dal Marchese
Saverio Patrizi, il signor Carlo Confalonieri, nostro valente prepara-
tore, oltre ad occuparsi delle collezioni zoologiche, ha, dietro mia
preghiera raccolto quanto gli parve interessante in fatto di rocce e
minerali. Il materiale da lui riunito fa ora parte delle collezioni
geo-mineralogiche del Museo e perciò credo opportuno darne qualche
notizia, avendo esso il pregio di essere accompagnato da precise
indicazioni della sua provenienza.
_ Le rocce che costituiscono in massima parte la raccolta del
Confalonieri presentano uno speciale interesse dal punto di vista
geomorfologico portando le tracce della subita erosione eolica. Tutte
infatti sono più o meno profondamente incise dall’azione combinata
del vento e delle sabbie, azione che ne ha posto in rilievo le parti
più dure, asportando quelle meno resistenti; molte presentano lucenti
superficie perfettamente levigate, alcune sono ricoperte dalla patina
nera tanto frequente nelle regioni desertiche (*).
La maggior parte delle rocce di cui si tratta è rappresentata
da arenarie con elementi di varia grossezza, ora cementati da calcare
più o meno argilloso, ora da argilla ocracea o da minerali di ferro.
(1) Sull’azione del vento vedasi specialmente; Jacques Bourcart; L’action du vent
dla surface de la Terre, nella Revue de Géographie physique et de Géologie dinamique
Vol. I, Paris 1928.
PISTE ATRIA TNA II Re RETO SR GRA GR GIO IO
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260 A. PELLOUX
Spesso queste arenarie presentano intercalazioni di vene di un
materiale diasproide o di sottili straterelli silico-ferruginosi levigati
e sporgenti sullo sfondo più facilmente eroso della roccia che li
contiene. Si hanno inoltre pochi campioni di calcare, alcuni inte-
ressanti esemplari di rocce figurate (icoliti del Neviani e dell’Issel)
in massima parte costituite da silice e minerali di ferro, un campione
di legno silicizzato e dei sali raccolti presso Gialo e nell’Oasi di
Cufra. Qui di seguito sono date alcune notizie intorno ai singoli
campioni e, salvo qualche spostamento, nell’ordine stesso in cui
furono rinvenuti dal signor Confalonieri a Cufra e, nel suo viaggio
di ritorno, fra Cufra e l’oasi di Gialo.
Alite di Cufra - L’esemplare, di pochi grammi, venne raccolto
sulla riva orientale della sebkha di Cufra, in prossimità del villaggio
di El Giof. La concentrazione del sale nelle acque di questa sebkha
deve essere assai forte poichè vi manca del tutto la vita animale,
che invece è piuttosto ben rappresentata nelle altre sebkha della
stessa oasi. Disgraziatamente non fu raccolto il campione dell’acqua.
L’alite si presenta in piccoli cubi di 1 a 2 mm. di lato, alcuni dei
quali mostrano i vertici troncati da faccette dell’ottaedro. Ciò si
osserva tanto nei cristalli naturali, come in quelli artificialmente
ottenuti facendo ricristallizzare l’alite dalla sua soluzione acquosa.
In entrambi i casi i cristalli presentano facce piane, non mostrano
cioè le tremie che di solito si osservano in quelli di salmarino.
Nei cristalli di alite ottenuti dalle soluzioni e che hanno dimensioni
alquanto superiori a quelli naturali, misurando sino a 5 mm. di
lato, si nota generalmente che il loro interno presenta un nucleo
cubico e bianchiccio, mentre la parte esterna è incolora e diafana.
L'analisi chimica dell’alite di Cufra rivela la presenza, oltre
che del cloruro sodico e del gesso, di traccie di solfato di magnesia
e di circa il 3 °/, di thenardite.
Analogamente a quanto il Lacroix osservò per l’alite dell’oasi
di Bilma, nel Sudan (*) i caratteri dei cristalli di Cufra ai quali
ho accennato debbono attribuirsi alle impurità in essi contenute.
Esaminando il sale naturale al microscopio, oltre ai cubetti di alite,
si notano scarsissimi cristalli anisotropi riferibili, per i caratteri
ottici, al gesso e alla thenardite.
(1) Vedi A. Lacroix - Sur le chlorure de sodium de l’Oasis de Bilma - Bull. de la
Soc. Francaise de Minéralogie XXXI - 1908.
"Tre
SPEDIZIONE A CUFRA 264
Argilla calcarea - È una roccia terrosa di colore bianchiccio
che costituisce il letto di uno dei laghi d’acqua dolce dell’oasi di
Cufra, ad un metro di profondità e presso la riva.
Solubile con viva effervescenza negli acidi diluiti lascia uno
abbondante residuo di sostanza argillosa e scarsi granuli di quarzo.
Arenaria con concrezioni - L’esemplare è stato raccolto
alla superficie del terreno nell’oasi di Hauairi a nord di quella di
Cufra. E formato da un pezzo di arenaria di colore giallo d’ocra
‘chiaro ad elementi di quarzo piuttosto sottili, fra loro cementati da
calcite e da molta argilla ocracea. Nell’arenaria sono disseminate
‘ scarsissime concrezioni sferoidali generalmente del diametro di un
paio di millimetri, ed anche più piccole, di colore bruno nerastro.
Una di tali concrezioni rimasta aderente alla roccia misura invece
1 cm. di diametro, mentre un’altra, che ne venne distaccata, è
costituita da due noduli sferoidali, che in parte si compenetrano,
di cui il più piccolo è simile a quello che si trova nella roccia,
mentre l’altro misura un diametro di cm. 1 !/,. Il peso specifico
di questa concrezione è risultato uguale a 2,95. La superficie pre-
senta piccole escrescenze ed il suo colore è bruno mentre la scalfittura
è nerastra. Sezionato questo nodulo e levigatane una parte, esso
appare costituito da due materiali diversi; uno, che ne forma il
nucleo e meno compatto, di colore rosso ematite anche nella scal-
fittura; l’altro più omogeneo nero, e con viva lucentezza metallica,
dello spessore di circa 4 mm. che ne costituisce la parte esterna.
Questa parte della concrezione oltre all’ematite che, insieme alla
silice-ne forma il nucleo, contiene ossido di manganese, dandone
spiccatamente le reazioni.
Concrezioni a minerali di ferro - Trovate come detriti
affioranti in gran numero fra le sabbie, dalle quali furono liberate
per l’azione combinata di queste e del vento sulle arenarie in cui
erano racchiuse, queste concrezioni si rinvengono specialmente
procedendo da Cufra verso il gedel e poco prima di raggiungerlo.
- Alcune di tali concrezioni sono riprodotte nella tavola IV, mentre
le figure 1 e 2 della tavola V rappresentano due concrezioni rac-
colte rispettivamente nel gebel Huaisc, 30 Km. a nord di Cufra
e ancora 40 Km. più a nord dell’oasi.
La concrezione a forma di vaso (Fig. 1 tav. IV.) misura 20 cm.
262 A. PELLOUX
di altezza per 12 di diametro in corrispondenza della sua maggiore
larghezza, è cava ed ha una capacità di 265 cme. Presenta una
larga apertura svasata in a e due fori in 0 e in c. Esternamente
questa concrezione mostra una superficie levigata di colore bruno
più o meno carico e sottilissime venette silicee; internamente, invece,
la superficie è ruvida ed in parte rivestita da un tenue intonaco
di sostanza carboniosa. Il peso specifico della concrezione è uguale
a 4. L'analisi indica che essa è formata per il 57 °/, da silice,
dal 37 °/, da sesquiossido di ferro, con una perdita di circa il 6 °/,
alla calcinazione. Questa perdita, data dall'acqua, è dovuta alla pre-
senza di idrossido di ferro formatosi dall’ematite, specialmente alla
superficie della concrezione, che da essa deriva il suo colore bruno. ©
La polvere della parte inalterata è di colore rosso sangue. Il mate-
riale costituente la concrezione risulta di sabbia silicea, cementata
da ematite parzialmente alterata in limonite; vi sono inoltre presenti
ossidi di manganese, ma in minime tracce.
La figura 2 della tavola IV rappresenta una concrezione sferoidale
peduncolata la cui cavità non è visibile. Essa misura 9 cm. di lun-
ghezza per 6 di diametro ed ha colore bruno più cupo di quello
della concrezione sopra descritta. La composizione è del tutto simile
e perciò il basso peso specifico, trovato uguale a 2,55, fa ritenere
che questa sia internamente vuota.
Una concrezione claviforme è riprodotta dalla figura 1 della
tavola V. Essa misura 20 cm. di lunghezza e presenta nel suo
interno un canaletto assiale con sezione elittica di circa cm. 0,5 X 0,3.
La composizione è simile a quella delle altre icoliti sin qui descritte,
ma la proporzione della sabbia silicea rispetto alla parte ematitica
cementante appare maggiore. La superficie, pure essendo lucente per
la solita vernice desertica, è piuttosto scabra e di colore nerastro.
Una notevole particolarità di questa concrezione sta in ciò che il
canaletto assiale è ripieno di una sottile e bianca sabbia silicea,
sfuggita all’azione cementante delle soluzioni ferruginose che agglo-
merarono il materiale costituente la concrezione stessa.
Nella figura 2 della tavola V è rappresentata una concrezione
cilindrica formatasi su di un fusto vegetale. Questa concrezione
misura 15 cm. di lunghezza per circa 3 di diametro. La sua parte
assiale conserva la struttura legnosa ed è costituita da ematite mista
ad un poco di limonite, è piuttosto friabile e di colore rosso cupo.
Su questa parte assiale, del diametro di circa 1 cm., si appoggia
SPEDIZIONE A CUFRA 263
una zona di pochi millimetri di spessore, di ematite compatta di
colore nero e con lucentezza metallica. Anche questa parte della
concrezione conserva verso l’interno, ma assai meno accentuata,
la struttura legnosa, che scompare invece esternamente. Dalla zona
di ematite compatta si passa ad un’arenaria formata da granuli
quarzosi fortemente cementati da ematite. Il quarzo, come si vede
dalla figura, è in granuli piuttosto grossi, alcuni di colore bianco
gialliccio, la maggior parte, invece, grigiastri ed il loro numero,
scarso verso l'interno, va aumentando alla periferia del cilindro.
‘Tutto il campione è levigato e lucente e gli spigoli sono arroton-
dati dall'azione del vento e delle sabbie.
Dalla stessa località in cui venne raccolto questo campione e
che come si disse dista 70 Km. da Cufra, verso il nord, proviene
anche un pezzo di arenaria pur essa formata da grani di quarzo
piuttosto grossi cementati da minerale di ferro ed a superficie levigata.
_ Una assai interessante icolite che, secondo le indicazioni del
signor Confalonieri sarebbe stata «raccolta in corrispondenza di
pareti affioranti dalle sabbie del gebel e che, con lo spessore di
circa un metro sono dirette da ovest a est» è rappresentata dalla
tavola VI. Può darsi si tratti di un molare fossilizzato di rinoce-
ronte e merita perciò di essere studiato da un paleontologo; di
conseguenza mi limito a darne la figura avvertendo che il materiale
epigenizzante le parti più dure, che dovrebbero corrispondere allo
smalto, è simile a quello delle concrezioni rappresentate dalla
tavola IV e consta dal 59,76 °/, di silice e del 30,96 °/, di ematite,
mentre il materiale che forse ha sostituito la parte ossea, consta
di arenaria silicea a cemento calcareo - argilloso.
Diaspro rosso - Due piccoli pezzi di diaspro rosso furono raccolti
sulle sabbie a 50 Km. a nord di Cufra. In essi l’erosione eolica,
o corrosione, ha messo in rilievo le parti più resistenti con un
finissimo lavoro che si direbbe eseguito da un lapidario. Uno di
tali campioni assomiglia assai a quello effigiato nella figura 5
tavola I.* dello studio del Bourcart (*). Il diaspro è del tutto simile
ai nostri dell’eocene.
Arenaria di colore giallastro con intercalazioni silico-
ferruginose - Il campione venne raccolto a circa metà del gebel
(1) Vedi J. Bourcart op. cit.
264. A. PELLOUX
dove un simile materiale si trova sul fondo dei valloni. I granuli
assai sottili di quarzo sono riuniti da un cemento calcareo. Vi sono
intercalati tenui straterelli, posti in rilievo dall’erosione, costituiti
da silice ferruginosa di colore bruno chiaro.
Diaspro in vene nell’arenaria - Molti campioni di questo
materiale, secondo le indicazioni che vi sono annesse, provengono
dal riempimento di fenditure del terreno esistenti in quasi tutto
il gebel che si estende a nord di Cufra.
Si tratta di un’arenaria bianco-giallastra per diffusione di ocra
ferruginosa, attraversata in tutti i sensi da vene incrociantisi di
un minerale siliceo di colore bruno chiaro, da pochi millimetri
ad un centimetro ed anche più di spessore. Queste vene resistettero
all’azione erosiva assai maggiormente della roccia che intersecano
e perciò si vedono sporgere assai dalle parti residuali di questa,
anch'esse fortemente levigate.
L’arenaria consta di piccolissimi granuli di quarzo agglomerati
da cemento calcareo un pò ferruginoso. |
Il minerale che costituisce le vene ha la durezza vicina a
quella del quarzo; la sua polvere è giallo d’ocra. Con la calci-
nazione svolge acqua, perde il 5,16 °/, del suo peso e la polvere
assume n: rosso ematite. Contiene circa il 77 °/, di silice e
il 18 °/, di sesquiossido di ferro con tracce di manganese.
Arenaria a piccole concrezioni silicee - Quest’arenaria a
minuti elementi di quarzo riuniti da calcite ed ocra ferrifera si trova
al limite nord del gebel Hauisc dove costituisce il suolo in prossi-
mita delle alture. Vi sono incluse piccole e numerose concrezioni
silicee di forma irregolare.
Arenaria con strati silicei ferruginosi - Sono varii pezzi,
alcuni assai grandi, di arenaria quarzosa gialla a cemento calcareo
ocraceo in cui sono intercalati straterelli silicei di colore nerastro,
spesso assai contorti, di pochi millimetri di spessore, contenenti
ossidi di ferro e di manganese, che fortemente sporgono dalla massa
della roccia, per erosione di questa. Alcuni pezzi sono | intonacati
dalla così detta patina nera dei deserti.
Questi campioni furono raccolti a 135. Km. a nord di Cufra,
procedendo verso Zighen.
o a io ilo GP paia i SR ) + 4 : È
x
SPEDIZIONE A CUFRA 265
Arenaria di color rosa - Cosparsa scarsamente di piccole
macchiette bianche di sostanza caolinica, e formata di minuti granuli
tondeggianti di quarzo di colore rosso ocra assai chiaro, questa
arenaria, in cui il cemento è siliceo, si trova a 70 Km. a nord di
Zighen.
Calcare compatto - È una piccola scaglia, perfettamente levi-
gata su tutti i lati dall’azione del vento e delle sabbie che vi hanno
inoltre prodotto delle piccole cavità superficiali.
Il suo colore giallognolo, è dato da presenza del ferro. Si tratta,
del resto, di un calcare assai puro, non dando, se disciolto negli
acidi, alcun residuo e contenendo piccola quantita di ossido di ferro
e tracce di magnesia. Il campione venne raccolto presso l’inizio
del serir a 325 Km. a nord di Cufra.
Arenaria quarzosa a cemento argilloso - Di un bel colore
rosa fior di pesco, dovuto‘a quello dell’argilla che ne costituisce
il cemento, questa arenaria si trova a 433 Km. più a nord di
Cufra. Il quarzo vi è in granuli piuttosto grossi, ora bianchi ed
ora giallicci, tondeggianti o con spigoli arrotondati. Il cemento il
cui colore ricorda quello dell’eritrina terrosa ed alcuni minerali
di manganese, non contiene nè questo metallo nè cobalto. La tinta
.€, invece, data da sali di ferro, analogamente a quanto si verifica,
ad esempio in alcune argille ed in bauxiti colloidali della Provenza.
Arenaria grigia - Alcuni grossi campioni di questa roccia
provengono da una località situata a 475 Km. da Cufra Ad ele-
menti quarzosi, come tutte le altre arenarie sin qui descritte, in
questa i granuli di quarzo sono agglomerati da abbondante calcite
che per effetto della levigazione eolica e di una relativa purezza,
ha superficialmente assunto un aspetto jalitico. In uno dei pezzi
si vedono alcuni profondi fori cilindrici probabilmente dovuti
all’azione terebrante delle sabbie.
Arenaria con piccole concrezioni di silice - Raccolta a
500 Km. da Cufra, quest'arenaria è ad elementi sottilissimi di
quarzo cementati da argilla. Il suo aspetto ricorda assai quello di
certe fosforiti. Vi ho perciò ricercata la presenza possibile di fosfati,
ma con esito negativo. Alcune piccole concrezioni silicee di colore
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266 A. PELLOUX
bruno chiaro, di forma sferoidale e del diametro da 0,5 a 1 mm.
0 poco più, sono scarsamente sparse in questa roccia.
Calcare organogeno - Un piccolo campione raccolto alla
superficie del suolo presso l’oasi di Gialo, arrotondato e levigato
dall'azione eolica, è costituito da minutissimi granuli di calcare
‘riuniti fra di loro da un cemento autigeno.
Il colore prevalentemente grigio alla superficie è, nell’interno,
bianchiccio. La roccia si scioglie negli acidi diluiti lasciando un
residuo di sottile sostanza carboniosa, piuttosto abbondante.
Diaspro xiloide - Dalla stessa oasi proviene un campione di
legno silicizzato del tutto simile a quelli della famosa foresta fossile
d'Egitto, che abbiamo nel nostro museo, e che vi furono raccolti
da Figari- bey. La sostanza fossilizzante è un diaspro con piccola
quantità di opale commista, di colore bruno, dato da ossido di ferro
che vi è disseminato.
Alite - La località nella quale si rinviene il sale trovasi a Gur
Atla, poco a sud dell’oasi di Gialo. Ivi gli indigeni lo scavano,
per loro uso, da uno strato che giace a circa 50 centimetri dalla
superficie, ricoperto dalle sabbie. L’alite si presenta sotto forma
di fibre fra loro intrecciate, lunghe anche più di un centimetro,
e costituite da numerosi piccolissimi cristalli in accrescimento
parallelo ed allungantisi secondo un asse ternario. Quelli che si
ottengono per ricristallizzazione di questo sale, a differenza dei
cristalli di Cufra, mostrano la solita struttura a tramoggia.
Il minerale è di colore bianco e si presenta assai puro, essendo
in scarsa misura mescolato con sostanze estranee. Il residuo, che
si ottiene sciogliendolo in acqua, è per metà circa dato da calcite
e, per il rimanente, da sabbia silicea mista ad un poco di argilla.
Nella soluzione ho accertata l’assenza di sali potassici e magnesiaci
e circa il 2 °/, di solfato di calcio.
Poco si sa intorno alla geologia dall’ oasi di Cufra e dello
stesso deserto Libico, ma certo una larga messe di notizie ed
un abbondante materiale sarà stato raccolto dalla spedizione
inviata, dopo la nostra, a Cufra dall’ Accademia d’Italia, con il
PILONI
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SPEDIZIONE A CUFRA 267
precipuo mandato di studiarne le condizioni geologiche. Di fronte
ai risultati che indubbiamente se ne avranno, sono rimasto dubbioso
nel pubblicare i pochi ed incompleti appunti che precedono. Vi fui
indotto sia per le ragioni gia esposte, come perchè ho ritenuto
opportuno che, anche negli Annali del Museo, rimanesse traccia
della raccolta che il signor Confalonieri, per soddisfare ad un mio
. desiderio, ha riunito, malgrado il grande lavoro a cui dovette sobbar-
carsi per preparare l'abbondante materiale zoologico. Mi è caro di
qui nuovamente ringraziarlo, come ringrazio l’amico Dottor Pizzorno
direttore del Laboratorio Chimico Municipale di Genova, per l’ospita-
lità accordatami per l’esecuzione delle prove analitiche.
Genova, 21 Dicembre 1931
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SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(MARZO-LUGLIO 1931 )
Ue,
PER ALESSANDRO GHIGI
(Tav. VII)
Il Vinciguerra, nella introduzione allo studio dei Rettili (*)
raccolti nella spedizione a Cufra, organizzata dal Museo Civico di
Storia Naturale di Genova, avverte che il viaggio compiuto dai
due esploratori Marchese Saverio Patrizi e Carlo Confalonieri,
comprende tre principali stazioni:
1°, zona costiera tra Agedabia e Sahabi, esplorata nel viaggio
di andata alla fine di marzo e dintorni di El Agheila esplorati al
ritorno dal solo Confalonieri verso la fine di luglio; !
2°, oasi di Gialo e di Augila esplorate fra il 31 di marzo e
l'11 maggio;
3°, oasi di Cufra (El Giof, Es Zurgh, El Hauuari) nelle
quali il Confalonieri sostò dal 27 maggio al 24 giugno.
Il materiale raccolto nella zona costiera va aggiunto a
quello già noto per la Cirenaica propriamente detta, mentre
quello dei due gruppi Gialo- Augila e Cufra rappresenta un con-
tributo nuovo allo studio faunistico del Sahara. La maggioranza
degli uccelli elencati nella presente nota provengono dall’oasi di
Gialo, località importante, sia nei confronti dell’oasi di Giarabub
perchè situata quasi alla medesima latitudine, sia in quelli dello
arcipelago di Cufra, posto presso a poco sul medesimo meridiano.
Le raccolte ornitologiche di Gialo e Cufra, sebbene queste
ultime siano molto scarse, consentono ormai di tracciare un
quadro generale dell’ avifauna caratteristica dell’intera Cirenaica.
(3) In questi Annali. Vol. 55, 10 dicembre 1931,
MOL AO) ia
SPEDIZIONE A CUFRA 269
Le fonti bibliografiche principali cui si può ricorrere fino
ad ora per lo studio degli uccelli della Cirenaica sono le seguenti:
Gui, A. - Vertebrati di Cirenaica raccolti dal Prof. A. Ghigi,
in Mem. R. Accad. Scienze Bologna, serie VII, tomo VII, 1921.
SALVADORI, T - Festa, E. - Missione zoologica del Dott. Enrico
Festa in Cirenaica. Uccelli. Boll. Musei Zool. Anat. Comp
Re Univ. Forino, n.738; vol. XXXVI, 1921.
Hartert, E. - On the Birds of Cyrenaica. Novit. Zool. vol. XXX,
Neti; 4923:
Festa, E. - Missione zoologica del Dott. Enrico Festa in Cire-
naica, Uccelli. Boll. Musei Zool. Anat. comp. R. Univ. Torino,
Wokvs9en: s. iN.g 24,1995).
MoLtoni, E. - Risultati zoologici della Missione inviata dalla
R. Soc. Geografica italiana per l'esplorazione dell’oasi di
Giarabub (1926-1927). Uccelli, Annali Mus. Civ. Storia Natu-
rale di Genova, Vol. 52, 1928.
In questo ultimo lavoro del Moltoni sono citate anche le altre
note, meno estese o più specializzate, riguardanti uccelli della
Cirenaica, ma che non hanno tuttavia importanza generale, spe-
cialmente nei riguardi del presente elenco.
Le indicazioni etologiche e quelle riguardanti la colorazione
delle parti nude e dell’iride, riprodotte in carattere più piccolo,
sono dovute al raccoglitore Sig. C. Confalonieri che le ha scritte
sulle etichette attaccate a ciascun esemplare.
Ringrazio vivamente il chiarissimo Prof Raffaello Gestro, Di-
rettore del Museo Civico di Storia Naturale di Genova, che ha
avuto la cortesia di affidarmi lo studio della presente collezione.
1. Struthio camelus camelus L.
Giugno 1931, frammenti di uova nel Uadi Zighem.
Gialo, frammenti di uova.
Luglio 1931, Sahabi, frammenti di uova.
Il frammento di Sahabi, leggermente usurato da azione eolica
e con una leggera incrostazione di materiale desertico (granuli
arrotondati di quarzo ed elementi più minuti dove, assieme a
270 A. GHIGI
a
granuletti quarzosi, vi è un poco di materiale avente un principio
di laterizzazione) lascia qualche dubbio sulla sua età. Ma tutto
sommato, se può sussistere qualche dubbio manca peraltro ogni
prova che permetta di asserire trattarsi di resto fossile o subfossile.
Tale è il parere espressomi dal collega geologo prof. Michele Gortani.
2. Ardeola ralloides Scop.
Aprile 1931, Gialo, piede trovato nella .sabbia dell’oasi. Già
nota per la costa Cirenaica.
3. Nyeticorax nycticorax L.
Giugno 1931, lago di Buema, testa di giovane parzialmente
scarnificata. Gia nota per la Cirenaica. (Ghigi e Festa).
4. Ciconia ciconia ciconia L. ~*~
a) Q . VII — Gialo. Iride scura; becco e piedi rossi. Stomaco vuoto. Ap-
parteneva ad un branco di dieci individui diretti a Nord. Osservato
per la seconda volta da me a Gialo. (C. C.)
b) 9 . VI.31 - Sebcha di Cufra. N. 16 individui che sembrano stazionarvi.
In tutta la mia permanenza a Cufra ne ho sempre osservato la pre-
senza. (Confalonieri).
Segnalata sull’altipiano cirenaico e sulla costa da Festa ed
Hartert.
È noto come la Cicogna sia stazionaria ed abbondantemente
nidificante nel Marocco, in Algeria, in Tunisia e come la sua via di
migrazione dall’ Europa settentrionale all’Affrica Meridionale, si
stenda lungo le coste dell’ Asia Minore e della Palestina, lungo
la valle del Nilo e la regione dei Grandi Laghi. La presenza
di Cicogne a Gialo e Cufra modifica in maniera sensibile quanto .
sappiamo circa la distribuzione geografica di questa specie,
sebbene essa ci presenti due possibili interpretazioni, ma non
la soluzione definitiva del problema. Se le cicogne di Cufra
fossero, come è probabile, nidificanti, cosa che il Confalonieri
peraltro non dice, l’ arcipelago di queste oasi sarebbe la località
più orientale abitata da quella schiera di cicogne che è stazionaria
nella regione mediterraneo -sahariana. E sarebbe anche interessante
rilevare la relativa vicinanza di un branchetto stazionario alla
SPEDIZIONE A CUFRA 971
grande via di migrazione del Nilo. D’ altra parte il passaggio di
cicogne sull’ oasi di Gialo, a Merg ed a Bengasi, dimostra che
correnti migratorie esistono anche attraverso il Sahara e potreb-
bero anche essere costituite da esemplari che abbiano sostato per
qualche tempo a Cufra, fino a che la presenza di cavallette e di
altri insetti abbiano fornito loro alimento sutticiente. È da notare
che la cicogna non è stata ancora segnalata a Giarabub, oasi
molto ad oriente della linea Cufra-Gialo-Bengasi.
L’esemplare catturato a Cufra aveva lo stomaco pieno di cibo
che è stato conservato. Ho potuto riconoscere le teste e le elitre
di 17 esemplari di Megacephala euphratica e parecchi esemplari
di Cicindela aulica. Vi sono gli avanzi di tre grillotalpe, di molti
acrididi, di un ragno, oltre ad una massa di altri resti d’insetti
ridotti in una poltiglia irriconoscibile. La cattura delle Cicindele
in numero così grande mostra che la cicogna è di una sveltezza
e di una precisione veramente considerevoli nell’afferrare la preda.
5. Neophron perenopterus percnopterus L.
oO . 21 Aprile 1931. — Oasi di Gialo. Nel gozzo un Gerbillus giovane e
pezzi d'ossa di animale piuttosto grande.
Segnalato da Haiman, Ghigi, Hartert, Festa in tutto l’altipiano
cirenaico, ma non a Giarabub.
6. Falco biarmicus erlangeri Kleinschm.
— 16 Aprile 1931. Oasi di Augila.
Debbo questa determinazione alla cortesia del Dott. Moltoni,
il quale peraltro me ne scrive in questa maniera.
« È un individuo assai singolare poichè assomiglia molto ad
« un Falco g° di Algeria (il Loche lo determinò Falco feldeggi )
« che secondo me è un Falco biarmicus erlangeri Kleinschm.
« Il suo differenzia per le macchie del vessillo interno della
« prima remigante che sono disposte come quelle che l’Hartert
« (Pal. Fauna) e l’Arrigoni dicono essere quelle del Sacro. Gli
« altri esemplari di Falco biarmicus che esistono in raccolta
« sono molto differenti, come pure sono differenti dal suo esem-
« plare i Sacri. Se non vi fossero le macchie così diverse dalle
« normali nella prima remigante io lo avrei senz’ altro conside-
« rato un F. biarmicus erlangeri. »
Pag
D79 | A. GHIGI:
7. Falco coneolor Temm.
Tav. VII.
a) 9 - 9 Giugno 1931. Cufra Sebcha. Iride marrone bruno, becco corno
chiaro, cera arancione, stomaco vuoto. Una coppia veduta da un
giorno; prima non vista. i
b) 0 — 15 Giugno 1931. Oasi (Cufra).
Iride marrone, becco e piedi arancioni, nutrim. formiche. Di passaggio
a piccoli gruppetti di 3 individui, direzione nord-ovest.
Nuovo per la regione paleartica.
Questa specie è distribuita sulle coste del Mar Rosso, della
Arabia e della Somalia, al sud fino al Mozambico ed a Mada-
gascar; secondo Nicoll sarebbe nidificante nell’ Alto Egitto. Il
Reichenow. l’attribuisce all’Affrica nord-orientale ed orientale e
più precisamente alle coste suindicate. Secondo il Heuglin ni-
difica nelle isole Dahlac ed a Massaua; Hemprich ed Ehrenberg
lo hanno citato dell’Abissinia; l’Antinori dell’ Eritrea e del paese
dei Bogos, dove ne ha visto branchi dar la caccia alle formiche
alate, osservazione confermata dal contenuto dello stomaco di
uno degli esemplari catturati a Cufra dal Confalonieri.
Nessuna citazione di questo Falco si trova nell’ Hartert (Vogel
d. pal&ark. Fauna); onde il ritrovamento di questa specie a
Cufra è molto importante sia nel senso di una novità per la re-
gione paleartica, sia come eventuale elemento etiopico dell’ oasi
stessa. Taluni suoi caratteri morfologici non sono stati messi in
evidenza dal Reichenow, la cui descrizione risulta incompleta;
considero pertanto opportuno descrivere esattamente la specie.
Ali lunghe ed appuntite, eccedenti l’estremità della ceda di
mm. 19-20, tali da richiamare alla mente l’ala del Rondone.
Prima e seconda primaria subeguali; la seconda peraltro è la
più lunga ed eccede la prima di mm. 5, mentre la terza è più
breve della seconda di mm. 20. Il vessillo interno della prima
primaria è fortemente smarginato ed inciso; quello esterno della
seconda leggerissimamente smarginato come in F. eleonorae,
peregrinus ecc. — Timoniere debolmente graduate, laterali
subeguali; mediane appuntite ed eccedenti :il paio più prossimo
di mm. 6. Denti laterali della mascella superiore decisamente
sporgenti; la punta è fortemente piegata, sottile e lunga mm. 4.
Il colore generale del mantello è grigio uniforme più o meno
SPEDIZIONE A CUFRA 973
scuro nelle varie parti del corpo. Tali sono la testa, il collo e le
piccole copritrici delle ali, mentre i lati del capo sono nerastri.
Tutte le penne del capo, del, dorso, le scapolari, le penne del
petto e le maggiori copritrici delle ali hanno rachidi nerastre;
mento e gola biancastri.. Le primarie e le loro copritrici sono
nero-lavagna, senza alcuna traccia di strie, ma il margine interno
è bruniccio. Le timoniere laterali sono striate da sfumature tra-
sversali indistinte più scure. Iride marrone. Becco grigio corno;
cera, pelle nuda perioculare e piedi gialli; unghie nere. Misure
dei due esemplari. Lunghezza totale mm. 322-323; ala mm. 275-279;
coda mm. 140-145; becco mm. 17,5-18,5 (Tav. VII).
8. Falco cherrug Gray.
3 Gialo — Avuto dagli indigeni.
Iride marrone scuro; cera giallo limone, piedi giallo chiari.
Specie non ancora citata della Cirenaica.
Questo esemplare adulto, come si desume dal colore dei piedi
e del becco è, nelle parti inferiori, molto chiaro con macchie lon-
gitudinali brune appena accennate sul petto: anche i mustacchi —
sono quasi indistinti. Fronte e sopraciglia biancastre. Timoniere
mediane con macchie chiare ben distinte nei due terzi apicali,
indistinte alla base.
9 Falco tinnuneulus tinnuneulus L.
© — 25 Aprile 1981. Gialo.
Esemplare molto sbiadito con piume logorate dal tempo.
Citato dal Ghigi, dal Festa e dall’ Hartert per la Cirenaica
propriamente detta, ma non dal Moltoni per Giarabub.
10. Circus pygargus (L.)
© Gialo. Iride giallo bruno. Tarsi e piedi gialli. Cera giallo verdastra.
Citato dall’ Hartert per Merg (altipiano).
1]. Circus macrourus (Gmel.)
© — 22 Aprile 1931. Oasi di Gialo. Iride giallo chiara. Piedi e cera idem.
© — 23 Aprile 1931. Gialo. Iride bruna. Ala, coda, tarso, piede.
Parecchi esemplari nella zona di cespugli.
Citato dal Festa per Merg e dall’ Hartert per Bengasi.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (29 Marzo 1922). 18
274 i A. ane
12. Coturnix coturnix (L.)
O — 5 Maggio 1931. Oasi di Gialo.
Esemplare mummificato.
Nota per tutta la Cirenaica e per Giarabub.
Li TACE 13. Chlamydotis undulata undulata (Jacq.)
oS — Marzo 1931. Tra Bengasi ed Agedabia. Iride giallo arancione.
Questo esemplare aveva il gozzo pieno di grossi coleotteri, in
quantità veramente considerevole. Vi ho potuto contare otto esem-
plari del buprestide Julodis onopordi F., quattro dei quali quasi
integri; un esemplare di un piccolo buprestide appartenente al
genere Sphenoptera, di specie indeterminabile per mancanza
di capo e di arti. I Tenebrionidi sono rappresentati da 11 esemplari
di Pimelia bengasina Schust., fra i quali due quasi integri e 9 di
Pimelia interpunctata Klug, specie egiziana estremamente rara
nella Cirenaica (Gridelli). Ho trovato inoltre le elitre di un criso-
melide del genere Barathaea, avanzi di due acrididi di mole
media ed un pezzo di vetro.
L’ Ubara già segnalata dall’ Haimann, dal Festa e dall’ Hartert
nella regione predesertica bengasina, non è stata raccolta a
Giarabub. :
14. Charadrius dubius curonicus (Gmel.)
I — Aprile 1931.
Oasi di Gialo, una coppia da tre giorni.
Raccolto in tutte le località adatte della Cirenaica ed anche
- a Giarabub.
15. Erolia minuta (Leisl.)
© — 8 Maggio 1931.
Oasi di Gialo. Esemplare isolato.
È iniziata la muta dall’abito invernale a quello di nozze.
Sono orlate di rosso ruggine (abito estivo), alcune delle più
lunghe remiganti terziarie ed alcune scapolari.
Il Festa ha trovato il Gambecchio in branchi intorno agli
stagni nella pianura di Merg ed a Cirene intorno ad una antica
SPEDIZIONE A CUFRA 275
cisterna durante il mese di Maggio. La stessa specie è stata rac-
colta a Giarabub alla fine di maggio.
Considerando che il Gambecchio nidifica sui confini tra la
zona boreale e quella glaciale e che sverna in Arabia ed in
Affrica, ove è notoriamente comune lungo le coste e nell’ interno
da ottobre a marzo, le catture avvenute in Cirenaica permettono
alcune considerazioni sulla migrazione di questa specie. Innanzi
tutto la sua presenza nelle due grandi oasi interne (Giarabub e
Gialo) contemporanea a quella negli stagni delle località mon-
tuose dell’ Altipiano (Merg, m. 250; Cirene m. 500) fanno pen-
sare ad una migrazione attraverso il deserto o almeno ad una
tendenza nella direzione N. S. e viceversa. Quanto alla stagione
del ripasso, è provato che molti gambecchi sono ancora nello
interno dell’ Affrica Settentrionale durante il mese di maggio,
quando il ripasso è per finire in Italia e che, in tale epoca tar-
diva essi hanno appena iniziata la muta colla quale assumono
l’abito di nozze.
16. Philomachus pugnax (L.)
— 25 Maggio 1931, fra Bir Zighen e Gebel Hauaisc.
Due ali abbastanza ben conservate.
17. Crocethia alba (Pall.)
d' — 14 Maggio 1931.
Oasi di Gialo, 80 Km. a sud.
Esemplare in abito intermedio fra l’ estivo e 1’ invernale. Sono
striate di rosso ruggine parecchie remiganti terziarie ed alcune
scapolari. Questa cattura avvenuta il 14 maggio ad 80 Km. a
sud di Gialo, conferma la supposizione formulata a proposito di
Erolia minuta e cioè che queste specie di scolopacidi migrino
attraverso il deserto.
18. Tringa glareola L.
Aprile 1931. Gialo. Colle trappole indigene. Isolato. Dal formol.
(Esemplare mutilato delle primarie).
Trovata dal Ghigi a Slonta (700 m. circa sul m., punto più
alto dello spartiacque cirenaico) e dal Festa a Merg.
276 A. GHIGI
19. Cursorius cursor cursor (Lath.)
© - 13 Aprile 1931.
Oasi di Augila Iride castagno scuro. Esemplare isolato.
Trovato dal Festa e dall’ Hartert nelle regioni steppiche della
costa e citato dal Moltoni per Giarabub.
20. Sterna albifrons albifrons Pall. ©
d' - 9 giugno 1931. Esemplare isolato della Sebcha di Cufra.
Iride nera, becco giallo limone. Piedi gialli chiari. Nel gozzo libellule
e vermi, La punta del becco è bruno nerastra con apice più chiaro...
Non ancora citata per la Cirenaica.
Questa specie è considerata come nidificante nella regione pa-
leartica, dalle isole britanniche fino al Turchestan e dal Marocco
all’ Egitto. Se non è dunque strano che essa sia stata rinvenuta
a Cufra, è tuttavia interessante la sua presenza in pieno deserto.
L'indicazione del contenuto dello stomaco è molto generica per
quanto riguarda i vermi; è probabile che si tratti di Artemia
salina che il Confalonieri ha raccolto in quantità nelle acque
salate di Cufra.
21. Chlidonias nigra nigra (L.)
© - 13 Maggio 1931.
85 chilometri a sud di Gialo in pieno deserto. Proveniente da sud.
Stomaco vuoto. Piedi e becco nerastri. Iride bruna.
Esemplare in abito estivo con parti inferiori interamente
grigio-scure e contrastanti in modo deciso col bianco delle copri-
trici inferiori della coda. Il Festa solo ha ottenuto un esemplare
di questa specie dal Fuehat, località vicina a Bengasi. Per quanto
questa Sterna sverni in tutta la regione mediterranea ed in gran
parte dell’Affrica equatoriale, la cattura avvenutane in pieno de-
serto, è interessante.
22. Anas crecca crecca L.
16 Aprile 1931. Oasi di Augila.
Ala in perfetto stato di conservazione. Gia rinvenuta nell’oasi
di Giarabub e sulla costa.
“II
SPEDIZIONE A CUFRA DA
23. Eremialector coronatus coronatus Licht,
a) &. VII. 1931.
El Agheila. Avato morto in gabbia. Iride nocciola.
b) o&. VIL 1931.
El Agheila. Avuto morto in gabbia. lride nocciola.
Entrambi questi esemplari sono stati tolti dall’ alcool e sono
talmente: sciupati, da consentirne appena la determinazione.
Trovato per la prima volta in Cirenaica dal Festa che lo vide
in branchetti a Zavia Mechili, località non molto distante da
El Agheila.
24. Streptopelia turtur arenicola (Hart.)
a) O — 14 Aprile 1931.
Oasi di Augila, nutrimento orzo, iride arancione; a coppie.
b) O — 16 Aprile 193].
Oasi di Gialo. Ingluvie con orzo ed altri semi. Piccolo branchetto
di cinque.
Forma catturata dal Festa e dall’ Hartert nell’ altipiano cire-
naico e indicata dal Moltoni per I’ oasi di Giarabub.
25. Streptopelia turtur isabellina (Bp.)
a) O - Giugno 1931.
Oasi di Cufra. Iride arancio, piedi rossi.
b) & — Giugno 1931.
Oasi di Cufra. Iride arancio, piedi rossi, nutrimento orzo.
c) juv. Giugno 1931.
Oasi di Cufra. Iride chiara, becco scuro, piedi viola scuri, nutrimento
orzo e semi. |
d) juv. Giugno 1931.
Oasi di Cufra. Iride chiara, becco scuro, piedi viola scuri.
Nuova per la Cirenaica.
La caratteristica sfumatura bruno gialliccia che ricorda il
color della sabbia sul capo e sul resto delle parti superiori,
propria di questa forma, é più evidente nella 9 che nel gg,
mentre i margini color marrone ruggine delle scapolari e delle
copritrici, tanto ampi da nascondere in massima parte le porzioni
centrali nere, sono egualmente estesi nei due sessi, i quali si di-
stinguono, anche nei due esemplari in esame, per la sfumatura
grigio vinosa sul gozzo del maschio.
DASH A. GHIGI
I giovani hanno il vessillo esterno e la punta delle remiganti
primarie orlati di castagno. Uno dei due esemplari‘è più avan-
zato in età perchè le copritrici delle ali sono già mutate in parte;
l’altro è molto più giovane, quasi nidiaceo perchè le primarie e
le timoniere non sono ancora terminate. Dalla data di cattura
si può presumere che il primo esemplare è nato in maggio e
che le relative uova sono state deposte ai pesi di questo mese
e forse anche ai primi di aprile.
Tale forma di tortora, citata dall’ Hartert per V Egitto, dal
Delta fino alla Nubia e per le oasi del Deserto Libico (Oasi di
Dachel) è dunque nidificante e presumibilmente stanziale a Cufra,
la cui posizione è presso a poco sullo stesso parallelo di Dachel
ma a circa sette gradi di longitudine più ad occidente.
26. Coracias garrulus (L.)
© — 13 Aprile 1931.
Oasi di Augila. Iride scura; esemplare isolato.
Non ancora citata per la Cirenaica.
27. Merops apiaster (L.)
© — 6 Aprile 1931.
Gialo sulla pista per Augila. Isolato.
Citato dal Festa e dall’ Hartert per la Cirenaica.
28. Asio flammeus flammeus Pontopp.
© — 2 Aprile 1931.
Gialo. Iride limone.
Il Gufo di padule non è stato ancora segnalato in Cirenaica.
L’ Hartert, quando cita sotto questo nome un esemplare ucciso
in Cirenaica ed ottenuto dal Festa, cade vittima della rivoluzione
portata in tutti i nomi specialmente per opera sua, giacchè il
Festa si riferiva ad un barbagianni che nella nomenclatura più
recente è indicato col nome di Tyto alba alba (Scop.).
29. Caprimulgus europaeus europaeus L.
a) © - 14 Aprile 1931. Oasi di Augila.
b) © - 28 Aprile 1931 Oasi di Gialo; isolato.
Un solo succiacapre è stato fino ad ora visto dall’ Hartert
a Merg. |
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SPEDIZIONE A CUFRA 279
30. Micropus apus L.
d' — 12 Maggio 1931. 80 Km. a sud di Gialo.
Un solo rondone è stato veduto ma non catturato dall’ Hartert
in Cirenaica a Merg. Il Festa ne ha visto uno a Coefia. Il Mol-
toni non lo cita per Giarabub, onde questa appare come la
cattura più meridionale.
31. Lynx torquilla torquilla L.
Q — 9 Aprile 1931.
Oasi di Gialo. Iride marrone chiaro.
Il torcicollo comune non è stato ancora citato per la Cirenaica.
32. Iynx torquilla tschusii Kleinschm.
24 Aprile 1931.
Esemplare conservato in formol e molto deteriorato. La lun-
ghezza dell’ala di mm. 86 in confronto ad 89 dell’ esemplare
precedente e la colorazione molto più scura delle parti superiori
con forti sfumature rosso ruggine oltre alle macchie e strie pre-
apicali nelle penne delle parti inferiori che sono ben marcate ed
a forma triangolare mi hanno indotto alla presente determinazione.
Anche questa forma è nuova per la Cirenaica. Il Moltoni at-
tribuisce ad Iyna torquilla mauretanica Rothsch. un esemplare
catturato a Giarabub, la cui ala misura soltanto mm 81. La dif-
ferente grandezza è sufficiente per escludere che |’ esemplare di
Gialo sia da attribuire alla forma mauretanica.
33. Eremophila alpestris bilopha (Temm.)
a) 0 - Luglio 1931. Fra Agedabia e Sahabi, frequente nella zona deser-
tica. (dall’ alcool).
b) oO — Luglio 1931. Tra Sahabi ed Agedabia, nidificante nella zona priva
di cespugli. (dall’ alcool).
c) - Luglio 1931. Tra Sahabi ed Agedabia, nella zona desertica senza
cespugli. ( dall’ alcool). i
d) © - Luglio 1931. Tra Sahabi ed Agedabia, iride marrone chiaro.
(dall’ alcool).
Trovata anche dal Festa e dal Hartert sulla costa bengasina.
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280 A. GHIGI
34. Alaemon alaudipes alaudipes (Desf.)
a) 0 — 7 Aprile 1931. Gur Atla. (Gialo). Iride bruna.
b) Q — 7 Aprile 1931. Gur Atla. (Gialo). Comune nella località, a coppie.
ec) ? —° Luglio 1931. Fra Sahabi ed Agedabia, nidificante.
Esemplari, uno dei quali dall’ alcool, più o meno deteriorati.
Li ascrivo alla forma alaudipes anzichè alla desertorum perchè
osservo piccole copritrici laterali della coda biancastre; le centrali
mancano nell’ esemplare meglio conservato. Questa forma è stata
trovata presso Bengasi ed un maschio a Giarabub.
35. Calandrella brachydactyla brachydactyla (Leisl.)
a) 9 - 5 Aprile 1931. Gialo sulle sabbie. tride nera.
b) & — 10 Aprile 1931. Gialo
» » Gialo (dal formol).
c) T - 4 Aprile 1931. Gialo oasi, iride nera, in branchetti da 25 a 30.
di » » Fra Gialo ed Agedabia (dal formol).
e) - » » Gialo, frequente (dal formol).
Hee > » Gialo (dal formol).
9) = » » Fra Agedabia e Gialo (dal formol).
li’) aie Wa » » Gialo.
Abbondante in tutta la Cirenaica, compresa l’ oasi di Giarabub.
36. Galerida eristata L.
S - Luglio 1931. Tra Sahabi ed Agedabia a piccoli gruppi di due o
tre individui. a
E impossibile determinare la sottospecie di questo esemplare,
dato il deterioramento dovuto alla conservazione in alcool ed alla
successiva. preparazione della pelle. La prima remigante rudi-
mentale più breve delle copritrici della mano esclude che si
tratti di G. theklae, la quale conta una forma caratteristica
della Cirenaica. Si tratta probabilmente di G. c. arenicola Tristr.
Nessun esemplare di Cappellaccia è stato raccolto a Giarabub,
mentre nella Cirenaica propriamente detta la specie è abbondante
e offre due forme locali G. c. festai Hart. e G. theklae cyre-
naicae Whit. | |
37. Motacilla alba alba L.
a) J' — 18 Aprile 1931. Oasi di Augila, isolato.
b) Q — 5 Aprile 1931. Oasi di Gialo, isolato.
Già nota per la Cirenaica e Giarabub.
SPEDIZIONE A CUFRA 281
38. Budytes flavus flavus L.
3 - 10 Aprile 1931. Gialo, dal formol.
Raccolta in esemplari numerosi dal Festa a Merg.
39. Budytes flavus melanocephalus Licht.
a) 0 - 3 Aprile 1931. Gialo.
b) Q - 3 Aprile 1931. Gialo.
Gia raccolto dal Festa a Derna.
40, Anthus campestris campestris (L.)
— 10 Aprile 1931. Gialo.
OS — 7 Aprile 1931. Gialo. Gur. Atla.
Noto per Bengasi (Hartert) e Giarabub (Moltoni).
4). Anthus richardi richardi Vieill.
© — 11 Aprile 1931. Oasi di Gialo.
Nuovo per la Cirenaica.
42. Anthus trivialis trivialis L.
of = 2 Aprile 1931. Oasi di Gialo.
— Aprile 1931. Gialo (dal formol) mescolato a Budytes.
Noto per Bengasi (Hartert) e Merg (Festa).
43. Muscicapa striata striata (Pall.)
Q - 18 Aprile 1931. Oasi di Augila (iride nera; insieme alle altre mu-
scicape e coi codirossi. 4
— 21 Aprile 1931. Gialo (dal formol).
— 21 Aprile 1931. Gialo (dal formol).
Già catturata dal Festa in varie localtà della costa e dello
altipiano cirenaico.
44 Ficedula albicollis Temm.
a) do — 21 Aprile 1931. Gialo
b)d - 4 Aprile 1931. Gialo, isolata.
Catturata dal Festa e dall’ Hartert presso Bengasi.
982 A. GHIGI
45. Monticola saxatilis (L.)
a) 9 — 21 Aprile 1931. Gialo.
DOO sue 1931. Gialo (colle trappole indigene). |
Il codirossone è citato soltanto dall’ Hartert per He e
Soluk.
46. Oenanthe oenanthe oenanthe (L.)
a) 3 - 3 Aprile 1931. Oasi di Gialo. 2
b) & - 1 Aprile 1931. Gialo. -
c) Q — Aprile 1931. Gialo (dal formol).
d) QO — Aprile 1931. Gialo (dal formol).
e) © — Aprile 1931. Gialo (dal formol).
Comunissima in tutta la Cirenaica (Ghigi, Festa, Hartert); di
passaggio a Giarabub (Moltoni).
47. Oenanthe moesta Licht.
oS — Luglio 1931. — Fra El Agheila ed 339000 frequente nella zona
dei cespugli.
Già citata dal Festa e dall’Hartert per la costa Cirenaica.
48 Oenanthe hispanica hispanica L.
a) & - 2 Aprile 1931. Gialo.
b) & - 7 Aprile 1931. Gialo, Gur Atla.
c) 0 - 8 Aprile 1931. Oasi di Gialo, trovata morta sotto una palma.
d) g' — 11 Aprile 1931. Oasi di Gialo, iride scurissima.
- Aprile 1931. Gialo.
Manca l’indicazione del sesso di quest’ultimo esemplare che è
stato conservato in formol e perciò non è in buone condizioni di
penna. Il rapporto di lunghezza tra le prime remiganti primarie
corrisponde perfettamente a quello di O. hispanica.
Di quattro maschi, raccolti tutti a Gialo e nello stesso periodo,
due hanno mento e gola nera, mentre gli altri due hanno le
parti inferiori interamente chiare.
L'assenza di nero nel gozzo esclude che si tratti di 0. h. me-
lanoleuca (Guld.) citata dal Moltoni per Giara bub. Forma nuova
per la Cirenaica.
SPEDIZIONE A CUFRA 283
49. Oenanthe leucopyga leucopyga (Brehm).
c° - 11 Aprile 1931. Gialo (iride castagna).
Esemplare a calotta cefalica bianca. Timoniere laterali tutte
immacolate; paio mediano nero soltanto nel terzo apicale. Abbon-
dante nei dintorni di Giarabub (Moltoni); non ancora citata per
la Cirenaica costiera.
50. Saxicola rubetra rubetra (L.)
a) o' — 1 Aprile 1931. Gialo.
b) & — 10 Aprile 1931. Gialo
e) 2 - 11 Aprile 1931. Gialo.
d) 7 - 11 Aprile 1931. Gialo
Questi esemplari mi sembrano perfettamente simili a quelli
italiani, onde ho preferito attribuirli alla forma tipica, anzichè a
S. r. spatzi (Erl.) citata dal Hartert e dal Festa per l’altipiano
e la costa cirenaica. |
ol. Phoenicurus phoenicurus L.
a) © - 1 Aprile 1931. Gialo.
b) 0 - 8 Aprile 1931. Oasi di Gialo, catturato colle trappole degli indigeni.
ec) & - 10 Aprile 1931. Gialo.
d) Q - 2 Aprile 1931. Dal formol.
Il maschio catturato 1’8 Aprile ha la stria bianca frontale
larga 7 mm.; le penne della parte inferiore della gola e del
gozzo sono interamente nere. L'altro esemplare (c) ha la stria
bianca frontale larga appena un millimetro e le penne della
gola sono largamente frangiate di grigio.
d) Esemplare a colorazione alterata e mutilato delle remiganti
primarie e secondarie.
Specie citata dall’Hartert per la costa cirenaica e dal Moltoni
per Giarabub.
52. Sylvia communis communis Lath.
8 Aprile 1931. Gialo, buon passo.
8 Aprile 1931. Gialo (becco e zampe giallastre).
3 Aprile 1931. Gialo.
8 Aprile 1931. Gialo.
Pre Se
oto Lo
A
284 A. GHIGI
e) -
6 Aprile 1931. Gialo.
f) - 8 Aprile 1931. Gialo (dal formol).
8 Aprile 1931. Gialo (dal formo)).
10 Aprile 1931. Gialo (dal formol).
=
cm
lel
Di questi otto esemplari, quattro che non sono stati in formol, |
sono determinati dal raccoglitore come S. communis icterops.
Non mi sembra che questa determinazione sia giusta, perchè
tutti hanno le parti superiori di tono bruno e non grigio ed i
margini delle grandi copritrici delle ali e delle remiganti secondarie,
largamente marginati di bruno rossiccio carico, come in Sylvia
c. communis, alla quale corrispondono anche per la lunghezza
delle ali, variabile fra 68 e 72 mm.
Citata dal Festa e dal Hartert per la Cirenaica, ma non dal
Moltoni per Giarabub.
53. Sylvia ritppelli Temm.
a) 9 — 8 Aprile 1931. Oasi di Gialo, sui tamarischi con altre silvie; piedi
arancio giallastri.
b) 2 - 8 Aprile 1931. Gialo.
a .
La prima remigante primaria falciforme é impercettibilmente
piu lunga delle copritrici delle primarie.
Citata dall’Hartert per la costa bengasina e dal Moltoni per
Giarabub, dove furono catturati parecchi esemplari.
54. Sylvia cantillans inornata Tsch.
— Aprile 1931. Gialo.
_ Esemplare conservato in formol, mutilato in gran parte delle
timoniere esterne. Ha conservato tuttavia un accentuato colore
cannella nel petto ed ai lati del gozzo, che mi permette di fare,
pur con qualche dubbio, questa determinazione. La prima remi-
gante è lunga quanto le copritrici; lungh. ala 59 mm.
Nuova per la Cirenaica,
55. Hippolais icterina (Vieill.)
a) S - 4 Maggio 1931. Oasi di Gialo, esemplare isolato, iride nera.
b) - Giugno 1931. Oasi di Zurgh (Cufra) su di una pianta spinosa.
Iride nera, becco scuro superiormente, inferiormente chiaro; piedi
grigi.
SPEDIZIONE A CUFRA 285
L’esemplare di Cufra è più bruno di quello di Gialo; proba-
bilmente si tratta di una 9, ma le penne sono anche logorate
e sbiadite.
Questa specie è stata osservata dal Festa a Ghemines.
56. Acrocephalus schoenobaenus L.
© - 8 Maggio 1931. Oasi di Gialo; iride scura; interno della gola aran-
cio, piedi cornei.
Già citato dal Festa per Merg.
57. Phylloscopus sibilatrix sibilatrix (Bechst.)
— 7 Aprile 1931. Gialo (dal formol).
Nuovo per la Cirenaica.
58. Phylloscopus bonelli bonelli (Vieill.)
a) & — 5 Aprile 1931. Oasi di Gialo, isolato su palme.
b) gd - Aprile 1931. Gialo.
— Aprile 1931. Gialo (dal formol).
L’ ala di questi due esemplari è lunga rispettivamente mm.
64, 67 e 68. La seconda e la sesta remigante appaiono eguali.
Forma nuova per la Cirenaica.
59. Phylloscopus bonelli orientalis (Brehm)
— Aprile 1931. Gialo (dal formol).
Attribuisco 1’ esemplare, deteriorato dal formol, a questa forma
per la maggior lunghezza delle ali che raggiunge i 72 mm. La
seconda remigante è decisamente più lunga della sesta.
Già trovato a Bengasi ed a Ghemines dal Hartert e dal Festa.
60. Hirundo rustica rustica L.
a) 0’ - Marzo 1931. Fra Agedabia e Gialo, dal formol.
b) 0 - 2 Aprile 1931. Oasi di Gialo, dal formol.
Questi due esemplari, sembrerebbero a prima vista attribuibili
alla forma H. rustica savignii (Steph.) per il colore castagno
‘delle parti inferiori. Ritengo peraltro che questa tinta sia dovuta
286 A. GHIGI
ad alterazioni prodotte dalla conservazione in formalina ; le strie
trasversali nelle timoniere sono decisamente bianche come in.
H. rustica rustica L. e non rossiccio chiare come in H. rustica
savignii (Steph.).
La rondine è stata trovata in Cirenaica ed a Giarabub.
61. Hirundo rufula rufula Temm.
a) I - 25 Aprile 1931. Gialo.
b) 9° — 25 Aprile 1931. Gialo. i
c) & — 25 Aprile 1931. Gialo.
Nuova per la Cirenaica.
62. Delichon urbica urbiea L.
a) 2 - 10 Aprile 1981. Gialo.
b) - 10 Aprile 1931. Gialo, abbondantissima. si
Il balestruccio è già noto per la Cirenaica e per Giarabub.
63. Riparia riparia riparia L.
AG. = al ione 1931. Gialo.
b) 9 - 4 Aprile 1931. Gialo. Individui isolati coi balestrucci. Presa colla
rete.
Cc) - 20 Maggio 1931. Gialo.
d) — 5 Maggio 1981. Oasi di Gialo.
Il Topino è stato trovato abbondantemente in Cirenaica dal
Festa e dal Hartert.
64. Lanius senator senator (L.)
© - 1 Aprile 1931. Gialo.
— 6 Aprile 1931. Gialo. Esh Sherruf (dal formol),
Il Lanius senator senator è uno degli uccelli più comuni
in Cirenaica.
65. Lanius excubitor pallidirostris Cass.
a) 7 - Luglio 1931. Gialo. Iride scura, becco e piedi cornei. Gozzo con-
tenente formiche. Esemplare isolato: C. C. scrive che gli è dato
osservarli altre volte nell’ oasi, ma sempre individui soli.
b) - 6 Luglio 1931. Gialo. Iride marrone, becco corneo, piedi cerulei,
nidificante sulle palme, non frequente (dall’ alcool).
SPEDIZIONE A CUFRA 987
Determinazione dubbia per il cattivo ‘stato di conservazione.
Le parti inferiori sono bianche, comprese le copritrici inferiori
delle ali.
66. Oriolus oriolus L.
a) 0° - 16 Aprile 1931. Oasi di Augila.
b) 2 - 16 Aprile 1931. Gialo (primo visto sinora).
Già trovato in Cirenaica dal Festa, dal Hartert, dal Ghigi.
67. Corvus albus (Mull)
d° adulto - 24 Aprile 1931. Oasi di Gialo. Unico osservato alla data
della cattura.
Nuovo per la regione paleartica.
Trattandosi di individuo isolato è da ritenere che la presenza
del Corvus albus (Mull.) = scapulalus auct. nel Sahara setten-
trionale sia del tutto accidentale. Nessun dubbio cade sulla esat-
tezza della determinazione, trattandosi di una specie di facile
riconoscimento, di un nero lucente sul quale spiccano il petto,
la parte superiore del ventre ed uno scudo sul dorso di un bianco
puro negli esemplari adulti. Secondo il Reichenow, il Corvus
albus si trova in tutta l’Affrica a sud del Sahara ed a Madagascar.
Tra le località più nordiche cito le isole Dahlak e la Dancalia,
dove un esemplare giovane fu catturato dalla spedizione Fran-
chetti a Gaarre.
L’ Hartert non comprende questa specie nei suoi uccelli della
fauna paleartica. D'altra parte il tipico corvo sahariano è il
Corvus corax ruficollis Less. del quale quattro esemplari furono
catturati a Giarabub (Moltoni). Nella Cirenaica costiera si trova
il Corvus corax tingitanus Irby (Festa, Hartert, Ghigi).
63. Passer hispaniolensis hispaniolensis (Temm.).
a) - Aprile 1931. Gialo. Iride nera; nutrim. orzo.
*» b)d- Aprile 1931. Gialo.
ce) £- Aprile 1931. Gialo.
d) 2 — 9 Aprile 1931. Oasi di Gialo (dal formol).
Già trovato dal Festa sulla costa cirenaica, dal Hartert a
Merg e dal Confalonieri a Giarabub (Moltoni).
288 A. GHIGI
64. Emberiza hortulana L.
a) — Aprile 1931. Oasi di Gialo.
b) - Aprile 1931. Oasi di Gialo in branchetti di 30 esemplari.
ce) — Aprile 1931. Oasi di Gialo.
d) — 5 Aprile 1931- Gialo.
Nuovo per la Cirenaica.
CONCLUSIONI i
Il fatto più notevole sta nel ritrovamento di due specie etiopiche,
“nuove per la regione paleartica:
Falco concolor Temm. trovato a Cufra ed apparentemente di
transito regolare. È anche possibile, data l’epoca inoltrata del rinveni-
mento, che una colonia di questa specie sia nidificante in una delle
oasi non esplorate.
Corvus albus (Mull.) nell’oasi di Gialo, verosimilmente acci-
dentale, giacchè mai catturato nel Sahara tunisino, nè al Marocco.
a
%
Altre specie o forme nuove per la Cirenaica sono, oltre alle
due precedenti:
Falco biarmicus cherrug Gray.
Sterna albifrons Pall.
Streptopelia turtur isabellina (Bp.).
Coracias garrulus (L.).
Asio flammeus (Pontopp.).
Iynx torquilla torquilla (L).
Iynx torquilla tschusti (L.).
Anthus richardi Vieill. ree
Oenanthe hispanica hispanica (L.).
Sylvia cantillans inornata Tsch.
Phylloscopus bonelli bonelli (Vieill.).
Phylloscopus sibilatria sibilatria (Bechst.).
Hirundo rufula Temm.
Lanius excubitor pallidirostris Cass.
Emberiza hortulana L.
Sono in totale 17 forme, specie o sottospecie, nuove per la
Cirenaica.
SPEDIZIONE A CUFRA 989
L’avifauna di Cufra è, per ora, eccessivamente scarsa. Se si
considera che il Confalonieri ha sostato in questa oasi ben 27 giorni,
si è condotti a ritenere che realmente pochissimi uccelli vi abbiano
dimora, forse per scarsità di nutrimento, per quanto il contenuto
dello stomaco della cicogna uccisa non avvalori questa ipotesi, ed
anche per l’attiva caccia della quale sono indubbiamente oggetto
da parte di una popolazione che possiede limitate risorse alimen-
tari. Sarebbero necessarie ulteriori osservazioni durante l’inverno.
L'elenco delle specie raccolte a Cufra è il seguente:
Nycticorax nycticorax L.
Ciconia ciconia L.
Falco concolor Temm.
Sterna albifrons Pall.
Streptopelia turtur isabellina (Bp.).
Hippolais icterina (Vieill.).
La tortora, stazionaria e nidificante a Cufra, appartiene alla forma
propria dell'Egitto; se il Falco concolor risultasse regolarmente
presente nell’Arcipelago, si avrebbero due elementi di carattere
egizio etiopico valevoli a differenziare faunisticamente Cufra dal
resto della Cirenaica. Una conclusione a questo riguardo non può
essere data che dallo studio degli altri animali e specialmente dagli
insetti. Da notare la mancanza di specie deserticole come Eremia-
lector (Pterocles), Cursorius, Alaemon, Eremophila, trovate
in altre località della Cirenaica.
sh 3p
Relativamente abbondante è l’avifauna di Gialo, che riassumo,
comparativamente a quella di Giarabub (Moltoni) nel seguente
elenco:
GIALO GIARABUB
Ardeola ralloides Scop. i È . cis
Conta CLCOnta Ei 4 ; sta
Neophron percnopterus L. : i 1
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat..-Vol. LV (4 Aprile 1932). 19
290 A. GHIGI -
Falco cherrug Gray .
» tinnunculus L.
» naumanni Fleisch.
Circus pygargus L.
» macrourus (Gmel.)
Coturnix coturnix L.
Charadrius dubius curonicus (Gmel.)
Erolia minuta (Leisl.)
Crocethia alba (Pall.)
Philomachus pugnax (L.)
Tringa ochropus L.
» glareola L.
Gallinago g. gallinago (L.)
Porzana pusilla intermedia (Herm.)
