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HARVARD UNIVERSITY
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LIBRARY
OF THE
Museum of Comparative Zoólogy
*
I.
.
...
MEMORIE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE NATURALI
E DEL
MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI MILANO
Volume X - Fase. Ili
Prof. GIUSEPPE SCORTECCI
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
Con SO figura nel testo
MILANO
i?ii - XIX
Elenco delle Memorie della Società Italiana
di Scienze Naturali
del Museo Civico di Storia Naturale di Milano
VOLUME i.
Fase. I. Cornalia E. — Descrizione di una nuova specie del genere Felis :
Felix jacobita (Corn.) 1865. Con 1 tavola.
» II. Magni-Griffi F. — Di una specie di Hìppolais nuova per l’Italia,
1865. Con 1 tavola.
» III. Gastaldi B. — Sulla riescavazione dei bacini lacustri per opera degli
antichi ghiacciai. 1865. Con 2 tavole.
» IV. Seguenza G. — Paleontologia malacologica dei terreni terziari del
distretto di Messina. 1865. Con 8 tavole.
» V. Gibelii G. — Sugli organi riproduttori del genere Verrucaria. 1865.
Con 1 tavola.
» VI. Beggiato F. S. — Antracoterio di Zovencedo e di Monteviale nel
Vicentino. 1865. Con 1 tavola.
» VII. Cocchi I. — Di alcuni resti umani e degli oggetti di umana Industria
dei tempi preistorici raccolti in Toscana. 1865. Con 4 tavole.
» Vili. Targioni-Tozzetti A. — Come sia fatto 1’ organo che fa lume nella
»
»
Fase.
»
»
»
»
»
lucciola volante ( Lucciola italica ) e come le fibre muscolari di
questo ed altri Insetti ed Artropodi. 1865. Con 2 tavole.
IX. Maggi L. — Intorno al genere Aelosoma. 1865. Con 2 tavole.
X. Cornalia E. — Sopra i caratteri microscopici offerti dalle Cantaridi
e da altri Coleotteri facili a confondersi con esse, 1865. Con
4 tavole.
VOLUME II.
I. Issel A. — Dei Molluschi raccolti nella provincia di Pisa. 1866.
II. Gontili A. — Quelques considérations sur l’origine des bassins lacu-
stres, à propos' des sondages du Lac de Come. 1866. Con 8 tavole.
III. Molon F. — Sulla flora terziaria delle Prealpi venete. 1867.
IV. D’ Achiardi A. — Corollari fossili del terreno nummulitico delle Alpi
venete. Parte I. 1866. Con 5 tavole.
V. Cocchi I. — Sulla geologia dell’ alta Valle di Magra. 1866. Con 1 tavola.
VI. Seguenza G. — Sulle importanti relazioni paleontologiche di talune
rocce cretacee della Calabria con alcuni terreni di Sicilia e del¬
l’Africa settentrionale, 1866. Con 1 tavola.
MEMORIE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE NATURALI
E DEL
MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI MILANO
Volume X - Fase. Ili
Prof. GIUSEPPE SCORTECCI
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
Con 80 figure nel testo
MILANO
♦ ♦
J 94 J - XIX
Pavia — Premiata Tipografia Successori Fratelli Fusi — 1941 - XIX
INTRODUZIONE
Nel 1937 pubblicai nelle Memorie della Società Italiana di Scienze naturali un primo la¬
voro concernente gli organi di senso della pelle degli Agamidi. In cpiesto misi in evidenza
che esistevano nei rappresentanti della famiglia due distinti tipi di organi; Tulio che si presen¬
tava all’esterno come una lenticella più o meno convessa e di vario diametro, l’altro che por¬
tava al sommo della convessità un’asticella sottilissima, simile a un pelo. Misi in evidenza
inoltre che il tipo di organo a lente aveva stretta affinità cogli organi di senso delle squame
dello Sfenodonte e che, tra organi di senso a lente e organi muniti di pelo, ’) v’era tutta una
serie di passaggi dai quali si intuiva che ambedue i tipi di organo dovevano considerarsi si¬
mi ed aventi un simile scopo. Peraltro quelli a lente dovevano essere ritenuti come primitivi,
rispetto a quelli muniti di pelo.
Accertai poi: che gli organi di tipo primitivo si riscontravano in tutti gli Agamidi del-
l’Australia, della Nuova Guinea e in genere della regione zoogeografìca australiana, e in altri
Agamidi tanto della regione orientale quanto della Etiopica e Paleartica, ma aventi caratteri
di primitività e ricollegabili per tale ragione con gli agamidi australiani: che organi di tipo
intermedio si rinvenivano in agamidi viventi in zone di grande interesse zoogeografico e che,
quando un genere era diffuso tanto nella regione australiana quanto nella orientale, l’organo
di senso non si manteneva uguale in tutte le specie, ma quelle della regione zoografica austra¬
liana l’avevano sempre e costantemente a lente, mentre quelle della regione orientale pote¬
vano possedere organi muniti di pelo.
Accertai inoltre che gli organi, colla loro forma, posizione e numero sulle squame, pote¬
vano servire come caratteri sistematici molto buoni.
Nulla potei dire della funzione ditali organi, ma dimostrai essere impossibile che fossero
destinati a ricevere sensazioni tattili, così come avevano supposto i pochi autori che si erano
occupati dei recettori muniti di pelo, i soli che fossero noti prima della pubblicazione del
mio lavoro.
Desideroso di continuare l’indagine su tale argomento, e poiché la difficoltà di ottenere
agamidi vivi (salvo quelli dei generi di cui già avevo preparato sezioni sottili) appariva per
il momento insuperabile, come difficile, per il momento, era il compiere osservazioni di¬
rette sugli Agamidi nel loro ambiente naturale, ritenni che il mezzo migliore fosse quello di
prendere in esame il maggior numero possibile di generi e specie di Agamidi e di tentare di
mettere in luce e analizzare tutti i fatti, aventi rapporto coi recettori, e scaturiti dalla osser¬
vazione. Inoltre, per fare un parallelo, decisi di condurre una indagine anche nella famiglia de¬
gli Iguanidi. A questo scopo, e grazie alla cortesia del Prof. O. De Beaux direttore del Museo
di Genova e del Dr. Parker del British Museum che vivamente ringrazio, riuscii ad avere la
quasi totalità dei generi di Agamidi e un numero relativamente forte di Iguanidi. Mentre con¬
ducevo questo esame, avendo subito accertato alcuni fatti che mi parevano degni della più gran¬
de attenzione, pubblicai nel 1939 una seconda nota dal titolo « Recettori e zoogeografia » ■)
(4) Adopero la parole pelo perchè, data la somiglianza, sia pure apparente, nessun altro ter¬
mine mi sembra più adatto.
(2) Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, voi. LXXYIII, 1939.
210
GIUSEPPE SCORTEGCI
e nel 1940 una terza concernente gli Iguanidi. Nella seconda, occupandomi particolarmente
del genere Xenagama proprio dell’alta Migiurtina, misi in evidenza che esso possedeva organi
dei due tipi e che la distribuzione degli Agamidi nel continente nero, in rapporto agli organi
di senso, appariva veramente degna di attenzione. Nel continente africano dall’equatore sino
all’estremo sud, si hanno, come noto, agamidi rappresentati dal solo genere Agama , quindi
presenza esclusiva di recettori con pelo, quindi di tipo, diciamo così, più evoluto. Nella parte
settentrionale fino al tropico e in quella orientale, sino a non oltre l’equatore, si hanno aga¬
midi di tre generi : Uromastix, Aporoscelis , Agama (rappresentanti di tipo normale) più Aga¬
ma ( Xenagama ) battilifera e A. ( Xenagama ) taylori; quindi si ha un miscuglio di organi di
tipo evoluto e di tipo arcaico. Nella estrema Somalia settentrionale soltanto, e in particolar
modo in quella zona delimitata in base alle constatazioni fatte a proposito dei Pristurus ’),
si ha predominanza assoluta di generi con recettori di tipo arcaico e presenza di agamidi i
quali, in un solo individuo, hanno recettori dei due tipi (Xenagama). Allo stato delle attuali
conoscenze, concludevo, se noi paragoniamo le condizioni degli Agamidi della, estrema So¬
malia settentrionale, con quelle degli Agamidi di tutte le altre parti della vastissima area
di diffusione della famiglia, constatiamo che in nessun altro luogo si ha miscuglio di generi
aventi recettori dei due tipi, miscuglio nel quale predominano i generi con recettori a lente
e di cui fanno parte anche elementi i quali possiedono organi a lente e con pelo.
Nel terzo lavoro dal titolo « Recettori degli Iguanidi e degli altri Sauri » 2), dopo avere
esaminato rappresentanti di 32 generi, misi in evidenza che Chalarodon , Hoplurus , Anolis,
Xiphocercus, Norops e probabilmente anche Chamaeleolis avevano recettori muniti di pelo,
meni re tutti gli altri esaminati li avevano a lente.
Conoscendo le caratteristiche dei generi Anolis, Xiphocerxus, Norops, Chamaeleolis (mu¬
niti di lamelle sub digitali adesive simili a quelle dei geconidi, lamelle non possedute da nes¬
sun altro ìguanide), conoscendo la loro distribuzione geografica (America tropicale e sub
tropicale) e quella di Chalarodon e Hoplurus (Madagascar), la presenza di recettori di un tipo
in questi generi, e di un altro in tutti gli altri studiati e probabilmente in quasi tutti gli
Iguanidi in senso assoluto, non poteva non apparire degna della massima attenzio¬
ne, e degni della massima attenzione altri fatti, quali ad esempio la presenza di recettori a
lente neirunico genere di Iguanidi, Brachylophus, il quale nelle isole Figi viene a contatto
con un genere di Agamidi ( Gonyocephalus ), ed altri ancora ai quali accennerò nel corso del
lavoro. Ormai rindagine sulla famiglia degli Agamidi può dirsi compiuta e di essa posso esporre
i risultati. Tengo ad avvertire peraltro che tali risultati sono solo quelli che si possono otte¬
nere esaminando esemplari morti senza conoscere di essi o, almeno, della maggior parte di
essi, niente altro che la distribuzione geografica e pochissime o qualche volta addirittura
punte notizie sul modo di vita. I fatti accertati anche attraverso questo esame sono, oso af¬
fermarlo, numerosi e molto interessanti, ma assai più numerosi e assai più interessanti essi
sarebbero stati se degli esemplari presi in esame io avessi conosciuto esattamente il modo
di vita.
Poiché la base di tutte le osservazioni e le deduzioni è costituita dai risultati del mi¬
nuto esame degli esemplari, e poiché le osservazioni, le deduzioni e le conclusioni non ap¬
parirebbero chiare senza la conoscenza precisa di tali risultati, questi ho riportato per
esteso nella prima parte del lavoro, cercando con un notevole numero di figure di aiutarne
la comprensione.
i1) Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, voi. LXXVIII, 1939.
(2) Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, voi LXXIX, 1940,
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
211
Come è noto la famiglia degli Agamidi comprende un numero relativamente alto di
generi.
Di (piasti erano già stati presi in esame ” . f ,
Nel presente lavoro sono stati ripresi in considerazione in modo particolarissimo, per ra¬
gioni che vedremo in seguito, i generi Gonyoceplialus, AmpMbolurus, Physignathus, Diporo¬
pliora, e esaminati i generi
1 Charasia 5 Ptyctolaemus
2 Harpesaurus 6 Tympanocryptis
3 Lophura 7 Xenagama
4 Lophocalotes
Cosicché in complesso i generi nei quali sono stati studiati i recettori sommano a 29,
cioè la quasi totalità di quelli conosciuti i quali superano di poco la trentina.
Per quanto riguarda le specie, ho esaminato, nel limite consentito dai materiali pos¬
seduti dal Museo di Milano e di Genova e di quelli messi a mia disposizione dal Museo Bri¬
tannico, molte di quelle spettanti in particolar modo a generi diffusi in regioni zoogeogra-
fìche diverse o che, per varie ragioni, era supponibile dovessero essere molto degne di atten¬
zione. Più particolarmente ho esaminato, e di esse ho dato precise notizie, 10 specie di Am¬
pMbolurus, 2 di Charasia, 2 di Diporopliora, 11 di Gonyoceplialus, 2 di Harpesaurus, 1 di
Lophura, 1 di Lophocalotes, 4 di Physignathus, 1 di Ptyctolaemus, 2 di Tympanocryptis, 1
di Agama (Xenagama). In complesso dunque 37 specie che, aggiunte alle 38 prese in consi¬
derazione nel lavoro precedente ed alle 9 studiate da altri autori portano ad un totale non
indifferente.
Inoltre ho esaminato un forte numero di specie spettanti in particolar modo ai generi
Agama, Calotes, Braco, Uromastix, senza peraltro dare di esse notizie dettagliate che sa¬
rebbero state superflue ai fini del presente lavoro.
212
GIUSEPPE SCORTECCI
ESAME PARTICOLAREGGIATO DELLE SPECIE
Tympanocryptis cephalus
Australia occidentale.
Corpo depresso.
Lunghezza totale 123 mm., di cui 68 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale lia otto recettori disposti lungo i bordi superiore e laterale; le placche della
parte superiore del capo, fortemente rugose e percorse dai rilievi, presentano recettori assai
caratteristici. Essi sono molto scuri, quasi neri e spiccano sul colore giallo della squama.
Nelle placchette situate subito dietro la rostrale se ne hanno uno o due alla fine della carena.
In quelle più grandi ce ne sono uno, due, e più raramente tre. Soltanto in due placche col¬
locate lungo la linea mediana tra le orbite se ne hanno rispettivamente quattro e sette. Nelle
placchette del centro del capo i recettori sono situati nella parte posteriore, in quelle laterali,
invece, nella parte esterna posteriore (Fig. 1). I recettori hanno lente con diametro di circa
otto centesimi di millimetro.
Le piccole placche poste di lato e dietro la rostrale hanno due o tre recettori situati
nella parte alta e posteriore. Uno è quasi sempre alla fine della carena longitudinale. Alcuni
di essi non sono neri, ma anzi più chiari della squama.
Le placchette del canto rostrale hanno di solito due, tre, quattro recettori, situati nella
parte alta. Nella placca nasale si contano 14 recettori, alcuni chiari, altri quasi neri, situati
per la maggioranza alla periferia. Le placchette tra la nasale e l’orbita ne hanno uno, due,
tre. Le squame strette dell’arco sopraorbitale hanno da uno a tre organi superiormente alla
carena o posteriormente ad essa.
Le granulazioni palpebrali mancano di recettori. Le ciliari ne hanno da uno a tre, situati
alcune rare volte sullo spigolo, normalmente sulla faccia che guarda l’occhio. Delle placchette
tra l’occhio e le labiali, quelle situate verso le tempie hanno sino a quattro recettori, posti
sempre nella parte posteriore e inferiore, quelle al di sotto dell’orbita, invece, ne hanno
normalmente uno o due situati nella parte posteriore. Le placche delle tempie hanno da due
a sei recettori, situati nella faccia posteriore e verso il basso. Spesso sono in fila regolare.
Le labiali superiori, assai piccole> hanno al massimo tre recettori situati : uno dietro
la fine della carena, gli altri nella parte superiore.
La sinfisiale ha quattro o cinque recettori mal delimitati, con lente spessa e disposti
solo ai lati.
Le labiali inferiori hanno da tre a quattro recettori, situati uno dietro la fine della ca¬
rena, gli altri nella parte inferiore all’inverso che nelle labiali superiori. Le placchette adia¬
centi alle labiali inferiori ed alla sinfisiale hanno da due a quattro recettori. Le squame del
mento e della gola hanno un solo recettore situato alla estremità. Esso ha un diametro di sei
centesimi di millimetro. Le piccole granulazioni sotto la piega del petto mancano di recet¬
tori. Nelle squame grandette, puntute, delle pieghe laterali del collo ve ne sono due, disposti
nella faccia posteriore e alla base della spina. Nelle placche della nuca, simili alle precedenti,
si hano due o tre recettori ; due nella posizione descritta e uno tra i precedenti.
Le squame sub piane, e piccole delle parti superiori del tronco mancano di recettori
oppure, ma ciò è assai raro, ne hanno uno situato posteriormente. Il suo diametro non supera
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
213
i quattro o cinque centesimi di millimetro. Nelle squame grandi e di forma assai caratteri¬
stica (Fig. 2) si hanno due o tre recettori situati: due sulla carena trasversale e ai lati della
spina, ed uno dietro la carena. I recettori sono alloggiati in una fossetta delimitata da un
distinto cercine; quello impari è al sommo di una protuberanza sub conica. Il diametro delle
lenti è di sei o sette centesimi di millimetro.
In alcune squame molto grandi, con una o due punte, si hanno anche cinque recettori
nerastri situati nella faccia posteriore e disposti in fila. Le parti laterali del tronco non sono
diverse dalle superiori. Le squame del petto e deH'addome hanno un recettore alloggiato nello
spessore del bordo posteriore.
Fig. 1
Fig. 2
Squama sopraorbitale di Tympano-
cryptis cephalus. Le lenticelle hanno un
diametro di 8 centesimi di millimetro.
Squama dorsale grande di Tympano-
cryptis cephalus. Le lenticelle hanno un
diametro di 6 centesimi di millimetro1.
Le squame delle parti anteriori superiori della coda hanno di solito un recettore al¬
loggiato sotto e dietro la spina con cui termina la carena ; in rari casi se ne hanno due
come nelle squame grandi del dorso Nelle parti posteriori e superiori della coda le squame
hanno spesso due recettori, più di rado uno. In tal caso è situato sotto la spina, ma spo¬
stato verso destra o verso sinistra a seconda della posizione della squama, in modo che la
lente guardi verso l’esterno. Inferiormente e lateralmente la coda ha squame con due recet¬
tori che di solito sono più piccoli di quelli precedenti.
Le squame delle parti anteriori e superiori delle braccia hanno uno o due recettori in
posizione normale; nelle stesse condizioni sono quelle del dorso delle mani e che ricoprono
superiormente le dita. Nelle parti inferiori e posteriori le squame hanno un recettore simile
a quello delle squame ventrali. Sotto le dita e sulle palme i recettori mancano.
Le parti anteriori e superiori delle gambe hanno squame con recettori simili a quelli
del dorso. Sul dorso del piede e sulle dita si ha un recettore per squama. Le squame delle
parti inferiori delle cosce e delle tibie hanno un recettore ciascuna. Sulle parti posteriori
delle cosce e delle tibie le squame sono simili a quelle del ventre; le più piccole, invece, man¬
cano di recettori e ne mancano quelle delle piante e le subdigitali.
Tympanocryptis lineata
Australia (Alessandria, Sydney).
Corpo depresso.
Lunghezza totale 152 min., di cui 96 spettano alla coda.
Recettori a lente.
214
GIUSEPPE SCORTECCI
Fig. 3
Squama della parte superiore del capo
di Tympanocryptis lineata. Le lenti¬
celle hanno un diametro di 6 cente¬
simi di millimetro.
La rostrale Ita sei recettori poco bene distinti, disposti in rada fila lungo il bordo an¬
teriore. Le placchette della parte superiore del capo, di * varia grandezza, ma del medesimo
tipo, hanno da uno a tre recettori (Fig. 3) situati nella parte posteriore, talvolta nello spes¬
sore della carena e alla fine di essa, talvolta un po’ sotto; se più di uno, sono disposti: uno
come è stato detto, gli altri di fianco. Il loro
diametro varia da sei a otto centesimi di mil¬
limetro.
Le squame del canto rostrale, tra la ros¬
trale e la nasale, hanno da due a tre recettori,
situati uno posteriormente, gli altri in basso
e posteriormente. Le altre squame che si tro¬
vano tra la rostrale e la nasale ne hanno uno
posto dietro la fine della carena. La placca
nasale ha 14 recettori situati in maggioranza
verso la periferia. Le squame tra la nasale e
l'orbita hanno un recettore situato posterior¬
mente. Le- squame strette e allungate dell’arco
sopraorbitale hanno un recettore dietro la fi¬
ne della carena; talvolta ne hanno due, uno per lato della fine della carena, tal’altra ne
hanno anche uno o due nella parte situata superiormente alla carena. Questi ultimi sono più
piccoli e meno bene delimitati dei precedenti.
Le granulazioni palpebrali mancano di recettori.
Le ciliari, che sono prive di strato corneo, sembrano possedere un paio di recettori nella
faccia che guarda l’occhio. Le ciliari interne, anch’esse, senza strato corneo, sembrano avere
uno o due piccoli recettori nello spessore della parte interna.
Le squame della regione temporale hanno da due a quattro recettori disposti in modo
simile a quelli delle squame che rivestono la parte posteriore del capo. Le file di squame pa¬
rallele alle labiali superiori hanno di solito un solo recettore situato esattamente dietro la
fine della carena ; qualche volta se ne notano altri uno, due o tre, posti nella parte superiore
posteriore. Le labiali superiori hanno normalmente due recettori: uno situato alla fine della
carena, ed uno nella parte superiore centrale. La sinfisiale è in cattive condizioni di conser¬
vazione; in ogni modo è certo che essa ha pochi e mal delimitati recettori (una diecina al
massimo) situati ai lati e posteriormente.
Le labiali superiori sono tutte prive di strato corneo; in ogni modo sembra che esse ab¬
biano due recettori situati : uno nella parte bassa centrale ed uno dietro la fine della carena.
Le squamette a confine colla sinfisiale hanno da tre a quattro recettori verso il margine
esterno. Le squame del mento e della gola ne hanno uno situato verso l’estremità; se tali
squame hanno una piccola spina, il recettore è alloggiato esattamente al di sotto di essa. An¬
che le squame della piega golare posseggono un distinto recettore. Le squame della nuca e del
collo hanno, se piccole, un recettore, se grandette, due, alloggiati in tal caso uno per lato
della spina.
Le squame piccole del dorso hanno un recettore situato esattamente sotto la punta con
cui termina la carenti ■ le grandi due o, al massimo, tre, uno per lato della punta, ed allog¬
giati in una piccola cavità orlata da un cercine, ed il terzo dietro la punta, al sommo di
un eonetto.
Sui fianchi, ogni squama ha nello spessore posteriore un distintissimo recettore.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
215
Sul petto e sull’addome quasi ogni squama ha un recettore alloggiato nello spessore
del margine libero e di fianco alla spina.
Quando la spina manca, il recettore è situato proprio all’estremità della squama e sem¬
pre nello spessore di essa.
Nella parte larga basale e superiore della coda, le squame piccole e grandette hanno
recettori come quelle del dorso. Nella parte stretta, dove le squame sono uniformi, si hanno
due recettori situati ai lati della spina. Sulle squame dei lati della coda le condizioni sono
identiche a quelle delle parti superiori.
Inferiormente ogni squama ha due recettori, ma un po’ meno distinti di quelli delle
altre regioni.
Sulle squame delle parti antero superiori delle braccia, ogni squama ha due, ed in rari
casi, tre recettori; due situati ai lati della punta con cui termina la carena ed uno, ma rara¬
mente, nel bordo latero posteriore. Questo è assai piccolo e non ben delimitato. Sulle parti
superiori del braccio ogni squama ha un recettore alloggiato nello spessore del margine libero
e difficilmente visibile. Le squame della parte inferiore del braccio ne hanno due piccoli, uno per
lato della punta. Sul dorso delle mani quasi ogni squama ha due recettori alloggiati nello
spessore del bordo libero e ai lati della punta. Sulle dita alcune squame ne mancano, altre
ne hanno uno, rarissimamente due. Ne mancano le subdigitali e quelle delle palme.
Le squame delle parti antero superiori degli arti posteriori hanno quasi tutte due o tre
recettori, rarissimamente uno. La posizione di tali recettori è quella indicata per le squame
del dorso.
Nella parte inferiore e posteriore delle cosce, le squame hanno un piccolo recettore al¬
loggiato nello spessore del bordo libero e di fianco alla punta. Il diametro di tali recettori
è di quattro centesimi di millimetro. Anche nella parte inferiore delle tibie le squame hanno
di solito un recettore simile ai precedenti. Sul dorso dei piedi e sulle dita, ogni squama ha
un recettore situato di fianco alla punta e alloggiato nello spessore del margine libero. Le
piante dei piedi e le dita, inferiormente, mancano di recettori.
Amphibolurus decresii
Australia (Adelaide).
Corpo depresso.
Lunghezza totale 171 min., di cui 114 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Rostrale con 27 recettori assai esposti, situati lungo i bordi superiore e laterali, con
lente spessa, poco convessa, avente un diametro che varia tra cinque e sei centesimi di mil¬
limetro.
Le squame della parte superiore del muso, assai corruscate, presentano un certo nu¬
mero di recettori (da due a sei, sette) i quali sono disposti nella parte posteriore o, quando
si tratta di elementi vicini al bordo del muso, nella parte laterale esterna.
Questi recettori sono piccoli al pari di quelli della rostrale, con lente assai spessa e
in qualche caso non bene delimitata. A mano a mano che dal muso si procede verso la parte
posteriore del capo, le squame hanno un numero minore di recettori e sulla nuca, di solito,
ne hanno uno solo assai piccolo. Le squame del canto rostrale hanno recettori (tre, quattro,
cinque) situati nella parte posteriore o lungo il margine esterno, od ancora lungo l’esterno
216
GIUSEPPE SCORTECCI
e anche l’interno. Le squame tra la rostrale e la nasale hanno due-tre recettori situati nella
parte alta. La nasale è in pessime condizioni, ma la parte intatta di essa mostra una die¬
cina di recettori, sicché in complesso questa squama deve essere assai ben provvista. Le con¬
dizioni delle squame poste tra nasale e orbita, e anche di quelle dell’orbita sono decisamente
cattive, pur tuttavia si vede che quelle tra la nasale e l’orbita hanno di solito un paio di
recettori situati al sommo della convessità; quelle strette e allungate dell’arco sopra orbitale
ne hanno : uno alla fine della carena, uno di lato al precedente e verso il basso, e un terzo
sul lato che guarda verso l’alto. Sono provviste di recettori piccoli anche le squame poste
immediatamente al di sotto delle precedenti, e le ciliari.
Non è possibile dire quanti siano su tali squame, ma essi sono situati sempre o sullo
spigolo o nella faccia che guarda verso l’occhio.
Le squame grandi che delimitano inferiormente l’orbita e, disposte in fila, si continuano
fin sopra la regione del timpano, hanno ciascuna un paio, e sino a quattro, piccoli recet¬
tori, situati dietro la fine della carena. Un solo recettore hanno invece quelle piccole della
regione delle tempie. Le squame coniche che si notano dietro l’apertura auricolare, hanno
ciascuna uno, due o tre recettori nella parte posteriore. Le squame grandette poste nel bordo
anteriore della regione timpanica, hanno ciascuna uno, due, tre, quattro recettori, situati
nella parte posteriore o nella faccia che guarda verso il timpano. Le piccole labiali supe¬
riori hanno da tre a otto recettori ; nelle anteriori sono di solito nella parte alta e poste¬
riore; quelle posteriori, invece, li hanno anche nella parte inferiore.
Le squame situate in file regolari, parallele alle labiali superiori, hanno da uno a
quattro recettori posti per la maggioranza nella parte posteriore e lungo il bordo postero
inferiore. !
La sinfisiale è priva di strato corneo, ma si vede che essa possiede un certo numero
di recettori, oltre una diecina, situati in fila lungo i bordi laterali e posteriori.
Le labiali inferiori hanno i recettori situati nella parte bassa e posteriore; nella pri¬
ma sono 6, nella seconda 7, nella terza 9, nella quarta 10, nella quinta 11, nella sesta 10,
nella settima e nella ottava 12, nella nona 13, nella decima 14, nella undecima 7, nella dodi¬
cesima 5, nella tredicesima 4, nella quattordicesima 7.
Le squame prossime alle labiali inferiori e alla sinfisiale hanno da due a quattro-cin¬
que recettori, eguali per dimensioni a quelli delle altre parti del capo descritte, situati nel
bordo posteriore o laterale interno.
lue mentali e le ‘golari, comprese quelle della piega, hanno ciascuna un recettore ma,
mentre nelle prime è distintissimo, nelle seconde la lente è assai più spessa e meno bene deli¬
mitata, nonché un po’ più piccola.
T^e spine, situate a gruppi ai lati del capo, hanno ciascuna, a seconda della grandezza^
uno, due, tre recettori situati nella parte posteriore e sotto la spina o alla base della spina.
Le piccole squame del dorso e dei fianchi hanno tutte un solo piccolo recettore situato alla
estremità posteriore o, quando assumono aspetto granulare, al sommo della convessità e un
po’ spostato posteriormente.
Le squame del petto e dell’addome sembrano mancare di recettori ; ne sono provviste
invece, ma di poco bene delimitati e con lente spessa, quelle dei lati del petto e dell’ad¬
dome.
Le squame delle parti superiori e laterali della coda hanno da uno a tre recettori si¬
tuati nella parte posteriore, sotto e dietro la spina con cui termina la carena e anche late¬
ralmente ad essa. Di solito le grandi squame della radice della coda ne hanno tre; due, invece,
I RECETTORI DEGLI AG AM IDI
217
quelle delle parti distali. Inferiormente la coda ha squame munite di solito di due recet¬
tori simmetricamente disposti ai lati della spina, ma assai meno evidenti di quelli delle parti
superiori e con lente più spessa. Le squame delle parti superiori e anteriori delle braccia,
del dorso delle mani, e delle dita hanno da uno a due recettori; mentre nelle parti supe¬
riori essi sono assai bene distinti (la posizione è quella normale), nelle parti inferiori e sulle
dita sono malissimo delimitati, difficilmente visibili, con lente spessa. Mancano sulle palme
delle mani e sotto le dita.
Negli arti posteriori si verificano esattamente gli stessi fatti che negli anteriori, sol¬
tanto i recettori delle parti supero-anteriori sono più di frequente due per squama.
Amphibohirus adelaidensis
Australia.
Corpo depresso.
Lunghezza totale 111 mm., dei quali 59 spettano alla coda.
Kecettori a lente.
La rostrale è munita di dodici recettori discretamente bene delimitati, disposti in fila
alla periferia della squama, ma assenti sul margine inferiore. Le squame a contatto colla
rostrale hanno ciascuna tre organi bene delimitati.
Le squame grandi, carenate e fortemente rugose della parte superiore del capo, hanno
da uno a cinque recettori relativamente bene delimitati, piccoli, addensati nella parte poste¬
riore e sulle carene. Le squame piccole e medie hanno da uno a tre recettori, situati sempre
nella parte posteriore; uno è di solito situato dietro la carena centrale longitudinale, gli al¬
tri invece sulle carene trasversali. I recettori hanno diametro variabile da due a cinque cen¬
tesimi di millimetro, sono ben delimitati, con lente non molto spessa.
Le squame che si trovano lateralmente alla rostrale hanno due o tre recettori ben di¬
stinti, situati nella parte posteriore. Le squame del canto rostrale ne hanno anche sei o
sette, situati nel bordo posteriore e superiore. La placca nasale ha ventisei recettori, situati
quasi tutti ai margini e pili numerosi nella parte inferiore e posteriore. Il loro diametro va¬
ria da quattro a sei centesimi di millimetro. La lente è sottile. Le squamette tra la narice e
l’orbita hanno sino a tre recettori del tipo di quelli della placca nasale (Fig. 1).
Le squame strette e allungate dell’arca¬
ta sopra orbitale ne hanno uno posteriormente,
e due o tre in prossimità della fine della care,
na e tanto superiormente quanto, ma più di
rado, inferiormente ad essa. Qualche volta siila
a solo il recettore situato dietro la carena. Le
squamette in contatto colle precedenti ne han¬
no uno o due situati nello spessore del mar¬
gine superiore.
Le granulazioni palpebrali mancano di or¬
gani. Le ciliari ne hanno anche sei o sette di¬
scretamente bene delimitati, situati tutti sullo spigolo o sulla faccia che guarda verso l'in¬
terno. Il diametro delle lenti varia da due a quattro centesimi di millimetro. Le ciliari in¬
terne sono mal conservate; sembra tuttavia che anch’esse abbiano qualche recettore.
Amphibolurus adelaidensis. Squama tra
la narice e l’orbita. Le lenticelle hanno
un diametro variabile da 4 a 6 cente¬
simi di millimetro.
218
GIUSEPPE SCORTECCI
Le squame grandi tra l’orbita e l’apertura auricolare ne hanno da due a quattro nella
parte posteriore; uno di solito è alla fine della carena. Le squame piccole ne hanno da uno
a tre in simile posizione. Le squame, comprese quelle puntute attorno l’apertura auricolare,
hanno sempre un recettore e talvolta due, situati nella faccia posteriore.
Le labiali superiori hanno da quattro ad otto recettori, alcuni dei quali sono disposti
nella parte superiore della squama, altri in quella posteriore, mancano in quella inferiore
anteriore.
Le squame delle file situate sopra le labiali hanno recettori in posizione simile a quella
indicata, ed in numero variabile da due a sette.
La sinfisiale è in cattive condizioni ; tuttavia si vede chiaramente che vi sono recettori
in non grande numero (al massimo otto) si.
tuati lungo tutti i bordi salvo quello antero-
superiore, e che le lenticelle sono assai spesse.
Le labiali inferiori hanno recettori, e que¬
sti sono situati sul bordo superiore, posteriore
e inferiore ; le anteriori ne hanno solamente due
o tre, che talvolta sono posti anche nel bordo
anteriore, le posteriori e centrali invece nehan.
no da sette a dodici. Le squame a contatto
colla sinfisiale ne hanno da tre a cinque, situa,
ti lateralmente e posteriormente.
Le squame del mento e della gola hanno
posteriormente un recettore ; ne mancano pe¬
raltro quelle della piega golare.
Gli astucci piramidali della piccola ere.
sta nucale hanno due o tre recettori situati
sulle facce laterali o posteriori.
Le spine dei lati del collo hanno recet.
tori simili per numero e posizione.
Le squamette piccole della nuca hanno un
solo recettore, quelle grandi due o tre nella
normale posizione.
Le squame puntute disposte sul dorso in
file regolari hanno nella parte posteriore da
due a sei recettori assai bene delimitati (Fig. .5) ; le squame grandette della linea vertebrale
ne hanno tre e più spesso due ; quelle più piccole ne mancano o ne hanno uno solo.
Le squame del petto hanno per la maggioranza un recettore situato nella parte poste¬
riore e un po’ di lato della punta. La lenticella di tali recettori è assai spessa, non sempre
bene delimitata e il suo diametro non supera i quattro centesimi di millimetro.
L’addome è quasi tutto privo dello strato corneo, e dove le squame esistono sono in
cattiva condizione. In alcune tuttavia si vede chiaramente che c’è un recettore situato esat¬
tamente al di sotto della punta. La lente è piccola e non bene delimitata.
Le squame grandi delle parti superiori e basali della còda hanno anche cinque recet¬
tori situati tutti nella parte posteriore; le squame piccole ne hanno uno all’estremità e nella
parte superiore; le squame di media grandezza ne hanno due, uno sotto la punta e uno di
fianco ad essa. Talvolta sono anche tre. Le lenti sono ben delimitate, e presentano una no¬
tevole sottigliezza.
Fig. 5
Amphibolurus adelaidensis. Astuccio
piramidale di una grande dorsale con
sei recettori. L le lenti hanno un dia¬
metro di 5-6 centesimi di millimetro.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
219
Nelle altre squame delle parti superiori della coda si hanno di solito due recettori si¬
tuati uno per lato della punta.
Le squame grandi delle parti basali laterali ne hanno anche sei, situati nella l'accia po¬
steriore e collocati al sommo di rilievi ben delimitati. Le squame delle parti inferiori della
coda hanno di solito due piccoli recettori come quelle delle parti superiori.
Le parti a utero-superiori delle braccia hanno da uno a tre recettori alloggiati nella
parte posteriore delle squame fortemente carenate. Il dorso delle mani e le dita, nelle parti
superiori, hanno squame con uno-tre recettori alloggiati nello spessore del margine libero.
Nelle squame delle altre regioni degli arti anteriori si hanno sino a tre recettori. In alcune
peraltro, essi mancano. In ogni modo sono assai meno bene delimitati di quelli delle parti
superiori. Le squame delle palme delle mani e le subdigitali mancano di recettori.
Le squame grandi che coprono le parti superiori ed anteriori degli arti posteriori
hanno sino a cinque recettori ben delimitati e situati come nelle squame del dorso e della
coda. Le squame di mèdia grandezza hanno da due a tre recettori, le piccole uno. Le squame
del dorso dei piedi hanno un paio di recettori, quelle delle dita, nelle parti superiori, uno.
Le squame che rivestono le altre parti degli arti posteriori hanno generalmente un re¬
cettore nella normale posizione.
Ne mancano quelle delle piante dei piedi e le subdigitali.
Amphibolurus pictus
Australia del Sud.
Corpo depresso.
Lunghezza totale ISO min., di cui 115 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale ha sedici recettori del diametro variabile da cinque a otto centesimi di mil¬
limetro e disposti in fila lungo il margine superiore. Le squamette subito dietro la rostrale
hanno tre o quattro recettori nella parte posteriore. Quelle più grandi della linea centrale
del muso ne hanno da due a cinque. Le squame della regione sopra orbitale ne hanno da uno
a quattro, situati sempre nella parte posteriore.
Le plaecliette poste sul canto rostrale ne hanno da tre a cinque situati nel bordo supe¬
riore e in quello posteriore; nelle plaecliette che formano file regolari tra il canto rostrale e
le labiali se ne hanno da due a cinque, situati sempre nella parte superiore e posteriore. La
placca nasale ha oltre venticinque recettori situati alla periferia e con lente di diametro va¬
riabile tra quattro a sette centesimi di millimetro. Quelle dietro la nasale ne hanno da due
a quattro situati nel bordo posteriore o in quello superiore. Le squame strette e allungate
dell’arco sopra orbitale sono disposte in più serie. Quelle carenate ne hanno uno molto pic¬
colo alla fine della carena ; quelle poste al di sopra delle precedenti ne hanno sino a quat¬
tro, situati verso l’estremità posteriore; quelle poste al di sotto delle squame carenate ne
hanno anche otto assai piccoli, disposti in fila longitudinale. Le lenti hanno diametro oscil¬
lante fra tre e quattro centesimi di millimetro. Le granulazioni palpebrali mancano di recet¬
tori. Le ciliari ne hanno due o tre piccolissimi sulla faccia che guarda l’occhio ; uno o due ne
possiedono anche le ciliari interne.
Le squame grandette e carenate che delimitano inferiormente l’orbita hanno raramente
un recettore sulla carena, più spesso uno o due dietro la carena. Le squame delle tempie ne
220
GIUSEPPE SCORTECCI
hanno uno situato alla sommità o un po’ spostato posteriormente. Le squame che delimi¬
tano anteriormente l’apertura auricolare ne hanno uno o due. Uno soltanto, e al sommo della
convessità o un po' spostato posteriormente, quelle piccole che si trovano dietro l’apertura
auricolare.
Le labiali superiori, assai piccole, hanno al massimo una diecina di recettori situati
nella parte posteriore e superiore. Le squame delle file parallele alle labiali li hanno supe¬
riormente alla carena o alla fine di essa. Al massimo sono sette; più spesso sono in numero
minore.
La sinfisiale ha sette recettori situati verso i margini laterali e posteriore. Le labiali
inferiori ne hanno sette od otto al massimo, e spesso collocati soltanto nel bordo inferiore e
posteriore. Le squame delle file prossime alle labiali li hanno anch’esse nella parte interna e
posteriore. Le squamette dietro la sinfisiale hanno nella parte posteriore sino a otto recettori.
Procedendo dal mento verso la gola i recettori diminuiscono di numero, e sulle golari sono
uno per squama. Tali recettori sono sempre assai piccoli (talvolta meno di quattro cente¬
simi di millimetro) e con lente non bene delimitata. Mancano sulle granulazioni della
piega tra il petto e il collo.
Le squame della piccola cresta lineale hanno un recettore dietro e sotto la punta; le
granulazioni della nuca uno alla sommità. Le spine ai lati del collo ne hanno uno posto
come sulle squame della cresta.
Le squame grandette della linea vertebrale mancano di recettori, oppure ne hanno uno
non bene delimitato, piccolo, situato all’estremità posteriore e un po’ al di sotto della punta
ch’è arrotondata. Le altre squame del dorso ne hanno di solito uno con lente del diametro
di quattro centesimi di millimetro od anche meno, situato alla estremità posteriore. Nella
parte alta dei fianchi le squame sono nelle identiche condizioni; nella parte bassa, dove
sono più grandi delle dorsali, e quasi lisce, si ha un piccolo recettore in vicinanza del¬
l'estremità. Sul petto moltissime squame mancano di recettori, altre ne hanno uno alloggiato
nello spessore della parte posteriore, con lente non più larga di quattro centesimi di milli¬
metro, mal delimitata, difficilmente visibile. Sul ventre i recettori sono ancora più rari.
Le squame delle parti superiori e laterali della coda hanno ciascuna uno o due recet¬
tori alloggiati nello spessore del bordo poste¬
riore e uno per lato della punta. Nelle squame
delle parti inferiori se ne hanno uno o due, ma
meno ben delimitati e con lente assai spessa.
Le squame delle parti antero-superiori
delle braccia hanno uno o due recettori situati
all’estremità libera o, nel caso di quelle pros¬
sime all’attaccatura, addirittura nello spessore.
Sulle squame del dorso delle mani e deliedita,
nelle parti superiori e laterali, si hanno uno
o due recettori (Fig. 6). Le squame delle par
ti inferiori hanno uno o due recettori allog¬
giati nello spessore del bordo libero.
Mancano nelle squame della palma e nel¬
le subdigitali.
Amphibolurus pìctus. Squama della
parte superiore delle dita delle mani.
Le lenti hanno un diametro di 4 cen¬
tesimi di millimetro.
Sulle squame delle parti antero-superiori delle cosce si ha un recettore posto all’estre¬
mità libera; su quelle delle tibie alloggiato invece nello spessore. Sulle squame delle parti
inferiori delle cosce si ha un recettore come nelle parti superiori anteriori; nelle granula-
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
221
zioni, invece, spesso non vi sono recettori. Nelle squame delle parti inferiori e posteriori delle
tibie i recettori sono uno o due alloggiati nello Spessore dell’estremità libera. Sul dorso dei
piedi e sulle dita, le squame hanno uno o due recettori nella parte libera, talvolta esatta¬
mente all’estremità, talvolta nello spessore. Le squame subdigitali e quelle delle piante dei
piedi mancano di recettori.
Amphiboìurus pulcherrimus
Australia occidentale.
Corpo depresso.
Lunghezza totale 100 min., di cui 59 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale possiede 11 recettori disposti in fila lungo i margini superiore e laterali.
Essi sono poco rilevati, con lente spessa e del diametro di quattro centesimi di millimetro.
Le placchette immediatamente dietro la rostrale portano due, tre od anche un solo recet¬
tore; quelle seguenti, che sono fortissimamente carenate, ne hanno uno o, più spesso, due e
tre situati sempre nella parte posteriore.
Le sopra orbitali ne hanno anch’esse uno o due; tre o quattro ne portano quelle ante¬
riori della nuca. Essi sono situati o lungo i lati della carena longitudinale o lungo quella
posteriore trasversale, od ancora, quando tale ultima carena manca, lungo il bordo posteriore
e latero-posteriore. 11 diametro di questi organi non è superiore a quattro centesimi di milli¬
metro.
Le squame del canto del muso portano uno o due recettori nella parte posteriore, dietro
la fine della carena. Le squame poste sui lati del muso in vicinanza della rostrale portano due
o tre recettori tanto nello spessore del margine libero quanto nella faccia che guarda verso
l’esterno. Le squame parallele alle labiali superiori hanno uno o due recettori posterior¬
mente alla carena ed anche nella parte che sta sotto la carena.
La placca nasale ha una ventina di recettori disposti ai margini e particolarmente in
quello anteriore e superiore. Le squame tra la narice e l’orbita hanno generalmente un solo
recettore situato alla sommità.
Le squame strette e allungate dell’arcata sopraorbitale, hanno un solo recettore si¬
tuato alla fine della carena. Le granulazioni palpebrali mancano di recettori. Le ciliari, prive
dello strato corneo, sembrano possedere, alla sommità o nella faccia che guarda verso l’oc¬
chio, due o tre recettori. Le ciliari interne, anch’esse prive dello strato corneo, ne hanno uno
del diametro di due centesimi di millimetro, situato di solito nella parte prossima alle ciliari.
