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IX
N) | ISSN 0365-4389
ANNALI DEL MUSEO CIVICO
DI
RIA NATURA LE
“GIACOMO DORIA,,
PUBBLICATI PER CURA DI L. CAPOCACCIA E V. RAINERI
VOLUME XC
WITHSONTAY
MAY 2 1996
LIBRARIES
GENOVA
ERGA EDIZIONI
1994-95
NGS EO" JC EV T € Ors Dt Sar Ty Seine LIVRE
«Gi DORIA,
VIA BRIGATA LIGURIA, 9 - 16121 GENOVA
PERSONEAERECSCIENTEELGO
Direttore - Dott. Lilia CAPOCACCIA ORSINI
Conservatori - Dott. RoBERTO POGGI
- Dott. GIULIANO DORIA
- Dott. VALTER RAINERI
CONSERVATORI ONORARI
Dr.ssa GIANNA ARBOCCO - Zoologia
Prof. MARIO GALLI - Mineralogia
Prof. SALVATORE GENTILE - Botanica
Prof. SANDRO RUFFO - Zoologia
Sig. Nino SANFILIPPO - Entomologia (+ 30-X-1994)
Prof. MicHELE SARÀ - Zoologia
Si vedano nella 3° pagina di copertina le norme per i Collaboratori.
ANNALI DEL MUSEO CIVICO
DI
STORIA NATURALE
“GIACOMO DORIA,
Volume XC
ANNALI DEL MUSEO CIVICO
DI
SOR ae ng Nien R.A
“GIACOMO DORIA,,
PUBBLICATI PER CURA DI L. CAPOCACCIA E V. RAINERI
VOLUME XC
GENOVA
ERGA EDIZIONI
1994-95
bak
A IA PAIA!
IR, A
Tot AMOTKIGI:
A. GIORDANI SOIKA (*)
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
DELLA REGIONE ORIENTALE E DELLA PAPUASIA
[HYMENOPTERA, VESPOIDEA]
Nel lontano 1935 pubblicai, in questi stessi Annali, i risultati delle
mie prime "Ricerche sistematiche sugli Eumenes e Pareumenes dell'Ar-
cipelago malese e della Nuova Guinea".
A distanza di molti anni pubblico ora i risultati delle mie recenti
ricerche su altri generi di Eumenidi della stessa area; ricerche basate,
oggi come allora, principalmente sulle preziose collezioni del Museo
civico di Storia naturale di Genova (MCG), messe gentilmente a mia
disposizione dalla Direttrice Dr. Lilia Capocaccia e dal Conservatore
Dr. Valter Raineri. Li ringrazio nel modo più vivo.
Pure vivamente ringrazio tutti coloro che mi aiutarono in queste
ricerche: in primo luogo il Prof. J. van der Vecht, che mi ospitò nei
miei frequenti viaggi a Putten, comunicandomi la Sua eccezionale espe-
rienza e l'abbondante materiale da lui riunito in tanti anni di intensa
attività. Desidero pure manifestare la mia gratitudine al Dr. A. v.
Achterberg del National naturhistorisches Museum di Leiden (ML), il
Dr. W. Hogenes dell'Institut v. taxonomische Zoologie - Afd. Entomologie
- di Amsterdam (MA), il Dr. M.C. Day ed il Dr. C.R. Vardy del Britsh
Museum, ora Natural History Museum di Londra (BM), il Dr. 0.0'Toole
dell'Hope Departm. dell'University Museum di Oxford (OUM), il Dr.
Borge Petersen del Zoologiske Museum di Copenhagen, Noona Dan
Exped. (UZMC), la Dr. J. Casevitz-Veulersse del Laboratoire
d'Entomologie del Museo di Parigi (MP), il Dr. C. Besuchet del Muséum
d'Histoire Naturelle di Ginevra (MHNG), il Dr. W. Sauter dell'Eig.
technische Hochschule, Entom. Institut di Zurigo (ETHZ), il Dr. M.
Brancucci del Naturhistorische Museum di Basilea (NMB), il Dr. K.
Krombein, dell'U.S. national Museum di Washington (USNM), il Dr.
(*) Museo civico Storia naturale - Venezia
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
A. GIORDANI SOIKA
A.G. Menke del Systematic entomological Laboratory dello stesso
Museo (USNM) il Dr. J.M. Carpenter del Museum of comparative
Zoology dell'Università di Cambridge (MCZ), il Dr. R.R. Snelling del
Natural History Museum di Los Angeles (LACM), il Dr. R.M. Brooks
dello Snow entomological Museum dell'Università del Kansas (KU), il
Dr. A.P. Kapuz dello Zoological Survey of India di Calcutta (ZIC), il
Dr. Lee Tie Sheng dell'Institut of Zoology dell'Academia sinica di
Beijing (ASB), il Prof. K. Tsuneki di Mishima ed il Dr. J. Kojima del
Departm. of Biology, Faculty of Sciences di Ibaraki Unviersity (FSIU).
Sono infine grato ai colleghi ed amici che raccolsero per me in
località di particolare interesse: Sig. K.M. Guichard di Londra (Bor-
neo), Dr. S. Mochi di Roma (Bangladesh), Dr. C.G. Roche di Kuala
Lumpur (Malaya e Borneo) e C.C. Chua di Singapore (Malaya e Nuova
Guinea).
In questi ultimi anni Autori americani hanno modificato la termi-
nologia di alcune parti del corpo dei vespoidei. Dopo attento esame
raggiunsi le seguenti conclusioni.
Sono d'accordo nel chiamare "mesosoma" (non alitrunk!) l'insieme
torace più propodeo; per opportunità, nelle descrizioni, talvolta ho
descritto separatamente il torace ed il propodeo.
Per quanto riguarda il torace: da qualche tempo il termine
"mesonoto" è stato sostituito da "mesoscuto". Non comprendo perché,
oggi, si vuole chiamare, con un procedimento in certo senso opposto,
"metanoto" lo scutello; tanto più che lo scutello continua ad avere il
nome di "Scutello".
Per l'addome, a mio avviso, quando si dice "tergum 1", o "Sternum
2", è assolutamente chiaro a quali parti ci si riferisce. Ritengo, pertanto,
del tutto inutile, pleonastico e quasi ridicolo, aggiungere ogni volta,
come alcuni Autori hanno fatto, "metasomal". Si è arrivati persino a
scrivere "metasomal segment 2 tergum" anziché, più semplicemente,
itercum: 205
Nel presente lavoro descrivo alcune sottospecie che saranno sicu-
ramente messe in sinonimia delle rispettive forme nominali dal mio
amico Carpenter, il quale non attribuisce alcun valore ai caratteri di
colorazione rifiutando sottospecie "distinguished solely by color, and
we regard their recognition on that basis alone without value" (CARPENTER
& VAN DER VECHT, 1991: 226). Attribuisco la frase al Carpenter e non
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 3
al suo coautore, alla cui attenzione ritengo la frase sia sfuggita. Infatti
il Van der Vecht, nelle numerose sue pubblicazioni ed in colloqui che
ebbi con lui a Putten anche in tempi relativamente recenti, si mostrò
sempre di diversa opinione. Ed io sono dello stesso avviso, come pure
il CUMMING, che recentemente (1989: 12) scrisse: "A subspecies is here
considered a geographically separate portion of a species which differs
slightly (generally in coloration and/or punctation) from the remaining
portion of that species, but is not connected by extensive clines of
intermediate "specimens".
Vi sono, naturalmente, delle eccezioni: alcune specie presentano
una notevole variabilità cromatica anche in individui della stessa loca-
lità, e cito ad esempio l'Artepipona rufescens (Smith) (GIORDANI SOIKA,
1982: 235-239); lo Stenodyneriellus insularis (Smith); la Lissepipona
vartabilis n.sp. descritta nel presente lavoro, e la Ropalidia flavoviridis
Kojima (GIORDANI SOIKA, 1991: 84). Ma si tratta, appunto, di ecce-
zioni che - come si usa dire - confermano la regola. Può anche ve-
rificarsi il caso della cattura di forme intermedie di sottospecie che
iniziamente apparivano ben distinte. Ma anche questa è un'eccezione.
Gli insetti non sono francobolli, ai quali sono paragonati da Mud
D'aub (GIORDANI SOIKA, 1990: 70). Ritengo che ogni modificazione di
colorazione di un insetto abbia una causa, un significato, spesso anche
una precisa finalità come avviene, per esempio, nei non infrequenti e
spesso sconcertanti casi di mimetismo.
E' compito del tassonomista di individuare, valutare e segnalare,
con precise descrizioni, queste modificazioni, affinché successivi ricer-
catori, a conoscenza del fenomeno, lo possano approfondire.
Desidero, infine, ricordare un particolare molto importante: nella
misura della larghezza e lunghezza del primo tergite, questo deve tro-
varsi in una posizione tale, per cui il suo margine apicale risulta per-
fettamente rettilineo.
Come sempre, i bellissimi disegni che accompagnano il presente lavoro sono di Gea D'Este,
disegnatrice del Museo Civico di Storia Naturale di Venezia. Molto vivamente la ringrazio.
A. GIORDANI SOIKA
TABELLA PER L'IDENTIFICAZIONE DEI GENERI
TRAT TAT NEI PRESENTESSIUDIO
Lobo posteriore delle tegule cortissimo, completa-
mente ‘arrotondato................ Tropidodynerus Blithgen
Lobo posteriore delle tegule bene sviluppato, triango-
lare fap puntiro Mala piece RADO IO A ete | 2
Tutto il corpo é color verde, azzurro o violetto, con
intensi riflessi metallici. ...................... Eudiscoelius Friese
Altra colorazione, non riflessi metallici.................... 3
Tensite sconadwes carenestrasversali ae gent, aie
pa sisi el cited amends Gwe tid ae fl Subancistrocerus Saussure
Tergite I con una sola carena o privo di carene, 4
I due primi tergiti, talvolta anche alcuno dei succes-
sivi, hanno una lamella apicale bene sviluppata. ... 5
I due primi tergiti sono privi di lamella apicale. In
due specie del genere Stenodyneriellus il II tergite ha
una lamella apicale, ma è molto corta e molto sottile. 7
Ueroite ly comanmacarcnal loa sal e
A ORE a Lissodynerus n. gen.
icroifcgliprimo,diticarcna ee sali ee aetna 6
Carene superiori del propodeo molto sviluppate, in
alto formano due grossi denti triangolari dietro il
postscutello. La punteggiatura del II tergite, molto
grossa, si arresta ad una certa distanza dal margine
apicale, formando una larga fascia preapicale liscia
e lucida. I margini laterali del II tergite, prima di
incontrare il margine apicale, presentano una leggera
MARCIA STANCA AIA RR Aue
ROSE AA E ET TA a Kennethia n. gen.
Carene superiori del propodeo assenti. La punteg-
giatura del II tergite, assai più fina, raggiunge il
margine apicale. Margini laterali del II tergite nor-
mali bd tea ee sla Lissepipona n. gen.
Paratesulestassenti. iti. Knemodynerus Bluthgen
Pararcouliegberessvilup pate ee eres weet ee 8
Tergite I Molto pit stretto del tergite successivo il
quale, di conseguenza, è assai più largo all'apice che
10
1
12
13
14
UD)
16
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI >
allambascasinton esta eR, elia 9
Tergite I non, o di poco, più stretto del tergite suc-
CESOIRE MATO O II ONTO WZ
Carena epicnemiale assente, o appena accennata solo
nella parte inferiore del mesoepisterno.....................
cence cet CERIN CRA, ee eee Antamenes Giordani Soika
Carena epicnemiale presente e bene sviluppata an-
che nella parte superiore del mesoepisterno. ......... 10
Tergite I cortissimo, circa tre volte pit largo che lun-
SORT I Erodynerus n. gen.
ile semolioipialunso nn 11
Carena del pronoto nettamente angolosa sugli omeri.
IR RAEE One. ene ee Apodynerus n. gen.
Carena del pronoto largamente arcuata sugli omeri.
pobre rien sk} Mewenh cherry k 33 Paraleptomenes Giordani Soika
Postscutello troncato posteriormente, con una faccia
dorsale orizzontale ed una faccia posteriore verticale
eterne sario 13
Postscutello declive; se presenta due facce, esse non
SOON ANIMO I 14
Carene superiori del propodeo molto sviluppate, for-
manti in alto, dietro il postscutello, due denti acuti.
PRA ERE STO terete or tesa Eudynerus Dalla Torre
Carene superior! dell propodeo fassenti Nt.
scl al ere ERE art och RI ee Pe eA Epsilon Saussure
Merete coma umalcanema asalicns..pate.... n 5
Hierenper lie PAVONE nn 16
Tergite I cortissimo; la sua faccia dorsale, misurata
dalla carena basale al margine apicale, è circa tre
VOTE presa RE or
LEARN RA RARI PALE RO Aruodynerus n. gen.
Tergite I molto più lungo... Parancistrocerus Bequaert
Faccia anteriore verticale del pronoto con, nel cen-
tro, due fossette molto vicine tra loro. ....................
SR A O pa Stenodynerus Saussure
Faccia anteriore verticale del pronoto priva di fosset-
(Sara IE n Stenodyneriellus Giordani Soika
A. GIORDANI SOIKA
Gen. Tropidodynerus Blùthgen
Tropidodynerus Blithgen, 1939, Veròff. Dt. Kolon. Ubersee Mus. Bremen, 2:
259, 260. - V. der Vecht e Fisher, 1972, Hym. Cat., 8, Pal. Euminidae: 6. - Carpenter,
1986, Psyche, 93: 87. - Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh. Leiden, 260:
DS):
Questo genere attualmente annovera 3 specie paleartiche, con 7
sottospecie. Due specie orientali, descritte come Odyzerus possono
essere ad esso attribuite, ma alcune importanti differenze consigliano
di includerle in un nuovo sottogenere.
Tropidepipona n. subg.
Come nei tipici Tropidodynerus le antenne del 6 hanno gli ultimi
articoli arrotolati a spirale; le tegule sono molto corte, con il lobo
posteriore cortissimo ed arrotondato, non appuntito all'apice; le
parategule sono fortemente compresse, lamelliformi ed assai allungate,
per cui il loro apice sorpassa di molto l'apice delle tegule.
Differisce da Tropidodynerus s. str. per avere i palpi labiali di 3
articoli (i mascellari di 6); il propodeo completamente arrotondato ai
lati, con facce dorsali fortemente convesse, del tutto privo di carene
laterali.
Tipo: Odynerus hostis Nurse 1903.
Due specie, nella regione orientale: ostis (Nurse) e fraternus
(Bingham).
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE DI
Tropidodynerus subg. Tropidepipona
1 26. Clipeo quasi regolarmente convesso. Fronte subopaca,
con punti molto piccoli e poco fitti. Propodeo for-
temente rigonfio ai lati, con le facce dorsali assai
convesse.
9 Clipeo con punti piccoli, rotondi, molto fitti.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 7
3 Clipeo meno lucido, con punti piccoli e fitti.
hostis (Nurse)
- 26 Clipeo nettamente depresso nel centro. Fronte lucida,
con punti non molti piccoli e più fitti. Propodeo non
ringofio ai lati, con le facce dorsali pochissimo conves-
se.
g Clipeo con punti più grossi, più spaziati, allungati tan-
to da formare fini e superficiali rugosità longitudinali.
3 Clipeo pit lucido, con punti piu grossi e meno fitti.
fraternus (Bingham)
mona (Tropidepipona) hostis (Nurse) n. comb.
Odynerus hostis Nurse, 1903, Ann. Mag. nat. Hist., 7, 11: 533 (gd 2). - R. Aiyar,
1914, J. Bombay nat. Hist. Soc., 24: 713.
2 - Capo, visto di fronte, nettamente più largo che alto. Clipeo
circa tanto lungo quanto largo, debolmente convesso, strettamente ed
abbastanza profondamente emarginato all'apice; i denti apicali sono
subtriangolari e distano tra loro circa 1/4 della larghezza massima del
clipeo. Spazio interantennale debolmente convesso, non carenato. Tem-
pie poco sviluppate; viste dall'alto appaiono molto più corte dei lobi
superiori degli occhi. Antenne corte; già il IV articolo è più largo che
lungo. Mesosoma circa 1 volta e 1/3 più lungo che largo. La carena del
pronoto è sottile, regolare, arcuata sugli omeri, al disotto dei quali si
interrompe bruscamente; le carene delle facce laterali sono bene svi-
luppate, subrettilinee, ma non sono unite alla carena dorsale. Carena
epicnemiale bene sviluppata, ma presente solo sulla metà inferiore della -
parte inferiore del mesopisterno. Scutello debolmente convesso.
Postscutello inclinato, modicamente convesso. Propodeo completamente
arrotondato ai lati e posteriormente, con facce dorsali fortemente con-
vesse e faccia posteriore largamente concava. Tegule con il lobo poste-
riore cortissimo, largamente arrotondato all'apice. Parategule depresse,
quasi orizzontali, lunghe, per cui il loro apice oltrepassa di molto l'api-
ce delle tegule. Nulla di notevole nelle zampe ed ali. Tergite I
cupoliforme, quasi emisferico, di poco più largo del doppio della sua
A. GIORDANI SOIKA
lunghezza; margine apicale semplice, non ispessito. Tergite II pochis-
simo più largo che lungo, circa tanto largo all'apice che alla base,
debolmente rigonfio ai lati. Sternite II modicamente convesso alla
base, molto debolmente dopo.
Clipeo molto finamente e molto fittamente punteggiato. Fronte
subopaca, con punti circa eguali a quelli del clipeo, ma meno fitti; nei
seni oculari e sulle tempie sono più grossi e più spaziati, con interspazi
lucidi. Torace fittamente punteggiato, con punti leggermente più grossi
di quelli del capo; in particolare sono più grossi e più spaziati sullo
scutello e sul postscutello. Le facce dorsali del propodeo sono punteg-
giate circa come scutello e postscutello, con interspazi assai minori dei
punti; sulle facce laterali sono più spaziati e sulla faccia posteriore
pressoché assenti. Tergite I con punti assai più grossi di quelle delle
facce dorsali del propodeo, più spaziati, con iterspazi in media eguali
ai punti. Su II tergite i punti sono circa della stessa grossezza, ma
ancora più spaziati; ai lati e presso l'apice i punti sono più grossi e più
fitti. Sternite II più fittamente punteggiato del corrispondente tergite.
Quasi glabro.
Ferrigineo. Sono wert: una grande macchia sulla fronte, che occupa
tutta l'area ocellare; lo scutello; la parte inferiore delle facce laterali
e la faccia posteriore del propodeo; una macchietta od una breve fascia
trasversale, sul I tergite; il II tergite. Sono gzalli: mandibole; clipeo; una
grande macchia sulla fronte, che occupa interamente lo spazio
interantennale; larghe fasce lungo le orbite interne degli occhi, fino
all'altezza degli ocelli posteriori; una linea sulle tempie; la faccia infe-
riore dello scapo; una larga fascia sulla faccia dorsale del pronoto; la
parte superiore del mesoepisterno; due grandi macchie rotonde sullo
scutello; il postscutello; tegule; parategule; parte delle tibie di tutte le
zampe; sul I tergite due grandi macchie laterali, unite ad una fascia
apicale; sul II tergite due grandissime macchie laterali largamente unite
ad una fascia apicale; i tergiti III-VI; una fascia apicale sul II sternite
e macchiette triangolari ai lati del margine apicale degli sterniti III e
IV. Ali debolmente imbrunite lungo la costa.
3 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, con emarginatura apicale
molto larga e profonda, quasi tanto profonda quanto la distanza che
separa i denti apicali; questa è eguale a circa 1/3 della larghezza massima
del clipeo. Antenne allungate, con gli articoli IV-XIII più lunghi che
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 9
larghi; gli articoli XI-XIII sono arrotolati a spirale. Il resto circa come
nella 9.
Colorazione. Nero. Sono ferruginez: il funicolo; il terzo posteriore
della faccia dorsale del pronoto; gran parte delle facce dorsali del
propodeo; la base dei femori; la parte anteriore delle macchie laterali
del I tergite e la parte anteriore della grande macchia del II sternite.
Sono gzalli: mandibole; clipeo; scapo; le orbite interne dei lobi inferiori
degli occhi fino al fondo dei seni oculari; una grande macchia sulla
fronte, che occupa interamente lo spazio interantennale; una macchietta
sulle tempie; i 2/3 anteriori della faccia dorsale del pronoto; una grande
macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; due macchiette sullo
scutello; il postscutello; tegule; parategule; zampe; parte delle macchie
laterali del I tergite; grandi macchie laterali sul II tergite, largamente
unite ad una fascia apicale; una grandissima macchia nel centro del II
sternite; larghe fasce apicali sui tergiti III-IV e sterniti II-VI.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2¢ mm. 8-
iO)
Fig. 1: Tropydodynerus hostis (Nurse) @: tegula e parategula.
10 A. GIORDANI SOIKA
Al British Museum esaminai la serie tipica: l'olotipo e numerosi
paratipi di Abu. Inoltre, nella mia collezione vi sono 1 2 edi J&
raccolti dal Prof. Athos Goidanich in India: Bhopal, IX-X-44.
Tripidodynerus (Tropidepipona) fraternus (Bingham) n.comb.
Odynerus fraternus Bingham, 1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 366.
nec "Odynerus fraternus" Schulthess, 1927, Fauna Sumatrensis, Vespidae: 81.
2 - Affine a T. hostis (Nurse). Clipeo meno convesso, con l'area
mediana subpianeggiante. Facce dorsali del propodeo molto meno con-
vesse, meno rigonfie, per cui il propodeo, visto dall'alto, appare più
stretto, con margini laterali meno convessi. Clipeo con punti poco fitti,
superficiali, di modica grossezza, per lo più allungati sì da formare
sottili ed irregolari rugosità longitudinali. Fronte lucida, con punti di
media grossezza, molto fitti. Tutto il mesosoma ha punti più grossi che
in bostis. Tergite I con punti di poco più piccoli, modicamente fitti,
con intersapzi in media eguali ai punti. Tergite II con punti più piccoli,
più superficiali, e più spaziati.
Quasi glabro.
Nero, con mandibole, antenne e zampe ferruginei o bruno-ferruginei
più o meno scuri. Sono gzall/z: i terzi laterali del clipeo; una fascia lungo
le orbite interne degli occhi che, in alto, raggiungono l'altezza degli
ocelli posteriori; una grande macchia sulla fronte, che occupa intera-
mente lo spazio interantennale; la quasi totalità delle tempie; la faccia
inferiore e la base della faccia dorsale dello scapo; la metà anteriore
della faccia dorsale del pronoto; una grande macchia sulla parte supe-
riore del mesoepisterno; una macchietta sul mesoscuto; scutello;
postscutello; grandi macchie ai lati del propodeo; la faccia esterna delle
tibie anteriori; macchie ai lati del I tergite, unite ai rami laterali della
fascia apicale; una fascia apicale sul I tergite, prolungata in avanti lungo
i margini laterali del tergite stesso; macchie, obliquamente allungate,
ai lati del II tergite; una fascia apicale, prolungata lungo i margini
laterali, sul II tergite; due macchiette ai lati del II sternite; strette fasce
apicali sui tergiti III-IV e sterniti II-VI. Ali modicamente imbrunite.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 11
3- Clipeo nettamente depresso nel centro, con punteggiatura più
grossa che in hosts. Antenne visibilmente più corte che in bostis. Il
resto circa come nella @.
Colorazione. Nero, con antenne e zampe ferruginei o bruno-
ferruginei. Sono gzallz: la base delle mandibole; il clipeo; una grande
macchia sulla fronte, che occupa interamente lo spazio interantenna-
le; una fascia lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi, fino
al fondo dei seni oculari; una grande macchia sulle tempie; gran parte
dello scapo; la metà anteriore della faccia dorsale del pronoto; una
macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno; due macchiette
sullo scutello; una fascia sul postscutello; fasce ai lati del propodeo;
tegule; parategule; l'apice dei femori anteriori e medi; la faccia esterna
di tutte le tibie; macchiette ai lati del I tergite, unite ad una stretta
fascia apicale; macchie, allungate obliquamente, ai lati del II tergite;
fasce apicali, di modica larghezza, sui tergiti e sterniti II-VI.
Lunghezza, fino al margine apicale del II tergite: 2 mm. 10, ¢
mm. 9.
Descrizione basata su una coppia della Thailandia: Changmai Prov.,
Chiengdao, 450 m, 5-11 - IV-58 (T.C. Maa - ML). E' sicuramente con-
specifico dell'olotipo, una 9 di Ihaungyin Valley, da me esaminata nel
British Museum.
Gen. Subancistrocerus Saussure
Subancistrocerus Saussure, 1955, Et. Fam. Vesp., 3: 206. - Bequaert, 1925, Trans.
am. entom. Soc., 51: 61. - Van der Vecht, 1967, Bull. zool. Nomencl., 24: 27, 31;
26: 187, 189. - Carpenter, 1986, Psyche, 93-85. - Van der Vecht e Carpenter, 1990,
Zool., Verh. Leiden, 260: 56.
Tipo: Odynerus sicheliz Saussure.
Genere afrotropicale ed orientale, con una specie nel Queensland,
Australia.
12 A. GIORDANI SOIKA
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE NON
AFROTROPICALI DEL GENERE Subancistrocerus
Q Q (1)
1 Carena del pronoto angolosa, dentiforme, sugli omeri 2
= Carena del pronoto largamente arcuata sugli omeri. 4
7, Seni oculari rigonfi, fortemente convessi, lisci e lu-
cidi. Clipeo fortemente convesso nei 2/3 basali, con
nay depressioue « centrale, percui Ma ppare
bimammellato. Punteggiatura dei due primi tergiti
grossa e fitta, con interspazi minori dei punti.......
Sap amet itehvo. ra scone Sp)
Ul
2 3 4
Fig. 2-4: Antenne 6 di Subancistrocerus: 2, S. clavicornis (Smith); 3, S. monstricornis
(Giordani Soika); 4, S. sichelii (Saussure).
(1) In questa tabella non è inclusa la specie esakii (Bequaert ed Yasumatsu) a me ignota, e
le specie reflexus n. sp., angulatus 7. sp., e bambongensis (G. Sozka), le cui £ 2 non sono
conosciute. Per le sottospecie si veda anche la tabella dei 3S.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 13
Seni oculari normali, subpianeggianti, punteggiati.
Clipeo di forma diversa. Punteggiatura dei due pri-
mi tergiti molto più fina e più spaziata, con interspazi
molkofmossiorigde pump rat ae... 3
Tempie molto sviluppate: viste dall'alto appaiono circa
tanto lunghe quanto i lobi superiori degli occhi. Fronte
e vertice fittissimamente punteggiati fino all'altezza
degli ocelli posteriori; da qui all'occipite è improv-
visamente liscia, con pochi punti piccolissimi. Care-
ne laterali del propodeo molto sviluppate. Capo e
mesosoma subopachi. Sul pronoto e mesoscuto la
punteggiatura è fittissima, e gli interspazi formano
rugosità longitudinali. ..... spinicollis n.sp.
Tempie poco sviluppate, molto meno lunghe dei lobi
superiori degli occhi. Vertice con punteggiatura uni-
forme, sia anteriormente, sia posteriormente agli
ocelli. Capo e mesosoma molto lucidi. Sul pronoto
e sul mesoscuto gli interspazi non formano rugosità
longitudinali. trp... 1908 angulicollis n.sp.
Margine apicale del II tergite fortemente riflesso; inol-
tre la sua faccia dorsale presenta, nel terzo apicale,
una depressione semicircolare fittissimamente pun-
teggiata, con interspazi careniformi, od anche
SPIA. TOTI: abdominalis n.sp.
Margine apicale del II tergite non, o molto debol-
mente, riflesso; comunque privo di depressione
semicircolaretapicale alan. cone ali onsm. a. 5
Tergite I più lungo, meno di 1 volta e 1/2 più largo
che lungo. Nero, con macchie e fasce color bianco-
avioniono) siallopallido:;wtiruazzoss sichelii (Saussure)
Tergite I meno lungo, circa 1 volta e 1/2 più largo
che lungo. Nero, con macchie e fascie color giallo vivo
Galianehes. seen ata (i osere ile Uitte he: ota 6
Seni oculari rigonfi, fortemente convessi e lucidi.
Clipeo con punti piccoli e spaziati, interspazi molto
MAS TORICECI: pumtiatis basse cpa nna REN. li 7
Seni oculari normali, non rigonfi né lucidi, normal-
Mente puintesoalatbesi had io ansie lammionio 8
14
10
A. GIORDANI SOIKA
Carena del pronoto sottile, ma ben distinta in gran
parte della faccia dorsale. Sternite II modicamente
convesso alla base, non depresso dopo. Mesoscuto con
una grande macchia gialla................. Smiomentl 12s: n> sp)
Fasce apicali del II tergite e del II sternite molto
allargate nel mezzo ed ai lati. Margine apicale dei
tergiti e sterniti III-V giallo....... Sspassm a his n.
Fasce apicali del II tergite e del II sternite più strette
e regolari. Tergiti e sterniti III-V con margine apicale
NERO SIN. eae ssp negrosensis n.
Carena del pronoto assente in quasi tutta la faccia
dorsale. Sternite II fortemente convesso alla base,
nettamente depresso dopo. Mesoscuto senza macchie
avalos) adr ledere domesticus (Williams)
Sternite II quasi regolarmente convesso, o con la base
leapermentendopressagienza ata. ai Sn
Sternite II più fortemente convesso alla base che dopo. 11
Tergite II con punti grossi e fitti; almeno alla base
ed ai lati i punti sono quasi tanti grossi quanto quelli
delipronotoretdetmesescuro va seen 10
Tergite II con punti piccoli e molto spaziati; sono
molto più piccoli di quelli del pronoto e del mesoscuto.
SIE sc METTLE |, SRR SI, ai camicrus (Cameron)
Parte inferiore del mesoepisterno con punti di poco
piu piccoli e meno fitti di quelli della parte superio-
re. Faccia dorsale del propodeo, dietro il postscutello,
non bene separata dalla faccia posteriore, per cui la
grossissima punteggiatura invade la parte piu alta della
faccia posteriore. Punteggiatura del I tergite poco
fitta, con interspazi in media eguali o di poco minori
det Punti. slarwa tiene kankauensis (Schulthess)
Parte inferiore del mesoepisterno con punti molto
più piccoli di quelli della parte superiore, molto
spaziati e quasi assenti nell'area infero-posteriore.
Faccia dorsale del propodeo, dietro il postscutello,
nettamente separata dalla faccia posteriore per la
presenza di una carena trasversale assai sviluppata,
lamelliforme. Punteggiatura del I tergite molto fitta,
Fig. 5-7:
dl
12
15
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
Antenne 6 di Subancistrocerus: 5, S. reflexus n.sp.; 6, S. domesticus (Williams);
7, S. Rankauensis (Schulthess).
con interspazi quasi sempre careniformi. Borneo.
1600514 RATE PRRRRERNIARRO SEN RARE, 2... nigritus n.
Sternite II modicamente convesso alla base, non de-
Piesselidopo. se...
Sternite II con la base assai convessa, sporgente, e
MEANT depressa (dope...
GUS concn, PUNE SFOSSIEMIO .2..,00..ccceneete tee nud
Glipeoficoni puntt, plccolive spaziati., oh...
Clipeo piu largamente e meno profondamente emar-
ginato all'apice, con area mediana poco distinta. Nero,
con macchie e fasce color bianco-avorio. Isole
Nolneches set. obiensis n.
Clipeo più strettamente e più profondamente emar-
ginato; con area mediana ben distinta. Nero, con
Sp.
12
15
13
14
Sp.
16 A. GIORDANI SOIKA
macchie e fasce color giallo vivo o giallo-arancio. Isole
Salomones iii Ae solomonis (Giordani Soika)
14 Facce laterali del propodeo con punteggiatura eviden-
te. Tergite II con punti piccolissimi, che diventano pit
grossi presso il margine apicale, ove sono anche più
fitti, con interspazi per lo più minori dei punti. Ad-
dome nero, con fasce apicali color arancio sui due primi
tergiti e sul secondo sternite. Isole Palau. .........:......
eh eee palaunensis (Bequaert e Yasumatsu)
= Facce laterali del propodeo con punteggiatura talmen-
te superficiale da essere pressoché indistinta. Tergite
II con punti piccolissimi, che diventano di poco pit
grossi presso il margine apicale ove gli interspazi sono
molto maggiori dei punti. Addome quasi interamente
color giallo-citrino. Isole Yap........ yapensis (Yasumatsu)
15 Pronoto e postscutello neri. Tegule nere. Papuasia.
thalassaretos (Dalla Torre)
“=
9 10
Fig. 8-10: Antenne 6 di Subancistrocerus: 8, S. bambongensis Giordani Soika; 9, S. angulatus
n.sp.; 10, S. camicrus (Cameron)
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 17
= Pronoto e postscutello con macchie gialle. Tegule
ferruginee 0 giallo-ferruginee. ......i... in 16
16 Carene laterali e superiori del propodeo bene svilup-
pateve molto@mette: Isole Molucche a ......4..
Mete a Dicale Aigle si den e | clavicornis (Smith)
= Carene laterali e superiori del propodeo poco nette,
più o meno confuse con la grossissima punteggiatura.
Continente australiano. monstricornis (Giordani Soika)
dé (1)
1 Femori anteriori rigonfi nella metà apicale, ove por-
tano un ciuffo di peli lunghi, bianchi. Metà basale
dei femori anteriori più o meno compressa............ 2
= Femori anteriori normali, non rigonfi nella metà
apicale, che è priva di lunghi peli; la metà basale non
CEGOMIDECSSA NI cin n 6
2 Antenne normali, non claviformi, con gli articoli X
ed XI pochissimo più larghi dei primi articoli del
È funicolo; l'ultimo è gracile, digitiforme, ed il suo apice
possiunaclialbaserdellballarticolo kl... e
RA St. ame u lie o IT is. Mn. sp.
= Antenne claviformi, con gli articoli X e XI molto più
larghi dei primi articoli del funicolo; l'ultimo è molto
limoni ati Aa ei salina 3
5 Faccia inferiore del VII articolo delle antenne norma-
le, non scavata né depressa. Femori anteriori debol-
mente convessi nella metà basale, con i peli del rigon-
MEATS IN LOM APICAL S PAU COMM: nn
E rtaea edn ES solomonis (Giordani Soika)
a Pronoto con due macchie gialle. Mesoscuto nero. Tergite
I senza macchie gialle ai lati, o con macchie molto
PICCOCICESCMPECISO AE nno
Stat ele ge ssp.solomonis (Giordani Soika)
(1) In questa tabella non sono incluse le speci esakii (Beg. ed Yas.) a me ignota, spinithrox
n. sp., spinicollis x. sp., nigritus 7.sp., similis 2.sp. ed obiensis .sp., i cui 3 dsono ignoti.
18
A. GIORDANI SOIKA
Fig. 11-16: Zampe medie 6 di Subancistrocerus: 11, S. clavicornis (Smith); 12, S. monstricornis
(Giordani Soika); 13, S. sichelii (Saussure); 14, S. reflexus n.sp.; 15, S. domesticus
(Williams); 16 S. Rankauensis (Schulthess)
= Pronoto con la faccia dorsale interamente gialla.
Mesoscuto con una grande macchia gialla. Tergite I
con grandi macchie gialle ai lati, spesso largamente
unite alla fascia apicale. ssp. gizensis Giordani Soika
- Faccia inferiore del VII articolo delle antenne profon-
damente scavata come gli articoli successivi. Femori
anteriori fortemente compressi nella metà basale, con
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 19
i peli del rigonfiamento apicale più lunghi. .............. 4
Anche il VI articolo delle antenne ha la faccia inferio-
re leggermente, ma nettamente depressa. Femori an-
teriori con lunghi e fitti peli bianchi non solo sulla
parte apicale rigonfia, ma anche nella metà basale,
WYER SOMO) dI OCG) sole COR,
256 CERTE ee Re RE tN monstricornis (Giordani Soika)
La faccia inferiore del VI articolo delle antenne non
é depressa, e la concavita apicale delle antenne inizia
nettamente nel VII articolo. Femori anteriori provvisti
di lunghi peli bianchi solo nel rigonfiamento apicale. 5
Carene laterali e superiori del propodeo molto svi-
luppate e molto nette. Clipeo con punti grossi e fitti;
interspazi minori dei punti. Indonesia. ....................
RITO Lo nn Riclawicornis (Smith)
Carene laterali e superiori del propodeo poco svilup-
pate. Clipeo con punti più piccoli e meno fitti.
Papuasia ii dS ts shes dat snans thalassarctos (Dalla Torre)
Primo articolo dei tarsi medi dritto o molto debol-
mente arcuato, cilindrico e lungo: è quasi 7 volte più
luncegeheslarooi api glassa sichelii (Saussure)
Primo articolo dei tarsi medi di lunghezza normale,
od anche corto, più arcuato e spesso depresso
dorsal mente eeietireanin 1
Primo articolo dei tarsi medi cortissimo, assai piu
corto degli articoli successivi presi insieme; inoltre è
fortemente arcuato........................ reflexus n.sp.
Primo articolo dei tarsi medi di lunghezza normale,
debolmentetarcuato sese adatti 8
Il primo articolo dei tarsi medi è fortemente depres-
so nella metà basale, per cui lo spessore della metà
apicale è circa il doppio di quello della metà basale. 9
Il primo articolo dei tarsi medi è depresso in tutta
la sua lunghezza, per cui il suo spessore è circa eguale
nella metà basale e nella metà apicale. .................... Till
Faccia inferiore degli articoli VII ed VIII delle an-
tenne non scavata né depressa; lo sono invece gli
Arkicoligsucsessivii. toc. elia Sagl. 10
20
Fig
10
11
A. GIORDANI SOIKA
17
. 17-19: Zampe medie 6 di Subancistrocerus: 17, S. bambongensis Giordani Soika; 18,
S. angulatus n.sp.; 19, S. camicrus (Cameron).
Faccia inferiore dell'articolo VII delle antenne scavata
solo nella metà apicale; quella dell'articolo successivo
lo è interamente .... palauensis (Bequaert e Yasumatsu)
Tergite II con punti piccoli ma ben distinti anche sul
dorso; la punteggiatura è notevolmente più grossa e
più fitta ai lati e all'apice. Addome nero, con fasce
gialle sui due primi tergiti e sul secondo sternite.
IsoletRiippine. ian IAN domesticus (Williams)
Tergite II con punti estremamente piccoli, pressoché
indistinti sul dorso e nella metà anteriore delle facce
laterali; solo in prossimità del margine apicale si
osservano punti di media grossezza e poco fitti.
Addome quasi interamente giallo. Micronesia: Is. Yap.
IUIRO NOVE, SORDI LAGER) EEA IE yapensis (Yasumatsu)
Margine apicale del II tergite fortemente riflesso;
inoltre la faccia dorsale del tergite presenta, nel terzo
apicale, una depressione semicircolare depressa e
fittamente punteggiata, con interspazi careniformi od
anche:spinifo mil... 050. abdominalis n.sp.
12
13
14
LS
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 21
Margine apicale del II tergite non o debolmente rifles-
SOmmacciaudorsalemormale: ato. Qin ees ks. 12
Solo gli articoli XI e XII delle antenne hanno la fac-
cia inferiore largamente e molto profondamente sca-
AI ARE ee RS bi vada kankauensis (Schulthess)
La grande cavità apicale delle antenne inizia nell'VIII
dnicalotpatuetaeninezegha erre Aida 13
Sternite II debolmente convesso alla base, non de-
piicssogtlapolssia. ketch. plored. cesura 14
Sternite II fortemente convesso, sporgente, alla base,
KODEMENECNACPFESIPACO POE ee eeet denen 15
Seni oculari fortemente convessi, rigonfi, lisci e lu-
cidissimi. Facce laterali del propodeo con punti gros-
sissimi, a fondo piatto, separati da interspazi sottil-
mente careniformi; nell'insieme la punteggiatura delle
facce laterali non è molto differente da quella delle
liaceogdonsalia — tamer ated EPs angulatus n.sp.
Seni oculari debolmente convessi, punteggiati. Pun-
teggiatura delle facce laterali del propodeo fina e molto
superficiale, molto differente da quella delle facce
dorli, nno camicrus (Cameron)
Seni oculari fortemente convessi, rigonfi, lisci e lu-
cidi. Tibie posteriori senza una serie regolare di peluzzi
eretti, corti e fitti, sulla faccia interna. ....................
SHE Ss Se Ss eee eso bambongensis (Giordani Soika)
Seni oculari subpianeggianti, punteggiati. Tibie poste-
riori provviste, sulla faccia interna, di una serie rego-
lare e fitta di corti peli eretti, tutti della stessa lun-
SEZIONE SODICO. Lee Tet imbecillus (Saussure)
Subancistrocerus angulicollis n.sp.
2 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, modicamente convesso
alla base, con l'area mediana leggermente depressa vicino all'apice;
questo è debolmente emarginato, largo circa 1/3 della larghezza mas-
22 A. GIORDANI SOIKA
sima del clipeo. Antenne corte: il IV articolo è lungo circa quanto il
III, ed un poco più lungo che largo; il V è circa tanto lungo quanto
largo. Tempie poco sviluppate: viste dall'alto sono circa lunghe la metà
dei lobi superiori degli occhi. Mesosoma 1 volta e 1/2 più lungo che
largo, modicamente ristretto in avanti, più fortemente all'indietro. Faccia
dorsale del pronoto priva di carena, ma con omeri dentiformi; sulle
facce laterali la carena è bene sviluppata, rettilinea. Scutello quasi
pianeggiante. Postscutello interamente orizzontale, poco convesso.
Propodeo con una faccia dorsale orizzontale, lunga quanto il
postscutello. Carene superiori e laterali poco sviluppate; carene infe-
riori lamelliformi. Tegule, ali e zampe senza caratteristiche particolari.
Tergite I allungato, quasi tanto lungo quanto largo, con le due carene
bene sviluppate. Tergite II allungato, circa tanto lungo quanto largo,
di poco più largo all'apice che alla base, pochissimo rigonfio ai lati.
Sternite II modicamente convesso alla base, debolmente depresso dopo.
Clipeo con punti piccoli e radi. Capo con punti piccoli e poco
profondi, assai fitti. Torace con punti assai più grossi ed egualmente
fitti, separati da interspazi careniformi. Facce dorsali del propodeo con
punti grossissimi, a fondo piatto, separati da interspazi careniformi.
Parte superiore della faccia posteriore irregolarmente punteggiata; facce
laterali con punti fitti, di media grossezza, superficialissimi, a fondo
piatto. Tergite I con punti molto piccoli e molto spaziati. Tergite II
egualmente con punti piccolissimi e molto radi, pochissimo più fitti in
prossimità del margine apicale. Punteggiatura del II sternite più rada
che sul tergite corrispondente.
Tutto il corpo presenta una finissima pubescenza argentea, e pochi
peli eretti di diversa lunghezza.
Nero, con antenne e zampe color ferrugineo più o meno scuro.
Sono color giallo pallido: parte delle mandibole; la metà basale del
clipeo; la faccia inferiore dello scapo; una linea, appuntita alle estre-
mità, al disopra dello spazio interantennale; i seni oculari; una lineetta
sulle tempie; una stretta fascia sul margine anteriore del pronoto; il
postscutello; le tegule; le parategule; le carene inferiori del propodeo;
la metà apicale della faccia esterna dei femori anteriori e medi; gran
parte delle tibie anteriori e medie; la base delle tibie posteriori; strette
e regolari le fasce apicali sui due primi tergiti e sul secondo sternite.
Ali molto leggermente imbrunite.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 23
g - Clipeo circa tanto largo quanto lungo, modicamente e rego-
larmente convesso, debolmente e largamente emarginato all'apice: i
denti apicali distano tra loro poco meno di metà della larghezza mas-
sima del clipeo. Antenne normali, non claviformi, con gli articoli X ed
XII pochissimo più larghi dei primi articoli del funicolo; visti dall'alto
sono di poco più larghi che lunghi; l'ultimo è gracile, digitiforme,
arcuato; il suo apice è arrotondato e raggiunge la base dell'XI articolo.
Clipeo con punti molto piccoli e fitti.
Mandibole in gran parte gialle. Clipeo interamente giallo.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 6, 6
Mod,
Malaya: Johore, Ulu Sedili, 42 m, Mersing Rd., 2-VIII-70, 2 dd
(C.G. Roche-AGS). - Johore, 15.3 KM W Sedili Besar, 16-X-86, 1 @
(J. W. Wenzel - Snow ent. Mus. Lawrence).
Sumatra: Deli, 1 9, olotipo (G. Martin-AGS).
Borneo: Sabah, Ulu Desun, 12-22-V-73, 7 6g (K.M. Guichard-
AGS). - Sarawak, Kanovit, 20-VI-71 (C.G. Roche-AGs).
Olotipo nella mia collezione.
Subancistrocerus spinithorax n.sp.
2 - Clipeo più largo che lungo, debolmente e strettamente emar-
ginato all'apice; nei 2/3 basali è fortemente convesso, con una depres-
sione mediana per cui presenta due rigonfiamenti mammelliformi; nel
terzo apicale è fortemente depresso. Antenne ancora più corte che in
angulicollis; con il IV articolo tanto lungo quanto largo. Seni oculari
rigonfi, lisci e lucidi. Tempie poco sviluppate: viste dall'alto sono circa
metà della lunghezza dei lobi superiori degli occhi. Mesosoma circa
come in angulicollis, ma pochissimo ristretto in avanti e all'indietro,
con denti omerali piccoli, ma molto acuti. Concavità della faccia po-
steriore del propodeo più profonda che in argulicollis. Addome circa
come in questa specie, ma con il I tergite più corto, 1 volta e 1/2 più
largo che lungo, ed l II sternite leggermente, ma nettamente depresso
nel centro.
24 A. GIORDANI SOIKA
Punteggiatura del capo e del torace notevolmente più grossa che
in angulicollis. Faccia posteriore del propodeo interamente liscia. Il
I tergite è fittamente punteggiato, con punti di varia grossezza. Tergite
II con punti quasi grossi come quelli del mesoscuto, allungati e molto
fitti, con interspazi quasi sempre minori dei punti. Sternite II con
punteggiatura non molto differente da quella del corrispondente tergite,
ma un poco meno fitta.
Pilosità come in angulicollis.
Nero, con mandibole, antenne e zampe color bruno-ferrugineo
più o meno scuro. Sono gialli: gran parte delle mandibole; clipeo;
faccia inferiore dello scapo; una macchia ovale al disopra dello spazio
interantennale; i seni oculari; una macchia allungata sulle tempie; una
fascia, interrotta nel mezzo, sul pronoto; tegule; parategule; macchie
apicali sui femori anteriori e medi; e la quasi totalità delle tibie e dei
tarsi di tutte le zampe; una stretta fascia apicale, unita a due macchiette
laterali, sul I tergite; fasce apicali, più larghe, sul II tergite e sul II
sternite. Ali jaline, con una macchia bruna sulla cellula marginale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 6.
dé ignoto.
Is. Filippine: Tangcolan, Bukidon, 1 ® (Baker - USNM).
Olotipo nell'USN Museum di Washington.
Subancistrocerus spinicollis n.sp.
2 - Affine a spznithorax n.sp., dal quale differisce per i seguenti
caratteri; clipeo quasi 1 volta e 1/3 più largo che lungo, debolmente
e regolarmente convesso e debolmente emarginato all'apice. I denti
apicali sono corti, ma acuti, e distano tra loro circa 1/4 della larghezza
massima del clipeo. Seni oculari non rigonfi, fittamente punteggiati.
Tempie molto sviluppate: viste dall'alto appaiono circa tanto lunghe
quanto i lobi superiori degli occhi. Mesosoma come in spznithorax, ma
le carene. superiori del propodeo, ed anche le laterali, sono
sviluppatissime. Faccia dorsale del propodeo molto meno lunga del
postscutello. Addome come in spzuzthorax, ma il II sternite è debol-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 25
mente convesso alla base, ancora più debolmente dopo.
Fronte con punti più piccoli e più fitti che in spznithorax; gli
interspazi sono careniformi. Il vertice dietro gli ocelli, e le tempie, sono
lisci, con pochissimi piccoli punti. Pronoto, mesoscuto, scutello e
postscutello hanno punti grossi, separati da interspazi careniformi, spesso
uniti formando rugosità longitudinali. Mesoepisterno con punti più
piccoli e meno fitti. Punteggiatura del propodeo circa come in spirzthorax.
Tergite I con punti molto piccoli, modicamente fitti. Tergite II con
punti piccolissimi e molto radi: sono quasi indistinti nel centro, più
visibili alla base, ai lati, e nell'immediata vicinanza del margine apicale.
Sternite II più distintamente punteggiato del corrispondente tergite.
Pilosità come in spinithorax.
Nero, con le zampe bruno-ferruginee. Sono gialli: una fascia, in-
terrotta nel mezzo, alla base del clipeo e due macchiette al suo apice;
una macchietta al disopra dello spazio interantennale; una macchietta
sulle tempie; le parategule; una strettissima fascia apicale sul I tergite.
Ali debolmente imbrunite, con una macchia bruna sulla cellula margi-
nale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 6.5.
d ignoto.
Borneo: Ranav, 11-X-58, 1 2 (L.W. Quate - ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Subancistrocerus clavicornis (Smith) n. comb.
Odynerus clavicornis Smith, 1859, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 3: 21 (6); 1871,
J. Proc. Linn. Soc., Zool. 11: 376. - Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2:
282. - Schulthess, 1914, Zool., Jahrb., Syst., 37: 264.
3d - Clipeo fortemente e regolarmente convesso, leggermente più
lungo che largo, con la parte basale interoculare del doppio più lunga
della parte libera apicale; è debolmente emarginato all'apice, e la di-
stanza che separa i denti apicali è eguale a circa 1/3 della larghezza
massima del clipeo. Antenne fortemente claviformi, con gli articoli IX
26 A. GIORDANI SOIKA
e X del doppio più larghi dei primi articoli del funicolo, e del doppio
più larghi che lunghi. Nel VII articolo - faccia inferiore - inizia la
grande cavità che occupa tutta la faccia inferiore degli articoli succes-
sivi; l'ultimo è grande, fogliaceo ed un poco accartocciato, stretto alla
base, poi allargato, indi nuovamente ristretto fino all'apice, che è
subappuntito e raggiunge la base del IX articolo. Mesosoma circa 1
volta e 1/2 più lungo che largo, modicamente ristretto in avanti, più
fortemente all'indietro. Scutello e postscutello debolmente convessi.
Propodeo con una faccia dorsale orizzontale quasi tanto lunga quanto
il postscutello. I suoi margini laterali sono rettilinei e convergenti al-
l'indietro; carene superiori, laterali ed inferiori molto sviluppate; faccia
posteriore fortemente concava. Femori anteriori fortemente compressi
nella metà basale, poi rigonfi e provvisti inferiormente, nella metà apicale,
di peli argentei molto lunghi. Tibie posteriori con lunghi peli inclinati
e, nella faccia interna, una serie molto fitta e regolare di corti peluzzi
eretti. Tergite I circa 1 volta e 1/3 più largo che lungo, cupoliforme,
con due carene bene sviluppate ed un poco irregolari. Tergite II circa
tanto largo quanto lungo, circa 1 volta e 1/3 più largo all'apice che alla
base, pochissimo rigonfio ai lati. Sternite II assai convesso alla base,
leggermente depresso al centro.
Clipeo con punti grossi e molto fitti: interspazi in media eguali ai
punti. Capo con punti circa della stessa grossezza, ma assai più fitti:
interspazi molto minori dei punti. Sul torace la punteggiatura è fitta
come sul capo, ma assai più grossa. Sul postscutello la punteggiatura
è fina e irregolare. Facce dorsali del propodeo con punti grossissimi
e profondi, separati da interspazi careniformi. Facce laterali con punti
molto più piccoli, a fondo piatto, separati da sottili carene. Faccia
posteriore con piccoli punti superficiali. Sul I tergite i punti sono grossi
come sul torace, o di poco più piccoli, ma meno fitti. La punteggiatura
del II tergite è circa della stessa grossezza, ma più spaziata, con interspazi
maggiori dei punti, tranne che all'apice, ove i punti sono fittissimi.
Sternite II con punteggiatura più rada che sul corrispondente tergite.
Capo e mesosoma con peli eretti fulvi di media lunghezza e densità.
Addome con finissima pubescenza dorata e pochi corti peluzzi.
Nero, con antenne, tegule, zampe, tergiti e sterniti III-VII color
ferrugineo o bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono gialli: mandi-
bole; clipeo; una linea che occupa interamente lo spazio interanten-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 27
nale e sale un poco sulla fronte; i seni oculari; la faccia inferiore dello
scapo; una lineetta sulle tempie; due macchie sul pronoto; una
macchietta sulle tegule; macchiette apicali sui femori anteriori e medi;
la faccia esterna delle tibie anteriori e medie; tutti i tarsi; una fascia
apicale sul I tergite; fasce più larghe, regolari, sul II tergite e sul II
sternite. Ali debolmente imbrunite.
9 - Clipeo debolmente convesso, circa tanto largo quanto lungo,
con emarginatura apicale poco profonda, delimitata da due denti acuti
distanti tra loro circa 1/3 della larghezza massima del clipeo. Dai denti
apicali salgono verso la base del clipeo due grosse carene assai diver-
genti. Il clipeo è irregolarmente e fittamente punteggiato. Antenne
corte, con il IV articolo pochissimo più lungo che largo, ed il V circa
tanto lungo quanto largo. Clipeo giallo, con una macchia, od una linea
trasversale, nera non sempre presente. Zampe interamente ferruginee.
Il resto circa come nel Sd.
Al Museo di Oxford esaminai il tipo, una d di "Mak (assar)", ed,
inoltre i seguenti esemplari:
Sumatra: P. Weh Salang, 25-IX-38, 1 @ (M.A. Lieftinck-ML). -
Sebuku, 15-VI-55, 12 (A.M.R. Wegner-ML).
Giava: Idjen Djerochoendjoer, 28-XII-40, 1 @ (Aluncht-ML).
Sumba: Kodi, 31-VII-49, 16. - Lokujengo, 22-VI-49, 16. - Mau
Marru, 18-VII-49, 1 ®. - Melolo, Laiwuhi, 11-VI-49, 12 (Buhler e
Sutter-ML).
Sulawesi: Manado, Minahasu, 1-VII-49, 1 9 (C. Fransson-ML). -
Makassar, V-1949, 5 6 (C. Fransson-ML). - Sungguminasa, VII-1949,
1 3 (C. Fransson-ML). - Paloe, I-1934, 12 (J.V.D. Vecht-ML). - "S.
Celebes", XII-1936, 1 ¢ (JT.V.D. Vecht-ML). - Toli Toli, XI-XII-1895,
19 (H. Frustorfer-AGS).
Obi: Anggai, 0-50 m, X-1953, 19. - Kasowari, 0-50 m, VIII-IX-
1953, 1 9(A.M. Wegner-ML).
Ambon: Waai, V-1966, 19; 21-11-64, 19. - "Ambon", 0 m, 4-VIII-
62,322 (A.M. Wegner-ML).
Descritto di "Celebes".
ae A. GIORDANI SOIKA
Subancistrocerus im becilluss (Saussure) n. comb.
Odynerus imbecillus Saussure, 1852, Et. Fam. Vesp., 1 126 (2).
Odynerus imbecillus; Saussure, 1855, Et. Fam. Vesp., 3, Suppl.: 197 (6).
Ancistrocerus imbecillus; Bequaert, 1918. Bull. Am. Mus. nat. Hist., 39: 288.
Odynerus imbecillus venne descritto di Giava. Successivamente
Saussure esaminò un secondo esemplare, proveniente da Sierra Leone,
che attribuì alla stessa specie segnalando però alcune differenze. L'esa-
me dell'olotipo, cortesemente inviatomi dalla Dr. J. Casevitz-Villeresse,
mi convinse che l'esemplare descritto nel 1852 è sicuramente specie
orientale, e la località Giava è esatta. L'esemplare citato nel 1855 ap-
partiene certamente ad una delle varie specie afrotropicali del genere
Pseudonortonia provviste di due carene nel I tergite.
L'olotipo di zmbecillus è in pessime condizioni di conservazione:
mancano le antenne, e la posizione molto raggruppata delle zampe ne
impedisce un completo esame.
Fortunatamente nella mia collezione si trova un 6 di Banjoewngl,
Java, che presenta tutte le caratteristiche del tipo di i720eci/lus; non
dubito che si tratti della stessa specie, e ne fornisco una sommaria
descrizione.
3 - Affine a clavicornis. Clipeo un poco meno largo, con punti piu
piccoli e più spaziati. Articolo VI delle antenne normale, in quanto la
concavità apicale delle antenne, molto larga e profonda, inizia esatta-
mente nell'VIII articolo; l'ultimo è circa come in clavicornis. Femori
anteriori normali. Primo articolo dei tarsi medi come in clavicornis.
Come in questa specie le tibie posteriori portano sulla faccia mediale
una serie di fitti peluzzi eretti corti, tutti della stessa lunghezza ma, a
differenza di clavicornis, una serie di peluzzi eretti è presente anche nei
due primi articoli dei tarsi posteriori.
Nero. Sono ferruginez: il funicolo delle antenne; le tegule; le zam-
pe, con la sola eccezione delle anche che sono tutte nere. Sono gzallz:
mandibole; clipeo; una macchietta ovoidale sulla fronte, al disopra dello
spazio interantennale; le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi,
fino al fondo dei seni oculari; una minuta macchietta sulle tempie; la
faccia inferiore dello scapo; due piccolissime macchie sul pronoto; la
faccia esterna delel tibie anteriori; l'apice delle tibie e la faccia esterna
del primo articolo dei tarsi delle zampe medie; una fascia apicale,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 29
molto stretta e regolare, sul I tergite; fasce più larghe ed egualmente
regolari sul II tergite e sul II sternite. Ali quasi jaline.
La ® è a me ignota, e non sono noti altri esemplari.
Subancistrocerus o biensis n.sp.
2 - Affine a clavicornis. Clipeo più convesso, più strettamente e
più debolmente emarginato all'apice, privo di carene. Seni oculari non
rigonfi, punteggiati. Mesosoma come in clavicornis. Addome come in
questa specie, ma il centro del II sternite non è depresso (olotipo), o
lo è molto debolmente (paratipo).
Clipeo lucidisismo, con punti grossi e fitti. Capo e mesosoma meno
fittamente punteggiato che in clavicornis. Addome punteggiato circa
come in questa specie.
Tutto il corpo è ricoperto da una finissima pubescenza argentea,
alla quale si aggiungono, sul capo e sul mesosoma, peluzzi eretti bianchi
di modica lunghezza.
Nero. Sono ferruginet: la mandibole; la faccia inferiore del funicolo
e tutte le zampe. Sono biarco-avorio: una macchietta alla base delle
mandibole; la faccia inferiore dello scapo; una macchietta sulla parte
superiore dello spazio interantennale; i seni oculari; una linea sulle
tempie; una larga fascia sul margine anteriore del pronoto; il postscutello;
le tegule, tranne una macchia basale bruna; le parategule; strette e
regolari fasce apicali sui tergiti I-V, e sugli sterniti II-IV. Ali quasi
jaline.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7.5-8.
Sd ignoto.
Is. Molucche: Obi, Obi Lake, 160-260 m, VII-IX-1953, 2 99,
olotipo e paratipo (A.M.R. Wegner-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
219 A. GIORDANI SOIKA
Subancistrocerus solomonis solomonis Giordani Soika
Subancistrocerus solomonis Giordani Soika, 1981, Boll. Soc. ent. ital., 113: 169
(2)
6 - Affine a clavicornis; ne differisce perché la grande cavità
apicale della faccia inferiore delle antenne inizia nell'VIII articolo, ed
il VII è normale. Femori anteriori poco compressi alla base, debol-
mente rigonfi nella metà apicale, che porta un gruppo di peli bianchi
molto corti e poco abbondanti. Tibie posteriori con peli inclinati
molto più corti e meno abbondanti che in clavicornis; la faccia interna
di queste ed i primi due articoli dei tarsi portano, nella faccia interna,
una serie regolare e fitta di corti peluzzi eretti, più corti e meno
distinti nei tarsi.
9 - Clipeo circa tanto largo quanto lungo, strettamente e debol-
mente emarginato all'apice, con denti apicali che distano tra loro circa
1/4 della larghezza massima del clipeo; la sua superficie è debolmente
convessa, e le carene apicali sono deboli, poco distinte; porta punti
grossi e fitti, con interspazi minori dei punti. Per altre caratteristiche
si veda la descrizione originale.
Is. Salomone: Is. Tukagi, Cocos, 1 9 (R.A. Lever-BM). - Quarters,
9-III-34, 12 (H.T. Pagden-BM). - Is. Guadalcanal, Honiara, 10-14-
IX.53,2 22 (J.D. Bradley-BM). - Lunga, XI-1932 (R.J.A.W. Lever-
BM). - "Britsh Solomons", XII-1932, 19 (R.J.A. Lever-BM). -
Guadalcanal, Betikam Riv., IX-1960, 19 (W.W. Brandt-ML). - Honiara,
0-50 m, 5-X-69, 3 2 (Y. Hirashima-ML). - Velle Lavella, 30 m, 28-
VI-63, 1 @ (P. Shananhan-ML). - Motinakau Riv., 23-V-44, 1 9 (H.E.
Milloron-ML). Russel Is., Yandina Manu, 1 6 (MCZ). New Britain:
Gazelle penins., Gaulim, 130 m, 28-X-62, 1 ® (J. Sedlacek-ML).
Non sono noti altri esemplari.
Subancistrocerus solomonis gizensis Giordani Soika
Subancistrocerus solomonis gizensis Giordani Soika, 1981, Boll. Soc. entom. ital.,
113: 169 (2)
Di questa sottospecie, caratterizzata dalla notevole estensione delle
macchie gialle, esaminai i tipi, 2 2 £ di Ixora, nell'isola di Gizo ed altri
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 31
esemplari, pure di quest'isola: 0-100 m, XI-1970, 1 2; 0-200 m, I-1974
e XII-1975, 1 6 3 29 (N.L.M. Krauss-ML). Non sono noti altri
esemplari.
Subancistrocerus monstricornis (Giordani Soika)
Ancistrocerus (Subancistrocerus) monstricornis; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc.
veneziana ol. nat. 2312410 tie 20/3 (90)
Subancistrocerus monstricornis; Giordani Soika, 1962, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
14: 67; 1977, Mem. Soc. entom. ital., 55: 109.
6 - Affine a clavicornis; ne differisce per i seguenti caratteri: la
cavità apicale della faccia inferiore delle antenne inizia, anche se de-
bolmente, nel VI articolo. I femori anteriori hanno inferiormente lun-
ghi e fitti peli bianchi in tutta la loro lunghezza, e non solo nel rigon-
fiamento apicale. Tibie e primo articolo dei tarsi delle zampe posteriori
non arcuati. Le tibie posteriori portano una serie regolare di corti
peluzzi eretti; i tarsi posteriori non hanno una simile serie di peli, ma
solo una fittissima e bassissima pubescenza argentea.
2 - E' affinissima a clavicornis, e può essere riconosciuta special-
mente per il minore sviluppo delle carene superiori e laterali del
propodeo, e perché segnalata solamente del continente australiano, non
popolato da clavicornis.
Esemplari esaminati:
N. Australia: Port Darwin, 19 (C.R.L. Perkins-AGS). Queensland:
Townsville, 1 6 (G.F Hill - S. Austral. Mus.). - Townsville, the Town,
9 e 20-IX-76, 2 Sd (D.C. e R. Geijsckes-ML). - Black River, Upper
Part, 25 KM NW of Townsville, 24-[X-76, 1 9 (D.C. e R. Geijskes-
ML). - Mackay, varie date, 6 6g 4 9 (R.E. Turner-BM). - Cairns, 1
2 (EP. Dodd csIro Canberra). - Brisbane, varie date, 6 22 746 (H.
Hacker-BM e Queensl. Mus.). - Stradbroke Is., 17-IX-15 e 3-XII-12,
2 dé (H. Hacker - Queensl. Mus.).- Queensland, 1 9 (coll. Saunders-
BM).
N.S. Wales: 1 3 senza precisa località (coll. Smith-BM).
S. Australia: Enfield, Adelaide, 11-I-08, 1 ¢ (Austral. Mus.).
Non mi risulta siano noti altri esemplari.
32 A. GIORDANI SOIKA
Subancistrocerus thalassarctos (Dalla Torre) n. comb.
Odynerus modestus Smith, 1859, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 3: 165 (2); 171, J.
Linn. Soc., Zool., 11: 376. - Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6,2: 283.
Odynerus thalassarctos; Dalla Torre, 1889, Wien. ent. Zeitg., 8: 125.
Ancistrocerus thalassarctos; Giordani Soika, 1941. Boll. Soc. veneziana St. nat., 2,
SOZZI
Subancistrocerus monstricornis nigritus; Giordani Soika, 1988, Boll. Mus. Civ. St.
nat. Venezia, 38: 178 (9 6) n. syn.
3d - Clipeo nettamente più lungo che largo, con punteggiatura più
fina e più spaziata che nelle due specie precedenti. Nelle antenne la
cavità apicale inizia nel VII articolo, il quale è quasi interamente con-
cavo; l'ultimo articolo è conformato circa come in clavicornis, ma è un
poco più corto, per cui il suo apice non raggiunge la base del IX
articolo. Femori anteriori fortemente compressi alla base; nella metà
apicale, che è assai rigonfia, la pilosità bianca è particolarmente lunga
ed abbondante. Le tibie ed il primo articolo dei tarsi delle zampe
posteriori sono debolmente ma nettamente arcuati. Tibie posteriori con
peli inclinati corti e radi; inoltre portano, sulla faccia interna, la serie
regolare di corti peluzzi eretti, la cui lunghezza è circa eguale allo
spessore delle tibie stesse. I due primi articoli dei tarsi posteriori hanno
anch'essi una serie regolare di peluzzi eretti lunghi circa quanto il loro
spessore.
2 - Clipeo circa come in clavicornis, ma con punteggiatura un
poco più fina e meno fitta. Il resto circa come nel 6.
Esaminai, al Museo di Oxford, l'olotipo di Aru. Inoltre esaminai
i seguenti esemplari:
INgovasGatueas Wau. 2930 XI/2N3% 2 2-6 Xue? 1 5 CONI
Richards-BM). - Mt. Missim, 11-VII-85, 322 8 dé (J. Kojima). -
Baliem Camp, 160 m, 19 e 27-XI-38, 2 92 2 dg (LJ. Toxopeus-ML).
- Hollandia, 300-600 m, I 1938, 1 ® (BM). - Kokuda, 1200 ft, IV-1933,
1 ® (L.E. Cheesman-BM). - Njau Limon, S of Mt. Boungainville, 300
ft, II-1936, 1 g (L.E. Cheesman-BM).
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 33
Subancistrocerus sichelii (Saussure)
Odynerus sichelii; Saussure, 1855, Et. Fam. Vesp., 3: 206, Pl. 10 fig. 6 (2). -
Bingham, 1896, Proc. Zool. Sic. London, 1896: 449; 1897, Fauna Br. India, Hym.,
1: 361, 363. - Rothney, 1903, Trans. ent. Soc. London, 1903: 107. - Paiva, 1907, Rec.
Indian Mus. 1: 15. - Dover, 1925, J. Porc. as. Soc. Bengal, NS, 20 (1924): 299. -
Dusmet, 1931, Bol. Soc. ent. Espana, 13: 104.
Ancistrocerus sichelii; Giordani Soika, 1941. Boll. Soc. veneziana St. nat., 2, 3:
242.
Subancistrocerus sichelii; Iwata, 1965, Mushi, 38: 105 (anatomia). - Van der
Vecht, 1967, Bull. zool. Nomencl. 24: 31, 33; 1970, Bull. zool Nomencl., 26: 89. -
Gusenleitner, 1987, Linz. biol. Beitr., 19, 1: 263, fig. 7; 1988, Linz. biol. Beitr., 20,
1S WUT
Ancitrocerus intendens Walker, 1860, Ann. Mag. nat. Hist., 3, 5: 304 (2). -
Motschoulsky, 1863, Bull. Soc. imper. Nat. Moscou, 36, 2: 23.
Odynerus intendens; Binghham, 1896, Proc. zool. Soc. London, 1896: 449;
1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 363, 373.
3d - Clipeo circa 1 volta e 1/3 più lungo che largo, modicamente
convesso ma con l'area mediana un poco depressa; è poco profonda-
mente emarginato, con denti apicali piccoli, acuti, distanti tra loro circa
1/3 della larghezza massima del clipeo. Antenne modicamente claviformi,
allungate, con gli articoli IV e V più lunghi che larghi; gli articoli IX
e X sono soltanto 1 volta e 1/2 più larghi dei primi articoli del funicolo;
la cavità apicale inizia nell'VIII articolo e non è molto profonda; l'ul-
timo è press'a poco simile a quello delle specie precedenti. Propodeo
con carene superiori e laterali poco sviluppate. Tergite I cupoliforme,
circa 1 volta e 1/5 più largo che lungo, con le due carene bene svilup-
pate. Sternite II bruscamente abbassato alla base, più che in ¢a/assarctos,
poi largamente depresso, concavo. Tarsi delle zampe medie lunghi,
dritti, gracili, quasi 7 volte più lunghi che larghi.
Punteggiatura come in tbalassarctos.
Fronte ed addome con finissima pubescenza fulva. Capo, mesosoma
ed addome con peli eretti di media lunghezza, non molto fitti.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo ferruginea o giallo-
ferruginea, e le zampe color bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono
color bianco-avorio o giallo pallido: il clipeo, tranne una macchia cen-
trale bruna; la faccia inferiore dello scapo; una macchietta al disopra
dello spazio interantennale; il fondo dei seni oculari; una minutissima
34 A. GIORDANI SOIKA
macchia sulle tempie; raramente due macchie sul pronoto; una linea,
spesso assente, sulla faccia esterna delle tibie e dei tarsi anteriori; strette
e regolari fasce apicali sui due primi tergiti, ed una fascia apicale più
larga sul II sternite. Ali perfettamente trasparenti, incolori.
2 - Clipeo tanto largo quanto lungo, modicamente emarginato
all'apice, con denti apicali acuti e distanti tra loro circa 1/4 della lar-
ghezza massima del clipeo; da essi salgono due carene più o meno
sviluppate, irregolari, che quasi raggiungono la base del clipeo.
Clipeo nero, o nero con una fascia basale gialla. Zampe nere, con
una sottile linea gialla sulle tibie anteriori. Il resto circa come nel d.
"
Esaminai l'olotipo, 19 di "Goréé (Ind. or.)" nella collezione Sichel
al Museo di Parigi, ed esemplari delle seguenti località:
India: Assam, Nongpoh, 15-X-75, 19 (Caupta-ML). - Manipur,
Kangpokpi, 1535 m, 7-X-76, 12 (Caupta-ML). - Bengal, Calcutta, 15-
VIII-08, 1 ® (E. Brunetti-BM). - Madras, Koympattur, X-1964, 1 @
(P.S. Nathan-ML). - Bombay, 3 2 £ (BM). - Nysore, Bandipur, 1100 m,
3-IV-70, 1 2 (Simon Thomas-MA).
Sri-Lanka: Thwaites, 19 (BM). - Anu Distr., Hunowlagama, 22-26-
V-76, 6 66 (K.V. Krombein-ML). - Ham Distr., Palatupana Tank, 18
20-I-79, 3 6g (K.V. Krombein-ML). - Col. Distr., Ratmalana, 20-22-
VI-78, 12 (K.V. Krombein-ML). - Jaf Distr., Kanniyai, 15 m, 10-X-77,
1 do (K.V. Krombein-ML). - Man Dikstr., Cashew Corp, Mauillu, 17-
21-11-79, 1 g (K.V. Krombein-ML). - Annuradhapura, Maradankadawela,
1SelVa70" tS 12 "(Simon Thomas-MA),
Chagos Archip.: Diego Garcia, Pointe Marianne, 12-18-IV-71, 12
(A.M. Hutson-USNM).
Burma: Rangoon, 1 @ (C.G. Nurse-BM). - Bhamo, VIII-1885, 4
3 36 (L. Fea-MCG). - Mandalay, XI-1885, 19 7 66 (L. Fea-MCG).
- X-1885, 1 é (L. Fea-MCG). - Toungoo, X-1887, 2 29 (L. Fea-MCG).
Viet Nam: Kunkun, N of Pleiku, 550 m, 13-V-60, 16 (L.W. Quate-
USNM).
Thailandia: Chiang Khan, 101° 36' E 17° 52' N, 250 m, 17-VII-
86, 16 (R. Hensen-ML). - Trang, 50 m, 27-VII-86, 18 (R. Hensen-ML).
- Phuket, Patong Beach, 5-19-III-86, 62 £ (Simon Thomas-MA). - Wang
Sapoune, 17. i NelOl] 45 ET EVI 6 RS (Roklensen ND)
- Hna Ton, 23-X-86, 29 2 (P. Pronk-ML). Bangkoh, 26-III-31, 299
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 35
AMIRENTS3I TS (EL Smith USN).
Cambogia: Siem Reap, XI-1958, 12 (N.L.H. Krauss-USNM).
Malaya: Penang, 25-26-III-66, 29 2 (H.P. Pagden-BM). - Batu
Kawan, Prov. Wellesley, 10-IV-61, 19 (H.P. Pagden-BM). - Singapore,
20-11-31, 22 2; V-1969, 12 (K.M. Guichard-AGS).
Descritto di "Les Indes orientales" (sicheliz) e "Ceylon" (intendens),
successivamente segnalato di Sikkim, Nepal, Barrackpore, Siliguri,
Mussoree, Bandra, Burma, Tenasserim.
Subancistrocerus reflexus n.sp.
6 - Clipeo circa come szchelti, ma assai più convesso. Antenne con
gli articoli IV e V circa tanto larghi quanto lunghi; nella parte apicale
sono fortemente claviformi, con il X articolo del doppio più lungo che
largo e del doppio più largo dei primi articoli del funicolo; l'articolo
XI è grande, nettamente più lungo che largo. Gli articoli IV-IX sono
provvisti inferiormente, e per tutta la loro lunghezza, di tiloidi sottili
e rettilinei. La concavità apicale inizia nel IX articolo; l'ultimo è quasi
pianeggiante, grande, circa del doppio più lungo che largo, di forma
ovale; il suo apice, largamente arrotondato, raggiunge la base del X
articolo. Propodeo con carene laterali e superiori bene sviluppate. ma
confuse nella grossissima punteggiatura. Tergite I cupoliforme, circa 1
volta e 1/2 più largo che lungo. Tergite II 1 volta e 1/3 più largo che
lungo, con il margine apicale riflesso e preceduto da una serie regolare
di grossi punti. Sternite II non sporgente alla base, ma modicamente
convesso nel terzo basale e molto debolmente convesso dopo. Tarsi
medi di forma molto particolare: il I articolo è lungo quanto i tre
articoli successivi, e come l'ultimo, ed è fortemente arcuato. I tre primi
articoli dei tarsi posteriori hanno una serie regolare di peluzzi eretti,
lunghi circa quanto lo spessore dei tarsi stessi.
Clipeo punti piccolissimi e molto radi. Capo e mesosoma punteg-
giati circa come nelle specie precedentemente descritte, ma la faccia
posteriore del propodeo è in massima parte liscia, e la grossissima
punteggiatura delle facce dorsali ne invade solo la parte più alta. Il
3 6 A. GIORDANI SOIKA
I tergite ha punti grossi come quelli del torace, quasi egualmente fitti.
Sul II tergite i punti sono più grossi e più fitti, con interspazi minori
dei punti; si arrestano a breve distanza dal margine apicale con una
serie regolare di grossissimi punti.
Capo e mesosoma con pilosità corta e rada. Addome quasi glabro.
Nero, con antenne e zampe color bruno-ferrugineo più o meno
scuro. Ultimo articolo delle antenne color arancio. Sono color giallo
vivo, o giallo-arancio: mandibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo;
una macchietta sullo spazio interantennale; i seni oculari; una lineetta
sulle tempie; una fascia di media larghezza, assai abbreviata ai lati, sul
pronoto; le parategule; una fascia sul postscutello; macchie apicali sui
femori anteriori e medi; una linea sulle tibie anteriori ed una macchia
sul primo articolo dei tarsi medi; fasce apicali regolari sui due primi
tergiti e sul secondo sternite. Ali subjaline.
Lunghezza fino al margine posteriore del II tergite: mm 6.
Qing
India: Orissa, 9-X-64, 1 6 olotipo; 3-IX-64 164 (S.D. Jayakas e
H. Spurway-ML).
Thailandia: NW Chiangmai, Fang, 500 m, 12-19-IV-58, 16 (T.C.
Maa-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Subancistrocerus domesticus (Williams)
Ancistrocerus domesticus Williams, 1928, Phil. J. Sc., 35: 79-99, Pl. 6, fig. 6.
(2).
Odynerus (Ancistrocerus-Subancistrocerus) domesticus; Sculthess, 1934, Arb. morph.
tax. Ent. Berlin - Dahlem, 1: 69.
Ancistrocerus (Subancisotrocerus) domesticus; Baltazar, 1966, Pacif. Ins. Mon., 8:
301.
Subancistrocerus domesticus; Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. Civ. St. nat. Ve-
nezia, 35: 82.
Odynerus imbecillus; Zavattari, 1911, Annuario Mus. Zool. Univ. Napoli, NS,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 37
{| 925)
6 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, con emarginatura apicale
poco profonda, ma larga, per cui i denti apicali distano tra loro quasi
metà della larghezza massima del clipeo. Antenne debolmente claviformi,
con il IV articolo più lungo che largo, ed il successivo circa tanto largo
quanto lungo. Il funicolo si allarga molto gradatamente, ed il X articolo
è meno largo del doppio dei primi articoli. La cavità apicale inizia nel
IX articolo, ma già l'VIII presenta, nella metà apicale, una leggera
depressione. L'ultimo articolo è grande, accartocciato, largamente ar-
rotondato all'apice, il quale raggiunge la base del X articolo. Seni oculari
rigonfi e lucidi, non punteggiati. Propodeo con carene superiori
sviluppatissime; carene laterali ed inferiori presenti, ma poco svilup-
pate. Tergite I 1 volta e 1/2 più largo che lungo. Tergite II normale,
non riflesso all'apice. Sternite II assai sporgente alla base, depresso
dopo.
Clipeo con punti piccolissimi e molto radi, pressoché indistinti.
Capo con punti grossi e fitti, ma con interspazi non careniformi. Torace
con punti assai più grossi ed egualmente fitti. Facce dorsali del propodeo
con punti grossissimi, a fondo piatto, separati da interspazi formati da
grosse carene. Faccia posteriore del propodeo punteggiata solo nella
parte più alta. Facce laterali con punteggiatura irregolare e superficia-
lissima. Femori anteriori normali. Primo articolo dei tarsi fortemente
depresso nella metà basale, poi rigonfio. Tibie e tarsi posteriori senza
serie regolare di corti peluzzi eretti. Tergite I con punti più piccoli di
quelli del torace, modicamente fitti: interspazi in media eguali ai punti.
Tergite II con punti assai più piccoli, molto spaziati, nettamente più
fitti in prossimità del margine apicale. Sternite II con punti più grossi
e più spaziati.
Tutto il corpo porta una finissima pubescenza fulva alla quale, sul
capo e sul mesosoma, si aggiungono corti peli eretti, pure fulvi.
Nero, con le zampe in parte bruno-ferruginee, e la faccia infriore
del funicolo ferruginea. Sono gialli: mandibole; clipeo; faccia inferiore
dello scapo; una macchietta sullo spazio interantennale; i seni oculari;
una lineetta sulle tempie; la metà anteriore della faccia dorsale del
pronoto; il postscutello; le tegule; le parategule; gran parte delle zam-
pe; larghe e regolari fasce apicali sui due primi tergiti e sul secondo
sternite. Ali molto leggermente imbrunite.
3 8 A. GIORDANI SOIKA
2 - Clipeo debolmente convesso, tanto lungo quanto largo, de-
bolmente emarginato all'apice, con denti apicali distanti tra loro circa
1/3 della larghezza massima del clipeo; da essi salgono due lunghe
carene, più o meno sviluppate; porta punti piccoli e poco fitti.
Clipeo giallo. Il resto circa come nel dé.
Is. Filippine Luzon, Aaparre, 9-VIII-03, 26 6 (MCZ).- Cagayan,
DINE ISIS (GS banksu(MeEZ)h = wos an sN 25 dl om one:
Nolledo-MCZ); varie date, 4 22 546 (MCZ). - Laguna, 16 (MCZ).
Pampanga Prov. Clark Filed, 21-X-45, 12 (R.P. Dow-MCZ). - Mindanao:
Kolambungan, 1914, 12 16 (N. Banks-MCZ). - Dapitan, 3 (Baker-
USNM). - Sibuyan: 3 £ 2 56 ¢ (Baker-USNM). - Panay: Culasi, VI-1918,
19 (Mc Gregor-USNM). - Samar: Oquendo, 19 (MCZ). - Biliran, 1 9
(Baker-USNM). - "P.I.", 89 2 56 d (Bur. od. Sc.-MCZ). - Negros: Cuernos
Mts., 2 22 (Baker-USNM).
Descritto di Los Banos e Laguna, Luzon e successivamente da me
segnalato anche di Leyte, Mindanao e Palawan).
Subancistrocerus palauensis (Bequaert e Yasumatus) n. comb.
Pseudonortonia palauensis Bequaert e Yasumatsu, 1939, Tenthredo, 2, 3: 323, PI.
VIII (®). - Krombein, 1949, Proceed. hawn entom. Soc., 13, 3: 374.
3d - Clipeo come in domesticus. Antenne circa come in questa
specie: la cavità apicale inizia nel VII articolo: l'ultimo è grande,
subpianeggiante, largamente arrotondato all'apice, e circa del doppio
più lungo che largo alla base. Seni oculari rigonfi, lisci e lucidissimi.
Mesosoma circa come in domesticus. Tarsi medi come in questa specie.
Tergite I allungato, circa 1 volta e 1/5 più largo che lungo. Sternite II
non depresso nel centro.
La punteggiatura del capo differisce poco da quella dei domesticus,
ma sul mesosoma i punti sono più grossi e molto più spaziati; anche
sull'addome la punteggiatura è assai più rada che in dorzesticus. Per
la colorazione si veda la descrizione originale.
2 - Clipeo molto simile a quello di domesticus, ma con punteg-
giatura più grossa e carene pressoché assenti.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 39
Micronesia: Is. Caroline, Palau, Peliliu Is., I-I]-1948, 12 (HS.
Dybas-AGS); 30-VII-45, 1 2 (H.S. Dybas-ML). - Melekeiok, 7-IV-36,
19 (Z. Ono-MCZ). Koroi, 20-VIII-46, 16 (Townes-AGS). - Angaur Is.,
11-12-VIII-45, 16 (H.S. Dybas-AGS).
Descritta in base ad esemplari di molte località delle isole Palau.
Subancistrocerus yapensis (Yasumatsu) n. comb.
Pseudonortonia yapensis Yasumatsu, 1945, Mushi, 16: 37 (9). - Krombein, 1949,
Proceed. hawn entom. Soc., 13, 3: 374.
3d - Clipeo come in domesticus. Antenne circa come in questa
specie: la cavità apicale inizia nel IX articolo ed in modo assai netto;
l'ultimo articolo è circa come in domesticus, ma è più largo all'apice.
Seni oculari rigonfi, lisci, lucidissimi. Tarsi medi come in dorzesticus.
Punteggiatura del mesosoma circa come in palauensis, ma è net-
tamente più spaziata. Il I tergite è quasi liscio e porta alcuni piccoli
punti solo in prossimità del margine apicale. Anche il II tergite è liscio,
punteggiato solo vicino all'apice.
2 - Clipeo come in domesticus, interamente giallo. Il resto circa
come nel d.
Micronesia: Is. Yap. 1935, 19 (N.L.H. Krauss-AGS). VII-VIII-
1950, 2 2 £(R.J. Goss-MCZ).
Specie nota solo delle isole Yap.
Subancistrocerus similis n.sp.
2 - Molto affine a domesticus. Seni oculari rigonfi, lisci e lucidi
come in questa specie. Carena del pronoto sottile, ma bene sviluppata
in gran parte della faccia dorsale. Faccia posteriore del propodeo
punteggiata sulla parte superiore. Punteggiatura dei due primi tergiti
40 A. GIORDANI SOIKA
più grossa e più fitta, specialmente vicino al margine apicale del se-
condo tergite. Secondo sternite modicamente depresso alla base, non
depresso dopo.
Nero. Sono gsa/li: la quasi totalità delle mandibole; il clipeo, tran-
ne una macchia centrale nera; la faccia inferiore dello scapo; una
macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; i seni
oculari; una linea sulle tempie; la metà anteriore della faccia dorsale
del pronoto; una grande macchia rettangolare sul mesoscuto, vicino
al postscutello; il postscutello; le valvule del propodeo; tegule;
parategule; gran parte della faccia esterna dei femori anteriori e medi;
tutte le tibie, tranne una macchia ventrale bruna; i tarsi, in parte
giallo-ferruginei; una fascia apicale, modicamente allargata nel mezzo,
sul I tergite; una fascia apicale, fortemente allargata nel mezzo e,
meno fortemente, ai lati sul II tergite; una fascia apicale allargata nel
mezzo ed ai lati, sul II sternite; i margini apicali dei tergiti e sterniti
III-IV. Ali quasi jaline.
Lunghezza fino al margine posteriore del II tergite: mm 7.5-8.
d ignoto.
Is. Filippine: Is. Samar, 29 2, olotipo e paratipo (Baba-USNM).
Olotipo nell'US Nat. Museum di Washington.
Subancistrocerus similis negrosensis n. ssp.
2 - Differisce dalla forma nominale per avere le fasce dei primi
due tergiti e del secondo sternite strette e regolari ed i tergiti e sterniti
III VI interamente neri.
Dimensioni come nella forma nominale.
d ignoto.
Is. Filippine: Negros, Cuernos Mts, 19 (Baker-USNM). - Tawi Tawi,
Tarawakan, 25 e 28-X-61, 2 22 (Noona Dan Exp.-UZMC).
Olotipo nell'U.S. Nat. Museum di Washington.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI dal
Subancistrocerus esakii (Bequaert e Yasumatsu) n. comb.
Pseudonortonia esakii Bequaert e Yasumatsu, 1939, Tenthredo, 2, 3: 319 (9g).
- Krombein, 1949, Proceed. hwan. entom. Soc., 13, 3: 374.
Questa specie, delle isole Palau, è a me ignota.
Subancistrocerus ab do ninalis nsp.
3 - Clipeo tanto largo quanto lungo, con la parte basale interoculare
del doppio più lunga della parte libera apicale; è debolmente e larga-
mente emarginato all'apice ed i denti apicali, corti ed acuti, distano tra
loro circa 1/3 della larghezza massima del clipeo; è visibilmente più
convesso che nelle specie precedenti. Antenne circa come in dorzesticus,
ma gli articoli IV e V sono più lunghi che larghi, ed il successivo è tanto
largo quanto lungo. La cavità apicale inizia nell'VIII articolo, ma nel
VII si osserva già una leggera depressione apicale. L'ultimo è confor-
mato circa come in yapersis. Seni oculari rigonfi e lucidi. Postscutello
orizzontale, debolmente convesso. Nel propodeo le carene superiori
sono sviluppatissime ed in alto, dietro il postscutello si uniscono sulla
linea mediana, delimitando posteriormente una faccia dorsale orizzon-
tale e conceva, lunga quanto il postscutello. Il primo articolo dei tarsi
medi ha la faccia dorsale interamente depressa ed è quasi regolarmente
arcuato. Tergite I circa 1 volta e 2/5 più largo che lungo, con le due
carene bene sviluppate. Tergite II di poco più largo all'apice che alla
base, pochissimo rigonfio ai lati. Il suo apice è fortemente riflesso, ed
il solco che precede la lamella apicale riflessa è assai più largo nel mezzo
ed è, specialmente in questa zona, fittissimamente punteggiato con
interspazi anche spiniformi. Sternite II come in domesticus.
Clipeo con punti piccolissimi e molto spaziati, per cui quasi appare
liscio. Capo con punti di media grossezza, fitti ma non fittissimi. Torace
con punti assai grossi, modicamente fitti, interspazi minori dei punti
ma non careniformi. Facce dorsali del propodeo con punti grossissimi
a fondo piatto, separati da interspazi careniformi.
Facce laterali con punti di poco più piccoli ma superficialissimi,
separati da interspazi pianeggianti. Faccia posteriore quasi completa-
42 A. GIORDANI SOIKA
mente liscia. Tergite I con punti più piccoli di quelli del torace, con
interspazi in media eguali o minori dei punti.
Tergite II con punti grossi come quelli del pronoto o del mesoscuto,
ma allungati, con interspazi in media minori dei punti; nel solco
preapicale, e specialmente nel suo allargamento mediano, i punti sono
irregolari e fittissimi, con interspazi talvolta spiniformi. Punteggiatura
del II sternite più fina e più rada.
Capo e mesosoma con peli eretti fulvi di varia lunghezza. Addome
quasi glabro.
Nero, con antenne e zampe color bruno-ferrugineo più o meno
scuro, e la faccia inferiore del funicolo ferruginea. Sono gialli: man-
dibole: clipeo; faccia inferiore dello scapo; una macchietta al disopra
dello spazio interantennale; i seni oculari; una lineetta sulle tempie; il
terzo anteriore della faccia dorsale del pronoto; il postscutello; le tegule;
le parategule; macchie sulla faccia anteriore delle anche anteriori e
medie; gran parte dei femori anteriori; la metà apicale della faccia
esterna dei femori medi e posteriori; la quasi totalità delle tibie e dei
tarsi di tutte le zampe; sul I tergite una fascia apicale, stretta ai lati,
più larga nel mezzo; sul II tergite una fascia apicale leggermente allar-
gata ai lati e più fortemente nel mezzo; sul II sternite una fascia della
stessa larghezza, ma quasi regolare. Ali debolmente, quasi uniforme-
mente, imbrunite.
2 - Clipeo circa come in domesticus, ma privo di carene, e con
punteggiatura più grossa. Clipeo giallo. Il resto circa come nel d.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 11-12,
o mimi)
Is. Filippine: Mindanao, Kolambugan, 26 2, olotipo e paratipo
(Baker-USNM). - Dapitan, 29 2 18 (Baker-USNM). - Davao, 16 (Baker-
USNM). - Basilan, 19 (Baker-USNM).
Olotipo nell'US Nat. Museum di Washington.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 43
Subancistrocerus nigritus n.sp.
2 - Affine a S. kankauensis:(Sculthess). Clipeo di poco più largo
che lungo, strettamente e debolmente emarginato all'apice, con denti
apicali piccoli, acuti, debolmente carenati; la sua superficie è modica-
mente e quasi regolarmente convessa, ma leggermente depressa tra le
carene apicali. Carena del pronoto assente nel mezzo, largamente ar-
cuata sugli omeri. Carene laterali, inferiori e superiori del propodeo
molto sviluppate; queste ultime si uniscono tra loro dietro il postscutello,
formando un'unica carena trasversale sviluppatissima, che separa net-
tamente dalla faccia posteriore una faccia dorsale orizzontale, forte-
mente concava, con alcuni larghi solchi longitudinali. Tergite I quasi
emisferico, con due carene trasversali molto nette e molto sviluppate;
l'area da esse compresa porta, nella metà anteriore, una serie di solchi
longitudinali, più o meno larghi e più o meno fitti. Tergite II circa tanto
largo quanto lungo e tanto largo all'apice che alla base, modicamente
rigonfio ai lati. Sternite II debolmente e quasi regolarmente convesso.
Clipeo con punti piccoli, molto spaziati. Capo finemente e fitta-
mente punteggiato, con interspazi sottilmente careniformi sulla fronte
e sul vertice, un poco meno fitti sull'occipite e sulle tempie. Pronoto
con punti più grossi che sul capo, egualmente fittissimi. Sul mesoscuto
e sullo scutello i punti sono nettamente più spaziati. La parte superiore
e la parte più alta della parte inferiore del mesoepisterno portano punti
grossi circa come quelli del pronoto, ma tutto il resto della parte in-
feriore è quasi interamente liscia, con punti piccolissimi e molto radi.
Facce dorsali del propodeo con punti grossissimi e fittissimi, separati
da interspazi careniformi. Facce laterali subopache, con punti minutis-
simi, molto fitti e molto superficiali. Faccia posteriore liscia, ma con
alcuni punti vicino alle carene superiori. La faccia dorsale del I tergite
porta punti grossi quasi come quelli del mesoscuto, fittissimi, con ten-
denza degli interspazi a formare rugosità longitudinali. Tergite II pun-
teggiato circa come nel precedente ma con punti assai meno fitti. Sternite
II con punti piccolissimi, molto spaziati.
Capo e mesosoma con peli eretti fulvi, e modica lunghezza, non
molto fitti. Tergiti con una fittissima pubescenza dorata.
Nero, con i tarsi bruno-neri più o meno scuri. Sono gialli: gran
parte delle mandibole; due fasce longitudinali sul clipeo; la faccia in-
feriore dello scapo; una lineetta sulle tempie; l'apice dei femori ante-
dé A. GIORDANI SOIKA
riori; una linea sulla faccia esterna delle tibie anteriori, ed una sot-
tilissima fascia apicale sul II tergite. Ali quasi jaline, con una grande
macchia bruna sulla cellula marginale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-8.
d ignoto.
Borneo: Sabah, near Long Pa Sia (West), 1010 m, 1-14-IV-87, 4
2 2, olotipo e paratipi. - Near Long Pa Sia (East), 1000 m, 1-13-IV-
87, 12 (C. v. Achterberg-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Subancistrocerus kankauensis (Schulthess) n.comb.
Odynerus (Ancistrocerus - Subancistrocerus) kankauensis Schulthess, 1934, Arb.
morph. tax. Ent. Berlin --Dahlem, 1: 69 (96) (partim).
Ancistrocerus (Subancistrocerus) kankauensis; Baltazar, 1966, Pacif. Ins. Mon., 8:
301.
Nortonia kankauensis; Twata, 1939, Trans. nat. Hist. Soc. Formosa, 29: 70 (biol.);
1942, Tenthredo, 4: 18, 102, (biol).
Ancistrocerus kankauensis; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat.,
2, 3: 242, fig. 20.
6 - Clipeo circa come in bambongensis; anche i tarsi medi sono
come in questa specie. Ma assai diverse sono le antenne: la cavità apicale
occupa solamente l'XI articolo e l'ultimo articolo ne è quasi il coper-
chio. Esso è un poco più lungo di 1 volta e 1/2 la sua larghezza ed è
largamente arrotondato all'apice; i suoi margini laterali sono subparalleli.
2 - Clipeo tanto lungo quanto largo, debolmente emarginato al-
l'apice, con denti apicali distanti tra loro un poco meno di 1/3 della
larghezza massima del clipeo; è modicamente convesso, con l'area
mediana depressa vicino all'apice e delimitata ai lati da due carene
fortemente arcuate. La metà basale del clipeo porta punti di media
grossezza ed abbastanza fitti, con interspazi spesso minori dei punti;
ma la metà apicale è quasi liscia.
Clipeo giallo. Il resto circa come neld .
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 30
Taiwan: Kankau, VII-1912, 16. - Teraso, II-1910, 1°. - Taihorin,
X-1910, 12 (H. Sauter-AGS).
Questa specie è stata descritta di Taiwan e delle Filippine, ma gli
esemplari di queste isole appartengono alla specie seguente.
Subancistrocerus bambongensis Giordani Soika
Subancistrocerus bambongensis Giordani Soika, 1981, Boll. Soc. entom. ital.,
51/0 fisse 3-415):
3 - Alla descrizione originale va aggiunto che il I articolo dei tarsi
medi è arcuato e depresso in tutta la sua lunghezza.
La è tuttora ignota.
Is. Filippine: Luzon, Bombong, 16-V, 16 (olotipo) (Bottcher-AGS).
- Lima, 16 (coll. AGS). - Kolambugan, I-1915, 16 (Béttcher-AGS). -
Sibuyan, 46 d (Baker-USNM). - Mindanao, Surigao, 16 (Baker-USNM).
Non sono noti altri esemplari.
Subancistrocerus angulatus n.sp.
4 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, con la parte basale
interoculare del doppio più lunga della parte libera apicale; è molto
debolmente emarginato all'apice, ed i denti apicali distano tra loro
circa metà della larghezza massima del clipeo. E' fortemente convesso.
Antenne circa come in abdorzinalis; la cavità apicale inizia a metà dell'VIII
articolo, ma già l'articolo precedente presenta una distinta depressione
apicale; l'ultimo è circa come in domesticus. Seni oculari rigonfi e lisci,
lucidi. Mesosoma circa come in abdominalis; ma l'apice del II tergite
è normale, non riflesso e preceduto da una serie quasi regolare di
punti grossissimi ed allungati.
Clipeo con punti piccolissimi e molto spaziati, più distinti presso
la base che nel resto. Capo finamente e fittamente punteggiato. Torace
con punti assai più grossi e di poco meno fitti. Punteggiatura del
46 A. GIORDANI SOIKA
propodeo come nell'abdorzizalis, ma la faccia posteriore porta tracce
evidenti di punti nella metà superiore. Tergite I con punti di poco
meno grossi di quelli del torace, modicamente fitti: interspazi in media
circa eguali ai punti. La base del II tergite è punteggiata circa come
il tergite precedente, ma poi nel centro i punti diventano assai più
piccoli, obliqui e molto spaziati; ritornano più grossi e più fitti in
prossimità della serie preapicale di punti grossissimi ed allungati. Sul
II sternite i punti sono di media grossezza ed assai spaziati.
Pilosità come in abdorzinalis.
Nero, con antenne, zampe, tergiti IV-VII e sterniti V-VII color
bruno-ferrugineo più o meno scuro, e la faccia inferiore del funicolo
ferruginea. Sono gzalli: mandibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo;
una macchietta al disopra dello spazio interantennale; i seni oculari;
una linea sulle tempie; il terzo anteriore della faccia dorsale del pronoto;
postscutello; tegule; parategule; una macchia sulla faccia anteriore di
tutte le anche; gran parte dei femori anteriori e medi; tutte le tibie ed
i tarsi, tranne una breve linea bruna sulla faccia interna delle tibie
medie e posteriori; una fascia apicale sui tergiti I e II e sul II sternite;
fasce apicali, più strette, sul III tergite e sugli sterniti IMI e IV. Ali
debolmente imbrunite, con una macchia bruna sulla cellula marginale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.5-10.
2 ignota.
Is. Filippine: Samar, 16, olotipo, (Baker-USNM). - Leyte, Tacloban,
2 36 (Baker-USNM). - Panay, Culasi, VI-1918, 16 (Mc Gregor-USNM).
- "Panay", 16 (Baker-USNM).
Olotipo nell'US Nat. Museum di Washington.
Subancistrocerus camicrus (Cameron)
Odynerus camicrus Cameron, 1904, Entomologist, 37: 159 (4).
Ancistrocerus (Subancistrocerus) camicrus; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. vene-
ziana St. Mat., 2,3: 241, fie. 20/2.
Subancistrocerus camicrus; Gusenleitner, 1988, Linze biol. Beitr., 20, 1: 178. (= S.
obscuripennis Gus. 1987).
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI Ae i
Subancistrocerus obscuripennis Gusenleitner, 1988, Linzer biol. Beitr., 19, 1: 263,
fia (6 (2).
Ia @ di questa specie è stata recentemente descritta da
Gunsenleitner, e ritengo utile ridescrivere il 6, che presenta alcune
caratteristiche interessanti.
3 - Clipeo tanto lungo quanto largo, con la parte basale interoculare
solo 1 volta e 1/2 più lunga della parte libera apicale; è molto debol-
mente emarginato all'apice, che è largo circa 1/3 della larghezza mas-
sima del clipeo; è modicamente convesso. Seni oculari normali, non
rigonfi, punteggiati. Antenne con l'XI articolo del doppio più largo dei
primi articoli del funicolo. La faccia inferiore degli articoli V-VII por-
tano piccole formazioni subcircolari, molto piccola quella del V arti-
colo, e progressivamente sempre più grandi fino all'VIII. Solo nel IX
inizia la cavità apicale che, però, ha il suo sviluppo negli articoli suc-
cessivi; l'ultimo è piriforme, depresso, ed il suo apice raggiunge la base
dell'XI articolo. Mesosoma circa come nel truncatus. Nelle zampe il
primo articolo dei tarsi medi è debolmente arcuato, ed il secondo non
è allungato né arcuato alla base, ed in tutto simile agli articoli succes-
sivi. Tergite I circa 1 volta e 1/2 più largo che lungo. Tergite II un poco
più largo all'apice di 1 volta e 1/2 la sua larghezza alla base; è più
rigonfio ai lati che in truncatus. Sternite II modicamente convesso alla
base, debolissimamente convesso dopo.
Clipeo pressoché liscio. Capo con punti di media grossezza, molto
fitti. Pronoto e mesoepisterno con punti grossi circa come nel capo, di
poco meno fitti. Mesoscuto con punti molto più grossi, modicamente
fitti. Facce dorsali e posteriori del propodeo circa come in truncatus.
Tergite I con punti piccoli e poco fitti; interspazi eguali o minori dei
punti. Tergite II con punti simili a quelli del tergite precedente, ma
nettamente più spaziati; più piccoli e più radi nel centro, più grossi e
fittissimi in prossimità del margine apicale. Sternite II con punti piccoli
e molto spaziati.
Capo e mesosoma con lunghi peli argentei. Addome con bassissima
pubescenza fulva e pochi corti peluzzi.
Nero, con parte del funicolo e le tegule ferrugizei. Sono color
giallo o giallo-arancio: due macchie sul pronoto; una fascia sul
postscutello; le parategule; una stretta fascia apicale sul I tergite; fasce
apicali un poco più larghe sul II tergite e sul II sternite. Sono netta-
48 A. GIORDANI SOIKA
mente gialli: mandibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo; una
macchietta al disopra dello spazio interantennale; i seni oculari; una
macchietta sulle tempie; l'apice dei femori anteriori e medi; gran parte
delle tibie anteriori e medie; l'apice delle tibie posteriori e gran parte
dei tarsi di tutte le zampe. Ali jaline, con una macchia bruna sulla
cellula marginale.
Esaminai l'olotipo, 1 6 di Darjeeling, al British Museum, ed esem-
plari delle seguenti località:
India: Sikkim, Melli, 235 m, 4-VI-76, 16 (G. Sing-AGS). - Bengal,
Tista, Kalimpong, 22-V-66, 16 (Gupta-USNM).
Thailandia: Chiangmai, 15-VI-52, 16 (D.E. Thurman-USNM). -
Phuket Is., 7° 47' N 98° 19 E, I-VIII-86, 2 6 d (R. Hensen-ML). - 13
Km SE Hat Yai, 100 m, 6° 56' N 100° 23"E, 24-VII-86, 16 (R. Hensen-
NIGER ne EN 008 605 ORSI lensea Mio)
Burma: Bhamò, XI-1886, 16 (L. Fea-MCG). -
Tenasserim: Hauntraw, III-1896, 16 (Bingham-AGS). - Mykyna,
175 m, 1-14-III-34, 16 (Malaise-ML).
Malaya: Selangor, Ulu Langat, 300-3900 m, 13-VI-58, 16 (USNM).
- Luboktamang, 3600 ft 22-V-31, 12 (H.T. Pagden-AGs).
Gia segnalato di Darjeeling, Nepal e Thailandia.
Gen. Stenodyneriellus Giordani Soika
Stenodyneriellus Giordani Soika, 1962, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 14: 65,
71. - Carpenter, 1986, Psyche, 93: 85. - Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh.
Leiden, 260: 55.
Hylodynerus; Van der Vecht in sched. - Gusenleitner, 1988, Linzer biol. Beitr.,
20: 180. - Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh. Leiden, 260: 26.
Tipo: Stenodyneriellus turneriellus Giordani Soika 1962.
Regione orientale, Australia e Papuasia.
Specie di medie e di modiche dimensioni. Clipeo di forma assai
varia, con l'apice troncato od emarginato, anche molto largamente e
profondamente, con denti apicali lunghi, gracili, spiniformi; quasi sem-
pre le differenze tra il clipeo dei dd e quello delle Sd sono assai
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI so
modeste. In due specie gli occhi hanno una corta e fitta pilosità, come
in Eumenes lucasius Saussure. Mesosoma di poco più lungo che largo,
ad eccezione di longithorax n.sp., nel quale è quasi del doppio più
lungo che largo. Carena anteriore del pronoto quasi sempre bene svi-
luppata e regolare, largamente arcuata sugli omeri ma, in molte specie
australiane, strettamente arcuata o nettamente angolosa. In sequestratus
(Nurse) il pronoto è molto sporgente in avanti, con margini laterali
subparalleli e facce laterali rientranti, fortemente concave. Postscutello
non sporgente, pianeggiante o leggermente convesso, orizzontale od
anche declive. Facce dorsali del propodeo poste circa all'altezza del
postscutello, talvolta più o meno prolungate in direzione mediale, ed
unite tra loro sulla linea mediana, separando così il postscutello dalla
faccia posteriore del mesosoma. Questa è più o meno largamente e più
o meno profondamente concava. Carene superiori del propodeo in
qualche specie totalmente assenti, in altre bene sviluppate e regolari,
talvolta sporgenti in alto sì da formare due denti posti dietro il
postscutello. Tegule generalmente larghe, più strette nelle specie au-
straliane che in quelle indonesiane, ancora più strette in fegularis n.sp.
ove la loro lunghezza è quasi il doppio della larghezza; lobo posteriore
sempre piccolo, corto. Parategule normali. Nulla di particolare nelle
zampe ed ali. Primo tergite non o di poco più stretto del tergite suc-
cessivo, cupoliforme, quasi sempre assai più largo che lungo; solo in
due specie, rufinodus n.sp. e nitidus n.sp. è più stretto del tergite
successivo e circa tanto lungo quanto largo. In pseudancistrocerus
(Giordani Soika) la faccia anteriore è separata dalla faccia dorsale da
una carena più o meno sviluppata. Il margine apicale del II tergite è
privo di lamella, con le sole eccezioni delle specie guttulatus (Sauss.)
ed heterospilus (Cameron) nelle quali il II tergite porta una lamella
apicale molto sottile, spesso assente ai lati per usura. Tergiti III e
successivi sempre privi di lamella apicale. Secondo sternite con la base
leggermente convessa, o subpianeggiante od anche leggermente de-
pressa.
Allo stato attuale delle nostre conoscenze questo genere annovera
48 specie, con alcune sottospecie, di cui 12 abitanti il continente au-
straliano.
50 A. GIORDANI SOIKA
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE NON
AUSTRALIANE DEL GENERE Stenodyneriellus ‘0
1 Secondo tergite con una lamella apicale sottilissima e
traslucida; bene sviluppata sul dorso, si accorcia ai lati
e poi scompare senza raggiungere i margini laterali.
e O RE ERI SCRIVO IS PRA DD,
= Secondo tergite privo di lamella apicale o con una
lamellafceria gipo eee 2
2 Pronoto di forma molto particolare, con la carena
anteriore sviluppatissima, lamelliforme e presente solo
nella faccia dorsale. Le facce laterali del pronoto sono
fortemente depresse, concave, separate dalla faccia
dorsale da una grossa carena rettilinea....................
oo ra i te ae a 8 sequestratus (Nurse)
— Rronetofgmormale. Lit eee ian 3
3 Occhi con peli eretti corti e molto fitti, come nella
specie afrotropicale Eumenes lucasius Sauss. .......... 4
- Oschiolabuig eli 5
4 Seni oculari rigonfi, fortemente convessi, lisci e lu-
cidi. Clipeo della 9 con punti grossi e fitti. La pilosità
degli occhi è presente sia nei lobi superiori che in
quclliinierionio e boholensis (Schulthess)
a I due primi tergiti hanno punti piccolissimi, talvolta
indistinti, molto spaziati. Base del II tergite con due
macchie laterali gialle. Secondo sternite con due grandi
macchie laterali unite tra loro presso il margine apicale.
Padi dei iatale aiicna, UE ssp. boholensis (Schulthess)
- La punteggiatura dei due primi tergiti è molto più
grossa e più fitta. Base del II tergite senza macchie
gialle. Secondo sternite con due piccole macchie late-
rali e una fascia apicale gialla. .................... ssp. planus n.
= Seni oculari normali, non rigonfi, punteggiati.
Clipeo della 9 con punti molto piccoli ed assai
(1) La Tabella per la determinazione delle specie del continente australiano è stata da me
pubblicata nel 1977 in Mem. Soc. entom. ital., 55: 114-115.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
spaziati. La pilosità degli occhi è presente solo nei lobi
SUPenIO Mind o ihutiihialiola lett. laevis
Faccia posteriore del propodeo nettamente sepa-
rata dalle facce dorsali dalle carene superiori, che
sono bene sviluppate e molto nette; solo in una
specie sono presenti solo nella meta superiore.
Carene superiori del propodeo assenti o pochissimo
su Li Ae sts tit erioacdieieedtlolv
Facce dorsali del propodeo lisce e lucide, prive di
puniesalalura bove alera snianlizcase
Facce dorsali del propodeo almeno in parte punteg-
SA NOR O any aa tielN ole eh a
Parte superiore del mesoepisterno con punti molto
spaziati; parte inferiore liscia, o con punti piccolis-
Simiuestrcmnamentespaziatià astanti. agua
Parte superiore del mesoepisterno fittamente pun-
teggiata; parte inferiore con punteggiatura fitta, od
anche rada, ma sempre ben distinta. ........................
Faccia posteriore del propodeo nettamente e fitta-
mente punteggiata. Parte superiore del mesoepistenro
con alcuni grossi punti. Clipeo della £ con punti più
grossi e più fitti. Mesosoma nero. Tegule e parategule
> Il
n.sp.
29
MGRCH Meeks kak tenet tok trimaculatus (Giordani Soika)
Faccia posteriore del propodeo quasi del tutto liscia.
Parte superiore del mesoepisterno con punti piu
piccoli e pit spaziati. Clipeo della 2 con punti pic-
coli e meno fitti. Mesosoma macchiato di giallo. Tegule
espanarcoule, cial, bath all convexus n. sp.
Circa la meta anteriore del pronoto é gialla. Mesoscuto
nero. Parte inferiore del mesoepisterno nera. ........
Circa i 2/3 basali del pronoto sono gialli. Mesoscuto
con due macchiette gialle. Spesso la parte inferiore del
mesoepisterno è macchiata di giallo. ........................
2
RIO MATRICI IE da TORI ssp. bismarcki n.
Fascia apicale del II tergite fortemente allargata ai lati.
Tergiti III-IV neri. Sternite II quasi interamente gial-
loda bl naam ten made sea, ssp. convexus n.
Fascia apicale del II tergite non allargata ai lati. Apice
52
10
ILL
U2
13
14
A. GIORDANI SOIKA
dei tergiti III-IV gialli o giallastri. Sternite II nero, con
una fascia apicale gialla di media larghezza.
ssp. irianusn.
Tegule strette e lunghe, quasi del doppio più lunghe
che larghe, con il lobo posteriore grande, allungato,
imilansolagel et ee ARES tegularis n.sp.
Tegule larghe, di poco pit lunghe che larghe, con il
lobosposteriorespiccohissimom eae teen. 10
Primo tergite allungato, circa tanto lungo quanto largo
all'apice, molto più stretto del tergite successivo..
Primo tergite più corto, molto meno lungo della sua 11
larghezza all'apice, di poco più stretto del tergite
SUCCESSIVO SRO, APREA ia, A ACS IS
Facce dorsali del propodeo quasi regolarmente con- 12
vesse, fittamente punteggiate. Faccia posteriore del
propodeo con una depressione centrale piccola, poco
profonda. Punteggiatura del I tergite grossa e fitta,
simile a quella delle facce dorsali del propodeo.