Cursorius cursor cursor (Lath.)
Chlidonias nigra nigra L.
Phoenicopterus ruber Temm.
Anas crecca crecca L.
Streptopelia turtur arenicola (Hart.)
Coracias garrulus L.
Merops apiaster L.
Upupa epops epops L.
Asio flammeus flam. Pontopp.
Caprimulgus europaeus L.
Micropus apus L.
Iynx torquilla L. :
Alaemon alaudipes al. (Desf.)
Alauda arvensis L.
Ammomanes phoenicura Gude
Calandrella brachydactyla (Leisl.)
Motacilla cinerea Tunstall.
Motacilla alba L.
Budytes flavus flavus L. i
» » melanocephalus Li
Anthus campestris L.
» pratensis (L.)
» cervinus (Pall)
» richardi Vieill.
GIALO
\
++++++
++
+
++++ + +++++ ++++ ++
ok
GIARABUB
+++
++++++4+ ++
++++
SPEDIZIONE A CUFRA
Anthus trivialis L.
Muscicapa striata Pall.
Ficedula albicollis (Temm.)
Monticola solitarius. L.
Di saxatilis L.
Oenanthe oenanthe L.
>, deserti atrogularis Blyth
» hispanica hispanica L.
» » melanoleuca Guld.
» isabellina (Cretzschm.)
» lugens halophila (Trist.)
> moesta Licht.
» leucopyga leucopyga Breio
Saxicola torquata rubicola (L.)
» rubetra rubetra L.
Phoenicurus phoenicurus L.
» ochrurus (Gm.)
Erythacus rubecula rubecula (L.)
Sylvia atricapilla
» communis Lath.
» ruppelli Temm. | :
» melanocephala m. (Gol) ;
yD cantillans albistriata (Brehm)
» » inornata Tsch.
Hippolais icterina Vieill.
-Acrocephalus schoenobaenus L.
» schirpaceus (Herm.)
Phylloscopus bonelli bonelli (Vieill.).
» » ortentalis (Brehm)
» sibilatrix sibilatrix({Bechst.)
» trochilus trochilus (L.) .
» collybista pot (Vieill.) .
Hirundo rustica L.
» rufula Temm.
Delichon urbica (L.) .
Riparia riparia (L.).
Lanius senator L.
» excubitor L.
GIALO
+
+
+
291
GIARABUB
++ +++
++++
2992 A. GHIGI
GIALO GIARABUB
Oriolus oriolus L. ; ì : È +
Corvus corax ruficollis Less. 5
Erythrospiza githaginea (Licht.) sha
Fringilla coelebs L. ae
Passer hispaniclensis hisp. (Term + +
Emberiza hortulana L. . 5 : dr
56 54
Il numero delle specie conosciute delle due oasi è dunque
presso a poco equivalente e può essere analizzato nel modo
seguente :
Specie trovate in entrambe le oasi N. 22
» » solo a Gialo » 84
» » » » Giarabub » 99
Soltanto il 40 °/, delle specie raccolte fino ad ora è comune
alle due oasi, quindi la differenza è, nello stato attuale delle
nostre cognizioni, fortissima. È evidente che essa dipende in
massima parte dalla scarsità delle osservazioni, ma sarà tuttavia
interessante vedere in seguito se ciascuna di quelle sia realmente
frequentata da qualche determinata specie o forma a preferenza
che da altra.
*
x of
Mi sembra interessante notare infine come talune specie di
uccelli acquatici si internino nel deserto a molte centinaia di
chilometri lontano dalla costa. Alludo principalmente a Sterna
albifrons Pall. catturata a Cufra, a Chlidonias nigra L. uccisa
ad 85 chilometri a sud di Gialo, a Philomachus pugnax (L.)
i cui resti sono stati trovati a due giornate di marcia da Cufra.
Altre si attardano nelle oasi sahariane come Erolia minuta (Leisl.)
uccisa a Gialo addi 8 maggio e Crocethia alba (Pall.) uccisa
pure a Gialo il 14 Maggio. A questo proposito è peraltro impor-
tante ricordare che il Marchese Patrizi nella sua relazione sulla
«Missione scientifica genovese all’oasi di Cufra» Riv. Municipale
Genova, gennaio 1932, dice che nel percorso del deserto trovarono
numerosissimi uccelli morti, tanto da stimare a qualche milione .
gli uccelli che muoiono ogni anno nell’attraversare il deserto.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(MARZO-LUGLIO 1931 )
RLS ANO RI
PER F. SILVESTRI
Durante il viaggio organizzato dal Museo Civico di Genova
per esplorare faunisticamente I’ Oasi di Cufra, il Marchese Saverio
Patrizi, coadiuvato efficacemente dal Sig. Confalonieri, capo pre-
paratore del Museo, raccolse, insieme ad una grande quantità di
Artropodi di ogni classe, anche un certo numero di Tisanuri
della famiglia Lepismidae appartenenti a 9 specie, delle quali
una (Ctenolepisma Confalonierii) è qui descritta come nuova,
un’ altra (Hyperlepisma Patrizii) è pure descritta come nuova
e come tipo di genere anche nuovo; delle altre specie la Cteno-
lepisma longicaudata ha una larga distribuzione nelle regioni
subtropicali e tropicali dell’ Africa e dell’ Asia, la Ctenolepisma
ciliata è ricordata di quasi tutti i paesi del bacino del Mediter-
raneo, la Lepisma Wasmanni ha probabilmente una distribu-
zione simile; la Lepismina Emiliae è nota dall’ Algeria alla
Mesopotamia e Transcaucaso; le due specie Ctenolepisma albida
e C. Michaelseni furono descritte su esemplari dell’ Egitto, ma
probabilmente saranno diffuse a tutta la regione desertica della
Africa e dell’ Asia occidentale.
Lepismina Emiliae Escher.
Q raccolta a Gialo.
Lepisma Wasmanni Moniez.
Alcune femmine e un maschio giovane di Cufra, Sebka.
294
F. SILVESTRI
Thermobia aegyptiaca (Lucas)
Cufra - El Talab - Un esemplare.
Genus Hyperlepisma nov.
(Fig. I - IV)
Corpus elongato-ellipticum, postice quam antice parum angu-
stius, dorso convexiusculo, squamis et setis instructum.
Fig. LI Hyperlepisma
Patrizii: animalculi
totius circumlitio (am-
pliata).
Caput manifestum oculis sat magnis,
antennis elongatis, vertice et frontis
pars postica squamis vestitis, frontis
pars antica setarum robustarum nuda-
rum, apice inciso, acervis duobus sub-
medianis instructa, quorum setae late-
rales internae breves ad mediam frontem
vergentes et gradatim longiores ocu-
lorum libellam externam superantes,
capitis lateribus usque ad oculorum
marginem superum setis robustis bre-
vibus numerosis etiam instructis; labrum
transverse subrectangulare angulis an-
ticis rotundatis, superficie setis pernu-
merosis brevioribus clypeo similiter,
instructa; mandibulae stipite longo
robusto superficie externa setis ejsdem
frontis similibus, apice 3-dentato; ma-
xillae primi paris stipite setis nonnullis
robustis brevibus, lacinia 3-dentata
dente proximali minori, margine in-
terno proximali setis brevibus robustis
apice inciso et pectine subapicali setis
7, galea papillis apicalibus minimis dua-
bus et superficie distali setis paucis
brevioribus attenuatis, superficie cetera
externa setis numerosis brevioribus, robustis instructa, palpis
5-articulatis; labium
submento latiore margine postico late
sinuoso, antice recte truncato, superficie mediana antica setis
numerosis robustis, mento diviso setis numerosis brevibus robustis
instructo, lobis externis quam internis parum brevioribus et ali-
SPEDIZIONE A CUFRA 295
quantum latioribus, palpis 3-articulatis superficie supera praeapicali
papillis latiusculis 5 aucta.
INDIE i
OG
— i]
VIS)
I
|
Fig. II Hyperlepisma Patrizii: 1. caput et pronotum prona;
2. caput subtus (usque ad mandibulas inclusas) inspectum; 3. anten-
nae dexterae pars proximalis prona; 4. articulus decimus octavus
(praecedentis eadem amplitudine); 5 ejusdem articuli articulini tres
submediani magis ampliati; 6. ejusdem antennae pars apicalis (in
296 F. SILVESTRI
exemplo typico sistens) figurae praecedentis eadem amplitudine;
7. mandibula dextera ex latere supero inspecta; 8. ejusdem pars
apicalis ex facie laterali externa inspecta (magis ampliata); 9. maxilla
primi paris; 10. labium; 11. ejusdem pars antica magis ampliata.
Thorax quam abdomen brevior pronoto transverse subrectan-
gulari quam mesonotum aliquantum breviore et parum angustiore,
meso-et metanoto subaequalibus, pronoti parte antica setis per-
numerosis brevioribus robustis obsessa, cetera superficie setarum
pectinibus lateralibus quatuor et duabus (laterali et sublaterali)
posticis instructa; mesonotum setarum pectinibus lateralibus 8 et
duobus (laterali et sublaterali) posticis; metanotum mesonoto
simile. |
ao 400
Cae a Ù Mil,
| | ZAR
Fig. Ul. Hyperlepisma Patrizii: 1. pronoti pars lateralis
(ampliata); 2. ejusdem margo lateralis cum setarum pectine quarto
SPEDIZIONE A CUFRA 297
(magis ampliatus); 3. ejusdem squama subpostica submediana; 4. pes
paris tertii; 3. ejusdem tibiae apex magis ampliatus; 6. tarsi apex
et praetarsus (magis ampliati); 7. urotergiti tertii dimidia pars;
8. urotergitum decimum; 9. ejusdem marginis lateralis particula
magis ampliata; 10. urosternum quintum; 11. cerci mediani pars
proximalis prona; 12. ejusdem pars apicalis; 13. cercus lateralis
laevus pronus.
Sterna: praesterni pars mediana triangulari parva, setigera,
mesosterni pars mediana triangulari sat magna postice setigera,
metasterni parte mediana majore subsemiovali, postice setigera.
Pedes sat longi robusti, persetosi articulis a primo ad par
tertium gradatim longioribus, primi paris coxis subtus setarum
pectinibus latis tribus, secundi et tertii paris pectine uno, femo-
ribus serie infera setarum inaequalium, robustarum, sat longarum
c. 8-10, tibiis marginibus et facie infera setis numerosis robustis
longis et brevibus integris, nec non processu triangulari apicali,
(calcare) externo breviore setis nonnullis brevissimis robustis
instructo, tarsis 4-articulatis articulo primo quam ceteri singuli
longiore, setis nonnullis robustis auctis, praetarsis unguibus
duobus simplicibus instructis, quorum inferus quam superus ali-
quantum longior et robustior est.
Abdomen. Tergita primum ad octavum inclusum setarum
pectinibus posticis 3 + 3, tergitum nonum brevius setarum pec-
tinibus nullis, tergitum decimum breve, subsemiovale setarum
pectinibus 5 + 5, quorum tertium et quartum setis 2-3, quintum
subposticum setis 6.
Urosternum primum setarum pectine postico mediano, uro-
sterna 2-7 setarum pectine sublaterali et pectine latiore mediano
instructis: subcoxis segmentorum octavi et noni etiam setarum
pectinibus instructis.
Stilorum par unum (segmenti noni).
Ovipositor attenuatus brevis.
Cerci pluriarticulati, attenuati, setosi, laterales breves quam
medianus breviores.
Mas ignotus.
Typus: Hyperlepisma Patrizii sp. n.
Observatio. Genus hoc ad Thermobia proximun est, sed uroter-
gitis a primo setarum pectinibus 3+3, pedibus armatura, cercorum
brevitate distinctissimum est.
298 F. SILVESTRI
Hyperlepisma Patrizii sp. n.
© Corpus (in alcool) isabellinum, squamis magnis creberrime
striatis, forma variabili, urotergitorum medianis posticis u 130 X 160.
Antennae reversae thoracis marginem posticum subattingentes, —
setis et sensillis vide fig. II, 8 — 6; palpus maxillaris articulo primo
brevi, articulis secundo et tertio inter sese subaequalibus, quarto
quam tertius parum breviore, quinto longitudine quarto subaequali;
palpi labiales articulo ultimo praecedenti longitudine subaequali sed
latiore, paullum latiore quam longiore.
Fig. IV. Hyperlepisma Patrizii: 1. urosterna septimum ad
nonum cum ovopositore; 2. subcoxa segmenti noni cum stilo.
Subcoxae segmenti octavi parvae, postice late rotundatae, setarum
5 — 6 pectine postico instructae, subcoxae segmenti noni parte interna
triangulari apice stilorum dimidiam longitudinem parum superante,
setarum pectine laterali externo submediano et setis numerosis.
pluriseriatis ad stilorum libellam instructae; stili breves setis subti-
libus sat numerosis et setis robustis 5 — 6 instructi.
Characteres ceteri vide generis descriptionem et figuras I-IV.
Mi
SPEDIZIONE A CUFRA
lat SLES CART VASTI tae ad cert aN hoi
ci he
~~. SONIA RM Oe any
299
Long. corporis mm. 9.8, lat. thoracis 3,2, long. antennarum 4, 6,
pedum paris tertii 6, 5, cercorum lateralium 1.30, cerci mediani 3,
Habitat. Gialo (exemplum typicum tantum vidi).
Species haec clar. Marchioni Saverio Patrizi dicata est.
e
Esemplari di Agedabia e di Cufra.
Ctenolepisma albida Esch.
Un maschio raccolto a El Agheila.
Ctenolepisma ciliata (Duf.)
Un esemplare di Agedabia.
Ctenolepisma Michaelseni Esch.
Pochi esemplari di Gialo, Agedabia e Sahabi.
Ctenolepisma Confalonierii sp. n.
(Fig. V-VI).
© Corpus oculis convexis sat magnis,
antennis reversis abdominis segmentum ter-
tium superantibus, articulis c. 80, quinto
articulinis duobus, ceteris a nono gradatim
articulinis magis numerosis compositis ita ut
articuli partis distalis articulini 7 sint, arti-
culino singulo setis brevibus transverse uni-
seriatis et sensillis ut fig. VI, 1—3;
demonstrant; palpi maxillares 5 — articulati
tenues, palpi labiales articulo ultimo quam
praecedens aliquantum longiore et latiore,
subovali.
Ctenolepisma longicaudata Esch.
Fig. V. Ctenolepisma
Confalonierii: ani-
malculi totius circum-
litio (ampliata).
Thorax quam caput parum latior, lateribus subparallelis, quam
abdomen c. dimidio brevior; tergita thoracica subaequalia setarum
pectinibus lateralibus 5 — 6 et pectinibus posticis sublateralibus 1+1,
sternorum pars mediana elongata subtriangularis setarum pectinibus
Min
300 F. SILVESTRI
subposticis instructa, metasterni parte mediana c. 2/9 ad basim
latiore quam longiore setarum pectinibus posticis duobus et setis
aliis nonnullis instructa.
PIE a WY DONE
PL e I I O DR OI
ee
Fig. VI. Ctenolepisma Confalonierii: 1. antennae dexterae
pars proximalis; 2. ejusdem antennae articulus decimus secundus;
3. ejusdem antennae articulus penultimus; 4. palpus maxillaris;
5. palpus labialis; 6. pes paris tertii; 7. mesonoti squama subpostica
submediana; 8. metasterni pars mediana; 9. ejusdem particula postica
lateralis magis ampliata; 10. urotergiti quinti dimidia pars; 11. uro-
tergitum decimum; 12. urosterna septimun ad nonum cum oviposi-
tore et stilis.
Pedes setis spiniformibus spinulosis nonnullis per femoris margi-
nem internum et ad ejusdem marginem apicalem externum, tibia
setis similibus tribus internis, tribus inferis externis, duabus inferis
apicalibus et calcare triangulari setoso instructa.
Tene eres
SPEDIZIONE A CUFRA 301
Abdomen parte postica paullum attenuata, tergitis 2 — 6 setarum
pectinibus posticis 3 + 3, tergitis 7 -—8 pectinibus 2 + 2, urotergitum
decimum aliquantum, ad basim, latius quam longius, postice late
rotundatum haud sinuatum et setarum pectinibus posticis latera-
libus 1+ 1 instructum.
Urosterna 2 — 7 setarum pectinibus 1 + 1 (sublaterali), pectine
mediano nullo, subcoxis segmenti octavi postice late rotundatis et
setarum pectine postico instructis; subcoxis segmenti noni parte
interna stilorum dimidiam longitudinem parum superante, angustata
acuta, setarum pectinibus destituta, parte externa brevi, acuta;
stili tantum segmenti noni sistentes et subcoxarum partis internae
apicem aliquantum superantes.
Ovipositor tenuis, pseudoarticulatus, setis brevissimis subtilioribus
instructus, subcoxarum partis internae apicem tractu mm. 0,65
longo superans.
Cerci in exemplo typico haud bene asservati, tantum cercus
lateralis dexter integer vel subinteger apparet, quam corpus c.
dimidio brevior, gradatim attenuatus setis et sensillis consuetis.
Mas ignotus.
Long. corporis mm. 8, lat. thoracis 1,8, long. antennarum 5,
pedum paris tertii 4,5, cercorum lateralium 4,5.
Habitat. Exemplum typicum tantum vidi per itiner inter
Agedabia et Gialo lectum.
Observatio. Species haec Carolo Confalonieri dicata, ad Ct.
Michaelseni Esch. perproxima est, sed urosternorum setarum
pectine mediano nullo et subcoxarum segmenti noni parte interna
etiam setarum pectine destituta facile distinguenda est.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUPRA
(marzo - LUGLIO 1931)
OLIGOCHETI
PER IL DoTToR IGINIO SCIACCHITANO
Il Prof. Gestro Direttore del Museo Civico di Genova mi ha
inviato cortesemente in esame i pochi oligocheti raccolti nelle
oasi di Cufra e di Augila e di ciò io lo ringrazio sentitamente.
Il materiale, per quanto scarso, presenta un notevole interesse
poichè si tratta di reperti nuovi e per la Cirenaica e per l'Africa.
OASI DI AUGILA
Sette esemplari di oligocheti sono stati raccolti nei giorni
16-19 aprile del 1931. Essi appartengono al genere Hophila.
Questo fatto è interessante poichè la distribuzione di questo
genere era sinora secondo Stephenson (4) la seguente: Turkestan,
Caucaso, Transcaucasia, Palestina, Siria, Nord-India, Europa.
Resta così provato che detto genere non si trova solo in
Europa ed in Asia, ma anche in Africa.
I miei esemplari non appartengono a nessuna delle 37 specie
sinora descritte per questo genere, secondo Michaelsen (3).
Descrivo in breve la nuova specie alla quale appartengono i
sette esemplari da n me osservati.
EKophila augilensis n. sp.
Lunghezza, in alcool: 47-60 mm.
Diametro : 4-5 mm.
Numero dei segmenti: 88-100.
Forma: cilindrica, conica alle due estremità ; i segmenti 5-8
SPEDIZIONE A CUFRA © 303
sono bianulati; i segmenti 9-12 trianulati, i segmenti 13-15 bia-
nulati, quelli postclitelliali semplici.
Capo epibolico, il prostomio incide il primo segmento per
circa 1/3.
Colore, in alcool: superiormente bruno-scuro ; con prevalenza
di giallo nella parte dorsale dei segmenti postelitelliali. —
Setole strettamente geminate per tutta la lunghezza del corpo,
didfl=#S circonferenza, circa, aa — be, ab =ed.
Primo poro dorsale all’ intersegmento 11/12.
Il clitello, a forma di sella, si estende sopra i segmenti
26-33 (25-34) (7-9); i solchi intersegmentali non sono ben
visibili. |
I tubercula pubertatis costituiscono un'unica striscia lungo i
segmenti 80-32. Le aperture maschili sono al 15° segmento,
formano due atrii rigonfi che si estendono sui due segmenti
adiacenti.
Cuori pulsanti in sei paia nei segmenti 6-11.
Le aperture delle spermateche non sono visibili.
La posizione del clitello distingue nettamente questa specie da
tutte le altre del genere Eophila.
II.
OASI DI CUFRA
Un oligochete è stato. raccolto nelle pozze d’acqua dolce il
29 Maggio 1931.
Questo esemplare manca di clitello e di twbercula pubertatis.
E forse da ascrivere al genere Bimastus, ma si tratta di un”
esemplare non facilmente determinabile.
II.
Credo opportuno ora riassumere quanto si sa finora sulla
distribuzione geografica degli oligocheti nelle nostre colonie
mediterranee.
Michaelsen (2) segnalava l’ Allolobophora caliginosa (Sav.)
f. trapezoides (Ant. Dug.) per il Nord-Africa (dall’Egitto al
Marocco), e quindi era da presumere che questa specie si sarebbe
304. I. SCIACCHITANO
trovata in Tripolitania. Difatti Baldasseroni (1) la segnalò poi per
la Tripolitania in uno con altre tre specie di oligocheti e cioè:
1. Gordiodrilus pampaninii Bald. —
2. Eiseniella tetraedra (Sav.) f. typica.
3. Hisenica rosea (Sav.).
4. Allolobophora caliginosa (Sav.) f. A (Ant. Digi.
In totale sono quattro le specie di oligocheti trovati sinora in - >
Tripolitania.
Nessun oligochete era stato segnalato ancora per la Cirenaica
ed io inizio la serie con una specie nuova, appartenente ad un
genere nuovo per l’Africa.
1. Eophila augilensis n. sp.
Modena, 27 febbraio 1932 - X.
(Istituto di Zoologia e di Anatomia comparata della R. Università).
BIBLIOGRAFIA
BALDASSERONI V.- Lombrichi della Tripolitania. Mon. Zool.It. Vol. 24,1913.
MICHAELSEN W. - Die Olzgochaeta in Das Tierreiche. 10 Lief. 1900.
» — Oligochaeta in Kiikenthal. Hand. d. Zool. Bd. II, 1928.
STEPHENSON J. — The Oligochaeta. Oxford, 1930.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’ OASI DI CUFRA
(Marzo - LUGLIO 1931)
GORDII
PER IL DorT. IGINIO SCIACCHITANO
Il Prof. Gestro Direttore del Museo Civico di Genova mi ha
inviato gentilmente in esame un gordio parassita di un Erinaceus
aethiopicus Ehrenb., catturato a Gialo nell’aprile 1931. Si tratta
di una specie nuova che è anche nuova per l'ospite poichè non
mi risulta che in nessun insettivoro si siano trovati sinora dei
gordii. Descrivo in breve la nuova specie:
Gordius gialensis n. sp.
Un maschio lungo 57 mm. e largo circa 1 mm.
L’ animale è bruno chiaro, la parte anteriore del corpo è
biancastra, non vi è nessun collare nero, lungo tutto il corpo, si
hanno numerose striscie longitudinali scure.
I lobi posteriori e la lama postcloacale sono biancastri.
L’ estremità anteriore del corpo è un po’ assottigliata.
I lobi dell’ estremità posteriore sono molto corti.
La lama posteloacale ha una forma di mezzaluna, ma con i
due corni molto ravvicinati tra loro ed è abbastanza sviluppata.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (28 Aprile 1932). 20
ti
i agio
EER PE RO eee
306 I. SCIACCHITANO:
Lo strato cuticolare esterno si presenta con molte piccole for-
mazioni rifrangenti (vedi figura).
Questo gordio è il primo che viene i per le nostre
colonie mediterranee.
Il genere Gordius sinora era SR in Africa in una
sola specie: Gordius meruanus Cam. trovata nell’ Africa orien-
tale tedesca (Vedi Camerano L. — Wiss. Ergeb. d. Schwed.
Zool. Exp. dem Kilimandjaro ecc. 22. Vermes / 4 / Gordiidae
Stockholm. 1910).
Modena, 27 febbraio 1932 - X
(Istituto di Zoologia ed Anatomia comparata della R. Università).
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1931)
ANFIPODI
PER ANITA VECCHI
Gli Anfipodi che formano oggetto della presente nota, furono
raccolti dalla spedizione diretta dal Marchese Saverio Patrizi coadiu-
vato dal preparatore sig. Confalonieri, durante il viaggio di andata
all’oasi di Cufra e precisamente a Bengasi (Giuliana), nell’oasi di
Gialo ed in quella di Augila e, durante il viaggio di ritorno, ad
El Agheila.
]. Orchestia gammarella Pallas
El Agheila; 2 9g non adulti, luglio 1931.
Questa specie la cui distribuzione geografica si estende sulla
maggioranza delle coste dell'Europa tanto dell'Atlantico quanto
del Mediterraneo, è nota anche per l’Africa settentrionale dal
Marocco fino alla Tunisia, nonchè in Sicilia. L'attuale reperto
Vestende in maniera notevole verso Oriente al di là del deserto
Sirtico. Inoltre appartengono alla medesima specie alcuni esemplari
(una femmina ed alcuni maschi giovani) raccolti dal prof. Zavattari
a Murzuk nel Fezzan e da me in questi giorni determinati.
L’0. gammarella è caratterizzata, fra l’altro, dalla particolare
forma del propode nel gnatopode 2.° dei maschi, il quale ha il mar-
gine palmare non molto obliquo e nettamente convesso ed il dattilo
regolarmente ricurvo. Il 3.° paio di pereiopodi è maggiore del 4.°;
il telson, largo quanto lungo, è appena inciso distalmente. Nei
maschi adulti il 7.° paio di pereiopodi presenta l’articolo carpale
notevolmente espanso.
Gli esemplari da me studiati, pur corrispondendo negli altri
caratteri all’O. gammarella, non hanno la suaccennata espansione
308 A. VECCHI
del carpo; è perciò che li ho considerati giovani di questa specie,
tanto più che la loro maggior lunghezza è risultata di mm. 11-12
in confronto ai 18 mm. attribuiti ai maschi adulti della tipica
0. gammarella. È interessante inoltre notare che gli uropodi del
primo paio, nelle forme esaminate, presentano un solo ramo lateral-
mente spinescente, mentre nella forma tipica lo sono ambedue.
Se questo carattere studiato in molti esemplari adulti dovesse
risultare costante potrebbe, a mio avviso, essere valido per separare
almeno una forma distinta dall’O. gammarella degli Autori.
2. Orchestia mediterranea magnifica (Vecchi)
O. magnifica Vecchi - Boll. Zool. Anno 2.° N. 2, 1931.
Oasi di Gialo (38 esemplari di ambo i sessi, adulti e giovani) aprile 1931;
Bengasi (Giuliana) 4 970° e 4 LL adulte, marzo 1931; oasi di AUDIO, ld gio-
vane, aprile 1931.
L’Orchestia: mediterranea Costa presenta i seguenti caratteri
principali nel maschio adulto: «propode dei gnatopodi secondi
subpiriforme a margine palmare molto obliquo, sinuoso, con un dente
prossimale rotondeggiante, dattilo lungo sinuoso . . . . . ; pereio-
pode 7.° coll’articolo merale subtriangolare, molto largo al margine
distale, carpo molto meno lungo che largo..... ; telson non
inciso al margine distale Lunghezza mm. 17» (Chevreux e Fage).
Nell’ 0. mediterranea come nelle attini 0. gammarella Pallas,
O. montagui Audouin, esiste una notevole variabilità nel grado
di espansione dell’articolo merale e carpale del 7.° paio di pereio-
podi. Gli esemplari giovani presentano questi due articoli. quasi
diritti, mentre la loro espansione in senso trasversale aumenta
coll’età.
In base ad un solo esemplare maschio raccolto dal prof. Zavattari
all’Oasi di Gialo, istituivo una specie nuova: 0. magnifica diversa
dall’ 0. mediterranea Costa, per la mancanza della accentuatissima
sinuosità del margine palmare nel gnatopode 2.°, per il telson inciso
distalmente, per la forma dell’articolo carpale del 7.° paio di
pereiopodi, il quale, pure essendo espanso, si presenta più lungo
che largo. Ora i numerosi esemplari raccolti a Gialo e a Bengasi
(Giuliana) mi hanno condotto a modificare la precedente deter-
minazione.
La maggior lunghezza del carpo del 7.° paio di pereiopodi, in
confronto alla larghezza, è risultata conseguente all’accrescimento
SA I E È
SPEDIZIONE A CUFRA 309
non ultimato. In esemplari di grandezza crescente, lunghi cioé
15-18-20 mm., tale proporzione varia gradatamente, mantenendosi
pero la lunghezza maggiore della larghezza, ma in un esemplare
di mm. 22 il carpo risulta un poco piu largo che lungo.
Analogamente, coll’età o più precisamente col numero delle
mute, varia, sia pure impercettibilmente, la forma del propode del
gnatopode 2.°, il quale presenta la sinuosità caratteristica soltanto
ad accrescimento ultimato.
Nella descrizione dell'O. mediterranea fatta da varii Autori si
nota una discordanza nel numero degli articoli attribuiti al flagello
delle seconde antenne: Chevreux e Fage indicano per il maschio
29 articoli, mentre lo Stebbing, pure per il maschio ne indica 20.
Negli esemplari raccolti in Cirenaica il numero degli articoli va
da 20 a 25 negli esemplari maggiori; tale variabilità può, ritengo,
rientrare in quella riscontrata per lO. mediterraneu.
Tenendo conto dei fatti ora considerati, l’Orchestia di Cirenaica
differisce da O. mediterranea Costa, unicamente per la forma del
telson. Quest'ultima specie ha il telson non distalmente inciso,
come risulta dalle descrizioni degli Autori e come ho potuto
osservare in esemplari raccolti in Algeria e gentilmente comunica-
timi in esame dal Muséum d’ Histoire Naturelle di Parigi. Negli
esemplari raccolti in Cirenaica, tanto femmine che maschi, adulti
e giovani, il telson è invece nettamente inciso medialmente nel
margine distale.
Credo pertanto che l’0. mediterranea possa essere distinta in due
forme, l’una a telson integro (0. mediterranea mediterranea)
l’altra a telson medialmente inciso (0. mediterranea magnifica).
A quest’ultima forma appartengono gli esemplari raccolti in
Cirenaica; tuttavia non si tratta di una razza localizzata a questa
provincia dell’Africa settentrionale, perchè anche esemplari di
Siracusa appartengono ad 0. mediterranea magnifica.
Pubblicazioni citate :
Cuevreux Ed. Face L. - Amphipodes. Faune de France. Paris 1925.
StesginG T. R.Q. - Amphipoda. I Gammaridea. Das Tierreich.
Berlin 1906.
Vecchi A. - Anfipodi di Cirenaica raccolti dal prof. E. Zavattari.
Boll. di Zool. Anno II. N.° 2-1931.
SPEDIZIONE SCIENTIF ICA ALL’ OASI DI CUFRA
(MARZO-LUGLIO 1931)
OSTRACODI
PER L. MASI
Durante il viaggio di esplorazione dell’oasi di Cufra furono
raccolte dal March. Saverio Patrizi e dal Sig. Carlo Confalonieri
quattro specie di Ostracodi, appartenenti alla famiglia Cypridae.
Due di esse sono particolarmente interessanti, poiché una, che
sarà descritta qui appresso col nome di Cyprinotus sobrinus, è
specie nuova; l’altra è una Strandesia, già descritta da me nel
1905 su esemplari che provenivano dal. Lago di Fondi (presso
la riva del Lazio meridionale), poi non più ritrovata e messa da
G. W. Muller fra le specie incerte del genere. Delle altre due
Cypridae raccolte, la Cypretta Seurati Gauthier era nota
finora soltanto per l'Algeria meridionale, mentre la Herpetocypris
Chevreuxi è specie diffusa dall’Africa settentrionale al Capo di
Buona Speranza, e secondo Sars avrebbe un’area di distribuzione
anche più vasta.
Cyprinotus sobrinus sp. n.
Di questa nuova specie ho veduto parecchi esemplari, tutti
femmine, provenienti da pozze di acqua dolce del Lago di Buema
(Oasi di Cufra) dove furono raccolti dal Sig. Confalonieri.
Diagnosis — 9. Testa altitudine circiter 3/, longitudinis,
dorso obtusissime angulato rotundato, latere ventrali recto,
parte dimidia inferiore marginis posterioris lenissime .
convexo-prominula; superne visa diametro transverso ad
3/, longitudinis, parte !/, anteriore angulum acutum fin-
SPEDIZIONE A CUFRA 311
gente, parte 1/, posteriore non late rotundata. Valva dextra
denticulis in parte dimidia ‘inferiore marginis anterioris
itemque in parte '/, anteriore et in dimidia posteriore
marginis ventralis instructa. Valva sinistra vin quam
dextra major, hanc tamen etiam in sutura dorsali ali-
quantum superans. Palpus maxillaris articulo secundo bis
longiore quam latiore. Pedes primi paris seta articuli
secundi -apicem tertii, seta articuli tertii apicem quarti
attingente. Rami furcales dorso in parte dimidia postica
crasse limbato et omnino glabro, seta dorsali unguem
eiusdem lateris aequante, ventrali fere 1/, unguis majoris
attingente. Long. 0,95 mm.
La maggiore altezza del guscio, uguale a *"/,,, del diametro
longitudinale, si trova alla metà della lunghezza; il margine
dorsale forma un angolo assai ottuso ed arrotondato; nel !/,
anteriore e nel !/, posteriore l'altezza è in media /, dell’al-
tezza massima, tuttavia la parte anteriore delle valve è un poco
più alta della posteriore. Il lato ventrale è quasi dritto. Il mar-
gine dorsale e quello posteriore si uniscono formando un angolo
molto ottuso e arrotondato; la metà dorsale del margine poste-
riore è quasi rettilinea, la ventrale leggermente convessa, e la
distinzione di queste due porzioni è più marcata nella valva
sinistra. Questa è alquanto più grande della destra, superandone
il margine nel lato dorsale, nell’anteriore e nella metà ventrale
del posteriore.
Nella valva destra il margine ventrale è ripiegato per un
breve tratto verso il mezzo, e innanzi a tale piega si nota una
leggerissima convessità; nella valva sinistra la piega è più estesa,
occupando la metà della lunghezza. I dentelli sono situati nella
valva destra immediatamente vicino al margine e sì vedono spor-
gere nella metà inferiore del margine anteriore, nel !/, anteriore
e nella metà posteriore di quello ventrale; in quest’ultima parte
sono in numero di 14 o 15. Lungo tutto il margine libero della
valva destra, al limite interno della zona di fusione, si vede una
serie di piccole cavità sferiche, allineate a distanza uguale |’ una
dall’ altra. La disposizione dell’orlo interno è uguale nelle due
valve: in corrispondenza al margine anteriore esso dista il doppio
che dal margine posteriore. Nella valva sinistra lo spazio fra il
312 L. MASI
margine anteriore e l’orlo interno è diviso da una linea arcuata,
che sembra una listerella d’ispessimento e che occupa solo ?/,
dell’altezza del guscio. La fascia jalina nella valva sinistra sporge
molto in tutto il margine anteriore; sul margine ventrale appa-
risce molto ristretta e manca nel !/, medio; sporge dalla metà
inferiore del margine posteriore, poi prosegue in alto divenendo
interna. La fascia jalina della valva destra sporge solo da tutto
il margine anteriore e dalla prima metà di quello ventrale: in
corrispondenza alla ripiegatura ventrale del margine diviene
interna e poi si continua seguendo l’orlo interno nella seconda
metà della valva. Lungo il margine anteriore della valva sinistra
e nella prima metà di quello ventrale, sono ben distinti i pori-
canali, alternativamente lunghi o corti secondo la posizione delle
rispettive setole. Nella seconda metà del margine ventrale la zona
di fusione ha soltanto canali lunghi.
Il guscio veduto dal di sopra si presenta ellittico, con la mag-
giore larghezza nel mezzo, e questa uguale a */, della lunghezza,
l’ estremità posteriore leggermente arrotondata, l'anteriore acuta
e con una depressione quasi insensibile della valva destra poco
prima del margine: la quale depressione non si osserva nella
valva opposta.
La lunghezza varia da 0,90 a 0,95 mm.
Nel primo paio di antenne le setole natatorie oltrepassano |’ ul-
timo articolo per un tratto uguale alla lunghezza dell'antenna. La
più lunga delle setole della parte inferiore del 5.° articolo è liscia e
supera l'estremità del 7.° per un tratto uguale agli ultimi 3!/,
articoli.
Le setole natatorie del secondo paio di antenne oltrepassano
di poco l’apice delle unghie e sono fornite di poche barbe; la
prima di esse supera alquanto la metà del penultimo articolo.
La setola grande dell’ ectopodite è uguale in lunghezza al lato
anteriore del 3.° articolo dell'antenna. In questo, fra |’ inserzione
della setola sensitiva e |’ angolo distale si osservano cinque peli
corti, rigidi, simili a piccolissime spine ; la setola sensitiva misura
i ?/, della distanza tra la sua inserzione e |’ angolo distale; la
setola di questo angolo arriva quasi all’ estremità del 5.° articolo
ed è fornita di barbe cortissime. L’ ultimo articolo è due volte
più lungo che largo e la sua unghia minore è assai sottile e de-
bole; la proporzione della lunghezza delle due unghie, della setola
SPEDIZIONE A CUFRA 313
sensitiva e della setola semplice è, in un esemplare, come 54:
DO sit? 19:
Nella mandibola il primo dente ha due cuspidi, gli altri sono
tricuspidati. Le setole lunghe del palpo superano la meta delle
Fig. I. Cyprinotus sobrinus n. sp. Q: a) valva sinistra (vista dall’ interno) —
b) porzione marginale anteriore della stessa — c) porzione del margine anteriore
della valva destra — d) palpo e terza apofisi mascellare — e) guscio veduto dal
di sopra — /) zampa del primo paio — g) denti mascellari — h) ramo della forcina.
— ‘Figure a diverso ingrandimento).
unghie terminali: due di esse nel lato inferiore del secondo arti-
colo sono lungamente pennate, e così pure le quattro setole
inferiori dell’ articolo seguente. Le unghie sono lunghe il triplo
dell’ articolo apicale.
(>
Mi Aia Digi VE ASSI ea an
SG SS i
314 L. MASI
I due denti della mascella sono forniti di dentelli sottili ed
acuti, alcuni dei quali leggermente ricurvi. Il secondo articolo
del palpo è circa due volte più lungo che largo; le sue unghie
più grandi non superano il doppio della lunghezza dell’articolo,
ma oltrepassano |’ estremità di quelle della terza apofisi.
Nel piedemascella la setola dell’ estremità posteriore è poco
più corta del palpo e non fornita di barbe; le altre due setole
adiacenti arrivano quasi alla metà della setola più grande.
Il primo paio di zampe presenta sul lato anteriore del secondo
articolo cinque gruppi formati da due o tre peli soltanto, relati
vamente assai lunghi, mentre sul lato posteriore si vedono solo
quattro setole rigide e aguzze. Il 3.° articolo ha due setole brevi
sul lato posteriore ed una sul lato anteriore al di sopra della se-
tola dell’ angolo distale. La setola grande del 2.° articolo arriva
all'estremità del 3.°, quella del 3.° all’estremità del 4.°; la setola
del 4.° articolo è poco più corta delle due precedenti ed è accom-
pagnata da un’altra brevissima. Tali setole non sono pennate.
L’unghia, ripiegata in alto, supera di poco il margine distale
del 2.° articolo, occupandone circa 1/, della lunghezza.
Il secondo paio di zampe ha la setola del penultimo articolo
spinulosa e poco più corta di quella dell’ articolo terminale.
Nei rami della forcina i margini divengono paralleli dopo i
?/, e la loro distanza è '/,,, della lunghezza; la setola dorsale,
piegata più o meno, e per due volte, ad angolo, è quasi uguale
in lunghezza all’unghia più piccola, e minutamente spinulosa,
ma apparentemente liscia ; il margine dorsale, in tutta la seconda
metà dell'intervallo fra la base del ramo e la setola, si presenta
ispessito e completamente glabro. Le unghie sono fornite di den-
telli sottilissimi; quella dorsale misura 3'/,00, quella ventrale 4/,00
della lunghezza dei rami. La loro distanza alla base è la metà
della distanza fra l’ unghia minore e la setola del lato dorsale.
La setola ventrale è circa !/, dell’ unghia più grande (in un
esemplare è nella proporzione di 16:42 in un ramo, di 17:44
nell’ altro, mentre ambedue i rami sono = 100).
Le uova più grandi misurano mm. 0,13.
Questo Cyprinotus per la forma che presenta il guscio tanto
di profilo quanto dal di sopra, somiglia al Cyprinotus eaiguus
del Gauthier, trovato nell’ Algeria, nella Tunisia e nel Marocco;
però se ne distingue facilmente nel profilo per la parte infero-
SPEDIZIONE A CUFRA 315
posteriore delle valve meno arrotondata, ed inoltre pel secondo
articolo del palpo mascellare, che è assai più lungo che largo,
non un poco più largo che lungo; pel minore sviluppo delle
grandi setole inserite negli angoli distali anteriori del primo paio
di zampe; per la setola dorsale della forcina fornita di barbe
ridottissime e per la setola ventrale un poco più lunga.
Un'altra specie alla quale somiglia molto nella forma delle
valve e ‘nella disposizione dell’orlo interno, è il Cyprinotus
Giesbrechti Mull., descritto dell’isola Aldabra; ne differisce per
i dentelli situati sulla valva destra invece che sulla sinistra, e
non limitati alla metà posteriore del margine ventrale; inoltre
per la forma del guscio veduto dal di sopra e per le setole dei
rami della forcina evidentemente più lunghe.
Dal Cyprinotus congener di Vavra, specie dell’Africa orien-
tale, si distingue pel guscio proporzionatamente più alto, non
dritto nella parte media dorsale, meno largo se visto dal di
sopra e meno arrotondato nella parte posteriore; differisce anche
per i rami della forcina più snelli, col margine dorsale glabro.
Dal Cyprinotus symmetricus Mill., altra specie di Aldabra,
si distingue per avere ambedue le valve col dorso piegato ad
angolo, e non soltanto la valva sinistra; per la forcina con la
setola dorsale lunga circa quanto l’unghia dello stesso lato, non
la metà più corta, per la setola ventrale estesa circa ad !/, del-
l'unghia più grande e non uguale ed !/, di essa e col margine
dorsale glabro.
Strandesia Vinciguerrae (Masi)
Cypris Vinciguerrae, Masi, Monit. Zool. Ital., XVI, 1905, p. 241-243.
Insieme con gli esemplari di Cypretta Seurati, provenienti
dalle pozze di acqua dolce dell’oasi di El Giof, ho trovato due
femmine di una Strandesia, che ritengo sia quella stessa che
nel 1905 pubblicai col nome di Cypris Vinciguerrae. Gli
esemplari dell’oasi mi danno occasione di riprendere adesso in
esame i caratteri di detta specie e discutere della sua validità.
G. W. Miller, nel Tierreich (vol. XXXI, 1912), trattando del
genere Strandesia Stuhlman (= Cypricercus G. O. Sars)
mise la Cypris Vinciguerrae fra le specie incerte, limitandosi
_a citarla senza darne una diagnosi. In una lettera egli mi scrisse
316 L. MASI
che riteneva che fosse sinonimo della Cypris Vavrai, da lui
descritta nel 1898 ('). Però nella- descrizione che io avevo pub-
blicata non marcavo di mettere in evidenza le differenze che mi
risultavano confrontando tale descrizione del Miller. Ed ora tanto
più le due specie mi risultano ben distinte.
Anzitutto, non è senza importanza il fatto che la Strandesia
Vavrai. fu trovata nel Madagascar, mentre gli esemplari della
specie Vinciguerrae, che io esaminai la prima volta, erano
stati trovati nell'intestino di alcune Atherina Rissoi comperate
sul mercato di Roma, delle quali si dava per certo che provenis-
sero dal Lago di Fondi, presso Terracina. La presenza di una
Strandesia in questo piccolo lago del Lazio meridionale, che è
piuttosto una palude con acqua leggermente salmastra, potrebbe
anche essere stata accidentale, dovuta cioè al trasporto -per opera
di uccelli migratori. Le altre specie congeneri sono state trovate
oltre che nella regione etiopica, nella orientale e neotropica. La
Strandesia Vavrai Mill. e la S. Vinciguerrae ditferiscono
sopratutto nei caratteri del guscio e dei rami della forcina. Sfor-
tunatamente, i pochi esemplari che io avevo potuto estrarre dalle
Atherina, e che sarebbero ora necessari per un confronto minu-
zioso con quelli di El Giof, sono andati perduti; nè mi é stato possi-
bile di procurarmi nuovo materiale dal Lago di Fondi. I caratteri
che indicherò qui appresso, a complemento della mia prima descri-
zione, la quale non era accompagnata da figure, sono desunti
dall'esame di uno degli individui africani.
I due esemplari di El Giof misurano appena 1 mm. di lun-
ghezza, mentre fra quelli del Lago di Fondi ne ho trovati di 1,2
mm. Uno di essi ha le seguenti proporzioni: lunghezza della
valva sinistra mm. 0,94, altezza della stessa mm. 0,55, lunghezza
deila valva destra mm. 0,91, altezza mm. 0,56. La maggiore
altezza del guscio corrisponde al !/, anteriore (mentre nella specie
Vavrai si trova poco più avanti della metà). Osservando dal
di sopra, la forma è ellittica e la proporzione della larghezza
alla lunghezza è del 35-60 °/,. Negli esemplari conservati in for-
malina o in alcool, le valve, viste per trasparenza, appaiono leg-
germente giallo-grigiastre, di colore simile a quello del celluloide.
La valva sinistra non ha il margine ventrale uniformemente
() Abh. Senckenb. Naturf. Ges., XXI, p. 226, tav. XVI, fig. 4-6.
SPEDIZIONE A CUFRA 317
arcuato-convesso, come è nella S. Vavrai secondo la descrizione
e la figura (tav. XVI, fig. 1) di Muller; il margine somiglia
piuttosto a quello rappresentato nella figura della valva destra;
é diritto nel !/, medio, appena leggermente rialzato nel !/, po-
steriore, leggermente convesso nel tratto che rimane al di sotto
Fig. II. Strandesia Vinciguerrae Q: a) valva destra (vista dall’ interno, con
lV epatopancreas e l’ ovario) — 0) valva sinistra — c) porzione marginale anteriore
della valva destra (veduta per trasparenza, schematica) — d) porzione marginale
posteriore della stessa — e) porzione marginale ventrale della valva sinistra. —
(Figure a e d, X 170, fig. c, d, e, X 500).
delle mandibole. La porzione posteriore del margine dorsale è
quasi rettilinea. La prima metà del lato ventrale ed il margine
anteriore, visti con ingrandimento di circa 200 diam., appaiono
minutamente crenulati. La porzione anteriore dell’ orlo interno
della valva è notevolmente discosta dal margine come nella S.
318 L. MASI
Vavrai, ma non a curvatura uniforme, essendo in gran parte
dritta e disposta obliquamente.
La valva destra, sebbene alquanto più corta della sinistra, è
alquanto più alta; ha la parte media del margine anteriore molto
sporgente, la parte anteriore del margine ventrale più convessa
che nell’ altro lato; in tutto il margine libero è circondata da
un lembo jalino, che sembra un vero lembo marginale, piuttosto
che una fascia jalina («Saum»); inoltre non presenta alcuna
parte del margine di aspetto crenulato ed ha |’ orlo interno non
così discosto dalla parte anteriore del guscio come esso è nella
valva sinistra.
Nel primo paio di antenne il 3.° articolo è tre volte e mezza
più lungo che largo, il 4.° lungo poco meno del doppio della sua,
larghezza.
Nel secondo paio di antenne la prima setola natatoria è lunga
poco più della larghezza dell’ antenna a livello dell’ inserzione
delle setole ; le unghie terminali sono fortemente ripiegate a poca
distanza dalla loro estremità e terminano a punta aguzza; la
setola sensitiva del 3.° articolo è uguale a circa la metà del lato
posteriore di esso (5:11).
La mandibola ha il primo dente bicuspidato, gli altri con tre
cuspidi, delle quali l’ intermedia assai meno sporgente delle altre
due e più piccola. Nelle due unghie grandi che si attaccano al-
l’ apice del palpo, è bene evidente la distinzione fra la metà pros-
simale più larga e la metà apicale più ristretta, che termina a
punta aguzza.
I denti mascellari, nell’ ultimo !/, della loro lunghezza, sono
forniti di pochi dentelli (3 paia) sottili e ricurvi. Il palpo ha il
1.° articolo tre volte più lungo della sua larghezza media, il 2.°
due volte più lungo che largo, approssimativamente lungo 1/,
del primo articolo, e tagliato un po’ obliquamente all’ estremità,
onde il lato posteriore risulta uguale a ?/; del lato anteriore.
La grande setola all’ apice del palpo del piedemascella è pen-
nata, uguale ad una volta e mezza la lunghezza del palpo e al
doppio delle altre due setole apicali.
Nel primo paio di zampe la setola del primo articolo del-
l’endopodite misura poco più della lunghezza del secondo articolo,
mentre la setola di questo è molto più grande, quasi uguale alla
lunghezza complessiva del 2.° e 3.° articolo.
SPEDIZIONE A CUFRA 319
Il secondo paio di zampe non presenta sul penultimo articolo
le due spine indicate nella figura di Muller per la Strandesia
Vavrai.
a
a
Fig. III. Strandesia Vinciguerrae 9: a) articoli 2.-5. del primo paio di antenne
— b) parte dell’ antenna del secondo paio — c) porzione terminale del palpo della
mandibola — d) palpo e terza apofisi della mascella — e) estremità dei due denti
mascellari, più ingrandita -- /) zampa del primo paio — g) ultimi due articoli del
secondo paio di zampe — 7%) estremità dello stesso arto, più ingrandita — 7) ramo
della forcina. — (Fig. a, d, X 500 circa; c, d, X 650; fig. 9g X 500; 7 X 200).
La lunghezza dei rami della forcina in rapporto a quella del
guscio è 7/.005 la curvatura ad S dei due rami è quasi insensi-
bile, essendo anche meno marcata che nella Strandesia Vavrai.
Mentre in quest’ultima i dentelli del margine dorsale formano
quattro serie distinte ed occupano poco più della seconda metà
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320 L. MASI
del margine, nella specie Vinciguerrae formano una serie con-
tinua che si estende fin presso alla base della forcina: essi sono
piccolissimi e difficilmente visibili anche con un ingrandimento di
600 diametri (ob. 7 Kor., oc. 5). L’unghia del lato ventrale, in
uno degli esemplari di El Giof, misura 4’/,,, del lato corrispon-
dente della forcina; quella dorsale ne misura 4°/,,, in un ramo,
37/54) nell’altro. Quest’unghia dorsale è quasi dritta e si assottiglia
gradatamente dalla base verso l’apice, terminando con una setola.
Ambedue le unghie sono finamente, ma distintamente, dentellate.
La setola del lato ventrale non supera */, dell’unghia più grande,
ma nella specie Vavrai ne raggiunge i */,. La setola del lato -
dorsale è lunga il doppio della larghezza dei rami e non è for-
nita di barbe, mentre nella figura della S. Vavrai essa è
distintamente pennata.
Il diametro delle uova mature varia da 0,13 a 0,14 mm. La
porzione ascendente dell’ovario occupa circa !/, dello spazio fra
l’epatopancreas ed il margine posteriore del guscio.
Sars, in un lavoro pubblicato nel 1924 (Ann. South-Afr.
Mus., XX, n. 2, p. 121) scrisse di avere veduta una specie di
Cypricercus (=- Strandesia) proveniente dall’ Algeria. Non ho
potuto trovare la descrizione o il nome di questa specie, che
forse potrebbe essere la stessa che io ho denominata Strandesia
Vinciguerrae. Quest ultima è forse affine alla S. Araepelini
Mull. di Giava, nella quale i dentelli dei rami della forcina sono
« sehr fein, schwer nachweisbar », però in tale specie le unghie
della forcina non sono dentellate; e forse essa è anche affine alla
S. taeniata Vavra, del Zanzibar.
Herpetoecypris Chevreuxi (G. 0. Sars)
Stenocypris Chevreuxî G. O. Sars, Archiv. Math. Naturvid., Kristiania,
XVIII, n. 3, 1896, artic. 7, p. 3-22, tav. 1-2.
? — Herpetocypris Helenae G: \V. Miller, Deutsche Sidpolar-Exp. 1901-
1903, Bd. X, Zool. II, p. 169-171, 9 fig.
Herpetocypris Chevreuxi G. O Sars, Ann. South - Afr. Mus., XX, 1924,
p. 133-134, tav. III, fig. 18-22.
Sebbene la descrizione originale della specie non manchi di
notizie sui particolari morfologici e sia accompagnata da parec-
chie figure, credo utile ridescrivere qui dettagliatamente questa
Herpetucypris, mettendone in evidenza tutti quei caratteri che
SPEDIZIONE A CUFRA 321
potranno interessare per un confronto accurato e minuzioso con
altre specie congeneri. Le Herpetocypris richiedono una revisione,
poichè alcune di esse sono state diagnosticate solo per caratteri
minuti, e d’altra parte le osservazioni di Gauthier (!) su una
Herpetocypris d Algeria e Tunisia fanno ritenere che vi possa
essere una notevole variabilità in rapporto all'ambiente. Per la
descrizione che segue, mi sono servito, oltre che degli esemplari,
più o meno maturi, provenienti da El Hauaish e dall’oasi di El
Giof, anche di due esemplari dell’ Algeria, che ebbi dal Sars.
Nella esposizione dei caratteri seguirò punto per punto la descri-
zione di un’altra specie, del Marocco, che sarà pubblicata in un
altro mio lavoro sotto il nome di Herpetocypris Ghigii n. sp.;
inoltre prenderò a confronto anche i caratteri della Herpeto-
cypris intermedia Kauf. var. latialis, della quale pubblicai
descrizione e figure nel 1909, nell’ Archivio Zoologico (?).
Il guscio, visto di profilo, e dal lato destro, è più lungo che
alto nella proporzione di 2:5, con la valva sinistra un poco più
grande della destra; il margine dorsale è dritto e parallelo a
quello ventrale, la porzione dorsale del margine posteriore è in-
clinata di 45°. Gli esemplari dell’ oasi di El Giof variano da un
minimo di mm. 1,4 ad un massimo di mm. 1,85. Secondo Sars
la specie raggiunge 2,40 mm.
Nella valva sinistra |’ altezza (tanto in corrispondenza all’ in-
senatura ventrale quanto nella parte più alta del guscio) è *8/,,,
della lunghezza, il margine dorsale si presenta appena legger-
mente arcuato, la porzione dorsale del margine posteriore abba-
stanza delimitata e dritta; la distanza massima dell’ orlo interno
dal margine anteriore è circa la meta dell’ altezza del guscio,
mentre nella parte posteriore tale orlo è poco discosto dalla fascia
jalina ; alcune delle setole posteriori sono lunghe quasi il doppio
delle anteriori. Lungo il margine libero è appena visibile un sot-
tile lembo trasparente
La valva destra è più corta della sinistra nella proporzione
di 96:100 e la sua altezza uguaglia */,,, della lunghezza. La
porzione dorsale del margine posteriore passa gradatamente nella
inferiore e nel margine superiore. L'orlo interno dista ‘anterior-
mente dal margine la metà dell’altezza del guscio; posterior-
@) Bull. Soc. Hist. Nat. Afrique du Nord, 1928, n. 2, p. 69-73, fig.
(2) Vol. III, fase. 4, p. 367-372, fig. 5-7.
Ann. del Mus, Civ. di St. Nat., (Vol. LV) 28 Aprile 1932. 24
B22 L. MASI
mente dista di uno spazio uguale a circa !/,. Il lembo marginale
trasparente è visibile anche nella parte media del lato ventrale.
Le setole posteriori più lunghe sono circa tre volte più sviluppate
delle anteriori, quasi uguali alla lunghezza delle unghie del primo
paio di zampe e un poco più lunghe delle unghie anteriori della
forcina.
Nel guscio Veduto dal di sopra la larghezza è 95/599 della lun-
ghezza, la metà anteriore poco più ristretta della posteriore ; la
larghezza massima corrisponde ai 8/,.
Il colorito degli esemplari in alcool è du chiaro ; secondo
Sars il colorito in vita è verde olivaceo.
Nel primo paio di antenne la setola superiore del primo arti- ©
colo, fornita di barbe piuttosto lunghe, arriva all’ estremità del
secondo, le due setole inferiori sono ben sviluppate ed uguagliano
quasi la distanza fra la loro inserzione e |’ apice dell’ antenna ;
la setola superiore del secondo articolo arriva solo alla metà del
lato corrispondente. Il terzo articolo è due volte più lungo che
largo e uguale al doppio del quarto. Le setole natatorie misurano
circa due volte la lunghezza complessiva degli ultimi cinque ar-
ticoli, superando la lunghezza totale dell’ antenna nella propor-
zione di 100: 35; solo qualcuna di esse è fornita di poche barbe.
Il penultimo articolo ha nella parte superiore una setola robusta,
leggermente sinuosa, fornita, nella seconda metà, di una serie di
barbe cortissime ; l’ ultimo presenta inferiormente una lunga setola
ingrossata e trasformata in un aculeo poco più corto dell’ insieme
degli articoli 4.° - 7.°.
Nel secondo paio di antenne la setola del secondo articolo
arriva quasi alla metà del quarto; la grande setola dell’ ectopodite —
supera appena la linea di attacco delle setole natatorie; sul lato
anteriore, al primo !/, della lunghezza, si trova un flabello di
peli sottili; la grande setola dell’ angolo distale non supera il
quarto articolo ed è molto larga alla base, ma si assottiglia gra-
datamente e dopo il primo '/, è brevemente pennata; le setole
natatorie, prive di barbe, arrivano alla metà delle unghie più
grandi, eccetto la prima che raggiunge solo la metà del quarto
articolo. In questo un fitto gruppo di peli precede le setole inse-
rite alla metà del lato posteriore : tali setole si prolungano più
o meno oltre |’ estremità dell’ antenna, ed una di esse è fornita
di barbe corte, assai sottili, ed è distintamente più larga alla
SPEDIZIONE A CUFRA 323
base, mentre quelle inserite alla meta del lato anteriore sono
meno sviluppate e precedute da un gruppo di pochi peli disposti
quasi in un flabello. Le unghie superano di poco la lunghezza
del quarto articolo (47:41) ed uguagliano la distanza fra la base
di esso e la metà dell’ ultimo. Questo è due volte più lungo che
largo.
I denti della mandibola sono policuspidati, il primo ha due
sole punte, il secondo ne ha due o tre, il 3.°, 4.° e 5.° ne hanno
tre, gradatamente più corte dall’esterno verso l’interno. Nel palpo
il primo articolo è fornito di quattro setole, delle quali: due
sono lunghe, pennate, gradatamente assottigliate verso l'apice,
un’altra lunga, liscia, assottigliata dopo ?/, della lunghezza,
un’altra corta e pure liscia, filiforme nel !/, distale. Il secondo
articolo porta inferiormente quattro setole lunghe ed una corta,
tutte con traccia di barbe, e superiormente tre setole liscie, una
delle quali arriva all'estremità del palpo. Nel terzo articolo le
setole del lato superiore raggiungono appena l’apice delle unghie;
presso il lato distale se ne trovano tre inserite sulla stessa linea
e di esse l’anteriore è notevolmente più larga e fornita di barbe
corte.
La mascella ha due denti muniti di dentelli lunghi. Sul lato
anteriore del palpo si vedono tre piccole spine e presso il lato
anteriore, a ‘/, della lunghezza, una piccola setola con traccia di
barbe. Il secondo articolo ha il lato distale lungo quanto l’ante-
riore ed alla base è largo solo 3/, del suo lato distale; su questo
si attaccano tre unghie lunghe, due più corte e più sottili e una
piccola setola con poche barbe.
Nel piedemascella il palpo è ben sviluppato, con la porzione
apicale lunga circa */, della basale e fornita di peli radi, ma
lunghi, sul lato superiore: all'apice vi sono tre setole, delle quali
due uguali in lunghezza alla seconda porzione del palpo, la
mediana assai più sviluppata, uguale a circa il triplo delle due
setole minori.
Il primo paio di zampe, nel primo articolo dell’ endopodite, è
fornito di peli lunghi e sottili, che sporgono nel lato anteriore
in cinque e nel posteriore in quattro gruppi; altri due gruppi si
‘ trovano nel lato posteriore del secondo articolo. Nel 1.°, 2.° e 3,°
le setole dell'angolo anteriore distale sono ben sviluppate, quasi
impercettibilmente spinose; la prima arriva con l'estremità alla
324 © 1. MASI
base della seconda, questa arriva all’estremità dell’ultimo articolo;
la terza è circa */, della seconda ed è accompagnata da un’altra
setola corta e difficilmente visibile. L’ultimo articolo è fornito
posteriormente di una setola che è uguale a °/, del lato poste-
riore del precedente; all’innanzi ha una setola uguale a 4/, della
posteriore. L’unghia, ripiegata in alto, arriva all’ ultimo 1/2 del
primo articolo dell’endopodite.
Nel secondo paio di zampe la lunghezza totale del penultimo
articolo è poco più di °/, di quella dell'articolo precedente; in
questo si osservano, in un lato, dieci piccolissime spine (visibili
a circa 400 diam.) disposte a intervalli uguali, mancando però
quella che dovrebbe essere la prima di una serie di undici spine.
Tutte le setole presentano ben distinta la porzione basale, più
larga, dalla terminale assottigliata; però nelle due grandi setole
del primo articolo e in quella dell’articolo successivo si vedono
due barbe isolate, cortissime, al limite fra le due porzioni della
setola (visibili quando questa non abbia subito un movimento di
torsione). L’antipenultimo articolo è fornito di ciglia sul mar-
gine distale. La setola del penultimo è minutamente spinulosa.
L’unghia è poco incurvata ed ha la porzione basale ben distinta
e una volta e mezza più grossa della terminale; questa è due
volte più lunga, assottigliata solo verso l'apice.
I rami della forcina hanno i margini quasi interamente paral-
leli e la loro distanza corrisponde, nel ramo destro, a */,, della
lunghezza del lato ventrale (anteriore). In questo ramo il lato
ventrale è leggermente concavo. I dentelli dorsali formano quattro
serie, non contandone alcuni minutissimi e meno regolarmente
disposti che rappresentano quasi un’altra serie prossimale; queste
serie sono separate da piccole insenature del margine, nelle
quali la chitina è più ispessita. Le insenature marginali sono
tanto più evidenti quanto più gli individui sono adulti. La setola
dorsale è lunga quanto la larghezza della parte distale di cia-
scun ramo, o un poco meno, ed è gradatamente assottigliata
verso l’apice e fornita di barbe minutissime (visibili con ingran-
dimento di circa 600 diam.). L’unghia ventrale del ramo destro
misura la metà del margine dello stesso lato ed è fornita di
dentelli dopo 14/,,5 della sua lunghezza; l’unghia dorsale è la
metà dell’altra, liscia alla base e all’apice. La setola apicale non
presenta traccia di barbe, arriva alla metà dell’unghia più grande
PERA es ir A ‘SA E Pi BR gi
(ORE
»
SPEDIZIONE A CUFRA 325
e quindi è uguale all’unghia minore. In un esemplare di 1,46 mm.
i rami della forcina sono un po’ più robusti, con dentelli disposti
apparentemente in serie unica, e questa internata, anzichè mar-
ginale, nel ramo di sinistra; la setola ventrale è ?/, dell’ unghia
dello stesso lato. È
Gli esemplari di questa specie raccolti dal March. Patrizi, pro-
vengono da El Hauaish e da El Giof, dove furono presi alla
fine di maggio e al principio di giugno.
Secondo Sars questa Herpetocypris è stata trovata, oltre che
in Algeria, anche al Capo di Buona Speranza e all’ isola di
Sant’ Elena.
Osservazioni. — Il più importante fra i caratteri diagnostici
è la netta distinzione delle serie di dentelli nei rami della forcina,
distinzione derivata, oltre che dalle piccole insenature che sepa-
rano le serie contigue, anche dai punti d’ ispessimento del mar-
gine dorsale, che corrispondono agl’ intervalli fra due serie conse-
cutive. Questo carattere è più appariscente se si osserva con de-
bole ingrandimento anzichè con ingrandimento forte, e non è
tanto evidente negli individui giovani quanto negli adulti: nei
quali le porzioni del margine corrispondenti a ciascuna serie di-
vengono anche leggermente convesse, cosicchè il margine acquista
un aspetto quasi ondulato. Altri caratteri importanti per la dia-
gnosi sono : le setole natatorie del secondo paio di antenne, che
raggiungono e talora oltrepassano la metà delle unghie; la dif
ferenza di grossezza fra la porzione basale e quella terminale
delle setole e dell’ unghia del secondo paio di zampe; le valve a
margine dorsale dritto e orizzontale, alte non più di ?/, della
lunghezza, la destra con |’ orlo interno discosto dal margine an-
teriore il doppio che dal posteriore, e non situato a distanza quasi
uguale ; il guscio, visto dal di sopra, con la maggiore larghezza
a 3/, della lunghezza. Dal confronto di altre specie potrà risultare
se abbiano importanza per la diagnosi anche alcuni caratteri mi-
nuti, quali, ad es., nella mandibola la forma di quella piccola
setola del primo articolo del palpo, che nella specie Chevreuai
è filiforme. soltanto nell’ ultimo '/,, mentre nella specie Ghigii
lo è negli ultimi ?/,; e la presenza di tre tubercoli, o punte più
o meno arrotondate, ovvero di due soli, nei denti intermedi della
serie di cui è munito il margine masticatorio.