Le squame piccole tra l'orbita e l’apertura auricolare ne hanno uno o, al massimo, due,
situati nella parte posteriore e assai piccoli. Attorno all’apertura auricolare le squame
convesse e appuntite hanno un rettore posto alla sommità, oppure due ed in tal caso situati
sotto la punta.
Le labiali superiori, prive di strato corneo, sembrano avere al massimo sei recettori ed
in media ne sono meno ricche quelle posteriori. Essi sono situati nella parte alta della squa¬
ma e uno di solito dietro la fine della carena. Le squame a contatto colle labiali superiori
hanno da quattro a cinque recettori situati come nelle labiali. Le squame parallele alle la¬
biali, ma da esse più lontane delle precedenti, ne hanno due, tre, quattro, di solito solo nella
parte posteriore, e più spesso soltanto nella parte alta. Di rado uno trovasi anche nella parte
222
GIUSEPPE SCORTECCI
bassa. La sinfisiale ha sedici recettori, mal delimitati e disposti ai margini, salvo che in
quello antero-superiore.
Le labiali inferiori ne hanno da sei a nove, situati tanto nella parte alta, quindi in pros¬
simità delle labbra, quanto nella parte sotto la carena e posteriormente ad essa.
Le squame delle file prossime alle labiali inferiori ne hanno da tre a sei, situati nella
parte posteriore e da ambo i lati della carena, ma più numerosi da quello che guarda verso
l’esterno.
Le squame subpiane del mento ne hanno
uno o due, situati nella parte posteriore ed
aventi un diametro variabile da due a quattro
centesimi di millimetro.
La gola è compiutamente priva di strato
corneo e nulla si può dire di preciso, sembra
tuttavia che gli organi siano piuttosto rari, ma
che uno sia presente su qualcuna delle squa¬
me delle pieghe golari.
Sulla nuca le squame piccole hanno per la
maggioranza un organo situato di solito al¬
l’estremità della punta con cui si continua la
carena; le squame grandi, invece, ne hanno
due, tre o quattro, situati nella parte poste¬
riore in fila più o meno regolare (Fig. 7).
Alcuni hanno un diametro di 5 centesimi di millimetro.
Il dorso è tutto privo di strato corneo ed in cattive condizioni di conservazione; sem¬
bra tuttavia che la maggior parte delle squame abbia almeno un recettore situato nella parte
posteriore dietro la fine della carena.
Sui lati del corpo le condizioni di conservazione sono migliori; qui sembra che le, gra¬
nulazione piccole vicine alle ascelle manchino di recettori e che invece questi siano presenti
su molte squamette delle altre parti. In ogni modo essi sono piccoli e mal delimitati.
Sul petto, anch’esso privo di strato corneo e in pessime condizioni, non si può vedere
come siano disposti i recettori ; in una sola squama ben conservata si notano due organi
piccolissimi, situati nello spessore della parte posteriore, uno per lato della punta con cui
si continua la carena.
Sull'addome molte squame mancano di rivestimento corneo; di quelle che l’hanno, alcune
presentano uno o, al massimo, due recettori alloggiati nello spessore del margine posteriore.
Essi hanno un diametro non superiore a tre centesimi di millimetro.
Sulla coda, tanto superiormente quanto inferiormente, le squame piccole hanno un
recettore, e quelle grandi due, situati nel primo caso sotto la punta, nel secondo al lati di
essa. Le squame delle altre parti superiori della coda sembrano avere due recettori in po¬
sizione consimile a quella dei precedenti.
Ai lati della parte basale della coda, le squame grandi, per quanto prive di strato cor¬
neo, mostrano chiaramente di possedere da quattro a cinque recettori disposti in fila nella
parte posteriore.
Inferiormente la coda è in pessime condizioni; sembra tuttavia che ogni squama abbia
due recettori nella parte posteriore.
Le squame delle parti anteriori e superiori delle braccia sono prive dello strato corneo ;
sembra peraltro che esse abbiano un organo ciascuna situato nella parte posteriore.
Fig. 7
Amphibolurus pulcherrimus. Squama
grande della nuca. Le lenti hanno un
diametro di 5 centesimi di millimetro.
I KECETTORI DEGLI AGAMIDI
223
Nelle parti inferiori le squame sono in condizioni migliori ; sembra che molte di esse
abbiano un recettore alloggiato nella parte posteriore e nello spessore. Tale recettore non
sembra avere diametro superiore a tre centesimi e mezzo di millimetro.
Le dita delle mano sono tutte prive di strato corneo, ma è chiaro che nella parte su¬
periore le placchette possiedono almeno un recettore ciascuna. Le squame degli arti poste¬
riori mancano del rivestimento corneo; sembra tuttavia che ognuna abbia uno o due recettori.
Questi sono presenti in numero di uno o due anche sulle squame delle parti superiori delle
dita, e situati normalmente.
Amphibolurus ornatus
Australia.
Corpo depresso.
Lunghezza totale 118 mm., di cui oO spettano alla coda in parte mancante.
Recettori a lente.
La rostrale ha una diecina di recettori, molto piccoli, poco rilevati, pochissimo distinti,
disposti in tila lungo i margini laterali e superiore.
Le squame della parte superiore del muso hanno da due a quattro recettori assai pili
distinti dei precedenti, situati sempre nella parte posteriore e dietro la fine della carena o, se
le squame sono convesse, dietro la fine della convessità e misuranti sei centesimi di mil¬
limetro. Le squame sopra le orbite hanno ciascuna, nella quasi totalità dei casi, un solo re¬
cettore situato alla fine della carena.
Le squame tra la rostrale e la nasale, poste sul canto rostrale, hanno da due a quattro
recettori situati nella parte posteriore, oppure nel bordo superiore; quelle prossime alle la¬
biali ne hanno sino a cinque disposti ovunque, ma specialmente verso la parte posteriore.
La nasale ha ventitré recettori disposti in fila lungo i margini esterni. Le squame grandette
subito dopo la rostrale ne hanno da uno a quattro collocati al sommo della convessità e un
po’ spostati verso la parte posteriore. Le squame strette e allungate dell'arco sopraorbitale
sono per la maggior parte prive dello strato corneo; sembra tuttavia che abbiano un solo, pic¬
colo recettore situato dietro la fine della carena. Le squame poste immediatamente al di sotto
delle precedenti hanno sino a cinque e sei recettori situati esattamente in fila sullo spigolo.
Le granulazioni palpebrali e le ciliari sono per la maggior parte prive dello strato corneo;
sembra tuttavia che le prime manchino di recettori e che le seconde ne abbiano da due a
quattro sulla faccia che guarda verso l'occhio.
Le squame della regione delle tempie sono per la maggior parte prive dello strato cqx-
neo; sembra tuttavia che le piccole, comprese quelle intorno alla membrana timpanica, ab¬
biano un recettore dietro la fine della carena, e quelle grandi due nella medesima posizione.
Le labiali superiori sono anch’esse in cattive condizioni, ma si vede tuttavia che hanno al
massimo sei recettori, situati nella parte alta della squama e posteriormente. La sinfisiale
manca di recettori e le labiali inferiori, che sono in condizioni non migliori delle superiori,
hanno recettori situati lungo la parte inferiore e posteriore. Le golari e le mentali hanno
ciascuna un piccolo recettore nella parte posteriore.
Il dorso, il petto e il ventre sono privi di strato corneo, ma si vede che le squame delle
parti superiori posseggono quasi tutte un piccolo recettore situato all’estremità posteriore,
spesso sotto la fine della carena, mentre le squame delle parti inferiori sembrano esserne
s
224
GIUSEPPE SCORTECCI
prive. Anche la coda è in cattivo stato di conservazione, sembra tuttavia che ogni squama
delle parti superiori e laterali abbia uno o due recettori situati, se uno, di lato e posterior¬
mente alla punta con cui termina la carena. Le squame delle parti inferiori, molte delle
quali sono in discrete condizioni, mancano invece di recettori.
Le squame delle parti anteriori e superiori delle braccia, comprese le sopra digitali e
quelle del dorso delle mani, hanno per la maggioranza un recettore, situato dietro la fine
della carena; non poche ne hanno anche due. Le squame delle parti inferiori e posteriori, in
cattivo stato di conservazione, sembrano invece mancarne.
Anche gli arti posteriori hanno squame in cattive condizioni, sembra tuttavia che quelle
delle cosce posseggano un recettore solo nelle parti superiori anteriori; quelle delle tibie in¬
vece sembra ne posseggano uno.
Le dita e il dorso delle mani hanno squame munite di uno o, al massimo, due recettori.
Ne mancano le subdigitali e quelle delle piante dei piedi.
Amphibolurus angulifer
Tasmania.
Corpo depresso.
Lunghezza totale 188 min., di cui 118 spet¬
tano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale ha sette recettori, poco rilevati,
disposti per la maggior parte lungo il mar¬
gine superiore.
Le squame a contatto colla rostrale hanno
ciascuna due recettori, piccoli, poco affossati
e rilevati.
Le squame della parte superiore del muso
hanno una carena centrale contornata da
altre di forma molto varia, e irregolari, I
recettori, da uno a cinque, sono situati sem¬
pre nella parte posteriore e dietro la fine
della carena principale e anche delle altre
(Fig. 8). Il diametro delle lenti è di cinque
o sei centesimi di millimetro.
Le squame del canto rostrale hanno da uno
a tre recettori, piccoli, situati nella parte
posteriore e superiore.
Australia sud occ. (Fort Denison).
Corpo depresso.
Lunghezza totale 184 inni., di cui 120 spet¬
tano alla coda
Recettori a lente.
La rostrale ha quindici recettori disposti in
fila lungo il margine superiore e alcuni al
centro.
Le squame a contatto colla rostrale hanno
recettori come quelli dell’altro esemplare.
Le squame della parte superiore del muso
hanno non solo dimensione, ma aspetto del
tutto diverso da quelle dell’esemplare tasma¬
niano. Sono percorse da una forte carena di¬
ritta longitudinale e corruscate. I recettori
sono più spesso uno, ma anche sino a quat¬
tro per squama, situati nella parte poste¬
riore e dietro la fine della carena principale,
o nella parte latero-posteriore della squama
(Fig. 9). Il diametro di tali recettori è un
po’ superiore a quello degli organi dell’esem¬
plare tasmaniano.
Le squame del canto rostrale, diverse per
forma da quelle dell’esemplare tasmaniano,
hanno da uno a tre recettori situati come
nell’altro esemplare.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
225
Le squame tra la rostrale e la nasale hanno
da uno a tre recettori situati specialmente
nella parte posteriore, ma anche al centro.
La nasale ha 27 recettori, la lente dei quali
ha diametro oscillante fra quattro e sei cen¬
tesimi di millimetro, addensati alla perife¬
ria e più numerosi in basso.
Squama della parte superiore del ca¬
po di Amphibolurus angulifer (Tasma¬
nia). Le lenti hanno un diametro di
5 centesimi di millimetro.
Le squame tra la nasale e rocchio, verso il
canto rostrale, hanno da uno a tre recettori
nella parte superiore e spesso nel bordo ;
quelle dietro la narice, non vicine al canto
rostrale, ne hanno anche cinque, disposti
quasi ovunque, ma più spesso nella parte
bassa e dietro la carena.
Le squame strette e allungate dell’arco so¬
pra-orbitale, hanno da uno a due recettori,
situati uno dietro la fine della carena, l’al¬
tro, se esiste, superiormente alla carena. Le
squame poste al di sotto delle precedenti
hanno anche cinque recettori situati in fila
nel bordo superiore, al riparo di una pic¬
cola carena.
Le squame tra la rostrale e la nasale hanno
da uno a quattro recettori, situati spesso po¬
steriormente, ma anche al centro.
La nasale ha 24 recettori di forma un po' di¬
versa da quelli dell’esemplare tasmaniano,
del diametro variabile fra cinque e otto cen¬
tesimi di millimetro, e disposti quasi tutti in
fila alla periferia.
Fig. 9
Squama della parte superiore del capo
di Amphibolurus angulifer (Australia).
Le lenti hanno un diametro di 5 e mez¬
zo o 6 centesimi di millimetro.
Le squame delle parti indicate per l’altro
esemplare hanno aspetto diverso, ma recet¬
tori in numero e posizione simili, sebbene
un po’ più piccoli.
Le squame strette e allungate dell’arco so¬
pra-orbitale hanno un solo recettore situato
dietro la fine della carena ; quelle poste al
di sotto delle precedenti ne hanno uno o due,
posti in modo identico a quelli dell’esem¬
plare tasmaniano.
226
GIUSEPPE SCORTECCI
Le granulazioni palpebrali mancano di re¬
cettori; invece le ciliari ne possiedono da
due a quattro nella faccia che guarda
l’occhio.
Le ciliari interne hanno anche tre recettori
Le squame grandi e fortemente carenate
delle tempie hanno sino a quattro o cinque
recettori situati nella faccia posteriore. Le
più piccole ne hanno da uno a tre in simile
posizione.
Le squame attorno all’apertura auricolare
hanno spesso un recettore dietro la fine della
carena, o se la squama è rilevata, puntuta,
verso la base della punta.
Nelle labiali superiori i recettori sono pic¬
coli, mal delimitati, disposti verso l’estre¬
mità posteriore e superiormente alla carena.
La prima labiale ne ha uno, la seconda 2,
la terza 4, la quarta 4, la quinta 2, la sesta
3, la settima 2, le posteriori ne mancano.
Le squame delle serie poste sopra le labiali
hanno sino a quattro recettori ciascuna.
Quelle della fila a contatto colle labiali, li
hanno alla fine della carena e superiormente
ad essa; quelle delle file superiori li hanno
alla fine della carena e tanto inferiormente
quanto superiormente ad essa.
La sinfìsiale, priva di strato corneo, forse ne
possiede due nel margine posteriore. Nelle
labiali inferiori sono situati quasi costante-
mente verso il margine interno e posteriore.
Nella prima ce n'è uno, nella seconda ve ne
sono 4, nella terza 6, nella quarta 6, nella
quinta 6, nella sesta, 5, nella settima 3, nel-
l’ottava e nona 3, nella decima 1. Nelle squa¬
me adiacenti alle labiali sono sino a sei e
collocati di solito sul margine interno e po¬
steriore.
Le granulazioni palpebrali mancano di re¬
cettori ; le ciliari ne hanno da due a quattro
come nell'altro esemplare.
Le ciliari interne sono sciupate, ma è certo
che posseggono alcuni recettori.
La forma delle squame grandi delle tempie
è del tutto diversa da quelle dell’esemplare
tasmaniano. I recettori sono fino a quattro
e situati nella parte posteriore, in fila irre¬
golare. Le squame piccole ne hanno uno
o due.
Le squame attorno all’apertura auricolare
hanno uno o, al massimo, due recettori die¬
tro la fine della carena, o, se rilevate e pun¬
tute, verso la base della punta.
1 recettori delle labiali sono in numero un
po’ maggiore che nell’altro esemplare, ma si¬
mili j>er aspetto e dimensioni. La prima la¬
biale ne ha 3, la seconda 4, la terza 4, la
quarta 4, la quinta 3, la sesta 3, la settima
2, le posteriori ne mancano.
Le condizioni sono quasi identiche a quelle
dell’altro esemplare, generalmente peraltro
quelle della fila a contatto colle labiali ne
hanno uno solo dietro la fine della carena,
e quelle della fila superiore ne hanno al
massimo tre.
La sinfìsiale è priva di strato corneo ; sembra
tuttavia che vi siano otto recettori disposti
in fila lungo il margine posteriore. Sulle la¬
biali sono collocati come nell’altro esempla¬
re. Nella prima sono 3, nella seconda 3, nel¬
la terza 3, nella quarta 2, nella quinta e se¬
sta 4, nella settima e ottava 3, nella nona 2,
nella decima 3. Sulle squame adiacenti alle
labiali sono sino a quattro o cinque, situati
nella parte che guarda verso l’interno, e po¬
steriormente.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
227
Le squame del mento hanno quasi tutte da
uno a tre recettori situati nella parte po¬
steriore.
Quelle della gola (parte anteriore), puntute,
ma non mucronate, ne hanno uno di lato
della punta e non facilmente visibile. Quelle
della parte posteriore della gola, puntute,
mucronate e non di rado con due lunghis¬
sime punte, spesso mancano di recettori o
ne hanno uno situato alla base della punta e
alloggiato nello spessore della squama (Fi¬
gura 10). Il diametro delle lenti è di sei cen¬
tesimi di millimetro.
Fig. 10
Squama golare posteriore di Amphibo-
lurus angulifer (Tasmania) vista dal di
sotto. La lente ha un diametro di 6 cen-
tesimi di millimetro.
Le squame del mento vicine alla sinfisiale
hanno sino a tre recettori; su quelle del
mento dietro alle precedenti si ha quasi sem¬
pre un solo recettore situato esattamente al¬
l’estremità. In quelle della gola, che sono
puntute ma non lanceolate, come nell’esem¬
plare tasmaniano, si ha quasi sempre un
recettore situato immediatamente al di sot¬
to della punta (Fig. 11).
Fig. il
Gelare posteriore (senza rivestimento
corneo) di Amphibolurus angulifer
(Australia)
Tutte le spine dei lati del collo sono prive di
strato corneo, sicché non si può dire nulla di
molto preciso. Sembra tuttavia che quelle di
media e non poche di quelle di piccola di¬
mensione abbiano un recettore.
Le squame grandi, carenate e mucronate, di¬
sposte sul dorso in file longitudinali, hanno
spesso un recettore situato nella parte poste¬
riore. Quelle di media dimensione ne hanno
anch’esse uno dietro e sotto la punta ; quelle
piccole spesso ne mancano. Il diametro delle
Le spine ai lati dal collo, di forma diversa
da quelle dell’altro esemplare, hanno di so¬
lito un solo recettore situato dietro la punta
e verso la base di essa. Le squame di media
grandezza ne hanno uno; le piccole spesso
ne mancano.
Le squame grandi disposte sul dorso in file
longitudinali (squame che hanno forma di¬
versa da quelle dell’altro esemplare) hanno
solitamente un recettore sotto e dietro la
punta. Il diametro della lente è di quasi die¬
ci centesimi di millimetro. Talvolta i recet-
228
GIUSEPPE SCORTECCI
lenti non oltrepassa gli otto centesimi di mil¬
limetro. Sui fianchi le condizioni sono presso
che identiche.
Le condizioni delle squame del petto sono
decisamente cattive; sembra tuttavia che la
maggior parte delle squame manchi eli recet¬
tori. Quando se ne ha uno, questo è situato
un po’ di lato della punta, nello spessore del¬
la squama, piccolo, malissimo visibile. L’ad¬
dome è tutto privo di strato corneo e nulla si
può dire dei recettori.
Le squame grandi, disposte sulla coda in file
longitudinali, hanno nella parte posteriore
ed in posizione normale, uno, due o tre recet¬
tori Den distinti. Le squame piccole ne han¬
no uno solo sotto e dietro la punta. Nella
parte distale della coda le squame, che sono
eguali tra loro, hanno costantemente due re¬
cettori uno per lato della punta.
Le squame della parte basale e inferiore del¬
la coda, hanno uno o due recettori situati a
lato della punta, uno per parte. Quelle delle
parti distali ne hanno sempre due, più di¬
stinti nelle squame prossime all’attacco del¬
la coda.
Le squame delle parti antero-superiori delle
braccia, mancano spesso di recettori oppure
ne hanno uno o due nella parte postero-infe¬
riore ; sono piccoli e mal delimitati. Sul dor¬
so delle mani non poche squame ne man¬
cano, altre ne hanno due piccoli e mal deli¬
mitali, situati ai lati della punta o esatta¬
mente alla estremità della squama stessa. Le
squame che ricoprono lateralmente e superior¬
mente le dita mancano in parte di recettori,
altre ne hanno uno o due alloggiati nello
spessore del bordo libero, piccoli e mal deli¬
mitati, con lente spessa.
tori sono anche due. Nelle altre squame me¬
die e piccole del dorso, spesso i recettori
mancano ; di rado se ha uno. Sui fianchi le
condizioni sono pressoché identiche.
Le squame del petto provviste di una punta
che tuttavia è assai più breve che nell’altro
esemplare, hanno ciascuna un recettore pic¬
colo, con lente spesso alloggiata sotto la pun¬
ta, difficilmente visibile. Sull’addome le con¬
dizioni sono simili, soltanto il recettore è
spesso spostato a lato della punta.
Le squame della parte superiore e laterale
della coda, quantunque di forma un po’ di¬
versa da quelle dell’altro esemplare, hanno
recettori simili e nello stesso numero.
Le squame della parte basale e inferiore del¬
la coda mancano di recettori o ne hanno
uno ; le squame della parte distale ne hanno
due come nell’esemplare tasmaniano.
Non poche squame delle parti antero-supe¬
riori delle braccia mancano di recettori, al¬
tre ne hanno uno o due sotto la punta.
Sul dorso delle mani, quasi tutte le squame
hanno un recettore proprio all’estremità
della punta. Le squame delle dita sono in
cattive condizioni; sembra tuttavia che al¬
cune abbiano un recettore piccolo e non
bene delimitato sotto l’estremità della punta.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
229
Le squame delle parti inferiori, interne e
posteriori delle braccia, soiio in pessime con¬
dizioni; sembra tuttavia , che molte manchi¬
no di recettori ; altre invece pare ne abbiano
uno sotto la punta o un po’ di lato, spesso
alloggiato nello spessore dell’estremità libe¬
ra. In ogni modo i recettori sono piccoli e
mal delimitati. Mancano sotto le dita e sulla
pianta.
Nelle parti antero-superiori degli arti poste¬
riori le squame di grandi dimensioni hanno
da uno a cinque recettori e di solito due si¬
tuati in fila trasversale nella parte poste¬
riore e alla base della punta. Le squame pic¬
cole ne mancano o ne hanno uno, situato
posteriormente. Sul dorso dei piedi, le squa¬
me hanno di solito due recettori ed uno o
due quelle delle dita. Sono sempre piccoli ma
distintissimi.
Le squame delle altre parti degli arti poste¬
riori sono in pessime condizioni ; sembra tut¬
tavia che i recettori siano come nell’altro
esemplare. Sotto le dita e sulle piante dei
piedi i recettori mancano.
La maggior parte delle squame, salvo le più
piccole, delle parti inferiori, interne e po¬
steriori delle braccia, hanno un piccolo re¬
cettore situato proprio al di sotto della
punta. Ne mancano le squame delle palme
e le subdigitali.
La maggior parte delle squame, tanto grandi
quanto piccole, delle parti antero-superiori
degli arti posteriori hanno un recettore.
Nelle grandi è situato sotto la punta, nelle
piccole all’estremità delle squame. La dimen¬
sione della lente è assai minore nelle squa¬
me piccole. Sul dorso dei piedi, le squame
hanno spesso due recettori, oppure uno, si¬
tuati come nell’esemplare tasmaniano. Sulle
squame delle dita si ha quasi sempre un solo
recettore situato un po’ di lato della punta.
Sulle squame delle altre parti degli arti po¬
steriori si ha quasi sempre un recettore si¬
tuato dietro e sotto la punta. Mancano re¬
cettori nelle squame delle piante e nelle
subdigitali.
Amphibolurus muricatus
Australia (Melbourne).
Corpo depresso.
Lunghezza totale 239 inni., di cui 157 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale presenta tredici recettori situati in fila lungo il margine superiore. Le squa¬
me dietro la rostrale hanno da due a quattro recettori nella parte posteriore, dietro la fine
della carena. Essi hanno un diametro di quattro centesimi di millimetro.
Le squame sopra-orbitali hanno uno, due, tre organi situati, se uno, alla fine della ca¬
rena longitudinale centrale; se due, uno coni? è stato indicato, ed uno alla fine d'una delle
carene longitudinali laterali ; se tre, alla fine delle tre carene. Le squame della regione alta
temporale hanno uno o due recettori come nelle precedenti. Le squame della parte laterale
del muso, dietro la rostrale, hanno sino a sei recettori situati nella parte più convessa e tal¬
volta sulla carena stessa. Sino a tre sono sulle squame del canto rostrale e situati poste¬
riormente.
230
GIUSEPPE SCORTECCI
La placca nasale ha una trentina di recettori disposti per la maggior parte alla peri¬
feria ; hanno un diametro variabile da due a quattro centesimi di millimetro. Le squame tra
la nasale e l’orbita hanno da uno a tre recettori nella parte posteriore; più di frequente
ce n’è uno solo. Le squame strette e allungate dell’arcata orbitale hanno da uno a tre recet¬
tori nella parte posteriore, alla fine della carena o superiormente alla carena; mai inferior¬
mente. Le granulazioni palpebrali sono prive di organi ; le ciliari ne hanno da tre a cinque,
piccoli, situati verso la sommità e soltanto nella faccia che guarda l’occhio. Le ciliari interne
hanno da tre a cinque recettori situati nello spessore della squama e nella parte alta di essa.
Le placchette delle tempie hanno uno o due organi alla fine della carena. Le placche attorno
all’occhio non differiscono da quelle delle tempie.
Le labiali superiori possiedono al massimo sette recettori, situati nella parte alta e
posteriore. Le squame confinanti colle labiali superiori anteriori hanno da sette a otto recet¬
tori situati normalmente all’estremità posteriore, cioè alla fine della carena e nella parte
posta sopra la carena stessa; quelle a confine con le labiali superiori-posteriori hanno di so¬
lito due recettori alla fine della carena.
La sinfisiale è priva di strato corneo ; sembra tuttavia che essa abbia una quindicina di
recettori situati ai lati e nel bordo posteriore. La prima labiale inferiore ha undici recettori,
situati in ogni parte. Nelle altre labiali sono disposti inferiormente e posteriormente alla
carena; al massimo sono una diecina. In rari casi qualche recettore è situato superiormente
alla carena.
Le squame prossime alle labiali inferiori hanno i recettori addensati nella parte poste¬
riore e inferiormente alla, carena ; al massimo sono sei. Nelle squame del mento e della gola
ce n’è di solito uno situato in vicinanza dell’estremità posteriore. In quelle prossime alla
sinfisiale si hanno anche due o tre recettori.
La piccola cresta nucale è priva di strato corneo. In alcuni elementi di essa tuttavia
si nota la presenza di un recettore situato poco dietro la punta.
In quasi tutte le squamette del collo esiste un piccolo recettore situato normalmente.
Uno o due recettori, situati dietro la punta, si trovano in quasi tutte le squame grandi ca¬
renate, che formano file regolari ai lati del collo. In molte squamette della piega golare non
vi sono recettori.
Il dorso è quasi tutto privo dello strato corneo ; si nota tuttavia che le squame grandi,
carenate e mucronate, disposte in file regolari longitudinali, hanno spesso due recettori si¬
tuati uno per lato della carena e nella parte posteriore. Quelle più piccole, carenate, con una
punta ben distinta, hanno normalmente un recettore sotto la punta stessa. Quelle semi lisce
ne hanno uno verso la estremità; quelle carenate ne hanno uno alla fine della carena. Alcune
squame di tutti i tipi indicati sono prive di recettori e questi in ogni caso hanno un diametro
non superiore a sei centesimi di millimetro.
Sui lati del tronco la maggior parte delle squame hanno un piccolo recettore situato
all’estremità posteriore.
Sul petto e sull’addome lo stato di conservazione della pelle è cattivo ; sembra peraltro
che la maggior parte delle squame manchino di recettori.
Sulle squame grandi della parte superiore della coda si hanno quasi sempre due re¬
cettori situati uno per lato della punta e colla lente volta verso l’alto. In qualche caso i
recettori sono tre: uno sotto la punta e due ai lati. Sulle squame più piccole se ne hanno due.
Sulle squame dei lati della coda se ne hanno sempre due. Il loro diametro massimo è
di otto centesimi di millimetro.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
231
Nelle parti inferiore e basale della coda, le squame hanno spesso due recettori in posi¬
zione assai caratteristica; sono alloggiati in una scanalatura che percorre tutta la parte po¬
steriore della squama ed in corrispondenza di due concavità tra le quali si protende una
punta con cui termina la squama stessa (Fig. 12 e 13). Il diametro di questi recettori è di
quattro centesimi di millimetro; le lenti sono peraltro poco bene delimitate e assai spesse.
Organi similmente posti si trovano anche nelle altre squame della parte inferiore del¬
la coda,
Fig. 12
Fig. 13
Fig. 14
Squama della parte
inferiore e basale
della coda di Am-
phibolurus murica-
tus, vista di lato. Le
lenti hanno un dia¬
metro di 4 centesi¬
mi di millimetro.
La stessa squama
vista dal di sopra.
Squama della parte superiore delle dita
della mano di Amphibolurus muricatus,
vista dal di sotto. Le lenti hanno un
diametro di 6 centesimi di millimetro.
Le squame che rivestono anteriormente e superiormente gli arti anteriori hanno uno o,
al massimo, due recettori; uno o due, spesso alloggiati nella scanalatura che percorre il bordo
posteriore della squama, si vedono anche nelle altre parti superiori degli arti. Uno o due re¬
cettori sono presenti sulle squame del dorso delle mani e delle dita, nella parte superiore.
Qui sono di sovente collocati in una piccola nicchia scavata nello spessore del bordo poste¬
riore (Fig. 14).
Molte squame delle parti inferiori e posteriori mancano di recettori; le altre ne hanno
uno piccolo e poco bene delimitato, alloggiato in una scanalatura del bordo posteriore.
Le squame grandi che coprono la parte anteriore degli arti posteriori, hanno quasi
sempre due distinti recettori posti uno per lato della punta; quelle più piccole ne hanno
uno, ed uno o due, simili a quelli delle dita delle mani, tanto per grandezza, quanto per po¬
sizione, sono posseduti dalle squame delle dita dei piedi.
Le squame delle parti posteriori e inferiori ne hanno quasi sempre uno alloggiato in
una cunetta scavata nel bordo posteriore; le squame delle piante dei piedi e le subdigitali,
mancano di recettori.
232
GIUSEPPE SCORTECCI
Amphibolurus maculatus
Australia occidentale.
Corpo depresso.
Lunghezza totale 217 min., di cui 153 spettanti alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale ha 22 recettori, piccoli, situati in fila ai margini superiore e laterali. Le
placche del muso, di forma caratteristica, sono assai ricche di recettori situati al sommo
Fig. 15
Porzione dell’estremità del muso di Amphibolurus maculatus, vista dalla parte superiore.
Le lenticelle hanno un diametro di 4-6 centesimi di millimetro.
delle carene laterali o lungo di esse, e mancanti quasi sempre sulla centrale ; più numerosi sono
specialmente nella carena trasversale posteriore. Il loro numero giunge anche a dodici ; il
diametro delle lenticelle è spesso inferiore a quattro e tocca di rado i sei centesimi di
millimetro (Fig. 15). Nella parte posteriore del capo e sulle orbite le lenticelle toccano appena
i due centesimi di millimetro.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
233
Le placchette tra l’estremità del muso e l’apertura nasale, possiedono da due a otto re¬
cettori aventi un diametro variabile da due a quattro centesimi di millimetro, e situati quasi
in ogni parte. Sulle squame del canto rostrale sono invece soltanto nella parte superiore.
La placca nasale conta ventitré recettori situati tutti alla periferia.
Le squame tra la narice e l'orbita ne hanno da due a cinque, situati sempre nella parte
posteriore. Le squame strette delFarcata sopra-orbitale ne hanno: uno situato dietro la fine
della carena, ed uno, o al massimo, due nella parte posta sopra la carena e verso il mezzo o
verso l’estremo posteriore.
Le placche ciliari hanno da uno a tre reattori al sommo della convessità lungo la ca¬
rena e nella faccia che guarda l’occhio; le ciliari interne ne hanno sino a cinque del dia¬
metro di due o tre centesimi di millimetro.
Le granulazioni palpebrali mancano di recettori.
Le file di placchette poste tra l’orbita e le labiali, sono provviste di distintissimi re¬
cettori in numero variabile da quattro a undici. Questi sono disposti lungo la carena poste¬
riore e nella parte superiore della squama. Talvolta si trovano anche nella parte inferiore e
tale condizione è normale nelle squame situate tra l’orbita e l’estremità del muso.
Le labiali superiori sono provviste di pochi recettori (da due a otto) e questi inoltre
sono piccoli, difficilmente visibili, mal delimitati. Più numerosi e ben delimitati sono invece
nelle file di squame poste sopra le labiali. In queste peraltro gli organi si trovano esclusiva-
mente nella parte alta, superiormente alla carena.
La sinfisiale è priva di recettori. Le labiali inferiori li hanno addensati nella parte po¬
steriore e inferiore, ma non sono rari neppure nella parte alta. Il loro numero in ogni caso
non è superiore a dieci. Il diametro delle lenti varia da quattro a otto centesimi di mil¬
limetro.
Nelle squame grandette prossime alle labiali inferiori si hanno da sei a nove recettori
non molto ben delimitati e addensati ai margini, in partieolar modo nella parte posteriore.
Nelle golari e nelle mentali anteriori se ne hanno da uno a quattro situati nel bordo poste¬
riore. Nelle golari posteriori sono sempre uno.
Sul collo sono generalmente uno per squama e posti normalmente. Si trovano anche
nelle squame grandette al sommo delle pieghe laterali del collo, mentre mancano in quelle
della sottile piega golare.
Le squamette del dorso hanno normalmente un recettore situato dietro l’incrocio della
carena centrale longitudinale con le due marginali. Tale recettore misura appena tre cente¬
simi di millimetro.
Sui fianchi, le squame, quasi piane, hanno un piccolo recettore situato in prossimità della
estremità appuntita.
Sul petto e sull’addome si hanno uno o due recettori per squama. Essi sono piccoli (due
centesimi di millimetro), mal delimitati, con lente spessa, difficilmente visibili, situati, se uno
all’estremo della punta, se due, uno per lato della punta.
Nelle squame delle parti superiori e basali della coda si ha un recettore alla fine della
carena longitudinale e un po’ sotto di essa; nelle squame delle altre parti superiori se ne hanno
due situati, come di consueto, uno per lato della punta. Tali recettori sono nettissimamente
visibili e misurano da quattro a sei centesimi di millimetro. Nelle squame delle parti infe¬
riori e basali se ne ha uno situato come nelle squame del petto e dell’addome, ma un po’
più grande che in queste. Nelle parti inferiori e posteriori se ne hanno due per squama, di
solito più piccoli e meno bene visibili di quelli delle parti superiori, con lente più spessa e
234
GIUSErrE SCORTECCI
situati alla fine della squama, ma non nel bordo posteriore, sibbene a minima distanza dal
margine distale.
Sulle braccia, nelle parti anteriori e superiori, ogni squama ha uno o due recettori, e
due si trovano anche sulle squame del dorso delle mani e delle dita. Sono assai ben visibili,
nettamente delimitati e misurano da quattro a cinque centesimi di millimetro.
Anche nelle parti inferiori, le squame hanno nello spessore del bordo posteriore un pic¬
colo organo.
Le palme delle mani e la parte inferiore delle dita mancano di recettori.
Sugli arti posteriori le squame delle parti anteriori e superiori hanno uno o, raramente,
due recettori assai piccoli; le sopra-digitali ne hanno due relativamente lontani l’uno dall’al¬
tro e posti sul margine libero.
Sulle cosce, inferiormente, le squame hanno organi simili per numero e posizione a
quelli dell’addome. I granuli della parte posteriore mancano invece di recettori. Sulle tibie
sono presenti ovunque, in numero di uno per squama, ma in quelle delle parti inferiori sono
poco bene delimitati. Sulle squame della parte superiore delle dita e sul dorso dei piedi sono
uno o due nella consueta posizione. Mancano sulle piante dei piedi e sotto le dita.
Amphibolurus cristatus
Australia.
Corpo depresso.
Lunghezza totale 360 min., di cui 250 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale presenta una trentina di recettori di varie dimensioni, situati per la mag¬
gior parte alla periferia; mancano nel bordo inferiore. Tutti sono assai ben visibili, con lente
di spessore poco diverso e sempre sottile; misurano da due a dieci centesimi di millimetro.
Le squame dietro la rostrale hanno due o tre recettori distintissimi. Le altre squame
della parte superiore del capo, di forma assai irregolare, possiedono da uno a quattro recet¬
tori ; in alcuni casi ne mancano. Essi sono situati sempre nella parte posteriore e quando
la carena è presente, dietro la fine di quella. Il loro diametro è di circa sei centesimi di
millimetro.
Le squame piramidali che si trovano dietro le orbite, hanno da tre a cinque recettori
situati alla base e nella parte posteriore. Quelle verso il basso ne hanno due o tre situati
nella parte posteriore e alta.
La placca nasale non è in buone condizioni; si vede tuttavia che sono presenti una
quarantina di recettori situati per la massima parte alla periferia e in particolar modo nel
bordo anteriore ed inferiore.
Le squame tra la narice e l’occhio hanno da due a sei recettori situati ai margini infe¬
riore e posteriore. Quelle prossime al canto rostrale li hanno tutti nella parte alta.
Le placchette del canto rostrale ne hanno sino a quattro, situati uno dietro la fine
della carena, gli altri ai margini posteriori.
Le squame strette ed allungate dell’arcata sopra-orbitale hanno un solo recettore dietro
la fine della carena. Le squame poste al di sotto di queste ne hanno da due a quattro, situati
nella parte alta e nello spessore del margine libero (Fig. 16).
Le granulazioni palpebrali mancano di recettori.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
235
Le ciliari hanno quasi sempre due recettori, situati uno per lato della punta e sullo
spigolo affilato, ed altri tre o quattro nella faccia che guarda l'occhio. Le ciliari interne ne
hanno cinque o sei, piccoli e non ben delimitati; nulla di preciso si può peraltro dire di tali
organi, poiché le squamette sono in cattivo stato di conservazione.
Le squame grandi che, disposte in fila, delimitano inferiormente l’orbita e si continuano
poi sui lati del capo, hanno da due a quattro recettori situati in fila trasversale nella parte
posteriore.
Nelle placche piccole attorno al timpano se ne ha uno solo situato dietro la punta. In
quelle medie delle tempie e della nuca se ne hanno da due a quattro, situati nella parte po¬
steriore. In quelle grandi al margine superio¬
re dell’apertura auricolare se ne hanno di solito
due in posizione normale.
Nelle placche piramidali della nuca se ne
hanno da due a tre posti alla base e poste¬
riormente.
Nelle prime labiali superiori, gli organi,
da quattro a sette, sono situati su tutta la
superfìcie della squama. Nelle mediane e jioste-
riori sono situati dietro la carena o nella parte
posta al di sopra di essa; nelle mediane sono
anche nove, nelle posteriori sono general¬
mente meno numerosi.
Le squame delle file parallele alle labia¬
li superiori contano da quattro a otto recettori
situati per la maggioranza nella parte posta
sopra la carena e posteriormente a questa. La
sinfisiale ha una quarantina di recettori assai
ben delimitati, addensati in particolar modo
ai lati; mancano nel bordo superiore. Le labiali inferiori hanno anche sedici recettori di varia
grandezza situati ovunque, ma in particolar modo nella parte bassa e posteriore.
Le squame delle serie parallele alle labiali inferiori hanno per la maggioranza sei o
sette recettori situati quasi tutti nella parte interna e posteriore.
Le squame a contatto colla sinfisiale hanno da due a cinque recettori situati posterior¬
mente e ai lati. Le mentali e le golari hanno quasi tutte un organo nella parte posteriore o,
se hanno forma di granuli, alla sommità.
Le squame più grandi della cresta nucaie mancano di recettori; in quelle più piccole
ce ne sono uno o due verso la base e nella papte posteriore. Le squame di media dimensione
del collo ne hanno due in posizione simile ai precedenti, e quelle piccole uno.
Le squame piccole delle parti superiori del tronco hanno quasi tutte un recettore si¬
tuato dietro la punta. Le squame di dimensioni medie, frammiste alle precedenti, ne hanno
due, uno per lato della punta. Le squame della debole cresta vertebrale ne hanno uno situato
posteriormente e verso la base. Sui fianchi le squame hanno un solo recettore del diametro
di quattro centesimi di millimetro, situato quasi esattamente all'estremità.
Le squame del petto hanno un piccolo recettore non ben delimitato, situato nello spes¬
sore del margine libero.
Fig. 16
Amphibolurus cristatus. Squama sopraorbitale,
squame sopraciliari e granuli palpebrali. Le
lenti hanno un diametro massimo di 6 cente¬
simi di millimetro.
236
Gl U SEPPE SCORTECCI
Le squame dell’addome hanno, ma non tutte, un organetto, con lente spessa, e mal deli¬
mitato, nello spessore del margine libero.
Le squame della parte basale e superiore della coda, poste sulla linea vertebrale e più
grandi delle vicine, hanno due piccoli recettori, uno per lato della carena, mal delimitati e
con lente spessa. Le squame più piccole ne hanno uno solo, mal delimitato, all’estremità o
sotto l’estremità libera.
Le squame di media dimensione ne hanno due, uno per lato della punta, e un po’ di¬
stanti da questa; sono male delimitati.
Tutte le altre squame della parte superiore della coda hanno due recettori simili a quelli
precedenti.
Le squame delle patti inferiori della coda hanno uno o, più spesso, due recettori mal
delimitati e situati alle estremità laterali, nello spessore del margine posteriore.
Le squame delle parti anteriori e superiori delle braccia hanno da uno a due recettori
situati nella parte posteriore e nello spessore; sono mal delimitati.
Le squame del dorso delle mani e delle dita, nelle parti superiore e laterale, hanno da
uuo a due recettori in posizione normale.
Le squame delle altre parti degli arti hanno un recettore situato nello spessore del
margine posteriore.
Le squame delle palme delle mani e della parte inferiore delle dita mancano di
recettori.
Le squame grandi delle parti superiori e laterali degli arti posteriori, hanno due di¬
stinti recettori situati nella parte posteriore e un po’ discosti dalla punta. Le squame più
piccole ne hanno due come le precedenti o un0 solo situato all’estremità della punta. Le al-
<
tre squame degli arti posteriori, comprese quelle del dorso dei piedi e delle parti superiori
delle dita, hanno un solo recettore, o al massimo due, molto affossati nello spessore del bordo
posteriore. Mancano sotto le piante dei piedi e sotto le dita. Più rari si presentano sulle
squame delle parti posteriori delle cosce.
Amphibolurus imbricatus
Australia (Alessandria)
Corpo depresso.
Lunghezza totale 231 min., di cui 158 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale, pur priva di strato corneo, mostra di possedere almeno 16 recettori, disposti
in fila lungo i margini, salvo quello antero-inferiore. Anche le placche poste dietro la rostrale
sono prive di strato corneo; appare chiaro tuttavia che possiedono tre recettori nella parte
posteriore. Le altre placchette della parte posteriore del capo hanno da uno a quattro recet¬
tori, e più spesso tre, nella normale posizione, con un diametro di sei centesimi di millime¬
tro e con strato corneo assai sottile. Nella regione nucale dove le squame sono convesse, ma
non carenate, i recettori sono da due a quattro e presentano lo strato corneo assai più spesso
di quello dei precedenti ; inoltre hanno minore dimensione. La lenticella ha un diametro va¬
riabile da due a quattro centesimi di millimetro.
Le squame tra la rostrale e la narice hanno da uno a cinque recettori situati nella parte
posteriore-superiore; sono ben delimitati, appariscenti e le lenti hanno il diametro di anche
otto centesimi di millimetro.
1 RECETTORI DEGLI AGAMIDI
237
Le squame del canto del muso hanno da due a cinque recettori, situati nella parte su¬
periore e posteriore.
Le placche nasali sono prive di strato corneo, ma è evidente che i recettori sono assai
numerosi, grandi quanto i precedenti, e situati alla periferia.
Le squame strette ed allungate dell’arcata sopra-orbitale sono anch'esse in cattive con¬
dizioni; si nota tuttavia che hanno sino a tre recettori situati alla line della carena e supe¬
riormente ad essa.
Le squame poste immediatamente sotto le precedenti hanno da uno a tre recettori si¬
tuati nella parte superiore e nello spessore.
Le ciliari sono prive di strato corneo; si nota tuttavia che possiedono da due a cinque
recettori, situati nella faccia che guarda l’occhio.
Le ciliari interne sono in cattive condizioni, pur tuttavia si vede che anch’esse possie¬
dono sino a quattro piccoli recettori.