PERA RARI ROR eas EER BORER DP ee ANE rufinodus n.sp.
Facce dorsali del propodeo in gran parte pianeggian-
ti, con pochi punti molto spaziati. Faccia posteriroe
del propodeo con depressione centrale grande e pro-
fonda. Punteggiatura del I tergite formata da punti
estremamente piccoli e spaziati........ nitid wus n.sp.
Facce dorsali del propodeo provviste in alto, dietro il
postscutello, di due denti acuti e bene sviluppati. Tergite
I cortissimo, con la faccia anteriore nettamente sepa-
rata dalla faccia dorsale da una sottile piega quasi
CRV ett Ae fistulosus (Saussure)
Facce dorsali del propodeo senza denti dietro il
postscutello. Tergite I pit allungato, con faccia an-
teriore non nettamente separata dalla faccia dorsale. 13
Le facce dorsali e la parte superiore della faccia
posteriore del propodeo hanno punti grossissimi e fit-
ti, con interspazi sottilmente careniforni. ..................
PORUGAO SIN “eis 1 310) perpunctatus n.sp.
Propodeo con punteggiatura differente................ 14
Clipeo, nei due sessi, molto pit largo che lungo, con
15
16
7
18
Uy)
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
emarginatura apicale larghissima e molto profonda,
subrettangolare. Denti apicali molto lunghi e stretti,
bacilliformi, distanti tra loro circa il doppio dello spazio
inicran Ce MTNA SWAN AAP Gee i me oh abe aT,
Glipeogiditiormalidificrcate aliante
Facce dorsali del propodeo fittamente punteggiate,
con interspazi spesso careniformi. .............................
Facce dorsali del propodeo con punti molto meno
fitti; interspazi eguali od anche maggiori dei punti.
RE RSI FORI flavoclypeatus
Mesoepisterno con punti grossissimi, molto più gros-
si di quelli del pronoto o mesoscuto, separati da
interspazi in media eguali ai punti.........................
SC air rubroclypeatus
Mesoepisterno con punti non molto più grossi di quelli
delipronotoo)fraesoseutog + BLEI
Concavità della faccia posteriore del propodeo molto
ampia, bene separata dalle facce dorsali, che sono
BOGONGODWESSCs 4s BAe hy we RIOD
Concavita della faccia posteriore del propodeo pit
piccola, non bene separata dalle facce dorsali, che
SONO VASSal NCOMVESSEN eats seeesrseat: clypearis
Specie più corta, con il mesosoma 1 volta e 1/4 più
lungo che largo. Primo tergite del doppio più largo
che lungo. Nero, con poche macchie e strette fasce
color giallo pallido. ........... birostratus
Specie più allungata, con il mesosoma 1 volta e 1/2
più lungo che largo. Primo tergite meno largo del
doppio della sua lunghezza. Nero e ferrugineo, ab-
bondantemente macchiato di giallo vivo. .................
DIS
UD
ILS)
16
n.sp.
n.sp.
17,
18
n.sp.
n.sp.
ma: Mese Pea Ltrs ae sala insularis(Smith)
Clipeo, nei due sessi, circa tanto largo quanto lun-
go, od anche pit largo che lungo, assai convesso,
largamente emarginato ad arco di cerchio; dai denti
apicali salgono verso la base del clipeo e fino a metà
altezza, due pieghe careniformi rettilinee e parallele,
che delimitano un'area mediana largamente ed intera-
IMCMICHCONICAVA SRO HED cE Ne
20
54
20
ZII
22.
A. GIORDANI SOIKA
Clipeosdiformatditiicrente See, Roi.
Concavità della faccia posteriore del propodeo pic-
cola e non bene separata dalle facce dorsali. Primo
tergite cupoliforme, circa 1 volta e 1/2 più largo che
lungo, con la faccia anteriore molto convessa. Secon-
do tergite molto più largo all'apice che alla base. Clipeo
del 6 circa tanto largo quanto lungo. Ultimo articolo
delle antenne del dé piccolo, debolmente arcuato; il
suo apice non raggiunge la base dell'XI articolo.
De RR VIa A Maat flaviventris
I due primi tergiti hanno grandi macchie gialle iso-
ZA
n.sp.
TARRA Ae e ssp. flaviventris n.
I due primi tergiti non hanno macchie gialle ai lati.
gi e LOR RITARDO ssp. obscutrus n.
Concavità della faccia posteriore del propodeo molto
ampia, nettamente separata dalle facce dorsali, anche
se non vi è traccia di carene superiori. Primo tergite
subtroncato, circa del doppio più largo che lungo, con
la faccia anteriore pochissimo convessa. Secondo tergite
pochissimo più largo all'apice che alla base. Clipeo del
Smolto più largo che lungo. Ultimo articolo delle
antenne del d grande, più fortemente arcuato; il suo
apice quasi raggiunge la base del X articolo. ...........
RR VO: (REE octolineatus
Faccia posteriore del propodeo con cavità centrale
piccola e poco profonda, non bene separata dalle
facce dorsali. La punteggiatura delle facce dorsali
occupa ‘anche parte’ della faccia posteriore. ...........
Faccia posteriore del propodeo con cavità centrale
più ampia e più profonda, più distintamente separata
dalle facce laterali e non punteggiata.......................
Tergite I quasi del doppio più largo che lungo,
con una faccia anteriore fortemente convessa, non bene
distinta dalla faccia dorsale e dalle facce laterali; vista
di profilo presenta un margine superiore quasi rego-
larmente arcuato. Tergite II senza traccia di lamella
n.sp.
DD,
25,
ap caer RAI BOSA LR bannensis (Schulthess)
Tergite I circa 1 volta e 1/2 più largo che lungo, con
25
24
25
26
2%
28
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
una faccia anteriore poco convessa, nettamente distin-
ta dalla faccia dorsale e dalle facce laterali; vista di
profilo presenta un margine superiore nettamente
piegato tra le due facce. Tergite II con una lamella
apicale ‘cortissima‘e poco distinta! Moti.
-ARFDIS INR he TRA Me VEL SARE sublamellatus
Facce dorsali del propodeo nettamente separate
dalla faccia posteriore, che è largamente e profon-
damente concava............... RA LR eR
Facce dorsali del propodeo non nettamente separate
dalla faccia posteriore, che è molto meno concava.
Secondo sternite quasi regolarmente convesso.
Propodeo nero e giallo. Faccia anteriore del I tergite
MRI atch I O ER nigriculus
Secondo sternite fortemente depresso alla base. Gran
parte del propodeo e faccia anteriore del I tergite
D5
n.sp.
24
25
n.sp.
FOSSI IERI OLA, Fae ORE O wickwari (Meade Waldo)
Tutto il vertice, fino alla carena occipitale, porta
punti grossi e fittissimi, con interspazi careniformi.
VIRILE RIEN ge PO Faso SRI) punctula tus
Vertice con punteggiatura meno grossa e meno fitta.
Sul vertice, dietro gli ocelli, i punti sono molto pic-
coli e molto spaziati, con interspazi molto maggiori
dei punti. Clipeo della 2 pochissimo pit largo che
ERE RAErO RTOAIO. bistrigatus
Sul vertice, dietro gli ocelli, i punti non sono parti-
colarmente piccoli, e gli interspazi sono in media eguali
od anche minori dei punti. Clipeo della 2 molto più
Jarcoliehedlungo serie A,
I due primi tergiti hanno punti piccoli e spaziati,
ma ben distinti. Clipeo della ® largamente ed
abbastanza profondamente emarginato all'apice,
con denti apicali acuti. Postscutello quasi interamente
OZONO RO O en IAA NIE Lia
I due primi tergiti sono quasi del tutto privi di pun-
teggiatura. Clipeo della ® troncato all'apice.
n.sp.
26
n.sp.
29]
28
Postscutellomdechivel Asics praeclusus (Nurse)
Propodeo molto sviluppato dietro il postscutello, tan-
5 6
29,
30
Dil:
32
35
A. GIORDANI SOIKA
to da formare una faccia dorsale orizzontale, che se-
para largamente il postscutello dalla faccia posteriore
delimesoso mati e a celebensis n.sp.
Propodeo non sviluppato dietro il postscutello, per
cui questo si affaccia sulla faccia posteriore del
MESOSOMA E E o pseudoplanus n.sp.
Base del II sternite subpianeggiante, senza solco basale
longitudinale. Propodeo non particolarmente rigon-
fio ai lati, con margini laterali non paralleli. ......... 30
Secondo sternite quasi regolarmente convesso, con
un solco basale longitudinale che raggiunge il centro
dello sternite. Propodeo molto rigonfio ai lati, con
marmi lateral, subpanalileli, o 2,0 facilis (Smith)
Facce laterali del propodeo concave, separate dalle
facce dorsali e dalla faccia posteriore da una piega
careniforme assai sporgente. ....... IR DIREI Sl
Facce laterali del propodeo non concave, non sepa-
rate dalle facce dorsali e posteriori da pieghe
GARE rt duplostrigatus (Schulthess)
Postscutello debolmente convesso, non sporgente; non
presenta una faccia dorsale distinta da una faccia
posteriore. Mesoscuto e scutello con punti di media
grossezza, modicamente fitti. Mesoepisterno fittamente
Puofesslaio i en cilicius (Cameron)
Postscutello sporgente, visibilmente gibboso nel
mezzo, con una faccia dorsale bene separata da una
faccia posteriore. Mesoscuto e scutello assolutamen-
te lisci e lucidi. Mesoepisterno egualmente privo di
DUM ie n cilicioides n.sp.
Mesosoma molto allungato, quasi del doppio più lungo
che largo. Mesoscuto più lungo che largo..............
IRSA SARE RA longithorax n.sp.
Mesosoma normale, molto meno lungo di due volte la
sua larghezza. Mesoscuto tanto largo quanto lungo. 35
Facce dorsali del propodeo lisce e lucide nella metà
AN enone SPECIE di imedie dimen i 34
Facce dorsali del propodeo interamente punteggiate.
Specie di piccole dimensioni ....... carinicollis (Cameron)
34
35
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 57
Pronetoginticiameniefieismeo Ri a
Sissi spronato ssp. carinicollis (Cameron)
Pronoto;mero, com, duc macehiette eialle.|, 4.
eee etay a hada Mea em ian VI ANNI ORE ssp. ninimus n.
Base del II sternite convessa. Facce laterali del
propodeo con punti grossissimi e fittissimi nella metà
superiore, con grosse rugosità irregolari nella metà
MICRON e e multipictus (Smith)
Base del II sternite depressa. Facce laterali del
propodeo con punti poco grossi e poco fitti nella
metà superiore, non striati nella metà inferiore. ...
ron ar PIERA DRM GIR PAIR hewittii (Cameron)
Primo tergite corto, circa del doppio più largo che
lungo. Tergite II pochissimo più largo del tergite
precedente. Propodeo con due denti bene sviluppati
dietro il postuscutello. Ultimo articolo delle antenne
del 3 piccolissimo: il suo apice non raggiunge la base
GLAD CMAN ero a guttulatus (Saussure)
Primo tergite più lungo, meno largo del doppio della
sua lunghezza. Tergite II 1 volta e 1/4 più largo del
tergite precedente. Propodeo senza denti dietro il
postscutello. Ultimo articolo delle antenne del 4 di
media larghezza: il suo apice raggiunge, e spesso
olinepassay lal baserdellyX1 articolo...
PRM RO scale oo Mn, heterospilus (Cameron)
Stenodyneriellus sequestratus (Nurse) n. comb.
Odynerus sequestratus Nurse, 1903, Ann. Mag. nat. Hist. 7, 11: 532 (9). -
Ramakrishna Aiyar, 1914, J. Bombay nat. Hist. Soc., 13: 713.
Descrizione di un sintipo di Deesa, 9-01.
3 - Capo, visto di fronte, tanto largo quanto alto. Clipeo circa
tanto lungo quanto largo, modicamente emarginato all'apice, con denti
apicali che distano tra loro circa 1/3 della larghezza massima del
clipeo. Questo è debolmente convesso nella metà basale, quasi pia-
7 8 A. GIORDANI SOIKA
neggiante nella metà apicale. Antenne modicamente allungate, con gli
articoli IV-VI più lunghi che larghi ed il VII subquadrato; l'ultimo è
gracile, digitiforme, quasi dritto, arrotondato all'apice, che quasi rag-
giunge la metà del X articolo. Mesosoma circa 1 volta e 1/3 più lungo
che largo, visibilmente meno ristretto in avanti che all'indietro. Pronoto
fortemente scavato sotto gli omeri, con facce laterali cortissime. La
faccia dorsale avanza fortemente ed è prolungata in avanti da una
lamella traslucida, largamente arcuata sugli omeri. Faccia anteriore
fortemente concava, specialmente. ai lati. Tegule strette. Parategule
piccole, debolmente arcuate. Postscutello poco convesso, debolmente
declive. Propodeo con carene superiori presenti solo in alto, ove
formano, dietro il postscutello, due denti subtriangolari. Carene in-
feriori e laterali del propodeo assenti. Nulla di particolare nelle zampe
ed ali. Tergite I cupoliforme, del doppio più largo che lungo. Tergite
II pochissimo più largo che lungo, e pochissimo più largo all'apice che
alla base. Sternite II quasi regolarmente convesso, con un solco basale
mediano longitudinale bene sviluppato.
Clipeo quasi liscio. Capo con punti piccoli, superficiali, modica-
mente fitti, quasi assenti nei seni oculari. Torace con punti un poco
più grossi e più profondi, con interspazi di poco minori dei punti sul
20
Fig. 20-21 Stenodyneriellus sequestratus (Nurse) 6: 20, antenna; 21, parte anteriore del
mesosoma.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 59
pronoto e sul mesoepisterno; un poco più fitti nella metà anteriore
del mesoscuto. Propodeo quasi liscio, con pochi punti irregolari. I
due primi tergiti ed il II sternite hanno punti piccoli, superficiali, assai
spaziati.
Nero, con le antenne bruno-ferruginee. Sono rosso-ferruginei: le
facce laterali e parte della faccia posteriore del propodeo; le poche
parti non gialle delle zampe, ed il I tergite, tranne due imprecise macchie
brune preapicali. Sono color gzallo pallido o bianco avorio: mandibole;
clipeo; gran parte dello scapo; una grande macchia sulla fronte, al
disopra dello spazio interantennale; i seni oculari; una lunga linea sulle
tempie; una larga fascia sulla faccia dorsale del pronoto; una grande
macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; due minute macchiette
sullo scutello; il postscutello; le facce dorsali del propodeo quasi in-
teramente; la maggior parte delle zampe; tegule; parategule; una fascia
apicale, larga nel mezzo ed assai assottigliata ai lati, sul I tergite; sul
II tergite due grandi macchie rotonde laterali presso la base, ed una
fascia apicale debolmente allargata ai lati e più fortemente, ma stret-
tamente, nel mezzo; fasce apicali, egualmente allargate ai lati e nel
mezzo, sui tergiti III-V; macchie centrali sui tergiti VI e VII; sul II
sternite due grandi macchie laterali, largamente unite ad una fascia
apicale, fasce apicali, allargate ai lati e nel mezzo, sugli sterniti III-V.
Ali perfettamente jaline.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7.5.
Venne descritta di Deesa, ed esaminai un altrod di Bombay, Malir
(Comber-AGS).
Stenodyneriellus boholensis (Schulthess) n. comb.
Lionotus bobolensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Entom. Berlin - Dahlem,
1: 92 (26). - Van d. Vercht, 1937, Treubia, 16, 2: 287. - Baltazar, 1966, Pacific
Monogr., 8: 302.
2 - Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo
circa tanto largo quanto lungo, all'apice è emarginato a semicerchio,
con denti apicali distanti tra loro circa quanto le inserzioni delle an-
tenne; è modicamente convesso, con l'area mediana largamente de-
60 A. GIORDANI SOIKA
pressa. Antenne corte, con il III articolo circa tanto lungo quanto
largo all'apice, ed il IV articolo molto più largo che lungo. Seni oculari
molto rigonfi, convessi, lucidi e privi di punteggiatura. Tempie poco
sviluppate: viste dall'alto appaiono lunghe circa la metà dei lobi superiori
degli occhi. Mesosoma 1 volta e 1/2 più lungo che largo, poco ristret-
to sia in avanti che all'indietro. Scutello pianeggiante. Postscutello
interamente orizzontale, perfettamente pianeggiante e giacente sullo
stesso piano dello scutello. Propodeo piuttosto allungato, con le facce
dorsali unite sulla linea mediana e poste alla stessa altezza del
postscutello; è del tutto privo di carene. La faccia posteriore del
propodeo è largamente e profondamente concava, ma non nettamente
separata dalle altre facce. Nulla da segnalare riguardo ali e zampe.
Tergite I una volta e 1/5 più largo all'apice che lungo, con margini
laterali corti e subrettilinei e abbastanza bene separati dal margine
anteriore. Tergite II pochissimo rigonfio ai lati e di poco più largo
all'apice che alla base. Il margine apicale è semplice. Sternite II in
gran parte pianeggiante, debolmente convesso presso i margini late-
rali.
Clipeo subopaco, con punti fitti, di mediocre grossezza. Capo
pure subopaco, con punti profondi di media grossezza: interspazi
eguali al diametro dei punti o di poco minori. Torace con punti
pochissimo più grossi di quelli del capo e circa di eguale densità.
Facce dorsali del propodeo punteggiate come il torace, ma assai più
fittamente. Facce laterali del propodeo con punti piccoli e molto
spaziati. Faccia posteriore del propodeo liscia e lucida, con tracce di
punti superficialissimi. Tergiti I e II con punti piccolissimi e molto
radi. Sternite II con punti un poco più grossi ed ancora più spaziati.
Capo e mesosoma con finissima pubescenza bianco-dorata e peluzzi
eretti fulvi di media lunghezza. Occhi con pilosità corta, eretta, fulva
e molto fitta. La pilosità è più lunga, più rada e più distinta sull'addome
che sul mesosoma.
Nero. Sono ferruginez più o meno scuri: mandibole; antenne, le
parti non gialle delle zampe; talvolta i lati del I tergite. Sono gzallz:
il clipeo, tranne una macchia centrale bruna; la faccia inferiore dello
scapo; una grande macchia sulla fronte, che occupa tutto lo spazio
interantennale e si prolunga in alto fino a sfiorare l'ocello anteriore:
larghe fasce lungo le orbite interne degli occhi, che occupano inte-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 61
ramente i seni oculari e si prolungano fin quasi all'occipite; le tempie;
la metà anteriore della faccia dorsale del pronoto; gran parte del
mesoepisterno; due linee sul mesoscuto; fasce sullo scutello e sul
postscutello; macchiette sulla parte anteriore delle facce dorsali del
propodeo e grandissime macchie ai lati di questo; tegule; parategule;
le zampe, tranne la faccia superiore di tutti i femori; due macchiette
alla base della faccia dorsale del I tergite ed un'altra, più larga, lungo
il margine apicale; macchie ai lati della base del II tergite; una fascia
stretta, ma allargata nel mezzo, all'apice del II tergite; fasce apicali sui
tergiti III-V ed una grande macchia sul VI il II sternite, tranne una
grande macchia triangolare bruna alla base; fasce strettissime e sinuose
sugli sterniti III e IV. Ali leggerissimamente imbrunite.
36 - Clipeo profondamente emarginato, debolmente e quasi rego-
larmente convesso. Antenne corte, con il IV articolo di poco più lungo
che largo ed il successivo tanto lungo quanto largo; l'ultimo è picco-
lissimo, debolmente arcuato ed il suo apice, che è arrotondato, oltre-
passa di poco la metà dell'XI articolo. Il resto circa come nella 9, ma
il clipeo è interamente giallo.
Forma oplomerocefala. Su 14 ¢ 4, 9 hanno il clipeo molto più
profondamente emarginato, con una distinta variabilità; i denti apicali
sono lunghi e stretti. Ritengo trattarsi di un caso di oplomerocefalia.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9mm 13-15,
3d mm 12-13.5.
Is. Filippine: Bohol: ® ® g g; serie tipica (Sauter-ETHZ). - Luzon:
Los Banos, 29 9 18 (E. Villegas-MCZ); 19 19 (Baker-ML). - Bambong,
V-1913, 16 (Béttcher-AGS). - Laguna, 23-V-53, 19; 18-X-53, 19
(Townes-ML). - Camarines, Sur, Mt. Isarog, 800 m, 30-IV-65, 12 (H.M.
Torrevillas-ML). - Rizal, Mt. Montalban, Wa-Wa Dam, 150-200 m, 22-
II-65, 16; 16-III-65, 22 2 (H.M. Torrevillas-ML). - N.W. Panay, 19
16, (Baker-USNM). - Mindanao, Butuan, 16 (BM). - Dapitan, 16 (Baker-
USNM). - Davao, 1 ®(Baker-USNM). - Iligan, 19 (Baker-USNM). -
Kolambugan, 222 (Baker-USNM). - Surigao, 19 (Baker-ML).
Zamboanga, 16 2 9 9 (Baker-MCZ e USNM). - Samar, 19 (Baker-MCZ).
- Leyte, Tacloban, 19 (Baker-MCZ). - Basilan, 19 (Baker-MCZ).
Erano noti solo i tipi, delle Filippine (Bohol, Catbologan e Luzon).
62 A. GIORDANI SOIKA
Stenodyneriellus boholensis planus n. ssp.
26 - Punteggiatura dei due primi tergiti e del II sternite molto
più grossa e più fitta che nella forma tipica. Sul II tergite mancano le
macchie gialle laterali; sul I tergite le macchie laterali sono appena
accennate o assenti. Il II sternite è nero, con due macchie gialle laterali
di medie dimensioni, ed una fascia apicale.
Dimensioni come nella forma tipica.
Potrebbe trattarsi di specie distinta.
Is. Filippine: Luzon, Mt. Banabao, 1 6. - Malinao, Taybas, 19
olotipo, 16 allotipo (Baker-USNM).
Olotipo nell'U.S. Nat. Museum di Washington.
Stenodyneriellus la e vis n. ssp.
?- Affinissimo a boholensis, dal quale differisce per la punteg-
giatura del clipeo, formata da punti piccolissimi e poco fitti; per
i seni oculari non rigonfi e punteggiati, per la presenza di peli solo
nei lobi superiori degli occhi. Inoltre il propodeo presenta in alto,
dietro il postscutello, due brevi carene lamelliformi verticali,
dentellate all'apice.
Differisce anche per la colorazione, in quanto il mesoscuto è
ferrugineo nei terzi laterali e pure ferruginea è la faccia anteriore del
I tergite. Il clipeo è interamente giallo e la faccia posteriore del propodeo
è color bruno-ferrugineo.
Lunghezza, fino al margine posteriore del I tergite: mm 14.5-5.
d ignoto.
Is. Filippine: Mindoro, S. Luis Calapan, 18-IV-54, 1 olotipo; 13-
IV-54, 1 9 paratipo (Townes-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 63
Stenodyneriellus co nvexus n. ssp.
2 - Clipeo tanto largo quanto lungo, modicamente convesso nel
terzo basale, poi debolmente depresso, con l'apice emarginato ad arco
di cerchio; i denti apicali, triangolari ed appuntiti, distano tra loro circa
1 volta e 1/3 la larghezza massima del clipeo. Spazio interantennale
fortemente carenato e stretto, di poco maggiore degli spazi
oculoantennali. Antenne modicamente allungate, con gli articoli IV-VI
più lunghi che larghi ed il VII subquadrato. Vertice con una fossetta
piccola e poco distinta. Tempie bene sviluppate: viste dall'alto non
appaiono molto più corte dei lobi superiori degli occhi. Mesosoma
circa 1 volta e 3/5 più lungo che largo, pochissimo ristretto in avanti
e all'indietro. Carena del pronoto bene sviluppata, lamelliforme, net-
tamente angolosa sugli omeri. Postscutello quasi regolarmente conves-
so, declive. Mesoepisterno con carena epicnemiale appena accennata.
Propodeo privo di carene, ma con le facce bene distinte tra loro. La
concavità posteriore è ampia e nettamente distinta dalle facce dorsali;
le facce laterali sono quasi interamente, molto debolmente, concave.
Tegule strette ed allungate. Ali e zampe normali. Tergite I cupoliforme.
ma con margini laterali ben distinti dal margine anteriore, un poco
meno largo del doppio della sua lunghezza. Tergite II di poco più largo
che lungo, pochissimo più largo all'apice che alla base. Sternite II
abbastanza fortemente e quasi regolarmente convesso nella metà basa-
le, con un netto solco basale longitudinale.
Clipeo molto lucido, con punti piccoli e spaziati; interspazi in
media eguali ai punti. Capo con punti pochissimo più grossi ma
molto fitti, più spaziati però sul vertice e sulle tempie. Sul mesosoma
i punti sono assai più grossi e più spaziati, con interspazi in media
eguali od anche superiori ai punti: sono più grossi e più fitti sul
postscutello. Parte superiore del mesoepisterno con punti molto
piccoli ed assai spaziati; parte inferiore quasi interamente liscia e
lucida. Facce dorsali e parte superiore delle facce laterali del
propodeo molto fittamente punteggiate; faccia posteriore liscia,
con qualche piccolo punto. Tergite I praticamente privo di punteg-
giatura. Tergite II pure liscio, tranne i lati ed il terzo apicale, ove si
osservano punti piccoli e spaziati. Sternite II con punteggiatura molto
fina e rada.
Pubescenza fulva molto corta e poco fitta.
64 A. GIORDANI SOIKA
Nero, con l'apice delle mandibole, la faccia inferiore dello scapo,
ed una macchietta sulle tegule ferruginei. Sono gza//z: i margini laterali
del clipeo; una macchia sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale;
le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi fino al fondo dei seni
oculari; una minuta macchietta sulle tempie; la metà anteriore della
faccia dorsale del pronoto; una grande macchia sulla parte superiore
del mesoepisterno; la quasi totalità dello scutello e delle facce dorsali
del propodeo; le tegule; l'apice delle parategule; la faccia anteriore
delle anche medie e posteriori; tibie e tarsi di tutte le zampe; il I tergite,
tranne la faccia anteriore nera; il I sternite; una larga fascia, fortemente
e bruscamente allargata ai lati, sul II tergite; la quasi totalità del II
sternite, ed una macchia sul VI tergite. Ali debolmente imbrunite, più
fortemente lungo la costa.
3- Clipeo come nella 2, ma più convesso, più largamente e più
profondamente emarginato all'apice. Ultimo articolo delle antenne pic-
colo, gracile, quasi dritto; il suo apice non raggiunge la base dell'XI
articolo. Clipeo giallo. Faccia anteriore dello scapo gialla. Una larga
linea gialla apicale sui femori medi. Tracce di fascia apicale gialla sugli
sterniti III e IV.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9mm 13.5-
iam UD
New Ireland: Schleinitz Mts., Lelet Plateau, X-1959, 29 2 tra cui
l'olotipo, 52 2 (W.W. Brandt-ML). - Lemkamin, 11 e 15-IV-62, 52 9
6 (Noona Dan Exped.-UZMC).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Stenodyneriellus convexus bismarcki n. ssp.
®- Differisce dalla forma nominale per i seguenti caratteri:
le fasce gialle delle orbite interne dei lobi inferiori degli occhi si
prolungano oltre i seni oculari. Sulle tempie, anziché una minuta
macchietta, vi è una larga e lunga fascia. La fascia del pronoto è più
larga, ed il mesoscuto può presentare due macchiette, o due lineette,
sui margini antero-laterali. Talvolta anche la parte inferiore del
mesoesterno ha una macchia gialla. Nelle zampe i femori sono in gran
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 65
parte gialli. Il III tergite ed il III sternite hanno una fascia apicale
gialla, e fasce simili, ma molto più strette, si osservano spesso all'apice
dei tergiti e sterniti IV e V; l'ultimo tergite porta una grande macchia
gialla. ©
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite mm 12-12,5.
d ignoto.
Is. Bismarck: New Britain, Yalom, 1000 m, 18-V-62, 12 olotipo;
17 e 23-V-62, 4 ® £(Noona Dan Exped:-UZMC). - Gazelle Penins.,
Mt. Sinewit, 900 m, 7-16-XI-62, 19. (Sedlaceck-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Stenodyneriellus convexus irianus n.ssp.
2- Nero, con la faccia inferiore del funicolo ferrugizea. Sono
gialli: parte delle mandibole; il clipeo, tranne una macchietta centrale
nera; larghe fasce lungo le orbite interne degli occhi - parte inferiore
e parte superiore - che occupano interamente i seni oculari; una larga
fascia sulla fronte, che occupa interamente lo spazio interaritennale
e sale, allargandosi, verso gli ocelli; le tempie; la faccia inferiore dello
scapo; una larga fascia sulla faccia dorsale del pronoto; la quasi to-
talità della parte superiore del mesoepisterno; lo scutello; le facce
dorsali del propodeo e la parte infero-superiore delle facce laterali;
le zampe, tranne gran parte dei femori posteriori, che è bruna; tegule;
parategule; la metà posteriore della faccia dorsale del I tergite; una
fascia apicale, circa della stessa larghezza, sul II tergite; il VI tergite;
una stretta fascia apicale allargata ai lati e nel mezzo, sul II sternite;
strettissime e regolari fasce apicali sugli sterniti III e IV; tutto il VI
sternite. I tergiti III-V ed il V sternite hanno il margine apicale giallastro.
Ali modicamente imbrunite lungo la costa.
g- Clipeo interamente giallo. Le fasce gialle lungo le orbite in-
terne degli occhi non oltrepassano i seni oculari. Ultimo tergite ed
ultimo sternite color giallo-bruno.
Il resto circa come nella @.
66 A. GIORDANI SOIKA
Dimensioni come nella forma nominale.
Nuova Guinea - Irian J.: Jayapura, 200 m, 2° 37' S140° 39 E, 29-
III-88, 1 Qolotipo, 12 paratipo (R. Hensen-ML). - 20 km W Sentani,
300m, 2° 40' S 140° 30' E, 2-V-88 (R. Hensen-ML). - Ifar, VIII-57, 19
(G. den Hoed-ML). - Norong, Kp Malano, 28-VIII-6-IX-48, 19 (M.A.
Lieftinck-ML). - Mt Missim, 980 m, 20-VII-69, 16 (J.L.M. Gressitt-
ML). - Bayer Riv., 6-25-II-79, 1100 m, 1 ®(J. Sedlacek-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Stenodyneriellus trimaculatus Giordani Soika e Kojima
Stenodyneriellus trimaculatus Giordani Soika e Kojima, 1988. Boll. Mus. civ. St.
mor Wemeak Der Uo ee 2 (C2):
Di questa specie, affine a convexus, ma da questo nettamente
distinta, sono noti i tipi, 22 2, raccolte ai piedi del monte Missim
(Papua-Nuova Guinea) ed i seguenti esemplari:
Nuova Guinea - Irian J. 11 km S Bupul, 20 m, 7° 39 140° 53' E,
9-IV-88, 1 PR. Hensen-ML). - Wau, 1500 m, McAdam Park, 17-IX-
TRARRE JD A VEchtaME)
Stenodyneriellus te gularis n.sp.
g- Clipeo più largo che lungo, strettamente emarginato al-
l'apice, con denti apicali corti, triangolari; la distanza che li separa
è un poco maggiore dello spazio interantennale. La sua superficie
è modicamente e quasi regolarmente convessa. Antenne allunga-
te, con gli articoli IV-XI più lunghi che larghi; l'ultimo è di media
grandezza, digitiforme, poco arcuato, gradatamente assottigliato dalla
base all'apice, il quale raggiunge e quasi oltrepassa la base dell'XI
articolo. Tegule più strette che nelle altre specie del genere, quasi del
doppio più lunghe che larghe, con il lobo posteriore grande, lungo,
triangolare. Faccia posteriore del propodeo non subcircolare e con-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 67
cava, ma solo leggermente depressa lungo la linea mediana. Tergite
I circa tanto lungo quanto largo, cupoliforme-allungato, quasi conico
come in rufinodus. Tergite II un poco più largo che lungo, quasi 1
volta e 1/2 più largo all'apice che alla base, modicamente rigonfio ai
lati. Base del II sternite non depressa, ma leggermente convessa.
Clipeo con punti piccoli e profondi, poco fitti, con interspazi
assai maggiori dei punti. Capo con punti di mediocre grossezza, poco
profondi ed a fondo piatto, separati da interspazi careniformi. Torace
con punti della stessa grossezza, ma più profondi, di poco meno fitti.
Facce dorsali del propodeo con punti molto piccoli; facce laterali e
faccia posteriore lucidissime, con punteggiatura irregolare, superficia-
lissima tanto da risultare poco distinta. Punteggiatura del I tergite
formata da punti piccoli e profondi, con interspazi di varia grandezza,
spesso molto maggiori dei punti. Tergite II con punti molto più pic-
coli, molto spaziati. Sternite II con punti piccolissimi, molto più radi
che sul corrispondente tergite.
Pilosita come in bannenszs.
Nero. Sono gzallz: mandibole; clipeo; la faccia inferiore dello scapo;
le orbite interne degli occhi; una linea che occupa tutto lo spazio
interantennale e si prolunga in alto fino a raggiungere l'ocello anterio-
re; le tempie; i 2/3 anteriori del pronoto; due sottili linee sul mesoscuto;
larghe fasce sullo scutello e sul postscutello; le facce laterali del mesosoma;
il propodeo, tranne una stretta fascia mediana bruna; la quasi totalità
delle zampe; le tegule, tranne una macchietta centrale ferruginea; le
parategule; il I tergite, tranne una grande macchia triangolare nera sulla
faccia dorsale; macchie ai lati della base del II tergite ed una stretta
fascia apicale all'apice dello stesso; fasce apicali sui tergiti IMI-VI; gli
sterniti I-VI quasi interamente; la metà basale del VII tergite e VII
sternite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite mm 13-14.
9 ignota.
Borneo: Sandakan, 28 6, olotipo e paratipo (Baker-USNM).
Olotipo nell'U.S. Nat. Museum di Washington.
68 A. GIORDANI SOIKA
Stenodyneriellus sublamellatus nsp.
2 - Affine a convexus n.sp. Clipeo più debolmente convesso e
meno depresso in vicinanza del margine apicale, molto più stretta-
mente e meno profondamente emarginato all'apice. Antenne un poco
più allungate, con il V articolo nettamente più lungo che largo.
Mesosoma più ristretto in avanti, con margini laterali più arcuati e più
convergenti in avanti. Pronoto con la faccia dorsale più convessa che
in convexus, non bene separata dalle facce laterali; queste non sono
concave, ma continuano la convessità della faccia dorsale. Carena del
pronoto bene sviluppata, regolare, largamente arcuata sugli omeri.
Parategule più sviluppate, più grosse, allargate verso l'apice, che è
nettamente e largamente troncato. Postscutello e propodeo circa come
in convexus, ma il propodeo si restringe più fortemente all'indietro;
le sue facce dorsali sono più convesse e non bene separate dalle facce
laterali, che non sono concave. Tergite I con la faccia anteriore ver-
ticale meno convessa e più nettamente separata dalla faccia dorsale
che in convexus; visto dall'alto presenta il margine anteriore più net-
tamente distinto dai margini laterali, i quali sono un poco meno
convergenti in avanti. Il II tergite è un poco più largo rispetto al
tergite precedente ed è leggermente più rigonfio ai lati; ha una cor-
tissima, ma distinta, lamella apicale bruna. Base del II sternite meno
convessa che in convexus, priva di solco longitudinale basale.
Clipeo con punti piccolissimi, molto radi. Fronte con punti molto
piccoli e molto fitti, con il fondo piatto e gli interspazi sottilmente
careniformi. Sul vertice e sulle tempie i punti sono leggermente più
grossi e più fitti. Pronoto, mesoscuto, scutello e postscutello con punti
un poco più grossi, molto fitti e profondi. Mesoepisterno con punti
superficialissimi, a fondo piatto e fittissimi, con interspazi sottilmente
careniformi. Facce dorsali e parte superiore delle facce laterali e po-
steriore del propodeo con punti grossi e fitti; parte inferiore delle
facce laterali con punti piccoli e superficialissimi; parte inferiore della
faccia posteriore liscia. Il I tergite presenta punti molto piccoli e
molto fitti, con una fascia apicale liscia. Tergite II con punti piccoli,
modicamente fitti: interspazi maggiori dei punti sul dorso, minori ai
lati. Sternite II con punti più grossi e più spaziati.
Capo e mesosoma con peli eretti bruni, corti, modicamente fitti.
Tergiti con bassissima pubescenza bruna e corti, radi, peluzzi incli-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 69
nati, pure bruni.
Nero, con qualche parte delle tibie ferruginee e bruno-ferruginee.
Sono gialli: mandibole; clipeo, tranne una linea nera longitudinale che
parte dal margine basale e quasi raggiunge il margine apicale; sulla
fronte una macchietta rotonda al disopra dello spazio interantennale ed
una lineetta che scende dall'ocello anteriore e quasi raggiunge lo spazio
interantennale; le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi ed i seni
oculari; una linea lunga e sottile sulle tempie; sul pronoto una stretta
fascia che nel mezzo si trova sul margine anteriore, ma se ne allontana
ai lati, rimanendo a metà distanza dal margine anteriore e quello po-
steriore; una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; le tegule,
tranne una macchia centrale bruna; le parategule; una sottile linea sul
postscutello; grandi macchie sulle facce dorsali del propodeo; la faccia
posteriore dei femori anteriori e quella posteriore dei femori medi;
tutte le tibie, tranne linee ventrali bruno-nere; la totalità dei tarsi; la
faccia dorsale del I tergite, tranne una linea mediana longitudinale
nera; una larga fascia apicale sul II tergite; fasce apicali, strette e molto
regolari, sui tergiti III-V; macchie laterali sul margine apicale degli
sterniti II-V, grandi sul II, piccolissime sugli altri. Ali debolmente im-
brunite, con una grande macchia bruna sulla cellula marginale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 9.
d ignoto.
Borneo: near Long Pa Sia (West), 1010 m, 1-14-IV-87, 29, olotipo
e paratipo (A.v. Achterberg-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Stenodyneriellus bannensis (Schulthess) n. comb.
Odynerus (Lionotus) bannensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-
Dahlem, 1: 99 (2). - Baltazar, 1966, Pacif. Ins. Mon., 8: 302.
2 - Clipeo leggermente più lungo che largo, modicamente
emargianto ad arco di cerchio, con denti apicali distanti tra loro circa
quanto le inserzioni delle antenne; la sua superficie è debolmente e
quasi regolarmente convessa. Articolo III delle antenne circa 1 volta
70 A. GIORDANI SOIKA
e 1/2 più lungo che largo all'apice; IV e V leggermente più lunghi che
larghi; VI subquadrato. Mesosoma circa 1 volta e 1/2 più lungo che
largo, con il pronoto nettamente meno convesso che nella specie pre-
cedente. Scutello e postscutello debolmente convessi; formano con le
facce dorsali del propodeo un'unica superficie quasi regolarmente
convessa. La convessità delle facce dorsali del propodeo si estende a
parte della faccia posteriore che, di conseguenza, ha la concavità centrale
piccola e pochissimo profonda. Tergite I più allungato che nelle specie
precedenti, solo 1 volta e 1/5 circa più largo che lungo; è cupoliforme,
con margini laterali non ben distinti da quello anteriore. Tergite II
circa tanto lungo quanto largo all'apice, circa 1 volta e 1/3 più largo
all'apice che alla base.
Clipeo con punteggiatura uniforme, grossa e molto fitta. Di poco
diversa è la punteggiatura del capo e del torace. Egualmente non molto
differente è la punteggiatura delle facce dorsali del propodeo, la parte
non concava della faccia posteriore, e la parte superiore delle facce
laterali; nella parte inferiore di queste i punti sono assai più piccoli,
più superficiali e più radi. Tergite I con punti di poco più piccoli di
quelli del torace, ma meno profondi, obliqui e meno fitti, con interspazi
in media maggiori dei punti. Tergite II con punti assai più piccoli, più
‘superficiali e molto spaziati, di poco più grossi ai lati del tergite. Sternite
II con punti simili, ma molto più spaziati.
Nero, con antenne, spesso la parte posteriore del vertice, quasi
sempre il pronoto, una macchia sulle tegule, le parti non gialle
delle zampe, la base del I tergite, il V tergite e tutti gli sterniti
color bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono gzalli: le mandibole;
il clipeo, tranne una macchietta centrale bruna; la faccia inferiore
dello scapo; una fascia lungo le orbite interne degli occhi, che occupa
interamente il seno oculare, e si prolunga in alto fino alla fascia gialla
delle tempie; una linea, che occupa lo spazio interantennale e si prolunga
in alto, restringendosi, fino a raggiungere l'ocello anteriore; una larga
fascia sul margine anteriore del pronoto; due lineette, non sempre
presenti, sul mesoscuto; due macchie sul mesoepisterno; due fasce
subeguali sullo scutello e sul postscutello; grandi macchie ai lati del
propodeo; grandi macchie sulle anche; la faccia esterna dei femori
anteriori e medi; una macchietta apicale sui femori posteriori; la faccia
esterna di tutte le tibie ed i tarsi; tegule; parategule; fasce apicali
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI an
subeguali sui due primi tergiti e tutto il VI tergite; due grandi macchie
ai lati del II sternite, ed una sottile fascia all'apice dello stesso. Ali
leggermente imbrunite, più fortemente lungo la costa.
g- Clipeo circa come nella 9. Antenne corte, con il IV articolo
leggermente più lungo che largo, ed il successivo subquadrato; l'ultimo
è di media grandezza, pochissimo arcuato, gradatamente assottigliato
dalla base all'apice, che è appuntito e raggiunge la base dell'XI articolo.
Clipeo quasi interamente giallo. Ultimo tergite bruno-ferrugineo. Il
resto circa come nella ®.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 14-16,
Sinn 3)
Is. Filippine: Luzon, Los Banos, 49 2 (Baker-MCZ), - Laguna, 13-
XII-53, (Townes-AGS); 1913, 19 (G. Villegas-MCZ). - Mt. Makiling,
6225 d d (Baker-MCz). - Banabao, 32 9 366 (Baker-MCZ e USNM).
Si conosceva solo il tipo, 16 di Los Banos, Luzon.
Stenodyneriellus rufinodus nssp.
2 - Affine a S. bannensis (Schulth.). Clipeo circa tanto largo
quanto lungo, modicamente emarginato all'apice, con denti apicali di-
stanti tra loro quanto le inserzioni delle antenne; è debolmente conves-
so, con l'area mediana subpianeggiante. Antenne corte, con il IV ar-
ticolo pochissimo più lungo che largo ed il V subquadrato. Mesosoma
circa come in baznensis. Tergite I tanto largo quanto lungo, cupoliforme-
allungato, quasi conico, con margini laterali lunghi, subrettilinei e for-
temente divergenti. Tergite II circa tanto lungo quanto largo e quasi
1 volta e 1/3 più largo all'apice che alla base, pochissimo rigonfio ai
lati. Sternite II largamente depresso alla base.
Punteggiatura del clipeo, capo e mesosoma non molto dissimile
da quella di bannensis. Facce dorsali, gran parte della faccia posterio-
re e parte superiore delle facce laterali punteggiate circa come il torace,
con punti di poco più piccoli e più fitti; parte inferiore delle facce
laterali con punti piccoli e superficiali. La punteggiatura del I tergite
è molto grossa e fitta, e differisce poco da quella del propodeo. Tergite
72 A. GIORDANI SOIKA
II con punti assai più piccoli, ma profondi e separati da interspazi in
media non molto maggiori dei punti. Sternite II con punti simili, ma
molto più radi.
Nero, con le antenne e le parti non gialle delle zampe color bruno
o bruno-nero. Sono rosso-ferruginei: il pronoto; parte delle tegule; la
base ed i lati del I tergite. Sono gzallz: una macchietta alla base delle
mandibole; il clipeo, tranne una macchietta centrale bruna; una fascia
lungo le orbite interne, che si prolunga sul vertice fino a quasi raggiun-
gere l'occipite; una linea sulla fronte, che occupa lo spazio interantennale
e sale fino a raggiungere l'ocello anteriore; le tempie; la metà anteriore
della faccia dorsale del pronoto; due linee, che si uniscono posterior-
mente formando una V, sul mesoscuto; due grandi macchie sul
mesoepisterno; larghe fasce sullo scutello e sul postscutello; due grandi
macchie sul propodeo; tegule e parategule; la quasi totalità delle anche;
la faccia esterna dei femori anteriori e medi; una macchietta apicale sui
femori posteriori, la faccia esterna di tutte le tibie ed i tarsi; una fascia
apicale, ristretta ai lati, sul I tergite; una fascia apicale quasi regolare
sul II tergite; due grandi macchie rotonde ai lati ed una fascia apicale
molto stretta, sinuosa, sul II sternite; tergiti e sterniti III-VI ferruginei.
Ali fortemente imbrunite.
3d - Clipeo circa come nella 2, ma più largamente emarginato: la
distanza che separa i denti apicali è maggiore dello spazio interantennale;
è interamente giallo. Tergite I interamente rosso-ferrugineo, con fascia
gialla apicale molto stretta.
Tergiti III-VII e sterniti III-VI con larghe fasce apicali gialle.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 13, é
OZ
Is. Filippine: Luzon, Baguio Benguet, 16. - Imugin, N. Viscaya,
12, olotipo. - Is. Camiguin, VII-1915, 19 (Bottcher-AGs).
Olotipo nell'U.S. Nat. Museum di Washington.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI ne
22 23
Figg. 22-23: 22, Stenodyneriellus tegularis n.sp., tegula; 23, Stenodyneriellus rufinoidus n.sp.,
2, addome.
Stenodyneriellus nitidus n.sp.
9 - Affine a bannensis (Schulth.). Clipeo ed antenne circa come
in questa specie. Mesoepisterno privo di carena epicnemiale. Tegule
come in bannensis. Facce dorsali del propodeo pochissimo convesse
ed in parte quasi pianeggianti; faccia posteriore piccola e fortemente
concava. Tergite I di poco pit largo che lungo, cupoliforme. Tergite II
pochissimo pit largo che lungo e quasi 1 volta e 1/2 pit largo all'apice
che alla base. Base del II sternite pianeggiante.
Punteggiatura del clipeo, capo e mesosoma circa come in bannensts,
ma visibilmente piu fitta. Facce dorsali del propodeo con punti grossi
e spaziati; la loro distribuzione é assai irregolare, ed alcuni interspazi
sono molto maggiori dei punti. Faccia posteriore del propodeo liscia,
priva di punti. Facce laterali con punti piccoli, poco fitti. I due primi
tergiti portano punti piccolissimi e molto radi, poco visibili sul dorso,
più distinti ai lati. Sternite II con punti assai più grossi, molto spaziati.
Pilosità come in bannensis.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo e le parti non gialle delle
Te: A. GIORDANI SOIKA
zampe di color ferrugineo più o meno scuro. Sono color giallo intenso:
le mandibole; il clipeo, tranne una macchietta centrale bruna; la faccia
inferiore dello scapo; una fascia lungo le orbite interne degli occhi,
che si allarga dietro l'area ocellare; una linea, che occupa la metà
superiore dello spazio interantennale e raggiunge l'ocello anteriore; le
tempie; la quasi totalità delle facce dorsali del propodeo; una grande
macchia sulla parte superiore del mesoepisterno, ed una un poco più
stretta e più lunga, sulla parte inferiore; larghe fasce sullo scutello e
sul postscutello; una macchietta sul propodeo, subito dietro le inser-
zioni delle ali; grandi macchie ai lati del propodeo; tegule; parategule;
le zampe, tranne la faccia anteriore dei femori anteriori e la faccia
dorsale dei femori medi e posteriori; sul I tergite due macchie rotonde
sulla linea d'incontro della faccia anteriore con la faccia dorsale, ed
una fascia apicale stretta e regolare; sul II, circa a metà, una larga
fascia abbreviata ai lati ed interrotta nel mezzo, ed una fascia apicale
stretta e regolare; fasce apicali strette e regolari sui tergiti III-V;
tutto il II sternite, e strettissime fasce apicali sugli sterniti succes-
sivi. Ali debolmente imbrunite.
3 - Clipeo più largamente e più profondamente emarginato, lu-
cidissimo e privo di punti. Antenne con gli articoli IV-X circa tanto
lunghi quanto larghi; l'ultimo è piccolo, gracile, leggermente arcuato,
assottigliato dalla base all'apice, che raggiunge la base dell'XI articolo.
Punteggiatura del capo, ma specialmente del mesosoma, molto meno
fitta che nella 2 olotipo, tanto che sul mesoscuto molti interspazi sono
maggiori dei punti. Anche sull'addome i punti sono nettamente più
piccoli e più radi.
Clipeo interamente giallo. Le macchie gialle dei due primi tergiti
sono più grandi. Tergiti V-VII e sterniti I-VII color giallo un poco
volgente al ferrugineo. Il resto circa come nella ®.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 17-18.5,
6 mm 14-15.
Is. Filippine: Mindanao, Butuan 1 olotipo. - Iligan, 26 ¢. - Samar,
1 3 allotipo (Baker-USNM).
Olotipo nell'U.S. Museum di Washington.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 13
Stenodyneriellus cly pearis n.sp.
2 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, molto largamente e
profondamente emarginato; la distanza che separa i denti apicali è
molto maggiore di quella che separa le inserzioni delle antenne
e l'emarginatura, la cui profondità è circa la metà della sua lar-
ghezza, è rettangolare. Denti apicali gracili, spiniformi, a forma
quasi di bastoncino molto lungo. La superficie del clipeo è quasi
uniformemente convessa. Terzo articolo delle antenne circa 1 volta
e 1/2 più lungo che largo alla base; il IV è leggermente più lungo
che largo; il V è subquadrato. Scutello quasi pianeggiante.
Postscutello obliquo, ma interamente dorsale. Facce laterali del
propodeo in parte convesse, non bene separate dalle facce dorsali
e dalla faccia posteriore, che è largamente e modicamente conca-
va. Tergite I circa 1 volta e 1/2 più largo che lungo, quasi emisferico.
Tergite II più largo che lungo, di poco più largo all'apice che alla base
e pochissimo rigonfio ai lati. Base del II sternite subpianeggiante.
Clipeo subopaco, con punti piuttosto grossi e profondi, separati
da interspazi in media eguali ai punti. Capo subopaco, con punti simili
a quelli del clipeo, ma più fitti. Mesosoma e propodeo più lucidi,
punteggiati circa come il capo. Le facce laterali del propodeo sono
interamente punteggiate, con punti piccoli e fitti; la faccia posteriore
porta punti di media grossezza e molto radi. I due primi tergiti hanno
punti molto piccoli e molto spaziati. Sternite II con punti assai più
grossi e più fitti.
Capo e mesosoma con cortisisma pilosità eretta. Addome con peluzzi
più lunghi, obliqui.
Nero, con le antenne, la metà posteriore del pronoto, il centro
delle tegule, le parti non gialle delle zampe, la base ed i lati del I
tergite ferruginei. Sono gialli: la base delle mandibole; larghe fasce ai
lati del clipeo; la faccia inferiore dello scapo; una linea sulla fronte,
che parte dallo spazio interantennale - che è nero - e sale, restringen-
dosi, fino a raggiungere l'ocello anteriore. Larghe fasce lungo le orbite
interne degli occhi, che si prolungano sul vertice fino a quasi raggiun-
gere l'occipite; le tempie; la metà anteriore della faccia dorsale del
pronoto; due linee sul mesoscuto; una grande macchia sulla parte
superiore del mesoepisterno, ed una più piccola sulla parte inferiore;
due macchie triangolari sullo scutello; una fascia sul postscutello;
76 A. GIORDANI SOIKA
grandi macchie ai lati del propodeo; tegule; parategule; la maggior
parte delle zampe; due macchiette dorsali sul I tergite, sulla linea
d'incontro della faccia anteriore con la faccia dorsale; larghe fasce
apicali sui due primi tergiti; il II sternite, tranne una macchia basale
semicircolare bruna; fasce apicali di media larghezza su tergiti e sterniti
III-V. Tergite e sternite VI di color giallo-ferrugineo.
3 - Clipeo con emarginatura apicale semicircolare, e denti apicali
corti, subtriangolari; porta punti grossi e fitti, con interspazi minori dei
punti. Colorazione in parte differente dalla 9:
Nero e bruno-nero, con le antenne, le parti non gialle delle zampe,
la faccia anteriore del I tergite, ed una fascia trasversale a metà del II
tergite color ferrugineo o bruno-ferrugineo. Sono gialli: mandibole; clipeo;
faccia inferiore dello scapo; il capo, tranne due larghe fasce nere che
dalle inserzioni delle antenne salgono unendosi in alto nell'area ocellare,
la quale è unità al nero dell'occipite; i 2/3 anteriori della faccia dorsale
del propodeo; due linee sul mesoscuto; una fascia di media larghezza
sul mesoepisterno; larghe fasce sullo scutello e sul postscutello; grandi
macchie sul propodeo; tegule; parategule; le zampe, tranne la faccia
interna dei femori anteriori e medi, tutte le tibie (i tarsi sono ferruginei);
sul I tergite due macchiette rotonde nella parte anteriore della faccia
dorsale, ed una fascia apicale, stretta e regolare sullo stesso; una fascia
apicale, assai più larga ed egualmente regolare, sul II tergite; una
stretta fascia sul III tergite; fasce apicali strette ai lati ma allargate nel
mezzo, sui tergiti IV e V; il II sternite, tranne una grande macchia
bruna alla base; strette fasce apicali sugli sterniti III e IV; fasce un poco
più strette sugli sterniti V e VI. Ali leggermente e quasi uniformemente
imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: £mm 12.5,
ey season 1%,
Is. Filippine: Luzon, Mt. Makiling, 2 2, olotipo e paratipo. -
19. - Mt. Limay, 12. - Samar, 16 allotipo (Baker-USNM).
Tipi nell'U.S. Nat. Museum di Washington.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI UN
Stenodyneriellus flavoclypeatus n.sp.
2 - Molto affine a clypearis. Clipeo come in questa specie, ma con
punti più piccoli, superficialissimi e più spaziati. Capo e torace più
fittamente punteggiati. Facce dorsali del propodeo lucidissime e in
gran parte lisce; solo presso i margini laterali e posteriore vi sono
alcuni punti di media grossezza. Facce laterali assai lucide, con pochi
punti piccoli e superficialissimi. Faccia posteriore non punteggiata. I
due primi tergiti portano punti assai più grossi che nel clypearis.
Nero, con le antenne e le parti non gialle delle zampe bruno-nere.
Sono ferruginez: la parte posteriore del vertice; il terzo posteriore della
faccia dorsale del pronoto; due macchiette sul mesoscuto; la faccia
anteriore del I tergite; i margini laterali del II tergite; l'apice del V
tergite; VI tergite e VI sternite. Sono gialli: mandibole; clipeo; la
maggior parte dello scapo; il capo, tranne due larghe fasce nere che
partono dalle inserzioni delle antenne e salgono fino all'area ocellare,
ove si uniscono; i 2/3 anteriori della faccia dorsale del pronoto; 2
larghe linee sul mesoscuto; una larghissima fascia sul mesoepisterno;
larghe fasce sullo scutello e sul postscutello; la quasi totalità del
propodeo; le zampe quasi interamente; tegule; parategule; sul I tergite
due macchiette rotonde lungo la linea che separa la faccia anteriore
dalla faccia dorsale, ed una fascia apicale; sul II tergite una larga fascia
basale, strettamente interrotta nel mezzo, ed una fascia apicale di
poco più stretta; il II sternite, tranne una macchia basale bruna; fasce
apicali su tergiti e sterniti III e IV. Ali modicamente imbrunite lungo
la costa ed all'apice.
3 - Clipeo come nella 2, ma più convesso. Funicolo delle anten-
ne assai ingrossato verso l'apice, con gli articoli IV-VI più lunghi che
larghi; l'ultimo è di media grossezza, rapidamente assottigliato dalla
base all'apice, che è appuntito e raggiunge la base dell'XI articolo.
Colorazione circa come nella 2, ma le mandibole sono gialle ed il
propodeo è nero con due grandi macchie laterali gialle.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 12, gd
mm 12-12.5.
Is. Filippine: Luzon, Los Bafios, Laguna, 30-I-53, 1 6 olotipo; 7-III-
53 16. - Mindoro, Alcate, Vict., 10-IV-54, 1 allotipo (Townes-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
78 A. GIORDANI SOIKA
Stenodyneriellus rubroclypeatus nssp.
9 - Affine a clypearis. Clipeo con emarginatura più larga, per cui
i denti apicali distano tra loro circa la metà della lunghezza massima
del clipeo. Base del II sternite leggermente, ma nettamente, convessa.
Punteggiatura molto differente.
Clipeo fittamente punteggiato, con interspazi quasi careniformi.
Punteggiatura del capo circa come quella del clipeo, ma più fitta.
La punteggiatura del pronoto, mesoscuto, scutello e postscutello
è simile a quella del capo, ma sul mesoepisterno i punti sono
molto più grossi e più spaziati. Sulle facce dorsali del propodeo
i punti sono ancora più grossi, fittissimi, con interspazi a forma di
sottili carene. Facce laterali del propodeo con punti piccoli e spaziati;
faccia posteriore liscia e lucida. Addome punteggiato circa come in
clypearis.
Pilosità come in clypearis.
Nero. Sono color rosso-ferrugineo chiaro: mandibole; una grande
macchia nel centro del clipeo; lo scapo; la faccia inferiore del funicolo;
due minute macchiette tra gli ocelli e gli occhi; il pronoto; una piccola
macchia sulla parte inferiore del mesoepisterno; propodeo; zampe;
faccia anteriore e parte della faccia dorsale del I tergite; i lati del II
tergite ed una fascia trasversale assai vicina alla base dello stesso
tergite; parte dei tergiti successivi e tutti gli sterniti. Sono gzallz: la
base delle mandibole; il clipeo; le orbite interne dei lobi inferiori degli
occhi ed i seni oculari; una linea che parte dallo spazio interantennale
e raggiunge l'ocello anteriore; le tempie quasi interamente; una stretta
fascia sul pronoto; due lineette sul mesoscuto; due macchiette sullo
scutello; una fascia sul postscutello; una grande macchia sulla parte
superiore del mesoepisterno; una fascia lungo i margini laterali della
faccia posteriore del propodeo; tegule; parategule; macchiette apicali
sui femori anteriori e medi; la faccia esterna di tutte le tibie e parte
dei tarsi; una fascia apicale, leggermente ristretta, sul I tergite; una
fascia apicale più larga sul II tergite; strette fasce apicali sui tergiti
III e IV: grandi macchie rotonde ai lati del II sternite e strettissime
fasce apicali sugli sterniti II-IV. Ali leggerissimamente imbrunite.
3d - Clipeo, per forma e punteggiatura, non molto dissimile da
quello della®; pertanto assai diverso da quello di clypearis. Ultimo
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 1
articolo delle antenne più grande che in clypearts.
Colorazione circa come nella 2, ma il clipeo è interamente giallo
e le macchie del capo e del mesosoma sono più piccole, tanto che la
fascia del pronoto è ridotta ad un breve tratto mediano. Le tegule
hanno una macchia bruna assai più grande e più scura che nella®.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 6 2mm. 14.
Sglaweste “S° Celebes”, X1I1-1936, 12° olotipo (V.d.Vecht-ML). -
Toli-Toli (reg. N dell'isola), XI-XII-1895, 16 allotipo (Fruhstorfer-
AGS).
Olotipo al Museo di Leiden.
24 25
Figg. 24-25 Stenodyneriellus rubroclypeatus n.sp.: 24, clipeo 2; 25, clipeod.
Stenodyneriellus fistulosus (Saussure) n. comb.
Odynerus (Leionotus) fistulosus Sausse, 1867, Reise d. Novara, Zool., 2, 1, Hym.:
TE?)
Odynerus fistulosus; Bingham, 1896, Proceed. Zool. Soc., 29: 448; 1897, Fauna
Bre elincianselymi. 362.9270:
2 - Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto.
Clipeo leggermente più largo che lungo, con emarginatura apicale
80 A. GIORDANI SOIKA
poco profonda, ma larga: la distanza che separa i denti apicali è di
poco minore di metà della larghezza massima del clipeo; i denti apicali
sono bene sviluppati; la sua superficie è debolmente e quasi regolar-
mente convessa anche se, nella parte apicale, si presenta un poco
depressa. Antenne piuttosto corte, con gli articoli IV e V tanto larghi
quanto lunghi, ed i successivi più larghi che lunghi. Tempie modica-
mente sviluppate. Mesosoma pochissimo più lungo che largo, di poco
ristretto in avanti, pochissimo all'indietro. Pronoto completamente
arrotondato ai lati, con carena sottile, regolare, largamente arcuata
sugli omeri. Carena pretegulare netta. Mesoepisterno quasi privo di
carena epicnemiale. Postscutello declive, debolissimamente convesso,
con il margine anteriore un poco rialzato. Propodeo cortissimo, com-
pletamente arrotondato ai lati, con la faccia posteriore largamente
concava; le carene superiori sono assenti, ma le estremità mediali delle
facce dorsali sporgono verso l'alto formando due denti grossi, molto
appuntiti. Zampe, tegule, parategule ed ali normali. Tergite I molto
corto e largo, un poco più largo del doppio della sua lunghezza;
subtroncato anteriormente, ma con margini laterali non bene separati
dal margine anteriore. La faccia anteriore è nettamente separata dalla
faccia dorsale da una sottile piega che però non presenta le caratte-
ristiche di una verra e propria carena; il margine apicale è semplice.
Tergite II 1 volta e 1/3 più largo che lungo, pochissimo rigonfio ai
lati, circa tanto largo alla base che all'apice. Sternite II debolmente
convesso, quasi pianeggiante alla base.
Clipeo con punti di mediocre grossezza, assai superficiali e fitti.
Capo con punti fitti, leggermente più grossi e nettamente più profondi
e più fitti. Torace con punti più grossi e meno fitti. Facce laterali del
propodeo con punti più piccoli e più fitti di quelli del mesoepisterno;
facce dorsali del propodeo con punti assai più grossi, a fondo piatto,
separati da interspazi sottilmente careniformi; faccia posteriore quasi
interamente liscia. I due primi tergiti sono privi di punteggiatura, tranne
i lati del secondo, che portano punti piccolissimi, più o meno fitti.
Capo e torace con peli cortissimi, eretti, fitti. Propodeo con peli
più lunghi e meno fitti. Addome con peli inclinati, modicamente fitti.
Nero, con mandibole ferruginee ed antenne, tegule e zampe bru-
no-nere. Sono gialli: due macchiette alla base delle mandibole; quattro
macchiette sul clipeo; una minutissima macchietta alla base dello scapo;
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 81
le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi fino quasi al fondo dei
seni oculari; una macchia al disopra dello spazio interantennale ed
una stretta linea che da questa sale fino a sfiorare l'ocello anteriore;
una linea stretta e lunga sulle tempie; una fascia sul terzo medio del
margine anteriore del pronoto; una macchietta sulla parte superiore
del mesoepisterno; strettissime fasce apicali sui tergiti I-V; grandi
macchie ai lati del II sternite, e fasce apicali, molto largamente inter-
rotte nel mezzo, sugli sterniti II-IV. Ali leggermente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.5. .
d ignoto.
Esaminai 1 9di Trincomalee, Sri Lanka, ricevuta molti anni or
sono dallo Schulthess, che potrebbe essere un sintipo.
Stenodyneriellus insularis (Smith) n. comb.
Odynerus insularis Smith, 1858, J. Proc. Linn. Soc. Zool., 3: 21 (4). - Maindron,
1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 282.
Odynerus sobrinus Smith, 1863, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 7: 40 (£). - Maindron,
1882, Ann. soc. ent. France, 6, 2: 283.
9 - Affine a clypearis n.sp. Clipeo circa come in questa specie, ma
molto più fittamente punteggiato. Concavità posteriore del propodeo
più ampia, bene separata dalle facce dorsali, che sono meno convesse.
Tergite I più allungato, circa 1 volta e 1/2 più largo che lungo,
cupoliforme. Tergite II di poco più largo che lungo, pochissimo più
largo all'apice che alla base. Base del II sternite subpianeggiante od
anche leggermente concava.
Nel ¢ olotipo il clipeo è conformato circa come nella ®, ma
è un poco più corto. L'ultimo articolo delle antenne è piccolissi-
mo, spiniforme e raggiunge a fatica la metà dell'XI articolo.
La colorazione di questa specie è molto variabile, e in parti-
colare, la forma di Ceram, sobrinus Smith, è più abbondantemente
macchiata di rosso e di giallo che nella forma di Sulawesi.
La colorazione dell'olotipo (4) è la seguente.
82 A. GIORDANI SOIKA
Nero. Sono ferruginez: le antenne; tutto il pronoto; due linee sul
mesoscuto; parte delle macchie della parte inferiore del mesoepisterno;
la parte anterolaterale delle facce dorsali del propodeo; tutte le zam-
pe; il I tergite ed il I sternite; grandi macchie ai lati della base del II
tergite; tutto il II sternite. Sono gzallz: mandibole; clipeo; faccia in-
feriore dello scapo; la fronte, tranne due fasce nere, che salgono dalle
inserzioni delle antenne, e si uniscono nell'area ocellare; macchiette
tra gli ocelli posteriori e gli occhi; gran parte delle tempie; una larga
fascia sul margine anteriore del pronoto; la metà anteriore dello scutello;
una fascia sul postscutello; la parte non ferruginea delle facce dorsali
del propodeo; tegule; parategule; una larga fascia apicale, un poco
assottigliata ai lati, sul I tergite; una fascia apicale, un poco allargata
a metà ed ai lati, sul II tergite; fasce più strette e quasi regolari al-
l'apice dei tergiti III-V, e sugli sterniti II-V. Ali leggermente imbru-
nite, più fortemente all'apice.
Una ® di "Celebes" ha la seguente colorazione.
Ferruginea. Sono zerz: una macchia sull'estremità anteriore del
mesoscuto, il margine posteriore dello scutello e del postscutello, ed
il II tergite. Sono gzallz: la faccia inferiore dello scapo; tegule; parategule;
larghe fasce apicali sui due primi tergiti; fasce apicali più strette sui
tergiti III-V ed una, ancora più stretta, sul II sternite. Le zampe sono
giallo-ferruginee. Il II tergite ha due macchie laterali ferruginee, inglo-
banti una macchietta gialla.
Un'altra 9, di Toli Toli, N Sulawesi, ha una colorazione assai dif-
ferente.
Nera. Sono ferruginez: la faccia posteriore del propodeo; il I tergite;
grandi macchie ai lati del II tergite; i due primi sterniti. Sono gzallz:
mandibole; clipeo; le orbite interne dei lobi inferiore degli occhi ed i
seni oculari; una larga linea sulla fronte, che occupa lo spazio
interantennale e raggiunge in alto l'ocello anteriore; macchiette sulle
orbite interne dei lobi superiori degli occhi; le tempie; una larga fascia
sul margine anteriore della faccia dorsale del pronoto, ed una fascia più
stretta sul suo margine posteriore; una grande macchia sul
mesoepisterno; larghe fasce sullo scutello e sul postscutello; larghe
fasce sul propodeo; tegule; parategule; le zampe, con qualche parte
ferruginea; fasce apicali sui tergiti I-IV; fasce apicali strettissime sugli
sterniti II e III; macchiette apicali ai lati del IV sternite.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 83
Ancora diversa è la colorazione di una ® di Pirore, Ceram.
Nero. Sono ferruginez: mandibole; tutto il funicolo; il pronoto; il
propodeo; la parte inferiore del metaepisterno; le zampe; il I tergite,
tranne una linea preapicale, che separa il ferrugineo basale dalla fascia
gialla apicale. Sono gialli: una macchia alla base delle mandibole; il
clipeo, tranne una macchia centrale nera; le orbite interne dei lobi
inferiori degli occhi ed i seni oculari; una linea che occupa lo spazio
interantennale e sale sulla fronte senza però raggiungere l'ocello ante-
riore; le tempie; una grande macchia sulla parte superiore del
mesoepisterno; una molto piccola sulla parte inferiore; larghe fasce
sullo scutello e sul postscutello; una macchia all'apice dei femori an-
teriori; la faccia esterna di tutte le tibie; tegule; parategule; strette fasce
apicali sui due primi tergiti e sul II sternite.
Esaminai, ad Oxford, i tipi dell'ivsu/aris, 1 6 di Makassar, e di
sobrinus, molto mutilato, ma riconoscibile, una 2 di Ceram.
Esaminai inoltre esemplari delle seguenti località:
Sulawesi: Toli Toli, XI-XII-95, 12 (Fruhstorfer-AGS). - "Celebes",
1 ® (AGS).
Ceram: Piroe, I-1909, 1 9 (F Muir-AGS). - 15 Km NNE Tehoru:
Hatumete, 300 m, 3° 17' S 129° 39' E, 20-III-88 (R. Hensen-ML).
Erano noti solo i tipi di zvsularis (Sulawesi) e di sobrinus (Ceram).
Stenodyneriellus birostratus nsp.
2 - Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo 1
volta e 1/4 piu largo che lungo, molto largamente e molto profonda-
mente emarginato, con denti apicali lunghi e sottili, bacilliformi, di-
stanti tra loro circa meta della larghezza massima del clipeo. Antenne
corte, con il IV articolo gia tanto largo quanto lungo. Vertice con due
minute fossette pubescenti, poco distinte. Mesosoma circa 1 volta e
1/5 più lungo che largo, pochissimo ristretto sia anteriormente che
posteriormente. Carena del pronoto poco sviluppata. Postscutello mo-
dicamente convesso, declive e facente parte, anche se di poco, della
faccia posteriore del torace. Carene superiori del propodeo poco
84 A. GIORDANI SOIKA
sviluppate, più sviluppate nella metà superiore. Angoli laterali del
propodeo poco marcati. Tergite I cupoliforme, del doppio più largo
che lungo. Tergite II più largo che lungo, pochissimo più stretto del
tergite precedente e pochissimo rigonfio ai lati, circa tanto largo all'apice
che alla base. Base del II sternite largamente e debolmente depressa,
quasi pianeggiante.
Clipeo con pochi punti superficialissimi. Capo con punti simili;
un poco più grossi sul mesoepisterno e sulle facce dorsali del propodeo.
Facce laterali del propodeo con punti più piccoli, fitti; faccia posteriore
liscia. Tergiti I e II con punti piccolissimi e molto spaziati. Sternite II
con punti simili, ma ancora più spaziati.
Capo e mesosoma con corti peluzzi eretti bruni, discretamente
fitti. Addome con peli più sottili e più lunghi, più radi ed inclinati.
Nero, con gli ultimi articoli dei tarsi brunastri. Sono gialli: una
macchietta alla base delle mandibole, quattro macchiette sul clipeo, le
due apicali assai più piccole di quelle basali; una linea sulla faccia
inferiore dello scapo; una macchietta sulla fronte; le orbite interne dei
lobi inferiori degli occhi fino al fondo dei seni oculari; una lunga linea
sulle tempie; una strettissima fascia, abbreviata ai lati, sul margine
anteriore del pronoto; una macchietta sulla parte superiore del
mesoepisterno; strette linee sul postscutello e lungo le carene supe-
riori del propodeo; due macchiette sulle tegule; le parategule; macchie
apicali sui femori anteriori e medi; una linea sulle tibie e sul I articolo
dei tarsi delle zampe anteriori: macchiette basali ed apicali sulle tibie
medie; fasce apicali strettissime sui due primi tergiti e sul II sternite.
Ali subjaline, imbrunite lungo la costa, specialmente presso l'apice.
gd - Clipeo circa come nella 2. Antenne più allungate, con il IV
articolo più lungo che largo. Ultimo articolo lungo e gracile, digitiforme,
pochissimo arcuato e pochissimo assottigliato verso l'apice, che è ar-
rotondato e raggiunge la base dell'XI articolo. Il resto circa come nella
2.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 11.5-
12.8; 6 mm 10-11.
Thailandia: 27 Km SW Hat Yai, Ton Ha Chang, 24-VII-86, 1 9
(R. Hensen-ML). -
Malaya: Kuala Lumpur, Selangor, 8-I-22, 1 2 (H.M. Pendlebury-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 85
MCZ). - Kuala Lumpur, 3-II-85, 1 9 (BM).- Pahang, Kuala Tahan, 20-
XI-22, 1 2 (H.M. Pendlebury-MCz).
Borneo: Sabah, Kalambakan, 3-11-IV-73, 29 ®, tra cui l'olotipo,
66 gd .- Sabah, Piring Springs, 1600 ft, 6-10-V-73, 12 (K.M. Guichard-
AGS). - Sandakan, 19 (Baker-USNM).
Olotipo nella mia collezione.
26
Fig. 26 Stenodyneriellus birostratus n.sp. 9.
Stenodyneriellus flaviventris n.sp.
2 - Clipeo circa tanto largo quanto lungo, largamente e poco
profondamente emarginato a semicerchio; la distanza che separa i
denti apicali è un poco maggiore di quella che separa le inserzioni
delle antenne. Dai denti apicali salgono verso l'alto due pieghe
86 A. GIORDANI SOIKA
careniformi che raggiungono la metà del clipeo; sono rettilinee e pa-
rallele, e delimitano un'area mediana depressa, concava. Antenne al-
lungate, con il III articolo quasi 1 volta e 1/2 più lungo che largo
all'apice; IV leggermente più lungo che largo; V subquadrato.
Mesosoma circa 1 volta e 2/5 più lungo che largo. Faccia poste-
riore del propodeo largamente e abbastanza profondamente concava,
ma convessa sulle linee d'incontro delle altre facce. Tergite I 1 volta
e 1/2 più largo che lungo, quasi emisferico e di poco più stretto del
tergite successivo; che è circa tanto largo quanto lungo, di poco più
largo all'apice che alla base e pochissimo rigonfio ai lati. Base del II
sternite subpianeggiante.
Clipeo con punti piccolissimi e spaziati, poco visibili. Capo
subopaco con punti grossi e profondi, separati da interspazi in media
di poco maggiori dei punti; la metà inferiore delle tempie non è
punteggiata. Mesosoma lucido, con punti simili a quelli del capo, o
di poco più piccoli, circa della stessa densità ma più fitti sul pronoto.
Facce dorsali del propodeo con punti piccoli e fitti. Faccia latero-
posteriore fittamente punteggiata in alto, quasi liscia e lucida in basso.
Faccia posteriore modicamente lucida, priva di punti. I due primi
tergiti portano punti piccolissimi, molto spaziati; punti egualmente
piccoli, ma ancora più spaziati, si osservano sul II sternite.
Pilosità cortissima, fulva, modicamente fitta, con peluzzi più lun-
ghi, radi, sul propodeo e sull'addome.
Nero e bruno-nero, con mandibole, faccia inferiore del funicolo,
la parte posteriore del vertice, le zampe, parte del I tergite color
ferrugineo e bruno-ferrugineo. Sono gialli: una macchietta alla base
delle mandibole; il capo, tranne due fasce nere che dalle inserzioni delle
antenne salgono fino all'area ocellare ove si uniscono; clipeo; faccia
inferiore dello scapo; i 2/3 anteriori del pronoto; due linee sul mesoscuto;
una larghissima fascia sul mesoepisterno; tegule; parategule; i 2/3 anteriori
dello scutello e del postscutello; larghissime fasce ai lati del propodeo;
le facce laterali di tutte le anche; la faccia laterale dei femori anteriori
e la faccia anteriore dei femori medi; la faccia laterale di tutte le zampe
e dei tarsi; sul I tergite due macchie ovali nella parte anteriore della
faccia dorsale ed una fascia apicale, che si prolunga per un breve
tratto in avanti lungo i margini laterali; sul II tergite una fascia ab-
breviata ai lati ed interrotta nel mezzo circa a metà del tergite; fasce
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 87
apicali, con margine anteriore sinuoso, sui tergiti II-VI; due grandi
macchie rotonde, unite ad una stretta fascia apicale, sul II sternite
e macchiette triangolari a lati del margine apicale degli sterniti III-
V. Ali modicamente imbrunite, con una macchia preapicale bruna.
6 - Clipeo quasi esattamente come nella ®. Antenne più allun-
gate, con gli articoli V-VI più lunghi che larghi; l'ultimo è molto
piccolo, gracile, digitiforme, ed il suo apice, modicamente appuntito,
oltrepassa di poco la metà dell'XI articolo.
Colorazione circa come nella 9. Le mandibole sono gialle ed il
VI tergite porta tre macchiette gialle; il VI è bruno-nero.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 12-
[ot tony Ike
Is. Filippine: Luzon, Mt. Banahao, 1 2 (Baker-USNM). - Sibuyan,
22 ®® tra cui l'olotipo, 16 ¢¢ (Baker-USNM e MCZ). - Negros, Mt.
Canlaon, 3600 ft, 29-IV-53, 12 (H.M.D. Townes-ML).
Olotipo nell'U.S. Nat. Museum di Washington.
Stenodyneriellus flaviventris o bscurus n.ssp.
9 - Differisce dalla forma tipica per la colorazione dell'addome.
I due primi tergiti hanno soltanto fasce apicali, subeguali, di modica
larghezza. Fasce strettissime, sinuose ed incomplete, si osservano sui
tergiti III-V; il V tergite è interamente giallo.
3 - Differisce dalla forma tipica in quanto i due primi tergiti hanno
solo una fascia apicale gialla. Nei tergiti e sterniti successivi la colo-
razione è uguale a quella della 9.
Dimensioni come nella forma tipica.
Is. Filippine: Negros, Mt. Canlaon, 3600 ft 29-IV-53, 32 ? tra cui
l'olotipo; 8-V-53, 1 ¢ allotipo; 1,6 e 7-V-53 422 16 (Townes-ML e
MCZ).
Olotipo nel Museo di Leiden.
DE A. GIORDANI SOIKA
Stenodyneriellus wickwari (Meade Waldo) n. comb.
Odynerus wickwarîi Meade Waldo, 1911, Spolia zeylanica, 7: 155 (9 d). - T.V.R.
Aiyar, 1914, J. Bombay nat. Hist. Soc., 24: 713. - Giordani Soika, 1941, Boll. Soc.
veneziana St. nat., 2,3: 252, figg. 22/5,6.
Odynerus quadrinotatus Giordani Soika, 1986, Lavori Soc. veneziana Sc. nat., 11:
TIA) as sya
2- Clipeo di poco più largo che lungo, leggermente convesso alla
base, poi subpianeggiante; il suo margine apicale è di poco maggiore
dello spazio interantennale ed è leggermente emarginato, con denti
apicali largamente arrotondati. Antenne corte, con il IV articolo circa
tanto largo quanto lungo ed il successivo già più largo che lungo.
Carena del pronoto largamente arcuata sugli omeri. Scutello modica-
mente convesso. Postscutello debolmente convesso, con la metà an-
teriore nettamente dorsale. Propodeo corto, con facce dorsali forte-
mente convesse ed una larga faccia posteriore, bene separata dalle
altre facce, interamente, fortemente e regolarmente concava. Tergite
I cupoliforme e corto, quasi del doppio più largo che lungo. Tergite
II molto più largo che lungo, pochissimo più largo all'apice che alla
base, un poco rigonfio ai lati. Sternite II largamente depresso alla
base.
Clipeo con punti più piccoli di quelli della fronte, assai superfi-
ciali e modicamente fitti: interspazi in media eguali o minori dei punti.
Capo con punti di media grossezza, fitti, con interspazi careniformi.
Punteggiatura del torace egualmente fitta, ma visibilmente più grossa.
Facce dorsali del propodeo lisce nella metà anteriore, poi con punti
molto grossi, a fondo pianeggiante, ed interspazi sottilmente
careniformi. Facce laterali del propodeo in gran parte lisce; faccia
posteriore con punti piccoli e spaziati; tergite I con punti molto pic-
coli e radi. Tergite II con punti più piccoli e più spaziati sul dorso,
più grossi e più fitti ai lati. Sternite II con punti grossi, modicamente
fitti, assai più piccoli e più radi nella depressione basale.
Capo e mesosoma con punti cortissimi ed abbastanza fitti. Ad-
dome con peluzzi fulvi più lunghi, modicamente fitti ed una finissima
e bassissima pubescenza argentea.
Nero. Sono color rosso-ferrugineo: le mandibole; la parte inferiore
del metaepisterno e tutto il propodeo; le zampe; la faccia anteriore
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 89
e le facce laterali del I tergite. Sono gza/li: una macchietta alla base
delle mandibole; una fascia lungo i margini superiore e laterali del
clipeo; la faccia inferiore dello scapo; una linea, che parte dal disopra
dello spazio interantennale - che è nero - e sale, assottigliandosi, fino
a raggiungere l'ocello anteriore; una fascia lungo le orbite interne dei
lobi inferiori degli occhi, fino ai seni oculari, che occupa interamente;
due lineette arcuate sul vertice; la quasi totalità delle tempie; una larga
fascia sul margine anteriore del pronoto; due linee sul mesoscuto; due
grandi macchie ovoidali sul mesoepisterno; una fascia, stretta nel mezzo
ed assai allargata ai lati, sullo scutello; una stretta linea sul postscutello;
una macchia sulla metà mediale delle facce dorsali del propodeo;
macchiette alle estremità anteriore e posteriore delle tegule; la quasi
totalità delle anche; la faccia esterna dei femori anteriori e medi, di
tutte le tibie e di parte dei tarsi; una fascia apicale regolare sul I
tergite; sul II tergite 2 oppure 4 macchie rotonde isolate, ed una fascia
apicale allargata nel mezzo ed ai lati; una fascia apicale, stretta nel
mezzo e rapidamente allargata ai lati, sul II sternite; tre macchiette
apicali sui tergiti III-V e sugli sterniti III e IV; una macchietta apicale
sul VI tergite. Ali quasi ialine.
3 - Clipeo più strettamente e meno profondamente emarginato,
con punti assai più piccoli di quelli della fronte. Ultimo articolo delle
antenne lungo, gracile, digitiforme e raggiungente con l'apice, che è
arrotondato, la metà del X articolo. Colorazione come nella 9, ma il
clipeo è interamente giallo, le fasce addominali sono più strette e le
macchiette isolate del II tergite sono assenti. Sono assai piccole e tal-
volta assenti le macchiette dei tergiti e sterniti III e successivi.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9 mm 11-12,
é mm 10.
Esaminai i tipi di wickwari, di Oddinchudan (2) ed Anuradhapura
(3) (Sri Lanka), e di guadrinotatus, 4 92 di Tranquebar (Mus.
Copenhagen). Altri esemplari esaminati:
S. India: Tanjore, Nedungadu, I e 13-VI, 2 2 2 (Nathan-MCZ). -
Malabar, Walayar Forest, 1000 ft, IX-1951, 168 (Nathan-AGs). -
Kurumbagaram, Karakaltart, 1 2 (P.S. Nathan-MCZ).
Sri Lanka: Tri Distr., Trincomalee, China Bay, Ridge Bungalow,
25-50 ft, 26-II-79, 1 9 18 (K.V. Krombein-ML). - Anu Distr., Padayiya,
180 m, 2-8-XI-70, 1 @ (O.S. Flynt-ML). - Col. Distr. Botanic Garden,
70 A. GIORDANI SOIKA
14-I-77, 1 2. - Kan Distr., Kandy, 1600 ft, Udawattkele, 18-21-I-77
(K.V. Krombein e coll.-ML). - Kurunegala, 24-VI-53, 1 @ (F. Keiser-
ML).
Non mi risulta siano noti altri esemplari.
Stenodyneriellus nigriculus n.sp.
?- Affinissimo a wickwari. Parte inferiore del mesoepisterno con
punti nettamente più spaziati e, in basso, anche più piccoli. Facce
laterali del propodeo con punteggiatura più evidente. Secondo
sternite non depresso alla base, ma quasi regolarmente convesso.
Colorazione molto differente.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo e le parti non gialle
delle zampe ferruginet. Sono gialli: una macchietta alla base delle
mandibole; una fascia, stretta nel mezzo e larga ai lati, alla base del
clipeo, e due lineette apicali; la faccia inferiore dello scapo; le orbite
interne dei lobi inferiori degli occhi ed i seni oculari; una linea che
parte dal disopra dello spazio interantennale - che è nero - e sale fino
a raggiungere l'ocello anteriore; una macchietta tra gli ocelli e gli
occhi; la quasi totalità delle tempie; la metà anteriore della faccia
dorsale del pronoto; due corte lineette sul mesoscuto; una fascia, assai
stretta nel mezzo ed assai allargata ai lati, sullo scutello; grandi macchie
ai lati del propodeo, che ne occupavano interamente le facce dorsali;
la quasi totalità delle anche; la faccia esterna di tutti i femori e delle
tibie anteriori e medie; sul I tergite una larga fascia apicale, con margine
anteriore sinuoso, unita ai lati con due macchiette rotonde; fasce assai
simili all'apice dei tergiti II, IV e V; tracce di stretta fascia apicale sul
III tergite; due grandi macchie triangolari ai lati del II sternite;
macchiette laterali all'apice degli sterniti INI e IV. Ali quasi ialine.
3 - Clipeo circa come nella £, nero, con una larga fascia basale
e due macchiette preapicali gialle. Antenne circa come in wickwari, ma
con l'ultimo articolo visibilmente meno gracile.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2¢ mm
i Dad,
Sri Lanka: Rat. Distr., Gilimale Indurowa, Giungla, 7-8-III-79,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI Sl
12 olotipo (K.V. Krombein-ML). - Kan Distr., Uda, Wattakele Sanct.
SRO RS 65078 282) a6 (RNVAKrombein Mb)
Kan Distr., Lady Horton's, 19-VIII, 7-IX, 2-X, 222 16 (E Keiser-
ML). - Kandy, Roseneathe, VII-VII-53, 16 (F Keiser-ML). - Gal Distr.,
Sinharaja Jungle, Kanneliya Sect., 13-VI-78, 19 (K.V. Krombein-ML).
Stenodyneriellus perpunctatus n.sp.
2 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, quasi interamente pia-
neggiante, con l'apice troncato e circa tanto largo quanto lo spazio
interantennale. Spazio interantennale debolmente convesso, non carenato.
Antenne corte, con il IV articolo tanto largo quanto lungo. Vertice
declive, pianeggiante immediatamente dietro l'area ocellare. Mesosoma
di poco più lungo che largo, pochissimo ristretto in avanti, un poco più
all'indietro, pochissimo convesso, ed in parte pianeggiante, nella metà
anteriore. Carena del pronoto sottile, pochissimo arcuata sulla faccia
dorsale. Scutello subpianeggiante. Postscutello con una breve faccia
dorsale convessa ed una posteriore declive, debolmente convessa.
Mesoepisterno con carena epicnemiale bene sviluppata. Propodeo privo
di carene, con le facce dorsali non bene separate dalla faccia posteriore.
Tegule un poco più larghe che nelle altre specie del genere. Tergite I
cupoliforme, molto corto, circa 2 volte e 1/2 più largo che lungo.
Tergite II più largo che lungo, di poco più largo all'apice che alla base,
modicamente rigonfio ai lati. Base del II sternite largamente ma debol-
mente depressa.
Clipeo con punti di mediocre grossezza, poco profondi e molto
allungati. Capo con punti piccoli e fittissimi. Pronoto, mesoscuto e
parte superiore del mesoepisterno con punti piccoli ed estrema-
mente fitti; facce laterali del pronoto con grosse rugosità longitudinali.
Scutello e postscutello con punti più grossi e meno fitti. Parte inferiore
del mesoepisterno liscia, tranne qualche punto nella parte anteriore.
Facce dorsali e gran parte della faccia posteriore del propodeo con
punti grossissimi e molto fitti. Facce laterali del propodeo con punti
piccoli e superficiali, a fondo piatto, fittissimi con interspazi sottil-
mente careniformi. Tergite I con punti piccoli e fitti. Tergite II con
punti simili ma obliqui, con interspazi molto maggiori dei punti; in
72 A. GIORDANI SOIKA
prossimità del margine apicale la punteggiatura è molto più fitta.
Sternite II con punti più grossi e più spaziati.
Fronte con peli eretti bruni, fitti, di media lunghezza. Mesosoma
con peli simili ma più spaziati e più chiari. Addome con corti e radi
peluzzi biancastri.
Nero. Sono gialli: gran parte delle mandibole; due larghe fasce
ai lati del clipeo; lo spazio interantennale; minute macchiette nel
fondo dei seni oculari; la faccia inferiore dello scapo; una lineetta
sulle tempie; una sottile fascia sul margine anteriore del pronoto;
una macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno; una larga
fascia sul postscutello; una macchia all'apice dei femori anteriori e
medi; la faccia esterna di tutte le tibie ed il I articolo di tutti i tarsi;
tegule; parategule; fasce apicali di media larghezza sui due primi tergiti
e sul II sternite. Ali debolmente e quasi uniformemente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 14.
d ignoto.
Borneo: Sabah, Tuaran 24-30-III-73, 19 (K.M. Guichard-AGS).
Olotipo nella mia collezione.
Stenodyneriellus bistrigatus n.sp.
9 - Affine alle due specie precedentemente descritte, ma ben di-
stinto per alcuni importanti caratteri, specialmente per la forma del
clipeo e del propodeo. Clipeo circa tanto largo quanto lungo, con
l'apice leggermente più largo dello spazio interantennale; è molto
debolmente emarginato, quasi troncato. La sua metà basale è modica-
mente convessa e tutta l'area mediana è pianeggiante. Terzo articolo
delle antenne circa 1 volta e 1/2 più lungo che largo; IV e V circa tanto
lunghi quanto larghi. Mesosoma 1 volta e 1/2 più lungo che largo.
Facce laterali del propodeo interamente pianeggianti, bene separate
dalle facce dorsali e posteriore; sono però assenti sia carene laterali che
superiori ed inferiori. Non vi è, invece, una netta distinzione tra facce
dorsali e faccia posteriore; questa è debolmente concava. Tergite I 1
volta e 1/2 più largo che lungo, quasi emisferico, con margini laterali
non separati dalla faccia anteriore. Tergite I] nettamente più largo che
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 23
lungo, pochissimo più largo all'apice che alla base e poco rigonfio ai
lati. Sternite II debolmente e quasi regolarmente convesso.
Clipeo con punti piccoli e molto superficiali, poco fitti. Capo
fittamente e finamente punteggiato, molto più fittamente e più finamente
che nelle due specie precedentemente descritte. Torace con punti più
grossi, molto fitti. Facce dorsali del propodeo con punti egualmente
fitti; facce laterali con punti più piccoli, più superficiali, di poco meno
fitti; faccia posteriore liscia ma con alcuni grossi punti. Tergiti I e II
con punti piccolissimi, superficiali e molto spaziati. Sternite II con
punti assai più grossi e più fitti.
Pilosità modicamente lunga e poco fitta, più lunga sul propodeo;
i peli sono eretti sul capo e sul torace, obliqui sull'addome.
Nero. Sono gialli o gialli leggermente volgenti all'arancio: quattro
macchiette sul clipeo; la faccia inferiore dello scapo; una linea al di-
sopra dello spazio interantennale; le orbite interne dei lobi inferiori
degli occhi fino al fondo dei seni oculari; una linea sulle tempie; la metà
anteriore della faccia dorsale del pronoto e sottilissime fasce lungo il
margine posteriore; una linea sullo scutello; due macchiette sulle facce
dorsali del propodeo ed una lineetta sugli angoli laterali dello stesso:
macchie apicali sui femori anteriori e medi; la faccia esterna delle tibie
anteriori e medie; una fascia apicale, un poco allargata nel mezzo, sul
I tergite; una fascia apicale più stretta, regolare, sul II tergite; una
fascia apicale, assai stretta, sul II sternite. Ali fortemente imbrunite,
specialmente all'apice.
3 - Clipeo leggermente più largo che lungo, emarginato come nella
2, ma più profondamente. Ultimo articolo delle antenne come nelle
specie precedenti, ma più lungo: l'apice oltrepassa la base dell'XI ar-
ticolo.
Clipeo e spazio interantennale gialli. Propodeo senza macchie gial-
le. Fascia apicale del II sternite strettissima ed incompleta. Il resto circa
come nella ®.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9mm 13-14.5,
Smm 11-12.
Burma: S. Shan State, Taunggyi, 1500 m., 1-VIII-22-IX-34, 399
tra cui l'olotipo, 2 Sd tra cui l'allotipo (ML). - Road 40 Km E di
Taunggyi, 25-IX-13-X-34, 19 16 (ML). - Carin Chebà, 900-110 m, V-
XII-88, 32 2 (L.Fea-MCG). Tenasserim, Sokli, 75 Km E di Moulmein,
74 A. GIORDANI SOIKA
600 m, 27-31-X-34, 2 9 £(ML).
Malaya: Kedah Peak, 3500 ft, 19-20 e 29-III-28, 22 2 (ML), 3300
o OZ 222)
Olotipo nel Museo di Leiden.
Stenodyneriellus pun ctulatus nsp.
@ - Affine a bistrigatus, ma ben distinto per vari ed importanti
caratteri.
Clipeo più largo che lungo, debolmente e quasi uniformemente
convesso; all'apice è largamente, poco profondamente, emarginato, con
denti piccoli ed assai acuti. Antenne circa come in bistrigatus. Ca-
rena del pronoto meno largamente arcuata sugli omeri, quasi
angolosa. Postscutello debolmente convesso, obliquo. Facce laterali
del propodeo non interamente pianeggianti, ma visibilmente convesse
in alto e posteriormente. Faccia posteriore del propodeo più larga-
mente concava, più nettamente separata dalle facce laterali. Addome
circa come nel bistrigatus.
Clipeo con punti grossi e molto fitti, circa grossi come quelli della
fronte e di poco meno fitti. Fronte e vertice, fino alla carena occipitale,
con punti grossi e fittissimi, interspazi careniformi. Sul vertice, dietro
gli ocelli, sono nettamente più grossi ed un poco meno fitti che sulla
fronte. Punteggiatura del torace circa come in bistrigatus. Facce dorsali
del propodeo con punti grossi e molto fitti, che invadono la parte
superiore delle facce laterali; queste, nella restante superficie, hanno
punti piccoli, superficiali, molto spaziati. Faccia posteriore del propodeo
con qualche punto molto superficiale nella parte superiore, nel resto
è liscia. Punteggiatura dell'addome circa come in bistrigatus.
Pilosità fulva, più lunga e più abbondante che in bistrigatus.
Nero. Sono color gia/lo-rossastro: una macchietta alla base delle
mandibole; due macchie alla base del clipeo ed i denti apicali; faccia
inferiore dello scapo; una macchietta sulla fronte, subito al disopra
dello spazio interantennale, che è nero, prolungata in alto da una sottile
linea che raggiunge l'ocello anteriore; le orbite interne dei lobi inferiori
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 75
degli occhi ed i seni oculari; larghe linee sulle tempie; una fascia
stretta, quasi regolare, sul margine anteriore del pronoto; una macchietta
sulla parte superiore del mesoepisterno; strette e regolari fasce sullo
scutello e sul postscutello; macchie luniformi ai lati del propodeo;
circa i 2/3 della faccia esterna dei femori anteriori e medi; una macchietta
apicale sui femori posteriori; le tibie ed i tarsi di tutte le zampe;
tegule, parategule; strettissime fasce apicali sui tergiti I-V e sul II
sternite; una macchietta sul VI tergite e macchiette ai lati del margine
apicale degli sterniti III-V. Ali quasi jaline.
3d - Clipeo circa come nella? per forma e punteggiatura, ma
interamente giallo. Antenne come in bistrigatus, ma con l'ultimo ar-
ticolo assai più grosso. Il resto circa come nella @.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 13,
émm 10-11.
Is. Filippine: Benguet, Baguio, 3 £ £ tra cui l'olotipo, 5d 6 (Baker-
USNM).
Olotipo nell
Ue
29
Fig. 27-28 Stenodyneriellus flaviventris n.sp.: 27, clipeo 2; 28, clipeo d.
Fig. 29-30 Capo visto dall'alto di Stenodyneriellus: 29, S. bistrigatus n.sp.; 30, S. punctulatus
n.sp.
76 A. GIORDANI SOIKA
Stenodyneriellus pseudoplanus nssp.
2 - Molto affine al punctulatus n.sp. Clipeo circa come in questa
specie, ma largamente depresso nella metà apicale. Carena del pronoto
più largamente arcuata sugli omeri, e un poco rientrante subito sotto
questi. Scutello perfettamente pianeggiante. Postscutello con una fac-
cia anteriore nettamente dorsale e giacente sullo stesso piano dello
scutello, ed una faccia posteriore obliqua assai più corta. Propodeo
come nel bistrigatus. Tergite I leggermente più largo e tergite II po-
chissimo più largo all'apice che alla base.
Clipeo con punti molto più piccoli di quelli della fronte, superfi-
cialissimi e spaziati: interspazi in media eguali od anche maggiori dei
punti. Capo con punti di media grossezza, modicamente fitti, essendo
gli interspazi in media eguali o minori dei punti, più piccoli e meno
fitti sul vertice, specialmente dietro gli ocelli. Punteggiatura del torace
simile a quella del capo. Le facce dorsali del propodeo portano punti
più piccoli. Le facce laterali del propodeo sono, nella parte superiore,
punteggiate circa come le facce dorsali; nel resto portano punti piccoli
e radi. Punteggiatura dell'addome circa come nelle due specie prece-
denti.
Pilosità biancastra molto corta e rada.
Nero, con le mandibole antenne e le parti non gialle delle zampe
color bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono gzallz: la base delle
mandibole; il clipeo, tranne una grande macchia rotonda centrale nera;
sulla fronte una larga linea che occupa interamente lo spazio
interantennale ed in alto raggiunge l'ocello anteriore; la quasi totalità
delle tempie; una larga fascia sulla faccia dorsale del pronoto; due
grandi macchie sul mesoepisterno; una fascia, assai larga ai lati, ma
strettissima nel centro, sullo scutello; una larga fascia sul postscutello;
larghissime fasce ai lati del propodeo; tegule; parategule; gran parte
delle zampe; due macchiette rotonde nel centro del I tergite ed, al-
l'apice di questo, una fascia che, ai lati, risale verso la base del tergite
stesso: una fascia apicale, di media larghezza, sui tergiti III-V; il VI
tergite quasi interamente; sul II sternite grandissime macchie laterali,
largamente unite ad una fascia apicale. Ali quasi ialine.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 300
dé ignoto.
Is. Filippine: Antipolo, Riz., 2-VII-27, 19 (Townes-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Stenodyneriellus praeclusus (Nurse) n.comb.
Odynerus praeclusus Nurse, 1903, Ann. Mag. nat. Hist., 7, 11:532 (¢). - Ramakrishna
Aiyar, 1914, J. Bombay nat. Hist. Soc., 24: 713. - Giordani Soika, 1941, Boll. Soc.
veneziana St. nat., 2, 3: 253.
I tipi sono 3 22 di Abu, al British Museum; uno è stato da me
designato lecto-olotipo.
E' affine al pseudoplanus n.sp.; ne differisce per avere il clipeo
31
Riel Stenodyneriellus cilicius (Cameron) 9: parte posteriore del mesosoma.
98 A. GIORDANI SOIKA
quasi troncato, il postscutello più convesso, declive, e per la punteg-
giatura dell'addome che è quasi indistinta. Ma la distinzione è assai
facile per la colorazione, molto differente.
2 - Nero, con le antenne bruno-ferruginee. Sono color ferrugineo
chiaro: le mandibole e le zampe. Sono color diazco-avorio: una fascia
alla base del clipeo e due macchiette al suo apice: una lineetta sulla
faccia inferiore dello scapo; una macchia sulla fronte,al disopra dello
spazio interantennale, prolungata in alto fino all'ocello anteriore da una
stretta linea; i seni oculari; due macchiette dietro gli ocelli; una linea
sulle tempie: una fascia, fortemente abbreviata ai lati, sul pronoto; una
minuta macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno; due lineette
sui margini laterali dello scutello; due fasce sul propodeo; le estremità
anteriore e posteriore delle tegule; le parategule; la faccia anteriore
delle anche; una grande macchia all'apice dei femori anteriori; una
piccolissima all'apice di quelli medi; gran parte della faccia esterna
delle tibie anteriori e medie; una stretta linea, largamente interrotta
nel mezzo, sulle tibie posteriori; la faccia esterna del primo articolo
di tutti i tarsi; una fascia, di mediocre larghezza e strettamente intac-
cata nel mezzo, all'apice del I tergite; una fascia apicale, circa della
stessa larghezza, sul II tergite; una macchietta apicale sul IV tergite
ed una molto più grande, sul V tergite; il II sternite, tranne una
grande macchia basale bruno-nera. Ali quasi ialine.
Non mi risulta siano stati raccolti altri esemplari oltre i tipi.
Stenodyneriellus celebensis n.sp.
2 - Affine a pseudoplanus. Clipeo circa come in questa
specie. Propodeo molto più sviluppato, tanto da formare dietro
il postscutello una ben distinta faccia dorsale fortemente depressa
nel mezzo ma immediatamente sporgente ai lati, i quali raggiun-
gono l'altezza del postscutello, circa come in guttulatus. Faccia
posteriore del propodeo largamente concava, più nettamente
separata dalle facce laterali che in pseudoplanus. Tergite I legger-
mente più allungato che in pseudoplanus. Dimensioni maggiori.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 29
Punteggiatura del clipeo, capo e torace circa come in pseudoplanus.
Facce dorsali e laterali del propodeo pit fittamente punteggiate che
in questa specie. La punteggiatura dei due primi tergiti, relativamente
grossa e fitta alla base, diventa rapidamente più grossa e più spaziata
verso il margine apicale. Sternite II con punti più grossi e meno fitti
che nel corrispondente tergite.
Pilosità circa come in pseudoplanus.
Nero, con le antenne ed i femori posteriori, ad eccezione di una
macchietta apicale gialla, color bruno-ferrugineo più o meno scuro, ed
il I tergite e I sternite ferruginez. Sono gialli: mandibole; clipeo; una
larga ed irregolare fascia sulla fronte, che parte dallo spazio interantennale
e raggiunge l'ocello anteriore; i seni oculari; due macchiette tra gli
ocelli ed i lobi superiori degli occhi; la quasi totalità delle tempie; la
faccia dorsale del propodeo quasi interamente; una grande macchia
sulla parte superiore del mesoepisterno, ed una assai più piccola sulla
parte inferiore; tegule; parategule; la metà anteriore dello scutello;
una stretta fascia sul postscutello; le zampe, tranne la maggior parte
dei femori e macchiette preapicali brune sulle tibie medie e posteriori;
due grandi macchie ovoidali sulla parte anteriore della faccia dorsale
del I tergite, ed una larga fascia apicale assai ristretta ai lati; due
minute macchiette ai lati del II tergite ed, al suo apice, una fascia
irregolare più stretta; fasce apicali sui tergiti III e IV; il II sternite
tranne una grande macchia triangolare nera, che ha la base alla base
dello sternite, e l'apice sul margine apicale. Ali molto debolmente
imbrunite lungo la costa.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10.
3d ignoto.
C. Sulawest: Luwuk Salodik, 400 m, 19, 19-X-89 (A.v. Achterberg-
ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Stenodyneriellus facilis (Smith) n.comb.
Odynerus facilis Smith, 1860, J. Proc. Linn. Soc., Zool. 4: 88 (2). - Maindron,
100 A. GIORDANI SOIKA
1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 282.
Odynerus facialis Dalla Torre, 1894, Cat. Hym., 9: 67.
Descrizione del tipo, 1 6 di Mak (assar), unico esemplare cono-
sciuto.
3- Clipeo più largo che lungo, abbastanza profondamente emar-
ginato all'apice; i denti apicali sono subtriangolari, acuti; la distanza
che li separa è circa eguale allo spazio interantennale. Antenne modi-
camente allungate, con gli articoli IV-VI più lunghi che larghi; VII ed
VII subquadrati; successivi trasversi; mancano gli ultimi articoli. Tem-
pie molto strette: vista dall'alto la loro lunghezza è eguale a circa 1/
3 della lunghezza dei lobi superiori degli occhi. Mesoepisterno con
carena epicnemiale poco sviluppata nella metà inferiore, assente nella
parte superiore. Postscutello debolmente convesso, circa come in cilicius
(Cam.). Propodeo più corto che in cilicius, ma molto rigonfio ai lati,
per cui i margini laterali sono subparalleli, completamente arrotondati;
le facce laterali sono subpianeggianti. Primo tergite più largo e più
corto che in cilicius. Il secondo tergite, a differenza di cilicius, è di
poco più largo all'apice che alla base. Il secondo sternite è quasi
regolarmente convesso, con un sottile e ben netto solco basale me-
diano longitudinale che ne raggiunge il centro.
Clipeo con punti di poco più piccoli di quelli della fronte, abba-
stanza fitti, con interspazi eguali o minori dei punti. Fronte con punti
visibilmente più grossi e più profondi, meno fitti che nelle specie
cilicius, cilicioides e duplostrigatus. Torace con punti assai grossi, più
grossi che nelle specie ora citate, profondi, di densità irregolare, in
media con interspazi eguali ai punti. Facce dorsali del propodeo lisce
e lucide; facce laterali con punti piccoli e poco fitti. I due primi tergiti
hanno punti piccoli e spaziati, un poco più grossi di quelli di czliczus.
Sul II sternite i punti sono più grossi, più fitti, quasi regolarmente
distribuiti.
Tutto il corpo porta pilosità fulva eretta sul capo e sul mesosoma,
inclinata sull'addome.
Nero, con le antenne, le parti non gialle delle zampe, ed i due
primi sterniti ferruginez. Sono gialli: mandibole; clipeo, tranne una
macchietta preapicale bruna; la faccia inferiore dello scapo; una macchia
allungata sulla fronte, che dallo spazio interantennale quasi raggiunge
l'ocello anteriore; le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi ed i
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 101
seni oculari, la quasi totalità delle tempie; la metà anteriore della
faccia dorsale del propodeo; strette fasce sulla metà anteriore dello
scutello e del postscutello; una larga fascia sul mesoepisterno; tegule;
parategule; grandi macchie che occupano interamente le facce dorsali
del propodeo e la parte supero-esterna della faccia posteriore; gran
parte delle zampe; una fascia regolare lungo il margine anteriore della
faccia dorsale del I tergite; una fascia alla base del II tergite ed una,
più stretta, lungo il suo margine apicale, strettissime fasce apicali sui
tergiti III e IV; grandi macchie rotonde, non molto distinte, ai lati del
II sternite, e macchiette ai lati del margine apicale del III sternite. Ali
leggermente imbrunite lungo la costa.
Stenodyneriellus cilicius (Cameron) n. comb.
Odynerus cilicius Cameron, 1902, J. Str. Br. as. Soc., 37: 111 (2). - Meade Waldo,
1910, Ann. Mag. nat. Hist., 8, 6: 100. - Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 283. -
Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2, 3: 256.
2 - Clipeo tanto largo quanto lungo, moderatamente e quasi re-
golarmente convesso, leggermente e strettamente emarginato all'apice:
la distanza che separa i denti apicali è circa eguale a quella che separa
le inserzioni delle antenne. Articolo III delle antenne circa del doppio
più lungo che largo alla base; articoli IV-VI un poco più lunghi che
larghi; articoli VII e VIII circa tanto larghi quanto lunghi. Spazio
interantennale nettamente carenato, ma poco sporgente. Mesosoma
leggermente più lungo di 1 volta e 1/2 la sua larghezza. Carena del
pronoto largamente arcuata sugli omeri. Scutello quasi pianeg-
giante. Postscutello obliquo, non sporgente, anzi depresso nella
metà posteriore. Propodeo rigonfio ai lati e superiormente, con
facce dorsali larghe ed assai convesse. Facce laterali del propodeo
perfettamente pianeggianti, separate dalla faccia posteriore da
una grossa piega careniforme, non netta ma assai sporgente. Faccia
posteriore del propodeo largamente ma non fortemente concava,
non bene separata dalle facce dorsali. Tegule larghe, con lobo poste-
riore cortissimo, come di regola in questo genere. Tergite I circa 1
volta e 1/2 più largo che lungo, con una faccia anteriore quasi ver-
102 A. GIORDANI SOIKA
ticale; la linea di separazione tra la faccia anteriore e la faccia dorsale
è assai netta, ma non carenata. Tergite II circa 1 volta e 1/4 più largo
che lungo, pochissimo più largo all'apice che alla base e pochissimo
rigonfio ai lati. Sternite II debolmente convesso; la convessità è de-
bolissima alla base, un poco più accentuata dopo.
Clipeo con punti moderatamente fitti ma picccolissimi, quasi in-
distinti. Capo con punti di mediocre grossezza, poco profondi, a fondo
piatto, separati da interspazi quasi careniformi. Parte posteriore del
vertice liscia. Torace con punti circa della stessa grossezza, ma assai
profondi e meno fitti; interspazi in media maggiori dei punti sul
mesoscuto, un poco più fitti sul pronoto e sul mesoepisterno. Facce
dorsali e faccia posteriore del propodeo perfettamente lisce, tranne
qualche punto nell'area d'incontro delle due facce. Facce laterali del
propodeo con punteggiatura fitta ed uniforme, formata da punti un
poco più piccoli di quelli del mesoepisterno. I due primi tergiti hanno
punteggiatura quasi uniforme, formata da punti grossi circa quelli
delle facce laterali del propodeo, ma obliqui e più spaziati. Sul Il
sternite i punti sono press'a poco simili, ma ancora più spaziati.
Capo e mesosoma con peluzzi molto corti, modicamente fitti, più
lunghi sulla fronte ed ancora più lunghi sul propodeo. Addome con peli
più spaziati, di media lunghezza, inclinati.
Nero, con il funicolo, i 2/3 della faccia dorsale dei femori poste-
riori ed una strettissima linea sulla faccia dorsale delle tibie posteriori
ferruginei o brunastri. Sono gialli: mandibole; clipeo; faccia inferiore
dello scapo; le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi; i seni oculari;
una macchietta triangolare tra gli ocelli ed il lobo superiore degli occhi;
una linea irregolare, che parte dallo spazio interantennale e sale fino
a raggiungere l'ocello anteriore; le tempie; i 2/3 anteriori della faccia
dorsale del pronoto; due lineette sul mesoscuto; una larghissima fascia
sul mesoepisterno; una larga fascia sullo scutello ed una, più stretta,
sul postscutello; il propodeo, tranne una stretta linea lungo la linea
mediana; le zampe; tranne le parti brune già descritte; tegule; parategule;
la metà inferiore della faccia anteriore del I tergite e due linee sulla sua
faccia dorsale; di questa l'anteriore è molto più larga di quella poste-
riore; due fasce sul II tergite, l'anteriore è più larga di quella poste-
riore; strette e regolari fasce apicali sui tergiti III-V; i due primi sterniti
interamente; strette fasce apicali sugli sterniti III e IV; macchiette ai
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 103
lati del margine posteriore del V sternite. Ali quasi jaline, con una
macchia bruna sulla cellula marginale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 15.5-16.
da me ignoto.
Esaminai l'olotipo, al British Museum, ed i seguenti esemplari.
Borneo: Tabang, Bengen Riv. 125 m, 6, 22 e 23-IX-56,3 2 £ (A.M.R.
Wagner-ML). - Batanbessi, VI-1937, 19 (M.E. Walsh-BM).
Descritto di Sarawak.
Stenodyneriellus cilicioides n.sp.
- Affinissimo a cilicius (Cam.), dal quale differisce per i seguenti
caratteri.
Postscutello sporgente, con una leggera, ma ben distinta, gibbosità
mediana. Presenta una faccia dorsale orizzontale ed una faccia poste-
riore quasi verticale, assai convessa in senso trasversale, circa come
nelle specie del genere Antodynerus.
Fronte con punteggiatura più superficiale. Vertice liscio. Mesoscuto,
scutello e mesoepisterno - ad eccezione dell'epimero - egualmente lisci.
Punteggiatura delle facce laterali del propodeo molto più superficiale.
Punteggiatura dei due primi tergiti notevolmente più fitta che in ci/icius.