Nel profilo del guscio questa specie somiglia alla Herpetocy-
TARE NOOO IMAA a ARTI ARE eas RE ot TRON ATO FE ee Rt |
w cae wane 24 > A ga IST FRS "a nd Sh Ha a ca
326 L. MASI
pris intermedia Kauf. var. latialis, con la quale ha in comune
anche lo sviluppo notevole delle setole natatorie del secondo paio
di antenne; tali setole sono fornite di barbe piuttosto rade nella
detta varieta, mentre mancano quasi del tutto nella specie algerina.
Sars (2. c. 1924) ha affermato essere fuor di dubbio che la
Herpetocypris Helenae di G. W. Muller, trovata nell’ isola di
Sant’ Elena, sia sinonimo della Chevreuxi. Tuttavia dalle figure
del Muller risulterebbero alcune differenze non trascurabili, che
non mi pare che si possano attribuire ad imperfezione dei disegni.
Il guscio veduto dal di sopra ha i lati paralleli nel !/, medio;
le valve sono proporzionatamente più alte, misurando in altezza
40/37 (anziche il 40°/,) della lunghezza; la valva sinistra ha il
margine dorsale leggermente arcuato, come pure la porzione dor-
sale del margine posteriore; la setola ventrale dei rami della
forcina, come è detto anche nella descrizione, supera la metà
dell’ unghia dello stesso lato; e la setola dorsale è molto corta,
anche meno della metà della celo dei rami presso la loro
estremità distale.
Cypretta Seurati Gauthier.
Bull. Soc. Hist. Nat. Afrique du Nord, XX, 1929, pag. 138-160, 1 tav.
A questa specie, descritta della palude di Tin-Tahart, nell’ Al-
geria meridionale (!) riferisco alcuni esemplari provenienti da una
pozza d’acqua dolce presso l’oasi di El Giof, sebbene essi si di-
scostino per alcuni caratteri dalla descrizione originale. I più grandi,
forniti di uova negli ovidutti, sono di 0,64 mm., mentre secondo
Gauthier la lunghezza può raggiungere 0,7 mm. Si tratta proba-
bilmente di una varietà più piccola, o di variazioni in rapporto
con le generazioni annuali. In un guscio di 0,64 mm. di lunghezza,
l’ altezza è 0,45 mm., uguale cioè a "°/,,, della Anges mentre
secondo Gauthier chie raggiungere circa i ‘°/,0o- La larghezza
è 0,50 mm., ossia ‘5/00 della lunghezza. Il più piccolo degli esem-
plari, immaturo, misura 0,38 mm. Il diametro delle uova è in
media 0,13 mm. In un esemplare dei più grandi non ho trovato
l'unghia dorsale dei rami della forcina così sviluppata come in-
dica Gauthier nella descrizione e nella figura. i
(1) Questa località appartiene alla regione Tassili, a Nord Est dell’ Hoggar, ed è
situata a circa 700 m. sul mare.
ERROR RA ARTO PIPE E RA
SPEDIZIONE A CUFRA 327
Nei preparati microscopici di due esemplari dei più grandi ho
potuto osservare diversi caratteri che ora indicherò, affinchè pos-
sano servire pel confronto con altre specie : tanto più che nelle
descrizioni di queste minuscole Cyprinae si trovano quasi sempre
poche notizie riguardo alle appendici.
Nel primo paio di antenne il 3.° articolo è due volte più lungo
che largo e uguale al doppio del 4.° articolo. Le setole natatorie
sono lunghe il doppio dell’ antenna.
Nel secondo paio di antenne il 3.° articolo ha la setola sensitiva
lunga la metà del lato posteriore; le setole natatorie s'inseriscono
lontane dal margine apicale, da cui distano di uno spazio uguale
alla lunghezza dello stesso margine ed uguale a ?/, del lato
anteriore; le setole più grandi oltrepassano l’ estremità delle
unghie per */, della lunghezza di queste, mentre la prima arriva
a /, del 4.° articolo. Quest’ ultimo è relativamente corto, misu-
rando solo la metà della lunghezza del precedente; la propor-
zione fra la sua lunghezza e quella delle unghie è di 3 : 9.
Il labbro superiore, come in altre Cypridae, è munito di due
creste di otto dentelli ciascuna, dei quali i due ultimi assai piccoli.
La mandibola ha il 3.9, 4.° e 5.° dente bicuspidati, con la
cuspide interna arrotondata. La setola del lato anteriore, che
sovrasta alla base del primo dente, è molto larga alla base e si
assottiglia gradatamente verso l’apice. Nel palpo il primo articolo
ha due grandi setole pennate, con barbe lunghe; le unghie ter-
minali misurano quasi il quadruplo della lunghezza dell’ultimo
articolo, che è tanto largo quanto lungo.
Il secondo articolo del palpo mascellare ha il lato anteriore
uguale al doppio della larghezza e a "/,, dell’articolo precedente.
I denti mascellari sono poco più corti della terza apofisi.
Nel primo paio di zampe l'unghia è uniformemente arcuata e,
misurata secondo la corda dell’arco, è uguale all'insieme degli
ultimi quattro articoli e fornita di dentelli sottilissimi solo verso
l’apice. Il primo articolo dell’ endopodite ha la setola ‘uguale in
lunghezza al suo lato anteriore e piuttosto larga alla base; la
setola del secondo ha uno sviluppo notevole, essendo uguale
all'insieme degli ultimi tre articoli; mentre quella dell’angolo
distale dell’articolo penultimo e quella anteriore dell’ultimo, sono
molto corte e sottilissime. Mancano gruppi di peli sul primo e
sul secondo articolo dell’endopodite.
328 L. MASI
-
L’ unghia del secondo paio di zampe è bene sviluppata,
uguale a ?/, della lunghezza del penultimo articolo e uguale alla
setola terminale dell’antipenultimo. La setola inserita alla metà
del penultimo articolo è uguale alla larghezza dell’ articolo
stesso. È
In un preparato nel quale un ramo della forcina corrisponde
a 55 divisioni del micrometro oculare, l’unghia del lato ventrale
é lunga 40 divisioni del micrometro, quella del lato dorsale 27
divisioni. La proporzione dell’unghia ventrale al ramo è quindi
uguale a 7/,,,, mentre negli esemplari descritti dal Gauthier era
del 75 °/,. L’ unghia ventrale è uniformemente arcuata; quella
dorsale oltrepassa di poco la metà della ventrale, essendone
molto discosta alla base, ma nella figura di Gauthier è propor-
ionatamente più lunga. Esiste la piccola setola all'estremità del
lato ventrale. Giustamente Gauthier osserva che la presenza o
mancanza di questa setola non può essere un buon criterio per
distinguere in due gruppi le specie del genere, poichè per la sua
estrema piccolezza la setola facilmente rimane invisibile se si trova
molto inclinata, o addossata all’unghia dello stesso lato. Io l’ ho
potuta vedere distintamente in uno solo dei quattro rami che ho
osservati.
L’ovario, se si eccettua la sua porzione prossimale contenente
una o due uova, è quasi tutto ravvolto in una spirale con le
uova in serie unica, formando tre giri, poco più alti che larghi e
situati nella metà inferiore dell’ultimo terzo del guscio.
4
È
1
j
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(MARZO - LUGLIO 1931)
GLI ISOPODI TERRESTRI
PER A. BRIAN
NOTA PRELIMINARE
(Tav. VIII-X)
Gli Isopodi che ho elencato in queste pagine furono raccolti
durante la Spedizione scientifica all’ Oasi di Cufra, organizzata
. dalla Direzione del Museo Civico di Storia Naturale di Genova.
Il Direttore Gr. Uff. Prof. Gestro per la seconda volta ha
voluto affidarmi in istudio, Crostacei raccolti in Cirenaica per
opera del Museo; e sento il dovere di esprimergli i miei ringra-
ziamenti. Rivoleo pure parole di riconoscenza e di elogio al
March. Patrizi ed al preparatore Sig. Confalonieri che entrambi
hanno saputo con la loro ben nota perizia ed accuratezza, racco-
gliere il presente materiale ricco di specie e sopra tutto nume-
roso di esemplari, malgrado la stagione poco propizia e l’aridità
naturale della regione desertica nord-africana.
ELENCO SISTEMATICO
Sott. ord ONISCOIDEA
Fam. ONISCIDAE
Sotto fam. Porcellioninae
Gen. HEMILEPISTUS B. L.
1. Hemilepistus reaumurii Aud. et Savig.
Esemplari 29; (adulti 12; 4 ¢& 8 9; e giovani 17;7 6, 10 2).
Lunghezze rispettive degli adulti: mm. 17; 17,25; 17,25; 17,2;
330 A. BRIAN
17,5; 18,5; 18,75; 19; 19; 19,5; 20; 20. Lunghezza dei giovani:
mu 9; 10,55 A1; Ms Ado ts 125141095, LIS SE
1970425 49595) al ca 85135)
Località: fra Agedabia e Bengasi, 9 giugno 1931.
Esemplare 1 g adulto. Langhezza e larghezza mm. 21 X 6,7.
Località: fra Bengasi e Tocra, 12 Giugno 1931.
Esemplari 7 (1 9 adulta e 6 giovani). Lunghezza e larghezza
dell'adulto mm. 20 X 6,5. Lunghezze rispettive dei giovani:
Md 05 0 ol so
Località: Agedabia, luglio 1931.
Questa specie, diffusa in tutta l’Africa settentrionale e altresì
indicata per la Siria, è gia stata citata da vari autori per alcune
località della Libia. Notevole è la presenza, tra gli esemplari
summentovati, di molti adulti con grandi dimensioni, ed altri più
piccoli catturati allo stato giovanile, che presentano un certo
dimorfismo rispetto agli esemplari maturi.
Lo scrivente in una precedente nota (1930) (1) ebbe già a
ricordare questa specie da esemplari raccolti a Marsa Luca
Tobruk, a Porto Bardia e fra Giarabub e Porto Bardia, località
tutte in Cirenaica.
2. Hemilepistus Patrizii n. sp. (Fig. 1).
Un esemplare 9.
Lunghezza mm. 16 !/,; larghezza mm. 3.
Località: Presso Zuetina, 20 marzo 1931.
Il corpo è molto allungato, con dorso piuttosto convesso.
Grossi granuli o tubercoletti si vedono irregolarmente distribuiti,
non fittamente, sul capo e sui 3 primi pereioniti.
In questi segmenti due granuli mediani appariscono alquanto
più prominenti. La granulazione grossa comincia a mancare sul
4° pereionite. Tuttavia una fine punteggiatura data da piccoli
rilievi squamosi notasi su tutto il corpo. Oltre a ciò i 3 primi
segmenti del pereion possiedono sul margine posteriore una riga
(') A. Brian. — Risultati zoologici della Missione per l’esplorazione dell’Oasi di
Giarabub (1926-1927). Isopodi terrestri - Ann. Mus. Civ. di St. Nat. Genova, Vol. LIII,
11 febbraio 1930.
SPEDIZIONE A CUFRA 331
ben distinta di granuli in numero di circa 6, i due mediani
essendo un po’ piu rilevati. Sul margine posteriore dei successivi
pereioniti si vede pure una riga di granuli, ma meno evidenti e
piatti, che si osservano facilmente perché pigmentati in nero.
Sui segmenti del pleon esiste altresì una riga di minutissimi
granuli. tats 4
Gli angoli frontali del capo sono rotondeggianti tanto sul
margine rostrale come su quello pleurale. Il lobo frontale
mediano è ampiamente sub-triangolare e non
molto prominente, all'incirca sporgente quanto i
lobi frontali laterali.
Occhi piuttosto grossi e bene pigmentati in
bruno nero. Ogni occhio ha un numero d’ocelli
non minore di 20 che forse arriva a 22, e disposti
in 4 righe.
Le antenne sono brevi e sorpassano di poco
il margine posteriore del 1.° pereionite: il loro
flagello ha il 1.° articolo di metà più lungo a
un dipresso che il 2.°. Gli angoli anteriori del
1.° pereionite, sub-acuti e protesi in avanti deli-
neano una curva abbastanza accentuata ai lati
Fig. 1. per abbracciare la base del capo. Il 1.° e 2.°
Hemilepistus Patrizii 3 ono 6 5 . a
n. sp. pereioniti hanno gli epimeri posteriori rotondeg-
gianti, il 3.° li presenta sub-retti. Dal 4.° al 7.°
pereionite questi angoli posteriori sono progressivamente più
acuti e protesi all’indietro ma non di molto. Anche gli epimeri
del pleon si mostrano acuti, relativamente più prolungati all’ in-
dietro e per di più leggermente divergenti. Il 1.° segmento del
pleon è assai più sviluppato in lunghezza che non i rimanenti.
L’epimero del 5.° pleonite tocca o sorpassa di poco ii margine
superiore del protopodite degli uropodi.
Il pleotelson è sub-triangolare, e, a mala pena, tocca colla
sua lunghezza il margine posteriore del protopodite degli uropodi :
mostra una larga base e un apice sub-acuto ma alquanto roton-
deggiante; ha i lati incurvati quasi ad angolo ampiamente ottuso.
Gli uropodi esterni grossi e conici hanno una lunghezza che si
può, a un di presso, paragonare alla lunghezza del pleotelson
mentre i protopoditi sono alquanto più brevi e affatto tozzi nel
loro aspetto presso a poco quadrangolare.
332 A. BRIAN
L’endopodite sottile, allungato, supera per meta della sua
lunghezza il margine posteriore del protopodite ed è peloso.
Squamosi o pelosi sono i margini e l’apice degli esopoditi.
Colorazione. — Ogni segmento porta una fascia mediana
trasversale di colore bruno-nera, variegata di bianco nella por-
zione occupata dai lineoli e tale fascia si estende verso ogni
lato sugli epimeri ma arrestandosi un certo tratto prima dei
margini laterali. Ogni segmento del corpo ha un largo spazio
bianco anteriormente e posteriormente di questa fascia colorata e
presenta pure largo tratto degli epimeri, bianco. Il capo, (cephalon)
è in parte anch'esso pigmentato, lascia tuttavia vedere numerosi
lineoli biancastri. Una striscia più scura si nota sul margine
frontale mediano e una porzione più offuscata su ogni lobo fron-
tale laterale.
Caratteristici sono alcuni punti bruno-nereggianti che si vedono
sul margine posteriore dei segmenti del pereion e del pleon in
corrispondenza dei piccoli granuli ivi esistenti e tale ornamenta-
zione offre l’effetto di una frangiatura. Il colore di parte del telson
e degli uropodi è biancastro; e bianco-giallastra-chiara è la parte
ventrale del corpo. Però gli esopoditi dei pleopodi sulla superficie
sternale sono alquanto offuscati. È da osservare che questi ultimi
possiedono un margine di spine vistose, e la loro superficie è
grossolanamente punteggiata.
Il nostro raro esemplare (9) somiglia all’ H. brevicaudatus
B. L. dell’ Egitto, ma non mi pare che vi si possa riferire, sia
per la differente colorazione del tegumento, sia per le dimensioni
più notevoli e nemmeno mi sembra possa identificarsi con alcuna
delle specie asiatiche conosciute. Mi permetto di dedicare questa
specie di Zuetina, che giudico nuova, al March. S. Patrizi.
Gen. PORCELLIO Latr.
3. Porcellio Olivieri Aud. et Savign. (Fig. 2).
Esemplari 2 6’. Lunghezze rispettive: mm. 10.5; 11,8.
Località: Sahabi, luglio 1931,
Esemplari 13 (7 9 e 6 ©’). Lunghezze e larghezze rispet-
five: mm. 9 8,5 XA; 9063 10,75-2<5:55 1126.65, 048
SPEDIZIONE A CUFRA 393
Bed 6,55 of imme 7X 3575; 1X55; 11,5 X 5s
ga LO25 310,50:
Altri due esemplari non misurati.
i Località: El Agheila, luglio 1931.
._ Esemplari 34 (19 9 e 15 ©). Lunghezze e larghezze rispet-
tive: Q mm. 6 X 3,73; 8 X 4,75; 8 X 4,5; 8BX5; 85X43;
Spas) 47595 X55 10 X55
TOES 1G: 10x 5,755) 10° 5/23;
OP alae oll Dox (5.75210; 25) XB 5 5
Heo ax 6b: 13x 6: 6 mm. 84,5;
8) 25X05; 9X 5; 9 X45; 9X5; 9,5 X 5,1;
10 X 5; 10*5;10 5; 10 * 5,3; 11 X 6;
13X6; 13 X 6.5; 13,5 X 6.
Località: Agedabia, luglio 1931.
Questa specie è piuttosto comune nel-
l'Africa settentrionale, raccolta per la prima
volta nell’Egitto e studiata da Audouin et ee ee a
Savigny fu poi citata da Budde-Lund Pet Gan
anche per la Siria e per l’Algeria, indicata
dal Verhoeff per Tripoli (Klaptocz) e dall’Arcangeli per la Cirenaica.
A. Porcellio sp. (P. albinus B. L.) ? Fig. 3-4-5.
Esemplare 1 g°. Lunghezza 15; larghezza mm. 6.
Località: El Agheila, luglio 1931.
Colore uniforme bianco sporco senza pigmentazione dorsale
all’infuori di qualche macchia leggermente fosca sulla parte
mediana del corpo. Nei segmenti del pereion, eccettuato il
primo, non si notano sinuosità laterali. La fronte del capo è
arcuata e meno prominente delle due lamine frontali laterali.
Queste ultime sono rivolte alquanto verso l’esterno e hanno
l’apice ampiamente rotondeggiante, con margine esterno breve e
diritto.
Gli ocelli sono in numero di circa 22 per ciascun occhio.
Antenne piuttosto lunghe col 1.° articolo del flagello quasi
due volte più lungo del 2.°. Il dorso del corpo finemente
punteggiato, non presenta linee trasversali regolari di -granuli;
la parte posteriore del corpo è un po’ più grossolanamente pun-
304
A. BRIAN
teggiata dell’anteriore, tanto da simulare una granulazione. Il
telson è sub-triangolare con lati incurvati e con apice sub-acuto
Fig. 3.
Porcellio albinus B. L. ?
a quella della specie tipica.
per quanto un poco rotondeggiante, ed
arriva e sorpassa di poco colla sua lun-
ghezza il margine posteriore dei protopoditi
degli uropodi; dorsalmente è alquanto inca-
vato. Molto caratteristica è la disposizione
di varie lunghe spine a punta e alquanto
ricurve sul propodite degli arti anteriori,
che sono distribuite non già in due serie
avvicinate come di solito lungo la parte
ventrale ma in due serie distanti tra loro
«quasi ai due lati della superficie tergale
di questo articolo.
Forse questo esemplare è da riferirsi
al Porcellio albinus B. L. già raccolto in
Algeria, per quanto la sua lunghezza sia
un po’ inferiore
5. Porcellio sp. (Fig. 6 e 7 nel testo
e Tav. VII fig. 13-14).
Esemplari 7 (6 9, 1 o). Lun-
ghezza rispettiva degli esemplari 9 :
10:15 ed 912012551 ae
o 11,5 mm. La larghezza del corpo
della Q più sviluppata è di circa
6,5 mm.
Località: Gialo, aprile 1931.
Corpo sulla parte dorsale, granu-
lato, ma piuttosto minutamente, quasi
come apparisse punteggiato. Vi sono
anche granuli un po’ più grossi, ma
questi sono poco distinti, specialmente
sui primi segmenti del pereion; tuttavia
sembrano essere disposti in una riga
poco evidente sul margine posteriore
Fig. 4. Porcellio albinus B. L.®
Zampa del 7.° paio.
Fig. 5. Porcellio albinus, B. L.?
Esopodite del 1.0 pleopodo destro.
SPEDIZIONE A CUFRA 335
di ciascun dei pereioniti ed anche in qualche riga irregolare,
trasversale sulla parte mediana di essi.
Ma la granulazione e la punteggiatura facilmente si confondono,
Con tutto ciò si possono contare 2 o 3 righe confuse e irregolari
di granuli sul 1.° pereionite e forse anche
sul 2.°, mentre si notano da 1 a 2 righe
irregolari trasversali soltanto sugli altri.
I pleoniti a loro volta, portano sul dorso,
ciascuno oltre alla punteggiatura piuttosto
spiccata, una riga di granuli sul margine
posteriore. Il capo, il telson e gli uropodi
sono altresi punteggiati o minutamente
granulati come pure la superficie sternale
dei pleopodi, (esopoditi).
Il margine frontale si protende in avanti,
nella parte mediana a guisa di lamina ben
distinta sub-triangolare con sommità arro-
Fig. 6. Porcellio sp. tondata. Più sviluppati e sporgenti in avanti
e rivolti un po’ all’esterno, sono i lobi
laterali della fronte, che mostransi coll’apice e col lato interno
arrotondato mentre diritto appare il lato esterno (fig. 7).
Sulle parti laterali del margine
posteriore del 1.° pereionite, osservasi
una leggera sinuosità la quale si rende
meno evidente sul 2.° pereionite e
quasi diventa nulla sul 3.° pereionite.
Gli angoli epimerali posteriori di
questi primi segmenti sono arroton-
dati, nel 3.° pereionite quasi retti, ma
dal 4.° al 7.° pereionite si mostrano gradatamente sempre più
acuti e si prolungano progressivamente sempre più indietro.
Le antenne posteriori sono più corte della metà del corpo e
toccano il terzo segmento toracico. Un dente saliente notasi supe-
riormente all’apice del 2.° articolo, il quale mostrasi alquanto
incavato alla sommità del suo lato esterno. Leggermente incavato
e biforcato è pure anteriormente il 3.° articolo.
Il fagello presenta il primo articolo un poco più lungo del secondo.
Gli occhi sono grandi, molto pigmentati e sembrano essere
composti di 23 ocelli per ciascuno.
Fig. 7. Porcellio sp. Cephalon.
PITT EM, I a (VC E
336 A. BRIAN
a
Il telson sub-triangolare, è più lungo del protopodite degli
uropodi e la sommità non molto acuta ma rotondeggiante con
lati molto incurvati; tergalmente mostra una leggera incavatura
longitudinale. Gli esopoditi sono piuttosto tozzi, conici e non
molto allungati.
Questo Porcellio presenta un bel colore nero-bruno o nero-
grigio esteso in un’ampia macchia che occupa la più grande
parte della superficie dorsale, lasciando però tutto attorno verso
gli epimeri una larga zona marginale bianchiccia, assai caratteri-
stica. Se ben si osserva però, nell’estesa. macchia dorsale sopra
indicata, scorgonsi due fascie longitudinali mediane avvicinate fra
loro che sono più intensamente nere. Più offuscate sono pure le
parti laterali dei segmenti prima degli epimeri, mentre un po’
chiare sono le aree intermedie occupate dai bianchi lineoli.
Più oscura è anche una stretta fascia trasversale lungo il
margine posteriore di ogni pereionite.
Il capo è grigio o appena tinto in bruno-nerastro nella parte
anteriore e centrale. Le antenne sono leggermente pigmentate
nella parte mediana o terminale. Il telson è offuscato ma i pleo-
podi sono bianchi e tutta la parte ventrale del corpo è bianco-
giallognola.
Parmi intravvedere una certa somiglianza, in alcuni caratteri,
fra i nostri esemplari e il P. intercalarius B. L. Ad esempio,
secondo Budde-Lund, vi è un tubercolo minutissimo « perlucens »
che si trova su ciascuno degli epimeri dei segmenti del corpo,
del pari presente nei nostri Porcellio di Cirenaica, ma questi
ultimi si discostano da quella specie per la diversa lunghezza
dei lobi frontali laterali, che ugnagliano, secondo Budde-Lund, la
lunghezza del lobo mediano frontale nella sua specie, mentre
nella nostra sono più prominenti (fig. 7).
Alquanto differente sarebbe pure per la distribuzione delle
macchie tergali.
Caratteri forse più corrispondenti, a causa della struttura del
cephalon e di altre parti del. corpo, presentano, i nostri campioni
di Gialo, con quelli descritti da Verhoeff col nome di Porcellio
tripolitanus.
Ma anche qui la distribuzione del pigmento mi sembra non
del tutto identica con quella indicata da questo autore.
Egli scrive che su di un. colore fondamentale bianco della
as
| SPEDIZIONE A CUFRA SION
parte tergale del tronco, vi sono 2 + 2 righe di macchie bruno-
nere, le esterne nella metà anteriore degli epimeri, le interne
presso a poco triangolari, che io non riesco a vedere negli esem-
plari di Gialo. Affine inoltre per qualche carattere alla nostra
specie è anche il P. Alaptoczi Verhoeff (ad es. nella struttura
dell’ esopodite del 1.° pleopodo maschile) ma devo rilevare fra di
essi una differenza nella lunghezza rispettiva dei due articoli del
flagello. Dopo di ciò io sarei indotto a ritenere il Porcellio da
me descritto, probabilmente una nuovà specie.
6. Porcellio Gestroi n. sp. (Fig. 8 e Tav. IX).
Esemplare 1 9. Lunghezza mm. 5,50; larghezza mm. 2,75 circa.
Località: Agedabia, luglio 1931.
Esemplare 1 07°. Lunghezza mm. 5,50.
Località: Gialo, aprile 1931.
Descrizione -del maschio. — Il cephalon dorsalmente è
pigmentato leggermente in due brevi zone mediane di colore
bruno-fulvo, longitudinali, più intensamente dietro e in contatto
col lobo mediano frontale, leggermente, per breve spazio dietro
gli occhi.
Tutta la parte dorsale del corpo, su di un fondo bianco gial-
lognolo, è offuscata da macchie fulvo-brune,
disposte in due serie longitudinali per ogni
lato, macchie di forma irregolare e più
ampie, grado per grado, verso la parte
posteriore del corpo, sicchè gli ultimi seg-
menti del pereion appariscono più oscuri. Il
pleon è percorso da due serie di macchie
appena adombrate, per ogni lato. Il telson
solo nella parte anteriore è lievemente mac-
chiato, ma tutti gli epimeri sono, per largo
tratto, ben chiari, trasparenti e finemente
seghettati per la presenza di formazioni
squamiformi piccolissime, a punta. i Poni vente
Bianca è dunque la parte posteriore del
telson e privi di colore appariscono gli uropodi, le antenne
esterne e la parte sternale tutta del corpo. Il corpo dorsalmente
è finissimamente e uniformemente granulato o punteggiato ma
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (10 Maggio 1982) 22
n de lin ri i
è
338 A. BRIAN
tali granuli piccoli e distribuiti piuttosto fittamente, hanno l’ap-
parenza di formazioni squamose, terminate a punta, e quasi sembre-
rebbe, con un peluzzo. Gli angoli epimerali posteriori dei primi
quattro pereioniti sono arrotondati, quelli del 3.° e del 4.° ad angolo
sub-retto, tuttavia nel 4.° cominciano a presentarsi leggermente
più acuti. Dal 5.° al 7.° pereionite la linea posteriore verso gli
epimeri apparisce più incurvata e gli angoli posteriori si fanno
progressivamente più acuti. Ho notato su ogni segmento del pereion
una setolina o ciglio per ogni lato, fissato a un piccolissimo tuber-
coletto, verso gli epimeri, abbastanza visibile. Tale setolina è disposta
l’una rispetto all’altra in linea longitudinale. Gli occhi sono piut-
tosto sviluppati con 16 ocelli per ciascuno. Una costa alquanto
ricurva all’innanzi, ben distinta, riunisce, sul capo, le due lamine
frontali, dividendo nettamente la nuca dall’epistoma alquanto
convesso. Le lamine frontali sono discretamente ampie, rotondeg-
gianti verso l’apice con breve lato esterno sub-retto. Vedute dal
dorso sono meno prominenti del lobo frontale: mediano. Queste
lamine non sono incavate o ripiegate sugli occhi come nel genere
Angara ma piuttosto piane.
Le antenne per quanto più smilze ed allungate che nell’An-
gara, ripiegandole sul dorso, non arrivano al margine posteriore
del 2.° segmento del pereion. Il 1.° articolo del flagello è assai
più breve del 2.° Il telson è sub-triangolare con lati distintamente
incavati, per quanto non profondamente e coll’apice sub-rotondo,
e supera in lunghezza il protopodite degli uropodi.
Gli epimeri del 5.° pleonite arrivano quasi al livello del mar-
gine posteriore del protopodite degli uropodi. Il telson tergal-
mente è alquanto incavato formando doccia longitudinale poco
pronunziata ma piuttosto larga.
Gli endopoditi degli uropodi a guisa di bastoncini diritti,
sopravanzano di un poco l’apice rotondeggiante del telson.
L’esemplare co ora descritto, secondo me, non può compren-
dersi nel sottogenere Agabiformius (Angara) poichè ha in
confronto a quest’ultimo, le antenne un po’ più allungate e gli
occhi alquanto più grandi, ma probabilmente fa parte del sotto-
genere Proporcellio Verhoeff (1) e ricorda particolarmente la
(*) Vedi a proposito di questo sottogenere: Verhoeff W. 10 Auftsatz (4907). — 15
Auftsatz (1908) e il lavoro più recente di questo autore: Uber medit. Oniscoideen,
Jahr. d. ver. f. vaterl. Naturkunde in Wiirtemberg, 73. (1917).
SPEDIZIONE A CUFRA 339
specie Prop. vulcanius Verh. raccolta a Catania, la quale
avrebbe pure, come la nostra, 16 ocelli Ma quest’ultima sembra
essere differente dal nostro esemplare perché, fra le altre cose,
possiede sul capo e sul dorso dei primi segmenti del corpo tuber-
coli o protuberanze di cui non vedo la presenza in quello. Non
esistono che in modo indistinto, lievissime depressioni e solleva-
menti di poca importanza sulla cute.
Gen. AGABIFORMIUS Verh.
7. Agabiformius (Angara B. L.) sp. (Fig. 9 e Tav. VIII, fig. 1-12).
Esemplari 3 9. Lunghezze rispettive mm. 6 1/,; 6; 6; circa (!).
Località: Gialo, aprile 1931.
Esemplari 20 (14 9 e 6 ©). Lunghezze rispettive: Q milli-
IRC ne OO. DS A 2; 4,9:
esami) 4,919, A 359; 3,0.
Località: Augila, 16-19 aprile 1931.
Esemplari 7 (3 Q e 4 gf’). Lunghezze e larghezze rispettive :
Sonim 10 11 25255 22M 20 ofp mm: 524;
Bae 5.1 X22 05, 1X 2.95.
Localita: Cufra; Sebka di Buma, giugno 1931.
Descrizione. — Mi limito a descrivere gli esemplari prove-
nienti da Augila. Quelli delle altre località differiscono per la
colorazione del tegumento più o meno attenuata o più o meno
forte, generalmente più sbiadita nella parte anteriore del tronco.
Gli esemplari di Augila hanno una leggera tinta bruno-fulva
pallida un po’ evanescente ai lati (gli epimeri però sono bianchi),
ma in alcune parti, specialmente verso la regione posteriore del
corpo, la pigmentazione è un po’ più spiccata.
Alcune macchie disposte longitudinalmente nella parte mediana
e verso i lati, e la presenza di spazi irregolari scolorati, simme-
trici, coll’aggiunta dei lineoli bianchi e di alcune venature, ren-
dono il dorso, generalmente, piuttosto variegato. Dei tre esemplari
provenienti da Gialo, due hanno fra tutti le macchie bruno-grigie
più oscure e uno di essi è qui disegnato a fig. 9.
Tuttavia vi sono esemplari che sono quasi destituiti di pig-
(1) L’ esemplare Q qui figurato proviene da Gialo e presenta circa 6,5 mm. di
lunghezza.
340 A. BRIAN
mentazione almeno nella parte anteriore del corpo, o che hanno
segmenti bianchicci con una stretta fascia leggermente più oscura
sul margine posteriore di ognuno di essi.
Esaminata a forte ingrandimento la cute,
per la struttura, essa sembra corrispondere
con quella che il Verhoeff ha descritto e
disegnato per il sott. gen. Agabiformius.
Anche con una semplice lente si può scor-
gere che il corpo dorsalmente è munito di
piccoli rilievi squamosi, gli uni microscopici
e gli altri un po’ più rilevati, visibili ad
occhio nudo, simulanti granuli, e questi
ultimi disposti in linee trasversali irregolari.
Anche il cephalon, sul tergo, è cosparso
di tali piccolissimi rilievi.
a I lobi frontali laterali poco sviluppati,
Agabiformius sp. ? obliquamente arrotondati e leggermente
rivolti all’esterno, sono evidentemente più
prominenti del margine mediano della fronte che quivi si presenta
a guisa di cresta saliente, poco ricurva. Invece il prosepistoma
ha margine rostrale bene arcuato. Il telson è sub-triangolare con
apice molto acuto ma un poco rotondeggiante negli esemplari di
Augila (fig. 12 Tav. VIII), piuttosto acuto in quelli di Cufra, la
sua superficie tergale è alquanto incavata, i lati molto leggermente
incurvati. La larghezza del telson nell'esemplare 9 di Augila che
ho misurato alla base, è molto maggiore della lunghezza (rap-
porto 66:35), tuttavia colla sua estremità caudale il telson sopra-
vanza di un certo tratto l'articolo basale degli uropodi. Gli
endopoditi di questi ultimi superano a loro volta alquanto l’apice
del telson.
Le appendici flagelliformi delle mandibole sembrano corrispon-
dere per numero e per forma con quelle che Budde-Lund ha
disegnato per il genere Angara. Così gli ocelli per ogni parte
del capo, mi pare, corrispondono per numero e per forma,
essendo da 9 a 10. Il 1.° articolo del flagello generalmente è 2
volte o 2 '/, più breve del 2.°. L’ esopodite del primo pleopodo
maschile è costituito da una lamina sub-trapezoidale presso a poco
tanto lunga quanto larga, e presenta margine interno rotondeggiante
verso la base, e margine esterno alquanto incavato: tuttavia la
SPEDIZIONE A CUFRA 341
parte distale di tale appendice non é a contorno perfettamente
rotondo ma piuttosto sub-rettangolare o meglio il suo angolo
esterno è ricurvo, quello interno invece tende alla forma sub-
retta (fig. 10 Tav. VIII). Caratteristiche sono le spine a punta
trifida che adornano il suo margine caudale e quello interno, in
numero vario a seconda degli esemplari, in numero di 5 all’apice
e 9 dal lato interno in un esemplare dell’ Oasi di Cufra. Negli
esemplari’ di questa provenienza, l'apice di questo stesso esopo-
dite è più o meno sub-rettangolare, come ho detto, ma di più
leggermente incavato sul margine caudale presso l’angolo interno.
Io credo di vedere in questa specie ora descritta, sopratutto a
causa della forma dell’ esopodite 1.° del ©, una somiglianza con
PAngara obtusa B. L. già rinvenuta in Egitto. Tuttavia sono
dubbioso nella determinazione perchè Budde-Lund (!) ha dato
della obtusa, dimensioni molto minori: (lunghezza mm. 3) ed una
colorazione «sud-unicolor, albida, post paulum obscurior »
non abbastanza specificata che non so se corrisponda esattamente
con quella della maggioranza dei nostri esemplari. La nostra
potrebbe anche essere una specie affine a questa ma nuova.
Gen. EULEPTOTRICHUS Verh.
8. Euleptotrichus Panzeri Aud. et Sav. (Fig. 10).
Esemplari 4 (3 Q e 1 ©). Lunghezze e larghezze rispettive :
Omni 65975: 4,/6::3,d: gi mm, 5,75 Xd:
Località: Agedabia, luglio 1931.
Esemplari 9 (4 9 e 5 g’°). Lunghezze e larghezze: Q mm.
e did 04) X28: OG 2.7 0,25 3,60. 6,519,
6,5 X9,5:; 5,2 X 2,8; 5,2. 3.
Località: Agedabia, luglio 1931.
Colorazione. — Bel colore marrone chiaro giallastro con
numerosi e grossi lineoli bianco giallastri. Ventralmente il corpo
è bianco sporco. Uropodi bianchicci così pure le antenne. Occhi
piccoli e oscuramente pigmentati.
Corpo con setole e ciglia assai vistose sui margini del capo
e del corpo. Il telson è sub-triangolare, più lungo assai del pro-
(1) Results of the Swedisch Zool. Exped. to Egypt 1904. Isop. terr. Patr, III. - 1909.
ASTTO Mia et es 9 AMT N CO 7, A’ II ae Mati 4. LI Ta RCA PMT
ela Dee a n i i rN sate ih,
ua RS Pe Pa i ero: t
342 A. BRIAN
topodite degli uropodi, con punta rotondeggiante, superiormente
alquanto incavato, coi lati molto leggermente incurvati. Antenne
esterne corte, col 1.° articolo del flagello più
breve almeno di !/, rispetto al 2.° articolo.
Lamine antennali sub-quadrate o sub-
triangolari, poco salienti, per nulla sporgenti
fuori dai lati del margine frontale.
Questa specie è comune in tutta la
regione mediterranea. Budde-Lund l’ha
registrata per Canea (Is. di Creta); |’ Ar-
cangeli per l’ Isola di Rodi, ma è comune
altresì in Egitto, in Tunisia. La sua presenza
in Libia fu già sospettata dall’ Arcangeli
nel 1924, quando egli compilò una lista Fig. 10.
di quegli Isopodi terrestri che, a giudicare | “blot ichus Panzeri
dai luoghi dove furono trovati, avrebbero
dovuto con molta probabilità essere raccolti anche in Cirenaica.
L’esemplare che ho disegnato è il g lungo mm. 5,75.
Gen. METOPONORTHUS B. L.
9. Metoponorthus sp. (Fig. 11).
Esemplari 6 (3 co’ e 3 9). Lunghezze: 9 8,45; 7,6; 655
5,75; 6,25; 6,25; 6 mm. circa. La larghezza della Q lunga
8,75 mm. è di circa 4,4 mm. circa; quella del g lungo 7,5 mm,
è di circa 3 mm.
Località: Gialo, aprile 1931.
Esemplare 1. Lunghezza mm. 9 circa: larghezza mm. 3.
Località: Augila, 14-19 aprile 1931.
Esemplari 4 (1 co e 3 9) e 7 altri.
Lunghezza e larghezza: 9 mm. 7 X 2,75; 64X2; 6X2,5:
ow mn: 09 X2v70e7altritmm. MD! (RS) 60292231
620K 2.53 6 <4.
Località: Agedabia, luglio 1931.
Per quanto io abbia constatata una certa somiglianza di tutti
questi esemplari col M. prwinosus preso in lato sensu, devo
tuttavia rilevare qualche lieve differenza fra alcuni di essi e la
SPEDIZIONE A CUFRA 343
forma tipica, cio che mi induce a pensare che si tratti forse di
una razza locale che potrebbe avere affinità col M. Swammerdamii
Aud. et Sav. Sono sopratutto degni di attenzione gli individui, i
meno giovani, raccolti a Gialo e ad Augila, che mostrano un
carattere che colpisce a prima vista, cioè una larghezza in con-
fronto alla lunghezza del corpo che è un po’ maggiore di quanto
si osserva abitualmente in detta specie.
Esaminando poi particolarmente la struttura delle antenne
posteriori si scorge che di solito il 1.° articolo del flagello non è
sempre molto più lungo del 2.° come dovrebbe essere secondo la
diagnosi del pruinosus data dagli autori. In qualche esemplare
il flagello è diviso in due articoli pressochè uguali ciò che ricorda
un carattere proprio del M. melanurus B. L.
Descrizione di uno degli esemplari 9 raccolto a Gialo. Lun-
ghezza mm. 8,75.
Il tegumento del corpo porta, su di un fondo non liscio ma
scabro, punteggiato o zigrinato, una distinta granulazione.
Si osservano 3 o 4 righe irregolari di granuli sui segmenti
anteriori del pereion, 2 o 3 righe su quelli posteriori ed 1 o 2
righe su quelli del pleon. Tali granuli sono discretamente evi-
denti e distanziati l’uno dall’altro.
Il capo anch'esso porta granuli piuttosto fitti e così pure
l’epistoma.
Il meta-epistoma è provvisto di setoline.
Gli angoli frontali sono poco salienti, roton-
deggianti. Sull’ epistoma si vede una solita
lamina o duplicatura sub-triangolare. Si
potrebbe ripetere quanto già a questo pro-
posito scrisse Dollfus parlando del cephalon
del Metoponorthus pruinosus M. Edw. e
Swammerdamii Aud. et Sav. « La linea
frontale coincide bensi esattamente col mar-
gine anteriore, ma il lobo mediano sopra-
vanza tuttavia sul prosepistoma e forma
allora un triangolo limitato sui tre lati da
Fig. 11. Metoponorthus sp. Una linea in rilievo » (p. 10. Not. sur les
Is. Terr. e Fl. de Syrie, 1892. Lille).
Il colore del corpo tergalmente è fra il bruno grigio o il bruno
giallo sporco, ed è piuttosto uniforme, soltanto leggermente cinto
344 A. BRIAN
di bruno più oscuro lungo i margini posteriori di alcuni segmenti.
Le antenne sono lunghe ed arrivano al limite caudale del 3.°
pereionite quando esse sieno rivoltate in alto ed appoggiate sul
dorso. Il 4.° articolo del flagello è lungo un po’ meno di 1 volta
e mezzo la lunghezza del 2.° articolo. In questo esemplare l’uro-
podo destro manca, ma al suo posto si vede un abbozzo di
uropodo piccolissimo. Il telson superiormente è alquanto incavato,
triangolare coi lati leggermente ricurvi e termina con un apice
sub-acuto; tuttavia colla punta un poco arrotondata è quasi
lungo quanto i protopoditi degli uropodi o di poco più lungo.
La larghezza di questo esemplare rispetto alla lunghezza è
piuttosto notevole. (Vedi fig. 11). Non escludo che questo e altri
esemplari simili di Gialo e di Augila possano appartenere al
M. Swammerdamii Aud. et Sav. Quelli di Agedabia ue sono
M. pruinosus M. Edw.
Sotto fam. Cubarinae
Gen. CUBARIS Brandt
10. Cubaris (Armadillo) montanus B. L. (Fig. 12).
Esemplari fra grandi e piccoli in numero di 52. Misurati 10
degli esemplari più vistosi, questi ultimi risultarono colle seguenti
dimensioni: Lunghezza e larghezza: 9 mm. 9,2X 4,5; 9X 4,6;
DOCH Bi OOH, is DATA 8 Gee ete
ST 8 X4,1. Tutti i rimanenti erano quasi tutti più piccoli, alcuni
piccolissimi.
Località: El Agheila, luglio 1931.
Non credo errare determinando questi esemplari per Arma-
dillo montanus B. L. essendo simili a quelli altri precedente-
mente esaminati raccolti dal Sig. Confalonieri a Porto Bardia nel
marzo 1927 e descritti nella mia precedente nota (Ann. Mus.
Civ. St. Nat. di Genova Vol. LIII - 14 febb. 1930).
Il colore è cenere-grigio brunastro alquanto sbiadito, piuttosto
uniforme, ad eccezione di alcune parti dove si manifesta evane-
scente o tendente al grigio bianco. Chiari sono i lineoli sul fondo
scuro, e strettamente orlati di bianchiccio sono tutto attorno i
SPEDIZIONE A CUFRA 345
vari segmenti del corpo, il capo e il telson compresi. L’epistoma
é leggermente pigmentato e in alcuni individui il metaepistoma
è ornato di 4 piccole macchiette
scure. Le antenne esterne sono
tinte in oscuro all'infuori di una
linea marginale chiara per ogni
articolo. Il 1.° articolo del flagello
é circa 2 1/, volte più breve del
2.°. Il tegumento è finemente e :
densamente punteggiato lo) squa- Fig. 12. Armadillo montanus B. L. ;
Cephalon e 1.° pereionite, visti
mato. . dal lato ventrale.
Gli occhi hanno ciascuno 10 ocelli.
I caratteri principali corrispondono, secondo me, abbastanza
bene con quelli dati da Budde-Lund, per la sua forma tipica rac-
colta a Djebel Tarchuna presso Tripoli.
Così il 1.° segmento del tronco ha un ampio solco marginale
profondo, incurvato per tutta la lunghezza. Tuttavia debbo aggiun-
«gere che tale solco non è uguale ovunque ma più stretto verso
la parte rostrale e più largo nella porzione caudale. La lacinia
interna non solo è più spessa ma mi sembra alquanto più lunga
dell’esterna.
11. Cubaris (Armadillo) sp. (Fig. 13 A, B, C e Tav. X).
Esemplari 15 (6 9 e 9 ©). Lunghezze e larghezze dei rispet-
ivcsimdrvia ie Oo 925K 1.25% 9504575 5 95X51; LO Be:
MORO OE G5 = 1 Ob Ws CLO Xx AOD 32 40,52 Se;
LO AOD IAT 213K (6, 25':) AE:
Località: El Agheila, luglio 1931.
Molti altri grossi esemplari fra i quali 4 9, lunga mm. 14,5
e larga 7 mm. i
Località: El Agheila, luglio 1981.
Esemplari 45 (26 9 e 13 d?: oltre ad 1 esemplare di sesso
incerto e 5 giovani di 3 mm. di diametro, misurati nella loro
posizione di arrotolamento). Lunghezze e larghezza dei rispettivi
iI A: 92002:
IPSE CD 10 Koo tO 10 TORQ 105,3;
IAT ASMA RI 632;
a AG, at 2X Ds 1S) 6,65 VEX 72 Th KT; TSX 75 (61in
più una 9 non misurata); o 9X5; 9X 4,5; 95x58; 10X 5;
346 A. BRIAN
10 X-53:10,2 X 6; 12% 6;412X 6; 42 XK 65:13,5 X 6575 ee ay
(e in più due altri o con acari parassiti fissati sul telson non
misurati.
Località: Agedabia, luglio 1931.
Descrizione. — Il tegumento è coperto da formazioni squa-
mose che conferiscono al loro corpo l'aspetto di una forte punteg-
giatura, e questa è quasi uniformemente sparsa e in modo
piuttosto fitto su tutto il corpo.
Nel 1.° segmento come nel 2.° del pereion notasi una divisione
o duplicatura del margine ma nel 1.°, dopo l’ampia fessura del
tratto posteriore, il solco che ne risulta procede in avanti poco
profondo e diventa gradualmente più attenuato man mano che si
avvicina alla parte rostrale, il solco quivi è solamente accennato
fino a diventare quasi nullo. La lacinia interna è più spessa,
saliente e alquanto più lunga della esterna.
Il 5.° segmento del pereion sul margine posteriore è molto.
leggermente sinuoso, e il 6° e il 7.° lo sono in modo più
spiccato.
Gli occhi sono piccoli e portano ciascuno 10 ocelli.
Le antenne esterne si mostrano brevi e ripiegate su se stesse;
il 1.° articolo del flagello è circa 2 */, più corto del 2.°
Colorazione. — Per quanto gli individui da me esaminati
siano alquanto variabili nella loro colorazione, si possono dare le
seguenti caratteristiche generali: colorazione fondamentale bianco-
giallognolo o bianco grigio. Salvo pochissimi individui quasi del
tutto albini, in maggioranza essi presentano macchie trasversali
grigiastre o bruno-nere quasi su ogni pereionite, sicchè ogni
segmento sembra essere ornato trasversalmente da una fascia a
disegno irregolare, sinuosa. ed ondulata di colore oscuro, meno
offuscata nel tratto occupato dai lineoli, interrotta prima degli
epimeri, sicchè lascia un discreto margine laterale in bianco come
pure anteriormente e posteriormente.
In generale meno evidente è la macchia trasversale sul
1.° pereionite.
Il capo è quasi incolore.
Il pleon è anch'esso offuscato da due serie longitudinali di
macchie ma poco estese, però il 1.° e il 2.° pleonite, in quasi
tutti gli individui, ne sono privi.
imbatte baciò
SPEDIZIONE A CUFRA 347
Per quanto riguarda la forma delle antenne e delle varie
appendici maschili mi dispenso dal darne qui una. descrizione
potendo servire per caratteriz-
zarle i disegni che ne ho dato.
(lave 29
Molti degli esemplari da me
esaminati portavano acari paras-
siti in numero di 2 a 3 fino a
‘8 individui per ogni Isopodo, e
ciò che è strano, essi sempre
erano localizzati in gruppi sulla
superficie dorsale del pleotelson.
Questa specie della Cirenaica
raccolta in tanta copia di indi-
vidui, si accosta all’ Armadillo
Mayeti Simon, ma per alcune
differenze di struttura non può,
secondo me, riferirvisi. Ad esem-
Fig. 13. A. Armadillo sp. pio Simon ricorda che per la sua
y fb Bini perelonii o DIC: specie l'occhio è composto sol
tanto di 6 ocelli.
La colorazione del tegumento dorsale poi non è simile a
quella indicata dal sopracitato autore per FA. Mayeti e neppure
per la varietà che egli ha descritta con questa colorazione:
« color plumbeo-nigricans maculis lateralibus sinuosis et
inordinatis testaceis dilutioribus ».
Io credo che la nostra specie sia affine all’Armadillo albo-
marginatus Dollfus della Palestina che parimente presenta 10
ocelli in ciascuno degli occhi, e il quale, nello stesso tempo,
ha .il 1.° segmento del pleon quasi interamente nascosto sotto
l’ultimo pereiale come negli esemplari da me studiati (!). Tut-
tavia vi è una differenza ii struttura da notare.
Il Dollfus c’indica che il 1.° articolo del flagello delle antenne
è cinque volte più breve del 2.°, mentre negli esemplari di Cire-
-naica è soltanto come ho detto 2 !/, volte più breve.
Vi sono poi le dimensioni che variano negli Armadillo da
me esaminati, e alcuni arrivano anche a 14 e 15 mm., invece
ws pees) DA
(1) Dolifus A. Note sur les Isopodes Terrestres et Fluv. de Syrie. Revue biolog.
du Nord de la France. Tom. IV. 1891-1892. Lille,
BM Se a e el ii LU arte e
e pa " 3 rR eS, Ps cia 19 A
Poi gip
LIA EIA
348 | A. BRIAN
Simon dà per la sua specie la lunghezza unica di 11 mm. Dopo
questo sono molto dubbioso sulla determinazione e non posso
arrischiarmi di affermare che sia riferibile all’a/bomarginatus.
Forse appartiene a una nuova specie affine all’anzidetta, che
io proporrei di chiamare A. Confalonierii.
Fam. SPHAEROMIDAE
Gen SPHAEROMA Bose
12. Sphaeroma serratum Fab.
Esemplari Q e co in numero di 135. Una ventina sono
piuttosto grossi con circa 12 mm., pochi con 9 mm. di lunghezza,
la maggior parte con 4 !/,-8 mm. di lunghezza. I più sviluppati
sono, da quanto ho potuto vedere, i o. La larghezza degli indi-
vidui lunghi 12 mm. è di circa mm. 6 1/,.
Località: Bengasi, Giuliana, 26-28. marzo 1931.
Altri 76 esemplari 9 e dc della stessa località di Bengasi
raccolti nel marzo 1931. Fra questi ultimi, 20 soltanto hanno
dimensioni un po’ maggiori, con lunghezza di circa 10 mm. o poco
più o poco meno, mentre tutti gli altri sono più piccoli e di svariata
grandezza.
La superficie del tegumento non è liscia, ma scabra, impregnata
di carbonato di calce. La colorazione fondamentale del corpo è
giallo-sporco tendente in alcuni individui ad un leggero verdastro
chiaro, in altri ad un grigio-giallo o grigio-bruno più o meno
scolorato.
Osservando la cute con una lente si vede che è tutta cosparsa di
piccoli cromatofori neri molto ramificati, più densi in alcune parti
meno in altre. La pigmentazione generalmente è più accentuata
e meno rada sulla parte posteriore del corpo che in quella ante-
riore. I cromatofori, per lo più sempre distinti e isolati fra di
loro, sono distribuiti sul pereion in modo da formare fascie tras-
versali mediane leggermente offuscate. L’isopodo che abbiamo qui
esaminato, è una specie marina assai comune, descritta e citata
da molti autori, fra gli altri recentemente da Beatrice Torelli
(1930) che ne ha fatto oggetto di studio accurato, indicandone la
distribuzione geografica, assai ampia. Vive nell’Atlantico lungo le
coste degli Stati Uniti come pure sopratutto, per larga estensione
SPEDIZIONE A CUFRA 349
lungo i lidi europei. Nel Mediterraneo fu rinvenuta in molte
località, compresa quella di Suez (Stebbing 1910), sicchè questa
specie arriva sino al parallelo 30.
Vive anche nel Mar Nero. Secondo Torelli è una forma essen-
zialmente dell’ Atlantico che penetrata nel Mediterraneo, vi si è
ampiamente diffusa.
Il Monod in un suo lavoro recente (!) ne da la seguente
distribuzione geografica: Coste atlantico - europee-africane, dall’Ir-
landa, (53-54 lat. N.) a Port-Etienne, Africa occidentale francese
(28 56° 45” lat. N.) e Mediterraneo (tutta la parte occidentale,
l’Adriatico, l'Egitto fino a Suez).
Verso il N-E la specie non sorpassa la Manica, poichè non è
stata ancora raccolta nel Belgio (Giltay, 1927).
Il Colosi (?) ha descritto per la Cirenaica lo Sphaeroma pul-
chellum, trovato da Festa in un laghetto presso Coefia, specie
indicata e illustrata pure recentemente da Monod, e altresi
registrata per la Romania e per l’ Egitto.
I nostri esemplari di Bengasi non somigliano a questa specie
e non credo errare confermando la determinazione che ne ho
dato sopra.
OSSERVAZIONI BIO-GEOGRAFICHE
Le specie di Isopodi terrestri qui elencate si riferiscono in
parte alla fauna mediterranea ma alcune tuttavia presentano
caratteri tali che devono entrare nella categoria di quelle specie
mediterranee «con affinità desertiche», come ebbe a definire il
Balachowsky, certi Coccidii da lui studiati e provenienti dallo
Hoggar. In questa categoria io potrei annoverare tutti i Porcellio
qui ricordati, gli Armadillo e sopratutto gli Hemilepistus.
Questi ultimi presentano poi, secondo me, un interesse del
tutto speciale per la loro distribuzione geografica, poichè una
parte solo dei rappresentanti di questo genere vivono nelle loca-
lità desertiche del Nord-Africa, mentre la maggioranza è propria
delle regioni sabbiose e asciutte dell’Asia centrale ed occidentale.
Il Budde-Lund di 10 specie che egli descrisse nel 1885, ne indicò
(1) Monod Ch. Tanaidacés et Isopodes aquatiques de 1’ Afrique occid. et sept.
Mèm. Soc. des Sc. Nat. du Maroc. XXIX, 34 déc. 1931.
(2) Colosi G. Missione zoolog. del D.r Festa in Cirenaica. Crostacei. Boll. Mus.
Zool. Anat. Comp. Torino, 36, 1921, N. 739.
350 A. BRIAN
8 per le regioni asiatiche (!) e 2 solo speciali all’ Egitto o alle
altre regioni circonvicine.
Questa disparità nel numero di specie di uno stesso genere,
trovate in due continenti separati, ma così in contatto, potrebbe
farci supporre che il genere Hemilepistus non sia d’ origine
africana ma bensi asiatica, e che talune di queste specie siano il
relitto di una grande ondata migratoria proveniente dalle zone
steppose dell’ Asia centrale ed occidentale, che invase 1’ Africa
sahariana, e di cui una parte penetrò anche in Cirenaica.
Questa è l'ipotesi che il Gridelli (8) ha sostenuto con molta
genialità, sicurezza di metodo e acutezza di facoltà deduttive,
parlando della fauna dei Coleotteri libici e dopo avere studiato
un grandissimo numero di esemplari della Cirenaica. Egli è venuto
alla conclusione che questo territorio abbia una fauna paleartica
e bensi di tipo mediterraneo ma caratteristica per molti elementi
d’origine orientale, onde egli giudicò che la Cirenaica debba appar-
tenere alla zona eremica.
Troppo poco sappiamo della distribuzione geografica degli
Isopodi terrestri dei territori dell'Asia occidentale e centrale per
poter intraprendere uno studio di confronto fra quelli e i rappre-
sentanti dello stesso gruppo viventi nel Nord- Africa e per poter
riuscire a qualche conclusione sicura..
Quello che è certo si è che nella Siria e forse nella Palestina,
vivono alcune forme di tipo mediterraneo desertico, che si
ritrovano pure nell’ Egitto, nella Cirenaica, in Tripolitania e in
Algeria.
E siccome non è possibile intravvedere rapporti di caratteri
affini fra questo piccolo gruppo di Edrioftalmi terragnoli specia-
lizzati e quelli che abitano l’ Etiopia e regioni settentrionali
d'Europa, non è da escludere che essi abbiano un’ origine orientale
e quindi l’ipotesi del Gridelli potrebbe anche trovare una con-
ferma da questo piccolo gruppo di Isopodi da noi studiati.
(1) Recentemente una n. sp. è stata descritta da Verhoeff pel Turchestan (Hemil.
(Desertellio) Zachavatkini in Zool. Anz. Bd. 91, 1930).
(?) Gridelli E. Risultati zoologici della Missione .... per l’esplorazione dell’oasi
di Giarabub (1926-1927) Coleotteri - Ann. Mus. Civ. St Nat. Genova LIV, 1930, pp. 1-485.
Issel R. La zoogéographie de la Cyrénaique selon les zoologistes italiens. Zoogéo-
graphica, Bd. i Heft. 4. Verlag von Gustav Fischer in Jena. 1932.
Marzo 1932.
Lr OI
Fig.
O colo Op ww —
O DIA) OF WW
SPEDIZIONE A CUFRA 351
SPIEGAZIONE DELLE FIGURE NEL TESTO
. Hemilepistus Patrizii n. sp. (lunghezza 16 !/, mm.)
. Porcellio Olivieri Aud. et Sav. 7° (lunghezza. 13 mm.).
. Porcellio albinus B. L.? o& (lunghezza 15 mm.).
. Zampa del 7.° paio di Porcellio albinus B. L.? d.
. Esopodite del 1.° pleopodo destro di PorceZlio albinus B. L.? d.
. Porcellio sp. £ (lunghezza 12 mm.).
. Cephalon dello stesso Porcellio 9, visto tergalmente.
. Porcellio Gestroi n. sp. & (lunghezza 5 1/, mm.).
. Agabiformius (obtusus B. L.?) 9 (lunghezza 6 !/, mm.). Località:
Gialo.
. Euleptotrichus Panzeri Aud. et Sav. (lunghezza mm. 5).
. Metoponorthus sp. 9 (lunghezza mm. 8,75).
. Cephalon e pereionite 1.°, visto dal lato sternale, di Armadillo
montanus B. L., da un esemplare lungo 10 mm., raccolto a
Porto Bardia. E
. A. Armadillo sp. 2 (lunghezza 11 mm. circa) visto dal dorso.
. B. Armadilio sp. 9 ultimi pereioniti e pleon visti dal dorso: lo
stesso esemplare come sopra.
. C. Armadillo sp. 2 visto di fianco, lo stesso esemplare come sopra.
SPIEGAZIONE DELLE FIGURE NELLE TAVOLE
Tav. VIII.
Agabiformius (Angara) sp. ? &.
. Cephalon di un d' visto dorsalmente.
. Antenna anteriore oy.
. Antenna, posteriore d'.
. Mandibola sinistra di una 9 adulta.
. Mascella destra di un gf.
. Piede mascellare destro di un ©.
. Zampa del 1.0 paio di un gf.
. Zampa del 7.° paio di un d.
. 1.0 paio di pleopodi (e pene) di un g.
. Esopodite del pleopodo (1.° paio) di un &%.
. Endopodite ed esopodite del pleopodo del 2.0 paio di un d.
. Telson di una 9.
Porcellio sp.
. Antenna di una 9 di 12 mm. di lunghezza.
. Endopodite ed esopodite del pleopodo del 1,0 paio di un 3.
% % % % % vy
N % % xv
352
XE
2.
3.
4.
A. BRIAN
Tav. IX.
Porcellio Gestroi n. sp. 1.
Antennula d.
Antenna d..
Ultimi articoli e flagello dell’antenna dt.
Zampa del 1.° paio d.
4 bis Spina della parte distale «del carpopodite della zampa del
JD UU
1.° paio d.
Zampa del 7.0 paio d.
. 1.° pleopodo col pene (endopodite ed esopodite) o.
. 1.° pleopodo (endopodite ed esopodite) g.
. Estremita distale dell’endopodite del 1.° pleopodo &%.
. 2.° pleopodo (endopodite) ct.
. Esopodite del 2.° pleopodo d.
. Esopodite del 3.° pleopodo d.
Tav. Do
Cubaris (Armadillo) Sp. CAST
. Flagello dell'antenna di una 9.
. Zampa del 1.° paio di una Q. i
. Margine laterale del 1.° e 2.° pereionite visto ii di
una 9.
. Esopoditi del 1.° pleopodo di un d.
. Endopediti del 1.° pleopodo di un o&%.
. Endopodite del 2.° pleopodo di un gf.
. Esopodite del 2.° pleopodo di un d'..
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1931)
MOLLUSCHI
PER Dott. J. BISACCHI
(Tav. XI)
Lo studio dei molluschi terrestri raccolti durante la Missione
Zoologica all’oasi di Cufra costituita dai Sigg. Marchese Saverio
Patrizi e Carlo Confalonieri, preparatore capo nel Museo Civico
di Storia Naturale di Genova (Marzo-Luglio 1931) porta un
interessante contributo alla conoscenza della malacofauna di una
regione zoologicamente quasi sconosciuta; perchè dall’anno 1878
in cui avvenne la spedizione di Gerardo Rohlfs non vi erano più
stati raccolti animali. La Cirenaica fu in precedenza studiata da
Von Martens (') e Sturany (?) per la regione del Barca ed
attualmente in modo particolare da Gambetta (*).
(1) Von Martens E. — Conchologische Mittheilungen, vol. II.
— — Ueber einige Landschnecken und Reptilien aus den Cyrenaika-
Sitzber. Ges. Naturf. Freunde, Berlin, 1883, pag. 147-150.
(2) Sturany R. — Mollusken aus Tripolis und Barka-Zoologische Jahrbucher,
1909, Bd. XVII, pag. 29.
(5) Gambetta L. — Missione zoologica del Dott. Festa in Cirenaica - Bollettino dei
Musei di Zoologia e Anatomia Comparata della R. Univer-
sità di Torino, 1924, vol. 39, n. 22.
_ — Malacofauna Cirenaica - Universo, 1925, Anno VI, n. 7.
_ — I Gasteropodi raccolti dall’Ing. C. Crema in Cirenaica - Bol-
lettino dei Musei di Zoologia e Anatomia Comparata della
R. Università di Torino, 1925, vol. 40.
—_ — Una nuova specie di Holix - Annali del Museo Civico di Storia
Naturale di Genova, 1927, vol. LII, pag. 236.
— — Risultati zoologici della Missione inviata dalla R. Societa
Geografica Italiana per l’esplorazione dell’oasi di Giarabub
- Annali del Museo Civico di Storia Naturale di Genova,
Molluschi, 1929, vol. LIII, pag. 247.
— — Malacofauna del lago di Arrascia - Annali del Museo Civico di
Storia Naturale di Genova, 1929, vol. LIII, pag. 265.
- Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol, LV (23 Maggio 1982) 23
354 J. BISACCHI
La maggioranza delle specie furono raccolte lungo il tragitto
carovaniero che da Bengasi conduce a Gialo (28 marzo-11 maggio);
da qui fino all’oasi di Cufra non mi risulta sia stato catturato
alcun mollusco. In quest'ultima regione e più precisamente nella
sebcha di El Giof (giugno) fu raccolta un'interessante e nuova
specie di Hydrobia che mi è grato dedicare al Marchese S.
Patrizi. Nel viaggio di ritorno C. Confalonieri si spinse fino ad
El-Agheila (luglio) dove raccolse parecchi ed interessanti mol-
luschi. :
In appendice alla presente nota elenco due specie subfossili,
la Melania tuberculata Mull. e il Cardium (Cerastoderma)
edule-rectidens L. Coen, che furono raccolte durante il tragitto
Haseiat-Gialo.
Esprimo la mia viva riconoscenza al Sig. Henri Gadeau de
Kerville che così gentilmente ha voluto inviarmi in dono i tre
interessantissimi volumi di Germain sui Molluschi della Siria e
Krumiria. Ringrazio pure vivamente il Sig. J. R. Le B. Tomlin
(Londra) che con l’abituale gentilezza mi ha offerto il suo valido
aiuto nell’identificazione di una specie a me sconosciuta, il
Prof. R. Gestro, direttore di questo Museo, che mi ha affidato lo
studio della presente collezione, la Dott. L. Gambetta (Torino), il
Dott. F. Capra (Genova) e il Dott. P. Hesse (Unterwéssen) che
con invio di notizie bibliografiche hanno contribuito a facilitarmi
il difficile studio sulla malacofauna delle oasi di Cufra e di Gialo.