Le placchette palpebrali ne mancano.
Le grandi placche che delimitano inferiormente l’orbita posseggono da due a tre recet¬
tori assai appariscenti, i quali hanno un diametro variabile da cinque a sette centesimi di
millimetro. Essi sono situati sempre nella parte posteriore della placclietta.
Le squame delle tempie, comprese quelle periauricolari, tutte assai convesse, hanno alla
sommità, o un po’ spostati posteriormente, da uno a tre recettori.
Le labiali superiori sono prive di strato corneo; i recettori sono tuttavia assai ben visi¬
bili, in numero variabile da quattro a sette, situati nella parte superiore e posteriore e con
diametro medio di sei-sette centesimi di millimetro.
Le squame disposte in file regolari sopra le labiali superiori hanno da due a cinque
recettori situati come nelle precedenti. La sinflsiale è priva di strato corneo; si nota tutta¬
via che essa possiede vari recettori disposti ungo i margini, ad eccezione di quello anteriore.
Le labiali inferiori sono prive di strato corneo, si nota tuttavia che i recettori sono da
quattro a nove, situati in maggioranza nella parte bassa e posteriore.
Le squame in contatto colla sinflsiale hanno anche otto recettori situati nella parte po¬
steriore. Le file di squame parallele alle labiali inferiori hanno da cinque a sei recettori, si¬
tuati nella parte bassa o interna e posteriore.
Le mentali hanno un solo recettore situato nella parte posteriore e con diametro di sei
centesimi di millimetro.
Le golari hanno da uno a due recettori, situati nella parte posteriore.
Le squamette delle pieghe golari e del collo, lateralmente, hanno per la maggioranza
un piccolo organo situato al sommo o posteriormente.
Le dentellature della debolissima cresta nueale hanno un piccolo recettore situato poco
al di sotto della punta. Le squamette del collo ne hanno uno in posizione identica a quella
dei precedenti.
Sul dorso, tanto nella parte superiore quanto nella laterale, quasi ogni squama ha un
recettore ben visibile situato esattamente all’estremità posteriore della carena ; in alcuni casi
se ne hanno due ed allora sono disposti l’uno a destra, l’altro a sinistra della carena; il loro
diametro è di circa cinque centesimi di millimetro.
Sul petto quasi ogni squama ha un piccolo recettore situato o all’estremità posteriore,
e con la lente volta verso il basso, oppure nello spessore del margine libero e di conseguenza
con la lente rivolta verso la parte posteriore e un po’ verso il basso. L’addome è quasi compiu¬
tamente privo di strato corneo, tuttavia sembra che ogni squama abbia un piccolo organo.
238
GIUSEPPE SCORTECCI
In ogni caso i recettori della parte inferiore del corpo sono meno bene visibili di quelli
delle parti superiori.
La coda, nella parte superiore basale, ha squame munite di uno o due recettori, situati,
se uno al di sotto della punta con cui termina la carena, se due uno sotto la punta ed uno di
lato a questa (Fig. 17). Le squame delle parti distali superiori della coda hanno quasi tutte
due organi situati l’uno a destra l’altro a sinistra della punta. Le loro dimensioni sono si¬
mili a quelle dei recettori che trovansi nelle squame dorsali.
Le squame delle parti inferiori e basali della coda hanno da uno a tre organi situati
nella parte posteriore e nello spessore della squama stessa. Il loro diametro è di quattro cen¬
tesimi di millimetro.
Le squame delle altre parti inferiori della coda mancano dello strato corneo; sembra
tuttavia che ciascuna abbia due recettori, uno per lato della punta.
Le squame degli arti anteriori, nelle par.
ti anteriore e superiore, hanno da Uno a tre
recettori. Se uno, questo è situato all’estremi¬
tà della punta, oppure un po’ di lato ad essa.
Se due possono essere uno sotto o all’estremità
della punta, ed uno di lato ad essa.
Le squame del dorso delle mani hanno
all’estremità libera uno o due recettori. Quelle
delle dita, nelle parti superiori, ne hanno qua¬
si sempre due, uno per lato nella parte libera.
Le squame delle altre regioni degli arti ante¬
riori hanno per la maggioranza un solo recet¬
tore situato all’estremità o sotto l’estremità.
Le squame delle palme delle mani e quelle sub-
digitali mancano di recettori.
Le squame delle cosce, nelle parti ante¬
riore e superiore, hanno un distinto recettore
sotto l’estremità della carena; quelle delle ti¬
bie ne hanno generalmente due o in rari casi
tre. Se tre sono disposti uno sotto la punta e uno per lato della carena a qualche distanza
da essa. Se due, uno può essere disposto sotto la punta ed uno di lato e a qualche distanza
dal primo, oppure possono essere collocati un0 a destra ed uno a sinistra della carena e a
qualche distanza da essa.
Sul dorso dei piedi e sulle dita, ogni squama ha un piccolo e distinto recettore; sulle
dita se ne notano talvolta anche due per squama.
Su quasi tutte le altre squame degli arti posteriori vi sono da uno a tre recettori. Que¬
sti mancano soltanto sulle squame delle piante e sotto le dita.
Diporophora australis
Fig. 17
Amphibolurus imbricatus. Squame caudali
superiori; a sinistra senza astuccio corneo e
con un solo recettore, a destra con strato
corneo e due recettori. Le lenti hanno un
diametro di 4 centesimi di millimetro.
Australia (Queensland).
Corpo depresso.
Lunghezza totale 250 nini., di cui 170 spettano alla coda.
Kecettori a lente.
I RECETTORI DEGLI AGA MIDI
239
La rostrale ha pochi recettori situati in Ala irregolare lungo il bordo superiore. Le
squame delle parti superiori della testa, percorse al centro da una carena e provviste di
altri forti rilievi, hanno al massimo sei recettori situati sempre nella parte posteriore e
nello spessore, oppure al di sotto della line della carena o di lato ad essa (Fig. 18). Se le
carene sono più di una, si hanno uno o due recettori alla fine di ciascuna di esse. Talvolta i
recettori si trovano anche sulle carene stesse e specialmente in quelle laterali. Il diametro
delle lenticelle è di sei centesimi di millimetro.
Nella parte posteriore del capo i recettori, a differenza della parte anteriore, sono al
massimo tre per squama.
Nella piccola cresta lineale si ha un recettore per squama, collocato nella faccia poste¬
riore e sotto la spina..
Nelle placchette tra l’estremità del muso e la nasale i recettori sono situati nella parte
superiore o in quella posteriore.
La nasale possiede 19 recettori disposti in fila lungo la periferia. Nelle placchette tra la
narice e l’occhio si trovano sempre dietro e di
lato della carena. Sono da uno a tre.
Le squame strette e allungate dell’arco
sopra-orbitale mancano di recettori o ne hanno
uno situato dietro la fine della carena. Le cilia¬
ri hanno anche sette recettori con lente poco
convessa e poco lucida, situati sempre nella fac¬
cia che guarda l’occhio e strettamente addos¬
sati l'uno all’altro ; qualche volta sono anche
fusi insieme a costituire una linea.
Fig. 18
Diporophora australis. Placchetta della
parte superiore centrale del muso. Le
lenticelle hanno al massimo un diame¬
tro di 6 centesimi di millimetro.
Fig. 19
Diporophora australis. Labiale supsrio-
re. Le lenti hanno un diametro di 6 cen¬
tesimi di millimetro.
Le granulazioni delle palpebre mancano di recettori. Nelle squamette tra l'orbita e la
apertura auricolare, i recettori sono da uno a cinque e situati normalmente. Nelle squame
attorno all’apertura auricolare si trovano al massimo cinque recettori alloggiati verso l’estre¬
mità posteriore o sulla parte che guarda il timpano.
Sulle labiali superiori sono distribuiti esclusivamente nella parte che trovasi sopra la
carena (Fig. 19); più numerosi appaiono nelle centro labiali che nelle anteriori e posteriori.
Al massimo sono sei per squama.
Nelle squame strette e allungate poste sopra le labiali sono da uno a sei. Se uno, questo
si trova all’estremo posteriore della carena, se più di uno hanno posizione simile a quella che
occupano sulle labiali.
Sulle labiali inferiori i recettori occupano di solito la parte che sta sotto la carena,
ma in alcune poste verso la commessura della bocca si trovano anche nella parte posteriore e
%
nella faccia che guarda l’apertura orale. Il numero massimo per squama è otto.
a
240
GIUSEPPE SCORTECCI
La • sinfisiale ha un solo piccolissimo recettore sul margine sinistro. Le squame prossime
alle labiali hanno i recettori come in queste. Le squame del centro del mento ne hanno uno
o due nella parte posteriore dietro la fine della carena. Sulle squame golari, carenate e mu¬
cronate, appaiono meno frequenti che sul mento; sono al massimo due (non di rado mancano)
e la lente è spessa e poco lucida.
Quasi tutte le squame del dorso hanno uno o due recettori, con lente lucida, distintissi¬
ma, avente sei centesimi di millimetro di diametro, situati sotto la spina con cui termina la
carena o uno per lato di essa.
Sulle parti laterali del tronco sono simili ai precedenti, ma più rari. Sul petto e sul-
l’addome sono assai più rari che sul dorso e sui fianchi; sono generalmente situati sotto la
spina e perciò diffìcilmente visibili.
Sulle squame della parte superiore, laterale e inferiore della coda sono di solito due
per squama, come sul dorso, e hanno quasi sempre due recettori distintissimi e nella posi¬
zione normale. Le squame delle parti interne e inferiori ne hanno di solito uno solo in posi¬
zione normale, ma meno distinto di quelli delle parti superiori.
Sulle squame del dorso delle mani e in quelle che coprono superiormente e lateralmente
le dita si hanno uno o due recettori distintissimi. Mancano nelle squame delle palme e nelle
subdigitali.
Nelle squame degli arti posteriori le condizioni sono simili a quelle delle squame delle
braccia.
Diporophora bilineata
Australia (Capo York).
Corpo poco depresso.
Lunghezza totale 118 mm., di cui 81 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Rostrale munita di 17 recettori situati in fila lungo i bordi superiore e laterali. Essi
sono molto piccoli e pochissimo rilevati.
La lenticella ha un diametro non superiore a tre centesimi di millimetro. Le squame a
.contatto colla rostrale, nella parte superiore del muso, hanno quattro o cinque recettori del
diametro di circa cinque centesimi di millimetro e più distinti dei precedenti, situati in fila
lungo il margine posteriore. Le altre squame della parte superiore del muso, e in genere di tutta
la testa, hanno in maggioranza un solo recettore grande quanto i precedenti e situato esat¬
tamente dietro la fine della carena (Fig. 20); alcune ne hanno due ed anche tre; uno alla fine
e dietro la carena, gli altri ai lati e in vicinanza del bordo posteriore. La nasale ha una
quarantina di recettori disposti per la maggioranza nella parte al di sotto del foro nasale,
ma anche in quella anteriore e posteriore. Rarissimi, invece, sono nella parte al di sopra del¬
l’apertura nasale. 11 diametro delle lenti oscilla fra tre e cinque centesimi di millimetro, e le
lenti stesse sono poco rilevate e non distintamente visibili. Le squame del canto rostrale
hanno alcuni recettori situati uno dietro la fine della carena, gli altri sulla faccia che guarda
verso l’esterno. Le piccole squame convesse tra la nasale e l’orbita hanno da uno a due recet¬
tori disposti al sommo della convessità. Le squame strette e allungate dell'arco sopra orbi¬
tale hanno un solo recettore poco bene distinto, posto dietro la fine della carena; le granu¬
lazioni palpebrali mancano di recettori e le ciliari ne hanno da due a quattro, piccoli e mal
I RECETTORI DEGLI AGAMI DI
241
distinguibili, nella faccia che guarda l’occhio. Le squame della regione temporale e quelle at¬
torno al timpano ne hanno normalmente uno dietro la fine della carena. Le labiali superiori
hanno rispettivamente: la prima 4, la seconda 6, la terza 4, la quarta 8, la quinta 12, la se¬
sta 5, la settima 3, la ottava e la nona zero recettori, disposti in fila regolare lungo la parte
al di sopra della carena.
Le squame disposte in file regolari sopra le labiali superiori hanno sino a sei recettori
situati come nelle placchette su ricordate. La sinfisiale ha tre piccoli recettori situati in
prossimità del bordo posteriore. Le labiali in.
feriori hanno rispettivamente: la prima 3, la
seconda 6, la terza 5, la quarta 7, la quinta 9,
la sesta e la settima 9, la ottava 5, la nona 3
recettori, situati in fila lungo la carena e al di
sotto di essa, in posizione inversa a quella che
si nòta nelle labiali superiori.
Tutti i recettori delle labiali sono male
delimitati ed evidentemente hanno lente assai
spessa. Le squame a contatto colle labiali infe¬
riori hanno recettori in numero e posizione si¬
mile. Le squame del mento, invece, hanno un
recettore ben distinto nella parte posteriore;
o ne hanno uno assai piccolo situato alla base
quelle golari, mucronate, mancano di recettori
e di lato della punta con cui termina la care
na.
Le squame della parte superiore del tron¬
co sono in grandissima maggioranza provviste
di un piccolo recettore situato dietro e sotto
la punta con cui termina la carena.
Le squame del petto e dell’addome, carenate e con forte punta, mancano di recettori o
ne hanno uno simile a quelli delle golari, con lente spessa, mal delimitata e avente diametro
non superiore a due centesimi di millimetro. Togliendo la parte cornea si vede peraltro di¬
stintamente, in corrispondenza della lente, un rilievo di aspetto assai diverso dalla zona cir¬
costante.
“i
Le squame delle parti superiori, laterali e inferiori della coda sono provviste ciascuna
di due recettori situati dietro e ai lati della spina. La dimensione è presso che identica per
tutte le squame (3-5 centesimi di millimetro), ma quelli delle parti inferiori sono meno distinti.
Le squame delle parti anteriori e superiori delle. braccia, e del dorso delle mani hanno
da uno a due recettori simili a quelli delle caudali, ma un po’ meno distinti. Le squame della
parte superiore e laterale delle dita hanno un recettore piccolo e poco distinto, oppure ne
mancano. Le squame delle parti posteriori e inferiori presentano condizioni simili a quelle
delle ventrali; le squame degli arti posteriori hanno recettori simili a quelli degli anteriori
soltanto sono un po' più delimitati. Ne mancano le squame delle piante dei piedi e delle pal¬
me delle mani nonché le subdigitali.
Diporophora bilineata. Squama della
parte superiore e centrale del capo. La
lente ha un diametro di circa 5 cente¬
simi di millimetro.
242
GIUSEPPE SCORTECCI
Lophura amboinensis
Isole Filippine (Ternate).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 343 inni., di cui 243 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Rostrale con 31 recettori piccoli e mal delimitati, disposti in fila lungo i margini poste¬
riori e laterali.
Squame dietro la rostrale e a contatto con essa, nella parte superiore del muso, mu¬
nite di tre-ventnno recettori ben delimitati, disposti in ogni parte, con lenti del diametro di
tre-sei centesimi di millimetro.
Squame prossime alle precedenti munite di anche una diecina di recettori disposti verso
la parte più convessa. Altre squame della parte superiore del muso con uno, sei, sette recet¬
tori, situati in fila sulla carena e più frequenti nella parte posteriore. A cominciare dalla
parte anteriore delle orbite, le squame della regione superiore del capo sono munite quasi
sempre di un solo recettore o, al massimo, di due, situati dietro la fine della carena. Le squa¬
me disposte attorno alla nasale sono munite di anche venticinque recettori aventi lente con
diametro di sei centesimi di millimetro, e distintissimi. Nasale con una cinquantina di recet¬
tori disposti lungo la periferia. Squame tra la nasale e l’orbita con sei-venti recettori, di¬
sposti in quasi ogni parte; squame del canto del muso con quattro-sette recettori disposti
nella parte posteriore lungo lo spigolo.
Squame dell’arco orbitale con uno-tre recettori disposti : uno costantemente dietro la
fine della carena, gli altri, se presenti, lungo la carena.
Squame poste al di sotto delle precedenti munite di tre ed anche quattro recettori nel
margine superiore. Ciliari e squame prossime alle ciliari, e com’esse conformate, munite di
due, tre, quattro recettori situati in fila sullo spigolo. Granulazioni della palpebra inferiore
munite di due-sei recettori; granulazioni della palpebra superiore munite al massimo di uno
o due recettori, o prive di recettori.
Squame tra l’orbita e la membrana timpanica con tre-dodici recettori situati lungo la
convessità. Squame attorno al timpano con anche oltre dieci recettori disposti di solito al
sommo della convessità.
Labiali superiori munite rispettivamente: la prima di 22, la seconda di 48, la terza di
45, la quarta di 50, la quinta di 45, la sesta di 24, la decima di 20 recettori, non tutti bene
delimitati, disposti nelle anteriori nella parte alta, nelle altre quasi ovunque salvo che nel
bordo inferiore.
Squame prossime alle labiali superiori munite di anche venticinque recettori disposti o-
vunque.
Sinfisiale priva di recettori. Le labiali inferiori hanno rispettivamente : la prima 34, la
seconda 42, la terza 41, la quarta 40, la quinta 43, la sesta 35, la settima 36, la ottava 30,
la nona 24, la decima 15 recettori disposti ovunque salvo che verso il bondo superiore, e più
frequenti verso quello posteriore e verso il basso. Squamette prossime alle labiali inferiori
con anche 25 recettori disposti ovunque. Squame grandette parallele alle labiali inferiori con
una ventina e più recettori situati per la maggioranza nella parte posteriore e verso il mar¬
gine esterno.
Squame piccole dietro la sinfisiale con una diecina di recettori disposti quasi ovunque,
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
243
Squame del mento e della gola munite di uno-quattro recettori di solito non bene delimitati
e con lente spessa e poco convessa.
Squame della piccola cresta liticale munite di uno, due, tre recettori, situati uno dietro
la fine della carena, gli altri lungo la carena. Squame piccole del dorso munite per la mag¬
gioranza di un recettore situato al sommo della convessità o spostato dietro di essa. Squame
grandi munite di anche sette recettori (Fig. 21) situati uno alla fine della debole carena lon¬
gitudinale, gli altri sulle due carene posteriori oblique e nello, spazio compreso tra di esse.
Squame del petto e dell’addome munite tutte
di uno o due distintissimi recettori situati al¬
l’estremo posteriore.
Squame delle parti laterali e superiori
della coda, munite di un piccolo recettore alla
estremità posteriore, alla fine della carena o,
nel caso delle squame della parte superiore, die¬
tro o sotto la punta della carena.
Squame delle parti inferiori e laterali in¬
feriori, prive di recettori.
Squame grandi delle parti antero-superio-
ri delle braccia con uno-quattro recettori di¬
stintissimi, situati in fila trasversale nel bordo
posteriore. Se uno, questo è dietro la fine della
carena. Squame piccole con un solo recettore.
Sopra digitali con un recettore all’estremità
libera. Squame delle parti inferiori e laterali con un recettore distintissimo. Squame delle
palme e subdigitali prive di recettori.
Squame degli arti posteriori munite per la maggioranza di un recettore situato nor¬
malmente, raramepte di due, e prive di recettori quelle piccolissime della parte posteriore
delle cosce.
Squame centrali sopradigitali munite di un recettore all’estremità libera; squame late¬
rali, subdigitali e squame delle piante prive di recettori.
Fig. 21
Lophura amboinensis. Squama dorsale gran¬
de. Le lenti hanno un diametro variabile da
7 a 8 centesimi di millimetro.
Physignathus longirostris
Australia.
Corpo un po’ depresso.
Lunghezza totale 390 nini., di cui 290 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale ha una diecina di recettori situati esclusivamente nel bordo superiore, assai
affossati, con lente spessa. Le placchette che seguono immediatamente la rostrale sono provvi¬
ste di due o tre recettori situati nella parte posteriore. Il loro diametro, anche su una mede¬
sima squama, è diverso, e oscilla da sei a dieci centesimi di millimetro. Tutte le altre squame
delle parti superiori del capo hanno uno o, al massimo, due recettori situati all’estremo po¬
steriore ed alla base della carena.
Le placchette tra l’estremità del muso e la nasale hanno da uno a quattro recettori, e
quelli delle squame situate sul canto rostrale li hanno nello spessore della parte libera la
244
GIUSEPPE SCORTECCI
quale è diretta verso l’alto. Nelle altre squame tra il canto rostrale e le labiali sono invece
disposti ovunque; il loro numero giunge anche a sei.
Sulla placca nasale sono 26 e disposti esclusivamente alla periferia ; hanno diametro
vario e non superiore a dieci centesimi di millimetro.
Le squame tra la narice e l’occhio hanno da uno a quattro recettori ; quelle prossime al
canto rostrale ne possiedono tre nella parte più alta. Nelle altre sono situati al centro o po¬
steriormente alla carena.
Le squame strette dell’arcata sopra orbitale sono prive di recettori, come ne sono prive
anche le granulazioni delle palpebre. Le ciliari ne hanno uno o due situati nella faccia rivol¬
ta verso l’occhio.
Nelle placchette tra l’occhio e le labiali, se ne hanno due o anche uno, situati nella parte
posteriore e inferiormente alle carena.
Nelle squame tra l'occhio e l’apertura auricolare se ne hanno uno o due situati nella
parte posteriore e inferiormente alla carena.
Nelle squame del bordo anteriore dell’apertura
auricolare sono uno, due, tre, alla fine della
carena o nella faccia che guarda verso la mem¬
brana timpanica. Nelle squamette piccole del
bordo posteriore del timpano se ne ha uno sol¬
tanto situato esattamente alla sommità.
Le labiali superiori hanno da due a sei
recettori situati sempre nella parte superiore e
posteriore. Le squame in contatto colle labiali
superiori ne hanno da due a cinque e situati
ovunque.
La sinfisiale ne ha pochissimi, appena per¬
cettibili, con strato corneo spessissimo. In ogni
caso sono situati esclusivamente ai margini
laterale e posteriore.
Le labiali inferiori hanno da due a sette recettori ; sono in numero minore nelle poste¬
riori ; sono sempre disposti nella parte bassa.
Le squame del mento e quelle prossime alle labiali inferiori ne hanno pochi e situati
sempre nella parte posteriore o inferiore, a seconda della posizione della squama.
Quelle della gola ne hanno uno situato aH’estremità posteriore e nello spessore.
Le squamette delle pieghe ài lati del collo ne hanno uno o due; se uno, è situato nella
faccia posteriore ; se due, uno su ciascuno spigolo. Le squame della parte superiore del collo
mancano talvolta di recettori, tal’altra ne hanno uno situato nella parte posteriore e molto
vicino al margine inferiore. Questi recettori sono poco visibili.
Le squame della piccola cresta lineale e del collo mancano di recettori. Quelle dei lati
del collo e delle spalle li hanno come nelle squamette della parte superiore del collo. Talvolta
ne mancano.
Le squame delle parti superiori del dorso ne hanno uno piccolo e mal delimitato, o ne
mancano. Il diametro delle lenti non supera i sette centesimi di millimetro.
Le squame della piccola, ma distinta cresta vertebrale ne mancano quasi sempre. Le
squame dei lati del tronco mancano per la maggior parte di recettori; quei pochi che esistono
sono situati nello spessore del margine posteriore ed hanno un diametro che non supera i
sei centesimi di millimetro (Fig. 22).
Fig. 22
Physignathus longirostris. Squama dor¬
sale vista dal di sotto. La lente ha un
diametro di 6 centesimi di millimetro.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
245
Le squame del petto e dell’addome mancano per la maggior parte di recettori. Nelle po¬
che in cui sono presenti si trovano alloggiati nello spessore della parte posteriore, e sono
coperti da strato corneo spessissimo, piccoli, mal delimitati. Sono uno o al massimo due e
il loro diametro non supera i quattro centesimi di millimetro.
La coda nella parte basale è sciupata. Le squame della porzione integra hanno due re¬
cettori, piccoli, con lente spessa, mal delimitati, situati nella parte posteriore e con lenti volte
verso l’alto. Nelle parti inferiori della coda le squame mancano di recettori.
Le squame delle parti antero-superiori delle braccia hanno di solito due recettori situati
nella parte posteriore e uno per lato della punta. Qualche volta ce n’è uno solo ; in ogni caso
non sono bene delimitati. Le squame del dorso della mano e delle dita hanno sempre uno o due
recettori. Sulle squame delle parti inferiori e posteriori delle braccia gli organi sono molto
più rari. Mancano sotto le dita e sulla palma della mano.
Le squame delle parti antero-superiori degli arti posteriori hanno uno o due recettori nel¬
la posizione normale, piccoli, non bene delimitati, ma più distinti di quelli delle braccia.
Nelle piccole squame delle parti inferiori delle cosce, gli organi sono più rari, affossati
nello spessore del bordo posteriore e non superano i quattro centesimi di millimetro. Le
squame delle parti inferiori delle tibie hanno uno o due recettori, meglio delimitati di
quelli delle cosce. Le squame del dorso dei piedi e delle dita hanno quasi sempre un re¬
cettore affossato nello spessore della parte posteriore. Mancano di recettori le squame del¬
le piante e le subdigitali.
Physignathus gilberti
Australia meridionale.
Corpo un po’ depresso.
Lunghezza totale 250 mm., di cui 150 spet¬
tano alla coda in parte mancante.
Recettori a lente.
Rostrale e prime squame della parte su¬
periore del muso anomale e in cattive con¬
dizioni.
Le squame delle parti superiori del capo,
che hanno aspetto un po’ diverso da quello
delle squame degli esemplari della Nuova
Guinea, hanno un solo recettore o non di
rado ne mancano. 11 recettore inoltre è as¬
sai meno distinto e ha un diametro che su¬
pera di poco i sei centesimi di millimetro.
Nuova Guinea meridionale.
Corpo un po’ depresso.
2 esemplari. Lunghezza totale rispettiva¬
mente 280 mm., di cui 210 spettano alla co¬
da, e 253 mm., di cui 187 della coda.
Recettori a lente.
Rostrale con trenta recettori situati in
fila lungo i margini anteriore e laterali. So¬
no piccoli poco rilevati, ma assai distinti ;
misurano da quattro a sei centesimi di mil¬
limetro.
Le squame a contatto colla rostrale nella
parte superiore del muso hanno da quat¬
tro a sei recettori situati lungo il margine
posteriore; quelle che seguono immediata¬
mente ne hanno due o tre, le altre, di tutta
la parte superiore del capo, ne hanno di so¬
lito uno o, in casi eccezionali, due o tre, si¬
tuati : se uno, alla line della carena; se
due, ai lati della estremità della carena. So¬
no piccoli come sulla rostrale, ma assai be¬
ne distinti.
246
GIUSEPPE SCORTECCI
Le squame del canto rostrale sono sciupa¬
te. Quelle tra l’estremità del muso e la na¬
sale hanno sino a cinque recettori irregolar¬
mente distribuiti ; in quelle vicine al canto
rostrale sono situati di solito nella parte
alta. La nasale ha 14 recettori situati lun¬
go la periferia ; misurano anche sette-otto
centesimi di millimetro.
Le squamette tra la nasale e l’orbita han¬
no due o tre recettori ciascuna, situati al
sommo della convessità o verso la parte al¬
ta. Le squame strette o allungate dell’arco
sopra orbitale mancano di recettori o ne
hanno uno dietro la fine della carena. Le
granulazioni palpebrali mancano di recet¬
tori; le ciliari, invece, ne hanno due o an¬
che tre nella parte che guarda l’occhio. Le
squame della parte compresa tra l’occhio e
il timpano e anche dietro il timpano hanno
normalmente un solo recettore; qualche vol¬
ta anche due o tre situati nella parte po¬
steriore. Il diametro delle lenti giunge an¬
che a dieci centesimi di millimetro.
La prima labiale è sciupata, la seconda
e la terza hanno 3 recettori, la quarta 4,
la quinta, (Fig. 23), la sesta e la settima 5,
l’ottava e la nona 6. Essi sono situati tutti
nella parte che sta sopra la carena e son
distinti e grandetti.
Le squame poste in file regolari sopra le
labiali superiori hanno sino a sette recet¬
tori disposti per la maggioranza nella parte
sopra la carena, ma anche dietro e sotto.
La sinfisiale è in pessime condizioni. La
prima labiale inferiore manca di recettori
o ne ha 1, la seconda ne ha 2, la terza 5,
la quarta 7, la quinta 9, la sesta 8, la set-
Le squame del canto rostrale hanno di
solito un recettore situato posteriormente;
quelle confinanti, tanto sopra il muso quan¬
to di lato, ne hanno quattro o cinque situa¬
ti rispettivamente nella parte alta o nella
laterale. Tali recettori sono ben distinti.
Le squame tra la rostrale e la nasale han¬
no sino a sedici recettori, piccoli, situati
ovunque irregolarmente. La nasale ne ha da
20 a 36, situati alla periferia e la maggior
parte addensati nella parte parte bassa.
Le squame tra la nasale e l’orbita hanno
ciascuna uno o, ma più di rado, sino a tre
recettori, situati al sommo della convessità
o verso la parte alta. Le squame strette e
allungate dell’arco sopra orbitale, ne man¬
cano o ne hanno uno come nell’esempla¬
re australiano ; le ciliari e le granulazioni del¬
le palpebre sono come nell’altro esemplare.
Le squame tra l’orbita e il timpano e an¬
che quelle dietro il timpano hanno di solito
un recettore; in rari casi due o tre, distin¬
tissimi, ma piccoli, aventi al massimo un dia¬
metro di sei o sette centesimi di millimetro.
La prima labiale ha 15 recettori, la secon¬
da 13, la terza 12, la quarta e la quinta 10
(Fig. 24), la sesta 11, la settima 10, l’ottava
3, la nona 4. Essi sono situati come nell’al¬
tro esemplare, ma sono piccoli come nelle
altre parti del capo.
Le squame delle file regolari sopra le la¬
biali superiori hanno sino a venti piccoli
recettori (sono più numerosi nelle anteriori
che nelle posteriori) disposti per la mag¬
gioranza nella parte alta.
La sinfisiale è sciupata; pur tuttavia si
notano in essa almeno 12 recettori situati
verso il margine posteriore. La prima labia¬
le ha da 0 a 3 recettori, la seconda 13, la ter-
I RECETTOKI DEGLI AGAMIDI
247
tima 9, la ottava 7, la nona 4, la decima
9, la undecima è sciupata, la dodicesima 7.
Sono grandi quanto quelli delle labiali su¬
periori e situati nella parte bassa della squa¬
ma, salvo che nelle posteriori, dove si tro¬
vano anche nella parte superiore.
Le squame grandette dietro la sinfisiale
hanno da due a cinque recettori situati in
fila verso il margine posteriore. Le file di
squame prossime alle labiali inferiori han¬
no da due a sei recettori disposti lungo il
margine interno e posteriore.
Fig. 23
Phisignathus gilherti (Australia'). Quinta labiale
superiore e una sopra labiale. Le lenti hanno un
diametro di 6-8 centesimi di millimetro.
Le mentali e le golari hanno di solito un
recettore, ma in qualche caso anche due, si¬
tuati all’estremo posteriore o un po’ sposta¬
ti lateralmente alla punta e verso il lato che
guarda l’esterno.
Le squame del dorso hanno in grande mag¬
gioranza un recettore situato dietro e sotto
la punta.
Le squame del petto e dell’addome hanno
un recettore situato, sotto la punta e di la¬
to, e sempre da quello esterno .
Le squame delle parti superiori e laterali
della coda hanno un recettore posto come
nelle ventrali, oppure due situati uno per
lato della punta. Nelle parti inferiori le
za 16, la quarta 21, la quinta 12, la sesta
13, la settima 16, la ottava 10, la nona 16,
la decima 11. Essi sono piccoli e disposti co¬
me nell’esemplare australiano.
Le squame situate dietro la sinfisiale han¬
no sino a dieci recettori situati come nel¬
l’esemplare australiano ; quelle prossime
alle labiali inferiori ne hanno da tre a una
dozzina, situati esattamente come nell’esem¬
plare australiano.
Fig. 24
Physignathus gilherti (Nuova Guinea).
Quinta labiale superiore e una sopra la¬
biale. Le lenti hanno un diametro di 4-6
centesimi di millimetro.
Le golari e mentali sono come nell’altro
esemplare; soltanto posseggono raramente
due recettori, e questi sono assai più pic¬
coli.
Le squame del dorso sono nelle stesse con¬
dizioni dell’esemplare australiano.
Le squame del petto e dell’addome sono
come nell’esemplare australiano.
Le squame delle parti superiori e laterali
della coda hanno recettori come quelle del¬
l’esemplare australiano. Nelle parti inferiori
ogni squama ne ha due, uno per lato della
248
GIUSEPPE SCORTECCI
squame della regione verso la cloaca hanno
anch’esse due recettori, ma assai meno ben
distinti; quelle delle parti distali sono sciu¬
pate.
Le squame delle pareti antero-superiori del¬
le braccia hanno quasi tutte due distinti re¬
cettori situati nella estremità libera e uno
per lato della punta, talvolta molto ravvi¬
cinati, talvolta lontani; quelle delle dita,
superiormente e lateralmente, ne hanno di
solito uno. Nella parte inferiore le squame
mancano di recettori o ne hanno uno poco
ben distinto nel margine libero. Mancano sul¬
le palme e sotto le dita.
Le squame delle parti antero superiori de¬
gli arti posteriori hanno uno o due recet¬
tori situati nel bordo posteriore, dietro- la
punta o di lato. Nelle stesse condizioni so¬
no le squame del dorso dei piedi e le sopra-
digitali. Quelle delle parti posteriori e infe¬
riori delle cosce mancano di recettori o ne
hanno uno mal delimitato. Quelle delle ti¬
bie, invece, ne hanno sempre uno o due.
Mancano sotto le dita e sulle piante dei
piedi.
carena, ma meno bene delimitati di quelli
delle parti superiori.
Le squame degli arti anteriori sono nelle
stesse condizioni di quelle dell’esemplare au¬
straliano.
Le squame degli arti posteriori sono in
condizioni molto simili a quelle dell’esempla¬
re australiano.
Physignathus mentager
Siam.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 530 mm., di cui 340 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale ha 34 recettori addensati nella parte alta e verso i lati. Le placehette
dietro la rostrale hanno recettori situati al sommo della convessità e dietro questa. Sono
da due a cinque, ma generalmente due o tre. Il loro diametro è di dieci centesimi di mil¬
limetro. Su tutte le altre placehette delle parti superiori del capo gli organi sono disposti
come nelle precedenti, ma normalmente sono uno o due
Le placehette tra la rostrale e la nasale sono assai ricche di recettori (da 3 a 14) di¬
sposti ovunque, ma in particolar modo al sommo della convessità. Nelle squame del canto
rostrale sono in maggioranza situati nello spessore delle squame stesse e nella parte rivolta
verso l’alto. La placca nasale ha 37 recettori distribuiti per la maggioranza nella parte
superiore e anteriore, ma anche nella inferiore e persino sul bordo della apertura nasale.
Hanno un diametro di otto, dieci centesimi di millimetro.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
249
Le squame dietro la narice, tra questa e 1'occhio, ne hanno da due a tredici, a seconda
della grandezza.
Le squame strette e allungate che rivestono l’arco sopra orbitale hanno da tre a cin¬
que recettori situati al sommo della convessità e lungo di essa. Le squame poste immedia¬
tamente al di sotto di queste ne hanno anch’esse in numero eguale ed egualmente situati.
Qualche recettore si osserva anche sulle granulazioni palpebrali. Le ciliari li hanno (da
uno a cinque) al sommo della carena. Alcuni sono ovali assai allungati.
Le placche grandette che delimitano inferiormente l’orbita ne hanno sino a venti, ad¬
densati sulla convessità. Le placche tra l’orbita e il timpano ne hanno da uno a cinque,
situati nella parte convessa e verso la parte posteriore. Le granulazioni intorno all’aper¬
tura auricolare ne hanno da due a quattro.
Le labiali superiori sono assai ricche di recettori, disposti quasi tutti nella parte alta
e posteriore. La prima ne ha 20, la seconda 22, la terza 16, la quarta 23, la quinta 20, la
sta 21, la settima 9, la ottava 11, la nona 19, la decima 23, la undecima 21, la dodicesima 17,
la tredicesima 11. Le squame poste al di sopra delle labiali ne hanno anche una ventina.
La sinfisiale ne ha una ventina addensati ai lati; ne è priva anteriormente e poste¬
riormente.
Le labiali inferiori sono più ricche di recettori' delle superiori e li hanno situati in
maggioranza nella parte centrale ed inferiore. La prima ne ha 35, la seconda 32, la terza 28,
la quarta 39, la quinta 47, la sesta 42, la settima 32, la ottava 27, la nona 25. Le plac-
ehette piccole a contatto colle labiali inferiori o vicine ad esse ne hanno, a seconda delle di¬
mensioni, da tre a dodici. Le placche grandi poste al di sotto delle precedenti, ne hanno spesso
in numero maggiore. La prima di tali placche, quella cioè che è a contatto colla sinfisiale,
ne ha una ventina disposti ovunque, ma addensati specialmente nella parte posteriore e in¬
feriore. Le altre li hanno normalmente nel bordo posteriore e inferiore, oppure lungo la con¬
vessità. In una di tali squame si hanno dodici recettori posti in fila regolare al sommo della
convessità.
Le placcliette del mento e della gola ne hanno uno, due, tre, situati nella parte convessa.
Le squame grandi, coniche, ai lati della parte posteriore del capo, hanno da tre a
oltre una diecina di recettori situati quasi ovunque, ma specialmente nella regione che
guarda verso il basso e all’indietro.
Le placchette ai lati del collo ne hanno uno ciascuna, ed uno ciascuna ne possiedono
quelle che rivestono inferiormente il collo. Mancano, invece, o sono rarissimi nelle placchette
delle pieghe del collare a confine col petto.
Tanto gli astucci piccoli, stretti, alti, appuntiti, quanto quelli grandi della cresta lin¬
eale, hanno spesso recettori, ma sono piccoli e posti, uno per astuccio, nella parte posteriore
e assai al di sotto della punta. Le squamette sub coniche della parte basale della cresta ne
hanno uno alla sommità.
Le granulazioni del dorso e delle spalle, che sono sub coniche, hanno un recettore si¬
tuato in una fossetta rotonda scavata alla sommità e dietro una piccola punta che si
eleva dal bordo anteriore della cavità stessa. Sulla spiccatissima cresta dorsale i recettori
mancano nelle squame grandi, mentre sono presenti in quelle piccole situate alla base delle
precedenti. I recettori sono alloggiati in una cavità che trovasi dietro e poco sotto la punta.
(Fig. 25).
Le squame del petto e dell’addome hanno ciascuna un recettore situato in modo si¬
mile a quelli della squame del petto di A. cochinchinensis.
250
GIUSEPPE SCORTECCI
Le squame grandi, alte, triangolari della parte anteriore della cresta caudale, mancano
di recettori ; quelle un po’ più piccole della parte posteriore ne hanno invece uno situato die¬
tro e sotto la punta (Fig. 26). Nelle squame piccole, circondanti alla base le squame prece¬
denti, si hanno recettori simili per aspetto e posizione a quelli delle squame grandi. Dove la
cresta caudale finisce, le squame sono munite alla fine della carena, di un recettore as¬
sai ben distinto. In qualche rarissimo caso un recettore è alloggiato a metà lunghezza della
carena.
Le squame delle parti laterali della coda hanno un recettore simile per aspetto e
posizione a quelli delle squame dorsali. Verso la fine della coda le squame sono spessissimo
sprovviste di recettori. Le squame delle parti inferiori della coda hanno due recettori si¬
tuati uno per lato della punta. Si tenga presente che, dalla regione in cui la cresta finisce,
la coda è rimessa.
Le squame che rivestono gli arti anteriori hanno un recettore situato normalmente. Le
squame che rivestono superiormente le dita ne hanno generalmente due, ma anche tre. Ne
mancano invece quelle delle palme delle ma.
ni e le subdigitali. Le squame delle cosce hanno
generalmente un recettore in posizione norma¬
le; ne mancano spesso le granulazioni delle
parti posteriori.
Sulle tibie le squame hanno sempre un re-
Fig. 25
Fig. 26
Physignathus mentager. Gruppo di
squame della cresta dorsale.
Physignathus mentager. Squama cau¬
dale prossima alla cresta.
rettore posto normalmente, ed uno ne hanno anche quelle del dorso dei piedi e delle dita,
superiormente e lateralmente. Mancano sulle squame delle piante dei piedi e nelle subdigi¬
tali.
Physignathus cochinchinensss
Annam (Dalan).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 575 mm., di cui 450 spettano alla coda.
Recettori a lente.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
251
La rostrale ha 21 recettori, ben delimitati^ situati in fila lungo i margini, all’infuori di
quello inferiore. Le squame che fanno corona alla rostrale hanno da due a sette recettori si¬
tuati nella parte convessa e specialmente verso la faccia posteriore. Il loro diametro varia
da otto a dieci centesimi di millimetro. Le altre squame della parte superiore del muso, a-
venti forma sub-piramidale, posseggono uno o, più spesso, due recettori situati alla sommità
o un po’ spostati verso la parte posteriore. Quando si ha un solo recettore, questo trovasi
proprio al sommo della piramide e alloggiato in una fossetta.
Nelle quarne strette e allungate che delimitano, nella parte superiore della testa, la re¬
gione orbitale, i recettori, mai più di uno, sono situati nella parte posteriore.
Le squamette della nuca hanno ciascuna un recettore. Le placchette tra la rostrale e la
narice hanno da uno a sei recettori situati tanto alla sommità delle placchette stesse quanto
in qualunque altra posizione, ma di solito hanno tendenza a disporsi verso la parte poste¬
riore. Sulla placca nasale i recettori (trentatre) sono situati ovunque, anche sul bordo del¬
l’apertura nasale, ed hanno diametro variabile da quattro a dodici centesimi di millimetro.
Sulle placchette tra la narice e l’orbita si hanno da tre a quattro recettori situati alla som¬
mità. Le placchette del canto rostrale ne hanno da uno a tre e situati nello spessore del mar¬
gine che guarda verso l’esterno. Le placchette strette e allungate che delimitano superior¬
mente la cavità orbitale hanno da uno a quattro recettori nella normale posizione; in quelle
immediatamente sottostanti se ne hanno sempre da tre a quattro.
In alcune granulazioni palpebrali si ha un piccolo e mal delimitato recettore; più fa¬
cile è riscontrarli nelle granulazioni della palpebra inferiore. Le ciliari hanno da due a sei
recettori ciascuna e situati esclusivamente sullo spigolo. Le placche grandette che delimitano
inferiormente l’orbita hanno sino a undici recettori, situati di solito nella parte centrale.
Sulle tempie ogni squama ne ha uno, due, tre, situati al sommo della convessità oppure ver¬
so la parte posteriore. Lo stesso fatto si riscontra nelle placchette attorno all’apertura au¬
ricolare.
Le labiali superiori sono tutte assai ricche di recettori, ben delimitati, aventi un dia¬
metro di circa 10 centesimi di millimetro, disposti quasi ovunque all’infuori che nella parte
bassa. Nella prima se ne hanno 12, nella seconda 19, nella terza 20, nella quarta 24, nella
quinta 16, nella sesta 26, nella settima 24, nell’ottava 18, nella nona 13, nella decima 14,
nella undecima 20, nella dodicesima 20. Nelle squame a contatto colle labiali superiori, i
recettori sono abbondanti, disposti quasi in ogni parte, ma sempre in numero inferiore a quel¬
li delle labiali.
La sinfisiale conta appena una diecina di recettori, poco distinti, collocati in massima
parte sui lati; pochi verso il bordo posteriore.
Nelle labiali inferiori sono ancora più abbondanti che nelle superiori e situati ovunque,
anche verso la parte superiore, ma qui peraltro sono assai meno frequenti che in basso, dove
si riscontra sempre il massimo addensamento. La prima ne ha 17, la seconda 20, la terza 28,
la quarta 29, la quinta 30, a sesta 24, la settima 31, la ottava 21, la nona 24.
Nelle piccole placche confinanti colle labiali inferiori i recettori da uno a tre, sono si¬
tuati normalmente nella parte posteriore. Nelle placche grandi sono anche una dozzina e si¬
tuati nella parte posteriore e inferiore. Nelle granulazioni golari e mentali, si hanno da uno
a due recettori proprio al sommo della convessità. Nelle grandi placche coniche che si trova¬
no in vicinanza della mandibola, i recettori, in piccolo numero, sono distribuiti in qualunque
parte.
