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ISSN 0365-4389
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PUBBLICATI PER CURA DI L. CAPOCACCIA E G. ARBOCCO
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GENOVA
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MUSEO CIVICO DISTORTA NATURALE.
«G. DORIA»
VIA BRIGATA LIGURIA, 9 - 16121 GENOVA
PERSONALE SCIENTIFICO
Direttore - Dott. Lilia CAPOCACCIA ORSINI
Direttore aggiunto - Dott. Gianna ARBOCCO ISETTI
Conservatori - Dott. Roserto Pocci
- Dott. GiuLiano Dorta (dal 28-IX-1987)
- Dott. VALTER RAINERI (dal 28-IX-1987)
CONSERVATORI ONORARE
Dott. FeLICE CAPRA - Conservatore onorario a vita - Entomologia
Avv. Emitio Berio - Entomologia i i
Prof. Mario Gatti - Mineralogia
Prof. SALVATORE GENTILE - Botanica
Prof. SanpRo RuFFo - Zoologia
Prof. Nino SANFILIPPO - Entomologia
Prof. MicHELE SARÀ - Zoologia
Si vedano nella 3? pagina di copertina le norme per i Collaboratori.
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ANNALI DEL MUSEO CIVICO
DI
STORIA NATURALE
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Volume LXXXVI
ANNALI DEL MUSEO CIVICO
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PUBBLICATI PER CURA DI L. CAPOCACCIA E G. ARBOCCO
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1986-87
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ROBERTO POGGI
Museo Civico di Storia Naturale « G. Doria» - Genova
I DELPHINIDAE FATTI PERVENIRE AL MUSEO DI GENOVA
TRA IL 1914 E IL 1917 DAL SINDACATO PESCHERECCIO
LIGURE-SARDO
(MAMMALIA, CETACEA)
INTRODUZIONE
Nell’archivio scientifico del Museo Civico di Storia Naturale « G.
Doria » di Genova ho avuto occasione di rinvenire una serie di appunti
manoscritti inediti relativi a 45 esemplari di Delphinidae fatti perve-
nire al Museo dal Sindacato Peschereccio Ligure-Sardo in un periodo
di tre anni, compreso tra il settembre 1914 e lo stesso mese del 1917.
Tali note meritano a mio parere di essere divulgate, sia perché
permettono di definire con maggiore precisione il luogo di provenienza
di alcuni reperti presenti nelle nostre collezioni, sia perché costituiscono
una buona e sicura testimonianza sulle specie e sul numero dei delfini
che venivano catturati settant'anni fa nelle acque del Mar Ligure e del
Mar Tirreno settentrionale.
Questi dati, più strettamente scientifici, saranno preceduti da al-
cune notizie storiche sul Sindacato Peschereccio Ligure-Sardo, isti-
tuzione di cui oggi si è ormai persa la memoria, ma che a suo tempo
ebbe ad intessere col Museo di Genova rapporti di collaborazione non
del tutto trascurabili.
IL SINDACATO PESCHERECCIO LIGURE-SARDO
Una legge statale del 1904 (la n. 378 dell’11 luglio, « Provvedimenti
in favore della pesca e dei pescatori», nota anche come «legge Rava »,
dal cognome del ministro proponente) sancì la possibilità di erogare
contributi alle cooperative di pescatori, a patto che esse si riunissero in
« Sindacati », una sorta di odierni consorzi. I Sindacati previsti dalla
legge e dal suo successivo regolamento d’applicazione furono cinque e
precisamente: Ligure-Sardo (« dalla frontiera francese alla Magra,
compresa l’isola di Sardegna e le altre adiacenti »), Toscano-Romano,
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 1
2 R. POGGI
Napoletano-Calabrese, Siculo ed Adriatico; ad ogni Sindacato lo Stato
avrebbe concesso un sussidio iniziale di L. 30.000 (50.000 per quello
Adriatico) e un contributo annuo di L. 10.000, oltre ad altre esenzioni
e facilitazioni per l’esercizio della pesca.
AI preciso scopo di costituire il « Sindacato Peschereccio Ligure-
Sardo » (a volte indicato anche come « Sindacato Ligure-Sardo tra le
cooperative di pescatori ») nel 1910 venne fondata a Genova la « Società
Ligure-Sarda per la Protezione della Pesca ».
Eretta in Ente Morale il 21 marzo 1912, con R. Decreto n. 403
promosso dal ministro Nitti, essa ebbe sede nei locali del « Comizio
Agrario del Circondario di Genova », in Vico dei Parmigiani 1/3; ne
fu primo presidente On. G. Celesia, mentre le funzioni di segretario
vennero svolte dall’Avv. Nicolò Viale; la quota associativa annua fu
fissata in cinque lire.
La Società aveva, per norme statutarie, «lo scopo di aiutare, pro-
teggere, sviluppare, migliorare l’industria della pesca marittima e d’ac-
qua dolce, ed il commercio dei suoi prodotti; di elevare le condizioni
delle classi pescareccie; di promuovere la costituzione di cooperative
ed altre associazioni di pescatori e scuole di pesca; di promuovere ogni
altra azione diretta al raggiungimento dei fini della legge vigente sulla
pesca ».
Il 4 novembre 1911, con rogito del Notaro Cassanello, avvenne
la costituzione formale del Sindacato, che riuniva quattro associazioni
peschereccie, fra le quali erano sicuramente presenti le cooperative di
Camogli e di Santa Margherita Ligure; nel 1912 si fece propaganda
in Liguria e in Sardegna per l’adesione di altre cooperative; nel feb-
braio del 1913 si potè così chiedere il riconoscimento governativo, che
pervenne nello stesso anno, tanto che nel corso dell’assemblea generale
della Società del 22 marzo 1914 l’Avv. Eugenio Chiappe, presidente
d’assemblea, poteva comunicare ai Soci: «Lo scopo precipuo della
nostra Società ormai è raggiunto: il Sindacato Pescareccio Ligure-
Sardo a termini della legge 11 luglio 1904 è stato costituito ed appro-
vato, ed ha cominciato a tenere regolari sedute per l’esplicazione del-
l’opera sua. Cionondimeno la Società Ligure-Sarda potrà continuare
a rendere servigi all’industria peschereccia, integrando laddove occorra,
l’opera del “Sindacato” ».
Il Sindacato svolse in effetti le sue funzioni all’incirca fino al 1920,
quando decadde per termini di legge; nel 1922 la Società si assunse
DELPHINIDAE 1914-1917 3
l’incarico di proseguire 1 compiti del Sindacato non potendo esso venire
rifondato. La Società Ligure-Sarda per la Protezione della Pesca tra-
sferì poi la propria sede per alcuni anni presso il Laboratorio di Biologia
Marina di San Giuliano (Genova), ideato e finanziato dal Prof. A.
Brian; dopo le distruzioni belliche ed un periodo di forzata latenza
essa ha assunto nel 1972 la denominazione di « Associazione Ligure di
Idrobiologia e per la Protezione della Pesca e delle Acque », con sede
a Genova, in Via Balbi 5, ove prosegue la sua attività. (1)
Il Sindacato strinse rapporti di collaborazione col Museo di Storia
Naturale di Genova essenzialmente in merito al problema dei delfini,
a causa dei danni provocati al pescato da tali cetacei. (?)
x .
A questo proposito è piuttosto interessante, sotto vari punti di
vista, riportare integralmente un brano del verbale dell'assemblea ge-
nerale della Società Ligure-Sarda per la Protezione della Pesca, tenu-
tasi il 2 febbraio 1913; in tale documento si legge:
«Il Socio Cav. E. Cichero richiama l’attenzione dell'assemblea sui
danni che arrecano 1 delfini, e sul fatto che in Italia non fu preso alcun
provvedimento, mentre in altri paesi, ad es. in Austria, molto si fece
per scongiurare tali danni: che anzi dal Ministero della Guerra furono
rifiutati dei fucili per combattere i delfini.
Il Socio Torre si associa a Cichero e ricorda come in Francia si
usino delle reti per circondare questi animali; è urgente che anche in
Italia si prendano dei provvedimenti. La proposta Cichero: Richiesta
al Governo di fucili da distribuirsi alle Cooperative — è approvata alla
unanimità dall’assemblea. ».
Sull’onda di queste proteste il Sindacato, il 3 settembre 1914,
inviò una lettera a varie Capitanerie di Porto del Mar Ligure e del Mar
(1) Sono grato al Prof. Silvio Spanò, attuale Segretario della Associazione, che
mi ha permesso di esaminare tutti i documenti storici in suo possesso.
(7) Un’altra iniziativa promossa dal Sindacato in collaborazione col Museo fu
la realizzazione del « Corso magistrale di pesca » del 1917, destinato ai maestri elemen-
tari operanti nelle località marittime liguri, allo scopo di affinare le loro cognizioni sui
vari problemi legati alla pesca e al mare. Tale corso, proposto dal Prof. C. Parona fin
dal 1913, doveva svolgersi interamente nell’anfiteatro del Museo Civico di Storia
Naturale, ma il basso numero di iscritti fece poi modificare gli originari programmi
e si tennero solo una serie di venti conferenze (in parte al Museo e in parte in località
rivierasche), soprattutto a cura del Prof. D. Vinciguerra, dal 9 agosto al 9 settembre
1917.
4 R. POGGI
Tirreno, promettendo un premio in denaro ad ogni pescatore che avesse
ucciso un delfino, purché ne venisse inviato almeno il capo al Museo
di Genova.
A questa lettera circolare, di cui purtroppo non sono ancora riu-
scito a rinvenire copia, si fa comunque esplicito riferimento in due mis-
sive della Capitaneria di Porto di Portoferraio del 1915 (tali lettere,
conservate nell’archivio del Museo, sono riportate nelle note 12 e 15).
I risultati di questa iniziativa del Sindacato costituiscono l’argo-
mento degli appunti inediti da me rinvenuti e qui trascritti.
IL DOCUMENTO SUI DELFINI
I fogli del manoscritto oggetto della presente nota appartenevano
in origine ad un taccuino a righe; attualmente il documento è costituito
da 14 pagine, di dimensioni circa 14,5 x 9,5 cm; il manoscritto non è
firmato, ma l’inconfondibile calligrafia con cui esso è stilato permette
di attribuirlo senza ombra di dubbio alla mano dell’allora Direttore del
Museo di Genova, Prof. Raffaello Gestro.
In ogni facciata sono annotati a china, in ordine cronologico, i dati
essenziali relativi ad ogni nuovo esemplare di delfino pervenuto in Mu-
seo; 1 reperti sono numerati progressivamente, in matita blu, da 1 a 45.
A
Il manoscritto è riportato qui di seguito in una trascrizione pres-
soché integrale; rispetto all’originale ho completato alcune parole ab-
breviate, ho reso omogenea la successione dei dati citati ed ho aggior-
nato la nomenclatura (la specie « Tursiops truncatus (Montagu)» era
ad es. indicata all’epoca come « Delphinus tursio (Gerv.) »).
Le mie note esplicative sono tutte riportate a pie’ di pagina.
Nella prima facciata si legge la dicitura: « Sindacato peschereccio
Ligure-Sardo, Vico Parmigiani 1/3, Genova» e, più sotto: « Avv. Ni-
colò Viale, Piazza Soziglia (in sostituzione del precedente indirizzo di
«Via Luccoli 17/10»), Telefono 48.68 ».
La seconda facciata è bianca; con la terza incomincia l’elenco vero
e proprio.
1) 2 settembre 1914
Delphinus delphis L. intero; esemplare giovane, lungo m 0,98.
Catturato dal Sig. Figari colle paranze, nelle acque di S. Margherita
Ligure, il 1° settembre 1914. Consegnato dal Sig. Sebastiano Moli-
DELPHINIDAE 1914-1917 5
nelli. (3) — N.B.: il cranio non si è conservato, l’esemplare essendo trop-
po giovane; si è fatto invece un modello del corpo. (4)
2) 30 settembre 1914
Delphinus delphis: testa. Preso a Sestri Ponente colla rete a stra-
scico, il giorno 30 settembre, da Francesco Michelini e mandato da
Sebastiano Molinelli. Conservato il cranio. (5)
3) 13 ottobre 1914
Tursiops truncatus (Montagu): testa. Preso a Porto Torres dal pe-
scatore Vincenzo Fanciulli, il 7 ottobre; esemplare lungo m 2,98, se-
condo la dichiarazione del R. Ufficio di Porto di Porto Torres. Con-
servato il cranio. (6)
4) 12 ottobre 1914
Delphinus delphis: testa. Portato il 12 ottobre da due marinai del
piroscafo... (7); spedito da Porto Torres da Matteo Dadea. (8)
5) 11 novembre 1914
Delphinus delphis: testa di giovane. Preso l’11 novembre in Sam-
pierdarena; portato da Sebastiano Molinelli. Donato al Dott. Giovanni
Zunino per ricerche anatomiche.
6) 16 novembre 1914
Tursiops truncatus: testa di adulto. Pescato da Francesco D’Oriano
alla Maddalena, il 7 novembre 1914; imbarcato dal piroscafo « E-
gadi DA (9)
(3) Il nome di Sebastiano Molinelli compare ripetutamente in questo elenco;
egli, titolare della Ditta « La Sirena » per la vendita di pesce fresco, al banco n. 30
della vecchia Pescheria di Genova, donò o fece comunque pervenire al Museo molti
interessanti reperti. Molinelli fu tra l’altro anche Segretario Organizzatore del 1° Con-
gresso degli Industriali per la Pesca moderna in Liguria, svoltosi a Genova, nel Palazzo
San Giorgio, il 18 novembre 1923 ed i cui risultati furono pubblicati l’anno successivo.
(4) Nella collezione del Museo non vi è più traccia di tale modello.
(°) Il cranio è presente in collezione col C.E. 36409.
(5) Questi dati si riferiscono certamente al cranio che in passato portava la ge-
nerica indicazione « Mar Tirreno, 1914, C.E. 36412 »; infatti, poiché nel 1914 sono
giunti in Museo solo due crani di Tursiops (nn. 3 e 6 del presente elenco) ed uno di
essi (n. 6) era stato subito corredato con dati completi e precisi (Is. Maddalena,
7.XI.1914, leg. F. D’Oriano, C.E. 36410), ne consegue che il n. 3 deve corrispondere
al C.E. 36412.
(7) I punti di sospensione sono nell’originale.
(8) Il cranio è in collezione col C.E. 36411.
(*) Il cranio è in collezione col C.E. 36410 (cfr. anche la nota 6).
6 R. POGGI
7,8) 21 gennaio 1915
Delphinus delphis: teste di 2 es. giovani. Provenienti da Portofer-
raio e consegnate dal Sig. Carlo Sciaccaluga, spedizioniere (S. Marcel-
lino, 70 rosso). (1°)
9) 26 febbraio 1915
Delphinus delphis giovane. Avuto a mezzo dell’Avv. Viale. (11) Non
conservato perché il cranio era completamente spaccato.
10) 20 marzo 1915
Delphinus delphis giovane. Pescato nelle acque dell’Enfola (costa
nord dell’isola d’Elba), il giorno 17 marzo dal Sig. Emanuele Ridi,
esercente in quella località la tonnara che suole restare in pesca dalla
metà di aprile alla fine di giugno di ciascun anno. Ricevuto l’avviso
dalla R. Capitaneria di Porto di Portoferraio, in data 18 marzo. (1)
Non conservato perché coll’occipite rotto e aperto.
11) 2 aprile 1915
Delphinus delphis molto giovane. Pescato nelle acque di Arenzano
il 2 aprile da Giovanni Giolfo. Avuto da Sebastiano Molinelli.
12) 3 maggio 1915
Tursiops truncatus adulto. Arrivato, a mezzo ferrovia, da Camogli.
(1°) Nella collezione del Museo esiste un cranio, etichettato semplicemente « Por-
toferraio, 1915, C.E. 36404 », omesso nei cataloghi sino ad oggi pubblicati, che è ri-
feribile ad uno dei due esemplari qui ricordati.
(11) La provenienza non è segnalata.
(12) Si riporta per esteso il testo dell’avviso perché in esso si fa esplicito riferi-
mento alla lettera spedita dal Sindacato Peschereccio Ligure-Sardo nell’ambito della
«lotta» contro i delfini:
«Da R. Capitaneria di Porto del Compartimento Marittimo di Portoferraio, addì
18 Marzo 1915, prot. 1985, a Sig. Presidente (sic!) del Museo di Storia Naturale,
Piazza di Francia, Genova.
Oggetto: invio di una testa di delfino catturato in quest’isola.
Il sottoscritto si onora informare la S.V. che in relazione alla lettera in data 3 Set-
tembre scorso anno di cotesto Sindacato pescareccio Ligure Sardo, ha inviato oggi
a mezzo di pacco postale a cotesta On. Direzione la testa di un Delfino catturato ieri
nelle acque dell’Enfola (costa Nord di quest'isola) dal Sig. Ridi Emanuele esercente
in quella località la tonnara che suole restare in pesca dalla metà di Aprile alla fine di
Giugno di ciascun anno. Si riserva di rimettere la domanda del Ridi pel consegui-
mento del premio di cui è cenno nella lettera del suddetto Sindacato pescareccio. Con
osservanza. Il Capitano di Porto (firmato: Moreni) »
Gestro ha poi aggiunto in fondo alla lettera: « Delphinus delphis giov. Ricev.
20.III.1915. Occipitale rotto e perciò non conservato l’esemplare. »
DELPHINIDAE 1914-1917 7
Spedito dalla Società Anonima cooperativa fra i pescatori di Camogli
(Presidente: Cav. E. Cichero).
13) 7 maggio 1915
Delphinus delphis adulto. Catturato dal pescatore Andrea Vago di
Camogli; mandato dal Sig. Avv. Viale.
14-18) 11 maggio 1915
Delphinus delphis, 5 esemplari, adulti e semiadulti. Provenienti da
Camogli, inviati dalla Società Anonima cooperativa fra i pescatori di
Camogli. Riferito al Sindacato in data 21 maggio 1915. (18)
19,20) 21 maggio 1915
Tursiops truncatus, 2 adulti. Spediti da Alfredo Fondacci di Piom-
bino, ma catturati nelle acque del Bagno di Marciana (costa nord del-
l’isola d’Elba) dal Sig. Emanuele Ridi, esercente di una tonnara in quella
località. (14) Vedi lettera del Capitano di Porto di Portoferraio del 20
maggio. (15)
(18) Ad un cranio di De/phinus delphis adulto, etichettato « Mar Ligure, 1915,
C.E. 36408 », si può ora attribuire una più precisa provenienza. Infatti nel 1915 sono
stati spediti al Museo 11 es. di De/phinus (nn. 7-11 e 13-18 di questo elenco), ma i
nn. 7 e 8 vanno esclusi per la località, i nn. 9 e 10 perché non conservati e il n. 11 per-
ché «molto giovane »; ne consegue che il cranio col C.E. 36408 deve appartenere ad
uno degli individui adulti catturati a Camogli tra il 7 e 111 maggio (nn. 13-18).
(14) Anche in questo caso è finalmente possibile completare i vecchi dati generici
di un reperto, e precisamente del cranio con l’indicazione « Mar Tirreno, 1915, C.E.
36413 ». Infatti dei cinque individui di Tursiops pervenuti al Museo nel 1915 (nn.
12, 19, 20, 21 e 22 di quest’elenco), il n. 22 (Piombino) non è stato conservato e i nn.
12 (Camogli) e 21 (Laigueglia), se presenti, sarebbero stati etichettati « Mar Ligure »
(analogamente ad altri casi) e non certo « Mar Tirreno »; se ne deduce quindi che il
cranio col C.E. 36413 appartiene ad uno dei due esemplari (n. 19 o 20) provenienti da
Bagno di Marciana.
(15) Per completezza riporto il testo integrale della lettera:
«Da R. Capitaneria di Porto del Compartimento Marittimo di Portoferraio, addì
20 Maggio 1915, prot. 2683, a Signor Presidente (sic!) del Museo di Storia Naturale
(Piazza di Francia), Genova.
Oggetto: cattura di due delfini.
Il sottoscritto si onora informare la S.V. che in relazione alla lettera in data 3
Settembre scorso anno di cotesto Sindacato pescareccio Ligure-Sardo, ha inviato oggi
a mezzo di pacco postale a cotesta On. Presidenza la testa di due delfini catturati ieri
nelle acque del Bagno di Marciana (costa Nord di questa isola) dal Signor Ridi Ema-
nuele esercente in quella località di una tonnara. Si riserva di rimettere la domanda
del Ridi pel conseguimento del premio di cui è cenno nella lettera del suddetto Sin-
dacato pescareccio. Con osservanza. Il Capitano di Porto (firmato: Moreni) ».
8 R. POGGI
21) 27 maggio 1915
Tursiops truncatus: testa di adulto. Pescato a Laigueglia dal pe-
scatore Massa e trasmesso al Museo dal venditore di pescheria Seba-
stiano Molinelli (Genova, telefono 50.42). Riferito al Sindacato in data
27 maggio.
22) 14 giugno 1915
Tursiops truncatus: testa di adulto. Ricevuto per mezzo di Alfredo
Fondacci, speditore di pesce fresco di Piombino. Cranio rovinato, fatto
sotterrare.
23) 3 maggio 1916
Delphinus delphis: testa di adulto. Ricevuto da Camogli, spedito
da Filippo Viacava, della Società Anonima cooperativa fra i pescatori
di Camogli.
24) 6 maggio 1916
Delphinus delphis: testa di giovane. Ricevuto da Portoferraio; pe-
scato nelle acque di Punta Pina da Oreste Fabiani. Annunciato con
lettera del Comando del Porto di Portoferraio, in data 28 aprile.
25) 9 maggio 1916
Tursiops truncatus: testa di adulto. Ricevuto da Camogli, spedito
da E. Cichero della Società Anonima cooperativa fra i pescatori di
Camogli.
26-32) 13 maggio 1916
Turstops truncatus: 7 teste, di 6 adulti e di 1 giovane. Ricevuti da
Camogli; spediti dal Cav. E. Cichero della Società Anonima coopera-
tiva fra i pescatori di Camogli.
33) 31 maggio 1916
Tursiops truncatus: testa di adulto. Da Camogli, spedito dal Cav.
Elia Cichero, della Società Anonima cooperativa fra i pescatori di Ca-
mogli.
34) 25 giugno 1916
Delphinus delphis ?: testa di giovane. Spedito da Riva Trigoso,
dal Sig. Giuseppe Poggi.
DELPHINIDAE 1914-1917 9
35) 18 luglio 1916
Delphinus delphis: testa di giovane. Preso ai tramagli dal pescatore
Gardella (16) e trasmesso al Museo da Sebastiano Molinelli (Pescheria 30).
36-40) 26 luglio 1916
Delphinus delphis: 5 teste. Provenienti da Riva Trigoso; speditore:
Giuseppe Olivieri.
41) 4 agosto 1916
Delphinus delphis: testa di adulto. Proveniente da Loano; speditore:
Andrea Doria.
42) 26 agosto 1916
Delphinus delphis: testa di giovane. Pescato a Sampierdarena dal
pescatore Ulpino e trasmesso da Sebastiano Molinelli (Pescheria 30,
telefono 50.42).
43) 11 novembre 1916
Delphinus delphis: giovane. Pescato a Laigueglia dal pescatore Pelle
e ricevuto per mezzo di Sebastiano Molinelli di Pescheria.
448) oa. awe 1917 (17)
Delphinus delphis: un esemplare. Pescato a Genova, alla Batteria,
da Michele Colombino.
45) 21 settembre 1917
Delphinus delphis: giovane. Proveniente da Noli, spedito da Paolo
Basso.
OSSERVAZIONI
I contenuti del documento sopra riportato forniscono lo spunto
per alcune osservazioni.
Vi è innanzi tutto da sottolineare l’importanza storico-scientifica
delle notizie tramandateci da Gestro; anche se i dati a nostra disposi-
zione (riguardanti 29 Delphinus delphis e 16 Tursiops truncatus) non
comprendono certamente tutte le catture di delfini effettivamente av-
(16) La provenienza è presumibilmente il mare antistante Genova.
(1?) Il giorno ed il mese non sono indicati; la data di raccolta è comunque evi-
dentemente compresa tra il 1° gennaio ed il 20 settembre 1917.
10 R. POGGI
venute nel Mar Ligure e nell’alto Tirreno negli anni considerati, co-
stituisce tuttavia un motivo di indubbio interesse l’essere entrati in
possesso di tali indicazioni, derivanti non da spiaggiamenti, ma da
catture in mare aperto e relative oltre tutto ad un periodo più noto
per vicende belliche che per studi scientifico-statistici.
È un peccato che le notizie riguardino solo i delfini e non anche
altri cetacei, ma bisogna ricordare che l’impegno del Sindacato (di cui
il Museo fu fruitore) era volto in particolare alla lotta contro i delfini,
considerati come veri « animali nocivi»; da questo punto di vista ri-
sulta più chiaro il perché le segnalazioni di catture siano sporadiche nei
mesi autunnali ed invernali e ben più numerose invece in primavera ed
estate, quando le più favorevoli condizioni del mare, l'abbondanza di
pesci e pertanto la migliore possibilità di reddito della attività pesche-
reccia facevano veramente «scontrare sul campo » pescatori e delfini.
Dai dati ricavabili dagli elenchi e dalla documentazione sulle vi-
brate proteste dei pescatori si può arguire che il numero dei delfini
fosse allora piuttosto elevato, con presenza sia di Tursiops truncatus,
oggi ben più sporadico nel Mar Ligure, che di Delphinus delphis, at-
tualmente ormai quasi soppiantato da Stenella coeruleoalba; a tale pro-
posito, anche ammettendo la possibilità che qualche esemplare di Ste-
nella sia stato confuso col Delfino comune, non si può non ribadire il
fatto che i crani dell’epoca, conservati in Museo, appartengono effetti-
vamente a Delphinus e non a Stenella.
Un'ultima osservazione può riguardare il numero dei crani con-
servati: nel 1914 si sono preparati i crani — se integri — di tutti gli esem-
plari giunti in Museo, mentre negli anni successivi, per motivi com-
prensibili di mancanza di personale, di mezzi e di tempo, collegati ad
una indubbia «ricchezza dell’offerta» (vedansi i dieci individui del
maggio 1915 o gli undici del maggio 1916), ci si è quasi sempre do-
vuti limitare ad annotare i dati.
APPENDICE
Nel quadro del mio tentativo di precisazione dei dati talora un po’
vaghi con cui sono stati inizialmente etichettati alcuni esemplari di
cetacei, desidero segnalare che è oggi possibile stabilire epoca di rac-
colta dei feti di Delphinidae presenti nella nostra collezione con i nu-
meri di C.E. 36930/a, 36930/b, 36931 e 36932, di generica provenienza
mediterranea.
DELPHINIDAE 1914-1917 11
Infatti in una lettera (rinvenuta nell’archivio scientifico del Museo)
inviata il 7.XI.1957 dal Dr. E. Sommani (Laboratorio Centrale di Idro-
biologia, Roma) al Direttore del Museo di Genova per annunciare il
dono di un lotto di pesci e di feti di delfini, si può leggere fra l’altro:
«Per quanto riguarda gli embrioni di delfino, quelli senza nessuna in-
dicazione sono di provenienza dal Mediterraneo, catturati tra il 1928
@ ith UZ, D
In base a recenti verifiche (18) i feti con C.E. 36931 e 36932, di
circa 6 mesi, sono stati attribuiti a Stenella coeruleoalba (Meyen), men-
tre per i due feti con C.E. 36930/a e 36930/b, di circa 4-5 mesi, l’iden-
tificazione resta incerta tra Stenella coeruleoalba e Delphinus delphis L.
RIASSUNTO
Si trascrive un manoscritto inedito del Prof. Gestro in cui risultano elencati tutti
i delfini fatti pervenire al Museo Civico di Storia Naturale di Genova tra il 1914 e il
1917 a cura del Sindacato Peschereccio Ligure-Sardo, istituzione di cui si traccia una
breve storia. I dati si riferiscono a 45 esemplari di Delphinus delphis L. e Tursiops
truncatus (Montagu) catturati dai pescatori nelle acque del Mar Ligure e del Mar
‘Tirreno settentrionale.
SUMMARY
File data on the Delphinidae sent to the Genoa Museum, from 1914 to 1917, by the
Sindacato Peschereccio Ligure-Sardo.
Some historical notes on the «Sindacato Peschereccio Ligure-Sardo » (= Li-
gurian-Sardinian Syndicate for Fishery) precede the transcription of an unpublished
list, written by Prof. R. Gestro, of the Delphinidae which were sent to the Museo
Civico di Storia Naturale in Genoa, from 1914 to 1917, at request of the Syndicate.
Forty-five specimens of Delphinus delphis L. and Tursiops truncatus (Montagu),
caught by fishermen in the Ligurian Sea and in the northern Tyrrhenian Sea, are
listed.
Questo articolo costituisce il Lavoro n. 2 del Centro Studi Cetacei della So-
cietà Italiana di Scienze Naturali.
(8) Cozzi B., De Francesco I., CacnoLaro L. & LeonarpI L., 1985 - Radio-
logical observations on the skeletal development in fetal and newborn specimens of
Delphinus delphis L. and Stenella coeruleoalba (Meyen) (Mammalia Cetacea) - Atti
Soc. ital. Sc. nat. Mus. civ. St. nat. Milano, 126 (1-2): 120-136, 8 figg.
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13
G. ArBocco, L. Capocaccia, C. VIOLANI (*)
CATALOGUE OF BIRD TYPES IN THE COLLECTIONS
OF THE NATURAL HISTORY MUSEUM OF GENOA:
SOME ADDENDA
Dedicated to the memory of Tommaso Salvadori (1835-1923) on the 150th anniversary
of his birth
As a supplement to the catalogue of bird types in the collections
of the Natural History Museum of Genoa (Arsocco, Capocaccia & VIo-
LANI, 1979), we have produced the following brief list dealing with
18 additional taxa.
These have emerged thanks to a thorough investigation of the
museum archives and the available ornithological literature. In par-
ticular, they concern:
a) three forms described from material collected in western
China in the years 1869-1872 by Father ARMAND Davin, the famous
explorer who had strong connections with Marquis Giacomo Doria
and with the circle of naturalists based around Genoa Museum;
b) two forms described by the British consul ROBERT SWINHOE
from Chinese material and sent to the museum in 1871, together with
other Asiatic specimens;
c) several taxa described by E.P. Ramsay, A.B. Meyer, W.
ROTHSCHILD and E. HARTERT from bird material emanating mainly
from New Guinea. These birds had previously been mentioned by
SALVADORI & D’ALBERTIS (1875) and by SaLvapoRri (1880-1882; 1895)
as being forms referable to already known species, but nevertheless of
particular interest for the constant presence of some peculiar features;
d) two meliphagid taxa from the Papuan region, which T. SAL-
VADORI named and described as new in a monograph published by
ForBEs (1879);
(*) Scientific address of Dr. C. Violani: Dipartimento di Biologia Animale, Universita,
Piazza Botta 9-10, 27100 Pavia, Italy.
14 G. ARBOCCO, L. CAPOCACCIA, C. VIOLANI
e) a form of dabchick from Shoa, Ethiopia, treated by SALVADORI
as Podiceps capensis of Lichtenstein, but which the latter had never
described and published;
f) additional taxa of various provenance which have come to
light after careful evaluation of the archive material.
Family STRUTHIONIDAE ?
Psammornis libycus Moltoni 1928, Ann. Mus. Genova, 52: 399
= ? Struthio camelus ssp. ?, cfr. SAUER 1969: 296-301
Holotype: fossil fragment of an eggshell, figured by MoLTONI
(loc. cit., p. 399) and by Sauer (1969, figs. 6,7,8), C.E. 25172, dune
zone south of Giarabub Oasis, Cyrenaica, Libya. Collected by the
mission of the R. Società Geografica Italiana, 1926-27.
The fragment was also examined by E. HARTERT, who confirmed
its difference from the typical material of Psammornis rothschildi An-
drews preserved in Tring (MOLTONI, loc. cit.). After examination of
the holotype of lbycus, E.G.F. Saver (1969: 308) noted: « P. lbycus
appears to have the closest association with S. camelus if it is not indeed
the earliest representative of this species. Further comparative studies
of still unidentified or tentatively labelled fossil struthionid shell ma-
terial from North Africa and an analysis of the fine structures of the
P. libycus egg shell could clarify this point ».
Family CASUARIIDAE
Casuarius loriae Rothschild 1898, Nov. Zool., 5: 513
= Casuarius bennetti picticollis Sclater, Mayr 1941: 1
= Casuarius bennetti Gould, Mayr 1979 in: PETERS & coll.,
1979, 2nd edition, p. 8
Syntype, adult 3, mounted, figured, C.E. 17367, South New Guinea:
Moroka, October 1893, coll. by L. Loria.
In his original diagnosis (1898: 513) RoTHSCHILD wrote: « In the
Catalogue of Birds, vol. XXVII, Count Salvadori describes as the adult
bird of Casuarius picticollis a bird collected in the Moroka district by
Dr. Loria, and of which I have seen the sketch taken from the freshly
killed bird. [...] I feel sure that the red-necked form is distinct from the
true picticollis and have much pleasure in naming it after its discoverer ».
CATALOGUE OF BIRD TYPES, ETC. 15
Later, in his « Monograph of the Genus Casuarius » (ROTHSCHILD
1901: 143, and plate XX XVIII), he published a coloured plate of this
specimen adding: « Casuarius loriae was found by Signor Loria at Mo-
roka in the highlands of the Owen Stanley Mountains in British New
Guinea. The fully adult specimen obtained by Loria is now in the
Museo Civico of Genoa. Mr. Loria made a coloured sketch of the head
and neck, which was kindly lent me by Dr. Gestro, and from which
our plate is taken. It is the same bird which is described in the « Cata-
logue of Birds», vol. XXVII p. 601».
A second syntype, collected by Emil Weiske at the Aroa River,
Owen Stanley Range, now in the British Museum (Nat. Hist.), is listed
by WARREN (1966: 166).
Family PODICIPEDIDAE
Podiceps capensis « Licht. » Salvadori 1884, Ann. Mus. Genova, 21: 252
= Tachybaptus ruficollis capensis (Salvadori)
Syntype, g, skin, C.E. 21307, Lake Cialalakà, Shoa, Ethiopia,
29.1V.1879, collected by O. Antinori (collector’s no. 907bis; specimen
d of Salvadori’s list (loc. cit., p. 253).
T. SALVADORI was the first author to use the specific epithet ca-
pensis in conjunction with a valid description. For a long time it had
been a nomen nudum attributed to Lichtenstein, but apparently pro-
posed by Bonaparte (BONAPARTE 1856a, p. 775; 1856b, p. 646). Ad-
ditional syntypes are in Turin Museum.
Family PHASIANIDAE
Ithaginis sinensis David 1873, Ann. Sci. Nat., Zool., (5) 18 (5): 1
= Ithaginis cruentus sinensis David
Syntype: J, mounted, C.E. 23796, Southern Shensi, China, XII.1872,
collected for A. David (see Colour Plate).
According to VAURIE (1962: 299), «the type was collected at about
108° 30° E. Long. in the central Tsinling Range ».
In his « Journal» A. Davip mentions repeatedly this new species:
«Inkiapo, 6 dec. 1872. Ce soir mon chasseur Ouang retourne aussi des
grandes montagnes du Laoling, qu’il a trouvées couvertes d’une neige
épaisse. Il a vite fait sa course. Mais je suis content de lui, puisqu’il
16 G. ARBOCCO, L. CAPOCACCIA, C. VIOLANI
a tué lui-méme et apporté une paire d’Ithagines d’espèce nouvelle
[page 174] ... C’est 4 deux journées de marche, au sud-sud-ouest d’In-
kiapo, que le Ouang a rencontré les Ithagines parmi les bambous sau-
vages et les rhododendrons [page 175] ... 21 dec. 1872. Journée em-
ployée toute a preparer 12 Ithagims sinensis ... [page 203]». (Davin
1875, tome I).
Family CHARADRIIDAE
Aegialites dealbatus Swinhoe 1870, Proc. Zool. Soc. London, 1870: 138
= Charadrius alexandrinus dealbatus (Swinhoe)
Syntype, unsexed, skin, C.E. 21907, Amoy, China, collected by
R. Swinhoe in 1861 and received from him on 7.IV.1871.
R. SwINHOE did not select a holotype in his original description.
Several other syntypes are in the British Museum (Nat. Hist.) (WarR-
REN, 1966: 78).
Family COLUMBIDAE
Macropygia griseinucha Salvadori 1876, Ann. Mus. Genova, 9: 204
= Macropygia amboinensis griseinucha Salvadori (partim: speci-
mens from Miosnom)
= Macropygia amboinensis kerstingi Reichenow (partim: speci-
mens from Misori and Jobi)
T. SALVADORI first described Macropygia griseinucha upon material
from Miosnom, Misori and Jobi Islands; subsequently he restricted
his new taxon to the birds from Miosnom alone (1882, Orn. Pap. Mol.,
3: 139), leaving those from Jobi and Misori under the name of « Macro-
pygia doreya, Bp.» (1882, op. cit., 3: 141). Syntypes of griseinucha
Salvadori from Miosnom (restricted type locality) are listed by AR-
Bocco, Capocaccia & VIOLANI (1979: 195).
The form inhabiting Misori (= Biak), Jobi (= Japen) and central
New Guinea has been separated as Macropygia amboinensis kerstingi
Reichenow, 1897 (see Mayr, 1941: 46). The following specimens are
however also syntypes of griseinucha Salvadori, though in a wider sense.
Additional syntypes (4 specimens, skins):
g C.E. 13310, Geelvink Bay: Ansus, Jobi, 7.IV.1875, O. Beccari (spe-
cimen v of SALVADORI’s list in Orn, Pap. Mol., 1882, 3: 144);
CATALOGUE OF BIRD TYPES, ETC. 17
Male syntype of Ithaginis sinensis David, C.E. 23796, S. Shensi, China, collecteu by
Ouang for Armand David, December 1872. (Photo A. Margiocco)
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 2
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CATALOGUE OF BIRD TYPES, ETC. 19
dg C.E. 13311, Geelvink Bay: Korido, Misori, 18.V.1875, O. Beccari
(specimen y);
dg C.E. 13312, Korido, Misori, 20.V.1875, O. Beccari (specimen 2);
@ juv. C.E. 13297, Korido, Misori, 21.V.1875, O. Beccari (specimen a’).
Reinwardtoenas reinwardti griseotincta Hartert in ROTHSCHILD & Har-
TERT 1896, Nov. Zool., 3: 18
Syntypes (10 specimens, skins):
2 C.E. 13281, Dorei-Hum, 20.11.1875, O. Beccari (specimen g of SAL-
VADORI’s list in Orn. Pap. Mol., 1882, 3: 126-128);
dg C.E. 13282, Andai, 7.1V.1875, O. Beccari (specimen n);
9 juv. C.E. 13283, Dorei, III.1874, A.A. Bruijn (specimen 0);
g C.E. 13274, coast of Hall Bay, 6.V.1875, L.M. D'Albertis (specimen
0°);
3 C.E. 13275, Naiabui, IX.1875, L.M. D'Albertis (specimen 03);
2 C.E. 13284, Central New Guinea, Fly River, VI.1876, L.M. D’Al-
bertis (specimen 04);
g C.E. 13276, Fly River, 150 miles, 3.XI.1877, L.M. D’Albertis (spe-
cimen 0°);
dg C.E. 13285, Batanta, 25.VII.1875, O. Beccari (specimen 9g);
dg C.E. 13277, Waigiou, no date, A.A. Bruijn (specimen 7);
S$ juv. C.E. 13278, Waigiou, II. 1874, A.A. Bruijn (specimen s).
In his original description (1896, op. cit., p. 19) E. HARTERT did
not select a holotype, but he referred also to the differences already
pointed out by SaLvapori in Orn. Pap. Mol., 1882, 3: 128, between
the Moluccan (Amboina and Halmahera) and the Papuan specimens
listed above. Salvadori had examined an original series of 23 Papuan
specimens, which were subsequently exchanged with other museums.
Although a «type» from Mailu in the Rothschild Collection was later
listed by HARTERT (1928, 34: 8), this bird and the Genoa material have
all equally claim to type status. GREENWAY (1978: 55) quite incorrectly
lists the Mailu specimen (now in the American Museum of Natural
History, New York) as the holotype.
Family LORIIDAE
Eos incondita Meyer in FinscH & Meyer, 1886, Zeischr. ges. Ornith.,
3: 6
20 G. ARBOCCO, C. CAPOCACCIA, C. VIOLANI
= Pseudeos fuscata incondita (Meyer), Mayr 1941: 54; RAND
& GiLLIARD 1967: 197
= Pseudeos fuscata (Blyth), ForsHaw 1978: 56
Syntypes (3 specimens):
4, mounted, C.E. 25519, New Guinea: Surui, Jobi, 12.XII.1875, O.
Beccari (specimen y of SaLvapoRr's list in Orn. Pap. Mol., 1880,
Ils Z09)5
9, skin, C.E. 22955, Ansus, Jobi, 7-12.1V.1875, O. Beccari (specimen 2);
3, skin, C.E. 22954, Surui, Jobi, 12.XII.1875, O. Beccari (specimen 0’).
Meyer did not select a holotype in the original description. The
new taxon was based on specimens collected on the Owen Stanley Range
by K. Hunstein, as well as on birds from Jobi Island mentioned by
Meyer (1875: 236) and by SaLvapori (Orn. Pap. Mol., 1880, 1: 265)
under the names, respectively, of « Domicella fuscata (Blyth) » and « Eos
fuscata ». Additional syntypes are in Dresden (leg. A.B. Meyer and K.
Hunstein); in the British Museum (Nat. Hist.) (3, Owen Stanley Range,
collected by K. Hunstein and purchased of G. Schneider; not mentioned
by WARREN, 1966); Vienna (a possible syntype, undated, g, collected
by Hunstein, Owen Stanley Range, about 7000’).
Family CUCULIDAE
Cacomantis assimilis var. major Salvadori 1880, Orn. Pap. Mol., 1: 338
= Cacomantis variolosus major Salvadori, Mees 1965: 169
Syntypes (8 specimens, skins):
g ad., C.E. 13741, Moluccas: Batcian, 26.X1.1874, O. Beccari (speci-
men 7 of SALVADORI’s list in Orn. Pap. Mol., 1880, 1: 339);
9 ad., C.E. 13742, Halmahera, XII.1874, A.A. Bruijn (specimen j);
9 ad., C.E. 13743, Ternate, X.1873, A.A. Bruijn (specimen );
g ad., C.E. 13744, Ternate, 30.XI.1874, O. Beccari (specimen /);
unsexed subadult, C.E. 13745, Ternate, 3.II.1875, O. Beccari (speci-
men m);
9 juv., C.E. 13747, Ternate, X.1873, A.A. Bruijn (specimen 7);
9 juv., C.E. 13746, Ternate, 30.XI.1874, O. Beccari (specimen 0);
unsexed pullus, C.E. 13748, Halmahera, XII.1874, A.A. Bruijn (spe-
cimen |).
G.F. Mess (1965, p. 169) has restricted this taxon to the North Mo-
luccas,
CATALOGUE OF BIRD TYPES, ETC. 21
Family ALCEDINIDAE
Tanysiptera salvadoriana Ramsay 1878, Proc. Linn. Soc. New South
Wales, 3: 259
= Tanysiptera sylvia salvadoriana Ramsay
Syntypes (2 specimens, skins): £ C.E. 13549, S. New Guinea:
Hall Bay, 8.1V.1875, L.M. D’Albertis (specimen a of SALVADORI’s
list in Orn. Pap. Mol., 1880, 1: 454); gs C.E. 13550, Hall Bay,
11.V.1875, L.M. D’Albertis (specimen bd).
E.P. Ramsay did not select a holotype, but in his original des-
cription he referred also to these specimens which had been previously
recorded by SaLvapoRI and D’ALBERTIS (1875, 7: 815).
Family MOTACILLIDAE
Motacilla felix Swinhoe 1870, Proc. Zool. Soc. London, 1870: 121,
fig. 1, page 122
= Motacilla alba leucopsis Gould, Hartert 1910, 1: 304
Syntypes (2 specimens, skins): C.E. 21931 and C.E. 21895, un-
sexed, both collected at Amoy, China, by R. Swinhoe in 1861 and re-
ceived from him on 7.IV.1871. Both specimens are labelled as « Mota-
cilla alboides var. felix», presumably in Swinhoe’s handwriting.
R. SWINHOE had a « large series » of specimens in winter and sum-
mer plumage, but he did not select a holotype among them. Additional
syntypes are in the British Museum (Nat. Hist.) (WARREN & HARRISON,
LOT 74):
Family MuscicaPIDAE Subfamily TIMALIINAE
Cinclosoma Artemisiae David 1871, Ann. and Mag. Nat. Hist., (4) 7:
256
= Garrulax ocellatus artemisiae (David)
Syntype, unsexed, mounted, C.E. 26554, Jan-nimpa, Moupin,
Western Szechuen, 15.11.1870, coll. A. David.
Received from and labelled by A. David. The original description
by Davip was dated « Genoa, Feb. 20, 1871 ».
22 G. ARBOCCO, L. CAPOCACCIA, C. VIOLANI
Trochalopteron formosum J. Verreaux 1870, Nouv. Arch. Mus. Hist.
Nat. Paris, 5 (1869), Bull., p. 35
= Garrulax formosus formosus (]. Verreaux)
Syntype, g, mounted, C.E. 26556, Western Sze-Chuan, 30.1.1869,
collected by and received from A. David.
In 1871 (Bull., p. 43), Jules VERREAUx added under Trochalopteron
formosum: «C’est encore de la partie occidentale du Sse-tchuan que
proviennent les divers exemplaires qu’a recus le Muséum et qui furent
tous capturés en 1869 par M. Armand David ».
Family DICAEIDAE
Prionochilus sanghirensis Salvadori 1876, Ann. Mus. Genova, 9: 59
= Dicaeum aureolimbatum laterale Salomonsen, SALOMONSEN
1960, 1991: 19
The two syntypes listed by ARBocco, Capocaccia & VIOLANI
(1979: 233) bear the following catalogue numbers: unsexed adult C.E.
9971, 2.1X.1875 & unsexed juv. C.E. 9972, 11.IX.1875; both collected
at Petta, Is. Sanghir, by A.A. Bruyn.
Family MELIPHAGIDAE
Myzomela pluto Salvadori in Forses 1879, Proc. Zool. Soc. London:
266
= Myzomela nigrita pluto Salvadori (partim: specimens from
Miosnom)
= Myzomela nigrita meyeri Salvadori (partim: specimens from
Jobi)
Syntypes (5 specimens, skins):
3, C.E. 11319, Geelvink Bay: Miosnom, 30.IV.1875, O. Beccari (spe-
cimen f of SALVaDoRI’s list in Orn. Pap. Mol., 1881, 2: 292; wing:
67 mm);
3, C.E. 11320, Miosnom, 4.V.1875, O. Beccari (specimen 0; wing:
66 mm);
g juv., C.E. 11321, Miosnom, 30.IV.1875, O. Beccari (specimen |;
wing: 64 mm);
CATALOGUE OF BIRD TYPES, ETC. 23
6, C.E. 11317, Surui, Jobi, 13.XII.1875, O. Beccari (specimen d; wing:
63 mm);
g, C.E. 11318, Surui, Jobi, 13.XII.1875, O. Beccari (specimen e; wing:
58 mm).
Three additional gg syntypes of pluto from Miosnom, 3.V.1875,
leg. O. Beccari, are preserved in the American Museum of Natural
History, New York, from the Rothschild Collection (ROTHSCHILD &
HARTERT, 1903, 10: 221; AMNH 693168-70); they are specimens 7, 1, k
of SaLvaport’s list (1881, 2:292); their wings measure, respectively:
64.5, 65.5, 67 mm (M. LeCroy, 7.11.1986, in litt.). A further g syn-
type from Miosnom, 30.IV.1875, leg. O. Beccari, is in Turin Museum
(specimen g, no.4089; wing: 65 mm).
E. Mayr restricted the type locality of pluto to Miosnom [= Meos
Num], leaving the population of « Japen [= Jobi] and all New Guinea,
except part of the south coast » under the name meyeri Salvadori (Mayr,
1941: 194).
The subspecies pluto and meyeri are normally sexually dimorphic;
adult males are jet-black in both forms, the wing lengths being slightly
larger in pluto (64.5-67 mm), than in meyeri (58-64 mm, as indicated
by Diamonp, 1972: 360).
Salvadori’s naming of meyeri in 1875 was based upon 3 specimens
(one 2 and two juv. gg) collected in Rubi by A.B. Meyer, who had
erroneously identified them as « Myzomela erythrocephala Gould»
(Meyer, 1875: 204-205). The three syntypes of meyeri are still preserved
in Dresden Museum. Incidentally, it should be noted that the original
description of meyeri Salvadori 1875 was first published in Ann. Mus.
Genova, 7: 947, and not in Orn. Pap. Mol., 1881, 2: 292, as incor-
rectly stated by Matuews (1930: 749), Mayr (1941: 194) and Sa-
LOMONSEN (in: PETERS & coll., 1967, 12: 355).
Myzomela infuscata Salvadori in ForBEs 1879, Proc. Zool. Soc. Lon-
don: 263
= Myzomela erythrocephala infuscata Salvadori
Syntype, dg, skin, C.E. 11341, Southern New Guinea: Mou [= Mon,
Yule Island], 11.V1.1875, coll. by L.M. D'Albertis (collector’s no. 207).
On the label, in D’Albertis’s handwriting, the MS name of « Myzo-
mela Margheritae ». This is the same specimen « listed by SALVADORI
(1881, Orn. Pap. Mol., 2: 300) under the name of Myzomela erythro-
24 G. ARBOCCO, L. CAPOCACCIA, C. VIOLANI
cephala. Several other syntypes from the Aru Islands are preserved in
Leyden Museum.
Family ESTRILDIDAE
Erythrura trichroa papuana Hartert 1900, Nov. Zool., 7: 7
= Erythrura papuana Hartert
Syntype: dg? (2 on label), skin, C.E. 11795 New Guinea: Arfak
Mt., VI.1877, A.A. Bruijn (specimen a of SaLvaporrs list in Orn.
Pap. Mol., 1881, 2: 442).
HARTERT did not select a holotype, but referred to this particular
specimen as well in his original description (1900, l.cit.). In 1919: 142
E. HARTERT listed a type of this taxon from the Arfak Mts. in the Tring
Museum (now in the American Museum of Natural History, New York);
it has syntype status, as the specimen in Genoa.
Family PARADISAEIDAE
Cicinnurus regius coccineifrons Rothschild in RorHscHILD & HARTERT
1896, Nov. Zool., 3: 10
Syntypes (8 specimens, 7 of which skins):
gg C.E. 17412, 17410, New Guinea: Ansus, Jobi, 7-17.1V.1875, O.
Beccari (respectively, specimens o” and q” of SALVADORT’s list in
Orn. Pap. Mol., 1881, 2: 649 and following pages);
2 C.E. 17404, Ansus, IV.1874, A.A. Bruijn (specimen /*);
2 C.E. 17392, Awek, Jobi, 18.1V.1875, A.A. Bruijn (specimen p*);
Q juv. C.E. 17405, Ansus, IV.1874, A.A. Brujin (specimen 74);
3 ? C.E. 17401, Ansus, VII.1873, A.A. Bruijn (specimen m®);
g juv. C.E. 17397, Surui, Jobi, 12.XII.1875, O. Beccari (specimen
mbbis);
g juv., mounted, C.E. 25635, Ansus, 7.IV.1875, O. Beccari (specimen
D).
W. ROTHSCHILD did not select a holotype in his original diagnosis;
he referred also to SALVADORI’s remarks in Orn. Pap. Mol., 1881, 2,
which were based on 58 birds from Jobi, including those listed above.
Lord Rothschild stressed that « Salvadori was the first to notice the
differences of Jobi specimens » (ROTHSCHILD, I.cit.). Many years later,
CATALOGUE OF BIRD TYPES, ETC. 25
(1919: 128) E. HARTERT listed a type of coccinezfrons in the Tring Mu-
seum (now in the American Museum of Natural History, New York),
collected by H. Guillemard on Jobi; however, the Genoa material has
equal claim to type status as this specimen.
Many birds of the original Salvadori’s series were subsequently
exchanged by Marquis G. Doria of Genoa Museum with several other
institutions.
Diphyllodes jobiensis Meyer in FinscH & MEYER 1885, Zeitschr. Ges.
Ornith., 2: 388
= Diphyllodes magnificus chrysopterus Elliot, Mayr 1941: 175
Syntypes (2 specimens, skins): ¢ C.E. 25643, New Guinea: Ansus,
Jobi, 17.1V.1875, O. Beccari (specimen a of SALVADORT’s list in Orn. Pap.
Mol., 1881, 2: 641); g C.E. 17502, unknown locality, A.A. Bruijn (c
of SALVaDoRI’s list, l.cit.).
A.B. Meyer did not select a holotype, but referred to these spe-
cimens as well in his original description.
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London, pp. I-VI + 1-628.
RIASSUNTO
Ad integrazione dell’elenco dei tipi di Uccelli del Museo di Storia Naturale di
Genova (ArBocco, Capocaccia & VIOLANI, 1979), gli autori presentano un breve
elenco comprendente 18 ulteriori taxa che sono emersi a seguito di un'attenta ricerca
bibliografica e d’archivio.
SUMMARY
A short list of eighteen additional taxa is given, as a supplement to the catalogue
of bird types in the collections of the Natural History Museum of Genoa (ARBOCCO,
Capocaccia & VIOLANI, 1979).
28 G. ARBOCCO, L. CAPOCACCIA, C. VIOLANI
ACKNOWLEDGEMENTS - For invaluable advice and kind help, we are greatly in-
debted to:
Bruce Beehler, National Museum of Natural History, Smithsonian Institution, Wash-
ington D.C., U.S.A.;
R.K. Brooke, FitzPatrick Institute, University of Cape Town, Rondebosch, R.S.A.;
Nigel Collar, ICBP Red Data Book, Cambridge, G.B.;
S. Eck, Staatliches Museum ftir Tierkunde, Dresden, DDR;
O. Elter, Museo di Zoologia Sistematica dell’ Universita, Torino;
I.C.J. Galbraith and the Scientific Staff, Subdept. of Ornithology, British Museum
(Nat. Hist.), Tring, G.B.;
Mary LeCroy, American Museum of Natural History, New York, U.S.A.;
G.F. Mees, Rijksmuseum van Natuurlijke Historie, Leiden, Nederland;
Shane Parker, South Australian Museum, Adelaide, Australia;
K.C. Parkes, Carnegie Museum of Natural History, Pittsburgh, U.S.A.;
H. Schifter, Naturhistorisches Museum, Wien, Austria.
29
Res LIGUSTICAE
CCXVI
LEONARDO T'UNESI
Laboratori di Biologia Marina ed Ecologia Animale - Istituto di Anatomia Comparata
Universita di Genova
CROSTACEI DECAPODI DEI FONDI STRASCICABILI
ANTISTANTI CHIAVARI (RIVIERA LIGURE DI LEVANTE)
INTRODUZIONE
I Crostacei Decapodi del Mare Ligure sono stati argomento di
studio dalla prima meta del secolo scorso a oggi (VERANY, 1846; MoL-
TONI, 1922; Santucci, 1932; Rossi, 1958; TORTONESE, 1958, 1961,
1962; RELINI Orsi e RELINI, 1972; RELINI Orsi, 1973, 1974; RELINI
Ors! et alii, 1976).
Con la campagna di ricerca « Presupposti Bioecologici e tecnici per
una nuova regolamentazione della pesca a strascico entro le tre miglia
dalla costa» effettuata tra gennaio 1982 e dicembre 1983 e coordinata
dall’I.R.PE.M. di Ancona, sono state ottenute nuove informazioni su
alcune specie di Crostacei Decapodi presenti sui fondali antistanti
Chiavari. Le caratteristiche biocenotiche ed i popolamenti di macroin-
vertebrati di tale area, nota come Golfo Marconi, sono stati presi in
considerazione in precedenti lavori (TunEsI & PEIRANO, 1985; PEIRANO
& TUNESI, 1985).
Le informazioni raccolte permettono di evidenziare possibili asso-
ciazioni di specie, soprattutto in relazione alla loro distribuzione bati-
metrica, come proposto da Sarpà & PALOMERA (1981) in un lavoro
effettuato con il medesimo attrezzo sulle coste spagnole; la presenza di
femmine ovigere, oltre a determinare un aumento delle conoscenze
sull’area (RELINI Orsi & Costa, 1981), ha reso possibile il confronto
dei periodi maturativi noti per altre due regioni del Mediterraneo Oc-
cidentale: il Golfo di Napoli (MonTcHARMONT, 1979-80) e la costa
iberica (ZarIQUIEY ALvarez, 1968; Garcia Raso, 1984).
30 L. TUNESI
MATERIALI E METODI
I prelievi sono stati effettuati con frequenza mensile, utilizzando
una rete a strascico avente maglie al sacco di 6 mm di lato. Per tratti
di circa 3 miglia, durante le ore diurne, sono state campionate con re-
golarità le isobate di 20, 30, 50 e 90 m, mentre solo in alcuni mesi, le
batimetriche di 10, 75 e 300 m (fig. 1).
RAPALLO
N
PORTOFINO
Fig. 1 - Il Golfo Marconi con le informazioni biocenotiche presentate da TUNESI e
PEIRANO (1985). SFBC: sabbie fini ben calibrate; WTC: fanghi terrigeni costieri;
DE: detritico fangoso; DL: detritico del largo; VP: fanghi profondi.
I Crostacei raccolti sono stati subito fissati in formolo neutraliz-
zato con carbonato di magnesio e diluito al 5% in acqua di mare fredda.
Le dimensioni, quando fornite, sono misurate per Macruri ed
Anomuri, dall’incavo orbitale al margine medio-dorsale e per i Bra-
chiuri come larghezza del carapace (l.c.).
Per l’identificazione delle specie sono stati principalmente utilizzati
1 lavori di Bouvier (1940), Manninc & HoLTHuIs (1981), NouveL &
HoLTHUIS (1957) e Zariquiev ALVAREZ (1968).
CROSTACEI DECAPODI 31
RISULTATI
Complessivamente sono state rinvenute 36 specie di Crostacei De-
capodi, la cui distribuzione batimetrica è riassunta in Tab. I. Informa-
zioni sui periodi di presenza di femmine ovigere per alcune specie sono
riportate in Tab. II.
S. Sez. NATANTIA
Sez. PENEIDAEA
Fam. PENAEIDAE Rafinesque, 1815
Solenocera membranacea (Risso, 1816)
Questa specie, considerata pelofila euribate (PERES & Picarp 1964),
perché legata a fondi fangosi, sia circalitorali che batiali, era presente
in quantita apprezzabile alle batimetriche di 90 e 300 m; é stata pescata
anche a 50 m di profondità, ma solo nei mesi di maggio e settembre.
Parapenaeus longirostris (H. Lucas, 1846)
Specie caratteristica della biocenosi dei fanghi batiali per PÉRÈS &
PicarD (1964), è stata pescata con regolarità alle batimetriche di 90 e
300 m dove però era spesso rappresentata da giovani. Alcuni individui
di taglia minuta (l.c. = 16.01 mm) sono stati catturati in dicembre
anche alla profondità di 75 m.
Sez. CARIDEA
Fam. PASIPHAEIDAE Dana, 1852
Pasiphaea sivado (Risso, 1816)
Gli esemplari catturati provengono dalla sola batimetrica dei 300 m
in accordo con quanto riportato per le coste spagnole e per il Golfo
di Napoli.
Fam. PANDALIDAE Haworth, 1825
Chlorotocus crassicornis (Costa, 1871)
Rinvenuto in questa campagna solo a 90 m, risulta però essere,
oltre che specie neritica, anche batiale (PERES & Picarp, 1964; RELINI
Orsi & Costa, 1981; AuGIER, 1982): è stata infatti catturata a profon-
dita maggiori su tratti di costa limitrofi (RELINI ORSI, 1974).
32 È L. TUNESI
Plesionika edwardsii (Brandt, 1851)
Specie catturata a 300 m, in accordo con il range batimetrico pre-
sentato in letteratura (Zariquiey ALvaREZ, 1968) e con la definizione
di specie caratteristica dei fanghi batiali data da Pérès & Picarp (1964).
Femmine ovigere sono presenti solo in agosto, mese indicato quale
periodo riproduttivo anche per le coste spagnole.
Fam. ALPHEIDAE Rafinesque, 1815
Alpheus glaber (Olivi, 1792)
È una specie pelofila (Picarp, 1965; Draco & ALBERTELLI, 1976;
FaLciaI, 1981) che dimostra però una notevole euribatia (PERES & PI-
CARD, 1964). Risulta infatti presente a tutte le profondità campionate
a partire dai 20m e in tratti di costa adiacenti è stato pescato fino a
600-700 m (RELINI Orsi & RELINI, 1972).
Con una presenza di femmine ovigere da maggio a novembre,
sembra indicare — per la riproduzione — una preferenza per i mesi estivo-
autunnali, senza coprire il periodo invernale-primaverile indicato per
il Golfo di Napoli.
Fam. PROCESSIDAE Ortmann, 1896
Processa canaliculata Leach, 1815
Catalogata in letteratura come specie pelofila (PIcaRD, 1965; LE-
DOYER, 1968), è presente nelle strascicate che interessano le batimetriche
di 90 e 300 m ed è stata catturata a 20 m in una cala notturna. La sua
distribuzione batimetrica interessa dunque profondità molto più su-
perficiali di quelle segnalate da Zariquiev ALvarez (1968: P. medi-
terranea), che parla di catture ottenute a partire da 200 m di profondità.
Le catture di femmine ovigere, avvenute solo in agosto, sono in
accordo con quanto osservato in Spagna (Zariquev ALvarez, 1968).
Processa nouveli nouveli Al-Adhub & Williamson, 1975
Anche questa specie, presente nelle pescate sui fondali da 50 a
300 m, è catalogata come vasicola stretta da Picarp (1965). La distri-
buzione batimetrica osservata tocca profondità maggiori di quelle se-
gnalate sia da NouveL & HoLTHuIs (1957: P. canaliculata), sia da ZA-
RIQUIEY ALvAREZ (1968: P. canaliculata).
CROSTACEI DECAPODI 33
Per quanto riguarda la presenza di femmine ovigere, P. nouveli si
discosta nettamente da quanto indicato per le coste spagnole, mostrando
nel Golfo Marconi una preferenza per i mesi caldi.
Fam. CRANGONIDAE White, 1847
Pontocaris cataphracta (Olivi, 1792)
Molto comune da 20 a 90m di profondita, ha quindi una distri-
buzione un po’ più profonda di quella indicata in letteratura (ZARIQUIEY
ALvarez, 1968). Anch’essa è specie definita pelofila euribate da Pfrès
& PicarD (1964).
I periodi di presenza di femmine ovigere corrispondono a quelli
riportati in letteratura.
Pontocaris lacazei (Gourret, 1887)
Specie considerata ubiquista euribate da PérEs & Picarp (1964)
e senza significato preciso dal punto di vista biocenotico da PICARD
(1965), è stata rinvenuta tra 50 e 300 m. Zariquiev ALvAREZ (1968) la
definisce comune tra 200 e 300 m.
Il periodo di presenza di femmine ovigere concorda con quello
riferito dalla letteratura.
Pontophilus spinosus (Leach, 1815)
Questa specie è stata rinvenuta su fondali compresi tra 50 e 300 m;
per la costa spagnola è comune tra 200 e 300 m, e nel Golfo di Napoli,
essa è stata catturata anche a 47 m di profondità. Queste informazioni
confermano quindi la definizione di pelofila euribate assegnatale da
PfREs & PicarD (1964).
Philocheras echinulatus (Sars, 1861)
Rinvenuto solo sulla batimetrica dei 300 m, in accordo con quanto
osservato per le coste spagnole. Anche PfRÈs & Picarp (1964) e PicaRD
(1965) lo considerano specie esclusiva della « Vase Profonde ».
S. Sez. REPTANTIA
Sez. MACRURA REPTANTIA
Fam. NEPHROPIDAE Dana, 1852
Nephrops norvegicus (L., 1758)
Presente solo nei campioni ottenuti alla profondità di 300 m pur
essendo specie pelofila euribate (PERES & Picarp, 1964; AuGIER, 1982).
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 3
34 L. TUNESI
Sulle coste liguri é distribuito di preferenza a livello epibatiale ma rag-
giunge anche il mesobatiale (RELINI Orst & RELINI, 1972; RELINI ORSI
& RELINI, 1985).
Fam. PALINURIDAE Latreille, 1803
Palinurus elephas (Fabricius, 1787)
Alcune catture alle batimetriche di 20 e 90 m rivelano la probabile
vicinanza di substrati rocciosi infra e circalitorali, cui la specie è stret-
tamente legata (LepoveR, 1968). È considerata inoltre comune nella
biocenosi della roccia del largo (PfrÈs & PicaRD, 1964; AucIER, 1982).
Fam. SCYLLARIDAE Latreille, 1825
Scyllarus arctus (L., 1758)
Rinvenuto a 20 e 90 m, come Palinurus elephas di cui condivide
l’habitat (LEDoyER, 1968). Un individuo attribuibile a questa specie è
stato raccolto anche alla profondità di 300 m, probabilmente per la pre-
senza di affioramenti rocciosi limitrofi alla zona campionata.
Sez. ANOMURA
Fam. PAGuRIDAE Latrille, 1803
Pagurus cuanensis Bell, 1846
_ Presente nelle strascicate tra 20 e 50m mostra una distribuzione
batimetrica sovrapponibile a quella osservata per le coste spagnole da
Zariquiey ALVAREZ (1968).
Pagurus alatus Fabricius, 1775
È risultata essere una delle specie presenti con maggiore frequenza
nei campioni tra 20 e 300 m, in accordo con quanto osservato da PI-
CARD (1965) che non le assegna un significato ecologico preciso.
Il periodo maturativo riscontrato, compreso tra gennaio e giugno,
non era ancora noto in letteratura.
Pagurus variabilis (A. Milne Edwards & Bouvier, 1892)
Specie profonda, caratteristica della biocenosi dei fanghi batiali
(PérEs & Picarp, 1964; AucIER, 1982); è stata infatti pescata solo alla
batimetrica dei 300 m.
CROSTACEI DECAPODI 35
Pagurus prideauxi Leach, 1815
In accordo con la definizione di specie ubiquista euribate (PÉRÈS
& Picarp, 1964), P. prideauxi è risultato abbondante a partire da 10
sino a 50m e presente anche a 90; è risultato sempre associato allo
Cnidare Adamsia palliata (Bodasch).
Per quanto riguarda il periodo maturativo, esso si è mostrato in
accordo con quello rilevato per il golfo di Napoli ove le femmine con
uova esterne sono presenti durante l’intero arco dell’anno.
Fam. GALATHEIDAE Samouelle, 1819
Galathea intermedia Lilljeborg, 1851
Rinvenuta tra 20 e 90 m, talvolta all’interno di gallerie scavate in
legni. Secondo LepoyER (1968) abita substrati duri o molli ricchi in
concrezioni a tendenza circalitorale.
G. intermedia ha femmine ovigere nei mesi di gennaio (già a par-
tire da una l.c. di 3,5 mm) e febbraio: sulle coste spagnole (ZARIQUIEY
Atvarez, 1968) presenta invece un periodo riproduttivo primaverile-
estivo.
Munida intermedia A. Milne Edwards & Bouvier, 1899
Specie caratteristica dei fanghi profondi (PERES & Picarp, 1964)
è già rinvenibile a 90 m di profondità e diventa molto comune a 300 m;
ciò è in accordo con quanto osservato da RELINI Orsi e RELINI (1972)
in questa stessa zona, da ZARIQUIEY ALVAREZ (1968) sulle coste spagnole
mediterranee e da SARDÀ et alii (1982) per il golfo di Cadice.
Sez. BRACHYURA
Fam. DoriPPIDAE De Haan, 1841
Ethusa mascarone (Herbst, 1785)
Catturata sui fondali compresi tra 20 e 50 m di profondità.
Medorippe lanata (L., 1767)
Molto abbondante e presente costantemente a partire da 10 fino
a 90m di profondità, si conferma specie pelofila euribate (PERES &
Picarp, 1964; AuctErR, 1982); simile distribuzione si riscontra nel Golfo
36 L. TUNESI
di Napoli (MonTcHARMONT, 1979/80) e lungo le coste spagnole (Za-
RIQUIEY ALVAREZ, 1968).
Il periodo di presenza di femmine ovigere è in accordo con quello
riportato dalla letteratura.
Fam. CorysTIDAE Samouelle, 1819
Corystes cassivelanus (Pennant, 1777)
Rinvenuto a 20 e 30 m, quindi a profondità anche maggiori di
quelle usualmente frequentate da questa specie, legata essenzialmente
a fondali sabbiosi.
Fam. ATELECYCLIDAE Ortmann, 1893
Atelecyclus rotundatus (Olivi, 1792)
Trovato solo alla profondità di 20 m.
Fam. PORTUNIDAE Rafinesque, 1815
Liocarcinus depurator (L., 1758)
Specie ubiquista euribate (PERES & PicarD, 1964) è molto comune
sui fondi ove si rinviene in buona quantità a tutte le batimetriche, da
10 a 300 m. Picarp (1965) la considera specie senza preciso significato
biocenotico.
Il periodo maturativo concorda con quello riferito dalla letteratura.
Liocarcinus vernalis (Risso, 1816)
La sua presenza su fondi sabbiosi a 10 e 20 m di profondità con-
corda con quanto osservato per le coste spagnole (ZARIQUIEY ALVAREZ,
1968).
Liocarcinus maculatus (Risso, 1827)
È stato rinvenuto solo alle profondità di 20 e 30m in accordo
con quanto osservato per la costa di Malaga (Garcia Raso, 1984).
Fam. XANTHIDAE Dana, 1851
Pilumnus spinifer H. Milne Edwards, 1834
È stato rinvenuto solo alla profondità di 20 m.
CROSTACEI DECAPODI 37
Fam. GONEPLACIDAE Macleay, 1838
Goneplax rhomboides (L., 1758)
Presente nei campioni compresi tra 20 e 90 m di profondità. Mo-
stra di essere legato ad un substrato fangoso o nel quale il fango è pre-
ponderante, come osservato da FaLciaI (1981) per il Tirreno Centrale.
PicarD (1965) lo considera specie caratteristica della biocenosi dei
Fanghi Terrigeni Costieri.
La presenza di femmine ovigere è apparsa ridotta nel tempo, ma
ben inserita nel contesto di quanto riportato dalla letteratura.
Fam. PARTHENOPIDAE Macleay, 1838
Parthenope angulifrons Latreille, 1825
Gli esemplari ottenuti sono stati campionati solo alla profondità
di 20 m e non anche a quella di 30, segnalata da alcuni autori come li-
mite batimetrico di questa specie. In ogni modo i rinvenimenti non
sono risultati molto numerosi.
Fam. MaJipae Samouelle, 1819
Maja squinado (Herbst, 1788)
Presente solo tra 50 e 90 m.
Inachus communissimus Rizza, 1839
Questa specie si distribuisce sui fondali compresi tra 20 e 300 m
senza mostrare preferenze per una particolare profondità.
Femmine ovigere sono state rinvenute solo a luglio, in accordo
con quanto noto per il Mediterraneo Occidentale.
Inachus dorsettensis (Pennant, 1777)
Rinvenuto a 20, 50 e 90 m ma non a 300 m, anche se in aree adia-
centi raggiunge la batimetrica dei 500 m.
Macropodia rostrata (L., 1761)
Specie presente nei campioni ottenuti a 20, 30 e 50 m di profondità.
I periodi maturativi constatati appaiono ben inseriti nell’ambito
di quanto noto per le coste spagnole.
38 L. TUNESI
Tab. I - Distribuzione batimetrica ed identificazione dei gruppi di specie (vedi testo)
Profondità
30 50 90 300
=
i=)
N
(©)
Liocarcinus vernalis ................ H O
Athelecyclus rotundatus ............ O
Pilumnus spinifer .................
|
LU]
Parthenope angulifrons ............
Liocarcinus maculatus ..............
Oo
Corystes cassivelanus .............. O
O
Pagurus cuanensis...............0..
Ethusa mascarone ................
Macropodia rostrata ..............
Pagurus prideauxi ................ I]
q
Medorippe lanata ................ |
Pontocaris cataphracta ............
Goneplax rhomboides ..............
Inachus dorsettensis ................
Palinurus elephas .................. D
Galathea intermedia................
Liocarcinus depurator .............. |
Alpheus glaber .................... O
Processa nouveli nouveli ............ O
JECTS: CUIGEITS 5000000000000000000¢ O
Inachus communissimus. ............ =
[
OBBEEECEFEFEAEMSSRHSNSSHEEEESE
oe eee ee ee ee eo
Maja squinado ....................
Chlorotocus crassicornis ............
Macropodia longipes ..............
Oo
]
J
]
Solenocera membranacea ............
]
Pontocaris lacazei ................
Pontophilus spinosus ..............
Processa canaliculata .............. DI
gg fe eee ee RACE REO N
SeWIGTUS GHCHS cooc00000000b00000
an
Parapenaeus longirostris ............ DÌ
Munida intermedia ................
Pasiphaea sivado .................. O
Plesionika edwarsti ................
| BI
q
Vv
=
Ds,
~
iS)
D,
n
®
DI
Q
(e)
LS
S
=
Di.
3
2
_
Q
me
~
n
= =
L
Oo
Nephrops norvegicus................
OOOOORB RB BRP PRR eRe ee eeeee se ese
BEBE BRB RBBB COOOBBeeeooo
Oo
Pagurus variabilis ................
M Presenza O Assenza
CROSTACEI DECAPODI 39
Macropodia longipes (A. Milne Edwards & Bouvier, 1899)
Questa specie è risultata presente a profondità maggiori della pre-
cedente e con una distribuzione più limitata perché ristretta alla sola
batimetrica dei 90 m. È stata però catturata anche sui fondali epibatiali
della zona (RELINI ORSI e RELINI, 1972).
CONCLUSIONI
Le osservazioni sulla presenza di femmine ovigere delle specie
Processa nouveli nouveli, Pagurus alatus e Galathea intermedia si disco-
stano in modo significativo dai dati della letteratura. Nel caso di P.
nouveli nouveli ciò è dovuto, probabilmente, ai problemi di identifica-
zione esistenti fino a pochi anni orsono. Le due specie di anomuri hanno
mostrato un periodo maturativo incentrato, in Mar Ligure, sui mesi
invernali piuttosto che primaverili-estivi come riportato invece per le
coste spagnole (Zariquiev ALVAREZ, 1968). La diversità in questione
è probabilmente dovuta ad una insufficiente conoscenza della biologia
dei due anomuri, il cui periodo riproduttivo potrebbe estendersi in
un arco di tempo coprente sia il periodo riscontrato in Liguria che quello
riportato per le coste spagnole.
I dati raccolti riguardanti le rimanenti specie sembrano invece ben
accordarsi con quelli noti per le coste tirreniche e spagnole mediterranee.
Per quanto concerne la distribuzione batimetrica osservata si pos-
sono distinguere tre gruppi di specie (Tab. I).
Al gruppo I appartengono specie più superficiali e sabulicole, ad
affinità prevalentemente infralitorale (Liocarcinus vernalis, Parthenope
angulifrons, ecc.) o infra-circalitorali (Ethusa mascarone, Pagurus cua-
nensis, €CC.).
Il gruppo II comprende specie pelofile, euribate (Liocarcinus de-
purator, Pagurus alatus, Alpheus glaber, ecc.) o ad affinità nettamente
circalitorale (ad es. Goneplax rhomboides) caratteristica della biocenosi
dei Fanghi Terrigeni Costieri per PERES & Picarp (1964).
Il gruppo III, infine, è costituito da specie profonde, prevalente-
mente batiali (Parapenaeus longirostris, Pagurus variabilis, Nephrops
norvegicus, ecc.).
In base al numero di specie di ciascun gruppo rinvenuto alle di-
verse profondità esaminate, è possibile calcolare per ognuna di queste
40 L. TUNESI
un’affinità percentuale, rappresentandone i risultati sotto forma di un
diagramma triangolare (fig. 2).
I prelievi a 10 m presentano un popolamento povero di specie, a
maggiore affinità per il gruppo II piuttosto che per il gruppo I come
ci si potrebbe attendere. Questa preponderanza di elementi euribati, a
larga ripartizione ecologica, può essere messa in relazione con gli squi-
libri sedimentari indotti dagli irregolari apporti del fiume Entella, par-
ticolarmente avvertibili sotto costa (CORRADI et alii, 1980). Occorre ri-
cordare, tuttavia, che a questa batimetrica è stato effettuato un minor
numero di cale, il che può essere responsabile del ridotto numero di
specie raccolte.
Fig. 2 - Diagramma triangolare che illustra le affinità dei popolamenti campionati
con i tre gruppi «tipo » di specie identificati. Per le spiegazioni vedi testo.
Le stazioni a 20 e 30 m si dispongono in modo da indicare il pas-
saggio da un popolamento più infralitorale ad uno più circalitorale:
infatti, pur rimanendo prossime l’una all’altra ed equidistanti dal grup-
po III, quella dei 20 m appare relativamente più vicina al gruppo I,
quella dei 30 m al gruppo II.
CROSTACEI DECAPODI 41
Tab. II - Mesi con presenza di femmine ovigere rilevata in questo ciclo di campio-
namento
Mesi
Specie i
G Ff M A M G L A S OQ WN D
edwarsti ==
glaber — — — —
canaliculata —
nouveli — ce i a
cataphracta = =
lacazet e
alatus — — — — — —
intermedia — —
. lanata REA AI see ee
depurator Se i a, ie a ati Dl
rhomboides — = =
communissimus =
Je
A.
Ie
iP:
IEE
12
IP,
P. prideauxi o Me — — — — —
G.
M
Ibe
G.
If,
M
. rostrata = = = ==
Le stazioni tra i 30 ed i 90 m si situano tutte nei pressi del grup-
po II, allineandosi lungo un gradiente che sottolinea l’accentuarsi delle
caratteristiche di batifilia dei popolamenti: i 30 m sono i più prossimi
al lato del gruppo I, i 50 m sono perfettamente intermedi, i 90 m sono
prossimi al gruppo III. Nel complesso è in questa fascia (30-90 m) che
si incontra il tipico popolamento dei fanghi circalitorali.
La stazione dei 300 m, infine, mostra delle caratteristiche propria-
mente « profonde », con una forte affinità per il gruppo III; il popo-
A
lamento è quello tipico dei fanghi batiali.
La maggiore discontinuità nel popolamento si osserva dunque a
livello della transizione tra sistema litorale e sistema profondo, corri-
spondente all’incirca al passaggio tra platea e scarpata continentale. I
fondali compresi tra 20 e 90 m non mostrano invece differenze sostan-
ziali, benché una lieve discontinuità si osservi anche tra i 20 ed i 30 m:
è a questo livello che potrebbe pertanto situarsi il limite tra il piano
infralitorale e quello circalitorale; la distinzione tra questi due piani,
tuttavia, è stata recentemente messa in discussione da BOUDOURESQUE
& Fresi (1976). Un importante fattore locale responsabile dell’omogeneità
dei popolamenti potrebbe comunque essere l’influenza esercitata dal
42 L. TUNESI
fiume Entella che, come gia accennato, svolge una forte azione infan-
gante che permette alle specie pelofile di arrivare alle batimetriche più
superficiali, normalmente sede di popolamenti distintamente infralitorali.
RINGRAZIAMENTI. Ringrazio il prof. Giulio Relini per avermi messo
a disposizione il materiale oggetto di studio e la prof.ssa Lidia Orsi
Relini per la rilettura critica del manoscritto. Un grazie anche al dott.
Carlo Nike Bianchi per gli utili consigli fornitimi.
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RIASSUNTO
Una campagna di ricerca effettuata con rete a strascico tra gennaio 1982 e dicem-
bre 1983 sui fondali antistanti Chiavari e compresi tra le batimetriche di 10 e 300 m,
ha fornito nuove informazioni su alcune specie di Crostacei Decapodi.
La frequenza mensile di campionamento ha permesso di effettuare osservazioni
sui periodi di presenza di femmine ovigere, e di identificare, in base alla differente
distribuzione batimetrica, tre tipi di popolamento: uno ad affinità più superficiale,
uno propriamente circalitorale ed un terzo, costituito da specie profonde, prevalente-
mente batiale.
L’analisi dei dati ha evidenziato una certa omogeneità dei popolamenti dovuta
probabilmente all’influenza infangante del fiume Entella che permette alle specie pe-
lofile di portarsi sino alle batimetriche più superficiali.
44 L. TUNESI
SUMMARY
From January 1982 to December 1983, during a fishery research with beam traw
in the 10-300 m depth range in the East of the Ligurian Sea, the species of Crustacea
Decapoda collected, have given new informations about the presence of ovigerous
females and have permitted the identification, for the different depth range, of three
sort of population: one with more superficial affinity, one properly circumlittoral and
a third, made by depth species, bathyal prevalently.
A certain population omogeneity is pointed out, probably due to the mudding
influence of the river Entella that lets the mud-loving species to reach more superficial
bathymetries.
45
Maurizio BIONDI (*)
LO STATUS SISTEMATICO DEL COMPLESSO MINOTA
OBESA: UN APPROCCIO MORFOLOGICO, STATISTICO
E BIOGEOGRAFICO
(COLEOPTERA, CHRYSOMELIDAE, ALTICINAE) (1)
Minota obesa (Waltl, 1839) sensu Auctorum comprende una serie
di popolazioni a ecologia prevalentemente alpina e subalpina, distri-
buite nei sistemi montuosi dell'Europa centromeridionale. Alcune di
queste popolazioni già in passato sono state attribuite da diversi AA. a
entità distinte di differente livello sistematico, come: M. caricis (Maerkel,
1847); M. ovoides (Allard, 1859); M. impuncticollis (Allard, 1860); M.
halmae (Apfelbeck, 1906); M. obesa nivalis (Apfelbeck, 1906); M. obesa
carpathica Heikertinger, 1911; M. obesa var. minima Heikertinger, 1912
che spesso non hanno incontrato il parere concorde dei vari specialisti
che si sono occupati di questo problema.
Nel presente lavoro vengono quindi riportate osservazioni soprat-
tutto sistematiche, e tassonomiche, effettuate sul complesso delle popo-
lazioni che sono state sinora attribuite a M. obesa s.l., allo scopo di in-
terpretarne e definirne lo status sistematico in modo più preciso, alla
luce dei nuovi dati emersi.
MATERIALI E METODI
Gli esemplari esaminati per questa ricerca sono conservati nelle
Collezioni entomologiche di Musei ed Istituti, oppure di singoli privati,
dei quali viene riportato l’elenco completo. Fra parentesi sono indicate
le relative sigle, utilizzate nell’ambito del presente lavoro.
— Coll. Maurizio Biondi, Roma (B);
— Coll. Agostino Dodero, Genova (AD);
(*) Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo. Universita degli Studi « La Sa-
pienza », Zoologia, Viale dell’ Universita, 32. 00185 Roma.
(1) Ricerche eseguite con contributi M.P.I. (fondi 40%).
46 M. BIONDI
— Coll. Manfred Doeberl, Abensberg (MD);
— Coll. Serge Doguet, Fontenay sous bois, Paris (SD);
— Coll. Alessandro Focarile, Saint-Pierre, Aosta (F);
— Coll. Blagoj Gruev, Plovdiv, Sofia (G);
— Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, Istituto di Zoologia,
Universita di Roma (IZR);
— Istituto di Difesa delle Piante, Università della Tuscia (VT);
— Museo Civico di Storia Naturale di Genova (MSNG);
— Museo Civico di Storia Naturale di Milano (MuM);
— Museo Civico di Storia Naturale di Verona (MuV);
— Museo Civico di Zoologia di Roma (MuR);
— Muséum National d’Histoire Naturelle, Paris (MuP);
— Naturhistorisches Museum, Wien (NMW);
— Természettundomànyi Muzeum, Budapest (TNB).
Altre abbreviazioni usate nel testo: Lan = lunghezza delle antenne;
Lc = lunghezza del corpo misurata a capo e torace reclinati; LuE =
lunghezza delle elitre; Lued = lunghezza dell’edeago; LuP = lun-
ghezza del pronoto; LuS = lunghezza delle strie pronotali.
Quando è stato possibile sono stati esaminati gli esemplari tipici
per ciascuno dei taxa descritti nell’ambito del genere Minota Kutschera,
1859.
L’analisi biometrica che accompagna le osservazioni di carattere
morfologico, è stata effettuata utilizzando metodologie di statistica mul-
tivariata, per 1 presupposti teorici delle quali si rimanda alla vasta bi-
bliografia specifica del settore. Si vedano per es.: CooLEy & LOHNES
(1971), KenpaLL (1980) e TasacHNIcK & FipELL (1983). Le elabo-
razioni sono state eseguite con il supporto del personal computer Ap-
ple IIe, sul quale sono state implementate le routine di calcolo in
linguaggio Fortran riportate in CooLey & LoHNEs (1971), che ho per-
sonalmente adattato per renderle compatibili con il sistema operativo
utilizzato.
Le misurazioni morfometriche degli esemplari esaminati sono state
effettuate utilizzando un microscopio stereoscopico dotato di un ocu-
lare micrometrico 15x ed un obiettivo 4x.
TRATTAZIONE DELLE SPECIE
Sulla base delle osservazioni morfologiche (in particolare riferite
alla conformazione edeagica) e statistiche esposte nei seguenti paragrafi,
MINOTA OBESA 47
impuncticollis
alpina
obesa U
carpathica
halmae Ati;
Tavola 1
Fig. 1 - Località di provenienza degli esemplari esaminati.
?
+
o
°
4
ho individuato, nell’ambito delle popolazioni sinora attribuite al com-
plesso M. obesa sensu Auctorum, cinque forme distinte, che ho con-
siderato a livello specifico. Quattro di queste specie sono riconducibili a
taxa già precedentemente descritti, dai quali ho rilevato il nome specifico,
mentre la quinta risulta nuova per la scienza, e ne viene fornita in det-
taglio la descrizione. Il nuovo status sistematico del complesso di po-
polazioni sinora attribuito a M. obesa sensu Auctorum, si presenta quindi
nel seguente modo:
Minota obesa (Waltl, 1839)
Balanomorpha caricis Maerkel, 1847
Distribuzione geografica. Questa specie è presente
nei sistemi montuosi dell’Europa centrale e si spinge verso S sino al
48 M. BIONDI
A
Monte Baldo, in Carnia e nelle Caravanche. In Italia M. obesa mi è
sinora nota soltanto del Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino. Tra
il materiale entomologico conservato nella Collezione Luigioni, presso
il Museo Civico di Zoologia di Roma, ho trovato 3 esemplari di Minota
cartellinati « Spagna, Pyrenei, Muehl leg. », i quali presentano le ca-
ratteristiche morfologiche ed edeagiche di questa specie. Ritengo però
che la presenza di M. obesa nei Pirenei abbia bisogno di ulteriori con-
ferme, dato un probabile errore di cartellino. Infatti in Collezione Lui-
gioni sono presenti vari esemplari di diversi gruppi di Coleotteri, rac-
colti da Muehl e provenienti dalla Germania.
MATERIALE ESAMINATO. POLONIA: Riesengebirge, Wiesenbde., 2 es. (MuV);
Riesengebirge, Spindelm., 2 es. (MuR). GERMANIA: Frankfurt, Muehl leg. 1 es.
(MuR); Thueringerwald, Lauscha, Greiner Vetter, 1 es. (MuM); 1 es. (IZR); 9 es.
(MuV); 1933, 2 es. (MuM); M. Burlini leg. 2 es. (MuV); Bayerischen Wald, Grafenau,
600 m, 12.VII.1964, L. Wachnitz leg. 1 es. (MD); Bayerischen Wald, Teisnach W,
18.VIII.1984, M. Doeberl leg. 1 es. (MD); Bayerischen Wald, Teisnach N, 30.VIII.
1984, M. Doeberl leg. 12 es. (MD); Bayerischen Wald, Finsterau, 20.VIII.1984, M.
Doeberl leg. 3 es. (MD); Schwarzwald, Belchen N, 1250 m, 5.IX.1981, M. Doeberl
leg. 2 es. (MD). AUSTRIA: Alpi, Otto leg. 6 es. (MuR); Caravanche, Hoch Obir,
2000 m, 10.VII.1966, S. Doguet leg. 5 es. (SD). SVIZZERA: Schafberg, 1902 (MuV);
Schafberg presso Ischl, VI.1911, A. Solari leg. 2 es. (MuV). ITALIA: Friuli Venezia
Giulia (UD), Matajur, VII.1924, Vetta leg. 6 es. (MuM); Friuli Venezia Giulia (UD),
Monte Raut, 13.VII.1925, G. Springer leg. 2 es. (MuM); Trentino (TN) - Veneto
(VR), Monte Baldo, 15.IX.1897, (A. Fiori leg.), 2 es. (AD).
Minota impuncticollis (Allard, 1860)
Minota nivalis (Apfelbeck, 1906)
Minota obesa var. minima Heikertinger, 1912
Distribuzione geografica. Questa specie presenta
una distribuzione disgiunta in una area orientale comprendente alcune
regioni della Penisola Balcanica nord-occidentale (Bosnia, Serbia), ed
in una area occidentale comprendente i sistemi montuosi della Svizzera
meridionale, Francia centro-meridionale, Italia nord-occidentale e forse
Spagna settentrionale. In particolare nella nostra penisola M. impuncti-
collis mi è nota di Piemonte e Liguria; inoltre ho esaminato due esem-
plari di sesso femminile, uno proveniente dall’Appennino Ligure-
Emiliano (Alpe di Succiso) e l’altro dall’Appennino Modenese (Monte
Cimone), che in base alle caratteristiche morfologiche esterne ho attri-
buito provvisoriamente a questa specie, in attesa di esaminare esem-
plari maschili per una ulteriore conferma.
MATERIALE ESAMINATO. IUGOSLAVIA : Bosnia, Bjelasnica, 3 es. (MuM); 1 es.
(G); 1 es. (TNB); Leonhard leg. 1 es. (AD); Bosnia, Jahorina, VIII.1931, 2 es. (MuM);
Bosnia, Ljubicna, 1902, V. Apfelbeck leg. 1 es. (G); 3 es. (TNB) (di cui l’olotipo ed
MINOTA OBESA 49
un paratipo di M. nivalis (Apfelbeck, 1906)); Serbia, Kopaonik Brus, VII.1910, F.
Rambousek leg. 1 es. (G). SVIZZERA: Canton Ticino, Monte Generoso, 25.V.1925,
Montana leg. 1 es. (MuM); 29.X.1932, 1 es. (MuM). FRANCIA: Plateau de Mille-
vaches, Coissac Bugeat, 26.VIII.1983, M. Bergeoi leg. 3 es. (MD); Tarn, 2 es. (MSNG);
Auvergne, VI.1859, 2 es. (MuP); Puy de Dome, Mont Doré, J. Sainte-Claire-Deville
leg. 2 es. (MSNG); ex Coll. Ravoux, 3 es. (SD); Cantal, Puy Brunet, 10.VII.1939,
C. Borveau leg. 4 es. (SD); Cantal, Le Lioran, 3 es. (AD); V.1979, 1 es. (SD); Massif
Pai
Hood von ot
yee drt ta .
DOU
05mm
Tavola 2
Edeagi in visione ventrale e laterale: fig. 2: M. obesa (Waltl) (Germania, Bayerischen
Wald); fig. 3: M. halmae (Apfelbeck) (Iugoslavia, Slovenia); fig. 4: M. impuncticollis
(Allard) (Francia, Pirenei); fig. 5: M. alpina n. sp. (Italia, Alpi Pennine); fig. 6: M.
carpathica Heikertinger (Romania, Monti Curcubata).
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 4
50 M. BIONDI
du Pelvoux, Col du Lautaret, Dauph. Strupi, 1 es. (MuM); Savoia, Gran Chartreuse,
ex Coll. Ravoux, 3 es. (SD); Pyrenées, 1885, M. Pandellé leg. 1 es. (MuP); Pyrenei,
?F. Baudi leg. 2 es. (AD); Pyrenées orientales, 2 es. (MuM); Pyrenées orientales
Mont Louis, 28.VII.1904, A. Dodero leg. 4 es. (MSNG); Hautes Pyrenées, Bagnères
de Bigorre, VI.1918, A. Dodero leg. 1 es (MSNG); Hautes Pyrenées, Cauterets, 3.VIII
1948, ?P. Jaffn leg. 2 es. (MuV); Basses Pyrenées, Forét d’Iraty, VII.1962, S. Doguet
leg. 2 es. (SD); Pyrenées Atlantiques, Larrau, VII.1962, S. Doguet leg. 1 es. (SD).
ITALIA: Piemonte, Monviso, Crissolo, VII/VIII.1924, A. Dodero leg. 2 es. (AD);
29.VII.1946, A. Focarile leg. 1 es. (MuM); Liguria, Alpi Marittime, Monte Frontè,
VIII.1915, F. Solari leg. 3 es. (MuV); 1 es. (MSNG); 18.VIII.1924, leg. 2 es. (MuV);
Emilia, Appennino Modenese, Monte Cimone, 1900 m, 25.VI.1972, A. Focarile leg.
1 es. (F).
Osservazioni. Esaminando l’olotipo di M. nivalis (Apfel-
beck), assieme ad altro materiale attribuito a questo taxon, ho potuto
osservare la mancanza di differenze significative tra questi esemplari e
quelli di M. impuncticollis, per cui ritengo opportuno stabilire la se-
guente sinonimia: M. nivalis (Apfelbeck, 1906) = M. impuncticollis
(Allard, 1860) syn. nov. Per quanto riguarda le problematiche legate
alla attuale distribuzione geografica di M. impuncticollis, rimando al
paragrafo sulle considerazioni biogeografiche.
Minota halmae (Apfelbeck, 1906)
Distribuzione geografica. Questa specie risulta pre-
sente in Cecoslovacchia meridionale, Austria centro-meridionale, Italia
nord-orientale, Iugoslavia centro-settentrionale e Romania meridionale.
In particolare in Italia MM. halmae mi è nota del Friuli Venezia Giulia.
Dal collega Blagoj Gruev ho ricevuto un esemplare di sesso femminile
determinato come M. obesa forma tipica, proveniente dalla Bulgaria,
che ho provvisoriamente attribuito, in base all’habitus esterno, a M.
halmae (Apfelbeck), in attesa di esaminare esemplari maschili per una
ulteriore conferma.
MATERIALE ESAMINATO. BULGARIA: Stara Planina, Vraca, 29.VIII.1980, D.
Becev leg. 1 es. (G). ROMANIA: Transsilvania, Monte Bihor, Scarisoara, 3 es.
(MuV). CECOSLOVACCHIA: Povazsky Inovec, Trencin, 10.VI.1926, J. Roubal,
1 es. (MuM). IUGOSLAVIA: Slovenia, Vremscica (M.te Auremiano), 4.VI.1922,
G. Springer leg. 1 es. (MuM); 1.VI.1924, 1 es. (MuM); 22.1V.1934, 1 es. (MuM);
Slovenia, Senosecchia, 12.VI.1938, G. Springer leg. 3 es. (MuM); Slovenia, Selva di
Tarnova, L. Ganglbauer leg. 1 es. (MuV); Slovenia, Selva di Tarnova, 5.VIII.1930,
A. Schatzmayr leg. 1 es.; Slovenia, Selva di Tarnova, 17.V.1934, G. Springer leg. 1 es.
{MuM); Slovenia, Selva di Tarnova, Kuceli, VII.1925, E. Pretner leg. 1 es. (MuM);
Slovenia, Selva di Tarnova, Nemci, 10.VII.1942, Drioli leg. 1 es. (MuM); Slovenia,
Selva di Tarnova, Carnizza, 16.VI.1929, G. Springer leg. 8 es. (MuM); Slovenia,
Selva di Tarnova, Zorvì, 4.VIII.1933, G. Springer leg. 1 es. (MuM); Slovenia, Selva
di Tarnova, Tredmija, 9.VII.1933, G. Springer leg. 1 es. (MuM); Slovenia, Selva di
Tarnova, Karnira, 4.VI.1911, G. Springer leg. 2 es. (MuM); 27.V1.1934, 1 es. (MuM);
Slovenia, Selva di Tarnova, Hoch, 23.IX.1935, Tasso leg. 1 es. (MuM); Slovenia,
MINOTA OBESA 51
Vodice, 24.VI.1934, G. Springer leg. 1 es. (MuM); Slovenia, Nanos (M.te Re), VIII.
1926, E. Pretner leg. 1 es. (MuM); 4.VI.1933, G. Springer leg. 2 es. (MuM); 16.XI.
1934, 1 es. (MuM); 20.IX.1936, 1 es. (MuM); 26.VI.1938, 2 es. (MuM); Slovenia,
Monte Porezen, 8.VI.1924, G. Springer leg. 3 es. (MuM); 22.VIII.1925, 4 es. (MuM);
Slovenia, Santa Lucia di Tolmino, 20.VII.1930, G. Springer leg. 1 es. (MuM); Slo-
venia, Bistrica, J. Roubal leg. 1 es. (MuM); Slovenia, Gorican, 17.V.1933, E. Pretner
leg. 1 es. (MuM); Slovenia, Bacher-Gebirge (Pohorje), 1899, Spaeth leg. 3 es. (MuV);
Alpi Giulie, Jelovica-Planina, 27.VII.1933, E. Pretner leg. 1 es. (MuM); Bosnia,
Travnik, 1 es. (SD); 2 es. (MSNG); V. Apfelbeck leg. 1 es. (MuV); Kobinger leg. 1 es.
(MuV); Bosnia, Vrelo, 1 es. (G); Bosnia, Vranica, 1 es. (G); Bosnia, Trebevic, V. Ap-
felbeck leg. 1 es. (MuM); 1 es. (TNB); Bosnia, Sarajevo, 1 es. (TNB); Croazia, Novi,
Weth. 1917, 1 es. (MuM); Croazia, Ivanjci, 2 es. (MuV); Istria, Monte Nevoso, 20.
VI.1937, G. Springer leg. 1 es. (MuM); 29.VI.1939, 1 es. (MuM); 1.VII.1940, 1 es.
(MuM); 25.IX.1934, Tasso, Schatzmayr, Koch, leg. 1 es. (MuM); Istria, Monte Mag-
giore, A. Winkler, 1 es. (MSNG); Istria, Monte Lisina, 14.VI.1906, G. Springer,
leg. 1 es. (MuM); 28.IX.1934, 1 es. (MuM); Istria, Materija, 15.III.1931, G. Springer
leg. 1 es. (MuM); Istria, Slavnik, 1.VI.1930, G. Springer leg. 3 es. (MuM). AUSTRIA:
Caravanche, Eisenkappel, 3/4.VIII.1895, Coll. Nissen, 1 es. (MuM); Austria meri-
dionale, A. Winkler leg. 1 es. (MuV); Stiria, Lichtenwald, D. Wradatsch leg. 3 es.
(MSNG); Stiria, Graz, R. Weber leg. 2 es. (MuV); 1903, S. Meixener leg. 1 es. (MuV);
Fischerbacher Alpe, Wechsel, 1738 m, A.I. Pazourek, 1 es. (MuV); Fischerbacher
Alpe, Hoch Lantsch, S. Meixener leg. 1 es. (MuV); Carinzia, Tchekelnock, 9.VIII.
1912, G. Springer leg. 2 es. (MuM); Carinzia, Territorio del Dobratsch (Villacheralpe),
A. Schatzmayr leg. 2 es. (MuM); Carinzia, Sachsenburg, VII.1880, Madera leg. 5 es;
Carinzia, Osternig, 1 es. (MuM); Carinzia, Lienz, 2.1V.1937, Pfiefer leg. 1 es. (MuV).
ITALIA: Friuli Venezia Giulia (UD), Carnia Passo di Tanamea, 800 m, 15.VII.1966,
S. Doguet leg. 5 es. (SD); Friuli Venezia Giulia (UD), Carnia, Forni di sopra, Monte
Tragonia, 17.VIII.1931, G. Springer leg. 3 es. (MuM); Friuli Venezia Giulia, Carnia,
Studena, 2 es. (MuM); Friuli Venezia Giulia, Carnia, Lago di Cavazzo, Monte Festa,
650 m, 9.VIII.1954, G. Springer leg. 1 es. (MuM); 25.VIII.1957, 1 es. (MuM); 5.VII.
1959, 1 es. (MuM).
Osservazioni. M. halmae è stata sinora considerata sino-
nimo di M. obesa sensu Auctorum (HEIKERTINGER & CSIKI, 1939-40;
HEIKERTINGER, 1948-50). L’attento esame dei caratteri morfologici e-
sterni e in particolare dell’apparato copulatore maschile, mi ha per-
messo invece di osservare alcune differenze, tali da giustificare la vali-
dita di uno status specifico separato. Tra le specie del gruppo obesa,
M. halmae risulta essere quella tendenzialmente più termofila. Infatti
parte degli esemplari esaminati appartenenti a questa specie, proven-
gono da località poste a quote relativamente basse ed in alcuni casi si-
tuate in aree subcostiere della Iugoslavia nord-occidentale.
Minota carpathica Heikertinger, 1911
Distribuzione geografica. L’areale di questa specie,
in base ai dati sinora noti, comprende gran parte della Regione carpatica
(compresa la Transsilvania), e si estende ad O, attraverso le Caravanche,
la Stiria e le Alpi orientali, sino in Piemonte mentre a S raggiunge I’I-
52 M. BIONDI
stria e la Croazia. In Italia M. carpathica è presente in Friuli Venezia
Giulia, Veneto, Trentino, Lombardia e Piemonte.
MATERIALE ESAMINATO. REGIONE CARPATICA: Monti Carpazi, 1874, Dono
Sella 8 es. (MSNG); Karpathen, 1925, W. Meier leg. 2 es. (MuM); Carpazi, 1957,
1 es. (G); Carpathes, 3 es. (SD); Carpathia orientale, 1 es. (MuM). ROMANIA:
Ost-Karpathen, Pietros, 3 es. (MuV); Carpazi occidentali, Monti Curcubata, Bihargeb.,
Breit leg. 2 es. (MSNG); 12 es. (AD); 4 es. (MuM); 2 es. (MuV); Transsilvania,
Rodnei Muntii, 1 es. (MuM); 4 es. (MuV); Transsilvania, Predeal, 1 es. (MSNG);
Transsilvania, Monte Koronjez, IX, 1902, D. Lokay leg. 3 es. (AD). UNGHERIA:
Ungheria, Soc. Canabi, 1875, 1 es. (MSNG); Hungaria, Merkl leg. 4 es. (AD); PO-
LONIA: Schlesien, Altvatergeb., 31.V.1928, Schaef., Peterst., 2 es. (MuV); Schlesien,
Altvater., E. Reitter leg. 1 es. (MuV); Monti Sudeti, Zniernik, 7.VII.1975, L. Boro-
wiec leg. 1 es. (B); Monti Beschidi, Lissahorageb, T. Wanka leg. 1 es. (MuV). PO-
LONIA-CECOSLOVACCHIA: Monti Beschidi, Pilsko, 3.V.1913, Riehn leg. 1 es.
(G); Monti Beschidi, Babiagora, 15/21.VII.1920, T. Wanka leg. 1 es. (MuV); 5.V.1918,
Riehn leg. 1 es. (G). CECOSLOVACCHIA: Povazsky Inovec, Trencsen, D. Brancsik
leg. 1 es. (MuM); Monti Tatra, VI.1908, Gassner leg. 1 es. (MuM); Monti Tatra,
E. Reitter leg. 1 es. (MuV); Hohe Tatra, Kohlbachtel, T. Wanka leg. 3 es. (MuV);
Monti Tatra, Felkai voelgy 1900 m, 10.VII.1962, Endrodi-Younga leg sub lapidibus
5 es. (G); 11.VII.1962, 1350-1450 m, 1 es. (G); Monti Tetra, Batizfalvi, 1900 m,
6.VII.1962, Endrodi-Younga leg. 18 es., sziklagyep rost. (G); Vizovicke Vrchy, Zde-
chow, 2 es. (MuV). AUSTRIA: ?Sinbalpe, S. Meixener, 1 es. (MuV); Karawanken,
Seeberg Sattel, 11.VII.1966, S. Doguet leg. 3 es. (SD); Stiria, Weinburg, VII.1908,
2 es. (MuV); Alpi Carniche, Kogelgruppe, Doesenerbal, 950 m, 30.VII.1946, Strupi
leg. 1 es. (MuM). IUGOSLAVIA: Croazia, hum bei Ogulin, 2 es. (G); Croazia, 1 es.
(MuV); Istria, Monte Lisina, 23.IX.1934, G. Springer leg. 1 es. (MuM); Slovenia,
Laibach (= Lubiana), 1879, E. Reitter leg. 1 es. (AD); 5.II1.1916, G. Springer leg. 1 es.
(MuM); 15.V.1916, 3 es. (MuM); Slovenia, Tivoli, 27.VIII.1916, G. Springer leg.
1 es. (MuM); Slovenia, Vremscica (M.te Auremiano), 4.VI.1922, G. Springer leg. 1 es.
(MuM); Slovenia, Uremsizza, 6.VI.1914, G. Springer leg. 2 es. (MuM); Slovenia,
Tolmino, Kobjeglava, 9.IX.1934, G. Springer leg. 4 es. (MuM); Slovenia, Bacher-
Gebirge (= Pohorje), 2 es. (MuM). ITALIA: Friuli Venezia Giulia (UD), Val Ca-
nale, Tarvisio, 2 es. (MuM); Friuli Venezia Giulia (UD), Monte Santo di Lussari
(= Lusciari Graben), coll. J. Fodor, 2 es. (MuM); Friuli Venezia Giulia (UD), Alpi
Giulie, Sella di Nevea, 1590 m, IX.1948, G. Springer leg. 1 es. (MuM); Friuli Venezia
Giulia (UD), Alpi Giulie, Raibl, VIII.1947, G. Springer leg. 1 es. (MuM); VIII.1948,
2 es. (MuM); Friuli Venezia Giulia (UD), Alpi Giulie, Cregnedul, VIII.1950, G.
Springer leg. 2 es. (MuM); Friuli Venezia Giulia (PN), Monte Cavallo, presso la Sta-
zione del Corpo Forestale di Candaglia, 23.VII.1966, S. Doguet leg. 5 es.; Trentino
(TN), Foresta di Paneveggio, Malga Colbricon, 1650 m, pecceta subalpina, 6.VII.
1979, P. Brandmayr leg. 1 es. (B); 2.VII.1980, M. Biondi leg. 2 es. (B); Trentino
(TN), Bellamonte, 28.VI.1980, G. Osella leg. 1 es. (MuV); Veneto (BL), Agordino,
Voltago, 13.VII.1966, I. Mercati leg. 2 es. (B); Lombardia (BS), Monte Guglielmo,
18.V.1947, M. Magistretti leg. 1 es. (MuV); Lombardia (BS), Valcamonica, C. Krueger
leg. 1 es. (MuM); Piemonte (TO), Giaveno, De Marchi leg. 2 es. (MSNG); Pie-
monte (VC), Biella, Santuario d’Oropa, IX.1922, F. Capra leg. 2 es. (MSNG); V.1922,
2 es. (MSNG); 1/10.VIII.1916, A. Dodero leg. 2 es. (MSNG).
Osservazioni. M. carpathica è stata sinora considerata una
razza orientale di M. obesa sensu Auctorum (HEIKERTINGER & CSIKI,
1939-40; HEIKERTINGER, 1948-50). Dall'esame microscopico dell’ap-
parato copulatore maschile di M. carpathica, però ho potuto osservare
alcune differenze morfologiche con quello di M. obesa sensu meo, tali
da giustificare l’esistenza a livello specifico di entrambi i taxa, anche
MINOTA OBESA 53
in considerazione del fatto che queste due specie risultano simpatriche
in alcuni punti dei loro areali.
Nell’ambito del genere Minota la specie carpathica è sicuramente
quella che presenta la maggiore variabilità nell’habitus esterno, data
anche la sua relativa ampia distribuzione. Credo quindi non sia da
escludere che alcune delle popolazioni che ho considerato come Minota
carpathica, possano essere in futuro attribuite a nuovi taxa. Ad esempio
gli esemplari (3 gS e 2 99) provenienti dalle Alpi Pennine (Santuario
d’Oropa), presentano un rapporto LuE/LuP significativamente minore
rispetto alla media, ed alcune piccole differenze edeagiche rispetto alla
conformazione tipica della specie. Il significato sistematico della varia-
bilità nei caratteri morfologici e cromatici di M. carpathica, potrà essere
valutato adeguatamente, soltanto con l’esame di ulteriore materiale.
Minota alpina n.sp.
Diagnosi. La nuova specie presenta caratteristiche morfolo-
giche esterne e cromatiche simili a quelle di M. impuncticollis, mentre
per la conformazione edeagica risulta maggiormente affine a M. obesa
(si vedano i caratteri diagnostici esposti nella tabella di determinazione).
Distribuzione geografica. L'areale di questa specie
comprende parte delle Alpi nord-occidentali (Graie e Pennine) e centrali
(Lepontine e Orobie).
MATERIALE TIPICO. HOLOTYPUS g. ITALIA: Piemonte (VC), Santuario di Oropa,
VI/VII.1924, A. Dodero leg. (MSNG). pParatyPI: SVIZZERA: Canton Ticino, Fra-
sco, 20.V.1932, Montana leg. 1 es. (MuM). ITALIA: Val d’Aosta, Aosta, A. Fiori
leg. 1 es. (MuM); Val d’Aosta (AO), Val Carisey, Fontainemore, 1700 m, A. Focarile
leg. in vagliatura di Alnus viridis, 2 es. (F); 1 es. (IV); Val d’Aosta (AO), Monte Pietra
Bianca (Fontainemore), 2100-2300 m, A. Focarile leg. 1 es. (F); Val d’Aosta (AO),
Brusson, 21.VIII.1908, A. Dodero leg. 11 es. (AD); Val d’Aosta (AO), Ayas, 26.VIII.
1908, A. Dodero leg. 2 es. (AD); Val d’Aosta (AO), Val d’Ayas, Pian di Verra, 12.
VIII.1909, A. Dodero leg. 3 es. (MSNG); Val d’Aosta (AO), Cogne, 15.VII.1923,
A. Solari leg. 5 es. (MuV); Piemonte (VC), Biella, Santuario di Oropa, V.1922, F.
Capra leg. 3 es. (MSNG); IX.1921, 3 es. (MSNG); VI/VII.1924, A. Dodero leg. 11 es.
(MSNG); 3 es. (AD); 1/10.VIII.1916, 7 es. (MSNG); 14 es. (AD); 1500 m, 4.V1.1978,
1 es. (MuM); 9.VII.1935, Tasso, Schatzmayr, Koch leg. 1 es. (MuM); Piemonte
(VC), Biella, Santuario di Graglia, VII.1916, A. Dodero leg. 5 es. (MSNG); Piemonte
(VC), Alpi Pennine, Monte Mucrone, 2000 m, 31.VII.1932, C. Koch leg. 2 es. (MuM);
Piemonte (VC), Canavese, Scalaro/Quincinetto, 1000-1700 m, A. Focarile leg. in va-
gliatura di Alnus viridis, 1 es. (IV); Lombardia (BG), Alpi Orobie, Val Brembana,
Monte Pegherolo, 1800 m, 18.VIII.1961, R. Rossi leg. 1 es. (MuM); Lombardia (BG),
Alpi Orobie, Val Brembana, Lago di Sardegnana, 1.VI.1961, R. Rossi leg. (MuM).
Descrizione cdell'inolofyp Us, gi Lem eZ
LuE = 1,98 mm. LuP = 0,77 mm. LuS = 0,22 mm.
54 M. BIONDI
Larghezza massima del pronoto, situata basalmente: 1,20 mm; lar-
ghezza massima delle elitre, situata al livello del terzo anteriore: 1,47 mm.
Capo con vertice bruno scuro, con una punteggiatura finissima,
quasi svanita; fondo lucido; tubercoli frontali ben delimitati e posti
quasi orizzontalmente; carena frontale larga e poco prominente; lab-
bro superiore annerito.
Antenne mediamente allungate (Lan/Lc = 0,57) di colore giallo-
rossiccio; 5° antennomero lungo quanto il 1°, e nettamente più lungo
dei restanti articoli; 3° e 4° antennomero tra loro simili, ma più corti
degli altri; 6° antennomero leggermente più breve del 7°.
Protorace disposto trasversalmente (LaP/LuP = 1,56), di colore
bruno scuro, quasi nero, senza riflessi metallici particolarmente evidenti;
perlopiù arrotondato ai lati e maggiormente ristretto all’apice; pun-
teggiatura fine, ma evidente; fondo alquanto lucido.
Elitre lunghe (LuE/LuP = 2,57), arrotondate ai lati; colorazione
più chiara rispetto a quella del pronoto, in special modo nella parte
apicale; punteggiatura nettamente impressa, meno evidente sul declivio
apicale, e disposta in 9 strie regolari, di cui la prima posta accanto alla
sutura, si interrompe circa nel quarto basale; fondo perlopiù lucido;
callo omerale assente; ali di tipo subattero.
Zampe completamente giallo rossicce; 1° tarsomero anteriore e
medio debolmente dilatati.
Parti ventrali di colore bruno.
Edeago (fig. 5) di medie dimensioni (Lued = 1,1 mm), in visione
ventrale di forma relativamente slanciata; apice ottusamente a punta
con presenza di un piccolo dentino mediano; l’edeago si allarga in di-
rezione baso-apicale e presenta un restringimento posto leggermente al
di sotto della parte mediana; solco ventrale poco profondo e con super-
ficie interna grossolanamente zigrinata. In visione laterale, l’edeago
mostra la parte apicale arrotondata, con la punta rivolta in direzione
dorsale.
Descrizione dei paratipi. Gli altri esemplari che ho
attribuito a questa nuova specie presentano sostanzialmente le stesse
caratteristiche morfologiche e cromatiche dell’olotipo. Una certa va-
riabilità si può osservare per la presenza o meno di deboli riflessi me-
tallici verdastri, nella colorazione dorsale. La femmina si distingue ester-
namente dal maschio per il 1° tarsomero anteriore e medio meno di-
MINOTA OBESA 55
latati. La spermateca risulta identica a quella delle altre specie del ge-
nere, con parte basale allungata di forma perlopiù cilindrica e ductus
con una sola ansa.
Derivatio nominis. Il nome della nuova specie è dovuto
al fatto che essa risulta sinora l’unica ad essere esclusiva delle Alpi s. str.,
nell’ambito del genere Minota.
Osservazioni. Ho esaminato 2 esemplari di sesso maschile
provenienti dalle Prealpi Orobie (Lombardia (BG), Presolana, Rif.
Albani, 1700-2000 m, A. Focarile leg. 1 es. (F) ) e dalle Alpi Giudicarie
(Trentino (TN), Cime Serolo, VIII, 1 es. (MuM) ), che non ho consi-
derato come paratipi, in quanto, rispetto alla conformazione tipica, pre-
sentano lievi differenze edeagiche che potranno essere opportunamente
valutate con l’esame di altro materiale proveniente da queste aree geo-
grafiche.
ANALISI BIOMETRICA
Sugli esemplari maschili di Minota esaminati, sono state effet-
tuate, con i metodi sopra esposti, alcune misurazioni morfometriche,
parte delle quali sono state successivamente elaborate statisticamente.
Per questa analisi sono stati utilizzati soltanto gli esemplari maturi
di sesso maschile, in quanto determinabili con certezza. In futuro,
disponibilità di materiale permettendo, si potrà estendere questo tipo
di analisi anche agli esemplari femminili.
Le misure prese in considerazione sono le seguenti:
LuE/LuP = lunghezza elitrale / lunghezza pronotale
LaP/LuP = larghezza pronotale / lunghezza pronotale
LuE/Lued = lunghezza elitrale / lunghezza edeagica
LuP/LuS = lunghezza pronotale / lunghezza delle strie pronotali
LuP+LuE = lunghezza pronotale + lunghezza elitrale.
L’elaborazione statistica dei dati è stata effettuata utilizzando la
tecnica dell’analisi discriminante (« discriminant analysis »), secondo
quanto esposto in CooLey & LoHNEs (1971).
In tab. 1 vengono riportati i valori medi e le relative deviazioni
standard delle singole variabili, per ciascuna delle specie considerate,
ed inoltre sull’ultima riga le medie e le deviazioni standard totali.
BESS
56 M. BIONDI
Tab. 1 - Medie e relative deviazioni standard parziali e totali, ottenute misurando gli
esemplari di sesso maschile di ciascuna delle specie considerate
LuE/LuP LaP/LuP LuE/Lued LuP/Lus LuP + LuE
CAR PAW) || ORI || UO OKO |) TO) OME || Scie; 1) Wes |] Axsko) 041
HAL 2,04 || O11 |) 1,75 | 0507 || 1,84 | 0308 | 6,79 | 116 || 23645) (ONG
ALP 2,59 | 0,07 | 1,57 | 0,04 | 1,78 | 0,05 | 4,07 | 0,62 | 2,62 | 0,11
IMP 2,45 | 0,21 | 1,57 | 0,04 | 1,78 | 0,06 | 3,73 | 0,35 | 2,69 | 0,11
OBE 2,59 | 0,07 | 1,61 | 0,05 | 1,78 | 0,06 | 5,81 | 1,26 | 2,55 | 0,14
Tot 2,62, | 0,13 || 1563) | 0506) || 1,77 | (0,0615543 || (05955) 2368 20513
Tab. 2 - Valori di «overall discrimination » (F-ratio) ottenuti con l’analisi multi-
variata della varianza (MANOVA), calcolata sui maschi confrontando tutte
le possibili coppie tra le specie considerate. Tra parentesi sono riportati i
rispettivi gradi di libertà.
CAR
111,70 (5-91)
28,52 (5-75) 84,67 (5-64)
20,03 (5-63) 40,36 (5-52) 3,18 (5-36)
42,26 (5-78) 32,70 (5-67) 29,20 (5-51) 11,97 (5-39)
In tab. 2 sono esposti i valori di « overall discrimination » (F-ratio),
con i relativi gradi di libertà (G.L.) posti tra parentesi, ottenuti con
l’analisi multivariata della varianza (MANOVA), confrontando i dati per
tutte le possibili coppie di specie. Dall’analisi di questa tabella si può
osservare come in quasi tutti i casi i valori di F-ratio ottenuti, risultino
maggiori dei valori critici tabulari corrispondenti al livello di probabi-
lità dell’1%. In particolare molto significativa risulta la « discrimina-
zione » tra le specie che presentano, almeno in parte, una sovrapposi-
zione degli areali, come ad esempio la coppia carpathica-halmae (F =
111,70 per 5 e 10 G.L.), carpathica-obesa (F = 42,26 per 5 e 78 G.L.)
e obesa-halmae (F = 32,70 per 5 e 67 G.L.), mentre i valori di F-ratio
più bassi si osservano nelle coppie di specie che presentano areali non
sovrapposti o sovrapposti solo marginalmente.
Dall’analisi effettuata si ottengono quattro diverse funzioni discri-
minanti delle quali sono state prese in considerazione le prime due,
MINOTA OBESA 57
che presentano un « potere discriminante » rispettivamente di 76,34%
e 18,75°/o e sono:
YI = — 0,09 x (2,62 — X1) — 4,33 x (1,63 — X2) — 5,82 x
x (1,77 — X3) — 0,27 x (5,43 — X4) + 2,17 x (2,68 — X5)
— 1,33 x (2,62 — X1) — 1,93 x (1,63 — X2) + 7,82 x
X (1,77 — X3) — 0,34 x (5,43 — X4) — 4,10 x (2,68 — X5)
dove alle incognite X1, X2, X3, X4, X5, si sostituiscono rispettivamente
i valori delle variabili LuE/LuP, LaP/LuP, LuP/LuS, LuE/Lued e
LuP + LuE, misurate sull’individuo da classificare.
YA
A impuncticollis
Tavola 3
Fig. 7 - Rappresentazione grafica dei dati ottenuti con l’applicazione dell’analisi di-
scriminante (per la spiegazione vedere il testo).
In fig. 7 vengono riportati graficamente i raggruppamenti ottenuti
riportando in ascissa i valori di Y1 e in ordinata i valori di Y2. Inoltre
58 M. BIONDI
Tab. 3 - Valori dei centroidi, per ciascuna delle specie considerate, ottenuti con l’a-
nalisi discriminante effettuata sugli esemplari di sesso maschile.
Funz. 1 Funz. 2
ME TCArnpathica Wen ns!) os seca aloe oe a: 0,81 —0,84
MIGRATE: RSS, ogee OO —1,38 — 0,29
Mi Salping nei e ite 0,45 0,96
IMEIMPUNCH CONERO CEE 0,72 0,97
INI: 0DESA RATORI — 0,35 0,55
in tab. 3 sono esposti i valori dei centroidi per ciascuna delle specie con-
siderate, riportati sul grafico con le iniziali del nome specifico.
TABELLA DI DETERMINAZIONE
La presente tabella permette di determinare gli esemplari maturi
di sesso maschile appartenenti al genere Minota Kutschera, per i quali
occorre l’esame microscopico dell’edeago. Per quanto riguarda gli esem-
plari di sesso femminile, il materiale che ho esaminato non mi ha sinora
consentito di sintetizzare in una tabella di determinazione, i caratteri
differenziali che ne permettano una sicura classificazione. Tuttavia al-
‘cuni dei caratteri morfologici esterni e cromatici esposti nella seguente
tabella possono fornire alcune indicazioni orientative anche per la de-
terminazione degli esemplari di sesso femminile.
1) Strie pronotali di lunghezza minore (di regola LuP/LuS > 4,62). 2
— Strie pronotali di lunghezza maggiore (di regola LuP/LuS
0 E ria Re ee n io 6 c 4
2) Silhouette del corpo generalmente oviforme, con protorace mag-
giormente convesso, più ristretto all’apice e di lunghezza rela-
tivamente minore (LaP/LuP > 1,68; LuE/LuP > 2,73). Pun-
teggiatura pronotale in genere più debolmente impressa. Edeago
(fig. 3) di medie dimensioni (LuE/Lued > 1,76), in visione
ventrale di forma alquanto tozza, con la parte apicale larga-
mente a punta e con dentino mediano appena accennato; super-
ficie del solco ventrale con una evidente rugosità posta basalmente
e lateralmente, con l’eccezione di un’area centrale di forma
triangolare perlopiù liscia, orientata con il vertice in direzione
basale; in visione laterale l’edeago si presenta pressoché rego-
larmente arcuato per tutta la sua lunghezza .. M. halmae (Apfelbeck)
MINOTA OBESA 59
— Silhouette del corpo in genere più allungata, con protorace
meno convesso, meno ristretto all’apice e di lunghezza rela-
tivamente maggiore (LaP/LuP < 1,68; LuE/LuP < 2,73).
Punteggiatura pronotale in genere più fortemente impressa .. 3
3) Dimensioni normalmente maggiori (LuP + LuE > 2,67 mm).
Rapporto tra le lunghezze degli antennomeri 5° e 6° in genere
minore di 1,5. Punteggiatura pronotale più profondamente im-
pressa. Edeago (fig. 6), in visione ventrale, maggiormente allun-
gato (Lued > 1,10 mm), con parte apicale più acuta; solco
ventrale con fondo, almeno in parte, fortemente zigrinato,
GUASIMEUSOSO MAO N see oe M. carpathica Heikertinger
— Dimensioni normalmente minori (LuP+LuE < 2,69 mm).
Rapporto tra le lunghezze degli antennomeri 5° e 6° in genere
uguale o maggiore di 1,5. Punteggiatura pronotale meno pro-
fondamente impressa. Edeago (fig. 2), in visione ventrale, meno
allungato (Lued > 1,10 mm), con parte apicale più ottusa;
fondo del solco ventrale leggermente rugoso .... M. obesa (Waltl)
4) Punteggiatura elitrale in genere formata da punti più piccoli e
serrati. Elitre di colore bruno scuro, più chiare nella parte api-
cale, a volte con deboli riflessi metallici verdastri. Edeago (fig.
5), in visione ventrale, di forma relativamente slanciata; ai lati
con un restringimento posto leggermente al di sotto della linea
Mediana AR Sonore sh REPEL rome cal alt M. alpina n. sp.
— Punteggiatura elitrale in genere formata da punti più grandi
e meno serrati. Elitre di colore nero, spesso con evidenti ri-
flessi metallici verdastri. Edeago (fig. 4), in visione ventrale,
di forma alquanto tozza, subparallelo ai lati, senza alcun re-
Stil SENTO RENI CE Nt RR E RR M. impuncticollis (Allard)
CONSIDERAZIONI BIOGEOGRAFICHE
Sulla base dei dati sinora esposti, il genere Mznota Kutschera è
presente nella Regione paleartica occidentale, con 5 specie (obesa, 2m-
puncticollis, carpathica, alpina, halmae), legate soprattutto agli ambienti
di media ed alta quota dei sistemi montuosi dell'Europa centromeri-
dionale.
Trattandosi dunque di specie caratterizzate da una più o meno spic-
cata orofilia, mi sembra ovvio affermare che le loro rispettive attuali
60 M. BIONDI
distribuzioni geografiche, riflettono in gran parte gli effetti dovuti alle
alterne vicissitudini climatiche, che si sono succedute durante tutto il
Quaternario. E noto infatti che le glaciazioni pleistoceniche hanno in-
fluito in modo più o meno determinante nella formazione e modifica-
zione dei popolamenti faunistici delle diverse aree montuose dell’emi-
sfero boreale.
Il gruppo di specie qui esaminato ha sicuramente una origine mo-
nofiletica, e probabilmente deriva da un ancestore di provenienza orien-
tale simile a M. carpathica, che si è diffuso verso occidente nel periodo
prewirmiano, seguendo la fascia di tundra e steppa, che si estendeva
lungo l’Asia e Europa sino in Francia. L’ipotesi di una origine orientale
del genere Minota, è suggerita da due considerazioni:
— la presenza in Asia orientale (Giappone) dell’altra specie di questo
genere sinora nota (MM. nigropicea (Baly, 1874) ) (2);
— il decremento del numero di specie del gruppo obesa, secondo un
gradiente E-O: Regione carpatica e Alpi orientali: 4 specie; Alpi
centrali e sistemi montuosi dell’Europa centrale: 3 specie; Alpi oc-
cidentali, sistemi montuosi della Francia centrale e Pirenei: 1 specie.
Un ruolo fondamentale nel differenziamento delle forme europee
di Minota, ha sicuramente avuto la presenza della calotta glaciale alpina
durante le fasi di massimo deterioramento climatico del Pleistocene.
Esaminando infatti la distribuzione attuale delle 5 specie considerate,
si può osservare come le popolazioni di ciascuna di esse (ad eccezione
di M. alpina) gravitino attorno all’Arco alpino, penetrando in esso solo
marginalmente. Questo fatto può essere molto probabilmente attribuito
ad una recente neo- e/o re-immigrazione nell’area di maggior dissesto
glaciale, da parte delle popolazioni precedentemente « spinte » od iso-
late dall’avanzata dei ghiacci nelle aree limitrofe alla calotta glaciale
alpina. Alcune di queste popolazioni hanno trovato in questi periodi
di isolamento le condizioni favorevoli per una evoluzione autonoma,
che ha portato al differenziamento di nuove forme.
M. carpathica presenta attualmente una distribuzione geografica a
gravitazione orientale, con popolazioni che penetrano in alcune aree
dell’Arco alpino, parte delle quali hanno rappresentato caratteristici di-
(3) Considerare il genere Cardax Weise, 1893, come sottogenere di Minota
Kutschera, 1869, secondo quanto proposto da GRUEV (in stampa), non modifica so-
stanzialmente questa ipotesi.
MINOTA OBESA 61
stretti di rifugio durante il Quaternario. Molto probabilmente queste
popolazioni si sono insediate sulle Alpi in periodi differenti, forse anche
relativamente « antichi », e non è escluso che, con lo studio di ulteriore
materiale, alcune di esse possano essere in futuro attribuite a nuovi
taxa.
Osservando l’attuale distribuzione di M. impuncticollis, compren-
dente due aree distinte, una orientale (Serbia, Bosnia) ed una occiden-
tale (Alpi occidentali, Massiccio centrale, Pirenei), separate da gran
parte dell’Arco alpino, è lecito supporre che questa specie abbia avuto
origine in un periodo precedente a quello della formazione dell’ultima
calotta glaciale, la quale ne ha suddiviso le popolazioni in due differenti
blocchi:
— popolazioni occidentali delle aree montuose della Francia centrale,
che si sono estese successivamente nei Pirenei, Alpi occidentali e
Appennino settentrionale;
— popolazioni orientali della Iugoslavia settentrionale, che si sono man-
tenute apparentemente identiche a quelle occidentali, anche se ri-
spetto a queste ultime mostrano una più spiccata orofilia dovuta,
probabilmente, agli effetti di una eventuale competizione con popo-
lazioni simpatriche di M. halmae, specie esclusivamente legata ad
ambienti di media e medio-bassa quota.
Per quanto concerne le specie M. alpina, M. obesa e M. halmae
sono del parere che si siano anch’esse originate nel periodo prewiir-
miano da popolazioni del ceppo «impuncticollis », secondo le seguenti
ipotesi:
— M. alpina si è differenziata da biotipi particolarmente adattati ad un
clima rigido e sopravvissuti in un’area interna della calotta gla-
ciale alpina libera dai ghiacci (probabilmente situata nelle Alpi Pen-
nine);
— M. obesa ha avuto origine da popolazioni settentrionali « accantonate »
dall’avanzata dei ghiacci della calotta glaciale alpina, in un distretto
di rifugio periferico situato a N dell’area ghiacciata (forse quello della
Bavaria);
— origine analoga a quella di M. obesa, deve aver avuto M. halmae, la
quale però si è differenziaia partendo da popolazioni sud-orientali,
rimaste isolate nelle aree montuose della Iugoslavia nord-occidentale,
dalla formazione della calotta glaciale alpina.
62 M. BIONDI
RINGRAZIAMENTI. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno collaborato in vario
modo alla stesura di questo lavoro, permettendomi di esaminare le loro collezioni pri-
vate, oppure quelle conservate presso i Musei o gli Istituti da essi diretti: Manfred
Doeberl, Abensberg; Serge Doguet, Fontenay sous bois (Paris); Alessandro Focarile,
Sainte-Pierre (Aosta); Blagoj Gruev, Università di Plovdiv (Sofia); Mauro Daccordi,
Giuseppe Osella e Sandro Ruffo, Museo Civico di Storia Naturale di Verona; Carlo
Leonardi, Museo Civico di Storia Naturale di Milano; Roberto Poggi, Museo Civico
di Storia Naturale di Genova; Massimo Olmi, Istituto di Difesa delle Piante dell’U-
niversita della Tuscia; Augusto Vigna Taglianti, Museo dell’Istituto di Zoologia del-
l’Università di Roma; Vincenzo Vomero, Museo Civico di Zoologia di Roma; Nicole
Berti, Muséum National d’Histoire Naturelle di Parigi; Zoltan Kaszab Termèszet-
tundomanyi Mùzeum di Budapest.
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Beitr. zur Entomol., 15, (5-6): 701-729.
Moreau R.E., 1955 - Ecological changes in the Palaearctic Region since the Pliocene
- Proc. Zool. Soc., London, 125: 253-295.
PeEZ von A. & KaAaHLEN M., 1977 - Die Kafer von Sidtirol - Tiroler Landesmuseum
Ferdinandeum, Innsbruck: 525 pp.
Porta A., 1934 - Fauna Coleopterorum Italica. IV. Heteromera - Phytophaga - Stab.
Tip. Piac., Piacenza: 415 pp.
TABACHNICK B.G. & FIDELL L.S., 1983 - Using Multivariate Statistics - Harper &
. Row, Publishers, New York: 509 pp.
WEIsE J., 1893 - Naturgeschichte der Insecten Deutschlands, VI: Coleoptera Chry-
somelidae - Nicolaische Verlags-Buchhandlung, Berlin: 1161 pp.
RIASSUNTO
Nel presente lavoro vengono riportate alcune osservazioni sistematiche e tasso-
nomiche effettuate su Minota obesa (Waltl, 1839) sensu Auctorum. In particolare viene
stabilito lo status specifico di M. impuncticollis (Allard, 1860), M. halmae (Apfelbeck,
1906) e M. carpathica Heikertinger, 1912, e viene descritta una nuova specie delle Alpi
nord-occidentali e centrali: M. alpina. Le osservazioni tassonomiche sono state in
parte elaborate statisticamente, utilizzando la tecnica dell’analisi discriminante. Infine
vengono fornite alcune ipotesi sull’origine e la provenienza delle specie considerate.
SUMMARY
In this work some systematic and taxonomic observations about M4inota obesa
(Waltl, 1839) sensu Auctorum are given. The specific status of M. impuncticollis (Al-
64 M. BIONDI
lard, 1860), M. halmae (Apfelbeck, 1906) and M. carpathica Heikertinger, 1912, is
established. A new species from W-Northern and Central Alpes is also described.
Moreover some taxonomic observations are processed using the statistic method of
the discriminant analysis. In conclusion some hypotheses about the origin and the
provenance of the considerate species are given.
65
GUSTAVO PULITZER-FINALI
Institute of Zoology, University of Genoa
Via Balbi 5, 16126 Genova, Italia
A COLLECTION OF WEST INDIAN DEMOSPONGIAE
(PORIFERA). IN APPENDIX, A LIST OF THE DEMOSPONGIAE
HITHERTO RECORDED FROM THE WEST INDIES
The sponges here recorded belong to a collection I made in the
years 1963 and 1964 in the Bahamas, Jamaica, the Dominican Republic
and Puerto Rico. All the material has been collected by diving, at depths
not exceeding 45m. Each specimen has received a register number
(R.N.) which refers to my files and preparations. Colours indicated as
« C.C. » refer to Séguy’s « Code Universel des couleurs ». The collection
is being deposited at the Museum of Natural History of Genoa (MSNG).
DEMOSPONGIAE
HOMOSCLEROMORPHA
HOMOSCLEROPHORIDA
PLAKINIDAE
Plakortis simplex Schulze
Plakortis simplex Schulze, 1880: 430
Occurrence. Duncans (Jamaica), fore-reef slope, depth 35-45 m, 30 March 1964.
R.N. NC.12, NC.25.
La Parguera (Puerto Rico), depth 0.5m, mangrove, 3 May 1964. R.N. LP.12.
La Parguera (Puerto Rico), depth 25-30 m, 12 May 1964 R.N. SH. 5, SH.6.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 20 m, 12 April 1964. R.N. BC.34.
NC.12: massive, large (only a fragment 7 x 3 x 2 cm collected).
Consistency firm, slightly compressible, inelastic, easy to tear. Colour
light reddish brown, interior tan; uniformly cream after preservation
in formalin. Oscules few, presently contracted. Diactines 105-180 x
2.5-5.5 um, triactines very rare.
NC.25: massive, lobate, large (only a fragment in the form of an
elongated lobe 9 cm high and 3.5 cm in diameter was collected). Con-
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 5
66 G. PULITZER-FINALI
sistency rubbery, easy to cut. Colour brownish black to dark brown;
dark brown in formalin. Oscules few, sparse, large, presently contracted.
Diactines 110-180 x 2.5-5.5 um, no triactines observed.
LP.12: enveloping a mangrove root, 5 x 2 x 1.5 cm. Smooth,
compressible, not elastic, easy to tear. Colour dark brown, middle
brown in the dry state. Oscules not apparent. Diactines 70-130 x
2-3 um, triactines very rare.
SH.5: irregularly massive to cushion-shaped, large (two fragments
are available, the largest one 8 x 3.5 x 1.5 cm). Smooth, firm but
fragile. Colour red to salmon-pink, internally tan; uniformly cream
after preservation in formalin. Oscules sparse, large, with tronco-conical
elevated rim collapsing soon after collection. Diactines 130-185 x
3.5-5.5 um, triactines rare.
SH.6: cushion-shaped, roundish, diameter 6 cm, thickness 2.5 cm.
Consistency as in the specimen above. Colour drab externally and in-
ternally, light brown after preservation in formalin. Two oscules in the
middle, 1 cm in diameter, with elevated rim collapsed after collection.
Diactines 130-180 x 3.5-5.5 um, no triactines observed.
BC.34: massive, smooth, fleshy, weak consistency, dull drab, lighter
internally. Oscules with elevated rim collapsed upon collection. Triactines
extremely rare.
These specimens are remarkable for their size. The diactines are
larger, with the exception of specimen LP.12, than generally reported.
The colour of specimen SH.5 — red verging to salmon-pink — is an
interesting addition to the known colour range of this species.
Dercitopsis onkodes (Uliczka)
Plakinastrella onkodes Uliczka, 1929: 60
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 7-8 m, 11 April 1964.
R.N. BC.12, BC.56, BC.57.
BC.12: in life: brownish grey with a violet tinge, massive, heavy,
compact, fragile.
BC.56: in life: drab-brown, interior tawny, fragile.
BC.57: in life: darker than BC.56, interior full of debris.
Spicules: 1) Diactines 16-180 x 1-4.5 um. 2) Calthrops fairly
abundant, rays 23-70 x 10-14 um. 3) Triactines very rare, rays
23-41 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 67
TETRACTINOMORPHA
ASTROPHORIDA
STELLETTIDAE
Stellettinopsis dominicana sp.n. (Fig. 1, 2)
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 7-8 m, 12 April 1964.
R.N. BC.55.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.26.
Holotype (BC.55): MsnG 47679
BC.55 is an irregularly conical fragment measuring 6 x 6 x 3.5 cm.
In life the consistency of the sponge was firm, incompressible, the sur-
face was encrusted by a red Microciona, the interior colour was cream,
the oscules were blue-black, 8-10 mm in diameter. There is no distinct
cortex; the choanosome is densely packed by oxeas in confused tracts
which, at the surface, become perpendicularly arranged, forming a dense
microscopical hispidation.
Fig. 1 - Stellettinopsis dominicana sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
Spicules: 1) Oxeas stout, regularly curved, often modified to styles,
rarely to strongyles, measuring 940-1550 x 40-73 um. 2) Ortho- to
dichotriaenes extremely rare, with a reduced and irregular ciadome
measuring 100-150 um, rhabdome markedly conical, about 650-850 x
68 G. PULITZER-FINALI
|
Fig. 2 - Spicules of Stellettinopsis dominicana sp. n. Scale a: 50 um, scale b: 30 um.
Pr ape Rene ihe: |
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 69
35-47 um. 3) Ectosomal acanthorhabds, oxeote to strongylote, often
with a faint central swelling, measuring 55-84 x 3-4.5 um. 4) Chiasters
6-7.5 um in diameter. 5) Oxyasters 8.5-14.5 um in diameter.
BY.26 consists of two fragments, dry. The sponge was a low cushion,
with the surface heavily sedimented, compact, firm, cream-white in-
ternally. There is no superficial differentiation; the spiculation is in
dense, rather confused tracts tending to a perpendicular arrangement
at the surface.
Spicules: 1) Oxeas curved, measuring 760-1220 x 23-46 um.
2) Ortho- to plagiotriaenes, rhabdome 350-600 um, clads 20-80 um.
3) Acanthorhabds measuring 55-75 um, 2.5 um thick, ends obtuse.
4) Chiasters to oxyasters with a diameter of 7-14 um.
The difference in stoutness between the oxeas of the two specimens
is remarkable.
This species is near to Stellettinopsis corticata CARTER (1879: 348)
from Australia, a species which, until SoLLAS’ redescription (1888: 200)
was thought to be devoid of triaenes.
Stelletta fibrosa (Schmidt) (Fig. 3)
Ancorina fibrosa Schmidt, 1870: 67
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 0.5-1 m, 9 May 1964. R.N.
LP.56.
_ The specimen is irregularly massive, attached to a mass of coralline
algae. Size 6 x 4 x 2.5 cm. The colour was cream-white with some
lavender tinge, the consistency firm, slightly compressible. The surface
is even, harsh to the touch. The cortex is conspicuous, not separable.
The pores are crowded, scattered over the entire surface; four oscules,
on one side of the sponge, measure from 2 to 6 um.
Spicules: 1) Oxeas 1170-1500 x 23-38 um. 2) Plagio- to pro-
triaenes, rhabdome 1100-1300 x 13-29 um, cladome 75-90 um, clads
43-58 um. 3) Anatriaenes very rare, rhabdome 1170-1290 x 12-23 um,
cladome 50-80 um, clads 19 um. 4) Tylasters rather rare, with mostly
5 to 9 thin rays, 10-15 um in diameter.
This specimen appears conspecific with Ancorina fibrosa Schmidt
and with Pilochrota fibrosa globulariformis Wirson (1902: 385). Synony-
mizations proposed by de LAUBENFELS require confirmation. Myrzastra
70 G. PULITZER-FINALI
Pci a E A ge ==
Fig. 3 - Stelletta fibrosa (Schmidt). Spicules of specimen LP.56. Scale a: 30 um,
scale b: 150 um.
fibrosa of WE ts et al. (1960: 233), according to description, seems
conspecific with Pilochrota variablis WiLson (1902: 384), which in turn
appears as a distinct species of Stelletta.
Stelletta variastra sp.n. (Fig. 4,5)
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, shallow water, 8 May
1964. R.N. LP.65.
Holotype: MsNG 47680
The specimen, preserved dry, is contracted, amorphous, measuring
3 x 2.5 Xx 1.5 cm. There is no apparent cortex, the surface is hispid,
sedimented.
Spicules: 1) Oxeas variable, the larger ones evenly curved, the
thinner ones flexuous, size 470-1400 x 6-29 um. 2) Plagiotriaenes
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 71
Fig. 4 - Stelletta variastra sp. n., the holotype. Scale: 1 cm.
VALI Sh
Ani Ie
n =o
ee SS H—____ C
Fig. 5 - Spicules of Stelletta variastra sp. n. Scale a: 20 um, scale b: 50 um, scale c:
150 um.
72 G. PULITZER-FINALI
abundant, rhabdome straight, curved or flexuous, 500-1200 x 9-33 um,
cladome scarcely developed, mostly reduced, often vestigial, 22-80 um.
Two dichotriaenes, dubiously proper, have been observed. Their
rhabdome is straight and conical, 410 x 10 um, the protoclads 50 um,
the deuteroclads 20 um long. 3) Anatriaenes rare, rhabdome about
1000 um by 18-23 um, cladome 46-63 um. 4) Tylasters variable, with
thin or thicker rays, more or less spined, 4 to 10 rays, diameter 11.5-
17.5um. 5) Sclerites (apparently modified tylasters with markedly
thickened rays), tending to an irregularly globular shape, diameter
8.5-12 um. 6) Spheroxyasters to oxyasters (the latter not frequent),
diameter 11.5-17.5 um.
Stelletta pudica (Wiedenmayer) (Fig. 6, 7)
Jaspis pudica Wiedenmayer, 1977: 172
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N.
BL.11a, BL.24.
Specimen BL.1la is part of a massive sponge about 5 cm in dia-
meter, BL.24 is a slice, 3.5 cm thick, of an almost spherical sponge
about 12 cm in diameter, with a very narrow base of attachment. The
surface is heavily sedimented and incorporates various debris. BL.11a
Fig. 6 - Stelletta pudica (Wiedenmayer), specimen BL.24 sectioned. Scale: 3 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 73
was overgrown partially by Chondrilla nucula. 'The superficial colour
of BL.24, under the sediment, was noted in life as dark yellowish or
greenish, violaceous at the underside. The colour of the interior was
drab, with the cortex darker. The colour of the spirit-preserved spe-
cimens is cream to buff, with a violaceous tinge; the cortex appears
lighter. The latter is clearly differentiated, 1 to 2 mm thick. The con-
sistency is that of tough rubber.
1.9
Fig. 7 - Stelletta pudica (Wiedenmayer). Spicules from specimens BL.24 and BL.11a.
Scale a: 20 um, scale b: 40 um.
Spicules: 1) Oxeas straight or very slightly curved, with axial
canal apparent, measuring 870-1230 x 6-15 um. 2) Triaenes with a
rhabdome about as long as the oxeas, 12-15 um thick under the cladome;
the latter is rudimentary. These spicules are rare, but are present in
both specimens. 3) Tylasters with 4 to 8 rays, 10-17 um in diameter,
not abundant.
No triaenes have been observed by WIEDENMAYER in his /aspis
pudica. Indeed, I could not find any in some sections from the paratype
which I obtained through the courtesy of Dr. Ruetzler of the National
Museum of Natural History. Nevertheless, I have no doubt about the
conspecificity of the present material with WIEDENMAYER’s sponge.
Pachastrissa hartmeyeri Uliczka
Pachastrissa hartmeyeri Uliczka, 1929: 50
Occurrence: Punta Salinas (Dominican Republic), depth 4m, 4 April 1964.
R.N. SDS.3.
74 G. PULITZER-FINALI
The specimen consists of closely-set, anastomosing digitate pro-
cesses, hollow, closed distally, 5-8 mm in diameter. The consistency
(in spirit) is very soft and fragile. The ectosome, supported by tangential
oxeas, is extremely delicate and readily separable. Its colour is dark
brown, while the choanosome is cream.
Spicules: 1) Oxeas measuring 40-560 x 2-12 um. They might be
regarded as belonging to three categories, but intermediates are present.
The smaller ones, measuring 40-90 um, are the most numerous. 2) Cal-
throps with rays measuring 180-220 x 7-11 ym. 3) Calthrops with
rays measuring 50-70 x 3.5-5 um. 4) Oxyasters without centrum, with
a variable number of rays and a diameter of 11-16 um.
Pachataxa lutea sp.n. (Fig. 8, 9)
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 20-25 m, 12 May 1964. R.N.
SH.1.
Holotype: msnc 47681
The specimen was collected under an overhang, in a permanently
shadowed position. It is cushion-shaped, measuring 7 x 5 x 1.5 cm.
The colour in life was light yellow, turned greenish yellow soon after
Fig. 8 - Pachataxa lutea sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 75
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Fig. 9 - Spicules of Pachataxa lutea sp. n. Scale a: 30 um, scale b: 150 um.
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collection; after preservation in formalin it is dark brown, lighter in-
ternally. ‘The consistency was fleshy, firm, compressible. The oscules
are presently contracted.
Spicules: 1) Calthrops, rather regular but occasionally reduced to
diactines, actines 70-180 um. 2) Microrhabds spiny, very irregular,
measuring 8-26 x 3-8 um (spines included), the more common size
being 17-23 x 3-6 um. 3) Spherasters rather irregular, with variable
number and length of rays. All the spicules are abundant, not localized.
GEODIIDAE
Geodia neptuni (Sollas)
Synops neptuni Sollas, 1886: 198
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 20-30 m, 15-27 April
1964. R.N. BC.88, BC.58.
The sponges were cylindrical, slightly wider at the base, with a
deep central depression, about 30 cm high. Only fragments, cut from the
76 G. PULITZER-FINALI
rim, are available. The colour was middle brown, the consistency as
wood, the surface smooth, not hispid, the cortex 5-6 mm thick.
Spicules: 1) Triaenes very rare. Few of them, mostly broken,
have been obtained from many preparations. They are orthotriaenes
verging to plagiotriaenes, rhabdome about 1000 x 24 um, clads 110-
160 x 24-32 um. 2) Oxeas 1000-1600 x 8-38 um, some modified to
styles. The thinner ones have long sharp points, the thicker ones shorter
and blunt points. Some abnormal oxeas in the form of a plagiomonaene,
as figured by SoLLas for Synops vosmaeri are present. 3) Ectosomal
oxeas about 230 x 3 um, often slightly bent at the middle. 4) Sterrasters
mostly spherical, 57-70 um in diameter. 5) Oxyasters 14.5-23 um in
diameter, with 4 to 9 rays with spined ends. 6) Strongylasters 4-8 um
in diameter.
Geodia gibberosa Lamarck
Geodia gibberosa Lamarck, 1815: 334
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5 m, 9 May 1964. R.N. LP.53.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.3-0.5 m, 9 May 1964. R.N. LP.80,
LP.85.
LP.53: about 3 cm wide, thickly encrusting on Porites.
LP.80: massive, rounded, 11 x 9 x 5 cm, on mangrove root.
Colour drab to cream, interior tan to cream.
LP.85: measuring 4 x lcm, around a mangrove root. Colour
cream to off-white, interior violaceous.
In all three specimens the cortical oxeas have one rounded end,
appearing as strongyloxeas. It is curious that such a character should
have been reported only by authors dealing with East Atlantic material,
ToPsENT (1918: 613) and Lévi (1959: 117).
Geodia flexisclera sp.n. (Fig. 10, 11)
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5m, 16 March 1964. R.N.
BL.13.
Holotype: Msnc 47682
The specimen grows on a mollusk valve, with extended base of
attachment; it is 2cm high and 3 cm wide at the base. The colour in
life was greenish, it is middle brown after being preserved dry. The
cortex is very thin, not detachable. Oscules and pores are not apparent
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 77
(the specimen is badly preserved). The ectosome incorporates abundant
calcareous sand.
Fig. 11 - Spicules of Geodia flexisclera sp. n. Scale a: 150 um, scale b: 20 um
78 G. PULITZER-FINALI
Spicules: 1) Orthotriaenes to plagiotriaenes, not abundant, broken
in the preparations, rhabdome straight or curved, about 500-800 um,
clads variable in length, 70 to 200 um. 2) Oxeas very variable in shape
and size, rarely straight, mostly curved or sinuous, 580-1100 x 5.5-
18 um. 3) Oxeas sinuous, 150-280 x 2.5-3 um. There are some inter-
mediates with the larger ones. 4) Sterrasters spherical, 33-40 um in
diameter. In the mature ones the tubercles are slightly larger (about
3 um) and more spaced than in Geodia gibberosa. They bear six or more
spines. 5) Oxyasters with a diameter of 9-23 um, with 6 to 12 slender
rays. 6) Chiasters variable, 3.5-8 um in diameter.
Erylus bahamensis sp.n. (Fig. 12, 13)
Occurrence: Atholl Island (Bahamas), depth 1-4m, 25 February 1963. R.N.
1095.
Sosua (Dominican Republic), depth 20-40 m, 19 April 1964. R.N. SOS.9.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 30-40 m, 15 April 1964. R.N. BC.66.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964, R.N. BY.28.
Holotype (1095): msnc 47683
Specimen 1095 is massive, with short lobes bearing large apical
oscules, large (only a fragment was collected, measuring 10 x 6 x 5 cm).
Fig. 12 - Erylus bahamensis sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 79
Externally brownish black, internally cream-white; dark brown after
preservation in formalin, slightly lighter internally. The consistency is
fleshy, softly elastic; the surface smooth; the ectosome easily detachable.
The pores are uniformly distributed, 50-100 um in diameter, 100 um
or a little more apart.
|
Fig. 13 - Spicules of Erylus bahamensis sp. n. Scale a: 100 um, scale b: 30 um.
Spicules: 1) Oxeas 530-850 x 6-15 um. 2) Orthotriaenes, rhabdome
370-590 um, clads 120-340 um, one clad often aborted, and some cal-
throps. 3) Microrhabds smooth, with obtuse points, slightly centro-
tylote, 31-50 x 2.5 um. 4) Aspidasters with granulated surface, thin,
irregularly elongated, 125-190 x 19-40 um. 5) Tylasters without cen-
80 G. PULITZER-FINALI
trum, with 3 to 7 (mostly 4-5) thin, straight, isodiametric, microspined,
tylote rays, diameter 15-28 um. Some asters, rare, are multirayed (10
rays or more) and have a smaller diameter, 10-12 um: they are not
clearly separable as a distinct category.
WIEDENMAYER (1977: 181) identified a specimen from Bimini with
Erylus formosus Sollas, but the asters he described and figured are dif-
ferent from those of SoLLas (1888: PI. 28). WIEDENMAYER's specimen
appears to belong to the present species.
Erylus clavatus sp.n. (Fig. 14, 15)
Occurrence: Duncans (Jamaica), fore reef slope, depth 40-45 m, 30 March
1964. R.N. NC.7a, NC.7b.
Holotype (NC.7a): MsNG 47684
Paratype (NC.7b): mMsNc 47685
The two specimens in the collection are roughly club-shaped, with
irregular protuberances on top, growing erect on a restricted base.
Fig. 14 - Erylus clavatus sp. n., holotype (right) and paratype (left). Scale: 1 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 81
pascoli ET! 0)
Fig. 15 - Spicules of Erylus clavatus sp. n. Scale a: 100 um, scale b: 30 um.
NC.7a is 4 cm high, 2.5 cm in maximum diameter, 6 mm at the trunca-
ted base. NC.7b is 3.5 cm high, 1.2 cm in maximum diameter, 2 mm
at the base. NC.7a bears on the upper part three oscules 3-4 mm wide,
leading into wide cavities. The pores are not evenly distributed: measur-
ing 140-180 um, they form irregular clusters in which they are 270-
360 um apart. The specimens were tough, inelastic, grey-greenish to
dirty white in life; preserved dry and now in spirit, they are hard, in-
compressible, light brown.
Spicules: 1) Oxeas 930-1230 x 14-28 um, a few modified to styles
with the rounded end faintly swollen. 2) Orthotriaenes, rhabdome 600-
Annali Mus. Cw. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 6
82 G. PULITZER-FINALI
780 um, clads 260-360 um; some appearing as calthrops with about
230 um-long rays. 3) Aspidasters with granulated surface, 145-195 x
47-55 um. 4) Microrhabds smooth, slightly centrotylote, with more or
less obtuse points, 48-63 x 2.5 um. 5) Oxyasters with indistinct cen-
trum, 3 to 7 rays thin, isodiametric, tapering to spined extremities,
diameter 58-63 um. 6) Tylasters 21-29 um in diameter, with 4 to 7
thin, isodiametric, microspined, tylote rays.
SPIROPHORIDA
T'ETILLIDAE
Cinachyra spp. (Fig. 16)
The task of identifying Cinachyra specimens with described species
implies more than ordinary difficulties, unless a lumping approach,
such as BurTON’s (1934), is adopted. As far as West Indian representa-
tives of this genus are concerned, five distinct species have been named
(ULICZKA, 1929), all of them synonymized with C. australiensis by
Burton. Subsequent records have been attributed rather tentatively
by DE LAUBENFELS to C. cavernosa (regarded as a senior synonym of
C. australiensis), some also to ULICZKA’s C. alloclada and C. apion, but
without clear evidence supporting such identifications. WIEDENMAYER
(1977) has described specimens from Bimini identifying them respectively
with ULICZKA’s C. alloclada and C. kuekenthali. 'The two species, as
conceived by WIEDENMAYER, appear neatly distinguishable. None of
my specimens shows a set of characters convincingly matching either
of WIEDENMAYER's descriptions.
Under the circumstances, and also considering that in regard to
my material knowledge of the nature and distribution of the vents is
often inadequate, it seems preferable to record the present specimens
without attempt of specific identification.
In the descriptions below mention of the triaenes is omitted for
brevity, as they are practically always the same. Anatriaenes and pro-
triaenes are always present: they are revealed, even when the cladome
is missing in the preparations, by their broken rhabdomes. The ana-
triaenes have a rhabdome generally reaching 4.5-7 um of thickness
below the cladome, clads well formed, 20-60 um long. The protriaenes
have a thicker rhabdome, reaching about 9-12 um in the middle and
clads mostly irregular and reduced, about 30-70 um long.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 83
R.N. NC.24
Occurrence: Duncans (Jamaica), fore-reef slope, depth 35 m, 30 March 1964.
The specimen, preserved dry, has shrunk to an unrecognizable
shape. It was subspherical, size about 5 cm, colour bright yellow outside
and inside, consistency firmly fleshy.
Spicules: 1) Oxeas up to 2800 x 34 um. Ends moderately stepped
down, axial canal narrow or inconspicuously widening at the ends.
2) Microxeas slightly roughened, size 46-87 x 2-2.8 um, very abundant.
3) Sigmaspires having a chord of 12-17.5 um.
R.N. NC.31
Occurrence: Duncans (Jamaica), fore-reef slope, depth 35 m, 30 March 1964.
A fragment of a hemispherical sponge about 10 cm in diameter,
with sedimented surface, yellow interior, firmly fleshy consistency.
Cortex about 3 mm thick.
Spicules: 1) Oxeas up to 4700 x 49 um. Ends markedly stepped
down with axial canal showing successive swellings. 2) Microxeas
smooth or with slightly roughened surface, size 95-145 x 2-2.5 um,
rare. 3) Sigmaspires with a chord of 12-17.5 um.
R.N. BW.9
Occurrence: Bimini (Bahamas), west of laboratory, depth 10 m, 16 March 1964.
A large fragment of a subspherical sponge measuring about 20 cm.
Upper part sedimented, colour in life light orange to bright yellow,
interior light bright orange, consistency compact, firmly fleshy. Cortex
4 to 5 mm thick. Calyces sparse.
Spicules: 1) Oxeas up to 2800 x 38 um. Ends markedly stepped
down or shortened with axial canal generally widening. 2) Microxeas
smooth, size 85-145 um, very rare, dubiously proper. 3) Sigmaspires
with a cord of 12-17.5 um.
IRIN, XC. 710A, 1d ©
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964.
The three specimens are subspherical, respectively 5, 4 and 3.5 cm
in diameter. Preserved in formalin, they are a little contracted, their
consistency markedly tough, with calyces difficult to recognize. ‘The
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 85
Fig. 16 - Spicules of Cinachyra spp. (triaenes omitted). I: NC.24, II: NC.31, III:
BW.9, IV: BC.70, V: BC.71, VI: BY.16, VII: KC.6, VIII: LP.11, IX: LP.39. Scale
a (ends of macroxeas): 100 um, scale b (microxeas and sigmaspires): 30 um.
86 G. PULITZER-FINALI
structure is radiate; there is no notable cortex. A heavy sedimentation
of fine calcareous sand made them inconspicuous in the field. The
interior colour was bright light yellow. The vents were contracted soon
after collection.
Spicules: 1) Oxeas measuring 2800-3800 x 34-40 um. Extremities
very long, uniformly tapering and sharp. Strongylote modification of
one end are frequent. The axial canal is narrow. 2) Microxeas observed
only in specimen BC.70c. Straight, or slightly curved or slightly bent,
they are rough and measure 45-65 x 1.5-2 um. 3) Sigmaspires with
a chord of 7-12 um, thin.
Two or three mesoanatriaenes of the same size as the anatriaenes
(well formed, apparently not teratologic) have been observed. They are
here mentioned in case this unusual spicule is found again.
IRIN, JEN IKGay, 1D, ©
A urrence: Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April
The specimens are rounded, respectively 8, 8 and 5 cm in diameter,
with wide base. In life the colour was yellow, the consistency fleshy
and firm, maintained after preservation in formalin. The calyces are
numerous, up to 5 mm wide, sparse on the surface except on top, which
is a little flattened and, in specimen BY.16a, with a small depression.
The cortex is about 2 mm thick. Pedunculated gemmules, about 6 mm
high and 2 mm in diameter, have been observed in specimens BY.16a
and BY.16b.
Spicules: 1) Oxeas up to 3700 x 37 um. The ends are moderately
stepped down; a widening of the axial canal is not frequent. 2) Microxeas
fairly abundant only in specimen BY.16c. Their surface is rough, their
size 80-145 x 2um. 3) Sigmaspires with a chord of 9-20 um.
Ree Call
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964.
The specimen, preserved in formalin, measures about 7 cm, and
is much macerated. Vents are not recognizable; there is no apparent
cortex. The colour in life was bright light yellow.
Spicules: 1) Oxeas up to 4700 x 43 um. The ends are variable,
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 87
from very long and sharp to shortened and moderately stepped down;
axial canal not widening. 2) Sigmaspires thin, chord 9-21 um.
R.N. KC.6
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964.
The specimen, in formalin, is macerated. It was noted as spherical,
7 cm in diameter, with numerous sparse calyces, bright yellow-orange,
interior lemon yellow. There is no apparent cortex.
Spicules: 1) Oxeas up to 4200 x 43 um. The ends are rather
regularly fusiform, sometimes rounded; axial canal narrow. 2) Microxeas
abundant, conspicuously rough, measuring 72-130 x 2.5-3.5 um.
3) Sigmaspires thick, with a chord up to 19 um.
R.N. LP.11
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5m, 3 May 1964.
The specimen is presently in the dry state. It was noted as sub-
spherical, externally and internally yellow, about 2 cm in diameter,
with two or three vents 3 mm wide, with elevated rims.
Spicules: 1) Oxeas up to 3800 x 35 um. Ends very long and
sharp. 2) Sigmaspires with a chord of 8.5-15 um. Microxeas have not
been observed.
R.N. LP.39
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964.
The specimen is much macerated in formalin. Its size is about
7 cm. There is no apparent cortex.
Spicules: 1) Oxeas up to 3800 x 40 um. The ends are from long
and sharp to long and obtuse, some strongylote; there is no stepping
down; the canal remains narrow. 2) Microxeas abundant, rough, mea-
suring 80-130 x 2-4 um. 3) Sigmaspires with a chord of 11-18 um.
Specimens BC.70a, b and c show some characters which may set
them apart from the rest of the material. They are distinguishable at
sight (in formalin) for being only slightly contracted and markedly
tough. They are characterized by their oxeas ending in very long and
sharp points and by the strongylote modifications; further, by their
88 G. PULITZER-FINALI
sigmaspires in the 7-12 um range. Presence or absence of microxeas
might be not a constant character. The specimens may be compared
with ULICZKA’s Cinachyra apion and C. rhizophyta.
HADROMERIDA
SUBERITIDAE
Terpios zeteki (Laubenfels)
Laxosuberites zeteki Laubenfels, 1936a: 450
Occurrence: Port Royal (Jamaica), mangrove, depth 0.2-1.5 m, 23 March
1964. R.N. KM.4, KM.5, KM.6, KM.7, KM.10.
Port Royal (Jamaica), on submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March 1964. R.N.
PR.56, PR.57, PR.58.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 1m, 18 May 1964. R.N. LP.74,
LP.82, LP.83.
The internal colour of the various specimens was dull yellow or
orange-yellow; the superficial colour was very variable. KM.4: reddish
violet verging to orange-brown; KM.5: dull orange-yellow; KM.6:
dull green; KM.7: bluish green; KM.10: light orange-yellow; PR.56,
Fig. 17 - Laxosuberites psammophilus sp. n., the holotype. Scale: 1.5 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 89
57: carmine to orange; PR.58: yellow to green or violet on tips of bran-
ches; LP.74, 82: violet; LP.83: blue verging to orange.
Spicules: Tylostyles measuring 130-750 x 2.5-19 um.
Laxosuberites psammophilus sp.n. (Fig. 17, 18)
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964.
R.N. BC.78.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.14.
Off La Parguera (Puerto Rico), depth 25-30 m, 12 May 1964. R.N. SH.8.
Holotype (BC.78): msnc 47686
The three specimens are cushion-shaped, 4-5 cm across. The colour
in life was orange to orange-yellow. All three incorporate a very large
quantity of sand. The skeleton is organized in ascending plumose co-
lumns terminating in hispidating spicular brushes.
Spicules: 1) Tylostyles slightly curved, measuring 230-760 x
9-16 um. 2) Tylostyles slightly curved, measuring 800-1600 x 9-16 um.
Gx at Ses eee
a ee a
Fig. 18 - Spicules of Laxosuberites psammophilus sp. n. Scale: 100 um.
POLYMASTIIDAE
Polymastia tenax sp.n. (Fig. 19, 20)
Occurrence: Sosua (Dominican Republic), depth 7m, 19 April 1964. R.N.
SOS.1.
Holotype: MsNG 47687
The sponge was found inside a shadowed cavity. It was cushion-
shaped with close-set, open papillae 10-15 mm high, cream coloured,
difficult to tear as tough rubber. Available is a fragment. The choano-
somal skeleton is in confusion, extremely dense; the smaller category of
spicules forms an ectosomal palizade.
Spicules: 1) Styles measuring 630-770 x 11-14 um. 2) Subtylo-
styles measuring 320-420 x 18-30 um. 3) Subtylostyles measuring
130-330 x 2.5-9 um.
90 G. PULITZER-FINALI
Fig. 19 - Polymastia tenax sp. n., the holotype. Scale: 1 cm.
(asi _ ZI
Fig. 20 - Spicules of Polymastia tenax sp. n. Scale: 100 um.
SPIRASTRELLIDAE
Spirastrella cunctatrix Schmidt (Fig. 21)
Spirastrella cunctatrix Schmidt, 1868: 17
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 1 m, 16 March 1964. R.N. BL.5.
The specimen is a small, thick encrustation, smooth, brown in life.
Spicules: 1) Tylostyles straight, measuring 300-480 x 3-7 um.
2) Spirasters measuring in length 7-37 um, average size 14 um.
Spirastrella coccinea (Duchassaing & Michelotti) (Fig. 21)
Thalysias coccinea Duchassaing & Michelotti, 1864: 84
Occurrence: Bimini, Rabbit Cay (Bahamas), western shore, depth 2-3 m, 13
March 1964. R.N. RC.12.
Zl
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 91
S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2-3 m, 3 April 1964. R.N.
SDC.16.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 1-2 m, 24 April 1964. R.N. BY.1.
RC.12: small, thickly encrusting, red in life.
SDC.16: encrusting on bivalve, red in life.
BY.1: cushion-shaped; fleshy, cream in formalin.
Spicules: 1) Tylostyles straight, measuring 340-685 x 3.5-9.5 um.
2) Spirasters measuring in length 9-48 um, average size 25 um.
Fig. 21 - Microscleres of Spirastrella cunctatrix (I, specimen BL.5) and of Spira-
strella coccinea (II, specimen RC.12). Scale: 20 um.
Spirastrella spinispirulifera (Carter)
Suberites spinispirulifer Carter, 1879: 345
Occurrence: Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April
1964. R.N. BY.22.
A fragment of a massive specimen is available. The colour in life
was grey-drab-violaceous, not uniform, the interior was tan-dull yellow;
92 G. PULITZER-FINALI
in formalin it is greenish. The consistency is weak, friable; a very large
quantity of sand is included in the choanosome. The surface is uneven.
Several oscules, 2 to 5mm wide, are grouped. Pores are numerous,
150-300 um wide.
Spicules: 1) Tylostyles to subtylostyles straight or slightly curved,
measuring 150-450 x 8.5-9.5 um. 2) Spinispires with a chord of
15-26 um.
Anthosigmella varians (Duchassaing & Michelotti)
Thalysias varians Duchassaing & Michelotti, 1864: 86
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17m, 6 May 1964. R.N.
LP.20, LP.100.
Punta Salinas (Dominican Republic), depth 4m, 4 April 1964. R.N. SDS.6.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.28.
Bimini (Bahamas), lagoon, depth 1m, 16 March 1964. R.N. BL.4.
Bimini (Bahamas), west coast, depth 10m, 14 March 1964. R.N. BW.6.
Off La Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 35 m, 12 May 1964. R.N. SH.18b.
La Caleta, S. Domingo (Dominican Republic), depth 1-3 m, 3 April 1964. R.N.
SDC.1.
Rabbit Cay, Bimini (Bahamas), depth 2-3 m, 13 March 1964. R.N. RC.5.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 30-40 m, 15 April 1964. R.N. BC.63.
LP.20: cushion-shaped with conical processes bearing an oscule
at the top. Colour in life yellowish brown, lighter around the oscules.
LP.100: encrusting, brown.
SDS.6: massive, repent, brownish yellow.
KC.28: irregularly cylindrical, diameter 1 cm, olive-brown.
BL.4: spreading, with low conical processes bearing on top an
oscule 1-2 cm wide. Some processes are higher, irregularly cylindrical.
Colour: mustard.
BW.6: extensive, with conspicuous large oscules which become
scarcely apparent after collection. Yellowish brown.
SH.18b: encrusting on the upper surface of a foliaceous unifacial
coral of the genus Agaricia growing outward in a horizontal plane from
vertical face of rock. In the living state, conspicuous subdermal canals
leading to a wide central oscule were observed. The sponge was boring,
with notable destructive power. (The underside of the coral was en-
crusted by Merlia normani).
SDC.1: extensive, thickly encrusting with irregular conical emi-
nences, brown.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 93
RC.5: extensive, encrusting and boring in limestone pavement,
yellowish brown.
BC.63: thickly encrusting, tough, irregular, dull violet.
The consistency of the preserved specimens is moderately firm
and crumbling; the colour is uniformly middle-brown (C.C.134).
Spicules: 1) Tylostyles straight or moderately curved, measuring
270-480 x 7-13 um. 2) Anthosigmas with a chord of 9-21 um. 3) Spi-
rasters irregular, measuring 5-21 um. The microscleres are rare in some
specimens.
Spheciospongia vesparium (Lamarck)
Alcyonium vesparium Lamarck, 1814: 78
Occurrence: S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2-4 m, 3
April 1964. R.N. SDC.12, SDC.13.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.34,
BY.35.
Off La Parguera (Puerto Rico), edge of drop-off, depth 20 m, 12 May 1964. R.N.
SH.16.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.29.
Sosua (Dominican Republic), depth 30 m, 19 April 1964. R.N. SOS.4.
Bimini (Bahamas), west coast, depth 10 m, 14 March 1964. R.N. BW.5, BW.7.
Bimini (Bahamas), lagoon, depth 1 m, 16 March 1964. R.N. BL.15, BL.18.
Most of the available specimens are fragments of very large, cake-
shaped individuals. The colours mentioned below were noted in life.
SDC.12: heavily sedimented, interior greyish-bluish-black. Oscules
on top, grouped, 1-2 cm in diameter.
SDC.13: colour inside and outside tan.
BY.34: interior dark blue.
BY.35: atrial aperture on top 6 cm wide, cribriform openings on
entire surface.
SH.16: light dull yellow outside and inside. Atrium 4 cm wide.
The surface is densely speckled by a zoanthid.
KC.29: bluish-greenish-black.
SOS.4: dull yellowish brown.
NL.15: small specimen, bluish black.
Spicules: 1) Tylostyles rarely straight, curved or slightly sinuous,
measuring 300-465 x 6.5-13 um. 2) Spirasters measuring 9-20 um.
They may be rare in some preparations.
94 G. PULITZER-FINALI
Spheciospongia cuspidifera (Lamarck) (Fig. 22, 23)
Alcyonium cuspidiferum Lamarck, 1815: 168
Spirastrella cuspidifera: Topsent, 1933: 41
Xestospongia tierneyi: Wiedenmayer, 1977: 117
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964.
R.N. BC.72.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.20,
BY.21, BY.30.
Sosua (Dominican Republic), depth 20-30 m, 19 April 1964. R.N. SOS.3.
The sponge is irregularly massive or in the form of long, erect,
hollow subcylindrical processes closed at their extremity. The interior
is always extremely cavernous. The colour in life is yellowish brown
Fig. 22 - Spheciospongia cuspidifera (Lamarck). Section of specimen BC.72. Scale:
2 cm.
externally, cream internally. The colour of the formalin-preserved speci-
mens is dull orange-yellow (C.C.246). The oscules are 2 to 3 mm wide,
in clusters. The pores are close-set, about 200 um wide. The consistency
is firm, cartilagineous. There is a compact cortex not neatly separated
from the choanosome. The spiculation is in confusion, very dense; a
prevalently radial course is observable at the very surface.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 95
Spicules: 1) Strongyles to subtylostrongyles measuring 200-530 x
4.5-11.5 um, curved or sinuous, rarely straight. Either form may pre-
dominate in different specimens. 2) Spirasters measuring 9-14 um.
Fig. 23 - Spicules of Spheciospongia cuspidifera (Lamarck). I: specimen BC.72, II:
specimen BY.20. Scale a: 20 um, scale b: 50 um.
This is the sponge recorded as Xestospongia tierneyi by WIEDEN-
MAYER, the identity of which with the Alcyonium cuspidiferum of La-
marck has been firstly suggested by Prof. HARTMAN and by Dr. RUETZLER
(personal communication).
CLIONIDAE
Cliona aprica Pang
Cliona aprica Pang, 1973: 42
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 2m, 3 May 1964. R.N. LP.7.
The specimen is boring in dead coral (Acropora palmata). ‘The
sponge, thickly overgrowing the substrate, was noted as olive-drab
superficially, yellowish inside the excavations.
96 G. PULITZER-FINALI
Spicules: 1) Tylostyles measuring 260-300 x 7-9.5 um. They are
straight or slightly curved, thickest at the middle of the shaft, the tyle
is spherical, the point long and sharp. 2) Spirasters spiny, spiral with
two to four bends, 14-25 um long, thin.
Cliona delitrix Pang
Cliona delitrix Pang, 1973: 28
Occurrence: Rabbit Cay, Bimini (Bahamas), depth 2-3 m, 19 March 1964.
R.N. RC.23.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.17a, KC.31.
RC.23: boring in Montastrea cavernosa. Bright red at the surface
and internally. Two oscules 1 cm wide, closing upon collection. Tylo-
styles 230-330 x 2.5-7 um.
KC.17a: boring in a massive coral. Encrusting surface orange-red
dotted by grey zoanthid, interior orange-yellow. Tylostyles 180-325 x
4.5-9.5.
KC.31: boring in a massive specimen of Szderastrea sp. Orange-
red. Tylostyles 180-345 x 4.5-9.5 um.
'TETHYIDAE
Tethya cripta (Laubenfels) (Fig. 24)
Cryptotethya cripta Laubenfels, 1949: 20
Occurrence: S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2-3 m, 3
April 1964. R.N. SDC.10.
Bimini (Bahamas), west coast, depth 10m, 14 March 1964. R.N. BW.4.
Two fragments of large specimens are available, macerated in
formalin. ‘The colour in life was dull greenish, the surface much sedi-
mented, the consistency firm, easy to cut. The choanosome contains
much sand.
Spicules: 1) Strongyloxeas measuring 500-1500 x 7-27 um.
2) Oxyasters to very irregular spheroxyasters with a diameter of 23-
35 um. 3) Strongylasters with a diameter of 8-11.5 um, rays crenulated.
Tethya aurantium (Pallas) (Fig. 25)
Alcyonium aurantium Pallas, 1766: 357
Occurrence: S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2m, 3
April 1964. R.N. SDC.11.
La Parguera (Puerto Rico), depth 0.5 m, 9 May 1964. R.N. LP.55.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 97
Fig. 24 - Microscleres of Tethya cripta (Laubenfels). I: from specimen SDC.10, II:
from specimen BW.4. Scale: 20 um.
Fig. 25 - Micrasters of Tethya diploderma (1),
(III). Scale: 20 um.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI
Tethya aurantium (II) and Tethya sp.
98 G. PULITZER-FINALI
SDC.11: diameter 5mm, light bright orange. LP.55: diameter
17 mm, orange.
Spicules: 1) Strongyloxeas measuring 350-1400 x 5-20 um.
2) Spherasters with a diameter up to 60 um. 3) Micrasters with stron-
gylote to tylote rays, spined at the extremities, with a diameter of
9-14 um.
Tethya diploderma Schmidt (Fig. 25)
Tethya diploderma Schmidt, 1870: 52
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 1.5 m, 9 May 1964. R.N. LP.61.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 18 May 1964. R.N. LP.79.
Port Royal (Jamaica), pylons and wall of wharf, depth 1-6 m, 23 March 1964.
R.N. PR.7, PR.16.
Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March 1964. R.N.
PR.62.
LP.61: very abundant, mostly on dead Porites, bright green extern-
ally, yellow internally, size 2-4 cm, oscules 2-4 mm wide. Tinges formalin
green.
LP.79: abundant on the muddy bottom attached to fragments of
shells, emerald green, oscules up to 6 mm wide, with elevated rim. The
green colour disappears in spirit.
PR.7: with gemmules, colour dark violet, interior yellow.
PR.16: very small, wine coloured, interior orange-yellow.
PR.62: two coalescent individuals, with gemmules. Colour orange-
red to reddish violet.
Spicules: 1) Strongyloxeas measuring 400-1500 x 5-27 um.
2) Spherasters up to 70 um in diameter, the ray to centrum ratio is
0.7-0.8. 3) Oxyasters with a diameter of 25-57 um, rays variously
contorted, spined, branching. 4) Tylasters with a diameter of 7-11 um,
tyles spined.
Tethya sp. (Fig. 25)
Occurrence: Port Royal (Jamaica), wall of wharf, depth 1-6 m, 23 March 1964.
R.N. PR.1.
The specimen had a diameter of 25 mm; the colour in life was
not uniform, orange-red to orange-yellow; gemmules were well de-
veloped.
Spicules: 1) Strongyloxeas measuring 300-2000 x 5-27 um.
WEST’ INDIAN DEMOSPONGIAE 99
2) Spherasters with a diameter up to 80 um. The ratio of ray to centrum
is about 0.4. 3) Tylasters spined, 8-11.5 um in diameter.
This sponge does not appear identifiable with a known species
owing to the peculiar form of its micrasters.
CHONDROSIIDAE
Chondrilla nucula Schmidt
Chondrilla nucula Schmidt, 1862: 39
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N.
BL.11b.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 18 May 1964. R.N. LP.86.
La Parguera (Puerto Rico), outer reef slope, depth 5-17 m, May 1964. R.N.
LP.23, LP.89.
La Parguera (Puerto Rico), from the contents of the stomach of a turtle Eretmo-
chelys imbricata captured by Dr. D.S. Erdman, May 1964. R.N. LP.102.
Staniel Cay, Exumas (Bahamas), cave, 3 March 1963. R.N. 1117, 1124.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.15.
Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964. R.N. PR.12.