Colorazione come in ci/icius, ma con le seguenti differenze: fascia
del pronoto più stretta, ed ai lati un poco spostata verso il margine
posteriore. Linee gialle del mesoscuto molto più larghe e più lunghe.
Scutello con due grandi macchie isolate. Propodeo nero, con due gran-
di macchie. Le fasce gialle dei due primi tergiti sono circa di eguale
larghezza. Il II sternite porta una grande macchia mediana, che si prolunga
fino alla base.
6 - Emarginatura apicale del clipeo un poco più larga e meno
profonda. L'ultimo articolo delle antenne è grosso, debolmente arcua-
to; appare corto, ma il suo apice oltrepassa la base dell'XI articolo.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9mm 13.5-
90 mani
104 A. GIORDANI SOIKA
Malaya: Singapore, 29 9 tra cui l'olotipo, 16 allotipo (Baker-
USNM).
Sumatra: Pakan Baru, V-VI-63, 12 (O. Milton-ML).
Borneo: Sandokan 29 2 (Baker-USNM). - Sarawak, Mt. Matang,
1000 ft, 8-II-14, 19 (G.E. Bryant-BM).
Giava: Djampang Mt., Tjimerang XI-1937, 12 (K.M. Waksh-BM).
Olotipo dell'U.S. Nat. Museum di Washington.
Stenodyneriellus duplostrigatus (Schulthess) n. comb.
Lionotus duplostrigatus Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Entom., 1:96 (®
2). - Van d. Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 288. - Baltazar, 1966, Pacific Monogr., 8:
302.
2 - Affine a cilicitus (Cam.). Antenne più corte, con il V articolo
già tanto largo quanto lungo, ed il VII nettamente piu largo che lungo.
Facce laterali del propodeo pianeggianti solo nella metà anteriore e non
separate dalle facce dorsali e posteriore.
Clipeo con punti piccoli e profondi, poco fitti. Capo subopaco, con
punti piccoli e spaziati: interspazi in media assai maggiori dei punti.
Vertice liscio. Mesosoma con punti relativamente grossi e profondi;
interspazi in media assai maggiori dei punti; sul mesoepisterno e sulle
facce laterali del propodeo sono assai più piccoli. Facce dorsali e po-
steriori del propodeo lisce e lucide; alcuni punti si osservano nell'area
‘ in cui si incontrano le facce dorsali con la faccia posteriore. Tergiti I
e II con punti piccolissimi e molto radi, un poco più grossi e più fitti
ai lati.
Pilosità come in cilicius.
Nero, con il funicolo, le parti non gialle delle zampe e l'ultimo
tergite e sternite ferruginez o brunastri. Sono gialli: mandibole; clipeo;
faccia inferiore dello scapo; una fascia lungo le orbite interne degli
occhi, che si unisce ad una fascia trasversale che si trova dietro gli
ocelli; una linea irregolare che dallo spazio interantennale - il quale
però è nero - sale fino a raggiungere l'ocello anteriore; le tempie; i
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 105
2/3 anteriori della faccia dorsale del pronoto; due linee sul mesoscuto;
una larga fascia sul mesoepisterno; una fascia, ristretta nel mezzo, sullo
scutello; una fascia sul postscutello; grandi macchie ai lati del propodeo;
le zampe, tranne la faccia dorsale di tutti i femori e la faccia ventrale
di tutte le tibie; tegule; parategule; una fascia regolare lungo il margine
anteriore della faccia dorsale del I tergite; una fascia trasversale presso
la base del II tergite; strette fasce apicali sui tergiti II-V; una macchia
apicale sul VI tergite; il II sternite, tranne una macchia basale bruna;
larghe fasce sugli sterniti III-V. Ali quasi ialine, un poco imbrunite
lungo la costa.
2 - Ultimo articolo delle antenne molto più gracile che in ci/iciozdes.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 13+16,
S$ mm 10-12.
Is. Filippine: Luzon, Los Banos, 1-VII-53, 12 (Townes-ML). - La-
guna, 22-XI-53, 19 (Townes-ML). - Locos Norte; Bangui, 15-V-11, 19
(C.S. Banks-MCz). - Mt. Makiling, 14-I-54, 12 (A.A. Marmoto-USNM);
32
Riot Stenodyneriellus cilicioides n.sp. 2: parte posteriore del mesosoma.
106 A. GIORDANI SOIKA
2-I1-54, 19 (FR. Candelaria). - Basilan, 16 (Baker-USNM). - Biliran,
18 (Baker-ML). - Sibuyan, 1 ¢(Baker-MCZ). - Mindoro, Butuan, 19
(Baker-ML). - Surigao, 19 (Baker-BM). - Negros, Cuernos Mts., 19
(Baker-ML). - Canlaon, 3600 ft, 7-V-53, 19(Townes-ML). - Samar.
Catbalogan, 16 (AGS). - "Samar", 12 (Baker-BM). - Leyte, Palo, 12-
XI-57, 12 (ML). - Mindoro, Alcate, Vict., 10-IV-54, 12 (Townes-ML).
- San Luis Calapan, 16-17-IV-54, 3¢ 3d (Townes-ML). - Mindanao,
Dapitan, 19 (Baker-MCZ).
Stenodyneriellus carinicollis carinicollis (Cameron) n.comb.
Odynerus carinicollis Cameron, 1903, J. Str. Br. as. Soc., 39: 168 (dg).
Ancistrocerus carinicollis; Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 290 (2). - Giordani
Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2, 3: 236.
2 - Clipeo di poco pit largo che lungo, modicamente convesso nei
2/3 basali, leggermente depresso dopo; all'apice è troncato e largo circa
quanto lo spazio interantennale. Antenne molto corte, con il IV articolo
più largo che lungo. Mesosoma di poco più lungo che largo, con il
postscutello interamente dorsale, un poco rialzato alla base. Carene
superiori del propodeo bene sviluppate. Tergite I circa 1 volta e 1/2
più largo che lungo, troncato anteriormente, con margini laterali ret-
tilinei e bene separati dal margine anteriore. La faccia anteriore è quasi
verticale e separata dalla faccia dorsale da una piega ben netta. Tergite
II non molto più largo che lungo, circa tanto largo all'apice che alla
base e pochissimo rigonfio ai lati. Base del II sternite debolmente
convessa, quasi pianeggiante.
Clipeo con finissima micropunteggiatura e qualche piccolo punto
molto superficiale. Capo con punti di media grossezza, fittissimi, con
interspazi careniformi; nella parte posteriore del vertice i punti sono
più grossi e meno fitti. Torace con punti leggermente più grossi e
meno fitti che sul capo. Facce dorsali del propodeo con punti ancora
più grossi, fittissimi, con interspazi finemente careniformi. Facce laterali
con punti di poco meno fitti, molto meno profondi. Faccia posteriore
con pochi piccoli punti. I due primi tergiti hanno punti piccoli e radi,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 107
ben distinti ai lati ma pressoché indistinti sul dorso. Sternite II con
punti più grossi e più fitti, piccolissimi nella depressione basale.
Pilosità corta, ma fitta, sul capo e sul torace; più lungo e meno
fitta sull'addome.
Nero. Sono rosso-ferruginez: tutto il pronoto: lo scutello; la faccia
posteriore del propodeo; le tegule; le zampe; i lati del I tergite. Sono
gialli: la base delle mandibole; una larga fascia alla base e due macchiette
all'apice del clipeo; le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi ed
i seni oculari; una macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio
interantennale; una lineetta sulle tempie; una macchietta sulla parte
superiore del mesoepisterno; una fascia lungo le carene superiori del
propodeo; le parategule; macchiette apicali sui femori anteriori e sulle
tibie posteriori; la faccia esterna delle tibie anteriori e medie; fasce
apicali quasi regolari sui due primi tergiti e sul II sternite; fasce apicali
quasi regolari sui due primi tergiti e sul II sternite; fasce apicali molto
strette sui tergiti III-V, e lineette ai lati del margine apicale degli
sterniti III-V.
3d - Clipeo di poco più largo che lungo, largamente e molto
debolmente emarginato all'apice; è modicamente convesso nei 2/3
basali, leggermente concavo nel terzo apicale. Antenne molto corte:
il IV articolo è nettamente più largo che lungo; l'XI è circa tanto
lungo quanto largo alla base; l'ultimo è cortissimo, ed il suo apice
raggiunge appena la metà dell'XI articolo. Il resto circa come nella £
Esaminai l'olotipo, 1 6 di "Kuching 4 July 1900" (BM); ed esem-
plari delle seguenti località.
Malaya: Bukit Langan, near Kuaka Lumpur, 1-VI-73, 16 (C.D.
Michener - Snow entom. Mus. Lawrence). - Penang, 15-XI-23, 19
(AGS).
Borneo: Sandakan, 13 (Baker-USNM).
Era noto solo l'olotipo.
108 A. GIORDANI SOIKA
Stenodyneriellus carinicollis minimus n.ssp.
2 - Nero, con le antenne, le tegule e le zampe color ferrugineo
più o meno scuro. Sono gialli: due macchie alla base e due all'apice
del clipeo; una lineetta sulla fronte; il fondo dei seni oculari; due
macchiette dietro gli ocelli; una lineetta sulle tempie; una sottile fa-
scia, molto abbreviata ai lati, sul pronoto; una macchietta sulla parte
superiore del mesoepisterno; due piccole macchie sullo scutello; fasce
lungo le carene superiori del propodeo; parte delle tegule; le parategule;
macchie apicali sui femori anteriori e medi; fasce strettissime e rego-
lari sui tergiti I-V; fasce apicali più strette sul II sternite e macchiette
ai lati del margine apicale degli sterniti III-V.
Dimensioni come nella forma tipica.
d ignoto.
Malaya: Johore, Rengam E.R., 16-VIII-70, 12 (C.G. Roche-AGS).
Differisce dalla forma nominale soprattutto in quanto pronoto e
scutello, anziché essere rosso-ferruginei, sono neri con macchiette
gialle.
Olotipo nella mia collezione.
Stenodyneriellus multipictus (Smith) n.comb.
Odynerus multipictus Smith, 1857, J. Proc. Linn. Soc., Zool, 1857: 112 (?). -
Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 282. - Gribodo, 1891, Boll. Soc. ent.
ital., 23: 297. - Cameron, 1907, Ann. Mag. nat. Hist., 7, 20: 84. - Van der Vecht,
1937, Treubia, 16, 2: 288. - Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2,
33 239,
? Odynerus multipictus; Bingham, 1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 308. - Dover,
1929, Bull. Raffles Mus., 2: 45. - Schulthess, 1914, Zool. Jahrb. Syst., 37: 266.
2 - Clipeo 1 volta e 1/6 più largo che lungo, debolmente convesso
nella metà basale, poi subpianeggiante; l'apice, che è troncato, è di
poco minore dello spazio interantennale e di 1/3 della larghezza mas-
sima del clipeo. Antenne modicamente allungate, con il IV articolo
nettamente più lungo che largo ed il successivo subquadrato. Mesosoma
circa di 1/5 più lungo che largo, con il mesoscuto più lerzo che lungo
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 109
ed il postscutello interamente dorsale, separato dalla faccia posteriore
del propodeo dalle facce dorsali di questo che si uniscono tra loro sulla
linea mediana. Carene superiori del propodeo molto sviluppate in alto,
dietro il postscutello, lamelliformi. Faccia posteriore del propodeo re-
golarmente concava, liscia e lucida. Tergite I del doppio più largo che
lungo, cupoliforme, con margini laterali non bene distinti dal margine
anteriore. Tergite II del doppio più largo che lungo, circa tanto largo
all'apice che alla base, visibilmente rigonfio ai lati. Sternite II quasi
regolarmente convesso.
Clipeo con punti piccoli, radi e superficiali. Capo con punti di
media grossezza e molto fitti; interspazi careniformi. Torace con punti
egualmente molto fitti, grossi come sul capo od anche più grossi.
Facce dorsali del propodeo lisce nella metà anteriore, poi con punti
grossissimi, molto profondi e molto fitti, con interspazi careniformi.
Sulle facce laterali i punti sono eguali come grossezza, ma molto su-
perficiali, più radi e misti ad alcune grosse rugosità longitudinali. Il
tergite I porta punti piccolissimi e molto spaziati. Il tergite II ha punti
assai più grossi, molto spaziati, di poco più grossi e più fitti ai lati che
nel dorso. Sternite II con punti più grossi e meno fitti.
Pilosità come nelle altre specie.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo e parte dei tarsi color
ferrugineo. Sono gialli: gran parte delle mandibole: il clipeo, tranne
una macchia subtriangolare nel centro; la faccia inferiore dello scapo;
una fascia lungo le orbite interne degli occhi che, brevemente inter-
rotta al disopra dei seni oculari, si prolunga fino quasi all'occipite;
una linea che parte dal disopra dello spazio interantennale e sale fino
a raggiungere l'ocello anteriore; le tempie; una larga fascia sulla faccia
dorsale del pronoto; due linee sul mesoscuto; una larga fascia, un
poco ristretta nel mezzo, sullo scutello; due grandi macchie sul
mesoepisterno; grandi macchie sulle facce dorsali del propodeo, un
poco debordanti sulla faccia posteriore; gran parte delle zampe; tegule;
parategule; due fasce, circa della stessa larghezza, sul I tergite, una
anteriore più lunga che raggiunge i margini laterali ed una posteriore
assai più corta, abbreviata ai lati; due macchie rotonde ai lati della
base del II tergite ed una fascia all'apice dello stesso; il II sternite
tranne una grande macchia basale pentagonale nera; fasce apicali
subeguali e quasi regolari, sui tergiti e sterniti III-V. Ali quasi jaline.
110 A. GIORDANI SOIKA
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 12.5-14.
d ignoto. |
Malaya: Djampang Wetan, G. Bengbreng, V-1938, 19 (V.d. Vecht-
AGS). - Pahang, Tasek Bera, 17-VIII-61, 19. - Penang, Batu Feringgi,
catchment Area, 23-VII-58 e 18-VIII-58, 22 9 (H.T. Pagden-BM). - Is.
Penang, 19. - Singapore, 19 (Baker-USNM).
W Giava: Mt. Tjioeng, Djampang Tengah, 1-XI-37, 19 (BM).
Borneo: 19 (AGS). - Sandakan, 19 (Baker-USNM).
Descritto di Sarawak, Borneo, e segnalato di Liangtélang, pure
nel Borneo, da Gribodo. Van der Vecht lo cita di Sumatra (Padang)
e Giava (Djampang, Radjamandala, E. Prianag, Penandjoeng, Tengger,
Waterfall Baoeng).
Dubbie sono le determinazioni del Bingham, dello Schulthess (Sri
Lanka, Mt. Iluppalama) e di Dover (Pahang).
Stenodyneriellus hewittii (Cameron) n.comb.
Odynerus Hewittiî Cameron, 1907, Ann. Mag. nat. Hist., 7, 20: 82, 84 (6). - Van
der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 283. - Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St.
Maite 25 SkEN25)9)
2 - Molto affine a multipictus (Smith). Mesosoma più lungo, circa
1 volta e 1/4 più lungo che largo. Il II tergite è soltanto 1 volta e 1/
3 più largo che lungo e, come in multipictus, è nettamente rigonfio
di lati. La base del II sternite è largamente depressa.
Punteggiatura del capo più fina, del torace meno fitta che in
multipictus; in particolare sullo scutello e sul postscutello i punti sono
piccoli e poco fitti. Anche la punteggiatura del propodeo è meno grossa,
e sulle facce laterali si osservano solo punti molto superficiali ed a
fondo piatto; non vi è traccia di rugosità longitudinali. Il I tergite è
pressoché liscio ed il II tergite presenta, in tutta l'area dorsale, punti
impercettibili; un poco più grossi ed assai più fitti ai lati. Anche la
punteggiatura del II sternite è più fina e meno fitta che in multipictus.
Pilosita circa come in mmultipictus.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 111
La colorazione dei miei esemplari differisce da quella di multzpictus
solo nei seguenti punti: macchie del mesoepisterno grandi ed unite tra
loro; una fascia gialla sul postscutello; le fasce del I tergite sono di
eguale lunghezza e si uniscono ai lati del tergite stesso; il II tergite
porta due fasce subeguali di cui l'anteriore può essere brevemente
interrotta nel mezzo.
36 - Clipeo circa come nella. Antenne modicamente allungate,
con il IV articolo più lungo che largo ed il V subquadrato; l'ultimo è
piccolo, modicamente arcuato, rapidamente assottigliato dalla base al-
l'apice, che è poco appuntito e raggiunge a fatica la base dell'XI ar-
ticolo. Clipeo interamente giallo. Il resto circa come nella 9.
Malaya: Johore, Mt. Kluang, 500 m, 5 Km E Lembak, 29-VII-72,
1£ (J.v.d. Vecht-AGS). - Singapore, 29 £ (H.N. Ridley-BM); 59 £ 16
(Baker-USNM).
Borneo: Liangtélan, 19 16 (coll. Gribodo-MCG). - Sandakan, 14
(Baker-USNM). - Pontianak, 19 (Muir-USNM). - Katapan, V-1937, 19
(M.E. Walsh-AGS).
Descritto di Sarawak, Kuching e segnalato della stessa località da
Van der Vecht.
Stenodyneriellus o ctolineatus n.sp.
3 - Molto simile a Aewzttz2 (Cameron), ma ben distinto per la
forma del clipeo e per l'assenza di carene sul propodeo.
Clipeo conformato circa come in flaviventris, ma più largo, circa
1 volta e 1/5 più largo che lungo; il suo apice è molto largamente
emarginato ad arco di cerchio ed i denti apicali, assai acuti, distano tra
loro circa la metà della larghezza massima del clipeo. E' modicamente
convesso, con l'area mediana assai concava e delimitata ai lati da due
pieghe careniformi subparallele. Ultimo articolo delle antenne grande,
arcuato, pochissimo assottigliato dalla base all'apice, che è arrotondato
e quasi raggiunge la base del X articolo. Mesosoma corto e tozzo, di
poco più lungo che largo, con il mesoscuto nettamente più largo che
lungo. Carena del pronoto sottile e regolare, largamente arcuata sugli
112 A. GIORDANI SOIKA
omeri. Postscutello pochissimo convesso, quasi interamente orizzon-
tale. Concavità della faccia posteriore del propodeo ampia, intera-
mente concava, nettamente separata dalle facce dorsali, anche se man-
cano le carene superiori. Facce laterali del propodeo quasi interamen-
te pianeggianti. Tegule, zampe ed ali senza caratteri di rilievo. Tergite
I di poco meno largo del doppio della sua lunghezza, subtroncato
anteriormente, con margini laterali nettamente distinti dal margine
anteriore. Tergite II quasi del doppio più largo che lungo e circa tanto
largo all'apice che alla base. Sternite II largamente e molto debolmen-
te depresso alla base.
Clipeo con punti molto fitti ma piccolissimi. Capo con punti di
mediocre grossezza, fitti con interspazi quasi careniformi; la punteggia-
tura della fronte mantiene circa le stesse caratteristiche sul vertice e
sulle tempie. Mesosoma con punti assai più grossi, più profondi e meno
fitti; sono nettamente più fitti sulle facce dorsali del propodeo. Sulle
facce laterali si osservano punti piccoli e radi, e tracce di fini rugosità
longitudinali; la faccia posteriore è liscia e lucida. I due primi tergiti
portano punti piccoli e molto spaziati. Sternite II con punti assai più
grossi e più fitti.
Pubescenza cortissima e poco fitta sul capo e sul mesosoma, assai
più rada sull'addome.
Nero e bruno-nero. Sono gzalli: mandibole; clipeo; faccia inferio-
re dello scapo; una larga fascia sulla fronte, che occupa interamente
lo spazio interantennale e si prolunga in alto fino a raggiungere l'ocello
anteriore; larghe fasce lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli
occhi; due grandi macchie triangolare sul vertice e, talvolta, una
macchietta dietro gli ocelli; le tempie; la quasi totalità della faccia
dorsale del pronoto e del mesoepisterno; due larghe linee sul mesoscuto;
larghe fasce su scutello e postscutello; grandisisme macchie ai lati del
propodeo; tegule; parategule; facce anteriori e laterali di tutte le anche;
faccia esterna dei femori, tibie e tarsi di tutte le zampe; due larghe fasce
sulla faccia dorsale del I tergite; due fasce sul II tergite, quella anteriore
è assai allargata ai lati e strettamente interrotta nel mezzo, quella
posteriore è quasi regolare; il II sternite, tranne una grande macchia
triangolare alla base; larghe fasce apicali sui tergiti e sterniti III-VI. Ali
debolissimamente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 11-12.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 113
2 ignota.
Malaysia Penins.: Singapore, 56 g tra cui l'olotipo (Baker-MCZ);
16 (Birò-AGS).
Olotipo al Museum of Compared Zoology di Cambridge.
Stenodyneriellus longithorax n.sp.
- Affinissimo a hewittii (Cam.). Mesosoma più allungato;
nell'olotipo è più di 1 volta e 1/2 più lungo che largo, e nel paratipo
del doppio più lungo che largo. Mesoepisterno nettamente meno con-
vesso, con la parte inferiore in gran parte quasi pianeggiante. Addome
allungato, subcilindrico. Tergite I 1 volta e 1/2 più largo che lungo,
nettamente troncato alla base, con margini laterali bene separati dal
margine anteriore. Tergite II circa tanto largo quanto lungo,
subcilindrico, non rigonfio ai lati. Sternite II depresso alla base, come
in bewittii.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo e le parti non gialle delle
zampe brunt. Sono gialli: gran parte delle mandibole; una larga linea
che parte dal disopra dello spazio interantennale che sale raggiungen-
do l'ocello anteriore; sul vertice due macchie triangolari tra gli ocelli
ed i lobi superiori degli occhi; le tempie; una larga fascia sulla faccia
dorsale del pronoto; due linee sul mesoscuto; una larga fascia ristretta
nel mezzo, sullo scutello: due grandi macchie sul mesoepisterno; grandi
macchie ai lati del propodeo; gran parte delle zampe; tegule, parategule;
due fasce subeguali sulla faccia dorsale del I tergite, del quale raggiun-
gono i margini laterali; sul II tergite due fasce un poco più larghe, una
vicino alla base del tergite ed interrotta nel mezzo (largamente
nell'olotipo, molto strettamente nel paratipo), l'altra all'apice e quasi
regolare; regolari fasce apicali sui tergiti III-V; una grande macchia sul
VI tergite; sul II sternite due grandi macchie laterali, unite ad una
fascia apicale, che è strettissimamente interrotta nel mezzo; strette fasce
apicali sugli sterniti III-V, largamente interrotta nel mezzo in quest'ul-
timo. Ali quasi jaline.
Variabilità nel paratipo di Sandakan: tergiti e sterniti III-VI sono
114 A. GIORDANI SOIKA
33
Fig. 33 Stenodyneriellus longithorax n.sp.® , olotipo.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 115
color giallo-ferrugineo.
Lunghezza, fino al margine apicale del II tergite: mm 10-11.5.
d ignoto.
Borneo. Sabah, Tuaran, 24-30-III-73, 19 olotipo (K.M. Guichard-
AGS). - Sabah, Sandakan, 19 (Baker-USNM).
Olotipo nella mia collezione.
Stenodyneriellus guttulatus (Saussure) n.comb.
Odynerus guttulatus Saussure, 1862, Stett. ent. Zeitg., 23: 200 (9). - Gribodo,
1891, Boll. Soc. ent. ital., 23: 297. - Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 285 (9
6). - Iwata, 1965, Mushi, 38, 2: 103.
Ancistrocerus megaspilus Cameron, 1907, Ann. Mag. nat. Hist., 7, 20: 85 (@).
Odynerus megaspilus; Meade Waldo e Morley, 1915, Ann. Mag. nat. Hist., 8,14:
405. - Dover, 1931, J. fed. Malay. St. Mus., 16: 255. - 1930, Bull; Raffles Mus., 19"o:
BIN
Odynerus santabongensis Cameron, 1908, Deutsh. ent. Zeitschr., 1908: 562 (@).
Odynerus guttulatus var. heterospilus Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 286.
Odynerus guttulatus var. nigridorsus Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 287
(23).
Hylodynerus guttulatus; Gusenleitner, 1988 Linzer biol. Beitr., 20, 1: 180.
? Odynerus multipictus; Bingham, 1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 368.
Odynerus (Lionotus) fraternus Bingh.?; Schulthess, 1927, Suppl. entom., 16: 81.
L'olotipo di guttulatus, che potei studiare per la cortesia del Dr.
C.v. Achterberg, è una @ di "Sumatra", conservata nel Museo di
Leiden. Lo studio dei tipi di O. santabongensis Cam. ed O. megaspilus
Cam., al British Museum, mi ha convinto che ambedue apparten-
gono a tale specie. Non ritengo opportuno separare dalla forma nomi-
nale la var. nzgridorsus Van der Vecht, descritta come endemica dell'iso-
la di Giava. Infatti si trova in molte altre località e presenta spesso
forme intermedie.
9 - Clipeo tanto lungo quanto largo, debolmente convesso nella
metà basale, poi leggermente depresso; l'apice è troncato, largo quan-
116 A. GIORDANI SOIKA
to lo spazio interantennale e poco più di 1/3 della larghezza massima
del clipeo. Antenne corte, con il IV articolo circa tanto lungo quanto
largo, ed il successivo nettamente più largo che lungo. Tempie poco
sviluppate: viste dall'alto appaiono molto più corte dei lobi superiori
degli occhi. Mesosoma di poco più lungo che largo, più fortemente
ristretto in avanti che all'indietro. Carena del pronoto sottile e rego-
lare. Scutello modicamente convesso. Postscutello interamente oriz-
zontale, leggermente e quasi regolarmente convesso. Propodeo bene
sviluppato, con facce dorsali non bene separate dalla faccia posterio-
re, che presenta una piccola cavità centrale liscia e lucida. Nella parte
superiore del propodeo, vicino alla linea mediana, vi sono tracce di
carene che finiscono, in alto, con due piccoli tubercoli, o due denti
posti dietro il postscutello. Primo tergite cupoliforme emisferico, del
doppio più largo che lungo. Secondo tergite pochissimo più largo del
tergite precedente: la sua larghezza massima è circa eguale ad 1 volta
e 1/7 la larghezza del tergite precedente; la sua larghezza massima è
circa eguale ad 1 volta e 1/7 la larghezza all'apice del tergite prece-
dente, ed è molto leggermente rigonfio ai lati. Porta una corta lamella
apicale molto sottile, trasparente, che si accorcia e poi scompare ai
lati, prima di raggiungere i margini laterali del tergite. Terzo tergite
normale, privo di lamella apicale. Sternite Il leggermente e quasi re-
golarmente convesso.
Clipeo subopaco, praticamente privo di punteggiatura. Capo con
punti piccoli, poco profondi e molto fitti, interspazi sottilmente
careniformi; sul vertice, dietro gli ocelli, i punti sono molto piccoli,
radi e superficiali. Sul mesosoma i punti sono grossi circa come quelli
della fronte, ma più profondi e meno fitti. Ritornano fitti, con interspazi
careniformi, sul postscutello e sulle facce dorsali del propodeo. Que-
sta punteggiatura si estende alla parte più vicina della faccia poste-
riore ed a gran parte delle facce laterali. Il I tergite porta, nella parte
anteriore della faccia dorsale, pochissimi piccoli punti; nella metà
posteriore è invece liscio. Il II tergite ha punti piccolissimi e molto
spaziati, visibilmente più grossi e più fitti presso l'apice ed ai lati.
Sternite II con punti più grossi e più fitti.
Capo e mesosoma con peli eretti fulvi, di mediocre lunghezza.
Addome con peli un poco più lunghi, più sottili e meno fitti.
La colorazione di questa specie presenta una certa variabilità;
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 117
l'olotipo ha la colorazione seguente.
Nero, con lo scapo e le zampe bruno-nerit. Sono gialli: una
macchietta alla base delle mandibole; il clipeo, tranne una macchietta
centrale nera; una linea, che parte dallo spazio interantennale, che è
nero, e raggiunge l'ocello anteriore, assottigliandosi; larghe fasce lungo
le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi, che occupano intera-
mente i seni oculari e si continuano verso l'alto lungo le orbite interne
dei lobi superiori fin quasi a raggiungere due macchiette, trasversal-
mente allargate, poste ai lati del vertice e vicine agli occhi; la quasi
totalità delle tempie; la faccia inferiore dello scapo; i 2/3 anteriori
della faccia dorsale del pronoto; una grande macchia sulla parte su-
periore del mesoepisterno; due lineette sul mesoscuto; una larga fascia
sulla parte anteriore dello scutello; una fascia assai più stretta sul
postscutello; grandissime macchie ai lati del propodeo; le estremità
anteriore e posteriore delle tegule; le parategule; grandi macchie sulle
anche di tutte le zampe; la faccia antero-esterna dei femori, tibie di
tutte le zampe e dei tarsi posteriori; due grandi macchie, trasversal-
mente allungate, sulla linea d'incontro tra faccia anteriore e faccia
dorsale del I tergite; una fascia, un poco allargata nel mezzo, sul
margine apicale dello stesso; due grandi macchie rotonde ai lati della
base del II tergite, ed una fascia leggermente allargata nel mezzo ed
ai lati, sul suo margine apicale; i lati e l'apice del II sternite; strettis-
sime fasce apicali sui tergiti III-V e i sterniti III e IV. Ali molto
debolmente imbrunite.
6 - Clipeo circa come nella £. Ultimo articolo delle antenne molto
piccolo, quasi dritto, non raggiungente con l'apice la base dell'XI
articolo.
Il resto, inclusa la colorazione, circa come nella ®.
Variabilità. Le macchie gialle sono più o meno estese e non di
rado il mesoscuto è interamente nero.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 11-
[pmi
Oltre al tipo, 19 di "Sumatra Muller" esaminai i seguenti esem-
plari:
Sikkim: Rong Po, 1400 ft, 6-IX-09, 19 (AGS).
Thailandia: Trang, 7°33'N 99°36' E, 50 m, 42 2 18 (R. Hensen-
118 A. GIORDANI SOIKA
ML); “Chians Khan, 417552 4N*10185/688E3 BONES 2A
Hensen-ML). - Phuket Is., 7°47'N 98°19" E, 50 m, 1-VII-86, 222 16
(R. Hensen-ML). - 20 Km E Trang, Khao Chong, 7°34'N 99°49' E, 400
m, 28-VII-86, 19 (R. Hensen-ML). - Bangkok, 1-VI-13, 14 (H.M. Smith-
USNM).
Burma: Pegu Hills, VIII-TX-87 (L. Fea-MCG). - Bhamò, X-1886,
499 (L. Fea-MCG). - Rangoon, 12-VI-92, 1 9(Binsham-BM). =
lenasserim= Cee Viaulimaine on lEtso4as ew 2io%2 (Bingham-BM).
Tenasserim, Haundraw Valley, X-1892, 12 (Bingham-BM).
Malaya: Johore, Renjan, 11-VII-71, 12 (C.G. Roche-AGS). - Johore,
Whur Sed ZEVIO TS ls (GG Roche="AGs)o = Marans, 2979
(AGS). Selangor, Gombah Valley, 26-XII-30, 19. - Selangor, Ampang,
13-V1-40, 12. - Kuala Lumpur, 10-1X-22, 12 1¢ (HT. Pasden-BM).
- Kuala Lumpur, near Gardens, 4-X1-34, (H.M. Pendlebury-BM). - Penang
Hills, varie date, 62 2 16 Penang, Tanjoug Bungah, cathchment area,
20-1X-57, 263. - Penang, catchemmt area, Ayer Hitam, 5-X-57, 29 2
. - Sungei Kelian, cathchment area, 12-11-56, 19 (H.T. Pagden-BM).
Penang, Sungei Pinang, 23-I-55, 19. - Sungei Kechil, varie date, 3 9
OZ o oo. ounces, 20 XC) tx oo. OI 65210
Penang, Paya Terubong, 8-III-59, 16. - (H.T. Pagden-BM). - Penang,
Kedah Peak, 3300-3950 ft, 11-III-28, 1¢; 2000-3600 ft. 30-III-28, 16.
- Penang, Tanjong Bingah, 2-XII-57, 1. - Batu Feringgi, 24-VII-55,
16 e 31-VII-55 (H.M. Pendlebury-BM). - Is. Penang, 29 2 76 6 (Baker-
USNM). - Malay Penins; E. Coast, Perhentian Is., 2-VIII-26, 16. - Id.,
W Coast, Langkawi, 25-IV-28, 19 (BM). - Singapore, 799 2 36 (Baker-
USNM); 8-IV-72 e 20-IX-70, 333 (C.G. Roche-AGS).
Sumatra: 18 (coll. Gribodo-MCG). - Sibolangit, 500 m, 4-I-55
(J.V.d. Vecht-ML). - Osthaven, 29-III-37, 12 (J.V.d. Vecht-AGS). -
Pakaibaru, V-VI-1963, 16 (O. Milton-ML). - Plegunei, 19-VI-55, 19
(A.M. Wegner-AGS). - Res. Benkoelen, Moearatenam, 4-14-VII-35, 16
(M.E. Walsh-AGS). Bukittingi, 0°18' S 100°20' E, 1000 m, 29-IV-88,
292 (R. Hensen-ML).
Giava: Boekaboerni, 500-600 m, 1933 (Verboek-ML). - Mt. Tjieng,
Djapang Tengah, 1-1937, 19. - Gunung Malang, 3000-4000 ft, 1937,
12. Gunung Vjimerans, Djapans Veneah, I-Ill-1937, 200058
Radjamandola, 1200 ft, Djampang Wetan, III-1937, 19. - Tegger
Highlands, 1000 m, Nongkodjarjar, 1938, 19 (K.M. Walsh-BM). -
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 119
Tjibaronhan Diasinga, 15-XI-36, 150 m, 1 2 olotipo della var. nigridorsus
(J.V.d. Vercht-ML). - Djasinga, 30-IV-35, 16, allotipo della var.
nigridorsus (J.V.d. Vecht-ML).
Borneo: Tenggarong, M. Pandjang, 100 ft, 2-VII-37, 19 (K.M.
Walsh-AGS). - Buttun Point, 300 ft, VI-1937, 18 (K.M. Walsh-BM). -
Tenggarong, Mt. Pandjang, 100 ft, 2-5-VII-37, 299 16 (K.M.
Walsh-BM). - Sampajan, VI-1937, 16 (K.M. Walsh-BM). - Sarawak,
R. Kapah trib. R. Tinjar, 6-X-32, 19 (A.W. Moore-BM).
Descritto di Sumatra ed i sinonimi del Borneo; recentemente se-
gnalato da Van der Vecht di varie località di Sumatra.
L'esemplare di Sumatra, Fort de Koch, determinato e pubblicato
da Schulthess come "Odynerus (Lionotus) fraternus Bingh.?", che po-
tei esaminare al Museo di Amsterdam, appartiene a questa specie.
Stenodyneriellus heterospilus (Cameron) n.comb.
Odynerus heterospilus Cameron, 1907, Ann. Mag. Nat. Hist., (7) 20: 84 (9).
Odynerus guttulatus var. megaspilus; Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 286.
L'olotipo di questa specie è una ® etichettata "Kuching Feb. 4
1902". Si tratta di specie affinissima a guttulatus ma da questo ben
distinta per i caratteri evidenziati nella seguente tabella:
s. guttulatus
Propodeo con due denti acuti e
bene sviluppati dietro il post-
scutello.
Primo tergite più corto, circa del
doppio più largo che lungo.
Secondo tergite pochissimo più
largo del tergite precedente.
s. beterospilus
Propodeo senza denti dietro il
postscutello.
Primo tergite più allungato,
meno largo del doppio della sua
lunghezza.
Secondo tergite circa 1 volta e
1/4 più largo del tergite prece-
dente.
Ultimo articolo delle antenne
120 A. GIORDANI SOIKA
Ultimo articolo delle antenne deld del 6 più grande: il suo apice rag-
piccolissimo: il suo apice non giunge, e spesso oltrepassa, la base
raggiunge la base dell'XI artico- dell'XI articolo.
lo.
La colorazione dell'olotipo è la seguente:
Nero, con antenne e zampe color bruno-ferrugineo più o meno
scuro. Sono ferruginez: il vertice, dietro gli ocelli; la metà posteriore
della faccia dorsale del pronoto; due grandi macchie sul mesoscuto; il
I tergite; il I sternite; la base del II sternite. Sono gzalli: gran parte
delle mandibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo; una linea sulla
fronte; i seni oculari; macchiette triangolari tra le tempie e l'area
ocellare; le tempie interamente; la metà anteriore della faccia dorsale
del pronoto; una grande macchia sulla parte superiore del mesoepisterno
ed una, assai più piccola, sulla parte inferiore; le tegule, tranne una
macchia centrale bruna; le parategule; la metà anteriore dello scutello;
larghe fasce sul propodeo; la faccia esterna dei femori anteriori e
medi; la quasi totalità delle tibie e dei tarsi di tutte le zampe; una
fascia apicale sul I tergite; una fascia apicale, quasi eguale, sul II
tergite; fasce più strette all'apice del II sternite e dei tergiti III-V; il
VI tergite quasi interamente. Ali subjaline, con una macchia bruna
sulla cellula marginale.
g- La colorazione deld non differisce in modo apprezzabile da
quella della £..
In questa specie la colorazione è molto variabile, soprattutto per
quanto riguarda il colore rosso che, negli esemplari più scuri, può
essere presente solo sul I tergite. Non mi fu possibile individuare delle
valide sottospecie in quanto la variabilità della colorazione si mani-
festa spesso anche in individui della stessa località.
Negli esemplari di Sarawak, Sandokan e Sabah, il colore rosso
può estendersi a tutto il capo tranne, in qualche caso, la parte più
bassa della fronte. Sul mesosoma può essere rosso il pronoto, gran
parte del mesoscuto, ed una parte più o meno estesa del propodeo.
Sull'addome sono sempre rossi: il I tergite, il I sternite, e la base del
II sternite. Per quanto riguarda il giallo, sempre in esemplari di questa
località, le macchie e le fasce sono più o meno estese su capo, torace
e propodeo; sull'addome, in alcuni esemplari, sono presenti due macchie
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 121
rotonde più o meno grandi, ai lati della metà basale del II tergite. In
queste località il I tergite ha solo la fascia apicale gialla.
Esemplari di Kudat, Tuaran ed "E. Borneo" differiscono da quelli
di Sarawak per la riduzione del color rosso e la presenza costante di
macchie laterali alla base del II tergite. Rosso, con solo la fascia apicale
gialla, il I tergite.
Nelle ® 9 di Tabang, sempre nel Borneo, il II tergite è sempre
privo di macchie gialle ai lati della base, mentre il I tergite presenta,
in5 2 Psu8, una fascia gialla abbreviata ai lati ed interrotta nel mezzo,
sulla linea d'incontro tra faccia anteriore e faccia dorsale.
In 222 di Sumatra il I tergite presenta le due fasce gialle ora
descritte ed il II tergite presenta le due macchie laterali alla base.
Nell'isola di Penang, infine, il colore rosso è limitato al I tergite
ed il colore giallo è assai esteso, specialmente sul capo e sul mesosoma,
il cui mesoscuto porta due lineette gialle come in guttulatus.
Esaminai l'olotipo, 12di Kuching, ed i seguenti esemplari.
Thailandia: 30 Km NE Satun, Thaleban, 6°41'N 100°11' E, 200
m, 26-VII-86 (R. Hensen-ML).
Malaya: Penang, Batu Feringgi, catchmen Area, 20-X-63, 12 (H.T.
Pagden-BM). - Penang, Tiger Hill, 2000 ft, 24-XII-58, 16 (H.T. Pagden-
BM). - Penang Is., 42 £ (Baker-USNM). - Selangor, Kuala Sleh, 4-I-48,
16 (H.T. Pagden-BM). - Kedah, near Jitra, catchmen Area, 10-IV-28,
16 (T.C. Maa-ML). - Singapore, 1¢, 22 9 (Baker-USNM).
Sumatra: Babahnot, 15-VII-83, 19 (Klapperich-AGS). - Braslogi,
1400 m, 7-14-XI-50 16 (M.A. Lieftinck-ML). - SW Lapong Distr., Mt.
Tanggamoes, XI-1939, 600 m, 19-31-III-40, 16 (M.A. Lieftinck-AGS).
Giava: Mt. Gedeh, Tapos, 700 m, VIII-1933, 12 (J.V.d. Vecht-
AGS).
Borneo: Sabah, Tuaran, 24-30-III-73, 12 (K.M. Guichard-AGS). -
Kudat, 5, 10, 11-IX-27, 12 266 (BM). - Tabang, Bengen Riv., 24 e
27-IX-56, 26 6; 4-IX-56, 19; 3 e 22-X-56, 222 (A.M.R. Wegner).
- Bau Distr., Pangkalan, Tebang, 300-400 m, 7-IX-58, 16 (T.C. Maa-
ML). - Sandakan, 622 266. (Baker-USNM). - Sarawak, 5-9-XI-
14, 19 (G.E. Bryant-BM). - Sarawak, Mt. Matang, 27-XII-13, 16
(G.E. Bryant-BM). - Sarawak, Kapit Distr., Merirai, 30-300 m, 1-6-
VIII-58, 19, (D.C. Maa-ML).
22 A. GIORDANI SOIKA
Era noto solo il tipo.
36 37
Figg. 34-35 Parte posteriore del mesosoma di Stenodyneriellus: 34, S. guttulatus (Saussure)
2; 35, S. heterospilus (Cameron) ®.
Figg. 36-37 Addome di Stenodyneriellus; 36, S. guttulatus (Saussure) 3; 37, S. heterospilus
(Cameron) dé.
Gen. Paraleptomenes Giordani Soika
Paraleptomenes Giordani Soika, 1970, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 20-21: 79.
- Carpenter, 1986, Psyche, 93: 78. - Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh.
Leiden, 260: 42.
Questo genere venne da me descritto per una specie indiana, L.
nurseanus Giordani Soika, ed attualmente annovera 7 specie, tutte ap-
partenenti alla regione orientale. Una di esse, L. communis n.sp.
è una delle specie più diffuse e più comuni in questa regione.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 123
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE DEL GENERE
Paraleptomenes Giordani Soika
Scutello subpianeggiante. Postscutello quasi orizzon-
tale, per cui il suo margine posteriore si trova ad una
certa distanza dalla concavità posteriore del
POPE AI RR ARRE AB a i 2
Scutello convesso. Postscutello molto inclinato, per
cui il suo margine posteriore si affaccia alla concavità
posceniote (cicli porse alee. .Aud eet) celt ildt ees: 3
Tergite I allungato, quasi emisferico, circa 1 volta e
1/2 più largo che lungo. La larghezza massima del II
tergite è eguale a circa 1 volta e 1/2 quella del tergite
precedente. La punteggiatura del II tergite rimane quasi
invariata in prossimità del margine apicale, che rag-
SIAE OD: eR nurseanus Giordani Soika
a Colorestondamentaledell Itersite nosso...
E LE RO RATA ssp. nurseanus Giordani Soika
- Colorestondamentale! delim tereitesmero: ..1.........;
convandaaedngocbopndensbendecedenoopegennoocde ssp. montanus n.
Tergite I molto corto, circa del doppio più largo che
lungo. La larghezza massima del II tergite è di poco
maggiore di quella del tergite precedente. La punteg-
giatura del II tergite diventa improvvisamente più fina
e più fitta in prossimità del margine apicale, che non
rega ee Rei, kosempoensis (Schulthess)
Tergite I meno largo del doppio della sua lunghezza.
n E E RON A miniatus (Saussure)
a Colore fondamentale del I tergite rosso-ferrugineo.
E en ssp. miniatus (Saussure)
- Colore: tondamentale del I termite iero b
b Pronoto, mesoepisterno, scutello e postscutello con
macchie gialle. Clipeo della £ in parte giallo........
IR cla alte dica ssp. mephitis (Cameron)
= Torace nero, tranne due piccolissime macchiette gial-
le sul postscutello. Clipeo della ® interamente nero.
II LA ei Sprint serio ella tp
Tergite I del doppio, o più del doppio, più largo della
124 A. GIORDANI SOIKA
suaslunshezza aid e SR ALONE 4
4 Parte inferiore del mesoepisterno punteggiata solo nella
metà superiore; in basso è liscia e lucida..................
ani ARE guichardi n.sp.
= Parte inferiore del mesoepisterno interamente pun-
CSO A TAR: i Smirsbibo ll e mame cuca cece tema s 5
5 Punteggiatura del II tergite molto grossa; i punti sono
molto più grossi di quelli del pronoto o del mesoscuto.
Tergite II con tre larghe gibbosità: una dorsale nel
centro Wendue. lateraligoneapicaline eee steerer...
So aaa dia cee humbertianus (Saussure)
- Punteggiatura del II tergite molto fina; i punti sono
notevolmente più piccoli di quelli del pronoto o del
mesoscuto. Tergite II normale, senza gibbosita. .... 6
6 Il I tergite presenta un solco preapicale molto largo
e profondo. Clipeo della 2 con grossi punti in parte
alluncan iatiscasotMonsitudnale ei
Pi: RARI OT DI PRIORI, rufoniger n.sp.
_ Il I tergite presenta un solco preapicale appena
accennato. Clipeo della £ privo di grossi punti.
Paraleptomenes nurseanus nurseanus Giordani Soika
Paraleptomenes nurseanus Giordani Soika, 1970, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
20-21: 79.
Di questa specie sono noti solo i tipi, di Deesa.
Paraleptomenes nurseanus montanus n.ssp.
2 - Nero, con mandibole, antenne, ed il colore fondamentale delle
zampe bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono gialli: macchie basali
ai lati del clipeo; una grande macchia che occupa interamente lo spa-
zio interantennale e sale un poco sulla fronte; il fondo dei seni oculari;
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 125
una larga linea sulle tempie; due macchiette sul pronoto; una minuta
macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno; due piccole mac-
chie rotonde sul postscutello; una macchietta sulle anche medie; l'apice
dei femori anteriori e medi; la faccia esterna delle tibie anteriori e
medie e tutti i tarsi; una fascia apicale stretta e regolare, sul I tergite;
una simile ma un poco più larga sul II tergite; una fascia, leggermente
più stretta, sul II sternite. Ali debolmente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7.5.
dignoto.
SO. India: Nilgiri Hills, Guadalur, 3500 ft, IV-1949, 19 (BS.
Nathan-MCZ).
Olotipo nel Museum of comparative Zoology di Cambridge.
Paraleptomenes kosempoensis (Schulthess) n.comb.
Odynerus kosompoensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-Dahlem,
1: 102. - Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 35: 127.
Questa specie, della quale abbiamo un'ottima descrizione di
Schulthess, è affine a murseanus, ma se ne distingue facilmente per il
I tergite molto pit corto e pit largo, e per la punteggiatura del II
tergite.
Ho esaminato l'olotipo ed ho, nella mia collezione, due paratipi £
di Kankao (Koshun), VIII-1912 (H. Sauter).
Paraleptomenes miniatus miniatus (Saussure) n.comb.
Odynerus miniatus Saussure, 1855, Et. Fam. Vesp., 3: 249, PI. 11 fig. 6. - Bingham,
1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 262, 267. - Cameron, 1898, Mem. Proc. Manchester
litt. phil. Soc., 42: 44. - Meade Waldo, 1910, Ann. Mag. nat. Hist., 6: 101. - Ramakrishna
Aiyar, 1916, J. Bombay nat. Hist. Soc., 24: 713. - Dover, 1923, J. Proc. as. Soc.
Bengal, NS, 18: 239; 1925, J. Proc. as. Soc. Bengal, NS, 20: 299. - Dusmet, 1931, Bol.
Soc. ent. Espana, 1931, 102. - Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2,
3: 265.
126 A. GIORDANI SOIKA
Pterochilus pulchellus Smith, 1870, Trans. entom. Soc. London, 7, 3: 190 (@). -
Bingham, Bingham, 1987, Fauna Br. India, Hym., 1: 374, fig. 110.
Odynerus wroughtoni Cameron, 1898, Mem. Manchester Soc., 42, N° 11: 44 (9).
La colorazione tipica è stata così descritta da Saussure.
"Insecte noir. Mandibule, une tache entre les antennes, devant
de leur premier article, dessous du flagellum, bord postérieur des
orbites et sinus des yeux, jaunes; chaperon jaune avec une tache
noire ovoide au milieu. Deux taches sur le prothorax ou son bord
entier, jaunes; un point jaune sous chaque aile; écailles jaunes
avec un point roux; quatre points sur les angles des écussons.
Premier segment de l'abdomen roux, bordé d'un cordon jaune;
le deuxiéme noir, bordé de jaune et orné de chaque cote dun
petit point jaune; bout de l'abdomen brun. Pattes rousses, hanches
et tarses jaunes. Alles hyalines."
Nei miei esemplari il clipeo è più o meno estesamente ferrugineo
all'apice, ed ha due larghe fasce laterali gialle. La macchia della fronte
raggiunge il clipeo in basso e si estende un poco in alto verso gli ocelli.
I seni oculari sono interamente gialli, le tempie hanno una lunga linea
gialla e la faccia inferiore dello scapo è pure gialla. Sul mesosoma sono
gialli: una fascia, assai abbreviata ai lati, sulla faccia dorsale del pronoto;
una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; due linee
longitudinali alle estremità laterali dello scutello; due macchiette sul
postscutello. Le tegule e le zampe sono ferruginee e gialle. Il I tergite
è rosso-ferrugineo con una stretta e regolare facsia apicale gialla. Il II
tergite è nero, con una fascia apicale gialla; qualche esemplare prota
due macchie laterali rotonde. La fascia apicale del II sternite è circa
come quella del tergite corrispondente. L'ultimo tergite e, raramente,
i tre ultimi tergiti hanno una macchia gialla nel mezzo del margine
apicale.
La colorazione del dé differisce da quello della 9 per il clipeo
interamente giallo e per la presenza di tracce più o meno evidenti di
fasce apicali sul tergiti IV-VI.
Esaminai il tipo di Pterochilus pulchellus (BM), quello di O.
wroughtoni Cam. al Museo di Oxford, ed esemplari delle seguenti
località.
India: Yenna Valley, Satara Distr. 2200 ft, 17-23-IV-12, 1 2 (Gravely-
AGS). - Lonauli, 12 (Birò-AGS). - Orissa, Bhubanesawat, Barabil, 2-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 127
V-66 3,22, 14-V-66, 16 (H. Sourway-ML). - "India", 16 (AGS).
Noto di alcune località dell'India.
Paraleptomenes miniatus mephitis (Cameron) n.comb.
Odynerus mephitis Cameron, 1901, Proc. zool. Soc. London, 1901: 30. -
Ramakrishna Aiyar, 1916, J. Bombay nat. Hist. Soc., 24: 712
Odynerus (Leptochilus) miniatus var. mephitis; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc.
veneziana St. nat. 2, 3: 266.
Odynerus rufobimaculatus Cameron, 1909, J. Bombay nat. Hist. Soc., 19, 1: 136.
- Ramakrishna Aiyar, 1916, J. Bombay nat. Hist. Soc., 24: 713.
Secondo la descrizione originale la colorazione di questa forma è
la seguente.
"(®) Legs pallid yellow, the femora rufous; the middle tibiae
are listed behind with black: the posterior are entirely black. On
the thorax there are two yellow marks on the pronotum, which
become gradually wider outwardly; the tegulae are yellow at the base
and apex; sides of the scutellum and of the psotscutellum more widely
are also yellow. Wings clear hyaline, the stigma fuscous; the nervures
are darker coloured. The basal half of the petiole is rufous; its apex
and the apex of the second segment are yellow; the apical three segments
are marked with yellow in the middle. On the sides of the second
segment behind the middle is a small yellow mark".
I miei esemplari di Sri Lanka, determinati O. mephitis da Van der
Vecht, corrispondono perfettamente a questa descrizione; ma uno di
essi (di Kandy) non ha le macchie gialle ai lati del II tergite. Non
diversa la colorazione degli esemplari di Orissa e di Calcutta.
O. rufobimaculatus Cameron, del quale esaminai il tipo al British
Museum, presenta la stessa colorazione, e pertanto dev'essere consi-
derato sinonimo di mephitis.
India: Calcutta, Barrackpore, 7-IV-24, 19 (AGS). - Madras St.,
Coimbatore, 1400 ft, VI-62, 19 (P.S. Nathan-ML). - Orissa, 7-X-65,
Iloni(SDa Jakan2AGs) E
128 A. GIORDANI SOIKA
Sri Lanka: Kandy, Peak View Motel, 15-24-I-70, 12 (Davis e Rowe-
AGS).
Descritto di "Ceylon" ed India (Poona).
Paraleptomenes miniatus nigrithorax nssp.
9 - Capo nero, tranne una sottilissima linea sulle tempie; antenne
nere con la faccia inferiore dello scapo gialla. Mesosoma interamente
nero. Tegule bruno-nere, e parategule gialle. Colorazione delle zampe
molto più scura che nelle altre sottospecie. Macchie rosso-ferruginee
ai lati del I tergite. Strettissime fasce apicali gialle sui due primi tergiti
e sul II sternite.
Dimensioni come nella forma nominale.
3d ignoto.
India: Calcutta, 27-VI-08, 19 (I.H. Burdiel-AGS).
Olotipo nella mia collezione.
Paraleptomenes guichardi n.sp.
9 - Affine a miniatus, ma ben distinto soprattutto per avere il I
tergite molto più corto e più largo: circa 2 volte e 1/3 più largo che
lungo. Clipeo privo di carene longitudinali, con punteggiatura notevol-
mente più fina e più superficiale. Tempie nettamente più larghe in alto,
e più strette in basso che in mznzatus. Faccia anteriore del pronoto più
fittamente punteggiata che in questa specie. Punteggiatura delle facce
dorsali del propodeo molto più grossa e più profonda; gli interspazi
sono formati da carene molto sviluppate. La punteggiatura del
mesoepisterno non è uniforme come in miniatus, ma pressoché assente
nella metà inferiore. Tergite I circa 2 volte e 1/3 più largo che lungo,
con solco trasversale preapicale assai marcato, più vicino al margine
apicale ai lati che nel mezzo. Base del II sternite non convessa e
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 129
sporgente come in miniatus, ma largamente, debolmente, depressa.
Molto differente anche la punteggiatura del II tergite. In mznzatus i
punti sono molto spaziati alla base, poi diventano gradatamente più
fitti fino al margine apicale, che raggiungono. In guichardi invece, la
punteggiatura, spaziata alla base, diventa gradatamente più fitta pro-
cedendo verso l'apice, ma di poco; quasi improvvisamente, ad un
tratto, diventa molto più fitta poco prima del margine apicale, che
non raggiunge.
Pilosità circa come in miniatus.
Nero, con antenne, tegule e zampe color gzallo-testaceo-ferrugineo
in parte brunastro. E' ferruginea gran parte della faccia dorsale del
pronoto. Sono gzalli: gran parte delle mandibole; il clipeo, tranne una
grande macchia centrale bruna, che raggiunge il margine basale e che
nel paratipo diventa una larga fascia longitudinale che attraversa il
clipeo in tutta la sua lunghezza; una macchia sullo spazio interantennale,
che si estende un poco sulla fronte; una macchietta rotonda nel fondo
dei seni oculari; una lineetta sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo;
una macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno; le parategule;
una larga fascia sul postscutello; le valvule del propodeo; una sottile
fascia apicale sul I tergite; fasce apicali un poco più larghe sul II tergite
e sul II sternite. Ali quasi jaline, con una macchia bruna sulla cellula
marginale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-7.5.
Signoto.
Borneo: Sarawak, Kanowit, 20-VI-71, 12 olotipo (C.G. Roche-
AGS). - Sandakan, 19 (Baker-USNM).
Olotipo nella mia collezione.
Paraleptomenes communis _ nzsp.
2- Affine a guichardi n.sp. Clipeo punteggiato come in questa
specie, ma con due carene longitudinali quasi parallele e ben svilup-
pate. Faccia anteriore del pronoto più finamente, ma ancora più fit-
tamente, punteggiata. Mesoepisterno interamente punteggiato. Facce
130 A. GIORDANI SOIKA
dorsali del propodeo punteggiate circa come in guichardi. Base del II
sternite non depressa, ma modicamente convessa, meno però che in
mintatus.
Pilosita circa come in guzchardi.
Nero, con l'apice del clipeo ferrugineo; la faccia inferiore del
funicolo, le tegule e le zampe sono color gzallo-testaceo-ferrugineo in
qualche parte brunastro. Sono gialli: parte delle mandibole; due macchie
alla base del clipeo; una macchia sullo spazio interantennale, un poco
prolungata sulla fronte; i seni oculari; una lunga linea sulle tempie;
la faccia inferiore dello scapo; una fascia, un poco abbreviata ai lati
e strettamente interrotta nel mezzo, sul margine anteriore del pronoto;
una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; una fascia sul
postscutello; le estremità anteriore e posteriore delle tegule; le parategule;
una stretta e regolare fascia apicale sul I tergite; fasce più larghe ed
egualmente regolari, sul II tergite e sul II sternite. Ali molto legger-
mente imbrunite.
3 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, largamente e poco pro-
fondamente emarginato all'apice: i denti apicali distano tra loro circa
1/3 della larghezza massima del clipeo; la sua superficie è modicamente
e quasi regolarmente convessa, e presenta solo una finissima
micropunteggiatura. Ultimo articolo delle antenne piccolo, gracile,
digitiforme e quasi dritto, leggermente depresso; il suo apice raggiunge
la base dell'XI articolo. Clipeo interamente giallo. Il resto circa come
nella ®.
Variabilità. La colorazione di questa specie è assai costante, e solo
pochi esemplari hanno lo scutello macchiato di giallo.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9.6 mm 7-
LD.
India: Kerala State, Walayar forest, 700 ft, X-1962, 12 (PS. Nathan-
ML).
Thailandia: Chiangmai, 18° 47' N 98°59' E, 4-VII-86, 1 9 (R. Hensen-
ML).
Malaya: Kuala Lumpur, Gordans, 4-VIII-29 (H.T. Pagden-AGs).
- Kuala Lumpur, varie date, 42 2 (U.M.P. Pendlebury-BM). - Selangor,
varie date, 109 2 15 (H.M. Pendlebury-MCZ). - Penang, 15 Km S.
Georgetown, 50 m, 17-V-88 19 (R. Hensen-ML). - Penang, 19 (Baker-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 131
USNM). - Singapore, 32 2 46 6 (Baker-USNM).
Giava: Bogor, varie date, 72 £ 16 (J.V.d. Vecht-ML MCZ); Bogor
Tjiboerial, 26-IV-36, 16 (J.V.d. Vecht-ML); Bogor, Botanical Garden,
250 m, 1955, 366 (Hamann-ML); Bogor, B.P.H.T. Institut; 1955, 1
(Haman-ML); Bogor, Gng Tjampea, 2-II-36, 1916 (J.V.d.Vecht-ML);
- Semarang, Tjandi, VIII-1939, 12 (Betrem-ML); Semarang, III-1909,
12 (E. Jacobson-ML). - Djakarta, 12 (P. Serre-AGS); VIII-1907, 19
(Jacobson-AGS). - Bandoeng, 18-19-I-41, 16 (J. Olthof-ML). - Bandoeng,
Preanger, 760 m, X-1937, 22 2 (Jacobson-ML). - Moera Angke, IV-
1908, 16 (E. Jacobson-ML). - Dungusswal, 18-III-55, 12 (Amsari-ML).
- Pekalongar, 1 (ML). - Pasoeroean, 3 9 2 tra cui l'olotipo, 16 (AGS).
Bali: 12 (MCG).
Paraleptomenes rufoniger n.sp.
2- Affine a communis n.sp. ma facilmente riconoscibile per i
seguenti caratteri.
Clipeo con carene molto sviluppate, con punti grossi e fitti,
longitudinalmente allungati nell'area mediana. Faccia posteriore del
propodeo non liscia nel centro, ma interamente punteggiata con punti
più o meno grossi. Il I tergite presenta un largo solco prapicale per cui,
visto il profilo, ha una faccia dorsale fortemente depressa abbastanza
nettamente separata da una faccia anteriore.
Nero. Sono color rosso-scuro: due grandi macchie alla base del
clipeo; una linea sullo spazio interantennale che sale un poco sulla
fronte; il fondo dei seni oculari; una linea sulle tempie; lo scapo, tranne
una linea nera sulla faccia dorsale; una larga fascia, ristretta ed arretrata
ai lati, sul pronoto; una macchia rotonda sulla parte superiore del
mesoepisterno; due macchie sullo scutello; il post-scutello quasi inte-
ramente; una macchia all'apice dei femori anteriori e medi; tutte le tibie
ed i tarsi; una fascia apicale, un poco allargata nel mezzo, sul I tergite;
una fascia apicale più larga, leggermente allargata nel mezzo ed ai lati,
sul II tergite; una fascia più stretta, più fortemente allargata nel mezzo
ed ai lati, sul II sternite. Ali abbastanza fortemente imbrunite.
132 A. GIORDANI SOIKA
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-7.5.
dignoto.
Sikkim: Chumtang, 5120 ft, 18-29-VII-59, 29 2 olotipo e paratipo
(E Schmid-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Paraleptomenes humbertianus (Saussure) n.comb.
Odynerus humbertianus Saussure, 1867, Reise d. Novara, Zool., 2, 1: Hym.: 13
(26). - Bingham, 1869, Proc. Linn. Soc., 1896: 449; 1897, Fauna Br. India, Hym.,
1: 362, 371. - Schulthess, 1914, Zool. Jahtb. Syst., 37, 3: 266.
Noto solo dell'India meridionale e dell'isola Sri Lanka,
humbertianus si riconosce facilmente per la punteggiatura molto
grossa e fitta, specialmente sui due primi tergiti e sul secondo
sternite. Il secondo tergite è inoltre caratterizzato dalla presenza
di tre larghe gibbosità, una dorsale centrale e due laterali preapicali.
Esemplari esaminati:
India: Madras St., Coimbatore, 1400 ft, VI-1967, 19 (P.S. Nathan-
MA). - Kerala St., Walauar forest, 700 ft, X-1962, 19 (P.S. Nathan-ML).
Sri Lanka: Tr. Distr., Trincomalee, China Bay, Ridge Bungalow, 1-
OO Tay 27ST. VON O Sail NET | ONS IR WE ron cine
- Trincomalee, 26 d (AGS). - Hata Distr., Kibissa, 05 mls W of Sigiriya,
ZSMEMIETO See Gi) A Gi Disc
umnuwilacama.’ 222 VOI 25 (K.V. Krombein-ML).
Anuradhapuma, Maradankadawela, 15-IV-30, 19 16 (Simon Thomas-
MA).
Descritto di Sri Lanka. Segnalato da Bingham anche di Sikkim,
Burma e Tenasserim, ma è probabile che si tratti di specie differenti.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 133
Gen. Stenodynerus Saussure
Stenodynerus Saussure 1893, Mem. Soc. Phys. Hist. nat. Genève, 17: 228. - Bequaert,
1941, Am. Mus. Novit., 1106: 1. - 1970, Opinion 893 Bull. zool. nomencl., 26: 187.
- Gusenleitner, 1981, Polsk. Pismo Entom., 51: 221. - Carpenter, 1986, Psyche, 93: 84.
- Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh. Leiden, 260: 55.
Nannodynerus Blithgen, 1938, Konowia, 16, 281.
Parbypodynerus Giordani Soika, 1974, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 24: 110.
Le principali caratteristiche di questo genere sono state segnalate
da Gusenleitner.
Le maggiori affinità sono con il genere Parancistrocerus Bequaert,
ed il carattere che caratterizza quest'ultimo è la presenza di una carena
trasversale alla base della faccia dorsale del I tergite. Va però ricordato
che in qualche Stenodynerus sono presenti tracce più o meno evidenti
di questa carena.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE ORIENTALI DEL
GENERE
Stenodynerus Saussure ©!
i Nel centro dell'area ocellare vi è un grosso tubercolo 2
_ [icaloeellaresprmafci@ruberscolopRe ei. 3
2 Tergite II con una serie preapicale irregolare di punti
piccoli ma assai profondi, per cui il margine apicale
è riflesso. Base del II sternite con un solco media-
no longitudinale. Faccia dorsale del I tergite con
punti molto grossi e fitti, senza tracce di carena
GERAIS CSAC sn cli ea baronii Giordani Soika
- Tergite II senza serie preapicale di punti e non riflesso
alliapiscNMBasc id cisterne imonliisolcata
(1) In questa tabella è stato incluso Parancistrocerus rhipheus (Cam.) che, per avere la
carena del I tergite poco sviluppata ed irregolare, potrebbe suscitare qualche incertezza
circa l'attribuzione all'uno o all'altro genere. S. baronii G.S. è stato inserito in due
punti della tabella per la possibilità di incertezze sulla presenza o meno del tubercolo
interocellare.
A. GIORDANI SOIKA
longitudinalmente. Faccia dorsale del I tergite con punti
piccoli e molto spaziati, con leggere ma evidenti tracce
di:carcnagrrasyessle toa e
CARRO) VARIO eae pai monotuberculatus Giordani Soika
Tergite II fortemente riflesso all'apice, circa come nelle
specie del genere Mitrodynerus V.d.Vecht. ................
lecsite Minion nitless@ vallvajice erences eta:
Tergite I subpianeggiante, anche in senso trasver-
sale, nella meta anteriore della faccia dorsale. Pun-
teggiatura del postscutello e delle facce dorsali del
propodeo assai evidente. Tergite I nero, con una
fasCliavapiealesrosso-letnueinean! a): senate see)
da ee canines, I Fota of 9) peninsularis
Tergite I debolmente, ma nettamente convesso, alme-
no in senso trasversale, nella meta anteriore delle
facce dorsali. Punteggiatura del postscutello e delle
facce dorsali del propodeo poco evidente, anche
per il loro colore giallo. Tergite I interamente color
cdlo-imodge i o ignotus
Sternite II modicamente convesso alla base, con un
solco mediano longitudinale corto ma assai netto.
Sternite II molto sporgente alla base, privo di sol-
CORMANO VO NSILU SIAE anes
Facce dorsali del propodeo nettamente separate tra
loro, per cui l'estremità posteriore del postscutello si
affaccia alla faccia posteriore del mesosoma. .........
Facce dorsali del propodeo unite tra loro sulla linea
mediana, formando un'unica faccia dorsale che sepa-
ra largamente il postscutello dalla faccia posteriore
GEIMeSOSOUNae ey: E OI
Clipeo della £ meno largo, più strettamente troncato
all'apice. Faccia posteriore del propodeo separata dalle
facce laterali da carene sottili ma ben distinte. Faccia
posteriore del propodeo nettamente punteggiata nella
metà superiore. Facce laterali del propodeo interamente
punteggiate. Tergite Il con punti piccoli, rotondi e poco
fitti; gli interspazi sono in media eguali ai punti o
n. Sp.
n.sp.
WZ,
IALIA RESI ens kusigematii Gusenleitner
10
11
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 135
Clipeo della 2 più largo, più largamente troncato
all'apice. Faccia posteriore del propodeo interamente
liscia. Facce laterali del propodeo quasi sprovviste di
punteggiatura. Tergite II con punti più grossi, allun-
gati longitudinalmente e molto fitti: gli interspazi sono
sempre minori dei punti. .................. bicolor n.sp.
| Carena del pronoto bene sviluppata, quasi lamelliforme.
Carene superiori del propodeo bene sviluppata e nette,
per cui le facce dorsali sono ben distinte alla faccia
POSTSH ORS MI RARE: TOA IRA LORIA, RL. 9
Carena del pronoto pochissimo sviluppata, presso-
ché indistinta. Carene superiori del propodeo non
nette, ma in parte confuse con gli interspazi della
grossissima punteggiatura delle facce dorsali; di con-
seguenza queste non sono nettamente separate dalla
2000. O I 10
Tergite II con punti grossi e fitti, di poco meno grossi
e meno fitti di quelli del tergite precedente. Clipeo
della 9 più strettamente emarginato all'apice: la di-
stanza che separa i denti apicali è un poco minore di
1/4 della larghezza massima del clipeo. Anche nel ¢
l'emarginatura apicale del clipeo è più larga............
AAT) AN II RIOT ODA. frauenfeldi (Saussure)
Tergite II con punti piccoli e poco fitti, nettamente
più piccoli e più spaziati di quelli del tergite preceden-
te. Clipeo della 9 più strettamente emarginato all'api-
ce: la distanza che separa i denti apicali è eguale a
circa 1/5 della larghezza massima del clipeo. Anche
neld l'emarginatura apicale del clipeo è più stretta.
Lebel: ceoes i fata ae Lhe rufomaculatus Gusenleitner
Pronoto e mesoscuto con punti fittissimi e molto pic-
coli, circa eguali a quelli della parte inferiore della
fronte. Denti apicali del clipeo della 2 fortemente
FURNESS LTA III AN nepalensis Giordani Soika
Pronoto e mesoscuto con punti molto grossi, più gros-
si di quelli della parte inferiore della fronte. Denti
apicali del clipeo della 2 non riflessi........................ sol
Emarginatura apicale del clipeo, nei due sessi, abba-
2
13
14
A. GIORDANI SOIKA
stanza profonda. Angoli apicali del clipeo dentiformi
e acuti. Punteggiatura del clipeo di media grossezza e
modicamente fitta: gli interspazi sono in media eguali
ai punti. Facce dorsali del propodeo con punti di
mediocre grossezza e poco profondi. Faccia posteriore
del propodeo interamente punteggiata, subopaca.
Tergite I allungato, circa 1 volta e 1/4 più largo che
lune asbatetan ire chinensis (Saussure)
Clipeo molto debolmente emarginato; quasi tron-
cato. Angoli apicali non dentiformi. Punteggiatura
del clipeo formata da punti piccolissimi e molto
spaziati. Facce dorsali del propodeo con punti gros-
sissimi e profondi. Faccia posteriore liscia e lucida
nella metà inferiore. Tergite I assai più corto, quasi
livella /24piùglarso; ehe lino a 22!
IA Me ST I Reeee ear baronii Giordani Soika
Sternite II bruscamente e fortemente abbassato alla
base, poi subpianeggiante, od anche depresso. ........
siding te desing Parancistrocerus rhipheus (Cameron)
Sternite II modicamente convesso alla base, non
piancsplanichidopori ne rom ceceb ace tugae coe
Faccia dorsale del I tergite cortissima: la sua lun-
ghezza è eguale a circa la metà di quella della faccia
anteriore verticale. Antenne del 6 molto corte, con
l'articolo IV tanto lungo quanto largo, e gli articoli
successivi molto più larghi che lunghi. ....................
cationi iansea case kasi Amani brevis
Faccia dorsale del I tergite molto più lunga: la sua
lunghezza è circa eguale a quella della faccia ante-
riore verticale, od anche maggiore. Antenne del d più
lunghe, con gli articoli VI e VII molto più lunghi che
Hare init (TR aicleli/aereis: ie) 1 mOto) ese ees eee eee
Sternite II con un piccolo scalino basale, poi depresso
per un breve tratto. Mesoepisterno con punti picco-
lissimi e molto spaziati. Clipeo del 6 più lungo che
largo. Ultimo articolo delle antenne della 9 bene
sviluppato, per cui il suo apice raggiunge la base dell'XI
1
n.sp.
14
PASCO, Secocnon ogasawaraensis Yamane e Gusenleitner
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 137
= Sternite II di forma assai diversa. Mesoepisterno con
punti grossi e fitti. Clipeo del d circa tanto largo quan-
to lungo. Ultimo articolo delle antenne del dg piccolo,
per cui il suo apice raggiunge appena la metà dell'XI
articolo ini fida ee no risalita 15
15 Clipeo della 2 debolmente e strettamente emarginato
all'apice: i denti apicali distano tra loro circa 1/5 della
larghezza massima del clipeo. Fascia gialla del I tergite
molto larga, per cui ne occupa quasi interamente la
facciagdonsaleeeeo nr... laetus n.sp.
- Clipeo della @ più profondamente e più larga-
mente emarginato all'apice: i denti apicali distano
tra loro circa 1/4 della larghezza massima del clipeo.
Fascia gialla del I tergite molto stretta. ...............
ESSER RI IE DIECI a RT malayanus n.sp.
Stenodynerus monotuberculatus Giordani Soika
Stenodynerus monotuberculatus Giordani Soika, 1972, Boll. Soc. entom. ital., 104:
104, 105 (9).
Di questa specie, descritta di Rangoon, esaminai anche 29 £ di
Singapore, 21-III-71 e 8-IV-72 (C.G. Roche) nella mia collezione.
Stenodynerus baronii Giordani Soika
Stenodynerus baroni Giordani Soika, 1975, Entomol. Basiliensis, 1: 387, fig. 1;
Di questa specie è noto solo il tipo, 19 del Bhutan, Km 87 da
Phuntsholing, 14-V-72, tipo al Museo di Basilea.
Quando descrissi questa specie mi sfuggì la presenza del tubercolo
nell'area ocellare, tubercolo che, però, è visibile nel disegno che accom-
pagna la descrizione.
A. GIORDANI SOIKA
Fig. 38 Clipeo ed antenne di Stenodynerus baroni Giorddani Soika, 2, olotipo.
Stenodynerus ignotus n.sp.
9 - Affine a S. pappi Giordani Soika della Corea. Emarginatura
apicale del clipeo un poco meno profonda; punteggiatura del clipeo
assai più fina che in pappz. Facce laterali del propodeo più finamente
punteggiate, specialmente nella parte superiore. Il II tergite è forte-
mente riflesso, come in pappz, e presenta sulla linea mediana un pic-
colo tubercolo preapicale, del tutto assente in pappz.
Punteggiatura dei due primi tergiti molto più fina e più fitta che
in pappz. Sul II sternite i punti sono di media grossezza e relativamente
fitti: nel centro gli interspazi sono in media eguali ai punti; ai lati
nettamente minori.
Colorazione molto differente.
Nero. Sono color gzallo limone: clipeo, faccia inferiore dello scapo;
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 139
una macchietta rotonda sulla fronte, al disopra dello spazio interan-
tennale; una macchietta sulla parte superiore delle tempie; la metà
anteriore della faccia dorsale del pronoto; la quasi totalità della parte
superiore del mesoepisterno; postscutello; grandi macchie ai lati del
propodeo, che ne occupano interamente le facce dorsali e si estendo-
no alla parte superiore delle facce laterali; tegule; parategule; la quasi
totalità delle zampe; il I tergite; il I sternite; una fascia, di media
larghezza e regolare, all'apice del II tergite; una simile, ma più stretta,
all'apice del II sternite. Ali modicamente imbrunite, specie lungo la
costa.
g- Clipeo circa tanto largo quanto lungo, strettamente emargi-
nato all'apice, con denti apicali piccoli ed acuti; la sua superficie è
abbastanza fortemente, regolarmente, convessa. Antenne allungate,
con tutti gli articoli del funicolo più lunghi che larghi; l'ultimo è
debolmente arcuato, gradatamente assottigliato fino all'apice, che è
appuntito e raggiunge la base dell'XI articolo.
Una linea gialla sulle mandibole. Il resto come nella 9.
Singapore: "Singapore", 21-III-71, 19 (C.G. Roche-AGS).
Malaysia: Johore, S. Seluyut, 25-VI-72, 16 (C.G. Roche-AGS).
Giava occidentale: Gedeh, Tjibodas, 1450 m, 26-27-XI-38, 19,
olotipo (J.V.d. Vecht-ML). - Id. 1400 m, 15-I-39, 30-V-37, 22 2 (M.A.
Iiefinek):24DC,19) (A.G.R, Wesner): 9-1V-33, 17-X11-40, 22 9 (Ly.
Toxopeus); 14-V-35, 30-XI-38, 322 (J.V.d. Vecht). - id. 1400-1700,
20-28-VI-32, 42 2 (H.R.A. Muller). - Tjikadjang, Bandjarwangi; 800-
900 m, 7-10-IV-39, 18 (M.A. Lieftinck). - Mt Panggerango Tjisaroea,
10-VI-30, 19. - Sarangan Gng Lawoe, VI-1938, 19, tutti nel Museo
di Leiden, che conserva anche l'olotipo.
Stenodynerus bicolor n.sp.
9 - Estremamente simile S. 7gvotus n.sp., ma, nettamente distinto
per avere il II tergite normale, non riflesso all'apice. Il I tergite è circa
1 volta e 1/2 più largo che lungo: visto dall'alto presenta un margine
anteriore molto più lungo dei margini laterali, e nettamente separato
140 A. GIORDANI SOIKA
da questi.
Punteggiatura, pilosità e colorazione circa come in 7gnotus, ma sul
II sternite la punteggiatura è più spaziata che in tale specie, con interspazi
assai maggiori dei punti anche ai lati.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-8.
dé ignoto.
Sumatra: Soekaranda, 19, olotipo (H. Dohrn-AGS). - Goenoeng
Padang, Nongkodjanjan, 1502 m, VIII-1935, 49 £ (Betrem-ML). -
Goenoeng Pandjang, 62 2 (ML).
Giava: Mt. Tagk, Trahoe, 1650 m, 10-VIII-41, 12 (M.A. Lieftinck-
ML). - Gedeh, 1700 m, Tjibodas, 28-XII-35, 12 (M.A. Lieftinck-ML);
1400-1700 m, 28-VI-32, 12 (H.R.,A. Muller-ML). - Ardjoeno, 7000 ft,
I-1936, 19 (M.E. Walsh-ML). - Mt. Patuha, Ront-jaboali, IX-1941, 19
(J.V.der Becht-ML).
Olotipo nella mia collezione.
Questa specie è molto imbarazzante, in quanto sembra differire da
ignotus solo per la forma del II tergite. Differenza, però, talmente
importante da giustificare la separazione delle due forme.
Stenodynerus peninsularis n.sp.
2 - Capo, visto di fronte, tanto largo quanto alto. Clipeo circa
tanto largo quanto lungo, debolmente emarginato all'apice, con denti
apicali acuti e brevemente carenati, distanti tra loro circa 1/4 della
larghezza massima del clipeo; la sua superficie è modicamente e quasi
regolarmente convessa. Antenne un po' allungate, con gli articoli V e
VI visibilmente più lunghi che larghi; il VII è tanto largo quanto lungo.
Spazio interantennale poco sporgente, ma provvisto di una carena
longitudinale netta e sottile. Tempie bene sviluppate, lunghe circa quanto
i lobi superiori degli occhi. Area ocellare non tubercolata nel centro.
Torace (mesosoma senza propodeo) circa 1 volta e 1/3 più lungo che
largo, debolmente e quasi egualmente ristretto in avanti e all'indietro.
Pronoto privo di carena anteriore sulla faccia dorsale; è presente solo
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 141
sugli omeri, ove è arcuata, e sulle facce laterali. Mesoepisterno con
carena epicnemiale bene sviluppata sulla parte inferiore, assente sulla
parte superiore. La metà anteriore del postscutello è fortemente con-
vessa e quasi orizzontale, si continua senza distinzione nella metà
posteriore che è declive e debolmente convessa. Propodeo, visto dal-
l'alto, con margini laterali quasi rettilinei e debolmente convergenti
all'indietro: facce dorsali debolmente convesse e bene separate sia
dalle facce laterali che dalla faccia posteriore, anche in assenza di
carene; faccia posteriore ampiamente e quasi regolarmente concava.
Tergite I circa 1 volta e 1/2 più largo che lungo: visto dall'alto pre-
senta un margine anteriore debolmente arcuato, nettamente separato
dai margini laterali, che sono quasi rettilinei e poco divergenti, quasi
paralleli. La faccia anteriore presenta, nella metà superiore, una ca-
rena longitudinale che, nella linea d'incontro con la faccia dorsale, si
unisce a tracce irregolari di carena trasversale. La faccia dorsale è
subpianeggiante nel terzo medio della metà anteriore. Tergite II circa
tanto largo quanto lungo, fortemente riflesso all'apice, con un solco
preapicale largo e profondo. Sternite II modicamente convesso alla
base, con un solco mediano longitudinale ben marcato.
Clipeo con punti piccoli, modicamente fitti. Capo con punteggia-
tura molto fina e fittissima; interspazi careniformi. Pronoto, mesoscuto
e scutello con punti egualmente molto fitti e di poco più grossi.
Postscutello punteggiato nella metà anteriore, liscio nella metà poste-
riore. Propodeo subopaco; facce dorsali con punti grossi ma non gros-
sissimi, separati da interspazi sottilmente careniformi; faccia posterio-
re perfettamente liscia; facce laterali finamente e fittamente punteg-
giate solo nella metà superiore. Tergite I con punti visibilmente più
grossi di quelli del torace e fittissimi, con interspazi tendenti a for-
mare grosse rugosità longitudinali. Tergite II con punti un poco più
piccoli, fittissimi. Sternite II con punti circa della stessa grossezza, ma
molto spaziati. Sternite III con punti più grossi di quelli del prece-
dente sternite, fittissimi.
Pilosità eretta cortissima, poco distinta.
Nero. Sono rosso-ferruginez: la metà anteriore della faccia dorsale
del pronoto; una grande macchia sulla parte superiore del mesoepisterno;
una macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; una
minuta macchietta sulle tempie; il postscutello; le tegule; la metà apicale
142 A. GIORDANI SOIKA
dei femori anteriori; una macchia apicale sui femori medi; le tibie ed
i tarsi di tutte le zampe; larghe fasce apicali sui due primi tergiti; una
fascia apicale molto più stretta sul II sternite. Sono gzallz: la meta
basale del clipeo; la faccia inferiore dello scapo e le parategule. Ali
quasi ialine, ma assai imbrunite lungo la costa e sulla cellula margi-
nale.
3 - Clipeo leggermente più lungo che largo, debolmente emarginato
all'apice, con denti apicali che distano tra loro poco meno di 1/3 della
larghezza massima del clipeo; la sua superficie è debolmente ed uni-
formemente convessa. Antenne con il VI articolo visibilmente più lungo
che largo; i due successivi sono circa tanto lunghi quanto larghi; l'ul-
timo è robusto, debolmente arcuato, pochissimo assottigliato dalla base
all'apice; questo è ottuso e raggiunge la base dell'XI articolo. Sternite
II con punti grossi come quelli dello sternite precedente, ma assai più
fitti.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2d mm 8.5.
Singapore: Singapore, 21-III-71, 19, olotipo (C.G. Roche-AGS).
Malaysia: Johore, S. Saluyut, 25-VI-72, 16 (C.G. Roche-AGs).
Olotipo nella mia collezione.
Stenodynerus rufomaculatus Yamane e Gusenleitner
Stenodynerus rufomaculatus Yamane e Gusenleitner, 1982, Rep. Fac. Sc. Kagoshima
Univ. (Earth Sc. and Biol.), N° 15: 118, figg. 4, 8 (6); Yamane, 1987, Trans. Shikoku
ent. Soc., 18: 327. - 1990, Ins. mats., NS, 43: 30.
Stenodynerus rufomaculatus kikatensis Yamane e Tano, 1987, Shikoku ent. Soc.
927 328 (LS)
Di questa specie esaminai un 6 di Okinawa Honto, IBU, 3-VIII-
80 (K. Baba - coll. Gusenl.), gentilmente comunicatomi dal
Gusenleitner; ed, inoltre, 19 26 g di Ioshima, Ryukyus, 5 e 19-VIII-
45 (K.V. Krombein-ML).
Noto delle isole Amami e Okinawa.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 143
Stenodynerus chinensis (Saussure)
Odynerus chinensis Saussure, 1863, Mém. Soc. Phys. Hist. nat. Genève, 17: 230
(2). - Schulthess, 1935, Arb. morph. taxon. entom. Berlin, 1: 91. - Yasumatsu, 1938,
Trans. nat. Hist. Soc. Formosa, 28: 446.
Stenodynerus chinensis; Giordani Soika, 1972. Boll. Soc. entom. ital., 104: 105.
- Gusenleitner, 1981, Polsk. Pismo Entom., 51: 220, 289. - Yamane e Gusenleitner,
1982; Rep. Fac. Sc. Kagoshima Univ. (Earth Sc. and Biol.) N° 15: 115-119. - Lee,
1982, Hornets agric. Reg. China, Beijing: 224, 227. - Carpenter, 1986, Psyche, 93:
85. - Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent. Soc., 18: 327. - Yamane, 1990, Ins.
Matsum., NS, 43: 27: figg. 28, 34, 41.
Odynerus japonicus Matsumura, 1926, Ins. Matsum., 1: 37, Pl. 1 fig. 11.
Questa specie, dettagliatamente descritta da Gusenleitner, venne
descritta della Cina settentrionale. E' nota della Cina, Giappone, Taiwan
(Schulthess, Gusenleitner, Yamane e Tano) e di Okinawa (Matsumura).
Della Regione orientale esaminai vari esemplari di Taiwan: Taihorin
e Kankau (H. Sautter-AGS).
Stenodynerus nepalensis Giordani Soika
Stenodynerus nepalensis Giordani Soika, Lavori Soc. veneziana Sc. nat., 10: 40 (9
ee Gusenleitner, 1987 slinzer biol! Beitr, 19:2 255, tise. 1, 2 (2).
Questa specie, descritta del Nepal, Distretto Tapleijng, è stata
successivamente segnalata da Gusenleitner ancora del Nepal (Pokhara
e Tatopani), dell'India (Kalimpong), Himalaya (Distr. Uttarkashi,
Gangani) e Bengala occidentale (Darjeeling, Kalimpong, Bhalukhop.
Stenodynerus brevis n.sp.
3 - Capo, visto di fronte, leggermente più largo che alto. Clipeo
circa tanto largo quanto lungo, modicamente emarginato all'apice; i
denti apicali non sono carenati, e distano tra loro circa 1/3 della
144 A. GIORDANI SOIKA
larghezza massima del clipeo; la sua superficie è debolmente convessa
nella metà basale, quasi pianeggiante nella metà apicale. Antenne corte,
con il III articolo pochisismo più lungo che largo all'apice; già il IV
articolo è più largo che lungo; l'ultimo è tozzo, corto, debolmente
arcuato, ed il suo apice raggiunge a fatica la base dell'XI articolo.
Spazio interantennale debolmente convesso, quasi pianeggiante. Tem-
pie corte; la carena che le margina posteriormente è per la maggior
parte subrettilinea. Torace (mesosoma senza propodeo) pochissimo più
lungo che largo. Carena del pronoto bene sviluppata, arcuata sugli
omeri. Anche la carena epicnemiale è bene sviluppata. Scutello
debolissimamente convesso. Postscutello declive, facente parte della
faccia posteriore del mesosoma. Propodeo completamente arrotondato
ai lati, privo di carene, per cui non vi è una netta distinzione tra facce
laterali e faccia posteriore. Nulla da segnalare per le tegule, ali e zampe.
Tergite I cortissimo: visto dall'alto appare del doppio più largo che
lungo, con margine anteriore e margini laterali formanti un'unica linea
debolmente e regolarmente arcuata ad arco di cerchio. Visto di profilo
presenta una faccia anteriore molto più lunga della faccia dorsale, che
incontra formando un: angolo molto ottuso. La faccia dorsale è netta-
mente depressa, quasi solcata. Tergite II molto più largo che lungo, di
poco più largo all'apice che alla base, debolmente rigonfio ai lati; il
margine apicale è normale. Sternite II quasi regolarmente convesso,
non solcato logitudinalmente alla base.
Clipeo lucido, con punti superficialissimi, poco distinti. Capo
finamente e fittamente punteggiato. Torace con punti egualmente fitti,
un poco più grossi che sul capo. Parte inferiore del mesoepisterno con
punti molto più piccoli, superficiali e molto più spaziati che nella parte
superiore. Facce dorsali del propodeo con punti grossissimi e fittissimi,
interspazi sottilmente careniformi; questa punteggiatura invade la parte
superiore della faccia posteriore, il resto della quale è liscio. Facce
laterali del propodeo con punteggiatura superficialissima. Faccia ante-.
riore del I tergite pressoché liscia; faccia dorsale con punti piccolissimi,
poco fitti. Tergite II con punti grossi circa come quelli del mesoscuto,
ma più superficiali e molto meno fitti, con interspazi maggiori dei
punti; presso l'apice, però, gli interspazi sono, in media, minori dei
punti. Sternite II con punti piccolissimi e molto molto radi.
Capo e mesosoma con pilosità eretta, fulva, discretamente lunga.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 145
Pilosità simile, ma meno fitta, si osserva sulla faccia dorsale del I
tergite.
Nero. Sono gzalli: gran parte delle mandibole; i 2/3 apicali del
clipeo; la faccia inferiore dello scapo; una macchia assai allungata, che
occupa interamente lo spazio interantennale e sale un poco verso l'ocello
anteriore; una macchietta nel fondo dei seni oculari; una macchietta
sulle tempie; una stretta fascia, un poco abbreviata ai lati, sulla faccia
dorsale del pronoto; una grande macchia sulla parte superiore del
mesoepisterno; una lineetta sul postscutello; due macchie sulle tegule;
le parategule; le zampe, dalla metà circa dei femori anteriori e medi;
dall'apice dei femori posteriori in poi; una stretta fascia apicale sul I
tergite; fasce apicali più larghe e regolari sul II tergite e sul II sternite;
una fascia apicale stretta, ed assai abbreviata ai lati, sul III sternite. Ali
quasi ialine, leggermente imbrunite lungo la costa.
Lunghezza, fino al margine apicale del II tergite: mm 8.
? ignota.
Borneo: Sabah, Mt. Kinabala, 5000 ft, 1-5-V-73, 16 (K.M.
Guichard-AGS).
Tipo nella mia collezione.
Caratterizzato dalla forma del I tergite e dalla punteggiatura del
mesoepisterno.
Stenodynerus laetus n.sp.
2- Affine allo S. brevis n.sp. Clipeo circa tanto largo quanto
lungo, debolmente e strettamente emarginato all'apice; i denti apicali
sono debolmente carenati e distano tra loro circa 1/4 della larghezza
massima del clipeo; la sua superficie è debolmente e quasi regolar-
mente convessa. Antenne normali, con gli articoli V e VI circa tanto
lunghi quanto larghi. Spazio interantennale molto sporgente e forte-
mente carenato in senso longitudinale. Tempie bene sviluppate, con
la carena posteriore debolmente e quasi regolarmente arcuata. Torace
(mesosoma senza il propodeo) circa 1 volta e 1/6 più lungo che largo.
Carena del pronoto bene sviluppata, arcuata sugli omeri. Carena
146 A. GIORDANI SOIKA
epicnemiale bene sviluppate. Scutello leggermente convesso.
Postscutello declive, abbastanza fortemente convesso nella metà an-
teriore. Propodeo completamente arrotondato ai lati, privo di carene,
per cui non vi è distinzione tra facce dorsali e faccia posteriore. Il I
tergite, visto dall'alto, appare meno largo del doppio della sua lun-
ghezza, e presenta un margine anteriore arcuato e ben distinto dai
margini laterali, che sono quasi rettilinei; la faccia anteriore è circa
tanto lunga quanto la faccia dorsale, e forma con questa un angolo
quasi retto. Tergite II più largo che lungo, pochissimo più largo al-
l'apice che alla base, con il margine apicale semplice. Sternite II
largamente convesso nella metà basale, molto meno nella metà apicale.
Clipeo con punti piccoli, profondi e fitti; interspazi minori dei
punti. Capo con punteggiatura fina e fitta. Torace con punti un poco
più grossi ed egualmente fitti. Parte inferiore del mesoepisterno con
punti grossi e fitti, come nella parte superiore. Facce dorsali del propodeo
con punti grossissimi e fittissimi, interspazi sottilmente careniformi.
Una punteggiatura simile, ma con punti leggermente più piccoli e molto
meno profondi, a fondo piatto, invade interamente le facce laterali e,
con punti ancora più superficiali, tutta la faccia posteriore. Faccia dorsale
del I tergite con punti di mediocre grossezza, modicamente fitti. Tergite
II con punti piccoli e spaziati, non più grossi né più fitti in prossimità
del margine apicale. Sternite II con punti grossi e spaziati: nella metà
apicale gli interspazi sono in media di poco maggiori dei punti.
Pilosità come in brevis, ma ovunque più corta.
Nero. Sono gialli: clipeo, faccia inferiore dello scapo; una
macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; una
macchietta nel fondo dei seni oculari; una macchietta sulle tempie;
una larga fascia, abbreviata ai lati, sulla faccia dorsale del pronoto;
la quasi totalità del postscutello; tegule; parategule; femori, tibie e
tarsi di tutte le zampe; la quasi totalità della faccia dorsale del I
tergite; fasce apicali regolari, di media larghezza, sui II tergite e sul
II sternite; una fascia apicale molto stretta sul III tergite. Ali quasi
jaline, ma fortemente imbrunite lungo la costa.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.
Sd ignoto.
Borneo: Sabah, Mt. Kinabalo, 5000 ft, 1-5-V-73, 19 (K.M.
Guichard-AGS).
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 147
Olotipo nella mia collezione.
Differisce dalle specie affini per la forma del I tergite, la punteg-
giatura del mesoepisterno e dell'addome.
Stenodynerus malayanus nsp.
2 - Affine al S. /aetus n.sp. Clipeo più largo che in /aetus, circa
1 volta e 1/4 pit largo che lungo. Carene superiori del propodeo bene
sviluppate, unite tra loro sulla linea mediana, per cui formano una
carena subrettilinea, che corre parallelamente al margine posteriore del
postscutello ed a breve distanza da questo. Sternite II pit fortemente
convesso nella meta basale, pochissimo convesso nella meta apicale.
Faccia dorsale del I tergite con punti fittissimi e molto pit grossi
nella metà basale che nella metà apicale. In /aetus la punteggiatura del
I tergite è tutta formata da punti molto piccoli e modicamente fitti.
Nero, con i tarsi gzallo-ferruginet. Sono gialli: il clipeo, tranne i
margini laterali ed il margine apicale; una macchietta sulla fronte, al
disopra dello spazio interantennale; una macchietta sul fondo dei seni
oculari; una macchietta sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; una
larga fascia, assai abbreviata ai lati, sulla faccia dorsale del pronoto; una
fascia sul postscutello; macchie apicali sui femori anteriori e medi, più
grandi sugli anteriori; tutte le tibie, tranne linee nere apicali sulla loro
faccia interna; due macchie sulle tegule; le parategule; strette e regolari
fasce apicali sui due primi tergiti e sul II sternite; una strettissima fascia
apicale sul III tergite. Ali leggerissimamente imbrunite, un poco più
fortemente lungo la costa.
3 - Clipeo fortemente depresso nel terzo apicale, molto lucido,
con punti piccolissimi e molto spaziati. Ultimo articolo delle antenne
corto, tozzo, rapidamente assottigliato dalla base all'apice, che è assai
appuntito ed oltrepassa appena la metà dell'XI articolo.
Clipeo interamente giallo. Il resto circa come nella @.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9 mm 7-8,
3d mm 7.5.
A. GIORDANI SOIKA
Borneo: Sabah, Mt. Kinabalo, 5000 ft, 1-5-V-73, 39 ® tra cui
l'olotipo, ed 16; 7000 ft, 1-5-V-73, 12 16 (K.M. Guichard-AGS).
Olotipo nella mia collezione.
Stenodynerus ogasawaraensis Yamane e Gusenleitner
Stenodynerus ogasawaraensis Yamane e Gusenleitner, 1982, Rep. Fac. Sc.
Kagoshima Univ., (Earth Sc. a. Biol.), 15: 114, 126 Fig. 11 (26). - Yamane, 1990,
Ins. Matsum:, INS, 432.26, 33. ties 5. 018854.
Ritengo utile ridescrivere questa specie, sia per facilitare il con-
fronto con le mie descrizioni delle specie affini, sia in quanto la descri-
zione originale non segnala alcuni caratteri che ritengo importanti.
2 - Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo tanto
largo quanto lungo, troncato all'apice; il margine apicale é eguale a
quasi 1/3 della larghezza massima del clipeo; gli angoli apicali non sono
arrotondati, ed appaiono quasi carenati; la sua superficie è debolmente
e quasi regolarmente convessa. Spazio interantennale modicamente spor-
gente, subcarenato longitudinalmente. Antenne con il IV articolo leg-
germente più lungo che largo; V e VI circa tanto larghi quanto lunghi;
successivi trasversi. Tempie bene sviluppate: viste dall'alto appaiono
circa tanto lunghe quanto i lobi superiori degli occhi. Torace (mesosoma
senza propodeo) circa 1 volta e 1/5 più lungo che largo. Carena del
pronoto sottile e regolare, strettamente angolosa sugli omeri; facce
laterali del pronoto nettamente concave. Tegule visibilmente ristrette
nella metà posteriore. Parategule meno arcuate che nelle altre specie.
Scutello pochissimo convesso. Postscutello fortemente convesso nella
metà anteriore. Propodeo largamente arrotondato ai lati, ma con le
facce dorsali bene separate dalla faccia posteriore; questo non per le
carene superiori, che sono assenti, ma a causa dell'accentuata conca-
vità di quest'ultima. Zampe ed ali normali. Tergite I cupoliforme-
allungato, quasi subconico, pochissimo più largo che lungo, con margini
laterali arcuati e non distinti dal margine anteriore, che è fortemente
arcuato. Tergite II più lungo che largo, nettamente più largo all'apice
che alla base leggerissimamente rigonfio ai lati. Sternite Il con un
piccolo e brusco scalino basale, seguito da una depressione larga ed
N
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 149
accentuata.
Clipeo con punteggiatura uniforme, formata da punti piccoli e
fitti. Capo finamente e fittamente punteggiato. Punteggiatura del
pronoto simile a quella del vertice. Mesoscuto con punti pochissimo
più grossi, ma nettamente più spaziati. Scutello più finamente pun-
teggiato. Facce dorsali del propodeo con punti piccoli, di poco più
grossi di quelli del mesoscuto, poco fitti essendo alcuni interspazi
eguali ai punti; facce laterali con punti più piccoli e più superficiali,
di densità varia; faccia posteriore con punti superficialissimi, poco
visibili; tergite I con punti di media grossezza, fittissimi, interspazi
quasi careniformi. Tergite II con punti circa eguali a quelli del tergite
precedente, ma più spaziati: interspazi in media circa eguali ai punti,
ma minori in prossimità del margine apicale. Sternite II con punti
molto piccoli e più spaziati.
Pilosità quasi indistinta, visibile solo sulla fronte e, cortissima, sul
dorso del torace. Propodeo pressoché glabro, ma con una finissima
pubescenza biancastra.
Nero. Sono ferruginet: le mandibole; i due primi tergiti ed i due
primi sterniti. Sono gzalli: clipeo; faccia inferiore dello scapo; una
minuta macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale;
un'altra, circa della stessa grandezza, sulle tempie; la quasi totalità del
pronoto e della parte superiore del mesoepisterno; una grande mac-
chia sulla parte inferiore di questo; scutello; postscutello; la quasi
totalità del propodeo; tegule; parategule; le zampe, tranne i tarsi bruni
e la faccia interna dei femori posteriori in gran parte bruna od anche
nera; una fascia apicale gradatamente assottigliata ai lati, sul I tergite;
larghe e regolari fasce apicali sul II tergite e sul II sternite. Ali molto
leggermente imbrunite.
6S - Clipeo più lungo che largo, modicamente e quasi regolarmen-
te convesso, strettamente e molto debolmente emarginato all'apice.
Antenne allungate: gli articoli III e IV sono quasi del doppio più
lunghi che larghi; i successivi sono tutti più lunghi che larghi, legger-
mente moniliformi; l'ultimo è gracile, quasi dritto, gradatamente
assottigliato dalla base all'apice, che quasi raggiunge la base dell'XI
articolo.
Clipeo con punti piccoli, modicamente fitti. Parte inferiore del
mesoepisterno sempre senza macchia gialla. In un dé si osserva una
150 A. GIORDANI SOIKA
strettissima fascia apicale, abbreviata ai lati, sul III tergite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: ® mm 5-
95 iam 45:
Esaminai i seguenti esemplari:
Is. Ogasawara (Bonin): Chichi Jima, 10-VII-51, 22 2 9g d. - Muko
IGIENE Bohart GzP
Specie descritta di Ogasawara-shoto, Chichi Jima e Haba Jima.
Stenodynerus ogasawaraensis rufoornatus Yamane e Tano
Stenodynerus ogasawaraensis rufoornatus Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku
ent. Soc. 18: 332 (26). - Yamane, 1990, Ins. Mats, NS, 43: 34.
Questa sottospecie differisce dalla forma tipica per la riduzione
delle macchie gialle: il clipeo è interamente nero, ridotte la fascia del
pronoto e la macchia dello scutello; anche nelle zampe c'è meno giallo.
Venne descritta di Hama-Jima e Kitakoo, Ogasawara Isl. A me
ignota.
Stenodynerus kusigematii kusigematii Yamane e Gusenleitner
Stenodynerus kusigematii Yamane e Gusenleitner, 1982, Rep. Fac. Sc. Kagoshima
Univ., (Earth Sc. and Biol.), 15: 114, 123 (9). - Yamane eTano, 1987, Trans. Shikoku
EMAS O CARS 89295 Van an e 990 MIS RMS Nise 45:1 26.83.6. ON teen ole
37, 58, 60, 61.
Per la cortesia del Dr. Gusenleitner potei esaminare una ® di
Hentona, Okinawa-honto, 5-VI-83 (A. Nagaomi - coll. Gusenl.).
Questa specie sembra esclusiva delle Ryukyu. Yamane e Tano de-
scrissero tre sottospecie riconoscibili in base alla tabella qui trascritta.
1 Gastral tergite 2 laterally with a pair of yellow spots.
Ocular sinus extensively yellow. Yonaguni-jima. ......
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 151
neri talea tebe 13, S.k. pachymenoides Tano
= Gastral tergite 2 without yellow spots. Ocular sinus at
mostiwitmiarsmalliyellow4Spokni tiro 2
Z Gastral sternites 1 and 2 extensively rufous. Tokuno-
SUN Intape ween esate en rT alia S.k. rufiventris Yamane
- Gasccalh stermmesil and: 2) bla 3
5 Clypeus black in lower two-thirds. Ocular sinus
without yellow spot. Scutellum and propodeum
without yellow markings. Amami éshima..............
Pao ediz pato penne addi S.k. isunckii Tano
= Clypeus at most with a blackish bar. Ocular sinus
often with a small yellow spot. Scutellum atmost wholly
yellow. Propodeum laterally with a pair of wide stripes.
ODIA AAT ARR he OREO NR ier OR a7 onReR ee
dll of S.k. kusigematii Yamane et Gusenleitner
Stenodynerus kusigematii tsunekii Yamane e Tano
Stenodynerus kusigemati tsunekit Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent. Soc.,
18: 329 (@). Fig. 1 - Yamane, 1990, Ins. Mats., NS, 43: 38, 39, Fig. 58.
L'olotipo è una 2 di Nishinakama, Amami-Oshima, Ryukyus cen-
trale.
Stenodynerus kusigematii rufiventris Yamane e Tano
Stenodynerus kusigematii rufiventris Yamane, e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent.
Soc So O29 Mtoe hicw 2.04) n 1920/alns Mats) INS, 43:13:81 397 bie, 59.
L'olotipo è una 2 di Kametsu, Tokyno-shima, Ryukyus centrale.
152 A. GIORDANI SOIKA
Stenodynerus kusigematii pachymenoides Yamane e Tano
Stenodynerus kusigematii pachymenoides Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku
ent. Soc., 18: 329, 330 (26). - Fig. 4. - Yamane, 1990, Ins. Mats., NS, 43: 38, 41.
Descritto delle Ryukyus meridionali: Urabu, Yonaguni-jima e
Kubura, Is. Yayeyama.
Stenodynerus frauenfeldi (Saussure)
Odynerus frauenfeldi Saussure, 1867, Reise d. Novara, Zool., 2 (1), Hym.; 15, PI.
1, fig. 9 (g). - Schulthess, 1934, Arb. tax. morph. Entom. morph. Entom. Berlin, 1:
91. - Yasumatsu, 1935, Kontya, 9: 225. - Iwata, 1938, Mushi, 11: 125, fig. 5 (biol.);
1952, Icon. Ins. Japan) 4202. -Tsuneki, 1961, Mem. Fac. lib. Arts Fukui Univ. (II)
11: 103-160 (biol.); 1969, The Life Study, Kukui, 13: 1-12 (biol.).
Stenodynerus frauenfeldi; Giordani Soika, 1972, Boll. Soc. ent. ital., 104: 105.
- Gusenleitner, 1981, Polskie Pismo Ent., 51: 220-287. - Yamane e Gusenleitner,
I9s2kep. Hac Se. Kagoshima: Univ (BartheSe aibiol®) 1525s IMSS
1982, Hornets agric. Reg. China, Beijing: 224. - Yamane, 1990, Ins. mates., NS, 43:
DI, Gig, D1 29, AO)
Odynerus nigriclypeatus Sonan, 1930, Trans. nat. Hist. Soc. Formosa, 20: 356
(2).
Odynerus apiciornatus; Yano, 1932, Icon. Ins. Japan, 1 st. Edit: 309, fig. 600.
E' specie paleartica, nota della Manciuria, Cina e, specialmente,
del Giappone. Il.tipo è di Shanghai, per cui ho ritenuto opportuno
includere questa specie in questo studio in quanto altri esemplari po-
trebbero venir raccolti nel territorio qui considerato.
Gen. Parancistrocerus Bequaert
Parancistrocerus Bequart, 1925, Trans. am. entom. Soc., 51: 64 (come sottogenere
di Ancistrocerus). - Carpenter, 1986, Psyche, 93: 79. - Van der Vecht e Carpenter,
1990, Zool. Verch. Leiden, 260: 42.
Tipo: Odynerus fulvipes Saussure
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 153
Come si è già detto a proposito del genere Stenodynerus Saussure,
il genere Parancistrocerus è molto affine ad esso, e ne differisce spe-
cialmente per la presenza di una carena sul I tergite.
Le specie neartiche sono più omogenee di quelle orientali, pre-
sentando una loro fisionomia. Comunque la diagnosi di Bequaert è
valida anche per le specie orientali.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE ORIENTALI DEL
GENERE Parancistrocerus
i Terzo tergite prolungato nel mezzo, ove forma un
LOSS) ‘mimente piave O, -esceses saan voces coneescco--ceuneue: 2
= ilcrzogicsorte sa onmale e... 3
2 Prolungamento del III tergite non molto sviluppato.
Carene superiori del propodeo molto sviluppate e
nette, regolari. Carene inferiori sviluppatissime, tan-
to da formare una lunga lamella gialla, in parte tra-
sparente, che si uniscono alle carene superiori for-
mando un'unica lamella circolare, che separa dalle
altre facce la faccia posteriore, largamente e quasi
regolarmente concava. Clipeo della 2 più strettamente
emarginato all'apice. ................. samarensis (Schulthess)
- Prolungamento del III tergite molto sviluppato. Carene
superiori del propodeo sviluppate solo nella parte
superiore, ove sporgono formando, dietro il
postscutello, due grossi denti triangolari. Carene
inferiori assenti. Clipeo della 9 più largamente
emarginato all'apice......... yachowensis Giordani Soika
a Tergite I con punti molto piccoli e molto spaziati. Tergite
II con punti di mediocre grossezza e non molto fitti
nella metà basale, assai più grossi e più fitti nella metà
apicale pi ceo ssp. yachowensis Giordani Soika
- Tergite I con punti abbastanza grossi e fitti: interspazi
minori dei punti. Tergite II con punti grossi e fitti
in tutta la sua superficie; non molto più grossi nella
merstapicalciche nellalmeratbasale 2c escdeaer.:
154
A. GIORDANI SOIKA
fera ssp. konkunensis n.
Tergite II con il margine apicale prolungato nel mezzo.
Tergite II con il margine apicale normale...............
Carene superiori del propodeo molto nette e bene
sviluppate, specialmente nella parte superiore, ove esse
separano nettamente una faccia dorsale orizzontale del
propodcoldallatiacciamposicn o Re
Carene superiori del propodeo poco sviluppate ed
irregolari, per cui non esiste una vera faccia dorsale
del propodeo nettamente separata dalla faccia poste-
Solco preapicale del II tergite con una serie di punti
piccolissimi e molto fitti; essi sono molto più piccoli
di quelli della parte del tergite che lo precede. Tergite
II interamente nero, provvisto di una fittisisma
puscenza nera che gli conferisce un aspetto intensa-
mente vellutato. Dimensioni maggiori. .....................
AI ORI SIAT nigriventris
Solco preapicale del II tergite con una serie di punti
molto grossi, assai più grossi di quelli della parte del
tergite che lo precede. Tergite II nero con una fascia
apicale rosso-ferruginea, del tutto privo di pubescenza
nera. Dimensioni minori..ca pocacciai
9 ignota. d: Parte libera apicale del clipeo molto più
corta della parte basale interoculare, più strettamen-
te emarginata all'apice. Antenne con l'articolo XI cor-
to, pochissimo più lungo che largo; l'ultimo è molto
allungato, ed il suo apice oltrepassa di molto la base
Bas
n.sp.
celal articolom st ee irritatus Giordani Soika
3: Parte libera del clipeo di poco meno lunga della
parte basale interoculare, più largamente emarginata
all'apice; antenne con l'XI articolo lungo, circa 1 volta
e 1/2 più lungo che largo; l'ultimo è corto, ed il suo
apice raggiunge, od oltrepassa di poco la base dell'XI
MUCO ence eee Cee incorruptus Giordani Soika
Tergite [in gran parte rosso-ferrugineo ..................
Tergite I senza macchie rosso-ferruginee .................
Sio dt PST ssp. kalimpongensis n.
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11
12
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 155
Propodeo in gran parte rosso-ferrugineo. Tergite II
senzatracoasciallazapicale. pastons. donna ss...
mos lire dopo di ssp. incorruptus Giordani Soika
Propodeo nero. Tergite II con una fascia gialla apicale.
ee Eiht tie aloe ssp. demens Giordani Soika
Faccia anteriore del primo tergite fortemente con-
vessa e continuantesi nella faccia dorsale formando
un'unica convessità. Essa porta, circa a metà altezza,
una carena trasversale sottile e regolarissima, abbre-
viata ai lati, per cui non raggiunge i margini laterali. 8
Faccia anteriore del primo tergite poco convessa, for-
mante sempre un certo angolo con la faccia dorsale.
La carena è posta nella linea d'incontro tra la faccia
anterioceeiguiellatdorsale: sites an seen 10
Sternite II modicamente e quasi regolarmente con-
uso nazisti ia cylindricus (Saussure)
Sternite II fortemente convesso alla base, depresso,
COncavonidopois anice. ella igia) 9
Clipeo della ® più largo all'apice: il margine apicale
è circa eguale allo spazio interantennale. Faccia
posteriore del propodeo praticamente priva di punti,
liscia. Nero e giallo, senza macchie ferruginee.
laid. Sash abeereh area Chivtetio ip isert usi nusp.
Clipeo della £ più stretto all'apice: il margine apicale
è molto più stretto dello spazio interantennale. Fac-
cia posteriore del propodeo quasi interametne pun-
(essa lano cylindroides n.sp.
Tergite Il fortemente riflesso all'apice. ....................
di aa: ciente ala rr caiman assamensis (Meade Waldo)
Dictate ilk nongritiessolalapice Rohan. dol
Parte anteriore della faccia dorsale del pronoto liscia
e lucida, o con punti assai piccoli e molto spaziati;
parte posteriore con punti grossi e fitti.....................
E a eee alc eels MNS na luzonicola Van der Vecht
Faccia dorsale del pronoto interamente fittamente
puniessiatan tab Lalenle birra o larlclonanpo da: 2
Sternite II bruscamente e fortemente abbassato alla
base, dopo è largamente e quasi interamente depres-
156
15
14
15)
16
Ie
18
A. GIORDANI SOIKA
SOL: LVII VERDE SOG. DIA CERO RA,
Sternite II convesso alla base, non o molto debol-
MICMMCC HAS EESSOM ODOM LOR
Il fondo ed il margine inferiore dei seni oculari sono
assai sporgenti e formano una carena liscia e lucida
che corre lungo il margine inferiore dei seni oculari.