Sui lati del collo, le squame hanno posteriormente un piccolo recettore, ed uno è presente
anche sulle piccole granulazioni della parte estrema posteriore del collare. Sulla cresta lineale
252
GIUSEPPE SCORTECCI
le squame grandi sono prive dell’astuccio corneo, ma sembra tuttavia che manchino di recet¬
tori; sono invece presenti, ed uno o due per squama, in quelle che formano la base della
cresta.
Le squamette piccole, subconiche, che rivestono superiormente il tronco, hanno quasi
sempre un piccolo recettore alla sommità, mentre le grandi squame della cresta mancano di re¬
cettori.
Le squame del petto e dell’addome hanno un recettore o raramente due. Il recettore è si¬
tuato al fondo di una incavatura che trovasi all’estremità posteriore delle squame (Fig. 27). Le
placchette delle parti laterali e superiori della coda hanno tutte un recettore situato verso l’e¬
stremità posteriore (Fig. 28) o, nel caso di quelle poste in prossimità della cresta, nella parte
Fig. 28
Gonyocephalus cochinchinensis.
Squama dei lati della coda. La
lente ha un diametro di 9 cente¬
simi di millimetro.
Fig. 29
Gonyocephalus cochinchinensis.
Squama situata nella parte su¬
periore, distale della coda.
Fig. 27
Gonyocephalus cochinchinensis.
Squame ventrali. Le lenti hanno
un diametro di 7 centesimi di
millimetro.
superiore, quasi alla sommità. A differenza delle squame triangolari della cresta dorsale, che
mancano di recettori, quelle della cresta caudale ne hanno spesso uno, e questo è situato in
strettissima vicinanza della punta, e sotto di essa, oppure sulla punta stessa.
Nella parte inferiore e basale della coda, alcune squame mancano di recettori, altre
ne hanno due, situati ai lati della punta, ma con le lenti rivolte verso l’alto. Nella parte
mediana della coda, e di qui sino alla fine, le squame hanno i due recettori spostati sempre
di più verso la parte posteriore, ma piccoli e poco distinti. Verso l’estremità della coda, nel¬
la parte superiore, gii organi sono infossati sotto la punta con cui termina la carena
(Fig. 29). Nelle squame delle parti inferiori, invece, sono rari e indistinti. Le squame degli
arti anteriori hanno un recettore ben delimitato situato all’estremità e con, diametro di an¬
che dieci centesimi di millimetro. Le squame del dorso delle mani e delle dita, superiormente
e talvolta anche lateralmente, hanno un recettore simile a quello innanzi descritto. Le palme
delle mani e le parti inferiori delle dita mancano di recettori.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
253
Le squame delle parti aliterò superiori delle cosce hanno un solo recettore e così pure
moltissime di quelle delle parti inferiori e posteriori.
Le squame delle parti anteriori delle tibie ne hanno anch’esse uno ; quelle lisce delle parti
inferiori ne hanno da uno a due. Ne mancano quelle prossime alle piante dei piedi.
Le squame del dorso dei piedi e delle dita, superiormente e spesso lateralmente, ne
hanno di solito uno. Ne mancano quelle delle piante dei piedi e le subdigitali.
Qonyocephalus bruijnii
Nuova Guinea.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 583 nini., di cui 440 spetano alla coda.
Kecettori a lente.
La rostrale è priva dello strato corneo; si vede tuttavia che essa possiede parecchi re¬
cettori disposti in fila lungo i margini anteriore e laterali. Le squame a contatto posterior¬
mente colla rostrale, hanno sette od otto recettori disposti nella parte posteriore. Le squame
delle altre parti superiori del capo hanno da due a cinque recettori, disposti nella metà po¬
steriore e di solito dietro la convessità. Quelle che si trovano verso i lati, invece, hanno i re¬
cettori disposti nei pressi del margine che guarda l’esterno. '
Le squame situate lateralmente alla rostrale e tra questa e la nasale, hanno da due
a otto recettori situati di solito al sommo della convessità e in qualsiasi parte. La nasale ha
una sessantina di recettori di varia dimensione, eguali o un po’ più grandi di quelli delle par¬
ti superiori del capo, e situati per la massima parte verso la periferia. Il diametro delle lenti,
alcune delle quali sono ovali, altre perfettamente rotonde, varia da cinque a dieci centesimi
di millimetro.
Le squame del canto rostrale hanno sino a otto recettori disposti quasi sempre nel bor¬
do posteriore e sulla faccia che guarda verso l’esterno. Le squame tra la nasale e l’orbita han¬
no da due a quindici recettori disposti per la maggioranza nella metà posteriore. Le squame
strette e allungate dell’arco sopraorbitale hanno due, tre, od anche un solo recettore all’e¬
stremo posteriore; quelle situate immediatamente al di sotto, ne hanno sino a quattro, situati
in fila nel margine superiore. Le ciliari hanno sino a una dozzina di recettori situati in pic¬
cola parte sullo spigolo e il restante sulla faccia che guarda l’occhio.
Un recettore o due si trovano anche sulle ciliari interne. Le squame al di sotto del¬
l’orbita hanno, a seconda della grandezza, da due a una ventina di recettori disposti quasi
tutti nella metà posteriore; le squame delle tempie ne hanno, a seconda della grandezza, da
due sino a oltre una diecina e disposti nella metà posteriore e verso l’alto della squama. Le
squame attorno alla membrana timpanica ne hanno da due a cinque, disposti nella faccia che
guarda la membrana stessa. Sulla nuca le piccole squame coniche, puntute hanno un solo
recettore disposto dietro e sotto la punta.
Le labiali superiori hanno rispettivamente : la prima 8, la seconda e la terza 7, la quar¬
ta 16, la quinta 10, la sesta 15, la settima 11, la ottava 10, la nona 15, la decima 18 recet¬
tori, situati quasi tutti nella parte alta e nella posteriore.
Le squame disposte in fila sopra le labiali superiori hanno anch’esse sino a quindici re¬
cettori situati per la maggioranza nella metà posteriore della squama.
La sinfisiale è priva di recettori.
254
GIUSEPPE SCORTECCI
Le labiali inferiori hanno rispettivamente: la prima 13, la seconda 15, la terza 17, la
quarta 18, la quinta 20, la sesta 22, la settima 21, l’ottava 23, la nona 25 recettori; questi, nel¬
le anteriori, sono disposti in fila lungo il margine inferiore e posteriore; nelle ultime invece
sono situati quasi in ogni parte.
Le squame grandi dietro la sinfìsiale hanno al massimo una diecina di recettori situati
lungo il margine posteriore; le squame grandi, disposte in fila parallela alle labiali inferiori,
ne hanno, le prime sino a dieci, le altre due ed anche uno solo disposti verso il margine po¬
steriore; le squamette tra le labiali e le precedenti ne hanno da uno a quattro situati di so¬
lito lungo il margine interno.
Le mentali posteriori e le golari ne hanno uno nella parte posteriore, un po’ di lato della
punta.
Uno piccolo, ma distinto, ne hanno quasi sempre anche le squame del sacco golare.
Le squame della cresta mucale mancano del rivestimento corneo; sembra tuttavia che
non abbiano recettori ; lo stesso dicasi per le squame della cresta dorsale.
Le squamette dorsali hanno ciascuna un recettore situato dietro e sotto la punta.
La maggior parte delle squame fortemente carenate del petto e dell’addome hanno un
recettore non molto bene delimitato, situato sotto la punta e un po’ di lato, sicché invibile
se non si solleva la squama.
Le squame della coda sono in cattive condizioni; sembra tuttavia che quelle delle parti
laterali ne abbiano uno sotto la punta, e quelle delle parti inferiori ne manchino il più delle
volte.
Le squame degli arti anteriori hanno di solito un recettore nel margine posteriore,
quelle delle parti inferiori del braccio sino a due; uno ne hanno anche le digitali superiori.
Si tratta sempre peraltro di recettori poco bene delimitati e con lente spessa.
La stessa cosa dicasi per gli arti posteriori, dove tuttavia le squame delle cosce, infe¬
riormente e posteriormente, mancano di recettori.
Ne mancano anche le squame delle palme e delle piante, e le subdigitali.
Gonyocephalus modestus
Nuova Guinea.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 296 mm., di cui 216 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale ha 16 recettori disposti verso i margini anteriore e laterali, poco affossati e
con lenticelle distinte.
Le squame prossime alla rostrale hanno tre o quattro recettori simili ai precedenti, si¬
tuali al sommo delle convessità o in fila lungo la carena. La lenticella distintissima ha un dia¬
metro variabile tra sei e otto centesimi di millimetro. Le altre squame della parte superiore del
capo hanno di solito un recettore situato al sommo della convessità o dietro e sotto la fine
della carena ; in vari casi, e specialmente sulle orbite sono due ed anche tre. Le squame che sono
prossime al canto del muso hanno invece i recettori sullo spigolo, disposti in fila e in numero
variabile da tre a cinque.
Le squame situate tra la rostrale e la nasale hanno anche sette od otto recettori si¬
tuati di solito nella parte posteriore e aventi diametro variabile tra sei e otto centesimi di
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
255
millimetro. La nasale ha sedici recettori assai piccoli e non così bene distinti come quelli
delle squame che l’attorniano; le squame del canto rostrale ne hanno sino a sette, disposti
in fila sullo spigolo ed anche nella parte laterale esterna ed interna.
Le squame tra la nasale e l’orbita ne hanno da uno a tre, piccoli, posti al sommo della
convessità e con lente qualche volta non bene delimitata. Le squame strette e allungate del¬
l’orbita sono in cattive condizioni e prive dello strato corneo.
Le ciliari sono anch’esse in cattive condizioni; sembra tuttavia che abbiano alcuni re¬
cettori sullo spigolo. Le squame tra l’orbita e il timpano, che sono in cattive condizioni, sem¬
brano avére un recettore al sommo della convessità.
Le labiali supèriori, sono per la maggior parte in pessime condizioni e prive dello strato
corneo; si vede tuttavia che hanno recettori, e che questi presentano lenti con diametro di
cinque o sei centesimi di millimetro. Le squame poste al di sopra delle labiali hanno da due
a otto recettori disposti lungo la convessità.
La sinfisiale ha 26 recettori disposti in fila lungo i margini laterali e posteriori.
Le labiali inferiori hanno rispettivamente: la prima 10, la seconda 9, la terza 6, la
quarta 10, la quinta 7, la sesta 9, la Settima 8, l’ottava 6, la nona 4 recettori, piccoli,
spesso poco distinti, disposti di solito nella metà inferiore delle squame. Le squame grandi
a contatto colla sinfisiale hanno sino a quattordici recettori, piccoli, disposti per la mag¬
gioranza nella parte posteriore. Le squame prossime alle labiali inferiori o a contatto con esse
hanno sino a una diecina di recettori piccoli e spesso non bene distinguibili.
Le mentali e le golari hanno di solito un piccolo recettore ciascuna, situato al sommo
della convessità.
Le dentellature della nuca hanno solo in qualche caso un piccolo recettore all'estre¬
mità; le squame che rivestono il dorso hanno ciascuna un piccolo recettore situato esatta¬
mente alla fine della carena e sotto la pic¬
cola punta; in alcuni casi i recettori sono an¬
che due.
Le squame del petto e dell’addome han¬
no ciascuna uno o, di rado, due recettori ; se
uno, trovasi sotto la punta con cui termina la
carena, o un po’ di lato.
Le squame che rivestono superiormente
e lateralmente la coda hanno, verso l’attacca¬
tura, uno, due, tre o quattro recettori dispo¬
sti talvolta a coppie, due per lato della punta
con cui termina la carena; a mano a mano
che ci si allontana daH’attaccatura, le squame
portano un numero maggiore di recettori di¬
sposti in fila trasversale lungo il margine po¬
steriore e talvolta anche lungo quello laterale.
Il numero massimo di recettori è di dodici.
Spesso ne hanno otto o nove. II. diametro delle
Fig. 30
Gonyocephalus modestus. Squama cau¬
dale superiore. Le lenti hanno un dia¬
metro variabile tra 7 e 9 centesimi di
millimetro.
lenti varia da quattro, cinque a otto, nove centesimi di millimetro. (Fig. 30).
Nelle grandi squame carenate che rivestono inferiormente la coda il numero dei recet¬
tori è assai minore. In quelle verso l’attaccatura se ne contano di solito due (uno per lato
della punta e assai discosti da essa), poi ve ne sono anche due per lato accoppiati, ed infine
io
256
OIUSErPE SCORTECCI
tornano ad essere due per squama. Inoltre essi sono assai meno bene delimitati di quelli
delle parti superiori.
Le squame c-lie rivestono gli arti anteriori hanno da uno a due recettori; quelli delle
squame delle parti inferiori sono meno distinti. Due od anche tre, ne hanno quelle che rive¬
stono superiormente e lateralmente le dita. Le subdigitali e le palmari ne mancano.
In condizioni simili sono le squame degli arti posteriori, soltanto quelle che rico¬
prono inferiormente le cosce mancano spesso di recettori e le sopra digitali hanno di fre¬
quente un solo organo.
Gonyocephalus sophiae
Isole Filippine (Samar).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 78 mm., di cui 57 spettanti alla coda.
Recettori a lente.
L’individuo è giovane e in grande parte privo di strato corneo, sicché non sempre è
stato possibile osservare con la più scrupolosa esattezza gli organi di senso.
La rostrale possiede una diecina di piccoli recettori situati ai lati e nel margine su¬
periore. Le squame che seguono immediatamente la rostrale hanno ciascuna da tre a cinque
recettori con diametro di quattro centesimi di millimetro. Le altre placchette di quella
parte del muso ch’è limitata posteriamente dalle oroite ne hanno uno o ai massimo due, situati
al sommo della convessità. Le squamette sopraorbitali ne hanno da uno a quattro; se uno è
posto dietro la fine della carena, se più, lungo la carena.. Sulla nuca le placchette ne hanno
uno al sommo della convessità.
La nasale ha sette od otto recettori non più grandi di quelli della parte superiore
del capo e addensati alla periferia. Le placchette tra l’estremità del muso e l’occhio ne
hanno uno o al massimo due, situati nella parte convessa. Le squame strette e allungate che
si trovano sull’arco sopraorbitale e quelle di forma simile ed ad esse adiacenti, hanno da
due a cinque recettori situati verso il margine esterno. Alcune granulazioni dell’orbita, si¬
tuate m vicinanza delle precedenti, e a contine con l’arcata inferiore dell’orbita, sembrano
possedere un piccolo recettore. Le ciliari hanno da due a cinque recettori situati sullo spi¬
golo o sulla faccia che guarda l’occhio; le ciliari interne ne hanno da uno a tre. Le squame
cne, disposte in fila, delimitano inferiormente l’orbita e si distinguono dalle circostanti per
la maggiore dimensione ne hanno da due a cinque, disposti nella parte convessa e talvolta
lungo la carena.
Le placchette attorno al timpano hanno sempre alla sommità un piccolo recettore. Le
labiali superiori ne hanno al massimo cinque ai minimo due, situati normalmente nella
parte convessa. Hanno un diametro varia bj e da due a quattro centesimi di millimetro,
Le labiali inferiori sono esattamente nelle condizioni delle superiori. La sinfisiale ha sette
od otto recettori addensati nella parte posteriore.
Le squame adiacenti alle labiali inferiori ne hanno tre o quattro; quella tra la sinli-
\
siale e la prima labiale ne ha una diecina. Le squame del mento e della gola ne hanno di
solito uno al sommo di un rilievo a forma di cono.
Le squame grandi del dorso hanno un recettore posto alla sommità e presentante un
diametro di due-tre centesimi di millimetro. Quelle piccole non sembrano, per la maggioranza,
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
257
possedere recettori. I pochi presenti (non più di uno per squama) hanno un diametro non
superiore a due centesimi di millimetro. Nelle squamette della regione vertebrale gli organi
sembrano più frequenti che nelle altre, tuttavia anche in queste non se ne ha più di uno.
Sulle squame del petto se ne nota uno, situato nella parte posteriore e poco sotto la
punta.
Le squame delle braccia hanno ciascuna un recettore assai piccolo, situato nella parte
estrema posteriore. Un organello è presente anche su quasi tutte le squame del dorso delle
mani e delle dita, nella parte superiore; mancano invece di recettori le subdigitali e quelle
delle palme.
Sugli arti posteriori i recettori sono come negli anteriori.
Le squame della parte superiore e laterale della coda hanno un piccolo recettore alla
estremità posteriore ; quelle delle parti inferiori, fortemente carenate, non sembrano invece
possedere organi.
Gonyocephalus auritus
Nuova Guinea.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 485 min, di cui 370 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Rostrale munita di 48 recettori disposti nella parte alta e sui lati.
Squame collocate immediatamente dietro la rostrale con anche una dozzina di recettori
disposti lungo il bordo posteriore. Tali recettori, come tutti quelli del capo, sono appari¬
scentissimi, con lente assai convessa, perfettamente delimitati. Il diametro delle lenti varia
da 7 a 14 e sino a 18 centesimi di millimetro. La squame del muso, situate dietro le prece¬
denti, hanno, a seconda della grandezza, da uno a sei recettori; se uno solo questo è situato
alla fine della carena, se più di uno, sono disposti in tutta la parte posteriore della squama,
e talvolta anche sui lati. I recettori sono di varia grandezza e forma, alcuni rotondi altri ovali
(Fig. 31), altri ancora risultanti evidentemente dalla fusione di due o più organi. Le squame
prossime al canto rostrale, invece di avere i recettori nella parte posteriore, li hanno quasi
sempre nella faccia che guarda verso l’esterno. Le squame che ricoprono superiormente le
orbite hanno sino a nove recettori disposti in fila lungo tutto il bordo posteriore e talvolta
anche lungo i laterali. Le granulazioni della regione lineale hanno di solito un solo recettore
o al massimo due, situati al sommo della convessità e dietro la punta della carena.
Le squame tra la rostrale e la nasale hanno, a seconda della dimensione, da due a dieci
recettori disposti in ogni parte, ma più frequenti al sommo della convessità. La nasale ha
una cinquantina di recettori disposti in quasi ogni parte, anche sul bordo del foro nasale. Le
loro dimensioni sono quelle dei recettori della parte superiore del capo.
Le squame del canto rostrale hanno sei o sette recettori, o talvolta meno, situati sul
bordo posteriore.
Le squame poste immediatamente al di sotto di quelle che rivestono il canto rostrale
hanno sino a una diecina di recettori disposti in fila nel bordo superiore, di modo che le lenti
sono nettamente rivolte verso l'alto. Le altre squame situate tra la nasale e l’orbita hanno
sino a otto-nove recettori situati lungo la carena o al sommo della convessità. Le squame
strette dell'arco sopraorbitale hanno un numero assai vario di recettori; alcune ne hanno uno
258
GIUSEPPE SCORTECCI
al principio ed lino o due alla fine della carena, altre uno al principio e quattro alla fine,
altre ancora tre o quattro al principio e altrettanti, o più o meno, alla fine. Le squame poste
immediatamente al di sotto delle precedenti hanno da tre a cinque recettori disposti in fila
nel margine superiore. Alcune granulazioni palpebrali hanno un. nettissimo recettore. Le ci¬
liari hanno un recettore al principio, uno alla fine della carena e sino a sei altri nella
faccia che guarda l’interno; anche le ciliari interne hanno non di rado due o tre recettori.
Le squame grandette che, poste in fila, delimitano inferiormente l’orbita hanno una diecina
di recettori disposti quasi tutti al sommo del¬
la convessità. Quelle «Iella regione tra l’orbita
e la membrana timpanica ne hanno sino a set¬
te, disposti come nelle precedenti. Quelle at-
Fig. 32
Gcnyccephalus auritus. Squama delle
palme delle mani. La lente ha un dia¬
metro di 8 centesimi di millimetro.
Fig. 31
Gonyocephalus auritus. Squama della
parte superiore del muso. La lente di
maggiori dimensioni misura 14 X 18
centesimi di millimetro.
torno alla membrana timpanica ne hanno da uno a quattro. Le labiali superiori hanno ri¬
spettivamente: la prima 18, la seconda e la terza 17, la quarta 20, la quinta 24, la sesta 18,
la settima 13, la ottava 21, la nona 14, la decima 20, la undecima 14, la dodicesima 3 re¬
cettori situati nella metà superiore della squama. Le squame poste sopra le labiali supe¬
riori hanno sino a 25 recettori ciascuna, disposti in ogni parte. Il diametro delle lenii, sem¬
pre distintissime, dei recettori delle labiali e delle squame prossimali è quasi sempre di sei
centesimi di millimetro
La sinfisiale ha pochi e mal delimitati recettori nella parte posteriore; le labiali infe¬
riori hanno rispettivamente: la prima e la seconda 24, la terza 17, la quarta 25, la quinta
26, la sesta 23 la settima 25, la ottava 32, la nona 13 recettori, situati quasi sempre nella
metà inferiore delle squame, poco più piccali di quelli delle labiali superiori e un po’
meno bene delimitati. Le squame situate dietro la sinfisiale hanno al massimo una quin¬
dicina di recettori disposti nella metà posteriore e lungo i lati; le squame prossime alle la¬
biali inferiori ne hanno anch’esse una quindicina al massimo, disposti irregolarmente, ma
più di frequente lungo il bordo esterno.
Le mentali e le golari ne hanno di solito uno all’estremità posteriore, ne mancano in¬
vece quelle che lateralmente e posteriormente rivestono il sacco golare. Le squame grandi
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
259
della cresta lineale e dorsale sono prive dello strato corneo, sembra tuttavia che esse non
possiedano recettori; un recettore ciascuno, al sommo della convessità, possiedono invece
le piccole squame del dorso. Alcune squame del petto mancano di recettori, altre ne hanno
uno un po’ di lato della punta, altre ancora due, altre sino a quattro lungo il margine
posteriore ; quelle del ventre ne hanno normalmente due o tre.
Le squame della dentellatura della coda hanno, quelle verso l’attaccatura, un recettore
o due per lato, le altre sino a sei o sette per lato; quelle che ricoprono le parti laterali ne
hanno da uno sino a otto e nove, disposti lungo tutto il bordo posteriore e talvolta anche
lungo quello Intero posteriore. Sicché a metà lunghezza, la coda è estremamente ricca di re¬
cettori. Dalla metà lunghezza in poi diminuiscono di numero e alla fine si riducono a tre,
quattro ed anche a due per squama; inoltre sono meno bene delimitati. Le squame grandi che
rivestono inferiormente la coda, se prossime all’attaccatura sono prive di recettori, se verso la
metà della coda ne hanno sino a due per lato, ma più piccoli e mal delimitati di quelli delle
parti laterali e superiori; se delle parti distali sono presso a poco nelle medesime condizioni
delle parti superiori.
Le squame che ricoprono superiormente e anteriormente gli arti anteriori hanno sino
a cinque recettori ciascuna lungo il margine libero; più di frequente ne hanno tre e quattro;
le sopra digitali ne hanno da uno a tre ciascuna. Nelle parti inferiori e posteriori, le brac¬
cia hanno squame talvolta prive di recettori, talvolta con uno, due o anche tre, ma sempre
meno bene delimitati che nelle altre parti. Le subdigitali mancano di recettori, mentre le pal¬
mari hanno in vari casi un distintissimo recettore dietro la spina (Fig. 32).
Le squame degli arti posteriori sono in condizioni simili a quelle degli anteriori, sol¬
tanto quelle delle piante hanno più di rado un recettore e questo è meno bene delimitato.
Gonyocephalus geelvinkianus
Nuovo Guinea.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 400 mm, di cui 300 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Rostrale con 30 recettori disposti in fila lungo il bordo anteriore e quelli laterali.
Squame dietro la rostrale con una quindicina di recettori addensati nella metà posteriore;
squame dietro le' precedenti con sei-sette recettori anch’essi addensati nella parte posteriore ;
squame delle rimanenti parti superiori del capo con due o tre recettori, ma più spesso uno
solo alla fine della carena e ai lali della fine della carena. Fanno eccezione le squame che ri¬
coprono superiormente le orbite, le quali hanno cinque recettori ciascuna, situati lungo il
bordo posteriore, e quelle vicine al canto del muso le quali hanno i recettori disposti verso il
margine esterno. Le lenti hanno diametro variabile da sei a dieci centesimi di millimetro. In
complesso si hanno caratteri di somiglianza con (7. auritus. Squame tra la rostrale e la na¬
sale con cinque-quindici recettori situati ovunque e delle stesse dimensioni di quelli delle
parti superiori del capo. Nasale con 31 recettori situati verso la periferia. Squame tra la
nasale e l'orbita con una diecina di recettori situati nel margine posteriore. Squame strette e
allungate dell’arco orbitale con un recettore alla fila della carena. Ciliari con tre, quattro o
cinque piccoli recettori sullo spigolo e sulla faccia che guarda verso l’interno; granulazioni
palpebrali (specialmente della palpebra inferiore) munite spesso di un piccolo, distinto recet-
260
GIUSEPPE SCORTECCI
tore. Squame grandi che delimitano inferiormente l’orbita con otto-quattrodici recettori si¬
tuati nella parte alta e posteriore; squame attorno alla membrana timpanica con uno-due re
cettori al sommo della convessità.
Le labiali superiori hanno rispettivamente: la prima 17, la seconda 24, la terza 25, la
quarta 36, la quinta 30, la sesta 22, la settima 30, la ottava e la nona 19, la decima 4 re¬
cettori, situati per la maggioranza nella parte superiore e posteriore Le squame a contatto
colle labiali superiori hanno sino a una ventina di ricettori situati ovunque. La sinfisiale ha
una ventina di recettori disposti in fila lungo il margine posteriore e quelli laterali ; le labiali
inferiori hanno rispettivamente: la prima 35, la seconda 56, la terza 72, la quarta 40, la
quinta 31, la sesta e la settima 33 recettori, addensati nella parte bassa. 11 diametro delle
lenti di tali ricettori, ed in genere di quelli delle parti laterali del capo, è di sei centesimi di
mm. Le grandi squame a contatto colla sinfisiale hanno anche una trentina di recettori di¬
sposti alla periferia e più numerosi nella parte posteriore e interna ; le squame a contatto
colle labiali inferiori ne hanno una diecina situati ovunque, ma specialmente verso la parte
interna. Le mentali e golari, nonché le squame che rivestono il sacco golare anteriormente e
lateralmente sull’innanzi, hanno un recettore all’estremo posteriore; ne mancano le squame
della parte latero-posteriore e posteriore del sacco medesimo.
Le grandi squame della cresta lineale mancano del rivestimento corneo, ma sembra
che esse siano prive di recettori ; uno invece, e situato dietro e sotto la punta, ne hanno
quelle della cresta dorsale. Le squamette dorsali hanno ciascuna un piccolo recettore al som¬
mo della convessità o alla fine della carena.
Le squame del petto e dell’addome hanno da uno a cinque recettori situati : uno dietro
e sotto la punta, gli altri lungo il bordo posteriore. Il loro diametro è di sei centesimi di
mm. Le squame delle parti superiori e laterali della coda hanno sino a nove recettori come
Gr. auritus. Le squame grandi delle parti inferiori basali e medie, ne hanno sino a sette nel
margine posteriore, ma in genere meno bene delimitati di quelli delle parti superiori ; le cau¬
dali della parte distale ne hanno in numero minore e mal delimitati.
Le squame degli arti posteriori hanno da uno a tre e persino a quattro recettori, ma
non bene delimitati come quelli delle altre parti del corpo ; in minor numero sono nelle
squame delle parti inferiori ; lo stesso dicasi per le sopradigitali. Uno e talvolta anche due
recettori, ma con lente malissimo delimitata, hanno alcune squame palmari. Ne mancano le
sub digitali. Le squame degli arti posteriori sono nelle condizioni di quelle anteriori, sol¬
tanto ne mancano molte di quelle delle parti inferiori e posteriori delle cosce. Anche le
squame delle piante hanno non di rado un recettore dietro e sotto la spina.
Gonyocephalus spirùpes
Australia (Qeensland).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 290 mm., di cui 185 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Le placche della testa sono in genere profondamente corruscate e percorse da pieghe
irregolari. Nella rostrale, che è piccolissima, gli organi sono una diecina, irregolarmente di¬
sposti in qualunque parte e di dimensione varia, ma non superiore a sei centesimi di milli¬
metro. Le lenticelle sono poco affossate, poco lucide, evidentemente assai spesse. Le plac-
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
2G1
chette della parte superiore del muso hanno da tre a cinque recettori simili ai precedenti e
situati normalmente alla sommità delle pieghe (Fig. 33). Nelle placchette sopra orbitali,
che hanno forma e aspetto più regolari delle precedenti, i recettori occupano la parte poste¬
riore e di solito sono in corrispondenza della fine della maggiore carena longitudinale.
Alcune volte tuttavia sono anche nella parte superiore e centrale ed alloggiati al fondo
di una scanalatura. Di solito sono uno per squama, raramente due, mai di più.
Nelle placchette tra le orbite e il rilievo nueale si hanno uno o ,al massimo, due re¬
cettori situati quasi sempre nella parte centrale, Le placchette del rilievo nueale portano i
Fig. 33
Gonyocephalus spinipes,
Placchetta della parte su¬
periore del muso.
Fig. 34
Gonyocephalus spinipes,
Squama lanceolata della
cresta nueale. Le lenti
hanno un diametro di 6
centesimi di millimetro.
Fig. 35
La stessa della Fig. 34 ma
senza l’astuccio corneo.
recettori (due o tre al massimo) alla sommità, oppure anteriormente od ancora posteriormente
e sempre al sommo di un rilievo.
Le placchette del canto del muso hanno i recettori, da tre a cinque, proprio sullo spi¬
golo o nella parte posteriore. Qualche rara volta si trovano anche sulla faccia che guarda
verso l’esterno.
Nelle placchette situate tra le precedenti e le labiali, anche queste molto corruscate,
i recettori sono collocati nella parte alta, oppure irregolarmente in qualsiasi posizione, ma
sempre al sommo delle pieghe. Al massimo sono cinque per squama, più spesso tre.
Sulla placca nasale si hanno una trentina di recettori disposti irregolarmente su tutta
la superficie, anche sul bordo del foro nasale. Nelle squame tra la narice e l’orbita che
hanno la punta diretta verso l’alto, gli organi si trovano (uno per squama) nella parte su¬
lteriore, oppure al centro ed al sommo di un rilievo. Qualche volta i recettori sono due, ma
attaccati l'uno all’altro. Nelle squame che formano una specie di cresta sull’arcata orbitale
si trovano pochi recettori situati proprio nel bordo affilato.
Sulle squame che si trovano al di sotto di tale cresta c’è generalmente un recettore si¬
tuato nella parte alta. Anche sulle granulazioni palpebrali, ma solo in quelle vicine alle ciliari,
si ha qualche recettore. Nelle ciliari se ne hanno sette od anche otto disposti sempre sulla
262
GIUSEPPE SCORTECCI
spigolo, addossati l’uno all’altro, talvolta anche fusi a due a due. Le granulazioni delle
palpebre inferiori mancano di recettori.
Le placcliette coniche situate intorno all’apertura auricolare ne hanno in scarso nu¬
mero, di solito, anzi, uno solo, situato al sommo del conetto o dietro la punta.
Le labiali superiori hanno da sette a nove recettori poco affossati, con lente spessa del
diametro di sei centesimi di millimetro, disposti in fila lungo il margine labiale e al centro.
Questi peraltro sono più piccoli dei precedenti. Nelle placcliette al di sopra delle labiali vi
sono da tre a cinque recettori disposti in fila in corrispondenza della carena.
Nelle labiali inferiori si hanno sino a venti recettori disposti lungo il margine labiale
ed anche nella parte bassa. Essi sono normalmente in numero maggiore che nelle labiali su¬
periori.
Sulla sinfisiale si hanno numerosi, piccoli e mal distinti recettori disposti quasi tutti
ai margini, compreso l’anteriore.
Sul mento le squame hanno un reéettore situato al sommo della carena. Sulle golari
sono decisamente rari e mancano in quelle che rivestono il sacco.
Da notare a questo punto che le plac-
chette del sacco non formano un tutto conti¬
nuo, ma tra placchetta e placchetta sporgono
punte carnose.
Sulle grandi squame della forte cresta lin¬
eale si hanno, nel bordo posteriore affilato,
due o tre recettori la cui lente misura circa
sei centesimi di millimetro. (Figg. 34 e 35). Sulle
squame che rivestono la parte basale della cre¬
sta e volgono la punta verso l’alto, si ha un
recettore situato talvolta proprio sulla punta.
Nelle squame grandi della cresta dorsale
aventi forma caratteristica si hanno normal¬
mente due organi (Fig. 36), uno su ciascuno
spigolo della parte posteriore, spesso alloggiati entro una fossetta circondata da un distinto
cercine.
Sulle squame dorsali piccole si ha un recettore o due, talvolta alloggiato nel bordo
posteriore, talvolta al sommo di una piccola protuberanza sub conica. Nelle squame grandi vi
sono due recettori situati ai lati ed alla base della spina con cui si continua la carena.
Sulle squame dei fianchi i recettori sono assai più scarsi, ma la loro posizione è simile a
quella dei recettori dorsali.
Sulle squame del petto, chiarissime, trasparenti, i recettori sono quasi sempre pre¬
senti e in numero variabile da uno a tre. Quello centrale è situato al sommo della spina
con cui si continua la carena, oppure un po’ sotto e posteriormente ad essa; quelli laterali
sono disposti di lato o alla base della spina.
Procedendo dalla parte anteriore alla posteriore del petto, i recettori diminuiscono ra¬
pidamente di numero e sul ventre le squame ne mancano oppure ne hanno uno solo disposto
dietro la punta, e in stretta prossimità di essa, piccolo, difficilmente visibile.
Le squame che formano la carena caudale superiore hanno recettori situati al di sotto
della punta o ai lati, presso a poco come le squame della cresta dorsale. Le caudali laterali
ne hanno uno esattamente alla fine della carena oppure due, uno per lato della spina.
Fig. 36
Gonyocephalìis spinipes. Squama della
carena dorsale con due recettori.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
263
Le squame delle parti inferiori della coda hanno due organi situati come i precedenti,
ma meno bene delimitati di questi e con leni e più spessa.
Le squame delle parti antero superiori delle braccia, hanno più spesso un recettore,
ma anche due o tre: uno alla fine della carena oppure sotto la spina, due ai lati o alla
base della spina. Talvolta la spina stessa termina con un recettore. Nella parte interna
delle braccia le squame hanno quasi sempre un solo recettore posto, come nelle squame ven¬
trali, ad di sotto della, spina e difficilmente visibile.
Sulle squame del dorso delle mani e delle dita, superiormente e lateralmente, si ha
quasi sempre un recettore situato all’estremità e al sommo della spina.
Fig. 38
Porzione anteriore della squama della
fig. 37 priva dello strato corneo.
Fig. 37
Gonyccephalus spinipes. Squama situa¬
ta nella parte inferiore delle dita della
mano con un recettore.
Le squame delle parti inferiori delle dita, almeno quelle in vicinanza delle palme, hanno
un recettore con lenticella difficilmente visibile. Esso è situato sulla faccia anteriore della
squama e spostato lateralmente (Fig. 37 e 38). Sulle squame delle palme delle mani è di so¬
lito presente un recettore situato al di sotto della spina o un po’ di lato.
Sulle squame degli arti posteriori si hanno quasi sempre recettori in numero variabile;
sono da uno a tre nelle più grandi, uno solo nelle piccole. Nelle squame delle parti infe¬
riori sono rari e, se presenti, uno solo per squama.
Sul dorso dei piedi e sulle dita, le squame hanno ciascuna un recettore all’estremità
della carena. Sulle piante dei piedi le squame hanno uno o due recettori come negli arti
anteriori. Si trovano anche sotto le dita in vicinanza delle piante; sono uno per squama ed
hanno lente spessa e poco bene delimitata.
Gonyocephalus boydii
Australia (Queensland).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 490 inni., di cui 15 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Le placchette carenate della parte centrale e superiore del muso hanno da uno a due
recettori situati al sommo della convessità o neila parte mediana e posteriore della carena.
Quelle delle parti laterali del muso, che hanno le carene spostate a destra o a sinistra, a se¬
conda della posizione delle squame stesse, ne hanno normalmente da uno a cinque, ma più
264
GIUSEPPE SCORTECCI
spesso uno o due. Il numero massimo si riscontra nelle squame prossime al canto rostrale.
Essi sono situati sulla carena con la lente rivolta verso l’alto o verso l’esterno.
Sulle orbite le squame non diversificano dalle precedenti. Nella regione situata dietro
le orbite, e sempre nella parte superiore del caP°> in cui si hanno squame triedrali o subtrie-
clrali, si trovano da uno a tre recettori situati ni vertice del triedro e sui due spigoli po¬
steriori poco sotto il vertice. Le lenti di tali ricettori e in genere di tutti quelli delle parti
superiori del capo sono assai spesse e misurano presso a poco sei centesimi di millimetro.
Nella fossetta tra le orbite e la cresta lineale le squame hanno di solito un recettore ciascuna.
Nelle placehette tra la narice e l’estremità del muso si hanno anche quattro o cinque
recettori con lente più sottile di quelli precedentemente descritti, e situati nella parte
alta o al centro. La nasale ha una cinquantina di recettori del diametro variabile da sei a
dieci centesimi di millimetro, e disposti ovunque anche sul margine dell’apertura nasale.
Le squame del canto rostrale, tra la narice e l’occhio, hanno cinque o sei recettori si¬
tuati al sommo e con lente diretta verso l’alto oppure verso i lati. Sulle squame situate tra
la nasale, l’orbita e le labiali, si hanno da uno a sette recettori situati alla sommità o ai
lati dei rilievi.
Le squame dell’arcata orbitale mancano di recettori o ne hanno pochissimi e mal deli¬
mitati. Nel margine superiore delle squame poste immediatamente al di sotto delle precedenti
se ne hanno da sette ad otto, molto piccoli. Tutte le altre squame poste tra quelle già ram¬
mentate e l’orbita hanno recettori egualmente disposti ed in numero variabile da uno a quat¬
tro. Le ciliari hanno da uno a sette piccoli recettori disposti per la maggior parte sullo spi¬
golo, più di rado sulla faccia che guarda l’occhio. Alcuni si trovano anche nelle placehette
palpebrali a contatto colle ciliari.
Le placche situate trai l’orbita e l’apertura auricolare ne hanno decisamente pochi, uno
o due, e piccoli. Sono situati al sommo del rilievo conico, oppure un po’ di lato; quando esiste
una punta che si erge perpendicolarmente al piano della squama, i recettori sono collocati
a metà altezza del rilievo; se due sono: uno a destra ed uno a sinistra.
Le prime labiali sono sciupate ; si può osservare ciò nonostante che, per quanto riguar¬
da i recettori, non sono in condizioni diverse dalle altre. Queste hanno recettori distribuiti
su tutta la superficie, anche in stretta prossimità dell’apertura boccale. La terza e quarta ne
hanno 20, la quinta 15, la sesta 21, la settima 20, le altre in numero minore e addensati
nella parte convessa. La quattordicesima ne possiede appena sette od otto.
Delle squame in contatto colle labiali superiori, quelle anteriori hanno recettori dispo¬
sti quasi ovunque ed in numero che giunge anche a dodici, le mediane e le posteriori ne
hanno al massimo sette od otto e disposti in corrispondenza della carena. Le squame al di so¬
pra di quelle nominate ne hanno da due a otto disposti in fila, in corrispondenza della ca¬
rena o, ma di rado, anche nella parte sopra la carena.
La sinfisiale e le prime labiali inferiori sono sciupate; le altre, che hanno dimensioni
maggiori di quelle delle labiali superiori, ne possiedono in buon numero e, all’infuori che
nelle ultime, disposti ovunque, anche sul margine labiale. Nella quarta sono una quaran¬
tina, nella tredicesima 23. Il diametro delle lenti oscilla tra dieci a quattordici centesimi di
millimetro.
Le squame grandi, prossime alle labiali inferiori, li hanno normalmente lungo le ca¬
rene e quelle confinanti colle labiali, invece, disposti in quasi ogni parte. Al massimo i recet¬
tori, che hanno dimensioni simili a quelle degli organi delle labiali, sono una diecina. Pro¬
cedendo verso le squamette del sacco golare si osserva che i recettori sono situati nella parte
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
265
spessa che guarda verso l’alto e verso l’esterno. Qui sono da uno a sei. Nelle placchette piccole
del sacco si osserva quasi sempre un recettore posto al sommo di un rilievo conico.
Nelle placche triangolari del sacco, che formano una spiccatissima cresta, i recettori
sono situati nella faccia, posteriore in numero che giunge anche a sei (Fig. 39). Nelle plac¬
chette della parte posteriore della cresta golare, più piccole delle precedenti, se ne osservano
uno, o al massimo due, situati in prossimità della punta e nella parte posteriore. Nelle plac¬
chette della parte posteriore del sacco golare si nota, ma non sempre, un recettore situato in
stretta prossimità della punta, protetto e spesso nascosto da essa.
Nelle glandi placche situate nella regione Intero-posteriore del capo, gli organi sono
disposti nella parte che guarda verso il basso e all’indietro, e appaiono più numerosi dove
la convessità è maggiore. Quando si ha una ca¬
rena, come accade in quelle posteriori, la mag¬
gior parte dei recettori sono sulla carena stessa.
Il loro numero massimo è di 25. Il loro dia¬
metro oscilla tra otto o dodici centesimi di mil¬
limetro.
Nelle placchette che attorniano quelle pri¬
ma nominate, e che sono assai piccole, si nota
Fig. 39
Fig. 40
Gonyocephalus boydii. Squama della cresta del Gonyocephalus boydii. Squama sub-caudale. Le
sacco golare. Le lenti hanno' un diametro di lenti hanno un diametro di 8 centesimi di mil-
12 contesimi di millimetro. limetro.
un recettore posto alla sommità di un conetto; in alcuni casi sono due e allora sono disposti
come nelle placchette che si trovano attorno all’apertura auricolare.
Le squame che rivestono la base della grande cresta lineale hanno per la maggioranza
un recettore del diametro di sei centesimi di millimetro, alloggiato nella parte superiore e
al sommo di un rilievo. I primi elementi della cresta lineale hanno uno o due recettori si¬
tuati nella parte posteriore e in vicinanza della punta. Le squame grandi che seguono le
precedenti e che, nell’esemplare in esame, mancano dell’astuccio corneo non sembrano invece
avere recettori.
Tutte le squamette del dorso e delle spalle hanno un piccolo recettore posto costan¬
temente al sommo di un rilievo conico e colla lente rivolta all’infuori, verso l’alto e all'in-
dietro o, nel caso di quelli delle spalle, verso l’innanzi. Le squamette che rivestono la base
della cresta dorsale hanno un recettore come quelle del dorso. Le squame grandi e triangolari
ne hanno uno in posizione simile a quelli della cresta lineale.
Le squame laterali della parte anteriore della coda hanno di solito un recettore situato
all’estremità e, quando la squama è carenata e mucronata, sotto la spina. Quelle delle parti
266
GIUSEPPE SCORTECCI
laterali, a metà lunghezza della. coda, e di qui sino alla fine di essa, ne hanno due alla base
e di lato della spina. Il loro diametro è di anche dieci centesimi di millimetro.
Le squame della cresta caudale ne hanno di solito due dietro e ai lati della punta. Le
squame delle parti inferiori ne hanno normalmente due con lente spessa del diametro va¬
riabile da otto a dieci centesimi di millimetro e posti uno per lato dalla punta con cui si
continua la carena (Fig. 40).
Le squame del petto e del ventre possiedono uno o due recettori situati sotto la punta
o verso la base di essa, od ancora di lato, uno per parte.
Le squame grandi delle parti antero-superiori delle braccia hanno un recettore situato
proprio sotto la punta. Le altre, tanto delle parti superiori, quanto delle laterali e inferiori,
hanno di solito un recettore in posizione diversa. A volte la punta delle squame è tagliata a
becco di flauto e il recettore trovasi alloggiato nella, diciamo così, superficie di taglio.
Nelle squamette delle parti superiori e laterali delle dita e in quelle del dorso delle
mani si ha un recettore situato in stretta prossimità della punta e sotto di essa.