GASTEROPODI POLMONATI
Fam. HELICIDAE
Subf. Helicinae
Gen. EUPARYPHA Hartmann (1842)
EKuparypha pisana Miller
Helix pisana Bourguignat, Malac. Algérie, 1864, vol. I, pag. 234, tav. XXVI,
fig. 1-10.
Helix (Euparypha) pisana Germain, Moll. terr. fluv. Voyage Khroumirie,
1908, p. 182, Tav. XXV-XXIX, (bibliogr. et syn.).
Helix (Euparypha) pisana Germain, Faune de France, Moll. terr. et
fluv. Paris, 1930, pag. 181, fig. 151 (anat.) 152-54, tav. IV, fig. 89.
|
i
;
SPEDIZIONE A CUFRA © 355
Germain nel lavoro « Voyage zoologique en Khroumirie » ci
offre uno studio profondo e completo di questa specie estremamente
polimorfa e diffusa, di cui furono raccolti una ventina di esem-
plari a Bengasi. Essi appartengono alle forme elata, globosa e
depressa e per la colorazione alcuni individui si debbono attribuire
alla varietà alba Moq.-Tandon. Specie circummediterranea.
Gen. HELIX Linnec (1758) sensu stricto
Subg. Helicogena Férussac (1819)
Helix (Helicogena) melanostoma Draparnaud
Helix melanostoma Bourguignat, Malac. Algérie, 1864, vol. I, pag. 96,
tav. VII, fig. 11.
Helix (Helicogena) melanostoma Germain, Moll. terr. fluv. Voyage Khrou-
mirie, 1908, pag. 166 (bibliogr. et syn.).
Helix (Helicogena) melanostoma Gambetta, Boll. Mus. Zool. Anat. Comp.
Univ. Torino, 1924, N. 22, pag. 27 (syn.).
Helix (Helicogena) melanostoma Germain, Faune de France, 1930, pag. 186,
fig. 156 (anat.), tav. III, fig. 72.
Questa specie circummediterranea fu raccolta lungo la strada
che congiunge Soluch ad Agedabia.
Sono concorde con Gambetta di fondere la H. melanostoma
con l’H. nucula Parr.
Gen. EREMINA Pfeiffer (1855)
Eremina rhodia Chemnitz
Helix rhodia Chemnitz, Conchyl. Cab., 1786, IX, fig. 1179-1180.
Helix trregularis Férussac, Hist. nat. moll., 1820, pag. 234, tav. 28, fig. 5-8.
Helix irregularis vr. Savigny, Descript. Egypte, 1827, vol. XXII, pag. 162,
tav. Il, fig. 6, 9. i
Helix Ehrenbergi Roth, Moll. spec., 1839, pag. 12, tav. I, fig. 15.
Helix Ehrenbergi vr. chilembia Bourguignat, Moll. nouv. litig., 1864, IV,
pag. 85, tav. XII, fig. 5-8. i
Helix desertorum vr. Hasselquisti Kobelt in Rossméssler, Iconogr., 1881,
fig. 1003, 1004, 1009.
Eremina Hemprichi Pallary, Mem. Inst. Egypt., 1909, vol. VI, pag. 19,
tav. Il, fig. 21.
Mi Rae
EF oT ON re he ae
356 J. BISACCHI
Eremina rhodia Pallary, |. c., pag. 19, tav. II, fig. 18-21.
Eremina Ehrenbergi vr. chilembia Gambetta, Annali Museo Civico di
Genova, 1929, vol. LIII, pag. 253, fig. 3 (anat.). Y
Specie endemica raccolta ad El-Agheila e lungo la carovaniera
tra Agedabia e Gialo.
forma minor
Helix trregularis vr. Savigny, |. c., vol. XXII, pag. 162, tav. Il, fig. 11.
Helix irregularis Férussac, l. c., pag. 234, tav. 28, fig. 9-10.
Helix Ehrenbergi Roth vr. dai Bourg lignano l. c., pag. 85, tav. XII,
. fig. 9.
mina Hemprichi Pallary, l. c., pag. 19, tav. II, fig. 22.
Le dimensioni della forma minor sono circa le seguenti: mm. 23
di altezza per 18 di larghezza. Nessun esemplare tra i molluschi
di questa spedizione.
‘forma maxima
Helix irregularis vr. Savigny, |. c., pag. 162, tav. II, fig. 8.
Helix irregularis Férussac, |. c., tav. XXVIII B, fig. 8-9.
Helix Ehrenbergi vr. Sana A BONPEVIGNA 1. c., pag. 85, tav. XII,
fig. 1-4.
Eremina Landrini Pallary, l. c., pag. 20, fig. 1 del testo, tav. III, fig. 2.
La forma maxima misura circa mm. 35 di altezza per 40 di
larghezza. Raccolta a Es-Sahabi e a Gialo.
La difficoltà della determinazione delle Eremina, dovuta alla
grandissima variabilità degli individui non solo nell’ambito di una
stessa specie, ma alle forme intermedie che collegano tra loro due
specie vicine, ha portato confusione e frazionamento.
Ferussac e Savigny tengono riunite tutte le Hremine in
un'unica specie, Pallary nel suo importante lavoro mette un po’
di ordine in questa intricata matassa dividendo il genere in due
principali gruppi, a forma umbilicata e a forma non umbilicata;
gruppi però non del tutto separati esistendo forme intermedie.
Alla forma umbilicata con conchiglia depressa o depresso-glo-
bosa ascrive l’ Eremina desertorum Forskal e I’ Eremina
SPEDIZIONE A CUFRA 307
Hemprichi Ehrenberg, quest: ultima a umbilico in gran parte
ricoperto. : :
Alla forma non umbilicata con conchiglia globosa o conica
| ascrive quattro specie:
Eremina rhodia Chemn., E. Ehrenbergi Roth con la
verietà chilembia Bourg. e la varietà Aschersoni Rein., E. Lan-
drini ed infine E. desertella.
Tralasciamo quest’ultima la cui posizione sistematica non è
ancora ben definita e consideriamo i due gruppi.
La desertorum differisce da tutte le altre non soltanto per la
presenza dell’umbilico ma per la forma spiccatamente depressa,
la scultura ben distinta e quasi regolare. La conchiglia è depressa
con umbilico stretto. Gli anfratti ricurvi, obliquamente percorsi da
striature ben marcate e regolari, la protoconchiglia liscia. L'apertura
della bocca subovale allungata con labbra leggermente ripiegate. La
columella arcuata, obliqua, all’inizio ricurva sull’umbilico. Il colore
grigiastro o rossiccio con regione circumumbelicale e due o tre
fasce concentriche bianche nell’ultimo anfratto.
Larghezza diametro maggiore da 23 a 25 mm.
Larghezza diametro minore da 20 a 21 mm.
Altezza da 17 a 18 mm.
Apertura boccale circa 12 X 9.
Molto probabilmente Gambetta è stata indotta ad ascrivere
questa specie fra il materiale di Porto Bardia e Giarabub per il
fatto che gli scarsi individui da lei esaminati erano in uno stadio
assai precoce di sviluppo e in condizioni poco buone per lo studio.
Desio (*) cita questa stessa specie per il tratto Agedabia-Haseiat,
con molta probabilità anche questi esemplari non devono venir
riferiti all’Helix desertorum Forsk., ma bensi alla rhodia.
Passiamo alla Hemprichi, rhodia, Ehrenbergi, Landrini.
Dall’abbondante materiale raccolto ad El-Agheila, Agedabia, Es-
Sahabi e Gialo, unito a quello che fa parte della ricca collezione
di questo Museo e sopratutto dalle figure riportate dagli autori,
ho potuto constatare quanto sia difficile la separazione di queste
specie non essendovi netti caratteri che le delimitino. Férussac dice
che «la série remarquable de variétés, figurée par Savigny dans le
grand ouvrage d’ Egypte, aurait dù mettre en garde les conchy-
(1) Desio A. — Osservazioni geologiche e geografiche compiute durante un viaggio
in Sirtica, Bollettino della R. Società Geografica Italiana, 1931, vol. VIII, pag. 275.
RPA per VISA ERI Pg LIERAC I SAT] On de RI RITI
358 J. BISACCHI
liologues, et les empécher de multiplier des espéces dont l’obser-
vation demontrait l’inutilité » .
Pallary afferma «entre les variétés ainsi distinguées existent
toutes les formes intermédiaires. On peut relier directement et
sans aucune interruption les deux formes extrémes de la série ».
Riguardo alla conicità della conchiglia si passa senza interru-
zione da forme spiccatamente coniche a forme globoso-depresse
con anfratti più o meno arrotondati e suture più o meno im-
presse. L'apertura boccale non dipende sempre strettamente dalla
forma generale della conchiglia ma può essere più o meno ampia,
più o meno arrotondata, il peristoma è talora ripiegato tal’ altra
prolungato per un tratto dalle numerose lamelle rugose ed irre-
golari che caratterizzano la varietà chilembia. La protoconchiglia
è sempre liscia, i giri susseguenti sono scolpiti da rigature
oblique talvolta tanto fine da potersi vedere soltanto con la lente.
La colorazione varia dal bianco, al grigio, al corneo, al bruno,
non sempre percorsa trasversalmente da fasce brune interrotte.
L’analisi anatomica tanto di individui a forma depressa quanto
di individui a forma conica risulta identica. Mi trovo quindi di
fronte ad una sola specie variabilissima che distinguo in forma
minor e maxima.
Perchè poi considerare come varietà le conchiglie a peristoma
accresciuto per un tratto sotto forma di lamelle irregolari sovrap-
poste a cui vanno soggette tutte le forme della rhodia Chemn. ?
La causa non ancora ben determinata è considerata da Pallary
«un cas pathologique comparable aux sécrétions aperturales que
l’on observe chez certains calcarina et les Hélices bidentées du
Nord Quest de l’Afrique ».
Ricordo inoltre che da molti malacologi vengono determinati
per desertorum gli individui di rhodia giovani che sono prov-
visti sempre di umbilico non ancora ricoperto dalla columella
dell’adulto.
Per quanto riguarda l'anatomia dell'apparato riproduttore esa-
minato in esemplari di Agedabia e in uno di Porto Bardia
confermo ciò che è già stato notato da Gambetta nella dissezione
di un solo individuo, cioè la mancanza completa del flagello
dell'organo copulatore e la mancanza del diverticolo del condotto
ermafroditico. Debbo però notare negli individui di ambedue le
SPEDIZIONE A CUFRA 359
localita una forma diversa nelle ghiandole multifide non dovuta
_al momento di attivita funzionale del mollusco, carattere costante
ta
HIT
Fig. 1. Eremina rhodia Chemnitz.
Ghiandole multifide dell’ appa
nei diversi individui sezionati che non era
completamente sviluppati. Riporto a figura 4 il
ghiandole.
Subf. Helicellinae
Gen. HELICELLA Férussac (1821) (!)
Subg. Cermuella Schliter (1838)
Helicella (Cernuella) Reboudiana Bourguignat
Helix Reboudiana Bourguignat, Malac. Algérie, 1864, vol. I, pag. 212,
tav. XXI, fig. 19-20.
Specie abbondantemente raccolta ad El- Agheila, lungo la
. strada che da Soluch conduce ad Agedabia e nei dintorni di
quest’ultima località. Già citata per l'Algeria e la Cirenaica.
(0) Hesse P. — Beitràge zur genaueren Kenntnis der Subfamilie Helicellinae,
Archiv fiir Molluskenkunde LVIII, 1926, p. 113-141.
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Rou J. BISACCHI
Helicella (Cernuella) acompsia Bourguignat
Helix acompsia Bourguignat, Malac. Algérie, 1864, pag. 217, tav. XXIV,
fig. 17-21.
Helicella (Cernuella) acompsia Germain, Faune de France, 1930, pag. 308,
fig. 230-231, tav. VII, fig. 194-197. ;
Raccolta tra Soluch e Agedabia. Nota per il Marocco, l'Algeria
e la Tunisia.
Subg. Xeromunda Monterosato
Helicella (Xeromunda) cyrenaica Martens
Helix cyrenaica Sturany, Moll. Trip. Barka, Zool. Jahrb., 1909, pag. 299,
(bibliogr. et syn.).
Helix (Xerophila) cyrenaica Gambetta, Boll. Mus. Zool. Anat. Comp.
Univ. Torino, 1924, N. 22, p. 29.
Due esemplari adulti raccolti a Bengasi e due giovani ad
Agedabia.
Martens descrivendo |’ Helix cyrenaica la paragona all’Helix
candiota Friwaldsky delle isole di Candia e di Syra nell’arcipelago
greco; essa è citata forse erroneamente come afferma Pallary
(Mem. Inst. Egypt., 1929, p. 11) da alcuni autori per la Siria.
Confrontata la specie africana con due esemplari di candiota
di Akrotiri dell’isola di Candia, gentilmente inviatimi in comunica-
zione dal Dott. G. Coen, ho potuto notarne le differenze. La
candiota è di dimensioni più piccole, mm. 9 di altezza per 7 di
larghezza, gli anfratti sono leggermente convessi, le suture poco
profonde, l’apertura boccale che di conseguenza è meno arroton-
data, ha il peristoma fortemente inspessito nella parte interna da
un cercine più robusto che nella cyrenaica.
Gambetta nel lavoro sopra citato in seguito ad un attento
esame delle diagnosi delle specie africane di Helicella appartenenti
allo stesso gruppo quali la Duriewi Mog.-Tandon, la lacertarum
Bourg., la psammathea Leth. Bourg. e la Berlieri Morelet,
deduce trattarsi di un’ unica specie suddivisa in razze locali.
Infatti dal materiale che ho potuto avere a mia disposizione ho
osservato che la cyrenaica, la psammathea e la lacertarum
SPEDIZIONE A CUFRA 361
appartengono ad un'unica specie; la Berlierî è una varietà di
maggiori dimensioni, la Duriewi di maggiore conicità.
Non so separare dalla cyrenaica la Xeromunda Mairei
Pallary l. c. pag. 10.
Subg. Xerocrassa Monterosato (1892)
Helicella (Xerocrassa) icmalea Westerlund
Helta occonella Letourn. e Bourg. vr. îcmalea Westerlund, Binnenconch.,
1889, p. 188.
Helix cretica Férussac f. barkaensîs Sturany, Moll. Trip. Barka, Zool.
Jahrb., 1909, pag. 298, tav. XI, fig. 8. i
Xerophila icmalea Pallary, Mem. Inst. Egypt., 1909, pag. 30, tav. I,
fig. 39, 43-45.
La specie appartenente in parte alla forma depressa Pallary,
fu trovata frammista alla Xerocrassa pseudosimulata Germain
su cespugli lungo il tratto che congiunge Soluch ad Agedabia e
ad Agedabia stessa; a Gialo ne fu rinvenuto un solo esemplare
morto. Diffusa in Cirenaica fino a Giarabub ed in Egitto.
Helicella (Xerocrassa) pseudosimulata Germain
Helix (Xerophila) pseudosimulata Germain, Moll. terr. fluv. Syrie, 1921,
pag. 223, tav. XII, fig. 7-9.
Specie comune ad El-Agheila e nel tratto Soluch-Agedabia.
Alla perfetta e chiara descrizione che ci offre Germain basata
su di un solo individuo della Siria devo aggiungere che la conicità
Fig. 2, 3. Helicella (Xerocrassa) pseudosimulata Germain.
della spira, il rigonfiamento degli anfratti e conseguentemente la
forma dell’ apertura boccale varia entro i limiti dati dalle fig. 2-3.
362 J. BISACCHI
Riguardo alle dimensioni gli individui di El-Agheila possono rag-
giungere per il diametro massimo mm. 17, per il minimo mm. 415,
per l’altezza mm. 17 e per l’apertura boccale mm. 9 X 9.
Avendo avuto tra gli altri alcuni esemplari ancora vivi ho
potuto esaminare l’apparato riproduttore, fig. 4, nel quale noto le
tasche del dardo molto ridotte
e il flagello dell’ organo copu-
latore breve.
La sua presenza in Cire-
naica non era ancora nota.
Helicella (Xerocrassa)
cretica Férussac
Helix cretica Bourguignat, Malac.
Algérie, 1864, pag. 232, tav. XXV,
fig. 16.
Helix (Xerophila) cretica Ger-
main, Moll. terr. fluv. Voyage
Khroumirie, 1908, pag. 211
(bibliògr. et syn.).
Un solo esemplare preso
nei dintorni di Agedabia. Nota
per le isole dell’Egeo, la Siria,
Y Algeria, la Tunisia e la Ci-
renaica (Giarabub).
Helicella(Xerocrassa)
Seetzeni (Kock) Pfeiffer Fig. 4. Helicella (Xerocrassa) pseudosimulata
Germain. Apparato riproduttore.
Helix (Euparypha) Seetzeni Ger-
main, Moll. terr. fluv. Syrie, 1921, pag. 220, tav. X, fig. 13.
Helicella (Xerocrassa) Seetzent Hesse, Archiv. fiir Molluskenkunde, 1926,
vol. LVII, pag. 113-141 (anat.).
Un solo esemplare raccolto ad El-Agheila.
Anche di questa specie Germain ci dà un ampio ed interes-
sante studio della conchiglia, ma non conoscendone l'anatomia
fatta in seguito da Hesse la pone nel genere Euparypha vicino
all’Helix pisana Mill. Nota per la Siria.
ee Le a a
a a
SPEDIZIONE A CUFRA 363
Subg. Xeroptycha Monterosato (emend.) (1892)
Helicella (Xeroptycha) tuberculosa Conrad
Helix tuberculosa Bourguignat, Moll. nouv. litig., 1863, III dec., pag. 60,
tav. IX, fig. 5-7.
Helix (Obelus) tuberculosa Germain, Moll. terr. fiuv. Syrie, 1921,
pag. 173 (syn.).
Una trentina di gusci di questa specie propria dei luoghi
aridi e rocciosi furono raccolti nei dintorni di Agedabia.
Tra questi esemplari «d’un blanc sale ou d’une teinte pale
ochracée », come indica la diagnosi di Bourguignat, vi sono due
individui che hanno delle macchie triangolari di pigmento castagno
poste tra i tubercoli della carena mediana e due o tre cerchi
concentrici dello stesso colore sulla parte basale della conchiglia.
Il guscio non è sempre « fortement rugueux, ridé, crispé en
dessus et orné de deux carénes tuberculeuses: la première est
située vers la partie supérieure du tour; la seconde, beaucoup
plus forte, plus saillante, denticulée comthe une scie, suit la suture
quelle surplombe ». Talvolta gli esemplari sono soltanto irregolar-
mente e debolmente rugosi; la carena superiore è appena
accennata o scomparsa completamente e le denticolazioni suturali
sono molto ridotte. Comune nel Nord Africa.
Helicella (Xeroptycha) philamnia Bourguignat
Helix philamnia Bourguignat, Moll. nouv. litig., 1863; III dec., pag. 64,
tav. X, fig. 1-3.
Helix (Obelus) philamnia Germain, Moll. terr. fluv. Syrie, 1921, vol. I,
pag. 174 (bibliogr.).
Attribuisco a questa specie, nota per l'Egitto ma non ancora
segnalata per la Tripolitania e la Cirenaica, una conchiglia tipica
e due giovani esemplari appartenenti alla var. semilaevigata
Pallary, che furono raccolti ad El-Agheila.
Helicella (Xeroptycha) galalensis Pallary
Xerophila ( Xeroptycha) galalensis Pallary, Mem. Inst. Egypte, 1909,
vol. VI, fasc. I, pag. 36.
Obelus galalensis Pallary, l. c., 1924, vol. VII, fasc. I, pag. 17, tav. 1,
fig. 36-39.
El-Agheila, esemplari di forma conica. Nota soltanto per |’ Egitto.
364 J. BISACCHI
~ Subg. Trochoidea Brown (1827)
Helicella (Trochoidea) pyramidata Draparnaud
Helix pyramidata Bourguignat, Malac. oy 1864, vol. I, pag. 260,
tav. XXX, fig. 26.
Helix (Trochula) pyramidata Germain, Moll. terr. fluv. Voyage Khrou-
mirie, 1908, pag. 221. =
Helix (Trochoidea) pyramidata Germain, Faune de France, 1930, pag. 311,
fig. 235 (anat.), tav. IX, fig. 257-58.
Questa specie circummediterranea è stata trovata lungo il
tragitto che da Soluch conduce ad Agedabia.
Helicella (Trochoidea) Gestroi Gambetta
Helicella (Trochoidea) Gestrot Gambetta, Annali Museo Civico Storia
Naturale di Genova, 1929, vol. LIII, pag. 12, fig. 4-5.
Due esemplari raccolti tra Soluch e Agedabia. La specie è
descritta dell’Oasi di Giarabub.
Helicella (Trochoidea) subcostulata Bourguignat
Helix subcostulata Bourguignat, Malac. Algérie, 1864, vol. I, pag. 199,
tav. XX, fig. 21-26.
Due esemplari raccolti tra Soluch e Agedabia.
Essi sono un po’ più conici degli esemplari algerini figurati
da Bours uot,
Helicella (Trochoidea) antoniae Pallary
Un esemplare di El-Agheila (det. Tomlin).
« Confrontato con il paratipo si nota la scultura piu marcata »
(Tomlin in literis).
Subg. Xeromagna Monterosato (1892)
Helicella (Xeromagna) lauta Lowe
Helix lauta Bourguignat, Malac. Algérie, 1864, vol. I, pag. 221, tav. XXII,
fig. 12.
Credo di dover riferire a questa specie alcuni individui raccolti
a Gialo.
SPEDIZIONE A CUFRA 365
Subg. Xeropicta Monterosato (1892)
Helicella (Xeropicta) vestalis (Parreyss) Pfeiffer
Xerophila vestalis Pallary, Mem. Inst. Egypt., 1909, pag. 25, tav. II, fig. 1-3.
Helix (Xerophila) vestalis Germain, Moll. terr. fluv. Syrie, 1921, pag. 237,
tay. X, fig. 10-12.
Dintorni di Agedabia. Già citata per la Siria e l’Egitto.
var. mahmoudiana Bourguignat
Xerophila vestalis vr. mahmoudiana Pallary, |. c. pag. 27, tav. 2, fig. 5-6,
Helix (Xerophila) vr. mahmoudiana Germain, |. c. pag. 243.
Un solo esemplare raccolto nei dintorni di Agedabia.
Fam. ACHATINIDAE
Gen. RUMINA Risso (1826)
Rumina decollata Linneo
Rumina decollata Germain, Moll. terr, fluv. Khroumirie, 1908, pag. 235,
(bibliogr. et syn.).
Rumina decollata Sturany, Moll. Trip. Barka, Zool. Jahrb. 1909, pag. 298,
tav. XI, fig. 8, (bibliogr.). i
Rumina decollata Germain, Faune de France, 1930, pag. 320, fig. 237
(anat.), tav. IX, fig. 265-266.
Specie polimorfa. Gli esemplari raccolti ad El-Agheila, Agedabia
e tra El-Haseiat e Es-Sahabi appartengono alla varietà minor
Pallary (1922). Diffusa nel litorale egiziano, nella Cirenaica,
Tripolitania e nel Sahara Algerino.
366 J. BISACCHI
GASTEROPODI PROSOBRANCHI
Fam. HYDROBIIDAE
Subf. Hy drobiinae
Gen. Hy @robia Hartmann (1821) ()
(Paludestrina auct. partim).
Hy drobia Patrica: Ww Sp.
Conchiglia allungata, piramidale, leggera, quasi trasparente,
con apice ottuso di color corneo-chiaro.
Anfratti cinque e mezzo, convessi, regolarmente crescenti,
separati da suture profonde e solcati longitudinalmente da fitte
striature visibili a forte ingrandimento.
Apertura ovale ben allargata alla base, leggermente appuntita
in alto, con peristoma continuo e semplice.
Umbilico ridotto ad un forellino appena visibile che si pro-
lunga esternamente lungo la columella in una leggera fossetta.
Altezza mm. 3.
Larghezza mm. 1 */,.
Fig. 5, 6. Hydrobia Patrizii n. sp.
L’ Hydrobia Patrizii si avvicina alla Paludestrina Con-
falonierii descritta da Gambetta per l’ oasi di Giarabub, ma da
(1) Conservo il nome di Hydrobia Hartmann anteriore a Paludestrina d’ Orbigny
(1840) perchè «la Commissione Internazionale di Nomenclatura ragionevolmente ha
deciso che i due nomi Hydrobia Hartm. e Hydrobius Leach (Coleotteri) non sono
sinonimi e si possono quindi ambedue conservare » (Tomlin in literis).
SPEDIZIONE A CUFRA 367
questa differisce per la maggiore leggerezza e trasparenza, perchè
meno allungata e meno affusolata, per gli anfratti più rigonfi,
le suture più profonde, l’apertura boccale più larga, il foro
umbilicale più piccolo.
Numerosi esemplari di questa elegante Hydrobia furono
pescati all’ oasi di El Giof (Cufra) in una sebcha, lago di forte
concentrazione salina ricco di giuncheti.
OSSERVAZIONI SU DUE SPECIE SUBFOSSILI.
| Senza entrare nel campo geologico che non è di mia compe-
tenza stimo utile aggiungere che su fondo alluvionale di sebche
prosciugate furono abbondantemente raccolte subfossili, la Melania
tuberculata Mull. lungo il tragitto carovaniero Haseiat-Sahabi-Gialo,
e un Cardium che attribuisco al Cerastoderma edule-rectidens
L. Coen. (*) nel tratto Haseiat-Sahabi.
I Cardium raccolti nei dintorni di Sahabi probabilmente
nella hatia di Maaten Risain dove furono pure trovati da Desio (£)
variano per forma entro limiti dati dalle figure riportate nella
tavola XI. Attraverso ad una serie ininterrotta si passa grada-
tamente da individui fortemente trasversi come nelle figg. 1, 2, 3
ad individui arrotondati figg. 4, 5, 6.
Il numero delle costole varia per tutti gli esemplari, indipen-
dentemente dalla forma, da 17 a 25 con una classe di massima
frequenza per gli individui di 19 costole.
La conchiglia, in generale assai più leggera dei Cardium
viventi in mare libero, nei miei individui diventa spesso quasi
trasparente.
Non noto per le dimensioni (massime mm. 34 X 25) quella
riduzione che è la caratteristica dei molluschi viventi a forte
concentrazione salina, osservata da me (3) per i Cardium delle
saline di Coo e da Gambetta (*) per quelli del lago di Arrascia.
(1) Coen G. Nota sui Cardium della Sezione Cerastoderma. Atti Società Veneto-
Trentino-Istriana - Anno VIII - 1945.
(3) Desio A. Osservazioni geologiche e geografiche compiute durante un viaggio
nella Sirtica - Bullettino R. Società Geografica Italiana, Vol. VIII, 1931, pag. 275.
(3) Bisacchi J. Ricerche faunistiche nelle isole italiane dell’ Egeo - Archivio
Zoologico Italiano, Vol. XII, fasc. 3-4, pag. 369.
(4) Gambetta L. La malacofauna del lago di Arrascia - Annali Museo Civico di
Storia Naturale di Genova, Vol. LIII. 1929, pag. 265.
368 J. BISACCHI Mra
Ciò dipende probabilmente dalle condizioni di concentrazione |
iniziale e dal modo di prosciugamento delle acque.
La cerniera che secondo Coen per il rectidens è « quasi
retta, donde il nome» fig. 8, in questi esemplari può essere talora
arrotondata fig. 7, la forma del dente cardinale e di quelli
laterali variano entro limiti piuttosto ristretti.
Sarebbe una cosa molto interessante riscontrare le differenze
fra i Cardium vivi raccolti da Desio nel piccolo laghetto in vici-
nanza di Ain-el-Braghi e quelli subfossili delle regioni circostanti.
3 Debbo notare pertanto che i Cardium di Sahabi sono estre-
mamente simili per forma ad alcuni esemplari raccolti vivi na
lago di Menzaleh da A. Issel nel 1865.
Nel tratto Haseiat-Sahabi ne sono state raccolte soltanto tre
conchiglie molto leggere, la maggiore delle quali non supera i
mm. 17 X 13. È
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’ OASI DI CUFRA
(MARZO-LUGLIO 1931 )
Lox On © LD A
PER MARIA TONELLI RONDELLI
Il prof. Gestro, direttore del Museo Civico di Storia Naturale
di Genova, volle cortesemente affidarmi, per la determinazione,
gli ixodidi raccolti nella primavera del 1931, a Cufra, dalla mis-
sione del Marchese Saverio Patrizi.
Approfittando della larga ospitalità concessami dal prof. A. Ghigi
nell’Istituto di Zoologia di Bologna, ospitalità di cui anche pubbli-
camente lo ringrazio, mi fu possibile esaminare |’ interessante
materiale inviatomi, che proviene da una zona del Sahara libico
finora completamente inesplorata, almeno per quanto riguarda gli
ixodidi.
Nell’oasi di Cufra e nei suoi dintorni vennero raccolti Argas
persicus, VOrnithodoros foleyi e lo Hyalomma dromedari.
Di queste specie, già note per la Cirenaica, è particolarmente inte-
ressante il reperto di Ornithodoros foleyi tinora rinvenuto, per
la Libia, in due sole località, Ghadames, in Tripolitania, e Porto
Bardia, in Cirenaica. E specie rarissima di cui si conoscono pochi
esemplari, ed all’ infuori di quelli libici, una sola piccola femmina
raccolta nel Hoggar in Algeria..
Lo Hyalomma dromedarii dromedarii fu rinvenuto in un
unico esemplare Q a Cufra ed abbondantemente, invece, in varie
località della Cirenaica; risulta perciò specie diffusissima in questa
regione, ove era stata raccolta sino ad ora soltanto a Giarabub
e Gialo.
Ad Agedabia (Cirenaica) fu trovato, inoltre, un esemplare ©’
di Hyalomma anatolicum, che costituisce il secondo reperto per
questa regione.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (2 Giugno 1932) 24
SA A SA a i
370 M. TONELLI RONDELLI
ARGASIDAE
Argas persicus Oken 1818
Argas persicus, Neumann 1911, Ixodidae Tierreich 26 L. pag. 121.
Cufra — Stagni salati — 1 Q e 2 ninfe raccolte il 28-V-31.
Questa specie è nota per la Cirenaica poiché fu raccolta a Bengasi
dallo Zanon (') nel 1919; ed il Franchini (?) la annovera in un
elenco di ixodidi pure rinvenuti, nei dintorni di detta città, nel 1926.
Ora la possiamo considerare presente anche molto al sud, nel
Sahara libico.
Ornithodoros savienyi Audouin 1827
Ornithodoros savignyi, Neumann, Tierreich, 1911, 26 L. Ixod. p. 123.
Gialo, aprile 1931, 1 9, 2, d' ed 1 ninfa.
Augila, aprile 1931, 41 ninfa di II stadio.
La presenza in Cirenaica di 0. savignyz fu già osservata dal
Franchini, per Giarabub, e dallo Zavattari, per Gialo e Marada.
Non c'è da meravigliarsi che questa specie sia stata trovata
anche ad Augila, che è località vicina.
Ornithodoros foleyi Parrot 1928
Ornithodoros foleyi, Parrot. - Un Ornithodore nouveau du Sahara Algé-
rien. — Bulletins de la Soc. de Path. Exotique, Tome XXI, N. 7,.
1928, pag. 520. f
Ornithodoros franchinti, Tonelli Rondelli. - Un nuovo Argasidae della
Tripolitania — Bollettino dell’ Unione Zoologica Italiana, Anno I,
N. 3, 1930.
Ornithodoros foleyt, E. Roubaud et J. Colas-Belcour. — Etude sur Jes Orni-
thodores du groupe lahorensis dans |’ Afrique du Nord. - Bull. de
la Soc. de Path. Exotique. Tome XXIV, N. 10.
8 ©, 6 g e 6 ninfe raccolti a Cufra negli stagni salati
insieme con Argas persicus il 28-V-1931. La femmina più
(1) Zanon V.— Invasione di Leptodemus minutus Jak. a Bengasi nel maggio 1919.
L’agric. colon. — XVI, N. 12, pp. 445-450 e XVII N. 4, pp. 22-30, 11 fig.
(®) Franchini G. — Osservazioni entomologiche sulle colonie italiane — Nota II
— Pathologica N. 415. Anno XVIII, pag. 246; 1926.
Se, a I
SPEDIZIONE A CUFRA 371
grossa misura mm. 11 X 6,5. Questo Ornithodoros venne rac-
colto, per la. prima volta, a Ghadames dal dott. Lodato, nella
primavera del 1927, e confuso coll’Ornithodoros lahorensis col
quale ha affinità nella conformazione del tegumento (1).
Fin dal primo esame che io feci dell’ Ornithodoros, poco
tempo dopo il rinvenimento, fui convinta che si trattava di specie
nuova e ne espressi privatamente il parere al prof. Franchini,
che me lo. aveva inviato; ma mi mancò il tempo di darne descri-
zione e figure, ciò che potei fare solo nella primavera del 1930.
Nel frattempo però, e precisamente nella primavera del 1928, il
Foley aveva raccolto nel Hoggar una sola piccola femmina di un
nuovo 0rntthodoros, che il Parrot descrisse come Ornithodoros
foleyi, in un lavoro che sfuggi completamente alla mia indagine
bibliografica perchè pubblicato in rivista che si occupa essenzial-
mente di questioni di medicina. Per questa ragione Ornithodoros
franchinii tu ritenuta specie esclusivamente libica, dato anche
che venne rinvenuta nel 1930, pure a Porto Bardia, dal Dr. Taddia,
in diversi esemplari. Ultimamente il Dr. Roubaud e il Dr. Colas-
Belcour, nel descrivere un nuovo Ornithodoros marocchino,
0. delanoei, che si riallaccia al tipo 0. lahorensis, espressero
il dubbio che O. franchinii sia uguale ad 0. foleyi. Come tale
parrebbe pure a me attraverso il confronto delle descrizioni e
fisure, benchè gli esemplari di Ghadames ed anche quelli di
Porto Bardia siano di dimensioni assai superiori all’ Ornitodoros
del Hoggar, misurando il tipo di Ghadames mm. 9,8 X 5,5 ed un
esemplare di Porto Bardia mm. 12 X 7, classificandosi così fra
gli Ornithodoros di notevoli dimensioni.
L’O. savignyi e VO. foleyi = 0. franchinii sono per ora
i soli Ornithodoros noti nelle nostre colonie dell’Africa del nord;
ma, mentre 0. savignyi non risalirebbe al disopra del 30°
parallelo o almeno di pochissimo (Ghadames) (7) mantenendosi
sempre a questa latitudine, 0. foleyi = 0. franchinii si presen-
terebbe anche poco al disotto del 32° parallelo (Porto Bardia)
estendendosi in basso sino verso il 25°, come ne fanno fede il
rinvenimento del Hoggar e l’attuale di Cufra negli stagni salati.
D'altra parte, i recenti rinvenimenti tunisini di 0. savignyi
(1) Franchini G. — III Nota di Entomologia nelle Colonie Italiane. — Arch. Sc.
Med. colon. Anno V, 1927, N. 7.
(2) M. Tonelli Rondelli — Presenza di 0. savignyi in Tripolitania. — Arch. Ital.
di Sc. Med, Col. Anno VIII, fasc. 2, 1932.
È L'Aia a Re ENTRE Vere ATA TR e Te tia. Mato
are M. TONELLI RONDELLI di
fatti dal Colas-Belcour (*) negli Chotts di Kebili e di Douz al 34°,
i quali non fanno che confermare i rinvenimenti del Weiss
all'isola di Djerba, a Beu-Gardane ed al confine tripolino, ci per-
suadono della possibilità di futuri reperti di 0. savignyi ed
O. foleyi = O. franchinii anche per la Libia, in località più
al nord di quelle indicate, quando vengano ricercati, con mezzi
adatti, nella sabbia, negli stagni salati o nelle tane dei piccoli
roditori.
Larve di Argasidae, sp.? — raccolte su tortora a Cufra nel
Maggio 1931. È da escludere che si tratti di larve di Argas
persicus, che sono note e facilmente classificabili; nè possono
essere larve di Ornithodoros savignyi o di 0. moubata, dato
che queste, secondo il Christophers (*), non si nutrono nè crescono
prima di trasformarsi in ninfe. Viceversa, queste larve rinvenute
col rostro infisso nell’ epidermide della tortora, mostravano
all'esame dell’intestino di essere in gran parte pasciute, tanto da
assumere la forma di un microscopico fagiuolo, cioè più larghe
che lunghe. Mancano dati di riferimento sufficienti per stabilire.
di che specie si tratti.
IXODIDAE
Rhipicephalus sanguineus Latreille
Rhipicephalus sanguineus, Neumann, Das Tierreich, 26 L, p. 35, 1911.
Gialo, aprile 1931, 38 oi e 29 9, su Erinaceus. — Gialo:
Esh Scerruf 6 Aprile 1931, 1 gd.
Già raccolto in questa regione e su questo ospite, ma non in
queste località.
Hiyalomma dromedarii dromedarii Koch 1844
Hyalomma dromedarii dromedarit L. P. Schulze e E. Schlottke. -
Sitz. u. Abh. d. Natf. Gesel. zu Rostock, Bd. 2, 1927-28.
(1) Colas-Belcour — Note sur la faune parasitologique des oasis de Tozeur et de
Kébili. — Arch. de l’Inst. Pasteur de Tunis, T. 20. fasc. 41, 1931.
(2) Christophers S. R. — 1906. The Anatomy and Hystology of Ticks. — Scient.
Memoirs by Officiers of the Med. and San. Deptts of the Gov’t of India.
SPEDIZIONE A CUFRA 373
Gialo, aprile 1931: 2 9. 5 & ed 1 ninfa.
25 aprile 1931 sui cammelli: 189 9 e 169 gg.
maggio 1931: 2 dg.
‘4-5 maggio 1931: 3 g e 3 92.
Cufra, Sebka di El Giof, 28 aprile 1931: 1 9.
El Agheila, luglio 1931: 1 ©.
Tra Agedabia e Gialo, 30-31 luglio 1931: 1 9.
Agedabia, luglio 1931: 1 Q che ha già deposto le uova; su
Acanthodactylus Boskianus: 1 ninfa.
Questo Hyalomma fu trovato per la prima volta, in Cirenaica,
dal Desio a Giarabub (*) il 10-XI-1926, ma unicamente in esem-
plari femminili, ed in seguito soltanto a Gialo dal dott. Pallotti.
Risulterebbe, invece, dalla presente raccolta, diffusissimo nella
regione, specialmente sui cammelli, loro ospiti abituali. È d’inte-
resse l’osservare che una raccolta eccezionale per numero d’indi-
vidui, sia maschili che femminili, fu fatta nel mese di aprile.
Hyalomma anatolicum Koch 1844
Hyalomma anatolicum P. Schulze & E. Schlottke. — Bestimmungstabellen
fiir das Zeckengenus Hyalomma Koch. — Sitz. und Abh. d. Natf.
Gesel. zu Rostock. — Dritte Folge, Bd. 2, 1927-28 pag. 5.
Agedabia VII-1931: 1 gf.
Questo Hyalomma venne raccolto, per la prima volta, in
Cirenaica dal dott. Patanè a Bengasi. nell'inverno - primavera
del 1925 e, in seguito, non più ricordato. La sua presenza passò
inosservata per l’antica denominazione usata per questa zecca di
H. aegyptium f. excavata (*) specie che il Schulze ha definito
essere null’altro che H. anatolicum Koch.
Aprile 1932.
(1) M. Tonelli Rondelli. — Ixodoidea del Museo di Milano. — Atti della Soc. Ital.
di Sc. Nat. Vol. LXIX, 1930.
(2) Di questo reperto il Franchini, a cui apparteneva il materiale affidatomi in
esame, ne tenne conto come di H. aegyptium L.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA ©
(MARZO-LUGLIO 1931 )
MAMMIFERI
PER OSCAR DE BEAUX
Le stazioni principali della spedizione sono:
1. — Zona costiera tra Agedabia e Es Sahabi, e dintorni
di El Agheila. ;
2. — Oasi di Gialo e di Augila.
8. — Oasi di Cufra (Bibl. 19).
La raccolta dei mammiferi consta di 153 esemplari in 21
specie, e precisamente 1 Chirottero, 1 Insettivoro, 5 Carnivori,
12 Roditori, 2 Ungulati.
Comprende 2 nuove sottospecie di Roditori: 1 Dipodillo del-
l’oasi di Cufra, che mi onoro di dedicare al Marchese Saverio
Patrizi e 1 Merione di El Agheila, che dedico al suo raccoglitore
Signor Carlo Confalonieri.
Fornisce la prova materiale della presenza del Fennec e di |
un piccolo Herpestes nel retroterra cirenaico, come pure dell’An- _
tilope di Mendes nei dintorni di Bengasi.
Segna un vero successo collezionistico colla serie di 8 Scarturus
tetradactylus Lichtenstein, specie tuttora rarissima nei musei.
Permette utili considerazioni sistematiche, morfologiche, o bio-
logiche, sul Riccio del deserto, sul grosso Sciacallo grigio, sulla
piccola Volpe rossa della Cirenaica, sullo Scarturus, sul Dipo-
dillus vivax, sulla Gazzella comune in confronto colla Gazzella
isabella.
Aggiunge alla mammalofauna cirenaica le forme. seguenti:
Fennecus zerda Zimmermann, Herpestes spec., Dipodillus
dodsoni patrizii subsp. nova, Dipodillus vivax Thomas, Pachy-
SPEDIZIONE A CUFRA 375
uromys duprasi Lataste, Meriones libycus confalonierii subsp.
nova, Psammomys tripclitanus Thomas, Jaculus jaculus
deserti Loche: 8 forme, che portano a 50 o 51 il numero totale
dei mammiferi fin qui registrati.
Segnala presenti nell’oasi di Cufra soltanto 4 specie di mammi-
feri: Dipodillus dodsoni patrizii subsp. nova, Mus musculus
orientalis Cretzschmar, Dipodillus vivax Thomas, Gazella
dorcas dorcas L., la prima delle quali soltanto mostra una
fisionomia in qualche modo locale.
Faunisticamente parlando il constatato incremento mamma-
logico della Cirenaica ci mostra in 2 casi una facies limitatamente
propria (Dipodillus dodsoni patrizii, Meriones libycus confa-
lonierii) ed arricchisce l'elenco locale sia di elementi tripolini
(Dipodillus dodsoni patrizii, Psammomys tripolinus Thomas),
sia occidentali (Meriones libycus confalonierti), sia dell’Africa
settentrionale costiera in genere (Pachyuromys duprasi Lataste,
Jaculus jaculus deserti Loche), sia più prettamente desertici
(Fennecus zerda, Herpestes spec., Dipodillus vivax Tomas).
Acquisizioni nuove alle nostre cognizioni faunistiche sono: la
qualifica di forma desertica per il Dipodillus vivax Thomas e
la penetrazione verso occidente fino ad El Agheila dello Scarturus,
che ha indubbie affinità col genere euro-asiatico Alactaga.
In conclusione, se il Marchese Patrizi (Bibl. 11) poteva dichia-
rarsi soddisfatto dei risultati della missione all’oasi di Cufra da un
punto di vista biologico generale, questa soddisfazione trova indub-
biamente conferma completa dal punto di vista speciale della
Mammalogia.
Ordine CHIROPTERA.
Pipistrellus kuhlii, Kuhl. 9 esemplari e cioè:
A 9g. Oasi di Gialo. Aprile 1931. Pelli e crani (C. E. 31618).
2 OQ. Stessa località e data. Pelli e crani (31619).
1g, 1 9. Stessa località. 2 maggio 1931. In alcool (31620).
1 g°. El Agheila. Agosto 1931. In alcool (31621).
Il colore è generalmente assai chiaro. La lunghezza massima
riscontrata sul cranio più grande è di mm. 13.
376 O. DE BEAUX
Ordine INSECTIVORA.
Paraechinus deserti, Loche. 9 esemplari e cioè:
1 of ad. Oasi di Augila. 29 aprile 1931. Pelle e cranio (31622).
2 Q © ad. Stessa località, 30 aprile 1931. Pelli e crani
(31623).
1 of ad. Oasi di Gialo. Luglio 1931. Pelle montata (31624).
1 gd ad. ad. Stessa località. 1.° maggio 1931. Pelle e cranio
(31625).
1 dg ad. Stessa località e dak. Pelle e cranio (31626).
2 90 ad. — ad. juv. Stessa località. 28 aprile - 2 maggio 1931.
Pelli e crani (31627).
1 © juv. ad. Stessa località. Luglio 1931 (31628).
Nulla di più variabile che il colore degli aculei di questo
riccio. Nella presente serie il colore d’insieme del palio, che
dipende dall’estensione reciproca dell’apice chiaro e dell’anello
subapicale scuro dei singoli aculei, nonché dal tono di queste due
componenti, varia da un bianco crema ad un nero bruno, scarsis-
simamente brizzolato di giallo-ocra cupo!
Le marche di colore del rivestimento non aculeato sono molto
costanti per forma, ma incostanti per intensità.
La lunghezza condilo-basale del cranio del g' ad.ad. 31625 è
di mm. 4,92.
Ordine CARNIVORA.
Canis (Thos) lupaster lupaster, Hemprich & Ehrenberg. 4 esem-
plari, e cioè:
1 o ad. ad. Es Sahabi. BLA 1931. Pelle e cranio (31629 e
31630).
1 © ad. ad. Stessa località. e data. Pelle e cranio (31631 e
31632).
1 Q ad. ad. Stessa località e data. Pelle cranio (61633 e
e 31634).
1 9 ad. ad. Stessa località e data. Cranio solo (31635).
3
ee a ee ee
it ti
SPEDIZIONE A CUFRA 977
Dal confronto colla serie di pelli di-Giarabub (Bibl. 3), appar-
tenenti a esemplari catturati in dicembre, risalta il contrasto tra
abito estivo ed abito invernale della specie.
L'abito estivo è in sostanza a pelo molto piu breve (circa 5
cm. sulla groppa), con lanuggine scarsissima; piuttosto finamente
ed uniformemente brizzolato, anzichè screziato di chiaro e nero,
L'ammontare del rosso non sembra subire modificazioni
stagionali. °
Assai notevole il fatto, che la pelle 31629 trovasi in luglio an-
cora in piena muta, con perdita a grosse ciocche infeltrite di lanug-
gine e pelo lungo, sotto ai quali appare fresco e pulito il pelame
estivo.
Vulpes vulpes cyrenaica, Festa. i
1 Q ad. Sulla strada tra Es Sahabi e El Haseiat. Luglio 1931.
Pelle e cranio. (31636 e 31637).
Questa è con tutta sicurezza la Vulpes cyrenaica del Festa,
dei dintorni di Bengasi e di Gheminez (Bibl. 5).
L’esemplare in esame corrisponde esattamente all’esemplare c
della descrizione tipica. L’apice della coda è ampliamente candido.
Le misure craniali sono naturalmente alquanto maggiori del
Tipo, che è un giovane.
Accanto alle misura della 9 31637 pongo tra parentesi
quelle del Tipo e quelle di Vulpes riippelii somaliae, Thomas,
31328 © ad. (Bibl. 4).
1. - Lunghezza massima . 3 . ‘ : . mm. 130 (119 ; 115)
2. — Lunghezza condilo-basale . ; . > > eke beGaGss) 3100)
3. — Larghezza massima sugli archi Aunts RO rg (OOM ey)
4, — Diametro massimo della scatola cranica . ASA AD)
5. — Diametro massimo bifrontale Ri apice delle
apofisi orbitarie) . Sei SAS)
6. — Diametro massimo dello sodio ini By a2. a(R 2 1)
7. — Diametro massimo della regione occupata dai
canini : » 1 20;2 (19: | = 16,2)
8. — Larghezza del alain a aida ini I i variando: 9:5)
9. — Larghezza del palato a livello del II molare. » 16,8 (15 ;14,8)
10. - Lunghezza dei fori palatini » Sk a Gaze ela
11. - Lunghezza della sutura nasale . yi AS A2098L9)
TA decoy Pity Seta
378 O. DE BEAUX
12. — Lunghezza complessiva .C-M? . . > mim: 58) (RR)
13. - Lunghezza complessiva del ferino e do mo-
lari superiori . x ‘ : F ee ny (ee
14, — Lunghezza della aie the . A e = (Bor Tao)
15. — Lunghezza complessiva dei molari dio 23,07 (Beers ee)
Osservazioni. — Il confronto diretto tra le rispettive pelli e
crani e l'esame delle misure craniali 2, 3, 4, 7, 8, 141, 12, 14
dimostrano con ogni evidenza che la Vulpes cyrenaica non è
affine alla réppelii Cretzschmar (= famelica Ruppell), ma alla
volpe rossa, della quale è, a mio avviso, una sottospecie accanto
alla aegyptiaca, Desmarest.
L'elenco dei mammiferi cirenaici, da me dato (Bibl. 3, p. 40-
44), va adunque corretto in questo senso.
Il cranio in esame mostra la fronte assai depressa e ram-
menta realmente in questo la V. réppelii, ma le sue linee
parietali sono a contatto della sutura mediana, mentre che ne
restano sempre molto distanti in quest’ultima specie. —
Fennecus zerda, Zimmermann. i
1 juv. ad. Oasi di Gialo: Esh Sherruf. Maggio 1931. Parte
della pelle della testa e scheletro della faccia (31638).
Primo documento materiale per la Cirenaica.
. Fu per incarico, della Spedizione, catturato vivo da terzi, poi ucciso
e gettato via dai sieges e Deuner ie infine in minima parte dagli
interessati.
Herpestes spec.
1 esemplare trovato nell’ oasi di Gialo. Giugno 1931. Testa,
arti anteriori, cassa toracica, colonna vertebrale fino a meta della
coda: scheletro rivestito della pelle completamente abrasa (31639).
Documento importante perchè rappresenta il primo piccolo
Herpestes rinvenuto in Cirenaica, anzi in Libia.
Appartiene al gruppo sanguineus Rippell — phoenicurus
Thomas e non è del tutto da escludersi che possa essere identico
al Herpestes phoenicurus saharae Thomas (Bibl. 18).
9
È
|
È
|
SPEDIZIONE A CUFRA 379
Hyaena hyaena hyaena, L.
1 © ad. juv. Es Sahabi. Luglio 1931. Pelle e cranio (31640
e 31641).
Tutte le suture del cranio sono ancora aperte; i canini hanno
ancora da crescere; il cranio non ha quindi raggiunto le dimen-
sioni definitive. ia condilo-basale mm. 194.
L’orientazione di P, è pressochè condirezionale col canino;
P, è invece orientato decisamente in avanti e medialmente:
altra conferma che l’orientazione dei premolari non può costituire
un buon carattere differenziale fra le varie sottospecie di Iene
striate (Bibl. 4; 6).
Ordine RODENTIA.
Gerbillus gerbillus gerbillus, Olivier 42 esemplari e cioè:
6 gd ad. ad. — juv. Oasi di Augila. Aprile 1931. Pelli e
crani (31642).
2 922 ad. ad. — juv. Stessa località e data. Pelli e crani
(31643).
2 oo ad. — juv. Es Sahabi. Luglio 1931. Pelli e crani
(31644).
3 9 2 ad. ad. — juv., 1 subad. di sesso indeterminato.
Stessa località e data. Pelli e crani (31645).
11 oo ad. ad. — juv. Oasi di Gialo. Aprile 1931. Pelli e
crani (31646).
6 29 ad. ad. — subad. Stessa località e data. Pelli e crani
(31647).
3 oo ad. ad. Oasi di Cufra: El Giof. Giugno 1931. Pelli e
crani (31648). |
1 è juv. Stessa località e data. Pelle e cranio (31649).
4 jo ad. ad., 3 OQ subad. — juv. Stessa località e data.
In alcool (31650).
Dipodillus dodsoni patrizii, subsp. nova, 6 esemplari e cioè:
2 oo ad. Oasi di Cufra: El Giof. Giugno 1931. Pelli dal-
Valcool e crani (31651; 31652 Paratypus).
380 O. DE BEAUX
3 oo ad. juv. Stessa località e data. Pelli dal fresco e crani
(31653 Typus; 31654 Paratypus; 31655).
14 9 juv. Stessa località e data. Pelle e cranio (31656),
Diagnosi. Simile al dodsoni Thomas di Giarabub (Bibl. 3),
ma assai più piccolo, assai piu scuro di colore, meno giallastro,
più brizzolato di grigio cupo, colla coda più scura superiormente
e meno bianca inferiormente. Ciuffo terminale della coda molto
ricco.
Dimensioni del Tipo (prese dal raccoglitore sig. Confalonieri
sul fresco). Testa e corpo mm. 90; coda 121; piede 25; orec-
chio 15.
Pelle del tipo. Colore d'insieme del dorso tra « sayal brown »
e «snuff brown» (Bibl. 13, tav. XXIX); 3/, basali dei singoli
peli « deep neutral gray » (LIII). Metà basale inferiore della coda
circa « clay color » (XXIX); metà distale circa « drab » (XLVI);
nella superficie dorsale della coda la brizzolatura fosca si inizia
poco più in là della radice.
Il Paratipo 31654 ha il dorso meno rossastro del Tipo, quasi
« Saccardos umber » (XXIX), e la coda ancora più fosca.
Cranio del Tipo. Piccolo, leggiero, con denti piuttosto minuti.
accanto alle sue misure pongo tra parentesi per confronto quelle
del dodsoni dodsoni Thomas, g? ad. juv. 26254 b di Giarabub
e della 9 adulta juv. 26256 d.
Lunghezza massima mediana . : . : Imm. (288. (32000)
Lunghezza condilo-incisiva . : : 5 >» R4,8 .(28,20127,2)
Larghezza zigomatica . è N : i -> ® 15 Si (62221604)
Lunghezza dei nasali . : 4 : 3 Lea Ia)
Costrizione interorbitale. : 3 : 205 DEC 5,4)
Larghezza massima della cassa cer sa : ee 142 Se vie,
Altezza dal vertice al punto po basso della Bulla » 10,7 ; (11,6 ; 10,7)
Fori palatini anteriori . ; Î : ; SS DS 109 : 4,5)
Fori palatini posteriori . E ‘ . ; Sad 22 ia eee)
Lunghezza massima della Bulla . ; È RD, 9,24: (10025 MO)
Altezza massima della Bulla 3 : ; pas ae 7 * (CRIS)
Larghezza massima sui meati uditivi . : . > 14 ; (15,4 ; 14,6)
Lunghezza della fila dei molari superiori . Fa 4 ;(43; 4,5)
Il Paratipo 31654, pur non essendo più giovane del Tipo
misura soltanto mm. 23,1 di lunghezza condilo-incisiva.
4
4
;
i
4
SPEDIZIONE A CUFRA 381
Il Paratipo d' ad. ad. 31652 misura mm. 26,2 di lunghezza
condilo-incisiva, di fronte a 28,1 — 27 dei dodsoni di Giarabub.
Il g ad. 31651 ne misura invece 27, rientrando così nelle
misure del vero dodsoni.
Osservazioni. — Il nuovo Dipodillo di Cufra è, come quello
di Giarabub, evidentemente una forma in se poco costante. In
confronto. con quest’ultimo mostra peraltro indubbiamente una
certa tendenza all’impoverimento somatico, pur potendo raggiun-
gere in alcuni esemplari le dimensioni del precedente.
Più che nelle caratteristiche e dimensioni craniali, i suoi carat-
teri differenziali risiedono nella colorazione e particolarmente nella
brizzolatura grigia cupa delle parti dorsali, che sono evidentis-
sime non soltanto nei 5 esemplari del patrizii di fronte agli 11
esemplari del dodsoni di Giarabub, preparati dal fresco, ma anche
nei due esemplari del patrizzi preparati dall’alcool ed arrossati, in
confronto ai 6 esemplari del dodsoni di Giarabub, che subirono
uguale trattamento. La lunghezza e densità del rivestimento
peloso è uguale nelle due forme, cosicchè resta esclusa la suppo-
sizione d’una cospicua differenza stagionale tra il luglio ed il
dicembre.
Non sono in grado di definire, dalla sola descrizione del
Lataste (Bibl. 7), quale sia la vera posizione del dodsoni patrizii
di fronte al campestris, Levaillant, dell'Algeria. Certamente però
esso ne differisce per la coda non decisamente bicolore e per il
ciuffo terminale della medesima, che nel patrizi è ancora più
ricco che nel dodsoni tipico. Molto probabilmente, in base ad
un esame comparativo con materiale sufficientemente ricco, si
addiverebbe alla unificazione specifica delle tre forme: costiera a
nord dell’ Atlante (campestris), dell’ interno (dodsoni), di Cufra
(patrizii). Allo stato attuale della rispettiva bibliografia è certa-
mente preferibile trattare il patrizii come sottospecie di dodsoni.
Dipodillus vivax, Thomas, 13 esemplari e cioè:
3 0 I ad. ad. — ad. Oasi di Gialo. Aprile 1931. Pelli e
erani (31657).
2 9° ad. ad. Stessa località e data. Pelli e crani (31658).
1 2 juv. Stessa località e data. Pelle e cranio (31659).
382 O. DE BEAUX
1 9 ad. juv. Oasi di Augila, Aprile 1934. Pelle e cranio
(31660).
197,3 QQ juv. Stessa località e data. In alcool (31661).
1 9 ad. Oasi di Cufra. Giugno 1931. Pelle e cranio (31662).
1 gd juv. Stessa località e data. In alcool (31663).
Degli 8 esemplari a secco 5 sono preparati dal fresco e con-
cordano bene colla descrizione del Tipo (Bibl. 15).
Anche entro questa minuta serie si riscontra il solito pas-
saggio da toni tendenti al rossastro verso toni tendenti al grigio.
Il giovane 31659 è assai meno giallo e più grigio degli adulti :
tra « avellanous » (XL) e «light drab» (XLVI). i
La presenza dei giovani in alcool mi porge l’occasione di fare
le seguenti constatazioni sul piede di questa specie.
È proporzionalmente assai robusto. Le dita 3.° e 4.° sono sub-
eguali tra di loro, il 2.° un poco più corto, il 5.° giunge col suo
apice a metà lunghezza del 4.°, l’alluce arriva giusto alla base
del 2.°.
La pianta è chiara, nuda e liscia nella metà prossimale, distin-
tissimamente areolata nella metà distale. In corrispondenza delle
dita le areole si fondono in pieghe trasverse.
Tutta la porzione areolata e le dita portano scarsi ma evidenti
peluzzi rigidi.
Vi sono 6 cuscinetti piccoli, tondeggianti, ben distinti, due dei
quali sono plantari-distali e quattro digito-plantari, in corrispon-
denza dell’alluce, mignolo, indice e tra le dita 3.° e 4.°.
Le misure somatiche prese sul of ad. 31657 a, ancora in
alcool, sono: Testa e corpo mm. 77, coda 103, piede 20,5, orec-
chio 12. La lunghezza massima del suo cranio è di mm. 25,7 ed
il diametro massimo delle sue Bullae 10.
Osservazioni. — La presente specie è assai più piccola
dell’egiziano quadrimaculatus, Lataste, ed assai più chiara del-
l’amoenus. Winton (Bibl. 15). È il rappresentante prettamente
sahariano-desertico di un gruppo presente anche nel Basso Egitto
(quadrimaculatus, amoenus), ma più particolarmente diffuso
nell'Alto Egitto e nell’Asia occidentale. Il carattere desertico della
i
SPEDIZIONE A CUFRA 383
specie sarebbe confermato dalla sua apparente assenza nell’Oasi di
Giarabub. Come constata il Thomas (Bibl. 15) nessun rappresen-
tante di questo gruppo di Dipodilli di piccole dimensioni, con
piante generalmente rivestite di scarsi peluzzi nella porzione
distale, è stato ritrovato in Algeria.
Pachyuromys duprasi, Lataste.
1 o ad. El Agheila. Luglio 1931. In alcool. Cranio rotto
(31664).
Meriones guyoni, Loche, 2 esemplari e cioè:
1 of ad. Oasi di Augila. Aprile 1931. In alcool. In cattive
condizioni (31665).
1 9 ad. ad. El Agheila. Luglio 1931. Pelle e cranio (31666)
Il Thomas (Bibl. 15) determinò nel 1902 come Meriones
shawi, Rozet, 1 esemplare di Bou Cheifa nella zona litoranea
tra Sirte e Bengasi. Nel 1921 giudicò invece come M. guyoni,
specificamente distinto dallo shawi due degli esemplari raccolti
dal Festa (Bibl. 5) a Gheminez e Fuehat e S. E. di Bengasi.
Confrontato con 1 Meriones shawi ausiensis Lataste di
Aumale (C. E. 4629), con un M. shawi (fide Lataste) di Tunisi
(4631), ambedue evidentemente shawi shawi, nonchè con 1
M. trouessarti, Lataste, Q subad. di Bou Saàda nell’ Atlante
(4637), evidentemente identico col M. shawi richardi, Loche
(Bibl. 16), l'esemplare di El Agheila se ne differenzia decisamente
per il colore molto più chiaro e giallastro del dorso e particolar-
mente per i fianchi chiarissimi, nonchè per l’apice della coda
rossastro chiaro, anzichè nero.
Nel cranio il contorno anteriore del meato acustico non è
particolarmente ingrossato, ma pure la fessura tra detto contorno
e la radice posteriore dell’arcata zigomatica appare assai più
stretta che nei 4 crani di shawi shawi e che nel cranio di shawi
richardi a mia disposizione.
Risulta quindi anche a mio avviso giustificata la distinzione
specifica della presente forma, evidentemente identica a quella
dell'Algeria a sud dell'Atlante.
SA POCA oe
ITA ba 3
384 O. DE BEAUX
Riporto le misure che è possibile prendere con sufficiente
sicurezza.
Piede del o& ad. 31665 mm. 31. Coda mm. 142,5.
Cranio della 9 ad. ad. 31666. Lunghezza massima mediana
circa . ; 7 È È : ; i - Aina Sy
Costrizione “shenactitiale 2 . : , 3 : Rein 6
Larghezza massima sui meati i . È ; ; stay 21,2
Lunghezza della fila dei molari superiori . : È 4 SD 6,2
_ Lunghezza orizzontale massima della Bulla. ; » + 14,1
Lunghezza .orizzontale massima sul rigonfiamento (inni ll
meato uditivo . : - : - nae, 11
Lunghezza del triangolo sopra il meato dii ; ; Au, 3,5
Altezza del triangolo sopra il meato uditivo . . 5 RIO 2,3
Merione libycus confalonierii, subsp. nova, 2 esemplari e cioè:
4 o ad. ad. El Agheila. Luglio 1931. Pelle e cranio
(31667 Typus).
1 © ad. Stessa località e data. Pelle con cranio (31668
Paratypus).
Diagnosi. Simile al Meriones libycus schousboei, Loche,
ma sensibilmente più piccolo.
Descrizione del Tipo. Pelo lungo 13-14 mm. sulla groppa.
Colorazione generale del dorso gialla assai chiara, all’ incirca
«cinnamon buff» (XXIX), finissimamemente brizzolata di un
tono un poco più scuro (« cinnamon » XXIX), particolarmente
sul vertice, spalla, groppa; i */, a 4/, basali dei singoli peli sono
color grigio lavagna (« slate color », LIII). Lati del tronco assai
più chiari del dorso (« pinkish buff», XXIX); la 1/ basale dei
singoli peli è pure grigia (« deep neutral gray » LIII). Parti infe-
riori bianche; il !/, basale dei singoli peli grigio, come sui fianchi,
meno che sulla gola, ove i peli sono completamente candidi.
Mano bianca; piede bianco, impercettibilmente tinto di crema.
Coda giallina (« cinnamon buff» XXIX) lievemente più chiara
distalmente. Ciuffo caudale bruno rossastro (« russet » XV), con
apice giallino chiaro (circa « cinnamon buff», XXIX). La meta
basale dei peli del ciuffo è bruna cupa (circa « bister » XXIX).
La macchia bianca sopraoculare e la postauricolare sono pre-
senti ed assai grandi, ma poco distinte a causa del colore
ambientale molto chiaro.
SPEDIZIONE A CUFRA 385
Le misure prese dal raccoglitore, sig. Confalonieri, sul fresco
sono: Testa e corpo mm. 129; coda 141 (nel secco 124!); piede
32 (nel secco 31); orecchio 17 (nel secco 14,5).
Il Paratipo è leggerissimamente più rossastro del Tipo. Il
rivestimento della metà apicale della coda è perduto.
Misure craniali del Tipo e tra parentesi del Paratipo.