Carene superiori del propodeo sviluppatissime, for-
manti una lunga e grossa lamella nera che, unitamente
alle carene inferiori, pur esse molto sviluppate, deli-
mita un acarinario grande e profondo, più largo nel
fondo che all'imboccatura. a c a ro philus
Seni oculari normali. Propodeo con carene deboli e
Sotul\monsformanitiuni carina nio vee LO.
Faccia anteriore verticale del I tergite provvista, nella
metà superiore, di una carena verticale bene svilup-
pata. Clipeo della 2 più strettamente e meno profon-
damente emarginato all'apice, con denti apicali non
GaremateNicroconamacchtenotalles) semi s...emn,
IS
14
RN GARLIC TE RS ade ELIA OC OL holzschuhi Gusenleitner
Faccia anteriore verticale del I tergite non carenata.
Clipeo della 2 più largamente e più profondamente
emarginato all'apice, con denti apicali nettamente
carenati. Nero con macchie rosse. rhipheus (Cameron)
Faccia anteriore verticale del I tergite tanto lunga,
od anche più lunga della faccia dorsale orizzontale.
Faccia anteriore verticale del I tergite assai più corta
dcllairaceratdorsaletorizzontale RL
Base del II sternite senza solco mediano longitudinale.
Base del II sternite con un solco mediano
longitudinale A Era ER DND AU NTa (300)
Facce laterali del propodeo fortemente e largamente
depresse ‘avanti value ne ra N00
Facce laterali del propodeo non o pochissimo depres-
SEU ava nina ul.
Carene inferiori del propodeo sviluppatissime e for-
mantitunatlunsallamella sala Renee er:
Carene inferiori del propodeo assenti o pochissimo
SVIlap patenti ea MR o, BUOTIL GEES DI.
16
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20
19
23
Wy)
20
Dil
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25
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 157
Carene superiori del propodeo sviluppate quasi come
quelle inferiori, regolari e taglienti, per cui tutta la
faccia posteriore del propodeo forma un grande
acasinanio, Latiano titi elio. nic jay'v us; n.sp.
Clipeo della 2 giallo. Zampe bruno-nere e gialle.
ssp. triconcavus n.ssp.
Clipeo della 2 nero. Zampe ferruginee, con le anche
bruno-ferrusinee ss. arno ssp. rufipes n.ssp.
Carene superiori del propodeo molto meno sviluppa-
te di quelle inferiori, più o meno irregolari a causa
della grossissima punteggiatura delle facce dorsali.
Fm esate ran i ct iste en dromle 14 feai n. ssp.
Seni oculari rigonfi, convessi. Carene superiori del
propodeo sviluppatissime, circa quanto le inferiori.
falle facine poulesizle kolambuganensis (Schulthess)
Seni oculari normali. Carene superiori del propodeo
molto meno sviluppate di quelle inferiori. .............. DI
Carene inferiori del propodeo sviluppatissime, gial-
le, unite alle lamelle superiori delle valvule per for-
mare un acarinario che interessa solo la parte infe-
mone: del&propodeo:z;:-::2/:3.1. malayanus n.sp.
Carene inferiori del propodeo poco sviluppate, non
unite alle lamelle superiori delle valvule, non forma-
Moglia caninario, ap rei dii. 22
Carene superiori del propodeo bene sviluppate nella
parte più alta, ove formano, dietro il postscutello,
due grandi denti triangolari depressi dall'indietro in
avanti, che contribuiscono a delimitare posteriormen-
te la faccia dorsale orizzontale del propodeo. ..........
SARO IRE RE Vaso (N90 difformis n.sp.
I due primi tergiti ed il secondo sternite portano fasce
apicalisoralle ne asino! ssp. difformis n.ssp.
Addomeyoteramente merone tant eo
ilo: no isarstatai. ssp. nigerrimus n. ssp.
Carene superiori del propodeo praticamente assenti.
Non esiste una faccia dorsale orizzontale del propodeo.
Aye) Doce wht le bai ol a NBM wt makilingi n.sp.
Carene superiori del propodeo bene sviluppate .... 24
158
24
25
26
A. GIORDANI SOIKA
Carene superiori del propodeo pochissimo sviluppate,
© AS SCTE AIR AC OEE TSS CINE Dole) 29
Parte inferiore del mesoepisterno con punti grossi e
fitti. Sternite II con due gibbosità preapicali. Anche
il II tergite ha un leggero rigonfiamento preapicale.
Pterostigma bruno-nero............... robertianus (Cameron)
Fasce gialle dei due primi tergiti strettissime. Tergite
III nero. Tibie bruno-fersueinee on Meo
SERRE KG OA Ti ASS Ors Rho ssp. robertianus (Cameron)
Fasce gialle dei due primi tergiti molto larghe. Anche
il III tergite ha una larga fascia apicale. Tibie gialle.
La SAE LR ANTI Sspihjta vita) u sn:
Parte inferiore del mesoepisterno perfettamente liscia,
priva di punteggiatura. Tergite II e sternite II normali.
Picrostiematsfallo Hierro
tie a eee Ue Sree kennethianus n.sp.
Tergite II molto più largo che lungo, con uno stret-
tissimo e profondo solco preapicale, che porta una
serie regolare di grossi punti ed è preceduto da un
mMaicaro nia onsamentot delicate ee 26
Tergite II meno largo, con un margine apicale nor-
Malese RHEE ANAT DRUL CG (icona dna Dy
Il II tergite presenta, poco prima del margine apicale,
una serie regolare di punti di media grossezza, pre-
ceduto da un rigonfiamento, ove i punti sono di poco
più grossi di quelli del mesoscuto, con interspazi
poco convessi, eguali o minori dei punti e di gros-
sezza poco varia. Punteggiatura della parte inferiore
del mesoepisterno circa eguale a quella della parte
SUPERIORE nanni suuslse/a. ft u.stnispi
Il rigonfiamento che, nel II tergite, precede la serie
apicale di punti, ha una punteggiatura grossissima,
con punti di varia grossezza, per lo più assai più grossi
di quelli del mesoscuto. Gli interspazi sono fortemen-
te convessi e di grandezza assai variabile, spesso sono
maggiori dei punti. Parte inferiore del mesoepisterno
con punti molto più piccoli e più spaziati di quelli
Glee FO MANS SCO oe
2%
28
29
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 159
NEE Ae ak ee SU i ee taihorinshoensis (Schulthess)
Parte superiore del mesoepisterno con pochi piccoli
punti; parte inferiore liscia, del tutto priva di pun-
teggiatura. Fronte piu convessa della norma. Anten-
ne corte, con gli articoli IV e V non più lunghi che
larghi: i... eee ngi a tic eps n.sp.
Tutto il mesoepisterno è fortemente e fittamente pun-
teggiato. Fronte di convessità normale. Antenne più
allungate, con gli articoli IV e V nettamente più lunghi
e dica Re...
i ad pseudallodynerus n.sp.
Carene superiori del propodeo completamente assen-
ti, per cui non esiste, dietro il postscutello, una faccia
dorsale orizzontale del propodeo nettamente separata
dalla iaccial postcnore een Vin eo Mes) esp.
Carene superiori del propodeo presenti, almeno nella
parte piu alta. Dietro il postscutello si trova la faccia
dorsale, orizzontale, del propodeo, nettamente sepa-
rata dalla faccia posteriore da una carena spesso
RM Roe eee 29
Carena del pronoto sottile, regolare, strettamente
interrotta nel mezzo e nettamente angolosa sugli oneri.
Nero, con macchie e fasce color giallo pallido o bianco-
EIKO Oy i... E pseudodynerus (Dalla Torre)
Carena del pronoto più sviluppata ma largamente
interrotta nel mezzo e largamente arcuata sugli omeri.
Nero, con macchie e fasce color giallo vivo.
Et RI 7 O Li a androcles (Meade Waldo)
Mesoscuto con una grande macchia gialla. .............
A DO o, sat Si spi om a rali m a lisi i,
McsoscuroSinteramentetaorofi 8... ere b
Macchie del pronoto, del postscutello ed, eventual-
mente dello scutello, ferruginee. Fasce dell'addome
are eee fs ac a ssp. sumbanus n.
Macchie del mesosoma gialle come quelle dell'addo-
IDS: AR RR E nt dita sd ro meee eee c
Seuicllof@aero sio ssp. androcles (Meade Waldo)
Seutellloneralllonwey 39.3 ssp. scutellaris n.
160
A. GIORDANI SOIKA
Fig. 39 Clipeo di Parancistrocerus rhipheus (Cameron).
Parancistrocerus samarensis Schulthess
Euancistrocerus samarensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-Dahlem,
ig 73 (2S).
Ancistrocerus (Ancistrocerus) samarensis; Baltazar, 1966, Pacific Mon., 8: 301.
Parancistrocerus samarensis; Giordani Soika, 1866, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
35: 126, fig. 32.
Questa specie, dettagliatamente descritta dallo Schulthess, è ca-
ratterizzata dalla forma del III tergite e dalle caratteristiche del
propodeo.
Ho designato lectoolotipo un sintipo di Catbologan, Samar, nella
mia collezione.
Due altri sintipi di Kankau (Koshun) appartengono ad altra spe-
cie. Inoltre esaminai gli esemplari di Luzon, Los Banos, Laguna e di
Palo, Leyte, già da me citati (1986).
Oltre agli esemplari delle Filippine (Samar e Mindanao) Schulthess
ne segnala altri di varie località di Taiwan (Kankau, Taihorin, Taihorinsho
e Kosempo, ma alcuni, e forse tutti, appartengono ad una sottospecie
di P. yanchowensis G.S.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 161
Fig. 40 Parancistrocerus triconcavus n.sp., olotipo 4.
A. GIORDANI SOIKA
Parancistrocerus yachowensis Giordani Soika
Parancistrocerus yachowensis Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. Storia nat.
Venezia, 35: 1259 iiee 932-33 (2).
Di questa specie, affine a samarensis, ma da questo nettamente
distinta, sono noti solo i tipi, 29 £ di Yachow, Szechuan. Per un
errore tipografico, nella descrizione originale è stampato Tachow.
Parancistrocerus yachowensis konkunensis nssp.
2 - Differisce dalla forma nominale specialmente per la punteg-
giatura dei due primi tergiti. Sul primo i punti sono molto più grossi.
Sul secondo sono grossi e fitti sia nella parte basale che in quella
apicale, ove la grossezza non è molto maggiore che alla base.
Nero, sono ferruginei o bruno-ferruginet: una linea dorsale sullo
scapo; la faccia inferiore del funicolo; le tegule e le parti non gialle
delle zampe. Sono gzalli; le mandibole; il clipeo; lo scapo; una macchietta
nel fondo dei seni oculari; una macchietta sulle tempie; la metà an-
teriore della faccia dorsale del pronoto; una macchietta sulla parte
superiore del mesoepisterno; una sottilissima linea, con tre prolunga-
menti in avanti, sullo scutello; il postscutello; una macchietta al-
l'estremità anteriore delle tegule; le parategule; femori, tibie e tarsi
anteriori; parte della faccia esterna dei femori e tutte le tibie medie;
la quasi totalità delle tibie posteriori; sul I tergite due macchiette la-
terali ed una fascia apicale di media larghezza; una fascia apicale, più
larga e debolmente biemarginata anteriormente, sul II tergite; una fascia
simile ma un poco più stretta, sul II sternite; il prolungamento apicale
del III tergite. Ali modicamente imbrunite, con una grande macchia
bruna sulla cellula marginale.
g- Clipeo più lungo che largo, fortemente e quasi regolarmente
convesso, debolmente e strettamente emarginato all'apice, con punti di
media grossezza e modicamente fitti. Ultimo articolo delle antenne
digitiforme, piccolo, gradatamente assottigliato dalla base all'apice e
debolmente arcuato; il suo apice raggiunge appena la base dell'XI articolo.
Fascia gialla del pronoto assai abbreviata ai lati. Il resto circa come
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 163
nella 9.
Variabilità. La 9 di Tsaoshan ha il clipeo con una larga fascia
trasversale nera, e tutte le fasce dell'addome più strette.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 7.5-
Se imi 72
Taiwan: Kanaku (Koshun) VIII-1912, 1 ® olotipo; VII-1912, 16,
ambedue paratipi di samarenszs (Schulthess). Kagi, 1907, 19 (H. Sauter-
AGS). Tsaoshan, 9-VII-58, 12 (K.S.Lin-ML). - Kuraru, 12-VIII-34, 16
I Gressit-Mk), =) danvan,. Vil, ld (Hog ML).
Olotipo nella mia collezione.
Figg. 41-42 Estremita posteriore del II tergite in Parancistrocerus: 41, P. capocacciai n.sp.;
42, P. nigriventris n.sp.
Figg. 43-44 Addome di: 43 P. sulcatus n.sp® ; 44, P. tathorinshoensis.
A. GIORDANI SOIKA
Parancistrocerus irritatus Giordani Soika
Parancistrocerus irritatus Giordani Soika, 1972, Boll. Soc. entom. itam., 104: 103,
MOSS)
Di questa specie, facilmente riconoscibile, sono noti solo i tipi,
836 di "Sikkim" ed un altro 6, pure di "Sikkim".
Parancistrocerus capocacciai n.sp.
9 - Affine a nigriventris n.sp., ma facilmente riconoscibile per le
minori dimensioni, per il II tergite non intensamente nero-vellutato,
e per la serie preapicale di punti del II tergite formata da punti assai
più grossi.
Nero, con antenne e zampe bruno-ferruginee più o meno scure.
Sono rosso-ferruginet: una macchietta al disopra dello spazio interan-
tennale; i seni oculari; una lineetta sulle tempie; una macchia sulla
parte superiore del mesoepisterno; sulla faccia dorsale del pronoto
una larga fascia sul margine anteriore, ed una molto stretta sul mar-
gine posteriore; tegule, parategule; la quasi totalità del postscutello;
una strettissima e regolare fascia apicale sul I tergite; una fascia apicale
più larga ed egualmente regolare, sul II tergite; una strettisisma fascia
apicale sul II sternite. Sono gz4//: il clipeo, tranne una grande macchia
centrale bruna; la faccia inferiore dello scapo; una linea sulla faccia
esterna delle tibie anteriori. Ali imbrunite, con una grande macchia
bruna sulla cellula marginale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm. 9.
Sd ignoto.
Burma: Carin Cheba, 900-1100 m, V-XII-1888, 19 (L. Fea-MCG).
Olotipo nel Museo di Genova.
Dedicato alla Dr. L. Capocaccia, Direttrice del Museo di Genova,
che ha sempre molto attivamente collaborato alle mie ricerche.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 165
Parancistrocerus incorruptus Giordani Soika
Parancistrocerus incorruptus Giordani Soika, 1972, Boll. Soc. entom. ital., 104.
Ot fie. 112).
Di questa specie, dettagliatamente da me descritta, è noto solo
l'olotipo, 19 di "Assam".
Parancistrocerus incorruptus demens Giordani Soika
Parancistrocerus incorruptus ssp. demens Giordani Soika, 1972, Boll. Soc. entom.
teil) Woks ir
Differisce dalla forma tipica per la presenza di una fascia apicale
gialla sul II tergite.
Anche di questa forma sono noti solo i tipi, 266 di "Sikkim".
Parancistrocerus incorruptus
kalimpongensis n.ssp.
2 - Differisce dalle sottospecie già note per l'assenza di macchie
rosse sul propodeo e sul I tergite, e per la presenza di una fascia
apicale gialla sul II tergite.
Dimensioni, come nella forma nominale.
2 ignota.
India: Dajeeling, Kalimpong, 20-IV-84, 164 (Banhadur-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Parancistrocerus nigriventris n.sp.
9 - Affine a P. incorruptus Giordani Soika. Clipeo circa come in
166 A. GIORDANI SOIKA
questa specie. Facce dorsali del propodeo unite tra loro sulla linea
mediana, formando un'area orizzontale dietro il postscutello, lunga
circa metà della lunghezza di questo; una carena molto sviluppata
separa quest'area dalla faccia posteriore del propodeo. Questa è concava
superiormente, ma subpianeggiante nel resto. Il I tergite è più allun-
gato che nell'incorruptus, pochissimo più largo che lungo, circa 1 volta
e 1/2 più largo all'apice che all'altezza della carena basale. Tergite II
con una lunga lamella apicale nera prolungata nel mezzo, ma visibil-
mente meno che nell'zzcorruptus. Convessita del II sternite quasi re-
golare, nell'zzcorruptus è più accentuata nella metà basale che nella
metà apicale.
Clipeo con punti di mediocre grossezza, poco fitti. Capo finamente
e fittissimamente punteggiato, con interspazi sottilmente careniformi.
Pronoto con punti molto più grossi, egualmente fittissimi. Nel resto del
torace i punti sono più piccoli, sempre molto fitti. Facce dorsali del
propodeo con punti molto larghi, irregolari, a fondo piatto, separati
da interspazi sottilmente careniformi. Questa punteggiatura si esten-
de alla parte più alta della faccia posteriore la quale, nel resto, è
pressoché liscia. Facce laterali del propodeo con punti simili a quelli
delle facce dorsali, ma più piccoli, molto più superficiali ed allungati
in senso longitudinale. Metà anteriore del I tergite con punti grossi
e fitti; metà apicale con punti notevolmente più piccoli e più radi. La
punteggiatura del II tergite, quasi interamente nascosta dalla fittissi-
ma pubescenza nera, è formata da punti assai grossi ai lati, meno nel
centro, e modicamente fitti, con interspazi talvolta eguali ai punti.
Sternite II con punti molto grossi e poco fitti alla base, poi gradatamente
più piccoli e più spaziati. i
Capo, mesosoma e I tergite con pubescenza fulva finissima e poco
distinta; più peluzzi eretti corti e radi, propodeo con alcuni peli eretti
bianchi. Tergite II con fittissima pubescenza color nero intenso, che gli
conferisce un accentuato aspetto vellutato.
Nero, con mandibole, antenne, zampe, tergite I, sternite I ed ultimi
tergiti e sterniti color bruno-nero più o meno scuro. Sono gzalli: parte
delle mandibole; larghe fasce lungo i margini laterali della parte basale
interoculare del clipeo, ed una macchia all'apice di questo: una minuta
macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interoculare; macchiette
entro i seni oculari; una minutissima macchia sulle tempie; la faccia
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 167
inferiore dello scapo; due macchie sul propodeo, subito sopra le valvule;
linee irregolari su tutte le tibie. Ali molto debolmente e diffusamente
imbrunite, ma con una grande macchia scurissima sulla cellula margi-
nale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10,5.
d ignoto.
Borneo: Sabah, Tuaran, 24-30-III-73, 19 (K.M. Guichard-AGS).
Olotipo nella mia collezione.
Parancistrocerus cylindricus (Saussure) n.comb.
Odynerus (Ancistrocerus) cylindricus Saussure, 1862, Stett. ent. Zeitg., 23: 193 (9
9 - Clipeo circa tanto largo quanto lungo, molto debolmente e
quasi regolarmente convesso; il suo margine apicale è subtroncato e gli
angoli di incontro con i margini laterali sono largamente arrotondati.
La larghezza del clipeo all'apice è circa eguale a 1/4 della larghezza
massima del clipeo. Antenne corte, con il IV articolo già tanto largo
quanto lungo. Tempie poco sviluppate: viste dall'alto la loro lunghez-
za è eguale a metà della lunghezza dei lobi superiori degli occhi.
Torace circa 1 volta e 1/3 più lungo che largo, poco ristretto in avanti
e all'indietro. Pronoto con carena sottile e regolare, leggermente de-
pressa sulla linea mediana, nettamente angolosa sugli omeri.
Mesoepisterno con carena epicnemiale appena accennata. Parategule
grandi, convesse, larghe, quasi rettilinee e dirette prevalentemente di
lato. Scutello e postscutello stretti: lo scutello è pochissimo più largo
che lungo e la sua larghezza è eguale a circa la metà della larghezza
del mesoscuto. Postscutello con una faccia dorsale orizzontale ed una
posteriore quasi esattamente verticale. Propodeo completamente ar-
rotondato ai lati, con margini laterali quasi paralleli; le facce dorsali
sono quasi pianeggianti e si trovano molto al disotto della faccia dorsale
del postscutello. Carene superiori appena accennate ed inferiori pra-
ticamente assenti. Tegule, ali e zampe senza caratteri di rilievo. Tergite
I 1 volta e 1/4 più largo che lungo, largamente cupoliforme, con
168 A. GIORDANI SOJKA
margini laterali non distinti dal margine anteriore, debolmente diver-
genti. La carena basale è perfettamente regolare ed è abbreviata ai
lati, per cui non raggiunge i margini laterali del tergite, è seguita da
un uno stretto solco.
Tergite II circa 1 volta e 1/3 più largo che lungo, pochissimo
rigonfio ai lati e pochissimo più largo all'apice che alla base; margine
apicale semplice. Sternite II debolmente convesso.
Clipeo con punti grossi e fitti. Capo punteggiato circa come il
clipeo, con punti pochissimo più grossi ed egualmente fitti. Torace
con punti ancora più grossi, assai fitti. Facce dorsali del propodeo con
punti assai più spaziati. Facce laterali del propodeo fittamente e più
finamente punteggiate; anche la faccia posteriore è punteggiata. La
punteggiatura del I tergite è più grossa alla base che all'apice, modi-
camente fitta.
Sul II tergite i punti sono obliqui, più grossi e più spaziati. La
punteggiatura del II sternite è assai particolare; nella metà basale i
punti sono grossi e fitti e nella metà apicale sono piccolissimi ed estre-
mamente radi.
Pilosità bianco-fulva molto corta, poco fitta.
Colorazione dell'olotipo. Nero, con i tergiti e sterniti II-VI bru-
no-neri. Sono ferruginei: mandibole; antenne; la quasi totalità del
pronoto e del mesoepisterno; tutto il propodeo; i due primi tergiti e
sterniti. Sono gialli: la base delle mandibole; il clipeo; una grande
macchia triangolare sulla fronte al disopra dello spazio interantenna-
le; i seni oculari e la parte della fronte ad essi vicina; una larga fascia
sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; una larga e regolare fascia
sul pronoto, la parte superiore del mesoepisterno; la metà posteriore
dello scutello; il postscutello; tegule; parategule; una fascia apicale,
gradatamente assottigliata ai lati, sul I tergite; una fascia apicale, circa
della stessa larghezza, ma regolare, sul II tergite; una stretta fascia
apicale, un poco allargata ai lati e nel mezzo, sul II sternite. Ali de-
bolmente, diffusamente imbrunite.
Il dé tuttora ignoto.
Esaminai l'olotipo ed altre 22 £ etichettati "Gorontalo, Forsten".
L'olotipo porta un'etichetta con "Ancistrocerus cylindricus Sauss. 1862".
Nel Museo di Leiden vi è pure una 9 di "Celebes, Pagurat, Rosenb.".
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 169
Variabilità. Una 9 di "Celebs, Pic Bouthain", nella mia collezio-
ne, presenta una colorazione assai più scura.
Nero. Sono ferruginez: antenne; primo tergite; macchie laterali
presso la base del II tergite e la metà basale del II sternite. Sono giallz:
mandibole; clipeo; una grande macchia triangolare sulla fronte; i seni
oculari; una linea sulle tempie, la faccia inferiore dello scapo; tutto
il pronoto; una macchia sul mesoepisterno; scutello e postscutello;
facce dorsali del propodeo; tegule; parategule; zampe; una larga fascia
apicale sul I tergite, debolmente allargata nel mezzo; una larga fascia
apicale, quasi regolare, sul II tergite; una fascia molto più stretta
all'apice del II sternite; tracce di fasce apicali sui tergiti e sterniti
successivi. Ali quasi ialine, con una macchia bruna sulla cellula mar-
ginale.
Parancistrocerus cylindroides n.sp.
2 - Affinissimo a cylindricus, dal quale specialmente differisce per
avere il clipeo della £ molto più strettamente troncato all'apice, ed il
II sternite non regolarmente convesso, ma assai sporgente alla base, poi
largamente depresso. Colorazione assai differente.
Nero. Sono ferruginez: le mandibole; l'apice del clipeo; lo scapo;
la faccia inferiore del funicolo; una macchia nel centro delle tegule; il
I tergite ed il I sternite. Sono gza/li: una macchietta alla base delle
mandibole; una larga fascia alla base del clipeo; una macchia al disopra
dello spazio interantennale; i seni oculari; una grande macchia sulle
tempie; la faccia inferiore dello scapo; una fascia regolare sulla faccia
dorsale del pronoto; una macchietta sulla parte superiore del
mesoepisterno; il postscutello, due macchiette sul propodeo vicino
alle valvule; le tegule; parte delle zampe; fasce apicali quasi regolari
sui 3 primi tergiti e sterniti; tracce di fascia apicale sul IV sternie. Ali
modicamente imbrunite all'apice.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm. 9.
d ignoto.
N. Sulawesi: Madoindino, 1060 m, V-1941, 12 (F. Dupont-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
170 A. GIORDANI SOIKA
Parancistrocerus citropictus n.sp.
9 - Affine a cylindrotdes, ma da questo nettamente distinto. Clipeo
circa tanto lungo quanto largo, con l'apice troncato, più largo che in
cylindroides: circa tanto largo quanto lo spazio interantennale. Sternite
II meno depresso dopo da forte convessita basale.
Clipeo punteggiato come in cylindroides. Punteggiatura del
mesosoma circa come in questa specie, ma la faccia posteriore del
propodeo, nettamente punteggiata in cylindroides, in citropictus è pra-
ticamente liscia. Tergite I con punti più piccoli e meno fitti che in
cylindroides. Il II tergite ha punti assai più piccoli e più spaziati che
in tale specie.
Nero, con le mandibole ferruginee e qualche parte delle zampe
giallo-ferruginea.
Sono color gzallo-citrino: una fascia alla base del clipeo ed una
macchia sul suo apice; una macchietta sulla base delle mandibole; la
faccia inferiore dello scapo; una lineetta nei seni oculari; una macchia
sulle tempie; la metà anteriore della faccia dorsale del pronoto; il
postscutello; una grandissima macchia sul propodeo, che occupa le
facce dorsali e si estende a parte delle facce laterali e posteriore; tegule;
parategule; tutte le zampe, incluse le anche ed i trocanteri; il I tergite,
tranne l'estrema base nera; il I sternite; una fascia apicale larga e quasi
regolare, sul II tergite; una, di poco più stretta, sul II sternite. Ali
abbastanza fortemente, diffusamente, imbrunite.
Variabilità. La parte superiore del mesoepisterno può avere una
macchia gialla, ed una macchia gialla vi può anche essere nel centro
dello scutello.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 9.
dé ignoto.
Sulawesi: Reg. SW Berg Tangke Salokko, 1500 m, 15-II-32. 29
2 olotipo e paratipo (G. Heinrich-AGS). - Bua Kraeng, 5000 ft, II-
1896, 19 (H. Fruhstorfer-AGS).
Olotipo nella mia collezione.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI De
Parancistrocerus assamensis (Meade Waldo) n.comb.
Odynerus (Ancistrocerus) assamensis Meade Waldo, 1910, Ann. Mag. nat. Hist.,
8, 6: 103 (26).
Ancistrocerus (Ancistrocerus) assamensis; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. vene-
ziana St. nat., 2, 3: 235.
Questa specie, nera con macchie color rosso scuro, si riconosce
facilmente per il II tergite riflesso all'apice, il quale è preceduto da uno
stretto solco preapicale. Il II sternite è fortemente e bruscamente ab-
bassato alla base, poi subpianeggiante od anche leggermente depresso.
Nella @ il clipeo è circa tanto lungo quanto largo, strettamente
emarginato all'apice, con denti apicali brevemente carenati.
Nel ¢ il clipeo è egualmente circa tanto lungo quanto largo, più
strettamente emarginato all'apice che nella 9, quasi regolarmente con-
vesso. L'ultimo articolo delle antenne del 6 è gracile, debolmente ar-
cuato, gradatamente assottigliato dalla base all'apice, che è appuntito
e raggiunge la base dell'XI articolo.
Esaminai il tipo, 19 di Shillong, Assam, ed i seguenti esemplari.
Nepal: Bagmati, Kathamandu, near Bagmati Riv., and Ropeway
Station, 18-XI-75, 19 (Ph.Prul-ML).
Viet Nam: loc. indecifrabile, 12 (coll.-AGS).
Burma. Carin Cheba, 900-1.100 m, V-XII-1888 e VI-1888, 26 4
(L. Fea-MCG).
Non mi risulta siano noti altri esemplari.
Parancistrocerus holzschuhi Gusenleitner
Parancistrocerus holzschuhi Gusenleitner, 1987, Linzer biol. Beitr., 19: 258 (26).
Questa specie è estremamente simile a rhzpheus (Cam.); per la
preziosa collaborazione del Dr. Gusenleitner e del Dr. C.R. Vardy del
British Museum, mi è stato possibile confrontare tra loro i tipi delle
due specie.
Come in rhipheus, holzschuhi ha la carena del I tergite poco di-
stinta, e deformata dalla grossa punteggiatura della faccia dorsale, pun-
72
45
Fig. 45 Parancistrocerus holzshuhi Gusenleitner, olotipo: clipeo ®.
teggiatura che si arresta bruscamente all'incontro con la faccia ante-
riore.
A parte la differente colorazione, holzchuhi differisce da rhipheus
quasi esclusivamente per il clipeo della 2 più debolmente emarginato
all'apice, con denti apicali non carenati; e per la presenza di una carena
longitudinale nella metà superiore della faccia anteriore verticale del I
tergite, come in Stenxodynerus tokyanus (Kostylev).
Esaminai l'olotipo, 16 di "Fusseweg Hedangna - Lamobagar,
1100-1200 m, 27-V-80 5 (C. Holzschuh), e l'allotipo, 19 di Kathmandu
Valley, Godavari, 15-21-V-83 (C. Holzschuh), ambedue nella collezio-
ne Gusenleitner.
Parancistrocerus rhipheus (Cameron) n.comb.
Odynerus rbipheus Cameron, 1904, Entomoiogist, 37: 308 (®).
Ancistrocerus (Ancistrocerus) rhipheus; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. venezia-
na St. nat., 2, 3. 235.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 173
Descrizione dell'olotipo.
2 - Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo
tanto largo quanto lungo, strettamente e debolmente emarginato: i
denti apicali distano tra loro quanto le inserzioni delle antenne; sono
acuti e brevemente carenati. Il clipeo appare modicamente convesso,
ma depresso tra le carene apicali, e questa depressione si estende un
poco verso il centro. Tempie bene sviluppate: viste dall'alto appaiono
circa tanto lunghe quanto i lobi superiori degli occhi. Articoli IV e
V delle antenne pochissimo più lunghi che larghi; VI subquadrato e
successivi trasversi. Mesosoma rapidamente ristretto in avanti, molto
più lentamente all'indietro. Carena del pronoto presente solo sulle
facce laterali fino agli omeri, ove è largamente arcuata ed interrotta.
La punteggiatura della faccia dorsale invade parte della faccia ante-
riore. Mesoepisterno con carena epicnemiale molto sviluppata. Scutello
subpianeggiante. Postscutello con una brevissima faccia dorsale ed
una declive, subpianeggiante, che contribuisce a formare la faccia
posteriore del mesosoma. Faccia posteriore del propodeo obliqua,
interamente concava e distinta dalle facce dorsali del propodeo quasi
solamente per la diversa punteggiatura. Carene superiori, laterali ed
inferiori del propodeo assenti. Tegule normali. Parategule corte e piatte.
Faccia dorsale del I tergite circa 1 volta e 1/2 più larga che lunga. Il
I tergite è subtroncato anteriormente, con margini laterali subrettilinei
e pochissimo divergenti, quasi paralleli. Nel punto d'incontro tra fac-
cia anteriore e faccia dorsale non vi è una vera carena; ma la punteg-
giatura, particolarmente grossa, fitta ed irregolare, forma qua e là
tracce di carena. Il margine apicale non è ispessito e la punteggiatura
quasi lo raggiunge. Tergite II circa tanto largo quanto lungo, di poco
più largo all'apice che alla base, con il margine apicale leggerissimamente
riflesso. Sternite II fortemente abbassato alla base, poi largamente
depresso, concavo.
Clipeo con punti fitti, di media grossezza, interspazi in media
minori dei punti. Fronte e vertice con punti leggermente più piccoli,
più rotondi e più fitti. Tutto il torace porta punti molto fitti, uniformi,
un poco più grossi di quelli del capo. Mesoepisterno con punti leg-
germente più grossi e più radi, più irregolari. Facce dorsali del propodeo
con punti grossi, irregolari, poco profondi ed a fondo piatto; interspazi
sottilmente careniformi. Faccia posteriore liscia, finissimamente ed
impercettibilmente rugolosa; la punteggiatura delle facce dorsali si
174 A. GIORDANI SOIKA
arresta all'inizio della faccia posteriore. Le facce laterali portano in
alto punti simili a quelli delle facce dorsali, ma più piccoli e molto
più superficiali; nel resto sono pressoché lisce. Tergite I fittamente
punteggiato, con punti assai più grossi di quelli del mesosoma; interspazi
per lo più careniformi. Tergite II con punti egualmente grossi, ma
molto più spaziati: solo presso l'apice sono un poco più fitti. Sternite
II con punti simili a quelli del corrispondente tergite, ma notevolmen-
te più spaziati.
Cortissima e rada pubescenza bruna.
Nero. Sono rossi: una macchietta sulla fronte, al disopra dello
spazio interantennale; una macchietta sulle tempie; sul pronoto una
fascia che occupa poco meno della metà anteriore della faccia dorsale;
una minuta macchietta sul mesoepisterno; le parategule; una fascia
apicale, allargata nel mezzo, sul I tergite; fasce relativamente larghe,
regolari, sul II tergite e sul II sternite. Zampe e tegule interamente
nere. Ali imbrunite, specialmente lungo la costa.
E' noto solo l'olotipo, 19 di "Darjeeling", al British Museum.
Parancistrocerus luzonicola V.d. Vecht
Hypancistrocerus luzonensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Entom. Berlin-
Dahlem: 70 (9g).
Ancistrocerus (Ancistrocerus) luzonensis; Baltazar, 1966, Pacific Mon., 8: 301.
Parancistrocerus luzonicola Van der Vecht, 1981, Proceed. Konink. Ned. Akad. v.
Vetensc. C, 84 (4): 455.
Questa specie è caratterizzata dalla punteggiatura del pronoto:
presso il margine anteriore i punti sono estremamente piccoli e spaziati,
per cui appare liscio ed assai lucido.
Nella 9 il clipeo è circa tanto largo quanto lungo, molto debol-
mente emarginato all'apice, con il margine apicale maggiore dello
spazio interantennale. Nel 6 il clipeo è fortemente e quasi regolar-
mente convesso, un poco più lungo che largo, con emarginatura apicale
poco profonda e denti apicali distanti tra loro molto più della distanza
che separa le inserzioni delle antenne; è finamente micropunteggiato
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 175
e privo di grossi punti.
Esaminai esemplari delle seguenti località.
Is. Filippine: Is. Sibuyan, 19 16 (Baker-USNM). - Is. Basilan, 19
(Baker-USNM). Is. Negros, Cuernos Mts, 19 (Baker).
Erano noti solo i tipi, una coppia di Bombong, Mt. Banahao,
Luzon.
Parancistrocerus robertianus (Cameron) n.comb.
Odynerus robertianus Cameron, 1903, J. Str. Br. as. Soc., 19/169 (2).
Ancistrocerus (Ancistrocerus) robertsianus; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. ve-
neziana St. nat., 2, 3: 237.
Odynerus matangensis Cameron, 1905, J. Str. Br. aa. Soc., 44: 161 (@).
Ancistrocerus (Ancistrocerus) matangensis; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. vene-
ziana St. nat., 2, 3: 236.
3 - Clipeo leggermente più lungo che largo, fortemente e rego-
larmente convesso; l'apice è debolmente emarginato con denti apicali
acuti e distanti tra loro circa 1/3 della larghezza massima del clipeo.
Antenne modicamente allungate, con gli articoli IV-VI più lunghi che
larghi, VII-VII subquadrati; l'ultimo è gracile, digitiforme, quasi drit-
to, gradatamente assottigliato fino all'apice, che è appuntito e raggiun-
ge solo la metà dell'XI articolo. Tempie corte: viste dall'alto sono
lunghe quanto i lobi superiori degli occhi. Torace corto, circa 1 volta
e 1/3 più lungo che largo, modicamente e quasi egualmente ristretto
in avanti e all'indietro. Carena del pronoto presente soltanto vicino agli
omeri, presso i quali è largamente arcuata. Carena epicnemiale netta
e bene sviluppata. Scutello modicamente convesso. Postscutello quasi
interamente declive e quasi pianeggiante. Propodeo con carene supe-
riori molto sviluppate, quasi lamelliformi e formanti in alto, dietro il
postscutello, due larghi denti triangolari; carene inferiori poco svilup-
pate. Faccia posteriore del propodeo nettamente separata dalle altre
facce, debolmente concava ed interamente liscia. Tergite I 1
volta e 3/5 più largo che lungo, con la faccia anteriore debolmente
convessa. I suoi margini laterali sono subrettilinei, poco divergenti e
176 A. GIORDANI SOIKA
molto nettamente distinti dal margine anteriore. La faccia dorsale
presenta due larghi e leggeri rigonfiamenti, sui quali la punteggiatura
è più grossa. Tergite II di poco più lungo del tergite precedente, con
due larghi rigonfiamenti preapicali ed il margine apicale un poco
rientrante, per cui il tergite è circa tanto largo all'apice che alla base.
Base del II sternite largamente convessa, con un solco mediano
longitudinale ben marcato, e due larghe, ma non molto accentuate,
gibbosità preapicali.
Clipeo con punti piccolissimi e molto spaziati. Capo con punti
piccoli e fitti: interspazi careniformi. Torace con punti egualmente fitti
ma più grossi. Facce dorsali del propodeo con punti larghissimi, poco
profondi, a fondo piatto, separati da interspazi careniformi; faccia
posteriore liscia; facce laterali con punti grossi e fitti nel terzo supe-
riore, piccoli e spaziati nei due terzi inferiori, i quali portano anche una
finissima striatura longitudinale. Tergite I punteggiato circa come il
mesoscuto, ma sui rigonfiamenti i punti sono nettamente più grossi.
Tergite II con punteggiatura molto più grossa; sul dorso i punti sono
più o meno allungati longitudinalmente; nell'area preapicale sono assai
più piccoli e più fitti e si arrestano ad una certa distanza dal margine
apicale. Sternite II con punti piccoli e radi.
Fronte con pilosità cortissima, fulva. Torace con peli più lunghi
e meno fitti. Addome con finissima pubescenza fulvo-argentea.
Nero, con antenne, tegule, zampe e qualche parte dell'addome
color bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono gzallz: mandibole; clipeo;
faccia inferiore dello scapo; una lineetta sullo spazio interantennale;
il fondo dei seni oculari; una macchietta sulle tempie; una breve fascia
sul terzo mediano del margine posteriore del pronoto, una macchietta
sulla parte superiore del mesoepisterno; una fascia, o due puntini, sul
postscutello; le parategule; l'apice dei femori anteriori; le tibie ed i
tarsi di tutte le zampe, più o meno estesamente; strette fasce apicali
sui due primi tergiti e sul II sternite. Ali quasi ialine, con una macchia
bruna sulla cellula marginale.
Esaminai il tipo di robertianus, 12 di "Matang June", ed il tipo
di matangensits, 13 pure di "Matang June", ed ho concluso trattarsi
dei due sessi della medesima specie, al British Museum. Altri esem-
plari esaminati:
Sumatra: SW’ Lampong Distr., Mt Tanggamoes, 500 m, XII-1939,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 177
(M.A. Lieftinck-ML).
Borneo: Sarawak, Kapit Distr., Merirai, 300 m, 30-VIII-58, 16 (T.
Maa-ML). - Mt Matang, 11-13-II-14, 1000 ft, 16 (AGS). - Bettotan,
near Sandakan, 19-VIII-27, 16 (BM). - Kanovit, 20-VI-71, 16 (C.G.
Roche-AGS).
Parancistrocerus robertianus javanus n.ssp.
6 - Differisce dalla forma nominale per la maggiore estensione del
colore giallo.
Nero, con antenne e zampe bruno ferruginee o bruno-nere. Sono
gialli: gran parte delle mandibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo;
una macchietta che occupa interamente lo spazio interantennale e
deborda un poco verso l'alto; i seni oculari; una macchietta sulle
tempie; una fascia, stretta ed assai abbreviata ai lati, sul pronoto; una
macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno, il postscutello; le
estremità anteriore e posteriore delle tegule; le parategule; grandi
macchie apicali sui femori anteriori e medi; tutte le tibie ed i tarsi;
una fascia apicale, di media larghezza, sul I tergite; una fascia apicale,
ancora più larga ed assai allargata ai lati, sul II tergite; una fascia
apicale, ancora più larga, sul III tergite; una fascia apicale, di media
larghezza, allargata nel mezzo ed ai lati, sul II sternite; tracce di fascia
apicale sul III sternite.
Dimensioni come nella forma nominale.
? ignota.
Giava: Mt. Gedeh, Tapos, 800 m, 1-16-VIII-36, 16 (J.V.d. Vecht-
ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
A. GIORDANI SOIKA
Parancistrocerus kennethianus n.sp.
2 - Affine a robertianus, ma ben distinto per numerosi ed impor-
tanti caratteri. Clipeo più largo che lungo, largamente emarginato
all'apice, con denti apicali acuti e brevemente carenati; è modicamen-
te convesso; con una leggera depressione preapicale. Sulla faccia dorsale
del pronoto la carena è presente solo sugli omeri, ove è largamente
arcuata. Postscutello come in robertianus. Carene superiori ed inferiori
del propodeo bene sviluppate ma assai sottili; le inferiori sono spostan-
te medialmente, per cui si trovano sulla faccia posteriore del propodeo.
Questa è debolmente concava, e la sottile carena mediana longitudinale
la divide in due emifacce pianeggianti. Tergite I circa 1 volta e 2/3 più
largo che lungo, con margini laterali quasi rettilinei, debolmente diver-
genti all'indietro. Tergite II circa tanto lungo quanto largo, tanto largo
all'apice che alla base, molto debolmente rigonfio ai lati. Sternite II
fortemente convesso alla base, con un solco mediano longitudinale molto
netto, che raggiunge il centro dello sternite.
Clipeo con una finissima micropunteggiatura e pochi punti pic-
colissimi. Capo con punti piccoli, assai fitti. Pronoto, mesoscuto, scutello
e parte superiore del mesoepisterno con punti assai più grossi ed
egualmente fitti. Parte inferiore del mesoepisterno liscia, del tutto
priva di punti. Facce dorsali del propodeo con punti grandissimi e
poco profondi, a fondo piatto, separati da interspazi sottilmente
careniformi. Facce laterali del propodeo con punti simili ma notevol-
mente più piccoli e più superficiali. Faccia posteriore pressoché liscia,
con pochi punti sparsi. Tergite I con, nella metà basale, punti simili
a quelli del pronoto, ma un poco meno fitti e, nella metà apicale circa,
punti assai più piccoli. Tergite II con punti estremamente piccoli e
molto radi; questa punteggiatura non raggiunge il margine apicale, ma
si arresta ad una certa distanza da questa, con una serie quasi regolare
di punti di mediocre grossezza. Sternite II con punti leggermente più
grossi di quelli del tergite corrispondente.
Nero. Sono ferruginez: le mandibole; tutto il pronoto; le tegule;
macchie sulle facce dorsali del pronoto; gli ultimi 4 articoli dei tarsi;
sulla parte anteriore della faccia dorsale del I tergite una fascia, che
si allarga ai lati fino a raggiungere la fascia gialla apicale. Sono gzalli:
una fascia alla base del clipeo; una’ macchia, che occupa tutto lo
spazio interantennale e deborda un poco verso l'alto; i seni oculari;
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 179
una lunga linea sulle tempie; due macchie, unite tra loro nel mezzo,
sul pronoto; una macchietta sulla parte superiore nel mesoepisterno;
una macchietta sul mesoscuto, vicino allo scutello; il postscutello;
grandissime macchie ai lati del propodeo; una macchietta sulle tegule;
le parategule; macchie apicali su tutti i femori, grandi sugli anteriori,
più piccole sui medi ed assai piccole sui posteriori; tutte le tibie,
tranne una macchietta bruna sulla faccia esterna di quelle medie ed
una linea, pure bruna, sulla faccia esterna delle posteriori; il primo
articolo di tutti i tarsi; fasce apicali, di mediocre larghezza, sui due
primi tergiti e sul II sternite. Ali assai imbrunite lungo la costa, con
nervature bruno-nere e pterostigma giallo-ferrugineo.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7.5.
dé ignoto.
Borneo: Sabah, Ulu Dusun, 12-22-V-73, 12 olotipo (K.M.
Guichard-AGS).
Olotipo nella mia collezione.
Parancistrocerus sulcatus n.sp. (Fig. 43)
- Affine a robertianus (Cam.), ma ben distinto per i seguenti ca-
ratteri. Clipeo tanto lungo quanto largo, con l'area mediana depressa,
concava, ed emarginatura apicale un poco più stretta. Ultimo articolo
delle antenne più lungo; il suo apice raggiunge la base dell'XI articolo.
Carene superiori del propodeo assenti, per cui non vi sono distinzioni
tra facce dorsali e faccia posteriore, e la grossa punteggiatura delle
facce dorsali si estende anche alla parte superiore della faccia poste-
riore. Tergite I del doppio più largo che lungo, privo di rigonfiamenti.
Tergite II visibilmente più largo all'apice che alla base, con un netto
e regolare rigonfiamento preapicale che è delimitato posteriormente
da una serie preapicale e regolare di grossi punti. Base del II sternite
convessa e longitudinalmente solcata come in robertianus.
Clipeo con punti più grossi e più fitti che in robertianus. Punteg-
giatura del capo e del torace come in questa specie. Punteggiatura del
I tergite regolare. Punteggiatura del II tergite senza punti allungati
180 A. GIORDANI SOIKA
longitudinalmente e nettamente meno fitti che in robertianus, special-
mente alla base, ove gli interspazi possono essere anche molto mag-
giori dei punti; la punteggiatura diventa più grossa e più fitta proce-
dendo dalla base all'apice e, dopo il brusco rigonfiamento preapicale,
è arrestata dalla serie preapicale di grossi punti. Sternite II con punti
molto più grossi e più spaziati. Il III tergite che, in robertianus è
punteggiato circa come nel tergite precedente, in su/catus porta punti
piccolissimi e molto fitti.
Pilosità bianco-fulva molto corta, poco distinta.
Nero, con mandibole, antenne, zampe, ultimo tergite e ultimo
sternite color bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono ferruginez: il
pronoto, una macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno e le
tegule. Sono gzal/z: una larga fascia alla base del clipeo; la faccia inferiore
dello scapo; una macchietta al disopra dello spazio interantennale; i
seni oculari, una lineetta sulle tempie; una fascia, male delimitata
posteriormente, sul margine anteriore del pronoto; l'estremità ante-
riore delle tegule; le parategule; il postscutello; l'apice dei femori e
la faccia esterna delle tibie delle zampe anteriori; fasce apicali strette
e regolari sui due primi tergiti e sul II sternite. Ali modicamente
imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7, 5.
9 ignota.
Thailandia: Chiangmai, 4-V-52, 16 (D. e E. Thurnman-USNM).
Olotipo nell'U.S. Nat. Museum di Washington.
Parancistrocerus taihorinshoensis (Schulthess) n.comb.
Euancistrocerus tathorinshoensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Entom. Berlin-
Dahlem, 1: 72 (@).
Odynerus (Ancistrocerus) tathorinshoensis; Iwata, 1939, Trans. nat. Hist. Soc.
Formosa, 29, 187: 70.
In questa specie, come in sulcatus, il II sternite è assai convesso,
con un solco basale longitudinale lungo e ben marcato. Da sulcatus
differisce soprattutto per la punteggiatura del II tergite, già descritta
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 181
nella tabella.
Sono noti i tipi, 29 £ di Taihorin e Taihornisho ed esaminai anche
19 di Tahihorin, X-1900 (H. Sauter-AGS)
Parancistrocerus taihorinensis (Schulthess) n.comb.
Euancistrocerus tathorinensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Entom. Berlin-
Dahlem, 1: 72 (9).
Specie descritta in base a 29 9 di Taihorin, a me ignota.
Parancistrocerus inflaticeps n.sp.
2 - Affine alle specie tathorinshoensis e sulcatus. Da ambedue
differisce per avere il II tergite meno largo e con margine apicale
semplice. Inoltre la fronte è più convessa, con seni oculari più larghi.
Clipeo più debolmente emarginato all'apice che in tazhorinshoenszs.
Antenne più corte, con gli articoli IV e V più larghi che lunghi. Spazio
interantennale assai sporgente, quasi tubercoliforme. Fronte assai con-
vessa, rigonfia, con seni oculari assai più larghi. Mesosoma circa 1
volta e 1/2 più lungo che largo, un poco più ristretto posteriormente
che in avanti. La carena del pronoto sulla faccia dorsale, è presente
solo sugli omeri, ove è nettamente angolosa, quasi dentiforme.
Postscutello con una faccia dorsale cortissima ed una declive assai più
lunga, separate da una carena sottilissima, un po' irregolare. Propodeo
circa come in tathorinshoents, ma più allungato. Tergite I circa 1 volta
e 2/3 più largo che lungo, con carena bene sviluppata e margini la-
terali subrettilinei e quasi paralleli. Tergite II pochissimo più largo
che lungo, circa tanto largo all'apice che alla base, molto poco rigon-
fio ai lati; il margine apicale è semplice. Sternite II modicamente
convesso alla base, molto debolmente dopo, con una carena basale
longitudinale mediana poco accentuata, ma ben distinta.
Clipeo con punti piccolissimi, superficiali, modicamente fitti. Capo
con punti di media grossezza, fitti ma non fittissimi, con interspazi
in media di poco minori dei punti. Torace con punteggiatura simile,
182 A. GIORDANI SOIKA
più fitta nel pronoto, meno nel mesoscuto, ancora più spaziata ed
anche più fina sullo scutello. Parte inferiore del mesoepisterno inte-
ramente liscia e lucida. Propodeo con punti molto grossi e fitti,
interspazi sottilmente careniformi, sulle facce dorsali; piccoli e super-
ficialissimi sulle facce laterali; quasi assenti sulla faccia posteriore. Il
I tergite porta, nella parte anteriore della faccia dorsale, punti grossi
come quelli del mesoscuto, ma più spaziati, con interspazi in media
circa eguali ai punti; nella parte posteriore della stessa faccia i punti
sono assai più piccoli ed anche più spaziati. Tergite II con punti assai
piccoli e molto radi, tranne che nel terzo apicale ove sono nettamente
più grossi e più fitti. Punteggiatura del II sternite non molto dissimile
da quella del tergite corrispondente.
Pilosità circa come in tazhorinshoensis.
Nero: sono ferruginei o bruno-ferruginez: lo scapo, la faccia infe-
riore del funicolo; il pronoto; le parti non gialle delle zampe; le parti
non gialle del I tergite, ad eccezione della 2 di Bogor. Sono gialli:
mandibole; clipeo; tranne una macchia centrale ferruginea; la faccia
inferiore dello scapo; una macchia che occupa interamente lo spazio
interantennale e deborda un poco verso l'alto; grandi macchie che
occupano interamente i seni oculari e si prolungano lungo le orbite
interne dei lobi inferiori degli occhi fino al clipeo; le tempie quasi
interamente; la metà anteriore del pronoto; una grande macchia sulla
parte superiore del mesoepisterno; una fascia, o due macchiette, sullo
scutello; il postscutello; grandissime macchie ai lati del propodeo;
tegule; parategule; gran parte dei femori anteriori e quasi interamente
quelli medi; le tibie anteriori; gran parte delle tibie medie e poste-
riori; una fascia apicale, più o meno largamente intaccata nel mezzo,
sul I tergite; fasce apicali sui tergiti e sterniti II-V, più larghe sui tergiti
che sugli sterniti, il VI tergite ed il VI sternite interamente. Ali de-
bolmente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite; mm 7-7, 5.
d ignoto.
W Giava: Tjikadjang, Bandjarwangi, 800-900 m, 7-10-IV-39,
299, olotipo e paratipo. - Bogor, Djasinga, 100-200 m, 16-VI-37, 19
(M.A. Lieftinck-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 183
Parancistrocerus pseudallodynerus n.sp.
2 - Molto simile per forma, colorazione e dimensioni ad un
Allodyenerus. Clipeo circa tanto lungo quanto largo, modicamente
emarginato all'apice, con denti apicali acuti e distanti tra loro poco
meno di 1/3 della larghezza massima del clipeo; è molto debolmente
convesso. Antenne visibilmente ispessite verso l'apice, con il V arti-
colo leggermente più lungo che largo, ed il V tanto lungo quanto
largo. Tempie bene sviluppate: viste dall'alto appaiono quasi tanto
lunghe quanto i lobi superiori degli occhi. Torace, cioè mesosoma
senza il propodeo, misurato cioè dal margine anteriore del pronoto
al margine posteriore del postscutello, quasi 1 volta e 1/4 più lungo
che largo. Carena del pronoto presente, nella faccia dorsale, solo in
vicinanza degli omeri, ove è largamente arcuata. Propodeo modica-
mente sviluppato, con facce dorsali, laterali e posteriori bene separate
tra loro, anche in assenza di carene. Tergite I circa 1 volta e 1/2 più
largo che lungo, cupoliforme, anche se la faccia anteriore verticale è
bene separata dalla faccia dorsale ed anche, però un poco meno, dalle
facce laterali. Tergite II pochissimo più largo che lungo e pochissimo
più largo all'apice che alla base, debolmente rigonfio ai lati; il margine
apicale è semplice. Sternite II assai convesso alla base, che è
longitudinalmente solcata, pochissimo convesso dopo.
Clipeo con punti piccoli, modicamente fitti, per lo più allungati
longitudinalmetne formando irregolari rugosità. Capo con punti piccoli
e fittissimi, interspazi careniformi. Torace con punti di poco più grossi
ed egualmente fittissimi; più fitti sul pronoto e sul mesoscuto che sul
mesoepisterno e sullo scutello. Facce dorsali del propodeo opache,
con punti molto grossi, pochissimo profondi ed a fondo piatto, sepa-
rati da carene sottilmente careniformi; facce laterali e posteriore
pressoché lisce. Il I tergite porta, nei 2/3 basali circa, punti fittissimi,
irregolari, grossi circa come nel pronoto o mesoscuto; nel terzo apicale
i punti sono più piccoli rotondi ed un poco meno fitti. Tergite II
finamente e fittamente punteggiato, con interspazi in media un poco
minori dei punti. Sternite II con punteggiatura notevolmente più rada
del tergite corrispondente.
Capo e mesosoma con pilosità eretta bruna, corta ed abbastanza
fitta. Addome con pubescenza finissima dorata e, sui tergiti III-V,
alcuni peli grigiastri discretamente lunghi.
A. GIORDANI SOIKA
Nero, con qualche parte dei tarsi ferruginea. Sono color giallo
pallido: 1a metà basale del clipeo; una minuta macchietta al disopra
dello spazio interantennale; una macchietta ancora più piccola sulle
tempie; la faccia inferiore dello scapo; una fascia, stretta e sinuosa,
sul pronoto; una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; le
tegule; tranne una macchia centrale bruna; le parategule; il postscutello;
una grande macchia apicale sui femori anteriori; ed una più piccola
sui femori medi; tutte le tibie, tranne una macchia allungata bruna
sulla faccia interna; parte dei tarsi; fasce apicali, regolari e di media
larghezza, sui due primi tergiti e sul secondo sternite. Ali modicamen-
te, quasi uniformemente, imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.
dé ignoto.
Borneo: Sabah, Kinabalu Park, H.Q., 1600 m, 7-10-III-87, 19
(C.v. Achterberg-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Parancistrocerus acarophilus n.sp. (Fig. 46)
2 - Clipeo circa tanto lungo quanto largo, debolmente convesso,
debolmente emarginato all'apice, con denti apicali che distano tra
loro circa 1/3 della larghezza massima del clipeo. Antenne corte, con
gli articoli IV-VI leggermente più lunghi che larghi, successivi
subquadrati. I seni oculari hanno una caratteristica mai vista in altri
vespodei: il fondo ed il margine inferiore sono sporgentissimi, elevati
a forma di grossa carena liscia e lucidissima. Dietro gli ocelli si osserva
una breve e sottile carena trasversale e dietro questa il vertice è declive,
pianeggiante. Mesosoma, misurato dalla carena del pronoto alla ca-
rena che delimita posteriormente la faccia dorsale del propodeo, circa
1 volta e 1/4 più lungo che largo. Carena del pronoto bene sviluppata
e brevemente depressa sulla linea mediana, arcuata sugli omeri. Ca-
rena epicnemiale debolmente accennata. Postscutello debolmente con-
vesso, interamente orizzontale, separato dalla faccia posteriore del
propodeo dalla brevissima faccia dorsale di questo; propodeo visto-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 185
samente trasformato in un grandissimo acarinario, delimitato dalle
carene inferiori e superiori unite a formare un'unica grossa lamella
nera fortemente arcuata. Dopo aver asportato i numerosissimi acari
che conteneva, l'acarinario si rivela molto profondo e molto largo in
profondità, ove è molto più largo che all'imboccatura. Tergite I un
poco più largo di 1 volta e 1/2 la sua lunghezza, con la faccia anteriore
verticale che incontra la faccia dorsale orizzontale formando un an-
golo quasi retto. Visto dall'alto ha margini laterali rettilinei, modica-
mente divergenti e nettamente separati dal margine anteriore, che è
debolmente arcuato. Tergite II circa tanto largo quanto lungo e circa
tanto largo all'apice che alla base, pochissimo rigonfio ai lati, con
margine apicale semplice. Sternite II molto sporgente alla base, for-
temente depresso dopo.
Clipeo con punti grossi e fitti. Capo con punteggiatura simile, ma
ancora più fitta. Torace con punteggiatura leggermente più grossa,
egualmente molto fitta. Facce dorsali del propodeo opache, irregolar-
mente punteggiate-rugose. Facce laterali con punti piccoli, modera-
tamente fitti. La punteggiatura dei due primi tergiti non differisce
gran che da quella del mesoscuto. Sternite II con punti piccoli, molto
spaziati.
Capo e torace con finissima pubescenza dorata e corti peli eretti
bianco-fulvi. Addome con peluzzi biancastri cortissimi e radi.
Nero. Sono ferrugineî: la faccia inferiore del funicolo; tegule e
zampe. Sono gzallz: una macchietta alla base delle mandibole; il clipeo,
tranne una grande macchia centrale nera, che può frammentarsi in
una fascia basale e due macchie apicali; la faccia inferiore dello scapo;
una macchietta al disopra dello spazio interantennale; le carene dei
seni oculari; una macchia sulle tempie; una larga e regolare fascia sul
margine anteriore del pronoto; il postscutello; le tegule; le parategule;
tutte le zampe; regolari fasce apicali sui due primi tergiti e sul secondo
sternite. Ali modicamente, diffusamente, imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-8.
3 ignoto.
Is. Filippine: Luzon; Los Banos, Laguna, 1-VII-53, 19, olotipo;
19-VIII-52, 29 9 (Townes-ML). - Mt Banahao, 29 @ (P.I. Baker-USNM).
- Mt. Makiling, 19 (Baker-USNM). - Bohol, 22 2 (USNM). - Negros,
186 A. GIORDANI SOIKA
Mt. Canlaon, 3600 ft, 7-8-V-53, 22 2; 29-30-IV-53, 32 2; 5000 ft, 6-
VEBRMISE1A200 AVE 1953682 “Mowmes=Ml)
Olotipo nel Museo di Leiden.
46
Fig. 46 Parancistrocerus acarophilus n.sp.: parte posteriore del mesosoma.
Parancistrocerus kolambuganensis (Schulthess)
Odynerus kolumbuganensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-Dahlem,
IONE
Ancistrocerus kolambuganensis; Baltazar, 1966, Pacific Inst. Mon., 8: 301.
Parancistrocerus kolambuganensis; Giordani Soika, 1986, Ball. Mus. civ. St. nat.
Venezia, 35: 82.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 187
2- Affine ad acarophilus, ma molto differnete per alcuni impor-
tanti caratteri. Apice del clipeo nettamente pit stretto e meno pro-
fondamente emarginato. Antenne pit corte, con gli articoli IV e V
non più lunghi che larghi. Seni oculari modicamente ma nettamente
rigonfi, specialmente nella parte più interna. Tempie nettamente più
corte che in acarophilus. Mesosoma meno allungato: misurato dalla
carena del pronoto alla carena che divide la faccia dorsale del propodeo
dalla faccia posteriore è solamente 1 volta e 1/5 più lungo che largo.
Carena del pronoto presente solo nei terzi laterali della faccia dorsale,
nettamente angolosa sugli omeri. Mesoepisterno con carena epicnemiale
bene sviluppata. Postscutello più declive che in acarophilus, una bre-
vissima faccia dorsale del propodeo lo separa dalla concavità poste-
riore del mesosoma. Il propodeo ha le caratteristiche di un acarinario,
però molto meno specializzato che in acarophilus: la faccia posteriore
è debolmente e quasi regolarmente concava, delimitata dalle carene
superiori lamelliformi e nere, e dalle carene inferiori, che sono unite
alle superiori e trasformate in lunghe lamelle concave, semitrasparenti
e di colore giallo. Parategule picole, fortemente arcuate. Nulla di
particolare nelle ali e zampe. Tergiti I e II come in acarophilus. Sternite
II debolmente convesso.
Clipeo con punti grossi e fitti. Capo con punti simili, ma più fitti.
Sul torace i punti sono più grossi, modicamente fitti. Le facce dorsali
del propodeo portano punti assai più grossi, più o meno profondi,
separati da interspazi sottilmente careniformi; facce laterali con punti
più piccoli, molto superficiali ed a fondo piatto, meno fitti. I due
primi tergiti hanno punteggiatura più fina e più fitta di quella del
mesoscuto; i punti, specialmente sul II tergite, sono spesso più o
meno allungati e, in certi esemplari, gli interspazi si uniscono forman-
do rugosità careniformi. Sternite II con punti più grossi e molto meno
fitti.
Capo e torace con cortisismi peli fulvo-dorati.
La seguente è la colorazione di un paratipo di Kolambuganan.
Nero, con antenne e zampe color bruno-ferrugineo più o meno scuro.
Sono gialli: mandibole; clipeo, tranne una macchietta centrale bruna;
la faccia inferiore dello scapo; i seni oculari; una linea sulle tempie;
la metà anteriore della faccia dorsale del pronoto; una macchia sulla
parte superiore del mesoepisterno; il postscutello; le carene (lamelle)
188 A. GIORDANI SOIKA
inferiori del propodeo; tegule; parategule; la metà apicale circa della
faccia esterna dei femori e medi; la quasi totalità delle tibie e tarsi di
tutte le zampe; una regolare fascia apicale sul I tergite; una fascia,
leggermente allargata ai lati e nel mezzo, sul II tergite; una simile, ma
più stretta, sul II sternite; fasce apicali strettissime sul III tergite e III
sternite. Ali molto debolmente imbrunite.
3d (di Luzon, mt. Banahao) - Clipeo circa come nella 9. Antenne
assai più lunghe, con gli articoli IV-VI più lunghi che larghi; l'ultimo
è piccolo, gracile, quasi dritto, leggermente e gradatamente assotti-
gliato verso l'apice, che raggiunge la base dell'XI articolo. Propodeo
non trasformato in acarinario, con carene superiori ed inferiori molto
meno sviluppate. Colorazione circa come nella 2, ma la fascia del
pronoto è più stretta ed abbreviata ai lati. Nelle zampe il colore giallo
è meno esteso. I tergiti e sterniti III sono privi di fasce gialle.
Esaminai i seguenti esemplari.
Is. Filippine: Luzon: Los Banos, Laguna, 13-III-80, 12 (J.Kojima).
- Is. Tawi Tawi, Tarawakan, north of Batu Batu, 25-27-X-61 e 5, 10-
XI-61, 42 2 (Nona Dan Exped.-UZMC). - Is. Leyte, Palo, 23-VI-80,
12 (J. Kojima). - Mindanao, Kolambugan, 15-I, 19 sintipo (Bottcher-
AGS) che qui viene designato lecto-olotipo, nella mia collezione.
Parancistrocerus triconcavus n.sp. (Fig. 40)
2 - Affine a kolambuganensis, dal quale specialmente differisce
per la forma del clipeo e del propodeo. Clipeo circa tanto lungo quanto
largo, strettissimamente emarginato all'apice: i denti apicali distano tra
loro circa la metà dello spazio interantennale e meno di 1/4 della lar-
ghezza massima del clipeo. In kol/amzbuganensis la distanza che li separa
è eguale allo spazio interantennale e a circa 1/3 della larghezza mas-
sima del clipeo. La sua superficie è quasi regolarmente convessa.
Postscutello e propodeo circa come in kolambuganensis, tranne le
carene superiori del propodeo che sono molto sviluppate, quasi quanto
le inferiori; sono a forma di grosse e lunghe lamelle nere, regolari,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 189
taglienti, non deformate dalla grossissima punteggiatura delle facce
dorsali. Dietro il postscutello le carene dei due lati si uniscono e
formano un'unica carena lamelliforme molto sporgente, ma incisa nel
mezzo.
In tutto il corpo, ma specialmente sull'addome, la punteggiatura
è assai più grossa che in ko/ambuganensis. Sui due primi tergiti i punti
sono molto grossi e fitti, più o meno allungati, con tendenza degli
interspazi a formare grosse rugosità longitudinali. Sul II sternite i
punti sono ancora più grossi che nel tergite corrispondente, e non
allungati, con interspazi in media circa eguali ai punti.
Pilosità del clipeo e del corpo più lunga e più abbondante che
in Rolambuganensts.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo e le tegule ferrugizez, e
le parti non gialle delle zampe bruno-ferruginee. Sono gialli: una
macchietta alla base delle mandibole; il clipeo; la faccia inferiore dello
scapo; i seni oculari; una minuta linetta sulle tempie; due macchiette
sul pronoto, vicinissime tra loro, una macchietta sulla parte superiore
del mesoepisterno; il postscutello; le carene inferiori del propodeo; una
macchietta sulle tegule; le parategule; circa la metà apicale dei femori
anteriori e medi; tutte le tibie ed i tarsi; strette e regolari fasce apicali
sui due primi tergiti e sul secondo sternite. Ali molto debolmente
imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8,5.
d ignoto.
S Sulawesi: Patunuang, I-1890, 19 (Fruhstorfer-AGs).
Olotipo nella mia collezione.
Parancistrocerus triconcavus r u f ipes n.ssp.
2 - Differisce dalla forma nominale per avere tutte le zampe
interamente ferruginee, con le anche bruno-ferruginee.
Dimensioni come nella forma nominale.
190 A. GIORDANI SOIKA
dé ignoto.
Is. Sumba: Lokojengo, 25-IX-49, 19 (Buhler e Sutter-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Parancistrocerus f e a i n.sp.
?- Affine a kolambuganensis. Clipeo molto più largamente
emarginato all'apice, con denti apicali che distano tra loro circa quanto
le inserzioni delle antenne; la sua superficie è meno regolarmente
convessa, con una leggera depressione preapicale. La sua punteggia-
tura è meno grossa e, soprattutto, meno regolare: nella parte inferiore
dell'area mediana i punti sono superficiali e molto allungati. Seni
oculari fittamente punteggiati. Il propodeo è circa come in
kolambuganensis, ma le carene superiori sono molto meno sviluppate,
e le facce laterali sono fortemente depresse vicino alle valvule.
Pilosità circa come in kol/mabuganensis.
Nero. Sono gialli: una macchietta alla base delle mandibole; il
clipeo, tranne una larga fascia trasversale nera; la faccia inferiore dello
scapo; una macchia apicale sui femori ed una linea sulla faccia esterna
delle tibie delle zampe anteriori. Sono ferruginez: una larga fascia sul
margine anteriore della faccia dorsale del pronoto; una macchietta,
talvolta assente, sulla parte superiore del mesoepisterno; il postscutello;
le valvule del propodeo; tegule; parategule; larghe e regolari fasce
apicali sui due primi tergiti; una fascia più stretta, o strettissima, sul
II sternite. Ali modicamente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-8.
3d ignoto.
Sikkim: "Sikkim, V-1912, ® (AGS).
Burma: Carin Cheba, 900-1100 m, V-XII-1988, 3 2 2 tra cui l'olotipo
(L.Fea-MCG).
Malaysia: Johore, S. Seluyut, 9-VIII-32, 12 (C.G. Roche-AGS).
Olotipo nel Museo di Genova.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI To
Parancistrocerus ma kilingi n.sp.
2- Molto affine a Rolambuganensis, ma il propodeo, pur essendo
popolato da qualche acaro, non è trasformato in un vero acarinario.
Clipeo con emarginatura apicale larga, in quanto i denti apicali
distano tra loro più dello spazio interantennale; è debolmente convesso.
La metà superiore delle tempie è rigonfia, convessa, lucida e priva di
punti. Carena del pronoto ininterrotta, ma debolissima, largamente
arcuata sugli omeri. Faccia posteriore del propodeo debolmente e re-
golarmente concava, nettamente delimitata da ogni lato anche se le
carene superiori ed inferiori sono totalmente assenti. Addome circa
come nel ko/ambuganensis, ma il II sternite è debolmente e largamente
depresso nel centro.
Clipeo quasi liscio, con punti molto piccoli e spaziati. Tranne il
caratteristico rigonfiamento delle tempie, la punteggiatura di capo, to-
race, propodeo ed addome non differisce molto da quella di
kolambuganensis.
Pilosità come in kolambuganensis.
Nero, con mandibole, antenne, tegule e zampe color bruno-
ferrugineo più o meno scuro. Sono giallz: clipeo; faccia inferiore dello
scapo; una macchietta al disopra dello spazio interantennale; i seni
oculari; una fascia sulle tempie; la metà anteriore della faccia dorsale
del pronoto; una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno;
una macchia sul mesoscuto, vicino al postscutello; il postscutello;
parategule; gran parte dei femori anteriori e medi e delle tibie e tarsi
di tutte le zampe; una stretta fascia apicale sul I tergite; fasce apicali
più larghe sul II tergite e II sternite; strette fasce apicali sugli sterniti
III-V. Ali debolmente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7.
Sd ignoto.
Is. Filippine: Luzon, Mt Makiling, 23-III-54, 12 (S.R. Capco-
AGS).
Olotipo nella mia collezione.
192 A. GIORDANI SOIKA
Parancistrocerus malayanus n.sp.
2- Affine a makilingi, ma nettamente distinto per avere le tempie
normali e per i seguenti caratteri.
Clipeo più strettamente emarginato in quanto i denti apicali di-
stano tra loro quanto le inserzioni delle antenne. Antenne allungate,
con gli articoli IV-VII nettamente più lunghi che larghi. Propodeo
privo di carene superiori, ma con la faccia posteriore molto nettamen-
te separata dalle facce dorsali. Le carene inferiori, unite ai lobi su-
periori delle valvule, formano due piccole cavità lineari trasversali
provviste di acari. Addome circa come in makilingi.
Clipeo con punti grossi e fitti. Punteggiatura del capo e del torace
più fina e più fitta che in makilingz. Facce dorsali del propodeo con
punti molto più grossi che in makzlingz; gli interspazi formano grosse
carene irregolari. Facce laterali del propodeo quasi interamente pun-
teggiate, con punti rotondi, pochissimo profondi ed a fondo piatto,
separati da interspazi sottilissimi. Addome punteggiato come in
makilingi.
Pilosità come in makilingi.
Nero, con antenne e zampe color bruno ferrugineo più o meno
scuro; mandibole e tegule ferruginee. Sono gzallz: il clipeo, tranne una
larga fascia trasversale nera; la faccia inferiore dello scapo; una sottile
fascia lungo il margine posteriore del pronoto; le parategule; una fascia
sul postscutello; le lamelle apicali del propodeo; il terzo apicale della
faccia esterna dei femori anteriori, la faccia esterna di tutte le tibie;
una stretta fascia apicale sul I tergite; una fascia apicale, più larga, sul
II tergite e sul II sternite; ed una strettissima, sul III tergite. Ali de-
bolmente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine apicale del II tergite: mm 5.
d ignoto.
Malaysia. Selangor, 18-IV-83, @ (C.Samuel-AGS)
Olotipo nella mia collezione.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 193
Parancistrocerus difformis n.sp.
- Affine a malayanus n.sp. Clipeo, capo e torace circa come in
questa specie, ma propodeo assai differente. Le carene superiori del
propodeo sono molto più sviluppate, più nette, unite nel mezzo for-
mando, dietro il postscutello, una faccia dorsale orizzontale circa tanto
lunga quanto il postscutello e, dietro questo, due grandi denti trian-
golari, depressi dall'indietro in avanti.
Capo e mesosoma punteggiati circa come nel malayanus ma nel-
l'addome la punteggiatura del I tergite è più fina e quella del II tergite
è formata da punti piccoli e spaziati, con interspazi quasi sempre
maggiori dei punti. Il II sternite porta pochi piccolissimi punti.
Pilosità circa come in malayanus.
Nero. Sono gzallz: la metà basale delle mandibole; il clipeo, tranne
i lati della parte libera ed una larga fascia trasversale merz; una minu-
tissima macchietta nel fondo dei seni oculari, una, non molto più grande,
sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; due macchie, assai vicine
tra loro, sul pronoto, le tegule, tranne una macchia centrale ferruginea;
le parategule; postscutello; due macchiette sui denti superiori del
propodeo e le valvule; l'apice dei femori anteriori; tibie a tarsi di tutte
le zampe, questi ultimi sono in parte ferruginei; una sottilissima, rego-
lare, fascia apicale sul I tergite; fasce apicali, in poco più larghe, sul
II tergite e sul II sternite. Ali quasi jaline, con una macchia bruna sulla
cellula marginale.
Variabilità: In un paratipo la fascia gialla del I tergite è assai più
larga di quella del tergite successivo. In un altro paratipo la fascia del
I tergite è presente solo ai lati, e quella del II tergite è strettissima
ed abbreviata ai lati.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-8.
3d ignoto.
Borneo: Sabah, near Long Pa Sia (West), 1010 m, 1-14-IV-
67, 42 2 tra cm l'olotipo; 1200°m, 2°14: 1V-87, 49° 2 (C Achterbere-
ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
A. GIORDANI SOIKA
Parancistrocerus difformis ni gerrimus n.ssp.
2 - Differisce daila forma nominale per avere il pronoto nero, due
piccolissime macchie gialle sul postscutello, e l'addome interamente
nero.
Dimensioni come nella forma nominale.
dé ignoto.
Borneo: Sabah, near Danum Valley, Field C, 150 m., 20-26-III-87,
12 (A.v. Achterberg-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Parancistrocerus vicinus n.sp.
- Affine all'ardrocles, ma da questo nettamente distinto in quanto
il propodeo non presenta una faccia dorsale orizzontale dietro il
postscutello.
Clipeo più lungo, più strettamente emarginato all'apice, con denti
apicali meno acuti. Propodeo assai corto, con carene superiori debol-
mente accennate e del tutto sprovvisto di faccia dorsale orizzontale, per
cui il postscutello si affaccia alla faccia posteriore del mesosoma. Addome
circa come in ardrocles. Clipeo molto più fortemente punteggiato che
in androcles, con punti di media grossezza ed abbastanza fitti: interspazi
circa eguali ai punti. Punteggiatura del capo, del mesosoma e dell'ad-
dome circa come in androcles.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo, le tegule e le parti non
gialle delle zampe ferruginei o bruno-ferruginet. Sono gialli: una mac-
chia alla base delle mandibole; il clipeo, tranne una macchia centrale
nera più o meno estesa; una macchia sulla fronte, al disopra dello spazio
interantennale; i seni oculari; una lunga fascia sulle tempie; la faccia
inferiore dello scapo; una larga fascia sulla faccia dorsale del pronoto;
una macchietta sulla parte superiore del mesoepisterno; le estremità
anteriore e posteriore delle tegule; le parategule; il postscutello; una
macchia apicale sui femori anteriori; i femori medi quasi interamente;
tutte le tibie, tranne una linea dorsale bruna; fasce apicali larghe e
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 195
quasi regolari sui due primi tergiti e sul secondo sternite. Ali quasi
jaline.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 7-8.
é ignoto.
India: Maharashtra, Matheran, III-1899, 6£ 9, tra cui l'olotipo
(C.G. Nurse-BM).
Olotipo nel British Museum.
Parancistrocerus androcles androcles (Meade Waldo)
Odynerus androcles Meade Waldo, 1910, Ann. Mag. nat. Hist., 8, 6: 103 (9).
Ancistrocerus (Ancistrocerus) androcles; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. venezia-
na St. nat., 2, 3: 236.
Ancistrocerus horni Sonan, 1938, Arb. morph. tax. Entom. Berlin-Dahlem, 5: 262,
figg. 4-6. (9).
Parancistrocerus androcles; Gusenleitner, 1988, Linzer biol. Beitr., 20, 1: 178.
2 - Clipeo un poco più largo che lungo, debolmente convesso,
ma con l'area mediana subpianeggiante; è debolmente emarginato
all'apice ed i denti apicali, cortissimi e triangolari, distano tra loro
circa 1/3 della larghezza massima del clipeo. Antenne corte, con il IV
articolo già tanto largo quanto lungo. Tempie corte: viste dall'alto la
loro lunghezza è minore di metà della lunghezza di lobi superiori degli
occhi. Mesosoma 1 volta e 1/4 più lungo che largo, assai più largo
anteriormente che posteriormente. Carena del pronoto debolissima,
più distinta solo sugli omeri, ove è largamente arcuata. Scutello po-
chissimo convesso. Postscutello inclinato, quasi pianeggiante. Facce
dorsali del propodeo modicamente convesse, unite sulla linea media-
na dietro il postscutello, ove formano un'area quasi orizzontale lunga
circa la metà del postscutello. Questa area è delimitata posteriormen-
te dalla parte più alta delle carene superiori che, nel resto, sono appena
accennate. Carene inferiori assenti. Faccia posteriore del propodeo
- largamente e regolarmente concava; facce laterali quasi esattamente
pianeggianti. Tegule normali. Parategule piccole, fortemente arcuate.
Tergite I circa 1 volta e 1/2 più largo che lungo; i margini laterali sono
196 A. GIORDANI SOIKA
subrettilinei e fortemente divergenti, per cui il tergite è un poco meno
del doppio più largo all'apice che all'altezza della carena. Tergite II
circa tanto lungo quanto il tergite precedente e molto più largo che
lungo, circa tanto largo all'apice che alla base, pochissimo rigonfio ai
lati; margine apicale semplice. Sternite II debolmente convesso, ma
nettamente depresso alla base.
Clipeo con punti piccoli e superficiali, molto spaziati. Capo con
punti di media grossezza ed assai fitti. Torace con punti fitti come sul
capo e pochissimo più grossi. Facce dorsali del propodeo con punti
molto larghi, poco profondi, a fondo piatto, con interspazi formati da
sottili carene. Facce laterali del propodeo con punti più piccoli, su-
perficialissimi ed a fondo piatto, modicamente fitti. I due primi tergiti
hanno punti molto più piccoli di quelli del pronoto e mesoscuto, poco
fitti, con interspazi in media eguali ai punti. In ambedue la punteggia-
tura si arresta ad una certa distanza dal margine apicale. Sul II sternite
i punti sono più grossi ed assai più spaziati.
Capo e mesosoma con bassissima pubescenza fulva e peluzzi eretti
biancastri di varia lunghezza. Addome con finissima pubescenza dorata
e radi peluzzi inclinati bianchi.
Nero, con antenne, zampe e tegule, color ferrugineo più o meno
scuro. Sono gzalli: una macchietta alla base delle mandibole; una fascia
alla base del clipeo e, talvolta, due macchiette apicali; la faccia inferiore
dello scapo; una macchietta al disopra dello spazio interantennale; il
fondo dei seni oculari; una lineetta sulle tempie; una fascia di media
larghezza, assai abbreviata ai lati, sul pronoto; parte delle tegule;
parategule; postscutello; l'apice dei femori anteriori e medi; la faccia
esterna di tutte le tibie; regolari fasce apicali sui due primi tergiti e
sul secondo sternite. Ali quasi jaline.
3d - Clipeo più largo che lungo, fortemente e quasi regolarmente
convesso, con punti piccolissimi e molto radi; l'apice è debolmente
emarginato, ed i denti apicali distano tra loro circa 1/3 della larghezza
massima del clipeo; l'ultimo articolo delle antenne è gracile, digitiforme,
gradatamente assottigliato fino all'apice che raggiunge la base dell'XI
articolo. Pilosità più abbondante che nella £; clipeo con peli lunghi
coatto
Mandibole e clipeo gialli. Il resto circa come nella 9.
Esaminai il tipo di androcles, 19 di Shillong, Assam, al British
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 197
Museum; e quello di horni; 16 di Kandy, Sri Lanka, a Berlino, ed
esemplari delle seguenti località:
Sri Lanka: Hata Kibissa, 5 mls W Sigiriya, 28-VI-4-VII-78, 22 2
(Krombein-ML).
Burma: Schwego Myo, X-1895, 12 16 (L. Fea-MCG).
Tenasserim: Sukli, 75 km E Moulimein, 600 m, 27-31-X-34, 19
. (ML).
Viet Nam: Kontun, N of Pleiku, 550 m, 13-V-60, 19 3664 (S.
Quate-ML).
Malaya: Penang, 10 e 13-XI-13, 29 2 (G.E. Bryan-BM). - Singapore,
49 2 (Baker-USNM).
Sumatra: Bukittinggi, 1000 m, 29-IV-88, 264 dg (R. Hensen-ML).
Giava: Tjimerang, Djampang Tergah, X-1936, 19 (M.A. Lieftinck-
ML). - Gedangar, 10-I-31, 12 (L.G.E. Kalshoven-ML). - Djasinga, 23-
III-41, 800 1000 m, 12 (M.A. Lieftinjck-ML).
Borneo: Sabah, Tuaran, 24-30-II-73, 12 16 (K.M. Guichard-AGs).
Sabah, Kalabakan, 3-11-IV-73, 1 ¢ (K.M. Guichard-AGS). - Sabah,
Long Pa Sia (West), 1020 m, 1-14-IV-87, 12 (C.V. Achterberg-ML).
Sulawest: Dumoga Bone, near Toraut bank, 18-23-XI-85, 19 (C.v.
Achterberg-ML). -
Is. Filippine: Palawan: Puerto Pincesa, 7-XII-52, 12 (Townes-
ML); 12 366 (Baker-USNM).
Gli esemplari delle Filippine non sembrano differire dagli altri.
L'androcles venne descritto di Shillong, Assam, e l'hornz di Kandy,
Sri Lanka. Recentemente Gusenleiter lo segnalò della Thailandia:
Phuket, Chiangmai, Chom Thong, Trang e "13 Km SW Ht Yai".
Non mi risulta siano noti altri esemplari.
Parancistrocerus androcles scutellaris n.ssp.
9- Differisce dalla forma nominale per la punteggiatura dei due
primi tergiti più fina e più rada, e per avere lo scutello interamente
giallo.
198 A. GIORDANI SOIKA
d ignoto.
Is. Filippine: Is. Sibuyan, 49 ®, tra cui l'olotipo, 16 (Baker-USNM).
Olotipo nell'U.S. national Museum di Washington.
Parancistrocerus androcles marginalis n.ssp.
6 - Differisce dalla forma nominale per la maggior estensione del
colore giallo e, soprattutto, per la presenza di una grande macchia
gialla nella metà posteriore del mesoscuto.
Nero, con antenne e zampe color bruno-ferrugineo più o meno
scuro. Sono gzalli: mandibole; clipeo; la quasi totalità dello scapo;
sulla fronte una macchia triangolare che occupa lo spazio interanten-
nale e sale fino a metà della fronte; le orbite interne dei lobi inferiori
degli occhi ed i seni oculari; la metà superiore delle tempie; la metà
anteriore della faccia dorsale del pronoto; una grande macchia sulla
parte suepriore del mesoepisterno; una macchia sul mesoscuto, con-
tigua allo scutello: il postscutello; tegule; parategule; gran parte delle
zampe; larghe e regolari fasce apicali sui due primi tergiti ed una
fascia più stretta, biemarginata, sul secondo sternite. Ali perfettamen-
te trasparenti.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 6-6,5.
2 ignota.
Is. Filippine: Is. Negros, Mt. Conlaon, 16-IV-10, 266 tra cui
l'olotipo (C.S. Banks-MCz), Luzon, Manila, XI-1914, 19 (Bottcher-
AGS). :
Olotipo nel Museum of comparative Zoology di Caambridge.
Parancistrocerus androcles su mbanus _ n.ssp.
2 - Clipeo giallo-ferrugineo. Sono ferruginei: mandibole; anten-
ne, con la faccia dorsale del funicolo un poco imbrunita; una macchietta
sulle tempie; una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; la
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 199
metà posteriore dello scutello; il postscutello; tegule; parategule; tutte
le zampe, in parte giallastre. Sono gi4//: la base delle mandibole, una
fascia alla base del clipeo; macchiette al disopra dello spazio interan-
tennale e nel fondo dei seni oculari; fasce apicali, larghe e quasi regolari,
sui due primi tergiti e sul secondo sternite. Ali debolmente imbrunite.
3 - Clipeo giallo. Il resto circa come nella @.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm. 8-
SOM MI
Is. Sumba: Lokojengo, 22-IX-49, 19 olotipo; 24-IX-49, 16. -
Pogobina, 17-IX-49, 19; 18-IX-49, 16. - Waimangura, Mata Kuri, 23-
VIII-49, 19 (Buhler e Sutter-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Parancistrocerus pseudodynerus Dalla Torre n.comb. (Fig. 47)
Odynerus (Pseudodynerus) exiguus Saussure, 1862, Stett. engin. Zeitg., 22: 194
(26) (nec Sauss. 1852).
Odynerus Pseudodynerus Dalla Torre, 1889, Wiener ent. zeitg., 8: 125.
6 - Affine all'azdrocles (Meade Waldo), dal quale differisce spe-
cialmente per il torace pochissimo più largo anteriormente che poste-
riormente, per la carena del pronoto più sviluppata e nettamente
angolosa sugli omeri e per il secondo tergite più allungato.
Clipeo meno convesso. Ultimo articolo delle antenne un poco più
lungo. Torace pochissimo più largo anteriormente che posteriormen-
te. Carena del pronoto sottile ma ben distinta in tutta la faccia dorsale,
tranne una breve interruzione nel mezzo; sugli omeri è nettamente
angolosa, quasi dentiforme. Mesoepisterno con carena epicnemiale bene
sviluppata. Parategule più piccole che in amndrocles. Postscutello e
propodeo circa come in ardrocles. Nulla da segnalare per le tegule,
ali e zampe. Tergite I circa 1 volta e 1/4 più largo all'apice che al-
l'altezza della carena; misurato da questa carena al margine apicale
risulta 1 volta e 1/3 più largo che lungo. Tergite II quasi tanto lungo
quanto largo, pochissimo più largo all'apice che alla base. Sternite II
sporgente alla base e leggermente depresso al centro.
200 A. GIORDANI SOIKA
Clipeo con punti piccoli e moderatamente fitti. Capo finamente
e fittamente punteggiato, con interspazi careniformi. Punteggiatura
del torace un poco più grossa e più fitta. Punteggiatura del propodeo
circa come in androcles. Tergite I con punti grossi circa come quelli
del capo, ma assai meno fitti: interspazi eguali o maggiori dei punti.
La punteggiatura del II tergite è formata da punti simili a quelli del
tergite precedente, o di poco più piccoli, ma assai più radi, con interspazi
sempre maggiori dei punti. Sternite II con punti di poco più grossi
di quelli del corrispondente tergite, assai più spaziati.
Clipeo con fitta pubescenza argentea, più corta che in androcles.
Capo e torace con peli eretti biancastri di media lunghezza e non molto
fitti. Addome con finissima pubescenza argentea e pochissimi peli di
varia lunghezza.
Nero, con mandibole, antenne e zampe di color bruno - ferrugineo
più e meno scuro. Sono color giallo pallido o bianco-avorio: la metà
basale delle mandibole; il clipeo; la faccia inferiore dello scapo; una
grande macchia rotonda al disopra dello spazio interantennale; i seni
oculari; una macchietta sulle tempie; una fascia, abbreviata ai lati e
strettamente interrotta nel mezzo, sul pronoto; una grande macchia
nella parte superiore del mesoepisterno; le estremità anteriore e poste-
riore delle tegule; le parategule; la faccia anteriore delle anche medie;
una macchia all'apice della faccia esterna dei femori anteriori e medi;
la faccia esterna di tutte le tibie; fasce regolari, di eguale larghezza,
sui due primi tergiti e sul secondo sternite. Ali quasi ialine, con una
macchia bruna sulla cellula marginale.
2 - Clipeo molto debolmente emarginato all'apice, con denti
apicali corti, ma acuti, distanti tra loro circa 1/3 della larghezza massima
del clipeo; è debolmente convesso con l'area mediana subpianeggian-
te; porta punti molto superficiali, più o meno allungati. Antenne circa
come in androcles.
Clipeo nero, con una fascia basale gialla. I] resto circa come nel
oy
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 7-7,5,
d mm 6.
Esemplari esaminati:
Giava: Bogor, 10-VII-48, 12 (C.G.v. Nidek-USNM). - Koeripan,
Fig. 47
RICERCHE SISTEMATIGITE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
Parancistrocerus pseudodynerus (Dalla Torre) 3.
201
202 A. GIORDANI SOIKA
18-VIII-34, 12 16 (J.V.der Vecht-AGS). - Malang, IV-1933, 16 (Betrem-
ML). - Koeripon, 19-VIII-34, 19 14 (J.V.der Vecht-ML). - Tjikadjang,
Bandjarwngi, 7-10-IV-39, 12 (M.A. Lieftinck-ML). - Moeria, Mt. Tjolo,
20-24-X-39 412 (M.A. Lieftnck-ML). - Semarang, 39 2 (Jacobson-
AGS). - Tengger Hyghlands, 1100 m; V-1938, 19 (BM).
Nella mia collezione vi è anche una @ di "Amboina" ma, secondo
Van der Vecht, la località sarebbe errata.
Descritto di Giava.
Erodynerus n. gen.
Affine al genere Apodynerus n. Capo e mesosoma circa come in
questo genere, ma ben distinto per i seguenti caratteri.
Carena del pronoto molto sviluppata, regolare, quasi lamelliforme.
Primo tergite cortissimo, circa 3 volte più largo che lungo. Secon-
do tergite circa 1 volta e 1/3 più largo del tergite precedente.
Tipo: Odynerus maculipennis Smith, 1858.
Due specie della regione orientale.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE DEL GENERE
Erodynerus
1 Seni oculari normali, pianeggianti. Tergite II con punti
piccolissimi e spaziati: interspazi maggiori dei punti;
in prossimità del margine apicale la punteggiatura è
di poco più grossa e più fitta, e spesso è eguale a quella
del resto del tergite. Clipeo della 2 debolmente ma
nettamente emarginato all'apice. Clipeo del 6 piu
largamente e molto più profondamente emarginato
all'apieesIndonesia s.yccsher vos: maculipennis (Smith)
— Seni oculari rigonfi, sporgenti. Tergite II con punti
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
molto più grossi e più fitti: interspazi in media eguali
od anche minori dei punti; in prossimità del margine
apicale la punteggiatura è molto più grossa e più fitta.
Clipeo della quasi troncato all'apice. Isole Filippine.
RISO RAI LIE TIA oculatus n.sp.
Erodynerus maculipennis (Smith) n. comb. (Fig. 48)
Odynerus maculipennis Smith, 1858, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 2, 4: 111 (9). -
Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 282. - Van der Vecht, 1937, Treubia, 16,
2: 281, fig. 5.
Odynerus kuchingengis Cameron, 1905, J. Str. Br. as. Soc., 44: 161 (2).
Dettagliatamente ridescritta da Van der Vecht, questa specie sem-
bra non rara in Malaya, Sumatra e Borneo.
Esaminai il lectotipo, designato da Van der Vecht, una 2 etichettata
SAR (awak), nel Museo di Oxford e, nel British Museum, il tipo di
kuchingensis Cameron, una? pure di Sarawak. Ed esemplari delle
seguenti localita.
Malaya: Penang, Tanjong Bungah, Sungei Kechil, 24-VII-57, 16
(H.T. Pagden-BM). - Penang, Tanjong Bungah, Catchment area, 20-I-
56, 16 (H.T. Pagden-BM). - Penang, S. Batu Feringgi, 31-VII-55, 29
2 (H.T. Pagden-BM). - Sungai Pomsom, Ulu Laungat, 2-IX-28, 19
(H.T. Pagden-BM). - Selangor, Ampang Res., 3-XI-63, 19 (H.T. Pagden-
BM). - Selangor, Kanching, 26-VII-36, 12 16 (H.T. Pagden-BM).
Sumatra: Betoeng Soengeritang, 400 m, 27-III-37, 16 (J.V.d. Vecht-
ML). - Riouw Res., Inderagiri, Pankalan, IV-1939, 19 (P. Buwalda-ML).
- "Sumatra", 12 (Martin-AGS).
Borneo: Pelawanberan, III-1937, 19 (M.E. Walsh-ML). - Pemantan
- Sampit, VII-1953, 19 (M.A. Lieftinck-ML). - Plawanbesor, V-1937,
16 (M.E. Walsh-ML). - Sarawak, 52 2 (USNM). - Pandjang Tanggarang,
4-VII-37, 12 (J.V.d. Vecht-AGS). - Tabang, Bengen River, 125 m, 28-
III-56, 12 (A.M.R. Wegner-AGS). - Liangtelan, 19 (MCG).
Erano noti i tipi e 2 9 9 citate da Van der Vecht di Borneo, Pandjang
e Palawan Besa.
204 A. GIORDANI SOIKA
Fig. 48 Erodynerus maculipennis (Smith) ®.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 205
Erodynerus o culatus n.sp.
2 - Affine a A. maculipennis, ma nettamente distinto per i seguen-
ti caratteri.
Clipeo molto debolmente emargianto all'apice, quasi troncato.
Seni oculari rigonfi, convessi e sporgenti. La punteggiatura del II
tergite è molto più grossa e più fitta, con interspazi in media eguali
od anche minori dei punti.
Pilosita come in maculipennis.
Nero. Sono gzallz: mandibole; clipeo; lo scapo, tranne una linea
nera dorsale; una grande macchia, che occupa la metà superiore dello
spazio interantennale e si estende, allargandosi, sulla fronte; una fascia
lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi; occupa interamen-
te i seni oculari, e si prolunga verso l'alto fino ad oltrepassare l'area
ocellare; le tempie quasi interamente; i 2/3 della faccia dorsale del
pronoto; lo scutello; una stretta fascia, abbreviata ai lati, sul postscutello;
due larghe fasce ai lati del propodeo; una larga fascia sul mesoepisterno,
che occupa sia la parte superiore, sia quella inferiore; gran parte delle
zampe; le tegule; le parategule; sul I tergite una fascia apicale stretta
ma un poco allargata ai lati; sul II tergite due macchie laterali alla base
ed una fascia di media larghezza, un poco allargata ai lati e nel mezzo,
all'apice; tergiti successivi con larghe fasce apicali; sternite II con due
grandi macchie alla base ed una fascia apicale larga circa quanto quella
del tergite corrispondente; sterniti III-V con fasce apicali allargate nel
mezzo. Ali leggermente imbrunite, con una grande macchia preapicale
bruno-nera.
3- Clipeo circa come nella 2, con l'apice molto più stretto e
meno profondamente emarginato che in maculipennis. Antenne circa
come in questa specie, cioè con gli ultimi due articoli estremamente
piccoli tanto da essere difficilmente individuabili. Sulla fronte la fascia
gialla lungo i lobi inferiori degli occhi occupa interamente i seni ocu-
lari, ma non si prolunga oltre. Solo la parte superiore del mesoepisterno
è macchiata di giallo. Il resto circa come nella ®.
Variabilità: Nella £ il clipeo può avere una stretta fascia trasver-
sale bruna a forma di largo M. Anche in alcune 9 la fascia gialla
dei lobi inferiori degli occhi, dopo aver occupato i seni oculari non
si prolunga verso l'alto. La parte inferiore del mesoepisterno può
206 A. GIORDANI SOIKA
essere priva di macchia gialla ed il postscutello è spesso interamente
nero. Le macchie rotonde basali del II sternite possono essere piccole,
od anche molto grandi, tanto da toccarsi sulla linea mediana.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite:9 mm. 6,5-
COTONE
Is. Filippine: Mindanao: Dapitan, 3 £ 2 tra cui l'olotipo. - Butuan,
42 2.- Iligan, 19. - Surigao, 49 2. - Zamboanga, 19 16. - Kolambugan,
DS
Basilan 22 ee
Samat 3 9 2.
Tutti raccolti da Baker (USNM). Olotipo nell'U.S. Nat. Museum
di Washington.
Apodynerus n. gen.
Pachymenes Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 277-279. - Giordani Soika, 1943,
Mem. Soc. ent. ital., 22: 102-108 (partim). ,
"Pachymenes" Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 35: 79, 90;
1987, ibid. 37: 145-147.
Apodynerus Gusenleitner, 1988, Linzer Biol. Beitr., 20, 1: 180 (xomen nudum).
Capo, visto di fronte, circa tanto lungo quanto largo. Clipeo, nei
due sessi, circa tanto lungo quanto largo, strettamente emarginato al-
l'apice. Vertice non depresso dietro l'area ocellare. Tempie debolmente
sviluppate: viste dall'alto appaiono assai più corte dei lobi superiori
degli occhi. Ultimo articolo delle antenne del ¢ molto piccolo; sol-
tanto nel gregariozdes è di dimensioni normali, ed il suo apice raggiun-
ge la base dell'XI articolo. Mesosoma ovoidale, modicamente allun-
gato, circa egualmente ristretto in avanti e all'indietro. Carena del
pronoto poco sviluppata, molto sottile, largamente arcuata sugli omeri
e quasi assente nel mezzo della faccia dorsale. Carena pretegulare
bene sviluppata. Tegule modicamente allungate, circa 1 volta e 1/2 più
lunghe che larghe. Parategule gracili, normali, piegate ad angolo.
Postscutello declive, non prevalentamente orizzontale come nel gene-
re Paraleptomenes G.S. A differenza dalle specie di questo genere non
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 207
è debolmente e regolarmente convesso, ma sporgente nella metà
anteriore. Propodeo del tutto privo di carene, con le facce dorsali
bene sviluppate, convesse, poste nettamente al disotto del postscutello.
Faccia posteriore del propodeo molto più largamente e più profon-
damente depressa che nel genere Paraleptomenes. Tergite I cupoliforme
- allungato, circa 1 volta e 1/3 più largo che lungo, od anche meno
largo come in gregariozdes, nel quale è allungato, piriforme, un poco
più lungo che largo. In questa specie, se visto dall'alto, appare
subtriangolare, molto gradatamente allargato dalla base all'apice: se
visto di profilo, appare fortemente ispessito nella metà apicale. Tergite
II da 1 volta e 1/2 a 2 volte più largo del precedente, assai rigonfio
ai lati, privo di lamella apicale. Sternite II modicamente convesso alla
base, molto debolmente dopo.
Specie di mediocri dimensioni, presenti nella regione orientale,
specialmente in Indonesia e nelle Filippine. Assente in Australia e
Papuasia.
Tipo: Odynerus troglodytes Saussure 1856.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE DEL GENERE
Apodynerus
1 La punteggiatura della fronte, fina e modicamente fitta
nella meta inferiore, diventa progressivamente piu
superficiale e più spaziata nella metà superiore e nella
parte anteriore del vertice. La parte posteriore del
vertice, dall'area ocellare all'occipite, porta punti grossi
CRA e J coe rufipes n.sp.
- La punteggiatura della fronte e del vertice è fina,
MO ROB CALC MEESSOEME UMM 2
2 Lamelle superiori delle valvule del propodeo lunghe,
gracili, spiniformi, arcuate verso l'alto e di lato......
Nate natia Mr OM hai flavospinosus (Giordani Soika)
- Lamelle superiori delle valvule del propodeo corte e
iene nn 3
3 Sternite II largamente depresso alla base, la quale
208
A. GIORDANI SOIKA
presenta un solco mediano sottile, più o meno svilup-
Dato wma Sempre euldenter css dela 4
Sternite II assai convesso alla base, che non è solcata,
© loxègmoltofdebolmentcrafe neo na 5
Mesoepisterno con punti molto superficiali, fitti, con
interspazi careniformi. Tutto il corpo porta peli fitti
e molto lunghi. Clipeo della 9 con punti superficiali
e spaziati: interspazi maggiori dei punti. India e
Botneollal:. anello crasornatalen icarioides (Bingham)
Mesoepisterno con punti profondi, separati da
interspazi non careniformi: Pilosità molto meno lun-
ga, in tutto il corpo. Clipeo della 9 con punti più fitti
e più profondi: interspazi minori dei punti. Taiwan
e Cima mictichoneale RA formosensis (Schulthess)
Margine anteriore del pronoto con una strettissima
fascia gialla. Scutello, postscutello e propodeo neri.
Nel ¢ il postscutello può essere in parte giallo. Cina
Ba Rath ARS MEA Re RESA ssp. continentalis n.
Margine anteriore del pronoto con una larga fa-
scia gialla oppure rosso-ferruginea. Scutello,
postscutello e macchie sul propodeo gialle o rosso-
FELICE SEA Ae o A DO PRL Ll | Te id b
Macchie e fasce gialle. Punteggiatura del II tergite
più erossa. ‘Naiwan. .:..... ssp. formosensis (Schulthess)
Macchie e fasce rosso-ferruginee. Punteggiatura del
IT tereite! più fina. Nepali i... SSpHeeds nei eius amar
SBOE ta eth LEO MAM el ae its Came Sao GIRI I 6
SE Mane SMI DIL, BLN) cated eng ae Ue ee 8
Clipeo più largamente e più profondamente
emarginato all'apice. Tergite I più stretto, ferrugineo,
cono senza unalrascia apicale gialla. 0.
SIMO PARTE, POETA gregarioides (Giordani Soika)
Clipeo più strettamente e meno profondamente
emarginato all'apice. Tergite I più largo, nero, con o
Scazaiunastaseratapicaletsialla eee e 7
Clipeo più largamente emarginato all'apice: i denti
apicali distano tra loro circa 1/4 della larghezza.
massima del clipeo. Specie molto diffusa e comune
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 209
in quasi tutta la regione orientale. .............................
(RR OE RR POTE troglodytes (Saussure)
Mesosoma ed addome interamente neri.....................
n ic ssp. karimonensis (Van der Vecht)
NEesosomafconimaeehie salle nn b
Sterne Ile quast imteramente ta lE
E eee aaah a ssp. baliensis (Giordani Soika)
Sternite II nero con una sottile fascia apicale gialla. c
Pronoto con due macchiette gialle, raramente con
una sottile fascia ininterrotta. Scutello con due pic-
cole macchiette gialle. Propodeo interamente nero.
A E IO e Ed ssp. shanensis n.
Pronoto con una larga fascia gialla. Scutello e
propodeo con grandi macchie gialle. ........................
Elan aida. ssp. troglodytes (Saussure)
Clipeo più strettamente emarginato all'apice: i denti
apicali distano tra loro circa 1/5 della larghezza
massima del clipeo. ............. yayeyamensis (Matsumura)
Mesosoma ed addome con macchie e fasce gialle.
SETE STR cuenta, sce Ne ssp. yayeyamensis (Matsumura)
Mesosoma con macchie rosso-ferruginee; di questo
colore sono anche due macchie alla base del II tergite.
Tergiti I, II, IV, V, e sternite II con fasce apicali bian-
COmANOMOM a te ecsa ee estan voto ssp. tricolor n.
Ultimo articolo delle antenne grande, largo; il suo
apice raggiunge la base dell'XI articolo. Tergite I più
stretto, ferrugineo, con o senza una fascia apicale gialla.
gregarioides (Giordani Soika)
Ultimo articolo delle antenne piccolissimo; gracile; il
suo apice al massimo può raggiungere la metà dell'XI
articolo. Tergite I più largo, nero, con o senza fascia
Apicalesefalilo è ste osi. ua, ook sia 9
Clipeo più largamente emarginato all'apice: i denti
apicali distano tra loro circa 1/4 della larghezza mas-
she celere troglodytes (Saussure)
Clipeo più strettamente emarginato all'apice: i denti
apicali distano tra loro circa 1/5 della larghezza
massima del clipeo............. yayeyamensis (Matsumura)
210 A. GIORDANI SOIKA
Apodynerus troglodytes troglodytes (Saussure)
Odynerus troglodytes Saussure, 1856, Et. Fam. Vesp., 3, Suppl.: 249 (dg).
"Pachymenes" troglodytes; Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
35: 67, figg. 1-4. - 1987, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 37: 146, figg. 3-4.
Apodynerus troglodytes troglodytes Gusenleitner, 1988, Linzer biol. Beitr., 20, 1:
180.
Odynerus fragilis Smith, 1857, Cat. Hym. Br. Mus., 5: 61 (6). - Saussure, 1862,
Stett. ent. Ztg., 23: 195 (9 6). - Bingham, 1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 367. -
Dover, 1929, Bull. Raffles Mus., 2: 45. - Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-
Dahlem, 1: 92-94 (partim).
Pachymenes fragilis; Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 277. - Giordani Soika,
1943, Mem. Soc. ent. ital., 22: 107.
Antepipona fragilis; Lee, 1982, Hornets agr. Reg. China, Beijing: 218, 220.
Odynerus petulans Smith, 1861, J. Proc. Lina SociZool 51.891 (2):
Odynerus maculipennis Smith, 1862, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 6: 58 (nec
maculipennis Smith 1858).
Odynerus lybas Cameron, 1902, J. Str. Br. as. Soc., 37: 114.
Odynerus drescheri Cameron, 1905, Tijskr. f. Ent., 48: 77.
Odynerus brooksi Cameron, 1908, Deutsch. ent. Zeitschr., 1908: 561.
Di questa specie abbiamo l'ottima descrizione di Schulthess; re-
centemente pubblicai alcune note, illustrate da figure, del tipo, con-
servato nel Museo dell'Istituto zoologico di Torino. Esaminai pure i
- tipi dei sinonimi.
. E' molto diffuso nella regione orientale e, a quanto risulta, è
ovunque piuttosto comune.
Mi sono .noti i seguenti esemplari.
India: Nilgiri Hills, Devala, 3200 ft, X-1960, 22 9 (P.S. Nathan-
ML). - Nilgiri Hills, Cherangode, 3500 ft, V-1950, 16 (PS. Nathan-
ML). -
Is. Andamane: Carbin's Cave, 17-1-68, 16 (Manipudi-ML). - Maya
Bandar, 21-I-68, 46d (Manipur-ML).
China: Amoy, 19 1¢ (BM). - Fukien, Fustin, VII-1938, 16 (H.
Calvell-ML). - Hong Kong, 266 (BM), 16. (Baker-MCz); 12-VI-
78, 1 ® (R.D. Montgomery-USNM).
Burma: Shwgiyn, IX-1897, 12 (Bingham-AGS). - Swego Myo, X-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 211
1895, 19 96 & (L. Fea-MCG). - Bhamò, VII e XI-86, 19 54 6 (L. Fea-
MCG). - Rangoon, VI-1890, 19; X-1897 19 16; 26-V-81, 12 (Bingham-
BM).
Laos: 19 16 (AGS).
Tenasserim: Haundraw Valley, VII-1893, 12 (Bingham-BM). -
Maulmain, VII-1893, 19 (Bingham-BM).
Thailandia: Klong Rangsit, 10-I-27, 164 (W.R.S. Ladell-AGS). - Trong,
39 2 (W.L. Abbott-USNM). - Lampoon, 16-III-52, 18 (D.E. Thurnman-
USNM). - Satun Prov., XI-1966, 29 2 (R.D. Robertson-USNM).
Malaya: Pahang, Fraser's Hills, 4000 ft, 29-VI-33, 12 (Pendlebury-
BM). - Pahang, near Karat Chintmani, Jungle, 17-VII-35, 12 (Pendlebury-
BM). - Penang, Retau, 17-XII-56, 16 (Pagden-BM). - Kedah, near Jitra,
catchment area, 4-IX-38, 12 (Pendlebury-BM). - Perak, Batu Gajat,
1925, 164 (W. Simmonds-BM). - Kuala Lumpur, 30-X-32, 19
(Pendlebury-BM). - Selangor, Ulu Langat, Sungei Chongkok, 29-VII-
61, 12 (O. Milton-BM). - Selangor, Klang Area, Batu Tinga, 7-IV-73,
19 (M.A. Lieftinck-ML). - Selangor, 26 5 (Baker-USNM). - Singapore,
Chanei, VIN-T9IT, 12 (BM). = Singapore, 17-1-71, 19-11-72, 22 2 (C.G.
Roche-AGS). - Singapore, 12 (MCG). - Johore, Ulu Sedil, 29-VIII-71
(C.G. Roche). - Johore, S. Seluyut, 30-VII-72 (C.G. Roche-AGs).
Sumatra: "Sumatra", 168 (MCG). - Pematang, Siantar, VI-1937, 16
(C.T. e B.B. Brues-MCZ). - P. Sebesi, 11-VI-55, (A.M.R. Wegner-ML).
- Siberut Is., IX-1924, 12 (ML).
Giava: S. Bantam Bajah, 300 ft, I-1937, 12 (K.M. Walsh-BM). -
Repok, 19 (Bryant e Palmer-USNM). - Mt. Gedeh, Tapos, 800 m, 1-
16-VIII-36, 16 (J.V.d. Vecht-ML). - Djasinga, Toge, 17-IX-39, 16 (J.V.d.
Vecht-ML). - Lawang, 19 (Fruhstorfer-AGS).
Borneo: Sandakan, 26 6 (Baker-USNM). - Buttum Point, 300 ft,
VI-1937, 19 (K.M. Walsh-BM). - Liangtelan, 19 (MCG). - Sarawak,
Sibu, 11-X-70, 16 (Roche-AGS). - Sabah, Tuaran, 24-30-III-73, 32 @
636. - Sabah, Poring Spring, 1600 ft, 6-10-73, 19 18. - Sabah,
Schiano sal oy Gases Kalabakans51 -IN273,.2 29. 26.dn
Suoni =22 1-73. tb rumase\NBY) 549232271 7 ohen Ine
NG a
Sulawesi: Mapanget, Mt. Rasa, V-1949, 16 (C.C. Franssen-ML).
- Tomohong, 800 m, IX-41, 12 (E Dupont-ML). - Palu Valley,
212 A. GIORDANI SOIKA
1955, 1 2 (H.H.F Hamann-ML). - Bantimuhung, 1-VI-48,19 (J.V.d.
Vecht-ML). - Makassar, 1909, 19 (F Muir-ML). - "Celebes", 16 (MCG).
Kangean Is.: Ardjasa, 17-VIII-54, 16 (A. Hoogerwerf-ML).
Ambon: Waai, 1 50 m, 21-V-65, 16 (A.M.R. Wegner-ML). -
"Amboina", 16 (C.R.L. Perkins-BM).
Obi: Obi Lake, 160-260 m, VII-IX-53, 16. - Laiwui, IX-X-1953,
322 (A.M.R. Wegner-ML).
Bachian: Babang, VI-VII-53, 16 (A.M.R. Wegner-ML).
Gilolo (Halmahera): Kalam, 24-VI, 19 (C.S. Banks-MCZ). Kan,
26-31-X-51, 26d (ML). - Tolewang, 50 m. 12-25-X-51, 16 (ML).
Odynerus troglodytes fu descritto del Senegal, localita che succes-
sivamente si rivelò errata.
Gli autori successivi lo segnalarono, sotto vari nomi, di Sulawesi,
Gilolo, Burma, Tenasserim, Giava, Singapore, e più volte del Borneo.