Fig. 41 Fig. 42
Gonyccephalus boydii. Squama della palma della Gonyocephalus boydii. Estremità posteriore di
mano. Le lenti hanno un diametro di 7 centesimi una squama della parte superiore delle t'bie. La
di millimetro. lente ha un diametro di 10 centesimi di millim.
I recettori non mancano, ma sono rari, nelle squame delle palme (Fig. 41). Sono piccoli,
situati alla base della spina, con lente molto spessa e mal delimitata. Raramente si trovano
recettori anche nelle squame che rivestono, nella parte inferiore, la base delle dita; hanno lo
stesso aspetto di quelli delle palme.
Sulle squame che ricoprono le parti antero-superiori delle cosce si ha generalmente un
recettore posto dietro e sotto la spina. Nelle parti anteriori, le squame, quasi liscie, pos¬
siedono un recettore alla fine della debole carena. Inferiormente e posteriormente le squa¬
me delle cosce hanno un piccolo recettore situato sotto la punta.
Le squame delle tibie hanno anclresse un piccolo recettore sotto la punta o di lato,
sulla carena (Fig. 42).
Le squame che rivestono superiormente i piedi e le dita sono nelle condizioni delle
precedenti. Sulla pianta dei piedi i recettori non sono frequenti e si trovano, non sotto la
spina, ma di lato ad essa; alle volte sono uno per squama, alle volte due, sempre poco bene
delimitati e con lente spessa.
Mancano sotto le dita dei piedi.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
267
Gonyocephalus binotatus
Nuova Guinea (Sorong).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 775 nini., di cui 605 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale ha 35 recettori situati per la massima parte alla periferia e ai margini
laterali e superiore. Mancano nel margine inferiore. Le squame dietro la rostrale hanno sino
a una ventina di recettori distintissimi e con lenti del diametro variabile tra otto e dieci o
dodici centesimi di millimetro.
Le squame delle parti superiori del capo, comprese quelle delle sopra-orbitali, hanno
da uno a tre o quattro recettori, distintissimi, situati dietro la fine della carena e di lato alla
fine o in vicinanza del margine posteriore. Le lenti hanno un diametro di anche 18 cente¬
simi di millimetro.
Le squame situate tra la rostrale e la nasale hanno sino a 18 recettori, distintissimi e
di diametro poco inferiore o anche eguale a quello dei precedenti. La nasale ha una quaran¬
tina di recettori situati in ogni parte, compreso il margine della apertura. Le squame del canto
rostrale hanno sino a una dozzina di recettori situati sia alla fine della carena, sullo spigolo,
sia nella parte superiore e anche inferiore rispetto alla carena stessa ; quelle del canto del
muso tra la nasale e l’occhio hanno un numero minore di recettori : due o tre o anche uno
solo. In tal caso è situato alla fine della carena. Le squame tra la nasale e l’orbita hanno,
a seconda della grandezza, da uno a quindici recettori, situati in quasi ogni parte, ma più
spesso sulle rugosità e nella parte supero-posteriore. Le squame che delimitano superiormente
l’orbita hanno da uno a tre-quattro recettori situati sul margine esterno o alla fine della ca¬
rena. Le ciliari, tanto superiori quanto inferiori, ne hanno sino a otto, situati uno al prin¬
cipio ed uno alla fine del rilievo carenato, e gli altri sulla faccia rivolta verso l'occhio. Anche
nelle ciliari interne si notano uno e anche due recettori nettissimi. Le grandi squame che deli¬
mitano inferiormente l’orbita ne hanno anche 25 situati normalmente nella parte più rile¬
vata. Le squame situate tra quelle rammentate e le labiali superiori ne hanno sino a 23-25
se grandi, se piccole, due, tre, quattro o cinque. Le squame attorno alla membrana timpa¬
nica ne hanno da uno a quattro, distintissimi e assai grandi. Le labiali superiori hanno, ri¬
spettivamente: la prima 11, la seconda 10, la terza 15, la quarta 11, la quinta 19, la sesta 11,
la settima 9, l’ottava 11, la nona 9, la decima 11, l’undecima 13 recettori, disposti per la
maggioranza nella parte alta e posteriore. Le sinfisiale è priva di recettori.
Le labiali inferiori hanno rispettivamente: la prima 11, la seconda 13, la terza 15, la
quarta 15, la quinta 21, la sesta 18, la settima 26, l’ottava 28, la nona 21, la decima 20 recet¬
tori, disposti nella parte bassa e posteriore. 11 loro diametro, come quello dei recettori delle
labiali superiori, è di 9, 10, 12 centesimi di millimetro.
Le squame prossime alle labiali inferiori ne hanno da due a una diecina situati verso
il margine interno.
Le mentali e le golari, nonché quelle del sacco gelare, hanno sempre un distintissimo
recettore situato sotto la punta con cui termina la carena. Le grandi squame situate sotto
la regione del timpano hanno da due a una diecina di recettori.
Le squame appuntite e lanceolate della cresta lineale mancano di recettori, uno ne hanno
invece costantemente le squame che rivestono la base della cresta. Ne mancano anche le
268
GIUSEPPE SCORTECCI
squame della cresta dorsale; uno, invece, situato sempre al di sotto della punta, ne hanno
costantemente le squame del dorso. TJn recettore hanno sempre, e nella posizione sopra in¬
dicata, tutte le squame del petto e dell’addome. Le squame triedrali della cresta caudale han¬
no uno o due recettori situati lungo gli spigoli posteriori. Non di rado ne mancano.
Le squame delle parti laterali della coda hanno: quelle prossimali uno, quelle distali
due e sin anche tre recettori, situati, se uno, sotto la punta con cui termina la carena, se
due, ai margini latero-posteriori della squama. Nelle squame della fine della coda i recet¬
tori tendono a portarsi nella faccia superiore della squama, mantenendosi sempre peraltro
vicini al bordo posteriore.
Le squame delle parti inferiori della coda hanno ciascuna, con quasi assoluta costan¬
za, un paio di recettori situati in vicinanza del bordo posteriore, uno per lato della punta e
a qualche distanza da essa; in qualche raro caso sono tre o quattro.
Le squame degli arti anteriori hanno un recettore distintissimo situato all’estremità
posteriore, sotto la punta o addirittura sulla punta. Le squame del dorso delle mani sono
nelle medesime condizioni; quelle che ricoprono le dita, nella parte superiore, ne hanno
anche due e tre nel margine libero.
Le squame delle palme hanno, ma di rado, un recettore dietro e sotto la punta; ne
mancano le subdigitali.
Le squame degli arti posteriori sono nelle medesime condizioni di quelle degli anteriori ;
le sopradigitali hanno, a differenza di quelle degli arti anteriori, un solo recettore. Le squa¬
me delle piante dei piedi hanno spesso un recettore all’estremità libera e assai bene distin¬
to ; ne mancano le subdigitali.
Gonyocephalus dilophus
Nuova Guinea (Andai).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 520 min., di cui 330 spettano alla coda.
Recettori a lente.
Rostrale di forma irregolare con sessantaquattro recettori, disposti per la maggioranza
nella parte prossima ai margini, ma anche, fatto eccezionale, persino sul margine anteriore.
Le squame in contatto colla rostrale hanno sino a una dozzina di recettori disposti sulla
parte più convessa, nettissimi, con lente che ha diametro variabile da 8 a 12 centesimi di
millimetro.
Le squame delle parti superiori del capo, che hanno forma triedrale, hanno o un solo
recettore situato dietro e un po’ sotto la punta, opppure due, tre e anche quattro e più. Una
diecina ne possiedono le placche subconiche o a forma di piramide a più facce che si trova¬
no dietro la regione orbitale. Su queste i recettori sono addensati nella parte che guarda
verso il dorso o in quella che guarda verso l’interno, e non alla base, sibbene verso la parte alta.
Le squame tra la rostrale e la nasale hanno sino a 22 recettori distintissimi addensati
nella parte più convessa. Quelle del canto rostrale ne hanno di solito uno situato alla fine
della carena.
La nasale ha una quarantina di recettori, situati in ogni parte, anche sul bordo del¬
l'apertura. Le squame tra la nasale e l'occhio hanno da uno a una diecina di recettori situati
in gruppo dietro la fine della carena, o sulla faccia che guarda verso il basso e verso l’e-
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
269
sterno. Sono distintissimi e hanno diametro eguale o poco discosto da quello delle lenti della
parte superiore del capo. Le squame dell’arco sopraorbitale hanno : le più grandi uno o due
recettori come quelle del canto rostrale; quelle invece situate subito al di sotto delle prece¬
denti, e di media grandezza, ne hanno anche sei e sette disposti in fila lungo la tagliente
carena.
Le ciliari hanno da uno a quattro recettori, situati in fila lungo la parte convessa, ta¬
gliente della squama, i quali raggiungono dimensioni assai grandi: alcuni ovali hanno il mas¬
simo diametro di anche trentasei centesimi di millimetro. Un recettore è spesso presente nelle
granulazioni delle palpebre. Le squame grandi tra l'orbita e il timpano hanno anche sedici
recettori situati nella parte convessa e di solito addensati nella faccia che guarda verso
l’indietro. Le squame più piccole ne hanno da due a una diecina al sommo della convessità,
spesso nella parte posteriore. Le grandi squame, situate sul bordo anteriore del timpano,
hanno sino a otto recettori posti nella faccia che guarda verso il timpano, o lungo la carena.
Le labiali superiori hanno rispettivamente : la prima 12, la seconda 23, la terza 19, la
quarta 10, la quinta 11, la sesta 13, la settima 11, la ottava 15, la nona 12, la decima 9, la
undecima 10 recettori, disposti per la maggioranza nella parte alta e posteriore della squa¬
ma, e alcuni anche sul bordo labiale. Le grandi squame disposte in fila e parallele alle la¬
biali hanno sino a 25 recettori situati al sommo della convessità e specialmente nella parte
posteriore.
La smfisiale presenta pochi recettori situati nella parte posteriore. Le labiali infe¬
riori hanno rispettivamente: la prima 16, la seconda 50, la terza 17, la quarta 40, la quinta
39, la sesta 22, la settima, 25, l’ottava 25, la nona 21, la decima 13, la undecima 11, la dodi¬
cesima 8, la tredicesima 5 recettori, disposti in ogni parte, compreso il bordo labiale, ma più
fitti nella parte posteriore.
Le squame prossime alle labiali ne hanno sino a otto, situati in fila lungo la carena
o, se in piccolo numero, nella parte posteriore della carena. Le mentali hanno uno, due, tre
recettori situati sulla carena. Le squame grandi della regione situata al di sotto della mem¬
brana timpanica hanno sino a sei-sette recettori posti sulla carena o posteriormente ad essa;
le squame piccole e medie ne hanno uno, due, tre nella medesima posizione.
Le squame del sacco golare mancano di recettori o ne hanno uno nella parte posteriore
alla fine della carena; le grandi squame lanceolate che si trovano sulla linea mediana della
gola e sul sacco, mancano di recettori o ne hanno uno o due posteriormente, non lontani
dalla punta.
Le grandi squame lanceolate della cresta lineale mancano di recettori; uno invece,
proprio sulla punta, ne hanno quelle che rivestono la base della cresta. Mancano di recet¬
tori anche le grandi squame lanceolate della cresta dorsale.
Le squame piccole e medie del dorso hanno un recettore situato dietro e sotto la punta
o poco di lato ad essa; talvolta ne hanno anche due, e due o, meno di frequente, uno quelle
grandi. Le squame del petto e dell’addome hanno uno o, di frequente, due recettori situati
dietro la punta o poco di lato; essi sono spesso ovali e hanno un diametro di anche 24 cen¬
tesimi di millimetro.
Le squame delle parti laterali della coda, se prossime alla radice, hanno un solo recet¬
tore, le' altre ne hanno anche due e tre; se uno, questo è situato sulla punta o sotto la punta;
se due, di lato alla punta. Le squame lanceolate della parte prossimale della coda mancano
di recettori al pari di quelle della cresta dorsale e lineale; ne hanno invece uno, due o tre,
situati uno al di sotto dell’altro e prossimi alla punta, nella parte posteriore della squama,
270
GIUSEPPE SCORTECCI
quelle di media dimensione che si trovano sulla carena caudale da metà lunghezza sino alla
fine della coda. Le squame della parte inferiore e basale della coda hanno uno o due recettori
situati sul margine posteriore ai lati della punta; quelle distali ne hanno anche tre situati
sempre sul bordo posteriore.
Le squame degli arti anteriori hanno con quasi assoluta costanza un recettore situato
sulla punta o di lato ad essa; ne sono provviste, alle volte anche di due, le squame del
dorso delle mani e le sopra-digitali.
Le squame degli arti posteriori sono presso a poco nelle medesime condizioni. Le squa¬
me delle palme delle mani hanno, ma di rado, un piccolo recettore sotto la spina ; ne man¬
cano le subdigitali. Le squame delle piante dei piedi hanno spesso un recettore situato come
nelle palme; ne mancano le subdigitali.
Gonyocephafus godeffroyi
Nuova Britannia.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 855 min., di cui 645 spettano alla coda.
Recettori a lente.
La rostrale è munita di 21 recettori situati lungo i margini, alLinfuori di quello infe¬
riore. Le squame dietro la rostrale hanno persino una quindicina di recettori, ma più spesso
un numero minore. Sono situati al sommo della convessità delle squame, oppure verso i
margini, particolarmente quello posteriore. Il diametro delle lenticelle che non sono molto
bene delimitate è di 8-9 centesimi di millimetro. Le squame delle parti superiori del capo,
che sono percorse longitudinalmente e nella parte mediana da una forte carena, hanno uno
o, più raramente, due recettori situati dietro la fine della carena; fanno eccezione peraltro
quelle che ricoprono superiormente la parte anteriore del muso le quali hanno sino a cinque
recettori posti al sommo della convessità. Le squame situate tra la rostrale e la nasale hanno
anche una dozzina di recettori situati sempre al sommo della convessità.
La nasale ha una quarantina di recettori, assai distinti, del diametro di 8-9 centesimi
di millimetro e disposti su ogni parte, ma più numerosi in quella anteriore.
Le squame del canto rostrale hanno da due-tre a una diecina di recettori situati lun¬
go il bordo affilato.
Le squame tra la nasale e l’orbita hanno sino a 18 recettori, benissimo delimitati, e
disposti sia al sommo della carena, sia al sommo dei piccoli rilievi che si trovano in ogni
parte della squama.
Le squame che formano la parte più alta dell’arco orbitale hanno pochi recettori (uno
o due) o ne sono anche prive. Sono situati di solito nella parte posteriore. Le squame im¬
mediatamente al di sotto delle precedènti, invece, ne hanno cinque e anche sei, posti in fila
nella parte più alta; le lenti sono rivolte verso l’alto.
Le ciliari esterne hanno sino a una diecina di recettori ciascuna situati al sommo
della carena e delle rugosità. Le ciliari interne ne hanno altrettanti, ma disposti nella faccia
che guarda verso l’interno.
Le squame al di sotto dell’orbita ne hanno da uno a cinque-sei, a seconda della gran¬
dezza; le dimensioni di queste lenticelle sono simili a quelle delle lenticelle delle parti supe-
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
271
riori del capo. Le squame delle tempie e quelle attorno al timpano ne hanno, a seconda della
grandezza, da uno a ima diecina, situati sempre sulla carena o su rilievi.
Le lineali ne hanno uno o due, raramente tre, disposti al sommo o nella parte poste¬
riore dei rilievi. Le labiali superiori hanno rispettivamente: la prima 11, la seconda 6, la
terza 9, la quarta 8, la quinta 7, la sesta 15, la settima 21, la ottava 15, la nona 16, la deci¬
ma 8, la undecima 11, la dodicesima 23, la tredicesima 9 recettori, situati in preponderanza
nella parte posteriore e alta. Le squame poste in fila al di sopra delle labiali hanno sino a
una trentina di recettori situati nella parte convessa.
La sinfisiale ha pochissimi (due o tre) recettori, situati in stretta prossimità del bordo
laterale e con lente male delimitata. Le labiali inferiori hanno rispettivamente: la prima 13,
la seconda 11, la terza 18, la quarta 27, la quinta 33, la sesta 34, la settima 37, la ottava 29,
la decima 19 recettori, situati, in quelle anteriori nella parte posteriore e inferiore, nelle altre
quasi ovunque, ma più numerosi nella parte bassa e posteriore. Le squame prossima alle la¬
biali inferiori hanno sino a una ventina di recettori disposti nella parte convessa; a mano a
mano peraltro che le squame sono più vicine alla parte centrale del mento e della* gola i re¬
cettori diminuiscono di numero e tendono a portarsi verso il bordo interno e posteriore. Le
squame che seguono le mentali e sono appuntite, foliate, carenate, ne hanno da uno a tre col¬
locati nella parte posteriore. Un recettore situato dietro e sotto la punta della carena, pre¬
sentano quelle del sacco golare.
Le squame grandi della cresta lineale sembrano mancare di recettori; uno, o al mas¬
simo due, ne possiedono invece quelle piccole che ricoprono la base della cresta ; esse hanno
la parte libera rivolta verso l'alto ed i recettori sono situati proprio sul margine della parte
libera di lato alla punta.
Le grandi squame lanceolate della cresta dorsale, che sono per la maggior parte prive
del rivestimento corneo, sembrano mancare di recettori. Le dorsali ne hanno quasi costan¬
temente uno, situato dietro e sotto la punta con cui termina la carena.
Le squame del petto e dell’addome sono munite di uno o due recettori, situati sul mar¬
gine posteriore libero e di lato della punta.
Le squame della cresta caudale sono nelle medesime condizioni di quelle della cresta
dorsale e nucale.
Le squame delle parti laterali della coda sono munite di uno o due, e in casi eccezionali,
anche di tre e quattro recettori, situati sul margine posteriore libero e sotto la punta o di
lato. Le lenticelle hanno un diametro di 8-10 centesimi di millimetro.
Le squame delle parti inferiori e basali della coda hanno di rado recettori, e se li
hanno mostrano una lente spessa e mal delimitata; le altre ne posseggono uno o due al pari
di quelle caudali laterali. Le squame degli arti anteriori hanno da uno a due recettori all’e¬
stremità libera, alle volte sotto la punta, alle volte a lato di essa. LTno, o alle volte due re¬
cettori, posseggono le sopra-digitali e quelle del dorso della mano. Le squame degli arti po¬
steriori e quelle del dorso dei piedi, nonché le sopra-digitali sono in eguali condizioni. Un
recettore, ma non sempre, è presente nelle squame delle palme delle mani e uno o anche
due, ma non costantemente, persino nelle subdigitali; i recettori hanno sempre lente assai
spessa. Lino o anche due recettori sono spessissiino presenti nelle squame delle piante dei
piedi. Mancano sotto le dita dei piedi.
Il
272
GIUSEPPE SCORTECCI
Gonyocephalus megalepis
Sumatra (Si-Rambi).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 388 rum., di cui 250 spettano alla coda.
Recettori con pelo.
L'estremità del muso è in cattivo stato di conservazione e nulla si può dire dei recet¬
tori. Non poche placche in buone condizioni sono prive di recettori, altre ne hanno uno abba¬
stanza grande, situato di solito nella parte posteriore ed al sommo della convessità, poco af¬
fossato, con lente nettamente delimitata dalla quale si innalza un pelo sottile, talvolta di
estrema brevità ed incolore. Se non si osserva il recettore di profilo, il pelo è del tutto invisi¬
bile. Sulle squame delle orbite i ricettori sono similmente disposti, soltanto se ne trovano due
o anche tre per ciascuna. Lo stesso fatto si verifica sulle squame della nuca. Il diametro delle
lenti è anche superiore a dieci centesimi di millimetro.
Sulla placca nasale se ne contano sei, disposti irregolarmente, ma solo nella parte
anteriore; mai si trovano nella parte posteriore.
Nella regione delimitata dalla nasale, dall’orbita e dalle labiali, le squame hanno ciascuna
uno o due recettori situati sempre nella parte alta. Sulle grandi squame che formano una
specie di cresta sopra orbitrale, gli organi sono situati nella parte posteriore ed alloggiati
nello spessore. Sono quasi sempre uno per Squama.
Sulle ciliari si hanno da uno a cinque recettori, piccoli, con lente assai convessa, e pelo
relativamente lungo e trasparentissimo. Essi sono situati sulla carena o nel bordo poste¬
riore. Le granulazioni palpebrali mancano di recettori, ideila regione post-orbitale le plac-
chette hanno uno o due recettori situati nella parte alta e di solito in corrispondenza del
sommo della convessità. Intorno all’apertura auricolare le squame hanno raramente un re¬
cettore. Le squame delle file poste sopra le labiali hanno due, tre, quattro recettori, si¬
tuati generalmente lungo la convessità. Le labiali superiori hanno recettori tanto lungo il
bordo inferiore (due o tre) quanto nella parte che guarda verso il basso (due o tre) ed
anche, ed in maggior numero (quattro o cinque), nella parte posteriore. In complesso peraltro
le labiali non hanno di solito più di dieci recettori.
La sinfisiale è in cattivo stato di conservazione. Le labiali inferiori hanno da quattro a
sei recettori relativamente piccoli e disposti quasi tutti nella parte posteriore. Le placche del
mento e del lati della gola sono prive di recettori, oppure ne hanno uno, o al massimo due,
situati nella parte posteriore appuntita. Sono piccoli, con pelo trasparente, difficilmente visibile.
Le plaechette del sacco golare hanno un recettore ciascuna situato nella parte posterio¬
re, piccolissimo, con lente poco rilevata, spessa, su cui è distintamente visibile il reticolo. Osser¬
vate con fortissimo ingrandimento, si scorge il pelo avente grande sottigliezza e trasparenza.
Esso misura in lunghezza da sei a otto centesimi di millimetro e la lenticella ha diametro un
po’ maggiore. In alcuni casi non è possibile scorgere il pelo (Fig. 13).
Le squame della cresta nucale mancano del rivestimento corneo, perciò non si può dire nul¬
la di assolutamente preciso; sembra tuttavia che in quelle più grandi non vi siano recettori.
Le squame che formano la base della cresta hanno invece nella parte alta ed appuntita, un re¬
cettore con pelo lunghetto. Anche sulla cresta dorsale le squame mancano di astucci cornei;
è certo peraltro che esse sono munite nella parte posteriore e sotto la punta di uno o due re¬
cettori.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
273
Le squame dorsali, piccole o grandi che siano, hanno quasi sempre un recettore situato
nella parte posteriore o superiore (a seconda della posizione della squama) con pelo ben visibile
ma trasparentissimo.
squame dei petto hanno quasi tutte un
sato, con pelo breve e trasparente. Le squame
dell'addome hanno organi di simile forma, ma
più rari.
Sulle squame della cresta caudale vi sono
da due a quattro recettori situati posterior¬
mente sullo spigolo destro e sinistro al di sotto
della punta ; se quattro, sono : due in alto e due
in basso. Tali recettori hanno un globetto assai
sporgente e pelo di notevole lunghezza ; esso mi-
Fig. 43
Gonyocephalus megalepis. Parte poste-
riore di una squama situata lungo il
margine inferiore del sacco gelare. La
lenticella ha un diametro di 10 cente¬
simi di millimetro.
sura quaranta centesimi di millimetro, ed alla
di millimetro. I peli degli organi situati più i
in basso (Fig. 44).
recettore con lente spessa, poco o punto affos-
Fig. 44
Gonyocephalus megalepis. Squama del¬
la cresta caudale. I peli hanno una lun¬
ghezza massima di 40 centesimi di mil¬
limetro ed hanno, alla base, un diame¬
tro di quasi 2 centesimi di millimetro.
base ha un diametro di quasi due centesimi
a alto sono sempre più lunghi di quelli situati
Gonyocephalus megalepis. Squama del¬
la coda (parte superiore dietro la fine
della carena). Il pelo misura 34 cente¬
simi di millimetro; il globetto è alto
6 centesimi di millimetro.
Fig. 46
Gonyocephalus megalepis. Squama del¬
la parte inferiore delle dita dei piedi.
La lente ha un diametro di 6 centesi¬
mi di millimetro.
Posteriormente, dove la cresta finisce, le squame hanno un solo recettore sotto la spina, e
conformato presso a poco come i precedenti. (Fig. 45). Il globetto sporge per circa sei centesimi
di millimetro dalla superfìcie della squama ed il pelo, lungo anche trentaquattro centesimi di
274
GIUSEPPE SCORTECCI
millimetro, sporge dall’estremità della punta della squama. Ai lati della coda le squame hanno
uno o due recettori nella posizione normale, con pelo relativamente breve e situati posterior¬
mente sullo spigolo destro e sinistro sotto la punta.
Sulle braccia le squame hanno quasi sempre, all’estremità posteriore, un recettore con
lente spessa, piccolo e con pelo di normale lunghezza.
Sul dorso delle mani e sulle dita, anche lateralmente, le squame hanno ciascuna,' salvo
poche eccezioni, un piccolo recettore. Anche sulle squame delle palme delle mani si ha spesso
un recettore situato alla base della spina e con pelo che non supera mai la spina stessa.
Sulle squame subdigitali non sembrano invece esservi recettori.
Sulle squame degli arti posteriori si hanno recettori come su quelle delle braccia.
Sulle piante dei piedi le squame hanno recettori simili a quelli delle palme delle mani, ma
limitati peraltro alla regione prossima alla tibia. Le subdigitali hanno, ma raramente, un
recettore che è privo di pelo (Fig. 46). La lenticella, del diametro di sei centesimi di milli¬
metro, è liscia, lucida, poco convessa, e non alloggiata in una fossetta. Togliendo la parte
cornea, si nota il caratteristico rilievo che tradisce la presenza del recettore.
Gonyocephalus grandis
Isole Nias.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 480 mm., di cui 342 spettano alla coda.
ì . . ».
Kecettori con pelo.
i
La rostrale possiede una ventina di recettori disposti per la massima parte in pros¬
simità del bordo anteriore e di quelli laterali. Le lenticelle sono pochissimo affossate e
hanno un diametro non superiore a sei o sette centesimi di millimetro. Il pelo in alcune è
assolutamente indistinguibile, in altre è molto breve e al massimo misura quanto il dia¬
metro della lente. Le squame a contatto posteriormente colla rostrale hanno una diecina
di recettori disposti senza regolarità su tutta la superficie e simili a quelli della rostrale.
Le squame che seguono quelle indicate ne hanno da due a cinque disposti nella parte ante¬
riore e un po’ spostati verso il lato esterno. Quelle della linea centro longitudinale del mu¬
so e alcune di quelle che le fiancheggiano e le seguono hanno da due a quattro recettori si¬
tuati nel bordo che guarda verso l’esterno o in prossimità di esso. Sono spesso disposti in
fila lungo il bordo stesso. La loro dimensione non è superiore a quella dei recettori della
rostrale; soltanto il pelo è alle volte un po' più lungo. Le squame delle orbite ne hanno da
due a sette simili ai precedenti e disposti con assoluta costanza nel bordo rivolto verso l'e¬
sterno.
Le squame situate tra la rostrale e la nasale hanno anche una quindicina di recettori
disposti per la maggioranza nella metà posteriore. La nasale ha una ventina di recettori si¬
tuati per la maggioranza nella parte bassa e anteriore; mancano nella parte alta e sono
rari nella posteriore.
Le squame del canto rostrale hanno sino a otto-nove recettori, situati con quasi as¬
soluta costanza nel bordo esterno e disposti in fila.
Le squame tra la nasale e l’orbita, all’infuori di quelle in contatto o molto prossime
agli elementi che rivestono il canto del muso, hanno due, tre, quattro recettori, situati più
I RECETTORI BEGLI AGAMIDI
275
(li frequente nella metà posteriore, di dimensione simile a quella dei recettori delle parti
superiori del capo, con pelo esilissimo e trasparente.
Invece le squame in contatto o prossime a quelle del canto del muso hanno da due
a cinque recettori situati nel bordo superiore. Le squame strette e allungate dell’arco sopra-
orbitale hanno sino a otto recettori disposti in fila sullo spigolo o un po’ al di sotto di
esso, nella parte che guarda l’esterno. Le squame al di sotto delle precedenti ne hanno da
due a quattro disposti nella medesima maniera. Uno o due ne hanno anche le granulazioni
delle palpebre.
Le ciliari ne hanno da due a quattro proprio sullo spigolo. Le squame grandi che de¬
limitano posteriormente l’orbita ne hanno sino a cinque, disposti in fila al sommo della
convessità. Quelle piccole delle tempie ne hanno da uno a quattro.
Le labiali superiori hanno rispettivamente : la prima 18 recettori, la seconda 1 6, la ter¬
za 15, la quarta 8, la quinta 11, la sesta 13, la settima 12, la ottava 12, la nona 6, la deci¬
ma 5 recettori. Sono piccoli, con lente pochissimo affossata e pelo breve, disposti quasi ovun¬
que nelle anteriori ; nelle altre, invece, si trovano nella parte posteriore soltanto o nella po¬
steriore e inferiore. Le squame a contatto colle labiali superiori o prossime ad esse, ne hanno
sino a quattro, disposti in fila lungo la convessità.
La sinfisiale ha una diecina eli recettori situati nella parte posteriore.
Le labiali inferiori hanno rispettivamente:
la prima 5, la seconda 18, la terza 13, la quar¬
ta 11, la quinta 12, la sesta 13, la settima e
l’ottava 9, la nona 8, la decima 7 recettori, si¬
tuati per la maggioranza nella parte bassa o
lungo la convessità, e più frequenti nella parte
posteriore.
Fig. 48
Gonyocephalus grandis. Parte poste¬
riore di una squama laterale della coda.
Le lenti hanno un d'ametro di 4 cen¬
tesimi di millimetro. Il pelo è lungo
10 centesimi di millimetro.
Le grandi squame prossime alla sinfisiale hanno sino a una dozzina di recettori adden¬
sati di solito nella parte posteriore; quelle prossime alle labiali inferiori ne hanno sino a
cinque e disposti, di solito, verso il bordo interno. Le squame del mento e della gola, com¬
prese quelle della parte anteriore e laterale del sacco golare, ne hanno di solito uno nella par¬
te posteriore. Le squame che formano la base della grande cresta lineale ne hanno sino a
quattro, disposti quasi sempre sulle punte libere delle squame stesse. Le squame grandissime
della cresta sono prive per la maggior parte dello strato corneo e in cattive condizioni di
Gonyocephalus grandis. Squama gran¬
de della cresta nucale. Il pelo è lungo
8 centesimi di millimetro.
276
GIUSEPPE SCORTECCI
conservazione; tuttavia si vede che anche queste ne hanno uno o alcuni nel margine poste¬
riore, sotto la punta (Fig. 47).
Le squame piccole del dorso ne hanno uno situato all’estremo appuntito, invece quelle
prossime alla cresta ne hanno due e anche tre disposti alla sommità. Le squame della cresta
dorsale sono nelle medesime condizioni di quelle della cresta nucale.
Le squame del petto e dell’addome hanno ciascuna un recettore situato all’estremità po¬
steriore ed alloggiato nello spessore. Soltanto il pelo, breve e trasparente, sporge dalla squama.
Le squame delle parti laterali della coda portano da uno a quattro o cinque recettori (Fig.
48) disposti nella parte posteriore e con pelo discretamente lungo ; il diametro della lente è
di 4 centesimi di mm. ; il pelo è lungo 10 centesimi di mm.. Le squame grandi che formano
la piccola cresta caudale ne hanno sino a cinque ; uno esattamente all'estremità posteriore,
e due per ogni lato. Le squame grandi e carenate che rivestono la coda nella parte prossi¬
male ed inferiore, hanno anche sei recettori lungo il margine posteriore e profondamente
affossati. Quelle della parte distale della coda, superiormente, ne hanno da due a cinque ;
quelle delle parti inferiori invece di solito due.
Le squame delle parti antero superiori degli arti hanno sino a tre recettori ciascuna,
situati nella parte estrema posteriore ; uno, invece, ne hanno di solito le squame che rive¬
stono superiormente e lateralmente le dita. Uno ne hanno anche le squame delle parti poste¬
riori e inferiori delle braccia; ne mancano le subdigitali e quelle che rivestono le palme
delle mani. Il pelo in questi recettori degli arti è più lungo che in quelli del capo ; lo stesso
dicasi per quelli della coda.
Le squame della parti antero-superiori degli arti posteriori hanno da uno a tre re¬
cettori disposti nel margine libero; quelle della parte posteriore e inferiore delle cosce ne
hanno, ma non sempre, uno ; quelle delle parti posteriori e inferiori delle tibie ne hanno co¬
stantemente uno o anche due. Le dita, superiormente e lateralmente, hanno squame mu¬
nite di uno o al massimo due recettori. Ne mancano le subdigitali ; quelle delle piante, invece,
hanno qualche volta un recettore, munito di lungo pelo, situato dietro la spina.
Harpesaurus modiglianii
Sumatra.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 223 mm., di cui 142 spettano alla coda.
Recettori con pelo.
La protuberanza lunga ed appiattita con cui termina l’appendice situata all’ estremità
del muso manca del rivestimento corneo; tuttavia si può dire con sicurezza che su di essa non
esistono recettori. Questi sono invece presenti su tutte le squame che rivestono la base della
protuberanza (Fig. 49). Essi sono da uno a tre o, al massimo, a cinque, e sono collocati sem¬
pre nella parte anteriore. Le lenticelle sono inoltre assolutamente indifese poiché situate, non
nel bordo o sotto il bordo della squama, ma sopra, in vicinanza della estremità libera. Tutte
sono munite di un sottilissimo pelo il quale è impiantato non al centro, come si verifica nella
maggior parte dei casi, sibbene verso la parte anteriore. La rostrale è munita di nove recet¬
tori disposti in fila lunga il bordo superiore. Le squame della parte superiore e centrale del
muso hanno da uno a quattro recettori situati sempre nella parte anteriore, come in quelle
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
277
della appendice; quelle, invece, situate ai lati, verso il canto rostrale, ne hanno da una a tre,
quattro e persino cinque, situati nel bordo laterale esterno o nella parte posteriore.
Anche in questi recettori il pelo è impiantato non al centro della lente, sibhene di lato,
alle volte quasi al confine tra la superficie della lente e quella della parte normale della squama.
Fig. 49
Harpesaurus modiglianii. Appendice rostrale.
Sulle sopraorbitali (Fig. 50) e sulla nuca, i recettori, da uno a quattro o cinque, ma
più di frequente da due a tre, sono situati al sommo della convessità, o sulla carena, o dietro
la fine di questa. Le squame situate immediatamente dietro l’appendice rostrale o di lato ad
Fig. 50
Fig. 51
Harpesaurus modiglianii. Organo di una Harpesaurus modiglianii. Estremità po-
sovraorbitale. Il diametro massimo del- steriore di una squama dorsale. Il dia¬
la lente è di 12 centesimi di millimetro. metro massimo della lente è di 12 cen¬
tesimi di millimetro.
essa, hanno da uno a quattro recettori situati nella parte anteriore; quelle del canto rostrale
ne hanno sino a quattro e alloggiati nel bordo posteriore. La placca nasale ha cinque-dodici
recettori disposti irregolarmente su quasi tutta la superficie. Le squame tra la narice e l'orbita
278
GIUSEPPE SCORTECCI
hanno un recettore alla fine della carena. Le granulazioni palpebrali mancano di recettori;
questi invece sono presenti in numero di uno-tre sulla spigolo delle ciliari.
Le ciliari interne e specialmente quelle inferiori presentano qualche volta un recettore
poco bene distinguibile. Le placche temporali e quelle in vicinanza della membrana timpa¬
nica hanno da uno a quattro-cinque recettovi situati di solito nella parte posteriore. Le
labiali superiori hanno rispettivamente: la prima 5, le seconda 12, la terza 13, la quarta 11,
la quinta 8, la sesta 6, la settima 2 recettori, situati nella parte centrale e più frequenti
verso la posteriore. La sinfisiale ha un paio di recettori in prossimità del bordo posteriore. Le
labiali inferiori hanno rispettivamente: la prima 12 recettori, la seconda 18, la terza 11, la
quarta 5, la quinta 9, la sesta 3, la settima 6, l’ottava 4, disposti verso la parte bassa o in¬
terna, e più frequenti verso la posteriore. Le squame poste tra le prime labiali inferiori e la
sinfisiale hanno sino a 14 recettori disposti verso la parte posteriore e verso quella esterna.
Le squame del mento e della gola hanno sempre un recettore nella parte posteriore e verso
l’esterno. Anche in questi il pelo è situato alla periferia della lente.
Il diametro della lenticella dei recettori del capo varia da sei-sette a quattordici cen¬
tesimi di millimetro. Il pelo misura quattro-sei centesimi di millimetro.
Le squame grandi, lanceolate della cresta lineale hanno qualche volta un recettore
collocato esattamente alla sommità; più spesso ne mancano. Le squame della cresta dorsale
e caudale mancano tutte del rivestimento corneo, ma è chiaro che anch’esse sono nelle con¬
dizioni di quelle della cresta lineale.
Le squame di tutte le parti superiori del tronco e tutte quelle degli arti, comprese
quelle del dorso delle mani e dei piedi e delle dita nelle parti laterali e superiori, sono
munite ciascuna all’estremità posteriore e sulla parte esterna di un recettore il cui pelo è
caratteristicamente spostato dal centro verso la parte bassa e posteriore della lenticella
(Fig. 51). Le squame del petto, dell’addome e delle parti inferiori della coda hanno invece un
recettore all’estremità posteriore, riparato al di sotto della punta con cui termina la carena.
I recettori mancano nelle palme delle mani e sotto le dita di queste. Sono invece presenti,
uno per squama e sotto la punta della carena, sulle piante dei piedi. Il diametro dei re¬
cettori del tronco, degli arti, della coda, oscilla tra otto e quattordici centesimi di millime¬
tro; il pelo non supera i quattordici centesimi di millimetro.
Harpesaurus beccarii
Sumatra.
Corpo compresso.'
Lunghezza totale 205 mm., di cui 140 spettano alla coda.
Recettori con pelo.
L’esemplare è in pessimo stato di conservazione. È possibile vedere soltanto che le
squame del petto e dell’addome hanno recettori quasi identici a quelli di H. modiglianii, che
recettori sono presenti, ed eguali a quelli dell’addome, nelle squame delle piante elei piedi, e
che quelli delle dorsali sono men grandi e meno esposti di quelli di li. modiglianii.
Lophocalotes interruptus
Sumatra.
Corpo compresso.
Lunghezza totale 222 mm., di cui 140 spettanti alla coda.
Recettori con pelo.
I RECETTORI D'EGEI AGAMIDI
270
La rostrale è munita di dodici recettori disposti irregolarmente lungo una linea cen¬
trale trasversale; sono assai piccoli, non molto affossati, provvisti di un pelo breve e sottile.
Le squame situate dietro la rostrale, nella parte superiore del muso, hanno da uno a cinque
recettori situati nel bordo anteriore e di conseguenza col pelo diretto verso l’innanzi. Le
squame della parte superiore del muso, situate verso i lati, hanno per la maggior parte un
recettore collocato lateralmente e verso la parte esterna. Quelle della parte centrale ne hanno
invece uno, due o al massimo tre, alla fine della carena e rivolti nettamente all’indietro. Di
solito la lente di tali recettori ha un diametro di sei-otto centesimi di millimetro e il pelo,
che nelle squame della parte superiore del muso è molto scuro, talvolta anche nero, è lungo
un po’ meno del diametro della lente.
Le squame della regione sovraorbitale hanno di solito un solo recettore alla fine della
carena ; quelle dell’occipite, che sono un po’ convesse, li hanno al centro, talvolta in numero
di due o tre, talvolta isolati.
La nasale è munita di quattordici recettori disposti con poca regolarità tra l’apertura
nasale e il margine. Le squame tra la nasale e l’orbita hanno da uno a sei sette recettori,
situati nella parte più convessa e tanto al centro, quanto verso i lati. Quelle prossime al
canto rostrale li hanno sempre nella parte alta. Le squame dell’arco sopraorbitale ne hanno
alcuni o soltanto uno verso la parte posteriore e sulla carena, o alla fine della carena o
lungo una linea parallela alla carena e inferiormente ad essa. 11 numero esatto di tali re¬
cettori non può essere valutato poiché le squame della regione intorno all’occhio sono in
cattive condizioni. Le ciliari sono anch’esse provviste di recettori in numero variabile da uno
a quattro e collocati proprio sullo spigolo della squama. Sembrano mancare di recettori le
ciliari interne. Le squame tra l’orbita e l’apertura auricolare sono in cattive condizioni,
sembra tuttavia che abbiano da uno a cinque recettori situati sulla carena o alla fine della
carena. Le squame dietro l’apertura auricolare hanno di solito un recettore esattamente
alla fine della carena. Le labiali superiori sono provviste di recettori disposti, in quelle an¬
teriori, quasi in ogni parte, ma più numerosi verso il basso, in quelle posteriori quasi tutti
verso il basso. Nella prima sono 7, nella seconda e terza 8, nella quarta 9, nella quinta 8,
nella sesta e nella, settima 11. Le squame grandi poste sopra le labiali ne hanno da due a
otto situati più spesso nella parte posteriore.
Questi recettori, come d’altronde anche quelli delle labiali, sono quasi identici a quelli
delle altre parti laterali del muso con lenti situate in una piccola fossetta, con pelo sot¬
tile, breve, trasparente. La sinfisiale è priva di strato corneo; sembra tuttavia che abbia
pochi recettori situati verso il bordo posteriore. Le labiali inferiori hanno : la prima 3, la
seconda 8, la terza 9, la quarta 6, la quinta 7, la sesta e la settima 5 recettori, situati di so¬
lito in fila lungo il bordo inferiore o a qualche distanza da esso e lungo quello posteriore.
Soltanto nelle prime si ha un recettore o due anteriormente.
Le squame situate in stretta prossimità della sinfisiale hanno tre-quattro recettori col¬
locati nella parte posteriore; quelle del mento e della gola uno, situato esattamente alla
estremità posteriore appuntita, quelle poste di lato e dietro la sinfisiale hanno invece i re¬
cettori nel margine che guarda verso l’esterno.
Le squame alte, triangolari che formano la cresta lineale sono tutte prive di rivesti¬
mento corneo; tuttavia si vede chiaramente che ciascuna di esse ha nello spigolo posteriore
e in vicinanza della punta un distinto recettore. Lo stesso fatto si verifica per le squame che
formano la cresta- dorsale. Inoltre tutte quante le squame che rivestono superiormente e la¬
teralmente il tronco sono munite all’estremità e di un lato, sotto carena, di un recettore il
cui pelo sporge al di là della punta.
280
GIUSEPPE SCORTECCI
Sulle squame del petto e dell’addome le condizioni sono identiche a quelle del dorso.
Le squame della carenatura superiore della coda sono provviste ciascuna di un recet¬
tore collocato dietro e sotto la punta, al di là della quale il pelo sporge distintamente.
Quelle dei lati alla base della coda sono tutte munite all’estremità di un distintissimo re¬
cettore con lente rigonfia, quasi emisferica, spor¬
gente, sormontata da un distintissimo pelo ne¬
ro. Questi recettori (Fig. 52), hanno un dia¬
metro di nove centesimi eli millimetro e il pelo
lungo 21 centesimi di millimetro. Le altre squa¬
me delle parti laterali della coda sono munite
di un recettore simile a quello delle dorsali.
Nelle parti inferiori basali della coda, le grandi
e dure squame mancano di recettori, quelle
delle parti distali sono probabilmente nelle me¬
desime condizioni, dico probabilmente perchè
mancano di rivestimento corneo e sono per la
maggioranza in condizioni che non permettono
una esatta osservazione.
Le squame degli arti anteriori sono in cat¬
tive condizioni, pur tuttavia si può affermare,
che esse hanno sempre un distinto recettore si¬
tuato all’estremità e sotto la punta. Nelle me¬
desime condizioni sono anche quelle del dorso
delle mani e delle dita nelle parti superiori e
laterali; mancano invece di recettori le squa¬
me delle palme e le sub digitali.
Le squame degli arti posteriori sono nelle identiche condizioni di quelle degli ante¬
riori; mancano di recettori le sub digitali e quelle delle piante dei piedi.
Fig. 52
Lophocalotes interruptus. Estremità pò-
steriore di una squama della parte ba¬
sale laterale della goda. Il diametro
della lente è di 9 centesimi di milli¬
metro. Il pelo è lungo 21 centesimi di
millimetro.