Lunghezza: massima mediana . . BUH. 5 i . mm. 36,7 (34,5)
Lunghezza massima diagonale . : ; ì ; en Ro (B45)
Lunghezza condilo-incisiva . 3 : 3 5 , SO)
Larghezza zigomatica . o s - : ° 3 . >» — (— )
Costriz one interorbitale . 5 È : ; RESO NEDO 6,5 ( 6,5)
Larghezza massima sui meati i 1 5 : EIZO (20)
Lunghezza dei fori palatini. 5 ; : : SIT OO)
Lunghezza della fila dei molari i ; : PR 5 (0,4)
Lunghezza orizzontale massima delle Bulla . è CEE 005)
Lunghezza orizzontale massima sul rigonfiamento Jaen
al meato uditivo . ; : eels On lia)
Lunghezza del triangolo sopra al ossia sita È SO 4,6 ( 4,8)
Altezza del triangolo sopra al meato uditivo . 5 SAS Pall (02070)
Osservazioni. — Zoogeograficamente si doveva supporre di
trovare ad El Agheila il Meriones libycus caudatus, Thomas
(Bibl. 16), quale rappresentante del gruppo 6 (Bibl. 16) nella
zona tra |’ Algeria, occupata dal schousboez, ed il Basso Egitto,
occupato dal libycus libycus, tanto più che Terra typica del
caudatus è il territorio a nord ed a sud di Socna.
Vi troviamo invece un Merione con ciuffo apicale della coda
bruno, che corrisponde benissimo alla descrizione del M. gaetulus
Lataste, (= schousboei Loche, Algeria, Tunisia; Bibl. 7) e al
M. erythrurus Gray (partim = schousboei, Loche, Algeria,
Tunisia; Bibl. 8), ma che è decisamente più piccolo.
La lunghezza massima mediana del cranio del o ad. ad.
31667 è infatti appena di mm. 36,7, di fronte ai mm. 41;5 regi-
strati dal Lataste (Bibl. 8) per un adulto della Tunisia e ai
mm. 40,5 registrati dallo stesso autore per 1 9 ad. dell'Algeria.
Rammento che io stesso registrai per una larga serie di lébycus
libycus (Bibl. 3), col quale Thomas vorrebbe quasi identificare
il schousboei, un minimo di mm. 39,6 per gd dI ad. ad. e di
mm. 38 per QQ ad. ad.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (10 Giugno 1982) 25
Da O e Le REN a a VE DAL ETA ni DOT:
y yen Me ge Pda E I] AR
386 O. DE BEAUX
La minore statura del Merione di El Agheila è confermata
anche dai mm. 34, 5 di lunghezza craniale massima della 9
31668 Paratipo.
Psammomys tripolitanus, Thomas 2 esemplari e cioè:
1 of ad. El Agheila Luglio 1931. Pelle e cranio (31669).
1 Q ad. Stessa località e data. Pelle e cranio (31670).
La località tipica di questa specie è Bou Cheifa sulla costa;
altre località sono U. Aggar e U. Chegga, tutte « nel distretto
costiero ad oriente di Sirte verso Bengasi » (Bibl. 15).
El Agheila può quindi considerarsi quasi Terra typica della
presente forma, la determinazione della quale appare sicura.
Il colore dell’ area mediana facciale - dorsale è peraltro abba-
stanza chiaro e vivace, circa « cinnamon » (XXIX). Le aree late-
rali sono molto chiare, tra « olive buff» (XL) e « pinkish buff »
(XXIX). o
Nessuno dei due esemplari in esame è adultissimo, nè può
quindi mostrare le misure craniali massime caratteristiche per la
specie.
Ambedue misurano mm. 38 di lunghezza craniale superiore
e massima, che nel Tipo è di mm. 41, 5.
Nell’aspetto esterno i due esemplari in esame non differiscono
affatto da uno Ps. roudaiîrei Lataste, di Djerid, Tunisia, pure
Terra typica, pelle montata con cranio dentro, N.° 3060. I denti -
incisivi di questa specie, che si trova tanto nella regione dei Chotts
Tunisini (Bibl. 9), quanto nell’interno della Tripolitania a nord di
Socna (Bibl. 15), mostrano però che l'esemplare di Djerid appar-
tiene realmente ad una forma sensibilmente più piccola dello
Ps. tripolitanus.
Mus musculus orientalis, Cretzschmar. 15 esemplari e cioè:
1 of ad. Oasì di Augila. Aprile 1931. Pelle e cranio (31671).
4 2 9 ad. ad. — ad. Stessa località e data. Pelli e crani
(31672).
1 gd’ juv. Stessa località e data. Pelle e cranio (31673.)
2 99 ad. Oasi di Gialo. Aprile 1931. Pelle cranio (31674).
1 o, 1 9 juv. Stessa località e data. Pelle e cranio (31675).
MI
SPEDIZIONE A CUFRA 387
2 29 ad. ad. — ad. Oasi di Cufra. Giugno 1931. Pelle e
cranio (31676).
1 9 juv. Stessa località e data. Pelle e cranio (31677).
1 o& ad. Sebcha di Buma, parte meridionale dell’Oasi di Cufra.
Giugno 1931. Pelle e cranio (31678).
1 © ad. Stessa località e data. Pelle e cranio (31679).
(Confr. Bibl. 3). i
Jaculus jaculus jaculus, L. 3 esemplari e cioè:
2 22 ad. Oasi di Gialo. Luglio 1931. Pelli e crani (31680).
1 esempl. senza indicazione di sesso. Oasi di Gialo. 5 maggio
1951 (31689).
Jaculus jaculus deserti, Loche. 5 esemplari e cioè:
8 dd ad. ad. — ad. El Agheila. Luglio 1931. Pelli e crani
(31681).
2 209 ad ad. Stessa località e data. Pelli e crani (31682).
Coll’eccezione del © 31681 d, i presenti esemplari sono tutti
vecchi; coll’eccezione dello stesso co’, tutti mostrano le file molari
superiori parallele o leggermente convergenti in avanti, anzichè
convergenti all’indietro come nella sottospecie tipica.
Il nome sottospecifico deserti spetta probabilmente a tutti i
Dipus non molto chiari della zona costiera e subcostiera del-
l’ Africa settentr.-orientale. i
Il cranio degli esemplari in istudio è in sostanza identico al
cranio topotipico 4772 di Bou-Sàada Dipus darricarrerei, Lataste
—e.deserts, Loche= bibl. 17).
La lunghezza massima incisivo-bullare è dimm. 34,6 (97 316814).
Il 3g 31681 c misura soltanto mm. 31,7, ma si tratta di un
esemplare che ha subito evidentemente un arresto d’accrescimento,
come dimostrano anche le proporzioni ridotte dei suoi incisivi.
Jaculus orientalis, Erxleben. 14 esemplari e cioè:
6 oo! ad. ad. — ad. El Agheila. Luglio 1931. Pelli e crani
(31683).
6 9 ad. Stessa località e data. Pelli e crani (31684).
wot Le yt e 7h ar At”) he be ee MEIN
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sa
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n
388 0. DE BEAUX
1 esemplare di sesso indeterminato. Agedabia. Maggio 1931
Pelle e cranio (31685).
1 esemplare di sesso indeterminato. Oasi di Augila. Aprile
1931. In cattive condizioni. In alcool (31686).
Dei 6 crani di oo di El Agheila, tutti bene adulti, 1 misura
mm. 39 di lunghezza massima (incisivo- bullare); 4 ne misurano
38; 1 ne misura 37.
Dei 6 cranî di Q 9 della stessa località, 3 misurano mm. 40
di lunghezza massima; 1 ne misura 38,5; 1 palesamente meno
adulto ne misura 38.
Cogli estremi constatati, 7g mm. 39-37, 2 9 40-38, si pre-
senta la possibilità che in questa specie le dimensioni massime
siano raggiunte dalle 99.
Scarturus tetradactylus, Lichtenstein. 8 esemplari e cioè:
3 dd ad. ad. — ad. El Agheila. Luglio 1931. Pelli e crani
(31687).
5 9 © ad. ad. — ad. Stessa località e data. Pelli e crani
(31688).
Questa specie era finora ritenuta estremamente rara (Bibl. 14).
La presente serie di 8 esemplari comprende 6 pelli e 6 crani in
buono stato.
Le misure somatiche trascritte dal raccoglitore sig. Confalo-
nieri sono:
Tg: Testa e corpo mm. 110-109; coda 173-154; piede 58-52
(nel secco 53-31); orecchio 43-40.
Q Q: Testa e corpo 114-80; coda 170-155; piede 57-53 (nel
secco 56-52); orecchio 43-37.
Nel cranio i fatti fondamentali che separano nettamente il
genere Scarturus dal conterraneo Jaculus e lo accostano all’euro-
asiatico Alactaga sono 1 seguenti:
1) La minutezza e leggerezza della testa relativamente alle
dimensioni somatiche.
2) La forma d’insieme e di dettaglio dei molari.
3) La proodontia degli incisivi non solcati.
SPEDIZIONE A CUFRA 389
4) In istretta interdipendenza colla proodontia, che porta la
resistenza allo sforzo degli incisivi superiori direttamente sulla
volta craniale: innalzamento posteriore della volta craniale stessa;
assenza di lastre ossee di rinforzo sul contorno orbitale anteriore,
le quali sarebbero del tutto superflue.
5) In interdipendenza colla minutezza del cranio e la
proodontia: il forte divaricamento posteriore dell’arcata zigomatica,
per creare un’ orbita sufficientemente grande.
6) Sempre in interdipendenza colla proodontia: la rilevante
lunghezza della mandibola + incisivi.
7) La piccolezza della Bulla acustica.
Non vi è nei caratteri craniali il menomo accenno di inter-
mediarietà di Scarturus tra Jaculus da un lato e Alactaga
dall’altro.
Noto che i dettagli dei molari sono riconoscibili nella loro
interezza soltanto negli individui non troppo adulti. Uno dei
primi caratteri a scomparire è l’angolo rientrante esterno di M
uno degli ultimi l’unico angolo interno di M,.
La lunghezza craniale massima, occipito-incisiva. varia nei 6
crani, nei quali è misurabile, tra 32,3 (1 © ad. ad.) e 30,8
Gio jad..ad. 1; O7-ad.).
Le misure craniali del g ad. ad. 31687 c, in istato di con-
servazione perfetta sono:
My;
Lunghezza massima mediana occipito-incisiva . È . MEI
Lunghezza condilo-incisiva . : È : : 3 ga Ad 27,8
Lunghezza basale . 3 : : ; 4 ; 3 SO» 24,5
Lunghezza massima incisivo e 6 : P 3 ; ra apa 30,5
Costrizione interorbitale A - 3 3 3 È : Ba 10
Lunghezza timpanica . i È : 3 f ; > PA 17,5
Larghezza zigomatica massima . È ; : ‘ . Beer 22,5
Diametro massimo della Bulla . i i 2 ? : aaa 1]
Lunghezza della fila dei molari superiori.. È a hele >> 6
Ordine UNGULATA.
Gazella dorcas dorcas, L. 10 esemplari e cioè:
1 dg’ juv. El Agheila. Luglio 1931. Pelle e cranio (31690 e
81691).
= O at Laps WARN RO Bile as pee She ia ie
ae
390 0. DE BEAUX
1 g' juv. Tra El Agheila e Uadi El Tareg. Luglio 1931.
Pelle e cranio (31692 e 31693).
1g subad. Oasi di Gialo. Aprile 1931. Pelle e cranio
(31594 e 31695).
1 of ad. Stessa località e data. Pelle e cranio (31696 e 31697).
1 o& ad. Es Sahabi. Marzo 1931. Pelle e cranio mancante del
rostro (31698 e 31699).
1 g° subad. Stessa località e data. Pelle e cranio (31700 e
31701).
1 d ad. Stessa località e data. Pelle e cranio (31702 e 31703).
1 cad. Stessa località e data. Pelle e cranio (31704 e 31705).
1 © ad. Stessa località e data. Pelle e cranio (31706 e 31707).
1 o& ad. Oasi di Cufra: El Giof. Maggio 1931. Pelle e fronte
con corna (31708 e 31709).
Pelli. Direzione del pelo. Il 7 ad. 31702 di Es Sahabi pre-
senta un vortice interscapolare ed una linea di divergenza con
direzione retrorsa nella metà prossimale della nuca.
Colorazione. Questa serie di pelli presenta, unitamente al
oO ad. 26283 di Bengasi ed ai g gd juv. ad. 26280 e 26281 di
Tobruk, una notevole uniformità di colorazione che va, sul dorso,
soltanto da «light pinkish cinnamon » per un tono intermedio
fra « cinnamon buff» e pinkish cinnamon », fino a quest’ultimo
colore (XXIX). Nè vi è alcuna distinzione per località, sesso o
età: il o& ad. ad. 31708 di Cufra è infatti perfettamente identico
al of juv. 31690 di El Agheila, nel quale M, è appena entrato
in uso.
Una variabilità lievemente più ampia si verifica nell’intensità
della striscia laterale scura del tronco che va da «light pinkish
cinnamon » a «snuff brown » (XXIX).
Le pelli 31704, 31706, 31708 presentano sul dorso delle
minute, ma distinte, macchiette longitudinali bianche. Il sig. Con-
falonieri asserisce avere riscontrato, nello scuoiamento, dei parassiti
sottocutanei in corrispondenza delle macchiette stesse.
Corna. La lunghezza retta massima, o altezza, nei gg bene
adulti varia tra mm. 258 (31709) e 230 (31703); il divarica-
PERIZIE la Ne NS Salen Aga CI
SPEDIZIONE A CUFRA 391
mento apicale massimo tra mm. 102 (31703) e 53 (31697). Nella
unica 31707 le rispettive misure sono mm. 177 e 49.
Il numero degli anelli varia nei 77 bene adulti tra 25 e 19.
Il decorso lirato delle corna è bene riconoscibile nei oo ad.
31697, 31699, 31705, 31709. Manca completamente nel 97 31703.
Il o subad. 31695, con M, entrato solo parzialmente in fun-
zione e 12 anelli alle corna, ed il suo coetaneo 51701, con 10
anelli alle corna, hanno la punta di queste rivolta decisamente,
il 31701 perfino repentinamente, all’ indentro.
° Cranio. La lunghezza massima del cranio varia nei gg
bene adulti tra mm. 175 (31703) e 162 (31697). Le rispettive :
lunghezze condilo-basali sono mm. 173-159; le basali 162-150.
La 9 31707 misura mm. 161 di lunghezza massima, 155 di
condilo-basale e 144 di basale. i
In base al materiale di Gazella dorcas dorcas L. (v. anche
Bibl. 8) e di G. isabella isabella Gray (Bibl. 4), attualmente a
mia disposizione, posso ora dare un valido, se non decisivo, con-
tributo alla distinguibilità specifica tra G. dorcas e G. isabella
(v. anche Bibl. 2), distinguibilità che nelle due forme tipiche appare
assai persuasiva e può riassumersi nello specchio seguente:
Gazella dorcas dorcas, L.
Gazella isabella isabella, Gray.
Statura minore
Statura maggiore
Forme meno slanciate
Forme più slanciate
Orecchio meno grande
Colorazione più uniforme con
intonazione giallina rosata
Orecchio più grande
Colorazione meno uniforme con
intonazione bruna rossastra
Marche scure assenti nella
faccia
Occipite molto più chiaro della
nuca
Marche scure presenti nella
faccia
Occipite concolore colla
nuca
392
Pastoie più o
posteriormente
meno tubulare
Il colore del dorso degli orec-
chi non spicca nettamente per
chiaro in confronto all’occipite
Cranio più corto e più alto:
O. DE BEAUX
Il colore del dorso degli orec-
chi spicca nettamente. per
chiaro in confronto all’occipite
meno chiare
Pastoie nere brunastre poste-
riormente
Corna piu lunghe e pesanti
Cranio piu lungo e piu basso:
piu tubulare
Corna più corte e leggiere
A persuasivo conforto dell’invertimento di proporzioni tra
lunghezza e altezza del cranio e tra le dimensioni craniali e delle
corna, che ha luogo nelle due forme dorcas e isabella, riporto
nel seguente specchietto gli estremi delle misure riscontrate negli
esemplari bene adulti (colla eccezione della 9 isabella) a mia
disposizione.
Lunghezza basale
del cranio
G. dorcas dorcas
SS mm.
CHO
G. isabella isabella
SS mm.
ORES
162 - 150
150 - 144
169,5 - 164
(BeBe
Altezza del cranio
colla mandibola
Altezza massima
delle corna
in sito
99 - 9A 258 - 230
90 - — 177 - 165
97 - 90 913 - 199
86 - — 137 -0==
Addax nasomaculatus, Blainville.
1 corno. Gentilmente comunicato dall’ Ufficio d’Igiene della
R. Dogana di Bengasi, ed appartenente ad un esemplare colpito
nell’entroterra di Bengasi stessa (31710).
Questo pezzo rappresenta il primo documento materiale della
presenza della specie in Cirenaica.
SPEDIZIONE A CUFRA 393
BIBLIOGRAFIA - LAVORI CITATI
|) Anpkrson E Winton — Zoology of Egypt. Mammalia. 1902.
(Dipodillus) p. 261-262.
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1928, 239-243.
5) De Beaux O. — Ann. Mus. Civ. Storia Nat. Genova, LIII,
1928: (Canis) p. 43-47; (Vulpes) p. 40-41 ; (Dipodillus)
p. 54-59; (Meriones) p. 59-64; (Mus) p. 64-69; (Ga-
zella) p. 72-79.
4) De Beaux O. — Ann. Mus. Civ. Storia Nat. Genova, LV,
1931: (Vulpes) p. 191-192; (Hyaena) p. 195; (Gazella)
p. 207-214.
5) Festa E. — Boll. Mus. Zool. Anat. Comp., Torino, XXXVI,
N.° 740, 1921: (Vulpes) p. 3; (Meriones) p. 3.
6) Houtister N. — U. S. Nat. Museum, Bulletin 99, 1918:
(Hyaena) p. 142, tav. 3. P
7) Lataste F. — Le Naturaliste, Parigi 1881: (Dipodillus)
p. 497-498; (Psammomys) p. 492-493; 1882: (Merio-
10C3)\ pe 83.” d
8) Lataste F. — Proc. Zool. Soc. Londra, 1884: (Meriones)
p. 95-98, fis. 455; 6.
9) Laraste F. — Vertébrés de Barbarie, Mammifères, Bor-
deaux, 1885: (Psammomys) p. 147-148.
10) Locne — Mammiféres d’ Algérie, Parigi, 1858: (Paraechi-
nus) p. 20.
11) Parrizt S. — Rivista Municipale, Genova. Genn. 1932, p. 6.
12) Pocock R. J. — Proc. Zool. Soc. Londra, 1922: (Scarturus)
p. 659-682.
13) Ripeway R. — Color standards and nomenclature, Washing-
ton, 1912.
394 O. DE BEAUX 7 (DA
14) Sr. Leger J. — Proc. Teal Soc., Londra, 1931: (Scarturus)
p. 975.
15) Tuomas O. — Proc. Zool. Soc., Londra, 1902: (Dipodillus)
p. 8; (Meriones) p. 8; Canoe) p. 3.
16) Tuomas 0. — Ann. Mag. Nat. Hist. Londra, HI, 1919:
(Meriones) p. 264 e p. 267-268.
17) Tuomas O. — Novitates Zool., Tring, XXVIII, 1921 : (Jaculus)
p. 10.
18) Tuomas 0. — Ann. Mag. Nat. Hist. Londra, XVI, 1925:
(Herpestes) p. 189.
19) VincigverrA D. — Ann. Mus. Civ. Storia Nat., Gane EVE
1931.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1931)
SCORPIONI e SOLIFUGI (‘)
per LODOVICO DI CAPORIACCO
Ordo SCORPIONES
Fin qui, 12 specie o sottospecie erano note della Cirenaica :
esse sono 1) Buthus occitanus tunetanus (Hrbst); 2) B. occi-
tanus barcaeus Bir.; 3) B. acutecarinatus klaptoczi Bir.;
4) B. quinquestriatus (H. E.); 5) Buthacus leptochelys (H. E.);
6) Prionurus australis libycus (H.E.); 7) Pr. amoreuxi
deserticola (Bir.); 8) Pr. bicolor (H. E); 9) Ortochirus innesi
E. Sun.; 10) Scorpio maurus palmatus (H. E.); 11) Sc. mau-
rus tunetanus Bir.; 12) Huscorpius carpathicus (L.). Di
queste specie solo 5, tutte appartenenti alla fam. Buthidae, ven-
nero raccolte dalla spedizione a Cufra e cioè i num. 2, 4, 5, 6,7,
inoltre vi sono alcuni esemplari di Pr. bicolor (H. E.) che rap-
presentano a mio avviso una sottospecie nuova.
Fam. BUTHIDAE.
Buthus Leach 1815.
1. Buthus occitanus (Amor.) v. tunetanus (Herbst) 1800.
4 es. ad El Agheila, luglio 1931; 1 ad Agedabia, luglio 1931.
(*) Oltre agli Scorpioni e Solifugi raccolti nel retroterra Cirenaico dal
_ March. Patrizi e dal Sig. Confalonieri, sono considerati in questa nota alcuni esem-
plari del Fezzan, raccolti nel 1931 dal Prof. Zavattari e da questi donati al Civico
Museo di Genova.
396 L. DI CAPORIACCO
Il colorito (giallo con righe longitudinali nerastre); la man-
canza di carene accessorie sul 4.° segmento caudale, e la man-
canza di carene digitali nella mano dei piedi mascellari permettono
di attribuire con sicurezza questi esemplari alla sottospecie twne-
tanus; sembra dunque che la sottospecie barcaeus Birula appartenga
alla zona montagnosa marittima, essendo fin qui stata segnalata
dall’Altipiano del Barca e dal Gharian (Tripoli) e che non si
estenda nel deserto.
Hab.: della sottospecie: Tunisia, Deserto Libico, Egitto,
Cirenaica.
2. Buthus quinquestriatus (H. E.) 1828.
1 es. ad Agedabia, luglio 1931; 4 nell’oasi di Cufra, Maggio-
Giugno 1931, 1 es. a Cufra, el Giof, Giugno 1931.
Hab.: Siria, Palestina, Coste del Mar Rosso, Sinai, Egitto,
Algeria, Cirenaica.
Buthacus (Birula 1908).
3. Buthacus leptochelys (H. E.) 1828.
Agedabia, luglio 1931 (14 es.); fra Agedabia e Gialo, Aprile
1931 (8 es.); Gialo, Aprile e Luglio 1931 (9 es.); Auzila,
Aprile 1931 (1 es.); El Agheila, Luglio 1931 (1 es.); Es Sahabi,
Luglio 1931 (3 es.); Hasseiat, (6 pull.); Ridotta di El Hasseiat,
Luglio 1931 (1 es.); Cufra, oasi, Giugno 1951 (1 es.); Cufra, El
Hauuari, Giugno 1931 (1 es.); Cufra, Es Zurgh, Giugno 1931 (1 es.).
Tutti questi esemplari appartengono senza dubbio a questa
specie: il tubercolo oculare liscio e il corpo quasi del tutto liscio
escludono senz’altro che si possa trattare della specie deserticola
sud-tunisina B. spatzi Birula. i
Hab.: Egitto, Tunisia, Algeria, Cirenaica.
SPEDIZIONE A CUFRA 397
Prionurus (Hempr. Ehrbg. 1829) (*)
4. Prionurus bicolor (H. E.) 1828 longecarinatus v. nova.
A varietate typica differt segmentis II et III caudae; seg-
mento secundo autem carina lateralis granulosa fere basim
attingit; tertio multo plus quam dimidia parte segmenti, fere
usque ad quartam partem segmenti anteriorem extenditur. Carinae
mediae V segm. ventralis non laeves ut in varietate typica sed
leviter granulosae ut in var. aenea C. K. Dentes pectinum Q 29;
o 29. Coetera ut in typo.
Long. corp. g mm. 63, 2 mm. 51; long. cephaloth. &
mm. 6,5, £ mm. 6; long. caudae g mm. 35, 9 mm. 32; long.
palporum o& mm. 26, 9 mm. 23; long. manus cum digitis g
mot, em 10); lone: diciti mobilis g mm. 8,5, QO mm. 7,3;
seem. I caud. long. & mm. 4,5, 9 mm. 4; altit. g mm. 4,2,
O mm. 3,5; amplitudo g° mm. 4,5, 9 mm. 3,5; segm. V caud.
[ones 7, O2mm. 6,5; alito co! mm. 3, O mm. 95;
amplit. g mm. 4,6, Q mm. 4.
Speciei huius inventi sunt g et Q apud Agedabia, mense
Julio 1931; 2 g et 1 9 apud El Agheila, mense Julio 1931;
et 5 pulli apud Es Sahabi, mense Julio 1931.
Varietas typica habitat Aegyptum, Syriam et Cyrenaicam,
var. aeneas C. K. autem Algeriam et Libyae partem occidentalem.
5. Prionurus australis (L.) amoreuxi (Sav.) 1827.
L’abbondante materiale portato dal Marchese Patrizi permette
di stabilire senz’altro, a mio avviso, che Pr. amoreuxi è tutto
al più una varietà di Pr. australis. I caratteri di colorazione infatti
(colore uniformemente giallo, con tutt'al più le carene inf. del IV
(*) Non v’è dubbio che tale debba essere il nome per le specie del gruppo aw-
stralis ove si ritenga necessario. di considerare come generico il valore di tale
gruppo. Infatti Androctonus H. E. 1829 ha per specie tipica A. tunetanus (Herbst)
ed è quindi sinonimo di Buthus Leach 1815 che ha per specie tipica B. occitanus
(Amor.). Prionurus, creato da Hempr. ed Ehrenbg. come sottogenere di Androctonus
Hempr. Ehr. = Buthus Leach fu elevato a genere da Peters nel 1861, avendo come
specie tipica P. bicolor ( H. E).
398 | L. DI CAPORIACCO
e V seg. caudale oscurate, invece che vescicola e mano dei palpi
rossiccie, e seg. IV e V caudali oscurati) variano notevolmente da
individuo a individuo; il diverso spessore dei segm. I e V cau-
dali é carattere che, se abbastanza caratteristico nell'adulto, scom-
pare del tutto nei giovani; parimenti lo spessore del terzo segm.
caudale permette bensì di distinguere gli adulti ben caratterizzati
(esso è pari alla lunghezza in Pr. australis libycus, e alquanto
inferiore in Pr. amoreuxi), ma, negli esemplari meno sviluppati,
lo spessore di questo articolo è sempre minore della sua lun-
ghezza. Stando così le cose, mi pare che Pr. amoreuxi venga
a somigliare talmente alla var. lébyca (H. E.) di Pr. australis
che mi par certo che esso debba essere considerato solo come una
varietà o sottospecie di Pr. australis; Pr. amoreuxi sarebbe
un estremo di una serie, della quale Pr. australis typicus
sarebbe l’altro estremo. Quanto a Pr. deserticola (Birula), già
da Borelli ridotto a varietà di Pr. amorevxi mi pare che esso
non possa rappresentare che una variazione individuale: il rapporto
fra lunghezza del dito mobile e lunghezza della mano è variabilis-
simo; e il colore pure, come ho già accennato. Secondo me quindi,
si potrebbero distinguere, in Libia, le seguenti sottospecie o
varietà: i
1.° Pr. australis (L.) amoreuxi (Sav.) 1827
= Androctonus citrinus (H. E.) 1828
= Buthus deserticola Bir. 1903
= Buthus amoreuxi deserticola Bor. 1927.
2.° Pr. australis (L.) libycus (H. E.) 1328.
Credo opportuno riportare più sotto i dati più caratteristici
riferentisi alle due sottospecie o varietà da me considerate.
Pr. australis (L.) amoreuxi (Sav.) è molto abbondante:
4 es. a Cufra, Giugno 1931; 7 a Cufra (El Giof), 1931; 3 a El
Talab (Cufra), Giugno 1931; 1 a et Tag (Cufra), Giugno 1934;
5 ad el Hauuari (Cufra) Giugno 1931; 1 a El Mzeima, Giugno
1931; 8 ms. ad. ad. a El Hasseiat, Luglio 1931; 2 pull. fra Es
Sahabi ed El Hasseiat. Luglio 1931; 4 ad. e pull a Es Sahabi,
SPEDIZIONE A CUFRA 399
Luglio 1931; 3 iuv. ad Augila, Aprile 1931; 10 ad. e iuv. a Gialo,
Aprile- Luglio 1931; 4 pull. fra Agedabia e Gialo, Marzo 1931;
3 ad. a Murzuk, Agosto 1931; 1 a Gath, Settembre 1931; 1 iuv.
ad Auenat, Fezzan, Ottobre 1931 (i 5 ultimi es. raccolti dal prof.
_ Zavattari). |
Hab.: Egitto, Libia, Sahara Tunisino ed Algerino.
6. Prionurus australis (L.) libycus (H. E.).
Solo da due localita ho ricevuto esemplari tipici di questa
forma: 4 da El Agheila, Agosto 1931, e 61 es. adulti e giovani
da Agedabia, Luglio 1951; oltre a 67 pulli, trovati sul dorso
della madre (l’esemplare maggiore). Molti dei giovani non si pos-
sono affatto distinguere da Pr. australis amoreuxi, ma poichè
tutti gli adulti di queste due località appartengono al Pr. australis
libycus, ho creduto che tutti i giovani di detta località doves-
sero venire riferiti alla stessa forma.
Hab.: Basso Egitto, Cirenaica, Tripolitania.
SIR TIN Oe, RU Ne SECRET MORE CL SMS TORA
* f Li dl a LMR Sid EL A a cet |
400 L. DI CAPORIACCO
MISURE DEGLI ESEMPLARI DI PRIONURUS
PROVENIENZA SESSO PARTI DEL CORPO OSCURATE N. dei dent
tra Agedabia e Gialo
Hasseiat. . o 5
» . . .
tra Es Sahabi e Hasseiat
Hasseiat 3 È
tra Es Sahabi e fasseiat
Hasseiat 6 SRS
tra Agedabia e Gialo
Es Sahabi . .
tra Agedabia e Gialo
Hasseiat si
Cufra (el Hauuari) .
Gialo . 0 .
» è °
Auenat (Fezzan).
Gialo . 9 0 è
tra Agedabia e Gialo
Augila . 5
Gialo . 6 . 5
Cufra (el Hauuari) .
Augila. . .
Hasseiat . .
Cufra . o o
Augila . È o >
Gufra (el Taleb).
Gialo
Cufra
Cufra . x .
Es Sahabi . ò
dei pettini
debolmente i segm. V e IV caud.
COME SOPTA I TT II TRI I I NO
debolmente la vescicola e il segm. V caud. © 5 24
debolmente i segm. V e IV caud.. aOR ee 34
la vesc. e isegm. V e IV caud. . SE 34
come sopra . 3 ò 5 0 0 5 . C È 24
ce 24
vesc.; V. segm., e parte inf. di IV caud. . . . 30
la vescic. e i segm. V e IV caud.. Has c 32
carene delle mani (mancano gli ultimi segm. caud.) 26
vesc.; V segm. e carene inferiori del IV . 3 24
come sopra . o 3 o : a . o c n 25
rossiccio: vesc., segm. V, apice e parte inf. del segm.
IV, carene inf. segm. III oscuri . o o o
carene inf. di segm. V e IV caud.. 7 Ripe Sore
vescicola infer.; carene inf. del V IV e III segm. .
vesc. e V segm. infer. carene inf. di IV segm.
Hg e segm. V inf.; carene inf. di segm. IV
vescicola, inf.; parte terminale del V segm. caud.
come sopra, più debolmente le carene della mano
vesc., parte inf. di V segm., carene inf. di IV segm.
vesc. e V segm.; carene infer. del IV segm. . è»
carene inf. segm. V, IV e III; e appena le car. d. mano
vesc. e segm. V inf.; carene inf. di segm. IV .
carene inf. dei segm. V e IV e di vesc. .
appena il segm. V e le carene della mano
ORSO O Qu 40 1040 x x 4046 & 040
segm. V codale (tutto), e IV infer. a 5 3 5 32
È
|
:
;
'
|
Ì
È
i
amplia visibile
no
| poco visibile
| poco evidente
‘appena visibile
LI
|
no
| poco evidente
poco evidente
i! appena evid.
È si
SPEDIZIONE A CUFRA
13.
14
17
17
13
18
21
23
23
25
27
30
32
33
33
34
40
45
47
53
5D
57
58
64
63
63
64
69
75
MANO
Largh. | Lungh.
0.66 | 4.4
0.66 | 4
0,66) fai 2
0.75 | 1.2
0,66 | 4
0.66 | 1.5
4 1.2
0.08 | 4.5
0.8 1.5
1 1.66
1.5 2
1.66 | 2.5
4.5 2
4.5 2
133 |a
1.3 1.8
1.66 | 2.80
iio, |e 2
2.25 | 3
2.25 | 3.25
2.5 3.5
3.3 4
27 | 4
2.5 3.5
2.75 | 4
3 4
2.75 | 4
2.75 | 4
4.5 6
Dito
mobile
Lungh.
3.2
2.5
6. 66
8. 25
8.5
9
10.5
|
III Segm. codale
401
I Segm. codale
Altezza Largh. |Lungh.
0.6 4 1.5
0.9 4 1.5
0.9 1 4.75
0.9 4.4 1.9
4 1.2 1.66
4 4.4 1.75
4 13300 MASS
4 4.4 2
1.3 1.4 2.5
4.33 | 4.5 2
2 2.4 3
2.5 2.5 3.5
1.66 | 2 3.5
1.5 1.75 | 3
2 2.5 3
1.66 | 4.8 3
2.33 | 2.5 3.5
2.5 3 4
2.8 3:25, LN
3 fio Aa
3.66 | 4 5
4 4.5 5
4.25 | 4.5 6
3.66 | 4 5.5
3.25 | 3.75 | 5.4
4 4.5 6
4 4.5 6
4 4.5 6
5 6 8
del Mus. Civ. di St. Nat. (Vol. VLV), 22 Giugno 1932
Largh.
0.8
4.1
4,5
1.5
5.25
Lungh.
V Segm. codale
Largh. | Lungh.
0.8 253)
0.8 2
4 2. 22
4 285
1 2.5
1 2.5
1.1 2S)
1 2.75
4.25 3.5
1.25 3.5
1.9 4,2
1.8 4.5
do 4
Peal 4,25
1. 66 3.15
2.33 6
2. 66 6
3 6.5
3 6.5
3.75 7.5
4 Wold
oo) 7.175
3.5 Tot
3.5 7. 66
3 8.5
4 8
3.75 8
5 40
26
402
PROVENIENZA
Murzuk
Hasseiat
El Mzeima .
El Giof
Es Sahabi
Gialo
Cufra (Et Tag)
Cufra (El Taleb).
Cufra
El Giof
Gialo
Gialo
Gialo
El Giof
El Giof
El Giof
Es Sahabi
Cufra (El Hauuari)
Murzuk
El Giof
Cufra (El Taleb).
Murzuk
Ghat
El Giof
El Hasseiat .
Gialo
°
°
.
MISURE DEGLI ESEMPLARI DI PRIONURUS
_L. DI CAPORIACCO
SESSO
Hom ly We) Woy Wey. CI ro CL ly OR Oy ROY Oy CH HO) mote OT, o, OY o lo tor
PARTI DEL CORPO OSCURATE
a:
appena le carene inf. di segm. V, IV, III .
vescicola e tronco. .
vescicola inf., carene inf. V segm.
vescicola inf., carene inf. V segm.
vesc. inf.; carene inf. di segm. V e IV
vesc.inf.; car. inf. di segm. V, IV, III e car. della mano
appena vesc., V segm. e carene della mano
vescicola; carene inf. del V segm.
vesc. e V segm.; carene inf. di segm. IV e HI.
appena le carene inf. di segm. V e IV
come sopra .
vese. inf.; carene inf. del V segm.
vesc. inf.; carene inf. dei segm. V e IV
appena le carene inf. del segm. V e IV
come sopra .
vescicola, infer.
appena le car. infer. di segm. V e IV.
COMESSOPra sar. lean
vesc., inf., e carene inf. del V segm.
COMEISOPra o A Gere kc
appena le car. inf. di segm. V e IV
N. dei denti]:
dei pettini |.
in
26
24
22
? (rotti)
34
25
fee
appena evid.
poco evidente
poco evidente |
oco evidente
poco evidente
vi IN
si.
poco evidente
poco evidente
SPEDIZIONE A CUFRA
AMOREUXI (Sav.)
105
MANO
6. 66
77.25
6.5
7.5
Dito
mobile
11.25
III Segm. codale
Largh. Lungh.| Lungh.| Altezza
5.5
5.70
Largh.
8.5
9.5
10
10
Lungh.
I Segm. codale | V Segm. codale
5.0
4.5
8.2
7.2
403
10
5. 75
an
5.25
Largh. |Lungh.|Largh.|Lungh.
9.15
40
10
10. 25
42.5
12.5
13
404
PROVENIENZA
El Agheila .
>
Agedabia
» e
»
»
» a
»
»
»
»
>
»
»
»
»
» Ò
»
d
»
»
1 È:
>
»
>
> o n
»
El Agheila .
»
MISURE DEGLI ESEMPLARI DI PRIONURUS
L. DI CAPORIACCO
37
HO) ON Hoy hy ON ely Ay ron (Oh TON OOO) tO) HO toto) OO) HO) o Sy KO e
li
PARTI DEL CORPO OSCURATE
vesc. e segm. V; parte inf. di segm. IV.
vesc.; parte inf. di segm. V e di segm. IV. .
vesc. e segm. V: parte inf. di segm. IV: car. inf. di
SESTO, SIL IR RI SOT E OE
COMELSOPEAN e) SURE STA Matti OT deri
» e . .
S È È 3 n 3 7 È é C :
» . o < e . . . . . .
» ° e . . . O . °
» o . . a . . Bega a
vesc. e segm. V; car. inf. di segm. IV e III
COMEISOPratt spent a ni O
» . ° . . . . ° . °
» o . e ° 0 O ° . .
» ° ° . O ° ° ° . o O
vesc., parte inf. e post. di segm. V; car. inf. di
Seo DVaentil a = c 5 2 È . .
come sopra . TERE spara Ro .
» e e
vesc.: car. inf. di segm. V e IV; tutto il tronco 3
COME SOPRA ae IS
vesc.; car inf, di segm. V e IV: car. inf di segm. III
Vesc.; car. inf. di segm. Vie IV... 0
tutto il corpo salvo zampe e palpi
parte inf. di vesc., segm. V e IV; tutto il tronco
vesc.; car. inf. di segm. V e IV; tutto il tronco .
vesc. inf.; appena le car. inf. di segm. Ve IVeiltronco
COMOASOPLA MR eter ey eect uers . SS eee
» ° . . ° . ° n
vesc.; parte inferiore di segm. V. . “e >
(1) Le misure si riferiscono a uno solo dei pulli, che del resto appaiono identici,
.
N. deidenti)
dei pettini
id
| AUSTRALIS (L.) LIBYCUS (H. E.)
i
Se esista il lobo
nel dito fisso
della mano
no
appena evid. -
appena evid,
| appena evid.
‘| poco evidente
| | poco suerte
| poco evidente
cad
î sì
|
|
Pi x
| sì
| si
|
| x
iit sì
ì Sl
| sl
Statura
58
58
63
73
73
73
73
81
81
86
86
86
87
87
93
MANO
Dito
mobile
Largh. | Lungh.| Lungh.
(er)
III Segm. codale
I Segm. codale
V Segm. codale
Altezza
1.25
4.5
1.1
2
10)
3. 39
4.25
1.25
1. 66
4.75
8.75
Largh.| Lungh.
1.5
2
190
4,5
6.5
5.5
7.5
1.5
1.5
7.25
Largh. Lungh.
1.66
2
1.8
2.5
2.5
2.5
2.5
3. 29
3. 25
3. 20
4, 25
1.3
1.25
3.5
eal)
Largh.
2.5
3
2.5
6.5
8.75
Lungh.
1406 L. DI CAPORIACCO
Ordo SOLIFUGAE.
Di quest'ordine eran fin qui note dalla Cirenaica le seguenti
7 specie: 1) Galeodes arabs C. K.; 2) Paragaleodes barba-
rus (H. Le.); 3) Solpuga flavescens C. L. K.; 4) Solpuga
festae Bor.; 5) Rhagodes melana (Olv.); 6) aes tunetana
(ASI Dose fallax Bor.
La spedizione a Cufra ne ha riportate 5, delle quali tre già
note per la Cirenaica; le altre due: Galeodes blanchardi E. S.
e Rhagodes ochropus (L. Duf.) sono fin qui note rispettiva-
mente dell'Algeria mer. e dell'Algeria e Tunisia.
Fam. GALEODIDAE.
Galeodes Oliv. 1791
1. Galeodes arabs C. K. 1807. i
Specie non infrequente: 2 co a Cufra et Tag, Giugno 1931;
1 9 e1 oa Cufra nei pressi del Lago di Buma, Giugno-Luglio
1931; 2 © a Cufra, Giugno 1931; 1 © iuv. a El Giof (Cufra),
Giugno 1931; 1 9 senza specificazione di data nè località.
Hab.: Tutta l'Africa sett., Sudan, Siria, Arabia, Asia minore.
2. Galeodes blanchardi E. S. 1891.
Di questa specie, ben caratterizzata dall’aver solo due paia di
spine al segmento tarsale prossimale e dalla colorazione oscura
_ della tibia e del metatarso dei palpi mascellari, vennero raccolti:
1 gd ad. a Gialo, Aprile 1931; 1 pull. a Es Sahabi, Luglio 1931 ;
4 pull. nei pressi del lago di Buma (Cufra), Giugno 1931;
inoltre 1 iuv. a Sebha (Fezzan) dal prof. Zavattari, Sett. 1931;
1 © iuv. ad Auenat (Fezzan) pure dal prof. Zavattari, Ottobre
19351; e 3 pull a Murzuk, anch’ essi di prof. Zavattari, nel-
È i 1931.
Gli esemplari designati come pulli appartengono al II stadio:
le unghie sono infatti eguali alle definitive, ma non pelose. Il g°
adulto ha la iii scura della tibia e metatarso dei palpi
assai meno pronunziata che non i giovani.
Hab.: Sud Algerino.
SPEDIZIONE A CUFRA 107
Paragaleodes Kripl. 1899
_3. Paragaleodes barbarus (H. Lc.) 1846.
Own Cuira,, Gimeno 193t: 6 oO a Cufra (Hl Giof),
Giugno 1931; 5 o Q nei pressi del laghetto di Buma (Cufra), |
Giugno- Luglio 1931; 1 9 a El Hauuari (Cufra) Giugno 1931;
1 o& a Et Tag (Cufra), Giugno 1931.
Hab.: Tutta la costa sett. dell’Africa.
Fam. SOLPUGIDAE.
Daesia Karsch 1880
4. Daesia tunetana (E. S.) 1885.
1 9 a Gebel Hauaisch, Maggio 1931.
Hab.: Tunisia, Cirenaica.
Rhagodes Pocock 1897.
5. Rhagodes ochropus (L. Duf.) 1862.
3 © iuv. di questa specie, ben caratterizzate dal colore delle
piastre dorsali, del cefalotorace, delle mandibole uniformemente
nere, contrastante con il colore bianco delle zone articolari fra le
piastre, dalle zampe gialle e dal metatarso e tarso dei palpi e del
1.° paio di zampe rosso-bruno, furono trovate ad Agedabia, nel
Luglio 1931.
I metatarsi posteriori sono appena un po’ più scuri: non pre-
sentano ancora distinti gli anelli.
Hab.: Algeria, Tunisia.
Firenze, Maggio 1932 (X)
Istituto di Zoologia della R. Università
408 L. DI CAPORIACCO
BIBLIOGRAFIA ©
BrruLa. — Zur Synonymie d. russisch. Scorpione, Ann. du
Mus. Zool. de l’Ac. Imp. des Sciences de Saint Pétershg., 1896.
Bruna. — Bemerk. ub. einige neue od. wenig bekannte Scor-
pionenformen N. Afrikas in Bull. de l’Ac. Imp. des
Sciences de Saint Pétersbg., V° Serie, Tom. XIX, 1903.
Biruta. — Bemerk. iber die Ordnung d. Solifugen in Ann.
du Mus. Zool. de Ac. Imp. des Sciences de Saint Pétersbourg,
19045 Tome=EXs N. 7:
Biruta. — Scorpione u. Solifugen von Tripolis u. Barka in
Zool. Jahrb., Syst., Bd. XXVII, 1909-10.
BiruLa. — Skorpiolog. Beitréige, Zool. Anz., XXXVII Bd., 1911.
BoreLi A. — Contributo allo studio della fauna Libica. —
Materiali raccolti nelle zone di Misurata e Homs
(1912-13) dal Dott. Alfredo Andreini.. — Scorpioni
in Ann. d, Mus. Civico di St. Nat. di Genova, Serie 3.8,
Vol. VI (XLVI) 1913-15.
BoreLLi A. — Missione Zool. del Dr. E. Festa in Cirenaica,
XVI, Scorpioni e Solifughi in Boll. dei Musei di Zool.
ed An. Comp. della R. Univ. di Torino, N. Serie, N. 26,
Vol. 39, 1924.
BoreLLI A. — Ris. Zool. della Miss. inviata dalla R. Società
Geografica per l’esplorazione dell’oasi di Giarabub -
Scorpioni e Solifughi, Ann. Mus. Civico di St. Nat. di
Genova, Vol. LII, 1927.
Kocn C. — Die Arachniden Nurnberg, 1836-1848.
KraepeLIN K. — Scorpiones u. Pedipalpi, Das Tierreich, 8 Lief.,
Berlin 1899.
Kraepetin K. — Palpigradi u. Solifugae. Das Tierreich, 12
Lief., Berlin 1901.
Simon E. — Les Arachnides de France Vol. VII, Paris 1879.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1981)
INSETTI NEUROTTERI ED AFFINI
PER LONGINO NAVAS, S. J.
Tutti gli insetti che sto per enumerare sono degni di menzione,
anche quelli di vasta distribuzione geografica, perchè appartengono
ad una regione finora ritenuta inaccessibile ed ora per la prima
volta esplorata. Le raccolte dovute al Marchese Patrizi ed al pre-
paratore Confalonieri, sono splendide, come è provato dalle molte
novità in esse rinvenute e sono grato al Prof. Gestro, Direttore
del Museo Civico di Genova, di avermene affidato lo studio.
PARANEUROPTERA.
Famiglia Libellulidae.
1. Orthetrum trinacria Sel. El Giof, Cufra, V-IV-1931.
Rare volte ho veduto questa specie.
2. Crocothemis erythraea Brull. El Giof, Cutra, VI 1931.
Specie di area molto estesa. Si trova nell’ Africa, Europa, Asia,
Is. Filippine, etc.
Famiglia Aeschnidae.
3. Hemianax ephippiger Burm. Gialo, IV-1934; Augila, Cufra,
V-1931. |
Trovasi anche in Europa e Asia.
410 L. NAVAS
Famiglia Caenagrionidae.
4. Ischnura senegalensis Ramb. El Giof, Cufra, V-IV-1931. Il
tipo e la var. aurantiaca Sel.
Quasi tutta |’ Africa.
NEUROPTERA.
Famiglia Ascalaphidae.
5. Helicomitus festivus Ramb. Lago di Buema, Cufra, VI-1931.
Di quasi tutta l'Africa.
Famiglia Nemopteridae.
6. Croce Klugi sp. nov. (fig. 1).
Similis Braweri Nav.
Caput albidum, parte apicali prosostomatis fulva; oculis nigris,
angustioribus spatio intermedio; antennis fuscis, duobus primis
articulis albidis. |
Thorax inferne flavidus, superne fulvus. Pronotum leviter
transversum, marginibus lateralibus leviter infuscatis, pilis fuscis.
Abdomen inferne flavidum, superne fulvum, apice tergitorum
leviter infuscato; cercis superioribus o grandibus, valvaeformibus,
lamina subgenitali brevi, convexa, flavis, fusco pilosis.
Pedes albo-flavi, tarsis obscurioribus.
Alae reticulatione fusca, membrana hyalina.
Ala anterior (fig. 1)
stigmate conspicuo, elon-
gato, venulis 5 stigma-
libus prope subcostam
nigratis, subcosta ipsa
tractu. stigmali nigro;
area apicali lata, multis
venulis obliquis curvisque
divisa; area costali fere 16 venulis citra stigma, radiali 2 venulis
internis, 12 externis; sectore radii 4 ramis simplicibus, cubito i
4 ramis; area procubitali venulis in medio externo. |
Fig. 1. Croce Klugi Nav. Ala anteriore.
de; ss aro an i A RY si TRS "TERRA
~
SPEDIZIONE A CUFRA Add
Ala posterior paulo longior duplo anterioris, angusta, filiformis,
ad medium ferruginea, ultra medium albida.
Ca. Sugo
Long. corp. Dad o 6,3 mm.
» alll, abouts 8,5 » 10 »
aan
Patria: Cufra. El Giof VI-1931.
Ho nominato Kluwgi questa delicata specie in omaggio a Klug,
il primo monografo della famiglia dei Nemotteridi.
Famiglia Myrmeleonidae.
7. Morter hyalinus Oliv. Augila. V-1931.
8. Cueta puella Nav. Agedabia, VII-1931.
9. Gepus curvatus Nav. Cufra, V-1931; Es Sahabi, VII- 1981.
Colla var. tersa Nav., ibid.
10 Nophis Teilhardi Nav. Cufra, lago di Buema, VI-1931;
Gialo, VII-1931.
Specie dell’Africa settentrionale, dall’ Egitto fino alla Tunisia.
11. Myrmecaelurus trigrammus Pall. Cufra, V-1931. Colla
var. flava Ramb. Cufra, lago di Buema, VI-1931.
12. Myrmecaelurus laetus Klug. Gialo, IV-1931; Gebel
Hauaisc, V-1931.
13. Myrmecaelurus laetior sp. nov.
Similis laeto Klug. Major.
Flavus, flavo pilosus, fusco varius.
Caput flavum, facie pallidiore, vertice et oe fulvescentibus;
pilis flavis; 2 punctis grandibus in vertice 2 in occipite et linea
longitudinali in eisdem, fusco-ferrugineis; oculis fuscis; palpis
flavis, articulo ultimo labialium externe fusco maculato; antennis
(1) L’estremita di queste ali è alquanto mancante.
1192 L. NAVAS
fortibus, brevibus, 4,2 mm. longis, angustissime fulvo annulatis,
articulo primo flavo, clava inferne pallida.
Thorax inferne stria longitudinali subter alas, superne 3 striis
longitudinalibus fuscis. |
aa inferne fascia media loneitudinall lata, superne 3,
fuscis; pilis apicalibus spinaeformibus nigris.
Pedes nigro setosi; calcaribus testaceis, anterioribus metatarsum
excedentibus, posterioribus ejus apicem haud attingentibus.
Alae angustae, apice obtusae; stigmate flavido, parum sensi-
bili; reticulatione Hava, subcosta, radio cum sectore, cubito cum
ramo obliquo, ad venularum insertionem fusco striatis; pro-
cubito et axillaribus haud fuscatis; venulis radialibus pone stigma
fuscis; area apicali venulis gradatis divisa ; lineis plicatis anteriore
et posteriore manifestis.
Ala anterior venulis apicalibus gradatis fuscis; radio citra
ortum sectoris longiter fusco striato; 6 venulis radialibus internis;
sectore radii 9 ramis; inter ramum anteriorem cubiti et lineam
plicatam cubitalem duplici serie areolarum.
Ala posterior radio citra ortum sectoris fusco; 5 venulis radia-
libus internis; sectore radii 8 ramis; inter ramum anteriorem
cubiti et lineam plicatam cubitalem ad medium duplici serie
areolarum.
Long. corp. Q 33,5 mm.
He GI Seah ws) »
» al. post. 28 »
Patria: 85 Km. a sud di Gialo, V-1931.
14. Myrmecaelurus grandaevus sp. nov. (fig. 2).
Similis trigrammo Pall. Major, alis latioribus.
Flavus, flavo pilosus, fusco ferrugineo signatus.
Caput (fig. 2) macula pone antennas, stria longitudinali lata
ad sulcum verticis et duobus punctis pone illam, fuscis; stria
media longitudinali et macula laterali in occipite, fusco-ferrugineis;
oculis fuscis; palpis flavis, maxillaribus apice subfuscis, labialibus
articulo ultimo externe fusco notato; antennis fusco-ferrugineis,
fulvo annulatis.
Thorax superne tribus striis longitudinalibus ferrugineo-fuscis
A» (4099
SPEDIZIONE A CUFRA 113
(fig. 2). Pronotum transversum, angulis anticis rotundatis, striis
lateralibus a sulco transverso retrorsum.
Abdomen inferne in medio posteriore
et ultra subtotum ferrugineum; superne
duabus striis longitudinalibus ferrugineis
parum definitis; pilis apicalibus sternitorum
VIII-X fuscis; stylis Q cylindricis, testaceis,
fusco longiter pilosis; pilis spinaeformibus
sternitorum IX et X nigris.
Pedes flavo-fulvi, nigro setosi; calcaribus
ferrugineis, parum arcuatis, apicem primi
articuli tarsorum excedentibus; apice arti- Fig. 2.
culorum tarsorum anguste fusco-ferrugineo; ee eae e
unguibus testaceis.
Alae hyalinae, latae, apice subacutae;
stigmate flavo, parum conspicuo; area apicali lata, serie venularum
gradatarum divisa; reticulatione subtota flava, subcosta in medio
vel tertio interno ad venularum insertionem fusco-ferrugineo
breviter striata, pilis fimbriisque densis brevibusque subfuscis;
lineis plicatis anteriore et posteriore manifestis.
Ala anterior 6 venulis radialibus internis; sectore radii 11
ramis; furculis marginalibus externis elongatis; area cubitali interna
una vel altera areola divisa, externa lata, pluriareolata, inter
lineam plicatam et ramum anteriorem cubiti ad medium 4-areolata.
Ala posterior 4 venulis radialibus internis; sectore radii 30
ramis; furculis externis longis; area cubitali interna angusta,
externa lata; inter lineam plicatam posteriorem et cubitum ad
medium 3 areolis, 3-4 longioribus inter ipsam et marginem
posteriorem.
Long. corp. 9 39,5 mm.
= al. ant. 32 »
—_ — post. B02
Lat. — ant. 10, 5s»
— — post. 9 »
Patria. Oasi di Cufra, VI. 19314.
L'aspetto è d'un M. trigrammus Pall. var. flava Ramb.;
ma le ali sono manifestamente più ampie, specialmente all’area
cubitale esterna, con maggiore numero di areole. La pelosità
brunastra rende più oscura la reticolazione.
IAA gia a ale radiata TL I a ESE e er ia
*
Ath i L. NAVAS
15. Nohoveus gestroanus sp. nov.
Così nominato in omaggio all’iniziatore della Spedizione all’oasi
di Cufra, Prof. Gestro, Direttore del Museo Civico di Genova.
Flavus, fusco-ferrugineo varius.
Caput macula tenui inter antennas, 2 grandibus in vertice
pone antennas, ferrugineis; 2 atomis in occipite, fuscis; sulco
medio longitudinali verticis et occipitis vix obscurato; oculis fuscis;
palpis flavis, maxillaribus apice articulorum ferrugineo, labialibus
articulo ultimo externe macula elongata ferruginea notato.
Thorax inferne ferrugineo-cinereo suffusus, superne 3 lineis
longitudinalibus ferrugineis, lateralibus pronoti a sulco retrorsum.
Abdomen ferrugineum, albo pilosum, superne maculis latera-
libus parum manifestis testaceis; penicillis co tenuibus, reflexis,
fulvis.
Pedes fiavi, nigro setosi; calcaribus testaceis, anterioribus meta-
tarsum excedentibus, posterioribus haud aequantibus, apice articu-
lorum tarsorum fusco. i
Alae angustae, apice obtusae, stigmate flavido; reticulatione
flava, venis ramisque ad venularum insertionem fuscis, procubito
vix nisi ad rhegma; venulis multis ad earum apices fuscis.
Ala anterior venulis apicalibus gradatis, radialibus externis et
plerisque pone lineam plicatam posteriorem totis fuscis; atomo
ad rhegma, venulis ad anastomosim rami obliqui cubiti et pone
lineam plicatam cubitalem, axillis furcularum marginalium fusco
limbatis; 7 venulis radialibus internis; 9 ramis sectoris radii;
duplici serie areolarum inter ramum anteriorem cubiti et lineam
plicatam cubitalem.
Ala posterior pallidior; area apicali angusta, venulis gradatis
destituta; 3 venulis radialibus internis; 9 ramis sectoris radii; una
serie areolarum inter ramum anteriorem cubiti et suam lineam
plicatam.
o 2
Long. corp. 32 28,5 mm,
» alate 273 28,5 »
» Sea posts aot 20 »
Patria: Cufra: Sebka, VI-1931.
SPEDIZIONE A CUFRA 415
16. Nohoveus cufranus sp. nov.
Similis gestroano Nav. Minor obscuriorque.
Caput facie flava, macula nigra transversa in fronte, fere cum
alia verticis continuata; vertice et occipite flavo-fulvis; macula
‘inter antennas, 2 pone antennas grandibus fuscis; linea longitu-
dinali et 2 punctis in occipite fuscis; oculis fuscis; palpis flavis,
articulo ultimo labialium externe stria nigra notato; antennis
fuscis, angustissime fulvo annulatis, clava inferne fulvescente.
Thorax flavus, flavo pilosus, inferne 2 fasciis longitudinalibus,
superne 3, lateralibus angustioribus et interruptis, nigris.
Abdomen fiavum, flavo-albo pilosum; inferne nigrum, apice
ultimorum segmentorum flavo superne fascia dorsali longitudi-
nali nigra; penicillis nigris, reflexis, densis, posterioribus longio-
ribus; duobus ultimis segmentis flavis, pilis nigris.
Pedes fulvi, nigro setosi; calcaribus subrectis, testaceis, ante-
rioribus metatarsum excedentibus; ultimo articulo tarsorum apice
nigro.
Alae apice obtusae, membrana hyalina; reticulatione subtota
fusco-nigra, venis ramisque flavido striatis; axillis furcularum mar-
ginalium fusco limbatis; stigmate flavo.
Ala anterior venulis gradatis apicalibus, ultimis radialibus,
discalibus ad rhegma et vicinis, plerisaue pone lineam plicatam
posteriorem anguste fusco limbatis; stigmate interne ad subcostae
apicem fuscato; radio longiter flavido striato; 4 venulis radialibus
internis; 8 ramis sectoris radii; duplici serie areolarum inter
ramum anteriorem cubiti et lineam plicatam posteriorem.
Ala posterior pallidior; atomo ad rhegma fusco, nullis aliis
venulis limbatis; area apicali angusta (*); radio subtoto nigro
usque ad confluentiam cum subcosta; 3-4 venulis radialibus
internis; 7-8 ramis sectoris radii; una serie areolarum pone cubiti
ramum anteriorem ad lineam plicatam, ipsa linea plicata flavida.
Long. corp. o 20,5 mm.
me al vant. 320 »
» al. post. 17,3. »
Patria: Cufra, V-1931.
(1) Nella destra per anomalia c’è una venula gradiforme nel tipo.
Di Pa i A A O ae OS
N
416 i L. NAVAS
17. Nohoveus gialensis sp. nov. (fig. 3).
Flavus, flavo-albido pilosus, fusco varius.
Caput (fig. 3) 2 maculis transversis grandibus in vertice pone
oculos, 2 punctis elongatis in occipite,
stria longitudinali, medio et postice leviter
dilatata, fuscis; oculis fusco cinereis; palpis
flavis, ultimo articulo maxillarium apice
fusco, labialium externe fusco maculato.
Thorax inferne fusco maculatus, superne
3 lineis longitudinalibus fuscis, lateralibus
interruptis. Pronotum marginibus parallelis,
lineis lateralibus a sulco transverso retror-
sum, antrorsum divergentibus.
Abdomen inferne duplici stria tenui fusca
apicali in segmentis mediis (apicalia desunt);
Nohoveus gialensis, Nav, Superne 3 lineis fuscis, media tenuiore et
Capo e parte del torace. inter rupta; pilis segmentorum IV-VI longis,
in IV duobus multo longioribus.
Pedes nigro setosi: calcaribus testaceis, anterioribus metatarsum
excedentibus; ultimo articulo tarsorum apice fusco.
Alae angustae, apice obtusae vel elliptice rotundatae; stigmate
flavo, interne ferrugineo limitato, manifestius et latius (usque ad
costam) in ala anteriore; reticulatione flava, venis ramisque ad
venularum insertionem fusco striatis, procubito et axillari vix
sensibiliter; rhegmate insensibili, haud fuscato.
Ala anterior venulis gradatis apicalibus et tribus ultimis radia-
libus fuscis; 6 venulis radialibus internis; 8 ramis sectoris radii;
duplici serie areolarum interne, una externe, inter ramum ante-
riorem cubiti et lineam plicatam posteriorem.
Ala posterior pallidior; 5 venulis radialibus internis; 9 ramis
sectoris radii; una serie areolarum inter ramum anteriorem cubiti
et lineam plicatam.
Fig. 3.
Long. al. ant. 25 mm.
» all post. Dy
Patria: Gialo, IV-1931.
Benchè l’estremità dell’addome manchi nell’esemplare tipo ¢’,
pure la descrizione e la figura credo siano sufficienti per identi-
ficare la specie.
sud}
“Pa CISA
i
SPEDIZIONE A CUFRA AAT
18. Creoleon patrizianus sp. nov. (fig. 4).
Similis gractlé Klug. Minor pallidiorque.
Caput superne testaceum, lineis transversis ex punctis in
vertice, aliis longitudinalibus brevibus in occipite, fuscis; facie
flava; oculis fuscis; palpis flavis, ultimo articulo labialium forti,
externe macula fusca notato; antennis fuscis anguste fulvo
annulatis.
Thorax (fig. 4) fulvus, inferne fusco
late maculatus, superne lineis longitudina-
libus fuscis, metanoto subtoto fusco; pilis
lateralibus pronoti arcuatis, albidis.
Abdomen fuscum, albido breviter pilo-
sum, margine postico segmentorum IV-X
testaceo; pilis spinulosis apicalibus 9 nigris.
Pedes fulvi, albido pilosi, nigro setosi,
femoribus superne modice fuscatis; apice Fig. 4.
tibiarum et articulorum tarsorum fusco; a So
calcaribus testaceis; leviter arcuatis, ante-
rioribus tres, posterioribus duos primos tarsorum articulos aequan-
tibus aut superantibus.
Alae acutae, margine externo leviter concavo; area apicali
serie venularum gradatarum divisa; reticulatione fulva; venis
ramisque ad venularum insertionem fusco striatis.
Ala anterior stigmate interne fusco limitato, 3-4 venulis juxta
apicem subcostae fuscis; 4 venulis radialibus fuscis et ad radium
angustissime fusco limbatis, multis aliis ad insertionem, praecipue
in procubito, ad rhegma, ad striolam anastomosis rami obliqui
cubiti anguste fusco limbatis; 6 venulis radialibus internis, 8
ramis sectoris radii; axillis furcularum marginalium fuscis.
Ala posterior pallidior, venis ramisque vix fusco striatis, sensi-
biliter subcosta et radio; atomo fusco ad rhegma.
Long. corp. Q 25 mm.
» Gils ena, Dua) <0)
yee al. post; 122.»
Patria: Gialo, V-1931.
Il nome é un ricordo ed omaggio al capo della spedizione
all’oasi di Cufra, Marchese Saverio Patrizi.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (9 Luglio 1932). ; 27
Fpl ted RO CAPR tae we
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UNE TA STR Rae ee
f
118 L. NAVAS
19. Creoleon Confalonierii sp. nov.
Similis patriziano Nav. Pallidior.
Caput flavum, punctis ferrugineis in vertice, fuscis in occipite,
in lineas transversas; oculis fuscis; palpis flavis, apice ultimi arti-
culi maxillarium fusco; articulo ultimo labialium externe ferrugineo
maculato; antennis flavis, fusco annulatis, articulo primo toto,
clava inferne, flavis. |
Thorax fulvus, fulvo-flavo pilosus; superne 3 lineis longitudi-
nalibus ferrugineis pallidis, parum conspicuis, media pronoti longi-
tudinaliter divisa.
Abdomen fuscum, breviter griseo pilosum, apice testaceo-fulvo,
pilis apicalibus 9 nigris.
Pedes fulvi, flavido pilosi; calcaribus leviter arcuatis, testaceis,
duos primos tarsorum articulos excedentibus.
Alae acutae, hyalinae; reticulatione subtota fulva; area apicali
venulis gradatis dotata; sectore radii 8 ramis.
Ala anterior stigmate linea longitudinali interna fusca, 5
venulis curvatis praeter radium fuscis; radio et venulis aliquot
discalibus, praecipue prope basim, fulvo-ferrugineis; atomo ferru-
gineo pallido ad rhegma; 5 venulis radialibus internis.
Ala posterior immaculata; stigmate interne levissime ferrugineo.
Long. corp. 9 22,5 mm.