Rabbit Cay, Bimini (Bahamas), depth 2-3 m, 13 March 1964. R.N. RC.9, RC.10.
BL.11b: growing on Stelletta pudica (BL.11a). Spherasters 16-
27 um.
LP.86: various specimens on mangrove roots, also free on the
muddy bottom. Colour in life very variable: light olive, bluish, viola-
ceous, cream. Spherasters 20-29 um.
LP.102: spherasters 29-37 um.
1117: spherasters 28-38 um.
1124: spherasters 27-44 um.
KC.15: colour in life olive. Spherasters 14-25 um.
LP.23: colour in life violet. Spherasters 22-30 um.
PR.12: colour in life olive-brown to cream. Spherasters 24-37 um.
RC.9: on back of crab. Spherasters 18-26 um.
RC.10: spherasters 18-30 um. _
LP.89: spherasters 23-38 um.
Chondrosia collectrix (Schmidt)
Cellulophana collectrix Schmidt, 1870: 25
Occurrence: Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964.
R.N. PR.9.
100 G. PULITZER-FINALI
The specimen is small, irregularly cushion-shaped, tough but easy
to cut. The colour in life was variable, from violaceous black to greyish
white. The colour in formalin is dark violaceous brown externally,
lighter internally. There is no cortex. The sponge contains a very limited
amount of foreign matter.
Chondrosia reniformis Nardo
Chondrosia reniformis Nardo, 1847: 272
Occurrence: Staniel Cay, Exumas (Bahamas), depth 1 m, 3 March 1963. R.N.
1119.
Available is part of a large massive sponge. The surface is glisten-
ing and slippery (in formalin); there is an oscule 4mm wide, with
raised margin, probably much larger in life. The cortex, quite distinct,
is up to 8mm thick. The colour is presently orange (C.C.186 outside,
C.C.205 inside). The sponge was extremely difficult to cut: its consistency
was — and still is — as that of vulcanized rubber.
The present identification and the one above of Chondrosia col-
lectrix follow WIEDENMAYER’s treatment (1977: 188). They are, how-
ever, regarded as provisional, pending a revision of the genus which
still appears necessary.
PLACOSPONGIIDAE
Placospongia carinata (Bowerbank)
Geodia carinata Bowerbank, 1858: 308, 314
Occurrence: Port Royal (Jamaica), wharf pylons and wall, depth 1-6m, 23
March 1964. R.N. PR.8, PR.15.
Colour in life reddish orange-brown externally, orange-yellow
internally. Colour in formalin chocolate brown.
Spicules: 1) Tylostyles choanosomal measuring 800-1100 x 11-
21 um. 2) Tylostyles ectosomal measuring 180-450 x 4.5-9 um. 3) Se-
lenasters measuring 60-74 um when fully developed. 4) Spirasters
13-26 um. 5) Microspires very variable measuring for the most part
4.5-9 x 1.5-2.3 um. The longer ones (up to 14 um) are slightly twisted
and spined; the shorter ones, smooth and comparatively thick, are
often oval and may tend toward a spherical shape about 2.3 um in
diameter.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 101
TIMEIDAE
Timea unistellata (Topsent) (Fig. 26)
Hymedesmia unistellata 'Topsent, 1892: XXVII
Occurrence: S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2m, 3
April 1964. R.N. SDC.14.
The specimen is a thin encrustation on a bivalve, white in the dry
state.
Spicules: 1) Tylostyles straight, measuring 230-280 x 3-4.5 um.
2) Spherasters with a diameter of 20-25 um, rays moderately variable
as to number and length, with sparse spines.
fr]
Fig. 26 - Timea unistellata (Topsent). Spicules of specimen SDC.14. Scale: 20 um.
EPIPOLASIDA
EPIPOLASIDAE
Aponastra modesta sp.n. (Fig. 27)
Occurrence: Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-7 m, 27 March
1964. R.N. PR.44.
Holotype: MsNG 47688
The specimen in life was dark grey outside and greenish grey
inside. It was compressible, elastic, with a velvety surface. Preserved
in formalin, it is middle brown, very soft. The shape is not definable
and oscules are not recognizable. The skeleton consists of oxeas part in
102 G. PULITZER-FINALI
confusion, part in non continuous, irregular bundles. At the surface
the latter are arranged tangentially and form a rather regular network
with meshes 180-280 um wide, quite conspicuous under a lens. ‘The
microrhabds are scattered.
Fig. 27 - Spicules of Aponastra modesta sp. n. Scale: 50 um.
Spicules: 1) Oxeas of all sizes between 120 and 600 um, straight
or slightly curved, with long, well-formed points. Their diameter, di-
rectly proportional to length, is between 4.5 and 12 um. 2) Micro-
strongyles slightly curved, smooth, with a very faint but constant central
swelling. ‘They measure from 35 x 2.5 um to 50 x 3 um.
AXINELLIDA
AXINELLIDAE
Pseudaxinella lunaecharta (Ridley & Dendy)
Axinella lunaecharta Ridley & Dendy, 1886: 481
Occurrence: Bimini (Bahamas), west coast, depth 10m, 16 March 1964. R.N.
BW.12.
Boca Chica (Dominican Republic), superficial cave, depth 3 m, 11 April 1964.
R.N. BC.4.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 7-8 m, 12 April 1964. R.N. BC.45.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.11.
BW.12: massive, firm, oscules numerous, sparse, 3 mm wide.
Surface tuberculated. Brilliant red in life, giving off mucus.
BC.4: massive, conical, firm, oscules on crest. Brilliant red, internally
orange-red in life.
BC.45: massive with lobate processes. Oscules 5 mm wide aligned
on crests. Brilliant red, internally orange-red in life. A yellow zoanthid
on the surface.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 103
BY.11: cushion-shaped, firm. Brilliant red in life, gave off mucus in
formalin.
Spicules: 1) Styles curved, measuring 260-350 x 9-16 um. 2) O-
xeas curved, measuring 230-360 x 11-16 um.
Homaxinella rudis (Verrill)
Axinella rudis Verrill, 1907: 341
Occurrence: Bimini (Bahamas), west coast, depth 10 m, 14 March 1964. R.N.
BW.1.
The specimen consists of an erect cylindrical stalk successively
dividing into cylindrical branches having a diameter of 10-15 mm.
The height of the specimen is 25 cm. The colour in life was red; it is
cream after preservation in formalin. The consistency is firm and flexible.
The surface is markedly verrucose, with warts being 2-3 mm high and
as much apart.
Spicules: Styles uniformly curved, measuring 220-250 x 9-14 um.
Ptilocaulis spiculifer (Lamarck)
Spongia spiculifera Lamarck, 1813: 449
Pandaros walpersiù Duchassaing & Michelotti, 1864: 90
Occurrence: S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 3-4 m, 3
April 1964. R.N. SDC.6.
Punta Salinas (Dominican Republic), depth 4m, 4 April 1964. R.N. SDS.13.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 5 m, 18 April 1964. R.N. BC.106.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.12.
La Parguera (Puerto Rico), depth 10 m, 6 May 1964. R.N. LP.33.
SDC.6: several specimens, form variable, narrow base, lobate;
digitate, also flabellate. Bright red in life.
SDS.13: stalked, with flattened branches, brilliant red in life.
BC.106: lobate and digitate from narrow point of attachment.
The colour of the dry specimen is dull brick-red.
BY.12: flabellate, red in life.
LP.33: cylindrical, 12 cm high, 12 mm in diameter.
Spicules: 1) Styles curved, measuring 260-300 x 9-20 um.
2) Styles slightly curved, sometimes slightly tylote, measuring 500-
750 x 9-12 um.
I have been able to examine the two type specimens of Pandaros
walpersit Duchassaing & Michelotti which are kept at the museums of
104 G. PULITZER-FINALI
Turin and Genoa respectively. Their structure and spiculation (styles
measuring 260-315 x 11.5-16 and 600-900 x 7-9, the latter often
slightly tylote) show their identity with the circumtropical Pézlocaulis
spiculifer.
DESMOXYIDAE
Higginsia strigilata (Lamarck)
Spongia strigilata Lamarck, 1813: 450
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 4-7 m, 6 May 1964. R.N. LP.47.
Only a spicule slide is presently available.
Spicules: 1) Oxeas measuring 370-530 x 9-26 um. 2) Styles
measuring 1200-1400 x 12-15 um, rare in my preparation. 3) Oxeas
flexuous measuring 270-540 x 2.5-4.5 um. 4) Microacanthoxeas mea-
suring 40-160 x 4.5-8 um (spines included).
Myrmekioderma styx Laubenfels (Fig. 28)
Myrmekioderma styx Laubenfels, 1953: 523
Occurrence: Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April
1964. R.N. BY.27.
The specimen was cushion-shaped, of firm consistency, orange-
yellow outside and inside. It is heavily sedimented and contains a very
Fig. 28 - Myrmekioderma styx Laubenfels. Spicules from the holotype USNM 23400
(I) and from specimen BY.27 (II). Scale: 100 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 105
large quantity of foreign material consisting exclusively of calcareous
sand.
Spicules: 1) Strongyles straight, curved or slightly sinuous, mea-
suring 600-840 x 9-11.5 um. Their extremities are generally uneven,
stepped down or mucronated. 2) Acanthoxeas curved, measuring
300-390 x 7-10 um. The spines are very minute and sparse, becoming
denser toward the extremities. 3) Raphides straight or curved, about
60 um long, extremely thin, inconspicuous.
RASPAILIIDAE
Ectyoplasia ferox (Duchassaing & Michelotti) (Fig. 29, 30)
Amphimedon ferox Duchassaing & Michelotti, 1864: 81
Occurrence: Off La Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 20-25 m, 12 May
1964. R.N. SH.32.
S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2m, 3 April 1964. R.N.
SDC.8, SDC.15.
Duncans (Jamaica), fore reef slope, depth 35-40 m, 30 March 1964. R.N. NC.18.
Atholl Island, New Providence (Bahamas), depth 1-3 m, 2 February 1963. R.N.
1092.
Punta Salinas (Dominican Republic), depth 4m, 4 April 1964. R.N. SDS.9.
Punta Magdalena (Dominican Republic), superficial cave, depth 2-3 m, 11 April
1964. R.N. BC.13.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 20 m, 12 April 1964. R.N. BC.39,
BC.103.
SH.32: 4-5 cm thick, compressible and fragile, with round oscules
5 mm wide on processes 2-3 cm high. Brown outside, yellow-brown
inside.
SDC.8: encrusting. Yellowish brown.
SDC.15: inelastic, fragile, yellowish brown outside, dull orange
inside.
NC.18: slightly elastic, mucous, brown outside, dull orange inside.
1092: cushion-shaped, firm, large oscules on conical elevations,
bright orange-red, lighter internally.
SDS.9: orange-yellow.
BC.13: cushion-shaped, soft, fragile, brownish yellow.
BC.39: massive, with some oscular processes, friable, reddish
brown, interior dull orange.
Spicules: 1) Styles slightly curved, measuring 260-330 x 10-
14 um. 2) Styles curved, measuring about 250 x 4-6 um. They are
106 G. PULITZER-FINALI
Fig. 29 - The type of Amphimedon ferox D. & M. (Museo ed Istituto di Zoologia
Sistematica, Turin).
b
———————
Fig. 30 - Spicules from the type of Amphimedon ferox D. & M. Scale a: 20 um,
scale b: 50 um.
rarer than the larger ones. 3) Acanthostyles characteristic, measuring
100-140 x 4.5-5 um.
Echinodictyum lugubre (Duchassaing & Michelotti) (Fig. 31)
Pandaros lugubris Duchassaing & Michelotti, 1864: 89
Occurrence: Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March
1964. R.N. PR.42.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 107
The specimen is a part, 10cm high and 5 cm wide, of a large,
branching, erect sponge. It was noted in life as hard, inelastic, blackish
brown, with a mustard colour internally. The fragment, in formalin,
is hard, scarcely resilient, pinkish cream. The skeleton is a coarse re-
ticulation of strong and hard spiculo-fibres 40-300 um in diameter,
forming meshes 200-1500 um wide. The fibres are entirely filled by
longitudinally and thickly arranged oxeas which are joined by colour-
less spongin. They are echinated by perpendicular acanthosubtylostyles.
a Tr ce OI
OTO = TAI wr e. TG
cr a —__ b
Fig. 31 - Echinodictyum lugubre (D. & M.). Spicules from specimen PR.42. Scale a:
100 um, scale b: 50 um.
Spicules: 1) Oxeas curved, measuring 170-520 x 5.5-14 um.
2) Acanthosubtylostyles measuring 110-140 x 7-9 um. They are scar-
cely spined and have a blunt point.
AGELASIDAE
Agelas dispar Duchassaing & Michelotti (Fig. 32)
Agelas dispar Duchassaing & Michelotti, 1864: 76
Occurrence: Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35 m, 30 March 1964. R.N.
NC.16, NC.22.
S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 3 m, 3 April 1964. R.N.
SDC.9.
Sosua (Dominican Republic), depth 10-20 m, 19 April 1964. R.N. SOS.6.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 30-40 m, 15 April 1964. R.N. BC.62.
Off La Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 25-30 m, 12 May 1964. R.N.
SH.25.
NC.16: fragment of enormous, vasiform specimen. Colour in life
brown, interior tan. Oscules 2-5 mm wide, sparse; clusters of smaller
ones, about 1 mm wide; irregular invaginations.
NC.22: fragment of large specimen. Colour in life light brown,
interior tan. Oscules 2-4 mm wide, sparse; smaller ones in groups,
1-1.5 mm wide; short invaginations contort, 1-2 mm wide.
108 G. PULITZER-FINALI
SDC.9: massive, rounded, 5 cm across. Colour in life violet-brown.
Oscules 3 mm wide, sparse; smaller ones in groups, 1-1.5 mm wide;
short grooves contort, 1-2 mm wide.
SOS.6: massive, rounded, 6cm across. Colour in life brown.
Oscules 1 to 5 mm wide, also irregular wide openings and deep grooves.
BC.62: fragment of erect, thickly lamellate sponge. Colour in life
violet-brown. Oscules 2-4 mm wide, sparse; smaller ones in groups,
1-1.5 mm wide.
SH.25: fragment of large specimen. Colour in life violet-brown,
interior cream to tan. Oscules 2-4 mm wide, numerous; smaller ones,
1 to 1.5 mm wide, in clusters.
All these specimens are markedly cavernous. Preserved in formalin,
they all have the same middle-brown colour. The amber-coloured fibres,
30-80 um thick, are irregularly echinated, the main ones also more
or less cored.
Spicules: verticillated acanthostyles straight or very slightly curved,
measuring 80-150 x 5-11 um. They have 8 to 12 whorls of 3 to 6 spines
each. Near the point there are generally one or two isolated spines.
From the base, often, but not always, a few spines project obliquely.
Agelas conifera (Schmidt) (Fig. 32)
Chalinopsilla conifera Schmidt, 1870: 60
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 20m, 12 April 1964.
R:N. BC.36.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35 m, 30 March 1964. R.N. NC.35, NC.36.
Off La Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 25-35 m, 12 May 1964. R.N.
SH.28.
BC.36: fragment of a repent, irregular sponge. Its colour in life
was not uniform, from brown to orange-brown to yellow-brown. There
are a few round oscules, 6-8 mm in diameter on low lobate elevations,
crowded smaller ones up to 1.5 mm wide, also two elongated invagi-
nations about 8mm long and less than 1 mm wide.
NC.35: fragment of a cylindrical sponge, 3 cm in diameter. Its
colour in life was bright orange-red. There are sparse round oscules
5-6 mm in diameter and crowded smaller ones up to 1.5 mm wide.
The pores are crowded, 90-180 um in diameter.
NC.36: fragment of a large, erect, irregularly subcylindrical, branch-
ing sponge. Its colour in life was light brick-orange. The larger oscules
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 109
Fig. 32 - A: Agelas dispar, specimen SOS.6; B: Agelas longissima sp.n.; C: Agelas
conifera, specimen SH.28; D: Agelas clathrodes, specimen SH.27; E: Agelas inaequalis
sp.n.; F: Agelas sp.1; G: Agelas sp.2; H: Agelas sp. 3; I: Agelas sp. 4; J: Agelas
sp. 5. Scale: 30 um.
are sparse, 5-6 mm in diameter; the smaller ones are crowded, up to
about 1.5 mm wide.
SH.28: part of an erect, branching, contort sponge. The colour
in life was orange-red; it is presently (in formalin) orange-brown. The
110 G. PULITZER-FINALI
larger oscules, sparse, measure about 5 mm, the smaller, crowded ones,
up to 2mm. A few invaginations are present, but inconspicuous.
With the exception of BC.36, the specimens are infested by a
zoanthid. The interior is not cavernous. The fibres are 30-90 um thick,
partly cored, very sparsely echinated. They form meshes 180-400 um
wide.
Spicules: verticillated acanthostyles straight, a few very slightly
curved. There are about 13-18 whorls of 4 to 7 spines each, reaching
the point. Usually the whorls at the middle of the shaft are more spaced
than at the ends. The base is usually rounded, with rather numerous
spines or tubercles. The size is 80-185 x 6-11.5 um.
The present identifications are based on WIEDENMAYER’s redes-
cription of the species (1977: 130).
Agelas clathrodes (Schmidt) (Fig. 32)
Chalinopsis clathrodes Schmidt, 1870: 60
Occurrence: Off La Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 25m, 12 May
1964. R.N. SH.27.
Boca Chica (Dominican Republic), Depth 7-8 m, 12 April 1964. R.N. BC.50.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.6.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35m, 30 March 1964. R.N. NC.37.
SH.27: fragment of large, massive sponge. Larger oscules sparse,
3-5 mm wide; smaller oscules very numerous, 1-2 mm wide; slits
short and narrow, rare.
BC.50: fragment of large, massive sponge. Oscules irregular, very
thick, 1-4 mm wide; twisted slits deep, up to 3 mm wide.
BY.6: fragment. Oscules irregular, thick, up to 7mm wide; deep
slits partially covered by the ectosome.
NC.37: fragment of very large specimen. Oscules roundish or
irregular, up to 8 mm wide; twisted slits covered by the ectosome.
The colour in life of all the specimens was bright orange-red. It
is light orange (about C.C.199) after preservation in formalin. The
interior of all the specimens is cavernous. The fibres are 35-75 um
thick, echinated and partly cored. They form meshes 90-400 um wide.
Spicules: verticillated acanthostyles straight, rarely slightly curved.
They measure 60-195 x 2.5-10 um. There are 9 to 12 whorls of 3
to 6 spines each. The spines, reduced to two or one, almost reach the
point.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 111
Agelas inaequalis sp.n. (Fig. 32, 33)
Occurrence: Off Norman’s Cay, Exumas (Bahamas), drop-off, depth 25 m,
10 February 1963. R.N. 1066.
Holotype: MsNG 47689
The specimen, preserved entire, grows erect from a base about
5 cm in diameter and widens to a grossly flabellate form, with the lateral
borders curving inside, thus suggesting an aborted cup, with one third
of the wall missing. The total height is 21 cm, the maximum width
15 cm, the upper border is 1 cm thick. The entire convex side is uni-
formly perforated by ostia 0.5-1 mm wide and 1-1.5 mm apart. On the
concave side there are numerous, sparse multiple oscules 5 to 10 mm
Fig. 33 - Agelas inaequalis sp. n., the holotype. Scale: 5 cm.
112 G. PULITZER-FINALI
wide, rather irregular. Ostia are present only on part of this surface,
where the separation between an inhalant face and an exhalant one
becomes uncertain. The sponge is infested by a zoanthid. Its colour in
life was orange-brown (C.C.186-191), maintained in the dry state.
The fibres, 45-90 um thick, are abundantly echinated; coring spicules
are observed only occasionally.
Spicules: acanthostyles verticillated, measuring 65-149 x 3.5-7 um.
The spination is rather irregular and feeble. There are 10 to 12 whorls
of 3 to 4 spines each.
Agelas longissima sp.n. (Fig. 32, 34)
Occurrence: Off Norman’s Cay, Exumas (Bahamas), depth 25 m, 10 February
1963. R.N. 1067.
Holotype: msnG 47690
The specimen is a rather regular, curved cylinder 82cm long,
1.5 to 2.5 cm thick. The surface is smooth, the interior compact. The
oscules, uniformly distributed, are 2 to 3 mm wide and 10 to 15mm
apart. The pores are closely set, 90-250 um wide. The specimen is in
the dry state, its colour is middle brown, its consistency stiff. The fibres,
light brown, 45-95 um thick, forming meshes 180-280 um wide, are
sparsely echinated, only occasionally and sparingly cored.
Spicules: verticillated acanthostyles measuring 65-115 x 2.5-4.7 um,
with 10 to 13 whorls of 3 to 4 spines each. They appear frail, with axial
canal wide and conspicuous. ‘These spicules are straight, nearly isodia-
metric, with short point.
At first sight this specimen seems to belong to Agelas cylindrica
(CARTER, 1883: 314), but its spicules are quite different.
Fig. 34 - Partial view of the holotype of Agelas longissima sp. n. Scale: 2 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 113
Agelas sp. 1 (Fig. 32)
Occurrence: Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35 m, 30 March 1964. R.N.
NC.38.
A fragment of a tubular sponge, yellow-brown in life, brown (C.C.
176) after preservation in formalin. The outer surface is even, perforated
by closely-set ostia up to 1.5 mm wide. The oscules, on the inner sur-
face, are multiple, about 5 mm wide. The choanosomal canals do not
exceed 2 mm in diameter. The fibres, 45-90 um thick, are profusely
echinated, only occasionally cored.
Spicules: acanthostyles verticillated, measuring 83-167 x 5.5-11.5
um. There are 12-16 whorls rather distinct and regular, with 4 to 6
spines each.
Agelas sp. 2 (Fig. 32)
Occurrence: Rabbit Cay, Bimini (Bahamas), depth 2-3 m, 19 March 1964.
R.N. RC.13.
The specimen, entire, is massive, lobate, 12 x 16 x 5 cm, and
appears to have been attached to the substrate at two separate narrow
points. The colour in life was reddish brown (C.C.81); in the dry state
it is about C.C.707-708. The interior is very cavernous, with canals
almost 1 cm wide. The sponge is light, hard as wood. The surface is
smooth; the oscules are sparse, numerous, very irregular, ranging from
circular ones, 1 mm in diameter, to elongate, irregular and deep in-
vaginations 20 mm long. The smaller invaginations are covered by the
ectosome. The spongin fibres, middle-brown, are 45-90 um thick and
form roundish meshes 75-200 um wide. They are irregularly, rather
sparsely echinated.
Spicules: verticillated acanthostyles measuring 47-130 x 3.4-4.6
um (spines not included), straight or slightly curved. They appear
frail, with feeble spines and widened axial canal. There are 9 to 11
whorls of 2 to 3 spines each.
Only the character of its spicules sets this specimen apart from
Agelas dispar.
Agelas sp. 3 (Fig. 32)
Occurrence: Staniel Cay, Exumas (Bahamas), cave, depth 2-4m, 3 March
1963. R.N. 1118.
The specimen, entire, is massive, lobate, 11 x 4 x 8 cm. The
colour in life is not known; a reasonable assumption is that it was orange,
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 8
114 G. PULITZER-FINALI
since it is now (in formalin) orange-brown (C.C.203). The surface is
smooth, the interior very cavernous, with canals up to 1 cm wide. The
sponge is firmly resilient. The oscules range from round ones in clusters,
about 1mm in diameter, to slit-like openings. The fibres of amber
coloured spongin are 20-50 um thick and form meshes 50-250 um
wide. They are very sparsely echinated, only occasionally cored.
Spicules: verticillated acanthostyles measuring 50-120 x 3-4 um
(spines not included), straight or very slightly curved, with 9 to 11
whorls of 2 to 3 spines each. They are frail, with widened axial canal.
The base of most of these spicules has one to three oblique spines.
Agelas sp. 4 (Fig. 32)
Occurrence: Duncans (Jamaica), drop-off, depth 40-45 m, 30 March 1964.
R.N. NC.14.
Fragment of an erect, very tall, subcylindrical, branching specimen.
The colour in life was light brown, yellow at the tip of the branches,
light tan internally. In formalin the colour is dark brown (C.C.696).
The available fragment has a diameter of 2 cm. The surface is unevenly
wrinkled, ridged. There are abundant oscules, circular, about 1.5 mm
in diameter. The interior is compact, with canals not apparent to the
unaided eye. The surface is infested by a zoanthid. The fibres of clear
spongin, 50-150 um thick, form irregular, roundish meshes 150-350
um wide. They are abundantly echinated, only occasionally cored.
Spicules: verticillated acanthostyles straight, measuring 80-110 x
4.5-9 um, spines not included. The whorls are 8 to 10, with 4 to 5
spines each. From the base of most acanthostyles one or more sharp
spines project obliquely.
Agelas sp. 5 (Fig. 32)
Occurrence: Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35 m, 30 March 1964. R.N.
NC.34.
Fragment of large, erect, ramose specimen, subcylindrical, 4 cm
in diameter. Colour in life yellow-brown, in formalin brown (C.C.702).
The surface is granulated, with circular vents up to 1 cm wide and
densely-set elongated grooves. The interior canals do not exceed 2 mm
in diameter. The pores are about 150 um wide and as much apart.
The fibres, irregular, are abundantly echinated, only occasionally cored.
Spicules: verticillated acanthostyles measuring 90-180 x 7-11.5 um.
The whorls are 13 to 17, with 4 to 7 spines each.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 115
CERACTINOMORPHA
HALICHONDRIDA
HALICHONDRIIDAE
Halichondria melanodocia Laubenfels
Halichondria melanodocia Laubenfels, 1936: 133
Occurrence: Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964.
R.N. PR.10.
Port Royal (Jamaica), mangrove, depth 0.5m, 23 March 1964. R.N. KM.3.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 1m, 18 May 1964. R.N. LP.88.
PR.10: the specimen is a mass of weak consistency, 9 x 9 x 4 cm,
with irregular lobes and digitations which coalesce in part, 2-3 cm high
and 1-1.5 cm thick, bearing an apical oscule with membranous rim.
The colour in life was dark grey with bluish and greenish tinges, green-
ish grey internally; it is dark brown in formalin. The surface is smooth;
the ectosome, supported by tangential spicules in intercrossing irregular
bundles, is separable. The pores are 100-150 um wide, 190-330 um
apart. The spicules are oxeas straight to slightly curved, measuring
130-580 x 5.5-11.5 um.
KM.3: massive, on mangrove root, bluish or greenish black, in-
terior greenish or dull yellow, soft. The oxeas are straight or slightly
curved, measuring 130-465 x 3.5-9.5 um.
LP.88: fragments of very large specimen. The colour in life was
tan inside and outside, the consistency was weak, crumbling. Large
raised oscules were observed, about 1 cm wide, and papillae 1 cm high.
The ectosomal skeleton is tangential, consisting of scattered spicules
and tracts which form a rather close irregular reticulation. ‘The choano-
somal skeleton is a very irregular reticulation of vague spicular tracts
and single spicules. The oxeas are slightly curved; their size is notably
smaller than hitherto recorded, 270-330 x 7-9 um.
Spongosorites sinuatus sp.n. (Fig. 35, 36)
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 2-3m, 11 April 1964.
R.N. BC.20, BC.23.
Holotype (BC.20): msnc 47691
Paratype (BC.23): msnc 47692
The specimens are irregularly cushion-shaped, firm. The colour
in life was whitish with some violaceous tinge. The surface is glabrous;
116 G. PULITZER-FINALI
a few oscules, sparse, are about 3 mm wide, with slightly elevated rim.
The spiculation is dense, confused, without ectosomal differentiation.
Spicules: 1) Oxeas uniformly curved, measuring 450-1170 x
11-32 um. 2) Oxeas sinuous, contorted, measuring about 400-500 x
6-9 um. The latter spicules are not abundant, but they are present in
both specimens.
Fig. 35 - Spongosorites sinuatus sp. n., the holotype. Scale: 1.5 cm.
rr ehi
VO bor === ee SJ)
Fig. 36 - Spicules of Spongosorites sinuatus sp. n. Scale: 50 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 117
HYMENIACIDONIDAE
Hymeniacidon heliophila (Parker)
Stylotella heliophila Parker, 1910: 767
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964.
R.N. BC.79.
The specimen was orange in life and had a very scarce consistency.
In the dry state it is extremely brittle.
Spicules: Styles straight or slightly curved, measuring 310-560 x
3.5-7 um.
Hymeniacidon amphilecta Laubenfels
Hymeniacidon amphilecta Laubenfels, 1936: 137
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 30-40 m, 15 April 1964.
R.N. BC.68.
Off La Parguera (Puerto Rico), depth 15-25 m, 12 Mey 1964. R.N. SH.21.
BC.68: this specimen was noted as dark violet with tan interior,
softly elastic and easy to tear, oscules up to 2 cm wide on conical lobes.
The colour after preservation in formalin is uniformly cream.
SH.21 was noted as locally abundant, violet externally with tan
interior, oscules up to 1 cm wide on conical processes, consistency as
wet bread. The fragment in formalin is cream coloured.
Besides the large oscules on conical lobes, there are smaller ones,
sparse and in clusters, 0.5-2 mm wide.
Spicules: Styles slightly, sometimes irregularly curved, measuring
230-310 x 4.5-9.5 um in BC.68, 190-270 x 4-9 um in SH.21.
Hymeniacidon caerulea sp.n. (Fig. 37)
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 7-8 m, 11 April 1964.
R.N. BC.30.
La Parguera (Puerto Rico), depth 4-5 m, 9 May 1964. R.N. LP.66.
Holotype (LP.66): msnc 47693
The two specimens are small encrustations. They were blue in
life, assumed a green tinge in formalin and in alcohol; now dry, they
are blue (C.C.448). The skeleton is confused with vague tracts.
Spicules: Styles more or less uniformly curved, measuring 230-
560 x 4.5-9.5 um.
118 G. PULITZER-FINALI
Fig. 37 - Spicules of Hymeniacidon caerulea sp. n. Scale: 100 um.
Dictyonella yumae sp.n. (Fig. 38)
Occurrence: Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April
1964. R.N. BY.17.
Holotype: msnc 47694
The specimen is cushion-shaped, measuring 6 x 2.5 x 2cm. In
life it was firm and elastic, conulose and hispid, violaceous on top,
orange and yellow on the shadowed parts. The skeleton consists of
ascending multispicular tracts devoid of spongin, branching and ana-
stomosing, joined by single spicules in confusion.
po a eons nia
cana E —
Fig. 38 - Spicules of Dictyonella yumae sp. n. Scale: 50 um.
Spicules: Styles measuring 540-680 x 4-14 um, straight or very
slightly curved. The base is narrower than the middle, the point is
invariably malformed, shortened, stepped down, mucronate.
Ulosa ruetzleri Wiedenmayer
Ulosa ruetzleri Wiedenmayer, 1977: 145
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.13.
The specimen, in formalin, is a limp, amorphous mass drab colour-
ed. The colour of the living sponge was orange. The skeleton consists
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 119
of an extremely loose and irregular reticulation of spongin fibres variously
cored by proper spicules. Foreign spicules are not present.
Spicules: Styles measuring 400-550 x 5.5-8 um.
POECILOSCLERIDA
MYCALIDAE
Mycale laxissima (Duchassaing & Michelotti) (Fig. 39-42)
Acamas laxissima Duchassaing & Michelotti, 1864: 95
not Acamasina laxissima: Laubenfels, 1936: 117
Occurrence: Port Royal (Jamaica), on submerged ruins, depth 5-10m, 27
March 1964. R.N. PR.40.
The specimen is tubular, 8 cm high, 3.5 cm in diameter. It was
violaceous in life, and gave off a large quantity of slime upon collection.
Presently in formalin, it is reduced to a resilient skeleton, very pale
violet; the soft part has deposited at the bottom of the jar. The main
fibres, packed by the megascleres, ascending and directed toward the
periphery, are up to 400 um thick, 3 to 4mm apart; they are connected
by thinner secondary ones forming irregularly wide meshes. Spongin
is scarce, not overlapping.
Fig. 39 - Mycale laxissima D. & M., specimen PR.40. Scale: 2 cm.
120 G. PULITZER-FINALI
Spicules: 1) Subtylostyles straight, isodiametric, with evident axial
canal, tyle scarcely developed and oblong, point short and sharp, mea-
suring 220-250 x 3.5-4.5 um. 2) Palmate anisochelas measuring 20-
23 um. 3) Sigmas only slightly contort, rarely S-shaped, with a chord
of 69-80 um, about 3.5 um thick.
Oo
cei ua
eeaa(© == arie = = = “ie =»
Fig. 40 - Mycale laxissima D. & M. Spicules from specimen PR.40. Scale a: 50 um,
scale b: 20 um.
Fig. 41 - The lectotype of Acamas laxissima D. & M. (Turin Museum).
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 121
i SZ
SESS e" "=== == Re «==>
Fig. 42 - Spicules of the lectotype of Acamas laxissima D. & M. (Turin Museum).
Scale a: 50 um, scale b: 20 um.
The type of Acamas laxissima is kept at the Museo ed Istituto di
Zoologia Sistematica, Turin University, and is the same specimen which
DucHassainc & MICHELOTTI figured (1864: PI. XXII, Fig. 3). The
sponge is in the dry state, reduced to its fibrous skeleton. The fibres,
densely packed by the megascleres, are up to about 400 um thick;
the meshes, for the most part irregular, are 1.5 to 3 mm wide. Spongin
is very scarce, not overlapping. Spicules: 1) Subtylostyles measuring
230-260 x 2.5-3.5 um, straight, isodiametric; tyle scarcely developed,
elongated; point short and sharp; axial canal evident and often blacken-
ed. 2) Palmate anisochelas measuring 16-20 um. 3) Sigmas C-shaped,
with a chord of 50-71 um. In my preparations the chelas are fairly
abundant, the sigmas extremely rare.
Acamas laxissima has been misidentified by de LAUBENFELS (1936:
117), who erroneously attributed to it tylostyles, palmate isochelas
and toxas.
Mycale mucifluens sp.n. (Fig. 43-45)
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.32.
La Parguera (Puerto Rico), depth 1.5m, 9 May 1964. R.N. LP.62.
Holotype (KC.32): msnG 47695
Paratype (LP.62): msnc 47696
The specimen KC.32 was bright red-brown in life, loosely spongy,
very mucous. It is now in three fragments, reduced to its skeleton,
122 G. PULITZER-FINALI
cream to pale violet. The soft parts have deposited at the bottom of
the jar; the preserving formalin is slimy and has acquired a bright
violet colour (C.C.32).
Fig. 43 - Mycale mucifluens sp. n., the holotype: Scale: 2 cm.
There is no apparent ectosomal skeleton. The skeletal structure
consists of a rather loose and irregular reticulation of clear spongin
fibres in which the megascleres are more or less densely embedded.
The main fibres are irregular, flattened, up to about 2 mm thick, 4
to 7mm apart. They are joined by secondary fibres, cylindrical, and
may also give off lateral branchlets with free distal ends. ‘The meshes
thus formed are very irregular, from 0.5 to 10 mm wide. Toward the
surface finer meshes and free branchlets are more frequent.
Spicules: 1) Subtylostyles straight, isodiametric, point short and
blunt, axial canal apparent, size 250-290 x 3.5-4.5 um. 2) Anisochelas
palmate measuring 19-29 um. 3) Sigmas mostly C-shaped, with chord
of 77-93 um, 2-3.5 um thick.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 123
0
(( He
(O _ == | Se) 5
Fig. 44 - Mycale mucifluens sp. n. Spicules of the holotype. Scale a: 50 um, scale b:
20 um.
(ta
(CGI 0) n
Fig. 45 - Mycale mucifluens sp. n. Spicules of specimen LP.62. Scale a: 50 um, scale
b: 20 um.
>)
The specimen LP.62 was enveloping dead coral, reddish brown,
with scarce consistency, giving off a sticky slime. Placed in formalin,
it tinged it violet. Now in spirit, it is reduced to a loose skeleton with
little flesh attached, cream coloured.
No ectosomal skeleton is apparent. The skeletal structure is re-
ticulated, made by polyspicular fibres of clear spongin. The main fibres
are flattened, sometimes fasciculated, up to 1 mm thick; with the se-
condary ones they form very irregular meshes 0.5 to 5 mm wide.
124 G. PULITZER-FINALI
Spicules: 1) Subtylostyles straight, isodiametric, point short and
generally blunt, axial canal apparent, measuring 220-280 x 3.5-4.7 um.
2) Anisochelas palmate measuring 18.5-29 um. 3) Sigmas mostly C-
shaped with a chord of 87-105 um, 1.5-4.5 um thick.
Mycale microsigmatosa (Arndt) (Fig. 46)
Mycale fistulata microsigmatosa Arndt, 1927: 144
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 18 May
1964. R.N. LP.69, LP.77, LP.81.
Port Royal (Jamaica), mangrove, depth 0.2-1.5 m, 23 March 1964. R.N. KM.1,
KM.2.
The specimens from La Parguera are small masses attached to
mangrove roots, consisting in large part of agglomerated polychaete
tubes. LP.69 was brown in life, with carmin-red speckles. It is now
dry; the flesh has shrunk revealing very numerous gemmules attached
to the tubes. They are hemispherical, white, brittle, measuring 200-
300 um. LP.77 and LP.81 were deep red. The three specimens are now
SSS |
G2 Ee ai eroe
Fig. 46 - Mycale microsigmatosa (Arndt). Spicules of specimen KM.1. Scale a: 50 um,
scale b: 20 um.
brown. KM.1 and KM.2 were encrusting on mangrove roots, very
soft, pink and light orange-red respectively. Preserved in formalin
they are brown.
Spicules: 1) Subtylostyles straight, point short and sharp, slightly
fusiform, measuring 200-270 x 4-7 um. In most specimens their thick-
ness does not exceed 4.5 um. 2) Anisochelas palmate measuring 12.5-
23 um. 3) Sigmas with a chord of 25-40 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 125
Mycale laevis (Carter) (Fig. 47)
Esperia laevis Carter, 1882: 291
Mycale laevis: Hechtel, 1965: 46
Occurrence: Port Royal (Jamaica), on pilings of wharf, depth 1-6 m, 23 March
1964. R.N. PR.14.
Port Royal (Jamaica), on submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March 1964. R.N.
PR.61.
PR.14 was massive, irregularly lobate, spongy, light orange-yellow.
PR.61 was massive, soft, orange-yellow, locally abundant.
Spicules: 1) Styles measuring 470-580 x 10-16 um. Some may
be very faintly subtylostylote. They are straight or slightly curved; the
first third of their shaft is thinner than the middle. The point is, as a
rule, short and blunt. 2) Anisochelas palmate measuring 59-78 um.
3) Anisochelas palmate measuring 16-21 um. 4) Sigmas with a chord
of 18-46 um. 5) Trichodragmata 50-81 um long.
——— v
:
/ C
Corali OT. Se
Fig. 47 - Mycale laevis (Carter). Spicules of specimen PR.14. Scale: 50 um.
Mycale jamaicaensis sp. n. (Fig. 48, 49)
Occurrence: Duncans (Jamaica), depth 35 m, fore-reef slope, 30 March 1964.
R.N. NC.43.
Holotype: MsNG 47697
The specimen is a fragment of a large tubular sponge, the wall
of the tube being 2 cm thick. The colour in life was crimson-red. Ac-
cording to field notes, the sponge was mucous to the touch but did not
give off slime after collection and in formalin. The sponge consists
126 G. PULITZER-FINALI
Fig. 48 - Mycale jamaicaensis sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
b
Ciera Teer ee) ee ey, ess
PESA Me ESE ATA (Gu
Fig. 49 - Spicules of Mycale jamaicaensis sp. n. Scale a: 20 um, scale b: 50 um,
scale c: 50 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 127
now of a firm and inelastic skeleton violet coloured (C.C.16); the soft
part has separated and deposited at the bottom of the jar. The skeleton
is reticulated, devoid of ectosomal differentiation, with meshes up to
6mm wide. The main fibres are irregular, flattened, and may be 3 or
4mm wide where they join each other. Reaching the surface, they di-
vide in several short branchlets. The secondary fibres are cylindrical.
The fibres consist of pale amber-coloured spongin in which abundant
subtylostyles are embedded. These may form thick parallel rows or,
in the flattened parts of the fibres, appear in tracts or in confusion.
Spicules: 1) Subtylostyles straight, isodiametric, measuring 250-
280 x 3-3.5 um. The point is blunt, often strongylote. 2) Sigmas C-
shaped, with a chord of 65-90 um, 2-2.5 um thick. 3) Anisochelas
palmate measuring 16-23 um. 4) Raphides sinuous (raphidotoxas)
measuring about 100 um, rare.
Mycale whitfieldi sp.n. (Fig. 50)
Hircinia purpurea: Whitfield, 1901: 49
not Hircinia purpurea Hyatt, 1877: 550
Not present in this collection.
I have been able to examine a fragment of Whitfield’s specimen
kept at the American Museum of Natural History. It is in the dry state
and has shrunk to a fibrous reticulated skeleton on which little flesh is
attached. The fibres are made of amber to reddish-brown stratified
spongin embedding a variable number (generally scarce) of subtylo-
——— el
(eee a —==————__r-al
Fig. 50 - Spicules of Hircinia purpurea, Whitfield, 1901. Scale a: 50 um, scale b:
20 um.
128 G. PULITZER-FINALI
styles. The coarse fibres are up to 800 ym thick and form irregular
meshes, 1.5 to 4mm wide.
Spicules: 1) Subtylostyles straight, isodiametric, measuring 214-
270 x 2.5 um. The tyle is elongated and scarcely conspicuous, the point
is short, more or less rounded. 2) Anisochelas palmate measuring
18.5-22.5 um. 3) Sigmas C-shaped, with a chord of 71-76 um.
The spiculation of the specimen agrees with that of Mycale laxis-
sima — except that the subtylostyles are here a little thinner and with a
rounded instead of sharp point. But what sets Mycale whitfieldi apart
is its skeletal frame, markedly different.
The Hircinia purpurea of Whitfield had been erroneously syno-
nymized by de LauBENFELS (1936: 117) with his Mycale angulosa and
misinterpreted as a Thorecte by WIEDENMAYER (1977: 70).
Mycale hyatti sp.n. (Fig. 51)
Hircinia cartilaginea: Hyatt, 1877: 549 (pars)
not Spongia cartilaginea Esper, 1798: 23
Not present in this collection.
I have had the opportunity of examining the specimens of Hzrcinia
cartilaginea deposited at the Museum of Comparative Zoology, Harvard
University. There are three of them, in the dry state, reduced to their
fibrous skeleton. Two, Mcz 7008 and mcz 7071, are labeled Hurcinia
cartilaginea (Esper) Hyatt; one, mcz 7073, Hircinia cartilaginea (Esper)
Hyatt var. horrida Hyatt.
Specimen mcz 7008, here designated as the type of Mycale hyatti,
is attached to the stem of a gorgonarian, conical, hollow, 14 x 5 cm wide
at the base, 9cm high, with an apical pseudoscule 3 cm wide. The
skeletal reticulation is coarse, irregular, with meshes up to 5 mm wide.
The fibres consist of subtylostyles more or less densely arranged, joined
by overlapping amber-coloured spongin. These spicules are straight,
with scarcely conspicuous tyle, the point mostly rounded. They are
230-300 um long and show a remarkable variability in thickness, from
3 to 11.5 um. The microscleres are sigmas having a chord of 75-105 um,
up to 7.5 um thick, and palmate anisochelas measuring 23-26 um.
Specimen mcz 7071, a tubular sponge 10cm high and 5cm in
diameter, appears at sight as belonging to a different species. The skeletal
reticulation is much more delicate and regular, with the main tracts
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 129
obliquely ascending. The subtylostyles, more or less densely embedded
in light-coloured spongin, are 230-290 um long but do not exceed
3.5 um in thickness; their shape and size is to be found in many tropical
Mycale. I have not obtained microscleres in my preparations, and can
only regard this specimen as a Mycale not definable specifically at the
moment.
SALI
ani srt OS
Cee SSS SSS
Fig. 51 - Spicules of Hircinia cartilaginea: Hyatt, specimen MCZ 7008, type of Mycale
hyatti sp.n. Scale a: 50 um, scale b: 20 um.
Specimen Mcz 7073 is a piece of a tubular sponge 6 cm in diameter,
with an apical pseudoscule 2.5 cm wide. The reticulation, with meshes
up to 3 mm wide, is closer and more regular than in Mmcz 7008, devoid
of the orientation toward the surface shown by mcz 7071. The fibres
of amber-coloured spongin contain subtylostyles less densely arranged
than in the other two specimens. These spicules, straight, with elon-
gated narrow tyle, measuring 260-290 x 3-3.5 um, are of the common
Mycale type. No microscleres have been found in my preparations. I
consider this specimen as a Mycale not specifically definable at the
moment.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 9
130 G. PULITZER-FINALI
The Hircinia cartilaginea of Hyatt, together with its variety hor-
vida and with the Hircinia purpurea of WHITFIELD (also a Mycale) had
been erroneously identified as Thorecta horridus by W1EDENMAYER
(ID7a72 70)
Zygomycale angulosa (Duchassaing & Michelotti) (Fig. 52-55)
Pandaros angulosa Duchassaing & Michelotti, 1864: 89
not Mycale angulosa: Laubenfels, 1936: 116
Raphiodesma parishiu Bowerbank, 1875: 283
Zygomycale parishit: Topsent, 1930a: 431
Occurrence: Port Royal (Jamaica), on pilings of wharf, depth 1-6 m, 23 March
1964. R.N. PR.2.
Port Royal (Jamaica), on submerged ruins, depth 5-10 m, 23-27 March 1964.
R.N. PR.46, PR.52, PR.64.
PR.2: irregularly ramose, twisted, 10 x 7 x 4 cm, surface with
irregular prominences, aculei and ridged projections. Cavernous, firmly
spongy. The colour in life was dull blue-violet, speckled; it is orange-
brown (about C.C.167) in formalin.
Fig. 52 - Zygomycale angulosa (D. & M.). Specimen PR.2. Scale: 2 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 131
PR.46: recumbent, habitus as above, branches 1.5 cm thick, rather
soft, inelastic. Colour in life tan with the projections lighter; in formalin
as above.
PR.52: thickly encrusting, soft, tan. Now dry, in irregular fragments,
fragile, light orange (C.C.190).
PR.64: repent, thin irregular branches, soft, dull blue. In the dry
state: very fragile, light orange.
Sha
18 |
DI, DI
ee a I nà
Fig. 53 - Zygomycale angulosa (D. & M.). Spicules of specimen PR.52. Scale a: 50 um,
scale b: 20 um.
The ectosomal skeleton is distinct, consisting of a very regular
tangential reticulation of spiculo-fibres 20-40 um thick, forming meshes
180-280 um wide. Tufts of single spicules arise from the nodes. The
choanosomal skeleton consists of a very irregular reticulation, more or
less dense, ot plurispicular fibres up to 250 um thick, with spicular
tracts and many spicules scattered. Spongin is not apparent.
Spicules: 1) Subtylostyles mostly slightly flexuous, measuring
250-300 x 5.5-8 um. The base is narrower than the middle of the shaft,
132 G. PULITZER-FINALI
the tyle is elongated and often barely perceptible, the point is elongated
and sharp. 2) Anisochelas palmate in rosettes, measuring 40-55 um.
3) Anisochelas palmate measuring 16-26um. 4) Isochelas palmate
measuring 8-10 um. 5) Sigmas C- or S-shaped with a chord of
77-90 um, about 4um thick. 6) Sigmas C-shaped with a chord of
12-28 um, very thin. 7) Toxas measuring 26-90 um. 8) Raphides
straight, measuring 20-50 um.
The type specimen of Pandaros angulosa, at the Museo ed Istituto
di Zoologia Sistematica of the Turin University, is clearly the specimen
which DucHassainc & MIcHELoTTI figured (1864: Pl. XIX, Fig. 4).
It is in the dry state. The ectosomal skeleton is a reticulation of rather
loose plurispicular fibres 20 to 50 um thick, forming meshes 180-
260 um wide. The choanosomal skeleton consists of a network, dense
but devoid of regularity, of plurispicular fibres up to 140 um thick.
Many spicules are scattered.
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n ——. |
Fig. 54 - Lectotype of Pandaros anzulosa D. & M. (Turin Museum).
Spicules: 1) Subtylostyles straight, curved or, most often, sinuous.
The tyle is clongated and scarcely noticeable; the point, as a rule, is
elongated and sharp; the base is narrower than the middle of the shaft.
They measure 220-300 x 3-5 um. 2) Anisochelas palmate measuring
39-46 um. 3) Anisochelas palmate measuring 16-27.5 um. 4) Isochelas
palmate measuring 9-11.5 um. 5) Sigmas with a chord of 80 um, 3-4 um
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 133
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—————
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Fig. 55 - Spicules of the lectotype of Pandaros angulosa D. & M. (Turin Museum).
Scale a: 50 um, scale b: 20 um.
thick. 6) Sigmas with a chord of 9-34 um, very thin. 7) Toxas measuring
28-66 um, very thin. All the microscleres are rare in my preparations;
I am not sure about the presence of raphides.
Oxymycale strongylata sp.n. (Fig. 56, 57)
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.8, KC.10.
Buca de Yuma (Dominican Republic), depth 5-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.4,
BY.8.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.21.
Holotype (KC.8): msnc 47698
KC.8: massive, lobate, 9 x 5 x 5 cm. Colour in life orange-tan,
interior lemon-yellow.
KC.10: enveloping dead coral. Colour in life light gray, interior
yellow.
134 G. PULITZER-FINALI
BY.4: small, cushion-shaped, consistency scarce. Yellow in life,
peach coloured soon after collection.
BY.8: small, cushion-shaped. Colour in life peach-yellow.
LP.21: massive, lobate. Colour in life orange-yellow.
Fig. 56 - Oxymycale strongylata sp.n., the holotype. Scale: 2 cm.
lc}.
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Fig. 57 - Spicules of Oxymycale strongylata sp.n. Scale a: 100 um, scale b: 50 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 135
BY.4 is dry, the other specimens are in formalin, where they have
a uniform peach colour (C.C.200-250). The consistency of the preserved
specimens is firm, moderately resilient. The oscules are on top of the
lobes, fringed, about 2 cm wide. The ectosome is separable (entirely
missing from some preserved specimens), overlaying the entrance of
inhalant canals 1 to 3 mm wide. The ectosomal skeleton consists of a
tangential reticulation made by strongyles, single or by two or three,
which form irregular meshes about 170 um wide. The main skeleton
consists of a reticulation of compact spicular tracts 90-180 um thick
forming irregular meshes 350-550 um wide. Sparse megascleres are
also present. The spicular tracts, reaching the surface, branch tree-like
to support the ectosomal skeleton.
Spicules: 1) Strongyles straight to moderately curved, measuring
420-550 x 10-16 um. 2) Anisochelas palmate measuring 69-80 um.
3) Anisochelas palmate measuring 16-21 um. 4) Sigmas with a chord
of 14-41 um. 5) Trichodragmata measuring 35-57 um.
BIEMNIDAE
Biemna caribea sp.n. (Fig. 58)
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 1m, 3-18 May
1964. R.N. LP.17, LP.64, LP.84.
Holotype (LP.84): msnc 47699
The specimens were found on mangrove roots; they were encrusting
to massive, amorphous or with some tubular processes, soft and delicate,
yellow.
Spicules: 1) Styles with a slight curvature, measuring 280-316 x
4.5-6.5 um. 2) Sigmas with a chord of 23-34 um. 3) Sigmas with a
chord of 11.5-16 um. 4) Microstyles flexuous, almost toxiform, measur-
ing 37-50 um. 5) Microxeas fusiform, straight, measuring 69-81 x
2um. 6) Microxeas fusiform, straight, measuring 30-37 x 1 um. 7) Mi-
croxeas (raphides) straight, measuring 103-161 x lum. 8) Commas
measuring 11.5-14 um.
This species appears nearest to Biemna anisotoxa Levi (1963: 18)
from South Africa which, however, lacks the commas. There seems to
be a possibility that we might be dealing with a single, circumtropical,
variable species which might include 5. fistulosa (TOPSENT, 1897: 462)
136 G. PULITZER-FINALI
and B. trirhaphis (TOPSENT, 1897: 461). VaceLET & Vasseur (1971: 90),
identifying with B. anisotoxa specimens from Madagascar differing some-
what from the type, would seem favourable to this hypothesis.
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Fig. 58 - Spicules of Biemna caribea sp. n. (I) and of Biemna sp. (II). Scale a: 50 um,
scale b: 20 um.
Biemna sp. (Fig. 58)
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 1 m, 16 March 1964. R.N. BL.33.
Only a spicule slide is now available. The specimen was ramose,
very soft, buff coloured.
Spicules: 1) Styles slightly curved, measuring 270-297 x 4-5 um.
2) Sigmas with a chord of 11.5-25 um. 3) Microstyles flexuous, almost
toxiform, measuring 32-39 um. 4) Microxeas fusiform, straight, measur-
ing 23-32 x 0.5 um. 5) Microxeas (raphides) straight, measuring 108-
120 x 0.5 um. 6) Commas measuring 9-11.5 um.
| WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 137
The spiculation of this specimen differs from that of Biemna ca-
ribea sp. n. for its sigmas not separable in two categories, for the lack
of the fusiform microxeas of the larger size, for the dimensions, slightly
smaller, of all the spicules. I do not deem it opportune at the moment
to attribute these differences to a variability of B. caribea. But, indeed,
this specimen might be regarded as sustaining the hypothesis, mentioned
above, of a single, circumtropical, variable species. The difference in
spiculation between 5. caribea and B. sp. is practically the same observed
between the South African type of B. anisotoxa and the specimens from
Madagascar.
Neofibularia nolitangere (Duchassaing & Michelotti)
Amphimedon nolitangere Duchassaing & Michelotti, 1864: 82
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.9, KE25.
Boca Chica (Dominican Republic) depth 7-8 m, 12 April 1964. R.N. BC.48.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 30-40 m, 15 April 1964. R.N. BC.69.
Available are large fragments of sponges noted in the field as walnut-
brown with purple tinge externally, tawny internally. The consistency
was soft, inelastic, friable.
Spicules: 1) Strongyles curved, measuring 288-354 x 5.5-11.5 um.
2) Sigmas with a chord of 15-22 um. 3) Microxeas straight, points
elongated and sharp, measuring 105-115 x 2.5 um. 4) Raphides more
or less curved, 87-111 um long, very thin.
Merlia normani Kirkpatrick
Merlia normani Kirkpatrick, 1908: 510
Occurrence: Off La Parguera (Puerto Rico) drop-off, depth 35 m, 12 May
1964. R.N. SH.18a.
The specimen is a very thin encrustation, about 100 cm? wide,
on the lower side (the one devoid of polyps) of a foliaceous madrepora-
rian of the genus Agaricia. The coral was growing outward in a horizontal
plane from a vertical wall. Its upper face is occupied by a boring Antho-
sigmella varians. The colour in life was a bright orange-red, it is cream
in the present dry state. No calcareous skeleton is present.
Spicules: 1) Tylostyles measuring 140-170 x 1.5-2 um. 2) Cla-
vidiscs with a chord of 59-77 um (average of 25 spicules 68 um). 3) Mi-
croxeas straight, 66-78 um long, about 1 wm thick, rough and centro-
138 G. PULITZER-FINALI
tylote. 4) Raphides straight, 90-115 um long, very thin. 5) Commas
appearing as reduced toxas, with a chord of 14-18 um.
ESPERIOPSIDAE
Desmapsamma anchorata (Carter)
Fibularia anchorata Carter, 1882: 283
Occurrence: Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964.
R.N. PR.5, PR.21.
Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March 1964. R.N.
PR.47, PR.50, PR.51.
The specimens are fragments of generally large individuals, mas-
sive to branching, with hollow processes. The consistency was noted as
compressible, rather soft, the surface smooth, grooved in one case, the
colour dull orange-red externally, orange internally. Preserved in formalin,
the specimens are soft and very fragile.
Spicules: 1) Oxeas slightly curved or straight, points short and
sharp, measuring 140-190 x 2.3-7 um. 2) Sigmas with a chord of
11.5-37 um. 3) Anchorate isochelas measuring 9.5-18.5 um, rare.
Protophlitaspongia antillana sp. n. (Fig. 59, 60)
Occurrence: Off La Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 25-35 m, 12 May
1964. R.N. SH.19, SH.20.
Sosua (Dominican Republic), depth 10-40 m, 19 April 1964. R.N. SOS.8.
Holotype (SH.20): msnc 47700
SH.20: cylindrical, 17 cm high, 2.5 cm thick, greenish grey in
life.
SH.19: irregularly subcylindrical with a short branch, grey with
violet tinges in life.
SOS.8: globose, 5.5 cm high, 3.5 cm wide, grey in life.
laico oi aaa
Poe: LALR TP in eo
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Fig. 59 - Spicules of Protophlitaspongia antillana sp. n. Scale: 100 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 139
The structure of the sponge is clathrate, with the cavities up to
6mm wide. The preserved specimens are stiffly resilient, harsh to the
touch, cream to light brown. There is no dermal specialization. The
skeleton consists of a very irregular, dense reticulation of plurispicular
tracts 40-200 um thick bound by colourless, not overlapping spongin.
The spicules are isodiametric oxeas slightly curved, tending toward a
strongylote form. Their size is: SH.20: 160-200 x 4.5-9 um; SH.19:
170-210 x 4.5-9 um; SOS.8: 140-200 x 3.5-7 um.
Fig. 60 - Protophlitaspongia antillana sp. n., the holotype. Scale: 3 cm.
The genus Protophlitaspongia Burton was hitherto known only
from southeastern Australia (DeNDY, 1895: 246; Burton, 1934: 562)
and west-central Pacific (DE LAUBENFELS, 1954: 96, 97).
Iotrochota birotulata (Higgin) (Fig. 61)
Halichondria birotulata Higgin, 1877: 296
Occurrence: S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2-3 m, 3
April 1964. R.N. SDC.5.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.14, KC.16.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.19.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.1-0.5 m, 18 May 1964. R.N. LP.72.
Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964. R.N. PR.20.
Duncans (Jamaica), fore-reef slope, depth 40-45 m, 30 March 1964. R.N. NC.6.
Specimen SDC.5 was noted as greenish black, creeping on the
bottom. KC.16 is a fragment of a branching sponge with a total height
of about 50 cm, branches about 1cm in diameter. It was black with
a greenish tinge in life and emitted upon collection a dark brown exudate.
140 G. PULITZER-FINALI
Yellow zoanthids were present on its surface. LP.19 is a fragment having
identical aspect, but devoid of zoanthids. These specimens in formalin
are purplish black, rather stiff, not macerated at all. ‘The aculeation of
the surface is conspicuous.
RS EEE PSI aE gE Ee
——————
Fig. 61 - Megascleres of Jotrochota birotulata (Higgin). I: specimen LP.19, II: spe-
cimen LP.72. Scale: 50 um.
Specimen KC.14 was a soft, mucous, brownish black encrustation
on a dead staghorn coral. LP.72, locally abundant, was massive, pur-
plish black, firm, giving off violet mucus. PR.20 was massive, reddish
black, emitting abundant exudate. In formalin, these specimens are
moderately firm, purplish brown, rather macerated. They do not ap-
pear conspicuously aculeated.
Specimen NC.6 is entire, 5 cm high and 5 cm wide. It consists of
four cylindrical hollow processes starting from a common restricted
base. The processes end with an apical oscule about 1 cm wide. The
sponge was stiff, incompressible, olive-green to dark brown in life; it
is purplish brown in spirit. Its surface is conspicuously aculeated.
Spicules: 1) Strongyles variable, curved mostly at one third of
their length, measuring 120-200 x 2.5-6.5 um. A variable number of
styles (rarely oxeas) are present. Shorter and thicker than the strongyles,
with the same curvature, they may be regarded as modified strongyles.
2) Styles thin, straight, isodiametric, with hastate point, measuring
220-250 x 2.5-4.5 um, not abundant. They are present in specimens
SDC.5, KC.16 and LP.19; in all the other specimens this spicule, while
keeping the same shape and size, has both extremities strongylote.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 141
3) Birotules not abundant, measuring 9.2-15 um. Some curiously looped
spicules, as observed by WIEDENMAYER (1977: 139) are present in spe-
cimen NC.6.
Iotrochota imminuta sp.n. (Fig. 62, 63)
Occurrence: N. Providence, Sandy Cay (Bahamas), depth 2-3 m, 15 February
1963. R.N. 1071.
Staniel Cay, Exumas (Bahamas), cave, depth 2-3 m, 3 March 1963. R.N. 1122.
N. Providence, Rose Island (Bahamas), depth 2-4 m, 24 January 1963. R.N. 1090.
Holotype (1122:) msnG 47701
The specimens are irregularly branching and anastomosing, conspi-
cuously conulose, stiff, purplish black in formalin and dry. 1122 and
1071 are infested by a zoanthid. 1090 has been noted as dark green
(C.C.426, 427) in life. At sight, the three samples are not distinguishable
from specimens of Lotrochota birotulata.
The skeletal reticulation consists of spicular tracts, dense and more
or less confused, embedded in abundant, overlapping spongin. The
Fig. 62 - Iotrochota imminuta sp.n., the holotype. Scale: 2.5 cm.
142 G. PULITZER-FINALI
main fibres are 100-250 um thick, the secondary ones 35-100 um thick,
the meshes are 150-300 um wide. The spicules are also found abundantly
scattered.
Fig. 63 - Spicules of Zotrochota imminuta sp. n. Scale: 50 um.
The only spicule present is a thin strongyle, straight or slightly and
irregularly curved, measuring 150-190 x 2.5 um. Its wide axial canal
13 evident and generally appears blackened in the preparations.
Bahamian specimens belonging to this species were in the « Argo »
collection studied by Hiccin (1877: 298); They have been also recorded
(as Iotrochota birotulata) by WIEDENMAYER (1977: 138).
Monanchora barbadensis Hechtel (Fig. 64, 65)
Monanchora barbadensis Hechtel, 1969: 21
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.1, KC.2.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-8 m, 9 May 1964. R.N. LP.95.
KC.1 (two specimens): erect, subcylindrical, branching, 30 and
45cm high, maximum diameter 8mm, branches distally tapering.
Colour in life red to bright orange-red, in formalin light brownish yellow
(about C.C.249). Consistency resilient, flexible. Surface beset with ir-
regular folds and prominences.
KC.2: from an encrusting base spreading on a branch of dead
coral many stemmed fronds arise which widen, anastomose, forming
an intricate bush of clathrous lamellae, 10 cm high, 5 cm across.
LP.95: dry, an amorphous mass about 2cm in diameter. It was
noted in life as frondose, deep red.
The skeleton is plumoreticulated, with fibres of light brown spongin
up to 180 um thick, with meshes smaller than 180 um. The fibres are
irregularly and sparsely cored by the megascleres, which also join the
fibres singly or in irregular tracts.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 143
Fig. 65 - Monachora barbadensis Hechtel, specimen KC.2. Scale: 2 cm.
144 G. PULITZER-FINALI
Spicules: 1) Subtylostyles measuring 200-290 x 4.5-8 um. 2) Sub-
tylostyles measuring 180-330 x 2-4 um. 3) Isochelas unguiferate with
a chord of 18.5-21 um. 4) Isochelas unguiferate (resembling sigmas)
with a chord of 7-11 um.
The difference in habit and skeletal frame between these specimens
and those of this species previously recorded is certainly considerable.
HECHTEL’s type was thinly encrusting with a hymedesmoid skeleton,
VAN SOEST’s specimens (1984: 40) were encrusting with only a few
instances of small elevated laminations — and the skeleton consisted of
loose tracts. However, a specific separation does not appear practicable,
because the spiculation is identical.
LATRUNCULIIDAE
Didiscus oxeatus Hechtel
Didiscus oxeata Hechtel, 1983: 76
Occurrence: Staniel Cay, Exumas (Bahamas), cave, depth 5m, 3 March 1963.
ST Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 30-35 m, 12 May 1964. R.N.
SH.17.
1126: cushion-shaped, 4.5 cm wide, 1.5 cm thick. In the dry state,
the specimen is light, fragile.
SH.17: a fragment of a large cushion-shaped individual (the frag-
ment measures 8 x 4 x 2 cm), bright yellow in life, cream in formalin,
weak and fragile.
Ridges dividing the surface in poligonal sections, as recorded for
Didiscus placospongioides DeNDY (1921: 135) and for D. styliferus TsuR-
NAMAL (1969: 343) are observable in specimen 1126. The ectosome of
the same, supported by a tangential layer of oxeas, is separable.
Spicules: 1) Oxeas curved, measuring 200-1400 x 4.5-23 um.
2) Discorhabds spiny, ends normally strongylote but sometimes oxeote.
In specimen 1126 the rhabdome measures 56-66 x 3.5-4.5 um, the
discs 9-11.5 um and 11.5-16 um; in specimen SH.17 the rhabdome
measures 70-82 4.5-7 um, the discs 11.5-16 um and 16-18.5 um.
I have observed the characteristic discorhabds of the genus, as
foreign material, also in preparations from the south coast of Hispaniola
and the north coast of Jamaica.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 145
MYxXILLIDAE
Acarnus innominatus Gray (Fig. 69)
Acarnus innominatus Gray, 1867: 544
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 2-3 m, 11 April 1964.
R.N. BC.22.
A very small fragment is available. The sponge was incrusting and
insinuating, its colour was reddish to orange-brown.
Spicules: 1) Styles straight or slightly, uniformly curved, measuring
340-390 x 9-18 um. 2) Tylotes straight or sinuous, measuring 220-
280 x 2.5-4 um. The tyles are spiny. 3) Cladotylotes smooth, with a
Spee
Ed
d | aaa
Ea = de e
(ca
> cosa bei,
Fig. 66 - Spicules of Acarnus innominatus Gray, specimen BC.22. Scale 100 um.
round base, measuring 230-280 x 9-11 um. 4) Cladotylotes spiny, with
a smooth base, measuring 80-130 x 2.5-3.5 um. 5) Toxas very varied,
from 37 to 550 um long, having a thickness not proportioned to length.
The longer ones are always thin (about 2.5 um) and are characterized
by the fact that, besides the central flexion, each arm has a double
curvature. 6) Isochelas measuring 9.5-14 um.
Myxilla mucronata sp.n. (Fig. 67)
Occurrence: Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964.
R.N. PR.3.
Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March 1964. R.N
PR.54.
Holotype (PR.3): MsNnG 47702
PR.3: an amorphous mass, soft, mucous, pervaded with algae and
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 10
146 G. PULITZER-FINALI
polychaete tubes, bright orange-red in life.
PR.54: thin encrustation on Arca, orange-red.
The skeleton consists of an isodictyal reticulation of acanthostyles
forming meshes 60-90 um wide with sides made by two to five spicules
bound by scarce transparent spongin.
C2 J —
Woo n 9 ° a ° E) 90 oD
wv
Fig. 67 - Spicules of Myxilla mucronata sp. n. Scale: 30 um.
Spicules: 1) Acanthostyles straight, measuring 110-130 x 3-5 um,
spines sparse, more developed at the base. A slight thinning of the shaft
at a distance of 10-20 um from the basal end is characteristic. 2) Stron-
gyles straight, measuring 120-150 x 2-2.5 um. Their ends are mucro-
nated. 3) Isanchoras with a chord of 12.5-18 um. 4) Sigmas with a
chord of 16-32 um.
Lissodendoryx isodictyalis (Carter)
Halichondria isodictyalis Carter, 1882: 285
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 1m, 16 March 1964. R.N.
LID, ILA.
Only spicule slides are now available. The colour of specimen
BL.34 was noted as bright orange.
Spicules: 1) Styles to subtylostyles. In BL.34 they are styles with
the base slightly narrower than the middle. They measure 140-175 x
2.5-4 um. In BL.32 they are subtylostyles slightly shorter and thicker,
145-155 x 3-4.5 um. 2) Tylotes. In both specimens they measure
185-200 x 2.5-4 um. 3) Sigmas. They measure 18.5-21 um in specimen
BL.32. In BL.34, besides sigmas of the same size, there is a distinct
category measuring 34.5-40 um. 4) Isochelas arcuate. There is one
category in BL.32, with a chord of 20.5-24 um. There are two categories
in BL.34: 19.5-24 um and 10-11.5 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 147
Lissodendoryx sigmata (Laubenfels)
Xytopsene sigmatum Laubenfels, 1949: 15
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 1 m, 16 March 1964. R.N. BL.12.
The specimen was thinly encrusting, yellow, soft.
Spicules: 1) Tylotes measuring 230-300 x 4-5.5 um. 2) Isochelas
arcuate with a chord of 20-27 um. 3) Isochelas arcuate with a chord of
11.5-14 um. 4) Sigmas with a chord of 55-60 um. 5) Sigmas with a
chord of 11-15 um.
TEDANIIDAE
Tedania ignis (Duchassaing & Michelotti)
Thalysias ignis Duchassaing & Michelotti, 1864: 97
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 3 May
1964. R.N. LP.10.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 40-45 m, 30 March 1964. R.N. NC.8.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.27, LP.30.
Port Royal (Jamaica), wharf, depth 1-6 m, 23 March 1964. R.N. PR.4.
Port Royal (Jamaica), mangrove, depth 0.5-1 m, 23 March 1964. R.N. KM.9.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.21.
Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N. BL.2.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964. R.N. BC.73.
Spicules: 1) Tylostyles 220-280 x 5-7 um. 2) Tylotes 200-250 x
5 um. 3) Onichaetes 40-240 x 1-2 um.
PSAMMASCIDAE
Holopsamma helwigi Laubenfels
Holopsamma helwigi Laubenfels, 1936: 97
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964.
R.N. BC.74.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.38.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.20.
BC.74: irregularly massive. Pink outside, red inside. Light orange
in formalin. Extremely fragile.
LP.38: digitate, branching, anastomosing. Light red. Light cream
in the dry state. Extremely fragile.
KC.20: irregularly branched, partly lamellate. Bright pink-orange,
148 G. PULITZER-FINALI
interior deeper shade. Light dull orange in formalin. Mucous, soft and
fragile. Locally very common.
The ectosomal skeleton is distinct, consisting of a network having
meshes 50-60 um wide. This structure is obscured by the fact that
the sides of the meshes are made by numerous scarcely aligned spicules
together with grains of sand. The choanosomal skeleton consists of
ascending parallel main tracts 100-150 um apart very irregularly joined
by secondary ones and by variously grouped spicules. A large quantity
of foreign material is present.
Spicules: Oxeas measuring 140-190 x 2-5.5 um.
Fig. 68 - Paralectotype of Pandaros acanthifolium D. & M. (MSNG).
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 149
CLATHRIIDAE
Pandaros acanthifolium Duchassaing & Michelotti (Fig. 68)
Pandaros acanthifolium Duchassaing & Michelotti, 1864: 90
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N.
LP.18, LP.31.
Providence Island (Bahamas), 15 February 1963. R.N. 1070.
The specimens are bushy and pedunculate. Their colour in life,
maintained in formalin, was dark violet, almost black. They gave off
a purplish exudate.
Spicules: 1) Subtylostyles measuring 190-370 x 6.5-14 um. 2) Sub-
tylostyles having the same thickness but 700-1000 um long, rare. 3) A-
canthosubtylostyles measuring 170-240 x 6.5-14 um. 4) Oxeas measur-
ing 300-380 x 1.5-2 um, flexuous, rare.
The longer subtylostyles are extremely rare, but are present in
my specimens and in the type material I have examined. The acantho-
subtylostyles are rather frequent and distinctly spined in specimen
LP.18, rare and feebly spined in specimen 1070. I found them very
rare in the type specimen at the Turin Museum and apparently absent
in the one at the Genoa Museum. About the latter, which was assumed
to be a fragment, I would mention that it is a complete individual and
appears to be the very one which DucHassatnc & MICHELOTTI figured
(1864 RIE XO Figs 2):
Microciona ferrea (Laubenfels)
Fisherispongia ferrea Laubenfels, 1936a: 460
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N.
LP.46.
Encrusting on dead Porites. Orange-red.
Spicules: 1) Subtylostyles polytylote, measuring 180-350 x 2-
3.5 um. Some are faintly spined at the base. 2) Subtylostyles measuring
85-460 x 3-11.5 um, rarely faintly spined at the base. 3) Toxas with
a chord of 37-100 um, 2 to 3.5 um thick. 4) Isochelas palmate mostly
twisted, with a chord of 9.5-11.5 um.
Microciona bulbotoxa (Soest)
Clathria (Microciona) bulbotoxa Soest, 1984: 103
Occurrence: Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April
1964. R.N. BY.7.
150 G. PULITZER-FINALI
The specimen was thinly encrusting, slimy.
Spicules: 1) Subtylostyles ectosomal, entirely smooth, measuring
220-465 x 2.5-4.5 um. 2) Subtylostyles choanosomal, entirely smooth,
measuring 220-600 x 11.5-18.5 um. 3) Toxas peculiar, characteristic,
with a chord of 19-205 um. 4) Isochelas palmate, mostly twisted, with
a chord of 11.5 um.
Microciona calla (Laubenfels)
Axociella calla Laubenfels, 1934: 16
Occurrence: Off La Parguera (Puerto Rico), depth 30-35 m, 12 May 1964.
R.N. SH.9.
The specimen is enveloping uniformly, 3 mm thick, the stem of a
dead gorgonarian. Its colour in life was dark red. The consistency is
tough, resilient. The skeleton is a reticulation of strong fibres of light
yellow spongin, 20 to 100 um thick, forming meshes 300-400 um wide.
The fibres are scarcely and discontinuously cored and echinated.
Spicules: 1) Styles measuring 80-245 x 5.5-11.5 um. Their pro-
ximal part is narrower than the middle one. 2) Subtylostyles measuring
165-260 x 2um. 3) Toxas with a chord of 29-37 um, less than 1 um
thick. 5) Isochelas palmate measuring 23-27.5 um.
Clathria simpsoni (Soest)
Clathria (Microciona) simpsoni Soest, 1984: 97
Occurrence: Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March
1964. R.N. PR.55.
The specimen, fragmented, is partly bushy, partly consisting of
coalescent tubes up to 9 cm high, 3 cm in diameter, wall 0.5 cm thick.
The colour in life was bright cardinal-red, in formalin it is light brown.
The consistency is rigid, inelastic. The skeletal reticulation is dense
and irregular, made by fibres of light yellow spongin, 40 to 370 um
thick, not uniformly cored and echinated.
Spicules: 1) Styles measuring 180-570 x 5.5-16 um. Their base
is narrower than the middle part. 2) Styles ectosomal, measuring 230-
410 x 2-4um. 3) Isochelas palmate with a chord of 18.5-23 um.
4) Cleistochelas with a chord of 18.5-35 um. 5) Toxas with a chord of
46-74 um. They are extremely rare in my preparations. 6) Toxas with
a chord of 270-840 um, up to 4.5 um thick.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 151
Rhaphidophlus raraechelae Soest
Rhaphidophlus raraechelae Soest, 1984: 116
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.26.
Thinly encrusting on dead coral, slimy, orange-red in life.
Spicules: 1) Styles choanosomal, straight or slightly curved,
measuring 230-500 x 7-11.5 um. 2) Styles to subtylostyles ectosomal,
straight, measuring 280-470 x 3.5-5 um. 3) Subtylostyles ectosomal,
straight, measuring 110-160 x 1-2 um. 4) Acanthotylostyles measuring
50-80 x 3.5-4.5 um, with tyle and distal half more thickly spined.
5) Toxas with a chord of 100-130 um, immeasurably thin, extremely
rare. No chelas have been observed.
Rhaphidophlus juniperinus (Lamarck)
Spongia juniperina Lamarck, 1813: 444
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964.
R.N. BC.77.
S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 2-4 m, 3 April 1964. R.N.
SDC.7.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 17 April 1964. R.N. BY.13.
Bimini, Rabbit Cay (Bahamas), depth 2-3 m, 13 March 1964. R.N. RC.7b.
La Parguera (Puerto Rico), depth 7-15 m, 6 May 1964. R.N. LP.45.
Spicules: 1) Styles measuring 200-360 x 7-14um. 2) Subtylo-
styles measuring 200-360 x 4.5-6 um. 3) Subtylostyles measuring 100-
200 x 2.5-4.5 um. 4) Isochelas palmate with a chord of 12-14 um.
5) Toxas with a chord of 35-80 um, less than 1 um thick. 6) Toxas
irregular, raphidiform, less than 1um thick, 200 um and more long.
Chelas and toxas may be rare or missing in some preparations.
PETROSIDA
PETROSIIDAE
Petrosia weinbergi Soest (Fig. 69)
Petrosia weinbergi Soest, 1980: 75
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 30-40 m, 15 April 1964.
R.N. BC.61.
Off La Parguera (Puerto Rico), depth 25-35 m, 12 May 1964. R.N. SH.23, SH.33,
SH.11.
152 G. PULITZER-FINALI
BC.61: laminar, 5-6 mm thick, hard but fragile, infested by white
zoanthid. Colour in life violet-brown on one side, tawny on the other
one. In formalin the colour is olive-brown. Oscules, about 1 mm wide,
are present on only one side, the lighter one. Spicules: oxeas stout,
regularly curved, with short points, which may be regarded as belonging
to three categories: 250-290 x 13.5-15 um, 55-170 x 9-11.5 um, 23-
40 x 2.5-4.5 um.
Se anni
oe
Fig. 69 - Petrosia weinbergi Soest. Spicules of specimen BC.61. Scale: 50 um.
SH.23: fragmented, lamellar, 5-7 mm thick, infested by zoanthid.
In life dark violet, interior tan; now light greenish drab. Fragile. No
oscules apparent. Spicules: oxeas measuring from 37 x 3 um to 280 x
14 um. They have the same character as in BC.61, but some strongylote
modifications are present. The spicules are not clearly separable in
categories. The sponge is locally common.
SH.33: fragments of large laminar sponge, 8 mm thick. Oscules
1-2 mm wide, about 5 mm apart, on one side only. Colour in spirit
dull dark green. Spicules: Oxeas with short rounded ends, almost
strongylote, measuring 50-280 x 5.5-14 um.
SH.11: only a fragment is available, consisting of a thick-walled
tube with an apical vent. The tube is 6 cm high and has a diameter of
3.5 cm, the vent is 15 mm wide. The colour in life was brown externally,
tan internally, in formalin it is olive-brown. The consistency was hard
and fragile. There is a considerable difference in form between this
specimen and the laminar ones, but colour, consistency and spiculation
are identical. ‘The oxeas tend to a strongylote form and may be regarded
as belonging to three sizes: 23-39 x 3.5-4.5 um, 65-150 x 9-14 um and
230-280 x 12-14 um.
Petrosia pellasarca (Laubenfels) (Fig. 70)
Haliclona pellasarca Laubenfels 1934: 23
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 153
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth unknown (less than
40 m), April 1964. R.N. BC.98.
The specimen (apparently incomplete), in the dry state, is laminar,
5 to 10 mm thick, 7 x 5 cm wide, shaped like a cup cut in two. The
concave side is in large part overgrown by a calcareous alga; the convex
side is riddled with apertures about 0.5 mm wide and 1.5 mm apart.
The consistency is woody, the colour light yellowish brown. The ecto-
somal skeleton consists of a regular tangential network of single oxeas
forming meshes a little narrower than the length of a spicule. From each
knot a brush of microxeas arise. The choanosomal skeleton is an iso-
tropic reticulation of single oxeas.
ere en
ina Lio
Se si
Fig. 70 - Spicules of Petrosia pellasarca (Laubenfels). Scale: 50 um.
Spicules: 1) Oxeas slightly curved, with short, well formed extremi-
ties, measuring 140-260 x 4.5-11.5 um. 2) Microxeas measuring 30-
70 x 1-2.5 um. Some intermediates (rare) are present.
This specimen corresponds to the sponge erroneously attributed
to Haliclona by DE LAUBENFELS, which van SoEsT (1980: 80) recognized
as belonging to the Petrosiidae and now (personal communication),
places in Petrosia.
Xestospongia muta (Schmidt)
Schmidtia muta Schmidt, 1870: 44
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 20 m, May 1964. R.N. LP.92.
Off La Parguera (Puerto Rico), shelf edge, depth 25-30 m, 12 May 1964. R.N.
SH.15.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.9,
BY.38.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 7-8 m, 11 April 1964. R.N. BC.29,
BC.47.
154 G. PULITZER-FINALI
Only fragments have been kept. The specimens were all large,
vase-shaped, up to 50 cm in diameter; at Boca de Yuma some were noted
measuring almost 1 m. The colour was brown externally, tan internally;
a violet tinge was always present. The spicules are oxeas with short and
obtuse points. Sizes in um:
BC.29: 340-410 x 11.5-16.5 SH.15: 340-420 x 9-16
BC.47: 350-420 x 11.5-18.5 LP.92: 280-420 x 9-16
BY.9 : 345-430 x 7-16 BY.38: 310-370 x 7-14
Xestospongia subtriangularis (Duchassaing) (Fig. 71)
Spongia subtriangularis Duchassaing, 1850: 26
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N.
LP.25, LP.101.
Boca Chica (Dominican Republic) depth 30-40 m, 15 April 1964. R.N. BC.65.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35m, 30 March 1964. R.N. NC.32.
Kingston (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.7.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 4-5 m, 18 April 1964. R.N. BC.80.
Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964. R.N. PR.17,
PR.59.
PR.17: massive, oscules 5 mm wide on elevations, tough, inelastic,
interior sticky, friable. Colour in life light violet to light orange-cream.
The ectosomal skeleton is made by plurispicular tracts 50-100 um
Fig. 71 - The specimen of Thalysias subtriangularis Duchassaing in the D. & M.
collection at the Turin Museum.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 155
thick, forming roundish meshes 190-260 um wide. The choanosomal
skeleton is a similar reticulation obscured by a large number of spicules
in confusion.
BC.80: two fragments of a small, globose sponge. Oscules in rows,
1 to 2 mm wide. Colour in life brown. Consistency hard. The ectosomal
skeleton is a regular, plurispicular reticulum of tracts about 90 um
thick forming roundish meshes 130-170 um wide.
LP.25, BC.65: cylindrical, anastomosing, incompressible, woody
but easy to break. Colour in life dull dark violet, interior tan. Densely
perforated by a zoanthid. These samples agree closely with the speci-
men of Thalysias subtriangularis in the Duchassaing & Michelotti col-
lection at the Turin Museum.
NC.32: fragment of cylindrical branching specimen 1.5 cm in
diameter. Oscules in a line, 5 mm wide, 15 mm apart. The colour in
life was purplish brown, interior tan; it is cream in formalin.
PR.59: small, subcylindrical, colour in life olive-brown with pur-
plish tint, interior tan; cream when dry. Stony hard.
KC.7: fragment, irregularly cylindrical, infested by zoanthid. Colour
in life dark violet-brown externally, tawny internally.
LP.101: fragment of cylindrical, irregularly branching, repent
sponge. Oscules on the upper side. Colour in life olive-brown.
The spicules are oxeas. Sizes in um:
PR.17: 140-190 x 4.5-9 BC.80: 110-140 x 4.5-7
LP.25: 148-167 x 5.7-8 BC.65: 158-167 x 7-9
NC.32: 140-160 x 5-7 PR.59: 140-170 x 5-9
KC.7: 130-160 x 4.5-7 LP.101: 140-170 x 5-9
In the Turin specimen they measure 143-158 x 4.5-7 um.
Xestospongia do minicana sp.n. (Fig. 72, 73)
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 20 m, 27 April 1964.
R.N. BC.87.
Holotype: msnc 47703
A small fragment is available. The sponge was subcylindrical,
2.5-3 cm in diameter, brown, firmly resilient, densely infested by a
zoanthid. In the dry state it has the consistency of cork. Oscules are
flush, sparse, 2 mm wide. At the surface the skeleton is a not separable
156 G. PULITZER-FINALI
reticulation of spicular tracts which form not quite distinct meshes
about 350 um wide. Around the perforations made by the zoanthid
there is a collar of spicules accumulated in confusion. The choanosomal
reticulation of irregular tracts forming meshes of 500-700 um is obscured
by a large number of spicules in disorder.
Fig. 72 - Xestospongia dominicana sp. n., the holotype. Scale: 1 cm.
Nn
Fig. 73 - Spicules of Xestospongia dominicana sp. n. Scale: 50 um.
Spicules: strongyles slightly curved, measuring 140-260 x 5-14
um. No distinct categories are recognizable.
=
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 157
Xestospongia caminata sp.n. (Fig. 74, 75)
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.18.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.36.
Holotype (KC.18): msnG 47704
Paratype (LP.36): msnG 47705
KC.18: not entire, it measures 12 x 8 x 4 cm. It is massive with
partly coalescent elevated lobes each bearing on top an oscule 5 to
10 mm wide. The surface is smooth, the pores are 500-800 um wide,
400-1000 um apart. In life the sponge was inelastic and brittle, purplish
brown externally, tawny internally. In formalin the colour is tan with
purplish tinges here and there.
Fig. 74 - Xestospongia caminata sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
LP.36: fragments of a large, irregularly massive sponge. Colour
in life from violet to olive-brown, interior tan. Hard, fragile. Oscules
about 9 mm wide on bulbous or digitate processes.
The skeleton is a network of ill-defined tracts forming meshes
200-300 um wide. This reticulation is obscured by a large number of
spicules in confusion. At the surface the tracts are a little thicker and
more distinct, the meshes a little wider. The ectosome is not separable.
Spicules: in specimen KC.18 the spicules are oxeas to strongyles
measuring 200-280 x 5-14 um. Pure oxeas and pure strongyles are
158 G. PULITZER-FINALI
TECA eee
Fig. 75 - Spicules of Xestospongia caminata sp.n. I: specimen KC.18, II: specimen
LP.36. Scale: 50 um.
present in a large number, but they are not separable in two categories
owing to the quantity of intermediate forms. In specimen LP.36 the
spicules are oxeas measuring 210-260 x 6-14 um, rarely subject to
strongylote modifications.
OCEANAPIIDAE
Oceanapia bartschi (Laubenfels)
Inflatella bartschi Laubenfels, 1934: 21
Occurrence: Duncans (Jamaica), depth 40-45 m, 30 March 1964. R.N. NC.2.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 159
The specimen in life was olive-green, with mustard interior; in
formalin it is dark brown (about C.C.686). The fistules (broken) are 3
to 5mm wide, 5 to 15 mm apart.
Spicules: Strongyles straight to slightly curved, measuring 270-
340 x 6-10 um.
Oceanapia fistulosa (Bowerbank)
Desmacidon fistulosa Bowerbank, 1873: 19
Occurrence: Duncans (Jamaica), depth 50 m, 30 March 1964. R.N. NC.10.
Punta Salinas (Dominican Republic), on beach, 4 April 1964. R.N. SDS.5.
Specimen NC.10 was growing below sand, with only its fistular
outgrowths emerging. The colour was whitish. The surface is encrusted
by various debris, the fistules are partly enveloped by a calcareous alga.
The ectosomal skeleton consists of an irregular reticulation of single
spicules supported by an underlying strong network of multispicular
tracts 30-90 um thick, forming irregular meshes less than 700 um wide.
The choanosomal skeleton is a dense and confused reticulation of single
spicules, with rare plurispicular tracts having no definite course.
Spicules: 1) Oxeas slightly curved, often slightly sinuous, measuring
250-300 x 4.5-9.5 um. 2) Oxeas measuring 80-110 x 3-4 um, abundant
in the ectosome.
Pellina carbonaria (Lamarck)
Spongia carbonaria Lamarck, 1814: 375
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 0.5 m, 3 May 1964. R.N. LP.2.
Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964. R.N. PR.18.
Off La Parguera (Puerto Rico), drop-off, depth 35 m, 12 May 1964. R.N. SH.12.
LP.2: various fragments of an irregularly lobate to ramose sponge,
almost black in life. It coloured the fixing spirit greenish black and is
now deep black. This species was locally common, growing mostly on
Porites, often half buried in sand. The ectosome, separable, is sup-
ported by a dense tangential reticulation uni- to plurispicular, forming
irregular meshes only 45 to 90 um wide. There are wide subdermal
spaces. The choanosomal skeleton is a dense irregular reticulation of
plurispicular tracts with many spicules in confusion. The spicules are
oxeas measuring 180-225 x 4-9.5 um.
PR.18: massive, incompressible, greenish black in life, black in
formalin. The oxeas measure 200-235 x 5-12.5 um.
160 G. PULITZER-FINALI
SH.12: thickly encrusting, stiff, fragile, greenish black in life, dark
brown in the dry state. Oscules sparse 7-8 mm wide; no oscular tubes
have been observed. The dermal skeletal network is unispicular. The
oxeas measure 185-225 x 5-11.5 um.
HAPLOSCLERIDA
RENIERIDAE
Haliclona hogarthi Hechtel
Haliclona hogarthi Hechtel, 1965: 20
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-8 m, 9 May 1964. R.N. LP.
22, LP.97, LP.99, LP.35.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 1m, 18 May 1964. R.N. LP.76.
Port Royal (Jamaica), mangrove, depth 0-1.5 m, 23 March 1964. R.N. KM.8.
The specimens are small, lobate, with wide oscules, soft, lavender
to violet in life. The skeleton is a unispicular reticulation. The oxeas
are fusiform, straight or slightly curved, measuring (in the various
specimens) 100-180 x 4.5-9 um.
ADOCIIDAE
Adocia albifragilis Hechtel
Adocia albifragilis Hechtel, 1965: 28
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 0.5m, 9 May 1964. R.N.
LP.57.
The sponge, now in small fragments, was thickly encrusting on
dead coral. The colour was light brown, the consistency soft and fragile.
The ectosomal skeleton is a regular tangential reticulation of single
spicules with little spongin at the nodes. The choanosomal skeleton is
alike. The spicules are oxeas measuring 140-170 x 4-6.5 um.
Adocia perforata sp.n. (Fig. 76)
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 18 May
1964. R.N. LP.75.
Holotype: MsNG 47706
The specimen is now in fragments. It was massive, firm, compres-
sible, not resilient, easy to tear. The colour was a dull violaceous drab
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 161
externally, tan-cream internally. In formalin the colour is drab, the
consistency very friable. The sponge is pierced by canals up to 6mm
wide. The ectosomal skeleton is a tangential network of single spicules
forming meshes about 100 um (that is the length of a spicule) wide.
The spicules are bound by little spongin at the knots. The choanosomal
skeleton is a similar reticulation, only tridimensional. No main tracts
are observable.
ee Pazzi
ees ne rete,
Fig. 76 - Spicules of Adocia perforata sp. n. Scale: 25 um.
Spicules: Oxeas straight or slightly curved, remarkably uniform in
shape and in size, measuring 100-115 x 3.5-4.5 um. The ends are not
quite sharp, often almost imperceptibly stepped down.
NIPHATIDAE
Niphates erecta Duchassaing & Michelotti
Niphates erecta Duchassaing & Michelotti, 1864: 93
Occurrence: Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March
1964. R.N. PR.49, PR.63.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.12.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 3 m, 11 April 1964. R.N. BC.14, BC.15.
S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 1-3 m, 3 April 1964. R.N.
SDC.3.
La Parguera (Puerto Rico), depth 2m, 3 May 1964. R.N. LP.3.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.28.
Port Royal (Jamaica), wharf, depth 1-6 m, 23 March 1964. R.N. PR.6, PR.11.
PR.49: fragment of ramose specimen. Solid branches about 1.5 cm
thick. Softly elastic. Light greenish grey, interior light tan. Infested
by zoanthid. Oxeas 210-270 x 4.5-10.5 um, sigmas 14-18 um, very
abundant.
PR.63: fragment of cylindrical specimen, diameter 0.5-0.7 cm.
Spongy. Light violet. Oxeas 210-280 x 8-11.5 um, sigmas 13-15 um,
Very rare.
KC.12: small fragment of cylindrical specimen, diameter 1.5 cm.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 11
162 G. PULITZER-FINALI
Tough, elastic. Violet. Infested by zoanthid. Oxeas 175-240 x 4.5-9 um,
sigmas 13-15 um, very rare.
BC.14: fragments of subcylindrical repent specimen, diameter
1-1.5cm. Tough, resilient. Greenish grey with tan interior. Oxeas
210-260 x 5.5-11.5 um, sigmas 15 um, very rare.
BC.15: fragment of cylindrical specimen, diameter 0.8 cm. Light
dirty yellow. Oxeas 210-250 x 5.5-11.5 um, sigmas 15 um, very rare.
SDC.3: fragments of cylindrical specimen, diameter 1.5 cm. Dull
green. Oxeas 220-280 x 8-12 um, sigmas 12-16 um, very rare.
LP.3: solid cylinder 40 cm long, 16 mm thick, cough, resilient,
externally greenish grey, internally yellowish. Infested by zoanthid.
Oxeas 185-210 x 4.5-9.5 um, sigmas 16 um, very rare.
LP.28: pieces of irregularly cylindrical, solid erect sponge, about
2.5 cm thick. Near the top it divides into three parallel, partly coalescent
branches. Dull greenish grey. Observed locally to reach 1 metre in
length. Oxeas 190-215 x 5-9.5 um, sigmas 14 um, extremely rare.
PR.6: cylindrical, solid, branching, infested by zoanthid. The
living sponge was pink to light orange, internally dull orange-yellow.
Oxeas 200-250 x 9-14 um. No sigmas observed.
PR.11: cylindrical, solid, dull green in life.
In attributing these specimens to Nzphates erecta rather than to
Gelliodes ramosa (Carter) I am following van SorsT (1980: 35) who in
turn adopted WIEDENMAYER’s (1977: 96) synonymization of these two
species. I would point out, however, that I have not observed in any
of my nine specimens oxeas like those figured and described by WIEDEN-
MAYER. In no case their points are « hastate » or « mammiform to simple-
telescoped ». Furthermore, they all have a larger size. I would recall
that, while the maximum length indicated by WIEDENMAYER is 175 um,
it reaches 249 um in CarTER’s Fibularia ramosa (1882: 283), 252-276 um
in HECHTEL’s Gelliodes areolata (1965: 251), 242-273 um in HECHTEL’s
Gelliodes ramosa (1969: 7). 'The disagreement between this series of
records and WIEDENMAYER’s redescribed type is conspicuous and per-
plexing.
Niphates digitalis (Lamarck)
Spongia digitalis Lamarck, 1814: 436
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.19, KC.33.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 163
Boca Chica (Dominican Republic), depth 20 m, 12 April 1964. R.N. BC.94.
Bimini (Bahamas), west coast, depth 10m, 14 March 1964. R.N. BW.3.
KC.19, KC.33: funnel-shaped, 10-12 cm high, with a base 1.5 cm
wide, distally 5-6 cm wide, obliquely truncate. The rim is sharp and
fringed. The consistency in life was firmly resilient. The colour was dull
green with purple tinge; it is light brown in formalin.
BC.94: funnel-shaped, laterally compressed, 16cm high, base
1x3cm wide, distally 9x 2 cm wide, obliquely truncate. Rim sharp
and fringed. Middle brown in the dry state.
BW.3: hollow cylinder 11 cm high, 7.5 cm in diameter. The rim
of the pseudatrium is sharp and fringed; the wall is about 1 cm thick
at the base of attachment. The colour in life was greenish grey.
Spicules: 1) Oxeas measuring 150-190 x 5.5-8 um. 2) Sigmas
extremely rare observed in KC.19 and in BC.94, very thin, chord
15-18 um.
Niphates amorpha (Wiedenmayer)
Niphates digitalis amorpha Wiedenmayer, 1977: 98
Occurrence: S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 1-3 m, 3
April 1964. R.N. SDC.2.
La Parguera (Puerto Rico), depth 2-8 m, 3-6 May 1964. R.N. LP.4, LP.37, LP.42,
LP.104.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 0.5-1 m, 24 April 1964. R.N. BY.2.
Bimini (Bahamas), depth 2 m, 16 March 1964. R.N. BL.3.
The specimens are from cushion-shaped to branching, repent. The
consistency is moderately firm, resilient. SDC.2 and LP.104 were dull
green in life, the other specimens were grey. The oscules are numerous,
elevated, with raised and fringed rim, 2 to 5 mm wide. Oxeas entirely
fill the robust fibres of the skeletal network. Size in um of the oxeas:
SDC.2: 220-270 x 6-11.5 LP.42: 180-205 x 4.5-9.5
LP.4: 205-230 x 4.5-9 LP.37: 205-230 x 4.5-9.5
BY.2: 185-230 x 4.5-9 LP.104: 150-205 x 7-9
In SDC.2 a few sigmas, with a chord of 14-18 um, have been
observed.
Siphonodictyon siphonum (Laubenfels)
Siphonochalina siphona Laubenfels, 1949: 11
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N.
BL.8.
164 G. PULITZER-FINALI
The specimen consists of two hollow cylinders partly anastomosed,
2-3.5 cm high, 8-10 mm in diameter, wall about 1 mm thick. It was
noted as protruding from sand, attached to a stone, brown, mucous.
The colour in the dry state is middle brown.
Spicules: Oxeas curved asymmetrically, isodiametric, with hastate
or mucronate or mammiform extremities. Some stylote and strongylote
modifications are present. The size is 140-190 x 2.5-4.5 um.
Siphonodictyon xamaycaense sp.n. (Fig. 77, 78)
Occurrence: Duncans (Jamaica), depth 40-45 m, 30 March 1964. R.N. NC.5.
Holotype: MSNG 47707
Fig. 77 - Siphonodictyon xamaycaense sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 165
Available are hollow cylinders which were noted as growing erect,
mucous, dirty white with some reddish violet tinge. They are 8 to 11 cm
high, 10-15 mm in maximum diameter, thinning to about 4mm at
the apex, which is open. The wall is about 1 mm thick. The base of
Fig. 78 - Spicules of Szphonodictyon xamaycaense sp. n. Scale: 25 um.
attachment is not available. The specimen is now dry, cream-white.
At the inner surface of the tubes the skeleton consists of a network of
spiculo-fibres 110-380 um thick, forming regular meshes 450-680 um
wide. Some strong elongated fibres without definite course are observable
only near the base of the tubes. At the outer surface the skeleton is dif-
ferentiated, consisting of a much finer reticulation based upon the main
skeleton, formed by spicular tufts fanning out in all directions.
Spicules: Oxeas slightly curved, sometimes straight, of uniform
size and shape. The extremities are short, regularly formed, but open,
as the axial canal is apparent. They measure 110-125 x 4.5-6 um.
Siphonodictyon brevitubulatum Pang
Siphonodictyon brevitubulatum Pang, 1973: 56
Occurrence: Duncans (Jamaica), drop-off, depth 30-40 m, 30 March 1964.
R.N. NC.15, NC.17.
NC.15: a fragment, conical truncated, 5 cm at the base, 3.5 cm
high, open apically in a vent 17 mm wide. The endolithic part of the
sponge is not available. In life the specimen was mucous, yellow to
orange-yellow; the colour in formalin is orange (C.C.193). The surface
is smooth; the ectosomal skeleton is a regular network of plurispicular
tracts 40-190 um thick, forming roundish meshes 230-450 um wide.
The interior is trabecular, made by wide and flattened multispicular
fascicles widely separated. The spicules are oxeas slightly curved or
bent, with short points, sharp and often slightly mucronated. They
measure 130-150 x 4.5-7 um.
NC.17: a fragment (apparently the epilithic part), conical, 4 cm
wide at the base, 2 cm high, open at the top in an oscule 8 mm wide.
166 G. PULITZER-FINALI
The specimen in life was mucous, white (it was found under an over-
hang). Its colour in the dry state is white. The ectosomal skeleton is a
regular reticulation of spicular tracts 45-65 um thick, forming roundish
meshes 160-190 um wide. Under the ectosomal skeleton open vertical
canals 2 to 4 mm in diameter separated by thin membranes. The oxeas,
almost strongylote, measure 130-160 x 4-6 um.
Gelliodes sosuae sp.n. (Fig. 79, 80)
Occurrence: Sosua (Dominican Republic), 19 April 1964. R.N. SOS.2.
Holotype; MsnNc 47708
This small specimen was light violet in life, elastic. The ectosomal
skeleton, not separable, is a plurispicular reticulation with meshes
180-380 um wide. The fibres, 15-30 um thick, are made by megascleres
bound by clear spongin. Abundant sigmas are also present. ‘The choano-
somal skeleton is a dense reticulation of 10 to 35 um-thick fibres in
which spongin predominates as they are mostly cored only by one or
two spicules in front. The meshes are irregular, 90-180 um wide.
Fig. 79 - Gelliodes sosuae sp. n., the holotype. Scale: 0.5 cm.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 167
Fig. 80 - Spicules of Gelliodes sosuae sp. n. Scale: 50 um.
Spicules: 1) Strongyles slightly curved, measuring 100-170 x
2.5-6 um. The thinner, longer ones are not quite clearly strongylote.
2) Sigmas with a chord of 14-27 um. They are uniformly C-shaped and
abundant.
Amphimedon viridis Duchassaing & Michelotti
Amphimedon viridis Duchassaing & Michelotti, 1864: 81
Occurrence: Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 7m, 27 March
1964. R.N. PR.41.
Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N. BL.1.
La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 3 May 1964. R.N. LP.13.
PR.41: massive, with oscule-bearing lobes. Soft, slightly mucous,
dark green outside and inside in life. Soft and fragile, middle brown in
formalin. Spicules: oxeas slightly curved, with sharp and well formed
points, measuring 130-170 x 4.5-7 um.
BL.1: massive with oscules on top of digitiform processes. Soft,
dull green, slightly sticky in life. Fragile, medium brown in formalin.
Spicules: oxeas slightly curved, measuring 100-140 x 2-2.5 um. The
axial canal is visible; the extremities are generally open, truncated.
LP.13: massive, with lobes and digitate processes bearing an apical
oscule about 4 mm wide. When wet, it does not support its own weight.
Green outside and inside, sticky to the touch in life. Olive in formalin.
Spicules: oxeas slightly curved, measuring 130-160 x 2.5-5.5 um. They
vary considerably in thickness. The points are regular, sharp.
The frailness of the spicules of specimen BL.1 is noteworthy,
particularly when we consider that to this species have been attributed
also specimens with oxeas up to 10 and even 12 um thick (LITTLE,
1963; WELLs et al., 1960). I would mention that the oxeas of the two
types at the Turin Museum measure respectively 120-150 x 4-4.5 um
and 130-150 x 4.5-5.5 um.
168 G. PULITZER-FINALI
Amphimedon compressa Duchassaing & Michelotti
Amphimedon compressa Duchassaing & Michelotti, 1864: 78
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 2-5 m, 11-18 April
1964. R.N. BC.5, BC.75.
Boca Chica (Dominican Republic) depth 20 m, 12 April 1964. R.N. BC.31, BC.32,
BC.33, BC.89.
Boca Chica (Dominican Republic) depth 30-40 m, 15 April 1964. R.N. BC.64.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.23.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.3, KC.4,
KC.5.
Nassau (Bahamas), depth 2-4 m, January 1963. R.N. 1108.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35 m, 30 March 1964. R.N. NC.29.
Spicules: oxeas measuring 140-167 x 4.5-8 um. In BY.23 they are
thinner, not exceeding 5.5 um.
The shape of KC.4 is peculiar: uniformly cylindrical, 1 cm thick,
40 cm long.
Amphimedon complanata (Duchassaing)
Spongia complanata Duchassaing, 1850: 26
Occurrence: Nassau (Bahamas), depth 3 m, February 1963. R.N. 1068.
Bimini (Bahamas), depth 2-3 m, 13 March 1964. R.N. RC.4.
Specimen 1068 was irregularly cushion-shaped, RC.4 was erect,
flattened. The latter was noted to give off a red exudate when squeezed.
At first sight the specimens were not distinguishable from the common
Amphimedon compressa. Now in the dry state, they have the same reddish
brown colour.
Spicules: oxeas to strongyles measuring 90-125 x 2-3 um.
Cribrochalina vasculum (Lamarck) (Fig. 81)
Spongia vasculum Lamarck, 1814: 385
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 7-8 m, 12 April 1964.
R.N. BC.46.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 20 m, 27 April 1964. R.N. BC.91,
BC.92, BC.93, BC.84.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 17 April 1964. R.N. BY.19.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 40-45 m, 30 March 1964. R.N. NC.11.
Off La Parguera (Puerto Rico), depth 25-35 m, 12 May 1964. R.N. SH.3.
BC.46, BC.91, BC.92: shape of a very irregular cup. Colour in life
violet-brown.
BC.93: a large fragment of a laminar specimen. Hard as wood in
the dry state.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 169
BC.84: massive near the base of attachment, then flattening and
giving out two thin and irregular processes. Violet-brown in life.
BY.19: fragment of an irregularly branching, repent sponge. Violet-
brown in life.
Fig. 81 - Cribrochalina vasculum (Lamarck). Spicules of specimen NC.11. Scale:
50 um.
NC.11: a fragment, 10 x 5 cm wide, 6 to 8 mm thick, of a laminar
sponge growing attached by a border. The colour in life was dark brown-
ish purple, the interior tan. Now in formalin, the colour is drab, the
consistency incompressible, tough, scarcely pliable.
SH.3: a small irregular lamella, 5-10 mm thick. In formalin, the
specimen is tough, resilient; its colour is olive.
The ectosomal skeleton is a reticulation of spicular tracts 45-100 um
thick forming roundish meshes 140-230 um wide. The ectosome is not
separable. The choanosomal skeleton consists of strong, dense spicular
tracts ascending, branching, bending toward the surface. They are
70-270 um thick and 200 to 400 um apart. Irregular connections are
made by thinner tracts. The binding colourless spongin does not overlap
the tracts.
Spicules: oxeas slightly curved, measuring 32-250 x 2-9 um. The
extremities are markedly variable. ‘The smallest oxeas (32-80 um long)
are not abundant and might be regarded as belonging to a separate
category, but intermediates are present.
In 1965 there still was available in the Duchassaing & Michelotti
collection at Turin a specimen labeled Agelas albo-lutea D. & M. It
was a laminar fragment, 5 x 8 cm wide, about 6 mm thick; it bore the
register number CG.21. I have two slides obtained from this specimen:
it definitely belongs to Cribrochalina vasculum.
170 G. PULITZER-FINALI
Cribrochalina caribica sp.n. (Fig. 82, 83)
Occurrence: Off La Parguera (Puerto Rico), depth 25-30 m, 12 May 1964.
R.N. SH.13, SH.14.
Sosua (Dominican Republic), depth 20m, 19 April 1964. R.N. SOS.7.
Punta Salinas (Dominican Republic), on beach, 19 April 1964. R.N. SDS.17.
Holotype (SH.14): msn 47709
The sponge is palmate, 4 to 8 mm thick, up to about 10 cm wide.
The colour appears variable, violet, greenish grey, grey. The consistency
is resilient, in life and in formalin. The oscules are on one face, regularly
set, 1-2 mm wide, 3-5 mm apart. The skeleton is made by irregular
Fig. 82 - Cribrochalina caribica sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
plurispicular fibres up to 100 um thick, branching and anastomosing.
The spicules are not always ordinately arranged within the fibres. At
the surface the reticulation becomes more regular, with meshes 150-
400 um wide, and with perpendicular brushes arising from the nodes.
The spicules are oxeas slightly curved, measuring 150-205 x 6.5-10.5 um.
The points are short and sharp.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 171
Fig. 83 - Spicules of Cribrochalina caribica sp. n. Scale: 50 um.
The specimen ZMA POR.4439, recorded by van Soest (1980: 44)
as Cribrochalina spiculosa appears to belong to the present species.
CALLYSPONGIIDAE
Callyspongia plicifera (Lamarck)
Spongia plicifera Lamarck, 1813: 435
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), 9 May 1964. R.N. LP.67.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.35.
KC.35: the specimen is vase-shaped, 17 cm high, 4cm wide at
the base, 9 cm wide below the pseudoscule which has a diameter of
7.5 cm. The wall is about 6 mm thick, the rim of the pseudoscule is
paper thin, laciniate. The outer surface is densely beset with irregular
blunt tubercles. The colour in life was purple to lavender, not uniform,
iridescent. The consistency was softy resilient. Primary and secondary
reticulations of the ectosomal skeleton are not everywhere clearly distin-
guishable. The primary fibres are up to 80 um thick, but many of the
secondary ones almost reach this thickness. The resulting meshes are
mostly rounded, 90 to 180 um wide. The embedded spicules are stron-
gyles measuring 70-90 um by about 1.5 um, sparse and rare.
LP.67: available is only a fragment of the wall of an apparently
vase-shaped sponge. The convex side is deeply grooved. The ectosomal
skeleton consists of a network of main fibres 40-100 um thick forming
meshes 350-700 um wide. Within them there is a secondary reticulation
of fibres 10-40 um thick forming meshes 140-260 um wide. The re-
ticulation of the choanosomal skeleton is irregular, with main fibres
up to 120 um thick and connecting ones down to 8 um. The fibres are
devoid of spicules; only rare traces are observable.
172 G. PULITZER-FINALI
Callyspongia tenerrima Duchassaing & Michelotti
Callyspongia tenerrima Duchassaing & Michelotti, 1864: 57
Occurrence: Nassau (Bahamas), depth 2-4m, 24 January 1963. R.N. 1089.
The specimen is cylindrical, 23 cm high, 2 cm thick, tough and
resilient. The colour in life was olive (C.C.315), it is dark brown in
formalin. The oscules, numerous, are 2 to 4 mm wide. The ectosomal
skeleton is irregular, with main fibres 30 to 60 um thick which not always
form polygonal meshes as they converge toward the conules. A secondary
reticulation is formed by fibres 10-20 um thick, with meshes 50-140 um
wide. The main choanosomal fibres are up to 100 um thick and are often
fasciculated. The coring spicules, strongyles measuring 60-75 x 1.5-
2 um, are scarce.
Callyspongia armigera (Duchassaing & Michelotti)
Tuba armigera Duchassaing & Michelotti, 1864: 48
Occurrence: Staniel Cay, Exumas (Bahamas), cave, depth 1-5 m, 3 March
1963. R.N. 1125.
Fragments of a subcylindrical, ramose sponge. Firmly resilient,
brown in formalin. Surface irregular, oscules numerous, 3-4 mm wide.
Infested by a zoanthid. The primary ectosomal reticulation is made by
fibres 19-47 um thick forming meshes 380-550 um wide. The secondary
network is formed by fibres 9-18 um thick forming meshes 50-90 um
wide. This compound reticulation is beautifully regular. The larger
fibres contain a variable but moderate amount of spicules; these in the
secondary reticulation are only sparsely present. The spicules are oxeas
measuring 70-80 x 1.5-4 um.
Callyspongia fallax Duchassaing & Michelotti
Callyspongia fallax Duchassaing & Michelotti, 1864: 57
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10 m, 22 March 1964. R.N.
KC.22.
Small, repent, tawny in life. Oscules 4-10 mm wide on rounded
lobes. Ectosomal skeleton made by a primary reticulation of spongin
fibres 50-80 um thick forming meshes 190-300 um wide. In the main
fibres the embedded spicules are 1 to 8 in front, in the secondary fibres
they are 1 to 3. The spicules are oxeas-strongyles isodiametric, slightly
curved, measuring 80-95 um by about 1.5 um.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 173
Callyspongia simplex (Duchassaing & Michelotti)
Tuba lineata var. simplex Duchassaing & Michelotti, 1864: 47
Occurrence: Boca Chica (Dominican Republic), depth 5m, 11 April 1964.
R.N. BC.3.
The specimen consists of two irregular parallel lamellae joined at
a few points. The lamellae are about 5 mm thick. The colour in life
was red to salmon-pink. The consistency, in formalin, is softly elastic,
the colour middle brown. The ectosomal skeleton consists of a main
reticulation of multispicular fibres in which the spicules are irregularly
arranged and, as a rule, exceed the quantity of spongin. They are
14-35 um thick and form irregular meshes 190-380 um wide. Within
this network there is a secondary one, irregular, with meshes about
100 um wide, whose side consists of a single spicule enveloped by scarce
spongin. The main fibres of the choanosomal skeleton are up to 46 um
thick. The spicules they contain are mostly sparse, but can be found
concentrated here and there. Secondary fibres, not always clearly dis-
tinguishable from the principal ones, are 9-30 um thick and contain a
single spicule, not continuously. The meshes of the network are irre-
gular, 60-180 um wide. Strong fascicles of fibres run longitudinally.
The spicules are oxeas slightly curved, measuring 75-100 um, 2.5-5 um
thick. Their extremities are sharp, generally stepped down.
The peculiar form of this specimen agrees closely with DucHas-
SAING & MICHELOTTI’s description. This species is further characterized
by the main fibres of the ectosomal skeleton being plurispicular and also,
perhaps, by its colour.
Callyspongia vaginalis (Lamarck)
Spongia vaginalis Lamark, 1814: 436
Occurrence: Bimini, Rabbit Cay (Bahamas), depth 2-3 m, 13 March 1964.
R.N. RC.2.
Bimini (Bahamas), west coast, depth 10m, 16 March 1964. R.N. BW.11.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 20m, 12 April 1964. R.N. BC.38.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 7-8 m, 12 April 1964. R.N. BC.53.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.41.
RC.2 (dry): a group of coalescent erect tubes, thin walled, with
wide apical vents. The surface is beset with dull conules and is infested
by a zoanthid. The colour in life was grey.
BW.11 (formalin): two coalescent erect tubes from a narrow base,
12 cm high. Their maximum diameter (in the middle) is 3 cm, the apical
174 G. PULITZER-FINALI
vents are 1.5cm wide. The wall of the tubes is thick; the surface is
beset with dull conules closely set. The colour in life was noted as dull
greyish green to bluish to drab.
BC.38: fragment of tubular, branching specimen, aculeated, in-
fested by a zoanthid. Grey in life, middle brown in formalin.
BC.53: fragment from specimen consisting of several tubes having
a common base. Aculeated, infested by zoanthid. Violet in life, middle
brown in formalin.
LP.41: one of a group of tubular specimens, 20 cm high, with a
maximum diameter of 35 mm below the pseudoscule which is 25 mm
wide. The rim is laciniated, paper thin. The surface is beset with short
sparse conules. The colour in life was a dull light greyish violet, main-
tained in formalin.
The ectosomal skeleton consists of a network of spiculofibres
18-37 um thick, forming meshes 140-280 um wide. Within these meshes
there is a secondary reticulation of fibres 4-9 um thick, forming meshes
45-120 um wide. All the fibres are only discontinuously cored by spicules.
The choanosomal skeleton is a dense reticulation, with fibres up to
70 um thick, also fasciculated. ‘They are only sparsely cored by spicules.
These are oxeas very slightly curved, sometimes straight, with short
and sharp extremities. They measure 70-110 x 2-5.5 um.
Toxochalina multiformis sp.n. (Fig. 84, 85)
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 1.5 m, 9 May 1964. R.N. LP.60.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N. LP.43.
S. Domingo, La Caleta (Dominican Republic), depth 1-3 m, 3 April 1964. R.N.
SDC.4.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 3m, 11 April 1964. R.N. BC.9.
Holotype (LP.43): msnc 47710
LP.43: the specimen consists of three tubular elements cut from
a common base, measuring respectively 7, 10 and 11 cm, with a maximum
diameter of 1.5, 2.5 and 3 cm. The wall is 3 to 5 mm thick. The tubes
are rather irregular, with outgrowths and constrictions, terminating
apically with an annular asymmetric swelling. The colour in life was
greyish, it is now (in spirit) middle brown. The surface is smooth, the
consistency is resilient. ‘The choanosomal skeleton is a rather regular
reticulation of spongin fibres 37-65 um thick forming meshes 220-
370 um wide. This network becomes denser toward the periphery: at
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 175
the surface the meshes are reduced to 90-280 um. The structure of
the ectosomal skeleton is not uniform: in some areas it is possible to
distinguish main fibres about 45 um thick forming meshes devoid of
regularity, about 200-450 um wide, and within them a secondary reti-
culation of fibres 10-20 um thick forming meshes 70-140 um wide. All
the fibres are cored, not uniformly, by oxeas.
Fig. 84 - Toxochalina multiformis sp. n., the holotype. Scale: 3 cm.
SDC.4: the specimen is cushion-shaped, with prominent lobes
apically open. It measures 8 x 4 x 1.5 cm, and the vents are 3 to 8 mm
wide. The colour in life was violet and is now (in the dry state) light
brown. The consistency is firm, scarcely elastic. The choanosomal
skeleton is a reticulation of spongin fibres 18-47 um thick forming ir-
regular meshes 100-380 um wide. This network becomes denser toward
the surface, where the meshes measure 35-150 um, made by fibres
9-90 um thick, which are also present in the form of perforated bands.
All the fibres are cored by oxeas, but sparsely.
BC.9: this specimen has the same form as SDC.4; it is only smaller.
176 G. PULITZER-FINALI
LP.60: two coalescent uneven tubes 5 cm high, about 1.5 cm in
diameter. The colour in life was blue, it is now (in the dry state) middle
brown. The ectosomal skeleton is made by spongin fibres 9-47 um
thick, forming meshes 70-180 um wide. They are sparsely cored by
oxeas. The fibres of the choanosomal skeleton, also cored by scarce
spicules, are 30 to 70 um thick and form meshes 200-500 um wide.
@
Fig. 85 - Spicules of Toxochalina multiformis sp. n. Scale: 20 um.
Spicules: 1) Oxeas straight or slightly curved, isodiametric, with
short, hastate points, measuring 65-95 x 2.5-7 um. 2) Toxas with a
chord of 18-43 um.
In spite of the difference in growth-form, there can be little doubt
that these specimens are conspecific, as their spiculation is identical.
DICTYOCERATIDA
SPONGIIDAE
Spongia pertusa (Hyatt)
Spongia officinalis tubulifera pertusa Hyatt, 1877: 512
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1.5 m, 3-18
May 1964. R.N. LP.15, LP.87.
Locally common. Massive, irregular, in life black outside, drab
inside. Upper surface beset with variously formed oscular processes.
Main fibres not clearly distinguishable, occasionally with inclusions,
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 177
very pale yellow. The consistency of the sponge in spirit and in formalin
is softly resilient.
Hippospongia lachne Laubenfels
Hippiospongia lachne Laubenfels, 1936: 11
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1.5m, 16 March 1964.
R.N. BL.9.
Bimini, Rabbit Cay (Bahamas), depth 2-3 m, 13 March 1964. R.N. RC.1.
Available are fragments of large specimens which were described
in field notes as black or brownish black externally and cream internally,
firmly resilient, uncommon. In formalin the sponge is softly resilient,
dark brown externally and tan internally. The surface is grooved, mi-
nutely and densely hispid; the interior is cavernous. The fibres are very
pale yellow, uncored, not distinguishable in primary and secondary,
18-30 um thick. They form irregular meshes, 40-200 um wide.
Hyattella intestinalis (Lamarck)
Spongia intestinalis Lamarck, 1814: 439
SARE : Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N.
The specimen is massive, irregular, perforated by wide canals. On
one side three processes arise, 4, 3 and 1 cm high, about 1 cm thick,
widening toward the tip. The primary fibres are made by sand grains
rather irregularly bound by pale-yellow spongin, forming an often fa-
sciculated fibre up to 300 um thick. Appearing white, about 1 mm
apart, these fibres are conspicuous also to the unaided eye. At the tip
of the processes they often branch. The secondary fibres are 25-45 um
thick and form meshes 150-450 um wide. The sponge was blackish in
life, it is middle brown in spirit. The consistency is toughly resilient.
'THORECTIDAE
Hyrtios violaceus (Duchassaing & Michelotti)
Acamas violacea Duchassaing & Michelotti, 1864: 95
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N.
BL.14.
The specimen in formalin is an amorphous mass extremely soft
and fragile. The sponge in life was brownish black, soft, delicate. It
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 12
178 G. PULITZER-FINALI
gave off a red exudate after collection. The main fibres consist of coarsely
cemented debris (mostly sand) and are 150-300 um thick. Connecting
fibres are 40-80 um thick; they are generally only partially cored: the
spongin prevails.
Hyrtios proteus Duchassaing & Michelotti
Hyrtios proteus Duchassaing & Michelotti, 1864: 74
Occurrence: Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N.
BL.26.
Massive, lobate, softly resilient, black in life, very regularly conulose.
The main fibres protrude from the conules which are about 1 mm
high and 2-3 mm apart. In spirit the sponge is dark brown, almost
black outside, light brown inside. Main and secondary fibres, up to
about 300 um thick, are cored by foreign material. The spongin, where
visible, is distinctly laminated, light yellow.
Ircinia strobilina (Lamarck)
Spongia strobilina Lamarck, 1816: 383
Occurrence: Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N.
KC.23.
The specimen is conical, 6 cm high with a base 6 cm wide. There is
a group of four oscules 4 mm wide. The conules are about 6 mm high,
5 to 9 mm apart, often bifid. In life the colour of the sponge was dirty
grey externally, mustard internally. In formalin the colour is dirty grey
outside, rust inside. The preserved specimen is flaccid, although dif-
ficult to cut and tear. The filaments are 5-7 um thick, with knobs 10 um
in diameter.
Smenospongia aurea (Hyatt)
Aplysina aurea Hyatt, 1875: 404
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N.
LP.32.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 20 m, 27 April 1964. R.N. BC.85.
Bimini, Rabbit Cay (Bahamas), depth 5-7 m, 13 March 1964. R.N. RC.25.
Nassau (Bahamas), depth 1-4m, 25 February 1963. R.N. 1094.
LP.32: from a base 11x 7 cm wide two cone-shaped processes
arise, 6 and 7 cm high, with apical oscule respectively 7 and 8 mm wide.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 179
The colour in life was brown externally, yellow internally; in spirit it
is dark brown. The consistency is firm, scarcely compressible. The
laminated, uncored, fasciculated, trellised fibres, 50-180 um thick, form
toward the surface a structure markedly honeycombed.
Smenospongia conulosa sp.n. (Fig. 86)
Occurrence: Off La Parguera (Puerto Rico), depth 25-35 m, 12 May 1964.
R.N. SH.22.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 20 m, 11 April 1964. R.N. BC.17.
Holotype (SH.22): msnG 47711
Paratype (BC.17): msnG 47712
SH.22: the specimen, not entire, apparently the upper part of an
individual, is conical, 10 cm high, 8 cm wide at the base. At the summit
there is a round vent 2 cm wide. The surface is conulose, the strong
conules being 3-5 mm high, 5-10 mm apart. In life the sponge was
blackish outside, grey to cream inside, mucous, sticky. Its colour in
formalin is dark brown, the consistency firmly resilient.
BC.17: part of a cushion-shaped sponge 1 to 2 cm thick, bearing
numerous multiple oscules. Its colour in life was olive-brown outside,
Fig. 86 - Smenospongia conulosa sp. n., the holotype. Scale: 2 cm.
180 G. PULITZER-FINALI
drab inside. It is dark brown in the dry state. The sponge was noted as
very mucous.
The skeleton consists of a regular reticulation of spongin fibres
which are not distinguishable as primary and secondary, 20 to 70 um
thick. They are uncored, laminated; no pith is evident. The meshes
are 180-390 um wide. The colour of the fibres is orange (about C.C.248).
DYSIDEIDAE
Dysidea etheria Laubenfels
Dysidea etheria Laubenfels, 1936: 28
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 18 May
1964. R.N. LP.73.
Bimini (Bahamas), lagoon, depth 0.5-1 m, 16 March 1964. R.N. BL.6.
The specimens were sky-blue in life. Their consistency in formalin
and in the dry state is very soft and fragile, the colour middle brown.
Dysidea janiae (Duchassaing & Michelotti)
Terpios janiae Duchassaing & Michelotti, 1864: 101
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-8 m, 9 May 1964. R.N.
LP.98.
Irregular cylinders with apical opening, partly coalescing, growing
from a common base encrusting on dead coral. In life the colour was
dull green with some violet tinge, the consistency moderately firm but
fragile. In spirit the colour is whitish. The alga of the genus /anza
densely permeates the choanosome.
DENDROCERATIDA
APLYSILLIDAE
Pleraplysilla stocki Soest
Pleraplysilla stocki Soest, 1978: 75
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), mangrove, depth 0.5-1 m, 18 May
1964. R.N. LP.70.
The specimen is irregularly massive, measuring 7x5x4 cm. It
was black in life; it has now, in spirit, various shades of brown. The
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 181
surface is conulose, the fibres protruding conspicuously from the conules.
The consistency is flaccid, easy to tear. The dendritic fibres are irre-
gular, 40-120 um in diameter, abundantly cored by foreign material.
They branch and anastomose rather frequently, even forming here and
there a few meshes. At their distal end, protruding from the surface,
they may bifurcate, the two branches being connected by transversal
fibres. ‘The colour of the fibres is indicated by van SoEsT as dark purple;
it is pale yellow in my specimens, the same colour which is observed
in the fibres of Pleraplysilla minchini and P. spinifera.
DICTYODENDRILLIDAE
Igernella notabilis (Duchassaing & Michelotti) (Fig. 87)
Euryades notabilis Duchassaing & Michelotti, 1864: 106
Occurrence: Duncans (Jamaica), drop-off, depth 40-45 m, 30 March 1964.
R.N. NC.1.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5m, 9 May 1964. R.N. LP.96.
Off La Parguera (Puerto Rico), depth 35m, 12 May 1964. R.N. SH.7.
Each specimen consists of several hollow cylinders about 4 cm
high, 1-2 cm in diameter, partly coalescing. The colour in life was cherry-
Fig. 87 - The paralectotype of Euryades notabilis D. & M. at the Turin Museum.
182 G. PULITZER-FINALI
red, it is light orange-brown to pale orange-yellow in spirit. The fibres
are pale yellow, the main ones mostly 90 um thick, moderately cored
by sand grains. The secondary fibres, 45-60 um thick, contain only
occasional grains. The rays of the horny triactines measure 950 to
1350 um.
VERONGIDA
APLYSINIDAE
Aplysina cauliformis (Carter)
Luffaria cauliformis Carter, 1882: 268
Occurrence: Nassau, Atholl Island (Bahamas), depth 1-4m, 21 February
1963. R.N. 1097, 1099, 1100, 1127, 1128.
1097: cylindrical with some flattenings, about 9 mm thick. Colour
in life violaceous azure, yellowish internally, brown in formalin.
1100: a cluster of cylindrical branches 3 to 7 mm thick, up to about
15 cm long, frequently anastomosing, starting from a common flattened
base. Colour in life dull yellow, interior a lighter yellow; out of water
it became partly green; brown in formalin.
1099: cylindrical, 9 to 14 mm in diameter, with one short branch.
Colour in life light greenish with shades of yellow and violet, interior
and tips yellowish, blue-green one hour after collection, dark brown in
formalin.
1127: cylindrical, ramose, about 10 mm thick near the base, with
some branching and anastomosing, tapering to thin extremities. Colour
in life azure, dark brown in the dry state.
1128: fragment of uniformly cylindrical, about 15 mm thick, 50 cm
long sponge, devoid of branches. The colour in formalin is dark brown;
the interior colour in life was yellow.
The surface of the specimens is finely conulose, harsh to the touch.
The oscules are sparse, mostly 4mm wide. The consistency is rather
stiff. The amber-yellow fibres are 100-150 um in diameter; the pith is
irregular, not exceeding 50% of the fibre.
Aplysina lacunosa (Lamarck)
Spongia lacunosa Lamarck, 1814: 434
Occurrence: Port Royal (Jamaica), submerged ruins, depth 5-10 m, 27 March
1964. R.N. PR.48.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 183
Bimini (Bahamas), west coast, depth 10 m, 16 March 1964. R.N. BW.13.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35m, 30 March 1964. R.N. NC.41.
Off La Parguera (Puerto Rico), depth 30-35 m, 12 May 1964. R.N. SH.24.
Port Royal (Jamaica), cays, depth 10-25 m, 22 March 1964. R.N. KC.11.
PR.48: one of several clustered clavate tubes, 10cm high, 4 cm
wide with narrow base of attachment, apical vent 17 mm wide, irre-
gularly grooved and indented. Colour in life greenish yellow with some
reddish areas, interior yellow; dark brown in formalin. Consistency (in
formalin) rather softly resilient.
NC.41: fragment of a tubular sponge 6cm in diameter, with apical
vent 15 mm wide, deeply and irregularly pitted. Colour in life purplish
yellow not uniform; light brown in formalin. Consistency in life and
preserved stiff, incompressible.
SH.24: fragment of tubular sponge 4 cm in diameter, with apical
vent 2 cm wide, surface with irregular, shallow depressions. Colour in
life azure to lilac to red, not uniform, bright; the colour in formalin is
a dull greyish beige. The consistency (in formalin) is firmly resilient.
KC.11: a tubular sponge 11 cm high, 5.5 cm in diameter tapering
to a very restricted base, with an apical vent 22 mm wide. There is a
lateral outgrowth 2cm high and as much thick. The surface is beset
with protuberances and depressions. The colour in life was greenish
yellow, oxidizing to dark reddish brown after collection; it is dark brown
in spirit. ‘The consistency is rather softly resilient.
BW.13: the upper part of one of several tubular sponges growing
together, 5 cm thick, with an apical vent closed by a diaphragm, 15 mm
wide. Numerous thin, flexible processes rise from the upper part of the
sponge. ‘They are about 15 mm long, 2 mm thick, with a very narrow
base of attachment. Colour in life greenish yellow, dark brown in formalin.
Consistency softly resilient.
The yellow fibres are up to 150 um thick; the pith has an irregular
thickness, not exceeding 50% of the fibre.
Aplysina archeri (Higgin)
Luffaria archeri Higgin, 1875: 223
Occurrence: Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35 m, 30 March 1964. R.N.
NC.27.
A small fragment (from the apical vent) of a very large tubular
specimen, with an apical vent 7cm wide. The wall of the tube just
184 G. PULITZER-FINALI
below the vent is 1 cm thick. The surface is even, finely conulose; the
interior of the tube is slightly annulated. The consistency was tough,
rubbery; the colour was from brownish red to dirty yellow, interior
dirty yellow. In formalin the colour is a light reddish brown. The amber-
coloured laminated fibres are about 110 um thick, the pith occupying
less than 50% of them.
Aplysina insularis (Duchassaing & Michelotti)
Luffaria insularis Duchassaing & Michelotti, 1864: 61
Occurrence: Nassau, Atholl Island (Bahamas), depth 1-4m, 25 February
1963. R.N. 1123, 1109, 1098.
Bimini (Bahamas), west coast, depth 2-3 m, 13 March 1964. R.N. RC.11.
1123: the specimen is tubular with lateral longitudinal outgrowths
like buttresses, 11 cm high, 7 cm in diameter. The apical vent is 2 cm
wide. Here and there grow thin clavate processes, about 1 cm long and
1-1.5 mm thick. The colour in life was greenish yellow, the interior
yellowish; it is reddish black in formalin. The surface is finely conulose;
the consistency is firmly resilient. The amber-coloured laminated fibres
are about 130 um thick, with an irregular pith occupying less than
50% of the fibre.
1109: two tubes starting from a common narrow base, laterally
coalescing. The tubes are 11-12 cm high, 3 cm in diameter, and have
an apical vent, partly closed by a diaphragm, 5 mm wide. The surface
is conulose, the consistency firmly resilient. The colour in life was
brownish to greenish yellow, interior yellow; it is violaceous black in
formalin. The amber-coloured laminated fibres are about 200 um thick,
with a pith occupying less than 50% of the fibre.
1098: claviform, 9x 4.5 cm, with apical oscule 1.5 cm wide. Flexible
claviform processes, about 2 cm long and 3 mm thick, rise from the
border of the oscule. Colour in life yellow to greenish yellow, green
soon after collection, dark brown in spirit. Softly resilient. Fibres about
120 um thick, pith less than 50%.
RC.11: a small specimen, massive, irregular, with many thin ap-
pendages about 5 mm long. Colour in life yellow, dark brown in formalin.
Very finely conulose. Firmly resilient. Fibre about 100 um thick, pith
little less than 50%.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 185
Aplysina fulva (Pallas)
Spongia fulva Pallas, 1766: 383
Occurrence: La Parguera (Puerto Rico), depth 5-17 m, 6 May 1964. R.N.
LP.48.
The specimen consists of five digitations 7 cm long and about
12 mm thick starting from a common narrow base and coalescing in
part. The surface is conulose, the consistency (in spirit) is softly resilient,
the colour dark brown. The fibres have a not uniform thickness of 50-
110 um, more than 50% of it occupied by the pith. Near the base the
fibres are prevalently longitudinally arranged, close-set, forming scarce,
elongated meshes, and are up to 220 um thick.
Verongula gigantea (Hyatt)
Aplysina gigantea Hyatt, 1875: 405
Occurrence: Bimini (Bahamas), west coast, depth 2-3m, 19 March 1964;
R.N. RC.16.
Nassau, Atholl Island (Bahamas), depth 1-4m, 25 February 1963. R.N. 1129.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 2-3 m, 11 April 1964. R.N. BC.26.
RC.16: fragment from the upper margin of a hollow cylindrical
specimen 50 cm high and 30 cm wide. The colour was green with orange
tinges, not uniform, the interior yellow. A blue exudate was given off
in formalin.
1129: the specimen (entire) is regularly cup-shaped, with a narrow
base, 8 cm high, 10 cm wide. Larger specimens were observed locally.
The colour was brown outside and greenish inside the cup; the choano-
some was yellow.
BC.26: fragment from the border of a wide cup. It gave off a black-
ish exudate when placed in formalin.
The aspect of the surface of the three specimens is identical, cha-
racterized by meandering ridges. The preserved specimens are firm
but easy to tear; their colour is a very dark brown. The skeleton is
organized in lamellar two-dimensional reticulations of fibres about
4mm apart. The fibres are normally 190-225 um thick, yellow in
specimen BC.26, orange in the other two, with a pith occupying a little
more than 50% of the fibre.
186 G. PULITZER-FINALI
APLYSINELLIDAE
Pseudoceratina crassa (Hyatt)
Dendrospongia crassa Hyatt, 1875: 401
Occurrence: Nassau, Atholl Island (Bahamas), depth 1-4m, 25 February
1963. R.N. 1105, 1110, 1111.
Bimini (Bahamas), west coast, depth 10m, 16 March 1964. R.N. BW.8.
Duncans (Jamaica), drop-off, depth 35-45 m, 30 March 1964. R.N. NC.13, NC.
40, NC.44, NC.45.
Port Royal (Jamaica), wharf pilings, depth 1-6 m, 23 March 1964. R.N. PR.13.
Boca de Yuma (Dominican Republic), depth 15-25 m, 24 April 1964. R.N. BY.29,
BY.31.
Boca Chica (Dominican Republic), depth 2-3 m, 11 April 1964. R.N. BC.27.
La Parguera (Puerto Rico), depth 5-8 m, 9 May 1964. R.N. LP.107.
The surface is conulose to tuberculate. The consistency is firm,
resilient. Specimens preserved in formalin have an identical colour: a
very dark violet-brown. The skeleton is made by rather irregular den-
dritic fibres sparse, often a few millimetres apart, anastomosing here
and there. These fibres often reach a thickness of 500 um; there are
some 1 mm thick in specimen 1111. In general the pith occupies more
than half of the fibre.
ACKNOWLEDGEMENTS
I am grateful to the Development Board of Nassau, Bahamas for the facilities
generously offered in 1963. My second trip to the West Indies has been in a large
measure supported by the New York Zoological Society. I am also under obligation
for the valuable and kind assistance received at the University of the West Indies,
Jamaica, the University of S. Domingo, the University of Puerto Rico and the Nuclear
Center of Mayaguez, Puerto Rico.
I am grateful to the Museo ed Istituto di Zoologia Sistematica of the Turin Uni-
versity, the American Museum of Natural History and the Museum of Comparative
Zoology, Harvard University, for the loan of type material.
I acknowledge with thanks the assistance received from Mr. A. Pellerano of the
Genoa University in preparing the illustrations of this paper.
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 187
INDEX
Acamas laxissima, 119
Acamas violacea, 177
Acamasina laxissima, 119
acanthifolium, Pandaros, 149
Acarnus innominatus, 145
Adocia albifragilis, 160
Adocia perforata, 160
ADOCIIDAE, 160
Agelas albolutea, 169
Agelas clathrodes, 110
Agelas conifera, 108
Agelas cylindrica, 112
Agelas dispar, 107
Agelas inaequalis, 111
Agelas longissima, 112
Agelas sp. 1, 113
Agelas sp. 2, 113
Agelas sp. 3, 113
Agelas sp. 4, 114
Agelas sp. 5, 114
AGELASIDAE, 107
albifragilis, Adocia, 160
albolutea, Agelas, 169
alloclada, Cinachyra, 82
Alcyonium aurantium, 96
Alcyonium cuspidiferum, 94
Alcyonium vesparium, 93
amorpha, Niphates, 163
amphilecta, Hymeniacidon, 117
Amphimedon complanata, 168
Amphimedon compressa, 168
Amphimedon ferox, 105
Amphimedon nolitangere, 137
Amphimedon viridis, 167
anchorata, Desmapsamma, 138
anchorata, Fibularia, 138
Ancorina fibrosa, 69
angulosa, Mycale, 128, 130
angulosa, Zygomycale, 130
angulosa, Pandaros, 128, 130, 132
anisotoxa, Biemna, 135, 137
Anthosigmella varians, 92, 137
antillana, Protophlitaspongia, 138
apion, Cinachyra, 82, 88
Aplysina archeri, 183
Aplysina aurea, 178
Aplysina cauliformis, 182
Aplysina fulva, 185
Aplysina gigantea, 185
Aplysina insularis, 184
Aplysina lacunosa, 182
APLYSILLIDAE, 180
APLYSINELLIDAE, 186
APLYSINIDAE, 182
Aponastra modesta, 101
aprica, Cliona, 95
archeri, Aplysina, 183
archeri, Luffaria, 183
areolata, Gelliodes, 162
armigera, Callyspongia, 172
armigera, Tuba, 172
ASTROPHORIDA, 67
aurantium, Alcyonium, 96
aurantium, Tethya, 96
aurea, Aplysina, 178
aurea, Smenospongia, 178
australiensis, Cinachyra, 82
Axinella lunaecharta, 102
Axinella rudis, 103
AXINELLIDA, 102
AXINELLIDAE, 102
Axociella calla, 150
bahamensis, Erylus, 78
barbadensis, Monanchora, 142
bartschi, Inflatella, 158
bartschi, Oceanapia, 158
Biemna anisotoxa, 135, 137
Biemna caribea, 135, 137
Biemna fistulosa, 135
Biemna trirhaphis, 136
Biemna sp., 136
BIEMNIDAE, 135
birotulata, Halichondria, 139
birotulata, Iotrochota, 139, 142
brevitubulatum, Siphonodictyon, 165
bulbotoxa, Clathria (Microciona), 149
bulbotoxa, Microciona, 149
188
caerulea, Hymeniacidon, 117
calla, Axociella, 150
calla, Microciona, 150
Callyspongia armigera, 172
Callyspongia fallax, 172
Callyspongia plicifera, 171
Callyspongia simplex, 173
Callyspongia tenerrima, 172
Callyspongia vaginalis, 173
CALLYSPONGIIDAE, 171
caminata, Xestospongia, 157
carbonaria, Pellina, 159
carbonaria, Spongia, 159
caribea, Biemna, 135, 137
cartbica, Cribrochalina, 170
carinata, Geodia, 100
carinata, Placospongia, 100
cartilaginea, Hircinia, 128
cartilaginea, Spongia, 128
cartilaginea horrida, Hircinia, 128
cauliformis, Aplysina, 182
cauliformis, Luffaria, 182
cavernosa, Cinachyra, 82
Cellulophana collectrix, 99
CERACTINOMORPHA, 115
Chalinopsilla conifera, 108
Chalinopsis clathrodes, 110
Chondrilla nucula, 73, 99
Chondrosia collectrix, 99
Chondrosia reniformis, 100
CHONDROSIIDAE, 99
Cinachyra alloclada, 82
Cinachyra apion, 82, 88
Cinachyra australiensis, 82
Cinachyra cavernosa, 82
Cinachyra kuekenthah, 82
Cinachyra rhizophyta, 82
Cinachyra spp., 82
Clathria simpsoni, 150
Clathria (Microciona) bulbotoxa, 149
Clathria (Microciona) simpsoni, 150
CLATHRIIDAE, 149
clathrodes, Agelas, 110
clathrodes, Chalinopsis, 110
clavatus, Erylus, 80
Cliona aprica, 95
Cliona delitrix, 96
G. PULITZER-FINALI
CLIONIDAE, 95
coccinea, Spirastrella, 90
coccinea, Thalysias, 90
collectrix, Cellulophana, 99
collectrix, Chondrosia, 99
complanata, Amphimedon, 168
complanata, Spongia, 168
compressa, Amphimedon, 168
conifera, Agelas, 108
conifera, Chalinopsilla, 108
conulosa, Smenospongia, 179
corticata, Stellettinopsis, 69
crassa, Dendrospongia, 186
crassa, Pseudoceratina, 186
Cribrochalina caribica, 170
Cribrochalina spiculosa, 171
Cribrochalina vasculum, 168
cripta, Criptotethya, 96
cripta, Tethya, 96
Criptotethya cripta, 96
cunctatrix, Spirastrella, 90
cuspidifera, Spheciospongia, 94
cuspidifera, Spirastrella, 94
cuspidiferum, Alcyonium, 94
cylindrica, Agelas, 112
delitrix, Cliona, 96
DEMOSPONGIAE, 65
DENDROCERATIDA, 180
Dendrospongia crassa, 186
Dercitopsis onkodes, 66
Desmacidon fistulosa, 159
Desmapsamma anchorata, 138
DESMOXYIDAE, 104
Didiscus oxeatus, 144
Didiscus placospongioides, 144
Didiscus styliferus, 144
DICTYOCERATIDA, 176
DICTYODENDRILLIDAE, 181
Dictyonella yumae, 118
digitalis, Niphates, 162
digitalis amorpha, Niphates, 163
digitalis, Spongia, 162
diploderma, Tethya, 98
dispar, Agelas, 107
dominicana, Stellettinopsis, 67
dominicana, Xestospongia, 155
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 189
Dysidea etheria, 180
Dysidea janiae, 180
DySIDEIDAE, 180
Echinodictyum lugubre, 106
Ectyoplasia ferox, 105
EPIPOLASIDA, 101
EPIPOLASIDAE, 101
erecta, Niphates, 161
Erylus bahamensis, 78
Erylus clavatus, 80
Erylus formosus, 80
Esperia laevis, 125
ESPERIOPSIDAE, 138
etheria, Dysidea, 180
Euryades notabilis, 181
fallax, Callyspongia, 172
ferox, Amphimedon, 105
ferox, Ectyoplasia, 105
ferrea, Fisherispongia, 149
ferrea, Microciona, 149
fibrosa, Ancorina, 69
fibrosa, Myriastra, 69
fibrosa, Stelletta, 69
fibrosa globulariformis, Pilochrota, 69
Fibularia anchorata, 138
Fibularia ramosa, 162
Fisherispongia ferrea, 149
fistulata microsigmatosa, Mycale, 124
fistulosa, Biemna, 135
fistulosa, Desmacidon, 159
fistulosa, Oceanapia, 159
flexisclera, Geodia, 76
formosus, Erylus, 80
fulva, Aplysina, 185
fulva, Spongia, 185
Gelliodes areolata, 162
Gelliodes ramosa, 162
Gelliodes sosuae, 166
Geodia carinata, 100
Geodia flexisclera, 76
Geodia gibberosa, 76, 78
Geodia neptuni, 75
GEODIIDAE, 75
gibberosa, Geodia, 76, 78
gigantea, Aplysina, 185
gigantea, Verongula, 185
HADROMERIDA, 88
Halichondria birotulata, 139
Halichondria melanodocia, 115
HALICHONDRIDA, 115
HALICHONDRIIDAE, 115
Haliclona hogarthi, 160
Haliclona pellasarca, 152
HAPLOSCLERIDA, 160
hartmeyeri, Pachastrissa, 73
heliophila, Hymentacidon, 117
heliophila, Stylotella, 117
helwigi, Holopsamma, 147
Higginsia strigilata, 104
Hippospongia lachne, 177
Hircinia cartilaginea, 128
Hircinia cartilaginea horrida, 128
Hircinia purpurea, 127
hogarthi, Haliclona, 160
Holopsamma helwigi, 147
Homaxinella rudis, 103
HOMOSCLEROMORPHA, 65
HOMOSCLEROPHORIDA, 65
horridus, Thorecta, 130
Hyattella intestinalis, 177
hyatti, Mycale, 128
Hymedesmia unistellata, 101
Hymeniacidon amphilecta, 117
Hymentacidon caerulea, 117
Hymentacidon heliophila, 117
HYMENIACIDONIDAE, 117
Hyrtios proteus, 178
Hyrtios violaceus, 177
Igernella notabilis, 181
ignis, Tedania, 147
ignis, Thalysias, 147
imminuta, Iotrochota, 141
inaequalis, Agelas, 111
Inflatella bartschi, 158
innominatus, Acarnus, 145
insularis, Aplysina, 184
insularis, Luffaria, 184
intestinalis, Hyattella, 177
intestinalis, Spongia, 177
Iotrochota birotulata, 139, 142
Iotrochota imminuta, 141
190 G. PULITZER-FINALI
Ircinia strobilina, 178 muta, Schmidtia, 153
isodictyalis, Halichondria, 146 muta, Xestospongia, 153
isodictyalis, Lissodendoryx, 146 Mycale angulosa, 128, 130
fai agis, Mr 128 Do fistulata microsigmatosa, 124
pai f 'ycale hyatti, 128
janiae, Dysidea, 180 Vicale) : 12
ae 3 'ycale jamaicaensis, 125
janiae, Terpios, 180 tase Las 195
LT) ycale laevis,
Jaspis pudica, Mycale laxissima, 119, 128
ada, AI, LS Mycale microsigmatosa, 124
juniperinus, Rhaphidophlus, 151 My oD aon ba 121
kuenkenthali, Cinachyra, 32 Mycale whitfieldi, 127
; : Myca.ipag, 119
lachne, Hippospongia, 177 ! )
lacunosa, Aplysina, 182 Myriastra fibrosa, 69
lacunosa, Spongia, 182 TO DEE
laevis, Esperia, 125 yxilla mucronata,
laevis, Mycale, 125 Miranda, IS
LATRUNCULIIDAE, 144 Neofibularia nolitangere, 137
laxissima, Acamas, 119 neptuni, Geodia, 75
laxissima, Acamasina, 119 neptuni, Synops, 75
laxissima, Mycale, 119, 128 Niphates amorpha, 163
Laxosuberites psammophilus, 89 Niphates digitalis, 162
Laxosuberites zeteki, 88 Niphates digitalis amorpha, 163
lineata simplex, Tuba, 1178) Niphates erecta, 161
Lissodendoryx isodictyalis, 146 NIPHATIDAE, 161
Lissodendoryx sigmata, 147 nolitangere, Amphimedon, 137
longissima, Agelas, 112 nolitangere, Neofibularia, 137
Luffaria archeri, 183 normani, Merlia, 137
Luffaria cauliformis, 182 notabilis, Euryades, 181
Luffaria insularis, 184 notabilis, Igernella, 181
lugubre, Echinodictyum, 106 nucula, Chondrilla, 73, 99
lugubris, Pandaros, 106
lunaecharta, Axinella, 102 Oceanapia bartschi, 158
lunaecharta, Pseudaxinella, 102 Oceanapia fistulosa, 159
lutea, Pachataxa, 74 OcEANAPIIDAE, 158
fe 4 officinalis tubulifera pertusa, Spongia,
melanodocia, Halichondria, 115 176
Merlia normani, 197 onkodes, Dercitopsis, 66
Microciona bulbotoxa, 149 onkodes, Plakinastrella, 66
Microciona calla, 150
Microciona ferrea, 149
microsigmatosa, Mycale, 124
oxeatus, Didiscus, 144
Oxymycale strongilata, 133
minchini, Pleraplysilla, 181 Pachastrissa hartmeyeri, 73
modesta, Aponastra, 101 Pachataxa lutea, 74
Monachora barbadensis, 142 Pandaros acanthifolium, 149
mucifluens, Mycale, 121 Pandaros angulosa, 128, 130, 132
mucronata, Myxilla, 145 Pandaros lugubris, 106
multiformis, Toxochalina, 174 Pandaros walpersu, 103
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE
parishu, Rhaphiodesma, 130
parishii, Zygomycale, 130
pellasarca, Haliclona, 152
pellasarca, Petrosia, 152
Pellina carbonaria, 159
perforata, Adocia, 160
pertusa, Spongia, 176
Petrosia pellasarca, 152
Petrosia weinbergi, 151
PETROSIDA, 151
PETROSIIDAE, 151
Pilochrota fibrosa globulariformis, 69
Pilochrota variabilis, 70
Placospongia carinata, 100
PLACOSPONGIIDAE, 100
placospongioides, Didiscus, 144
Plakinastrella onkodes, 66
PLAKINIDAE, 65
Plakortis simplex, 65
Pleraplysilla minchini, 181
Pleraplysilla spinifera, 181
Pleraplysilla stocki, 180
plicifera, Callyspongia, 171
plicifera, Spongia, 171
POECILOSCLERIDA, 119
Polymastia tenax, 89
POLYMASTIIDAE, 89
proteus, Hyrtios, 178
Protophlitaspongia antillana, 138
PSAMMASCIDAE, 147
psammophilus, Laxosuberites, 89
Pseudaxinella lunaecharta, 102
Pseudoceratina crassa, 186
Ptilocaulis spiculifer, 103
pudica, Jaspis, 72
pudica, Stelletta, 72
purpurea, Hircinia, 127
ramosa, Fibularia, 162
ramosa, Gelliodes, 162
Raphiodesma parishii, 130
raraechelae, Rhaphidophlus, 151
RASPAILIIDAE, 105
RENIERIDAE, 160
reniformis, Chondrosia, 100
Rhaphidophlus juniperinus, 151
Rhaphidophlus raraechelae, 151
rhizophyta, Cinachyra, 88
rudis, Axinella, 103
rudis, Homaxinella, 103
ruetzleri, Ulosa, 118
Schmidtia muta, 153
sigmata, Lissodendoryx, 147
sigmatum, Xytopsene, 147
simplex, Callyspongia, 173
simplex, Plakortis, 65
simpsoni, Clathria, 150
simpsoni, Clathria (Microciona), 150
sinuatus, Spongosorites, 115
siphona, Siphonochalina, 163
Siphonochalina siphona, 163
Siphonodictyon brevitubulatum, 165
Siphonodictyon siphonum, 163
Stiphonodictyon xamaicaense, 164
siphonum, Siphonodictyon, 163
Smenospongia aurea, 178
Smenospongia conulosa, 179
sosuae, Gelliodes, 166
Spheciospongia cuspidifera, 94
Spheciospongia vesparium, 93
spiculifer, Ptilocaulis, 103
spiculifera, Spongia, 103
spiculosa, Cribrochalina, 171
spinifera, Pleraplysilla, 181
spinispirulifer, Suberites, 91
spinispirulifera, Spirastrella, 91
Spirastrella coccinea, 90
Spirastrella cunctatrix, 90
Spirastrella cuspidifera, 94
Spirastrella spinispirulifera, 91
SPIRASTRELLIDAE, 90
SPIROPHORIDA, 82
Spongia carbonaria, 159
Spongia cartilaginea, 128
Spongia complanata, 168
Spongia digitalis, 162
Spongia fulva, 185
Spongia intestinalis, 177
Spongia juniperina, 151
Spongia lacunosa, 182
Spongia officinalis tubulifera pertusa,
176
Spongia pertusa, 176
191
192 G. PULITZER-FINALI
Spongia plicifera, 171
Spongia spiculifera, 103
Spongia strigilata, 104
Spongia strobilina, 178
Spongia subtriangularis, 154
Spongia vasculum, 168
SPONGIIDAE, 176
Spongosorites sinuatus, 115
Stelletta fibrosa, 69
Stelletta pudica, 72
Stelletta variastra, 70
STELLETTIDAE, 67
Stellettinopsis corticata, 69
Stellettinopsis dominicana, 67
stocki, Pleraplysilla, 180
strigilata, Higginsia, 104
strigilata, Spongia, 104
strobilina, Ircinia, 178
strobilina, Spongia, 178
strongylata, Oxymycale, 133
styliferus, Didiscus, 144
Stylotella heliophila, 117
styx, Myrmekioderma, 104
Suberites spinispirulifer, 91
SUBERITIDAE, 88
subtriangularis, Spongia, 154
subtriangularis, Thalysias, 154
subtriangularis, Xestospongia, 154
Synops neptuni, 75
Synops vosmaeri, 76
Tedania ignis, 147
TEDANIIDAE, 147
tenax, Polymastia, 39
tenerrima, Callyspongia, 172
Terpios janiae, 180
Terpios zeteki, 88
Tethya aurantium, 96
Tethya cripta, 96
Tethya diploderma, 98
Tethya sp., 98
TETHYIDAE, 96
TETILLIDAE, 82
TETRACTINOMORPHA, 67
Thalysias coccinea, 90
Thalysias ignis, 147
Thalysias subtriangularis, 155
Thalystas varians, 92
Thorecta horridus, 130
THORECTIDAE, 177
Timea unistellata, 101
TIMEIDAE, 101
tierneyi, Xestospongia, 94
Toxochalina multiformis, 174
trirhaphis, Biemna, 136
Tuba armigera, 172
Tuba lineata simplex, 173
Ulosa ruetzleri, 118
unistellata, Hymedesmia, 101
unistellata, Timea, 101
vaginalis, Callyspongia, 173
vaginalis, Spongia, 173
variabilis, Pilochrota, 70
varians, Anthosigmella, 92, 137
varians, Thalysias, 92
vartastra, Stelletta, 70
vasculum, Cribrochalina, 168
vasculum, Spongia, 168
VERONGIDA, 182
Verongula gigantea, 185
vesparium, Alcyonium, 93
vesparium, Spheciospongia, 93
violacea, Acamas, 177
violaceus, Hyrtios, 177
viridis, Amphimedon, 167
vosmaeri, Synops, 76
walpersti, Pandaros, 103
weinbergi, Petrosia, 151
whitfieldi, Mycale, 127
xamaicaense, Siphonodictyon, 164
Xestospongia caminata, 157
Xestospongia dominicana, 155
Xestospongia muta, 153
Xestospongia subtriangularis, 154
Xestospongia tierneyi, 94
Xytopsene sigmatum, 147
yumae, Dictyonella, 118
zeteki, Laxosuberites, 88
zeteki, Terpios, 88
Zygomycale angulosa, 130
Zygomycale parishu, 130
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE
193
A LIST OF THE DEMOSPONGIAE HITHERTO RECORDED
FROM THE WEST INDIES
In this paper the term « West Indies » is understood as comprising
also Bermuda, the Gulf of Mexico and the continental coast of the
Caribbean Sea.
It is hardly necessary to mention that the list that follows is not
the result of a general revision: it undoubtedly contains a considerable
number of items needing reinvestigation.
Bibliographical indications in square brackets are meant to provide
some further rilevant information.
PLAKINIDAE
Corticium tetralophum Hechtel 1965: 77
Corticium versatile Schmidt 1880: 69 [Topsent 1923: 13]
Dercitopsis onkodes (Uliczka 1929: 60)
Plakina dilopha Schulze 1880: 422 [Topsent 1937: 7]
Plakina monolopha Schulze 1880: 407 [Arndt 1927: 136]
Plakortis simplex Schulze 1880: 430 [Desqueyroux-Faundez 1981: 726]
STELLETTIDAE
Ancorina demera (Laubenfels 1934: 4) [Bergquist 1965: 193]
Ancorina individua Schmidt 1870: 67
Cryptosyringa membranophila Vacelet 1979: 33
Kapnesolenia fisheri Laubenfels 1934: 6
Pachastrissa hartmeyeri Uliczka 1929: 50
Pachataxa lithistina (Schmidt 1880: 68) [Lévi & Lévi 1983: 151]
Pachataxa lutea Pulitzer-Finali: present paper
Penares mastoidea (Schmidt 1880: 70) [Topsent 1923: 9]
Stelletta anancora (Sollas 1886: 189) [Burton 1954: 220]
Stelletta debilis Thiele 1900: 25
Stelletta debilis stenospiculata Uliczka 1929: 49
Stelletta fenimorea (Laubenfels 1934: 3)
Stelletta fibrosa (Schmidt 1870: 67) [Pulitzer-Finali: present paper]
Stelletta grubii Schmidt 1862: 46 [Little 1963: 58]
Stelletta incrustata Uliczka 1929: 47
Stelletta kallitetilla (Laubenfels 1936: 169) [Wiedenmayer 1977: 177]
Stelletta pudica (Wiedenmayer 1977: 172) [Pulitzer-Finali: present paper]
Stelletta pygmeorum Schmidt 1880: 70
Stelletta variabilis (Wilson 1902: 384)
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI
194 G. PULITZER-FINALI
Stelletta variastra Pulitzer-Finali: present paper
Stellettinopsis dominicana Pulitzer-Finali: present paper
Stryphnus pachastrelloides (Schmidt 1870: 68) [Burton 1954: 220]
Tribrachion schmidti Weltner 1882: 50 [Sollas 1888: 154]
GEODIIDAE
Caminus sphaeroconia Sollas 1886: 196 [Uliczka 1929: 52]
Erylus alleni Laubenfels 1934: 7
Erylus bahamensis Pulitzer-Finali: present paper
Erylus clavatus Pulitzer-Finali: present paper
Erylus discophorus (Schmidt 1862: 47)
Erylus euastrum (Schmidt 1868: 20)
Erylus formosus Sollas 1886: 195 [Wiedenmayer 1977: 181]
Erylus goffrilleri Wiedenmayer 1977: 182
Erylus ministrongylus Hechtel 1965: 72
Erylus trisphaera (Laubenfels 1953: 546)
Geodia cariboea Duchassaing & Michelotti 1864: 105
Geodia cumulus Schmidt 1870: 71 [Burton 1946: 858]
Geodia exigua Thiele 1898: 11 [Uliczka 1929: 58]
Geodia flexisclera Pulitzer-Finali: present paper
Geodia gibberosa Lamarck 1815: 334 [Wiedenmayer 1977: 178]
Geodia media leptoraphes Uliczka 1929: 56
Geodia neptuni (Sollas 1886: 198) [Wiedenmayer 1977: 179]
Geodia papyracea Hechtel 1965: 71
Geodia spherastrea Lévi 1964: 68
Geodia thomsoni Schmidt 1870: 70
Geodia tuberculosa Bowerbank 1872: 626 [Sollas 1888: 251]
Geodia tumulosa Bowerbank 1872: 628
Isops pachydermata Sollas 1886: 198
Pachymatisma apiarium (Schmidt 1870: 71)
Sidonops stromatodes Uliczka 1929: 54
PACHASTRELLIDAE
Characella pachastrelloides (Carter 1876: 403)
Pachastrella agassizi (Sollas 1888: 101)
Pachastrella dilifera Laubenfels 1934: 1
Pachastrella monilifera Schmidt 1868: 15
"THENEIDAE
Neothenea enae Laubenfels 1934: 5
Sphinctrella horrida Schmidt 1870: 65
Thenea fenestrata (Schmidt 1880: 71) [Lévi 1964: 66]
Thenea muricata (Bowerbank 1858: 308)
'TETILLIDAE
Acanthotetilla gorgonosclera Soest 1977: 7
Cinachyra alloclada Uliczka 1929: 41 [Soest & Sass 1981: 338]
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE
Cinachyra apion Uliczka 1929: 43 [Soest & Sass 1981: 338]
Cinachyra cavernosa Lamarck 1815: 70 [Soest & Sass 1981: 338]
Cinachyra kuekenthali Uliczka 1929: 44 [Soest & Sass 1981: 338]
Cinachyra rhizophyta Uliczka 1929: 38 [Soest & Sass 1981: 338]
Cinachyra schistospiculosa Uliczka 1929: 45 [Soest & Sass 1981: 338]
Cinachyra subterranea Soest & Sass 1981: 337
Craniella cranium (Mueller 1776: 255) [Little 1963: 60]
Craniella insidiosa Schmidt 1870: 67
Craniella laminaris (George & Wilson 1919: 142) [Wells et al. 1960: 200]
Craniella lens Schmidt 1870: 67
Craniella tethyoides Schmidt 1870: 66 [Burton 1959: 198]
Fangophilina submersa Schmidt 1880: 73 [Burton 1959: 201]
Tetilla enot Broendsted 1934: 7
Tetilla minuta (Wilson 1925: 358)
Trachygellius cinachyra Laubenfels 1936: 158 [Soest & Sass 1981: 338]
SAMIDAE
Samus anonyma Gray 1867: 526 [Thomas 1973: 85]
'THEONELLIDAE
Racodiscula asteroides Zittel 1878: 103 [Lendenfeld 1903: 132]
Racodiscula clava (Schmidt 1879: 21) [Lévi & Vacelet 1958: 226]
PLEROMIDAE
Lyidium torquilla Schmidt 1870: 84 [Lévi & Lévi 1983: 109]
CORALLISTIDAE
Corallistes bowerbanki (Johnson 1863: 257) [Burton 1959: 217]
Macandrewia amphiaster (Schmidt 1879: 23) [Lendenfeld 1903: 140]
Macandrewia clavatella (Schmidt 1870: 23) [Lendenfeld 1903: 139]
Macandrewia nodosa (Schmidt 1879: 25) [Lendenfeld 1903: 342]
Neopelta imperfecta Schmidt 1880: 88 [Sollas 1888: 345]
Neopelta perfecta Schmidt 1880: 88 [Sollas 1888: 344]
JEREIDAE
Neosiphonia schmidti Sollas 1888: 334
DISCODERMIIDAE
Discodermia dissoluta Schmidt 1880: 87 [Lendenfeld 1903: 129]
Discodermia inscripta (Schmidt 1879: 21) [Lendenfeld 1903: 131]
SCLERITODERMIDAE
Aciculites higginsi Schmidt 1879: 29 [Wilson 1925: 464]
Scleritoderma paccardi Schmidt 1879: 28 [Wilson 1925: 463]
LEIODERMATIIDAE
Leiodermatium deciduum (Schmidt 1879: 27) [Wilson 1925: 465]
Leiodermatium lynceus Schmidt 1870: 22 [Topsent 1928: 104]
195
196 G. PULITZER-FINALI
Leiodermatium madrepora (Schmidt 1879: 28) [Lendenfeld 1903: 146]
Leiodermatium obtectum (Schmidt 1879: 30) [Lendenfeld 1903: 146]
DESMANTHIDAE
Desmanthus incrustans (Topsent 1889: 32) [Vacelet et al. 1976: 29]
SIPHONIDIIDAE
Gastrophanella cribrophora (Schmidt 1880: 89) [Lendenfeld 1903: 149]
Gastrophanella gemina (Schmidt 1879: 31) [Lendenfeld 1903: 149]
Gastrophanella implexa Schmidt 1879: 29 [Lendenfeld 1903: 149]
Siphonidium ramosum (Schmidt 1870: 21) [Sollas 1888: 348]
VETULINIDAE
Vetulina stalactites Schmidt 1879: 19 [Lendenfeld 1903: 150]
INCERTAE SEDIS
Collectella avita Schmidt 1880: 86 [Lendenfeld 1903: 128]
Desmascula desdemona Laubenfels 1950: 121
Sulcastrella clausa Schmidt 1879: 27 [Lendenfeld 1903: 134]
SUBERITIDAE
Cometella gracilis Schmidt 1870: 49 [Laubenfels 1936: 151]
Laxosuberites psammophilus Pulitzer-Finali: present paper
Prosuberite epiphytum (Lamarck 1816: 398) [Topsent 1933: 34]
Prosuberite geracei Soest & Sass 1981: 336
Pseudosuberites melanos Laubenfels 1934: 9
Stylospira mona Laubenfels 1934: 10
Suberites domuncula (Olivi 1792: 241) [Pulitzer-Finali 1978: 22]
Suberites lobiceps Schmidt 1870: 47
Terpios aurantiaca Duchassaing & Michelotti 1864: 99 [Soest et al. 1983: 204]
Terpios cladoceras Duchassaing & Michelotti 1864: 100
Terpios echinata Duchassaing & Michelotti 1864: 102
Terpios fugax Duchassaing & Michelotti 1864: 102 [Arndt 1934: 42]
Terpios zeteki (Laubenfels 1936a: 450) [Laubenfels 1950: 106]
POLYMASTIIDAE
Polymastia robusta (Bowerbank 1861: 236) ['Topsent 1900: 134]
Polymastia tenax Pulitzer-Finali: present paper
Polymastia varia Verrill 1907: 341
Radiella sol Schmidt 1870: 48 [Laubenfels 1936: 150]
Ridleia dendiia Laubenfels 1934: 10
SPIRASTRELLIDAE
Anthosigmella varians (Duchassaing & Michelotti 1864: 86) [Wiedenmayer
1977: 165]
Spheciospongia cuspiaifera (Lamarck 1815: 168) [Pulitzer-Finali: present paper]
Sphectospongia vesparium (Lamarck 1815: 78) [Wiedenmayer 1977: 167]
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 197
Spirastrella coccinea (Duchassaing & Michelotti 1864: 84) [Wiedenmayer 1977:
163]
Spirastrella coccinopsis Laubenfels 1953: 537
Spirastrella cunctatrix Schmidt 1868: 17 [Desqueyroux-Faundez 1981: 733]
Spirastrella spinispirulifera (Carter 1879: 345) [Pulitzer-Finali: present paper]
CLIONIDAE
Alectona jamaicensis Pang 1973: 50
Cliona amplicavata Ruetzler 1974: 26
Cliona aprica aprica Pang 1973: 42
Cliona aprica profunda Pang 1973: 45
Cliona caribbaea Carter 1882: 346 [Ruetzler 1974: 5]
Cliona celata Grant 1826: 79 [Arndt 1934: 44]
Cliona delitrix Pang 1973: 28
Cliona dioryssa (Laubenfels 1950: 98) [Ruetzler 1974: 17]
Cliona euryphilla 'Topsent 1887: 82 [Bergquist 1968: 30]
Cliona flavifodina Ruetzler 1974: 9
Cliona janitrix Topsent 1932: 575 [Pang 1973: 16]
Cliona lampa Laubenfels 1950: 110 [Pang 1973: 18]
Cliona langae Pang 1973: 34
Cliona laticavicola laticavicola Pang 1973: 38
Cliona laticavicola parvispiculata Pang 1973: 41
Cliona millepunctata Hancock 1849: 341
Cliona paucispina Ruetzler 1974: 12
Cliona peponaca Pang 1973: 32
Cliona schmidti (Ridley 1881: 130) [Pang 1973: 8]
Cliona truitti Old 1941: 10 [Little 1963: 57]
Cliona vastifica Hancock 1849: 342 [Hartman 1958: 21]
Cliona verm'fera Hancock 1867: 239 [Pang 1973: 12]
Cliona viridis (Schmidt 1862: 77) [Ruetzler 1973: 626]
Cliothosa hancocki (Topsent 1887: 81) [Ruetzler 1973: 634]
Thoosa armata Topsent 1888: 81 [Arndt 1927: 143]
TETHYIDAE
Aaptos aaptos (Schmidt 1864: 33) [Topsent 1900: 285]
Aaptos bergmanni Laubenfels 1950: 101
Tethya actinia Laubenfels 1950: 116 [Laubenfels 1954: 234]
Tethya aurantium (Pallas 1766: 357)
Tethya crypta (Laubenfels 1949: 20) [Wiedenmayer 1977: 171]
Tethya diploderma Schmidt 1870: 52
Tethya maza Selenka 1879: 472 [Burton 1924: 1040]
Tethya repens Schmidt 1870: 51 [Burton 1924: 1036]
CHONDROSIIDAE
Chondrilla nucula Schmidt 1862: 39 [Wiedenmayer 1977: 186]
Chondrosia collectrix (Schmidt 1870: 25) [Wiedenmayer 1977: 189]
Chondrosia reniformis Nardo 1847: 272 [Wiedenmayer 1977: 188]
198 G. PULITZER-FINALI
STYLOCORDYLIDAE
Stylocordyla borealis (Loven 1868: 105) [Boury-Esnault & Beveren 1982: 40]
PLACOSPONGIIDAE
Placospongia carinata (Bowerbank 1858: 308) [Vosmaer & Vernhout 1902: 9]
Placospongia melobestoides Gray 1867: 128 [Hechtel 1969: 32]
TIMEIDAE
Diplastrella megastellata Hechtel 1965: 58
Halicometes stellata (Schmidt 1870: 49) [Hechtel 1969: 31]
Timea mixta (Topsent 1896: 125) [Wiedenmayer 1977: 170]
Timea parasitica (Higgin 1877: 294) [Burton 1924: 1041]
Timea perastra (Laubenfels 1936: 145) [Hechtel 1969: 31]
Timea squamata (Schmidt 1870: 25) [Laubenfels 1932: 47]
Timea stellata (Bowerbank 1866: 150)
Timea stellata stylifera Arndt 1927: 139
Timea stenosclera Hechtel 1969: 28
Timea unistellata (Topsent 1892: XXVII) [Pulitzer-Finali: present paper]
EPIPOLASIDAE
Aponastra modesta Pulitzer-Finali: present paper
Asteropus ketostea (Laubenfels 1950: 112) [Bergquist 1965: 190]
Epallax ajax Laubenfels 1950: 114
Epipolasis lithophaga Wiedenmayer 1977: 175
Monotria solidissima (Wilson 1902: 387) [Laubenfels 1936: 179]
Scolopes megastra Laubenfels 1953: 542
AXINELLIDAE
Auletta sycinularia Schmidt 1870: 45
Axinella clava Schmidt 1870: 61
Axinella nanaspiculata Hartman 1955: 180
Axinella polycapella Laubenfels 1953: 530 [Hartman 1955: 177]
Axinella ramosa Burton 1954: 229
Axinella reticulata Ridley & Dendy 1886: 481 [Wilson 1902: 400]
Axinella rosacea Verrill 1907: 341 [Wiedenmayer 1977: 159]
Homaxinella appressa (Verrill 1907: 340)
Homaxinella rudis (Verrill 1907: 341)
Homaxinella waltonsmithi Laubenfels 1953: 533
Phakellia folium Schmidt 1870: 62
Phakellia lobata Wilson 1902: 399
Phakellia ventilabrum (Linné 1767: 1296) [Arndt 1934: 90]
Pharetronema zingiberis Sollas 1879: 405
Plicatella aulopora Schmidt 1870: 45
Pseudaxinella lunaecharta (Ridley & Dendy 1886: 481) [Wiedenmayer 1977: 155]
Ptilocaulis arbusculum (Duchassaing & Michelotti 1864: 88) [Soest et al. 1983:
204]
Ptilocaulis gracilis Carter 1883: 321 [Wiedenmayer 1977: 152]
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 199
Ptilocaulis spiculifer (Lamarck 1813: 449) [Topsent 1933: 23; Wiedenmayer
19776 153]
Ptilocaulis walpersti (Duchassaing & Michelotti 1864: 90) [Wiedenmayer 1977:
153)
Teichaxinella marquezit (Duchassaing & Michelotti 1864: 40) [Wiedenmayer
1977: 154]
Teichaxinella morchella Wiedenmayer 1977: 154
Teichaxinella shoemakeri Laubenfels 1936: 129
Thrinacophora spinosa Wilson 1902: 400
BUBARIDAE
Bubaris ammosclera Hechtel 1969: 25
Bubaris mastophora (Schmidt 1870: 61)
DESMOXYIDAE
Halicnemia verticillata (Bowerbank 1866: 145) [Arndt 1934: 84]
Higginsia strigilata (Lamarck 1813: 450) [Wiedenmayer 1977: 157]
Myrmekioderma styx Laubenfels 1953: 523
HEMIASTERELLIDAE
Paratimea galaxa Laubenfels 1936: 146
HETEROXYIDAE
Anacanthaea rea Laubenfels 1934: 11
RASPAILIIDAE
Echinodictyum lugubre (Duchassaing & Michelotti 1864: 89) [Pulitzer-Finali:
present paper]
Echinodictyum pennatum (Duchassaing & Michelotti 1864: 88) [Wiedenmayer
LOTT E25 i
Echinodictyum pulchrum Broendsted 1934: 18
Ectyoplasia ferox (Duchassaing & Michelotti 1864: 81) [Wiedenmayer 1977:
158]
Endectyon tenax (Schmidt 1870: 62) [Topsent 1920: 23]
Hemectyon hamatum (Schmidt 1870: 62) [Topsent 1920: 26]
EURYPONIDAE
Cyamon vickersi (Bowerbank 1864: 234) [Dendy 1921: 109]
Cyamon vickersi toxifera Arndt 1927: 149
Dragmatyle topsenti Burton 1954: 235
Eurypon clavatella Little 1963: 49
Eurypon clavatum (Bowerbank 1866: 143) [Desqueyroux-Faundez 1981: 737]
Eurypon coronula (Bowerbank 1874: 246) [Topsent 1936: 66]
Tricheurypon viride (Topsent 1889: 43) [Wiedenmayer 1977: 160]
RHABDEREMIIDAE
Rhabderemia minutula (Carter 1876: PI. XVI) [Topsent 1904: 152]
200 G. PULITZER-FINALI
AGELASIDAE
Agelas cervicornis (Schmidt 1870: 60) [Topsent 1931: 103]
Agelas clathrodes (Schmidt 1870: 60) [Wiedenmayer 1977: 131]
Agelas conifera (Schmidt 1870: 60) [Wiedenmayer 1977: 130]
Agelas cylindrica (Carter 1883: 314) ['Topsent 1933: 34]
Agelas dilatata Duchassaing & Michelotti 1864: 77
Agelas dispar Duchassaing & Michelotti 1864: 76 [Wiedenmayer 1977: 128]
Agelas flabelliformis (Carter 1883: 311) [Wiedenmayer 1977: 131]
Agelas inaequalis Pulitzer-Finali: present paper
Agelas longissima Pulitzer-Finali: present paper
Agelas sceptrum (Lamarck 1815: 163) [Topsent 1933: 33]
Agelas schmidti Wilson 1902: 398 [Wiedenmayer 1977: 129]
HALICHONDRIIDAE
Amorphinopsis rhaphoxea (Laubenfels 1934: 12)
Batzella rosea Soest 1984: 47
Densa araminta Laubenfels 1934: 14
Halichondria magniconulosa Hechtel 1965: 53
Halichondria melanodocia Laubenfels 1936: 133 [Wiedenmayer 1977: 149]
Halichondria panicea (Pallas 1766: 388) [Hartman 1958: 35]
Rhaphisia ambrosia Laubenfels 1936: 135
Rhaphisia menzeli Little 1963: 54
Spongosorites angulospiculatus (Carter 1879: 346) [Wiedenmayer 1977: 175]
Spongosorites sinuatus Pulitzer-Finali: present paper
Viles ophiraphidites Laubenfels 1934: 13
HYMENIACIDONIDAE
Dictyonella yumae Pulitzer-Finali: present paper
Hymeniacidon amphilecta Laubenfels 1936: 137
Hymeniacidon caerulea Pulitzer-Finali: present paper
Hymenitacidon glabrata Burton 1954: 231
Hymeniacidon heliophila (Parker 1910: 767) [Wiedenmayer 1977: 150]
Oxeostilon burtoni Laubenfels 1934: 15
Prostylissa spongia Laubenfels 1953: 54
Stylotella fibrosa (Ridley & Dendy 1886: 481) [Topsent 1928: 171]
Ulosa arenosa Ruetzler 1981: 41
Ulosa funicularis Ruetzler 1981: 37
Ulosa hispida Hechtel 1965: 51 [Wiedenmayer 1977: 146]
Ulosa ruetzleri Wiedenmayer 1977: 145
MYCALIDAE
Anomomycale titubans (Schmidt 1870: 55) [Boury-Esnault & Beveren 1982: 54]
Mycale (Aegagrophila) diversisigmata Soest 1984: 21
Mycale hyatti Pulitzer-Finali: present paper
Mycale inmitis (Schmidt 1870: 57)
Mycale jamaicaensis Pulitzer-Finali: present paper
Mycale laevis (Carter 1882: 291) [Soest 1984: 14]
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 201
Mycale laxissima (Duchassaing & Michelotti 1864: 95) [Soest 1984: 29;
Pulitzer-Finali: present paper]
Mycale macilenta (Bowerbank 1866: 176) [Little 1963: 50]
Mycale (Carmia) magnirhaphidiphera Soest 1984: 27
Mycale microsigmatosa (Arndt 1927: 144) [Soest 1984: 24]
Mycale mucifluens Pulitzer-Finali: present paper
Mycale renieroides (Schmidt 1870: 57)
Mycale socialis (Carter 1871: 276)
Mycale whitfieldi Pulitzer-Finali: present paper
Oxymycale strongylata Pulitzer-Finali: present paper
Zygomycale angulosa (Duchassaing & Michelotti 1864: 89) [Pulitzer-Finali:
present paper |
HAMACANTHIDAE
Hamacantha agassizi Topsent 1920: 11 [Soest 1984: 143]
Hamacantha johnsoni (Schmidt 1870: 53) [Carter 1882: 297]
Hamacantha tenda (Schmidt 1880: 82) [Topsent 1920: 9]
Pozziella aperta (Topsent 1920: 10) [Topsent 1928: 200]
CLADORHIZIDAE
Chondrocladia amphactis (Schmidt 1880: 83) [Lundbeck 1905: 109]
Chondrocladia concrescens (Schmidt 1880: 83) [Topsent 1920: 12]
Chondrocladia verticillata 'Topsent 1920: 12 [Topsent 1930a: 427]
BIEMNIDAE
Biemna caribea Pulitzer-Finali: present paper
Biemna microstyla Laubenfels 1950: 85
Biemna tubulata (Dendy 1905: 155) [Soest 1984: 133]
Desmacella annexa Schmidt 1870: 53 [Hooper 1984: 34]
Desmacella campechiana (Topsent 1889: 43) [Soest 1984: 139]
Desmacella jania Verrill 1907: 338 [Wiedenmayer 1977: 162]
Desmacella meliorata Wiedenmayer 1977: 161 [Soest 1984: 24]
Desmacella polysigmata Soest 1984: 138
Desmacella pumilio Schmidt 1870: 53 [Soest 1984: 136]
Desmacella vagabunda Schmidt 1870: 53 [Soest 1984: 139]
Desmacella vicina Schmidt 1870: 53 [Hooper 1984: 50]
Merlia normani Kirkpatrick 1908: 510 [Soest 1984: 211]
Neofibularia bermuda (Laubenfels 1950: 52) [Hartman 1967: 21]
Neofibularia nolitangere (Duchassaing & Michelotti 1864: 82) [Soest 1984: 141]
Neofibularia raphidiphera (Topsent 1894: 34) [Hartman 1967: 20]
ESPERIOPSIDAE
Athnacama schmidti (Carter 1882: 297) [Laubenfels 1936: 52]
Burtonispongia dianae (Schmidt 1870: 55) [Laubenfels 1936: 52]
Burtonispongia tunicata (Schmidt 1870: 55) [Laubenfels 1936: 52]
Desmacidon infesta Schmidt 1870: 55
Desmapsamma anchorata (Carter 1882: 283) [Soest 1984: 35]
202 G. PULITZER-FINALI
Guitarra fimbriata Carter 1874: 210 [Burton 1929: 426)
Iotrochota birotulata (Higgin 1877: 296) [Soest 1984: 38]
Iotrochota imminuta Pulitzer-Finali: present paper
Monanchora barbadensis Hechtel 1969: 21 [Soest 1984: 40]
Monanchora unguifera (Laubenfels 1953: 528) [Soest 1984: 42]
Protophlitaspongia antillana Pulitzer-Finali: present paper
Strongylacidon poriticola Soest 1984: 42
Strongylacidon viridis Soest 1984: 44
Vomerula tibicen Schmidt 1880: 83 [Wilson 1925: 437]
COELOSPHAERIDAE
Coelosphaera fistula Little 1963: 44
Coelosphaera hechteli Soest 1984: 71
Coelosphaera raphidifera Hechtel 1969: 13
Coelosphaera tunicata (Schmidt 1870: 55) [Hechtel 1969: 16]
Damiria testis Topsent 1928: 325 [Soest 1984: 74]
CORNULIDAE
Cornulum johnsoni (Laubenfels 1934: 21) [Soest 1984: 76]
LATRUNCULIIDAE
Didiscus oxeatus Hechtel 1983: 76 [Soest 1984: 146 as D. flavus]
CRELLIDAE
Crella chelifera Soest 1984: 77
Crella papillosa (Schmidt 1870: 57) [Topsent 1925: 687]
Yvesia papillosa (Schmidt 1870: 57) [Topsent 1892: 103]
MYyXILLIDAE
Acanthacarnus souriei Lévi 1952: 54 [Soest 1984: 63]
Acarnus innominatus Gray 1867: 544 [Soest 1984: 61]
Anomolissa amaza Laubenfels 1934: 17
Forcepia (Ectoforcepia) grandisigmata Soest 1984: 67
Forcepia (Ectoforcepia) trilabis (Boury-Esnault 1973: 280) [Soest 1984: 66]
Lissodendoryx isodictyalis (Carter 1882: 285) [Soest 1984: 54]
Lissodendoryx sigmata (Laubenfels 1949: 15) [Soest 1984: 57]
Lissodendoryx strongylata Soest 1984: 58
Melonanchora elliptica Carter 1874: 212 [Lundbeck 1905: 211]
Myxilla distorta Burton 1954: 226
Myxilla incrustans (Johnston 1842: 122) [Arndt 1934: 58]
Myxilla jecusculum (Bowerbank 1866: 198) [Topsent 1894: 34]
Myxilla mucronata Pulitzer-Finali: present paper
‘TEDANIIDAE
Hemitedania baki Soest 1984: 53
Tedania anhelans (Lieberkuehn 1859: 521)
Tedania anhelans bermudensis (Ridley & Dendy 1887: 51)
Tedania ignis (Duchassaing & Michelotti 1864: 83) [Soest 1984: 49]
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 203
Tedania tora Laubenfels 1950: 72
Tedanione foetida Wilson 1894: 338
PSAMMASCIDAE
Holopsamma helwigi Laubenfels 1936: 97 [Pulitzer-Finali: present paper]
HYMEDESMIIDAE
Acanthancora coralliophila Soest 1984: 85
Hymedesmia agaricucola Soest 1984: 82
Hymedesmia curacaoensis Soest 1984: 82
Hymedesmia jamaicaensis Soest 1984: 79
Hymedesmia nummota Laubenfels 1936: 86
Hymedesmia palmatichelifera Soest 1984: 80
PHORBASIDAE
Phorbas amaranthus Duchassaing & Michelotti 1864: 92 [Soest 1984: 86]
CLATHRIIDAE
Artemisina melana Soest 1984: 122
Clathria carteri Topsent 1889: 38 [Soest 1984: 128]
Clathria foliacea Topsent 1889: 39 [Wiedenmayer 1977: 145]
Clathria obliqua (George & Wilson 1919: 148) [Little 1963: 49]
Clathria prolifera (Ellis & Solander 1786: 189) [Soest 1984: 91]
Clathria rectangulosa Schmidt 1870: 60
Clathria (Microciona) simpsoni Soest 1984: 97
Clathria vasiformis (Laubenfels 1953: 525)
Clathria (Microciona) bulbotoxa Soest 1984: 103
Clathria (Microciona) hymedesmioides Soest 1984: 104
Dictyociona adioristica Laubenfels 1953: 526
Echinoclathria columbia (Laubenfels 1936: 13) [Laubenfels 1948: 36]
Microciona affinis (Topsent 1889: 43) [Soest 1984: 93]
Microciona calla (Laubenfels 1934: 16) [Soest 1984: 100]
Microciona ferrea (Laubenfels 1936a: 460) [Soest 1984: 101]
Microctona rarispinosa Hechtel 1965: 42
Maicrociona spinosa Wilson 1902: 396 [Soest 1984: 95]
Pandaros acanthifolium Duchassaing & Michelotti 1864: 90 [Soest 1984: 127]
Plocamia gymnazusa Schmidt 1870: 62
Plocamilla barbadensis Soest 1984: 125
Plocamilla penneyi (Laubenfels 1936: 76) [Soest 1984: 126]
Plocamionida topsenti Burton 1954: 229
Raspeloplocamia clopetaria (Schmidt 1870: 63) [Burton 1935: 402]
Raphidophlus arcifer (Schmidt 1880: 81)
Raphidophlus fascicularis (Topsent 1889: 35) [Soest 1984: 122]
Raphidophlus isodictyoides Soest 1984: 118
Raphidophlus juniperinus (Lamarck 1814: 444) [Soest 1984: 109]
Raphidophlus minutus Soest 1984: 115
Raphidophlus orientalis Broendsted 1934: 20
204 G. PULITZER-FINALI
Raphidophlus oxeatus Soest 1984: 120
Raphidophlus raraechelae Soest 1984: 116
Raphidophlus schoenus (Laubenfels 1936: 100) [Soest 1984: 112]
PETROSIIDAE
Petrosia pellasarca (Laubenfels 1934: 23) [Soest 1980: 80; Pulitzer-Finali:
present paper]
Petrosia weinbergi Soest 1980: 75
Strongylophora dendyi Hechtel 1969: 10
Strongylophora hartmani Soest 1980: 76
Strongylophora rampa Laubenfels 1934: 19 [Soest 1980: 79]
Strongylophora santa Laubenfels 1936a: 459 [Soest 1980: 79]
Xestospongia caminata Pulitzer-Finali: present paper
Xestospongia dominicana Pulitzer-Finali: present paper
Xestospongia halichondroides (Wilson 1902: 389) [Wiedenmayer 1977: 113]
Xestospongia muta (Schmidt 1870: 44) [Soest 1980: 66]
Xestospongia portoricensis Soest 1980: 70
Xestospongia proxima (Duchassaing & Michelotti 1864: 84) [Soest 1984: 143]
Xestospongia rosariensis Zea & Ruetzler 1983: 817
Xestospongia subtriangularis (Duchassaing 1850: 26) [Soest 1980: 71]
Xestospongia wiedenmayeri Soest 1980: 68
OCEANAPIIDAE
Biminia stalagmitica Wiedenmayer 1977: 124
Foliolina peltata Schmidt 1870: 42 [Lévi & Lévi 1983: 973]
Oceanapia amphirhiza (Schmidt 1880: 76)
Oceanapia bartschii (Laubenfels 1934: 21) [Soest 1980: 87]
Oceanapia fibulata (Schmidt 1880: 76)
Oceanapia fistulosa (Bowerbank 1873: 19) [Soest 1980: 114]
Oceanapia hondurasensis (Carter 1882: 122) [Laubenfels 1950: 67]
Oceanapia niduliformis (Carter 1882: 123)
Oceanapia oleracea (Schmidt 1870: 35) [Soest 1980: 89]
Pachypellina podatypa (Laubenfels 1934: 23) [Soest 1980: 12]
Pellina carbonaria (Lamarck 1814: 375) [Soest 1980: 83]
Pellina fistulosa (Bowerbank 1866: 299) [Topsent 1888: 148]
Pellina nodosa (George & Wilson 1919: 152) [Soest 1980: 80]
Pellina penicilliformis Soest & Saas 1981: 335
RENIERIDAE
Haliclona aurantiaca dura (Wilson 1902: 393)
Haliclona finitima (Schmidt 1870: 33)
Haliclona hogarthi Hechtel 1965: 20
Haliclona molitba Laubenfels 1949: 9 [Soest 1980: 9]
Haliclona sorangae (Broendsted 1934: 14)
Rentera aquaeductus Schmidt 1862: 73 [Wiedenmayer 1977: 87]
Rentera ascidia Schmidt 1870: 40
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 205
Reniera carmabi Soest 1980: 14
Reniera curacaoensis Soest 1980: 12
Reniera fortior Schmidt 1870: 40
Reniera hebes Schmidt 1870: 40 [Laubenfels 1932: 61]
Reniera tubifera George & Wilson 1919: 145 [Soest 1980: 15]
ADOCIIDAE
Adocia albifragilis Hechtel 1965: 28
Adocia amphioxa (Laubenfels 1950: 64) [Soest 1980: 20]
Adocia implexiformis Hechtel 1965: 27 [Soest 1980: 18]
Adocia neens (Topsent 1918: 536) [Soest 1980: 18]
Adocia perforata Pulitzer-Finali: present paper
Orina calcinea (Burton 1954: 224)
Orina tenerrima (Burton 1954: 225) [Soest 1980: 25]
Sigmadocia caerulea Hechtel 1965: 30 [Soest 1980: 21]
Sigmadocia piscaderaensis Soest 1980: 22
Sigmadocia recondita Wiedenmayer 1977: 111
NIPHATIDAE
Amphimedon cellulosa (Verrill 1907: 335)
Amphimedon complanata (Duchassaing 1850: 26) [Soest 1980: 31]
Amphimedon compressa Duchassaing & Michelotti 1864: 78 [Soest 1980: 26]
Amphimedon elastica (Verrill 1907: 336)
Amphimedon erina (Laubenfels 1936a: 457) [Soest 1980: 31]
Amphimedon leprosa Duchassaing & Michelotti 1864: 82
Amphimedon micropora (Verrill 1907: 337) [Laubenfels 1950: 3]
Amphimedon monticulosa (Verrill 1907: 336) [Soest 1980: 34]
Amphimedon variabilis (Dendy 1890: 353) [Soest 1980: 12]
Amphimedon viridis Duchassaing & Michelotti 1864: 81 [Soest 1890: 29]
Cribrochalina caribica Pulitzer-Finali: present paper
Cribrochalina cretacea Schmidt 1870: 36 [Soest 1980: 45]
Cribrochalina dura (Wilson 1902: 393) [Wiedenmayer 1977: 123]
Cribrochalina spiculosa (Dendy 1890: 354) [Soest 1980: 43]
Cribrochalina vasculum (Lamarck 1814: 385) [Wiedenmayer 1977: 119]
Gelliodes leucosolenia Laubenfels 1934: 22
Gelliodes ramosa (Carter 1882: 283) [Hartman 1967: 20; Wiedenmayer 1977:
95]
Gelliodes sosuae Pulitzer-Finali: present paper
Niphates alba Soest 1980: 40
Niphates amorpha (Wiedenmayer 1977: 99) [Soest 1980: 39]
Niphates digitalis (Lamarck 1814: 436) [Soest 1980: 37]
Niphates erecta Duchassaing & Michelotti 1864: 93 [Soest 1980: 35; Pulitzer-
Finali: present paper]
Siphonodictyon brevitubulatum Pang 1973: 56
Siphonodictyon cachacrouense Ruetzler 1971: 4
Siphonodictyon coralliphagum Ruetzler 1971: 5
Siphonodictyon incrustans (Ruetzler 1971: 9) [Soest 1981: 19]
206 G. PULITZER-FINALI
Siphonodictyon siphonum (Laubenfels 1949: 11) [Ruetzler 1971: 11; Wieden-
mayer 1977: 126]
Siphonodictyon xamaycaense Pulitzer-Finali: present paper
CALLYSPONGIIDAE
Callyspongia arcesiosa Laubenfels 1936: 56
Callyspongia armigera (Duchassaing & Michelotti 1864: 48) [Soest 1980: 60;
1981: 20]
Callyspongia clavaherculis (Duchassaing & Michelotti 1864: 40) [Soest 1978:
20]
Callyspongia cyathus (Schmidt 1870: 35) [Topsent 1938: 4]
Callyspongia eschrichti Duchassaing & Michelotti 1864: 56 [Soest 1980: 50]
Callyspongia fallax Duchassaing & Michelotti 1864: 57 [Soest 1980: 47]
Callyspongia fallax debilis Wiedenmayer 1977: 95
Callyspongia inflata Duchassaing & Michelotti 1864: 57
Callyspongia longissima (Duchassaing & Michelotti 1864: 51) [Wiedenmayer
1977: 107]
Callyspongia maxima (Dendy 1890: 365)
Callyspongia pallida Hechtel 1965: 36 [Soest 1980: 51]
Callyspongia plicifera (Lamarck 1813: 435) [Soest 1980: 61]
Callyspongia repens Little 1963: 42
Callyspongia sagoti (Duchassaing & Michelotti 1864: 54)
Callyspongia sanctacrucis (Duchassaing & Michelotti 1864: 46)
Callyspongia simplex (Duchassaing & Michelotti 1864: 47) [Pulitzer-Finali:
present paper]
Callyspongia strongylophora Hartman 1955: 168 [Soest 1980: 54]
Callyspongia tenerrima Duchassaing & Michelotti 1864: 57 [Soest 1980: 62]
Callyspongia vaginalis (Lamarck 1814: 436) [Soest 1980: 56]
Siphonochalina densa Schmidt 1870: 34
Stphonochalina bullata (Lamarck 1813: 437) [Topsent 1931: 76]
Siphonochalina viridescens Schmidt 1880: 76
Toxochalina multiformis Pulitzer-Finali: present paper
SPONGIIDAE
Coscinoderma lanuga Laubenfels 1936: 10
Coscinoderma musicalis (Duchassaing & Michelotti 1864: 39) [Soest 1978: 29]
Hippospongia gossypina (Duchassaing & Michelotti 1864: 32) [Soest 1978: 21]
Hippospongia lachne Laubenfels 1936: 11 [Soest 1978: 22]
Hyattella cavernosa (Pallas 1766: 394) [Bergquist 1980: 452]
Hyattella intestinalis (Lamarck 1814: 439) [Soest 1978: 23]
Spongia barbara Duchassaing & Michelotti 1864: 31 [Soest 1978: 16]
Spongia bartholmet Duchassaing & Michelotti 1864: 42 [Laubenfels 1950: 51]
Spongia cavernosa Duchassaing & Michelotti 1864: 30 [Ehlers 1870: 7]
Spongia cerebriformis insolita Wiedenmayer 1977: 58
Spongia dumetosa Duchassaing & Michelotti 1864: 43
Spongia dura Hyatt 1877: 522 [Laubenfels 1948: 8]
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 207
Spongia graminea Hyatt 1877: 516 [Soest 1978: 19]
Spongia guadalupensis Duchassaing & Michelotti 1864: 43
Spongia haagensenit Duchassaing & Michelotti 1864: 42
Spongia isidis Duchassaing & Michelotti 1864: 41
Spongia krebbresti Duchassaing & Michelotti 1864: 44
Spongia napriformis Duchassaing & Michelotti 1864: 43
Spongia obliqua Duchassaing & Michelotti 1864: 38 [Soest 1978: 8]
Spongia obscura (Hyatt 1877: 521) [Soest 1978: 14]
Spongia pertusa (Hyatt 1877: 512) [Soest 1978: 12]
Spongia solitaria (Hyatt 1877: 519) [Soest 1978: 18]
Spongia sterea Laubenfels & Storr 1958: 108 [Soest 1978: 19]
Spongia subcircularis Duchassaing & Michelotti 1864: 37
Spongia tampa (Laubenfels & Storr 1958: 110) [Soest 1978: 15]
Spongia tubulifera Lamarck 1814: 384 [Soest 1978: 10]
‘THORECTIDAE
Cacospongia linteiformis (Lamarck 1813: 456) [Topsent 1933: 8]
Fasciospongia cerebriformis (Duchassaing & Michelotti 1864: 32) [Soest 1978:
43]
Hyrtios caracasensis (Carter 1882: 273) [Soest 1978: 47]
Hyrtios proteus Duchassaing & Michelotti 1864: 74 [Soest 1978: 45]
Hyrtios psellus (Laubenfels 1936: 96) [Soest 1984: 70]
Hyrtios spongeliformis (Wilson 1902: 403) [Bergquist 1980: 460]
Hyrtios vilis Duchassaing & Michelotti 1864: 75
Hyrtios violaceus (Duchassaing & Michelotti 1864: 95) [Soest 1978: 30;
1981: 22]
Ircinia campana (Lamarck 1813: 385) [Soest 1978: 39]
Ircinia felix (Duchassaing & Michelotti 1864: 72) [Soest 1978: 33]
Ircinia hummelincki Soest 1978: 37
Ircinia ramosa Keller 1889: 345 [Little 1963: 34]
Ircinia strobilina (Lamarck 1816: 383) [Soest 1978: 40]
Ircinia variabilis (Schmidt 1862: 34)
Ircinia verrucosa (Lieberkuehn 1859: 369)
Smenospongia aurea (Hyatt 1875: 404) [Wiedenmayer 1977: 69]
Smenospongia conulosa Pulitzer-Finali: present paper
Smenospongia echina (Laubenfels 1934: 25) [Bergquist 1980: 456, 478]
Smenospongia maynardi (Hyatt 1877: 529)
DYSIDEIDAE
Dysidea chromogenia (Laubenfels 1950: 20) [Bergquist 1980: 464]
Dysidea crawshayt Laubenfels 1936: 28
Dysidea etheria Laubenfels 1936: 28 [Soest 1978: 53]
Dysidea fragilis (Montague 1818: 114)
Dysidea janiae (Duchassaing & Michelotti 1864: 101) [Soest 1978: 51]
Dysidea variabilis (Duchassaing & Michelotti 1864: 80) [Soest 1978: 52]
Eurysongia rosea Laubenfels 1936: 29 [Little 1963: 36]
208 G. PULITZER-FINALI
APLYSILLIDAE
Aplysilla glacialis (Merejkowsky 1878: 259) [Bergquist 1980: 484]
Aplysilla sulfurea Schulze 1878: 405
Chelonaplysilla erecta (Row 1911: 360) [Soest 1978: 71]
Darwinella muelleri (M. Schultze 1865: 7)
Darwinella rosacea Hechtel 1965: 17
Pleraplysilla stockt Soest 1978: 75
DICTYODENDRILLIDAE
Dictyodendrilla nux (Laubenfels 1950: 29) [Bergquist 1980: 488]
Igernella notabilis (Duchassaing & Michelotti 1864: 106) [Bergquist 1980: 490]
HALISARCIDAE
Halisarca purpurea Little 1963: 37
APLYSINIDAE
Aplysina aerophoba (Nardo 1833: 519)
Aplysina archert (Higgin 1875: 223) [Soest 1978: 58]
Aplysina cauliformis (Carter 1882: 268) [Soest 1978: 62]
Aplysina fistularis (Pallas 1766: 385) [Soest 1981: 25]
Aplysina fulva (Pallas 1766: 385) [Soest 1981: 25]
Aplysina insularis (Duchassaing & Michelotti 1864: 61) [Soest 1978: 56; Pu-
litzer-Finali: present paper]
Aplysina lacunosa (Lamarck 1814: 434) [Soest 1978: 61]
Aplysina longissima Carter 1882: 271 [Little 1963: 35]
Aplysina tenuissima (Hyatt 1875: 403)
Verongula gigantea (Hyatt 1875: 405) [Wiedenmayer 1977: 76]
Verongula praetexta (Hyatt 1875: 405) [Bergquist 1980: 494]
Verongula rigida (Esper 1794: PI. 27) [Soest 1977: 67]
APLYSINELLIDAE
Pseudoceratina crassa (Hyatt 1875: 401) [Soest 1981: 26]
IANTHELLIDAE
Ianthella basta (Pallas 1766: 309) [Bergquist 1980: 497]
CERATOPORELLIDAE
Ceratoporella nicholsoni (Hickson 1911: 195) [Hartman & Goreau 1970: 206]
Goreautella auriculata Hartman 1969: 17 [Hartman & Goreau 1970: 217]
Hispidopetra miniana Hartman 1969: 12 [Hartman & Goreau 1970: 216]
Stromatospongia norae Hartman 1969: 7 [Hartman & Goreau 1970:215]
Stromatospongia vermicola Hartman 1969: 3 [Hartman & Goreau 1970: 213]
WEST INDIAN DEMOSPONGIAE 209
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ZITTEL K.A. von, 1878 - Studien ueber fossile Spongien. Zweite Abtheilung: Li-
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Abh. K. Bayer. Akad. Wiss. Math. Phys. KI., 13: 65-154, 91-138.