Secondo Schulthess questa specie si troverebbe a Giava, Formosa
ed isole Filippine. Gli esemplari di Taiwan appartengono, come veri-
ficato da Yamane, a yayeyamensis (Matsumura) e quelli delle Filippine
a flavospinosus (Giordani Soika). Più attendibili le indicazioni di Van
der Vecht, che lo segnala come comune a.Giava e presente anche
nell'isola Mentawei; dubbia la sua segnalazione di Taiwan.
Apodynerus troglodytes baliensis (Giordani Soika) n. comb.
Pachymenes troglodytes baliensis Giordani Soika, 1987, Boll. Mus. civ. St. nat.
Venezia, 37: 145 (9g).
Sottospecie caratterizzata dall'inconsueta estensione delle mac-
chie gialle.
Oltre ai tipi di Bali, Samur, esaminai un altro dpure raccolto a
Bali, Oeboed, Denpasar, IV-1940 (W. Spies-ML), che dai tipi differisce
per avere la fascia anteriore del I tergite interrotta nel mezzo e le
macchie laterali del II tergite e del II sternite più piccole.
Non sono noti altri esemplari.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 213
Apodynerus troglodytes shanensis nssp.
36 - Nero. Sono gzallz: una larga fascia alla base e due minuscole
macchiette all'apice del clipeo; la faccia inferiore dello scapo; una
macchietta rotonda sulla fronte, al disopra dello spazio interantenna-
le; una fascia lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi fino
al fondo dei seni oculari; una lineetta sulle tempie; una stretta fascia,
o due macchiette, sul pronoto; due macchiette sullo scutello; una
macchia, assente nel paratipo, sulla parte superiore del mesoepisterno;
le parategule; macchiette all'apice dei femori anteriori e medi; una
linea sulla faccia esterna delle tibie anteriori e medie; una stretta
fascia apicale sul I tergite; sul II tergite una fascia apicale regolare ed
una poco più larga che sul tergite precedente, e due macchiette ro-
tonde ai lati della base; sul II sternite una fascia larga quanto quella
del corrispondente tergite. Ali come nella forma nominale, ma più
scure lungo la costa.
2 - Clipeo con una stretta fascia basale gialla, brevemente inter-
rotta nel mezzo. Torace nero, con due minute macchiette sul pronoto
e due simili sullo scutello; parategule gialle. Il II tergite non ha le
macchie laterali alla base, ma solo la fascia apicale. Il resto circa come
inal 1
Dimensioni come nella forma tipica.
Burma: Shan State, estremita S del lago Inle, Taugdo, 900 m, 10-
IX-34, 266 tra cui l'olotipo, ed 12 (Malaise-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Differisce dalla forma nominale per la notevole riduzione delle
macchie gialle, sia come quantita che come estensione; ma non
quanto la ssp. karimonensis (V.d.Vecht) che ha tutto il corpo nero.
Apodynerus troglodytes karimonensis (Van der Vecht) n. comb.
Pachymenes fragilis var. karimonensis Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 277.
- Giordani Soika, 1943, Mem. Soc. entom. ital., 22: 107.
In questa sottospecie mesosoma ed addome sono interamente
neri; solo in qualche ¢ si può osservare una sottile fascia gialla apicale
214 A. GIORDANI SOIKA
sul II tergite.
Venne descritta in base a 29 9 e 266 dell'isola Karimon Djava,
a N di Giava.
Esaminai due paratipi e 29 2 1¢ della stessa isola, località Pulau
Parang, 25-X-27-XI-55 (A. Hoogerwerf-ML).
Apodynerus ru fipes n.sp.
2 - Affine a troglodytes (Saussure). Clipeo nettamente troncato
all'apice. Facce laterali del propodeo interamente pianeggianti e, anche
se non vi sono le carene laterali, nettamente separate dalle facce dorsali.
Punteggiatura assai differente: sulla parte inferiore della fronte i
punti sono modicamente fitti, con interspazi in media di poco minori
dei punti; procedendo verso l'area ocellare i punti diventano rapida-
mente più fitti, ed anche più piccoli, e tali rimangono fin dietro gli
ocelli; in prossimità della carena occipitale vi sono punti grossi e
relativamente fitti. Sul mesoepisterno, e specialmente sulla parte in-
feriore, la punteggiatura è fina e molto spaziata.
Pilosità come in troglodytes.
Nero. Sono ferruginei: parte dello scapo; la faccia inferiore del
funicolo; la faccia anteriore delle anche medie; trocanteri, femori,
tibie e tarsi di tutte le zampe; una macchietta nel centro delle tegule.
Sono gialli, talvolta giallo-pallido: una macchia alla base delle man-
dibole; il clipeo, tranne una grande macchia centrale nera; una
macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; i seni
oculari; una linea sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; la metà
anteriore della faccia dorsale del pronoto; una grande macchia sulla
parte superiore del mesoepisterno; due grandi macchie sullo scutello;
grandi macchie sulle facce dorsali del propodeo; tegule; parategule;
una macchietta sulle anche medie; macchie laterali alla base del II
tergite; fasce apicali quasi regolari sui due primi tergiti e sul II sternite.
Ali leggermente e quasi uniformemente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.
3d ignoto.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 215
Flores: Ruteng, 9-XI-49,19 olotipo (Buhler e Sutter-ML). - Enach
to Wolawaru, Km 14,5-VIII-50, 12 (J.V.der Vecht-ML). - Mborong,
31-III-58, 12 (A.M.R. Wegner-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Apodynerus yayeyamensis yayeyamensis (Matsumura) n.comb.
Odynerus yayeyamensis Matsumura, 1926, Ins. mats., 1: 36, Tav. 3 fig. 12 (6).
Pachymenes yayeyamensis; Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
35: 67-71, figg. 5-9. - Yamane, 1990, Ins. mats., NS, 43: 136, figg. 284-287.
Pachymenes fragilis; Yasumatsu, 1938, Trans. nat. Hist. Soc. Formosa, 28, N° 183:
446. - Azuma e Kinjo, 1987, Check-list Ins. Okinawa: 315.
Odynerus fragilis; Schulthess, 1934, Arg. morph. tax. ent. Berlin-Dahlem, 1: 94
(partim).
Odynerus hokotoensis Sonan, 1929, Trans. nat. Hist. Soc. Formosa, 19: 534 (@
Gi).
Questa specie, le cui principali caratteristiche sono state da me
descritte e figurate, é affinissima a troglodytes, ma sicuramente da questo
ben distinta.
Esaminai esemplari delle seguenti localita:
Is. Ryukyus: Okinawa, Sesoto Is., Motobu, 29 2 566 (J. Kojima).
Is. Taiwan: Sakahen, 14-VII-34, 12 (MCZ). - Kankau (Koshun),
VIII-1912, 29 9; IX-1912, 1g (Sauter-AGS). - Anping, VII-1911
(Sauter-ML). - Takao, 1907, 1908, 222 266 (Sauter-AGS). - Kagi,
1907, 19 16 (Sauter-AGS).
Descritto delle Ryukyus: Okinawa-Honto. Il tipo di bokotoersis
è di Hokoto, Taiwan.
Apodynerus yayeyamensis qua dricolor n.ssp.
6 - Nero. Sono color rosa-ferrugineo pallido: mandibole: antenne;
una linea sulle tempie; i 2/3 anteriori della faccia dorsale del pronoto;
216 A. GIORDANI SOIKA
una grande macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; lo scutello;
due minute macchiette sul postscutello; grandi macchie sulle facce
dorsali del propodeo, che invadono parte delle altre facce; tegule;
parategule; trocanteri, femori, tibie e tarsi di tutte le zampe; macchie
ai lati della base del II sternite. Sono gz4//: il clipeo; una macchietta
sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; i seni oculari. Solo
color bianco-avorio: fasce apicali regolari sui tergiti I, II, V e VI. Ali
debolmente imbrunite.
2 - Clipeo giallo, con una grande macchia centrale nera. Tergite
VI nero. Il resto circa come nel Sd.
C. Sumba: Lokojengo, 24-IX-49, 16 olotipo; 25-IX-49, 16; 26-
IX-49, 19 (Buhler e Sutter-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Apodynerus flavospinosus (Giordani Soika) n. comb.
"Pachymenes" flavospinosus Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
SO TRL NOIA)
Questa specie è caratterizzata dalla forma delle valvule del
propodeo, ed anche dalle dimensioni, maggiori che nelle specie finora
considerate, e dall'ultimo articolo delle antenne del 6.
Oltre ai tipi, di Luzon, Leyte, Mindanao e Palawan, esaminai
esemplari delle seguenti località; tutte nelle isole Filippine.
Luzon: Los Banos, 19-XI-20, 12 (G. Briones-MCZ); 10-X-16, 1d
(E. Quisonbink-MCZ); 27-VI-23, 12 (S.M. Cendana-MCZ). - Pampanga
Prov., Clark Field, 21-X-45, 12 (R.P. Dow-MCZ). - Pampanga Prov.,
W of Stotsenburg, 4 e 22-X-45, 19 466 (R.P. Dow-MCzZ). - Rizal
Prov., Wackwack, 12-19-IX-45, 222 4¢¢ (R.P Dow-MCzZ). - Rizal
Prov., Rees Road, 23-IX-45, 12 1¢ (R.P. Dow-MCzZ). - Rizal Prov., 4
mls E of Marikina, 19-IV-45, 16 (R.P. Dow-MCZ). - Rizal Prov., Maly,
7-X-45 (R.P. Dow-MCZ). - Manila, V-1924, 1 2(R.C. Mc Gregor-MCZ).
- Bataan Prov., Dinalupihan, 5.5 mls W of Culo, 16-IX-45, 19 (16-
IX-45) (R.P. Dow-MCZ).
Leyte: 1 ml E of Tarragona, 36 6 (C.L. Remington-MCZ).
Negros: Bago, 400 m, 9-IV-34, 19 (T.A. Araneta-MCZ). - Puerto
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI ZANT)
Galera, 10-IV-35, 12 (S.M. Cendana-MCZ). - Dumanguete, 2? @ (C.T.
Brues-MCZ).
Talim Isl.: 3-V-30, 12 16 (F. Villanueva e G.B. Viado-MCZ).
Mindanao: Kolambugan, 1914, 16 (Banks-MCZ). - Sibulan Riv.,
Mt. Apo, 2000 ft, 12 (C.E Clagg-MCz). - Dapitan, 12 (Baker-USNM).
Panay: 19 (Baker-USNM).
Apodynerus formosensis formosensis (Schulthess) n. comb.
Odynerus formosensis Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-Dahlem, 1:
LOM (Ped):
Pachymenes formosensis; Giordani Soika, 1943, Mem. Soc. entom. ital., 22: 108.
Accuratamente descritta da Schulthess, questa specie sembra ab-
bastanza comune nell'isola di Taiwan: i tipi sono 3022 e 3166 di
Kankau, Kosempo, Taihorin e Taihorinsho; alcuni sono oggi nella mia
collezione, a me donati dallo stesso Schulthess.
Non mi risulta siano conosciuti altri esemplari.
Apodynerus formosensis continentalis nssp.
2 - Nero, con la faccia inferiore del funicolo e le tempie color
bruno-ferrugineo. Sono gialli: due macchiette, vicinissime tra loro, al-
l'apice del clipeo e, nei paratipi, anche due macchie, assai più grandi,
alla base; la faccia inferiore dello scapo; una macchietta al disopra
dello spazio interantennale; macchiette tra le inserzioni delle antenne
e gli occhi; una macchietta sulle tempie; una fascia, stretta ed irrego-
lare, sul margine anteriore della faccia dorsale del pronoto; raramente
due macchiette sullo scutello; quasi tutta la faccia esterna delle tibie
anteriori; una stretta e regolare fascia apicale sul I tergite; una fascia,
egualmente regolare ed un poco più larga, all'apice del II tergite; una
fascia apicale, stretta ed un poco allargata ai lati, sul II sternite. Ali
abbastanza fortemente ed uniformemente imbrunite.
218 A. GIORDANI SOIKA
36 - Gran parte delle mandibole e del clipeo è gialla. Manca la
macchietta al disopra dello spazio interantennale, ma lungo il margine
interno dei lobi inferiori degli occhi fino al fondo dei seni oculari, vi
è una strettissima fascia gialla. L'apice dei femori anteriori è giallo,
e pure gialle sono macchiette alla base ed all'apice della faccia esterna
delle tibie medie. Il resto circa come nella 9.
Dimensioni come nella forma tipica.
Cina: Kukien, Kuatun, VI-1946, 19 olotipo (Tsung-Shen-AGS). -
Fukien, Kuatun, 2300 m, 27° 40' N 117° 40' W, 15-VII-38, 12 J.
Klappaerich-USNM). - SW Fukien, Liung Chon San, 21-VII-36, 19 (L.
Gressitt-MCZ). - Guangdong, Wa Sua Toul (Lofou), 19 (AGS). -
Kwangtung, Mei-hsien, 31-V-36, 19 (L. Gressitt-MCZ). - Yen Ping. -
VIII-1917, 19 (USNM).
Vietnam: Tandao, Vinhphu, 11-VI-85, 19 (V. Kiban-M. Basel).
Olotipo nella mia collezione.
Apodynerus formosensis indicus n.ssp.
2 - Punteggiatura del II sternite più fina che nella forma nomi-
nale e nella ssp. continentalts.
Nero. Sono color rosso-ferrugineo: mandibole; clipeo, tranne una
macchia centrale nera; scapo; il I articolo del funicolo e la faccia
inferiore degli articoli scucessivi; una macchietta sulla fronte, al di-
sopra dello spazio interantennale; una fascia lungo le orbite interne
dei lobi inferiori degli occhi fino al fondo dei seni oculari; una grande
macchia sulle tempie; la metà anteriore della faccia dorsale del pronoto;
ed una sottilissima fascia sul margine posteriore; una macchia sulla
parte superiore del mesoepisterno; una larga fascia sullo scutello; quasi
tutto il postscutello; una macchietta sulle facce dorsali del propodeo;
una lineetta lungo le carene inferiori del propodeo; l'apice dei femori
e le tibie ed i tarsi di tutte le zampe; tegule; parategule; una fascia
apicale, molto leggermente assottigliata ai lati, sul I tergite; fasce più
larghe e quasi regolari sul II tergite e II sternite; sottilissime fasce
apicali sul III tergite e sugli sterniti III-V. Ali modicamente imbrunite.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 219
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 9.
d ignoto.
Nepal: Taplejung Distr., Snagu, 6500 ft, 5-13-X-61, 19 (L.C. Coe-
BM).
Olotipo nel British Museum.
Apodynerus icarioides (Bingham) n. comb.
Odynerus icarioides Bingham, 1987, Fauna of Br. India, Hym., 1: 372 (@).
Pachymenes icarioides; Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 278, fig. 4;
"Pachymenes" icarioides; Giordani Soika, 1987, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
372 147, Lise. 2°
Questa specie, ridescritta recentemente da Van der Vecht, ha una
distribuzione inconsueta: Sikkim, Tenasserim e Borneo, ove sembra
comune.
Esaminai, al British Museum, il tipo, una ® dei Amherst,
Tenasserim, 9-I-94; ed esemplari delle seguenti località.
Sikkim: 12 (Bingham-AGS).
Borneo: Sarawak, Nanga Pelagus, near Kapit, 180-585 m, 7-14-
VIII-58, 16 (T.C. Maa-ML). - Sandakan, 132 2 16466 (Baker-USNM).
- Bettotan, near Sandakan, 25-VII-27, 19. - Sabah, Brumas, 23-27-IV-
73,3646. - Sabah, Ulu Dusun, 12-22-V-73, 3 g dg. - Sabah, Kalabakan,
3-11-IV-73, 22 2 (K.M. Guichard-AGs).
Apodynerus gregarioides (Giordani Soika) n. comb.
"Pachymenes" gregarioides Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia,
397 80S 2):
Oltre ai tipi di Palo (Leyte) e Munoz (Luzon), esaminai esemplari
delle seguenti localita:
Is. Filippine: Luzon: Manila, 2-XI-52, 19 (Townes-ML). - Los Banos,
220 A. GIORDANI SOIKA
336 (Baker-USNM). - Mt. Makiling, 26 6 (Baker-USNM). - Leyte: 10
mls N of Tacloban, 19-VIII-45, 19 (DG. Hall-ML). - Mindanao,
Zamboanga, 19 (Baker-USNM). - Kolambugan, 19, (Baker-USNM).
Is. Sumba: Lokojengo, 22-24-TX-49, 22 9 26 4; 8-X-49, 12 (Buhler
e Sutter-ML).
Gen. Antamenes Giordani Soika
Antamenes Giordani Soika, 1958, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 10: 214. -
Carpenter, 1986, Psyche, 93: 64. - Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verch.
Leiden, 260: 11.
Tipo: Odynerus flavocinctus Smith 1857 (Odynerus vernalis Saussure
1853):
Genere esclusivo dell'Australia e della Nuova Guinea. Due specie
della Nuova Guinea hanno il clipeo delle 2 £ tridentato. Il sottogenere
Australochilus Giordani Soika annovera solo specie australiane.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DI TUTTE LE SPECIE
DEL GENERE Antamenes subg. Antamenes
1 Mesoepisterno abbastanza fittamente punteggiato. 2
= Mesoepisterno quasi del tutto liscio, con pochi punti
nio piccole strane e 5
2 Sternite II fortemente convesso, quasi gibboso; la
massima convessità si trova quasi nel centro dello
sternite. Australia...............: vorticosus (Giordani Soika)
- Stermite wll tlonscosi tortemente) |comvesson tyes: 3
3 Sternite II bruscamente abbassato alla base. Clipeo
della 2 molto più largo che lungo, per la maggior
parte subpianeggiante, ma bruscamente depresso poco
prima del margine apicale, che è tridentato con denti
subeguali. Clipeo deld largamente e molto profonda-
mente emarginato, con denti apicali lunghi e sottili,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 221
spiniformi. Ultimo articolo delle antenne piccolissimo,
per cui il suo apice rimane molto lontano dalla metà
dell igarticolo- Nuova (Guinea
SACE A CAR DE ARTO CORE PLEIN tf itdlemn ft ait us. 1sp.
Sternite II debolmente e quasi regolarmente convesso.
Clipeo della £ tanto lungo quanto largo, modicamen-
te convesso, non depresso prima del margine apicale,
che è bidentato. Clipeo del 6 con emarginatura apicale
meno profonda e denti meno lunghi. Ultimo articolo
delle antenne deld di medie dimensioni, per cui il suo
apice raggiunge la base dell'XI articolo. Australia. . 4
Clipeo della 2 profondamente emarginato, con gros-
si denti apicali. Clipeo deld emarginato a semicer-
chio. Antenne deld allungate, con gli articoli IV-XI
tutti più lunghi che larghi; l'ultimo è gracile, quasi
dritto, ed il suo apice oltrepassa la base dell'XI
AEREO ORE REA RIO, STATA, vernalis (Saussure)
Clipeo della 2 subtroncato, senza veri denti apicali.
Clipeo del ¢ molto debolmente emarginato, egualmente
senza veri denti apicali. Antenne del 6 più corte, con
gli articoli VII-IX non più lunghi che larghi; l'ultimo
è meno gracile, debolmente arcuato; il suo apice rag-
lune ibloasa Blog tao IA
pened neal Pte es pseudoneotropicus (Giordani Soika)
Clipeo della 2 molto pit largo che lungo, tridentato
Alb'apiecstaritzti 80.0. LAOS LOR tridens n.sp.
Mesoepisterno, scutello, propodeo e tegule neri.
Seer ALE ee eee eee eee li trifasciatus n.
Mesoepisterno, scutello e propodeo con grandi
macchietigialle8 et. do ssp. tridens n.
Clipeo della £ non, o di poco, più largo che
luasoWbidensatoralila piena nation 6
Clipeo della @ strettamente emarginato al-
l'apice. Scutello con due grandi macchie gialle.
isd ANT e ISTRIA FERA ERO unicornis n.sp.
I primi due, o tre, tergiti portano una fascia apicale
sl gii csi solo n
Re e e SSp Riunite TE NI Us Con.
222 A. GIORDANI SOIKA
- Tutti i tergiti portano una fascia apicale gialla. Inoltre
il II tergite, oltre alla fascia apicale, ha una seconda
fascia, brevemente interrotta nel mezzo.
Ree oe eM er ssp af leaaveecrul Li ales) sin.
= Clipeo della £ largamente troncato all'apice. Scutello
HSK RA SIONI RA 040) annulatus n.sp.
Antamenes tridentatus n.sp. (Fig. 50)
9- Affine a vernalis (Saussure). Clipeo molto più largo che lungo,
assai convesso e quasi gibboso poco prima dell'apice, che è rientrante
e provvisto di due denti apicali sottili ed acuti, ed un terzo dente, un
poco più corto, in mezzo ad essi. Tempie bene sviluppate, circa come
in vernalis. Antenne più allungate che in questa specie, con gli articoli
V e VI nettamente più lunghi che larghi. Facce laterali del propodeo
subpianeggianti, molto nettamente separate dalla faccia posteriore, un
poco meno dalle facce dorsali. Tergite I cupoliforme, quasi emisferico,
circa 1 volta e 2/3 più largo che lungo. Tergite II pochissimo più largo
che lungo, debolmente rigonfio ai lati. Sternite II bruscamente e for-
temente abbassato alla base, formando una faccia anteriore che forma
un angolo quasi retto con la faccia ventrale; sulla linea d'incontro di
queste due facce il solco mediano longitudinale è fiancheggiato da due
piccole sporgenze tubercoliformi.
Clipeo con punti assai grossi e fitti, interspazi in media eguali o
minori dei punti. Punteggiatura del capo e del torace circa come in
vernalis, ma assai differente sul propodeo. Le sue facce dorsali hanno
punti fitti, di media grossezza; sono fitti nella metà anteriore, ma nella
metà posteriore sono assai più radi, con interspazi molto maggiori dei
punti. Le facce laterali hanno punti piccolissimi, molto spaziati, e la
faccia posteriore è perfettamente liscia. Tergiti lisci e di aspetto vellutato.
Sternite II con punti di varia grandezza, molto radi.
Capo, mesosoma e I tergite con lunghi peli eretti bianco-fulvi,
discretamente fitti sulla fronte, più radi altrove. Qualche peluzzo anche
sul II sternite.
Nero. Sono rosso-ferruginet: una fascia apicale, leggermente allar-
gata ai lati, sul I tergite; una fascia, assai più larga, ed egualmente
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 223
allargata ai lati, sul II tergite; macchiette ai lati del margine apicale
del II sternite. Ali modicamente imbrunite.
3 - Apice del clipeo più largo e più profondamente emarginato
che in vernalis, con punti di media grossezza, fitti, e peli lunghi e fitti
quanto quelli della ®.
Antenne allungate come in vernalis, ma gli ultimi due articoli
sono piccolissimi; l'ultimo, visto di profilo, è triangolare e molto
appuntito all'apice. Zampe con lunghi peli. Clipeo giallo. Sternite II
con una stretta fascia apicale rosso-ferruginea.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: £mm 9-11.5,
6 mm 10-11.
Nuova Guinea: Bulldog Rd. 2550 m, 25-26-VII-69, 264 (Y.
Hirashima-ML). - 40 Km S Wau, 2700 - 2800 m, 22-31-V-69, 19 (J.
Sedlacek-ML). - Daulo Pass, 2500 m, 2-V-59, 12 (ML). - Mt. Giluwe,
2500 m, 1-V-63, 12 (J. Sedlacek-ML). - Mt. Kauendi, Morobe Distr.,
Wau, 7950 ft, 28-XII-72, 12 (O.W. Richards-ML). - Mt. Kaindi, 2350
oly EI NETS WEENIE IE 1S (NEMI AE Zos Oink Zee a LS
(J.L. Gressit-ML). - Mt. Kaindi, Wau, 1750-2350 m, VI-1968, 19 (N.L.H.
Krauss-ML). - Keglsugi, 2500-2700 m, 1-7-VIII-69, 19 (Y. Hirashima-
ML). - Kerowagi, 2300 m, 6-VII-55, 16 (J.L. Gressitt-ML). - Tambul,
2200-2250 m, 26-V-63, 12 (J. Sedlacek-ML). - Top Cam, 2100 m, 22-
1-39, 19 (Amer. N. Guinea Exped.-ML). - Mt. Wilhelm, 2550 m, 24-
XII-68 24-1-79, 19 (J. Sedlacek-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Antamenes tridens n. sp. (Fig. 51)
2 - Clipeo come in trzdentatus, ma debolmente e quasi regolarmen-
te convesso. Vertice, dietro gli ocelli, con due grandi aree ovoidali
prive di grossi punti e portanti una corta spazzola di peli eretti bruno-
fulvi. Carena del pronoto molto più svilupata, lamelliforme. Facce
laterali del propodeo non separate dalle facce dorsali e posteriore.
Addome circa come in tridentatus, ma nel II sternite la sporgenza
basale è meno accentuata; le due facce non sono nettamente separate
ed il solco longitudinale è più largo.
224 A. GIORDANI SOIKA
Clipeo con punti grossi e fitti. Fronte con punti piccoli e fittis-
simi; vertice e tempie con punteggiatura più grossa e meno fitta. Faccia
dorsale del pronoto con punti grossi come quelli del vertice, molto
fitti, interspazi in media eguali o minori dei punti. Mesoscuto, scutello
e postscutello con punti molto più spaziati. La parte superiore del
mesoepisterno è punteggiata circa come il mesoscuto, ma la parte
inferiore è quasi del tutto liscia e lucida. Propodeo liscio, ma con
qualche piccolo punto sulle facce dorsali e laterali. Tergiti lisci, di
aspetto vellutato. Sternite II con punti estremamente piccoli e radi.
Nero. Sono gzallz; il clipeo, tranne i denti apicali neri; una macchietta
sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; una grande macchia
sulle tempie; una fascia, molto larga e regolare, sulla faccia dorsale del
pronoto; grandi macchie rotonde sul mesoepisterno, sullo scutello e
sulle facce dorsali del propodeo; la metà posteriore delle tegule; fasce
apicali, quasi regolari, sui due primi tergiti; brevi lineette apicali ai
lati del II sternite. Ali modicamente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10.
d ignoto.
Nuova Guinea: Papua, S. Highlands, N of Mendi, 1800 m, 8-V-
DRAMA Gressitt- Mil).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Antamenes tridens trifasciatus n.ssp.
2- Differisce dalla forma nominale per la mancanza di macchie
gialle sulle tempie, e per il torace interamente nero, tranne una stretta
fascia sulla faccia dorsale del pronoto. Le due fasce addominali sono
assai più strette che nella forma nominale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10,5.
d ignoto.
Nuova Guinea: Finschhafen, 1891, 19 (Fruhstorfer-AGS). Olotipo
nella mia collezione.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 225
Antamenes unicornis n.sp. (Fig. 49)
?- Affine a vernalis (Saussure). Clipeo più strettamente e meno
profondamente emarginato all'apice. Spazio interantennale molto spor-
gente, tubercoliforme, nella metà superiore.
Facce laterali del propodeo debolmente convesse nella metà ante-
riore; la convessità aumenta nella metà posteriore ove passano insen-
sibilmente nella faccia posteriore, per cui non vi è alcuna distinzione
tra facce laterali e faccia posteriore; come pure non vi è distinzione
tra faccia posteriore e facce dorsali; queste sono assaai convesse. Tergite
I cupoliforme, quasi emisferico, 1 volta e 1/2 più largo che lungo.
Convessità del II sternite assai accentuata alla base, debolissima dopo,
con solco longitudinale molto leggero.
Clipeo con punti assai più grossi che nel verzalis, ed assai fitti.
Capo con punti piccoli, assai fitti nella fronte, meno nel vertice e nelle
tempie. La punteggiatura del pronoto è simile a quella delle tempie,
ma più fitta. Mesoscuto con punti piccolissimi e molto spaziati.
Mesoepisterno, scutello, postscutello e propodeo con punti piccolis-
simi e molto radi. Addome liscio, tranne pochi piccolissimi punti sul
II sternite.
Pilosità scarsa, come in vernalis.
Nero. Sono color giallo pallido: i terzi laterali del clipeo; una
macchietta sulla fronte al disopra dello spazio interantennale; una
macchietta sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; una larghis-
sima fascia sulla faccia dorsale del pronoto; quasi tutta la parte su-
periore del mesoepisterno; due macchiette nel centro del mesoscuto,
assenti nei paratipi; due grandissime macchie sullo scutello, due sul
postscutello; grandi macchie sulle facce dorsali del propodeo; una
macchia apicale sulla faccia posteriore dei femori anteriori e la quasi
totalità della faccia esterna delle tibie anteriori; una macchietta apicale
sui femori medi; sul I tergite una fascia apicale modicamente ma
bruscamente allargata sulle facce laterali. Una fascia apicale, stretta
e regolare, sul II tergite; una fascia più stretta ed egualmente regolare,
sul II tergite; macchiette laterali all'apice del II sternite. Ali modica-
mente imbrunite.
Variabilità: Nella 2 di Mendi, Papua, le fasce gialle del clipeo si
uniscono prima del suo apice, il postscutello è nero ed il III tergite
226 A. GIORDANI SOIKA
non ha fascia apicale.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10-10.5.
dignoto.
Nuova Guinea: Purosa, 20-26 Km SE Okapa, 1800-2020 m, 28-
VIII-64, 12 olotipo; Okaka, 22 Km SE, 2100 m, 28-VIII-64, 19 J.M.
Sedlacek-ML). - Papua, S. Highlands, N of Mendi, 1800 m, 8-X-58, 19
(L. Gressitt-ML).
Antamenes unicornis flaviculus n.ssp.
2- Nero. Sono gzallz: parte delle mandibole; il clipeo, tranne una
grande macchia centrale nera, che raggiunge il margine basale; una
macchietta sulla fronte, al disopra delle spazio interantennale; le orbite
interne dei lobi inferiori degli occhi fino al fondo dei seni oculari; una
grande macchia sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; una lar-
ghissima fascia sul margine anteriore della faccia dorsale del pronoto;
due linee nell'area centrale del mesoscuto; la quasi totalità della parte
superiore del mesoepisterno; due macchie sullo scutello e due picco-
lissime sul postscutello; grandi macchie sulle facce dorsali del propodeo;
tegule; parategule; la faccia anteriore di tutte le anche; gran parte della
faccia posteriore dei femori anteriori e della faccia anteriore dei femori
medi; una macchia apicale sulla faccia anteriore dei femori posteriori;
la faccia esterna di tutte le tibie; una larga fascia apicale sul I tergite;
tutto il I sternite; una fascia regolare all'apice del II tergite ed una
simile, largamente interrotta nel mezzo, a metà distanza tra questa ed
il margine basale del tergite; fasce apicali, strette e regolari, sui tergiti
III-V e sterniti II-V; il VI tergite è quasi interamente giallo.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 9.
6 ignoto.
Nuova Guinea: Hight Highlands, Aiyura, 1900 m, 9-I-64, 12 (J.L.
Gressitt-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 227
Antamenes annulatus n.sp.
?- Affinissimo all'urzcorzis n.sp. dal quale differisce per vari ca-
ratteri.
Clipeo largamente troncato all'apice, punteggiato come in urzcornis.
Pilosità della fronte più lunga e più densa. Scapo, tempie, scutello,
tegule, parategule e zampe interamente neri.
Nero. Sono gzallz: due linee alla base del clipeo; una macchietta
sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; una larga fascia
sulla faccia dorsale del pronoto; una grande macchia sulla parte su-
periore del mesoepisterno; una fascia sul postscutello; le facce dorsali
del propodeo; una larghissima fascia apicale, con il marginte anteriore
profondamente intaccato nel mezzo; una fascia stretta e regolare al-
l'apice del II tergite; una stretta fascia apicale, assottigliata e larga-
mente interrotta nel mezzo, sul II sternite.
#
ae
OM ft
51
Fig. 49-51 Clipei 2 di Antamenes; 49, A. unicornis n.sp.; 50, A. tridentatus n.sp.; 51 A.
tridens n.sp.
228 A. GIORDANI SOIKA
Ali fortemente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite mm. 9.
d ignoto.
Nuova Guinea: Papua, S. Highlands, Dimifa, SE mt Giluwe, 2200
fm, W2=X-58) 12 (LL. Gressitt-MD)
Gen. Eudiscoelius Friese
Eudiscoelius Friese, 1904, Z. Hym. Dipt., 4: 16. - Carpenter, 1986, Psyche, 93:
69. - Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh. Leiden, 260: 22.
Euchalcomenes Turner, Trans. ent. Soc. London, 1908: 90.
Tipo: Eudiscoelius metallicus Friese 1904.
Le specie di questo genere, in passato attribuite ai generi
Pachymenes o Nortonia, sono inconfondibili per avere il corpo inte-
ramente color verde metallico, con riflessi bluastri, olivacei o rameici,
od anche color violaceo metallico.
E' un genere presente solo nelle isole della Papuasia, con due
specie nel Queensland.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DI TUTTE LE SPECIE
DEL GENERE Eudiscoelius
1 Tutti i tergiti e sterniti eccettuato il primo portano
una fascia apicale giallo-testacea. Specie del con-
tinente australiano (Queensland). ........................ eeees 2
= Tergiti privi di fascia apicale giallo-testacea. Specie
SUA Re AE nn 5)
2 Secondo tergite con punti di media grossezza, fitti.
Cipe elia? Gone alla pie sono gilberti (Turner)
~ Secondo tergite con punti piccolissimi e molto spaziati.
Clipeo della ® arrotondato all'infuori all'apice.....
CR O pulchert.i muis'’nsp
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 229
Secondo tergite con punti di media grossezza, fitti;
anche presso la base gli interspazi sono eguali o
dig pocormasgiori.dei puntini nea dere
Secondo tergite con punti piccolissimi e molto spaziati.
Ciriani an siate. solerte ile
co Vl 0a
Primo tergite escluso il peziolo, cioè guardato dal-
l'alto in una posizione per cui il margine apicale appare
rettilineo, circa tanto largo quanto lungo. .............. 6
Primo tergite escluso il peziolo, visto dall'alto come
sopra detto, nettamente più largo che lungo.......... 7
Apice del clipeo più stretto, arrotondato all'infuori,
con due brevi carene, o tubercoli bene sviluppati,
preapicali. Punteggiatura del II sternite più grossa e
piùntittanimanlicienr stalli one solomon n.sp.
Apice del clipeo più largo, nettamente troncato, privo
di carene o tubercoli preapicali. Punteggiatura del II
sternite più fina e più spaziata. ..................viridis (Smith)
Vertice provvisto, dietro gli ocelli, di una larga e pro-
fonda depressione trasversale, che ingloba la fossetta
centrale, ed è delimitata ai lati da due grandi aree ovali
rigonfie, convesse, lucide, portanti alcuni punti più
grossi di quelli del resto del vertice, separati da
interspazi irregolari, spesso maggiori dei punti.
Pe el asl poro siepi. Abe. mn viridipes (Cameron)
Vertice normale, senza particolari caratteristiche
BRIO PARRA ee Ee rechbergi (Meade Waldo)
Clipeo largamente troncato all'apice. Ultimo articolo
delle antenne piccolissimo, globoso, circa come nel
OCOERCMIGZZ VASE ORA 0v 1 tate bawhenes! solomon n.sp.
Clipeo più stretto all'apice, che è debolmente ma
nettamente emarginato. Ultimo articolo delle antenne
grande, digitiforme, arcuato; il suo apice oltrepassa la
base dell'XI articolo.............4 rechbergi (Meade Waldo)
Margini laterali del I tergite fortemente divergenti fino
al margine apicale. Postscutello fortemente depresso
nel mezzo. Facce dorsali del propodeo in gran parte
subpianeggianti od anche concave, in quanto sono
230
10
ILL
12
Io,
A. GIORDANI SOIKA
separate dalla faccia posteriore da un rigonfiamento
allungato trasversalmente, e dalle facce laterali da una
grossa piega careniforme..........i5l. lucens
Margini laterali del I tergite debolmente divergenti o
subparalleli. Postscutello non depresso nel mezzo. Facce
dorsali del propodeo convesse, continuantesi regolar-
mente nella faccia posteriore e nelle facce laterali...
HOD GEA RESA IA AEREI, A
Zampe ed antenne color ferrugineo chiaro, senza
riflessi metallici; queste ultime sono più o meno im-
brunite superiormente. Clipeo con una macchia apicale
CEREA o... ferrugineipes
Zampe ed antenne nere o bruno-nere, con riflessi
metallici. Clipeo senza macchie apicali. ...................
Mesosoma molto lucido, con punti poco fitti; in par-
ticolare lo scutello che ha punti molto piccoli, separati
da interspazi molto maggiori dei punti. Tutto il corpo
è di color violetto, o verde scuro con riflessi violacei.
n.sp.
10
Li
14
WW
Lodo ARE ica aan aaa OA Bey, SLI violaceus (Schulthess)
Mesosoma meno lucido, con punti molto più fitti; sullo
scutello gli interspazi sono eguali o minori dei punti.
Colorazione verde o verde-bluast#o, ...............
Primo tergite, escluso il peziolo, cioè visto dall'alto
nella posizione già indicata, circa tanto largo quanto
lungo, emisferico, con la faccia anteriore fortemente
convessa, continuantesi regolarmente nelle facce la-
terali. Una piega abbastanza netta separa le facce
laterali del propodeo dalle facce dorsali. Faccia poste-
riore del propodeo fortemente concava. ....................
cet Pans ER OMSL) ue nee bismarck i
Primo tergite, escluso il peziolo, più largo che lungo,
non emisferico, con la faccia anteriore poco conves-
sa, non continuantesi regolarmente nelle facce late-
rali. Non vi è una piega che separi le facce laterali
del propodeo dalle facce dorsali, che sono largamente
arrotondate, sia lateralmente che posteriormente.
13
n.sp.
IRRADIO Me) SWC airs. ate elegans (Smith)
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 231
a Sternite II con punti piccolissimi e molto spaziati. Isole
Molbechealbic:tsa, ergo ssp. elegans (Smith)
— Sternite II con punti molto più grossi. New Britain.
RA RO IR I ssp. gazella n.
14 Clipeo interamente color violaceo con intensi riflessi
metallici. Antenne pit allungate, con il IV articolo
circa del doppio più lungo che largo; l'ultimo è lun-
go, gracile, digitiforme, debolmente arcuato e di poco
assottigliato dalla base all'apice; questo oltrepassa la
base dell'iXJartieolo.................:..:.- violaceus (Schulthess)
= Clipeo interamente color giallo pallido. Antenne meno
allungate, con il IV articolo meno lungo del doppio
della sua larghezza; l'ultimo è corto, rapidamente
assottigliato dalla base all'apice; questo è appuntito e
non raggiunge la base dell'XI articolo. ......................
RR RI RE IRA solomon n.sp.
52 53
Fig. 52-53 Capo visto dall'alto di Eudiscoelius :2 52, E. viridis (Smith) paratipo; 53, E.
rechbergi (Meade Waldo).
232 A. GIORDANI SOIKA
Eudiscoelius gilberti (Turner) n. comb.
Euchalcomenes gilberti Turner, 1908, Trans. ent. Soc. London, 1908: 90 (9).
Nortonia gilberti; Meade Waldo, 1910, Ann. Mag. nat. Hist. 8 5: 48.
Pachymenes gilberti; Giordani Soika, 1943, Mem. Soc. ent. ital., 22: 103, 115.
Si riconosce facilmente per le fasce giallo-testacee dei tergiti II-
VI; la fitta punteggiatura del II tergite lo differenzia nettamente dal-
l'affine pulcherrimus n.sp.
Esaminai l'olotipo, 19 di Cairns Kuranda 2.02 ed un'altra @ ,
pure di Kuranda, nel British Museum. Nella mia collezione vi è una
terza 2 di "N. Queensland". Non mi risulta siano noti altri esemplari.
Eudiscoelius pulcherrimus n.sp.
2- Affine a gilberti. Clipeo più largo che lungo, assai stretto
all'apice, che è arrotondato all'infuori. Il vertice è normale, solamente
si osserva una leggerissima carena arcuata che va dall'uno all'altro
occhio passando dietro l'area ocellare. Postscutello obliquo, molto
più obliquo che in gz/bertiz, sporgente ed intaccato nel mezzo nella
metà antero-superiore. Propodeo corto, più corto che in gzlberti,
completamente arrotondato ai lati e posteriormente. Tergite I, peziolo
escluso, leggermente più largo che lungo, con un largo e leggero solco
preapicale. Tergite II più largo e più rigonfio ai lati che in gzlbertz.
Clipeo con punti un poco più piccoli e più spaziati che in gilbertz.
Mesosoma con punti leggermente meno fitti che in gz/bertz. Sul I tergite
i punti sono circa grossi come sul mesoscuto e scutello, ma molto più
spaziati, con interspazi sempre maggiori dei punti. Tergite II con punti
piccoli e molto radi; in prossimità del margine apicale, però, i punti
diventano assai più grossi e più fitti. Punteggiatura del II sernite non
molto diversa da quella del corrispondente tergite.
In tutto il corpo si osserva una finissima pubescenza bruno-do-
rata ed inoltre peli eretti bruno-neri, assai lunghi, sul capo e sul
mesosoma; sono più corti e molto più radi sull'addome.
Tutto il corpo è di color rameico metallico, con qualche parte
verde. Sono ferruginet: mandibole; antenne; una macchia all'apice del
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI'FEUMENIDI 233
clipeo; tutte le zampe, con i femori più o meno oscuriti; le tegule e
strette, regolari, fasce apicali sui tergiti e sterniti II-VI. Ali ferruginee
con nervature ferruginee.
Lunghezza, fino al margine apicale del II tergite mm 11.
d ignoto.
Australia: Queensland, Buya Mt., 2000 ft, 5-I-38, 12 (N. Geary-
AGS).
Olotipo nella mia collezione.
Eudiscoelius viridis (Smith) n. comb. (Fig. 52)
Pachymenes viridis Smith, 1858, J. Proc. Linn. Soc., Zcol., 3: 163 (£). - Maindron,
1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 276. - Giordani Soika, 1943, Mem. Soc. ent. ital.,
772 MN0)5}. IUS:
Nortonia viridis; Meade Waldo, 1910, Ann. Mag. nat. Hist., 8, 5: 48.
Leptochilus jacinthae Gribodo, 1894, 1894, Misc. ent., 2: 23 (dé).
Nortonia jacinthae; Lavattari, 1913, Boll. Mus. Zool. Anat. comp. R. Univ. Torino,
28, N° 665: 1-2.
Descrizione dell'olotipo di Aru.
2 - Capo, visto i fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo
tanto lungo quanto largo, strettamente troncato all'apice, con margine
apicale eguale a circa 1/4 della larghezza massima del clipeo; la sua
superficie è debolmente e quasi regolarmente convessa. Spazio inte-
rantennale largo, un poco più del doppio dello spazio oculo-antennale,
fortemente carenato nel mezzo. Vertice e tempie bene sviluppati: le
tempie, viste dall'alto, sono circa lunghe quanto i lobi superiori degli
occhi. Sul vertice, dietro gli ocelli e circa a metà distanza tra gli ocelli
e la carena occipitale, si nota una larga depressione semicircolare
inglobante una piccola fossetta pelosa centrale, delimitata ai lati da
due grandi aree ovali, convesse, rigonfie, con qualche grosso punto
assai spaziato ed interspazi lisci, lucidi, irregolari e, per lo più, molto
maggiori dei punti. Carene delle tempie quasi regolarmente arcuate.
Articoli IV e V delle antenne più lunghi che larghi; i successivi circa
tanto lunghi quanto larghi. Mesosoma leggermente ristretto in avanti
234 A. GIORDANI SOIKA
e all'indietro. Torace, cioè mesosoma senza il propodeo, circa 1 volta
e 1/3 più lungo che largo; il propodeo, visto dall'alto tanto lungo
quanto il postscutello. Carena del pronoto sottile e regolare, angolosa
sugli omeri. Scutello molto debolmente convesso. Postscutello oriz-
zontale, o leggermente declive, anch'esso molto debolmente, e rego-
larmente, convesso. Propodeo assai rigonfio ai lati, completamente e
largamente arrotondato ovunque; le sue facce dorsali formano con il
postscutello quasi un'unica superficie debolmente convessa; faccia
posteriore con un solco mediano che diventa assai profondo nella
metà inferiore. Valvule con la sola lamella inferiore. Tegule non molto
più lunghe che larghe, con lobo posteriore piccolo, triangolare ed
appuntito. Parategule triangolari, appuntite all'apice e dirette lateral-
mente. Nulla di notevole nelle zampe ed ali. Tergite I emisferico: visto
dall'alto e disposto in modo che il suo margine apicale appaia retti-
lineo, è pochissimo più largo che lungo: il margine apicale è semplice.
Tergite II poco meno di 1 volta e 1/4 più largo che lungo, quasi del
doppio più largo del tergite precedente, leggermente ma nettamente
depresso nell'ottavo apicale. Sternite II modicamente e quasi regolar-
mente convesso.
Clipeo con punti di media grossezza, modicamente fitti: interspazi
in media un poco minori dei punti. Capo con punti piccoli e fittissimi,
interspazi careniformi. Una punteggiatura quasi eguale si osserva su
pronoto, mesoscuto, scutello, postscutello e facce dorsali del propodeo;
i punti sono più grossi ed un poco più spaziati sul mesoepisterno e sulle
facce laterali del propodeo, ove sono molto irregolari con tendenza
degli interspazi a forma carene corte ed irregolari. La faccia poste-
riore del propodeo è fittamente, irregolarmente, punteggiata. Punteg-
giatura del I tergite molto simile a quella della fronte. Nel II tergite
i punti sono assai più piccoli e meno fitti; la punteggiatura è pressochè
uniforme in tutto il tergite ma, nella parte apicale depressa, sono più
grossi e più fitti. Sternite II con punti piccoli e molto spaziati.
Su tutto il corpo vi è una finissima pubescenza bruna, e peli
eretti, pure bruni, corti e modicamente fitti.
Interamente color verde metallico, con mandibole, antenne e zampe
color bruno-ferrugineo più o meno scuro; scapo e zampe possono
avere riflessi verdastri. Ali modicamente imbrunite, più fortemente lungo
la costa.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 235
Variabilità. I riflessi verdi dello scapo e delle zampe variano di
intensità nei vari individui. Talvolta il II tergite è d'un verde tendente
al verde-oliva.
g- Clipeo circa tanto lungo quanto largo, molto debolmente, ma
distintamente emarginato all'apice; il margine apicale è molto più
corto che in solomon ed eguale a circa 1/4 della larghezza massima
del clipeo. Antenne più allungate che in solomon: l'ultimo articolo è
grande, digitiforme, abbastanza fortemente arcuato, debolmente e
gradatamente assottigliato dalla base all'apice, che è ottuso e raggiun-
ge, od oltrepassa, la base dell'XI articolo.
Sono color gzallo-pallido: il clipeo, tranne una fascia basale verde,
ed una sottile fascia lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli
occhi, che non raggiunge i seni oculari.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 11-
Arcana 27
Esaminai, nel Museo di Oxford, l'olotipo di viridis, una ® di
"Aru"; ed un altro esemplare @ etichettato "M" (Mysool) che, secon-
do due etichette di Van der Vecht, non sarebbe tipo ed apparterrebbe
alla specie rechbergi (M.W.). Nel Museo di Genova esaminai il tipo
di Leptochilus jacinthae Gribodo un 6 di Humboldt Bay certamente
conspecifico di viridis (Sm.) Altri esemplari esaminati:
Mysool: Fakal, 0-75 m, 8-IX-20-X-48, 49 ® (M.A. Lieftinck-ML).
Aru: 19 (AGS).
Nuova Guinea: Bernhard Camp, 50 m, VII-XI-1938, 39 2; 7-IV-
39,12 (VJ. Olthof-ML). - Hollandia, VII-1938, 39 2 236 (L.J. Toxopeus-
ML). - Finister Range, Saidor: Gabumi Vill., 1-21-VII-58, 12 (W.W.
Brandt-ML).
Erano noti solo i tipi sopra elencati.
Eudiscoelius viridipes (Cameron) n. comb.
Nortonia viridipes Cameron, 1911, Nova Guinea, 9, 2 Zool.: 192.
Pachymenes coeruleus Giordani Soika, 1943, Mem, Soc. ent. ital., 22: 103, 116 (@).
In questa specie, da me gia descritta con il nome di coeruleus, le
236 A. GIORDANI SOIKA
aree convesse del vertice, dietro gli ocelli, sono presenti, ma appena
accennate, e poco distinte dalla restante superficie.
Il clipeo è tanto largo quanto lungo, troncato all'apice, con mar-
gine apicale lungo un poco meno di 1/4 della larghezza massima del
clipeo. Il I tergite è largo e corto, circa 1 volta e 1/2 più largo che
lungo. Il II tergite presenta tracce di depressione apicale.
Specie di colore verde-azzurro con parti violacee sul capo e sul
mesosoma. Le zampe sono bruno-nere con intensi riflessi color verde-
azzurro. Ali abbastanza fortemente oscurite.
Ilo è sconosciuto.
Esaminai, al Museum di Amsterdam, l'olotipo di virzdipes: 19 di
Bivak Eiland, 1909-10 (Lorenz). L'olotipo di coeruleus (G.S.) di
Finschhafen, nella mia collezione, appartiene sicuramente alla stessa
specie.
Inoltre esaminai una 9 della Nuova Guinea, Hollandia, XII-1936
(W. Stuber-ML).
Eudiscoelius solo mon n.sp. (Fig. 54, 56, 57)
2- Affinissimo a viridis (Sm). Apice del clipeo più stretto, arro-
tondato all'infuori, con due brevissime carene, o tubercoli, preapicali.
Depressione apicale del II tergite appena accennata.
Tutto il corpo ha un colore verde-olivastro anziché verde-azzurro.
Zampe bruno-nere o bruno-ferruginee con riflessi verdi più o meno
accentuati nei vari individui. E' gialla una linetta lungo le orbite interne
dei lobi inferiori degli occhi.
g- Clipeo circa tanto largo quanto lungo, largamente troncato
all'apice: il margine apicale è circa eguale a 1/3 della larghezza mas-
sima del clipeo; questo è debolmente e quasi regolarmente convesso.
Antenne allungate, con gli articoli IV-XI tutti più lunghi che larghi;
l'ultimo è piccolissimo, globoso, quasi come nel genere Paralastor.
Sono gzallz: il clipeo ed una lineetta lungo le orbite interne dei
lobi inferiori degli occhi fino ai seni oculari.
Variabilità: le due 2 2 di Choisuel Isl. e Santa Isabel presentano
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 237
riflessi rameici più o meno accentuati.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 12-
14.5, é mm 10.5-14.
Is. Solomon: Nggela Is., near Halaita, 20-III-34, 72 2 (H.T. Pagden-
ML). - Florida Is., Siota, 12 (ML). - "Florida", III-1945, 266 (GE.
Bohart-ML). - Takopekope, 12-IX-60, 16 (C.W.O' Brien-ML). - Choiseul
Is., Kolombangara, 80 m, 20-III-64, 16 (ML). - Malangona, 10 m., 8-
III-64, 29 2 (P. Shanahau-ML). - Santa Isabel, Sukapisu, 900 m, 19-
VI-60, 19 16 (C.W.O' Brien-ML). - Boungainville Is., Kukugai Vill.,
150 m, X-1960, 19 (W.W. Brandt-ML).- Kokure, 690 m, 8-18-VI-56,
12 (J.L. Gressit-ML). 12-VI-56, 12 (E.J. Ford-ML). - Tokinoitu, 20 m,
2-VI-56, 12 (J.L. Gressit-ML). - Mumurai, 7-VI-56 19 (E.J. Ford-
ML). - Guadalcanal, 10-IX-44, 16; 11-VI-44 19 (A.L. Beattie-ML).
Olotipo, 19 di Nggela, Halaita, nel Museo di Leiden.
Fig. 54 Capo di Eudiscoelius solomon n.sp. 92.
A. GIORDANI SOIKA
Eudiscoelius elegans elegans (Smith) n. comb.
Pachymenes elegans Smith, 1860, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 4, Suppl.: 131
(2). - Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 276. - Giordani Soika, 1943, Mem.
Soc. ent. ital., 22: 103, 115.
Nortonia elegans; Meade Waldo, 1910, Ann. Mag. nat. Hist., 8, 5: 48.
Dalla Torre proposte il nuovo nome elegantula, in quanto vi sa-
rebbe stata omonimia con Eumenes elegans Saussure 1852. Ma la specie
di Smith venne descritta come Pachymenes, e successivamente sempre
attribuita a tale genere (MAINDRON 1882 e GIORDANI SOIKA 1943) o dal
genere Nortonia (MEADE WALDO 1910). Solo Dalla Torre, e per errore,
la considerò un Eumenes per cui, giustamente, Meade Waldo non
accettò il nome di Dalla Torre.
9 - Clipeo tanto largo quanto lungo, strettamente troncato all'api-
ce, la cui larghezza è un poco minore di 1/4 della larghezza massima
del clipeo; presenta tracce di brevi carene apicali, poco visibili; la sua
superficie è debolmente e regolarmente convessa nella parte basale
interoculare, leggermente depressa nel mezzo della parte libera apicale.
Antenne con gli articoli IV-VI più lunghi che larghi, VII-VII tanto
lunghi quanto larghi, IX-XI più larghi che lunghi. Il vertice può dirsi
normale, anche se nelle zone poste tra la fossetta centrale e gli occhi
presenta una punteggiatura leggermente più grossa e meno fitta.
Mesosoma 1 volta e 1/3 più lungo che largo, debolmente e quasi
egualmente ristretto in avanti e all'indietro. Propodeo con facce dorsali
fortemente convesse, largamente arrotondate sia verso la faccia po-
steriore che verso le laterali. Faccia posteriore del propodeo pochis-
simo depressa. Tergite I più largo che lungo, con la faccia anteriore
meno convessa che in bismarckz. Tergite II 1 volta e 2/5 più largo del
precedente e di poco più largo che lungo.
Clipeo con punti piccoli e fitti, interspazi quasi sempre minori dei
punti. Capo con punti piccoli e fittissimi. Non molto differente è la
punteggiatura del torace; nelle facce dorsali del propodeo i punti sono
egualmente molto fitti, ma più grossi. Sul I tergite i punti sono grossi
circa come nel mesoscuto e scutello, ma sono poco meno fitti, interspazi
in media eguali ai punti, o di poco minori. Tergite II con punti pic-
colissimi e radi; diventano un poco più grossi ai lati, e più grossi e
più fitti in prossimità del margine apicale. Sternite II con punti pic-
colissimi e più spaziati che nel tergite corrispondente, pochissimo più
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 239
grossi e più fitti ai lati, più grossi e molto più fitti presso l'apice.
Pilosità di media lunghezza e poco fitta su capo e mesosoma;
molto rada e più corta sull'addome.
Colore interamente color verde metallico. Mandibole, antenne e
zampe bruno-nere; queste ultime con intensi riflessi verdi. Ali legger-
mente imbrunite, specialmente lungo la costa, con nervature bruno-
nere.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10-11.
d ignoto.
Esaminai, al Museo di Oxford, l'olotipo, una di "Bachian".
Accanto ad esso vi è un'altra 2 di GIL (olo) pure etichettata Pachymenes
elegans Sm. Type N° 085 ma, secondo un'etichetta di Van der Vecht,
non sarebbe un tipo. Infatti la specie venne descritta di Bachian, e
successivamente segnalata di Gilolo.
Altri esemplari mi sono noti pure di Bachian.
Bachian: "S. Batjan", 10-VII-53, 19; e Wainana, VI-VII-1953, 12
(A.M.R. Wagner-ML).
Eudiscoelius elegans gazella n.ssp.
2- Differisce dalla forma nominale per la punteggiatura del II
sternite molto più grossa e, specialmente nella metà basale, più fitta.
Dimensioni come nella forma tipica.
Signoto.
Is. Birsmarck: New Britain, Gazelle Penins., Upper Warangoi, 250-
600 m, 20-30-XI-62, 12 olotipo. - Gazelle Penins., Gaulim, 130 m,
28-X-62, 12 (J. Sedlacek-ML). - Gazelle Penins., Kerawat, 60 m, 11-
1X-55, 12 ULL. Gressitt@ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
240 A. GIORDANI SOIKA
Eudiscoelius saussurei (Kirsch) n. comb.
Montezumia saussurei Kirsch, 1878, Mitth. zool. Mus. Dresden: 377.
Nortonia saussurei; Schulthess, 1904, Zeitschr. Hym. Dipt., 5: 271, 282, 283. -
Kohl, 1907, Denkschr. k. Ak. Wiss. Wien, math. naturw. KI., 71: 241.
In un genere di grande difficoltà come il genere Eudiscoelius, la
descrizione originale non permette di individuare questa specie che,
vivendo nel lontano arcipelago di Woodlark, dovrebbe differire dalle
altre specie, note di località lontane da quella di saussure. Il tipo
venne distrutto durante la seconda guerra mondiale, e solamente la
cattura di altri esemplari nella stessa località potrà permettere di
risolvere il problema.
Eudiscoelius violaceus (Schulthess) n. comb.
Nortonia violacea Schulthess, 1903, Verh. k.k. zool. bot. Ges. Wien, 261 (9 g);
- 1904, Zeitschr. Hym Dipt., 5: 271, 281, 282, - Kohl, 1907, Denkschr. k. Ak. Wiss.
Wien, math. naturw. KI, 71: 241.
Eudiscoelius metallicus Friese, 1904, Zeitschr. Hym. Dipt., 4: 16.
Questa specie, descritta da Schulthess e da Friese, si riconosce
immediatamente per il suo color violetto metallico, ed il suo aspetto
particolarmente lucente, dovuto alla punteggiatura assai fina e spaziata.
Nelo il clipeo è in tutto eguale a quello della 2 incluso il colore.
Le antenne sono assai allungate, ed il IV articolo è quasi del doppio
più lungo che largo; l'ultimo è lungo, digitiforme, modicamente ar-
cuato, debolmente assottigliato dalla base all'apice, che oltrepassa la
base dell'XI articolo.
Esemplari esaminati:
Is Key, 1900, 29 2, paratipi (Kilhn-AGS)
Is. Tenimber: Larat, 1901, 19 (Kuhn-AGS) appartenente alla serie
tipica di Eudiscoelius metallicus Friese. - Tenimber, P. Hamadena, IV-
1938, 12 (P. Buwalda-AGs).
Erano noti solo i tipi di violaceus e di metallicus.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 241
Eudiscoelius rechbergi (Meade Waldo) n. comb. (Fig. 53)
Nortonia viridis Schulthess, 1903, Verh. k.k. zool. Bot. Ges. Wien, 1903: 262 (2
) (nec Smith 1860); 1904, Zeitschr. Hym. Dipet., 5: 271, 281, 283. - Kohl, 1907, Denkschr.
k. Ak. Wiss. Wien, math. naturw. KI., 71: 241.
Nortonia rechbergi Meade Waldo, 1910, Ann. Mag. nat. Hist., 8,5: 49.
Questa specie è affine a viridipes, ma il vertice è perfettamente
normale, con punteggiatura ovunque uniforme. Il I tergite è un poco
meno corto, non molto più largo che lungo.
Colorazione circa come in viridis.
Nel Museo di Leiden esaminai l'olotipo, 19 di "N. Guinea". Altri
esemplari esaminati:
Nuova Guinea: Hollandia Binnen, 100 m, I-XI-58, 1 9 (J.L. Gressitt-
ML); VII-1938, 16 (L.J. Toxopeus-ML). - Genjam, 40 Km W of
Hollandia, 100-200 m, 1-10-III-60, 19 (T.C. Maa-ML). - Bernhard
Camp, 50 m VII-XI-38, 39 2 (J. Holthof-ML).
Is. Mysool: Haitlal, 0-75 m, 8-IX-20-X-48, 49 2 (M.A. Lieftinck-
ML).
Is. Aru: "Aru", 19 (Rosenberg-ML).
Eudiscoelius ferrugineipes n.sp.
2 - Clipeo circa tanto largo quanto lungo, debolmente e quasi
regolarmente convesso, con l'apice troncato e largo circa 1/4 della
larghezza massima del clipeo. Il vertice porta, dietro gli ocelli, una
depressione allungata trasversalmente, inglobante la fossetta centrale,
e fiancheggiata da due aree di modeste dimensioni, leggermente con-
vesse, ove la punteggiatura è nettamente più spaziata. Postscutello
interamente orizzontale, modicamente convesso. Propodeo bene svi-
luppato, con facce dorsali quasi interamente convesse, che si conti-
nuano insensibilmente nella faccia posteriore, ma formano con le facce
laterali una piega non molto accentuata, non careniforme. Tergite I,
peziolo escluso, pochissimo più largo che lungo, quasi emisferico, con
margini laterali subrettilinei e poco divergenti, quasi paralleli. Tergite
II pochissimo più largo che lungo, circa 1 volta e 1/2 più largo del
242 A. GIORDANI SOIKA
tergite precedente.
Clipeo con punti irregolari, poco fitti. Capo finamente e molto
fittamente punteggiato. Torace punteggiato circa come il capo, ma un
poco meno fittamente; molto simile è la punteggiatura delle facce dorsali
del propodeo. Il I tergite ha punti relativamente grossi e fitti, ma non
fittissimi, con interspazi in media eguali o minori dei punti. Tergite
II con punti notevolmente più piccoli, specialmente nel centro ove
sono anche più superficiali e gli interspazi sono molto maggiori dei
punti; ai lati sono più grossi ma non più fitti, e presso il margine
apicale sono più grossi ed assai più fitti. Sternite II con punteggiatura
press'a poco simile a quella del corrispondente tergite, ma molto più
rada.
Capo e mesosoma con radi peluzzi eretti brunastri. Addome glabro.
Interamente color verde metallico con qualche riflesso rameico.
Sono ferruginez: una macchia all'apice del clipeo; mandibole; antenne,
più o meno oscurite superiormente; tutte le zampe, che non presentano
riflessi metallici. Ali debolmente tinte di ferrugineo, con nervature
ferruginee.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 12-12.5.
d ignoto.
Is. Solomon: Vella Lavella, Pususoma, 17-XI-63, 39 ® tra cui
l'olotipo. - Kow, 30 m, 28-XI-63, 12 (P. Shanahan-ML).
Eudiscoelius bismarcki n.sp.
2 - Affine a ferrugineipes n. sp. Aree convesse del vertice più
distinte, più sporgenti. Punteggiatura del I tergite notevolmente più
fitta, specialmente nella metà anteriore. Sul II tergite i punti sono
molto più piccoli.
Capo e mesosoma con pilosità molto più lunga e più fitta.
Colorazione molto differente: interamente color verde metallico,
scapo e zampe comprese. Sull'addome, in qualche individuo, il verde
volge al verde-olivastro dal II tergite in poi. Le zampe possono essere
color bruno ferrugineo con riflessi verdi più o meno deboli. Ali modi-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 243
camente imbrunite, più fortemente lungo la costa, con nervature bru-
no-nere.
6 - Clipeo tanto largo quanto lungo, troncato all'apice, con punti
piccoli e spaziati. Antenne allungate, ma con il IV articolo meno lungo
del doppio della sua lunghezza. L'ultimo è corto, fortemente assot-
tigliato dalla base all'apice, che è appuntito e non raggiunge la base
dell'XI articolo. Il resto circa come nella 2.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 12-
13.5, dmm 12.
Is. Bismarck: New Britain, Yalom, 1000 m, 20-V-62, 32 2 tra cui
l'olotipo. - Lavongai, Banatam, 16-III-62, 22 2. - Komgi, 1000 m, 14-
V-62, 22 2 (Nona Dan Exp.-UZMC). - New Ireland, Lemkamin, 12 e
16-IV-62, 32 2 (Nona Dan Exp.UZMC).
Is. Solomon: New Georgia, Munda Pt Area, 3-VII-44, 12 (J.G.
Franclemont-ML). - Gizo Is., 50-120 m, 16° 26-IV-64, 16 (J. Sedlaceck-
ML).
Olotipo nel Museo Zoologico dell'Università di Kbenhavn.
Eudiscoelius lucens n.sp. (Fig. 56)
2- Clipeo tanto largo quanto lungo, troncato all'apice, la cui
larghezza è eguale a 1/4 della larghezza massima del clipeo. Vertice
normale, non depresso nella zona della fossetta centrale. Mesosoma
più ristretto anteriormente che posteriormente. Scutello orizzontale,
assai convesso, con un profondo solco mediano longitudinale. Propodeo
assai rigonfio ai lati, con le facce dorsali in gran parte pianeggianti,
od anche concave, separate dalla faccia posteriore da due grosse e
larghe pieghe; e separate dalle facce dorsali da una piega careniforme
molto sviluppata. Le facce laterali sono interamente pianeggianti e la
faccia posteriore è quasi verticale, solcata longitudinalmente. Tergite
I, peziolo escluso, più lungo che largo, con margini laterali fortemente
divergenti fino all'apice, per cui si avvicina alla forma conica; è poco
rigonfio dorsalmente per cui, visto di profilo, presenta un margine
superiore poco convesso. Tergite II quasi del doppio più largo del
precedente, non depresso nell'area preapicale.
244 A. GIORDANI SOIKA
Clipeo con punti grossi e fitti. Capo e torace finamente e molto
fittamente punteggiati. Facce dorsali del propodeo con punti più grossi
ma egualmente fitti. Tergite I con punti piccoli e spaziati; interspazi
spesso molto maggiori dei punti. Tergite II con punti piccolissimi e
molto radi. Sternite II con punti ancora più fitti e più radi in pros-
simità del margine apicale.
Capo e mesosoma con peli eretti bruni sul capo e sul mesosoma,
più fitti sul capo che sul mesosoma.
Interamente color verde metallico o verde-olivaceo scuro, qua e
là con riflessi rameici. Scapo e zampe bruni con riflessi metallici.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 13-14.
3d ignoto.
Is. Solomon: San Cristobal, Bweinanfawari, 11-VIII-60, 19 olotipo;
Wigiroga, 8-VIII-60, 19 (C.W. O' Brien-ML).
Figg. 55-56 Addome di Eudiscoelius 2: 55, E. solomon n.sp.; 56, E. lucens n.sp.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 245
57
Fig. 57 - Eudiscoelius solomon n.sp.®.
246 A. GIORDANI SOIKA
Gen. Euodynerus Dalla Torre
Euodynerus Dalla Torre, 1904, Genera Insect., 19: 38 (come sezione di Odynerus
subg. Lionotus Thomson). - Blithgen, 1938, Konowia, 16: 277. - 1970, ICZN Opinion
893: 187. - Carpenter, 1986, Psyche, 93: 70. - Van der Vecht e Carpenter 1990, Zool.
Verh. Leiden, 260: 23.
Tipo: Vespa dantici Rossi.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE ORIENTALI E
PAPUANE DEL GENERE Euodynerus
1 Carene epicnemiali assenti. Carene superiori del
propodeo presenti solo nel terzo superiore, ove forma-
no due denti lunghi, gracili, spinoformi e molto acuti,
che una stretta fessura separa dal postscutello.
Mesoepisterno con punti piccoli, molto spaziati;
interspazi molto maggiori dei punti. (subg. In col
epipona n. subg.)..... convergens n.sp.
— Carene epicnemiali presenti. Carene superiori del
propodeo regolarmente sviluppate in tutta la loro
lunghezza. Mesoepisterno con punti grossi e fitti,
IMFECESPAZIECA ICROM tn s....ches 3. eee men Nansen 2
2 Carene superiori del propodeo molto sviluppate, per
cui in alto formano due denti acuti, che una stretta
fessura separa dal postscutello. Clipeo fittamente
punteggiato, con punti rotondi. Tegule lisce, o con
pochi punti superficiali nella metà posteriore. (subg.
Pareuodynerus Blùthgen)......................iin 3
— Carene superiori del propodeo meno sviluppate, per
cui in alto formano due denti corti e grossi. Clipeo con
punti molto allungati, tanto da formare lunghe rugosità
longitudinali. Tegule fittamente punteggiate nella metà
posteriore. (subg. Euodynerus Dalla Torre).
O, RR A an dantici (Rossi)
a Mesoepisterno, scutello e facce dorsali del propodeo
neri. Eccezionalmente possono avere piccole macchie
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 247
gialle. Ali fortemente imbrunite, con intensi riflessi
violacei. Giappone, Corea, Cina settentrionale. .......
RIA, BLOOR ssp. violaceipennis Giordani Soika
Mesoepisterno, scutello e facce dorsali del propodeo
sempre con grandi macchie gialle. Ali modicamente
imbrunite con deboli riflessi violacei. Isole Taiwan e
Ruykyusgti:St aera akon ssp. nigrescens Gusenleitner
Le orbite degli ocelli sono molto sporgenti nel lato
interno, cioè nel lato posteriore nell'ocello anteriore,
e nei lati mediali negli ocelli posteriori, formando delle
lamelle nere quasi semicircolari. ..................................
Siunerzea Mi. ile alata. age trilobus (Fabricius)
Le orbite degli ocelli sono normali............................. 4
Facce laterali del pronoto depresse, concave, sepa-
rate dalla faccia dorsale da una carena orizzontale più
o meno sviluppata. Tegule larghe e corte, molto meno
lunghe del doppio della loro larghezza, con il lobo
posteriore molto corto. Sternite II senza solco basale
lesstiudbalemediano 5. spencepcbeeaseet souk ere epcocoeccebecesceseees
RA e adnan koenigsmanni Giordani Soika
Facce laterali del pronoto non depresse, per cui si
continuano regolarmente nella faccia dorsale. Tegule
strette ed allungate, quasi del doppio più lunghe che
larghe, con il lobo posteriore bene sviluppato. Sternite
II con un solco basale longitudinale molto netto.
LOL Meth ee: AA. un e RITI nipanicus (Schulthess)
Calia Menta dio ck AA ORG. eee b
CIR RE e lo cala ff
Propodeo nero; raramente vi è una macchietta gialla
susligansobzlarerale alato a c
Propodeo con le facce dorsali estesamente gialle. d
Clipeo nero; raramente vi è una stretta fascia gialla
sul margine basale. Scapo nero. Zampe nere; raramen-
te le tibie medie e posteriori hanno una sottilissima
fascia gialla. Fascia apicale del I tergite non o debol-
modterallareara aan,
Za LS hese SSP. nipanicus (Schulthess)
Clipeo quasi interamente giallo, oppure nero con una
248 A. GIORDANI SOIKA
larga fascia basale gialla. Tibie di tutte le zampe
ferruginee e gialle, od anche giallo-ferruginee. ........
DIE O CEE RE RR RI RI ssp. tonkinensis (Giordani Soika)
d Facce dorsali del propodeo interamente gialle. Sono
pure gialle le carene superiori ed il loro dente apicale. e
2 Facce dorsali del propodeo con macchie gialle meno
estese, per cui parte delle carene superiori ed i denti
apicalitisone neri Poni ssp. ryukyuensis Tano
e Scapo nero con solo la faccia inferiore gialla. Zampe
in parte bruno-ferruginee o bruno-nere. Mesoscuto
TOTO, A e ssp. flavicornis Yamane
- Scapo e zampe interamente gialli. Mesoscuto con 4
lieensdlie ce. ssp. subtropicalis n.
it Facce dorsali del propodeo nere, o con minute
Mmacchietewaralici i GORA zia iL ON eos.
SETA nipanicus (Schulthess), tonkinensis (G. Soika)
_ Facce dorsali del propodeo estesamente gialle. ........
ga wee i, È ryukyuensis Tano, flavicornis Yamane
Subg. Euodynerus Dalla Torre
Euodynerus dantici violaceipennis Giordani Soika
Euodynerus dantici violaceipennis Giordani Soika, 1973, Boll. Mus. Civ. St. nat. Vene-
zia, 24: 114 (9 6). - Yamane, 1990, Ins. Mats., NS, 43: 50, figg. 101, 108.
Odynerus dantici; Yasumatsu, 1950, Icon. Ins., Japn, 2 nd Edit.: 1455, fig. 4199. Ishikawa,
1965, lconwwlnsmijapnaColynat, Edis 297 pls 4965 24°
Euodynerus dantici brachytomus; V.d.Vecht e Fischer, 1972, Hym. Cat., 8: 88 (partim).
Yamane, 1979, New Entom., 28: 8-9, figg. 3, 6, 9; - Yamane e Tano, 1987, Shikoku ent.
Soc. 18: 333-334.
La sottospecie violacetpennis del comune dantici è paleartica: non è
rara nella Cina settentrionale, Corea e Giappone. Ma ho esaminato
anche una @ del Cekiang, per cui credo doverla includere tra le forme
orientali. Venne catturata il 3-X-18 e si trova nelle collezioni del Museum
of Comparative Zoology di Cambridge.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 249
Euodynerus dantici nigrescens Gusenleitner
Euodynerus dantici nigrescens Gusenleitner, 1979, Nachrichtbl. Bayer. Ent., 28: 62
(23). - Tano et al. 1985, Hym. Comm., 23:31. - Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ.
St. nat. Venezia, 35: 71. - Yamane, 1990, Ins. Mats., NS, 43: 50-51, figg. 102, 110 B.
Euodynerus dantici violaceipennis; Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent. Soc.,
18: 334-335.
Di questa forma, nota di molte località delle Ryukyus, esaminai
esemplari delle seguenti località:
Corea: Mjiri, 19-VII-89, 19 (G.J. Jeong-AGS).
Manciuria: Harbin, VIII-1935, 19 (Skurtzov-MCZ).
Rykyus: Nakada, 1-VIII-67, 16 (T. Kifune-AGS). - Izema Is., 24-
VII-67, 19 (T. Kifune-AGS).
Taiwan: Shuhmen near Hengchuen, 7-V-76, 16 32 2 paratipi (Coll.
Gusenl. ed AGS).
Subg. Pareuodynerus Blithgen
Euodynerus nipanicus (Schulthess)
Lionotus tomentosus var. nipanicus Schulthess, 1908, Mitt. Schweiz. ent. Ges. 11:
287-288 (6).
Euodynerus notatus; Yamane e Tano, 1987, Trans Shikoku ent. Soc., 18: 335-
336.
Euodynerus notatus notatus; V.d.Vecht e Fischer, Hym. Cat., 8: 95-96 (partim).
Euodynerus notatus ssp. 2, 3; Yamane, 1979, New. Ent., 28: 10-11, figg. 18-20,
23, 24.
Euodynerus notatus nipanicus; Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent. Soc.,
18, 337-338, fig. 7.
Euodynerus notatus pubescens; Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent. Soc.,
18: 335i tie, 6
Euodynerus nipanicus; Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 35:
135-138, fig. 37. Yamane, 1990, Ins. Mats., NS, 43: 47, 52-56, figg. 94-96, 99, 103,
104, 110A.
20 A. GIORDANI SOIKA
Odynerus micado; Matsumura, 1911, Thous. Ins. Japn, Suppl., 3: 682, pl. 39, fig.
14; 1930, Thous. Ins. Japn, 2: 13-14, pl. 2 fig. 14; 1931, 6000 Ill. Ins. Japn Emp.: 16.
N° 78. - Yano n 1932, Icon. Ins. Japn, 1 st Edit.: 308.
Odynerus flaviclypeatus Sonan, 1930, Trans. nat. Hist. Soc. Formosa, 20: 355 (dg).
Rabynchium satsumanus Sonan, 1930, Trans. nat. Hist. Soc. "Formosa, 20: 356 (2).
Odynerus nigripes; Yasumatsu, 1935, Kontyt, 9: 225-225.
Odynerus quadrifasciatus; Yasumatsu, 1930, Icon. Ins. Japn, 2nd Edit.: 1456, fig.
4202. - Ishikawa, 1965, Icon Inst. Japan. Col. mat. Edit, 32 297, pl 149, fis 3.
E. nipanicus nipanicus è forma paleartica, ma arriva a popolare
anche le isole Ryukyus. Yamane, infatti, lo segnala di varie località delle
Ryukyus settentrionali.
Esaminai numerosi esemplari di molte località del Giappone, Corea
e Cina settentrionale.
Euodynerus nipanicus tonkinensis (Giordani Soika) n. comb.
Odynerus (Pareuodynerus) notatus ssp. tonkinensis Giordani Soika, 1973, Boll.
Mus. civ. St. nat. Venezia, 24: 118
Questa interessante sottospecie è stata da me troppo brevemente
descritta, per cui ritengo opportuno ridescriverla.
9 - Nero, con le parti non gialle delle zampe bruno-ferruginee più
o meno scure, e tutti i tarsi ferruginei. Sono gza//z: una macchietta alla
base delle mandibole; il clipeo, tranne i margini laterali della parte
libera neri; una macchia che occupa la parte centrale dello spazio
interoculare e si estende, allargandosi, sulla fronte; una macchietta sulle
tempie; la faccia inferiore dello scapo; la metà anteriore della faccia
dorsale del pronoto; una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno;
una stretta fascia lungo i margini posteriore e laterali dello scutello; il
postscutello; macchiette sugli angoli laterali del propodeo; tegule;
parategule; macchie apicali sui femori anteriori e medi; le tibie; una
fascia apicale, stretta nel mezzo ma allargata ai lati, sul I tergite; una
fascia apicale, larga e regolare; sul II tergite; una fascia, più stretta ma
egualmente regolare, sul III tergite; una fascia, stretta ed abbreviata ai
lati, sul IV tergite; macchiette triangolari ai lati del margine apicale del
II sternite. Ali assai imbrunite, specialmente lungo la costa.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 251
Esaminai i tipi, del Vietnam (Hoa-Binh) e della Cina (Canton,
Tientsin e Peiping, stampato per errore Pekin), ed esemplari delle seguenti
località:
Cina: Hopei, Peiping, 27-VII-38, 19 (T.P. Chang-AGS); VIII-1932,
19 (Liu-MCZ). - Kiangsu, Shanghai, 12-VIII-32, 16 (O. Piel-AGS). -
Nang King, 2-15-V-24, 12 (H.R. Jaynes-AGS). - Ning Po, 16 (AGS).
- Yachow, 1928, 16 (D.C. Graham-AGS). - Foochow, 16 (Kellog-MCZ).
- Chekiang, Chusan, 20-VII-37, 12 (O. Piel-AGS). - Kwantung, Tsin-
Leon g 3e 5-VI-36, 29 2 16 (L. Gressit-MCZ). - Kwantung, Mei-hsien,
19-VII-36, 16 (U. Gressit-MCZ). - Kwantung, Mahn-tsi-Scan, VII-1924,
18 (S. Mell-AGS). - Canton, Pestacho, Tsiuwangtau, 20-VIII-16, 16
(H. Weijold-AGS).
Viet Nam: Hoa Binh, 1926-29, 79 ® olotipo e paratipi (A. de
Cooman-MP); VIII-1918, 29 2 (R. Vitalis de Salwaza-BM).
Descritto di Hoa-Binh (per errore tipografico è stato stampato
Lloabinh) e della Cina: Kunmin, Canton e Tientsin.
Euodynerus nipanicus flavicornis Yamane
Odynerus flavolineatus; Matsumura, 1911, Thous. Ins. Japn, Suppl. 3: 111, pl. 39,
fig. 13. - Matsumura e Uchida, Ins. Mats., 1: 36. - Kuroiwa, 1926, Trans. nat. Hist. Soc.
Formosa, 16: 140. - Matsumura, 1930, Ill. Tous. Ins. Japn, 2: 13, pl. 2, fig. 13. -
Matsumura, 1931, 6000 Ill. Ins. Japn. Emp.: 16 N° 77. (nec Smith).
Euodynerus notatus flavicornis Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent. Soc., 18:
3391 He. SIL)
Euodynerus nipanicus flavicornis; Yamane, 1990, Ins. Mats., NS, 43; 53, 56, figg.
92, 93, 98, 110 A.
Euodynerus nipanicus tonkinensis; Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat.
Venezia, 35: 71.
Differisce dalle altre sottospecie per avere le facce dorsali del
propodeo interamente, o quasi interamente, gialle. Questo colore è
pure assai esteso nelle zampe, ove spesso tende a volgere al giallo-
ferrugineo.
Esaminai esemplari delle seguenti località:
252 A. GIORDANI SOIKA
Is. Ryukyus: Okinawa, Nakagu Suku, 3-X-77, 19 (S. Yamane-
AGS). - Nakada, Izema, 24-VII-67, 16 (T. Kifune-AGS). - Toyama, 500
ft, 19-IX-45, 12 (C.T. Parsons-MCZ). - Iwa, 29 £ (EK G. Werner-MCZ).
- Sesoko, Motobu, 13 e 15-IX-82, 12 16 (J. Kojima-AGS). - Motobu,
10 Vo 14 (SHAG SiriaVie7) n= Chizika 58 M2 SAGA Bohan
ML). - loshima: 5-VII-46, 26 g, 12-VII-45, 12 (K.V. Krombein).
Taiwan: Pilam, VII-1912, 16 (H. Sauter-AGS).
Segnalata di varie località delle Ryukyus, non ancora di Taiwan.
Euodynerus nipanicus ryukyuensis Yamane e Tano
Euodynerus notatus ryukyuensis Yamane e Tano, 1987, Trans. Shikoku ent. Soc.,
18: 339-340, fig. 9 (2 d). - Yamane, 1990, Ins. Mats., NS, 43: 53, 57, figg. 106, 110A.
Differisce dalla ssp. flavicornis per avere le macchie gialle delle
facce dorsali del propodeo meno estese, per cui il dente superiore delle
carene superiori rimane nero, e per altre particolarita di scarsa im-
portanza.
Esemplari esaminati:
Ryukyus: Okinawa: Yogi, Naha, 15-30-VI-51 (EG. Werner-MCZ).
- Chizuka, VII-IX, 29 2 (G.E. Bohart-ML). - Ishigaki, Kawahara, 20-
VII-62, 12 (K. Okamoto-ML). - Tonoshiro, 25-VII-62, 19 (K. Okamoto-
ML). - Iriomote, 8-VIII-62, (K. Okamoto-ML).
Euodynerus nipanicus subtropicalis n.ssp.
2 - Nero. Sono gzallz: le mandibole, quasi interamente; il clipeo;
una grande macchia sulla fronte, che occupa tutto lo spazio interan-
tennale e sale verso l'ocello anteriore; fasce lungo le orbite interne dei
lobi superiori degli occhi che si uniscono sul vertice alle grandi macchie
delle tempie; tutto lo scapo; i 2/3 anteriori della faccia dorsale del
pronoto; una grande macchia sulla parte superiore del mesoepisterho;
4 linee longitudinali sul mesoscuto; scutello; postscutello, facce dorsali
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 253
del propodeo; tegule; parategule; tutte le zampe; sul I tergite una
larga fascia apicale che ne occupa la faccia dorsale ed è profondamen-
te intaccata nel mezzo; una larga fascia apicale sul II tergite, forte-
mente allargata ai lati; larghe fasce apicali sui tergiti III e IV; fasce
apicali, strette ed un poco allargate ai lati, sugli sterniti II e III. Ali
debolmente imbrunite.
Dimensioni come nella forma nominale.
dé ignoto.
Is. Hainan: Nodoa, 29-VI-35, 19 (L. Gressitt-MCZ).
Olotipo nel Museum of Comparative Zoology di Cambridge.
Caratterizzato dalla notevolissima estensione del colore giallo.
Eudodynerus trilobus (Fabricius)
Vespa triloba Fabricius, 1787, Mant. Ins., 1: 290; 1793, Ent. Syst., 2: 268; 1804,
Syst--biezs 260.
Odynerus trilobus; Lepeletier, 1841, Hist. nat. Ins. Hym., 2: 635 (¢ dg). - Saussure,
1395, Et. Hamme) Vespa 5) suppl: 252; 867. Reise d. Novara, Zool, 2515 tym.: 10;
1890, in Grandidier, Hist. Madagasc., 20, 1, Hym.: 10. - Dover, 1926, China J. Arts
Sc., 4: 233. - Meade Waldo, 1912, Trans. Linn. Soc., Zool., 15, 1: 43. - Bequaert, 1818,
Bull. am. Mus. nat. Hist., 39: 313. - Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-
Dahlem, 1: 74 - Sonan, 1938, Trans. nat. Hist. Soc. Formosa, 28: 79. - Yasumatsu, 1950,
Icon. Ins. Japan, 2"° Edit.; 1456, fig. 4200. - Lee, Hornets agr. reg. China 235-244, fig.
66-68.
Pseudepipona triloba; Iwata, 1939, Trans. nat. Hist. Soc; Formosa, 29, N° 187: 62.
Euodynerus trilobus; V.d. Vecht e Fischer, 1972, Hym. Cat., 8: 101. - Yamane e
Tano, 1987, Transsikoku ent; Soc., 18: 241-242. - Yamane, 1990, Ins. Matsum., NS, 43:
47, 60, 62, figg. 75, 87, 109, 110.
Odynerus coenocephalus Cameron, 1907, Trans. Linn. Soc., Zool., 2, 12: 72 (2
3).
Odynerus chagosensis Cameron, 1907, Trans; Linn. Soc., 2, 12: 73 (98).
Odynerus emma Sonan, 1929, Trans. nat. Hist. Soc; Formosa, 19: 535 (gd).
Specie inconfondibile per le particolarita, veramente eccezionali,
dell'area ocellare.
254 A. GIORDANI SOIKA
Descritto della Cina, venne successivamente segnalato di varie
località della regione orientale, in particolar modo delle isole Choagos
e Taiwan. E' presente anche nelle isole afrotropicali di Réunion e
Maritius. Erroneamente citato del Madagascar.
Esemplari esaminati:
Viet Nam: 19 (AGS).
Malaya: Pahang, Kuontan, VIII-1948, 18 (N.L.H. Krauss-ML).
Chagos Arch: Diego Garcia, De Moulin, 23-IV-71, 12; Diego Garcia,
Ecliptes, Point, 19-IV-71, 16 (A.M. Houston-AGS).
Cina: Fukien, Eutsing, VIII-1938, 12 (Caldwell-ML). - Kwantung,
Nei-hsien, 31-V-36, 26 6 (L. Gressitt-MCZ).
Is. Purmerend: Batavia Bay, 14-II-37, 16 (J.V.d. Vecht-ML).
Is. Ryukyus: Okinawa, Chizuka, VII-IV, 16 (G.E. Bohart-ML).
Taiwan: Anping, VII-1910, 16; VI-1911, 12 (H. Sauter-AGS). -
Takao, 1907, 19 268 (H. Sauter-AGS).
Euodynerus koenigsmanni Giordani Soika
Euodynerus koenigsmanni Giordani Soika, 1972, Boll. Soc. ent. ital., 104, 6, 7: 99
(E
A prima vista questa specie può essere confusa con l'Epszlor
burmanicum (Bingham). Ma i caratteri del genere, specialmente le
carene superiori del propodeo bene sviluppate, lamelliforni e spor-
genti in alto con un dente acuto, che una stretta fessura separa dal
postscutello, e la molto diversa forma del clipeo, permettono una
sicura identificazione di questa specie.
Esemplari esaminati:
Sikkim: "Sikkim", 799 946, olotipo e paratipi (Bingham-MB);
12 (MezZ).
Assam: Div. Kameng, Bhairabkunda, 700-1000 ft, 19-V-61, 19 (E
Schmide-ML).
Thailandia: Muok-Lek, 1000 m, 19 (H. Fruhstorfer-AGS). -
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 255
Chiangmai, Fang, 500 m, 19-IV-58, 36 é (T.C. Maa-ML). - Chiangmai,
Chiangdao, 450 m., 5-11-IV-58, 23 5 (T.C. Maa-ML). - Thai, Chomtong,
27-V-61, 12 (K. Iwata-AGS). - Ratcha Prov., Nakkon, Ratchasima, 60
Km S. 2-4-III-71, 19 (PP. Spangler-USNM). -
Malaya: Perak, Kuala Kangsar, 1902, 12 (Grubauer-AGS).
Erano noti solo i tipi, di Sikkim e Muok-Lek, Thailandia.
Subg. Incolepipona n.
Clipeo della £ più largo che lungo, con punti piccolissimi, fitti e
superficiali. Mesoepisterno privo di carena epicnemiale. Faccia dorsale
e faccia posteriore del postscutello nettamente distinte, ma non sepa-
rate da una carena. Carene laterali ed inferiori del propodeo assenti.
Le carene superiori sono presenti solo nella metà superiore ove forma-
no un dente gracile, lungo, spiniforme, triangolare e molto appuntito,
separato dal postscutello da una fessura stretta e lunga. Tegule rela-
tivamente larghe, con lobo posteriore molto corto. Secondo sternite
quasi regolarmente convesso. Corpo lucidissimo, con punteggiatura
molto fina spaziata e superficiale. Solo le facce dorsali del propodeo
hanno punti di media grossezza ed assai fitti.
Tipo: Euodynerus convergens n.sp.
Euodynerus convergens n.sp.
2 - Clipeo leggermente più largo che lungo, debolmente e stretta-
mente emarginato all'apice; la distanza che separa i denti apicali è
eguale a circa 1/5 della larghezza massima del clipeo; la sua superficie
è debolmente e quasi regolarmente convessa. Terzo articolo delle an-
tenne quasi del doppio rn°.. lungo che largo all'apice; articoli IV e V
leggermente più lunghi che larghi e successivi tanto lunghi quanto
larghi o più larghi che lunghi; Vertice con un'area ellittica subpianeg-
giante o leggermente depressa, finissimamente punteggiata e con una
fossetta centrale poco distinta. Torace - mesosoma senza il propodeo
256 A. GIORDANI SOIKA
- circa 1 volta e 1/4 più lungo che largo. Carena del pronoto sottile
e regolare, largamente arcuata sugli omeri. Mesoepisterno privo di carena
epicnemiale. Mesoscuto pianeggiante nella metà posteriore. Scutello
debolmente convesso. Postscutello con una faccia dorsale perfettamen-
te orizzontale, ed una faccia posteriore quasi esattamente verticale ed
un poco più lunga; le due facce sono nettamente separate tra loro,
anche se non vi è una vera carena. Facce del propodeo bene separate
tra loro anche se mancano le carene laterali ed inferiori; le carene
superiori sono presenti solo nella metà superiore; sono sottili,
lamelliformi e formano in alto un dente stretto ed acuto, quasi
spiniforme, separato dal postscutello da una fessura assai stretta. Tegule
piuttosto larghe, con lobo apicale corto e triangolare. Parategule bene
sviluppate, dirette dapprima di lato, poi all'indietro. Ali e zampe
normali. Tergite I della consueta forma degli Ewodynerus, circa 1 volta
e 1/2 più lungo che largo; margine apicale semplice. Tergite II circa
1 volta e 1/3 più largo che lungo, pochissimo più largo all'apice che
alla base e pochissimo rigonfio ai lati. Sternite II debolmente e quasi
regolarmente convesso, con un solco mediano longitudinale basale
ben marcato.
Clipeo con punti piccoli e molto fitti. Capo con punti non molto
più grossi ed egualmente fitti. Pronoto, mesoscuto, scutello e postscutello
con punti circa eguali a quelli del capo, ma di grandezza e densità
diverse: più grossi e più fitti sul pronoto, più piccoli e meno fitti sul
mesoscuto, specialmente nella metà posteriore. Mesoepisterno con
punti più piccoli e più spaziati. Facce dorsali del propodeo con punti
grossi e fittissimi, interspazi careniformi, facce laterali con punti molto
piccoli e poco fitti; faccia posteriore quasi liscia, con finissime strie,
più evidenti nella metà inferiore. Tergite I con punti piccoli e molto
spaziati. Tergite II con punti simili o leggermente più grossi, ancora
più spaziati. E' interessante il fatto che in prossimità del margine
apicale i punti sono assai più grossi ma non più fitti, e gli interspazi
sono molto maggiori dei punti. Sternite II con punti più grossi e più
fitti di quelli del corrispondente tergite.
Capo e mesosoma con peli bianchi o fulvi, cortissimi e poco fitti.
Addome quasi glabro.
Nero. Sono rosso-ferruginez: i due primi tergiti ed il secondo sternite.
Sono galli: parte delle mandibole; il clipeo, tranne una fascia trasver-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 257
sale nera, che non raggiunge i margini laterali; una macchia sulla
fronte, al disopra dello spazio interantennale, che manda in basso un
sottile prolungamento fino al margine basale del clipeo; una macchietta
sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; la quasi totalita della
faccia dorsale del pronoto e la parte pit alta della faccia anteriore;
due corte linee sul mesoscuto; una grande macchia sul mesoepisterno;
una larga fascia, ristretta nel mezzo, sullo scutello; il postscutello; la
quasi totalita del propodeo; tegule; parategule ed il margine del
mesoscuto a queste vicino; grandi macchie su tutte le anche; la faccia
posteriore dei femori anteriori, la faccia anteriore di quelli medi, ed
i 2/3 apicali di quelli posteriori; la faccia esterna delle tibie, pit o
meno estesamente (tutti i tarsi sono neri); i lati del I tergite; fasce
apicali, male delimitate anteriormente, sui due primi tergiti ed una,
assai piu stretta, sul II sternite; fasce, ben delimitate anteriormente,
sui tergiti III e IV. Ali modicamente imbrunite, con nervature scuris-
sime.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.
3d ignoto.
Is. Ogasawara (Bonin): Chichi Jima, 10-VII-51 29 9, olotipo e
paratipo (R.M. Bohart-MCZ).
Olotipo nel Museum of comparative Zoology di Cambridge.
Gen. Knemodynerus Blithgen
Knemodynerus Blithgen, 1940, Entom. Tidskr., 61: 43 (come sottogenere di
Euodynerus). - Carpenter, 1986, Psyche, 93: 73 (come genere). - Van der Vecht e
Carpenter, 1990, Zool. Verh. Leiden, 260: 30.
Tipo: Odynerus excellens Pérez 1907.
Il genere Knemodynerus, che differisce da Euodynerus quasi esclu-
sivamente per l'assenza delle parategule, ha specie nelle regioni paleartica,
afrotropicale ed orientale; una specie in Australia.
258 A. GIORDANI SOIKA
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE ORIENTALI
DEL GENERE Knemodynerus
1 Carene laterali del propodeo molto sviluppate,
Iefnny ell Saco\ieiout & Somerset eco 2
= Carene laterali del propodeo poco sviluppate, non
Jerome 4
2 Seni oculari lisci, solo raramente si possono osserva-
em Baupiecolii putissi i 3
- Seni oculari; almeno nella metà superiore, punteg-
Siatl, comegla. finonte i circumspectus (Smith)
a Colore fondamentale del pronoto, del propodeo e
celblftcraterross oso OR
RIETI Ea ee ee VR CLERO) ssp. circumspectus (Smith)
- Colore fondamentale del pronoto, del propodeo e
delfecsalicen ero e SSporsgaidue; eiuaibtafitiasanì
3 Mesoepisterno con punti di media grossezza, fittis-
simi; interspazi careniformi. Ultimo articolo delle an-
tenne del d grande, per cui il suo apice raggiunge,
e talvolta oltrepassa, la base dell'XI articolo. ........
AA AE A CR complanatus n.sp.
a Tergiti e sterniti IV-V o IV-VI con fasce apicali gialle
o giallastre. Scutello con grandi macchie gialle. Spesso
vi sono due linee gialle sul mesoscuto .......................
LIA I Re cana e SSpe wp eluate ive uw Ss) me
= Tergiti e sterniti III-V o IV-V neri. Scutello nero (solo
nella £ del Tenasserim lo scutello ha due strettissime
linee longitudinali laterali gialle). Mesoscuto sempre
(NEST Oy Ra a: ssp. complanatus n.
- Mesoepisterno con punti grossi e spaziati: gli interspazi
non sono mai careniformi e, specialmente nella parte
superiore, sono spesso eguali ai punti. Ultimo arti-
colo delle antenne del 3 molto piccolo, per cui il suo
apice raggiunge appena la metà dell'XI articolo. ..
CITI RA n ree i longitegulae (Williams)
4 Tegule punteggiate. Tergite I fittamente punteggiato. 5
- Tegule lisce. Tergite I liscio, tranne pochi punti la-
terali; oppure con punteggiatura molto spaziata...... 6
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 259
5 Carene superiori del propodeo molto sviluppate,
lamelliformi; la loro estremita superiore raggiunge
l'altezza della faccia dorsale del postscutello. Punteg-
giatura del I tergite molto fina e fittissima, con interspazi
sempre minori dei punti. Color giallo, o giallo-aran-
Gio uniforme e. at excellens (Pérez)
= Carene superiori del propodeo poco sviluppate, non
lamelliformi; la loro estremita superiore rimane molto
al disotto della faccia dorsale del postscutello. Pun-
teggiatura del I tergite più grossa e meno fitta,
interspazi spesso eguali ai punti; ferrugineo, con
macchie e larghe fasce gialle.coriaceus Giordani Soika
6 Tergite I liscio; solo ai lati vi sono alcuni punti assai
piccoli. Interamente color giallo-ferrugineo. India.
ws Aes atc ot (UA MENA pseudocoriaceus Giordani Soika
_ Tergite I con punteggiatura molto spaziata ma ben
distinta. Nero, estesamente macchiato di giallo. Isole
Crisis e ea polyphemus (Kirby)
Knemodynerus circumspectus circumspectus (Smith) n. comb.
(Fig. 58)
Odynerus circumspectus Smith, 1860, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 4, Suppl.: 88
(2). - Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 283.
2- Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo
circa tanto largo quanto lungo, abbastanza fortemente emarginato
all'apice, con denti apicali larghi ed arrotondati all'apice; distano tra
loro circa 1/4 della larghezza massima del clipeo; è fortemente con-
vesso nella metà basale, con l'area mediana fortemente depressa,
concava. Spazio interantennale del doppio più largo degli spazi oculo-
antennali. Terzo articolo delle antenne circa del doppio più lungo che
largo alla base, IV più lungo che largo, V tanto lungo quanto largo.
Tempie modicamente sviluppate; viste dall'alto appaiono assai più
corte dei lobi superiori degli occhi. Torace (mesosoma senza il
propodeo) circa 1 volta e 1/4 più lungo che largo. Carena del propodeo
bene sviluppata, regolare, largamente arcuata sugli omeri. Scutello
260 A. GIORDANI SOIKA
pianeggiante. Postscutello con una breve faccia dorsale subpianeggiate,
ed una posteriore quasi verticale. Carene laterali del propodeo
sviluppatissime, lamelliformi, rettilinee, terminanti posteriormente con
un dente acuto; le carene superiori sono sviluppate solo in alto, ove
formano un grosso dente, che una larga fessura separa dal postscutello;
facce laterali perfettamente pianeggianti. Tegule con il lobo posteriore
largo ed allungato. Parategule cortissime, praticamente assenti. Nulla
di particolare nelle zampe ed ali. Tergite I 1 volta e 2/3 più largo che
lungo, quasi verticalmente troncato in avanti, con margini laterali
subrettilinei e pochissimo divergenti; margine apicale normale. Tergite
II di poco più largo che lungo, circa tanto largo all'apice che alla base,
pochissimo rigonfio ai lati; margine apicale semplice. Sternite II assai
convesso alla base, che presenta un leggero solco mediano longitudinale.
Clipeo con punti piccoli, irregolarmente disposti e più o meno
allungati. Capo con punti piccoli ed assai fitti. Pronoto e mesoscuto
punteggiati circa come il capo, ma più fittamente. Metà posteriore del
mesoscuto e scutello con punti più grossi, egualmente molto fitti.
Mesoepisterno con punti grossi e meno fitti. Facce dorsali del propodeo
con punti grossissimi, profondi e molto fitti, separati da interspazi
sottilmente careniformi; facce laterali con punti superficialissimi; faccia
posteriore liscia e lucida nella metà superiore, con finissime e leggere
rugosità nella metà inferiore. Tergite I con punti di media grossezza
e modicamente fitti, la loro disposizione è irregolare, e gli interspazi
sono in media circa eguali ai punti, o di poco minori. Alla base, la
punteggiatura del II tergite è simile a quella del tergite precedente;
poi i punti diventano progressivamente più grossi e più fitti. Punteg-
giatura del II sternite assai più grossa e più spaziata di quella del
corrispondente tergite.
Capo con peli eretti piuttosto fitti, bruni. Mesosoma con peli
eretti un poco più corti, egualmente fitti, biancastri. Addome quasi
glabro, con radi peluzzi sui tergiti III-VI.
Nero. Sono color rosso-ferrugineo: mandibole; clipeo; scapo; tutta
la faccia dorsale del pronoto; la quasi totalità del propodeo; tegule;
zampe; due grandi macchie ai lati del I tergite. Sono gialli: due macchie
alla base del clipeo; una sottilissima fascia lungo le orbite interse dei
lobi inferiori degli occhi, fino al fondo dei seni oculari; una macchietta
sulla fronte, al disopra dei seni oculari; una macchia allungata sulle
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 261
tempie; una larga fascia sul postscutello; fasce apicali sui tre primi
tergiti e sul secondo sternite, spesso incompleta quella del III tergite
e del II sternite. Ali molto debolmente imbrunite, un poco più for-
temente lungo la costa.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm. 9-10.
6 (della ssp. derufatus n.). Clipeo tanto largo quanto lungo, mo-
dicamente emarginato all'apice, con denti apicali acuti; la distanza che
li separa è eguale a circa 1/4 della larghezza massima del clipeo. La
superficie del clipeo è fortemente e quasi regolarmente convessa. Ul-
timo articolo delle antenne lungo, gracile, digitiforme pochissimo as-
sottigliato dalla base all'apice, il quale raggiunge la base dell'XI arti-
colo.
Clipeo interamente giallo, il resto circa come nella ®.
Esaminai, nel Museo di Oxford, l'olotipo, unico esemplare finora
noto: una @ etichettata MAK (ssar). Altri esemplari esaminati:
Sumatra: "Sumatra", 12 (AGS).
Buru: III-1914, 19 (Denin-AGS).
Ambon: "Ambon, X-1949, 19 (M.A. Lieftinck-ML). - "Ambon",
70 m, 22-III-62, 19 (A.M.R. Wegner-ML). - Waai, X-1966, 10-20, 25-
XI-64, 62 2 (A.M. Wegner-ML).
Kai: "Key Ins." 19 (Kuthn-AGs).
Knemodynerus circumspectus de rufatus n.ssp.
2- Nero, con la metà apicale delle mandibole, lo scapo e tutte
le zampe, incluse le anche, ferruginez. Sono gialli: il clipeo, tranne una
larga fascia mediana nera; le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi
fino al fondo dei seni oculari; una macchietta rotonda al disopra dello
spazio interantennale; una linea sulle tempie; una larga fascia sul margine
anteriore della faccia dorsale del pronoto; la metà posteriore della parte
superiore del mesoepisterno; la quasi totalità del postscutello; fasce
sulla faccia dorsale del propodeo, lungo le carene superiori; le tegule;
una stretta e regolare fascia apicale sul I tergite; una fascia apicale,
262 A. GIORDANI SOIKA
Fig. 58 Knemodynerus circumspectus (Smith): tegula e margine laterale del mesoscuto.
pochissimo più larga, egualmente regolare, sul II tergite; una strettis-
sima fascia apicale, un poco allargata ai lati, sul II sternite. Ali de-
bolmente oscurite.
3- Clipeo interamente giallo. Sono pure gialli la faccia inferiore
dello scapo e strettissime fasce apicali sul III tergite e sul III sternite.
Propodeo senza fasce gialle. Il resto circa come nella 9.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2 mm 9-10,
d mm 8-8.5.
Is. Solomon: Bougainville, Kieta, 30-XI-59, 3 2 @ tra cui l'olotipo;
DOVES aka GI 322 (MG Wiley). une
(J.L. Gressitt-ML). Santa Isabel, Tamatahi, 450 m, 2-3-VII-60, 19
2366 (W. O'Brien-ML). - Malaita: Dala, 50 m, 9-14-VI-64, 12 (J.M.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 263
Sedlaceck-ML). - Guadacanal: Metanikan Riv., 26-V-44, 19 (H.E.
Milliron-ML). - Honiara, 0-100 m, X-1970, 16 (N.L.H. Krauss-ML).
- Honiara, 13-15-IV-66, 19 (G.L. Bush-ML). - Lunga Riv. Bridge, VII-
VII-60, 16; 23-VIII-60, 12 (J. Schenk-ML). - "Guadacanal" VIII-
1944, 236 (L.N. Jarcho-MCZ); XI-XII-43, 19 (A.B. Gurney-USNM).
- Lavoro, 16-11-34, 49 92. - Lunga Estali, 18-XII-33, 19. - Veisali -
Tenamba, 28-VIII-34, 19. - Siavo Is., Reko, 24-II-34, 2 @. - Shortland
Isl., 22-IV-34, 18. - Ganonga Is., Koremu Estali, 18-IX-33, 19 (H.T.
Pagden-BM). - New Georgia, Munda, 1-30 m, 15 e 21-VII-59, 29 9
(L. Gressitt-ML).
Knemodynerus co mplanatus n.sp.
2- Affine a circumspectus (Sm.). Clipeo tanto largo quanto lungo,
debolmente emarginato all'apice; i denti apicali distano tra loro poco
meno di 1/3 della larghezza massima del clipeo; è debolmente convesso
alla base, con area mediana subpianeggiante ed un poco depressa vicino
all'apice. Propodeo con carene laterali meno sviluppate, raramente
rettilinee; le carene superiori sono invece sviluppatissime, lamelliformi,
e terminano in alto con un dente corto e largo. Tergite I leggermente
ma visibilmente più corto che in circumspectus. Solco basale longitudinale
del II sternite più marcato che in questa specie.
Clipeo con punteggiatura finissima, fittissima, superficiale ed al-
quanto irregolare. Fronte con punti piccoli e molto fitti, interspazi
careniformi; però i seni oculari e l'area tra questi e le inserzioni delle
antenne, sono perfettamente lisci, e mostrano solo una finissima e
superficiale micropunteggiatura più o meno distinta. Pronoto,
mesoscuto e scutello con punti di media grossezza, molto fitti. Sul
mesoepisterno i punti sono ancora più grossi e molto fitti, con ten-
denza degli interspazi a formare grossolane rugosità irregolari. Facce
dorsali del propodeo con punti grossissimi, poco profondi ed a fondo
piatto, irregolarmente disposti; gli interspazi nella parte posteriore
sono sottilmente careniformi, ma nella parte anteriore vi sono aree
liscie e pianeggianti talvolta maggiori dei punti. Facce laterali del
propodeo punteggiate circa come le facce dorsali, ma con punti estre-
264 A. GIORDANI SOIKA
mamente superficiali, e più regolari. Faccia posteriore lucida, con
rugosità oblique superficiali ed irregolari, più accentuate nella metà
inferiore. Il I tergite porta, ai lati, punti grossi circa quanto quelli del
mesoscuto con interspazi circa eguali ai punti; sul dorso i punti sono
più piccoli e molto più spaziati. Tergite II con punti più grossi di
quelli del precedente tergite, di densità pressoché uniforme; interspazi
in media eguali o un poco minori dei punti; vicino al margine apicale
sono un poco più fitti. Sternite II con punti più grossi, ed interspazi
in media eguali o minori dei punti.
Pilosità circa come in circumspectus.
Nero, con mandibole e zampe ferruginee. Sono gialli: una macchietta
alla base delle mandibole; il clipeo, tranne una macchietta, od una
linea centrale bruna 6 nera; una macchietta rotonda sulla fronte al
disopra dello spazio interantennale; una fascia lungo le orbite interne
dei lobi inferiori degli occhi, che occupa quasi interamente i seni
oculari; una lunga linea sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo;
‘una fascia di media larghezza sulla faccia dorsale del pronoto, una
grande macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; una fascia,
che può essere irregolare o strettamente interrotta nel mezzo, sul
postscutello; grandi macchie ai lati del propodeo; le tegule, tranne
una grande macchia centrale bruna; grandi macchie sulle anche medie
e posteriori; macchie apicali in tutti i femori, talvolta assenti su quelli
posteriori; una fascia apicale, stretta e regolare, sul I tergite; fasce
assai più larghe ed egualmente regolari sul II tergite e sul II sternite;
fasce assai più strette e talvolta interrotte a metà sul III tergite e sul
III sternite, che possono mancare. Ali jaline, leggermente imbrunite
lungo la costa.
g- Clipeo leggermente più lungo che largo, modicamente
emarginato all'apice con denti apicali acuti e distanti tra loro circa 1/
3 della larghezza massima del clipeo: è debolmente e quasi regolar-
mente convesso. Ultimo articolo delle antenne digitiforme, quasi dritto,
pochissimo assottigliato dalla base all'apice; questo è appuntito e
oltrepassa la base dell'XI articolo.
Clipeo interamente giallo. Talvolta vi è una macchietta gialla al-
l'apice delle tibie posteriori. Il resto circa come nella ®.
Variabilità: La 9 delle Kangean ha due macchie gialle sullo scutello,
ed il I tergite ha due macchie laterali unite alla fascia apicale.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 265
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 8-9.5,
omm 7.
Malaya: Singapore, 2-VI-73, 56d (K.M. Guichard-AGs). -
Giava: Semarang, VII-VIII-1939, 29 £ (Betrem-ML). - Tjandi, VIII-
1939, 222 16 (Betrem-ML).
Kangean: Bujutan, 23-VIII-54 (A. Hoogerworf-ML). - Bataputil,
24-VIII-54, 16 (A.Hoogerworf-ML).
Borneo: Sabah, Tuaran, 24-30-III-73, 149 @ tra cui l'olotipo, 16
(K.M. Guichard-AGS).
Olotipo nella mia collezione.
Knemodynerus complanatus pelagicus n.ssp.
9- Nero, con le antenne color bruno-ferrugineo più o meno scuro,
e le zampe gzallo-ferruginee. Sono color giallo vivo: una macchia alla
base delle mandibole; il clipeo, tranne una linea longitudinale mediana,
presente solo nell'olotipo; una macchietta nella parte inferiore dello
spazio interoculare, ed una grande macchia rotonda sulla fronte, al
disopra dello spazio interantennale; le orbite interne dei lobi inferiori
degli occhi, ed i seni oculari interamente; la quasi totalità delle tempie;
la faccia inferiore dello scapo; la metà anteriore della faccia dorsale del
pronoto; una grande macchia sul mesoepisterno; due linee, più o meno
sviluppate, sul mesoscuto; due macchiette sullo scutello; una larga fascia
sul postscutello; grandi macchie ai lati del propodeo; le tegule; la faccia
anteriore di tutte le anche; gran parte della faccia posteriore dei femori
anteriori; gran parte della faccia anteriore dei femori medi e posteriori;
parte della faccia esterna delle tibie di tutte le zampe; una fascia di
media larghezza modicamente allargata ai lati, sul I tergite; una fascia
apicale leggermente allargata nel mezzo ed ai lati, sul II tergite; una
fascia apicale, con margine anteriore sinuoso, sul II sternite; strette
e regolari fasce apicali sul III tergite e sul III sternite. I due tergiti
e sterniti successivi sono giallastri, o portano una fascia apicale gialla.
Ali molto leggermente imbrunite.
3 - La colorazione del d è quasi eguale a quella della 9, ma il
mesoscuto è senza linee gialle, e sono gialli anche il VI tergite e VI
sternite.
266 A. GIORDANI SOIKA
Dimensioni come nella forma tipica.
Is. Filippine: Luzon, Los Bafios, 29 ® tra cui l'olotipo, 16 (P.I.
Baker-USNM). Los Banos, Laguna, 11-V-80, 26 3d (J. Kòjima). - "Gov.
Lab. Philipp., N° 3783", 12 (USNM). "Phil. Bur. Agric.", N° 1529, 19
(USNM).
Knemodynerus longitegulae (Williams) n. comb.
Odynerus longitegulae Williams, 1928, Phil. J. Sc., 1: 98, Pl. 6, figg. 2,4 (@). -
Baltazar, 1966, Pacif. Ins. Mon., 8: 300.
La dettagliata descrizione originale va cosi completata.
2 - Clipeo tanto largo quanto lungo, emarginato all'apice come in
circumspectus, ma debolmente e quasi regolarmente convesso, con
punteggiatura finissima e molto fitta, irregolare. La fronte porta punti
piccoli e fitti, ma i seni oculari sono quasi lisci e portano pochi punti
assai piccoli. Tegule come in circumspectus; parategule assenti. Carene
laterali del propodeo poco sviluppate, non lamelliformi né rettilinee.