Ptyctolaemus gularis
Assam (Shillong).
Corpo compresso.
Lunghezza totale 252 mm., dei quali 172 spettano alla coda.
Recettori con pelo.
La rostrale è munita di cinque recettori situati tutti nella parte alta e disposti in
Ala. Le placche a confine colla rostrale o molto vicine ad essa hanno pochi recettori situati
nella parte anteriore o, in quelle laterali, nella esterna. I recettori sono alloggiati in una
fossetta rotonda svasata ed emergono dal fondo di questa con una piccola callotta sormon¬
tata da un breve pelo. Il diametro della bocca di tale fossetta è di dodici centesimi di mil¬
limetro quello della callotta, normalmente di poco più che quattro centesimi di millimetro o,
al massimo, di sei centesimi. Le- squame grandette, convesse che trovansi al centro del muso
hanno uno o, al massimo, due recettori situati al sommo della convessità e sempre anterior¬
mente. Le squame poste di lato a queste ne hanno due o uno posti nel mezzo della squama
stessa, oppure di fianco. Le squame verso il canto rostrale li hanno addirittura sui lati.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
281
Sulle orbite le squame hanno un solo recettore situato alla fine della carena. Sulla nuca
le squame grandi hanno anch’esse un solo recettore al sommo della convessità, oppure due o
tre situati sulla carena posteriore. Quelle piccole ne hanno sempre uno. In una squama avente
un forte rilievo trasversale si hanno quattro recettori in fila, alloggiati in una scanalatura al
sommo del rilievo. Il diametro delle lenticelle è di tre centesimi di millimetro e il pelo è
lungo due centesimi di millimetro.
La placchetta tra la rostrale e la nasale ha sei recettori disposti verso il canto ro¬
strale e alloggiati in fossette assai grandi. La nasale ha otto recettori, quattro dei quali
lungo il bordo anteriore. Essi hanno forma di sfera sorretta da un grosso peduncolo e sono
sormontati da un pelo non molto lungo. Tali re
eettori non sono impiantati verticalmente, ma
obliquamente sulla squama ed in fondo a pic¬
cole cavità; di modo che ti pelo è esattamente
rivolto all’indietro, e adagiato sulla squama
stessa (Fig. 53).
Le squamette dietro la nasale hanno:
quelle prossime al canto rostrale, un recettore
alloggiato nel bordo superiore; quelle del cen¬
tro, un recettore nella parte più rilevata ;
quelle verso le labiali, un recettore o due sulla
carena.
Le squame strette dell’arco sopraorbitale
hanno da uno a tre recettori disposti in fila e
alloggiati nello spessore del bordo superiore.
Quelle immediatamente sottostanti ne hanno
uno o due similmente posti.
Le granulazioni palpebrali mancano di re¬
cettori. Le ciliari sono in gran parte prive di
strato corneo, ma è evidente che ne hanno da
uno a tre alloggiati sullo spigolo o spostati
verso la faccia che guarda l’occhio.
Le squamette delle tempie hanno un pic¬
colo recettore situato poco dietro la punta.
Le labiali anteriori hanno da tre a cinque recettori situati nella parte convessa e più
spesso in quella posteriore. Le ultime labiali hanno uno o, al massimo, due recettori. Le
squame delle file poste sopra le labiali hanno da due a tre recettori nel bordo inferiore o,
quelle situate verso la parte posteriore del capo, uno o due sulla carena.
La sinfisiale è priva di strato corneo, sembra peraltro che essa non possieda recettori.
Le labiali inferiori hanno: la prima 4 recettori, la seconda 6, la terza 3, la quarta 4. la quin¬
ta 2, la sesta 3, la settima 2, la ottava 1, situati nella parte più convessa. Alcuni sono simili
per la forma a quelli che trovansi nella parte anteriore della nasale.
Le squame grandi dietro la sinfisiale hanno anche sei recettori situati nella parte po¬
steriore e con pelo brevissimo. Le squame adiacenti alle labiali inferiori ne hanno da uno a
quattro, situati al sommo della convessità e posteriormente.
Le squame del mento ne hanno da uno a tre, quelle della gola uno. Le squamette che
rivestono lateralmente il sacco golare mancano di recettori ; ne hanno invece uno quelle
J
»
Fig. 53
Ptyctolaemus gularìs. Recettore della
nasale. Il diametro massimo del glo-
betto è di 6 centesimi di millimetro.
Il pelo è lungo 7 centesimi di mm.
282
GIUSEPPE SCORTECCI
della linea centrale. Esso è situato all’estremità posteriore della squama, è assai affossato
ed ha il pelo sempre molto distinto per quanto trasparentissimo.
Sulla debole cresta lineale si lia un recettore per squama posto dietro la punta ed al¬
loggiato in una fossetta concava.
Su quasi tutte le squame delle parti superiori o laterali del tronco si ha un recettore
più o meno grande a seconda della grandezza della squama stessa. Le dimensioni dei recet¬
tori sono le seguenti. Diametro della lente variabile da quattro a sei centesimi di millime¬
tro ; lunghezza del pelo variabile da tre a sette centesimi di millimetro. Piccoli recettori
sono presenti anche sulle squamette prossime alle ascelle.
Le squame del petto e dell’addome hanno un recettore alloggiato all’estremità libera.
Questo ha lente spesso di forma elissoidale col massimo diametro disposto parallelamente
all’asse del corpo e con pelo lungo che sporge molto dall’estremo della squama. Il pelo
misura anche venti centesimi di millimetro, la lente, secondo il massimo diametro, misura
anche otto centesimi di millimetro, e secondo il minimo quattro.
Su tutte le squame della coda si ha un recettore che, foggiato a globetto sormontato da
un pelo, sporge da sotto la piccola punta con cui termina la carena. Il globetto ha un diametro
oscillante fra sei e otto centesimi di millimetro e il pelo misura dodici centesimi di milli¬
metro. Questo è più grosso e scuro dei peli dell’addome e del petto.
Le squame delle parti anteriori e superiori delle braccia hanno ciascuna un recettore
simile a quelli della coda, ma più piccolo. Anche le squame che rivestono superiormente le
dita e il dorso delle mani ne hanno uno.
Nelle parti inferiori e posteriori i recettori sono simili ai precedenti, ma più piccoli
e meno distinti.
Le palme e le parti inferiori delle dita mancano di recettori. Le squame degli arti po¬
steriori hanno ciascuna un recettore simile a quelli delle braccia ; un recettore posseggono
anche le squame del dorso dei piedi e delle dita. Mancano invece sotto le dita e sulle piante
dei piedi.
Charasia dorsalis
India settentrionale.
Corpo debolmente depresso.
Lunghezza del tronco 100 mm. ; coda in parte mancante.
Recettori con pelo.
-v e
Rostrale munita di 21 recettori disposti per la maggioranza in prossimità del bordo
superiore. Essi, come d’altronde tutti quelli del capo, sono assai piccoli e alloggiati in una
profonda fossetta dalla quale quale sporge il pelo. La lenticella si erge dal fondo della fossa,
ma non giunge mai al livello superiore della squama.
Il diametro della fossetta è di presso a poco otto centesimi di millimetro; quello della
lenticella di sei o sette centesimi di millimetro ed il pelo, che quasi sempre è bruno, misura
otto centesimi di millimetro.
Le squame situate dietro la rostrale, nella parte superiore del muso, hanno da due a
sette recettori del medesimo tipo, disposti nella parte anteriore o verso il centro; quelle dei
lati, nella parte superiore del muso, prossime al canto rostrale, ne hanno da uno a cinque, al¬
loggiati in fossette scavate lungo il bordo esterno. Le squame che rivestono superiormente
I RECETTORI DEGLI AGAMID1
283
l’orbita hanno da uno a cinque recettori disposti, se le squame sono prossime alla linea centro
longitudinale, alla fine o al centro, se prossime all’arcata orbitale nella parte esterna e col
pelo diretto verso l’esterno.
La squama situata tra la rostrale e la nasale ne ha undici disposti per la maggior parte
nella parte posteriore; la nasale ne ha quindici alloggiati in fossette oblique e con la lente
ed il pelo adagiati, di modo che il pelo stesso è diretto obliquamente all'indietro. Le squame
del canto rostrale ne hanno sino a cinque alloggiati nel bordo posteriore o in quello esterno.
Le squamette tra la nasale e l’orbita ne hanno uno situato nella parte posteriore dietro la
convessità.
Le squame strette e allungate dell’arco sopraorbitale ne hanno da due a cinque situati
in fila sotto la carena e strettamente addossati ad essa. Le ciliari ne hanno alcuni sullo
spigolo, all’estremo anteriore e posteriore della carena, e alcuni sulla faccia che guarda roc¬
chio. Complessivamente sono anche sei o sette. Alcune squamette delle palpebre, vicine
al margine superiore o inferiore dell’orbita, hanno alla sommità un piccolo recettore.
Le labiali superiori hanno rispettivamente: la prima 8, la seconda 9, la terza 7, la
quarta e la quinta 3, la sesta 4, la settima 7, la ottava 4, la nona 9, la decima 4, rultima
zero recettori, disposti sulle prime lungo una linea centrale longitudinale, sulle altre quasi
esclusivamente nella parte posteriore in vicinanza del bordo.
Le squame parallele alle labiali superiori ne hanno da tre a sette disposti in fila
nella parte bassa e col pelo diretto obliquamente verso l’esterno e verso il basso. La sinfisiale
ha un solo recettore nella parte posteriore. Le labiali inferiori hanno rispettivamente: la
prima 2, la seconda 5, la terza 7, la quarta 8, la sesta 6, la settima 4, la ottava 7, la nove 4,
la decima 5, l’undecima 9, l’ultima 1 recettori disposti nella parte posteriore e nella poste¬
riore inferiore. Le squame prossime alle labiali inferiori hanno da due a sei recettori situati
di solito in filo lungo il bordo interno. Quelle prossime alla sinfisiale ne hanno da due a
quattro nel bordo posteriore; le mentali e le golari ne hanno uno all’estremo posteriore, sem¬
pre con pelo trasparente.
Le squame della breve cresta lineale mancano di recettori o ne hanno uno dietro e
sotto la punta, assai incassato. Le dorsali ne hanno costantemente uno dietro e sotto la
punta, con pelo ben distinto. Tali recettori hanno la lenticella ovale assai allungata, di¬
sposta-secondo il massimo diametro perpendicolare all’asse del corpo e misurante otto per
sei centesimi di millimetro. Il pelo è lungo otto centesimi di millimetro. Le squame del petto
e dell’addome hanno ciascuna un recettore simile per forma e posizione a quello delle
dorsali.
Le squame delle parti superiori e laterali della coda hanno da uno a tre recettori,
se poste in prossimità della attaccatura, costantemente tre se a qualche distanza da essa.
I recettori sono assai più distinti che sul tronco, con pelo più lungo e disposti uno esatta¬
mente sotto la punta con cui termina la carena, e uno per lato della punta. La lenticella
ha un diametro di sette-otto centesimi di millimetro ed è assai affossata; il pelo è lungo dieci
centesimi di millimetro.
Le squame delle parti inferiori della coda hanno invece costantemente un solo recet¬
tore situato sotto e dietro la punta.
La squame che rivestono superiormente e lateralmente le braccia e quelle del dorso
delle mani hanno un recettore situato all’estremità e sotto la punta; quelle che ricoprono
superiormente le dita ne hanno uno o, in rari casi, anche due in posizione eguale a quella
dei precedenti; le squame delle parti inferiori delle braccia li hanno simili a quelli del
284
GIUSEPPE SCORTECCI
ventre e del petto o, in qualche caso ne mancano. Le squame delle palme delle mani e le sub
digitali ne mancano.
Le squame delle parti superiori, anteriori e posteriori degli arti posteriori, quelle del
dorso delle mani e quelle della parte inferiore della tibia, hanno ciascuno un distinto re¬
cettore; ne mancano invece le squame piccole che rivestono inferiormente le cosce in pros¬
simità della cloaca, le squame delle piante dei piedi e le sub digitali. Quelle che ricoprono
superiormente le dita ne hanno uno ed in non pochi casi due e tre, molto distinti.
Charasia blanfordiana
India.
»
Corpo debolmente represso.
Lunghezza totale 78 mm., di cui 48 spettano alla coda.
Recettori con pelo.
L'esemplare è giovane e quasi del tutto privo di strato corneo, sicché l’osservazione dei
recettori è estremamente diffìcile e talvolta addirittura impossibile. Devo di conseguenza limi¬
tarmi a poche indicazioni. Le squame della parte superiore del capo, che sono in gran parte
in discrete condizioni, hanno sempre un solo recettore situato al centro (squame in contatto
colla rostrale) o alla estremità posteriore, talvolta dietro la fine della carena, talvolta sopra
la carena. Per questo carattere la (J. blanfordiana si differenzia da C. dorsalis che ha da
due a sette recettori sulle medesime squame.
La dimensione dei recettori è assai piccola: la lenticella ha un diametro inferiore a
quattro centesimi di millimetro ed il pelo giunge appena a tale lunghezza.
La nasale ha un solo recettore nella parte posteriore. Le labiali superiori hanno da
uno a cinque recettori situati nel bordo posteriore, o in fila sulla carena. Le labiali inferiori
hanno da due a cinque recettori situati quasi tutti in fila sulla carena. Tutte le altre squame
del tronco e degli arti, comprese le sopra digitali, quelle del dorso delle mani e dei piedi, hanno
un piccolo recettore dietro la fine della carena. Ne mancano invece le sub digitali e quelle
delle palme delle mani e delle piante dei piedi. Sulla coda la maggior parte delle squame
sembrano possedere un solo recettore sotto la fine della carena.
Xenagama (Agama) battilifera
Somalia settentrionale (Brigavo).
Corpo depresso.
Recettori con pelo e a lente.
Sulle squame della parte superiore e anteriore del capo, i recettori sono situati solo
sul bordo esterno se si tratta di elementi dei lati del capo, nel bordo posteriore e nelle parti
Intero posteriori se si tratta di elementi collocati al centro del capo. Questi recettori sono
da 1 a 8; il diametro della lente è in media di sei centesimi di millimetrò ed il pelo da cui
essa è sormontata giunge a misurare in lunghezza anche 10 centesimi di millimetro. Proce¬
dendo dalla parte anteriore alla posteriore del capo, sin oltre l’altezza delle orbite, le squa¬
me appaiono sempre meno ricche di recettori e questi divengono infine rarissimi e non facil-
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
285
mente individuabili. Al massimo sono due per squama e più spesso le squame ne mancano.
Rari sono anche sulla nuca.
Sulla rostrale i recettori, situati in ogni parte, sono oltre una trentina, tutti con pelo
evidente, ma assai breve. Sulla placca nasale i recettori sono all’incirca una dozzina ed al¬
loggiati in fossette profonde, oblique con lente volta verso la parte posteriore del corpo ; i
peli sottilissimi e trasparenti puntano per la maggioranza verso l’apertura nasale.
Tra l’apertura nasale e le orbite le squame possiedono, a seconda della grandezza, uno,
due, tre recettori con pelo brunastro, ben visibile.
Le squame che formano il bordo superiore dell’orbita e sono strette e allungate, pre¬
sentano sino a sei recettori alloggiati in una distinta scanalatura e uno dietro l’altro.
Le . placchette ciliari ne hanno due o tre, situati sullo spigolo o sulla faccia che guarda
verso l'occhio. Le granulazioni palpebrali mancano di organi.
A. ( Xenagama ) battilifera. Squama del-
la* parte estrema posteriore del dorso,
avente forma intermedia tra le dorsali
comuni e le sopra caudali. Un recettore
è visibile a sinistra, in alto.
Fig. 54
Agama (Xenagama) battilifera. Prima (a destra),
seconda labiali superiori e alcune sopra labiali.
Le squame della regione compresa tra l'orbita e l’apertura auricolare hanno nella parte
posteriore da uno a cinque recettori; a tale numero non giungono invece le squame si¬
tuate attorno all’apertura auricolare.
Le labiali superiori possiedono da tre a dieci recettori e meglio provviste sono le ante¬
riori. (Fig. 54). Gli organi sono addensati in ogni parte delle squame..
Le file di squame poste sopra le labiali superiori e tra queste e gli occhi, hanno anche
nove recettori collocati o nella parte posteriore soltanto, o nella posteriore e nella inferiore.
Nelle labiali inferiori i recettori sono sino a. 12 e in media sono più abbondanti che
nelle superiori. Anche in tali squame, le posteriori sono meno ricche di recettori delle ante¬
riori.
La sinfisiale è più ricca di organi di ogni altra squama del corpo. In essa se ne con¬
tano una quarantina addensati ai lati e posteriormente.
Le squame del mento e della gola hanno per la maggioranza un solo recettore, pic¬
colo, con pelo breve, trasparente, non facilmente visibile, situato nella parte posteriore, spes¬
so addirittura alloggiato nello spessore della squama.
Le condizioni della maggior parte delle squame che ricoprono superiormente il tronco,
sono tali da rendere impossibile ogni precisa osservazione; tuttavia alcune sono intatte ed in
queste si nota che i recettori sono di tipo diverso da quelli sino ad ora rammentati. Nella
parte posteriore della squama trovasi una minuscola incavatura rotonda, poco profonda,
286
GIUSEPPE SCORTECCI
dalla quale si inalza una lenticella avente un diametro non superiore a due centesimi e mezzo
di millimetro. (Fig. 56). Togliendo la parte cornea si vede in corrispondenza della lente una
protuberanza a forma di callotta, la quale presenta una distinta macchia nera.
A cominciare dal livello dell’attaccatura degli arti posteriori, le squame del dorso di¬
vengono a mano a mano più grandi. In tali squame, che possono dirsi di passaggio tra le dor¬
sali comuni e le caudali, si hanno a seconda delle dimensioni, uno, due, tre recettori di forma
e di aspetto uguali a quelli degli elementi che ricoprono il capo. Essi sono alloggiati nel
bordo posteriore delle squame ed hanno il pelo di varia lunghezza; spesso è bruno, sempre
distintissimo. (Fig. 55).
Le grandi squame puntute che rivestono superiormente la parte basale espansa della
coda hanno ciascuna alcuni recettori situati nel¬
la parte posteriore ed alla base della spina.
Questi recettori sono di tipo un po’ diverso da
quelli del capo e diversi anche tra di loro.
Sono collocati al sommo di protuberanze sub co¬
niche più o meno alte e più o meno larghe alla
Fig. 57
Fig. 56
Agama ( Xenagama ) battilifera. Squama dorsale
con un recettore a lente.
Agccvia ( Xenagama ) battilifera. Squama
della parte superiore e anteriore della
coda con un recettore munito di pelo
brevissimo.
base. (Fig. 57). Alcuni sono profondamente affossati e la bocca deH'infossatura è assai stretta,
altri invece hanno la lente quasi del tutto allo scoperto. Il pelo, sempre chiarissimo, sporge tal¬
volta molto poco dalla infossatura, in quelli meno nascosti è talvolta brevissimo e così tra¬
sparente e sottile che la visione ne è difficilissima. Il diametro delle lenti è al massimo di
sei centesimi di millimetro, il pelo è lungo da due a nove centesimi di millimetro.
Nelle squame ohe rivestono superiormente la parte posteriore cilindro conica della co¬
da, le squame di forma normale si presentano simili sotto molti aspetti a quelle di varie
Agame. In esse i recettori sono situati posteriormente ai lati della spina con cui termina la
carena, ed in numero variabile da tre a cinque. Il pelo è lungo sino a 10 centesimi di milli¬
metro, il diametro della lente è di sei centesimi o poco più. (Fig. 58).
In tali recettori il pelo è bruno, in altri manca.
*
Il petto e l’addome dell’esemplare in esame sono in gran parte privi dello strato corneo.
Sul petto tuttavia si nota che non tutte le squame hanno recettori; che ne possiedono al mas¬
simo uno e che questo, molto piccolo, è situato all’estremo posteriore appuntito e talvolta nello
spessore della squama, talvolta nella faccia supariore. Taluni di questi organi, aventi poco più
di tre centesimi di millimetro di diametro, hanno un pelo esilissimo e trasparente lungo circa
otto centesimi di millimetro, altri sembrano mancarne. Dico sembrano, poiché, come è stato
accennato, le condizioni delle squame non sono buone.
Sul ventre gli organi mancano.
I RECETTORI BEGLI AGAMIDI
287
Nelle parti inferiori basali della coda le squame sono generalmente provviste di due
recettori collocati nel margine posteriore, assai affossati, piccoli, con pelo non brevissimo,
ma esile e trasparente. Normalmente hanno un diametro di quattro cinque centesimi di mil¬
limetro, ed il pelo è lungo circa dieci centesimi di millimetro.
Nelle squame della parte cilindro conica della coda, inferiormente, si hanno recettori
simili ai precedenti.
Sugli arti anteriori le squame delle parti antero superiori hanno per la maggioranza
un recettore situato posteriormente. Questo è assai affossato, piccolissimo, con pelo breve e
trasparente. La fossetta ha un diametro
non superiore a quattro centesimi di
millimetro e il pelo non misura più dì
sei centesimi di millimetro.
Nelle squame delle parti poste¬
riori e inferiori, gli organi sono assai
più rari e hanno pelo trasparente. Le
lenti hanno un diametro di circa sei
centesimi di millimetro, ed il pelo mi¬
sura poco più di quattro centesimi di
millimetro. Sul dorso delle mani e sulle
dita, nelle parti superiori e laterali,
le squame hanno, ma non spesso, uno
o due recettori situati nello spessore
della parte libera. Sono piccoli e con
pelo spesso invisibile.
Mancano sulle squame delle pal¬
me e su quelle che rivestono inferior¬
mente le dita.
Sugli arti posteriori le squame grandi e spinose hanno da uno a tre recettori situati
al sommo di rilievi cilindro conici posti dietro la spina o ai lati di essa. Alcuni hanno il
pelo, altri ne mancano. Tutti sono distintissimi.
Sulle squame piccole degli arti posteriori, sono al massimo uno; più di sovente man¬
cano. Sono sempre situati nella parte posteriore delle squame, piccoli, con pelo breve, tal¬
volta invisibile. Nelle parti posteriori e inferiori, le squame o mancano di recettori o ne
hanno uno solo : questo è simile per forma e dimensioni ai recettori che si trovano nelle parti
posteriori e inferiori delle braccia.
Le squame del dorso dei piedi e quelle delle dita, superiormente e lateralmente, hanno,
ma non di frequente, un organo situato nello spessore del bordo libero. Tali organi sono pic¬
coli e mal distinguibili.
I recettori mancano sulle squame delle piante dei p>iedi e su quelle che rivestono infe¬
riormente le dita.
Fig. 58
Agama ( Xenagama ) battilifera. Squama della
parte superiore e posteriore della coda con cin¬
que recettori muniti di pelo.
12
GIUSEPPE SCORTECCI
CONSIDERAZIONI GENERALI SUI RECETTORI
Le dimensioni dei recettori
Nel lavoro « Gli organi di senso della pelle degli Agamidi » più volte ricordato, descrissi
minutamente la forma e l’aspetto sia dei recettori a lente, sia dei recettori muniti di
pelo e misi in evidenza vari tipi di passaggio tra l’uno e l’altro. Dall’esame • degli agamidi
presi in considerazione nella presente nota, si ha una conferma dell’esistenza in molte specie
dei tipi descritti e di alcuni altri ancora che si riscontrano non troppo di frequente. Più
interessante uno notato in Ptyctolaemus gularis di cui ho dato anche un disegno (Fig. 53) e
che, salvo la particolarissima posizione, può essere ravvicinato a quelli esistenti nelle squame
dorsali di Aphaniotis acutirostris.
• /
Nulla, nel lavoro citato, dissi della precisa dimensione dei recettori, espongo qui perciò
alcuni dati e alcune osservazioni in proposito.
Dall’esame di centinaia di esemplari appartenenti alle più disparate specie e a molti
generi, risulta che il diametro della lenticella, o della mezza sfera, o del globetto, varia da
poco più di un centesimo di millimetro a 36 centesimi di millimetro. Solo in casi ecceziona¬
lissimi si supera tale dimensione. Si nota inoltre che in linea generale la dimensione dei re¬
cettori è in rapporto, ma non troppo stretto, colla dimensione dell’agamide il quale li possiede.
Ad esempio in individui i quali misurano dall’estremità del muso all’apertura cloacale oltre
110 millimetri, la maggior parte delle volte si riscontra un diametro massimo dei recettori
eguale o superiore a dieci centesimi di millimetro, mentre in esemplari che misurano dal¬
l’estremità del muso all’apertura cloacale da 70 a 100 millimetri, il diametro massimo dei re¬
cettori è il più delle volte eguale a 7, 8, 9, centesimi di millimetro, e in esemplari i quali mi¬
surano dall’estremità del muso all’apertura cloacale meno di 70 millimetri, di rado le dimen¬
sioni massime dei recettori superano i 7 centesimi di millimetro.
Anche la dimensione media è in certo qual modo legata alle dimensioni del corpo del-
l’agamide, e si può asserire che, almeno in linea generale, quanto più l’agamide è grande
tanto più grandi sono, in media, i suoi recettori.
Dato quanto si è detto, si intuisce che la dimensione di tali organi di senso è in linea
di massima legata anche all’età, infatti, esaminando esemplari giovani ed esemplari adulti
di una medesima specie e di una medesima località si nota che nei primi i recettori sono
nella media notevolmente più piccoli.
La dimensione dei recettori varia inoltre a seconda delle regioni del corpo e talvolta
anche nella medesima regione. I più grandi, di solito, si riscontrano nelle parti superiori o la¬
terali del capo ed i più piccoli, di solito, sul tronco. Anche in una stessa squama peraltro si
possono trovare recettori di diversissima grandezza, situati magari vicinissimi gli uni agli
altri.
Per quanto riguarda le dimensioni minime, il rapporto con la grandezza dell’animale
è molto meno accentuato di quello esistente colle dimensioni massime; si possono ad esempio
trovare esemplari misuranti dall’estremità del muso alla apertura cloacale 110 millimetri i
quali presentano alcuni recettori del diametro di due centesimi di millimetro, diametro mi¬
nimo che si riscontra anche in altri misuranti appena 21 millimetri (vedi l’acclusa tabella).
In media tuttavia è più difficile trovare recettori piccolissimi (due o tre centesimi di milli¬
metro) in esemplari grandi che in esemplari di piccola dimensione. Mentre la oscillazione
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
289
nella intiera famiglia tra dimensioni massime e dimensioni minime dei recettori è compresa
tra poco più di uno e trentasei centesimi di millimetro, l’oscillazione di grandezza dei recettori
in un medesimo individuo è solo di rado di otto o più centesimi di millimetro. I casi più ca¬
ratteristici sono quelli die lio riscontrato in un esemplare di Gonyocephalus dilophus che
ha recettori del diametro variabile da 8 a 38 centesimi di millimetro,- e di Amphibolurus
cristatus il quale ha recettori con diametro variante da 2 a 10 centesimi di millimetro.
Più spesso i recettori di massima grandezza hanno diametro una volta e mezzo, il doppio, o
triplo di quello dei recettori di minima grandezza. La diversità tra recettori appare inol¬
tre, nella media, minore negli esemplari i quali hanno dimensione media e piccola ; in questi
infatti, salvo casi eccezionalissimi, i recettori di massima grandezza sono poco più del dop¬
pio di quelli di minima grandezza.
Esaminando invece molti esemplari di una medesima specie provenienti da una stessa loca¬
lità o da località assai vicine, si nota che le variazioni tra un individuo e l’altro, se aventi la me¬
desima grandezza, sono minime, come minime di solito le variazioni interessanti tutti gli altri
caratteri specifici. Esaminando al contrario esemplari di una medesima specie, ma prove¬
nienti da località molto distanti Luna dall’altra e in particolar modo di specie che presen¬
tano caratteri di inquietudine , ci si accorge che le variazioni sono abbastanza spiccate, come
spiccate quelle interessanti gli altri caratteri specifici.
Le variazioni del pelo sono paragonabili a quelle che riguardano le lenti, ma l’oscilla-
zione è ancora più ampia. Certuni esemplari hanno sulla lente o sul globetto peli che non su¬
perano o superano di poco un centesimo di millimetro e altri ne hanno di 40 centesimi di
millimetro. La lunghezza del pelo è in certo qual modo in rapporto colla dimensione dell’ani¬
male, nel senso che agamidi piccoli non hanno mai peli di grande lunghezza, ma è frequente
il caso, di esemplari di specie diversa e della medesima dimensione i quali hanno peli di di¬
versa lunghezza. Ciò si verifica perchè la lunghezza del pelo sembra essere legata al modo
di vita dell’animale. Ad esempio nei Phrynocephalus che vivono costantemente sul terreno, i
peli sono sempre brevi, pochi centesimi di millimetro, mentre negli Harpesaurus sono notevol¬
mente lunghi. In un esemplare di H. modiglianii , misurante dall’estremità del muso all’aper¬
tura cloacale solo 81 millimetri, i peli sono lunghi anche 14 centesimi di millimetro.
La lunghezza del pelo non sembra avere rapporto, o almeno rapporto molto stretto,
col diametro della lente o del globetto sul quale è impiantato. Lenti grandi possono
avere peli brevissimi appena visibili, e lenti relativamente piccole peli assai lunghi.
In Gonyocephalus megalepis , ad esempio, le lenti non superano i 10 centesimi di milli¬
metro, mentre il pelo giunge a 40 centesimi di millimetro. (Fig. 44).
La lunghezza del pelo varia a seconda delle regioni del corpo, ma non come le
lenticelle. Mentre queste, di solito, sono più grandi sul capo, i peli raggiungono la massima
dimensione sul tronco e non di rado hanno dimensione minima proprio sul capo. Come ac¬
cade per le lenticelle, si possono trovare in una stessa squama peli di varia lunghezza, ma
le diversità non sono mai così appariscenti come per il diametro delle lenti, e di solito in
una stessa squama i peli hanno, presso a poco, eguale lunghezza. Per quanto riguarda le dif¬
ferenze tra individui provenienti da una medesima località, e individui provenienti da loca¬
lità diverse, vale quanto è stato detto per il diametro delle lenticelle e dei globetti solo, a giu¬
dicare dalle osservazioni sin qui fatte, sembra che le variazioni siano meno spiccate.
Per dare un’idea più precisa delle variazioni di lunghezza del pelo e del diametro delle
lenticelle, riporto la tabella seguente. In questa gli Agamidi sono elencati in base alla lun¬
ghezza del tronco e del capo misurati assieme.
290
GIUSEPPE SCORTECCI
I RECETTORI BEGLI AGAMIDI
291
La distribuzione dei recettori nelle varie parti del corpo
In tutti gli agamidi di cui detti notizia nel lavoro pubblicato sulle memorie della Società
Italiana di scienze Naturali più volte ricordato, la mancanza di recettori nelle squame della
parte inferiore delle dita appariva tanto costante da far pensare che tale parte del corpo
fosse sempre esclusa dal possesso di questi organi di senso. Invece l'esame di altri numero¬
sissimi esemplari ha dimostrato che effettivamente nessuna parte del corpo è priva di re¬
cettori, e che, mentre questi sono costantemente più abbondanti nelle squame del capo, ap¬
paiono in numero minimo nelle squame che rivestono la parte inferiore delle dita. La pre¬
senza o meno di recettori in tali squame non sembra peraltro essere indipendente da qual¬
siasi relazione ma invece, almeno a giudicare dalle specie esaminate, legata al tipo di vita dell'a¬
nimale. Vediamo infatti che di tutti i generi esaminati solo uno a corpo compresso, Gonyoce-
phalus li possiede. Precisamente la specie G. spinipes ha recettori tanto nelle sub digitali
dei piedi quanto delle mani; G. megalepis li ha solo nelle sub digitali dei piedi, e G. boydii e
G. godeffroyi li hanno solo nelle sub digitali delle mani. Probabilmente trattasi di presenza
non costante; in ogni modo i recettori sono rari. Si può anche sospettare che possano as¬
solvere la loro funzione meno bene di quelli di tutte le altre parti del corpo poiché hanno
una lente molto spessa, male delimitata, difficilmente visibile. Non si può non rilevare tut¬
tavia che questa presenza, sia pure occasionale, di recettori nelle squame sub digitali, si
riscontra solo in forme a corpo compresso e arboricole o almeno arrampicatrici.
I recettori come carattere specifico
Già nel precedente lavoro « Gli organi di senso della pelle degli Agamidi » avevo messo
in evidenza che la distribuzione dei recettori sulle squame ed anche, sino ad un certo limite,
la loro forma erano in relazione con tutti gli altri caratteri specifici, quindi i recettori stessi
potevano servire assai bene come caratteri sistematici. Nel presente lavoro ho tentato di co¬
noscere se variazioni forti e facilmente avvertibili si riscontravano anche in esemplari ap¬
partenenti ad una medesima specie ma provenienti da località molto distanti l’una dal¬
l’altra. A tale scopo appunto ho esaminato esemplari di Physignathus gii berti della Nuova
Guinea meridionale e dell’Australia meridionale, e di Amphibolurus angulifer provenienti
sia dalla Tasmania, sia dell’Australia sud occidentale.
Confrontando *le descrizioni e, meglio ancora, confrontando le figure delle squame e dei
recettori, (Fig. 8, 9, 10, 11, 23, 24), si vede a colpo d'occhio che non solo esistono differenze, ma
queste sono assai marcate. Guardiamo quanto si verifica in Physignathus gilberti.
Innanzi tutto si nota- che negli esemplari nella Nuova Guinea esistono in complesso
recettori in numero maggiore ; per esempio nelle squame della parte superiore del capo, quelli
dell’ Australia hanno un recettore o ne mancano, mentre quelli della Nuova Guinea ne hanno
persino sei; nella nasale i primi ne hanno 14, i secondi invece 36; sulle labiali superiori i
primi ne hanno al massimo sette, mentre nei secondi si giunge a 15; nelle inferiori, nei primi,
se ne hanno sino a 9, nei secondi sino a 16. Si tratta insomma d; differenze numeriche assai
forti, differenze peraltro che si riscontrano più facilmente sul capo che non nel tronco e ne¬
gli arti. Diversità esistono anche nelle dimensioni delle lenticelle, le quali, negli esemplari
australiani, hanno un diametro quasi sempre superiore a quello riscontrabile negli esemplari
della Nuova Guinea.
GIUSEPPE SCORTECCI
Distribuzione geografica della famiglia degli Agamidi.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
293
Tra gli Amphibolurus angulifer della Tasmania e quelli proveniènti da Port Denison le
differenze, come si noterà confrontando le descrizioni e le figure accinse (Fig. 8, 9, 10, 11) non
sono poche, e differenze ancora si notano tra i caratteri degli esemplari ricordati e altri della
stessa specie provenienti dalla Nuova Galles del Sud (esemplari che ho preso in esame nel prece¬
dente lavoro). Risulta in modo positivo dunque che, in alcuni casi almeno, in una stessa specie
avente distribuzione geografica vasta e che presenta oscillazioni di caratteri abbastanza mar¬
cate (si pensi ad esempio alla differenza di aspetto delle squame tra i vari Amphibolurus e
i vari Physignathus esaminati) i recettori variano tanto nel numero, quanto nella forma e
nella posizione ; essi seguono insomma nelle variazioni gli altri caratteri, pur rimanendo le va¬
riazioni stesse entro limiti non più ampi di quelli entro i quali avviene l’oscillazione degli altri
caratteri specifici. Infatti se noi prendiamo un gruppo di individui della medesima specie, prove¬
nienti dalla medesima località o da località vicine o relativamente vicine, ci accorgiamo che le va¬
riazioni inerenti i recettori non sono affatto ampie, anzi leggerissime, male avvertibili ; ma se
invece prendiamo in esame individui provenienti da località sempre più distanti, e in par-
ticolar modo di specie che hanno insita una notevole inquietudine di caratteri, vediamo che
le diversità tra i recettori sono sempre più forti, e in rapporto alla distanza tra le località
di provenienza.
I recettori in rapporto alla distribuzione geografica delle specie che li possiedono
Un primo fatto che appare evidentissimo considerando la distribuzione geografica degli
Agamidi è il seguente.
Come è noto, la grande famiglia degli Agamidi è diffusa in piccola parte dell’Europa
orientale, in tutta l’Africa, nell’Asia continentale, dove i suoi rappresentanti si spingono ver¬
so il nord sino al cinquantesimo grado di latitudine, nell’Asia peninsulare, in tutte le isole
dell’arcipelago della Sonda, in tutto il continente australiano, in Tasmania, e in gran parte
della Polinesia. Il limite sud della distribuzione geografica della famiglia è raggiunto nella
Tasmania; il limite orientale è raggiunto nelle Isole Figi; il limite occidentale è raggiunto
in Africa al Capo Verde (Fig. 59).
Vediamo ora come si presentano gli organi di senso degli Agamidi, rispetto alla di¬
stribuzione geografica. Cominciamo dal continente Africano.
In questo, come noto, si trovano solo pochi generi cioè: Agama col massimo di specie,
e distribuito dalla costa mediterranea al capo di Buona Speranza; TJromastix , il quale, di¬
stribuito dalla costa mediterranea sino al tropico o poco oltre, mentre manca nella parte occi¬
dentale, si spinge invece nella orientale sino alla Somalia settentrionale; Aporoscelis il quale
ha una distribuzione geografica limitata alla parte settentrionale della penisola dei somali e
alla costa arabica del sud (gli esemplari dell’Eritrea e di Zanzibar sono molto probabil¬
mente importati), infine Xen agama il quale è limitato alla estrema Somalia settentrionale.
Noi sappiamo che TJromastix e Aporoscelis hanno organi a lente, Agama organi mu¬
niti di pelo, mentre Xenagama ha organi muniti di pelo e a lente.
Se ora torniamo a considerare la distribuzione geografica degli Agamidi in Africa ri¬
spetto al tipo di recettori, ci accorgiamo che il limite occidentale della famiglia (Capo Verte)
è raggiunto da specie le quali hanno un solo tipo di recettore (Agama); ci accorgiamo inoltre
che spingendoci verso oriente, prima di toccare la zona in cui si ha miscuglio di specie
aventi l’un tipo e l’altro di recettore (Agama e TJromastix ) dobbiamo percorrere centinaia e
centinaia di chilometri. (Fig. 60).
294
GIUSEPPE SCORTECCI
I RECETTORI DEGLI AGAMID1
295
Ripetiamo ora una simile osservazione nel continente asiatico.
Vediamo che in esso i generi i quali si spingono più a nord sono Phrynocephalus e Aga¬
ma, il primo dei quali, tanto a oriente quanto a occidente del Caspio, si porta verso il cin¬
quantesimo grado di latitudine, e il secondo dei quali, solo a occidente del Caspio, si spinge
egualmente a simile latitudine. Ebbene, anche qui si verificano fatti simili a quelli che si
notano per l’Africa, cioè il limite estremo nord dell’area di diffusione della famiglia è toc¬
cato da specie aventi esclusivamente un tipo di recettore, cioè, in questo caso, quello mu¬
nito di pelo. Non solo, ma prima di raggiungere l’area in cui si ha miscuglio di specie
aventi l'uno e l’altro tipo di recettore, (Agama, Phrynocephalus, Uromastix) ci si deve spostare
verso sud di varie centinaia di chilometri, si deve toccare cioè la riva meridionale del Caspio.
Fig. 61
Distribuzione geografica del genere Agama.
Vediamo adesso quanto succede per il limite sud dell’area di diffusione della famiglia.
Esso è raggiunto, come s’è detto, nella Tasmania. Ebbene in Tasmania, come daltronde in
tutto il continente australiano, si hanno specie aventi un solo tipo di recettore il quale, in
questo caso, è a lente. Vediamo che cosa avviene al limite estremo orientale. Esso è toccato
da una specie del genere Gonyocephalus (G. godeffroyi) la quale si trova nelle isole Figi. Eb¬
bene anche questa, come daltronde tutte le altre che si trovano nella sotto regione poline-
siaca, hanno recettori di un solo tipo che, in questo caso, è a lente.
Proviamo ora a vedere quanto avviene nella zona centrale dell’area di diffusione della
famiglia, zona che si può identificare colla regione orientale in genere. In questa troviamo
addensati numerosi generi e numerose specie aventi distribuzione geografica molto vasta, co¬
me ad esempio Calotes e Braco; troviamo specie a distribuzione geografica assai limitata,
come quelle di Sitano, Otocryptis, Cera toph ora, Lyrioceph a lus, troviamo forme che hanno modo
di vita diversissimo, e un miscuglio appariscentissimo di specie che hanno l'uno e l’altro tipo di
recettore; vediamo infatti che si hanno Phisignathus, Lophura, Liolepis, e, nella parte occiden¬
tale, anche Uromastix, con recettori a lente e un numero assai forte di generi con recettori mu¬
niti di pelo.
Da quanto sopra, appare evidente, dunque, che mentre, in linea generale, nella parte
centrale dell’area di diffusione sono possibili miscugli di forme, aventi l’uno e l’altro tipo
296
GIUSEPPE SCORTECCI
di recettore, alla periferia dell’area tali miscugli non si verificano ; o si ha l’uno o l’altro tipo
di recettore.
Vedremo daltronde che tale fatto trova conferma in quanto si verifica nell’altra fami¬
glia di sauri parallela a quella degli Agamidi e che pure ha distribuzione geografica del tutto
diversa, cioè negli Iguanidi.
Ma altri fatti egualmente degni di essere riferiti si notano esaminando più minuta¬
mente la distribuzione geografica degli Agamidi in rapporto ai loro recettori.
Vediamo innanzi tutto quanto avviene nella parte occidentale dell’area di diffusione,
cioè in Africa. S'è detto quale è la distribuzione geografica degli Agamidi nel continente,
ma è necessario esaminarla più in dettaglio. Agama , dunque, si può trovare rappresentata da
Fig. 62
Distribuzione geografica del genere Uromastix.
un forte numero di specie in ogni parte dell’Africa, (Fig. 61). Area molto minore oc¬
cupa invece Uromastix il quale (Fig. 62), rappresentato da un numero non grande di specie, si
trova nella parte mediterranea, nel deserto sino al tropico, e nella parte orientale, anche più a
sud. Il ritrovamento più orientale nel continente nero del genere è segnato da Berbera nelle vi¬
cinanze della quale fu trovata la specie macfadyeni descritta dal Parker nel 1932. Area mi¬
nore ancora è occupata da Aporoscelis , il quale trovasi nella estrema Somalia settentrionale
e specialmente addensato lungo la costa del golfo di Aden e nel retroterra; minore ancora è
l’area di diffusione del genere Xenagama il quale con due specie è stato trovato in alcune lo¬
calità della Somalia settentrionale: Bender Merajo, Gabonit, a nord dei monti Goolis, a Ses-
sabaneh, tra Sessabaneh e i Goolis.
Tenendo presente quanto è detto nella descrizione dei recettori di questi sauri, vediamo
che nella ristretta zona della Somalia settentrionale, si incontrano tutti i generi di Agamidi
del continente nero e si hanno due generi provvisti di recettori adente ( Uromastix e Aporo¬
scelis ), un genere avente recettori muniti di pelo, Agama , e un genere, Xenagama, il quale ha
recettori con pelo e recettori a lente. In questa piccola regione, dunque, (Fig. 63) si ha un
miscuglio quale non si riscontra in nessuna altra ristretta zona della immensa area di dif¬
fusione della famiglia.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
297
Quali deduzioni si possano trarre da questa osservazione lo vedremo in seguito. Qui si
ricorderà solamente che la ristretta area in cui si riscontrano i fatti ricordati è quella stessa
che, attraverso l’esame di altri animali, quali ad esempio i geconidi del genere Pristurus, si
dimostra di particolarissimo, eccezionale interesse dal punto di vista zoogeografico.
Continuiamo l’esame degli Agamidi tenendo conto dei rapporti fra recettori e distri¬
buzione geografica, e prendiamo in considerazione non il continente africano solo, ma la re-
Fig. 63
Distribuzione di Aporoscelis pHnceps, Uromastix, Agama (Xenagama)
taylori e Agama ( Xenagama ) battilifera nella penisola dei Somali.
gione etiopica. In essa gli Agamidi possono essere suddivisi in tre gruppi: Agamidi che si
trovano esclusivamente nella regione etiopica :
Aporoscelis
Xenagama
Agamidi a comune colla regione paleartica:
Agama
Ph rynocephalus
Uromastix
Agamidi a comune colla regione orientale :
A gama
Phryi i ocep halus
Uromastix
Tenendo conto degli organi di senso, vediamo che gli agamidi propri della regione etiopica,
sono (e questo sia detto per incidenza) proprio quelli endemici dalla Migiurtinia, e che uno,
Aporoscelis, ha solo organi a lente, l’altro, Xenagama, organi a lente e organi con pelo.