Di eee 222) »
» all post. 20,6 »
Patria: Cufra, El Giof, V-1931.
Famiglia Chrysopidae.
20. Chrysopa vulgaris Schn. Cufra, Gebel el Hauaisc, 26-V-1931.
21. Chrysopa Grazianii sp. nov.
Laete viridis, fascia dorsali longitudinali flava, ab ore ad abdo-
minis apicem. :
Caput oculis fuscis, palpis antennisque flavis.
Pronotum transversum, retrorsum leviter dilatatum.
Abdomen inferne flavum, flavo pilosum, apice viride.
Pedes viridi-flavi, pilis flavis, apice femorum et tarsis flavis;
unguibus basi fortiter dilatatis.
Alae apice subacutae; membrana hyalina; reticulatione viridi;
pilis fimbriisque brevibus viridibus.
n SPEDIZIONE A CUFRA 419
Ala anterior plerisque venulis ad utrumque apicem, aliquot
prope basim, axillaribus, gradatis */, totis fuscis; 5 venulis inter-
mediis, prima seu interna ultra apicem cellulae divisoriae, ut in
Ch. vulgari Schn., procubito inserta.
Ala posterior pallidior, plerisque venulis costalibus subtotis,
radialibus ad utrumque apicem fuscis; gradatis ?/, vel 3/,;
A intermediis.
Long. corp. 8,6 mm.
saltano
meals post. - 10 »
Patria: Cufra, V-VI-1931.
Il Marchese Patrizi nella sua relazione sulla Missione scientifica
Genovese all’oasi di Cufra (') accenna al grande aiuto prestato
da S. E. il Generale Rodolfo Graziani Vice-Governatore della
Cirenaica, con la concessione di mezzi gratuiti di trasporto da
Bengasi a Cufra, ed io con questa dedica ho creduto di interpre-
tare i sentimenti del Capo della Spedizione.
22. Chrysopa gialina sp. nov.
Viridis.
Caput viridi-flavum; puncto inter antennas, stria longitudinali
ad genas ante oculos, alia breviore ad clypei latera et alia tran-
sversa laterali ad labrum, nigris; 4 punctis in vertice, 2 anterio-
ribus et 2 posterioribus, fuscis; oculis fuscis; palpis Havis, apice
fuscis; antennis flavis, primo articulo stria externa longitudinali
et puncto dorsali apicali, fuscis; secundo articulo puncto dorsali et
alio externo, fuscis.
Prothorax transversus, immaculatus.
Abdomen inferne flavum.
Pedes virides, fusco pilosi, tarsis flavescentibus, unguibus basi
fortiter dilatatis, sensim attenuatis, arcuatis, nigris. i
Alae apice elliptice rotundatae; membrana hyalina, iridea;
stigmate viridi; reticulatione viridi, plerisque venulis ad insertionem
fuscis; pilis fuscis, atomis fuscis impositis; venulis gradatis ?/,.
(1) Rivista Municipale - Genova, Anno X, Gennaio 1932.
PF ee ON) SPN A Oe Cee” RETI A | eae E
420 L. NAVAS
Ala anterior 4 venulis intermediis, interna ad tertium apicale
cellulae divisoriae, interne latae, inserta.
Ala posterior 3 venulis intermediis.
Long. corp. 6,5 mm.
» al. ant. 8,6 »
DES ale posta Wye
Patria: Cufra, Gialo, VI-1931.
23. Chrysopa cufrina sp. nov. (fig. 5).
Similis gialinae Nav., robustior.
Viridi-flava.
Caput (fig. 5) flavum, striola ad clypei
latera et atomo laterali ad labri basim,
fuscis; vertice 2 punctis elongatis retrorsum
divergentibus, nigris, 2 maculis in occipite
fusco-rubris; oculis fusco-plumbeis; palpis
flavis; antennis ferrugineis, duobus primis
articulis flavis, primo puncto dorsali prope
apicem, secundo annulo apicali, fuscis.
Pronotum (fig. 5) transversum, duplo
ao latius longitudine, angulis anticis oblique ©
Capo e pronoto. truncatis, margine antico convexo, macula
ad angulos anteriores, striola obliqua prope
angulos posteriores fuscis. Meso et metanotum virentia.
Pedes teretes, virescentes, pilis concoloribus.
Alae apice elliptice rotundatae; reticulatione, stigmate, pilis,
fimbriisque viridi-flavis.
Ala anterior venulis 3 cubitalibus (initio sectoris et 2 venulis
sequentibus) fuscis; gradatis #/,; intermediis 4, prima ad tertium
apicale cellulae divisoriae inserta.
Ala posterior apice subacuta; venulis gradatis ?/,, intermediis 3.
Fig. 5.
Long. corp. 8,5 mm.
Wy puala sea ats 423
» al. post. 14,5) >.
Patria: Cufra, El Hauairi, VI-1931.
SPEDIZIONE A CUFRA
24. Chrysopa nana Mac Lachl. Es Sahabi-Gialo, V-1931.
=
Sono dunque DI specie quelle della Spedizione a Cufra qui
enumerate ; appartenenti a 14 generi, 7 famiglie e 2 ordini d’in-
= setti, Neurotteri e Paraneurotteri.
Undici sono descritte come nuove e quando mi sono accinto allo
studio di questo interessante materiale non mi sarei aspettato che
in così piccolo numero di specie fossero comprese tante novità.
Saragozza, 14 Maggio 1932.
A ak e II eat SUE ited aos SOG OL he ae tu
; : f TREO) er ey .
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(MARZO-LUGLIO 1931)
RESULTATS HEMIPTEROLOGIQUES
PAR ERNEST DE BERGEVIN
Monsieur le Professeur Gestro, le véneré Directeur du Musée
Civique d'histoire naturelle de Génes, avait bien voulu me con-
fier la détermination des Hemipteres recueillis au cours de la
Mission, envoyée en 1926-1927, par la Société Royale de Géo-
graphie Italienne, pour l’exploration de l’oasis de Giarabub.
Il a bien voulu me charger, cette année encore, de la déter-
mination des matériaux rapportés de l’oasis de Kufra récemment
conquise par la noble nation Italienne, au cours de la Mission
organisée par le Musée sous la direction du Marquis 8. Patrizi.
Comme lors de la précédente Mission à Giarabub, les Hemip-
teres ont été recueillis surtout par Mr. Ch. Confalonieri, chef
préparateur au Musée Civique de Génes.
L’oasis de Kufra se trouve, a peu près, sur le 25.°™° paralléle,
c'est a dire à proximité du tropique du cancer.
Il fallait donc s’attendre a y rencontrer des espèces tropicales
ou subtropicales, mais surtout des espéces désertiques en raison
du milieu speciale ou se trouve Kufra. Le milieu désertique en
effet, a une influence impérieuse sur les étres qui peuvent y
vivre, que le désert sévisse en orient au centre ou a l’occident
les régles écologiques sont les mémes, ou sensiblement les mémes,
et donnent a la vie une expression presque commune.
D’autre part, il est des végétaux, comme les Tamarix, qui
s'avancent fort loin dans le Sud du bassin Méditerranéen, entrai-
nant avec eux les espéces auxquelles ils servent de nourriture et
de substratum.
Le matériel qui m’a été confié se compose, en effet, d’espéces
surtout désertiques et d’espéces tamariscicoles; quelques unes
comme les Coranus Kiritshenkoi et Chanceli, comme le joli
i oe e te e
SPEDIZIONE A CUFRA 193
Piocoris Confalonierii nov. me paraissent avoir subi les
influences tropicales.
Le Zarudnia interstitialis Mel. est nettement Orientale et
Persane. i
Quoi qu'il en soit ces recherches du royaume Italien, dans
des régions encore inexplorées, sont appelées à rendre de grands
services a la science, en général, et a la biogéographie en
particulier, un des aspects des sciences naturelles le plus inteé-
ressant qui soit.
Le nombre des espéces qui m’ ont été confiées est de 42,
dont une espéce nouvelle, en voici l’énumeération.
HEMIPTERES
CYDNIDAE.
1. Cydnus pilosus H. S.
Agedabia 2 ex.
Espèce qui s étend du Sud de la France a la région Ethio-
pienne en passant par I’ Espagne, |’ Algérie et le Sud de la
Russie.
PENTATOMIDAE.
2. Odontoscelis hispidula Jak.
Gialo.
Se trouve en Egypte, en Crimée, au Sud-ouest de la Russie
et au Turkestan.
3. Pododus Jakovlevi Reut.
Gialo et Kufra.
Décrit de Tunisie. Espéce arenicole.
4, 5. Sciocoris conspurcatus Klug.
Gialo, 2 ex., dont 1 immature.
Son aire géographique comprend l’Espagne, le Maroc, l’Afrique
du Nord et l’Egypte.
Ubi a pri a
cu, n eee Ags Ape ip » ay A Did es Sah te Se E sca E oe
x VA n a ini yet È ”
4924 E. DE BERGEVIN
6. Croantha ornatula H. S.
Gialo. 1 ex.
Espéce vivant sur les salsolacées des régions maritimes et
désertiques du bassin Mediterranéen et aussi en Turquie. i
COREIDAE.
7. Pseudophloeus Gestroi Bergev.
Gialo, 1 ex.
Décrit de Giarabub (Annali del Museo Civico di Storia Natu-
» rale di Genova - Vol. LV, p. 32, fig. 1 - Octobre 1930).
PYRRHOCORIDAE.
8. Scantius aegyptius L.
Entre Es Sahabi et Gialo, 1 ex.
Son aire géographique comprend la région Mediterranéenne,
la Crimée, le Caucase, le Turkestan et l’Egypte.
LYGAEIDAE.
9. Nysius cymoides Spin.
Entre Es Sahabi et Gialo, 1 ex.
Son aire géographique comprend la région Mediterranéenne,
le Caucase et le Turkestan.
10. Nysius senecionis Schill.
Agedabia, 1 ex. i
Son aire géographique comprend l’Afrique du Nord, le Caucase,
le Turkestan et la région Ethiopienne. Parait descendre plus bas
que |’ espéce précédente.
11. Piocoris luridus Fieb.
Gialo, et Augila. 4 ex.
Aire géographique: Nord Afrique, Syrie, Perse, Caucase, Egypte.
Genre a tendance désertique.
SPEDIZIONE A CUFRA 4925
12. Piocoris Confalonierii (*) nov.
Le genre Piocoris se distingue du genre Geocoris, dont il
est très-voisin, par la téte et le pronotum trés-élargis, plus larges
que la base des Cories et l’abdomen, les yeux énormes sont
décombants sur les còtés du pronotum, dont ils atteignent au
moins le 1.% tiers, par la forme générale plus trapue et ses
couleurs généralement plus vives.
Cette: nouvelle espéce est de couleur fonciére blanc-crèmeux,
avec des dessins rouge vermillon ou brunatre.
Téte lisse, de la couleur fonciére avec des traits rouges, figurés
en noir sur la figure 1. Ocelles petits rougeatres, plus rapprochés
des yeux quentre eux. Yeux gros brun noir, munis, en dessous,
dun épai calus blanc. Antennes rouge vif, briévement mais forte-
ment ciliées. Rostre rouge, n’atteignant pas les hanches inter-
médiaires. ;
Pronotum de la couleur fonciére, muni fortement de gros
points enfoncés brun rougeatre,
sauf les cicatrices qui sont lisses
et rougeatres. (Fig. 1).
Ecusson de la couleur fonciére,
ponctué a la base comme le
pronotum, apex a peu prés lisse
ainsi qu'une fine ligne médiane
blane d’ivoire, delimitée par deux
rangées de petits points en ligne
parallele.
Cotes rougeatres a la base.
Clavus et exocorie de la couleur
fonciére. Endocorie présentant
une grande macule rouge, en
triangle s’élargissant de la base
a l’apex des cories.
Membrane hyaline, dépassant
l’abdomen. Pattes de la couleur
fonciére, sauf les fémurs en partie
Fig. 1. Piocoris Confalonierti, Q. rouges, finement ciliées.
(1) Je me fais un plaisir de dédiér cette jolie petite espéce à M." Ch. Confalonieri,
qui à rendu tant de services à l’Histoire naturelle au cours de ses missions à Gia-
rabub et à Kufra.
SEES E MeN Seas Ge VIENI SIRO CT RASOI PNT]
°°
426 E. DE BERGEVIN
Tergum brun rouge foncé. Pièces thoraciques et abdominales
rougeàtres sur la moitié basale de la couleur foncière sur la
deuxiéme moitié. Urosternites rouge brun.
Long. 4 mm.
1 ex. 9. provenant de El Tallab (Kufra). Juin 1931.
Cette espéce se rapproche de Piocoris luridus Fieb. elle s’en
éloigne par la forme un peu plus allongée et la coloration trés-
différente. \
13. Geocoris collaris Put.
Gialo 5 ex.
Aire géographique: Arabie, Afrique du Nord, signalée par
moi comme occasionnellement haematophage.
14. Leptodemus minutus Jek.
Gialo, nombreux exemplaires.
Aire géographique Turkestan, Sud-ouest Russie, Cyrénaique,
Afrique du Nord; signalée par moi comme haematophage.
REDUVIIDAE.
15. Ploiaria grassator. -
Gialo. 2 ex. pet 9.
Aire géographique connue: Sud Algérien.
16. Holotrichius luctuosus Muls. et Mayet, var. fuscescens Reut.
Es Sahabi. 1 ex. a l’état larvaire 4.™°.
Espèce assez rare, mais a aire trés-étendue; on la rencontre
depuis les Pyrénées Francaises jusqu’en Syrie, en passant pour
l’Algerie et la Tunisie; ce qui semble indiquer qu'il s agit de
reliquiae d’époques fort anciennes.
17. Reduvius pallipes Klug.
Es Sahabi.
Espéce commune aux régions désertiques Nord africaines:
aire géographique: Arabie, Syrie, Egypte, Asie Mineure.
SPEDIZIONE A CUFRA 4927
18. Ectomocoris fenestratus ? ? Klug.
2 adultes et 3 larves. Haret Hafun.
Peut-étre Pirates chiragra F. qui, selon moi est un Ecto-
mocoris par la structure des fosses spongieuses.
19. Rhaphidosoma Bergevini Pop.
El Agheila, 1 ex.
Décrit par Poppius, d’Helsingfors, sur des exemplaires trouvés
par moi dans le desert du Mareotis, entre Alexandrie et la baie
de Saloum (Egypte).
La découverte de la mission, étend l’aire de dispersion de
cette espéce vers l’ouest et le sud-ouest.
20. Vachiria Natolica St.
Gialo et El Tallab (Kufra) 2 ex.
Espece desertique, vivant surtout au détriment des petites
espéces entomologiques frequentant les Tamarix.
21. Coranus Kiritshenkoi Bergevin.
Sebka di Buema, Gialo, Es Sahabi, Gebel Hauaisc. 5 ex.
Espèce récemment décrite du Mouidir Mord (Hoggar). Les
exemplaires de Lybie sont un peu plus grands, a pattes moins
pigmentées. Ils sont tout a fait semblables a ceux que je posséde
du Sud Tunisien et de Colomb Béchar (confin Algéro-Marocains
sud). Ce qui semble indiquer une aire de dispersion s’étendant de
Vest a l’ouest nord Africain, a partir du 26." paralléle, jusqu'au
voisinage du tropique.
Les variations pàles ne me paraissent pas suffisement nettes
et importantes pour les ériger en variétés.
22. Coranus Chanceli Bergevin.
El Tallab, (Kufra) 1 ex.
Espéce décrite du Tassili. Voisine de la précédente, mais en
différe par les angles latéraux du pronotum plus accentués et par
la sculpture vermiforme du lobe postérieur du pronotum.
L’exemplaire de Gialo est un peu plus pale que celui du
Tassili parce qu'il provient d’un milieu désertique plus caracterisé.
En faire une variété spéciale serait une superfétation.
PRI Cas ae Ree OO ia od OR) NOTI N eR RINO PRE
ae N x n a E] n° Spera gli Sea, vp
4928 E. DE BERGEVIN
CIMICIDAE.
23. Aciacus hirundinis ? ? Jenins, larve.
Sebka di Buma, (Kufra) 1 ex. Forsitan nova !!
ANTHOCORIDAE.
24. Triphleps albidipennis Reut.
Gialo, 2 ex.
Espéce Nord Africaine et Ethiopienne.
CAPSIDAE.
25. Creontiades pallidus Rmb.
Sebka di Buma, 2 ex.
Kufra, 1 ex. Espéce s’étendant li bassin Mediterranéen a la
region Ethiopienne.
26. Tuponia spec?
Gialo, 2 ex.
27. Tuponia Lethierryi Reut.
Augila, 2 ex
Aire de dispersion: Afrique du Nord, Egypt. Suit les Tamarix.
28. Tuponia concinna Reut.
Augila, Gialo; plusieurs exemplaires.
S’étends du Turkestan, au Caucase et a |’ Afrique du Nord.
Suit les Tamarix.
29. Auchenocrepis minutissima Rmb. var. alboscutellata Put.
Augila, Gialo, 5 ex.
Perse, Afrique du Nord. Suit les Tamarix.
ACANTHIIDAE.
30. Acanthia pallipes F. var. dimidiata Curt.
El Hauaeiri, (Kufra) 2 ex.
Espéce a aire trés-étendue Afrique du Nord, Egypte, régions
néarctiques et néotropicales.
SPEDIZIONE A CUFRA 499
HOMOPTERES
JASSIDAE.
31. Deltocephalus striatus L.
Kura, 4 ex.
S’étend dans toute la région paléarctique.
32. Deltocephalus striatus L. var. flavipennis Scott.
Kufra. Augila, 2 ex.
Région paléarctique.
33. Athysanus stactogalus Fieb.
Kuira, wl Tallab: ex.
Aire: Europe Méridionale, Afrique du Nord, Caucase, Turke-
stan. Suit les Tamarix.
54. Athysanus Heideni Lethierry.
Gialo. Nombreux exemplaires.
Caucase, Egypte, Turkestan. Suit les Tamarix.
35. Athysanus palliatus Leth.
Gialo, Oasis de Es Zurgh. Nombreux exemplaires: (4 larves, 1
inmatur).
Caucase, Egypte, Algerie. Suit les Tamarix.
36. Athysanus scutellaris Leth.
Oasis de Es Zurgh.
Signalé seulement d’Algérie. Suit les Tamarix, mais dans les
regions chaudes.
57. Athysanus vulnerans Bergevin.
Gialo, 1 ex.
Espéce haematophage, décrite d’In Salah (Archives de l’Institut
Pasteur d’Alger, 1925).
38. Cicadula ? ? spec ??
Augila, Gialo. Espéce trés-probablement Tamariscicole.
430 E. DE BERGEVIN
CIXIIDAE.
39. Dorysathus Alfieri Bergevin.
El Tallab, Kufra. 4 larves.
Décrite d’Egypte.
40. Oliarus pallens Germ.
Gialo, 1 ex.
Turkestan, Perse, Algérie.
DELPHACIDAE.
41. Delphax pellucida F.
Kufra, 1 ex.
Turkestan, Caucase, Afrique du Nord, Siberie, région néarctique.
ISSIDAR
4192. Mycterodus spec? forsitan nov.
Oasis de Hauaeiri.
FLATIDAE.
13. Zarudnia interstitialis Mel.
Oasis de Hauaeiri. Nombreux exemplaires.
Trouvée jusqu’a ce jour, en Perse et dans le Sud Tunisien.
Il est probable que l’on rencontrera cette belle espèce en Egypte.
Recherche les régions désertiques.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’ OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1 931).
IMENOTTERI TEREBRANTI DI GIALO ERDISGUERA
PER L. MASI Fo
La raccolta d’ Imenotteri terebranti fatta dal March. S. Pa-
trizi e dal Sig. C. Confalonieri durante il viaggio all’ oasi di Cufra,
sebbene comprenda poche specie, è interessante pel numero delle
forme nuove che contiene. La maggior parte di tali Imenotteri
furono presi a Gialo e solo due specie di Calcididi e una di Be-
tilidi provengono dall’ oasi di Cufra.
Dal punto di vista faunistico può interessare il reperto di un
Paniscus, che se non è identico, è probabilmente molto affine
al P. Semenowi Kok. della Transcaspia; e lo stesso devo dire
di una delle due specie di Phanerotoma, che forse è la Phane-
rotoma parva Kok., descritta pure della Transcaspia.
Un’ altra specie raccolta a Gialo, ma diffusa nell’ Asia occi-
dentale, è l’ Evania dimidiata Spinola.
Un Nototrachys e un Stomatoceras che descriverò come
nuovi, sono probabilmente derivati da forme affini: della fauna
etiopica.
Fam. ICHNEUMONIDAE
Nototrachys pardalus sp. n.
Esemplari 3 9 9, 2 Td (uno senza addome), Gialo, V-VI-
1931.
Femina. — Flavo-albida, maculis ferrugineis aliisque nigris
ornata, abdomine fere toto fusco, terebra nigra. Partes ferrugi-
neae : stemmaticum, fascia lata hoc cum clypeo connectens, cly-
peus et occiput; mesonoti macula anterior et maculae singulae
1392 L. MASI
posteriores sublaterales, nec non alia parva rotundata pone cen-
trum; metanoti maculae singulae submedianae ?/, longitudinis
non superantes; propleura, itemque metapleura, in parte dimidia
inferiore, maculaque duae mesopleurales. Parascutelli fusci. Tegu-
lae albidae. Thoracis partes nigrae : punctum in medio margine
anteriore mesonoti, fovea transversa praescutellaris, maculae duae
mesopleurales, altera ad medium, altera prope alae posterioris
insertionem. Abdomen fusco-ferrugineum, segmentis primo secun-
doque in apice albo-cingulatis. Antennae fuscae, scapo partim
pallido, pedicello et flagelli articulis 1. et 2. plerumque nigrican-
tibus. Alae fere limpidae, nervis nigro-fuscis, radicula pallida,
praestigmate albido. Pedes albidi, coxis basi, femoribus fere totis,
tibiisque subtus, fusco-ferrugineis, tarsis gradatim versus apicem
obscurioribus.
Caput et thorax plus minusve nitida (partibus nullis rugosis
vel confertim punctatis et opacis). Mesonotum foveolis non mar-
ginatis, nec profundis, subrotundis, sparsim impressum; metano-
tum foveolis frequentibus, vestigio sulci longitudinalis mediani ;
abdomen laeve. Caput superne inspectum temporibus vix conver-
gentibus, ocello anteriore paullum ante lineam posteriores tangen-
tem locato. Genae breves. Flagellum thoraci aequilongum, post */,
proximalem aliquantum crassius, articulis primis bis vel paullo
magis longioribus quam latioribus, ultimis fere. quadratis. Meso-
notum aeque latum atque longum. Scutelli pars elevata non
marginata. Propleura non transversim striata, parte dimidia supe-
riore laevi, dimidia inferiore leniter scabra; area nigra ad medium
mesopleurae longitudinaliter 4-5 strigosa. Spiracula metathoracis
elliptica, bis latitudine longiora. Proalarum cellula radialis minus
elongata, id est abscissa radiali secunda primae aequilonga, nec
manifeste longior nec sinuata; nervulus interstitialis (in specimi-
nibus 7g paullum postfurcalis) rectus, obliquus. Alae posteriores
nervello haud angulato, fere inconspicue arcuato. Tibiae posticae
basi aliquantum sinuatae. Segmentum primum abdominale petiolo
minus quam in specie foliator attenuato, spiraculis ad */, longi-
tudinis, postpetiolo etiam minus angusto. Terebra segmentum
secundum longitudine aequans vel parum superans. Long. 8 mm.
Mas. — Differens colore pallide flavo-griseo, maculis fere
omnibus nigris; metanoto, abdominis segmento basali praeter
cingulum pallidum apicale, segmentisque duobus ultimis, nigris;
SPEDIZIONE A CUFRA 133
flagelli articulis ultimis latitudine circiter sesquilongioribus, meta-
‘noto antice foveola aream basalem indicante impresso, nervulo
aliquantum postfurcali; statura majore, 10 mm.
Questa specie è la seconda del genere trovata nell’ Africa
settentrionale; l’altra è il Nototrachys foliator (Fabr.), assai
diffuso in Europa e conosciuto per l'Algeria e la Tunisia. Anche
per l'Europa sono note due sole specie, il foliator e il fusci-
pennis Tosqu., quest'ultimo della Spagna (!). La specie nord-
africana si avvicina al N. fuscipennis pel torace quasi liscio, ma
se ne distingue facilmente pel colorito del corpo e per le ali lim-
pide; per la doppia colorazione, bruna rossiccia e giallastra,
ricorda alcune specie dell’Africa meridionale, descritte da Cameron
sotto il nome generico di Ophioneura.
Paniscus Semenowi Kok. ?
Esemplari 4 9 9 di Gialo, IV 1931.
Hanno lo stemmatico biancastro come la faccia, gli ocelli
esterni contigui alle orbite, i margini laterali del primo segmento
non lineati di nero, lo scutello marginato quasi fino all'apice, il
metanoto con le coste subapicali limitate ai lati; il nervulus più
o meno piegato nel !/, superiore, distante dal nervo basale la
metà o poco più della sua lunghezza; il colorito del dorso, delle
zampe e dell’addome giallo rossiccio quasi uniforme, i solchi del
mesonoto giallognoli. Il secondo articolo del flagello è appena più
lungo dello scapo. Lungh. 16 mm.
Questi ed altri caratteri corrispondono meglio alla ib zione
del Paniscus Semenowi Kok. che non a SE di altre specie
congeneri, tuttavia non è senza qualche dubbio che riferisco gli
esemplari di Gialo alla detta specie, che è descritta della Trans-
caspia (*). Gli esemplari non corrispondono nei caratteri al Paniscus
elegans Szépl. di Tunisi, nè al rufescens Tosqu. del Marocco,
nè tanto meno si potrebbe considerarli come una varietà o sotto-
specie del comune Paniscus testaceus Gray. ,
(1) Diverse specie sono state descritte per l’America settentrionale e meridionale
e per la regione etiopica. Per queste ultime si consulti Ja pubblicazione del Morley,
in: Ann. South-Afr. Mus., XXIII 1926, part III, p. 475 e seg.
?) Kokujew N., Revisio specierum rossicarum ad Ichneumonidarum genus
Paniscus Grav. pertinentium, in: Horae Soc. Entom. Rossieae, XXXIV 1899, p. 131 e 145.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (28 Luglio 4982) SR 28
134 L. MASI
Fam. BRACONIDAE.
Phanerotoma parva Kokujew ?
Revue Russe d’Entomologie, IIl-1903, p. 286.
Esemplari 3 9 9, di Gialo, IV e V 1931,
Femina. — Ochraceo-flava, leniter rufescens, nullis partibus
nigra, abdomine usque ad medium pallido; stemmatico et flagello
apice infuscatis, pedibus flavidis, tibiis posticis basi annuloque
medio albidis; alis fere limpidis, infra stigma leniter umbratis;
stigmate fusco, basi, apice et margine interiore pallido; nervo
radiali, abscissa secunda cubitalis et nervo primo cubitali trans-
verso dilute fuscis.
Caput superne visum fronte fere plana, temporibus fortiter
arcuatis et quam orbitis circiter dimidio brevioribus, margine occi-
pitali modice concavo, nigricante;
a latere inspectum facie angu-
lata, fronte haud convexa, tem-
pore !/, diametri ocularis tran-
sversi non superante, gena bre-
vissima. Facies non carinata,
foveolis in angulis interioribus
clypei bene conspicuis. Antennae
23-articulatae, pone medium vix
crassiores; longitudo scapi di-
Fig. I. = Phanerotoma parva è — © > Stamtiamy inter torulumpetrocel
a capo dal di sopra, b di profilo; c parte ]um exteriorem fere aequans,
dell’ ala anteriore. (Tutte le figure ugual- i : :
manie eratiia). eius proportio cum pedicello et
articulis antennalibus 3.°-4.°
sicut 100: 35:55:50. Sulci scapulares parum distincti. Abdo-
mem fere ellipticum, aliquantum thorace longius (9:8), segmento
secundo tertioque longitudine aequalibus, secundo paullum latiore
quam longiore, margine tergiti secundi leniter curvato, tertii
linea subapicali arcuata indicato. Terebra occulta. Caput totum,
mesonotum cum scutello, mesosternum et mesopleura, opaca,
minute et concinne punctulata; metanotum carinis et costis carens,
lineolis elevatis, contortis, quasi in reticulo connexis, asperatum;
abdomen in longitudinem confertim strigulosum, sculptura versus
SPEDIZIONE A CUFRA 135
apicem nonnihil minutiore et minus distincta; tergitum basale
carinis sublateralibus modice elevatis, abbreviatis. Cellulae radialis
latus externum vix stigmate brevius, distantiam inter stigmatis
apicem et alae apicem aequans; abscissa radialis prima dimidiam
stigmatis latitudinem non superans, secunda ?/, primae, tertia
3 !/, longitudinis 1. + 2. Latitudo cellulae cubitalis secundae
dimidium longitudinis vix aequans. Corpus 8, mm.
Questa piccola specie corrisponde alla diagnosi della Phane-
rotoma parva Kokujew, della Transcaspia, se si eccettua la
mancanza della carena trasversale del metanoto e il colorito - più
chiaro degli anelli che nella tibia posteriore alternano con le
parti biancastre. Tuttavia è probabile che sia specificamente
diversa.
Phanerotoma ecyrenaica sp. n.
Esemplare unico 9, di Gialo, V-1931.
Femina. — Saturate ochraceo-rufa, abdomine ultra medium
pallide flavescente, versus apicem flavescente-fusco ; stemmatico et
parascutellis obscuratis; pe-
dibus ochraceo - flavis, an-
nulis pallidioribus tibiarum
posticarum vix distinctis;
proalis leniter grisescenti-
bus, parte +/, apicali grisea,
costa, prostigmate atque
stigmate melleis, hoc ulti-
mo anterius infuscato, ab-
scissa prima et secunda
nervi radialis, secunda cu-
bitalis post !/, proximalem,
et nervo primo cubitali Fig. II. — Phanerotoma cyrenaica sp. n. Q,
. ELISEO a capo di profilo, dal di sopra; c parte dell’ ala
transverso fusco 5! i anteriore. (Tutte le figure ugualmente ingran-
Caput superne visum dite).
fronte fere plana, tempo-
ribus fortiter arcuatis et quam orbitis dimidio brevioribus, mar-
gine occipitali modice concavo; a latere inspectum late ovatum,
tempore 7/, diametri ocularis nonnihil superante et genam
136 L. MASI
aequante. Facies obtuse carinata, foveolis in angulis interioribus
clypel minus conspicuis.
(Antennae in specimine post articulum 5. fractae). Scapus
distantiam inter torulum et ocellum exteriorem superans, pedicel-
lus vix latitudine longius, articuli antennales 3.-5. subaequilongi,
3/, scapi aequantes. Abdomen thorace longius proportione 5:4,
sutura prima leniter arcuata, secunda recta, segmento secundo
dimidiam tertii longitudinem aequante, bis latiore quam longiore.
Corpus fere totum, itemque scapus breviter rigido-hirtula. Meso-
notum cum scutello, mesosternum et mesopleura opaca, dense
punctulata; metanotum crasse punctatum, carinis et costis carens;
abdomen in longitudinem confertim strigulosum, sculptura prope
apicem fere obliterata; tergitum basale carinis sublateralibus valde
abbreviatis. Cellulae radialis latus externum stigmate brevius,
circiter 3/, distantiae inter stigmatis apicem et alae apicem
aequans; abscissa radialis prima brevis, !/, stigmatis latitudinis,
secunda fere bis quam prima longior, nervum transversum cubi-
talem secundum aequans, abscissa tertia bis longior quam 4. + 2.
Latitudo cellulae cubitalis secundae paullum longitudine brevior.
Corpus 4,5 mm. |
In questo esemplare unico, di Gialo, sono spezzate ambedue le
antenne, dopo il 5.° articolo, ed una dopo il 4.° onde, seguendo
il quadro dicotomico pubblicato da Shestakov nella Revue Russe
d’Entomologie (vol. XXIV, 1930, pag. 101) si potrebbe essere in
dubbio che si tratti della Phaneroloma hispanica Kok., la
quale ha 33 articoli; tuttavia tale specie ne differisce evidente-
mente per le ali ornate di due fascie scure. È probabile che nella
specie di Gialo le antenne siano di 23 o 27 articoli. L’esemplare
concorda con la Phanerotoma bilinea Lille, citata nel detto
quadro dicotomico, per la seconda ascissa radiale lunga quanto il
secondo nervo cubitale trasverso. Dalla Phaneroloma sareptana
Kohl (Denk. Ak. Wiss. Wien, LXXI 1907, p. 293, fav. XG
fig. 18 e 29) si distingue sopratutto per la forma dell’addome e
pel profilo del capo. Differisce dalla Phanerotoma dentata Panz.
per le tempie, viste dal di sopra, più corte, |’ apice della cellula
radiale più lontano dall’ apice dell’ala e la prima ascissa radiale
corta. Per la brevità delle tempie e della cellula radiale, per la
scultura dell'addome più minuta e per diversi altri caratteri si
SPEDIZIONE A CUFRA 137
distingue pure facilmente dalla Ph. planifrons Nees. Le diagnosi
della Phanerotoma dubia (Phanomeris dubius) Bingham, e
della Ph. leucobasis Krich. della regione etiopica, sono affatto
insufficienti per un confronto.
Chelonus sp.
Un esemplare in cattivo stato, di Gialo, IV-1931.
Apanteles sp.
Tre esemplari, g e. 2, di Gialo, IV-1931.
Fam. EVANIIDAE.
Evania dimidiata Spinola
Esemplari 5 9 9 e 5 oc" di Gialo, V-VII 1931.
In tutti questi esemplari le antenne sono nere, al più con
leggera tendenza al rosso bruno nel flagello, ma non in gran
parte rossastre come nella var. rufa descritta di Suakim dal
Magretti. I palpi sono rossi-bruni più o meno scuri. Le femmine
hanno le zampe anteriori e medie rosse-brune; i maschi le hanno
quasi nere, ed hanno inoltre il mesopetto e il mesoepisterno neri
lucidi.
Questa Hvania era nota finora per la regione caspica, il
Caucaso, la Persia, il Kurdistan, l'Egitto e l’Abissinia. Mi consta
che la sua area di distribuzione si estende verso occidente anche
al Fezzan, dove ne ha raccolto un esemplare il Prof. Zavattari.
Fam. CHALCIDIDAE.
Brachymeria oxygastra sp. n.
Esemplari 8 9 9, Gialo, VI-VH-1931.
Femina. — Nigra, nitidula, certis partibus flavis, plerumque
pallidis; fiagello apice vel toto, coxis posticis apice plus minus,
abdomine praecipue inferius, fulvo-rufescentibus. Tegulae flavae,
138 L. MASI
basi saepe fusco-notatae; tibiae primi paris immaculatae, secundi
interdum ad medium leniter umbratae, tertii in parte !/, basali
et 1/, apicali flavae, spatio reliquo nigrae vel nigro-fuscae. Pili
tergitorum albi. Alae limpidae.
Caput vix transversum, proportione andar at latitudinem
sicut 75: 100, spatio frontis inter orbitas bis quam oculorum pro-
minentia latiore. Fovea
antennalis ampla, latitu-
dine dimidium spatium
interorbitale aliquantum
superans, lateribus in
/ parte suprema et infima
curvatis. Epistoma haud
distinctum. Genae dimidio
angulo recto obliquae. Cly-
peus margine interiore
obtuse angulato, superficie
rugis aliquot punctisque
asperata. Facies sculptura
haud profunde impressa,
Fig. III. — Brachymeria oxygastra sp. n.
Q, a addome e parte del torace, dal di sopra, alveolis minus distinete
v parte dell’ addome di profilo, c femore e tibia seriatis, carinis praeorbita-
o SP 23 zampe (più ingrandito, Pro Jibus obliteratis; vertex
superficie aspera, alveolis
fere deletis. Ocelli posteriores, superne inspecti, spatio ab orbita
remoti dimidium ipsorum diametri majoris aequante. Forma capitis
a latere inspecti ovata, diametro transverso #/, longitudinis.
Flagellum “/,,, capitis longitudinis aequans; funiculo subey-
lindrico, id est usque ad articulum septimum leniter et sensim
crassiore, articulis modice transversis, primo proportione latitudinis
ad longitudinem sicut 5:7, ultimo proportione 6:8; clava post
articulum basale vere conica.
Collare, superne visum, parte '/, media non marginata. Foveo-
lae scuti et scutelli sat frequentes, ubique interstitiis planis
separatae, earum fundus et spatia interposita reticulato - sulcata.
Scutellum breve, at paullum longitudine latius, integro. Dorselli
fovea angusta. Metanotum fovea centrali lateribus parallelis
terminata, superne angulata; spatio juxta utrumque latus foveae
inferne scabro, superne in areas tres quadrangulares diviso,
SPEDIZIONE A CUFRA 139
quarum interior angusta, exterior atque media subquadratae.
Latera metathoracis rotundata. Thorax a latere inspectus dorso
planiusculo, metanoto modice declivi, propleurae costa transversa
circiter dimidio angulo recto obliqua, mesopleura antice reticulata
et costis transversis parum conspicuis asperata, epicnemio laevi et
foveolis destituto. | |
Proalarum latitudo 4/,00 longitudinis; proportio cellulae costalis,
nervi marginalis, postmarginalis et stigmatici sicut 100:40; 12:5.
Femur posticum ellipticum, latitudine °°/,,, longitudinis, super-
ficie subnitida, punctis satis frequentibus impressa, dentibus lon-
giusculis, primo sat robusto.
Abdomen ovatum, apice acuminatum, thoracis longitudinem
superans proportione 9:7, tergito basali laevi, nitido, secundo
superne non ultra medium punctato, postice laevi; sculptura
tergiti paenultimi non bene distincta, confertim areolata-punctata;
tergito ultimo basi minutissime reticulato, deinde carina media
instructum longitudinem tergiti praecedentis aequante, superficie
ventrali minute reticulata. Sternitum ultimum amplum, prope
lineam mediam, basi etiam amplius, reticulo minutissimo
insculptum.
Distantia inter marginem tergiti quinti et apicem valvarum
3/,, abdominis longitudinis aequans.
Long. 2,5-2,6 mm.
I caratteri più notevoli di questa piccola specie sono: la
forma stretta e allungata dell’ultimo segmento addominale; le
sfumature fulve-rossiccie estese talora a tutto il flagello, alle parti
laterali e ventrali dell'addome, nonchè all’ apice delle anche
posteriori; la mancanza di carena postorbitale e preorbitale ; la
tibia posteriore gialla in tutto il !/, basale e nel ?/, apicale; il
secondo tergite punteggiato nella parte media dorsale non oltre
la prima metà della sua lunghezza.
Non credo che gli esemplari che ho descritto si possano riferire
alla Brachymeria vitripennis (Forst.) sebbene seguendo la
tavola analitica del Ruschka si venga a tale determinazione. Gli
esemplari europei che io ritengo che siano della specie vitripennis,
differiscono notevolmente da quelli africani per diversi caratteri,
fra i quali la maggiore estensione del nero nelle tibie posteriori,
le tibie medie in gran parte nere; la mancanza di sfumature
NE TED + ERE ME SRL] ARE ESPRIT LL PRO E eee DI DI IR
CES È RT
AAO L. MASI
fulve-rossiccie sulle antenne e sull’ addome; la scultura del dorso
più fitta e più profonda; l’apice dell’addome ottuso; le dimensioni
maggiori.
Hockeria Walker. ,
Di questo genere sono ancora incerti i limiti e lo studio delle
specie europee che vi si possono riferire è quasi tutto da fare. In
una mia pubblicazione precedente, (7) discutendo del significato
e della validità del genere Haltichella di Spinola, ho messo in
rilievo anche alcuni dei caratteri generici di Hockeria, desunti
da quelli della Hockeria bispinosa (Walk.) (*). Di questa specie
ho descritto gli esemplari femmine nella mia pubblicazione sui
« Calcididi del Giglio» (in questi Annali, vol. XLVII 1916, pag.
104 e seg.); ma probabilmente sono della stessa specie anche i
maschi che ho descritto a parte, senza denominazione specifica.
La pubescenza degli occhi che si osserva in questi maschi è un
carattere sessuale, che non si riscontra però in tutte le Hockeria;
ed infatti vi sono maschi con occhi glabri nella specie di Cufra,
di cui segue qui la descrizione, e ve ne sono anche nella Hockeria
teslaceitarsis Cam. e nella fulvipes mihi, delle Isole Secelle (5).
Un’ altro carattere variabile, e questo secondo la specie, è lo
sviluppo della nervatura postmarginale in rapporto alla marginale,
poichè mentre essa è notevolmente più corta della marginale
nella Hockeria bispinosa, è invece uguale nelle femmine, e un
poco più lunga nei maschi, della specie di Cufra.
Hockeria afra sp. n
Una 9 di Gialo e 3 gg di Cufra.
Femina. — Nigra, tarsis posticis testaceo-rubris, tibiis eiusdem
paris apice etiam testaceo-rubris, at in latere anteriore usque ad
calcaria nigris, calcaribus flavidis. Pedicellus ferrugineus. Scapus
atque tegulae plus minusve rufi, pedes anteriores genubus, tibia-
rum apice tarsisque flavo-rufis; alae leniter grisescentes, macula
(1) Boll. Soc. Entom. Ital., LXI 1929, p. 11-16.
(2) Questo Autore menziona come prima specie di Hockeria la Chalcis bispinosa
di Fabricius, ma nel dubbio che essa non sia identica alla specie veduta da Walker,
attribuisco a quest’ ultimo la H. bispinosa, anzichè al Fabricius.
(5) Per queste due specie si consultino le mie descrizioni in ‘‘Novitates Zoologicae,, .
vol. XXIV, 1917.
SPEDIZIONE A CUFRA™ AAA
fusco grisea infra nervum marginalem aliaque ad */, longitudinis
in disco coniunctis. i
Caput proportione longitudinis ad latitudinem sicut 75 : 100,
facie haud concava, fovea antennali angusta, indeterminata ; carinis
praeorbitalibus nullis; oculis fere glabris, ‘non nisi setis paucis,
brevissimis, instructis. Carina genalis tenuis, difficulter conspicienda.
Ocelli posteriores, superne inspecti, elliptici, obliqui, ab oculis
spatio remoti ipsorum diametrum aequante.
Flagellum modice versus apicem crassius; pedicellus quam
funiculus articulo primo sesquilongior ; annellus brevis ; funiculus
articulis 3,- 7. singulis aeque longis atque latis.
Thoracis dorsum foveolis rotundis insculptum, sat regulariter
dispositis, super scutum 6-7 in linea longitudinali, ibique spatio
inter se distantibus ipsarum diametro subaequali, in disco scutelli
spatio etiam maiore separatis: interstitiis subnitidis, reticulatis.
Scutellum longitudinem scuti superans proportione 6 :5. Metano-
tum fovea media inferne angustata, areolis plerumque quadrangu-
laribus. Mesopleurae pars anterior rugis transversis etiam in
inferiore parte regulariter dispositis. i
Proalae nervo postmarginali marginalem aequante, fimbria
apicali conferta, setis constans bis vel paulo magis longioribus
quam setis margini propinquis.
Pedes postici femore elliptico, lobo “medio lateris ventralis
conspicue prominente, latitudine in linea lobi medii *°/,,, longi-
tudinis.
Abdomen ovatum, apice acuto, margine distali tergiti basalis
ad 35/00 longitudinis, superficie tota huius tergiti laevigata, Tergita
quatuor sequentia in medio dorso laevigata, zonis lateralibus
conspicue alveolato-punctatis; tergitum 6. et 7. superficie tota
insculpta.
Long. 2,47 mm.
Mas. — Oculi fere glabri, setis paucis, sparsis, brevibus.
Flagellum pedicello non elongato, annello laminari, funiculi articulo
primo latitudine longiore proportione 7:5, articulis ultimis qua-
dratis.
Thoracis dorsum foveolis magis quam. in femina frequentibus,
spatio inter se distantibus dimidium ipsarum diametrum aequante
vel etiam angustiore, super scutelli discum non magis remoti.
Metanotum areolis minus quam in femina regularibus, plerumque
449 L. MASI
magis transversis, costis medianis continuis. Nervus postmarginalis
marginalem superans proportione 11:8.
Tergitum primum sicut in femina laeve, nitidum, margine in
media abdominis longitudine; tergitum secundum zona basali et
apicali laevigatis, spatio interposito conspicue reticulato, areolis
reticuli polygonis, punctisque piliferis interpositis ; sculptura haec
in tergito secundo breviter in medio dorso interrupta, in tergitis
reliquis continua.
Long. 2-2,5 mm.
La specie che ho descritto non può identificarsi con alcuna
delle altre a me note. Ad un esame superficiale potrebbe scam-
biarsi con la Hockeria bifasciata del Walker, con la quale ha
in comune il carattere dello scutello a margine integro; tuttavia
già dal confronto con la breve diagnosi della Hockeria bifasciata
risultano due differenze notevoli, poichè secondo Walker le tegule
sono nere e l'addome non termina a punta acuta ed è simile a
quello della specie bispinosa, ed anche più corto. Alcuni esem-
plari europei, che io ritengo che appartengano alla Hockeria
bifasciata, differiscono notevolmente dagli esemplari di Gialo e
di Cufra : essi sono di aspetto più robusto, con l’ anello antennale
quasi quadrato nelle femmine, gli articoli 3.°-7.° del funicolo più
lunghi che larghi (proporzione 10:7), le fossette del dorso del
torace contigue, il nervo postmarginale circa ?/, più corto del
marginale, l’ addome ottuso ali’apice, col primo tergite fortemente
punteggiato nella seconda metà, esteso un poco oltre il mezzo
della lunghezza dell’ addome.
Nella specie afra sono caratteri notevoli, oltre lo scutello a
margine integro, gli occhi quasi glabri in ambo i sessi, |’ addome
molto acuto all’ apice, col primo tergite levigato e piuttosto corto,
il nervo postmarginale non più breve del marginale, le tegule
rosse testacee.
Stomatoceras gialense sp. n.
Una 9 di Gialo, VII 1931.
Femina. — Nigra, his partibus plus minus rubro-testaceis :
flagelli articulis tribus primis et clava, trochanteribus, tibiis anticis
mediisque, tibiis posticis apice, tarsis omnibus, abdominis lateribus
SPEDIZIONE A CUFRA 143
et parte inferiore, nec non macula parva in apice segmenti ultimi.
Scapo versus apicem leniter rufescente ; tegulis nigris ; proalis
fusco-bifasciatis, fascia altera sub nervo marginali dimidium lati-
tudinis vix superante obscuriore, altera subapicali, minus abbre-
viata, spatio fasciis interposito albido.
Fovea facialis inferius indeterminata, marginibus lateralibus
modice sursum convergentibus, margini orbitali fere contiguis,
C
Fig. IV. — Stomatoceras gialense sp. n. Q, a scutello (X 53), 2 femore
e tibia del terzo paio di zampe (X circa 40 diam.), c addome (X 35),
d parte del metanoto (X 90).
superficie crasse punctata, in eius parte profundiore, secundum
lineam mediam longitudinalem, minute scabro-punctata.
Scapus paullo infra ocellum desinens, ad medium leniter atte-
nuatus; flagelli articulus primus (pedicellus) atque tertius (id est
primus funiculi) aequilongi, ter latitudine crassiores; articulus
secundus (annellus) bis latitudine crassior, octavus secundo aequi-
longus ; clava fere bis quam praeclava longior.
Pars dorsalis thoracis et abdominis nitida.
4 3 abate eu
Ahh. L. MAST
Thorax robustus, proportione latitudinis (tegulis non computatis)
ad longitudinem sicut 100 : 130. Collare lateribus tantum margi-
natum. Mesonotum atque scutellum punctis profundis fere ubi-
cumque eadem crassitudine et aequaliter distributis; interstitia
dimidium punctorum diametrum plerumque non superantia et
sulcis tenuissimis reticulata. Scutellum convexum, aeque longum
atque latum, margine acuto fere circulari et prominente, in apice
dentes duos formante angulo obtuso separatos. Dorsellum fovea
media pentagonali, infra modice obtuse angulata, superne latere
angustiore cum scutello connexa; in utroque latere foveis aliis
ternis, quadrangularibus, fundo aspero, quarum externa ampla,
media atque interna angustae. Metanotum dentibus binis in utroque
latere instructum. Area costis medianis limitata fere quater longior
quam latior, carina media tenui et costulis aliquot transversis
subdivisa, lateribus in parte '/, superiore leniter convergentibus.
Superficies reliqua in utroque latere areae mediae lineis binis
elevatis, angulatis, in zonam anteriorem (superiorem) et poste-
riorem (inferiorem) divisa; zonae ipsae costis numerosis obliquis,
plus minus sinuatis, intersectae, quae costulis humilioribus tran-
sversis vel obliquis. coniunctae, alveolos irregulares formant.
Mesosternum angustum, superne angulum peracutum formans.
Mesopleura in eius parte superiore costulis transversis, a reliquis
non diversis, asperata.
Proalae nervo postmarginali et stigmatico subaequilongis,
brevibus, setis in areis fuscis spiniformibus. Subcosta setis antror-
sum vergentibus numero circiter viginti. Margo apicalis fimbriatus.
Femur posticum latitudine (lobis non computatis) ‘°/,c0 longi-
tudinis, latitudine maxima (id est lobo triangulari computato)
94/00; Superficie reticulata; margine ventrali in duos lobos
denticulatos producto, alterum parvum triangularem, cuius apex
dimidiam femoris longitudinem paullo praecedit, alterum vix
prominentem, late obtusum, versus articulationem tibialem margine
recto desinentem. Superficies reticulata.
Abdomen latitudine thoracem aequans, longitudine superans
proportione 8:5, forma ovata segmento ultimo et valvarum
prominentia apicem acutum fingentibus, qui partem !/, longitudinis
occupat. Tergitum basale etiam !/, partem longitudinis aequans,
nitidum, microscopio inspectum (50 diam.) minutissime usque ad
*/, longitudinis suae insculptum, deinde squamoso-punctatum.
SPEDIZIONE À CUFRA 445
Tergita 3.-5. zona basali angusta nitida, spatio reliquo squa-
moso-punctata, 5. autem magis quam praecedentia opacum. Ter-
gitum 6, fortiter insculptum, omnino opacum.
Pars basalis tergiti septimi (50 diam.) minutissime transversim
striata-reticulata, pars reliqua areolis polygonis irregularibus sub-
tiliter insculpta.
Long. 5,5 mm.
Per la forma dell’ addome e per la colorazione delle ali
l'esemplare che ho descritto corrisponde alla figura dello Stoma-
toceras Magrettii Kirby, che il Magretti raccolse a Kassala ;
tuttavia ritengo che si tratti di specie diversa, poichè secondo la
descrizione di Kirby la lunghezza del corpo dovrebbe essere’ circa
il doppio (9 mm.), il femore posteriore dovrebbe avere tre lobi,
lo scapo e le zampe dovrebbero essere nere, le tegule rosse.
Un'altra specie alla quale somiglia è lo St. diversicornis raccolto
pure a Kassala dal Magretti e descritto, molto sommariamente,
dallo stesso Autore. Sui caratteri di tale specie ha dato alcune
notizie molto importanti il Waterston (!), il quale ha pubblicato
anche una figura che rappresenta la scultura del metanoto e
l'apice dello scutello. Nelle dimensioni Il’ es. di Gialo differisce
poco da quello di Kassala, che è di quattro mm., e sembra non
differire nel colorito; tuttavia lo ritengo specificamente distinto
per diversi caratteri del metanoto, der i denti all’ apice dello
scutello più ottusi, le setole del frenulo in molto minor numero
(otto o dieci ?). Il metanoto dello Sf. diversicornis, secondo la
figura pubblicata da Waterston, presenta, al di sotto delle coste
trasversali che terminano all’ orlo superiore degli stigmi, un reti-
colo di linee tutte egualmente rilevate, che formano areole
irregolari e per lo più quadrangolari; mentre nell’ esemplare di
Gialo, si vedono pure alcune areole più o meno quadrangolari,
ma vi sono numerose coste oblique più rilevate di quelle minori
trasversali che le uniscono determinando le areole del reticolo.
Altre difterenze risultano dal confronto delle figure.
Nell’esemplare di Gialo l’apice dello scutello è simile a quello
di Stomatoceras octodentata Cam. (secondo la fig. di Waterston,
I. c.) del Transvaal, e il metanoto sembra quasi intermedio per
la forma tra quello di octodentata e diversicornis; anche il
(1) Bull. Entom. Research, VI, n. 4, 1916, pag. 381-393.
446 L. MASI
margine ventrale del femore posteriore somiglia a quello di St.
octodentata, secondo la fig. di Waterston.
KMuehaleidia Masi
Mem. Soc. Futom. Ital., VI 1927, p. 208-209 e 221-222.
Ann. Mus. Civ. Genova, LII 1929, p. 201-205.
Descrivo qui appresso due forme di maschi di Haltichellinae,
riteribili ad un genere che in pubblicazioni precedenti ho definito
e che ho chiamato, provvisoriamente, Huchalcidia, in attesa di
‘una revisione delle specie genotipiche della sottofamiglia. Una
delle due forme spetta probabilmente alla specie di cui descrissi
la femmina col nome di Evchalcidia barbara, V altra somiglia
all’ Huchalcidia elegantula, che designai come specie genotipica,
ma ne differisce per diversi caratteri, alcuni dei quali non mi
sembrano in rapporto col dimorfismo sessuale, onde ritengo che
si tratti di una specie nuova.
Euchalcidia barbara Ms.
Eu. barbara Masi, Ann. Mus. Civ. Genova, LIII 1929, p. 20-22, fig. IV
eFhUÙ(O)
Esemplari 2 dg : Cufra e Buema, VI 1931.
Differiscono dalla femmina di Euchalcidia barbara per la
fossa antennale assai più corta e a limiti meno determinati; per
la fronte largamente, sebbene leggermente, concava; per lo scu-
tello un po’ meno largo; le zone marginali laterali del metanoto
non sporgenti notevolmente sul lato posteriore del metatorace in
modo da formare due grossi lobi posteriori arrotondati (cfr. 2. c.
fig. IV e). È probabile che queste differenze siano in rapporto
col sesso.
Mas. — Niger, antennarum flagello rufescente, tegulis pedi-
busque partim testaceo-rubris : femoribus anticis mediisque ultra
medium infuscatis, posticis, praeter apicem, extus atque intus
nigris ; tibiis posticis in latere anteriore toto et in parte dimidia
anteriore lateris externi atque interni nigricantibus. Alae fere
limpidae.
Caput thorace latius proportione 100 :88, longitudine +/, lati-
SPEDIZIONE A CUFRA 447
tudinis. Fovea antennalis dimidiam oculorum altitudinem vix
superans; faciel pars inter foveam et ocellum anteriorem in
partes duas planiusculas, versus lineam medianam declives, divisa.
Fovearum series orbitales bene distinctae, carinula satis elevata
separatae. — ;
Scapus dimidiam capitis longitudinem fere aequans, latere
inferiore (anteriore) fortiter sinuato, latitudine maxima in parte
1/, longitudinis */,, huius aequante, minima ad °/,,,, 4/,, longi-
tudinis non superante. Flagellum capitis latitudinem superans
proportione 100 : 73; pedicellus !/, scapi vix attingens, breviter
campanulatus; annellus brevis et ab articulo sequente vix discretus;
funiculus sensim at leniter versus apicem attenuatus, sensillis
linearibus numerosis, non regulariter dispositis, saepe tamen qua-
druplice ordine in articulis singulis; articulo primo latitudine
sesquilongiore, septimo paullo breviore, latitudine */, longitudinis;
clava duplicem articuli praecedentis longitudinem aequans. Men-
surae: long. scapi 25, lat. maxima 7, minima 3; flagellum long.
93; pedicellus long. 8,
lat. 5; annellus long. 1;
funiculi articulus primus
long. 11, lat. 7, septimus
lone o, lat. «65. clava
long. 16.
Thoracis dorsum, mi-
croscopio inspectum, pro-
neto et scuto minute re-
ticulatis, hac sculptura in
parte posteriore scuti fere Fig. V. — Euchalcidia barbara GT, a parte
: : dell’ ant b fi i
obliterata; scapulis et scu- ell antenna, 0 femore posteriore (poco meno
ingrandito dell’ antenna).
tello laevibus. Scutellum
apice late rotundatum, parum longitudine latius (proportione 35 : 32)
parumque scuto longius. Metanotum area media costis longitudi-
nalibus lenissime curvatis terminata, ideo latitudine maxima ad
medium (tamen modice vitro aucta quasi parallela) superficie lineis
elevatis transversis irregulariter intersecta; lateribus haud lobatis,
costis sublateralibus in posteriore parte tantum curvatis, zonam
in utroque latere limitantibus area media sesquilatiorem ; spatio
inter costas medianas et sublaterales in areolas saepe transverso-
quadrangulares subdiviso.
418 L. MASI
Femur posticum latitudine ad medium longitudinis °%/,,,
aequante, in linea lobi anterioris etiam °°/,,,. in linea posterioris.
55/4); Margine inter apicem lobi anterioris et initium posterioris
vix sinuato, denticulis 19 (in specimine) instructo; margine lobi
posterioris 13 - denticulato.
Abdomen thorace brevius proportione 8/,, superne visum elli-
pticum, tergito primo °°/,,, longitudinis attingente, profunde et
. confertim punctato, subopaco, plicis basalibus instructo spatium
quadratum indicantibus, cuius latitudo duplex est quam latitudo
areae mediae metanoti; tergito secundo ad 5°, longitudinis
desinente, squamoso-punctato.
Long. 2,37 mm.
Euchalcidia incongruens sp. n.
Esemplari 13 gg, Gialo, VII 1931.
Mas. -- Niger, capite et thoracis dorso subnitidis. Antennae
nigrae, scapo, pedicello et annello plus minus rufescentibus, funi-
culi articulis interdum nigro-rufis, basi et apice nigro cinctis.
Labrum et mandibulae rufa. Tegulae et pedes etiam rufi; femur
posticum superficie externa, tibia postica latere anteriore, plus
minus fuscata. Alae limpidae.
Caput vix thorace latius, longitudine ‘8/00 latitudinis. Fovea
antennalis lata, scabra-reticulata, strigis 6-7 transversis intersecta ;
spatia Ln foveam et oculos
foveolis insculpta irregularibus,
fere contiguis, juxta marginem
orbitalem tantum seriatis. Man-
dibula dextra 3 - dentata, sini-
stra 2 - dentata. Palpi maxillares
articulis 1.-3. subaequilongis,
4. leniter clavato, quam prae-
cedente ter longiore, Palpi la-
biales articulo secundo trape-
a
Fig. VI. — Euchalcidia incongruens
sp. n. g°, a femore e tibia del terzo paio if tie :
di zampe, scapo e primi tre articoli ziiformi, 3. fere quater longiore
del flagello, c palpo labiale, 4 palpo
mascellare(c ed ugualmente ingranditi). SUE lation È fusiformi.
Scapus dimidiam capitis lon-
gitudinem aequans, latitudine maxima */, longitudinis, latere
inferiore (anteriore) in tota parte dimidia distali profunde concavo-
SPEDIZIONE A CUFRA 449
excavato; flagellum aeque longum atque capitis latitudo; pedicellus
1/, scapi aequans, leniter curvatus, oblongo-caliciformis;: annellus
sat conspicuus; funiculus cylindricus, non attenuatus, articulis
quadratis, sensillis linearibus numerosis, in articulis ordine duplice
satisque regulariter dispositis; clava longitudine articulos prae-
cedentes 2*/, aequans. Mensurae : long. scapi 20, lat. maxima 5;
flagellum long. 56; pedicellus long. 7, lat. 4; annellus long. 2;
funiculi articuli lat. 6; clava long. 12.
Thoracis dorsum, microscopio inspectum, pronoto et scuto di-
stincte reticulatis, hac sculptura super scutello et scapulas fere
obliterata, scapulis laevibus. Scutellum apice late rotundatum,
scuto longius proportione 5:4, longitudine latius proportione 5:7.
Metanotum lateribus fortius retro convergentibus, haud lobatis;
area media ad !/, superiorem latiore, ad medium plerumque costa
transversa intersecta ; spatio inter costas medianas et sublaterales
in areolas nonnullas quadrangulares, aliasque irregulares, subdiviso.
Femur posticum latitudine ad medium longitudinis 5/,0o ae-
quante, in linea lobi anterioris °°/,,,, 10 linea lobi posterioris °1/,99
margine inter apicem lobi anterioris et initium posterioris haud
sinuato, denticulis (in specimine) 14 instructo; margine lobi po-
sterioris 12 - denticulato.
Abdomen thorace brevius proportione 4:5, superne visum elli-
pticum ; tergito basali mediam longitudinem non superante, in
disco profunde et confertim punctato, subopaco ; tergito secundo
ad 7/199 longitudinis bis quam tertio longiore, utrisque conspicue
squamoso-punctatis.
Long. 2-2,67 mm.
Nella serie di tredici esemplari maschi, sei sono piccoli, misu-
rando meno di 2,5 mm., gli altri un poco più grandi e col femore
posteriore più scuro. La piccola statura, il colorito delle zampe,
il metanoto fornito di coste longitudinali laterali e sublaterali
dritte, e diversi altri caratteri, mi fanno sospettare che questi
esemplari possano essere i maschi della specie elegantula, che
io ho descritto su individui femmine raccolti pure dal Sig. Con-
falonieri all’oasi di Giarabub. Tuttavia per alcune differenze notevoli,
che non mi sembra che possano dipendere dal dimorfismo sessuale,
ritengo che si tratti di una specie distinta : manca affatto negli
esemplari di Gialo, sul capo e sul dorso del torace, quel riflesso
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (16 Agosto 1932). 29
L. MASI _
di colore di ottone, che si osserva nelle femmine di Fica
elegantula ; il femore posteriore. somiglia piuttosto a quello della —
Euchalcidia decipiens (vedi l. c., fig. IV a) e pel margine in-
feriore a quello della specie Doriae (J. c., fig. II a), essendo la.
parte del margine fra il lobo anteriore e il posteriore rettilinea, —
mentre nella specie elegantula è leggermenie sinuosa; inoltre il
primo tergite presenta una scultura marcata, profonda, mentre —
nella elegantula tale scultura è superficiale.
1 mn or ee Fia: 4 x *.i
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(MARZO-LUGLIO 1931)
FORMICHE
PER C. MENOZZI
Il materiale mirmecologico raccolto dal Marchese Saverio
Patrizi e da Carlo Confalonieri nell’esplorazione dell’oasi di Cufra
comprende 13 forme di formiche.
Premetto che è necessario distinguere che questi reperti non
sono tutti provenienti dall’oasi di Cufra, ma che qualcuno è stato
raccolto anche nella zona costiera (dintorni di El Agheila) e
qualche altro nel gruppo delle oasi di Gialo e di Augila e che per-
tanto tale distinzione bisogna tenerla presente quando si vorrà
procedere ad una eventuale futura analisi biogeografica degli ele-
menti che compongono la fauna mirmecologica della Cirenaica. Ho
detto di proposito « futura analisi biogeografica » perchè a mio
parere, è ancora prematuro ed arrischiato il farla ora giacchè, per
quanto questa regione dal lato mirmecologico appaia abbastanza
conosciuta, tuttavia vi sono non poche zone di essa in cui non è
stata fatta ancora alcuna ricerca di formiche e ve ne sono diverse
altre di cui l’esplorazione è molto incompleta. Gli elementi più
importanti di questo manipolo di formiche sono quelli provenienti
dalle oasi di Gialo, Augila e Cufra.
In questa nota ho aggiunto una specie di Solenopsis, assai
interessante, raccolta però nell’esplorazione di Giarabub fatta dal
Sig. Confalonieri nel 1926-1927 e che ho dimenticato di includerla
nella pubblicazione dell’ elenco delle formiche di questa oasi;
inoltre, in fine, ho ritenuto opportuno fare un breve confronto delle
formiche raccolte a Gialo e a Cufra con quelle di Giarabub,
confronto, naturalmente, che può avere soltanto un valore informa-
tivo perchè ancora molto rimane da fare avanti di poter conoscere
452 C. MENOZZI
bene la mirmecofauna di tutte queste oasi e d’altra parte sarebbe
di grande valore, pure agli effetti biogeografici, stabilire anche i
rapporti che essa ha coll’ambiente geofisico e colle piante che
crescono in queste località.
Messor arenarius F.
Una operaia di Cufra.
Messor aegyptiaca var. fossulata Sants.
Due operaie di Es Sahabi.
Pheidole pallidula var. recticeps For.
Moltissime operaie, soldati, femmine e maschi raccolti ad
Agedabia, Augila e Gialo dove la Missione fece tappa tanto nel-
l’andata che al ritorno a Cufra; in quest’ ultima località questa
formica pare più rara giacchè ne furono riportati solo due indi-
vidui (soldati) catturati precisamente nell’oasi di Buma.
Monomorium salomonis var. obseurata Stitz.