Punteggiatura del mesoepisterno molto caratteristica, formata da
punti grossi e profondi, assai spaziati specialmente nella metà superio-
re, ove gli interspazi sono lisci, lucidi, e talvolta maggiori dei punti. La
punteggiatura del II tergite diventa molto più fitta in prossimità del
margine apicale, il quale è nettamente riflesso.
d - Clipeo un poco più largamente e meno profondamente emarginato
all'apice che in circurmzspectus, più debolmente convesso che in questa
specie. L'ultimo articolo delle antenne è piccolissimo e raggiunge appena
la metà dell'XI articolo.
Di questa specie, descritta di Los Bafios, nell'isola di Luzon nelle
Filippine, esaminai i seguenti esemplari:
Is. Filippine: Mindanao, Surigao, 2 9 £ (Baker-MCZ). - Kolambugan,
1914, 18 (Bancks-USNM). - Dapitan, 168 (Baker-USNM).
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 267
Knemodynerus polyphemus (Kirby) n. comb.
Odynerus polyphemus Kirby, 1888, Proc. zool. Soc. London, 1888: 551 (9 gd).
Pseudepipona (Euodynerus) poliphemus; Giordani Soika, 1957, Boll. Mus. civ. St.
nat. Venezia, 10: 199. Tav. 2. i
2 - Clipeo tanto lungo quanto largo, debolmente emarginato, quasi
troncato, all'apice; la distanza che separa i denti apicali è eguale a
circa 1/4 della larghezza massima del clipeo; la sua superficie è de-
bolmente convessa nella metà basale e l'area mediana è
subpianegggiante, depressa vicino al margine apicale. Articolo IV delle
antenne di poco più lungo che largo, i due successivi sono circa tanto
lunghi quanto larghi. Mesosoma allungato, un poco più ristretto po-
steriormente che anteriormente. Il torace (mesosoma senza propodeo)
è circa 1 volta e 1/3 più lungo che largo. Carena epicnemiale molto
debole. Facce dorsali del propodeo poco convesse, molto nettamente
separate dalle facce laterali, che sono pianeggianti anche se le carene
laterali sono pochissimo sviluppate, quasi assenti. Carene superiori
del propodeo bene sviluppate, specialmente nella metà superiore, e
terminano in alto con un piccolo dente acuto, che una stretta fessura
separa dal postscutello. Tegule allungate, con il lobo posteriore lungo,
triangolare come nelle specie precedenti. Tergite I allungato, 1 volta
e 1/2 più largo che lungo; margine apicale semplice. Tergite II pochis-
simo più largo all'apice che alla base e pochissimo rigonfio ai lati;
margine apicale semplice. Sternite II modicamente convesso alla base,
con un solco mediano longitudinale corto ma molto profondo.
Fronte con pilosità eretta biancastra molto corta e discretamente
fitta. Mesosoma con pilosità cortissima e rada. Addome quasi glabro.
Nero, con le zampe bruno-nere. Sono color gzallo-limone: la metà
basale del clipeo; una macchietta subquadrata sulla fronte, al disopra
dello spazio interantennale; una sottile fascia lungo le orbite interne dei
lobi inferiori degli occhi, fino al fondo dei seni oculari; una macchia
allungata sulle tempie; una larga fascia sul margine anteriore della
faccia dorsale del pronoto, un poco allargata ai lati; una grandissima
macchia sul mesoepisterno; due macchiette sullo scutello; il postscutello;
grandissime macchie ai lati del propodeo; le tegule, tranne una mac-
chia centrale bruna; la quasi totalità della faccia dorsale del I tergite;
una fascia apicale sul II tergite, molto allargata ai lati, ove è tre volte
più larga che nel mezzo; fasce apicali di modica larghezza sul III
268 A. GIORDANI SOIKA
tergite e sul II sternite. Ali quasi ialine, un poco imbrunite lungo la
costa.
g- Clipeo più lungo che largo modicamente emarginatao ad arco
di cerchio, con denti apicali acuti, distanti tra loro un poco meno di
1/3 della larghezza massima del clipeo; la sua superficie è debolmente
e quasi regolarmente convessa. Antenne allungate: gli articoli IV-XI
sono tutti più lunghi che larghi e l'ultimo è lungo, gracile, digitiforme,
debolmente arcuato e debolmente assottigliato dalla base all'apice, il
quale è arrotondato ed oltrepassa la base dell'XI articolo.
Clipeo interamente giallo. Tracce di fascia apicale sul III tergite.
Il resto circa come nella ©.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 10-
LOD 5G atm: OF
Nel British Museum esaminai la serie tipica ed i seguenti esem-
plane Christmas Isl, x1 90461, 9 (RiHlanitsch) 921 93924045 oO On(@sAt
Gibson); West Coast, 16 (C.W. Andrews).
Questa interessante specie è nota solo delle isole Christmas.
Knemodynerus coriaceus (Giordani Soika) n. comb.
Euodynerus (Euodynerus) coriaceus Giordani Soika, 1970, Boll. Mus. civ., St. nat.
Venezia, 20-21: 160 (dé 9).
Di questa specie conosco i tipi, di Deesa, ed altri esemplari delle
seguenti località.
India: Madras Pres, Tuticirin, Pearl Bank Fisheries, 11-III-26, 19
. - Orissa, Gopkuda Is., Lake Chilka, 7-15-VIII-07, 1. - Orissa,
Satpara, 17-IX-13, 12 (AGS). - Coimbatore, VI ed VIII-1958, 22 9
(P.S. Natham-ML).
Erano noti solo i tipi.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 269
Knemodynerus excellens (Pérez) n. comb.
Odynerus excellens Pérez, 1907, Bull. scient. Fr. Belg., 41: 493 (2). - Bliitgen,
1939, Veroff. dt. Kolon. - Uebersee Mus. Bremen, 2: 240; 1940, Entom. Tidskr., 61:
43. - Giordani Soika, 1970, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 20-21: 160.
Rynchium aurantiacum Cameron, 1908, J. Bombay nat. Hist. Soc., 18: 307.
Odynerus fulvus Kostylev, 1935, Arch. Mus. zool. Univ. Moscou, 1: 127.
E' affinissimo a coriaceus ed i caratteri indicati nella Tabella ne
permettono una non difficile identificazione. La colorazione è pure
assai caratteristica.
E' questo il tipo del sottogenere Knemodynerus Blithgen che,
nella mia interpretazione, comprende le specie di Euodynerus carat-
terizzate dall'assenza di parategule, o dalle ridottissime loro dimen-
sioni.
Si tratta di specie non molto rara, largamente diffusa nelle zone
caldo-aride dell'Asia paleartica. Venne raccolta anche a Deesa dal Nurse
e descritta dal Cameron come Rhynchium aurantiacum.
Della Regione orientale esaminai, appunto, il tipo di questo ed altri
esemplari di Deesa, al British Museum.
Knemodynerus pseudocoriaceus (Giordani Soika) n. comb.
Euodynerus (Euodynerus) pseudocoriaceus Giordani Soika, 1970, Boll. Mus. civ.
St. nat. Venezia, 20-21: 161 (8 2).
Di questa specie esaminai, oltre ai tipi di Deesa, i seguenti esem-
plari. 5
Punjab: Salt Range, Gandhaka Res., Forest Chia, 25-IV-31, 19
(AGS).
S. India: Nedungadu, Tanjore, 30-V, 19 (P.S. Nathan-ML).
Non sono noti altri esemplari.
270 A. GIORDANI SOIKA
Gen. Epsilon Saussure
Affine al genere Euodynerus Dalla Torre, dal quale specialmente
differisce per i seguenti caratteri.
Clipeo molto più largo che lungo, liscio, subopaco, o con punti
piccoli e poco fitti. Tegule molto più larghe, con il lobo posteriore
molto più corto. Postscutello stretto e molto sporgente, con una faccia
posteriore verticale, pianeggiante o modicamente convessa, ed una faccia
dorsale orizzontale, nettamente distinta dalla prima ed un poco rial-
zata alle estremità laterali. Propodeo corto, privo di carene, in par-
ticolare di carene superiori; le facce dorsali sono assai convesse e
poste molto al disotto della faccia dorsale del postscutello, con punti
grossi, fitti e quasi uniformemente distribuiti. Tergite I cupoliforme
ed assai corto, più del doppio più largo che lungo.
Regione orientale, Papuasia; una specie nel Queensland.
Tipo Odynerus dyscherus Saussure, 1853.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE DEL GENERE
Epsilon Saussure
22
1 Punteggiatura del II tergite grossa e fitta, grossa quan-
to quella del pronoto od anche pit grossa, con interspazi
in media eguali ai punti od anche minori di questi.
Tergiti III e IV con punteggiatura grossa e fittissima.
Clipeo più profondamente emarginato all'apice, con
denti apicali sottili ed acuti. Lobo posteriore delle tegule
COMISSIMO IA on mn) burmanicum (Bingham)
= Punteggiatura del II tergite fina e spaziata, con
interspazi maggiori dei punti. Tergiti III e IV con pun-
teggiatura fina e spaziata. Lobo posteriore delle tegule
bene sviluppato... de a eran 2
2 Clipeo molto strettamente e molto profondamente
emarginato all'apice, con denti apicali larghi, arro-
tondati e nettamente riflessi. ................ vie ‘eh til nisp.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 271
Ghipeovar Morararditterciate late n Liz 3
Tergite II con una lunga lamella apicale gialla...... 4
Tergite II con lamella apicale cortissima e traslucida,
oiprivegdi lamella 2 iero denis) BB AUR Soo >)
Clipeo lucido, con punti di media grossezza. Austra-
artt ioniticna sì chartergiforme (Giordani Soika)
Clipeo subopaco, non punteggiato. Molucche........
VERO Slee Rls A118 abile. Hi manifestum (Smith)
Clipeo con sola micropunteggiatura. Tergite I con
punti radi e superficiali. Tergite II con punteggiatura
menoverossa, ima ‘piatta’ nell'centio: kA.
REUNITE SONS ORO. ta: ssp. manifestum (Smith)
Clipeo con punteggiatura piu grossa. Tergite I con
punti più fitti e più profondi. Tergite II con punteg-
giatura più grossa, ma più spaziata nel centro. .....
Va VES ASA, ssp. crassipunctatum Gusenleitner
Clipeo più strettamente emarginato all'apice: la di-
stanza che separa i denti apicali è eguale a circa
1/4 della larghezza massima del clipeo .................... 6
Clipeo più largamente emarginato all'apice: la distanza
che separa i denti apicali è eguale a circa 1/3 della
l'arehezza massimagdeltelipeore..da. sar piani 7
Vertice, dietro gli ocelli, liscio e lucido. Pronoto,
mesoscuto e scutello con punti piccoli e spaziati.
NirovalGuincas. i. Selo: 0A incola n.sp.
Vertice, dietro gli ocelli, nettamente punteggiato.
Pronoto, mesoscuto e scutello con punti grossi e fitti.
Is#Solemonana diro Las achterbergi n.sp.
Ocelli molto piccoli: la distanza che separa l'ocello
anteriore da uno dei posteriori è maggiore del suo
diametro. Area interocellare fittamente punteggiata.
Parategule molto larghe alla base. Tergite II con la-
mella apicale corta, ma ben distinta. Is. Filippine. .
TARTS RASO BUM Brats) pri. ( dyscherum (Saussure)
Ocelli di dimensioni normali: la distanza che separa
l'ocello anteriore è eguale od anche minore del suo
diametro. Area interocellare priva di punti. Tergite
WFisenzasiamellagapia]le oloni 8
272
A. GIORDANI SOIKA
Clipeo con punti di media grossezza. Dietro gli ocelli
vi è una larga depressione trasversale, con una fos-
setta centrale più grande e più profonda, fiancheg-
giata da due piccoli denti. Fronte con punti meno super-
ficiali, non a fondo piatto, separati da interspazi non
careniformi. Pronoto con punteggiatura meno fitta,
interspazi spesso eguali ai punti. Punteggiatura dei due
primi tergiti più fina e più spaziata. Zampe macchiate
difetallo Papuasia tanta cplice laboriosum (Smith)
Clipeo con punti piccolissimi, quasi indistinti. Die-
tro gli ocelli vi è una debole depressione, con una
fossetta centrale più piccola e meno profonda, fian-
cheggiata da due piccoli denti. Fronte con punti più
superficiali, a fondo piatto, separati da interspazi
sottilmente careniformi. Pronoto fittamente punteg-
giato, con interspazi careniformi. Punteggiatura dei
due primi tergiti più grossa e più fitta. Zampe inte-
ramente nere. India, Sri Lanka.... tinctipenne (Walker)
EE
Punteggiatura del II tergite molto grossa e fitta, grossa
come quella del pronoto od anche più grossa, con
interspazi in media eguali od anche minori dei punti.
Tergiti III e IV con punteggiatura grossa e fittissima.
Lobo posteriore delle tegule cortissimo....................
BESSER TO IR NERI IR PPEREI VEL ad et nt PERA burmanicum (Bingham)
Punteggiatura del II tergite fina e spaziata, con
interspazi in media molto maggiori dei punti. Tergiti
III e IV con punteggiatura fina e poco fitta. Lobo
posteriore delle tegule più sviluppato. ..................... DI
Tergite II con una lunga lamella apicale gialla. ....... 5
(1) In questa Tabella non sono incluse le specie timctipenne (Walker) vechti n.sp.,ed incola
n.sp. i cui d d sono ignoti.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
Tergite II con una lamella apicale molto corta,
traslucida, oppure senza lamella apicale. .................
Ocelli molto piccoli: la distanza che separa l'ocello
anteriore da uno dei posteriori è maggiore del suo
diametro. Area ocellare sporgente e punteggiata.
Parategule molto larghe alla base. Tergite II con una
lamella apicale traslucida corta, ma ben distinta. Is.
273
Lippi eee a dyscherum (Saussure)
Ocelli di dimensioni normali: la distanza che separa
l'ocello anteriore da uno dei posteriori è uguale, od
anche minore, del suo diametro. Area interocellare
debolmente convessa e priva di punti. Tergite II senza
lamellatapicalcatsso. nio are dl ae
Clipeo più strettamente emarginato all'apice: i denti
apicali distano tra loro circa 1/5 della larghezza mas-
simavidell'chipeossià Salomone eee -.-s-.-5-
LISI Cees: fic. ane het esrb: eon ot
Clipeo piu largamente emarginato all'apice: i denti
apicali distano tra loro circa 1/4 della larghezza mas-
sima del clipeo. Nuova Guinea, Is. Bismarck, Nuova
Rara na, e i Rd Mts idee meee laboriosum (Smith)
Clipeo lucido, con punti grossi e modicamente fitti.
Lamella apicale del II tergite un poco pit corta.
Amspralia, assi veer hartergiforme (Giordani Soika)
Clipeo subopaco, privo di punti. Lamella apicale del
II tergite un poco più lunga. Molucche. .................
ME e Sa de ta manifestum (Smith)
274
A. GIORDANI SOIKA
Fig. 59-62 Clipei di Epszlon: 59, E. incola n.sp.; 60, E. laboriosum (Smith); 61 E. mantfestum
(Smith); 62, E. ténctipenne (Walker).
Epsilon burmanicum (Bingham) n. comb.
Odynerus burmanicus Bingham, 1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 361, 372 (9).
Odynerus taprobanae Cameron, 1901, Proc. zool. Soc., London 1901: 31 (@). -
Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2,3: 261.
Odynerus kanthaleyensis Giordani Soika, 1935, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-
Dahmel, 2: 245 (9).
La seguente descrizione è basata su un paratipo di burmanicum
di "Rangoon 5-87".
2- Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo
circa tanto largo quanto lungo, largamente ed abbastanza fortemente
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 275
emarginato ad arco di cerchio; i denti apicali sono triangolari, acuti,
e la distanza che li separa è di poco minore di 1/3 della larghezza
massima del clipeo. La superficie del clipeo è leggermente e quasi
regolarmente convessa nella metà basale, poi un poco depressa tra i
denti apicali. Antenne con gli articoli IV e V più lunghi che larghi, VI
e VII tanto larghi quanto lunghi. Vertice normale, senza particolari
caratteristiche. Torace - mesosoma senza propodeo - quasi tanto lungo
quanto largo, egualmente ristretto in avanti e all'indietro. Carena del
pronoto molto sviluppata, lamelliforme. Lobo posteriore delle tegule
cortissimo, quasi assente. Parategule piccole. Tergite I cupoliforme,
quasi emisferico, circa del doppio più largo che lungo. Tergite II circa
1 volta e 1/2 più largo che lungo, circa tanto largo all'apice che alla
base; questo è debolmente riflesso, con un solco preapicale poco marcato.
Sternite II fortemente e quasi regolarmente convesso.
Clipeo con punti di mediocre grossezza, profondi, sepàrati da
interspazi in media eguali ai punti. Fronte con punti di poco più grossi
e molto fitti; interspazi quasi careniformi. Pronoto, mesoscuto e scutello
con punti assai più grossi, molto fitti, interspazi sempre careniformi.
Mesoepisterno con punti ancora più grossi, egualmente fitti. Facce
dorsali del propodeo con punti non più grossi di quelli dello scutello
e fittissimi. Facce laterali del propodeo e parte della faccia posteriore
irregolarmente punteggiate-striate. Tergite I con punti di mediocre gros-
sezza e poco fitti; interspazi irregolari, ma quasi sempre maggiori dei
punti. Sul Il tergite la punteggiatura è assai più grossa, ed i punti
raggiungono quasi la grossezza di quelli del pronoto o mesoscuto. Sono
relativamente fitti, con interspazi in media eguali o minori dei punti;
sul solco preapicale i punti sono più fitti ed anche un poco più piccoli.
Sul II tergite la punteggiatura non è molto dissimile da quella del
corrispondente tergite. Tergiti III e IV con punteggiatura fittissima e
più o meno fina.
Capo e torace con corta pubescenza bianca, abbastanza fitta.
Addome con una bassissima pubescenza fulva e qualche peluzzo eretto.
Nero. Sono ferruginei o bruno-ferruginei più o meno scuri: man-
dibole; scapo; faccia inferiore del funicolo, zampe; base e lati del I
tergite e gli ultimi tergiti e sterniti. Sono color gallo pallido: una
macchia triangolare alla base delle mandibole; sul clipeo una larga
fascia basale e macchiette sui denti apicali; il margine inferiore dei
276 A. GIORDANI SOIKA
seni oculari; una macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio
interoculare; una macchietta sulle tempie; una fascia strettissima e
regolare sul margine anteriore della faccia dorsale del pronoto; due
macchiette sul postscutello; le tegule, tranne una macchia centrale
bruna; le parategule; una linea sulla faccia esterna delle anche medie;
l'apice dei femori anteriori; la quasi totalità della faccia esterna di
tutte le tibie; una regolare fascia apicale, di media larghezza, sul I
tergite; fasce apicali, un poco più larghe, sul II tergite e sul II sternite;
strettissime fasce apicali sul III tergite e sul II sternite. Ali quasi
perfettamente ialine.
3 - Nel g il clipeo è più largo che lungo, abbastanza fortemente
convesso, profondamente e largamente emarginato all'apice, per cui
la distanza che separa i denti aicali è di poco minore di metà della
larghezza massima del clipeo. Le antenne sono modicamente allunga-
te, con gli articoli IX e X circa tanto lunghi quanto larghi; l'ultimo
è assai gracile, sottile, bacilliforme, dritto, ed il suo apice, acuto,
raggiunge la base dell'XI articolo.
Il clipeo è nero con una fascia bianco-avorio, od interamente di
questo colore. Egualmente giallo pallido sono una lineetta gialla sulle
tibie anteriori e fasce apicali sul III tergite e III sternite.
Esaminai i tipi di burmanicum, di Rangoon, e di kanthaleyensis di
Kanthaley, Sri Lanka, ed esemplari delle seguenti località:
India: Madras, Coimbatore, Kallar, 500 m, 7-IV-70, 16 19 (R.T.
Simon Thomas-ML). - Mysore, Bandipur, 1100 m, 3-IV-70 (R.T. Simon
Thomas-ML). - Pondicherry, Karikkal, III-1962, 16 29 2 (PS. Nathan-
ML). - Tranquebar, V-1952, 19 (PS. Nathan-ML). - Balasore, 19 (R.
Oberthur-AGS). - Bombay, Surat, 19, 6-V-04 (W. Horn-AGS).
Sri Lanka: Kanthaley, 29 2 (W. Horn-M. Berlin).
Burma: Rangoon, 19 (Bingham-AGS).
Epsilon dyscherum (Saussure) n. comb.
Odynerus dyscherus Saussure, 1853, Et. Fam. Vesp., 1: 175.
Lionotus dyscherus; Brown, 1906, Philipp. J. Sc., 1: 688. - Baltazar, 1966, Pacif.,
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 277
Ins. Mon., 8: 302.
Odynerus xanthozonatus Ashmead, 1905, Proc. U.S. nat. Mus., 28: 962 (@). -
Brown, 1906, Philipp. J. Sc., 1: 688: - Willians, Philipp. J. Sc., 35: 99 (dg), PI. 6 figg.
1, 3. Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 290.
Odynerus chartergoides Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-Dahlem,
ISTE)
Questa specie è stata dettagliatamente descritta da Schulthess come
Odynerus chartergoides.
Molto caratteristico è il vertice: gli ocelli, e specialmente l'ocello
anteriore, sono più piccoli del consueto, per cui la distanza che separa
l'ocello anteriore da ognuno dei posteriori è maggiore del suo diame-
tro. Inoltre, nella 9, l'area interantennale è sporgente e provvista di
alcuni grossi punti. Le parategule sono grandi, ed il loro diametro
trasversale è quasi eguale a metà della larghezza delle tegule; sono
assai larghe alla base, ma gracili nella metà posteriore, diretta all'in-
dietro. Il II tergite porta all'apice una lamella traslucida, molto corta
ma ben distinta.
Esaminai i tipi di dyscherum, 29 2 di "Manile M. Godefroy", al
Museo di Parigi, ed altri esemplari delle seguenti località:
Luzon: Limay, III-1914, 19, paratipo di chartegoides Schulthess
(Bottcher-AGS). - Luna, Liliw, VII-IX-80, 19 (M. Wilan-M. Oxford)
Sibuyan: 19 (Baker-MCZ).
Samar: Oquerdo, 19 (USNM).
Mindanao: Surigao, 22 £ (MCZ). - Kolambugan, 1 £ (AGS). - Butuan,
19 (Baker-MCZ).
Tawitawi arcip.: Tarawakan, N of Batubatu, 25-27-X-61 e 8-14-
XI-61, 69 2 (Nona Dan Exp.-UZMC).
Segnalato di varie località delle Filippine.
Epsilon incola n.sp. (Fig. 59)
9- Affine all'E. dyscherum. Clipeo circa 1 volta e 1/3 più largo
278 A. GIORDANI SOIKA
che lungo, strettamente e molto debolmente emarginato: la distanza
che separa i denti apicali, che sono largamente arrotondati, è eguale
a circa 1/4 della larghezza massima del clipeo. Area interocellare mo-
dicamente e quasi regolarmente convessa, delimitata posteriormente
da due dentini come in dyscherum. Parategule grandi, come in
dyscherum. Tergite II privo di lamella apicale. Sternite IJ largamente
depresso alla base, come in dyscherum.
Clipeo con punti piccoli, profondi e poco fitti; interspazi maggio-
ri dei punti. Fronte con punti di media grossezza, fitti ma non fittis-
simi; però sul vertice, dietro gli ocelli i punti sono piccolissimi e molto
spaziati. Pronoto, mesoscuto e scutello con punti di mediocre gros-
sezza, profondi e spaziati; interspazi molto maggiori dei punti, spe-
cialmente sulla metà posteriore del mesoscuto e sullo scutello.
Mesoepisterno con punti più grossi, poco profondi, a fondo piatto,
separati da interspazi assai stretti nella metà superiore, careniformi
nella metà inferiore. Facce dorsali del propodeo con punti grossissimi
e fittissimi; qualche punto anche sulla faccia posteriore; facce laterali
fortemente punteggiate-striate. Tergite I con punti piccolissimi e molto
radi. Tergite II con punti piccolissimi e molto spaziati nel mezzo, più
grossi e più fitti ai lati, ma sempre con interspazi maggiori dei punti.
Sternite II con punti molto più grossi e più fitti che sul corrispon-
dente tergite.
Pilosità circa come in dyscherum, ma la fronte non presenta quella
bassa e fittissima pubescenza argentea molto evidente in dyscherum.
Nero. Sono gialli: due grandi macchie alla base del clipeo; una
macchietta sul margine inferiore dei seni oculari; una grande macchia
rotonda sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; una linea
sulle tempie; una larga fascia, ristretta ed abbreviata ai lati, sulla faccia
dorsale del pronoto; una grande macchia sulla parte superiore del
mesoepisterno; la faccia dorsale del postscutello; una macchia all'apice
delle tegule; le parategule; strette e regolari fasce apicali, subeguali, sui
due primi tergiti. Le zampe sono interamente nere. Ali fortemente e
quasi uniformemente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 9.5.
dé ignoto.
Papua Nuova Guinea: Finschhaffen, 1891, 19 (Fruhstorfer-AGs).
Olotipo nella mia collezione.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 279
Epsilon achterbergi nssp.
9 - Affine all'E. dyscherum; parategule circa come in questa specie
ma ocelli di dimensioni normali, per cui la distanza che separa l'ocello
anteriore dagli ocelli posteriori è eguale o minore del suo diametro.
L'area ocellare è debolmente convessa, ed i due dentini che si trovano
posteriormente ad essa sono più lontani tra loro che in dyscherum. La
lamella apicale del II tergite è cortissima e pressoché indistinta.
Clipeo di poco più largo che lungo; il suo margine apicale è
debolmente e strettamente emarginato, per cui la distanza che separa
i denti apicali è eguale a circa 1/4 della larghezza massima del clipeo.
La superficie del clipeo porta punti di poco meno grossi di quelli della
fronte, più o meno profondi e fitti, con interspazi minori dei punti.
Fronte con punti piccoli, rotondi, a fondo piatto, separati da interspazi
careniformi. Pronoto con punti di poco più grossi, ma profondi,
modicamente fitti; interspazi in media eguali ai punti. Mesoscuto e
scutello con punti visibilmente più grossi, ma egualmente poco fitti;
interspazi eguali ai punti o di poco minori di questi. Punteggiatura del
propodeo circa come in dyscherum. Tergite I con punti di media gros-
sezza, profondi e poco fitti, assai irregolarmente distribuiti. Tergite II
con punti della stessa grossezza, ma più piccoli nel dorso e più grossi
ai lati, ove sono anche un poco più fitti; gli interspazi sono in media
circa eguali ai punti, ma minori vicino al margine apicale. Sternite II
con punti più grossi e più fitti che sul corrispondente tergite.
Pilosità come in dyscherum, ma la fronte non ha quella fitta e bassa
pubescenza argentea molto evidente in dyscherum.
Nero. Sono gialli: una larga fascia arcuata lungo il margine della
parte interoculare del clipeo, che può essere brevemente interrotta nel
mezzo; una grande macchia rotonda sulla fronte al disopra dello spazio
interantennale; una macchietta sul margine inferiore dei seni oculari;
una lineetta sulle tempie; una macchietta alla base dello scapo, che può
allungarsi fino ad occupare quasi tutta la faccia inferiore; una larga
fascia lungo il margine anteriore della faccia dorsale del pronoto; una
grande macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; una fascia sul
postscutello; le tegule, tranne una macchia centrale bruna; le parategule;
una grande macchia all'apice dei femori anteriori e medi; tutte le tibie
ed i tarsi; una stretta fascia apicale sul I tergite; una fascia apicale, più
larga, sul II tergite; minutissime macchie ai lati del margine posteriore
280 A. GIORDANI SOIKA
del II sternite. Ali modicamente imbrunite.
g- Clipeo strettamente ed abbastanza profondamente emarginato
all'apice: i denti apicali sono triangolari ed acuti, e distano tra loro circa
1/5 della larghezza massima del clipeo. Antenne modicamente allunga-
te, con gli articoli V e VI più lunghi che larghi; i due successivi sono
circa tanto larghi quanto lunghi; l'ultimo è piccolo, rapidamente assot-
tigliato dalla base all'apice, che è assai acuto e non raggiunge la base
dell'XI articolo. Clipeo interamente giallo. Il resto circa come nella
23
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 9-10,
ira SI
Is. Solomon: Santa Ysabel, Kolotuve, 21-VI-60, 19, olotipo (ML).
- Santa Ysabel, Tatamba, 10-VI-60, 19 (ML). - Guadalcanal, Lunga
Riv., 8-V-44, 19 (H.E. Milliron-ML). - Guadalcanal, Honiara, 0-100 m,
5-X-69, 19 (ML). - Guadalcanal, Kiwi Creek, 10-VII-44, 16 (H.E.
Milloron-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Epsilon manifestum manifestum (Smith) n. comb. (Fig. 61)
Odynerus manifestum Smith, 1857, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 2: 110 (6g). -
Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 282.
Affine alle due specie precedenti, dalle quali differisce per alcuni
importanti caratteri, e specialmente per la presenza, sul II tergite, di
una lamella gialla assai lunga.
La punteggiatura è più fitta e, sul pronoto, mesoscuto e scutello,
gli interspazi sono quasi sempre careniformi. Sul II tergite la punteg-
giatura è quasi uniforme ed assai più fitta che nelle altre specie, con
interspazi in media eguali, e spesso minori dei punti.
Il clipeo della £ è più stretto all'apice, e più debolmente emarginato
che nelle due specie precedenti, e la sua punteggiatura è indistinta.
Esso è circa 1 volta e 1/3 più largo che lungo, e la distanza che separa
i denti apicali, che sono largamente arrotondati, è eguale a circa 1/4
della larghezza massima del clipeo.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 281
Il clipeo del S è circa di 1/4 più largo che lungo, ed i denti
apicali, anch'essi completamente arrotondanti come nella 9, distano
tra loro circa 1/3 della larghezza massima del clipeo; è praticamente
privo di punteggiatura, come nella ®.
Esaminai l'olotipo, 16 di "SAR" (-awak), al Museo di Oxford,
ed esemplari delle seguenti località:
Malaya: Singapore, 19 (Baker-USNM).
W Giava: Mt Salah, from clay nest, 3-XII-39, 12 (J.V.d. Vecht-
ML). - Waroengloa, 3-XII-39 e 17-XII-3959 29 436 (M.A. Lieftinck-
ML). - Mt. Cede, 1000 m, I-1935, 22 2 5 (J.V.d. Vecht-ML). -
Borneo: Sandakan, 56 6 (Baker-USNM). - Sabah, Ulu Dusun, 12-
22-V-73,236 (K.M. Guichard-AGs). - Sabah, Kalabakan, 3-11-IV-73,
16 (K.M. Guichard-AGs). - Sarawak, 4 th Div. Gn Muli, 17-IX-23-X-
77,1 (D. Hollis-BM). - Brunei, Ulu Temburong, Base Camp hut, 300
m, 115° 16' E 4° 26' N, 16-II--9-III-82, 12 (M.C. Day-BM).
Epsilon manifestum crassipunctatum Gusenleitner
Epsilon manifestum crassipunctatum Gusenleitner, 1991, Linzer biol. Beitr., 23,
ile 259 (2).
Di questa forma sono noti solo i tipi, 22 2 di NE Sulawesi, Dumoga-
Bone Natl Park, Toraut, 27 Km WSW di Kotamobagu, 211 m.
Epsilon laboriosum (Smith) n. comb. (Fig. 60)
Odynerus laboriosus Smith, 1863, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 1863: 41 (6). -
Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 283. - Meade Waldo e Morley, 1914, Ann.
Mag. nat. Hist., 8, 14: 404.
Odynerus waigeuensis Cameron, 1913, Bijdr. Dierk., 19: 79 (9).
Epsilon waigeuensis Giordani Soika e Kojima, 1986, Boll. Mus. civ. St. nat. Ve-
282 A. GIORDANI SOIKA
neziani 38: 179!
Questa specie è molto simile a dyscherum, dal quale differisce
nettamente per i seguenti caratteri.
Gli ocelli hanno dimensioni normali, e la distanza che separa l'ocello
anteriore da ognuno degli ocelli posteriori è circa eguale, od anche
minore, del suo diametro. L'area interocellare è debolmente convessa
e priva di punti. Le parategule sono assai più piccole: il loro diametro
è circa eguale a 1/3 della larghezza delle tegule; alla base sono net-
tamente più strette, la lamella apicale del II tergite è indistinta.
Il clipeo, nella 9, è assai simile a quello di dyscherum; nel dg,
invece, l'apice è più stretto e distintamente più emarginato in /aboriosum
che in dyscherum.
Di questa specie esaminai l'olotipo, 16 di "M" (Mysool), ed un
altro esemplare, pure determinato /aboriosus da Smith, di "Wag"
(Waigeu?), ambedue nel Museo di Oxford. Inoltre esaminai esemplari
delle seguenti località.
Nuova Guinea: Jayapura (Humboldt Bay), 19 (Doherty-AGS). -
Finschhafen, 1910, 16 (Hertle-AGS). - Aroano State, Aroa Riv., 19-25-
III-66, 12 (G.L. Bush-MCZ). - Morobe Distr., Wau, I-1973, 22 2 (O.W.
Richards-BM).
Is. Bismarck: N. Britain, Yalom, 1000 m, 17-V-62, 12 (Nona Dan
Exp.-UZMC). - Duke of York, Manuan, 21-VII-62, 12 (Nona Daan
Exp.-UZMC).
Is. New Ireland: Lemkamin, 23-VI-62, 19 (Nona Dan Exp.-UZMC).
Epsilon tinctipenne (Walker) n. comb. (Fig. 62)
Odynerus tinctipennis Walker, 1860, Ann. Mag. nat. Hist., 3, 5: 304 (9). -
Motschoulsky, 1863, Bull. Soc. imp. Nat. Moscou, 36, 2: 23. - Bingham, 1896, Proc.
Zool. Soc. London, 1869: 449; 1897, Fauna Br. India, Hym., 1: 373. - Giordani Soika,
1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2, 3: 260.
Specie molto affine a laboriosum (Smith); dal quale si distingue
per i caratteri segnalati nella Tabella. La colorazione è la seguente.
2- Nero. Sono gzallz: due macchiette alla base del clipeo; una
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 283
fascia stretta e molto abbreviata ai lati, sul pronoto: le estremita anteriore
e posteriore delle tegule; le parategule; una fascia, strettamente inter-
rotta nel mezzo, sul postscutello; strettissime e regolari fasce apicali
sui due primi tergiti. Ali modicamente imbrunite.
Esaminai il tipo di t2mctipennis, 19 senza località, al British Museum.
Pure nel British Museum si trova una £ della stessa specie, etichettata
dal Cameron "Odynerus wroughtoni Cam. Type Poona" ed è conside-
rato l'olotipo di questa specie. Però non corrisponde alla descrizione
originale di wroughtoni, bensì a quella di Odynerus erebodes Cameron.
Nel Museo di Oxford potei esaminare i tipi di wroughtoni e di erebodes.
Il tipo di wroughtoni è una 2 di Poona, molto mutilata, ma sicu-
ramente attribuibile a Paraleptomenes miniatus (Saussure), ed infatti
Cameron segnala la sua affinità con questa specie.
Il tipo di erebodes, pure una £ di Poona, risulta conspecifico di
tinctipennis.
Fvidentemente vi è stato uno scambio di etichette.
Inoltre esaminai 29 £ di #rctipennis di "S. India", ed 19 di Sri
Lanka, Kandy, 9-X, (O.S. Wickawar-BM).
Epsilon vechti n.sp. (Fig. 63)
9- Affine a laboriosum, ma di maggiori dimensioni e nettamente
distinto per l'inconsueta forma del clipeo.
Questo è molto strettamente e molto profondamente emarginato
all'apice, con denti apicali molto larghi, lunghi, e largamente arroton-
dati all'apice, quasi tanto lunghi quanto larghi alla base. La punteg-
giatura del clipeo è formata da punti piccoli, superficiali ed abbastan-
za fitti, con interspazi in media circa eguali ai punti.
Nero, con l'apice dei femori posteriori, parte della faccia esterna
delle tibie posteriori e gli ultimi articoli di tutti i tarsi bruno-ferruginet
o ferruginet. Sono gialli: il clipeo, tranne una macchia centro-apicale
nera; una linea nella metà basale della faccia anteriore dello scapo;
macchiette nel fondo dei seni oculari; una lunga linea sulle tempie;
284 A. GIORDANI SOIKA
63
Fig. 63 Epsilon vechti n.sp., clipeo 9.
una stretta fascia, abbreviata ai lati, sulla faccia dorsale del pronoto,
una grande macchia sul mesoepisterno; una larga fascia sul postscutello;
le estremità anteriore e posteriore delle tegule; le parategule; grandi
macchie apicali sui femori anteriori e medi; la faccia esterna delle tibie
anteriori; i 2/3 apicali della faccia esterna delle tibie medie; una macchia
apicale sulle tibie posteriori; il I articolo dei tarsi anteriori e medi; i
due primi articoli dei tarsi posteriori, regolari fasce apicali sui due
primi tergiti. Ali debolmente imbrunite.
Variabilità: Nella ® di Toli Toli il clipeo è nero con due macchie
basali triangolari gialle. Lo scapo è interamente nero ed i tarsi sono
giallo-ferruginei.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 11.
6 ignoto.
Sulawesi: Lindu, 600 m, 1° 14' S 120° 21' E, presso Tongoa, 6-
XII-53, 12 olotipo (C.V. Acherberg-ML). - Toli Toli, XI-XII-1895, 19
(H. Fruhstorfer-AGS).
Olotipo nel Museo di Leiden.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 285
Epsilon chartergiforme (Giordani Soika) n. comb.
Pseudepipona chartergiformis Giordani Soika, 1962, Boll. Mus. civ. St. nat. Vene-
70) ee Data DL
Affine a manifestum; è l'unica specie australiana del genere.
Sono noti solo i tipi, 29 9 e 26 5 del Queensland, Cairns, Kuranda,
ed un non meglio precisato fiume Illidge.
Gen. Lissepipona n.
Molto simile al genere Lissodyzerus. Come in questo genere i tergiti
II, III e IV portano una lunga lamella apicale. Si distingue per avere
il I tergite molto più lungo e arrotondato anteriormente, del tutto privo
di carena. Regione orientale.
Tipo: Lissepipona variabilis n.sp.
Lissepipona variabilis nsp.
3 - Clipeo tanto lungo quanto largo, quasi regolarmente convesso,
modicamente emarginato all'apice; i denti apicali sono completamente
arrotondati e distano tra loro poco meno della metà della larghezza
massima del clipeo. Antenne allungate, con tutti gli articoli del funicolo
molto più lunghi che larghi; l'ultimo è digitiforme, lungo, arcuato,
gradatamente assottigliato dalla base all'apice; che è appuntito e rag-
giunge la metà del X articolo. Tempie molto corte; viste dall'alto sono
circa la metà della lunghezza dei lobi superiori degli occhi. Torace circa
1 volta e 1/2 più lungo che largo. Carena del pronoto sottile e regolare.
Scutello debolmente convesso. Postscutello con una faccia orizzontale
nettamente separata da una faccia posteriore verticale, che fa parte
delle faccia posteriore del torace. Propodeo molto corto, con la faccia
posteriore debolmente e quasi regolarmente concava, nettamente se-
parata dalle facce dorsali, anche se le carene superiori sono totalmen-
te assenti. Facce laterali del propodeo largamente concave. Tergite I
286 A. GIORDANI SOIKA
1 volta e 1/2 più largo che lungo, cupoliforme. Tergite II 1 volta
e 1/4 più largo che lungo, di poco più largo all'apice che alla base,
modicamente rigonfio ai lati. I tergiti II, III e IV portano una lamella
apicale bruna, non molto lunga e non più lunga ai lati che nel mezzo.
Base del II sternite subpianeggiante.
Clipeo opaco, con punti piccoli, moderatamente fitti. Capo con
punti di media grossezza e molto fitti, visibilmente più grossi sulla
parte superiore della fronte. Torace con punti più grossi, non molto
fitti. Facce dorsali del propodeo, e parte superiore delle facce laterali,
con punti grossi, profondi e fitti. Parte inferiore delle facce laterali con
punti più piccoli ed alcune rugosità. Faccia posteriore liscia ma con
qualche punto piccolo e superficiale nella parte superiore. I due primi
tergiti hanno punti obliqui, poco profondi, di mediocre grossezza e
modicamente fitti, con interspazi in media minori dei punti. Sternite
II con punti di poco più grossi, molto radi.
Capo e torace con peli eretti fulvi di media lunghezza. Addome con
peli simili ma molto inclinati.
Nero. Sono ferruginez: la faccia inferiore del funicolo; le zampe,
tranne la faccia anteriore delle anche posteriori che è bruno-nera; il I
tergite; la base ed i lati del II tergite; la base degli sterniti III-VI. Sono
gialli: mandibole; clipeo; una linea che occupa lo spazio interanten-
nale e sale fino a raggiungere l'ocello anteriore; le orbite interne dei
lobi inferiori degli occhi ed i seni oculari; una lunga linea sulle tempie;
la metà anteriore della faccia dorsale del pronoto; una grande macchia
sulla parte superiore del mesoepisterno, ed una più piccola sulla parte
inferiore; due macchie sullo scutello; una fascia sul postscutello; larghe
fasce ai lati del propodeo; gran parte delle zampe; una larga fascia
apicale sul I tergite; una larga fascia apicale, assai allargata ai lati, sul
II tergite; fasce apicali sui tergiti III-V e la quasi totalità del II sternite.
Ali modicamente, quasi uniformemente, imbrunite.
Variabilità: Un 6 della stessa località e data ha il propodeo quasi
completamente ferrugineo. Il I tergite ha una sottile fascia gialla lungo
la linea d'incontro tra faccia anteriore e faccia dorsale. Il II tergite
ha nel mezzo una fascia trasversale gialla, abbreviata ai lati ed un poco
ristretta nel mezzo. Porta fasce apicali gialle sui tergiti III-IV e sterniti
III-V.
9- Clipeo più strettamente emarginato all'apice. Antenne molto
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 287
più corte che nel dg, con il IV articolo più lungo che largo ed il V
tanto largo quanto lungo.
Clipeo giallo con una macchia allungata bruna nel centro. Nelle
zampe il color giallo è meno esteso. Sul I tergite, tra la parte basale
ferruginea e la fascia apicale gialla vi è una macchia allungata brunastra.
Il II tergite è ferrugineo solo ai lati e non anche alla base. Il II tergite
è nero con due macchie rotonde presso la base e tracce di fascia
apicale gialli. Il resto circa come nel 4.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 4 mm 11-
12 som 10712:
Sulawesi: Toli-Toli, XI-XII-1895, 336, tra cui l'olotipo, e 29 9
(H. Fruhstorfer-AGS). - Bonthain, 1884, 19 (C. Ribbe-ML).
Olotipo nella mia collezione.
Gen. Aruodynerus n.
Mesosoma non molto più lungo che largo, fortemente ristretto in
avanti, poco all'indietro. Pronoto con carena lamelliforme, un poco più
corta nel mezzo ed ancor più corta ai lati, per cui sugli omeri è cor-
tissima. Postscutello in gran parte subpianeggiante ed obliquo; nella
sua metà posteriore giace al disotto delle facce dorsali del propodeo
le quali, provviste di sviluppatissime carene superiori, sporgono in alto
formando un grande dente triangolare. Carena pretegulare sottilissima,
poco visibile. Per la posizione delle zampe non è possibile accertare
la presenza e no delle carene epicnemiali. Tegule come nel genere
Stenodyneriellus. Tergite I molto corto: la faccia dorsale, misurata dalla
carena basale al margine apicale, è quasi tre volte più larga che lunga;
la carena basale è bene sviluppata. Tergite II corto, pochissimo più
largo all'apice che alla base e pochissimo rigonfio ai lati; non porta
lamella apicale ed anche i tergiti successivi ne sono privi.
Tipo del genere: Od werus aruanus Gribodo.
288 A. GIORDANI SOIKA
Aruodynerus aruanus (Gribodo) n. comb.
Odynerus multipictus Smith, 1858, J. Proceed. Linn. Soc., Zool., 3: 165 (9) (nec
multipictus Smith 1857).
Odynerus aruanus Gribodo, 1891, Boll. Soc. entom. ital., 23: 297, nota.
Le seguenti descrizioni sono basate sull'olotipo, 16 di Aru, unico
esemplare finora conosciuto (Mus. Oxford), ed 19 di Fiume Purari,
Nuova Guinea, 1-1894 (Loria-MCG).
g- Clipeo di poco più largo che lungo, modicamente e quasi
regolarmente convesso, largamente ed abbastanza profondamente
emarginato all'apice, quasi a semicerchio; i denti apicali sono assai acuti
e distano tra loro molto più della distanza che separa le inserzioni delle
antenne. Articoli IV-VI delle antenne più lunghi che larghi; VII e VIII
circa tanto lunghi quanto larghi; l'ultimo è gracile, debolmente arcuato
e gradatamente assottigliato dalla base all'apice, che è strettamente
arrotondato e quasi raggiunge la metà del X articolo.
Per altri caratteri si veda la descrizione del genere.
Clipeo con punti fitti, di modica grossezza. Capo con punti di poco
più grossi ed assai fitti. Mesosoma con punti assai più grossi, modica-
mente fitti. Più piccoli sul mesoepisterno, più irregolarmente distribuiti
sulle facce dorsali e laterali del propodeo.
Tergite I con punti piccoli ed assai spaziati. Tergite II con punti
simili, poco fitti, interspazi molto maggiori dei punti nella metà basale,
eguali od anche minori déi punti presso l'apice. Punteggiatura del II
sternite simile a quella del corrispondente tergite.
In tutto il corpo si osservano peluzzi fulvi, corti e sottili.
Nero, con la faccia inferiore dello scapo e le zampe ferruginei.
Sono gialli: mandibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo; una gran-
de macchia sulla fronte, che occupa lo spazio interantennale e sale
verso l'ocello anteriore, che non raggiunge; orbite interne dei lobi
inferiori degli occhi ed i seni oculati; una linea sulle tempie; la metà
anteriore della faccia dorsale del pronoto; due lunghe linee sul
mesoscuto; macchie sulla parte superiore e sulla parte inferiore del
mesoepisterno; due grandi macchie sullo scutello; fasce, allargate
superiormente, ai lati del propodeo; tegule; parategule; gran parte
delle zampe; strette e regolari fasce apicali sui due primi tergiti; una
fascia simile, ma allargata ai lati e nel mezzo, sul II sternite; tracce
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 289
di fasce apicali sui tergiti IV-VI. Ali leggermente imbrunite, più for-
temente lungo la costa.
2- Clipeo un poco meno profondamente emarginato all'apice che
nel 3, con punteggiatura leggermente più grossa; è nero con due larghe
fasce laterali gialle. Faccia inferiore dello scapo gialla. Macchia della
fronte piccola, non subtriangolare ma quasi rotonda. Il pronoto è
nero con, sulla faccia dorsale, una fascia gialla stretta e regolare, che
nel mezzo è contigua al margine anteriore del pronoto ma, proceden-
do verso i lati, se ne allontana. Parte superiore del mesoepisterno con
una macchietta gialla; parte inferiore interamente nera. Tegule bruno-
nere, con due macchiette gialle. Tergite III con una stretta fascia
apicale gialla. Il resto circa come nel od.
Kennetia n. gen.
Affine al genere Allorhynchium Van der Vecht. Clipeo circa tanto
largo quanto lungo nella 2, un poco più largo nel d, strettamente e
debolmente emarginato all'apice nella 2, più largamente e più pro-
fondamente nel g. Ultimo articolo delle antenne del 6 normale,
digitiforme e ripiegato ad uncino sugli articoli precedenti. Mesosoma
tozzo, circa una volta e 1/2 più lungo che largo od anche più largo.
Carena del pronoto bene sviluppata e più o meno largamente arcuata
sugli omeri. Postscutello subpianeggiante o debolmente convesso,
interamente orizzontale. Propodeo di forma particolare: le carene
superiori sono molto sviluppate, specialmente nella metà superiore;
sono subrettilinee e terminano in alto formando un grosso ed acuto
dente triangolare, il cui apice si trova all'altezza del postscutello. Le
carene inferiori del propodeo sono meno sviluppate, e si incontrano
con le superiori formando, sugli angoli laterali, un dente grosso ed
acuto, molto sporgente. Carene laterali assenti. Facce laterali del
propodeo punteggiate come le facce dorsali. Tegule larghe, con il lobo
posteriore cortissimo, oltrepassato dalle parategule, pur essendo queste
poco sviluppate. Nelle ali anteriori la IMI cellula submarginale, a
differenza dal genere Allorhynchium, è circa tanto lunga quanto la
distanza che la separa dall'apice della cellula marginale. Tergite I
290 A. GIORDANI SOIKA
subtroncato alla base, con la faccia anteriore abbastanza fortemente
convessa e bene separata dalle altre facce; la faccia dorsale è circa del
doppio più larga che lunga. Il II tergite non porta lamella apicale, ma
presenta una serie preapicale di punti regolari, che dista dal margine
apicale circa 1/5 della lunghezza del tergite. Questa serie di punti
separa una parte anteriore del tergite più o meno fortemente punteg-
giata, da una parte posteriore perfettamente liscia o, al massimo, con
qualche punto preapicale. Una serie regolare preapicale di punti si
osserva anche nei tre successivi tergiti. Inoltre, carattere molto impor-
tante in quanto esclusivo di questo genere, i margini laterali del II
tergite, talvolta anche del III tergite, sono nettamente emarginati nel
terzo, o nel quarto, apicale.
Tipo: Odynerus unifasciatus Schulthess.
Annovera 5 specie, tutte della regione orientale.
Dedicato al mio collaboratore ed amico Kenneth Guichard.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE DEL GENERE
Kennethia n.
1 Tergite I con punti molto spaziati e molto piccoli. Il
II tergite, dopo la serie preapicale di grossissimi punti,
è perfettamente liscio fino al margine apicale. ......... 2
- Tergite I con punti modicamente fitti e grossi. Il II
tergite, dopo la serie preapicale di grossissimi punti,
non è del tutto liscio, in quanto presenta qua e là alcuni
piccoli punti, generalmente vicini al margine apicale. 3
2 Tergite I con punti estremamente piccoli e molto radi,
con larghe aree lisce. Vertice della? interamente pun-
teggiato, anche in prossimità delle fovee. Queste sono
molto piccole, vicinissime tra loro e provviste di peli
bruni molto corti. Tergiti I-V (2) o I-VI (6) con
fascia gialla preapicale. Seni oculari visibilmente ri-
eonticonyvessi Is.) rilippimes Me LR Ri
ALA MI RENDI multicineta n.sp.
= Tergite I con punti meno piccoli e meno radi. Vertice
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 291
della 2 solo in parte punteggiato, per la presenza di
due grandi fovee, provviste di molti e lunghi peli bruni,
inserite nel mezzo di una grande fascia liscia, subopaca,
debolmente arcuata, che ai lati raggiunge i lobi su-
periori degli occhi. Tergite I con una fascia stretta e
regolare, strettamente interrotta nel mezzo, posta lun-
go la linea d'incontro della faccia anteriore con la faccia
dorsale. Vi sono inoltre fasce apicali sui tergiti II e III.
OMe Oa net. Sa oo inversa n.sp.
Carene superiori del propodeo pochissimo sviluppa-
te ed irregolari, in parte confuse tra le carene degli
interspazi della grossissima punteggiatura delle facce
dorsali; terminano in alto con due piccoli e corti denti.
Scutello e postscutello interamente gialli. Giava. ..
nn I eee ca: javana n.sp.
Carene superiori del propodeo molto sviluppate e
molto regolari, rettilinee, ben distinte dagli interspazi
delle facce dorsali,e terminanti in alto con due grossi
denti triangolari. Scutello e postscutello neri......... 4
Secondo tergite con punti molto grossi, molto più
grossi di quelli del mesoscuto; sono modicamente fitti
alla base, assai più spaziati presso l'apice. Pronoto,
scutello, postscutello e I tergite neri. Mesosoma non
CERESSOM E Ae na, 5
Secondo tergite con punti di media grossezza, non più
grossi di quelli del mesoscuto; la loro densità è quasi
uniforme. Pronoto, scutello e postscutello rosso-
ferruginei; primo tergite in gran parte di questo colo-
re. Mesosoma visibilmente depresso. Is. Ambon. ....
SaR RA ATTO DI Tk a bicolorata n.sp.
? Punteggiatura del clipeo grossissima e fittissima.
Punteggiatura del II sternite molto grossa e molto
fitta, con interspazi sempre minori dei punti e spesso
_careniformi. La fascia gialla del II tergite è apicale,
in quanto raggiunge il margine apicale. Cina, Taiwan.
Sri ALINE ae ERA SIOE unifasciata (Schulthess)
? Punteggiatura del II sternite meno grossa e meno
fitta, con interspazi spesso molto maggiori dei punti.
297, A. GIORDANI SOIKA
La fascia gialla del II tergite è preapicale, in quanto
non raggiunge il margine apicale, che è nero, o bruno-
MErOm DOCK. SOR ro sabahensis n.sp.
64 65
Fig. 64-65 Addome di i, 9: 64, K. inversa n.sp.; 65, K. sababensis n.sp.
Kennethia unifasciata (Schulthess) n. comb. (Fig. 66)
Odynerus (Lionotus) unifasciatus Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Ent. Berlin-
Dahlem, 1, 1: 75 (9).
Allorbynchium unifasciatum; Giordani Soika, 1986, Boll. Mus. Civ. St. nat. Vene-
zia, 35: 141.
Specie dettagliatamente descritta da Schulthess.
Venne descritta su una 2 di Hoozan, Taiwan, ed esaminai 29 2
pure di Taiwan, Fuhosho, VIII-1909, e Takao, 1908 (H. Sauter) nella
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 293
mia collezione, ed un'altra 9, della Cina, Szechwan, Kuanshien, 3000
ft, 12-22-IX-24 (D.C. Graham-USNM).
Non sono noti altri esemplari.
Kennethia sabahensis n.sp. (Fig. 65)
g- Capo, visto di fronte, leggermente più largo che alto. Clipeo
leggermente più largo che lungo, largamente emarginato all'apice ad
arco di cerchio; i denti apicali sono acuti e distano tra loro circa 2/5
della larghezza massima del clipeo. Spazio interantennale fortemente
carenato. Antenne allungate, con gli articoli IV-VII più lunghi che
larghi; l'ultimo è lungo, gracile, digitiforme, molto leggermente arcua-
to, poco assottigliato dalla base all'apice; questo è arrotondato e rag-
giunge la base dell'XI articolo. Tempie poco rigonfie, ma bene svilup-
pate; viste dall'alto appaiono circa tanto lunghe quanto i lobi superiori
degli occhi. Mesosoma pochissimo più lungo che largo, pochissimo
ristretto in avanti e all'indietro. Carena del pronoto sottile e regolare.
Carena epicnemiale poco distinta a causa anche della fitta e grossa
punteggiatura. Postscutello poco sporgente, obliquo; raggiunge la fac-
cia posteriore del mesosoma, ma senza farne parte. Carene superiori del
propodeo molto sviluppate, grosse, nere, in gran parte subrettilinee. Il
loro sviluppo aumenta gradatamente procedendo verso l'alto ed esse
terminano dietro il postuscutello formando un grosso dente triangola-
re; si incontrano con le carene inferiori, pur esse bene sviluppate,
formando un grosso dente. Carene laterali confuse con la grossissima
punteggiatura. Tegule meno larghe che nel genere Stenodyneriellus,
quasi 1 volta e 1/2 più lunghe che larghe, con il margine esterno quasi
regolarmente arcuato, e il lobo posteriore cortissimo. Tergite I
cupoliforme, emisferico, del doppio più largo che lungo. Tergite II
molto largo, circa tanto largo all'apice che alla base, pochissimo ri-
gonfio ai lati. I suoi margini laterali sono nettamente emarginati nel
terzo, o quarto, apicale. Lo stesso carattere si osserva nel tergite
successivo. Sternite II quasi regolarmente convesso.
Clipeo con punti piuttosto grossi e fitti. Capo con punti piccoli,
294 A. GIORDANI SOIKA
molto fitti; interspazi careniformi. Torace con punti egualmente fitti,
di poco più grossi, ad eccezione del mesoepisterno ove i punti sono
assai più grossi. Facce dorsali del propodeo con punti grossissimi e
molto fitti, interspazi careniformi; non molto differente è la punteggia-
tura delle facce laterali, con punti un poco più superficiali; faccia
posteriore liscia. La faccia dorsale del I tergite porta anteriormente
punti grossi circa come quelli del pronoto, o del mesoscuto, di poco
più fitti; procedendo verso il margine apicale i punti diventano rapi-
damente più piccoli e più spaziati, e si arrestano ad una certa distanza
dal margine apicale il quale, pertanto, è preceduto da una larga fascia
liscia e lucida. La punteggiatura del II tergite è grossa circa quanto
quella del tergite precedente nella parte anteriore; è assai spaziata e
quasi uniformemente distribuita; si arresta ad una certa distanza dal
margine apicale, come nel tergite precedente ma, a differenza di questo,
tra la parte basale punteggiata e la parte apicale liscia vi è una serie
regolare di grossissimi punti. Sul III tergite si osserva una parte basale
con punti piccoli e fittissimi, ed una parte apicale liscia, come nel
tergite precedente, tra le due vi è una serie regolare di grossissimi
punti. Punteggiatura dei tergiti IV-VI circa come nei tergiti preceden-
(ile
Capo con peli eretti bruni di media lunghezza. Mesosoma con
peli simili, ma piu corti. Addome con finissima pubescenza bruna e
peluzzi biancastri.
Nero, con funicolo, tegule e zampe ferruginet, o bruno-ferruginet.
Sono gialli: gran parte delle mandibole; clipeo, tranne una macchia
centrale ed il margine libero neri; la faccia inferiore dello scapo; una
minuta macchietta sulla fronte; la faccia esterna delle tibie anteriori;
una fascia, che occupa tutta la fascia liscia apicale, sul II tergite. Ali
modicamente imbrunite, molto più fortemente lungo la costa.
2- Clipeo circa come in urifasciata, ma meno convesso e con
punteggiatura assai meno grossa e meno fitta. Vertice con un'area
trasversale depressa e liscia, con fitti peli bruni e due piccole fovee.
Questa area non raggiunge i lobi superiori degli occhi, ed in questo
spazio, piuttosto ampio, la punteggiatura è simile a quella del resto
del capo.
Clipeo nero, con una larga fascia arcuata alla base e due macchiette
apicali di colore giallo. Il resto circa come nel d.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 295
Borneo: Sabah, Ulu Dunun, 12-22-V-73, 16, olotipo. - Sabah,
Tuaran, 24-30-III-73, 16 (K.M. Guichard-AGS). Sabah, near Long Pa
Sia (West), 1010 m., 1-13 e 1-14-IV-87, 52 @ (A.V. Achterberg-ML).
Olotipo nella mia collezione.
Kennethia multicineta n.sp.
6- Affine alla sababensis n.sp. Clipeo più largo che lungo, più
largamente emarginato all'apice; i denti apicali distano tra loro circa
la metà della larghezza massima del clipeo. Ultimo articolo delle antenne
egualmente dritto, ma più corto, per cui il suo apice non raggiunge la
base dell'XI articolo. L'area interocellare è sporgente e sovrasta l'ocello
anteriore che, di conseguenza, è quasi verticale, e guarda in avanti; gli
ocelli posteriori guardano lateralmente. Carena del pronoto più svilup-
pata. Mesoepisterno privo di carena epicnemiale. Postscutello e propodeo
circa come in sababensis. Tergite I molto più corto: più largo di due
volte la sua lunghezza. Anche il II tergite è più corto che in sabahensis.
Punteggiatura del clipeo più fitta che in sabahensis. Capo e mesosoma
con punti assai più grossi che in questa specie, e per lo più meno fitti.
Punteggiatura dell'addome molto differente: il I tergite ha solo po-
chissimi piccoli punti presenti solo sulla parte anteriore della faccia
dorsale. Il II tergite presenta, nella metà anteriore, punti piccoli e
spaziati, che diventano assai più grossi ma non più fitti nella metà
posteriore; una serie regolare di grossi punti precede una larga fascia
apicale liscia e lucida. Sui tergiti III-VI una parte basale di punti grossi
e modicamente fitti, è separata dalla fascia apicale liscia da una serie
regolare di grossi punti.
Nero, con la faccia inferiore del funicolo, le zampe e la faccia
anteriore del I tergite color bruno-ferrugineo più o meno scuro. Sono
gialli: mandibole; clipeo; una macchia sulla fronte, al disopra dello
spazio interantennale; le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi
ed i seni oculari; una lineetta sulle tempie; la faccia inferiore dello
scapo; una larga fascia sulla faccia dorsale del pronoto; una macchia
sulla parte superiore del mesoepisterno; due grandi macchie sullo
scutello; due lineette sul postscutello; le tegule, tranne una macchia
296 A. GIORDANI SOIKA
centrale bruna; la faccia esterna dei femori anteriori e medi e gran
parte di tutte le tibie ed i tarsi; una larga fascia apicale sul I tergite;
fasce preapicali (il margine apicale è nero) sui tergiti II-VI. Ali for-
temente imbrunite.
2 - Clipeo tanto largo quanto lungo, debolmente e poco profon-
damente emarginato all'apice; i denti apicali sono appuntiti e distano
tra loro circa 1/3 della larghezza massima del clipeo; è molto debol-
mente e quasi regolarmente convesso. Antenne corte, con gli articoli
IV e V leggermente più lunghi che larghi ed i due successivi tanto
larghi quanto lunghi. Sul vertice si osserva una fossetta trasversale a
forma di mezza luna, provvista di corti peli bruni.
Clipeo giallo con una macchia centrale nera. Alla macchia gialla
della fronte, che è più grande che nel 6, segue una lineetta verticale
che raggiunge l'ocello anteriore. Sul vertice vi sono due macchiette,
poste tra gli ocelli e gli occhi. Mesoscuto con due linee gialle. Il resto
circa come nel dé.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 9-10.5,
dé mm 8.
is? Filippine: Panay, 16 olotipo (Baker-USNM). - Luzon, Benguet
Bangui, 19 16 (Baker-USNM). - Sibuyan, 29 2 (Baker-USNM).
Olotipo nell'U.S. National Museum di Washington.
Kennethia inversa n.sp. (Figg. 64, 67)
2- Affine a multicincta n.sp. Clipeo circa tanto largo quanto lun-
go, troncato all'apice, con gli angoli apicali arrotondati. Il margine
apicale è eguale a circa 1/3 della larghezza massima del clipeo; la superficie
di questo è molto debolmente convessa, con l'area mediana subpianeg-
giante. Articoli IV-VI delle antenne leggermente più lunghi che larghi,
VII ed VIII tanto larghi quanto lunghi. Area interocellare non spor-
gente; posteriormente ad essa vi è una grande fascia arcuata subopaca
e priva di punti che ai lati raggiunge gli occhi e porta due gruppi di
peli lunghi e fitti. Mesosoma circa come in multicincta. Tergite I un
poco più largo di 1 volta e 1/2 la sua lunghezza, con la faccia anteriore
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 297
molto meno convessa e più nettamente separata dalle facce dorsali e
laterali.
Clipeo con punti più piccoli e più superficiali che in multicincta,
ma egualmente fitti. Punteggiatura del capo e del mesosoma notevol-
mente più fina e più fitta che in mmulticincta. Nel I tergite la metà
apicale circa è liscia e la metà anteriore ha punti nettamente più grossi
che in multicincta. Nel II tergite la serie preapicale di grossi punti è
formata da punti simili a quelli della parte anteriore del tergite stesso.
Sono pochissimo più grandi di quelli del tergite precedente ed abba-
stanza fitti: presso la base sono più fitti e gli interspazi sono in media
eguali ai punti. Nei tre tergiti successivi i punti della serie preapicale
sono assai più grossi di quelli del tergite precedente e sono preceduti
da una punteggiatura finissima e fittissima. E' opportuno ricordare
che, in mmulticincta, la serie preapicale di punti nei tergiti III-V è
preceduta da punteggiatura molto più grossa e meno fitta che in zmver-
sa.
Pilosità come in multicincta.
Nero, con antenne e zampe bruno-nere e tegule bruno-ferruginee.
Sono color gzallo pallido: gran parte delle mandibole; il clipeo, tranne
i margini ed una fascia longitudinale mediana assai allargata nel mezzo,
che sono neri; una macchia sulla fronte al disopra dello spazio interan-
tennale; una lunga linea sulle tempie; la faccia inferiore dello scapo; due
maccchiette sul pronoto; una macchia sulla parte superiore del
mesoepisterno; il postscutello; macchie apicali sui femori anteriori e
medi; la faccia esterna di tutte le tibie; macchiette alle estremità an-
teriore e posteriore delle tegule; una fascia, leggermente allargata ai lati
e brevemente interrotta nel mezzo, sulla linea d'incontro tra faccia
anteriore e faccia dorsale del I tergite; fasce preapicali regolari sui
tergiti II e III; minute lineette ai lati del margine apicale del II sternite.
Ali quasi jaline.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8.
d ignoto.
Borneo: Sabah, Tuaran, 24-30-III-73, 19 (K.M. Guichard-AGs).
Olotipo nella mia collezione.
298 A. GIORDANI SOIKA
67
Fig. 66 Kennethia unifasciata (Schulthess) £, addome.
Fig. 67 Kennethia inversa n.sp. 9: faccia posteriore del mesosoma.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 299
Kennethia javana n.sp.
2 - Affine a inversa n.sp. Clipeo nettamente emarginato all'apice,
con denti apicali depressi e distanti tra loro un poco meno di 1/3 della
larghezza massima del clipeo; la sua superficie è, nella metà basale,
più convessa che in zmversa. Dietro gli ocelli, che hanno una posizione
normale, vi è un'area liscia subopaca, semilunare, provvista di due
grossi gruppi di peli bruni lunghi ed eretti, si tratta di un'area simile
a quella di ‘zversa, ma più piccola per cui, ai lati, rimane ad una certa
distanza dagli occhi. Carena del pronoto, a differenza di irversa, visi-
bilmente piegata sugli omeri. Propodeo più stretto che in zzversa, con
margini laterali abbastanza convergenti all'indietro. Margini laterali
del I tergite più lunghi e più divergenti che in irversa.
Clipeo con punti di media grossezza ed assai fitti. Capo, pronoto,
mesoscuto, scutello e postscutello con punteggiatura molto fina e fit-
tissima: interspazi per lo più careniformi. Mesoepisterno con punti
grandi, superficialissimi ed a fondo piatto, separati da interspazi sot-
tilmente careniformi. Facce laterali del propodeo punteggiate circa
come il mesoepisterno, ma i punti sono nettamente più grossi. Facce
dorsali con punti grossi circa come nelle facce laterali, ma più pro-
fondi, con le carene degli interspazi assai sporgenti. La faccia poste-
riore porta grosse rugosità oblique, ed è subopaca.
Sul I tergite i punti sono assai più grossi di quelli del mesoscuto
e molto fitti; però, avvicinandosi al margine apicale, diventano poco a
poco più piccoli e più spaziati. Sul II tergite i punti sono leggermente
più piccoli di quelli del tergite precedente, e più spaziati, con interspazi
in media eguali ai punti. Questa punteggiatura viene arrestata dalla
serie preapicale di punti che però non sono più grossi di quelli della
punteggiatura che li precede. Nei tergiti III-VI la serie preapicale è
formata da punti più grossi di quelli della punteggiatura che li precede,
ed è visibilmente più grossa di quella che si osserva in zaversa.
Clipeo con lunghi peli bianchi. Fronte con peli eretti bruni, lun-
ghi ed abbondanti. Mesosoma con peli fulvi più corti e meno abbon-
danti. Nell'addome solo il I tergite presenta una pilosità simile a
quella del mesosoma.
Nero. Sono gza/li: una macchia alla base delle mandibole; il clipeo;
una macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale;
300 A. GIORDANI SOIKA
una minuta macchietta sulle tempie, assente in altri esemplari; la faccia
inferiore dello scapo; i 2/3 anteriori della faccia dorsale del pronoto;
le tegule; scutello e postscutello interamente; parte dei femori; tibie e
tarsi di tutte le zampe; una fascia apicale brunastra sul I tergite; una
fascia apicale più larga, ed allargata ai lati, sul II tergite; una fascia
apicale molto più stretta, spesso un poco abbreviata ai lati sul II
tergite; due macchiette isolate, assenti in un paratipo, ai lati del II
sternite. Ali modicamente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 8-9.
6 ignoto.
Giava: Gedeh Tjibodas, 1400 m, 26-VIII-40, 12 olotipo (M.A.
Lieftinck-ML); 14-V-35, 19 (J.V.d. Vecht-ML). - Rarahan-Tjibenreum,
1400-1500 m, 20-VI-32, 19 (H.R.A. Muller-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Kennethia bicolorata n.sp.
?- Affine a unicincta (Schulthess). Clipeo più profondamente
emarginato all'apice, con punti meno grossi. Mesosoma visibilmente
depresso. Tergite I un poco più allungato.
Tergite I con punti grossi circa quanto quelli del mesoscuto,
modicamente fitti, con interspazi minori dei punti sulla parte anteriore
della faccia dorsale, poi eguali od anche maggiori dei punti. Tergite II
con punti un poco più piccoli, più spaziati e quasi uniformemente
distribuiti.
Capo e mesosoma con peli eretti bianchi, di modica lunghezza,
abbastanza abbondanti. Addome quasi glabro.
Nero. Sono color gzallo-ferrugineo: una larga fascia lungo i mar-
gini della parte basale interoculare del clipeo; una macchia triangolare
sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; la faccia inferiore
dello scapo. Sono rosso-ferruginez; le mandibole; quasi tutto il pronoto;
una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; scutello;
postscutello; tegule; parategule; le zampe, tranne parte delle anche
che sono brune; il I tergite, tranne parte della faccia anteriore e sulla
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 301
faccia dorsale, una fascia mediana, di media larghezza, che parte dalla
parte nera della faccia anteriore, e quasi raggiunge il margine apicale.
Ali modicamente imbrunite, più fortemente lungo la costa.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 11.
é ignoto.
Is. Ambon: M. Salahutu, 600 m, 22-X-61, 12 (A.M.R. Wegner-
ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Si conosce facilmente per la caratteristica colorazione.
Lissodynerus n. gen.
Lissodynerus Giordani Soika, 1973, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 24: 119 (non
valido). Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh. Leiden, 260: 32.
Trichodynerus Giordani Soika e Kojima, 1988, Boll. Mus. Civ. Venezia, 38: 178
(non valido). - Van der Vecht e Carpenter, 1990, Zool. Verh. Leiden, 260: 286.
Affine al genere Stenodyneriellus Giordani Soika. Come nella
maggior parte delle specie di questo genere, la carena del pronoto è
bene sviluppata, regolare, e largamente arcuata sugli omeri. Il postscutello
può essere pochissimo convesso ed interamente orizzontale, oppure
abbastanza fortemente convesso, con una faccia dorsale obliqua, spesso
ben distinta dalla faccia posteriore quasi verticale, che fa parte della
faccia posteriore del mesosoma. Tegule e parategule circa come nel
genere Stenodynerzellus. Le carene superiori del propodeo sono più o
meno sviluppate, talvolta male identificabili a causa della grossissima
e fittissima putneggiatura delle facce dorsali; comunque queste sono
nettamente separate dalla faccia posteriore, che è interamente concava.
Talvolta si osservano, dietro il postscutello, due denti come nel genere
Euodynerus. Tergite I corto, circa del doppio più largo che lungo, con
una faccia anteriore verticale, debolmente convessa. Lungo la linea
d'incontro della faccia anteriore con quella dorsale, vi è una carena
regolare e bene sviluppata. I tergiti II e III, oppure I-IV, hanno una
lamella apicale spesso assai lunga, talvolta più lunga ai lati che nel
mezzo, di colore bruno o bruno-nero. In una specie il d ha una lamella
302 A. GIORDANI SOIKA
anche all'apice del V tergite. Sternite II subpianeggiante alla base. Di
regola, ad una corta e più o meno fitta pubescenza, o pilosità, biancastra,
si aggiungono grossi e lunghi peli neri, poco fitti.
Regione orientale, Papuasia e Queensland in Australia, con 14
specie.
Tipo: Odynerus septemfasciatus Smith, 1857.
TABELLA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SPECIE DEL GENERE
Lissodynerus n.
1 Solo i tergiti II e III portano una lamella apicale... 2
= Anche il IV tergite ha una lamella apicale. ............ 3
2 Postscutello interamente orizzontale. Carene supe-
riori del propodeo molto sviluppate, lamelliformi; ter-
minano in alto con un dente assai acuto il cui apice
spesso si trova al disopra del postscutello. Carena
epicnemiale molto sviluppata. Clipeo della 9 quasi
EEOMERRORAlP apice ccss dese neces ictenese: lamingier (Gribodo)
a Colore fondamentale dei tergiti e sterniti IIJ-VI nero.
DI RIETI TETRA ON oh aed UAT A CREA ssp. lamingier (Grib.)
- Colore fondamentale dei tergiti e sterniti II-VI
EROICO ase doometmeeenae nero WES ssp. ruficauda n.
- Postscutello con una faccia posteriore che fa parte
della faccia posteriore del mesosoma. Carene supe-
riori del propodeo poco sviluppate, non lamelliformi,
non dentiformi dietro il postscutello. Carena
epicnemiale pochissimo sviluppata. Clipeo della 9
MCKEAN TS MARIA LO O inn ant tenn) NS)
a Pronoto con una fascia gialla. Di questo colore sono
pure due macchiette sullo scutello, due strette linee
sul propodeo ed una fascia apicale stretta ed interrotta
melimezzZo cul lltersite: ssc. ue. eee
TE caterers ace A ssp. emifasciatus n.
_ Pronoto nero, o con due minute macchie gialle.
Scutello, propodeo e II tergite interamente neri...
MIE RE TRI ARE RISI, CR EC RE Sspy a te fr ir
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
Carene superiori del propodeo assenti o debolmente
ACCCOMA eee eaten VR nt
Carene superiori del propodeo bene sviluppate, molto
nce leone oriali niucna
Lamelle apicali dei tergiti II-IV più strette ai lati che
nelemezzo spinta te trilaminatus
Lamelle apicali dei tergiti I-IV tanto lunghe ai lati
che nel mezzo, od,anche, pin lunghe....2..5..........-..-
Vertice, dietro gli ocelli, con punti grossi e modica-
mente fitti. Nella 9 il vertice presenta una fossetta
provvista di un ciuffetto di peli bruni. Lamelle apicali
dei tergiti II-IV grosse, opache, di color bruno scuro
o bruno-nero. Dimensioni maggiori. .......................
Vertice, dietro gli ocelli, in gran parte liscio, con punti
piccoli e molto spaziati. Nella il vertice non pre-
senta fossette pelose. Lamelle apicali dei tergiti II-IV
sottilissime, trasparenti, di color ferrugineo pallido,
CIMENSIORIAIMIMOTI nn pallidus
Postscutello con una gibbosita dentiforme nel mez-
zo. Ultimo articolo delle antenne del ¢ grosso e for-
icmentefascuato.laseramente erogato
303
n.sp.
n.sp.
Ma 00, Ss CROs LO DETTO AEP philippinensis (Schulthess)
Postscutello normale, non gibboso nel mezzo. Ulti-
mo articolo delle antenne del 6 gracile e debolmente
arcuato. Addome, e per lo più anche il mesosoma,
abbondantemente macchiati di giallo. ........................
I due primi tergiti portano una fittissima e finissima
pubescenza, che è bianco-nivea sulle fasce gialle, nera
sulle parti nere. Inoltre portano sottili peluzzi obli-
qui neri, modicamente fitti.......... niveatus
I due primi tergiti non portano una simile pubescenza
capisca lori oleole. del
Postscutello debolmente convesso, interamente oriz-
zontale ed un poco declive; non fa parte della faccia
posteriore del mesosoma. Lamelle apicali dei tergiti
corte, visibilmente più lunghe ai lati che nel mezzo,
di colore ferrugineo chiaro. Base del II sternite
convessa, con un soleo lonsitudinale.......--...,......-.
304
10
Jet
A. GIORDANI SOIKA
MET te VERB ORA, kurandensis n.sp.
Postscutello fortemente convesso, con una faccia po-
steriore che fa parte della faccia posteriore del
mesosoma. Lamelle apicali dei tergiti molto lunghe,
tanto lunghe ai lati che nel mezzo, di colore bruno-
nero. Base del II sternite pianeggiante, non solcata
lonsirudinalm ente SERE ott INERME ec rerce 9
2 Clipeo largamente emarginato. d Tergite V senza
lamella apicale. Is. Filippine......... vespoides (Williams)
2 Clipeo troncato o molto debolmente emarginato.
3 Tergite V con una lamella apicale simile a quella
dei terormepreeedenti: Indonesia nre
errate A POLI a IIC SPO NET. septemfasciatus (Smith)
Torace*quasitinteramente mero BEAR...
NE AAR AL: 5 3, Bee 4 ATM ssp. feanus (Giordani Soika)
Torace abbondantemente macchiato di giallo ......... b
Mesoscurommero, com (duestinicets talee e
REA: AE TTT, ssp. septemfasciatus (Smith)
Mesoseutolin ro ran pare PMR e
PANTS 12, Mold SE ILG. a ssp. flavithorax n.
Secondo sternite largamente depresso alla base, poi
convesso, specialmente ai lati. Clipeo del ¢ più lun-
go che largo, più strettamente emarginato all'apice:
la distanza che separa i denti apicali è minore di metà
della larghezza massima del clipeo. Clipeo della 2
più strettamente e più debolmente emarginato all'api-
ce, com dent! apicali poco sviluppati. 0... 11
Secondo sternite non depresso alla base, subpianeg-
giante; poi è leggermente convesso. Clipeo del d circa
tanto lungo quanto largo, più largamente emarginato
all'apice: la distanza che separa i denti apicali è circa
eguale a metà della larghezza massima del clipeo. Clipeo
della £ più largamente e più profondamente emarginato
all'apice, con denti apicali assai sviluppati ed allunga-
tH, E AL IRE OE ORES LOL), SEI coe. 12
Parte inferiore del mesoepisterno con punti più pic-
coli e molto spaziati. Base del II sternite più larga-
mente e più profondamente depressa. Nel ¢ gli ar-
Ws
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 305
ticoli VI e VII delle antenne sono più lunghi che lar-
ghi. Secondo tergite con una sola fascia gialla.........
AA ARE 0 RATIO LEME simillimus n.sp.
Parte inferiore del mesoepisterno con punti più gros-
si e più fitti. Base del II sternite meno largamente e
meno profondamente depressa. Nel ¢ gli articoli VI
e VII delle antenne sono circa tanto lunghi quanto
larghi. Secondo tergite con due fasce gialle..............
RISI eo solomon nssp.
Clipeo della 9 circa tanto lungo quanto largo. Facce
laterali del propodeo con punti più piccoli, più radi
e più irregolari che nelle facce dorsali. Secondo tergite
senza lineette isolate nel mezzo della faccia dorsale.
Nella £ le antenne sono più allungate, con gli articoli
IVA VSpraionshi che: larelat er... agilis (Smith)
Torace quasi interamente nero. Sono gialle solo
macchiette sul propodeo e, talvolta, anche due
MACCHICHESMIBPLONOLO o. Mn b
Torace abbondantemente macchiato di giallo, con due
enamel enmaeenic sullo !iscutello?. MER... c
Solo i due primi tergiti hanno una fascia gialla apicale.
PRI ri olii ar desio ssp. agilis (Smith)
Tutti i primi 4 tergiti hanno una fascia gialla apicale.
ies OR CTP IPE MI ssp. cursor (Giordani Soika)
I due primi tergiti hanno una fascia gialla apicale.
RR ne eae ssp. novaeguineae (Giordani Soika)
I tre primi tergiti hanno una fascia gialla apicale. ..
La Piceni de le eg ssp. postremus n.
I quattro primi tergiti hanno una fascia gialla apicale.
WROD Thy Ns ssp. multifasciatus n.
Clipeo della più largo che lungo. Punteggiatura
delle facce laterali del propodeo simile a quella delle
facce dorsali. Secondo tergite con due lineette isolate
nel mezzo della faccia dorsale. Antenne più corte, con
gli articoli IV e V non più lunghi che larghi...........
TS BRI OS a SI NAARIUOna 3 impulsus (Smith)
306
A. GIORDANI SOIKA
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Fig. 68-71 Clipei di Lissodynerus: 68, L. agilis (Smith) 2; 69, lo stesso, 3; 70, L. solomon
n.sp. 2; 71, lo stesso, d.
Lissodynerus laminiger laminiger (Gribodo) n. comb.
Odynerus laminiger Gribodo, 1891, Boll. Soc. ent. ital., 23: 299 (6).
Ancistrocerus laminiger; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2, 3:
239).
Ancistrocerus bilaminatus Van der Vecht, 1937, Treubia, 16, 2: 292 (9 6) n. syn.
Di questa specie, accuratamente descritta da Gribodo e da Van
der Vecht, esaminai i tipi, che appartengono alla stessa specie, ed
esemplari delle seguenti località:
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 307
Malaya: Perak, 19 (AGS). - Selangor, Bukit Kutu, 3500 ft, 14-IX-
09, 16 (H.M. Pendlebury-BM). - Singapore, 26 gd (Baker-USNM).
Giava: Djampang Tjisoeroe, 2000 ft, II-1935, 16 (M. Walsh-AGS).
Borneo: Pelawanbesar, V-1937, 19 (M. Walsh). - "Borneo", 19
(Shelford-BM).
Il tipo di laminiger è di 18 di Liangtélan, Borneo (MCG). I tipi
di bilaminatus provengono da varie località della Malaya, Sumatra,
Giava e Borneo.
Lissodynerus laminiger ruficauda n.ssp.
2 d- Nero, con le antenne, le parti non gialle delle zampe, i tergiti
e sterniti III-VI color ferrugineo o bruno-ferrugineo. Sono gialli: man-
dibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo; il capo, tranne due larghe
fasce che salgono dalle inserzioni delle antenne e si uniscono tra loro
nell'area ocellare; la faccia dorsale del pronoto quasi interamente; due
lunghe linee sul mesoscuto; una larga fascia sul mesoepisterno; larghe
fasce su scutello e postscutello; macchie alla base del propodeo e
larghe fasce sulle sue carene superiori; tegule; parategule; la maggior
parte delle zampe; due fasce, unite tra loro ai lati, sul I tergite; due
fasce sul II tergite, come nella forma tipica, cioè una anteriore leg-
germente arcuata e bruscamente allargata alle estremità laterali, ed
una posteriore un poco più stretta e quasi regolare; una sottilissima
fascia apicale sul III tergite; due grandissime macchie ai lati del II
sternite; strettissime, e appena accennate, fasce apicali sugli sterniti
III-V. Ali debolmente e quasi uniformemente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9mm 7.5-
Sami
Borneo: Sandakan, 32 2 264 (Baker-USNM).
Olotipo nell'U.S. national Museum di Washington.
308 A. GIORDANI SOIKA
Lissodynerus ater n.sp.
@- Affine a laminiger (Gribodo). Clipeo circa tanto largo quanto
lungo, largamente ed abbastanza profondamente emarginato all'apice:
la distanza che separa i denti apicali è circa eguale a 1/3 della larghezza
massima del clipeo; la sua superficie è debolmente convessa nella
metà basale, subpianeggiante nella metà apicale. Mesoepisterno con
carena epicnemiale debolmente accennata. Postscutello con una fac-
cia dorsale orizzontale ed un posteriore quasi verticale, che fa parte
della faccia posteriore del mesosoma. Faccia posteriore del propodeo
largamente, profondamente e regolarmente concava, molto nettamen-
te separata dalle facce laterali, anche se le carene superiori non sono
molto nette e non terminano in alto con un dente; le carene laterali
del propodeo sono assenti. Tergite I poco meno di due volte tanto
largo quanto lungo. Tergite II circa tanto largo quanto lungo e circa
tanto largo alla base che all'apice, pochissimo rigonfio ai lati. E'
provvisto di una lamella apicale. Il III tergite porta una lamella apicale
visibilmente più corta di quella del tergite precedente. Tergite IV
senza una vera lamella apicale. Sternite II debolmente e largamente
depresso alla base, modicamente convesso dopo.
Nero, con le zampe bruno-nere ed in qualche parte bruno ferruginee.
Sono gzalli: una macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio inte-
rantennale; una sottilissima fascia lungo le orbite interne dei lobi
inferiori degli occhi, che non raggiunge il fondo dei seni oculari;
minutissime macchiette, non sempre presenti, sulle tempie, sul pronoto
e sul mesoepisterno; talvolta parte della faccia inferiore dello scapo.
Ali debolmente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite. mm 11-12.
d ignoto.
Is. Solomon: Malaita, Auki, 2-20 m, 2-X-57, 1 olotipo (J.L. Gressit-
ML); Dala, 50 m, 15-18-VI-64, 22 (M. Sedlacek-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 309
Lissodynerus ater e mifasciatus n.ssp.
2- Nero, con le zampe, escluse le anche, ferruginee o bruno-
ferruginee. Sono gialli. due macchiette alla base del clipeo; una
macchietta sulla fronte, al disopra dello spazio interantennale; una
sottile fascia lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi, che
non raggiunge il fondo dei seni oculari; una lineetta sulle tempie;
parte della faccia inferiore dello scapo; una fascia, abbreviata ai lati
e strettamente interrotta nel mezzo, sul pronoto; una macchietta sulla
parte superiore del mesoepisterno; le estremità anteriore e posteriore
delle tegule; due macchiette sullo scutello; una fascia, stretta e quasi
regolare, lungo le carene superiori del propodeo; una strettissima
fascia apicale sul II tergite, molto largamente interrotta nel mezzo, e
pertanto ridotta a due linee laterali. Ali più scure che nella forma
nominale.
Dimensioni come nella forma nominale.
Sd ignoto.
Is. New Georgia: Munda, 0-200 m, XI-1975, 12 (N.H.L. Krauss-
ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Lissodynerus trilaminatus n.sp. (Fig. 72)
2- Affine a septemfasciatus, ma ben distinto per i seguenti carat-
teri. Clipeo nettamente emarginato all'apice, con due carene rettilinee
e parallele, che dai denti apicali salgono fin quasi alla meta del clipeo,
delimitando un'area subpianeggiante. In septemfasciatus il clipeo è
troncato all'apice e privo di carene. Lamelle apicali dei tergiti II-IV
molto più corte che in seprerzfasciatus; ai lati, anziché essere più lunghe
che nel mezzo, diventano progressivamente più corte, e non raggiun-
gono i margini laterali del tergite stesso.
Punteggiatura e pilosita circa come in septemfasciatus.
Nero. Sono gialli: una macchietta alla base delle mandibole; quat-
tro macchie sul clipeo, due basali grandi e due apicali assai più pic-
310 A. GIORDANI SOIKA
cole; la faccia inferiore dello scapo; una macchietta rotonda sulla
fronte, al disopra dello spazio interantennale; una stretta fascia lungo
i lobi inferiori degli occhi fino al fondo dei seni oculari, dei quali
occupa solo la parte inferiore; una linea, bruscamente allargata nel
quarto inferiore, sulle tempie; sulla faccia dorsale del pronoto vi è una
fascia di media larghezza, che nel mezzo tocca il margine anteriore,
ma nei lati se ne allontana rimanendo a metà distanza tra i due margini
anteriore e posteriore; due macchie subeguali sul mesoepisterno; una
macchia sul metaepisterno; due macchie sullo scutello ed una sul
postscutello; quattro macchie ai lati del propodeo; le tegule, tranne
una macchia centrale bruna; le parategule; macchie ai lati di tutte le
anche; fasce sulla faccia esterna dei femori anteriori e medi; lunghe
linee che occupano la faccia esterna di tutte le tibie; due fasce sottili
e regolari, unite tra loro lungo i margini laterali, sul I tergite; una
fascia, strettamente interrotta nel mezzo, a metà del II tergite ed una
fascia della stessa larghezza all'apice dello stesso; due grandi macchie
ai lati del II sternite; regolari fasce apicali sui tergiti III-V; fasce più
strette, assottigliate od interrotte nel mezzo, sugli sterniti II-V. Ali
leggermente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10.
d ignoto.
Bachian: 12 olotipo (H. Frushstorfer-AGS). Nella mia collezione.
Lissodynerus pallidus n.sp. (Fig. 74)
9 - Clipeo circa tanto largo quanto lungo, debolmente convesso
nella metà basale, poi subpianeggiante; l'apice è troncato, e largo circa
quanto lo spazio interantennale. Articolo IV delle antenne visibilmente
più lungo che largo; il successivo è tanto lungo quanto largo. Vertice
senza fossetta pubescente. Torace circa 1 volta e 1/5 più lungo che
largo. Scutello leggermente convesso. Postscutello declive, ma quasi
orizzontale. Faccia posteriore del propodeo bene distinta dalle facce
dorsali, anche se nessuna carena le separa. Tergiti II-IV con una lamella
apicale sottilissima, trasparente, pallida, circa tanto lunga ai lati che
nel mezzo. Il I tergite è un poco più largo del doppio della sua lun-
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 311
ghezza, circa come in septemfasciatus, con carena non molto svilup-
pata ma ben evidente. Tergite II molto largo, quasi 1 volta e 1/2 più
largo che lungo, pochissimo rigonfio ai lati e pochissimo più largo
all'apice che alla base. Sternite II largamente e debolmente depresso
alla base.
Clipeo con punti piccoli e fitti, interspazi in media eguali ai punti.
Capo con punti più grossi e più fitti che sul clipeo, con interspazi
careniformi; ma il vertice, dietro gli ocelli, è lucido con punti picco-
lissimi e molto spaziati. Sul torace la punteggiatura è di poco più
grossa che sulla fronte, ma nettamente meno fitta. Sulle facce dorsali
del propodeo e sulla parte superiore delle facce laterali i punti sono
circa come quelli del torace, ma più fitti. La parte inferiore delle facce
laterali del propodeo porta punti più piccoli e gli interspazi tendono
a formare fini, irregolari, rugosità longitudinali. I due primi tergiti
hanno punti piccolissimi e molto radi, che diventano un poco più
grossi sulle facce laterali.
Pilosità eretta fulva, di mediocre lunghezza, sul capo e sul torace.
Addome con peli simili, ma inclinati e meno fitti.
Nero, con antenne e zampe color bruno-ferrugineo. Sono gialli: la
quasi totalità delle mandibole; clipeo; faccia inferiore dello scapo;
larghe fasce lungo le orbite dei lobi inferiori degli occhi, che occu-
pano interamente i seni oculari e continuano sul vertice fin dietro gli
ocelli, avvicinandosi tra loro; una grande macchia sulla fronte, che
occupa interamente lo spazio interantennale e si prolunga verso l'alto
fino a raggiungere l'ocello anteriore; le tempie; la quasi totalità della
faccia dorsale del pronoto; due linee sul mesoscuto; una larga fascia
sul mesoepisterno; una larga fascia sullo scutello; grandissime mac-
chie ai lati del propodeo; le anche e la faccia esterna dei femori, tibie
e parte dei tarsi di tutte le zampe; tegule, tranne una macchia centrale
scura; parategule; sul I tergite una stretta e regolare fascia all'inizio
della faccia dorsale, lungo la carena, ed una fascia apicale più stretta,
talvolta incompleta o addirittura assente; due fasce quasi regolari, di
media larghezza, sul II tergite; il Il sternite, tranne una larga linea
basale bruno-nera; tergiti e sterniti III-V. Ali quasi ialine, leggermente
imbrunite all'apice.
g- Clipeo con punti piccoli e spaziati. Ultimo articolo delle an-
tenhe piccolissimo, quasi dritto; il suo apice oltrepassa di poco la
312 A. GIORDANI SOIKA
metà dell'XI articolo. Il resto circa come nella @.
Lunghezza, fino al margine posteriore deluliftersite: 52 mm W055
SG mimi —7)
Is. Filippine: Mindanao, Butuan, 39 @ tra cui l'olotipo e 16. -
Davao, 19. - Iligan, 29 2. - Zamboangu, 12 (Baker-USNM).
Olotipo nell'U.S. national Museum di Washington.
Lissodynerus niveatus n.sp.
3- Molto affine al septerzfasciatus (Smith). Clipeo molto più lun-
go, più largamente e molto più debolmente emarginato all'apice, con
angoli apicali largamente arrotondati. Antenne circa come in
septemfasciatus. Torace e propodeo circa come in questa specie, ma
le facce laterali del propodeo sono subpianeggianti e non concave
come nella specie dello Smith.
Punteggiatura di tutto il corpo meno grossa e molto meno fitta
che in septemfasciatus. Sui primi tergiti, è finissima e molto fitta.
Capo e torace con bassissima e rada pubescenza bruno-fulva e
lunghi peli eretti neri, piuttosto fitti. I due primi tergiti sono fittamente
coperti da una finissima pubescenza che è nera sulle parti nere, e bianco-
nivea sulle fasce gialle. Inoltre vi sono fitti peli inclinati su tutti i tergiti
e sterniti, che sono di poco più corti e meno fitti dei peli eretti del
torace.
Nero, con le mandibole, lo scapo, la faccia inferiore del funicolo,
le tegule e tutte le zampe, ad eccezione delle anche, color ferrugineo
chiaro. Sono galli: una linea sulle mandibole; la faccia inferiore dello
scapo; una sottile fascia lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli
occhi, fin quasi al fondo dei seni oculari; una minutissima macchietta
al disopra dello spazio interantennale; una fascia, assai abbreviata ai
lati, sul pronoto; una minuta macchietta sulla parte superiore del
mesoepisterno; una fascia sullo scutello; il postscutello; fasce lungo le
carene superiori del propodeo; una fascia, sottile e regolare, sul I tergite,
lungo la linea d'incontro tra faccia anteriore e faccia dorsale, che si
unisce ai lati ad una fascia apicale assai più larga; una fascia, larga e
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 313
regolare, a poca distanza dalla base del II tergite e, su questo stesso
tergite, una fascia apicale più stretta e fortemente assottigliata ai lati,
che non raggiunge. Ali intensamente ed uniformemente tinte di giallo-
ferrugineo.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 11.
9 ignota.
Is. Filippine: Is. Samar, 16 olotipo (Baker-USNM). - Borongam,
16 (AGS).
Olotipo nell'U.S. national Museum di Washington.
Lissodynerus septemfasciatus septemfasciatus (Smith) n. comb.
(Fig. 73)
Odynerus septemfasciatus Smith, 1857, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 2: 111 (dg). -
Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 282. - Gribodo, 1891, Boll. Soc. ent.
ital., 295. - Cameron, 1903, J. Str. Br. as. Soc., 39: 168. - Bingham, 1905, Fasc. Malay.,
1905, 48. - Cameron, 1907, Ann. Mag. nat. Hist., 7, 20: 84. - Dover 1931, J. fed. Malay
St. Mus., 1931, 255. -
2- Capo, visto di fronte, leggermente più largo che alto. Clipeo
un poco più largo che lungo, con l'apice troncato o leggerissimamente
emarginato, largo circa 1/3 della larghezza massima del clipeo; è leg-
germente convesso nella metà basale ed un poco depresso nella metà
apicale. Antenne corte, con il IV articolo tanto largo quanto lungo.
Tempie poco sviluppate: viste dall'alto sono più corte dei lobi superiori
degli occhi. Mesosoma pochissimo più lungo che largo, pochissimo
ristretto in avanti e all'indietro. Postscutello declive, ma con una faccia
posteriore quasi verticale. Carene superiori del propodeo appena ac-
cennate, poco distinte a causa della grossa e fittissima punteggiatura
delle facce dorsali. Facce laterali nettamente concave. Tergite I molto
largo, più largo del doppio della sua lunghezza, con carena sottile e
regolare. Tergite II circa 1 volta e 1/3 più largo che lungo, pochissimo
rigonfio ai lati. I tergiti I-IV presentano lamelle apicali molto lunghe,
leggermente rialzate, circa tanto lunghe alle estremità laterali che nel
mezzo. Sternite II subpianeggiante alla base.
Clipeo con punti fitti, di mediocre grossezza, molto superficiali.
314 A. GIORDANI SOIKA
Capo con punti simili per grossezza ma più profondi e più fitti, interspazi
careniformi. Torace subopaco, con punti pochissimo più grossi, meno
fitti. Facce dorsali e laterali del propodeo con punti molto grandi,
fittissimi, con interspazi sottilmente careniformi. Tergite I con punti
piccolissimi e molto spaziati. Tergite II con punti un poco più grossi,
assai spaziati, più grossi e più fitti ai lati ed in prossimità del margine
apicale. Sternite II con punti assai più grossi.
Capo e torace con peli eretti di media lunghezza, in parte bruni
ed in parte nerissimi. Tergiti con pilosità più abbondante, formata
prevalentemente da peli neri.
Nero. Sono gialli: gran parte delle mandibole; il clipeo, tranne
una grande macchia nera centrale, che raggiunge il margine apicale:
la faccia inferiore dello scapo; le orbite interne dei lobi inferiori degli
occhi ed i seni oculari: una lineetta sulla fronte, tra lo spazio interan-
tennale e l'ocello anteriore; la quasi totalità delle tempie; una fascia
di mediocre larghezza, arcuata, posta circa a metà distanza dai mar-
gini anteriore e posteriore del pronoto; due linee sul mesoscuto; grandi
macchie sul mesoepisterno e sul metaepisterno; due macchie sullo
scutello ed una macchia nel centro del postscutello; grandi macchie
ai lati del propodeo; macchiette alle estremità anteriore e posteriore
delle tegule; le parategule; gran parte delle zampe; sul I tergite due
fasce subeguali, strette e regolari che si uniscono ai lati; sul II tergite
fasce simili, un poco allargate ai lati ed unite presso i margini laterali;
fasce apicali, allargate ai lati, sui tergiti III-V; due grandissime mac-
chie ai lati del II sternite; fasce strette ed irregolari all'apice degli
sterniti III-V. Ali modicamente imbrunite.
3- Clipeo circa tanto lungo quanto largo, debolmente convesso
e molto leggermente emarginato; i denti apicali distano tra loro quasi
la metà della larghezza massima del clipeo. Antenne modicamente
allungate, con gli articoli IV-VII più lunghi che larghi; l'ultimo è di
media grandezza, digitiforme, leggermente arcuato, pochissimo ristretto
dalla base all'apice, che è arrotondato e raggiunge la base dell'XI
articolo. Tergite V con lamella apicale simile a quelle dei tergiti pre-
cedenti.
Clipeo interamente giallo. Colore giallo assai più esteso nelle zampe.
Sternite II quasi interamente giallo. Fasce regolari, subeguali, all'api-
ce dei tergiti III-VI. Fasce apicali irregolari sugli sterniti INI-VI.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 315
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 7-10
Smm 8-8.5.
Esaminai l'olotipo, 16 di Sarawak (Mus. Oxford) ed i seguenti
esemplari:
Penins. Malaya: Perak, Dinding, Pulan Pangah, 7-12-IV-39, 1°.
=itedak Peak 5950) nt. 25-10-26, 1 2 3500-3950 tt, 2-1 e128 1 eS
3000-3500 ft, 15-III-28, 2¢ 6 (H.M. Pendlebury-BM).
Sumatra: Betoeng, Soengeilangka, 27-III-37, 12 (J.V.d. Vecht-AGS).
Giava: "Java", 16 (MP).
Borneo: Sabah, Ulu Dusun, 12-22-V-73, 16. - Sabah, Tuaran, 24-
30-III-73, 12 (K.M. Guichard-AGS). - Sarawak, Nanga Pelagus near
Kapit, 180-585 m, 7-14-VII-58, 19 (T.C. Maa-ML). - Mt. Matang, 9-
XII-13, 12 (G.E. Bryan-BM); II-1938, 1 (J. Van der Vecht-ML); 3600
ft, VI-1900, 16 (BM).
Era conosciuto solo del Borneo.
Lissodynerus septemfasciatus feanus (Giordani Soika)
Ancistrocerus (Ancistrocerus) septemfasciatus var. Feanus Giordani Soika, 1941,
Boll. Soc. veneziana St. nat. Venezia, 2, 3: 239 (@).
Lissodynerus septemfasciatus feanus; Giordani Soika, 1973, Boll. Mus. civ. St.
nat... 24% 119 (23).
Questa sottospecie ha il torace quasi interamente nero. Possono
esser gialli: una lineetta nel mezzo della faccia anteriore del pronoto;
una minuta macchietta sul postscutello; raramente una macchietta sulla
parte superiore del mesoepisterno; macchie sulle facce dorsali del
propodeo, e le parategule.
Oltre ai tipi, 29 2, di Burma, Carin Cheba (MCG e AGS) unici
esemplari finora conosciuti, esaminai esemplari delle seguenti località.
Vietnam: Hoa Binh, VIII-1918, 19 (Vitalis de Salvaza-BM).
Malaya Penins.: Pahang, Cameron Highlands, 4500-4800 ft, 20 e
25-VI-35, 166 6; G. Jerbakar, 4500-5565 ft, 9-VI-33, 27-VIII-38, 19-
V-39. - Rhododendron Hill, 5200 ft, 20-VII-38 e 22-VI-33, 26 6c. -
316 A. GIORDANI SOIKA
Erasen) Einlisw4200) fe 2332 Valles Sle NES 1 3 8-2 MESiGs 86 d. -
Larut Hills, 3770-4500 ft, 12 e 21-II-32,22 £ 36 6 2 (H.M. Pendlebury-
BM).
Lissodynerus septemfasciatus flavithorax nssp.
2- Nero. Sono gzallz: lineette tra le inserzioni delle antenne e gli
occhi; il mesoscuto, tranne una larga fascia nera, che parte dall'estermita
anteriore e raggiunge il centro; larghe fasce su scutello e postscutello;
facce dorsali del propodeo: tegule; parategule; linee apicali sulla fac-
cia esterna dei femori medi e posteriori; una lineetta sulla faccia esterna
delle tibie anteriori; la faccia esterna delle tibie medie e posteriori;
due larghe fasce, unite tra loro ai lati, sul I tergite, due fasce, circa
della stessa larghezza, largamente unite ai lati, sul II tergite; fasce
apicali regolari sui tergiti III-V; macchiette ai lati del margine apicale
degli sterniti I-IV e, inoltre, due grandi macchie rotonde ai lati del
II sternite. Ali molto scure, con riflessi violacei.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm 10.
dé ignoto.
Sumatra: SW Lampongs, Mt. Tanggamoes, 1-I-75, 19 (Lieftinck
e Toxopeus-ML). Forma caratterizzata dall'inconsueta distribuzione
del colore giallo.
Lissodynerus philippinensis (Schulthess) n. comb. (Fig. 75)
Odynerus (Ancystrocerus) philippinensis Schulthess, 1913, Arch. f. Zool., 8, 7: 11.
Euancistrocerus philippinensis; Schulthess, 1934, Arb. morph. tax. Entom. Berlin-
Dahlem, 1: 71.
Ancistrocerus (Ancistrocerus) philippinensis; Baltazar, 1966, Pacific Ins. Monogr.,
8: 301.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 317
Questa specie, dettagliatamente descritta da Schulthess, è carat-
terizzata, oltre alla colorazione, dalla peculiare punteggiatura del ver-
tice, e dal tubercolo centrale del postscutello.
Nella ®, non ancora descritta, il clipeo è circa tanto lungo quanto
largo, molto largamente troncato all'apice, con angoli apicali arroton-
dati; è fittamente punteggiato, circa come nella fronte ed interamente
nero. Ali scurissime con intensi riflessi violacei.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 2mm 15-16,
dmm Io,
Esaminai i seguenti esemplari:
Is. Filippine: Mindanao, Surigao, 16 (AGS). Is. Misamis: Dinawihan,
Gingoog, 26 Km E of Gingoog City, 100-300 m, 24 e 25-VII-65,
29 9. - Mt. Empagatao, 1050-1200 m, 19-30-IV-67, 19 (H. Torrevillas-
ML).
Lissodynerus vespoides (Williams) n. comb.
Odynerus vespoides Williams, 1919, Bull. Hawaii. Sugar Plant. Exper. Stat. entom.
Ser., 14, 2: 51, 151 .(£). - Baltazar, 1966, Pacific Ins. Monogr., 8: 300.
2- Affine a septemfasciatus. Clipeo più profondamente ed anche
un poco più largamente emarginato, con denti apicali bene sviluppati
ed un poco diretti lateralmente. Lamelle apicali dei tergiti I-IV più
lunghe e nettamente più lunghe ai lati che nel mezzo.
Punteggiatura del capo e del torace più grossa e meno fitta che
in septemfasciatus.
Pilosità formata soltanto da peli bruni, senza peli neri.
Per quanto concerne la colorazione, minime sono le differenze tra
le due specie, ma in qualche esemplare il vertice ha due lineette a V
poste tra l'ocello anteriore e gli ocelli posteriori.
6- Il gd differisce nettamente da quello di septemfasciatus per
avere il V tergite privo di lamella apicale.
Dimensioni circa come in septemfasciatus.
Esemplari esaminati:
318 A. GIORDANI SOIKA
Is. Filippine: Luzon: Lamao, 19, (coll. AGS). - Los Banos, 19
(AGS). - Mindanao: Cotabato, 11-X-53, 16 (H. Townes-ML). - Dapitan,
19 16 (Baker-USNM).
Descritto di Los Banos, Laguna, Luzon.
Lissodynerus kurandensis n.sp.
2- Affine a septemfasciatus ed a vespoides. Clipeo largamente
emarginato come nel vespoides. Postscutello molto debolmente con-
vesso, interamente orizzontale ed un poco declive, senza una faccia
posteriore suborizzontale che faccia parte della faccia posteriore del
mesosoma. Lamelle apicali dei tergiti II-IV molto corte, visibilmente
più lunghe nei lati che nel mezzo, di color ferrugineo pallido. Sternite
II debolmente e quasi regolarmente convesso, con un solco basale
mediano longitudinale non profondo, ma ben distinto.
Pilosità lunga ed abbondante in tutto il corpo, specialmente presso
l'apice di tutti i tergiti.
Punteggiatura come nelle due specie affini.
Nero. Sono ferruginei o giallo-ferruginei: mandibole; scapo; faccia
inferiore del funicolo; tegule; l'apice di tutti i femori; tibie e tarsi di
tutte le zampe. Sono gzalli: una macchietta alla base delle mandibole;
due grandi macchie alla base del clipeo, e due più piccole sui denti
apicali; una linea tra lo spazio interantennale e l'ocello anteriore: una
fascia lungo le orbite interne dei lobi inferiori degli occhi fin quasi
al fondo dei seni oculari; una lunga e sottile fascia sulle tempie; una
larga fascia sul margine anteriore della faccia dorsale del pronoto; due
macchiette poco dopo il centro del mesoscuto; le estremità anteriore
e posteriore delle tegule; due macchie sullo scutello; una sottile linea
sul postscutello; due grandi macchie sul propodeo, che occupano
interamente le facce dorsali e si estendono a gran parte della faccia
posteriore, ed un poco anche sulle facce laterali; sul I tergite una
stretta e regolare fascia lungo la carena, unita ai lati con una fascia
apicale assai più larga; una fascia apicale di media larghezza sul II
tergite; fasce apicali, strette e regolari, sui tergiti III-V; il VI tergite;
una fascia apicale, con il margine anteriore sinuoso, sul II sternite;
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 319
l'apice del V sternite e tutto il VI sternite. Ali debolmente imbrunite.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: mm. 9-10.
3 ignoto.
Queensland: Kuranda, 1100 ft, 3-V-20-VI-13, 3 2 ®, tra cui l'olotipo
(R.E. Turner-BM).
Olotipo nel British Museum.
Lissodynerus agilis agilis (Smith) n. comb. (Fig. 68, 69)
Odynerus agilis Smith, 1858, J. Proc. Linn. Soc., Zool., 3: 164 (2); 1863, ibid.,
7: 39. - Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 283.
Ancistrocerus agilis; Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St. nat., 2, 3: 240
(2S).
Odynerus lucasius, Maindron, 1882, Ann. Soc. ent. France, 6, 2: 283.
2- Capo, visto di fronte, circa tanto largo quanto alto. Clipeo
tanto lungo quanto largo, molto largamente emarginato all'apice, con
denti apicali lunghi, subtriangolari, distanti tra loro circa meta della
larghezza massima del clipeo. Antenne corte, con il IV articolo tanto
lungo quanto largo. Torace circa 1 volta e 1/4 più lungo che largo,
pochissimo ristretto in avanti e all'indietro. Postscutello declive,
modicamente convesso, prevalentemente dorsale. Carene superiori del
propodeo bene sviluppate, specialmente nella parte superiore, ove
formano due denti grossi e triangolari dietro il postscutello. Tergite
I circa del doppio più largo che lungo con la faccia anteriore verticale,
molto debolmente convessa. Visto dall'alto presenta i margini laterali
subrettilinei e divergenti, nettamente separati dal margine anteriore.
Tergite II circa 1 volta e 1/3 più largo che lungo, di poco più largo
all'apice che alla base e pochissimo rigonfio ai lati. I tergiti I-IV
presentano lamelle apicali di modica lunghezza, un poco più lunghe
ai lati che nel mezzo.
Clipeo con punti piccoli, fitti, poco profondi. Capo con punti
della stessa grossezza, ma più fitti e più profondi. Torace con punti
simili, un poco meno fitti che sul capo, nettamente più grossi sullo
scutello e sul postscutello. Facce dorsali del propodeo con punti molto
grossi e fitti, interspazi careniformi. Facce laterali del propodeo con
320 A. GIORDANI SOIKA
punti molto piccoli, poco fitti. Tergite I con punti piccolissimi, molto
spaziati. Sul II tergite la punteggiatura è simile ed abbastanza unifor-
me, in quanto solo ai lati i punti sono leggermente più grossi e più
fitti. Sternite II con punti più piccoli e più radi che sul corrispondente
tergite.
Ad una bassissima pubescenza biancastra si aggiungono peli eeretti
bruni di mediocre lunghezza.
Nero, con mandibole, faccia inferiore del funicolo e tutte le zampe
ferruginei. Tegule bruno-ferruginee. Sono gialli: una macchietta alla
base delle mandibole; larghe fasce ai lati del clipeo; la faccia inferiore
del funicolo; una grande macchia sulla fronte; le orbite interne dei
lobi inferiori degli occhi fino al fondo dei seni oculari; una lineetta
sulle tempie; due macchie nel mezzo del margine anteriore del pronoto;
una sottile fascia, più o meno interrotta nel mezzo, lungo le carene
superiori del propodeo; una fascia apicale, un poco allargata ai lati,
sul I tergite; fasce più larghe all'apice del II tergite e del II sternite.
Ali leggermente imbrunite.
3- Clipeo circa tanto largo quanto lungo, largamente emarginato
all'apice ad arco di cerchio, con denti apicali appuntiti e distanti tra
loro poco meno della metà della larghezza massima del clipeo. Antenne
corte, con il IV articolo più lungo che largo ed il V subquadrato;
l'ultimo è corto, modicamente arcuato, fortemente ristretto dalla base
all'apice che è appuntito ed oltrepassa la base dell'XI articolo.
Clipeo interamente giallo. Anche medie e posteriori macchiate di
giallo. Macchie allungate gialle vi sono anche all'apice dei femori
anteriori e medi. Sulle tibie anteriori vi è una macchia apicale gialla
ed una stretta linea dorsale gialla. Faccia dorsale dei tarsi anteriori
gialla.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9mm 8.5-
10.5, Smm 9-10.
Esemplari esaminati.