ABSTRACT
A collection of shallow-water Demospongiae, made in the Bahamas, Jamaica,
the Dominican Republic and Puerto Rico in the years 1963 and 1964, is systematically
216 G. PULITZER-FINALI
recorded. It comprises 132 species, of which 31 are described as new: Stellettinopsis
dominicana, Stelletta variastra, Pachataxa lutea, Geodia flexisclera, Erylus bahamensis,
E. clavatus, Laxosuberites psammophilus, Polymastia tenax, Aponastra modesta, Agelas
inaequalis, A. longissima, Spongosorites sinuatus, Hymeniacidon caerulea, Dictyonella
yumae, Mycale mucifluens, M. jamaticaensis, M. whitfieldi, M. hyatti, Oxymycale stron-
gylata, Biemna caribea, Protophlitaspongia antillana, Iotrochota imminuta, Myxilla mu-
cronata, Xestospongia dominicana, X. caminata, Adocia perforata, Siphonodictyon xa-
maycaense, Gelliodes sosuae, Cribrochalina caribica, Toxochalina multiformis, Smeno-
spongia conulosa.
A list of the Demospongiae so far recorded from the West Indies is added in
appendix.
The collection has been deposited at the Museum of Natural History of Genoa.
RIASSUNTO
Una collezione di Demospongiae, ottenuta da acque poco profonde delle Bahamas,
Giamaica, Repubblica Dominicana e Portorico negli anni 1963 e 1964, viene sistema-
ticamente registrata. Essa comprende 132 specie, di cui 31 nuove: Stellettinopsis do-
minicana, Stelletta variastra, Pachataxa lutea, Geodia flexisclera, Erylus bahamensis,
E. clavatus, Laxosuberites psammophilus, Polymastia tenax, Aponastra modesta, Agelas
inaequalis, A. longissima, Spongosorites sinuatus, Hymeniacidon caerulea, Dictyonella
yumae, Mycale mucifluens, M. jamaicaensis, M. whitfieldi, M. hyatti, Oxymycale stron-
gylata, Biemna caribea, Protophlitaspongia antillana, Iotrochota imminuta, Myxilla mu-
cronata, Xestospongia dominicana, X. caminata, Adocia perforata, Siphonodictyon xamy-
caense, Gelliodes sosuae, Cribrochalina caribica, Toxochalina multiformis, Smenospongia
conulosa.
In appendice viene data una lista delle Demospongiae finora segnalate dalle Indie
Occidentali.
La collezione è stata depositata presso il Museo Civico di Storia Naturale di
Genova.
217
J. MATEU
Laboratoire d’Evolution, 105. Bd. Raspail 75006 Paris
LOS MIMODROMIUS DEL SUBGENERO
GUTIERREZIA MATEU
(COLEOPTERA CARABIDAE LEBIINAE)
Palabras clave; Coleoptera Carabidae Lebiinae, Mimodromius, especie
nueva, Chile.
El subgénero Gutierrezia fué descrito por nosotros en 1955 dentro
de la revision del género Mimodromius Chaudoir. Dicho subgénero fué
creado para agrupar en su seno tres especies de Mimodromius: M. bi-
color (Brullé, 1837), M. gracilis Chaudoir (1876) y M. peruvianus Mateu
(1955). A éstas viene hoy a sumarse una cuarta especie de Chile que
describimos en las paginas siguientes.
Dentro del complejo genérico de los Mimodromius, los Gutierrezia
se caracterizan especialmente por la notable conformacion de los ér-
ganos sexuales de ambos sexos y por una particularidad evolutiva que
les es propia, sobre la cual ya hemos insistido en diversas publicaciones:
se trata de la evoluciòn ligada al sexo (1955, 1970, 1984). Ese feno-
meno se puede resumir asi: el edeago del macho parece haber seguido
una ortogenesis de tipo «normal», tal y como se conoce en la mayoria
de los Carabidos y concretamente en los Mimodromius de los subgé-
neros Mimodromuus s. str., y Boliviasia Mateu. Al contrario el aparato
sexual de la hembra ha evolucionado de una manera sensiblemente di-
ferente del quese prentan las hembras de los subgéneros mencionados,
acercandose en cambio al tipo muy evolucionado que encontramos en
aquellas de los subg. Cobosia Mateu y Cymindidius Chaudoir cuyos
machos a su vez poseen un edeago extraordinariamente evolucionado.
Mas aun, el subg. Miscellaneus Mateu recientemente descrito (1984), es
un linaje filético presentando una evolucion de los 6rganos de la re-
producciòn diametralmente opuesto al de los Gutierrezia, es decir, que
el edeago es ultraevolucionado (tipo Cobosia y Cymindidius), mientras
que el aparato sexual 9 es de un tipo « normal », al estilo del de los M7-
modromius s. str. y de los Boliviasia. En unos y en otros, indiferente-
mente, se manifiesta en algunas especies un caracter paleogenético
218 J. MATEU
(plesiomorfo) poco frecuente en los Carabidos: el I6bulo mediano del
edeago con pubescencia difusa, caracter que contrasta con aquellos otros
neogenéticos (apomorfos) que con bastante frecuencia afectan la geni-
talia de los Mimodromius!
Al interior de los érganos genitales de la 9 de los subgéneros Cy-
mindidius, Cobosia y Gutierrezia puede observarse la presencia de un
«annulus receptaculi » bien quitinizado y de forma muy diversa segun
las especies, situado en la desembocadura de la vagina y del « recepta-
culum seminis »; esta estructura falta en los restantes subgéneros, al-
gunos de los cuales sin embargo, pueden ofrecer parte de la vagina mas
o menos quitinizada (bolsa copulatriz) segun criterios especificos. Tam-
bien las gonapofisis varian entre los subgéneros: Mimodromuus s. str.,
paralelas y mas largas que anchas; Gutierrezia, Cymindidius y Cobosia
generalmente mas anchas que largas, cuadradas o transversales; enfin,
Boliviasia y Miscellaneus estan provistos de gonapofisis estrechas y
largas que recuerdan por su forma las de los géneros Mimodromites
Mateu y Apterodromites Mateu asimismo sudamericanos.
Por otra parte, ha sido apoyandonos en la conformacion de los
6rganos sexuales de ambos sexos, (asi como en la posiciòn del edeago en
estado de reposo en el interior del abdomen), el criterio de base que nos
ha permitido agrupar en linajes (subgéneros) las diversas especies
(cerca de 40) que componen el género Mimodromius. A este proposito
enviamos al lector a nuestro articulo de 1984.
El subgénero Gutierrezia coloniza de preferencia las zonas bajas e
intermedias de la vertiente del Pacifico de la cordillera de los Andes
la cual se desarrolla paralelamente a la costa del océano a todo lo largo
del Perù y de Chile, «grosso modo » entre los paralelos 11° y 34° lat. S.
En nuestra revision de 1955 citamos por error el M. bicolor Brullé
de Yungas, Bolivia en lugar de Cobija, Bolivia, como dice A. BRULLÉ
en su descripciòn original, p. 12: «sur les montagnes élevées de Cobija
(Bolivie) ». En aquellas épocas esto era cierto, pero hoy Cobia perte-
nece a Chile, pequeno puerto sobre el Pacifico al norte de Antofagasta
entre los paralelos 22° y 23° lat. S. De momento, por lo menos, hay
que suprimir de Bolivia los representantes del subg. Guzierrezia. En el
Perù nosotros recolectamos ejemplares del M. bicolor casi al nivel del
mar, en Palpa, localidad ubicada a unos 50 kms al norte de Nazca,
batiendo las ramas de los arbustos que limitaban los campos de cultivo
del algodon.
MIMODROMIUS 219
A continuacion damos la descripcion de una nueva especie de Mi-
modromius procedente de Chile (especie proxima al ya citado M. bi-
color), que procede de la coleccibn de nuestro querido amigo J. Nègre
de Paris, quien como siempre ha puesto liberalmente a nuestra disposi-
cion los materiales sudamericanos que nos interesan mas particularmente.
Mimodromius (Gutierrezia) insperatus n.sp.
Holotipo: un g de Iquique, Tarapaca, Chile, en la colecciòn J.
Negre de Paris. Paratipos 26 33 y 99 de la misma procedencia y de El
Qisco, Sanatorio, Valparaiso, Chile 6-VI-1979, en la colecciòn Néègre
y en la nuestra; 1g en la colecciòn del Mus. Civ. St. Nat. Genova.
Long. 6,5-7,8 mm. Alado. De forma muy parecido al M. bicolor,
pero difiere a primera vista por su color claro amarillo testàceo sobre
la cabeza y pronoto y de un amarillo casi translucido sobre los élitros,
lo que permite de ver las alas por transparencia à través del tegumento.
Patas, antenas y palpos de un color amarillo testaceo, distinto del rojizo
testaceo algo obscuro de la parte delantera del cuerpo y del pardo obscuro
de los élitros de M. bicolor cuyas patas, antenas y palpos son asimismo
de un testaceo rojizo mas o menos obscuro.
La cabeza de la nueva especie es netamente mas convexa y obtusa
que la de bicolor, con sus ojos sensiblemente menos convexos, con las
sienes algo abultadas y el cuello grueso. El pronoto de insperatus es del
mismo tipo que el de bicolor pero con la base mas ancha y los élitros,
parecidos en su forma y longitud, presentan las estrias mas finas y los
intervalos completamente planos.
Cabeza y pronoto desprovistos de microescultura, que es muy fina
e isodiamétrica sobre los élitros. En la especie de Brullé, la microescultura
isodiamétrica es bien visible sobre la cabeza y algo transversal sobre el
pronoto en ambos sexos, mientras que los élitros presentan una micro-
escultura isodiamétrica tambien, fuerte, con las mallas algo mas pe-
quenas y bien incisas. La fina y esparcida puntuacion de la cabeza y
de los intervalos elitrales es en cambio mas fuerte y aparente en la nueva
especie dada la ausencia o fineza de su microescultura. Por los demas
caracteres ambas especies son muy parecidas, excepto los tres primeros
artejos de los protarsos del 3 de insperatus menos fuertemente dilatados
y proporcionalmente mas alargados.
Edeago (fig. 1) del mismo tipo general que en las dos otras especies
del subgénero, pero con el l6bulo mediano mas corto, grueso y acodado,
220 J. MATEU
Fig. 1 a 3 - Edeagos de Mimodromius Chaud., del subg. Gutierrezia: 1) insperatus
n.sp.; 2) gracilis Chaudoir; 3) bicolor (Brullé), todos de Chile.
la parte basal formando casi un angulo recto en relacién con el eje del
lobulo mediano (comparado al de M. bicolor), ventralmente muy con-
vexo; estilo derecho mas curvado y menos obtuso en su extremidad,
el estilo izquierdo es triangular, mas corto y con la base mas ancha.
Enfin, el segmento genital es netamente mas corto y ancho que en bicolor.
Aparato sexual de la 9 de tipo parecido al de las otras especies del
subgénero. Sin embargo, el «annulus receptaculi» (Fig. 4) difiere del
de las tres otras especies ya conocidas como puede apreciarse por las
MIMODROMIUS 221
figuras que acompanamos (fig. 4 a 7). Al parecer, es con el M. gracilis
Chaudoir que nuestro zmsperatus presenta mas analogias por lo que res-
pecta al « annulus » (fig. 4 y 6), pues en ambas especies ésta estructura
Fig. 4 a 9 - Aparato sexual de la 2 de Mimodromius Chaud., del subg. Gutierrezia de
Chile y Peri, 4 a 7, «annulus receptaculi » de: 4) insperatus n. sp., de Chile; 5) bi-
color (Brullé) de Chile; 6) gracilis Chaudoir de Chile; 7) peruvianus Mateu del Perù.
8) Gonapofisis del M. bicolor (Brullé) de Chile; 9) « receptaculum seminis », « annulus
receptaculi », glandula suplementaria del M. bicolor (Brullé) de Chile.
222 J. MATEU
muestra las apéfisis posteriores de forma, y sobre todo de longitud, muy
distinta una de otra, cosa que no ocurre con las dos especies restantes
(bicolor y peruanus) cuyas apofisis cortas son parecidas entre si (fig. 5
y 7). La forma de la visera que constituye el «annulus » en su parte
delantera es diferente entre las diversas especies de Gutierrezia (fig. 4
a 7). Los otros caracteres del aparato sexual son casi los mismos en todas
las especies comentadas: gonapofisis de tipo transversal (fig. 8); « re-
ceptaculum seminis» esferoide unido a la vagina (y al « annulus») por
un largo conducto cilindrico progresivamente ensanchado hacia el
Apice. Glandula complementaria bastante corta y robusta (fig. 9).
OBSERVACIONES: Las diferencias principales entre insperatus y las
restantes especies del subgénero, se hallan principalmente en los ér-
ganos sexuales del 3 y de la 9. El color de los tegumentos es asimismo
un caracter comodo, sino exclusivo, para separar las cuatro especies co-
nocidas. Los restantes caracteres diferenciales son de «mas o menos»
y desde luego menos tajantes que los que acabamos de invocar. Una
clave dicotòémica permitirà con mas facilidad la caracterizaciòn de los
cuatro taxa.
Clave para la determinaciòn de los Mimodromius Chaud.,
del subgénero Gutierrezia Mateu
1. Especies brillantes, el 3 desprovisto de microescultura, la 9 con
microescultura elitral muy fina y borrosa. Estrias finas. « An-
nulus receptaculi» con las apòfisis posteriores muy desiguales
SIURE: SÌ ria RTRT ITE 2
—. Elitros mates en ambos sexos con microescultura bien desarro-
llada. Estrias bien impresas. « Annulus receptaculi» con las
apòfisis posteriores cortas y semejantes entre si ............ 3
2. Insecto negro, a lo sumo con una tinta rojiza sobre la parte
anterior del cuerpo y sobre el reborde elitral. Patas rojizas con
los fémures obscurecidos. Cabeza lisa o con raros puntos espar-
cidos. Pronoto con los angulos posteriores obtusos o subredon-
deados, nada o apenas salientes hacia fuera. Intervalos de los
élitros lisos. Estrias muy finas. Edeago (fig. 2) pequeno con el
borde superior algo concavo y la punta apical corta, gruesa, pa-
ralela y roma en su extremidad. Aparato sexual de la 9 con el
«annulus receptaculi» reniforme, provisto de una apofisis
MIMODROMIUS 223
posterior larga y delgada y otra corta y obtusa (fig. 6) poco
quitimzadasse Chile; arts concorso ai gracilis Chaudoir
. Insecto completamente amarillento, testàceo sobre la parte an-
terior del cuerpo. Patas amarillas. Cabeza con la frente, entre
los ojos, punteada y con finas arrugas cortas y sinuosas en sentido
transversal. Pronoto con los angulos posteriores rectos y fuer-
temente salientes hacia fuera por lo cual la sinuosidad lateral
del pronoto es muy acusada. Intervalos de los élitros presen-
tando una hilera algo irregular de puntos finos pero bien visibles.
Estrias mas fuertes. Edeago (fig. 1) bien acodado, con el borde
superior y sobre todo el inferior fuertemente convexos, la punta
apical mas larga, estrecha y paralela. Aparato sexual de la 2 con
el «annulus receptaculi» provisto tambien de una apofisis la-
teral larga, mas gruesa y sinuosa, la parte delantera del « an-
nulus » ensanchada y subtruncada (fig. 4). Chile .. insperatus n. sp.
. Insecto parduzco, con la parte anterior del cuerpo mas clara,
los élitros mas o menos pardos. Microescultura elitral fuerte en
ambos sexos. Estrias profundas y casi lisas. Intervalos provistos
de una hilera de puntos mal alineados y superficiales. Pronoto
tan largo como ancho, ligeramente mas estrecho que la cabeza
con los ojos comprendidos, con los angulos posteriores subagudos
y mas salientes hacia fuera. Patas y antenas flavas. Edeago (fig. 3)
parecido al de zusperatus, pero netamente mas alargado, menos
acodado y con el borde ventral rectilineo y el dorsal muy con-
vexo, la punta apical puntiaguda, estrecha y alargada. Aparato
sexual de la 9 provisto de un «annulus» grande en forma de
visera transversal, subtruncado y sinuoso por delante; apo-
fisis posteriores moderadamente alargadas y ambas de la misma
lomeantncl (ne, 5) Chile w IP ococesocccasncce bicolor (Brullé)
. Insecto de un color marron obscuro casi negro. Microescultura
elitral bastante fuerte. Elitros mas anchos y con las estrias lisas
y profundas. Pronoto mas ancho que largo y tan ancho como la
cabeza con los ojos comprendidos. Macho desconocido. Apa-
rato sexual de la 9 provisto de un « annulus » estrecho y alargado,
su parte delantera en forma de visera paralela y regularmente
redondeada por delante; apdfisis posteriores moderadamente
alargadas, finas y aguzadas por detras (fig. 7). Perù ........
5 PATITI ARIAS AEREE . peruvtanus Mateu
224 J. MATEU
Este subgénero de Mimodromius se encuentra de preferencia a lo
largo de la costa del Pacifico en las zonas secas y aridas de las colinas
costeras y en los alrededores de los enclaves agricolas regados con las
aguas que descienden de los Andes por cauces estrechos e impetuosos.
De momento los M. gracilis Chaudoir y M. insperatus Mateu solo se
conocen de Chile. M. peruvianus Mateu es conocido por una 2 unica
del Peru, Lima, sin muchas garantias en cuanto a su localidad de origen.
Enfin, el M. bicolor (Brullé) vive en Chile y en el Perù segin hemos
podido comprobar gracias a las recolecciones de nuestro amigo y colega
D. Carlos Bordén de Maracay, Venezuela, de algunos materiales estu-
diados en el Instituto de Entomologia de la Universidad de la Molina,
Lima y de nuestras propias colectas en el Peru.
En nuestra revision de 1955 el estilo derecho del edeago del M.
gracilis fué figurado con una fuerte escotadura dorso-distal. En realidad,
como hemos podido comprobar en otros ejemplares, la escotadura es
debida a una fractura del estilo que es, poco mas o menos, como el de
bicolor y el de insperatus, pero mas alargado y menos ancho.
REFERENCIAS BIBLIOGRAFICAS
CHauporr M. de, 1976 - Notes et additions au Mémoire de M. Reed sur les Carabiques
du Chili - Ann. Soc. Ent. Belg., XIX: 105-124.
MATEU J., 1955 - Revision de los géneros Mimodromius Chaudoir y Mimodromites
Mateu - Arch. Inst. Aclim. Almeria, IV: 63-108.
— —, 1970 - Sobre algunos Mimodromius chilenos y peruanos - Misc. Zool., Bar-
celona, II, f. 5: 1-13.
— —, 1970 - Sur un nouveau Mimodromius des montagnes de l’Ecuador. In: Miss.
zool. belge aux îles Galapagos et Ecuador - Tervuren, II: 173-179.
— —, 1984 - Un nuevo subgénero y una especie inédita del género Mimodromius
Chaudoir - Ann. Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Genova, LXXXV: 51-65.
RÉSUMÉ
Description d’une nouvelle espèce du genre Mimodromius Chaudoir et revision
du sous-genre Gutierrezia Mateu du Chili et du Pérou, dont l’évolution liée au sexe
est tout à fait caractéristique. Le sous-genre est connu par quatre espèces du versant
Pacifique des Andes.
RIASSUNTO
Viene descritta una nuova specie del genere Mimodromius Chzudoir e viene sot-
toposto a revisione il sottogenere Gutierrezia Mateu del Cile e del Perù, la cui evolu-
zione, legata al sesso, è del tutto caratteristica. Del sottogenere si conoscono quattro
specie del versante Pacifico delle Ande.
225
Mario E. FRANCISCOLO (*)
REVISION OF COTHURUS CHAMPION 1891
(COL. MORDELLIDAE) *)
Mr. Carlo Bordon (Maracay, Venezuela) submitted some Mordel-
lidae for identification; the material contains one male specimen of a
Cothurus Champion 1891 from Venezuela.
By courtesy of Miss C.M.F. von Hayek and Mr. R.D. Pope (Bri-
tish Museum, N.H.) I was given the opportunity to study one g and one
9 syntypes of Cothurus iridescens Champ. 1891:259; the syntypes present
now in B.M. are four; the fifth syntype mentioned by Champion is
missing, perhaps exchanged for other material long ago (R.D. Pope i.1.).
The venezuelan species is new; this is therefore a good occasion
for revising the genus, which apparently is so far known only after the
four syntypes of zrzdescens in the B.M. and the unique holotype of the
new species.
The position of Cothurus in the system of Mordellidae has been
corrected in a previous work (FRANCISCOLO 1984).
Cothurus Champion 1891:259
Csiki 1915:4; ErmiscH 1950:39, 48; FranciscoLo 1957:221; 1965:344; 1984:79-83.
Type species: zridescens Champion lc. (Mexico).
Distribution: Mexico (the type species) and Northern Venezuela,
Estado Miranda (the new species herewith described). So far, a strictly
bibasic genus.
Diagnosis (integrating Champion’s accurate description). Form
anaspoid. Neither a setigerous frontal pit nor a medial protuberance or
(*) Author’s address: Corso Firenze 44, 16136, Genova, Italia.
1) 53rd contribution to the knowledge of Mordellidae.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 15
226 M.E. FRANCISCOLO
pit at the occipital margin of head. Eyes neither emarginate nor hypo-
chranially expanded, sparsely and shortly pubescent, very finely fa-
ceted (each cornea 0.010 mm in diameter: type G, FRANCISCOLO 1962:
108). Antennae in both sexes not flabellate, articles 5-9 as long as or
hardly shorter than 4, last article not distally emarginate (figs. 13-15).
Maxillary palpi in both sexes of type B, fig. 21 (FranciscoLo 1957:216).
Fig. 1-6. 1: meso- and metathorax, left side, diagrammatic, Cothurus iridescens Champ.,
d syntype; 2: same, ventrally, pars; 3: same, left front femor and tibia; 4: same,
bordoni n. sp. holotype; 5: zvidescens, pattern of pronotal sculpture; 6: same, central
part of left elytron. Scale in mm (also in figures 7-18, 19-23 and 25-31).
Galeae much shorter than one half of head, longer and broader than
laciniae, not spatulate (fig. 21). Paraglossae strongly expanded and
spatulate (fig. 24). Hind margin of pronotum with a broad, flat, mode-
rately protruding median lobe. Scutellum (figs. 22-23) trapezoidal, its
hind margin narrowly protruding. Mesocoxal cavities widely separated
from one another by a space much wider than the diameter of each
cavity; the transverse meso-matasternal keel, mentioned by Champion,
l.c., is shown in fig. 1-2; metepisterna and elytral epipleurae as in fig. 1.
Elytra almost totally concealing the abdominal terga, including pygi-
dium, separately rounded at apex. Hind wings fully developed. Meta-
trochanters not acuminate distally; metacoxal process moderately bilobed.
Pro- and mesotarsi with articles 1-4 of increasing width, the 4 one more
or less deeply emarginate, not bilobed (fig. 16-17). Protibiae strongly
bent in both sexes; profemora and protibiae without spines at their
inner side (fig. 3-4). Mesotibiae shorter than mesotarsi. Metatibiae with
REVISION OF COTHURUS 227
two pubescent, obconical, not serrate, unequal apical spurs; preapical
ridge normally developed; one dorso-lateral ridge all along their outer
side; no dorsal ridges on metatarsal articles (fig. 18). All claws strongly
dentate; basipulvilla of front claws spiniform, moderately hairy (fig. 8);
those of hind claws longer than the claw, brush-like, with distal hairs
apically clavate (fig. 7). Pygidium triangular equilateral, hardly longer
than hypopygium, of the Xanthoconalia type (FRANCISCOLO 1943 :293).
Paramera strongly asymmetrical, of type C (FRANCISCOLO 1957:225),
fig. 25-29. 8th introflected 3 urosternon more or less distally emar-
ginate, of the Mordella type (ibid.: 222).
Affinities: There is no need to repeat the comments and
the key settling the position of Cothurus previously published (FRAN-
ciscoLo 1984:81-83) in this same review. Cothurus shows a degree of
specialization similar, though less exaggerated, to that met with in
Boatia (l.c.); though in the unique g syntype of iridescens no teleuto-
Fig. 7-8. 7: hind inner claw, iridescens g; 8: front inner claw, bordoni 3; 9: 9th in-
troflected urosternon, iridescens 4; tubular process of phallobase, bordoni; 11: apex
of penis, ventrally, bordoni; 12: same, from right; 13: right antenna, irzdescens g;
14: same, bordoni g; 15: same, iridescens 2; 16: right protarsus, bordoni g; 17: same,
iridescens 6; 18: right hind leg, zridescens 3.
228 M.E. FRANCISCOLO
spores of Protobasidiomycetes were noted in the proctodeal vessels,
the whole morphological layout (mainly the meso-metasternal keel, the
protibiae strongly bowed invards and the mouth parts) suggests that
it is specialized for scraping, heaping and ingesting molds on leaf sur-
face, like Boatia Franc. 1984.
Unfortunately no bionomical information is available on the cir-
cumstances of collecting and the environment of the very few specimens
known; the extreme rarity of Cothurus in the large collections so far
examined does not contradict the hypothesis that Cothurus is a canopy
dweller. The type species was collected at Cordoba, Estado de Vera
Cruz (S.E. Mexico), well within the northern limit of tropical rain
forest belt of the Golfo de Campeche (which, according to RICHARDS
1964:10-14, reaches the southern limit of Estado ‘Tamaulipas, about
100 km south of Tropic of Cancer); the other species to be herewith
described was taken out of the evergreen tropical rain forest, presumably
in an upland deciduous formation, in Northern Venezuela.
Cothurus iridescens Champ.
CHAMPION 1891:260, Tab. XI fig. 7-7a; Csiki 1915:4; ErmiscH 1950:48; FRANCI-
scoLo 1984:81.
Material examined: 13 and 1% syntypes, labelled « Cordoba /
Mexico Sallé Coll. / Mordella tridescens Chev. apud Sallé / Cothurus
iridescens Ch. / B.C.A. Col. IV. 2, Cothurus iridescens. Champ. », both
in the B.M. (N.H.) with other two syntypes.
Redescription. I only integrate Champion’s description
with some additional information.
Dimensions (mm): g syntype, head 0.9 x 1.5; pronotum 1.1 x 1.8;
elytra 2.3 x 1.7; total length 4.3; pygidium 1,4 x 1.6; maximum thick-
ness 1.75 between tip of metacoxal process and elytral dorsum; 9 syn-
type, head 1.1x1.6; pronotum 1.1 x 1.9; elytra 2.5 x 1.9; total length
4.7; pygidium 0.7 x 1.0.
Sculpture of head consisting of small, regularly spaced and deep
round points, interspaces glossy; on pronotum and elytra the sculpture
is quite unusual (fig. 5 and 6 respectively), each point with two short
and erected setae, interspaces on pronotum glossy, on elytra trans-
versely shagreened. On scutellum there are very few small and round
points with one seta each, interspaces transversely shagreened (fig. 22).
REVISION OF COTHURUS 229
Both eyes occupy almost one third of total cranial surface; temporal
fringe absent, temporal edge very moderately protruding. g labial palpi
and maxilla as in fig. 19 and 21. 3 paraglossae as in fig. 24. Antennae
(3 fig. 13, © fig. 15) very short, 1 mm long (as long as head). Marginal
edge of pronotal sides not dilated at the anterior angles, obsolete shortly
before them; anterior angles obtuse (120°), totally rounded off at ver-
tices; sides in lateral view regularly convex, basal angles square, not
rounded off at vertices. Elytra 1.4 (4) - 1.3 (9) times as long as their
combined breadth at shoulders, strongly convex, basally rather paral-
lelsided, strongly attenuated after their basal third (g) or half (9). Py-
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TIA, dd 74 7
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Fig. 19-24. 19: distal article of left labial palpus, #ridescens $; 20: same, bordoni;
21: left maxilla, dorsally, iridescens 3; 22: scutellum, iridescens 3; 23: same, bordoni
6; 24: paraglossae, dorsally, iridescens 3.
230 M.E. FRANCISCOLO
gidium 1.6 (3)-1.3 (9) times as long as hypopygium. Ratios of abdo-
minal sterna: g 7:4:3:3:10; 2 6:3:2:3:6. Paramera, phallobase, 3 in-
troflected 8 urosternon in fig. 25, 26, 28, 30; 3 9 introfl. urosternon in
fig. 9. Protarsi of J as in fig. 17; those of 9 of similar structure; the same
layout in mesotarsi of both sexes; metatibiae and metatarsi (3) as in
fig. 18, the inner spur of metatibiae 3.6 times as long as the outer one
and 0.7 times as long as basitarsus. ‘Tarsal ratios: g ant. 20:5:4:6:8,
9 22:8:5:6:8; middle g' 21:9:4:4:8, 9 20:6:5:2:4; post. g 17:9:7:5, £
PS SUI SILI.
Cothurus bordoni n.sp.
Material examined: 1g holotype labelled « Alpes de ‘Tuy - Parque
National Guatopo - m. 400 - Estado Miranda (Northern Venezuela)
31.3.1968 Bordon leg. »; accepting ICZN recommendation 72D the holo-
type is deposited in a Museum (MSNG, Genova).
Description. Dimensions (mm): head 0.7 x 1.3; pronotum
1.0x 1.55; elytra 2.2 x 1.5; total length 3.9; pygidium 0.6 x 0.7; maxi-
mum thickness between tip of metasternal process and dorsum of
elytra 1.4.
Being the species quite close and similar to iridescens I prefer to
supply a key of identification, rather than giving a conventional des-
cription:
1 (2) Antennal articles 6-8 distally rather expanded, twice as long
as broad (fig. 14); penultimate article of protarsi rather deep-
ly and broadly excavate, the second article much shorter
than the first one (fig. 16); protibiae as long as the profe-
mora (fig. 3); second article of maxillary palpi 2.4 times as
long as the third one; last article of labial palpi not flattened
at tip, subclavate (fig. 20); scutellum (fig. 23) with dense, deep,
broad, ovally aciculate points, with glossy interspaces; left
parameron as in fig. 17; right parameron with the ventral
branch densely and broadly hairy at its base, without a spiny
area (fig. 29); 8th introflected urosternon very deeply excavate
distally, with two narrow hairy areas at its apical expansions
(fig. 31). Length 3.9 mm. Northern Venezuela (Est. Miranda)
wre Ae ee CSA Gee ee eRe i ER bordoni n. sp.
REVISION OF COTHURUS
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2 (1) Antennal articles 6-8 distally not expanded, much more than
twice longer than broad (fig. 13); penultimate article of pro-
tarsi narrowly and briefly excavate; second article as long as
the third one (fig. 17); protibiae longer than the profemora
(fig. 3); second article of maxillary palpi less than twice as long
as the third (fig. 21); labial palpi with last article flattened
at tip, subsecuriform (fig. 19); scutellum (fig. 22) with scat-
tered, small, not aciculate round points, with transversely sha-
greened interspaces; left parameron as in fig. 27; right para-
meron with its ventral branch very moderately hairy and
with a broad spiny area at its base (fig. 28); 8th introflected
urosternon very briefly emarginate distally, its lateral expan-
sions provided with an extended marginal series of spiny setae
231
Fig. 25-31. 25: phallobase with paramera attached, dorsally, iridescens; 26: left para-
meron, dorsally, same; 27: same, bordoni; 28: right parameron, iridescens; 29: same,
bordoni; 30: 8th introflected urosternon, g, iridescens; 31: same, bordoni.
232 M.E. FRANCISCOLO
(fig. 30); Length 4.3 mm. Mexico (Est. Vera Cruz) ......
Cee) tridescens Champion 1891.
All other characters (including the iridescent coloration and the
peculiar pronotal and elytral sculpture) agree with those of Champion’s
species; inner claw of ant. pretarsi in fig. 8; tubular process of phallo-
base fig. 10; penis fig. 11 and 12. Tarsal ratios: ant. 17:5:3:5:8, middle
7:5:2:2:2, post 14:6:6:5. The relatively minute differences versus 777-
descens (especially in fore legs, scutellum, antennae and genital sclerites)
justify the separation of bordoni as a different species.
Derivatio nominis. The species is named after its col-
lector, the distinguished Venezuelan entomologist Carlo Bordon (Ma-
racay).
Note. In dissecting the insect for the study of genital sclerites
the abdomen appeared to be almost entirely filled in by an apodous,
flat and oval (0.35 x 0.20 mm) larva, evidently of an Hymenopteran,
perhaps a Braconidae-Euphorinae, some of which are known to para-
sitize Coleoptera (GRANDI 1951:999) and Mordellidae as well (G. Vig-
giani 1.l.); it is preserved in slide with the holotype, though not in very
good conditions.
Aknowledgements. Thanks are expressed to Prof. G. Viggiani, Isti-
tuto di Entomologia Agraria, Portici (University of Naples) for his advices about the
parasitic larva, to Dr. R. Poggi, Curator, Museo Civico di Storia Naturale, Genova,
for having reviewed the manuscript, to Mr. C. Bordon (Maracay) and to Dr. R.D.
Pope (B.M., N.H.), for the material sent for study.
REFERENCES
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Amer., Taylor & Francis ed., London, 4, 2: I-X + 1-494, 21 colour pl.
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Berlin, 63: 1-84.
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45-46 (1): 34-92.
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del Museo Civico di Storia Naturale di Genova - Annali Mus. civ. St. nat. G.
Doria, Genova, 61: 290-301, 3 fig.
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Species. I. Morphology, subfamily Ctenidiinae and tribe Stenaliini - South Afr.
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REVISION OF COTHURUS 233
— —, 1965 - Coleoptera, Mordellidae, a monograph of South African Genera and
Species, 2. Tribe Mordellini - South Afr. An. Life, Lund, 11: 344-468, 55 gr.
of fig.
— —, 1984 - About a new fungus-eating Mordellid-beetle from Ecuador - Annali
Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 85: 79-93, 33 fig.
GRANDI G., 1951 - Introduzione allo studio dell’entomologia, Edizioni Agricole, Bo-
logna, 2. Endopterigoti: I-XIII + 1-1332, 1198 fig.
Ricuarps P.W., 1964 - The tropical rain forest; an ecological study - Cambridge Univ.
Press: I-XVII + 1-430, 41 fig., 15 pl.
RIASSUNTO
Viene revisionato il genere Cothurus Champ. 1891, integrando la ottima descri-
zione originale, ridescrivendo su due sintipi C. izvidescens Champ. (Messico, Stato di
Vera Cruz) e descrivendo una seconda specie, C. bordoni n. (Venezuela, Stato Miranda).
SUMMARY
The genus Cothurus Champion 1891 is revised, integrating the excellent original
description; C. iridescens Champ. (Mexico, Estado Vera Cruz) is redescribed on two
syntypes and a second species, C. bordoni n. (Venezuela, Estado Miranda), is described.
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235
Giorgio Marcuzzi (*)
DESCRIPTION OF SOME NEW SPECIES OF CYRTOSOMA
(TENEBRIONIDAE, HETER.) FROM VENEZUELA
(SOUTH AMERICA)
I have had the opportunity to examine huge series of ‘Tenebrionids
coming from Venezuela, very accurately labelled, belonging to the
Museum de Ciencias Naturales, La Salle, directed by my friend Her-
mano Ginés, and from a private collection belonging to Ing. Carlo
Bordon, Maracay. I am very much indebted to both of them for the
kindness they shew me in several occasions. In this note I describe the
new species of Cyrtosoma I have found in these two collections. The
graphic part of the work is due to Mr. Renzo Mazzaro, technician in
the Department of Biology of Padua University, to whom I am also
very grateful.
Cyrtosoma caicarae n.sp.
Middle size (11 mm), oval, rather elongate; elitrae with almost
parallel sides, not very convex; black with exception for labrum, ma-
xillary palpi and first two antennal joints, yellow-reddish, very shining.
Head transverse, clypeus very feebly emarginate, almost rectilineal,
post-clypeal sutura not deeply incised; eyes large; all upper surface
closely and rather finely punctured; antennae from VI joint dilated
in a club, XI joint longer than wide. Pronotum transverse, not very
convex, anteriorly as wide as posteriorly, anterior margin rectilineal,
base convex towards the elytrae, margined with exception for the middle
of the apex. Hind angles obtuse, anterior angles rounded but very
prominent, sides with two angulosities of the same extension (fig. 1),
shining with a punctation evident at the sides but extremely obsolete
on the disc. Scutellum triangular with somewhat rounded sides, smooth
(*) Dipartimento di Biologia dell’Universita, Via Loredan 10 - 35100 Padova, Italy.
236 G. MARCUZZI
and shining. Elytrae not much wider than pronotum; sides almost
parallel, gently narrowed towards the apex, with normally incised striae;
intervals smooth, shining, almost flat, scarcely convex towards the sides.
II and III intervals red at the base and towards the apex, V and VII
red only towards the apex, the portion near the base almost completely
red. In this character the new species is similar to C. rubrivitta Geb.
(Paraguay) from which it can be easily distinguished through the finer
punctation of head and pronotum. Legs shining, tibiae clothed on flexo-
rial surface and towards the apex with a golden recumbent pubescence,
tarsi furnished with a thick and short pubescence beneath the first
articles, less thick and longer beneath the last article. Ventral part shin-
ing, black, glabrous, only coxae ferrugineous. Gula rather closely but
minutely punctured, only the median part furnished with very peculiar
transverse striolae. Prosternum punctured, the reflected part of pre-
notum very wide, only with extremely scattered punctation. Intercoxal
process of prosternum very small, narrow, scarcely produced posteriorly.
Mesosternum very short; metasternum normally developed, intercoxal
process transformed in a very peculiar plate, transverse, trapezoidal,
almost separate from the rest of surface of metasternum as I never
observed in a Cyrtosoma species. Metasternum shining, on the middle
almost smooth, towards the sides distinctly punctured. I urosternum
prolonged in a large, rounded, process, shining, with a minute rather
scattered punctation, medially tending to form some transverse striolae.
All remaining urosterna shining, with a similar punctation. Legs ven-
trally punctured, the punctation tending to be somewhat asperate.
Locus classicus: 150 km south of Caicara, on Rio Suapure, E.do
Bolivar, leg. Bordon 3-10.1V.1977 1 ex. (holotypus) in coll. Bordon.
Cyrtosoma chichirivichensis n.sp.
Rather small (6,5 mm), black, only elytrae with a metallic tinge;
rather elongate, not very convex. Head very large, almost rounded,
clypeus anteriorly truncate, concealing the labrum (as in genus Xenzus).
Clypeal sutura evident, genae well developed, eyes (which do not emerge
relatively to genae) rather small and rounded; all upper surface smooth,
rather dull. Antennae slender with an evident club formed by VI-XI
articles of which VI-VII triangular, VIII transverse, IX-X distinctly
wider than long, XI very large (for the presence of a club the new
species cannot be attributed to Xenius, but to Cyrtosoma). Pronotum
NEW SPECIES OF CYRTOSOMA 237
very characteristic and very similar to that described by GEBIEN for
Xenius occallescens (known also from Venezuela), long nearly 2/3 of
width (in X. occallescens half the width) very prominent anteriorly,
sides regularly sinuate from apex, very prominent and rather acute at
base, where the hind angles are rectangular (fig. 2). Apex regularly
and deeply sinuate, base only a little projected medially towards the
elytrae. Near the apex two deep impressions are visible. Pronotum
margined with exception for the median part of apex and of base. Sur-
face smooth, a fine, sparse punctation is present only at the sides near
the base and in the centre of the disc, which shows a minute depression.
Elytrae mediously convex as in most species of Cyrtosoma, not much
wider than pronotum; obovate, widest in the apical 2/3, then gently
narrowed up to apex. Surface greenish bronzeous, only first interval
purplish bronzeous. Striae represented by a row of longitudinal punc-
tures; these are gradually larger and deeper towards the sides, where a
row of very coarse, variolose punctures are visible, highly characteristic.
Legs rather thick, especially the femurs, tibiae distinctly bent, differently
from Xenius (here included X. occallescens, which shows tibiae slightly
bent «leicht gekrimmt », GEBIEN, p. 202). Tarsi rather thick and short.
Intercoxal process of prosternum long, ovate, with almost parallel sides,
medially elevated posteriorly, pointed, in profile obliquously truncate.
Mesosternum short with a wide median incisure to receive the prosternal
process, smooth and shining anteriorly. Metasternum rather long, ar-
cuate between the mesosternal coxae, distant more than in the other
species. I urosternum prolonged in a long intercoxal process rounded
at the top, narrowed than the intercoxal process of metasternum. Uro-
sterna shining, furnished with a very scattered, rather minute, punctation;
metacoxae preceded cranially by a long and deep transverse groove as
in no other species of Cyrtosoma. Femurs dilated towards the distal
2/3, then brusquely narrowed towards the apex. Hind femurs exhibit
a short tooth at the distal 2/3, what is an unusual feature in gen. Cyr-
tosoma.
Locus classicus: Chichiriviche, D.F. west of Maiquetia, leg. Bordon
6.VI.1975, 1 ex. (holotypus, in Bordon coll.); El Limon, D.F., m 700,
31.VII.1978, 1 ex. leg. Bordon (personal collection).
The form of the head and more particularly of clypeus much de-
veloped to conceal labrum would point to a species of genus Xenzus.
Also the shape of pronotum recalls some species of this genus such as
X. occallescens, but the presence of a distinct antennal club and the
238 G. MARCUZZI
shape of the convex elytrae advise to attribute the new species to genus
Cyrtosoma. Alternatively it could belong to a new genus, which I do
not consider as opportune to describe. The rather obscure systematic
position of Xenius could be deduced from the fact that CHAMPION
who described it put it not in Cnodalonides but in Boletophagides,
and FAIRMAIRE has attributed one species (impressipenne) to gen. Cyr-
tosoma.
Cyrtosoma bolivarensis n.sp.
Middle size (9,5 mm), shining, black, with exception for clypeus,
first 5 antennal joints, mouth parts and legs, reddish ferrugineous;
only maxillary palpi darker. Normally convex. Head very transverse,
genae short, eyes distinctly prominent relatively to genae; clypeus
truncate, clypeal sutura well incised; all upper surface minutely but
rather closely punctured, antennae short, with a club formed by VI-
XI joints, VI and VII triangular and short, VIII-X transverse, close
one to another, X and XI strongly transverse. Pronotum very transverse,
more than in all other known species (fig. 3); apex practically as wide
as the base, sides almost parallel, straight, gently sinuate before hind
angles, which are acute, very strongly sinuate before anterior angles
which are broadly rounded. Apex emarginate, base slightly prolonged
medially, sinuate at the sides. Punctation rather scarce and rather minute.
Scutellum triangular, smooth and shining. Elytrae ovate, with almost
parallel sides, gently narrowed towards the apex; striae well incised,
especially towards apex and sides, with a very minute sparse punctation,
intervals smooth, shining specular, rather flat anteriorly and near the
sutura, gradually convex posteriorly and laterally. Second stria united
near the apex to seventh, third united before the apex to sixth; fourth
and fifth jointed much before the apex. Legs normally developed, tibiae
straight. T'arsi on ventral surface clothed with a pale pubescence, rather
dense and short on the first joints, longer and sparser on the last one.
Ventral surface bicolor: blackish, with intercoxal process of proster-
num, mesosternum, hind part of metasternum and coxae reddish fer-
rugineous; shining, smooth. Intercoxal process of prosternum narrow
lanceolate, pointed, the point abruptly truncate. Mesosternum short.
Metasternum long, medially prolonged between the mesocoxae in a
rather wide, slightly rounded point, smooth and shining. Process of
I urosternum long, with the point less rounded than that of metaster-
NEW SPECIES OF CYRTOSOMA 239
: 1 =e
5
= a 6
2
Be =
= 8
4
Outline pronotum of: 1. Cyrtosoma caicarae; 2. C. chichirivichensis; 3. C. bolivarensis;
4. C. pilosa; 5. C. bordoni; 6. C. ramirezi; 7. C. tachirensis; 8. C. germelit.
240 G. MARCUZZI
num. All urosterna shining, with minute longitudinal wrinkles in the
middle, turning in a rather close and coarse punctation on sides. The
last two urosterna shining, specular and smooth. Legs glabrous, only
ventral surface of tarsi clothed with a very thick, short, dark pubescence.
Locus classicus: El Pauji, m 1100, 100 km west of S.ta Helena,
E.do Bolivar, 5.1V.1980, leg. Bordon, 1 ex. (holotypus).
Cyrtosoma pilosa n.sp.
Rather large (10 mm), convex, black, shining; elytrae with a me-
tallic lustre. Dorsal surface of head and pronotum and legs furnished
with a highly characteristic yellowish pubescence, present only in another
species of Cyrtosoma coming from Venezuela, C. pilosissima, what is a
very unusual feature in this genus. Head rather large, transverse, genae
very prominent, reaching anteriorly the clypeus, so that the margin of
the latter, truncate, is continuous with that of the former. Eyes large,
prominent relatively to genae, upper surface shining, smooth with
exception of clypeus, characteristic for a rather strong punctation (seti-
ferous points) and of some scattered setiferous points, absent on the
disc. Labrum black, shining, furnished with setiferous points equal to
those of clypeus. Antennae short, rather thick, with a club formed by
VI-XI joints, very transverse and close one to another, XI a little longer
than wide. Pronotum transverse, widest at the apex, sides regularly
but slightly arcuate towards the apex, where anterior angles are very
prominent and rounded. Two very small lobes are evident on each side,
the posterior scarcely visible (fig. 4). Hind angles obtuse though evident;
margin present all around the pronotum, excepted the median part
of the apex. Surface shining, furnished with very characteristic setiferous
points at the sides, on the base and near the anterior angles, so that,
if examined in profile, a distinct fringe of yellowish, long, perfectly
erect setae is visible, similar to those of the head. Elytrae not much
wider than pronotum, regularly ovate, widest near the middle, narrowed
gradually both apically and basally. Elytrae much more convex than
pronotum. Striae deeply incised, basally tending to fusion before the
base, namely I with II, III with IV; also apically the striae show a very
remarkable confluence. Striae furnished with an extremely minute
punctation; intervals smooth, specular, internal one almost flat, towards
the sides gradually more convex. Legs rather short and thick, tibiae 2
and 3 very slightly bent, femurs and tibiae clothed with a yellowish
NEW SPECIES OF CYRTOSOMA 241
long pubescence of the same type of that of head and pronotum; tarsi
covered beneath with a very short and dense, golden yellow pubescence,
less dense and longer on the last joint. All ventral surface and legs
clothed with a very long, whitish-golden pubescence, gula closely and
coarsely punctured in the cranial part from one eye to the other. Pro-
sternal process very narrow, lanceolate, pointed, in profile cut vertically.
Mesosternum very short. Metasternum smooth, specular, shining in
the middle, furnished at the sides with a strong though not close punc-
tation. Intercoxal process regularly arcuate, broad. I urosternum pro-
longed cranially with a process very similar to that of metasternum,
smooth and shining. All urosterna with exception of the process of I,
shining, furnished with a sparse very strong punctation limited to the
middle of the cranial part of each urosternum. Ventral surface of all
tibiae and of middle and hind femurs distinctly punctured, the puncta-
tion of femurs stronger and sparser.
Locus classicus: Cerro El Café, m 1000, La Entrada, E.do Ca-
rabobo, 6.11.1971, 1 ex. leg. Bordon (holotypus).
Very similar to C. pilosissima n. spec. (in print) known from « Ve-
nezuela », British Museum, from which the new species can be distin-
guished because of pubescence limited to head, pronotum and legs;
the punctation of head limited to clypeus; antennal club constituted by
VI-XI joints (in pilosissima VIII-XI), pronotum widest at the apex
(in pilosissima in the anterior 2/3) with sides furnished of two small
lobes (in pilosissima with no trace of angulosity) and because of apex
deeply emarginate, while in pilosissima it is truncate. In the new species
the tibiae are slightly bent (in pilosissima straight). The pubescence
present in these two Venezuelan species could be due to a phenomen
of convergence.
Cyrtosoma bordoni n.sp.
Large (15 mm) very broad and convex, head (here included the
labrum) and pronotum black, dull, elytrae slightly metallic bronzy,
similar to C. kaszabi Marcuzzi (1976). Head very transverse, rectangular,
clypeus practically truncate, eyes distinctly emerging relatively to genae,
laterally pointed. All upper surface smooth and dull; antennae rather
slender, club formed by VII-XI articles, VII and VIII triangular,
IX-X transverse, XI nearly as long as wide, rounded. Pronotum tra-
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 16
242 G. MARCUZZI
pezoidal, apex much wider than base, with rounded prominent anterior
angles, sides dilated in two rather rounded lobes (fig. 5). Hind angles
small but acute; apex truncate, base slightly prominent in the middle,
sinuate towards the sides. Surface smooth and dull. Margin narrow,
present on apex and base with exception of the median part, at the
sides interrupted in correspondence of the two lobes. Elytrae much
wider than pronotum, convex, almost rounded, shining, rounded at
the humeri, sharply narrowed towards the extremity. Striae substituted
by rows of very coarse, deep, punctures, larger towards the sides and
posteriorly. Intervals perfectly smooth and specular. Posteriorly there
is the confluence of various intervals, so to form wrinkles and very
evident angulosities, visible also in dorsal vision. These confluent in-
tervals exhibit a peculiar reddish-brown colour, unique in all the examin-
ed species. The new species is different from C. kaszabi because the
punctures do not tend to confluence and the intervals are never carinated.
Legs rather slender, tibiae straight, clothed on flexorial surface with a
sparse, long, pubescence, a little more towards the apex; ventral surface
of tarsi covered with a tuft of short, dense, hairs on the first articles,
last joint clothed only with some rare and long hairs. Mentum very
large, anteriorly with two points in the middle (where the hind part of
labium seems to be insered) then deeply sinuate at each side, shining,
with a very scarce and minute punctation. Prosternum very narrow,
delimited by the reflected parts of pronotum, wide and perfectly smooth,
dull; it is shining, strongly punctate, with an intercoxal process well
developed, pointed and not brusquely abrupt as in C. kaszabi. Meso-
and metasternum narrow, shining, punctate, delimited by smooth, dull
epimera and episterna. Metasternal process very developed, practically
equal to the intercoxal process of I urosternum, a feature which seems
exclusive of this species. ‘The process of I urosternum is uprisen so to
form a kind of continuous shield with the intercoxal process of meta-
sternum, contiguous to the former. Urosterna shining, specular, with
an extremely unconspicuous punctation.
Locus classicus: La Laguna, m 2200, Bocond, E.do Trujillo, N-W
Venezuela, leg. Bordon, 24.V.1980, 1 ex. (holotypus).
Probably akin to C. kaszabi n. spec., and evolved in the same pe-
riod of time when Andes arose and the different mountain separated
one from another, possibly originated both from a common ance-
stor.
NEW SPECIES OF CYRTOSOMA 243
Cyrtosoma ramirezi n.sp.
Middle size (9 mm) black, shining (also ventrally), palpi, labrum
and first 3-4 articles of antennae brownish-red. Elytrae highly characte-
ristic because of a metallic lustre, the inner four intervals changing from
red-violaceous to green, according to incidence of light, the outer in-
tervals green only at the base, changing a little to cupreous. Head trans-
verse, clypeus truncate, clypeal sutura well visible; eyes large, emerging
laterally relatively to genae; surface very minutely punctured; vertex
inpunctate, shining wide. Antennae short, with a very distinct, wide,
club formed by VI-XI articles, all strongly transverse, only the XI
nearly as wide as long. Pronotum transverse, rather flattened, base
scarcely wider than apex. This is truncate, base slightly produced
posteriorly, and sinuate at the sides before hind angles, obtuse; anterior
angles rounded. Sides regularly arcuate interrupted by two small an-
gulosities (fig. 6). Pronotum narrowly margined, with exception for
the median part of apex. Surface very shining, specular, with an extremely
minute punctation (magnification of 10x). Elytrae much wider than
pronotum, ovate, widest near the hind 2/3, then narrowed towards the
apex. Striae well visible, deeper toward the sides, furnished with a row
of extremely minute punctures; intervals smooth, specular, flattened
on the disc, gradually more convex towards the sides. Striae I-V tend-
ing to confluence immediately beyond the base, III-IV and V-VI fused
towards the apex, posteriorly all united much before the apex, as I
have observed in no other species of the genus. VII stria fused with II.
Epipleurae very wide on the cranial half, then gradually narrowed up
to the extremity. Ventral surface black, shining, smooth; prosternal
process very narrow, pointed, in profile prolonged in caudal sense,
acute. Mesosternum short; metasternum rather long, perfectly smooth,
specular. Intercoxal process shield-like, specular, similar to that of C.
caicarae n. spec. Medially metasternum furnished with a narrow im-
pression. I urosternum with an intercoxal process wide, rounded at
the top, shining. All urosterna, with exception for the two last, shining,
with an extremely minute punctation somewhat asperaie, rather close,
with a tendency to constitute scarcely visible striolae in the middle.
Ventral surface of legs smooth and shining, ventral surface of tarsi
covered with a thick, short, golden pubescence. Tibiae towards the
extremity clothed with a golden rather recumbent pubescence, a little
longer on the anterior ones.
244 G. MARCUZZI
Locus classicus: Carretera El Dorado-S.ta Helena, km 88, E.do
Bolivar, sm 100) 1 ex, N] Joly wand Ne Ramirez, Zoe aw
(holotypus in the collection of Museum La Salle, Caracas).
Cyrtosoma tachirensis n.sp.
Small (7,5 mm), narrow oval; black, elytrae very slightly metallic,
shining. Antennae ferrugineous; legs dark brownish-red. Head normal,
not very transverse, clypeus well developed, anteriorly truncate. Clypeal
sutura visible though slightly incised. Eyes rather large, prominent re-
latively to genae; upper surface dull, practically smooth, only on clypeus
a row of small punctures is present. Antennae slender, club formed
only by VIII-XI joints, VIII triangular, IX-X trapezoidal, XI longer
than wide, rounded at top. Pronotum with regularly arcuate sides,
narrowed practically at the base as at the apex (fig. 7), very narrowly
margined all around, with exception for median part of apex and of
base. Apex truncate, base slightly bisinuate at sides; surface subnitidous,
furnished with a very minute punctation present only in the middle.
Elytrae not much wider than pronotum, normally convex, widest at
the hind 2/3, shining. Striae evident, very finely punctured; intervals
shining, smooth, flat near the sutura, gradually convex towards the
sides. Legs slender, tibiae slightly bent, tarsi clothed with a rather dense
and very long brownish pubescence, longer and scarcer in the distal
part. Femurs and tibiae glabrous. Ventral surface smooth and shining;
intercoxal process of prosternum long, with parallel sides, medially
very slightly elevated, laterally slightly hollow, the top concealed bet-
ween the two mesosternal coxae. Mesosternum very short, smooth.
Metasternum long, almost as I urosternum, cranially produced in an
ovate process somewhat similar to intercoxal process of I urosternum,
smooth and specular. Urosterna smooth and shining, only with an
extremely minute and sparse punctation in the middle. Legs glabrous,
with exception for tarsi, furnished with a thick, short golden pubescence
on ventral surface, only on tarsi mixed to some long, scattered setae.
Locus classicus: Pregonero, Tachira, near the border with Estado
Mérida, m 2500, 1 ex. leg. Bordon, 2.XI.1978 (holotypus).
Cyrtosoma germelii n.sp.
Small (7 mm), extremely short and convex, rather dull, black with
exception for the first 4 antennal joints and tarsi, ferrugineous, recalling
NEW SPECIES OF CYRTOSOMA 245
a little some short, plump species of European genus Byrrhus. The
convexity almost equal of pronotum and elytrae recalls Cyrtosoma gri-
della mihi, known from Colombia. Head transverse, clypeus truncate,
eyes rather large, round, emerging a little relatively to genae, vertex
concealed by pronotum, which partially include the head (as in Byrrhus
and as in no other species of Cyrtosoma known to the author). This
convexity is present only in the median part of the apex, whereas the
sides are quite normal. All the upper surface of head is finely and closely
punctured; antennae normally developed, with a club formed by VI-XI
joints. Pronotum transverse and very convex both in perlateral and in
cranio-caudal sense, especially in the latter. Base only slightly wider
than apex. Sides regularly rounded and narrowed towards the apex
(fig. 8). Surface very slightly shining, with an extremely minute and
sparse punctation. Base as wide as that of the elytrae, so that these
continue the shape and the convexity of pronotum, as in no other species
of Cyrtosoma. Elytrae globose, only slightly longer than wide, widest
at the middle, subnitidous; punctato-striate, punctures rather strong
and separate one from another; intervals perfectly smooth and not
sensibly convex. Legs rather short and thick, tibiae slightly enlarged
towards the extremity, straight, clothed with a short golden pubescence
on the flexorial surface. Epipleurae extremely wide up to hind 2/3, then
brusquely narrowing towards the apex. Ventral surface not very shining.
Gula coarsely and very closely punctured. Thorax short as in no other
species of Cyrtosoma. Prosternal process very small, narrow, posteriorly
obliquous different from all other species, where it is straight, horizontal,
pointed. Mesosternum very short. Metasternum very short (probably
a wingless species) with an intercoxal process small, short and arcuate.
I urosternum though shorter than II and III urosterna, prolonged in
an intercoxal process rather large, broad and somewhat rounded. All
urosterna smooth, only with some traces of a few wrinkles on II uro-
sternum, laterally. All legs ventrally closely punctured, almost glabrous,
only middle and hind tibiae clothed on flexorial surface with a very
thick, golden pubescence on the distal 2/3; this pubescence extends a
little also on ventral surface at the apex.
Locus classicus: Sorte, Yaracuy, 29.III.1953, leg. Germeli, 1 ex.
(holotypus, La Salle coll., Caracas).
246 G. MARCUZZI
LITERATURE
CHAMPION G.C., 1884-1893 - Coleoptera. - Biol. Centr. Amer. Zool., Insecta, 4,
part. 1.
FAIRMAIRE L., 1892 - Voyage de M.E. Simon au Venezuela, Coleoptères Heteromeres.
- Ann. Soc. Ent. Fr., 61: 89.
GEBIEN H., 1928 - Uber einige Gruppen amerikanischer Tenebrioniden (Col. Heter.) -
Stett. ent. Zeit., 89: 194-200.
Marcuzzi G., 1976 - New species of Neotropical Tenebrionidae (Coleoptera) - Anmnls
hist. nat. Mus. Nat. Hung., 68: 128-137.
Marcuzzi G. (in print) - New species of Cyrtosoma (Tenebrionidae, Col. Heter.)
from the Neotropical Region - Intern. J. Entom.
ABSTRACT
Description of new Neotropical species of Cyrtosoma (Coleoptera: Tenebrionidae)
coming from Venezuela is given: C. caicarae, C. chichirivichensis, C. bolivarensis, C.
pilosa, C. bordoni, C. ramirezi, C. tachirensis and C. germelu. With 8 figures.
RIASSUNTO
Sono descritte le seguenti otto nuove specie di Coleotteri Tenebrionidi prove-
nienti dal Venezuela: Cyrtosoma caicarae, C. chichirivichensis, C. bolivarensis, C. pilosa,
C. bordoni, C. ramirezi, C. tachirensis e C. germelit.
247
EMILIO BERIO
DESCRIZIONE DI NUOVE SPECIE DI NOCTUIDAE
(LEPIDOPTERA) DELL ERITREA E DEL KENIA
Nel 1980 il Museo di Storia naturale di Genova ha acquistato la
collezione di Lepidotteri raccolti dall’arch. Lillo Barbera. Essa com-
prendeva, tra l’altro, un lotto di Noctuidae indeterminate dell’Eritrea
che mi sono state affidate in studio insieme ad alcune altre Noctue rac-
colte in Kenia dal rag. Augusto Maggi negli anni 1945/46.
L’esame del materiale ha condotto alla individuazione di quattro
specie inedite che vengono qui descritte.
Fam. NOCTUIDAE
Subfam. HADENINAE
Mythimna (Omphalestra) barberai sp.n.
g — Capo e torace grigi chiari; ali anteriori grigio brune con disegni
poco appariscenti, fortemente cosparse di scaglie grigio nere su tutta
la superficie; subbasale grigio nera alla costa, antemediana in due
campate di arco, doppie, confusa nel fondo; orbicolare e claviforme
assenti, reniforme rinchiusa in un contorno sfumato, poco più chiara
del fondo ma con la parte inferiore e quella interna più scure; post-
mediana arcuata, debolmente moniliforme, frange concolori precedute
da una linea basale più chiara. Ali posteriori brune, più chiare alla base;
inferiormente le 4 ali sono bianco grigiastre, con la parte centrale delle
posteriori bianca segnata da una lunula nera. Apparato copulatore come
in figura.
Holotypus g: Asmara, 12.IX.1968, leg. L. Barbera. Prep. Berio
n. 7934; esp. al. 29 mm. Al Museo di Genova.
Derivatio nominis. Dedico la nuova specie all’arch. L. Barbera
che ha il merito di averla raccolta.
248 E. BERIO
Subfam. ACONTIINAE
Porphyrinia vinosa sp. n.
3 — Molto vicina a ostrina Hb. e a staudingeri Wallgr. ma ben di-
stinta sia esternamente sia nell’apparato copulatore.
Capo bianco, antenne brune, torace bruno scuro con tegole bianche
sfumate di violaceo vinoso. Ali anteriori col fondo della parte basale
sino al termine della cellula giallastro chiaro, il resto biancastro sfu-
mato di violaceo; base della costa profondamente viola sfumata in vio-
laceo vinoso verso il basso; nervature della parte centrale disegnate in
Figg. 1-4 - 1. Mythimna (Omphalestra) barberai n. sp. Typus: valva destra; 2. Valva
destra di: a. Porphvrinia staudingeri; b. P. ostrina; c. P. vinosa n. sp. Typus; 3. Car-
diosace capocacciae n. sp. Typus. x 2,5; 4. Neonegeta arboccoae n. sp. Typus: valva destra.
NUOVE NOCTUIDAE 249
marrone molto chiaro, nella parte distale in viola scuro, più scuro al-
l’apice dell’ala; un segno bianco dall’apice costeggiando la macchia
apicale si dirige sfumando dopo un ampio arco in fuori sul disco; spazio
subdistale giallo chiaro con linee interneurali bianche, frange bianche
precedute da una linea bruna sottile. Ali posteriori bianchissime, leg-
germente sfumate di giallastro all’apice e al margine distale. Inferior-
mente ali bianche con le anteriori un po’ abbrunate fra le vene e una
tacca nera all’apice. Per l’apparato vedasi la figura comparativa.
Holotypus g: Asmara, 21.IX.1968, leg. L. Barbera. Esp. al. 25 mm.
Al Museo di Genova. Paratipo g: id. Prep. Berio n. 7925. In colle-
zione Berio.
Derivatio nominis. Il nome della nuova specie è dovuto al colore
dominante delle sue ali anteriori.
Cardiosace capocacciae sp.n.
2 — Capo, torace, base dell'addome bianchi lattei; ali anteriori
grigio verdastre con un’ampia fascia bianca arcuata che parte dalla
base del margine interno e giunge, seguendo la costa, a poca distanza
dall’apice dove termina nettamente. Un'altra striscia bianca segue la
vena 4 dall’angolo inferiore della cellula e termina sotto l’estremità
della fascia bianca costale; frange e limbo bianchi con punti neri sulle
vene. Su varii punti dell’ala vi sono sfumature giallastre e verdastre;
orbicolare e reniforme costituite da due annuli bianchi sottili. Ali po-
steriori grigie uniformi; inferiormente le 4 ali sono grigie scure.
Holotypus 9: Kenia, Eldoret, IV.1945, leg. A. Maggi. Esp. al.
24 mm. Al Museo di Genova.
Derivatio nominis. Dedico la nuova specie alla Dott. Lilia Capo-
caccia che, improntandone attivamente e fortemente la gestione, ha
valorizzato e messo in spiccante risalto in favore della città il Civico
Museo di Storia Naturale di Genova.
Subfam. CHLOEPHORINAE
Neonegeta arboccoae sp.n.
3d — Capo, torace, fondo delle ali anteriori bruno chiaro, ali poste-
riori bianco giallastre, addome bruno chiaro. Sulle anteriori una vasta
area mediana bruno scura, preceduta al margine interno da una macchia
bruna sfumata, resta contenuta in un contorno netto, sottolineato da
A
Y
250 E. BERIO
una sottile linea chiara, formato internamente dalla linea mediana dalla
costa al margine interno, leggermente arcuata e molto obliqua in fuori,
ed esternamente, dalla postmediana che, partendo dalla costa a poco
meno da 2/3 di essa, volge ampiamente in fuori e, dopo una grande
ansa, rientra per gettarsi al margine poco lontano dall’arrivo dell’ante-
mediana. Inferiormente ali rosate.
Holotypus g: Asmara, 18.IX.1968, leg. L. Barbera. Prep. Berio
n. 7926. Esp. al. 20,5 mm. Al Museo di Genova.
Derivatio nominis. Dedico la nuova specie alla Dott. Gianna Ar-
bocco del Museo di Storia Naturale di Genova, in segno di gratitudine
per la pazienza con cui da sempre rivede 1 miei manoscritti, ne corregge
le bozze, ne cura l’impaginazione e la stampa.
RIASSUNTO
Dallo studio di alcuni Noctuidi dell’Eritrea e del Kenia esistenti nel Museo di
Storia Naturale di Genova, sono emerse quattro nuove specie che vengono descritte:
Mythimna (Omphalestra) barberai, Porphyrinia vinosa, Cardiosace capocacciae e Neo-
negeta arboccoae.
SUMMARY
Four new species of Noctuidae from Eritrea and Kenia are described. They are:
Mythimna (Omphalestra) barberai, Porphyrinia vinosa, Cardiosace capocacciae and
Neonegeta arboccoae.
251
Mario E. FRANCISCOLO (*)
ON SOME GYRINIDAE (COL.)
FROM CONGO PEOPLE’S REPUBLIC (1)
Father Giovanni Onore, who stationed for some time as a Mis-
sionary in Congo People’s Republic (Congo-Brazzaville), submitted
some time ago 304 specimens of whirligig-beetles collected by him in
December 1980 in a system of unnamed creeks in a small rain forest
area near Dimonika, not far from the Pounga station (Brazzaville-
Point Noire railroad) in the region of Dolise (= Loubome), south of
the Majombe (2) Mountains, at about 200 m. a. s.
Our knowledge of Gyrinidae from this region of Africa is still poor;
some account is given by BRrINcK (1955, 1956); Ocus (1967) gave a list
of the species collected by the 1963 Hungarian Soil Zoological Expedition
to Congo-Brazzaville.
Onore’s material adds two species new for the region (one of which
was known upon the female holotype only) and another one described
herewith as new.
Since all the material was collected in the same restricted locality
in December 1980 I am not repeating locality data either in the text
or in the explanations of figures. The list follows Brinck 1956. All
species belong to Orectogyrus Régimbart 1884: 385 and 439.
Orectogyrus (Lobogyrus) prolongatus bechynei Ochs 1954: 78
(figs. 21-23, 36)
13, 1 2 (msnc, Genova).
In the g the elytral glabrous area is less than one half of the elytral
length, its left side is slightly shorter and asymmetric with respect to
(*) Author’s address: Corso Firenze 44, 16136, Genova, Italia.
(*) 26th contribution to the study of Hydradephaga.
(?) in some maps spelled « Mayombe ».
252 M.E. FRANCISCOLO
the right one; pubescence on pronotum and elytra golden, shining,
with some coppery hues; reticulation of the glabrous area on elytra
rather impressed, meshes small, narrow, transversely arranged; sutural
angle squarish but well rounded at vertex; front tibiae with outer angle
obtuse and completely rounded; the aedeagus (figs. 21, 22 and 23) meets
BRINCK’s fig. 19-A (1956: 77) except for a minor detail of the apex of
penis (fig. 21). In the 2 the shape of the common glabrous elytral area
Figs. 1-6 - Orectogyrus (Clypeogyrus) demeryi intermedius Ochs:
1: g right anterior
tibia, dorsally; 2: same, ventrally; 3: 9 left anterior tibia, dorsally; 4: head, g, dia-
grammatic; 5: g body outline, diagrammatic; 6: 9, same.
GYRINIDAE 253
and that of the truncature agrees perfectly with BrINCK’s description
(1956: 76 and 78), as well as the spermatheca (fig. 36), ibid. fig. 19-C.
The f. typ. is known from a unique 9 (Haut Sénégal, Badoumbé,
REGIMBART 1892: 722, pl. 19, fig. 23, BRINcK 1956: 77); ssp. bechynez,
described from Kindia (now in the Republic of Guinea), Ocus I. cit.,
is known also from Nigeria (BRINCK 1956: 78); ssp. quanzanus Brinck
1951: 109 from R. Quanza, Angola. The ssp. bechynei is apparently
new to Congo People’s Republic.
Orectogyrus (Lobogyrus) spinifer n. sp.
(figs. 7-8, 11-14, 27-30, 33)
75 33, 79 29: S$ holotype, 9 allotype, 20 33 and 20 99 paratypes MSNG;
3 33, 6 99 paratypes MRAC (Tervuren); 23 gg, 17 99 paratypes in San-
filippo Coll., Genova; the remaining paratypes in my own collection,
some of which to be deposited in MsNv (Verona).
Dimensions (mm): length (from tip of labrum to tip of elytra)
3 7,0-7,9; 2 6,9-7,3; max. width g 3,8-4,0; 2 3,6-3,8.
The pertinence of the species to sbg. Lobogyrus is assessed by a) the
anterior part of metasternum forming a hairy pit between the meso-
coxal apophyses (fig. 19), 5) the fourth urosternon with a tuft of hairs,
developing into a longitudinal row of hairs from the distal half of the
sixth urosternon to the tip of the eigth one, c) the apices of the meso-
coxal apophyses subtriangular, narrowly rounded, those of the metacoxal
apophyses definitely pointed, rather spinous (figs. 19-20) and d) the
protibiae (figs. 11-14) and protarsi normal, not modified.
These subgenerical characters prevent the n.sp. from being as-
signed to sbg. Orectogyrus s. str. or sbg. Mandrogyrus; all other cha-
racters described below exclude it from other subgenera.
Description of $ holotype: body outline as in fig. 7; rather convex,
the maximum thickness between the metasternum and the dorsum of
elytra. Glabrous parts of dorsum bronzy with green hues on elytra
and bluish-coppery ones on head and pronotum. Pubescence of glabrous
areas golden-yellowish; the pubescent areas of dorsum are moderately
shining, with bluish hues. Lateral margin of pronotum and of elytra
yellow, not extending on to the sides on pronotum. Underside pale
yellowish, lateral expansions of pro- and mesosternum darkened, almost
black. Profemora dark brown at their upper and lower anterior margin;
FRANCISCOLO
M.E.
254
9: g body outline,
>
7: 3 holotype, body outline, dia-
O. (s. str.) basilewskyi Guignot
>
same;
Figs. 7-10 - Orectogyrus (Lobogyrus) spinifer n. sp.:
10: same of O
grammatic; 8: ® allotype
diagrammatic;
GYRINIDAE 255
anterior tibiae as in figs. 11-12, otherwise yellow with tarsi black. Apical
article of maxillary palpi moderately elongate, about 3 times as long as,
broad, parallelsided, apically obliquely truncate. Labrum semicircular
almost as broad as long, dark, without hues, with coarse and deep hair-
punctures except at front margin and on a medial longitudinal strip,
with densely and transversely arranged reticulation (meshes elongate,
subrectangular), bordered by a conspicuous fringe of long black hairs.
Clypeus and dorsal parts of head finely, densely and deeply reticulated,
meshes isodiametric tending to become longer and stretched on the
vertex; no primary punctuation; anterior margin of clypeus slightly
convex; lateral furrowed edging narrow but well visible from above,
with a few setae; frontal edging of almost equal width, well delimited
Figs. 11-20 - Anterior tibiae of: 11: Orectogyrus (Lobogyrus) spinifer n. sp. 3 (left,
dorsally); 12: same (right, ventrally); 13: 9 (left, dorsally); 14: same (right, ventrally) ;
15: O. (s. str.) basilewskyi Guignot g (left, dorsally); 16: same (ventrally); 17: 9 (left,
dorsally); 18: same (ventrally). O. (Lobogyrus) spinifer n. sp.: 19: mesocoxal process,
2; 20: metacoxal process, 9.
256 M.E. FRANCISCOLO
dorsally, densely hairy; no orbital furrows; very distinct (though small)
orbital warts. Pronotum’s glabrous area and shape as in fig. 7; reti-
culation of glabrous area with strongly impressed, isodiametric (trape-
zoidal) meshes, tending to become longitudinally stretched near the
pubescent areas at sides; these areas with dense, rough and rinsed re-
ticulation. Scutellum of normal size, reticulated (meshes small, almost
circular at center, more stretched near angles). Elytral glabrous areas
as in fig. 7; reticulation at center of the common sutural area as in fig. 43,
at center of lateral costae as in fig. 45, with the orientation of meshes
becoming more transverse towards apex; pubescent area with dense,
irregular, rinsed, weak reticulation; sutural furrows weak but neat,
sutural borders relatively broad, apically not elevated. Prosternum
normally developed, small, anteriorly swollen, medially flat, its apophyse
moderately long, distinctively keeled just before its apex. Mesosternum
anteriorly bordered, without hairy tufts, laterally sinuate; posteriorly
with a median longitudinal furrow. Mesocoxae in apposition for about
1/2 of their length, then abruptly divergent, their apophyses subtriangular
and moderately rounded at apex; metacoxae in complete apposition,
their apices notched, definitely pointed, divergent and apically spinous;
the anterior part of metasternum forms a hairy pit between the meso-
coxal apophyses, whose posterior part is normally vaulted.
Protibiae as in figs. 11-12, without longitudinal ridge. Protarsi
parallelsided, normally widened. Aedeagus as in figs. 27-30; tip of penis
with peculiar spatulate setae dorsally (fig. 28).
Description of 2 allotype (only for differences versus 3):
Body outline in fig. 8. Elytral reticulation at center of sutural glabrous
area in fig. 44, on lateral glabrous costae at center in fig. 46; meshes are
alltogether narrower and more transversely arranged; pubescence
paler, somewhat more silvery than golden. Apical article of maxillary
palpi somewhat more dilated at middle, 2,6 times as long as broad, less
obliquely truncate at apex. Prosternum less swollen anteriorly, apophyse
less keeled. Mesocoxae in apposition for about 2 thirds of their length
(fig. 19); metacoxal apophyses in fig. 20. The arrangement of hairy
tufts and rows on urosterna has the same pattern as in 9 but the hairy
tuft on the 4th one is more developed and better visible. Anterior tibiae
as in figs. 13-14; protarsi dark-brown. Spermatheca (fig. 33) tubular,
its shaft narrowly rolled up and end piece rather swollen, much like
that of O. (L.) favareli Guignot 1942: 87.
GYRINIDAE 257
Variation: the rather long series shows a remarkable constance of the
main characters, the only significant variation being in dimensions; it
is quite obvious that the series was taken out of a dense population in
the same creek and, probably, in the same pool.
Note: the 9 allotype had a long Gordiacean in the abdomen; it
is preserved in glycerine for anyone wishing to study it and deposited
with the allotype in MSNG.
Affinities: the new species bears some peculiarities in common
with favareli Guign.: a) dimensions; è) arrangement of the costiform
glabrous elytral areas; c) presence of orbital warts and d) form of
spermatheca. Mr. J. Decelle was kind enough to send for comparison
the following material of favareli (mrac, Tervuren): 1 2 parallotypus
and 1g «I.R.S.A.C. - Mus. Congo, Kivu, T. Kalene, Bitale, Riv.
Mioshi, 2000 m, 23.III.1950, G. Marlier, R. det H. 6108»; 13, 19
Figs. 21-26 - Orectogyrus (Lobogyrus) prolongatus bechynet Ochs: 21: distal part of
penis, dorsally; 22: penis, laterally; 23: aedeagus, dorsally. O. (Clypeogyrus) demeryi
intermedius Ochs: 24: aedeagus, dorsally; 25: penis of another specimen, to show a
different shape of apex, dorsally; 26: penis, laterally.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 17
258 M.E. FRANCISCOLO
«det. P. Brinck 1955, Coll. Mus. Congo - Kivu, Bitale, 1800 m, 15.VIII.
1952, R. Mainé»; 2 99 « I.R.S.A.C. Mus. Congo, Kivu, Riv. Nyake-
rera, terr. Kabare, 1800/1700 m, G. Marlier XI-1955, Forét de transition,
R. det. 7054 AA ». I also compared it with 1 g O. (L.) dimidiatus (Castel-
nau 1835: 109) « Liberia - D. Ritsema 1886 » in MsNc kindly submitted
by Dr. R. Poggi, Curator; this specimen was certainly determined by
Régimbart and sent as a gift (D. = « dono ») by C. Ritsema to R. Gestro
in 1886. A comparation was made also with O. (L.) prolongatus bechynei
Ochs present in this material.
The conclusion is that spinifer can not be assigned to any of the six
species groups of BRINCK (1956: 68-69); however I refrain from establish-
ing another group; Brinck’s key can be only slightly re-arranged as
follows, putting spinifer in VI. favareli-group.
1. Meso- and metacoxal apophyses completely rounded or meso-
coxal apophyses narrowly rounded at tip (fig. 19) and metacoxal
apophiyses: spinous (e920) RR SCO SE Z
— Meso- and metacoxal apophyses pointed (not spinous) or at
leastiimesocoxaltapo pinySesfspino USER RO RE 4
2. Anterior part of prosternum evenly elevated, its process (apo-
physe) canaliculate. Anterior part of metasternum with a hairy
pit, posterior part vaulted, glabrous. 4th, 7th and 8th abdominal
sterna with a median longitudinal row of hairs. No orbital
WALUSMBRE ESS = nn NONE I. polli-group
— Anterior part of prosternum elevated, medially swollen, its
apophyse keeled. Anterior part of metasternum either normal
without hairy pit (favareli) or with such an hairy pit (spznzfer),
posterior part slightly vaulted, glabrous and not ridged. 4th-8th
(favarelt) or 4th, 6th-8th (spinifer) urosterna with a median
longitudinal row of hairs. Orbital warts present, rudimental or
licangr i dba rei 3
3. Rather large (6,9-9 mm) and broad species with three costiform
glabrous elytral areas. Orbital warts well developed. Receptacu-
lum seminis with very swollen anterior part (fig. 33). Median
lobe of aedeagus apically not cleft, either pointed or very sharply
Tounde da(he qe) MISS ER RR 3A: VI. favareli-group
— Smaller (5,5-7,3 mm) and more elongate species; elytra with
a common median glabrous space with lateral wings. Orbital
warts lacking or rudimental. Anterior part of receptaculum not
GYRINIDAE 259
enlarged or only slightly so. Median lobe of aedeagus apically
cleft (fig. 16-C, E, F in Brinckx 1956: 69) .... II. lonotus-group
3A Meso- and metacoxal apophyses completely rounded, the meta-
coxal ones not notched. Glabrous part of pronotum very broad
in both sexes with respect to the width of pronotal base (as 5:6);
sutural common area on ¢ elytra broad, as long as the lateral
A) 0.025mm
N = aA
iù 28
|
r_ 0.25mm
Figs. 27-32 - Orectogyrus (Lobogyrus) spinifer n. sp.: 27: penis, laterally; 28: pattern
of spatulate chaetae at tip of penis, dorsally; 29: apex of penis, dorsally; 30: aedeagus.
O. (s. str.) basilewskyi Guignot: 31: aedeagus, dorsally; 32: penis, laterally.
260
M.E. FRANCISCOLO
costiform areas which are crescent-shaped, intercostal spaces
extremely narrow; in 9 the sutural glabrous area attains fully
the apex of elytra; penis acutely terminated, laterally strongly
swollen dorsally and with apex slightly bent upwards ........
EERE SR SIE. BI: LOY SOE DECO favareli Guignot 1942
Mesocoxal apophyses apically narrowly rounded, not pointed
(fig. 19); metacoxal apophyses spinous, laterally notched (fig.
20). Glabrous part of pronotum much narrower than pronotal
base (as 2:3); elytral glabrous areas quite different, in par-
ticular the sutural costa of 2 stops at about 1/7 of the elytral
length from the apex, the sutural costa of 3 is much shorter than
the lateral costae and the intercostal spaces are much broader
in both sexes (figs. 7-8). Penis narrowly rounded at apex (fig. 29),
with a peculiar set of spatulate setae (fig. 28); it is moderately
swollen apically and not bent upwards (fig. 27) .... spinifer n. sp.
unchanged, as in BRINCK l.c.: 69 (III. trilobatus-group; IV.
hawashensis-group; V. dimidiatus-group).
Figs. 33-36 - Spermathecae: 33: Orectogyrus (Lobog.) spinifer n. sp.; 34: O. (Clypeog.)
demervi intermedius Ochs; 35: O. (s. str.) basilewskyi Guign.; 36: O. (Lobog.) prolon-
gatus bechynei Ochs.
GYRINIDAE 261
Orectogyrus (Clypeogyrus) demeryi intermedius Ochs 1928: 322
(figs. 1-6, 24-26, 34)
64 33, 54 99 (1443, 7 22: MSNG; 233, 2 99: msnv; 20 gg, 17 99 in
Sanfilippo Coll., Genova; the remaining specimens in my own col-
lection).
g range from 4,7 to 5,00, 29 5,0-5,5 mm; the elytral glabrous areas
(figs. 5-6) agree with BRINCK’s description (1956: 90); anterior tibiae as
in figs. 1-3; head meeting exactly the pattern of sbg. Clypeogyrus Guignot
(fig. 4); aedeagus (figs. 24-26) agrees well with BrINcK's fig. 24-A, B
(l.c.: 99). Spermatheca as in fig. 34.
This race was known from Haute Sanga (former French Congo), BRINCK
l.c.: 97, today shown on maps as Riviere Sanagha originating in Ca-
meroon; also known from the (formerly) French and British Cameroons,
western and lower (formerly) Belgian Congo.
Orectogyrus (s. str.) basilewskyi Guignot 1951: 80
(figs. 9-10, 15-18, 31-32, 35, 37-40)
14 gg, 16 99 (253, 2 22 MSNG; 2 gg, 2 92 MRAC; 44d, 3 92 in Sanfi-
lippo Coll., Genova; the remaining specimens in my own collection).
This species, described from R. Lukunga, Bas Congo, Kimwane,
is known so far only upon the unique female holotype (MRAC, Ter-
vuren), according to BRINCK 1956: 162 and Ocus 1967: 234.
The male and female used for this description (marked with a label
with red asterisk) deposited in MSNG; according to a correct interpre-
tation of the current I.C.Z.N. it is not possible or necessary to select
a neoallotype for the so far unknown male. I will give a short differential
description of the male following BRINCK’s pattern for the female (l.c.:
108).
Body outlines as in figs. 9 (3) and 10(9); the series has the following
dimensions: length 3 7,6-8,2 7,0-8,0; width $ 3,7-3,9 9 3,2-3,4. The
male is more strongly convex than female; its glabrous parts of dorsum
are brilliant, black on clypeus, with green hues on head and coppery
ones on pronotum, again green on the two lateral costae; the periscutellar
glabrous area is brilliant and black; dorsal pubescence coppery along
the suture, silvery-golden at sides of pronotum and elytra; pubescent
parts black and opaque; lateral margin of pronotum and of elytra yellow,
262 M.E. FRANCISCOLO
on pronotum not extending on to the sides and internally somewhat
concave; colour of protibias as in figs. 15-16 (3) and 17-18 (9); g protarsi
yellow; profemora yellow ventrally, narrowly browned at their upper
anterior margin; underside completely yellow except for the peripheral
portion of pro- and mesosternal expansions; anal urosternon slightly
infuscated. Anterior tibiae as in figs. 15-16 (g) and 17-18 (9). The pat-
terns of the reticulation on the lateral elytral costae near apex as in figs.
37 (3) and 40 (9); on the rudimental common sutural costa as in figs. 38
(3) and 41 (9); on pronotal disc as in figs. 39 (3) and 42 (9). The aedeagus
Figs. 37-46 - Patterns of microreticulation: 37: Orectogyrus (s. str.) basilewskyi Guign.
d, at apex of lateral elytral costa; 38: same, gd, at central rudimental costa; 39: same,
d, center of pronotal disc; 40: same, 9, at apex of lateral elytral costa; 41: same, 9,
medial common elytral costa; 42: same, 9, at center of pronotal disc. O. (Lobog.)
spinifer n. sp.: 43: 3, at base of medial common elytral costa; 44: 9, at base of medial
common elytral costa; 45: g, center of lateral elytral costa; 46: 9, center of lateral
elytral costa.
GYRINIDAE 263
is shown in fig. 31; laterally seen (fig. 32) it reminds that of O. (L.)
dahomeensis Régimbart 1907: 238, a species to which initially I though
these specimens could be referred, due also to the shape of the reticu-
lation of the sutural costae. Spermatheca (not figured yet) as in fig. 35.
The peculiar rhomboidal reticulation of the lateral costae on their poste-
rior part, which is rather regular in 99 and somewhat irregular in gg,
as well as the structure of penis and its proportions versus the paramera,
confirm BRINCK’s opinion (l.c.: 162) about basilewsky: being a bona
species. Due to the shape of 3g rudimental sutural glabrous area it has
nothing to do with O. (s. str.) kaszabt Ochs 1967: 232 or endroedyi
Ochs ibid.: 233 (both have the common sutural costa as long as 2/3 of
the elytra and quite different lateral costae); the penis of both is 2/3
the length of paramera (almost as long as paramera in basilewskyt);
Ocus’s descriptions however are quite insufficient to allow their proper
fitting into the accurate key to species of Brinck; there are no reasons
to modify it except the addition of the male characters as described
herewith; for the time being therefore baszlewskyi maintains its position
as previously assigned by Brinck.
The species is new to Congo People’s Republic.
The whirligig fauna of C.P.R. is now thus composed: Dineutus
(Spinosodineutus) subspinosus (Klug), D. (S.) fauveli Rég., D. (s. str.)
micans serra Rég., Aulonogyrus (Afrogyrus) bedeli subrufus Ochs (OcHS
1967), Orectogyrus (Allogyrus) decorsei Rég. (BRINCK 1956), O. (Clypeog.)
demeryt intermedius Ochs (ibid. and hoc opus), O. (Lobogyrus) prolongatus
bechynei Ochs, O. (L.) spinifer n. sp. (hoc opus), O. (s. str.) angularis
acuminatus Ochs (BRINCK 1956), O. (s.str.) basilewskyi Guign. (hoc
opus), O. (s.str.), specularis Aubé, O. (s.str.) Raszabi and endroedyi
Ochs, O. (s. str.) conjungens Rég. (Ocus 1967), O. (Trichogyrus) constrictus
Rég. (BRINCK 1956).
A couple of other Dineutus and perhaps five Orectogyrus s.1. cited
from « French Congo » might be present in today’s territory of C.P.R.,
but the exact position of the related localities has to be checked.
ACKNOWLEDGEMENTS. Thanks are expressed to M. J. Decelle (rac, Tervuren),
Dr. R. Poggi (msnc, Genova) and N. Sanfilippo (Genova) for the loan of material,
advices and the review of the manuscript.
REFERENCES
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Angola (Diamang), Lisboa, 11: 97-112, 2 f.
264 M.E. FRANCISCOLO
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CasTELNauU F.L. de Laporte, 1835 - Etudes entomologiques, ou description d’insectes
nouveaux, et observations sur la synonymie, 1: 95-159, 4 pl. (1834-1835, printed
in 1835), Paris.
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Ocus G., 1928 - Ueber die Gyriniden von Belgisch Congo - zbid., Ostende, 16, 3:
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Gyriniden (Col.) - Ent. Arb. Mus. G. Frey, Tutzing, 5, 1: 74-80.
— —, 1967 - Ueber die Arten der Familie Gyrinidae (Coleoptera); in The scientific
results of the hungarian soil zoological expedition to the Brazzaville-Congo, 14 -
Opusc. zool., Budapest, 7, 2: 229-235.
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— —, 1892 - same title, 2e supplement - zbid., 60 (Mars 1892): 663-752, 2 pl.
— —, 1907 - same title, 3e supplement - ibid., 76: 137-245.
RIASSUNTO
Su alcuni Gyrinidae (Col.) della Repubblica Popolare del Congo.
Si riferisce su 304 Gyrinidae raccolti da Padre G. Onore (XII.1980) a Dimonika
(Pounga, reg. Dolise, tra Brazzaville e Point Noire) in ruscelli di foresta pluviale:
Orectogyrus (Lobogyrus) prolongatus bechynet Ochs è nuovo per la R.P.C.; O. (L.) spi-
nifer è nuova specie; O. (Clypeogyrus) demeryi intermedius Ochs è confermato anche
per il Sud della R.P.C.; O. (s. str.) basilewskyi Guign. è nuovo per la R.P.C., se ne
descrive il g (sin qui non noto) e se ne confermano validità e status sistematico assegnati
da BrINcK. Segue un elenco delle specie certe per la R.P.C.
SUMMARY
304 Gyrinidae collected by Father G. Onore (Dec. 1980) at Dimonika (Pounga,
Dolise region, between Brazzaville and Point Noire) in rain forest creeks yielded Orecto-
gyrus (Lobogyrus) prolongatus bechynei Ochs (new to Congo People’s Rep.), O. (L.)
spinifer n. sp., O. (Clypeogyrus) demeryi intermedius Ochs (confirmed also for Southern
C.P.R.) and O. (s. str.) basilewskyi Guign., new to C.P.R., whose male is described
for the first time confirming its validity and position as assigned by BRINCK. A list
follows of Gyrinidae known for C.P.R.
265
FRANCESCO LOMBARDO *
SU ALCUNI MANTODEI DELLA LIBIA E DESCRIZIONE
DI UNA NUOVA SPECIE DI AMELES
L’amico Roberto Poggi del Museo Civico di Storia Naturale di
Genova mi ha cortesemente inviato in studio una piccola raccolta di
Mantodei libici. Tale collezione risulta di notevole interesse poiché,
oltre a contenere una specie nuova per la scienza, comprende anche
specie poco note o nuove per la regione in cui furono catturate.
Perlamantis alliberti Guér.
Tripolitania: Mizda 27.VI.1933, 1g (leg. Kruger).
Questo piccolo Mantodeo appare limitato alle terre del Mediter-
raneo occidentale: Francia meridionale, Spagna, Marocco, Algeria e
Tunisia; ad esse deve ora aggiungersi anche la Libia occidentale. Si
tratta pertanto di un genere tipicamente paleotirrenico che ha nella
Libia occidentale il suo estremo pit orientale.
Ho confrontato questo esemplare con un maschio proveniente dal
Marocco e le uniche differenze degne di nota che ho riscontrato risie-
dono nella colorazione del corpo che nell’esemplare libico si avvicina
x
al giallo ocra, mentre in quello del Marocco è sul bruno scuro e nella
A
forma dell’apparato copulatore (figg. 1-4) che è pressoché identica, ad
eccezione dell’apofisi falloide, che, nell’esemplare libico, appare più
snella (figg. 2 e 3).
Elaea gestroi Capra
Fezzan: Brach IX.1932, 1g (leg. Cipriani).
Specie già nota per la regione.
* Dipartimento di Biologia Animale dell’Università. Via Androne 81 - 95124 Catania.
266
Figg. 1-4 - Apparato copulatore
Marocco.
F. LOMBARDO
di Perlamantis alliberti: 1-2, della Libia;
GL
del
SU ALCUNI MANTODEI DELLA LIBIA 267
Ameles heldreichi heldreichi Brunner v. Wattenw.
Cirenaica: Barca V.1935, 1g (leg. Kruger); Saleidina 193., 1g (leg.
Kruger).
Tripolitania: Beni Ulid 18.IV.1937, 1g (leg. Kruger).
Questi esemplari per la forma del capo e dell’apparato copula-
tore, sono riconducibili ad A.h. heldreichi mentre il pronoto, pur man-
tenendo la forma caratteristica della specie, è notevolmente più breve,
varia infatti da un minimo di mm 3.9 ad un massimo di mm 4.1, mentre
nel materiale tipico esso è compreso fra mm 6.0-7.0.
L'areale di questa specie, con questa prima citazione per la Libia,
viene notevolmente esteso ad occidente.
Ameles poggii n.sp.
Tripolitania: Giado VII.1938, 1g (leg. Kruger).
g. Aspetto gracile, colore giallo ocra. Il capo (fig. 5) è più largo
che lungo; gli occhi sono ovoidali, privi di tubercolo apicale, diretti
in avanti e sporgenti oltre il vertice, di modo che questo si viene a tro-
vare leggermente al di sotto della linea immaginaria che unisce l’apice
degli occhi. Lo scudetto frontale è trasverso, largo 2.6 volte la sua mas-
sima altezza, di forma pentagonale e ad apice ottuso. Il clipeo è diviso
in anteclipeo e postclipeo da una carena incompleta ai lati. Le antenne
sono lunghe, di colore ocra e raggiungono circa la metà del corpo.
Il pronoto è gracile, lungo 2.5 volte la sua massima larghezza e
privo sui margini laterali di qualsiasi tipo di denticolazione; la dilata-
zione sopracoxale è poco marcata ed è posta poco prima della metà
del pronoto. La metazona, lunga 1.5 volte la prozona, presenta i mar-
gini laterali lievemente incavati ai 2/3 posteriori ed una lunga fascia
bruno-scura lungo la sua linea mediana.
Le zampe anteriori sono gracili e di colore ocra; le coxe, lunghe
circa 0.8 volte il pronoto ed a sezione prismatica, sono prive di spinu-
lazioni. Femori anteriori appena poco più lunghi del pronoto, con la
massima larghezza un po’ prima della metà basale ed il rapporto fra
lunghezza e larghezza pari a 4.7. Essi sono armati di 4 piccole spine
esterne ad apice scuro, la prima leggermente più grande e le altre via
via più piccole, di 3 spine discoidali di cui la terza nettamente più grande
delle altre, di 12 spine interne poste alternativamente una grande ed
una piccola e con la prima e la terza uguali fra di loro ma nettamente
268 F. LOMBARDO
piu grandi di tutte le altre. Le tibie sono anch’esse gracili e lunghe
circa la meta del rispettivo femore. I tarsi, lunghi 0.75 volte il pronoto,
presentano il primo articolo così lungo come gli altri presi insieme.
Le zampe medie e posteriori sono gracili; le medie più brevi delle
posteriori e tutte provviste di lunghi e fitti peli.
Figg. 5-8 - Ameles poggii n. sp.: 5. Capo; 6. Lamina sopranale; 7. Fallomero ven-
trale; 8. Fallomero di sinistra in visione dorsale.
SU ALCUNI MANTODEI DELLA LIBIA 269
Gli organi di volo sono ben sviluppati ma superano di poco la
lamina sottogenitale. Le tegmine sono di forma ellittica ed il loro apice
è strettamente arrotondato; il campo costale è opaco e marginato an-
teriormente di bianco mentre il campo anale è totalmente ialino.
L’addome è stretto, lungo, a margini paralleli ed è provvisto di
una peluria più rada e più corta di quella delle zampe medie e poste-
riori. La lamina sopranale (fig. 6) è trasversa, di forma triangolare,
con l’apice arrotondato. I cerci sono lunghi e superano abbondante-
mente l’apice della lamina sottogenitale; essi sono fortemente pube-
scenti e costituiti da 11 articoli: i primi sei più larghi che lunghi; i
restanti cinque più lunghi che larghi e l’ultimo più lungo di tutta la
serie.
L’apparato copulatore presenta il fallomero ventrale (fig. 7) lungo
circa 1.7 volte la sua massima larghezza ed il processo distale presenta
un robusto e lungo dente preapicale sul margine di destra. L’apofisi
falloide del fallomero di sinistra (fig. 8) è notevolmente sviluppata e
sulla superficie dorsale del suo apice è inserito un robusto dente lan-
ceolato; mentre sulla porzione antero-laterale della lamina dorsale si
trova una distinta gibbosità fortemente zigrinata.
Dimensioni: lunghezza corpo mm 24; larghezza capo
mm 3.0; lunghezza pronoto mm 4.5; lunghezza metazona mm 2.8;
larghezza dilatazione sopracoxale mm 1.8; lunghezza femori anteriori
mm 4.8; lunghezza coxe anteriori mm 3.8; lunghezza tegmine mm 17.
Questa nuova specie differisce da tutte le altre specie di Ameles,
per la forma dell’apofisi falloide, del processo distale del fallomero ven-
trale e per la presenza di una fitta pubescenza sulle zampe medie e
posteriori. Per questi caratteri e per l’aspetto generale del corpo ricorda
molto una Pseudoyersinia, dalla quale tuttavia differisce per avere gli
organi di volo ben sviluppati e non abbreviati com'è caratteristica di
quest’ultimo genere.
Amblythespis lemoroi Finot
Tripolitania: Tanorga 30.IX.1936, 3 (leg. Kruger).
Giado 25.VII.1938 13 e 19 (leg. Kruger).
Questa bella e poco conosciuta specie, gia nota dell'Algeria e della
Tunisia a cui deve ora aggiungersi la Libia (dove anche il genere è
270 F. LOMBARDO
Figg. 9-11 - Severinia finoti: 9. Fallomero ventrale; 10. Fallomero sinistro in visione
dorsale; 11. Lo stesso in visione ventrale.
nuovo), si distingue dalla vicina A. granulata Sauss. per essere più
piccola e per avere il pronoto, soprattutto nei maschi, distintamente
meno granuloso.
SU ALCUNI MANTODEI DELLA LIBIA 271
Severinia finoti Chopard
Tripolitania: Gebel es Soda 15.X.1938, 1g (leg. Kruger); Bir Dufar
21.1X.1938, 2 gg (leg. Kruger).
Questi esemplari corrispondono perfettamente nella loro morfo-
logia esterna alla descrizione originale della specie fatta da CHOPARD
(1943). Ritengo però utile illustrare l’apparato copulatore, che, pur
non essendo stato finora mai preso in esame, potrà, in futuro, essere
un utile strumento di diagnosi specifica.
Il fallomero ventrale (fig. 9) è fortemente allungato ed il rapporto
fra lunghezza e larghezza è pari a 2; il processo distale appare corto e
tozzo tranne al suo apice, dove si restringe bruscamente a formare una
piccola spina. L’apofisi falloide (figg. 10, 11) del fallomero di sinistra
è notevolmente sviluppata e nella sua porzione posteriore si prolunga
in due robuste spine separate da una profonda e stretta insenatura. La
lamina ventrale, sempre del fallomero di sinistra, nell'angolo anteriore
sinistro porta un marcato e sporgente processo provvisto di piccole
tuberosità spiniformi.
Il genere Severinia noto per le regioni desertiche del Marocco e
della Algeria viene segnalato per la prima volta anche della Libia.
Rivetina baetica tenuidentata La Greca e Lombardo
Fezzan (Tegerhi) 23.VIII.1933, 13 (leg. Zavattari).
Specie già nota per la regione.
Empusa guttula Tumb.
Tripolitania: Beni Ulid 15.V.1936, 1g (leg. Kruger).
La specie era già nota per la Libia.
Hypsocorypha gracilis (Burm.)
Cirenaica: Barca VI.1935, 1g (leg. Kruger).
Già nota per la regione.
BIBLIOGRAFIA
CHoparp L., 1943 - Faune de l’Empire Frangais. I Orthoptéroides de l’Afrique du
Nord - Larose, Paris: 1-450.
272 F. LOMBARDO
RIASSUNTO
Dallo studio di una piccola ma interessante collezione di Mantodei della Libia,
formata da 15 esemplari, appartenenti al Museo Civico di Storia Naturale di Genova,
si è evidenziata la presenza di 3 generi nuovi per la fauna libica: Amblythespis Chop.
(A. lemoroi) Finot, Perlamantis Guér. (P. alliberti Guér.) e Severinia Finot (S. finoti
Chop.) e di una specie di Ameles nuova per la scienza (Ameles poggi).
SUMMARY
On some Mantodea of Libya and description of a new species of Ameles.
The Author examines a small but interesting collection of Mantodea from Libya.
This collection, constituted by 15 specimens, includes 3 genera new for the Libyan
fauna (Amblythespis Chop., Perlamantis Guér. and Severinia Finot) and a species of
Ameles new for the science (Ameles poggii). The new species, because of its general
aspect and of the shape of the copulatory apparatus, is very similar to the related genus
Pseudoyersinia, but differs from it in the presence of well developed wings, which are
characteristic of the genus Ameles.
273
ROBERTO PACE
Museo Civico di Storia Naturale di Verona
REVISIONE DI QUATTRO SPECIE DELLA TRIBU’
DIGLOTTINI (COLEOPTERA, STAPHYLINIDAE)
DESCRITTE DA FAUVEL
(LXXXIV CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DELLE ALEOCHARINAE)
La tribù Diglottini Eichelbaum comprende generi alobionti, le
cui specie, allo stato di immagine vivono nella zona inondata dall’alta
marea delle spiagge sabbiose, sotto pietre o sotto alghe spiaggiate (Ho-
RION 1967), oppure in acque basse vaganti sulla superficie del fango.
Durante l’alta marea aderiscono a rocce o a conchiglie vuote sommerse
(Moore & LEGNER 1971) oppure vivono sotto madrepore (FAUVEL 1878).
FAUVEL descrisse cinque specie, ma solo tre sono state da lui at-
tribuite al genere Diglotta per il quale nel 1909 ErcHELBAUM istituiva
la tribù Diglottini. Solo recentemente (KLIMASZEWSKI, 1982) il genere
Polypea Fauvel è stato incluso in tale tribù: precedentemente era stato
assegnato alla tribù Myllaenini.
Nella revisione mondiale dei generi della sottofamiglia Oxytelinae,
HERMAN (1970) trasferì il genere Corallis Fauvel alla sottofamiglia
Aleocharinae, senza però specificarne la tribù. Nel presente lavoro tale
genere è assegnato alla tribù Diglottini e tre specie vengono trasferite
al genere Bryothinusa Casey, 1904: 312. Precedentemente FauveL le
aveva attribuite al genere Diglossa HaLipAY, 1837: 252, poi sostituito
da Diglotta Champion, 1887: 228 per omonimia con Diglossa Wagler,
1832.
Per la cortesia del Dr. R. Poggi del Museo Civico di Storia Natu-
rale di Genova (MSNG) e del Dr. L. Baert dell’Institut Royal des Sciences
Naturelle di Bruxelles (IRSNB), grazie al prestito dei tipi conservati nei
loro Istituti, mi è stato possibile inquadrare correttamente nella siste-
matica e illustrare per la prima volta le specie qui trattate.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 18
274 R. PACE
Figg. 1-6: Corallis polyporum Fauvel, lectotypus 3. Habitus (1), labio con palpo la-
biale (2), maxilla con palpo mascellare (3), edeago in visione laterale (4) e ventrale (5),
paramero (6).
REVISIONE DI QUATTRO SPECIE DELLA TRIBU DIGLOTTINI 275
Corallis polyporum Fauvel (figg. 1-6)
Corallis polyporum Fauvel, 1878: 213
Materiale esaminato — Lectotypus 3, Isole Aru, Wokan, O. Bec-
cari 1873, 28.111.1873, nei polipaj, Corallis polyporum Fvl., Tipo!,
(MSNG), presente designazione.
Paralectotypi: 3 gg, Isole Key, O. Beccari 1873, in mare, (MSNG).
Nota — Herman (1970) affermò di aver esaminato l’holotypus.
FauveL nella descrizione originale citava le due località ricordate sopra
per il materiale tipico senza designare alcun holotypus. Ne consegue
che l’esemplare visto da HERMAN non è da ritenere holotypus.
Ridescrizione — Lungh. 2,0-2,1 mm. La lunghezza dell’insetto data
da FAUVEL risulta esatta, mentre esatti non appaiono altri caratteri da
lui riferiti, come i seguenti: il corpo non è opaco, ma piuttosto lucido,
il pronoto non è della larghezza del capo, ma di poco più largo; le elitre
non sono di 1/3 più corte del pronoto, ma di circa 1/6 più corte se mi-
surate agli omeri e di 1/4 circa più brevi se misurate lungo la sutura;
l’addome non è all'incirca largo quanto le elitre, ma più largo; non è
parallelo, ma debolmente divergente all’indietro; il margine posteriore
del sesto urotergo libero del maschio non è tronco, ma lievemente ar-
cuato verso l'interno. Edeago figg. 4-6.
Bryothinusa celebensis (Fauvel), comb. n., (figg. 8-9)
Diglossa celebensis Fauvel, 1878: 301
Diglotta celebensis (Fauvel), Bernhauer & Scheerpeltz, 1926: 509
Materiale esaminato — Holotypus 9, Celebes, Macassar, O. Bec-
cari, I.1874, Diglossa celebensis Fvl., Type, (MSNG).
Ridescrizione — Lungh. 2,0 mm. Completo la descrizione data da
FAUVEL con quanto segue: gli ommatidi sono grossolani; il capo e il
pronoto sono coperti di microscultura reticolare netta. Spermateca fig. 9.
Affinità — B. celebensis è affine a B. nakanet (Sawada, 1955: 85)
del Giappone e a B. chani Moore & Legner, 1971: 107, di Hong-Kong,
per l’habitus simile e per gli occhi molto sviluppati. Purtroppo la specie
giapponese è nota su soli maschi, per cui non è possibile stabilire un
preciso grado di affinità. La spermateca di B. chani è più sottile, con
bulbo distale privo dell’appendice apicale che è invece visibile nella
spermateca di B. celebensis. Tale specie appare molto affine a B. hong-
kongensis Moore et al., 1973: 77, ma ne differisce per il tratto prossi-
male della spermateca non descrivente una spira completa.
Fig. 7: mento di Corallis polyporum Fauvel.
Figg. 8-9: Bryothinusa celebensis (Fauvel), holotypus. Habitus (8), spermateca (9).
REVISIONE DI QUATTRO SPECIE DELLA TRIBU DIGLOTTINI 277
Bryothinusa peyerimhoffi (Fauvel), comb. n. (figg. 10-13)
Diglossa peyerimhoffi Fauvel, 1904: 73
Diglotta peyerimhoffi (Fauvel), Bernhauer & Scheerpeltz, 1926: 509
Materiale esaminato — Lectotypus 3, Golfe d’Agabah, Arabie,
plage, Diglossa peyerimhoffi Fvl., Type, (IRSNB). Presente designazione.
Paralectotypi: 15 e 19, stessa provenienza, (IRSNB).
Ridescrizione — Lungh. 2,1 mm. Quanto da me osservato concorda
con la descrizione di Fauvel, tranne che nei seguenti caratteri: il pro-
noto non è un po’ più lungo che largo, ma più largo che lungo e, se
visto dall’alto, non appare sinuato ai lati. Edeago figg. 11-12, sper-
mateca fig. 13.
Bryothinusa cameroni (Fauvel), comb. n., (figg. 14-17)
Diglossa cameroni Fauvel, 1904: 74
Diglotta cameroni (Fauvel), Bernhauer & Scheerpeltz, 1926: 509
Materiale esaminato — Lectotypus g, Ile Camaran, Diglossa ca-
meroni Fvl., Type, (IRSNB). Presente designazione.
Paralectotypi: 2 99, stessa provenienza, cotypi, (IRSNB); 2 gg, baie
Auersley, cotypi, (IRSNB); 1 es., Perim, X, cotypus, (IRSNB).
Ridescrizione — Lungh. 1,9 mm. La descrizione di Fauvel è esatta,
tranne per i seguenti caratteri: le elitre non sono quasi la metà più corte
del pronoto e la loro base non è quasi metà più stretta della loro parte
più larga (v. habitus fig. 17). Edeago figg. 14-15, spermateca fig. 16.
I generi della tribù Diglottini
A
La tribù Diglottini è stata ridefinita da Klimaszewski (1982). Egli
includeva due soli generi: Diglotta Champion e Polypea Fauvel. I generi,
ora sono sei; si possono identificare in base alla seguente tavola:
TREO imulaftarsa EEA RR Diglotta Champion
= |POrimule taralle 4-4or ows 4-9-9) Soosccc cess soe annuus 2
Zp Omnula CArRAle GES) socncagodosssone Brachypronomaea Sawada
Sem No isin AREAS ALCS n 3
3. Ligula stretta e lunga più della metà del primo articolo dei palpi
RAI TRE odi AR oo LI Halorhadinus Sawada
a iculaglancate: conta uo alata oh 4
4. Terzo articolo delle antenne lungo metà del secondo o più corto;
AnchemmedianeaicOnti Ue MEO acRioe on Bryothinusa Casey
278 R. PACE
Figg. 10-13: Bryothinusa peyerimhoffi (Fauvel), lectotypus g e paralectotypus ®.
Habitus (10), edeago in visione laterale (11) e ventrale (12), spermateca (13).
Figg. 14-17: Bryothinusa cameroni (Fauvel), lectotypus g e paralectotypus 9.
Edeago in visione laterale (14) e ventrale (15), spermateca (16), habitus (17).
REVISIONE DI QUATTRO SPECIE DELLA TRIBU DIGLOTTINI 279
— Terzo articolo delle antenne lungo quanto il secondo o appena
più corto; anche mediane più o meno largamente separate .... 5
5. Anche mediane largamente separate; l’apice del processo me-
sosternale giunge fino al livello della base delle mesocoxe; angoli
anteriori del mento lungamente protratti in avanti; ligula corta
ERPOCONSCLECINCAI LL O Polypea Fauvel
— Anche mediane brevemente separate; l’apice del processo me-
sosternale giunge fino a metà della lunghezza delle mesocoxe;
angoli anteriori del mento poco protratti in avanti (fig. 7); ligula
larga e robustamente sclerificata (fig. 2) .......... Corallis Fauvel
RINGRAZIAMENTI. Per il prestito di materiale tipico, ringrazio molto cordialmente
il Dr. L. Baert dell’Institut Royal des Sciences Naturelles di Bruxelles e il Dr. R.
Poggi del Museo Civico di Storia Naturale di Genova.
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280 R. PACE
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Publ. Seto Mar. Biol. Lab., 19: 81-110.
RIASSUNTO
Nel 1970 HERMAN trasferì il genere Corallis Fauvel alla sottofamiglia Aleocharinae.
Nel presente lavoro Corallis è assegnato alla tribù Diglottini. Diglotta celebensis (Fauvel),
Diglotta peyerimhoffi (Fauvel) e Diglotta cameroni (Fauvel) sono trasferite al genere
Bryothinusa Casey. Sono designati i lectotipi di tutte le specie studiate e per la prima
volta vengono illustrati gli organi genitali. E data una tavola dicotomica di tutti i ge-
neri della tribù Diglottini.
ABSTRACT
A revision of four species of tribe Diglottini described by Fauvel. (Coleoptera, Sta-
phylinidae). (LXXXIV Contribution to the knowledge of Aleocharinae).
In 1970 HERMAN transferred Corallis Fauvel to the Aleocharinae. In the present
paper Corallis is included in the tribe Diglottini of the Aleocharinae. Diglotta cele-
bensis (Fauvel), Diglotta peyerimhoffi (Fauvel) and Diglotta cameroni (Fauvel) are trans-
ferred to Bryothinusa Casey. Lectotypes are designated for all studied species and their
genitalia are illustrated for the first time. A key for identification of all genera of the
tribe Tiglottini is provided.
281
FaBio CASssoLa (*)
STUDI SUI CICINDELIDI. LI.
I CICINDELIDAE (COLEOPTERA) DELLA NUOVA GUINEA
Ho dato anch’io una mano
all inventario del mondo ...
(C. SBARBARO, « Licheni», 1967)
INTRODUZIONE
La Nuova Guinea è stata giustamente definita « un’isola fantastica,
unica e affascinante » (GREssITT 1982b). Essa rappresenta la più grande
isola tropicale (kmq 785.000), una delle più vaste del mondo (è seconda
solo alla Groenlandia), la più elevata in altitudine (con vette prossime
ai 5000 m), e racchiude dunque, al proprio interno, una straordinaria
varietà di ambienti e di biomi diversi, dall’orizzonte alpino dei ghiacciai
e delle alte quote della dorsale montagnosa che la divide trasversalmente
ai vari tipi di foresta pluviale che ricoprono quasi ovunque i suoi im-
mensi bacini fluviali e i fianchi delle ripide montagne, o alle zone di
savana boscata, a facies nettamente «australiana », esistenti nella sua
estrema parte meridionale. La storia geologica dell’isola, le sue possi-
bili passate connessioni con il continente australiano, le sue relazioni
biogeografiche con il mondo asiatico, l’origine e la natura del suo po-
polamento florofaunistico, costituiscono tuttora materie complesse e
controverse, i cui termini sono stati solo recentemente riassunti e uni-
tariamente discussi (GRESSITT 1982a,b,c). Si tratta insomma di un’area
che pone straordinari, esaltanti problemi per il biogeografo come per
l’ecologo, per il conservazionista non meno che per il sistematico (LAMB
& Gressitt 1976, Gacné & GressiTT 1982).
La storia della sua esplorazione naturalistica costituisce da sola
un capitolo affascinante, opportunamente ripercorso nelle sue linee
essenziali da GRESssITT (1956) e Fropin & GressITT (1982). Iniziata
attorno alla metà dello scorso secolo, deve molto anche agli sforzi di
esploratori naturalisti italiani come Odoardo Beccari (1843-1920), Luigi
(*) Via F. Tomassucci 12/20 - 00144 Roma, Italy.
282 F. CASSOLA
Maria D’Albertis (1841-1901) e Lamberto Loria (1855-1913) che, in-
coraggiati da Giacomo Doria, in difficilissime condizioni, raccolsero in
varie parti dell’isola imponenti collezioni botaniche e zoologiche, in-
clusi perfino alcuni dei materiali menzionati nel presente lavoro (D’AL-
BERTIS 1880; Beccari 1924; Loria 1890, 1891, 1897; VINCIGUERRA
1901; IsseL 1913; Gestro 1921; BuscaLionI 1924; BerTAccHI 1929;
Capra 1964; RopoLico 1967; Conci 1969; Capocaccia & PoccI 1982).
È del resto a Raffaello Gestro (1845-1936) che si deve lo studio e la
descrizione di alcune tra le prime specie di Cicindelidi rinvenute nel-
l’isola dagli esploratori italiani (Gestro 1876, 1879).
È all'opera di questi lontani naturalisti che idealmente mi ricol-
lego nell’affrontare lo studio dei Coleotteri Cicindelidi della Nuova
Guinea. In questi ultimi anni ho avuto infatti occasione di esaminare
una considerevole quantità di nuovi materiali cicindelologici prove-
nienti da quest'isola o dalle isole viciniori, che, nel loro insieme, costi-
tuiscono un’importante documentazione sul popolamento di questa
sottoregione e una notevole aggiunta alle attuali conoscenze su di essa.
Si tratta di un numero abbastanza elevato di specie e di esemplari, in-
viatimi in studio da vari Musei, Istituti o privati collezionisti, che pro-
vengono dalle raccolte via via fatte nell’isola dai vari raccoglitori che
vi si sono succeduti nel tempo: da quelli del secolo scorso o dei primi
decenni del nostro secolo — appunto Beccari, D'Albertis, Loria, e poi
A.A. Brujin, A.S. Meek, A.S. Anthony, L. Birò, S. Fenichel, O. Finsch,
A.E. e H. Pratt, A.F. Wollaston — a quelli dei tempi ancora « eroici » tra
le due guerre mondiali — C.T. McNamara (1927-29), F.H. Taylor (1933),
P.G. Moore (1939), l’intrepida L. Evelyn Cheesman (1936-38) —, e
ai raccoglitori più recenti, molti dei quali facenti parte di apposite mis-
sioni per conto di varie istituzioni: W. Stuber (1937 e 1948), J. Smart
(1957), lo stesso J.L. Gressitt (1955-57 e 1962), W.W. Brandt (1957-
62), T.C. Maa (1959-60), C.W. O’Brien (1960), L.W. Quate (1961),
H. Clissold (1964), P. Shanahan (1963-64), M.E. Bacchus (1964-65),
H. Ohlmus (1965-76), R. Straatman (1963-70), R. Hornabrook (1964-75),
N.L.H. Krauss (1968-70), D.L. Pearson (1974), J.W. Ismay (1983-84),
e molti altri. Tra tutti vanno ricordati particolarmente Josef, Marie e
J.H. Sedlacek, che dal 1957 in poi, per conto del Bernice P. Bishop
Museum di Honolulu o in proprio, hanno visitato a più riprese una
quantità notevole di località diverse, non trascurando mai nelle loro rac-
colte la ricerca dei Cicindelidi.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 283
Lo studio di questi materiali, il rinvenimento di alcune specie
nuove, e la necessità di controllare in numerosi casi i tipi delle varie
specie, mi hanno indotto via via ad allargare progressivamente i limiti
del presente lavoro ben al di là di quelli che mi ero originariamente
prefissato, fino a trasformarlo in un vero e proprio catalogo completo,
a livello di fauna regionale, che fa il punto sulle attuali conoscenze a
proposito di questa famiglia. È da dire, a questo proposito, che proprio
la mole assunta dal lavoro mi impedisce ora di pubblicarlo, come forse
sarebbe stato desiderabile per una sua generale comprensione, in lingua
inglese. Le benemerenze italiane in questo campo, più sopra ricordate,
possono del resto costituire una valida giustificazione all’uso dell’Ita-
liano. Un adeguato corredo iconografico, un lungo «summary », e la
diagnosi in inglese delle specie nuove, mi auguro possano comunque
contribuire a rendere il presente lavoro accessibile a chiunque.
I dati esistenti in letteratura sui Cicindelidi della Nuova Guinea
sono in complesso piuttosto scarni, e sparsi per di più in una congerie
di lavori di varie epoche ed autori che non è sempre facile reperire.
Fortunatamente esiste già sulla Nuova Guinea un’accurata rassegna
bibliografica (GRESSITT & SzeNT-Ivany 1968) che aggiorna la ricerca
fino ad epoche recenti, e che mi ha consentito in qualche caso di pren-
dere conoscenza di dati sparsi e meno noti. Inoltre il fondamentale
lavoro di DARLINGTON (1962) sui Carabidi della Nuova Guinea fornisce
non soltanto un catalogo delle specie di Cicindelidi note all’epoca per
la fauna dell’isola (in tutto 53) ma anche, soprattutto nella sua parte
generale e finale (DARLINGTON 1971), un’insostituibile guida per una
complessiva interpretazione di questa fauna straordinaria.
Successivamente alla pubblicazione del catalogo di DARLINGTON,
però, ben pochi dati erano venuti ad aggiungersi in tempi più recenti.
Se si eccettuano i pochi dati distribuzionali contenuti in due lavori di
ManpL (1964, 1970), una nuova specie descritta da BROUERIUS VAN
NIpEK (1973) e un’altra fatta conoscere da Manpi & PrARSON (1978),
tutte le nuove conoscenze sui Cicindelidi della Nuova Guinea si rias-
sumono in due importanti lavori di RivALIER (1963, 1972), il primo dei
quali ridistribuisce le specie già note nei nuovi generi risultanti dallo
smembramento dell’antico genere Cicindela L. s. auct., e il secondo
aggiunge, oltre ad un ulteriore nuovo genere, la descrizione di ben sette
nuove specie, e alcuni dati aggiuntivi su diverse altre. Il presente lavoro,
nel quale si descrivono 24 specie nuove e si discutono in maggiore 0
284 F. CASSOLA
minor dettaglio tutte le altre, porta il totale delle specie di Cicindelidi
oggi note per la fauna della Nuova Guinea a ben 99.
MATERIALI E METODI
Del totale ora indicato, molte specie sono finora conosciute non
dell’isola madre ma solo di alcune isole o arcipelaghi viciniori. Nei
limiti geografici del presente lavoro ho infatti incluso anche le isole e
arcipelaghi minori che circondano la Nuova Guinea vera e propria,
che spesso presentano una fisionomia faunistica alquanto distinta e ori-
ginale. Più precisamente ho incluso tutte le isole politicamente rientranti
nella provincia indonesiana dell’Irian Jaya (che coincide con la metà
occidentale della Nuova Guinea), o che costituiscono province, o parti
di esse, della Papua New Guinea (cioè della metà orientale dell’isola
madre). Pur politicamente appartenente alla Papua New Guinea ho
tuttavia escluso dalla presente trattazione l’isola di Bougainville, che
geograficamente e faunisticamente è strettamente connessa, invece, con
le Isole Salomone (Solomon Islands), la cui fauna cicindelologica costi-
tuirà l’oggetto di un separato successivo lavoro (CassoLa, in prep.);
mentre ho viceversa incluso nella trattazione le isole Kei e Aru, politi-
camente appartenenti alla provincia indonesiana delle Molucche (Ma-
luku), ma nelle quali sono presenti alcune specie di tipica derivazione
neo-guineana (limite delle Polyrhanis, con qualche aggiustamento).
L’area trattata è meglio chiarita dalla cartina in fig. 1. Politicamente
la Nuova Guinea ha subito vicissitudini complesse, che spiegano l’at-
tuale situazione e anche, in qualche misura, il ben diverso livello di
conoscenze faunistiche esistente per le sue varie parti. Basti ricordare
qui che un accordo del 1884 sancì la spartizione dell’isola in due metà
(divise più o meno lungo il 141° meridiano), di cui quella occidentale
andò agli Olandesi come parte delle Indie Orientali Olandesi o (dal
1949 al 1962) come Nuova Guinea Olandese, per poi passare nel 1962
sotto controllo dell'Indonesia, di cui costituisce oggi una provincia con
il nome di Irian Jaya (a sua volta suddivisa in vari distretti: Sorong,
Manokwari, Fakfak, Teluk Cendrawasih, Paniai, Jayapura, Jayawijaya,
Merauke). La parte orientale dell’isola fu invece suddivisa tra Germania
(Nuova Guinea di Nord-Est) e Gran Bretagna (Papuasia, o settore sud-
orientale), per poi passare dopo la prima guerra mondiale sotto ammi-
nistrazione fiduciaria dell’ Australia, e divenire nel 1975 uno Stato indi-
pendente (Papua New Guinea), amministrativamente suddiviso in varie
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 285
province: West Sepik, East Sepik, Western Province, Western High-
lands, Southern Highlands, Gulf Province, Madang, Eastern Highlands
(e Chimbu distr.), Morobe, Northern Province, Central Province,
Milne Bay, New Britain, New Ireland, Manus, Bougainville. Questa
ultima provincia è ricorrentemente sottoposta a forti spinte secessio-
niste (PREMDAS 1977), e comunque, per le ragioni geografiche e di af-
finità faunistica sopra menzionate, verrà trattata ai nostri fini assieme
alle Solomons.
Per quanto mi è stato possibile, ho posto particolare cura nel de-
finire la distribuzione geografica delle varie specie con tutti 1 dati a mia
disposizione (sia originali che di letteratura), ricercando e localizzando
sulla carta il maggior numero possibile delle località di provenienza degli
esemplari. Questo lavoro, soprattutto per il materiale meno recente, ha
presentato difficoltà impensate e talvolta insormontabili, molto spesso
risultando la località di cattura indicata con denominazioni antiquate
d’origine coloniale, oggi del tutto obsolete, oppure in modo vago e
generico (*). Per alcune vecchie località, relative ai viaggi degli esplo-
ratori italiani dell’Ottocento, si è reso in qualche caso necessario rico-
struire l’itinerario da questi seguito, in modo da risalire, attraverso le
cartine allegate (D’ALBERTIS 1880, Beccari 1924) o le date di cattura,
alla presumibile ubicazione delle località medesime. Di una certa utilità
si è dimostrata pure la consultazione della vecchia « Carta generale della
Malesia e Papuasia tra i mari di Sulu e dei Coralli», pubblicata nel
1878 dall’ Istituto Geografico Guido Cora.
Per il reperimento di molti toponimi è stata di aiuto spesso decisivo
la « Bishop Museum List of New Guinean localities, 1966», gentil-
mente fornitami dal Sig. G.A. Samuelson (Honolulu), che è un elenco
(*) Può essere di qualche utilità riportare qui alcuni vecchi toponimi o passate
denominazioni (soprattutto quelli d’origine tedesca) che si ritrovano con una certa
frequenza sui cartellini dei materiali entomologici meno recenti, e di cui può risultare
arduo ricostruire a quali moderne località oggi corrispondano:
Alexishafen = Sek Harbour (N di Madang) Hatzfeldhafen = presso Bogia (Madang)
Amboina = Ambon Hollandia = Jayapura
Berlinhafen = Aitape Kapaor = Fakfak
Costantinhafen = Melanu Kaiserin-Augusta Fluss = Sepik River
Doré, Dorey Bay = Manokwari Herbertshéhe = Kokopo (N. Britain)
Dorei Hum = Vill. a E di Sorong Neu-Mecklenburg = New Ireland
Friedrich-Wilhelmshafen = Madang Neu-Pommern = New Britain
Lavongai = New Hanover Neu-Lauenberg = Duke of York I.
Sekar = Kokas (McCluer Gulf) (Mioko I.)
Batjan, Batchian, Bacan = isola a W di Stephansort = Bogadjim (Madang)
Halmahera
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‘uleyig MON €] (Aeg OUTTA, 7] ‘99UIAOI] [BIZUOD “]] ‘ax0UIAOIg USYRION ‘QO, fAqOIONN ‘6 ‘(SIP nquiyg 92) spue]jySiz
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CASSOLA
E
286
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 287
ciclostilato delle localita (quasi tutte corredate delle relative coordinate
geografiche) dove sono state effettuate raccolte dagli entomologi del
Bishop Museum e da alcuni altri naturalisti. Pure prezioso — limitata-
mente però alla Papua New Guinea — è stato il « Gazetteer » pubbli-
cato nel terzo volume dell’« Encyclopaedia of Papua and New Guinea »
edita da P. Ryan (1972). Altri dati, per quanto riguarda anche le divi-
sioni amministrative e politiche, sono stati tratti da J. Ryan (1969),
MaLLarD (1969), Warp & Lea (1970) e Mackay (1976), nonché dal
« Gazetteer » della recente guida ornitologica di BEEHLER et al. (1986).
Limitatamente ad alcune aree soltanto, sono risultate poi utili le
cartine pubblicate da Toxopeus (1940, Snow Mts.), da DARLINGTON
(1971, Highlands e Owen Stanley Range), da VAN Deusen (1978, Huon
Peninsula), e da GRESSITT & NADKARNI (1978, per importante zona
di Wau-Mt. Kaindi). Quest'ultimo lavoro reca anche diverse foto di
ambiente ed è ricco di dati ecologici e vegetazionali su quest'area ormai
ben esplorata, da cui proviene una buona parte dei materiali qui stu-
diati. Molto dettagliate e quindi preziose, ma prive purtroppo di un
indice dei nomi, sono infine le carte geomorfologica e dei suoli della
Papua New Guinea, in quattro fogli in scala 1:1.000.000, pubblicate da
LOFFLER (1974) e da BLEEKER (1975). Nulla del genere, purtroppo,
sembra esistere per l’Irian Jaya, per la quale mi sono dovuto conten-
tare di una carta « Maluku Dan Irian Jaya» al 1:2.250.000, edita in
Indonesia (P.T. Pembina) nel 1978. Ho consultato, infine, anche le
carte ONC (Operational Navigation Chart) M-13 (Territory of New
Guinea, Territory of Papua, West Irian, scala 1:1.000.000, Common-
wealth Government Printer, 1973) e M-12 (Banda Sea, scala 1:1.000.000,
Edition 2, The Aeronautical Chart and Information Center, usar,
St. Louis, Missouri).
RINGRAZIAMENTI
Qui di seguito fornisco l’elenco dei Musei, Istituti scientifici, Cu-
ratori e privati collezionisti che hanno reso possibile il presente lavoro
affidandomi in studio materiali cicindelologici neo-guineani appartenenti
alle loro collezioni, o consentendomi l’indispensabile esame dei tipi di
molte specie. A tutti desidero esprimere qui il mio più vivo ringrazia-
mento. Le sigle per ciascuno indicate, designano, nel successivo elenco
delle specie, la provenienza dei vari esemplari studiati. Quelli della
mia collezione personale verranno indicati con la sigla Fc.
288
AMNH
ANIC
BBM
BMNH
CMNH
DEI
DP
DPIK
FMNH
ITZ
MSNG
NMW
RNH
RB
SAM
F. CASSOLA
American Museum of Natural History, New York, usa (Dr. L.H.
Herman, Jr.)
Australian National Insect Collection, csiro, Canberra, Australia
(Mr. T.A. Weir)
Bernice P. Bishop Museum, Honolulu, usa (Dr. J.L. Gressitt,
Mr. G.A. Samuelson)
British Museum (Natural History), London, u.K. (Mr. G. Kibby,
Dr. N. Stork)
Carnegie Museum of Natural History, Pittsburgh, Pennsylvania,
usa (Mr. Robert L. Davidson)
Institut fiir Pflanzenschutzforschung (eh. Deutsches Entomo-
logisches Institut), Eberswalde, ppr (Dr. L. Dieckmann)
Dr. David L. Pearson, Pennsylvania State University, USA
Department of Primary Industry, Konedobu, Papua New Guinea
(Mr. J.W. Ismay)
Field Museum of Natural History, Chicago, usa (Mr. James
S. Ashe)
Prof. H.F. Howden, Carleton University, Ottawa, Canada
Instituut voor ‘Taxonomische Zodlogie, Amsterdam, Olanda
(Dr. C.M.C. Brouerius van Nidek)
Mr. Josef Sedlacek, Brookfield, Queensland, Australia
Mr. Jiirgen Wiesner, Wolfsburg, GFR
Museum of Comparative Zoology, Harvard University, Cam-
bridge, usa (Prof. P.J. Darlington, Jr.; Mr. A.F. Newton, Jr.)
Museo Civico di Storia Naturale « G. Doria», Genova (Dr. R.
Poggi)
Muséum National d’Histoire Naturelle, Paris, Francia (M.lle H.
Perrin, Mr. Th. Deuve)
National Museum, Wellington, New Zealand (Dr. R.W. Horna-
brook)
Rijksmuseum van Natuurlijke Historie, Leiden, Olanda (Dr. J.
Krikken)
Dr. Ross T. Bell, The University of Vermont, Burlington, USA
South Australian Museum, Adelaide, Australia (Dr. E.G. Mat-
thews)
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 289
TMB ‘Természettudomanyi Muzeum, Budapest, Ungheria (Dr. Z.
Kaszab)
usNM National Museum of Natural History, Smithsonian Institution,
Washington D.C., usa (Dr. T.L. Erwin)
ws William D. Sumlin III, San Antonio, Texas, USA
zMB Zoologische Museum der Humboldt-Universitàt, Berlin, DDR
(Dr. F. Hieke). :
Un ringraziamento particolare è dovuto alla D.ssa Lilia Capocaccia
e all'amico Dr. Roberto Poggi, del Museo Civico di Storia Naturale
di Genova, che mi hanno affidato in studio i preziosi materiali prove-
nienti dalle raccolte dei primi esploratori italiani della Nuova Guinea,
e che hanno voluto cortesemente accogliere il presente lavoro nelle
pagine di questi « Annali ».
Un grato pensiero desidero infine rivolgere alla compianta memoria
del Dr. J. Linsley Gressitt, già Senior Entomologist presso il Bishop
Museum, fondatore e direttore del Wau Ecology Institute, profondo
conoscitore e studioso della fauna entomologica della Nuova Guinea e
delle isole del Pacifico, che all’inizio di questo studio mi ha incoraggiato
e aiutato in vari modi, ma che è purtroppo tragicamente scomparso il
26 aprile 1982 per un incidente aereo nella Cina meridionale (Ra-
povsky 1983, Hica 1983). Alla sua memoria, quale postumo omaggio
al contributo imponente di conoscenze da lui messe insieme su que-
A
st isola affascinante, il presente lavoro è appunto dedicato.
TRATTAZIONE DELLE SPECIE
Subfam. COLLYRINAE Csiki 1906
Tribus coLLYRINI W. Horn, 1907
Genere Tricondyla Latreille, 1822
È questo un genere tipicamente indo-malese, diffuso dall'India
fino al Sud-Est asiatico, alle Filippine e alla Malesia, e composto da
specie attere, allungate, d’aspetto vagamente mirmecoide, che vivono
sui tronchi degli alberi ricercandovi attivamente la loro preda. Soltanto
una specie, quella qui trattata, raggiunge la Nuova Guinea, le Solomons
e perfino l’Australia settentrionale.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 19
290 F. CASSOLA
E da sottolineare il fatto che, della sottofamiglia Collyrinae, sembra
mancare del tutto, invece, nella Nuova Guinea, il vasto genere Neo-
collyris W. Horn, 1901, anch’esso tipicamente indo-malese, ma esteso
all’Est, con sicurezza, soltanto fino a Celebes (Sulawesi).
1. Tricondyla aptera (Olivier)
Cicindela aptera OLIVIER, 1790, Entomologie 2, n. 33, p. 7, pl. 1, f. 1 [« Elle
se trouve aux Indes orientales »];
Tricondyla aptera; LATREILLE 1822, in LATREILLE & DEJEAN, Hist. nat. icon.
Col. I, p. 65;
Tricondyla aptera; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool., 126, 3, p. 334.
Specie ben nota, largamente distribuita dalle Molucche alla Nuova
Guinea e alle Solomon Is., nonché al di là dello stretto di Torres fino
al North Queensland (« mid-peninsular rain forest of Cape York»).
Nelle Filippine esiste un complesso di forme (punctipennis Chevr., glo-
bicollis Chd., ventricosa Schaum, ovicollis Mots.) che le vengono di so-
lito collegate a titolo di sottospecie, ma è certo che l’intero gruppo —
che è piuttosto variabile e che ha dato luogo alla descrizione di parecchi
taxa — meriterebbe un’attenta revisione. Nell'ambito stesso delle po-
polazioni neo-guineane, può registrarsi una notevole variabilità delle
dimensioni corporee e della colorazione dei femori. Questi ultimi, di
regola bruno-rossicci o bruno-scuri, appaiono talvolta più vivacemente
rufescenti o addirittura (così in due £9 della Rossel I., Louisiade Archip.)
decisamente rosso-testacei.
BrouERIUS VAN NIpEK (1959) definisce 7. aptera «a very common
species... represented in every consignment from New Guinea and sur-
rounding islands». Secondo quanto riferiscono GRESSITT & HoRrna-
BROOK (1977), l’insetto «is often seen roaming over rubbish where
new gardens are being worked, climbing trees and running over the
fallen branches ». DARLINGTON (1971) sottolinea il fatto che « the excep-
tional success of this insect may be due to its ability to compete with
large predaceous ants. It combines antlike agility and striking power
(it can bite severely) with protective armor and perhaps better vision
than ants have... Its existence in the lowland rain forest of New Guinea
emphasizes how few other Carabids are flightless there ».
Materiale esaminato: 632 esemplari.
IRIAN Java. Sorong: Waigeo I., 1867, A. Deyrolle, 1g msnc; F. Bates coll., 1g
BMNH; Luetgens coll., 1g mcz; Wakkeré (= Wakre), II.1875, O. Beccari, 1 2
MSNG. Salwatty I. (= Salawati), 1875, A.A. Brujin, 24 es. MSNG. Weim I. (Horn
1932b). Misool I., 1 es. MsNG; F. Bates coll., 1g 19 BMNH. Sorong, V.1872,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 291
L.M. D’Albertis, 1 9 Fc, 38 es. MSNG, 1 g USNM; A.A. Brujin, 1 5 msne; 15-27.VIII.
1948, M.A. Lieftinck, 1 £ rc; T. Barbour, 4 gd 6 £9 Mez, 1 9 Fc. Ramoi, VI.1872,
L.M. D’Albertis, 95 es. mMsNG [BeccarI 1924: «Ho trovato comune una specie
di coleottero (un Cicindelide) che correva sul tronco degli alberi come se fosse
una grossa formica (Tricondyla) e ne aveva anche l’apparenza, mentre poi di vere
formiche non se ne vedevano »]. Dorei Hum, II.1875, O. Beccari, 2 es. mMsNc.
Klamono (BROUERIUS VAN NIpDEK 1959). Amberbaki, 1877, A.A. Brujin, 19 mp. -
Manokwari: Dorey, T. Barbour, 3 gg 2 292 mcz; F. Bates coll., 2 92 BMNH.
Hatam, IX.1872, L.M. D’Albertis, 1 es. msnG. Andai, VIII.1872, L.M. D’AI-
bertis, 1 2 mp; XII.1875, O. Beccari, 15 es. MsNG; W. Doherty, 1 2 BMNH. Man-
sinam, 1875, A.A. Brujin, 5 es. MSNG. Sakoem vers Moemi, Siwi (Horn 1932b).
Wendesi (Horn 1906b). Roon I. (Horn 1906a); Jendé (Horn 1906b). - Fak -
fak: Fakfak, 2 92 BMNH; F. Bates coll., 1 9 BMNH. Fahor I. (Faor), L.M. D’AI-
bertis, 1 es. MSNG. Tanjon Bair, IV.1872, L.M. D’Albertis, 2 es. msnG. Kulokaddi,
1872, L.M. D’Albertis, 4 es. mMsNc. Triton Bay, 1841, Jacquinot, 19 mp. Etna
Bay (Horn 1913b, BRovERIUS van NIDEK 1959). Mimika River, 1911, A.F. Wol-
laston, 1 £ BMNH (ARROW et al. 1915). Goram (= Gorong I.), [X.1909, W. Stalker,
233 Fc, 453 5 22 BMNH; 8 es. MSNG. Kai Is., 1873, O. Beccari, 3 es. MSNG; Little
Kai I., Capt. Webster, F. Bates coll., 19 Fc, 2 99 BMNH. Aru Is., 3 es. MSNG;
Wamma Dobbo (Warmar-Dobo), 1883, C. Ribbe, 1g Fc; S. Manoembai (Horn
1932b); Wokam, 1873, O. Beccari, 53 es. mMSNG; Mes-Aru (ManpL 1964). -
Cendrawasih: Mafor I. (= Numfor), V.1875, O. Beccari, 12 MSNG;
Mefoor I. (Horn 1906a). Korido I., 1875, O. Beccari, 10 es. msnc. Biak I. (HorN
1913b: « Bivak-Insel »; BRovERIUS van NIDEK 1959). Japen I., Ansus, IV.1875,
O. Beccari, 5 es. MSNG. - Paniai: Geelvink Bay, 1878, Raffray & Maindron,
1 9 mp. Timena (Horn 1906b). - Jayapura: Sewan, Res. Sarmi, 12.III.1968,
R.T. Simon Thomas, 1g 12 Fc. Cyclops Mts. (Horn 1906b). Sekanto-Gebiet
(Horn 1906b). Maffin Bay, X.1944, K.V. Krombein, 1 9 usnm. Hollandia (Horn
1913a, BrouverIus van Nipeg 1959, ManpL 1964); VII.1938, L.J. Toxopeus,
13 Fc; X.1957, 1g Fc; 1.1945, B. Malkin, 2 es. usnM; 4-12.11.1945, S.G. Jewett,
7 es. USNM; Bongberg, 1 g 1 9 usnm. Sentani (Horn 1906b). Korime River (HORN
1913a). Humboldt Bay, W. Doherty, 3 dd BMNH. « Kustengebiet siidlich von der
Humboldtbai » (Horn 1913a). Zoutbron (Horn 1913a). Tami (BROUERIUS VAN
Niwek 1959). Tami-Mindung (Horn 1906b). - Jayawijaya: Alkmaar
(Horn 1913b). Resi-Kamp (Horn 1913b). Snow Mts., Bernhard & Rattan Camps
(BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Prauwenbivak, Neu Guinea Exp. Idenburg River,
IX.1920, W.C. v. Heurn, 1 £ usnm. Star Range, Star Mts., Sibil Valley 1245 m,
18.X-8.X1.1961, L.W. Quate, 12 anic. - Merauke: Lorentz River (Horn
1913b). Heuvel-Bivak (Horn 1913b). Getenteri, Boven Digul, 9.X.1957, R.T.
Simon Thomas, 1d4 Fc.
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Oinake (Horn 1913a). Vanimo, F.H. Taylor,
14 BMNH; VI.1975, H. Ohlmus, 1g anic. Kais.-Augustafluss, Hoofbivak (Horn
1913a). Utai, IX.1975, H. Ohlmus, 2 99 anic; III.1976, H. Ohlmus, 1 9 anic.
Lumi, 1.1973, H. Ohlmus, 1g 2 99 anic. Tifalmin, II.1970, H. Ohlmus, 1 $
ANIC; IV.1969, Schloemer, 1g 192 Fc. - East Sepik: Torricelli Mts., sea
falls near Afua, 1700 ft, 1939, P.G. Moore, 1 9 BMNH. Wewak, F.H. Taylor, 13
BMNH, 1 9 Fc. Amboin, 16.X.1974, H. Ohlmus, 1g 19 anic. - Western
Province: Kiunga, VIII-XI.1976, H. Ohlmus, 1g Fc, 6 g34 4 99 anic. Bo-
savi, XI.1973, H. Ohlmus, 2 99 Fc, 5 92 anic; X-XI.1976, H. Ohlmus, 3 gd
ANIC. Fly River, 1876-77, L.M. D’Albertis, 3 es. MSNG, 1 2 usNM. Morehead,
26.VIII.1970, Key & Balderson, 14 anic. Rouku-Weam, 28.VIII.1970, Key &
Balderson, 1 9 anic. Katau (= Katow, Binaturi River), L.M. D’Albertis, 1 es.
MsNG. Kuro River (ManpL 1964).- Western Highlands: Kairink Valley,
Schrader Range, c. 100 mi. WSW of Madang, 1967, G.G. Jackson, 1g ANIC. -
Gulf Province: Purari River, 1894, L. Loria, 4 es. msnc. Kerema, 1.1966,
R. Pullen, 19 anic.- Madang: Adelbert Mts., III.1974, H. Ohlmus, 2 29
ANIC. Madang, Irene Pect, 1 g ANIC. Stephansort, 1g mcz.- Eastern High-
lands: Elandora, IX.1931, R. Nelli Rotschild, 1g 2 99 BMNH. Chimbu, Ka-
292 F. CASSOLA
rimui, VII.1973, 3 99 Fc; 8.V.1984, J.W. Ismay, cardomon lloom, 1 9 DPIK. -
Morobe: Wareo (Manni 1964). Sattelberg, 1g Fc. Finschhafen, 1891, H.
Fruhstorfer, 2 99 mez, 1g usnm; 1944, Carl O’Mohr, 164 usnm. Lower Busu
River, 4.1V.1955, lowl. rainforest, E.O. Wilson, 2 99 Mez. Lae, X-XII.1968, H.
Ohlmus, 1¢ 2 99 anic; 12.X.1969, H. Ohlmus, 1 2 anic. Nadzab, Markham
Valley, V-VIII.1944, H.A. Bern, 1 9 usnm; V.1944, K.V. Krombein, 1 3 usnm.
Bulolo, 12 km N, 3.1.1971, B.B. Lowery, 1g ANIC; c. 638 m, 15.XII.70-4.I1.1971,
at light, B.B. Lowery, 1g ANIG; c. 912 m, 2.1.1971, B.B. Lowery, 1g anIc. Bu-
lolo River, XII.1965, H. Ohlmus, 13 anic. Mt. Missim, Stevens, 263 Mcz.
Bialowat, Stevens, 1 £ mez. Morobe dist., Stevens, 1 2 mez. Wau, 1050 m, 11.XI.
1961, J. & M. Sedlacek, 1g antic. Kais. Wilh. Land, N. Guinea-Comp. K., 1 £
ZMB. D.N. Guinea, C. Wahnes, 15 12 zmB. - Northern Province:
Victoria Mts., F. Bates coll., 1g 3 92 BMNH. Mt. Lamington, V-VII.1927, C.T.
McNamara, 16 Fc, 663 19 BMNH; I-II.1929, C.T. McNamara, 16 BMNH;
VIII.1929, C.T. McNamara, 19 BMNH; 3 es. BMNH. Dobodura, 22.X1.1943,
G.M. Kohls, 1¢ 19 usnm; III-VII.1944, P.J. Darlington, 5gg 2 92 mez, 14
Fc. Saputa nr. Buna (ManpL 1964). Buna Bay, C.T. McNamara, 2 es. USNM.
Owgarra, A.S. Meek, 1 2 BMNH. Oro Bay, XII.1943-I.1944, P.J. Darlington, 2 gg
MCz; Mamba, 28.11.1983, W. Ismay, ex cocoa, 1g ppik. Mai-U River, SW of
Wanigela, VII.1972, R. Pullen, 2 gg anic.- Central Province: Madew,
St. Joseph River, 2-3000 ft, 1909, W. Stalker, 1g 3 99 BMNH, 1g 19 Fc; St.
Joseph River (SLOANE 1890). Arcano Estate, Aroa River, 19-25.III.1966, G.L.
Bush, 1g 4 99 mez. Mt. Epa, IV.1875, L.M. D’Albertis, 3 es. msnG. Kanosia
(ManpL 1964). Bisianumu nr. Sogeri, 500 m, 15-20.III.1955, E.O. Wilson, 1g
2 29 mcz. Ighibirei, VII-VIII.1890, L. Loria, 9 es. msNc. Hughibagu, V-IX.1891,
L. Loria, 2 es. MsNG. Yule I., 1 g Fc. Astrolabe Mts., II.1893, L. Loria, 4 es. MSNG.
Haveri, VII-X1.1893, L. Loria, 4 es. mMsNG. Koitakinumu (MANDL 1964, sub 7.a.
pedestris Klug). Waigani (ManpL 1964). Karema, Brown River, 8-11.III.1955,
E.O. Wilson, lowl. rainforest, 1g 19 mcz. Paumomu River, IX-XII.1892, L.
Loria, 8 es. MSNG. Kokoda Trail, 6-800 m, 25-26.IV.1971, bush, Aisa leg., 1g
19 pPIK. Ower’s Corner, 1200-1500 ft, 10.III.1970, J.N.L. Stibick (hot sun, cool
breeze, grass, shrubs, muddly clay), 1 2 pPIK. Jawarere (MANDL 1964). Sogeri
(ManpL 1964). N. Guinea mer., L. Loria, 1 es. msNc. Moroka, 1000 m, IX-
X.1893, L. Loria, 4 es. MSNG; coll. Oberthiir, 19 mp; Anthony, F. Bates coll.,
13 rc, 15 429 BMNH. Mt. Obree, X.1921, R. Nelli Rothschild, 1g 2 £9 BMNH.
Mori River, Cape Rodney Area, 30.VIII.1969, R. Pullen, 1¢ anic. Bauboguina
(ManpL 1964). Robinson River (MANDL 1964). Mamai Plantation (MANDL 1964).
Keria, VII.1962, 1g anic. - Milne Bay: Cape South East, 1.XI.1944, B.
Struck, 1g usnm. Milne Bay, coll. Oberthiir, 1g mp; XII.1943, P.J. Darlington,
19 mez; XII.1943, O.H. Graham, 1 2 usnm. K.B. Mission on Milne Bay, 19.III.
1944, K.V. Krombein, 1 2 usnm. Trobriand Is., Kiriwina I., F. Bates coll., 1g
FC, 2 gg 3 99 BMNH (Horn 1936). Woodlark I. (Horn 1936). Louisiade Archip.,
Rossel I., Abaleti, 2.X-2.XI.1963, W.W. Brandt, 1 £ anIc, 19 Fc. - New Bri-
tain: Yalom, 1000 m (BROUERIUS van NIDEK 1968). Neu-Pommern, C. Ribbe
(Horn 1936). Gazelle Peninsula (Horn 1936). Baining Mts. (Horn 1936). Her-
bertsh6he, Kricheldorff, 2 6g mcz; F. Scheider coll., 16 Fc. Dami, 3.11.1983,
in forest, J.W. Ismay, 13 DPIK. « Liebliche Inseln» S of New Britain (HORN
1936). Mioko I. (= Duke of York) (FarrMmarrE 1883; Horn 1926, 1936). - New
Ireland: Lavongai (= New Hanover), Banatom (BROUERIUS VAN NIDEK
1968); New Hanover, F. Bates coll., 1g BMNH, 19 Fc. Nusa I. (Horn 1936).
Dyaul I., Sumuna, Kollepine (BROUERIUS VAN NIDEK 1968). New Ireland (Bois-
DUVAL 1935); Namatanai, F.H. Taylor, 19 BMNH; Danu, Kalili Bay (BROUERIUS
van NIDEK 1968). - Manus: Admiralty Is. (Horn 1936); 1909, W.W. Froggatt,
19 anic; ex Simmonds, 1g 1 9 usnm; 23.XII.1944, P.T. Riherd, 1 es. usNM;
V.1945, B.H. Wilford, 2 3g 2 22 usnm. Momote, 1g usnMm. Los Negros (TANNER
1951); 4.1.1945, P.T. Riherd, 1 9 usNM.
Altro materiale: D.N. Guinea, Toem, 15.11.1945, D.B. Vogtman, 9 es. USNM.
New Guinea, Kmu, VII.1975, H. Ohlmus, 2 92 antic; APO 565, III-V.1945,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 293
S.G. Jewett, 16 es. usnm; 1 2 usnm; 1943, J.E. Hadley, 3 22 usNm; ex Capt.
Dupuis, Wickham coll., 1 2 usNm; Wickham coll., 2 99 usnM; 2 gg 4 292 BMNH,
15 2 99 mcz, 253 anic, 3 gg 6 99 Fc; Pratt, 1g 1 2 BMNH; F. Bates coll., 5 dd
3 22 BMNH; Speyer coll., 1 £ mcz; camp III, 1200-1400 ft, 24.IX.1967, F. Parker,
1g mcz. Aignan, B. Thomson, 1g BMNH. Bismarck, Harris coll., 1 2 USNM; ex
W. Horn, Wickham coll., 1 2 usnm.
Genere Collyris Fabricius, 1801
Tipicamente indo-malese, questo genere comprende una grande
quantita di specie arboricole di piccole e medie dimensioni (alcune
anche più grandi), che vivono sul fogliame della foresta tropicale, tal-
volta anche a grande altezza nella fascia della canopia, in tutta la regione
Orientale dall’India alla Cina, al Giappone meridionale, alle isole della
Sonda e alle Filippine, spingendosi all’est fino a Celebes, Timor e Sum-
bawa. Di studio assai difficile, le Collyris sono tuttora imperfettamente
note e necessiterebbero di una completa e profonda revisione, tanto più
che la distribuzione geografica di molte specie, così come riferita in
letteratura, appare assai improbabile, e frutto probabilmente di errori
di determinazione. Una specie, propria di Celebes, risulta citata delle
Aru Is., ma quasi certamente per errore.
2. Collyris (Neocollyris) celebensis Chaudoir
Collyris celebensis CHAUDOIR 1860, Bull. Moscou XXXIII, p. 291 [« Cette
espèce a été trouvée a Célebes par M. Wallace »].
Specie propria di Celebes (Sulawesi), descritta sulla base di esem-
plari raccolti a Menado da A.R. Wallace (CHauDOIR 1860, 1864). Horn
(1901a, 1926) l’ha indicata anche delle Aru Is., senza più precisa indi-
cazione. Il dato sembra dubbio, e frutto probabilmente di un errore di
etichettatura o di determinazione. La distribuzione indicata da HORN
(1926) per la specie (Celebes, Aru, Sangir I., Sula I., ma anche le isole
Mentawei, Simalur, Nias e Enggano lungo la costa meridionale di Su-
matra!) lascia presumere in realtà errori di interpretazione, che rendono
inattendibili i dati di Horn. Al momento la presenza della specie (o
del genere) sulle Aru Is. è da ritenersi dubbia. Anche DARLINGTON
(1962) omette di includere il dato nel suo catalogo, citandolo successi-
vamente (1971) come dubbio.
294 F. CASSOLA
Subfam. CICINDELINAE Csiki 1906
Tribus MEGACEPHALINI Csiki 1906
Genere Megacephala Latreille, 1802
Questo genere, d’antica origine gondwaniana (si ritrova infatti in
Sud America, Africa, Australia e regione sud-paleartica), comprende
specie terricole, crepuscolari o notturne, due delle quali — tra le 20 circa
che popolano il continente australiano (FLEUTIAUX 1894, SLOANE 1906) —
sembrano essere passate anche in Nuova Guinea meridionale, profit-
tando evidentemente delle connessioni territoriali plio-pleistoceniche.
Curiosamente, per entrambe, si tratta di un’unica citazione fatta per
un’unica località della costa meridionale dell’isola, e nessuna delle due
risulta esser mai stata ripresa in seguito. Non è dunque da escludere
qualche errore di cartellinatura, e per entrambe le specie la presenza
in Nuova Guinea, pur del tutto plausibile, appare bisognosa di conferma.
3. Megacephala humeralis Macleay
Megacephala humeralis MacLeay 1863, Trans. ent. Soc. N. S. Wales I, p. 9
[« Port Denison »];
Megacephala australasiae humeralis; Horn 1913b, Nova Guinea, 9, p. 409;
Megacephala australasiae humeralis; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp.
Zool. 126, p. 336.
Specie propria dell’ Australia settentrionale, citata da Horn (1913b)
di Merauke nell’IRIAN JAYA come raccolta da Koch nel 1904-05.
4. Megacephala bostocki Castelnau
Megacephala bostocki CasteLNAU 1867, Trans. roy. Soc. Victoria 8, p. 36
[« Nickol Bay, Western Australia »];
Megacephala bostocki; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 336.
Come la precedente, questa specie nord-australiana è citata da
Horn (1913b) come raccolta da Lorentz, nel 1907, a Merauke nel-
l’IRIAN JAYA.
Tribus CICINDELINI Sloane 1906
Subtribus PROTHYMINA W. Horn 1908 (sensu RivaLIER 1971)
5. Darlingtonica n.gen. (nec Prothyma Hope) papua (Dar-
lington) (fig. 7d)
Prothyma papua DaRLINGTON 1947, Psyche 54, p. 242 [« North side of Milne
Bay »]
Prothyma papua; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 336.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 295
Mi vedo costretto a istituire questo nuovo genere per una singola
specie dalle caratteristiche singolari e dalle affinita problematiche, de-
scritta da DARLINGTON (1947) sulla base di due soli gg provenienti dal-
l'estrema punta sud-orientale della Nuova Guinea. Curiosamente non
pare che la specie sia stata mai raccolta in seguito. Grazie alla cortesia
del Prof. Darlington, ho potuto esaminare il paratypus (No. 27735) e
farmi così un’idea migliore del suo posto nella sistematica della tribù.
Il labbro tetracheto (con setola esterna inserita quasi sul bordo)
e la assoluta mancanza di pubescenza sugli sterniti toracici e addomi-
nali, che si presentano glabri e lucidi, confermano indubbiamente l’ap-
partenenza della specie alla sottotribù Prothymina (sensu RIVALIER
1971); ma l’esame dell’edeago e del suo sacco interno, del tutto privo
del caratteristico flagello ventrale tipico del genere Prothyma, dimostra
che la specie non può collocarsi in nessuno dei sottogeneri messi in evi-
denza da RivaLIER (1964) nella sua revisione delle Prothyma mondiali
(è da precisarsi che in questo lavoro lo specialista francese non menziona
affatto P. papua, la cui descrizione deve evidentemente essergli sfuggita).
Il sacco interno appare infatti comprendere diversi pezzi più o meno
sclerificati, in forma di bastoncelli allungati o di pliche membranose,
ma nessuno di essi è assimilabile a un flagello, e nessuno soprattutto
occupa la posizione ventrale, a guisa di tasca membranosa annessa, che è
costante in tutte le Prothyma.