298
GIUSEPPE SCORTECCI
Gli Agamidi che sono a comune sia colla regione paleartica sia colla regione orientale
sono: Agama e Phrynocephalus, provvisti di recettori con pelo, l’altro Uromastix di recet¬
tori con lente.
Insomma, gli agamidi diffusi tanto nella regione paleartica quanto nella etiopica e nella
orientale, hanno per la maggioranza recettori di un tipo, precisamente quello con pelo. Pas¬
sando dalla regione zoogeografica etiopica a .quella orientale le cose si complicano non poco
perchè è proprio qui che si hanno la maggior parte dei generi di Agamidi (Fig. 65).
Contrariamente a quanto abbiamo fatto per la regione etiopica, prendiamo prima in
esame la questione nelle linee generali eppoi esaminiamola in particolare.
Gli Agamidi che sono diffusi nella regione orientale sono i seguenti :
Acanthosaura
Agama
Aphaniotis
Calotes
Ceratophora
Charasia
Cophotis
Dendragama
Braco
Gonyocephalus
Harpesaurus
Japalura
Liolepis
Lophocaìotes
Lo pleura
Lyriocephalus
Otocryptis
Phoxophrys
Phrynocephalus
Physignatlius
Ptyctolaemus
Salea
Sitana
Uromastix
Lasciando in disparte Phoxophrys e Salea, di cui nulla posso dire perchè non ho potuto
esaminare alcun rappresentante, dei generi rimasti possiamo fare alcuni gruppi:
Agamidi diffusi esclusivamente nella regione zoogeografica orientale ; Agamidi a comune
colla regione paleartica ; Agamidi a comune colla regione etiopica ; Agamidi a comune colla
regione australiana.
Il primo gruppo è formato dai seguenti generi :
Acanth osaura
Aphaniotis
Ceratophora
Charasia
Cophotis
Dendragama
Harpesaurus
J apalura
Liolepis
Lophocaìotes
Lyriocaeplialus
Otocryptis
Ptyotolaemus
Sitana
I generi a comune colla regione paleartica ed etiopica sono i seguenti :
Agama
Ph ry noce ph a lus
Uromastix
I generi a comune colla regione australiana sono i seguenti :
Calotes Lophura
Braco Physignathus
Gonyocephalus
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
299
Tenendo conto di quanto è stato scritto, trattando dei recettori nelle singole specie,
notiamo vari fatti degni di attenzione.
Dei 14 generi esaminati, propri della regione orientale, dodici hanno esclusivamente
recettori muniti di pelo, uno, Aphaniotis, il quale può presentare in un solo individuo tanto
organi di senso a lente, quanto muniti di pelo. Ed un altro infine, Liolepis, il quale lia esclu¬
sivamente recettori a lente.
Se osserviamo quanto avviene negli Agamidi a comune colla regione etiopica e palear¬
tica vediamo che due, Agama e Phrynocephalus, hanno recettori con pelo, ed uno, Uromastix,
recettori a lente.
Se prendiamo in considerazione gli Agamidi a comune colla regione australiana, vediamo
che due generi, Calotes e Braco, hanno recettori sempre muniti di pelo, uno, Gonyocephalus,
ha, a seconda della specie, recettori con pelo e recettori a lente, e può avere anche in un solo
individuo ( G . megalepis) recettori dei due tipi; Lophura e Physignatlius poi hanno costante¬
mente recettori a lente.
In linea generale, dunque, si vede che gli Agamidi diffusi esclusivamente nella regione
orientale hanno per la grandissima maggioranza recettori muniti di pelo ; che gli Agamidi
a comune colla regione etiopica hanno anch’essi per la maggioranza recettori con pelo, e che
gli agamidi a comune colla regione australiana hanno in parti eguali, almeno all’apparenza (e
perchè dico all’apparenza si vedrà in seguito) recettori con pelo e recettori a lente. Infatti Draco
e Calotes hanno recettori con pelo, Gonyocephalus , a seconda delle specie, ha recettori con
lente e con pelo, ed in un caso su un individuo si possono avere recettori a lente e con pelo
(G. megalepis) ; Lophura e Physignathus infine hanno recettori con lente.
Osserviamo ora i fatti in dettaglio, sempre in relazione alla distribuzione geografica.
Dei quattordici generi diffusi esclusivamente nella regione orientale ne troviamo uno
solo, almeno allo stato delle attuali conoscenze, il quale ha rappresentanti che possiedono
sia gli uni sia gli altri organi, e questo genere, non è esclusivamente continentale, ma della Ma-
lacca, delle isole Kias, delle Menta vei, del Borneo ; esso è proprio, insomma, della sotto regione
Indo-malese. E l’individuo della specie nella quale tale fatto è stato riscontrato, Aphaniotis
acutirostris , spetta alle isole Mentavei, cioè a piccole isole, al largo della costa occidentale di
Sumatra, a un zona insomma che, zoogeograficamente, merita grande attenzione, e che da que¬
sto punto di vista si avvicina alla Migiurtinia settentrionale dove il fatto stesso si verifica in
altra specie pur compiutamente diversa.
Lasciamo per il momento in disparte Liolepis, unico genere proprio della regione orien¬
tale che abbia esclusivamente recettori con lente, e vediamo quali fatti si osservano esami¬
nando più a fondo i generi a comune colla regione australiana.
Il genere Calotes, molto ricco di specie, uno dei più ricchi di tutta la famiglia, ha una
distribuzione geografica amplissima ; lo troviamo infatti nell’India, nell’Afganistan, nel sud
della Cina, nella Cocincina, e, larghissimamente diffuso, in tutta la sotto regione Indo-male¬
se. Entra anche a far parte della fauna della regione australiana, ma solo nelle isole di Ce-
lebes, di Timor, di Amboyna, e in altre di piccola grandezza e proprie della sotto regione
Austro-malese.
Esso dunque può considerarsi un genere tipicamente orientale che si è spinto nella re¬
gione australiana.
Il genere Draco, è anch’esso ricco di specie e ha una distribuzione geografica notevolmen¬
te vasta; lo troviamo infatti in parte dell’India, nella penisola di Malacca, nella Cocinci¬
na, nel Siam, a Sumatra, Giava, Borneo, nelle isole Filippine, nelle Molucche, a Timor ad
300
GIUSEPPE SCORTECCI
Amboina ecc. Per quanto dunque si spinga più dell’altro genere nella regione australiana
o, meglio, nella sotto regione Austro- malese, è anch’esso tipico della regione orientale.
Esaminiamo adesso Lopkura. Questo genere è diffuso con la specie amboinensis, nelle
isole Filippine, nell’isola di Giava, nell’isola di Celebes, e nelle Molucche. Esso è dunque un
genere proprio delle sotto regioni Indo-malese e Austro-malese, e non può dirsi caratteri¬
stico dell’ima o dell’altro, ma piuttosto di ambedue.
Vediamo ora Gonyocephalus. Ricco anch’esso di specie, è diffuso nella Birmania,
nella penisola di Malacca, nel Bengala, nelle Filippine, nelle Nicobare, Andamane, nelle
Nias, a Borneo, Giava, Sumatra, nella Nuova Guinea, nell’Australia (Queesland), nella
Nuova Britannia, nella Nuova Irlanda nelle isole Salomone, nelle Figi.
Questo genere, dunque, è diffuso tanto nella sotto regione Indiana, quanto nella sotto
regione Indo-cinese, nella Indo-malese, nella Austro-malese, nella Australiana, e nella Poline-
siaca. Nessun altro genere della famiglia degli Agamidi pur ricco di specie ha così grande di¬
spersione quanto Gonyocephalus , e nessuno all’infuori di Agama e di Calotes ha una distribu¬
zione geografica tanto vasta. E’ distribuito infatti in una zona che va dal 90 al 180 meridiano;
inoltre è runico genere che penetri nella zona di diffusione degli Iguanidi i quali si spingono
appunto nelle isole Figi e dell’Amicizia.
Vediamo adesso l’ultimo genere, Physignathus. Esso è diffuso principalmente in Au¬
stralia, poi nell’isola di Timor, nel Siam e nella Cocincina. Questo genere dunque può dirsi
senz’altro tipico, non della regione Orientale, ma della australiana e avente propaggini nel¬
la orientale.
Esaminiamo ora i recettori degli agamidi in parola.
I generi Calotes e Braco, tipicamente orientali, hanno sempre e costantemente recet¬
tori muniti di pelo. Il genere Lophura , proprio delle sotto regioni Indo e Austro-malese, ha
recettori a lente, il genere Physignathus, caratteristico della regione australiana, ha sempre e
constantemente, anche colle specie che si spingono nella regione Orientale, organi a lente.
II genere Gonyocephalus che presenta dal punto di vista zoogeografìco così spiccate
caratteristiche, che ha una distribuzione così vasta e interessante, presenta con alcune spe¬
cie organi di senso a lente, con altre organi di senso con pelo e persino con una recettori dei
due tipi. Vediamo in dettaglio come si verificano tali fatti. Le specie esaminate, sono in com¬
plesso sono le seguenti :
chamaeleontinus , grandis, subcristatus , megalepis, sophiae, auritus, geelvinkianus,
bruijni, papuensis, dilophus, binotatus, godeffroyi, spinipes, boydii.
spinipes e boydii sono proprie del Queensland;
godeffroyi è diffuso nel Queensland, nella Nuova Britannia, nella nuova Irlanda, nelle
Salomone, e in tutto l’arcipelago delle Bismarck, nelle Figi ;
papuensis, dilophus, binotatus , auritus, geelvinkianus , bruijni sono diffusi esclusiva-
mente nella Nuova Guinea e in alcune piccole isole vicine;
chamaeleontinus è diffuso a Giava, a Sumatra e nelle Mentavei;
sophiae nelle isole Filippine;
megalepis a Sumatra;
subcristatus nelle Andamane e Nicobare;
grandis a Borneo, a Sumatra, nelle Nias, nelle Mentavei, nella penisola di Malacca e
nella Birmania.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
301
Fig. 64
Distribuzione geografica del genere Gonyocephalus in base alle specie: G. chamaeleontinus, G. grandis, G. subcristatus, G. megalepis, G. sopirne, G. auritus,
G. geelvinkianus, G. bruijni, G. papuensis, G. dilophus, G. binotatus, G. godejjroyi, G. spinipes, G. boydii. In nero: le zone in cui si trovano specie con recet¬
tori a lente; in grigio: specie con recettori con pelo; in grigio e con linee oblique: specie aventi l’uno e l’altro tipo di recettore.
302
GIUSEPPE SCORTECCI
Ebbene, l’ordine di distribuzione zoogeograflca corrisponde con quasi assoluta esattez¬
za al tipo di recettore; infatti le specie chamaeleontinus, suhcristatus , megalepis, grandis
hanno recettori con pelo; (sporadicamente in uno stesso individuo di G. megalepis possono
esservi anche recettori a lente) mentre tutte le altre li hanno del tipo a lente, l'unico tipo che
si riscontra nel continente australiano e in tutta la sotto regione polinesiaca, nonché in qua¬
si tutta la sotto regione Austro-malese (Fig. 61).
Rimane da considerare ora la sola regione australiana. Anche gli Agamidi di questa si
possono suddividere in vari gruppi ; cioè quelli che si rinvengono solo nella regione e quelli
che sono a comune colla orientale.
I primi sono :
■
Amphibolurus Diporophora
Chelosania Moloch
Chlamydosa urus 0 reo deir a
Non posso tener conto di Chelosania e Oreodeira di cui non ho esaminato esemplari,
ma tutti gli altri, senza alcuna eccezione, posseggono, come c’è visto, esclusivamente recet¬
tori a lente.
Degli altri generi presenti nella regione australiana, s'è detto trattando della regione
orientale.
Riassumendo quanto, a proposito dei recettori, s’è detto sin qui, si constata :
che, anche allo stato delle attuali conoscenze, alcune di quelle zone che zoogeografica-
inente sono di grande interesse, e in cui la fauna in genere si presenta con caratteri di inquie¬
tudine, posseggono Agamidi i quali hanno l’uno e l’altro tipo di recettore;
che nella regione orientale si ha predominanza assoluta di generi aventi recettori mu¬
niti di pelo ; ■
che nel continente australiano, e in genere in tutta la sotto regione Polinesiaca e in
gran parte della Austro-malese, si hanno recettori del solo tipo a lente;
che i generi tipicamente orientali i quali si diffondono nella regione australiana hanno
anche in questa recettori muniti di pelo;
che il genere Gonyocephalus non proprio della regione orientale e nemmeno della Au¬
straliana, ma piuttosto della Indo-malese, della Austro-malese e Polinesiaca insieme, e molto
probabilmente, originato nella regione zoografica australiana, con le specie le quali sono dif¬
fuse nella regione orientale ha, con quasi assoluta costanza, recettori con pelo, e con quelle che
si rinvengono nella regione Austro-malese, Polinesiaca e Australiana recettori a lente.
Dopo tutto ciò l’ammettere che esista un rapporto tra il tipo dei recettori e la distri¬
buzione geografica della specie che li possiede, è a mio parere addirittura ovvio.
I recettori in rapporto al modo di vita e alla forma del corpo degli agamidi
»
Alla domanda: — Esiste un legame tra modo di vita e tipo dei recettori? — si crede-
derebbe di poter rispondere facilmente con un no, portando prove in abbondanza e all’appap-
renza perfettamente convincenti.
Prendiamo infatti come esempi Agamidi tipicamente arboricoli e agamidi tipicamente
terragnoli. Per i primi possono servire Calotes, Braco, Gonyocephalus ; per i secondi, Uro-
I UECETTOKI DEGLI AGAMIDI
303
mastix, Phrynocephalus, Moloch, Liolepis. Ebbene; Calotes e Braco hanno recettori muniti
di pelo, e Gonyocephalus ha, ora recettori muniti di pelo, ora a lente. Uromastix , Molocli,
Liolepis hanno recettori a lente e Phrynocephalus, invece, li ha muniti costantemente di
pelo. Tra gli arborieoli e i terragnoli insomma si ha l'uno e l'altro tipo di recettore.
Prima peraltro di accettare la risposta su detta, proviamo a approfondire l’esame.
È cosa ormai notissima che nella famiglia degli Agamidi, come in quella degli Igua-
nidi, salvo pochissime eccezioni alle quali accenneremo, la forma del corpo si presenta di¬
versa a seconda che si tratti di specie destinate a una vita arboricola o a una vita ter¬
ragnola. Le prime presentano il corpo più o meno compresso, alle volte addirittura for¬
temente compresso, ( Lyriocephalus ) munito spesso di una vistosa cresta dorsale e cau¬
dale, una coda di solito assai allungata e anch’essa compressa; i secondi invece hanno il
corpo più o meno depresso, la coda relativamente breve e mancano di cresta dorsale o
l’hanno molto meno sviluppata. Tipici esempi di Agamidi arboricoli sono Calotes, e Lyrioce¬
phalus il quale ultimo ha addirittura caratteri di convergenza coi Camaleonti per la forma del
corpo e in modo particolare per la grande compressione. Tipici esempi dei secondi sono
Moloch, dal tronco addirittura a forma di disco, nonché Uromastix dal tronco fortemente
slargato e depresso. Costituisce una eccezione degna di nota il genere Braco il quale, arbori-
colo per eccellenza, ha il corpo più o meno depresso. Non bisogna dimenticare peraltro che
questi animali hanno un modo di vita particolarissimo; essi cioè, grazie alla duplicatura
della pelle sostenuta da raggi e che può essere slargata e ripiegata, possono compiere lun¬
ghi voli piani; quindi una depressione del corpo, che aumenta la superfìcie portante, torna
assai più di vantaggio di una compressione, la quale evidentemente diminuisce la superficie
portante.
In conclusione possiamo ritenere (salvo eccezioni) arboricoli quelli che hanno il corpo
assai compresso, terragnoli (salvo eccezioni) quelli che hanno il corpo assai depresso, capa¬
ci condurre, almeno in parte, vita arboricola (salvo casi speciali) quelli col corpo presentan¬
te in maggior diametro perpendicolare alla direzione di marcia e tendenzialmente terragnoli
quelli aventi il diametro maggiore del corpo parallelo al suolo. Valendoci di questo confronto
useremo d’ora innanzi la definizione Agamidi a corpo compresso e depresso in luogo di quel¬
le Agamidi arboricoli e Agamidi terragnoli; ciò perchè si hanno notizie assai scarse sul modo
di vita preciso di questi animali e solo in questo modo indiretto, si può giungere a sapere
qualche cosa.
Premesso ciò, cominciamo l’esame dalla parte orientale estrema dell’area di diffusione
della famiglia, cioè dalla regione zoogeografica australiana.
Già conosciamo i generi tipici di questa regione, ma esaminiamoli in rapporto alla for¬
ma del corpo.
Amphibolurus ha corpo più o meno depresso;
Chlamydosaurus ha il corpo leggermente compresso;
Biporophora ha il corpo poco depresso;
Moloch ha il corpo fortemente depresso.
Per le ragioni già dette è inutile prendere in considerazione Chelosania e Orcodeira.
Avendo, come sappiamo, tutti questi Agamidi i recettori a lente, possiamo o, meglio,
potremmo, dire che non esiste relazione alcuna tra recettori e tipo di vita. Per l'esattezza di¬
remo che i generi tipici della regione australiana, e che nella regione australiana sola si
trovano, non presentano corrispondenza alcuna tra il tipo dei recettori e la forma del corpo.
u
304
GIUSEPPE SCORTECCI
Continuiamo l’esame. I generi di Agami li che, oltre quelli citati, si trovano nella re¬
gione australiana sono: Calotes, Braco , Gonyocephalus, Lophura, Physignathus.
Caìotcs ha il corpo fortemente compresso, Braco, nonostante il corpo depresso, è arbori-
colo, Gonyocephalus ha il corpo compresso, Lophura ha il corpo compresso, Physignathus ha
il corpo più o meno compresso.
A differenza di quanto avviene nei generi tipici della regione australiana, in questi
non si ha una uniformità di tipo di recettore, ma Calotes, Braco e, in linea generale Gonyoce¬
phalus della sotto regione Indo-malese e Indo-cinese hanno recettori con pelo, e Gonyocepha¬
lus della regione australiana, Polinesiaca e Austro-malese, nonché Lophura e Physigna¬
thus, qualunque sia la specie, hanno recettori a lente.
Ricordando quanto s'è accennato nelle pagine precedenti sui rapporti tra recettori e
distribuzione geografica, possiamo dire che i generi diffusi nella regione australiana, ma che
sono chiarissimamente di origine orientale, se arboricoli, hanno recettori con pelo ( Calotes e
Braco) ; che i generi propri della regione australiana e diffusi anche nella regione orienta¬
le ( Physignathus ) conservano sempre recettori a lente, qualunque sia la forma del corpo; che
il genere ( Gonyocephalus ), a corpo compresso e a particolarissima distribuzione geofirafica, pur
essendo probabilmente di origine Australiana, conserva il tipo a lente nella regione australia¬
na e in vece assume il tipo con pelo nella regione orientale; che il genere Lophura, proprio
delle sotto regioni Indo-malese e Austro malese, pur avendo il corpo compresso, mantiene il
recettore a lente. Si noti peraltro che Lophura si trattiene molto volentieri nelle acque.
«guanto è stato scritto, si tenga ben presente, non è frutto di deduzioni, ma è sempli¬
cemente constazione di fatti. Pur tuttavia ammettiamo pure che tali constatazioni possa¬
no dare origine a dubbi e diciamo che, per quanto riguarda gli Agamidi in genere della
regione australiana, non c’è nessuna prova della relazione tra forma del corpo e tipo dei re¬
cettori.
Abbandoniamo quindi la regione australiana e vediamo quanto avviene nella orientale.
Riporto qui l’elenco dei generi, aggiungendo accanto a ciascuno di essi indicazioni sulla
forma del corpo.
Generi che si rinvengono esclusivamente nella regione orientale :
Acanthosaura, corpo compresso;
A phaniotis, corpo compresso;
Geratophora , corpo compresso;
Charasia, corpo debolmente depresso;
Cophotis, corpo compresso;
Bendragania, corpo compresso ;
Uarpesawrus, corpo compresso;
Japalura, corpo compresso;
Liolepis , corpo depresso;
Lophocalotes , corpo compresso;
Lyrioccphalus, corpo compresso;
Otocryptis, corpo compresso;
Ptyctolaemus, corpo compresso ;
Sitana, corpo compresso.
Di quattordici generi presi in considerazione, uno solo ha il corpo fortemente depres¬
so, Liolepis, ed uno solo, Liolepis, ha recettori a lente e solo a lente. Eccezione è data da
Charasia che ha il corpo debolmente depresso e recettori con pelo, e Aphaniotis il quale con
una specie, possiede insieme recettori con pelo e recettori a lente.
Continuiamo l’esame :
Generi a comune colla regione paleartica ed etiopica :
Agama, corpo più o meno deppresso;
Phrynocephalus, corpo depresso ;
Uromastix, corpo depresso.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
305
Di questi generi i (lue primi hanno sempre recettori con pelo, -l’ultimo sempre re¬
cettori con lente.
Dei generi a comune colla regione australiana, s’è detto avanti;
In conclusione dall’esame degli Agamidi della regione orientale risultano i seguenti
fatti.
Di 22 generi esaminati :
12 aventi corpo compresso o che sappiamo sicuramente essere arboricoli, cioè: Acantho-
saura, Ceratophora, Cophotis, Dendragama, Harpesaurus, Japalura, Lophocalotes, Lyriocepha-
lus, Otocryptis, Ptyctolaemus , Sitami, Caìotes , Braco, hanno i recettori con pelo;
2 generi, aventi il corpo depresso: Lioìepis, Uromastix, hanno recettori costantemente
a lente;
2 genere, Aphaniotis e Gonyocephalus hanno in specie a corpo compresso recettori
dei due tipi.
3 generi a corpo depresso, Agama, Phryaocephalus, Charasia, hanno recettori con pelo;
2 generi Lophura e Physignathus, con corpo compresso, hanno recettori con lente.
Su 22 generi della regione orientale, insomma, 15, anzi diciassette, comprendendo A-
phaniotis e Gonyocephalus, rispondono ad una regola (diciamo per il momento regola ap¬
parente) che lega il tipo di recettore colla forma del corpo ; cioè corpo compresso o in ogni modo
abitudini arboricole, recettori con pelo, corpo depresso e abitudini terragnole recettori a len¬
te. Fanno eccezione 5 generi.
Senza ancora discutere i fatti, vediamo quanto si verifica nella regione etiopica.
Riporto l’elenco dei generi propri della regione :
Apuroscelis
Xenagama
Tutti e due hanno il corpo fortemente depresso, e Uromastix possiede solo recettori con
lente, mentre Xenagama recettori con pelo e a lente.
Generi a comune colla regione paleartica o colla orientale:
Agama, corpo depresso; Phrynocephaìus, corpo depresso;
Aporoscelis , corpo depresso; Uromastix, corpo depresso;
Nella regione etiopica si hanno in conclusione 5 generi tutti a corpo depresso dei quali
due hanno recettori a lente, due con pelo uno con lente e con pelo.
Ma, a questo punto, è necessario aprire una parentesi e occuparci in particolare del ge¬
nere Agama. Amplissimamente diffuso in tutto il continente nero, in piccola parte dell’Eu¬
ropa e in notevole parte del continente asiatico, Agama non può essere considerato nel suo
assieme; non si può ad esempio dire, come per il genere Caìotes, che tutti i suoi componenti
hanno spiccate attitudini ad un determinato modo di vita. Non molto sappiamo di varie spe¬
cie di Agama, ma di altre si hanno notizie relativamente abbondanti ed inoltre di alcune
posso dare informazioni dirette per averle osservate nel loro ambiente. E da queste notizie
e dalla osservazione diretta si può stabilire quanto segue: il genere Agama non può dirsi
a spiccata attitudine terragnola, come ad esempio Moloch, ma anzi, al contrario, a spiccata ten¬
denza ad una vita arboricola a almeno aH’arrampicamento. Agama agama, ad esempio, una delle
specie più comuni e più diffuse, si inerpica volentieri anche su tronchi perfettamente verticali;
Agama robecclii, nonostante il corpo assai slargato trasversalmente, ha tendenza a inerpicarsi
sugli alberi, Agama atricollis ha le stesse abitudini, e persino specie che vivono in pieno deserto
306
GIUSEPPE SCORTECCI
dove manca la vegetazione, quali ad esempio Agama bibroni , invece di mantenersi costantemente
sul terreno, si inerpica volentieri su muraglie rocciose alle volte addirittura verticali e che
sembrerebbero non offrire appigli ad animali che hanno le dita foggiate come Agama. Daltron-
de anche la forma stessa del corpo, la quale è notevolmente variabile, dimostra, che non si ha
uniformità di modo di vita; esistono specie a corpo molto piatto quali ad esempio Agama
rueppelli, e specie con corpo niente affatto depresso, quali ad esempio la asiatica tourneviUi.
In conclusione noi dobbiamo decisamente togliere Agama dal gruppo dei generi ad abitudini
spiccatamente terragnole, e porlo, invece, nel gruppo di quegli Agamidi i quali sono tenden¬
zialmente arboricoli o almeno arrampicatori, aventi cioè notevole propensione a stare con
l’asse del corpo verticale o formante un angolo più o meno ampio col piano del terreno.
Si dirà per incidenza che una ricerca condotta nel genere Agama, il solo degli Agamidi
il quale si trovi in ogni parte del continente nero, mostrerebbe in modo chiarissimo la ten¬
denza alla suddivisione in gruppi di specie aventi tenore di vita diverso, e forma del corpo e
caratteri d’assieme in relazione al modo di vita.
Agama , dunque, noi dobbiamo considerarla in linea generale come tendenzialmente ar-
boricola o arrampicatrice. Ciò premesso, possiamo dire che nella regione etiopica i generi di
Agamidi in cui ad un tipo di vita spiccatamente terragnolo si associano i recettori a lente,
sono due, quelli citati, e che ad uno, tendenzialmente arrampicatore, si associano recettori
con pelo. Eccezioni restano in Xenagama e Phrynocephalus, ambedue nettamente terragnoli,
uno con soli organi con pelo, l’altro con ambedue i tipi di recettore.
Dopo avere esaminato gli agamidi nei rapporti tra la forma del corpo anzi il loro tipo
di vita e il tipo di recettori separatamente per ciascuna regione zoogeografica esaminiamoli
tutti assieme suddividendoli in due gruppi: Agamidi a corpo compresso o arboricoli o arram¬
picatori o tendenzialmente arrampicatori, e Agamidi a corpo depresso terragnoli per eccel¬
lenza.
Agamidi a corpo compresso o arboricoli Agamidi a corpo depresso o terragnoli
o arrampicatori
1 Amphibolurus
2 Aporoscelis
3 Charasia
4 Diporophora
5 Liolepis
6 Moloch
7 Phrynocephalus
8 Tympanocryptis
9 Uromastice
10 Xenagama
1 Acanthosaura
2 Agama
8 Aphamotis
4 Calotes
5 Ceratophora
0 Chlamydósaurus
7 Cophotis
8 Dendragama
9 Braco
10 Gonyocephalus
11 Harpesaurus
12 Japalura
13 Lophura
14 Lophocalotes
15 Lyriocephalus
16 Otocryptis
17 Physignathus
18 Ptyctolaemus
19 Sitana
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
307
Dall’elenco così ordinato vediamo che di diciannove generi arborieoli a corpo compresso
o tendenzialmente arrampicatori :
14 hanno esclusivamente recettori muniti di pelo;
1 ( Aphaniotis ) può avere recettori dell’uno e dell’altro tipo in uno stesso individuo ;
1 ( Gonyocephalus ) ha recettori di un tipo o di un altro a seconda della specie, e può
avere in un solo individuo recettori dei due tipi ;
3 hanno recettori a lente;
di 10 generi aventi corpo depresso e spiccatamente terragnoli ;
7 hanno recettori a lente;
1 ( Xeneguma ) recettori di due tipi nel medesimo individuo;
2 recettori con pelo.
Ebbene, si può ammettere che la percentuale di casi in cui si verifica la corrispondenza
tra forma del corpo modo di vita e tipo del recettore, percentuale la quale è altissima, sia for¬
tuita ?
Rispondere affermativamente a tale domanda sarebbe addirittura illogico. Nel mio la¬
voro dal titolo « Organi di senso della pelle degli Agamidi >> dicevo che non esisteva relazione
tra modo di vita e tipo dei recettori, ma i fatti accertati attraverso l’esame di un numero assai
forte di esemplari di quelli che avevo a disposizione quando scrissi il lavoro in parola, mi
inducono a modificare la prima opinione e a ritenere invece che, per quanto vi siano alcune
eccezioni, la relazione esiste senza alcun dubbio. Daltronde tale certezza viene ribadita se
si considerano altri fatti.
Ammettiamo che tra i due tipi di recettori e il modo di vita dell’agamide il quale li
possiede non esista rapporto di sorta. Se così fosse, noi dovremmo indifferentemente trovare
tanto in specie che vivono costantemente sul terreno, quanto in altre le quali vivono in per¬
manenza, o quasi in permanenza, sugli alberi, o in ogni modo sono arrampicatrici, recettori
con pelo e recettori a lente aventi, almeno nella media, eguale conformazione. Se, ad esem¬
pio, il pelo (poiché sostanzialmente, almeno nella parte esterna del recettore, la differenza
consiste nella assenza o presenza del pelo e nella sua lunghezza) non avesse relazione alcuna
col modo di vita dell’animale, noi potremmo trovare specie terragnole con peli egualmente
lunghi che in specie le quali vivono sugli alberi o sono arrampicatrici. Invece ciò non si
verifica affatto ; se prendiamo in esame un genere di agamide squisitamente terragnolo quale
ad esempio Phrynocephalus, vediamo che i peli sono estremamente brevi, non per eccezione,
ma costantemente; se prendiamo in esame una Agama mutabili*, la quale, pur essendo come
la grandissima maggioranza delle agame tendenzialmente arrampicatrice, vive in zone step¬
pose dove la possibilità di arrampicamento sono minime, vediamo che anch’essa ha recettori
con pelo assai breve; se prendiamo in esame una Xenagama la quale, come le specie precedenti,
vive costantemente sul terreno, troviamo peli brevi e brevissimi. Se al contrario conduciamo
un esame in specie le (piali si trattengono sempre o quasi sugli alberi e sono arrampicatrici
per eccellenza vediamo il fatto contrario. Per esempio in Gonyocephalus megalepis si hanno
nella regione dorsale, recettori i quali, pelo compreso, misurano in lunghezza complessiva
quaranta centesimi di millimetro, ed in Gonyocephalus subcristatus si hanno recettori che
non misurano di meno; in ■ Lophocalotes interruptus pelo compreso misurano 21 centesimi
di millimetro; in Ptyctolaemus gularis il pelo misura anche 20 centesimi di millimetro. Lun¬
ghezze, queste, che non si riscontrano negli agamidi i quali menano sempre e costantemente
vita terragnola.
308
GIUSEPPE SCORTECCI
Si potrebbe obiettare die la lunghezza del pelo, potrebbe essere di netto svantaggio per
le specie terragnole, poiché queste, correndo tra i sassi, e rifugiandosi in tane scavate nel
suolo, potrebbero sciupare facilmente i peli stessi. Ma tale obiezione non regge ad un esame
approfondito del modo di vita degli agamidi. Innanzi tutto gli arboricoli, non sono meno
esposti dei terragnoli agli urti; essi infatti scivolano tra ramo e ramo, si insinuano nelle
spaccature dei tronchi, talvolta si rifugiano sotto le scorze, urtano contro il fogliame, poi data
la disposizione dei peli stessi sulle squame, gli urti, almeno per quanto riguarda i peli del
dorso, che sono appunto i più lunghi, non hanno di solito effetto alcuno, poiché ben diffìcil¬
mente possono venire a contatto cogli oggetti. Non si può nemmeno pensare che la relazione:
lunghezza del pelo — abitudini arboricole, sia fortuita, poiché, almeno da quanto ho potuto
constatare, è veramente una regola per gli agamidi che vivono sul terreno di avere peli brevi.
Se dunque, solo in determinate specie si ha una esaltazione del tipo di organo e se
tali specie sono arboricole, vuol dire, mi sembra logico ammetterlo, che in quelle, più che
nelle terragnole, l’organo di quel determinato tipo si dimostra adatto allo scopo.
Da quanto s’è detto non si deve peraltro supporre che inversamente il tipo di recet¬
tore a lente debba trovare una esaltazione nelle forme terragnole, che, in altre parole, tale
tipo di recettore sia più adatto per quelle forme che conducono vita terragnola. Se così fosse
noi dovremmo trovare la più grande esaltazione di tale tipo di recettore nelle forme terra¬
gnole, squisitamente adatte alla vita a diretto contatto col suolo, ad esempio in Uroma-
stix, in Lìolepis, in Moloch, in Amphibolurus. Dovremmo ad esempio trovare in questi Aga¬
midi lenticelle perfettamente delimitate di spessore minimo, magari assai numerose e, al¬
meno in proporzione alla grandezza dell’animale, fortemente sviluppate. Invece ciò non si
verifica. Conducendo l’esame in Uromastix, ci accorgiamo che proprio in queste creature de¬
stinate a vivere in stretto contatto col suolo, le lenti sono spessissimo male delimitate, come
male delimitate appaiono in Lìolepis e in Aporoscelis; anche la grandezza delle lenti stesse
non è massima nelle forme che si trattengono sul terreno, ma al contrario è massima in spe¬
cie arboricole come Gonyocephalus auritus il quale ne ha alcune ovali di 18 e 14 centesimi
di millimetro e G. dilophus il quale ne ha alcune di 36 centesimi di millimetro.
Anche per quanto riguarda il numero dei recettori non si può affatto dire che il mas¬
simo di recettori a lente si riscontri nella specie prettamente e squisitamente terragnole, ed
il numero massimo di recettori con pelo nelle specie arboricole; si ha invece, con quasi
costanza, un numero più alto di recettori nelle specie arboricole o arrampicatrici.
Data la perdita di tempo che sarebbe stata necessaria per accertare il numero totale di
recettori nei singoli individui, io non ho eseguito un conteggio globale, ma ho adottato un
altro metodo che allo scopo prefìsso porta eguale contributo. Ilo cioè tenuto conto del nu¬
mero medio di recettori per le squame delle varie parti del corpo e del numero massimo in cui
i recettori si trovano in una sola squama. Dall’esame, dunque, di vari esemplari di Agamidi ri¬
sulta in genere quanto segue : il massimo numero di recettori è posseduto dalle squame che
ricoprono la parte anteriore e laterale del capo ; le squame del capo in genere, fatta ecce¬
zione di quelle delle parti inferiori (mento, gola), posseggono ognuna un numero di re¬
cettori superiore a quello di ogni squama delle altre parti del corpo. Subito dopo vengono
le squame che rivestono superiormente e lateralmente la coda, poi le squame del dorso e
quelle delle parti antero superiori degli arti, poi le ventrali e quelle delle parti inferiori degli
arti, spesso anche quelle della coda (ma in tale parte del corpo vi sono non poche differenze),
poi la palma delle mani e la pianta dei piedi e infine la parte inferiore delle dita dei piedi
e delle mani.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
309
II massimo numero elei recettori, s"è eletto, è posseduto dalle squame della parte supe¬
riore e laterale elei muso; tra queste le più riccamente provviste sono innanzi tutto (in me¬
dia) la nasale, poi la rostrale, le labiali, in particolar modo quelle (tanto superiori quanto
inferiori) situate a metà distanza tra l’estremità del muso e la commessura della bocca, e più
spesso ancora quelle prossime all’estremità del muso. Il numero massimo assoluto sembra
peraltro essere toccato dalle labiali superiori.
Ciò premesso, vediamo quanto si verifica nei vari agamidi. In Gonyocephalus papuensìs
si hanno anche una ottantina di recettori (a lente), nelle labiali, in Gonyocephalus geelvin-
kianus si hanno sino 72 recettori nella terza labiale superiore; in Gonyocephalus dilophus
64 sulla rostrale; Gonyocephalus bruijnii ne possiede sino a 60 sulla nasale, G. auritus,
G. boydii, Lophura amboinensis, ne hanno sino a 50 sulla nasale. Recettori in numero in¬
termedio, tra una quarantina e una trentina, ne posseggono tanto specie a corpo compresso
arboricole e arrampicatrici, quanto specie a corpo più o meno depresso ; 40 ad esempio ne
possiede, sulla nasale, Amphibolorus cristatus, 30 A. muricatus sulla nasale, 34 Moloch su
squame dei lati del capo, 24 Gharasia dorsalis sulla rostrale.
Infine in numero minimo ne possiedono agamidi squisitamente terragnoli quali Uroma¬
stix e Aporoscelis. Questo ultimo, ad esempio, ne ha al massimo 4 o 5 sulle squame dei lati del
capo a Uromastix acanthinurus ne ha appena 3-4.
Estendiamo l’esame. Le specie che hanno un numero alto di recettori o sulla rostrale,
o sulla nasale, o sulle labiali, hanno anche sulle altre squame del capo recettori in grande
abbondanza di modo che si può dire con piena sicurezza, che quelle aventi su una sola
squama del capo forte numero di recettori, posseggono, rispetto alle altre, nel complesso delle
squame del capo, un numero assai maggiore di organi. La differenza non è di diecine, ma di
alcune centinaia.
Sul dorso, sia esso provvisto di una cresta, sia che ne manchi, il numero d’assieme dei
recettori è notevolissimo poiché ogni squama ne possiede da uno a quattro e talvolta anche
a cinque e, ma raramente, a di più. Ebbene questo numero complessivo è di solito, anzi si po¬
trebbe dire con quasi assoluta costanza, superiore nelle specie arboricole a corpo compresso
che in quelle terragnole a corpo depresso. Ciò avviene per un insieme di ragioni. Innanzi
tutto le specie arboricole hanno spesso più recettori per ogni squama dorsale, mentre quelle
terragnole hanno di solito uno o due recettori, e qualche volta anche ne mancano come
Uromastix e Aporoscelis, poi le specie arboricole hanno spessissimo una cresta dorsale ricca
di dentellature, le quali possono essere provviste di recettori o, se ne mancano, ne sono in¬
vece riccamente provviste le squamette che si trovano alla base delle dentellature stesse. Al¬
tra e importante ragione è la seguente.
S’è detto che nelle regioni inferiori del corpo, e in modo particolare sul ventre e sul
petto, i recettori sono molto meno abbondanti che nelle regioni superiori. Ebbene, se misu¬
riamo la superficie dorsale e dorso laterale di un agami de a corpo compresso e la superficie
stessa di un agamide a corpo depresso, aventi la precisa grandezza ed anche lo stesso peri
metro, ci accorgiamo che quello arboricolo ha una superficie molto maggiore. Facciamo un
esempio. Immaginiamo di condurre una sezione trasversale di un agamide arboricolo scelto
tra quelli aventi il corpo mediocremente compresso, misuriamo poi il perimetro di tale se¬
zione cli’è sempre sub triangolare. Avremo ad esempio, larghezza della base (corrispondente alla
larghezza del ventre) cm. 3, lunghezza dei lati, corrispondente alla altezza del tronco misu¬
rata obliquamente cm. 3. In complesso avremo 6 centimetri di perimetro dorsale, e tre cen¬
timetri di larghezza ventrale. Eseguiamo le stesse misurazioni su un agamide terragnolo
310
GIUSEPPE SCORTECCI
a corpo depresso ed avremo ad esempio: base cm. 4, corrispondente alla larghezza del ven¬
tre, lati e dorso complessivamente, cm. 5. L’aumento di superficie dorsale o dorso laterale
nelle specie a corpo compresso è quindi assai notevole.
Da quanto s’è detto appare chiaro che di due agamidi della stessa dimensione e aventi
lepidosi eguale, ma l’uno arboricolo a corpo compresso, l’altro terragnolo a corpo più o meno
depresso, il primo ha un numero di recettori dorsali assai più forte.
Si tenga presente inoltre che gli arboricoli hanno, oltre la cresta dorsale, appendici di
vario genere (quali quella di Harpesaurus all’estremità del muso), e possedendo aneli 'esse or¬
gani più o meno numerosi, portano un contributo talvolta non indifferente al numero com¬
plessivo di recettori, contributo che invece manca od è molto minore in quelle specie che vi¬
vono costantemente sul terreno e che non presentano appendici o, se le hanno, come Phry no-
soma, sono prive di recettori.
Per quanto riguarda la coda si può ripetere un simile ragionamento. Gli arboricoli
hanno la coda normalmente più lunga, di solito alta, compressa, spesso munita anche di
una cresta, quindi la superficie latero-superiore di essa, cioè quella meglio provvista di re¬
cettori, è assai più ampia di quella di un agamide terragnolo munito di appendice magari
della stessa lunghezza.
Gli arti appaiono muniti presso a poco di egual numero di recettori, tanto in forme
arboricole, quanto in forme terragnole, dico presso a poco, ma se si considera che di solito
gli arboricoli hanno arti più slanciati, quindi normalmente coperti da un maggior numero
di squame, si capisce che anche negli arti si ha negli arboricoli un numero maggiore di re¬
cettori.
Esaminiamo quanto avviene sul petto e sull’addome. Qui, forse più ancora che sul dorso,
appare chiara la differenza tra le forme aventi il corpo .depresso e terragnole, e quelle a
corpo compresso e arboricole. In Liolepis e in vari Amplili) olur us , i recettori mancano com¬
piutamente sul petto ; in Z7r ornasti® e in Aporoscelis, i recettori del petto sono decisamente
rari, mentre invece in quelle forme che hanno il corpo compresso e sono destinate ad una
vita arboricola essi non solo sono presenti in tutte le squame, ma alle volte se ne hanno
persino cinque su ciascuna ( Gonyocephalus ). In queste specie, quindi, anche sul petto si ve¬
rificano le stesse condizioni che si riscontrano nelle parti dorsali. Sull’addome il fatto si ri¬
pete. E se anche tra gli arboricoli a corpo compresso si verifica qualche volta il caso di
scarsezza di recettori nelle parti inferiori, nei terragnoli tale scarsezza è quasi costante. In
alcune parti poi mancano addirittura. Sotto la coda, ad esempio, sono assenti in Liolepis e in
alcuni uromastici, presenti ma rarissimi in tutte le altre specie dello stesso genere, in Apo¬
roscelis e in ogni altro terragnolo. Molte volte inoltre quando agamidi a corpo depresso
hanno nelle parti inferiori un certo numero di recettori, molti di essi, e specialmente quelli
della coda, hanno lente spessissima e male delimitata.
Sulle palme delle mani e le piante dei piedi, i recettori sono rari in tutti gli agamidi,
come s’è detto, peraltro si può notare che in media essi sono più spesso presenti nelle specie
aventi il corpo compresso che in quelle a corpo depresso. In queste il trovare recettori su
tali parti del corpo è cosa addirittura eccezionale. Ad esempio in Harpesaurus si hanno re¬
cettori sotto le piante dei piedi, in alcuni Pliysignathus si verifica lo stesso fatto, in vari Go¬
nyocephalus si hanno tanto sotto le piante dei piedi quanto sulle palme delle mani, e, in linea
generale, sono più facilmente presenti sulle piante dei piedi che sulle palme delle mani.
Nel lavoro pubblicato sulle memorie della Società di Scienze Naturali, scrissi (pag.
174), trattando degli agamidi del gruppo A, quelli cioè con recettori muniti di pelo: «Un
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
311
esame accuratissimo condotto su specie arboricole per eccellenza quelle di Braco e di Ca-
lotes, e su specie che si rifugiano in tane scavate nel suolo o in anfrattuosita delle rocce,
ha mostrato chiaramente che non esiste una differenza apprezzabile rispetto al numero globale
degli organi di senso e alla loro posizione sulle singole squame o alla loro distribuzione
sulle varie parti del corpo. Se mai l’unica differenza consiste nella maggiore evidenza degli
organi situati nella parte ventrale in quelle specie che notoriamente stanno con il ventre ed
il petto quasi sempre sollevati, differenza di cui è stato fatto cenno nelle pagine precedenti ».