Is Key: Mocal, 22 NI)
Papua New Guinea: Vogenkop, Fak Fak, S Coast of Bomberai, 10-
100 m, 11-VI-59, 19. - Biak I., Mangrowawa, 50-100 m, 29-V-59,
DICO Gee Maa) = Biak Ie SIZE GO US NY DARE
Inonda, Horanda Dis., IV-1943, 19 (W.C. Bodenstein-USNM).
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 321
Erano noti solo i tipi di agz/zs, 16 di Aru, e dilucaszus, 12 dell'isola
Mancinam, Nuova Guinea, (Raffray e Maindron) ed inoltre 34 6 e 19
di Key (GIORDANI SOIKA 1941).
Lissodynerus agilis novaeguineae (Giordani Soika) n. comb.
Ancistrocerus agilis novaeguineae Giordani Soika, 1941, Boll. Soc. veneziana St.
nat., 2, 3: 240 (26); 1973, Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 24: 29.
In questa sottospecie il pronoto porta una fascia gialla sul mar-
gine anteriore: sul mesoscuto vi possono essere due macchiette gialle;
di questo colore sono pure due grandi macchie sullo scutello e larghe
fasce ai lati del propodeo.
Oltre ai tipi, di Huboldt Bay, Dilo e Kupakapa, esaminai i seguen-
ti esemplari:
Nuova Guinea: Mt. Gyifrie, 0-1000 ft, IV-1939, 19. - Cyclops
Mt., 3500 ft, III-36, 12. - Njau - Limon, S of Mt. Bougainville, 3000
ft, II-36, 12. - Papua, Oquali, 4500 ft, VII-33, 16 (L.E. Cheesman-
BM). - "Ned. n. Guinea, V-1958, 1¢ (G. den Haed-ML).
Erano noti solo i tipi.
Lissodynerus agilis cursor (Giordani Soika e Kojima) n. comb.
Trichodynerus agilis cursor Giordani Soika e Kojima, 1988, Boll. Mus. civ. St. nat.
Venezia, 38: 178 (9g).
Questa interessante sottospecie è stata raccolta da Kojima a Wau,
ai piedi del monte Missim, l'11-VII-85.
Sono noti solo i tipi.
322 A. GIORDANI SOIKA
Lissodynerus agilis postremus n.ssp.
2- Nero. Sono ferruginez: le mandibole; le zampe, tranne le anche,
i trocanteri e parte dei femori. Sono gialli: una macchietta alla base
delle mandibole; due grandi macchie alla base del clipeo e due assai
più piccole al suo apice; la faccia inferiore dello scapo; le orbite interne
dei lobi inferiori degli occhi ed i seni oculari; una macchia sulla fronte,
al disopra dello spazio interantennale; una linea sulle tempie; una
larga fascia sul pronoto; due lineette sul mesoscuto; una grande macchia
sulla parte superiore del mesoepisterno; due grandi macchie sullo
scutello; larghe fasce ai lati del propodeo; tegule; parategule; macchie
apicali sulla faccia esterna dei femori, lunghe sugli anteriori, più corte
su quelli medi, piccole su quelli posteriori; una macchietta all'apice
delle tibie anteriori; regolari fasce apicali sui tre primi tergiti ed una
fascia apicale molto più stretta sul II sternite. Ali debolmente imbru-
nite.
dé ignoto.
Dimensioni come nella forma tipica.
New Ireland: Kandan, 25-XII-59, 12 olotipo; 1-I-60, 19 paratipo
(W.W. Brandt-ML).
Olotipo nel Museo di Leiden.
Differisce dalla ssp. novaeguineae per la presenza di una larga
fascia all'apice del III tergite.
Lissodynerus agilis multifasciatus nssp.
2 - Differisce dalla ssp. postremus per i seguenti caratteri: macchie
basali del clipeo unite a quelle apicali; postscutello con due lineette
gialle. Nelle zampe le anche medie e posteriori sono macchiate di giallo;
macchie dei femori molto più estese e tibie anteriori quasi interamente
gialle. Il IV tergite porta una fascia apicale gialla simile a quella del
tergite precedente.
d ignoto.
Dimensioni come nella forma tipica.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 323
New Britain: Nonga ne Rabaul, 2-III-66, 19 olotipo (A.H. Mann-
ML). - Cape Hoskins, VI-1970, 19 (J. Stibick-ML).
In questa sottospecie le macchie gialle sono molto più estese, ed
anche il IV tergite porta una larga fascia gialla.
Lissodynerus solo mon nssp. (Fig. 70, 71)
9 - Affine a agzlzs. Clipeo con emarginatura apicale molto più stretta
e meno profonda: la distanza che separa i denti apicali è eguale a
1/3 della larghezza massima del clipeo (la metà in agzlis). Base del II
sternite pianeggiante od anche leggermente convessa.
Punteggiatura del I tergite più grossa e più fitta che in agzlis.
Nero, con mandibole e zampe ferruginez. Sono gialli: una macchietta
alla base delle mandibole; il clipeo, tranne una linea mediana nera (nel
paratipo di Yalom il clipeo è nero con due fasce gialle ai lati), le orbite
interne dei lobi inferiori degli occhi ed i seni oculari; una linea sulle
tempie; la faccia inferiore dello scapo; la metà anteriore della faccia
dorsale del pronoto; due linee sul mesoscuto; una grande macchia rotonda
sulla parte superiore del mesoepisterno; due grandi macchie ai lati dello
scutello; una macchietta nel centro del postscutello, che può mancare;
una fascia, molto allargata superiormente, lungo le carene superiori del
propodeo; tegule; parategule; linee sulle anche medie e posteriori;
grandi macchie allungate sui femori anteriori e medi e sulle tibie
medie. Due fasce, sottili e regolari, sul I tergite, ma in certi esemplari
la fascia anteriore può mancare od essere ridotta a due macchie la-
terali; a metà del II tergite una fascia abbreviata ai lati ed interrotta
nel mezzo; fasce larghe e regolari all'apice dei tergiti II-V; sternite II
con grandi macchie laterali unite ad una fascia apicale; sterniti III e
IV con macchiette ai lati del margine apicale. Ali modicamente im-
brunite.
3 - Clipeo più lungo che largo, più convesso e molto più stret-
tamente emarginato che in agz/zs. Antenne modicamente allungate, con
gli articoli V e VI più lunghi che larghi; l'ultimo è circa come in agzlis.
Mandibole e clipeo gialli. Sterniti III-V con fascia gialla apicale.
324 A. GIORDANI SOIKA
Nelle zampe le macchie gialle sono più estese. Il resto circa come
nella9.
Lunghezza, fino al margine apicale del II tergite: 2mm 8-11 dmm
8-9.
Esemplari esaminati:
New Britain: Yalom, 1000 m, 7-V-62, 12 (Nona Dan Exp.).
Bougainville I: Buin, 1-3-VI-56, 16. - Kieta, 26-XI-59, 26 é (T.C.
Maa-ML). - Kokure, 690 m, 10 e 12-VI-56, 29 2 168. (EJ. Ford-ML).
Chotseul I.: Kitipi R., 80 m, 13-III-64 19. - Kolambangara R. 80
mo, 20-0E64 (MO)
St. Isabel I: Tamatahi, 450 m, 3-VII-60, 16 (C.W. O' Brien-ML).
Gizo: Gizo, 100 m, 20-VII-64, 19 (J.M. Sedlacek-ML); 0-200 m,
XII-1975, 16 (N.L.H. Krauss-ML).
Florida Gr.: Hanavaivine, Small Nggela I. 15-IX-60, 16 (C.W.
O'Brien-ML). - Nggela I., Haleta,, 250 m, 17-X-64, 16 (R. Straatman-
ML). - Tokopekope, 12-IX-60, 16 (C.W. O'Brien-ML). - Hali-Ali, 23-
XI-33, 16 (H.T. Pagden-BM).
Savo I.: Reko, 26-II-34, 49 ® tra cui l'olotipo (H.T. Pagden-BM).
Guadalcanal I.: Honiara, 0-100 m, 5-X-69 (Y. Hirashima-ML); 10-
14-TX-53, 19 (J.D. Bradley-BM). - Gold Ridge, 800 m, 23-VI-55, 16
(J.L. Gressit-ML). - Tulagi Ridge, 22-VII-34, 18 (H.T. Pagden-BM). -
Tapenanie, 10-23-XII-53, 19 36 g (J.D. Bradley-BM). - "Guadalcanal"
1944, 19 288 (E. Reinscheissel ed E. Beck-USNM); VIII-1944, 19
(L.N. Jarcho-MCZ). - Lunga River, 8-VI-44, 16 (H.E. Milliron-ML).
Olotipo nel British Museum.
Lissodynerus simillimus n.sp.
2- Affinissimo a solomon, con il quale però coabita. Clipeo leg-
germente più lungo. Parte inferiore del mesoepisterno con punti più
piccoli e molto più spaziati. Base del II sternite largamente concava.
Colorazione come in solomon, ma il I tergite non ha la fascia
basale, e quella apicale è più larga. Egualmente il II tergite ed il II
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 325
sternite hanno solamente la fascia gialla apicale. La base del II sternite
è più profondamente depressa.
g - Clipeo più profondamente emarginato all'apice, con punti più
piccoli e più spaziati che in solomon. Articoli VI e VII delle antenne
nettamente più lunghi che larghi.
Lunghezza, fino al margine posteriore del II tergite: 9 mm 10,
dimin'95:
Solomon I.: Guadalcanal, Gallego Camp 2, Hidden Valley, 10-14-
VII-65, 12 olotipo ed 16 (BM).
Olotipo nel British Museum.
Lissodynerus impulsus (Smith) n. comb.
Odynerus impulsus Smith, 1864, J. Linn. Soc., 8: 88 (2).
2- Affine a agzlis (Sm.). Clipeo come in questa specie, ma net-
tamente più largo che lungo. Antenne più corte, con gli articoli IV
e V più larghi che lunghi.
Punteggiatura del capo e del mesosoma come in agz/zs, ma le facce
laterali del propodeo portano punti rotondi, fitti, grossi quanto quelli
delle sue facce dorsali. Tergiti con punti molto più piccoli di quelli di
agilis.
Nero. Sono ferruginei: mandibole; faccia inferiore delle antenne;
tegule; zampe dall'apice dei femori in poi. Sono gza//z: una lineetta alla
base delle mandibole; grandi macchie ai lati del clipeo; una macchietta
al disopra dello spazio interantennale; le orbite interne dei lobi inferiori
degli occhi fino al fondo dei seni oculari; una linea sulle tempie; una
fascia, assottigliata ed abbreviata ai lati, sul margine anteriore del
pronoto; una macchia sulla parte superiore del mesoepisterno; due
macchiette rotonde sullo scutello; larghe fasce ai lati del propodeo;
le estremità anteriore e posteriore delle tegule; le parategule; macchiette
ai lati delle anche medie e posteriori; macchie allungate all'estremità
dei femori anteriori e medi; due brevi lineette sul margine anteriore
della faccia dorsale del I tergite; larghe e regolari fasce apicali sui
326 A. GIORDANI SOIKA
primi 4 tergiti e due macchie, allargate trasversalmente ai lati del II
tergite; sul II sternite due grandi macchie rotonde ai lati, ed una fascia
apicale fortemente assottigliata nel mezzo ove è brevemente interrot-
ta. Ali molto leggermente imbrunite.
Esaminai l'unico esemplare conosciuto, 1 etichettata "M" (Morty
Is.) nell'University Museum di Oxford.
Fig. 72-73 Addome di Lissodynerus 2:72, L. trilaminatusn.sp.; 73, L. septemfasciatus (Smith).
Fig. 74-75 Capo visto dall'alto di Lissodynerus: 74, L. pallidus n.sp.; 75, L. philippinensis
(Schulthess).
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 327
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Torino, 28, N° 665: 1-14.
ABSTRACT
RESEARCHS ON ORIENTAL AND PAPUAN EUMENIDAE, with:
Keys to the oriental and papuan genera species and subspecies of the genera
Tropidodynerus Blithgen, Subancistrocerus Saussure, Stenodyneriellus Giordani Soika,
Paraleptomenes Giordani Soika, Stenodynerus Saussure, Parancistrocerus Bequaert,
Erodynerus n. gen., Apodynerus n. gen., Antamenes Giordani Soika, Eudzscoelius Friese,
Euodynerus Dalla Torre, Knemodynerus Blithgen, Epsilon Saussure, Lissepipona n.
gen., Aruodynerus n. gen., Kennethia n. gen., Lissodynerus n. gen.
Descriptions of new genera or subgenera:
Tropidepipona, subgenus of Tropidodynerus Blithgen, type Odynerus hostis Nurse
1903 - Erodynerus, type Odynerus maculipennis Smith 1858 - Apodynerus, type Odynerus
troglodytes Saussure 1856 - Incolepipona, subgenus of Euwodynerus Dalla Torre, type
Euodynerus convergens n.sp. - Lissepipona, type Lissoepipona variabilis n.sp. -
Aruodynerus, type Odynerus aruanus Gribodo, 1891 - Kennethia, type Odynerus
unifasciatus Schulthess 1934 - Lissodynerus, type Odynerus septemfasciatus Smith
1857.
Descriptions of new specie or subspecies:
Subancistrocerus
angulicollis 2 3 (Malaya, Sumatra, Borneo); spinithorax 2 (Philipp. Isl.); spizicollis
9 (Borneo); obiensis £ (Obi); reflexus 3 (India, Thailand); szzlis simzilis® (Philipp.
Isl.); simzilis negrosensis 2 (Philipp. Isl.); abdominalis 23 (Philipp. Isl.); nzgritus £
(Borneo); angulatus 3 (Philipp. Isl.).
Stenodyneriellus
boholensis planus 23 (Philipp. Isl.); laevis 2 (Philipp. Isl.); convexus convexus
26 (New Ireland); convexus bismarcki 2 (Bismarck Isl.); convexus irianus 2936 (New
342 A. GIORDANI SOIKA
Guinea); tegularis $ (Borneo); sublamellatus 2 (Borneo); rufinodus 2 3 (Philipp. Isl.);
nitidus 28 (Philipp. Isl.); clypearis 2S (Philipp. Isl.); flavoclypeatus 23 (Philipp.
isl.); rubroclypeatus 2S (Sulawesi); birostratus 2S (Thailand, Malaya, Borneo);
flaviventris flaviventris 23 (Philipp. Isl.); flaviventris obscurus 28 (Philipp. Isl.);
nigriculus £ 3 (Sri Lanka); perpunctatus 2 (Borneo); bistrigatus 2 8 (Burma, Malaya);
punctulatus 2 3 (Philipp. Isl.); psewdoplanus 2 (Philipp. Isl.); celebensis 2 (Sulawesi);
cilicioides 2° 3(Malaya, Sumatra, Java, Borneo); carinicollis minimus @ (Malaya);
octolineatus 8 (Singapore); longithorax 2 (Borneo).
Paraleptomenes
nurseanus montanus % (India); miniatus nigrithorax 2 (India); guichardi 2 (Bor-
neo); communis 28 (India, Malaya, Java, Bali); rufoniger 2 (Sikkim).
Stenodynerus
ignotus 2 8 (Malaysia, Java); bicolor 2 (Sumatra, Java); peninsularis 2 3 (Malay-
sia); brevis 2 (Borneo); laetus 2 (Borneo); malayanus 2S (Borneo).
Parancistrocerus
yachowensis konkunensis 98 (Taiwan); capocacciai 2 (Burma); incorruptus
kalimpongensis 3 (India); nigriventris 2 (Borneo); cylindroides £ (Sulawesi); citropictus
2 (Sulawesi); Rennethianus 2 (Borneo); sulcatus 3 (Thailand); inflaticeps 2 (Java);
pseudallodynerus £ (Borneo); acarophilus 2 (Philipp. Isl.); triconcavus triconcavus &
(Sulawesi); triconcavus rufipes 2 (Sumba); feaz 2 (Burma); makzlingi 2 (Philipp. Isl.);
malayanus ® (Malaysia); difformis difformis 2 (Borneo); difformis nigeerrimus ? (Borneo);
vicinus ® (India); androcles scutellaris 2 (Philipp. Isl.); androcles marginalis S (Philipp.
Isl.); androcles sumbanus 2°36 (Sumba).
Erodynerus
oculatus 23 (Philipp. Isl.).
Apodynerus
troglodytes shanensits 2& (Burma); rufipes 2 (Flores); yayeyamensts quadricolor
23 (Sumba); formosensis continentalis ® (China, Vietnam); formosensis indicus @
(India).
‘Antamenes
tridentatus 2 & (New Guinea); tridens tridens £ (New Guinea); tridens trifasciatus
2 (New Guinea); uricornis unicornis 2 (New Guinea); unicornis flaviculus 2 (New
Guinea); annulatus 2 (New Guinea).
Eudiscoelius
pucherrimus @ (Queensland); solomon 263 (Solomon Isl.); elegans gazella ®
(Bismarck Arch.); ferruginezpes £ (Solomon Isl.); bismarckz 2 8 (Bismarck and Solomon
Isl.); lucens £ (Solomon Isl.).
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI 343
Euodynerus
nipanicus subtropicalis ® (Hainan Isl.); convergens 2 (Ogasawara Isl.).
Knemodunerus
circumspectus derufatus 9 3 (Solomon Isl.); complanatus complanatus 2 3 (Malaya,
Java, Kangean, Borneo); complanatus pelagicus 96 (Philipp. Isl.).
Epsilon
incola 2 (New Guinea); achterbergi 2% Galemen Isl.); vechti 2 (Sulawesi).
Lissepipona adhe
variabilis 23 (Sulawesi).
Kennethia
sabahensis 23 (Borneo); multicincta 2S (Philipp. Isl.); zzversa 2 (Borneo);
javana ® (Java); bicolorata 2 (Ambon):
Lissodynerus
laminiger ruficauda 98 (Borneo); ater ater 2 (Solomon Isl.); ater emifasciatus
3 (New Georgia); trilaminatus 2 (Bachian); pallidus 23 (Philipp. Isl.); xzveatus 3
(Philipp. Isl.); septemefasciatus flavithorax @ (Sumatra); kurandensis 2 (Queensland);
agilis postremus 2 (New Ireland); agzlis multifasciatus ° (New Britain); solomon
3 (New Britain, Solomon Isl.): simillimus 23 (Solomon isl.).
New synonyms:
Stenodyneriellus insularis (Smith) = Odynerus sobrinus (Smith); Stexodyneriellus
. wichwari (Meade Waldo) = "Odynerus" quadrinotatus (Giordani Saika); Paraleptomenes
miniatus miniatus (Saussure) = Odynerus wroughtoni (Cameron); Paraleptomenes
miniatus mephitis (Cameron) = Odynerus rufobimaculatus (Cameron); Parancistrocerus
robertianus (Cameron) = Odynerus matangensis (Cameron); Erodynerus maculipennis
(Smith) = Odynerus kuchingensis (Cameron); Eudiscoelius viridis (Smith) = Leptochilus
jacinthae (Gribodo); Ezxdiscoelius viridipes (Cameron) =-Pachymenes coeruleus
(Giordani Soika);
Terminology of mesosoma and abdomen, and importance of color patterns are
also discussed.
344
A. GIORDANI SOIKA
INDICE, »
Pag. Pag.
abdominalis ........................... Ads. vy boholensist 28. 59
acarophilus............................. RADUNO een ee ee 274
achterbergi..... li. 279
apilisyesine. i 400 ee doc: Gals FEAR 46
AMG TOTS SHEERS... claves sci 195. Lreapocaccial:..; cat 164
angculatus' (nnt n 00 ASTA TIMICOlli sv LOR) 106
angulicollis ............................. 21 celebensis............................... 98
annulatus. 203. Li 227 Rare reo eee 285
Amiamenes sele a 22.0, chmmensiscs een 143
Apodynerus............................ 206 ciliciotdes;....4.... ee 103
GRE ATA UTS ROTA GE RG Se 280 CI ICIS: ea 101
Aruodynerus .......................... 287 @ CITCUMSPE ent vote 259
ASSAMMEM SESH aN I, I {7A ClLrOpIChUss e eee 170
Aerei a 2054 clavicoraiso e a DS
clypearis in eens ae 75
ISVS eee Om eee 212). cOCrul cus die 235
bambonsensistanntlt ia AD »y COMMUNIS). eee 129
{seo ANCE GUSTS edhe n 69 complanatus........................... 263
OVP ONAN eee eae 137. continentalisy. > 0 ZAGh
bicolot..sti lens 139 iconvergensi.. bed. 255
bicolorata! n ee 300 > CONVEXUSE AE J ee 63
birostratus: sini G3)» COPAGCE Sie IT 268
bismarcki (Eudisc.) .............. LDS Cine Sn 281
bismarcki (Stenodyn.) ......... 64° LCUISOR sow wee a errr ella Neen 521
bistrigatus .............................. OP ceylindecuist 2 eee ee 167
brevisaniontieni. ie 143° eylindroides 25525). 169
Dio som aarti... a: sensi) 210
1) Come di consueto, le nuove specie sono in neretto, i sinonimi sono in corsivo.
RICERCHE SISTEMATICHE SU ALCUNI GENERI DI EUMENIDI
Pag.
GIENMGT GI persia iran 248
dEemnensg liano 165
derufatus .................... i 261
GUM EINES ccc iii 193
GIOMAESELCUS Line 36
UEPIOStrISA US. 104
GM SEINE TN ninna 210
cdpschesuimptos Ad sioni 276
SERIE e IR, 238
emifasciatus ........................... 309
Fipsilonkst. asi os dee 270
Erodynerus............................. 202
soliti 41
Ebichaleomenes.............. 4100 228
Eiudiscocliuassiz... hl 228
PERO CAM EGU Ss init 246
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A. GIORDANI SOIKA
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349
CUARTAS ELENA IRENE (*)
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO
[PORIFERA]
INTRODUCCION: El antecedente mas reciente sobre los poblamientos
bénticos de Tierra del Fuego podemos referirlo al trabajo de SARA
(1978). En opinién de este autor se trata de una de las regiones mas
pobladas del globo en cuanto a nimero y diversidad de poriferos.
Reconoce ademàs en las costas fueginas, una cierta individualidad
zoogeografica con caracteristicas de activo centro de especiaciòn,
resaltando la necesidad de estudios mas profundos.
Anterior a este uno de los trabajos mas importantes sobre poriferos
en la regién es el de THIELE (1905). Existen menciones aisladas de
RIDLEY (1881); RIDLEY & DENDY (1886); TOPSENT (1902); DENDY (1924);
BurTON (1932; 1934; 1940) y DEsQUEYROUX(1972). Aunque la mayoria
de ellas se limitan al Area costera del Estrecho de Maga Ilanes (45°-46°
S) lindante con localidades chilenas.
Distinta es la situacién del Canal de Beagle (54°-55° S), de sus
costas se describen doce especies en el citado trabajo de Sarà, y cuatro
en la publicaci6n de BurTON (1940).
Este trabajo describe cinco especies recolectadas de Bahia
Golondrina (54° 50'00'' S-67° 19'18"' W, Canal de Beagle), dos de Rio
Grande (53°-50'06"' S-67°-40'30"', Costa atlantica de Tierra del Fuego)
y tres especimenes depositados en la Divisién Invertebrados del Museo
de La Plata con la Unica referencia del lugar de recoleccién "Tierra
del Fuego". De esta forma se amplia con la descripcién de un grupo
de especies, el conocimiento faunistico de la regién.
El material citado en primer término, se extrajo del intermareal
en los meses de septiembre de 1988 y enero de 1989 respectivamente.
(*) Departamento de Biologia, Universidad Nacional de Mar del Plata, Funes 3250-7600
Mar del Plata, ARGENTINA
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
350 CUARTAS.ELENA IRENE
Los ejemplares del Museo de La Plata fueron cedidos gentilmente por
la Dra. O. Blanco para su estudio. La determinacién se realizz6 con
la metodologia propuesta por DESQUEYROUX (1972), van SOEST (1980)
utilizandose el criterio clasificatorio de LEVI (1973), y la actualizacién
taxon6mica aportada por de WEERDT (1986), y Hooper (1991).
ABREVIATURAS UsaDpas: BPo: Bentos Porifera; DB: Departamento
de Biologia (Universidad Nacional de Mar del Plata); M.A.C.N.: Museo
Argentino de Ciencias Naturales "Bernardino Riuvadavia"; M.L.P.:
Museo de La Plata (Argentina); Po: Porifera.
CERACTINOMORPHA
POECILOSCLERIDA
RASPAILIIDAE Hentschel, 1923
Subgenus Clathriodendron Lendenfeld, 1888.
Raspailia (Clathriodendron) levis n.sp.
Material examinado: un ejemplar completo, en forma
de roseta (MI.P. Polo); varios ejemplares y fragmentos menores DB Bpo
30. (Coleccién M.L.P.).
Holotipo: MLP, Po 10, costas de Tierra del Fuego, ejemplar com-
pleto de 7 cm de altura, superficie cubierta por polvo fino.
Descripci6on- (Lam, I, Figs. 1 y 2) Ejemplares flabelados,
con pedunculo subcircular de 1-1,5 cm de alto por 1,5-2 cm de ancho
y espesor variable. Las ramas flabeladas se bifurcan a distancia de la
base y coalescen secundariamente, agrupandose. El conjunto en los
ejemplares mayores adquiere forma de roseta. La altura de los ejemplares
es de 6-9 cm, el espesor de las ramas, 0,3-0,5 cm y el ancho variable.
Consistencia del material seco, firme e incompresible; color gris verdoso.
Superficie homogéneamente cribada, en el apice de las ramas de
algunos ejemplares, en los surcos que determinan los pliegues se observan
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO ha 351
LAMINA I. Raspazlia (Clathriodendron) levis n.sp. Holotipo
Fig. 1 y 2 Vista de ambas faces del ejemplar designado como holotipo Barra = 1 cm
Fig. 3 Corte longitudinale del esqueleto. Barra = 50 um
Fig. 4 Corte longitudinal del esqueleto coanosémico en su relacién con el esqueleto
superficial. Barra = 50 pm
352 CUARTAS ELENA IRENE
aberturas atriales de 0,6 cm que dejan ver en su interior pequefias
camaras con dos o tres ésculos de 0,1-0,2 mm de diametro, los ostiolos
miden 0,1 mm.
Coanosoma- (Lam. I, Figs. 3 y 4) Reticulado de gruesas
fibras de esponjina, las principales son ascendentes con eje de 5-8
ia
[}
estilos dispuestos en forma plumosa miden 35-40 um de espesor (Lam.
1
LAMINA II. Raspazlia (Clathriodendron) levis n.sp.
Bigenl Espiculas: estilo, tilostilo y scantostilo.
Fig, 2 Sector del esqueleto coanosémico.
I, Fig. 3) se observan intercalados escasos tilostilos. Las fibras
transversales de union tienen eje uni o biespicular, (Lam. II, Fig. 2)
con acantostilos incrustados por la base, espesor 20-25 pm. Todas las
fibras estàn regularmente erizadas por acantostilos.
Si bien no se observa esqueleto ectos6mico diferenciado, adyacente
a la superficie la trama se incrusta de arena adquiriendo aspecto de
capa o "costra", las fibras principales protruyen en la superficie y
causan aspecto rugoso, son escasos los estilos aislados que erizan la
misma.
Espiculas - (Lam. II, Fig. 1) Estilos robustos, rectos o
levemente curvos a veces flexuosos con cabeza lisa y Apice romo;
longitud 170-189 um; espesor 6-9 um.
Tilostilos lisos con y sin cabeza diferenciada, longitud 280-310
pm; diametro 5-6 um.
Acantostilos con cabeza espinada a la que sigue una zona lisa,
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGU 353
cerca del Apice vuelve a observarse espinacién. Longitud 90-108 um;
diimetro 6-9 um.
Rafides muy escasos agrupados en dos longitudes promedio a) 43-
113 jm; b) 140-200. pm se observan sueltos en la trama, no forman
tricodragmatas.
Comentarios-Conrespecto a la descripcién de Clathriodendron
hecha por WIEDENMAYER (1989: 55), y transferida a subgénero por HOOPER
(1991), estos ejemplares coinciden en dos aspectos fundamentales, fuerte
desarrollo de esponjina y falta de condensaci6én axial. Si bien la presencia
de rafides podria relacionarlos con el gén. Rhaphidectyon Topsent,
1927, éstos son escasos y no presentan formacién de tricodragmatas.
Por otro lado la rigidez de estos ejemplares no esta dado por la
predominancia del esqueleto siliceo como en Rhaphidectyon sino
_justamente por poseer una fuerte trama de esponjina con importante
porcentaje de espiculas en su eje. Si bien este subgénero no ha sido
citado aùn para el atlantico sur, CARTER (1885) crea Clathriodendron
cacticutis para N. Zelanda que difiere de los presentes ejemplares en
la falta de lacinulas que protruyen en la superficie; en la morfologia
de las espiculas, sobre todo de los acantostilos y en las medidas de
los tilostilos del esqueleto principal.
El epiteto especifico "/evis", se utilizé en referencia al aspecto
liso de la superficies sin las espinas presentes en C. cacticutis.
Raspailia (Clhatriodendron) fue guensis n.sp.
Material estudiado: un ejemplar pedunculado (MLP,
Po, 11), costas de Tierra del Fuego, designado como holotipo. (Coleccién
MEP):
Descripcion: (Lam. III, Figs. 1 y 2) Esponja pedunculada,
con un pedicelo circular que se expande en ramas robustas, columnares
que coalescen y terminan en forma roma. La superficie del ejemplar
seco es irregular poroso y sin rastros de esqueleto ectosémico. Las
fibras verticales del coanosoma Ilegan a la periferia pero se mantienen
a un nivel uniforme sin sobresalir. Aspecto general del ejemplar es
cavernoso, consistencia firme, color Ambar.
354 CUARTAS ELENA IRENE
LAMINA III. Raspazlia (Clathriodendron) fueguensis n.sp. Holotipo
Figs. 1 y 2 Vistas de ambas faces del ejemplar estudiado. Barra = 1 cm
Riolo Corte longitudinal de esqueleto Barra = 50 wm
Coanosoma - (Lam IV, Fig. 3 y 4) reticulo subcuadrado
de esponjina con eje de estilos y subtilostilos en numero de 1 a 4, y
con un diAmetro entre 30 y 60 um, no hay clara diferenciacién entre
haces principales y secundarios o de unién. Le esponjia es abundante
y en algunas zonas hay espiculas libres, de tipo tilostilo. No hay espiculas
erizantes en la superficie pero los haces del coanosoma se ven
regularmente erizados por acantostilos.
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 355
Espi otha s - (Lam. IV, Fig. 5) Estilos lisos, con leve curvatura
o flexuosos, canal central visible, en general se ven rotos dentro de
la trama esquelética; longitud 180-22 o um; diametro 7-9 um.
Tilostilos con cabeza levemente diferenciada, fleuosos; longitud
5
LAMINA IV. Raspailia (Clathriodendron) levis n.sp.
Bic. 3 Hascendente con eje plumoso.
Fig. 4 Raspailia (Clathriodendron) fuequensis n.sp.; estructurasubcuadrada de la trama
esquelética.
Fie. 3 Detalle de espiculas: Estilo; tilostilo y acantostilo de cuello liso.
356 CUARTAS ELENA IRENE
190-310 pm; diametro 5-7 um.
Acantostilos con cabeza levemente espinosa, con el primer tercio
del eje liso; longitud 90-105 um; diametro 5-7 pm.
Este especimen corresponde al igual que el anterior a la descripcién
del subgénero Clathriodendron, solo que la diferencia de tamafio espicular
asi como el aspecto general del mismo nos pone en presencia de una
especie distinta.
El epiteto especifico se refiere a la provincia de procedencia.
HALINCHONDRIDA
HALICHODRIIDAE Vosmaer, 1887
Spongosorites Topsent, 1896
Spongosorites incisa Sara, 1978
Material examinado: MLP Po 12, costas de Tierra
del Fuego. 6 ejemplares. (Coleccién MLP).
Descripciò n: (Lam. VI, Figs. 4 y 5) Esponjas esféricas
o subesféricas con aspecto de "bochas", el punto de adhesion al sustrato
esta incrustado de guijarros, restos de valvas y de placas de cirripedios.
La consistencia es dura e incompresible, color blancogrisiceo con un
tono mas claro en la superficie. Dimensiones, desde 7 cm de largo por
8 cm de ancho y 4 cm de altura hasta 4 cm de largo y ancho y 2,5 cm
de altura. En el material seco, la superficie es lisa, de aspecto aterciopelado
y libre de sedimento. En algunos ejemplares parecen haber existido
papilas o prolongaciones digitiformes que al secarse el material quedan
soldados a la superficie. No se observan ésculos ni ostfolos. El ectosoma
esta representado por una fina capa o costra de 0,5 mm que se continua
hacia el interior en una zona compacta atraversada por canales de 1 a
3,5 mm de didmetro.
El coanosoma es compacto, en la zona central se observan canales
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 357
4 5
LAMINA VI. Ulosa plana n.sp.
Fig. 1 Detalle de la superficie Barra = 1 cm
Fig. 2 Ejemplar designado como Holotipo Barra = 1 cm
Fig.s. 3,4 y 5 - Spongosorites incisa Sara, 1978
Riolo Corte transversal de un ejemplar
Fig. 4 Vista dorsal
Bis. 5 Vista de la superficie de adhesién. Barra = 1 cm
358 CUARTAS ELENA IRENE
de 5-7 mm de didmetro en cuyo interior se compacta arena y detritos
(Lam. VI, Fig. 3). En algunos ejemplares se observa una cavidad
central ciega, con material ex6geno compactado. Todas la cavidades
y canales estan cubiertas de una estructura cortical semejante a la
superficial.
El esqueleto coanosémico esta compuesto por oxeas de tres tipos
dispuestas en forma confusa y de estructura muy densa, en algunos
sectores se diferencian tractos pauciespiculares.
El esqueleto superficial se forma por una empalizada densa de
oxeas dispuesta en forma oblicua.
Espiculas - Oxeas rectas, longitud 380-500 um; diametro
4-13 pm. (Lam. VII). Oxeas con leve flexion central, longitud 365-
500 wm; diametro 4-13 um.
Oxeas flexuosas y finas, longitud 350-400 pm; diametro 3-7 um.
Comentarios - Estos ejemplares de Spongosorites coinciden
con la descripcién hacha por SARA (1978), de S. zzczsa aunque el aspecto
de la superficie difiere esto podria deberse a que el material en seco
enmascara sus caracteristicas superficiales, tanto la diferenciaci6n del
esqueleto superficial como el tipo y dimensién de las espiculas lo
corroboran.
Distribucién: Rio Grande. Costas de Tierra del Fuego.
HYMENIACIDONIDAE
Ulosa Laubenfels, 1936
Ulosa plana n.sp.
Material examinado: MLP Po 14, litoral de Rio Grande
(Tierra del Fuego), I-1988, 2 ejemplares. Coll. Genzano
Holotipo: un ejemplar adherente de 5x3 cm de superficie y 1 cm
de espesor, depositado bajo el N° PO12, en el Museo de la Plata.
Descripcién-(LAm. VI, Fig. 1) Esponja masiva, adhrente,
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO
LAMINA VII. Spongosorites incisa. Sara, 1978 Espiculas: Oxeas flexuosas.
359
200 CUARTAS ELENA IRENE
LAMINA VIII. Ulosa plana n.sp.
Haces de estilos en el coanosoma, relacién con abanicos dérmicos.
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 361
unida al sustrato en puntos aislados. Espesor 0,5 a 1 cm, cubre una
superficie de 5 cm x 3 cm. Color blanco grisaceo en formol; superficie
hispida con membrana dérmica fina y de dificil diseccién. Osculos en
el Apice de elevaciones crateriformes, con rebordes de la membrana
dérmica alrededor, diametro 1-4 mm (Lam. VI, Fig. 2). Los ostiolos
se distribuyen en forma homogénea en general estan sobreelevados.
Esqueleto coanos6mico conformado por haces de estilos lisos,
agrupados de a 2-3 (Lam. VIII), en el seno del estroma orgfnico,
unidos por espiculas transversales, la esponjina envuelve delicadamente
las espiculas. La estructura deja espacios para las cAmaras del vasto
sistema acuifero, dispuesto en estratos paralelos a la superficie
alternados con zonas de espiculacién mas densa.
No hay esqueleto dérmico diferenciado, pero, los haces ectos6micos
perpendiculares a la superficie al llegar a la misma se relacionan con
abanicos pluriespiculares (4-8), que son los que causan la hispidaciòén.
Espiculas - Estilos lisos y curvos, longitud 180-250 um;
dia4metro 5-7 um. (Lam. IX).
Comentarios - Estos ejemplares comparten todas las
caracteristicas definidas para el género Ulosa Laubenfelds, 1936; "estilos
alineados en el seno de fibras de esponjina, ésculos situados en el Apice
de eminencias cénicas". Vacelet (1971) reconoce que Ulosa es un género
de taxonomia dudosa, no obstante considera suficientes para la
determinacién de los ejemplares del Mediterraneo caracteres como la
abundancia de esponjina y la consistencia friable. No ha sido
mencionado hasta el momento para el Atlantico Sur. La diferencia
fundamental con el gén Leucophloeus citado por Uriz (1989) para
Namibia, es que éste a pesar de tener la misma composici6n espicular
tiene esqueleto coanosémico reticulado y ectoesqueleto bien
desarrollado. El epiteto especifico "plana", se refiere al habito adherente
de la esponja.
362 CUARTAS ELENA IRENE
um 001
LAMINA IX. Ulosa plana n. sp.
Detalle de espiculas: Estilos curvos de cabeza lisa o con ensanchamiento subterminal.
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 363
HAPLOSCLERIDA
CHALINIDAE Gray, 1867
Haliclona cf. delicata (Sara, 1978)
Reniera delicata Sara, 1978; Haliclona cf. delicata Uriz, 1989;
Haliclona cf. delicata Cuartas, (1991).
Materialexaminado: Bahia Golondrina, Usuahia,
ARGENTINA. IX-88, 2 ejemplares, coll. Excoffon. DB BPo N° 35.
Die scrip e 10m - (lam) XE 1) Unitraemento adherente
3
LAMINA X. Haliclona delicata (Sara, 1978)
Fig. 1 Vista de la faz dorsal Barra = 1 cm
Figs. 2 y 3 Haliclona topsenti (Thiele, 1905)
Fig. 2 Faz dorsal del fragmento Barra = 1 cm
Fig. 3 Faz en contacto con el sustrato Barra = 1 cm
364 CUARTAS ELENA IRENE
de 1 por 1,5 cm. de superficie y 0,5 cm de espesor, sin ésculos ni
ostfolos en la superficie; otro mayor de 3,5 por 2,5 cm de superficie
y 2 a6 mm de espesor, con elevaciones digitiformes de 4 a 6 mm de
alto y 3 a 4 mm de diametro, con ésculos en el extremo. Superficie
lisa por la presencia de una membrana dérmica delicada finamente
hispida. Color rosa lilaceo en vivo, blanco transparente en formol.
Esqueleto coanosémico (Lam. XI), red uniespicular de disefio
triangular y rectangular alternado, con esponjina rodeando las espiculas
y manifestandose en los angulos de union. Haces aislados biespiculares
refuerzan la malla con espacios que varian entre 80 a 180 um.
El disefo de la red ectos6mica no varia con respecto al esqueleto
principal.
Espiculas - Oxeas rectas o con leve flexién central y extremos
aguzados. Longitud 80-130 wm; diametro 8-10.8 wm.
Comentarios - Nila descripciòn original, ni la de Uriz (1989)
para Namibia dan cuenta de aspectos notables en la superficie de la
esponja. En este caso uno de los fragmentos comparte esta caracteristica;
el otro posee digitaciones semejantes a los ejemplares hallados en Mar
del Plata, Cuartas (1991), coinciden sin embargo con el resto de los
caracteres que se dan para la especie.
Distribucién: Canal de Beagle (SARA, 1978); Namibia (Uriz, 1988);
Mar del Plata (CuARTAS, 1991)
Haliclona topsenti (Thiele, 1905)
Sinonimia - Thiele, 1905: 462 (Reziera); Burton, 1929: 419 (chalina);
1940: 99 (Haliclona)
Materialexaminado: Costas Canal de Beagle, Bahia
Golondrina, VIII-89, un fragmento. Coll. Excoffon DB BPo N° 36
Descripcién (Lam. X, Fig. 2 y 3). Pequefio fragmento
de 0,4 cm de espesor y 2,5 por 1,5 cm de superi», donde se observa
un 6sculo levemente sobreelevado. El resto de la superficie esta cubierta
por pequefios ostiolos de 0,3 mm de diametro. Consistencia compresible
y fragil, color del material fijado castafio.
365
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO
omico
2
LAMINA XI. Haliclona delicata (Sarà, 1978) Detalle de esqueleto coanos
366 CUARTAS ELENA IRENE
100 um
LAMINA XII. Haliclona topsenti (Thiele, 1905)
Piatt Detalle de esqueleto
Bigs 2 Oxea
El esqueleto coanosémico esta formado por una red uniespicular
isodictial, con espojina en los 4angulos de unién, el ectosoma es de
disefio similar algo mas laxo (Lam. XII Fig. 1).
Espiculas - Oxeas rectas y levemente curvas de extremos
acerados midiendo de longitud 130-170 pm y diametro de 6.8-8.1 um
(Lam XII Fig. 2).
Comentarios - Esta especie ha sido anteriormente citada
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 367
LAMINA XIII. Haliclona gemina Sarà, 1978
Fig. 1 - Estructura del esqueleto de la region basal
por Burton (1940) para el estrecho de Magallanes, y el ejemplar
depositado en el MACN "Bernardino Rivadavia" bajo el N° 12.784,
coincide con el fragmento estudiado en la estructura del esqueleto y
el tamafio espicular.
Distribuciòn: Atlantico Sur: Punta Arenas, Canal de Beagle (BURTON,
1940). O. Antartico: Tierra de Victoria, Islas Campbell y Kerguelen.
(KoLttum, 1964).
368 CUARTAS ELENA IRENE
Haliclona gemina Sara, 1978
Haliclona gemina Sarà, 1978: 105
Material examinado - Canal de Beagle (Bahia
Golondrina), VIII-89; 2 ejemplares. Coll. Excoffon. DB BPo N° 31.
Descripciòn : (Lam. XIV Fig. 1) Dos ejemplares adherentes,
uno de 3,5 por 1,2 cm de superficie y 0,5 cm de altura; el otro de 4
por 2,5 cm de superficie con elevaciones digitiformes de 1,3 cm de
alto con ésculos de 1 mm de diAmetro en su extremo.
Aspecto delicado y transparente en formol, color en vivo azul
suave, los ejemplares tienen incrustaciones de arena en la base de los
mamelones lo que les da aspecto punteado. Consistencia compresible
y poco friable. Superficie levemente hispida.
Ectoso ma - Reticulacién tangencial subcuadrada rodeada por
una pelicula de esponjina que limita una malla con espacios de 40 a
210 pm. 1
Coanosoma - La base masiva (Lam. XIII Fig. 1) esta
compuesta por fibras principales pauciespiculares (3-5 espiculas) unidas
por haces transversales (1-3 espiculas) que forman una trama
subcuadrada, la esponjina la rodea a todo lo largo de los haces. En
corte transversal de los mamelones los haces pauciespiculares (de 20-
30 wm de espesor) unidos por haces transversales de 10-15 um de
diametro, forman una trama mas laxa cerca de la superficie donde las
F1 sobresalen produciendo hispidacién. Hacia la luz del tubo las
oxeas se disponen desordenadamente. (Lam. XIII, Fig. 2).
Es piculas - Oxeas rectas o levemente curvas de puntas
aguzadas, tamafio regular, longitud 90-110 wm; diametro 4-7 wm.
Comentario- Esta esponja presenta amplias similitudes con
H. gemina por la diferenciacién en fibras principales de 3 a 5 espiculas
y secundarias de 1 a 3 espiculas de espesor irregular de 20 a 35 um.
La dimension espicular se encuentra en el rango descripto para la especie,
aunque la morfologia no es estrictamente igual también se presenta con
una base masiva del que se elevan los mamelones.
Distribucién: Atlantico Sur (Costa atlantica de Tierra del Fuego);
Canal de Beagle.
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 369
LAMINA XIV. Haliclona gemina Sarà, 1978
Pig, 2 Estructura es quelética de corte transversa 1 de un mame lén
210 CUARTAS ELENA IRENE
Haliclona cinerea (Grant, 1827)
Sinonimia - Por sinonimia detallada ver Weerdt (1986): 104.
Materialexaminado: Canal de Beagle, Bahia Golondrina,
VII-89, 5 ejemplares. Coll. Girola. DB BPo N° 36.
Descripci én - (Lam. XIV Fig. 2). Esponja de aspecto globular
o de base incrustante y masiva, usa como sustrato una colonia de bryozoos,
hay fragmentos globulares de 1 a 3 cm de diAmetro y otros desarrolados
en forma plana de 1,5 a 2 cm de espesor de 5 a 7 cm de superficie.
Los ésculos se reparten uniformemente por la superficie, algunos
levemente elevados, otros en el Apice de formaciones crateriformes a
veces bordeados por una formacién membranosa continuacién del
esqueleto superficial. Superficie lisa con zonas levemente hispidas,
color lila en vivo castafio grisaseo en formol, consistencia compresible
y muy friable.
Coanoso ma - (Lam. XV, Fig. 1) Red uniespicular densa cerca
de la superficie y de la base; en la zona intermedia es mas laxa y da
lugar a un amplio sistema acuifero. La esponjina esta limitada a los
nudos, hay algunas F1 biespiculares de refuerzo, en general las F1 al
atravesar la superficie causan la hispidacién.
Ectosoma- Estructura subcuadrada uniespicular con esponjina
limitada a los nédulos de la trama.
Espiculas-Oxeasrectas o levemente curvas de puntas agudas,
longitud 85-110 um, diametro 5.5-7 um.
También se observan algunas oxeas muy finas con aspecto de toxas
y otras de extremos romos y diametro de 7-8 pm con aspecto de oxeotes
(Lams X Ve Pies?)
Comentarios - Esta especie ampliamente estudiada para
el Atlantico Norte y el Mediterraneo, también ha sido citada para Nueva
Zelanda por BERGQUIST y WARNE (1980), siendo considerada cosmopo-
lita por estos autores, no sorprende encontrarla en material procedente
de Tierra del Fuego.
Distribucién - Atlantico Norte, Mediterraeo, Atlantico Sud-Oriental
(WEERDT, 1986). Cosmopolita (BERGQUIST & WARNE, 1980).
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 371
2
LAMINA XIV. Haliclona gemina Sarà, 1978
Bio. Vista dorsal del ejemplar Barra = 1 cm
Fig. 2 Haliclona cinerea (Grant, 1827)
Vista de dos especimenes globosos (derecha) y un ejemplar masivo plano
(izquierda) Barra = 1 cm
372 CUARTAS ELENA IRENE
100 um
eo n ff
1 2
LAMINA XV. Haliclona cinerea (Grant, 1827)
Fig. 1 Corte longitudinal del esqueleto. S zona sperficial; T zona basal.
Fig. 2 Espiculas: Oxeas y oxeote.
Haliclona domingoi (Sara, 1978)
Sinonimia: Adocia domingoi Sara, 1978: 107
Material examin ad o: Canal de Beagle (Bahia
Golondrina), VIII-89, 1 ejemplar globoso. Coll. Girola. DB BPo N°3.
Descripci6n: (Lam. XVI, Fig. 1 y 2). Ejemplar globoso,
desarrollado sobre un pequefio guijarro. Consistencia dura y friable,
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 373
1 2
LAMINA XVI. Haliclona domingoi (Sarà, 1978)
Figs. 1 y 2 Vista de ambas faces del ejemplar Barra = 1 cm
color azul en vivo decolorado en formol hasta el blanco crema, aspecto
sumamente poroso. Sobre uno de los lados se observan numerosos
6sculos alineados de 2 a 5 mm de didmetro algo sobreelevados que
conectan a cavidades atriales profusamente cribadas por ésculos de 1
mm de diametro, el resto de la superficie esta cubierta por ostiolos
de 0,5 mm de diametro.
Coanosoma - Haces perpendiculares a la superficie, uni o
triespiculares, de 10 a 25 pm de diadmetro, se relacionan por espiculas
transversales, conformando una escalera irregular, con espacios de 80
a 200 wm. La terminacién de las F1 en haces o abanicos determinan
una zona mas densa cerca de la superficie, facilmente diferenciable
del resto del esqueleto pero de dificil diseccién, la densidad espicular
determina una coloracién blanca diferenciable del resto del ejemplar.
Estos mismos abanicos emergen en la superficie formando conulaciones
que le dan aspecto rugoso o irregular.
374 CUARTAS ELENA IRENE
La red ectos6mica tangencial es poco distinguible pero mantiene
una estructura uni o bi espicular, subcuadrada o triangular con espacios
entre los 60 y 130 pm.
Espiculas- Oxeas rectas o con leve flexion central, algunas
de aspecto rafidiforme. Longitud 110-160 yum; diametro 6-8 um.
Comentarios - El espesamiento dermal no disecable, la
consistencia compacta pero friable, ademas de la similitud en la estructura
del esqueleto relaciona a este ejemplar con H. dorzingoîi (SARA, 1978).
Distribucién - Atlantico Sur, Costa de Tierra del Fuego. (SARA,
SS).
NIPHATIDAE van Soest, 1980
Amphimedon decurtata (Sara, 1978)
Pachychalina decurtata Sara, 1978: 90
Material estudiad o: Bahia Golondrina, (Tierra del
Fuego), VIII-89, 1 ejemplar. Coll. Girola DB BPo N° 40.
Dies criplcn on = (kam XVII ies! 2 a5 ee raomento de
esponja de 14 cm de largo por 6 cm de ancho por 1,5 a 6 cm de altura.
Aspecto masivo, superficie cavernosa, consistencia suple y poco friable.
Color en formol, marrén oscuro a negro en la base y zonas mas claras
en la periferia de los 6sculos.
El sistema acuifero esta muy desarrollado y presenta en la super-
ficie aberturas cloacales sobreelevadas de bordes irregulares de 1,5 a
0,5 cm de diametro, ocupados en su mayoria por poliquetos nereidos.
Las aberturas ostiolares son muy abundantes a. nivel,
homogéneamente distribuidas y con un diametro entre 1 a 2,5 mm.
Se observan restos de membrana dérmica con inclusiones de espiculas
similares a las del esqueleto principal.
Coanosoma formado por una red escaleriforme de esponjina con
eje pluriespicular (Lam. XVIII). Las fibras primarias ascendentes miden
375
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO
LAMINA XVII. Amphimedon decurtata (Sara, 1978)
Rio Detalle de superficie Barra = 1 cm
Fig. 2 Osculo en el extremo de una elevacién cloacal.
Biss 3 Vista general de un fragmento. Barra = 1 cm
CUARTAS ELENA IRENE
LAMINA XVIII. Amphimedon decurtata (Sarà, 1978) Estructura del esqueleto
ESPONJAS DE TIERRA DEL FUEGO 377
40 a 80 pm de diametro con eje de 8 a 10 espiculas, las fibras secundarias
con eje pauciespicular tienen un diametro de 20 a 40 pm, los espacios
de la red esquelética miden entre 100 y 250 wm. La esponjina es
abundante y marca el disefio de la trama, las espiculas del eje se ven
con frecuencia quebradas.
Espiculas - Diactinas largas rectas o flexuosas con ambos
extremos aguzados pero de morfologia diversa, ambas puntas pueden
ser levemente afiladas o una ser roma, a veces, presentan ensanchamientos
subterminales; longitud 170-250 wm; diametro 4-7 um.
Distribuci 6n: Canal de Beagle; el hecho de que esta especie
haya sido mencionada hasta el presente solo para el Canal de Beagle
puede indicar un cierto endemismo de la misma, pero tampoco hay que
descartar su aparici6n en futuros muestreos debido a la escasa exploracién
sistematica de las costas patag6nicas y fueginas del Atlantico Sur.
CONSIDERACIONES FINALES - El hecho de haber encontrado en
este material, recolectado en forma diversa en distintas localidades de
Tierra del Fuego, solo especies nuevas o ya descriptas exclusivamente
para la region, nos lleva a pensar en un fuerte endemismo para la zona.
Esta afirmaci6n es provisoria, hasta que puedan concretarse muestreos
sistematicos en toda el area que nos ayuden a comprender y definir la
interesante condicién zoogeografica de la costa austral del Atlantico
Sudoccidental.
AGRADECIMIENTOS: Se agradece la colaboracién de los licenciados A. Excoffon,
C. Girola y G. Genzano por la recoleccién y donacién del material asi como a la
Dra. O. Blanco del Museo de La Plata por el envio del material depositado en dicha
institucién. Se reconoce especialmente la colaboracién de la Sra. M. Tobfo del Instituto
Nacional de Investigaciones Pesqueras por la confeccién de las fotograffas y al labo-
ratorio de Cartografia de la Fac. de Cs. Ex y Naturales por el entintado de los dibujos.
378 CUARTAS ELENA IRENE
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ABSTRACT
Several specimens of Porifera (Demospongiae) from Tierra del Fuego were analyzed.
Some of them were obtained in a museum while the rest were collected in shallow
waters of Beagle Channel and Rio Grande coast.
Ten species were identified: three of them, Raspazlia (Clathriodendron) levis, n.sp.;
Raspailia (Clathriodendron) fueguensis n.sp. and Ulosa plana n.sp. appeared to be species
which have not been described previously. Five species, Spongosorites incisa; Haliclona
delicata; H. gemina; H. domingoi and Amphimedon decurtata have been created by Sara
(1978) for the same region. Haliclona cinerea is cosmopolita and Haliclona topsenti is
endemic for Antarctic sea and S.W. Atlantic Ocean.
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381
VALTER RAINERI (5)
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHÒN, GERMANIA
CENTRALE, E CONSIDERAZIONI ECOLOGICHE.
(LEPIDOPTERA, GEOMETRIDAE)
INTRODUZIONE - Negli anni dal 1988 al 1991 su invito del dr. Otakar
Kudrna, e grazie alla disponibilità della pubblica Amministrazione del
Comune di Genova, ho avuto l’opportunità di effettuare, per quattro
volte, raccolte di Eteroceri nel parco della Hohe Rhon in Germania.
Lo scopo di queste ricerche era quello di valutare se e come alcuni
gruppi di lepidotteri notturni possano essere presi in considerazione
quali indicatori dell'ambiente.
Il parco della Hohe Rhòén si trova all’estremo limite settentrionale
della Baviera (Fig. 1), al confine con l’Hessen, a settentrione della città
di Wurzburg e a sud-est di Fulda. Il parco è caratterizzato da una
notevole eterogeneità d’ambiente ed è occupato dalla torbiera chiamata
Rotes Moor, che verrà descritta dettagliatamente più avanti (KUDRNA,
1988), purtroppo, in alcune zone è alterato nella sua componente
vegetazionale dall’introduzione di aghifoglie come Picea abies (L.)
Karsten.
METODI DI RACCOLTA - Ho impostato le mie ricerche, visto il limitato
numero di campagne di raccolta che potevo condurre, cercando all’in-
terno del parco tre biotopi sufficientemente differenziati, la scelta è
caduta su: Rotes Moor; Thirmleinwiese e Steinschlag-Wiesen.
Rotes Moor (Figg.2,3) è una torbiera sita a ca. 800 m s.l.m. con
una superficie di ca. 315 ha costituita da due complessi: le “Grossen
Moor” e le “Kleinen Moor”. È un classico esempio di torbiera centro-
europea di alta quota con una caratteristica struttura a collinette e
depressioni.
(*) Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria", Via Brigata Liguria, 9 - 16121 Genova
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
382 VALTER RAINERI
M.Baltico
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FRANCOFORTE
Omowa co
Erode Carta geografica della Germania indicante l'ubicazione del parco della Hohe
Rhon. Scala 1: 4.000.000.
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 383
La torbiera è stata a lungo e massicciamente sfruttata per la pro-
duzione della torba, con conseguenti problemi legati all’aumentato
drenaggio ed all’abbassamento della falda freatica. Quando fu final-
mente trasformata in parco era tanto vicina all'esaurimento che la raccolta
della torba non era più economicamente valida. Per recuperarla è stato
costruito uno sbarramento artificiale atto a trattenere l’acqua e formare
un piccolo lago che alimenta la torbiera; in questo modo si sono ripri-
stinate quelle condizioni che permettono alla torbiera di crescere e che
hanno portato alla ripresa di alcune specie vegetali quali Vaccinium
uliginosum L.
Ora che le Rotes Moor sono state recuperate, l’ambiente è molto
ricco e vario e la torbiera, molto bella, è meta di una notevole quantità
di visitatori. Le autorità del parco hanno fatto costruire, sospeso sulla
Fig. 2: Laghetto della torbiera delel Rotes Moor.
384 VALTER RAINERI
Fig. 3: Sentiero che conduce all’interno della torbiera delle Rotes Moor.
torba, un sentiero di assi di legno che consente al visitatore di inol-
trarsi nel cuore della torbiera, accostandosi alle piante che la carat-
terizzano favorito dalla presenza di pannelli didattici che ne illustrano
le caratteristiche biologiche.
La torbiera è circondata da foreste di Picea abies ma si sta cer-
cando di abbattere questi alberi, introdotti artificialmente dall’uomo,
per far crescere essenze indigene.
Gli alberi predominanti nella torbiera sono Betula pubescens ssp.
carphatica (Willd.) Ascherson Graebner e molti salici tra cui Salix
aurita L.; tra le piante erbacee si possono menzionare Polygonum
bistorta L., Cirsium palustre (L.) Scop., Vaccinium uliginosum L., Carex
rostrata Stokas ex With., C. fusca All., Filipendula ulmaria (L.) Maxim.
e Calluna vulgaris (L.) Hull.
Le raccolte sono state effettuate in uno spiazzo situato circa 50 m
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 385
ove sono state effettuate le raccolte a Thirmleinwiese.
Ried: Luogo ove sono state effettuate le raccolte a Steinschlag-Wiesen.
Fig. 4: Luogo
386 VALTER RAINERI
all’interno della torbiera, seguendo ovviamente il sentiero di assi.
Thurmleinwiese (Fig. 4) si trova ad una altezza di ca. 650 m sulla
strada B278 che conduce, più in alto, alle Rotes Moor; è un ambiente
abbastanza eterogeneo con prati incolti. Ho effettuato le raccolte al
margine di prati abbandonati caratterizzati da appezzamenti abbastan-
za limitati a Picea abies (L.) Karsten a diversi stadi di sviluppo; gli
alberi invece tipici dell'ambiente e che costituiscono le essenze domi-
nanti sono Corylus avellana L., Alnus glutinosa (L.) Gaertner e, soprat-
tutto, Fagus sylvatica L. di cui a margine del luogo delle raccolte esiste
una vera e propria foresta.
Steinschlag-Wiesen (Fig. 5) è ad un’altezza di ca. 500 m lungo la
strada B279 che conduce da Bischofsheim a. d. Rhon verso Oberelsbach;
le catture sono avvenute in un tipico ambiente di transizione costituito
da un lato da prati falciati divisi fra loro da cespugli e dall’altro da
bosco ceduo misto costituito da Corylus avellana L., Fagus sylvatica
L., Fraxinus sp., Crataegus sp., Populus tremula L. e Carpinus betulus
JE:
CRITERI DI LAVORO - Le raccolte sono state fatte in quattro periodi
differenti e precisamente fra il 7 ed il 12 Novembre 1988, fra il 21 ed
il 31 Maggio 1989, fra il 24 Settembre ed il 4 Ottobre 1989 ed infine
fra 1’8 ed il 18 Luglio 1991.
Poichè la maggior parte dei lepidotteri notturni presenta
fototropismo positivo le catture sono state effettuate di notte con l’uso
di due trappole luminose equipaggiate con lampade a vapori di mer-
curio da 160 W ed alimentate da un generatore da 600 W; una volta
entrati nella trappola gli Eteroceri venivano uccisi dalle esalazioni
dell’acetato di etile posto sul fondo delle trappole stesse. Gli esemplari
catturati venivano tolti dalle trappole la mattina successiva per essere
riposti con le ali piegate in bustine in modo da essere trasportati senza
danneggiamenti al Museo di Genova. Altre raccolte venivano effettuate
di giorno con un retino allo scopo di catturare quelle specie che volano
in pieno sole o all’imbrunire.
Al Museo di Genova, dopo la preparazione, si è provveduto alla
determinazione delle specie, ricorrendo anche all’estrazione e prepara-
zione degli apparati riproduttori.
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 387
Sono stati raccolti circa 4000 esemplari appartenenti a diverse
famiglie di Eteroceri ma è stata presa in considerazione la sola fami-
glia dei Geometridae perché essa è una tra le meno vagili per cui
almeno potenzialmente si presta bene a considerazioni ecologiche.
Tutti i dati sono stati elaborati con un computer utilizzando un
DbaseIIl+ al fine di ottenere indicazioni utili dal punto di vista eco-
logico.
Si è ritenuto, inoltre, opportuno prendere in considerazione faune
note di luoghi vicini per avere un’idea della ricchezza in specie della
Hohe Rhén, anche perché, come ho già detto, ho potuto effettuare
solamente quattro missioni e ciò non consente certamente di avere un
quadro faunistico esauriente di questo parco.
Sono state prese a paragone le faune di : Lange Rhon (HACKER e¢
al., 1985), Frankfurt am Main (STEEG, 1961), Rhur (ZIELASKOWSKI, 1951),
Hoher Vogelsberg (BAUMANN, 1967), Sud Bohmens (KRAMPL, 1973),
Mainfranken (GOTTARD, 1958) e Nord Bayern (A.A.V.V., 1988). Dal
confronto di tali faune si è potuto constatare che quello della Hohe
Rh6n può essere considerato un parco potenzialmente ricco in specie
se si pensa che, contrariamente alle ricerche condotte nelle località
prese a campione, le raccolte sono state effettuate in quattro periodi
diversi, in maniera non continuativa e complessivamente per una tren-
tina di giorni.
Ini tetale sono state catturate 133 specie di Geometridae ed il
periodo più ricco di catture è risultato essere Luglio 1991 seguito da
Maggio 1980; vengono fornite le tabelle riguardanti i diversi periodi
con il numero totale di specie raccolte in ogni singolo biotopo, il numero
di quelle comuni ai biotopi (considerati due a due) e il numero di quelle
tipiche del solo biotopo considerato e non catturate negli altri due
hata: ol: VW.)
Il biotopo più ricco di specie è risultato essere Steinschlag-Wiesen
(Figg. 6-10), risultato prevedibile in considerazione del fatto che i
Geometridae sono ecotonali (legati, cioè, più o meno strettamente a
stadi di trasformazione della vegetazione) e quindi in un ambiente di
transizione come quello di Steinschlag-Wiesen era logico ipotizzare
tale ricchezzza di specie; ciò è confermato anche dall’analisi delle
specie raccolte solamente in uno dei tre biotopi; da notare che l’am-
biente meno ricco in Geometridae è quello della torbiera a conferma
388 VALTER RAINERI
AWA Boel |
PERIODO: 21-31 Maccio 1989
Specie raccolte in Hohe Rhon (totale)
Specie raccolte in Steinschlag-Wiesen
Specie raccolte in Rotes Moor
Specie raccolte in Thurmleinwiese
Specie comuni ai tre biotopi
Specie comuni a Steinschlag-Wiesen e Rotes Moor
Specie comuni a Steinschlag-Wiesen e Thirmleinwiese
Specie comuni a Rotes Moor e Thiurmleinwiese
Specie raccolte solo a Steinschlag-Wiesen
Specie raccolte solo a Rotes Moor
Specie raccolte solo a Thurmleinwiese
TABA
PERIODO: 8-18 LUGLIO 1991
Specie raccolte in Hohe Rhon (totale) 84
| Specie raccolte in Steinschlag-Wiesen 60
Specie raccolte in Rotes Moor 40
Specie raccolte solo a Steinschlag-Wiesen 28
Specie raccolte solo a Rotes Moor 6
Specie raccolte solo a Thirmleinwiese 7
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 389
TAB. III
PERIODO: 24 SETTEMBRE - 4 OTTOBRE 1989
Specie raccolte in Hohe Rhén (totale)
Specie raccolte in Steinschlag-Wiesen
Specie raccolte in Rotes Moor
Specie raccolte in Thuùrmleinwiese
Specie comuni ai tre biotopi
ON} | CO
ON
Specie comuni a Steinschlag-Wiesen e Rotes Moor 0
Specie comuni a Steinschlag-Wiesen e Thurmleinwiese 0
Specie comuni a Rotes Moor e Thirmleinwiese 3
Specie raccolte solo a Steinschlag-Wiesen
Specie raccolte solo a Rotes Moor
N
Specie raccolte solo a Thùrmleinwiese
TAB. IV
PERIODO: 7-12 NOVEMBRE 1988
Ww | A
jy
Specie comuni ai tre biotopi
Specie comuni a Steinschlag-Wiesen e Rotes Moor
Specie comuni a Steinschlag-Wiesen e Thtirmleinwiese
Specie comuni a Rotes Moor e Thirmleinwiese
Specie raccolte solo a Steinschlag-Wiesen
Specie raccolte solo a Rotes Moor
o |O5 |N|TOolr|M
N
Specie raccolte solo a Thurmleinwiese
390 VALTER RAINERI
ENB EV
TABELLA RIASSUNTIVA DEI QUATTRO PERIODI DI CATTURA
Specie raccolte in Hohe Rhòén (totale)
Specie raccolte in Steinschlag-Wiesen
133)
i i 108
Specie raccolte solo a Steinschlag-Wiesen 44
IAB, WIL
NS SC S
Thurmleinwiese-Steinschlag-Wiesen 76-108 58 0.63
Steinschlag-Wiesen - Rotes Moor 108-62 47 055
Rotes Moor - Thurmleinwiese 62-76 49 0.71
NS = specie presenti nel primo biotopo - nel secondo biotopo
SC =. specie in comune ai due biotopi
S= indice di similarità fra due campioni
di ciò che ormai è acquisito in letteratura, cioè che le torbiere sono
ambienti difficili ed estremamente poveri faunisticamente.
Comparando i biotopi a due a due, ed usando l’indice di similarità
tra due campioni (Tab. VI) si rileva che le maggiori affinità faunistiche
esistono tra Thurmleinwiese e Rotes Moor (0.71) e tra Steinschlag-
Wiesen e Thirmleinwiese (0.63) ed effettivamente la torbiera delle
Rotes Moor, come già scritto, è troppo dissimile e caratterizzata ri-
spetto a Steinschlag-Wiesen (ambiente di transizione) ed è logico quindi
che si distacchi maggiormente da quest’ultimo ambiente.
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RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON
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VALTER RAINERI
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RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 393
NUMERO SPECIE RACCOLTE IN OGNI BIOTOPO
108 43.9%
Steinschalg-Wiesen Roles Moor Thunmnleinwiese
Fig. 8: Diagramma a torta mostrante il numero di specie raccolte in ogni biotopo.
Per avere un “punto di riferimento” ho preso in considerazione
un lavoro di REZBANYAI-RESER (1991) su una piccola torbiera svizzera;
in esso l’autore indicava undici specie di Geometridi come caratte-
ristiche dell'ambiente di torbiera centro-europea: nella torbiera di
Rotes Moor ne ho raccolto otto: Xanthorhoe spadicearia ([Denis &
Schiffermuller], 1775), Xanthorhoe montanata ([Denis &
Schiffermuller], 1775), Eulithis populata (Linnè, 1758), Eupithecia
tantillaria Boisduval, 1840, Itame brunneata (Thunberg, 1784), Alczs
repandatus (Linnè, 1758), Cabera pusaria (Linnè, 1758), e Campaea
394 VALTER RAINERI
margaritata (Linnè, 1758).
Tra le specie tifofile catturate nella torbiera è sicuramente degna
di nota, anche per il numero di esemplari catturati, Itame brunneata
(Thunberg, 1784).
In base ai risultati ottenuti mi sembra di poter indicare alcune
specie come indicatrici di particolari situazioni ecologiche, ma vorrei
ricordare che queste considerazioni sono valide per l’ambiente preso
in esame. I criteri adottati potranno comunque essere usati in altre
esperienze a patto di tenere sempre presente il contesto in cui si opera
e cioè che certe specie interessanti per il centro Europa potrebbero
essere molto comuni, e quindi meno interessanti dal punto di vista
ecologico, ad altre latitudini.
Dalle Rotes Moor, oltre le già citate specie tipiche delle torbiere,
mi sembra opportuno segnalare anche Hydriomena ruberata (Freyer,
1831) specie tipica di zone umide il cui bruco si nutre di foglie di Salzx
ssp., Irichopteryx carpinata (Borkhausen, 1794) che predilige foreste
di tipo “atlantico” il cui bruco vive a spese di Betula sp. e Salix sp.,
Cabera exanthemata (Scopoli, 1763) che ama i bordi delle foreste
soprattutto con suoli umidi, il cui bruco vive su molte specie di Salzx
e Betula. Infine è da segnalare la cattura di Eupithecia nanata (Hubner,
1813), specie termofila la cui larva vive su Calluna vulgaris (L.) Hull
e su Erica sp.
Per ciò che concerne Thumleinwiese mi sembra importante segna-
lare Semiothisa signaria (Hubner, 1809) la cui presenza evidenzia una
situazione anomala per il biotopo in quanto si tratta di una specie legata
alle foreste di Picea abies essenza introdotta artificialmente e presente
a macchie.
Infine per il terzo biotopo, Steinschlag-Wiesen, possono essere
validi indicatori di un ambiente di transizione, quale è quello in que-
stione, i seguenti taxa: Catarhoe cuculata (Hufnagel, 1767) tipica specie
che vive ai margini dei boschi, Abraxas grossulariata (Linnè, 1758) che
si rinviene di preferenza negli ambienti con cespugli, con siepi o nei
giardini e la cui larva vive su Ribes sp., Crataegus sp., o Prunus spinosa
L. e infine Itame wauaria (Linnè, 1758) che ha le stesse abitudini e
piante nutrici della specie precedente.
Avendo raccolto un numero di specie non indifferente in sole
quattro missioni, come risulta evidente dalla comparazione fatta con
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 395
SPECIE RACCOLTE IN UN SOLO BIOTOPO
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5
3
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Q
10 16.4%
11.5%
KS Steinschiag-Wiesen Rotes Moor Thurmileinwiese
lehieag Qe Diagramma a torta mostrante il numero di specie raccolte in un solo biotopo
e non comuni altri altri due.
altre faune limitrofe, non vengono sicuramente commessi apprezzabili
errori se si applicano ai biotopi studiati alcuni indici ecologici atti a
valutare meglio la qualita dell’ambiente e gli stadi dinamici delle singole
comunità. Il primo indice, che nella sua semplicità fornisce indicazio-
ni importanti sulla ricchezza di una specie rispetto alle altre, è quello
di Berger-Parker (Tab. VII) detto anche indice di dominanza.
Nella Tabella VIII viene fornito l’elenco di tutte le specie cattu-
rate con l’indicazione del biotopo della cattura, e, biotopo per biotopo,
di una classe contraddistinta con un numero romano scelto in maniera
fittizia da 1 a 6 (ved. Tab. IX), che altro non sono che la visualizzazione
e la semplificazione dell’indice di Berger-Parker (=B. & P.).
Tali classi sono state create considerando i valori minimi e massimi
dell’indice di dominanza ed effettuando quindi una divisione che risul-
tasse bilanciata.
Il valore più elevato in assoluto, VI, si riferisce a due specie che
396 VALTER RAINERI
sono risultate essere numerosissime nella torbiera e precisamente
Eupithecia tantillaria (i. B. & P. = 17.20) e Cabera pusaria (i. B. & P.
= 11.30), questo picco può essere spiegato se esaminiamo la biologia
delle due specie: la prima entità si nutre a spese di Picea abies essenza
vegetale ben rappresentata tutto intorno alla torbiera (da notare che
pure a Thurmleinwiese abbiamo un indice di B. & P. elevato (8.66)
per la stessa ragione) mentre Cabera pusaria vive a spese di Betula sp.,
Salix sp. e Alnus sp. piante, soprattutto le prime due, preponderanti
nella torbiera propriamente detta.
Si può notare, analizzando la Tabella IX che il maggior numero
di specie è compreso nella prima classe e ciò può essere interpretato
come sintomo di ambienti abbastanza ricchi di specie ma con pochi
esemplari di ciascuna di esse, considerazione preoccupante se si pensa
che minime variazioni del biotopo potrebbero portare alla scomparsa
di specie fino ad oggi presenti.
A parte sono stati elaborati altri indici biotici (Tab. X) allo scopo
di inquadrare meglio l’ambiente studiato anche se tali risultati, lo ri-
peto, devono essere analizzati com riserva essendo necessario condurre
ricerche più complete nel tempo per avere un quadro più realistico.
Dall’esame di tale tabella l’indice di Shannon-Weaver evidenzia che
l’ambiente in assoluto più ricco di specie, rappresentate ciascuna da un
numero di individui simile, è Steinschlag-Wiesen. Rotes Moor è carat-
terizzato, invece, dalla presenza di poche specie ognuna con numero
di individui diverso talora anche molto alto, come suggerisce la lettura
dell’indice di abbondanza di individui entro le specie. Ciò è ad ulte-
riore conferma di un ambiente molto selettivo, in grado di ospitare
solo un piccolo numero di forme altamente specializzate ed il numero
elevato di individui per specie si può spiegare con lo stato di salute
in cui si trovano oggi le Rotes Moor.
Alla fine del lavoro viene dato un elenco con tutte le piante ospiti
delel specie raccolte nella Hohe Rhon per avere il quadro più com-
pleto possibile della biologia di questi lepidotteri.
Concludendo, dall’esame dei dati raccolti si può dire che, per i
biotopi considerati e per la loro collocazione geografica (Europa cen-
trale), i Geometridi sembrano essere realmente ottimi indicatori eco-
logici.
397
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON
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398 VALTER RAINERI
TESA
INDICE DI BERGER E PARKER ELABORATO PER I TRE BIOTOPI
ii cr
Alsophila quadripunctaria Esper 0.54 a
Geometra papilionaria Linné 0.43 —
Thetidia smaragdaria Fabricius O22 a
Hemistola biliosata Villers 0.11 —.—
Jodis lactearia Linnè 1.08 —.
Cyclophora annulata Schulze 0.22 i
Cyclophora punctaria Linnè 0.43 —
Cyclophora linearia Hubner PALO —
Timandra griseata Petersen O22 —_.
Scopula immorata Linnè —— | ——
Scopula ornata Scopoli O22 —.—
Scopula incanata Linnè Ota — —
Scopula immutata Linnè 15.0 —.—
Idaea muricata Hufnagel 0.32 o
Idaea biselata Hufnagel Ox —.
Idaea humiliata Hufnagel 0.87 0.31
Idaea aversata Linné 5.63 Za
Scotopteryx chenopodiata Linnè 3.46 0.77
Scotopteryx luridata Hufnagel 1.84 —.—
Xanthorhoe biriviata Borkhausen 052 0.15
Xanthorhoe designata Hufnagel O82 0.93
Xanthorhoe spadicearia D. & S. 4.44 IEZZO
Xanthorhoe ferrugata Clerck 0.43 OS
Xanthorhoe quadrifasciata Clerck 0.22 —.—
Xanthorhoe montanata D. & S. 65,0 TD
Xanthorhoe fluctuata Linné 0.43 0.31
Catarhoe cuculata Hufnagel 0.11 —.—
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHÒN 399
Epirrboe tristata Linnè
Epirrhoe alternata Muller
Epirrhoe molluginata Hubner
Camptogramma bilineata Linné
Anticleata badiata D. & S.
Anticleata derivata D. & S.
Mesoleuca albicillata Linné
Lampropteryx suffumata D. & S.
Cosmorhoe ocellata Linnè
Eulithis prunata Linnè
Elithis populata Linnè
Eulithis pyraliata D. & S.
Ecliptopera silaceata D. & S.
Ecliptopera capitata H. - S.
Chloroclysta siterata Hufnagel
Chloroclysta miata Linné
Chloroclysta truncata Hufnagel
Cidaria fulvata Forster
Plemyria rubiginata D. & S.
Thera obeliscata Hubner
Thera variata D. & S.
Thera britannica Turner
Eustroma reticulatum D. & S.
Electrophaes corylata Thunberg
Colostygia pectinataria Knoch
Hydriomena furcata Thunberg
Hydriomena impluviata D. & S.
Hydriomena ruberata Freyer
Horisme vitalbata D. & S.
Horisme tersata D. & S.
VALTER RAINERI
Horisme aemulata Hubner
Melanthia procellata D. & S.
Spargania luctuata D. & S.
Rheumaptera undulata Linnè
Philereme vetulata D. & S.
Epirrita christyi Allen
Operophtera brumata Linnè
Operophtera fagata Scharfenberg
Perizoma affinitata Stephens
Perizoma alchemillata Linnè
Perizoma albulata D. & S.
Perizoma flavofasciata Thunberg
Eupithecia exiguata Hiibner
Eupithecia insigniata Hubner
Eupithecia centaureata D. & S.
Eupothectia trisignaria H. - S.
Eupithecia satyrata Hubner
Eupithecia absinthiata Clerck
Eupithecia vulgata Haworth
Eupithecia tripunctaria H. - S.
Eupithecia subfuscata Haworth
Eupithecia icterata Villers
Eupithecia succenturiata Linnè
EFEupithecia subumbrata D. & S.
Eupithecia nanata Hubner
Eupithecia virgaureata Doubleday
Eupithecta tantillaria Boisduval
Chloroclystis v-ata Hw.
Chloroclystis rectangulata Linnè
Aplocera plagiata Linné
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON
Odezia atrata Linnè
Euchoeca nebulata Scopoli
Asthena albulata Hufnagel
Hydrelia flammeolaria Hufnagel
Lobophora halterata Hufnagel
Trichopteryx carpinata Borkhausen
Pterapherapteryx sexalata Retzius
Nothocasis sertata Hubner
Abraxas grossulariata Linnè
Calospilos sylvata Scopoli
Lomaspilis marginata Linnè
Ligdia adustata D. & S.
Semiothisa notata Linnè
Semiothisa alternaria Hubner
Semtothisa signaria Hubner
Semiothisa liturata Clerck
Semiothisa clathrata Linnè
Itame wauaria Linnè
Itame brunneata Thunberg
Plagodis pulveraria Linnè
Plagodis dolabraria Linnè
Opisthograptis luteolata Linnè
Pseudopanthera macularia Linnè
Ennomos alniarius Linnè
Selenia dentaria Esper
Selenia lunularia Hubner
Selenia tetralunaria Hufnagel
Odontopera bidentata Clerck
Ourapteryx sambucaria Linnè
Colotois pennaria Linnè
VALTER RAINERI
Biston betularia Linnè
Agriopis aurantiaria Hùbner
Erannis defoliaria Clerck
Deileptenia ribeata Clerck
Alcis repandata Linnè
Boamia roboraria D. & S.
Hypomecis punctinalis Scopoli
Paradarisa consonaria Hubner
Cabera pusaria Linnè
Cabera exanthemata Scopoli
Lomographa bimaculata Fabricius
Lomographa temerata D. & S.
Campaea margaritata Linnè
Hylaea fasciaria Linnè
Puengelaria capreolaria D. & S.
Siona lineata Scopoli
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 403
TAB. VIII
PRESENZA DELLE SPECIE NEI BIOTOPI CONSIDERATI
E CLASSE IN BASE ALL'INDICE DI BERGER E PARKER
(Tre rl ro a
Alsophila quadripunctaria Esper
Geometra papilionaria Linnè
Thetidia smaragdaria Fabricius
Hemistola biliosata Villers
Jodis lactearia Linnè
Cyclophora annulata Schulze
Cyclophora punctaria Linnè
Cyclophora linearia Hubner
alare ie eee
Timandra griseata Petersen
Scopula immorata Linnè
Scopula ornata Scopoli
Scopula incanata Linnè
Scopula immutata Linnè
Idaea muricata Hufnagel
Idaea biselata Hufnagel
Idaea humiliata Hufnagel
Idaea aversata Linné
Scotopteryx chenopodiata Linnè
Scotopteryx luridata Hufnagel
Xanthorhoe biriviata Borkhausen
Xanthorhoe designata Hufnagel
Xanthorhoe spadicearia D. & S.
Xanthorhoe ferrugata Clerck
Xanthorhoe quadrifasciata Clerck
Xanthorhoe montanata D. &. S.
Xanthorhoe fluctuata Linné
404 VALTER RAINERI
cam O Sa aS
Catarhoe cuculata Hufnagel
Epirrhoe tristata Linnè
lea
la
Epirrboe alternata Muller
Epirrhoe molluginata Hubner
Camptogramma bilineata Linné
Anticlea badiata D. & S.
Anticleata derivata D. & S.
Mesoleuca albicillata Linnè
Lampropteryx suffumata D. & S.
Cosmorhoe ocellata Linnè
Eulithis prunata Linnè
Eulithis populata Linnè
Eulithis pyraliata D. & S.
Ecliptopera silaceata D. & S.
Ecliptopera capitata H.-S.
I
I
I
I
I
I
I
I
I
I
I
I
Chloroclysta siterata Hufnagel
Chloroclysta miata Linné
Chloroclysta truncata Hufnagel
Cidaria fulvata Fabricius
Plemyria rubiginata D. & S.
Thera obeliscata Hubner
Thera variata D. & S.
Thera britannica Turner
Eustroma reticulatum D. & S.
Electrophaes corylata Thunberg
Colostygia pectinataria Knoch
Hydriomena furcata Thunberg
Hydriomena impluviata D. & S.
Hydriomena ruberata Freyer
Horisme vitalbata D. & S.
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON
405
(I
Horisme tersata D. & S.
Horisme aemulata Hubner
Melanthia procellata D. & S.
Spargania luctuata D. & S.
Rheumaptera undulata Linnè
Philereme vetulata D. & S.
Epzrrita christyi Allen
Operophtera brumata Linnè
Operophtera fagata Schrank
Perizoma affinitata Stephens
Perizoma alchemillata Linnè
Perizoma albulata D. & S.
Perizoma flavofasciata Thunberg
Eupithecta
Eupithecia
Eupithecta
Eupithecta
Eupithecia
Eupithecta
Eupithecta
Eupithecia
Eupithecta
Eupithecta
Eupithecia
Eupithecia
Eupithecia
Eupithecia
Eupithecia
exiguata Hubner
insigniata Hùbner
centaureata D. & S.
trisignaria H.-S.
satyrata Hubner
absinthiata Clerck
vulgata Haworth
tripunctaria H.-S.
subfuscata Haworth
icterata Villers
succenturiata Linné
subumbrata D. & S.
nanata Hubner
virgaureata Doubleday
tantillaria Boisduval
Chloroclystis v-ata Haworth
Rbinoprora rectangulata Linnè
406 VALTER RAINERI
I Mn RM TE ST
Aplocera plagiata Linnè
Odezia atrata Linnè
Euchoeca nebulata Scopoli
Asthena albulata Hufnagel
Hydrelia flammeolaria Hufnagel
Lobophora halterata Hufnagel
Trichopteryx carpinata Borkh.
Pterapherapteryx sexalata Retzius
Nothocasis sertata Hubner
Abraxas grossulariata Linnè
Calospilos sylvata Scopoli
Lomaspilis marginata Linnè
Ligdia adustata D. & S.
Semiothisa notata Linnè
Semiothisa alternaria Hubner
Semiothisa signaria Hubner
Semiothisa liturata Clerck
Semiothisa clathrata Linnè
Itame wauaria Linnè
Itame brunneata Thunberg
Plagodis pulveraria Linnè
Plagodis dolabraria Linnè
Opisthograptis luteolata Linnè
Pseudopanthera macularia Linnè
Ennomos alniarius Linnè
Selenia dentaria Esper
Selenia lunularia Hùbner
Selenia tetralunaria Hufnagel
Odontopera bidentata Clerck
Ourapteryx sambucaria Linnè
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 407
conii va ei
: * : Il
Colotois pennaria Linnè * I
Biston betularia Linnè I I I
Agriopis aurantiaria Hubner A 2 - I
Erannis defoliaria Clerck - i I I I
Deileptenia ribeata Clerck I -
Alcis repandatus Linnè iù } I I II
Hypomecis roboraria D. & S. - È - I
Hypomecis punctinalis Scopoli 1° si - I I -
Paradarisa consonaria Hubner È - I I -
Cabera pusaria Linnè O > È I Jom av
Cabera exanthemata Scopoli Jt BE
Lomographa bimaculata Fabricius * i - I I
Lomographa temerata D. & S. Ù È - TO SLL
Campaea margaritata Linnè I I II
Hylaea fasciaria Linnè hi = I
Puengeleria capreolaria D. & S. |} * - È I - I
Siona lineata Scopoli I
TEA Fae
NUMERO DI SPECIE SUDDIVISO PER CLASSE, RICAVATA IN
MANIERA FITTIZIA, DALL'INDICE DI BERGER E PARKER
Biotopo
Thurmleinwiese
<8
8<x=10
Wis S=10
408 VALTER RAINERI
mA A
Thirmleinwiese 76 Ba 70s sesh ones 6.79 | 6.79 | ors | 85
[Secischlag-Wisen | 108 | 924 | 412 [0.10 [609 | 088
= totale specie raccolte nel biotopo
totale esemplari raccolti nel biotopo
indice di diversita specifica di Shannon-Weaver
indice di equitabilita complementare
indice di abbondanza di individui entro le specie
indice di regolarita
SPECIE CATTURATE NELLA HOHE RHON CON RELATIVE PIANTE OSPITI.
Alsophila quadripunctaria (Esper, 1800)
Acer sp.; Quercus sp..
Geometra papilionaria (Linné, 1758)
Alnus sp.; Betula sp.; Corylus avellana L.; Salix sp..
Thetidia smaragdaria (Fabricius, 1787)
Achillea millefolium L., Artemisia sp.; Chrysanthemum vulgare (L.) Bernh.;
Senecio vulgaris L..
Hemistola biliosata (Villers, 1789)
Clematis vitalba L.; Pulsatilla vulgaris Miller.
Jodis lactearia (Linnè, 1758)
Alnus sp.; Betula sp.; Corylus avellana L.; Quercus sp..
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 409
Cyclophora annulata (Schulze, 1775)
Acer campestre L..
Cyclophora punctaria (Linné, 1758)
Quercus sp..
Cyclophora linearia (Hubner, [1799])
Fagus sylvatica L.; Quercus sp..
Timandra griseata Petersen, 1902
Polygonum sp.; Rumex sp..
Scopula immorata (Linné, 1758)
Achillea milefolium L.; Artemisia campestris L.; A. vulgaris L.; Calluna sp.; Erica sp.;
Origanum sp.; Thymus sp..
Scopula ornata (Scopoli, 1763)
Achillea millefolium L.; Thymus sp..
Scopula incanata (Linnè, 1758)
Polygonum sp.; Thymus sp..
Scopula immutata (Linnè, 1758)
Filipendula ulmaria (L.) Maxim.; Galium sp.; Valeriana sp..
Idaea muricata (Hufnagel, 1767)
Galium palustre L.; Plantago lanceolata L.; Polygonum sp.; Potentilla palustris (L.)
Scop..
Idaea biselata (Hufnagel, 1767)
Taraxacum sp. e molte altre piante basse.
Idaea humiliata (Hufnagel, 1767)
Ononis spinosa L.; O. repens L.; Rumex sp.; Taraxacum sp.; Veronica sp..
410 VALTER RAINERI
Idaea aversata (Linnè, 1758)
Taraxacum sp. e molte altre piante basse.
Scotopteryx chenopodiata (Linnè, 1758)
Lathyrus pratensis L.; Medicago sativa L.; Trifolium sp.; Vicia sp..
Scotopteryx luridata (Hufnagel, 1767)
Genista sp.; Sarothamnus sp..
Xanthorhoe biriviata (Borkhausen, 1794)
Impatiens noli-tangere L.; I. parviflora DC..
Xanthorhoe designata (Hufnagel, 1767)
Arabis alpina L. ed inoltre su diverse Crucifere.
Xanthorhoe spadicearia ([Denis & Schiffermuller], 1775)
Plantago sp. e molte altre piante basse.
Xanthorhoe ferrugata (Clerck, 1759)
Plantago sp. e moltre altre piante basse.
Xanthorhoe quadrifasiata (Clerck, 1759)
Lamium album L.; Primula sp..
Xanthorboe montanata ([Denis & Schiffermuller], 1775)
Galium sp.; Plantago sp.; Primula sp..
Xanthorhoe fluctuata (Linnè, 1758)
Arabis alpina L.; Brassica sp..
Catarhoe cuculata (Hufnagel, 1767)
Galium mollugo L.; G. verum L..
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 411
Epirrhoe tristata (Linné, 1758)
Galium mollugo L.; G. verum L..
Epirrboe alternata (Muller, 1764)
Galium sp..
Epirrhoe molluginata (Hùbner, [1813])
Galium lucidum All.; G. mollugo L.; G. sylvaticum L..
Camptogramma bilineata (Linnè, 1758)
Galium sp.; Rumex sp.; Taraxacum sp..
Anticlea badiata ([Denis & Schiffermuller], 1775)
Rosa sp..
Anticlea derivata ([Denis & Schiffermuller], 1775)
Rosa sp..
Mesoleuca albicillata (Linnè, 1758)
Rubus sp..
Lampropteryx suffumata ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Galium aparine L.; G. odoratum (L.) Scop.; Galium sp..
Cosmorhoe ocellata (Linné, 1758)
Galium sp..
Eulithis prunata (Linné, 1758)
Crataegus sp.; Prunus spinosa L.; Ribes nigrum L.; R. rubrum L.; R. uva-crispa L..
Eulithis populata (Linné, 1758)
Alnus viridis (Chaix) DC; Rhododendron hirsutum L.; Rhodothamnus chamaecystus (L.)
Reichenb., Vaccinium myrtillus L.; V. uliginosum L..
412 VALTER RAINERI
Eulithis pyraliata ([Denis & Schiffermuller], 1775)
Galium aparine L.; G. mollugo L., Vaccinium myrtillus L..
Ecliptopera silaceata ([Denis & Schiffermuller], 1775)
Chamaenerion sp.; Circaea sp.; Epilobium, sp.; Epilobium sp.; Impatiens noli-tangere L.;
I parviflora DC..
Ecliptopera capitata (Herrich-Schaffer, 1839)
Circaea lutetiana L.; Impatiens noli-tangere L.; I. parviflora DC..
Chloroclysta siterata (Hufnagel, 1767)
Acer campestre L.; Fraxinus excelsior L.; Lonicera xylosteum L.; Prunus spinosa L.;
P. padus L.; Quercus sp.; Rosa sp.; Symphoricarpos albus Blake; Tilia sp..
Chloroclysta miata (Linnè, 1758)
Rosa canina L. (Kli); Salix sp.; Vaccinium myrtillus L.; Quercus sp.
Chloroclysta truncata (Hufnagel, 1767)
Adenostyles alliariae (Gouan) A. Kerner; Lonicera sp.; Pulmonaria sp.; Thalictrum
aquilegifolium L.; Vaccinium myrtillus L.; Valeriana tripteris L..
Cidaria fulvata (Forster, 1771)
Rosa sp..
Plemyria rubiginata ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Alnus sp..
Thera obeliscata (Htbner, 1787)
Pinus sylvestris L.; Pinus sp..
Thera variata ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Abies sp.; Juniperus sp. Picea sp.; Pinus sp..
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 413
Thera britannica (Turner, 1925)
Abies sp.; Larix sp.; Picea abies (L.) Karsten; Pseudotsuga menziesii (Mirbel) Franco.
Eustroma reticulatum ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Impatiens noli-tangere L..
Electrophaes corylata (Thunberg, 1792)
Betula sp.; Corylus sp.; Crataegus sp.; Prunus spinosa L.; Tilia sp..
Colostygia pectinataria (Knoch, 1781)
Galium sp.; Lamium album L.; Moehringia sp.; Rumex sp..
Hydriomena furcata (Thunberg, 1784)
Salix sp.; Vaccinium myrtillus L..
Hydriomena impluviata ([Denis & Schiffermiller], 1775)
Alnus glutinosa (L.) Gaertner.
Hydriomena ruberata (Freyer, 1831)
Salix arbuscula Fiori; S. glabra Scop.; Salix sp..
Horisme vitalbata ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Clematis alpina (L.) Miller; C. vitalba L.; Pulsatilla pratensis (L.) Miller.
Horisme tersata ([Denis & Schiffermiller], 1775)
Actaea spicata L.; Clematis vitalba L..
Horisme aemulata (Hubner, [1813])
Clematis alpina (L.) Miller; C. vitalba L.; Pulsatilla pratensis (L.) Miller; Thalictrum
simplex L..
Melanthia procellata ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Clematis vitalba L..
414 VALTER RAINERI
Spargania luctuata ([Denis & Schiffermiller], 1775)
Chamaenerion sp.; Epilobium sp..
Rheumaptera undulata (Linnè, 1758)
Populus tremula L.; Salix sp.; Vaccinium myrtillus L..
Philereme vetulata ([Denis & Schiffermiller], 1775)
Frangula alnus Miller; Rhamnus catharticus L..
Epirrita christyi (Allen, 1906)
Fagus sp.; Ulmus sp. e diversi altri alberi con foglie decidue.
Operophtera brumata (Linné, 1758)
Vive a spese di molti alberi con foglie decidue.
Operophtera fagata (Scharfenberg, 1805)
Betula sp.; Fagus sp..
Perizoma affinitata (Stephens, 1831)
Lychnis flos-cuculi L.; Melandrium rubrum (Weigel) Garcke; M. silvestre (Schkuhr)
Roehling.
Perizoma alchemillata (Linnè, 1758)
Galeopsis tetrahit L.; Galeopsis sp.; Lamium sp.; Stachys sylvatica L..
Perizoma albulata ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Alectorolophus sp.; Melampyrum sp.; Rhinanthus sp..
Perizoma flavofasciata (Thunberg, 1792)
Melandrium rubrum (Weigel) Garcke.
Eupithecia exiguata (Hubner, [1813])
Acer sp.; Alnus sp.; Berberis sp.; Crataegus sp.; Fraxinus sp.: Lonicera periclymenum L.;
L. xylosteum L., Prunus spinosa L.; Salix sp.; Sorbus aucuparia L..
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 415
Eupithecia insigniata (Hibner, 1790)
Crataegus sp.; Malus domestica Borkh.; M. sylvestris Miller; Prumus spinosa L..
Eupithecia centaureata ([Denis & Schiffermiller], 1775)
Achillea millefolium L.; Artemisia campestris L.; A. vulgaris L.; Eupatorium cannabinum
L.; Senecio jacobaea L.; Solidago virgaurea L..
Eupithecia trisignaria (Herrich-Schaffer, 1848)
Heracleum sphondylium L.; H. austriacum L. Pimpinella saxifraga L.; Peucedanum
oreoselinum (L.) Mnch.; P.cervaria (L.) Lapeyr.; Pastinaca sativa L.; Angelica sylvestris
1
Eupithecia satyrata (Hubner, [1813])
Achillea millefolium L.; Galium mollugo L.; Scabiosa sp.; Solidago virgaurea L. e diverse
altre piante basse.
Eupithecia absinthiata (Clerck, 1759)
Achillea millefolium L., Artemisia absinthium L.; A. vulgaris L.; Calluna vulgaris (L.)
Hull; Eupatorium cannabinum L.; Origanum vulgare L.; Senecio jacobaea L.; Solidago
virgaurea L..
Eupithecia vulgata (Haworth, 1809)
Lysimachia vulgaris L.; Taraxacum sp. ed altre piante basse.
Eupithecia tripunctaria (Herrich-Schaffer, 1852)
Angelica sylvestris L.; Anthriscus sylvestris (L.) Hoffm.; Daucus carota L.; Heracleum
austriacum L.; H. sphondylium L., Pastinaca sativa L.,; Peucedanum oreoselinum (L.)
Mnch.; Pimpinella saxifraga L..
Eupithecia subfuscata (Haworth, 1809)
Angelica silvestris L.; Eupatorium cannabinum L.; Lysimachia vulgaris L.; Senecio jacobaea
L.; Solidago virgaurea L.; Valeriana officinalis L..
Eupithecia icterata (Villers, 1789)
Achillea millefolium L.; Artemisia vulgaris L.; Chrysanthemum vulgare (L.) Bernh.
416 VALTER RAINERI
Eupitbecia succenturiata (Linnè, 1758)
Achillea millefolium L.; Artemisia vulgaris L.; Chrysantemum vulgare (L.) Bernh..
Eupithecta subumbrata ([Denis & Schiffermuller], 1775)
Achillea sp.; Centaurea sp.; Chrysantemum sp.; Galium mollugo L.; Hypericum perforatum
L.; Pimpinella saxifraga L.; Senecio jacobaea L.; Solidago sp.; Thymus sp..
Eupithecia nanata (Hubner, [1813])
Calluna vulgaris (L.) Hull; Erica carnea L..
Eupithecia virgaureata (Doubleday, 1861)
Anthriscus sylvestris (L.) Hoffm.; Calluna vulgaris (L.) Hull; Senecio jacobaea L.;
S. vulgaris L.; Solidago virgaurea L.; S. canadensis L.; Taraxacum sp..
Eupithecia tantillaria Boisduval, 1840
Larix sp.; Picea abies (L.) Karsten.
Chloclystis v-ata (Haworth, 1809)
Angelica sylvestris L.; Clematis vitalba L., Eupatorium cannabinum L.;
Heracleum sphondylium L..
Rhinoprora rectangulata (Linné, 1758)
Crataegus sp.; Malus sp.; Prunus spinosa L..
Aplocera plagiata (Linnè, 1758)
Hypericum perforatum L.; Hypericum sp..
Odezia atrata (Linné, 1758)
Anthriscus sylvestris (L.) Hoffm.; Chaerophyllum sp..
Euchoeca nebulata (Scopoli, 1763)
Alnus sp.; Betula sp..
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON
Asthena albulata (Hufnagel, 1767)
Carpinus betulus L.; Cornus sp.; Corylus sp..
Hydrelia flammeolaria (Hufnagel, 1767)
Alnus sp..
Lobophora halterata (Hufnagel, 1767)
Populus tremula L.; Populus sp.; Salix sp..
Trichoperyx carpinata (Borkhausen, 1794)
Betula sp.; Populus sp.; Salix sp..
Pterapherapteryx sexalata (Retzius, 1783)
Salix sp..
Nothocasis sertata (Hiibner, 1817)
Acer pseudoplatanus L..
Abraxas grossulariata (Linné, 1758)
Corylus avellana L.; Crataegus sp.; Euonymus europaeus L.; Prunus spinosa L.;
P. padus L.; Ribes rubrum L.; R. uva-crispa L..
Calospilos sylvatus (Scopoli, 1763)
417
Betula sp.; Corylus avellana L.; Prunus padus L.; Ulmus glabra Hudson; Ulmus sp..
Lomaspilis marginata (Linné, 1758)
Betula sp.; Corylus sp.; Populus sp.; Salix sp..
Ligdia adustata ([Denis & Schiffermiller], 1775)
Euonymus europaeus L..
Semiothisa notata (Linné, 1758)
Alnus sp.; Betula sp.; Salix sp..
418 VALTER RAINERI
Semiothisa alternaria (Hubner, [1809])
Betula sp.; Frangula alnus Miller; Salix sp..
Semiothisa signaria (Hùbner, [1809])
Picea abies (L.) Karsten.
Semiothisa liturata (Clerck, 1759)
Pinus sylvestris L.; Pinus sp..
Semiothisa clathrata (Linnè, 1758)
Medicago sp.; Melilotus sp.; Trifolium sp..
Itame wauarta (Linnè, 1758)
Ribes rubrum .; R. uva-crispa L..
Itame brunneata (Thunberg, 1784)
Betula sp.; Vaccinium myrtillus L.; V. uliginosum L..
Plagodis pulveraria (Linné, 1758)
Betula sp.; Corylus sp.; Lonicera xylosteum L.; Quercus sp.; Rubus idaeus L.; Salix sp.;
Symphoricarpos albus Blake.
Plagodis dolabraria (Linné, 1758)
Betula sp.; Fagus sp.; Quercus sp.; Tilia sp..
Opisthograptis luteolata (Linné, 1758)
Betula sp.; Crataegus sp.; Lonicera sp.; Malus sp.; Prunus spinosa L.; Sorbus sp..
Pseudopanthera macularia (Linné, 1758)
Lamium album L., Mentha sp.; Stachys sylvatica L.; Teucrium sp..
Ennomos alniarius (Linnè, 1758)
Betula sp.; Alnus sp.; Salix sp.; Populus sp.; Tilia sp..
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 419
Selenia dentaria (Fabricius, 1775)
Betula sp.; Crataegus sp.; Prunus spinosa L.; Quercus sp.; Salix sp.; Ulmus sp..
Selenia lunularia (Hibner, 1788)
Quercus sp.; Ulmus sp..
Selenia tetralunaria (Hufnagel, 1767)
Alnus sp.; Quercus sp.; Rosa sp.; Salix sp..
Odontopera bidentata (Clerck, 1759)
Alnus sp.; Betula sp.; Genista sp.; Larix sp.; Lonicera sp.; Picea sp.; Pinus sp.;
Populus sp.; Prunus spinosa L.; Quercus sp.; Rosa sp.; Vaccinium sp..
Ourapteryx sambucaria (Linnè, 1758)
Alnus sp.; Crataegus sp.; Hedera sp.; Ligustrum sp.; Lonicera sp.; Sambucus sp.;
Tilia sp..
Colotois pennaria (Linnè, 1758)
Betula sp.; Crataegus sp.; Prunus spinosa L.; Quercus sp.; Salix sp..
Biston betularia (Linnè, 1758)
Betula sp.; Populus sp.; Prunus spinosa L.; Quercus sp.; Rosa sp.; Rubus idaeus L.;
Salix sp..
Agriopis aurantiaria (Hubner, [1799])
Alnus sp.; Betula sp.; Fagus sp.; Quercus sp.; Salix sp..
Erannis defoliaria (Clerck, 1759)
Si nutre su diversi alberi a foglie decidue tra cui:
Crataegus sp.; Fagus sp.; Prunus sp.; Quercus sp.; Salix sp..
Deileptenia ribeata (Clerck, 1759)
Betula sp.; Picea sp.; Quercus sp.; Salix sp..
420 VALTER RAINERI
Alcis repandatus (Linné, 1758)
Betula sp.; Calluna vulgaris (L.) Hull; Crataegus sp.; Lonicera sp.; Pinus sylvestris L.;
Populus tremula L.; Prunus spinosa L.; Salix sp.; Sambucus nigra L..
Hypomecis roboraria ([Denis & Schiffermiller], 1775)
Betula sp.; Quercus sp.; Salix sp..
Hypomecis punctinalis (Scopoli, 1763)
Betula sp.; Clematis vitalba L.; Quercus sp.; Salix sp..
Paradarisa consonaria (Hubner, [1769])
Betula sp.; Fagus sp.; Quercus sp.; Salix sp..
Cabera pusaria (Linné, 1758)
Alnus sp.; Betula sp.; Salix sp..
Cabera exanthemata (Scopoli, 1763)
Betula sp.; Populus tremula L.; Salix sp..
Lomographa bimaculata (Fabricius, 1775)
Betula sp.; Crataegus sp.; Fagus sp.; Prunus avium L.; P. padus L.; P. spinosa L..
Lomographa temerata ([Denis & Schiffermiiller], 1775)
Betula sp.; Prunus avium L.; P. padus L.; P. spinosa L.; Rhamnus sp.; Rosa sp.; Salix
sp..
Campaea margaritata (Linné, 1767)
Betula sp.; Fagus sp.; Quercus sp.; Salix sp.; Taraxacum sp..
Hylaea fasciaria (Linné, 1758)
Picea sp.; Pinus sp..
Puengeleria capreolaria ({Denis’ & Schiffermuller], 1775)
Abies sp.; Picea sp..
RICERCHE SUI GEOMETRIDI DELLA HOHE RHON 421
Siona lineata (Scopoli, 1763)
Genista sp.; Hypericum sp.; Lamium sp.; Pimpinella sp.; Plantago sp.; Taraxacum sp.;
Thymus sp.; Trifolium sp..
RINGRAZIAMENTI
Un sincero ringraziamento va al Dr. Otakar Kudrna che mi ha invitato in Ger-
mania, al Prof. Emilio Balletto per la lettura critica del testo, alla direttrice del Museo
Dr. Lilia Capocaccia ed alla amministrazione del Comune di Genova che mi hanno
permesso le missioni di studio. Infine desidero ringraziare in modo particolare Antonella
Campi che mi ha aiutato ad elaborare i dati raccolti.
BIBLIOGRAFIA
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422 VALTER RAINERI
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RIASSUNTO
Tra gli anni 1988 e 1991 sono state condotte ricerche sui Geometridi in un parco
della Hohe Rhòn (Germania Centrale) allo scopo di utilizzare tali lepidotteri come
eventuali indicatori ecologici. Dallo studio dell’ambiente e dall’elaborazione dei dati
raccolti emerge che effettivamente questa famiglia di eteroceri potrebbe essere uti-
lizzata proficuamente per studiare l’ambiente e le sue variazioni.
SUMMARY
Starting from 1988 to 1991 the author collected in Hohe Rhén (central Germany)
four times in three different biotopes: Rotes Moor, Steinschlag-Wiesen and
Thurmleinwiese with the aim to study interactions between Geometridae and their
environment.
The samples of this group of moths made during the researches clearly demonstrate
that this family of Heterocera is a good ecological indicator.
423
GIULIO MANILLA (*)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA
"MINERVA" (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE
MALLOFAGI ED ACARI PARASSITI
LUNGO LE COSTE DELLA SARDEGNA
PREMESSA - Ricercatori direttamente impegnati nelle campagne
naturalistiche promosse dal prof. Baccio Baccetti nelle isole circumsarde
ed altri che da tempo collaborano in Sardegna con il Dipartimento
di Scienze Ambientali dell'Universita di L'Aquila mi hanno inviato,
nel corso di diversi anni, numerosi esemplari di fauna ectoparassita
raccolti su ospiti o rinvenuti liberi sulla coperutra vegetale, sotto pietre
o, comunque, sul substrato.
Fra quelli provenienti dalle isole parasarde e/o dalle zone costiere
delle maggiore isola tirrenica ho avuto occasione di osservare esemplari
di Acari Parasitiformes della superfamiglia Ixodoidea (su uomini, uc-
celli o su vari substrati), Acari Sarcoptiformes e Mallophaga (su uccel-
li).
Per i primi la determinazione di specie non ha richiesto consu-
lenze; per gli altri essa è stata confortata dalle autorevoli collabora-
zioni del prof. Gaud, del Laboratorio di Parassitologia della facoltà
di Medicina dell'Università di Nizza (Acari plumicoli) e della prof.sa
Martin-Mateo del Museo di Scienze Naturali di Madrid (Mallofagi).
Nell'elenco che segue si riferisce anzitutto sulle specie di Mallofagi
(Amblycera ed Ischnocera); quindi sugli Acari plumicoli (Sarcoptiformes)
e su quelli metastigmata (Argasidae e Ixodidae), distinte per famiglie.
Per ogni specie vengono indicati, oltre le località e le date di raccolta,
gli ospiti su cui esse sono state trovate, fatta eccezione per gli Acari
metastigmata (zecche), che, ove non diversamente precisato, sono stati
rinvenuti vagliando il terriccio oppure falciando o retinando la coper-
tura vegetale.
(*) Dipartimento di Scienze Ambientali, Università di L'Aquila
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
424 GIULIO MANILLA
Si riportano, inoltre, notizie sulle altre, eventuali segnalazioni in
Italia delle singole specie (le province delle località sono indicate in
parentesi con le rispettive targhe automobilistiche) e sulla loro distri-
buzione geografica, fatta eccezione per quelle dei Sarcoptiformes, ri-
sultando insufficienti a definirne una pur vaga geonemia i lavori fin qui
condotti dai pochi Ricercatori che su esse hanno svolto indagini. Per
gli Acari metastigmata, invece, si riferisce anche sui principali ruoli
patogeni per ciascuno di essi finora accertati e, per le specie osservate
per la prima volta in Italia, sui caratteri diagnostici differenziali con
quelle ad esse più vicine.
MALLOPHAGA
MENOPONIDAE
1. Austromenopon echinatum Edwards, 1960.
Materiale esaminato: 8 9 2 su Puffinus diomedea (Scopoli), scogli di Bosa (NU),
14-III-1972 (leg. Demartis).
Distribuzione: risulta finora presente sulle coste atlantiche euro-
americane (PRICE e CLay, 1972).
Note: prima segnalazione per l'Italia della specie, che ha il suo
ospite-tipo nella berta maggiore (MARTIN-MATEO e MANILLA, 1993).
2. Austromenopon transversum (Denny, 1842).
Materiale esaminato: 10 22,8 66 su Larus ridibundus L., stagno di Santa Gilla
(OR), 19-II-1970 (leg. Demartis); stagno di Pilo (SS), 14-I-1985 (leg. Delitala).
Distribuzione: è stata segnalata lungo le rotte migratorie degli ospiti
nelle Regioni Neartica, Paleartica ed Oceanica (SPENCER, 1957; EVELEIGH
e AMANO, 1977; PILGRIM e PALMA, 1982; ZLOTORZYCKA e MODRZEJEWSKA,
1988; GREEN e PALMA, 1991).
Note: la specie è già stata segnalata in Italia da SIMONETTA (1882)
come Menopon ridibundum a Villalunga (PV) e da MARTIN-MATEO e
MANILLA (1988) presso Sassari: sempre su Larus ridibundus. Oltre che
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 425
al gabbiano comune, la specie è associata a diversi altri Laridi.
3. Kurodaia subpachygaster (Piaget, 1880)
Materiale esaminato: 6 22,16 su Tyto a. alba (Scopoli), Tramariglio (SS), 10-
XI-1984 (leg. Delitala).
Distribuzione: probabilmente oloartica, é stata osservata in diversi
Paesi d'Europa e del Nord America.
Note: finora segnalata in Italia da ZAVATTARI (1931) come
Colpocephalum subpachygaster su Glaucidium p. passerinum nel Trentino
e da MArTIN-MaTEO e MANILLA (1988, 1993) su Tyto alba (ospite-tipo)
a Campidano (OR). Ovunque risulta associata ad uccelli strigiformi.
4. Meromenopon meropis Clay e Meinertzhagen, 1941.
Materiale esaminato: 1 ninfa su Merops apzaster (L.), isola Piana di Alghero, 20-
VII.1986 (leg. Delitala).
Distribuzione: su varie specie di Merops. PRICE ed EMERSON (1977)
hanno osservato la specie in diversi Paesi d'Europa, d'Africa (dall'Egit-
to al Mozambico), della regione Orientale (India, Laos, Tailandia,
Filippine) e in Australia, sicché può ritenersi subcosmopolita.
Note: è fra le prime segnalazioni di specie in Italia, dopo quelle
di MARTIN-MATEO e MANILLA (1993) sullo stesso ospite a Quartu S.
Elena (CA) e a Montecristo (LI).
5. Myrsidea cornicis (De Geer, 1778).
Materiale esaminato: 4 22,4 6 d su Corvus corone cornix L., stagno di Benas
di Riola (OR), 4-XI-1977 (leg. Demartis).
Distribuzione: probabilmente oloartica, la specie ha il proprio areale
che coincide con quello occupato da corvidi del genere Corvus in Europa
e Nord America.
Note: in Italia la specie è stata segnalata, sempre sulla cornacchia
grigia che ne è l'ospite abituale da SIMONETTA (1882) come Menopon
mesoleucum in provincia di Pavia, da Conci (1940) come Myrszdea
subaequalis a Folgaria (TN) e da MANILLA e CICOLANI (1983) a
Capestrano (AQ) e Gissi (CH).
426 GIULIO MANILLA
6. Neocolpocephalum gypsi Eichler e Zlotorzycka, 1971.
Materiale esaminato: 3 22,9 66 su Gyps f fulvus (Hablizl), Isola Foradada
(SS), 14-VIII-1986 (leg. Delitala); Capo Marrargiu di Bosa (NU), 16-VIII-1986 (leg.