L’assenza di qualunque parentela con quest’ultimo genere è di-
mostrata inoltre dalla mancanza della tipica scultura elitrale « protimoi-
de », qui sostituita da una superficie quasi liscia, con microscultura assai
fine, e moderatamente cosparsa sul disco da numerosi punti sparsi,
più fitti e più profondi nella parte anteriore esterna dell’elitra. Inoltre
alcune foveole più larghe ed evidenti, di color verde brillante, sono
presenti nel terzo anteriore del disco e poi disposte in una fila spaziata
lungo la sutura. Quest'ultimo carattere è del tutto estraneo al genere
Prothyma, e conferisce all’elitra un aspetto più simile nel complesso a
quello di alcuni generi di Cicindelina (in particolare alle Polyrhanis).
Altri caratteri singolari della specie descritta da Darlington risie-
dono nel labbro, dotato anteriormente di cinque piccoli denti allineati
quasi sulla stessa fila, nonché di una caratteristica microscultura reti-
colata isodiametrica; nel vertice del capo, molto largo tra gli occhi, un
po’ bombato, e solcato da numerose strie parallele longitudinali; nella
scultura del pronoto, di tipo rugoso-ondulato, simile a quella della
i
296 F. CASSOLA
parte posteriore del capo; e nel disegno elitrale, costituito da una banda
laterale più o meno interrotta dai margini confusi e poco netti. Infine
i tarsi anteriori (3) mostrano i tre primi articoli di color bianco, ben
distinti dagli ultimi due che sono scuri, ciò che costituisce un carattere
insolito e sorprendente.
Darlingtonica papua (Darlington) appare per ora costituire una
specie isolata ed enigmatica, dalle caratteristiche intermedie tra i Pro-
thymina e i Cicindelina, senza alcuna stretta affinità con nessun'altra
delle specie attualmente note della regione.
Materiale esaminato: 1 esemplare (paratipo).
PAPUA NEW GUINEA. Milne Bay: Milne Bay, XII.1943, P.J. Darlington, 1g
(paratypus No. 27735).
Genere Caledonomorpha W. Horn, 1897
Il genere Caledonomorpha, creato da Horn (1897) per la specie
‘ordani W.H., è stato a lungo ritenuto un genere monospecifico, e lo
stesso W. Horn ha in seguito attribuito alla specie tipica, senza porsi
più problemi di identificazione, tutti gli altri esemplari che gli sono
passati per le mani. Il genere, esclusivo della Nuova Guinea, è definito
sulla base di alcuni caratteri alquanto singolari, come le mandibole
molto lunghe, i palpi e le antenne sottili e allungati, e soprattutto la
presenza di una spina apicale sita ad una certa distanza dalla sutura. La
facies d’insieme, grazie in particolare a delle plaghe discali opache con-
trastanti con la lucentezza del resto dell’elitra, ricorda effettivamente
un po’ le Caledonica della Nuova Caledonia.
Nel 1947 DARLINGTON fece conoscere una seconda specie (milneana
Darlgt.), dimostrando così che il genere, in realtà, non è affatto mono-
specifico. Alcuni particolari da lui forniti circa l’insolita ecologia delle
Caledonomorpha, che vivrebbero «on stones and shrubs along small,
very rapid brooks in heavy forest», spiegano forse la loro apparente
rarità, suggerita dal numero veramente basso di esemplari presenti
nelle collezioni.
Del tutto recentemente DEuveE (1980) ha descritto una terza specie
(elegans Deuve), e quasi contemporaneamente Warp (1981), lavorando
indipendentemente e senza conoscere il lavoro di DEUvE, ne ha descritto
una quarta (papuana Ward), presentando anche una revisione del ge-
nere ristretta alle tre specie da lui conosciute, e basata per la prima volta
anche sul carattere morfologico dei « coupling sulci» femminili. È que-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 297
sto un carattere messo in evidenza da FREITAG (1974) per altre specie di
Cicindelidi, e risultato nelle Caledonomorpha un prezioso sussidio tas-
sonomico, molto utile per una corretta separazione delle 99.
L’esame degli esemplari tipici di jordani W.H., conservati presso i
Musei di Parigi e di Genova, nonché quello della maggior parte degli
altri esemplari già studiati da Deuve e WARD, mi ha permesso ora di
meglio definire quale sia la specie generotipica, di scoprire che nella
serie tipica Horn (1897) aveva in realtà confuso assieme due specie di-
verse, di accertare che gli esemplari precedentemente attribuiti a jor-
dani sia da DARLINGTON (1947) che da Warp (1981) appartengono in-
vece ad una nuova specie, e di descrivere in tutto ben quattro nuove
specie, che portano a otto il totale di quelle attualmente conosciute.
Poiché gli areali di distribuzione sembrerebbero tutti alquanto ristretti,
è senz'altro da aspettarsi che appropriate ricerche specialistiche in na-
tura possano in futuro portare alla scoperta di ulteriori altre entità ri-
feribili a questo genere. Quest'ultimo si conferma comunque a geonemia
limitata, ristretta esclusivamente alla parte più orientale (la cd. « bird’s
tail ») della Nuova Guinea (fig. 4).
6. Caledonomorpha jordani W. Horn (figg. 2a, 3a)
Caledonomorpha jordani Horn 1897, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova 37, p. 270
(partim) [« Fergusson ... - Mts. Astrolabe »];
Caledonomorpha jordani; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 337
(partim).
La specie è stata descritta da Horn (1897) sulla base di esemplari
provenienti sia dall’isola Fergusson (A.S. Meek, IX-XII.1894) che dai
Mts. Astrolabe (L. Loria, II.1893). Io ne ho potuto esaminare sia quat-
tro paratipi (1 g 3 99) di Fergusson I. che cinque paratipi della seconda
località, e, come ho accennato più sopra, ho potuto constatare, con mia
grande sorpresa, che detti esemplari appartengono in realtà a due specie
diverse. Poiché Horn (1897) menziona nella sua descrizione per primi
gli esemplari di Fergusson I., il nome jordani deve dunque ritenersi
ristretto a designare soltanto la specie di quest'isola, mentre quella dei
Mts. Astrolabe viene più sotto descritta come nuova.
Non è stato purtroppo possibile rintracciare l’edeago dell’unico 3
del mp, la cui preparazione microscopica (n. 1930 Rivalier) è risultata
irreperibile. Esso sarebbe stato tanto più prezioso in quanto anche gli
esemplari raccolti da P.J. Darlington a Dobodura e da C.T. McNamara
al Mt. Lamington, attribuiti anche da Warp (1981) a jordani, sono ri-
298 F. CASSOLA
Fig. 2 - Forma e disegno elitrali di Caledonomorpha: a. C. jordani W. Horn, typus 9;
b. C. milneana Darlington, paratypus dg; c. C. poggit n. sp., holotypus g; d. C. darlingtoni
n. sp., paratypus g; e. C. sedlaceki n. sp., holotypus g; f. C. papuana Ward, holotypus 9.
Segmento di scala: 1 mm.
sultati appartenere ad un’altra specie diversa, più sotto descritta come
nuova; ed è a quest’ultima, non a jordani, che vanno in realtà riferiti
sia la descrizione che i disegni forniti da Warp (1981).
Nonostante la mancanza dell’edeago, mi sembra che gli altri ca-
ratteri separino sufficientemente la vera jordani da tutte le altre specie.
Di dimensioni medie (11-12 mm) e colore bruno-rossiccio più o meno
fortemente lavato di verde metallico (soprattutto sul capo e sul torace),
la specie presenta una spina apicale piuttosto lunga, separata da quella
suturale (appena accennata) da un lungo intervallo diritto nella 9, leg-
germente più breve nel 3 (Deuve 1980, fig. 10). Il tubercolo omerale è
alquanto « disceso » lateralmente lungo gli omeri, segnando la fine della
macchia giallo chiara omerale, quest’ultima piuttosto sottile e allungata
in visione dorsale. Il pronoto è così lungo o poco più lungo che largo.
I «coupling sulci» della 9 sono ben sviluppati, costituiti da un solco
profondo, leggermente piegato a metà, con mesepimeri sovrapposti ai
mesepisterni quasi ad angolo retto.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 299
DaRLINGTON (1947) ha ristretto il tipo di jordan: all’esemplare raf-
figurato da Horn (1910, tav. 11, fig. 12), ma anche se tale figura sembra
confermare, almeno per quanto se ne può giudicare, l’effettiva apparte-
nenza a jordani dell'esemplare raffigurato, e quindi la sua provenienza
da Fergusson I. piuttosto che dai Mts. Astrolabe, la designazione fatta
da DARLINGTON non può esser tenuta per valida perché Horn non ha
precisato la provenienza dell'esemplare.
A C. jordani ritengo di poter senz'altro attribuire anche una serie
di esemplari provenienti dalla vicina Goodenough I. (sempre del gruppo
delle D’Entrecasteaux Is.), pervenutimi al termine di questo studio
grazie alla cortesia del Dr. Ross 'T. Bell dell’Università del Vermont.
Pur non avendoli io potuti confrontare direttamente con i tipi di Fer-
gusson I., essi corrispondono molto bene a jordani, ma presentano al-
cuni caratteri particolari quali il colore più decisamente verde-bluastro
delle elitre, il pronoto fortemente verde-dorato nei gg (verdastro un
po’ violaceo nelle 99), e i « coupling sulci» molto profondi, foveiformi,
ben rispondenti peraltro alla descrizione fattane da Warp (1981) per
la 9 di Fergusson I. dell’amnH («the anterior mesepisternal ridge is
strongly developed, a deep sulcus is present next to the pleural suture,
the mesepimeron is juxtaposed at nearly a right angle to the mesepisternal
surface, and the entire mesepisternal surface is piceous, polished and
non-metallic »). La contiguità geografica è d’altronde tale — la costa
di Bolu Bolu fronteggia infatti quella di Fergusson I. a una distanza
di meno di 5 km — che l’attribuzione di questi esemplari a jordan: può
essere considerata pressoché certa.
La conseguenza più preziosa è che lo studio dei 33 consente di
constatare che la forma dell’edeago è assolutamente diversa da quella
di tutte le altre specie qui di seguito trattate. L’organo è infatti massic-
cio, robusto, fortemente ingrossato nella sua metà distale, e caratteriz-
zato dorsalmente da una cospicua sinuosità; l’apice è largo, spatolato,
a guisa di scure o di mannaia, secondo una conformazione che è caratte-
ristica in molte specie del genere. Per eliminare ogni residuo dubbio
sarebbe naturalmente desiderabile poter esaminare l’edeago di qualche
g di Fergusson I., cioè della popolazione topotipica di jordanz.
Materiale esaminato: 12 esemplari (4 paratipi).
PAPUA NEW GUINEA. Milne Bay: Fergusson I. (D’Entrecasteax Is.), IX-XII.
1894, A.S. Meek, «ex Musaeo W. Rothschild, 1899 », 14 2 22 mp (paratipi; solo
una 2 reca però il cartellino rosso « type », oltre a un’etichetta autografa di W. Horn
con la dicitura «Caledonomorpha jordani typus, determinavit Dr. W. Horn»),
300 F. CASSOLA
19 per (Tring Mus., paratypus); Mts. between Agamoia and Ailuluai, 900 m,
5-17.VI.1956, Fifth Archbold Exped. to New Guinea, L.J. Brass, 1 2 AMNH.
Goodenough I. (D’Entrecasteux Is.), Walkoni nr. Bolu Bolu, 4.V.1982, J. Stra-
zanac, 3 gg 299 RB, 15 19 Fe.
7. Caledonomorpha milneana Darlington (figg. 2b, 3b)
Caledonomorpha milneana DARLINGTON 1947, Psyche 54, p. 241 [« Milne Bay,
eastern tip of New Guinea »];
oe ena milneana; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126,
Specie descritta sulla base di due g3 raccolti da DARLINGTON
medesimo (1947) sul lato nord della Milne Bay, nell’estrema punta
sud-orientale della Nuova Guinea. La @ è stata successivamente de-
scritta da Warp (1981, figg. 3, 5, 8, 11 e 14a) sulla base di un esemplare
proveniente dalla stessa località, da lui designato come allotypus. Io
ho potuto esaminare sia un paratipo ¢ che altri tre esemplari (2 gg 19)
pure della Milne Bay, nonché un g e una coppia gg di altre due località
più occidentali.
La specie appare un po’ più piccola della precedente (gg 9.5-10 mm,
92 10.5-11 mm, senza labbro), di colore più scuro, con riflessi verdi o
blu-violetti specialmente nelle 99. Il tubercolo omerale è piccolo, piut-
tosto alto, poco rilevato nei gg, più acuto nelle 99; la macchia omerale
chiara è più ampia nei gg, limitata al tubercolo nelle 99. La spina api-
cale è lunga, separata dalla sutura da un intervallo più breve e obliquo
nel 3, più lungo e diritto nella 9; spina suturale assente negli esemplari
di Milne Bay (cfr. Deuve 1980, fig. 11), presente anche se piccola negli
altri individui esaminati. « Coupling sulci » profondi, costituiti da una pro-
fonda cavità al di sotto del mesepimero, che si sovrappone al mesepi-
sterno ad angolo retto (Warp 1981, fig. 11), in modo ancor più netto
che in jordani. Edeago lungo e caratteristico, diritto e sottile, largamente
spatolato all’apice a guisa di alabarda.
Oltre alla 9 designata come allotypus, Warp (1981) ha attribuito a
questa specie anche una 9 di Jawarere (Central Province, 14.1V.1918,
J.T. Zimmer, in FMNH) già citata da MANDL (1964) come C. yordant.
In base a quanto dirò più sotto per gli esemplari dei Mts. Astrolabe,
penso che l’identificazione di questo esemplare meriti un riesame.
Materiale esaminato: 7 esemplari (1 paratipo).
PAPUA NEW GUINEA. Milne Bay: Milne Bay, XII.1943, P.J. Darlington Jr., 1g
MCZ (paratypus No. 27734). Milne Bay, 1 2 mp, 2gg per. Milne Bay, KB Mis-
sion, 5.I1II.1944, K.V. Krombein (Warp 1981). - Central Province:
Mamai Plantation nr. Port Glascow, sea level, II.1964, P. Shanahan, 1g 19
BBM. 100 km E Port Moresby, II.1979, J. Sedlacek, 14 Fc.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 301
8. Caledonomorpha poggii n.sp. (figg. 2c, 3c)
Caledonomorpha jordani Horn 1897, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova 37, p.
270 (partim); :
Caledonomorpha jordani; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p.
337 (partim).
Diagnosis. A Caledonomorpha devoid of humeral tubercule
near both sexes; apical spina short. Aedeagus similar in shape to that
of milneana, but shorter, less slender and less whetted. Coupling sulci
constituted by a deep cavity.
Descrizione. Capo bronzo scuro, con riflessi verde metallici
più o meno evidenti soprattutto nel g; superficie liscia e glabra, guance
lievemente striate, vertice con due leggere depressioni tra gli occhi.
Labbro trasverso, tetracheto, bruno scuro con qualche riflesso verdastro.
Mandibole brune con base testacea; palpi allungati, testacei con ultimo
articolo più scuro, leggermente dilatato all’apice. Antenne sottili, lunghe
Fig. 3 - Edeagi di Caledonomorpha: a. C. jordani W. Horn, g di Goodenough I.;
b. C. milneana Darlington, paratypus dg; c. C. poggti n. sp., holotypus g; d. C. darlingtoni
n. sp., paratypus ¢; e. C. sedlaceki n. sp., holotypus g. Segmento di scala: 1 mm.
302 F. CASSOLA
quanto il corpo nel g, fino a metà circa delle elitre nella 9; scapo e ar-
ticoli 2-4 bruno testacei più o meno scuri, glabri e allungati, il 3° più
lungo del 49; articoli 5-11 nerastri, finemente e regolarmente pubescenti.
Pronoto un po’ più lungo che largo, leggermente ristretto in avanti,
a lati debolmente arrotondati, dello stesso colore del capo. Costrizione
anteriore molto pronunciata, solco trasverso posteriore sinuoso e pro-
fondo, rima longitudinale nettamente segnata. Proepisterni lisci e glabri.
«Coupling sulci» della 9 netti e profondi, costituiti da una fossetta
foveiforme nella parte superiore della rima posteriore del mesepisterno;
mesepimeri sovrapposti ai mesepisterni secondo un angolo leggermente
ottuso in basso, pressoché retto nella parte superiore.
Elitre bruno-rossicce, con piccole punturazioni verde metallico re-
golarmente sparse su tutta la superficie. Omeri arrotondati, privi di
tubercolo in entrambi i sessi, con macchia omerale bianco-gialliccia
giungente fin quasi alla base del pronoto. Macchia mediana poco spor-
gente sul disco, a forma di goccia allungata presso il margine dell’elitra;
macchia subapicale grande e rotonda, inglobante il callo subapicale.
Disco dell’elitra comprendente una larga fascia opaca tra la macchia
centrale e quella subapicale. Spina apicale piuttosto corta, angolo sutu-
rale privo di spina in entrambi 1 sessi.
Parti inferiori bronzo chiare con riflessi verde-dorati. Coxae, tro-
canteri e basi dei femori testacei; femori, tibie e tarsi bruno-testacei più
o meno scuri. Edeago simile a quello di milneana Darlgt., ma un po’
più breve e meno sottile, largamente spatolato all’apice.
Lunghezza: gg 10 mm, 99 10-11 mm (senza labbro).
Holotypus 3, allotypus 9 e 4 paratipi (2 dd 2 99) della PAPUA NEW
GUINEA (Central Province), etichettati « N. Guinea S.E., M.ti Astrolabe,
II.1893, Loria ». Si tratta degli stessi esemplari già considerati da HORN
(1897) come paratipi di jordani: Vallotipo £ reca in effetti un’etichetta
« Caledonomorpha jordant Horn» e un cartellino « Typus », oltre al car-
tellino del Museo di Genova, e due dei paratipi del DEI recano i cartel-
lini « Type! Dr. W. Horn» e « Syntypus » (cfr. anche DOBLER 1973).
A questi cartellini ho aggiunto ora un mio cartellino manoscritto, re-
cante il nome della nuova specie, e un cartellino rosso a stampa. Olotipo
e allotipo al MSNG, 2 paratipi gg e un paratipo ® in collez. DEI, un pa-
ratipo 9 in mia collezione.
Derivatio nominis. Dedico con vivo piacere questa ina-
spettata nuova specie all'amico Dr. Roberto Poggi del Museo Civico
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 303
di Storia Naturale di Genova, che con squisita cortesia e pazienza mi
ha consentito lo studio del ricco materiale neo-guineano conservato in
quel Museo, e mi ha aiutato in vario modo nel corso del presente lavoro.
Discussione. Come ho già detto più sopra, un più appro-
fondito esame dei tipi di jordani W.H. ha consentito di separare netta-
mente questa nuova specie. La vera yordani, allo stato attuale delle co-
noscenze, sembra ristretta alle isole Fergusson e Goodenough, e si di-
stingue nettamente da poggi n. sp. per via del tubercolo omerale, per
la diversa struttura dei « coupling sulci», e per la lunghezza maggiore
della spina apicale. Lo smarrimento del preparato microscopico del-
l’edeago di jordani impedisce purtroppo di precisare la forma di questo
organo nel tipo, ma l’esame dei gg di Goodenough I. mostra che esso
è assai diverso. Quello di poggi: n. sp. assomiglia semmai a quello di
milneana, specie alla quale poggit è maggiormente affine, pur differen-
ziandosene per l’assenza di tubercoli omerali, per la spina apicale più
corta, e per le dimensioni proporzionalmente più grandi delle elitre.
La non grande distanza che separa i Mts. Astrolabe dalla località a
100 km E di Port Moresby donde conosco un g di milneana, lascia sup-
porre che le due specie presentino forse un areale parzialmente sovrap-
posto. Come ho ricordato sopra, sarebbe da controllare la 9 di Jawarere
(FMNH) (località situata in posizione intermedia) che Warp (1981) ha
attribuito a mil/neana.
9. Caledonomorpha darlingtoni n. sp. (figg. 2d, 3d)
Caledonica (sic!) jordani; Horn 1932a, Rec. S. Austr. Mus. 4, p. 551;
Caledonomorpha jordani; DARLINGTON 1947, Psyche 54, p. 242;
Caledonomorpha jordani; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p.
337 (partim);
Caledonomorpha jordani; Warp 1981, Coleopt. Bull. 35, p. 249 (partim).
Diagnosis. Similar to C. jordani W.H. but narrower and more
elongate, colour more green-cyaneous. Pronotum more convex, rounded
at sides. Humeral tuberculi more advanced, included in a larger ivory-
white humeral spot, clearly visible from above. Apical spina long, se-
parated by the sutural angle by a narrower, more oblique space. Coupling
sulci nearly lacking. Aedeagus stout, stocky, apically truncated, and
ventrally produced into a short point.
Descrizione. Capo verde-blu metallico più o meno scuro,
liscio e glabro, con leggera striatura sulle guance. Vertice con due leg-
304 F. CASSOLA
gere depressioni tra gli occhi. Labbro trasverso, tetracheto, leggermente
avanzato nel mezzo, verde-blu metallico qua e la trascolorante in bruno-
scuro. Mandibole brune, testacee alla base, rossicce sui denti interni.
Palpi allungati, testacei, con ultimo articolo scurito all’apice, eccettuata
l’estrema punta che è chiara. Antenne sottili, lunghe un po’ meno del
corpo nel g, fin quasi alla meta delle elitre nella 9; scapo e articoli 2-4
bruno scuri con riflessi metallici, pressoché glabri (una sola setola al-
l’apice dello scapo); articoli 5-11 bruni, finemente e regolarmente pu-
bescenti.
Pronoto appena più lungo che largo, piuttosto bombato, con lati
arrotondati, liscio e glabro, dello stesso colore del capo. Solco trasver-
sale posteriore sinuoso e ben marcato, rima longitudinale leggera ma
chiaramente segnata. Proepisterni lisci e glabri. « Coupling sulci» della
9 praticamente assenti, rappresentati solo da una leggera avvallatura nel
centro, vicino alla rima suturale posteriore del mesepisterno; mesepi-
meri formanti col mesepisterno un angolo fortemente ottuso.
Elitre piuttosto strette e allungate, bruno-scure con riflessi verde-blu
metallici; superficie cosparsa di piccole punturazioni regolari verdi o
verde-blu metalliche. Tubercoli omerali forti ed evidenti in entrambi 1
sessi, piuttosto alti, interamente ricompresi all’interno di una macchia
omerale bianco avorio più grande, nettamente visibile dal disopra. Mac-
chia mediana a forma di goccia allungata, abbastanza sporgente sul disco;
macchia subapicale grande e tondeggiante, inglobante il callo laterale.
Disco elitrale con una plaga opaca dai confini non sempre netti, situata
tra la macchia mediana e quella subapicale. Spina apicale piuttosto lunga
e diritta, separata dalla sutura da uno spazio obliquo non più esteso nella
2 che nel 3; angolo suturale rilevato in un dente corto ma ben marcato.
Parti inferiori verde blu metalliche, con riflessi cuprei o verde-
dorati, e ultimi sterniti addominali bruno-testacei. Coxae, trocanteri e
basi dei femori testacei; femori verde bruno metallici, tibie e tarsi bruno
testacei più o meno rossicci. Edeago molto diverso da quello delle specie
precedenti, più tozzo e massiccio, con apice troncato, prodotto ventral-
mente in una breve punta.
Lunghezza: gg 11-12 mm, 99 12-13 mm (senza labbro).
Holotypus 3, allotypus $ e due paratipi 33 della PAPUA NEW GUINEA
(Northern Province): Dobodura, III-VII.1944, P.J. Darlington Jr.
(mcz); due paratipi 99 del Mt. Lamington, V.1927, C.T. McNamara
(ITZ e BMNH); un paratipo g, stessa località, I-II.1929, C.T. McNamara
305
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA
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20
LXXXVI
G. Doria, Vol.
Nat.
Civ. St.
Annali Mus.
306 F. CASSOLA
(BMNH); 39 paratipi S399, stessa località, senza data, 1300-1500 ft,
C.T. McNamara (1g 17z, 1933 9 99 sam, 2g3 19 anic, 453 3 99
DEI); un paratipo 9, Kokoda, 1200 ft, X.1933, L.E. Cheesman (BMNH).
Cinque paratipi ora in mia collezione.
Trattasi degli stessi esemplari già considerati da Horn (1932a),
da DARLINGTON (1947) e da Warp (1981) come appartenenti a C. jor-
dani. Come risulta da quanto scrivono questi Autori, esistono presso il
Mcz altri tre esemplari di questa specie, di cui un g di Dobodura e una
coppia g2 del Mt. Lamington, da me non esaminati e non considerati
dunque nella serie tipica.
DARLINGTON (1947) precisa di aver raccolto gli esemplari di Dobo-
dura «in northern foothills of the Owen Stanley Range... on stones
and shrubs along small, very rapid brooks in heavy forest ». Quelli del
Mt. Lamington sono stati raccolti, a quanto pare in buon numero, «at
an elevation of 1300-1500 feet » (Horn 1932a).
Derivatio nominis. Dedico con piacere questa nuova
specie, a lungo rimasta confusa con la congenere jordani, al Prof. P.J.
Darlington, Jr., grande studioso della Carabidofauna della Nuova Gui-
nea, che ha raccolto personalmente i tipi di Dobodura, e mi ha aiutato
in vario modo — sia con il prestito di questi esemplari che con l’invio
dei suoi fondamentali lavori — nel corso di questo studio.
Discussione. Né DARLINGTON (1947) né Warp (1981) ave-
vano avuto la possibilità di esaminare 1 tipi della vera C. jordani W.H.;
ciò spiega come abbiano potuto attribuire a quest’ultima gli esemplari
qui descritti. In particolare occorre correggere WARD, e riferire a dar-
lingtoni n. sp., anziché a jordant, sia gran parte della sua descrizione che
i disegni da lui pubblicati sub jordan: (Warp 1981, figg. 2,7,10,13 e 16).
Viene così anche a chiarirsi la pretesa variabilità dei « coupling sulci »,
e si spiega come mai la 9 di Fergusson I. (che appartiene effettivamente
a jordant) risultasse all'esame «considerably different from the other
females » (che appartengono in realtà a darlingtoni n. sp.).
10. Caledonomorpha sedlaceki n.sp. (figg. 2e, 3e)
Diagnosis. Similar to C. darlingtoni mihi as for the shape of
humeral tuberculi and the elytral maculation, but smaller, shiny black-
violet, with a distinct juxtasutural carina in the posterior part of the
elytra. Apical spina long and straight. Aedeagus stout and stocky, similar
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 307
to that of darlingtoni, but apically spatulated as those of C. poggi mihi
and milneana Darlgt.. 2 unknown.
Descrizione. Capo nero con riflessi violetti sulle orbite e
sulla fronte, verdi sul clipeo e sulle guance. Superficie liscia e glabra,
striatura delle guance e delle orbite debole e poco profonda. Labbro
trasverso, tetracheto, nero-violetto con riflessi verde-dorati nella metà
basale. Mandibole lunghe, brune a base testacea, rossicce sui denti in-
terni. Palpi testacei, con ultimo articolo dei labiali e ultimi due dei
mascellari bruno-scuri, più chiari all'estremo apice. Antenne più corte
del corpo, lunghe fino ai tre quarti circa dell’elitra; scapo e articoli 2-4
bruno metallici, glabri, una sola setola all’apice dello scapo; articoli 5-11
bruno-neri opachi, finemente e regolarmente pubescenti.
Pronoto dello stesso colore del capo, così lungo che largo, a lati
leggermente convergenti in avanti, alquanto bombato sul disco. Costri-
zione anteriore ben pronunciata, solco posteriore piuttosto profondo,
rima longitudinale appena accennata. Proepisterni lisci e glabri, con
riflessi verde metallici. Mesepisterni anch'essi verde metallici, legger-
mente cianescenti, con riflessi cupreo-dorati alla base inferiore presso
le coxae; mesepimeri cupreo-dorati, formanti con i mesepisterni un
angolo ottuso.
Elitre nero-lucide con qualche riflesso violetto; una larga plaga
nero opaca sul disco, da sopra la macchia mediana fino a quella sub-
apicale. Punturazioni dello stesso colore del fondo, sparse in modo re-
golare ma poco profonde, quasi cancellate nella parte discale. Una de-
pressione marcata sul disco nel primo terzo elitrale, subito dopo il callo
basale, in prossimità della sutura; poi una distinta carenatura iuxtasu-
turale longitudinale segue all’indietro fino all’altezza della macchia sub-
apicale, correndo a poca distanza dalla sutura, che appare leggermente
infossata. ‘Tubercolo omerale come in C. darlingtoni mihi, forte e avan-
zato, interamente compreso in una larga macchia omerale bianco-
avorio; macchia mediana fortemente rientrante sul disco fin quasi alla
metà dell’elitra, macchia subapicale grande e tondeggiante, all’altezza
del callo laterale. Spina apicale lunga e diritta, separata dalla sutura da
uno spazio diritto e piuttosto largo; angolo suturale privo di spina.
Parti inferiori verde-dorate, leggermente bronzee; ultimi sterniti
addominali maggiormente bruno-testacei. Coxae, trocanteri e basi dei
femori testacei; femori bruno scuri con riflessi verdastri; tibie e tarsi
308 F. CASSOLA
bruno scuri, le tibie leggermente più chiare e subtestacee. Edeago tozzo
e massiccio, con apice largamente spatolato. 9 sconosciuta.
Lunghezza: gg 10 mm (senza labbro).
Holotypus g della PAPUA NEW GUINEA (Morobe Province): Garaina,
J.H. Sedlacek, in mia coll. (Fc); paratypus g della stessa provincia, La-
sanga I., IX.1979, I. Redmond, in BMNH.
Derivatio nominis. Dedico con piacere questa interes-
sante nuova specie al sig. Josef Sedlacek (Brooksfield, Queensland,
Australia), che mi ha inviato in studio molti interessanti Cicindelidi
della Nuova Guinea e delle Solomon Islands.
Discussione. La forma dell’edeago permette di separare
immediatamente dalle altre C. sedlaceki n. sp., che si differenzia altresì
per altri importanti caratteri, quali il colore del corpo e la forma delle
elitre. La specie appare un po’ intermedia tra poggi, cui l’avvicina la
forma dell’edeago, e darlingtoni, cui somiglia maggiormente per la forma
del tubercolo omerale, delle macchie elitrali e della spina apicale. Da C.
elegans Deuve (di cui appresso), della quale in un primo momento
avevo pensato che potesse rappresentare l’altro sesso, si differenzia poi
per il colore del corpo, la carenatura elitrale, e la forma ben diversa
del pronoto. Come distribuzione geografica, C. sedlaceki appare costi-
tuire la specie più settentrionale.
11. Caledonomorpha elegans Deuve
Caledonomorpha elegans Deuve 1980, Rev. fr. Ent. (N.S.) 2 (4), p. 175 [« Brit.
New Guinea, Mailu »].
Specie descritta sulla base di un’unica 9, da me esaminata. Trattasi
di un esemplare di antica cattura, che risulta esser stato visto a suo tempo
da W. Horn e da lui etichettato « Caledonomorpha spec.! an var.?, de-
terminavit Dr. W. Horn».
Di color bruno rossiccio, con labbro avanzato nel mezzo (DEUVE
1980 fig. 6) e forma allungata del pronoto, C. elegans appare alquanto
distinta. Di non grandi dimensioni (mm 10 senza labbro), essa presenta
una spina apicale lunga e acuminata, raddoppiata all’interno da una spina
suturale più piccola ma nettamente visibile (Deuve 1980 fig. 12), e
presenta inoltre su ciascuna elitra una sola piccola plaga opaca all’al-
tezza della macchia centrale. I caratteri relativi all’ultimo articolo dei
palpi, allargato all’apice, e al primo dente interno della mandibola più
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 309
corto del secondo, corrispondono effettivamente a quelli figurati da
Deuve (1980, figg. 3 e 9). È da aggiungere qui il carattere, non consi-
derato dall’ Autore francese, relativo ai « coupling sulci», che in questa
specie appaiono fortemente marcati, costituiti da una fossetta circolare
e profonda situata attorno alla metà della rima posteriore del mesepi-
sterno, quest’ultimo formando con il mesepimero un angolo pressoché
retto. Il tubercolo omerale è piccolo ma nettamente marcato, simile a
quello di jordani ma leggermente più avanzato, con macchia omerale
piccola, coincidente con il tubercolo, appena visibile dal disopra.
Circa l'ubicazione della località « Mailu », il Sig. J.W. Ismay del
DPIK di Konedobu cortesemente mi informa che trattasi di una piccola
isola situata lungo la costa della Central Province, alle coordinate 10° 23’
30 di latitudine S e 149921730 di longitudine E.
Materiale esaminato: 1 esemplare (holotypus).
PAPUA NEW GUINEA. Central Province: Mailu, VII.1895, A.S. Anthony, 1 2
MP (holotypus).
12. Caledonomorpha papuana Ward (figg. 2f, 5)
Caledonomorpha papuana Warp 1981, Coleopt. Bull. 35, p. 251 [« Mt. Dayman,
Maneau Range »].
Anche questa specie è stata descritta sulla base di un’unica 9, da
me esaminata. Si tratta di una Caledonomorpha molto diversa da tutte
le altre, più grande (mm 13,5 senza labbro), di color bruno-rossiccio
(con qualche debole riflesso verde alla base delle elitre e lungo i bordi
laterali del pronoto), caratteristica soprattutto per avere zampe esili e
lunghe e un pronoto molto allungato, parallelo, un po’ appiattito sul
disco. Tubercolo omerale simile a quello di jordani, piuttosto « sceso »
e allungato, ma piccolo, con macchia omerale quasi invisibile dal di-
sopra. Nell’olotipo la plaga discale opaca è molto grande, e raggiunge
all'indietro la sutura; il labbro è prodotto in avanti a formare un mar-
cato dente centrale; i « coupling sulci » appaiono quasi del tutto assenti,
costituiti solo dalla rima suturale ben incisa; e i mesepisterni sono molto
allungati, e collegati con i mesepimeri con un angolo molto ottuso.
Tutti questi caratteri sono stati efficacemente illustrati da Warp (1981,
mee. 4, 69, 12 e 5).
La scoperta presso l’ANIC di un secondo individuo (un g) mi con-
sente ora di descrivere l’altro sesso. Il colore è bruno rossiccio chiaro, con
qualche riflesso verde dorato alla base delle spalle e lungo l’orlo laterale
310 F. CASSOLA
Fig. 5 - Caledonomorpha papuana Ward, 3: habitus, labbro e mandibola sinistra,
edeago (a,b,c). Segmenti di scala: 1 mm.
delle elitre; plaga discale opaca grande, come nell’olotipo. Elitre legger-
mente più strette e allungate, con spine apicali più ravvicinate e formanti
tra loro un triangolo più acuto. Spalle arrotondate, prive di tubercolo; la
macchia omerale si prolunga all’indietro lungo il margine fino a collegarsi
alla macchia centrale, così da formare con essa un’unica banda margi-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 311
nale continua dalla spalla alla meta dell’elitra. Pronoto come nella 9,
molto allungato, parallelo, leggermente appiattito sul disco. Capo con
fronte e vertice più scuri, quasi nero sulle orbite presso gli occhi, bruno-
rossiccio dietro sul collo, con riflessi verde dorati sulle guance; labbro
abbastanza largo, trasverso, con un marcato dente sporgente nel mezzo.
Mandibole lunghe, sottili, fortemente piegate in basso nella loro metà
distale; dente mediano interno della mandibola sinistra assai più lungo
degli altri, leggermente diretto all’insù rispetto al piano della mandibola.
Parti inferiori cupreo-dorate, con tenui riflessi verde metallici soprat-
tutto sui mesepisterni; coxae e sterniti addominali testacei. Zampe
sottili, allungate, testaceo-rufescenti, trascoloranti in verde dorato me-
tallico alla base dei femori. Edeago alquanto diverso da quello delle altre
specie, robusto, sinuoso, con una forte convessità sul lato dorsale e una
distinta gibbosità su quello ventrale; apice semplice, arrotondato, leg-
germente ricurvo all’insù.
Tra i palpi dell’holotypus £ ho trovato un esemplare di un minu-
scolo Imenottero (Chalcididae ?) forse predato dal Cicindelide.
Materiale esaminato: 2 esemplari (tra cui l’holotypus).
PAPUA NEW GUINEA. Central Province: Komania, Amazon Bay district,
XI.1962, W.W. Brandt, 1g anIc. - Milne Bay: Mt. Dayman, Maneau
Range, north slope 700 m, 20-26.VII.1953, G.M. Tate, 4th Archbold Expedi-
tion, 1 2 AMNH (holotypus).
13. Caledonomorpha strazanaci n.sp. (fig. 6)
Diagnosis. A rather small gracile species, with long slender
legs. Head proportionally small, prothorax elongate, anteriorly narrowed,
humeral tubercle and apical spina small but evident. Elytra without
dull velvety areas on disk, closely and regularly covered with metallic
green punctures; maculation consists of a small humeral dot and a short
oblique middle band only. Aedeagus small, abruptly narrowed apically
into a short button-ended beak. 2 unknown.
Descrizione. Capo piccolo, bronzo scuro con riflessi verde
metallici superiormente, verde dorato con riflessi cuprei alla base delle
antenne, sulle guance e inferiormente; zona golare testacea. Superficie
liscia e glabra, con lievi increspature sulla fronte e sulle orbite, e alcune
leggere strie sulle guance e ai lati del collo. Labbro tetracheto, verde
metallico, scuro-violaceo alla base e lungo il margine esterno, prodotto
in avanti in un triangolo a punta arrotondata. Mandibole bruno-scure
312 F. CASSOLA
a base testacea, bruno-rossicce sui denti interni e all’apice. Palpi sottili,
allungati, testacei, con ultimo articolo leggermente dilatato all’apice;
metà distale dell’ultimo articolo dei labiali, e quasi tutti i palpi mascellari
nella loro parte superiore, bruno-scuri leggermente metallici. Antenne
sottili, lunghe quanto l’intero corpo, con scapo e articoli 2-4 testaceo-
rossicci, quasi del tutto glabri, e articoli 5-11 scuri, finemente e regolar-
mente pubescenti.
Pronoto allungato, ristretto in avanti, di forma sub-trapezoidale,
bronzeo con riflessi verdastri lungo i solchi trasversali e sui margini
laterali. Superficie glabra, liscia, con qualche increspatura trasversale
sul disco e presso la rima longitudinale. Proepisterni lisci e glabri, fulvo-
testacei tinti di verde metallico.
Elitre scure, uniformemente cosparse di punturazioni verde metal-
lico che danno loro un aspetto complessivo bronzo-verdastro; massima
larghezza dell’elitra intorno al primo terzo. Tubercoli omerali piccoli
ma evidenti, segnanti il margine posteriore di una macchia omerale
tondeggiante di color bianco avorio, brevemente visibile anche dal di-
sopra. Macchia mediana a forma di breve linea diritta bianco-avorio,
che inizia in prossimità del bordo laterale poco al di sopra della metà
dell’elitra e si dirige obliquamente all’indietro sul disco fino a circa un
terzo della larghezza elitrale; macchia subapicale e plaghe discali opache
del tutto assenti. Spina apicale non grande ma evidente, raddoppiata
all’interno da una piccola spina suturale e da questa separata da uno
spazio obliquo diritto.
Parti inferiori del tutto glabre, di color verde metallico più o meno
bronzato, con riflessi dorati o cuprei soprattutto lungo le suture dei
pezzi sternali e sui primi sterniti addominali. Parte centrale del meta-
sterno, coxae e ultimi sterniti addominali testacei, qua e là tinti di verde
metallico. Coxae anteriori e mediane con pubescenza bianca abbastanza
lunga e cospicua, coxae posteriori munite di una sola setola sensoriale
eretta nella loro parte centrale, nonché di un’altra all’apice presso i
trocanteri. Zampe particolarmente lunghe e sottili; trocanteri e femori
testacei, tibie e tarsi più o meno scuriti distalmente.
Edeago di tipo molto diverso da quello di tutte le altre specie con-
generi, proporzionalmente molto piccolo, affusolato fino ai due terzi
della lunghezza, poi bruscamente ristretto in una punta affilata e diritta,
apicalmente dilatata a bottone. 9 sconosciuta.
Lunghezza: 3 10 mm (senza labbro).
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 313
Fig. 6 - Caledonomorpha strazanaci n.sp., holotypus g: habitus, labbro, edeago
(a,b,c). Segmenti di scala: 1 mm.
Holotypus g della PAPUA NEW GUINEA (Milne Bay): Goodenough I.
(D’Entrecasteaux Is.), Walkoni nr. Bolu Bolu, 4.V.1982, J. Strazanac,
in coll. CMNH.
Derivatio nominis. La specie è dedicata al suo racco-
glitore, John Strazanac, oggi « graduate student in Entomology » alla
Universita delle Hawaii, il quale nel maggio 1982 effettuò una breve
ma interessante campagna di ricerche su Goodenough Island. Nel far
ciò egli rischiò però quasi la vita, a causa di una grave forma malarica
che lo costrinse a interrompere bruscamente le ricerche per far preci-
pitoso ritorno negli Stati Uniti e ivi ricoverarsi per circa un mese in
ospedale. La ricerca entomologica in Nuova Guinea comporta tuttora,
come si vede, rischi considerevoli.
314 F. CASSOLA
Discussione. C. strazanaci n. sp. sembra staccarsi alquanto
nettamente da tutte le altre specie congeneri. La forma dell’edeago, la
mancanza (almeno nell’olotipo) di evidenti plaghe opache sulle elitre,
la struttura gracile e allungata delle zampe, del capo e del pronoto (non
priva di somiglianze con quella delle Leptognatha del subgen. Thylacina,
trattate più avanti), la situano in una posizione a sè stante nell’ambito
del genere. Interessante è il fatto che la specie sembra vivere in simpa-
tria con la congenere C. jordani W.H., di cui J. Strazanac, come si è
visto più sopra, ha raccolto una piccola serie di esemplari nella mede-
sima località (ignoro però se nello stesso biotopo o se in circostanze
ambientali diverse).
Subtribus IRESINA Rivalier 1971
Genere Distipsidera Westwood, 1837
È questo un genere tipicamente est-australiano, che comprende
una dozzina di specie arboricole rinvenibili di solito durante il giorno
mentre cacciano attivamente sui tronchi di Eucalyptus o di altri alberi,
sia nei boschi più aperti che in foresta pluviale. Dall’Australia il genere è
passato in Nuova Guinea, dove conta oggi due specie, entrambe en-
demiche.
14. Distipsidera papuana Gestro
Distipsidera papuana GestRo 1879, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova 14, p. 556
[«In Nova Guinea merid., ad flumina Katau et Fly inventa »];
Distipsidera papuana; DARLINGTON 1962, Bull. mus. comp. Zool. 126, p. 337.
Specie descritta sulla base di due gg e di una 9 raccolti da L.M.
D'Albertis rispettivamente a Katau e sul Fly River, e apparentemente
mai più raccolta in seguito. Ho esaminato i tre esemplari tipici presso
il Museo di Genova, designando uno dei 33, quello in migliori con-
dizioni, come lectotypus. La specie, quanto a dimensioni, si situa tra
D. parva Macleay e D. flavipes Macleay, ma presenta notevoli ana-
logie soprattutto con la prima. Se ne distingue tuttavia a prima vista
per la scultura quasi obsoleta del pronoto, che nella specie australiana
è invece finemente striato. Stando a DOBLER (1973), un syntypus di
Katau si trova in collez. DEI} è da osservarsi però che GEsTRO (1879)
menziona nella sua descrizione solo «tria specimina ».
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 315
Materiale esaminato: 3 esemplari (tipi).
PAPUA NEW GUINEA. Western Province: Katau, L.M. D’Albertis, 2 64 MSNG;
Fly River 1876-77, L.M. D’Albertis, 1 2 MsNe.
15. Distipsidera thierfelderi W. Horn
Distipsidera thierfelderi HORN 1925, Ent. mitteil. 14, p. 179 [« Stidkiiste vom
Hollindischen Neu-Guinea »];
Distipsidera thierfelderi; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126,
p. 338.
Descritta sulla base di un’unica 9 raccolta da Thierfelder e oggi
conservata in collez. DEI (DOBLER 1973), la specie non sembra esser
mai più stata ripresa in seguito. Stando alla descrizione, si tratta di una
specie molto grande (19 mm senza labbro, « species generis maxima »),
con elitre più lunghe e più strette che nella congenere australiana D.
grutt Pascoe, e con un disegno elitrale composto da quattro piccole
macchie (basale, omerale, postomerale, mediolaterale) largamente se-
parate le une dalle altre.
IRIAN JAYA. Merauke: «siidkiiste vom Hollindischen Neu-Guinea » (Horn 1925).
Subtribus THERATINA W. Horn 1908
Genere Therates Latreille, 1817
Genere tipicamente indomalese, che si estende verso Est fino alla
Nuova Guinea e alle Solomons, ma non anche all’ Australia. Comprende
specie di piccole e medie dimensioni, alcune anche più grandi, carat-
terizzate da un labbro molto allungato e bombato (con 4 setole princi-
pali e una fila di altre più piccole tra la dentellatura anteriore) e soprat-
tutto dall'assenza dei lobi esterni della mascella, qui ridotti ad un pic-
colo segmento spiniforme non articolato (CassoLa 1985). Quest'ultimo
carattere da solo giustifica ampiamente, anche secondo RIVvALIER (1971),
l’isolamento del genere in una sottotribù particolare. Quanto alla loro
biologia, i Therates «occur on low foliage in the undergrowth of rain
forest, and walk on the leaves of broad leaved plants, in clearings or
beside paths » (GRESSsITT & HoRNABROOK 1977).
In Nuova Guinea esistono 8 specie. Due altre specie risultano
citate in letteratura dell’isola, ma la loro reale presenza è altamente
improbabile.
316 F. CASSOLA
16. Therates labiatus (Fabricius)
Cicindela labiata FaBRICIUS 1801, Syst. Eleuth. 1. p. 232 [« Habitat in Oceani
pacifici Insulis »];
Therates labiatus; LATREILLE 1817, in Cuvier, Regne Anim. III, p. 179;
Therates labiatus; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 338.
Specie propria di numerose isole dell’Indonesia (Molucche e Irian
Jaya), della Papua New Guinea e delle Solomon Is. (CassoLa 1985).
La presenza di 2 esemplari sul Nukuoro Atoll nelle Is. Caroline è in-
terpretata da DARLINGTON (1970) come dovuta ad importazione passiva.
Le forme filippine raggruppabili attorno a Th. coracinus Erichson, so-
litamente riferite a labiatus a titolo di sottospecie, sono state da WIESNER
(1980) elevate al rango di specie distinta.
Per la Nuova Guinea DARLINGTON (1962) considera la specie co-
mune, ma solo poche località precise risultano finora citate in letteratura.
Materiale esaminato: 80 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Waigeo I. (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Weim I., N of
Misool (Horn 1932b). Misool I., 1878, Wallace, 2gg4 msnc. Sorong, V.1872,
L.M. D'Albertis, 2 gg 4 22 Mmsnc. Ramoi, VI.1872, L.M. D’Albertis, 3 gg MsNc.
Dorei Hum, 1875, O. Beccari, 1g Mmsnc. - Manokwari: Dorey (BROUERIUS
VAN NIDEK 1959). Wendesi (Horn 1906b). - Fakfak: Is. Pangian (= Panjang
I.) [D'ALBERTIS 1880: « Percorriamo prima il letto di un piccolo torrente quasi
asciutto, e sui cespugli della riva trovo abbondante un bello insetto che, quando
è preso, ha la proprietà di emettere un forte odor di rosa (Therates). Osservai che
è dalla bocca che emette un liquido nerastro, il quale ha la proprietà odorosa »].
Onin (ManpL 1964). Kei Is., 1873, O. Beccari, 7 es. MsNG. Little Kei I., 1g
19 BMNH. Aru Is., Wokan, 1873, O. Beccari, 1 9 mMSNG; Dobo (Horn 1913b);
S. Manoembai (Horn 1932b). - Cendrawasih: Biak I. (BROUFRIUS VAN
NIpEK 1959). Japen I., Ansus, IV.1875, O. Beccari, 19 msnGc. - Paniai:
Kwatisoré (Horn 1906b). Geelvink Bay, 1920, 2534 2 29 BMNH. - Jayapura:
Hollandia (BROUERIUS VAN NIDEK 1959, ManpL 1964). Nova Hollandia (MANDL
1964). Tami (BROUERIUS van NIDEK 1959).
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Oinake (Horn 1913a). - Madang: Erima,
Astrolabe Bay (ManpL 1964). - Morobe: Finschhafen (ManpL 1964). -
Milne Bay: Bara-Bara, I-II.1890, L. Loria, 14 msnc. D’Entrecasteux Is.,
Normanby I., Wakaiuna, Sewa Bay, 1-5.XI.1956, W.W. Brandt, 1 9 Naic; Good-
enough I., 1.1890, L. Loria, 2 3¢ MsNe. Trobriand Is. (Horn 1936). Woodlark I.
(Horn 1936, ManpL 1964). Louisiade Archip., Rossel I., Abaleti, 2.X-2.X1.1963,
W.W. Brandt, 1g 1 9 anic; X.1963, W.W. Brandt, 1¢ 19 anic.- New Bri-
tain: Talasea, 1924, H.W. Simmonds, 1g 1 2 BMNH. Waisisi (BROUERIUS VAN
NIDEK 1968). Cape Hoskins, Dami Oil Palm Res. Sta., 9-11.X1.1970, tent trap,
J. Stibick, 1 pPIK. Dami, 3.11.1983, in forest, J.W. Ismay, 1 £ pprK. Nahavio,
6.11.1983, in forest, J.W. Ismay, 1g 1 9 perk. Hoskins, 16.VIII.1969, H. Ohlmus,
2 $3 aANic. Gazelle Pen., Upper Warangoi, Illugi 230 m, 8-11.XII.1962, 13 anic.
Kokopo, 1924, H.W. Simmonds, 1g BMNH. Baining Mts., XI.1957, J. Smart,
5 gd 499 BMNH. Mt. Sinewit 3500 ft, 27.VI-17.IX.1963, W.W. Brandt, 1¢ 19
ANIC. Keravat, 1933, F.H. Taylor, 1g 2 92 BMNH. Makodah, 1933, F.H. Taylor,
1g BMNH. Herbertshéhe (ManpL 1964). Valoka, Komgi, Yalom, Bita Paka (BROUE-
RIUS VAN NIDEK 1968). Mioko I. (= Duke of York I.) (FarrMaIRE 1883); Manuan
(BROUERIUS VAN NipeKk 1968). - New Ireland: Danu, Kalili Bay (BRouE-
RIUS VAN NIDEK 1968); Kolonaboi, 12.XII.1957, J. Smart, 264 1 2 BMNH. Gard-
ner I. (Horn 1936). Dyaul I., Sumuna (BROUERIUS van NIDEK 1968). Tabar I.,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 317
4.XII.1957, J. Smart, 2 99 BMNH. Lavongai (= New Hanover), Banatam (BROUE-
RIUS VAN NIDEK 1968). Mussau I., Talumalaus (BROUERIUS van NIDEK 1968). -
Manus: Admiralty Is., S. Gabriel (Horn 1936); Los Negros (TANNER 1951);
Manus I., Lorengau (BROUERIUS VAN NIDEK 1968); Luf I. (BROUERIUS VAN NIDEK
1968).
Altro materiale: New Guinea, 253 BMNH, 12 msNG, 1 2 anic, 14 Univ.
Lund; 1932, Pratt, 3 dd 7 99 BMNH. Manikion, Orum, Moso, Liki (Horn 1906b).
Simbany (ManpL 1964). Kaimana (Horn 1932b).
17. Therates basalis Dejean
Therates basalis DEJEAN 1826, Species Coléopt. 2, p. 437 [« Ile de Waigiou,
a l’ouest de la Nouvelle-Guinée »];
Therates basalis; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 339.
Specie tipicamente neo-guineana, diffusa da Misool e Waigeo
all’isola maggiore e a vari gruppi insulari fino alle Solomon Is. Per la
Nuova Guinea BroueRIUs van NIDEK (1959) la definisce « common
all over the island », e DARLINGTON (1962) « common and widely dis-
tributed ».
Th. basalis si presenta alquanto variabile relativamente ad alcuni
caratteri (in particolare il colore delle parti inferiori e la forma della
macchia testacea basale), sulla base dei quali sono state descritte alcune
«sottospecie », che presentano però areali largamente sovrapposti, sì
da rendere dubbio il loro valore di vere e proprie razze geografiche
(CassoLa 1985). Solo lo studio di più ampi materiali potrà chiarire in
futuro quale sia il valore sistematico da annettere a queste variazioni.
Nell’area geografica presa in considerazione (escluse dunque le Solo-
mon Is.) si hanno in genere le seguenti principali forme:
a) macchia basale corta, con calli postomerali metallici; parti
sternali metalliche, addome e coxae testacei;
b) come sopra, ma con gli sterniti addominali scuriti nella loro
parte centrale (abdominalis W.H.) (Horn 1897);
c) macchia basale lunga, inglobante anche i calli postomerali;
parti sternali, coxae e addome testacei (muisoriensis Raffr.) (RAFFRAY
1878);
d) come sopra, ma con parti sternali metalliche (basalis s. str.).
Nella lista delle località, ordinata come di consueto in ordine geo-
grafico, viene indicata, in tutti i casi in cui è stata rilevata, l’apparte-
nenza degli esemplari esaminati all’una o all’altra delle forme suddette.
Nelle Solomon Is. esistono altre due sottospecie, entrambe endemiche
(Horn 1930), di cui una (simpliflavescens W.H.) è stata citata da ‘TANNER
(1951) delle Admiralty Is.
318
F. CASSOLA
Materiale esaminato: 112 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Waigeo I. (BotspuvaAL 1835); 1870, A. Deyrolle, 1 ga msne.
Misool I. (BRoUERIUS VAN NIDEK 1959); 1869, D.C.A. Dohrn, 1 da msnNc; Wal-
lace, 1 9a MSNG; Waigamma, 1876, O. Beccari, 1 da MSNG. Sorong (BROUERIUS
van NIpEK 1959); 24.VI.1948, M.A. Lieftinck, 1 da Fc. Klamono (BROUERIUS
Van NIDEK 1959). Teminabuan (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Dorei Hum, II.1875,
O. Beccari, 3 ga msnc. - Manokwari: Manokwari (Horn 1906b). Andai,
XII.1875, O. Beccari, 3 gga MSNG. Ramoi, 11.1875, O. Beccari, 3 gga 2 99a
MSNG. Anggi Lake, 1916, 1 da BMNH. Mansinam, 1875, A.A. Brujin, 2 99a MSNG.
Roon I. (Horn 1906b). - Fakfak: Fakfak, 1 da BMNH. Kapaor, 20.1V.1872,
L.M. D’Albertis, 1ga 3 99a msnc. Etna Bay (Horn 1913b). Mimika River,
1911, A.F. Wollaston, 1ga BMNH (ARROW et al. 1915). Utakwa River Exped.,
IX.1912-III.1913, A.F. Wollaston, i1ga BMNH. - Cendrawasih: Korido
I., V.1877, Raffray & Maindron, 1 Qc MP (ssp. misoriensis Raffr., typus). Biak I.
(Horn 1913b, 1926). Japen I. (Horn 1906b); Ansus, IV.1875, O. Beccari, 1 gd
MSNG. - Paniai: Geelvink Bay, 1920, Pratt, 3 ggd 2 299d BMNH. - Jaya-
pura: Hollandia (Horn 1913a, BRouERIUS van NIDEK 1959, ManpL 1964). -
Jayawijaya: Snow Mts., Bernhard Camp B, 6.1V.1939, L.J. Toxopeus,
265a Fc (BROUERIUS van NIDEK 1959). - Merauke: Lorentz River (HORN
1913b). Alkmaar (Horn 1913b).
Altro materiale: Dutch New Guinea, 2g3a 1 9a BMNH.
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Lumi, I.1973, H. Ohlmus, 1 9b anic. Va-
nimo, VI.1975, H. Ohlmus, 1 ga 1 db anic. - East Sepik: Torricelli Mts.,
Sugoitei Vill., 900 m, 6-9.11.1959, W.W. Brandt, 1 db 1 2b mp; 1700 ft, IV.1939,
G.P. Moore, 1gb 1 2b BMNH. Base of Torricelli Mts., 12 mi. E of Afua, 16.III-
4.1V.1939, G.P. Moore, 1gb BMNH. Ami, 23.X.1957, J. Smart, 1 fb BMNH. Ma-
prik, 5.X.1974, D.L. Pearson, 1 db pp; 2.X1.1974, D.L. Pearson, 1 2b pp. April
River, VI.1912, Kais.-Augustafl. Exped., S. Ledermann, 1 2d Fc. - Western
Province: Fly River (Masters 1889); 1876-77, L.M. D’Albertis, 1 dd mp,
7 33d MsNG. Kiunga, VIII.1976, H. Ohlmus, 1 gd anic; 8-13.VIII.1957, W.W.
Brandt, 2 99d anic. Bosavi, 1.1976, H. Ohlmus, 1 9b-d anic. - Southern
Highlands: Pimaga, IV.1974, H. Ohlmus, 1 gd anic.- Gulf Province:
Purari River, 1.1894, L. Loria, 1 jd msnc. - Madang: Erima, Astrolabe Bay
(ManpL 1964).- Morobe: Bubia, 23.X.1956, E.J. Ford Jr., 1 fa ANIC. Wareo,
Finschhafen (ManpL 1964). Lae, 29.VIII.1963, 300 ft, T. Schoener, 1 dd mcz;
10.XII.1964, M.E. Bacchus, 1 dd BMNH; IX.1968, H. Ohlmus, 1 9a anic; 20.III,
1969, 1 Sa ANIC; 9.X1.1969, H. Ohlmus, 1 2a ANIC; 29.XI., 1 £d rc. - Northern
Province: Mt. Lamington, 1926, G.H. Murray, 2ggd anic. Biniguni, in-
land from Wanigela, VI.1972, R. Pullen, 1 fa ANIC. - Central Province:
St. Joseph River (SLOANE 1890). Koitakinumu (ManpL 1964). Waigani (MaNDL
1964). Paumomu River, IX-XII.1892, L. Loria, 2ggb 3 99b msnG (var. abdomi-
nalis W.H., cotypi) (Horn 1897). Mt. Astrolabe, II.1893, L. Loria, 1 9b MsNe.
Haveri, VII-XI.1893, L. Loria, 2¢¢b MsNG (var. abdominalis W.H., cotypi)
(Horn 1897). Moroka, 3500 ft, X.1895, A.S. Anthony, 1gb mp; 1000 m, IX-X.
1893, L. Loria, 23¢b 3 9#b msnc. Mt. Alexander to Mt. Nisbet, I.1896, A.S.
Anthony, 1 £b mp (var. abdominalis W.H., cotypus) (Horn 1897). Baubauguina
(ManpL 1964). Keria, VII.1962, 1gb-d anic. Eilogo, 13.VI.1983, forest 500 m,
J.W. Ismay, 14 DPIK (molto piccolo). - Milne Bay: Milne Bay (BrovERIUS
VAN NIpEK 1959). Duabo (ManpL 1964). D’Entrecasteaux Is. (Horn 1926).
Goodenough I., 1.1890, L. Loria, 1gd 2 99d msnG; Walkoni, 1.V.1982, on fo-
liage, J. Strazanac, 5gg 4 99 rB, 1g 19 Fc. Fergusson I. (Horn 1906b). Tro-
briand Is., Kiriwina I., Wawela, 13.VII.1983, J. W.Ismay, 19 Dprk. - New
Ireland: Lavongai, Banetam (BROUERIUS VAN NIDEK 1968). New Ireland
(Horn 1906b); Dano, Kalili Bay (BROUERIUS van NIDEK 1968); Kolonaboi, 12. XII.
1957, J. Smart, 1 dd 229d BMNH. - Manus: Admiralty Is., Los Negros
(TANNER 1951, sub ssp. simpliflavescens W.H.).
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 319
Altro materiale: N. Guinea mer., L. Loria, 1 fb mMsNc. Moemi (Horn 1932b).
Tamanao (ManpL 1964). Germaniahuk (Horn 1913a). Kmu, VII.1975, H. Ohl-
mus, 2g3d-b ANIC.
18. Therates cyaneus Chaudoir
Therates cyaneus CHAUDOIR 1861, Bull. Soc. Nat. Moscou 34, 2, No. 4, p.
357 [«Envoyé de Célebes (Mysol) par M. Wallace »];
Therates cvaneus; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 339.
Piccola specie (7,5 mm), blu-violetto metallica senza macchie te-
stacee sulle elitre; zampe testacee. Horn (1926) l’indica di Celebes,
Misool e Nuova Guinea senza più precisa indicazione. È probabilmente
a questa specie che si riferisce Masters (1889) quando indica della
«New Guinea» Th. coeruleus Latreille, specie propria dell’ Indonesia
occidentale (Giava, Sumatra e isole vicine).
Materiale esaminato: 5 esemplari.
IRIAN Java. Sorong: Misool I. (Horn 1926); 4 es. BMNH. « New Guinea», 1 9
BMNH.
19. Therates festivus Boisduval
Therates festivus BorspuvaL 1935, Voyage Astrolabe, Faune ent. 2, p. 13
[« Elle se trouve a la Nouvelle-Guinée »];
Therates festivus; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 339
(partim).
Simile a Th. basalis ma piu piccolo (9 mm circa), con capo e torace
verde-blu metallici, elitre blu-violacee leggermente ristrette all’indietro,
e una larga fascia basale testacea lunga da un terzo a oltre la metà del-
l’elitra. I pochi dati disponibili sembrerebbero restringere l’areale della
specie alla sola estrema parte occidentale della Nuova Guinea e alle
isole viciniori.
Materiale esaminato: 35 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Misool I. (Horn 1926). Waigeo I. (Horn 1926); coll. Chau-
doir, 1g mp. Salwatty I., 1878, Raffray & Maindron, 1g mp. Sorong, Vogelkop
(BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Amberbaki, ex Mus. Van Lansberge, 1g mp. Dorei
Hum, XI.1875, O. Beccari, 1 9 msnc. - Manokwari: Dorey, 1906, J.-D.
Pasteur, 1g mp. Geelvink Bay, 1878, Raffray & Maindron, 1g mp. Sarmeh, 1901,
J.B. Ledru, 1g mp. Snow Mts., Bernhard Camp (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). -
Cendrawasih: Japen I., Serui (BROUERIUS VAN NIDEK 1959).
Altro materiale: Wallace, A.E. Deyrolle, 1870, 13 msnc. Wallace, D. O-
berthur, 1878, 1¢ msnc. «D. New Guinea», 1g Fc. « New Guinea », 24 es.
BMNH, 1g FC.
20. Therates rotschildi W. Horn
Therates Rotschildi Horn 1896, Deutsche ent. Zeitschr., p. 150 [« Humboldt-
Bay: Nov. Guinea »];
320 F. CASSOLA
Therates festivus Rotschildi; HoRN 1926, Coleopt. Catalogus, p. 111;
Therates festivus; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 339
(partim).
Descritto come specie a sè stante, Th. rotschildi è stato poi dallo
stesso Horn (1926) considerato come una semplice sottospecie di Th.
festivus Boisd.. DARLINGTON (1962) ne ha posto in dubbio addirittura
la qualità di buona razza geografica, basandosi evidentemente sul fatto
che entrambe le forme sono state citate da BROUERIUS van NIDEK (1959)
della medesima località (Serui, Japen I.). Si tratta invece di una buona
specie, a distribuzione più orientale, facilmente riconoscibile, e sepa-
rabile da festivus, per la presenza di una macchia gialla tondeggiante
nel mezzo di ciascuna elitra. Per la separazione dalla specie successiva,
rimando a quanto detto più sotto, sottolineando che i dati della lette-
ratura meno recente potrebbero riferirsi in realtà a quest’ultima specie,
e necessiterebbero quindi di un’attenta revisione.
Materiale esaminato: 21 esemplari.
IRIAN JAYA. Cendrawasih: Japen I., Serui (BROUERIUS van NIDEK 1959);
« Jobi » (Horn 1926). - Jayapura: Hollandia (Horn 1913a, ManpL 1964,
BROUERIUS VAN NipeK 1959). Humboldt Bay, IX-X.1893, W. Doherty, 1g 19
types MP; 1g 19 msnc. Hussin (Horn 1913a).
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Aitape, F.H. Taylor, 19 BMNH. - East
Sepik: Maprik, 10.X.1974, D.L. Pearson, 1 £ pp, 1g mp, 1 2 Fc; 16.X.1974,
D.L. Pearson, 1g pp (ManpL & Pearson 1978). - Madang: Madang, 200 m,
25.V.1975, J. Pasternak, 1 2 pprk. Erima, Astrolabe Bay, 1896, L. Bird, 164 19
TMB, 1g 12 Fc. Stephansort, Astrolabe Bay, 1897, L. Bird, 1g TMs. - Mo-
robe: Markham River, II.1974, J. Sedlacek, 1g Fc. Lae, III.1974, J. Sedlacek,
1g Fc. Simbang, Huon Gulf, 1899, L. Bird, 2¢¢ 19 TMB. Lower Busu River
(DARLINGTON 1962).
Altro materiale: Fenichel, 1g TMB. Germaniahuk (Horn 1913a).
21. Therates pseudorotschildi Mandl & Pearson
Therates pseudorotschildi ManpL & PEaRSON 1978, Zeitschr. Arbeitsgem.
Osterr. Entom. 30, p. 33 [« Apalapsili, NW-Guinea »];
Specie molto simile alla precedente, ma giustamente individuata e
separata come specie a sè stante da ManpL & Pearson (1978), sulla
base anche di una cospicua serie di esemplari raccolti da D.L. Pearson,
insieme a Th. rotschildi, a 40 km S di Maprik (East Sepik). La specie,
di cui possiedo in collezione un paratipo 9, si distingue a prima vista
dalla congenere per le dimensioni un po’ maggiori, il colore più scuro,
il pronoto più corto e largo, e per la macchia gialla discale di forma sub-
triangolare, unita o quasi alla sutura. In alcuni esemplari della zona di
Hollandia la macchia discale appare collegata con la fascia basale, la-
sciando solo una piccola zona metallica al centro sulla sutura. Geografi-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 321
camente la specie sembra occupare un areale intermedio tra quello di
Th. festivus (occidentale) e quello di Th. rotschildi (orientale), sovrap-
ponendosi pero sia all’uno che all’altro.
Materiale esaminato: 38 esemplari.
IRIAN JAYA. Cendrawasih: Jobi, ex coll. Maindron, coll. G. Babault, 1930,
1 g MP (si tratta forse dello stesso esemplare citato da Horn 1926 sub Th. rotschildi ?).
- Jayapura: Mt. Nomo, S of Mt. Bougainville, 700 ft, II1.1936, L.E. Chees-
man, 2 99 BMNH. Njau-Limon, S of Mt. Bougainville, 300 ft, II.1936, L.E. Chees-
man, 5gg 19 BMNH, 1 9 Fc. Cyclops Mts., Mt. Lina 3500 ft, III.1936, L.E.
Cheesman, 1g BMNH. Sabron 930 ft, IV.1936, L.E. Cheesman, 16 BMNH, 1g
FC; V.1936, L.E. Cheesman, 3 gg4 2 292 BMNH. Genjam, 40 km W of Hollandia,
100-200 m, 1-10.III.1960, T.C. Maa, 12 mp. W of Hollandia, III.1960, 4 gg
MP, 2 gg Fc. Hollandia, 10.VIII, Van Kampen, 1 2 mp. Sentani, 90 m, 16.VI.1959,
T.C. Maa, 1 2 mp. Humboldt Bay, 1893, 14 mp; IX-X.1893, W. Doherty, 1 9
MP. Jutefa Bay Pim., sea-level-100 ft, II.1936, L.E. Cheesman, 1 £ Fc, 1 g BMNH. -
Jayawijaya: Central Mts., Archbold Lake, 760m, 26.XI-3.XII.1961, S.
Quate, 13 mp.
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Vanimo, VI.1975, H. Ohlmus, 1g DPIK. -
East Sepik: Torricelli Mts., 1700 ft, IV.1939, G.P. Moore, 19 BMNH.
Base of Torricelli Mts., 12 mi. E of Afua, 16.III-4.I1V.1939, G.P. Moore, 1g
BMNH. 40 km S of Maprik, 30.IX-3.XI.1974, D.L. Pearson (ManpL & PEARSON
1978); 10.X.1974, D.L. Pearson, 2 92 pp (paratypi); 2.X1.1974, D.L. Pearson,
19 Fc (paratypus).
Altro materiale: Apalapsili (ManpL & Pearson 1978).
22. Therates chaudoiri Schaum
Therates Chaudoirii ScHauM 1860, Berl. ent. Zeitschr. 4, p. 185, tav. 3, fig. 1
[« Auf Celebes von Wallace entdeckt »];
Therates chaudoivi; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 340.
Specie nota sinora solo di Celebes (Sulawesi) e della parte occi-
dentale della Nuova Guinea. Solo una localita precisa (Siwi) risultava
finora citata in letteratura (Horn 1932b).
Materiale esaminato: 18 esemplari.
IRIAN JAYA. Manokwari: Dorey, 3 es. BMNH. Baie de Humboldt et Dorey (J.-D.
Pasteur), O.K. Pasteur, 1906, 1 2 mp. Baie de Geelvink, 1878, Raffray & Main-
dron, 2 gg mp. Andai, VIII.1872, L.M. D’Albertis, 1g 3 99 msnc. Siwi (HORN
1932b). - Cendrawasih: Japen I., Mt. Badusi 1000 ft, VIII.1938, L.E.
Cheesman, 19 BMNH. - Fakfak: Fakfak, Pratt, 1 9 Fe.
Altro materiale: «N. Guinea», 264 2992 BMNH, 1¢ Fc, 14 MP.
23. Therates caligatus Bates
Therates caligatus Bates 1872, Ent. Monthly Mag. 7, p. 285 [« Philippines,
probably Mindanao »];
Therates caligatus; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 340.
Specie descritta delle Filippine, cui BROUERIUS van NIDEK (1959)
ha attribuito esemplari provenienti dalle isole Misool e Waigeo, presso
l'estrema punta occidentale della Nuova Guinea. Secondo BROUERIUS
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 21
322 F. CASSOLA
van NIDEK la località tipica è probabilmente erronea: nessun esemplare
è stato infatti mai rinvenuto tra materiali delle Filippine, e tale erronea
indicazione di provenienza è certamente all’origine del lungo miscono-
scimento della specie, considerata da Horn (1926) come un semplice
sinonimo di Th. coracinus Er.. BROUERIUS VAN NIDEK, che ha confron-
tato gli esemplari di Misool e Waigeo con esemplari di caligatus della
collezione Bates, attesta che questa specie somiglia a 7%. labiatus ma
è più piccola, con tibie e tarsi neri, e parte apicale delle elitre meno
troncata.
IRIAN JAYA: Misool I., Waigeo I. (BROUERIUS VAN NIDEK 1959).
[Therates dimidiatus Dejean]
Therates dimidiata DEJEAN 1825, Spec. Col. I, p. 159 [«ile de Java »];
Therates scapularis CHAUDOIR 1865, Cat. Coll. Cic., p. 55 [« Mysol, Wallace »].
CHaupoir (1865) ha descritto di Misool, su materiale di A.R.
Wallace, un Therates scapularis (dato riportato anche da Masters 1889)
che Horn (1926) considera un semplice sinonimo di Th. dimidiatus
dejeani Chd., mettendone in dubbio la provenienza da Misool. Anche
DARLINGTON (1962) considera improbabile la presenza di questa specie
in Nuova Guinea. Th. dimidiatus è noto in effetti solo della Malacca e
delle isole della Sonda (Sumatra, Giava, Borneo), e il dato relativo a
Misool deve considerarsi quasi certamente erroneo, dovuto forse ad
un errore di etichettatura. Il tipo di Chaudoir meriterebbe comunque
un nuovo esame, non potendosi escludere una confusione con 7h. fe-
stivus Boisd., specie assai simile per dimensioni e colore. È ben pos-
sibile infatti che Horn abbia stabilito la sinonimia sulla base soltanto
della descrizione di CHAUDOIR, che paragonava il suo scapularis a dejeant,
indicando una «summa similitudo ».
[Therates fasciatus (Fabricius) |
Cicindela fasciata FaBRICIUS 1801, Syst. Eleuth. 1, p. 244 [« Habitat in maris
pacifici Insulis »].
Questa specie è stata citata da BotspuvaL (1835) come raccolta dal
Labillardiere «a la Nouvelle-Irlande ». Della stessa provenienza, preso
dallo stesso raccoglitore, BorspuvaL cita anche Th. flavilabris (Fabri-
cius), che è anch’esso una forma di fasciatus ad elitre interamente te-
stacee. Horn (1910, 1926, 1936) ha messo però in dubbio tale prove-
nienza, a mio parere giustamente. La specie abita infatti le Filippine,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 323
Celebes e le Molucche, e non è nota più all’est che di Halmahera. La
sua presenza nella New Ireland appare dunque assai improbabile.
Subtribus CICINDELINA W. Horn 1908
[Genere Calochroa Hope 1838]
Genere tipicamente Orientale (con una sola specie estesa anche
all’Africa), estraneo dunque alla fauna neo-guineana. Viene qui men-
zionato solo perché HEyNEs-Woop & Dover (1928) hanno erroneamente
ritenuto come riferita alla Nuova Guinea la descrizione fatta da CHau-
DOIR (1865) di Cicindela flavolineata (sinonimo di Calochroa interrupto-
fasciata Schmidt-Goebel) che, indicata «des mémes localités et égale-
ment découverte par feu Mouhot », risulta erroneamente anteposta, nel
lavoro di CHauDOIR, a quella di C. mouhoti (« trouvée par feu Mouhot
dans le Laos »), e viene così a trovarsi subito dopo quella di C. pupilli-
gera (« envoyée par M. Wallace comme trouvée a la Nouvelle-Guinée »).
Questa errata collocazione poteva certo ingenerare, ad una lettura af-
frettata, l'equivoco circa l’esatta provenienza di flavolineata. Calochroa
interruptofasciata (Schm.-Goeb.) è in realtà esclusiva della penisola
indocinese (Birmania, Laos, Cambogia, Vietnam), e non ha nulla a
che vedere con la fauna neo-guineana.
Genere Lophyridia Jeannel, 1957
Genere a vasta distribuzione geografica, comprendente sette specie
nella regione etiopica, una diecina in quella paleartica, e altrettante in
quella indomalese. Una specie (funerea Macleay) si spinge all’est fino
a Buru e a Sumbawa, una (decemguttata Fabricius) popola anche la Nuova
Guinea con una sottospecie particolare, e due altre specie ad essa affini
(sanguineomaculata Blanchard e marmorata W. Horn) sono esclusive
delle Solomon Islands.
24. Lophyridia decemguttata (Fabricius) ssp. urvillei (Dejean)
Cicindela Durvillei DEJEAN 1831, Spec. Col. V, p. 225 [« Nouvelle Guinée »];
Cicindela decemguttata urvillei; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool.
126, p. 344;
Lophyridia decemguttata Urvillei; RivaLier 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 31.
In Nuova Guinea la specie è rappresentata dalla ssp. urvi/lei, mentre
nelle Molucche (Buru, Ceram) e nelle Kei Is. vi è la sottospecie tipo-
324 F. CASSOLA
nominale. Il confine tra le due forme è stato chiarito da BROUERIUS VAN
NipEK (1957), secondo il quale l’areale di urvillet comprenderebbe
anche le isole di Obi, Batjan e Halmahera (di quest’ultima isola cita però
anche decemguttata f.typ.). Il problema è forse da riesaminare con
attenzione, e non è da escludere che le due forme debbano essere con-
siderate specificamente distinte: in effetti numerosi esemplari del Museo
di Genova, provenienti da Halmahera, 'T'ernate e Batjan, mi sembrano
piuttosto attribuibili a decemguttata £. typ., al pari di altri provenienti
da Ceram, Amboina (Ambon), Goram (Gorong) e Kei Is.
Secondo DARLINGTON (1962), d. urvillei è «common and widely
distributed in New Guinea, on the ground in open spaces ». GADEAU
DE KERVILLE (1886) ne ha descritto un g teratologico, ad antenna destra
bifida.
Materiale esaminato: 452 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Misool I. (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Sorong (BROUERIUS
van NipEK 1959). Ajamaru (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Seta (BROUERIUS VAN
Niwek 1959). Dorei Hum, II.1875, O. Beccari, 1g 12 msnc. - Manokwari:
Hatam, VII.1875, O. Beccari, 12 msnc. Arfak, 19 TMs. Wandammengebg.,
Wasior, VII.1926, E. Mayr, 1863 26 292 zmB; Wandiwoi 1500 m, VII.1928, E.
Mayr, 12 zmB. Roon I. (Horn 1906b). - Fakfak: Mimika River, A.F.R.
Wollaston, 3 gg 12 BMNH (ARROW et al. 1915). Setakwa River (ARROW et al.
1915). - Cendrawasih: Biak I. (BROUERIUS van Nipek 1959). - Paniai:
Baie de Geelvink, 1878, Raffray & Maindron, 1g mp. - Jayapura: Tawarin
(Horn 1906b). Hollandia (Horn 1913a, ManpL 1964); 1948, W. Stuber, 1 2
BMNH. Humboldt Bay, 1906, O.K. Pasteur, 1g mp; 1937, W. Stuber, 263 19
BMNH, 1 2 Fc. Genjam, 40 km W of Hollandia, 100-200 m, 1-10.III.1960, T.C.
Maa, 1g 19 mp, 1 £ anic. Dojo, 2nd strip, 15.1V.1957, R.T. Simon Thomas, 1 2
Fc. Cyclops Mts. (BROUERIUS VAN NIDEK 1959); Sabron, 900 ft, IV-VI.1936, L.E.
Cheesman, 10g3 11 92 BMNH. Sentani (Horn 1906b). Sentani-Meer, Ifaar, IX.
1928, E. Mayr, 16 222 zmB. W-Sentani, 50-100 m, 22-24.VI.1959, 19 mp. -
Jayawijaya: Snow Mts. (BROUERIUS van NIDEK 1959); Araucaria Camp,
800 m, Neth.-Ind. Amer. New Guinea Exped., III.1939, L.J. Toxopeus, 1g Fc.
- Merauke: Mandobo, res. Boven Digoel, 10.X1.1957, R.T. Simon Thomas,
19 re. - Altro materiale: Djidmau (BROoUERIUS VAN NiDEK 1959).
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Oinake (Horn 1906b). - East Sepik:
Torricelli Mts., sea falls near Afua, 1939, P.G. Moore, 1g 4 99 BMNH. Maprik
18.X.1957, J. Smart, 19 BMNH; 29.IX.1974, D.L. Pearson, 19 pp. Ami nr.
Maprik, 21-22.X.1957, J. Smart, 3 92 BMNH. - Western Province:
Fly River, D'Albertis (GestRro 1879); 1876-77, L.M. D'Albertis, 1g MsNc. Ol-
sobip 400 m, 26.VIII.1969, J. & M. Sedlacek, 19 BBM. Kiunga, 35 m, VIII.1969,
J.M. Sedlacek, 2gg3 299 BBM; 23.VII-2.VIII.1969, J. Balogh, 1g 3 92 TMB,
2 29 Fc; IX.1976, H. Ohlmus, 1 9 anic. Bosavi, V.1975, H. Ohlmus, 1g ANIC;
VIII.1975, H. Ohlmus, 164 anic. - Southern Highlands: Pimaga,
IV.1974, H. Ohlmus, 1¢ 499 anic. - Gulf Province: Purari River,
1.1894, L. Loria, 4 es. msNc. Vailala River, II.1922, G.H. Murray, 263 2 99
ANIC; 4.XI.1922, 1g 1 £ AaNIC.- Madang: Friedr. Wilh.-Hafen, Ramu-Exped.,
I-III.1898, 933 3 92 zmp. Astrolabe Bay, Rhode, 1g 19 zmB. Erima, 1896,
L. Biro, 1g 1 £ TMB; 1897, 3 Sg 5 29 TMB, 1 £ Fc; 1899, 4g3 6 29 TMB, 16 FC
(MANDL 1964). Stephansort, 1899, L. Bird, 492 TMB (ManpL 1964). Finisterre
Range, Damanti 3550 ft, 2-11.X.1964, M. E. Bacchus, 463 2 99 BMNH; Saidor,
Gabumi Vill., 24-30.VI.1958, 19 mp. - Eastern Highlands: Kainantu,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 325
Onerunka, 11.1979, 18 3 99 jw. - Morobe: Kais. Wilh.-Land, N. Guinea-
Comp. K., 3gd 8 92 zmB. Finschhafen, Rohde, 263 422 zmB. Hatzfeldhafen,
Grabowsky, 2g¢d 599 zmB. Oertzen Geb. 100-200 m, Lauterbach, 19 zmB.
Huon Golf, Sattelberg, 19 zmB; 1899, L. Bird, 1g 3 292 TMB. Gingala, 1898,
L. Biro, 63d 6 99 TMB. Simbang, 1898, L. Bird, 3 gg TMB; 1899, L. Bird, 1g
TMB. Munum, 27.11.1920, W. Potter, 2gg 19 BMNH. Singaua, 14.11.1920, W.
Potter, 1 9 BMNH. Bukaua, Prof. Neuhauss, 2 99 zmp. Wantoat, 2.1.1958, J. Smart,
19 BMNH. Wantoat Valley, IX.1972, 13 299 rc. Kaiapit, XI-XII.1978, 3 go
4 29 yw; III.1979, 563 3 22 Jw; 30.IX.1979, 1 9 Jw. Lae, Busu River, 16.IV.
1969, J. Sedlacek, 1g BBM. Lae, Butibum River, 5.IX.1963, mostly dried creek
bed, T. Schoener, 1 2 mcz. Lae, 4.VIII.1952, 1 9 anic; 1954, J.H. Sedlacek, 1 es.
DPIK; 4.VII.1961, J. & J.H. Sedlacek, 1 2 anic; 20.1.1962, J. Sedlacek, 1 9 BBM;
TX.1968, H. Ohlmus, 2 gd antic; 1.IX.1969, H. Ohlmus, 1g 1 £ anic; III.1972,
1g Fc; 7.V.1979, 1 £ yw (ManpL 1964). Zenag-Lae, 12.XII.1969, 1g rc. Morobe-
Lae, Oomsis, Boang R., 2 dd Jw. Nadzab b. Markham R., VII.1944, H.A. Bern,
19 usnm. Mumeng, Wampit R., 16.IX.1979, 1 2 jw. Kuper Range, 25 km SE
of Salamaoua, 25-26.1.1969, J. Sedlacek, 3 Sg BBM. Bulolo, 700m, J. Sedlacek,
1 Q js. Garaina 900-1800 m, 15-21.1.1968, J. & M. Sedlacek, 2¢g 12 ppm. Mo
River, 16.1.1978, E.W. Stiles, 164 2992 pp. Bubia (pPIK, J.W. Ismay i.l.). -
Northern Province: Kokoda 1000 ft, 5.XI.1957, 299 Fc; 17-18.XI.
1965, J. & M. Sedlacek, 1g 1 9 BBM. Saputa nr. Buna (ManpL 1964). Dobodura
(BROUERIUS VAN NipEK 1953, 1959). Buka-Bara, 25.IX 1963, P. Shanahan, 1g
BBM. Popondetta, 18.X.1963, P. Shanahan, 14 3 99 BBM. Oro Bay, 6-7.V.1978,
R.N.B. Prior, 2 gg 4 99 pPIK; Cape South-East, 27.X.1944, B. Stuck, 1 9 usnm.
Oro P., Mamba, 3.III.1983, J.W. Ismay, 164 pPIK. - Central Province:
16 km N Angabunga River, on Tapini rd., 3.IX.1983, riverside, J.W. Ismay,
13 2 92 pPIK. Astrolabe Mts., Haveri, VII-XI.1893, L. Loria, 10 es. msnc. Ja-
warere (ManpL 1964). Aieme River, riverside, 29.VII.1984, J.W. Ismay, 19
DPIK. Naduli nr. Kagi, path, 1500-1700 m, 22.IV.1984, J.W. Ismay, 4gg 5 99
DPIK. Ower’s Corner, forest c. 500m, 1.IV.1984, J.W. Ismay, 14 4 99 DPIK;
1200-1500 ft, 10.III.1970, J.H. Stibick, 14 2 99 pprx. Mt. Obree, Avenagora,
1921, R. Nelli Rotschild, 2 99 BMNH. Musgrave, Mamoo Plantation (DPIK, J.W.
Ismay i.l.). Keria, VII.1962, 1g anIc. - Milne Bay: Milne Bay (BROUERIUS
VAN NIpEK 1953, 1959). D’Entrecasteux Is. (Horn 1936); Goodenough I., Bolu-
Bolu, 29.1V.1982, J. Strazanac, 5 99 RB, 19 Fc; Fergusson I. (Horn 1906b).
Trobriand Is., Kiriwina I. (Horn 1936). Louisiade Archip., Misima I., 20.IX.
1982, J.H. Sedlacek, 1 4 js; XI.1963, W.W. Brandt, 1g anic.- New Britain:
Kapore, Mosa Plantation, Nahavio, 1957-68, D.F. O’Sullivan, H. Rauber, 6499
(DPIK, J.W. Ismay i.l.). Puktas, Baining Mts., 22.X1.1957, J. Smart, 2 99 BMNH.
Gazelle Pen., ENBP, 1961, J.-J. Szent (pPIK, J.W. Ismay i.l.); Upper Warangoi,
250-600 m, 28-30.XI.1962, J. Sedlacek, 14 BBM. Gauli M., J. Sedlacek, 1 9 Js.
Ralum, E. Dahl, 19 TMmB; 12.VI.1896, E. Dahl, 83¢ 9 99 zmp. Lovou b. Ralum,
2.1.1897, E. Dahl, 2 92 zmp. Kinigunang, C. Ribbe, 10g3 9 92 zmB, 164 mp,
1g 19 TMs. Herbertshéhe, Matupi, XII.1900-V.1901, Heinroth, 14 2 22 zmB;
12.V.1901, Heinroth, 14 2 99 zmB. Klingi, 14.V.1910, H. Schoede, 4gg3 2 99
ZMB. Mope, 20.III.1937, P. Jos. Schneider, 1g zmB; 4.X.1936, P. Jos. Schneider,
19 zmB. Kwalakessi, Baloka, Bita Paka (BROUERIUS VAN NIDEK 1968). O. Finsch,
1 9 zmB. Mioko I. (= Duke of York I.) (Bates 1877, FarrMaAIRE 1883); 13.X1.1896,
E. Dahl, 2 99 zmp; 1g 19 zmB. « Liebliche Inseln» S of New Britain (Horn
1936). 12 Twp. - New Ireland: Neu-Mecklenburg, Lamasong, Dr. Kra-
mer, 2 99 zmB. Lessu, 1900, L. Bird, 14 2 99 TMB. Fissoa, 1900, L. Bird, 1g
TMB. Tabar I., Tatan, 5.XII.1957, J. Smart, 5gg 1 9 BMNH. Nusa I., 24.V.1900,
L. Bird, 635 7 99 TMB, 2 ££ Fc. Gardner I. (Horn 1936). - Manus: Manus
I., Pelikawa, 16.X1.1974, J. Pippet, 1 9 DPIK.
Altro materiale: 1g 1% Tms. Simpsonhafen, V.1809, H. Schoede, 45d 1 2
ZMB. Peterhafen, 1912, Prof. Preuso, 1 9 zmB. D.N.G., 11.1910, H. Schoede, 13
zZMB. Ins. Tamana, 14 zmB. Bismarck-Archip., Nordtochter, 28.X.1896, E. Dahl,
12 zmB. Neu-Guinea, 23¢ 692 zmB.
326 F. CASSOLA
[Genere Thopeutica Schaum 1861]
A
Genere esclusivo di Sulawesi (Celebes), dove è presente con una
mezza dozzina di specie recentemente riviste da KigBy (1985). È me-
rito di RIvaLIER (1961) l’aver ridefinito il genere sulla base di più solidi
caratteri anatomici, e l’averlo depurato di numerose specie che gli erano
state collegate sulla base di una mera somiglianza di facies. Il genere
viene qui citato solo perché la sua specie più anticamente conosciuta,
eximia Van der Linden, è stata indicata dal suo descrittore come prove-
niente dalle « Iles d’Arou (M. Payen) ». Il lavoro di VAN DER LINDEN
(1829) si riferisce in realtà agli insetti di Java e dintorni, cosa che ha
indotto in dubbio anche Kissy (1985), che ha ritenuto che si trat-
tasse di isole prossime a Java (« There are two specimens in the Vogel
collection labelled simply ‘Java’. One of these, a female, may possibly
be the holotype, as these islands may be near to Java »), pur ricordando
l’esistenza delle Aru Is. al largo della Nuova Guinea.
x
In realtà la provenienza di eximia dalle Aru Is. è certamente da
escludersi, e da riferirsi a un banale errore di etichettatura. L’olotipo
di eximia non viene neanche da Java, ma verosimilmente da Sulawesi,
dove Payen raccolse anche altri materiali. Anche Horn (1926) indica
eximia, senza ulteriori commenti, soltanto di Celebes.
Genere Cylindera Westwood, 1831
Il sottogenere Ifasina Jeannel, 1946, presente anche nella regione
etiopica con una diecina di specie, è soprattutto ben rappresentato nella
regione indomalese, con una trentina di specie. Solo poche di queste
raggiungono però la regione austro-papuana: una (C. foveolata Schaum)
limitatamente alla sola isola Buru (ma forse anche alla Nuova Guinea),
un’altra (C. triguttata Herbst) fino alla Nuova Guinea, e un’altra ancora
(o meglio il complesso di forme gravitanti attorno a C. discreta Schaum)
con dispersione più vasta che include anche le Solomons, le New He-
brides e il North Queensland. La derivazione dello stock è evidente-
mente indomalese.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 327
25. Cylindera (Ifasina) froggatti (Macleay) bona species
Cicindela froggatti MACLEAY 1887, Proc. Linn. Soc. N.S. Wales 2, p. 213
[« Mossman River »];
Cicindela discreta Schaum; Horn 1926, Coleopt. Cat., p. 197 (partim);
Cicindela discreta; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 344;
Cylindera (Ifasina) discreta; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 31;
Cicindela discreta longimarginalis MANDL 1970, Zeitschr. Arbeitsgem. òsterr.
Entom. 22, p. 71 [«D.N. Guinea, Pionierlager, Kais. Augustafl.-Exp. »].
C. discreta Schaum, descritta di Celebes (Sulawesi), rappresenta
un complesso politipico cui vengono solitamente ricondotte diverse
forme sparse su un vasto areale che dalla Cambogia, la Malacca e Su-
matra si estende ad est, attraverso il Borneo e le Filippine, fino alla
Nuova Guinea, alle Solomons, alle New Hebrides e all’ Australia set-
tentrionale. Già RivaLIER (1961) aveva però sottolineato che la specie
«comporte de nombreuses races géographiques remarquables, incomplè-
tement étudiées: il se pourrait méme qu'elle fat un agrégat d’espèces
distinctes, cela nécessiterait une révision du groupe basée sur un im-
portant matériel ».
Pur non essendo io assolutamente in grado di effettuare la proposta
revisione, data la scarsita di esemplari a me noti al di fuori della Nuova
Guinea e delle Solomons, mi sembra tuttavia evidente che le popola-
zioni neo-guineane, giustamente separate da ManpL (1970) come razza
a sè stante (con il nome di /ongimarginalis), differiscono dalla forma ti-
pica per alcuni caratteri costanti e importanti, quali il labbro più lungo
e prodotto in avanti nel mezzo, il disegno elitrale con macchia laterale
allungata a formare una sottile linea marginale, e la forma diversa del-
l’edeago, che è un po’ più tozzo, meno sottile e meno allungato, e pre-
senta un apice leggermente dilatato a bottone. Il confronto, fatto con
esemplari dell’Is. Tukang Besi (situata subito a sud di Celebes), e con
altri di Sarawak e della Malacca, suggerisce in effetti di considerare la
forma neo-guineana, almeno provvisoriamente, e in attesa di una più
vasta e completa revisione del gruppo, come una specie distinta, presente
anche, a quanto mi consta, nelle Solomons e nell’Australia settentrionale.
È da notare però, a proposito di queste ultime popolazioni, che
del Queensland (Cairns district) MacLeay (1887) ha descritto una Cr-
cindela froggatti considerata da Horn (1915, 1926) come un semplice
sinonimo di discreta, ma più recentemente rivalutata da BROUERIUS VAN
NipeK (1980), sulla base di una serie di esemplari provenienti da Ku-
randa, come buona sottospecie, distinta anche da longimarginalis « by
the more robust form and the golden reflection ». In realtà tutti gli esem-
328 F. CASSOLA
plari australiani da me visti (Cape York Peninsula, Iron Range, Claudie
River, 24.V.1974, 23g 19 Fc; 14 km N of Cooktown, 17.XII.1978,
D. Sumlin, 1g Fc) non differiscono in niente dai numerosi materiali
neo-guineani da me esaminati: e la descrizione di MacLEAY (1887),
riportata anche da BrouERIUS van NIpEK (1980), si applica altrettanto
bene anche a questi ultimi. Non mi par dubbio quindi che si tratti della
stessa forma, per la quale il nome froggatti Macleay 1887 appare avere
priorità su longimarginalis Mandl 1970 (nuova sinonimia).
In conclusione, occorre a mio parere tornare alla prima idea di
Macteay (1887), di considerare cioè froggatti una specie distinta da
discreta, alla quale si possono attribuire non soltanto le popolazioni
nord-australiane ma anche quelle della Nuova Guinea e delle Solo-
mons. Secondo FRrEITAG (1979, sub C. discreta) essa rappresenterebbe
il più recente arrivo in Australia dalla Nuova Guinea, risalente proba-
bilmente all’ultimo periodo glaciale. Per quanto riguarda la Nuova
Guinea, è presumibile che tutte le citazioni esistenti nella letteratura
meno recente, relative a C. discreta, debbano essere riferite anch’esse a
froggatti (sensu novo).
Materiale esaminato: 58 esemplari.
IRIAN JAYA. Cendrawasih: Korido I., V.1875, O. Beccari, 1 9 MsNG. - Jaya-
pura: Hollandia (ManpL 1964, sub C. discreta). - Jayawijaya: Snow
Mts., Bernhard Camp (BROUERIUS VAN NIDEK 1959, sub C. discreta).- Merauke:
Lorentz River (Horn 1913b, sub C. discreta).
PAPUA NEW GUINEA: West Sepik: Pionierlager, Kaiserin-Augustafluss Exped.,
V-VI.1912, Biirgers, 3 gg 2 99 zmB (holo-, allo- e paratypi di C. discreta longi-
marginalis Mandl); 30.IV-14.VI.1912, S.G. Ledermann, 454 zmp (paratypi di
C. discreta longimarginalis Mandl) (ManpL 1970). - East Sepik: Maprik,
28.X.1957, J. Smart, 1g BMNH. Main River, Sepik, 22.11.1965, R. Hornabrook,
1 2 Js. Ambunti, Sepik River (ManpL 1964, sub C. discreta). Amboin, 16.X.1974,
H. Ohlmus, 1 9 pPiK. - Western Province: «lungo i fiumi Fly e Ka-
tau» (Gestro 1879, sub C. indigna Chd.). Weam, VIII.1976, H. Ohlmus, 13
DPIK. Morehead, 29.1V.1971, Balderson & Baker, 14 anic. 1 mi. S of Morehead,
29.VIII.1970, Key & Balderson, 1 2 anNIc. Rouku, Morehead River, III.1962,
W.W. Brandt, 1g aNnic. Oriomo, 6.VIII.1964, H. Clissold, 12 BBM. Oriomo
River, 6.VIII.1964, H. Clissold, 19 ppm. - Madang: Madang, III.1979,
1 9 yw; VI.1979, 253 Jw. - Morobe: Kaiapit, 30.IX.1979, 1 9 Jw. Kaiser
Wilh.-Land, Hatzfeldhafen, Grabowskj, 5 dg 2 99 zmp. Lae, 4.XJ.1957, J. Sed-
lacek, 1g Js; 18-24.1.1962, malaise trap, J. Sedlacek, 2gg 299 BBM; 10.XII.
1964, M.E. Bacchus, 19 BMNH; 21.1, J. Sedlacek, 1 9 js. Busu River, 60 km
E of Lae, 1957, J. Sedlacek, 1 9 js; 15.1.1979, J. Sedlacek, 1 9 js; 13.I-10.II.
1979, J. Sedlacek, 19 Fc. 14.4 km W of Lae, 28-30.X.1965, W.A. Steffan &
Y.M. Huang, 1g 1 9 Bem. Hercules Fluss, 1 9 zmB. Bubia & Gabmazung (DPIK,
J.W. Ismay i.l.). - Gulf Province: Kerema, 21.1.1922, G.H. Murray,
233 anic; III.1979, J. Sedlacek, 13 js. Murua River, S-side, 21-22.XII.1964,
malaise trap, J. Sedlacek, 2 °9 ppm. - Northern Province: Popondetta,
XI.1957, J. Sedlacek, 1 2 js. Dobodura (BRoUERIUS VAN NIDEK 1953, sub C. di-
screta). - Central Province: Brown River, 20 km N of Port Moresby,
27-29.1V.1960, C.W. O’Brien, 1g 12 BBM. Laloki, mud bank of river, 20.VIII.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 329
1984, J.W. Ismay, 1 g DPIK; banana, 2.VIII.1984, J.W. Ismay, 1g pPIK.- Milne
Bay: Woodlark I., Brezen, 1g js. Louisiade Arch., Misima I., 250 m, 20.IX.
1982, J.H. Sedlacek, 2 gS Js; Rossel I., Abaleti, 2.X-2.X1.1963, W.W. Brandt,
19 anIc. - New Ireland: Lavongai I. (= New Hanover), Banatam (BROUE-
RIUS VAN NipEK 1968, sub C. discreta). Mussau I., Talumalaus (BROUERIUS VAN
Nek 1968, sub C. discreta). - Manus: Manus I., Lorengau (BROUERIUS
van NiIpDEK 1968, sub C. discreta).
Altro materiale: N.G,, 7.III.1945, S.G. Jewett, 1 2 usnm.
26. Cylindera (Ifasina) spinosa (W. Horn)
Cicindela discreta spinosa Horn 1905, Syst. Ind. Cic., Deutsche ent. Z. 2,
p. 40 [« Neu-Pommern: Kinigunang, C. Ribbe »];
Cylindera spinosa; BROUERIUS VAN NIDEK 1968, Entom. Medd. 36, p. 236.
Descritta da Horn (1905b) della New Britain come sottospecie di
C. discreta Schaum, C. spinosa è stata poi elevata al rango di buona specie
da BroueRIUs van NIDEK (1968), che l’ha citata di Manus (Lorengau)
attestando che nella stessa località essa convive con discreta (cioè, pro-
babilmente, come più sopra si è mostrato, con froggatti Macleay).
Personalmente io ho potuto esaminare due esemplari 39 della serie
tipica raccolta da C. Ribbe (anche se non etichettati come paratipi),
nonché due g3 della Gazelle Pen. (New Britain), che ho confrontato
con alcuni esemplari di Bougainville determinati come spinosa da Broue-
rius van Nidek nel 1972, e con parecchi altri esemplari pure di Bou-
gainville. Tutti questi esemplari differiscono in effetti da froggatti, in
modo costante ed evidente, non soltanto per il disegno elitrale, ma anche
per la forma del labbro (che è più corto e trasverso, con solo un piccolo
dente prominente nel mezzo), per quella dell’edeago (più largo e meno
slanciato), per la spina suturale maggiormente pronunciata, nonché per
le elitre delle 29 che presentano una vistosa dilatazione del bordo late-
rale nel terzo anteriore. Nel complesso, a parte quest’ultimo particolare
carattere, C. spinosa appare assai più simile a discreta di quanto non
lo sia froggatti,
È interessante notare che mentre a Bougainville le due forme sem-
brano coesistere, rafforzando così la loro differenziazione a livello spe-
cifico, nel resto delle Solomons, ivi compresa l’Is. Buka subito a nord
di Bougainville, sembra esistere invece soltanto froggatti (CASSOLA, in
prep.). La distribuzione di spinosa parrebbe dunque ristretta all’Arci-
pelago Bismarck e a Bougainville.
Materiale esaminato (New Britain): 4 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. New Britain: Kinigunang, C. Ribbe, 1g 19 zmB. Gazelle
Peninsula, 1978. J. Sedlacek, 1g js, 1g rc.- New Ireland: Nusa I. (Horn
1936). - Manus: Lorengau (BROUERIUS VAN NIDEK 1968).
330 F. CASSOLA
27. Cylindera (Ifasina) triguttata (Herbst)
Cicindela triguttata HerBsT 1806, Natursyst. Ins. Kaf. 10, p. 182, t. 172, f. 5;
Cylindera (Ifasina) triguttata; RIVALIER 1961, Rev. fr. Ent. 28, p. 142.
Piccola specie indomalese, sin qui nota del Sud-Est asiatico dal-
Assam e la Birmania fino a Sumatra, Borneo, Filippine e Celebes
(RIVALIER 1961). Nuova per la Nuova Guinea.
Materiale esaminato: 4 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Western Province: Morehead, 10.XI.1974, R. Horna-
brook, 1 2 NmMw.
Altro materiale: N.G., APO 321, 28.VI.1945, S.G. Jewett, 2gg 12 usnm.
[Cylindera (Ifasina) foveolata (Schaum) |
Cicindela foveolata ScHAUM 1863, Journ. Ent. II, p. 59 [« Habitat in insula
Celebes »];
Cylindera (Ifasina) foveolata; RIVALIER 1961, Rev. fr. Ent. 28, p. 142.
Di questa specie indomalese, nota a est fino a Sulawesi e a Buru,
esiste in coll. USNM un esemplare @ etichettato « New Guinea? APO
321, 28.VI.1945, S.G. Jewett». Non si può escludere a priori che il
dato sia esatto, perché per la specie precedente la presenza in Nuova
Guinea, testimoniata da un analogo reperto, è stata confermata da un
più recente e più affidabile ritrovamento. Poiché tuttavia, presso lo
stesso Museo, e con identici dati di cartellino, esistono diversi altri
esemplari quasi certamente provenienti in realtà dalle Filippine [4 es.
di Lophyridia lachrymosa (Dejean) e 6 di Lophyra striolata (Illiger)],
un errore di etichettatura appare molto probabile, e la presenza di C.
foveolata in Nuova Guinea deve essere tenuta per il momento come
non dimostrata.
Genere Myriochile Motschoulsky, 1862
Genere non molto ricco di specie ma avente una vasta distribuzione
geografica, estesa alle regioni etiopica, paleartica, indomalese e austro-
papuana. In quest’ultima regione conta soltanto quattro specie ende-
miche delle Molucche (Timor, Larat) e due specie australiane, una delle
quali comune e abbondante anche in Nuova Guinea, oltreché in New
Caledonia e nelle New Hebrides.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 331
28. Myriochile semicincta (Brullé)
Cicindela semicincta BRULLE 1834, in SILBERMANN, Rev. Ent. 2, p. 100 [« Java »
(patria errata!)];
Myriochile semicincta; RIVALIER 1961, Rev. fr. Ent. 28, p. 144;
Cicindela semicincta; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 344.
Specie a vasta distribuzione geografica, che dalla Nuova Guinea
(incluse le Kei Is.) abbraccia anche larga parte dell’Australia settentrio-
nale e orientale, e gli arcipelaghi all’est fino alle Solomons, le Loyalty
Is., la New Caledonia e le New Hebrides (Freirac 1979).
Materiale esaminato: 189 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Misool I. (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). - Fakfak: Kai
Is.. 1g 1 2 TMB, 1 2 Fc; Hapezy-Haber Lajos, 1 2 TMB; 6 gg 12 29 zmB; Planten,
299 zp. - Merauke: Boven Digul (BRoUERIUS VAN NIDEK 1959).
PAPUA NEW GUINEA. East Sepik: Maprik, 10.X.1974, D.L. Pearson, 2 es. DPIK
(W. Ismay i.].), 19 pp. Ami nr. Maprik, 22.X.1957, J. Smart, 10g3 5 29 BMNH,
1g 12 rc. - Western Province: Kiunga, Fly R., VIII.1969, J. & M.
Sedlacek, 2 gg BBM, 13 Fc. Weam, 20.V-6.VII.1964, H. Clissold, 1g 1 2 BBM.
Rouku, III.1962, 13 rc; IV.1962, 243 5 99 antic; IV.1962, W.W. Brandt, 2 gg
492 antic. Morehead, 4-6.VII.1964, H. Clissold, 154 19 BBM; 30.VIII.1970,
Key & Balderson, at light, 253 2 99 anic; 28.IV.1971, Balderson & Baker, 1g
Fc. 1 mi. S of Morehead, 29.VIII.1970, Key & Balderson, 1 3 ANIC. Morehead,
Digieon Camp, 3-17.1V.1974, P. Imlay, 1 £ pPiK. Tala, 13.VII.1964, H. Clissold,
1 g BBM. Foce F. Katau (GestRO 1879, sub C. interrupta F.). Cornwallis I. (= Dauan
I.), XI.1875, L.M. D’Albertis, 1g msnc (D’ALBERTIS 1880: « Vidi abbondante
una cicindela nera lungo i sentieri che dal villaggio portano alle altre parti del-
l’isola »). - Madang: Friedrich Wilhelms-Hafen, I. Dabob, 19 zmB; 1896,
Bird, 4 es. TMB. Madang T. (MANDL 1964). Erima, Astrolabe Bay (ManpL 1964);
1896. Bird, 6 es. TMB; 1897, Bird, 30 es. TMB; 1899, Bird, 6 es. TMB. 3 es. FC. Erima
Wald, 22.V.1908, Lauterbach, 1¢ zmB. - Eastern Highlands: Kai-
nantu, Onerunka, 11.1979, 1g 12 Jw. - Morobe: Kaiapit, XI.1978, 3 gg
19 jw; XII.1978, 3 gg 9 99 Jw; IV.1979, 263 299 Jw. Kaiser-Wilhelm-Land,
Hatzfeldhafen, Grabowski, 19 zmB. Wareo, 253 zmB. Sattelberg, 1g 19 zmB.
Busu River, 60 km E Lae, 15.1.1979, J. Sedlacek, 1g js. - Northern Pro-
vince: Dobodura (BROUERIUS VAN NIDEK 1953). Mt. Lamington (Horn 1932);
1300-1500 m (ManpL 1964); 1924, G.H. Murray, 1g anic. Kokoda, 400 m,
9.X1.1957, J. Sedlacek, 1 g Js. Konje Vill., 7.1V.1973, J. Pippet, 1 9 pPIK. - Cen-
tral Province: Ilimo Farm, 7.1.1975, 1g 2 99 pPIK. Rigo, VII.1889, L.
Loria, 263 299 msnc. Eilogo Creek, 9.1.1983, from path, J.W. Ismay, 268
3 92 DPIK, 1g Fc. Kamali, II.1891, L. Loria, 14 19 msnc. - Milne Bay:
Louisiade Arch., Misima I., XI.1963, W.W. Brandt, 1g antic. Woodlark I. (Horn
1936), 1g js. - New Britain: Gazelle Pen. (Horn 1936). Bainings Mts.
(Horn 1936). Mope, P. Jos. Schneider, 22.III.1937, 1g zmB. Mioko I. (= Duke
of York) (Horn 1936). Kinigunang, C. Ribbe, 2 99 zmB. - New Ireland:
New Ireland (Horn 1936). Nusa I. (Horn 1936); Bird, 1g 1 2 TMB; Bennigsen,
16 zmB.
Altro materiale: Bismarck Arch., 164 zmB. N. Guinea, coll. Schaum, 2 gg
ZMB. Dtsch. N.G., 243 2 29 TMB. N. Guinea, 1g Js; Fenichel, 1g TMB. Yakoui,
15 zmB.
332 F. CASSOLA
Genere Abroscelis Hope, 1838
E questo un piccolo genere orientale, anzi quasi esclusivamente
sino-malese, che comprende poche ma notevoli specie, tutte caratte-
rizzate da zampe lunghissime, in alcuni casi davvero smisurate. Due di
queste abitano la Cina e Taiwan (una arriva anche al Giappone), un’altra
è propria delle Filippine, una è comune a Sumatra e Giava, una ha un
areale diviso tra il Vietnam (Annam, Cocincina) e le isole di Borneo e
Palawan. Una sesta specie (quella qui trattata) è esclusiva della Nuova
Guinea. Ecologicamente tutte le specie sembrano infeudate alle spiagge
marine.
29. Abroscelis maino (Macleay)
Cicindela maino MacLeavy 1876, Proc. Linn. Soc. N.S. Wales 1, p. 165 [«Katow,
New Guinea »];
Abroscelis maino; RivaLieRr 1961, Rev. fr. Ent. 28, p. 146;
Cicindela maino; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 350
Specie apparentemente ristretta alla costa meridionale della Papua
New Guinea. La serie tipica fu raccolta durante la spedizione del « Che-
vert », «on the sea beach at the mouth of the Katow River, near the vil-
lage of Mohatta » (Macteay 1876). Come precisa il descrittore, il nome
dato alla specie (« Maino ») era quello del capo del villaggio, lo stesso
indigeno che poi accompagnò D'Albertis durante la sua prima esplo-
razione al Fly River, e che D’ALBERTIS (1880) ha così vivacemente de-
scritto nel suo libro. Anche D'Albertis, come ricorda Gestro (1879),
trovò la specie « abbondantissima alla foce del fiume Katau ». Questo
fiume (oggi Binaturi R.) si trova a sud della foce del Fly, tra Daru e
PIs. Seibai.
Materiale esaminato: 41 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Western Province: Katau (Katow) River, L.M. D’AI-
bertis, 4gdd 6 22 MsNG, 2 92 BMNH, 1g TMB, 2553 3 92 zp, 10 es. mp, 16 FC,
13 ANIC (un cotipo anche all’Istituto di Zoologia dell’Accademia delle Scienze
di Varsavia: cfr. MroczKowsxkr 1957). - Central Province: Redscar
Bay (Horn 1926). Port Moresby, Maupa, 1 9 zmp. Haidana I., X.1957, J. Sedlacek,
1 2 Js (es. a disegno elitrale dilatato). Hisiu Beach, 10.1.1978, on sand, J. Stibick,
255 299 BMNH, 2 99 pPIK. Hula, V.1900, O. Finsch, 263 zmp.
Altro materiale: «British New Guinea», 1g Fc.
Genere Enantiola Rivalier, 1961
Piccolo genere creato da RIVALIER (1961) per riunire poche specie
simili in apparenza ai Callytron Gistl, ma dotate di un sacco interno di
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 333
tipo molto diverso e del tutto particolare. Una specie abita Sulawesi
(Celebes), altre due o tre il Borneo, e una (il generotipo) è particolare
alla Nuova Guinea.
30. Enantiola denticollis (W. Horn)
Cicindela denticollis Horn 1895, Deutsche ent. Zeitschr., p. 88 [« Nov.-
Guinea »];
Enantiola denticollis; RIVALIER 1961, Rev. fr. Ent. 28, p. 147;
Cicindela denticollis; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 351.
Specie descritta su due esemplari $2 genericamente etichettati
« Nov.-Guinea ». Lo stesso Horn (1909) aveva successivamente messo
in dubbio l’esattezza del luogo d’origine (« Some time ago I became
doubtful whether the locality I had once given for Cicindela denticollis,
i.e. New Guinea, was exact, as I have never seen other specimens but
the two types, the question has to be kept still in suspense »); ma poi,
nel suo Catalogo del 1926, probabilmente in base a nuovi materiali,
specificava meglio la distribuzione della specie in questi termini: « NW
Neu-Guinea, Aru ». BROUERIUS VAN NIDEK (1959) ha in seguito confer-
mato la presenza della specie in Nuova Guinea. La distribuzione della
stessa sembra comunque alquanto limitata, e ristretta alla sola estrema
parte occidentale dell’isola, alle Aru Is., nonché (dato inedito) all’isola
di Seram (Ceram): X-XI.1909, W. Stalker, 19 Fc.
Materiale esaminato: 2 esemplari (di cui 1 di Seram).
IRIAN JAYA. Sorong: Sorong (BROUERIUS van NIDEK 1959). Misool I. (BROUERIUS
VAN NIpEK 1959). Salwatty I., 14.X1.1875, O. Beccari, 16 MsNc. - Fakfak:
Aru Is. (Horn 1926).
Genere Archidela Rivalier, 1963
Genere esclusivamente australiano, comprendente poche specie del
Queensland, del Northern Territory e della parte settentrionale della
Western Australia. Una specie risulta aver raggiunto anche la Nuova
Guinea.
31. Archidela nigrina (Macleay)
Cicindela nigrina MacLeavy 1863, Trans. ent. Soc. N.S. Wales 1, p. 107 [« Port
Denison, Queensland »];
Archidela nigrina; RivaLieR 1963, Rev. frang. Ent. 30, p. 35.
Specie australiana, nota come « coastal and near-coastal in Northern
Territory, Queensland and Western Australia », e già citata, in parti-
334 F. CASSOLA
colare, dell’Is. Banks nello Stretto di Torres (Freirac 1979). Nuova
per la Nuova Guinea.
Materiale esaminato: 1 esemplare.
PAPUA NEW GUINEA. Western Province: Oriomo River, 6m, 19.11.1964,
H.C., light trap, Bishop, 1g mp.
Genere Polyrhanis Rivalier, 1963
Con Polyrhanis ci troviamo di fronte ad un genere tipicamente
neo-guineano, molto ricco di specie diverse (parecchie ne restano certa-
mente ancora da scoprire) ed estremamente rappresentativo dell’ecce-
zionale originalità di questa fauna. Esso comprende forme in genere
piuttosto piccole (da 5 a 11 mm), dalla sagoma snella ed elegante, con
elitre allungate e parallele, più raramente un po’ allargate o squadrate
all'indietro, sempre caratterizzate dalla presenza sul disco elitrale di
areole metalliche rotonde (d’ora in poi chiamate « gemmae ») piuttosto
grandi, disposte attorno a pori anch'essi metallici, che conferiscono a
questi insetti un aspetto « butterato » o multiocellato davvero caratte-
ristico. Il disegno bianco, di tipo Cicindela (RivaLIER 1950), è per lo
più frammentato in punti separati (dei quali quello omerale si presenta
in genere di un giallo più carico), ed appare nel suo insieme singolar-
mente stabile ed affidabile come carattere distintivo tra le varie specie,
tanto che per quanto simile esso possa essere in alcune tra queste può
quasi sempre servire egregiamente a discriminarle. L’esame dell’edeago
e della forma del labbro fornisce poi in genere elementi definitivi per
una sicura separazione delle specie. Meno affidabile è invece il carattere
relativo alla pubescenza, di solito scarsa e similmente impostata, e spesso
obliterata, specialmente sul pronoto e sulle guance, negli esemplari
meno freschi.
La prima specie del genere ad essere conosciuta fu funerata, de-
scritta da Borspuvat nel 1835, cui seguirono nel 1853 variolosa (ad opera
del BrancHarb), nel 1863 placida e pupillata (descritte da ScHAUM),
nel 1865 pupilligera (da parte di CHAUDOIR). Seguirono poi una specie
descritta da Bates nel 1874 (delicata) e una di DoKHTOUROFF nel 1887
(aruana). Fu poi Walther Horn a far conoscere, tra il 1892 e il 1938,
ben altre 17 specie, cui BROUERIUS VAN NIDEK ne ha più recentemente
aggiunte due nel 1954 (cheesmanae e klynstrai) e altre due nel 1959
(toxopeusi e olthofi). Io stesso, infine, ho del tutto recentemente scoperto
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 335
altre cinque nuove specie delle Solomon Islands (CAssoLa, in prep.).
Con il presente lavoro vengono aggiunte altre sette nuove specie della
Nuova Guinea e una della New Ireland, portando così il numero com-
plessivo delle specie del genere Polyrhanis a ben 41, di cui 34 formano
oggetto del presente studio.
Di molte specie si conoscono troppo pochi esemplari per farsi
un’idea precisa sia della variabilità intraspecifica che dell’esatta distri-
buzione geografica. Diverse specie mostrano comunque di essere ab-
bastanza strettamente localizzate ad una parte soltanto dell’isola: ad
esempio bennigsenia, denudata e io sembrano esclusive della penisola
sud-orientale (la cd. « bird’s tail»), mentre delicata, placida, pupillata
e pupilligera appaiono invece ristrette all'estrema parte nord-occidentale
dell’isola (Vogelkop e zone immediatamente adiacenti). Alcune specie,
come denudata e toxopeusi, nonché buona parte delle nuove specie qui
descritte, sono per ora conosciute solo della loro località tipica, spesso
addirittura attraverso il solo olotipo. Altre specie, invece, sembrano pos-
sedere un areale più vasto, estendendosi a gran parte dell’isola madre,
e in qualche caso anche al di fuori di essa su qualcuna delle isole vici-
niori. Alcune altre specie, infine, sono note per ora solo di singole isole
diverse dalla Nuova Guinea vera e propria: così aruana (Aru Is.), chees-
manae (Waigeo), klynstrat (Japen I.), declivis (New Britain), perrinae
(New Ireland), e quelle proprie delle Solomon Islands.
Il genere nel suo insieme occupa comunque un areale tipicamente
centrato sulla Nuova Guinea vera e propria (29 specie), estendendosi a
ovest alle isole Aru (2), Waigeo (2), Misool (3), Japen (3), Biak (1), e
ad alcune delle Molucche (Batjan, 2; Halmahera, Buru e Seram, 1),
e ad est fino alla New Britain (2), alla New Ireland (2) e alle Solomons
(7). Più ad est, nelle Fiji, è da segnalare la presenza di due specie affini
ma alquanto aberranti, assegnabili ciascuna ad un distinto genere mo-
nospecifico: Oceanella vitiensis (Blanchard) e Parapolyrhanis oceanica
Cassola (CassoLa 1983, 1986).
Nell’elenco che segue le diverse specie sono ordinate, partendo dal
generotipo (RIVALIER 1963), secondo la maggiore o minore affinità del
loro habitus generale, e della forma dell’edeago in particolare. Que-
st'ultimo, infatti, presenta in genere formazioni apicali caratteristiche,
quali speroni, o uncinature, o punte ricurve, che rendono facilmente
individuabili i principali gruppi di specie.
336 F. CASSOLA
32. Polyrhanis funerata (Boisduval) (fig. 7b)
Cicindela funerata BorspuvaL 1835, Voyage Astrolabe II, Col., p. 4, pl. 6
fig. 1 [« Dorei »];
Cicindela lucasi DoKHTOUROFF 1882, Rev. d’Ent. I, p. 274 [« Nouvelle-
Guinée »];
Cicindela funerata; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 348
(partim) ;
Polyrhanis funerata; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39 (generotipo).
La specie è stata descritta di Dorey (Manokwari), cioè dell’estrema
parte nord-occidentale della Nuova Guinea (Vogelkop). Le guance
Fig. 7 - Edeago di: a. Polyrhanis barbata (W. Horn), paratypus g di Mioko; b. P.
funerata (Boisduval), g della Baie de Geelvink; c. P. boisduvali (W. Horn), g di We-
wak (visione laterale sinistra e dorsale); d. Darlingtonica papua (Darlington), paratypus
d (visione laterale sinistra e ventrale). Segmenti di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 337
glabre e la forma dell’edeago permettono di distinguerla abbastanza
agevolmente dall’affine P. barbata W.H. Quest’ultima è stata spesso
considerata come semplice sottospecie o varietà di P. funerata, e le due
specie si trovano variamente mischiate nelle collezioni. È merito di
BROUERIUS VAN NIDEK (1959) aver ripristinato barbata come specie a
sè stante. Tutto ciò comporta che le più vecchie citazioni non possono
esser tenute per ferme senza riesame accurato del materiale.
Tutti gli esemplari da me visti sembrano confermare P. funerata
come specie limitata alla metà occidentale della Nuova Guinea e ad
alcune isole a W della medesima (Batjan, Buru, Misool, Aru), mentre
nel resto dell’areale risulta presente soltanto barbata.
Materiale esaminato: 53 esemplari.
IRIAN Java. Sorong: Waigeo I., Mt. Nok, Camp 2 (Buffelhorn), VI.1938, L.E.
Cheesman, 1g 12 BMNH. Misool I. (BROUERIUS VAN NIDEK 1959); 1873, acq.
Boucard, 1 £ msnG; 1904, ex coll. Maindron, 15 mp; 15 BMNH; 8.IX-20.X.1948,
M.A. Lieftinck, 1g Fc, 343 6 99 zmB. Sorong (BROUERIUS VAN NIDEK 1959).
Klamono Oilfields (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Ramoi, VI.1872, L.M. D’AI-
bertis, 5 dd MSNG, 1 £ usnM; II.1875, O. Beccari, 1g MsnG. Dorei Hum, II.1875,
O. Beccari, 3 Sg MsNG; 1932, L. Laglaize, coll. Oberthur 1932, 19 mp. - Ma-
nokwari: Manokwari (Horn 1906b); Leden, 1 g Fc. Dorey, ex coll. Maindron,
19 mp. Hatam, VI.1875, O. Beccari, 1g msnG. Andai, XII.1875, O. Beccari,
19 msnc. Vandamen, XII.1875, O. Beccari, 1 2 MsNc. Wandammengeb., Wandi-
woi 1500 m, VII.1928, E. Mayr, 1 2 zmB; Wasior, VII.1928, E. Mayr, 19 zmB.
Roon I. (Horn 1906b). - Fakfak: Fahor I., IV.1872, L.M. D'Albertis, 3 29
MSNG. Mimika River (Arrow et al. 1915). Setakwa River (ArROW et al. 1915).
Aru Is. (Horn 1926); Ureiuning, 1884, C. Ribbe, 1g sam, 1g zmB, 1 2 usnM;
coll. Schaum, 42532, 253 19 zmB. Kei Is., 253 zmp. - Paniai: Baie de
Geelvink, 1878, Raffray & Maindron, 2 gg 222 mp. - Cendrawasih: Biak
I., Doherty, 1g sam. Wiak (= Biak?) (Horn 1906b). - Jayawijaya: Snow
Mts., Bernhard Camp (BROUERIUS VAN NipEK 1959). Heuvelbivak (Horn 1913b).
Altro materiale: New Guinea, 3g3 zmp; coll. Wallace, acq. E. Deyrolle,
1870, 19 MsNc.
33. Polyrhanis barbata (W. Horn) (fig. 7a)
Cicindela barbata W. Horn 1895, Deutsche ent. Zeitschr., p. 90 [« Mioko
et Nov.-Britannia »];
Cicindela funerata (partim); DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126,
Pe barbata; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Descritta dell'Arcipelago Bismarck (Mioko I. e New Britain) come
specie distinta, P. barbata è stata successivamente considerata dallo
stesso Horn (1926) come sottospecie di funerata. Come ha mostrato poi
BROUERIUS VAN NIDEK (1959), si tratta proprio di due specie distinte,
presenti entrambe sull’isola maggiore, l’una (funerata) nella parte occi-
dentale, l’altra (barbata) prevalentemente in quella orientale, ma almeno
in un caso (Bernhard Camp nelle Snow Mts.) coabitanti in simpatria,
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 22
338 F. CASSOLA
cid che sembrerebbe confermare effettivamente il loro isolamento ri-
produttivo. Alcuni esemplari dello zMB, provenienti addirittura dal
Vogelkop, ma attribuibili a mio parere a barbata anziché a funerata,
sembrano ora corroborare ulteriormente la tesi di una separazione a
livello specifico.
Le guance pubescenti (in esemplari meno freschi le setole possono
però presentarsi più o meno abrasate) e la forma dell’apice dell’edeago
permettono di separare abbastanza facilmente barbata da funerata. La
specie si presenta però alquanto variabile quanto a dimensioni e disegno
elitrale, gli esemplari delle Bismarck mostrando una fascia mediana ge-
neralmente più esile, talvolta quasi cancellata, e maggiormente prolun-
gata lungo il bordo esterno in una sottile linea marginale. Le popola-
zioni della Nuova Guinea mostrano invece un disegno elitrale più vi-
stoso, a fascia mediana larga e ben marcata; ma poiché vi sono anche
esemplari del tutto simili a quelli delle Bismarck non mi pare che allo
stato attuale possano separarsi in una sottospecie diversa.
Come spesso accade di trovare su Cicindelidi tropicali, ho rinve-
nuto, attaccate alle zampe di una 9 di Maprik, una operaia e tre teste
di soldati della formica Pheidole megacephala (Fabricius) (det. R.W.
Taylor).
Materiale esaminato: 342 esemplari.
IRIAN JAYA. Manokwari: Arfak Mts., Siwi 800m, IV-V.1928, E. Mayr, 1g
1 2 zmB. Wandesi, Doherty, 15 zMmB. - Jayapura: Waris, S of Hollandia,
450 m, VIII.1959, 19 mp. - Jayawijaya: Snow Mts., Bernhard & Arau-
caria Camps (BROUERIUS van NIDEK 1959). Star Mts., X-XI, 1g 19 Js; Sibil
Valley, 1245 m, 18.X-8.X1I.1961, L.W. Quate, 13 mp.
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Kaiserin-Augustafluss-Exped., 26-30.III.1912,
Biirgens, 1 2 zMB. - East Sepik: Torricelli Mts., sea falls near Afua, 1700 ft,
1939, P.G. Moore, 1 2 BMNH. Maprik, 14.X.1957, light trap, J.L. Gressitt, 1g
BBM; 16-24.X.1957, J. Smart, 464 BMNH; 19.X.1957, J. Smart, 1 9 Fc; 29-30.IX.
1974, D.L. Pearson, 1 g DPIK, 2 dg pp. Wingai Nol. Vill., nr. Maprik, 19.VI.1959,
J.J.H. Szent-Ivany, 13 12 pprk. Ami nr. Maprik, 21.X.1957, J. Smart, 19
BMNH, 1g Fc. Ambunti, 200m, 9.V.1963, light trap, R. Straatman, 1¢ BBM.
Amboin, Karawari River, VI.1974, R. Hornabrook, 19 nMw. - Western
Province: Fly River, 1876-77, L.M. D’Albertis, 1g msnc. Olsobip, 400 m,
26.VIII.1969, J. & M. Sedlacek, 8 gg 10 99 BBM; III.1979, J. Sedlacek, 14 Js.
Bosavi, VIII.1975, H. Ohlmus, 1 9 ANIC. - Western Highlands: Jimi
Valley, 27.X11.1978-26.1.1979, J. Sedlacek, 1g js. Jimi River, VII-IX.1961,
W.W. Brandt, 1 £ ANIC. - Southern Highlands: Lake Kutubu, II.1971,
19 nmMmw. - Eastern Highlands: Okapa, 2000 ft, 27.1.1965, R. Horna-
brook, 12 Fc. Kainantu, Onerunka, II.1979, 263 2 99 jw. Karimui, III.1979,
J. Sedlacek, 1 9 js. Erave, 18.X.1960, road cutting, J.H. Bartlett, 443 4 99 DPIK,
19 rc. - Madang: Madang, III.1979, 2 99 Jw. Erima, Astrolabe Bay, 1896,
L. Bird, 1g TMB; 1897, 19 tTwmB.- Morobe: Kais. Wilhelm-Land, N. Guinea-
Comp. V., 12 zmB. Bukaua, Huon Gulf, VII.1909, Prof. Neuhauss, 1g 3 99
ZMB. Sattelberg, Huon Gulf, 1899, L. Bird, 2 dd 4 292 TMB, 2 64 FC; coll. Kapczy,
Haber Lajos, 1 9 TMB; 1g sam, 2gg 3 92 zmB. Simbang, Huon Gulf, 1899, L.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 339
Bird, 1 2 Fc; 1898, L. Bird, 5 Sg 3 LL TMB; 1 9 sam, 2 99 zmB. Finschhaven (MANDL
1964, sub C. funerata); Rohde, 13 zmB; 1.1930, L. Wagner, 2 99 zmB. Kaiapit,
XI-XII.1978, 953 7 22 Jw; IV.1979, 15 1 2 Jw. Nadzab (BROUERIUS VAN NIDEK
1959); 20.1-14.11.1979, J. Sedlacek, 19 js; 8.XI.1944, D.G. Hall, 19 usnm.
Nadzab, Markham River Valley, VI.1944, K.V. Krombein, 299 usnm. Lae,
primary rainforest, 28.VIII.1963, T. Schoener, 19 mcz; 10.XII.1964, M.E.
Bacchus, 1 9 BMNH; 6.III.1969, J. Sedlacek, 1g 19 BBM; 20.III.1969, 13 3 99
ANIC; 1.X.1969, at light, H. Ohlmus, 2 99 anic; 2.X1.1969, H. Ohlmus, 1 gd ANIG;
27.1.1970, J. Sedlacek, 1 2 BBM; 10.X.1970, R.E. Parrott, 1g HH; 2.II.1971, R.E.
Parrott, 1 29 HH; 21.XII.1979, J. Sedlacek, 1g Js, 1 £ Fc; 1.1980, 1 £ Jw. Melambi
River, Lae, Mirilunga Vill., 4500 ft, 29.XII.1956, J.H. Ardley, 1g pprk. Crom-
well Mts., XI-XII.1929, L. Wagner, 1 zmB. Busu River, Sitium Vill., 19 km
NE of Lae, 15.I1V-15.V.1970, light trap, N.R. Spencer, 1 2 BMNH; 60 km E of
Lae, 19.XII.1957, J. Smart, 164 BMNH; 14.1.1965, J. Sedlacek, 134 BBM; 13.I-
10.11.1979, J. Sedlacek, 2 99 js. Buso, coast, 14.X1.1979, J.H. Martin, 1 2 BMNH.
Sitguawa River, 30m, 3.1V.1966, O.R. Wilkes, 1g mp. Herzog Mts., Wagau
4000 ft, 4-17.1.1965, M.E. Bacchus, 2 99 BMNH, 1g Fc. Kuper Range, 25 km
SE of Salamaua, 25-26.1.1969, J. Sedlacek, 3 dS 3 92 BBM. Bulolo, 900 m, 27.III.
1968, P. Colman, 1g mp; 15.1-14.11.1979, J. Sedlacek, 16 1 2 Js, 14 Fc; 700 m,
J. Sedlacek, 1g TMB; 1942, G. Rio, 1 2 usnm. McAdam Pk., 23.V.1984, Chen
Young, 14 19 cmnu, 1g Fc. 10 km W of Bulolo, 780 m, 5-25.VIII.1967, R.
Straatman, 1¢ mp. Ulap, 800-1000 m, IX.1968, N.L.H. Krauss, 164 19 BBM.
Wau, 1050 m, 18.XII.1961, J. & J.M. Sedlacek, 15 mp; 1000 m, 18.XII.1968,
J. Sedlacek, 1g js; 1250m, II-III.1979, J Sedlacek, 2 99 Js; 23.XII.1979, J.
Sedlacek, 1 2 js; 26.X1.1981, A. Allison, 1g RB; 5.IV.1982, R.T. Bell, 12 RB,
12 rc. Mt. Missim, Wau, 1300 m, 13.1.1978, E.W. Stiles, 1g pp. Gurakor nr.
Wau, 16.1V.1979, 1g 1 2 jw. Aseki, 11.1972, 1 9 Fc, 1g Js; 19.III.1982, J. Stra-
zanac, 1g 6 29 rp, 19 Fc. Surprise Creek (BROUERIUS VAN NIDEK 1953; Dar-
LINGTON 1962, sub C. funerata). Morobe Plateau (DARLINGTON 1962, sub C.
funerata). Garaina, 830 m, 13-15.1.1958, 1 2 js; 550-750 m, 16.1.1968, J. & M.
Sedlacek, 19 mp; 20.XI-17.XII.1969, A.B. Mirza, 19 BBM; J. Sedlacek, 1 9
js. Umboi I., 18.XI.1975, R. Hornabrook, 19 NmMw; X.1982, J.H. Sedlacek,
19 js. Arabuka-Moime, 1900-2100 m, 7.1.1968, J. & M. Sedlacek, 1g mp. Mo-
robe-Mo River, 16.1.1978, E.W. Stiles, 16 pp. - Northern Province:
Kokoda, 400 m, 15-20.XI.1965, J. & M. Sedlacek, 1 2 BBM; 1000 m, 7.X1I.1957,
19 js, 1g rc. Mt. Lamington, 1300-1500 ft, C.T. McNamara, 266 2 99 sam
(Horn 1932, sub C. funerata). Popondetta, 4.X1.1957, J. Sedlacek, 1g Js; 60m,
31.VIII-2.1X.1963, J. Sedlacek, 12 mp. Mamoo Plantation, nr. Popondetta,
11.1V.1956, rest on Cocoa trees, G. Pritchard, 1 2 ppik. Pati, Popondetta, 14.
111.1973, ex oil palm, P.M. Room, 1 £ ppiK. Sangara, 22.11.1956, E.S. Brown,
1 29 BMNH. Soputa nr. Buna (MANDL 1964, sub C. funerata). Dobodura (BROUERIUS
van NipEK 1953, DarLINGTON 1962). Afore, 1000 m, 8.VI.1970, R. Straatman,
1g pPIK. - Central Province: Bisianumu Sta., 40 km NNW of Port
Moresby, 29.IV.1960, C.W. O’Brien, 2 99 BBM; 19.VI.1957, 1500 m, D. Elmo
Hardy, 1¢ mp. Paumomu River, IX-XII.1892, L. Loria, 19 msNc. Astrolabe
Mts., II.1893, L. Loria, 1g msnc. Haveri, VII-XI.1893, L. Loria, 263 2 99
msNnG. Moroka 1000 m, IX-X.1893, 14 299 msno. Kelesi, XI-XII.1890, L.
Loria, 1g msnc. Kapakapa, V-VI.1891, L. Loria, 2gg msNc. Aieme River, 22.
IX.1983, river margin, J.W. Ismay, 1g pPIK. Jawarere (ManpL 1964). Eilogo
Area, 2000 ft, 22.VII.1969, secondary forest, T.L. Fenner & R. Straatman, 1g
1 ppix. Eilogo Creek, 9.1.1983, forest, J.W. Ismay, 1 2 DPIK. Ower’s Corner,
forest, 500 m, 1.1V.1984, J.W. Ismay, 1 g pPIK. Naduli nr. Kagi, path, 1500-1700 m,
22.1V.1984, J.W. Ismay, 1 2 ppiK. Deria, XII.1962, 1g anic. Keria, VII.1962,
1 2 anic. Dogon, IX.1962, 1¢ anic. Mamai Plantation, 1I.1964, P. Shanahan,
233 12 BBM. Amazon Bay district, XII.1962, W.W. Brandt, 1 9 anic.- Milne
Bay: Milne Bay (BrouerIus van NipDEK 1953); 14-28.11.1969, J. Sedlacek,
13 12 BBM; X.1982, J.H. Sedlacek, 1 2 js. Fergusson I. (Horn 1906b, sub C.
funerata; Horn 1936). Goodenough I., Walkoni nr. Bolu-Bolu, 4.V.1982, J.
340 F. CASSOLA
Strazanac, 1g RB, 192 Fc. - New Britain: Nahavio, 5.II.1983, on path,
J.W. Ismay, 1g pPIK, 1g Fc. Keravat, 1.1.1954, J.R. Pollock, 1 £ js; Lowl. Agr.
Exp. Sta., 17.V.1954, in secondary forest, J.J.H. Szent-Ivany, 1 9 DPIK; 1978,
J. Sedlacek, 14 js. Warangoi, 300-500 m, J. Sedlacek, 1g js. Baining Mts., 1d
ZMB. Illugi, 1.XII.1973, 19 Js. Mt. Sinewit, Gazelle Pen., 900 m, 7-16.X1.1962,
J. Sedlacek, 1 9 BBM; 27.VI-17.IX.1963, W.W. Brandt, 1g 1 9 anic; 1978, J.H.
Sedlacek, 1g 1 9 js. Bita Paka (BROUFRIUS VAN NIpEK 1968). Vudal Agr. College,
12.11.1970, J. Stibick, 1 9 pPIK. Herbertshéhe, 1g sam; 1933, 3 gg usnm. Komgi
(BROUERIUS VAN NIDEK 1968). Ralum, 22.X].1896, E. Dahl, 16 zmB. Rabaul,
V.1973, 1g Fc. Kinigunang, C. Ribbe, 2¢¢ 2 92 zmB. Mope, P.J. Schneider,
3.X.1936, 19 zmB. Mioko I., 1g type! mp; C. Ribbe, 1g type mp, 1 2 type zp,
153 299 mp, 453 2 292 zmB; 16 TMB, 1d 1 2 zmB, 25g usnM; Neu-Lauenburg,
1g sam, 1g zmB. - New Ireland: Schleinitz Mts., Lelet Plateau, X.1959,
W.W. Brandt, 1g 1 2 mp. Lessu, 1900, L. Bird, 1 £ Fc, 16 2 9£ TMB. Lemkamin
(BROUERIUS VAN NIDEK 1968). SW ridge above Camp Bishop, 15 km up Kait
River, 250m, 13.VII.1956, J.L. Gressitt, 1¢ BBM. E.R. Waite, 1g sam. Neu-
Mecklenburg, 1 2 sam, 1 2 MP.
Altro materiale: N. Guinea, 1932, Pratt, 19 BMNH, 1g Fc; IV.1959, 1g
19 Fc; 16 1 £ zmB. New Guinea NE, II.1979, J.H. Sedlacek, 1 9 js. Mdu, VIII.
1975, H. Ohlmus, 1 2 antic. Hudewa, Rev. L. Wagner, 2 gg 2 99 sam. Regenberg,
650 m, 10.V.1913, Burgers, 19 zmB. Doron, XI.1921, R. Nelli Rotschild, 1g
19 BMNH. APO, 2.III.1945, Edwin V. Miller, 1g usnm. Wamoro, 1g 2 99 zmB.
Bismarck Arch., 1g 12 msNG; coll. Kapczy-Haber Lajos, 19 TMB; 19 TMB;
Nordtochter, 28.X.1896, Dahl, 2 92 ZMB. 253 sam, 653 9 99 ZmB.
34. Polyrhanis variolosa (Blanchard) (figg. 10a, 17a)
Cicindela variolosa BLANCHARD 1853, Voyage au Péle Sud, L’Astrolabe et
La Zélée, Zool. 4, p. 6, Atlas Ins., pl. 1 fig. 4;
Cicindela variolosa; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 349;
Polyrhanis variolosa; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie molto simile alle precedenti, ma distinguibile per il pronoto
più stretto e meno cordiforme, per il clipeo pubescente, e per la fascia
centrale del disegno elitrale più corta. Risulta descritta della costa me-
ridionale della Nuova Guinea, ma successivamente Horn (1926) ha
messo in dubbio la sua presenza su quest'isola, citandola solo di Batjan
nelle Molucche. In effetti quasi tutti i pochi esemplari da me visti pro-
vengono da Halmahera (Gilolo) e piccole isole viciniori (Batchian, 11 es.
BMNH, 1g Fc; ex Mus. Mniszech, 1g mp; Acq. E. Deyrolle, 1870,
19 msnc. Bacan, Wayaua, 5-16.VII.1985, logged forest & camp, J.
Huijbregts, 1g RNH. Kaioa, 1 es. BMNH. Gilolo, ex Mus. H.W. Bates,
19 mp; acq. A. Boucard, 1873, 1 2 MsNG), ma un g del mp sembra con-
fermare l’appartenenza della specie alla fauna neo-guineana.
Materiale esaminato: 22 esemplari (di cui solo 4 della Nuova Guinea).
IRIAN JAYA. Fakfak: Setakwa River, A.S. Meek, 1g mp (edeago n. 1228 Rivalier).
Altro materiale: «Nov. Guinea, coll. Schaum», 16 2992 zmB. «Gd. S.,
Wallace », 1 es. BMNH.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 341
35. Polyrhanis boisduvali (W. Horn) (figg. 7c, 17b)
Cicindela Boisduvali Horn 1896, Deutsche ent. Zeitschr., p. 152 [« Humboldt-
Bay: Nov. Guinea »];
Cicindela boisduvali; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 349;
Polyrhanis Boisduvali; RivaLIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta su esemplari della Humboldt Bay, e citata più
tardi in letteratura di alcune altre località pure dell’Irian Jaya. I miei
dati estendono l’areale anche alla Papua New Guinea.
Materiale esaminato: 35 esemplari.
IRIAN JAYA. Manokwari: Wandammengebg., Wasior, VII.1928, E. Mayr, 13
ZMB. - Cendrawasih: Japen I., Mt. Baduri 1000 ft, VIII.1938, L.E.
Cheesman, 1¢ BMNH. - Paniai: Nabire, 1977, 1g Js. - Jayapura:
Humboldt Bay, IX-X.1893, E. Doherty, 1g mp (typus, edeago n. 1213 Rivalier),
1 paratypus DEI, 1 £ MP; coll. Van de Poll, 1 £ mp. Hollandia, I.1945, B. Malkin,
19 usnm, 1 9 Fc. Genjam, 40 km W of Hollandia, 100-200 m, 1-10.III.1960,
T.C. Maa, 13 mp. Waris, S of Hollandia, 450-500 m, 8-15.VIII.1959, T.C. Maa,
8 es. mp, 1 9 Fc. Zoutbron (Horn 1913a). - Jayawijaya: Alkmaar, Upper
Lorentz River (Horn 1913b). Snow Mts., Bernhard & Araucaria Camps (BROUE-
RIUS VAN NIDEK 1959).
PAPUA NEW GUINEA. East Sepik: Main River, Sepik, 11.1965, R. Hornabrook,
1g js. Maprik, 18-28.X.1957, J. Smart, 1g 19 BMNH, 1 £ Fc; 29.1X.1974, D.L.
Pearson, 2 gg pp. Ami nr. Maprik, 21-23.X.1957, J. Smart, 168 1 2 BMNH. Wewak,
4.X1.1957, J. Smart, 164 Fc; F.H. Taylor, 19 BMNH. - Morobe: Waritsian,
VI.1979, W.G. Ullrich, 1g Jw. Wamear River, 25.IX.1974, D.L. Pearson, 1g
19 pp.
Altro materiale: D.N.G., APO 565, 21.1.1945, S.G. Jewett, 19 usnm;
29.1V.1945, S.G. Jewett, 19 usnm. « Ancienne collection», 12 MP.
36. Polyrhanis declivis (W. Horn) (figg. 10b, 21a)
Cicindela declivis Horn 1900, Deutsche ent. Zeitschr., p. 364 [« Bismarck
Archip. (Gazelle paeninsula et Montes Baining) »];
Polyrhanis declivis; RivaLieR 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta della New Britain, sulla base di 2 gg e 1 9 raccolti
da Rudolf von Bennigsen, primo governatore della colonia tedesca, e
mai più citata in seguito. Anche DARLINGTON (1962) omette di elen-
carla nel suo catalogo. Il disegno elitrale è stato illustrato da HoRN
(1938, tav. 60, fig. 1). I pochi dati aggiuntivi in mio possesso confer-
mano trattarsi di un endemismo di quest'isola.
Materiale esaminato: 9 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. New Britain (Gazelle Peninsula): Mt. Sinewit, 900 m,
5-14.X1.1962, J. Sedlacek, 1g mp, 1g Fc. Baining Mts., St. Paul’s, 350 m, 5.IX.
1955, J.L. Gressitt, 19 mp. Warangoi, 250-600 m, 28-30.XI.1962, J. Sedlacek,
1g mp. Upper Warangoi, Illugi, 230 m, 8-11.XII.1962, J. Sedlacek, 1 £ mp; XI,
1g Fc, 1g js. 1974, 1 Fc. Wausagi, 300-500 m 1 9 Js.
342 F. CASSOLA
37. Polyrhanis perrinae n.sp. (fig. 8)
Diagnosis. Closely related to dechvis W.H., but larger.
Middle band elongated on margin, apical lunule connected with sub-
apical dot, labrum slightly shorter. Apex of aedeagus narrow, button-
ended.
Descrizione. Capo bronzato con riflessi rosati superiormente,
verdastri lateralmente. Strie orbitali forti ed evidenti, fronte liscia, qual-
che lieve ruga increspata trasversalmente dietro sul collo; guance striate
longitudinalmente. Mandibole bianco-avorio con apice e denti bruno-
rossicci nel g, quasi interamente bruno-rossicce nella 9. Palpi labiali
testacei, ultimo articolo bruno-nero metallico; palpi mascellari più
scuri anche alla base, con ultimi due articoli scuro metallici. Labbro
testaceo, trasverso, arrotondato ai lati, con una leggera punta sporgente
nel mezzo nel g, maggiormente prodotto in avanti nella 9. Antenne
con scapo e articoli 2-4 neri con qualche riflesso violetto metallico;
articoli dal 5° in poi bruno-neri, finemente e regolarmente pubescenti
(antenna sinistra ridotta al solo scapo in entrambi gli esemplari, quella
destra con soli 7 articoli nel g e 5 nella 9).
Pronoto dello stesso colore del capo, così largo che lungo, sub-
cilindrico, a lati leggermente arrotondati, con solchi anteriore e poste-
riore ben segnati ma poco profondi. Superficie liscia e glabra, con qual-
che leggera rugosità increspata lateralmente. Proepisterni bronzo scuri
con deboli riflessi cuprei o verdastri.
Elitre proporzionalmente grandi e allungate, più larghe del capo
con gli occhi, piuttosto convesse, di color bruno-porpora, con numerose
«gemmae » verdastre irregolarmente disposte sul disco, e punturazioni
più fitte nelle parti laterali e presso le spalle; declivio laterale, dalle
spalle fino al callo subapicale, nero-violetto metallico, lucido, nettamente
contrastante con il colore opaco del disco elitrale. Disegno composto
da una macchietta gialla sotto il callo omerale, brevemente allungata
lungo il bordo all’indietro, ma separata dalla macchia bianca subome-
rale, situata più all’interno sul disco; da una fascia mediana prolungata
alla base sul bordo in una sottile banda marginale, e diretta trasversal-
mente sul disco, dove si assottiglia progressivamente per terminare poco
oltre la metà dell’elitra, rimontando leggermente all’insù nella 9 al suo
estremo apice; e da una lunula subapicale, non raggiungente però la
sutura, che si connette sul disco alla macchia subapicale, formando con
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 343
Fig. 8 - Polyrhanis perrinae n.sp., holotypus ¢: habitus, labbro, edeago (a,b,d);
allotypus £: labbro (c). Polyrhanis excisilabris (W. Horn), g di Genjam: habitus, lab-
bro (e,f). Segmenti di scala: 1 mm.
344 F. CASSOLA
essa una sorta di uncino. Spina suturale molto piccola ma evidente,
soprattutto nella 9.
Parti inferiori bronzo-scure, glabre, con pubescenza bianca cori-
cata solo sulla parte laterale dello sterno e sull’estrema porzione poste-
riore dei metepisterni; sterniti addominali con riflessi bluastri, gli ultimi
due bruno-testacei.
Edeago allungato, affusolato, leggermente arcuato, fortemente ri-
gonfio nel mezzo, terminante in una punta allungata, leggermente dila-
tata a bottone al suo estremo apice.
Lunghezza: g 10 mm, 9 11 mm (senza labbro).
Holotypus 3 e allotypus 9 della PAPUA NEW GUINEA (New Ireland):
Schleinitz Mts., Lelet Plateau, X.1959, W.W. Brandt, rispettivamente
in coll. MP e in mia collezione; un’altra 9, non-tipo, con identici dati
di cartellino, in mp. L’allotipo, già visto da E. Rivalier, reca un suo car-
tellino manoscritto con l’indicazione « inconnue de Van Nidek ».
Derivatio nominis. Ho il piacere di dedicare questa
nuova bella specie a M.lle Hélène Perrin del Musée National d’ Histoire
Naturelle di Parigi, che con molta pazienza e cortesia mi ha inviato in
studio sia questi esemplari che molti altri materiali, tra cui anche tipi
unici, appartenenti a quel Museo.
Discussione. P. perrinae n. sp. è chiaramente vicina a P.
dechuis W.H. della New Britain, di cui potrebbe forse rappresentare
una distinta razza geografica. Le dimensioni maggiori, e le differenze
sia nel disegno elitrale che nella forma del labbro e dell’edeago, mi in-
ducono tuttavia a farne per ora una specie a sé stante, tanto più che
tutti gli esemplari di declivis da me esaminati si mostrano molto omogenei
e distinti.
38. Polyrhanis klynstrai (Brouerius van Nidek) (fig. 14)
Cicindela klynstrai BrovERIUS VAN NIipEK 1954, Ann. Mag. nat. Hist. 12,
p. 393 [« Japan Island, R. Manai-Undei »];
Cicindela klynstrai; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 347;
Polyrhanis Klynstrai; RivaLieR 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di una coppia g9, da me esaminata e
confrontata con le altre specie aventi un disegno elitrale simile. Pur-
troppo l’edeago dell’olotipo 3 appare danneggiato, e dalla figura fornita
da BroueRIUs van NIpEK (1954) non è possibile desumerne con chia-
rezza la forma dell’apice, carattere quest’ultimo di grande importanza
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 345
diagnostica. La collocazione sistematica della specie, per quanto sia
probabile che sia quella qui proposta, non può essere tenuta per sicura.
Non sono noti finora altri esemplari.
Materiale esaminato: 2 esemplari (tipi).
IRIAN JAYA. Cendrawasih: Japen I., R. Manai-Undei, 500 ft, X.1938, L.E.
Cheesman, 1g BMNH (holotypus), 1 2 1Tz (allotypus).
39. Polyrhanis paulae n. sp. (fig. 9)
Diagnosis. A Polyrhanis similar to P. loriat W.H. in elytral
markings, but having a completely different aedeagus. Colour dark,
with green or blue-violet reflections. Head and pronotum glabrous,
legs testaceous.
Descrizione. Capo con gli occhi più largo del torace, gla-
bro, di color verde-bronzato scuro con riflessi violacei su orbite, clipeo,
guance, collo e parti inferiori; occhi sporgenti, con strie orbitali forti,
e un’area liscia nel mezzo. Labbro testaceo, trasverso e con bordo si-
nuato nel g, avanzato nel mezzo in una punta subtriangolare nella 9;
5-6 setole presso il bordo esterno. Mandibole bruno-testacee, più scure
lungo il bordo apicale esterno. Palpi labiali e mascellari testacei, con
ultimo articolo verde metallico. Antenne con scapo e articoli 2-4 bruno-
verdi, con deboli riflessi violetti; articoli 5-11 blu-violetti scuri, fine-
mente pubescenti.
Pronoto verde bronzato scuro con riflessi violacei, nudo, un po’
ristretto all’indietro, con solchi trasversi anteriore e posteriore diritti
e ben segnati. Episterni cupreo-violetti con riflessi bluastri, glabri con
solo poche setole bianche alla base presso le coxae.
Elitre scure con riflessi verdi sulle spalle e blu-violetti sul margine,
specialmente intorno alla linea marginale e alla macchia subapicale;
scutello verde-blu contornato di cupreo. Scultura formata da punti
radi e piccoli, egualmente distanziati, quasi obsoleti dopo la metà, e
da una ventina di punti più grandi contornati da gemmae verde metallico
un po’ cianescente, piuttosto piccole. Disegno elitrale bianco formato
da una lunula omerale appena unita sul bordo (giallo bruna nella parte
anteriore), da una breve linea marginale mediana, da una macchia ton-
deggiante discale piuttosto grande all’interno di questa e un po’ più
in alto, da un’altra macchia discale un po’ più piccola nella parte po-
steriore, e da una macchia subapicale triangolare e allungata, non rag-
346 F. CASSOLA
Fig. 9 - Polyrhanis paulae n.sp., holotypus g: habitus, labbro, edeago (a,b,d); al-
lotypus 9: labbro, elitra sinistra (c,e). Segmenti di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 347
giungente pero l’apice. Specchio elitrale della 2 piccolo, prolungato
obliquamente fino alla sutura. Angolo apicale dotato di una breve spina
suturale. Epipleure bruno-testacee.
Parti inferiori blu-violetto metalliche, scure, ad eccezione dell’ul-
timo sternite e dell’apice del penultimo che divengono testacei; pube-
scenza bianca coricata limitata a episterni ed epimero del mesotorace,
e alle parti esterne del metasterno e delle coxae, nonché, ma più rada
e scarsa, agli episterni del metatorace e alle parti esterne degli sterniti
addominali. Coxae anteriori e mediane, e apice di quelle posteriori,
testacee; trocanteri e zampe giallo-testacei, verde violetto metallico al-
l’apice delle tibie e dei tarsi.
Edeago bruscamente piegato dopo il primo terzo, poi progressiva-
mente appuntito fino all’apice, dove esiste un piccolo dente sporgente
all’insù.
Lunghezza: g 8.5 mm, £ 9 mm (senza labbro).
Holotypus 3 della PAPUA NEW GUINEA (Western Province): Kiunga,
1978, J.H. Sedlacek, in mia collezione. Pur senza poterne avere la piena
certezza, attribuisco a questa specie, designandolo come allotipo, un
esemplare 2) della, Gulf Province: iri nr Keremay AVIO 59 RCD!
Michener, in MP.
Derivatio nominis. Dedico questa interessante e pro-
blematica nuova specie a mia moglie Paola, che con pazienza e com-
prensione, da tanti anni, sopporta e anzi incoraggia questo mio « vizio »
entomologico.
Discussione. Da P. klynstrai B.v. Nidek, alla quale in un
primo momento l’avevo attribuita, la nuova specie differisce per il
disegno elitrale, per la forma del labbro, per le spalle meno larghe ri-
spetto al pronoto e, per quanto può giudicarsi dalla figura fornita da
BROUERIUS VAN NIDEK (1954), anche per la forma dell’edeago. Molto
simile pure a P. loriai W.H., di cui appresso, che presenta un disegno
elitrale analogo ma con la linea marginale sopravanzante in avanti la
macchia discale, non ha il margine laterale blu-violetto intorno alle
macchie laterale e subapicale, mostra una colorazione in generale più
chiara, e possiede inoltre un edeago completamente diverso. Il disegno
elitrale di P. paulae n. sp. è quasi identico a quello di altra specie di
prossima descrizione di San Cristobal I., nelle Solomon Islands (Cas-
SOLA, in prep.), ma anche quest’ultima si differenzia nettamente per
la forma particolare delle mandibole e per il ben diverso edeago.
348 F. CASSOLA
40. Polyrhanis bennigsenia (W. Horn) (figg. 10c, 20a, 21b)
Cicindela bennigsenia Horn 1901, Deutsche ent. Zeitschr., p. 357 [« In insula
Nova Guinea ad ripam fluminis Herculis »];
Cicindela bennigsenia; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 347;
Polyrhanis bennigsenia; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie apparentemente ristretta alla parte sud-orientale della Nuova
Guinea (c.d. «bird’s tail»). Solo tre località risultano citate finora in
letteratura. L’edeago diritto, allungato a stilo, avvicina questa specie
al gruppo di funerata e delle altre specie sin qui considerate.
Materiale esaminato: 19 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Morobe: Mo River, 16.1.1978, E.W. Stiles, 2 53 pp. Hercules
River (Horn 1901b). - Northern Province: Popondetta, X.1957, J.
Sedlacek, 1g Fc; 4.X1.1957, J. Sedlacek, 1g 1 2 js. Kokoda, 1200 ft, VII.1933,
L.E. Cheesman, 3 gg 19 BMNH; 8.XI.1957, J. Sedlacek, 1 9 Fc, 1g js. Mt. La-
mington, 1300-1500 ft, C.T. McNamara (Horn 1932a), 1g sam, 3 gg 1 2 ANic.
Dobodura (BROUERIUS van NIDEK 1953). Binigumi, Popondetta, 1972-73, T.L.
Fenner & P.M. Room, blacklight, 11 es. pprk (W. Ismay i.l.). - Central
Province: Dilo, VI-VII.1890, L. Loria, 19 msnc. - Milne Bay: KB
Mission Milne Bay, 18.111.1944, K.V. Krombein, 1g 1 2 USNM.
+
Fig. 10 - Edeago di: a. Polyrhanis variolosa (Blanchard), g di Batchian (visione la-
terale sinistra e dorsale); b. P. declivis (W. Horn), g di Illugi; c. P. bennigsenia (W.
Horn), g di Popondetta; d. P. loriai (W. Horn), g di Kokoda; e. P. pupilligera (Chau-
doir), g di Has; f. P. cheesmanae (Brouerius van Nidek), holotypus g. Segmento di
scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 349
41. Polyrhanis aruana (Dokhtouroff) (figg. 15a, 20b, 21d)
Cicindela aruana DOKHTOUROFF 1887, Ann. Soc. ent. Belgique 31, p. 155
[« He Arou »];
Cicindela aruana; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 346;
Polyrhanis aruana; RivaLiER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie endemica delle Is. Aru. L’edeago appare semplice, appun-
tito, diverso da quello delle specie precedenti.
Materiale esaminato: 11 esemplari.
IRIAN Java. Fakfak: Aru Is., Ureiuning, 1884, C. Ribbe, 1¢ mp, 13 TMB, 463
3 22 zB, 1g Fc; Wamma Dobbo (= Wamar, Dobo), 1883, C. Ribbe, 13 mp.
42. Polyrhanis denudata (W. Horn) (figg. 15b, 171, 20c)
Cicindela denudata Horn 1935, Nova Guinea 17, p. 301 [« Neu-Guinea,
Kokoda »];
Cicindela denudata; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 347;
Polyrhanis denudata; RivALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Di questa specie, nota finora solo per i tre esemplari tipici raccolti
oltre 50 anni fa da L. Evelyn Cheesman, ho potuto esaminare la coppia
32 del BMNH. Il disegno elitrale molto caratteristico esclude ogni con-
fusione con le altre specie del genere. L’edeago è risultato pure molto
distinto, a forma di fuso appuntito all’estremità, assimilabile dunque
a quello della specie precedente.
Materiale esaminato: 2 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Northern Province: Kokoda, 1200 ft, V-VI.1933,
L.E. Cheesman, 1¢ 1 2 BMNH (sintipi).
43. Polyrhanis ancorifera (W. Horn) (figg. 15c, 21h)
Cicindela ancorifera Horn 1897, Ann. mus. civ. St. nat. Genova 37, p. 271
[« Hatam (Nov. Guinea) »];
Cicindela ancorifera; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 350;
Polyrhanis ancorifera; RivaLieR 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie abbastanza ben conosciuta e facilmente riconoscibile. Messa
talvolta in relazione, per la notevole rassomiglianza di facies, con le
Neocicindela neozelandesi (BROUERIUS VAN NIDEK 1959, DARLINGTON
1962), è stata più esattamente ricondotta da RIvaLIER (1963) nell’am-
bito del genere Polyrhanis. All’interno di questo, tuttavia, essa occupa
una posizione alquanto isolata, a causa dell’insolita forma sia dell’edeago
che del labbro e del pronoto. Descritta di Hatam nel Vogelkop, sulla
base di esemplari raccolti da O. Beccari (cinque dei quali da me esami-
nati presso il MSNG), risulta esser stata successivamente raccolta in nu-
350 F. CASSOLA
merose altre località dell’intera isola, la maggior parte delle quali a
quote superiori ai 1500 m. Eccezion fatta per la Japen I., sembra man-
care nelle isole viciniori, e in particolare nell’Arcipelago Bismarck.
Materiale esaminato: 152 esemplari.
IRIAN JAYA. Manokwari: Hatam (Horn 1897); VII.1895, O. Beccari, 1g ZMB.
Hatam, Arfak Mts., VI-VII. O. Beccari, 3 gg 2 99 MsNc. Sakoemi (Horn 1932b).
- Cendrawasih: Japen I., Mt. Baduri 1000 ft, VIII.1938, L.E. Cheesman,
154 mp. - Paniai: Nabire, S. Geelvink Bay, 3.VII.1963, J.L. Gressitt, 1 9
BBM. Wissel Lakes (BROUERIUS VAN NIDEK 1959); Enarotali, 1850-2050 m, 2-
6.VIII.1962, J. Sedlacek, 43d 2 99 BBM, 16 Js.- Jayawijaya: Snow Mts.:
Rattan, Sigi, Lower Mist & Mist Camps (BROUERIUS van NIDEK 1959).
PAPUA NEW GUINEA. East Sepik: Amboin, Karawari River, VI.1974, R. Horna-
brook, 1g NMw. - Western Highlands: Yaibos, 2030-2180 m, 11.VI.
1963, J. Sedlacek, 12 mp. Jimi V., Baiyer River, 1750 m, 7-26.11.1979, J. Sed-
lacek, 1 2 js. Kairink V., Schrader Range, 1-30.XII.1970, R.N.H. Bulmer, 1g
ANIC, 1g Fc. Upper Kairink Valley, Schrader Range, Kaironk, 12.X.1973, R.N.H.
Bulmer, 12 anic. Mount Hagen, IX.1961, 19 anic. 25 mi. NE Mt. Hagen,
6000 ft, 5.VII.1974, H.F. Howden, 1 g HH. Mt. Hagen area, Kubor Range, 7000 ft,
8.VIII.1974, H.F. Howden, 1g HH. Nondugl, 5500 ft, 1950, W.W. Brandt,
19 anic. - Southern Highlands: Muller Plateau, Atca-gana-anda,
VII-VIII.1978, G. Smith, 1g anic. Koroba, 40km W of Tari, 1750-1800 m,
15-26.IX.1963, R. Straatman, 2 d¢ 2 92 BBM, 1 £ Fc. Kandep, 8000 ft, XII.1961,
W.W. Brandt, 3 gg anic. Mendi, VIII.1976, H. Ohlmus, 1 9 anic. - Eastern
Highlands: Chimbu Valley, Bismarck Range (BROUERIUS VAN NIDEK 1953).
Lufa, Mt. Michael, 18.X.1972, R. Hornabrook, 1g Nmw. Okapa, Purosa, 1700-
2000 m, 18.1.1966, J. Sedlacek, 1763 4 922 BBM, 2gg3 3 92 Fc. Okapa, Okasa,
1400-1600 m, 17.1.1966, J. Sedlacek, 5¢3 BBM. Waisa nr. Okapa, c. 5000 ft,
15.11.1965, M.E. Bacchus, 14 BMNH. Kainantu, 1500 m, 20.1.1966, J. & M.
Sedlacek, 19 BBM. Onerunka nr. Kainantu, X.1979, 963 7 92 Jw. 20 km SW
Kainantu, 1800 m, 16.1.1966, J. Sedlacek, 5gg3 1%9 BBM. Aiyura, 1700-1800 m,
9.1.1965, J. Sedlacek, 19 BBM; 25-27.IX.1957, J. Smart, 2 gg 1 2 BMNH, 1g FC;
1963, native gardens, L. Smee & J.H. Barrett, 2 es. pPIK (W. Ismay i.l.). Kassem
Pass, 25.XII.1973, R. Hornabrook, 1 9 NMw. Sonofi, 13.VI.1979, 1 2 Jw. Mara-
waka, VII.1979, 19 yw. Frigano, 7.XII.1976, J. Stibick, 2 dd 2 99 DPIK, 1¢ Fc.
- Madang: Simbai, 1600-1800 m, X.1968, N.L.H. Krauss, 2 9£ BBM. Fi-
nisterre Mts., Moro, 5000 ft, 30.X-15.XI.1964, M.E. Bacchus, 16 BMNH, 1g
FC; Budamu, 4000 ft, 15-24.X.1964, M.E. Bacchus, 1g 19 BMNH. - Morobe:
Saruwaged Mts., Junzaing, 1400 m, 1.1929, E. Mayr, 12 zmB. Ngwanduo-
Junzaing, Huon Peninsula (DaRLINGTON 1962). Tumnang, Huon Pen. (DARLINGTON
1962). Sepalakampang, Salawaket Range, 1900 m, 11-14.IX.1956, E.J. Ford Jr.,
12 mp. Mindik, 1200-1600 m, IX.1968, N.L.H. Krauss, 1 2 BBM. Salamaoua,
1700 m, 12 rc. Ulap, 800-1100 m, IX.1968, N.L.H. Krauss, 1g BBM. Wau,
1150-1250 m, 22.11.1966, J. Sedlacek, 14 BBM; 1600 m, 5-6.11.1970, J. & M.
Sedlacek, 2 gg BBM; 2000 m, 28.XII, 12 Fc. Wau, Mt. Missim, 1150-1600 m,
21.111.1964, J. Sedlacek, 1g 12 BBM; 1700 m, 16.11.1979, J. Sedlacek, 1g pp;
1950 m, 26-28.III.1982, R.T. Bell, 19 RB. Mt. Missim (BROUERIUS VAN NIDEK
1953). Aseki, 1 es. js; 19.111.1982, J. Strazanac, 1g 192 RB. Mt. Kaindi, 16 km
SW of Wau, 2300 m, 5-7.X.1962, J. Sedlacek, 1¢ BBM; 2350m, 31.XII.1964,
J.L. Gressitt, 1g Fc, 1g BBM; 2000-2350 m, 31.X11.1964-11.1.1965, J. Sedlacek,
2453 3 99 BBM; 2400 m, 15-16.1V.1965, J. Balogh & J.J. Szent-Ivàny, 19 TMB;
2350 m, 25.XII.1978, J. Sedlacek, 1g js; 2350 m, II.1974, 14 Fc; 2350 m, 1g
19 Fc; 2300 m, 8.III.1982, R.T. Bell, 1g RB, 1g Fc. Edie Creek, 2000-2100 m,
5.IV.1965, J. & M. Sedlacek, 13 BBM; V.1969, J. Sedlacek, 1g TMB; 7.X, 14
FC; 2100 m, 21.IX.1963, 1g Fc. Mt. Amingwiwa, 1000-2300 m, 12-13.1V.1970,
J.L. Gressitt, 1 9 BBM. Bulldog, 18.VII.1979, E.W. Stiles, 1g pp. Garaina, 1800 m,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 351
19 js. - Northern Province: Owen Stanley Range, Goilala, Bome
1950 m, 24.II-7.III.1958, W.W. Brandt, 1g mp; Iongai, 10 km E of Mt. Albert
Edward, 1800-1850 m, 8-10.XI.1965, J. Sedlacek, 1g Bam. - Central Pro-
vince: Woitape, 1959, native gardens, L. Smee & J.H. Barrett, 2 es. DPIK
(J.W. Ismay i.l.).
44. Polyrhanis pupillata (Schaum) (figg. 17c, 18a, 20n)
Cicindela pupillata ScHaum 1863, J. Ent. 2, p. 60 [« Habitat in insula Mysol »];
Cicindela pupillata; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 346;
Polyrhanis pupillata; RivaLiER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Descritta di Misool su materiale di A.R. Wallace, questa specie è
genericamente indicata della Nuova Guinea da Horn (1926), ma nes-
suna località precisa era finora conosciuta per l’isola maggiore. L’edeago
differisce nettamente da quelli delle specie finora esaminate per la pre-
senza presso l’apice di un breve sperone dorsale.
Materiale esaminato: 21 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Ramoi, VI.1872, L.M. D'Albertis, 1 2 msNc. Dorei Hum,
11.1875, 1 9 MsNG; ex Mus. Van Lansberge, 1g 1 £ mp. Misool I., 253 1 2 BMNH;
Wallace, 1g Fc. Salwatty I., 1d 19 BMNH.
Altro materiale: New Guinea, 1 2 BMNH; ex Mus. H.W. Bates, 1892, 1g
MP; coll. Schaum, 1g 3 22 zmpB; acq. E. Deyrolle, 1870, 1g msNnG. « Sumatra, A.
Boucard 1873 » (loc. certamente errata), 1 5 1 9 msne. « Malacca » (loc. certamente
errata), 15 12 BMNH.
45. Polyrhanis innocentior (W. Horn) (figg. 17h, 20h)
Cicindela innocentior Horn 1904, Deutsche ent. Zeitschr. p. 427 [« Sattelberg
(Deutsch Neu-Guinea) »];
Cicindela innocentior; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 347;
Polyrhanis innocentior; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di due esemplari $2 provenienti da Sat-
telberg nella Huon Peninsula, da me riesaminati. L’edeago del g è
risultato mancare, ma l’organo è stato figurato dallo stesso Horn (1938,
tav. 60, figg. 4b-c) ed appare dotato anch’esso dello sperone apicale
caratteristico di questo gruppo di specie. Al disegno di Horn corri-
sponde perfettamente, del resto, l’edeago di un ¢ del sam già visto e
determinato da W. Horn nel 1931, per cui l’identificazione della specie
può dirsi sicura e completa. I pochi dati a disposizione sembrano con-
fermarne una distribuzione limitata alla Huon Peninsula e alla costa
immediatamente a nord di essa.
Materiale esaminato: 10 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Madang: Erima, Astrolabe Bay, 1899, L. Biro, 1% rc. -
Morobe: Wareo, 1g sam (con edeago danneggiato da un antreno). Sattelberg,
352 F. CASSOLA
13 1% pei (sintipi), 1 2 zmB. Finschhafen, Rev. L. Wagner, 1g 1 9 sam, 1g Fe.
Htld. v. Finschhafen (Hinterland von Finschhafen), 1.1930, L. Wagner, 1 9 Fc.
Altro materiale: «Korea, Chemulpo» (loc. certamente errata), 19 ZmMB.
46. Polyrhanis excisilabris (W. Horn) (figg. 8, 15d)
Cicindela excisilabris Horn 1905, Deutsche ent. Zeitschr., p. 160 [« Neu
Guinea »];
Cicindela excisilabris; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 345;
Polyrhanis excisilabris; RivaLIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di un unico g di provenienza impreci-
sata. Pur non avendo potuto esaminare l'esemplare in questione (il cui
disegno elitrale è comunque figurato in Horn 1933, tav. 59, fig. 18),
ritengo di poter attribuire alla medesima specie anche un g del mp,
di cui fornisco il disegno elitrale e quello dell’edeago, sottolineando per
quest’ultimo l’insolito carattere dello sperone apicale, sporgente per-
pendicolarmente dall’apertura distale, e del tutto rispondente alla de-
scrizione originale [« Der Penis... schickt dann fast rechtwinklig einen
diinnen langen stiftformigen Fortsatz aus (ich glaube nicht, dafs letzerer
ein Artefact ist!) » (Horn 1905a)].
Materiale esaminato: 1 esemplare.
IRIAN JAYA. Jayapura: Genjam, 40km W of Hollandia, 100-200 m, 1-10.III.
1960, T.C. Maa, 1g mp.
47. Polyrhanis pseudopupillata (W. Horn) (figg. 17d, 18b, 20g)
Cicindela pseudo-pupillata Horn 1938, Beihefte Berlin-Dahlem 5, p. 12, pl. 59,
fig. 26 [«im Torricelli Gebirge von Neu-Guinea »];
Cicindela pseudopupillata; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126,
p. 347;
Polyrhanis pseudopupillata; RivaLieR 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di un unico g, da me esaminato, al quale
ho potuto confrontare alcuni ulteriori esemplari. L’edeago è risultato
dotato di un corpo massiccio, appena ristretto all’apice, munito di uno
sperone terminale simile a quello già visto per le specie precedenti.
Materiale esaminato: 7 esemplari.
IRIAN Java. Jayapura: Cyclops Mts., Sabron, Camp 2, 2000 ft, V.1936, L.E.
Cheesman, 1g BMNH. Mt. Nomo, S of Mt. Bougainville, 700 ft, II.1936, L.E.
Cheesman, 1 2 BMNH (vidit et det. W. Horn, 1939). Waris, S of Hollandia, 450-
500 m, 1-7.VIII.1959, T.C. Maa, 1 9 mp.
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Vanimo, F.H. Taylor, 19 BMNH. - East
Sepik: Kais. Wilhelmsland, Torricelli Gebirge, Dr. Schlaginhaufen, 14 DEI
(holotypus). Torricelli Mts., Sugoitei Vill., 6-9.II.1959, 900 m, W.W. Brandt,
1g mp. - Morobe: Lae, 15.11.1979, J. Sedlacek, 19 rc.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 353
48. Polyrhanis olthofi (Brouerius van Nidek) (fig. 11)
Cicindela olthofi BROUERIUS VAN NIDEK 1959, Nova Guinea, 10, p. 186 [« Snow
Mountains in Central New Guinea »];
Cicindela olthofi; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 349;
Polyrhanis Aethofi (sic!); RivaLIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
A questa specie, descritta su 5 es. delle Snow Mts. (Bernhard Camp),
attribuisco, previo confronto con un paratipo g della collezione B.v.
Nidek, e successivo controllo anche dell’olotipo g, sia una £ del TMB
Fig. 11 - Polyrhanis olthofi (Brouerius van Nidek), holotypus g: habitus, labbro,
edeago (a,b,c). Segmenti di scala: 1 mm.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 23)
354 F. CASSOLA
(erroneamente determinata da Csiki come «Crcindela innocentior W.
Horn »), sia un g del mp, di più recente cattura, erroneamente deter-
minato (probabilmente dallo stesso B.v. Nidek) come pseudopupillata
W. Horn. Mentre la separazione da quest’ultima specie è per questo
esemplare precisa e non lascia posto a dubbi, il confronto con il para-
tipo g di olthofi sembra confermare la determinazione proposta, pur in
presenza di qualche lieve differenza di colorito e di disegno elitrale. La
specie resta comunque ancora insufficientemente conosciuta.
Materiale esaminato: 4 esemplari.
IRIAN JAYA. Jayawijaya: Snow Mts., Neth. Ind.-American New Guinea Exped.,
Bernhard Camp, 164 RNH (holotypus). Mountain slope above Bernhard Camp,
IV.1939, L.J. Toxopeus, 1g ITZ (paratypus; edeago n. 1279 Rivalier).
PAPUA NEW GUINEA. East Sepik: Torricelli Mts., Nengian Vill., 17-24.XI.1958,
W.W. Brandt, 1g mp. - Madang: Mt. Hansemann, Astrolabe Bay, 1901,
L. Bird, 1 2 TMs.
49. Polyrhanis vannideki n.sp. (fig. 12)
Diagnosis. A small Polyrhanis with testaceous legs, elytral
markings similar to those of P. ribbec W. Horn (Solomon Islands),
and aedeagus similar to that of P. znnocentior W. Horn. Mandibles of
male enlarged in their outward edge.
Descrizione. Capo verdastro un po’ dorato, con riflessi
bronzei sopra, cianescenti lateralmente e inferiormente, distintamente
striato tra gli occhi, con una piccola zona liscia nel mezzo del vertice;
guance glabre. Labbro testaceo, trasverso nel 3, troncato e un po’ in-
cavato davanti; piu lungo nella 9, triangolare, con un dente centrale
piuttosto lungo. Mandibole giallo-chiare, brune sull’arco apicale e sui
denti interni, larghe e appiattite superiormente, piuttosto lunghe, smar-
ginate nel g all’infuori e in basso lungo la loro curva apicale esterna, di
forma normale nella 9. Palpi labiali e mascellari testacei, con ultimo
articolo verde metallico. Primi quattro articoli delle antenne bruno-
violetti, 5° articolo del g molto più lungo dei precedenti, bruno con
pubescenza fine e regolare; gli altri articoli mancanti in entrambi gli
esemplari.
Pronoto verde bronzato con qualche riflesso cupreo o violetto,
glabro con solo 3-5 setole bianche coricate lungo i bordi esterni. Forma
leggermente trapezoidale, un po’ ristretta indietro; linea longitudinale
visibile ma finissima, disco un po’ bombato all’indietro nel centro, si
da formare una sorta di piccola protuberanza prima del solco trasversale
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 355
Fig. 12 - Polyrhanis vannideki n.sp., holotypus g: habitus, labbro, edeago (a,b,c);
allotypus £: labbro, elitra sinistra (e,d). Segmenti di scala: 1 mm.
356 F. CASSOLA
posteriore, evidente soprattutto nella 9. Episterni verde-dorato ciane-
scenti, glabri con poche setole bianche sparse nella meta inferiore.
Elitre più larghe del capo con gli occhi, parallele, moderatamente
convesse, un po’ dilatate nel mezzo e squadrate all’indietro nella 9;
angolo suturale con piccola spina apicale. Colore di fondo bruno-porpora
scuro, con punturazioni verde-blu regolarmente disposte, ma impresse
solo nella metà anteriore, oltre a 15-20 gemmae più grandi, tondeggianti,
di color verde brillante. Disegno elitrale formato da una lunula omerale
brevemente unita sul bordo (giallo-bruna nella sua parte basale), da
una breve linea marginale, da una macchia trasversa discale all’interno
di questa, da un punto tondeggiante più piccolo nella parte posteriore
del disco, e da una macchia subtriangolare allungata nell'angolo sub-
apicale del bordo esterno. La 9 è dotata di un largo specchio elitrale
lucido, nero-violetto, di forma subtriangolare.
Parti inferiori verde-blu metalliche con forti riflessi violetti; ul-
timo sternite addominale testaceo. Pubescenza bianca, lunga e coricata
limitata alle parti laterali delle coxae e degli sterniti addominali, nel g
anche sui metepisterni. Zampe testacee, un po’ rabbrunite sui femori
(salvo un anello più chiaro agli apici), blu-violetto metalliche all’apice
delle tibie e sui tarsi. Edeago largo alla base, con bordo rettilineo sul
lato ventrale, munito di un breve sperone apicale rivolto all’insù.
Lunghezza: g9 7.5 mm (senza labbro).