Ciò potrebbe sembrare in netta contraddizione con quanto ho esposto precedentemente,
ma in realtà non è così. Innanzi tutto perchè tale constatazione si applica esclusivamente agli
agamidi muniti di recettori con pelo, e le specie munite di recettori con pelo sono quasi
tutte, come è stato detto, almeno tendenzialmente arboricole. Del resto, più innanzi, par¬
lando dei recettori con lente scrivevo (pag. 191): «Nelle specie che menano vita arboricola
gli organi non solo sono presenti, ma anche assai abbondanti nelle parti Inferiori » ; e poi
nelle conclusioni sempre a proposito dei recettori con lente dicevo (pag. 193) : « Non sembra
esistere una differenza molto rimarchevole tra le specie arboricole e quelle terragnole a pro¬
posito del numero complessivo di recettori ». Il che infatti può sembrare vero se non si estende
l’esame a un fortissimo numero di specie, cosa che all’epoca in cui scrissi tale frase non
avevo ancora fatto.
Quali deduzioni si possono trarre dalla constatazione pura e semplice di questi fatti lo
vedremo in seguito. Tentiamo ora di sapere se esistano altri caratteri degli agamidi che
siano in rapporto col tipo dei recettori.
Tipo dei recettori e caratteri anatomici della specie
Su ventinove generi di Agamidi che sono stati esaminati, sappiamo che 10 posseg¬
gono esclusivamente recettori a lente, cioè Amphibolurus, Aporoscelis, Chlamydosaurus , Di-
porophora, Liolepis, Lopkura, Moloch, Physignathus, Tympanocryptis, Uromastix.
Se esaminiamo i caratteri di questi generi, e tale esame io ho condotto nel lavoro
« Gli organi di senso della pelle degli Agamidi », al quale rimando, si giunge alla conclu¬
sione che essi hanno caratteri di primitività rispetto agli altri agamidi provvisti di recettori
con pelo. Viene logico allora chiedersi : — Esiste un legame tra caratteri di primitività
della specie e . tipo a lente dei recettori ? Evidentemente un rapporto tra il tipo a lente del
recettore e caratteri arcaici deve esistere poiché non si può ammettere che proprio tutti gli
agamidi i quali sono provvisti di recettori con lente presentino legami tra di loro e presentino
anche caratteri di primitività rispetto agli altri, per una fortuita coincidenza.
Considerazioni sui fattori che hanno influenza sul tipo di recettore
Da quanto è stato scritto sin qui appare dunque evidente quanto segue.
Sul tipo dei recettori hanno influenza tre fattori :
caratteri della specie che li possiede,
distribuzione geografica,
modo di vita.
Non sarà inutile a questo punto tentare di vedere quale sia l’importanza di questi
tre fattori nella determinazione dell’uno piuttosto che dell’altro tipo.
312
GIUSEPPE SCORTECCI
Fig. 65
Le parti in nero sono quelle in cui si riscontra il massimo addensamento di generi di Agamidi od in cui si ha il più forte miscuglio di specie aventi recettori
a lente e con pelo, e anche individui che presentano ambedue i tipi di recettore, e tipi di forma intermedia.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
313
S’è detto che tutti quegli agamidi i quali posseggono caratteri di primitività hanno re¬
cettori con lente. Si potrebbe perciò pensare che le relazioni : tipo dei recettori - — - distribu¬
zione geografica, e tipo dei recettori — mòdo di vita, fossero apparenti e che effettivamente
nella determinazione del tipo di recettore avesse importanza soltanto il primo fattore.
Questa supposizione potrebbe anche essere avvalorata dal fatto di trovare forme a ca¬
ratteri arcaici nelle diverse parti della zona di distribuzione geografica, aventi modo di vita
del tutto diverso, ma presentanti recettori di un medesimo tipo a lente. Esempio Uromastice
e Clamidosauro. Ma tale supposizione non solo non regge alla critica ma può anche apparire
addirittura errata.
Prendiamo in considerazione il genere Gonyocèphalus. Esso non presenta quei caratteri
di primitività che si riscontrano negli agamidi prettamente australiani e non ha con essi
nemmeno quel legame costituito dalla presenza di pori femorali e preanali, i quali si tro¬
vano in genere in quelli che sono muniti di recettori a lente, quali Liolepis, TJromastix e
Lophura, eppure anch’esso possiede specie le quali sono munite esclusivamente di recettori a
lente, e al contrario ne possiede altre che sono munite di recettori con pelo. Delle specie
esaminate s’è visto che possiedono recettori con lente, papuensis, auriius, geelvinkianus,
bru finii, modeètus, sophiae, godeffroyi, sjpìnipes, boydii, e con pelo le specie chamaleonthinm,
subcristatus, grandis, megalepis. Questa ultima inoltre possiede anche recettori "a lente.
È molto difficile ammettere che le specie appartenenti ai due gruppi abbiano caratteri
diversi, profondamente diversi nella struttura anatomica da far ritenere le ime primitive, le
altre evolute. Colpisce piuttosto il fatto di riscontrare con assoluta costanza in quelle del
continente australiano, della Nuova Guinea e della sottoregione Polinesiaca recettori con lente
e in quelle del continente asiatico ecc, recettori con pelo, fatto questo che appare innega¬
bilmente legato in qualche modo alla distribuzione geografica. Daltronde la supposizione
che i soli caratteri arcaici o meno possano influire sul tipo di recettori, cade pensando che
in certi agamidi come Xenagama si trovino gli uni e gli altri recettori. Xenagama, come
noto, fu attribuita a TJromastix, ad Apóroscelis ad Agama, e infine a un genere diverso
Xenagama intimamente connesso con Agama. Essa, e lo dimostrano queste incertezze nella
attribuzione generica, ha caratteri di somiglianza con tutti e tre questi generi e particolar¬
mente con Agama, ma non bisogna dimenticare che si trova non in una zona zoogeografica
di scarso interesse, ma proprio in una del più alto interesse, dove in poche migliaia di chi¬
lometri quadri si trovano addensati più generi di Agamidi che in tutto il restante conti¬
nente nero. Ed anche le altre specie che possiedono recettori dei due tipi, Aphaniotis aeuti-
rostris e Gonyocèphalus megalepis, si trovano in zone geograficamente interessantissime, e
proprio dove, nella regione orientale, si trovano addensate la maggior parte dei generi di
agamidi (Fig. 65).
I caratteri arcaici o meno della specie hanno dunque importanza grandissima, che può
apparire forse maggiore di quella degli altri due fattori, ma non sono i Soli a determi¬
nare la presenza del tipo recettore. Proviamo a vedere se alla analisi dei fatti quanto s’è
detto corrisponde alla realtà.
Torniamo a questo scopo a esaminare gli agamidi che vivono nel continente austra¬
liano. Abbiamo veduto che tutti presentano rispetto agli agamidi del continente asiatico, ec¬
cezione fatta di pochi in cui s’è già detto il nome, caratteri arcaici e di ciò abbiamo dato
la dimostrazione, nè daltronde questo fatto può apparire strano se si pensa che in moltis¬
simi altri gruppi di animali, mammiferi, uccelli, pesci, si trovano proprio in Australia nu¬
merosissimi elementi a caratteri arcaici (Monotremi, Marsupiali, Emù, Casuari, ecc.). C'è
314
GIUSEPPE SCORTECCI
peraltro ila chiedersi: — Tutti gli agamidi del continente australiano hanno, diciamo così,
caratteri egualmente arcaici?
To penso che a tale domanda si possa, anzi si debba, rispondere con una negazione.
Ed allora se gli agamidi del nuovissimo continente non sono livellati da una eguale
arcaicità, non appare strano che nessuno arboricolo australiano, dato che è dimostrata resi¬
stenza di un legame tra vita arborieola e recettore con pelo, abbia potuto evolvere i recet¬
tori stessi, non dico sino a portarli a quel tipo che possiamo ritenere più squisitamente
adatto, ma un tipo ad esso vicino?
Così come tra i marsupiali del continente australiano c’è una notevolissima serie di
forme aventi modo di vita più diverso, le une destinate a trattenersi in zone quasi deser¬
tiche, altre arboricole, altre destinate a scavare, altre munite di un patagio e capaci di com¬
piere voli piani eee., così tra gli agamidi, in scala ridotta, data la minore estensione del
gruppo, c’è tutta una serie di differenziazioni: agamidi che vivono in territori desertici,
agamidi arborieoli, agamidi capaci di sollevarsi sulle zampe posteriori e correre rapi¬
damente su di esse ( Chiami/ do saurus ), ma il tipo di recettore rimane eguale. L’unica diffe¬
renza che si nota tra le varie forme è un maggior numero di recettori nelle specie a corpo
compresso e arrampicatrici rispetto a quelle che si trattengono costantemente sul terreno,
aumento che a mio modo di vedere deve essere interpretato come l’unico risultato rag¬
giunto nel cammino evolutivo da questi organi di senso.
Ebbene se tutte senza eccezione le specie del continente australiano, pur avendo modo
di vita diverso, e possedendo caratteri non egualmente arcaici hanno mantenuto il solo tipo
di recettori a lente, e questi recettori in numero maggiore nelle specie arboricole che in quelle
terragnole, non è certamente fuor di proposito pensare che non solo l’arcaicità dei carat¬
teri abbia avuto un peso importante sulla determinazione del tipo di organo, ma anche un
altro fattore, quello ecologico, lo stesso o gli stessi fattori ecologici i quali hanno permesso
nel continente australiano e nel nuovo mondo la continuazione dell’esistenza dei marsupiali
nel periodo attuale, marsupiali che invece sono da lunghissimo tempo scomparsi da altre par¬
ti del globo. . :
Che daltronde il fattore ecologico abbia importanza somma nella evoluzione del tipo di
recettore possiamo accertarcene, tornando a considerare Gonyocephalus, che quasi definirei
genere chiave.
Noi sappiamo la sua distribuzione geografica, sappiamo quali sono le specie che possie¬
dono recettore con pelo e recettore a lente, ed abbiamo detto che esso deve essere ritenuto
un genere il quale non è da considerarsi australiano nel senso pieno della parola, ma piuttosto
delle sotto regioni Austro-malese, Indo-male e Polinesiana e probabilmente d’origine austra¬
liana. Infatti se è vero che specie si trovano nel continente australiana, esse sono limitate alla
zona nord del Queensland, mentre la maggior parte sono diffuse nelle tre sotto regioni nominate
così infatti dorine, liogaster, myotympanum , megalepis, borneensis ; grandis, chamaeleothinus,
sumatrcmus, tuberculatus , sono diffusi nelle isole delle Indie orientali; grandis inoltre si spinge
nella Birmania e nella Malacca ; bellii trovasi nel Bengala ; subcristatus e burnii nelle Anda-
mane e Nicobare; sopìdae, semperi, interruptus nelle Filippine; auritus , dilopbus, modestus ,
geelvinkianus, bruyinii, binotatus, papuensis nella Nuova Guinea; spinipes e boydii nel l’Au¬
stralia (Queensland) e godeffroyi si estende nella Nuova Irlanda, Nuova Britannia, Isole saio-
mone, Isole Figi, e nord Queensland. 1
Tutte queste specie sono più o meno arboricole, ma vediamo che in quelle le quali sono
proprie della regione australiana, i recettori si mantengono del tipo arcaico, in quelle invece
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
315
che sono diffuse esclusivamente nella sotto regione zoogeografica indo-malese, la grande mag¬
gioranza hanno i recettori con pelo, ed una con pelo e a lente nel medesimo individuo.
S’è detto avanti che un fattore ecologico deve aver determinato il mantenimento di ca¬
ratteri arcaici nelle forme australiane, di conseguenza se è il fattore ecologico a determinare
il mantenimento, a questo fattore, più che alla arcaicità della specie, in questo caso, si do¬
vrebbe attribuire il potere di determinare il tipo di recettore. Il che apparirebbe in contrasto
con quanto è stato detto innanzi. Cioè che l’arcaicità dei caratteri avrebbe importanza pri¬
ma. Effettivamente non si tratta di contraddizione: i tre fattori sono talmente concatenati
l’uno coll’altro che non è possibile riuscire sempre a capire dove cessi l’azione dell’uno per
intervenire l’azione dell’altro.
Se noi prendessimo in considerazione il continente australiano, la Nuova Guinea, la Nuo¬
va Irlanda, la Nuova Britannia, e tutta la Polinesia, considerando che il fattore ecologico ha
determinato il mantenimento di caratteri arcaici, si potrebbe giungere alla conclusione che
il fattore medesimo ha importanza prima, superiore a quella degli altri due. Ma se ricordiamo
che esistono specie a caratteri arcaici quale ad esempio Liolepis, il quale, vivendo in regioni
dove esistono in grande preponderanza specie che nulla hanno di arcaico e che posseggono
recettori con pelo del tipo più perfetto, non può dirsi soggetto a condizioni ecologiche le quali
costringano al mantenimento di caratteri arcaici, dobbiamo per forza ritenere che in questo
caso il fattore che più ha importanza è l’arcaicità dei caratteri.
Una constatazione simile si può fare con Physignathus. Questo genere diffuso in Au¬
stralia e Papuasia nonché nel Siam e nella Cocincina sembra, almeno da quanto risulta dal¬
l’esame delle specie prese sinora in considerazione, possedere esclusivamente recettori a lente.
Sembra insomma mantenere anche nel tipo di recettori i caratteri arcaici, nonostante che
nella sua zona di diffusione nella regione orientale non sussistano più quelle cause ecolo¬
giche che costringono il permanere di recettori a caratteri arcaici. In tal caso, dunque, il
fattore arcaicità dei caratteri avrebbe influenza decisamente maggiore del fattore ecologico.
Non bisogna dimenticare nemmeno (è già stato accennato) che esistono forme a carat¬
teri non arcaici e a corpo depresso le quali sono munite di recettori con pelo; più importanti
tra queste forme quelle del genere Pkrynocephalus, del genere Citar asta ed anche di Xena-
gama, forme le quali, ci è perfettamente noto, che non conducono vita arboricola e che non
hanno nemmeno come quelle del genere Agama una tendenza spiccatissima all’arram-
pieamento.
Si tratta di un numero assai piccolo di eccezioni le quali, anche se dovessero sempli¬
cemente essere sempre considerate tali, e non potessero essere spiegate, non infirmerebbero
la regola generale. Ma una spiegazione, e mi sembra assai convincente, si può dare alla asso¬
ciazione di caratteri, diciamo così anomali (quale forma del corpo depresso — - vita terra¬
gnola — recettori con pelo) rivedendo e esaminando tutto il problema dei recettori al lume
delle considerazioni sin qui fatte.
Abbiamo veduto che sul tipo di recettore esercitano influenza tre fattori :
Caratteri della specie.
Distribuzione geografica.
Modo di vita.
' Ciascuno di questi tre fattori può agire sia per favorire il mantenimento del tipo di
recettore arcaico, sia per favorire l’evoluzione del recettore. Precisamente si può dire:
316
GIUSEPPE SCORTECCI
1 — I caratteri arcaici della specie favoriscono il mantenimento del recettore del tipo a
lente, o almeno non facilitano la sua evoluzione.
2 -f- I caratteri non arcaici della specie favoriscono la evoluzione del recettore, o almeno
non ne ostacolano l’evoluzione.
3 — La distribuzione geografica nella regione australiana favorisce il mantenimento dei re¬
cettori a lente o almeno non ne facilita l’evoluzione.
4 + La distribuzione geografica non australiana favorisce lo sviluppo del recettore, o almeno
non ne ostacola l’evoluzione.
5 — Il modo di vita terragnolo favorisce il mantenimento del recettore con lente, o almeno
non ne favorisce l’evoluzione.
6 + 11 modo di vita arboricolo favorisce o almeno non ostacola l’evoluzione del recettore.
Ciò premesso uniamo un fattore del primo gruppo con un fattore degli altri due
gruppi. Le combinazioni possibili sono otto, che indico qui sotto, contrassegnando i fattori
che impediscono o comunque non favoriscono l’evoluzione del recettore con il segno meno e
i fattori che favoriscono o non ostacolano lo sviluppo col segno più.
Di queste combinazioni, come ovvio, quattro sono dominate da fattori negativi e precisa-
mente la prima, la seconda, la terza e la quinta, e quattro, tutte le altre cioè, da fattori
positivi.
Esaminiamo ciascuna delle combinazioni per vedere se si riscontrano effettivamente in
natura.
Nella prima si ha unione di caratteri arcaici, distribuzione geografica australiana, mo¬
do di vita terragnolo.
Effettivamente tali combinazioni si riscontrano in natura; quali esempi possono essere
presi Diporophora, Amphibolurus eco. Essendo tutti i fattori negativi teoricamente risulta
che devono essere recettori a lente. Ed infatti l’osservazione dimostra che esistono solo re¬
cettori di questo tipo.
Nella seconda combinazione si ha l’unione di due caratteri negativi, cioè caratteri ar¬
caici, distribuzione geografica australiana, e un fattore positivo, modo di vita arboricolo. Pre¬
dominano peraltro i fattori negativi e teoricamente si dovrebbero avere recettori a lente. Ed
infatti se esaminiamo, Gonyoceplialus australiani e Chlamydosaurus , vediamo che si hanno
sempre recettori a lente.
Nella terza combinazione si hanno due fattori negativi cioè caratteri arcaici e modo di
vita terragnolo, ed un fattore positivo : distribuzione geografica non australiana. Si ha anche
in tal caso una preponderanza dell’elemento negativo e teoricamente i recettori dovrebbero
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
317
essere a lente. In natura si ha piena corrispondenza; infatti Liolepis e XJromastix, che pos¬
sono essere presi come esempio, hanno recettori di tale tipo.
Nella quarta combinazione si hanno due fattori positivi, cioè distribuzione geografica
non australiana e modo di vita arboricolo e uno negativo caratteri arcaici. Di tale combina¬
zione si ha esempio che dimostra il contrario; specie di Physignathus a corpo compresso,
probabilmente capaci di arrampicamento, e a caratteri arcaici, le quali fuori della regione
zoogeografica australiana, hanno recettori a lente.
La combinazione quinta ha due elementi negativi, cioè distribuzione geografica austra¬
liana e modo di vita terragnolo, più un elemento positivo, cioè caratteri non arcaici. Di essa,
allo stato delle attuali conoscenze, non si hanno esempi poiché tutti gli agamidi esclusivi
della regione australiana possono dirsi arcaici.
La sesta combinazione comprende due elementi positivi, caratteri non arcaici e modo di
vita arboricolo più un fattore negativo, cioè distribuzione geografica australiana. Di que¬
sta combinazione che comporterebbe recettori con pelo si hanno, in vari ijonyocephalus , esem¬
pi in contrario.
La settima combinazione comprende anch’essa due fattori positivi, cioè caratteri non
arcaici, distribuzione geografica non australiana ed uno negativo, modo di vita terragnolo.
Teoricamente, poiché prevalgono gli elementi positivi, si dovrebbero avere recettori di tipo evo¬
luto, ed infatti Phynocephalus , Charasia , Xenagama, che possono essere portati come esem¬
pio della combinazione in parola, hanno recettori con pelo.. Solo eccezionalmente ( Xenagama )
si ha recettori con lente. Si vede dunque che anche alla presenza di recettori con pelo in que¬
ste forme si può dare una spiegazione che è, o almeno sembra, convincentissima.
La ottava ed ultima combinazione comprende tutti elementi positivi, cioè caratteri non
arcaici, distribuzione geografica non australiana modo di vita arboricolo, quindi i recettori
dovrebbero sempre essere con pelo. Ed infatti non si ha un solo esempio in contrario.
Esaminando le varie combinazioni, si è detto che di una non si hanno esempi in natura,
e di due si hanno esempi in contrario. Riprendiamole in considerazione :
( + ) Combinazione A 1 — 4 + 6 +
( — ) » B 2 + 3 — 5 —
( + ) » C 2 + 3 — 6 +
e paragoniamole con quelle delle quali si hanno in natura chiari esempi:
Da questo paragone si osserva che, dove esiste il fattore 1 (nelle combinazioni esem¬
plificate in natura) si ha sempre predominanza dell’elemento negativo (Combinazioni D, E, F);
che non si hanno combinazioni esemplificate in natura dove entri il fattore 3 e in cui vi sia
predominanza di elementi positivi (Combinazioni D, E). Si nota che delle quattro combina¬
zioni in cui entra il fattore 3 (Combinazioni B, C, D, E) una non trova esempi in natura
(Combinazione B), un’altra ha esempi in contrario (Combinazione C); infine che una sola delle
combinazioni in cui entra il fattore I ha esempi in contrario (Combinazione A).
318
GIUSEPPE SCORTECCI
Distribuzione geografica degli Agamidi e degli Iguanidi. In grigio l’area di diffusione della famiglia Agamidi. La zona contraddistinta con linee oblique è quella
in cui sono diffusi gli Iguanidi. Nel cerchio la zona in cui le due famiglie vengono a contatto.
I RECETTORI DEGLI AGAMI DI
319
Facciamo ora alcune considerazioni.
Se nelle combinazioni in cui entrano i numeri 4, 5, 6 si ha ora predominante l’elemento
negativo ora quello positivo, e si hanno, sia con tali elementi in favore sia in contrario, forme
di recettori con pelo e a lente, e se nelle combinazioni in cui entrano i numeri 1 e 3 (in quelle
esemplificate) si ha costante predominanza di elementi negativi cui corrispondono effettiva¬
mente forme con recettori a lente, e si hanno anche due combinazioni con esempi in contra¬
rio, si può supporre con molto fondamento di verità che il fattore I abbia da solo la capacità
di annullare l’influenza degli altri due. Che i caratteri arcaici, cioè, bastino da soli, anche se
tutte le altre influenze favoriscono o non ostacolano le evoluzioni del recettore, a mantenere
il tipo a lente.
Si può supporre egualmente che la distribuzione geografica australiana escluda la pos¬
sibilità di recettori con pelo, anche se il modo di vita e la qualità dei caratteri non ostacola¬
no la evoluzione o magari se addirittura la favoriscono.
La mancanza di esempi alla combinazione tre non può destare meraviglia poiché nes¬
sun agamide australiano esaminato, e forse esistente, può dirsi a caratteri non arcaici; dal-
tronde se esistesse, l’influenza del fattore geografico negativo e del modo di vita terragnolo,
anch'esso negativo, sommandosi, consentirebbero solo la presenza di recettori a lente.
Concludendo si può dire che dei tre fattori due sono più importanti e che la presenza
anche di uno solo di essi di tipo contrario può annullare l’influenza di anche due fattori di
tipo favorevole. Quale dei due abbia maggiore importanza non è possibile dire. 11 terzo fat¬
tore, invece, cioè il modo di vita, sia in senso positivo sia negativo, ha importanza relativa
e serve solo a rafforzare l’influenza degli altri, non a ostacolarla o almeno a non ostacolarla
fortemente.
Paraltelo tra Agamidi e Iguanidi in base ai recettori
Presentando i componenti la famiglia degli Iguanidi, un marcato parallellismo con quelli
della famiglia Agamidi, ho creduto non privo di interesse condurre un esame su di essi, allo
scoj)o di vedere se anche nel caso dei recettori esistevano tra i rappresentanti delle due fami¬
glie, caratteri di somiglianza, ed anche per trovare, eventualmente, negli Iguanidi una confer¬
ma dei fatti notati negli Agamidi. Di questo esame io ho dato in parte notizia in un lavoro:
«Recettori degli Iguanidi e di altri sauri». Completo (ini la relazione delle osservazioni fat¬
te, avvertendo che, data la relativa scarsezza di materiale a disposizione, e dato lo stato di con¬
servazione del materiale stesso, io non ho potuto, nella famiglia degli Iguanidi, condurre
l’osservazione tanto a fondo quanto per quella degli Agamidi; quindi il paragone deve essere
considerato solo come un tentativo.
Ricorderò che sui recettori della famiglia degli Iguanidi erano state seguite solo os¬
servazioni sommarie da parte dello Schmidt, il quale aveva limitato l’esame ai generi Phry-
nosoma (colla specie cornutum), Sceloporus, Basiliscus, Liolaemus, Hoplurus (colla specie
sébae ), Chalarodon e Anolis, e che tale esame aveva condotto unicamente alla costatazione
che recettori con pelo erano presenti solo in Hoplurus , Chalarodon e Anolis. Nulla era stato
osservato sui recettori del tipo a lente. I generi dunque che, della famiglia degli Iguanidi,
ho jjreso in esame sono stati i seguenti :
1. Amblyrhynchus.
2. Anolis.
3. Basiliscus.
4. Brachylophus.
5. Chalarodon.
6. Chamaeleolis.
14
320
GIUSEPPE SCORTECCI
Fig. 67
Enyalicides laticeps, squama nucale.
Fig. 68
Amblyrhynchus cristatus, placca del muso. Le lenti
hanno un diametro variante da 18 a 30 centesimi di
millimetro.
Fig. 69
Fig. 70
Sceloporus torquatus, estremità distale di una squama
caudale.
Recettore di una squama caudale su¬
periore di Anolis punctatus.
Fig. 71
Fig. 72
Ctenosaura acanthura, squama caudale
superiore.
Squama caudale superiore di Anolis
punctatus.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
321
Come noto, i. generi di Iguanidi superano la cinquantina, sicché complessivamente ho
esaminato più della metà di quelli conosciuti. Di questi generi alcuni sono tipicamente arbo-
ricoli, quali Iguana, Anolis, Chamaeleolis , Liocéphalus , XiphocercJius, Norops ; altri sono ti¬
pici abitatori del terreno, quali Phrynosoma, Hoolbrokia, Metopoceros, altri vivono in am¬
biente liquido o almeno si trattengono in esso di frequente, quali Amblyrhynclius. Tra questi
generi sono rappresentate forme che si trovano al limite estremo nord dell’area di diffusione
della famiglia; forme che si spingono sino all’estremo sud (Liolaemus) ; forme che vivono in
punti distaccati e lontanissimi dalla parte maggiore dell’aera di diffusione, cioè nelle isole
Figi e dell’Amicizia, ( Brachylophus ), nonché nel Madagascar (Chalarodon, Hoplurus). Tren-
tatre generi su oltre cinquanta, e una sessantina di specie sn alcune centinaia sono eviden¬
temente assai pochi per trarre conclusioni, pur tuttavia bastanti per tentare un confronto
cogli Agamidi.
Primo parallelismo che si riscontra è la presenza dei due tipi di recettori, a lente e
muniti di peso (vedi Figg. da 67 a 79). Gli uni e gli altri rispetto a quelli degli Agamidi pre¬
sentano alcune diversità.
Innanzi tutto i recettori in genere appaiono meno riparati e difesi che negli Agamidi,
inoltre sono disposti non sempre sotto l’estremità posteriore delle squame o alla sommità,
ma proprio sul bordo e non sul posteriore solo, ma spesso anche su quelli laterali (Figg. 70,
71, 72, 73, 74). I recettori inoltre hanno tendenza a portarsi nella parte prossimale delle
squame, fatto questo che si riscontra solo rarissimamente negli Agamidi, ed è più spiccato in
mia specie del genere Gonyocephalus (G. modestus), genere il quale, si noti, è il solo tra
tutti gli agamidi il quale penetri nell’area di diffusione della famiglia Iguanidi (Fig. 30).
Differenze esistono anche nell'aspetto del pelo che non appare sempre rigido come quello
degli Agamidi, • ma curvo, ritorto, e di una grandissima sottigliezza (Fig. 70, 72). Inoltre si
notano diversità nelle dimensioni medie dei ricettori; negli Iguanidi gli organi con pelo
hanno in media una dimensione inferiore a quella degli Agamidi, mentre in quelli a lente si
verifica il contrario; in vari casi la lente raggiunge i trenta centesimi di millimetro e
con grandissima frequenza supera i 10 centesimi di millimetro.
Nonostante queste e altre diversità, di cui ho trattato nella nota preliminare già ricor¬
data, la duplicità di recettori in ambedue le famiglie è dunque un fatto positivo.
Un secondo parallelismo si riscontra nella disposizione, almeno in linea generale, dei
322
GIUSEPPE SCORTECCI
Fig. 73
Brachylophus fasciatus, squama delle
parti laterali della coda.
-V
Fig. 75
Hoplurus cyclurus, squama caudale superiore.
Fig. 74
Brachylophus fasciatus, squama delle parti 'laterali
della coda.
Fig. 76
Phrynosoma orbiculare, squama cau¬
dale superiore.
W,
Fig. 77
Phrynosoma orbiculare, squama della
parte superiore del capo.
I RECETTORI BEGLI AGAMIDI
323
recettori stessi. Essi si trovano in maggior numero che altrove, nella regione del capo e in
modo particolarissimo nella parte superiore e anteriore di esso.
Un terzo parallelismo riguarda la distribuzione geografica. Come negli Agamidi, anche
negli Iguanidi i limiti estremi dell’area di diffusione della famiglia non sono raggiunti da
specie aventi l’uno e l’altro tipo di recettore, ma esclusivamente da specie aventi nn tipo di
recettore solo. Come noto, nel continente americano gli Iguanidi raggiungono approssimati¬
vamente, nella parte occidentale, il confine con il Canada, cioè si spingono sino al parallelo
di Vancouver (il 49° presso a poco), mentre nella parte orientale giungono solo in vicinanza
di Nuova York, cioè non toccano il 41° parallelo; occupano invece tutto il continente me¬
ridionale (Fig. 80). Ebbene, dal 49° parallelo bisogna giungere sino all’altezza della parte me¬
ridionale della Carolina del nord (35-36° parallelo cioè) per trovare zone in cui si ha miscu-
Fig. 78
;
-
Fig. 79
Uranisccdon plica, squama delle parti
latero-superiori della coda.
Hoplocercus spinosus, squama caudale
superiore.
glio di forme con recettori dei due tipi. Dalla zona di diffusione di S celoporus bisogna por¬
tarsi infatti al margine estremo di diffusione nord del genere Anolis il quale, come ho accen¬
nato, ha recettori con pelo.
Nel continente sud il fatto si ripete, e dallo stretto di Magellano bisogna risalire verso
il nord sin quasi al tropico del Capricorno per raggiungere l’area di diffusione in cui, a forme
munite di recettori a lente, si uniscono forme munite di recettori con pelo, cioè l'area di
distribuzione del genere Anolis. L’estremo limite orientale dell’area di diffusione della fami¬
glia, cioè l’isola di Madagascar, è popolato da rappresentanti i due generi di Iguanidi, Cha-
larodon e Iloplurus, i quali hanno sempre recettori con pelo (Fig. 75).
L’estremo limite nella zona del Pacifico, ovverosia le Isole Figi e dell’Amicizia, è popo¬
lato da forme del genere Brach ylophus (Figg. 73, 74), forme che sono provviste di recettori a
lente.
Come negli Agamidi, insomma, almeno allo stato delle attuali conoscenze, 1 area in cui
si ha miscuglio di specie aventi i due tipi di recettori è situata al centro della zona di diffu¬
sione della famiglia.
324
GIUSEPPE SCORTECCI
Altro parallelismo si può trovare osserando quanto si verifica nella sotto regione delle
Antille e paragonandolo con quanto si verifica nella sotto regione Indo-malese.
Nelle isole delle Indie occidentali troviamo numerose specie di Iguanidi le quali spet¬
tano innanzi tutto ai generi Anolis (una settantina), poi a Chamaeleolis , Xipliocerchus, No-
rops, infine a Tropidodactylus, Leiocephalus, Metopoceros, Iguana. Di questi generi' sappia¬
mo che i primi quattro, i quali tra la erpeto fauna delle Indie occidentali sono i più noti e
diffusi, hanno recettori mu¬
niti di pelo, mentre gli altri
(salvo Tropidodactylus di
cui nulla posso dire) sono
muniti di recettori a lente.
In questa zona zoogeografica,
insomma, si ha un forte mi¬
scuglio di forme aventi i due
tipi di recettore, così come
si ha forte miscuglio di for¬
me munite dei due tipi di
recettore nella sotto regione
Indo-malese; qui infatti si
trovano Lophura, Physigna-
thus, Gonyoceplialus, Braco .
Calotes , Harpesaurus, Apha-
niotis, ecc. gli uni con recet¬
tori a lente, gli altri con re¬
cettori con pelo.
Indie occidentali e sot¬
to regione Indo-malese sono,
insomma, quelle ove si ha il
miscuglio più complesso di
forme recanti i due tipi di
recettore.
Altro parallelismo no¬
tiamo facendo le seguenti
osservazioni. Il genere che
ha maggior numero di spe¬
cie tra gli Iguanidi e più
ampia distribuzione geogra¬
fica è Anolis; il genere che
ha maggior numero di spe¬
cie e più ampia distribuzio¬
ne geografica tra gli Aga-
midi è Agama ed ambedue
hanno recettori con pelo.
Altro parallelismo è il seguente. Così come l’area di diffusione sud della famiglia degli
Agamidi è dominata dal recettore di tipo a lente (Australia, Tasmania) così la zona sud
dell’area di diffusione degli Iguanidi è dominata da recettori del medesimo tipo (America
meridionale sino allo Stretto di Magellano). (Fig. SO).
Fig. 80
Distribuzione geografica degli Iguanidi in America1. In grigio: le zone
in cui si trovano solo specie aventi recettori a lente; in nero: la zona
in cui si ha miscuglio di specie aventi i due tipi di recettore.
I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
325
Nulla posso dire sulla esistenza o meno di relazioni tra modo di vita, arcaicità dei ca¬
ratteri, ecc., e tipo di recettori nella famiglia degli Iguanidi, peraltro si può sostenere fino
da ora che esistono rapporti degni della massima attenzione tra tipo di recettori e deter¬
minati caratteri anche in tali sauri. Prova lampante si ha pensando ai generi Cham a eleoliti,
Norops, Xiphocerchus, Anolis. Tutti questi generi che, almeno allo stato delle attuali cono¬
scenze, sono i soli del continente Americano che posseggano recettori con pelo, sono legati
da un altro carattere che non si riscontra in alcun altro rappresentant della famiglia; tutti
cioè hanno nella parte inferiore delle dita lamelle adesive che ricordano quelle dei Geconidi.
Altra relazione alla quale accenno semplicemente, ma che merita di essere studiata a
fondo, consiste nella assenza di pori femorali in tutte le specie provviste di recettori con
pelo, assenza che si riscontra anche presso tutte le forme munite di recettori dello stesso tipo
negli agamidi. Peraltro, (e appunto per tale ragione ho detto che questa relazione deve es¬
sere attentamente studiata) non solo tutti gli Iguanidi con recettore con pelo mancano di
pori femorali, ma anche numerosi altri i quali hanno recettori con lente. La relazione in¬
somma non esiste in senso contrario, non si può dire cioè che assenza di pori femorali è sem¬
pre accompagnata da recettori con pelo, mentre presenza di pori femorali, almeno allo stalo
delle attuali conoscenze, non può essere accompagnata altro che da recettori a lente.
Come ho detto innanzi, nulla di preciso si può dire circa resistenza di una relazione
tra arcaicità dei caratteri e presenza di recettori a lente, anzi sembrano esistere delle discor¬
danze; per esempio molti Iguanidi nord-americani vengono considerati primitivi rispetto a
quelli sud-americani, e tutti i primi e i secondi (salvo quelli appartenenti ai generi già nomi¬
nati e sempre allo stato delle attuali conoscenze) sono muniti di recettori con lente. Pur
tuttavia si deve tener presente quanto segue. Il Camp nella sua Classificazione dei Lacer¬
ali 1), dopo aver minutamente esaminati i caratteri anatomici di una massa imponente di
rappresentanti d'ogni famiglia giunge a questa conclusione.
Alcuni caratteri degli Agamidi sono più primitivi di quelli degli Iguanidi, ma la denti¬
zione (gli Iguanidi sono pleurodonti invece che acrodonti come gli Agamidi) e la frequente
assenza e riduzione di parti dello scheletro e della muscolatura, li pongono ad un livello più
alto di quello degli Iguanidi.
Gli Iguanidi dunque, in linea generale, dovrebbero essere considerati più primitivi degli
Agamidi, ed allora la presenza nella maggior parte di essi (maggior parte poiché se anche
la quasi totalità dei generi che io non ho esaminato possedesse recettori con pelo, il numero
maggiore di Iguanidi avrebbe recettori a lente) di recettori a tipo arcaico apparirebbe
logica e costituirebbe un nuovo parallelismo con la famiglia degli Agamidi nonché una ri¬
prova lampante di (pianto è stato detto a tale riguardo nelle pagine precedenti.
CONCLUSIONI
Dalle osservazioni sin'ora fatte sugli Agamidi risulta in succinto quanto segue:
1) I recettori sono presenti in qualunque agamide.
2) Ogni parte del corpo degli Agamidi può essere provvista di recettori.
3) I recettori appaiono variabili come tipo, dimensione, numero, disposizione sulle squame
e sulle varie parti del corpo. (*)
(*) L. Camp.: ClassificatiQn of thè Lizards. - Bull, of thè American Museum of Nat. Ilist.,
New York, voi. XVLIII, 1923, pag. 2S4-43G.
326
GIUSEPPE SCORTECCI - I RECETTORI DEGLI AGAMIDI
4) Le dimensioni delle lenticelle o dei globetti sono legate alle dimensioni del corpo del-
l'agamide il quale li possiede.
5) La lunghezza del pelo è legata ai caratteri della specie, alla dimensione del corpo ed al
modo di vita dell’agamide.
6) La disposizione dei recettori sulle squame e sulle parti del corpo è legata ai caratteri
della specie.
7) Le variazioni riguardanti i recettori nell’ambito della specie, e tenuto conto di quanto
è detto sopra, sono tanto più forti quanto più forti sono le variazioni degli altri carat¬
teri specifici.
8) I tipi di recettori sono sostanzialmente due : uno che si presenta all’esterno come una
lenticella più o meno convessa ; l’altro come una lenticella più o meno convessa, una
mezza sfera, o addirittura un globetto, sormontato sempre da un pelo di varia lun¬
ghezza e diametro. Tra i due tipi di recettore esistono forme di passaggio le quali fanno
ritenere che tanto il recettore a lente quanto il recettore con pelo siano soltanto forme
diverse di un medesimo o di un simile organo di senso. Forma arcaica sarebbe quella
a lente, forma evoluta e derivata dalla precedente quella con pelo.
9) Su un solo individuo possono essere presenti soltanto recettori a lente, oppure solo recet¬
tori con pelo, oppure possono essere presenti in grandissima maggioranza recettori con
pelo e in piccolissima quantità recettori a lente; od ancora recettori con pelo di tipo evo¬
luto e recettori che per alcuni caratteri si avvicinano a quelli a lente.
Non si riscontrano mai casi in cui la maggioranza dei recettori è con lente e la
minoranza con pelo.
10) sulla presenza dell’uno o dell’altro tipo di recettore hanno influenza tre principali fattori .
Caratteri della specie.
Distribuzione geografica.
Modo di vita.
11) In ciascuno di questi fattori si distingue una parte tendente a mantenere il tipo di re¬
cettore arcaico, od almeno a non favorirne la evoluzione, ed un’altra che favorisce la
evoluzione od almeno non la ostacola. In ciascun fattore, insomma, si distingue una
parte negativa ed una positiva.
Parte negativa è costituita da :
caratteri arcaici della specie,
distribuzione nella zona zoogeografica australiana,
modo di vita terragnolo.
Parte positiva è costituita da :
caratteri non arcaici della specie,
distribuzione geografica fuori della regione zoogeografica australiana,
modo di vita arboricolo.
12) I fattori che hanno azione più forte sono i caratteri arcaici e la distribuzione geografica
australiana, che da soli possono colla loro influenza negativa determinare il manteni¬
mento del recettore di tipo arcaico anche se gli altri due fattori agiscono in senso
positivo.
14) Tra Agamidi ed Iguanidi esiste uno spiccato parallellismo anche per quanto riguarda i
recettori.
Milano - Museo di Storia Naturale - Giugno 1941-XIX.
Fase. VII. Cocchi I. — L’uomo fossile nell’Italia cen'rale. 1867. Con 4 tavole.
» Vili. Garovaglio S. — Manzoniu cantiana, novurn Lichenum Angiocarporum
genti s. 1886. Con 1 tavola.
» IX. Seguenza G. — Paleontologia malacologica dei terreni terziari del
distretto di Messina (Pteropodi ed Eteropodi). 1867. Con 1 tavola.
- X. Diirer B. — Osservazioni meteorologiche fatte alla Villa Carlotta sul
lago di Como, ecc. 1867, Con 4 tavole.
VOLUME III.
Fase. I. Emery F. — Studi anatomici sulla Vipera Redii. 1873. Con 1 tavola.
» II. Garovaglio 5. — Theolopsis, Reionia , Weitenwebera et Limboria , qua-
tuor Lichenum un giocar peorum genera recognita iconibusque illu¬
strata. 1867. Con 2 tavole.
» III. Targioni Tozzetti A. — Studi sulle Cocciniglie. 1867. Con 7 tavole.
» IV. Claparéde E. R. e Pancieri P. — Nota sopra un Alciopide parassito
della Cydippe densa Forsk. 1867. Con 1 tavola.
» V. Garovaglio S. — De Pertusarii Europae medine commentatio. 1871.
Con 4 tavole.
VOLUME IV.
Fase. I. D’Achiardi A. — Corollari fossili del terreno nummulitico delle Alpi
venete. Parte seconda. 1868. Con 8 tavole.
» II. Garovaglio S. — Ochtona Lichenum. genere vel adirne controversa, vel
sedis prorsus incertae in sg stentate, novis descriptionibus iconibusque
accuratissimis illustrata. 1868. Con 2 tavole.
» III. Marinoni C. — Le abitazioni lacustri e gli avanzi di umana industria
in Lombardia. 1868. Con 7 tavole.
» IV. (Non pubblicato).
» V. Marinoni C. — Nuovi avanzi preistorici in Lombardia. 1871. Con
2 tavole.
VOLUME V.
Martorelli G. — Monografìa illustrata degli uccelli di rapina in Italia.
1895. Con 4 tavole.
VOUME VI.
Fase. I. De Alessandri G. — La pietra da cantoni di Rossignano e di Vi¬
gnale. Studi stratigrafici e paleontologici. 1897. Con 2 tavole e
1 carta geologica.
» II. Martorelli G. — Le forme e le simmetrie delle macchie nel piu¬
maggio. Memoria ornitologica. 1898. Con 1 tavola.
» III. Pavesi P. — L’abbate Spallanzani a Pavia. 1901.
VOLUME VII.
Fase. I. De Alessandri G. — Studi sui pesci triasici della Lombardia. 1910.
Con 9 tavole.
(Del voi. VII non furono pubblicati altri fascicoli).
VOLUME Vili.
Fase. I. Repossi E. — La bassa Valle della Mera. Studi petrografici e geo¬
logici. Parte I. 1915. Con 3 tavole.
» II. Repossi E — La bassa Valle della. Mera. Studi petrografici e geo¬
logici. Parte II. 1916. Con 9 tavole.
» III. Airaghi C. — Sui molari dell’elefante delle alluvioni lombarde. 1917.
Con 3 tavole. i
VOLUME IX.
Fase. I. Bezzi M. — Studi sulla ditterofauna nivale delle Alpi italiane. 1918.
Con 2 tavole. , ■
» II. Sera 6. L. — Sui rapporti' della conformazione della base del cranio
colle forme crauiensi e colle strutture della faccia nelle razze
umane. - (Saggio, di una nuova dottrina craniologica con parti¬
colare riguardo dei principali crani fossili). 1920. Con 2 tavole.
» III. De Beaux 0. e Festa E. — La ricomparsa del Cinghiale nell’Italia
settentrionale-occidentale. 1927. Con 7 tavole.
VOLUME X.
Fase. I. Desio A. — Studi geologici sulla regione dell’ Albenza. (Prealpi Ber¬
gamasche.) 1929. Con 1 carta geologica e 1 tavola.
» II. Scortecci 6. — Gli organi di senso della pelle degli Agamidi. 1937.
Con 2 tavole e 39 figure nel testo.
» III. Scortecci G. — I recettori degli Agamidi. 1941. Con 80 figure nel testo.
Le Memorie sono in vendita presso la Segreteria della Società Italiana
di Scienze Naturali, Milano, Palazzo del Museo Civico.
Finito di stampare il 15 ottobre 1941 -XIX.
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fez ERNST MAYR LIBRARY