Diverse operaie di Hattia Gur Atla (Gialo) e due femmine di
El Agheila.
Solenopsis sp.
È una femmina dealata catturata a Giarabub, che fu omessa
nell’elenco delle formiche raccolte dal Sig. Confalonieri in questa
oasi (vedi questi Annali, Vol. LII, pagg. 379-382, 1927) e che
merita di essere segnalata sebbene non sia riuscito a determinarla
specificamente, giacchè nessuna specie di questo genere di for-
miche era stata ancora citata per la Cirenaica. Per alcuni dei
suoi caratteri ritengo che essa debba riferirsi a qualcuna delle
varie forme subspecifiche della S. /atro For., ma per esserne
certi occorre conoscere la sua operaia.
q VE eee Pe nn TAI ASA Rise OIL
a SAAN Mel SIR ca tres SACRA shen r oi fi
SPEDIZIONE A CUFRA 153
Crematogaster inermis var. lucida For.
Due operaie dell’ oasi di El Tallab (Cufra) di questa formica
nota sinora dell’ Algeria, Tunisia ed Egitto.
Plagiolepis pallescens maura var. atlantis Sants.
Una femmina di Buma (Cufra) ed un’operaia di Augila.
Acantholepis capensis ssp. canescens Em.
Parecchie operaie, femmine e maschi raccolti ad El Agheila e
nel gruppo delle oasi di Cufra, precisamente a Sebka di Buma,
ad. El Giof ed a El Tallab.
Questa formica era sinora conosciuta soltanto dell’ Africa etio-
pica; gli esemplari raccolti.a Cutra non differiscono in nulla da
quelli provenienti dalla suddetta regione. La presenza di questa
forma in Cirenaica porta a 6 il numero degli elementi che impor-
tati o venutivi naturalmente sono propri della fauna tropicale e
sono, oltre la formica succitata, il Tetramorium simillimum F.,
il Trygliphotrix striatidens Em., la Paratrechina vividula
Nyl. e il Camponotus sericeus F.
Camponotus (Tanaemyrmex) maculatus
ssp. asegyptiacus Em.
Numerose operaie, femmine e maschi di Cufra, Sebka di El
Giof, Augila, oasi di Es Zurgh e dintorni del laghetto di Haret
El Hafun.
Sebbene un poco più raro della forma seguente tuttavia questo
Camponotus è diffuso ovunque in tutta la Cirenaica. Probabil-
mente come lo ha notato l’Emery, è una forma importata dal-
l’Egitto.
Camponotus (Tanaemyrmex) compressus
thoracicus var. oasium For.
Numerosissime operaie, femmine e maschi di Gialo, Augila,
El Agheila e Cufra. Un volo nuziale di questo Camponotus fu
LET SCE (red A ORTI Ma FIORA RITA TEN yale
e aiar = PAR
454 i C. MENOZZI
osservato a Gialo il 21 aprile. È una delle formiche più comuni
della Cirenaica.
Camponotus (Orthonotomyrmex) sericeus F.
Alcune operaie di Cufra e di Sebka di Buma. E una specie
della fauna etiopica e dell’India che non era stata ancora rinve-
nuta in Cirenaica. 3
Cataglyphis (s. str.) bicolor nodus
var. savigenyi Duf.
Alcune operaie di El Agheila e di Cufra.
Colla recente revisione del genere Calaglyphis fatta dal col-
lega Santschi (') ho potuto accertare che anche gli esemplari di
di Porto Bardia (Cirenaica) da me determinati per var. nigra
appartengono invece alla var. savignyi (?).
Cataglyphis (s. str.) bicolor nodus
var. desertorum For.
Diverse operaie, femmine e maschi di Augila e Cufra.
Con questa varietà e la specie più sotto segnata il numero
delle forme del genere Calaglyphis che si rinvengono in Cire-
naica sono nove, numero relativamente scarso in confronto di
quelle che si trovano in Tunisia e nell’Algeria orientale.
Cataglyphis (Machaeromyrmex) bombycina Rog.
Parecchie femmine, maschi, nonchè numerosissime operaie di
tutte le stature comprese diverse di quelle provviste di enorme
testa con lunghe mandibole falciformi ritenute sino ad ora soldati,
ma che in realtà, secondo le osservazioni del Santschi, non sono
che operaie diventate eccellenti scavatrici di gallerie; le località di
raccolta sono: Gialo, Cufra, Sebka di Buma e Hattia Gur Atla.
(1) F. SANTSCHI. — Etudes sur les Cataglyphis. Rev. Suisse de Zoolog. Tom. 36, 1929.
(3) G. MENOZZI — Formicidae (Hymenoptera) in Risultati zoologici della Mis-
sione inviata dalla R. Soc. Geografica Italiana per l’esplorazione dell’Oasi di Giarabub
Ann. Mus. Giv. Storia Natur. Genova, Vol. LII, 1927.
SPEDIZIONE A CUFRA 155
Alcune femmine di questa formica non ancora fecondate e
conservate in alcool, hanno il gastro notevolmente ingrossato,
dovuto, come lo ha dimostrato la dissezione, allo sviluppo di masse
di tessuto adiposo. Questa particolare condizione, segnalata per la
prima volta, almeno per le formiche, dall’Emery (') che la riscontrò
in operaie di alcuni Camponotus dei deserti dell’ Asia minore e
del Nord Africa e che chiamò adipogastria, pare abbia, secondo
lo stesso Emery, qualche relazione con le abitudini notturne di
queste formiche e che queste masse di grasso rappresentino ali-
menti immagazzinati per la sussistenza della formica stessa che
ne è fornita sia, dopo che sono stati metabolizzati, per alimentare
le larve. Nel caso delle femmine vergini del C. bombycinus suc-
citate ritengo che l’adipogastria costituisca una condizione favore-
vole, sebbene non necessaria, alla fondazione del formicaio.
Gli elementi per ora noti che compongono la mirmecofauna
delle oasi di Gialo-Cufra e di Giarabub numericamente sono pressa:
poco equivalenti come si rileva dal seguente elenco :
Giarabub Gialo-Cufra
Messor arenarius F. a ‘ +
1.
Dig aegyptiacus var. fossulata Su sE
3. Pheidole pallidula var. recticeps For. . ae
4. Monomorium salomonis var. obscurata
Stitz. . i : è ; : qe ais
5. Solenopsis sp. È - i ; a
6. Cardiocondyla nuda var. mauritanica For. +
7. Crematogaster inermis var. lucida For. . da
8. » » » nigripes Em. at
9. Triglyphotrix striatidens Em. sr
10. Plagiolepis barbara Sants. . "i
LL: » pallescens var. atlantis ne "n
12. Acantholepis frauenfeldi var. variabilis
Sants. . È : : ste
13. Acantholepis hi var. nigrescens
Karaw.. ic. 3 : 5 . sù
(1) G. EMERY. — Beitrage zur Kenntniss der palaearktischen Ameisen. Ofvers.
Finsk. Vet. Soc. Forh., Vol. 40, 1898.
aan?
A56 C. MENOZZI
14. Acantholepis capensis ssp. canescens Em. a
15. Paratrechina jaegerskjoeldi Mayr . : ati
16. » vividula Nyl. . Ha
17. Camponotus maculatus ssp. eri
Em. . : : A : DIRI st “a
18. Camponotus compressus var. oasium For. a Sr
19. » sericeus F. . . sh
20. Cataglyphis bicolor var. sone Dut. te aE
21. » » » desertorum For. di
22. » albicans var. aurata Karaw. ati
23. » bombycinus Rog. . + dt
15 13
Molto importante è il ritrovamento a Cufra di due specie
etiopiche, o meglio, una. Acantholepis capensis canescens Em.
è propria solamente dell’ Africa orientale e Senegal, mentre l’altra,
Camponotus sericeus F. è un elemento più ubiquista abitante
diverse località dell’ India, Ceylon e Africa tropicale; ambedue
queste formiche non sono state trovate a Giarabub né altrove in
Cirenaica eccetto la prima specie che è stata raccolta anche ad
El Agheila, sulla costa bengasina, e ce probabilmente vi è stata
importata.
L'oasi di Giarabub risulta dunque, almeno da quanto si conosce
ora, priva di elementi della mirmecofauna tropicale; per contro
in essa sono stati trovati fra l’altro alcuni reperti proprì o deri-
vati da elementi frequenti nel mediterraneo orientale e in Egitto
(p. es due varietà di Acantholepis frauenfeldi e Paratrechina
jaegerskjoeldi) e non trovati a Cufra nè a Gialo. Pertanto,
mentre ho l’impressione che Giarabub faunisticamente appartenga
alla Cirenaica propriamente detta, e Cutra e forse anche Gialo
potrebbero ritenersi per tale riguardo diverse, considero la prima
di queste oasi come l’estremo limite raggiunto dagli elementi
della mirmecofauna provenienti dal mediterraneo orientale mentre
Gialo-Cufra costituerebbero gli estremi raggiunti da alcuni ele-
menti della mirmecofauna provenienti dall’Africa etiopica.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(MARZO - LUGLIO 1931)
FABIO INVREA
MUTILLIDAE e CHRYSIDIDAE
(HYMENOPTERA)
(Tav. XII).
I Mutillidi e Crisidi raccolti dal Sig. Carlo Confalonieri,
addetto alla Missione Patrizi alle Oasi di Cufra, non sono in
quantità molto rilevante quanto a numero di specie, ma appaiono,
specialmente i primi, estremamente interessanti sia per la pro-
porzione delle forme nuove — 5 sovra un totale di 13 specie e
varietà — sia perché si tratta per la maggior parte di animali,
‘come le Apterogyna e le Tricholabioides, legati all’ ambiente
desertico e stepposo, sia infine perché costituiscono un notevole
apporto alla conoscenza della fauna cirenaica che é, per queste
due famiglie di imenotteri, appena ai suoi inizi. Questa piccola
raccolta dimostra inoltre, coi suoi risultati, come l’ulteriore esplo-
razione imenotterologica della nostra Colonia libica, specialmente
per le zone più interne, sia destinata ad essere molto fruttifera
per le novità che possono venirne fuori e per l'illustrazione di
quegli elementi eremici sui quali abbiamo nozioni così incomplete.
Il chiaro monografista delle Mutille africane, Prof. H. Bischoff
del Zoologisches Museum di Berlino, ha voluto gentilmente rive-
dere alcuni degli esemplari e confermarmi l’identificazione di
quasi tutte le forme nuove. Mi è caro porgergli i più vivi ringra-
ziamenti per la sua cortese e premurosa collaborazione. Ringra-
zio pure l’amico Sig. A. Baliani autore della bella tavola che illustra
il presente lavoretto.
158 F, INVREA
Fam. MUTILLIDAE.
Apterogyna nitida Bisch.
Apterogyna nitida Bischoff, Monogr. Mutill. Afr. (Archiv fiir Naturgesch.),
1920, p. 42. o%.
Un © raccolto da Confalonieri a Es Sahabi, VII-1931 (Tav. XII,
figg. 2 e 2 a). La determinazione è stata controllata dal Bischoff
che, nella sua Monografia, cita questa specie di Egitto e del sud-
ovest Algerino.
Apterogyna Patrizii n. sp.
O. Affine per colore e per forma alla A. nitida Bisch., ma
di statura molto maggiore e molto più robusta, col capo, il
torace e il 1.° segmento addominale di un rosso ferruginoso
alquanto più scuro; torace più fittamente punteggiato e meno
lucido; 1.° segmento addominale più corto e, visto di sopra,
escluso il peduncolo, subsferico; 2.° segmento notevolmente più
largo nel suo maggior diametro trasversale preapicale che lungo
sulla sua linea mediana e più arrotondato lateralmente; 3.° seg-
mento pure lievemente più largo; punteggiatura del 1.° e 2.°
tergite più piccola, più fitta e meno regolare; punteggiatura del
3.° tergite superiormente fitta e formata di punti mediocri, obliqui,
poco profondi, cogli intervalli piani e lucidi; sui lati costituita di
punti un po’ maggiori, più allungati e reticolati. Pubescenza addo-
minale più lunga, più folta e meno eretta che nella nitida. Il
colore dell’ addome, escluso il 1.° segmento, è nero intenso, con
lieve margine apicale dei segmenti e la totalità dell’ ultimo seg-
mento brunastri (Tav. XII, figg. 1 e 1 a).
Lunghezza 17-12 mm. Femmina ignota.
Sette esemplari dei quali 2 di Cufra (VI-1931, Confditi. 1
del Lago di Haret El Hafun (V-1931, Confalonieri), 1 della Sebca di
Huerra (VI-1931, Confalonieri), 1 fra Es Sahabi e El Haseiat
(V-1931, Confalonieri). Il settimo è di Tripolitania (Valle Uosca-
Gebel Soda, 25-IX-1913 leg. Cap. L. Bardi), citato da Mantero (!)
sotto il nome di Apterogyna Morawitzi Rad. var.
(1) G. Mantero. - Contributo allo studio della fauna libica. Imenotteri. Ann. Mus.
Civ. di St. Nat. Genova, XLVI, 1915, pag. 318.
SPEDIZIONE A CUFRA 159”
Questa specie, che anche il Bischoff, al quale ne ho comuni-
cato un esemplare, mi ha segnalata come inedita, appartiene al
gruppo della nitida Bisch. e della Morawitzi Rad., colle quali
ha comuni la distribuzione della colorazione, i grandi occhi neri
sferici e sporgenti, la frangiatura dei segmenti addominali 3.° e
seguenti, i caratteri e la colorazione delle antenne, delle zampe e
delle ali, con le parti ferruginose tuttavia più scure. (Negli esem-
plari più grandi le ali hanno una lievissima sfumatura giallognola).
Ma è di statura e robustezza inconsuete e nel suo aspetto generale
molto più tarchiata, specialmente per la forma dei due primi
segmenti addominali assai più brevi e più larghi. Anche il torace
appare più robusto e il capo, in proporzione, lievemente più
grande. La scultura del 3.° tergite, non longitudinalmente costo-
lata, come nella Morawitzî e a punti più grandi e molto più
fitti che non nella nitida, distingue questa forma dall’una e dal-
l’altra delle due specie sopracitate.
Apterogyna Patrizii mihi, var. minor n.
Due esemplari g g di Agedabia (V-1931) e del territorio fra
Es Sahabi e El Haseiat (7-8-VI-1931), raccolti pure dal Confalo-
nieri, si differenziano alquanto dagli individui tipici della Pat,izéi
per minore statura, l'aspetto più snello e più gracile, le parti
ferruginose un po’ più chiare, gli occhi proporzionalmente un po’
meno grandi e quindi meno ravvicinati tra loro, il 1.° segmento
addominale appena più allungato, il 2.° pure di larghezza meno
pronunciata in confronto alla lunghezza, la scultura del 3.° ter-
gite un po più rada e meno profonda per quanto della stessa
natura, l’arrossamento apicale dei segmenti addominali più esteso
e più evidente, almeno nell’individuo di Agedabia. Poichè, special-
mente per la punteggiatura del 3.° tergite, tali esemplari non
possono essere attribuiti nè alla nitida Bisch., nè alla Geyri
Bisch., e tanto meno alla Morawitzi Rad., mi sembra vadano,
almeno per ora, avvicinati alla Patrizii m., alla quale più asso-
migliano nell’aspetto generale, come varietà o forma particolare,
alla quale dò il nome di minor. Certo le Apterogyna nord-
africane sono finora assai imperfettamente conosciute, specialmente
nei riguardi della loro variabilità che ritengo notevole. Ma tale
1460 F. INVREA
studio, col materiale così scarso esistente nelle collezioni, non può
per ora essere approfondito.
Apterogyna cyrenaica n. sp.
Q. Simile alla Savignyi KI. per la forma generale del corpo,
se ne distingue nettamente per i caratteri seguenti: parti ferru-
ginose assai più scure, di un rosso ruggine brunastro; addome
coi tergiti — ad eccezione del 1.° e dell’ultimo interamente fer-
ruginosi — di un nero intenso, con stretto orlo apicale bruno ;
metà apicale del 2.° sternite, terzo apicale del 3.° e totalità dei
successivi bruno lucidi; mesonoto proporzionalmente un po’ più
largo; 1.° segmento addominale più grande, visto di sopra sferico;
2.° segmento un poco più largo e più corto, meno triangolare,
più arrotondato lateralmente; scultura del torace e del 1.° tergite
più grossolana e più profonda; punteggiatura del 2.° e 3.° tergite
molto più forte, assai simile a quella dell'A Patrizii m., ma coi
punti un po’ più allungati e gli intervalli meno piani e regolari;
frangie dei segmenti rade e pubescenza generale lunga, di un
bianco leggermente dorato (Tav. XII, fig. 3).
Lunghezza mm. 11 !/,. Maschio ignoto.
Un solo esemplare raccolto da Confalonieri ad El Agheila il
VII-1931. i
Secondo le indicazioni di André e di Bischoff, che assegnano
alla Savignyi Kl. 2 una lunghezza di 7-8 mm., la cyrenaica
si distinguerebbe dalla specie di Klug anche per la maggiore sta-
tura. Senonché nella collezione del Museo di Genova esiste un
esemplare 9 di Savignyi — l’unico di cui io abbia potuto
disporre per il confronto — che per quanto in pessimo stato e
mancante degli ultimi segmenti addominali non appare di statura
certo inferiore ai 10 mm. Esso è pervenuto al Museo, attraverso
alla collezione Gribodo, dalla collezione Guérin Méneville al quale
probabilmente è stato donato dallo stesso Klug, poichè il maschio
che l’accompagna porta nell’ etichetta l'indicazione « D. Klug».
Entrambi gli esemplari sono etichettati di mano di Guérin:
« Apterogyna Savignyi KI., Egypte >.
Non è improbabile che la cyrenaica sia la 9 della Patrizii
per una certa somiglianza che esiste nel colorito, nella forma del
SPEDIZIONE A CUFRA 461
2.° segmento e nella punteggiatura del 3.°, ma allo stato delle
cose non è possibile affermarlo. |
Apterogyna Confalonierii n. sp.
I. Tutta di colore ocraceo chiaro a leggerissimi riflessi carni-
cini, colle antenne e le zampe più pallide, il 3.° tergite addomi-
nale con una fascia mediana trasversale bruno-scura, occupante i
due terzi del segmento, meno larga e di un bruno meno intenso
al centro, più dilatata e più fortemente colorata sui lati, in modo
da presentare, vista di sopra e con propizia incidenza di luce,
l'aspetto di due macchie laterali rotondeggianti bruno nerastre,
non raggiungenti gli orli laterali del tergite, e separate da uno
spazio più chiaro largo quasi quanto la larghezza di ciascuna di esse;
3.° sternite ugualmente con una fascia trasversale preapicale
bruna più ristretta e più sfumata; segmenti 4.° e seguenti lieve-
mente più scuri del resto del corpo. Occhi neri, lucidi, grandi e
sporgenti; mandibole e hypopygium rosso bruni; ali ialine collo
stigma e le nervature diafani; frangie dei segmenti 3.° e seguenti
e pubescenza generale del corpo bianco argentee (Tav. XII, fig. 4)).
Lunghezza mm. 12. Femmina ignota.
L’ unico esemplare catturato dal Confalonieri a Gialo in
Giugno 1931 è stato ritenuto anche dal Bischoff come n. sp.
Indipendentemente dalla colorazione così speciale, anche questa
specie ha le caratteristiche somatiche generali del gruppo della
nitida Bisch., Morawitzi Rad. e Patrizii m., per quanto la
porzione posteriore dell’addome appaia un po’ meno piriforme e
quindi più globosa. Il 1.° segmento è più breve che non nella
Morawitzi, ma più ovale di quello della Patrézii; il 2.° ha la
consueta forma triangolare, con la maggior larghezza pressoché
uguale alla lunghezza; il 3.° segmento ha i lati un po’ più arcuati
che nelle tre specie sovra indicate. La scultura del 3.° tergite è
simile a quella della Patzrizii, ma più regolare e coi punti un
po’ più allungati.
) VN ect es ey
462 F. INVREA
Apterogyna Olivieri Latr.
Apterogyna Olivieri Latreille, Gen. Crust. et Ins. Vol. IV, 1809, p. 122. 9g.
Una quindicina di Q Q sono state raccolte dalla Missione
Patrizi a Gialo (IV-VI e VII-1931), tra questa localita e Es Sahabi
(V-1931), nonchè tra Es Sahabi e El Haseiat (VII-1931).
Diffusione: Egitto, Tripolitania !, Algeria.
Pseudophotopsis kokpetica (Rad.) sbsp. maura Bisch.
Pseudophotopsis kokpetica Rad. sbsp. maura Bischoff, Monogr. Mutill.
Afr. 1920, p. 98, 0.
Fra Es Sahabi e El Haseiat, VII-1931, 1 g, legit Confalonieri.
La forma tipica appartiene alla fauna turkestanica: la sotto-
specie maura è descritta di Tunisia e l’ho vista di Tripolitania
(Tripoli: Sidi Mesri, VII-1927, legit Krùger); una sottospecie
rufothoracica venne descritta da Bischoff d’Egitto. Gli esemplari
libici da me esaminati sono piuttosto piccoli e slanciati non sor-
passano i 10 mm. di lunghezza.
'Tricholabioides Patrizii n. sp.
S. Interamente di un giallo bruno ferruginoso chiaro, colle
antenne e le zampe più pallide, quasi testacee; occhi e ocelli
grigio-neri o neri; apice del 1.° e 2.° segmento addominale e la
totalità dei segmenti successivi di un bruno più intenso tendente
al marrone, talora con incerti riflessi dorato metallici; ali ialino-
giallastro-iridescenti coll’apice, nella metà superiore e a partire
dall’orlo esterno della cellula radiale, fortemente annerito, nella
metà inferiore appena infoscato parzialmente; nervature dello
stesso colore delle antenne. Oltrechè per il colore, differisce dalla
genotipica semistriata Kl. per l'aspetto generale del corpo
molto meno slanciato, più breve e piu tozzo; per il capo assai
meno prolungato dietro gli occhi, cogli angoli molto più arroton-
dati e sfuggenti; per l’addome più corto, più largo e più globoso,
col primo segmento più breve, assai allargato verso l'apice,
e quindi più campaniforme; per il 2.° segmento ugualmente più
RM li es ER NN SLY Marten BS
SPEDIZIONE A CUFRA 163
corto, assai più largo e più incurvato lateralmente, per la scul-
tura della base del 2.° tergite non striata e costolata, ma formata
di punti obliqui, mediocremente allungati e pochissimo profondi,
cogli intervalli non rilevati, ma piani e lucidi. La punteggiatura
apicale del 2.° tergite e quella dei segmenti successivi è rada e a
punti minuti; la pubescenza toracica e addominale piuttosto folta
e di colore giallastro (Tav. XII, fig. 5).
Lunghezza mm. 12-8. Femmina ignota.
Sette esemplari presi da Confalonieri in luglio a Es Sahabi e
fra Es Sahabi e El Haseiat. L’ identificazione di questa specie
come forma nuova mi è stata confermata dal Bischoff,
Per taluni caratteri, quali la forma del capo e la scultura addomi-
nale, la Patrizii m., ha qualche punto di contatto colla chloro-
tica Grib. dello Yemen meridionale, che il Bischoff, nella sua mono-
grafia ha attribuito, non so perché, al genere Ephutomma,
mettendola dubitativamente in sinonimia colla X. festacea Kl.,
mentre, come risulta dai due tipi esistenti nella collezione del
Museo Civico di Genova, è una Tricholabioides perfettamente
caratterizzata. Essa è tutta di un colore testaceo uniforme, senza
oscuramento dell'addome; è sottile e slanciata quanto e forse più
della semistriata Kl., col primo ed anche col secondo segmento
dell'addome molto allungati, ed è perciò dalla Patrizii assolu-
tamente distinta.
Trogaspidia divisa (Smith)
Mutilla divisa Smith, Catalog. Hym. Brit. Mus. 1855, p. 11.
Mutilla interrupta Olivier, Encycl. Méthod. Ins. 1811, v. 8, p. 62.
Mutilla floralis Klug, Symb. Phys. 1829, tav. V, fig. 1 e 2.
Trogaspidia divisa Bischoff, Monogr. Mutill. Afr, (Archiv. fiir Naturgesch.)
1920, p. 386 Q, p. 449 d.
(nec. Mutilla catanensis Rossi).
Cufra, VI-1931, un g, legit Confalonieri.
Già citata del deserto libico dal Bischoff nella sua monografia,
è specie diffusa in gran parte dell’ Africa, specialmente orientale,
dall'Egitto a tutta la regione etiopica: fu rinvenuta pure nella
Cafreria, nel Senegal e sulle coste atlantiche del Sahara: non
464 F. INVREA
giunge però alle coste mediterranee e sembra perciò legata nel
Nord Africa alle regioni desertiche e semidesertiche.
L’esemplare di Cufra ha le ali ancora più intensamente oscu-
rate che di consueto.
Dasylabris maura (L.) var. lepida (KI.) (!)
Mutilla lepida Klug, Reise durch Tirol, Oberitalien und Piemont nach
dem Siani Spanien. Passau 1835, p. 94, Q.
Dasylabris maura L. var. lepida Ern. André, Spec. Hym. Eur. VII-1889,
p. 389, 2.
Devonsi attribuire a questa varietà 9, che costituisce un pas-
saggio dalla forma tipica alla var. arenaria, gli esemplari che
più comunemente si rinvengono nel territorio libico, anche se
manca quasi sempre, in tutto o in parte, l’annerimento del pro-
noto, corrispondendo alle descrizioni tutti gli altri caratteri.
La missione Patrizi ne ha riportato 3 esemplari raccolti tra
Es Sahabi e Gialo in maggio e una trentina di individui presi a
Gialo in luglio.
Diff.: Spagna! Algeria, Tunisia, Tripoli! (legit E. D’ Albertis
V-VI-1902, Mus. Genova).
Dasylabris maura (L.) var. cypria (Sich. et Rad.)
Mutilla cypria Sich. et Rad. Essai d'une Monographie des Mutilles de
Pancien continent. (Horae soc. Ent. Ross. VI-1869, p. 263, 0).
Dasylabris maura L. var. cypria Ern. André, Spec. Hym. Eur. VII-1889,
p. 404, gf.
Confalonieri ha trovato estremamente comune questa varietà
S della D. maura in luglio a Gialo, ove ne ha raccolto oltre
150 esemplari scorazzanti sopra cespugli di Tamaria. Un esem-
plare pure in luglio ad El Agheila.
Diff.: Cipro, Sardegna (Is. Asinara !, Mus. Genova), Tunisia!
Algeria.
(1) La forma tipica della maura L. non mi risulta esistere in Cirenaica. Gli
esemplari citati da Kriiger di Giarabub e da me riportati nel mio elenco (Boll. Soc.
Entom. Ital. LXI, 1929, p. 161) appartengono la Q alla lepida KI. ed il galla cypria
Sich. et Rad. come ho potuto accertare de visu.
SPEDIZIONE A CUFRA 465
Fam. CHRYSIDIDAE.
? Parnopes denticulata Spin.
Parnopes denticulata Spinola, Ann. Soc. Entom. France. Vol. VII-1838,
p. 455.
Parnopes elegans Klug, Symb. Phys. Dec. V, 1845, tab. LXV, fig. 1.
Parnopes arabs Mocsary, Ann. Mus. Nat. Hung. Vol. 11, 1913, p. 44.
Quattro oo presi a Gialo, in giugno e luglio, dal Sig. Con-
falonieri.
Diff.: Egitto, Aden, Sudan.
Per quanto l’attribuzione dei quattro esemplari di Gialo alla
specie di Spinola mi sembri fondata, non oso tuttavia affermarla
senza qualche piccola riserva non avendo potuto disporre di alcun
materiale di confronto.
Anche la sinonimia, più sopra riportata sulla fede del, Traut-
mann, dalla lettura delle varie descrizioni mi ha lasciato alquanto
perplesso. Uno degli esemplari si distingue dagli altri per statura
un po’ maggiore, punteggiatura toracica un po’ più forte, riflessi
aurei del torace e dell'addome meno evidenti. Per contro ha
l’ultimo tergite a riflessi verdastri assai più intensi. Ma non
ritengo possa essere specificamente distinto.
Chrysis (Gonochrysis) atechka Buyss.
Chrysis atechka Du Buysson, Revue d’Entomologie, 1898, p. 131.
? Chrysis foveata Dahlbom, Hym. Eur, pr. bor. Vol. ll, 1854, p. 171,
Tav. VIII, fig. 97.
Sette esemplari raccolti dal Sig. Confalonieri a Gialo in luglio;
due di essi vennero da lui trovati morti, impigliati in tele di
ragno.
E specie finora segnalata soltanto d’ Egitto. Ritengo assoluta-
mente probabile la sua identità colla foveata di Dahlbom, quan-
tunque la descrizione di questo autore sembri incompleta.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. (Vol. LV), 17 Agosto 1932 30
= Sho ee nets to Pee, Wee gar ee MOVE SPREE TE etre ens Hed ia iat ante
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’ OASI DI CUFRA
(MARZO-LUGLIO 1931)
IMENOTTERI ACULBATI
PER D. GUIGLIA
(I PARTE)
FOSSORES
Il Prof. R. Gestro, Direttore del Museo Civico di Storia Natu-
rale di Genova, ha voluto cortesemente affidarmi lo studio degli
Imenotteri aculeati (!) raccolti durante la spedizione all’ Oasi di
Cufra, da lui iniziata e diretta dal Marchese Saverio Patrizi coa-
diuvato dal Preparatore Signor Carlo Confalonieri che già nel
1926 era stato chiamato a far parte della missione all’ Oasi di
Giarabub promossa dalla R. Società Geografica Italiana.
La regione attualmente esplorata da questi viaggiatori era
fino ad ora quasi completamente sconosciuta, perchè dal 1879,
anno in cui G. Rohlfs tentò per primo I’ esplorazione dell’ Oasi,
nessuno più si occupò di studiare faunisticamente questa parte
del territorio cirenaico. Il materiale riportato, benchè non molto
abbondante, reca quindi un particolare e notevole contributo alla
conoscenza della Imenotterologia Cirenaica che già in precedenza
formò oggetto di studio da parte di specialisti italiani e stranieri (?).
La maggioranza delle specie furono raccolte all’ Oasi di Gialo
dove i viaggiatori permasero dal 31 marzo all’ 11 maggio, e nella
vicina Oasi di Augila da loro esplorata durante questo periodo
di tempo. Scarse sono le specie raccolte lungo il tragitto tra
(1) Sono escluse le famiglie Mwutillidae, Chrysididae, Formicidae e Bethylidae.
(2) Vedi in appendice alla presente memoria l’ elenco dei lavori riguardanti
la fauna Libica (sono escluse le famiglie Mutillidae, Chrysididae, Formicidae e
Bethylidae).
SPEDIZIONE A CUFRA AG67
Bengasi e Gialo. Ad Es-Sahabi fu catturata un’ interessante
specie di Ammophila ancora: sconosciuta e che dedico al racco-
glitore, Sig. Carlo Confalonieri. Pure poco numerosi sono gli
individui raccolti a Cufra, sia per la brevità della permanenza in
quest’ Oasi (27 maggio - 21 giugno), sia per la vegetazione scarsa
e poco rigogliosa, punto favorevole all’ alimento e allo sviluppo
della fauna entomologica. A Cufra stessa fu catturata una bella
specie di Tachytes nuova per la scienza e che mi è grato dedi-
care al Marchese Saverio Patrizi.
Dal lato bio-geografico per ciò che riguarda Augila e Gialo
la fauna imenotterologica presenta un carattere deserticolo con
infiltrazioni di elementi dell’ Europa meridionale, delle vicine
regioni nord-africane e di forme orientali (Siria, Turkestan). A
Cufra, pur conservando il carattere paleartico-deserticolo, la fauna
imenotterologica già risente |’ influenza della vicina regione tro-
picale, difatti non pochi sono gli elementi etiopici.
Esprimo i miei sentimenti di gratitudine al Prof. R. Gestro
per avermi affidato lo studio di questo interessante materiale, al
Dott. Schulthess (Zurigo) e al Sig. Dusmet (Madrid) per I’ esatta
identificazione di specie critiche.
Sono poi riconoscente in modo speciale al Conservatore del
Museo Dott. Capra, perchè se ho potuto condurre a buon termine
questo mio lavoretto, lo devo al suo aiuto paziente ed efficace.
SPHEGIDAE
Ammophila Heydenii Dahlbom
Ammophila Heydenii Kohl, Ann. naturhist. Hofmuseums, Wien, XXI, 1906,
p- 366. — Berland, Faune de France, 10, Hymén. Vespif., 1925, p. 32. —
Roth, Ann. Soc. Ent. de France, XCVII, 1928, 1.° e 2.° trim., p. 206.
Gialo 1 9.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Gribodo, Schulthess), Tol-
metta (Gribodo), Derna (Schulthess) |; Tripolitania [ Gherran
(Schulthess) ].
Europa meridionale, Africa del Nord, Asia centrale.
168 : D. GUIGLIA
Ammophila gracillima Taschenberg
Ammophila gracillima Kohl, Ann. naturhist. Hofmuseums, Wien, XXI,
1906, p. 323. — Ammophila producticollis Schulthess, Bull. Soc. Hist.
Nat. de l’ Afrique du Nord, 1926, p. 208. - Ammophila gracillima
Roth, Ann. Soc. Ent. de France, XCVII, 1928, 1.0 e 2.0 trim., p. 188.
Gialo 4 9.
Distrib. geogr.: Cirenaica [ Giarabub (Kruger) |.
Algeria, Tunisia, Egitto, Nubia, Abissinia, Mongolia.
Ammophila propinqua Taschenberg
Ammophila propingua Kohl, Ann. naturhist. Hofmuseums, Wien, XXI,
1906, p. 363. — Roth, Ann. Soc. Ent. de France, XCVII, 1928, 1.0 e 2,0
trim., p. 207.
Gialo 1 dg.
Distrib. geogr.: Algeria, Egitto, Siria, Arabia meridionale.
Ammophila erminea Kohl
Ammophila erminea Kohl, Ann. naturhist. Hofmuseums, Wien, XXI, 1906,
p. 365. — Roth, Ann. Soc. Ent. de France, XCVII, 1928, 1.° e 2.° trim.,
p- 206.
Giallo
Distrib. geogr. : Malta, Tunisia, Egitto, Aden, Assab.
A. (Psammophila) Tydei Guillou
A. (Psammophila) Tydei Berland, Faune de France, 10, Hymén. Vespif.
1925, p. 32. —- Roth, Ann. Soc. Ent. de France, XCVII, 1928, 1.° e 2.°
trim., p. 176.
Es-Sahabi 1 ©; Gialo 6 9 5 gi; Cufra 1 9, Lago di
Buema (Cufra) 1 9.
Distrib. geogr.: Cirenaica [ Bengasi (Gribodo, Schulthess),
Cirene (Schulthess), Derna (Gribodo), Giarabub (Guiglia, Kriger) |;
Tripolitania [ Homs (Mantero), Tripoli (Ghigi) ].
Regione mediterranea, Isole Canarie, Africa centrale, Isola di
Madagascar, Siria, Turkestan, Persia.
SPEDIZIONE A CUFRA 169
Ammophila (Psammophila) Confalonierii n. sp.
d'. Nigra, abdominis pedibusque ex parte rufis. Clypeo
transverse concavo, margine in medio tuberculato; orbitis
interioribus clypeum versus leviter convergentibus, ibique
longitudine antennis artic. 2 + 3 + 4 + !/, 5 inter se
distant; ocellis posterioribus ab orbita atque inter se aequa-
liter remotis. Metanoto sublucido densissime transverse
striolato; petiolo metatarsum posticum longitudine circiter
aequante. Pulvillis magnis, unguiculis edentatis. Alis hya-
linis apicem versus subinfuscatis. Sagittae apice valde flexo.
Long. 12 mm.
Q ignota.
Es Sahabi (Cyrenaica) III-1931; Typus in Museo Civico
Januense, 3 d'.
Capo (Fig. I, 1) finamente rugoso con punti grossi, assai rari,
disordinatamente disposti sulla fronte e sul vertice. La pubescenza
è biancastra lunga, rada ed eretta sul vertice e sulla fronte, assai
più breve, argentata ed
anteriormente diretta sul
clipeo ed intorno all’inser-
zione delle antenne. Il cli-
peo si presenta allungato,
trasversalmente concavo,
con margine anteriore con-
vesso e ben visibile spor-
genza mediana. Gli occhi
convergono leggermente
verso il clipeo, il punto di
minore distanza fra le orbite
4 9 interne è circa eguale al
DONO Ci Seba ileal bg a
articolo delle antenne. La
distanza fra l’ocello poste-
riore e l'occhio è presso a poco eguale alla distanza che intercede
fra i due ocelli posteriori. L’ocello anteriore è sensibilmente più
largo dei posteriori. Sulla parte mediana del capo si osserva un
Fig. I. A. (Psammophila) Confalonierii,
sp. n.; 1 capo; 2 articoli basali dell’ antenna.
470 D. GUIGLIA
soleo ben netto che partendo dall’ ocello anteriore giunge fino
all’inserzione delle antenne. Il terzo articolo delle antenne è circa
eguale una volta e mezzo il quarto (Fig. I, 2).
Pronoto convesso, globoso con superficie subrugosa ed irre-
golarmente punteggiata: a punti fini e minuti sì sovrappongono
punti grossi e profondi più o meno densi. Il mesonoto ha pure
la superficie dorsale irregolarmente punteggiata-rugosa con pube-
scenza fina, bianco-argentata diretta posteriormente ed in modo
particolare lunga ed abbondante sulle porzioni laterali. Sul primo
terzo anteriore si osserva una carena mediana longitudinale ben
distinta.
Scutello convesso, lucido con pochi punti grossi, irregolari e
con striatura longitudinale più o meno grossolana. Postscutello ©
pure lucido con pochi punti irregolari e poco profondi. Metanoto
sublucido con striatura trasversale fina ed assai fitta. Sui due
terzi posteriori della sua superficie dorsale si osserva un ampio
solco. Sulle porzioni laterali la pubescenza è lunga, biancastra,
posteriormente diretta. i
Il peziolo è lungo presso a poco come il metatarso delle
zampe posteriori. Visto dal dorso esso presenta i lati paralleli
sui ?/, anteriori, sensibilmente divergenti verso l’ultimo terzo.
La superficie dei tergiti addominali è subopaca, finamente pun-
teggiata ed irregolarmente rugosa in senso longitudinale. Il primo
tergite ha i punti più fini, meno profondi e rugosità non ben
distinta. Tutta la superficie dorsale dell’addome è rivestita di
‘pubescenza assai breve, bianco-argentea, posteriormente diretta.
Sulla superficie di tutte le paia di zampe si osserva una simile
pubescenza. Le unghie dei tarsi sono prive di dente, i pulvilli si
presentano assai bene sviluppati.
Ali anteriori e posteriori ialine, quelle anteriori mostrano
presso il margine-apicale una fascia più o meno offuscata che
partendo dal margine della cellula radiale, dove presenta un più
sensibile offuscamento raggiunge sfumando il margine posteriore
dell’ala senza toccare le cellule cubitali. La 3* cellula cubitale
si presenta a forma subtriangolare, la 2° e la 3* venatura .tra-
sverso-cubitale sono più o meno ravvicinate sulla cellula radiale.
Stipiti dell'armatura genitale (visti di lato) obliquamente tron-
cati, con frangia di setole robuste, relativamente brevi e poco
numerose (circa 20) sul margine dorsale. Sagitte riunite in un
SPEDIZIONE A CUFRA ATA
pezzo unico, distintamente strozzate ai */, e con l’apice forte-
mente ripiegato in basso; sulla superficie dorsale si osservano tre
carene ben delimitate, una mediana e due laterali, queste conver-
gono sfumando sulla parte apicale, quella termina un poco prima
della strozzatura. (Fig. II, 1, 2).
La colorazione è nera, sono ferruginei i quattro primi seg-
menti addominali; il quinto si può presentare o completamente
nero (1 es.) o più o
meno macchiato di
ferrugineo. Il peziolo
é ferrugineo con la
metà basale annerita
in un unico esem-
plare, nei rimanenti
è completamente
nero. È pure ferru-
gineo il primo e
secondo paio di zampe
(le anche e i femori
di ambedue le paia
i 1 2 S
presentano la faccia
i . cu Fig. II. A. (Psammophila) Confalonierti, sp. n. 3’;
rior
easel 2 3 DI 2 SIND 4 armatura genitale (vista dal dorso); 2 stipite e sagitta
annerita, In un esem- (visti di lato). 3
plare anche le tibie A. (Psammophila) alpina Kohl. g; 3 arma-
tura genitale (vista dal dorso).
del secondo paio mo-
strano un sensibile annerimento sulla medesima faccia). Il terzo paio
é nero con la parte apicale della faccia inferiore del femore e il
primo terzo basale delle tibie più o meno macchiato di fer-
_rugineo.
Questa specie si avvicina come dimensioni, aspetto gene-
rale e particolare struttura della superficie dorsale del metanoto
alla Psammophila alpina Kohl, la quale però differisce per
caratteri ben definiti di cui accenno qui ai principali:
1.9) Margine del clipeo liscio, privo di sporgenza mediana.
2.9) Terzo articolo delle antenne appena un poco più lungo
del quarto. 3
3.9) Metanoto opaco, meno fittamente striato, nell’ intervallo
fra una stria e l’altra è ben visibile una finissima punteggiatura.
Solco mediano o nullo o quasi nullo.
479 D. GUIGLIA
1.9) Peziolo visto dal dorso a lati paralleli ed eguali ai +/,
del metatarso delle zampe posteriori.
5.°) Zampe completamente nere.
6.°) Stipiti dell'armatura genitale con frangie di setole assai
più lunghe e numerose, disposte in serie anche sul margine ven-
trale. Sagitte non sorpassanti gli stipiti. (Fig. II, 3).
Schulthess (in litteris) riavvicina la specie di Gialo alla Ps.
dispar Taschenberg; io non possiedo alcun esemplare riferibile a
questa specie, ma, da quanto mi risulta dalle descrizioni degli
autori (!) essa differisce dall’ Ammophila della Cirenaica per i
seguenti principali caratteri :
1.°) Clipeo leggermente smarginato circolarmente.
2.9) Terzo articolo delle antenne circa !/, più lungo del
quarto.
3.9) Metanoto grossolanamente rugoso.
4.°) Zampe completamente nere.
5.°) Apice della cellula radiale sensibilmente scostato dal
margine dell’ala. i
Sphex (Parasphex) viduatus Christ.
Sphex (Parasphex) viduatus Kohl, Ann. naturshist. Hofmuseums, Wien,
V, 1890, p. 322. — Roth, Ann. Soc. Ent. de France, XCIV, 1925,
4.° trim., p. 381.
Gialo 180%
Distrib. geogr.: Cirenaica [Giarabub (Kruger), Derna (Schulthess |
Tutta l’Africa, Siria, India, Cina.
Sphex (Calosphex) nigropectinatus Taschenberg.
Sphex (Calosphex) nigropectinatus Kohl, Ann. naturhist. Hofmuseums,
Wien, V, 1890, p. 329. — Roth, Ann. Soc. Ent. de France, XCIV,
1925, 4.° trim., p. 381.
85 Km. a sud di Gialo 6 ©.
Distrib. gegr.: Cirenaica [Giarabub (Kruger)].
Egitto, Nubia, Sudan, Aden.
(1) André, Spec. Hymén. Europe, III, 1886, p, 84.
Kohl, Ann, naturh. Hofmuseums. Wien, XXI, 1906, p. 282, Tav. VII, fig. 44 e
16 e Tav. VIII, fig. 41.
ie ala e e e SO 8
eNO Coon lt PERONI ANO Mita Ae Ne è ing ‘ : mò
SPEDIZIONE A CUFRA 173
Sphex (Calosphex) niveatus Dufour
Sphex (Calosphex) niveatus Kohl, Ann. naturhist. Hofmuseums, Wien, V,
1890, p. 328. — Roth., Ann. Soc. Ent. de France, XCIV, 1925,
4.° trim., p. 380.
85 Km. a sud di Gialo 1 of
Distrib. geogr.: Algeria, Sudan, Egitto.
Larra anathema Rossi
Larra anathema Kohl, Verh. zool.-bot. Gesell. in Wien, XXXIX, 1884,
p- 238. — Berland, Faune de France, 10, Hymén. Vespif., 1925, p. 111.
Gialo 1 dg.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Schulthess) ].
Europa centrale meridionale, Africa settentrionale, Asia.
Notogonia nigrita Lepeletier
Notogonia nigrita Kohl, Ver. zool.—bot. Gesell. in Wien, XXXIX, 1884,
p. 253. — Berland, Faune de France, 10, Hymén. Vespif. 1925, p. 113.
Qui aie
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Schulthess, Guiglia), Es
Scegga (Kruger), Cirene (Guiglia), Derna (Schulthess, Gribodo),
Giarabub (Guiglia), Chersa (Gribodo)]; Tripolitania [Tripoli (Schul-
thess), Misurata (Mantero) |.
Europa meridionale, Cipro, Africa settentrionale, Canarie.
Notogonia pompiliformis Panzer
Notogonia pompiliformis Kohl, Verh. zool.-bot. Gesell. in Wien, XXXIX,
1884, p. 250. — Berland, Faune de France, 10, Hymén. Vespif. 1925,
p. lis.
Gialo 2 gd.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Schulthess)].
Europa meridionale e parte della centrale, Africa settentrionale,
Asia mediterranea,
ATI D. GUIGLIA 5
Tachysphex Panzeri (v. d. Linden)
Tachysphex Panzeri Kohl, Verh. zool.- hot. Gesell. in Wien, XXXIV,
1884, p. 351 e 356, Od. ;
Gialo 4 gd.
Distrib. geogr.: Europa centrale e meridionale, Africa setten-
trionale, Asia minore.
Tachysphex Panzeri (v. d. Linden)
var. oraniensis (Lepeletier)
Tachysphex Panzeri var. oraniensis Kolh, Verh. zool.- bot. Gesell. in
Wien, XXXIV, 1884, p. 351, 356, 357, Q d.
Gialo6 One:
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi, Giuliana, Derna (Schul-
thess), Giarabub (Kriger)]; Tripolitania [Tripoli, Gherran, Ain
Zara, Bengasi (Schulthess) |.
Europa centrale e meridionale, Algeria, Tunisia, Egitto, Tur-
kestan.
Tachysphex fluctuatus Gerstaecker
Tachysphex fluctuatus Kohl, Verh. zool.— bot. Gesell. in Wien, XXXIV,
1884, p. 365, 9 Q.
Gialo 8 7 1 9, Es-Sahabi 1 ©, Cufra 1 gf.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Schulthess), Giarabub
(Kriger)]; Tripolitania [Tripoli (Schulthess)].
Europa meridionale, Africa settentrionale e tropicale, Siria.
Tachysphex nitidus (Spinola)
Tachysphex nitidus Kohl, Verh. zool.-Gesell. in Wien, XXXIV, 1884,
porse, oo OF
Gialo 1 9.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Schulthess)].
Tutta la regione paleartica.
eee eM VORO BP (ORI ESRI NINO Shar PI) ONE ARREDI ANI E AL te { edie Wk
NN er sre tC si 4a n < Ke K
SPEDIZIONE A CUFRA 475
Tachysphex nigripennis Kohl
Tachysphex nigripennis Kohl, Verh. zool.- bot. Gesell. in Wien, XXXIV,
1884, p. 389.
Gialo 2 gf.
Distrib. geogr. : Europa centrale e meridionale.
Tachysphex Costae (Destefani)
Tachysphex Costae Kohl, Verh. zool.- bot. Gesell. in Wien, XXXIV, 1884,
pag. 365, S Q.
20m. a sud di Gialo 1g.
Distrib. geogr.: Sicilia, Francia meridionale, Spagna.
Tachysphex Buyssoni Morice
Tachysphex Buyssoni Morice, Trans. Ent. Soc. London, 1897, p. 307;
Tav. VI, fig. 7 e 8.
Gialo 1 9.
Distrib. geogr. : Egitto.
Tachytes Patrizii D. sp.
S - Affinis Tachytes etrusca. Nigra, argenteo - sericeo-
pilosa, tarsis apices versus ferrugineis. Oculis in vertice
longitudine articuli 1+ 2 flagelli distantibus ; antennarum
articulo ultimo in medio dentato. Mesonoto dense et subti-
liter punctulato; metanoti area declivi rugosa et fovea
profunde excavata. Margine postico segmentorum abdominis
2, 3, 4 fascia subsinuata argenteo-sericea ornato ; sternite
ultimo late et profunde emarginato. Metatarso antico spinis
6 armato; calcari tibiarum posteriorum longiore quam
metatarso. Alis hyalinis, nervis testaceis.
Long. 14 mm.
O ignota.
Cufra (Gyrenaica) VI-1931; Typus in Museo Civico -
Januense 1 d'.
DR Fd ONERI LE Wp ere
PET CR ke MIO
176 D. GUIGLIA
Capo con pubescenza bianco-argentata, lunga, fitta, lucente
ed anteriormente diretta sul clipeo, fra |’ inserzione delle antenne
e lungo il margine interno del lobo oculare; sulla fronte è lunga
ed irta, presso il vertice e sul vertice stesso si presenta eretta,
assai più fina e rada. Clipeo (Fig. III, 1) leggermente convesso
Nie
3
Fig. III. Tachytes Patrizii, sp. n.: 1 parte inferiore del capo; 2 12.° e 43.0
articolo dell’ antenna; 3 ultimo sternite.
con punteggiatura densa e profonda, all’ apice è differenziato in
una lamina separata come da un gradino: la lamina è lucida a
margine lievemente convesso e con pochissimi punti irregolari e
debolmente impressi. Palpi labiali di 4 articoli, mascellari proba-
bilmente di 5 (non posso stabilire con sicurezza il numero di
questi ultimi essendo i palpi rotti all’ apice); galea lunga presso
a poco come lo stipite. Sul vertice la distanza fra i due occhi è
circa eguale al 1 + 2 articolo del flagello. Ultimo articolo delle
antenne con dente mediano assai ben distinto (Fig. II, 2); 10.,
11, 12 articolo con leggera ma netta carena longitudinale sulla
faccia interna.
Mesonoto regolarmente e finamente punteggiato, |’ intervallo
fra i punti é subopaco e leggermente zigrinato ; pubescenza
bianco-giallognola, sottile e rada al centro, più lunga e più fitta
sulle porzioni laterali; lo scutello ha punteggiatura simile a
quella del mesonoto ma più regolare, |’ intervallo fra i punti è
lucido con microscultura evanescente. Il metanoto ha punteggiatura,
sensibilmente più fitta e profonda con linea mediana a scultura
differenziata terminante all’ indietro in una ben distinta zona
SPEDIZIONE A CUFRA 477
sublucida a forma di /\, priva di punteggiatura, trasversalmente
rugosa e che occupa circa !/, della lunghezza del metanoto; la
superficie declive si presenta pure nettamente striato -rugosa in
senso trasversale; sui */ anteriori la concavità mediana è ampia
ed assai profonda; tutta la superficie sia dorsale che declive è
rivestita di abbondante e lunga pubescenza bianco-giallognola.
Tergiti addominali con punteggiatura a raspa, fina, densa,
debolmente impressa. Il 1 tergite è interamente ricoperto di
pubescenza bianco-argentata, più densa ai lati e lungo il margine
apicale. Sui tergiti 2, 3, 4 la pubescenza si riduce a delle fascie
regolari, spiccatamente bianco-argentate disposte lungo il margine
apicale di ciascun tergite ; sul 2 tergite questa fascia si presenta
a margine anteriore debolmente convesso e sinuosa ai lati, sul
Saona dl. , sul 4 assai ristretta ed interrotta nella
parte mediana. Gli sterniti hanno punteggiatura simile ai tergiti,
ma più profonda e con netta zigrinatura tra punto e punto; la
pubescenza è grossolana, depressa, rada, frammista a setole più
robuste, semierette; ultimo sternite profondamente ed ampiamente
smarginato. (Fig. III, 3).
Zampe ricoperte di sottile pubescenza bianco-argentata; meta-
tarso delle zampe anteriori munito di 5-6 spine (5 nel destro,
6 nel sinistro), l’ultima di queste lunga come il seguente articolo
tarsale; sperone delle zampe posteriori lungo come il metatarso.
Ali ialine, venature. testacee.
Colorazione nera, sono ferrugineo-scure le spine e gli ultimi
3 articoli tarsali di tutte le zampe (i primi due sono più o meno
bruni); le tegule sono bruno-giallastre sulla metà apicale.
Questa specie, come colorazione ed aspetto d'insieme ricorda
la 7. etrusca (Rossi), la quale specie però nettamente si distingue
dalla Patrizii per i seguenti principali caratteri :
1.°) Distanza fra gli occhi sul vertice eguale al 2.° articolo
del flagello delle antenne.
2.9) Ultimi articoli delle antenne normali.
| 3.°) Punteggiatura del mesonoto fina e molto densa, intervallo
fra i punti non zigrinato, minore del diametro del punto stesso
(nella Patrizii questo intervallo è generalmente maggiore).
4.°) Superficie declive del mefanoto non rugosa.
5.9) Fascie marginali dei fergiti lineari.
6.°) Ali giallastre.
o ", Satie: (ressa pd
TEE Pn Sor AREE VOTACI GEOSAT OTE RIE NO EL TUE RELATE REL N UTO ate
478 D. GUIGLIA
7.°) Sperone delle zampe posteriori un poco più breve del
metatarso. i
8.9) Ginocchia, tibie, tarsi di tutte le zampe ferruginei.
9.9) Mandibole rosso-ferrugineo-scure sulla porzione mediana.
La T. Patrizii non si può con sicurezza avvicinare ad alcuna
delle specie elencate e studiate da Arnold (*), la conformazione
dell’ ultimo sternite è molto simile a quella della 7. pulchricornis
Turner [ V. Arnold 1. c., p. 198, fig. 41 (h) ].
Gastrosericus Waltlii Spinola
Gastrosericus Waltlii Spinola, Ann. Soc. Ent. de France, VII, 1838, p. 481,
n. XXX, d. — Kohl, Verh. zool.- bot. Gesell. in Wien, XXXIV,
1884, p. 409, £ 2.
Gialle OL
Distrib. geogr.: Cirenaica [Giarabub (Kriger)]; Tripolitania
[Bungeim (Mantero) | .
Egitto.
Gorytes mesostenus Handlirsch
Gorytes mesostenus Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, XCVII, 1888,
Ds, ub of
Cufra 1 9.
Distrib. geogr.; Egitto.
Stizus zonatus (Klug)
Stizus ferrugineus Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, Cl, 1892, p. 159,
Ne 105 Og la) hee 23.
Stizus zonatus Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CIV, 1895, p. 998.
Gialo 1 Q.
Distrib. geogr.: Egitto.
(1) Ann. Transv. Museum, IX, Part. III, 1923, p. 191.
SPEDIZIONE A CUFRA
Stizus succineus (Klug)
Stizus succineus Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CI, 1892, p. 144,
n. 93,7 9; T. 2, fig. 16.
Cufra 3 9 3 g, Lago di Buema (Cufra) 7 9 2 gd.
Distrib. geogr.: Egitto, Eritrea.
Stizus Koenigii Morawitz
Stizus Koenigti Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CI, 1892, p. 125,
Og Porti dì
Gialo 2 g7, Cufra 197 2 9.
Distrib. geogr.: Tunisia, Siria, Caucaso, Turkestan, Turcomenia.
Bembex Dalhbomii Handlirsch
Bembex Dahlbomii Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CII, 1893,
Peover 62 O Ni Mee by fie 0
Gialo 13 9 2 ©, Cufra 6 2 1 g, Lago di Buema (Cufra)
11 9 2 6, El Tallab (Cufra) 1 9, El Hauaeiri (Cufra) 1 9.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Giarabub (Krùger)].
Africa settentrionale, India.
Bembex Fischeri Spinola
Bembex Fischeriî Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CII, 1893, p. 871,
n. 105, Q.
Cura dO:
Distrib. geogr.: Egitto.
Bembex Megerlei Dahlbom
Bembex Megerlei Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CII, 1893, p. 729,
n. 15, 2g; T. 1, fig. 13 e T. 6, fig. 11.
Gialo 1 ©.
Distrib. geogr.: Ungheria, Russia, Turkestan.
480 i D. GUIGLIA
Bembex chlorotica Spinola
Bembex chlorotica Handliesch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CII, 1893,
PRIA 0)
Gialo 1 dg.
Distrib. geogr.: Algeria, Tunisia, Egitto, Arabia.
Bembex Turca Dahlbom
Bembex turca Handlirsch, Sitzber. Akad. Wiss. Wien, CII 1893, p. 859
Oro oe CITI Bs sles 7h Os Th ey SBE
Giuliana (Bengasi) 1 9 leg. Zavattari.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Schulthess)]; Tripolitania
[Homs (Mantero), Gheran, Tripoli (Schulthess) |.
Europa meridionale ed orientale, Africa settentrionale.
Oxybelus lamellatus Olivier
Oxybelus Savignyt Spinola, Ann. Soc. Ent. de France, VII, 1838, p. 483.
n. XXXI, d.
Oxybelus arabs Berland, Faune de France, 30, Hymén. Vespif. 1925,
p. 206.
El Agheila 2 g’, Augila 1 ©, Gialo 2 g 2 9.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi, Agedabia, Derna, (Schul-
thess), Tolmetta (Gribodo), Giarabub (Kriger)]; Tripolitania
[Homs (Mantero) ].
Spagna, Algeria, Egitto, Siria.
Il gruppo del lamellatus è uno dei più complicati gruppi di
Oxybelus che sarebbe assai utile, avendo a disposizione abbon-
dante materiale, riprendere in esame e ristudiare con i metodi
suggeriti dall’odierna sistematica.
Oxybelus subspinosus Klug
Oxybelus subspinosus Berland, Faune de France, 10, Hymén. Vespif. 1925,
p. 208, fig. 427. — Guiglia, Ann. Mus. Civ. Storia Naturale Genova,
LIII, 1929, p. 397. 3
Augila 2 gf.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Porto Bardia, Giarabub (Guiglia) ].
Spagna, Egitto.
SPEDIZIONE A CUFRA 481
VESPIDAE
Eumenes maxillosa (de Geer)
Eumenes maxitllosus Bequaert, Ann. South Afric. Mus., XXIII, 1926, p. 559.
Augila 2 6, Gialo 7 of 3 9, Cufra 1 6, Lago di Buema
(Cuma) LO.
Distrib. geogr. : Cirenaica [ Bengasi, Derna (Schulthess) ] ;
Tripolitania [Homs (Mantero), Tripoli (Schulthess) ].
Quasi tutta l’ Africa, particolarmente tropicale e meridionale.
Eumenes campaniformis var. esuriens (Fabricius)
Eumenes campaniformis var. esuriens Bequaert, Ann. South Afric. Mus.,
XXIII, 1926, p. 542.
Augila 7 g 3 9, Gialo 6 gd 5 Q.
Distrib. geogr. : Egitto, Eritrea, Senegal, Congo Belga, Arabia
meridionale, Persia, India, Cina meridionale, Arcipelago Malese,
Queensland.
Odynerus (JLionotus) chloroticus Spinola
Odynerus chloroticus Spinola, Ann. Soc. Ent. de France, VII, 1838,
p. 500, 9. — Bequaert, Bull. Amer. Mus. Nat. Hist., XXXIX, 1918.
Odynerus (Lionotus) chloroticus Schulthess, « Eos», IV, 1928, p. 71 e 72.
Giallo 2°, Cutra TO Ml Vallab: (Cufra) 2091
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Schulthess) |. Algeria, Egitto,
Dancalia, Abissinia, Palestina.
Odynerus (Lionotus) crenatus Lepeletier
Odynerus (Lionotus) crenatus Berland, Faune de France, 19, Hymén.
Vespif., 1928, p. 39.
Lago di Buema (Cufra) 1 9.
Distrib. geogr.: Europa meridionale, Algeria, Egitto Abissinia.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (20 Agosto 1982) 31
Vig irae O I ARI SISI dC ORI RO Ce STO IDATA PMR RATE ean)
Dig nt } ry ee 7 : Tet olin LA J
\
1892 D. GUIGLIA
SCOLIIDAE
Scolia (Discolia) bifasciata Rossi
Discolia bifasciata Guiglia, Ann. Mus. Civ. Storia Naturale Genova, LII,
1928, p. 427 e 441.
Gialo 1 gd.
Distrib. geogr.: Europa meridionale ed orientale, Grecia,
Cipro, Arabia, Persia.
Scolia (Discolia) maura Fabricius
Scotia maura Saussure e Sichel, Catal. spec. gen. Scolia, 1864, p. 69, n. 46,
d° 2. — Betrem, Treubia, IX, Suppl., 1928, p. 44, 249, 250, 263.
Gialo 1 9, El Agheila, 1 gf.
Distrib. geogr. : Cirenaica [Tolmetta (Gribodo), Tobruch (Kru-
ger)]; Tripolitania [Tripoli (Schulthess)].
Europa meridionale ed orientale, Africa settentrionale, Abis-
sinia, Senegal.
Campsomeris thoracica Fabricius
Campsomeris thoracica Betrem, Treubia, IX, Suppl., 1928, p. 125.
Cufra 2 9, El Giof (Cufra) 1 9, Lago di Buema (Cufra) 1 9.
Distrib. geogr. : Cirenaica [Bengasi (Schulthess)]; Tripolitania
[Tripoli (Schulthess), Homs, Oasi di Misurata (Mantero)].
Europa meridionale, Africa settentrionale ed orientale, Siria,
Arabia.
Campsomeris thoracica forma eriophora (Klug)
Campsomeris thoracica subsp. erzophora Betrem, Treubia, IX, Suppl.,
1928, p. 126.
Cufra 12 g7, Lago di Buema (Cufra) 2 dg.
Distrib. geogr.: Cirenaica [Bengasi (Gribodo, Schulthess)];
Tripolitania [Tripoli (Schulthess)].
Europa meridionale, Africa settentrionale ed orientale, Asia
occidentale e meridionale, India occidentale.
BO ANTE RNA IAN ARA N AO O
. SPEDIZIONE A CUFRA 483
Elis (Trielis) villosa (Fabricius)
Trielis villosa Guiglia, Ann. Mus. Civ. Storia Naturale Genova, LII, 1928,
p- 449 e 452. — Elis villosa Dusmet. « Eos », VI, 1930, p. 43.
Gialo 13 9.
Distrib. geogr. : Cirenaica [Giarabub (Kruger) ].
Tutta la regione paleartica.
Ellis (Dielis) hyalina Klug
Dielis Klugii Saussure e Sichel, Catal. spec. gen. Scolia, 1864, p. 172
ie MTOR
Lago di Buema (Cufra) 2 9.
Distrib. geogr. : Cirenaica [Oasi di Giarabub (Guiglia)]. Egitto,
Nubia, Eritrea, Guinea Portoghese.
Elis (Dielis) elegans Brullé
E. (Dielis) elegans Saussure e Sichel, Catal. spec. gen. Scolia, 1864,
elite elas oe. ©:
Gialo 8 ©’, Cufra 3 g, lago di Buema (Cufra) 14 g.
Specie molto variabile come dimensioni, gli esemplari maschi
da me esaminati costituiscono difatti una serie interrotta che va
da un massimo di 15 mm. fino a un minimo di 7 mm.
Distrib. geogr.: Isole Canarie, Senegal.
PSAMMOCHARIDAE
Pseudopompilus Humboldti Dahlbom
Pseudopompilus Humboldtt Haupt, Monogr. Psammoch. Mittel.- Nord und
Osteuropas, 1927, p. 293.
Gialo 1 &.
Distrib. geogr. : Cirenaica [Giarabub (Kriger)]. Sicilia, Egitto,
Transcaspia.
184 D. GUIGLIA
Paracyphononyx umbrosus (Klug)
Pompilus umbrosus Klug, Symb physic., 1834, Insect., T. 39 fig. 4, 9. —
Paracyphononyx umbrosus Magretti, Ann. Mus. Civ. Storia Naturale
Genova, XXI, 1884, p. 564, n. 81.
Gialo 1 9. Co
Distrib. geogr.: Cirenaica. [Bengasi (Schulthess)]. Spagna,
Canarie, Tunisia, Egitto, Siria.
Paracyphononyx anticus (Klug)
Pompilus anticus Klug, Symb. physic., 1834, Insect., T. 38 fig. 10 (9). -
Paracyphononyx anticus Magretti, Ann. Mus. Civ. Storia Naturale
Genova, XXI, 1884, p. 564, n. 80.
Gialo 1 9.
Distrib. geogr.: Eritrea, Arabia deserta.
Ctenagenia vespiformis (Klug)
Ctenagenia vespiformis Haupt, Monogr. Psammoch. Mittel.- Nord und
Osteuropas, 1927, p. 129.
Oasi di Es Zurgh (Cufra) 1 9.
Distrib. geogr, : Siria, Egitto, Dancalia, Scioa, Madagascar.