Holotypus g e allotypus 9 della PAPUA NEW GUINEA (East Sepik):
Torricelli Mts., sea falls near Afua, 1700 ft, 1939, P.G. Moore, ri-
spettivamente in BMNH e mia collezione.
Derivatio nominis. Dedico questa graziosa specie, con
vivo piacere, al caro collega Dr. C.M.C. Brouerius van Nidek, che
prima di me ha studiato con tanto acume e con lusinghieri risultati la
fauna cicindelologica della Nuova Guinea.
A
Discussione. La specie è molto vicina a innocentior W.H.,
cui soprattutto l’accomunano la forma dell’edeago e delle elitre, le zampe
testacee e le dimensioni del corpo; ne differisce però per il disegno elitrale,
per lo specchio elitrale 9 assai più ampio, per la spiccata protuberanza
del disco posteriore del pronoto, per la forma diversa del labbro e delle
mandibole del g. Per il disegno elitrale somiglia invece a ribbei W.H.
delle Solomon Islands, che ha però un edeago assai diverso e appartiene
ad altro gruppo di specie.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 357
Fig. 13 - Polyrhanis toxopeusi (Brouerius van Nidek), paratypus g: habitus, labbro,
edeago (a,b,c); paratypus 9: labbro (d). Segmenti di scala: 1 mm.
358 F. CASSOLA
50. Polyrhanis toxopeusi (Brouerius van Nidek) (fig. 13)
Cicindela toxopeusi BROUERIUS VAN NIDpEK 1959, Nova Guinea, 10, p. 185
[« Snow Mountains in Central New Guinea »];
Cicindela toxopeusi; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 348;
Polyrhanis Toxopei (sic!); RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta delle Snow Mts. (Bernhard & Araucaria Camps),
di cui ho potuto esaminare alcuni paratipi. Il disegno elitrale, assai
caratteristico, è da solo sufficiente a far riconoscere la specie, la cui
diagnosi è completata qui dal disegno del labbro e dell’edeago. Que-
st’ultimo appare caratterizzato da una formazione apicale assolutamente
inconfondibile, assimilabile comunque allo sperone tipico del gruppo
di P. pupillata. La specie non pare esser mai più stata ripresa.
Materiale esaminato: 5 esemplari.
IRIAN JAYA. Jayawijaya: Snow Mts., Bernhard & Araucaria Camps (BROUERIUS
VAN NIpDEK 1959); Bernhard Camp B, 100 m, 5.IV.1939, L.J. Toxopeus, 14 19
ITZ (paratipi), 2g6g AMNH (paratipi), 1g FC (paratipo).
51. Polyrhanis loriai (W. Horn) (figg. 10d, 14)
Cicindela Loriae Horn 1897, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova 37, p. 272
[<Paumomu Riv. (Nouvelle Guinée britannique) »];
Cicindela loriae; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 347;
Polyrhanis Loriai; RivaLieR 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Descritta sulla base di due sole 99 raccolte da L. Loria, questa
specie non risultava in letteratura esser mai più stata raccolta in seguito.
Grazie alla cortesia dell'amico Dr. Roberto Poggi ho potuto esaminare
il sintipo del MsNG (l’altro si trova a Eberswalde), e rendermi così conto
di cosa sia la specie. Questa appare abbastanza ben caratterizzata, con
elitre allungate e parallele, leggermente più larghe in avanti, e con
zampe testacee a femori scuriti nella loro metà distale (salvo un anello
testaceo preapicale, più evidente nei femori anteriori e mediani). Il
labbro è piuttosto ampio, subtriangolare, allungato nel mezzo in un
dente molto pronunciato. Il disegno elitrale (raffigurato in Horn 1938,
tav. 60, fig. 2) presenta una lunula omerale breve e divisa, e una macchia
subapicale di forma triangolare, non raggiungente l’apice.
La cosa più interessante è che presso il MsNG ho trovato anche altri
due esemplari g9 pure riferibili a questa specie, anch’essi raccolti da
L. Loria ma evidentemente non esaminati da W. Horn. L’edeago mostra
una forma diversa da quella osservabile nelle specie precedenti, essendo
privo di sperone preapicale, ma dotato di un apice brevemente uncinato,
secondo uno schema che ritroveremo anche nelle specie più sotto e-
lencate.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 359
Pure a /oriai attribuisco, oltre a una £ di recente cattura, un ¢ del-
l’rrz di Amsterdam, gia attribuito dall’amico B.v. Nidek a P. klynstrat,
specie da lui stesso descritta dell’Is. Japen. Il confronto con l’allotipo
Fig. 14 - Polyrhanis loriai (W. Horn), holotypus 9: habitus, labbro (a,b); g di Ko-
koda: labbro, elitra sinistra (c,d). Polyrhanis klynstrai (Brouerius van Nidek), allotypus
2: habitus (e). Segmenti di scala: 1 mm.
360 F. CASSOLA
di klynstrai mostra in effetti che si tratta di due specie diverse, cosa
confermata anche dall’esame dell’edeago, che è risultato ben distinto
da quello figurato da BRouERIUS van NIDEK (1954) e identico, invece,
a quello del § sopra menzionato.
Materiale esaminato: 5 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Gulf Province: Purari River, I.1894, L. Loria, 1 2 msne.
- Northern Province: Kokoda trail, 600 m, VI.1972, R. Straatman,
1g 1Tz. - Central Province: Aieme River, 22.IX.1983, river margin,
J.W. Ismay, 1 DpPIK. Paumomu River, IX-XII.1892, L. Loria, 1 2 MsNe (syn-
typus). Moroka, 1000 m, IX-X.1893, L. Loria, 1g msn.
52. Polyrhanis io (W. Horn) (figg. 18c, 20d, 21e)
Cicindela Io Horn 1900, Deutsche ent. Zeitschr., p. 203 [« Milne Bay (N.
Guinea) »];
Cicindela 10; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 345;
Polyrhanis jo (sic!); RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di una sola coppia 39 della Milne Bay,
nell’estrema punta sud-orientale della Nuova Guinea, poi ritrovata
nella stessa località anche da DARLINGTON (1962). Le attribuisco qui
tre ulteriori esemplari provenienti anch'essi dalla « bird’s tail ». L’edeago,
già raffigurato da RIvALIER (1963, fig. 5), è del tipo ad apice uncinato,
con un breve sperone triangolare rivolto all’insù. Il labbro della 9 è
poi particolare, presentando un lungo dente mediano tronco, molto
sporgente in avanti soprattutto nell’es. di Goodenough Island; e oc-
corre ricordare che nella descrizione di Horn (1900a) viene così pa-
ragonato a quello di pupilligera Chaudoir: «labro... £ valde breviore
angusto antice recte truncato, dente centrali multo longiore (longis-
sima!) ornato ».
Materiale esaminato: 2 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Central Province: Brown River, 23.X.1960, J.L. Gressitt,
13 mp. 90km E of Port Moresby, 16.11.1979, J. Sedlacek, 19 Fc. - Milne
Bay: Milne Bay (Horn 1900a, DarLINGToN 1962). Goodenough I., Bolu-Bolu,
29.1V.1982, near stream, J. Strazanac, 19 RB.
53. Polyrhanis microgemmea (W. Horn) bona species (fig. 18d, 20e,
21f)
Cicindela io microgemmea Horn 1932, Rec. S. Austr. Mus. 4, p. 551 [« La-
mington Mountains, New Guinea »];
Cicindela io microgemmea; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126,
p. 345;
Polyrhanis jo microgemma (sic!); RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Di questa specie, descritta del Mt. Lamington Plateau come sotto-
specie della precedente, ho potuto esaminare una lunga serie parato-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 361
Fig. 15 - Edeago di: a. Polyrhanis aruana (Dokhtouroff), g di Ureiuning, Aru Is.;
b. P. denudata (W. Horn), paratypus g (visione laterale sinistra e dorsale); c. P. an-
corifera (W. Horn), g del Mt. Kaindi; d. P. excisilabris (W. Horn), g di Genjam;
e. P. delicata (Bates), g di « New Guinea ». Segmento di scala: 1 mm.
potipica (SAM, ANIC) molto omogenea. I caratteri che la differenziano
da P. to (o almeno dai pochi esemplari che di quest’ultima ho potuto
vedere) si presentano assai netti e costanti, e conferiscono all’insetto
una facies complessiva alquanto diversa. Colpiscono in particolare le
dimensioni minori, la peculiare lucentezza metallica delle elitre, la lu-
nula omerale intera sottile e virgolata, e la forma arrotondata della mac-
chia subapicale; il labbro appare inoltre leggermente più lungo, ma do-
tato, anche nella 9, solo di un piccolo dente centrale moderatamente
prominente, assai diverso da quello lungo e tronco che presenta la 9
di zo sopra esaminata. Ancora, l’edeago appare più sottile, e munito di
uno sperone apicale molto più lungo che in zo. A causa di tali importanti
differenze, non mi sembra che microgemmea possa essere mantenuta
come sottospecie di zo, e ritengo che debba piuttosto essere considerata
una specie a sè stante, a distribuzione un po’ più settentrionale.
Attribuisco provvisoriamente ad essa anche una 9 di Buso (Morobe
prov.) che si distingue tuttavia per alcuni caratteri, quali le dimensioni
maggiori, la lunula omerale quasi del tutto obsoleta (residuano solo un
piccolo punto sul callo omerale e quello terminale sul disco) e il labbro
scurito nella parte centrale.
362 F. CASSOLA
Materiale esaminato: 34 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Morobe: Buso, 8-9.IX.1979, J.H. Martin, 19 BMNH. -
Northern Province: Mt. Lamington, 1300-1500 ft, C.T. McNamara
(Horn 1932a), 14gg 16 22 sam, 25g antic. Kokoda, 1200 ft, VIII.1933, L.E.
Cheesman, 14 BMNH. Dobodura (BROUERIUS VAN NIDEK 1953).
54. Polyrhanis samuelsoni n.sp. (fig. 16)
Diagnosis. Similar to P. loriai W.H. but smaller, with shorter
and more rounded elytra, smaller elytral markings, and different ae-
deagus. Legs testaceous.
Descrizione. Capo glabro, di color verde-bronzato scuro,
con riflessi rameici sul clipeo e sulla fronte; guance verde dorato lucide,
glabre, striate. Occhi sporgenti, con strie orbitali forti e un’areola liscia
nel mezzo. Labbro testaceo, trasverso nel g (con un dente centrale ap-
pena abbozzato), più allungato nella 9, subtriangolare, con il dente cen-
trale sporgente in avanti. Mandibole testacee, più o meno scurite nella
parte anteriore. Palpi labiali e mascellari testacei, con ultimo articolo
verde metallico. Scapo verde-bruno metallico, articoli 2-4 delle antenne
verde violetto un po’ cianescenti all’apice, articoli 5-11 bruno scuri con
pubescenza fine e regolare.
Pronoto verde bronzato con qualche riflesso cupreo o violaceo,
glabro, un po’ ristretto indietro, con solchi trasversali non profondi ma
distinti. Episterni cupreo-violetti, interamente glabri, con solo 1-3 setole
alla base presso le coxae.
Elitre più larghe del capo con gli occhi, moderatamente convesse,
leggermente arrotondate sui lati, di color bruno porpora scuro, con
numerosi punti verde-blu metallici soprattutto nella parte esterna e
presso la spalla, oltre a un certo numero (15-20) di foveae più profonde,
contornate da gemmae verde-blu brillanti, irregolarmente disposte sul
disco. Margine esterno cianescente, con forti riflessi violacei, nei pressi
delle macchie centrale e subapicale. Il disegno comprende una lunula
omerale sottilmente unita sul margine (giallastra sul davanti, bianca
posteriormente), una breve linea marginale centrale, un piccolo punto
tondeggiante sul disco all’interno di questa, un punto discale subapicale
di analoga forma e dimensioni, e una lunula subapicale sottile, appena
visibile verso l’apice dell’elitra. Spina suturale piccola ma distinta. La
9 reca sul disco un piccolo specchio lucido, scuro, di forma grosso modo
ovalare. Epipleure testacee.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 363
Fig. 16 - Polyrhanis samuelsoni n. sp., paratypus 9 del « Fly River, 500 m »: habitus,
labbro (a,b); paratypus g di Olsobip: elitra destra, labbro, edeago (c,d,e). Segmenti
di scala: 1 mm.
364 F. CASSOLA
Parti inferiori verde-blu metalliche, scure, con riflessi violacei sugli
sterniti addominali, cuprei sugli episterni; ultimo sternite testaceo.
Pubescenza bianca coricata sulle coxae lateralmente e sui bordi esterni
degli sterniti addominali, più sparsa sui metepisterni. Zampe testacee,
con riflessi cupreo-violetti sulle tibie; tarsi blu-violetto metallici. Edeago
alquanto stretto e allungato, a lati paralleli, con un forte sperone apicale
ripiegato all’insù.
Lunghezza: gg 8 mm, 99 8-8.5 mm (senza labbro).
Holotypus 3 e allotypus 2 della PAPUA NEW GUINEA (Western Pro-
vince): Fly River, Olsobip 400-600 m, VIII.1969, J. & M. Sedlacek;
quattro paratipi (233 2 99) pure di Olsobip, 400 m, 26.VIII.1969, J.
Sedlacek; due paratipi 99 della medesima area: Fly River, 400-600 m,
1979, J.H. Sedlacek; e altri due paratipi ££ ivi raccolti a 500 m nel
1978. Olotipo, allotipo e un paratipo 9 al BBM, 4 paratipi (1g 3 99)
in mia collezione, 3 paratipi (1g 2 99) in coll. Js.
A questa stessa specie, pur senza designarli come paratipi, attri-
buisco anche un 3 del mp (Central Province, Brown River, 23.V.1956,
E.J. Ford Jr.) già determinato da Van Nidek come P. k/ynstrai, nonché,
provvisoriamente, una 9 pure del mp (East Sepik, Torricelli Mts.,
900 m, 11.1959). Quest’ultima appare però molto più piccola, con elitre
svasate all’apice, pronoto più rilevato sul disco, e striatura frontale
meno pronunciata: si tratta verosimilmente di una specie diversa, si-
mile per certi aspetti a vannideki n. sp. (più sopra descritta proprio dei
Torricelli Mts.) e per certi altri a deuvei n. sp. (di cui appresso), ma che
sulla base di una sola 2 non mi sento di descrivere come specie a sé
stante.
Derivatio nominis. Dedico con piacere questa nuova
specie al Sig. G.A. Samuelson del P.B. Bishop Museum di Honolulu
(Hawaii), che mi ha cortesemente inviato in studio vasti materiali neo-
guineani, tra i quali l’olotipo sopra indicato.
Discussione. In un primo momento avevo provvisoria-
mente attribuito le 4 99 a mia disposizione a P. loriai, pur rendendomi
conto delle sottili ma evidenti differenze rispetto a quest’ultima specie.
La scoperta, tra il materiale del BBM, di ulteriori 2 99 e soprattutto di
un g, ha permesso di accertare che si tratta in realtà di una specie di-
stinta, con edeago di forma nettamente diversa, che differisce da loriai
anche per le dimensioni minori, le elitre meno allungate, lo specchio
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 365
zs
si
CL
eS
Fig. 17 - Labbro di: a. Polyrhanis variolosa (Blanchard), 3 di Batchian e 2 di Gilolo;
b. P. boisduvali (W. Horn), g di Wewak e 9 di Maprik; c. P. pupillata (Schaum), 3
di Misool e @ etichettata « Malacca»; d. P. pseudopupillata (W. Horn), g dei Torri-
celli Mts. e £ di Waris; e. P. placida (Schaum); 3 di « New Guinea » e 9 di Misool;
f. P. delicata (Bates), g e 2 di « New Guinea »; g. P. innocens (W. Horn), g e £ della
Geelvink Bay; h. P. innocentior (W. Horn), syntypi g9; i. P. denudata (W. Horn),
syntypi g2. Segmento di scala: 1 mm.
Cc
=
i
i
366 F. CASSOLA
elitrale £ più piccolo, e la macchia marginale elitrale che non sopra-
vanza in avanti il punto discale bianco. Da vannideki, al cui disegno
elitrale pure si avvicina, la nuova specie si distingue invece a prima
vista per la diversa forma dell’edeago e del labbro del g, per le molto
minori dimensioni dello specchio elitrale della 9, e per la forma ton-
deggiante e non trasversa del punto discale anteriore. Da klynstrai si
differenzia infine per le dimensioni un po’ minori, le diverse proporzioni
tra capo, pronoto ed elitre, il disegno elitrale più piccolo, e la diversa
forma dell’edeago.
55. Polyrhanis deuvei n.sp. (fig. 19)
Diagnosis. A very small Polyrhanis, similar to vannideki mihi
in elytral markings, but with a very different aedeagus, apically elongated
into a pointed beak. Mandibles simple, labrum g short and transverse.
2 unknown.
Descrizione. Capo glabro, di color bronzo-rosato con ri-
flessi verdastri; clipeo quasi interamente verdastro, guance e angoli
superiori all’inserzione delle antenne di color verde metallico a riflessi
cianescenti. Occhi grandi e fortemente sporgenti, con vertice alquanto
incavato tra di essi; due setole erette iuxtaorbitali da ciascun lato. Lab-
bro esacheto, testaceo, trasverso, con orlo anteriore quasi rettilineo.
Mandibole piuttosto corte, semplici, leggermente ricurve verso il basso
nella loro metà anteriore, testacee, con apice e denti interni bruno-
rossicci. Palpi labiali e mascellari testacei, con ultimo articolo bruno-
verde metallico nella sua metà distale. Scapo testaceo, tinto di verde
metallico superiormente, con una setola eretta presso l’apice; articoli
2-4 delle antenne a riflessi bruno-violetti brillanti, articoli 5-11 bruno
scuri, finemente e regolarmente pubescenti.
Pronoto ristretto all’indietro, dello stesso colore del capo, bronzo-
rosato con riflessi verdastri soprattutto presso i margini laterali; super-
ficie glabra, solo alcune setole bianche coricate sui bordi laterali. Linea
longitudinale finissima, quasi invisibile. Episterni con riflessi fortemente
cupreo-rossastri; pubescenza bianca coricata, rada e sparsa, nella meta
inferiore, restante superficie glabra.
Elitre più larghe del capo con gli occhi, parallele, moderatamente
convesse, leggermente squadrate all’indietro. Colore di fondo bruno-
porpora scuro, con punturazione verde-blu regolare ma poco apparente,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 367
impressa solo nella meta anteriore; 12-15 gemmae tondeggianti, verde
brillanti, evidenti soprattutto nella meta posteriore del disco. Disegno
elitrale bianco formato da una lunula omerale interrotta, da una breve
linea marginale raddoppiata all’interno da una macchia ovoidale tra-
sversa, da un punto tondeggiante sulla parte posteriore del disco, e da
una lunula apicale sottilmente allungata fin quasi alla sutura. Epipleure
testacee.
Parti inferiori scuro metalliche, con forti riflessi cupreo-dorati sui
metepisterni; ultimo sternite addominale testaceo. Pubescenza sparsa,
bianca, lunga e coricata, sulle parti sternali, sulle coxae, e sui margini
laterali degli sterniti addominali. Zampe testacee, con femori appena
lavati di verde metallico; apice delle tibie, nonché i tarsi, più scuri,
con riflessi violacei. Edeago affusolato, con apice rialzato in un forte
becco appuntito rivolto all’insù.
Lunghezza: g 6 mm (senza labbro).
Holotypus g della PAPUA NEW GUINEA (East Sepik): Dreikikir,
350-400 m, 23.VI.1961, J.L. & M. Gressitt, nella collezione del mp.
Derivatio nominis. Dedico volentieri questa nuova gra-
ziosa specie al Sig. Thierry Deuve, valente Carabidologo, al cui cortese
interessamento devo la possibilità offertami di esaminare questo e altri
interessanti materiali neo-guineani conservati presso il Museo di Parigi.
Discussione. Le piccole dimensioni e la singolare forma del-
l’edeago permettono la separazione di questa specie dalle altre congeneri
che presentano un disegno elitrale analogo (in particolare samuelsoni
n. sp., pupilligera Chaudoir e pseudopupilligera n. sp., di cui appresso).
La separazione delle 99 risulterà probabilmente più delicata.
56. Polyrhanis placida (Schaum) (figg. 17e, 18e, 201)
Cicindela placida ScHaum 1863, J. Ent. 2, p. 60 [« Habitat in insula Mysol »];
Cicindela placida; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 346;
Polyrhanis placida; RivaLiER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Descritta di Misool su materiale di Wallace, questa specie è stata
poi citata da Horn (1926) anche della Nuova Guinea, senza però più
precisa indicazione. La sua distribuzione dovrebbe comunque essere
ristretta alla sola estrema parte nord-occidentale dell’isola (Vogelkop).
Si tratta di una specie caratteristica, facile a riconoscersi per il peculiare
disegno elitrale e per il bel colorito blu-violetto che ricopre il corpo e
368 F. CASSOLA
anche la massima parte del grande labbro. L’edeago è molto diverso
da quello delle specie sin qui considerate, e presenta un apice tronco e
spatolato che individua un gruppo distinto di specie cui appartengono
anche le due sottoelencate.
Materiale esaminato: 19 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Misool I., 263 2 99 BMNH, 8 gg 192 zmB, 1g Fc; ex Mu-
saeo H.W. Bates, 1892, 19 mp. Ramoi, IV.1872, L.M. D'Albertis, 1g 1 2 msna.
Altro materiale: «New Guinea», Wallace, 16 BMNH; ex Musaeo H.W.
Bates, 1892, 13 mp.
57. Polyrhanis delicata (Bates) (figg. 15e, 17f, 20f)
Cicindela delicata BATES 1874, Ent. Monthly Mag. 10, p. 265 [« New Guinea »];
Cicindela delicata; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 345;
Polyrhanis delicata; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Descritta su materiale di A.R. Wallace, etichettato genericamente
«New Guinea » (BATES 1874), la specie proviene probabilmente, come
osserva DaRLINGTON (1962), da Dorey nel Vogelkop. Anche l’indica-
Fig. 18 - Edeago di: a. Polyrhanis pupillata (Schaum), g di Misool; b. P. pseudo-
pupillata (W. Horn), g dei Torricelli Mts.; c. P. zo (W. Horn), g del Brown River;
d. P. microgemmea (W. Horn), g di Kokoda; e. P. placida (Schaum), g di « New Gui-
nea »; f. P. guineensis (W. Horn), g di Ami. Segmento di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 369
zione dell’Isola Roon per la sua ssp. angustiformis W.H. (Horn 1914,
inizialmente descritta come sottospecie di P. innocens W.H.) sembra
confermare in effetti una distribuzione esclusivamente occidentale. La
specie si riconosce facilmente per il bel colorito blu di gran parte del
corpo, e per il largo labbro quasi interamente cianescente; il disegno
elitrale esclude d’altra parte ogni possibilità di confusione con la con-
genere placida. L’edeago è dello stesso tipo di quest’ultima, largo e
tozzo, con apice troncato, e quasi privo di collo alla base.
Materiale esaminato: 10 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Dorei Hum, II.1875, O. Beccari, 1 g msn. Ramoi, VI.1872,
L.M. D’Albertis, 1g 19 msnc. - Manokwari: Roon I. (Horn 1914, ssp.
angustiformis W.H.).
Altro materiale: «New Guinea», ex Musaeo H.W. Bates, 1892, 19 mp
(tipo ?). « New Guinea, Wallace », 16 FC. « New Guinea», 2g¢ 19 BMNH, 1g
ZMB; ex Musaeo Van Lansberge, 1 2 mp.
58. Polyrhanis tuberculifera n.sp. (fig. 19)
Diagnosis. Very similar to P. delicata Bat., but darker and
devoid of any blue coloration; labrum, antennae and legs testaceous.
Vertex behind the eyes protruding into a strange cone-shaped tubercule,
quite differently from any other known Polyrhanis species. 2 unknown.
Descrizione. Capo bronzo scuro, glabro, fortemente striato
sulle orbite, caratteristico per avere il vertice dietro gli occhi rilevato
in un tubercolo conico piuttosto grande, molto apparente soprattutto
in visione laterale; guance glabre, striate, con deboli riflessi rameici.
Labbro grande e semicircolare, a margine un po’ sinuoso, testaceo ap-
pena rabbrunito alla base. Palpi labiali e mascellari testacei, con ultimo
articolo rabbrunito. Mandibole testacee, scurite all’apice. Scapo e arti-
coli 2-4 delle antenne testacei e pressoché glabri, articoli successivi ru-
fescenti, finemente e regolarmente pubescenti.
Pronoto trasverso, più largo che lungo, di color bronzo scuro, con
solchi trasversali quasi diritti, non profondi ma ben accennati; linea
longitudinale quasi invisibile. Superficie pressoché liscia, un po’ ru-
gosa lateralmente, con solo 3-4 setole bianche in prossimità dei margini
laterali. Episterni lisci e glabri, bronzei con riflessi verdi o rameici.
Elitre bruno scure, con punteggiatura verde metallica solo nella
metà anteriore, più evidente soprattutto nella zona postomerale; disco
cosparso di gemmae verde dorate abbastanza grandi ma non molto
appariscenti. Disegno pressoché identico a quello di P. delicata Bat.,
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 24
370 F. CASSOLA
Fig. 19 - Polyrhanis deuvei n.sp., holotypus g: habitus, labbro, edeago (a,b,c). P.
tuberculifera n. sp., holotypus g: habitus, capo (visione laterale), labbro, edeago (d,e,
f,g). Segmenti di scala: 1 mm.
formato da una lunula omerale allungata, da una linea marginale cen-
trale anch’essa allungata che si prolunga sul disco diritta e obliqua fin
verso la metà dell’elitra, da un piccolissimo punto discale posteriore
al disotto di questa, e da una lunula subapicale stretta e breve, che si
arresta alla metà dell’arco apicale. Angolo suturale un po’ svasato, con
una piccola ma evidente spina apicale. Epipleure testacee.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 371
Parti inferiori scure, con riflessi verde-rameici o cianescenti, inte-
ramente glabre. Trocanteri e zampe testacei, con segmenti appena scu-
riti al loro apice; tarsi anteriori parzialmente cianescenti. Edeago a
corpo largo e corto, ristretto verso l’estremità, con apice tronco e retti-
lineo, formante un piccolo dente all’insù.
Lunghezza: g 8 mm (senza labbro).
Holotypus g genericamente etichettato « B. New Guinea » (British
New Guinea), proveniente quindi dall’attuale PAPUA NEW GUINEA,
nella collezione del BMNH.
Derivatio nominis. Il nome che assegno alla nuova spe-
cie fa riferimento alla curiosa formazione conica presente sul vertice
del capo.
Discussione. Il tubercolo cefalico di cui la specie è porta-
trice costituisce un carattere insolito e sorprendente, e a lungo mi ha
fatto pensare piuttosto ad una mostruosità di natura teratologica. Il
disegno elitrale ricorda d’altronde molto quello di P. delicata, specie
con la quale l'esemplare era mischiato nella collezione del BMNH, e alla
quale in un primo momento avevo pensato di poterlo attribuire. In
realtà la regolarità e la simmetria del tubercolo appaiono tali da indurre
ad escludere un’origine accidentale o teratologica, e inoltre il confronto
con delicata mi ha convinto che ci troviamo di fronte ad una nuova
specie, che da quella differisce, oltre che per il tubercolo, per tutta una
serie di altri caratteri, quali il colore e la forma del labbro, l’assenza di
tinte cianescenti, il torace più liscio e meno rugoso, e soprattutto la
forma dell’edeago (che in P. delicata è più largo e tozzo, con collo bre-
vissimo e appena accennato).
59. Polyrhanis innocens (W. Horn) (figg. 17g, 201)
Cicindela innocens Horn 1893, Deutsche ent. Zeitschr., p. 199 [« Nova Guinea »];
Cicindela innocens; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 346;
Polyrhanis innocens; RivaLieR 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta su una 9 di provenienza imprecisata, ma succes-
sivamente citata da Horn (1906b, 1913b) di alcune località dell’Irian
Jaya. Per confronto con il tipo e con altre tre 99 della collezione W. Horn,
attribuisco ad essa anche alcuni altri esemplari che corrispondono molto
bene alla descrizione originale e al disegno elitrale raffigurato da HORN
(1938, tav. 59, figg. 27-28). Purtroppo l’edeago dell’unico maschio (che
risulta preparato da Rivalier con il n. 1248) è risultato irreperibile, no-
372 F. CASSOLA
nostante ogni ricerca svolta in proposito da M.lle H. Perrin del mp,
per cui mi è impossibile stabilire con certezza a quale gruppo di specie
P. innocens appartenga. La forma e le dimensioni del labbro (interamente
testaceo) e del pronoto avvicinano comunque la specie a quelle qui sopra
elencate, ed è dunque probabile che sia questo il posto sistematico che
spetta alla stessa.
Fig. 20 - Disegno elitrale di: a. Polyrhanis bennigsenia (W. Horn), g di Popondetta;
b. P. aruana (Dokhtouroff), g di Ureiuning; c. P. denudata (W. Horn), syntypus 4;
d. P. io (W. Horn), g del Brown River; e. P. microgemmea (W. Horn), g di Kokoda;
f. P. delicata (Bates), 3 di « New Guinea»; g. P. pseudopupillata (W. Horn), g dei
Torricelli Mts.; h. P. innocentior (W. Horn), syntypus 9; i. P. innocens (W. Horn),
gd della Geelvink Bay; 1. P. placida (Schaum), g di « New Guinea»; m. P. pupilligera
(Chaudoir), g di Has; n. P. pupillata (Schaum), g di Misool. Segmento di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 373
Materiale esaminato: 9 esemplari.
IRIAN JAYA. Manokwari: Manokwari (Horn 1906b). Dorey, Wallace, coll. V.
de Poll, 1 £ DEI; Raffray & Maindron, 1 £ pEr. Baie de Geelvink, Raffray & Main-
dron, 1878, 15 2 292 mp, 19 Fc. Wandesi, Doherty, coll. V. de Poll, 1 2 DEI.
Roon I. (Horn 1906b). - Jayawijaya: Heuvel-Biwak, upper Lorentz
River, XI.1909 (Horn 1913b, 1g). - Sorong: Waigeo I., Camp Nok 2500 ft,
IV.1938, L.E. Cheesman, 19 BMNH.
60. Polyrhanis pupilligera (Chaudoir) (figg. 10e, 20m, 21c)
Cicindela pupilligera CHAUDOIR 1865, Cat. Coll. Cicindélètes, p. 59 [« Envoyée
par M. Wallace, comme trouvée à la Nouvelle Guinée »];
Cicindela pupilligera; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 345;
Polyrhanis pupilligera; RivaLier 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di un’unica 9 di provenienza imprecisata,
ma raccolta probabilmente, come tutti i materiali di Wallace, a Dorey
nel Vogelkop, unica località della Nuova Guinea vera e propria (a parte
cioè alcune isole minori) visitata dal famoso naturalista, che vi soggiornò
tre mesi e mezzo (WaLLace 1860). Nessun altro esemplare risulta più
citato in letteratura, ma nelle collezioni del MmsNG ho reperito due gg
raccolti da O. Beccari a Dorei Hum (località da non confondersi con
la Dorey di cui sopra). Altri esemplari sono presenti nelle collezioni
del mp. L’esame del 3 ha messo in evidenza un edeago di tipo diverso
da quelli fin qui esaminati, cioè dritto e affusolato, con un caratteristico
lungo apice ricurvo. Il disegno elitrale ricorda molto quelli di /oriaz,
samuelsoni e vannideki, ma se ne distingue nettamente per la lunula
apicale completa fino alla sutura, e per quella omerale che si prolunga
alla base fin quasi allo scutello.
Materiale esaminato: 9 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Dorei Hum, II.1875, O. Beccari, 2 gg MsNc. Has, ex Musaeo
Van Lansberge, 1g 19 mp, 1g Fc. - Manokwari: Geelvink Bay, 1878,
Raffray & Maindron, 254 2 99 mp.
61. Polyrhanis cheesmanae (Brouerius van Nidek) (fig. 10f)
Cicindela cheesmannae BROUERIUS van NIipEK 1954, Ann. Mag. nat. Hist., 12,
7, p. 391 [« Waigeu, Camp Nok »];
Cicindela cheesmanae; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 347;
Polyrhanis Cheesmannae; RivaLier 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Di questa specie, descritta su 4 esemplari dell'Isola Waigeo, ho
potuto esaminare l’olotipo g e un paratipo 9 del BMNH, e constatare così
che la forma dell’edeago è leggermente diversa da quella figurata da
BROUERIUS VAN NIDEK (1954), sulla base forse di un esemplare danneg-
A
giato. In particolare è risultato molto caratteristico l’apice dell’organo,
374 F. CASSOLA
allungato in un lungo becco ricurvo del tutto simile a quello di P. pu-
pilligera. Anche il labbro è in entrambi i sessi identico a quello di pu-
pilligera, e vi è dunque da chiedersi se cheesmanae non sia piuttosto da
considerare una semplice sottospecie insulare della specie precedente.
Materiale esaminato: 2 esemplari.
IRIAN JAYA: Sorong: Waigeo I., Camp Nok, 2500 ft, IV.1938, L.E. Cheesman,
13 (holotypus) 1 2 (paratypus) BMNH.
62. Polyrhanis pseudopupilligera n.sp. (fig. 22)
Diagnosis. A small Polyrhanis, very similar to pupilligera Chd.
but smaller, with humeral lunule not elongated on basis toward the
scutellum; aedeagus differently shaped, stumpy, with apical beak much
shorter. 9 unknown.
Descrizione. Capo interamente glabro, bronzeo, con riflessi
verdastri sulle orbite, verde-cianescenti sul clipeo; guance verde-dorate.
Occhi grandi, fortemente sporgenti, con vertice alquanto incavato, se-
gnato da alcune strie longitudinali alla base delle orbite; due setole
iuxtaorbitali da ciascun lato. Labbro testaceo, trasverso, con orlo ante-
riore rettilineo, leggermente incavato; sei setole presso il bordo esterno
(due laterali e quattro mediane). Mandibole larghe, piuttosto corte,
bianco-testacee con apice dei denti bruno rossiccio. Palpi labiali e ma-
scellari testacei, con ultimo articolo bruno-verde metallico. Scapo te-
staceo con lievi riflessi violacei, articoli 2-4 delle antenne più fortemente
violaceo-metallici, articoli 5-11 bruni, finemente e regolarmente pube-
seenti.
Pronoto bronzo rosato, con riflessi verdi lungo i bordi laterali, li-
scio e glabro, solo alcune lievi piccole rughe trasversali ai lati della rima
longitudinale; disco un po’ bombato all’indietro nel centro, a formare
una piccola protuberanza in prossimita del solco trasversale posteriore.
Episterni verde scuro metallici, lisci e glabri, solo poche setole bianche
sul margine delle coxae.
Elitre bruno porpora scuro, con punti impressi verde cianescenti
soprattutto presso il margine laterale e in prossimita delle spalle; un
certo numero (12-15) di gemmae verde dorate o verde cianescenti sparse
sul disco. Disegno elitrale composto da una lunula omerale intera, ap-
parentemente non prolungata sulla base verso lo scutello, da una breve
linea marginale centrale, da un punto discale leggermente trasverso,
da un secondo punto discale tondeggiante sotto di esso, e da una lu-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 375
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Fig. 21 - Labbro di: a. Polyrhanis declivis (W. Horn), g e 9 di Illugi; b. P. bennigsenia
(W. Horn), g e 2 di Popondetta; c. P. pupilligera (Chaudoir), g e 9 di Has; d. P.
aruana (Dokhtouroff), g di Ureiuning; e. P. io (W. Horn): g del Brown River, 2 di
loc. a 90 km E di Port Moresby, 2 di Goodenough I.; f. P. microgemmea (W. Horn),
d di Kokoda e 2 di Buso; g. P. guineensis (W. Horn), g di Ami e £ del Busu River;
h. P. ancorifera (W. Horn), g e 9 del Mt. Kaindi. Segmenti di scala: 1 mm.
376 F. CASSOLA
nula apicale intera, che segna l’arco elitrale fino alla sutura. Angolo su-
turale leggermente svasato e rientrante, privo di spina apicale. Epi-
pleure testacee.
Parti inferiori verde violacee scure, più chiare nel mezzo, con ultimo
sternite addominale testaceo; pubescenza bianca coricata disposta sulle
parti laterali degli sterniti addominali e delle coxae, nonché, più sparsa-
mente, sui pezzi metasternali. Zampe testacee, appena lavate di violetto
all'apice dei femori e delle tibie, e sui tarsi. Edeago meno slanciato e
allungato rispetto a quello di pupilligera, più tozzo, con massima lar-
ghezza prima della metà, e becco apicale meno allungato e ricurvo.
Lunghezza: 3 6 mm (senza labbro).
Holotypus g genericamente etichettato « B. New Guinea » (British
New Guinea), proveniente dunque dall’attuale PAPUA NEW GUINEA,
nella collezione del BMNH. L’esemplare risulta esser stato precedente-
mente determinato da K. Mandl come pupillata Schaum, poi come
pseudopupillata W. Horn.
Discussione. Il nome della specie allude alla sua grande
rassomiglianza con la congenere pupilligera Chd., dalla quale esterna-
mente è quasi indistinguibile; se ne differenzia però per la lunula ome-
rale più breve, per l’angolo apicale svasato e privo di spina, e soprattutto
per la notevole diversità dell’edeago. Quest'ultimo carattere distingue
nettamente la nuova specie anche da /oriaz, deuvei, samuelsoni e vannideRi,
specie tutte che presentano un disegno elitrale di tipo analogo.
63. Polyrhanis guineensis (W. Horn) (figg. 18f, 21g)
Cicindela guineensis Horn 1892, Deutsche ent. Zeitschr., p. 77 [« Neu Gui-
STA 00 comp. Zool. 126, p. 349;
Polyrhanis guineensis; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di un’unica di provenienza impreci-
sata, poi citata in letteratura solo di poche località. Del Mt. Lamington
(Northern Province, Papua New Guinea) Horn (1932a) ha descritto
una ssp. umbrosa caratterizzata da una colorazione nero opaca, cui
BROUERIUS VAN NipeK (1953) ha riferito anche esemplari di Dobodura.
L’edeago è assimilabile a quello di pseudopupilligera, qui sopra descritta.
Materiale esaminato: 55 esemplari.
IRIAN Java. Fakfak: Setakwa River, A.S. Meek, ex coll. Maindron, 19 mp. -
Jayawijaya: Snow Mts., Bernhard Camp (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). -
Jayapura: Hollandia, 1.1945, B. Malkin, 1 ¢ 2 92 usnm; 1948, W. Stuber,
19 BMNH. Waris, S of Hollandia, 500m, VIII.1959, 19 mp.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 377
PAPUA NEW GUINEA. East Sepik: Torricelli Mts., XI.1958, 263 mp. Maprik,
17-24.X.1957, J. Smart, 1g 2 22 BMNH, 1g Fc; 16.11.1965, R. Hornabrook, 1 9
js. Ami, 22.X.1957, J. Smart, 263 2 99 BMNH, 1g 1 Fc. Ambunti, West Irian
border, VIII.1969, 1g 1 9 Fc. Amboin, Kerawari River, VI.1974, R. Hornabrook,
19 nMw. - Western Province: Strickland River Exped., Tanukamel
village, middle reaches of Strickland R., 19-21.XI.1979, I. Redmond, 14 19
BMNH; Observatory Bend, middle reaches of Strickland R., 18-19.XI.1979, I.
Redmond, 1 29 BMNH. - Madang: Stephansort, Astrolabe Bay, 1897, L. Biro,
1g 12 TMB; 1898, L. Biro, 15 1 2 TMB; 1900, L. Bird, 1 2 Fc. Erima, Astrolabe
Bay (Horn 1906b); 1896, L. Biro, 1g TMB; 1897, L. Biro, 3 gg 2 92 TMB. - Mo -
robe: Mons Oertzen, 1897, L. Bird, 1g TME. Kaiapit, X1.1978, 1 2 gw; XII.
1978, 643 Jw; IV.1979, 15 tw; 30.IX.1979, 12 Jw. Nadzab, Markham R. val.,
V.1944, K.V. Krombein, 1 2 usnm. Lae, 13.V.1979, J. Sedlacek, 13 Js. Busu
River, 60 km E of Lae, 15.1.1979, J. Sedlacek, 1 2 Fc. Bulolo, 600 m, 14.11.1979,
J. Sedlacek, 1g js; 1942, G. Rio, 1 2 usnm. Hercules River (Horn 1906b). -
Central Province: Rigo, VII.1889, L. Loria, 1g msnc. - Northern
Province: Mt. Lamington (Horn 1932a, ssp. umbrosa W.H.). Dobodura
(BROUERIUS VAN NIDEK 1953, ssp. umbrosa W.H.). Middle Musa, 28.V.1975, R.
Hornabrook, 1g NMw. - Milne Bay: Baibara (ManpL 1964).
Altro materiale: D.N. Guinea, C. Mahnes, Wickham coll. 1933, 1 2 usnm.
Timena (Horn 1906b). Bongu (Horn 1906b). Nova Guinea, 1g Fc.
64. Polyrhanis kampeni (W. Horn)
Cicindela Kampeni Horn 1913, Tid. Ent. 56, p. 310 [« Hollandia »];
Cicindela Rampeni; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 349;
Polyrhanis Kampeni; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Specie descritta sulla base di un unico ¢ raccolto a Hollandia nel-
l’aprile 1911. Al BMNH esiste inoltre una 9 vista e determinata da W.
Horn, forse la stessa raffigurata più tardi da questo autore (Horn 1938,
tav. 60, fig. 14). Non ho visto l’olotipo, né esaminato il suo edeago, ma
l'insieme degli altri caratteri induce certamente a situare la specie a
fianco di guineensis.
Materiale esaminato: 1 esemplare.
IRIAN JAYA. Fakfak: Setakwa-Utakwa Exped., Launch Camp, X.1912, C. Boden
Kloss, 19 BMNH. - Jayapura: Hollandia (Horn 1913a).
65. Polyrhanis gressitti n.sp. (fig. 22)
Diagnosis. A small Polyrhanis, with elytral markings similar
to those of P. placida Schaum, but with shorter and more transverse
labrum, produced in the middle into a small tooth (9). Legs testaceous,
mandibles brown-green, basally testaceous. g unknown.
Descrizione. Capo bruno porpora, con riflessi verdi nel
mezzo, sul clipeo e dietro agli occhi, violacei sulle orbite; guance verde
dorate. Occhi grandi e sporgenti; orbite fortemente striate, eccezion
fatta per una stretta zona centrale sul vertice. Labbro testaceo, corto e
378 F. CASSOLA
Fig. 22 - Polyrhanis pseudopupilligera n.sp., holotypus g: habitus, labbro, edeago
(a,b,c). P. gressitti n. sp., holotypus 9: habitus, labbro (d,e). Segmenti di scala: 1 mm.
trasverso nella 9, con un dente centrale sporgente in avanti. Mandibole
bruno rufescenti, tinte di verde metallico superiormente, testacee alla
base. Palpi labiali e mascellari testacei, con ultimo articolo leggermente
rabbrunito. Scapo e articoli 2-4 delle antenne bruno testacei, più o
meno tinti di violetto metallico; articoli 5-11 bruno scuri, finemente e
regolarmente pubescenti.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 379
Pronoto appena pit largo che lungo, con tubercoli posteriori ben
evidenti, di color bruno violaceo nel mezzo, verde cianescente lateral-
mente, glabro, liscio, con qualche ruga trasversale presso il bordo degli
episterni; solchi trasversali distinti, quello posteriore quasi diritto.
Episterni verde dorati con riflessi cuprei; numerose setole bianche co-
ricate nella loro metà inferiore.
Elitre bruno porpora con riflessi verdi sulle spalle, irregolarmente
cosparse di alcune gemmae verde dorate sul disco e presso il margine
esterno, più fortemente punteggiate presso le spalle; presenza di uno
specchio lucido scuro nella parte anteriore del disco, di forma un po’
bilobata, giungente all’interno fino alla sutura (2). Disegno elitrale for-
mato da una macchia giallo-testacea sul callo omerale, da una più chiara
subomerale disgiunta dalla prima (un po’ a forma di virgola rivolta
verso l’interno), da una fascia centrale discale un po’ obliqua, più sot-
tile nel mezzo, da un punto tondeggiante discale posteriore, e da una
lunula subapicale ristretta verso l’estremità. Epipleure testacee.
Parti inferiori bruno metalliche con riflessi violacei, verde-dorate
lateralmente e sugli episterni; ultimo sternite addominale testaceo. Pu-
bescenza ristretta alle parti laterali delle coxae e degli sterniti addo-
minali. Zampe testacee un po’ rabbrunite sulla parte superiore dei fe-
mori, violetto-cianescenti sulla metà distale delle tibie e dei tarsi. ¢
sconosciuto.
Lunghezza: 9 7 mm (senza labbro).
Holotypus 9 della PAPUA NEW GUINEA (Western Province): Fly
River, Olsobip, 400-600 m, VIII.1969, J. & M. Sedlacek, in collezione
BBM (Honolulu, Hawaii).
Derivatio nominis. Dedico la nuova specie al compianto
Dr. J.L. Gressitt del Bishop Museum di Honolulu (Hawaii), gia di-
rettore del Wau Ecology Institute e grande conoscitore ed esploratore
della fauna entomologica della Nuova Guinea, il quale mi ha aiutato
in vario modo all’inizio di questo lavoro, ma che è purtroppo tragica-
mente scomparso in un incidente aereo dell’aprile 1982 nella Cina
meridionale.
Discussione. Il disegno elitrale della nuova specie ricorda
molto quello di P. placida (pur differendone in vari dettagli). Questa
ultima è tuttavia specie molto diversa che, a parte il colore cianescente
del capo e del torace, possiede un labbro molto grande, verde ciane-
380 F. CASSOLA
scente, a sagomatura trapezoidale nel 3, largamente semicircolare nella
9. Il labbro ® di gressitti n. sp. è invece breve e trasverso, interamente
testaceo. L'assenza di un g impedisce di precisare, allo stato attuale,
quale sia la posizione tassonomica spettante alla nuova specie, che per-
tanto inserisco provvisoriamente al termine dell’elenco delle specie
neo-guineane appartenenti al genere.
Genere Orthocindela Rivalier, 1972
Genere esclusivamente neo-guineano, creato da RivaLIER (1972)
per due specie dalle caratteristiche insolite, a facies molto originale,
aventi capo e pronoto proporzionalmente piccoli, ed elitre ampie e pa-
rallele divise trasversalmente in due zone (di cui l’anteriore brillante,
la posteriore opaca) da una linea di demarcazione ondulata ma netta.
L’edeago mostra un sacco interno poco evoluto, e anche il labbro, breve,
esacheto e cuspidato, appare molto caratteristico. È da sottolineare come
tutti i dati finora noti sembrino indicare nelle Orthocindela delle specie
esclusivamente d’altitudine, proprie della dorsale montagnosa centrale
dell’isola, mai raccolte a quote inferiori ai 2000 m.
66. Orthocindela heteridia (Brouerius van Nidek)
Cicindela heteridia BROUERIUS VAN NIDEK 1960, Ent. Mitt. Mus. Hamb. 24,
p. 9 [« Zentral-Neu-Guinea, Hochgebirge »];
Orthocindela heteridia; RIVALIER 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 306.
Specie descritta sulla base di un’unica £ d’imprecisata provenienza,
raccolta in alta montagna (« Hochgebirge ») probabilmente nell’IRIAN
JAYA. DARLINGTON (1962) ha omesso di considerarla nel suo catalogo.
Il disegno del labbro e dell’elitra è stato fornito da RIvALIER (1972),
che ha fatto di questa specie il generotipo. Non risultano a tutt'oggi
ulteriori catture.
67. Orthocindela angustecincta Rivalier
Orthocindela angustecincta RIvALIER 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 307
[«au Mont Kaindi et au Chimbu-Korowagi »];
Cicindela murmurensis BROUERIUS van NipEk 1973, Entom. Blatter 69, p. 62
[« Mt. Hagen Range: Murmur Pass, Kandep »] (syn. nova).
Specie molto caratteristica e ben differenziata, descritta quasi con-
temporaneamente sia da RivaLIER (1972) che, l’anno successivo, da
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 381
BROUERIUS VAN NIDEK (1973). Che si tratti della stessa specie basterebbe
a convincerne la semplice lettura delle due descrizioni, ma l’esame di
sette paratipi di murmurensis (4 33 3 99), confrontati a tre paratipi di
angustecincta (2 33 1 9), mi ha tolto ogni residuo dubbio in proposito.
Mi vedo dunque costretto a stabilire la seguente nuova sinonimia:
Cicindela murmurensis Brouerius van Nidek 1973 = Orthocindela an-
gustecincta Rivalier 1972.
Si è trattato in tutta evidenza di un malinteso tra i due Autori,
come è dimostrato dal fatto che BROUERIUS VAN NIDEK (1973), descri-
vendo murmurensis come Cicindela s.l., annunciava «that Rivalier will
include this species with some other species from New Guinea in a
new genus », mentre i paratipi da me visti appaiono invece etichettati,
per mano dello stesso Brouerius van Nidek, come Orthocindela mur-
murensis, e attribuiti così al genere descritto da RIVALIER.
Materiale esaminato: 26 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Western Highlands: Laiagàm, 2450 m, 24.1.1979, J.
Sedlacek, 1 2 Js (es. molto piccolo). L. Sirunki, 2500 m, 5.II.1979, J. Sedlacek,
1 Fc. Mt. Hagen Range, Murmur Pass, 8600 ft, W.W. Brandt, 15 mp (C. mur-
murensis, paratypus), 1g 12 BMNH (C. murmurensis, paratypi), 263 12 ANIC
(C. murmurensis, paratypi); 8700 ft, 27.X-20.XII.1961, W.W. Brandt, 19 anic.
Tambul, 2250 m, 20.1.1979, J. Sedlacek, 1 £ js.- Southern Highlands:
Mt. Hagen Range, Kandep, 8000 ft, XII.1961, W.W. Brandt, 1 2 anic (C. mur-
murensis, paratypus). - Eastern Highlands: Chimbu, Kerowagi (RI-
VALIER 1972). Mt. Wilhelm, 2550 m, 26.XII.1978-24.I1.1979, J. Sedlacek, 1g Fc.
Daulo Pass, Asaro-Chimbu Divide, 11.IX.1971, R. Hornabrook, 19 NMw. Ma-
rifuanga, Asaro-Chimbu Divide, 3500 m, 23.X.1972, R. Hornabrook, 1 2 NMw. -
Morobe: Wau, 15.IV.1970, J.L. Gressitt, 15 BBM. Mt. Kaindi, 16 km SW of
Wau, 2300 m, 5-7.X.1962, J. & M. Sedlacek, 1g mp (paratypus); 2400 m, 27.I.
1963, J. Sedlacek, 1g 1 2 mp (paratypi); 2350 m, 1 2 js; 2350 m, XI-XII.1964,
J. Sedlacek, 2 99 BBM; 2300 m, II.1974, 158 299 Fc; 2350 m, 24.XII.1978, J.
Sedlacek, 1g pp.
Altro materiale: N. Guinea N.E., 1g Js.
Genere Guineica Rivalier, 1963
Genere esclusivamente neo-guineano, creato da RIVALIER (1963)
per una singolare specie che, ad un esame più approfondito, è risultata
costituire una specie doppia. Rappresenta apparentemente uno stock
filogeneticamente isolato, pur presentando una certa convergenza di
facies con il genere Vata Fauvel della New Caledonia (subtribus Pro-
thymina W. Horn), cui FLEUTIAUX (1892) l’aveva accostato.
382 F. CASSOLA
68. Guineica tetrachoides (Gestro) (fig. 23)
Cicindela tetrachoides GESTRO 1876, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova 8, p. 514
[cad Hatam »];
Cicindela Kraatzi DOKHTOUROFF 1883, Rev. mens. Ent. I, p. 10 [« Nouvelle-
Guinée »];
Vata tetrachoides; FLEUTIAUX 1892, Cat. syst. Cicind., p. 29;
Cicindela tetrachoides; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 342;
Guineica tetrachoides; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 40.
Descritta sulla base di un esemplare raccolto da O. Beccari a Hatam
(Vogelkop) nel 1875, questa specie è stata successivamente citata in
letteratura solo di poche località. DARLINGTON (1962) la definisce tut-
tavia «common and widely distributed at low altitudes », pur citandola
solo del Bismarck Range «at 5000 ft. or higher ». Horn (1926) ha in-
dicato la specie anche dell’Is. Ceram. La scoperta, fatta da BROUERIUS
VAN NIDEK nel 1959, di una specie sorella quasi indistinguibile a prima
vista e spesso coabitante (vedasi discussione più sotto, sub G. znaequidens
Br. v. Nidek), rende dubbie e tutte da controllare le vecchie citazioni.
L’esame di un abbondante materiale, confrontato con i tipi di en-
trambe le specie, e basato come sotto dirò su ulteriori nuovi caratteri
diagnostici, mi permette comunque di precisare come segue la distri-
buzione geografica di tetrachoides, di cui recentemente (CassoLa, in
prep.) ho accertato la presenza anche nelle Solomon Islands.
Materiale esaminato: 206 esemplari.
IRIAN JAYA. Manokwari: Hatam, 1875, O. Beccari, 1 g msnc (holotypus). Andai,
1877, Raffray & Maindron, 1 g mp (edeago n. 1128 Rivalier), 1 g mp. Baie de Geel-
vink, 1878, Raffray & Maindron, 13 es. mp. - Fakfak: Mimika River, 1911,
A.F.R. Wollaston, 7 99 BMNH (ARROW et al. 1915). Setakwa, Launch Camp,
Utakwa Exped., X.1912, C. Boden Kloss, 1g 1 2 BMNH. Waitakwa River (ARROW
et al. 1915); VIII.1910, A.F.R. Wollaston, 13 BMNH. - Cendrawasih:
Mamberamo River Exped., Pionierbivak, VI-VII.1920, W.C. v. Heurn, 1 2 zmB,
1g sam. - Jayapura: Humboldt Bay dist., 1937, W. Stuber, 19 BMNH.
Waris, S of Hollandia, 450 m, VIII.1959, 1 2 mp. Cyclops Mts., Sabron, 900 ft,
V.1936, L.E. Cheesman, 1 2 BMNH. Arso River nr. Hussin (Horn 1913a). - Ja-
yawijaya: Upper Setakwa River, Snow Mts., ex coll. Maindron, 1 2 mp.
Baliem Valley (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Baliem Camp, 1600 m, Neth.-Ind.
Amer. New Guinea Exped., XII.1938, L.J. Toxopeus, 1 2 TMB, 1 2 yw; 1700 m,
16-27.X1.1938, L.J. Toxopeus, 1g 3 9£ Fc. Alkmaar (Horn 1913b). Star Mts.,
Sibil Val., 1245 m, 18.X-8.XI.1961, light trap, S. & L. Quate, 1g 2 99 mp.
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Kaiserin-Augustafl. Exped., Standlager b.
Malu, 6.V.1912, Burgers, 1 gd zmpB; Pionierlager, V-VI.1912, Burgers, 3 92 ZMB;
30.IV-14.VI.1912, Ledermann, 19 zmB. Tifalmin, 1400m, 21.VIII.1963, R.
Straatman, 1g BBM (immaturo). - East Sepik: Torricelli Mts., Nengian
Vill., 17-24.XI.1958, W.W. Brandt, 1 9 ppik, 1g anic. - Western Pro-
vince: Nomad, 25.X.1974, at light, R. Hornabrook, 16819 nMmw. - Eastern
Highlands: Bismarck Range, 5000 ft (DARLINGTON 1962). Rintebe, V.1979,
G.W. Ullrich, 643 299 jw. Kainantu, Onerunka, II.1979, G.W. Ullrich, 13
Jw.- Madang: Erima, Astrolabe Bay, 1897, L. Biro, 1g 4 99 TMB. Stephan-
sort, Astrolabe Bay, 1897-99, L. Biro, 2g6g 2 99 TMB. Friedr. Wilh.-Hafen, II-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 383
III.1898, Ramu-Exped., 1 2 zmB. Gogol River, Madang, 28.III.1970, R. Horna-
brook, 12 nNMw. - Morobe: Kaiapit, XI-XII.1978, G.W. Ullrich, 1g 3 99
jw; IV.1979, G.W. Ullrich, 13 jw; 30.IX.1979, G.W. Ullrich, 25g 2 29 Jw.
Mons Oertzen, 1897, L. Biro, 1 9 TMs. Busu River, 60 km E of Lae, 31.X.1957,
J. Sedlacek, 1 2 pp. Lae, 18-24.1.1962, malaise trap, J. Sedlacek, 2 dg 2 99 BBM;
IX.1968, H. Ohlmus, 1 £ anic; 20.IX.1969, H. Ohlmus, at light, 1 2 anic; 7.V.
1979, G.W. Ullrich, 13 jw. Lae, Bubia, 8.I1II.1957, J.H. Ardley, light trap, 1 2
DPIK. Nadzab, Markham River Val., V.1944, K.V. Krombein, 3 gg 2 99 usnm.
Herzog Mts., Vagau, 4000 ft, 4-17.1.1965, M.E. Bacchus, 19 BMNH. Mumeng,
Wampit R., 16.IX.1979, G.W. Ullrich, 3 gg 3 22 Jw. Bulolo, 24.XII.1978, J.
Sedlacek, 1 £ js. Wau, 1100 m, 2.IX.1961, J.H. Sedlacek, 4gg3 BBM, 19 Fe, 19
MP; 1090 m, 25.1.1963, J. Sedlacek, 13 mp; 1200 m, 25-26.VII.1964, J. & M.
Sedlacek, 19 BBM. Hercules River, 1911, F. Bates coll., 2 92 BMNH, 19 sam;
19 zmp. - Northern Province: Kokoda, 1200 ft, VIII.1933, L.E.
Cheesman, 14 299 BMNH (una 2 «under stones, riverside »); IX-X.1933, L.E.
Cheesman, 3 gg 19 BMNH. Popondetta, VI-VII.1970, R. Straatman, light trap,
1 DPIK; 7.XI.1957, J. Sedlacek, 1g Js. Dobodura (BROUERIUS VAN NIDEK 1953).
- Central Province: Haveri, VII-XI.1893, L. Loria, 1g 19 mswne.
Dilo, VI-VII.1890, L. Loria, 2633 37 99 sne, 3 gg 5 22 Fc, 1 2 BMNH. Ighi-
birei, VII-VIII.1890, L. Loria, 1 2 msnG. Mailu, VII.1895, A.S. Anthony, 1g mp.
Altro materiale: New Guinea, 15 BMNH, 1g 19 zmB, 1g mp; Fenichel,
233 TMB. Waritsian, VI.1979, G.W. Ullrich, 1 9 Jw.
Fig. 23 - Guineica tetrachoides (Gestro), 5 di Dilo: spalla sinistra, labbro, edeago
(a,c,i); 2 di Dilo: sternum 8 (f). G. inaequidens (Brouerius van Nidek), g di Dilo:
spalla sinistra, labbro, edeago (b,d,h); 2 del Purari River: sternum 8 (g). Segmenti
di scala: 1 mm.
384 F. CASSOLA
69. Guineica inaequidens (Brouerius van Nidek) comb. nova (fig. 23)
Cicindela inaequidens BROUERIUS VAN NIDEK 1959, Nova Guinea 10, p. 179
[« Dilo (S.E. New Guinea) »];
Cicindela inaequidens; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 342.
Molto simile alla precedente, questa specie risulta di assai difficile
separazione anche a causa della insufficiente e troppo scarna descrizione
originale. L'amico Brouerius van Nidek mi ha confidato di aver avuto
in seguito egli stesso notevoli difficoltà ad identificare propriamente le
due specie e a separarle l’una dall’altra; e anch'io mi ero a un certo
punto convinto che si trattasse in realtà di un’unica specie. RIVALIER
(1972), dal canto suo, ha totalmente ignorato inaequidens. L'esame dei
tipi originali e di un vasto materiale di vari Musei e istituzioni mi ha
persuaso invece che la diagnosi di BROUERIUS van NIDEK (1959) era
corretta, e che accanto a tetrachoides vive in Nuova Guinea, spesso
simpatrica con quella, una specie distinta, quasi identica a prima vista,
ma separabile ad un più attento esame grazie anche solo ad alcuni la-
bili ma in genere sufficienti caratteri esterni.
Alcuni dei caratteri differenziali indicati da BROUERIUS VAN NIDEK
(come quelli relativi alla punturazione delle elitre o al colore dei femori)
sono in realtà variabili e scarsamente utili, mentre un lieve ma affidabile
carattere è risultato quello relativo alla presenza in inaequidens, e alla
assenza in tetrachoides, di un minimo ma distinto dente all’apice della
sutura delle 99. In generale può dirsi che znaequidens appare di dimen-
sioni mediamente un po’ maggiori, di forma più stretta e slanciata, con
elitre svasate e meno arrotondate lungo l’arco subapicale; inoltre il pro-
noto appare leggermente più lungo che largo (mentre in tetrachoides
è così lungo che largo), e il labbro è più lungo, con un dente sporgente
nel mezzo, quasi uguale in entrambi i sessi. Infine un ulteriore buon
carattere esterno, non menzionato da BROUERIUS VAN NIDEK ma di buona
affidabilità, è risultato costituito dalla forma della macchia omerale, che
in ‘naequidens è più grande e ben visibile dal di sopra, mentre in tetra-
choides è più piccola, meno debordante all’indietro, e poco visibile dal
di sopra.
Per i gg Vesame dell’edeago consente poi di escludere qualsiasi
dubbio, essendo quello di inaequidens, anche in esemplari di pari statura,
di dimensioni assai maggiori rispetto a quello di tetrachoides, ed inoltre
più allungato alla base. Anche per le 99 un ulteriore carattere diagno-
stico può essere comunque desunto dai genitali, in quanto la forma del-
l’apice dello sternum 8 (per la terminologia rinvio a FrEITAG 1972) è
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 385
meno angolosa all’interno e reca cinque setole erette, mentre in fetra-
choides essa è più squadrata all’apice e reca solo quattro setole poste
più o meno sullo stesso piano. I «coupling sulci» appaiono invece e-
gualmente marcati e profondi in entrambe le specie.
Anche inaequidens appare diffusa in tutta la Nuova Guinea dal
Vogelkop alla «bird’s tail». DARLINGTON (1962) l’ha inoltre indi-
cata dell’Is. Morotai nelle Molucche, e io personalmente ne ho accer-
tato la presenza sia nella New Britain che, con quasi assoluta certezza,
nelle Solomon Islands (CassoLa, in prep.).
Materiale esaminato: 57 esemplari.
IRIAN JAYA. Manokwari: Manokwari (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). - Fak-
fak: Oranje Mts., Nassau Range (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Setakwa-Utakwa
Exped., Launch Camp, X.1912, C. Boden Kloss, 1g BMNH.- Cendrawasih:
Mamberamo River Exped., Pionierbivak, VII.1920, W.C. v. Heurn, 19 zmp;
XII.1920-I.1921, W.C. v. Heurn, 1 3 zMB; Batavia Bivak, 7.XII.1920, van Heurn,
1g sam. - Jayapura: Hollandia, 1.1945, B. Malkin, 1 £ usnm, 1 £ Fc; 140°E-
3910S, 300-600 m, 1.1937, W. Stuber, 1 9 BMNH. Humboldt Bay dist., 1937, W.
Stuber, 1g BMNH. - Merauke: Boven Digoel River (BROUERIUS VAN NIDEK
1959).
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Kaiserin-Augustafl.-Exped., Pionierlager,
V-VI.1912, Bùrgers, 263 3 29 zmB, 19 Fc; 30.IV.-14.VI.1912, Ledermann, 1 2
ZMB; «im Lager 29 km unterh. d. Mianderbergers am Sepik », 11-16.VII.1913,
Burgers, 1 £ zmB. - Western Province: Palmer River (BROUERIUS VAN
NipEK 1959). Black River (BROUERIUS VAN NIDEK 1959). Strickland River Exped.,
Observatory Bend, middle reaches of Strickland R., 18-19.XI.1979, I. Redmond,
636 3 92 BMNH. - Gulf Province: Purari River, 1.1894, L. Loria, 1g
3 29 msnc. - Morobe: Hercules River, 1911, F. Bates coll., 15 19 BMNH;
19 zmB. - Northern Province: Dobodura (BROUERIUS van NIDEK
1959). Popondetta, 25m, VI.1966, Shanahan-Lippert, light trap, 19 ANIC. -
Central Province: Haveri, VII-XI.1893, L. Loria, 1g MSNG (paratypus).
Dilo, VI-VII.1890, L. Loria, 16 1Tz (holotypus), 1 £ 1Tz (allotypus), 2 gd 2 99°
MSNG (paratypi), 5 gg 3 92 msnc, 1¢ 19 Fc. Yule Island, 3.X1.1913, G. Babault,
1g mp. Mt. Victoria, coll. R. Oberthir, 1g mp. - New Britain: Neu-
Pommern, 1911, F. Bates coll., 1 g BMNH; 2 99 zMB. Nord Neu-Pommern, Hiscon
Bay, Bennigsen, ex coll. Horn, 16 BMNH. Mosa Plantation, 24.1V.1968, D.F.
O’Sullivan, at mercury vapour lamp, 1g DPIK.
Altro materiale: Neu-Guinea, 1g zMB; Fenichel, 1g Fc.
Genere Leptognatha Rivalier, 1963
Come Polyrhanis, anche Leptognatha costituisce un genere tipica-
mente neo-guineano, eloquentemente esemplificativo della grande ori-
ginalità e ricchezza di questa fauna. Si tratta di un genere piuttosto dif-
ficile da studiare, composto da specie abbastanza simili tra loro, dai ca-
ratteri poco netti. Il disegno elitrale tende sovente, soprattutto nei gg,
a riassorbirsi più o meno completamente nella colorazione di fondo del-
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 25
386 F. CASSOLA
l’elitra, e a non avere comunque margini ben netti e definiti. Caratte-
ristico del genere è un netto dimorfismo sessuale, carattere questo sor-
prendente e alquanto insolito tra i Cicindelidi: le 99 sono in genere più
scure, nero-vellutate, con elitre e addome più ampi e convessi, e si
presentano talvolta praticamente indistinguibili da una specie all’altra.
Anche l’edeago del 3 non sempre offre caratteri assolutamente sicuri:
l’apertura distale assai ampia, e la parte membranosa che la ricopre,
possono falsare più o meno la linea dell’organo, rendendone più diffi-
cile l’interpretazione. Molte specie, infine, sono tuttora note attraverso
uno o pochi individui soltanto, talvolta solo di uno dei due sessi, il che
rende naturalmente ancor più difficile il compito del sistematico.
Un carattere, indicato da RivaLIER (1972), che vale a dividere spesso
le specie è la pubescenza o meno dei metepisterni, differenza importante
che giustifica certamente la separazione a livello specifico. Un altro
carattere su cui nessuno ha mai posto finora l’accento, ma che sembra
valido a discriminare molte specie e a meglio definirle, è quello relativo
alla forma della mandibola, e in particolar modo dei denti interni di
quella sinistra. Pur se in alcuni casi sembra esservi una certa variabilità,
il carattere è valido soprattutto nei gg, dei quali sembra costituire un
carattere sessuale secondario, connesso forse a diverse abitudini com-
portamentali nel corso della copula. È bene suggerire quindi di prepa-
rare tutte le Leptognatha con le mandibole ben aperte. ciò che faciliterà
anche l’esame del labbro e delle appendici boccali. Per le 99 risulta
invece assai utile il carattere relativo ai «coupling sulci» (FREITAG
1974), che in alcune specie appaiono ben sviluppati, e anche in questo
caso è raccomandabile una preparazione degli esemplari che consenta
una agevole visione dei mesepisterni.
La quantità di materiali disponibili è ancora troppo scarsa perché
in certi casi i confini tra le specie possano dirsi perfettamente e defini-
tivamente tracciati. Nell’attuale fase dello studio sistematico del genere
ho comunque preferito basarmi su caratteri anche lievi ma, almeno in
apparenza, importanti, per separare alcune nuove forme sulle quali il
futuro dirà se si tratti di buone specie, oppure di semplici sottospecie
o razze locali. Non sempre il quadro risultante appare però univoco e
rassicurante. Mentre alcune specie sembrano strettamente limitate a
singole parti dell’isola soltanto, altre mostrano una distribuzione più
vasta che potrebbe — almeno per i materiali meno recenti — imputarsi
forse ad inesatta attribuzione degli esemplari.
È chiaro che molti di questi dubbi potranno essere sciolti solo allor-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 387
quando si renderanno disponibili vasti materiali riferibili a entrambi i
sessi di ciascuna popolazione, con località di cattura indicate con pre-
cisione, e possibilmente anche con note eco-etologiche accurate (habitat,
altitudine, eventuali coppie in copula, ecc.). La notevole speciazione
mostrata dal genere può infatti sottintendere adattamenti particolari a
diversi habitat, prede, substrati, fasce vegetazionali, e via dicendo. Molte
specie sembrano essere simpatriche, e sarebbe interessante poter di-
sporre di più precise notizie circa eventuali diversità di habitat o di
comportamento: così, ad esempio, delle Snow Mountains (Jayawijaya,
Irian Jaya) sono note non meno di 7 specie diverse, di Karimui (East-
ern Highlands, Papua New Guinea) almeno 6, e di Olsobip (Western
Province, Papua New Guinea) pure 6, di cui ben 5 descritte nel pre-
sente lavoro.
La storia del genere è presto detta. La prima specie (/atrezllet) fu
descritta nel 1830, sulla base di una £ portata dal Dumont d’Urville
dalla regione nord-occidentale dell’isola (Dorey nel Vogelkop), e ri-
mase a lungo l’unica specie conosciuta (il fatto più singolare, che com-
plica un po’ le cose, è anzi che tuttora essa rimane una delle specie
meno conosciute). Seguì rudolfbennigseni, descritta da Horn nel 1912
(anch’essa sulla base di un g rimasto tuttora unico); ed occorre arrivare
fino al 1953 prima che BROUERIUS VAN NIDEK ne facesse conoscere
un’altra specie (darlingtoni, dimenticata da RIVALIER nella sua revisione
ma appartenente certamente allo stesso genere). Sempre BROUERIUS
VAN NIDEK ne descrisse altre cinque specie nel 1959 (viridithoracica,
viridimicans, velutina, alticola e nigrivestis), e ancora altre due nel 1960
(rivalieri e denhoedt).
Tutte queste specie furono riunite da RivaLIER, nel 1963, nel
nuovo genere Leptognatha (generotipo: L. latreillei), e distinte anzi
in due sottogeneri diversi: Leptognatha s. str., nel quale presero posto
5 specie (6 con darlingtoni), e Thylacina Riv., nel quale furono riunite
tre specie con edeago sottile e rettilineo, a sacco interno più piccolo,
e flagello ben sviluppato (rudolfbennigseni, nigrivestis e rivaliert). Lo
stesso RIVALIER, nel 1972, ha fatto poi conoscere altre 6 specie nuove,
di cui quattro appartenenti certamente al subgen. Leptognatha (orien-
talis, fuscilabris, robusta, fasciata) e due, più piccole, descritte solo su
99, d’incerta attribuzione subgenerica (gracilipes e spinilabris). Con il
presente lavoro presento altre 7 nuove specie di Leptognatha s. str. e
altre 4 Thylacina, portando così il totale delle specie oggi note a ben
30 unità (21 Leptognatha s. str., 9 Thylacina) (fig. 40). È ragionevol-
388 F. CASSOLA
mente da aspettarsi che tale numero sia destinato a salire ancora nei
prossimi anni, in caso di nuove e più accurate ricerche.
70. Leptognatha (s. str.) latreillei (Guérin-Méneville) (figg. 26a, 27a)
Cicindela Latreillei GUERIN-MENEVILLE 1830, in DUPERREY, Voyage de la
Coquille, Zool. II, 2, 1, p. 57; Atlas, Ins., t. 1, fig. 5a,b;
Cicindela latreilliana BorspuvaL 1835, Voyage Astrolabe II, Col. I, p. 2 [« Do-
rei »];
Cicindela latreillei; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 342;
Leptognatha Latreillei; RivaLIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 41.
È questa la specie di Leptognatha più anticamente conosciuta ma,
paradossalmente, anche la meno nota. Fino a quando, nel 1953 e nel
1959, BroueRIUs van NIDEK non descrisse le prime ulteriori specie
congeneri, tutti gli esemplari del gruppo sono stati acriticamente riferiti
da Horn a latreillei, sicché le citazioni di letteratura non possono essere
tenute in considerazione senza un previo riesame dei vari esemplari.
RivaLIER (1972) ha ridescritto brevemente il tipo 9, che si trova al
Museo di Parigi e che proviene da « Dorey » (Vogelkop), e ha attribuito
alla stessa specie una 9 dello stesso Museo (collezione Maindron) eti-
chettata « Sekar, A. Kiihn, 1884», nonché un g proveniente dalla « Baie
de Geelvink ». Dal disegno fornito da RIVALIER appare evidente che
latreillei possiede in entrambi i sessi un disegno elitrale più sviluppato
che nelle altre specie, comprendente anche una macchia iuxtascutellare
e una macchia discale anteriore più o meno visibilmente tendente a col-
legarsi con la macchia omerale. I postepisterni punturati e pubescenti
caratterizzano bene la specie e, come si vedrà più sotto, quelle che le
gravitano intorno a formare un medesimo gruppo.
Dai pochi dati disponibili sembra che la specie sia ristretta alla
parte occidentale della Nuova Guinea. Il dato di BROUERIUS VAN NIDEK
(1959) relativo alle Snow Mts. è probabilmente erroneo (vedasi in pro-
posito quanto più sotto si dirà sub L. fuscilabris Riv.). Quello di Horn
(1913a) è da prendersi con beneficio d’inventario.
Nell'attuale collocazione generica della specie non è il caso di con-
servare il nome Jatreilliana, creato da Botspuva (1835) in sostituzione
di /atreillei per supposta preoccupazione con /atreillei Dejean, 1831
[sinonimo posteriore di Cephalota lyoni (Vigors)].
Materiale esaminato: 6 esemplari.
IRIAN JAYA. Sorong: Waigeo I., Camp I Mt. Nok, 2500 ft, V.1938, L.E. Cheesman,
19 tz. - Manokwari: Dorey, holotypus 2 mp (GuéRIN-MéNEvILLE 1830,
RIVALIER 1972) (etichettata « Nouvelle-Guinée, D’Urville »). Arfakgeb., Siwi,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 389
800 m, IV-V.1928, E. Mayr, 16 zmB. Baie de Geelvink, Raffray & Maindron
1878, 13 mp, edeago n. 1217 Rivalier (RivaLiER 1972). - Fakfak: Sekar,
1884, A. Kihn, ex coll. Maindron, 1 9 mp (RivaLieR 1972).- Cendrawasih:
Japen I. (DaRLINGTON 1962); R. Manai-Undei, 500 ft, X.1938, L.E. Cheesman,
1g iTtz.- Jayawijaya: Snow Mts.: Araucaria, Rattan & Sigi Camps (BROUE-
RIUS VAN NIDEK 1959, dato dubbio). «am Brunnen des Pomora-Flusses » (sor-
genti del Pomora River), 1000-1400 m, Nord-Neu-Guinea (Horn 1913a).
71. Leptognatha (s. str.) viridithoracica (Brouerius van Nidek)
Cicindela latreillei viridithoracica BROUERIUS VAN NIDEK 1959, Nova Guinea,
10, p. 180 [« Klamono, W. New Guinea (Vogelkop) »];
Cicindela latreillei viridithoracica; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool.
126, p. 342;
Leptognatha viridithoracica; RivaLieR 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 43.
Descritta come sottospecie di /atrezllei, L. viridithoracica è stata
poi elevata da RivaLIER (1963, 1972) al rango di buona specie. È da
osservarsi che in effetti lo status subspecifico appare poco plausibile,
dato che la specie è stata descritta su esemplari di Klamono (Vogelkop),
cioè della stessa regione da cui proviene anche /atrezllet. Personalmente
ho potuto esaminare una coppia gg della serie tipica: nel g è particolar-
mente rimarchevole la colorazione scuro-velutinosa delle elitre, ornate
di un infimo punto discale bianco, come pure la forma più affilata del-
l’apice dell’edeago, analoga a quella raffigurata da RIvALIER (1972). I
postepisterni pubescenti e punturati mostrano che le due forme sono
comunque molto vicine, e non resta che attendere che maggiori materiali
riferibili a /atreillei chiariscano definitivamente l’esatta reciproca posi-
zione tassonomica.
A viridithoracica RivaLieR (1972) ha attribuito anche esemplari
provenienti dalla regione di Hollandia (Mts. Cyclops, Lake Sentani) e,
dubitativamente, due 99 della regione del Fly River. A me sembra di
poterle collegare anche il materiale più sotto elencato, pur segnalando
una certa variabilità nella colorazione del corpo e nella forma dell’edeago
(che soprattutto nei gg di Lae e di Olsobip presenta un apice tronco e
squadrato, leggermente a spatola). Con qualche maggior dubbio attri-
buisco a viridithoracica pure due 99 di Maprik, che presentano elitre
nero-opache non velutinose, un pronoto più allungato e più fortemente
striato trasversalmente, e le macchie centrali riunite a formare una mac-
chia mediana corta e larga, quasi trasversale, che giunge fino alla metà
dell’elitra (la seconda 2 è inoltre singolare perché presenta un labbro
testaceo, anziché nero come è regola nelle 99 di questo gruppo, cioè
un carattere tipicamente maschile che indurrebbe a vedervi un caso di
ginandromorfismo): i due esemplari farebbero pensare piuttosto ad
390 F. CASSOLA
una diversa e nuova specie, ma l’apparente variabilità dei caratteri e
la scarsezza del materiale a disposizione sconsigliano ovviamente con-
clusioni affrettate.
Materiale esaminato: 25 esemplari.
IRIAN Java. Sorong: Klamono Oilfields, 18-24.VIII.1948, M.A. Lieftinck, 1g
19 ITZ (paratipi). - Jayapura: Humboldt Bay dist., Bewani Mts., 400 m,
VII.1937, W. Stuber, 15 BMNH. Mt. Nomo, S of Mt. Bougainville, 700 ft, II.
1936, L.E. Cheesman, 1g BMNH. Mts. Cyclops (RIVALIER 1972). Lake Sentani
(RIVALIER 1972).
PAPUA NEW GUINEA. East Sepik: Torricelli Mts., sea falls near Afua, 1700 ft,
P.G. Moore, 135 19 BMNH, 1g Fc. Maprik, 18.X.1957, J. Smart, 19 BMNH;
2.X1.1974, D.L. Pearson, 12 pp. - Western Province: Fly River (RI-
VALIER 1972). Fly River, Olsobip, 400-600 m, 26.VIII.1969, J. & M. Sedlacek,
253 19 BMNH. - Eastern Highlands: Okapa, Okasa, 14.XII.1964,
R. Hornabrook, 1 9 11Tz (L. latreillei, det. B.v. Nidek 1971). Karimui, III.1973, R.
Hornabrook, 1g 12 nMmw, 1g 1Tz. - Madang: Dumpu, 250m, 16-23.II.
1979, J. Sedlacek, 1 9 js, 19 Fc. - Morobe: Markham Vall., 11 mi. W of
Lae, 28.VIII.1957, Holland-Munroe, 1g 1Tz (L. orientalis, det. B.v. Nidek 1972).
Zenag-Lae, 1g js. Lae, 20.III.1969, 253 anic; X.1968, H. Ohlmus, 1g ANIC;
2.XI.1957, 254 Fc. Bubia, Lae, 28.VIII.1957, J.H. Ardley, at light, 19 DPIK.
Leiwomba Plantation, Lae, 26.VIII.1957, J.H. Ardley, at light, 1g DPIK.
72. Leptognatha (s. str.) albertisi (Gestro) bona species (fig. 29)
Cicindela Albertisiù Gestro 1879, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova 14, p. 554
[« Specimen unicum ad flumen Fly inventum »].
Mi vedo costretto a ripristinare, almeno provvisoriamente, questa
specie, che GesTRo (1879) descrisse della regione del Fly River sulla
base di un unico ¢ raccolto nel 1876-77 da L.M. D’Albertis, e che Horn
(1926) pose più tardi in sinonimia con Jatreillei. L’olotipo di Gestro,
conservato presso il Museo di Genova, presenta infatti alcuni caratteri
abbastanza singolari, quali il colore molto scuro, quasi nero, del corpo,
i femori poco clavati, il labbro bruno anziché testaceo, gli articoli 3-4
delle antenne scuri annulati all’apice di rossiccio, e un disegno elitrale
poco accennato, di colore rossastro, comprendente le due macchie
centrali (una marginale allungata, e un punto all’interno di essa sul disco)
ma non il punto discale anteriore né la fascia postomerale tipici di /a-
treillet. I metepisterni punteggiati e pubescenti escludono d'altronde
che si tratti di L. fuscilabris Rivalier (di cui vedasi appresso).
L’insetto nel complesso ricorda molto viridithoracica, e in parti-
colare è molto simile ai due gg di Olsobip (pure della regione dell’alto
Fly River) come sopra attribuiti a questa specie. L’apice dell’edeago
appare tuttavia più largo e squadrato, a forma quasi di spatola, e quindi
un po’ diverso da quello degli esemplari di Olsobip; e inoltre il secondo
dente interno della mandibola sinistra appare più lungo e pronunciato,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 391
molto sorpassante il primo. E in ragione esclusivamente di queste dif-
ferenze che separo per il momento albertist da viridithoracica. La varia-
bilità dell’apice dell’edeago in quest’ultima specie, da me sopra messa
in evidenza, e sottolineata anche da RIVALIER (1972) per i suoi esem-
plari di Hollandia, lascia sospettare tuttavia che si tratti in realtà di
un'unica specie, che in tal caso dovrebbe chiamarsi albertist e non viri-
dithoracica, sempreché l’una e l’altra non debbano considerarsi piut-
tosto comprese nell’ambito della variabilità di Jatrezllet.
Materiale esaminato: 1 esemplare (olotipo unico).
PAPUA NEW GUINEA. Western Province: Fly River, 1876-77, L.M. D’AI-
bertis, 1g MSsNG (holotypus).
73. Leptognatha (s. str.) sedlacekorum n.sp. (figg. 24, 25)
Diagnosis. A Leptognatha of the latreillei-group, with pu-
bescent metepisterna. Sexually dimorphic, gg metallic light green,
with the brown ground colour more or less shining through; 99 with
head and pronotum rufous-brown, elytra velvety brown-black. Elytral
markings well-developed, consisting of an humeral lunule, an indistinct
basal patch connected with a discal anterior spot, a median band more
or less complete, and an apical lunule slightly extended forwards on disk.
Labrum, palpi and legs testaceous, femora club-shaped. Antennae
fairly short.
Descrizione del g. Capo verde chiaro tinto di testaceo,
con qualche riflesso cupreo o violetto; gola bruno-testacea. Scultura
finissima, con alcune rughe poco profonde presso gli occhi. Labbro te-
staceo, grande e tondeggiante, tetracheto, a frontone quasi semicirco-
lare con un piccolo dente ottuso appena accennato nel mezzo. Mandi-
bole testacee, lunghe, con tre denti interni di cui quello centrale più
o meno smarginato all’apice, specialmente alla mandibola destra. Palpi
labiali e mascellari interamente testacei. Antenne corte, giungenti circa
a un terzo soltanto delle elitre; scapo e articoli 2-4 testacei, articoli 5-11
bruno-rossicci, finemente pubescenti.
Pronoto glabro, dello stesso colore del capo, piuttosto corto, così
lungo che largo, costretto verso la base, con i bordi esterni leggermente
convergenti all’indietro; solco trasversale posteriore più profondo di
quello anteriore, linea mediana longitudinale distinta ma sottile. Epi-
sterni leggermente rugosi, con riflessi cupreo-dorati, sparsamente pu-
bescenti.
392 F. CASSOLA
Fig. 24 - Leptognatha (L.) sedlacekorum n. sp., paratypus g di Olsobip: habitus, lab-
bro e mandibola sinistra, edeago (a,b,c); paratypus 9: habitus (d). Segmenti di scala:
1mm.
Elitre ampie, abbastanza convesse, a lati subparalleli, con ampio
arco apicale tondeggiante e angolo suturale retto. Scultura costituita
da punti tondi e regolari, poco profondi, regolarmente e uniformemente
spaziati su tutta la superficie fin quasi all’apice. Colore verde chiaro,
tinto di testaceo, bruno-rufescente soprattutto presso le spalle, lo scu-
tello e la sutura. Disegno più o meno sviluppato, comprendente: una
macchia sul callo omerale, prolungata lungo il margine verso la fascia
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 393
mediana e, in modo meno distinto, accennata anche sul disco in dire-
zione del punto discale anteriore; un punto discale anteriore, tondeg-
giante, non sempre ben definito, riassorbito talvolta in una semplice
macchia rufescente del fondo elitrale; una fascia mediana leggermente
obliqua, risultante dal congiungimento (non sempre perfetto) della
macchia triangolare marginale con quella tondeggiante discale; un arco
subapicale completo, piuttosto largo, rimontante lateralmente in avanti
sul disco. Epipleure testacee.
Parti inferiori parzialmente verde-blu metalliche lateralmente, te-
stacee nel mezzo; sterniti addominali, coxae, trocanteri e zampe intera-
mente testaceo-rufescenti. Metepisterni cosparsi di fine pubescenza
eretta. Femori rigonfi e claviformi, pubescenti nella loro metà basale.
Edeago simile a quello di /atrezllei, con apice ottuso un po’ smarginato
superiormente.
Descrizione della Q. Notevolmente dimorfica, più scura,
con capo e pronoto bruno-rufescente, ed elitre bruno-nere velutinose.
Labbro semicircolare, testaceo scuro, più o meno rabbrunito; 3° e 4°
articolo delle antenne bruno-metallici, brevemente annulati di testaceo
all'apice. Palpi testacei con ultimo articolo più scuro. Disegno elitrale
testaceo-rossiccio, con margini poco definiti, spiccante sul fondo bruno-
nero delle elitre. Femori scuri, annulati di testaceo all’apice presso 1
«ginocchi »; tibie e tarsi testacei.
Lunghezza: gg 9,5-10.5 mm, 99 10.5-12 mm (senza labbro).
Holotypus g, allotypus £ e 66 paratipi (47 gg 19 £9) della PAPUA
NEW GUINEA (Western Province): Fly River, Olsobip, 400 m, 26.VIII.
1969, J. & M. Sedlacek leg.; altri 28 paratipi (21 dd 7 99) pure di Ol-
sobip, 400-600 m, VIII.1969, J. & M. Sedlacek. Un altro paratipo 3
risulta raccolto nel 1972 sull’Upper Fly River, e altri 3 gg ancora sul
Fly River a 400 m nel 1978, in località quindi prossime a quella dell’olo-
tipo. Olotipo, allotipo e 74 paratipi nelle collezioni del BBM; gli altri
paratipi come segue: 1 BMNH, 1 ws, 2 DP, 3 js, 1 Jw, 1 TMB, 1 DEI, 3
MSNG, gli altri in mia collezione. Due ulteriori paratipi di diverse loca-
lità della PAPUA NEW GUINEA (Gulf Province): Wabo, 12-18.XI.1975,
J.A. Pippet, 1g pPIK; Fiume Purari, I.1894, L. Loria, 1g MSsNG.
Derivatio nominis. La specie è cordialmente dedicata ai
Sigg. Josef, Maria e J.H. Sedlacek, che hanno raccolto la quasi totalità
degli esemplari tipici, e che con le loro ricerche hanno fatto conoscere
importanti materiali cicindelologici della Nuova Guinea.
394 F, CASSOLA
Fig. 25 - Leptognatha (L.) sedlacekorum n. sp., paratypus ¢ (Olsobip, Western Pro-
vince, PNG).
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 395
Discussione. La scoperta di questa nuova specie dimostra
che il gruppo Jatrezlle: è ben lungi dall’essere interamente conosciuto.
Esso comprende probabilmente una serie di forme simili e vicine, che
non possono tuttavia essere considerate semplici razze geografiche sia
per l’importanza e la costanza di alcuni caratteri morfologici che per
l'apparente sovrapposizione degli areali. Nella regione del Fly River,
si è appena visto sopra, esistono anche L. viridithoracica e L. albertisi,
SAS
CA ZN AN,
SS
Fig. 26 - a. Leptognatha (L.) latreillei (Guérin-Méneville), 3 di Japen I.: labbro e
mandibola sinistra; 9 di Waigeo I.: labbro. b. L. (L.) occidentalis n. sp., paratypus dg:
labbro e mandibola sinistra. c. L. (L.) denhoedi (Brouerius van Nidek), holotypus gd:
labbro e mandibola sinistra. d. L. (L.) viridimicans (Brouerius van Nidek), paratypus
3: labbro e mandibola sinistra; paratypus £: labbro. e. L. (L.) alticola (Brouerius van
Nidek), paratypus g': labbro; £ di Mt. Kaindi: labbro. f. L. (L.) darlingtoni (Brouerius
van Nidek), g di Lae: labbro e mandibola sinistra (in visione dorsale e laterale sinistra).
g. L. (L.) wagneri (Mandl), holotypus 3: labbro. h. L. (L.) robusta Rivalier, paratypus
d: labbro e mandibola sinistra. Segmenti di scala: 1 mm.
396 F. CASSOLA
che dalla specie ora descritta si differenziano a prima vista per il colore
più scuro del corpo, la maggiore lunghezza delle antenne, e la forma più
allungata del pronoto.
74. Leptognatha (s. str.) denhoedi (Brouerius van Nidek) (figg. 26c,
27c)
Cicindela denhoedi BROUERIUS VAN NIDEK 1960, Entom. Mitt. zool. Staatsinst.
u. zool. Mus. Hamburg, p. 110 [« Dajo (in der Nahe von Hollandia), Neu-
Guinea »];
Leptognatha Denhoedi; RivaLier 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 43.
A questa specie, previo confronto con l’olotipo 3 di Dajo (presso
Hollandia) attribuisco, almeno provvisoriamente, un g della New Bri-
tain, che appare un po’ più grande del tipo (11.5 mm contro 10.5 mm)
e mostra inoltre una colorazione più scura; esso presenta tuttavia la
stessa forma stretta e allungata del corpo, e anche gli altri caratteri cor-
rispondono bene. La specie sarebbe dunque la prima del genere Lepto-
gnatha ad essere rinvenuta anche al di fuori della Nuova Guinea vera e
a
Fig. 27 - Edeago di: a. Leptognatha (L.) latreillei (Guérin-Méneville), g di Siwi;
b. L. (L.) occidentalis n. sp., paratypus g; c. L. (L.) denhoedi (Brouerius van Nidek),
gd della Gazelle Peninsula, New Britain; d. L. (L.) alticola (Brouerius van Nidek),
paratypus g. Segmenti di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 397
propria. I metepisterni pubescenti la collocano nel gruppo di L. la-
treillei.
RIVALIER (1972) aveva già attribuito a denhoedi altri 453 della
regione di Hollandia (di cui 2 da me esaminati). La 9 resta per ora sco-
nosciuta.
Materiale esaminato: 4 esemplari.
IRIAN JAYA. Jayapura: Dajo, Ned. Nw. Guinea, IV.1958, G. den Hoed, 1g
ITZ (holotypus, edeago n. 1292 Rivalier). Hollandia (RIVALIER 1972). Sentani,
12.VI.1959, L. Gressitt & T.C. Maa, malaise trap, over stream, 164 mp; 22.VI.
1959, L. Gressitt & T.C. Maa, light trap, 1g mp.
PAPUA NEW GUINEA. New Britain: Gazelle Peninsula, 1978, J. Sedlacek, 14 Fc.
75. Leptognatha (s. str.) darlingtoni (Brouerius van Nidek) comb. nova
(figg. 26f, 28a)
Cicindela darlingtoni BROUERIUS VAN NIDEK 1953, Psyche 60, p. 155 [« Dobo-
dura, Papua »];
Cicindela darlingtoni; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 343.
Specie descritta sulla base di 3 esemplari (1 g 2 99) raccolti da P.J.
Darlington Jr. a Dobodura (BROUERIUS van NIDEK 1953), e curiosa-
mente dimenticata da RivaLIER (1963, 1972). Grazie alla cortesia del-
l’amico C.M.C. Brouerius van Nidek, ne ho potuto esaminare un pa-
ratipo 9, oltre a un g da lui stesso determinato, proveniente dai dintorni
di Lae. A queste due località sono ora in grado di aggiungerne altre tre,
tutte confermanti comunque una distribuzione esclusivamente orientale.
Ai caratteri diagnostici forniti da BRouERIUS van NIDEK (1953) è
da aggiungere per il J quello relativo al 2° dente interno della mandibola
sinistra, che è molto largo e lungo, sopravanzante perfino il dente api-
cale, ed è inoltre rivolto in alto rispetto al piano della mandibola. Il di-
segno elitrale comprende solo un punto omerale e un largo arco apicale,
rimontante con una leggera punta all’interno del disco. L’edeago è re-
golarmente affusolato, con apice prolungato in una breve punta spor-
gente.
Per la pubescenza dei metepisterni la specie si situa nel gruppo di
L. latreillet.
Materiale esaminato: 5 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Morobe: 5 mi. E of Lae, 30.VIII.1957, Holland-Munroe,
1g irz. Kui M. Dist., 10.11.1970, L. Radim, 1g rc. - Northern Pro-
vince: Dobodura, III-VII.1944, P.J. Darlington, 1 9 1Tz (paratypus). Mana-
galase Plateau, XI.1972, R. Hornabrook, 1g Nmw. Boikik Plantation, Afore,
9.IX.1975, 164 DPIK (privo di capo e torace).
398 F. CASSOLA
d
Fig. 28 - Edeago di: a. Leptognatha (L.) darlingtoni (Brouerius van Nidek), g del
Kui M. dist.; b. L. (L.) viridimicans (Brouerius van Nidek), paratypus 5; c. L. (L.)
robusta Rivalier, g etichettato « N.d.G.Car. » (?); d. L. (L.) wagneri (Mandl), holotypus
d. Segmenti di scala: 1 mm.
76. Leptognatha (s. str.) wagneri (Mandl) comb. nova (figg. 26g, 28d)
; Pseudoxygoniola wagneri MANDL 1970, Zeitschr. Arbeitsgem. 6sterr. Entom.,
22, p. 67 [« Htld. v. Finschhafen »].
Nel 1970 ManpL, sulla base di un unico ¢ del zMp, etichettato
« Htld. v. Finschhafen, 1.20, L. Wagner S. », descrisse una nuova specie
appartenente ad un nuovo genere, affine, a suo dire, a Oxygoniola W.
Horn, genere monotipico noto solo di Celebes (Sulawesi). MANDL de-
nominò l’insetto Pseudoxygoniola wagneri, pur senza precisarne, e forse
neppure comprenderne, l’origine neo-guineana. Anche nello « Zoolo-
gical Record» del 1972 la nuova entità, sulla scorta delle indicazioni
dell’ Autore austriaco, è citata solo come proveniente dall’« Hinterland
of Finschhafen ».
Avendo accertato, nel corso del presente lavoro, che Finschhafen
corrisponde ad una località, recante tuttora questo nome, della Papua
New Guinea (estremità orientale della Huon Peninsula), ho voluto con-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 399
trollare di persona l’esemplare in questione, cosa che mi è stata resa
possibile dalla cortesia del Dr. F. Hieke del zmB. La descrizione e lo
schematico disegno forniti da ManpL (1970) mi inducevano infatti a
pensare che si trattasse piuttosto di una specie del genere Leptognatha
Riv., forse addirittura di una di quelle (in particolare L. robusta Riv.)
che erano state descritte due anni più tardi dallo stesso RIVALIER (1972).
L’esame dell’olotipo unico (che risulta raccolto nel 1930, anziché
nel 1920 come indicato da ManpL) ha confermato, da un lato, la piena
validità e distinzione della specie, diversa effettivamente da ogni altra
conosciuta, ma dall’altro ha confortato pienamente la mia supposizione
di una sua appartenenza al genere Leptognatha. Trattasi quindi di una
ulteriore specie di questo genere, notevole per le grandi dimensioni (16
mm senza labbro), la colorazione bruno-rossiccia più o meno scura con
disegno elitrale ristretto al callo omerale e all’arco apicale, il pronoto
allungato e finemente striato trasversalmente, e il labbro testaceo a
frontone semicircolare. La pubescenza dei metepisterni avvicina la
specie al gruppo di L. latreillei, ma l’insolita forma dell’edeago la col-
loca in una posizione alquanto a sè stante. L’accostamento al genere
Oxygoniola W. Horn, che appartiene ad altra sottotribù (Prothymina W.
Horn) e che si caratterizza per il labbro verde metallico e le parti infe-
riori glabre, mi sembra del tutto fuori luogo. Si rende quindi necessario
stabilire la nuova sinonimia: Pseudoxygoniola Mandl 1970 (typ. P.
wagnert Mandl 1970) = Leptognatha Rivalier 1963 (typ. L. latreillet
Guérin-Meneville 1830).
Materiale esaminato: 1 esemplare (olotipo unico).
PAPUA NEW GUINEA. Morobe: Hinterland of Finschhafen, 1.1930, L. Wagner,
16 zmB (holotypus).
77. Leptognatha (s. str.) orientalis Rivalier
Leptognatha orientalis RIVALIER 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 302 [« ré-
gion de Wau (Sud-Est de la Nouvelle Guinée) »].
Specie apparentemente molto simile a L. viridithoracica Br. v.
Nidek, ma immediatamente separabile grazie ai metepisterni glabri, lisci
e brillanti. I Sg sono unicolori, bruno-neri, talvolta con qualche riflesso
verdastro, di aspetto sericeo, con labbro testaceo, e disegno elitrale quasi
del tutto assente; le 92 sono più grandi e massicce, nero-sericee, con
labbro scuro, e disegno elitrale più evidente. A questa specie, descritta
di Wau, di cui ho potuto esaminare un g topotipico determinato da E.
400 F. CASSOLA
Rivalier, sono da attribuire numerosi nuovi materiali, che ne confer-
mano la presenza nella sola parte orientale (Papua New Guinea) della
Nuova Guinea.
Materiale esaminato: 85 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Eastern Highlands: Karimui, III.1973, R. Hornabrook,
at light, 19 1rz, 19 NMw. Kassem Pass, IX.1971, R. Hornabrook, 1 29 NMw. -
Madang: Finisterre Mts., Damanti, 3500 ft, 2-11.X.1964, M.E. Bacchus,
19 BMNH. - Morobe: Kaiapit, XII.1978, 164 19 jw, 1g Fc. Saruwaged Mts.,
400 m, 22.1.1979, J. Sedlacek, 1g 19 Js. Sattelberg, Huon Pen., 1 2 zmB. Busu
River, 60 km E of Lae, 15.1.1979, J. Sedlacek, 1g js. Lae, XI.1957, J. Sedlacek,
1 Fc; XI.1968, H. Ohlmus, 13 anic; 1.X1.1971, J. Sedlacek, 1g js. Nadzab,
Markham River Val., VIII.1944, K.V. Krombein, 1 £ Fc. Bulolo, 1942, G. Rio,
243 19 usnm; 15.I-14.II.1979, 800 m, J. Sedlacek, 2 gS Js; 700 m, J. Sedlacek,
13 TMB. 4.5 mi. E of Bulolo, 21.1V.1971, B.S. Cheary, 1 £ ws. Mt. Missim, 950-
1300 m, 8-9.1.1966, J. & M. Sedlacek, 1¢ 1 2 BBM. Wau, 1230 m, 1g Fc; F.H.
Taylor, 1 ¢ BMNH; 15.XI.1940, 1g ws; 1-15.V.1963, J. Sedlacek, light trap, 19
BBM; 30-31.VII.1963, J. Sedlacek, 1g BBM; 3.III.1964, J. Sedlacek, 19 BBM;
III-IV.1964, J. Sedlacek, 3 gg 1 BBM; XII.1964, H. Ohlmus, 1g FC; 6-7.XII.
1965, J. Sedlacek, 19 BBM, 1 9 Fc; 1.11.1966, J. Sedlacek, 19 BBM; 7.V.1966,
J.L. Gressitt, 1g ITz; 6.VII.1968, J.J.H. & M.L. Szent-Ivàny, black light, 1g
BBM; XI-XII.1969, J. Sedlacek, 1g Fc; 14-28.11.1970, H. Ohlmus, 3 dd DPIK;
11.1V.1970, H. Ohlmus, 1 9 ppiK; 27.V.1971, R. Parrott, 192 pprk; XII.1974,
H. Ohlmus, 1 2 DPIK; 23.11.1979, on light, 1 2 pp; 13.II-13.III.1979, J. Sedlacek,
2353 js, 19 Fc; 26.X1.1981, A. Allison, light trap, 1g RB; 2.V.1982, R.T. Bell,
light trap, 16 19 cmnu, 1g pRB, 1g Fc; 15.1V.1982, R.T. Bell, light trap, 19
RB; 20.I-13.II.1983, A. Allison, 2 92 RB. Big Wau Creek, 1100 m, 29.XI-30.XII.
1964, P. Shanahan, 1g BBM; 31.XII.1964, J. & M. Sedlacek, M.V. light trap, 1g
Fc. Mt. Kaindi, 4.V.1971, R.E. Parrott, 263 HH. Gurakor, 25.IX.1957, J.H.
Ardley, at light, 19 pPIK; 16.IX.1979, W.G. Ullrich, 16 4 99 Jw, 1 ® FG; XII.
1979, W.G. Ullrich, 4 gd 3 99 Jw, 1g Fc; 1.1980, W.G. Ullrich, 3 gg Jw. - Nor -
thern Province: Managalase Plateau, XI.1972, R. Hornabrook, 1 2 NMw.
Mt .Suckling Exped., Camp Ma-ul, 13.VII.1972, T.L. Fenner, black light, 1 9
DPIK. Mondo, Auga River, 3000 ft, II.1934, L.E. Cheesman, 1g BMNH.
Altro materiale: New Guinea, 1g Fc.
78. Leptognatha (s. str.) longidentis n.sp. (fig. 29)
Diagnosis. A close relative of L. orientalis Riv., differs from
it by having the second inner tooth of male left mandible long, pointed,
even exceeding the apical tooth, and turned upwards. Aedeagus straighter,
more parallel-sided, and apically sharp.
Descrizione. Capo bruno, liscio e glabro. Labbro testaceo-
rufescente, tetracheto, a bordo anteriore ondulato, con una breve punta
prominente nel mezzo. Mandibole testaceo-rufescenti, fortemente pie-
gate verso il basso dopo la meta, munite all’interno di tre denti, di cui
quello intermedio è nella mandibola sinistra del g fortemente allungato,
sopravanzante perfino il dente apicale, e leggermente rivolto all’insù
rispetto al piano della mandibola. Palpi labiali e mascellari testacei, con
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 401
ultimo articolo un po’ scurito nella sua parte apicale. Scapo e articoli
2-4 delle antenne testaceo-rufescenti, glabri; articoli 5-11 scuri, fine-
mente e regolarmente pubescenti.
Fig. 29 - Leptognatha (L.) longidentis n. sp., holotypus 3: habitus, labbro e mandibole,
mandibola sinistra (visione laterale), edeago (a,b,c,d). L. (L.) albertisi (Gestro), holo-
typus J: elitra sinistra e pronoto, labbro e mandibola sinistra, edeago (e,f,g). Segmenti
di scala: 1 mm.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 26
402 F. CASSOLA
Pronoto più lungo che largo, a lati paralleli, dello stesso colore del
capo, liscio e glabro, con appena qualche breve ruga trasversale appena
accennata nel mezzo. Proepisterni rufescenti, lisci e glabri.
Elitre bruno-scure, un po’ rufescenti soprattutto alla base e nella
parte apicale, d’aspetto un po’ sericeo e cangiante, con punteggiatura
regolare e distanziata, quasi obsoleta verso l’apice dell’elitra; disegno
elitrale ridotto ad una macchia a virgola sul callo omerale nei due gg
di Haveri, comprendente anche un piccolo punto discale giallo in quello
di Karimui. Nella 9 le elitre sono più scure, velutinose, con una macchia
gialla piccola e tonda sul disco subito dopo la metà.
Parti inferiori testaceo-rufescenti, interamente glabre, solo qualche
pubescenza sulle coxae anteriori e intermedie. Zampe testaceo-rufescenti,
un po’ scurite all’estremità dei segmenti e sui tarsi; femori fortemente
clavati, pubescenti nella loro metà basale e sul bordo anteriore. Edeago
simile a quello di L. ortentalis Riv. ma più diritto e parallelo, con apice
acuto.
Lunghezza: gg 10-10.5 mm, 992 10-11 mm (senza labbro).
Holotypus g e 1 paratypus g° della PAPUA NEW GUINEA (Central
Province): Haveri, VII-XI.1893, L. Loria, in collez. MSNG; altre 3 99
(2 MsNG, 1 zmB), recanti identico cartellino di provenienza, vengono
attribuite a questa specie per questo solo fatto, pur risultando indistin-
guibili da L. orientalis. Un altro paratipo g proviene da altra località
della PAPUA NEW GUINEA (Eastern Highlands): Karimui, III.1973, R.
Hornabrook, in collez. Nuw. Un paratipo 3 ora in mia collezione.
Derivatio nominis. Il nome allude al più importante
carattere distintivo da L. orientalis e dalle altre specie del gruppo, cioè
al lungo e singolare secondo dente interno della mandibola sinistra del 2.
Discussione. La singolare forma della mandibola sinistra
dei gg, or ora richiamata, impone di considerare questi esemplari di-
stinti da L. orientalis, non potendo evidentemente la stessa essere rife-
rita a mostruosità individuale. La scoperta a Karimui di un altro g
con identiche caratteristiche ne è un'ulteriore conferma. Anche le de-
boli ma pur esistenti differenze riscontrabili nella forma dell’edeago
inducono a concludere che ci troviamo di fronte ad una forma specifi-
camente distinta, pur essendo le £9 praticamente indistinguibili da quelle
di L. orientalis (salvo che per le dimensioni leggermente minori). Non
è da escludersi che futuri più abbondanti materiali possano far rientrare
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 403
longidentis nel quadro della variabilità di orientalis; ma la forma del
secondo dente della mandibola appare un carattere non casuale, e ri-
corda molto, ad esempio, quella riscontrabile anche in L. darlingtoni
(che è specie però assai più grande, con edeago diverso, e metepisterni
pubescenti).
79. Leptognatha (s. str.) fuscilabris Rivalier
Leptognatha fuscilabris RivaLiER 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 302
[« West New Guinea, Star Mts., Sibil Val. >].
Di questa specie, descritta sulla base di due gg delle Star Mts.,
nella parte centrale dell’isola, ho potuto esaminare uno dei due sintipi,
nonché altri due esemplari g£ d’identica provenienza che ad essa pos-
sono senz'altro attribuirsi. La 9, come è la norma in questo genere, si
presenta fortemente dimorfica, di color nero vellutato, con un vistoso
punto discale giallo nel centro dell’elitra e una breve macchia basale nel
solco postomerale, senza viceversa alcuna traccia di lunula apicale; il
labbro è nero, e il torace appare leggermente striato trasversalmente.
L’esemplare, che mi astengo tuttavia dal designare come allotipo, reca
un cartellino manoscritto di E. Rivalier, apposto presumibilmente prima
della descrizione, con l'indicazione « species nova! ».
Attribuisco inoltre a fuscilabris anche una piccola serie della zona
dei Cyclops Mts., nonché un g delle Snow Mts., già visto da Brouerius
van Nidek nel 1956 e da lui determinato come /atrezllei, che risulta
essere stato controllato in seguito da Rivalier e da questi munito di un
cartellino manoscritto con l’indicazione «species nova ?». Anche una
2 di Feramin, del tutto identica a quella topotipica, risulta infine riferi-
bile a questa specie, e ne estende dunque l’areale anche alla Papua
New Guinea.
I metepisterni lucidi e glabri accostano fuscilabris ad orientalis, e
in effetti le due specie appaiono molto simili. Solo la disponibilità di
ampi materiali provenienti da numerose località diverse potrà permet-
tere in futuro un chiarimento definitivo circa il reciproco status tasso-
nomico delle entità di questo gruppo.
Materiale esaminato: 13 esemplari.
IRIAN JAYA. Jayapura: Cyclops Mts., 3500 ft, 8.III.1936, L.E. Cheesman, 2 gg
1 2 BMNH; 3500-4000 ft, III.1936, L.E. Cheesman, 1g 1 9 Fc, 1 9 BMNH. Cyclops
Mts., Mt. Lina, 3500 ft, III.1936, L.E. Cheesman, 14 19 BMNH. - Jaya-
wijaya: Snow Mts., Sigi Camp, 1500 m, 25.11.1939, L.J. Toxopeus, 1g
ITZ. Star Range, Sibil Val., 1245 m, 18.X-8.X1.1961, L.W. Quate, 1g MP (para-
404 F. CASSOLA
typus, edeago n. 1957 Rivalier); 24.V.1959, at light, Mus. Leiden Neth. New
Guinea Exped., 19 1Tz; 16.VI.1959, at light, 1g 1Tz.
PAPUA NEW GUINEA. West Sepik: Feramin, III.1979, J.H. Sedlacek, 19 Js.
80. Leptognatha (s. str.) occidentalis n.sp. (figg. 26b, 27b)
Diagnosis. A close relative of L. orientalis Riv., but lighter,
with signs of elytral markings visible in male too; apex of aedeagus
more tapering, proportionally longer, and more pointed apically.
Descrizione. Capo bruno-rossiccio con deboli riflessi verde-
sericei dietro gli occhi e sulle guance; superficie liscia, glabra. Labbro
testaceo (più scuro nella 9), tetracheto, non molto ampio, ondulato sul
davanti, con una breve punta sporgente nel mezzo. Mandibole testacee,
bruno-rossicce sui denti, allungate, piegate verso il basso nella loro
parte terminale. Palpi labiali e mascellari testacei. Antenne lunghe quasi
come il corpo nel g, fino a circa metà delle elitre nella 9; scapo e articoli
2-4 testacei e glabri, articoli 5-11 scuri, finemente e regolarmente pube-
scenti.
Pronoto appena più lungo che largo, leggermente ristretto all’in-
dietro, con lati arrotondati, liscio e glabro, con qualche debole ruga tra-
sversale appena accennata in mezzo sul disco; colore bruno-rossiccio
come il capo, leggermente più scuro nella parte posteriore. Nella 9
il pronoto appare più scuro, maggiormente squadrato, con massima lar-
ghezza intorno alla metà. Proepisterni bruno-verde metallici, lisci e
glabri.
Elitre del 3 bruno-rossicce, soprattutto alla base e sulle spalle,
più scure sul disco, di aspetto un po’ sericeo, con punteggiatura regolare
e distanziata, quasi obsoleta nella parte posteriore; disegno elitrale poco
definito ma evidente, comprendente un largo arco apicale e una breve
fascia trasversa mediana testacei, quasi riassorbiti dal fondo elitrale.
Elitre della 9 scure, quasi nero-vellutate, con una macchia testaceo-
rossiccia alla base e sul callo omerale, e un punto tondo discale giallo
subito dopo la metà.
Parti inferiori lisce e glabre anche sui metepisterni, con solo qualche
setola bianca eretta sulle coxae anteriori e mediane, e lungo il margine
di quelle posteriori. Pezzi sternali e primi sterniti addominali verde-
cianescenti, metallici, con qualche riflesso cupreo-dorato; coxae, parti
centrali del metasterno, e restanti parti dell'addome testacei.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 405
Edeago simile a quello di L. fuscilabris Riv., con un collo basale
ricurvo, una parte centrale diritta e parallela, e la parte apicale affuso-
lata e allungata, con apertura distale molto ampia, e apice appuntito,
leggermente ricurvo.
Lunghezza: 11-11.5 mm (senza labbro).
Holotypus g, allotypus 9 e 5 paratipi (4g3 1%) dell’IRIAN JAYA
(Manokwari): Arfak Mts., Siwi, 800 m, IV-V.1928, E. Mayr, in collez.
ZMB (due paratipi ora in mia collezione). L’olotipo reca inoltre un car-
tellino a matita con l’indicazione « M. Siwi, 26.4.28 ».
Derivatio nominis. Il nome allude alla collocazione geo-
grafica nettamente occidentale (Vogelkop) di questa specie, apparte-
nente ad un gruppo (quello di L. orientalis) prevalentemente a distri-
buzione centro-orientale.
Discussione. I metepisterni lisci e glabri fanno subito ac-
costare questa specie al gruppo di fuscilabris (che è però più grande e
scura) e di orientalis. In un primo momento avevo anzi attribuito gli
esemplari in questione proprio a quest’ultima specie, pensando di poter
spiegare la loro provenienza, così stranamente occidentale, con qualche
errore di cartellino. Ernst Mayr, in effetti, risulta aver visitato nel gen-
naio 1929 anche la Papua New Guinea [Saruwaged Mts., dove raccolse
un esemplare di Polyrhanis ancorifera (W.H.)], e poiché tra il materiale
etichettato « Arfakgeb., Siwi» ho reperito pure due esemplari di Poly-
rhanis barbata (W.H.), anch’essi abnormemente occidentali rispetto al-
l’areale conosciuto della specie, pensare ad un errore è stata cosa del
tutto naturale. Tuttavia l’autorità del raccoglitore, il fatto che nella
stessa località egli abbia catturato anche un g di L. latreillei (specie ti-
picamente occidentale), il fatto altresì che nello stesso periodo egli abbia
visitato altre località prossime al Vogelkop (Wandammen, Wasior,
Wandiwoi), mi hanno indotto ad approfondire la questione: e in effetti
l’esame dell’edeago, assolutamente identico in tutti i Sg disponibili, e
nettamente diverso da quello di L. orientalis, mi ha convinto che ci
troviamo di fronte, ancora una volta, ad un’entità sistematica nuova,
gravitante (al pari di fuscilabris e di longidentis) attorno a orientalis, a
formare un piccolo gruppo di specie di cui solo maggiori materiali po-
tranno chiarire in futuro i reciproci esatti rapporti tassonomici.
406 F. CASSOLA
81. Leptognatha (s. str.) robusta Rivalier (figg. 26h, 28c)
Leptognatha robusta RIVALIER 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 303 [« N.E.
New Guinea, East Highlands, Kundiawa »].
A questa specie, descritta anch’essa solo sulla base di 4 gg (due di
Kundiawa e due di Goilala), attribuisco due ulteriori gg di Karimui
che, al confronto, sono risultati perfettamente conformi ai paratipi da
me visti. Un altro 3, recante un’etichetta incomprensibile, appare invece
un po’ diverso, più grande e più scuro, con labbro più ampio e pressoché
semicircolare, con pronoto meno fortemente striato trasversalmente, e
con l’edeago maggiormente ricurvo all’apice; tale esemplare risulta co-
munque esser già stato visto da E. Rivalier, e da lui attribuito a questa
specie. In questo sesso è da segnalare la forma del secondo dente interno
della mandibola sinistra, che appare allungato e leggermente rivolto in
alto.
Della stessa località sopra citata (Karimui) ho potuto esaminare
anche una 9, che considero senz’altro come la 2 di robusta, pur aste-
nendomi opportunamente dal designarla come allotipo. Tale esemplare
appare nettamente più grande di una @ di orzentalis d’identica prove-
nienza, e presenta inoltre un pronoto più allungato, a lati subparalleli,
distintamente striato. Del tutto conforme è risultata anche una @ di
Goroka, nera, grande, recante però un infimo puntino giallo sul disco,
raddoppiato sul margine da una macchietta ancor più piccola; manca
qualsiasi accenno ad una lunula apicale, e la spalla appare particolar-
mente sporgente e affilata, appena leggermente schiarita sotto l’orlo
della cresta.
Materiale esaminato: 7 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. East Highlands: Kundiawa, 31.XII.1964-1.I1.1965, J.
Sedlacek, 1g mp (paratypus). Goroka, III.1974, H. Ohlmus, 1 £ pPIK. Karimui,
III.1973, at light, R. Hornabrook, 1g 1rz, 164 19 nmw. - Central Pro-
vince: Owen Stanley Range, Goilala: Loloipa, 16-30.1.1958, W.W. Brandt,
13 BBM (paratypus).
ro imarersialag aiNcek@Ca 223 (0) Ie nz
82. Leptognatha (s. str.) fasciata Rivalier
Leptognatha fasciata RivaLieR 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 303 [« New-
Guinea, N.E., Wau»].
Specie descritta sulla base di un’unica 9, da me esaminata. Per
confronto con questa, attribuisco a L. fasciata anche altri tre esemplari
(tutti 29), di cui 2 provenienti da località non lontana da quella tipica
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 407
(Mt. Missim) e uno raccolto in una località leggermente più settentrio-
nale. È da osservare che in due di questi esemplari la fascia trasversa
appare un po’ più larga che nel tipo, leggermente obliqua all’indietro
e verso l’esterno; nel terzo esemplare è invece perfettamente conforme
al tipo, così come figurato da RivaLieR (1972). In tutti è ben delineata la
lunula apicale.
Il g di questa specie resta per il momento sconosciuto.
Materiale esaminato: 4 esemplari.
PAPUA NEW GUINEA. Madang: Budemu, Finisterre Mts., 4000 ft, 15-24.X.1964,
M.E. Bacchus, 1 9 BMNH. - Morobe: Wau, 1200 m, 7-16.XII.1961, 1 9 BBM
(holotypus). Mt. Missim, 1600 m, 6.11.1979, J.H. Sedlacek, 19 Fc; 1300 m,
II.1979, J. Sedlacek, 1 9 Js.
83. Leptognatha (s. str.) hornabrooki n.sp. (fig. 30)
Diagnosis. Smaller than L. orientalis Riv., with a bulky
squater abdomen; elytra convex, black, apically sinuated inwardly,
with velvety reflections, devoid of white markings. Labrum short,
black, subtriangular-shaped; antennae black, the last four joints testa-
ceous. Underside golden-green. 3 unknown.
Descrizione. Capo scuro, liscio e glabro, con riflessi verde-
metallici su guance, clipeo e base delle antenne. Labbro nero, lucido,
tetracheto, di forma subtriangolare, con un dente brevemente carenato
sporgente nel mezzo. Mandibole bruno scure, più chiare alla base, leg-
germente rufescenti all’apice dei denti, piegate verso il basso dopo la
metà. Palpi mascellari bruno-metallici, labiali testacei con ultimo arti-
colo bruno scuro. Scapo bruno scuro con riflessi verde metallici sul da-
vanti; articoli 2-4 delle antenne scuri, lucidi, pressoché glabri; articoli
5-11 opachi, finemente e regolarmente pubescenti, di color nero i primi
tre, testacei gli ultimi quattro.
Pronoto un po’ più lungo che largo, con lati arrotondati, distinta-
mente schiacciato sul disco, dello stesso colore del capo, liscio e glabro,
leggermente striato trasversalmente. Proepisterni verde-metallici, lisci
e glabri.
Elitre convesse, pressoché nere, con riflessi vellutati, bruno più
chiare al di sotto della spalla, del tutto prive di disegno elitrale; callo
omerale dotato di una carena affilata, angolo apicale alquanto smargi-
nato all’indentro. Epipleure testacee.
408 F. CASSOLA
Fig. 30 - Leptognatha (L.) hornabrooki n.sp., holotypus 9: habitus, labbro (a,b).
L. (Thylacina) gracilipes Rivalier, paratypus £: habitus, labbro, (c,d). Segmenti di scala:
1mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 409
Parti inferiori e sterniti addominali verde dorato metallici, glabri,
solo una fila di setole sul margine delle coxae. Trocanteri testacei; fe-
mori clavati, bruno scuri con riflessi verde metallici, pubescenti solo
nella loro metà basale; tibie e tarsi bruno scuri, leggermente rufescenti.
d sconosciuto.
Lunghezza: 9 9.5 mm (senza labbro).
Holotypus @ della PAPUA NEW GUINEA (Eastern Highlands): Ka-
rimui, III.1973, R. Hornabrook leg., in collez. NmMw.
Derivatio nominis. Dedico volentieri questa nuova ina-
spettata specie al suo raccoglitore Sig. R. Hornabrook (Wellington, New
Zealand), che con molta cortesia mi ha consentito l’esame anche di
numerosi altri interessanti esemplari di Cicindelidi provenienti dalle
sue raccolte in Nuova Guinea.
Discussione. È interessante notare che nella stessa località
di Karimui (Eastern Highlands), R. Hornabrook ha catturato, tutte
insieme nel medesimo periodo, ben sei specie diverse di Leptognatha :
viridithoracica, orientalis, longidentis, robusta, hornabrooki e velutina (per
quest’ultima si veda appresso). A parte la prima e l’ultima, facilmente
separabili e riconoscibili, ben quattro di esse appartengono al gruppo di
L. orientalis, a metepisterni glabri e lucidi. Sarebbe indubbiamente im-
portante, oltre alla cattura di ulteriori esemplari e possibilmente di un
3 di hornabrooki n. sp., l'acquisizione di dati eco-etologici precisi, atti
a individuare eventuali differenze di habitat o di nicchia tra le varie
specie. Come mi comunica il collega R. Hornabrook, « Karimui is an
interesting location, a volcane plateau heavily forested with deeply cut
river gorges. All the Leptognatha were I believe taken at night. Some
may live in epiphytes on trees but I suspect they live on the sides of
the gorges in dense mossy vegetation ».
Quanto a L. hornabrooki n. sp., il confronto con 99 di orientalis
e robusta d’identica provenienza mostra che essa si distingue nettamente,
pur nella generale somiglianza di facies, per le dimensioni più piccole,
la forma più tozza e massiccia di elitre e addome, le parti inferiori verde
metalliche, la diversa forma del labbro, e il curioso carattere relativo al
colore chiaro-testaceo degli ultimi quattro articoli antennali. Quanto a
dimensioni, orzentalis occupa una posizione intermedia (assieme a /ongi-
dentis e viridithoracica), mentre robusta è nettamente più grande. Mag-
giormente simile a hornabrooki, per quanto diversamente colorata, ap-
410 F. CASSOLA
pare piuttosto velutina, a causa della forma singolarmente tozza e mas-
siccia delle elitre e dell’addome.
84. Leptognatha (s. str.) velutina (Brouerius van Nidek) (fig. 31)
Cicindela velutina BROUERIUS VAN NIDEK 1959, Nova Guinea, 10, p. 182 [« Snow
Mountains in Central New Guinea »];
Cicindela velutina; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 343;
Leptognatha velutina; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 43.
Specie descritta su alcuni esemplari delle Snow Mts. (BROUERIUS
van NipEK 1959), caratteristica per il colore bruno-verde cangiante
delle elitre, che la situa in un gruppo diverso da quello di tutte le specie
sin qui considerate e l’avvicina invece alle tre successive. Per la forma
molto massiccia dell'addome ricorda alquanto anche hornabrookt.
Previo esame di due paratipi, penso di poterle attribuire, almeno
provvisoriamente, anche due 99 delle Eastern Highlands. L’esemplare
di Karimui, tuttavia, si differenzia dal paratipo 9 per la colorazione
verde (e non bruno-scura) delle parti sternali, e soprattutto per i « cou-
pling sulci» molto più accentuati e profondi, formanti una marcata fos-
setta al di sotto del callo omerale dell’elitra. Nel paratipo esaminato,
invece, i «coupling sulci» sono pressoché assenti. Data l’importanza
del carattere, non è da escludere che futuri approfondimenti possano
portare a vedervi due specie diverse.
Materiale esaminato: 4 esemplari.
IRIAN JAYA. Jayawijaya: Snow Mts., Sigi & Lower Mist Camps (BROUERIUS
van NipEK 1959); Sigi Camp, 1500 m, Neth. Ind.-Amer. New Guinea Exped.,
20-26.11.1939, L.J. Toxopeus, 13 1% iTz (paratipi; sacco interno dell’edeago
n. 1283 Rivalier).
PAPUA NEW GUINEA. Eastern Highlands: Kainantu, Onerunka, 5.II. 1979,
W.G. Ullrich, 19 jw. Karimui, III.1973, R. Hornabrook, 19 Nmw.
85. Leptognatha (s. str.) pseudovelutina n.sp. (fig. 31)
Diagnosis. Very similar to L. velutina Br. v. Nidek, with
the same green and brown velvety pattern of elytra. Differs from it by
having the labrum green coloured at sides, and the second inner tooth
of male left mandible much longer and thicker, slightly turned upwards.
Legs testaceous. 2 unknown.
Descrizione. Capo verde chiaro, qua e là rabbrunito, li-
scio, senza scultura visibile. Labbro (g) corto e trasverso, tetracheto,
con un dente più pronunciato nel mezzo, di colore testaceo con margini
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 411
laterali verde metallici. Mandibole testacee, con il dente intermedio
interno molto sviluppato, più largo degli altri: quello sinistro anche molto
più lungo, sorpassante perfino il dente apicale, leggermente ribordato
all’estremità, e rivolto all'insù rispetto al piano degli altri denti; quello
destro un po’ più corto, largo e piatto. Palpi labiali e mascellari intera-
mente testacei. Antenne molto lunghe, oltrepassanti l’intero corpo;
Fig. 31 - Leptognatha (L.) velutina (Brouerius van Nidek), paratypus g: habitus, lab-
bro e mandibola sinistra, mandibola sinistra (visione laterale) (a,b,c). L. (L.) pseudo-
velutina n. sp., holotypus g: habitus, labbro e mandibola sinistra, mandibola sinistra
(visione laterale), edeago (d,e,f,g). Segmenti di scala: 1 mm.
412 F. CASSOLA
scapo e 2° articolo testacei, articoli 3-4 scuri e annulati all’apice di ros-
siccio, articoli 5-11 rufescenti, finemente e regolarmente pubescenti.
Pronoto più lungo che largo, a lati subparalleli, liscio e glabro, di
color verde sporco più o meno scuro, senza striature evidenti; proepi-
sterni lisci e glabri, con riflessi verde-cuprei.
Elitre verde-bruno brillanti, di aspetto sericeo e velutinoso un po’
cangiante, con il color bruno-testaceo del fondo affiorante attraverso il
verde metallico soprattutto sul disco e nella parte subapicale. Disegno
elitrale appena accennato, ridotto ad un punto discale poco visibile.
Epipleure testacee.
Parti inferiori glabre, verde brillanti con riflessi cuprei e violacei;
sterniti addominali più o meno testacei. Zampe lunghe, testacee, con i
femori sparsamente pubescenti e più o meno tinti di verde metallico
nella loro metà basale; trocanteri testacei. Edeago fusiforme, arcuato, a
collo snello, più largo oltre la metà, con apice ottuso leggermente squa-
drato.
Lunghezza: 3 9,7 mm (senza labbro).
Holotypus g della PAPUA NEW GUINEA (Central Province): T'apini
(Goilala, Owen Stanley Range), XI.1957, J. Sedlacek leg., in mia col-
lezione.
Discussione. La specie a prima vista ricorda moltissimo la
congenere velutina Br. v. Nidek, e il nome che le assegno intende ap-
punto sottolineare questa somiglianza. Paragonata con due paratipi g9
di questa specie, essa ne differisce tuttavia per le dimensioni un po’
‘minori, per le elitre proporzionalmente più corte rispetto a capo e to-
race, per il pronoto più stretto e più liscio, per il labbro meno sinuoso
davanti, e soprattutto per la singolare forma del secondo dente interno
della mandibola sinistra, che è molto più lungo, ipertrofico, e rivolto
all’insù. L’edeago, pur simile, presenta un collo più allungato e più
snello.
86. Leptognatha (s. str.) viridimicans (Brouerius van Nidek) (figg.
26d, 28b)
Cicindela viridimicans BROUERIUS VAN Nipek 1959, Nova Guinea, 10, p. 183
[« Snow Mountains in Central New Guinea »];
Cicindela viridimicans; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 343;
Leptognatha viridimicans; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 43.
Specie descritta su esemplari delle Snow Mts., di cui ho potuto
esaminare personalmente una coppia di paratipi. Per confronto con
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 413
essi, le attribuisco anche una @ di Kiunga, che estende l’areale conosciuto
della specie anche alla adiacente regione della Papua New Guinea. Il
labbro, di forma subtriangolare, è abbastanza simile nei due sessi. L’e-
deago, già figurato da RIvALIER (1972), presenta un apice sottile, legger-
mente ricurvo all’insù.
Materiale esaminato: 3 esemplari.
IRIAN Java. Jayawijaya: Snow Mts.: Araucaria, Rattan e Lower Mist Camps
(BROUERIUS VAN NipEK 1959); Rattan Camp, 1200 m, Neth. Ind.-Amer. New
Guinea Exped., II-III.1939, L.J. Toxopeus, 1g 19 1Tz (paratipi).
PAPUA NEW GUINEA. Western Province: Kiunga, Fly River, V.1971, R.
Hornabrook, 1 2 NMw.
87. Leptognatha (s. str.) alticola (Brouerius van Nidek) (figg. 26e, 27d)
Cicindela alticola BROUERIUS VAN NIDEK 1959, Nova Guinea, 10, p. 183 [« Snow
Mountains in Central New Guinea »];
Cicindela alticola; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 343;
Leptognatha alticola; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 43.
Specie descritta sulla base di due gg delle Snow Mts., uno dei
quali ho potuto esaminare grazie alla cortesia dell’amico Brouerius van
Nidek. RIVALIER (1972) ha successivamente fatto conoscere tre 9£ di
Wau e una di Popondetta, segnalando che questo sesso, a differenza
del 3, possiede un disegno elitrale sviluppato che comprende una mac-
chia discale tondeggiante e un largo arco subapicale a forma di virgola.
A questi esemplari sono ora da aggiungere alcune altre 99, di cui tre
dei dintorni di Wau, mostranti anch’esse un disegno elitrale sviluppato,
e una (quella di Daullo Pass, Eastern Highlands) priva invece della
macchia discale. Mentre su quest’ultima risulta incollata per errore la
testa di un g, l’esame delle altre ha consentito di evidenziarne la forma
del labbro (di cui RIVALIER non fa parola): questo appare praticamente
triangolare, a lati pressoché diritti, molto diverso quindi dal labbro del
paratipo g. Non resta che attendere di poter disporre di maggiori ma-
teriali per stabilire se queste differenze siano o meno esclusivamente
sessuali. L. alticola si conferma comunque specie di altitudine.
Materiale esaminato: 5 esemplari.
IRIAN JAYA. Jayawijaya: Snow Mts., Top Camp, 2100 m, Neth. Ind.-Amer.
New Guinea Exped., 22.1.1939, 1g iTz (paratypus; sacco interno dell’edeago
n. 1281 Rivalier).
PAPUA NEW GUINEA. Eastern Highlands: Daullo Pass, 3000 m, 9.X.1975, at
light, R. Hornabrook, 1 9NMw.- Morobe: Wau (RIVALIER 1972); 1700-1800 m,
27.X11.1962, J. & M. Sedlacek, 1%9 mp. Edie Creek, X.1973, at light, 19 rc.
Mt. Kaindi, 2350 m, 25.XI.1971, at light, B.S. Cheary, 19 ws. - Northern
Province: Popondetta (RIVALIER 1972).
414 F. CASSOLA
88. Leptognatha (s. str.) curvidentis n.sp. (fig. 32)
Diagnosis. A small Leptognatha with head and thorax dull
green, elytra velvety brown-green, and legs testaceous; second inner
tooth of mandibles turned backwards after middle. Labrum short;
aedeagus narrow, straight, enlarged after middle, and apically blunted.
2 unknown.
Descrizione. Capo liscio, privo di scultura visibile, di color
verde poco splendente. Labbro (3) corto e trasverso, tetracheto, testaceo,
con deboli riflessi verde metallici presso l’angolo esterno da ciascun lato.
Mandibole testacee, un po’ più scure all’interno, quasi non curvate verso
il basso, munite all’interno di tre denti oltre quello apicale, di cui il
primo appuntito e diritto, molto accostato a quello apicale, il secondo
più largo e fortemente arcuato all’indietro, il terzo più breve. Palpi la-
biali e mascellari sottili e allungati, testacei, più scuri all’estremita del-
l’ultimo articolo. Antenne sottili, lunghe più del corpo; articoli 1-4
testacei e glabri, articoli 5-11 rufescenti (più scuri quelli dal 5° al 7°)
e finemente pubescenti.
Pronoto verde poco brillante, glabro, liscio con qualche lievissima
increspatura trasversale, alquanto convesso e bombato sul disco, con
solchi anteriore e posteriore ben impressi e linea longitudinale sottile
ma ben disegnata. Lati subparalleli, ristretti all'indietro. Episterni lisci
e glabri, verdi con riflessi iridacei.
Elitre convesse, piuttosto scure, sericee, di color verde trascolo-
‘rante in marrone-rufescente, con alcune leggere depressioni nella parte
postomerale, presso la sutura nel primo terzo, e presso l’angolo apicale;
aspetto velutinoso con chiazze che appaiono più scure e rufescenti, e
altre che appaiono verdi e più brillanti. Angolo suturale arrotondato al-
l’apice. Disegno elitrale costituito da: una lunula omerale lineiforme e
poco apparente, dai contorni non ben definiti; una macchia marginale
piccola e subtriangolare, parzialmente connessa con altra discale più
tondeggiante, situata un po’ più indietro, in modo da formare insieme
una sorta di fascia indistinta obliqua, protesa sul disco fino a meno della
metà della larghezza dell’elitra; una macchia subapicale, apparentemente
non prolungata in lunula.
Parti inferiori verde metalliche, con riflessi blu-rameici iridacei e
qualche chiazza bruno-testacea lungo le suture tra i vari pezzi meta-
sternali, sul metasterno e sull’apice delle coxae. Zampe sottili, piuttosto
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 415
Fig. 32 - Leptognatha (L.) curvidentis n. sp., holotypus 3: habitus, labbro e mandibole,
edeago (a,b,c). Segmenti di scala: 1 mm.
416 F. CASSOLA
lunghe, con femori fini e non claviformi, interamente testacee; femori
sparsamente pubescenti nella meta basale. Edeago stretto e rettilineo,
dilatato dopo la metà, con apice ottuso leggermente rivolto all’insù;
sacco interno con flagello corto, a forma di virgola, tipico del subgen.
Leptognatha s. str..
Lunghezza: 43° 9 mm (senza labbro).
Holotypus g della pAPUA NEW GUINEA (Morobe): Kuper Range,
40 km SE of Salamaoua, 24.1.1969, J.H. Sedlacek, in mia collezione.
Derivatio nominis. Il nome della specie allude alla ca-
ratteristica forma del secondo dente interno della mandibola (soprattutto
di quella sinistra).
Discussione. Laspecie si pone quasi a cerniera tra il subgen.
Leptognatha s. str. e il subgen. Thylacina Rivalier, a causa della forma
allungata e rettilinea dell’edeago; l’habitus generale, il tipo di disegno
elitrale, e la struttura del sacco interno dell’edeago inducono tuttavia a
situarla nel sottogenere tipico. L’aspetto velutinoso-cangiante delle eli-
tre, a chiazze marroni alternate a zone viridescenti, ricorda molto le
congeneri velutina e pseudovelutina, dalle quali tuttavia la nuova specie
si discosta nettamente per le minori dimensioni, per la ben diversa
forma dell’edeago, e per il singolare carattere relativo al secondo dente
interno della mandibola.
89. Leptognatha (s. str.) papua n. sp. (fig. 33)
Diagnosis. A very small species, metallic olive-green, with
the brown-testaceous ground colour more or less shining through. 9
with darker elytra behind the front third; a very large, semi-oval, trans-
verse band after the middle, nearly reaching the suture. Labrum, palpi
and legs testaceous; second inner tooth of mandibles much longer than
others.
Descrizione. Capo verde chiaro, appena rufescente sul
collo; scultura finissima, quasi liscia, con qualche debole ruga sulle
orbite. Labbro testaceo, tetracheto, con margine anteriore tridentato,
il dente interno un po’ sporgente, più avanzato nella 9. Mandibole te-
stacee, lunghe e sottili, fortemente ricurve verso il basso dopo la metà,
munite all’interno di tre denti oltre quello apicale, sottili e appuntiti,
di cui quello intermedio nettamente più lungo degli altri, quasi così
lungo come quello apicale. Palpi labiali e mascellari sottili e allungati,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 417
Fig. 33 - Leptognatha (L.) papua n. sp., paratypus g: habitus, labbro e mandibola
sinistra, edeago (a,b,c); allotypus 9: elitra, labbro (d,e). Segmenti di scala: 1 mm.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LKXKXXVI 27
418 F. CASSOLA
interamente testacei. Antenne più lunghe del corpo nel 3, lunghe come
il corpo nella 9; scapo e articoli 2-4 bruno-testacei più o meno scuri;
articoli 5-11 scuri quasi neri, leggermente più rufescenti quelli terminali,
finemente e regolarmente pubescenti.
Pronoto appena più lungo che largo, con margini laterali un po’
arrotondati, paralleli nel mezzo; solchi trasversali e longitudinale ben
evidenti. Scultura finissima con deboli rughe trasversali. Colore come
il capo, verde chiaro; superficie interamente glabra. Proepisterni dello
stesso colore, brillanti, interamente lisci e glabri.
Elitre subparallele, un po’ allargate dietro, con tre depressioni poco
profonde, di cui una postomerale, una suturale nel terzo anteriore, e
una discale intorno alla metà, particolarmente evidenti — soprattutto
quella suturale — nella 9. Scultura fine e regolare, con punti piccoli e
regolarmente distanziati, quasi obsoleti verso l’estremità apicale. Colore
verde-oliva nel g, leggermente cianescente, trascolorante in bruno-
testaceo soprattutto alla base, lungo la sutura, e verso l’apice, di appa-
renza un po’ sericea e cangiante; 9 più scura a partire dal primo terzo,
con riflessi cianescenti o violetti. Epipleure giallo-testacee. Disegno eli-
trale costituito nei gf da un punto poco accennato sul callo omerale, e
da un arco apicale poco distinto; nelle 9£ il punto omerale è un po’
allungato a virgola, l’arco apicale è più evidente anche se sottile, e inoltre
esiste una grande macchia discale che occupa quasi tutta la seconda metà
dell’elitra, di forma semiovalare, molto larga sul margine, un po’ ri-
stretta verso la sutura, con i contorni poco nettamente delimitati.
Parti inferiori bruno-testacee, blu-violette lateralmente, intera-
mente glabre; sterniti addominali bruni, più scuri e metallici nelle 99.
Trocanteri, coxae e zampe testacei, appena scuriti all’apice dei segmenti;
femori delle 99 scuriti nella loro metà basale.
Edeago piccolo, arcuato e affusolato, con apice ottuso e arrotondato.
Sacco interno del tipo Leptognatha s. str., relativamente voluminoso,
con flagello atrofico a forma di virgola.
Lunghezza: gg 7.5-8 mm, 99 8.5-9 mm (senza labbro).
Holotypus g e due paratipi SQ della PAPUA NEW GUINEA (Western
Province): Fly River, 550 m, V.1978, J.H. Sedlacek; allotypus 2 pure
del Fly River, Olsobip, 400 m, 26.VIII.1969, J. & M. Sedlacek leg..
Olotipo e paratipo 2 in mia collezione, allotipo in collezione BBM, pa-
ratipo g in collezione Js.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 419
Discussione. Specie inconfondibile per il colore e le pic-
cole dimensioni, nonché per la singolare grande macchia discale che
orna l’elitra della 9, e che costituisce a quanto pare una caratteristica
di questo sesso soltanto. Anche il labbro a margine anteriore tridentato
e sagomato stacca nettamente questa specie da quelle finora conosciute.
Anche se le piccole dimensioni corporee sembrerebbero accostare la
specie al subgen. Thylacina Rivalier, la forma dell’edeago e del flagello
del suo sacco interno ne impone l’attribuzione al subgen. Leptognatha
S. Str..
90. Leptognatha (s. str.) septentrionalis n.sp. (fig. 34)
Diagnosis. A small Leptognatha, very similar to the preceding
species, green-cyaneous with the brown ground colour shining through
here and there; £ blue-violet coloured, with a large roundish discal spot
near the middle of side margin. Legs testaceous-yellow, basally darkened
in the 9. Labrum shorter, slightly tri-dentate.
Descrizione. Capo leggermente ristretto all’indietro, di color
verde-oliva un po’ dorato, con riflessi cianescenti ai lati e sulle guance,
più vivi nella 9, quest’ultima con forti riflessi violetti sul vertice tra gli
occhi; scultura finissima, qualche debole ruga sul vertice e presso le
orbite. Labbro testaceo, tetracheto, con margine anteriore sinuoso e
un piccolo dente sporgente nel mezzo, più appuntito nella 9. Mandibole
testacee, lunghe e sottili, fortemente ricurve in basso oltre la metà,
munite all’interno di tre denti sottili e appuntiti, di cui quello intermedio
appena più lungo del primo. Palpi labiali e mascellari sottili e allungati,
interamente testaceo-chiari. Antenne più lunghe del corpo nel g (nel-
l’unica 9 sono rotte); scapo testaceo, articoli 2-4 bruni con riflessi vio-
lacei, articoli 5-11 bruno-rufescenti, finemente e regolarmente pube-
scenti.
Pronoto appena più lungo che largo, a margini leggermente arro-
tondati; solchi trasversali e longitudinale ben evidenti. Scultura finis-
sima, con deboli rughe trasversali. Colore come il capo, verde con ri-
flessi dorati e violacei, maggiormente cianescente nella 9. Superficie
interamente glabra. Proepisterni dello stesso colore, lisci e glabri.
Elitre subparallele, un po’ più larghe all’indietro, con tre depres-
sioni poco profonde, come nella specie precedente. Scultura fine e re-
golare, con punti piccoli e distanziati, quasi obsoleti all’indietro. Colore
420 F. CASSOLA
Fig. 34 - Leptognatha (L.) septentrionalis n. sp., holotypus g: habitus, labbro e man-
dibola sinistra, edeago (a,b,c); allotypus 9: elitra sinistra, labbro (d,e). Segmenti di
scala: 1 mm.
verde-oliva un po’ cianescente, trascolorante in bruno-testaceo soprat-
tutto alla base e presso la sutura, di apparenza sericea e cangiante; 9
blu-violetta su quasi tutta la superficie, d’aspetto ugualmente sericeo.
Epipleure giallo-testacee. Disegno elitrale costituito nei gg da un punto
poco accennato sul callo omerale e da un arco apicale poco distinto;
nella £ il punto omerale è leggermente allungato a virgola lungo la spalla,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 421
l’arco apicale è più largo ed evidente, ed esiste inoltre una macchia
bianca tondeggiante sul disco, sita subito dopo la metà tra il bordo e il
centro dell’elitra.
Parti inferiori blu-violette, interamente glabre; sterniti addominali
bruno scuri. Coxae, trocanteri e zampe testacei, con femori, tibie e tarsi
appena rabbruniti all’estremità distale; femori della 9 scuriti in tutta la
loro metà distale.
Edeago piccolo, affusolato ed arcuato, con apice ottuso leggermente
rivolto all’insù; per il resto molto simile a quello della specie precedente.
Lunghezza: gg 7-7.5 mm, 2 8 mm (senza labbro).
Holotypus 3 e allotypus @ dell’IRIAN jaya (Jayapura): Hollandia,
1948, W. Stuber, in collez. BMNH; paratypus g della PAPUA NEW GUINEA
(East Sepik): Torricelli Mts., sea falls near Afua, 1700 ft, 1939, P.G.
Moore, in mia collezione.
Discussione. Specie molto simile alla precedente, di cui
potrebbe anche costituire una razza geografica a distribuzione più set-
tentrionale (donde il nome che per essa propongo). Preferisco tuttavia
considerarla per ora una specie distinta, almeno provvisoriamente, in
considerazione soprattutto della diversa colorazione, delle dimensioni
un po’ minori, del disegno elitrale della 9, della forma differente del
labbro e del secondo dente interno della mandibola sinistra, e del colore
dei femori della 9 che in questa specie sono scuriti distalmente, mentre
in L. papua lo sono nella parte basale. Sarà interessante il reperimento
di ulteriori materiali, in modo da accertare la distribuzione e la varia-
bilità delle varie popolazioni, e stabilire così definitivamente il loro re-
ciproco status.
91. Leptognatha (Thylacina) rudolfbennigseni (W. Horn) (fig. 35e,f)
Cicindela Rudolf-Bennigseni Horn 1912, Ent. Mitteil. I, p. 306 [« Sattelberg
(Neuguinea) »];
Cicindela rudolf-bennigseni; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126,
p. 343;
Leptognatha (Thylacina) Rudolf-Bennigseni; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30,
p. 43.
Di questa specie resta noto finora solo l’olotipo g, raccolto dal
von Bennigsen a Sattelberg, nella Huon Peninsula. Gli esemplari delle
Snow Mts. ad essa attribuiti da BROUERIUS VAN NIDEK (1959) apparten-
gono infatti, come sotto dirò, ad altra e nuova specie. L’esame dell’e-
deago dell’olotipo ha confermato l’appartenenza di rudolfbennigseni al
422 F. CASSOLA
subgen. Thylacina Rivalier, pur non potendo essa costituirne piu il
generotipo data l’errata identificazione, or ora accennata, dell’esemplare
sul quale RivaLIER (1963) si era basato per descrivere il sottogenere.
Per una migliore comprensione della specie, fornisco comunque ora il
disegno del labbro e del caratteristico edeago. L’insetto si presenta di
un color nero-verdastro quasi opaco, con zampe, labbro e articoli 1-4
delle antenne testacei. Anche gli sterniti addominali e le parti inferiori
sono in massima parte testacei.
Materiale esaminato: 1 esemplare (olotipo unico).
PAPUA NEW GUINEA. Morobe: Sattelberg, Huon Peninsula, von Bennigsen, 1g
DEI (holotypus).
92. Leptognatha (Thylacina) fraudulenta n. sp. (fig. 35a-d)
Cicindela rudolfbennigseni W.H.; BrouveRIUs van NIpEK 1959, Nova Guinea
10, p. 184.
Diagnosis. Very similar to the preceding species, but larger,
metallic green, with the brown ground colour shining through on elytra.
Labrum shorter, aedeagus straighter, less turned downwards apically.
© unknown.
Descrizione. Capo verde metallico, un po’ dorato soprat-
tutto sulle guance; gola testacea. Labbro testaceo, tetracheto, breve e
trasverso, a margine anteriore subtriangolare. Mandibole testacee, sot-
tili e allungate. Palpi labiali e mascellari lunghi e sottili, interamente
testacei. Scapo bruno-testaceo, articoli 2-4 delle antenne più scuri,
testacei nella loro metà distale; articoli 5-11 scuri, allungati, finemente
e regolarmente pubescenti.
Pronoto verde metallico, leggermente scurito presso il margine
anteriore, più lungo che largo, a margini laterali debolmente arrotondati;
superficie interamente glabra, con poche leggere rughe trasversali irre-
golari, e solco longitudinale ben disegnato, di colore più scuro. Pro-
episterni verde metallico, leggermente dorati, del tutto lisci e glabri.
Elitre allungate, a spalle squadrate e lati paralleli, di color verde
metallico, con il color bruno-testaceo del fondo elitrale affiorante qua
e là, soprattutto presso la base, lungo la sutura e lungo l’arco apicale.
Superficie presentante tre leggere depressioni nella parte postomerale,
presso la sutura nel primo terzo, e sul disco intorno alla metà. Disegno
elitrale comprendente una lunula omerale completa e allungata, visibile
dal disopra solo nell’ultimo tratto, nonché una macchia centrale allun-
423
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA
Fig. 35 - Leptognatha (Thylacina) fraudulenta n.sp., holotypus g: habitus, labbro,
edeago, sacco interno (a,b,c,d). L. (T.) rudolfbennigseni (W. Horn), holotypus g: lab-
bro, edeago (e,f). L. (T.) rivalieri (Brouerius van Nidek), holotypus g: labbro, edeago
(g,h). L. (L.) spinilabris Rivalier, paratypus 9: labbro (i). Segmenti di scala: 1 mm.
424 F. CASSOLA
gata, leggermente subtriangolare, presso il margine esterno; arco apicale
non ben definito, confuso nella generale colorazione testacea della parte
apicale delle elitre. Epipleure testacee.
Parti inferiori interamente glabre, verde metalliche con qualche
riflesso violetto, bruno-testacee nel mezzo; sterniti addominali bruno-
testacei, tinti di verde metallico nella parte esterna dei primi tre. Coxae,
trocanteri e zampe interamente testacei, leggermente più scuri soltanto
gli estremi apici dei femori e delle tibie. Edeago stretto e allungato,
quasi rettilineo, leggermente piegato nel mezzo e poi di nuovo presso
l’apice (preparato n. 1260 Rivalier).
Lunghezza: g 10 mm (senza labbro).
Holotypus g dell’IRIAN jaya (Jayawijaya): Snow Mts., Araucaria
Camp, 800m, Neth. Ind.-Amer. New Guinea Exped., 10.III.1939,
L.J. Toxopeus leg., nella collezione del Dr. C.M.C. Brouerius Van
Nidek (1Tz). Un secondo esemplare g, raccolto nella stessa area (Mountain
slope above Bernhard Camp), è conservato presso il RNH di Leiden
(Olanda), ma non avendolo io potuto esaminare non viene qui desi-
gnato come paratipo.
Discussione. Entrambi gli esemplari, raccolti durante la
Third Archbold Expedition 1938-39 (Toxopeus 1940), sono gli stessi
gia determinati da BROUERIUS VAN NIDEK (1959) come Cicindela rudolf-
bennigsent W.H. Come tali sono stati di conseguenza considerati anche
da RIVALIER (1963), che ha figurato l’edeago dell’attuale olotipo (n. 1260
Rivalier) facendone il generotipo del nuovo sottogenere Thylacina Riv..
Come il confronto con il tipo unico di rudolfbennigseni ha ormai dimo-
strato, si tratta in realtà di specie diversa che, qui descritta, dovrebbe
ora venire a costituire il nuovo generotipo del sottogenere. Il nome
fraudulenta che le assegno intende appunto far riferimento agli equivoci
e agli errori di interpretazione cui questa specie ha dato luogo in passato.
Il problema dovrebbe essere sottoposto all’esame della Commissione
Internazionale di Nomenclatura Zoologica.
93. Leptognatha (Thylacina) sumliniana n.sp. (fig. 36)
Diagnosis. Black, small, very similar to L. rudolfbennigseni
(W. Horn); differs by having a differently-shaped aedeagus, and a long
unidentate labrum much protruding forwards, especially in females.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 425
Descrizione. Capo liscio, privo di striature, nero con riflessi
verdi sulla fronte, sul clipeo, e dietro l’inserzione delle antenne; guance
e gola più o meno giallo-testacee. Labbro testaceo, triangolare, con un
unico dente centrale appena scurito all’apice, così lungo che largo nel g,
allungato a formare una spina molto più lunga, sottile e rivolta all’ingiù
all’apice, nella 9; quattro sole setole, di cui due site presso lo stretto
bordo laterale della base, e due ai lati del dente mediano, poco avanti
alla metà del labbro. La lunghezza del dente mediano è soggetta co-
munque ad una certa variabilità. Mandibole lunghe e sottili, giallo-
testacee, rabbrunite all’interno, curvate verso il basso nella loro metà
distale, e munite all’interno di tre denti oltre quello apicale, lunghi e
acuti, bruno-rossicci all’apice. Palpi labiali e mascellari sottili e allun-
gati, giallo-testacei, con l’apice dell’ultimo articolo rabbrunito. Antenne
sottili, lunghe quanto il corpo nella 9, ancor più allungate nel g; primi
quattro articoli bruno-rossicci con riflessi verde metallici, pressoché
glabri, con una setola più lunga all’apice dello scapo; articoli 5-11 scuri,
finemente e regolarmente pubescenti.
Pronoto più lungo che largo, un po’ ristretto in avanti, con lati leg-
germente arrotondati, piuttosto piatto sul disco, di color nero opaco con
riflessi verdi lungo i bordi esterni. Scultura estremamente fine come
sul capo, con qualche lieve increspatura lateralmente e nel mezzo; solco
longitudinale evidente, un po’ depresso nella parte posteriore, solchi
trasversali poco profondi. Bordi esterni debolmente pubescenti, con
radi peli sottili di color bianco. Proepisterni testaceo-rufescenti, più o
meno tinti di verde metallico presso le coxae e le suture epipleurali, co-
perti da una rada e fine pubescenza bianca eretta.
Elitre ampie, a spalle ben evidenti, subparallele, leggermente sva-
sate lungo l’arco apicale. Scultura fine e regolare, con punti sottili leg-
germente rilevati, evidenti soprattutto nella metà anteriore; tre depres-
sioni poco profonde, una postomerale, una sulla sutura nel primo terzo,
e una discale intorno alla metà dell’elitra. Colore nero leggermente lu-
cente, con qualche debole riflesso verde-violetto. Disegno elitrale ben
delineato e costante, comprendente: una lunula omerale allungata e
continua, poco discosta dal bordo, più sottile nel mezzo; una macchia
mediana marginale, a forma di triangolo molto allungato con la base sul
bordo esterno; e una lunula apicale completa fin quasi alla sutura, rimon-
tante leggermente sul disco nell’angolo subapicale. Epipleure testacee.
Parti inferiori glabre, testacee, più o meno rabbrunite o tinte di
verde metallico nel mezzo e lungo i primi sterniti addominali, talvolta
426 F, CASSOLA
Fig. 36 - Leptognatha (Thylacina) sumliniana n.sp.. paratypus g: habitus, labbro,
edeago (a,b,d); paratypus 9: labbro (c). Segmenti di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 427
anche sui metepisterni. Coxae, trocanteri e parti inferiori dei femori
testacei; tibie, tarsi e parti superiori dei femori più o meno tinti di bruno
metallico. Femori sparsamente pubescenti nella loro metà basale; una
fine pubescenza anche sulle coxae anteriori e mediane.
Edeago sottile, regolarmente arcuato, con apice allungato in un
becco ricurvo rivolto all’ingiù; sacco interno (visto per trasparenza) del
tipo Thylacina, con flagello sviluppato e allungato fin verso l'estremità.
Lunghezza: gg 8-9 mm, 99 9-9.5 mm (senza labbro).
Holotypus 3, allotypus 9 e 9 paratipi (4 gg 5 99) della PAPUA NEW
GUINEA (Western Province): Fly River, Olsobip, 400-600 m, VIII.1969,
J. Sedlacek leg.; altri 9 paratipi (733 2 99) pure di Olsobip, 400 m,
26.VIII.1969, J. & M. Sedlacek leg.. Inoltre un ulteriore paratipo 3
risulta catturato sull’Upper Fly River nel 1972, una 2 nel 1974 (Fly
River, 900 m), e un’altra 9 nel 1978 (Fly River, 600 m, J. Sedlacek).
Olotipo, allotipo e 11 paratipi al BBM, gli altri paratipi distribuiti come
segue: 1g BMNH, 1g pp, 1g ws, 15 2 99 Js, 253 2 2° in mia colle-
zione.
A
Derivatio nominis. La specie è cordialmente dedicata
al collega William D. Sumlin (San Antonio, Texas), che mi ha sotto-
posto il primo esemplare da me visto (rimasto a lungo l’unico, fino al-
l’arrivo del ricco materiale del BBM) e mi ha cortesemente consentito
di descrivere la specie.
Discussione. L. (T.) sumliniana n. sp. è molto simile alla
congenere rudolfbennigseni. Per colore, disegno elitrale, forma delle
mandibole e colorazione delle parti inferiori, le due specie sono prati-
camente identiche. L. sumliniana si distingue però per la forma più
allungata del labbro del ¢ (la 9 di rudolfbennigseni non è nota e non è
pertanto possibile fare confronti), per le antenne un po’ più corte (in
rudolfbennigseni esse sorpassano di molto la lunghezza del corpo), per
i primi quattro articoli delle antenne bruno-scuri anziché testacei, per
le zampe anch’esse più scure, e soprattutto per la ben diversa forma
dell’edeago (che in rudolfbennigseni è più lungo e diritto, con apice meno
incurvato e meno sottile).
Dalla specie subito appresso descritta, pure molto simile ed este-
riormente quasi indistinguibile, L. swmliniana si differenzia poi per il
labbro g meno allungato in avanti, i proepisterni pubescenti, le guance
testacee, e la forma del tutto diversa dell’edeago. Si differenzia infine da
428 F. CASSOLA
nigrivestis Br. v. Nidek (di cui oltre) per le dimensioni maggiori, la forma
delle mandibole e dell’edeago, e per la presenza di una lunula apicale;
e da rivalieri Br. v. Nidek (di cui pure vedasi appresso) per la presenza
di un disegno elitrale, per la forma del labbro, per il colore nero non
velutinoso, nonché, ancora una volta, per il ben caratteristico edeago.
94. Leptognatha (Thylacina) inexspectata n.sp. (fig. 37)
Diagnosis. Very similar to rudolfbennigsent and sumliniana,
differs from them both by having an extremely elongated labrum, as
well as proepisterna glabrous instead of pubescent. Aedeagus also very
characteristic, stouter and broader, shortly blunted at apex. £ unknown.
Descrizione. Capo liscio, nero, verde dorato sul clipeo,
sulle guance, e dietro l’inserzione delle antenne. Labbro testaceo, tetra-
cheto, a base triangolare, allungato in avanti a mo’ di spina, in un lun-
ghissimo dente centrale, sottile e diritto, incurvato verso il basso verso
l'estremità. Mandibole lunghe, incurvate all’ingiù, testacee, scurite al-
l’apice e sui denti interni. Palpi labiali e mascellari allungati e sottili,
giallo-testacei, con l’apice dell’ultimo articolo rabbrunito. Antenne
come nella precedente specie, con i primi quattro articoli bruno-rossicci
e glabri, gli altri articoli scuri e finemente pubescenti.
Pronoto più lungo che largo, un po’ ristretto in avanti, a lati arro-
tondati, completamente glabro, scuro con qualche riflesso verde sui
bordi laterali. Episterni completamente glabri, testacei, brevemente verde
dorati presso le coxae e, più debolmente, presso la sutura notopleurale.
Elitre ampie, a spalle ben evidenti, subparallele, di color nero lu-
cente, con le tre depressioni descritte per la precedente specie. Disegno
elitrale identico a questa. Epipleure testacee.
Parti inferiori glabre, testacee, un po’ rabbrunite nel mezzo e sui
primi sterniti addominali, verde dorate lateralmente e parzialmente an-
che sugli episterni; coxae testacee, quelle anteriori e mediane pubescenti.
Trocanteri testacei; femori più o meno scuriti, leggermente verde me-
tallici, pubescenti nella loro metà basale; tibie e tarsi parzialmente te-
stacei, più o meno tinti di bruno metallico.
Edeago piuttosto massiccio, leggermente sinuoso, terminante al-
l'apice in un breve becco ottuso.
Lunghezza: gg 8-8.5 mm (senza labbro).
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 429
Fig. 37 - Leptognatha (Thylacina) inexspectata n.sp., paratypus g: habitus, labbro,
edeago (a,b,c). L. (T.) spinilabris Rivalier, paratypus £: habitus (d). Segmenti di scala:
1 mm.
430 F. CASSOLA
Holotypus g e due paratipi gj della PAPUA NEW GUINEA (Western
Province): Fly River, Olsobip, 400-600 m, VIII.1969, J. Sedlacek leg.,
in coll. BBM; un ulteriore paratipo g pure di Olsobip, 400 m, 26.VIII.
1969, J. & M. Sedlacek leg., in mia collezione.
Discussione. Apparentemente raccolta insieme a L. sum-
liniana nella stessa località, e con quella confusa insieme nella stessa
serie di esemplari, la nuova specie qui descritta si è evidenziata solo al-
l’esame dell’edeago, rappresentando per me una notevole sorpresa (donde
il nome di inexspectata che le assegno). Il carattere relativo al labbro,
che inizialmente avevo creduto di dover assegnare ad una semplice
variabilità nell’ambito di suwmlimiana, si è confermato, all'esame del-
l’edeago, di importanza specifica, e permette da solo di separare imme-
diatamente la specie. Lo stesso dicasi del carattere relativo alla pube-
scenza dei proepisterni, del tutto assente in zmexspectata, evidente anche
se sparsa in sumliniana. La ben diversa forma dell’edeago permette poi
una sicura identificazione dei gg.
Qualche perplessità può restare solo per le 99, data la lunghezza
pressappoco uguale del labbro. Quelle della serie di Olsobip le ho as-
segnate comunque tutte a sumliniana, basandomi sulla pubescenza dei
proepisterni e sul colore testaceo delle guance e della gola. Stranamente,
pertanto, non sembra esservi nella serie nessuna 9 assegnabile a
inexspectata, e resta quindi da vedere quale forma possa avere in que-
sta specie il labbro della 9 (se cioè sia più allungato di quello del g,
o simile a questo). Restano anche da accertare, con appropriate ricerche
-sul campo, eventuali differenze di habitat o di nicchia tra le due specie,
simpatriche ed esteriormente così simili.
95. Leptognatha (Thylacina) gracilipes Rivalier (fig. 30)
Leptognatha gracilipes RIVALIER 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 304
[« West New Guinea, Bokondini, 40 km N of Baliene Val. »].
Specie descritta sulla base di due sole 99, una delle quali da me
esaminata. Le elitre appaiono molto lunghe in rapporto a capo e torace,
misurando circa il doppio di questi messi insieme (senza tener conto
del labbro). La gracilità delle appendici e della parte anteriore del corpo,
nonché la colorazione largamente testacea delle parti sternali, mi in-
duce a credere, pur senza poterne avere la certezza (data l’assenza di
un g), che la specie appartenga al subgen. Thylacina. La località di pro-
venienza — erroneamente indicata da RIvaLIER (1972), forse per un er-
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 431
rore di stampa, come « Baliene Val. » — va rettificata in « Baliem Valley »,
come leggesi nel cartellino dell’insetto, e si situa dunque nella regione
delle Snow Mountains.
Materiale esaminato: 1 esemplare (paratipo).
IRIAN JAYA. Jayawijaya: Bokondini, 40 km N of Baliem Valley, 1300 m, 16-23.
XI.1961, malaise trap, 19 MP (paratypus).
96. Leptognatha (Thylacina) nigrivestis (Brouerius van Nidek)
(fig. 38)
Cicindela nigrivestis BROUERIUS VAN NIpDEK 1959, Nova Guinea 10, p. 184
[«Snow Mountains in Central New Guinea »];
Cicindela nigrivestis; DARLINGTON 1962, Bull. Mus. comp. Zool. 126, p. 343;
Leptognatha (Thylacina) nigrivestis; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 43.
Piccola specie, descritta su 4 esemplari delle Snow Mts. (Bernhard,
Araucaria & Rattan Camps) (BrouERIUS van NIDEK 1959), e mai più
ripresa in seguito. Personalmente ne ho potuto esaminare un paratipo 4g
(edeago n. 1284 Rivalier), e ad integrazione della descrizione originale
fornisco qui il disegno dell’edeago e del labbro, nonché quello delle
mandibole, che almeno in questo sesso presentano l’insolito carattere
di un solo dente interno, situato un po’ più avanti della metà. Il disegno
elitrale manca di lunula apicale.
Materiale esaminato: 1 esemplare (paratipo).
IRIAN JAYA. Jayawijaya: Snow Mts., Mountain slope above Bernhard Camp,
750m, Neth. Ind.-Amer. New Guinea Exped., III.1939, L.J. Toxopeus, 13
ITZ (paratypus).
97. Leptognatha (Thylacina) rivalieri (Brouerius van Nidek) (fig.
35g,h)
Cicindela rivalieri BROUERIUS VAN NIDEK 1960, Ent. Mitt. zool. Staatinst. u.
Zool. Mus. Hamburg 24, p. 109 [« Zentral-Neu-Guinea »];
Leptognatha (Thylacina) Rivalieri; RivaLier 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 43.
Specie d’imprecisata provenienza, nota finora solo attraverso l’olo-
tipo g. Il cartellino di località dell'esemplare, da me esaminato, mostra
comunque che trattasi dell’Irian Jaya (cioè dell'ex Nuova Guinea Olan-
dese). DARLINGTON (1962) ha omesso di includere la specie nel suo ca-
talogo.
Ad integrazione della descrizione di BROUERIUS vAN NIDEK (1959),
fornisco il disegno del labbro (più breve e trasverso che in nzgrivestzs)
e dell’edeago. Quest'ultimo è dello stesso tipo di quello di mgrivestis,
con un orlo apicale piuttosto largo, brevemente ricurvo sul lato sinistro,
432 F. CASSOLA
e situa queste due specie, nonché quella ora appresso descritta, in un
gruppo a sé stante. L. rivalieri è pressoché priva di disegno elitrale, e
presenta un colore nero particolarmente vellutato.
Materiale esaminato: 1 esemplare (olotipo unico).
IRIAN JAYA. « Ned. Nw. Guinea, native coll. », 1g ITz (holotypus) (edeago n. 1293
Rivalier).
Fig. 38 - Leptognatha (Thylacina) nigrivestis (Brouerius van Nidek), paratypus ¢:
habitus, labbro e mandibole, edeago (a,b,c). Segmenti di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 433
98. Leptognatha (Thylacina) bishopi n.sp. (fig. 39)
Diagnosis. A close relative of the preceding species, but
slightly smaller, metallic green coloured with the brown-rufous ground
colour shining through on elytra; labrum subtriangular, somewhat in-
termediate between those of mgrivestis and rivalieri. Aedeagus long,
slender, apically ending into a roundish curved rim. £ unknown.
Descrizione. Capo bruno più o meno scuro, con forti ri-
flessi verdi specialmente sul clipeo, sulle guance e dietro l’inserzione
delle antenne. Labbro testaceo, tetracheto, più largo che lungo, di forma
subtriangolare. Mandibole allungate e sottili, ricurve verso il basso dopo
la metà, testacee, lievemente scurite all’apice e sui denti interni. Palpi
labiali e mascellari sottili e allungati, interamente testacei. Articoli 1-4
delle antenne bruno-testacei, glabri; articoli 5-11 bruni, finemente e
regolarmente pubescenti.
Pronoto bruno-verde con riflessi metallici, glabro, ristretto in a-
vanti, a margini laterali arrotondati. Proepisterni bruno-verdi più o
meno scuri, leggermente cianescenti presso le coxae e lungo il solco
posteriore, interamente glabri.
Elitre brune, più o meno scure, con riflessi verdi splendenti sparsi
sulla superficie; subparallele, tre leggere depressioni come nelle prece-
denti specie, oltre ad una quarta depressione appena accennata all’in-
terno dell'angolo subapicale. Disegno elitrale simile alle precedenti
specie, con una lunula omerale sottile e diritta, una breve linea marginale
nel mezzo, e un arco preapicale poco definito nei suoi contorni. Epi-
pleure testacee.
Parti inferiori bruno-testacee più o meno scure, con riflessi verde-
dorati o verde-cianescenti nel mezzo, ai margini dei primi sterniti, e
sugli episterni. Superficie interamente glabra, solo qualche pubescenza
sulle coxae anteriori e mediane. Coxae, trocanteri e zampe testacei, ap-
pena più scuri i femori e l’apice dei segmenti.
Edeago molto caratteristico, allungato e sottile, quasi diritto, appena
sinuoso sul lato dorsale, ritorto distalmente verso il dorso, e terminante
in un largo orlo spatolato e tondeggiante, brevemente ricurvo sul lato
sinistro.
Lunghezza: gg 8-8.2 mm (senza labbro).
Holotypus g e un paratypus g della PAPUA NEW GUINEA (Western
Province): Fly River, Olsobip, 400 m, 26.VIII.1969, J. & M. Sedlacek
leg.; holotypus in collez. BBM, paratypus in mia collezione.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 28
434 F. CASSOLA
Fig. 39 - Leptognatha (Thylacina) bishopi n. sp., paratypus g: habitus, labbro, edeago,
apice dell’edeago (visione dorsale) (a,b,c,d). Segmenti di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 435
Derivatio nominis. Dedico volentieri questa interessante
inaspettata nuova specie al Bernice P. Bishop Museum di Honolulu
(Hawaii, USA), in riconoscimento dell’importanza dei materiali affi-
datimi in studio, nonché del grande contributo dato da questa istitu-
zione alla conoscenza della fauna entomologica della Nuova Guinea in
generale.
Discussione. L.(7.) bishopi n. sp. — simpatrica con le con-
generi sumliniana e inexspectata, più sopra descritte — è facilmente se-
parabile per il colore verdastro più o meno trascolorante in bruno-
rufescente, per la forma del labbro (molto più breve rispetto a quello
delle due specie ora menzionate), e per le caratteristiche dell’edeago.
Queste ultime avvicinano bishopi piuttosto a mnigrivestis e a rivalieri,
che però sono nero-scure, e hanno un labbro rispettivamente più lungo
e più corto. Per il colore del corpo la nuova specie ricorda anche, nel-
l'ambito del sottogenere, fraudulenta mihi, più sopra descritta, che è
però più grande e più verde, e presenta inoltre un edeago di tipo ben
differente.
99. Leptognatha (Thylacina) spinilabris Rivalier (figg. 351, 37d)
Leptognatha spinilabris RivaLieR 1972, Ann. Soc. ent. Fr. (N.S.) 8, p. 305
[« New-Guinea Neth., Waris »].
Specie nota finora soltanto attraverso sette 99 provenienti dal nord
della Nuova Guinea (quattro da Waris e tre da Bodem). Pur essendo
ancora sconosciuto il g, l'esame di un paratipo mi convince, data la
facies generale dell’insetto, che anche questa specie appartiene proba-
bilmente al subgen. Thylacina. Sono da sottolineare tuttavia alcuni ca-
ratteri insoliti, quali la forma allungata del pronoto, la discreta pube-
scenza del medesimo, nonché la forte pubescenza delle parti inferiori.
Le elitre sono verdastre, prive della macchia mediana, e il labbro, an-
ch’esso a spina allungata, è molto più breve di quello riscontrabile nelle
99 di sumliniana mihi.
Materiale esaminato: 1 esemplare (paratipo).
IRIAN JAYA. Jayapura: Waris, S of Hollandia, 500 m, VIII.1959, 1 £ ITZ (para-
typus). Bodem, 11 km SE of Oerberfaren (RIVALIER 1972).
436 F. CASSOLA
CONSIDERAZIONI ZOOGEOGRAFICHE E CONCLUSIONI
Al termine del presente studio — basato sull’esame di oltre 3200 e-
semplari — il popolamento cicindelologico della Nuova Guinea (intesa nei
limiti geografici meglio chiariti in premessa) si è rivelato molto consi-
stente e ricco di specie. Dalle 19 specie elencate da MAstERS (1889),
e dalle 53 di cui al catalogo di DARLINGTON (1962), si è passati infatti
ora alle 99 specie attualmente conosciute (tre però sono dubbie), di cui
ben 24 descritte nel presente lavoro. Considerando anzi che molte specie
sono finora note solo attraverso uno o pochi esemplari in tutto (di 15
specie si conosce infatti solo l’olotipo unico, di altre 10 si conoscono due
esemplari soltanto, di altre 4 solo tre esemplari in tutto), e riflettendo
sul fatto che vaste aree, soprattutto nell’Irian Jaya e in alcuni gruppi
insulari minori, sono tuttora entomologicamente inesplorate, è facile
presumere che le 96 specie sicuramente accertate non esauriscano certo
la fauna neo-guineana, e che parecchie altre specie ancora attendano di
essere scoperte o ritrovate nell’isola.
Già così, comunque, si tratta di un numero di specie alquanto no-
tevole. Per restare tra i Caraboidea — stando all’elenco fornito da DAR-
LINGTON (1971) — solo gli Agonini e i Lebiini presentano un numero
maggiore di specie (160 per ciascuna delle due tribù), mentre gli altri
gruppi sembrano meno riccamente rappresentati (Bembidiini, 72 spe-
cie; Harpalini, 53; Pterostichini, 46; Scaritini, 30; e via via tutti gli altri,
con un totale di 667 specie per la intera famiglia Carabidae). I Cicin-
delidi da soli costituiscono dunque uno dei più numerosi e importanti
gruppi di Adefagi terrestri della Nuova Guinea, con specie oltretutto
tra le più grandi e temibili per dimensioni e voracità.
L'analisi di questa fauna ne mostra con evidenza, accanto alla stu-
pefacente ricchezza, l'eccezionale originalità. La quasi totalità delle 99
specie elencate è infatti endemica della Nuova Guinea o di singole
parti di essa. Due generi, entrambi endemici della regione Papuana,
comprendono da soli quasi i due terzi dell’intera fauna (Polyrhanis con
34 specie, Leptognatha con 30). Altri tre generi, pure endemici (Caledo-
nomorpha con 8 specie, Orthocindela con 2, Guineica con 2), portano an-
cora più in su tale già elevato limite. Per un’altra specie endemica,
isolata e alquanto aberrante, è stato necessario creare il nuovo genere
Darlingtonica. Solo per 18 specie in tutto è possibile documentare una
distribuzione parzialmente eccedente l’area considerata, in genere pe-
raltro solo marginalmente, e limitatamente ad alcune isole delle Molucche,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 437
alle Solomons, all’Australia settentrionale, oppure (in due casi) a Su-
lawesi (Celebes).
Nonostante l’alto tasso di endemicita, che indica chiaramente un
processo di speciazione svoltosi nell’area indisturbato durante un lungo
periodo di tempo, è in alcuni casi assai agevole comprendere l’origine
dei vari contingenti di popolamento. Molti elementi della fauna neo-
guineana sono infatti tipicamente Orientali (Indomalesi), e la loro pre-
senza in Nuova Guinea rappresenta una chiara penetrazione da ovest,
attraverso le isole della Sonda, le Filippine, e le Molucche. È questo il
caso di Tricondyla aptera, unica specie neo-guineana di un genere pret-
tamente Orientale (comprendente una trentina di specie attere, arbori-
cole, sparse dall’India all’intero Sud-Est Asiatico), la quale si spinge ad
est fino alle Solomons e, al di là dello Stretto di Torres, perfino nella
australiana penisola di Capo York. Tipicamente Orientale (CassoLa
1985) è anche il genere Therates, diffuso dal Nepal e dalla Cina meri-
dionale fino alle isole della Sonda, a Sulawesi, e alle Filippine: esso
presenta il massimo numero di specie (12) nel Borneo, e in Nuova Guinea
è rappresentato da otto specie, di cui quattro strettamente endemiche, e
le altre quattro ad areale leggermente più ampio (in due casi fino alle
Solomons).
Nella sottotribù Cicindelina sono pure di chiara derivazione Orien-
tale Abroscelis maino (specie endemica neo-guineana di un genere altri-
menti sino-malese), Enantiola denticollis (anch’essa specie endemica neo-
guineana di un piccolo genere indomalese), Lophyridia decemguttata
urvillei (appartenente ad un genere più ampiamente rappresentato nelle
regioni Paleartica, Etiopica e Orientale), e le tre specie di Cylindera
del subgen. /fasina (di cui la sola froggatti si estende alla parte setten-
trionale dell’Australia).
Ben più esiguo è il numero delle specie di chiara provenienza au-
straliana. È questo il caso di tre elementi tipicamente australiani (Mega-
cephala humeralis, M. bostocki, Archidela nigrina), che sono evidente-
mente passati in Nuova Guinea in tempi recenti, attraverso il « ponte-
filtro» dello Stretto di Torres (WALKER 1972, TavLoR 1972), e non a
caso apparentemente ristretti ad aree limitate di facies «australiana »
delle parti meridionali della Nuova Guinea. Per le Megacephala — la cui
effettiva presenza nell’isola meriterebbe però di essere confermata (si
tratta di specie terricole, prevalentemente notturne, legate ecologica-
mente a biotopi salini) — è da sottolineare l’antica derivazione gondwa-
CASSOLA
F.
438
‘pu1lnj cy], “ussqns jap vyywusojdeT 2][Pp voyeisoas suoIznqissiq - Op ‘Sid
40/2 A/8 SIYSVIINIAS
AOP A] SIdiTIOVY9
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OPIN UEA ‘18 SILSIAIM9IN
‘ds ‘u IdOHSIA
‘ds ‘U VINI INOANVUYH
‘ds ‘U YIVIOIdSXAINI
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(YNIDWIAHI) VHLVNDO1d31
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CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 439
niana del genere: questo infatti, rigorosamente assente in tutta la regione
Orientale, è presente in Africa, in Sud America, in Australia e, con una
sola specie, dalla regione mediterranea al Medio Oriente. A. migrina
appartiene invece ad un piccolo genere esclusivamente australiano, di
cui sembra essere la sola specie ad essere passata, sia pure marginalmente,
in Nuova Guinea. Tipicamente australiano è poi il genere Distipsidera,
comprendente in Queensland e nel New South Wales una dozzina di
interessanti specie a costumi arboricoli, che è passato anch’esso nella
Nuova Guinea, dandovi luogo a due specie endemiche nell’estrema
parte meridionale dell’isola.
Di più difficile interpretazione potrebbe sembrare invece My-
riochile semicincta, specie che, ampiamente diffusa in larga parte del
continente australiano, è pure presente in tutta la Nuova Guinea e
nei gruppi insulari ad est di questa fino alle Solomons e alle New He-
brides, nonché in New Caledonia. Essa appartiene ad un genere ben
rappresentato nelle regioni Etiopica, Paleartica e Orientale, ma presente
anche in quella Australiana con poche specie ben differenziate. FREITAG
(1979) vede nel gruppo un tipico elemento Torresiano di non antica
derivazione Orientale. Non è chiaro in realtà se la specie si sia evoluta
nella Nuova Guinea, per poi da qui passare in Australia, o viceversa,
tuttavia la sua presenza nelle Solomons, nelle New Hebrides e in New
Caledonia, sembrerebbe deporre a favore della prima ipotesi. Secondo
FRrEITAG (1979) il passaggio in Australia dovrebbe essere avvenuto du-
rante il secondo o il terzo periodo glaciale.
Restano da esaminare brevemente i generi tipicamente neo-guineani
(Polyrhanis, Guineica, Leptognatha). RivaLIER (1971) li pone assieme a
quelli australiani e neozelandesi nel gruppo di Neocicindela, senza pe-
raltro darne altra giustificazione che non sia quella puramente geografica
(considerando la Nuova Guinea parte della regione Australiana) o quella
relativa al labbro prevalentemente tetracheto (che però in Polyrhanis
è spesso esacheto, e in Guineica è addirittura multisetoso). Le reali af-
finità di questi generi sono difficili da cogliere: se le rassomiglianze di
Leptognatha con Oxygoniola (genere monospecifico di Sulawesi), e di
Guineica con Vata (due specie nella New Caledonia), sono probabil-
mente più apparenti che reali, e frutto di semplici convergenze evolutive
(i due generi appartengono addirittura ad una diversa sottotribù), la
distribuzione geografica di questi generi, e la vigorosa speciazione mo-
strata da Polyrhanis e Leptognatha, sembrano indicare nella Nuova
Guinea la loro area di autonoma e indipendente evoluzione, senza appa-
440 F. CASSOLA
rentemente più contatti o interscambi né con la regione Orientale né
con l’Australia. Mentre Leptognatha sembra pressoché ristretto alla
Nuova Guinea (con una sola specie nella New Britain), Guineica è pre-
sente con entrambe le specie anche nelle Solomons (CASsoLA, in prep.),
e Polyrhanis si estende, oltre che alle Solomons (con specie endemiche
diverse), anche ad alcune isole delle Molucche. Più all’est, va ricordata
la presenza nelle Fiji di due generi monospecifici affini a Polyrhanis,
cioè Oceanella e Parapolyrhanis. Una certa rassomiglianza di Polyrhanis
con le Neocicindela della Nuova Zelanda non può infine essere negata.
Si tratta probabilmente, concludendo, di elementi faunistici collegati
ad una prima e più antica invasione, di provenienza forse Orientale, che
non ha lasciato tracce altrove per ragioni presumibilmente anche clima-
tiche ed ecologiche.
Anche Caledonomorpha rappresenta chiaramente un altro residuo
relitto di un primo strato faunistico d’origine almeno Terziaria. Molto
caratteristico e isolato, il genere non sembra avere parenti prossimi,
mostrando solo una lontana rassomiglianza, dovuta forse a semplice
convergenza di alcuni caratteri, con le Caledonica della New Caledonia,
con Oxygoniola di Sulawesi, nonché con lo stesso genere Leptognatha.
La sua stessa limitata distribuzione geografica, ristretta alla sola parte
sud-orientale della Nuova Guinea (la cd. « bird°s tail » e le vicine isole
D’Entrecasteaux), sembra indicare in quest'area l’antico centro, pro-
babilmente insulare, di differenziazione del genere; a meno di non voler
supporre l’azione di qualche severo fattore passato, al quale il genere sia
sopravvissuto in qualche distretto di rifugio, dal quale starebbe in tempi
più recenti riguadagnando lentamente territori. Ecologicamente par-
lando, le Caledonomorpha costituiscono elementi tipici della foresta
pluviale, legati agli ambienti umidi e ombrosi dei torrenti di media e
bassa montagna, e caratterizzati da una spinta colonizzatrice assai scarsa
che favorisce l’isolamento delle popolazioni. Il genere mostra in effetti
(contrariamente a quanto si credeva in passato, quando a lungo lo si è
considerato monospecifico) un rimarchevole processo di speciazione,
che comporta areali ristretti e in qualche caso anche sovrapposti.
È significativo il fatto che nessuno dei generi tipicamente neo-
guineani oltrepassi, ad ovest, la linea di Weber, che rappresenta per
molti aspetti una effettiva divisione tra fauna Orientale e fauna Austra-
liana (Mayr 1944, Gressitt 1959). Anche Polyrhanis, che pure rag-
giunge con un paio di specie alcune isole delle Molucche (Halmahera,
Batjan, Buru, Seram), resta interamente all’est di tale linea. In senso
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 441
inverso, è altresì significativo che alcuni generi tipicamente Orientali,
come Collyris, Heptodonta e Dilatotarsa, non abbiano oltrepassato all’est
tale barriera: Heptodonta rimane addirittura ad ovest della linea di
Wallace (nell’interpretazione originaria, che include anche le Filippine
nella regione Orientale), Dilatotarsa arriva fino a Sulawesi (con una di-
stribuzione complessiva estesa al Borneo e alle Filippine), mentre Col-
lyris, genere ricco di specie in tutta l’Asia tropicale, arriva a popolare
anche Sulawesi, Timor e Sumbawa, ma non sembra presente più al-
l’est (la citazione di C. celebensis per le isole Aru, come si è visto, è da
ritenere quasi certamente errata). Analogamente anche Prothyma, cui
DARLINGTON (1947), aveva ricollegato la sua specie papua, è nella regione
Orientale limitato al Sud-Est asiatico e alle Filippine (RivaLIER 1964),
mentre per la specie neo-guineana si è reso necessario creare il nuovo
genere endemico Darlingtonica, anch'esso, come Caledonomorpha, signi-
ficativamente ristretto alla sola punta orientale dell’isola.
La zoogeografia complessiva della Nuova Guinea, con riferimento
soprattutto agli Insetti, è stata a più riprese esaminata da GRESSITT
(1958; 1959; 1961; 1982c,d,e). Per quanto l’isola rappresenti ancora,
sotto molteplici aspetti, un autentico « puzzle », rispecchiando nella sua
fauna origini indubbiamente miste, il risultato più cospicuo di tali ana-
lisi è stato quello di ricondurre la Nuova Guinea (e la sottoregione Pa-
puana) principalmente nella regione Orientale, e di correggere così pre-
cedenti impostazioni che, rifacendosi a WALLACE (1860), e basandosi
prevalentemente sulla distribuzione dei Vertebrati terrestri, insistevano
a includerla nell’ambito della regione Australiana (BODEN KLOSS 1929,
SCRIVENOR et al. 1943, Mayr 1944, Simpson 1977). Anche DARLINGTON
(1971) ha mostrato del resto che la maggior parte dei Carabidi della
Nuova Guinea ha origine Orientale, pur essendovi una certa dispersione
di elementi anche nella direzione opposta. Altri gruppi di Insetti mo-
strano percentuali ancora maggiori di derivazione Orientale.
La paleogeografia dell’area — così come riassunta da GRESSITT
(1982d,e) — fornisce qualche elemento di comprensione. Per quanto
la parte meridionale della Nuova Guinea costituisse probabilmente,
durante il Cenozoico, il margine avanzato della zolla Australiana nel suo
movimento di deriva verso nord-est (mentre non vi sarebbero state
connessioni territoriali continue con le isole della Sonda e il continente
asiatico, né con le Molucche e le Filippine), l’impatto degli elementi
faunistici Australiani sulla regione è stato piuttosto limitato, e largamente
confinato (salvo che per molti Vertebrati) a ristrette zone di facies « au-
442 F. CASSOLA
straliana» (savana alberata) situate nella parte meridionale dell’isola.
Probabilmente a causa di barriere di tipo ecologico e climatico, ben
poche sono le specie che hanno potuto fruire dei collegamenti territoriali
apertisi, durante le glaciazioni pleistoceniche, a cavallo dello stretto di
Torres. Il resto della Nuova Guinea, che in gran parte rappresenta terra
emersa dal mare sotto la spinta della zolla Australiana nel suo urto con
quella Pacifica (dal medio Cenozoico in poi), e in parte forse include
isole di più antica origine, ha probabilmente condiviso con l’area Orien-
tale condizioni climatiche ed ecologiche largamente simili, favorendo
così la dispersione verso l’est di elementi faunistici Orientali capaci di
superare le brevi barriere marine separanti le varie collane di isole (bar-
riere che sono invece risultate insuperabili per i Mammiferi strettamente
terrestri). Il risultato è dunque una fauna entomologica che, quantunque
fortemente e tipicamente disarmonica, e d’aspetto depauperato nono-
stante la natura continentale della Nuova Guinea (mancano infatti interi
ordini sia Orientali che Australiani), denuncia nel suo complesso una
origine prevalentemente Orientale. L'esistenza di varie isole tempora-
nee, durante l'evoluzione geologica della Nuova Guinea, dovette pro-
babilmente favorire, d’altra parte, l'evoluzione di generi endemici, poi
diffusisi e differenziatisi nelle varie parti dell’attuale isola (GRESSITT
1982d).
La fauna dei Cicindelidi, come si è visto, si accorda piuttosto bene
a questo quadro generale. Gli elementi tipicamente Australiani, sia relitti
di stock gondwaniani (Megacephala) che autonomamente evolutisi sul
continente australiano (Archidela, Distipsidera), sono ben pochi in Nuova
Guinea, e quasi tutti passati probabilmente nell’isola (dove per ragioni
ecologiche restano tuttora confinati nelle sole parti più meridionali)
grazie ai collegamenti territoriali realizzatisi nello stretto di Torres du-
rante le glaciazioni Quaternarie. Tutto il resto della fauna ha proba-
bilmente origini Orientali, più o meno remote nel tempo a seconda dei
casi: vi è un primo strato faunistico di antica immigrazione, che ha dato
luogo in Nuova Guinea o in parti della stessa (paleoisole ?) a generi al-
tamente endemici e differenziati (Caledonomorpha, Darlingtonica, Poly-
rhanis, Orthocindela, Guineica, Leptognatha), tipici della sottoregione Pa-
puana, e privi di parenti stretti identificabili nelle altre sottoregioni; e vi
è un più recente contingente di immigrazione, differenziatosi tuttalpiù a
livello solo specifico o subspecifico, che è venuto ad aggiungersi al primo
in tempi più recenti a partire certamente dai vari gruppi insulari del
Sud-Est asiatico (Tricondyla, Therates, Abroscelis, Enantiola, Lophyridia,
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 443
A
Myriochile, Cylindera), e che in qualche caso è perfino passato, oltre
lo stretto di Torres, sul continente australiano (Cylindera froggatti,
Myriochile semicincta, Tricondyla aptera). Si tratta in questi ultimi casi
di specie euriecie e ubiquiste, capaci di colonizzare con successo, ra-
pidamente e senza apprezzabili processi di subspeciazione, come hanno
fatto appunto in Nuova Guinea, praticamente l’intero territorio resosi
loro disponibile.
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RIASSUNTO
Sulla base dell’esame di oltre 3200 esemplari appartenenti a vari Musei e colle-
zioni, viene presentata una revisione completa dei Cicindelidae (Coleoptera) della
Nuova Guinea e delle isole ad essa amministrativamente collegate. Nell’area conside-
rata sono state incluse anche le isole Kei e Aru, mentre ne é stata esclusa quella di Bou-
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 29
450 F. CASSOLA
gainville, la cui fauna sara trattata in altro lavoro assieme a quella delle Isole Salomone.
La revisione ha utilizzato ogni dato bibliografico esistente, e si è basata inoltre larga-
mente sul riesame dei tipi (effettuato per 42 specie) o di esemplari della serie originale
(in 7 specie).
Il popolamento cicindelologico della Nuova Guinea si è rivelato molto consistente
e ricco di specie. Rispetto alle 53 elencate nel catalogo di DARLINGTON (1962), le specie
oggi conosciute ammontano a 99 (di cui 3 restano però dubbie risalendo la loro asse-
rita presenza a vecchie e non controllate citazioni). I Cicindelidi costituiscono dunque
in Nuova Guinea uno dei più numerosi e importanti gruppi di Adefagi terrestri.
Ben 24 nuove specie vengono descritte nel presente lavoro: 4 Caledonomorpha
( pog ggii n. sp., darlingtoni n. sp., sedlaceki n. sp., strazanaci n. sp.), 8 Polyrhanis (per-
rinae n. sp., paulae n. sp., STIPAAE n. sp., samuelsoni n. sp., deuvei n. sp., tubercu-
lifera n. sp., pseudopupilligera n. sp., gressitti n. sp.), 8 Leptognatha s. str. (sedlaceko-
rum n. sp., longidentis n. sp., occidentalis n. sp., hornabrooki n. sp., pseudovelutina n.
sp., curvidentis n. sp., papua n. sp., septentrionalis n. sp.), e 4 Leptognatha del subgen.
Thylacina (fraudulenta n.sp., sumliniana n.sp., inexspectata n.sp., bishopi n. sp.).
Viene proposto inoltre il nuovo genere Darlingtonica per la specie Prothyma papua
Darlington, e vengono elevate al rango di buone specie Cylindera (Ifasina) froggatti
(Macleay) e Polyrhanis microgemmea (W. Horn), precedentemente considerate sotto-
specie rispettivamente di C. discreta (Schaum) e di P. zo (W. Horn). Viene anche con-
siderata come buona specie Leptognatha albertisi (Gestro), risuscitandola dalla pre-
cedente sinonimia con L. latreillei (Guérin-Méneville).
Nuove combinazioni vengono proposte per Guineica inaequidens (Brouerius van
Nidek), Leptognatha (L.) darlingtoni (Brouerius van Nidek) e L. (L.) wagneri (Mandl),
e vengono stabilite due nuove sinonimie (Cicindela murmurensis Brouerius van Nidek
1973 = Orthocindela angustecincta Rivalier 1972; Pseudoxygoniola Mandl 1970 =
Leptognatha Rivalier 1963). Viene poi invalidata la designazione del tipo di Caledo-
nomorpha jordani W. Horn, fatta da DaRLINGTON (1947) sulla base dell’esemplare raf-
figurato da Horn (1910), e per quattro specie [Caledonomorpha papuana Ward, Poly-
rhanis loriai (W. Horn), P. pupilligera (Chaudoir) e Leptognatha (L.) robusta Rivalier]
viene descritto il secondo sesso. Leptognatha gracilipes Rivalier e L. spinilabris Riva-
lier, entrambe note solo su 99, vengono inoltre assegnate presuntivamente al subgen.
Thvlacina, di cui L. fraudulenta n. sp. dovrebbe venire a costituire il nuovo generotipo
(in sostituzione della congenere rudolfbennigseni W. Horn, male interpretata dai pre-
cedenti Autori). Il caso dovrebbe essere sottoposto all’esame della Commissione In-
ternazionale di Nomenclatura Zoologica.
Una specie Orientale [Cylindera (Ifasina) triguttata (Herbst)] e una Australiana
° [Archidela nigrina (Macleay)] vengono infine segnalate come nuove per la Nuova Gui-
nea, e numerose altre specie vengono meglio definite o descritte sulla base di nuovi
materiali o di nuovi caratteri. Viene in particolare sottolineata l’importanza diagnostica
della forma della mandibola sinistra maschile in Leptognatha s.str., dei « coupling
sulci » femminili sia in Caledonomorpha che in Leptognatha s. str., e dei caratteri rela-
tivi alla macchia omerale delle elitre e ai genitali (edeago del maschio, e sternum 8
della femmina) in Guineica. I generi Guineica e Leptognatha vengono infine citati per
la prima volta al di fuori della Nuova Guinea vera e propria.
Considerando che quasi un terzo delle specie elencate è tuttora noto solo attra-
verso uno o pochi esemplari in tutto, è probabile che la lista dei Cicindelidi della Nuova
Guinea sia destinata ad aumentare in futuro in occasione di nuove auspicabili ricerche
specializzate. L'analisi di questa fauna, per quello che già se ne conosce, ne mette
comunque in evidenza, accanto alla grande ricchezza di specie, la eccezionale originalità.
La quasi totalità delle specie è infatti endemica dell’isola, o di singole parti di essa, o
di isole minori viciniori, e tre generi endemici (Caledonomorpha, Polyrhanis, Lepto-
gnatha) comprendono da soli ben oltre i due terzi di tutte le specie.
L’analisi biogeografica, cui è dedicata la parte finale del lavoro, porta a rilevare
una chiara origine Australiana per poche specie soltanto, passate probabilmente nel-
l’isola grazie a collegamenti pleistocenici attraverso lo Stretto di Torres; mentre molti
di più sono gli elementi chiaramente Orientali, di più o meno recente immigrazione
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA 451
a partire dai vari gruppi insulari del Sud-Est Asiatico, in tre casi spintisi anche oltre
lo Stretto di Torres fin sul continente australiano. I generi tipicamente neo-guineani,
altamente endemici e differenziati, vengono interpretati invece come prodotto di un
più antico strato faunistico, di remota immigrazione probabilmente Orientale, auto-
nomamente evolutisi in Nuova Guinea o in singole parti di essa (paleoisole ?), e privi
oggi di parenti stretti identificabili nelle altre sottoregioni.
SUMMARY
Based on the examination of over 3200 specimens from various Museums and
collections, a full review is given of the Tiger Beetles (Cicindelidae: Coleoptera)
of New Guinea and surrounding islands. In the area considered, Kei and Aru Islands
have been included as well, while it was preferred to exclude Bougainville I., whose
fauna will be treated in a separate paper together with that of the Solomon Islands.
The review utilized all data from the existing entomological literature, and was largely
based on re-examination of type-specimens (which was made possible for 42 species)
or check of specimens belonging to the original series (for 7 additional species).
The Cicindelid fauna of New Guinea proved to be very consistent and rich in
number of species. In comparison with the 53 ones listed by DARLINGTON’s Catalogue
(1962), the species known so far from the area considered amount up to 99 (three of
which, however, still are to be regarded as doubtful, due to old unchecked records).
Tiger Beetles represent therefore one of the most numerous and important groups of
terrestrial Adephaga in New Guinea.
Twenty-four new species are described in the present paper: 4 Caledonomorpha
(poggii n. sp., from Astrolabe Mts., Central Province, Papua New Guinea; darlingtoni
n. sp., from Dobodura, Mt. Lamington and Kokoda, Northern Province, PNG; sedla-
ceki n. sp., from Garaina and Lasanga I., Morobe Province, PNG; strazanaci n. sp.,
from Goodenough I., Milne Bay, PNG), 8 Polyrhanis (perrinae n. sp., from Schleinitz
Mts., New Ireland, PNG; paulae n. sp., from Kiunga, Western Province, and Iriri
nr. Kerema, Gulf Province, PNG; vannideki n. sp., from Torricelli Mts., East Sepik,
PNG; samuelsoni n. sp., from Olsobip, Western Province, PNG; deuvei n. sp., from
Dreikikir, East Sepik, PNG; tuberculifera n. sp., from « B.(ritish) New Guinea »; pseu-
dopupilligera n. sp., from «B.(ritish) New Guinea»; gressitti n. sp., from Olsobip,
Western Province, PNG), 8 Leptognatha s. str. (sedlacekorum n. sp., from Olsobip,
Western Province, PNG; longidentis n. sp., from Haveri, Central Province, PNG;
occidentalis n. sp., from Arfak Mts., Manokwari, Irian Jaya; hornabrooki n. sp., from
Karimui, Eastern Highlands, PNG; pseudovelutina n. sp., from Tapini, Central Pro-
vince, PNG; curvidentis n. sp., from Kuper Range, Morobe, PNG; papua n. sp., from
Olsobip, Western Province, PNG; septentrionalis n. sp., from Hollandia, Jayapura,
IJ, and Torricelli Mts., East Sepik, PNG), and 4 Leptognatha of subgen. Thylacina
(fraudulenta n.sp., from Snow Mts., Jayawijaya, IJ; sumliniana n. sp., inexspectata
n. sp. and bishopi n. sp., all three from Olsobip, Western Province, PNG).
The new genus Darlingtonica is proposed for the species Prothyma papua Dar-
lington; Cylindera (Ifasina) froggatti (Macleay) and Polyrhanis microgemmea (W. Horn),
formerly considered as merely subspecies, respectively, of C. discreta (Schaum) and
P. io (W. Horn), are raised to full species status; Leptognatha (L.) albertisi (Gestro)
is resuscitated from synonymy with L. latreillei (Guérin-Méneville); new combinations
are established for Guzneica inaequidens (Brouerius van Nidek), Leptognatha (L.) dar-
lingtoni (Brouerius van Nidek) and L. (L.) wagneri (Mandl); and two new synonymies
are settled [Cicindela murmurensis Brouerius van Nidek 1973 = Orthocindela anguste-
cincta Rivalier 1972; Pseudoxygoniola Mandl 1970 (type species: P. wagner: Mandl) =
Leptognatha Rivalier 1963].
Moreover, type designation of Caledonomorpha jordani W. Horn, proposed by
DaRLINGTON (1947) based on the specimen figured by Horn (1910), is regarded as
being invalid. Males of Caledonomorpha papuana Ward, Polyrhanis loriai (W. Horn),
and P. pupilligera (Chaudoir), and the female of Leptognatha (L.) robusta Rivalier,
452 F. CASSOLA
are also described. Finally, Leptognatha gracilipes Rivalier and L. spinilabris Rivalier,
both known by means of 29 only, are tentatively attributed to subgenus Thylacina
(whose type-species should become L. fraudulenta n. sp., in replacement of the con-
generic rudolfbennigseni W. Horn, which was misinterpreted by previous Authors).
The case should be submitted to the International Commission of Zoological No-
menclature.
An Oriental species [Cylindera (Ifasina) triguttata (Herbst)] and an Australian
one [Archidela nigrina (Macleay)] are recorded as new from New Guinea, while several
other species are better defined and described on the grounds of new materials or new
characters. The diagnostic relevance is demonstrated, in particular, of the shape of
male left mandible in Leptognatha s. str., of the female coupling sulci in Caledono-
morpha and Leptognatha s. str., and of the characters related to the humeral spot and
to genitalia (male aedeagus, and female sternum 8) in Guineica. Guineica and Lepto-
gnatha genera are also recorded for the first time from outside the real New Guinea.
Since nearly one third of the listed species are hitherto known by means of 1-3
specimens only, the list is likely to increase a good deal in the future, if new specialized
research will be hopefully carried out in less explored areas of New Guinea. Faunal
analysis, however, emphasizes not only its richness, but also its great originality. Nearly
all the listed species, in fact, are endemic of New Guinea, single parts of it, or single
smaller islands around it; and three endemic genera (Caledonomorpha, Polyrhanis,
Leptognatha) include by themselves more than two thirds of all species.
The last part of this paper is devoted to a preliminary zoogeographical analysis
of the Cicindelid fauna. This leads to verify a clear Australian relationship for a few
species only, probably passed into the island via pleistocenic connections through the
Torres Strait. Oriental elements, on the contrary, are many more, due probably to
more or less recent invasions from the insular chains of South East Asia (three species
were even able to pass to northern Australia via the Torres Strait). Highly endemic and
differentiated genera, finally, can be interpreted as the product of remote faunal line-
ages, probably immigrated from the West, which evolved independently in New Guinea
or in single parts of it (paleo-islands?), and do not have presently clear relatives in
other sub-regions.
An English diagnosis is given for each new species, and forty figures are also
given in all. These, together with this summary, will hopefully make this paper read-
able to foreign readers as well.
CICINDELIDAE DELLA NUOVA GUINEA
INDICE
IRineraziamentiis enon nane
brattazione delle specie oa 2a rare ona
Tigycoraille, Gppere QING. 5 o0000050000500000000n00006
Collyris celebensis Chaudoir .........-..-0eeeeeeeeee
Megacephala humeralis Macleay ...............---+-
Megacephala bostocki Castelnau .............++--+++-++
Darlingtonica papua (Darlington) ................-..-
Caledonomorpha jordani W. Horn ............-.----
Caledonomorpha milneana Darlington ................
Caledonomorpha poggii n. sp. Li...
Caledonomorpha darlingtoni n. sp... 1. eee eee eee ee
Caledonomorpha sedlaceki n. sp. .........-. eee re eee
Caledonomorpha elegans Deuve ............+-00+2000-
Caledonomorpha papuana Ward ................0....
Caledonomorpha strazanaci n. sp...
Distipsidera papuana Gestro | ...........00 ee ee eee
Distipsidera thierfelderi W. Horn ...........+..2+-----
Therates labiatus (Fabricius) ..............++-+e0+-->
Tiloangia ass IDEA sive
itheratescy.aneuss Ciaavicloie — so000900 0000099009 000900
MWheratesWeStH10USABOSAUVA EER
Therates rotschildi W. Horn ...........- LL
Therates pseudorotschildi Mandl & Pearson ............
Therates chaudoiri Schaum .......L LL
INEVALeSTCALZAUSNBA tes 445504600706 o oe eee
[Therates dimidiatus Dejean] ............0..000 eee eee
[Therates fasciatus (Fabricius)] ................++--+-
[Calochroa interruptofasciata (Schmidt-Goebel)] ......
Lophyridia decemguttata (Fabricius) ssp. urvillei (Dejean)
[Thopeutica eximia (Van der Linden)] ................
Cylindera (Ifasina) froggatti (Macleay) ..............-.
Cylindera (Ifasina) spinosa (W. Horn) ................
Cylindera (Ifasina) triguttata (Herbst) ................
[Cylindera (Ifasina) foveolata (Schaum)] ............
Myriochile semicincta (Brullé) .............-+--+--+---
Abroscelis maino (Macleay) ...........--+.+-++eeeeee:
Enantiola denticollis (W. Horn) ...........+-+-++4--
Archidela nigrina (Macleay) ...........-..0eeeeeeeee
Polyrhanis funerata (Boisduval) ..............0+0+000
Polyrhanis barbata (W. Horn) .............--++++-:-
Polyrhanis variolosa (Blanchard) ....................
Polyrhanis boisduvali (W. Horn)......................
Rolyyhanstdecho:i NEO) MERCE E
Polyrhanis perrinae n. sp. «1.0. eee cece cee eee
Polyrhanis klynstrai (Brouerius van Nidek) ..........
TON HOTUS {DODUTO Ds FO, 0000000000000000000000000006
Polyrhanis bennigsenia (W. Horn) .............-......
Polyrhanis aruana (Dokhtouroff) ....................
Rolyrhan:stdcnudotANEH Ot)
Polyrhanis ancorifera (W. Horn) ..........-.-+++++-+
Polyrhanis pupillata (Schaum) ............-+-+++++0.
Polyrhanis innocentior (W. Horn) ...........+-+--+++--
Polyrhanis excisilabris (W. Horn) ....................
Ce
ee 00000000
CORRO ORO ey
ry
ee ry
000000000
ROSSO ROERO RO
2000000 0000
a
Ce
IRR RR RICO)
453
454
F. CASSOLA
Polyrhanis pseudopupillata (W. Horn) | ............
Polyrhanis olthofi (Brouerius van Nidek) ..........
Polyrhanis vannideRi n. sp. ..........--L 00
Polyrhanis toxopeusi (Brouerius van Nidek) ..........
Polyrhanis loriai (W. Horn) .........-..-+-++++-->
Polyrhanis to (W. Horn) ...........2--++--+-+ sees
Polyrhanis microgemmea (W. Horn) ...............-
Polyrhanis samuelsoni n. sp...
TROVATI (AIG i, FD = a0 0n0000000000000000G00C
Polyrhanis placida (Schaum) ...........+-.-+.++++---
Polyrhanis delicata (Bates) .................-00....
Polyrhanis tuberculifera n. sp. «1.2. +--+ eee eee eee
Polyrhanis innocens (W. Horn) _................-+---
Polyrhanis pupilligera (Chaudoir) .............-+---
Polyrhanis cheesmanae (Brouerius van Nidek) ......
Polyrhanis pseudopupilligera n. sp. ..................
Polyrhanis guineensis (W. Horn) ...............+--
Polyrhanis kampeni (W. Horn) .................+5-
Poly rhantsyevesstttianas pr eee
Orthocindela heteridia (Brouerius van Nidek) ........
Orthocindela angustecincta Rivalier..................
Guineica tetrachoides (Gestro). ....................
Guineica inaequidens (Brouerius van Nidek) ........
Leptognatha (L.) latreillei (Guérin-Méneville) ......
Leptognatha (L.) viridithoracica (Brouerius van Nidek)
Leptognatha (L.) albertisi (Gestro) ................
Leptognatha (L.) sedlacekorum n. sp. ................
Leptognatha (L.) denhoedi (Brouerius van Nidek) ....
Leptognatha (L.) darlingtoni (Brouerius van Nidek) ..
Leptognatha (L.) wagneri (Mandl) ..................
Leptognatha (L.) orientalis Rivalier ................
Leptognatha (L.) longidentis n. sp. .........0.000000-
Leptognatha (L.) fuscilabris Rivalier ................
Leptognatha (L.) occidentalis n. sp...................
Leptognatha (L.) robusta Rivalier ..................
Leptognatha (L.) fasciata Rivalier ................
Leptognatha (L.) hornabrooki n. sp. ................
Leptognatha (L.) velutina (Brouerius van Nidek) ....
Leptognatha (L.) pseudovelutina n. sp. ..............
Leptognatha (L.) viridimicans (Brouerius van Nidek)
Leptognatha (L.) alticola (Brouerius van Nidek) ......
Leptognatha (L.) curvidentis n. sp. ..... 2.000. e eee
Leptognatha (L.) papua n. sp. ..........L eee
Leptognatha (L.) septentrionalis n. sp. ..............
Leptognatha (Thylacina) rudolfbennigseni (W. Horn)
Leptognatha (Thylacina) fraudulenta n. sp. ........
Leptognatha (Thylacina) sumliniana n. sp. ..........
Leptognatha (Thylacina) inexspectata n. sp. ..........
Leptognatha (Thylacina) gracilipes Rivalier ..........
ee 00 0 0 ee ee ee ee
Ce
0 0 0 a
Leptognatha (Thylacina) nigrivestis (Brouerius van Nidek) ..........
Leptognatha (Thylacina) rivalieri (Brouerius van Nidek)
Leptognatha (Thylacina) bishopin. sp. ..............
Leptognatha (Thylacina) spinilabris Rivalier ..........
Considerazioni zoogeografiche e conclusioni ............
Bibliografia
Riassunto
Summary
CO RO SO II III III E EEC
è 0 e 0 0 0 0 0 0 00000
455
RoBERTO Pocci
Museo Civico di Storia Naturale « G. Doria» - Genova
CATALOGO DEI TIPI DI COLEOTTERI DEL MUSEO CIVICO
DI STORIA NATURALE «G. DORIA» DI GENOVA
I. CUPEDIDAE, RHYSODIDAE, PAUSSIDAE
Alla memoria di Raffaello Gestro,
insuperato maestro di museologia,
nel cinquantesimo della sua scomparsa
(1936-1986).
PREMESSA
Conscio dell’utilità pratica degli elenchi dei tipi e nel solco di una
tradizione piuttosto viva a questo riguardo nel Museo di Genova, inizio
con questo primo contributo la pubblicazione del catalogo dei tipi dei
Coleotteri conservati nelle collezioni del Museo Civico di Storia Na-
turale di Genova.
Il lavoro preparatorio di ricerca, individuazione, raduno e sommaria
revisione degli esemplari più o meno esplicitamente indicati come
«tipi», sparsi nelle varie raccolte e dispersi in decine di scatole diverse,
è stato (e continua ad essere) estremamente laborioso ed è aggravato
dalla mancanza di prezioso materiale bibliografico di riscontro, perduto
nell’incendio bellico del 1942, per cui questa serie di contributi inco-
mincia a vedere la luce con un ritardo notevole rispetto ai tempi ini-
zialmente programmati.
La trattazione delle varie famiglie avverrà secondo il procedere dei
riordinamenti attualmente in corso e quindi non potrà purtroppo seguire,
se non occasionalmente, l’effettivo ordine sistematico. Si eviterà però
in tal modo che difficoltà operative legate alla complessa riorganizza-
zione di alcune grosse famiglie possano bloccare la pubblicazione di altri
dati eventualmente già disponibili.
I tipi saranno sempre elencati seguendo l’ordine alfabetico delle
specie, con l’indicazione del genere a cui esse sono state attribuite al-
l’atto della descrizione, la citazione bibliografica originale e i dati sul
456 R. POGGI
materiale presente nelle collezioni. Le eventuali integrazioni (tratte da
documenti d’archivio) alle localita, alle date o ai nomi riportati sulle
etichette originali saranno indicate entro parentesi quadre; in alcuni
casi si forniranno precisazioni od ulteriori notizie storiche.
La sigla « D.», che in qualche etichetta precede cognomi di ento-
mologi e date, sarà sempre trascritta per esteso nel senso autentico attri-
buitole da Gestro (= « Dedit »); si è volutamente operata questa scelta
per evitare le confusioni di cui talvolta si sono resi responsabili alcuni
revisori, che hanno ritenuto la « D. » iniziale del nome del raccoglitore
e la data che segue tale nome quella di raccolta del materiale; la data
posta dopo un cognome preceduto da « D. » è invece quella in cui la
persona in questione ha fatto pervenire al Museo (in dono o in cambio)
l'esemplare a cui l’etichetta è riferita. La correttezza di tale interpreta-
zione è confermata da tutti i dati d’archivio disponibili al riguardo.
I termini « Holotypus », « Lectotypus », ecc. sono naturalmente in-
tesi nel senso indicato dal Codice Internazionale di Nomenclatura Zoo-
logica. Conseguentemente si è adottato il termine « Syntypus » per tutti
gli esemplari di una serie tipica nell’ambito della quale l’autore non
abbia espressamente designato un olotipo nella pubblicazione originale:
non si è ovviamente tenuto conto delle designazioni manoscritte ma
non pubblicate (tali « designazioni » possono al massimo costituire in-
dicazioni preferenziali per future scelte di lectotipi).
In questo primo contributo sono trattate le famiglie dei Cupedidae,
Rhysodidae e Paussidae. Non ignoro che, secondo alcune recenti e
‘qualificate ipotesi, gli ultimi due raggruppamenti dovrebbero essere
considerati a livello di sottofamiglie (Rhysodinae e Paussinae) o di tribù
(Rhysodini e Paussini) dei Carabidae, ma, dal momento che le opinioni
in merito non sono ancora concordi, io mi attengo alla divisione siste-
matica più tradizionale; non è inoltre evidentemente questa la sede per
affrontare problemi così complessi e — meno che mai — per tentare di
risolverli.
CUPEDIDAE
La famiglia comprende attualmente circa 30 specie; nella colle-
zione del Museo sono conservate due sole entità, una delle quali rap-
presentata da materiale tipico.
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI 457
moultoni Gestro, 1910a (Cupes)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 3,4 (= 44): 454 (moultonit)
Holotypus 9: Sarawak (Borneo) (n. 8304 sched.).
L’esemplare fu rinvenuto da Gestro in un lotto di Col. Chryso-
melidae Hispinae inviatogli in studio, alla fine del 1909, da J.C. Moulton,
allora Conservatore del Museo di Sarawak.
La specie fu descritta nel 1910, ma non poté più essere inserita nel
fascicolo del « Coleopterorum Catalogus », già in stampa, compilato da
Gestro ed edito in quello stesso anno. Dopo essere stata omessa da JANS-
SENS nel suo catalogo del 1953, l’entità fu ripresa in considerazione da
ATKINS 1963, il quale citò però erroneamente le Isole Filippine come
locus typicus e dichiarò sconosciuta la collocazione del tipo.
Recentemente infine NeBoISs 1984 ha trasferito moultoni al genere
Tenomerga Neboiss.
RHYSODIDAE
A seguito della recente ed accurata revisione di Ross T. & JOYCE
R. BELL, il numero di specie assegnato a questa famiglia è salito a 325.
La collezione del Museo è stata in un primo tempo studiata da AN-
TOINE GROUVELLE (fra il 1895 e il 1903) e pochissimi anni fa revisionata
dal Dr. BELL: attualmente comprende 48 specie, 24 delle quali rappre-
sentate da materiale tipico.
amplus Bell et Bell, 1982 (Omoglymmius (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 211
Paratypus 9: Sumatra, dedit [A.] Grouvelle 1901.
beccarii Grouvelle, 1903 (Clinidium)
Rev. Ent., Caen, 22: 140
Lectotypus g e Paralectotypus 9, qui designati: N[uova] Guinea,
Hatam, VI.1875, [O.] Beccari (n. 6897 schedario).
Per l’habitus della specie vedasi la fig. 1; l’edeago del Lectotypus
è illustrato in fig. 2.
La specie, attribuita al genere Rhyzodiastes Fairm. da BELL et
BELL 1978: 61, è stata poi ricollocata nel genere Clinidium (s. str.) (BELL
et BeLL 1985: 146 e 148).
458 R. POGGI
carinatus Grouvelle, 1903 (Rhysodes)
Rev. Ent., Caen, 22: 121
Paralectotypus g: Mentawei, Sipora, Sereinu, V-VI.[18]94, [E.]
Modigliani.
Un altro 3 (Syntypus di Grouvelle) è invece da riferire, secondo
Bett et Bert 1982: 179, a Omoglymmius (Carinoglymmius) hexagonus
(Grouv.). Anche carinatus è trasferito ad Omoglymmius (Carinoglymmius).
cavea Bell et Bell, 1982 (Omoglymmuus (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 243
Holotypus £: N[uova] Guinea, Ramoi, II.1875, [O.] Beccari.
craticulus Bell et Bell, 1985 (Omoglymmius (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 21, (1): 159
Holotypus 9: N[uova] Guinea S.E., Moroka, 1300 m, VII-XI.
[18]93, [L.] Loria.
denticulatus Bell et Bell, 1982 (Omoglymmuus (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 247
Paratypus 9: N[uova] Guinea, Hatam, VII.1875, [O.] Beccari.
L’esemplare era stato inserito da Grouvelle nella serie tipica del
suo « Rhysodes pulvinatus ».
fairmairei Grouvelle, 1895 (Rhyzodiastes)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2,14 (= 34): 762
Lectotypus g, qui designato: [Birmania], Carin Chebà, 900-1100 m,
V-XII.[18]88, L. Fea (n. 6896 sched.).
BELL et BeLL (1985: 45) hanno segnalato come « Holotype » les. 9
trattenuto da Grouvelle, oggi al Muséum National d’Histoire Naturelle
di Parigi, supponendo che la specie fosse stata descritta sulla base di
un solo individuo. Non stando così le cose, poiché esiste anche l’es. g
restituito al Museo di Genova da Grouvelle con cartellino autografo di
determinazione, si è resa opportuna la designazione di un Lectotypus;
ne consegue che l’es. del Museo di Parigi diventa Paralectotypus 9.
La specie è oggi inserita nel sottogenere Temoana Bell et Bell (cfr.
BELL et BELL 1985: 44).
459
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI
Fig. 1: Clinidium beccarii Grouv., 1903. Lectotypus g di Nuova Guinea, Hatam (orig.).
460 R. POGGI
feae Grouvelle, 1895 (Rhysodes)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2,14 (= 34): 761
Paralectotypus g: [Birmania], Carin Cheba, 900-1100 m, V-XII.
[18]88, L. Fea (n. 6876 sched.).
Come Lectotypus 9 è stato designato l’es. trattenuto da Grouvelle,
oggi al Muséum National d’Histoire Naturelle di Parigi (cfr. BELL et
BeLL 1982: 172 e 1985: 158); la specie è attualmente inserita in Omo-
glymmius (Orthoglymmius).
gestroi Grouvelle, 1903 (Clinidium)
Rev. Ent., Caen, 22: 136
Paralectotypus g: Sumatra, M.te Singalang, VII.1878, O. Beccari
(n. 6894 sched.).
Altri tre es. di Sumatra, leg. E. Modigliani, inseriti da Grouvelle
nella serie tipica del suo «C. gestrot », appartengono invece a Rhyzo-
diastes indigens Bell et Bell (cfr. BELL et Bett 1985: 31 e 42).
La specie è oggi attribuita a Rhyzodiastes (Temoana).
guineense Grouvelle, 1903 (Clnidium)
Rev. Ent., Caen, 22: 138
Lectotypus g e 23 Paralectotypi (11 gg e 12 99): Nuova Guinea,
Fly River, 1876-77, L.M. D'Albertis (n. 6893 sched.).
Dopo il trasferimento di genere effettuato da BeLL et BeLL 1985:
26, la specie viene oggi indicata come Rhyzodiastes (Temoana) guineensis.
hesperus Bell et Bell, 1982 (Omoglymmius (Pyxiglymmius) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 154
5 Paratypi (3gg e 299): Mentawei, Si Oban, IV-VIII.[18]94,
[E.] Modigliani (n. 6885 sched.).
indigens Bell et Bell, 1985 (Rhyzodiastes (Temoana) )
Quaest. ent., Edmonton, 21, (1): 31
Holotypus g e 3 Paratypi (15 e 2 99): Sumatra, Si-Rambé, XII.
[18]90 - III.[18]91, E. Modigliani.
I tre Paratypi erano stati ritenuti da Grouvelle syntypi del suo
«Clinidium gestroi ».
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI 461
mm 0,2 i
Fig. 2: Clnidium beccarii Grouv., 1903. Edeago del Lectotypus g di Nuova Guinea,
Hatam (orig.).
inermis Bell et Bell, 1982 (Omoglymmius (Hemiglymmius) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 140
Paratypus g: Sumatra, dedit [A.] Grouvelle 1901.
largus Bell et Bell, 1985 (Omoglymmuus (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 21, (1): 162
Holotypus 9: Nuova Guinea, Fly River, 1876-77, L.M. D’Albertis
(n. 6880 sched.).
longior Grouvelle, 1903 (Rhysodes)
Rev. Ent., Caen, 22: 107 (come var. di R. niponensis Lewis)
Paralectotypus 9: Sumatra, Si-Rambé, XII.[18]90 - III.[18]91,
E. Modigliani (n. 6886 sched.).
L’entità è oggi considerata specie valida ed è attribuita al genere
Yamatosa Bell et Bell (BELL et BELL 1979: 425).
modiglianii Bell et Bell, 1982 (Omoglymmius (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 212
Holotypus 9 e Paratypus 2 (immaturo): Mentawei, Si Oban, IV-
VIII.[13]94, [E.] Modigliani.
R. POGGI 462
occipitalis Grouvelle, 1903 (Rhysodes)
Rev. Ent., Caen, 22: 103
Lectotypus g e 4 Paralectotypi (2 dg e 2 99): Nuova Guinea, Fly
River, 1876-77, L.M. D’Albertis (n. 6873 sched.).
La specie è attualmente attribuita al genere Kaveinga (s. str.) Bell
et Bell (BELL et Bett 1979:406 e 1985: 150).
opacus Bell et Bell, 1985 (Omoglymmius (Pyxiglymmius) )
Quaest. ent., Edmonton, 21, (1): 158
Holotypus 9: Sumatra, Padang, 1890, E. Modigliani.
perplexus Bell et Bell, 1985 (Omoglymmius (Laminoglymmuus) )
Quaest. ent., Edmonton, 21, (1): 165
Holotypus 9: Sumatra, dedit [A.] Grouvelle 1901.
poggii Bell et Bell, 1985 ( Kaveinga (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 21, (1): 150
Holotypus g: Is. Goodenough [Arcip. D’Entrecasteaux], 1.1890,
L. Loria.
pulvinatus Grouvelle, 1903 (Rhysodes)
Rev. Ent., Caen, 22: 115
Lectotypus g e Paralectotypus 3: N[uova] Guinea, Hatam, VII.
1875, [O.] Beccari (n. 6881 sched.).
Una 9, inserita da Grouvelle nella serie tipica di pulvinatus, ap-
partiene invece ad Omoglymmius (s. str.) denticulatus Bell et Bell. A
seguito della revisione di BELL et BELL 1982: 252 la specie va attribuita
al genere Omoglymmius (s. str.).
punctatolineatus Grouvelle, 1903 (Rhysodes)
Rev. Ent., Caen, 22: 116
Holotypus 9: Sumatra, M.te Singalang, VII.1878, O. Beccari (n.
6882 sched.).
La specie, di cui si fornisce un disegno d’insieme (fig. 3), va oggi
indicata col nome di Arrowina punctatolineata (cfr. BELL et BELL 1985:
ISO e 197)
463
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI
Arrowina punctatolineata (Grouv., 1903). Holotypus 2 di Sumatra, Monte
Fig. 3
Singalang (orig.).
464 R. POGGI
puncticornis Bell et Bell, 1982 (Omoglymmuus (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 241
Paratypus £: Nuova Guinea, Fly River, 1876-77, L.M. D’Albertis.
In collezione si conservano altri 3 esemplari con gli stessi dati, ma
essi non appartengono alla serie tipica, in quanto sono stati esaminati
dagli Autori solo in epoca posteriore alla pubblicazione della nuova
specie.
sus Bell et Bell, 1982 (Omoglymmuus (s. str.) )
Quaest. ent., Edmonton, 18, (1-4): 248
Holotypus g e 3 Paratypi (1d e 299): Nuova Guinea, Katau,
L.M. D'Albertis.
Paratypus 9: Nuova Guinea, Fly River, 1876-77, L.M. D’Albertis.
Gli esemplari di Katau sono quelli citati da GRouveLLE 1903:
115 come « Rhysodes capito Grouv. ».
APPENDICE SU ALCUNI DEI MATERIALI TOPOTIPICI.
divergens Bell et Bell, 1979 (Grouvellina)
Quaest. ent., Edmonton, 15, (4): 421
2 29: Madagascar, Diego Suarez, VII.1893, Ch. Alluaud, dedit
[A.] Grouvelle 1901 (n. 6883 sched.).
I due individui in questione non possono essere considerati come
‘appartenenti alla serie tipica (pur avendo etichette simili a quelle di
alcuni paratypi) perché sono stati identificati dagli Autori in epoca
posteriore alla descrizione.
spissicornis Fairmaire, 1895 (Rhyzodiastes)
_ Annales Soc. ent. Belgique, Bruxelles, 39, (1): 11
1g: Poulo Pinang, A. Raffray, [dedit A. Grouvelle, 1895] (n.
6892 sched.).
Tale individuo, ricevuto da Grouvelle con la dicitura « comparée
au type», potrebbe forse essere considerato Paralectotypus, visto che
BeLL et BELL 1985: 45 hanno designato come Lectotypus (Mus. Parigi)
un esemplare con identici dati di località e raccoglitore. C’é peraltro
da osservare che l’unica località citata da Fairmaire nella descrizione
originale è Singapore e non Poulo Pinang.
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI 465
PAUSSIDAE
Alla famiglia sono oggi attribuite circa 500 entita; nelle collezioni
del Museo di Genova ne sono rappresentate oltre 130, 33 delle quali
comprendenti materiale tipico.
La raccolta fu impostata e fortemente incrementata ad opera del
Prof. R. Gestro, il quale descrisse la maggior parte delle specie elencate
qui di seguito.
aldrovandii Gestro, 1901 (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2, 20 (= 40): 824
Syntypus: Natal, Acq. E. Deyr. (= acquistato presso E. Deyrolle)
[nel] 1870 (n. 6234 sched.).
Nella descrizione originale si indica genericamente che la specie
«abita il Capo di Buona Speranza ».
andreinii Gestro, 1909 (Paussus)
Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 41: 261
Holotypus 9: [Eritrea], Adi Ugri, [2000 m], VIII.1901, Dr. [A.]
Andreini [dono Mus. Firenze] (n. 8305 sched.).
La specie è stata posta in sinonimia di Paussus thomsoni Reiche
(NaceL 1977: 45).
antinorii Gestro, 1881 (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, 16: 658
Holotypus g: [Etiopia], Scioa, Arramba, IX.1877, [O.] Antinori
(n. 3162 sched.).
bakeri Heller, 1914 (Protopaussus)
Wien. ent. Zeit., Wien, 33: 203
Syntypus: [Is. Filippine], Luzon, Mt. Makiling, [C.F.] Baker
[Dono C.F. Baker, 1917].
bayoni Gestro, 1910b (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 3,4 (= 44): 552 (bayonit)
Holotypus g: Uganda, Massindi, VI.1910, E. Bayon (n. 8229 sched.).
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 30
466 R. POGGI
blanchardi Raffray, 1882 (Hylotorus)
Annales Soc. ent. France, Paris, ser. 6,2, Bull.: XLVIII
Syntypus: Abissinia, coll. Raffray, dedit [R.] Oberthiir (n. 6233
sched.).
borneensis Gestro, 1919 (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, ser. 3,8 (= 48): 274
Holotypus: Borneo, Sandakan, [C.F.] Baker, 9958 [Dono C.F.
Baker, 1919].
bottegi Gestro, 1895 (Pentaplatarthus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2, 15 (= 35): 298
Holotypus: [Etiopia], Fra Uebi Scebeli e Ueb, 17.XI.1893, [V.]
Bottego (n. 6216 sched.).
L’Ueb è il fiume che Boéttego battezzò poi « Uebi Gestro »; nella
descrizione originale si precisa che l'esemplare è stato raccolto presso 1
Pozzi Audo.
brevicornis Wasmann, 1904 (Paussus)
Notes Leyden Mus., 25:33 e 50 (come ssp. di sesquisulcatus Wasm.)
5 Syntypi: [India], Chota-Nagpore, Barway, R.P. Cardon, VI.
1897, [ex coll. Oberthtir, dedit R. Oberthtr 1901] (n. 6579 sched.).
cardoni Gestro, 1901 (Pleuropterus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2,20 (= 40): 822 (cardoniî)
Syntypus: [Bengala], Mandar, [18]91, [R.]P. Cardon, dedit Se-
verin [18]93 (n. 6213 sched.).
Secondo Janssens 1953 il corretto nome per il genere sarebbe
Heteropaussus ‘Thomson.
caroli Reichensperger, 1913 (Hylotorus)
Zool. Jahrb., Syst., Jena, 35: 194
2 Syntypi: Abessinia, Bisa-Timò, [1912, leg. Kristensen], mis.
(= misit) [A.] Reichensperger 1912 e Abessinia, Gebel Hakim, [1912,
leg. Kristensen], mis. [A.] Reichensperger 1912.
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI 467
catoxanthus Gestro, 1923a (Paussus)
Boll. Soc. ent. ital., Genova, 55, (1): 5
Holotypus: [Is. Filippine, Luzon], Baguio, Benguet, [C.F.] Baker
[dono C.F. Baker, 1922).
citernii Gestro, 1912 (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 3,5 (= 45): 458
Holotypus: [Somalia, territorio dei] Rahanuin, X-XI.1911, C. Ci-
terni.
comotti Gestro, 1882 (Platyrhopalus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, 18: 311
Holotypus: Birmania, Minhla, [18]81, [G.B.] Comotto (n. 3148
sched.).
crenaticornis Raffray, 1886 (Paussus)
Nouv. Arch. Mus. Hist. nat., Paris, ser. 2, 9: 30 (figg.: ibid., 8, 1885: passim)
Syntypus 9: Abissinia, [A.] Raffray, dedit [R.] Oberthiir (n. 6225
sched.).
cridae Gestro, 1917a (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, ser. 3,7 (= 47): 355
Holotypus: Congo Belga, Kasai, 1913, A. Crida.
Paratypus: Congo Belga, N’Tumba Mani, Kwango, dedit [A.]
D’Orchymont, 1916.
dama H. Dohrn, 1890 (Paussus)
Stett. ent. Zeit., Stettin, 51, (1-3): 1
Syntypus: Madagasc[ar], [Antananarivo, leg. Sikora], dedit H.
Dohrn 1899 (n. 6219 sched.).
feae Gestro, 1902 (Arthropterus)
Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 34: 33
4 Syntypi: Is. Principe, [Piantagione] Inf[ante] D[on] Henrique,
IV.1901, L. Fea (n. 7210 sched.).
La specie è attualmente attribuita al genere Carabidomemnus Kolbe.
468 R. POGGI
feae Gestro, 1892 (Protopaussus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2,12 (= 32): 707
Holotypus: [Birmania], Carin Cheba, 900-1100 m, V-XII.[18]88,
L. Fea (n. 6238 sched.).
L’entita costituisce la specie tipo del genere Protopaussus Gestro.
globiceps Reichensperger, 1913 (Paussus)
Zool. Jahrb., Syst., Jena, 35: 188
7 Syntypi: [Etiopia], Harrar, 1912, [legit et] dedit Kristensen.
henningsi Reichensperger, 1929 (Paussus)
Zool. Anz., Leipzig, 82: 266
Paratypus (?): Tanganyka Terr., Ngerengere.
L’esemplare, donato al Museo di Genova da Reichensperger, è
etichettato « Paratypus » dall’autore, ma dubito che possa essere consi-
derato come tale, poiché la località di Ngerengere non è espressamente
citata nella descrizione originale.
kristenseni Reichensperger, 1913 (Paussus)
Zool. Jahrb., Syst., Jena, 35: 187
5 Syntypi: [Etiopia], Harrar, 1912, [legit et] dedit Kristensen.
magrettii Gestro, 1923b (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 51:35
Holotypus 9: [Sudan], Kassala, l. F. Fatigati, Colle P. Magretti,
[Dono P. Magretti] (n. 6580 sched.).
NaGEL 1977:45 considera questa specie un sinonimo di Paussus
thomsoni Reiche.
oberthueri Gestro, 1901 (Ceratoderus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2, 20 (= 40): 823 (oberthurit)
Syntypus: [India], Bombay, [Ex Musaeo Fred. Moore], dedit [R.]
Oberthir, 1901 (n. 6576 sched.).
pandamanus Wasmann, 1904 (Paussus)
Notes Leyden Mus., 25:42 e 64
5 Syntypi: Java, M.ts Kawie, 1898, J.B. Ledru [dedit R. Oberthir,
1905] (n. 7218 sched.).
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI 469
patrizii Gestro, 1923b (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 51: 31
Holotypus g: [Somalia], Giuba, Margherita, IV.[19]20, [F.S.] Pa-
trizi.
paussoides Wasmann, 1904 (Platyrhopalus)
Notes Leyden Mus., 25: 20
6 Syntypi: [Bhutan], British Bootang, 1898, L. Durel (1 es.);
British Bootang, Maria Basti, L. Durel (4 es.); British Bootang, Maria
Basti, 1899 (1 es.) [tutti ex coll. R. Oberthtir] (n. 6587 sched.).
planicollis Raffray, 1886 (Paussus)
Nouv. Arch. Mus. Hist. nat., Paris, ser. 2,9: 16 (figg.: ibid., 8, 1885, passim)
Syntypus: Abissinia, coll. [A.] Raffray, dedit [R.] Oberthiir (n.
6223 sched.).
saverii Gestro, 1923b (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 51: 33
Holotypus 9: Africa Or. Ingl., Guaso Njero Nord (= bacino set-
tentrionale del fiume Gwasso-Njiro), 2.1.[19]20, [F.S.] Patrizi.
Secondo NageL 1977:50 l’entità deve considerarsi sinonimo di
Paussus spinicola Wasmann.
somaliae Reichensperger, 1953 (Paussus ( Katapaussus) )
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 66: 161
Holotypus g: [Somalia], Piana di Gelib sul Giuba, IX.[19]23,
[F.S.] Patrizi.
Nella descrizione originale si citano solo questo esemplare (holo-
typus g) e un altro individuo del Museo di Firenze (Somalia, 1924,
Stefanini e Puccioni, allotypus 9). Reichensperger ha peraltro etichet-
tato come « cotypi» e « paratypi » i seguenti esemplari:
— Somalia, Afgoi, 29.XI.[1]913, G. Paoli (1 3 « cotype »);
— Somalia It[aliana], Giuba, Belet Amin, VII.1934, [F.S.] Patrizi (2 gg
« paratypes »);
— Somalia, Basso Giuba, VIII.[19]34, [F.S.] Patrizi (1 9 « paratype »).
Questi individui non si possono pero considerare come apparte-
nenti alla serie tipica perché non citati dall’Autore all’atto della descri-
zione.
470 R. POGGI
spinolae Gestro, 1901 (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2, 20 (= 40): 824
2 Syntypi: Abissinia, pr[esso] Adoa, [A.] Raffray (n. 6586 sched.).
tagalicus Gestro, 1917b (Paussus)
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, ser. 3,8 (= 48): 5
Holotypus: [Is. Filippine], Luzon, Mt. Makiling, [C.F.] Baker,
7654 [Dono C.F. Baker, 1917].
taprobanensis Gestro, 1901 (Pleuropterus)
Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2, 20 (= 40): 821
Syntypus: Ceylan, e Mus[aeo A.] Raffray [dedit R. Oberthiir,
1901] (n. 6574 sched.).
Il genere di appartenenza è attualmente indicato col nome Hetero-
paussus "Thomson.
APPENDICE SU ALCUNI DEI MATERIALI TOPOTIPICI.
Non si intende fornire in questa sede l’elenco completo di tutti i
materiali topotipici presenti in collezione, ma soltanto citare alcuni
esemplari i cui dati di raccolta (relativi a località e raccoglitore) coinci-
dono perfettamente con quelli citati nelle diagnosi originali delle singole
specie, pur non appartenendo alle serie tipiche (che talvolta anzi sono
costituite dai soli olotipi). Si tratta probabilmente di duplicati dei primi
materiali inviati agli specialisti; essi sono al momento privi di valore
nomenclatoriale, ma potrebbero essere utilizzati nel malaugurato caso di
smarrimento o distruzione dei tipi autentici.
alluaudi Kolbe, 1926 (Cerapterus)
Ent. Blatt., Berlin, 22, (3): 127 (come ssp. di smithi Mac Leay)
1 es.: Afrique Or.le Anglaise, Pori de Séringhéti (de Bura à Ta-
véta), I-IV.1904, Ch. Alluaud [Ricevuto da Alluaud nel 1925 come
«Cerapterus Alluaudi Kolbe in litt. »].
drescheri Reichensperger, 1935 (Cerapterus (Euthysoma) )
Ent. Blatt., Krefeld, 31, (1): 4
1 es.: Java, Batoerraden, G. Slamet, III.1931, F.C. Drescher,
dono Dr. M.A. Lieftinck, XI.1959.
CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI 471
kannegietert Wasmann, 1896 (Paussus)
Notes Leyden Mus., 18: 67
1 es.: Java occ., Toegoe, dedit [C.] Ritsema 1896.
5 es.: Java occ., Toegoe, J.D. Pasteur, dedit [R.] Oberthir 1901.
madurensis Wasmann, 1913 (Paussus)
Ent. Mitt., Berlin-Dahlem, 2, (12): 381
1 es.: [India], Shembaganur, Madura, [leg. R.P. du Breuil, rice-
vuto da F. de] Moffarts 1905 (n. 8228 sched.).
ritsemae Wasmann, 1896 (Paussus)
Notes Leyden Mus., 18: 69
1 es.: Java occ., Toegoe, dedit [C.] Ritsema 1896 (n. 6230 sched.).
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79 figg.
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15, (4): 377-446, 114 figg.
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glymmius Ganglbauer (Coleoptera: Carabidae or Rhysodidae) and substitutions
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237 figg.
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diastes Fairmaire and Clinidium Kirby, with new species in other genera (Co-
leoptera: Carabidae or Rhysodidae) - Quaest. ent., Edmonton, 21, (1): 1-172,
234 figg.
472 R. POGGI
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Dourn H., 1890 - Zwei neue Paussiden - Stett. ent. Zeit., Stettin, 51, (1-3): 1-2.
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nali Mus. civ. St. nat. Genova, 16: 658-664.
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motto - Annali Mus. civ. St. nat. Genova, 18: 297-317, 4 figg.
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sui Paussidi - Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2, 12 (= 32): 705-709, 1 fig.
— —, 1895 - Esplorazione del Giuba e dei suoi affluenti compiuta dal Cap. V. Bot-
tego durante gli anni 1892-93 sotto gli auspicii della Società Geografica Italiana.
Risultati zoologici. XVI. Coleotteri - Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 2,
15 (= 35): 247-478, 28 figg., 2 tabb.
— —, 1901 - Catalogo sistematico dei Paussidi - Annali Mus. civ. St. nat. Genova,
ser. 2, 20 (= 40): 811-850, 5 figg.
— —, 1902 - Frammenti entomologici - Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 34: 33-49.
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— —, 1910a - Coleopterorum Catalogus auspiciis et auxilio W. Junk editus a S.
Schenkling. Pars 5: Cupedidae, Paussidae - Ed. W. Junk, Berlin, 31 pp.
— —, 1910b - Collezioni zoologiche fatte nell’? Uganda dal Dott. E. Bayon. IX. Ap-
punti sui Paussidi - Annali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 3, 4 (= 44): 550-553.
— —, 1912 - Missione per la frontiera italo-etiopica sotto il comando del Capitano
Carlo Citerni. Risultati zoologici. Nuova specie di Paussus della Somalia. - An-
nali Mus. civ. St. nat. Genova, ser. 3, 5 (= 45): 457-460, 1 fig.
— —, 1917a - Alcune osservazioni intorno ai Paussidi - Annali Mus. civ. St. nat.
G. Doria, Genova, ser. 3, 7 (= 47): 355-359.
— —, 1917b - Sui Paussidi delle Isole Filippine - Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria,
Genova, ser. 3, 8 (= 48): 5-8, 1 fig.
— —, 1919 - Contribuzione allo studio degli insetti mirmecofili - Annali Mus. civ.
St. nat. G. Doria, Genova, ser. 3, 8 (= 48): 270-276, 3 figg.
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— —, 1923b - Paussidi raccolti nell’Africa orientale dal Marchese Saverio Patrizi -
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 51: 31-37, 1 fig.
HELLER K.M., 1914 - Eine dritte Protopaussus-Art - Wien. ent. Zeit., Wien, 33, (5-6):
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Janssens E., 1953 - Coleopterorum Catalogus. Supplementa edita a W.D. Hincks.
Pars 5 (Editio secunda): Cupesidae, Paussidae - Ed. W. Junk, ’s-Gravenhage:
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CATALOGO TIPI DI COLEOTTERI 473
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tavv., 13 cartine.
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Hist., Pauss.) - Zool. Anz., Leipzig, 82: 257-268, 5 figg.
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javanische Paussiden - Ent. Blétt., Krefeld, 31, (1): 1-11, 7 figg.
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— —, 1904 - Neue Beitrige zur Kenntniss der Paussiden, mit biologischen und
phylogenetischen Bemerkungen - Notes Leyden Mus., 25: 1-82, 1 fig., 6 tavv.
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geschichte der Paussiden (Col.) - Ent. Mitt., Berlin-Dahlem, 2, (12): 381-383.
RIASSUNTO
Con questo primo contributo si dà inizio alla compilazione del catalogo dei tipi
dei Coleotteri conservati nelle collezioni del Museo di Genova, trattando le famiglie
Cupedidae (1 tipo), Rhysodidae (24 tipi) e Paussidae (33 tipi).
Con l’occasione sono designati i lectotipi di Clinidium beccarii Grouvelle, 1903
e di Rhyzodiastes fairmairei Grouvelle, 1895 (Rhysodidae).
SUMMARY
CATALOGUE OF COLEOPTERA TYPES KEPT IN THE Museo Civico DI STORIA NATURALE
« G. Doria », Genoa. I. CUPEDIDAE, RHYSODIDAE, PAUSSIDAE.
The Author lists the types preserved in Genoa Museum and relative to the fami-
lies Cupedidae (1 type), Rhysodidae (24 types) and Paussidae (33 types).
For each family the types are listed in alphabetical order for species, with indi-
cation of the genera in which they were included in the original descriptions.
The lectotypes of Clinidium beccarii Grouvelle, 1903 and Rhyzodiastes fairmairet
Grouvelle, 1895 (Rhysodidae) are also designated.
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475
Res LIGUSTICAE
CCXVIII
Livio TAMANINI *
PLATYCRANUS (GENISTOCAPSUS) CONCII N. SP.,
DI LIGURIA, DA GENISTA SALZMANNII DC.
(HETEROPTERA MIRIDAE)
Platycranus (Genistocapsus) concii n.sp.
Miride verde unicolore assai vicino a Platycranus (Genistocapsus)
longicornis Wagner ed a P.(G.) metriorrhynchus Reuter.
Corpo a lati paralleli sia nel maschio che nella femmina; questa
in qualche esemplare tende ad assumere una forma leggermente ovale.
Capo con occhi a contatto con il margine anteriore del pronoto e
sporgenti lateralmente; la sua maggiore larghezza è uguale o di poco
inferiore a quella del pronoto. Rostro, dalla base, gradatamente assotti-
gliato e proteso fino alle coxe medie. Antenne sottili, in modo parti-
colare i due ultimi articoli; primo articolo più robusto dei seguenti e
lungo meno di 1/3 del secondo, questo pressoché uguale al terzo o,
talora, leggermente più lungo.
Pronoto trapezoide con margini laterali diritti; la metà anteriore è
occupata da distinti calli, staccati dalla metà posteriore da un leggero
solco. Margine posteriore del pronoto proteso sulla base dello scutello
e delle emielitre; rimane scoperto solo l’angolo esterno di queste.
Zampe posteriori con femori moderatamente ingrossati, a lati pres-
soché paralleli; la loro lunghezza è distintamente inferiore a quella delle
tibie; tarsi posteriori lunghi circa 1/4 della tibia ed in modo diverso nei
due sessi (secondo le misurazioni condotte su alcuni esemplari, nei ma-
schi il rapporto tibia-tarsi è 4,73 e nelle femmine 3,85 (fig. 1) ).
* Musei Civici Rovereto, sez. Arch. St. Sc. nat., via Calcinari 8, 38068 Rovereto (Trento)
476 L. TAMANINI
Platycranus concii n. sp. 3: 1 - tarsi posteriori; 2 - capsula genitale da sopra; 3 - pa-
ramero di sinistra da sopra, libero nel preparato; 4 - paramero di destra da sopra,
sulla capsula; 5 - lo stesso paramero libero nel preparato. P. metriorrhynchus Reut. 3:
6 - paramero di destra nella stessa posizione di fig. 5. P. concii n. sp. 9: 7 - parte
distale della valvula esterna; 8 - parte distale della valvula interna. P. metriorrhynchus
Reut. 9: 9 - parte distale della valvula esterna; 10 - parte distale della valvula interna.
PLATYCRANUS CONCII N. SP. 477
Colore del corpo, negli esemplari vivi, uniformemente verde chiaro;
tendono al bruno i due ultimi articoli delle antenne, l’ultimo articolo
del rostro, la membrana delle emielitre e l’ultimo articolo dei tarsi;
le unghie sono nere e spesso anche la parte terminale del tarso. Con
l’essiccazione il verde prende una tinta giallo-paglia.
I peli sono bianco-gialli, i maggiori (in modo particolare del capo)
hanno un leggero riflesso argenteo; leggermente più gialli sono i peli
maggiori delle tibie posteriori. I micropeli delle zampe e dell’addome
sono adagiati, tutti gli altri semieretti. Sono particolarmente lunghi
(quanto il diametro del 1° articolo delle antenne) quelli del capo, i la-
terali del pronoto e delle emielitre; alcuni peli lunghi sono sparsi anche
sulle regioni inferiori, in modo particolare sull’addome e sui femori.
Genitali. La capsula genitale del maschio non presenta apofisi sul-
l’apertura posteriore (fig. 2). Il paramero di destra (fig. 4) visto da sopra
ha la forma di un triangolo ottusangolo ed è privo di peli; presso la
base ha un gruppo di 12-14 noduli, la parte distale è curvata legger-
mente verso l’alto. Il paramero di sinistra (fig. 3), visto da sopra nella
posizione di riposo sulla capsula, ha la parte distale contorta e curvata
in avanti; staccato dalla capsula e libero nel preparato si presenta come
nella fig. 5; sul corpo del paramero (corpus parameri) vi sono una de-
cina di lunghi peli robusti, mentre sulla parte distale vi sono solo alcuni
micropeli visibili con forti ingrandimenti (oltre 600 x).
L’ovopositore è lungo quanto la metà dell'addome, ha le valvule
interne con una robusta seghettatura nel quarto distale (fig. 8); le val-
vule esterne hanno sui tratti lisci dei micropeli sparsi come in fig. 7.
Dimensioni, in mm:
maschi femmine olotipo allotipo
Lunghezza corpo 4.27-4.70 3.72-4.12 4.62 3.77
Larghezza capo 0.86-0.90 0.90-0.94 0.88 0.90
Lunghezza antenne 3.41-3.76 3.09-3.56 3.78 3.17
1° art. antenne 0.39-0.43 0.39-0.43 0.47 0.43
DO » 1.33-1.41 1.21-1.37 1.45 1.25
30» » 1.33-1.45 0.98-1.25 1.37 0.98
49 » » 0.39-0.47 0.51-0.51 0.39 0.51
Lunghezza emielitre 3.41-3.72 2.78-3.25 3.68 2.82
Larghezza emielitre 1.09-1.21 1.09-1.23 1.11 1.10
Lunghezza pronoto 0.51-0.55 0.47-0.51 0.51 0.49
Larghezza pronoto 0.94-1.01 0.94-0.98 0.94 0.98
Zampe posteriori: tibie 1.96-2.18 1.80-2.04 2.18 1.92
» » tarsi 0.51-0.54 0.43-0.50 0.54 0.51
478 L. TAMANINI
Rapporti:
I rapporti sono calcolati sulle dimensioni date dalla lettura dell’ocu-
lare e non su quelle sopra indicate, per evitare gli arrotondamenti.
maschi femmine olotipo allotipo
Lunghezza corpo: largh. capo 4.95-5.21 4.13-4.37 DI 4.17
» » » pronoto 4.54-4.61 3.95-4.20 4.91 3.84
Larghezza fronte: largh. occhio 2.40-2.50 4.38-5.05 2.43 3.11
Lunghezza 1° art. antenne: largh. capo 0.45-0.47 0.43-0.45 0.53 0.47
Largh. 1° art. antenne: largh. fronte 0.83-0.85 0.80-0.75 0.96 0.78
» 2° » » » » 2.83-2.81 2.48-2.41 2.98 2.28
» DOD » » pronoto 1.41-1.38 1.32-1.40 1.54 1.28
Materiale esaminato: 9g3 e 8 99 raccolti il 18.VI.1985 e 19 gg
e 9 99 raccolti il 30.VII.1986 dal Prof. Cesare Conci su Genista salz-
mannit DC. (Leguminosae) al Passo del Bocco, m 900, Borzonasca (Pro-
vincia Genova, Liguria). Olotipo, allotipo e 3 paratipi sono nella col-
lezione del Museo Civico di Storia Naturale « G. Doria» di Genova,
altri paratipi sono nelle collezioni del Museo Civico di Storia Naturale
di Milano e di Tamanini, Rovereto.
OSSERVAZIONI.
La nuova specie va inserita nel gruppo delle entità di Platycranus
(Subg. Genistocapsus Wagner) di colore verde e con antenne più lunghe
che nelle congeneri /ongicornis Wagner e metriorrhynchus Reuter. La
prima è legata alla Gemsta purgans (L.) DC. (ora Cytisus purgans (L.)
Boiss) dei Pirenei (m 1600-2000), mentre la seconda ha un’ampia di-
stribuzione nell'Europa meridionale dai Pirenei ai Balcani e vive sulla
Genista radiata Scop. La presenza della nuova specie in giugno ci fa
ritenere sverni allo stato di uovo come le altre due entità citate.
I rapporti tra fronte e occhio e fra gli articoli delle antenne e il
capo sono molto vicini in tutte e tre le specie: più differenziate sono le
lunghezze totali del corpo, in modo particolare tra i maschi; nel metrior-
rhynchus mm 5.1-5.37, nel longicornis mm 5.55-6.0 e nella n. sp. mm
4.27-4.70. Più importante e più evidente è la differenza di forma dei
parameri, in modo particolare del destro (figg. 4-6). Nella femmina della
n. sp. la valvula esterna è provvista di piccoli peli, che mancano nelle
altre specie (fig. 9).
PLATYCRANUS CONCII N. SP. 479
BIBLIOGRAFIA CITATA
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RIASSUNTO
Platycranus (Genistocapsus) concit n. sp. è molto vicina a P. (G.) metriorrhynchus
Reuter, da cui si differenzia per le dimensioni minori e la forma dei parameri e delle
valvule esterne dell’ovopositore (vedansi figure). E stata raccolta da C. Conci in Li-
guria, provincia di Genova, Comune di Borzonasca, Passo del Bocco, m 900, in 28 Sg
e 17 99 il 18.VI.1985 ed il 30.VII.1986, sulla Leguminosa Genista salzmannii DC.,
endemismo dell’ Appennino ligure orientale, Is. Elba, Sardegna e Corsica.
ABSTRACT
Platycranus (Genistocapsus) conciî n.sp., host plant Genista salzmannii DC., from
Liguria (Heteroptera Miridae).
This n. sp. is very like P. (G.) metriorrhynchus Reuter; it differs for smaller di-
mensions, form of the parameres and of the external valvulae of the ovopositor (see
figures). P. concîî was collected by C. Conci in Liguria, province of Genova, Commune
of Borzonasca, Passo del Bocco, m 900, 28 gg, 17 99; host plant Genista salzmannii
DC., family Leguminosae, an endemic plant of the Eastern Ligurian Apennines, Elba
Island, Sardinia and Corsica.
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481
G.K. SRIVASTAVA
Zoological Survey of India, Calcutta
STUDIES ON SOME BORMANS’S MATERIALS
OF DERMAPTERA (INSECTA)
INTRODUCTION
Present study is based on 38 specimens determined by Bormans
and preserved in the Museo Civico di Storia Naturale « Giacomo
Doria », Genova, Italy. It includes ‘Types’ of seven species viz., Psa-
lidophora angusticollis; Platylabia fallax, a synonym of Chaetospania
nigriceps (Kirby); Lobophora doriae Bormans, a synonym of Chelisochella
superba (Dohrn); Chelisoches elegans; Chelisoches variopictus ; Opistho-
cosmia beccari and Opisthocosmia lugens.
Altogether 18 species, excluding 1 sp. determined up to generic
level, since represented by a 9, are recognised. Of these two species,
namely Chaetospania modighanu and Chaetospania beccari are described
as new. Besides it is proposed to synonymize Psalis lefroyi Burr under
Nannopygia dohrm Kirby and Opisthocosnua aesculapius Burr under
Opisthocosmia lugens Bormans and place Chelisoches elegans Bormans
under the genus Adzathetus Burr. Lectotype and paralectotypes are
designated for O. lugens, recording intraspecific variations.
It is observed that Types 1g, 1% of Lobophora doriae Bormans,
a synonym of Chelisochella superba (Dohrn) do not possess carina along
the costal margin. In the light of above some changes in taxonomic
placement of this species would be desirable which require further
investigation.
Following list will provide the details, at a glance, of determinations
made as a result of present investigation, as well as by Bormans.
Present identiticatio;ng Det. by Bormans
Family: CARCINOPHORIDAE
Subfamily: CARCINOPHORINAE
Paralabis dohrni (Kirby) = Labidura femoralis Dohrn - 2 ex.
(= Psalis lefroyi Burr Syn. n.)
Epilandex burri Borelli = Labidura femoralis Dohrn - 1 ex.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 31
482 G.K. SRIVASTAVA
Family: LABIIDAE
Subfamily: NESOGASTRINAE
Nesogaster amoenus (Stal) =
Labia amoena (Stal) - 1 ex.
Subfamily: SPARATTINAE
Auchenomus angusticollis (Dubrony) =
Subfamily:
Chaetospania nigriceps (Kirby) =
Chaetospania modighani sp. n., 13 =
Chaetospania thoracica (Dohrn) =
Chaetospania beccarii sp. n., 13 =
Chaetospania sp. - 1 9 =
Labia curvicauda (Motschulsky) =
Psalidophora angusticollis Dubrony
Type 2 (nec 3)
LABIINAE
Platylabia fallax Bormans
Types 13,192
Platylabia fallax Bormans - 1g
Platylabia fallax Bormans - 1 3;
Platylabia dimitata Dohrn - 1 £
Platylabia thoracica Dohrn - 1 9
Platylabia thoracica Dohrn - 1g,
Isole Aru
Platylabia dimidiata Dohrn - 1g
Subfamily: IRDEXINAE
Irdex nitidipennis (Bormans) =
Sphingolabis arachidis Yersin
(= wallacei Dohrn) - 19
Subfamily: SPONGIPHORINAE
Marava arachidis (Yersin) =
Sphingolabis arachidis Yersin
(= wallacei Dohrn) - 13
Family: CHELISOCHIDAE
Subfamily: CHELISOCHELLINAE
Chelisochella superba (Dohrn) =
Lobophora doriae Bormans
Types 143,12
Subfamily: CHELISOCHINAE
| Adiathetus elegans (Bormans) comb. n. =
Chelisoches morio (F) =
Chelisoches brevipennis (Borelli) =
Proreus variopictus (Bormans) =
Chelisoches elegans Bormans sp. nova
Type gd
Lobophora morio (F) - 13 exs.
Lobophora morto (F) - 1 ex.
Chelisoches variopictus Bormans sp. nova
Type gd
Family: FORFICULIDAE
Subfamily: OPISTHOCOSMIINAE
Narberia beccarii (Bormans) =
Timomenus lugens (Bormans) =
(= Opisthocosmia aesculapius Burr
- Syn. n.)
Lectotype g, Paralectotypes 1g, 1 9.
Opisthocosmia beccarii Bormans sp. nova
Type 3
Opisthocomia lugens Bormans sp. nova
Types 23d,1Qand1¢
DERMAPTERA 483
Figs. 1-5. Paralabis dohrni (Kirby), 3, 1: dorsal view; 2: posterior margin of penul-
timate sternite; 3: genitalia. Epilandex burri (Borelli), 5, 4: penultimate sternite and
forceps; 5: genitalia.
484 G.K. SRIVASTAVA
Family CARCINOPHORIDAE
Subfamily CARCINOPHORINAE
Paralabis dohrni (Kirby) (Figs. 1-3)
Nannopygia dohrni Kirby, 1891, J. Linn. Soc. (zool.), 23: 508 (9; Ceylon - Type in
British Museum (Natural History, London); Bormans, 1900, Das Tierreich, 11:11.
Labidura femoralis, Dubrony (néc Dohrn), 1879, Annali Mus. civ. St. nat. Genova,
14: 353.
Carcinophora caeruleipennis Bormans, 1900, Das Tierreich, 11: 40.
Carcinophora dohrni; Burr, 1901, J. Bombay nat. Hist. Soc., 14: 328, pl. B, Fig. 20
(4, 9, Description); Brindle, 1971, Ent. Scand. Suppl., 1: 219.
Psalis dohrni Burr, 1910, Fauna Brit. India, Dermaptera: 76, pl. 3, fig. 19; Burr, 1911,
Genera Insect., 122: 74; Burr, 1912, Annln naturh. Mus. Wien, 26: 74; Burr, 1913,
Rec. Indian Mus., 8 (2): 138; Burr, 1914, Rec. Indian Mus., 10: 287.
Anisolabis brunneri ? Burr (néc Dohrn), 1906, J. Asiat. Soc. Beng. (N.S.), 2 (4): 389
(2 néc g, Purneah, Dist. N. Bengal (now in Bihar) ).
Psalis lefroyi Burr, 1910, Fauna Brit. India, Dermaptera: 77, pl. 3, fig. 20, 2 (not
3d), Bombay, Mahim «feeding on plaintain roots » Pusa Bengal; type 2 in British
Museum (Natural History, London) - Syn. n.
Paralabis lefroyi; Srivastava, 1971, Entomologist Rec. J. Var., 83: 206, figs. A-C (¢
genitalia); Srivastava, 1976, Rec. zool. Surv. India, Occ. Pap., 2: 23.
Paralabis antennatus Ramamurthi, 1973, Zool. Anz., 5/6: 441, figs. 11-13 (15, 3 99,
1 nymph, Tamil Nadu, Kaller - types with the author).
Material examined - 1) 1g labelled as: 1) Galle Ceylan,
XII.74, D'Albertis; ii) Labidura femoralis (Dohrn) var. sans ailes,
Forcinella? - a handwritten label by Bormans; iii) Labidura femoralis
Dohrn teste A. Dubrony (= De Bormans) - partly printed and partly
handwritten; iv) Museo Civico di Genova; and v) Psalis dohrni Kirby
6 - handwritten label by Borelli; genitalia mounted between two cover-
slips and pinned with the specimen.
2) 13 (hind portion of abdomen missing), bearing same number
of labels as above with identical information, except on label iii) men-
tioned as “Labidura femoralis Dohrn var. sans ailes 3 Dohrn, Ent.
Sie, Ze BZ".
Remarks - The above material undoubtedly belongs to this
species.
Paralabis dohrni (Kirby) and P. lefroyi (Burr), both were described
originally on females and were discriminated from each other by the
shape of hind margin of elytra which does not seem to be a valid cha-
racter. However, Srivastava (in press) tried to separate the two on the
shape and texture of sides of abdominal segments. Even this character
DERMAPTERA 485
does not seem to be constant. For this reason it is proposed to syno-
nymise P. lefroy: (Burr) under P. dohrni (Kirby).
Epilandex burri (Borelli) (Figs. 4-5)
Landex burri Borelli, 1921, Bull. Mus. Hist. nat., Paris, 27: 81 (g, 2; Siam: Bangkok).
Epilandex burri; Hebard, 1923, Mem. Dept. Agric. India, ent. ser., 7: 27.
Epilandex undulata Ramamurthi, 1963, Ann. Mag. nat. Hist., (13) 6: 627 (4, India:
Tamil Nadu, Coimbatore).
Material examined - 1g labelled as: i) Australia, So-
merset, 1.75, L.M. D’Albertis; ii) Labidura femoralis (Dohrn) £ For-
cinella? - handwritten label by Bormans; 11) Labidura femoralis Dohrn-
teste A. Dubrony (= De Bormans) - partly handwritten and partly
printed; iv) Museo Civico di Genova - printed label; v) Landex burri
Borelli var. brachyptera - handwritten by Borelli.
Remarks - The above specimens appear to have been correctly
determined by Borelli. The sides of abdominal segments from Sth to
9th are acute angled posteriorly but carina is present on segments 6th
to 9th only.
Dusrony (1879) has reported this specimen as male in the text
but the ultimate tergite and forceps are figured and labelled as 9.
The above record of the species from Australia does not appear to
have been reported earlier.
Family LABIIDAE
Subfamily NESOGASTRINAE
Nesogaster amoenus (Stal) (Fig. 6)
Forficula amoena Stal, 1855, Ofvers. Vetensk. Akad. Forh. Stock, 12: 350 (9, Java).
Nesogaster amoenus; Burr, Ann. Mag. nat. Hist., (8) 1: 45 & 46.
Material examined —14 labelled as: 1) Borneo Sarawak,
1865-66, coll. G. Doria - printed label; 11) Labia amoena Stal - hand-
written, not by Bormans; iii) Labia amoena (Stal) teste A. Dubrony
(= De Bormans).
Remarks. - The present specimen is winged and the pygi-
dium is slightly longer than broad.
Hincxs (1951) has described in detail the variations occurring in
this species.
486 G.K. SRIVASTAVA
Subfamily SPARATTINAE
Auchenomus angusticollis (Dubrony) (Figs. 7-8)
Psalidophora angusticollis Dubrony, 1879, Annali Mus. civ. St. nat. Genova, 14: 359
(2 néc 6; Sarawak Borneo).
Auchenomus angusticollis; Borelli, 1921, Boll. Musei Zool. Anat. comp. R. Univ. Torino,
35: 6 (6, Sandakan, Borneo).
Material examined -1 4Q, labelled as: 1) Borneo Sarawak,
1865-66, coll. G. Doria - printed label; ii) Psalidophora angusticollis
Dubrony - a handwritten label by Dubrony (= De Bormans); ili) 9 -
handwritten; iv) angusticollis Dubr. - handwritten by Gestro; v) Typus
- a printed label with borders in red.
Figs. 6-8. Nesogaster amoenus (Stal), g. 6: ultimate tergite and forceps. Auchenomus
angusticollis (Dubrony), Type 9. 7: anterior portion of body; 8: ultimate tergite and
forceps.
487
DERMAPTERA
Figs. 9-13. Chaetospania nigriceps (Kirby), g. 9: anterior portion of body; 10: ul-
timate tergite and forceps; 11: posterior margin of penultimate sternite; 12: genita-
lia. 9. 13: ultimate tergite and forceps. (All figs. are drawn from the Syntypes 3, 9
of Platylabia fallax Bormans).
488 G.K. SRIVASTAVA
Remarks - The specimen is in good condition except that fore
and hind legs of the right side and antennae except left basal segment
are missing.
This species was originally described from Borneo is now known
from Philippine Islands also.
Subfamily LABIINAE
Chaetospania nigriceps (Kirby) (Fig. 9-13)
Platylabia nigriceps Kirby, 1891, J. Linn. Soc. (zool.), 23: 518 ($, New Guinea).
Chaetospania nigriceps, Burr, 1911, Genera Insect., 122: 54 (partim).
Platylabia fallax Bormans, 1894, Annali Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 14: 394 (1g,
29; Carin Cheba, 900-1100 m, Mai-Décembre).
Material examined —1) 14 labelled as: i) Carin Cheba,
900-1100 m, L. Fea, V-XII.88 - printed label; 11) Typus - printed
with borders in red; iii) Platylabia fallax 3 sp. nova - handwritten by
Bormans; iv) teste A. De Bormans - printed; v) fallax Borm. - hand-
written by Gestro; genitalia mounted between two coverslips and pinned
with the specimen.
2) 19 labelled as: 1) Carin Cheba, 900-1100, L. Fea, V-XII.88 -
printed label; ii) Typus - printed with borders in red; ii) Platylabia
fallax 9 sp. nova - handwritten by Bormans; iv) Platylabia fallax 9
sp. nova, teste A. De Bormans - partly handwritten and partly printed.
Remarks - The material listed under 1) and 2) are ‘Syntypes’
- of Platylabia fallax described by Bormans which is a synonym of Chae-
tospania nigriceps (Kirby).
Chaetospania nigriceps (Kirby) and C. thoracica (Dohrn) are very
close but both differ by the shape of male pygidium, especially hind
margin and genitalia.
Chaetospania modiglianii sp.n. (Figs. 14-16)
g: General colour brownish black; antennae and mouth parts dark
brown; legs yellowish, femora shaded with black but colour gradually
lighter posteriorly. Build slender, depressed, clad with fine yellow pu-
bescence, longer on forceps.
Head cordiform, about as long as broad, depressed, occiput com-
paratively raised, faint depression present in the centre, obscurely
DERMAPTERA 489
Figs. 14-19. Chaetospania modiglianii sp.n., Holotype 3. 14: dorsal view; 15: py-
gidium enlarged; 16: genitalia. Chaetospania thoracica (Dohrn), 3. 17: ultimate ter-
gite and forceps; 18: genitalia, right paramere missing, 9. 19: ultimate tergite and
forceps.
punctate, sutures obsolete, hind margin feebly sinuate in middle. Eyes
small, about 1/2 as long as the post-ocular length. Antennae partly
broken (right side with 10 and on the left 6 segments remaining), Ist
stout, narrowed apically, slightly shorter than the distance between
490 G.K. SRIVASTAVA
antennal bases; 2nd short, about as iong as broad; 3rd long and slender;
4th about as long as the preceding segment but stouter; 5th onwards
gradually increasing in length, each narrowed at base. Pronotum smooth,
slightly longer than broad, sides deplanate, parallel, hind margin and
angles rounded, median sulcus faintly marked in the anterior half only,
prozona weakly raised, metazona depressed. Elytra and wings well
developed, faintly punctate, clad with long and short pubescence. Legs
typical for the genus. Abdomen almost smooth, moderately convex,
spindle shaped, long pubescence sparse and fine one dense. Penultimate
sternite with hind margin rounded, scarcely emarginate in middle.
Ultimate tergite strongly transverse, gently narrowed posteriorly, hind
margin trisinuate, above the bases of forceps oblique, median suture
faintly marked in middle, the area above the bases of forceps weakly
raised. Pygidium slightly longer than broad, broader and convex at
base, narrowed apically and deplanate, lateral margin feebly convex,
hind margin wavey, in middle slightly turned upwards. Forceps de-
pressed, remote at base, almost straight, incurved in apical 1/3 and tape-
ring, internal margin with dorsal and ventral borders, latter forming a
weak flange and terminating into a sharp, triangular and posteriorly
directed tooth, apices hooked and pointed. Genitalia with parameres
narrowed anteriorly, external margin wavey, virga short and stout.
2: unknown.
Measurements (in mm) of Holotype 3.
Length of body: 5.1; length of forceps: 1.6.
Material examined. — Holotype ¢ labelled as: 1) Su-
matra Si-Rambé, XII.90-III.91, E. Modigliani - a printed label;
11) ¢ 127 = 96 - handwritten; iii) Platylabia fallax de Bormans teste
A. De Bormans - partly printed and partly handwritten; genitalia
mounted between two coverslips and pinned with the specimen.
Remarks — This species comes very close to Chaetospania ni-
griceps (Kirby) but differs by the shape of pygidium being narrower
apically and lateral margin convex (vs almost of uniform width and
lateral margin with a faint tubercle at basal 1/3 in C. nigriceps); forceps
with branches slender and inner flanger weaker (vs stouter and inner
flange more pronounced) and genitalia with parameres narrower, gra-
dually narrowing from base to apex (vs strongly deplanate with tip
pointed).
DERMAPTERA 491
Chaetospania thoracica (Dohrn) (Figs. 17-19)
Platylabia thoracica Dohrn, 1867, Stettin. ent. Zig., 28: 348 (4, 2, Penang [Island,
Strait settlements]; Ceylon).
Chaetospania thoracica; Burr, 1911, Genera Insect., 122: 54.
Material examined - 1) 1g labelled as: i) Sumatra,
Padang, ..... 1890, E. Modigliani - a printed label; ii) 101-96 - hand-
written; iii) Platylabia fallax De Borm. teste A. De Bormans - partly
handwritten and partly printed; genitalia mounted between two cover-
slips and pinned with the specimen.
2) 19 labelled as: 1) Sumatra, Balighe, X.90-III.91, E. Modigliani
- a printed label; 11) Platylabia dimitata Dohrn, teste A. De Bormans -
partly handwritten and partly printed.
Remarks - This specimen is referred here on account of its
male pygidium produced triangularly posteriorly and genitalia with
comparatively narrower parameres than that of C. mgriceps (Kirby).
The @ referred here should be treated with reserve since it is ge-
nerally difficult to place accurately isolated females in Dermaptera.
Chaetospania beccarii sp.n. (Figs. 20-23)
g. General colour yellowish brown, head and antennae somewhat
darker and legs lighter; elytra and wings black. Body covered with
long and short pubescence.
Head about as long as broad, depressed, occiput weakly raised,
smooth, sutures obsolete, hind margin sinuate in middle. Eyes not
prominent, about 1/2 as long as the post-ocular length. Antennae 12-
segmented (right antennae with 11 segments only), Ist stout, strongly
narrowed posteriorly, slightly shorter than the distance between an-
tennal bases; 2nd short, about as long as broad; 3rd cylindrical; 4th
about as long as the preceding, slightly stouter, narrowed basally; 5th
onwards gradually increasing in length and stouter, excepting a few
apical ones thin and shorter. Pronotum about as broad as long, smooth,
anterior margin convex, sides parallel and deplanate, hind margin and
angles rounded, prozona weakly raised, median sulcus faintly marked
in anterior half. Legs typical for the genus, claw without arolium. Elytra
and wings well developed, smooth. Abdomen depressed, smooth, nar-
rowed at base, gradually enlarging posteriorly, lateral tubercles poorly
marked, sides of segments broadly convex. Penultimate sternite broadly
492 G.K. SRIVASTAVA
rounded posteriorly with slight emargination in middle. Ultimate tergite
quadrate, smooth, depressed, along the hind margin in middle with a
series of compressed folds, hind margin trisinuate. Pygidium longer
than broad, broader and convex at base, slightly narrowed apically
with three teeth, of which middle one larger and feebly turned upwards
and lateral one directed ventrally, a little before posterolateral tooth, a
small tubercle present on either side. Forceps with branches almost
straight, tapering apically with tip gently hooked and pointed, internally
trigonal in basal half, ventral border sharp and wavey. Genitalia with
parameres a little over seven times longer than broad, almost of uniform
width, except near apices narrowed with tip pointed and incurved; virga
short, broadly curved.
©: unknown.
Measurements (in mm) of Holotype 3.
Length of body: 4.7; length of forceps: 1.5.
Material examined - Holotype g labelled as: i) Ternate,
Beccari, X.1875; ii) £ - a handwritten label; ii) Platylabia thoracica
Dohrn teste A. Dubrony (= De Bormans) - a partly handwritten and
partly printed; genitalia mounted between two coverslips and pinned
with the specimen.
Remarks - This species (males) comes very close to C. fulvo-
chracea Borelli from Philippine Islands in having almost similar pygidium
but differs in being smaller in size i.e. 62 mm (vs slightly larger in size
‘ 1e. 9.3 mm in C. fulvochracea); pygidium having a small tubercle la-
terally close to posterolateral tooth (vs lacking such tubercle); forceps
with inner flange narrow, extending through the entire length and broadly
wavey (vs internal margin with broader flange extending up to a little
beyond middle and terminated by a sharp, triangular and posteriorly
directed tooth) and genitalia with parameres a little over seven times
longer than its width, almost of uniform width throughout except at
apices narrowed and incurved (vs parameres three times longer than
broad, tapering apically and undulate).
Chaetospania sp. (Fig. 24)
Material examined — 1 Q labelled as: i) Isole Aru, Wo-
kan, O. Beccari, 1873 - a printed label; ii) g - a handwritten label;
ili) Platylabia thoracica Dohrn teste A. Dubrony (= De Bormans).
DERMAPTERA 493
Figs. 20-27. Chaetospania beccarii sp. n., Holotype g. 20: dorsal view; 21: penul-
timate sternite; 22: pygidium enlarged; 23: genitalia. Chaetospania sp., 9. 24: ul-
timate tergite and forceps. Labia curvicauda (Motschulsky), g. 25: posterior margin
of penultimate sternite; 26: 9th, ultimate tergite and forceps; 27: genitalia.
494 G.K. SRIVASTAVA
Remarks - Although it comes close to C. thoracica (Dohrn),
it is slightly larger in size (length of body 9.6 mm and forceps - 2.0 mm)
and stouter in build.
Labia curvicauda (Motschulsky) (Figs. 25-27)
Forficesila curvicauda Motschulsky, 1863, Bull. Soc. nat. Moscou, 36: 2 (6, 2;
Nura Ellia Mountains, Ceylon).
Labia curvicauda; Burr, 1911, Genera Insect., 122: 56.
Material examined —- 1g labelled as: i) N. Guinea
Salvatti, XI.1875, Beccari; ii) Platylabia dimidiata Dohrn, teste A.
Dubrony (= De Bormans) - a partly handwritten and partly printed
label; genitalia mounted between two coverslips and pinned with the
specimen.
Subfamily IRDEXINAE
Irdex nitidipennis (Bormans)
Spongiphora nitidipennis Bormans, 1894, Annali Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 14:
382 (4; Burma).
Irdex nitidipennis; Srivastava, 1985, Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova,
85: 209.
Material examined - 19 labelled as: 1) Sumatra, Si-
Rambé, XII.90-III.91, E. Modigliani; 11) Sphingolabis arachidis Yersin
(= wallacei Dohrn), teste A. De Bormans - partly handwritten and
partly printed.
Remarks - Although it is generally difficult to identify isolated
females in Dermaptera, the above specimen undoubtedly belongs to
this species.
SRIVASTAVA (1985) has discussed in detail the identity of this species.
Marava arachidis (Yersin)
Forficula arachidis Yersin, 1860, Annls. Soc. ent. Fr., (3) 8: 509 (Adventive et
Marseilles, France).
Marava arachidis; Hincks, 1954, Proc. R. ent. Soc. Lond., (8) 23: 162.
Material examined —14 labelled as: 1) Birmania, Ran-
goon, VI.1887, Fea; ii) Sphingolabis arachidis Yersin & = Wallace
Dohrn - a handwritten label by Bormans; iii) Sphingolabis arachidis
Yersin (= wallacei Dohrn), teste A. De Bormans - partly handwritten
and partly printed.
DERMAPTERA 495
Figs. 28-30. Chelisochella superba (Dohrn), 3. 28: dorsal view; 29: genitalia, 9. 30:
ultimate tergite and forceps. (All figs. drawn from the syntypes g, 2 of Chelisoches
doriae Bormans).
496 G.K. SRIVASTAVA
Chelisochella superba (Dohrn) (Figs. 28-30)
Lobophora superba Dohrn, 1865, Stettin. ent. Ztg., 26: 71 (3, 2; in Peninsula Malac-
cana).
Chelisochella superba; Verhoeff, 1902, Zool. Anz., 25 (665): 196; Steinmann, 1979,
Folia Ent. Hung., 32 (1): 163.
Chelisoches doriae Bormans, 1900, Annali Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 20: 463 (6, 9;
Borneo, Sarawak).
Material examined - 1g labelled as: i) Borneo, Sara-
wak, 1865-66, Coll. G. Doria; ii) Lobophora superba 3 - handwritten,
not by Bormans; iii) Lobophora superba Dohrn g, teste A. Dubrony
(= De Bormans) 1879 - partly handwritten and partly printed; iv) Mu-
seo Civico di Genova - printed and v) Syntypus, Chelisoches doriae
n. sp. 1900, teste A. De Bormans - partly handwritten and partly printed;
4 genitalia mounted between two coverslips and pinned with the spe-
cimen.
1 2 with equal number of labels as male above except one additional
label which reads as « 269, Dohrn ».
The original description of the species (DOHRN, 1865) together
with that of Burr (1910) and the description of Chelisoches doriae Bor-
mans, a synonym of this species, appear to be adequate. However, fol-
lowing information will be of much use.
g. Build stout, size large (¢: length - 21 mm, forceps - 12 mm;
9: length - 22 mm, forceps - 13 mm). Head longer than broad, frons
smooth, occiput raised, latter depressed in middle, sutures fine and
hind margin strongly sinuate posteriorly. Antennae with lst segment,
constricted basally, slightly longer than the distance between antennal
bases; 2nd short, about as long and broad; 3rd long and slender; 4th
and 5th subequal, both shorter than 3rd; 5th onwards gradually in-
creasing in length, apical ones thin and rod shaped. Elytra with a purple
metallic sheen, shoulders prominent, costal fold very prominent giving
false impression of a carina. Legs long and slender, tibiae hardly
sulcate above at extreme apex, hind tarsi with lst segment slightly
longer than the 3rd; 2nd extending below the 3rd in a little less than half
the length, clad with golden yellow hairs. Abdomen convex, obscurely
punctulate, lateral fold on 4th strongly and on 3rd comparatively less
marked. Ultimate tergite smooth, with black and brownish vertical
stripes alternating. Pygidium subvertical, convex above, posteriorly
obtuse.
DERMAPTERA 497
Figs. 31-37. Adiathetus elegans (Bormans), Type g. 31: anterior portion of body;
32: hind leg, enlarged; 33: ultimate tergite and forceps; 34: genitalia; 35: penulti-
mate sternite, enlarged. g from Java. 36: dorsal view; 37: a few basal antennal seg-
ments.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 32
498 G.K. SRIVASTAVA
9. Pygidium broader at base, narrowed posteriorly into a broad
tubercle and postero-laterally with a minute point; posterior tumid
elevations of ultimate tergite with a pair of tubercles laterally.
Remarks - In the present materials before me the elytra are
ecarinate. ‘The costal fold is prominent which perhaps might have lead
earlier authors to consider it as a carina.
In the light of above this species comes close to members of genus
Adiathethus Burr, in having the tibiae sulcate above at extreme apex.
Adiathetus elegans (Bormans) comb. n. (Figs. 31-40)
Chelisoches elegans Bormans, 1900, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 20: 464
(14; Mt. Singalang, Sumatra).
Euenkrates elegans var. burri and inermis, Boeseman 1954, Zool. Verh., Leiden,
mile Diz
Material examined - 1g labelled as: 1) Sumatra, Mte.
Singalang, Luglio 1878, O. Beccari; 11) Chelisoches elegans 3 spec. nova
- handwritten by Bormans; ili) teste A. De Bormans - printed; iv) Ty-
pus - printed in red with a red border; v) elegans Borm. - handwritten
by Gestro; genitalia mounted between two coverslips and pinned with
the specimen.
Although Bormans (1900) description of the species is adequate
following additional information will be useful.
Eyes about half as long as the post-ocular length. Basal antennal
_ segment slightly shorter than the distance between antennal bases.
Legs long and slender; femora compressed; tibiae scarcely sulcate above
at extreme apex; hind tarsi with Ist segment about as long as the 3rd;
2nd narrowed apically and extending below the 3rd, clad with golden
yellow hairs. Pygidium broadly emarginate posteriorly, postero-lateral
angles produced into somewhat incurved points. Genitalia with para-
meres narrowed apically, tip pointed; virga thin, tubular and near base
with chitinous plates.
Remarks — The condition of the ‘Type 3 is not very good.
The antennae of both sides excepting right basal two segments and
left basal one and left hind leg, are missing.
The exact taxonomic position of the species was hitherto doubtful
since it has been referred by various authors either in Chelisoches Scudder
or Euenkrates Rehn.
DERMAPTERA 499
Figs. 38-50. Adiathetus elegans (Bormans), g from Java. 38: thoracic sternal plates;
39: genitalia. 2 from Java. 40: ultimate tergite and forceps. Chelisoches morio (F), 3.
41: ultimate tergite and forceps. 9. 42: ultimate tergite and forceps. 5. 43-47: ultimate
tergite and forceps. 9. 48: ultimate tergite and forceps. g. 49: ultimate tergite and for-
ceps; 50. parameres, enlarged.
500 G.K. SRIVASTAVA
The inclusion of the species under Adzathetus seems to be justified
on account of its stout build, long and slender legs with tibiae hardly
sulcate above at extreme apex. Moreover, it shows strong resemblance
with other members of the genus.
SRIVASTAVA (1984) referred 1 3, 1 9 to this species from Java. The
male shows some variations in the shape of pygidium in being feebly
emarginate posteriorly and the forceps are weakly armed internally.
Antennal segments are slender, Ist gently expanded apically and shorter
than the distance between antennal bases; 2nd short, about as long as
broad; 3rd long and slender; 4th and 5th subequal, stouter and both
shorter than the preceding; 6th onwards segments gradually increasing
in length and thinner, but each one narrowed basally.
The female possesses elongated pygidium, about four times longer
than broad, very similar to the other members of the genus.
Chelisoches morio (F.) (Figs. 41-50)
Forficula morio Fabricius, 1775, Syst. Ent.: 270 (Insula) Otaheita maris - Pacifici
(Tahiti).
Material examined - 1) 1g labelled as: 1) Buitenzorg,
G.B. Ferrari, 1875; ii) g, ili) Lobophora morto (F.), teste A. Dubrony
(= De Bormans).
2) 1g labelled as: 1) Borneo, Sarawak, 1865-66, coll. G. Doria;
11) g; ill) Lobophora morto (F.), teste A. Dubrony (= De Bormans)
(Giga):
3) 1% labelled as: 1) Australia, Somerset, L.M. D’Albertis, I.’76,
ii) g; ui) Lobophora morto (F.), teste A. Dubrony (= De Bormans)
(Fig. 42).
4) 1g labelled as: i) Isole Aru, Wokan, O. Beccari, 1873; 11) 9;
111) Lobophora morio (F.), teste A. Dubrony (= De Bormans); genitalia
mounted between two coverslips and pinned with the specimen (Fig. 50).
5) 1g labelled same as No. 4 above except label ‘No. il’ (Fig. 43).
6) 1g labelled as: i) N. Guinea, Hatam, VI.1875, Beccari; ii)
Lobophora morio var. 3 brachylabis - handwritten by Bormans; iii) Lo-
bophora morto (F.) var. brachylabis teste A. Dubrony (= De Bormans) -
partly handwritten and partly printed (Fig. 44).
7) 1g labelled as: i) N. Guinea, Ramoi, Beccari, II.1875; ii) Lo-
bophora morio (Fab.) g var. elytris metallicis - handwritten, by Bor-
DERMAPTERA 501
mans; iii) Lobophora morto (F.) 3 var. elytris metallicis teste A. Dubrony
(= De Bormans) - partly handwritten and partly printed; genitalia
not found in the specimen, perhaps taken out earlier (Fig. 45).
8) 1g labelled as: 1) Nuova Guinea, Fly River, L.M. D’Albertis
1876-77; ii) Lobophora morio (F.) 3 - handwritten by Bormans;
ili) Lobophora morto (F.) var. elytris metallicis teste A. Dubrony (= De
Bormans) - partly handwritten and partly printed; genitalia mounted
between two coverslips and pinned with the specimen (Fig. 46).
9) 1g labelled as: i) Sumatra, Siboga, X.90-III.91, E. Modigliani;
11) 117; ili) 9; iv) Chelisoches morto (F.) teste A. De Bormans - partly
handwritten and partly printed (Fig. 47).
10) 19 labelled as: 1) Sumatra, Siboga, X.90-III.91, E. Modi-
gliani; ii) Chelisoches morto (F.) teste A. De Bormans - partly hand-
written, and partly printed (Fig. 48).
11) 1g labelled as: 1) N. Guinea SE, Haveri, Loria, VII-XI.°93;
ii) Chelisoches morio (F.), teste A. De Bormans - partly handwritten
and partly printed (Fig. 49).
12) 1g labelled as: 1) Is. Trobriand, Febbraio 1890, L. Loria;
11) Chelisoches morto (F.), teste A. De Bormans - partly handwritten and
partly printed.
13) 1g labelled as: i) N. Guinea, Ighibirei, Loria, VII-VIII.’90;
11) Chelisoches morio (F.), teste A. De Bormans - partly handwritten
and partly printed.
Remarks - The present material shows usual variations in
male forceps (Figs. 41,43-47 & 49), besides other morphological cha-
racters.
Chelisoches brevipennis (Borelli) (Figs. 51-52)
Chelisoches brevipennis Borelli, 1923, Boll. Musei Zool. Anat. comp. R. Univ. To-
rino, 38 (NS): 12 (g, 2; N. Palawan, Binaluan).
Material examined -—- 1g labelled as: i) Carin Cheba,
900-1100 m, L. Fea, V-XII.’88; 11) g; ili) Chelisoches morio (F.), teste
A. De Bormans - partly handwritten and partly printed.
Remarks - This species resembles closely C. morio (F.)
but differs in males by the shape of pygidium in being notched in middle
posteriorly and genitalia with parameres gently expanded externally
in middle and with a slight emargination.
502 G.K. SRIVASTAVA
Proreus variopictus (Bormans) (Figs. 53-55)
Chelisoches variopictus Bormans, 1900, Annali Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 20:
462 (3; Mentawei, Sipora).
Proreus variopictus; Burr, 1912, Sber. Ges. naturf. Freunde Berl., 5: 325 (2; Java);
Borelli, 1926, Res. biol., 1 (5): 268 (g genitalia from the type).
Material examined - Type g labelled as: 1) Mentawei,
Sipora, Sereinu, V-VI, 94, Modigliani; ii) Typus - printed in red with
red border; 11) Variopictus Borm. - handwritten by Gestro; iv) Che-
lisoches variopictus sp. nov., teste A. De Bormans - partly handwritten
and partly printed; v) specie ben distinta, non è sinonimo di Ch. fu-
scipennis Haan né Ch. ruficeps Burr - a handwritten label by Borelli;
genitalia not with the specimen; it has been figured by Borelli (1926).
Remarks - The type was examined by BoreLLI (1926) who
provided some additional information about the species alongwith the
figure of male genitalia and ultimate tergite and forceps.
The condition of type is fair, only right antennae, middle and hind
legs of right side and 3rd tarsal segment of foreleg and tarsi of left hind
leg are missing.
Subfamily OPISTHOCOSMIINAE
Narberia beccarii (Bormans) (Figs. 56-57)
Opisthocosmia beccariî Bormans, 1900, Annali Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 20:
465 (4; Singalang, Sumatra); Burr, 1904, Trans. R. ent. Soc. Lond.: 304.
Narberia beccarit; Burr, 1911, Genera Insect., 122: 95.
Material examined - 14 labelled as: i) Sumatra, Mte. Singa-
lang, Luglio, 1878, O. Beccari; ii) Typus - printed in red with red bor-
der; ili) Opisthocosmia beccarii 3 spec. nova - handwritten by Bormans;
iv) teste A. De Bormans - printed; v) Beccarii Borm. - handwritten
by Gestro.
Remarks - The ‘type’ is in poor condition. A few apical an-
tennal segments, legs of right side and hind portion of body beyond 7th
tergite are missing.
Following additional information will be useful in recognising the
species:
Body finely pubescent; head with frons raised, occiput depressed;
antennal segments long and slender, lst narrowed at base, gradually
expanding apically, longer than the distance between antennal bases,
DERMAPTERA 503
Figs. 51-57. Chelisoches brevipennis (Borelli), g. 51: ultimate tergite and forceps;
52: parameres, enlarged. Proreus variopictus (Bormans), Type 3. 53: anterior portion
of body; 54: penultimate sternite; 55: ultimate tergite and forceps. Narberia beccarii
(Bormans), Type g. 56: anterior portion of body; 57: hind leg, enlarged.
504 G.K. SRIVASTAVA
2nd short, about as long as broad; 3rd long and slender, 4th onwards
segments increasing in length and thinner; eyes prominent, slightly
longer than the post-ocular length; pronotum anteriorly truncate with
angles slightly projecting, semicircular, lateral and hind margins form-
ing a continuous curve, median sulcus faintly marked, prozona feebly
raised and metazona depressed; elytra and wings well developed; legs
long and slender, hind tarsi with Ist segment slightly longer than the
3rd, clad with long, fine hairs on the underside; abdomen convex, smooth,
lateral tubercles on 3rd tergite poorly and on 4th distinctly marked,
sides of segments 5th to 7th broadly rounded.
This species is known by its “Type” only. Since the hind portion
of the body is missing, it is not possible to comment further on the
taxonomic position of the species.
Timomenus lugens (Bormans) (Figs. 58-73)
Opisthocosmia lugens Bormans, 1894, Annali Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 14:
398 (2456, 19, Carin Cheba; Carin Asciuii, Burma).
Timomenus lugens; Burr, 1910, Fauna Brit. India: 198.
Opisthocosmia aesculapius Burr, 1905, Bol. R. Soc. Espan. Nat.: 230 (6, Bhutan -
Madrid Museum) - Syn. n.
Material examined - 1) Lectotype g labelled as: 1) Carin
Cheba, 900-1100 m, L. Fea, V-XII.’88; 11) Opisthocosmia lugens 3
sp. nova - handwritten by Bormans; iii) Opisthocosmia lugens sp. nov.,
teste A. De Bormans, partly handwritten and partly printed; iv) Typus
-- printed in red with red border; v) lugens Borm. - handwritten by
Gestro; genitalia mounted between two coverslips and pinned with
the specimen.
2) Paralectotype 1g, labelled as: i) Carin Cheba, 900-1100 m,
L. Fea, V-XII.’88; ii) Syntypus - red label handwritten, not by Bor-
mans; iii) Opisthocosmia lugens sp. nov., teste A. De Bormans - partly
handwritten and partly printed; genitalia mounted between two cover-
slips and pinned with the specimen.
3) 13 labelled as: i) Carin Cheba, 400-600 m, L. Fea, XI.88;
ii) Opisthocosmia lugens Bormans, teste A. De Bormans - partly hand-
written and partly printed.
4) Paralectotype 1% labelled as: i) Carin Asciuii Cheba, 1200-
1300 m, L. Fea, I-88; ii) Typus - printed in red with red border;
ili) Opisthocosmia lugens 2 sp. nova - handwritten, by Bormans; iv) Opr-
DERMAPTERA 505
sthocosmia lugens sp. nov. - teste A. De Bormans - partly handwritten
and partly printed.
Figs. 58-63. Timomenus lugens (Bormans), Lectotype g. 58: dorsal view; 59: hind
tarsi, enlarged; 60: sides of abdominal segments; 61: penultimate sternite; 62: for-
ceps, in profile; 63: genitalia.
506 G.K. SRIVASTAVA
Measurements (in mm).
Lectotype Paralectotypes 13
3 1g I
Length of body 11.8 8.7 10.5 11.3
Length of forceps 10.1 Aho) DA 5.8
Remarks - This species is adequately described and could
be easily recognised. However, some additional notes on the Lectotype
g, Paralectotypes 1 g, 1 £ and another g; will be useful in understanding
intraspecific variations, so far not recorded, in the species.
The Lectotype g is smooth, shining black with elytra somewhat
dull and tarsi brownish black; covered with short whitish hairs; sides
of abdominal segments 6th to 9th obtuse angled posteriorly with a faint
oblique ridge, represented by a blunt tubercle on 6th, two tubercles
on 7th and one each on 8th and 9th posteriorly.
The Paralectotype g is coloured same as the lectotype g but former
is shorter in length and stouter in build; sides of abdominal segments
are lacking tubercular ridge and forceps less elongated although general
shape is identical.
The third 3 is shining blackish brown and is intermediate in body
length and build between above two specimens. Sides of abdominal
segments 7th to 9th are obtuse angled and provided with a weaker tu-
bercular ridge.
The Paralectotype £ is shining brownish black, antennae with Ist
segment less stout than in g; punctation on body slightly more prominent.
From the above it is evident that variations do exist in general body
colour, build and length; and the sides of abdominal segments.
In the light of above remarks Opisthocosmia aesculapius Burr, is
treated here as a synonym, which is identical in most characters and falls
within the variational limits of other characters.
ACKNOWLEDGEMENTS. I am thankful to the Director, Zoological Survey of India,
Calcutta for providing necessary facilities during the course of present study and to
Dr. Roberto Poggi, Museo Civico di Storia Naturale « Giacomo Doria », Genova,
Italy for sending the material on loan and arranging for editing and publication of this
paper.
DERMAPTERA 507
Figs. 64-73. Timomenus lugens (Bormans), Paralectotype 3. 64: sides of abdominal
segments; 65: ultimate tergite and forceps; 66: ultimate tergite and forceps, in profile.
gd. 67: a few basal antennal segments; 68: hind leg; 69: sides of abdominal segments;
70: ultimate tergite and forceps; 71: ultimate tergite and forceps, in profile. Para-
lectotype 9. 72: a few basal antennal segments; 73: ultimate tergite and forceps.
508 G.K. SRIVASTAVA
REFERENCES
BoreLLI A., 1926 - Dermatteri delle Isole Filippine - Res. biol., 1 (5): 61-79.
Burr A., 1910 - Fauna of British India, including Ceylon and Burma. Dermaptera -
xviii, 217 pp., 10 pls.
Dourn H., 1865 - Versuch einer Monographie der Dermapteren - Stettin. ent. Ztg.,
26: 68-99.
Dusrony A., 1879 - Enumération des Orthoptères rapportés par MM. J. Doria, O.
Beccari et L.M. D’Albertis des régions Indienne et Austro-Malaise - Annali
Mus. civ. St. nat. Genova, 14: 348-383.
BorMans DE A., 1900 - Quelques Dermapteres du Musée Civique de Génes - Annali
Mus. civ. St. nat. Genova, (2) 20: 441-467.
Hincks W.D., 1951 - Notes on some species of Nesogaster (Dermaptera, Labiidae) -
Ann. Mag. nat. Hist., London (12) 4: 562-567.
SRIVASTAVA G.K., 1984 - Notes on some Dermaptera in Zoologisk Museum, Copenha-
gen - Bull. zool. Surv. India, 5 (2-3): 7-17.
Srivastava G.K., 1985 - Studies on Bormans’ (= Dubrony) some material of Der-
maptera (Insecta) - Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 85: 201-233.
Srivastava G.K., - Notes on the species of Paralabis Burr (Dermaptera: Car-
cinopheridae) from Indian Subcontinent - Bull. zool. Surv. India (in press).
SUMMARY
The present paper deals with some material of Dermaptera determined by Bor-
mans which comprises ‘Types’ of seven species described by him viz., Psalidophora
angusticollis; Platylabia fallax (synonym of Chaetospania nigriceps (Kirby) ); Lobo-
phcera doriae (syn. Chelisochella superba (Dohrn) ); Chelisoches elegans; Chelisoches va-
riopictus ; Opisthocosmia beccarii and Opisthocosmia lugens.
As a result of present investigations a total of 18 species, excluding one identified
up to generic level, since represented by a 2 only, are recognised. Of these two species
viz., Chaetospania modiglianii and Chaetospania beccarii are described as new. It is
proposed to synonymise Psalis lefroyi Burr 1910 under Nannopygia dohrni Kirby 1891
and Opisthocosmia aesculapius Burr 1905 under Opisthocosmia lugens Bormans 1894
and transfer Chelisoches elegans Borm. under the genus Adiathetus Burr.
Lectotype and paralectotypes are designated for Opzsthocosmia lugens Bormans,
providing information on intraspecific variations.
Notes and illustrations for most of the species are provided.
RIASSUNTO
È riveduto un lotto di Dermatteri determinati da Bormans comprendenti i tipi
di sette specie da lui stesso descritte: Psalidophora angusticollis, Platylabia fallax, (si-
nonimo di Chaetospania nigriceps (Kirby) ), Lobophora doriae (sin. di Chelisochella su-
perba (Dohrn) ), Chelisoches elegans, Chelisoches variopictus, Opisthocosmia beccarii e
Opisthocosmia lugens.
Nel materiale esaminato sono riconosciute 18 specie, due delle quali (Chaeto-
spania modiglianiî e Chaetospania beccarii) sono descritte come nuove.
Psalis lefroyi Burr 1910 è ritenuto sinonimo di Nannopygia dohrni Kirby 1891
(nunc Paralabis) e Opisthocosmia aesculapius Burr 1905 è posto in sinonimia di Opistho-
cosmia lugens Bormans 1894 (nunc Timomenus). Chelisoches elegans Borm. è trasferito
nel genere Adiathetus Burr. Vengono infine designati lectotipo e paralectotipi per Opz-
sthocosmia lugens Borm.
Per la maggior parte delle specie trattate sono fornite note e figure.
509
FABIO CASSOLA
SLUDI SUI CICINDELIDI. LIT, 1 CICINDELIDAE
(COLEOPTERA) DELLE SOLOMON ISLANDS
Anche oggi un lichene nuovo :
il mondo non è finito di fare.
(C. SBARBARO, « Licheni », Firenze 1967)
INTRODUZIONE
Indipendenti dal 1978, le Isole Salomone (Solomon Islands, o
Solomons) costituiscono un importante arcipelago sito a E della Nuo-
va Guinea, tra i 154° e i 163° di longitudine est e i 5° e i 12° di lati-
tudine sud (fig. 1). Allungato grosso modo in direzione NW-SE per
oltre 1500 km, l'arcipelago comprende sette isole maggiori (Bougainville,
Choiseul, New Georgia, Santa Isabel, Guadalcanal, Malaita e San
Cristobal), numerose isole e isolette minori, nonché parecchi piccoli
atolli corallini, per un’area complessiva di circa 28.800 kmq di terre
emerse. Le isole (McCoy 1980, ANon. 1981) sono in prevalenza mon-
tagnose, con numerosi fiumi e torrenti che scorrono brevemente in sol-
chi vallivi stretti e profondi. Quelle maggiori sono coperte da una densa
foresta pluviale tropicale (sottoposta in anni recenti a crescente e preoc-
cupante sfruttamento), mentre le isole minori presentano per lo più
solo una fitta vegetazione arbustiva. Sulle coste è quasi ovunque pre-
sente la palma da cocco, e in numerose aree vi sono estese formazioni
a mangrovia. Guadalcanal è l’unica a possedere delle estese pianure
costiere (nella sua parte settentrionale), mentre l’isola maggiore del
gruppo, Bougainville, presenta dei vulcani attivi. Quest'ultima, insieme
alla vicina Buka I., appartiene politicamente non alle Solomons ma alla
Papua New Guinea, di cui costituisce una speciale provincia.
Dal punto di vista zoogeografico, le Solomons si situano al punto
terminale di un’importante via di immigrazione che dal Sud-Est asia-
tico, attraverso le isole della Sonda, le Filippine e le Molucche, passa
per la Nuova Guinea e l’arcipelago delle Bismarck, e giunge appunto
alle Solomons: essenziale anello di passaggio, queste ultime, verso i più
510 F. CASSOLA
lontani gruppi insulari oceanici delle Santa Cruz Islands (politicamente
appartenenti alle Solomons stesse), delle Vanuatu (New Hebrides),
delle Fiji, delle Samoa, e della New Caledonia (GRESSITT 1961, 1982a,b).
Faunisticamente, tuttavia, le Solomons sono ancora ben lontane dal-
l'essere perfettamente conosciute. Molte isole, e soprattutto le parti
montane più interne di quelle più grandi, sono state finora ben poco
esplorate, e importanti nuove scoperte sono state effettuate in anni re-
centi perfino tra i Vertebrati (McCoy 1980) (*).
Non stupisce dunque che ben poco si conoscesse fino ad oggi sui
Coleotteri Cicindelidi dell’arcipelago. I soli dati esistenti in letteratura
risalgono in effetti a quelli riassunti circa mezzo secolo fa da Horn
(1936, 1937), mentre l’unico lavoro più recente, che reca pochi dati
distribuzionali aggiuntivi e la descrizione di una nuova specie di The-
rates, si deve a BROUERIUS VAN NIDEK (1968), alla fine degli anni Ses-
santa. In totale risultavano citate delle Solomons 10 specie soltanto.
In questi ultimi anni, a complemento dell’impegnativo lavoro di
revisione della fauna cicindelologica della Nuova Guinea (CassoLa
1987), ho avuto l’opportunità di studiare una quantità considerevole
di nuovi materiali anche delle Solomons, appartenenti in massima parte
al British Museum (Natural History) di Londra (BMNH) e al Bernice
P. Bishop Museum di Honolulu (Hawaii) (BBM), nonché ad alcuni altri
Musei, istituzioni o privati collezionisti. ‘Tali importanti materiali —
in tutto ho esaminato ben 2003 esemplari di Cicindelidi delle Solo-
mons — mi consentono di offrire ora, con il presente lavoro, numerosi
(*) Pur essendo state dapprima scoperte nel lontano 1568 (dal navigatore spa-
gnolo Alvaro de Mendafia), le Solomon Islands sono rimaste a lungo sconosciute agli
stessi geografi. THomson (1901) così riassume infatti la singolare storia della loro sco-
perta: « The Solomon Islands, the most important and the most remote of the large
groups of the Pacific, were the first to be discovered, and the last to be explored; if,
indeed, islands of whose interior scarce anything is known can truthfully be said to
have been explored. In 1568 an expedition, fitted out by the Spanish Government,
spent six months among the islands, and brought back to Peru an account of their
discoveries so accurate and detailed that it is possible, 333 years afterwards, to identify
every harbour and islet and creek by which they passed; and yet, though ship after
ship set out to seek them, they were so completely lost to Europeans that, in the course
of two centuries, geographers came to doubt their existence, and they were actually
expunged from the chart, until they were re-discovered by Carteret and Bougainville
in the latter half of the eighteenth century. And this, although the group included eight
large islands stretched like a net across the course of navigators, in an almost unbroken
line for six hundred miles! There is surely nothing in the history of maritime discovery
so strange as the story of how the Isles of Solomon were discovered, lost, and found
again >».
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 511
i Î ll e di ]
156° 158° Das i E ee, 100° 162°
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Fig. 1 - L’arcipelago delle Isole Salomone (Solomon Islands). Le isole Buka e Bou-
gainville appartengono politicamente alla Papua New Guinea.
nuovi o più precisi dati distribuzionali sulle specie già note, di aggiun-
gere a queste quattro specie nuove per l’arcipelago, nonché di descrivere
ben sei specie e due sottospecie nuove per la scienza, portando così la
fauna cicindelologica delle Solomons al totale, forse anch’esso provvi-
sorio, di 20 specie diverse.
Per notizie geografiche essenziali sulle Solomon Islands in gene-
rale e sulle singole isole (comprese le minori) in particolare, nonché per
la localizzazione esatta della maggior parte delle località citate nel pre-
sente lavoro, rinvio, oltreché alla letteratura più sopra citata, al detta-
gliato studio di TayLor & Marri (1978) sui Ditteri Culicidi dell’arci-
pelago, e alle cartine ivi pubblicate, che mi sono state utilissime per
identificare la provenienza precisa di molti esemplari da me studiati.
Per l’isola di Bougainville mi sono servito invece della ancora più det-
tagliata carta (scala 1:1.000.000) allegata al lavoro di BLEEKER (1975).
512 F. CASSOLA
RINGRAZIAMENTI
Prima di passare all’esame del materiale studiato, desidero ringraziare vivamente
quanti mi hanno cortesemente e validamente aiutato con l’invio di loro materiali in
studio, il prestito di esemplari tipici, o in altro modo. Senza la loro collaborazione il
presente lavoro non sarebbe stato possibile. Il loro nome è qui di seguito indicato as-
sieme alla sigla delle rispettive istituzioni di appartenenza, a designare, nel successivo
elenco delle specie, la provenienza e la collocazione dei vari esemplari studiati. Il ma-
teriale della mia collezione personale sarà invece indicato con la sigla Fc.
AB Prof. Arnaldo Bordoni, Firenze, Italia
AMNH American Museum of Natural History, New York, USA (Dr. L. Herman, Jr.)
ANIC Australian National Insect Collection, CSIRO, Canberra, Australia (Mr. T.A.
Weir)
BBM Bernice P. Bishop Museum, Honolulu, Hawaii, USA (Mr. G.A. Samuelson,
e il compianto Dr. J.L. Gressitt)
BMNH British Museum (Natural History), London, U.K. (Mr. G. Kibby, Dr. N.
Stork)
CJ Sig. Cesare Jacovone, Roma, Italia
DEI Institut fiir Pflanzenschutzforschung (eh. Deutsches Entomologisches In-
stitut), Eberswalde, DDR (Dr. L. Dieckmann)
DPIK Department of Primary Industry, Konedobu, Papua New Guinea (Mr. J.W.
Ismay)
HS Mr. Hirofumi Sawada, Aomori, Japan
ITZ Instituut voor Taxonomische Zodlogie, Zodlogisch Museum, Amsterdam,
Olanda (Dr. C.M.C. Brouerius van Nidek)
js Mr. Josef Sedlacek, Brookfield, Queensland, Australia
MSNV Museo Civico di Storia Naturale, Verona, Italia (Dr. G. Osella)
USNM National Museum of Natural History, Smithsonian Institution, Washington
D.C., USA (Dr. T.L. Erwin)
ZMB Zoologische Museum der Humboldt-Universitàt, Berlin, ppr (Dr. F. Hieke)
Un ringraziamento particolare è poi dovuto al Dr. R.W. Taylor (cstro, Canberra,
Australia), che ha cortesemente provveduto all’identificazione di un esemplare di for-
mica trovato attaccato alle zampe di una cicindela, nonché alla D.ssa Lilia Capocaccia
e alla D.ssa Gianna Arbocco, del Museo Civico di Storia Naturale « Giacomo Doria »
di Genova, che con amicizia e comprensione hanno voluto accogliere anche il presente
‘lavoro nelle pagine di questi « Annali ».
TRATTAZIONE DELLE SPECIE
Subfam. COLLYRINAE Csiki 1906
Tribus coLLYRINI W. Horn 1907
1. Tricondyla aptera (Olivier)
Cicindela aptera OLIVIER 1790, Entomologie 2, n. 33, p. 7, pl. 1, f. 1 [« Esse se
trouve aux Indes orientales »];
Tricondyla aptera; LLATREILLE 1822, in LATREILLE & DEJEAN, Hist. nat. icon.
Col. I, p. 65;
Tricondyla aptera; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers 12, p. 4.
Specie ben conosciuta, piuttosto comune, largamente diffusa dalle
Molucche alla Nuova Guinea, nonché in alcune sacche di foresta plu-
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 513
viale della penisola di Cape York nell’Australia settentrionale. Nelle
Filippine esiste un complesso di forme che le vengono solitamente col-
legate a titolo di sottospecie. Tra i gruppi insulari prossimi alle Solo-
mons la specie è nota anche delle province neo-guineane di New Britain,
New Ireland e Manus (CassoLa 1987). Si tratta di un insetto molto
caratteristico, di dimensioni medio-grandi, attero, allungato, dai co-
stumi arboricoli, che nelle Solomons risulta aver colonizzato con suc-
cesso praticamente tutte le isole fino alle più remote Santa Cruz Islands.
Materiale esaminato: 116 esemplari (più altri 118 non elencati).
BUKA I. (Horn 1906).
BOUGAINVILLE I. (Horn 1906): Kieta (Horn 1936). Torokina, 23.VIII.1945, R.C.,
C.G.L. Gooding collection, 1g ANIC. Kukugai Vill. (Buin), 17.X.1960-2.11.1961,
W.W. Brandt, 1 2 anic. Konga, II.1961, 3 £9 anic.
SHORTLAND IS. (Horn 1906, 1936).
CHOISEUL I.: Sasamoga, 4.1V.1957, P.G. Fenemore, 2 gg 1 2 BMNH, 1 2 Fc. Malangona,
25.VIII.1963, P. Greenslade, 1g 19 BMNH.
VELLA LAVELLA I.: Pusisama, 14.X%1.1963, L. & M. Gressitt, 15 BBM. Ulo Crater,
9-16.XII.1963, P. Shanahan, 2 gd 2 29 BBM, 19 Fc.
cIzo I.: 21.VIII.1963, P. Greenslade, 1¢ BMNH; 13.XII.1965, C. Bengough, 19
BMNH. Pailongo, 12.1.1974, N.H.L. Krauss, 1g Fc.
KOLOMBANGARA I.: Stanmore, 13.X.1954, E.S. Brown, 12 BMNH, 19 Fc. Hunda,
14-20. VIII.1963, P. Greenslade, 1g 1 2 BMNH. 1g BMNH.
VONA VONA I. (WANA WANA): 16.VIII.1963, P. Greenslade, 1 2 BMNH.
NEW GEORGIA I. (HoRN 1906).
SANTA ISABEL I. (HORN 1906): Maringe Lgn., 8.II.1955, E.S. Brown, 1 BMNH. Ho-
lokama, 21.11.1956, E.S. Brown, 13 BMNH. Tatamba, 30.VII.1962, P. Green-
slade, 19 BMNH; 29-30.IX.1965, Roy. Soc. Exped., wooded hillside behind rest-
house, 2643 2 99 Fc, 15 1 2 BMNH; 6.X.1955, Roy. Soc. exped., low vegetation,
village garden, 3 gg 5 99 BMNH. Ovi vill. nr. Tatamba, 16.X.1964, R. Straatman,
13 BBM. SE Tatamba, 27.VIII.1964, R. Straatman, 1 2 BBM. Rasa, 26.1V.1963,
M. McQuillan, 15 BMNH. Buala, 21-22.X11.1964, M. McQuillan, 16 19 BMNH.
Tumibali (Manni 1964). 3 mls. W of Cockatoo Islands, 20.IX.1965, Roy. Soc.
Exped., laterite slope and fringe of Casuarina forest near small stream, 1g BMNH.
Cockatoo Is., Roy. Soc. B.S.I.P. 1965, 15 BMNH. San Jorge I., Roy. Soc. Exped.,
19 BMNH.
RUSSELL IS.: Banika I., Yandina, 1954, W.M. Mann, 1g USNM.
savo I.: 4-5.1V.1962, P. Greenslade, 16 19 BMNH.
FLORIDA IS.: F. Bates coll. 1911, 1g 19 BMNH. Nggela I., Haleta, 200-250 m, 10.X.
1964, R. Straatman, 264 BBM; Nugu, 12-14.X1.1955, E.S. Brown, 19 BMNH.
Sandfly I., Boroni, 11.1.1962, P. Greenslade, 1 £ BMNH, 1 9 Fc.
GUADALCANAL I.: Tenaru River area, VI-VII.1944, D. Elden Beck & E. Reimschilssel,
63 22 (TANNER 1951). Berande, 27.X1.1954, E.S. Brown, 1 £ BMNH. Takanboru,
11.XII.1954, E.S. Brown, 1g Fc. Tapenanje, 10-23.XII.1953, J.D. Bradley,
Rennell I. Exped., 3 92 BMNH, 1 9 Fc. Lunga, 1.1.1955, E.S. Brown, 1g 1 £ BMNH.
Tsarivonga, 22.111.1955, E.S. Brown, 16 BMNH. Honiara (BROUERIUS VAN NIDEK
1968), Kukum, 21.XII.1961, P. Greenslade, 1g 1 29 BMNH. Mt. Austen, 24.V.1962,
P. Greenslade, 19 BMNH; 7.11.1982, P. Brignoli, 1g 299 msnv, 19 rc. Ilu,
9.11.1962, P. Greenslade, 19 BMNH. Mt. Gallego, Roy. Soc. B.S.I.P. 1965, 1 9
BMNH. Tina, 7.111.1965, P. Greenslade, 1g BMNH. Umasani River, Monitor Creek,
up to 1 ml. upstream from Gallego Camp 1, 8.VII.1965, Roy. soc. Exped., ve-
getation on banks of river, 1 2 BMNH. 28.XI.1969, R. Straatman, 1g BBM; 30.VI.
1984, 1g Hs; VIII.1985, 1g AB.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 33
514 F. CASSOLA
MALAITA I.: Rerende, 24.IX.1963, M. McQuillan, 19 BMNH. Dala, 12.11.1982, El
Helou, 1 2 MSNv.
SAN CRISTOBAL I. (Horn 1906): Bauro (Horn 1936). Waimapura, 20.1V.1955, E.S.
Brown, 1 9 BMNH. Wainoni Bay, 21.1V.1955, E.S. Brown, 1g BMNH; 21.VII.1965,
P.J. Greenslade, 1g Fc, 19 BMNH. Warakito River, 7 mls. S Wainoni Bay, Pa-
gato Camp, K. Lee, B.S.I.P. 1965, 19 BMNH. Bulimatemua, 28.IV.1955, E.S.
Brown, 19 BMNH. Maru Bay, 2.V.1955, E.S. Brown, 2 92 BMNH. Kira Kira,
19.IV.1955, E.S. Brown, 1g 12 BMNH; 25.IV.1964, M. McQuillan, 1g BMNH.
Boroni, 14.VI.1955, E.S. Brown, 19 BMNH. Huni River mouth, 14.VIII.1965,
Roy. Soc. Exped., 1g BMNH.
THREE SISTERS IS.: Malaupaina (Malapaina), 1954, W.M. Mann, 23d 3 99 usnM; 25.
IV.1955, E.S. Brown, 1g Fc, 1 2 BMNH.
UGI I. (MANDL 1964).
SANTA CRUZ I.: Graciosa Bay, 1956, W.M. Mann, 1 £ usnm.
Altro materiale: Owa Raha (Horn 1936). Solomon Is., 1 2 Fc. Iles Salomon,
Poparac, 1g Fc. Solomon Is., VII-VIII.1909, W.W. Froggatt, 13 12 anic; F.
Bates coll. 1911, 3 92 BMNH; Webster, F. Bates coll., 1911, 2 92 BMNH.
Subfam. CICINDELINAE Csiki 1906
Tribus CICINDELINI Sloane 1906
Subtribus IRESINA Rivalier 1971
2. Distipsidera parva Macleay
Distipsidera parva MacLeay 1887, Proc. Linn. Soc. N.S. Wales 2, p. 215
[« Cairns, Queensland »).
Un esemplare 9, attribuibile a questa specie, risulta esser stato
‘raccolto a Guadalcanal, nel giugno 1956, da J.L. Gressitt. Data l’au-
torevolezza del raccoglitore, non sembra possibile pensare ad un errore
di cartellino, ed anche una cattura accidentale, legata ad una importa-
zione passiva dell’insetto tramite una partita di legname, appare una
ipotesi abbastanza improbabile. Pur essendo il reperto restato finora
unico, esso sembrerebbe perciò dimostrare la presenza del genere Di-
stipsidera anche nelle Solomon Islands. In precedenza il genere era
conosciuto soltanto dell’Australia nord-orientale e, con due specie en-
trambe endemiche, anche della parte meridionale della Nuova Guinea.
È interessante notare come la specie ritrovata a Guadalcanal non sia
una di queste due, ma sia D. parva, specie australiana propria del Queens-
land settentrionale.
Materiale esaminato: 1 esemplare.
GUADALCANAL I.: Gold Ridge, 800m, 23.VI.1956, J.L. Gressitt, 192 BBM.
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 515
Subtribus THERATINA W. Horn 1908
3. Therates labiatus (Fabricius)
Cicindela labiata FaBRICIUS 1801, Syst. Eleuth. 1, p. 232 [« Habitat in Oceani
pacifici Insulis »];
Therates labiatus; LATREILLE 1817, in Cuvier, Règne Animal III, p. 179;
Therates labiatus; HORN 1936, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers 12, p. 4.
Specie ben conosciuta, propria di numerose isole dell’ Indonesia
e della Nuova Guinea (CassoLa 1987). I miei dati ne dimostrano la
presenza in quasi tutte le Solomon Islands, comprese le isole Rennell e
Bellona. Le dimensioni corporee appaiono alquanto variabili, e vanno
dai 13-14 mm (senza labbro) di alcuni piccoli esemplari fino ai 18-20 mm
(sempre senza considerare il labbro) di quelli più grandi (tra i quali
particolarmente omogenea è risultata una lunga serie di esemplari rac-
colta a Gollifer’s Camp, Kolombangara I.).
Materiale esaminato: 840 esemplari.
BUKA I.: Carola Harbor (Horn 1936). Small island west of Buka (Horn 1936). Gagan,
15-16.VI.1956, J.L. Gressitt, 3 gg 192 BBM, 1g Fc.
BOUGAINVILLE I.: Numa Numa, 2.VI.1956, E.S. Brown, 1g BMNH. Torokina, 19.XI.
1945, A.N. Burns, C.G.L. Gooding collection, 2 6g anic. Konga, II.1961, 253
8 92 anic. Mutahi, 700 m, 18 km SE Tinputz, 1-7.111.1968, R. Straatman, 4 dd
19 BBM. 1 9 Fc. Boku, 3-6.VI.1956, E.J. Ford Jr. & J.L. Gressitt, 10gg4 16 29
BBM, 3 gg 2 9£ Fc. Tokinoitu, 2.VI.1956, E.J. Ford Jr. & J.L. Gressitt, 3 gg
5 99° BBM. Simba Mission, 28.VI-22.VII.1956, E.J. Ford Jr., 15 3 99 BBM. Mo-
sigeta, 3.VI.1956, J.L. Gressitt, 3 gg 19 BBM. Waitabuna, 6.VI.1956, E.J. Ford
Jr., 14 3 99 BBM. Kukugai Vill., X-XII.1960, W.W. Brandt, 3 gg 299 BBM.
Borioko, 300 m, 6.VI.1956, J.L. Gressitt, 19 BBM. Kokure, nr. Crown Prince
Ra., 900 m, 10-11.VI.1956, J.L. Gressitt, 3 63 BBM. Kieta, 30.XI.1959, T.C.
Maa, 15 BBM. N end, 14.VI.1956, J.L. Gressitt, 253 3 92 BBM. Buka Rd., N of
Arawa, 22-23.IV.1980, J.L. Gressitt, 255 BBM. Torpanos, 6 km N Tinputz,
22-29.11.1968, Abid Beg Mirza, 15 BBM. Togerao, 600m, 15-21.IV.1968, R.
Straatman, 1 9 BBM.
SHORTLAND IS. (Horn 1936): Faisi, 1924, H.W. Simmonds, 1 2 BMNH. Shortland I.,
III.1985, N.L.H. Krauss, 1 £ BBM. Alu I., SE Korovou, 12.XI.1980, J.L. Gressitt,
13 BBM. Fauro I., 12.1V.1964, P. Shanahan, 10gg3 6 99 BBM, 263 Fc; Toumoa
Village, 12.1V.1964, P. Shanahan, 1 2 BBM.
TREASURY IS.: Mono I., 6-11.XI.1980, J.L. Gressitt, 2 gg BBM.
CHOISEUL I.: Malangona, 25.VIII.1963, P. Greenslade, 1g BMNH. 2-7.III.1964, P.
Shanahan, 8d¢ 1229 BBM, 264 2 92 Fc. Kolombangara R., 20.III.1964, P.
Shanahan, 1¢ 2 929 Bem. Kitipi R., 17.III.1964, P. Shanahan, 3 gg 19 BBM.
Sasamungga, 11.1984, N.L.H. Krauss, 5 dd 6 29 BBM, 16 19 Fc.
VELLA LAVELLA I.: 21.VIII.1963, P. Greenslade, 14 BMNH. Ulo Crater, 7-17.XI1.1963,
P. Shanahan, 29gg3 19 992 BBM, 3dd 3 22 Fc. Kundurumbangara, 15.X1.1963,
P. Shanahan, 8 gd 8 99 BBM. Pusisama, 14-29.X1.1963, P. Shanahan, 5 gg 11 99
BBM, 1g 1% Fc. Biporo, 15.XI.1963, P. Shanahan, 1g BBM. Kow, 28.X1.1963,
P. Shanahan, 1g BBM. Barakoma, XI.1972, N.L.H. Krauss, 2 gg BBM. Mt. Are-
wana, 16.XI.1963, L. & M. Gressitt, 1g 2 99 BBM.
516 F. CASSOLA
cizo 1.: 1.1V.1963, P. Greenslade, 1 9 BMNH. Titiana, 0-100 m, 1.1974, N.H.L. Krauss,
19 BmNH. 10.1.1970, N.L.H. Krauss, 5gg 192 BBM. Gizo, X-XI.1975, N.L.H.
Krauss, 5¢¢ BBM. 7.VII.1959, J.L. Gressitt, 2gg BBM. 16-26.1V.1964, J. Se-
dlacek, 3 dd 4929 BBM; 15-18.VII.1964, J. & M. Sedlacek, 2gg 19 BBM.
KOLOMBANGARA I.: Hunda, 14-20.VIII.1963, P. Greenslade, 3 Sg BMNH. Iriri, 2.VII.
1964, J. & M. Sedlacek, 1 g BBM, 1 9 Fc. Kikindu, 0-100 m, 1.1974, N.H.L. Krauss,
263 19 BMNH. Pepele, 31.1-15.11.1964, P. Shanahan, 32 gg 18 99 BBM, 3 gg 3 29
rc. Iriri, 29.VI-4.VII.1964, J. & M. Sedlacek, 19 gg 8 29 BBM. Kukundu, 8-10.VII.
1959, J.L. Gressitt, 3 gg 2 99 BBM. Ringgi Cove, XI.1976, N.L.H. Krauss, 1g
19 BBM. Gollifer’s Camp, 22-24.1.1964, P. Shanahan, 58 gg 32 99 BBM, 844
8 99 Fc. Poitete, 29.XI.1976, N.L.H. Krauss, 1g BBM. Sandfly Harbor, 6-7.VII.
1964, J. Sedlacek, 3 Sg 2 99 BBM.
VONA VONA I. (WANA WANA): 16-19.VIII.1963, P. Greenslade, 2 99 BMNH.
RENDOVA I.: Egolo, 16.VII.1959, J.L. Gressitt, 4gg 192 BBM.
NEW GEORGIA I.: Rubiana, C. Ribbe (Horn 1936); 1 es. (ManpL 1964). Munda, 20-
21.VII.1959, J.L. Gressitt, 1g 1 BBM; VII.1966, Y. Kondo, 1 9 BBM; XI.1970,
N.L.H. Krauss, 1g BBM; XI.1975, N.L.H. Krauss, 3gg 19 BBM; XI.1976,
N.L.H. Krauss, 2 gg BBM; XI.1980, N.L.H. Krauss, 4gg 1 2 BBM; II.1984, N.L.H.
Krauss, 1 2 BBM.
SANTA ISABEL I.: Matunga (?), 8.XI.1955, E.S. Brown, 1g 1 2 BMNH. Kia, 27.11.1962,
P. Greenslade, 1g BMNH. Tatamba, 30.VII-2.VIII.1962, P. Greenslade, 1g 19
BMNH; 25.1V.1963, M. McQuillan, 14 BMNH; 29-30.IX.1965, Roy. Soc. Exped.,
wooded hillside behind resthouse, 2 292 BMNH; 2-6.X.1965, Roy. Soc. Exped.,
low vegetation, village garden, 3 64 4 92 BMNH, 1g 1 9 Fc. S. George, 25.VIII.
1963, M. McQuillan, 1 9 BMNH; 4.VIII.1962, P. Greenslade, 1 9 BMNH. Allardyce,
24.VIII.1963, swamp, M. McQuillan, 1 £ BMNH. Tumibali (ManpL 1964). Buala,
6.1.1964, M. McQuillan, 1¢ 1 9 BMNH; 14.XII.1964, M. McQuillan, 14 BMNH;
2.111.1965, M. McQuillan, 23¢ 19 BMNH. Rasa, 9.111.1964, M. McQuillan, 13
BMNH; 11.XII.1964, M. McQuillan, 1g Fc, 3 292 BMNH. Tolana, 5.I11.1964, M.
McQuillan, 1g 19 BMNH. Holokama, 4.III.1964, M. McQuillan, 164 BMNH.
Cockatoo Is., Roy. Soc. B.S.I.P. 1965, 1 9 BMNH. San Jorge I., Roy. Soc. B.S.I.P.
1965, 1g BMNH. Buala, 15.VIII.1964, R. Straatman, 2 dd 1 9 BBM; 29-31.X.1980,
J.L. Gressitt, 5gg 499 BBM. Hageulu, 600-650 m, 11.IX.1964, R. Straatman,
19 BBM. Tirotongga, to Mt. Kubonitu, 300-600 m, 14.X.1981, J.L. Gressitt,
19 BBM.
SIKAIANA I.: Sikaiana, XII.1972, N.L.H. Krauss, 1 2 BBM.
RUSSELL IS.: Pavuvu I., Pepesala, 19.VII.1964, R. Straatman, 3 gg 3 99 BBM. Banika
I., Yandina, 23-24.VII.1964, R. Straatman, 6gg 1 2 BBM.
savo I.: 5.1V.1962, P. Greenslade, 1g BMNH.
FLORIDA Is.: Nggela I., Haleta, 200-250 m, 2-16.X.1964, R. Straatman, 1453 499
BBM, 3 Sg 19 Fc. Sule I., Mboromole, 28.X.1981, J.L. Gressitt, 1g BBM. Small
Nggela I., Hanuvaivine, 15.IX.1960, C.W.O’Brien, 1g BBM; Tanatan Cove nr.
Dende, 17.IX.1960, C.W.O’Brien, 14 BBM.
GUADALCANAL I. (Horn 1936): VI-VII.1944, D.E. Beck & E. Reimschiissel (TANNER
1951). Tapenanje, 10-23.XII.1953, J.D. Bradley, 12 gg 13 92 BMNH, 2644 3 29
FC. Honiara, 26.IX.1953, J.D. Bradley, 1g BMNH, 1g Fc. Honiara, Mt. Austen,
24.1V.1962, P. Greenslade, 19 BMNH. Berande, 27.XI.1954, E.S. Brown, 1g
BMNH. Betikama River, IX.1960, W.W. Brandt, 1g BBM. Ilu bush, 16.III.1962,
P. Greenslade, 15 BMNH. Suta, 5.1V.1963, P. Greenslade, 2 92 BMNH. Tenaru
Creek, 10-50 m, 14.V.1964, R. Straatman, 1g BBM. Gallego Camp 1, 8.VII.1965,
Roy. Soc. Exped., 1 2 BMNH. Sugu Village, 9.XI.1959, P.G. Fenemore, 1g BMNH.
Tambalia, 40 km W Honiara, 21-25.V.1964, J. Sedlacek, 5gg 5 9£ BBM. Gold
Ridge, 500-800 m, 22-25.VI.1956, J.L. Gressitt, 4gg 392 BBM. Gold Ridge-
Suta, Jonapau, 1100 m, 26-29.VI.1956, J.L. Gressitt, 1g 1 BBM. Lunga River,
mouth, 25.VI.1944, H.E. Milliron, 1g BBM; 3.IX.1960, C.W.O’Brien, 1g BBM.
Avu Avu, 8.X.1981, V. Pule, 1g BBM. Lame nr. Mt. Tatuve, 18.V.1960, C.W.O°
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 517
Brien, 1¢ BBM. Kiwi Creek, 18.IX.1944, H.E. Milliron, 19 BBM. Metanikau
River, 21.V-24.VI.1944, H.E. Milliron, 2gg 19 BBM. Poha River, 6.X.1957,
J.L. Gressitt, 2 5g BBM. Roroni-Tathimani, 17 km SE Tetere, 12.V.1960, C.W.
O’Brien, 6 53 499 BBM. IV.1920-1.1921, J.A. Kusche, 753 2 99 BBM.
MALAITA I.: Su’u, 18.VIII.1928, R.W. Paine, 19 BMNH. Araki, 24.IX.1963, M. Mc
Quillan, 1 9 BMNH. Nuna Lava, 25 km NE Dala, 200 m, 16.VI.1964, J. Sedlacek,
299 BBM. 21.VI.1984, S. Lamond, 14 cj; 13.VII.1984, 2 dg cy. Auki, 18-22.IX.
1957, J.L. Gressitt, 3 S$ 3 99 BBM; 5.VI.1964, J. & M. Sedlacek, 1 9 BBM; XII.1975,
N.L.H. Krauss, 1¢ 299 BBM. Tangtalau, 25.IX-1.X.1957, J.L. Gressitt, 1g
499 BBM. Dala, 3-24.VI.1964, J. Sedlacek & R. Straatman, 10gg4 15 99 BBM.
Fauambu, 9 km N Dala, 9.VI.1964, J. & M. Sedlacek, 253 192 BBM.
SAN CRISTOBAL I.: Bauro, Montrouzier (Horn 1936). Waimapura, 20.1V.1955, E.S.
Brown, 1 2 BMNH, 1 9 Fc. Waimasi, 29.1V.1955, E.S. Brown, 1g BMNH. Makira,
1.V.1955, E.S. Brown, 14 1 9 BMNH. Kira Kira, 24.I1V.1962, P. Greenslade, 1 9
BMNH. Ravo, 24.1V.1964, M. McQuillan, 19 BMNH. Wairahu River, 0-400 m,
9-15.V.1964, J. Sedlacek, 26 gg 18 99 Bam. Huni River mouth, camp 4, 12.VIII.
1965, Roy. Soc. Exped., 15 BMNH. Wugiroga, 8.VIII.1960, C.W.O’Brien, 1 9
BBM. Kira-Kira, 5-11.XI.1964, R. Straatman, 4¢¢ 2 292 BBM; XII.1975, N.L.H.
Krauss, 1g 3 92 BBM; XII.1976, N.L.H. Krauss, 263 19 BBM; 3-4.XI.1980,
J.L. Gressitt, 19 BBM.
THREE SISTERS IS.: Malau Paina, 25.1V.1955, E.S. Brown, 16 1% BMNH.
SANTA CATALINA I.: 23.1V.1955, E.S. Brown, 13 BMNH.
BELLONA I.: Matahenua, 29-30.XI.1953, J.D. Bradley, Rennell I. Exped., 15 299
BMNH, 14 Fc; 20-21.XI.1955, E.S. Brown, 2 dd BMNH.
RENNELL I.: Kangara, 29.X.1963, P.J. Greenslade, 1g BMNH.
Altro materiale: VII-VIII.1909, W.W. Froggatt, 254 1 9 anic. W.W. Frog-
gatt collection, 2 4g 2 £9 ANITC.
4. Therates basalis Dejean
Therates basalis DEJEAN 1826, Species Coléopt. 2, p. 437 [« Ile de Waigiou,
a l’ouest de la Nouvelle-Guinee ]);
Therates basalis; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers 12, p. 5.
Questa specie tipicamente neo-guineana è presente anche nelle
Solomons sia con la forma tiponominale che con due sottospecie ende-
miche, descritte da Horn nel 1930. Le tre forme sono così distribuite:
ssp. basalis s. str.. Caratterizzata da elitre apicalmente metalliche,
segmenti addominali testacei e parti sternali metalliche. Gli esemplari
delle Solomons mostrano in genere una macchia basale lunga, inglo-
bante anche i calli postomerali, ed estesa fino a circa un terzo della lun-
ghezza elitrale; tuttavia quelli di San Cristobal I. da me visti presen-
tano tutti una macchia basale corta, con callo postomerale metallico,
ed appaiono inoltre di dimensioni molto più piccole. È curiosa inoltre
la provenienza da Bougainville I. sia di esemplari della forma tipica
che di due esemplari della ssp. simpliflavescens W. Horn: non è da e-
scludersi, nel secondo caso, un errore di cartellino.
518 F. CASSOLA
Materiale esaminato: 81 esemplari.
BOUGAINVILLE I.: Simba Mission, 26.VI.1956, E.J. Ford Jr., 15 BBM; 28.VI-22.VII.
1956, E.J. Ford Jr. 15 BBM. Kukugai, 500 ft, 1.1961, 1 2 anic. Konga, II.1961.
13 19 anic. Boku, 2-5.VI.1956, virgin forest, J.L. Gressitt & E.J. Ford Jr.,
544 4 29 BBM. Buin, 2.VI.1956, J.L. Gressitt, 154 1 BBM. Mutahi, 700 m, 18 km
SE Tinputz, 1-7.III.1968, R. Straatman, 19 BBM. Kokure, nr. Crown Prince
Ra., 900 m, 10.VI.1956, J.L. Gressitt, 16 BBM.
SHORTLAND IS. (Horn 1936).
SANTA ISABEL I.: Kolotuve, 15.VI.1960, C.W. O’Brien, 164 Fc. Molao, 29.VI.1960,
C.W. O’Brien, 1 2 BBM. Rasa, 20.111.1963, M. McQuillan, 1 3 BMNH; 26.1V.1963,
M. McQuillan, 3 99 BMNH; 9.III.1964, M. McQuillan, 19 BMNH. Holokama,
4.111.1964, 1g BMNH. Buala, 2.1.1965, M. McQuillan, 1¢ BMNH. 3 mls. W of
Cockatoo Islands, 20.IX.1965, Roy. Soc. Exped., laterite slope and fringe of
Casuarina forest, 19 BMNH. Tatamba, 30.IX.1965, Roy. Soc. Exped., wooded
hillside behind resthouse, 1g BMNH; 2.X.1965, Roy. Soc. Exped., village garden,
dead fallen trees, 1g Fc; 6.X.1965, Roy. Soc. Exped., low vegetation, village gar-
den, 19 BMNH; 30.VIII-15.IX.1964, R. Straatman, 264 2 99 BBM. Tamatahi,
2.VII.1960, C.W. O’Brien, 1 £ BBM. Hageulu, 600-650 m, 10.IX.1964, R.
Straatman, 1g BBM.
FLORIDA IS.: Small Nggela I., Hanavaivine, 15.X.1960, C.W. O’Brien, 1g BBM. Nggela
I., Haleta, 200-250 m, 4-16.X.1964, R. Straatman, 7 dd 19 Bam, 24d 2 99 FG;
Gairava, M’boli Passage, 13.X.1960, C.W. O’Brien, 1 2 BBM; Takopekope, 12.IX.
1960, C.W. O’Brien, 1 3 BBM.
MALAITA I.: Dala, 50m, 9-14.VI.1964, J. & M. Sedlacek, 1g 192 BBM. Tanon (?),
P. Greenslade, 2 dS BMNH. Nuna Lava, 25 km NE Dala, 16.VI.1964, J. Sedlacek,
353 2 22 BBM. Tangtalau, 26-30.IX.1957, J.L. Gressitt, 2 22 BBM. Tangtalau-
Kwalo, 30.IX.1957, J.L. Gressitt, 19 BBM. Auki-Tangtalau, 23.1X.1957, J.L.
Gressitt, 14 BBM.
SAN CRISTOBAL I.: Wairahu River, 0-400 m, 9-16.V.1964, J. Sedlacek, 8 gg 4 29 BBM,
233 Fc. Pooma, 0-30 m, 16-17.V.1964, J. Sedlacek, 1g BBM. Wugiroga, 9.VIII.
1960, C.W. O’Brien, 1g BBM.
ssp. simpliflavescens W. Horn, 1930 (Wien. ent. Zeit. 47, p. 3).
Descritta di Guadalcanal, differisce dalla razza tiponominale per avere
l’apice delle elitre testaceo. ‘TANNER (1951) l’ha citata anche delle Ad-
miralty Islands.
Materiale esaminato: 102 esemplari.
BOUGAINVILLE I.: 1956, J.L. Gressitt, 15 BBM, 1g Fc.
CHOISEUL I.: Malangona, 25.III.1963, P. Greenslade, 14 BMNH; 10m, 5.III.1964,
P. Shanahan, 1 2 BBM. Kitipi River, 80m, 17.I1II.1964, P. Shanahan, 16 2 99
BBM. Kolombangara R., 20.I1II.1964, P. Shanahan, 164 19 BBM.
VELLA LAVELLA I.: Ulo Crater, 10 m, 28.XI-17.XII.1963, P. Shanahan, 6 gg 4 99 BBM.
Pusisama, 17-29.XI.1963, second growth clearing, P. Shanahan, 263 2 99 BBM.
GUADALCANAL I. (Horn 1930): Lunga, III.1932, R.A. Lever, 19 BMNuH; IV.1932,
R.A. Lever, 2g3 5 92 BMNH, 145 19 Fc. Tenam (?), II.1932, R.A. Lever, 1g
19 BMNH. Tenaru, IV.1932, R.A. Lever, 19 BMNH; 7.XI.1954, E.S. Brown,
19 BMNH. Tenaru River, 25 m, 15.IX.1957, J.L. Gressitt, 263 1 9 BBM. Berande,
27.X1.1954, E.S. Brown, 164 BMNH. Tapenanje, c. 1100 ft, 16-20.XII.1953, J.D.
Bradley, Rennell. I. Exped., 1¢ 2 99 BMNH, 1 9 rc. Ilu, 6.V.1956, E.S. Brown,
255 BMNH. Suta, 500-1200 m, 27.VI.1956, J.L. Gressitt, 4g4g BBM. Suta-Gold
Ridge, Jonapau, 1100 m, 26.VI.1956, J.L. Gressitt, 1g Fc, 1 2 BBM. Gold Ridge,
500 m, 22-24.VI.1956, J.L. Gressitt, 2g¢ 222 BBM; 600m, 23.VI.1955, J.L.
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 519
Gressitt, 1g BBM; 20.IX.1958, P.E. Fenemore, 2 gd BMNH, 1¢ Fc. Mt. Austen,
2.111.1958, P.G. Fenemore, 2 92 BMNH; 5.IX.1963, M. McQuillan, 1¢ BMNH.
Lame, nr. Mt. Tatuve, 18.V.1960, C.W. O’Brien, 13 BBM. Paripao, 22.V.1960,
C.W. O’Brien, 1 2 BBM. Nalimbiu River, 12.IX.1963, M. McQuillan, 14 BMNH.
Tambalia, 30 km W Honiara, 22.V.1964, R. Straatman, 1g BBM. Kolosulu, 20.V.
1960, C.W. O’Brien, 1 2 BBM. Kolosulu-Paripao, 21.V.1960, jungle track, C.W.
O’Brien, 19 BBM. Munda, 14-15.VII.1959, J.L. Gressitt, 253 3 99 BBM. Te-
namba, 7.X.1957, J.L. Gressitt, 1g 19 BBM. Avu Avu, 8.X.1981, J.L. Gressitt,
15 BBM. Kiwi Creek, 7.VII.1944, H.E. Milliron, 19 BBM. Roroni, 35 km E Ho-
niara, 11-15.V.1964, R. Straatman, 4g¢¢ BBM. Betikama R., VIII.1960, W.W.
Brandt, 3 63 2 99 BBM. Tadhimboko, X.1970, N.L.H. Krauss, 263 3 99 BBM.
Honiara, 4.VII.1966, Y. Kondo, 1g BBM; 22.1V.1964, R. Straatman, 13 BBM.
UGI I. (HoRN 1936).
Altro materiale: VII-VIII.1909, W.W. Froggatt, 1g 2 22 anic. W.W. Frog-
gatt collection, 2 gd anic. II.1932, R.A. Lever, 1g 19 BMNH.
ssp. duploflavescens W. Horn, 1930 (Wien. ent. Zeit. 47, p. 3).
Descritta genericamente delle Solomons [«Insulae Salomonis (sine
indicatione speciali) »], questa sottospecie è risultata endemica delle
New Georgia Islands, confermando l’autonoma fisionomia faunistica
che questo gruppo insulare tende a mostrare in molti casi. Al pari di
simpliflavescens, essa mostra una macchia basale lunga e l’apice delle
elitre testaceo, ma si differenzia per avere anche le parti sternali testacee.
Materiale esaminato: 62 esemplari.
KOLOMBANGARA I.: Hunda, 20.VIII.1963, P. Greenslade, 3 gg 19 BMNH. Sandfly
Harbor, 5-200 m, 6-8.VII.1964, J. & M. Sedlacek, 6 dd BBM, 1g Fc. Ringgi Cove,
X1.1976, N.L.H. Krauss, 19 BBM. Gizo, XI-XII.1980, N.L.H. Krauss, 1g 2 99
BBM.
VONA VONA I. (WANA WANA): 16.VIII.1963, P. Greenslade, 243 1 2 BMNH, 1g 1 @ Fe.
NEW GEORGIA I.: Munda, 1-30 m, 20.VII.1959, J.L. Gressitt, 1g BBM, 1g Fc; 18.
VIII.1963, P. Greenslade, 1 9 BMNH. 2 mls. W of Lamberte, 1.IX.1965, Roy. Soc.
Exped., coastal vegetation, 2 92 BMNH. XI.1970, N.L.H. Krauss, 1g 19 BBM;
XI.1975, N.L.H. Krauss, 4gg 6 99 BBM; XI.1976, N.L.H. Krauss, 1g 4 29
BBM; XI-XII.1980, N.L.H. Krauss, 4gg 8 22 BBM; II.1984, N.L.H. Krauss,
1g 19 BBM.
RENDOVA I.: 9.X.1954, E.S. Brown, 14 BMNH. Egolo, 16.VII.1959, J.L. Gressitt, 3 Sg
19 BBM. NE end, 18.VII.1959, J.L. Gressitt, 1g BBM.
5. Therates rennellensis Brouerius van Nidek
Therates rennellensis BROUERIUS VAN NIDEK 1968, Entom. Medd. 36, p. 235
[« Salomonen, Rennell »].
Specie descritta della Rennell I., sulla base di una piccola serie di
10 esemplari. BRoUERIUS VAN NIDEK (1968) la considera simile a Th.
fasciatus (Fabricius), ma il collega J. WIESNER (1986, com. pers.), che
sta curando una revisione dell’intero genere, l’accosta piuttosto a Th.
basalis Dejean. Per parte mia non ho esaminato alcun materiale, né
conosco la specie.
520 F. CASSOLA
L’isola Rennell, insieme a Bellona I., si trova in posizione meri-
dionale e un po’ eccentrica rispetto al resto delle Solomons.
RENNELL I.: Niupani; Hutuna; Tigoa (BROUERIUS VAN NIDEK 1968).
Subtribus CICINDELINA W. Horn 1908
6. Lophyridia sanguineomaculata (Blanchard)
Cicindela sanguineomaculata BLANCHARD 1853, Voyage Pole Sud, Zool. 4,
Va ae ee Dal sanguineo-maculata; Horn 1936, Bernice P. Bishop
Mus. occas. Papers 12, p. 7;
Lophyridia sanguineomaculata; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 31.
Specie endemica delle Solomons, considerata da Horn (1926,
1936) come semplice sottospecie di decemguttata Fabricius, ma elevata
da RIvALIER (1963) al rango di buona specie. Il colore è in genere scuro,
talvolta quasi nero, con il disegno elitrale non sempre apparente. Gli
esemplari dell’isola Savo differiscono però nettamente per la loro colo-
razione verde-blu e per la quasi totale assenza delle macchie elitrali, e
vengono più sotto separati come nuova sottospecie. È singolare inoltre
una serietta omogenea di esemplari raccolta a Kolotuve-Sukapisu (Santa
Ysabel I.), che mostra costantemente la presenza di una lunula apicale
e talvolta anche di una piccola macchia marginale posteriore, assomi-
gliando così molto, salvo che per la forma delle macchie discali centrali,
alla congenere L. decemguttata urvillei (Dejean) della Nuova Guinea.
Gli altri esemplari di Santa Ysabel I. da me visti sono però del tutto
normali, e il significato della variazione non è dunque chiaro.
È da segnalare inoltre che, attaccato alle zampe di un g di Ho-
niara (Guadalcanal), ho reperito, come spesso accade per i materiali
di provenienza tropicale, una formica, della specie Anoplolepis longipes
(Jerdon) (det. R.W. Taylor).
Materiale esaminato: 337 esemplari.
TREASURY IS.: Mono I., 6-11.XI.1980, J.L. Gressitt, 2 9£ BBM.
CHOISEUL I.: Malangona, 25.VIII.1963, P. Greenslade, 3 gg 19 BMNH, 16 Fc; 2-5.
III.1964, P. Shanahan, 2644 2 99 BBM.
VELLA LAVELLA I.: 21.VIII.1963, P. Greenslade, 1g Fc, 1 9 BMNH. Biporo, 1 m, 15.XI.
1963, P. Shanahan, 2 99 BBM. Kundurumbangara, 80 m, 15.XI.1963, P. Shana-
han, 763 4 99 BBM. Pusisama, 17-18.XI.1963, L. & M. Gressitt, 4gg3 19 BBM;
29.X1.1963, P. Shanahan, 19 BBM. Ulo Crater, 10m, XII.1963, P. Shanahan,
19 BBM; 9.XII.1963, P. Shanahan, 16 Fc, 2 99 BBM.
cIZO 1.: 50-120 m, 16-26.1V.1964, J. Sedlacek 2 99 Bam; 20.1V.1964, J. Sedlacek,
13 js.
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 521
KOLOMBANGARA I.: Pepele, 0-30 m, 3.1.1964, P. Shanahan, 2 dg 1 2 BBM, 1g FC; 7.II.
1964, P. Shanahan, 15 12 BBM. 1 ml. inland from Kuzi, camp 1, 7.IX.1965,
Kolombara River, Roy. Soc. Exped., black light, 19 BMNH. Kikindu, 0-100 ra,
1.1974, N.H.L. Krauss, 3 gg 2 99 BMNH, 1 ® Fc. Ringgi Cove, XI.1976, N.L.H.
Krauss, 3 gg 2 92 BBM. Kukundu, 8-10.VII.1959, J.L. Gressitt, 243 3 99 BBM.
RENDOVA I.: W.M. Mann, 1 2 Fc. NE end, 16.VII.1959, J.L. Gressitt, 1g 2 99 BBM.
Buruku, summit of Rendova Pk., 1050m, 17.VII.1959, J.L. Gressitt, 1g 19
BBM. 17.VIII.1963, P. Greenslade, 15 19 BMNH. Egolo, 16.VII.1959, J.L. Gres-
sitt, 1 9 BBM.
NEW GEORGIA I.: Rubiana, C. Ribbe, 6 gg 5 9? zmB, 15 Fc (Horn 1936). VIII.1986,
1g as. Munda, XI.1975, N.L.H. Krauss, 463 6992 BBM; XI.1976, N.L.H.
Krauss, 1g 1 2 BBM; XI.1980, N.L.H. Krauss, 2 99 BBM; II.1984, N.L.H. Krauss,
263 19 BBM.
SANTA ISABEL I.: Buala, 27.VI.1960, C.W. O’Brien, 19 BBM; 16.XII.1964, M. Mc
Quillan, 19 BMNH. Rasa, 30.1V.1963, M. McQuillan, 16 BMNH; 20.VIII.1963,
M. McQuillan, 1 9 BMNH. Tatamba, 20.1X.1963, P. Greenslade, 1g BMNH; 29.IX.
1965, wooded hillside behind resthouse, Roy. Soc. Exped., 1 2 BMNH; 6.X.1965,
village garden, Roy. Soc. Exped., 2 22 BMNH. Regi, 10.XII.1964, M. McQuillan,
1g 19 BmNH. 3 mis. W of Cockatoo Islands, 20.IX.1965, Roy. Soc. exped., la-
terite slope and fringe of Casuarina forest, 2 gg 2 99 BMNH, 1g 19 Fc. Hageulu,
600-650 m, 10.IX.1964, R. Straatman, 3 gg 3 22 BBM. Kolotuve-Sukapisu, 17.VI.
1960, jungle track, C.W. O’Brien, 7gg 19 BBM, 4gg Fc.
FLORIDA Is.: Tulagi I. (Horn 1936); 23.1V.1922, E.A. Armitage, 1g BMNH. Small
Nggela I., Vunuha, 19.IX.1960, C.W. O’Brien, 1g BBM. Nggela I., Haleta, 0-
250 m, 10-15.X.1964, R. Straatman, 2 gd 4 99 BBM, 1 2 Fc. Sule I., Mbomorole,
28.X.1981, J.L. Gressitt, 453 19 BBM.
GUADALCANAL I.: XII.1920-II.1921, J.A. Kusche, Helms collection, 8 gg 14 99 BBM.
VII.1944, E. Reimschiissel, Doyle Taylor & D. Elden Beck (TANNER 1951). C.H.
Foggitt coll., 192 rc. Honiara, 8-19.1X.1953, J.D. Bradley, Rennell I. Exped.,
253 19 BMNH; 13-16.X1.1953, J.D. Bradley, 7 gg 8 22 BMNH, 1g Fc; 0-200 m,
XII.1973, N.H.L. Krauss, 2¢¢ 2 92 BMNH, 1g 19 Fc; 7.XI.1961, P.J. Green-
slade, 1g Fc; 19 js. Honiara, Mamar River, 7.X1.1961, P.J. Greenslade, 4 gd
3 22 BMNH. Honiara, Kukum, 20.11.1962, P.J. Greenslade, 1g 19 BMNH. Ta-
penanje, c. 1100 ft, 10-23.XII.1953, J.D. Bradley, Rennell I. Exped., 4gg 2 99
BMNH. Gold Ridge, 2-3000 ft, 20.IX.1958, P.G. Fenemore, 19 BMNH. Tokan-
boro, 11.XII.1954, E.S. Brown, 164 BMNH. Poha River, 5m, 2.VII.1956, J.L.
Gressitt, 3 gg 4 9° BBM. Mamara, 25.1V.1964, M. McQuillan, 19 BMNH. Lame,
nr. Mt. Tatuve, 300 m, 18.V.1960, C.W. O’Brien, 1g 1 BBM. Roroni, nr. Te-
tere, 11-24.V.1960, C.W. O’Brien, 19 Fc, 263 2 99 BBM. Roroni, 35 km E of
Honiara, 30 m, 7-10.V.1964, R. Straatman, 4 22 BBM, 1 2 Fc. Tathimani, 14.V.
1960, light trap, C.W. O’Brien, 1g BBM. Betikama River, VIII.1960, W.W.
Brandt, 2 gg 12 BBM. Tambalia, 35 km W of Honiara, 30 m, 20-25.V.1964, J.
Sedlacek, 4gg 5 22 BBM, 12 Fc; 1 js. Tenaru River, 30-60 m, 25.VI.1964, J.
& M. Sedlacek, 1g BBM. Mt. Gallego, 1000 ft, 7.VII.1965, P.J. Greenslade, 1g
BMNH; camp 1, 8.VII.1965, Roy. Soc. Exped., 1g 2 99 BMNH, 1 9 Fc. Mt. Austen,
21.1.1974, N.H.L. Krauss, 14 399 BMNH. Lunga River (mouth) 26.V.1944,
H.E. Milliron, 1g BBM. Kiwi Creek, 8.VII.1944, H.E. Milliron, 2gg 19 BBM.
Metanikau R. (mouth), 21.V.1944, H.E. Milliron, 154 2 99 BBM. Tenamba, 7.X.
1957, J.L. Gressitt, 14 19 BBM. Avu Avu, 9-10.X.1981, J.L. Gressitt, 1g 1 9
BBM. Tadhimboko, XI.1972, J.L. Gressitt, 4 gg BBM.
MALAITA I.: Auki, 2-20 m, 3.X.1957, J.L. Gressitt, 1g BBM; 11.VI.1962, P. Greenslade,
14 BMNH; 10.1V.1964, M. McQuillan, 19 BmMNnu, 19 Fc. Tangtalau nr. Auki,
200 m, 30.IX.1957, J.L. Gressitt, 1 9 BBM. Rerende, 24.IX.1963, M. McQuillan,
134 BMNH. Dala, 50 m, 6-21.VI.1964, J. & M. Sedlacek, 6 Sg 9 99 BBM, 1 2 FG;
6-11.VI.1964, M.V. light trap, J.H. Sedlacek, 1g BBM; 6-13.VI.1964, Malaise
trap, J.H. Sedlacek, 14 19 BBM; 7.VI.1964, R. Straatman, 1g 19 BBM. Nuna
Lava, 25 km NE Dala, 200 m, 16.VI.1964, J. Sedlacek, 1g Bam. VI.1973, 1g Fc.
522 F. CASSOLA
SAN CRISTOBAL I.: Bauro, Montrouzier (Horn 1936). Napagiwae, 19.VIII.1960, C.W.
O’Brien, 2 299 BBM. Kira Kira, 29-30.VII.1960, C.W. O’Brien, 1g Fc, 1 9 BBM;
24.1V.1962, P.J. Greenslade, 1g BMNH. Wairahu River, 100-400 m, 9-15.V.1964,
J. Sedlacek, 2 992 BBM. Manewiriwiri, 0-50m, 20.XI.1964, R. Straatman, 1 2
BBM. Camp 2, 150 ft, 2.VIII.1965, Roy. Soc. Exped., 1¢ BBM. Makira, 14.VII.
1984, S. Lamond, 1g cj. Wugiroga, 8.VIII.1960, C.W. O’Brien, 263 BBM. Ma-
niate, 6.VIII.1960, C.W. O’Brien, 1g 19 BBM. Ahi Ahi (Rave R.), 4.VIII.1960,
C.W. O’Brien, 1g 1 2 BBM.
RENNELL I.: Hutuna, XI.1953, BMNH Rennell I. Exped., gg 22 (BaLFOUR-BROWNE
1958). Tingoa, XI.1953, BMNH Rennell I. Exped., 3 es. (BALFOUR-BROWNE 1958).
Lavangu, 12.XI.1951, Danish Rennell Exped., 3 es. (BALFoUR-BROWNE 1958).
Niupani (BROUERIUS VAN NIDEK 1968). Kangara, 29.X.1963, P.J. Greenslade, 1g
19 BMNH.
Altro materiale: W.W. Froggatt collection, 1g 12 anic. VII-VIII.1909
W.W. Froggatt, 3 gg anic. Owa Raha (Horn 1936).
ssp. savoensis nov.
Diagnosis. Specimens from Savo I. are easily recognizable
by their blue-green colouration, and elytral markings even less apparent
than in the nominal form, reduced merely to indistinct blackish tracks.
Descrizione. Gli esemplari provenienti dall’isola Savo sono
immediatamente riconoscibili tra gli altri per la loro colorazione verde-
blu chiara, con punturazioni di un blu intenso, e per avere il disegno
elitrale quasi del tutto obsoleto (specialmente la macchia subapicale),
ridotto a qualche semplice e indistinta traccia nerastra. Anche 1 solchi
trasversali del pronoto sono di un blu intenso. Si tratta di differenze
leggere ma costanti, che consentono una immediata separazione degli
esemplari di Savo I., e che sembrano dunque indicare in questa piccola
popolazione insulare una distinta sottospecie geografica.
Holotypus 3 e due paratipi 99 etichettati « Savo, 7.X.1956, E.S.
Brown, B.M. 1957-201 »; altri cinque paratipi (3 dd 2 99) etichettati
«Savo, 4.1V.1962, P.J. Greenslade, B.M. 1966-477 ». Olotipo e 5 pa-
ratipi in BMNH, 2 paratipi gg in mia collezione. Un ulteriore g, identico
ma privo di provenienza, etichettato semplicemente « Helms collection »,
in BBM.
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 523
7. Lophyridia marmorata (W. Horn)
Cicindela decemguttata marmorata W. Horn 1925, Ent. Blatter 21, p. 138
[« Bougainville et ‘insulae Salomones’ »];
Cicindela decemguttata marmorata; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus. oc-
cas. Papers 12, p. 7;
Lophyridia marmorata; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 31.
Specie rientrante anch’essa, al pari della precedente, nel tipico
« Artenkreis » di L. decemguttata (Fabricius), ma giustamente separata
da RIVALIER (1963) come specie a sè stante. I dati esistenti sembrano
confermarla come un endemita esclusivo dell’isola Bougainville, dove
sostituisce l’affine sanguineomaculata Blanchard (diffusa nel resto delle
Solomons), dando così luogo a un caso di vicarianza geografica. Sarebbe
interessante conoscere quale specie esista nell’isola Buka.
In coll. zMB esistono due gg di Bougainville (Tinputz, 22.XI.1909,
H. Schoede) riferibili a L. decemguttata urvillei (Dejean), cioè alla specie
esistente in Nuova Guinea e nell’Arcipelago Bismarck. Il dato depor-
rebbe per una simpatria tra le due specie, e confermerebbe dunque la
loro formale separazione sistematica, ma credo che esso debba piuttosto
essere imputato ad un errore di cartellino.
Materiale esaminato: 59 esemplari.