A porus sericeus Spinola
Aporus sertceus Spinola, Ann. Soc. Ent. de France, XII, 1838, p. 462, n. 10.
Gialo TO 1°
Distrib. geogr. : Egitto.
1396
1909
1913
1915
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1923
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SPEDIZIONE A CUFRA 185
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SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’ OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1931)
| PSEUDOSCORPIONIDEA
von DR. MAX BEIER, WIEN.
Eine kleine, mir von dem Direktor des Museums in Genua,
Herrn Prof. Dr. Gestro, zur Bearbeitung uberlassene Collection
von Pseudoscorpionen aus Cirenaica enthielt folgende vier Arten :
Olpium savignyi E. Sim.
12 adulte Exemplare, Oasi di Gialo, IV-V-1931.
Eine aus den Wustengebieten Egyptens bekannte und dort
anscheinend nicht seltene Art.
Minniza deserticola EF. Sim.
1g, 1 @, El Agheila, Juli 1931.
Die vorliegenden Stucke sind nach der Lage der Tasthaare
(das Tasthaar è liegt distal von ést), den Palpenmassen und der
Bezahnung der Palpenfinger zweifellos zu deserticola zu stellen.
Sie weisen jedoch geringe Unterschiede in den Paipenmassen gegen-
uber der Stammform auf, die aber nicht zur Aufstellung einer
eigenen Subspecies ausreichen. Die Palpenmasse des vorliegenden
Mannchens betragen namlich: Femur L. 0.68 mm., B. 0.20
Ten SESIA ge OlO7 mm: Be 0.25-2mm,. Hand. 1. 0.63.mm:, B.
0.32 mm., Finger. L. 0.62 mm. Das Femur ist also 3.3mal,
die Tibia 2.7mal, die Schere 3.6mal so lang wie breit. Die Kér-
perlange betragt beim Mannchen 3, beim Weibchen 4 mm. Der
feste Palpenfinger besitzt 32, der bewegliche 17 deutliche Zahne.
Die Art war bisher von Tunis, Algerien und Sizilien bekannt
gewesen.
188 MAX BEIER
Withius subruber (E. Sim.)
1 adultes o’, Miss. Cufra, Bengasi, 28-III-1931.
Eine in Europa und Nordafrika nicht seltene Art.
Rhacochelifer similis n. sp.
(Fig. 1 und 2)
Cephalothorax deutlich etwas linger als breit, fein und dicht
granuliert, mit 2 ziemlich tiefen Querfurchen, die basale naher
dem Hinterrand als der vorderen. Tergite geteilt, die 5 vorderen
DEES \
lido i
Fig. 1. Rhacocheléfer similis n. sp.
Linke Palpe des ¢ und rechte des Q.
etwas schwacher chitinisiert
als die hinteren. 5 Margi-
nalborsten auf jedem Halb-
tergit. Borsten des Korpers
gezàhnt, aber nicht gekeult.
Flagellum mit 3 Borsten.
_ Serrula mit 19 Lamellen.
Palpen (Fig. 1) ziemlich
kraftig, deutlich granuliert,
an der Medialseite der Glie-
der ohne grébere Korner
neben der normalen Gra-
nulation. Femur des Mann-
chens 3.1mal, des Weibchens
8.1mal, Tibia des Mannchens
2.4mal, des Weibchens
2.3mal, Schere des Mann-
chens 2.9mal, des Weibchens
2.8mal so lang wie breit.
Finger deutlich kurzer als
die Hand ohne Stiel. Das
Tasthaar zt ziemlich nahe
der Fingerbasis befindlich,
aber deutlich distal von és?
stehend. Vorderbeine des
Mannchens (Fig. 2) massig
gedrungen, schlanker als bei den verwandten Arten. Tibia 3mal,
Tarsus 2.9mal so lang wie breit, letzterer antical nicht excaviert
SPEDIZIONE A CUFRA 1489
und distal in der Hohe des Vordereckes am breitesten. Klauen
asymmetrisch, ohne Nebenzahn. Subterminalborste gezihnt. —
Korper L. o& 2.0 mm.,
Q 2.3-2.5 mm., Palpen:
Oo Femur L. 0.65 mm.,
B. 0.20 mm., Tibia L. 0.55
mm., B. 0.23 mm., Hand
ie 0.62.mm- B. 0:32 mm:,
Finger L. 0.45mm.; Q Fe-
Pemur ih. 0.67 mm... B.-0.21
mm., Tibia L. 0.58 mm.,
B. 0.25 mm., Hand L. 0.65
mm., B. 0.34mm., Finger
L. 0.48 mm.
MuipensN= gg, 209 00 a 04 mm
3 j UV., Oasi di Gialo, Juli Fig. 2. Rhacochelifer similis n. sp.
1931 (das Mannchen wohl Vorderbein des dg’.
vollstandig erwachsen, jedoch nicht ausgefarbt).
Die neue Art ist mit R. disjunclus (L. Koch) und pinicola
(Nonidez) nahe verwandt, von ersterem jedoch durch bedeutend
geringere Grésse, schlankere Tibia des mannlichen Vordertarsus,
andere Tarsenbildung und die Stellung des Tasthaares 7¢, welches
sich distal von zs¢ befindet, von letzterem durch die Verhaltnis-
masse der Palpenglieder, vor allem durch die schlankere Tibia
und Schere unterschieden.
SPEDIZIONE SCIENTIFICA ALL’OASI DI CUFRA
(marzo - LUGLIO 1931)
INS CLE SEDITPBE RES
PAR E. SEGUY
Assistant au Muséum National d’Histoire naturelle de Paris
L'importante collection de Diptéres recueillis a 1’ Oasis de
Koufra, par la Mission scientifique génoise conduite par le
Marquis S. Patrizi, présente deux groupes d’insectes. Le premier
comprend les diptéres saprophages ou coprophages, plus ou moins
inféodés 4 Vhomme et aux animaux domestiques, qui se dévelop-
pent pres des habitations humaines et qui vivent de matiéres
usées. Le second groupe renferme surtout des insectes xérophiles,
avec une proportion supérieure de formes normalement ou occa-
sionnellement parasites d’autres animaux. J’ai cru devoir insister
sur ces parasites et particuliérement sur ceux qui attaquent les
sauterelles. Il semble utile de réunir des documents biologiques
sur ces insectes, documents qui pourront aider ceux qui s intéres-
sent a la parasitologie ou a la lutte contre les Acridiens.
Dans cette méme collection de diptéres recueillis dans la
region de Koufra, M. Carlo Confalonieri a réuni une belle série
de Cephalopsis, oestride spécifiquement parasite du chameau.
L’ étude de cet insecte a provoqué I’ établissement d’un tableau
genérique qui peut s’appliquer aux oestres qui vivent en Libye,
en Tripolitame et en Afrique mineure. .
Enfin, en examinant la liste des insectes recueillis on remar-
quera que de nombreuses formes sont signalées ici pour la pre-
miére fois dans cette partie de l'Afrique. Les documents que nous
apporte cette Mission sont des plus intéressants et font honneur
aux zoologistes de Vexpédition.
ys x ere RE:
SPEDIZIONE A CUFRA AOA
Fam. TIPULIDAE.
1. Gonomyia jucunda Loew.
Cufra: El Giof, 29-V-31. — Europe centrale.
Fam. CULICIDAE.
2. Anopheles (cf. maculipennis Meigen).
Cufra, Hauairi, VI-31.
Trois larves; la -plupart des soies-sensorielles ramifiées, carac-
téristiques de ces animaux, sont tombées. L’ identification reste
douteuse.
3. Anopheles (Mysomyia) multicolor Camboulin. — Edwards,
Bull. Ent. Res., (1929), p. 280.
_Cufra, et Cufra: El Giof, V-1931.
Tunisie: Bou Hedma, janvier (C. Dumont). Egypte. Palestine.
— Algérie méridionale. Tenériffe.
4. Allotheobaldia longeareolata Macquart.
Cufra. Avec les larves du Culex pipiens L. Larves a tous
les ages, moins nombreuses que celles du C. pipiens.
Gialo IV-1931: un male adulte, frotté. Culicide domestique,
très commun dans toutes les régions méditerranéennes ou il
semble remplacer le Theobaldia annulata, des régions plus
septentrionales.
5. Stegomyia fasciata Fabricius.
Gialo, VI-31. Mémes remarques que pour le précédent.
6. Aédes caspius Pallas.
Cufra: El Giof, V-1931.
Culicide propre aux io littorales de l’Ancien monde.
7. Culex pipiens Linné.
Cufra. Pozze d’acqua dolce o semi dolce, V-1931; nombreuses
larves a tous les ages.
199 E. SEGUY
Gialo, IV-31, V-34. Culicide ubiquiste, domestique, errant;
responsable du paludisme aviaire.
Fam. ASILIDAE.
8. Satanas gigas Eversmann.
Cufra, VI-1931.
‘Algérie: Hodna, Ain Baniou, fin mai (P. Lesne). Egypte,
Russie méridionale.
9. Apoclea algira Fabricius.
Cufra. Lago di Buema, VI-31. Gialo, VII-31.
Afrique septentrionale. Asie mineure.
10. Apoclea trivialis Loew. — Engel, Die Fliegen d. pal. Region,
pars Asilidae, p. 47.
Cufra. VI-31. Gialo VII-31. Avec le précédent, nombreux
exemplaires.
Les individus de cette ie capturés a Cufra sont souvent
de grande taille et dépassent 29 mm. On trouve également parmi
eux des spécimens qui présentent des ailes a cellule MA, (R,)
fermée au bord de Vaile. La vestiture et la pruinosité mésono-
tales sont blanches, les deux lignes médianes longitudinales du
mésonotum offrent tous les intermédiaires depuis le gris pale jusqu’au
brun foncé. Les exemplaires jeunes sont absolument blanes, les
ailes portent des nervures laiteuses.
11. Promachus rectangularis Loew. — Engel, 1930, p. 30.
Plusieurs individus portent des soies occipitales noires. Scu-
tellum a soies marginales noires et blanches. Soies péristomales
noires ou brunes. Palpes avec un ou deux macrochétes apicaux
dresses. Mésonotum a villosité centrale médiocre. Yeux 4 reflets
d’un vert pourpré. Griffes entiérement noires; pelotes jaunes ou
blanches.
Cufra, Buema, VI-31.
Sebcha di Buema, VI-31.
é
pri
SPEDIZIONE A CUFRA 193
12. Stichopogon canus n. sp.
Q. Corps entiérement d’un gris cendré blanchatre. Espace
interoculaire d’un blanc grisàtre plus terne au dessus des anten-
nes. Face couverte d'un enduit épais, argenté; quelques poils
blancs sont plantés au dessus de la moustache blanche. Yeux 4
facettes antéro-internes agrandies. Vertex et occiput gris a_pilo-
sité blanche, cing ou six ‘soies occipitales blanches. Trompe et
palpes noirs. Antennes: les deux premiers articles roux à pilosité
blanche; troisiéme article et style d'un brun noir. — Thorax
gris, macrochétes et pilosité blancs. Pattes entiérement rousses,
sauf une ombre grise sur la face antéro-basale des fémurs I;
épines et pilosité blanches; dernier article des tarses et griffes
noirs, pelotes blanches. Balanciers blancs. Ailes vitreuses, forte-
ment irisées à nervures d’un blanc jaunatre — Abdomen gris,
les tergites vus d’avant en arriére uniformément gris, vus d’ar-
riére en avant ils paraissent occupés par une tache triangulaire
a pointe antérieure d’un brun noir velouté, étendue sur toute la
surface du tergite. Premier tergite gris, unicolore; deuxiéme avec
une tache triangulaire réduite, dernier entiérement gris. Sternites
gris; épipyge brun; cerques médiocres, armés de 5-6 épines
mousses d’un brun noiràtre. Pilosité abdominale blanche, médiocre,
hérissée. — Long. 5 mm.
Type: Ain Oussera: Depart. d’Alger, 29 mai 1924 (J. Surcouf:
| Mus. Paris.) — Cotype: Cufra, Gialo, VII-1931 (C. Confalonieri:
Museo Civico di Genova).
Le Stichopogon canus appartient au groupe dont le S. a/del-
lus (1) forme le centre. Il se reconnait à première vue par les
caractéres chromatiques exprimés ci-dessus dont les plus saillants
sont: les deux premiers articles des antennes entiérement roux;
par les pattes sans traces noires, sauf une indication sur le
femur I; par les antennes plus gréles, par les tibias a macro-
chétes plus fins et plus longs; par le dessin des tergites et par
la pilosité abdominale plus longue; par les cerques a épines
plus développées, etc. La femelle du Stichopogon albellus porte,
en outre, une trés petite houppe de poils condensés en pinceau
sur la plaque sous-génitale; ce pinceau est nul chez canus. Le
(1) J° ai vu trois exemplaires de ce S. albellus (ff Q) provenant du Maroc ou ils
ont été capturés par M. F. Le Cerf en 1927: Grand Atlas, Kasha Taguendaft. Goun-
dafa, 16-V.
494 E. SEGUY
male du S. albellus est plus petit que sa femelle et plus forte-
ment coloré. Le mésonotum présente ici une tache noire, veloutée,
bien visible d’arriére en avant, coupée par deux bandes longitudi-
nales rapprochées formées par une pruinosité dorée. Les tergites
abdominaux sont presque entiérement d’un brun noir veloute.
Long. 4 mm.
Le Stichopogon canus différe encore de l’elegantulus par les
fémurs noirs, par la plaque sous-génitale ornée du pinceau apical
de soies jaunes, par les antennes parfois entiérement noires; par les
ailes jaunies a la base, 4 fourche apicale plus longue, par les
tibias et les tarses noircis a l’apex, etc.
Le S. canus peut étre introduit comme il suit dans la table
des Stichopogon donnée par M. Bezzi et reproduite par le
Dr. O. Engel (1930: p. 396).
TABLEAU DES STICHOPOGON.
] -(2). Pattes et antennes entiérement noires.
— Europe centrale et méridionale.
Asie antérieure. . . Echinopogon albofasciatus Meig.
— Egypte . ; : , ; : +. Beckert Bezzi.
— Canaries . : È ; . E . canartensis Beck.
=_piCaucase, n e e een N CRUCASIEUSAAEZIAL
— Europe centrale et méridionale . - Schineri Koch.
2-(1). Pattes et antennes partiellement rousses.
3-(10). Antennes enteérement rousses.
4-(5). Pattes entièrement rousses.
Arabie, Egypte, Algérie, Italie . inconstans W.
pygmaeus Meq. —
Kertézsi Bezzi.
5-(4). Pattes en partie noires ou grises. ;
a. o. Moustache noiràtre. Chine. Ì . muticus Bezzi.
aa. SL. Moustache blanche.
6-(7). Abdomen: premier segment avec de fortes soies latérales.
Europe centrale et méridionale, Asie . scaliger Loew.
7-(6). Abdomen: premier segment seul velu.
8-(9). Abdomen d’un brun noir brillant. Egypte,
Asie mineure . : : - 2 . Chrysostoma Schiner
9-(8). Abdomen a téguments mats. Chine boréale. Barbdiellinii Bezzi.
.10-(3). Antennes entiérement ou partiellement noires.
11-(14). Abdomen gris avec des bandes tergales transverses peu distinctes.
12-(13). Antennes rousses a la base. Mésonotum unicolore, blanchàtre.
Egypte . . x . é 5 . albellus Loew.
13-(12).
14-(11).
15- (18).
_(17).
17-(16).
18- (15).
19- (24).
20- (21).
21 — (20).
22 — (23).
23 - (22).
24 - (19).
25 — (26).
26 — (25).
27 — (28).
28 - (27).
wy
SPEDIZIONE A CUFRA 495
Antennes entiérement noires. Mésonotum avec une bande mé-
diane brune. Arabie. MOST . aequetinctus Becker.
Abdomen a bandes transverses distinctes.
Oviscapte a épines jaunes.
Antennes: base du troisiéme article roux.
Iles Canaries . 7 A . septemcinctus Becker.
Antennes: articles HH roux. Afrique
SER : - : 5 . canus Séguy.
Oviscapte a épines noires — ou brunes.
Abdomen à bandes inégales.
Pattes entièrement noires, seuls les tarses d’un roux sombre.
Egypte . - 3 . Beckeri Bezzi.
Pattes entiérement ou parliclloment rousses. Face et moustache
blanches dans les deux sexes.
Oviscapte: lamelles 9 d’un noir brillant a pilosité jaune. Anten-
nes noires. Europe mérid., Asie mineure znaequalis Loew.
Lamelles brunes sans pilosité. Antennes: articles HI roux.
Afrique septentrionale . 3 : . canus Séguy.
Abdomen à bandes égales.
Moustache jaune d'or a Los (Q).
Hongrie .- . ; . barbistrellus Loew.
Moustache blanche.
© Plaque sous-génitale à soies jaunes, agglomérées en pinceau.
Fémurs noirs au fond. Antennes souvent entierement noires.
— Europe centrale. Afrique septentrionale.
Asie mineure . 5 ; ; . elegantulus Wied.
— Algérie 7 5 : . subelegantulus Séguy.
© Plaque <= ELE sans soies jaunes. Fémurs roux. An-
tennes: articles HI roux. Afrique septentrionale. canus Séguy.
13. Stiphrolamyra diaxantha Hermann.
Cufra VI-1931
Egypte.
14. Saropogon aegyptius Macquart.
Gialo, XI-1931.
Egypte (Muséum de Paris, type).
Fam. MYDAIDAE.
15. Perissocerus Dumonti Séguy, 1928: p. 140, 4.
Gialo, VII-1931
El Agheila, VII-1931,
Tunisie: Maknassy, V et VII-1927 (C. Dumont).
WYO Te OT RE MI RNA PAIA e
- soe raf); ù SI ni ‘rs
496 E. SEGUY
Le P. Dumonti différe des autres espéces du genre, par les
antennes à massue terminale de forme réguliére, non dilatée a la
base, par les pleures largement tachés de noir, par le corps roux,
par les ailes plus courtes que l’abdomen, par la nervure MA, 0
(branche supérieure de la nervure V) terminée avant l’extrémité
de la cellule discale, par l’abdomen a taches noires étroites, etc.
16. Syllegomydas Gestroi n. sp. — Fig. 1-3.
Voisin du Syllegomydas algiricus Gerstaecker auquel il
ressemble superficiellement. Il en différe par la taille, par l'espace
interoculaire et par la morphologie alaire.
O type. Entiérement d’un fauve pale, couvert d’une épaisse
pruinosité d’un blane jaunatre. Téte jaune a pruinosité et pilosité
blanche; triangle ocellaire reserré dans la dépression frontale,
d’un noir brillant. Antennes: les deux premiers articles d’un roux
pale, le premier trois fois plus long que le deuxiéme, (style
tombé). — Meésonotum avec trois bandes plus sombres, la médiane
souvent divisée antérieurement. Trochanters III inermes. Pattes
gréles; femurs II avec quelques épines antéro-externes en rangées
irréguliéres; fémurs II avec une rangée longitudinale, irréguliére,
d’épines postéro-internes. Griffes et pelotes brunes. Balanciers
blanchatres. Ailes à membrane vitreuse, parfois opaline sur les
bords, 4 nervures jaunes le long du bord antérieur, noiràtres
postérieurement; cellules R, et MA, rétrécies ou fermées a l’apex. —
Abdomen légérement plus foncé que le reste du corps, marqué
de deux bandes longitudinales occupant toute sa longueur et
placées a l’union des tergites et des sternites; tergites avec une
ligne transversale postérieure pale; sternites unicolores. Cerques
armés d’épines brunes, émoussées. — Long. 26,5 mm. Aile: 18 mm.
Type: Gialo VII-1931.
Le deuxiéme exemplaire (Q cotype) provenant du méme
endroit, capturé a la méme date, et vraisemblablement avec l’indi-
vidu décrit ci-dessus, est de couleur plus claire et la bande méso-
notale médiane n’est pas aussi nettement divisée. Chez ce
deuxiéme exemplaire les deux ailes présentent une difference de
conformation curieuse: la cellule R, est fermée sur la nervure
R,; au contraire la cellule MA, est ouverte 4 l’apex sur la ner-
vure cubitale (figure 1). Cette conformation alaire semblable è
celle que l’on peut observer chez le Dolichogaster brevicornis
SPEDIZIONE A CUFRA 197
(Séguy, 1928: p. 134, fig. 16) démontre le caractére artificiel du
tableau des genres basé sur un seul organe.
Fig. 1-3. — Syllegomydas Gestroî n. sp. - 1, extrémité de l’ aile du cotype. —
2, face du type Q: les antennes sont enlevées. — 3, aile du type: remarquer que le
rameau récurrent R4 rejoint le pli qui marque l’ancienne position de cette nervure.
L’absence du troisiéme article des antennes laisse quelque impré-
cision sur l’emplacement dans la liste des Syllegomydas de
Vespéce Gestroi. Mais les autres caractéres permettent de l’op-
poser comme il suit aux différentes formes définies dans le tableau
donné antérieurement (Séguy, 1928: p. 147).
Genre Syllegomydas Becker.
TABLEAU DES ESPECES
1-(2). Antennes: massue du troisiéme article arrondie a l’apex, sans
verrue terminale distincte. — Espagne. 8S. hispanicus Arias.
2-(1). Antennes: massue du troisiéme article avec une petite verrue
terminale plus ou moins conique.
3-(6). Pattes tres gréles.
4—(5). Fémurs inermes. Aile: pas de nervure transverse discoidale. —
Tunisie . ; È ; 7 È . S. claripennis Becker.
5-(4). Fémurs III avec quelques épines postéro-internes. Aile avec une
nervure transverse discoidale. — Libye. S. Gestrot Séguy.
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat., Vol. LV (20 Agosto 1932). 32
198
6-(3).
n (8):
B= (7);
9- (14).
10-(11).
11- (10).
12- (13).
13- (12).
14-(9).
15- (22).
16 — (19).
17-(18).
18- (17).
- (16).
20 — (21).
— (20).
22 - (15).
23 — (30).
24 — (25).
25 — (24).
26 — (27).
27 — (26).
28 — (29).
29 — (28).
30 - (23).
31 - (32).
32 - (31).
33 — (36).
34 — (35).
35 — (34).
36 — (33).
37 — (38).
38 = (37).
E. SEGUY
Pattes plus robustes armées d’épines plus ou moins développées.
Fémurs I armés d’épinesinternes. - Egypte. S. spinipes Bezzi.
Fémurs I inermes.
Antennes: 3° article quatre fois plus long que les deux premiers
réunis.
Antennes et pattes testacées. Corps a tégument rougeatre. Afri-
que septentrionale. 7 ; ; . S. cinctus Macquart.
Antennes, pattes et tégument noiràtres. |
Fémur III épaissi. - Maroc. . E . S. Buent Arias.
Fémur III gréle. — Himalaya . . . S. bucciferus Séguy.
Antennes: 3° article deux ou trois fois aussi long que les deux
premiers réunis.
Antennes: massue terminale non renflée.
Antennes: 3° article subégal a la massue terminale. Ailes a ner-
vures brunes.
Mésonotum a bande médiane non divisée. — Tunisie. S. Bez zd Arias.
Mésonotum a bande médiane divisée. — Libye: Koufra
5 4 S. Gestrot Séguy.
forces: 3e sie aiguinttement plus long que la massue. Ailes _
a nervures blanchatres. Mésonotum avec une large bande mé-
diane divisée par une ligne grisatre longitudinale.
Abdomen: tergites à taches médianes brunes; tergite II à taches
latérales de moyenne grandeur. — Egypte. S. E/fiatouni Bezzi.
Tergites unicolores, testacés; tergite II a taches latérales petites. —
Libye . È ; S . &. Gestrot Sèguy.
Antennes: massue foes renflée, plus épaisse que le 3° article.
Antennes: 3° article plus long que la massue terminale.
Pelotes nulles. — Djiddia . j . . &. Botta Séguy.
Pelotes bien développées.
Fémurs III renflés: épines internes fortes S. algiricus Garsl
Fémurs III gréles: épines internes faibles.
Abdomen a taches tergales brunes irrégulieres. — Région de
Zinder . : È : A . S. proximus Séguy.
Abdomen unicolore. — Die : > . $S. Gestrot Séguy.
Antennes: 3° article aussi long ou. plus court que la massue.
Face a pilosité noire. — Maroc . . S. maroccanus Séguy.
Face à pilosité blanche.
Antennes longues.
Fémurs III renflés. Afrique du Nord . .S. algiricus Gerst.
Fémurs III gréles . è - : . S. Gestroî Séguy.
Antennes courtes.
Abdomen: tergite II à taches latérales trés developpées. —
Maroc . 3 : a . S. Mercetz Arias.
Abdomen: tergite Il à cda alerale réduites. — Libye.
S. Gestroi Séguy.
SPEDIZIONE A CUFRA 499
Fam. THEREVIDAE.
17. Thereva i aibiara Wiedemann.
Gialo, VI-1951.
Répandu dans toute 1’ Arq septentrionale, commun en
Cyrénaique.
18. Salentia sp.
El Agheila, VII-31.
Fam. OMPHRALIDAE.
19. Omphrale Patrizii n. sp.
Q. Espace interoculaire subégal aux deux-tiers de la largeur
de l’oeil, a bords paralléles, d’un noir brillant. Yeux a facettes
petites, subégales. Triangle ocellaire non saillant: ocelles en-
foncés daus une légére dépression en cuvette. Face et antennes
brunes. Occiput d’un noir brillant. — Thorax à tégument finement
chagriné, d’un noir métallique a reflets bleus, sous une lumiére
convenablement dirigée. Le mésonotum est bordé par une bande
blanche étendue des epaules a la base des balanciers: cette bande
occupe le calus humeral, la dépression notopleurale, le calus sous-
alaire, le ptéropleure. Le calus préalaire, la face inférieure du
scutellum et le mésophragme sont plus ou moins brunis, parfois
roux. Pattes rousses: fémurs et tibias brunis sur la face interne.
Balanciers blancs. Ailes enfumées, a nervures brunes; nervure
costale blanche a la base comme la sous-costale jusqu’a son
sommet. Nervures dirigées comme chez l’Omphrale brevicornis
Loew. — Abdomen entièrement noir, à pilosité blanchatre plus
longue que sur le thorax. — Long. 2,5 mm.
Augila, IV-1931.
Dédié à M. le Marquis Saverio Patrizi, chef de la Mission qui
a exploré l’oasis de Koufra. Cet Omphrale diffère de toutes les
espéces connues par l’espace interoculaire à bord paralléles, lui-
sant; par les ocelles enfoncés, par la bande pleurale blanche, par
la sculpture du tégument, ete.
e tI el a e IU Oe Non bag
Fam. BOMBYLIIDAE.
20. Argyramoeba binotata Meigen.
Gialo, VII-1931.
Afrique septentrionale. Asie mineure. Europe centrale et
méridionale.
La larve a été trouvée dans les nids du Chalicodoma
muraria. i
21. Argyramoeba tripunctata Wied. — Séguy, 1926, p. 240.
Cufra: Es Zurg, VI-1931.
Afrique septentrionale. Europe meéridionale.
La larve serait parasite des Osmia.
22. Anthrax sp.
Ailes absolument vitreuses, les nervures nettement jaunes a
la base. Corps è tégument brun. Abdomen roux. Plusieurs exem-
plaires complétement épilés, non identifiables.
Sebcha di Buema. Gialo.
23. Exoprosopa sp.
Gialo. Sebcha di Buema. Cufra: Es Zurg, VII-1931.
24. Exoprosopa argyrocephala Macquart.
Cufra, 1-VI-1931.
Algérie (Lucas), Espagne méridionale (Bosc).
25. Aphoebantus sp.
Un exemplaire trés mutilé, non identifiable. Tra Bengasi e
Tocra, V- 1931. (S. Patrizi).
Trois espèces d’A phoebantus existent en Afrique.
A. scutellatus Meigen qui habite aussi 1’ Europe centrale et
méridionale. (cf. Séguy, 1926: p. 212).
A. Escheri Bezzi, d’Algeérie.
A. bilobatus Bezzi, d’ Abyssinie.
On sait que les Aphoebantus se développent dans le ootheques
des locustides.
SPEDIZIONE A CUFRA 501
26. Petrorossia hesperus Rossi.
Cufra, Gialo VI-VII-1931.
Europe meridionale.
27. Geron gibbosus Olivier. — G. hybridus Meigen. Bezzi, 1924:
p. 113, 85; Séguy; 1926: p. 233.
Cufra, VI-1931.
Afrique septentrionale et méridionale, Europe moyenne et
meridionale.
Fam. DOLICHOPODIDAE.
28. Hydrophorus praecox Lehm.
Desert libyque. Gialo et Cufra V-1931.
Afrique septentrionale. Europe méridionale.
Fam. SYRPHIDAE.
29. Lathyrophthalmus aeneus Scopoli.
Cufra e Buema, VI-1931.
Toute la région paléarctique depuis le Maroc jusqu’a la Chine.
30. Syrphus cinctus Fallén.
Cufra VI- 1931. Buema, VI. Gialo VII.
Regions méditerranéennes. Europe.
31. Syrphus corollae Fabricius var. disjunctus Macq.
Gialo, IV-1931.
Afrique septentrionale.
32. Syrphus luniger Meigen.
Gialo, IV-1931. Desert libyque de Gialo 4 Cufra, V- 1931.
Europe. Afrique septentrionale.
Fam. ULIDIIDAE.
33. Chrysomyza demandata Fabricius.
Cufra. Augila, IV. Gialo VI-1931.
Commun partout. Larve fimicole.
Lie - { sar ey
502 E. SÉGUY
Fam. DROSOPHILIDAE.
34. Drosophila funebris Fabricius.
Cufra, VI-1931.
Europe, Canaries, Maurice (Howard).
Fam. EPHYDRIDAE.
35. Ephydra macellaria Egger. — Becker, Ephydridae, p. 75.
— Cufra 1-VI-1931; El Giof, VI-1931.
Tunisie: Tozeur en mai (C. Dumont). Egypte. Asie centrale.
Europe meridionale.
36. Mosillus albipennis Loew.
Augila, IV-1931; Gialo, VI-1931.
Déjà capturé a Giarabub par M. Confalonieri.
Afrique septentrionale.
Fam. AGROMYZIDAE.
37. Desmometopa M. nigrum Zetterstedt.
Cufra. Gialo. IV-1931.
Algérie. Tunisie. Europe moyenne et septentrionale.
Fam. MILICHIIDAE.
38. Leptometopa flavipalpis n. sp.
Comme le Leptometopa rufifrons Becker 1902: en diffère
par: Téte rousse; antennes d’un brun noir, troisiéme article
arrondi; espace interoculaire avec quelques cheétules isolés, en
série longitudinale vers la partie moyenne. Trompe d’un noir
luisant; palpes jaunes, spatulés, aussi longs que la moitié de la
première section de la trompe, — Corps d’un gris noir, très légè-
rement pruineux, les pores d’ insertion des soies étroitement |
auréolés de noir; pleures brillants. Pattes noires, genoux roux;
tibias légérement aplatis; protarses jaunes, les autres articles du
tarse parfois jaunis sur les pattes II et III. Ailes laiteuses, a
nervures décolorées; nervure costale avec de petites épines noires
SPEDIZIONE A CUFRA 503
en série jusqu’a l’intersection de la nervure 2 (R 2 + 3), Balan-
ciers d’un gris jaunàtre. — Long. 1,75-2 mm.
Type: Augila, IV- 31.
Cotype: Sebcha di Buema VI-31.
Fam. ANTHOMYIIDAE.
39. Coenosia Confalonierii Séguy, 1930: LV, p. 86, 43, fig. 3.
Les exemplaires rapportés par la Mission Patrizi permettent
de compléter comme il suit la description originale.
o'. Espace interoculaire a bords paralléles, couvert d’ une
épaisse pruinosité formée de squamules d’un gris blanchàtre; ce
revétement est étendu sur la face et les orbites. Chéte nu. —
Corps couvert d’une pruinosité uniformément grise, avec ca et la
des taches irréguliéres peut étre produites par le frottement.
Cuilleron thoracique trois fois plus large que le cuilleron alaire.
— Long. 3 mm.
‘ Cufra, Gialo, IV-1931.
40. Chortophila cana Macquart. — Séguy, 1932: p. 19, 18.
Chortophila cilicrura Rondani.
Gialo, IV-1931.
Hspece répandue dans toute |’ Afrique septentrionale ou elle
est probablement vivipare. La larve est parasite des oeufs du
Dociostaurus maroccanus et du Schistocerca gregaria.
Le Chortophila cana est ovipare dans les contrées froides et
sa larve est phytophage; son développement est lent et ne donne
que deux ou trois générations annuelles. Sous l’ influence de la
chaleur cette mouche devient plus active, elle attaque alors les
oeufs des sauterelles, devient vivipare, le développement s’accé-
lere comme nombre des générations annuelles (cf. Séguy, 1952:
pielanS.:2):
Il serait peut étre possible de cultiver ces Chortophila en
vas clos pour les utiliser dans la lutte contre les acridiens.
Fam. MUSCIDAE
41. Muscina stabulans (Fallén). - Séguy 1932: p. 2
1
, 2. —
Mydaea vomiturationis R.-D., Séguy, 1924: p. 125.
DI
25
ENI MO IE SN INR IE I SAPORE E A 1098 PIANA AA I GI e PINp RD
PED
vi = sa
504 E. SEGUY
Répandu partout en Afrique septentrionale, de la Mauritanie
au Canal de Suez.
Toute |’ Europe, de la Laponie a |’ Espagne et a I’ Italie mé-
ridionale. Asie centrale. Sibérie orientale. Japon. Afrique septen-
trionale et méridionale (*). Amérique septentrionale et méridionale,
sauf Amérique équatoriale.
La mouche a été obtenue par I’ éducation de larves trouvées
dans les plaies d’ animaux divers, mammifères et oiseaux. Elle
provoque parfois des myiases intestinales chez l’ homme (cf. Séguy,
1924 2 p25 192 Depa 2 266105 2i pst 22 ao)
Les larves sont normalement saprophages ou coprophages, mais
deviennent très facilement carnivores ou parasites. Elles ont été
trouvées dans les nids de guépes (Kunckel d’ Herculais); elles
ont été signalées comme des parasites du hanneton (Lampa), du
diptere Dexia rustica (Boas). Récemment, de nombreux exem-
plaires provenant de Johannesburg, (R. Ellenbgerger) ont été
envoyés au Muséum de Paris avec l’ indication: « parasite secon-
daire » sur le melon, 4 la suite du Dacus longistylus, les fruits
pourrissent sous les attaques combinées des parasites. Jai observé
la méme chose sur des melons provenant de la République liba-
naise, attaqués par le Myiopardalis pardalina Bigot, mais les
larves du Muscina, beaucoup plus voraces et turbulentes, finissent
par dévorer les larves du Trypétide dans le fruit rendu délique-
scent par leur action commune.
En Palestine M. le D.* Buxton a obtenu le Muscina stabu-
lans, en grand nombre, des chenilles de 1’ Ocnogyna Loewi
(P. A. Buxton, Applied ent. of Palestine, Bull. ent. Res., XIV
[1923-24], p. 321).
En Algérie on a observé que le M. stabulans est parasite
des ceufs du Dociostaurus maroccanus avec le Stomorhina
lunata ; il a été trouvé dans les fosses à criquets (Kinckel, 1898).
Au Maroc, les larves ont été observées dans les pontes du Schis-
tocerca gregaria, par M. F. Le Cerf. Enfin M. Rungs l’a obtenu,
en janvier 1930, d’ un Schistocerca gregaria adulte.
En République Argentine le Muscina stabulans parasite éga-
lement les Schistocerca paranensis et americana (Kunckel
d’ Herculais, 1900 et Nocedo, 1918).
(1) Je n° ai pas vu d’ exemplaires provenant de l’Afrique centrale ou équatoriale. È
SPEDIZIONE A CUFRA 505
Les larves da M. stabulans se comportent vis-a-vis des saute-
relles comme celles du Chortophila cana. Elles attaquent plus
volontiers les oothéques qui souffrent d’ une action parasitaire
antecedente ([dia, Fannia), mais dans le cas d’ une forte pro-
portion de mouches il est probable que les oothéques sains provo-
queraient les pontes des Muscina et seraient rapidement détruits.
412. Musca corvina Fabricius. — Séguy, 1923: p. 355, 1;
MOS 2c ps to, 26.
Gialo, IV; Cufra el Giof, VI-1931.
France. Obtenu d’éclosion, avec le Gesneriodes lineata
(Fallén) des oeufs d’un criquet indéterminé (R. du Buysson).
43. Musca domestica Linné. — Sesuy, Ip SII
Gialo, 1V-1931; Cufra el Giof, VI-1831 ; Oasi di Es Zurg, V-31 ;
El Agheila, VII1931.
Cosmopolite. La larve est ubiquiste, exceptionnellement parasite.
Au Maroc, la larve de la mouche domestique a été trouvée deux
fois dans les pontes du Schistocerca gregaria (Rungs, de
Francolini).
44. Musca angustifrons Thomson.
Cufra, VI-1931.
Afrique septentrionale.
15. Musca gymnosoma Rondani.
Cufra, VI-1934; Gialo, IV-1931.
Bengasi (Kruger). Régions méditerranéennes.
Fam. TACHINIDAE.
46. Compsomyia albiceps Wied. var. flaviceps Rondani.
Gialo, IV-1931.
Commun et répandu dans toute la région en
Larve saprophage (cf. Séguy, 1931: p. 244, 19).
47. Lucilia sericata Meigen.
Cufra, Gialo, IV- 19341. Commun partout.
Larve hygrophile, saprophage, copr ophage, occasionnellement
carnivore ou parasite.
506 E. SEGUY
18. Stomorhina lunata Fabricius. — Séguy, 1932: p. 23, 30.
Cufra, VI-1931.
Toute l'Europe, remonte jusqu’en Finlande. Très commun en
Afrique du nord: cette espéce accompagne les vols des saute-
relles dans leurs migrations.
Les larves sont parasites des oeufs du Doctostaurus maroc-
canus et du Schistocerca gregaria. Elles peuvent detruire la
totalité des oeufs de sauterelles dans certaines conditions.
49. Sarcophaga haemorrhoidalis Meigen. — S. nurus (Fallén).
Rondani. — Séguy, 1932: p. 25, 33.
Les diptéres de ce nom (nurus) signalés comme parasites
du Schistocerca gregaria, en Algérie, sont des Sarcophaga
falculata (Pandellé). Ceux qui ont été signalés sur les Locusta
migratoria, en Russie méridionale (Stepanov) et en République
Argentine sur le Schistocerca paranensis (Lahille) ne semblent
pas avoir été rigoureusement identifiés.
Jai cependant deux observations certaines :
I Le Sarcophaga haemorrhoidalis a été trouvé dans la
cavité du corps des adultes du Schistocerca gregaria, et obtenu
aprés un élevage de larves originaires de Taroudant (Maroc).
II. Cette espèce a été obtenue d’un Locusta migratorioides
Reiche et Fairmaire, provenant de Segou (bouche du Niger).
(comm. de M. P. Vayssière).
50. Wohlfartia trina Wiedemann. — Séguy, 1931: p. 245, 20.
Cufra, Es Sahabi VII-31,
Desert libyque: fra Gialo e Cufra V-131.
Afrique septentrionale et moyenne.
51. Wohlfartia sp.
Plusieurs femelles mutilées et presque décomposées, provenant
de Gialo, Augila (IV) et de Cufra, VI.
52. Wohlfartia magnifica Schiner. — Laboulbéne, 1884: IV, 28
(Sarcophila); Pandellé, 1895: XIV, 303, 1 (Metopia);
Bezzi, 1905: Il, 493; Séguy, 1924: p. 345, 23; Stein, 1924:
p., 206, 499.
Gialo, IV-31; Es Sahabi-Gialo, V-31.
BAI E
SPEDIZIONE A CUFRA 507
Repandu dans toute l’ Europe, commun en Russie, en Asie,
en Turquie et en Afrique septentrionale.
Vivipare, cette mouche dépose ses larves sur les matiéres
animales mortes, occasionnellement sur les plaies ou dans les
cavités naturelles de l'homme et des animaux où elles se déve-
loppent normalement. Chez Vhomme elles provoquent des ant
dres graves pouvant amener la mort.
D’apres le Dr. Delanoé le Wohlfartia magnifica est au
Maroc la mouche des plaies et elle est considérée comme un
dangereux ennemi du betail. Le Dr. Delanoé a trouvé les larves
de cette espéce chez les équidés, les bovidés et les camélidés;
ces derniers semblent de beaucoup les plus fréquemment atteints,
méme par infestation spontanée sans que ces animaux aient été
blessés auparavant (!). Sans un traitement rapide la guérison est
impossible.
53. Craticulina tabaniformis Fabricius.
Gialo, VI-31.
Afrique septentrionale. Europe moyenne et meéridionale.
54. Phrosinella sp.
Cufra. Gialo, VI-31. Un exemplaire mutile.
DO: Miltogramma oestraceum Fallén.
Desert libyque. Gialo a Cufra, V-31.
Afrique septentrionale. Europe moyenne et méridionale.
Fam. OESTRIDAE.
56. Cephalopsis titillator Clark.
Gialo, 1-V-31. 16 exemplaires adultes. Deux larves obtenues
des sinus frontaux du chameau. Une nymphe trouvée en terre.
Les différents ages larvaires et l’ adulte ont été figures plu-
sieurs fois. (cf. Séguy, Mouches parasites, p. 76).
Le C. titillator (= Cephalomyia maculata) est la seule
espéce du genre. Elle est répandue dans toute ? Afrique du Nord,
au Soudan, en Asie occidentale et orientale. Elle se trouve trés
certainement en Russie meridionale, et en Europe centrale. La larve
(1) Dr. P. Delanoé, Bull. Soc. Sc. Nat. du Maroc, II (1922), p. 132.
Te
d
N OR Sa ia PRI LAI ane SVI TT SOS TE Alea, SS
508 E. SEGUY
se développe dans les cavités du crane des Camelus dromeda-
rius et bactrianus. Brauer |’ a signalée aussi chez le buffle
d’ Egypte.
Le Cephalopsis titillator appartient au groupe des Cistrines
qui correspond aux CEstrides cavicoles de Brauer. Dans la région
de Koufra on peut rencontrer les oestrines appartenant aux genres
Cephalopsis (1), Rhinoestrus (*) et (Estrus (*). Les insectes de
ces genres dont l’ importance économique est indéniable peuvent
étre distingués par les caractères suivants :
“TABLEAU DES LARVES AU 3° AGE (4).
1-(2). Bourrelets antennaires très rapprochés a la base, contigus, pour-
vus chacun de deux points ocellaires (5). Segments dépourvus
de gros tubercules pointus, mais présentant des ceintures spi-
nuligéres complétes; pas d’ aires de reptation. Plaques stigma-
tiques postérieures en forme de demi-lunes: le faux stigmate
saillant dans une échancrure largement ouverte sur le bord
interne. Dans la trachée-artére des Cervidés.
. a ; : ; . Cephenomyia Latreille.
2-(1). Bourrelets antennaires largement écartés a la base.
3-(4). Segments pourvus chacun d’ une ceinture complete de gros tu-
bercules mous, coniques, et d’ une spiuulation fine. Bourrelets
antennaires avec un point ocellaire chitineux. Plaques stigma-
tiques postérieures réniformes, à face concave dirigée vers le
bord inféro-interne, n’ entourant pas le faux stigmate. Dans
les sinus craniens des Camélidés . Cephalopsis Tyl. Towns.
4-(3). Segments dépourvus de gros tubercules, mais à spinulation abon-
dante sur la face ventrale et parfois sur la face dorsale. Bour-
relets antennaires pourvus de deux ou trois points ocellaires
distincts.
5-(10). Plaques stigmatiques postérieures en forme de croissant, le faux
stigmate indépendant.
6-(7). Bourrelets antennaires avec trois points ocellaires. Dans I’ ceso-
phage des Proboscidiens. . : . Pharyngobolus Brauer.
7-(6). Bourrelets antennaires avec deux points ocellaires.
(1) Parasite (comme on vient:de le voir) des Camelus dromedarius et bactrianus.
(2) Parasite des moutons et des chèvres (Cosmopolite).
(5) Parasite du cheval et du zebre.
(4) En partie d’ après le tableau donné par les Drs. Rodhain et Bequaert, Bull.
Soc. Path. exot., VIII [1915], p. 688 et suiv. J’ ai vérifie (ou modifié) ce tableau d’ après
les échantillons conservés au Muséum de Paris et au Musée civique de Génes.
(5) Ou sensoriels. Les ocelles n’existent pas chez les larves des diptéres supérieurs.
SPEDIZIONE A CUFRA 509
8-(9). Corps a peu près cylindrique surtout dans la partie postérieure,
à peine aplati dorso-ventralement. Segments à ceintures spi-
nuligéres complétes, pas d’aires de reptation. Stigmates anté-
rieurs bien développés. Dans la trachée - artère des Cervidés.
Pharyngomyia Schiner.
9-(8). Corps aplati dorso-ventralement: convexe sur la face dorsale, à
peu pres plan sur la face ventrale. Des aires de reptation spi-
nuligéres sur la face sternale. Stigmates antérieurs invisibles
extérieurement. Dans les sinus du crane des Equidés, des Suidés
et des Hippopotamidés . ; . Rhinoestrus Brauer.
(10-5). Plaques stigmatiques postérieures pentagonales enfermant com-
plètement le faux stigmate. Spinulation formant des aires de
reptation sur la face sternale, ordinairement réduite ou nulle
sur la face dorsale. Bourrelets antennaires avec deux points
ocellaires. Dans les sinus du crane des cavicornes.
Gstrus Linné.
Fam. HIPPOBOSCIDAE.
57. Hippobosca camelina Leach.
Cufra: Gialo, VI.
Afrique mineure. Arabie. Asie.
58. Hippobosca dromedarina Speiser. .
Cufra : Gialo. IV-VI. Agedabia, Es Sahabi, V-31.
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WES a2 8 expe tL, lesa.
PanpeLLé (L.), 1895. — Etudes sur les Muscides de France,
Revue d’Entomologie, XIV, p. 287-351.
Secuy (E.), 1923. — Dipteres Anthomyides de la Faune de
France, VI (P. Lechevalier). i
— 1924. — Les insectes parasites de l'homme et des animaux
domestiques. E. P. N., XVIII, (P. Lechevalier).
— 1995. — Etudes sur les Anthomyides. 1° note. Mydaea
vomiturationis. E. E., Diptera t. I, p. 125.
— 1926. — Dipteres brachycères de la Faune de France,
t. XIII (P. Lechevalier).
— 1928. — Etude sur quelques Mydaidae nouveaux ou peu
connus. E. E., Diptera, IV, p. 129-156.
— 1929. — Etude sur les Diptéres a larves commensales ou
parasites des oiseaux de |’ Europe occidentale. E. E., Diptera,
V, p. 63-82, fig. (P. Lechevalier).
— 1950. — Contribution a |’ étude des Diptéres du Maroc. —
Mém. Soc. Sc. Nat. du Maroc, N. XXIV. .
a
SPEDIZIONE A CUFRA 511
“Stoo &. ) 1930. — Risultati ua della Missione... per l’ esplo-
razione dell’ oasi di Giarabub. Insectes Dipteres. — Annali
del Museo Civico di Storia nat. di Genova, LV, p.
75- 93, figs.
-— 1931. — Spedizione del Barone Raimondo Franchetti in
| Dancalia. Insectes Diptères. Annali del Museo Civico di
Storia nat. di Genova, LV, p. 234-247, figs.
-— 1932. — Etude sur les Diptéres parasites ou prédateurs des
_ sauterelles. E. E., Diptera, t. VI, p. 11-40, fig, (Paris, P.
Lechevalier).
ep
Tago
INDICE DELLE FIGURE NEL TESTO
Abrodiaeta modesta Brunn. v. W. Dettagli . È 7 COpagt0
Diaphorina dakariensis Boselli. Dettagli . 3 5 : : > ll
Oxyothespis mammillata Sjést. Capo e antenna . 4 5 » 18
Calolampra pardalina Wk. Pronoto i : : b ; » 20
Gyna cyclops Hanitsch. Pronoto È ; » 21
Mantispilla Bastlei Navas. a. Capo e asia b. Becrane
stigmatica dell’ ala posteriore ; ; » Da
Pseudophloeus Gestrot De Bergev. gd POSTI Etta ga
Arthenets chiorotica De Bergev.Q . 000.0 0 a 185
Nassarius pullus (Linn.) . 3 i 7 È A : i » 47
Nassarius (Zeuxis) Isseli Bis. . 3 » 97
Nassarius (Telasco) thaumasius Chen) osi Genirali
della radula . » 58
Nassartus (Hima) Beccarti Bis. 5 : : È 5 È » 61
Cyrtisiopsis singularis Séguy . 7 ; È i È E » 81
Ornitheza metallica Schiner : » 84
Coenosia Confalonierii Séguy. Rpnatecehio pei del
maschio . STORE. REE AS ABIN
Hylemyia Gestrot Séguy . } È F ; : 5 Re 88
» » » Armatura boccale della larva . È » 89
Roncus (Parablothrus) ligusticus Beier. Palpo sinistro . ; » 94
» » Gestrot Beier. Palpo destro ; : » 95
Tilapia Franchettii Vincig. : ‘ 6 3 3 ; : Pinel 07
Cyclommatus Gestroî Nagel SAT 3 ; ‘ A 2) 139
Nohoveus aequalis Navas ©. Parte siii 6 : ; è » 148
Nelees retialis Navas. Pronoto . : ; - . 5 : » 149
Nocaldria dancalica Navas. Pronoto ; È i È è » 150
Embia xanthocera Navas. Dettagli . È : ; x 52
Cataglyphis albicans ssp. Franchettii Monon onace : } » 155
Rhynchium Patrizii Guiglia. Clipeo ; 5 È » 161
» » » Margine del siasi 3 È » 162
Gibbula Sismondae (Issel) . - : i È o È 3 » 165
» » » RG , : Li 3 5 : » 166
Trochus noduliferus Lk. Denti della radula . : È È iaia
» erythraeus Brocchi. Denti della radula. . . : A)
» HEROES ARIOSTO da de 1180.
» Hornung? Bis. È x 2 3 5 : , : » 180
Histeromorphus plicatus Kr. . È 5 > : . : » 221
Ammodoides Franchetiti Gridelli A i i ; A i » 22)
Ormosta sp. Aile gauche
Antonia suavissima Loew. Aile na
Compsomyia albiceps Wied. 9
» » » . larve
Sarcophaga Franchettii Séguy ;
Hyperlepisma Patrizi Silvestri. Fig I. .
» » » » II Dettagli
» » » > II »
» » » SAU LV; »
Ctenolepisma Confalonierii » SUV 5
» » » >» VI Dettagli
Gordius gtalenszs Sciacchitano. Strato cuticolare esterno
Cyprinotus sobrinus, Masi. 9. Dettagli
Strandesia Vinciguerrae, Masi. Q. Dettagli
» » > » >
Hemilepistus Patriziz Brian 7 : 3 È ; oR 2
Porcellio Olzviert Aud. et Sav.
» albinus B. L. ?
» » » Zampa del 70 cado 5
» » » Esopodite del 1° pleopodo decien
» Sp. 2 Z 7 . 5 3 : >
» » Cephalon
» Gestroî Brian i
Agabiformius sp. ?
Euleptotrichus Panzeri Aun et ce
Metoponorthus sp.
Armadillo montanus B. L. Copioni ® lo nno
» sp. A. intero B. ultimi pereioniti e pleon. C esem-
plare visto di fianco
Eremina rhodia Chemnitz. Ghiandole cia dell apparato
riproduttore
Helicella (Xerocrassa) pseudosimulata Gocmean >
» » » >, Apparato ri-
produttore .
Hydrobia Patrizii Bisacchi .
Croce Klugt, Navas. Ala anteriore
Myrmecaelurus grandaevus, Navas. Q. panto nue
Nohoveus gialensis, Navas. Capo e parte del torace
Creoleon patrizianus, Navas. Pro e mesonoto .
Chrysopa cufrina, Navas. Capo e pronoto
Piocoris Confalonierit, De Bergev. Q 5
Phanerotoma parva, Kokujew ? 2. Dettagli.
» cyrenaica, Masi Q. Dettagli
Brachymeria oxygastra, Masi 9. Dettagli
Stomatoceras gialense, Masi Q. Dettagli
Euchalcidia barbara, Masi J'. Dettagli
» _incongruens, Masi d'. Dettagli
»
238
244
245
246
294
295
296
298
299
300
305
313
317
319
331
333
334
334
334
335
335
337
340
342
343
345
347
359
361
362
366
410
413
416
417
420
425
434
435
438
443
447
448
os) on
Paine Sone ; é . Pag. 469
ophita (Psammophila) Confatonieri, Guiglia SF Arma-
_ tura genitale : » 471
471
; 476.
EF ie 488
. 489
497
EI 1 NUOVI NOMI GENERICI PROPOSTI NEL PRESENTE VOLUME
IE ia
pa
sed fiala
ti
(i
IND) Wee:
F. Capra. — Sull’ Abrodiaeta modesta Brunn. v. W. (Orth.
Blattidae) .
F. B. BosELLI. — Studii Con Peyllidi. VII adozioni "i
una.nuova specie di Diaphorina del Senegal
A. BourgoIn. — Description d’ une moma espéce de
Blaphinis
Y. SJOsTEDT. — Spedizione di S. A. R. i Dadi degli ia
alle sorgenti dell’ Uebi Scebeli. Risultati zoologici.
Mantodea, Acridiodea et Phasgonurodea
R. HANITSCH. — Spedizione id. c. s. Blattidae
M. Pic. — Spedizione id. c. s. Un Helmide Africain comma
C. MENOZZI. — Spedizione id. c. s. Formicidae’ Aah
ptera) . : :
L. Navas. — Spedizione al c. 8. Deserizione în una nuova
Mantispilla
E. DE BERGEVIN. — Risultati oleate Tele missione
»
»
inviata dalla R. Società Geografica Italiana per -
l’ esplorazione dell’ oasi di SLT OTO (1926-1927).
Liste des Hemiptéres .
D. VINCIGUERRA. — Spedizione di S. c R. Gi Due, osi
Abruzzi alle sorgenti dell’ Uebi Scebeli. Risultati
zoologici. Rettili e Pesci
J. Bisaccut. — Le Nassariidae del Mar dai e ba Golfo
di Aden
M. BEIER. — Neue hohlenformen de; Gattung Ohthonius
(Pseudoscorp.)
E. SéGuy. — Risultati zoologici della an O ‘dalla
R. Società Geografica Italiana ‘per 1’ esplorazione
dell’ oasi di Giarabub. Insectes diptéres .
M. BEIER. — Zwei neue LAGEIS BOIS Parablothrus - eee
aus Ligurien 5 0 :
D. VINCIGUERRA. — dizione del He nio ore
chetti in Dancalia. Rettili, batraci e pesci. (Tav. I)
4. GHIiGI — Spedizione id. c. s. Uccelli
P. NAGEL. — Ein neuer Hirschkafer (Coleopt. rente,
G. CoEN. — Alcune forme anormali della Aporrhais pespe-
lecani Linneo (Tav. II-IIl) 7
L. Navas. — Spedizione del Barone Raimondo cia
in Dancalia. Insetti Neurotteri ed affini . :
GC. MENozzI. — Spedizione id. c. s. Hymenoptera Formi-
cidae
»
»
»
»
10-13
14-15
16-18
19-22
23-24
25-26
27-28
29-39
40-42
43-70
71-14
75-93
94-95
~ 96-108
~ 109-137
138-141
142-146
147-153
154-156
D. GuIicLIA. — Spedizione id. c. s. Imenotteri aculeati
J. BrsaccHi. — Breve nota intorno alla Gzbbula Sismon-
dae (Issel)
D. GuIeLIA. — I tipi di enaniecr en del Maso Giaen x
Storia Naturale di Genova. Revisione delle diagnosi
originali :
J. BrsAccHI. — Alcuni VOCI del Mar Bane ;
O. DE BeAUX. — Spedizione del Barone Raimondo few
chetti in Dancalia. Mammiferi . 5
A. BoRELLI. — Spedizione id. c. s. Scorpioni e Solifughi :
E. GRIDELLI. — Spedizione id. c. s. Coleotteri. Tenebrionidae
E. Sécuy. — Spedizione id. c. s. Insectes Diptéres
D. VINCIGUERRA. — Spedizione scientifica all’ oasi di Cufra
(Marzo-Luglio 1931). Rettili
A. PELLOUX. — Spedizione id. c. s. Rocce e i (Tav.
IV, V, VI)
A. GHIGI. - Spedizione id. c. s. i (Tav. VII)
F. SILVESTRI. — Spedizione id. c. s. Tisanuri 7 5 -
I. ScraccHITANO. — Spedizione id. c. s. Oligocheti . es
I. ScraccHITANO. — Spedizione id. c. s. Gordii
A. VECCHI. — Spedizione id. c. s. Anfipodi .
L. Masi. — Spedizione id. c. s. Ostracodi . : a
A. BRIAN. — Spedizione id. c. s. Gli Isopodi ui
Nota preliminare. (Tav. VII -X)
J. BisaccHi. — Spedizione id. c. s. Molluschi (Tav. x)
M. TONELLI - RONDELLI. — Spedizione id. c. s. Ixodoidea
. DE BEAUX. — Spedizione id. c. s. Mammiferi
. DI CAPORIACCO. — Spedizione id. c. s. Scorpioni e Solifugi
O
L
L. NAvAs. — Spedizione id. c. s. Insetti Neurotteri ed affini
E. DE BERGEVIN. — PRA id. c. s. Résultats Hémipte-
rologiques
L. Mast. — Spedizione id. c. s. Li rigioni ane 7
Gialo e di Cufra è
C. MENOZZI. — Spedizione id. c. s. Hue
F. INVREA. — Spedizione id. c. s. Mutillidae e Memole
{Hymenoptera). (Tav. XII) ;
D. GuIGLIA. — Spedizione id. c. s. nea on
1* parte. Fossores È 5
M. BEIER. — Spedizione id. c. s. Peondouserniontden
E. SEGuy. — Spedizione id. c. s. Insectes Diptéres
Indice delle figure nel testo . è
Elenco dei nuovi nomi generici proposti nel DERSONIE ne
: Pag.
»
157-164
165-167
168-175
176-182
183-217
218-219
220-233
234-247
248-258
259-267
268-292
293-301
302-304
305-306
307-309
310-328
329-352
303-368
369-373
374-394
395-408
409-421
422-430
431-450
451-456
457-465
466-486
487-489
490-511
513-515
517
‘dA ‘snpojnz9ung siygowumuvsy
"sid INVIIVa AY VAON39 + ISSOU *V “LIT
SE
I ASL, “AT TOA - OOLAID OOSNTI [ep TTeuuy
Annali del Museo Civico - Vol.
LV
Tav.
II.
Annali del Museo Civico - Vol. LV Tav. III.
Vol. LV
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Annali del Museo C
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Tav. V
i - Vol. LV
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Annali del Museo C
Fig. 4.
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Annali del Museo Civico - Vol. LV Raven Vile
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Tav. VII.
- Vol. LV
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Annali del Museo C
Falco concolor, Temm.
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Annali del Museo Civico - Vol. LV. Tav. VIII.
We
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ce
A
INS
>
1-12 Agabiformius . (?); 13-14 Porcellio sp.
Annali del Museo Civico - Vol. LV Tav. IX.
Porcellio Gestroi n. sp. J.
ARENA
Vol. LV
IVICO -
Annali del Museo C
Cubaris (Armadillo) sp. Qe dg.
sina :
È
Annali del Museo Civico. Vol. LV. Atay, SL
NATI
CASCO CARLI
ey I
SDAI
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Tav. XII
del Museo Civico - Vol. LV.
Lit. A. Rossi - Genova
A Baliani dis. elit,
Il,
DI
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>
oO.
Apterogyna Patrizii n: sp. of 1a. A. Patrizii, punteggiatura del 2° e 3° tergite
Apterogyna nitida Bisch. 3° 2a. A. nitida, punteggiatura del 2° e 3° tergile
Apterogyna cyrenaica n. sp. Q 4 Apterogyna Confalonieri n. sp. of
5. Iricholabioides Patrizii n. sp. ST
S :GUY. _ Risultati onto della Missione inviata dalla
dell’ oasi di Giarabub. Insectes diptéres . . È
Mala aus Ligurien RITZ PIRRO gi AE
i D. VINCIGUERRA. — Spedizione del Barone Raimondo Fran-
Hai | chetti in Dancalia. Rettili, batraci e pesci. (Tav. I)
DA. Guicr — Spedizione id. c. s. Meret ; È
SO NaGeL. — Ein neuer Hirschkafer (Coleopt. Lucanidao)
@ Corn. — Alcune forme anormali della Aporrhaîs pespe-
od BisaccHi. — Breve nota. intorno alla Gzbbula Sismon-
di ‘(dae (Issel) .; Bien
D. GuIGLIA. — I tipi di Genaniccira dol ii Civico di
i Storia Naturale di Genova. Revisione delle diagnosi
2 - originali È ; 5 : E i; : :
ab BISACCHI. — Aleuni Trochus dc) Mar Rosso . È :
Oe DE BEAUX.
chetti in Dancalia. Mammiferi . - 3: :
; A BoRELLI. — Spedizione id. c. s. Scorpioni e Solifuzia si
> E GRIDELLI. — Spedizione id. c. s. Coleotteri. Tenebrionidae
. E. Sfcuy. — Spedizione id. c. s. Insectes Diptéres . ;
_D. VINcIGUERRA. — Spedizione scientifica all’ oasi di Cufra
n O °
che PELLOUX. — Spedizione id. c. s. Rocce e minerali (Tav.
ur, Nov, Vi : È :
“AG GHIGI. - Spedizione id. c. s. Uccelli (Tav. VIN : :
_ F. SILVESTRI. — Spedizione id. c. s. Tisanuri i È :
I. ScraccHITANO. - Spedizione id. c. s. Oligocheti . .
. I SCIACCHITANO. — Spedizione id. c. s. Gordii . 3 :
A. VECCHI. — Spedizione id. c. s. Anfipodi. . È È
|. L. Masi. — Spedizione id. c. s. Ostracodi . . ..
A, Brian. — Spedizione id. c. s. Gli Isopodi terrestri.
pot Pe ae -Nota. preliminare. (Tav. VIII- X) d î 2 È
6 SAL BISACCHI. — Spedizione id. c. s. Molluschi (Tav. Xl).
È -M. TonELLI - RONDELLI. — Spedizione id. c. s. Ixodoidea
| O. De Beaux. — Spedizione id. c. s. Mammiferi |...
. L. Di Carortacco. — Spedizione id. c. s. Scorpioni e Solifugi
L. NAvAS. — Spedizione id. c. s. Insetti Neurotteri ed affini
R. Società Geografica Italiana per l’ esplorazione.
M. BEIER. — Zwei neue Troglobionte Parablothrus- Arten —
i lecani Linneo (Tav. I-IIl) E .
. NAVAS. — Spedizione del Barone Raimondo Franchetti
i _ in Dancalia. Insetti Neurotteri ed affini . SAI
.C. MENOZZI. - Spedizione id. c. s. Hymenoptera Formi-
‘cidae . : : - : : È È
: fe Hi ; pit: GUIGLIA. — Spedizione id. Cc. Ss. Imenotteri aculeati .
— Spedizione del Barone Raimondo Fran-
_ (Marzo-Luglio 1931). Rettili . î : È Ad
»
y
»
»
142-146
- 176-182
| 94-95 DR:
96-08
109-137 Hol
138-141 a ; DE
147-153
154-156
157-164
165-167
168-175
183-217
218-219
220-233
234-247
248-258
259-267
268-292 ©
293-301
302-304
305-306
307-309
310-328
329-352 sN
353-368 me
369-373
374-394
395-408
409-421
E. DE BERGEVIN. — Spedizione id. c. s. Résultats Hémipte-
rologiques
L. Masi. — Spedizione id. c. s. Imenatieni terebranti di
Gialo e di Cufra A
C. MENOZZI. — Spedizione id.‘c. s, SR
F. INVREA. — Spedizione id. c. s. Mutillidae e Ghitesdidad
(Hymenoptera). (Tav. XID)
D. GUIGLIA. — Spedizione id. c. s. Imenotteri gici
1* parte. Fossores È È
M. BEIER. — Spedizione id. c. s. Bueutloseor praia
E. SEGUY. — Spedizione id. ¢. s. Insectes Diptéres
Indice delle figure nel testo . i
Elenco dei nuovi nomi generici proposti nel pronsiito volume
Prezzo del presente Volume L.it. 150.
GENOVA
STABILIMENTO TIPO-LITOGRAFICO PIETRO PELLAS FU L.
Largo Via Roma, Piazza 8. Marta, N. 39
1930-32
Pag. 422-430
>
»
431-450
451-456
457-465
466-486.
487-489
490-511
513-515.
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