BOUGAINVILLE I.: Kieta (Horn 1936); V.1934, J.L. Froggatt, 19 BMNH. 1-6.V.1944,
A.B. Gurney, 1g usnm. Tokinoitu, 20 m, 2.VI.1956, E.J. Ford Jr., 15 19 BBM;
2.VI.1956, J.L. Gressitt, 2 99 BBM. Boku, 50 m, 4-6.VI.1956, E.J. Ford Jr., 1g
492 Fc, 499 BBM. Kokure, nr. Crown Prince Ra., 900m, 10.VI.1956, J.L.
Gressitt, 15 BBM. Kukugai Vill. (Buin), 150 m, X-XII.1960, W.W. Brandt, 6 gg
8 2° BBM, 24d 12 Fc; 1.1961, 1g 12 anic. Buin, 16.VII.1922, E.A. Armytage,
16 BMNH. Konga, II.1961, 953 7 99 anic, 2gd 19 Fc. Nr. Panguna, 800 m,
24.11.1972, T.L. Fenner, 1 2 prix. 164 2 99 zp.
8. Cylindera (Ifasina) froggatti (Macleay) (fig. 2b,e,g,h)
Cicindela froggatti MacLEay 1887, Proc. Linn. Soc. N.S. Wales 2, p. 213
[Mossman River, Queensland];
Cicindela discreta Schaum; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers
12, p. 8;
Cylindera (Ifasina) discreta; RivaLiER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 31;
Cylindera (Ifasina) froggatti bona species; CassoLa 1987, Annali Mus. civ.
St. nat. « G. Doria » Genova, 86, p. 327.
Per quanto riguarda la distinzione dalla congenere C. discreta
(Schaum), la sinonimia con longimarginalis Mandl 1970, la riesumazione
di froggatti Macleay, e il suo ristabilimento come buona specie, rinvio
a quanto già da me detto nel lavoro dedicato alla Nuova Guinea (Cas-
524 F. CASSOLA
soLa 1987). A mio parere C. froggatti può essere considerata specie a
sè stante, comprendente le popolazioni della Nuova Guinea, delle So-
lomons, e dell’Australia settentrionale. Nell’Arcipelago Bismarck e a
Bougainville essa sembra coesistere con la specie seguente. Resterebbe
da accertare a quale specie appartengono le popolazioni delle New He-
brides (Vanuatu Is.).
Nelle Solomons C. froggatti risulta presente su molte delle princi-
pali isole, e anche in qualcuna delle minori, compreso il remoto atollo
corallino di Ontong Java (Lord Howe Islands). Le popolazioni di Ma-
laita I. si differenziano dalle altre per la loro colorazione scura, quasi
nera, e vengono dunque più sotto separate come nuova sottospecie.
Materiale esaminato: 195 esemplari.
BUKA I.: Gagan, 40 m, 15.VI.1956, light trap, J.L. Gressitt, 1g BBM.
BOUGAINVILLE I.: 1.VII-15.X.1944, A.B. Gurney, 1g 5 22 USNM.
VELLA LAVELLA I.: Ulo Crater, 10m, 21.XII.1963, P. Shanahan, 2 292 BBM.
KOLOMBANGARA I.: Ringgi Cove, XI.1976, N.L.H. Krauss, 1g BBM.
SANTA ISABEL I.: Sukapisu, 900m, 18.VI.1969, C.W. O’Brien, 1g BBM. Tamatahi,
450 m, 2.VII.1960, C.W. O’Brien, 1g BBM. Tatamba, 20.IX.1963, P. Greenslade.
1g Fc, 19 BMNH.
FLORIDA ISs.: Tulagi I. (Horn 1936, sub discreta Schaum).
GUADALCANAL I.: I-II.1921, J.A. Kusche, Helms collection, 14¢¢ 2 92 Bam. VIII.
1944, D.E. Beck, 5 es. (TANNER 1951). Honiara, 13.IX-8.X.1953, J.D. Bradley,
8534 29 29 BMNH, 344 2 99 Fc; 30.1V.1964, J. & M. Sedlacek, 15 BBM; 1978,
J.H. Sedlacek, 1 g 2 99 Js. Ilu Farm, 26.X11.1953, J.D. Bradley, Rennell I. Exped.,
19 BMNH. Ilu, 6.V.1956, E.S. Brown, 463 4 99 BMNH, 1¢ 1 2 Fc; 14.11.1964,
M. McQuillan, 1 £ BMNH; 2.1V.1964, M. McQuillan, 1 BMNH. Betikama River,
VIII.1960, W.W. Brandt, 1 3 Fc, 2 99 BBM. Roroni, 35 km E of Honiara, 8.V.1964,
R. Straatman, 1 2 BBM. Roroni, nr. Tetere, 10-24.V.1960, C.W. O’Brien, 14 19
BBM, 1 2 Fc. Nalimbiu River, 1.1II.1963, P. Greenslade, 18 gg 18 99 BMNH, 3 gg
19 Fc; 23.X11.1963, M. McQuillan, 1 £ BMNH. Tenaru, 9.XII.1962, P. Greenslade,
16 BMNH. Tenaru River, 25 m, 3.V.1964, J. Sedlacek, 1g BBM. Kukum, 20-29.V.
1963, P. Greenslade, 2 99 BMNH; 27.XII.1963, E.S. Brown, 1 £ BMNH; IV.1965,
P. Greenslade, 19 BMNH. Rice Field, XII.1965, M. McQuillan, 1g BMNH. Ma-
mara, Gaudaia ( ?), 25.V.1922, E.A. Armytage, 1 9 BMNH. Tadhimboko, XII.1975,
N.L.H. Krauss, 14 BBM.
SAN CRISTOBAL I.: Wugiroga, 8.VIII.1960, C.W. O’Brien, 3 dd 2 92 BBM, 16 1 @ Fe.
Napagiwae, 18.VIII.1960, light trap, C.W. O’Brien, 1g BBM. Wairahu River,
0-400 m, 9-16.V.1964, J. Sedlacek, 1g 19 BBM. Camp 2, 150 ft, 28.VII.1965,
black light, Roy. Soc. Exped., 19 BMNH. 1978, J.H. Sedlacek, 1 £ Js.
ONTONG JAVA ISs.: Leuaniua I., 29.IX.1953, J.D. Bradley, Rennell I. Exped., 2 gg
799 BMNH, 1g 1 @ Fc.
ssp. malaitae nov.
Diagnosis. All the specimens coming from Malaita I. appear
to be very dark, nearly black, thus immediately recognizable from the
others. These differences appear to have a racial value.
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 525
Descrizione. Tutti gli esemplari da me visti provenienti da
Malaita I. sono immediatamente riconoscibili e separabili dagli altri
per la loro colorazione scuro-opaca, quasi nera, e per la banda marginale
delle elitre leggermente meno allungata. La costanza di questi caratteri
sembra assumere presso questa popolazione un preciso valore razziale,
per cui mi sembra appropriato designare la medesima come una di-
stinta sottospecie.
Holotypus g e 31 paratipi Sg 92 di MALAITA 1.: Dala, 50m, 6-
19.VI.1964, J. & M. Sedlacek, 6 Sg 17 99; 2-6 km N of Dala, 80-250 m,
22.V1.1964, J. & M. Sedlacek, 1 9; 12 km NE of Dala, 300 m, 17.VI.
1964, J. & M. Sedlacek, 19; Auki, 20m, 1-2.VI.1964, light trap, J.
& Mi. Sedlacek, 1¢ 19; Auki, 31.V.1978, J. Sedlacek, 1g 19; Ma-
laita, V.1972, J. Sedlacek, 3 99. Olotipo e 19 paratipi in BBM, 9 para-
tipi in mia coll., 3 paratipi in coll. Js.
La specie risulta citata di Malaita I. (sub discreta Schaum) anche
da Horn (1936): Maita I. (sic!), Suu.
9. Cylindera (Ifasina) spinosa (W. Horn) (fig. 2c,d,f,1,k)
Cicindela discreta spinosa HORN 1905, Syst. Ind. Cic., Deutsche ent. Zeitschr.
p. 40 [« Neu-Pommern: Kinigunang, C. Ribbe ];
Cicindela discreta ? Aberration spinosa; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus.
occas. Papers 12, p. 8;
Cylindera spinosa; BROUERIUS VAN NIDEK 1968, Entom. Medd. 36, p. 236.
Anche a proposito di questa specie, e della sua distinzione da frog-
gatti, rimando a quanto ho gia detto nel lavoro sulle Cicindele della
Nuova Guinea (CassoLa 1987). Si tratta di due specie certamente di-
stinte che almeno a Bougainville e a Manus sembrano convivere. Delle
due, C. spinosa appare più prossima alla vera discreta Schaum (descritta
di Celebes), dalla quale è separata tuttavia da un largo iato geografico
dove (Nuova Guinea) sembra presente solo froggatti. La sua distribu-
zione geografica è comunque singolare, interessando solo la New Britain
e Bougainville, nonché Manus nelle Admiralty Is. (BROUERIUS VAN
NIpEK 1968) e Nusa I. (Horn 1936).
Materiale esaminato: 66 esemplari.
BOUGAINVILLE I.: Boku, 50 m, 4-6.VI.1956, E.J. Ford Jr., 4gd 2 22 BBM. Waitabuna,
6.VI.1956, E.J. Ford Jr., 5 gg BBM. Kokure, nr. Crown Prince Ra., 900 m, 9-11.VI.
1956, E.J. Ford Jr., 1g 4 29 Bam, 2653 Fe. Kukugai Vill., 150 m, XI-XII.1960,
W.W. Brandt, 16g3 23 29 BBM, 299 Fc; 17.X.1960-2.11.1961, W.W. Brandt,
1g 1% anic, 1 9 Fc. Konga, II.1961, 253 anic, 19 rc. Mutahi, 700 m, 18 km
SE Tinputz, 22-29.11.1968, R. Straatman, 1g BBM.
526 F. CASSOLA
10. Cylindera (Ifasina) salomonica n.sp. (fig. 2a)
Diagnosis. A small Cykndera, similarly sized as froggatti,
but more slender, narrower, with slightly more convex elytra; colour
fully emerald-green, without any apparent elytral markings. Coupling
sulci hardly noticeable, nearly missing. Sutural spina well developed
and rather long. 4 unknown.
Descrizione. Capo con occhi grandi e sporgenti, verde-
dorato sulle orbite, sulle guance e sopra l’attaccatura delle antenne, bruno
violaceo sul vertice e sul collo; guance con pubescenza bianca sparsa e
piuttosto lunga. Scultura molto fine e regolare; guance e orbite oculari
fortemente striate. Labbro testaceo, breve e trasverso, con un piccolo
dentino sporgente nel mezzo; otto setole lungo il bordo anteriore. Man-
dibole piuttosto lunghe, sporgenti oltre il labbro, testacee alla base,
verde-cupreo in avanti e all’interno, più o meno brunite all’apice dei
denti. Palpi testacei con ultimo articolo verde metallico. Antenne lunghe
fin quasi alla metà dell’elitra, verde-dorato più o meno cupree sui primi
quattro articoli; articoli 5-11 bruno scuri, finemente e regolarmente
pubescenti.
Pronoto subquadrato, così largo che lungo, leggermente più stretto
in avanti, di color verde dorato con riflessi cuprei. Scultura assai fine,
appena increspata lateralmente e sui margini anteriore e posteriore. Lati
sparsamente pubescenti. Episterni verde dorati, con sparsa e lunga
pubescenza bianca più o meno coricata. « Coupling sulci » praticamente
assenti.
Elitre moderatamente convesse, a lati subparalleli, sinuate nella
parte subapicale, con spina suturale evidente e piuttosto lunga. Colore
interamente verde smeraldino, determinato dall’insieme di piccole pun-
turazioni variolose di questo colore che ricoprono la superficie elitrale
e che predominano sul colore bronzato (quest’ultimo più evidente lungo
la sutura) del fondo elitrale. Disegno elitrale totalmente assente; residua
solo un piccolissimo puntino discale scuro nel luogo dove si troverebbe
l’angolo di una ipotetica lunula mediana.
Parti inferiori verde dorate, ultimo sternite addominale bruno-
violaceo. Pubescenza bianca sviluppata su tutti i pezzi metatoracici e
ai lati delle coxae, più corta, sottile e regolare sugli sterniti addominali.
do sconosciuto.
Lunghezza: 9 7.5 mm (senza labbro).
527
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS
“WU ] :e]jeos Ip nuswIdog ‘(*‘p) OIqqe] ‘oeIrijo OUSaSIP :‘] o][TAUTeSNOg
‘Tesnyny IP è ‘(1‘7°0) oIqge] ‘osvopa ‘ojezijo ousasip :‘] efpaureSnog ‘ainyoyy Ip £ ‘(usoH ‘M) vsowdgs (vusvfr) vispuyti ‘(U)
OIQge] :I9ANT NIQUUITEN ‘’] [euesjepeny Ip 3 ‘(8‘0°q) o1qqe] ‘oseape ‘ojemijo OusasIp :‘] |eqoisimt) ueg ‘eSoriSnm Ip P ‘(AeSpern)
11103304f (vusv/7) vaapuydty ‘(e) sniiqey :*] [eueojepeno, ‘Tuewm@pe ], Ip & sndAjojoy ‘ds ‘u vou0wmojvs (vusof$) vaapuytD - 7 ‘314
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528 F. CASSOLA
Holotypus 9 di GUADALCANAL I.: Tathimani, 14.V.1960, light trap,
C.W. O’Brien, in coll. BBM.
Derivatio nominis. Il nome indica la provenienza del-
l’insetto dalle Isole Salomone (Solomon Islands).
Discussione. Il colore interamente verde-smeraldino, la
forma più snella e gracile, e l’assenza di disegno elitrale, distinguono a
prima vista salomonica n.sp. dagli esemplari di froggatti presenti in
abbondanza nelle raccolte provenienti da Guadalcanal. Altri caratteri
differenziali risiedono poi nel labbro assai più breve e trasverso, nonché
nella quasi totale assenza di « coupling sulci» (carattere sessuale fem-
minile non genitale messo in evidenza per altre specie di Cicindelidi da
FreITAG, 1974). In froggatti 1 «coupling sulci» sono invece vistosi e
marcati, e consistono in una profonda fovea lungo la rima centrale del
mesepisterno.
Il carattere relativo all’assenza di disegno elitrale dovrà essere in-
terpretato, per il momento, con maggiore prudenza, non essendo da
escludere che, una volta conosciuti più abbondanti materiali attribui-
bili alla nuova specie, possano in alcuni di essi ritrovarsi tracce, nell’olo-
tipo praticamente inesistenti, di un disegno elitrale.
L'insieme dei caratteri mi sembra rendere indubbia, pur in as-
senza di un g, l'appartenenza di salomonica alle Cylindera del subgen.
Ifasina Jeannel.
‘11. Myriochile semicincta (Brullé)
Cicindela semicincta BRULLE 1834, in SILBERMANN, Rev. Ent. 2, p. 100 [« Java »
(patria errata!)];
Goa semicincta; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers 12,
Myriochile semicincta; RIVALIER 1961, Rev. fr. Ent. 28, p. 144.
Specie a vasta ripartizione geografica, che dalla Nuova Guinea ab-
braccia anche larga parte del continente australiano, nonché diversi
arcipelaghi all’est come le Loyalty Is., le Vanuatu (New Hebrides) e
la New Caledonia (Freirac 1979, CassoLa 1987). Curiosamente per le
Solomon Islands esiste un’unica citazione, fatta da Horn (1936) per
una località (« T'ovotzian ») che non mi è stato possibile identificare
sulla carta; inoltre la specie (di solito piuttosto comune e ben rappre-
sentata tra 1 materiali di altra provenienza) non figura affatto nelle pur
ricche collezioni BBM e BMNH. Se non fosse per l’unico esemplare che
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 529
mi è accaduto di reperire (anch’esso peraltro recante dati di cartellino
alquanto sommari e poco precisi), vi sarebbe persino da dubitare circa
l'effettiva presenza della specie nelle Solomon Islands. Tale presenza
è comunque confermata ora, in sede di correzione di bozze, dal ritro-
vamento di un ulteriore esemplare proveniente dalla lontana Santa
Cruz I., all'estremo opposto, rispetto a Bougainville, dell’intero ar-
cipelago.
Materiale esaminato: 2 esemplari.
BOUGAINVILLE I.: I.1974, 1 9 Fc.
SANTA CRUZ I.: Graciosa Bay, XII.1976, N.L.H. Krauss, 1 92 BBM.
12. Polyrhanis ribbei (W. Horn)
Cicindela Ribbei Horn 1895, Deutsche ent. Z., p. 360 [« Shortlands Ins. (Sa-
lomo Archip.) »];
Cicindela ribber; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers 12, p. 8;
Polyrhanis Ribbet; RivaLIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39.
Dell’interessante e caratteristico genere Polyrhanis Rivalier — noto
fino a poco tempo fa come comprendente una trentina di specie, quasi
tutte della Nuova Guinea — era conosciuta finora delle Solomons solo
questa specie, oltreché quella subito successiva. Le mie ricerche mi
hanno portato recentemente a descrivere ben sette nuove specie della
Nuova Guinea e una della New Ireland (CassoLa 1987), e ora con il
presente lavoro ne aggiungo altre cinque, tutte endemiche delle Solo-
mons, che portano il totale delle specie appartenenti al genere a ben 41
(fig. 8).
Per le Solomons i dati esistenti erano davvero scarsissimi. C. ribbez
risultava descritta da Horn nel 1895 sulla base di due soli gg della Short-
land I., e mai più ripresa in seguito. Nel 1937 lo stesso Horn descriveva
la specie di cui appresso in base a pochi altri esemplari. Nessun altro
esemplare del gruppo risulta più citato dell’arcipelago. L’esame dei
tipi appariva perciò necessario, e nel caso di ribbe: mi è stato fortunata-
mente possibile prendere visione (in DEI e zMB) di entrambi i sintipi,
ad essi comparando molti altri esemplari del BBM che, pur tenendo conto
di una certa variabilità nelle dimensioni e nel disegno elitrale, possono
essere attribuiti alla stessa specie.
P. ribbei, assieme alle due specie seguenti, appare costituire un
gruppo omogeneo di forme strettamente affini, apparentemente accan-
tonate su isole diverse e forse tuttora in fase di attiva evoluzione. Il
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 34
530 F. CASSOLA
disegno elitrale, molto simile a quello di P. paulae mihi della Papua
New Guinea (CassoLa 1987), è stato gia figurato da Horn (1938, tav.
60, fig. 5); è da osservarsi solo che nella maggior parte degli esemplari
di Bougainville la macchia subapicale appare collegata sottilmente alla
lunula apicale.
Materiale esaminato: 48 esemplari.
BUKA I.: Buka Agric. Sta., 6-10.XII.1959, T.C. Maa, 1 9 BBM.
BOUGAINVILLE I.: Boku, 50 m, 3-6.VI.1956, E.J. Ford Jr., 6gg 6 99 BBM, 3 dd 1 2 Fe.
Waitabuna, 6.VI.1956, E.J. Ford, Jr., 2 92 Bam, 1g Fc. Mosigeta, 25 m, 3.VI.
1956, J.L. Gressitt, 2 99 BBM. Mumurai, 400m, 7.VI.1956, J.L. Gressitt, 1 2
BBM. Kokure nr. Crown Prince Ra., 900m, 8-11.VI.1956, E.J. Ford Jr., 564
3 99 BBM, 2g3 19 Fc. Kukugai Vill. (Buin), 150m, XII.1960, W.W. Brandt,
1g 19 Bam; 17.X.1960-2.11.1961, W.W. Brandt, 19 anic. Mutahi, 1100 m,
II.1968, R. Straatman, 1g BBM. Torpanos, 200m, 6 km W Tinputz, 22-29.II.
1968, Malaise trap, R. Straatman, 1g BBM. 1974, J. Sedlacek, 14 19 Js.
SHORTLAND IS.: Shortlands Ins., C. Ribbe, 1g DEI (paratypus), 1g zmB (holotypus).
CHOISEUL I.: Malangona, 10 m, 5.III.1964, P. Shanahan, 1 2 BBM. Kitipi River, 80 m,
17.111.1964, P. Shanahan, 16 2 99 BBM, 1% Fc.
13. Polyrhanis plurigemmosa (W. Horn)
Cicindela plurigemmosa Horn 1937, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers 13,
p. 1 [«Solomon Islands: Tulagi, ‘Sasapi cutting’ »];
Cicindela plurigemmosa; Horn 1936, Bernice P. Bishop Mus. occas. Papers
12, p. 8 [« New Hebrides » (sic!)];
Polyrhanis plurigemmosa; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 39 [« Nouvelle-
Guinée » (sic!)].
Di questa specie, descritta da Horn (1937) di Tulagi I. nel gruppo
delle Florida Is., ho potuto esaminare sei dei sette esemplari tipici. Essi
appaiono tutti molto simili a ribbe:, differendone leggermente solo per
la forma un po’ più grande delle macchie centrali e per il color verde più
brillante delle « gemmae » elitrali. Le parti inferiori appaiono inoltre
maggiormente pubescenti, con molte setole bianche coricate non sol-
tanto sulle coxae ma anche sugli episterni e sui margini esterni degli
sterniti addominali.
Ben conoscendo la scarsa affidabilità del carattere relativo alla pu-
bescenza, che nelle Polyrhanis è di solito scarsa e più o meno obliterata
(CassoLa 1987), devo dire che plurigemmosa è ben difficile da separare
da ribbei. HORN stesso (1937) era perfettamente consapevole della prov-
visorietà delle sue conclusioni, basate com’erano essenzialmente sulla
assenza di setole sul pronoto di ribbez: « Unfortunately — egli scriveva
infatti - I have only one specimen, a type, of C. Ribbe for comparison
and I am uncertain as to whether it never has bristles on the pronotum
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 531
(my specimen has none), or on the cheeks (my specimen seems to have
one on the left cheek). If this is true, I would scarcely doubt that C.
plurigemmosa is a new species. If, however, other specimens of C. Ribbez
have bristles on the border of the pronotum and on the cheeks, I would
not hesitate to treat C. plurigemmosa as a race of C. Ribbei ».
In attesa di più ampi materiali provenienti dalle diverse isole e,
nell’impossibilità di reperire più solidi elementi di discriminazione tra
le due specie, ritengo qui la posizione separata di plurigemmosa come
del tutto provvisoria, e principalmente mantenuta solo per il marcato
isolamento geografico. Ad essa penso di poter attribuire altri due esem-
plari di Nggela I. (dello stesso gruppo delle Florida Is.) e uno di Santa
Isabel Island.
Materiale esaminato: 9 esemplari.
SANTA ISABEL I.: Tatamba, 0-50 m, 31.VIII.1964, sweeping, R. Straatman, 1 2 BBM.
FLORIDA IS.: Tulagi jungle, 16.XII.1934, H.T. Pagden, 14 19 pei (sintipi); Sasapi
cutting, 25.XII.1934, H.T. Pagden, 2gg DEI, 264 BMNH (sintipi). Nggela I.,
Haleta, 200-250 m, 10.X.1964, Malaise trap, R. Straatman, 1g BBM, 1g Fc.
14. Polyrhanis cristobalica n.sp. (fig. 3)
Diagnosis. A Polyrhanis of the ribbei-group, differing by the
larger size, the longer aedeagus, the wider elytral markings, and the
peculiar shape of male mandibles.
Descrizione. Capo grande, distintamente striato sulle or-
bite, di color verde bronzato con riflessi cuprei o bluastri. Guance spar-
samente pubescenti in alcuni esemplari, con setole quasi del tutto obli-
terate in altri. Labbro breve, trasverso, quasi troncato nel mezzo e un
po’ sinuato nel g, con un dente centrale sporgente nella 9. Mandibole
del 3 ispessite e fortemente smarginate all’infuori e in basso lungo la
loro curva apicale esterna, con il primo dente interno largo, leggermente
rivolto all’insù; di forma normale nella 9. Scapo e articoli 2-4 delle
antenne verde-blu metallico con riflessi violetti, articoli 5-11 scuri e
finemente pubescenti.
Pronoto subquadrato, leggermente ristretto all’indietro, dello stesso
colore del capo; alcune setole bianche coricate presso i margini laterali.
Elitre scure, bruno-porpora, con numerose « gemmae » verde bril-
lanti sparse sulla loro superficie. Disegno elitrale simile a quello di pluri-
gemmosa, con macchie discali piuttosto grandi e lunula apicale più al-
532 F. CASSOLA
lungata, raggiungente quasi l’angolo apicale. Spina suturale presente
ed evidente in entrambi i sessi.
Parti inferiori bronzo-verdastre con riflessi verde-cianescenti. Epi-
sterni sparsamente pubescenti, al pari del metasterno, delle coxae e
dei margini esterni degli sterniti addominali. Zampe verde scuro metal-
lico, con un breve anello rufescente ai «ginocchi». Edeago lungo e
snello, leggermente sinuoso, uncinato dorsalmente all’apice.
Lunghezza: gg 8 mm, 99 8.5-9 mm (senza labbro).
Holotypus g, allotypus 9 e un paratipo 2 di SAN CRISTOBAL I.:
Wugiroga, 8.VIII.1960, C.W. O’Brien; un ulteriore paratipo g della
stessa isola, Sepen (?), III.1974, J. Sedlacek. Olotipo e allotipo in coll.
BBM, paratipi in mia coll. (FC).
Derivatio nominis. Il nome deriva dalla isola di prove-
nienza, una delle più meridionali del gruppo delle Solomons.
Discussione. Come plurigemmosa, cristobalica n. sp. ap-
partiene in tutta evidenza al gruppo di P. ribbei, ma a differenza di quella
se ne distingue nettamente per caratteri importanti come la forma del-
l’edeago e la conformazione della mandibola.
15. Polyrhanis kibbyi n.sp. (fig. 4)
Diagnosis. A small Polyrhanis, easily recognizable by its
peculiar elytral markings, metallic legs and long sutural spina; cheeks
and episterna sparsely pilose.
Descrizione. Capo finemente ma distintamente striato sulle
orbite, di color bronzo-rosato con forti riflessi verdi sul clipeo e sugli
occhi, nonché presso l’inserzione delle antenne; guance verde-blu bril-
lante, sparsamente pubescenti (4-18 setole su ciascun lato). Palpi te-
stacei, con ultimo articolo verde metallico. Mandibole testacee alla
base, verde metallico nel mezzo, bruno scure verso l’apice. Labbro
testaceo, trasverso, simile in entrambi i sessi, con un dente centrale
prominente in avanti; sei setole sensoriali in prossimità del bordo an-
teriore. Antenne piuttosto lunghe, con scapo e articoli 2-4 blu-violetti,
articoli 5-11 scuri e finemente pubescenti; una sola setola presso l’apice
dello scapo.
Pronoto subquadrato, leggermente ristretto all’indietro, di color
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 533
Fig. 3 - Polyrhanis cristobalica n. sp., paratypus g di Sepen, San Cristobal I.: habitus,
labbro, mandibola sinistra in visione laterale, edeago (a,b,d,e); allotypus £ di Wugi-
roga, San Cristobal I.: labbro (c). Segmenti di scala: 1 mm.
534 F. CASSOLA
bronzo-rosato con riflessi verdi sui lati. Superficie completamente gla-
bra, solo 1-2 setole laterali in qualche esemplare.
Elitre di color bruno-porpora, con piccole punturazioni verdi re-
golarmente distribuite su tutta la superficie, ma specialmente evidenti
nella parte anteriore tra la spalla e la macchia centrale. Sono presenti
inoltre 20-24 areole metalliche rotonde o « gemmae », piuttosto grandi,
di color verde, molto evidenti e contrastanti rispetto al color bruno
porpora del fondo elitrale. Disegno formato da due punti omerali, sot-
tilmente uniti tra loro a formare una lunula omerale; da una breve banda
centrale trasversa, non raggiungente neppure la metà dell’elitra, e bre-
vemente allungata lungo il bordo elitrale; da una macchia discale ton-
deggiante, piuttosto grande, in prossimità dell’angolo subapicale; e da
una macchietta allungata più piccola subito al di sotto di questa, all’ini-
zio della curva apicale dell’elitra. Spina suturale piuttosto lunga nei gg,
corta e leggermente ritratta nelle £9. L’allotipo 9 mostra la macchietta
subapicale molto piccola, quasi invisibile, e non presenta tracce di spec-
chio elitrale lucido nella parte anteriore dell’elitra.
Parti inferiori verde-cianescenti o blu-violette. Episterni con pu-
bescenza bianca lunga e coricata nella loro parte inferiore, così come le
coxae nella loro parte più esterna. Zampe verde-blu metallico, trocan-
teri rufescenti. Edeago affusolato, più massiccio di quello di P. rzbber,
con un leggero saliente apicale sul lato dorsale.
Lunghezza: gg 7.5-8 mm, 99 8.5 mm (senza labbro).
Holotypus 3 di GUADALCANAL 1.: Nuhu, 26.X.1965, slow flowing
pool, Roy. Soc. Exped.; allotypus 9 della stessa isola, Mt. Austen,
21.1.1974, N.H.L. Krauss. Otto paratipi di altre località pure di Gua-
dalcanal I.: Gallego, camp 1, 8.VII.1965, Roy. Soc. Exped., 2 gg;
Tapenanje, 1100 ft, 16-20.XII.1953, J.D. Bradley, Rennell I. Exped.,
233; Honiara, XII.1975, N.L.H. Krauss, 1 g; ibid., XII.1976, N.L.H.
Krauss, 1g; Lame nr. Mt. Tatuve, 300 m, 18.V.1960, C.W. O’Brien,
1 3; Kolosulu, nr. Tatuve, 19.V.1960, native garden, C.W. O’Brien, 1 g.
Un ulteriore esemplare 9, anch’esso di Guadalcanal I. (Honiara, 0-
200 m, XI.1976, N.H.L. Krauss), era stato da me scoperto nella col-
lezione AMNH di New York, e designato come paratipo, ma sfortunata-
mente è andato distrutto all’atto della restituzione al Museo di appar-
tenenza per opera di qualcuno che apparentemente ha manomesso la
scatola spedita per posta. Olotipo, allotipo e due paratipi in collezione
BMNH, tre paratipi in BBM, tre paratipi in mia coll. (FC).
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 535
Fig. 4 - Polyrhanis kibbyi n. sp., holotypus ¢ di Nuhu, Guadalcanal I.: habitus, lab-
bro, edeago (a,b,d); allotypus 2 del Mt. Austen, Guadalcanal I,: labbro (c). Segmenti
di scala; 1 mm,
536 F. CASSOLA
Derivatio nominis. Con molto piacere dedico questa
interessante nuova specie all'amico Mr. Geoffrey Kibby, già Curatore
dei Cicindelidi al British Museum (Natural History) di Londra, che
con molta cortesia mi ha inviato in studio a più riprese importanti ma-
teriali appartenenti a quella Istituzione, compresi molti degli esemplari
discussi nel presente lavoro.
Discussione. P. kibbyi n. sp. si differenzia facilmente dal
gruppo di P. ribbei per il ben diverso disegno elitrale, che ricorda piut-
tosto quello della specie neo-guineana P. olthofi (Brouerius van Nidek),
nonché per la forma differente dell’edeago (diverso anche da quello di
olthofi) (CassoLa 1987). Assieme alla specie seguente, essa forma un
gruppo distinto, noto finora solo delle isole di Guadalcanal e Malaita.
16. Polyrhanis postmarginata n.sp. (fig. 5)
Diagnosis. Very similar to P. kibby: mihi; differs by having
a shorter labrum, a very small sutural spina, testaceous « knees », and
a fully developed apical lunule. The females have a dark shining elytral
mirror transverse to the suture.
Descrizione. Molto simile a P. kibbyi mihi, di taglia e co-
lore identici; guance sparsamente pubescenti. Palpi testacei, con ultimo
articolo verde metallico. Mandibole testacee alla base, verde metallico
nel mezzo, bruno-rufescenti all’apice. Labbro testaceo, trasverso, piut-
tosto corto, ondulato sul bordo anteriore, con un dente centrale spor-
‘gente in avanti nella 9, molto piccolo e poco pronunciato nel J; sei se-
tole sensoriali in prossimità del bordo anteriore. Antenne piuttosto lun-
ghe; scapo verde metallico, articoli 2-4 blu violetti, articoli 5-11 scuri
e finemente pubescenti.
Pronoto ed elitre come in P. kibbyi mihi, dello stesso colore e con
identica scultura; «gemmae » verde brillanti piuttosto numerose ed
evidenti. Il disegno elitrale è pure molto simile, ma la lunula omerale è
divisa, e vi è inoltre una lunula apicale sviluppata e completa che giunge
fino alla sutura e che è talvolta sottilmente collegata con il punto discale
subapicale. Le 99 presentano uno specchio elitrale grande e irregolare,
scuro e lucido, situato trasversalmente alla sutura nella parte anteriore
dell’elitra. Spina suturale molto piccola in entrambi i sessi.
Parti inferiori verde-cianescenti o blu-violette. Episterni, coxae
anteriori e mediane, angoli esterni delle coxae posteriori, e primo ster-
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 537
Fig. 5 - Polyrhanis postmarginata n.sp., holotypus g di Dala, Malaita I.: habitus,
labbro, edeago (a,b,d); paratypus 9, 12 km NE of Dala, Malaita I.: labbro (c). Seg-
menti di scala: 1 mm.
538 F. CASSOLA
nite addominale pubescenti, con setole bianche coricate alquanto lunghe.
Zampe metalliche, verde-cianescenti; trocanteri e « ginocchi » testacei.
Edeago molto simile a quello di P. k:bby:, ma leggermente più grande
e con massima larghezza prima della meta.
Lunghezza: 49 7.5-8 mm (senza labbro).
Holotypus g e allotypus £ di MALAITA 1.: NW Malaita, Dala, 3.VII
e 25.VI.1964, Malaise trap, R. Straatman. Sette paratipi della stessa isola
e della stessa area: 12 km NE of Dala, 150-300 m, 17.VI.1964, J. Se-
dlacek, 2 g3 19; Nuna Lava, 25 km NE of Dala, 200 m, 16.VI.1964,
J. Sedlacek, 2g3; Dala, VI.1964, J. Sedlacek, 19; Dala, III.1974, J.
Sedlacek, 1 2. Olotipo, allotipo e due paratipi in BBM, un paratipo 9
in coll. js, quattro paratipi in mia coll. (Fc). Altri due paratipi in USNM,
etichettati: Br. Solomon Is., Ont. Malaita, 1954, W.M. Mann, 13 1 9.
Derivatio nominis. Il nome proposto per questa specie
allude alla presenza di una lunula apicale completa lungo il margine
posteriore dell’elitra, carattere che ne permette un’immediata separa-
zione dalla congenere kzbbyz.
Discussione. Si tratta di una specie molto vicina alla pre-
cedente, di cui in un primo momento avevo pensato potesse costituire
una semplice sottospecie. La scoperta presso il BBM di alcuni ulteriori
esemplari, e l’individuazione di caratteri più affidabili rispetto al sem-
plice disegno elitrale (quali la diversa forma del labbro e della spina
apicale, i « ginocchi » testacei, e la presenza di uno specchio elitrale nelle
‘29), mi hanno in seguito indotto a separarla da kibbyi e a considerarla
una specie a sè stante, endemica, a quanto pare, della sola Malaita
Island.
17. Polyrhanis sedlaceki n.sp. (fig. 6)
Diagnosis. A very distinct Polyrhanis, easily recognizable
by its particular elytral markings and the metallic shining lustre of the
elytral violet colour. Legs partially testaceous. Underside entirely
glabrous.
Descrizione. Capo grande, distintamente striato tra gli
occhi, di colore bronzato sul vertice, verde-cianescente dietro gli occhi,
con riflessi dorati sulle guance. Labbro bruno-testaceo, più largo che
lungo, esacheto, con un piccolo dente sporgente in avanti nel mezzo.
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 539
Fig. 6 - Polyrhanis sedlaceki n. sp., holotypus g di Gizo I.: habitus, labbro, edeago
(a,c,e); paratypus 9, di Gizo I.: elitre, labbro (b,d). Segmenti di scala: 1 mm.
Palpi dimorfici nei due sessi, testacei con ultimo articolo scuro metal-
lico nel g, quasi interamente scuri o tinti di violetto metallico nella 9.
Scapo bruno scuro, testaceo-rufescente all’apice; articoli 2-4 delle an-
tenne verde violetto metallico, articoli 5-11 scuri, molto finemente
pubescenti.
Pronoto grande, subquadrato, glabro, poco ristretto alla base, di
color bronzo-rosato nel mezzo, con forti riflessi verde-cianescenti presso
i margini laterali e nei solchi trasversali.
540 F. CASSOLA
Elitre forti, convesse, nero-violette lucide presso i bordi laterali e
nella parte apicale, bruno porpora sul disco, con numerose « gemmae »
verde-cianescenti su tutta la superficie, spesso parzialmente collegate o
fuse una nell’altra. Punturazioni del fondo elitrale più profonde ed
evidenti nella parte anteriore ed esterna dell’elitra; 99 prive di specchio
elitrale. Disegno per lo più ridotto ad una macchia centrale ovale e leg-
germente obliqua, non lontana dal bordo elitrale, ad un punto tondeg-
giante sotto di essa in prossimità dell'angolo subapicale, e ad una mac-
chia subapicale marginale a forma di triangolo allungato; in due 99
è presente anche una macchiolina tonda in posizione postomerale, in
due gg residua invece solo una traccia di macchia omerale, e in altri
due gg (compreso l’olotipo) sono visibili sia la piccola macchia posto-
merale che una macchietta omerale di un giallo-testaceo un po’ più
carico. L'angolo apicale appare leggermente retratto e sinuoso nella 9,
con spina suturale presente e distinta in entrambi i sessi.
Parti inferiori blu-violetto scuro, completamente glabre. Trocan-
teri e femori testacei, i secondi più o meno tinti di violetto metallico;
tibie e tarsi violetto metallico, con poche rade setole spinose. Edeago
affusolato, simile a quello di P. kzbby: mihi, ma con orlo apicale meno
rilevato dorsalmente.
Lunghezza: gg 7.5-8 mm, 99 7.5-8.5 mm (senza labbro).
Holotypus g, allotypus 9 e 11 paratipi di cizo 1. (New Georgia
Islands): 50-120 m, 16-26.IV.1964, Malaise trap, J. Sedlacek, 4g3
4 99; 20.IV.1964, J. Sedlacek, 1 9; 50 m, 28.VI.1964, J. & M. Sedla-
cek, 19; V.1974, 19; 1978, J.H. Sedlacek, 2 99. Quattro ulteriori
paratipi di KOLOMBANGARA I. (New Georgia Islands): Sandfly Harbor,
2-200 m, 7-9.VII.1964, J. & M. Sedlacek, 2 gg 2 99. Olotipo, allotipo
e sel paratipi in BBM, due paratipi in coll. Js, un paratipo in coll. Broue-
rius van Nidek (ITZ), e sei paratipi in mia coll. (FC).
Derivatio nominis. Dedico con piacere questa caratte-
ristica nuova specie al suo raccoglitore, il sig. Josef Sedlacek (Brooks-
field, Queensland, Australia), che in molti anni di ricerche ha radunato
numerosi interessanti materiali della sottoregione Papuana, tra i quali
molti di quelli discussi nel presente lavoro.
Discussione. P. sedlaceki n. sp. presenta una facies carat-
teristica e assai distinta, che la rende inconfondibile tra tutte le specie
congeneri, e tra quelle delle Solomons in particolare. È interessante
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 541
notare che la specie sembra ristretta al gruppo insulare della New Geor-
gia, che conferma cosi di possedere una fisionomia faunistica abbastanza
particolare rispetto a tutte le altre isole dell’arcipelago.
18. Polyrhanis latipalpis n.sp. (fig. 7)
Diagnosis. A very distinct Polyrhanis, superficially similar
to the New Guinean species P. variolosa (Blanchard) and P. innocens
(W. Horn) as to the elytral markings, to P. paulae mihi as to the shape
of aedeagus, but unique in having a modified shape of mascellar palpi,
whose second joint is enlarged, dilated and dorso-ventrally flattened.
9 unknown.
Descrizione. Capo bronzo-rosato con riflessi verde metallici
presso l’inserzione delle antenne e sul davanti presso il bordo oculare.
Superficie glabra, quasi liscia, solo alcune rughe longitudinali sul ver-
tice alla base dell’orbita. Occhi fortemente sporgenti; guance glabre,
longitudinalmente striate. Area golare scura con qualche riflesso verde-
cupreo. Labbro testaceo, esacheto, con un piccolo dente sporgente in
avanti nel mezzo. Mandibole testacee alla base, rufescenti all’apice e
sui denti interni, verde metallico nella parte centrale. Palpi mascellari
testacei, con ultimo articolo verde-bruno metallico; secondo articolo
fortemente dilatato e appiattito verso l’interno, allargato a paletta, as-
solutamente caratteristico. Palpi labiali normali, testacei con ultimo ar-
ticolo verde-bruno metallico. Antenne testaceo-rufescenti, tinte di verde
metallico all’apice dello scapo e sugli articoli 2-4; articoli 5-11 sottili,
bruno-neri, finemente e regolarmente pubescenti; una lunga setola
eretta all’apice dello scapo.
Pronoto subquadrato, leggermente ristretto all’indietro, glabro e
liscio, dello stesso colore del capo. Episterni cuprescenti, completa-
mente lisci e glabri.
Elitre bruno-scure e opache nel fondo, metallico-cuprescenti la-
teralmente e sulle « gemmae », con numerose punturazioni verde me-
tallico, leggermente cianescenti, soprattutto nella metà anteriore del
bordo esterno. Disegno elitrale formato da una lunula omerale non in-
terrotta, da una banda mediana obliqua sul disco e allungata lungo il
bordo laterale sia in avanti che all’indietro, da una lunula subapicale
(non raggiungente l’apice), e da una piccola macchia tondeggiante sul
disco, quasi unita a quella subapicale. Apice elitrale appuntito, con spina
suturale evidente.
542 F. CASSOLA
Parti inferiori blu-acciaio con qualche riflesso verde o violetto;
epimeri e metepisterni cuprescenti, ultimi due sterniti addominali più
o meno rufescenti. Superficie interamente glabra, con pubescenza (forse
Fig. 7 - Polyrhanis latipalpis n. sp., holotypus g della Munda Pt. Area, New Geor-
gia I.: habitus, labbro, palpo mascellare sinistro in visione ventrale, edeago (a,b,c,d).
Segmenti di scala: 1 mm.
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 543
abrasata) ristretta agli angoli esterni del metasterno e delle coxae, e a
qualche setola sparsa sui metepisterni e sul primo sternite addominale.
Edeago piuttosto grande, allungato, fusiforme, leggermente arcuato,
con una piccola sporgenza membranosa sul lato dorsale subito prima
dell’apice.
Lunghezza: g 8 mm (senza labbro).
Holotypus g della NEW GEORGIA I.: Munda Pt. Area, VI.1944, J.G.
Franclemont, in coll. 1rz (Zodlogisch Museum Amsterdam).
Derivatio nominis. Il nome assegnato alla specie, dal
latino «latus », allude all’insolito carattere relativo al secondo articolo
dei palpi mascellari largo ed appiattito. Si tratta di un carattere singo-
lare, mai ritrovato finora in alcuna specie di Polyrhanis.
Discussione. Insieme a P. sedlaceki mihi, più sopra de-
scritta delle isole Gizo e Kolombangara, P. latipalpis n. sp. dimostra la
considerevole originalità faunistica del gruppo insulare della New Geor-
gia. Si tratta infatti di due specie nettamente differenziate sia dalle altre
Polyrhanis delle Solomons che tra loro stesse. È indubbio che il gruppo
suddetto meriterebbe una più accurata esplorazione, isola per isola.
19. Guineica tetrachoides (Gestro)
Cicindela tetrachoides GESTRO 1876, Ann. Mus. civ. St. nat. Genova 8, p. 514
[«ad Hatam », Nuova Guinea];
Cicindela Kraatzi DOKHTOUROFF 1883, Rev. mens. Ent. I, p. 10 [« Nouvelle-
Guinée »];
Vata tetrachoides; FLEUTIAUX 1892, Cat. syst. Cicind., p. 29;
Guineica tetrachoides; RIVALIER 1963, Rev. fr. Ent. 30, p. 40.
Specie tipicamente neo-guineana, citata da Horn (1926) anche
dell’isola Ceram. Recentemente (CassoLa 1987) ne ho potuto esaminare
un importante numero di esemplari di varie località sia dell’Irian Jaya
che della Papua New Guinea, nessuno però proveniente dalle isole ad
est della Nuova Guinea vera e propria. Si tratta dunque di specie nuova
per le Solomons, dove curiosamente è stata finora rinvenuta solo nelle
isole più orientali e meridionali (Guadalcanal, Florida Is., San Cristobal).
In altre due isole più occidentali (Bougainville e Santa Isabel) è stata
invece raccolta la specie seguente.
Materiale esaminato: 36 esemplari.
GUADALCANAL I.: I.1921, J.A. Kusche, Helms collection, 1g Fc, 1 2 BBM. 10.V.1944,
PUR, 1 9 BBM.
544 F. CASSOLA
FLORIDA IS.: Small Nggela I., M°Boli Passage, Hanavaivine, 15.IX.1960, light trap,
C.W. O’Brien, 154 1 2 BBM.
SAN CRISTOBAL I.: Manipwena, Magoha River, 13.VIII.1960, light trap, C.W. O’Brien,
12 dS 799 Bam, 4gg 3 22 Fc. Napagiwae, 20.VIII.1960, light trap, C.W. O’
Brien, 1g 3 99 BBM, 1 @ Fc.
20. Guineica inaequidens (Brouerius van Nidek)
Cicindela inaequidens BROUERIUS VAN NIDEK 1959, Nova Guinea 10, p. 179
[« Dilo (S.E. New Guinea) »];
Guineica inaequidens; CassoLa 1987, Ann. Mus. civ. St. nat. « G. Doria »
Genova, 86, p. 384.
Specie a prima vista quasi indistinguibile dalla precedente, ma
giustamente individuata e descritta da BROUERIUS VAN NipEK (1959)
come entità a sè stante. La sua validità, e i principali elementi distintivi
da tetrachoides, sono stati da me recentemente approfonditi e puntualiz-
zati in altro lavoro (CassoLa 1987) al quale rimando.
L'attribuzione a questa specie dei quattro esemplari 99 sotto elen-
cati può considerarsi pressoché certa, anche se la mancanza di un 3
mi priva per il momento del riscontro obiettivo e inequivocabile che
può trarsi dall’esame dell’edeago. Anche G. inaequidens è dunque specie
nuova per le Solomons; in precedenza mi era nota di numerose località
della Nuova Guinea (spesso in simpatria con G. tetrachoides), nonché
della New Britain. È curioso come nelle Solomons le due specie sem-
brino comportarsi come vicarianti, ma forse trattasi di una ingannevole
apparenza dovuta alla scarsità del materiale disponibile.
Materiale esaminato: 4 esemplari.
| BOUGAINVILLE I.: Tokinoitu, 20 m, 2.VI.1956, light trap, J.L. Gressitt, 1 £ BBM. Konga,
II.1961, 19 ANIC.
SANTA ISABEL I.: Kolotuve, 15.VI.1960, C.W. O’Brien, 1 2 BBM; 20.VI.1960, C.W.
O’Brien, 1 ® Fc.
CONSIDERAZIONI BIOGEOGRAFICHE
Insieme alle Bismarck, alla Nuova Guinea, e alle Molucche, le
Solomon Islands costituiscono una distinta sottoregione biogeografica,
quella Papuana (Papuan Subregion), che oggi gli studi più recenti —
centrati sull’analisi delle entomofaune piuttosto che semplicemente sul
popolamento dei Vertebrati terrestri — ormai definitivamente considerano |
come appartenente alla Regione Orientale anziché, come si riteneva in
passato, a quella Australiana (DARLINGTON 1971; Gressirr 1961,
545
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS
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35
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI
546 F. CASSOLA
1982a,b). Anche lo studio dei Coleotteri Cicindelidi della Nuova Gui-
nea ha in effetti dimostrato (CassoLa 1987) l’esattezza di tale attribuzione,
evidenziando l’esiguità dello strato faunistico tipicamente Australiano
(passato nell’isola solo di recente, e per ragioni ecologiche per lo più
confinato nelle sole sue parti più meridionali), e la notevole consistenza,
invece, dei contingenti faunistici di più o meno antica derivazione O-
rientale (spesso autonomamente evolutisi in generi altamente endemici
e differenziati).
L’esame della fauna cicindelologica delle Solomons rafforza certa-
mente tale quadro complessivo, e conferma puntualmente quanto detto
all’inizio di questo lavoro, che, cioè, l’arcipelago rappresenta il punto
terminale di un'importante via di penetrazione faunistica proveniente
dal Sud-Est asiatico. Delle 20 specie elencate la metà appartiene in-
fatti a generi tipicamente Orientali (Tricondyla, Therates) o comunque
ben rappresentati nella regione Orientale (Lophyridia, Cylindera, My-
riochile), che nelle Solomons hanno per lo più dato luogo a forme net-
tamente differenziate a livello specifico (Therates rennellensis, Lophy-
ridia sanguineomaculata, L. marmorata, Cylindera spinosa, C. salomonica)
o almeno sottospecifico (Therates basalis simpliflavescens, Th.b. duplofla-
vescens). Le restanti specie appartengono tutte a generi tipicamente
Papuani (Polyrhanis, Guineica) e, nel caso delle Polyrhanis, sono tutte
endemiche delle Solomons. Mancano quasi completamente, invece, ele-
menti di derivazione Australiana, l’unico caso essendo rappresentato
da una specie di Distipsidera gia nota del Queensland settentrionale
(si tratta però di un reperto isolato, non confortato da ritrovamenti
successivi, che appare perciò bisognoso di sicura conferma).
Rispetto alla fauna della Nuova Guinea, quella delle Solomons
appare, come era lecito aspettarsi, notevolmente impoverita e al tempo
stesso altamente differenziata. Il numero di specie presenti è infatti
circa un quinto di quello accertato per la Nuova Guinea, ma quasi due
terzi di queste specie sono esclusive dell’arcipelago (12 su 20), un’altra
(C. spinosa) è ristretta alle Solomons e alle Bismarck, e altre tre (C.
froggatti e le due Guineica) sono endemiche della sottoregione Papuana
(Solomons e Nuova Guinea, con estensione della prima specie anche
a parte del continente Australiano). Solo due specie presentano una di-
stribuzione geografica più vasta, estesa ad altre isole dell’Indonesia e
(con forme affini) alle Filippine, senza mostrare nelle Solomons segni
apprezzabili di differenziazione, ma trattasi (Tricondyla aptera, Therates
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS 547
labiatus) di forme arboricole o sub-arboricole per le quali più facilmente
può ipotizzarsi un trasporto accidentale su propagule. Mancano del
tutto, significativamente, quei generi Papuani che in Nuova Guinea
sono esclusivi di parti limitate dell’isola, forse evolutisi in loco all’in-
terno di paleoisole (Darlingtonica, Caledonomorpha) o in alta montagna
(Orthocindela); e sembra curiosamente mancare anche, almeno allo
stato attuale delle conoscenze, l’altro grande genere tipicamente neo-
guineano, cioè il genere Leptognatha, che pure si è rivelato esistente
(con una specie) nella New Britain, e la cui eventuale scoperta anche
nelle Solomons (alla luce di quanto è avvenuto per Guznezca) non sa-
rebbe poi sorprendente.
È interessante notare ancora che all’interno delle Solomons stesse
sembra esservi stato in molti casi un marcato processo evolutivo che ha
portato alla formazione di specie o sottospecie diverse nelle varie isole
dell’arcipelago. Sono significative ad esempio la situazione riscontrata
per le Polyrhanis (fig. 8), l’accertata vicarianza tra le due specie di Lo-
phyridia o tra le sottospecie di Therates basalis, la presenza a Guadal-
canal di una specie endemica (Cylindera salomonica) simpatrica con la
congenere froggatti, nonché la formazione di piccole razze locali a Savo
I. (L. sanguineomaculata savoensis) e a Malaita (C. froggatti malattae).
È risultata anche confermata una certa autonoma fisionomia faunistica,
rispetto al resto dell’arcipelago, del gruppo meridionale delle New
Georgia Islands (Therates basalis duploflavescens, Polyrhanis sedlaceki,
P. latipalpis) e dell’isolata ed eccentrica isola corallina di Rennell I.
(Therates rennellensis).
Punto terminale di immigrazione di contingenti Orientali, le So-
lomon Islands possono aver rappresentato anche, per alcuni pochi ele-
menti faunistici di chiara derivazione Papuana, un essenziale anello di
passaggio verso più lontani gruppi insulari oceanici, quali le Fiji, dove
appunto la presenza di due generi monospecifici endemici (Oceanella
e Parapolyrhanis), entrambi affini a Polyrhanis (Cassora 1983, 1986),
può forse essere spiegata in tal modo.
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RIASSUNTO
Sulla base dei pochi dati di letteratura e di numerosi nuovi materiali di recente
cattura - oltre duemila esemplari, appartenenti in massima parte al British Museum
(Natural History) di Londra e al Bernice P. Bishop Museum di Honolulu - viene
presentata una revisione completa dei Cicindelidae (Coleoptera) delle Isole Salomone
(Solomon Islands). Nell’area oggetto di studio è stata considerata anche l’isola di Bou-
gainville, politicamente dipendente dalla Papua New Guinea. La revisione ha consen-
tito di accertare la presenza nell’ Arcipelago di 20 specie in tutto, di cui quattro nuove
per le Solomons e sei nuove per la scienza.
Le specie nuove descritte nel presente lavoro sono Cylindera (Ifasina) salomonica
n. sp. (Guadalcanal I.), Polyrhanis cristobalica n. sp. (San Cristobal I.), Polyrhanis
Ribbvi n. sp. (Guadalcanal I.), Polyrhanis postmarginata n. sp. (Malaita I.), Polyrhanis
sedlaceki n. sp. (Gizo I. e Kolombangara I.) e Polyrhanis latipalpis n. sp. (New Geor-
gia I.). Vengono inoltre descritte una nuova sottospecie di Lophyridia sanguineomaculata
(Blanchard) (ssp. savoensis nov., Savo I.) e una di Cylindera (Ifasina) froggatti (Macleay)
(ssp. malaitae nov., Malaita I.). Ulteriori aggiunte alla fauna delle Solomons sono
costituite da Cylindera (Ifasina) spinosa (W. Horn), precedentemente citata solo della
New Britain e delle Admiralty Is., dalle due specie di Gwineica, finora note solo della
Nuova Guinea, e da Distipsidera parva Macleay, appartenente ad un genere tipica-
mente Australiano e mai ritrovata finora al di fuori del Queensland. Per tutte le specie
vengono inoltre portati numerosi dati distribuzionali e faunistici inediti.
Le Solomon Islands si confermano, dal punto di vista biogeografico, come costi-
tuenti (assieme alle Bismarck, alla Nuova Guinea e alle Molucche) una distinta sotto-
regione Papuana nell’ambito della Regione Orientale, di cui costituiscono il punto
terminale di penetrazione faunistica dal Sud-Est asiatico, e al tempo stesso un essen-
ziale anello di passaggio (per pochi elementi faunistici soltanto) verso più lontani gruppi
insulari oceanici. Mancano quasi del tutto, invece, elementi di derivazione Australiana.
Quasi tutte le specie sono endemiche dell’ Arcipelago o di singole isole del medesimo,
o comunque della sottoregione Papuana. Il gruppo delle New Georgia Islands mostra
una certa autonoma fisionomia faunistica rispetto al resto dell’ Arcipelago.
SUMMARY
Based on the few data from the entomological literature, as well as on many new
recent materials - over 2000 specimens, mainly from the British Museum (Natural
550 F. CASSOLA
History) of London and the Bernice P. Bishop Museum of Honolulu - a full review is
given of the Cicindelidae (Coleoptera) of the Solomon Islands. Bougainville I., poli-
tically belonging to Papua New Guinea, was also included in the studied area. Twenty
different species resulted to be present, four of which are new to the Archipelago and
six other ones are new to science.
The newly described species are Cylindera (Ifasina) salomonica n. sp. from Gua-
dalcanal I., Polyrhanis cristobalica n. sp. from San Cristobal I., Polyrhanis kibbyi n. sp.
from Guadalcanal I., Polyrhanis postmarginata n. sp. from Malaita I., Polyrhanis sedla-
ceki n. sp. from Gizo and Kolombangara Is., and Polyrhanis latipalpis n. sp. from New
Georgia I.. New subspecies of Lophyridia sanguineomaculata (Blanchard) (ssp. sa-
voensis nov., from Savo I.) and Cylindera (Ifasina) froggatti (Macleay) (ssp. malaitae
nov., from Malaita I.) are also described. New additions to the Solomons fauna are
constituted by Cylindera (Ifasina) spinosa (W. Horn), previously known from New
Britain and Admiralty Is. only, by the two species of Guineica, a genus known so far
from Guinea and Seram I. only, and by Distipsidera parva Macleay, belonging to a
typical Australian genus, which had never been found previously outside the Queensland.
Many new distributional data are also given for all other species.
Biogeographically, the Solomons constitute, together with the Bismarck, New
Guinea and the Moluccas (Maluku) Islands, a distinct subregion (Papuan Sub-region)
of the Oriental Region. They represent the easternmost point of penetration for several
Papuan and Oriental elements, and also an essential passage for further eastern pene-
tration of a few elements to the Oceanic insular groups. Only one Australian element
is known to occur in the Archipelago. Nearly all the listed species are endemic of the
Solomons (sometimes of single islands only) or of the Papuan sub-region. The New
Georgia Islands especially show a remarkable degree of faunistic separate physionomy.
Introduzione
CICINDELIDAE DELLE SOLOMON ISLANDS
INDICE
Ringraziame nti, (anes esa Aces ORE II IGOR ROTA Se
Trattazione delle specie:
niconaylasapteray(@Olivies) ERE eee LOO
DistupsidervamparvasNlacleayaeeee nee En
INTO UDIETHIS (WANES) 5oo0000000c00000000000000000000000000
HCTALCSHOGSAITS HOG) CADONO RO ee tO i See
Therates rennellensis Brouerius van Nidek................00000e eee
Lophyridia sanguineomaculata (Blanchard) ............ LL
Lophyridia marmorata (W. Horn)...
Cylindera (Ifasina) froggatti (Macleay) ..............0 cece ee cence
Cylindera (Ifasina) spinosa (W. Horn) .......... 00. LL
Cylindera (Ifasina) salomonica n. sp...
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Polyrhanis plurigemmosa (W. Horn) ...........0ce eee ce eee ceeeeees
IROL WRANISKCLISLOUGIUCGEM ESD Coenen
IROL TRANISHRIDD I DsTUNS Dag Wack ete ee a IC
Polyrhanis postmarginata n. sp. Li...
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Guinercattetrachordes\(Gestro) eae ee eer
Guineica inaequidens (Brouerius Van Nidek) ...............-------
Considerazioni biogeografiche ..............2.+sccc eres tees ere teers
Bibliografia
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553
STANISLAW ADAM SLIPINSKI
Institute of Zoology, Polish Academy of Sciences *
A REVIEW OF THE PASSANDRIDAE OF THE WORLD
(COLEOPTERA, CUCUJOIDEA).
I - GENUS PASSANDRA DALMAN
INTRODUCTION
This paper is the first part of a study which will include revisions
of all known genera and species of the Passandridae of the world. The
first four parts will include only taxonomic revisions of particular ge-
nera and will provide published geographic distribution data. Following
the taxonomic revisions, part V will provide phylogenetic and geogra-
phic analyses for the entire family and the particular genera. The last
part will also include a key to the world genera.
Although Passandra (and Hectarthrum) have long been known to
the entomologists as the oldest genera of the family (or subfamily in
Cucujidae) because of relative large size and distinct features, the genus
has received relatively little attention from taxonomists. The only key
to the world Hectarthrum is that of WATERHOUSE (1876), quite incomplete
for present purposes. LEFKovITtcH (1963) recognized the differences
between Passandra and Hectarthrum on the basis of head structure,
neglecting the hitherto used characters, i.e. the antennal structure.
He first published a key to the African species of Hectarthrum and re-
vised all available types of African species. Twenty years later I (SLI-
PINSKI, 1983) published a more complete review of the Afrotropical
species of Passandra with brief diagnoses and redescriptions of each
species. I also considered Hectarthrum Newman as a synonym of Pas-
sandra Dalman. Unfortunately, the last paper includes some errors
because the proof sheet was not accessible to me for reading, and be-
* Wilcza 64, 00-679 Warszawa, Poland.
554 S.A. SLIPINSKI
cause basing on a Lefkovitch’s key three apparently Oriental species
were redescribed from Africa based on mislabelled specimens. This
paper correct these mistakes and revises the world Passandra with
complete redescriptions and illustrations. Many nominal species are
synonymized because of great external variation of at least two Indo-
Australian species, but hopefully the characters choosen for species
definition will stabilize their position and will make determination
consistent.
The revision is based on all available types of nominal taxa and
material of approximately 2500 specimens received or examined «in
situ » from the following institutions:
BMNH - British Museum (Natural History), London;
BPBM - Bernice P. Bishop Museum, Honolulu, Hawaii;
DEI - Deutsches Entomologisches Institut, Eberswalde;
EMLU - Entomological Museum, Lund University, Lund;
FscA - Florida State Collection of Arthropods, Gainesville;
IRSNB - Institut Royal des Sciences Naturelles de Belgique, Bruxelles;
IZPAN - Instytut Zoologii, PAN, Warszawa;
MSNG - Museo Civico di Storia Naturale, Genova;
MczZ - Museum of Comparative Zoology, Cambridge, Mass.;
MHNG - Muséum d Histoire Naturelle, Genéve;
MNHN - Muséum National d’Histoire Naturelle, Paris;
MRAC - Musée Royal de l’Afrique Centrale, Tervuren;
NHMB - Naturhistorisches Museum, Basel;
NHMV - Naturhistorisches Museum, Vienna;
SAM - South African Museum, Capetown;
smp - Staatliches Museum, Dresden;
TMB - Termeszettudomanyi Muzeum, Budapest;
TMP - Transvaal Museum, Pretoria;
UMM - University of Manchester Museum, Manchester;
USNM - United States National Museum, Washington, D.C.
zMB- - Zoologisches Museum, Humboldt-Univ., Berlin.
In species descriptions, length is measured along the body midline
including head, but excluding mandibles. Outline drawings are taken
from dry preserved specimens with an aid of a camera lucida attached
to a MST 130 pzo dissecting microscope. The internal structures (pre-
served in glycerine) were drawn with an aid of a camera lucida attached
to Zeiss Amplival Microscope.
GENUS PASSANDRA 555
TAXONOMY
Passandra Dalman
Passandra Dalman in Schoenherr, 1817: 146, Type-species, by monotypy: Passandra
sexstriata Dalman, 1817.
Hectarthrum Newman, 1838: 398. Type-species, by monotypy: Hectarthrum curtipes
Newman, 1838 = Cucujus gigas Fabricius, 1801 - Lefkovitch, 1963; Slipinski, 1983.
Diagnosis
Passandra shares with Passandrina Reitter, Catogenus Westwood,
and Laemotmetus Gerstaecker the basal tarsomere (1) of all tarsi short,
much shorter than tarsomere II. Passandrina Reitter, endemic to Ma-
dagascar, is very distinctive because of its antennomeres III-XI strongly
flattened and densely hairy ventrally, the elytra with yellowish or orange
callosities as in Malgassy Chaetosomatidae, the occipital groove absent,
the pronotum lacking sublateral lines, and 4-5 completely grooved lines
on each elytron. Laemotmetus seems to be the most primitive and dis-
tinctive member of the family Passandridae because of 10 complete,
feebly impressed, punctate lines on each elytron, the last antennomere
symmetrical and feebly keeled along anterior margin, and the occipital
groove and sublateral lines are lacking. Passandra differs from Cato-
genus in having antennomeres III-X ventrally impressed or grooved,
the admedian grooves on the head usually well developed and joined
basally to occipital groove bordering the median process, the elytral
lines III and IV never complete and joined basally, and sublateral lines
on pronotum almost always present. Catogenus should be divided into
two distinct genera. Catogenus proper, because of its distinctly keeled,
last antennomere, the last abdominal ventrite with semicircular groove,
and the prosternal process widely expanded apically, should be restricted
to the New World only (SLIPINSKI, in prep.).
Diagnostic combination
Medium sized (5 to 35 mm long), moderately flattened to almost
subcylindrical; colour brown to black, rarely bicoloured with elytra
darker than pronotum, surfaces shiny, rarely mat.
Head with sublateral carinae and usually sublateral grooves limited
externally by the carinae, well developed and usually joined to trans-
verse occipital groove; occipital region (basal margin of occipital groove)
sometimes emarginate or notched medially; admedian grooves almost
always well developed (except for fasciata and sexstriata) and joined
posteriorly to occipital groove, bordering laterally median process;
556 S.A. SLIPINSKI
admedian grooves clearly limited anteriorly (closed), or gradually be-
coming obsolete (open) near meeting with sublateral carinae anteriorly;
median process rounded or acute apically (when meeting with occipital
groove), flat to almost carinate dorsally, sometimes carinate anteriorly
Figs 1-6. Passandra species: elongatula (1-3); blanchardi (4-6). 1,4: head and pro-
notum; 2: antennomere IX, ventral; 3,6: paramera, dorsal; 5: median lobe, apical
piece, ventral.
GENUS PASSANDRA 557
Figs 7-11. Passandra species: marginata (7-10); fasciata (11). 7,11: head and pro-
notum; 8: parameres; 9: last antennomere; 10: median lobe, ventral.
558 S.A. SLIPINSKI
and carina reaches clypeal region; clypeus well separated, bordered
laterally by distinct carinae, rarely not separated or flat. Antenna 11-
segmented with last antennomere asymmetric and keeled; antenno-
meres III-X impressed or grooved ventrally, the impressed area or
groove differing in size and shape, sometimes surrounded by sensory
area (penicillata), dorsally each antennomere with 2 circular sensory
areas laterally.
Pronotum subquadrate to slightly transverse, always margined
laterally; sublateral lines present (except for sexstriata) various in length;
sometimes disk with an additional pair of admedian lines or grooves,
or coarse punctures in median part; marginal groove along base with
median region straight, emarginate or notched in middle. Prosternum
with sternopleural suteres usually incomplete, prosternal process pa-
rallel-sided for 2/3 of its length, then abruptly expanded apically, flat.
Elytra with reduced number of lines (grooves) on elytral disk -
from the principal number 6 (c.f. ineicollis) only two (I, VI) always en-
tire, lines II, V usually shorter and sometimes present. Line (in a key
or description) is considered as entire if its length is at least equal to
2/3 of elytron length.
Ventral side very uniform, without major diagnostic value. Last
abdominal ventrite always with deep semicircular groove.
Legs with basal tarsomere (I) minute, barely traceable and always
much shorter than the following one (II).
| Aedeagus consists of median lobe (with long ventral strut and
flagellum) and tegmen with dorsal basal piece and ventrally located
articulated parameres. Both apical pieces of median lobe and parameres
are diagnostic for species and are figured.
Secondary sexual characters
Males can usually be recognized because of their antennae com-
paratively shorter and apparently stouter; in some species (gigas, doriai,
nodicornis) 2-3 antennomeres markedly dilated, but this seems to occur
only in large specimens only (at least in gigas).
Distribution
The composite range of Passandra species extends from Cuba
and Sonora in Mexico, to Peru and Argentina in the New World. Its
range covers entire tropical Africa South of the Sahara (including Saudi
GENUS PASSANDRA 559
Arabia), Madagascar and Indo-Australian area (from Taiwan, South
China and Sikkim to South Australia) except for New Zealand, New
Caledonia and the Pacific islands of Micronesia and Polynesia.
Taxonomic note
The genus Passandra as it is here delimited is considered as a mo-
nophyletic taxon based at least on two synapomorphic (autapomorphic)
features: antennomeres III-X impressed or markedly grooved ventrally
forming region filled with sensillae, and each segment possessing mi-
nute circular sensory areas laterally on dorsal side. These characters,
and reduced elytral striae (which may also be considered as an auta-
pomorphic character in addition to grooved as opposed to impressed,
punctate lines) unite two otherwise structurally different species - P.
fasciata of New World and P. sexstriata from Africa. P. sexstriata Dalman
is the only member of the genus which does not have sublateral lines
on the pronotum. If we consider complete sublateral lines on pronotum
and complete admedian grooves of head as ancestral characters, all the
remaining species would comprise a sister group to both these species
(fasciata + sexstriata) which have one synapomorphy (lacking head
admedian grooves). P. sextriata may be further separated from P. fa-
sciata because of reduced pronotal lines in the former. Thus, it is pos-
sible to elevate either both of these species or only sexstriata to a generic
level (Passandra) and to treate the remaining species as Hectarthrum.
Because our understanding of the character transformation series in
Passandridae and their immature stages are far from sufficient for phy-
logenetic purposes, in addition to poorly studied closely related groups
I believe it is better to retain Passandra as well defined genus than to
divide it into insufficiently defined units.
Checklist of the species of Passandra Dalman
Passandra apicalis (Grouvelle, 1885).
Passandra blanchardi Grouvelle, 1876.
Passandra doriai (Grouvelle, 1883).
Passandra elongatula Grouvelle, 1874.
Passandra fasciata (Gray, 1832).
= Passandra columbus Newman, 1838, syn. n.
Me SS
= Passandra rubrolineata Blanchard, 1843, syn. n.
== Passandra brasiliensis Chevrolat, 1844, syn. n.
560 S.A. SLIPINSKI
= Passandra miles J. Thomson, 1853, syn. n.
= Passandra mexicana Casey, 1916, syn. n.
6. Passandra gemellipara (Newman, 1839).
= Passandra smitht (Murray, 1867).
7. Passandra gigas (Fabricius, 1801)
= Passandra curtipes (Newman, 1839).
8. Passandra goudoti (Grouvelle, 1876).
= Passandra bilineata (Reitter, 1878).
9. Passandra harmandi (Grouvelle, 1887).
— Passandra bicolorata Slipinski, 1983, syn. n.
10. Passandra heros (Fabricius, 1801).
= Hectarthrum brevifossum Newman, 1839.
= Hectarthrum bistriatum Castelnau, 1840.
= Hectarthrum cylindricum Smith, 1851.
= Hectarthrum depressum Smith, 1851, syn. n.
= Hectarthrum australicum C. O. Waterhouse, 1876.
= Hectarthrum orientale Schaufuss, 1887, syn. n.
= Hectarthrum angustatum Grouvelle, 1889, syn. n.
= Passandra atra Slipinski, 1983, syn. n.
11. Passandra kasiae sp. n.
12. Passandra lineicollis (Reitter, 1880).
= Passandra modesta (Fairmaire, 1384).
13. Passandra marginata Grouvelle, 1877.
= Passandra deyrollei Grouvelle, 1885, syn. n.
14. Passandra murrayi (Grouvelle, 1876).
15. Passandra nodicornis (Snellen, 1864).
16. Passandra oblongicollis (Fairmaire, 1886).
— Passandra longicollis (Fairmaire, 1886).
17. Passandra penicillata (Waterhouse, 1876).
== Passandra raffrayi (Grouvelle, 1877).
13. Passandra popeorum sp. n.
19. Passandra punctulicollis (Fairmaire, 1891).
20. Passandra quadrilineata (Smith, 1851).
21. Passandra rufipennis (Fabricius, 1801).
22. Passandra sagena (Lefkovitch, 1963).
GENUS PASSANDRA 561
Figs 12-16. Passandra species: gigas (12-16); waterhousei (13a, 14a). 12: head and pro-
notum; 13, 13a: elytral apices; 14, 14a: median lobe, ventral; 15: antenna, male;
16: paramera, dorsal.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 36
562
23.
24:
255
26.
20
28.
20)
S.A. SLIPINSKI
Passandra semifusca (Newman, 1839).
Passandra sexstriata Dalman, 1817.
Passandra simplex (Murray, 1867).
= Hectarthrum corticinum Peringuey, 1886.
= Hectarthrum puncticeps Grouvelle, 1915.
Passandra tenuicornis (Grouvelle, 1913).
Passandra trigemina (Newman, 1839).
= Hectarthrum latum Grouvelle, 1874, syn. n.
= Hectarthrum sociale Waterhouse, 1876, syn. n.
= Hectarthrum sociale var. minor Waterhouse, 1876, syn. n.
= Hectarthrum dejectum Waterhouse, 1876, syn. n.
Passandra uniformis (Waterhouse, 1876).
Passandra waterhousei Grouvelle, 1885.
= Passandra transvaalensis Peringuey, 1888, syn. n.
. Passandra zairensis Slipinski, 1983.
Key to the World species of Passandra
Sublateral lines of pronotum absent (fig. 23) (Africa) ........
Pireo ie aa oo sexstriata, p. 596
Sublateralulines ofspronotumppresent RR A eee 2
Each elytron only with two complete lines (I, VI) ........ 3
Each elytron with at least three lines complete ............ i;
Sublateral@linestfo @pronotumfe nti: MR Re EE OE si
Sublateral lines of pronotum interrupted basally .......... 9
Medial process of head reduced and does not reach transverse
occipital groove (fig. 71) (New Guinea)...... popeorum, p. 591
Medial process of head well developed and reaches occipital
BEOOVE ni TIA E 5
Marginal groove at pronotal base straight or evenly curved
medially, (figs * 7, °l2)ss ke ee OE 6
Marginal groove at pronotal base with abrupt notch or deeply
emarginate smesallly | (125 85509) ERRORE aes 8
Sublateral lines of pronotum prolonged anteriorly along ante-
rior margin and almost joined medially (fig. 7) (Australia) ....
MI, ER OS SERA oe Bae te a marginata, p. 587
GENUS PASSANDRA 563
— Sublateral lines widely separated anteriorly and almost finish-
10
11
12
13
ing when meeting the anterior edge (fig. 12) .............. 7
Apices of elytra reddish and separately rounded to apico-
sutural angle (fig. 13); male antenna thick and often with an-
tennomeres V-VIII swollen; spermatheca as in fig. 60; aedeagus
assuage aly CARICA ie se Wee ta PR Moe wae wren gigas, p. 579
Elytra uniformly black with apices together rounded (fig. 13a);
antenna in both sexes relatively longer and slender; sperma-
theca as in fig. 57; aedeagus as in fig. 14a (Africa) waterhouset, p. 600
Pronotum with longitudinal mediobasal groove (fig. 63) (New
Gino) Ra essi: Bent tree ee ARRE A, doriat, p. 573
Pronotum without groove (fig. 55) (Indo-Australian) .. heros, p. 583
Medial process and admedian grooves on head almost invisible
(Eh a(NewsW orld)wimete te he ei cele fasciata, p. 575
Medial process and admedian grooves well visible .......... 10
Ventral side of antennomeres V-VIII with impressions and large,
densely punctate and setose sensory areas (fig. 19) (Africa)
SAS AA RE I, oe TA ASTA penicillata, p. 590
Ventral side of antennomeres V-IX glabrous and usually with
larger grooves or impressions (figs 2, 82) .................. II.
Antennomeres III-X about 2-3 x as long as wide. Marginal
groove at base of pronotum evenly curved medially. Body re-
latively large and flattened (fig. 1) (Oriental) .. elongatula, p. 575
Antennomeres III-X subquadrate or transverse. Marginal
groove of pronotum with notch or emargination medially .... 12
Admedian grooves on head strongly divergent in frontal part
(fig. 66); marginal groove of pronotum deeply emarginate
medially; sublateral lines of pronotum extremely short (Ma-
CACASCAG) ME SERE RIETI aa goudoti, p. 581
Admedian grooves on head almost straight (fig. 50); marginal
groove with simple notch medially; sublateral lines usually
KONE TS PA o et etc BURT, ener Ur 13
Sublateral lines of pronotum joined anteriorly (fig. 50) and
absent only at basal 1/8. Elytra reddish apically with line II
sometimes marked medially. (Africa) ............ apicalis, p. 570
564 S.A. SLIPINSKI
Figs 17-22. Passandra species: penicillata (17-19); simplex (20-22). 17,20: head
and pronotum; 18,21: antenna; 19: antennomere IX, ventral; 22: antennomeres
VIII and IX, ventral.
GENUS PASSANDRA
— Sublateral lines of pronotum reduced basally and anteriorly
(fig. 79). Elytra uniformly black, line II absent, sometimes line
W somevexecl soar loeIse (UANSBIED)) RRSSAA zatrensis, p.
14 Elytron with three complete lines (I, V, VI), line II never
17
13
20
21
wisiblembuturarelyasmallbasalapit ARRE EE
Elytron with four complete lines (I, II, V, VI), line II marked
at least in 1/2 of elytron, usually almost complete ..........
Antennomeres IV-VIII at least 1.3 x as long as wide, last one
tran eularti(ig 294) (Orienta)tt Ro blanchardi, p.
Antennomeres IV-VIII subquadrate or transverse, last one
nevengtaan sulang (files 2 VERE
Marginal groove of pronotum curved or emarginate medially
(figs 29, 83); antennomeres thick, last one ovoid, IV-X deeply
emangamate aventraliva(fe 92) eee ree Ses eee
Marginal groove of pronotum with simple notch medially (fig.
20); antennomeres slender, last one narrowly elongate, IV-X
fin eiygsumip,ressedikventral ly (ile, 2) .cc05006000000000050000
Sublateral lines of pronotum joined anteriorly; marginal groove
emarginate medially (fig. 83) (Africa) .......... murrayi, p.
Sublateral lines of pronotum separated anteriorly; marginal
groove curved, not emarginate (fig. 29) (Indo-Australian) ....
NEI. en. ese eee cis dele, trigemina, p.
Pronotal disk with group of coarse punctures medially (fig.
24); head surface densely, rugosely punctured, almost mat
(Arca SNA Secs iui gn na, peel ec abe oblongicollis, p.
Pronotal disk finely and regularly punctured, almost smooth
(fig. 20); head surface densely but not rugosely punctured,
feebly shiny; at least medial process smooth and shiny (Africa)
ole Lao die dea simplex, p.
Sublateral lines on pronotum interrupted basally ..........
Sublateralslinesson™ pronotumecntite RE RS ERE RE ee oe
Pronotal disk with admedian grooves (fig. 28) ............
Pronotal disk without admedian grooves ...................
Admedian grooves of pronotum long, continuing further for-
ward than middle of pronotal length (fig. 30); head and an-
terior part of pronotum rugosely punctured, almost mat (A-
565
600
15
19
SZ,
16
7
18
587
598
588
ToC MM ae RE Fah uchescaps esp dict exsacoec¥ HS os nocncpsqeaiysnee sagena, p. 595
566 S.A. SLIPINSKI
BES
Gi
Cg
4
7
4
cd
Figs 23-27. Passandra species: sexstriata (23, 26); oblongicollis (24, 25); sagena (27).
23, 24: head and pronotum; 25, 27: median lobe ventral; 26: paramera, dorsal.
GENUS PASSANDRA
— Admedian grooves on pronotum short and present in basal half
22
23)
26
29
of pronotum only (fig. 28). Head and pronotum shiny and ra-
ther sparsely punctured, punctures feebly rugose only laterally
and only in extremely small specimens (Africa) .. gemellipara, p.
Pronotal surface usually densely punctate except for narrow
impunctate median strip. Head coarsely and rugosely punctured,
mat. Elytra uniformly black with intervals obviously punctured
(ARCA Ri nno punctulicollis, p.
Pronotal surface regularly micropunctured, sometimes with
3-7 larger punctures medially. Head sparsely punctured, shiny.
Elytra with apices reddish and intervals not obviously punctured
(JANETC) RE RR RE A en quadrilineata, p.
Pronotal disc with two admedian lines (fig. 85); elytra with
lines III and IV at least medially developed (fig. 84) (Africa)
TPE Soe ali A) IAS ACI RI RIPA lineicollis, p.
Pronotal disk without lines; elytral lines III and IV absent
Admedian grooves of head short and wide (figs 64, 97) ....
Admedian grooves of head long and narrow (fig. 90) ......
Pronotal disk with group of coarse punctures medially (fig.
97); clypeus wide, distinctly bordered laterally; antenna with an-
tennomere II transverse, glabrous on ventral sides (Oriental)
26, SUR A TR © GREE ORR. Or Ca E ae nodicornis, p.
Pronotal disk uniformly punctured (fig. 64); clypeus flat, not
bordered laterally; antenna with antennomere II subquadrate
and segments III-X densely setose ventrally (fig. 65) (Oriental)
Pe eA ss ae os Sao as ain gah sas Rastae, p.
Pronotal disk uniformly micropunctured, without group of
coarse punctures medially. Antenna slender and antennomeres
markedly longer than wide (fig. 106); general form larger
ANA MOERTALENEO RE RE LEI SOT eS clas
Pronotal disk at least with group of coarse punctures medially.
Antenna comparatively shorter with antennomeres IV-VIII
subquadrate, often transverse (at least one of them); body ge-
nerally smaller, narrower sometimes subcylindrical ..........
Uniformly black. Marginal groove of pronotum straight medially
567
578
592
594
585
24
25
26
588
584
27
28
(Meo) (Ceylon) o ceo lo camenieee eek uniformis, p. 599
568 S.A. SLIPINSKI
Figs 28-32. Passandra species: gemellipara (28); trigemina (29,32); sagena (30);
doria (31). 28, 29, 30: head and pronotum; 31: paramera, dorsal; 32: antennomeres
IX, X, ventral.
GENUS PASSANDRA 569
— Bicoloured, head and pronotum much darker than elytra,
elytra usually brown or reddish. Marginal groove of pronotum
emarginate medially (Laos, Burma) .............. harmandi, p. 581
28 Sublateral lines of pronotum joined anteriorly along the an-
terior edge (fig. 49); prosternal process expanded apically
Figs 33-40. Passandra species: punctulicollis (33, 38); gemellipara (34, 37); quadri-
lineata (35,40); goudoti (36,39). 33-36: median lobe, ventral; 37-40: paramera,
dorsal.
570 S.A. SLIPINSKI
(fig. 86). Head and pronotum black or piceous-black, elytra
castaneous; pronotal disk with group of very large and deep
puncturesmediallya(Oi1ental) eee eee rufipennis, p. 594
— Sublateral lines of pronotum widely separated anteriorly, never
joined; prosternal process narrower and more parallelsided
(fig. 87). Head and pronotum brown, usually not contrasting
with the elytral colour if at all. Pronotal punctures much finer 29
29 Admedian grooves of head wide and almost straight (fig. 107);
marginal groove of pronotum more strongly emarginate medially
(fig. 76). Body usually brown, uniform. Pronotal punctures
scarce and sometimes almost absent. (Oriental) .. tenwicornis, p. 598
— Admedian grooves of head much narrower and divergent (fig.
90); marginal groove of pronotum less strongly emarginate
medially (fig. 77). Pronotum usually darker than elytra (O-
nicatali ijctsract aaa moe neve oo NA Sn cE a cree semifusca, p. 595
Passandra apicalis (Grouvelle) (Figs 50, 51, 56)
Hectarthrum apicale Grouvelle, 1885: XXXII. Holotype: Senegal, MNHN, examined.
- Lefkovitch, 1963: 188. - In Passandra: Slipinski, 1983: 82.
Diagnostic combination. Narrowly elongate, subcylindrical; colour
black, only elytral apices reddish; surfaces shiny. Head with sublateral
carinae not joined to occipital groove, which is reduced (fig. 50); ad-
median grooves moderately long, closed anteriorly; medial process
narrow, subacuminate apically, slightly carinate dorsally, that carina
prolonged anteriorly and enters clypeal region; surface sparsely punctured
except for temples which are rather rugosely punctured, all shiny. An-
tenna slender with antennomeres narrowly grooved ventrally (fig. 51).
Pronotum narrow with sublateral lines narrowly interrupted basally
and joined anteriorly; marginal groove deeply notched medially; disk
shiny, micropunctured. Elytra with two lines complete (I, VI), line II
visible near middle. Male not examined. Spermatheca as in fig. 56.
Length 18 mm.
Material examined: 2 specimens (MNHN, IZPAN).
Distribution: Senegal, Zaire.
GENUS PASSANDRA 571
Figs 41-47. Passandra species: penicillata (41, 45); murravi (42, 46); simplex (43, 47);
sexstriata (44). 41-43: paramera, dorsal; 44-47: median lobe, ventral.
572 S.A. SLIPINSKI
Passandra blanchardi Grouvelle (Figs 4-6, 54)
Passandra Blanchardi Grouvelle, 1876: CCXVII. Holotype: Philippines, MNHN,
examined.
Diagnostic combination. Broadly-oval, flattened; colour uniformly
black; surfaces shiny. Head with sublateral grooves and carinae clearly
joined to transverse occipital ones, grooves wide; admedian grooves
long and deep, almost straight; medial process triangular, subacuminate
Figs 48, 49. Passandra species, head and pronotum: puncticollis (48); rufipennis (49).
GENUS PASSANDRA 573
apically, flat. Antenna long and slender (fig. 54), last antennomere trian-
gular; ventral sides of antennomeres glabrous with wide grooves. Pro-
notum (fig. 4) with sublateral lines interrupted in basal 1/3, continuing
anteriorly but not joined; marginal groove almost straight medially;
disk micropunctured. Elytra with three lines complete (I, V, VI), some-
times the lateral line (VII) barely traceable. Apical piece of median
lobe as in fig. 5, paramera as in fig. 6. Length 18-35 mm.
Holotype data «Mus. Paris coll. A. Grouvelle 1915 (1584.75)
Passandra Blanchardi A. Grouv. ».
Material examined: 10 specimens (MNHN, IZPAN, ZMB, MSNG).
Distribution: Philippines (Luzon); Borneo; Sumatra.
Passandra doriai (Grouvelle) comb. n. (Figs 31, 52, 63)
Hectarthrum Doriae (sic!) Grouvelle, 1883: 275. Lectotype g, present designation,
New Guinea, MSNG, examined.
Diagnostic combination. Narrowly elongate, subcylindrical; colour
black; surfaces shiny. Head with sublateral and occipital grooves well
developed, joined; admedian grooves moderately deep, closed anteriorly ;
median process narrowly triangular, rounded apically, flat; clypeus
weakly concave, not clearly bordered laterally. Antenna (fig. 63) short
and thick, in male antennomere VIII strongly dilated, IX transverse,
in female antennomeres subquadrate or slightly transverse, none di-
lated, impressions on ventral side very limited, narrow. Pronotum with
sublateral lines complete and slightly prolonged anteriorly, not joined;
marginal groove deeply and broadly emarginate medially; mediobasal
groove in both sexes deep and extending from base to middle of pro-
notum (fig. 63). Elytra with only 2 lines complete (I, VI), intervals
impunctate. Apical piece of median lobe as in fig. 52; paramera as in
fig. 31. Length 12-15 mm.
Lectotype data: « Nuova Guinea Katau 75, L.M. D'Albertis /
Hectarthrum Doriae Grouv. Typ».
Paralectotypes: same data as lectotype (1 2 MsNG; 1g MNHN).
Material examined: 3 specimens from type serie (MSNG; MNHN).
Distribution: New Guinea.
574 S.A. SLIPINSKI
Figs 50-55. Passandra species: apicalis (50, 51); doriai (52); elongatula (53); blan-
chardi (54); heros (55). 50,55: head and pronotum; 51: antennomeres VIII, IX,
ventral; 52,53: median lobe, ventral; 54: antenna.
GENUS PASSANDRA 575
Passandra elongatula Grouvelle (Figs 1-3, 53)
Passandra elongatula Grouvelle, 1874: XXVII. Lectotype, present designation: Ma-
lacca, MNHN, examined.
Diagnostic combination. Body broadly-oval, flattened, shiny; colour
uniformly dark-brown to black. Head with sublateral and occipital
grooves wide, deep and joined; admedian grooves moderately long,
shallow; median process wide, flat, triangular, rounded apically (fig. 1);
clypeus emarginate medially, shallowly concave. Antenna with anten-
nomeres III-X about 2 x as long as wide, ventrally glabrous and grooved
(fig. 2). Pronotum with sublateral lines widely interrupted basally, not
joined anteriorly, widely separated; marginal groove almost straight
medially; disk micropunctured. Elytra with only two lines complete
(I, VI) intervals micropunctured. Apical piece of median lobe as in
fig. 53, paramera as in fig. 3. Length 12-23 mm.
Lectotype data « Malacca / Mus. Paris coll. A. Grouvelle / Pas-
sandra elongatula A. Grouv. | 27».
Material examined: + 50 specimens (BMNH, MNHN, MHNG, NHMV,
IZPAN, DEI, ZMB).
Distribution: Java, Sumatra, Philippines, Moluqques.
Passandra fasciata (Gray, 1832) (Figs 11, 93, 94)
Parandra fasciata Gray in Griffith, 1832: 93. Lectotype, present designation: Cuba?,
BMNH, examined. - In Passandra: Newman, 1839: 391.
Passandra Columbus Newman, 1838: 398. Lectotype, present designation: Brazil,
BMNH, examined. Syn. n.
Passandra rubrolineata Blanchard, 1843: 205. Type(s): Brazil, not examined, Syn. n.
Passandra brasiliensis Chevrolat, 1844: 202. Types: Brazil, lost ?, not examined. Syn. n.
Passandra miles J. Thomson in Lacordaire, 1853: 9, t. 21, f. 5. Type(s) « Gabon»,
not examined, Syn. n.
Passandra mexicana Casey, 1916: 113. Lectotype, present designation: Mexico, USNM,
examined. Syn. n.
Diagnostic combination. Body broadly-oval, flattened; surfaces
shiny; colour variable but usually reddish-brown to dark-brown with
wide darker strip along elytral suture; usually smaller specimens and
specimens from West Indiae and Central America are lighter than those
from Brazil and Argentina; specimens entirely reddish-brown or almost
black rare but present. Head with sublateral and occipital grooves deep
and well developed, joined (fig. 11); admedian grooves and medial
process not defined, sometimes the grooves finely impressed. Antenna
576 S.A. SLIPINSKI
long, slender, antennomeres III-X usually 2-3 x as long as wide, ven-
trally with narrow impression, glabrous. Pronotum with sublateral
lines absent in basal 1/4, not continuing along anterior margin; marginal
groove almost straight medially. Surface micropunctured, shiny. Elytra
with only two complete lines (I, VI); intervals smooth. Apical piece
of median lobe as in fig. 94, paramera as in fig. 93. Length 10-28 mm.
Type data:
Lectotype of P. fasciata «40,41.1150 / Type / fasciata Gray ».
Lectotype of P. columbus « Type | Passandra Columbus New. "Type |
Ent. Club. 44-12 ».
Lectotype of P. mexicana «49160 usnm / Passandra mexicana
Casey ».
Material examined: + 150 specimens (BMNH, MNHN, MHNG, FSCA,
IRSNB, IZPAN, DEI, MCZ, NHMB, USNM, ZMB).
Distribution: Central and South America (Cuba, Mexico, to Ar-
gentina and Peru).
Remarks. Unfortunately the type specimens of three species -
P. brasiliensis, P. rubrolineata and P. miles have not been discovered,
but there is almost no doubt about the synonymy proposed above,
because: (1) all the New World specimens examined from various
collections under those names turned to be only one variable species;
(2) in many old, historical collections the species has been labelled as
miles, columbus or brasiliensis, e.g. in M. Gory collection (MHNG) there
is single specimen labelled « Miles Schén., Brasiliensis Chevr. Bresil »,
a similar specimen is in Grouvelle collection « coll. Dejean, Passandra
Dalm. miles Schn. Bresil»; (3) from the colour figure in the Lacor-
daire’s Atlas it is apparent that « P. miles» has well developed but in-
terrupted sublateral lines on pronotum and only two lines on each
elytron, the elytra seems to be bicoloured, with darker sutural region;
all those characters are apparently that of P. fasciata and the erroneous
patria « Gaboon » appeared in HetscuKo, (1930), the original patria
on p. 9 is « Passandra miles Thoms. Guinée » also erroneous, and the
species is apparently native to the New World; (4) the original des-
cription of P. rubrolineata and many specimens from various collections
under that name leave no doubt about the synonymy of that species
with P. fasciata.
GENUS PASSANDRA 577
Figs 56-62. Passandra species, spermatheca: apicalis (56); waterhousei (57); sagena
(58); szairensis (59); gigas (60); simplex (61); oblongicollis (62).
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 37
578 S.A. SLIPINSKI
Passandra gemellipara (Newman) (Figs 28, 34, 37)
Hectarthrum gemelliparum Newman, 1839: 395. Lectotype: Senegal, in Hope Dep.
Ent., designated and examined by Lefkovitch, 1963: 186. - In Passandra: Sli-
pinski, 1983: 86.
Hectarthrum Smithii Murray, 1867: 339. Holotype: Old Calabar, BMNH, examined. -
Waterhouse, 1876: 126.
Diagnostic combination. Body moderately convex to subcylin-
drical; colour deeply black, surfaces shiny. Head with sublateral grooves
Fig. 63. Passandra doriai, male.
GENUS PASSANDRA 579
reduced to simple carina not clearly joined to occipital groove, which
is somewhat reduced (fig. 28); admedian grooves straight, closed an-
teriorly; medial process almost parallel-sided weakly acuminate apically,
carinate dorsally, carina anteriorly enters clypeal region; clypeus emar-
ginate apically, bordered. Antenna moderately long, antennomeres sub-
quadrate, narrowly impressed ventrally. Head surface moderately densely
punctured, in smaller specimens lateral punctures somewhat rugose;
surface shiny to moderately shiny. Pronotum with admedian lines deep
and diverging anteriorly, as long as 0.5 pronotal length or less than
that; sublateral lines narrowly interrupted near base, not joined ante-
riorly; marginal groove notched medially; pronotal disk finely micro-
punctured. Elytra with four complete lines (I, II, V, VI); intervals
smooth. Apical piece of median lobe as in fig. 34, paramera as in fig.
37. Length 10-19 mm.
Material examined: 36 specimens (BMNH, IZPAN, DEI, EMLU, IRSNB,
MRAC, MNHN, MHNG, USNM, ZMB).
Distribution: Senegal, Gambia, Cameroon, Sudan, Zaire, Kenya.
Passandra gigas (Fabricius) (Figs 12-16, 60)
Cucujus gigas Fabricius, 1801: 92. Types not examined.
Hectarthrum curtipes Newman, 1838: 398. Holotype: Gambia, BMNH, examined. -
Lefkovitch, 1963: 186; Slipinski, 1983: 87.
Diagnostic combination. Body moderately convex, elongate; sur-
faces shiny, colour variable, usually black with elytral apices, tibiae and
femora reddish; rarely entirely black. Head with sublateral and occipital
grooves well developed and joined (fig. 12); admedian grooves shallow,
slightly diverging anteriorly; medial process flat, widely rounded api-
cally. Antenna in both sexes stout and rather short, in male (fig. 15)
often with antennomeres VI, VI strongly dilated, ventral impressions
narrow, glabrous. Pronotum with sublateral lines entire, widely sepa-
rated anteriorly; marginal groove almost straight medially; disk micro-
punctured. Elytra only with two entire lines (I, VI), each elytron se-
parately rounded to apicosutural angle (fig. 13). Apical piece of median
lobe as in fig. 14, paramera as in fig. 16, spermatheca as in fig. 60.
Length 8-21 mm.
Material examined: + 120 specimens (BMNH, DEI, EMLU, IRSNB,
IZPAN, MHNG, MNHN, NHMB, NHMV, SMD, TMB, TMP, USNM, ZMB).
Distribution: Africa south of the Sahara.
580 S.A. SLIPINSKI
AAA
Aili
2)
“GEO 6
SS
Figs 64-70. Passandra species: kasiae (64, 65); goudoti (66); lineicollis (67, 68);
gairensis (69, 70). 64,66: head and pronotum; 65: antenna; 67, 69: median lobe,
ventral; 68, 70: paramera, dorsal.
GENUS PASSANDRA 581
Passandra goudoti (Grouvelle) (Figs 36, 39, 66)
Hectarthrum Goudoti Grouvelle, 1876: CCXIII. Syntype(s) Madagascar, not examined. -
In Passandra: Slipinski, 1983: 89.
Hectarthrum bilineatum Reitter, 1879: 186. Holotype, Madagascar, zMB, examined.
Diagnostic combination. Uniformly black, subcylindrical; surfaces
strongly shiny. Head with sublateral and occipital grooves well de-
veloped and joined; admedian grooves moderately deep and strongly
divergent anteriorly (fig. 66); medial process narrowed anteriorly then
obtusely rounded apically; clypeus deeply impressed. Antenna thick
and short with antennomeres trasverse, widely grooved ventrally. Pro-
notum with sublateral lines extremely short, present only in anterior
1/3-1/4, not continuing along anterior edge; marginal groove deeply
emarginate medially; disk smooth or micropunctured. Elytra only
with 2 complete lines (I, VI) intervals smooth. Apical piece of median
lobe as in fig. 36, paramera as in fig. 39. Length 8-15 mm.
Lectotype of H. bilineatum: « Madagascar, bilineatum Reitt.*/
Zool. Mus. Berlin ».
Material examined: + 70 specimens (DEI, MNHN, NHMV, IZPAN,
ZMB).
Distribution: Madagascar.
Passandra harmandi (Grouvelle) comb. n. (Figs 92, 95, 105, 106, 108)
Hectarthrum Harmandi Grouvelle, 1887: CLXXIX. Lectotype, present designation:
Cambodia, MNHN, examined.
Passandra bicolorata Slipinski, 1983: 85. Holotype « Kenya ». MRAC, examined. Syn. n.
Diagnostic combination. Moderately convex, flattened dorsally;
bicoloured, dark-brown to black with elytra apparently lighter, brown
to reddish; surfaces shiny. Head with sublateral and occipital grooves
well developed and clearly joined; admedian grooves deep, diverging
anteriorly, closed (fig. 105); medial process triangular, rounded apically;
surfaces micropunctured, shiny. Antenna relatively long, slender with
antennomeres III-X markedly longer than wide (fig. 106). Pronotum
with sublateral lines entire, widely separated anteriorly, not joined;
marginal groove emarginate medially; disk regularly micropunctured,
very rarely with a few larger punctures medially. Elytra with four com-
plete lines (I, II, V, VI); intervals micropunctured. Apical piece of
582 S.A. SLIPINSKI
median lobe as in fig. 95, paramera as in fig. 92, spermatheca as in
fig. 108. Length 14-21 mm.
Figs 71-77. Passandra species: popeorum (71, 72); quadrilineata (73); nodicornis (74);
tenuicornis (75, 76); semifusca (77). 71, 73: head and pronotum; 72: antenna; 74: pa-
ramera, dorsal; 75: median lobe, ventral; 76, 77: basal marginal groove of pronotum.
GENUS PASSANDRA 583
Lectotype of P. harmandi: «570/78/ Hectarthrum Harmandi A.
Grouvelle » Paralectotype with same data as lectotype, both in MNHN,
general coll.; with accession number 570/78 there is in a register-book
the following note «both specimens given to MNHN collection by Mr.
Harmand, both come from La Khore, Cambodia ».
Material examined: 32 specimens (MNHN, BPBM, IRSNB, ZMB).
Distribution: Sumatra, Laos, Vietnam, Malacca.
Remark. Although the holotype of P. bicolorata is labelled « Kenya,
Nairobi» there is no doubt a mistake in labelling, similar to P. tri-
gemina (p. 598), and the species is identical with P. harmandu.
Passandra heros (Fabricius) comb. n. (Figs 55, 99, 100)
Cucujus heros Fabricius, 1801: 92. Types not examined.
Hectarthrum brevifossum Newman, 1839: 392. Holotype: Java, BMNH, examined.
Hectarthrum bistriatum Castelnau, 1840: 384. Type not examined.
Hectarthrum cylindricum Smith, 1851: 12. Holotype: South Australia, BMNH, examined.
Hectarthrum depressum Smith, 1851: 20. Lectotype, present designation: India, BMNH,
examined. Syn. n.
Hectarthrum australicum Waterhouse, 1876: 119. Holotype: North Australia, BMNH,
examined.
Hectarthrum orientale Schaufuss, 1877: 115. Lectotype, present designation: Celebes,
Bouthian, ZMB, examined. Syn. n.
Hectarthrum angustatum Grouvelle, 1889: XXXIII. Holotype: Andaman Islands,
MNHN, examined, Syn. n.
Passandra atra Slipinski, 1983: 83. Holotype: « Zaire » NHMB, examined, Syn. n.
Diagnostic combination. Body shape variable from narrow and
almost cylindrical to broadly-oval and flattened; colour black rarely
dark-brown; surfaces shiny. Head (fig. 55) with sublateral and occipital
grooves well developed and joined; antenna thick with antennomeres
subquadrate or transverse, ventrally with very narrow, linear impres-
sion. Pronotum with sublateral lines entire, not joined anteriorly; marginal
groove with notch or narrow emargination medially. Elytra with only
two lines complete (I, VI), sometimes lines V and VII barely traceable
near bases. Apical piece of median lobe as in fig. 100, paramera as in
fig. 99. Length 5-22 mm.
Material examined: 600 specimens from all collections.
Distribution: Indo-Australian from Southern China, Sikkim, Tai-
wan and India to South Australia.
Remark. The three specimens from Africa on which the original
description of P. atra was based had been introduced to Africa or mis-
labelled, and all of them come from an old collection.
584 S.A. SLIPINSKI
Passandra kasiae sp. n. (Figs 64, 65)
Diagnostic combination. Dark-brown, unicoloured, narrowly elong-
ate, moderately depressed, surfaces shiny. Head with sublateral groove
Figs 78-82. Passandra species: uniformis (78); zatrensis (79, 82); rufipennis (80, 81).
78,79: head and pronotum; 80: paramera, dorsal; 81: median lobe, ventral; 82:
antennomeres IX, X, ventral.
GENUS PASSANDRA 585
reduced to a carina and not clearly joined to wide occipital groove;
admedian grooves relatively short, wide and straight (fig. 64); median
process flat, obtusely rounded apically; clypeus flat, not bordered, with
fine median impression; surfaces densely micropunctured, laterally
spaces reticulate, feebly shiny. Antenna moderately long, slender, ven-
tral sides of antennomeres III-X with narrow groove and sensory area
as in penicillata, but setae slightly sparser and shorter (fig. 65). Prono-
tum with sublateral lines entire and shortly continuing along the an-
terior edge, not joined; marginal groove straight medially; pronotal
disk regularly micropunctured with 6 larger punctures medially. Proster-
nal process narrow, almost parallelsided. Elytra with 4 lines complete
(I, II, V, VI), no traces of line VII; intervals smooth. Length 9.5 mm.
Material examined: Holotype (Thailand) «Siam, G. Lewis, coll.
B.M. 1910-248 » (BMNH).
Distribution: Thailand.
Dedicated to my wife - Kasia G. Winiszewska-Slipinska.
Passandra lineicollis (Reitter) (Figs 84, 85)
Hectarthrum lineicolle Reitter, 1880: 31. Holotype: Senegal, MNHN, examined. - In
Passandra Slipinski, 1983: 90.
Hectarthrum modestum Fairmaire, 1884: CXXI. Holotype: Guelidi, MNHN, examined
- Grouvelle, 1887: CXXIX.
Diagnostic combination. Broadly-oval, flattened, black; surfaces
feebly shiny, densely punctured. Head with sublateral grooves reduced
to a carina which is not clearly joined to occipital groove; admedian
grooves moderately deep, wide and divergent anteriorly; median pro-
cess narrow, flat, acute apically; head surface except for grooves densely
and rugosely punctured, mat; eyes comparatively small. Antenna slender,
moderately long, with antennomeres III-IX subquadrate, ventrally
with narrow linear impression, glabrous. Pronotum densely punctured,
feebly shiny; sublateral lines entire and joined anteriorly; admedian
lines long and converging basally, rarely composed of separate punctures;
marginal groove almost straight, weakly emarginate medially. Elytra
with four entire lines (I, II, V, VI) and with lines III and IV more
or less developed, but never complete (fig. 84); intervals micropunctured,
shiny. Length 8-13 mm.
Material examined: 32 specimens (BMNH, IZPAN, MNHN, MRAC,
DEI, USNM, ZMB).
Distribution: East and Central Africa.
586 S.A, SLIPINSKI
Figs 83-89. Passandra species: murrayi (83); lineicollis (84, 85); rufipennis (86); te-
nuicornis (87); uniformis (88, 89). 83, 85: head and pronotum; 84: left elytron; 86, 87:
prosternal process (diagrammatic); 88: paramera, dorsal; 89: median lobe, ventral.
GENUS PASSANDRA 587
Passandra marginata Grouvelle (Figs 7, 10)
Passandra marginata Grouvelle, 1877: CLIX. Lectotype; present designation: Australia,
MNHN, examined.
Passandra Devyrollei Grouvelle, 1885: XXXI. Lectotype, present designation: Australia,
MNHN, examined. Syn. n.
Diagnostic combination. Broadly-oval, flattened; colour black;
surfaces shiny. Head with sublateral and occipital grooves well de-
veloped, wide, clearly joined; admedian grooves wider and deeper
anteriorly near occipital groove not well defined; medial process nar-
rowed apically, wide, rounded apically, flat; surfaces micropunctured
shiny. Antenna (fig. 9) long with antennomeres III-X about 2-2.5 x
as long as wide, last one triangular; ventral side with narrow grooves.
Pronotum (fig. 7) with sublateral lines entire, continuing forwardly
along anterior margin and almost joined medially; disk with shallow,
sometimes indistinct median elongate impression anteromedially; mar-
ginal groove shallowly emarginate medially; disk micropunctured.
Elytra with two complete lines (I, VI) and line V marked near base.
Apical piece of median lobe as in fig. 10, paramera as in fig. 8. Length
18-24 mm.
Lectotype of P. marginata: « Australia H. Deyrolle/ Type/ Passandra
marginata Grouv. ».
Lectotype of P. deyrollet: « Australia, Brisbane/ Type/ Passandra
Deyrollei Grouv. ».
Material examined: 4 specimens (MHNH).
Distribution: Australia.
Passandra murrayi (Grouvelle) (Figs 42, 46, 83)
Hectarthrum Murrayi Grouvelle, 1876: CXXII. - Lefkovitch, 1963: 189 - In Pas-
sandra: Slipinski, 1983: 92.
Diagnostic combination. Narrowly elongate, subcylindrical; black;
strongly shiny. Head with sublateral and occipital grooves well deve-
loped and joined; admedian grooves shallow, divergent anteriorly,
closed; medial process wide, flat, broadly rounded apically; head sur-
faces almost smooth, shiny. Antenna moderately long, thick with an-
tennomeres III-X subquadrate to transverse, widely grooved ventrally,
glabrous; last antennomere ovoid, obtusely rounded apically. Prono-
tum with sublateral lines joined anteriorly and obsolete in basal 1/3
588 S.A. SLIPINSKI
(fig. 83); marginal groove deeply emarginate medially; disk smooth or
micropunctured, shiny. Elytra with three complete lines (I, V, VI),
intervals smooth. Apical piece of median lobe as in fig. 46, paramera
as in fig. 42. Length 10-19 mm.
Material examined: + 100 specimens from all collections except:
FSCA, BPBM, TMP, UMM.
Distribution: Africa south of the Sahara.
Passandra nodicornis (Snellen v. Vollenhoven) comb. n.
(Figs 74, 96, 97, 98)
Hectarthrum nodicorne Snellen van Vollenhoven, 1864: 145. Holotype: Borneo, Mus.
Leiden, not examined.
Diagnostic combination. Narrowly-oval, subdepressed, brown; sur-
faces smooth, shiny. Head: sublateral grooves shallow and clearly joined
to deep occipital groove; admedian grooves wide, short and shallow
(fig. 97); medial process narrow, triangular, pointed apically, flat or
subcarinate; clypeus wide, bordered; surfaces punctured, shiny. An-
tenna moderately long, with antennomeres III-X subquadrate to trans-
verse, antennomere II transverse, in males (fig. 98) antennomere III
broadly dilated and II strongly transverse. Pronotum with sublateral
lines entire, widely separated anteriorly; marginal groove weakly emar-
ginate medially; disk with group of large, coarse punctures medially
(size and separation of these punctures variable). Elytra with four lines
‘complete (I, II, V, VI) but line II often obsolete in anterior 1/3, some-
times also apically, but always longer than elytral 1/2. Apical part of
median lobe as in fig. 96, paramera as in fig. 74. Length 12-16 mm.
Material examined: 16 specimens (MNHN, TMB, IZPAN).
Distribution: Sumatra, Borneo.
Passandra oblongicollis (Fairmaire) (Figs 24, 25, 62)
Hectarthrum oblongicolle Fairmaire, 1886: 436, 441. Holotype: Obock, BMNH, examined.
Hectarthrum longicolle Fairmaire, 1886: 441 (incorrect spelling) - Lefkovitch, 1963:
188; Slipinski, 1983: 93.
Diagnostic combination. Narrowly-oval, moderately convex, black
or dark-brown, feebly shiny. Head surface densely and rugosely punctur-
ed, almost mat; sublateral grooves reduced to carinae not joined to
GENUS PASSANDRA 589
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Figs 90-96. Passandra species: semifusca (90); tenuicornis (91); harmandi (92, 95);
fasciata (93, 94); nodicornis (96). 90: head and anterior part of pronotum; 91-93:
paramera, dorsal; 94-96: median lobe, ventral.
590 S.A. SLIPINSKI
strongly reduced occipital groove; admedian grooves narrow and deep;
medial process narrow and acute apically; occipital region notched
medially. Antenna slender, moderately long, with antennomeres III-X
subquadrate and narrowly impressed on ventral sides; last antennomere
narrowly elongate and acute apically. Pronotum with sublateral lines
obsolete basally in 1/4 of their length, not joined anteriorly; marginal
groove deeply notched medially; pronotal disk densely punctured, an-
teriorly punctures somewhat rugose and interspaces reticulate, feebly
shiny; medially group of coarse punctures about 2-3 x as large as discal
punctures (fig. 24). Elytra with three lines complete (I, V, VI) and in-
tervals distinctly punctured; each elytron separately rounded at apico-
sutural angle. Apical piece of median lobe as in fig. 25, spermatheca
as in fig. 62. Length 8-12 mm.
Material examined: 18 specimens (BMNH, DEI, MNHN, MRAC, IZPAN,
USNM). -
Distribution: Ethiopia, Yemen (Aden), Tchad, Saudi Arabia,
South Africa.
Passandra penicillata (Waterhouse) (Figs 17-19, 41, 45)
Hectarthrum penicillatum Waterhouse, 1876: 120. Lectotype: Abyssinia, BMNH, exa-
mined - Lefkovitch, 1963: 185.
Hectarthrum Raffrayi Grouvelle, 1877a: 296. Holotype: Abyssinia, MNHN, examined.
Diagnostic combination. Narrowly-oval, subdepressed, black; sur-
faces shiny. Head with sublateral and occipital grooves well defined,
wide and clearly joined; admedian grooves wide, moderately long,
closed; head surface micropunctured and reticulate, feebly shiny; frons
in front of clypeus with small but distinct tubercle; clypeus bordered
laterally, emarginate medially. Antenna (fig. 18) moderately long, slender
with antennomeres III-X markedly longer than wide, ventrally with
narrow groove and large, punctate and setose sensory area (fig. 19);
last antennomere elongate-oval, obtusely acute apically. Pronotum with
sublateral lines almost entire, very narrowly interrupted basally (fig.
17), continuing along anterior margin but widely separated; marginal
groove almost straight; pronotal disk finely micropunctured, shiny. Elytra
with only two lines (I, VI) complete, line V marked near base; intervals
micropunctured. Length 16-20 mm. Apical piece of median lobe as
in fig. 45, paramera as in fig. 41.
Material examined: 7 specimens (BMNH, MNHN, ZMB, IZPAN).
Distribution: Ethiopia.
GENUS PASSANDRA 591
Passandra popeorum sp. n. (Figs 71, 72, 104)
Diagnostic combination. Narrowly-elongate, slightly depressed;
black; shiny. Head with sublateral and occipital grooves well defined
and joined (fig. 71); occipital region narrowly notched medially; ad-
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Figs 97-104. Passandra species: nodicornis (97, 98); heros (99, 100); trigemina (101,
103);
sagena (102); popeorum (104). 97: head and pronotum; 98: male antenna;
99, 102-104: paramera, dorsal; 100,101: median lobe, ventral.
592 S.A. SLIPINSKI
median grooves long, strongly divergent anteriorly and joined basally;
medial process strongly reduced and not reaching occipital groove;
clypeus narrow, sharply bordered laterally; surface micropunctured,
shiny. Antenna (fig. 72) moderately long, with antennomeres III-X
slightly transverse, narrowly impressed on ventral surfaces. Pronotum
with sublateral lines entire, widely separated anteriorly; marginal groove
deeply emarginate medially; disk sparsely micropunctured, shiny.
Elytra only with two lines complete (I, VI), intervals smooth, shiny,
both elytra rounded apically. Paramera as in fig. 104. Length 12 mm.
Material examined: Holotype g: « New Guinea, coll. Madon »
(IRSNB).
Distribution: New Guinea.
This species is dedicated to my friends and colleagues Joyce and
Robert D. Pope of the British Museum (Natural History) London.
Passandra punctulicollis (Fairmaire) (Figs 33, 38, 48)
Hectarthrum punctulicolle Fairmaire, 1891: CCLXXXIII. Holotype: East Africa,
probably lost, not examined. - Lefkovitch, 1963: 188. In Passandra: Slipinski,
1983: 95.
Diagnostic combination. Narrowly-elongate, slightly depressed;
black; feebly shiny. Head surface coarsely punctured with interspaces
reticulate, almost mat, only grooves smooth; sublateral grooves reduced
to carinae and not clearly joined to reduced occipital groove (fig. 48);
admedian grooves narrow, straight and deep; medial process acute
apically, very narrow, convex; clypeus elongate, narrow, bordered la-
terally. Antenna moderately long, antennomeres III-X subquadrate,
ventrally with narrow impression, glabrous. Pronotum with disk densely
and rather coarsely punctured except for smooth narrow median line;
punctures anterolaterally rugose with spaces reticulate, almost mat;
marginal groove with simple notch medially; sublateral lines interrupted
basally, widely separated anteriorly. Elytra with four lines complete
(I, II, V, VI), intervals distinctly punctured, each elytron separately
rounded apically. Apical piece of median lobe as in fig. 33, paramera
as in fig. 38. Length 8-12 mm.
Material examined: 7 specimens (BMNH, DEI, FSCA, IZPAN).
Note. There are 2 specimens in BMNH collection with following
data « Tanzania, Milkese, E.A. Forest Insect Survey » which are entirely
GENUS PASSANDRA 593
brown and pronotum is much finer and sparser punctate. I suppose
both are tenerals and both colour and sculpture are artificial.
Distribution: Ethiopia, Kenya, Tanzania.
Figs 105-109. Passandra species: harmandi (105, 106, 108); tenuicornis (107, 109).
105, 107: head and pronotum; 106: antenna; 108,109: spermatheca.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 38
594 S.A. SLIPINSKI
Passandra quadrilineata (Smith) (Figs 35, 40, 73)
Hectarthrum quadrilineatum Smith, 1851: 22. Holotype: Port Natal, BMNH, examined. -
Lefkovitch, 1963: 188. In Passandra: Slipinski, 1983: 97.
Diagnostic combination. Narrowly-elongate, subcylindrical; black
except for reddish legs and elytral apices; surfaces shiny. Head with
sublateral groove reduced to a carina and not clearly joined to transverse
occipital groove (fig. 73); occipital region notched medially; admedian
grooves shallow, almost parallel; medial process obtusely acute apically,
carinate anteriorly, carina entering in clypeal region; head surface densely
micropunctured, spaces, especially laterally reticulate, feebly shiny.
Antenna moderately long, thick, segments subquadrate, ventrally with
fine linear impression. Pronotum with admedian region smooth or mi-
cropunctured, rarely there are 3-6 larger punctures medially; sublateral
lines absent in basal 1/5, not continuing anteriorly; marginal groove
deeply notched medially. Elytra with four complete lines (I, II, V, VI),
intervals smooth or micropunctured. Apical piece of median lobe as
in fig. 35, paramera as in fig. 40. Length 8-18 mm.
Material examined: + 100 specimens from almost all collections.
Distribution: Africa south of the Sahara.
Passandra rufipennis (Fabricius) comb. n. (Figs 49, 80, 81, 86)
Cucujus rufipennis Fabricius, 1801: 93. Type(s): Sumatra, not examined. In Hectar-
thrum: Newman, 1839: 396.
Diagnostic combination. Body narrowly-elongate, slightly depressed ;
black with elytra and legs piceous-brown, rarely pronotum brownish-
black but still apparently darker than elytra; surfaces shiny. Head with
sublateral groove reduced to carina and not clearly joined to occipital
groove; admedian grooves deep, long and divergent anteriorly (fig. 49),
open or joined to sublateral carinae anteriorly; median process trian-
gular, rounded apically, dorsally faintly carinate; clypeus bordered la-
terally. Antenna moderately long, antennomeres III-X subquadrate to
transverse, ventrally with linear impressions. Pronotum sparsely punctur-
ed except for median group of large coarse punctures, those punctures
often contiguous; sublateral lines entire and joned anteriorly (very
rarely almost joined); marginal groove curved medially. Prosternal
process wide, strongly expanded apically (fig. 86). Elytra with four lines
(I, II, V, VI) complete; intervals sparsely micropunctured, shiny.
Median lobe as in fig. 81, paramera as in fig. 80. Length 6-15 mm.
GENUS PASSANDRA 595
Material examined: 25 specimens (DEI, MNHN, ZMB, IZPAN) .
Distribution: Sumatra, Borneo.
Remarks. I have not seen the original material of Fabricius’ species,
but I relay on the original description, Newman’s and later Grouvelle’s
interpretations of this species, which is fairly distinctive because of
its contrasting colouration.
Passandra sagena (Lefkovitch) (Figs 27, 30, 58, 102)
Hectarthrum sagenum Lefkovitch, 1963: 186. Holotype: Ethiopia, MNHN, examined. -
In Passandra: Slipinski, 1983: 97.
Diagnostic combination. Narrowly-elongate, subdepressed; head
and pronotum feebly shiny, almost mat, elytra moderately shiny; colour
black or dark-brown. Head: sublateral grooves reduced to carinae and
not joined to reduced occipital groove; admedian grooves narrow, al-
most straight; medial process narrow, weakly carinate dorsally, acute
apically; occipital region notched medially; clypeus bordered; head
surface except for grooves densely, rugosely punctured, interspaces
reticulate, almost mat. Antenna moderately long, segments subquadrate,
ventral sides with linear impressions. Pronotum (fig. 30) anterolaterally
as head sculptured, posteriorly punctures not rugose and interspaces
feebly reticulate or smooth, shiny; admedian grooves about 0.7 length
of pronotum, converging anteriorly; sublateral lines broken just near
base, not continuing anteriorly; marginal groove deeply notched me-
dially. Elytra with four lines complete (I, II, V, VI); intervals densely
micropunctured, often with short transverse impressions. Apical piece
of median lobe as in fig. 27, paramera as in fig. 102, spermatheca as in
fig. 58. Length 5-11 mm.
Material examined: 11 specimens (BMNH, MNHN, TMB, EMLU,
IZPAN).
Distribution: Ethiopia, Kenya, Ghana, Gambia, Senegal.
Passandra semifusca (Newman) comb. n. (Figs 77, 90, 110-112)
Hectarthrum semifuscum Newman, 1839: 396. Holotype; locality unknown, BMNH
examined.
Diagnostic combination, P. semifusca shares with rufipennis and
tenuicornis the combination of entire pronotal lines, coarsely punctate
disk of pronotum and four complete lines on each elytron. Also all
those species have more or less reddish elytra. P. semifusca is especially
596 S.A. SLIPINSKI
similar to rufipennis because of the pronotum apparently darker than
elytra, the admedian grooves of head narrow and long and the pronotal
punctures coarse and more frequent than in tenwicornis. Both these
species can be surely separated only on basis of their genital structures;
the external differences, usually obvious, because of great variability
do not always allow to discriminate the proper species. P. semifusca
differs from rufipennis as follows: (1) pronotum brownish-black, never
black; (2) pronotal sublateral lines never joined anteriorly (fig. 90),
always widely separated; (3) pronotal punctures comparatively smaller
and more frequent than in rufipennis ; (4) prosternal process more pa-
rallel-sided. This species may be separated from P. tenuicornis because
of pronotum distinctly darker than elytra (body uniformly reddish in
tenuicornis), the admedian grooved of head narrower and longer and
the marginal groove of pronotum shallowly emarginate medially (fig.
77) in addition to the distinctive genitalia (figs 110-112). Length 7-10 mm.
Holotype data: « Type/ semifuscum Newm. 4956/4956 ».
Material examined: 16 specimens (BMNH, MNHN, ZMB, IZPAN, DEI).
Distribution: Sumatra.
Passandra sexstriata Dalman (Figs 23, 26, 44)
Passandra sexstriata Dalman in Schoenherr, 1817: 146. Type not examined - Slipinski,
1983: 98.
Diagnostic combination. Broadly-oval, flattened; head and pro-
notum brown, elytra dark-brown to black, apparently darker than head
and pronotum, very rarely body uniformly brown. Head with sub-
lateral grooves well defined (fig. 23) but not joined to strongly reduced
occipital groove; admedian grooved and medial process not defined.
Antenna long, slender with antennomeres III-X about 1.5-2 x as long
as wide, ventral sides with narrow grooves, setose to densely setose,
setae yellow to orange. Pronotum with strongly prominent and acute
anterior angles, sublateral lines absent; anterolaterally group of coarse,
elongate punctures on each side; marginal groove almost straight me-
dially. Elytra with 2 complete lines (I, VI), intervals smooth. Apical
piece of median lobe as in fig. 44, paramera as in fig. 26. Length 16-32 mm.
Material examined: + 100 specimens from all collections.
Distribution: ‘chad, Ivory Coast, Senegal, Cameroon, Tanzania,
Zaire, Angola.
GENUS PASSANDRA 597
Passandra simplex (Murray) (Figs 20-22, 43, 47, 61)
Hectarthrum simplex Murray, 1867: 340. Holotype: Old Calabar, BMNH, examined. -
In Passandra: Slipinski, 1983: 100.
Hectarthrum corticinum Peringuey, 1888: 91. Syntypes: Transvaal, sam ?, not exa-
mined. - Grouvelle, 1891: CIV.
Hectarthrum puncticeps Grouvelle, 1915: 70. Holotype: Transvaal, MNHN, examined. -
Lefkovitch, 1963: 189.
Diagnostic combination. Narrowly-elongate to subcylindrical; col-
our black; surfaces moderately shiny. Head (fig. 20) with sublateral
grooves reduced to carina, not joined to occipital groove, which is vi-
sible only near middle; admedian grooves almost straight; medial pro-
cess acute apically, convex; occipital region notched medially; head
surface densely micropunctured, sides often rugosely punctured with
interspaces reticulate, almost mat, medial process shiny. Antenna (fig. 21)
with antennomeres III-IX subquadrate to transverse, ventrally with
fine linear impression (fig. 22). Pronotum with sublateral lines absent
in basal 1/4, not continuing anteriorly along margin; marginal groove
deeply notched medially; disk regularly micropunctured, shiny. Elytra
Figs 110-112. Passandra semifusca. 110: paramera, dorsal; 111: spermatheca; 112:
median lobe, ventral.
598 S.A. SLIPINSKI
with three lines complete (I, V, VI) intervals micropunctured. Apical
piece of median lobe as in fig. 47, paramera as in fig. 43, spermatheca
as in fig. 61. Length 7-13 mm.
Material examined: 47 specimens (BMNH, MNHN, NHMB, NHMV,
TMB, TMP, MRAC, IRSNB, ZMB, IZPAN, DEI).
Distribution: Africa south of the Sahara.
Passandra tenuicornis (Grouvelle) comb. n.
(mies 75 70, sd, Dil, 1075 109)
Hectarthrum tenuicorne Grouvelle, 1913: 53. Lectotype, present designation: Tonkin,
MNHN, examined.
Diagnostic combination. This species is very similar to P. semifusca,
see that species for differences (p. 595). Often certain determination
is possible only on basis of genitalia, especially the parameres are very
distinctive (fig. 91). Individuals of this species are usually uniformly
brown or yellowish-brown with pronotum not darker than elytra. Pro-
notal punctures variable, usually reduced to a few larger punctures
near middle (fig. 107). Pronotum with marginal groove deeply emarginate
medially (fig. 76). Apical piece of median lobe as in fig. 75, paramera
as in fig. 91, spermatheca as in fig. 109. Length 7-12 mm.
Lectotype data: « Tonkin/ Type/ Hectarthrum tenuicorne Grouv ».
Paralectotypes: « Tonkin Demanje/ Type» (1, MNHN); « Tonkin,
region de Hong-Hai/Type » (1, MNHN); « Formosa, Fuhosho. H. Sauter/
‘Typus/ 7.IX/ Grouvelle det/ Hectarthrum tenuicorne Grouv. » (1, DEI).
Material examined: 18 specimens (MNHN, DEI, IRSNB, IZPAN, ZMB).
Distribution: Laos, Vietnam, Taiwan.
Passandra trigemina (Newman) comb. n. (Figs 29, 32, 101, 103)
Hectarthrum trigeminum Newman, 1839: 393. Lectotype, present designation: loca-
lity ?, BMNH, examined.
Hectarthrum latum Grouvelle, 1874: XXVIII. Neotype, here designated: Moluques,
MNHN, examined. Syn. n.
Hectarthrum sociale Waterhouse, 1876: 119. Lectotype, present designation: New
Guinea, BMNH, examined. Syn. n.
Hectarthrum sociale var. minor Waterhouse, 1876: 119. Syntypes: Java, Philippines,
BMNH, examined. Syn. n.
Hectarthrum dejectum Waterhouse, 1876: 120. Holotype: Batjan, BMNH, examined.
Syn. n.
Passandra penicillata: Slipinski, 1983; 94, figs 13,14 (misidentification).
GENUS PASSANDRA 599
Body shape variable from narrowly-elongate or almost subcylin-
drical to broadly-oval and flattened; colour brown to black; surfaces
shiny. Head with median process apically rounded (fig. 29) and clearly
joined with clypeal region, clypeus not clearly bordered; admedian
grooves anteriorly open. Antenna variable, but last antennomere ovoid
and obtusely rounded apically, and antennomeres III-X widely grooved
on ventral sides, glabrous (fig. 32). Pronotum with sublateral lines obsolete
at basal 1/4-1/3, shortly continuing anteriorly; marginal groove usually
curved medially. Elytra with three complete lines (I, V, VI). Apical
piece of median lobe as in fig. 101, paramera as in fig. 103.Length
5-22 mm.
Type material:
H. trigeminum, lectotype: « syntype/ trigeminum Newman/ 4955 ».
H. latum, neotype: « Moluques/ Hectarthrum latum A. Grouvelle/
ex coll. Reitter/ coll. R. Oberthiir ».
H. soctale, lectotype: «syntype/N/ socialis, C. Waterh/ type».
Material examined: -+ 700 specimens from all collections.
Distribution: Indo-Australian (from South China and Sikkim to
North Australia).
Remarks. Specimens redescribed and figured as P. penicillata in
my paper (SLIPINSKI, 1983) and labelled « Kenya, Nairobi, Muche
X.1960, ex coll. Breuning (MRAC) apparently belong to this species and
not to penicillata. Both these species and the holotype of P. bicolorata
have the same labels and all come from Laos or Vietnam and not from
Kenya at all.
Passandra uniformis (Waterhouse) comb. n. (Figs 78, 88, 89)
Hectarthrum uniforme Waterhouse, 1876: 120. Lectotype, present designation: South
India, BMNH, examined.
Diagnostic combination. Moderately wide and flattened; black;
surface shiny. Head with sublateral and occipital grooves wide and
clearly joined; medial process wide, flattened and rounded apically;
clypeus bordered laterally; surface micropunctured, shiny. Pronotum
(fig. 78) with sublateral lines entire, shortly continuing anteriorly but
widely separated; marginal groove straight medially; disk sparsely
micropunctured. Elytra with four lines complete (I, II, IV; VI); in-
600 S.A. SLIPINSKI
tervals micropunctured. Apical piece of median lobe as in fig. 89, para-
mera as in fig. 88. Length 10-18 mm.
Lectotype data: «syntype/ S. Ind. 6120/ uniformis C. Waterh.
(type) ».
Material examined: 9 specimens (BMNH, MNHN, IZPAN, ZMB).
Distribution: Ceylon, South India.
Passandra waterhousei Grouvelle (Figs 13a, 14a, 57)
Passandra waterhousei Grouvelle, 1885: XXXI. Lectotype: Abyssinia, MNHN, examin-
ed. - Lefkovitch, 1963: 186 (lectotype). - In Passandra: Slipinski, 1983: 101.
Passandra transvaalensis Peringuey, 1888: 90. Lectotype, present designation: Trans-
vaal, SAM, examined. Syn. n.
This species is very similar to P. gigas, the only external differences
are uniformly brown or black body, slender and slightly longer antennae
and the elytral apices together rounded (fig. 13a). Median lobe as in
fig. 14a, paramera as in gigas, spermatheca as in fig. 57. Length 10-20 mm.
Lectotype data of P. transvaalensis: « P. rusticorum/ Huslinb/ V/
Rustenb urg / transvaalensis Péring.». Paralectotype with same data
(SAM).
Material examined: 48 specimens (BMNH, MNHN, NHMB, NHMV,
DEI, SAM, TMB, TMP, USNM).
Distribution: Ethiopia, Kenya, Cameroon, Zaire, South Africa
(Transvaal).
Passandra zairensis Slipinski (Figs 59, 69, 70, 79, 82)
Passandra zairensis Slipinski, 1983: 102. Holotype: Zaire, MRAC, examined.
Diagnostic combination. Narrowly-elongate, subcylindrical; dark-
brown to black; surfaces shiny. Head (fig. 79) with sublateral and occi-
pital grooves reduced to carinae and not clearly joined; admedian grooves
anteriorly open, shallow; medial process flat, acute or obtusely acute
apically, anteriorly carinate, carina anteriorly enters clypeal region;
clypeus long and narrow, sharply bordered; surface micropunctured,
shiny. Antenna moderately long with antennomeres III-X subquadrate,
ventrally widely grooved (fig. 82). Pronotum narrow, parallelsided with
sublateral lines short, not reaching anterior margin and absent in basal
1/3; marginal groove emarginate medially; surface almost smooth.
Elytra with two complete lines (I, VI), both joined basally; line V vi-
GENUS PASSANDRA 601
sible at basal 1/3; each elytron separately rounded to apico-sutural
angle. Apical piece of median lobe as in fig. 69, paramera as in fig. 70,
spermatheca as in fig. 59. Length 8-11 mm.
Material examined: 5 specimens (MRAC, IZPAN, ZMB).
Distribution: Zaire, Cameroon, Ghana.
ACKNOWLEDGEMENTS
I thank the following curators and their institutions for kind cooperation and loan
of specimens to this study: R.J.W. Aldridge, R.D. Pope (BMNH); S.A. Samuelson
(BPBM); L. Dieckmann (DEI); R. Danielsson (EMLU); M.C. Thomas (Fsca); R. Da-
moiseau (IRSNB); A. Newton, Jr. (mcz); M. Brancucci (NHMB); I. Lobl (mHNG); H.
Schénmann (NHMv); N. Berti (MNHN); R. Whitehead (sam); R. Krause (smp); R.
Poggi (mMsNc); O. Merkl (tmsB); S. Endrédy-Yo6unga (TMP); C. Johnson (Umm); J.
Decelle (mrac); J.M. Kingsolver (usnm) and M. Uhlig (zms). I am very indebted
to N. Berti (MNHN). I. Lòbl (mHNG). W. Wittmer (NHMB), R.J.W. Aldridge, R.D.
Pope (BMNH) for their various and immense help during visits in their institutions.
Thanks go also to R.A. Crowson and M.C. Thomas for various discussions and sug-
gestions during this project, and to J.C. Luhman for his help with the English manu-
script. Special thanks are given to my wife Kasia G. Winiszewska-Slipinska for her
continuous help and advices in the preparation of this paper.
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SUMMARY
The World species of the genus Passandra Dalman (= Hectarthrum Newman)
are reviewed and figured, and a key to their determination is provided. Two new species
are described: P. kasiae (Thailand) and P. popeorum (New Guinea). The following new
synonymy are proposed: Passandra fasciata Gray (= rubrolineata Blanchard; = bra-
siliensis Chevrolat; = miles Thomson; = mexicana Casey); P. harmandi Grouvelle
(= P. bicolorata Slipinski); Passandra heros (Fabricius) (= Hectarthrum depressum
GENUS PASSANDRA 603
Smith; = H. orientale Schaufuss; = H. angustatum Grouvelle; = P. atra Slipinski);
P. marginata Grouvelle (= deyrollei Grouvelle); P. trigemina (Newman) (= Hectar-
thrum latum Grouvelle; = H. sociale Waterhouse; = H. sociale var. minor Waterhouse;
= H. dejectum Waterhouse); P. waterhousei Grouvelle (= P. transvaalensis Péringuey).
RIASSUNTO
Le specie mondiali del genere Passandra Dalman (= Hectarthrum Newman)
sono riviste e figurate, e viene fornita una chiave per la loro determinazione. Sono
descritte due nuove specie: P. kasiae (Tailandia) e P. popeorum (Nuova Guinea). Ven-
gono proposte le seguenti nuove sinonimie: Passandra fasciata Gray (= rubrolineata
Blanchard; = brasiliensis Chevrolat; = miles Thomson; = mexicana Casey); P. har-
mandi Grouvelle (= P. bicolorata Slipinski); Passandra heros (Fabricius) (= Hectar-
thrum depressum Smith; = H. orientale Schaufuss; = H. angustatum Grouvelle; = P.
atra Slipinski); P. marginata Grouvelle (= deyrollei Grouvelle); P. trigemina (New-
man) (= Hectarthrum latum Grouvelle; = H. sociale Waterhouse; = H. sociale var.
minor Waterhouse; = H. dejectum Waterhouse); P. waterhousei Grouvelle (= P.
transvaalensis Péringuey).
605
BoLESLAW BURAKOWSKI and STANISLAW ADAM SLIPINSKI
Institute of Zoology, Polish Academy of Sciences *
A NEW SPECIES OF PROTOSPHINDUS (COLEOPTERA:
SPHINDIDAE) FROM CHILE WITH NOTES AND DES-
CRIPTIONS OF IMMATURE STAGES OF RELATED FORMS
INTRODUCTION
The genus Protosphindus was briefly described by SEN GuPTA and
Crowson (1979) for a single Chilean species - P. chilensis, and placed
in the monogeneric subfamily Protosphindinae. The genus is distin-
guished from the remaining sphindids by the following adult features:
(1) body comparatively elongate, parallelsided and slightly depressed;
elytra with alternate intervals raised to form of carinae; (2) antenna
11-segmented with 3-segmented club; (3) antennal insertions partly
covered by raised frontal sides; (4) pronotal sides dentate laterally;
(5) prosternal sutures well marked, almost parallel; (6) last labial palpo-
mere ovoid and slightly inflated; (7) meso-metasternal junction with
double knob; (8) abdominal ventrites with lateral pockets.
Most of the above listed characters are probably generalized for
the family, and they suggest Protosphindus, to be the most primitive
member to the family with a relict distribution. The family, especially
Protosphindus, is closely related to the Protocucujidae (Evicmodes Reitter)
that also occur in Chile, but Evicmodes can easily be separated from
Protosphindus by its lobed 3rd tarsomere, the mandibles without dorsal
tubercles and cavities and the frontoclypeal groove weak or absent.
The larvae of Sphindus dubius, Aspidiphorus orbiculatus and A.
lareynei from Europe were described by Perris (1855, 1877) and
PEYERIMHOFF (1922), but their descriptions were rather inadequate for
phylogenetic purposes. Much more complete descriptions of the Sphin-
dus americanus and Odontosphindus clavicornis were provided for the
* Wilcza 64, 00-679 Warszawa, Poland.
606 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
American species by Bovinc and CrarcHEAD (1931) and SEN Gupta
and CROWNSON (1979), respectively. We have recently studied larvae of
Sphindus dubius, Aspidiphorus orbiculatus, Odontosphindus clavicornis
and Protosphindus chilensis, as well as pupae of A. orbiculatus. ‘This
paper includes larval and pupal descriptions, a new key to the larval
forms of the family Sphindidae, a redescription of the genus Proto-
sphindus with description of a new species, and short notes on biology
of the European species.
Protosphindus Sen Gupta and Crowson
Protosphindus Sen Gupta and Crowson, 1979: 181. Type species, by original designa-
tion: P. chilensis Sen Gupta and Crowson.
Description (Figs. 1-17) — Body slightly elongate, moderately
depressed, shiny, almost glabrous.
Head transverse with large, prominent and finely faceted eyes
(figs. 1,2); fronctoclypeal suture arcuate, deeply grooved. Vertex with
prominent admedian tubercles. Antenna 11-segmented (fig. 3), scape
stout, inflated on anterior side, pedicel asymmetrical, last three segments
form distinct and dull, pubescent club. Labrum transverse (fig. 10)
densely setose on anterior margin with heavily sclerotized, transverse,
raised slat on dorsal side and posteriorly directed tubercle on ventral
side; labral rods short, lightly sclerotized. Maxilla (fig. 9) with slender
galea and lacinia with two non-articulated spines at outer margin just
before middle, both densely hairy; palpi 4-segmented, last palpomere
longest and narrowing apically. Mandible (fig. 8) bidentate apically
with short, fringed prostheca and well developed mola; dorsal tubercle
and cavity well developed. Labium with trapezoidal mentum, prementum
widened anteriorly and ligula expanded apically, setose (fig. 7); palpi
3-segmented with apical palpomere ovoid and inflated. Gular sutures
indistinct. Tentorial arms (fig. 2) widely separated anteriorly, joined
at base by a simple corpotentorium. Antennal grooves on ventral side
of head large and well defined.
Prothorax transverse with lateral sides narrowly explanate and the
edges with lateral teeth (figs. 1,4); pronotal disc with four carinae and
subcontiguous punctation; prosternal sutures entirely visible. Procoxal
cavities widely closed posteriorly, almost open internally. Prosternal
process strongly widened apically (fig. 4); protrochantins fully exposed.
607
PROTOSPHINDUS
Fig. 1 - Protosphindus chilensis, male.
608 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
Pterothorax (fig. 12). Mesocoxae with exposed trochantin, their
cavities widely open outwardly; meso-metasternal junction with double
knob as in fig. 12; metasternum large with median impressed line at
basal 2/3. Metacoxae transverse. Metendosternite (fig. 11) with broad
stalk and widely separated arms, devoid of anterior tendons. Elytral
epipleura narrow but complete. Elytral disk with interrupted costae
on 3rd, 5th, 7th and 9th intervals. Wing (fig. 6) with 5 anal veins, radial
and anal cells and r-m cross vein; jugal lobe present.
Abdomen (fig. 5) with intercoxal process narrow and rounded
apically; ventrite I slightly longer than II, ventrites II-V with lateral
pockets. Aedeagus with ventral tegmen (fig. 14), which consists of nar-
row basal piece and non-articulated, fused parameres (fig. 15); median
lobe (fig. 16) with rich internal ornamentation apically, almost as long
as tegmen.
Legs with slightly oblique trochanters, femora swollen in middle
and almost parallel-sided tibiae, protibia with two apical spurs (fig. 13).
Figs. 2-6 - Protosphindus chilensis, male: 2 - head, ventral, mouths-parts removed;
3 - antenna; 4 - prothorax, ventral, coxae removed; 5 - abdomen, ventral; 6 - wing.
PROTOSPHINDUS 609
Tarsi 5-5-5 in female and 5-5-4 in male, tarsomeres simple, claws
simple, empodium present.
Distribution - It is known only from Chile.
Biology - According to LAWRENCE and NEwron (1980) adults
of P. chilensis were collected in Chile from small, yellowish slime mold
fruiting bodies. ‘The presumed larvae of the same species were found
in Stemonitis sp. fruit bodies. Most of adults of both species were found
under Nothofagus bark and in rotten wood and leaf litter.
Key to the adults of Protosphindus
1. Elytral costae elevated apically (fig. 17), those of 3rd and 7th
intervals not joined apically. Elytra only 2.35 x as long as pro-
IO BUTTO SEO ER RE IO ei autre ae LE, P. bellus sp. n.
~ Elytral costae not elevated apically (fig. 1), those of 3rd and 7th
intervals clearly joined. Elytra 3.5-4.0x as long as pronotum
RPMS cas eee) oe OG teers ous P. chilensis Sen Gupta and Crowson
Protosphindus chilensis Sen Gupta and Crowson (Figs. 1-16)
Protosphindus chilensis Sen Gupta and Crowson, 1979: 182. Type locality « Chile » -
As ? Plagiope Er.: Crowson 1955: 102, fig. 117.
Adult - Colour variable from uniformly reddish-brown with
fuscous antennal club to piceous-black with reddish-brown legs, an-
tennae except club, and reddish marks on elytra. In darker specimens
head and pronotum markedly darker than elytral bases with metallic
shine; elytra moderately shiny.
Head transverse, coarsely punctured, punctures separated by less
than 0.5 diameter and 2-2.5 x larger than facets of eye. Clypeus concave
with somewhat raised sides and anterior margin, finer than frons punctur-
ed. Vertical tubercles distinct, but not sharply raised, supraocular ones
almost absent. Punctures mostly with fine, yellowish, recumbent setae.
Pronotum transverse (0.63-0.69 x 0.93-1.16 mm) with punctures as
large or slightly larger than those of vertex; disk with admedian carinae
in median part almost obsolete, sublateral ones in anterior half very
strongly carinate than behind this point bent to posterior angles and
gradually less prominent. Scutellum transverse, setose.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 39
610 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
Elytra 1.7-1.85 x as long as wide and 3.5-4.0 x as long as prono-
tum; scutellary striole present, bordered by a short carina. Elytral disk
with costae on 3rd, 5th, 7th and 8th intervals as in fig. 1; strial punctures
as large as those of pronotum, subcontiguous, setigerous, but setae
strongly appressed and slightly visible. Sutural interval convex. Each
elytron with four well visible depressions between costae.
Aedeagus as on figs. 14-16.
Length 3.19-4.13 mm.
Material examined: Chile: no more detailed data, coll. Phi-
lippi (Ms, IZPAN); Llanguihue, Prov. Lago Chapo, 13.5 km E. Corren-
toso, 310m, 16-27.XII.1982, Site 656, Valdivian R.F. (A. Newton,
M. Thayer); Cautin Prov., Bellavista, n. shore Lago Villarrica, 310 m,
15-30.XII.1982, site 655, same plant community and collectors; same
prov., Volcan Villarica, 1250 m, 15-29.XII.1982, site 653 Nothofagus
dombeyi, N. pumilio, Chusquea, same colls; Conception Prov., c. 6 km
S. San Pedro, 360 m, 12.XII-2.1.1983, site 684, Pinus sp. forest, same
colls; Nuble Prov., 22.7 km ESE Recinto, 1330 m, 10.XII.82-3.1.1983,
site 646, Nothofagus forest, same colls; Valdivia Prov., 4.1 km Anticura,
270 m, 19-25.XII.1982, Valdivian R.F., site 663, same colls; Osorno
Province, Park Nat. Puyehac, 4.1 km E. Anticura, 430 m, site 662,
19-26.XII.1982, same plant community and colls; same but 7.7 km
NE Termas de Puyehac, 200 m, site 664; Malleco Prov., 6.5 km E.
Malalcahuello, 1080 m, s. 651, 12-31.XII.1982, same colls; same 12-14
km E. Malalcahuello, 1350-1370 m, s. 649, 650, same colls - all the
above specimens were collected at « window traps». Nuble Prov. 22.7
km ESE Recinto, 1330 m, same coll. pyrethrin fogging Nothofagus bark;
Malleco Prov. 4 km W. Victoria, 300 m, 26-31.XII.1976, (S. Peck).
Total 102 specimens examined (ANIC, IZPAN, MSNG, MS).
Presumed larva of P. chilensis Sen Gupta and Crowson (figs. 18-31)
Length 3.5-4.2 mm. Body elongate, subcylindrical and slightly
flattened, tapering feebly anteriorly and posteriorly, constricted between
segments that are broader than long. Colour yellowish-white with brown-
ish spots on dorsal surfaces. Body lightly sclerotized except for mandibles
and urogomphi which are brown and firmly sclerotized.
Head (figs. 18-22) slightly wider than long, about 0.7 mm wide,
flattened dorsally, sides rounded; head capsule about 0.8 x as wide as
prothorax; colour brownish above and paler beneath. Occipital foramen
PROTOSPHINDUS 611
Figs. 7-11. Protosphindus chilensis, male: 7 - labium (part), dorsal; 8 - left mandible,
dorsal; 9 - right maxilla, dorsal; 10 - labrum-epipharynx, dorsal; 11 - metendosternite.
large and nearly circular. Frontal sutures translucent, well visible in
posterior parts of frons, anterior parts of frons being fused with epi-
cranium and epistoma. Frons lyre-shaped, with 5 setae and few pores
on each side. Epicranial suture short and wide, about 0.1 x as long as
frons. Epicranial plates large with 6 setae dorsally and 8 setae laterally
on each side.
Clypeus fused with epistoma but articulated with labrum, bearing
one row of 6 setae and two pores dorsally. Labrum (fig. 21) subtrape-
zoidal, rounded anteriorly with 8 setae near anterior margin, and one
pair and four pores close to hind margin. Epipharynx (fig. 22) mem-
branous: anterior margin with 4 curved setae on each side, two pointed
ones medially; median part with 6 placoid sensillae and several minute
ones arranged in transverse row; lateral parts with short, conical spi-
nulae directed obliquely; posteriorly surface of epipharynx with longer
setae and numerous transverse ridges.
612 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
Mandibles (figs. 23-25). Right and left ones similar, tridentate
apically, the middle tooth being the longest; on inner margin ventrally,
prominent, oval mola, transversely marked by 9-10 distinct striae on
inner ventral surface; prostheca situated in excavated space between
mola and apex, translucent, thin and spiniform; ventral crushing tu-
bercle on ventral surface near mola base well developed with adductor
muscule attachement.
Antenna (fig. 26) short, situated on wide circular basal process
within which is partly retracted; antennomere I broader than long with
2 pores; II longest, cylindrical, about 1.6 x longer than preceding one,
with single sensory pore and 3 small trichoid sensillae apically; antenno-
mere III about 3 x as long as wide with long seta and 3 trichoid sensillae
apically; accessory segment about 0.5 x as long as antennomere III,
conical and situated at ventral extremity of the antennomere II.
6 ocelli on each side, but only 5 darkly pigmented; 4 form a square
just posterior to antenna, the 5th ocellus more ventral, and the 6th
lacking pigment, minute, hardly noticeable posterior to fifth one.
Maxilla (figs. 28-29) with short subtriangular cardo; stipes narrow
with 4 setae at outer margin. Mala broad and rounded anteriorly with
a number of short, stout setae anteriorly and with a row of 5-6 setae
dorsally on inner margin. Palpi 3-segmented: palpomere I with 2 pores,
II with minute seta and single pore, the terminal one with single digi-
tiform peg in a groove on dorsal face, and single pore and a group of
minute papillae apically (fig. 30). Articulating area swollen, fleshy lobe
nearly oval, extending to the concave lateral margin of the labium.
Labium (fig. 20) free as far as prementum base. Prementum broader
than long, separated from mentum by a transverse suture with 2 setae
and 6 pores. Mentum and submentum hardly distinguishable: mentum
transverse with 2 setae medially and 4 pores near posterior margin;
submentum with 2 long setae. Ligula blunt and rounded with 2 straight
setae. Palpi 2-segmented: basal palpomere with single pore, apical
one slender with single pore, finger-shaped sensory appendage and
minute papillae apically. Hypopharynx (fig. 27) well developed, con-
sisting of transverse skeletal bar at base of mentum which is attached
on either side to base of corresponding mandible by a strong filament,
two suspensory apodemes extending backwardly into head capsule and
membraneous area behind the bar covered with fine, short setae. An-
terior margin of hypopharyngeal bridge with 2 anterior horns extending
PROTOSPHINDUS 613
anteriorly, each with a tuft of inwardly directed hairs. Between the
horns there is a tuft of hairs and more laterally hairy, flange-like super-
lingue arising from the bar on each side. Lingua fleshy, minute, pos-
teriorly four gustatory sensillae.
Thorax (fig. 18) about 0.25 of total length. Prothorax 0.5 x as long
as wide, considerably longer than other terga; surface with three trans-
verse rows of short and longer setae on each side near margins; brown
tergal plate, interrupted medially by pale suture, wider than in other
terga. Mesothorax about 0.33 x as long as broad with mesonotum bear-
ing a few irregular spots, 2 transverse rows of long, fine setae and 3 long
setae on each side near margin. Mesothoracic spiracle markedly larger
than abdominal ones. Terga of thorax and abdomen faintly granulate,
when viewed under 80 x magnification; anterior and posterior margins
of each tergite smooth. Prothoracic pleural sclerites lacking. Meso
and metathoracic parascutal area (alar area) with 6-7 setae. Thoracic
sterna weakly sclerotized, pale, without setae.
Figs. 12-16. Protosphindus chilensis, male: 12 - pterothorax, ventral; 13 - hind tibia
and tarsus; 14 - 8th tergite and aedeagus, ventral; 15 - tegmen, ventral; 16 - median
lobe, ventral.
614 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
Abdomen with segments I-VIII similar in shape; tergites of those
segments each with a few irregular brownish spots. Each tergum with
two transverse rows of long and short setae and four long setae along
each lateral margin. Epipleural area protuberant, each with single long
seta and 6-8 fine ones. Hypopleura consisting of two swollen areas, the
dorsal with single long seta and 5-7 minute ones, and the ventral one
with one long and 2-3 short setae respectively. Sterna each with 2 long
and 4-6 short fine setae, weakly sclerotized, pale. IX segment sub-
trapezoidal, at base about 1.5 x as wide as long; pleural sclerites fused
with tergite and sternite; dorsal surface with a few brownish patches
and oblique row of setae medially and a few longer setae along lateral
margins; ventral side with transverse row of 8-10 setae. Urogomphi
brown, slightly upturned, pointed and with minute setiferous tubercles,
widely separated by wide semicircular space (fig. 18). Anal tube with 2
papillate lobes situated side by side.
Spiracles very small, annular and surrounded by a sclerotized
ring; situated laterally on mesothorax and abdominal tergites I-VIII.
Legs (fig. 31) relatively long, moderately widely separated, all of
similar shape. Coxae broadest and longest, excavated at outer surface
with a number of short and longer setae. Trochanter short, subtriangular
with 6 setae and 5 pores: Femur obliquely attached to trochanter with
4 setae dorsally and 5 ventrally. Tibiotarsus slightly tapered apically
with 6 setae medially and 2 apically. Ungula short, curved with 2 un-
equal setae near base.
Gut contents includes numerous dark pigmented Mycetozoan
spores.
Materialexamined: 9 mature larvae collected with adults
of P. chilensis from Stemonitis sp., Chile: Valdivia Prov., 4.1 km W. An-
ticura, 270 m, 19-25.XII.1982 (A. Newton et M. Thayer) (IZPAN).
Larva of P. chilensis can be distinguished from all known larvae
of Sphindidae in having mandible tridentate apically, dorsal surface
with dark pigmented spots and long setae, and the abdominal segment IX
with moderately long, pointed urogomphi.
Protosphindus bellus sp. n. (Fig. 17)
Dorsal surface brown to dark-brown with darker antennal club
and yellowish spots on elytra; surface moderately shiny.
PROTOSPHINDUS 615
Fig. 17 - Protosphindus bellus sp.n., female.
616 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
Head transverse (0.45 x 0.80), coarsely punctured, punctures seti-
gerous, subcontiguous and 3-4 x as large as eye facets. Clypeus convex,
densely punctured, punctures with long setae, their diameter about a
half smaller than those of frons. Vertex with four sharp tubercles, ad-
median and supraocular ones (fig. 17); frons in front of tubercles con-
cave with raised sides near antennal insertions.
1107 pi °
LU 0002000000
“ee O
Figs. 18-22. Protosphindus chilensis, larva: 18 - dorsal view; 19 - head, dorsal; 20 -
head, ventral; 21 - labrum, dorsal; 22 - labrum-epipharynx, ventral.
PROTOSPHINDUS 617
Pronotum 0.73 x as long as wide, widest slightly before middle;
surface convex with four sharp carinae, admedian carinae complete
and very narrowly separated basally, sublateral ones interrupted at
anterior 1/3 and do not reach pronotal base. Behind sublateral carina
a raised, short tubercle on each side at middle. Pronotal punctures larger
than those of head and almost contiguous. Scutellum slightly transverse
and encircled by shallow groove.
Elytra 1.48 x as long as wide and 2.35 x as long as pronotum,
slightly widened towards apices; each elytron with sharp costae on 3rd,
5th, 7th and 9th intervals as on fig. 17. Scutellary striole absent.
Length 2.69 mm.
Material examined:
Holotype g: Chile, Conception Province, c. 6 km S. San Pedro,
360 m, site 648, 12.XII.82-2.1.1983, Pinus sp. forest, window trap (A.
Newton et M. Thayer) (ANIC).
Paratypes - 9 specimens: same data as holotype (ANIC, IZPAN);
same province but, 8.4 km W. La Florida, 170 m, 2.1.1983, xerophytic
forest, berlesed leaf and log litter, same colls (ANIC); Malleco Prov.
Parque Nat. Tolhuaca, 2 km E. Lago Malleco, 925 m, 1.1.1983, berlesed
leaf and log litter, same colls (IzPAN); « Chile ex coll Philippi, ex coll
Mus. Stettin » (IZPAN, MSNG).
NOTES ON THE IMMATURE STAGES OF RELATED GENERA
Larva of Odontosphindus clavicornis Casey (figs. 42-44)
Description — SEN Gupta and Crowson, 1979: 187.
Diagnosis -— Larva of this species and that of Protosphindus
chilensis are very similar in having the antennomere II short (fig. 43),
no more than 2.x as long as the first one and the abdominal tergite 9
with pointed, slightly upturned urogomphi. From larvae of P. chilensis
those of O. clavicornis can be distinguished by their mandibles uni-
dentate apically (figs. 42, 44), the ventral crushing tubercle less de-
veloped, the sensory appendage and antennomere III situated side by
side on the apical part of antennomere II, the dorsal surface with smaller
and lighter spots and much shorter setae.
618 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
Figs. 23-31. Protosphindus chilensis, larva: 23 - left mandible, dorsal; 24 - right man-
dible, ventral; 25 - right mandible, inner view; 26 - left antenna, ventral; 27 - hypo-
pharynx, dorsal; 28 - left maxilla, ventral; 29 - right maxilla, dorsal; 30 - maxillary
palpomere III; 31 - right mesothoracic leg, anterior aspect.
PROTOSPHINDUS 619
According to our observations, all sphindid larvae have well de-
veloped ventral crushing tubercle and only single digitiform peg on
dorsal surface of palpomere III, instead of two pegs and no crushing
tubercle as noted by SEN Gupta and Crowson (1979, fig. 18).
Material examined: single mature larva collected from
Fuligo septica, usa, Greenfield, New Hampshire, Hillsborough County,
lot 3462, coll. and named by J.F. Lawrence (IZPAN).
Larva of Sphindus dubius (Gyllenhal) (figs. 38-40)
Description: Perris, 1855; PEYERIMBOFF, 1922.
Diagnosis — Length 1.9-1.2mm, head width 0.4-0.23 mm.
The larva is well characterized by its thorax and abdomen with dark,
gray spots on terga; abdominal tergite IX without urogomphi (fig. 38);
antennomere II about 3x longer than I (fig. 39) and the mandible
bearing several preapical teeth and a preapical prominence (fig. 40).
Material examined: 1 mature and 2 younger larvae
collected from Fuligo sp. fruit body, Poland, Kampinos Forest, Lomna
experimental Station, 6.VIII.1986, collected and reared in laboratory
by S.A. Slipinski, determined by association with reared adults (1ZPAN).
Larva of Aspidiphorus orbiculatus (Gyllenhal) (figs. 32-35)
Description: PEYERIMHOFF, 1922.
Diagnosis — The larva of this genus is distinguished from
all other known larvae of Sphindidae by its very long antennomere II,
which is about 4x as long as I (fig. 41), the mandible with 5-6 sub-
apical teeth (fig. 34), the pronotum transverse, apparently wider than
the next segment, with very long setae, and by its whitish dorsal surface
devoid of darker spots.
Description of the first stage larva (fig. 35).
Length about 0.8 mm when first hatched, maximum width 0.32 mm,
head width 0.3mm; coefficient of cephalic capsule width to body
length = 2.5. Pronotum about 2.3 x wider than long. It differs from
mature larva in having proportionally thicker antennomere II, longer
thorax, conspicuously longer thoracic and abdominal lateral setae and
tarsal claw with single seta.
620 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
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Figs. 32-35. Aspidiphorus orbiculatus. 32 - mature larva; 33 - ovum; 34 - right man-
dible, ventral; 35 - first stage larva.
Pupa of Aspidiphorus orbiculatus (Gyllenhal) (figs. 36-37)
Length 1.5 mm, width across 2nd abdominal segment (including
elytra) 0.6 mm; body about 1.4.x as long as wide. Colour whitish with
faintly yellowish tinge; covered with long or short, straight or slightly
curved setae.
PROTOSPHINDUS 621
Head convex, inserted into prothorax so that vertex concealed
from above; head surface with 8 setae on each side: 2 near inner margin
of eye, 1 slightly caudal to eye, 3 form longitudinal row near middle.
Clypeus with 2 much finer setae near middle. Mandible with 2 short
setae on outer margin. Antenna moderately long, extends outwardly
to a point above knee of front leg.
Pronotum subtriangular, broadest at base, almost as long as both
meso- and metanotum and about 0.45 x as long as wide; hind angles
obtuse; anterior margin rounded. Mesonotum with 6-7 and metanotum
with 11 setae on each side. Elytra and wings fitting obliquely at both
sides of body and passing to the underside. Elytra with numerous long
setae. Wings extending to 4th abdominal sternum.
Legs long, widely separated, anterior and middle legs visible,
the metalegs entirely covered by wing, each femora with 3 short setae
apically. Distal parts of anterior tarsi extending to middle of metasternal
disk, those of middle ones reaching caudal margin of metasternal disk.
~~ Abdomen composed of 9 segments, equaling about 0.4 body length.
Tergum I with 4 setae on each side, II-IV each with 4-5 middle and
4 sublateral setae, tergum V with transverse row of 7 setae, remaining
terga without setae. Caudal segment with two thin, almost parallel uro-
Figs. 36-37 - Aspidiphorus orbiculatus, pupa: 36 - dorsal view; 37 - ventral view.
622 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
gomphi clubbed apically and with an additional hook. First five pleurites
visible from above. Last larval skin always remains attached to pupa
and conceals last three abdominal segments. Pleurites I, II each with
short sublateral seta, III-V each with 4 long and one short setae, pleurite
VI with 3 short setae, remaining pleurites smooth. Spiracles of abdomen
open in pleural membrane near antero-lateral parts of tergites.
The pupa described above is a female as indicated by the two apices
of styli posteriorly to the 6th abdominal sternum.
Only the pupa of A. lareyniei J. Du Val was briefly described and
illustrated by PERRIS (1877). Because of inadequate figures and des-
cription we could not find any character to separate pupae of A. orb:-
culatus and A. lareyniet.
Larval and pupal material examined: Poland, Kampinos
Forest, near Dziekanow Lesny, from slime mold fruit body on birch,
2 mature larvae, 23.VII.1961, B. Burakowski; Warszawa-Powazki,
from slime mold fruit bodies, maple-tree, 2 larvae, 1 pupa, 3.VII.1977,
B. Burakowski; Beskidy Zachodnie, Mt. Czantoria Wielka, slime mold
plasmodium on stump of beech, 25.VI.1962, adults and mature larvae.
Brought into laboratory: matting 5.VII; oviposition same date; first
instar larva 7.VII; pupae 12.VII; teneral adults 20.VII. all. B. Bu-
rakowski (IZPAN); USSR, vicinity of Moskva, myxomycete fruit bodies
on pine, 6.VIII.1968, several adults, introduced to laboratory, copula-
tion next day, first instar larvae 13.VIII, all preserved in alcohol, coll.
.B. Burakowski (IZPAN).
Biology of A. orbiculatus (Gyllenhal)
The mature larvae, adults or pupae were introduced to the stop-
pered glas jars of a half liter capacity or were isolated in a petri dishes,
always with fragments of mouldy wood with fruiting bodies and my-
celium of slime molds.
The adults apparently ate the spores and supporting structures of
the fruiting body. The copulation lasts about 30 minutes. The eggs
(fig. 33) are white, smooth and shiny, length 0.5-0.55 mm, maximum
width 0.25-0.27 mm, they are laid individually on the surface of the
fruit body (peridium) or on mycelium. The female dies soon after egg
laying, while the male dies shortly after copulation. The incubation
period of eggs lasts about 3 days. The larvae feed on mycelium or extern-
PROTOSPHINDUS 623
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Figs. 38-44. 38-40 - Sphindus dubius, larva;
41 - Aspidiphorus orbiculatus, larva;
42-44 - Odontosphindus clavicornis, larva: 38 - mature larva; 39, 41, 43 - left antenna,
ventral; 40 - right mandible, ventral; 42 - left mandible dorsal; 44 - right mandible,
inner view.
624 B. BURAKOWSKI - S.A. SLIPINSKI
ally on peridium, often together with larvae of Lathridiidae. Larvae
moult four times, the mature larva attaches itself to the substrate by
means of an anal secretion. The pupa is anchored in the last larval
exuvium, lies on its ventral side and raises its body from time to time
to about 30° from surface. Pupal period lasts usually about 9 days.
The whole cycle varies from 20-30 days. In the field, adults hibernate
under loose bark, in cervices of wood, or in forest-leaf litter. The last
specimens on fruit bodies in Poland were found late September, but
those did not copulate in laboratory. The species is known from various
hosts (LAWRENCE and Newton, 1980: Reticularia lycoperdon, Fuligo
septica (Linnaeus) and from unidentified slime molds. Some of our
specimens apparently come from F. septica, but most of our hosts re-
main undetermined, but apparently include at least 4 different species
of slime molds.
Key to the larval types of Sphindidae
1. Abdominal tergite IX with pointed urogomphi (fig. 18); an-
tennomere II no more than 2 x as long as I (fig. 26) ........ 2,
— Abdominal tergite IX without urogomphi (figs. 32, 38). An-
tennomere Wabont8=4 aston oa SEA 3)
2. Mandible tridentate apically (figs. 24, 25). Sensory appendage
situated ventrally and laterally to antennomere III (fig. 26).
Dorsum of thorax with large dark, spots. Dorsal setae relatively
lone and! conspicuous M@tig., LET E e
SRI CP RIO Protosphindus Sen Gupta and Crowson
— Mandible bidentate apically (figs. 42, 44). Sensory appendage
and antennomere III (fig. 43) situated side by side. Dorsum of
thorax with lightly pigmented small spots. Dorsal setae mode-
rately long and inconspicuous ........ Odontosphindus Leconte
3. Antennomere II about 3x as long as antennomere I (fig. 39)
mandible with preapical prominence bearing several small teeth
(fig. 40). Body elongate, pronotum about 1.3 wider than long.
Thorax and abdomen with gray spots on tergites. Dorsal setae
moderatelyfl on agi (f193939) MISS RE Sphindus Dejean
— Antennomere II about 4x as long as antennomere I (fig. 41).
Mandible without prominence, bearing 5-6 preapical teeth (fig.
34). Body comparatively short and broad (fig. 32), pronotum 1.7 x
PROTOSPHINDUS 625
wider than long. Thorax and abdomen without spots on tergites.
Body setae very long and conspicuous .... Aspidiphorus Sturm.
ACKNOWLEDGEMENTS
We thank the following individuals and institutions for lending or donating ma-
terial to us: ANIC - Australian National Insect Collection (J.F. Lawrence); IZPAN -
Institute of Zoology, pas, Warszawa; MS - Musaeo National de Historia Natural, San-
tiago (A. Camousseight); MSNG - Museo Civico di Storia Naturale, Genova (R. Poggi).
The illustrations in figs 1 and 17 were done by R. Dzwonkowski. Thanks are also given
to R.A. Crowson, J.V. McHugh, J.F. Lawrence and Q.D. Wheeler for their help and
advices during this study, and J.C. Luhman for his help with the English manuscript.
Special thanks are given to John F. Lawrence for providing most of the material,
including the generous gift of larvae of P. chilensis and O. clavicornis, and for critically
reading the manuscript.
REFERENCES
Bovine A.G. & CrarcHEAD F.C., 1931 - An illustrated synopsis of the principal larval
forms of the Coleoptera - Ent. Amer., Brooklyn, (N. S.) 11: 1-351.
Crowson R.A., 1955 - The natural classification of the families of Coleoptera - Lloyd,
London.
LAWRENCE J.F. & NEWTON A.F., 1980 - Coleoptera associated with the fruiting bodies
of slime molds (Myxomycetes) - Coleopt. Bull., 34: 129-143.
Perris E., 1855 - Histoire des métamorphoses de diverses Insectes - Mém. Soc. R.
Sc. Liége, 10: 233-280.
Perris E., 1877 - Larves de Coléoptères - Paris.
PEYERIMHOFF P., 1922 - Etudes sur les larves des Coléoptéres - Ann. Soc. ent. France
(1921) 90: 97-111, pls 3, 4.
SEN Gupta T. & Crowson R.A., 1979 - The coleopteran family Sphindidae - Ent.
Month. Mag., 113: 177-191.
SUMMARY
The sphindid genus Protosphindus Sen Gupta and Crowson is fully redescribed,
and a second species of the genus, P. bellus sp. n. is described from Chile. Short dia-
gnoses and a new key to known larvae of the World Sphindidae are provided. The larva
of P. chilensis and the pupa of Aspidiphorus orbiculatus (Gyll.) are described for the first
time.
RIASSUNTO
Il genere Protosphindus Sen Gupta e Crowson della famiglia Sphindidae viene
totalmente ridescritto e una seconda specie del genere, P. bellus n. sp. è descritta del
Cile. Sono fornite brevi diagnosi e una nuova chiave per riconoscere le larve di tutti
gli Sfindidi. Per la prima volta vengono descritte la larva di P. chilensis e la pupa di
Aspidiphorus orbiculatus.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 40
627
WALTER WITTMER *
Naturhistorisches Museum Basel, CH-4001 Basel
DIE GATTUNG COLOTES ERICHSON IN AETHIOPIEN,
SOMALIA UND ERITREA UND BESCHREIBUNG EINER
NEUEN GATTUNG (COLEOPTERA - MALACHIIDAE)
(26. BEITRAG ZUR KENNTNIS DER FAUNA AFRIKAS)
Colotes Erichson
1840, Entomographien 1: 129.
Pseudocolotes Abeille de Perrin, 1900, Revue d’Entomologie 19: 166.
- Champion, 1922, Ann. Mag. Nat. Hist. (9) 10: 338.
Ich folge CHamPion, 1922, und betrachte die in Afrika vorkom-
menden Arten mit 4-gliedrigen Vordertarsen und difformen Maxillar-
palpen bei den g als zu Colotes Erichson gehorend, weil ich keine Merk-
male gefunden habe, die eine Abtrennung erlauben.
Aus Aethiopien, Somalia und Eritrea sind folgende 9 Arten be-
schrieben:
anceyi Abeille de Perrin
arambourgi Pic, wird in die Gattung Centrocolotes gestellt
flavomarginatus (Pic) nach 1 9 beschrieben, nicht deutbar
limbipennis (Gorham)
minutemaculatus (Wittmer)
ruficeps Pic, kann nicht gedeutet werden, Typus unauffindbar
schimperi (Pic)
simius Abeille de Perrin, ist Synonym von limbipennis (Gorham)
testaceipes Pic, wird in die Gattung Centrocolotes gestellt.
Von obiger Liste verbleiben nur die 4 Arten: anceyi, lmbipennis,
minutemaculatus und schimperi, die in die Bestimmungstabelle auf-
genommen werden konnten.
* Die Aufnahmen wurden durch Herrn G. LiiGnd ausgefiihrt unter der Leitung
von Herrn Dr. R. Guggenheim, Laboratorium fiir Raster-Elektronenmikroskopie,
Geologisch-Palaontologisches Institut der Universitàt Basel.
628 W. WITTMER
Das Material folgender Institute wurde revidiert:
BM = British Museum (Natural History) London, Mrs. E.R. Pea-
cock
MB = Museum Budapest (Ungarisches Nationalmuseum), Dr. O.
Merkl
MG = Museo Civico di Storia Naturale, Genova, Dr. R. Poggi
MP = Muséum de Paris, Laboratoire d’Entomologie, Dr. J.J. Me-
nier
MF = Museo Zoologico della Specola, Firenze, Dr.a S. Mascherini
NHMB = Naturhistorisches Museum Basel (Material ex coll. W. Witt-
mer), Dr. M. Brancucci.
Den obigen Kolleginnen und Kollegen danke ich bestens fiir das
mir zur Verftigung gestellte Studienmaterial.
Tabelle fiir die Bestimmung der Colotes Er. g aus dem aethiopischen
Raum.
JRSHalsschildfemifarbie40 ran RE Zs
- Halsschild mit schwarzem Band oder Flecken, oder mehr oder
weniger angedunkelt 10.15. 04+ «win oth oe) NE 9
2. Wenigstens ein Teil des Kopfes dunkel (selten ganz schwarz) 3
= Der ganzesKopilistuorangent io I OSE 8
3. Seiten der Flugeldecken gelb) oder weisslich ....4..5.25.5-4.- 4
— Seiten der Fliigeldecken schwarz, diese einfarbig. Halsschild ein-
farbig rétlich (seltener) oder mit 2 verschwommenen dunkeln
Flecken an den Seiten, oder mehrheitlich bis fast ganz dunkel.
Maxillarpalpen gelb mit verhaltnismassig kleinem Endglied
(Asp it aa rR 1. C. varicollis n. sp.
4. Kopf flach oder leicht gewolbt, ohne besondere Auszeichnungen 5
—)) Moptmutvemern Beule oder sonst auseezeichnet Re e ee 6
5. Kopf leicht gewòlbt, nur die Stirnbasis schmal schwarz. Maxillar-
palpen gelb, das letzte Glied ist schwarz, Abb. 3. ............
RT i sacle ae a ene he 2. C. limbipennis (Gorh.)
~ Kopf flach, zwischen den Augen leicht eingedriickt, ausser der
schwarzen Stirnbasis zieht sich die schwarze Farbe jederseits
als schmales Band bis tiber die Fùhlerwurzeln. Maxillarpalpen
COLOTES
gelb, nur die Spitze des letzten Gliedes leicht angedunkelt, Abb. 4.
STO DIR RI RA ade 3. C. horaensis n.
. Kopf mit einem mehr oder weniger langen und spitzen Fortsatz
auf der Mitte der Stirne, fast auf der Hòhe des Vorderrandes der
ANOS EI e I Ri IRE
Kopf ohne spitzen Fortsatz auf der Stirne, die Stirne ist breit
wulstartig gewolbt, deren Vorderrand ist ziemlich dicht behaart,
mit einer kurzen Y-fòrmigen wenig hohen Leiste, die von der
Vorderstirne in Richtung Wulst verlauft und kurz vor dem Wulst
gegabelt ist. Maxillarpalpen gelb, Abb. 5. ........ 4. C. poggi n.
. Der Fortsatz auf der Vorderstirne ist lang, stark abgesetzt, spitz-
winklig. Fuhlerglieder 1 bis 3 gelb, 4 nur schwach angedunkelt,
restliche schwarz. Maxillarpalpen gelb, Abb. 6. 5. C. spinifrons n.
Der Fortsatz auf der Vorderstirne ist kurz, wenig erhaben,
stumpfwinklig. Fiihlerglieder 1 und 2 gelb, 3 mehr oder weniger
angedunkelt, restliche schwarz. Maxillarpalpen gelb, Abb. 7.
i E RAR sree a aye 6. C. angulifrons n.
. Kopf und Halsschild orange, Fliigeldecken vorwiegend schwarz,
mit schwachem undefinierbarem Metallschimmer, Spitze, und
von hier ein kurzes Stick an der Naht nach vorne und Seiten bis
kurz vor den Schulterbeulen orange. Fihler schwarz, erste 3
Glieder orange, 4 leicht angedunkelt. Maxillarpalpen orange,
letztes Glied dunkel, Abb. 8-9 ........ 7. C. shoaensis n.
Kopf und Halsschild blassgelb, Stirne und die Mitte des Hals-
schilds etwas dunkler gelb; Fltigeldecken vorwiegend blassgelb,
ein schmales schwarzes Band in der Mitte von der Basis bis nach
der Mitte, hier leicht verbreitert und Spitze sehr schmal schwarz-
lich bis dunkelbraun. Fihler gelb, letzte 2 bis 3 Glieder schwach
angedunkelt. Maxillarpalpen schwarzlich, Abb. 10 ..........
DIOR ASIA AI RR 2 RE ROERO 8. C. delicatulus n.
. Seiten der Fliigeldecken mehr oder weniger weisslich bis gelb
Die Fliigeldecken sind einfarbig schwarz, schwach blaumetallisch.
Halsschild orange mit je einer verschwommenen dunkeln Makel
an den Seiten, oder der Halsschild ist vollstindig dunkel. Maxil-
latnpalpen Abb A 2a 1. C. varicollis n.
10. Maxillarpalpen teils gelb, teils schwarz oder braun, selten ganz
dunkelt ateo galiziano noti
629
Sp.
Sp.
10
630
IZ
17
14.
I),
16.
Wo
W. WITTMER
Measallacpalpententanrbigacc| bier see eet ee eee 13
. Fuhlerglied 1 mehr oder weniger rund, nicht abgeflacht und
ZU pItZe mnucht nach suntentnverbhelte rt == =e 12)
Fuhlerglied 1 (Abb. 23) abgeflacht, gegen die Spitze ziemlich
stark nach unten verbreitert. Maxillarpalpen Abb. 11 ......
IE E tah RIS IO Sla ce 9. C. planicornis n. sp.
Alle Fuhlerglieder wenigstens auf der Oberseite schwarz, aus-
genommen 1, das entweder einfarbig gelb, oder auf der Ober-
seite leicht angedunkelt ist. Maxillarpalpen Abb. 12-13 ....
RARO dt 0) dr a EOE le SIRIA sid Ser ate wine feu 10. C. schimperi (Pic)
Wenigstens die Fihlerglieder 1, 2 und 4 vollstandig gelb, 5 teils
gelb. Maxillarpalpen Abb. 14-15 ...... 11. C. aethiopicus n. sp.
Vorderkopf mit 1 oder 2 kleinen dunklen Flecken zwischen oder
liber den Fihlerwurzeln, Stirnbasis schwarz .............. 14
Vorderkopf einfarbig gelb, nur die Stirnbasis ist mehr oder
weniger gorestSChiwalz'o. tr O SE 15
Ein kleiner verschwommener dunkler Flecken befindet sich
zwischen den Fuhlerwurzeln. Fiihlerglieder 1 und 2 auf der
Oberseite schwach angedunkelt, 3 gelb, 4 selten leicht angedun-
kelt. Maxillarpalpen Abb. 16 und 17 12. C. minutemaculatus (Wittm.)
Zwei kleine schwarze Flecken befinden sich auf der Vorderstirn,
uber den Fuhlerwurzeln. Fihlerglied 1 mit einem dunklen,
kurzen basalen Langsflecken, 2 gelb, 3 und 4 oben angedunkelt.
Waal anpalie me Alb ES E 13. C. bimaculiceps n. sp.
Vorderrand des Vorderkopfes in der Mitte iber dem Clypeus
gerade, nicht in ein kleines Zahnchen ausgezogen .......... 16
Vorderrand des Vorderkopfes in der Mitte tiber dem Clypeus
in ein kleines Zihnchen ausgezogen. Maxillarpalpen Abb. 19
= gelaterie "> ok ca an 14. C. denticulatus n. sp.
Die Fuhlerglieder 1 und 2 oder 1 bis 4 sind gelb. Abstand der
Fihlerwurzeln so gross oder grésser als Glied 1 lang ist .... 17
Die Fuhlerglieder 3 und 5 sind auf der Oberseite schwarz, 1, 2
und 4 sind gelb; Abstand der Fiihlerwurzeln kleiner als Glied
1 lang ist. Maxillarpalpen Abb. 20 ........ 15. C. anceyt Ab.
Fiihlerglied 1 ziemlich kurz und breit, etwas flachgedriickt.
Abstand der Fiihlerwurzeln grésser als Glied 1 lang ist. Fihler-
COLOTES 631
glied 1 und 2 gelborange, 3 und 4 ganz schwach angedunkelt auf
der Oberflache. Maxillarpalpen Abb. 21 16. C. zuqualaensis n. sp.
Fiihlerglied 1 lang, sehr schmal, nicht flach. Abstand der
Fuhlerwurzeln ungefahr so gross wie Glied 1 lang ist. Fthler-
glieder 1 bis 4 gelb. Maxillarpalpen Abb. 22 .... 17. C. kaszabi n. sp.
1. Colotes varicollis n. sp. (Abb. 1-2)
Pseudocolotes testaceipes Pic, 1927, Mem. Soc. Ent. It. 6: 38.
- Wittmer, 1978, Monitore zool. ital. NS suppl. XI: 101.
Bei einem Vergleicht mit dem Typus in MF stellte ich fest, dass
die Serie die mir seiner Zeit vorlag nicht mit festaceipes ibereinstimmt,
sondern einer neuen Art angehòrt, die nachstehend beschrieben wird:
Abb. 1-2: Maxillarpalpen von Colotes varicollis n. sp. g: 1, Oberseite, 160x, die
mit einem Pfeil bezeichnete Stelle ist eingedriickt. 2, Unterseite, 160x.
g. Kopf gelb, Stirnbasis schmal gelb, Maxillarpalpen gelb, nur
die Spitze ist ganz leicht angedunkelt; Fihler schwarz, erste 4 bis 5
Glieder gelb; Halsschild seltener einfarbig orange oder mit je einem
dunklen Seitenflecken, die beiden Flecken dehnen sich oft stark aus
und bedecken den ganzen oder fast den ganzen Halsschild; Schildchen
und Fligeldecken schwarz, letztere mit schwachem blaulichem Schim-
mer; Beine gelb, Schenkel von der Basis gegen die Knie, in variablem
632 W. WITTMER
Umfange, besonders bei den mittleren und hinteren schwarz, Hinter-
schienen und Hintertarsen seltener dunkel.
Kopf mit den Augen nur wenig schmàler als der Halsschild, Stirne
zwischen den Augen leicht und regelmissig gewolbt, ohne besondere
Auszeichnungen, Abstand der Fiihlerwurzeln grésser als das Glied 1
lang ist, Oberfliche fein chagriniert; Maxillarpalpen Abb. 1-2. Fiihler
kurz, in zurtickgelegtem Zustand die Schulterbeulen erreichend, Glied
1 kraftig, zur Spitze etwas verdickt, so lang wie die Glieder 2 bis 4
zusammen, 3 ein wenig langer als die folgenden. Halsschild breiter als
lang, Seiten gerundet, gegen die Basis gerundet verengt, fein chagriniert.
Fligeldecken nach hinten leicht verbreitert, ein wenig deutlicher als
der Halsschild chagriniert, unpunktiert.
9. Kopf einfarbig schwarz, oder auf der vorderen Halfte in mehr
oder weniger grossem Umfang rotlich aufgehellt, manchmal Aufhellung
gerade noch wahrnehmbar; Halsschild wie beim g; sonst wie beim g
gefarbt. Fuhler ungefahr gleich lang wie beim 3.
Lange: 2 mm ohne das Abdomen.
Fundort: Somalia; Diine am Strand in der Nahe von Sar Uanle
(Stidsomali), 0°29°48” S, 420°25’30” E, X-XI.1971, 29.V.1973, 6.VI.
1973, Holotypus und 45 Paratypen mr, 15 Paratypen NHMB.
Die einzige bisher aus dem aethiopischen Faunengebiet bekannt-
gewordene Art mit einfarbigen Fliigeldecken, denen eine Punktierung
fehlt.
2. Colotes limbipennis (Gorh.) n. comb. (Abb. 3)
Attalus limbipennis Gorh., 1883, Ann. Mus. civ. St. Nat. Genova 18: 598.
Colotes simius Ab., 1890, Rev. d’Ent. 9: 54, n. syn.
Gemiass der Beschreibung hat Gorham 6 Exemplare gesehen,
von denen 4 im Museum Genova (Lectotypus und 3 Paralectotypen)
und 2 im mp (beide Paralectotypen) ex coll. Gorham aufbewahrt werden.
ABEILLE DE PERRIN (1890) beschrieb die gieiche Art nochmals unter
dem Namen szmius, der in Synonymie zu stellen ist. Sowohl die 6 Exem-
plare, die Gorham gesehen hat, wie auch der 'Typus von simzus sind alle
von Raffray gesammelt worden.
Die Art gehòrt zu der Gruppe mit einfarbig gelbem oder oran-
genem Halsschild. Der Kopf ist zwischen den Augen leicht, regel-
massig gewolbt, der Vorderkopf ist tiber dem Clypeus fast gerade,
COLOTES 633
jederseits neben der Mitte, sehr schmal, schwach gewélbt vorgezogen.
Die Maxillarpalpen (Abb. 3) sind verhàltnismissig gross, das vorletzte
Glied gelb, nach hinten leicht verbreitert, vollstandig gerundet, das
letzte Glied ist fast einfarbig schwarz, ungefahr gleich lang, jedoch
schmiler, mit einem nach oben gerichteten zapfenartigen, ziemlich
spitzen Zahn ungefàhr in der Mitte.
3. Colotes horaensis n.sp. (Abb. 4)
g. Kopf gelb, Basis ziemlich breit schwarz, diese Farbung zieht
sich jederseits neben den Augen als schmales Band bis tiber die Fihler-
wurzeln, Maxillarpalpen gelb, die leicht nach unten gerichtete Spitze
ist gebraunt; Fiihlerglieder 1 bis 4 gelb, 1 mit einem dunkeln Langs-
flecken auf der Oberseite, der fast die halbe Lange basal einnimmt,
4 mit einem dunkeln Lingsflecken oben, der mehr als die basale Hailfte
einnimmt, 5 dunkler als die folgenden, Halsschild orange; Schildchen
und Fligeldecken schwarz, letztere mit blauem Metallschimmer und
schmalen weisslichen Seiten, vor der Mitte beginnend und noch
Abb. 3-5: Maxillarpalpen der g von: 3, Colotes limbipennis (Gorh.) Oberseite, 160x.
4, C. horaensis n. sp. wahrscheinlich Unterseite, 160x. 5, C. poggii n. sp. Unterseite,
160x.
634 W. WITTMER
schmàler bis unter die Schulterbeulen reicht; 4 Vorderbeine gelb, Hin-
terschenkel schwarz. Hinterschienen gebraunt, Hintertarsen gelb.
Kopf mit den Augen kaum merklich schmialer als der Halsschild,
Vorderstirne schwach eingedriickt, Abstand der Fiihlerwurzeln nur
wenig gròsser als Glied 1 der Fiihler lang ist; Oberflache fein chagriniert;
Maxillarpalpen Abb. 4, das letzte Glied ist vorne stark verbreitert, oben
an der Spitze ziemlich tief, schmal ausgerandet, die Ausrandung bildet
am Hinterrand einen schmalen, gekriimmten Fortsatz. Fuhler um ca.
10% ktirzer als die Fliigeldecken, Glied 1 ein wenig langer als 2 und
3 zusammen, 4 ungefahr so lang wie 3. Halsschild breiter als lang, Seiten
gerundet, gegen die Basis gerundet verengt, fein chagriniert. Fligel-
decken nach hinten leicht verbreitert, ziemlich dicht punktiert, an der
Basis chagriniert, an den Spitzen fast glatt, zwischen den Punkten in
der Mitte mehr oder weniger chagriniert. Letztes Tergit mit einer
Langskerbe an der Spitze, fast gerundet ausgerandet, so dass zwei
stumpfe Spitzen entstehen.
9. Kopf schwarz, nur der Rand des Vorderkopfes und die Wangen
sind leicht aufgehellt; Fihler mit den Gliedern 1 bis 5 gelb, dann leicht
gebraunt, bei 1 Exemplar hat Glied 1 einen kleinen verschwommenen
dunklen Flecken; sonst wie das g gefarbt.
Lange: 2.4 mm.
Fundort: Abessinien: Lake Hora, Debre Zeit, 2.XII.1980, No. 540,
netting, Dr. Demeter, Holotypus g und 1 Paratypus 9 mB; Solere,
17.X1.1980, No. 505, netting, Dr. Demeter, 1 Paratypus 9 NHMB.
Die neue Art ist neben C. limbipennis (Gorh.) zu stellen, sie unter-
scheidet sich durch die verschieden geformten Maxillarpalpen, bei
denen das letzte Glied zum gréssten Teil gelb ist, den auf der Vor-
derstirne eingedriickten Kopf und die vorwiegend gelben Basalglieder
der Fihler; bei limbipennis ist das letzte Glied der Maxillarpalpen
schwarz, die Vorderstirne ist leicht gewolbt und héchstens das Glied
2 der Fuhler gelb (die ersten auf der Oberseite dunkel).
4. Colotes poggii n.sp. (Abb. 5)
g. Kopf orangegelb, an der Stirnbasis schwarz, nach vorne all-
mahlich in orange tibergehend, Maxillarpalpen gelb; Fiihler schwarz,
basale 4 Glieder gelb, Basis von 5 aufgehellt; Halsschild orange; Schild-
chen und Fliigeldecken schwarz, letztere mit blauem Metallschimmer,
COLOTES 635
und die Seiten kurz vor der Mitte bis kurz vor den Schulterbeulen schmal
gelblich; Beine wie bei horaensis gefarbt.
Kopf mit den Augen so breit wie der Halsschild, die Stirne ist
breit wulstartig gewòlbt. Von vorne gesehen ist der Wulst gerundet
und reicht bis zu einer Linie, die fast auf der Hòhe des Vorderrandes
der Augen liegt; Wulst in der Mitte mit langeren Haaren als an den
Seiten, Vorderstirn in der Mitte mit einer kurzen gewòlbten Leiste,
die sich vor dem Wulst und gegen denselben verliert; Oberflache fein
chagriniert. Maxillarpalpen Abb. 5. Fuhler die Schulterbeulen knapp
erreichend, Glied 1 kaum merklich kiirzer als 2 bis 4, 3 und 4 unter
sich ungefahr gleich lang. Halsschild wie bei horaensis. Fliigeldecken
nach hinten leicht verbreitert, Punktierung fein, etwas erloschen, da-
zwischen fein chagriniert.
Lange: 2.3 mm.
Fundort: Abessinien: Bahar-dar (Stidufer des Tana Sees), VII.
1936, G. Guiglia, Holotypus Mc.
Es freut mich sehr, diese Art meinem immer hilfsbereiten Kollegen
Herrn Dr. Roberto Poggi, Genova, widmen zu dirfen.
Unter den aethiopischen, mit einfarbig orangenem Halsschild,
ist es die einzige Art, deren Stirn so stark wulstférmig gebildet ist.
Einzig aus Stidafrika ist eine Art mit ahnlichem Wulst auf der Stirne
bekanntgeworden (C. bigibbosus Wittm.), doch ist bei dieser Art der
Wulst nicht so breit, nicht von Auge zu Auge reichend, und ausserdem
bildet er 2 Beulen, bei poggi nur einen Wulst, ohne Teilung.
5. Colotes spinifrons n.sp. (Abb. 6)
g. Kopf schwarz, nur der spitze Fortsatz auf der Vorderstirne,
bis zum Clypeus und ein Teil der Wangen gelborange, Augen voll-
stindig mit schwarz, gegen die Wangen sehr schmal umgeben; Fiihler-
glieder 1 bis 4 gelb, mit einem kleinen dunkeln Flecken, auf der Innen-
seite mehr an der Basis, 5 bis 11 schwarz; Halsschild orange; Schildchen
und Fligeldecken schwarz, letztere mit dunkelblauem Metallschimmer
und weisslichen Seiten, vor der Mitte beginnend und bis vor die Schul-
terbeulen reichend; alle Beine orange, alle Tarsen, Hinterschenkel und
Hintertibien teilweise gebraunt.
Kopf mit den Augen so breit wie der Halsschild, zwei ganz schwache
Beulen zwischen den Augen, die durch einen seichten Langseindruck
636 W. WITTMER
getrennt werden; an der Vorderstirne ein spitzwinkliger Fortsatz mit
abgerundeter Spitze, dessen Seiten abgesetzt und schrig nach hinten
gegen den Hinterrand der Augen verlaufen ohne diese zu erreichen;
zwischen dem Clypeus und dem spitzwinkligen Fortsatz verlauft eine
kurze kraftige Leiste, wo sie unter dem Fortsatz mit diesem verschmilzt;
Oberfliche chagriniert. Maxillarpalpen Abb. 6. Fiihler um 1/3 ktirzer
als die Fligeldecken, Abstand der Fiihlerwurzeln ungefàhr so gross
wie das Fihlerglied 1 lang ist, 2 bis 4 ein wenig langer als 1, 3 so lang
wie 4. Halsschild sehr kurz und breit (15x22), sonst wie bei horaensis.
Fligeldecken nach hinten leicht verbreitert, Punkte ziemlich grob.
9. Kopf schwarz, nur die Wangen teilweise leicht aufgehellt,
Maxillarpalpen schwarz, letztes Glied grésstenteils gelb; Fiihlerglieder
1 bis 4 ganz und Basis von 5 gelb, ibrige dunkel; sonst wie das 3
gefarbt.
Lange: 2.4 mm.
Fundort: Abessinien: Menagesha forest, Mount Wuchacha, 3.XII.
1980, extracted, No. 553, Dr. Demeter, Holotypus und 1 Paratypus
9. MB.
Eine mit C. angulifrons Wittm. nahe verwandte Art, die sich durch
den starker entwickelten, langeren Fortsatz auf der Vorderstirn und
die verschieden gebauten Maxillarpalpen unterscheidet.
Abb. 6-7: Maxillarpalpen der g von: 6, Colotes spinifrons n. sp. Unterseite, 160x.
7, C. angulifrons n. sp. wahrscheinlich Unterseite, 160x.
COLOTES 637
6. Colotes angulifrons n.sp. (Abb. 7)
g. Kopf schwarz, ungefahr von der Mitte nach vorne gelb, Wangen
teilweise angedunkelt, Maxillarpalpen gelb; Fiihler schwarz, Glieder
1 und 2 gelb, 3 mehr oder weniger angedunkelt, bei einem Exemplar
ganz dunkel; Halsschild orange; Schildchen und Fliigeldecken schwarz,
leztere mit schwachem blaulichem Schimmer und schmalen weisslichen
Seiten, die in der Mitte oder dahinter beginnen und vor den Schulter-
beulen enden; 4 Vorderbeine gelb, Hinterbeine schwarz mit leicht
aufgehellten ‘Tarsen.
Kopf mit den Augen so breit oder ein wenig schmiler als der Hals-
schild, Stirne leicht gewolbt, nach vorne ein wenig erhòht, eine stumpf-
winklige Ecke bildend, die Kante weist auf die Mitte der Augen hin,
erloscht aber schon vorher, Vorderstirne ziemlich flach; Oberfliche
chagriniert. Maxillarpalpen Abb. 7 nach dem Paratypus. Fihler kurz,
um ca. 1/3 ktirzer als die Fliigeldecken, Glied 1 ein wenig kirzer als
der Abstand der Fiihlerwurzeln, 2 bis 4 so lang wie 1, 3 ungefahr so
lang wie 4. Halsschild breiter als lang (21x15), sonst wie bei horaensis.
Fliugeldecken nach hinten leicht verbreitert, ziemlich dicht etwas er-
loschen punktiert, an der Basis chagriniert.
Lange: 2.3 mm.
Fundort: Abessinien: Maraquò, 1912, Kovacs, Holotypus mp;
Tschafianani, IV.1908, 1 Paratypus 3 NHMB.
Die Maxillarpalpen gleichen denen von spinifrons sehr, diejenigen
von angulifrons sind jedoch ein wenig breiter. Wiirde die Kopfform
bei beiden Arten nicht so stark abweichen, vergleiche Beschreibungen,
so kénnte man die Arten kaum voneinander unterscheiden.
7. Colotes shoaensis n.sp. (Abb. 8-9)
g. Kopf, Halsschild und Beine einfarbig orange, nur die Hinter-
schenkel sind an der Basis dunkel; Maxillarpalpen orange, mit dem
lezten Glied leicht angedunkelt; Fiihler schwarz, erste 4 Glieder orange,
4 auf der Innenseite etwas angedunkelt; Fliigeldecken schwarzbraun,
Seiten beginnend hinter den Schulterbeulen, Spitzen etwas breiter und
Naht wieder schmiler bis ca. 1/3 der Lange schmutzig gelb (hellbraun).
Kopf mit den Augen ein wenig breiter als der Halsschild, fein
chagriniert, Stirne mit einer flachen, breiten Beule zwischen den Augen,
638 W. WITTMER
die in der Mitte kaum merklich eingedriickt ist, nach vorne ist die Beule
jederseits durch einen schrigen Eindruck abgegrenzt, der von den
Augen gegen den Clypeus verliuft, ohne die Vorderstirne zu erreichen,
Abb. 8-9: Maxillarpalpen von Colotes shoaensis n. sp. 3: 8, Oberseite, 160x. 9, idem
570x.
‘die ziemlich flach ist, die Wangen sind gegen die schrigen Eindrticke
bis zu den Fihlerwurzeln gut sichtbar abgesetzt. Maxillarpalpen Abb.
8-9. Fiihler um ca. 1/4 kiirzer als die Fliigeldecken, Glied 1 langer als
der Abstand der Fiùhlerwurzeln, 3 ein wenig kirzer als 4, 3 und 4 breiter
als die folgenden. Halsschild breiter als lang (21x17), sonst wie horaen-
sis. Fligeldecken nach hinten leicht erweitert, in der Mitte ziemlich
stark und dicht punktiert, an der Basis und an den Spitzen mehr er-
loschen punktiert.
Lange: 2.6 mm.
Fundort: Abessinien: Shoa (Scioa), Shotalit (Sciotalit), VIII.1887,
Ragazzi, Holotypus Mc.
Die Farbung der Fliigeldecken stimmt mit C. flavomarginatus
(Pic), von dem jedoch nur 2 bekannt sind tiberein. Die Punktierung der
Fliigeldecken ist bei beiden Arten sehr verschieden, deutlich und dicht
COLOTES 639
bei shoaensis und fast erloschen bei flavomarginatus. Ausserdem stammt
shoaensis aus der Umgebung von Addis Abeba und flavomarginatus
aus der weit entfernten ‘Tigre Prov.
8. Colotes delicatuius n.sp. (Abb. 10)
3. Kopf blassgelb, auf der Mitte der Stirne ein wenig dunkler
gelb; Fihler gelb, letzte 2 bis 3 Glieder schwach angedunkelt; Hals-
schild und Beine blassgelb, ersterer mit einem verschwommenen, etwas
dunkler gelben Flecken auf der Scheibe; Schildchen schwarz; Fligel-
decken weisslichgelb mit einem dunklen Lingsband an der Naht, bis
zu ca. 2/3 der Lange, das hinten etwas breiter ist, Spitzen ganz schmal
dunkel.
Kopf mit den Augen ein wenig schmàler als der Halsschild, Stirne
gewolbt, zwischen den Augen schwach langseingedrtickt, Wangen
etwas ausgerandet, Vorderstirn tber den Fùhlerwurzeln bis zum Cly-
peus etwas eingedriickt; Oberflache fein, ziemlich dicht punktiert,
dazwischen fein chagriniert; Maxillarpalpen Abb. 10. Fiihler schlank,
um ca. 1/5 kirzer als die Fligeldecken, Glied 1 um ca. 1/3 langer als
der Abstand der Fiihlerwurzeln, 4 langer als 3, so lang wie 5. Halsschild
breiter als lang, sonst wie bei horaensis, nur ist die Chagrinierung kaum
sichtbar. Fligeldecken nach hinten leicht erweitert, ziemlich grob
punktiert, an der Basis schwacher, an den Spitzen fast glatt.
Lange: 1.6 mm.
Fundort: Erithrea: Agordat, 1.1906, D. Figini, Holotypus Mc.
Diese neue Art ist nahe mit C. nigrosignatus Pic verwandt, neben
die sie zu stellen ist. Sie unterscheidet sich in der Farbung der Fliigel-
decken, die bei migrosignatus gelbe Spitzen haben und durch die Form
des Fiihlergliedes 1, das bei mgrosignatus auf der Oberseite an der
Basis ausgerandet ist, so dass der apikale Teil viel breiter ist, bei delt-
catulus ist das Glied schmiler und gegen die Spitze nur allmahlich, normal
verbreitert, die Ausrandung an der Basis fehlt.
9. Colotes planicornis n.sp. (Abb. 11, 23)
g. Kopfbasis schmal schwarz, Vorderkopf gelb, mit je einem leicht
dunklen, schmalen Langsband, das sich von den Fiihlerwurzeln gegen
die Stirnbasis erstreckt, ohne die Augen zu bertihren und die schwarze
640 W. WITTMER
Stirnbasis nicht ganz oder ganz erreicht; Fiihler schwarz, Glied 1 teil-
weise leicht aufgehellt; Halsschild orange mit einem parallelen nicht
sehr breiten Langsband, das weder die Basis noch den Vorderrand er-
reicht; Schildchen und Fltigeldecken schwarz, letztere mit grinlich-
blauem, schwachem Metallschimmer und einem schmalen gelblichen
Seitenband, das von der Basis bis hinter die Mitte reicht; Beine braun-
lich mit leicht angedunkelter Ober- und Unterseite der Hinterschenkel
und etwas dunkleren ‘Tarsen.
Abb. 10-11: Maxillarpalpen der g von: 10, Colotes delicatulus n. sp. Oberseite, 160x
11, C. planicornis n. sp. wahrscheinlich Unterseite, 160x.
Kopf mit den Augen so breit wie der Halsschild, Stirne vor der
Basis schwach beulenartig verdickt, dann steil nach vorne abfallend
und zwischen den Fihlerwurzeln leicht eingedrtickt; Seiten der Vor-
derstirn neben den Fihlerwurzeln schwach aufgewolbt; Vorderkopf
sehr breit, Abstand der Fiihlerwurzeln fast doppelt so gross wie Fiihler-
glied 1 lang ist; Oberflache fein chagriniert; Maxillarpalpen Abb. 11,
diese sind auffallig durch die spitzen Fortsitze an den beiden letzten
Gliedern. Fiihler um ca. 1/5 kiirzer als die Fliigeldecken, Glied 1 flach-
gedriickt, apikaler Teil stark nach unten verbreitert (Abb. 23); 3 etwas
langer als 4, 4 ein wenig breiter als 3, 5 ein wenig langer als 3. Hals-
schild wie bei horaensis. Fliigeldecken nach hinten nur wenig verbreitert,
Punktierung ziemlich dicht, an der Basis und an den Spitzen fast ganz
erloschen.
COLOTES 641
Lange: 2 mm.
Fundort: Abessinien, Raffray, Holotypus mp; Tigre, Schimper,
1850, 1 Paratypus NHMB.
Diese Art steht einzigartig da mit ihrem flachen, an der Spitze
nach unten verlingerten Fuhlerglied 1, sie kann vorlaufig mit keiner
anderen Art verglichen werden.
10. Colotes schimperi (Pic), n. comb. (Abb. 12-13)
Pseudocolotes schimperi Pic, 1914, Bull. Mus. Hist. Nat. Paris 20: 231.
Der Holotypus 3 defindet sich im MP mit Etikette Tigré, Schimper
1850, ein weiteres 3 vom gleichen Fundort, ebenfalls mit einer De-
terminationsetikette von Pic, scheint erst spater bestimmt worden zu
sein, denn sie trigt keine Typenetikette. Weiteres Material befindet
sich im BM und NHMB mit Fundort: Abessinien: Djem-Djem Forest,
ca. 8°000 ft, 21.-25.IV., 5.-9.X und IX.-X.1926, Dr. H. Scott; dann
im MB: Addis Abeba, Akaki River, 13.XI.1980, sweep-netted, No. 461,
A. Demeter, 2 Exemplare; Lac. Dembel, 1.1912, Kovacs, 1 Exemplar.
Abb. 12-13: Maxillarpalpen von Colotes schimperi (Pic) g: 12, Oberseite, 160x.
13, Unterseite 160x.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 41
642 W. WITTMER
Abb. 14-15: Maxillarpalpen von Colotes aethiopicus n.sp. 3: 14, Oberseite, 160x.
15, von der Seite, 300x.
Diese Art unterscheidet sich von allen anderen durch die Form der
Oberlippe, welche als stumpfe Spitze ein wenig verlangert und etwas
nach vorne gerichtet ist; Stirne vor jedem Auge mit einer stumpfen
Beule, Vorderstirne eingedriickt, neben den Fiihlerwurzeln schwach
aufgewolbt; Maxillarpalpen Abb. 12-13, nach 1 Exemplar von Djem-
Djem.
11. Colotes aethiopicus n.sp. (Abb. 14-15)
g. Kopf gelborange, Stirnbasis schwarz, diese Farbung zieht sich
schmal am Innenrand der Augen entlang bis an die Schlafen; Maxillar-
palpen gelb, letztes Glied teils angedunkelt, besonders an der Spitze;
Fihlerglieder 1 bis 5 gelb, 3 auf der Innenseite fast vollstandig schwarz,
nur der obere Rand ist schmal gelb, 5 mehr oder weniger angedunkelt
von der Mitte aufwarts, 6 bis 11 ganz schwarz; Halsschild orange bis
gelb mit einem schwarzen Flecken am Vorderrand, der bis zur Mitte
oder ein wenig dartiber hinaus reicht; Schildchen und Fliigeldecken
schwarz, letztere mit blauem Metallschimmer und gelben Seiten, die
vor der Mitte beginnen und sich bis unter die Schulterbeulen erstrecken;
Beine gelb, nur die Hinterschenkel sind schwarz bis auf die Knie,
die sehr schmal hell sind.
COLOTES 643
Kopf mit den Augen so breit wie der Halsschild, Stirne zwischen
den Augen ganz leicht aufgewolbt und mit einer kaum wahrnehmbaren
Langsdepression; Vorderstirne flach, ziemlich breit, Abstand der Fuhler-
wurzeln um ca. 1/3 breiter als das Fuhlerglied 1 lang ist; Wangen
schwach gerundet ausgerandet; Maxillarpalpen Abb. 14-15. Fihler
ungefahr um 1/4 ktirzer als die Fliigeldecken, Glied 1 ein wenig kirzer
als 2 bis 4, 3 an der Basis ein wenig nach unten verbreitert, 3 kiirzer
als 4, 4 so lang wie 5. Halsschild wie bei horaensis. Fliigeldecken nach
hinten nur wenig verbreitert, Punkte weit auseinanderstehend, ziemlich
stark erloschen, an der Basis und an den Spitzen ganz fehlend.
2. Kopf schwarz, vordere Halfte gelbbraun; der schwarze Flecken
auf Fuhlerglied 3 ist meistens weniger ausgedehnt als beim g, sonst
wie letzteres gefarbt.
Lange: 2-2,2 mm.
Fundorte: Abessinien: Lake Langano, nettling, 12. und 15.X.1980,
No. 191, 231, 232, Dr. Demeter, Holotypus und 3 Paratypen MB, 2
Paratypen NHMB; Dessie-Karakore, 2.VI.1962, 1 Paratypus NHMB.
Neben C. schimperi (Pic) zu stellen. Die neue Art unterscheidet
sich sowohl durch die helleren Fiihler, mit dem fast ganz schwarzen
Glied 3, die verschieden gebaute Stirne und die Maxillarpalpen.
16
Abb. 16-17: Maxillarpalpen von Colotes minutemaculatus (Wittm.) g: 16, Oberseite,
160x. 17, von der Seite, 160x.
644 W. WITTMER
12. Colotes minutemaculatus (Wittm.) n. comb. (Abb. 16-17)
Pseudocolotes minutemaculatus Wittmer, 1978, Monit. zool. it. N.S. suppl. 11:
100, Abb. 1-2.
Um ein leichteres Erkennen dieser Art zu erméglichen, werden
die Maxillarpalpen von verschiedenen Seiten abgebildet (Abb. 16-17).
13. Colotes bimaculiceps n.sp. (Abb. 18)
g. Kopfbasis bis zur Mitte der Augen schwarz, davor gelb mit
einem runden schwarzen Flecken iber jeder Fthlerwurzel, in der Mitte
der Stirn dringt die gelbe Farbe dreieckig in die schwarze Farbung
ein; Maxillarpalpen orange; Fihler gelb bis orange, Glied 1 mit einem
kurzen schmalen dunkeln Wisch oben, basal, 3 und 4 mit einem dunklen
Flecken aussen, basal, 5 manchmal ebenfalls angedeutet angedunkelt;
Halsschild schwarz, ringsum gelb bis orange eingefasst; Schildchen
und Fligeldecken schwarz, letztere mit schwachem blaugriinlichem
Schimmer und schmalen gelben Seiten, die vor der Mitte beginnen
und sich bis zur Basis erstrecken; vier Vorderbeine gelb, Hinterschenkel
schwarz, Hintertibien und Hintertarsen mehr oder weniger angedunkelt.
Kopf mit den Augen schmialer als der Halsschild, Stirne von der
Basis bis zur Mitte der Augen bombiert oder aufgewolbt, dann all-
mahlich gegen die Vorderstirn wieder verflacht, ohne Langseindruck
Abb. 18-19: Maxillarpalpen der g von: 18, Colotes bimaculiceps n. sp. leicht schrig,
160x. 19, C. denticulatus n. sp. 160x.
COLOTES 645
auf der Stirne; Abstand der Fiihlerwurzeln ungefahr so gross wie das
Fuhlerglied 1 lang ist; Oberflache chagriniert; Maxillarpalpen Abb. 18
nach dem Exemplar von Scirè. Fiihler um ca. 1/4 ktrzer als die Fligel-
decken, Glied 1 kiirzer als 2 bis 4, gegen die Spitze allmahlich ziemlich
verbreitert, 3 und 4 ungefahr gleich lang, 4 ein wenig langer als 3. Hals-
schild wie bei horaensis. Fliigeldecken nach hinten etwas verbreitert,
in der Mitte in Nahtnahe ziemlich dicht punktiert, gegen die Basis und
Spitzen immer mehr erlòschend bis ganz verschwindend.
Lange: 2.2 mm.
Fundorte: Abessinien: Tigre, Schimper 1850, Holotypus mp, 1 3
Paratypus NHMB; Scirè, X.-XI.1936, G. Brasavola, 1 g Paratypus NHMB.
Diese Art ist neben C. aethiopicus zu stellen, hat aber eine starker
aufgewélbte Stirne, der der Langseindruck fehlt, verschieden gefarbten
Kopf und Fuhler und verschieden gebaute Maxillarpalpen.
14. Colotes denticulatus n.sp. (Abb. 19)
g. Kopf gelb, Stirnbasis schwarz; Maxillarpalpen gelb; Fihler
schwarz, Glieder 1 bis 3 gelb, 4 mit einem kleinen verschwommenen
Flecken auf der Innenseite; Halsschild orange mit einem linglichen
schwarzen Flecken in der Mitte, der sich nach vorne ein wenig ver-
schmàlert und weiter vom Vorderrande als vom Basalrande entfernt ist;
Schildchen schwarz; Fliigeldecken dunkelblau, Seiten nur kurz und
schmal weiss von unter den Schulterbeulen bis zu 1/3 der Lange;
Vorderschenkel gelb, oben schmal dunkel, Vordertibien und Tarsen
gebraunt; Mittelschenkel teils noch gelb, jedoch etwas starker ange-
dunkelt als die vorderen, Mitteltibien und Tarsen leicht dunkler als
die vorderen; Hinterbeine schwarz, nur die Spitze der Tibien ist ganz
schmal heller.
Kopf mit den Augen so breit wie der Halsschild, Stirne auf dem
oberen Teil neben der Augen jederseits ganz schwach bombiert, da-
zwischen ganz flach, kaum merklich eingedrtickt, Vorderstirne leicht
eingedriickt, der Vorderrand ist in der Mitte in ein kleines Zahnchen
ausgezogen, die Vorderstirne ist dahinter kurz erhoht; Abstand der
Fiihlerwurzeln grésser als das Fiihlerglied 1 lang ist; Maxillarpalpen
Abb. 19. Fihler um 1/5 kirzer als die Fliigeldecken, Glied 1 nur wenig
langer als 1 und 2, gegen die Spitze ziemlich verbreitert, 3 kaum mer-
klich langer als 4, 5 so lang wie 4. Halsschild wie bei horaensis. Fliigel-
646 W. WITTMER
decken nach hinten leicht verbreitert, Punktierung regelmàssig, ziem-
lich dicht, gegen die Basis und besonders an den Spitzen fast ganz
erloschen.
Lange: 2.3 mm.
Fundort: Abessinien: Vallis Erer, Kovacs, Holotypus Ms.
Diese Art steht durch den mit einem Zahnchen versehenen Vor-
derrand der Vorderstirne einzigartig da und kann mit keiner anderen
verglichen werden.
15. Colotes anceyi Abeille de Perrin (Abb. 20)
Colotes anceyi Ab. de Perrin, 1890, Rev. d’Ent. 9: 54.
Der Holotypus befindet sich im mp, ftir die Abb. wurde der Maxil-
larpalpen dieses Exemplars verwendet. Als Fundort wird nur Abessi-
nien, Raffray, angegeben. Ein weiteres 3 ex Reitter im MP und ein an-
deres g ex Raffray, 1902 im NHMB, beide aus Abessinien ohne nahere
Fundortsangabe.
Die Art gehért zu der Gruppe mit schmalem, langem Fihlerglied
1, das fast so lang ist wie die Glieder 2 bis 4; 1 bis 4 sind gelb, mit
einem gròsseren schwarzen Flecken auf der Innenseite bei 3, 4 einfarbig
gelb beim Holotypus mit einer kaum wahrnehmbaren Verdunklung auf
4 bei dem Exemplar im NHMB; 5 bei beiden Exemplaren dunkler als die
folgenden. Der Kopf ist gelb, Stirnbasis schwarz; die Stirne ist zwischen
den Augen schwach bombiert, mit kaum wahrnehmbarem Eindruck in
der Mitte, sie gleicht denticulatus. Maxillarpalpen Abb. 20.
16. Colotes zuqualaensis n.sp. (Abb. 21)
g. Kopf orange, Stirnbasis schmal schwarz; Maxillarpalpen orange;
Fiihler dunkel, Glieder 1 und 2 orange, 3 ganz schwach angedunkelt,
folgende leicht dunkler; Halsschild orange, mit einem schwarzen Langs-
flecken, der nur wenig linger als breit ist und weder die Basis noch den
Vorderrand beriihrt; Schildchen schwarz, Fliigeldecken tiefblau oder
leicht griinlich schimmernd, Seiten schmal weiss, an der Basis begin-
nend und bis kurz tiber die Mitte reichend; vier Vorderbeine vorwie-
gend orange, die hinteren vorwiegend schwarz.
Kopf mit den Augen schmiler als der Halsschild; Stirne neben
den Augen kaum merklich bombiert; Stirnbasis mit einem kurzen
COLOTES 647
20
Abb. 20-21: Maxillarpalpen der g von: 20, Colotes anceyi Abeille, leicht schrig von
oben, 160x. 21, C. suqualaensis n. sp. Unterseite, 160x.
Langseindruck; Vorderstirne schwach gewolbt; Abstand der Fuhler-
wurzeln um 1/4 grésser als das Fiihlerglied 1 lang ist; Oberflache cha-
griniert; Maxillarpalpen Abb. 21. Fiihler massig lang, Glied 1 kiirzer
als 2 bis 4, zur Spitze ziemlich stark verbreitert, etwas flach; 3 kaum
merklich linger als 4. Halsschild breiter as lang (25x17), Form dhnlich
wie bei horaensis, etwas starker chagriniert. Fliigeldecken grob und
dicht punktiert, auch an der Spitze noch bemerkbar, wenn auch mehr
erloschen, an der Basis chagriniert.
9. Kopf schwarz, am Vorderrand tiber dem Clypeus aufgehellt
und 2 verschwommene Flecken in der Mitte der Vorderstirn ein wenig
heller; Maxillarpalpen schwarz, sonst wie das 3 gefarbt.
Lange: 2.4 mm.
Fundort: Abessinien: Mt. Zuquala, ca. 9’000 ft., 22.X.1926, beaten
from trees near lake shore, Dr. H. Scott, Holotypus und 1 Paratypus
© BM.
Neben C. planicornis zu stellen, der ahnlich gebildete Maxillar-
palpen besitzt. Bei zuqualaensis ist das Fihlerglied 1 wie bei planicornis
etwas flachgedriickt, jedoch nicht nach unten verlangert wie bei letzterer
Art.
648 W. WITTMER
17. Colotes kaszabi n.sp. (Abb. 22)
3. Kopf gelb, Stirnbasis schmal schwarz, die Augen meistens nicht
bertihrend; Maxillarpalpen gelb; Fuhlerglieder 1 bis 4 gelb, 5 innen
angedunkelt, aussen heller, restliche braun bis schwarz; Halsschild
orange mit einem schwarzen, fast parallelen Langsband, das weder die
Basis noch den Vorderrand erreicht; Schildchen und Fltgeldecken
schwarz, letztere mit einem dunkelblauen Schimmer, Seiten von der
Basis bis kurz nach der Mitte schmal gelb; 4 Vorderbeine gelb, héchstens
die Tarsen leicht angedunkelt, Hinterschenkel schwarz, Hintertibien
teils gelb, Hintertarsen mehr oder weniger angedunkelt.
N
W
Abb. 22-23: 22, Maxillarpalpen von Colotes kaszabi n. sp. g Unterseite, 160x. 23,
Fiihlerglied 1 von vorne von Colotes planicornis n. sp. 3.
Kopf mit den Augen ungefahr so breit wie der Halsschild, Stirne
neben den Augen und gegen die Wangen ganz schwach bombiert,
dazwischen bis zum Clypeus ein wenig flach eingedriickt; Abstand der
Fiihlerwurzeln so gross wie das Fihlerglied 1 lang ist; Maxillarpalpen
Abb. 22. Fuhler langgestreckt, ca. 10% kiirzer als die Fliigeldecken,
Glied 1 so lang wie 2 bis 4, zur Spitze missig, allmahlich verbreitert;
3 und 4 gleich lang, 5 ein wenig langer als 4. Halsschild wie bei horaensis.
COLOTES 649
Fligeldecken nach hinten leicht erweitert, Punktierung kriftig, bis
zur Basis, nur an den Spitzen leicht erloschen.
9. Wie das g gefarbt, nur ist die schwarze Kopfbasis etwas breiter
und erreicht immer die Augen. Die Farbung der Fihler scheint etwas
zu variieren, indem bei ein paar Exemplaren bereits das Glied 4 oder
auch 3 besonders auf der Innenseite dunkel ist.
Lange: 2.8 mm.
Fundorte: Abessinien: Akaki river, Addis Abeba, 30.IX. und
6.X.1980, netting, No. 95, 115, 119, 121, Dr. Demeter, Holotypus und
5 Paratypen MB, 4 Paratypen NHMB; Shoa (Scioa), VIII.1887, Ragazzi,
2 Paratypen MG; Tigre, Schimper, 1850, 1 Paratypus g Mp.
Neben C. zuqualaensis Wittm. zu stellen; die neue Art unterscheidet
sich durch das langere, zur Spitze weniger stark verbreiterte Fuhler-
glied 1, die langeren Fuhler und die verschieden gebauten Maxillar-
palpen.
Centrocolotes n. gen.
spec. typ. Pseudocolotes testaceipes Pic
1927, Mem. Soc. Ent. Ital. 6: 38.
Im Korperbau der Gattung Colotes Erichson sehr ahnlich, Vorder-
tarsen der g° ebenfalls 4-gliedrig; Maxillarpalpen der g nicht difform,
bei g und 9 gleich gebaut (Abb. 24 und 25). Spitze der Hinterschienen
bei den 9 auf der Oberseite in einen langen, dornartigen Fortsatz aus-
gezogen, der bei 810-facher Vergrésserung filamentartigen Charakter
aufweist (Abb. 28-29) und auf halber Lange leicht nach innen gebogen
ist. Vermutlich dient den 9 der Dorn zum Halten der § wahrend der
Kopulation. Aehnlich dornartige Fortsitze finden sich bei einzelnen
Arten der nearktischen und neotropischen Gattung Ablechrus Water-
house (WITTMER, 1984).
Die letzten Abdominalsegmente sind bei den verschiedenen Arten
ziemlich gleichformig gebaut (3). Das letzte Tergit ist immer breiter
als lang (Abb. 30, 32-34) mit leicht gerundeter bis schwach und breit
ausgerandeter Spitze; das letzte Sternit ist immer breiter als lang, es
fiillt die Unterseite des letzten Tergits nicht ganz aus, es ist in der Mitte
breit und tief, fast bis zur Basis ausgerandet, die Spitze des Penis ist
meistens sichtbar. Bei dem einzigen 9 das untersucht wurde, fiillt das
letzte Sternit (Abb. 31) die Unterseite des letzten Tergits ganz aus.
650 W. WITTMER
Abb. 24-27: 24-25: Unterseite des Kopfes von: 24, Centrocolotes testaceipes (Pic) 6,
150x. 25, idem 92, 150x.
26-27: Fihlerglieder 1-10 von idem: 26, g 130x. 27, 2 130x.
Die Form des Mittelstiicks scheint Unterschiede aufzuweisen, ver-
gleiche die Spitzen derselben gemiss Abb. 30, 32-34.
Fir die Abbildungen 24-31 wurde je 1g9 von Nanoropus, Bords
du Rodolphe, 565 m, Ethiopie mérid. (Mission de l’Omo) verwendet,
im MP, die als Paralectotypen von C. arambourgi Pic betrachtet werden
mussen.
COLOTES 651
In diese neue Gattung werden folgende Arten gestellt, die alle als
Pseudocolotes beschrieben wurden:
albofasciatus Pic, 1932 3
bisulcatus Pic, 1920, 9
minutissimus Pic, 1950, n. syn. 9
bayoni Pic, 1923
testaceipes Pic, 1927
Abb. 28-29: Spitze der Hintertibie von Centrocolotes testaceipes (Pic) 9: 28, Ober-
seite, 810x. 29, Unterseite, 810x.
652 W, WITTMER
Abb. 30-34: Letzte Abdominalsegmente von: 30, Centrocolotes testaceipes (Pic) 3,
Unterseite, 220x. 31, idem Unterseite 9, 220x. 32, C. albofasciatus (Pic) 3, Unter-
seite, 220x. 33, C. viridipennis (Pic) 3, Unterseite, 220x. 34, C. transvaalensis n. sp. d,
Unterseite, 220x.
COLOTES 653
arambourgi Pic, 1935, n. syn.
viridipennis Pic, 1922
neu beschrieben wird die Art:
transvaalensis n. sp.
Centrocolotes testaceipes (Pic), n. comb. (Abb. 24-31)
Pseudocolotes testaceipes Pic, 1927, Mem. Soc. Ent. Ital. 6: 38.
Pseudocolotes arambourgi Pic, 1935, Miss. Sci. Omo 2: 295, n. syn.
Wie ich bei einem Vergleich mit den Typen feststellen konnte,
wurde die Art 2 mal beschrieben, wodurch P. arambourgi Pic in Syno-
nymie geràt.
Centrocolotes albofasciatus (Pic), n. comb. (Abb. 32)
Pseudocolotes albofasciatus Pic, 1932, Rev. zool.-bot. Afr. 22: 96.
Pseudocolotes minutissimus Pic, 1950, Echange 66: 14, n. syn.
Die Art albofasciatus Pic wurde nach 1g von Moanda (Congo),
21.VI.1920, Dr. H. Schouteden, im mp beschrieben. Vom gleichen
Fundort beschrieb Pic das 2 noch einmal, das sich nur durch den ein-
farbig schwarzen Kopf und etwas kiirzere Fiihler vom g unterscheidet.
Diese Geschlechtsunterschiede sind bei den anderen Arten der Gattung
ublich, so dass ich minutissimus als Synonym von albofasciatus betrachten
muss.
Letzte Abdominalsegmente des 3, Abb. 32. Die Spitze des Mittel-
stiicks ist dreieckig und ventralwirts gebogen.
Centrocolotes bisulcatus (Pic), n. comb.
Pseudocolotes bisulcatus Pic, 1920, Mél. exot.-ent. 32: 7.
Im mp befindet sich 1 £ in schlechtem Zustand, das ich aufgrund
der verlangerten Hinterschiene in die Gattung Centrocolotes stelle.
Centrocolotes viridipennis (Pic), n. comb. (Abb. 33)
Pseudocolotes viridipennis Pic, 1922, Bull. Mus. Hist. Nat. Paris 28: 157.
Der Holotypus g im MP stammt von Brazzaville, Congo, Mission
Chari-Tchad, Dr. J. Decorse, 1904. Die Abb. 33 mit den ietzten Abdo-
minalsegmenten zeigt einen von testaceipes (Pic) abweichenden Bau.
Die Farbung und Grésse stimmt mit dieser Art tiberein.
654 W. WITTMER
Centrocolotes bayoni (Pic), n. comb.
Pseudocolotes bayoni Pic, 1923, Ann. Mus. Civ. St. Nat. Genova 51: 47.
Im mp befinden sich 4 Exemplare (1g 3 9) von denen das g als
« Typus » bezeichnet ist, Fundort: Bussu Busoga, Uganda, 1909 und
1910, Dr. E. Bayon. Gestalt und Farbung mit testacerpes (Pic) tiberein-
stimmend, vielleicht ein Synonym dieser Art. Weitere 6 Syntypen be-
finden sich im MG.
Centrocolotes transvaalensis n.sp. (Abb. 34)
g. Schwarz, Vorderkopf von der Mitte der Augen an hellbraun
bis gelb, Fihlerglieder 1 bis 4 oder 6 und alle Beine gelb, bei letzteren
ist die Basis der Schenkel leicht angedunkelt.
Kopf mit den Augen fast so breit wie der Halsschild, Stirne leicht
gewolbt, fast glatt. Fihler um ca. 10% kirzer als die Fligeldecken,
schlank, Glieder gegen die Spitze kaum verbreitert, 3 bis 10 ungefahr
von gleicher Lange, 2 ein wenig kirzer als 3. Halsschild breiter als lang,
Seiten bis fast zur Mitte fast parallel, dann gegen die Basis gerundet
verengt, fein, ein wenig deutlicher als der Kopf chagriniert. Fligel-
decken nach hinten leicht erweitert, an der Basis fast glatt, dann ver-
worren punktiert, besonders in der Nahe der Naht, hinter der Mitte
erlischt die Punktierung mehr und mehr.
Letzte Abdominalsegmente Abb. 34. Das letzte Sternit ist tief
‘gespalten, die beiden Teile stehen weit auseinander. Die Spitze des
Mittelstiicks ist abgeschragt.
Lange: 1.4-1.6 mm.
Fundort: S Africa, ‘Transvaal: Rustenburg Nature Reserve, 25°40’
S, 27912’ E, 8.XII.1983, C.G.E. Moolman, Entabeni bos, VI.-XI.1978,
G.L. Prinsloo, Holotypus g und 2 Paratypen NcI, 2 Paratypen NHMB;
Diamant near Bulge Rivier, 24907’ S, 27933’ E, 18.1.1983, G.L. Prinsloo,
1 Paratypus NCI.
Diese Art ist sehr nahe mit C. albofasciatus (Pic) verwandt und
unterscheidet sich durch die Farbung des Kopfes beim g. Dieser ist
bei albofasciatus auf der vorderen Halfte weisslich und tiber jeder Fiihler-
wurzel sitzt eine kleine braune Makel, bei der neuen Art fehlen die
beiden kleinen Makeln und der Vorderkopf ist hellbraun bis gelb.
Weitere Unterschiede zeigt die Spitze des Mittelstiicks, das bei trans-
COLOTES 655
vaalensis gerade ist mit abgeschragter Spitze (Abb. 34), bei albofasciatus
ist die Spitze stark ventralwarts gebogen (Abb. 32).
LITERATUR
WITTMER W., 1984 - Ueber die Gattungen Ablechrus Waterhouse und Tucumanius
Pic (Coleoptera: Malachiidae). (37. Beitrag zur Kenntnis der neotropischen
Fauna) - Entom. Bas., 9: 226-243.
ABSTRACT
The genus Colotes Erichson in the Ethiopian Region and the description of a new genus.
The synonymy of Pseudocolotes Abeille de Perrin with Colotes Erichson is re-
confirmed. From 9 species cited for the Ethiopian Region only 4 can be recognised
and the descriptions are completed, on the other hand 13 species are described as new
to science. For the total of 17 species a key is given with pictures of the maxillary palpi.
The genus Centrocolotes is described and includes as type species Pseudocolotes testa-
ceipes Pic as well as a few other species of Pseudocolotes. A new species of Centrocolotes
is described from Transvaal.
RIASSUNTO
Il genere Colotes Erichson nella Regione Etiopica e descrizione di un nuovo genere.
E riconfermata la sinonimia di Pseudocolotes Abeille de Perrin con Colotes E-
richson. Delle 9 specie precedentemente citate della Regione Etiopica, soltanto 4,
riconosciute come valide, sono ridescritte, mentre altre 13 specie sono descritte come
nuove. Per queste 17 specie vengono forniti una chiave di identificazione e le foto-
grafie dei palpi mascellari. E descritto il nuovo genere Centrocolotes; esso include come
specie-tipo Pseudocolotes testaceipes Pic e poche altre specie di Pseudocolotes. È infine
descritta una nuova specie di Centrocolotes del Transvaal.
657
RENE DE NAUROIS
2 Allée des Daims, 91800 Brunoy, France
LE BALBUZARD (PANDION HALIAETUS L.)
AUX ILES DU CAP VERT
Je procéderai d’abord a un rappel historique; d’où il ressortira
qu’au milieu du siecle dernier Pandion haliaetus (*) était plus abondam-
ment représenté qu’aujourd’hui dans l’Archipel du Cap Vert. Puis je
proposerai une étude de sa distribution actuelle dans les îles ainsi que
dans l’ensemble plus vaste — la còte Occidentale d’Afrique du Maroc a
la Guinée — avec lequel le peuplement capverdien entretient des rap-
ports de voisinage et d’échange, peut-étre de transhumance régulière.
On trouvera ensuite une analyse de son régime alimentaire et de ses
comportements reproducteurs — emplacement des nids, matériaux de
construction et place du cycle sexuel dans le cycle annuel.
HISTORIQUE
La population de Balbuzards a été si nombreuse dans l’Archipel
du Cap Vert que les visiteurs, au cours du siècle dernier, n’ont pu man-
quer de l’observer sur les còtes d’a peu près toutes les îles. L’espèce
est mentionnée par CHELMICKI et VARNHAGEN des 1841 (sous le nom
vernaculaire de « Manuel Lobo», réservé aujourd’hui au Neophron
percnoptere).
En 1851, au cours de son long voyage d’une année dans l’archipel,
C. Bolle trouve le Balbuzard (désigné comme Haliaetus vocifer!) abon-
dant (« zahlreich ») (BOLLE, 1856). Il l’observe plus fréquemment sur
certaines còtes plates dans l’Est des îles où, selon lui, les poissons ap-
paraitraient en plus grands nombres — opinion qui n’est pas sans fon-
dement (v. infra).
* Nom portugais, adopté en milieu créole: « Guincho ».
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 42
658 R. DE NAUROIS
En 1864 la mission de Dohrn et Keulemans retrouve l’espèce et
obtient un spécimen (a partir de cette époque le nom latin de l’oiseau
est correctement employé). KEULEMANS (1866, p. 364) apercoit jusqu’a
6 sujets a la fois, note que la période de ponte s’étend de janvier a avril
(ce qui est à peu près exact) et que les aires contiennent le plus souvent
2 poussins; moins heureuse est l’indication par cet auteur du nom ver-
naculaire « Gaivota »: terme qui, en portugais, désigne le Goéland,
alors que le nom du Balbuzard est « Guincho ». Il affirme encore que
le Balbuzard se nourrit non seulement de poissons mais aussi de souris —
ce qui est sans doute vrai au Cap Vert comme ailleurs, aux époques où
le poisson fait défaut.
Boyp ALEXANDER (1898a, p. 99, 100, 103, 107, 111) observe l’espèce
a de multiples reprises au cours de ses voyages de l’année 1897. Il col-
lecte 1 spécimen a 5. Nicolau et examine une aire énorme sur l’Ilheu
do Rei, face a Sal Rei, la petite capitale de Pile de Boa Vista: mention
intéressante car il s'agit certainement de la pointe N de cet îlot, rocheuse
et battue de plein fouet par les lames, où l’on trouve encore trace de
plusieurs aires anciennes. A S. Nicolau, le 20 avril, le méme auteur
observe le nourrissage d’un jeune: l’un des adultes plonge sur un pois-
son, s’en saisit sous l’eau, et l’apporte a son conjoint. Celui-ci, perché
sur un rocher a proximité du rivage pour attendre la proie, s'en empare
et s’éleve alors vers l’aire, accueilli par les cris « plaintifs » de sa nichée.
En 1898, L. Fea obtient 3 exemplaires a Boa Vista (in SALVADORI,
1899, p. 287), mais ne laisse pas de notes.
En 1922, J. Correia (in MurpHy, 1924) étudie les comportements
et examine le contenu des aires. Il note: « Some of the nests which I
found during May contained just one egg ». Cette notation est fautive,
car on ne trouve jamais d’oeufs en incubation après les premiers jours
de mars; en revanche on peut découvrir, tard en saison, des oeufs non
fécondés, enfouis dans la garniture intérieure des nids après que ceux-ci
ont été abandonnés.
En 1924 l’expedition américaine du « Blossom» ne collecte pas
moins de 8 exemplaires adultes (in BANNERMAN, 1968, p. 289), sans
laisser aucun commentaire.
En 1951 W. Bourne consacre le meilleur de son temps a l’avifaune
terrestre et aux Pétrels du groupe des Iles Rombos: il a donc peu d’oc-
casions de rencontrer le Balbuzard. Le 21 décembre, a l’île de S. Vi-
cente, il note un isolé: mais il n’en apergoit aucun le long des còtes
PANDION HALIAETUS 659
de Brava, ni a Vilot Cima: « Undoubtedly very rare in the South»
conclut-il (BOURNE 1955); l’aurai a revenir sur cet aspect de la distri-
bution.
En 1966 D. et M. Bannerman découvrent une aire a S. Vicente
(dans la baie de S. Pedro) et notent divers traits de comportement
(BANNERMAN, 1968).
Mes recherches se placent en 1960, puis, pour de long séjours, de
1963 a 1969.
DISTRIBUTION
En raison des persécutions incessantes qu’il subit de la part de
l'Homme, l’effectif du Balbuzard capverdien a certainement diminué
depuis les débuts de la colonisation. Il est cependant resté assez im-
portant pour que l’on puisse, aujourd’hui encore, rencontrer des oiseaux,
généralement par paires, soit au dessus de la mer (activité de péche)
soit en vol, le long de toutes les còtes et sur presque tous les îlots.
Comme l’a fait remarquer BANNERMAN (1968, p. 287-288) les au-
teurs anciens, jusqu’a l’époque des prospections de José Correia, n’ont
guère pris soin de noter les localités où ils rencontraient l’oiseau. Pour
BOLLE (1856) par exemple, les « Aigles de mer » sont abondants partout...!
Seuls B. Alexander et J. Correia mentionnent les îles où ils ont dé-
couvert des aires (en petit nombre); de sorte qu’il est aujourd’hui im-
possible de retracer l’évolution des peuplements à travers les décennies.
Du méme coup, je me trouve laissé, pour l’essentiel, à mes propres
recherches, inévitablement incomplètes.
A la base d’un tel inventaire se trouvent deux types de constats:
lieux où furent vus des oiseaux en vol (généralement au long des còtes
et s'adonnant a la péche); lieux où furent découvertes des aires, ancien-
nes et abandonnées, fraichement baties, éventuellement occupées. Or,
sur des rivages aussi escarpés, au coeur de reliefs aussi tourmentés que
ceux offerts par la nature capverdienne, les dénombrements sont presque
toujours fort laborieux. Il faudra, dans un premier paragraphe, en
donner les raisons.
Une seconde analyse essaiera de répondre a la question suivante:
une cartographie des zones de péche ainsi que des aires ou groupements
d’aires fait-elle ressortir — comme elle le devrait — une corrélation avec
les zones d’enrichissement des eaux marines ? En sens inverse, l’absence
660 R. DE NAUROIS
ou la quasi-absence de Balbuzards sur certaines còtes est-elle déter-
minée par des causes décelables ?
En prolongement de cette derniére question il faudra tenter d’expli-
quer la remarque faite par plusieurs auteurs anciens et reprise par
Bourne en 1955: selon toutes apparences, dans les Iles du Sud (San-
tiago, Fogo, Brava, les Rombos), les peuplements en Balbuzards sont
beaucoup plus pauvres que dans le Nord et le Nord-Est. Pourquoi
cette différence ?
En conclusion de cette étude consacrée à la distribution, je pro-
poserai une évaluation, très approximative, des effectifs de l’espèce
dans l’Archipel Capverdien.
I - DIFFICULTÉ DU DENOMBREMENT
La prospection des Iles de Santa Luzia, Branco, Raso, Sal, Boa
Vista et Maio est relativement aisée; parceque ces îles sont de dimensions
restreintes ou parceque, de formation plus ancienne que les autres
(c'est le cas du groupe oriental, comprenant Sal, Boa Vista et Maio),
elles présentent des reliefs usés, des orographies de pénéplaines. Une
étude sérieuse des îles les plus montagneuses — Brava, Fogo, Santiago
et surtout Santo Antào — eut exigé des moyens dont je ne disposais
pas: utilisation de mules et de barques louées pour plusieurs semaines.
Les points culminants y atteignent des altitudes comprises entre 900
et 2.830 metres; mais surtout les masses de roche volcanique y affectent
la forme d’empilements, dont la base en tronc de còne s’éleve par en-
droits a plusieurs centaines de mètres. Les pentes, a leur base surtout,
se trouvent donc entaillées très profondément par des ravins, voire
des fissures, qui séparent des crétes déchiquetées, et de multiples re-
dans. Or, moins rarement qu’on ne croit, le Balbuzard recherche pour
ses aires des emplacements en altitude: jusqu’a 6 ou 700 m. a Vile de
Santiago (v. znfra)! Au milieu de ces « maquis » de pointements on peut
ne pas apercevoir les oiseaux, a plus forte raison ne pas distinguer les
aires.
C’est déja dire que les investigations poursuivies par moi au cours
des années soixante, si elles ont apporté des résultats assez satisfaisants
dans les iles énumerées en premier lieu, n’ont donné que des estima-
tions grossières pour le reste. Au Tableau I les chiffres d’effectifs a
S. Antào, S. Nicolau, Santiago, Fogo et Brava figureront entre pa-
rentheses et munis de points d’interrogation.
PANDION HALIAETUS 661
II - ZONES FAVORABLES
Pandion halaetus est un pécheur còtier, mais il n’est pas
inféodé aux eaux calmes, comme il l’est sur les lacs de Scandinavie ou sur
les eaux — pas toujours tranquilles — du Banc d’Arguin (còte de Mauri-
tanie) et des haut-fonds des Iles Bijagos (au large de l’ancienne Guinée
Portugaise) (Naurois, 1969). Au Cap Vert, pendant les mois d’hiver
(période de reproduction), l’océan est le plus souvent très agité. Autour
des caps et des promontoires exposés au Nord et au Nord-Est les Bal-
buzards, certains jours, semblent vouloir défier la tempéte. On les voit
pécher face aux Alizés, contre le courant des Canaries (vitesse moyenne
de 1 à 2 noeuds), mais surtout contre la houle, souvent longue, du Nord-
Quest et contre les lames poussées par les vents. Par un simple « effet
d’île » les poissons de taille moyenne (dont le Balbuzard fait ses proies)
S.ANTAO 24°W 23°W
A 2 7°N
A IE 17 N == 4+ 1
1979m
Vous LUZIA fin
S VICENTE R at SS
Ale iu ine 206m
BRANCO a SAL
RASO ae NICOLAU
Monte Gordo marl
925°W 1304 m di Rei Si)
4 agunes—
16°N aL == a
BOAVISTA
Lagune Pedra Haùt-fonds de Joao
Badejo Leitao
Pico da Antonia MAIO
1392 m
FOGO Ca 436 m
o LRONBOS 3
15 IN aL 9 + e l ION
25° W a DN 2830m DE 23°W
976m Volcan sù;
BRAVA SANTIAGO (991 km?)
Fig. 1 - L’Archipel du Cap Vert (v. text p. 660).
662 R. DE NAUROIS
ont tendance a s’accumuler sur les plateaux insulaires a la « proue »
des iles: plateaux a la fois étroits et proches de la surface puisqu’au
contact des estrans et des falaises.
Ainsi s’explique la densité d’occupation au Nord et au Nord-Est
des iles de Sal et de Boa Vista (v. Fig. 1). Ces avancées en formes de
caps pointant vers le Nord ne sont pourtant pas seules a présenter des
avantages pour l’alimentation de Pandion haliaetus.
D’abord parcequ’il existe au large, entre les îles et a des distances
de 5 a 10 milles nautiques, des turbulences et des fronts: turbulences
dues aux irrégularités des fonds (obstacles sous-marins); fronts en-
gendrés par la vitesse accrue des courants dans les resserrements entre
les socles insulaires, fronts encore dus aux rencontres de masses d’eaux
a caractéristiques différentes: toutes localités, que les marins évitent
comme « malsaines », mais qui constituent autant de lieux d’enrichisse-
ment ou d’accumulation pour les organismes marins. Recherchées par
les poissons prédateurs elles le sont aussi par les oiseaux pécheurs (1).
D’autre part le phénomène d’enrichissement ne se produit pas
seulement par « effet Vile » (a 1’ « amont ») et sur les lignes de turbulences
ou de fronts. A l’arrière des îles, donc a «l’aval», la convergence des
flux latéraux provoque des plongées et des remontées: là aussi les pois-
sons peuvent d’autant mieux se rassembler que les pressions les y portent
en méme temps que les brassages les attirent. Et si des sédiments cal-
caires garnissent ces parties peu profondes du plateau insulaire — ce
qui est le cas au Sud (a ‘l’arriere’) des îles de Sal et Boa Vista — la cou-
leur claire, par temps calme tout au moins, fait ressortir les silhouettes
sombres des proies possibles.
Enfin il est presque inutile de rappeler le mécanisme des remontées
d’eau froides, porteuses d’éléments mineraux. Ces éléments permettent
la prolifération du plancton: le long des cétes, et dans la di-
rection général des vents — ici les vents du secteur Nord et plus pré-
cisement du Nord-Est.
On voit donc, en definitive, que les eaux marines venant du Nord,
en remontant les pentes du socle porteur des îles et s’insinuant entre
(1) Il existe méme 4 mi-distance entre les îles de Boa Vista et Maio un haut-fond,
dit de Joan Leitào, où la mer brise en permanence et où, du haut d’un avion léger et
à basse altitude, on apergoit de fortes concentrations d’oiseaux. Un autre haut-fond
du méme type se trouve situé au large au NNW de l’île de S. Antào. Il m’a été impos-
sible, malheureusement, de visiter ces emplacements.
PANDION HALIAETUS 663
celles-ci, ne peuvent manquer de créer des situations favorables pour
Pandion haliaetus.
III - SECTEURS DEFAVORISES
L’étude des còtes défavorisées — celles où Pandion haliaetus se
montre rarement — doit étre entreprise de deux points de vue:
— selon que les causes de rareté, voire d’absence, sont d’ordre océa-
nographique;
— selon qu’elles tiennent a la présence d’autres espèces, dont le Bal-
buzard supporterait mal le voisinage.
1. — Causes océanographiques
Autant l’espèce abonde (ou abonderait si elle ne subissait la per-
sécution des Humains) sur les rivages où, de quelque manière, prend
place un enrichissement des eaux marines, autant elle n’apparait que
parcimonieusement ou pas du tout lorsqu’au lieu d’une remontée d’eaux
profondes et froides (un « up-welling ») c'est un tassement d’eaux su-
perficielles (un « piling-up ») qui se produit. Sur la carte (v. fig. 1) les
fleches indiquent les zones de forts courants, donc aussi de fronts, et
font ressortir les régions privilégiées. En regard, il n’est pas inutile
d’énumérer d’Ouest en Est quelques unes des régions apparement dé-
favorisées.
— Cote Nord de l’Ile de Santa Luzia - La partie con-
cave face au Nord-Ouest se présente sous un aspect a la fois très abrupt
et très « battu »: il semble que les eaux marines s’y entassent...! De fait,
les aires de Balbuzards sont placées non pas a mi-hauteur des escarpe-
ments (100 a 200 m. de hauteur) mais sur le fil des crétes; d’ot les ni-
cheurs peuvent prendre leur vol, a volonté, vers le Sud-Ouest ou vers
le Nord-Est. Il semble qu’ils se dirigent plutòt vers le Sud-Ouest.
— Céte Nord de l’Ile Branco - Elle fait face, elle aussi,
au Nord-Ouest. Les marins-pécheurs qui me conduisirent le long de
cette còte prirent grand soin de se tenir a distance « respectueuse »
des brisants. Je pus cependant examiner les hautes parois (300 m de
commandement) au moyen de mes binoculaires: aucun Balbuzard,
aucune aire! Ou plutòt, comme a Sa. Luzia, toutes les aires se trouvaient
en position de créte.
664 R. DE NAUROIS
—Secteurs comeaves de la cote wN ondideM Miendic
S. Nicolau - Etudiés dans les mémes conditions (peut-étre a
distance un peu trop grande!).
2. — Causes écologiques
C’est un tout autre probleme qui se pose a propos des còtes où
s installent régulierement pour leur reproduction des Phaétons (Phae-
ton ethereus) et des Fous (Sula leucogaster). Cinq cas au moins méritent
l’attention.
- A l’Ile Raso, de forme grossièrement circulaire (7 km?) un e
colonie de Phaeton ethereus et une colonie relativement importante de
Sula leucogaster occupent, sur une centaine de metres de longueur, la
cote Sud en falaise verticale (hauteur 12 a 15 m). Les Balbuzards (1 ou 2
couples, v. infra) évitent cette còte et nichent au centre de l’île (séparé
du rivage méridional par une créte) et fréquentent les secteurs situés
au Nord.
- A l’îlot Cima, groupe des îles Rombos, au Sud de l’Archipel
(3 km?) une forte colonie de Sula leucogaster et de Phaétons niche sur
les pentes rocheuses, face a l’Ouest: aucun couple de Balbuzard sur
cette ile! En revanche, a trois milles nautiques plus a l’Quest, sur l’îlot
de Baixo, un mammelon porte les vestiges de deux aires de Pandion
(époque de ma visite en 1965).
- A l’îlot du Curral Velho, sur la còte Sud de Boa Vista.
L’ilot est occupé par des colonies de Sula leucogaster, Fregata magni-
ficens et divers Petrels (en petits nombres). Le Balbuzard évite cet ilot;
mais une aire (non occupée lors de mes visites) est bien visible a cing
cents metres de la, sur la cote de la grande ile - bien séparée de l’îlòt!.
- A l’îlot de Baluarte, au large de la còte Est de I’Ile de
Boa Vista: Pilot porte une nombreuse colonie de Sula leucogaster et
les débris de deux aires de Pandion haliaetus. Il semble que les pro-
priétaires aient abandonné le site. Chassés par la présence des Sula?
A VIle de Santiago, dans la Baie do Inferno, une forte colonie
de Sula leucogaster s'est installée a l’abri de toute intrusion sur de hautes
parois verticales (100 4 130 m. de hauteur): selon mes observations, le
Balbuzard ne se montre que rarement ou pas du tout et ne semble
pas nicher. Or la baie, peu profonde, ne se préte pas à une « piling-up »;
PANDION HALIAETUS 665
d’ailleurs l’importance de la colonie de Sula leucogaster prouve suffi-
samment que les parages sont riches en poissons.
Ces exemples sont-ils suffisamment probants? On peut en douter
au vu des difficultés dont j'ai fait état au §1: entaillements profonde-
ment incisés par l’érosion dans les hautes parois de roche volcanique,
rendant aléatoire l’identification des lieux de nidification; répugnance
des marins pécheurs a s’approcher suffisament des rivages; impossi-
bilité, les plus souvent, de stationner en mer pour un temps assez long.
L’hypothèse d’une sorte d’incompatibilité — par suite d’une compé-
tition pour les proies? — entre Sula et Pandion devra faire l’objet de
nouvelles prospections.
Une dernière interrogation posée par les auteurs du siècle dernier
n’a pas encore trouve de réponse: pour quelle raison cette faiblesse
des peuplements en Balbuzards que les auteurs ont constatée dans la
partie méridionale de l’ Archipel: Iles de Santiago, Fogo, Brava, Rombos ?
Il semble qu'il convienne, en premier lieu, de prendre la mesure
de la question. Les effectifs sont-ils vraiment beaucoup plus faibles ?
Botte (1855, p. 19) mentionne expressement l’espèce comme fré-
quemment vue a l’Ile Brava («um Brava sind die “Seeadler” haufig »).
KEULEMANS (1866, p. 364) écrit que le Pandion est abondant sur les dix
iles («..., op al de eilanden vy talrij »). Boyd Alexander, il est vrai, sé-
journe pendant une bonne quinzaine de jours tant a Brava qu’a San-
tiago; mais il ne semble pas qu'il effectue par mer le tour des iles.
Or il nest pas d’autre moyen que la circumnavigation pour compter les
couples et les aires? Quant a J. Correia e W. Bourne leurs séjours pro-
longés dans le Sud ont lieu pendant les mois d’été: Epoque où la repro-
duction est terminée (v. infra, § Reproduction) — ce qui nous met peut-
étre sur la voie d’une solution au probleme posé: se pourrait-il qu’une
partie des Balbuzards capverdiens transhument vers les còtes africaines
après l’émancipation des jeunes de l’année, c’est a dire a partir de la fin
mai? Je reviendrai sur cet aspect avant de conclure.
Pour ma part, a Fogo comme a Brava, je n’ai trouvé aucune pos-
sibilité de transport pour un voyage autour des îles au plus près des
falaises. Et je n’ai pu prospecter que très partiellement les còtes de
Santiago. La carte de l’Ile de Fogo porte 4 deux endroits l’appellation:
Punta do Guincho (pointe du Guincho, c’est a dire du Balbuzard).
Il reste a poursuivre les recherches.
666 R. DE NAUROIS
ESTIMATION NUMERIQUE DE LA POPULATION CAPVERDIENNE (nombre de
couples)
Cette évaluation ne peut étre que tres approximative. Je l’ai tentée
par plusieurs methodes, en n’admettant que des chiffres raisonnables
pour les îles montagneuses au relief particulierement tourmenté. J’ar-
rive ainsi a un total d’au moins 40 couples et de moins de 70. Bien en-
tendu les îles les plus peuplées sont celles du Nord: S. Antào, S. Vicente,
Santa Luzia, sans doute aussi S. Nicolau, en tout cas Sal et Boa Vista.
TABLEAU I - PEUPLEMENTS PAR ILES (NOMBRES ESTIMÉS DE COUPLES)
Min
[der SantovAntio TERE de uae ece tee watered: 8 (?)
DedeySaowVicentes’ Weise NANA soe 3
IsndesS antamlGuzia. Sirs atone crea ces crane athe casera en 3
Mote Brancoy, Beene cea CORO CE sans eatin 3
DMG tala SO}, ele loca locas vere aaemeue cage epee 1
Negdews ZOMNICOlaU gers CLONE OLI 5 (?)
TAR Or S alll Bes rt iI ee Vea eae 6
Taide Gang istar em. aeck asso PI sana eee es 5
Dud ope lat Oveigetyavirueroiel =. PORCO OI 2
I edegSanttagoys pvc casa cl oi RI 4(?)
Vado HOO: Cata ees eres 2(?)
TIR EEN o Ri, 3
Total fol ORI Rina 45
COMPORTEMENTS ET ALIMENTATION
I — COMPORTEMENTS
Jai rapporté, dans l’introduction historique du présent travail,
l’observation faite en 1897 a l’Ile de S. Nicolau par B. Alexander: prise
dun poisson par le male qui le remet a la femelle, celle-ci apportant
la proie aux poussins (1).
(1) Sans avoir été moi-méme témoin de conduites similaires, je dois 4 un obser-
vateur de Nouvelle Calédonie une notation complémentaire: ce sont les cris des parents
qui déclanchent les appels 4 caractère « plaintif » des jeunes au nid. Et si un intrus
s’approche de l’aire ce sont encore les « protestations » des adultes qui provoquent
les réactions hostiles des poussins; réactions que, pour ma part, je n’ai observées que
chez des jeunes déjà emplumés.
PANDION HALIAETUS 667
J. Correia (in MurpHy, 1924) note le soin avec lequel les parents
nourrissent leurs oisillons, détachant la chair des poissons pour leur
épargner les arétes.
Touchant les habitudes de capture et de vol, D. BANNERMAN ap-
porte une description intéressante faite par lui-méme a l’île de S. Vi-
cente (1968, p. 290): sur le lagon voisin de Catfish Bay un Balbuzard
avanca en marchant («waded deliberately ») dans une dépression
remplie d’eau, prit un bain, aspergeant son corps tout comme un moi-
neau, avant de prendre lourdement son essor; et, finalement, s’ébrouer
en plein vol.
La mécanique de la plongée chez cette espèce a été récemment
filmée et analysée par Georg Riippell (1981). Comme chaque spectateur
peut le constater, l’oiseau descend vers sa proie (d’une hauteur de 10
a 30 metres) en étendant ses pattes et projettant ses serres en avant,
puis repliant ses ailes vers larriére. Ce qui peut échapper a une ‘simple
observation a vue (et nécessite l’emploi d’un matériel photographique
approprié) ce sont les mouvements de rotation du corps autour de deux
axes: celui de la direction du vol et un axe transversal; c’est aussi le
mouvement de la queue tenue en éventail. Bien d’autres mouvements,
révélés par la prise de vues, sont minutieusement décrits et finalement
interprétés comme des adaptions extrémement élaborées 4 la capture
sous l’eau.
II — ALIMENTATION
Outre les proies fraichement déposées on trouve sur les aires et
dans l’épaisseur du bàti quantité d’ossements, tétes et nageoires. Je
dois a mon collégue Aboussouan les déterminations qui suivent.
— Un premier lot, en provenance de Santa Luzia (7 mars) contenait
uniquement des caudales de Carangidae (gen. Caranx).
— Un deuxième lot, obtenu a l’îlòt Raso (9 mars), comprenait divers
Carangidae, 2 caudales d’Acanthuridae, probablement un type de
Scombridae, enfin des pectorales provenant certainement d’Exocoetidae
(abondants dans les eaux de l’Archipel et recherchés par plusieurs espèces
d’oiseaux de mer).
REPRODUCTION
Les arbres sont rares dans l’Archipel du Cap Vert. Ou plutòt ils
n’existent qu’au creux des vallées encaissées et au dessus de 300 mètres
668 R. DE NAUROIS
d’altitude (arbres plantés mis a part). Or les Balbuzards, pécheurs et
nidificateurs principalement còtiers, recherchent des sites très ouverts,
ou se présente un horizon tres large, de préférence un tour d’horizon
complet. Aux iles du Cap Vert ils sont donc contraints de placer leurs
aires au sol: sur la roche ou sur le sable.
STRUCTURE DES AIRES
Au Cap Vert, comme ailleurs dans le monde, le Balbuzard construit
d’énormes nids. Mais au lieu de n’utiliser que des pièces de bois (comme
font les sujets scandinaves) il amoncelle branches sèches, pierrailles,
coquillages, «os» de seiches, coraux détériorés, morceaux d’algues cal-
caires, planches, planchettes, ustensiles légers en provenance d’embar-
cations coulées ou abandonnées. Les coupes, peu profondes (4 a 6 cm.),
sont garnies de tiges et longues feuilles végétales, de touffes d’herbes
arrachées aux prairies voisines, de chiffons, lanières et déchets de toutes
sortes. Rien en tout ceci qui soit très original! ‘Tout au plus peut-on
remarquer une différence de poids, ou plutòt de densités, entre les
matériaux utilisés aux Iles du Cap Vert — nids au sol — et ceux employés,
par exemple, en Laponie — nids a la cime des arbres. En Laponie la
construction se trouve encastrée, amarrée par les torsions mémes des
branches sèches (composant le «corps», ou le «bàti» de l’aire) aux
branches terminales des pins; au Cap Vert il faut que ce corps de l’aire
soit retenu par frottement sur la plateforme rugueuse, de sable ou de
rocher, où elle repose: retenue par son poids! Employé comme seul
ingrédient le bois serait un élément trop léger. De ce fait les aires at-
teignent en hauteur et largeur des dimensions considérables: a l’îlot
Branco par exemple, sur un sommet de la créte axiale, l’édifice mesurait
pres de 3 metres de diamètre!
EMPLACEMENT DES AIRES
On peut distinguer trois types: a plat (si on peut dire) sur des
îlots rocheux ou sableux; a la cime d’une colline, aréte ou pic monta-
gneux escarpé; a mi-chemin; dans ce dernier type plusieurs cas sont a
considérer (v. Figs 2-3).
Aires situées sur des ilots plats - Ce sont les
plus visibles et les plus exposées a la prédation par |!’ Homme; paradoxa-
lement ce sont aussi les plus nombreuses! Selon mes observations, sur
PANDION HALIAETUS 669
SE r XY SH
Fig. 2 - Aires de Balbuzards. A) et B) Aires sur ilots (Boa Vista); C) Aire placée
sur redan (Boa Vista); D) Aire sur le fil d’une aréte (Ilòt Branco).
un total d’une quinzaine d’aires de ce type (autour des îles de Sal, Boa
Vista et Maio), quatre ou cing seulement furent occupées pendant les
années de mes séjours dans l’archipel: nombre relativement élevé si
lon tien compte du danger auquel les nichées se trouvent exposées.
On peut admettre que sur ces ilots plats, s’ils se trouvent très proches
des rivages, aucune nidification n’échappe aux maraudeurs: 4 moins
que les couples ne s’installent sur de véritables récifs, soit très escarpés
soit très isolés, mais toujours violemment battus par les lames du fait
de leur exposition aux Alizés. Tel était le cas en 1966-1968 sur les îlots
Hollandes et do Derrubado (au large de Boa Vista, còte Nord-Est),
îlots que je ne pus atteindre sans prendre des risques et où les aires
étaient effectivement occupées.
Aires posées sur des sommets - On peut distinguer
trois cas. L’aire peut se trouver a la cime d’une sorte de colline plus ou
670 R. DE NAUROIS
moins isolée, pointue, mais facile a gravir; le danger de destruction par
Homme est alors presque aussi élevé que pour les aires placées sur
des ilots. En choisissant de tels sites le Balbuzard satisfait au mieux son
étrange « désir » d’occuper des situations dominantes.
Plus souvent le sommet choisi se réduit a une plateforme élevée,
un ressaut (simple accident) au long d’une aréte. L’accès peut en étre
interdit: parceque trop dangereux par les moyens normaux de l’alpi-
nisme! En effet, dans ces îles d’origine volcanique où la cohésion des
basaltes et des laves trahit les apparences, la roche la plus unie s’avère
croulante a l’usage. La structure géomorphologique vient ainsi servir
la survie des Balbuzards.
Dans un cas, au centre de l’île de Santiago, à 10 km de l’océan et
a 700 m. d’altitude, un couple avait élu domicile au point le plus haut
d’un dyke (anglais: dike - veine ou filon de roche dure dont l’érosion
a dégagé la roche encaissante plus tendre et qui se dresse comme un
Fig. 3 - Aires de Balbuzards (suite). E) Aire placée au sommet d’une créte deman-
telée (ancien còne volcanique) a l’Ilha do Sal; F) Aire placée dans une falaise; G) Aire
au sommét d’un «dyke» (I. de Santiago) (vue de profil).
PANDION HALIAETUS 671
mur, avec des pentes lisses et a peu près verticales. Vu par la tranche
(de profil ...) ce «mur» apparaissait comme une colonne; ou plutòt,
en raison de sa hauteur exceptionnelle, comme une «aiguille » alpine,
dominant de 50 a 80 metres les pentes de son socle. Sur la fil de l’aréte
l’aire occupait toute la largeur.
Aires a mi-pente - Il s’agit de nids occupant le replat
terminal d’un redan au flanc d’une chaîne montagneuse ou d’une fa-
laise. On peut souvent gravir la montagne et suivre le bord de la fa-
laise; l’aire se trouve alors en évidence et l’on peut, en vues plongeantes,
examiner a loisir son contenu. Fort heureusement pour l’espèce il existe
des redans a la fois inaccessibles et dissimulés; j'ai pourtant connu un
cas où les pillards de poussins avaient réussi a tuer l’oiseau couveur a
coups de pierres, a s'emparer du cadavre — une femelle — et a consommer
jusqu’a l’oeuf que cette femelle portait dans l’oviducte!
Une fois seulement, a l’île de Boa Vista, une aire se trouvait placée
de facon inhabituelle: a mi-hauteur dans le paroi méme de la falaise.
Plus précisement, comme une aire d’Aigle ou de Vautour, elle reposait
sur une large margelle dans l’évidement creusé par érosion différen-
tielle entre deux manteaux basaltiques: l’angle panoramique se rédui-
sait a un demi-tour d’horizon.
Une conclusion, autre que purement descriptive, ressort de cet
exposé. Les Portugais ont occupé les Iles du Cap Vert (jusque-là inha-
bitées) 4 partir de la deuxième moitié du XVe siècle. Les famines ré-
pétées, dans cet archipel au climat sub-désertique, ont rapidement
conduit les habitants a chercher un appoint de ressources alimentaires
dans les nids d’oiseaux. Que le Balbuzard n’ait pas réussi au cours des
siècles a adapter son mode de nidification montre que la sélection na-
turelle n’a opéré, en ce cas, que très imparfaitement.
FECONDITE
Les pontes sont de 3 oeufs (4 cas), parfois 2 oeufs (1 cas; ponte
fortement incubée). Lorsque je n’ai trouvé qu’un seul oeuf, celui-ci
venait d’étre pondu — ou bien, pour cause d’infertilité, il se trouvait
enfoui au fond de la coupe apres l’envol des jeunes (Sal, mai 1965).
Après éclosion des oeufs j'ai trouvé dans les nids, avec des fré-
quences a peu pres égales, tantòt un tantòt deux poussins (6 ou 7 cas
au total). Le nombre des jeunes a l’envol et au cours des mois suivants,
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PANDION HALIAETUS 673
donc pendant d’été, n’est pas connu. A Boa Vista (céte Est), en avril,
un seul jeune suivait ses parents.
EPOQUE DE LA REPRODUCTION
Chaque fois que des poussins ont été trouvés au nid l’époque de
ponte du premier oeuf a été estimée — de facon évidemment très ap-
proximative — en admettant pour l’incubation une durée de 38 jours et
pour le nourrissage sur l’aire un temps de 55 jours (GLUTZ von BLOT-
ZHEIM et alu, 1971, p. 47). L’appréciation de l’àge des jeunes, fondée
sur le poids et sur le degré de croissance du plumage, n’a pu étre que
très grossière.
Avec ces réserves, les données rassemblées au Tableau II montrent
que les premières pontes sont déposées a la fin de novembre ou au début
de décembre; et que les pontes les plus tardives sont émises au début de
mars ou a la fin de février. Les derniers envols interviennent donc au
cours de la deuxième quinzaine d’avril. Pour la majorité des couples
l’incubation a lieu pendant les dernières semaines de décembre et la
première moitié de janvier, c'est a dire au moment où des intempéries
sérieuses s’abattent sur l’archipel. En revanche, a partir de février, les
poussins bénéficent de l’allongement des jours et surtout d’un ensoleille-
ment croissant. Certaines photographies, prises en février a l’île de Santa
Luzia, montrent des poussins chez lesquels les plumes de contour
commencent seulement a sortir de leurs gaines; tandis que la téte, plus
précisément la calotte, se trouve déjà recouverte d’une couche épaisse
de plumes blanches: une large strie noire s’étendant du bec au sommet
du cràne comme chez les adultes.
Comment interpréter ce phénomène d’une reproduction « hiver-
nale », apparement indépendante du photopériodisme (déclanchement
du cycle fin novembre) ? On pense évidemment a l’avantage que l’espèce
tirerait d’une plus grande abondance de poissons disponibles a cette
époque de l’année: avantage d’abord pour la formation des oeufs, puis
pour l’alimentation des jeunes à l’aire.
En l’absence de renseignements précis sur les mouvements a la
fois des Thons et des poissons de taille moyenne que les Thons pour-
suivent — renseignements que les chercheurs en Biologie marine ne
tarderont pas à fournir — on est laissé aux conjectures. Les Alizés souf-
flent avec plus de force après les premiers mois d’automne, augmentant
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 43
674 R. DE NAUROIS
ainsi les brassages et les remontées d’eaux froides, donc aussi l’abon-
dance au voisinage de la surface des éléments nutritifs. Si bien que les
oiseaux de mer de petite taille sont amenés a nicher a partir de fin dé-
cembre. Tels sont les cas de Pterodroma mollis feae; puis a partir de fin
février, de Puffinus adsimilis baroli, Pelagodroma marina eadesi, et Bul-
weria bulweri: autant d’indices sérieux de conditions favorables (mais
existe-t-il vraiment — dans les eaux de l’archipel et a proximité
des îles — une période défavorable pour des oiseaux pécheurs ?).
On voit que la question posée — la question du comment et du
pourquoi d’une reproduction de type « hivernal» — ne comporte pas
de réponse immediate.
Les mois de juin a septembre pourraient-ils compter comme mois
moins favorables? Ceci parait douteux: pendant ces mois, précisement,
un autre Pétrel, de forte taille celui-ci — Calonectris (diomedea) edwardsi —
se trouve en pleine activité reproductrice! Si bien qu’en definitive, il
n’y aurait guere que deux temps — quelques semaines en juin et quelques
semaines en octobre et novembre — qui seraient peu propices a Pandion
haliaetus. Explication médiocrement satisfaisante!
Ici se présente une constatation intéressante: en Nouvelle Calé-
donie et sur les îles voisines (récifs barrières et Iles Loyauté) ot. Pandion
haliaetus existe encore en abondance, la ponte commence en juin-juillet:
c'est a dire a peu près au méme moment de l’année, décalé de 6 mois,
qu’aux Iles du Cap Vert (Naurois, en préparation). Par ailleurs, a l’extré-
mité Sud-Est de la Floride, où le Balbuzard est également abondant
(et protégé!), les nids sont presque tous abandonnées fin mai; c’est a
dire a l’époque où, au Cap Vert (a une latitude un peu inférieure), les
jeunes de l’année s’émancipent...
Je n’essaierai pas de pousser plus loin l’étude de ces coincidences:
sauf cependant pour proposer une interprétation trés simple. On con-
coit sans peine qu’en zone intertropicale, pour de jeunes oiseaux exposés
sans protection soit aux rayons du soleil soit aux tornades, la période
d’été présente des dangers: chaleur étouffante en l’absence de vent;
état hygrométrique voisin de 1 (humidité relative maximum, fréquente
en saison de pluies); irradiation extrémement forte aux heures d’inci-
dence quasi-verticale (1). Or les mois a éviter, tant par 16° Nord aux
(1) Nombre d’oiseaux soumis à l’immobilité ne supportent pas plus de quelques
minutes l’ex:position au soleil des tropiques: oisillons au nid chez les Passereaux; adultes
extraits de leurs terriers (et empéchés de s’envoler...) chez les Pétrels.
PANDION HALIAETUS 675
Iles du Cap Vert que par 18° Sud en Nouvelle Calédonie, sont précise-
ment ceux de fin mai a début aoùt au Nord, fin novembre a début fé-
vrier au Sud!
MorPHOLOGIE (DIMENSIONS)
Les exemplaires de Pandion haliaetus en provenance de l’Archipel
Capverdien sont rares en collection. Grace a l’accueil bienveillant de
mes collegues de Tring (British Museum Natural History), Lisbonne
(Centro de Zoologia), Génes (Museo Civico di Storia Naturale « Gia-
como Doria»), New Haven (Peabody Museum) j’ai pu ressembler les
mensurations portées au Tableau III.
Un échantillon aussi faible ne permet pas de tirer des conclusions
fermes. Toutes les mesures se placent dans les limites indiquées par
l’ouvrage de Cramp & Simmons (1980, 3: 276). On remarque une
longueur d’aile assez faible (444 mm) prise sur un specimen du Centro
de Zoologia (Lisbonne), dont l’étiquette porte la mention « femelle ?,
Baia do Gato, 4/12-1972, Sao Vicente »: il s'agit d’un jeune oiseau ou,
plus probablement, dun male.
En revanche, une forte longueur d’aile est trouvée sur un specimen
du Museo Civico de Génes, dont l’étiquette porte la mention «5 ?,
Boa Vista 1898 » (collection Leonardo Fea): il s’agit tres probablement
d’une femelle.
Les tarso-métatarses sont toujours difficiles 4 mesurer. ‘Tous les
chiffres s’inscrivent cependant entre 58.5 et 65 mm (pour les deux sexes).
Les mesures relatives aux specimens du Peabody Museum (Pea. M)
ont été prises a ce Musée; et je saisis cette occasion d’exprimer ma
gratitude a la Direction et au personnel de cette institution. Les autres
mesures ont été prises par moi-méme a Tring (BMNH), a Génes (MSNG)
et a Lisbonne (Centro de Zoologia, CZL).
Dimensions mesurées sur des exemplaires européens (CRAMP &
SIMMONS, 1980):
Ailes - dd: 448-494 (469) ; 99: 476-518 (495)
Queues - gg: 187-210 (201) ; 99: 194-232 (216)
Tarses = 68s S26 53 ( 50) § 99s Me 97 (90)
Becs (d partir de la cire) -
33: 29.9-33.0 (31.5); 99: 31.8-36.1 (34.4)
Ongle de Vhallux - gg: 28.0-30.6 (29.5); 99: 28.3-30.9 (30.1).
DE NAUROIS
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676
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PANDION HALIAETUS 677
LE PEUPLEMENT CAPVERDIEN ET LES MIGRATEURS
AU LONG DES COTES AFRICAINES
Faute de jeunes oiseaux bagués au nid dans l’Archipel et « repris »,
sur les còtes d’Afrique Occidentale nous ignorons s’il existe un va-et-
vient entre les iles et ces cotes continentales. Dans l’espoir de faire mieux
ressentir l’intérét que présenteraient de nouvelles recherches je rappel-
lerai quelques faits anciens et récents relatifs aux migrations de P.
haliaetus au long des còtes d’Afrique Occidentale.
I — COTES MAROCAINES
1. Méditerranée
A. Brosset (1961) a trouvé un nid (occupé) aux Iles Chaffarines
à lE de Melilla.
D’autre part l’espèce a longtemps hanté les abords du Détroit de
Gibraltar et niché sur l’îlot Perekhil, îlot aux parois calcaires très abruptes,
situé a quelques km de Ceuta. Une première mention relative a la pré-
sence du Balbuzard dans ces parages se trouve dans IrBy (1875): « Judging
by the actions of a single bird ... on May 14th, there was an Osprey’s
nest in [the] precipitous cliffs, with young or a sitting bird. Ospreys
have been known to breed on that island for years past ». Un sujet fut
noté par LyNEs (1924, p. 88) au méme endroit le 14 mai et l’auteur pensa
qu'il était nicheur. En avril 1961, j’ai moi-méme recherché, longue-
ment mais en vain, l’aire de l’oiseau!
2. Voisinage de Tanger et Gibraltar
Mentions anciennes: Favier (in IrBy 1875, p. 54) disait le Bal-
buzard «not uncommon» près de Tanger, nichant en mars dans les
rochers et déposant 2 ou 3 oeufs. [RBy lui-méme donna des précisions
qui ne manquent pas d’intérét (1875, p. 55): «... most abundant in the
Straits in winter ...; a pair nests on the rocks westward of ‘Tangier.
Another pair regularly breeds at Gibraltar on the rocks a little to the N
of Monkey’s Cave. The Rev. John White noticed the nesting ... about
a century ago ... I first knew of the eyrie in May 1869, when
there were young in the nest [c'est moi R. de N. qui
souligne]; they did not fly till the middle of June. In 1871 the nest
was taken in the middle of March and then contained 3 eggs; the old
birds ... bred again the next season but in a different situation close to
the old one ... ». Un seul couple, selon cet auteur, nichait è Gibraltar.
678 R. DE NAUROIS
VAUCHER (1915, p. 95) s’interrogea sur l’existence d’une reproduc-
tion. La collection réunie par lui contient un vieux male tué a Boucharen
(S de Tanger). Au cours des années ’soixante j’ai cherché a mon tour,
longuement: sans rien découvrir!
3. Cote Atlantique du Maroc
Faute de pouvoir me reporter a l’intégralité de mes notes au mo-
ment où j’écris, force est de faire appel a mes souvenirs. C’est en vain
que j'ai inspecté, a de nombreuses reprises et soigneusement, les parties
les plus rocheuses de la còte marocaine: falaises entre Azila et Larache,
au S de Larache, au N de Rabat; rochers du Cap Blanc, du Cap Cantin,
de Jorf el’Ihoudi, du Cap Sim; longues còtes escarpées du Cap Sim
a Agadir; puis, au dela des plages du Sous, la falaise haute de 30 a 40
metres entre l’Oued Massa et l’Qued Dra, ainsi que la còte battue, aux
parois verticales, du Maroc méridional jusqu’au Cap Juby ... Le Bal-
buzard, encore que présent et très commun, ne niche pas!
II — COTES SAHARIENNES
A partir de la latitude d’El’Aioun (Sahara ex-espagnol), les mentions
par J. Valverde et les observations par moi-méme (non publiées) sont
fort nombreuses. La raison est d’ordre océanographique. En effet,
en dépit du facies terriblement «battu » la céte est riche en poissons;
ou plutòt le facies «battu» n’est lui-méme qu’une conséquence de la
véritable cause d’enrichissement des eaux marines. Les Alizés soufflent
avec force du NE et du N. Par rapport à la còte leur direction est donc
tangentielle. Ils refoulent vers le large, c’est a dire vers Ouest les cou-
ches superficielles et permettent ainsi, par compensation mécanique,
les remontées d’eaux profondes, plus froides et chargées de sels miné-
raux. C’est l’« up-welling » typique.
Cette situation se trouve prolongée au dela du Cap Blanc de Mau-
ritanie, toujours par l’effet des vents Alizés. La Baie du Lévrier, en
raison sans doute de sa position et de sa structure géographique, ne
paraît pas constituer une zone privilégi¢e. Mais passé le Cap d’Arguin,
et sur toute l’étendue du Banc d’Arguin jusqu’au Cap Timris, les
conditions sont de nouveau très bonnes. Le Balbuzard jouit alors d’un
double avantage: des eaux riches en poissons du fait de l’« up-welling »
voisin (a l'Ouest du Banc et a la limite du plateau continental); un
facies lagunaire et souvent tranquille (au lieu de l’agitation presque
PANDION HALIAETUS 679
permanente qui regne plus au Nord). J’ai décrit ces phénomènes dans
mon ouvrage cité en référence (NauroIs 1969). Depuis la publication
de ce travail nombre d’ornithologistes francais et étrangers ont multi-
plié les observations.
III — COTES SENEGALAISES ET GUINEENNES
Si le Balbuzard m’a paru absent du secteur còtier, bas et sableux,
qui se trouve compris entre le Cap Timris et la région de Cayar (a la
racine de la Presqu’île du Cap Vert), il réapparaît réguliérement a
quelques centaines de metres ou quelques kilometres a l’intérieur, sur
les lacs très peu profonds au Nord de Dakar (Lac Retba, par exemple).
Absent ou rare m’a-t-il semblé sur la « Petite Còte », au Sud de la
Presqu’île du Cap Vert — còte trop sableuse, sans doute trop « plate »,
mais ou se forme pourtant un «up-welling »; il se montre a nouveau
au voisinage de l’estuaire et des Iles du Sine-Saloum. Absent le long
des cotes sableuses de Casamanca, tant au Sud qu’au Nord de l’estuaire
du méme nom, voila qu’on le retrouve fort communément dans l’ar-
chipel des Bijagos (ancienne Guinée Portugaise). Entre les iles, les
détroits se présentent comme des haut-fonds que les apports terreux
des fleuves (Rio Geba entre autres) enrichissent en saison des pluies:
les poissons y sont moins abondants qu’au Banc d’Arguin mais plus
faciles a capturer qu’aux Iles du Cap Vert (Naurols, op. cit., 1969).
Entre les latitudes de 38° et 10° N, et pour les seuls secteurs pris
ici en considération, ce sont pres de 4000 km de còte dont près de la
moitié offrent a Pandion haliaetus des possibilités alimentaires — sans
qu’aucun cas de reproduction ait été diment constaté! A raison d’un
ou deux oiseaux pour 10 km, cette cote occidentale d’Afrique pourvoit
a l’existence de milliers de Balbuzards. On a trouvé parmi eux des sujets
qui avaient été bagués en Europe septentrionale.
CONCLUSIONS
1. La population de Balbuzards est encore importante de nos
jours, malgré les pertes sévères que lui infligent les étres humains. Elle
peut étre évaluée 4 une cinquantaine de couples reproducteurs.
2. La distribution dans l’Archipel est principalement fonction
des conditions océanographiques. Les turbulences et les remontées d’ eaux
froides (effets d’ile et « up-wellings ») aux abords des caps et le long des
680 R. DE NAUROIS
cOtes entrainent un enrichissement des eaux marines et donc attirent
les poissons: les Balbuzards péchent de préférence dans ces régions
et nichent dans leur voisinage. Les secteurs còtiers où les eaux marines
s’accumulent, tant sous la poussée des vents dominants qu’en raison
de la concavité des rivages, paraissent moins favorisées (zones de
« piling-up »).
3. L’opinion général chez les auteurs est que la partie méridionale
de l’Archipel — Iles de Santiago, Fogo et Brava — est moins peuplée
en Balbuzards que la partie Nord. Ceci, pour une part, n’est peut-
étre qu’une illusion, due au fait que les comptages d’aires et d’oiseaux
pécheurs sont difficiles dans les replis de ces còtes rocheuses. Pandion
haliaetus niche parfois sur des promontoires qu’on ne peut facilement
apercevoir : ni d’en haut a partir des sommets ou des crétes, ni d’en
bas à partir des estrans ou de la mer.
4. Les aires ne se trouvent jamais placées sur des arbres et sont
faites d’énormes entassements d’objets les plus divers. Elles sont cons-
truites tantòt «a plat» sur des ilots còtiers (rocheux ou sableux) tantòt
a mi-hauteur sur des redans, tantòt plus haut encore sur des sommets,
sur des crétes ou a la cime de véritables « aiguilles » rocheuses: dykes
dégagées par l’érosion, en positions (heureusement) inaccessibles.
Les pontes sont de 2 ou 3 oeufs.
5. L’époque de ponte se place entre la fin de novembre et la fin
de février ou le début de mars (nombreuses notations a l’appui). A la
fin de mai tous les jeunes ont quitté l’aire.
6. Il n’est pas impossible — mais la preuve devra en étre apportée —
qu’une partie des Balbuzards qui viennent pécher, sans y nicher, le
long des còtes d’Afrique continentale proviennent des Iles du Cap Vert.
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Fr. Ornith., 4: 94-96, 107-111, 134-177.
SUMMARY
The present Osprey population, Pandion haliaetus, in the Cape Verde Islands
is still significant, in spite of the serious depredations due to human action. The breed-
ing pairs can be estimated at a total of about 50. The species distribution in the Ar-
chipelago is mainly a function of the oceanographic conditions. Turbulences and up-
wellings of cold waters near the headlands and along the coasts cause an enrichment
of sea water, thus attracting fish.
Ospreys prey preferably in these regions and nest in the surroundings. The coastal
sections where sea water « piles up », pushed by the prevailing winds, seem less favoured
by these birds.
It is generally believed by the authors that the Southern portion of the Cape Verde
Archipelago (islands of Santiago, Fogo and Brava) is less populated by Ospreys, than
the Northern section. This could be in part an illusion, since censusing of fishing birds
and of eyries is difficult to conduct, due to the winding rocky coasts. Pandion haliaetus
nests sometimes on promontories hard to be seen, either from the high tops or from
the strand and the sea level.
Eyries are never placed on trees; they consist of a huge heap of various materials.
They are built at ground level on rocky or sandy coastal islets, or at mid-height on
cliff projections, or higher up on tops and ridges, or even on rocky dykes, in luckily
inaccessible sites. Two or three eggs are normally laid. Egglaying takes usually place
between the end of November and the end of February or beginning of March (there
are numerous records supporting this). By the end of May all the young birds have left
the eyrie. It is not impossible (but evidence of it is still needed) that part of the Ospreys
which wander fishing along the coasts on continental Africa, without nesting there,
come in reality from the Cape Verde Islands.
682 R. DE NAUROIS
RIASSUNTO
La popolazione di Falco pescatore, Pandion haliaetus, dell’Arcipelago del Capo
Verde è ancora considerevole al giorno d’oggi, nonostante le gravi perdite subite per
opera dell’uomo, e può ammontare ad una cinquantina di coppie di riproduttori.
La distribuzione della specie nell’arcipelago è principalmente funzione delle con-
dizioni oceanografiche. Le turbolenze e le risalite di acque fredde (effetti d’isola e
«upwelling ») presso i promontori e lungo le coste provocano un arricchimento delle
acque marine e quindi attirano i pesci; i Falchi pescatori predano di preferenza in
queste zone e nidificano nelle loro vicinanze. I settori costieri dove le acque marine si
accumulano, per la spinta dei venti dominanti e a causa della concavità delle rive, sem-
brano meno favoriti (zone di « piling up »).
In generale gli autori ritengono che la parte meridionale dell’arcipelago (isole di
Santiago, Fogo e Brava) sia meno popolata dai Falchi pescatori di quanto non lo sia
la parte Nord. In parte, ciò può essere forse solo una falsa impressione, dovuta al fatto
che i censimenti di nidi e di individui in caccia sono difficoltosi da effettuarsi nelle
sinuosità di tali coste rocciose. Il Pandion haliaetus nidifica talvolta su promontori
che non è facile scorgere: né dall’alto, guardando dalle cime o dalle creste, né dal basso,
a livello del litorale o del mare.
I nidi non si trovano mai posti su alberi e sono costituiti da enormi ammassi
di materiali di svariata natura. Sono costruiti sia «a terra » su isolotti costieri (rocciosi
o sabbiosi), sia a media altezza su sporgenze, sia ancor più in alto sulle sommità, su
creste o in cima a vere e proprie « guglie » rocciose, prodotte dall’erosione, in siti (for-
tunatamente) inaccessibili. La deposizione consta di 2 o 3 uova.
L’epoca della deposizione è stimata tra la fine di novembre e la fine di febbraio
o l’inizio di marzo; esistono numerose osservazioni a tale proposito. Alla fine di maggio
tutti i giovani hanno già abbandonato il nido.
Non è impossibile (ma è ancora da provarsi) che una parte dei Falchi pescatori
che si spingono a pescare lungo le coste dell’Africa continentale, senza nidificarvi,
provenga dalle Isole del Capo Verde.
683
LILIA CAPOCACCIA e GIANNA ARBOCCO
ENRICO TORTONESE
1911-1987
«Se questo... varrà ad alimentare quella passione naturalistica, che
è così nobile diletto, così pura fonte di progresso culturale e così ef-
ficace mezzo per confortare lo spirito tra infinite bellezze, allora il lungo
studio e il grande amore con cui ho cercato di delineare forme e vita
di questi esseri avranno conseguito il loro fine... »
Queste righe ENRICO ‘ToRTONESE scriveva nell’introduzione di un
volume sui Cordati. Esse possono essere lette oggi come un messaggio,
che ci viene consegnato quasi ad accompagnare la Sua opera, la Sua
attività scientifica, la Sua vita stessa.
Il mondo della natura, con la varietà delle sue forme, con l’armonia
e la fedeltà delle sue leggi, era stato per lui «l’isola felice », la serenità
nei momenti difficili, la sicurezza negli inevitabili conflitti dei rapporti
684 L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
umani, l’oggetto della Sua inesauribile attività di ricercatore e di di-
vulgatore.
Uomo di vasta cultura, sensibile all’arte, alla letteratura, alla mu-
sica, aveva una larga visione della scienza. Dotato di una memoria non
comune e della notevole capacità di semplificare — riducendoli all’es-
senziale — problemi anche complessi, esigente con se stesso, lavoratore
instancabile, ha dato al progresso degli studi nel campo dell’ittiologia,
dell’echinologia e della biologia marina un apporto rilevante; ha la-
sciato nel Museo di Storia Naturale di Genova, che ha diretto per oltre
vent'anni, una traccia che difficilmente il tempo potrà cancellare.
Alla direzione del Museo di Genova, il prof. T'ORTONESE approdò
nel luglio del 1955 all’età di 44 anni. Ma questo non fu che un ritorno.
Egli, infatti, nato a Torino il 10 marzo del 1911 da Mario Torto-
nese, Provveditore agli Studi, e da Giovanna Sgherlino, aveva trascorso
buona parte della Sua giovinezza nella nostra città ed aveva frequentato
— studente liceale — il Museo genovese. Fu proprio in questo istituto,
sotto la vivace guida di Decio Vinciguerra, che nacque in Lui la grande
passione per l’ittiologia, destinata a dare frutti così significativi nel fu-
turo.
Ritornato a Torino, vi compì gli studi universitari, laureandosi
nel 1932 in Scienze Naturali con pieni voti, lode e dignità di stampa.
Subito nominato assistente incaricato nell’Istituto di Zoologia del-
l’Università di Torino, divenne assistente ordinario, in seguito a con-
.corso, l’anno successivo. Nel 1933 sostenne pure l’esame di abilitazione
all'insegnamento medio, riuscendo primo in graduatoria e per otto anni
tenne alcune ore settimanali di lezione nel Liceo classico parificato
«S. Giuseppe » di Torino. Nel 1939 — a soli 28 anni — conseguì la li-
bera docenza in zoologia.
Richiamato alle armi come ufficiale di artiglieria nel 1940, prese
parte alle operazioni sul fronte occidentale. Nel 1942 venne destinato a
Rodi. Di qui passò in Anatolia (1943), indi in Palestina ed Egitto (1944),
dove rimase sino al 1946, anno in cui fece ritorno in patria, con una
larga messe di osservazioni, appunti, disegni relativi agli ambienti visitati.
Rientrato a Torino, si sposò con Nerina Mossi che gli fu compagna
dolcissima e devota.
Riprese quindi la vita universitaria, curando sia la ricerca che l’at-
tività didattica che quella museologica.
E. TORTONESE 685
La Sua attivita scientifica, prevalentemente orientata verso la si-
stematica, l’ecologia, la zoogeografia, ebbe per oggetto soprattutto gli
Echinodermi e 1 Pesci. Alla conoscenza di questi due grandi gruppi di
animali marini apporto gia da allora contributi rilevanti.
Facendo tesoro delle Sue esperienze naturalistiche nei paesi del
Medio Oriente, si dedico ai problemi ecologici e corologici della fauna
soprattutto marina del Mediterraneo orientale, stabilendo anche in-
teressanti rapporti con ricercatori greci, turchi, israeliani, egiziani.
Fertile fu pure l’attività didattica. Svolse corsi liberi di Idrobio-
logia e Pescicoltura (1946-47; 1947-48). Fu incaricato di Zoologia per
Veterinaria e Farmacia e di Biologia Generale per Medicina e Chirurgia
(1950-51; 1951-52). L'incarico di Zoologia per Veterinaria e Farmacia
gli fu rinnovato successivamente (1955-56).
Svariate furono in questo periodo le Sue opere divulgative, tra
cui va segnalata « Gli animali superiori » (1949, Torino, S.E.I.), appro-
fondita trattazione sui Cordati, assai apprezzata sia in Italia che all’e-
stero.
Intensa fu l’attività museologica, volta soprattutto al riordinamento
ed allo studio delle ricche collezioni zoologiche del grande museo an-
nesso all’Istituto di Zoologia dell’Università di Torino. « Effettuai que-
sto lavoro di mia iniziativa » — scrive Egli stesso — «con la sola guida
dei criteri personali; esso ebbe una fondamentale importanza per la
mia preparazione culturale, per il gran numero di specie — soprattutto
di vertebrati — che mi rese familiari ».
Assumendo nel 1955, a seguito di pubblico concorso, la direzione
del Museo di Genova, ENRICO 'TORTONESE disponeva dunque di una
significativa esperienza museologica ed aveva ben chiari nella mente i
tre fondamentali compiti che ad un museo spettano: la ricerca, la diffu-
sione delle conoscenze, la conservazione e l’arricchimento delle colle-
zioni.
Alla loro realizzazione egli dedicò la Sua capacità, la Sua energia,
la Sua costanza, le Sue vaste conoscenze.
Nel campo della ricerca scientifica continuò la tradizione, che già
aveva visto il Museo apportare alle scienze naturali notevoli contributi
di conoscenza, orientandone l’attività soprattutto nel campo della Bio-
logia Marina. In questo settore la Sua opera e quella del Museo si in-
quadravano nell’attività della Commissione Internazionale per l’Esplo-
razione del Mediterraneo, e spesso godevano dell’appoggio finanziario
686 L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
del cnr. Esse apportarono sensibili contributi alle conoscenze relative
alla fauna non solo del Mediterraneo, ma del M. Nero, del M. Rosso
e dell’Atlantico Nord Orientale e costituirono un’occasione di notevole
incremento delle collezioni relative ai gruppi di animali marini.
Mentre, soprattutto nel campo ittiologico ed in quello echinolo-
gico, le ricerche di ENRICO ToRTONESE davano frutti sempre più con-
sistenti, la Sua figura andava assumendo i contorni dello specialista di
livello internazionale. Lo provano i contatti che Egli stabilì con i più
importanti Musei ed i più qualificati Istituti di biologia marina di tutto
il mondo, gli inviti a partecipare a simposi (basterebbe citare a titolo
esemplificativo il fatto che nel 1959 presiedette a New York la seduta
plenaria del Congresso Internazionale di Oceanografia), le cariche ri-
coperte. Fu infatti Presidente del Comitato « Vertebrati e Cefalopodi »
della Commission Internationale pour l’Exploration Scientifique de la
Mer Méditerranée (CIESM), membro della Commissione Internazionale
di Nomenclatura Zoologica, Vicepresidente (dal 1969 al 1973) della
Società Italiana di Biologia Marina (di cui era stato socio fondatore),
membro dell’Accademia delle Scienze di California, membro onorario
e consigliere dell’International Oceanographic Foundation, membro
dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere.
In seguito a incarico da parte della Facoltà di Scienze dell’ Univer-
sità di Genova, tenne due brevi corsi di Zooculture agli studenti di
Scienze Naturali e Biologiche (1956-57; 1957-58) e svolse un corso
libero di Biologia Marina (1961-62).
Numerosi furono i viaggi durante i quali, alla visita agli istituti
scientifici o alla partecipazione a meetings e congressi, egli aggiunse
escursioni e raccolte nelle regioni visitate. Nel 1957 fu ad Endoume
(Marsiglia); nel 1958 a Londra, Plymouth, Monaco, Istanbul e Balta-
liman; nel 1959 a New York, Washington, Chicago, Solomons (Mary-
land); nel 1963 a Cape Haze (Sarasota) in Florida e a Vancouver (Ca-
nada); nel 1965-66 a Eilat (sul M. Rosso); nel 1967 a Costanza (ou
M. Nero); nel 1974 in Patagonia e Terra del Fuoco.
Contemporaneamente — tra notevoli difficoltà di ordine finanziario
— Egli dava inizio ad un primo riassetto del settore espositivo del Mu-
seo. Esso dovette forzatamente limitarsi al diradamento degli esemplari
esposti, all'acquisizione di nuovi reperti (tra i quali vanno citati il Ga-
viale del Gange, la Saiga, l’Antilocapra americana, la Capra delle nevi),
al restauro della parte interna delle vetrine con una vivace coloritura,
E. TORTONESE 687
all’inserimento di efficaci didascalie, schemi, disegni. Va sottolineata,
a questo proposito, la sua capacità grafica, particolarmente notevole nel
cogliere con pochi tratti sintetici le caratteristiche più salienti dei varii
animali. Sono da ricordare a titolo esemplificativo i quadri murali del
salone di paleontologia, raffiguranti le faune nelle diverse ere geolo-
giche.
L’opera di rinnovamento delle vetrine vide paradossalmente una
svolta notevole a seguito dell’alluvione del 1970. Nell’ottobre di quel-
l’anno il Museo di Genova subì i danni di una gravissima inondazione,
che interessò tutti i locali seminterrati, ove erano conservate le colle-
zioni in alcool di vertebrati e invertebrati, le raccolte paleontologiche
e le raccolte osteologiche (lì da poco sistemate).
A seguito della grave calamità al Museo di Genova fu assegnato
uno stanziamento straordinario, che il Direttore destinò prevalentemente
al settore espositivo. Vennero allora totalmente rinnovate alcune sale
di esposizione (Minerali, Carnivori, Roditori), in questo caso con la
sostituzione delle vecchie vetrine con altre più moderne e luminose.
Al prof. ToRTONESE si devono anche gli allestimenti di alcune
mostre di divulgazione scientifica di argomento vario: «il libro natu-
ralistico », «le piante marine», «le farfalle tropicali», «il francobollo
naturalistico », ecc. Esse contribuirono a diffondere l’immagine del
Museo nella città.
Numerose le conferenze da Lui tenute in varii ambienti naturali-
stici italiani, ma soprattutto nell’anfiteatro del Museo, nell’ambito della
attività del Comitato Genovese per la Protezione della Natura, di cui
fu anche presidente.
Molti gli articoli divulgativi, le collaborazioni a giornali (es. « La
Stampa ») e a riviste (es. « Natura e Montagna », « L’Illustrazione Scien-
tifica », « Le Scienze », « Scienza e Lavoro »), le compilazioni di voci per
enciclopedie (es. « Dizionario Enciclopedico UTET», « Enciclopedia
della Natura», « Enciclopedia Italiana delle Scienze, De Agostini »),
gli scritti in materia di museologia, le interviste alla radio.
La Sua attività non subì arresti neppure a seguito del collocamento
a riposo — verificatosi per raggiunti limiti di età nel marzo 1976 — e
si svolse attraverso la frequentazione di varii istituti scientifici e natu-
ralistici e soprattutto della sede genovese dell'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale per il Piemonte e per la Liguria. Ne fa fede la produzione
688 L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
scientifica più recente. Essa proseguì quasi sino al termine della Sua
esistenza, che si spense a Genova il 25 aprile 1987.
Restano di Lui oltre 400 pubblicazioni (di cui 213 dedicate alla
Ittiologia, 93 agli Echinodermi, 21 alla Biologia Marina), tra cui vanno
soprattutto ricordati i quattro volumi della Fauna d’Italia (tre dedicati
ai Pesci ed uno agli Echinodermi), che costituiscono e costituiranno un
sicuro punto di riferimento per gli studiosi dei settori.
Di Lui rimane anche una ricca collezione di Echinodermi, desti-
nata — insieme alla sua importante biblioteca personale — al Museo
Civico di Storia Naturale di Verona.
Al termine di questa rivisitazione della vita e delle opere di ENRICO
T'ORTONESE, crediamo di poter serenamente osservare come la Storia
Naturale, che aveva alimentato di « diletto » e di « amore » lunghe ore
della Sua esistenza, abbia oggi da esserGli grata per il fecondo e ap-
passionato tributo.
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI DI E. TORTONESE (*)
ITTIOLOGIA
1933 — Intorno al Cephalopholis hemistictus (Rupp.) - Boll. Musei Zool. Anat. comp.
Torino, 43 (35): 205-209.
1933 — Intorno ad alcuni Pesci del Mar Rosso - Ibid., 43 (38): 221-228.
1934 — Pesci della Persia raccolti dal Marchese Giacomo Doria - Ibid., 44 (49):
153-170.
1934 — Su alcune specie africane del genere Clarias - Ibid., 44 (53): 231-239.
1934 — La collezione ittiologica del R. Museo Zoologico di Torino - Ibid., 44 (54):
241-247.
1934 — Note sistematiche sul Pesce-gatto - Natura, Milano, 25: 104-105.
1935 — Elenco dei pesci italiani con annotazioni sistematiche - Boll. Pesca Piscic.
Idrobiol., Roma, XI (2): 211-254.
1936 — Pesci del Mar Rosso - Boll. Musei Zool. Anat. comp. Torino, 45 (63): 153-218.
1936 — Due Squamipinni della Somalia italiana (Chaetodon leucopygus Ahl. e Zanclus
canescens L.) - Ibid., 45 (65): 255-258.
1936 — Un nuovo Percoide dell’oceano Indiano (Hapalogenys pictus n. sp.) - Ibid.
45 (67): 281-284.
1937 — Sugli Exocetidi viventi nel Mediterraneo - Boll. Zool., Napoli, 8 (5-6): 229-241.
1937-38 — Note di Ittiologia. I. Pesci rari o poco noti del golfo di Genova - Boll.
Musei Zool. Anat. comp. Torino, 46 (74): 73-102.
1937-38 — Viaggio del dott. Enrico Festa in Palestina e in Siria (1893). Pesci - Ibid.,
46 (85): 313-358.
1938 — Intorno agli Squali del genere Alopias - Ibid., 46 (78): 131-137.
(*) L'elenco sopra riportato non comprende i lavori divulgativi, le recensioni, le bio-
grafie, i necrologi.
E. TORTONESE 689
1938 — L/’ittiofauna mediterranea in rapporto alla zoogeografia - Boll. Musei Zool.
1938
1938
1938
1939
1939
1939
1939
1940
1940
1940
1940
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1940
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1941
1941
1941
1942
1942
1942
1942
1943
1944
1946
1946
1947
Anat.’comp. Torino, 46 (84): 279-311.
— Revisione degli Squali del Museo Civico di Milano - Atti Soc. Ital. Sci. Nat.,
Milano, 77: 283-318.
Uno Squalo nuovo per il Mediterraneo - Natura, Milano, 29: 157-160.
Sviluppo e morfologia di un pesce volante: Cypselurus Rondeletii (Val.) -
Arch. Zool. Ital., Torino, 25: 29-40.
Appunti di ittiologia libica: Pesci di Tripoli - Annali Mus. libico Stor. nat.,
Tripoli, 1: 359-379.
Su alcuni Plagiostomi e Teleostei raccolti dal dr. E. Festa nell’ America Cen-
trale e Meridionale - Boll. Musei Zool. Anat. comp. Torino, 47 (89): 43-56.
Risultati ittiologici del viaggio di circumnavigazione del globo della R. N.
« Magenta » (1865-68) - Ibid. 47 (100): 177-421.
Una singolare anomalia della pinna codale di Nettastoma melanura Raf. (Pesci
Apodi) - Boll. Musei Zool. Anat. comp. Torino, 47 (101): 423-427.
Contributo all’osteologia dei Teleostei Eterosomi - Arch. Zool. Ital., Torino,
28: 369-385.
Notizie sistematiche sui Pesci viventi nelle acque dolci d’Italia - «I fedeli
delle acque », Torino: 1-24.
Le malattie dei Pesci - Ibid.: 1-16.
La scoperta di un Pesce Crossopterigio marino tuttora vivente - Natura,
Milano, 31: 77-80.
Considerazioni preliminari sulla fauna ittica d’acqua dolce dell’Africa Orien-
tale Italiana - Boll. Zool., Torino, 11: 203-209.
Elenco dei tipi esistenti nella collezione ittiologica del R. Museo di Torino -
Boll. Musei Zool. Anat. comp. Torino, 48 (111): 133-144.
Sugli Scomberoidei mediterranei del genere Tetrapturus - Ibid., 48 (115):
173-178.
Pesci marini della Somalia italiana raccolti dal Marchese Negrotto Cambiaso-
Atti R. Accad. Lig. Sci. Lett., Genova, 1 (1): 2-12.
A proposito di alcuni Teleostei segnalati nel Mediterraneo - Natura, Milano,
32: 75-78.
Pesci ed Attinie: un interessante caso di mutualismo - Jbid., 32: 114-117.
Ricerche ed osservazioni sui Caracidi delle sottofamiglie Tetragonopterinae,
Glandulocaudinae e Stethaprioninae (Teleostei Plectospondyli) - Boll. Musei
Zool. Anat. comp. Torino, 49 (117): 11-86.
Descrizione di una nuova specie ecuadoriana del genere Pygidium (Teleostei
Nematognathi) - Ibid., 49 (121): 113-115.
Contributo allo studio dell’ittiofauna marina dell’Africa occidentale - Jbid.,
49 (125): 151-173.
Studio di una collezione di Pesci proveniente da Valparaiso (Cile) - Jbid.,
49 (129): 227-252.
Missione Biologica Sagan-Omo - Zoologia. I. Pisces - Reale Accademia Italia,
Roma, 7: 335-364.
Su alcuni Pesci, Anfibi e Rettili dell’Isola di Kiu-Shiu (Giappone) - Atti
Soc. Ital. Sci. Nat., Milano, 83: 64-76, (in coll. con T. Ceriana).
On some fishes from the Eastern Mediterranean (Island of Rhodes) - Ann.
Mag. nat. Hist., London, (11) 13: 710-715.
La presenza di Solea vulgaris aegyptiaca e di Syngnathus tenuirostris in Al-
bania - Atti Soc. Ital. Sci. Nat., Milano, 85: 171-173.
— Su alcuni Clupeidi, Percoidi e Gobidi del mar Rosso e Somalia - Boll. Soc.
Adr. Sci. Nat., Trieste, 43: 81-89.
Annali Mus. Civ. St. Nat. G. Doria, Vol. LXXXVI 44
690
1947
1948
1948
1948
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1952
1952
1952
L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
Ricerche zoologiche nell’isola di Rodi (Mar Egeo). Pesci. - Boll. Pesca Piscic.
Idrobiol., Roma, (n.s.) 2 (2): 143-192.
Le specie brasiliane del gen. Sphyrna (Pesci martello) e la distribuzione di
S. diplana Spring - Atti Soc. Ital. Sci. Nat., Milano 87: 61-63.
Ricerche zoologiche nel canale di Suez e dintorni. II. Pesci - Arch. Zool.
Ital., Torino, 33: 275-292.
Sulla nomenclatura di un Anacantino mediterraneo (Rhynchogadus hepaticus,
nom. nov.) - Boll. Zool., Torino, 15: 37-39.
Aggiunte e rettifiche al catalogo dei Pesci marini del Brasile - Boll. Ist. Mus.
Zool. Torino, 1 (8): 81-85.
Il Caprisco (Capros aper L.) e le sue relazioni con gli altri Pesci Teleostei -
Ibid., 1 (11): 137-149.
Studi sui Plagiostomi. I. Alcune considerazioni bio-morfologiche sulla fa-
miglia Sphyrnidae - Atti Soc. Ital. Sci. Nat., Milano, 88: 21-27.
A proposito di Pesci migratori: i vari tipi di spostamenti e la relativa termi-
nologia - Boll. Zool., Torino, 16: 3-8.
Identificazione di due Sgombroidi (Pesci) accidentali nel Mediterraneo -
Ibid., 16 (1-2-3): 61-66.
Affinités et position systématique des poissons du genre Capros - C.R. XIII
Congr. Int. Zool. Paris: 389-390.
Catalogo dei Pesci del mar Ligure - Atti Acc. Lig. Sci. Lett., Genova, 5:
49-164, (in coll. con L. Trotti).
Materiali per lo studio sistematico e zoogeografico dei Pesci delle coste occi-
dentali del Sud America - Rev. Chil. Hist. Nat., Valparaiso, 51-52: 83-118.
Rapporto numerico dei sessi, dimorfismo e riproduzione in Pseudopoecilia
festae Blgr. - Boll. Zool., Torino, 16 (4-5-6): 83-89.
Alcune osservazioni sul volo dei Cipseluri (Pesci volanti) - Natura, Milano,
41: 34-36.
Studi sui Plagiostomi. II. Evoluzione, corologia e sistematica della fam.
Sphyrnidae (Pesci martello) - Boll. Ist. Mus. Zool. Torino, 2 (2): 37-75.
Studi sui Plagiostomi. III. La viviparità: un fondamentale carattere biologico
degli Squali - Arch. Zool. It., Torino, 35: 101-155.
A note on the Hammerhead shark, Sphyrna tudes Val., after a study of the
types - Ann. Mag. nat. Hist., London, 3 (12): 1030-1033.
Studi sui Plagiostomi. IV. Materiali per una revisione di Carcharhinus me-
diterranei - Boll. Pesca Piscic. Idrobiol., Roma, 5 (1): 1-19.
Caratteri biologici del Mediterraneo orientale e i problemi relativi - Attual.
zool., Torino, 7: 207-251.
Studi sui Plagiostomi. V. Ulteriori considerazioni sulle specie mediterranee
dei generi Sphyrna e Carcharhinus - Doriana, Genova, 1 (20): 1-8.
Intorno ai Clupeidi dell’ittiofauna italiana - Boll. Pesca Piscic. Idrobiol., Ro-
ma, 6 (2): 134-137.
Revisione delle specie mediterranee della Subfam. Sudinae (Pisces Iniomi)
- Boll. Pesca Piscic. Idrobiol., Roma, 6 (2): 177-186.
Studi sui Plagiostomi. VI. Osservazioni critiche su alcune specie mediter-
ranee - Arch. zool. ital., Torino, 37: 383-398.
Anatomia e istologia del tubo digerente di Coris julis L. (Pisces Labriformes)
in rapporto al regime alimentare - Arch. Zool. Ital., Torino, 37: 1-27.
On a new Cyprinoid Fish of the genus Acanthobrama from Palestine - Ann.
Mag. Nat. Hist., London, (12) 5: 271-272.
On two species of Pomadasyidae (Pisces Perciformes) from the Western Coast
of South America - Ibid., (12) 5: 411-412.
1952 —
1952, =
1952 —
1952 —
1052 —
1952 —
19525
1952 —
19535
1953 —
1953-54
1954 —
TOS —
1954 —
1954 —
1954 —
1954 —
1954 —
1954 —
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1955 —
1955 —
1955 —
1955 —
1955 —
1955 —
E. TORTONESE 691
Ricerche sistematico-faunistiche sui Pesci dell'Anatolia. - I. Cobitidae - Boll.
Ist. Mus. Zool. Torino, 3 (8): 1-14.
Intorno al Siluroide cieco Uegitglanis zammaranoi (Gianf.), con particolare
riguardo ai dispositivi respiratorii - /bid., 3 (12): 1-8.
La struttura delle vertebre del Tonno (Thunnus thynnus L.) - Ibid., 3 (13): 1-5.
Osservazioni sui cambiamenti di colore di Synodontis schall BI. (Pesci Ne-
matognati) - Boll. Zool., Torino, 19 (1): 17-21.
Monografia dei Carangini viventi nel Mediterraneo (Pisces, Perciformes) -
Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 65: 259-324.
Cattura di un grosso Trachypterus ad Alassio (Riviera Ligure) - Natura, Mi-
lano, 43: 28-29.
Un Percoide marino e batifilo nuovo per l’ittiofauna italiana (Epigonus den-
ticulatus Dieuz.) - Boll. Pesca Piscic. Idrobiol., Roma, (n.s.) 7 (1): 72-74.
Gli Hemirhamphidae del Mediterraneo (Pisces, Synentognathi) - Boll. Ist.
Mus. Zool. Torino, 3 (3): 1-8.
Su alcuni pesci Indo-Pacifici immigrati nel Mediterraneo orientale - Boll.
Zool., Torino, 29 (4-5-6): 73-81.
Nota sui Centracanthidae del Mediterraneo (Pisces Perciformes) - Atti Soc.
Ital. Sci. Nat., Milano, 92: 22-29.
— I Pesci del Parco Nazionale del Gran Paradiso (Alpi Graie) - Boll. Ist.
Mus. Zool. Torino, 4 (6): 1-23.
Studi sui Plagiostomi. VII. La presunta esistenza di Rhinoptera marginata
Geoffr. nel mare Adriatico - Atti Mus. civ. St. nat., Trieste, 19 (3): 161-168.
On Ophidion vassali Risso, type of a new genus of Ophidiid fishes (Parophi-
dion) - Pubbl. St. Zool. Napoli, 25 (2): 372-379.
Zoogeography of the Mediterranean Sea-Perches (Serranidae) - Rapp. Proc.
Verb. Comm. Int. Expl. Sci. Médit., Paris, 12: 93-103.
The recent numerical increase of the Percoid fish Pomatomus saltator (L.)
in the Tyrrhenian and Ligurian seas - Jbid., 12: 113-115.
The Fronts of Asiatic Turkey - Hidrobiologi, Istanbul 2 (1): 1-26.
Pesci rari e interessanti dei mari di Sicilia - Conserve e Derivati Agrumari,
Palermo, (10): 1-5.
Spedizione subacquea italiana nel Mar Rosso. Ricerche zoologiche. - IV.
Plagiostomi - Riv. Biol. Colon., Roma, 14: 5-21.
Spedizione subacquea italiana nel Mar Rosso. Ricerche zoologiche. - VI.
Plettognati - Ibid., 14: 73-86.
Spedizione subacquea italiana nel Mar Rosso. Ricerche zoologiche. - VIII.
Pesci Isospondili, Apodi, Sinentognati, Eterosomi e Discocefali - /b:d., 15:
49-68.
Descrizione di una nuova specie di Pseudorhombus del Perù (Pisces Hetero-
somata) - Doriana, Genova, 2 (58): 1-4.
Note intorno ai Carangidi del Mediterraneo - Arch. Oceanogr. Limnol., Ve-
nezia, 10 (3): 185-195.
Morfologia e sistematica dei Pagelli e in particolare della mormora (Litho-
gnathus mormyrus (L.)) - Boll. Pesca Piscic. Idrobiol., Roma, 9 (1): 73-82.
Missione sperimentale di pesca nel Cile e nel Perù. Pesci marini peruviani.
- Boll. Pesca Piscic. Idrobiol., Roma, 9: 73-82, (in coll. con G. Bini).
Una nuova specie vivente di Dipnoo - Natura, Milano, 46: 187-188.
La riproduzione dello squalo balena (Rhineodon typus A. Smith) - Natura,
Milano, 46: 97.
692
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L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
I Prototteri della Somalia Italiana - Doriana, Genova, 2 (65): 1-8, (in coll.
con G. Arbocco).
Sull’identità della Cerna sicana Doderlein - Boll. Zool., Torino, 28 (1): 51-55.
Elenco dei Pesci Teleostei viventi nel Mediterraneo - Fauna Flora Golfo
Napoli, 38: 979-989.
Iniomi e Plectognathi zm: Uova, larve e stadi giovanili di Teleostei - Fauna
Flora Golfo Napoli, 38: 889-977.
Brevi considerazioni sui Pesci Mediterranei del Sottordine Sgombroidei -
Boll. Ist. Mus. Zool. Torino, 5 (3): 1-11.
Mimetismo miilleriano e rapporti filogenetici - Boll. Zool., Torino, 23 (2):
721-725.
Studi sui Plagiostomi - VIII. I Pristis del Museo Civico di Genova - Do-
riana, Genova, 2 (81): 1-7.
Studi sui Plagiostomi - IX. Descrizione di un embrione di Mobula mobular -
Boll. Zool., Torino, 24: 45-47.
Su alcuni Pesci eritrei e somali - Boll. Mus. St. Nat. Venezia, 10: 121-128.
Pesci dell’Africa occidentale raccolti dal Prof. E. Zavattari - Doriana, Ge-
nova, 2 (87): 1-6 (in coll. con G. Arbocco).
Cattura di Trachypterus cristatus Bon. e note sui Trachypteridae del mar
Ligure - Doriana, Genova, 2 (89): 1-5.
Elenco dei Leptocardi, Ciclostomi, Pesci cartilaginei ed ossei del Mare Me-
diterraneo - Atti Soc. Ital. Sci. Nat., Milano, 97 (4): 309-345.
Primo reperto ligure di un raro mictofide: Diaphus metoplocampus (Cocco)
(Pisces Iniomi) - Ann. Mus. civ. St. nat., Genova, 10: 71-72.
Primo ritrovamento di Anarhichas lupus L. (Pisces) nel Mediterraneo (Golfo
di Genova) - Doriana, Genova, 2 (94): 1-4.
Su alcuni tipi di Pesci perciformi esistenti nel Museo di Genova - Doriana,
Genova, 2 (97): 1-5.
Revisione dei Centrolophidae (Pisces Perciformes) del Mare Ligure - Ann.
Mus. civ. St. nat. Genova, T1: 57-82.
Un nuovo pesce mediterraneo di profondità: Eutelichthys leptochirus n. gen.
e n. sp. (fam. Eutelichthyidae, nov.) - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 71:
226-232.
Contributo allo studio degli Ophichthidae del Mediterraneo - Ann. Mus.
civ. St. nat. Genova, T1: 233-247.
Sur un poisson de profondeur nouveau des cétes algériennes (Eutelichthys
leptochirus n. g. n. sp.) - Bull. Sin. Aquic. Péch. Castiglione, (n.s.) (10): 127-133.
Intorno a un raro pesce siluriforme neotropicale - Doriana, Genova, 3 (104):
1-4.
Nomenclatura e tassonomia di una specie mediterranea di Dentex (Pisces,
Sparidae) - Doriana, Genova, 3 (106): 1-5.
General remarks on the Mediterranean deep sea fishes - Bull. Inst. océanogr.,
Monaco, (1167): 1-14.
Révision des Gobiesocidae du Golfe de Génes - Rapp. Proc. Verb. Comm.
Int. Expl. Sci. Médit., Paris 15 (2): 161-163.
Su alcuni Squali e Sgombroidi dell’ Atlantico orientale - Doriana, Genova,
3 (109): 1-5.
General characters of the Mediterranean fish fauna - Hzdrobiol. Istanbul, B,
5 (1-2): 43-50.
Ricerche sulle aggressioni da parte di Squali - Natura, Milano, 51: 141-142.
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E. TORTONESE 693
Etude comparative des faunes de Carangidae (Poissons Percoides) de la Mé-
diterranée et de l’Atlantique Nord-occidental - Rapp. Proc. Verb. Réun.
Comm. Int. Explor. Scient. Mer Méditerr., Paris, 16 (2): 357-361.
Intorno a Caranx fusus Geoffr. (Pisces Carangidae) e ai suoi rapporti con le
forme affini - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 72: 149-160.
Catalogo dei tipi di Pesci del Museo Civico di Storia Naturale di Genova.
Parte I - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 72: 179-191.
Intorno alle specie mediterranee del genere Sardinella Val. (Pisces Clupeidae) -
Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 72: 210-219.
Mediterranean Fishes of the family Istiophoridae - Nature, London, 192
(4797): 80.
The affinity and the generic name of Centropristis subligarius Cope - Co-
peia, New York, 4: 471.
Osservazioni comparative intorno alla ittiofauna del Mediterraneo e dell’A-
tlantico occidentale (Florida e isole Bahamas) - Natura, Milano, 53: 1-20.
Belone imperialis (Raf.) (Pisces) nel Mediterraneo - Doriana, Genova, 3 (129):
1-6.
Catalogo dei tipi di Pesci del Museo Civico di Storia Naturale di Genova.
Parte II - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 13: 306-316.
Catalogo dei tipi di Pesci del Museo Civico di Storia Naturale di Genova.
Parte III - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 73: 333-350.
La popolazione Mediterranea di Auxis (Pisces Thunnidae) in rapporto alla
sistematica del genere - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 74: 140-155.
Elenco riveduto dei Leptocardi, Ciclostomi, Pesci cartilaginei e ossei del
mare Mediterraneo - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 74: 156-185.
L'identità di Ophiocephalus apus Canestrini, 1861 - Doriana, Genova, 3 (145):
1-3.
The main geographical features and problems of the Mediterranean Fish
Fauna - Copeza, New York, n. 1: 98-107.
Contributo allo studio dei Cirrhitidae - Doriana, Genova, 3 (148): 1-7.
Contributo allo studio sistematico e biogeografico dei Pesci della Nuova
Guinea - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 15: 13-98.
Comment on the proposed ruling on the type-species of Sczaena Linnaeus,
1758. Z.N. (S.) 850 - Bull. zool. Nom., London, 21: 362.
Il «Sarago faraone » del Mediterraneo: Dzplodus cervinus (Lowe) (Pisces,
Sparidae) - Doriana, Genova, 4 (155): 1-7.
Biologie comparée de trois espèces méditerranéenne de Diplodus (Pisces,
Sparidae) - Rapp. Proc. verb. CIESM, Paris, 18 (2): 189-192.
Presenza di Callionymus lyra (L.) nel Golfo di Genova - Doriana, Genova,
4 (167): 1-3.
Note sistematiche e nomenclatoriali intorno agli Aracanidi e agli Ostracio-
nidi - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 16: 75-89.
Progetto per un catalogo dei Pesci dei mari europei - Natura, 57 (3) e Boll.
Pesca, Piscic. Idrobiol., Roma, 21 (1).
La trota marmorata o padana - Riv. Ital. Piscic. Ittiopat., Torino, 2 (1): 5-8.
Coris julis (L.), a common Mediterranean wrasse: problems of colour-pattern
and taxonomy - Ichthyologica, Jersey City: 41-44.
Su alcuni Pesci del Golfo di Genova - Doriana, Genova, 4 (177): 1-5.
Révision des poissons de la famille des Sparidés vivants près des còtes de
Roumanie - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 16: 295-306, (in coll. con I.
Cautis).
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L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
Les Zeus de la Mer Noire (Poissons Zéiformes) - Doriana, Genova, 4 (176)
1-9, (in coll. con J. Cautis).
I Pesci gatto - Riv. It. Piscic. Ittiopat., Torino, 2 (3): 46-47.
Differenziazioni infraspecifiche nelle Acciughe (Engraulis enchrasicholus L.:
Pisces Clupeiformes) della Sicilia orientale - Atti Accad. Gioenia Sci. Nat.
Catania, 19 (6): 57-65.
Un Pesce Plettognato nuovo per i mari italiani: Stephanolepis diaspros Fr. Br.
- Doriana, Genova, 4 (181): 1-4.
Some comparative notes on the Mediterranean and Black sea fishes - Bul.
Inst. Cerc. Protect. Pisc. Bucarest, 26 (4): 37-54.
Prima cattura di Cubiceps gracilis (Lowe) nel Mare Adriatico (Pisces Perci-
formes) - Atti Mus. St. Nat. Trieste, 26 (2), n. 3: 29-30.
Gli Storioni - Riv. ital. Piscic. Ittiopat., Torino, 3 (1): 3-6, (in coll. con I.
Cautis).
Note sur un rare poisson anguilliforme de la Méditerranée: Cynoponticus
ferox Costa, 1846 (Fam. Muraenesocidae) - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova,
77: 1-11, (in coll. con J. Blache).
Ricerche morfologiche e comparative intorno alla popolazione di Sprattus
sprattus (L.) vivente nel Mar Ligure (Pisces Clupeidae) - Ann. Mus. civ.
St. nat. Genova, TT: 304-322, (in coll. con I. Cautis).
Distribution and systematics of the Gobiid fish Odondebuenia balearica (Pel-
legrin-Fage) - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, TI: 342-358, (in coll. con
P. Miller).
Il Museo di Storia Naturale di Genova e cento anni di attività ittiologica -
Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, T1: 371-385.
Fishes from Eilat (Red Sea) - Sea Fisher. Res. St. Haifa, Bull. 51: 6-30.
Revisione del « Repertorio della fauna e flora della Romagna: Pisces » (Zan-
gheri) - Mem. F.S. (I) Mus. Civ. St. Nat., Verona, 4: 1170-1175.
The Squaliforms of the Ligurian Sea: a revised list, with notes - Israel Journ.
Zool., Jerusalem, 18: 233-236.
Aphanius fasciatus (Nardo, 1827): nome valido per il Ciprinodontide delle
coste italiane (Pisces) - Doriana, Genova, 4 (189): 1-3.
First report of a Zoarcid fish from the Mediterranean (Melanostigma atlan-
ticum Kofoed) - Doriana, Genova, 4 (190): 1-4.
On the occurrence of Siganus (Pisces) along the coast of North Africa - Do-
riana, Genova, 4 (191): 1-2.
Contributo allo studio dell’ittiofauna del Mar Ligure orientale - Ann. Mus.
civ. St. nat. Genova, 78: 21-46, (in coll. con L. Casanova Queirolo).
On the species of Scorpaena living in the Black Sea (Pisces, Scorpaenidae) -
Natura, Milano, 61 (2): 231-234.
A note on the Generic name Cerna Bp. (Pisces, Serranidae) - Atti Soc. Ital.
Sci. Nat., Milano, 110 (2): 198-200.
Comparsa di Tetrapturus albidus Poey (Pesci Sgombroidi) nel Golfo di Ge-
nova - Boll. Pesca, Piscic. Idrobiol., Roma, 25 (1): 81-83.
Rapport entre la faune méditerranéenne de Poissons Percoides et celles des
mers voisines (Atlantique oriental, mer Noire et mer Rouge) - Journées Ichthyol.,
Rome, CIESM: 39-42.
Osservazioni intorno a un Bathypterois (Pisces) catturato nel Golfo di Ge-
nova - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 78: 181-188, (in coll. con L. Relini
Orsi).
I Pesci Pleuronettiformi delle coste romene del Mar Nero in relazione alle
forme affini viventi nel Mediterraneo - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 78:
322-352.
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E. TORTONESE 695
The presence of a third species of the genus Sphyraena (Pisces) in the marine
waters of Lebanon - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 18: 256-263 (in coll.
con C.J. George e V. Athanassiou).
I Mugilidi del bacino del Mediterraneo (Pisces Perciformes) - Natura, Mi-
lano, 63 (1): 21-36.
On the affinities and systematic position of the genus Callanthias after a study
of its type species C. ruber (Raf.) (Pisces Percoidei) - Boll. Zool., Perugia,
39 (1): 71-82.
Le specie di Echeneis (Pisces, Echeneididae) descritte da O.G. Costa (1840) -
Doriana, Genova, 5 (201): 1-6.
Mediterranean Fishes in the Indian Ocean - Journ. Mar. Biol. Ass. India,
Madras, 14 (2): 480-486.
Risultati ittiologici di alcune crociere nel Mediterraneo e nel vicino Atlan-
tico (1970-71) - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 79: 18-26.
Pharopteryx benoit Riippel, 1852 (Pisces Gadiformes) request for suppression
under the plenary powers - Bull. Zool. Nomencl., London, 29, part 1: 37-38.
Les poissons de la famille Echeneididae (Remoras) de la Mer Ligure et de
la Mer Thyrrénienne - Rév. Trav. Inst. Peches Marit., Paris, 37 (2): 197-202.
Trattazione di numerose famiglie di Pesci in: C. HurEau e Th. Monop -
CLOFNAM Paris, Unesco. - Oxynotidae (in coll. con G. Krefft), Squalidae
(in coll. con G. Krefft), Carangidae (in coll. con C. Hureau), Cyprinodonti-
dae, Sphyraenidae, Apogonidae, Serranidae, Theraponidae, Coryphaenidae,
Lobotidae, Sparidae, Centracanthidae (in coll. con T. Sertorio e M.L. Bau-
chot), Siganidae, Xiphiidae, Balistidae, Monacanthidae, Ostraciontidae, Te-
traodontidae, Canthigasteridae, Diodontidae e Molidae.
The Ichthyological Collections now existing in Italy - Ann. Mus. civ. St.
nat. Genova, 19: 108-116.
A proposito dei Chondrostoma viventi nelle acque della Liguria (Pisces, Cy-
prinidae) - Doriana, Genova, 5 (206): 1-3.
Les poissons de la famille Echeneididae (Remoras) de la mer Ligure et de
la Mer Tyrrhénienne - Rapp. Comm. int. Mer Médit., Monaco, 22 (7): 53-54.
Hypacantus Rafinesque, 1810 (Pisces Carangidae). Request for suppression
under the plenary powers - Bull. Zool. Nomencl., London, 31 (1): 27-28
(v. Opinion 1124, :bid., 35 (4): 233-235).
Description of a new Eleotris from Annobon Island (Pisces, Gobiidae) - Ann.
Mus. civ. St. nat. Genova, 80: 157-161, (in coll. con T. Audenaerde).
Presence of an Astronesthid Fish in the Mediterranean (Gulf of Genoa):
Borostomias antarcticus (Lonnb.) - Doriana, Genova, 5 (210): 1-5, (in coll.
con T. Zunini Sertorio).
Quelques remarques sur les espèces de Scomber décrites par Rafinesque
(1810). (Pisces Scomberoidei). - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 80, 229-231
(anche in: Rapp. Comm. Int. Mer Médit., Monaco, 23 (8): 39-40, 1976).
On the species of Notoscopelus in the Italian seas (Pisces Myctophidae) - Atti
Soc. Ital. Sci. Nat., Milano, 116 (3-4): 227-230, (in coll. con M. Fabiano).
Fishes from the Gulf of Aden - Mon. Zool. Ital., Firenze, (n.s.) Suppl. 6:
167-188.
A note on Dasyatis violacea (Bp.) (Plagiostomia, Rajiformes) - Boll. Pesca,
Piscic. Idrobiol., Roma, 31 (1-2): 5-8.
Gobioid Fishes from the Gulf of Aden - Mon. Zool. Ital., Firenze, n.s. Suppl.
7, n. 4: 187-193.
Epigonus trewavasae Poll, a junior synonym of Epigonus constanciae (Gi-
glioli) (Perciformes, Apogonidae) - Breviora, Cambridge, Mass. n. 443, 1-13,
(in coll. con G.F. Mayer).
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1977
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L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
Use of the Plenary Powers to give the specific name kleinenbergi, Eretomo-
phorus Giglioli, 1889, precedence over the specific name Benoit, Pharopteryx
Riippel, 1852 (Pisces) - Bull. Zool. Nomencl., London, 34 (1): 27-29.
Observations sur un Uranoscopidae de l’Afrique Occidentale Uranoscopus
polli Cadenat, 1953 (Pisces) - Bull. Off. Nat. Péches Tunisie, La Goulette, 1
(2): 189-192.
Endemic elements in the Mediterranean Fish Fauna - Rév. Trav. Inst. Péches
Marit., Paris, 40 (3-4): 771-772.
On some Butterfly fishes from the Red Sea (Pisces, Chaetodontidae) - Tha-
lassographica, Athens, 3 (1): 35-42.
Nota sobre la presenza di Pontinus kubli (Bowd.) in Mediterraneo (Pisces,
Scorpaenidae) - Bol. Inst. Esp. Oceanogr., Madrid, 5: 3-6.
Check-list of the fishes of the north-eastern Atlantic and of the Mediterra-
nean (Suppl. CLOFNAM) - Cybium, Paris, 5 (3): 333-394 (in coll. con J.C
Hureau).
Poissons observés près de la còte arabe de la Mer Rouge (Arabie Saudite) -
Cybium, Paris, 9 (3): 61-68.
On a collection of fishes from Thermaikos Gulf (N.E. Greece) - Thalassogra-
phica, Athens, 2 (3): 15-42, (in coll. con C. Papaconstantinou).
Prodotti di pesca esotici sui mercati mediterranei - Bol. Inst. Esp. Oceanogr.,
Madrid, 6 (3): 65-72.
I Pesci a distribuzione circumtropicale presenti nel Mediterraneo - Mem.
Biol. Mar. Ocean. Messina, 12: 191-203.
Gobius ater Bellotti (Pisces Perciformes): specie valida ed inclusa nella fauna
italiana - Boll. Soc. Sarda Sci. Nat., Sassari, 21: 193-197, (in coll. con L.A.
Chessa).
List of Fishes observed near Jèddah (Saudi Arabia) - Journ. Fac. Mar. Sci.
Jéddah., 3, 1404 H: 105-110.
Presenza di Labrus bergylta Asc. nello stretto di Messina (Pisces, Labridae) -
Mem. Biol. mar. Ocean., Messina, n.s., 12 (2): 129-132.
Mediterranean fishes present in the Red Sea: pan-oceanic and anti-lessepsian
species - Cybium, Paris, 8 (1): 99-102.
Prima segnalazione in Mediterraneo dello squalo Rhizoprionodon acutus (Rup-
pell) - Thalassia Salentina, Lecce, n. 14: 11-15, (in coll. con M. Pastore).
Interesse scientifico e pratico di una famiglia di Pesci ossei: gli Aterinidi -
Riv. Limnologia, Udine, n. 10: 1-40.
Una famiglia di pesci Percoidi nuova nel Mediterraneo: i Priacantidi - Quad.
Civ. Staz. Idrobiol., Milano, n. 12: 57-60, (in coll. con A. Cau).
Gli Squali mediterranei del genere Hexanchus (Chondrichthyes) - Atti Soc.
It.'Sci. Nat., Milano, 126 (3-4): 137-140.
— Fishes of the North-Eastern Atlantic and the Mediterranean. UNESCO,
Paris. Editore-redattore insieme a P.J.P. Whitehead, M.-L. Bauchot, J.-C.
Hureau, J. Nielsen.
Vol. I (1984).
Vol. II (1986) Trattazione di 10 Famiglie: Cyprinodontidae, Serraniidae, Mo-
ronidae, Apogonidae, Cepolidae, Pomatomidae, Rachycentridae, Centracan-
thidae, Kyphosidae, Trachinidae.
Vol. III (1986) Trattazione di 5 Famiglie: Balistidae, Monacanthidae, Ostra-
ciontidae, Diodontidae, Molidae.
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1948 —
Osservazioni sul colore di alcuni Echinodermi - Natura, Milano, 23: 160-164.
Nuova specie di Echinoide del mar Rosso (Paraster erythraeus n. sp.). - Boll.
Musei Zool. Anat. comp. Torino, 42 (19): 1-6.
La conoscenza anatomica dei Clipeastridi, con note sul Laganum laganum
(Leske) - Boll. Zool., Napoli, 4 (4): 139-147.
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I Crinoidi attuali e la loro diffusione - Natura, Milano, 24: 159-167.
Le variazioni somatiche degli Asteroidi in rapporto all’eta - Arch. Zool. It.,
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Note intorno a due Oloturie del golfo di Genova - Boll. Zool., Napoli, 6:
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Contributo alla conoscenza degli Echinodermi mediterranei - Ann. Mus. civ.
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Ricerche sperimentali e comparative sui movimenti degli Asteroidi - Arch.
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Studio comparativo di Asterina gibbosa Penn. e A. pancerii Gasco - Pubbl.
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Gli Echinodermi del mar Ligure e delle zone vicine - Atti Accad. Lig. Sci.
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Zoogeografia e speciazione nel gen. Echinaster (Asteroidi) - Boll. Zool., To-
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Les Antedon (Crinoidea) des cétes d’Algerie - Bull. St. Aquic. Péche Casti-
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Notes on Asteroidea - Ann. Mag. Nat. Hist., London, (12) 8: 675-684.
Ricerche biometriche su Ophiura texturata Lam. - Pubbl. St. Zool. Napoli,
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Catalogo degli Echinodermi della collezione E. Tortonese - Ann. Mus. civ.
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Su alcune specie di Astropectinidae, con descrizione di un nuovo Astropecten
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On the generic position of the Asteroid Gonzodiscus placenta Miller & Troschel
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Elementi termofili nell’asterofauna del mar Ligure (Ophidiaster, Hacelia,
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Intorno ai Clipeastroidi del gen. Rotula - Doriana, Genova, 2 (74): 1-4.
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On the Echinoderm fauna of the Haifa bay - Bull. Res. Council Israel, Jeru-
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Euclasteroidea: nuovo ordine di Asteroidi (Echinodermi) - Doriana, Genova,
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Ecofenotipi e biologia di Ophiothrix fragilis (Ab.) nel golfo di Genova - Do-
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1961
1962
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1963
1963
1966
1968
1970
1972
1975
1976
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1976
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Nuove acquisizioni intorno agli Echinodermi del golfo di Genova - Doriana,
Genova, 3 (113): 1-4.
Un Asteroide nuovo per il Mediterraneo: Asterina stellifera (Moeb.) - Ibid.,
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Differenziazione geografica e superspecie nel genere Asterias (Echinoder-
mata) - Mon. Zool. Ital., Firenze, 70-71: 212-221.
Note sistematiche e corologiche su alcuni Echinodermi del Mediterraneo -
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L’Echinoide Centrostephanus longispinus (Pet.) en Méditerranée nord-occiden-
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Recenti acquisizioni e rettifiche intorno ai Crinoidi, Oloturioidi Ofiuroidi
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1938 — Il litorale tripolino nei suoi caratteri fisici e biologici - Riv. Biol. Colon., Ro-
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1947 — Biologia del canale di Suez - Hist. Nat., Roma, 2: 41-46.
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Zool., Torino.
1952 — Some field notes on the fauna of the Suez Canal - Hzdrobiol. Istanbul, B, I
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1958 — Bionomia marina della regione costiera fra Punta della Chiappa e Portofino
(Riviera Ligure di levante) - Arch. Ocean. Limnol., Venezia, 11 (2): 167-210.
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E. TORTONESE 701
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Modern views on the distribution of the Marine Benthos - Hidrobiol., Istambul,
B, 5 (1-2): 35-42.
Nuovo contributo alla conoscenza del bentos della scogliera ligure - Arch.
Ocean. Limnol., Venezia, 12 (2): 163-183.
Recenti ricerche sul bentos in ambienti litorali del Mare Ligure - Pubbl.
Staz. Zool., Napoli, 32, suppl.: 99-116.
Un corso di Biologia marina tropicale - Natura, Milano, 57 (2): 157-159.
La fauna del Mediterraneo e i suoi rapporti con quelle dei mari vicini - Pubbl.
Staz. Zool. Napoli, 37, 2° suppl.: 369-384.
Appunti faunistici relativi all’isola di Rodi - Atti Mus. Civ. St. Nat. Trieste,
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Facts and perspectives related to the spreading of Red Sea organisms into
the Eastern Mediterranean - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 79: 322-329.
Quelques remarques sur la faune marine de Tunisie et ses problèmes - Bull.
Off. Nat. Péches Tunisie, La Goulette, 1 (1): 17-22.
How is to be interpreted a « Mediterranean » species? - Thalassographica,
Athens 2 (1): 9-17.
Distribution and Ecology of Endemic Elements in the Mediterranean Fauna -
In Mediterranean Marine Ecosystems (Moraitou-Kjortsis): 57-84.
Fatti dell’etologia degli uccelli in rapporto alla struttura della cloaca - Mon.
Zool. Ital., Firenze, 44 (11-12): 344-350.
Il Bombinator pachypus Fitz. in Liguria - Boll. Musei Zool. Anat. comp., To-
rino, 43 (36): 211-214.
Sulla presenza di Spugne d’acqua dolce in Piemonte - Boll. Musei Zool. Anat.
comp., Torino, 48 (108): 77-79.
Gli Anfibi e i Rettili italiani del R. Museo Zoologico di Torino - Boll. Musei
Zool. Anat. comp., Torino, 49 (127): 203-222.
L’opera scientifica degli Arabi con particolare riguardo alla zoologia - Riv.
Fis. Mat. Sci. Nat., Napoli, 16 (8): 321-332.
Un caso di xantocroismo nella Lucertola campestre - Natura, Milano, 34:
70-71.
Appunti ornitologici relativi all’isola di Rodi - Riv. It. Ornitol. (in coll. con
E. Moltoni), 27: 29-39.
Il primo centenario della Smithsonian Institution - Natura, Milano, 38:
37-38.
Osservazioni biologiche su Anfibi e Rettili di Rodi, Anatolia, Palestina, E-
gitto - Arch. Zool. Ital., Torino, 33: 379-402.
Appunti ecologici relativi a un’area desertica del Basso Egitto - Boll. Ist.
Mus. Zool., Torino, 1 (13): 155-183.
Impressioni di un naturalista in Anatolia - Natura, Milano, 39: 49-57.
Relazione preliminare di un viaggio a scopo zoologico attraverso l’Asia Mi-
nore - Boll. Ist. Mus. Zool., Torino, 3 (5): 81-97.
Spigolature di Erpetologia pedemontana - Natura, Milano, 44: 24-34.
Contributo allo studio biologico del Parco Nazionale del Gran Paradiso (Alpi
Piemontesi), Gran Piano di Noasca e dintorni (in coll. con L. Rossi) - Atti
Soc. It. Sci. Nat. 93 (3-4): 437-488.
La funzione di un Museo nella vita culturale e scientifica moderna - Ann.
Mus. civ. St. nat. Genova, 69: 1-9.
L. CAPOCACCIA - G. ARBOCCO
Relazione sull’attività del Museo civico di Storia Naturale « G. Doria» du-
rante il biennio 1955-56 - Ibid., 69: I-XXXVIII.
Il Cetaceo Odontocete Ziphius cavirostris G. Cuv. nel Golfo di Genova -
Doriana, Genova, 2 (71): 1-7.
Intorno alla distribuzione della Foca Monaca nel Mediterraneo - Zoo, Torino, 3.
La moderna sistematica e il preformismo nella Evoluzione organica - Boll.
Zool., Torino, 24: 687-704.
Il colloquio internazionale di Nomenclatura zoologica (Londra 1958) - Boll.
Zool., Torino, 25: 99-103.
Venticinque anni di vita del Museo Zoologico di Torino (1930-1955) - Na-
tura, Milano, 48: 1-27.
Relazione sull’attività del Museo civico di Storia Naturale « G. Doria» du-
rante il 1957 - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 10: I-XXIV.
Nuovi e singolari invertebrati marini - Natura, Milano, 51: 140-141.
Genera and subgenera in classification and nomenclature - Verhand. XI
Int. Kongr. Entomol. Wien, 3: 339-341.
Relazione sull’attività del Museo civico di Storia Naturale « G. Doria» du-
rante il biennio 1958-59 - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 71: I-XXIV.
Il nuovo Codice di nomenclatura zoologica - Natura, Milano, 52: 152-154.
Le collezioni di Poriferi, Celenterati ed Echinodermi del Museo di Storia
Naturale di Genova, con elenchi del materiale tipico - Doriana, Genova,
3 (125): 1-8.
Matériaux pour l’étude des Cetacés méditerranéens, d’après les collections
des Musées de Génes et de Turin - Rapp. Proc. verb. CIESM, Paris, 17
(2): 383-386.
Nuovo impulso allo studio dei Cetacei mediterranei - Natura, Milano, 54:
32-34.
Insolita comparsa di Cetacei (Ziphius cavirostris G. Cuv.) nel Golfo di Ge-
nova - Natura, Milano, 54 (3): 120-122.
Rapport sur les travaux recents (1962-64) concernant les Vertébrés marins
et les Céphalopodes de la Méditerranée et des ses dépendances - Rapp. Proc.
verb. CIESM, Paris, 18 (3): 575-586, (in coll. con M. Demir).
Qualche appunto di terminologia zoologica - Natura, Milano, 55: 90-96.
A proposito di nomenclatura zoologica - Natura, Milano, 56 (3): 166-168.
La comparsa di Callinectes sapidus Rathb. nel Mar Ligure - Doriana, Ge-
nova, 4 (163): 1-3.
Again about specific names - Syst. Zool., Washington, 16 (3).
Osservazioni ornitologiche nell’America del Nord - Natura e Montagna,
Bologna, 8 (1).
La valeur biologique du genre comme unité taxonomique - Rev. Roum. Biol.-
Zool., Bucarest, 13 (6).
Il Museo Civico di Storia Naturale « G. Doria » in Genova, nel suo primo
centenario - Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, TT: I-XIX
Il problema della stabilità nella nomenclatura zoologica - Boll. Zool., Perugia,
38 (3): 347-348.
Natura e Naturalisti in Liguria - Atti Accad. Lig. Sci. Lett., Genova, 28:
51-64.
Lo studio dei Vertebrati in rapporto all’attività scientifica e didattica - Ann.
Mus. civ. St. nat. Genova, 719: 45-52.
La Liguria e i suoi ambienti: aspetti faunistici - Atti Accad. Lig. Sci. Lett.,
Genova, 30: 58-65.
E. TORTONESE 703
L’importanza dei Musei scientifici per la moderna vita culturale - Cultura e
scuola, 45-46: 313-316.
Les Vertébres de la Vallée d’Aoste. Revue des Espèces et notes - Bull. Soc.
Flore Valdét., Aosta, n. 28: 68-81.
Collezioni: dove sono? - Notiziario ANMS, Milano, 2 (1): 8.
Parliamo di amici - Jbid., 2 (2): 12.
Un « Centro Didattico » presso il Museo civico di Storia naturale « G. Doria »
in Genova - IJbid., 3 (1): 2-3.
I Musei scientifici - Atti I Congresso ANMS, Firenze: 21-31.
Note di campagna intorno a uccelli della Terra del Fuoco e Patagonia - Na-
tura, Milano, 67 (1-2): 30-36.
Collezioni e loro vicende - Notiziario ANMS, Milano, 4 (2): 2.
I conservatori onorari - /bid., 5: 3-4.
Gli studi faunistici subalpini - Riv. Piem. St. Nat., Carmagnola, 1: 5-16.
Fauna africana, geografia, ecologia - Natura e Montagna, Bologna, 3: 229-236.
Rassegna di attività naturalistiche relative al Medio Oriente - Boll. Mus. civ.
St. Nat. Verona, 12: 431-447.
Gli Animali superiori nella loro struttura e nella loro vita - Torino, SEI:
464 pp.
Il mondo vivente nei mari italiani (in coll. con L. Rossi) - Torino, Paravia:
187 pp.
Animali e Piante - Torino, Petrini: vol. I: 233 pp.; vol. II: 288 pp.
Guida per la preparazione agli esami di Zoologia e di Biologia Generale -
Torino, Levrotto e Bella: 65 pp.
Fauna d’Italia, II - Leptocardia, Cyclostomata, Selachii - Bologna, Calde-
rini: 334 pp.
La vita nel mare - in «La Fauna d’Italia» del T.C.I.
La Natura vivente - Torino, Petrini, IX edizione: 370 pp.
Fauna d’Italia, VI. Echinodermata - Bologna, Calderini: 422 pp.
I Pesci e i Cetacei del Mare Ligure - Genova, Bozzi: 216 pp.
Pesci, Anfibi e Rettili. Piccola Fauna Italiana - Milano, Martello: 185 pp.,
(in coll. con B. Lanza).
Divagazioni di un naturalista - Torino, Paravia: 147 pp.
Fauna d’Italia, X. Osteichthyes (Pesci ossei). Parte I - Bologna, Calderini:
565 pp.
I pesci dei mari tropicali (I dialibri del mare. 1) - Ed. « I] Subacqueo » - Scala,
Firenze.
Vita nell’acquario (in coll. con V. Dal Vesco, B. Peyronel, W. Klausewitz) -
Milano, Ed. Mondadori: 45-214.
Fauna d’Italia, XI. Osteichthyes (Pesci ossei). Parte II - Bologna, Calderini:
636 pp.
Pesci marini e prodotti alimentari derivati (in coll. con C. Pellegrino) - Eda-
gricole, Bologna.
Acquario, animali, piante - Ed. Mondadori, Milano.
Ambienti e pesci dei mari tropicali - Ed. Calderini, Bologna.
Pesci del Mediterraneo, recenti studi intorno alla sistematica e distribuzione -
Quaderni Ist. Idrobiol. Acquacolt. « G. Brunelli», numero speciale. Ed. Il
Ventaglio, Roma: 111 pp.
GRUPPI E FORME NUOVI DESCRITTI NEL PRESENTE VOLUME
PORIFERA
Demospongiae
Stellettidae
Pachataxa lutea Pulitzer Finali, sp.n..
Stelletta variastra Pulitzer Finali, SONA ;
Stellettinopsis dominicana Pulitzer Finali, ‘sp.r Mac
“Geodiidae
Erylus bahamensis Pulitzer Fimali, spin... -4-- 22 << ee es oe oo ce 2 eo
Erylussclavatus: Bulitzer Kinalis spsn-s-s e e eee eee
Geodia flexisclera Pulitzer Finali, sp.n....
Suberitidae
Laxosuberites psammophilus Pulitzer Finali, sp.n...
Polymastiidae
Rolymastialitenax#Pulitzer®Binali spin ee ee oe
Epipolasidae
iponastnasmodesta Pulitzer Finaliespeneyeacsoses eas eae eee eee
PO
Agelas inaequalis Pulitzer Finali, sp.n..
Agelas longissima Pulitzer Finali, sp.n..
Fon eee I
Spongosorites sinuatus Pulitzer Finali, sp.n...... 2.2.0... ce cece ee ce ee ees
Hymeniacidonidae
Dictyonella yumae Pulitzer Finali, sp.n...... 2... Li
Hymeniacidon caerulea Pulitzer Finali, sp.n...... 2.2.2... ccc ce ee ce ee ee
Mycalidae
Mycale hyatti Pulitzer Finali, sp.n..
Mycale jamaicaensis Pulitzer Finali, ‘Spr De
Mycale mucifluens Pulitzer Finali, sp.n..
Mycale whitfieldi Pulitzer Finali, sp.n..
Oxymycale strongylata Pulitzer Finali, sp.r DEE
ico.
Bremna®car:bea®Pulitzer@Rinaltspin. e o
Esperiopsidae
Iotrochota imminuta Pulitzer Finali, sp.n..
Protophlitaspongia antillana Pulitzer Finali, ‘sp. n.. c
Myxillidae
Myxilla mucronata Pulitzer Finali, sp.n.............
Petrosiidae
Xestospongia caminata Pulitzer Finali, sp.n.................
Xestospongia domicana Pulitzer Finali, sp.n..................
101
111
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138
145
157
ISS
Adociidae Pag.
Adocia perforata Pulitzer Finali, spin. ........-...--«- enne 160
Niphatidae
Cribrochalina®caribica@PulitzerBBnal spire ee eee 170
Gelliodes sosuae Pulitzer Finali, sp.n.. Si A te ae ae 166
Siphonodictyon xamaycaense Pulitzer Finali, ‘sp.n.. titani ep 164
Callyspo ngiidae
Toxochalina multiformis Pulitzer Finali, sp.n...........-.-. 0.0 174
Thorectidae
Smenospongia conulosa Pulitzer Finali, sp.n........ 2.2.6.0... ee eee ee ees 179
INSECTA
Dermaptera
Labiidae
Chaetospania beccarit Srivastava, SP.1...... 2.2... ee ee ce ee ee ce ce ee ce ee ee 491
Chaetospania modiglianit Srivastava, SP.N.... 2.0... cece ce ee ce ee ce ee ee ee 488
Mantodea
Mantidae
‘Ameles pogsit Lombardo, sp.n....-- 30 i see eee RIE 267
Heteroptera
Miridae
Platycranus (Genistocapsus) conciù Tamanini, sp.n...........-.-.0.0 00+ 475
Coleoptera
Cicindelidae
Caledonomorpha darlingtoni Cassola, sp.n.............-.-. cece ee cece ees 303
Caledonomorpha poggii Cassola, sp.n........... 0 301
Caledonomorpha sedlaceki Cassola, sp.n.. titoli at toa 306
Caledonomorpha strazanaci Cassola, sp.n.. : Be n, 311
Cylindera (Ifasina) froggatti malaitae Cassola, subsp. De aes 524
Cylindera (Ifasina) salomonica Cassola, sp.n.. 526
Darlingtonica Cassola, gen.n. (typus: Prothyma Papua Darlington) 294
Leptognatha curvidentis Cassola, sp.n.. ere 414
Leptognatha hornabrooki Cassola, SPIRE SP Ae ARRE eee 407
Leptognatha longidentis Cassola, sp.m......... c0 ee cece cece ce cece cece enue 400
Leptognatha occidentalis Cassola, sp.n.. LIRA LE 404
Leptognatha papua Cassola, sp.n.. AR MRI 416
Leptognatha pseudovelutina Cassola, ‘sp. De andai nr e o, 410
Leptognatha sedlacekorum Cassola, sp.n.......-.. 0 391
Leptognatha septentrionalis Cassola, Spena. OE 419
Leptognatha (Thylacina) bishopi Cassola, ‘spa DE CRCR ST 433
Leptognatha (Thylacina) fraudulenta Cassola, sp.r Milone 422
Leptognatha (Thylacina) inexpectata Cassola, spn... AH ARE EA 428
Leptognatha (Thylacina) sumliniana Cassola, sp.n..................... 424
Lophyridia sanguineomaculata savoensis Cassola, subsp.n............. 322
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Polyrhanis
Mimodromius (Gutierrezia) insperatus Mateu, sp.n...................
Orectogyrus (Lobogyrus) spinifer Franciscolo, sp.n............
Centrocolotes Wittmer, gen.n. (typus: Pseudocolotes testacetpes Pic)
Centrocolotes transvaalensis Wittmer, sp.n.....................
@olotesaethiopicus, WWattimer, Spence seen een ee a ee oe eee
cristobalica Cassola, sp.n.......... :
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Ribbyi Cassola, sp.n..........
latipalpis Cassola, sp.n...... 3 i i 7 ed 3 e
paulae Cassola, sp.n...........
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Polyrhanis postmarginata Cassola, sp.n............. cece ce cece ce ee ce eee
pseudopupiliperailCasso asp ee
samuelsoni Cassola, sp.n..........
sedlaceki Cassola, sp.n...................
tuberculifera Cassola, sp.n.............
vannideki Cassola, sp.n........................
Carabidae
Gyrinidae
Malachiidae
Colotes angulifrons Wittmer, sp.n..................
Calotesmbimaculiceps \Wittmers asp nere I
Colotesmdchicatulus NWattmer, SPREA O
Colotes denticulatus Wittmer, sp.n...........
Colotes@horaensist\NittMerKSspM Et. I NNO
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Colotes planicornis Wittmer, sp.n.........
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Colotes spinifrons Wittmer, sp.n..............
Colotes varicollis Wittmer, sp.n..................
Colotes zuqualaensis Wittmer, sp.n..................
Protosphindus bellus Burakowski & Slipinski, sp.n..............
S phindidae
Passandridae
Passandra kasiae Slipinski, sp.n............
Passandra popeorum Slipinski, sp.n...... 2.2.6.0... ee ee ee ees
Mordellidae
Cothurus bordoni Franciscolo, sp.n..........
Cyrtosoma
Cyrtosoma
Cyrtosoma
Cyrtosoma
Cyrtosoma
Cyrtosoma
Tenebrionidae
bolivarensis Marcuzzi, sp.n.................
bordoni Marcuzzi, sp.n................
caicarae Marcuzzi, sp.n...........
chichirivichensis Marcuzzi, sp.n............
germelit Marcuzzi, sp.n........
pilosa Marcuzzi, sp.n........
Pag.
532
366
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Cyrtosoma ramirezi Marcuzzi, sp.n....
Cyrtosoma tachirensis Marcuzzi, sp.n.........-.- cece ce cece ce ee ce ne ce anes
Chrysomelidae
Minotaxalpina® Biondi. Esprir LIO RI II
Lepidoptera
Noctuidae
Cardiosace capocacciae Berio, sp.n..
Mythimna (Omphalestra) barberai Beno SOI ii ent
Neonegeta arboccoae Berio, sp.n..
Porphyrinia vinosa Berio, sp.n..
Pag.
243
244
SL)
249
247
249
248
INDICE
La data che segue i titoli è quella di pubblicazione dell’estratto.
Pagg.
ARBOCCO G., CAPOCACCIA L., VIOLANI C. - Catalogue of Bird
Types in the collections of the Natural History Museum of
Genoa: some addenda. (15-V-1986).............................. 13-28
BERIO E. - Descrizione di nuove specie di Noctuidae (Lepidoptera)
dell’Eritrea e del Kenia. (30-IX-1986). .. .. 0... 0... 0200 0 ce ce ee aes 247-250
BIONDI M. - Lo status sistematico del complesso Minota obesa: un
approccio morfologico, statistico e ees, (Coleoptera,
Chrysomelidae, Alticinae). (25-VI-1986)... rN Uh ae meer 45-64
BURAKOWSKI B., SLIPINSKI S.A. - A new species of Pine
from Chile (Coleoptera: Sphindidae) with notes and descrip-
tions of immature stages of related forms. (5-XI-1987)...... 605-625
CAPOCACCIA L., ARBOCCO G. - Enrico Tortonese (1911-1987).
(4-XII-1987).. i. 683-703
CASSOLA F. - Saro sui ii Cicindelidi. LI. I Cicindelidae Coleoptera
della Nuova Guinea. (18-XII-1986)... Sodo tone 281-454
CASSOLA F. - Studi sui Cicindelidi. LII. 1 ‘Cicindelidae delle
Solomon Islands (Coleoptera). (20-VII-1987).................. 509-551
FRANCISCOLO M.E. - Revision of Cothurus eee 1891 (Col.
Mordellidae). (7-VIII-1986).. Roo aaas 225-233
FRANCISCOLO M.E. - On some Grrinida (Col. ) eon ea
people’s Republic. (6-X-1986).. SERIA RAGA OR CE OSE ANS 251-264
LOMBARDO F. - Su alcuni Mantodei della Libia e descrizione di una
nuova specie di Ameles. (10-XI-1986)............................ 265-272
MARCUZZI G. - Description of some new species of Cyrtosoma
(Tenebrionidae, Heter.) from Venezuela (South America).
PIECIOROTIOII I nn 235-246
MATEU J. - Los Mimodromius del subgénero Gutierrezia Mateu
(Coleoptera Carabidae Lebiinae). (30-VII-1986)................ 217-224
NAUROIS de R. - Le Balbuzard ua haliaetus L.) aux Iles du
Cap Vert. (2-XII-1987)... SERRE SEO, CODEC 657-682
PACE R. - Revisione di quattro specie della A Diglottini (Co-
leoptera, Staphylinidae) descritte da Fauvel. (LXXXIV con-
tributo alla conoscenza delle Aleocharinae). (20-XI-1986).... 273-280
POGGI R. - I Delphinidae fatti pervenire al Museo di Genova tra il
1914 e il 1917 dal Sindacato peschereccio SO (Mam-
malia, Cetacea). (2-V-1986)... AIR A oe 1-11
POGGI R. - Catalogo dei Tipi di ui del Museo civico di
Storia Naturale «G. Doria» di Genova. I. ANA. SI
sodidae, Paussidae. (29-XII-1986)... Tacos ne: Sens 455-473
PULITZER-FINALI G. - A collection of West Indian Demospongiae
(Porifera). In appendix, a list of the Demospongiae hitherto
recorded from the West Indies. (18-VII-1986)..................
SLIPINSKI S.A. - A review of the Passandridae of the world
(Coleoptera Cucujoidea). I - Genus Passandra Dalman. (1-
SRIVASTAVA G.K. - Studies on some Bormans’s materials of Der-
maptera (Insecta). (4-VI-1987).. sa
TAMANINI L. - Res Ligusticae CCXVIIL Posa die. ( eae
capsus) conciu n.sp. di Liguria, da Genista salzmannii DC.
(Heteroptera Miridae). (2-III-1987)... DE.
TUNESI L. - Res Ligusticae CCXVI. Go ase ne, ins dei fondi
strascicabili antistanti Chiavari (Riviera hep di Levante).
(4-VI-1986). .. icine Se
WITTMER W. - Die gato: Gates Hpaaniae in Ai
Somalia und Eritrea und Beschreibung einer neuen Gattung
(Coleoptera Malachiidae). (26 Beitrag zur Kenntnis der Fauna
Afrikas). (30-XI-1987)..........
Pagg.
65-216
553-603
481-507
475-479
29-44
627-655
REGISTRATO AL TRIBUNALE DI GENOVA AL N. 74 IN DATA 17 LUGLIO 1949
DOTT. LILIA CAPOCACCIA ORSINI - DIRETTORE RESPONSABILE
DOTT. GIANNA ARBOCCO ISETTI - SEGRETARIA DI REDAZIONE
PRINTED IN ITALY
NORME PER I COLLABORATORI
Sui volumi degli « Annali » e sui fascicoli supplementari « Doriana », vengono pub-
blicati lavori originali - anche in inglese, francese, tedesco e spagnolo - attinenti ai
diversi rami delle Scienze Naturali. Sono particolarmente graditi quelli relativi a ma-
teriali del Museo; sono esclusi quelli divulgativi o di scienza applicata.
‘ Tutti i lavori devono essere indirizzati impersonalmente alla Direzione, che
si riserva di sottoporli al giudizio di consulenti e di decidere circa la loro pubblicazione
sugli « Annali» o su « Doriana».
La pubblicazione ha luogo, di massima, secondo l’ordine di recezione dei datti-
Ioscritti.
Il manoscritto deve essere inviato in duplice copia dattiloscritta a doppia in»
terlinea, su un solo lato del foglio e nella redazione completa e definitiva. Esso deve
essere compilato in forma concisa e il numero delle tabelle e delle figure limitato allo
stretto necessario.
Al nome dell’Autore dovrà aggiungersi quello dell’Istituto di appartenenza o
l’indirizzo privato. n
Nel testo dovranno unicamente essere sottolineati i nomi latini di generi e specie
(da stamparsi in corsivo); ogni altro segno per la tipografia sarà apposto dalla Redazione.
Eventuali note a pie’ di pagina devono avere tuna numerazione progressiva.
I riferimenti a materiale appartenente al Museo di Genova devono essere ac-
compagnati dalla sigla msnc (= Museo Storia Naturale Genova), seguita eventual-
mente dal numero di catalogo.
La bibliografia deve essere tutta riunita in fine, indicando ciascuna opera nel
modo seguente:
QuicnarD J.P., 1965 6 Les Raies du Golfe du Lion - Rapp. Proc. Verb. CIESM,
Monaco, 18, (2): 211-212.
Alla bibliografia deve far seguito un breve riassunto in italiano e in inglese (o
francese). i
Le figure devono essere inviate col dattiloscritto, contrassegnate da un numero
progressivo, e corredate dalle relative didascalie - scritte su fogli a parte - e da tutte
le indicazioni occorrenti per distribuirle nel testo o per comporre le tavole. I disegni
devono essere eseguiti con inchiostro di china su carta da disegno o lucida e approntati
con tutte le avvertenze che consentano le necessarie riduzioni. Queste dovranno essere
pure chiaramente indicate. La redazione si riserva di apportare modifiche nella distri-
buzione e nel formato delle figure. Le spese per le illustrazioni saranno a carico degli
Autori qualora il lavoro non tratti materiale del Museo.
Sulle bozze sono ammesse soltanto le correzioni degli errori di stampa; ogni altro
cambiamento del testo sarà addebitato all’ Autore.
Gli Autori riceveranno 30 estratti gratuiti. Nel licenziare le bozze, essi indiche-
ranno l’eventuale numero in più che desiderano sia stampato a loro spese.
Dattiloscritti e figure non rispondenti alle presenti norme verranno rinviati al-
l’Autore per le necessarie modifiche.
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