Delitala).
Distribuzione: Europa.
Note: prima segnalazione di specie per l'Italia.
7. Pseudomenopon concretum (Piaget, 1880).
Materiale esaminato: 4 22,3 $6 su Porphyrio p. porphyrio (L.). Is. Foradada
(SS), 5-XII-1968; Arborea (OR), 8-XII-1970; Bellarosa minore di Quartu S. Elena
(CA), 20-XII-1980 (leg. Demartis).
Distribuzione: con l'introduzione passiva del pollo sultano, cui è
strettamente associata, la specie risulta discontinuamente presente un
po' ovunque, fino alla Tasmania (GREEN e PALMA, 1991), sicché può
considerarsi cosmopolita per diffusione antropica indiretta (MARTIN-
MATEO e MANILLA, 1988)
8. Pseudomenopon pilosum (Scopoli, 1763)
Materiale esaminato: 18 292,10 66 su Fulica a. atra L., Quartu S. Elena (CA),
2-XI-1971, 24-1-1975; 7 22,1 3 su Gallinula c. chloropus (L.), Elmas (CA), 21-I-
1978 (leg. Demartis).
Distribuzione: attraverso le varie specie di folaghe, cui è associata,
è stata diffusa in gran parte del Nord America, d'Europa e, attraverso
le coste orientali africane, fino alla Tasmania e alla Nuova Zelanda
(MARTIN-MATEO e? a/., 1980; PILGRIM, et al., 1982; THRELFALL e WHEELER,
1986; GREEN e PALMA, 1991).
Note: precedentemente segnalata in Italia da SIMONETTA (1881)
come Menopon tridens su Gallinula chloropus a Pavia; da MANILLA e
CICOLANI (1983) sullo stesso ospite presso L'Aquila e da MANILLA
(1986 b) su Fulica atra a S. Raniero (AQ).
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 427
LAEMOBOTHRIIDAE
9. Laemobothrium atrum (Nitzsch, 1818).
Materiale esaminato: 1 juv. su Fulica a. atra L., stagno (o saline) di Santa Gilla
(CA), 20-II-1982 (leg. Demartis).
Distribuzione: è presente nella regione Paleartica meridionale:
dall'India settentrionale al Marocco (CLAY e HOPKINS, 1960).
Note: prima segnalazione di specie in Italia.
10. Laemobothrion maximum (Scopoli, 1763)
Materiale esaminato: 3 22 1 6 su Buteo b. arrigoni Picchi, Porto Rotondo (SS),
6-X-1985; Platamona (SS), 16-I-1986 (leg. Delitala).
Distribuzione: è specie cosmopolita, diffusa dai Falconiformi
migratori in tutte le regioni biogeografiche (CLay, 1976).
Note: in Italia la specie è stata finora segnalata su Haliaeetus
albicilla (L.) e su Milvus m. migrans (Bodd.) da SIMONETTA, (1882)
come Laemobothrion giganteum in provincia di Pavia nonché su Buteo
b. buteo (L.) in Sardegna, sia in provincia di Cagliari (Mocci DE
Martis, e DE MIRANDA, 1978) che in provincia di Sassari (MARTIN
MATEO e MANILLA, 1988).
RICINIDAE
11. Ricinus elongatus (Olfers 1816).
Materiale esaminato: 1 2 su Iurdus 72. merula L., isola Cannoneris (CA), 4-XII-
1981 (leg. Demartis).
Distribuzione: è specie Oloartica con un areale paragonabile a quello
occupato da specie Turdidae e Bombycillidae dell'Europa e del Nord
America (CLAY, e HopKINS, 1960; NELSON, 1972; MARITN MATEO, 1977;
MEHL, 1981; ZLOTORZYCKA, e MODRZEJEWSKA, 1988).
Note: precedentemente segnalata in Italia da MANILLA e CICOLANI
(1983) sullo stesso ospite a S. Omero (TE).
428 GIULIO MANILLA
PHILOPTERIDAE
12. Bruelia apiastri (Denny, 1842).
Materiale esaminato: 1 2 su Merops apzaster (L.), Is. Il Catalano (OR), 12-V-
1984 (leg. Demartis).
Distribuzione: è specie Mediterranea, diffusa in tutti i Paesi del-
l'Europa meridionale (MARTIN MaTEO e GALLEGO, 1977).
Note: la specie, che ha nel gruccione il suo ospite-tipo, è stata
segnalata in Italia anche da PICAGLIA (1884) e BERLESE (1895) come
Nirmus apiastri, rispettivamente a Modena e a Firenze nonché da
CONCI (1941) come Meropsiella apiastria Genova ed Alessandria: sempre
sull'ospite tipo.
13. Campanulotes bidentatus compar (Burmeister, 1838)
Materiale esaminato: 5 92 1 d su Columba livia livia Gmelin, Platamona Lido
(SS), 13-II-1987, 17-IX-1988 (leg. Delitala).
Distribuziene: attraverso la domesticazione del piccione, cui è
associata, la specie è divenuta cosmopolita. WARD e DOWNEY (1973) ne
hanno segnalato la presenza anche nell'atollo di Midway, nell'oceano
Pacifico.
Note: la specie (come Goniocotes compar o G. bidentatus) è stata
dapprima segnalata in Italia da PICAGLIA (1885) (località imprecisata)
e, rispettivamente, da Conci (1940) a Rovereto (TN). Sono quindi
seguite le segnalazioni di MANILLA e CICOLANI (1983) e di MARTIN-
MatEO e MANILLA (1988) in diverse località della provincia di L'Aquila.
14. Columbicola columbae (L., 1758)
Materiale esaminato: 6 92 6 66 su Columba llivia Gmelin, Platamona Lido
(SS), 13-II-1987, 17-IX-1988 (leg. Delitala).
Distribuzione: anche questa è specie cosmopolita, diffusa ovunque
dai Columbidi, cui è associata.
Note: SIMONETTA (1882) e PICAGLIA (1885) furono i primi a segna-
lare in Italia la specie come Lipeurus bacillus a Pavia e rispettivamente
a Modena. Sono seguite le segnalazioni di ConcI (1940) a Rovereto
(TN), di MANILLA e CICOLANI (1983) e di MANILLA (1986) in diverse
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 429
località della provincia di L'Aquila.
In Sardegna era già stata osservata da MARTIN-MATEO e MANILLA
(1988), in provincia di Sassari: sempre su Columba livia.
15. Craspedorrhynchus platystomus (Burmeister, 1838)
Materiale esaminato: 6 22,2 66 su Buteo b. arrigoni Picchi, Porto Rotondo
(SS), 6-III-1985 (leg. Delitala).
Distribuzione: è specie oloartica, ampiamente distribuita sia nel
continente europeo sia in quello americano (TENDEIRO 1954 MARTIN-
MATEO e ANDUJAR, 1983; GALLEGO ef gl, 1987; ZLOTORZYCKA e
MODRZEJEWSKA, 1988).
Note: in Italia la specie, che ha nella poiana il proprio ospite abituale,
è stata finora segnalata in alcune regioni: in Lombardia (come
Docophorus platystomus) da SIMONETTA (1882), nel Trentino da ZAVATTARI
(1931), in Sardegna (Mocci DEMARTIS e DE MIRANDA, 1978), in Abruz-
zo e in Calabria (MARTIN-MATEO e MANILLA, 1993). Sebbene abbia
come ospiti abituali le diverse specie di poiana, C. platystomus si rinviene
su diversi altri Falconiformi, sorpattutto dei generi Aguzla, Circaetus,
Milvus e Pernis.
16. Degeeriella fulva (Giebel, 1874)
Materiale esaminato: 2 22,3 6 gd su Buteo b. arrigoni Picchi, Isola Rossa (SS),
21-1II-1984 (leg. Delitala).
Distribuzione: nella sua revisione delle Degeeriella dei Falconiformi,
Cray (1958) ha potuto controllare la presenza di questa specie per
Germania, Cecoslovacchia, Kurdistan, Nepal, India, Israele, Sud Afri-
ca, Uganda, Sudan, Marocco, Portogallo, Canarie, sicché essa può
ritenersi Paleartico-etiopica.
La segnalazione di specie in Canada su Buteo jamaicensis e B.
lagopus (SPENCER, 1957) è da riferire probabilmente a Degeerzella rufa. .
Note: precedentemente la specie è stata segnalata in Italia, sem-
pre su Buteo buteo nelle province di Oristano (Mocci DEMARTIS e DE
MIRANDA, 1978), di L'Aquila e Chieti (MANILLA e CICOLANI, 1983;
MANILLA, 1986 b), di Sassari e di Cosenza (MARTIN-MATEO e MANILLA,
1988, 1995).
430 GIULIO MANILLA
17. Degeeriella nisus vagans (Giebel, 1874)
Materiale esaminato: 3 £ £, 1 46 su Accipiter g. gentilis (L.), Porto Torres (SS),
15-I-1989 (leg. Delitala).
Distribuzione: è specie Oloartica, osservata da CLAY (1958) so-
prattutto su astori in Cecoslovacchia, Germania, Svizzera, Canada e
Stati Uniti d'America.
Note: prima segnalazione in Italia.
18. Degeeriella rufa (Burmeister, 1838)
Materiale esaminato: 4 22 su Falco ¢. tinnunculus L., Stintino (SS), 11-I-1987
(leg. Delitala).
Distribuzione: fra le specie di Degeeriella è certamente la più diffusa;
risulta infatti cosmopolita e segnalata in Europa (dalla Finlandia alla
Spagna), in Africa (dall'Egitto all'Uganda), in Nuova Zelanda, Israele,
Giordania, Afganistan, India, in Australia e nelle due Americhe (CLAY,
1958; PILGRIM e PALMA, 1982; GREEN e PALMA, 1991).
Note: sul gheppio o altri Falconiformi, la specie in Italia è stata
segnalata in Lombardia, Veneto, Trentino, Liguria e Abruzzo (SIMONETTA,
1882; BERLESE, 1895; ZAVATTARI, 1931; CONCI, 1940; MARTIN-MATEO e
MANILLA, 1993).
19. Docophorulus merulae (Denni, 1842).
Materiale esaminato: 1 ® su Turdus m. merula L., Capocaccia di Tramariglio
(SS), 23-IV-1988 (leg. Delitala).
Distribuzione: è specie Oloartica, nota in Europa e Nord-America
(ZLOTORZYCKA e LUCINSKA, 1976).
Note: precendemente segnalata in italia solo in Abruzzo (come
Philopterus merulae) nei pressi di L'Aquila (MANILLA e CICOLANI, 1993).
20. Falcolipeurus perspicillatus (Nitzsch, 1861)
Materiale esaminato: 2 22,6 Sd su Gyps f fulvus (Hablizl), Is. Maddalena
(SS), 14-IX-1988 (leg. Delitala).
Distribuzione: è finora nota solo in alcuni Paesi d'Europa (Polonia,
Germania, Francia, Spagna).
Note: seconda segnalazione di specie per l'Italia, dopo quella di
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 431
MANILLA ez al. (1989) che ne rinvennero esemplari sullo stesso ospite
presso Alghero (SS).
21. Fulicoffula lurida (Nitzsch, 1818)
Materiale esaminato: 9 22,2 66 su Fulica a.atra L., stagno (o saline) di Santa
Gilla (CA), 25-III-1982 (leg. Demartis.).
Distribuzione: come Pseudomenopon pilosum è specie
subcosmopolita; risulta infatti diffusa, attraverso varie specie di folaghe
in Nord America (Canada), in alcuni Paesi d'Europa (Spagna, Inghil-
terra, Francia, Germania, Polonia), del Nord Africa (Marocco) e del
medio Oriente (Israele), in India e fino alla Nuova Zelanda (CLAY e
HOPKINS, 1950; WHITEHEAD, 1954; PIGRIM e PALMA, 1982; ZLOTORZYCKA
e MODRZEJEWSKA, 1988).
Note: la sola segnalazione di specie in Italia (come Tvinoton luridum)
risale a SIMONETTA (1882) che ne rinvenne un esemplare femmina su
Fulica atra presso Cagliari.
22. Halipeurus abnormis (Piaget, 1885)
Materiale esaminato: 3 22,1 36 5 ninfe su Procellaria diomedea Scopoli, scogli
di Bosa (NU), 14-III-1972 (leg. Demartis.); grotta di Nettuno (SS), 13.IX.1988 (leg.
Delitala).
Distribuzione: della specie si hanno segnalazioni molto sporadiche,
che non consentono di tracciarne un pur vago areale.
Note: prima segnalazione di specie per l'Italia.
23. Incidifrons fulicae (L., 1758)
Materiale esaminato: 6 22,5 $66 su Fulica a.atra L., Bellarosa minore di
Quartu S. Elena (CA), 18-V-1979 (leg. Demartis.).
Distribuzione: come le altre associate alle folaghe, anche questa
specie è subcosmopolita e diffusa in Nord America, in diversi Paesi
d'Europa (dalla Gran Bretagna alla Grecia), del Nord Africa e fino alla
Tasmania e Nuova Zelanda (CLAY e Hopkins, 1950; WHITEHEAD, 1954;
PILGRIM e PALMA, 1982; GREEN e PALMA, 1991).
Note: precedentemente segnalata in Italia solo in Abruzzo (MANILLA,
1986. b).
432 GIULIO MANILLA
24. Koeniginirmus punctatus (Burmeister, 1838).
Materiale esaminato: 4 9 2,1 su Larus ridibundus L., stagno di Casaraccio (SS),
14-I-1985 (leg. Delitala); 222 su Larus argentatus michahellis Naumann: Bellarosa
maggiore (CA), 13-I-1979 (leg. Demartis).
Distribuzione: è specie Euro-sibirica; il suo areale, secondo
ZLOTORZYCKA e MODRZEJEWSKA (1988), si identifica con quello di Larus
ridibundus, comprendente l'Europa centro-orientale, la Gran Bretagna,
l'Islanda, le coste scandinave meridionali, la Russia, la Siberia e la
Mongolia.
Note: seconda segnalazione di specie per l'Italia dopo quella di
MARTIN-MATEO e MANILLA (1988), che ne hanno rinvenuto esemplari
sul gabbiano comune in provincia di Sassari.
25. Meropoecus meropis (Denny, 1842).
Materiale esaminato: 9 22,3 Sg su Merops apiaster L., Quartu S. Elena (CA),
6-IX-1983 (leg. Demartis); Is. Il Catalano (OR) 12-V-1984 (leg. Demartis); Is. Piana
di Alghero (SS), 20-VII-1986 (leg. Delilata).
Distribuzione: W-Mediterranea; risulta presente nell'Europa meri-
dionale lungo i litorali mediterranei di Corsica, Nord Africa e Spagna
(MARTIN MATEO e GALLEGO, 1977).
Note: in Italia la specie era stata segnalata da Conci (1941) in
Piemonte e in Liguria e da MARTIN-MATEO e MANILLA (1993) anche nel
Lazio: sempre sul gruccione, che è l'ospite-tipo.
26. Pectinopygus bassani (Fabricius, 1780).
Materiale esaminato: 2 22,1 6 su Sula b. bassana L., Is. Piana dell'Asinara
(SS), 5-III-1984 (leg. Delitala).
Distribuzione: la specie è stata segnalata sempre nei luoghi di
nidificazione delle varie specie di Sula, cui è strettamente associata ed
è pertanto diffusa lungo le zone costiere in ogni parte del mondo.
Note: prima segnalazione di specie per l'Italia.
27. Pectinopygus gyricornis (Denny, 1842).
Materiale esaminato: 8 22,7 66 su Phalacrocorax carbo sinensis (Blumenbach),
stagno (o saline) di Santa Gilla (CA), 26-III-1982 (leg. Demartis).
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 400
Distribuzione: per essere associata a varie specie di marangoni,
la specie è subcosmopolita, ampiamente diffusa dall'Europa alla Nuova
Zelanda.
Note: prima segnalazione in Italia.
28. Pectinopygus kosswigi (Timmermann, 1964).
Materiale esaminato: 2 22, su Puffinus p. yelkouan (Acerbi), Is. Tavolara (SS),
26-VII-1986 (leg. Delitala).
Distribuzione: sconosciuta.
Note: prima segnalazione di specie per l'Italia (Zlotorzycka det.).
29. Rallicola cuspidatus (Scopoli, 1763).
Materiale esaminato: 2 9 £, su Rallus a. aquaticus L., stagno di Pilo (SS), 15-
X-1984 (leg. Delitala).
Distribuzione: è stata finora segnalata in diversi Paesi d'Europa,
in nord America e anche in Nuova Zelanda.
Note: in Italia la specie è stata rinvenuta sia sul porciglione a
Pavia (SIMONETTA, 1882) e Porto Torres (SS) (MARTIN-MATEO e MANILLA,
1988) che su Fulica a.atra L. a Rovereto (TN) (Conci, 1940) e a S.
Omero (TE) (MANILLA e CICOLANI, 1983).
30. Rallicola fulicae (Denny, 1842).
Materiale esaminato: 7 £ 9,5 66 su Fulica a.atra, Bellarosa minore di Quartu
S. Elena (CA), 25-III-1982 (leg. Demartis).
Distribuzione: come quella di Rallicola cuspidatus.
Note: prima segnalazione per l'Italia.
31. Saemundossonia lari (O. Fabricius, 1780).
Materiale esaminato: 2 22,1 6 su Larus ridibundus, L., stagno di Casaraccio
(SS), 14-I-1985 (leg. Delitala); 19,1 dg su Larus argentatus michahellis, Naumann:
Bellarosa maggiore (CA), 13-I-1979 (leg. Demartis).
Distribuzione: per essere associata a molte specie di Laridi e Sulidi,
anche questa specie risulta cosmopolita; è stata segnalata dal Canada
all'Islanda e dalle Isole Britanniche e coste del Mar Baltico fino alla
434 GIULIO MANILLA
Tasmania, alla Nuova Zelanda e nell'atollo di Midway, nell'Oceano
Pacifico (SPENCER, 1957; WARD e DOWNEY, 1973; EVELEIGH e AMANO,
1977; FITZPATRICK e THERFALL, 1977; HAARLOV, 1977; MARTIN-MATEO
et al., 1980; MEHL et al., 1982; PILGRIM e PALMA, 1982; ZLOTORZYCKA
e MODRZEJEWSKA, 1988; GREEN e PALMA, 1991).
Note: in Italia la specie è stata segnalata da SIMONETTA (1882)
PICAGLIA (1885) e BERLESE (1895) come Docophorus lari.
32. Saemundssonia peusi (Eichler, 1949).
Materiale esaminato: 1 6 su Procellaria d. diomedea Scopoli, Grotta di Nettuno
(SS), 13-IX-1988 (leg. Delitala).
Distribuzione: è specie poco nota, con un areale ancora incerto
(MARTIN-MaTEO, 1977). Oltre che in Europa è stata rinvenuta in Ca-
nada su Puffinus gravis (BERGEOIS e THRELFALL, 1979).
Note: prima segnalazione di specie in Italia.
33. Tytoniella rostrata (Burmeister, 1838).
Materiale esaminato: 6 22,2 $66 su Tyto a.alba, (Scopoli), Tramariglio (SS),
10-XI-1984 (Delitala leg.).
Distribuzione: è presente in Europa, in Nord America e in Sud
Africa (TENDEIRO, 1955; ZLOTORZYCKA e MODRZEJEWSKA, 1988).
Note: inizialmente in Italia la specie è stata segnalata (come
Docophorus rostratus) su Asio f. flammeus (Pontoppidan) a Modena
(PICAGLIA, 1885) Venezia e Firenze (BERLESE, 1884); quindi su Tyo
a.alba (ospite-tipo) a Torino (CONCI, 1940) e a Sassari (MARTIN-MATEO
e MANILLA, 1988).
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 435
ACARI PLUMICOLI
ANALGIDAE
1. Analges bidentatus Giebel, 1871.
Materiale esaminato: 2 9 9, su Prunella m.modularis (L.), Is. s. Pietro (CA), 4-
XI-1970 (leg. Demartis).
Note: prima segnalazione di specie in Italia.
2. Analges spiniger Giebel, 1871.
Materiale esaminato: 3 ninfe, 4 6 gd su Sylvia s.sarda Temminck Is. Rossa (SS),
7-V-1985 (leg. Delitala); 4 22 su Sylvia atricapilla paulucci Arrigoni, stagno di S.
Giusta (OR), 23-I-1987 (leg. Demartis); 16 su Cettza c.cettii (Temminck), stagno (0
saline) di santa Gilla (CA), 8-V-1988 (leg. Demartis).
Note: la sola segnalazione precedente per l'Italia è di MANI e
ZULLO (1991) a Montecristo (LI) su Sylvia m. melanocephala (Gmelin).
3. Megniniella obesa Gaud, 1958.
Materiale esaminato: 2 £ 2 su Porphyrio p. porphyrio (L.), stagno di Cabras (OR),
20-III-1981 (leg. Demartis).
Note: prima segnalazione per l'Italia.
AVENZOARIIDAE
4. Bychovskiata subcharadrii Dubinin, 1951.
Materiale esaminato: 1 9 su Haematopus o.ostralegus L., Is. S. Pietro (CA), 7-
V-1982 (leg. Demartis).
Note: prima segnalazione in Italia.
436 GIULIO MANILLA
PROCTOPHYLLODIDAE
5. Brephosceles haematopi Hull, 1934.
Materiale esaminato: 1 4 su Haematopus o.ostralegus L., Is. S. Pietro (CA), 7-V-
1982 (leg. Demartis).
Note: prima segnalazione per l'Italia della specie, descritta in
Australia con esemplari raccolti su Haematopus ostralegus longirostris
(PETERSON, 1971).
6. Joubertophyllodes modularis Berlese, 1894.
Materiale esaminato: 2 22 su PruneHa m. modularis L., Is. S. Pietro (CA), 4-
XI-1970 (leg. Demartis).
Note: BERLESE (1894, LXXV) descrisse la specie (come Alloptes
modularis) con esemplari rinvenuti a Portici (NA) sullo stesso ospite.
MANI e ZULLO (1991) ne hanno segnalato la presenza a Montecristo (LI)
anche se Acrocephalus arundinaceus (L.) e su Sylvia b. borin (Boddaert).
7. Monojoubertia microphylla (Robin, 1877).
Materiale esaminato: 3 9 £ su Fringilla c. coelebes L., Is. S. Antioco (CA), 7-
III-1982 (leg. Demartis).
Note: la specie è stata segnalata in Italia sullo stesso ospite da
BERLESE (1884, XVI) in Campania e in Toscana; da CANESTRINI (1886)
nel Veneto e nel Trentino; da MANI e ZULLO (1991) a Montecristo (LI).
8. Montesauria bilobata (Robin, 1868).
Materiale esaminato: 1 2 1 6 su Lullula a.arborea (L.), Is. S. Pietro (CA), 3-
XI-1980 (leg. Demartis).
Note: in Italia la specie è stata rinvenuta anche su Alauda a.arvensis
L. presso Firenze (BERLESE 1886, XXVII) e presso Cagliari (MAN. e?
al., 1994).
9. Proctophyllodes arcticus Dubinin, 1952.
Materiale esaminato: 3 22 1 6 su Anthus c.campestris (L.), stagno di S. Giusta
(OR), 30-VIII-1970 (leg. Demartis).
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 4DII
Note: la specie, descritta con esemplari rinvenuti su Antbus cervinus
(Pallas) in Islanda, viene segnalata per la prima volta in Italia.
10. Proctophyllodes hipposideros Gaud, 1953.
Materiale esaminato: 2 9 £ 3 6 6 su Monticola s.solitarius (L.), Marina di Sarroch
(CA), 5-III-1980 (leg. Demartis).
Note: seconda segnalazione di specie in Italia dopo quella di
MANI e ZuLLo (1991) a Montecristo (LI).
11. Proctophyllodes miliariae Gaud, 1957.
Materiale esaminato: 3 22 2 6é su Emberiza c.calandra (L.), stagno di S.
Giusta (OR), 1-IV-1982 (leg. Demartis).
Note: anche questa segnalazione in Italia segue solo quella fatta
sullo stesso ospite da MANI e ZuLLo (1991) a Montecristo (LI).
PSOROPTOIDIDAE
12. Temnalges mesalgoides Gaud & Atyeo, 1967
Materiale esaminato: 1 ninfa, 1 6 su Porphyrio p.porphyrio (L.), stagno di Cabras
(OR), 20-III-1981 (leg. Demartis).
Note: prima segnalazione di specie per l'Italia.
TROUESSARTIIDAE
13. Trouessartia inexpectata Gaud, 1957.
Materiale esaminato: 2 2 2 su Sylvia m.melanocephala (Gmelin), stagno di Cabras
(OR), 19-IV-1979 (leg. Demartis).
Note: in Italia la specie è stata segnalata a Montecristo (LI) sullo
stesso ospite, su Sylvia c.cantillans (Pallas) e su Phylloscopus c.collybita
(Vieillot) (MANI e ZULLO, 1991).
438 GIULIO MANILLA
PTILOXENIDAE
14. Sokoloviana rehebergi Canestrini e Fanzago, 1881.
Materiale esaminato: 2 22 4 6 su Haematopus o.ostralegus L., Is. S. Pietro
(CA), 7-V-1982 (leg. Demartis).
Note: la specie fu descritta dagli Acarologi italiani (come Prerolichus
rehebergt) con qualche esemplare rinvenuto su Pluvialis dominica
(Muller) della Bolivia. CANESTRINI (1884) aggiunse che essa "vive
sull'Haematopus ostralegus", senza precisare se ne avesse osservato
altri esemplari anche in Italia, sicché è probabile che anche questa
segnalazione sia nuova per il nostro Paese.
ACARI METASTIGMATA
ARGASIDAE
1. Ornithodoros maritimus Vermeil e Marguet, 1967.
Materiale esaminato: 5 22 4 dé 2 ninfe, Is. dei Poveri (SS), 11-IV-1986 (leg.
Argano, Cobolli, Poggi); 3 ®® 1 6, Is. Il Catalano (OR), 3-VIII-1986 (leg. Mei,
Poggi); 9 22 1 dg, 1 ninfa, Is. Il Catalano, 28-VI-1987 (leg. Poggi); 1 ninfa, Is.
Spalmatore (SS), 2-VII-1987 (leg. Poggi); 2 22 2 ninfe, Is. Vacca (CA) 26-VI-1987
(leg. Cottarelli, Poggi); 11 92 7 36, Is. Vacca, 10-V-1988 (leg. Gregori, Osella); 21
22 13 Sd 14 ninfe, Is. Vacca, 10-VI-1989 (leg. Osella). Tutti gli esemplari sono stati
rinvenuti sotto pietre.
Distribuzione: la zecca è stata finora rinvenuta in piccole isole
lungo le coste d'Irlanda (isole Saltee e del gruppo Blasket), del Galles
(isola Puffin), della Normandia (I. le Chausey e St. Marcouf), della
Bretagna (I. le Brilimeg, Dumet, Geotek, Kastel Bras, Meaban, Penn-
fut), della Francia meridionale (I.le Porquerolles, Port Cross, Riou),
della Corsica (I.le Bruzzi, Cerbicales, Lavezzi, Sanguinaires), della
Tunisia (I. le Aegymures, Chikli, Zembra) e del Marocco (Ila Kalah
Iris della costa mediterranea e i.la d'Essaouira della costa atlantica (VERMEIL
e MARGUET, 1967; GILOT e BEAUCOURNU, 1973; HOOGSTRAAL e? al., 1976;
BAILLY-CHOUMARA e PEREZ, 1978; GUIGUEN, 1982; GUIGUEN et al., 1986).
Essa sembra avere, dunque, una distribuzione Mediterraneo-at-
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 439
lantica, a meno che non trovi conferma l'ipotesi di HOOGSTRAAL (1985),
secondo la quale anche le segnalazioni relative a Ornithodors capensis
su alcuni Lariformi e Pelecaniformi in diverse isole del lago di Aral e
della penisola di Tarkhankut nel Mar Nero (FiLipPOVA, 1966) debbono
essere attribuite a O. maritimus.
Per l'Italia queste sono le prime segnalazioni della specie, che è
stata successivamente rinvenuta anche nell'isola di Pianosa (Is. Tremiti)
(MANILLA, ined.).
Note: è specie monotropa e policinetica, associata in tutti i suoi
stadi ad uccelli marini, fra cui sono state finora segnalate specie di
Egretta (E.g. garzetta L.), Phalacrocorax (Ph.a. aristotelis L.), Alca (A.
torda islandica Brehm), Larus (L.a. argentatus Pontoppidan, L. argentatus
michabellis Naumann), Rissa (R. tridactyla L.), Sterna (S. d. dougalli
Montague, S.h. hirundo L., S.s. sandivicensis Latham), Uria (U.a. aalge
albionis Witherby).
Gli esemplari osservati sia nelle isole parasarde che nell'isola Pianosa
(leg. Bologna, Zuppa) sono stati raccolti sotto pietre, presso i luoghi
di nidificazione di "gabbiani".
Dalla zecca sono stati finora isolati due virus: a) il virus Soldado,
da esemplari rinvenuti presso nidi di Larus a. argentatus nell'isola di
Puffin prima (CONVERSE ez a/., 1976) e poi anche di altri gabbiani, sia
in Francia che in Marocco (CHASTEL e? al., 1979, 1981); b) il virus
Meaban, da esemplari in nidi di Larus a.argentatus sia nella omonima
isola del golfo di Morbidan che nell'isola di Penn-fret (CHASTEL e¢ al,
985):
Non è ancora chiaro se le imponenti morìe che spesso vengono
osservate fra gli implumi degli uccelli marini nei loro luoghi di
nidificazione, così come rilevata anche nell'isola Vacca da Gregori e
Osella, siano da attribuire al potere patogeno dei suddetti virus o
all'abbandono dei nidi da parte degli uccelli adulti più pesantemente
infestati.
Sistematica: O. maritimus è fra le Argasidae della sottofamiglia
Ornithodorinae incluse, con altre 8, fra quelle del gruppo coniceps-
capensis del sottogenere Alectorobius, i cui rappresentanti adulti si
differenziano da quelli del sottogenere Pavloveskyella per avere il
camerostoma compreso fra rilievi ("guance") reniformi ed essere privi
sia di solchi dorso-ventrali che di protuberanze dorsali subapicali dei
440 GIULIO MANILLA
tarsi. La sola specie di tale gruppo nota in Italia prima dei rinvenimenti
nelle isole parasarde era O. coniceps, descritta da CANESTRINI nel 1890
con esemplari rinvenuti negli interstizi dei mosaici della Basilica di S.
Marco a Venezia e quindi raccolta sia negli stessi luoghi dei prini
rinvenimenti o altre località del Veneto sia su "piccioni" o in ambienti
da essi colonizzati in Lombardia, Romagna, Lazio, Abruzzo, Puglia e
nell'isola Lampione (AG), ai confini con la Tunisia (STARKOFF, 1958 b;
HoocsTRAAL et al, 1979; MANILLA, 1984 1985; CANESTRI-TROTTI e
CORRADINI, 1986; SOBRERO e MANILLA, 1988; MANILLA, 1990b).
I principali caratteri differenziali sia tra le forme adulte che tra
le ninfe delle due specie (Fig. 1) sono:
- margini laterali paralleli o subparalleli, che trapassa-
no gradualmente in quelli convergenti anteriori sen-
za soluzioni di continuità; linea postero-mediana
dorsale dei dischi lunga, separata da 1-2 mammillae
RAI ARE I STE Sc O. coniceps (Fig. 1A)
= margini laterali paralleli o subparalleli interrotti da
espansioni tegumentali a cono smusso tra le coxae II-
III; linea postero-mediana dorsale dei dischi breve,
separata dal disco mediano da 8-9 mammillae .........
ii i ea RAIN SRO STI di SLI O. maritimus (Fig. 1B)
Fig. 1 Ornithodoros coniceps (A) e O. maritimus (B): femmine in veduta dorsale (da Hoogstraal,
1979; Hoogstraal et al., 1976 parzialmente modificati
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 441
IXODIDAE
2. Ixodes caledonicus Nuttall, 1910.
Materiale esaminato: 10 22 7 ninfe, 5 larve su cadavere di Columba livia livia
Gmelin, acque di Porto Conte, presso Torre Nuova (SS), 7-VII-1991 (leg. Delitala).
Distribuzione: è specie Eurocentroasiatica, finora nota di Gran
Bretagna, Francia, Norvegia meridionale, Germania, Svizzera, Polonia
ed alcune regioni meridionali dell'ex Unione Sovietica comprese nel-
l'area caspica.
In Italia non era stata mai precedentemente segnalata.
Note: risulta infeudata ad habitat rocciosi tipici di scogli, balze,
cenge e pareti scoscese prospicienti mari, aghi o corsi d'acqua, ma
capace di svolgere ugualmente il suo ciclo biologico anche in ambienti
artificiali paragonabili a quelli naturali, con strutture ricche di pietre
o sassi, come torri, macerie sassose di vecchi edifici abbandonati in
zone umide, utilizzate da vari uccelli per la nidificazione e da alcuni
anche per la predazione.
La specie, infatti, si nutre esclusivamente su uccelli che frequen-
tano tali habitat. Finora è stata segnalata soprattutto su Columbiformi
(Columba 1. livia) ma anche su Procellariformi (Fulmarus glacialis),
Falconiformi (Falco peregrinus Tunstall), Apodiformi (Apus a.apus L.)
e taluni Passeriformi corvidi (Corvus corone cornix L., C. corax corax
L.), prunellidi (Prunella c. collaris Scopoli) e turdidi (Erithacus r.rubecula
L., Phoenicurus ph. phoenicurus L.) (NUTTALL, 1911; NUTTALL e
WARBURTON, 1911; Hirst, 1916; SCHULZE e SCHLOTTKE, 1929; ARTHUR
e THOMPSON, 1953; ARTHUR, 1963; MOREL e AESCHLIMANN, 1983; MEHL
et al., 1984).
Nessuna ricerca è stata mai condotta per stabilire l'eventuale ruolo
patogeno svolto dalla zecca.
Sistematica: l'identità della specie, su cui gli Acarologi russi
(POMERANTSEV, 1950; EMCHUK, 1960) avevano avanzato dubbi per la
grande somiglianza delle forme adulte con Ixodes berlesez Birulay 1895,
è stata ribadita attraverso il confronto delle forme larvali (che sono,
invece, nettamente diverse) reso possibile dal rinvenimento di esse fra
gli esemplari raccolti in Sardegna (FiLIiPPOVA e PANOVA, 1975; MANILLA
et al., 1992).
442 GIULIO MANILLA
I. caledonicus fa parte delle specie comprese nel sottogenere
Scaphixodes Schulze, 1941 insieme con I. frontalis (Panzer, 1795) con
cui condivide la presenza di robusti speroni esterni sulle coxae e di
spine ventrali sui trocanteri. Le due specie si distinguono soprattutto
in base ai seguenti caratteri:
= base del capitulum con cornua minute, appena evi-
denti, ed aree porose ovali, profonde, ben definite,
nettamente distanziate; palpi lunghi, non espansi
medialmente e con evidente sutura fra gli articoli 2
e 3; ipostoma lungo, fusiforme, con estremita a punta
e dentellato con tre file basali 2/2, tre file 3/3 e sette-
otto file subapicali 4/4; scudo pit lungo che largo;
solco anale corto, che non raggiunge il margine poste-
tilorer deliconpol «tonale nae ones Ixodes frontalis
= base del capitulum con cornua grosse, massicce, ad
estremità smusse e con aree porose trapezoidali,
superficiali, molto ravvicinate medialmente; palpi
claviformi e senza apparente sutura fra gli articoli 2
e 3; ipostoma corto, cilindrico con estremità arroton-
data e dentellata con sei file basali 2/2 e quattro-
cinque file subapicali 3/3; scudo più largo che lungo;
solco anale lungo che raggiunge e incide il margine
posteriosegdelicorpo (Egg 2) Ea Ixodes caledonicus
3. Ixodes frontalis (Panzer, 1795).
Materiale esaminato: 3 larve su Sylvia s.sarda Temminck, Is. Rossa (SS), 7-V-
1985 (leg. Delitala); 1 larva, 5 ninfe su Turdus m.merula L., Is. Cannoneris (CA), 4-
XII-1981 (leg. Demartis); 12, su Erzthacus rrubecula (L.), Tramariglio (SS), 18-IV-
1988 (leg. Delitala).
Distribuzione: è diffusa nell'Europa centro-settentrionale; risulta
segnalata da Gran Bretagna a Francia, Svizzera, Belgio, Danimarca,
Germania, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria ed alcune Repubbliche
centro-meridionali dell'ex Unione Sovietica fino al Caucaso.
In Italia fino al 1980 la specie era stata segnalata su nove specie
di Passeriformi in Piemonte, Veneto, Toscana e Lazio (BERLESE, 1889;
CANESTRINI, 1890; TONELLI-RONDELLI, 1931; STARKOFF, 1958 b; MERIGHI,
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 20)
Pig. 2 Ixodes caledonicus, femmine: a) faccia dorsale; b) faccia ventrale; c) capitulum
dorsale; d) capitulum ventrale (originale).
dA GIULIO MANILLA
1959; STARKOFF e CAGNOLATI, 1962). Successivamente è stata osservata
su altre venti specie di Passeriformi anche in Liguria, Abruzzo, Molise
e Puglia (MANILLA e SOBRERO, 1980, 1981, 1982; Durto ez al., 1982;
MANILLA, 1985, 1989, 1990 b). Pertanto quelle di cui si riferisce in
questa nota rappresentano le prime segnalazioni per la Sardegna.
Note: come la precedente, è specie associata in tutti gli stadi ad
uccelli, compresi però in una gamma molto più vasta, con circa ottanta
specie fra Caradriformi, Gruiformi, Galliformi, Piciformi, e Passeri-
formi. Sulla biologia e sulla ecologia della specie, i cui maschi non si
rinvengono sugli ospiti ma solo nei loro nidi, si hanno scarse notizie.
Finora è stato possibile accertare soltanto che essa vive in habitat con
alti tenori di umidità relativa (MANILLA, 1987). Sembra questa la prin-
cipale ragione della mancata diffusione della zecca verso sud, teori-
camente possibile come per poche altre specie, sia perché parassita
di molti uccelli migratori sia perché attiva soprattutto in autunno.
CHASTEL e Coll. (1980) hanno svolto sulla specie ricerche
virologiche, senza alcun risultato, nonostante che da molti degli uc-
celli ospiti della zecca siano stati isolati numerosi virus quali Bahig
(BAH), Kemerovo (KEM), Matruh (MAT), dell'encefalite russa pri-
maverile-estiva (RSSE), Sindbis (SIN) e Uukuniemi (UUK) oppure
sierologicamente accertata la pregressa infezione con i virus Bhanja
(BHA), Tahyna (TAH) e dell'encefalite da zecche dell'Europa centra-
le (TBE) (Work e? al., 1953; SHAH et al., 1960; TONGEREN e TIMMERS,
1960; Naumov e? al., 1963; REHACEK et al., 1963; Morozov, 1965;
VERANI et al., 1970 b; ScHMIDT e SHOPE; 1971; AsPOCK e? al., 1972;
WATSON, 1972; BALDUCCI et al., 1973; BRUMMER-KORVENKONTIO, 1973;
SAIKKU, 1974).
4. Haemaphysalis punctata Canestrini e Fanzago, 1877.
Materiale esaminato: (su ospiti): 4 ninfe su Czrcus ae. aeruginosus (L.), Is.
San'Antioco (CA), 16-[X-1984 (leg. Delitala); 1 larva, 5 ninfe su Calandrella cinerea
brachydactyla (Leisler), stagno di Cabras (OR), 4-VIII-1988 (leg. Demartis); 1 ninfa
su Saxicola torquata rubicola (L.), s. Giovanni Sinis (OR), 4-VIII-1988 (leg. Demartis);
senza ospiti: 1 9, Is. Molara (SS), 9-IV-1986 (leg. Poggi); 1 £ 1 g, Is. Asinara (loc.
Cala Arena), 12-X-1989 (leg. Bologna).
Distribuzione: è specie paleartica occidentale, irregolarmente pre-
sente in gran parte d'Europa, da Gran Bretagna a Spagna, Francia,
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 445
Svizzera, Germania, Polonia meridionale, Cecoslovacchia, Austria,
Ungheria, Jugoslavia, Romania, Bulgaria, Turchia, regioni settentrio-
nali dell'Iran e Repubbliche meridionali dell'ex Unione sovietica.
In Italia la specie è stata segnalata in quasi tutte le regioni. In
Sardegna è nota fin dai tempi di Tonelli-Rondelli (1930-1931), che nei
Musei di Milano e Torino ne rinvenne esemplari provenienti dall'isola,
in cui poi la zecca è stata ulteriormente segnalata in tutte le province
(PEGREFFI e Mura, 1948; STARKOFFF, 1958 b, 1960; MERIGHI, 1959;
DEIANA e ARRU, 1960; STARKOFF e CAGNOLATI, 1962; MANILLA, 1985,
1990; SoBRERO e MANILLA, 1988; GARIPPA e SANNA, 1990).
Note: è specie tricinetica, ditropa ed esofila, i cui immaturi si
nutrono soprattutto su Uccelli terricoli (per la nutrizione e/o per la
nidificazione) mentre gli adulti sono parassiti di vertebrati terrestri
di media e grossa taglia, prevalentemente erbivori, fra cui soprattutto
equini, ovini e bovini.
La specie svolge un ruolo importante nella trasmissione e nel ciclo
di sporozoi dei generi Babesia (B. major, B. motasi) e Theileria (Th.
mutans, Th. ovis, Th. sergenti), così come ripetutamente dimostrato in
Gran Bretagna e in Germania (BROCKLESBY ez a/., 1972-75; LIEBISH et
al, 1976-78; MORZARIA et al., 1976-78; LEwIs e PURNELL, 1981). In
alcune Repubbliche meridionali dell'ex Unione Sovietica è stata trovata
infetta da Salmonella enteritidis e Listeria monocytogenes e in Gran
Bretagna, Cecoslovacchia e Jugoslavia anche da Coxiella burneti (STOKER
e MARMION, 1955; GMITTER, 1959; HENEBERG et al., 1971; GREBENYUK
et al., 1972; CHIROV, 1978).
Alla specie è riconosciuto un ruolo notevole nella trasmissione del
virus Bhanja (BHA), isolato dapprima da diverse specie del genere in
paesi tropicali e poi da H. punctata in Italia (VERANI ef al, 1970),
Jugoslavia (VESENJAK-HIRIAN e? al., 1977), Bulgaria (PAvLOV et al., 1977)
e Cecoslovacchia (HUBALEK e? 4/., 1978). Il virus è stato riconosciuto
come causa di alcuni episodi di encefalite umana (VESENJAK-HIRIAN e?
al., 1978).
Dalla stessa zecca sono stati inoltre isolati i virus della febbre
emorragica (C-CHF) in Moldavia e Crimea (HOOGSTRAAL, 1979) e Tribec
(TRB) in Romania (Topciu ez. al, 1968).
H. punctata, infine, può provocare le paralisi sia nell'uomo che
negli animali, ivi compresi gli Uccelli (HOOGSTRAAL, 1959; PAvLOv,
446 GIULIO MANILLA
1964; POSPELOVA-SHTROM e PETROVA-PIONTKOVSKAYA, 1949).
5. Rhipicephalus bursa Canestrini e Fanzago, 1877.
Materiale esaminato: 15 22,8 gd Is. Asinara (SS), 15-V-1988 (leg. Gregori,
Osella); 1 2 3 gd g, Is. Asinara (SS), 16-VI-1989 (leg. Osella); 3 £ 2 3 66, Is. Molara
(SS), 8-VI-1989 (leg. Osella); 1 ® Is. Sant'Antioco (CA), 13-VI-1989 (leg. Osella).
Distribuzione: è specie Mediterraneo-turanica, segnalata da alcune
Repubbliche meridionali dell'ex Unione Sovietica (Turkmenistan,
Azerbaigian, Armenia, Daghestan, Georgia, Crimea, Ucraina) all'Iran
e Iraq settentrionale e da Israele a Cipro, Turchia, Grecia, Bulgaria,
Romania, Ungheria, ex Jugoslavia, Italia, Francia meridionale, Porto-
gallo, Spagna e Africa nord-occidentale.
In Italia è stata segnalata in tutte le regioni, fatta eccezione per
quelle più settentrionali (Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige,
Friuli-Venezia Giulia e Veneto) (ENIGK, 1947; STARKOFF, 1956, 1958 b;
STARKOFF e CAGNOLATI, 1962; ALBANESE e? al., 1971 a; SOBRERO e? al,
1976; RIvOSECCHI e? al., 1978; STELLA e D'AJELLO, 1978; MANILLA e
SOBRERO, 1980, 1981; MANILLA, 1985, 1986, 1989, 1990 b, 1990 c;
CANESTRI- TROTTI e CORRADINI, 1986 SOBRERO e MANILLA, 1988). In
Sardegna fu segnalata dapprima da TONELLI-RONDELLI (1931) che ne
rinvenne esemplari nel Museo di Torino provenienti da varie località
("Monte San Mirro", Pantaleo", "Monte Maxia") fra cui la stessa isola
Sant'Antioco (is. "Antiogas") e quindi anche da STARKOFF (1960),
STARKOFF e CAGNOLATI (1962) e da GARIPPA e SANNA (1990), che hanno
rinvenuto forme adulte su capre, mufloni, pecore e bovini in tutte le
province dell'isola.
Note: è una delle rare specie dicinetiche presenti nella Regione
paleartica. Le larve, perciò, dopo i pasti non si lasciano cadere sul
substrato ma mutano sullo stesso ospite, che abbandonano solo allo
stadio di ninfe replete; gli adulti, a loro volta, aggrediscono ospiti
appartenenti alle stesse classi (e, spesso, alle stesse specie) di quelle
parassitate dalle forme immature (equini, ovini, bovini), sicché RA.
bursa è anche monotropa, oltre che esofila. La soppressione di una fase
di ricerca riduce la durata del ciclo biologico, che è stata mediamente
stimata in un solo anno.
La zecca è vettrice, ospite definitivo e serbatoio di alcune specie
di Babesza, fra cui soprattutto B. ovis, ripetutamente rinvenuta in tutti
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" Ad
i suoi tessuti (FRIEDHOFF, 1969, 1980; MarKov E ABRAMOV, 1970;
KARTASHEV, 1971; BusHER, 1975; WEYRETER, 1980; WEBER, 1980, 1981;
MOLTMANN e? al., 1982). In alcune regioni meridionali dell'ex URSS
è stata trovata vettore anche di Nuttallia equi e di Theileria sergenti
mentre in Bulgaria è stato in più occasioni dimostrato il suo ruolo nella
trasmissione di Listerza monocytogenes e nel mantenimento di Coxze/la
burneti (MARKOV et al., 1940; PETROV, 1966; MESHCHERYAKOVA, 1967;
PANDUROV e ZAPRYANOV, 1975; HARBOV et al., 1979).
Da Rh. bursa sono stati isolati i seguenti virus: della febbre
emorragica (C-CHF) in Bulgaria, Grecia, Crimea, Armenia, Ucraina,
Azerbaigian e Turkmenistan (MATEVOSYAN e? al., 1974; SOKOLOVA e?
al., 1976; PAPADOPOULOS e KOPTOPOULOS, 1980); West Nile (WN) in
Azerbaigian (SOKOLOVA e? al., 1976); Bhanja (BHA) in Azerbaigian
(iE Wey ez al. 1975; SOxovovAver al 1976):
Infine da esemplari della specie raccolti nel 1969 sul bestiame in
Sicilia, ALBANESE e Coll. (1972) hanno isolato il virus Thogoto (THO),
dopo che anticorpi per esso erano stati trovati nei sieri di ovini e bovini
della stessa regione (ALBANESE e? al., 1971 b).
6. Rhipicephalus pusillus Gil Collado, 1938
Materiale esaminato: 1 2, Is. Mal di Ventre, 28-VI-1987 (leg. Poggi); 19 2 6g,
Is. Serpentara, 9-V-1988 (leg. Poggi); 1 d, Is. dei Ratti, 13-V-1988 (leg. Osella); 4
22 1 g, Is. Mal di Ventre, 15-VI-1989 (leg. Osella). -
Distribuzione: l'areale della specie è limitato alla parte occidentale
del bacino Mediterraneo: Marocco, Portogallo, Spagna, Francia meri-
dionale.
In Italia la zecca era stata finora segnalata di Ustica (Sicilia) e della
tenuta di San Rossore (Toscana) (GALLO e? al. 1977; KHOURY e STELLA,
1984), sicché queste sono le prime segnalazioni di specie per la Sar-
degna. Esse concorrono ad inserire la specie nel modello corotipico
W-Mediterraneo.
Note: è specie foleofila, monotropa e tricinetica, ad alta specifi-
cità parassitaria in tutti i suoi stadi del coniglio selvatico (Oryctolagus
cuniculus). Oltre che su questo, la zecca è stata talora rinvenuta su
predatori come Canis familiaris, Mustela mustela, M. nivalis, Vulpes,
vulpes, Lynx lynx, su roditori che frequentano le tane dei conigli quali
Mus spretus, Eliomys mumbatus e, molto raramente, anche su insettivori
dici) GIULIO MANILLA
(Crocidura russula).
Secondo GILOT e Coll. (1985), delle tre specie associate al coni-
glio selvatico (Ixodes ventalloi, Haemaphysalis hispanicae Rh. pusillus),
questa è la sola che può praticare l'esofilia; ciò spiegherebbe come
possa essere rinvenuta anche sul terreno o sulla copertura vegetale,
dove, secondo BLANC e BRUNEAU (1956), essa invece finirebbe solo in
seguito alle epidemie di mixomatosi, che provocano la diserzione delle
tane da parte dei conigli e del cui agente etiologico la zecca è vettrice
(BLANC e ASCIONE, 1961).
La specie è riconosciuta anche come serbatoio di Coxzella burneti
(BLANC e BRUNEAU, 1954, 1956).
7. Rhipicephalus sanguineus (Latreille, 1806).
Materiale esaminato: 1 2,1 dg, Is. Tavolara, 5-VI-1966 (leg. Mus. Bergamo);
1 g, Is. Figarolo, 30-V-1974 (leg. Capra); 1 ® 1 g, Is. Molara, 19-VI-1978 (leg.
Osella); 4 ® ®, Is. Figarolo, 28-VII-1986 (leg. Cobolli); 1 ninfa, Is. s. Pietro, 13-V-
1988 (leg. Gregori); 2 d&g, Is. Maddalena, 18-VI-1989 (leg. Osella); 1 d, Is.
Sant'Antioco, 13-VI-1989 (leg. Poggi).
Distribuzione: la zecca è ritenuta cosmopolita, ma nell'ambito di
ciascun continente i suoi areali si sono notevolmente ridotti rispetto al
passato, allorché fu certamente confusa con altre. Oggi si riconosce
l'esistenza di un "gruppo sanguineus", comprendente almeno 10 specie,
di cui 4 prevalentemente presenti nei territori dell'ex Unione Sovietica
e perciò dette "russe" e le altre, note come "africane", nella regione
Etiopica.
In Italia RA. sanguineus è stata ripetutamente segnalata in tutte le
regioni.
Note: è specie endofila, tricinetica e monotropa, infeudata agli
ambienti destinati dall'uomo a ricoveri per il cane, cui risulta stret-
tamente associata.
In Veterinaria è nota come vettore di diversi microrganismi patogeni
per il suo ospite abituale, come Haemobartonella canis, Ehrlichia cants
e Babesia canis, di cui è stata dimostrata anche la trasmissione transovarica
(IMMELMAN e BuTTON, 1973 SENEVIRATNA e? al., 1973; GROVES et al.,
1975; SMITH et al., 1976; ACHUTHAN et al., 1980). Nella zecca, inoltre,
si svolge il ciclo sporogonico di Hepatozoon canis (WENYON, 1930),
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 449
agente etiologico dell'epatite granulomatosa dei cani, di cui ARRU e
Coll. (1981) hanno segnalato in Sardegna un focolaio che ha causato
la morte di tutti gli animali infetti.
Nei confronti dell'uomo il principale ruolo patogeno è quello
svolto nella trasmissione di Rickettsia conori, più volte isolata dalla
zecca e causa della febbre bottonosa endemica nel bacino Mediter-
raneo. La specie è vettrice e serbatoio anche di Coxzella burneti e di
Rickettsia siberica (MANTOVANI e BENAZZI, 1951; KOTSINYAN, 1959). Da
essa, infine, sono stati isolati i virus della febbre emorragica (C-CHF)
in Bulgaria, Crimea, Turkmenistan e Ucraina; della coriomeningite
linfocitaria (LCM) in Etiopia, il virus Thogoto (THO) in Portogallo
e il virus Wad Medani (WM) nel Sudan (REISS-GUTTFREUND e? al.,
1962; TAYLOR et al., 1966; HOOGSTRAAL, 1979; FILIPE e CALISHER, 1984).
8. Rhipicephalus turanicus Pomerantsev ez. al, 1940.
Materiale esaminato: 5 22,3 6é su Homo sapiens, Capo Figari (Golfo degli
Aranci), 13-V-1990 (leg. Grafitti). Senza ospiti: 1 ® 2 dg, Is. Piana dell'Asinara,
4-VIII-1986 (leg. Poggi); 2 36, Is. Asinara, 14-VII-1989 (leg. Poggi); 1 9, 368,
Capo Figari 1-IV-1991 (leg. Grafitti).
Distribuzione: è specie di origine mediterranea ampiamente diffu- »
sa, mediante la trasmigrazione degli ospiti abituali delle forme adulte,
in tutta la Regione paleartica meridionale.
E' presente nell'Africa nord-occidentale, Spagna, Francia meri-
dionale, Corsica, Italia, Jugoslavia, Albania, Grecia, Israele, Giordania,
Arabia, Saudita, Turchia, Bulgaria, Romania, alcune Repubbliche me-
ridionali dell'ex Unione Sovietica (Armenia, Daghestan, Kazakistan,
Georgia, Kirghisistan, Tagikistan, Turkmenistan, Azerbaigian), Iran,
Iraq, Afganistan, Pakistan occidentale, India settentrionale, Nepal.
In Italia è stata segnalata per la prima volta da MOREL e VASSILIADES
(1962) su bovini nella campagna romana con esemplari conservati presso
il Museo di storia Naturale di Parigi. Successivamente è stata osservata
su capre in Sardegna, su ovini e bovini in Puglia (SARATSIOTIS e BAT-
TELLI, 1975) e quindi anche su altri ospiti in altre regioni: Liguria,
Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia (DuRrIO et al, 1982;
MANILLA, 1983; SoBRERO e MANILLA, 1988; MANILLA, 1990 b).
Note: a differenza della precendente, è specie ditropa ed
450 GIULIO MANILLA
endoesofila, con gli immaturi che parassitano Roditori, soprattutto
miomorfi ma anche sciuro-, istrico- e lago-morfi e gli adulti che si
nutrono prevalentemente su Artio- e Perisso-dattili e talora anche su
Carnivori e sullo stesso uomo.
Per essere stata scambiata fino ad epoca recente con Rb. sanguineus
è probabile che parte del ruolo patogeno attribuito a tale specie sia
invece da riferire a Rh. turanicus. Di questa si sa che è vettrice di
Anaplasma ovis, Babesia bigemina, B. equi e Nuttallia equi in diverse
regioni dell'ex Unione Sovietica, dove è stata dimostrata la trasmis-
sione transtadiale e transovarica nella zecca di Coxzella burneti
(AKHVERDIEV, 1971; GALUZO et al., 1978; ACHUTAN et al., 1980; PCHELKINA
et. al., 1980; MOLTMANN ef al., 1983). Dalla specie sono stati isolati i
seguenti virus: della febbre emorragica (C-CHF) in Kirghisistan; Wad
Medani (WM) in Turkmenistan; dell'encefalite da zecche (TBE) e
West Nile (WN) in Azerbaigian; Tamdy (TDY) e Manawa (MWA) nel
Pakistan (BEGUM ef al., 1970; SOKOLOVA ez. al., 1976; Karas et al.,
1976; HOOGDTRAAL ef al., 1981).
9. Hyalomma lusitanicum Koch, 1844.
Materiale esaminato: 1d, Is. S. Pietro, 12-V-1986 (leg. Poggi); 12, Is. Pietro
(loc. stagno di Cala Vinagra), 10-V-1988 (leg. Gregori e Osella); 12, Is. Sant'Antioco,
11-V-1988 (leg. Poggi); 16, Is. S. Pietro, 10-VI-1989 (leg. Osella).
Distribuzione: l'areale della zecca sembra potersi definire nel modello
corotipico W-Mediterraneo-marocanesico. La specie è stata infatti
osservata fino ad oggi nelle isole Canarie, in Portogallo, Spagna, Fran-
cia e Italia. Qui è nota soprattutto nelle due maggiori isole; rare segna-
lazioni la indicano presente anche nel Lazio, in Puglia e in Calabria
(STARKOFF, 1958 b, 1960; STARKOFF e CAGNOLATI, 1962; STELLA e D'AJELLO,
1978; SOBRERO e MANILLA, 1988; MANILLA, 1989; GARIPPA e SANNA,
1990).
Note: la specie è stata molto probabilmente confusa con altre
dello stesso genere; su essa, inoltre, sono state condotte rarissime
ricerche, sicché biologia ed eventuale ruolo patogeno sono sconosciu-
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" “Dal
10. Hyalomma marginatum Koch, 1844.
Materiale esaminato: 1 ninfa su Ficedula a. albicollis (Temminck), Cala lunga di
Tramariglio, 5-V-1988 (leg. Delitala); 2 ninfe su Sylvia c.communis Latham, Is. Asinara,
7-V-1988 (leg. Delitala); 4 ninfe su Phoenicurus ph.phoenicurus (L.), Is. Piana dell'Asinara,
22-IV-1988 (leg. Delitala); 2 ninfe su Turdus ph.philomelos Brehm, Cala lunga di
Tramariglio, 5-V-1988 (leg. Delitala); 1 2, su Homo sapiens, Is. Maddalena, 4-VII-1990
(leg. Zuppa). Senza ospiti: 19, Is. Sant'Antioco, 4-V-1973 (leg. Cottarelli); 14 9 9
236, Is. S. Pietro (loc. Caletta), 11-V-1988 (leg. Gregori e Osella); 16, Is. Molara,
8-V-1989 (leg. Osella) 14, Is. Toro, 14-VI.1989 (leg. Osella); 13, Is. Maddalena, 3.V.1990
(leg. Zuppa); 622, 36 gd, 1 ninfa, Is. Maddalena, 4.VII.1990 (leg. Poggi); 19, Is.
Asinara, 9.VII.1990 (leg. Poggi).
Distribuzione: centroasiatica-mediterranea, la specie è stata se-
gnalata dal Pakistan settentrionale ad alcune Repubbliche asiatiche
(Tagikistan, Kirghisistan, Uzbekistan, Turkmenistan) ed europee (Ar-
menia, Azerbaigian, Georgia, Astrakan, Daghestan, Crimea, Ucraina)
dell'ex Unione Sovietica e dall'Iran a Turchia, Grecia, Bulgaria, Ro-
mania, ex Jugoslavia, Italia, Francia meridionale, Spagna, Portogallo,
Marocco, Algeria e isole mediterranee.
In Italia è stata più volte segnalata nelle regione centromeridionali
ed insulari (TONELLI-RONDELLI, 1931; ENIGK, 1947; STARKOFF, 1958 a,
1958 b; DEJANA e ARRU, 1960; STARKOFF e CAGNOLATI, 1962; ALBANESE
et al., 1971; SOBRERO e? al., 1976; RivosEccHI e? al., 1978; STELLA e
D'AJELLO, 1978; STELLA e KHoury, 1978; MANILLA e SOBRERO 1981,
1982; MANILLA, 1985 c, 1986; SOBRERO e MANILLA, 1988; GARIPPA e
SANNA, 1990) e solo raramente e con rari esemplari in quelle setten-
trionali (STARKOFF, 1956; MANILLA, 1990 b).
Note: è, come Rhipicephalus bursa una delle rare specie dicinetiche,
le cui larve restano e mutano sugli ospiti, che abbandonano solo come
ninfe nutrite. Gli adulti si nutrono soprattutto su Artio - e Perisso-
dattili e non raramente sull'uomo mentre gli immaturi sono parassiti
di Roditori lago- e miomorfi ma soprattutto di una vasta gamma di
uccelli terricoli, compresi molti migratori. La soppressione di una fase
di ricerca degli ospiti permette alla zecca di completare in natura il
suo ciclo biologico in un lasso di tempo più breve (mediamente 1-2
anni) rispetto a quello necessario alle specie tricinetiche (2-3 anni).
H. marginatum è coinvolta nella epidomiologia di alcune infezioni
protozoarie (da Anaplasma ovis, Babesia equi, Nuttallia equi, Theileira
annulata), batteriche (da Salmonella pseudotubercolosis, S. typhimurium,
452 GIULIO MANILLA
S. abortusovis, Brucella suis) e rickettsiosiche (soprattutto da Rickettsia
burneti) (KOLOMIETS, 1937; AGRINSKY, 1947; ABRAMOV, 1957; PAVLOV,
1960; MIKHAYLOVA e? al., 1961; Movsum-ZADE, 1965; HARBOV ef al.,
1974; CHirov, 1978; PURNELL, 1978).
Da essa sono stati isolati anche numerosi virus, fra cui Bahig
(BAH), in Italia e in Egitto (CONVERSE e? 4/., 1974), Bhanja (BHA) e
Batken (BKN) in Kirghisistan (Karas et al., 1974; L'vov et al., 1974),
Dhori (DHO) in alcune Repubbliche meridionali transcaucasiche del-
l'ex URSS e in Portogallo (BANOVA et al., 1975; FiLIPE e CASALS, 1979),
Matruh (MAT) in Egitto (Moussa e? al., 1974), Sindbis (SIN) in Italia
(GRESIKOVA et al., 1978), Tamdy (TDY) in Turkmenistan e Uzbekistan
(L'vov et al, 1976), West Nile (WN) nella regione di Astrakan
(CHUMAKOV e? al., 1968), Thogoto (THO) e Wanovrie (WAN) in Egitto
(WILLIAMS et al., 1973), dell'encefalite russa primaverile-estiva (RSSE)
in Russia (CHUNIKIN e KURENOV, 1980).
Il più importante ruolo patogeno esercitato dalla specie resta,
comunque, associato alla epidemiologia della febbre emorragica soste-
nuta dal virus C-CHF, che nella zecca si trasmette sia transtadialmente
che transovaricamente (CHUMAKOV, 1948), BLASKOVIC e REHACEK, 1962;
KONDRATENKO e? al., 1974). Il virus, trasmesso anche da altre specie
Hyalomma i cui immaturi, come quelli di marginatum, si nutrono
soprattutto su uccelli, risulta attualmente diffuso dall'India meridiona-
le al Pakistan e all'Iran, dall'Europa sud-orientale all'Egitto e all'Afri-
ca centrale (HOOGSTRAAL, 1981). La sua diffusione è attribuita da
diversi studiosi agli uccelli migratori, che per i loro trasferimetni
impiegano spesso un lasso di tempo inferiore a quello in cui le forme
immature della zecca restano su tali ospiti. Sta di fatto che, per un'altra
specie di Hyalomma (H. rufipes), endemica nella regione Etiopica, è
stato possibile accertarne il trasferimento anche in Italia attraverso
l'esame parassitologico condotto per tre anni su migratori primaverili
nelle stazioni ornitologiche di Ventotene, Capri e Montecristo (MANILLA
CE al, 1992)!
CONCLUSIONI
Nonostante la saltuaria occasionalita che ha caratterizzato le rac-
colte di materiale, sono stati complessivamente rinvenuti 551 esem-
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 453
plari di fauna, di cui 242 Mallofagi appartenenti a 33 specie, 46 Acari
plumicoli rappresentanti di 14 specie e 263 zecche attribuite a 10
specie.
Per una più agevole lettura, le 57 specie osservate sono riportate
in Tabella 1, elencate nello stesso ordine progressivo del testo; le prime
segnalazioni per la Sardegna o per l'Italia sono contrassegnate con uno
o, rispettivamente, due asterischi.
Mi sembra interessante rilevare che delle 18 segnalazioni nuove
per il Paese, 14 si riferiscono a specie epizoe o parassite di ospiti
infeudati ad habitat rocciosi tipici di scogliera, spesso utilizzati per
la nidificazione da uccelli marini o ad habitat paludosi colonizzati
soprattutto da Gruiformi ed alcuni Caradriformi. In ogni caso tali
specie sembrano particolarmente dipendenti da alti tenori di umidità
relativa.
Così, per quanto riguarda i Mallofagi, delle 10 specie nuove per
la fauna italiana 4 (Austromenopon echinatum, Halipeurus abnormis,
Pectinopygys kosswigi e Saemundssonia peusi) sono state rinvenute su
Procellariformi, 2 (Pectinopygus bassani, P. gyricornis) su Pelecaniformi
e 2 (Laemobothrion atrum, Rallicola fulicae) su Gruiformi; a loro volta
delle 6 specie di Acari plumicoli segnalate per la prima volta in Italia
(esclusa Sokoloviana rebebergi per le ragioni esposte nel testo) 2
(Megniniella obesa, Temnalges mesalgoides) risultano associate a
Gruiformi e 2 (Bychovskiata subcharadrit e Brephosceles haematopt)
alla beccaccia di mare ed anche le due specie nuove per l'ixodofauna
del Paese risultano evidentemente infeudate agli ambienti anzidetti.
Ornithodoros maritimus è stata ripetutamente raccolta sotto pietre
presso nidi di gabbiani negli isolotti Spalmatore e dei Poveri nonché
nell'isola La Vacca mentre Ixodes caledonicus è stata rinvenuta sul
cadavere di un piccione selvatico ancora implume caduto in mare da
un nido sugli scogli prospicienti Porto Conte.
Questi risutalti rappresentano un'ulteriore conferma della neces-
sità di estendere le ricerche sulla fauna italiana in ambienti rimasti a
lungo inesplorati e in modo particolare a quelli che, per essere dif-
ficilmente accessibili, hanno finito con l'assumere i caratteri tipici
dell'isolamento geografico, nei quali, perciò, potrebbero risultare
presenti specie nuove per la letteratura oltre che per il Paese.
454 GIULIO MANILLA
TABELLA 1. ELENCO DELLE SPECIE RINVENUTE. CON UN
ASTERISCO SONO CONTRASSEGNATE LE PRIME SEGNALAZIONI
PER LA SARDEGNA; CON DUE QUELLE PER L'ITALIA
MALLOPHAGA
Menoponiade
* Austromenopon echinatum
Austromenopon transversum
Kurodata subpachygaster
Meromenopon meropis
Myrsidea cornicts
Neocolpocephalum gypsi
Pseudomenopon concretum
Pseudomenopon pilosum
Laemobothriidae
Laembothrion atrum
Laemobothrion maximum
Ricinidae
Ricinus elongatus
Philopteridae
È Bruelia apiastri
Campanulotes bidentatus compar
Columbicola columbae
Craspedorrbynchus platystomus
Degeeriella fulva
Degeeriella nisus vagans
Degeeriella rufa
Docophorolus merulae
Falcolipeurus perspicillatus
Fulicoffula lurida
Halipeurus abnormis
Incidifrons fulicae
Koeniginirmus punctatus
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA"
Meropoecus meropis
Pectinopygus bassani
Pectinopygus gyricornis
Pectinopygus kosswigi
Rallicola cuspidatus
Rallicola cuspidatus
Rallicola fulicae
Saemundssonia lari
Saemundossonia peusi
Tytonzella rostrata
ACARI SARCOPTIFORMES
Analgidae
Analges bidentatus
Analges spiniger
Megniniella obesa
Avenzoariidae
Proct
Bychovskiata subcharadrii
ophyllodidae
Brephosceles haematopi
Joubertophyllodes modularis
Monojoubertia microphylla
Montesauria bilobata
Proctophyllodes arcticus
Proctophyllodes hipposideros
Proctophyllodes miliariae
Psoroptoididae
Temnalges mesalgoides
Trouessartiidae
Trouessartia inexpectata
Ptiloxenidae
* *(?)Sokoloviana rehebergi
455
GIULIO MANILLA
ACARI PARASITIFORMES
Argasidae
* * Ornithodoros maritimus
Ixodidae
* Ixodes caledonicus
Ixodes frontalis
Haemaphysalis punctata
Rbipicephalus bursa
Rhipicephalus pusillus
Rbipicephalus sanguineus
Rbipicephalus turanicus
Hyalomma lusitanicum
Hyalomma marginatum
RINGRAZIAMENTI
Avverto l'obbligo di ringraziare sentitamente per la loro spontanea e preziosa
collaborazione tutti coloro che mi hanno gentilmente procurato e inviato il materiale
che ha consentito la stesura di questa nota. In modo particolarissimo giungano le mie
più vive espressioni di gratitudine all'amico GIUSEPPE DELITALA, dell'Istituto di
Zoologia dell'Università di Sassari, al Prof. ATTILIO MOCCI DEMARTIS dell'Isti-
tuto di Zoologia dell'Università di Cagliari, al Prof. GIUSEPPE OSELLA, del Dipar-
timento di Scienze Ambientali dell'Università di L'Aquila e al Dott. ROBERTO POG-
GI del Museo Civico di Storia Naturale "Giacomo Doria" di Genova.
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RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA "MINERVA" 469
RIASSUNTO
Fra 551 esemplari di Mallofagi ed Acari raccolti in vari anni di ricerche nelle isole
parasarde e lungo le coste della Sardegna è stato possibile determinare 33 specie di
Mallofapgha, 14 di Sarcoptiformes (Acari plumicoli) e 10 di Parasitiformes (zecche).
Le prime 47 sono state rinvenute esclusivamente su uccelli; le ultime 10 sull'uomo,
su uccelli o su vari substrati.
Delle 33 specie di Mallofagi, 10 (Austromenopon echinatum, Neocolpocephalum
gypst, Laemobothrion atrum, Degeeriella nisus vagans, Halipeurus abnormis, Pectinopygus
bassani, Degeeriella nisus vagans, Halipeurus abnormis, Pectinopygus bassani, P. gyricornis,
P. kosswigi, Rallicola fulicae, Saemundssonia peust) risultano nuove per la fauna
italiana ed altre 10 (Myrsidea cornicis, Pseudomenopon pilosum, Ricinus elongatus,
Bruelia apiastri, Campanulotes bidentatus compar, Degeeriella rufa, Docophorolus merulae,
Incidifrons fulicae, Meropoecus meropis, Saemundssonia lari) per quella sarda.
Delle 14 specie di Acari plumicoli, 6 (Analges bidentatus, Megniniella obesa,
Bychovskiata subcharadrit, Brephosceles haematopi, Proctophyllodes arcticus, Temnalges
mesalgoides) figurano come nuove entita per l'acarofauna del Paese. Ad esse ne va
probabilmente aggiunta una settima (Sokoloviana rehebergi), che fu descritta con
esemplati provenienti dall'America da Canestrini e Fanzago (1881), i quali non
precisarono poi se ne avessero rinvenuti altri anche in Italia. Delle restanti 7 specie,
6 (Analges spiniger, Joubertophyllodes modularis, Monojoubertia microphylla,
Proctophyllodes hipposideros, P. miliariae, Trouessartia inexpectata) vengono segnalate
per la prima volta in Sardegna.
Infine, delle 10 specie di zecche, 2 (Ornithodoros maritimus, Ixodes caledonicus)
sono nuove per l'Italia ed 1 (Ixodes frontalzs) per l'isola.
SUMMARY
Mallophagha and parasistic Acari along the coast of Sardinia
Among 551 specimens of Mallophaga and Acari collected in islands and
coasts of Sardinia in the course of several years of research, 33 species of biting
lice (Mallophaga), 14 of feather mites (Acari, Sarcoptiformes) and 10 of ticks
(Acari, Ixodoidea) were identified. The first 47 species were collected on birds.
only, the last 10 on man and different substrata also.
10 Mallophagan species (Austromenopon echinatum, Neocolpocephalum gypsi,
Laemobothrion atrum, Degeeriella nisus vangas, Halipeurus abnormis, Pectinopygus
bassani, P. gyricornis, P. kosswigt, Rallicola fulicae, Saemundssonia peusi) are new
records to Italy and other 10 (Myrsidea cornicis, Pseudomonopon pilosum, Ricinus
elongatus, Bruelia apiastri, Campanulotes bidentatus compar, Degeeriella rufa,
Docophorolus merulae, Incidifrons fulicae, Meropoecus meropis, Saemundssonia lari) to
470 GIULIO MANILLA
Sardinia.
6 Sarcoptiformes species (Ara/ges bidentatus, Megniniella obesa, Bychovskiata
subcharadrii, Brephosceles haematopi, Proctophyllodes arcticus, Temnalges mesalgoides)
and probably Sokoloviana rehebergi also, are new taxa for the Italian acarofauna; of
the other, 6 (Ara/ges spiniger, Joubertophyllodes modularis, Monojoubertia microphylla,
Proctophyllodes hipposideros, P. miliariae, Troussartia inexpectata) are for the first time
recorded in Sardinia.
At last, 2 Ixodoidea species (Ornithodoros maritimus, Ixodes caledonicus) are new
to Italy and 1 (Ixodes frontalis) to Sardinia.
471
VEZIO COTTARELLI (*), MARIA CRISTINA BRUNO (*)
& FEDERICA VENANZETTI (**)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA
"MINERVA" (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XVIII.
FIRST RECORD IN PHREATIC FRESHWATER OF
HARPACTICOIDS BELONGING TO THE GENUS
ARENOPONTIA (CRUSTACEA, COPEPODA) AND
DESCRIPTION OF TWO NEW SPECIES.
During the frequent zoological expeditions around the small
circumsardinian island of the C.R.N. ship “Minerva”, samples of
meiobenthos from subterranean waters were collected. This work is
concerned with two new species of Cylindropsyllidae belonging to the
genus Arenopontza; the first species has been collected during the
expedition mentioned above; the second species has been collected
during researches concernig subterranean waters of Central Italy. It
seemed useful to us to describe and discuss the two species together
because they show interesting similarities not only in their taxonomical
aspect, but also in their ecology, as it will be further explained.
CYLINDROPSYLLIDAE Sars, Lang.
Arenopontia (Neoleptastacus) phreatica n.sp.
MATERIAL - 1 male, collected in La Maddalena island (Sassari
province, Sardinia), (V. Cottarelli legit, 4.6.1988) from an artesian
well (73 mt. deep, 53 mt. 0.s.1.) located in Casale Susini locality, along
(*) Dipartimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, Via C. de Lellis - 01100
Viterbo
(**)Dipartimento di Biologia, Università di Roma "Tor Vergata", Via O. Raimondo - 00173
Roma
(1) Ricerche eseguite con contributi C.N.R. e M.U.R.S.T. 60%
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
472 V. COTTARELLI, M.C. BRUNO & E VENANZETTI
the road that links up the chief town with Cala Spalmatore (Cottarelli,
1989);
Types - Holotype: the male mentioned above, dissected and
mounted on a slide labelled Arenxopontia phreatica ht. The holotype
is temporarily conserved in the senior Author’s collection at the “Di-
partimento di Scienze Ambientali”, Universita della Tuscia, Viterbo.
Diacnosis - A small Arenopontza partially related to A. speluncae
n. sp., characterized among other things by the morphology of the
candal rami and the morphology and ornamentation of P5 and of
endopods in P2 and P4, which are armed with only one apical seta.
DESCRIPTION OF THE HOLOTYPE ‘ - Body cylindrical and lenghtened,
colourless, photoreceptors absent. Body lenght from the tip of the
rostrum to the distal edge of the caudal rami: 0,287 mm. The distal
edge of the somites is smooth.
Rostrum (Fig. 1,a): smooth and somewhat shorter than the first
segment of the antennula.
Anal operculum (Fig. 1,0): with smooth and curved edge.
Caudal rami (Fig. 1,0): lenghtened, longer than the last abdominal
segment, ending with a strong curved tip, with a main apical seta
surrounded by two shorter setae; two long setae and an aesthetasc can
be observed dorsally.
Antennula (Fig. 1,a): seven-segmented, second segment with an
hairy seta; fourth segment enlarged, with a long aesthetasc.
Antenna (Fig. 1,f): the rest of the primitive joint between the
basis and the first segment of the endopod can be seen. Exopod one-
segmented with a slender seta and a spinula on the distal edge; the
last segment of the endopod with three short lateral spines; three
strong geniculated setae and one shorter can be distally seen.
Mandible (Fig. 1,b): praecoxa with bidentate pars incisiva;
mandibular palp two-segmented, the first segment with a slender distal
seta, the second one with two apical and two shorter subapical setae.
Maxillula (Fig. 1,d): arthrite of the praecoxa with four distal
(2) The diagnosis and description of the new species must be considered as preliminary
because females are until now unknown.
ARENOPONTIA 473
addenda; coxa with two apical setae; basis with three apical setae;
endopod reduced to a seta.
Maxilla (Fig. 1,g): endopod reduced to a tubercle with two setae;
basis prolonged in a strong claw, accompanied by a seta; two endites,
with two distal setae each one.
Maxilliped (Fig. 1,r): basis and first segment of the endopod
smooth; second segment of endopod with a distal claw.
P1 (Fig. 1,c): exopod three-segmented and shorter than the
corresponding endopod; the first segment with a spiniform seta near
the outer corner, the third segment with four distal setae, the two
main ones are geniculated. Endopod two-segmented; first segment as
long as the first two segments of the exopod with a lateral seta inserted
at 2/3 of the lenght; second segment with two geniculated distal setae,
the inner one is the longest.
P2: exopod (Fig. 1,e) three-segmented; third segment with three
distal setae; endopod (Fig. 1,h) two-segmented, somewhat shorter
than the first two segments of the corresponding exopod, first segment
with a long, slender, transformed seta, second segment with one long
and strong apical seta.
P3: exopod (Fig. 1,1) three-segmented, third segment with three
apical setae; endopod (Fig. 1,q) two-segmented, shorter than the first
two segments of the corresponding exopod; the proximal segment is
smooth, the distal one has a long apical seta.
P4: exopod (Fig. 1,n) three-segmented; distal segment with three
apical setae and a transformed one on the inner margin. Endopod
(Fig. 1,m) two-segmented, a little longer than the first segment of the
corresponding exopod; the second segment is very short with a strong
transformed apical seta.
P5 (Fig. 1,p): represented by two almost quadrangular plates; the
distal inner corner is prolonged in a long and slightly curved tip; the
distal margin has two spiniform setae and a long seta; another long
seta is inserted on the distal outer corner.
P6 (Fig. 1,i): a little plate with two setae, the outer one is the
longest one.
474 V. COTTARELLI, M.C. BRUNO & E VENANZETTI
2 0,
Fig. 1- Arenopontia (Neoleptastacus) phreatica n. sp.. Male holotype. a - rostrum and
antennula; b - mandible; c - P1; d - maxillula; e - P2 exopod; f - antenna;
g - maxilla; h - P2 endopod; i - P6; | - P3 exopod; m - P4 endopod; n - P4
exopod; o - caudal rami and anal operculum; p - P5; q - P3 endopod; r -
maxilliped.
ARENOPONTIA 475
Setal formula of Arenopontia phreatica n. sp.
Pi P2 P3 P4
exp. endp. exp; rendp. cxp..(s. endpi exp: «endp.
0E01022II ONS NOLO ZE ST IOTO VAOtO.02T 40, 0L0T0I0121 “0010
DERIVATIO NOMINIS - The name of the new species derives from
the adjective “phreaticus”, from the Greek “frear” = well.
Arenopontia (Neoleptastacus) speluncae n.sp.
MATERIAL - 6 females and 5 males collected at different times in
interstitial waters of Tiberio beach (Sperlonga, Latina province, Latium)
(M.C. Bruno legit, 1988-1990), on the banks of a little stream that
originates from a spring on the beach, at the bottom of the calcarean
cliff on which Sperlonga village is built. 2 females (V. Cottarelli, F.
Venanzetti legg., 10.5.1990) collected in the interstitial freshwater of
S. Agostino beach (Gaeta, Latina province, Latium), on the banks of
a little stream that originates from a spring, in a cave named “Grotta
del Serpente”, and reaches the sea crossing the beach.
Types - Holotype: a female, dissected and mounted on a slide
labelled Arenopontia speluncae ht.
PARATYPES - The remaining specimens, mounted on slides, labelled
Arenopontia speluncae pt., and numbered from 2 to 13. The type material
is temporarily deposited in the senior Authors collection at the
“Dipartimento di Scienze Ambientali”, Università della Tuscia, Viterbo.
DiaGNOSISs - An Arenopontia of medium size characterized, among
other things, by the arrangement of the following features: second
segment of the P2 endopods bringing only an apical seta; second
segment of the P3 exopod with one internal seta.
DESCRIPTION OF THE HOLOTYPE - Body cylindrical and lenghtened,
without pigment. Photoreceptors absent. Body lenght, from the tip
of the rostrum to the distal edge of the caudal rami: 0,394 mm. The
distal edge of the somites is smooth.
476 V. COTTARELLI, M.C. BRUNO & E VENANZETTI
Rostrum (Fig. 2,p): as long as the first segment of A.1.
Anal operculum (Fig. 3,c): with smooth and curved edge.
Caudal rami (Fig. 3,c): a little longer than the last abdominal
segment, ending with a curved tip, with a main apical seta surrounded
by two shorter ones and another setae on the dorsal distal margin; two
setae are inserted at the 2/3 of the dorsal margin.
Antennula (Fig. 2,p): six-segmented, second segment more
developed than the other ones, with a lateral hairy seta. Fourth segment
prolonged in an apophysis bearing a long aesthetasc and one seta;
another shorter aesthetasc is inserted at the top of the last segment;
remaining ornamentation is shown in figure.
Antenna (Fig. 2,0): exopod one-segmented with two apical setae
one of which is narrow and spiniform; endopod two-segmented,
ornamentation is shown in figure.
Mandible (Fig. 2,d): praecoxa with dentate pars incisiva; palpum
well developed, two-segmented; second segment with four apical setae
and one on the lateral margin.
Maxillula (Fig. 2,m): arthrite of the praecoxa with four distal
addenda; coxa with two distal setae; basis with three distal setae;
endopod and exopod reduced to a seta each one.
Maxilla (Fig. 2,8): endopod reduced to a tubercle with two setae;
basis prolonged in a distal claw accompanied by a seta; two endites
with respectively two and one seta.
Maxilliped (Fig. 2,1): basis and first segment of the endopod smooth;
second segment of the endopod with a distal claw.
P1: exopod (Fig. 3,a) three-segmented, shorter than the endopod;
first segment with a lateral seta; third segment with three apical setae,
the two main ones geniculated, and another one on the outer lateral
margin; first segment of the endopod (Fig. 3,b) smooth and longer
than the first two segments of the corresponding exopod, with one
seta at half lenght of the segment, the distal segment with two apical
setae.
P2 (Fig. 3,e): exopod three-segmented, with three apical pennate
setae on the distal segment; two-segmented endopod, second segment
with a long apical pennate seta and another one on the inner lateral
ARENOPONTIA 477
Fig. 2 - | Arenopontia (Neoleptastacus) speluncae n. sp.. Female holotype: Figs: a, d, g,
I, m, o, p. Female paratype; e. Male paratype: b, c, f, h, i, n. a P5; b - P5; c
- P6; d - mandible; e - P5; f - P4 endopod; g - maxilla; h - P2 endopod; i -
P3 endopod; | - maxilliped; m - maxillula; n - antennula; o - antenna; p -
rostrum and antennula.
478 V. COTTARELLI, M.C. BRUNO & E VENANZETTI
0,025mm
Fig. 3 - Arenopotia (Neoleptastacus) speluncae n. sp..Female holotype: a, b, c, d, e, f.
Female paratype: g. Male paratype: h. a - Pl exopod; b - P1 endopod;
c - caudal rami and anal operculum; d - P3; e - P2; f - P4; g - caudal rami and
anal operculum; h - caudal rami, lateral view.
ARENOPONTIA 479
margin.
P3 (Fig. 3,d): exopod three-segmented, the second segment with
one distal seta on the inner margin, the third one with three pennate
setae of different lenght on the distal margin. Endopod two-segmented,
longer than the first segment of the exopod, distal segment with an
apical seta.
P4 (Fig. 3,f): three-segmented exopod, the last segment with three
distal setae, a long and narrow transformed seta can be observed on
the inner lateral margin; two-segmented endopod, a little longer than ,
the first segment of the expod; on the second segment, which is the’
shortest, an apical transformed seta and a subapical one can be seen.
P5 (Fig. 2,a): represented by two almost quadrangular plates, the
inner distal corner is prolonged in a strong and slightly curved tip;
the distal edge with two spiniform setae and a longer third one; a long
seta on the outer corner.
DESCRIPTION OF THE MALE - Body lenght, measured as in the female:
0,346 mm.
Anal operculum, rostrum, antennae, mouth appendages, P1, P3,
P5 (Fig. 2,b) similar to female’s ones.
Caudal rami (Fig. 3,h): a little shorter than the female's ones.
Antennula (Fig. 2,n): seven-segmented, ornamentation is shown
in figure.
P2: endopod (Fig. 2,h) two-segmented, with the same
ornamentation of the female's one but shorter; the second segment
with a pennate apical seta and a inner lateral one. Exopod similar to
the female's one.
P3: endopod (Fig. 2,i) similar to female's one but shorter.
P4: (endopod (Fig. 2,f) two-segmented, a little shorter than the
female's one.
P6 (Fig. 2,c): reduced to a little plate with two setae.
480 V. COTTARELLI, M.C. BRUNO & FE VENANZETTI
Setal formula of Arenopontia speluncae n. sp. (fem.)
Pat 2 BS P4
exp. endp. exe Cielo exp. endp. exp. endp.
0.03022 04000200 TORRENTE 0010800200
DERIVATIO NOMINIS - The name of the new species is derived from
the latin substantive “spelunca” = cave, that was the ancient name of
Sperlonga village.
VARIABILITY - All the features of the typical series appear to be
constant; we show, however, the last abdominal segment, anal
operculum, caudal rami and P5 of a female specimen collected in S.
Agostino (Figs. 2,e; 3,g) beach.
AFFINITIES - The two new species here discussed bring an unjointed
claw on P5, the exopods and endopods of P2-P4 are respectively
three and two segmented, the third segment of the P4 exopod brings
an internal seta; they belong then, according to WELLS 1967 and to
Bopiou and COLOMINES 1986, to the subgenus Neoleptastacus. Five
species belonging to this group (A. longiremis Chappuis, 1954 accraensis
Lang, 1965, indica Rao, 1967, gussoae Cottarelli, 1973, sakagarzii Ito,
1978) show only one apical seta on the P3 endopod, as it happens in
our species. These new species, however, differ from all the other
species mentioned below, because the second segment of the P2
endopod brings only one apical seta instead of two. Besides, A. (Neol.)
phreatica n. sp. brings one seta on the first segment of P2 endopod.
These features are also present in A. (Neol.) africana Chappuis and
Rouch, 1961, and in A. (Neol.) angolensis Kunz, 1971, but these two
species have one-segmented P2 and P3. As regards particularly A.
(Neol.) speluncae n. sp., this species has one internal seta on the second
segment of the P3 exopod, which is always lacking in all the other
Arenopontia that have been described till now., A. (Neol.) phreatica n.
sp., instead, has only one distal seta on the second segment of P4
endopod; the same situation is present only in A. (Neol.) africana.
It seems to us, then, that the two species here discussed are so
well characterized to be considered good species, and that they are
ARENOPONTIA 481
more similar to each other then to A. (Neol.) acantha Chappuis, 1954,
which is the most diffused species in the Mediterranean basin.
REMARKS - The record of these new Arenopontza allows the authors
to modify their unpublished data and data presented in literature,
concerning the ecology of the genus. Until now, the genus Arenopontia
included only species belonging to marine meiobenthos; an exception
is represented by some populations of A. (A.) cfr. subterranea
(COTTARELLI 1969 b; COTTARELLI & VENANZETTI 1989) that, as concerns
the researches carried out in Italy, have been found not only in waters
of marine origin, but also in interstitial habitats where a contribution
of freshwater exists, in the following localities: the mouth of Trigno
river, Abruzzi, in 1976, (Folchini, unpublished data); the shore of S.
Agostino near Gaeta, Latium in 1986 (Venanzetti unpublished data);
the shore of Tiberio on the litoral of Sperlonga, Latium (see text); the
mouth of Ombrone river, Tuscany, (Cottarelli, unpublished data).
As concerning A. (Neol.) speluncae n. sp., periodic researches
have been carried out monthly for two years in 1988-90 (Bruno,
unpublished data) to collect the few number of specimens indicated
before: seven specimens were found in freshwater where no other
Arenopontia live, and the other specimens were collected in slightly
brackish waters together with a large population of A. (A.) cfr.
subterranea. Therefore in this sampling station the Arexopontia specimen
appear to be spatially distribuited along a salinity gradient.
The new species has been found in freshwater or in the part of
the shore where the contribution of freshwater is prevalent; in addition
to the above mentioned A. (A.) cfr. subterranea, which represents the
largest amount of the specimens collected here, Parastenocaris amyclaea
Cottarelli, 1969 b, Psammopsyllus maricae Cottarelli et al., 1983,
Ichnusella pasquinii (Cottarelli), 1969 a, have been found.
In the part of the shore characterized by highly brackish or salty
waters, A. (Neol.) acantha Chappuis, 1954 is prevalent, together with
a few number of specimens belonging to A. (A.) cfr. subterranea. Finally,
A. (Neol.) acantha is the sole species collected in the sampling stations
where the interstitial water is exclusively of marine origin.
On these basis, it is possible to make some first remarks about
the ecology of Arenopontia (Neol.) speluncae n. sp.: since the species
is missing from the highly brackish and marine interstitial waters, it
482 V. COTTARELLI, M.C. BRUNO & E VENANZETTI
seems possible that its habitat is represented by the area of the shore
with a conspicuous amount of freshwater, but we think that this
hypothesis is not reliable for the low number of specimens collected
in these interstitial waters (we want to emphasize that the reserches
were carried out monthly for two years). We think that it is possible
to argue that the few specimens collected belong to a population
living in the phreatic waters under the calcareous hill on which
Sperlonga village lies.
As concerning Arenopontia (Neol.) phreatica, this species lives in
freshwaters of a deep water bearing stratum, but the only specimen
collected doesn’t allow to make any hypothesis about the population.
These Arenopontza are part of those forms of marine origin that have
colonized, or that are colonizing the continental subterranean waters,
in a way that can be similar to that followed bu Ichnusella pasquini
and Psammopsyllus maricae, both belonging to the Cylindropsyllidae
family. We think that the colonization process presented by A. (Neol.)
speluncae fits well the model of active colonization proposed and
discussed by Rouch and Danielopol 1987.
REFERENCES
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ARENOPONTIA 483
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RIASSUNTO
Nel presente lavoro vengono descritte e discusse Arezopontia (Neoleptastacus)
phreatica n. sp. e Arenopontia (Neoleptastacus) speluncae n. sp., rinvenute rispettiva-
mente in un pozzo artesiano a 73 metri di profondità sull’Isola di La Maddalena (SS),
e in due stazioni di acque dolci interstiziali sulla spiaggia di Tiberio (Sperlonga, LT)
e di S. Agostino (Gaeta, LT). Le nuove specie si distinguono da tutte le altre appar-
tenenti al sottogenere per la presenza di una setola invece di due sul secondo segmento
dell’ endopodite del P2. A. (neol.) speluncae n. sp. è inoltre caratterizzata dalla presenza
di una setola interna sul secondo segmento dell’esopodite P3, che manca in tutte le altre
specie; A. (Neol.) phreatica è caratterizzata dalla presenza di una setola distale sul
secondo segmento dell’endopodite P4, caratteristica presente solo in A. africana.
Il lavoro è completato da alcune considerazioni sulla particolare ecologia delle
specie qui descritte, le prime rinvenute in acque dolci.
SUMMARY
In this paper the authors describe and discuss some Harpacticoids of the genus
Arenopontia belonging to two new species: A. (Neoleptastacus) phreatica n. sp. and A.
(Neopleptastacus) speluncae n. sp. The first species was collected in phreatic waters in
La Maddalena island (Sardinia, SS), the second one in the interstitial waters of the
beach near Sperlonga village (Latium, LT) and of S. Agostino beach, near Gaeta town
(Latium, LT).
As it has been discussed, these Arenopontia seem to be very interesting not only
for the taxonomic and biogeographic but also for the ecological aspect: in fact, this is
ae V. COTTARELLI, M.C. BRUNO & E VENANZETTI
the first record in subterranean freshwater of specimens belonging to the genus.
The description and discussion of the two species has been followed by some
remarks and hypothesis about the origin of the colonization process.
485
ROMOLO FOCHETTI (*)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA
"MINERVA" (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XIX
SULLA PRESENZA DI
TYRRHENOLEUCTRA ZAVATTARII
NELL'ARCIPELAGO MADDALENINO
[PLECOPTERA, LEUCTRIDAE]
Il genere Tyrrhenoleuctra ha distribuzione circummediterranea e
comprende attualmente tre specie: IT’ minuta (Klapalek), T:tangerina
(Navas), I. zavattarii (Consiglio). Esso presenta caratteri morfologici
arcaici ed è presumibilmente molto antico; Consiglio (1963) ritiene
possa derivare da ceppi che popolavano le antiche terre del Mediter-
raneo occidentale. Delle tre specie conosciute una, T. tangerina, è nota
dell'Africa del Nord (Marocco ed Algeria) e della Spagna (Sierra de
Ronda), la seconda, I’ minuta, è segnalata soltanto della Spagna (Sierra
Morena e Sierra de Guadarrama), mentre T zavattari è endemica del
sistema sardo-corso.Dal punto di vista ecologico queste tre specie abitano
la zona di rhithron dei corsi d'acqua e costituiscono uno degli elementi
più caratteristici dell'associazione dei Plecotteri dei corsi d'acqua tem-
poranei, come già notato da AUBERT (1963) e da CONSIGLIO (1975).
Recentemente i colleghi del Dipartimento di Biologia Animale e
dell'Uomo dell'Università "La Sapienza" che partecipano alle compa-
gne di raccolta di fauna nelle piccole isole circumsarde, nell'ambito
di un programma C.N.R. diretto da B. Baccetti, mi hanno affidato in
studio un piccolo lotto di Plecotteri raccolti nell'isola di Razzoli. Questi
Plecotteri sono risultati essere delle larve di T. zavattarii di cui do di
seguito menzione:
Tyrrhenoleuctra zavattarit: Sardegna, isola di Razzoli, ruscelletto al livello del
(*) Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo, Università di Roma "La Sapienza",
Viale dell'Università, 32 - 00185 Roma
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
486 ROMOLO FOCHETTI
mare (Cala dei Morti) e ruscelletto poco più in quota (m 30 circa, località Il Piano),
14.XII.1993: 18 larve d e 2, M. Cobolli, M. Lucarelli e M. Mei leg.
Questa segnalazione presenta decisamente carattere di ecceziona-
lità per la presenza di Plecotteri in un'isola a clima molto secco,
soggetta a dissecamento delle acque superficiali per buona parte
dell'anno, e per la quota di reperimento del materiale. L'intero ordine
è infatti composto da specie strettamente stenoecie che prediligono
generalmente le acque fredde e ben ossigenate dei corsi d'acqua
montani, e sono molto rari i reperimenti di specie a quote basse. La
particolare autoecologia di T zavattarii le ha permesso evidentemente
di occupare un habitat apparentemente così inospitale per degli in-
setti molto esigenti nei confronti del mezzo acquatico quali sono i
Plecotteri. Un esame-della letteratura disponibile rivela inoltre come
T. zavattarii sia stata finora rinvenuta a quote sempre superiori ai 200
m nei principali gruppi montuosi di Sardegna e Corsica, essendo inoltre
più comune a quote che vanno da 450 a 1000 m. Anche le citazioni
delle altre due specie congeneriche sono relative a quote che non scen-
dono mai al di sotto dei 150 m per arrivare ai 1100 m.
AUBERT (1963) ipotizzava la presenza di uova capaci di resistere
all'essiccamento e di schiudere all'inondazione del letto fluviale come
adattamento del genere Tyrrhenoleuctra alla vita nei corsi d'acqua
temporanei. Puig et al. (1990), studiando il ciclo vitale di T. minuta
in alcuni corsi d'acqua di media altitudine (200-400 m) della Sierra
Morena, hanno rinvenuto ninfe nel benthos da 45 a 60 giorni dopo
l'inondazione ed hanno notato la presenza di due coorti, mostranti un
marcato polimorfismo alare, che si susseguono nello sfarfallamento,
in febbraio-marzo la prima ed in aprile-maggio la seconda. La prima
coorte consiste di maschi microtteri e femmine macrottere mentre la
seconda presenta maschi macrotteri e femmine microttere. Questo
pattern è stato interpretato come un adattamento alla dispersione per
quel che riguarda il primo contingente, che si attuerebbe per mezzo
di femmine atte a volare ed a colonizzare nuovi ambienti nel momento
in cui i corpi fluviali sono ancora inondati; il secondo contingente
servirebbe ad assicurare la continuità attraverso la ovideposizione nel
luogo di emergenza da parte delle femmine microttere in un periodo
di maggiore siccità. Nell'articolo citato non è specificato se le due
coorti sono ottenute attraverso lo sviluppo differenziale dello "batch"
di uova o se appartengono a due generazioni distinte, con tempi di
TYRRHENOLEUCTRA ZAVATTARII 487
sviluppo diversi.
Le larve di T. zavattarii segnalate nella presente nota mostrano una
decisa variabilità di dimensioni; mentre infatti sono presenti neanidi di
ridotte dimensioni, alcune ninfe sembrano prossime allo sfarfallamento.
Questo potrebbe testimoniare a favore di una "strategia" di sviluppo
larvale differenziale a partire dallo stesso contingente di uova, capace
di prolungare lo sfarfallamento nel tempo e tamponare l'instabilità
idrica, tipica di questi ambienti. E' opportuno ricordare a tale propo-
sito che i Plecotteri presentano invece solitamente una strategia di
sfarfallamento di tipo sincrono, che, data la vita immaginale così breve,
permette un più agevole incontro e favorisce l'accoppiamento. Sarà
quindi interessante studiare il ciclo vitale di questa popolazione e
confrontarlo con quello delle popolazioni tipicamente reofile per con-
trollare eventuali differenze nella strategia di sviluppo. Insieme sarà
interessante determinare il grado di distanza genetica determinatasi in
questa popolazione, dato l'isolamento che da lunga data deve essere
stato indotto dalle loro ridottissime capacità dispersive.
BIBLIOGRAFIA
AUBERT J. 1963 - Les Plécoptères des cours d'eau temporaires de la péninsule ibérique.
Mitt. shweiz. ent. Ges., 35: 301-315.
CONSIGLIO C. 1963 - Plecotteri delle isole del Mediterraneo. Moz. zool. it., LXX-LXXI:
147-158.
CoNSIGLIO C. 1975 - Second contribution to the knowledge of Sardinian Plecoptera.
Fragm. Entomol., XI(1): 83-102.
Puic M.A., M. FeRRERAS-RoMmERO & A. GARcIA-RoJas 1990 - Morphological variability
of Tyrrhenoleuctra minuta in South Spain. In: I.C. Campbell (ed.), Mayflies and
Stoneflies - Life histories and biology, Kluver Academic Publishers: 357-360.
RIASSUNTO
Viene riportato il rinvenimento di una popolazione di Tyrrhenoleuctra zavattarii
(Consiglio) nell'isola di Razzoli, Arcipelago della Maddalena. La segnalazione di questa
specie a quote prossime al livello del mare ed in un ambiente caratterizzato da clima
secco e sottoposto a disseccamento delle acque superficiali per buona parte dell'an-
no, presenta carattere di eccezionalità. Sono avanzate ipotesi in merito ad uno svi-
488 ROMOLO FOCHETTI
luppo larvale differenziale di questa popolazione, come adattamento alla vita nelle
acque temporanee.
SUMMARY
The record of a population of Tyrrhenoleuctra zavattarii (Consiglio) in the island
of Razzoli (Maddalena Archipelago, Sardinia, Italy) is reported. The collection of this
species very close to the sea-level, in a harsh hot climate, where all watercourses are
temporary and dry for the most part of the year is rather exceptional. A hypothesis
about a differential larval development in this population as an adaptive tool respect
to the particular environment is finally exposed.
489
ALESSANDRO MINELLI (*), DONATELLA FoDDAI (*), Luca TONON (**),
MARZIO ZAPPAROLI (***)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA
"MINERVA" (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XX
CHILOPODI
PREMESSA - Le campagne di ricerche faunistiche e biogeografiche
iniziate nel 1985 con il supporto della nave oceanografica "Minerva"
del Consiglio Nazionale delle Ricerche e relative al popolamento delle
piccole isole circumsarde hanno permesso di raccogliere una notevole
massa di dati faunistici per molti gruppi zoologici. Oggetto della pre-
sente nota sono i risultati relativi ai Chilopodi.
Nel complesso sono state visitate circa 60 piccole isole attorno alla
Sardegna e in 39 di queste (Tab. I) sono stati raccolti chilopodi, per
un totale di 24 specie di cui presentiamo qui di seguito l'elenco. Per
ciascuna specie, i reperti sono distribuiti per arcipelago, isola e - se del
caso - localita. Per i dati inediti, il toponomio é seguito, nell'ordine,
da: data di raccolta (occasionalmente, "n.d." significa che non vi é
alcuna data indicata sul cartellino), acronimi dei cognomi dei raccogli-
tori, numero di esemplari e, tra parentesi, acronimo della collezione in
cui è conservato il materiale.
Per l'accorpamento delle isole in arcipelaghi e per la denominazio-
ne ufficiale delle stesse ci si è riferiti alla Tabella I in BACCETTI e¢ al.
(1989).
Acronimi dei raccoglitori:
Acz = Acerenza, Agn = Agnelli, Ar = Argano, Bo = Bologna, Ci = Cobolli,
Ct = Cottarelli, Ga = Gardini, Gch = Giachino, GI = "Gruppo Isole del C.N.R.",
Gld = Galdieri, Gs = Giusti, Gvn = Gravina, La = Lanza, Lu = Lucarelli, Mi =
(*) Dipartimento di Biologia, Università di Padova - I-35121 Padova
(**) "GAIA - Studi di Sistemi Ambientali e Culturali S.C.R.L.", Corso Milano 19, I -
35139 Padova
(***) Dipartimento di Protezione delle Piante dell'Università della Tuscia, Via San Camillo
de' Lellis - 1-01100 Viterbo
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
0 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
Minelli, Mnc = Manicastri, Mtn = Matteini, Os = Osella, Po = Poggi, Tn = Tonon,
Vi = Viena, Za'— Zapparoli.
Acronimi delle collezioni:
AM, coll. A. Minelli, Padova; BG, Museo di Scienze Naturali "E. Caffi", Bergamo;
COP, Universitets Zoologiske Museum, Copenhagen; FI, Museo de La Specola,
Università di Firenze; GE, Museo Civico di Storia Naturale, Genova; MZ, coll. M.
Zapparoli, Viterbo; RM, Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo, Univer-
sità di Roma "La Sapienza"; TO, Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino; VR,
Museo Civico di Storia Nautrale, Verona.
SCOLOPENDROMORPHA
Scolopendra oraniensis Lucas, 1846
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Budelli, 26/09/85, Mi: 1 (AM);
ibid., 26/09/85, Os: 2 (VR). - I. Corcelli, 05/08/86, Po: 1 (GE). - I. La Maddalena,
07/04/86, Bo: 1 (GE); ibid., La Maddalena, 13/11/86, Mnc: 1 (GE); ibid., La Trinità,
24/09/85, Mi: 1 (AM); ibid., ibid., 24/09/85, Vi: 2 (FI); ibid., 13/11/86, Tn:3 (AM);
ibid., Baia dell'Annegato, 24/09/85, Os: 2 (VR); ibid., Abbatoggia, 24/09/85, Po: 1
(GE). - I. Razzoli, 26/09/85, Mi: 2 (AM); ibid., 13/11/86, Bo: 3 (GE); ibid., 13/11/
86, Tn: 30 (AM); ibid., 13/11/86, Za: 1 (GE). - I. Santa Maria, 26/09/85, Gs: 2 (VR).
- I. Spargi, Cala Granara, 25/09/85, Mi: (AM); ibid., 25/09/85, Os: 1 (VR) - L
Spargiotto, 25/09/85, Po: 2 (AM); ibid., 25/09/85, Os: 1 (VR).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Camere W, 11/04/86, Ar-Ct-Bo: 3 (GE);
ibid., 11/04/86, Po: 2 (GE); ibid., 11/04/86, Mnc: 1 (GE). - I. delle Bisce,
NK S6 Micr2 (CE): Ab Tn: 8 (AM): ibid. 11/1l/8e, Zaz (GE)
= delle Rocches AMIN 07 (GE) = Ih Bisaroloy TOMB Som Tire (NIDI
I. Li Nibani 1, 11/11/86, Tn: 3 (AM); ibid., 11/11/86, Za: 2 (GE). - I. Mortorio,
11/04/86, Ct: 1 (GE); ibid., 11/04/86, Mnc: 1 (GE). - I. Soffi, 28/09/85, Ci-Lu:
GEM)
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara (MINELLI, 1983b: 11, sub Sc. canidens
orantensis); ibid., 09/04/86, Po: 4 (GE); ibid., 10/11/86, Po: 3 (GE); ibid., 09/04/
86, Bo: 3 (GE); ibid., 28/09/85, Gvn: 1 (AM); ibid., 28/09/85, Mi: 2 (AM); ibid.,
28/09/85, Os: 1 (VR); ibid., 10/11/86, Tn: 18 (AM); ibid 28/09/85, Os: 1 (VR);
ibid, 28/09/85, Vi: 1 (FI); ibid., 28/09/85, Ci-Lu: 2 (FI); ibid., 10/11/86, Bo: 1
(GE); ibid., 10/11/86, Za: (GE); ibid., 13/09/87, Tn: 2 (AM).- I. Tavolara (MINELLI,
1983b:11); ibid., 27/09/85, Mi: 1 (AM); ibid., 09/11/86, Bo: 3 (GE); ibid., 09/11/86,
Mnc: 3 (GE); ibid., 09/11/86, Tn: 1 (AM).
CHILOPODI 491
SARDEGNA SUDORIENTALE. I. Serpentara, 09/05/88, Tn: 2 (AM); ibid.,
09/06/89, Lu: 1 (MZ).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE - I. Piana di San Pietro, 11/05/88, Tn: 1
(AM). - I. Sant'Antioco, Calasetta, 19/11/85, Gch: 1 (TO). - I. San Pietro (MINELLI,
1983b:11); ibid., 17/06/83, Mtn: 1 (VR); ibid., Bacino dell'Acquedotto, 12/05/88,
Tn: 4 (AM); ibid., Stagno della Vivagna, 10/05/88, Tn: 1 (AM); ibid., 02/05/89, Lu:
1 (MZ).
SARDEGNA OCCIDENTALE. - I. Mal di Ventre, 28/06/87, Po: 2 (GE).
SARDEGNA NORDOCCIDENTALE. - I. Asinara, 09/09/87, Tn: 1 (AM); ibid.,
10/09/87, Po: 1 (AM); ibid., Cala Reale, 14/05/88, Tn: 30 (AM); ibid., tra Campu
Perdu e Diga Ruda, 15/05/88, Tn: 32 (AM); ibid., Diga Ruda, 15/05/88, Po: 3
(GE); ibid., Alta Valle Rio Baddi Longa, 14/05/88, Po: 1 (GE). - I. Piana dell'Asinara,
04/08/86, Po: 1 (GE); ibid., 16/06/89, Ct: 1 (MZ). - I. Piana di Alghero, 29/06/
SiGe (GE):
Il gruppo di taxa gravitante attorno a Scolopendra canidens
Newport, 1844 è ampiamente diffuso nella regione mediterranea.
. Lo status (specifico o sottospecifico) di oraniensis Lucas, 1846 è
ancora discutibile. Questa Scolopendra, in ogni caso, è l'unico
rappresentante del genere in Sardegna, in Corsica e nelle isole
circumsarde, mentre convive con S. cingulata Latreille, 1829 in
varie parti dell'Africa nordoccidentale, in Sicilia e nelle regioni
centrali e meridionali della penisola italiana.
Cryptops trisulcatus Bròlemann, 1902
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Budelli, 26/09/85, Mi: 1 (AM).
- I. Caprera, 12/11/86, Mnc: 1 (GE); ibid., 11/03/67, Ar: 1 (MZ); ibid., Teialone,
24/09/85, 1 (FI). - I La Maddalena, 13/11/86, Tn: 2 (AM); ibid., La Trinità, 12/
11/86, Mnc: 1 (GE). - Lto Paduleddu S, 26/09/85, La: 1 (FI). - I. Razzoli, ibid.,
13/11/86) BRANO): bid 1153/1867 Bo: 2 (GE): ibid 13/11/86; Za: 2) (GE);
- I. Santo Stefano, 12/11/86, Po: 1 (GE); ibid., 12/11/86, Tn: 2 (AM). - I. Spargi,
25/09/85, Os: 1 (VR); ibid., Cala Granara, 06/08/86, Po: 1 (GE).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Camere W, 11/04/86, Bo: 5 (GE). - I.
delle Bisce, 11/11/86, Mnc: 1 (GE); ibid., 11/11/86, Tn: 8 (AM); ibid., 11/11/
86, Za: 2 (GE). - I. Figarolo, 10/11/86, Tn: 1 (AM); ibid. 11/09/87, To: 1 (AM).
- I. Li Nibani, 11/11/86, Tn: 1 (AM). - I. Mortorio, 11/04/86, Mnc-Po-Ct: 5 (GE).
Sot) 28/09/8545 Po; (Ge):
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara (MINELLI, 1983b:11); ibid., n.d.:
492 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
1 (FI); ibid., 09/04/86, Po: 1 (GE); ibid., 10/11/86, Tn: 5 (AM); ibid., 28/09/85, 1
(FI); ibid., 28/09/85, Ci-Lu: 1 (FI); ibid., 09/04/86, Ci: 1 (RM); ibid., 09/04/86, Po:
2 (GE). - I. Tavolara (MINELLI, 1983:11); ibid., 09/11/86, Bo: 1 (GE); ibid., 09/11/
86, Tn: 1 (AM); ibid., 09/11/86, Za: 1 (GE); ibid., Spalmatore di Terra, 08/04/86,
Po: (GE); ibid., Penisola Abbatoggia W, 24/09/85, Mi: 1 (AM).
SARDEGNA SUDORIENTALE. - I. dei Cavoli, 30/07/86, Po: 6 (GE). - I.
Serpentara, 30/07/86, Po: 3 (GE).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Il Toro, 31/07/86, Po: 1 (GE).- I. La
Vacca, 10/05/88, To: 1 (AM).
SARDEGNA NORDOCCIDENTALE. - I. Piana dell'Asinara, 04/08/86, Po: 1
(GE).
Specie mediterranea occidentale presente altresì alle Canarie,
a Corfù e nelle Sporadi meridionali. Per l'Italia, è presente sul
versante occidentale della penisola, dalla Liguria alla Sicilia, ed
inoltre in alcune località del versante orientale dell'Appennino
centrale (Abruzzo).
Cryptops punicus Silvestri, 1896
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Spargi, 25/09/85, Os: 1 (VR).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 28/09/85, Mnc: 1 (AM); ibid., 28/
09/85, Mi: 2 (AM); ibid., 10/11/86, Tn: 3 (AM); ibid., 28/09/85, 1 (FI); ibid., 28/
09/85, Os: 1 (VR); ibid., 10/11/86, Po: 2 (GE). - I. Tavolara (MINELLI, 1983b: 12);
ibid., 03/11/86, Tn: 2 (AM); ibid., settore SW, 09/11/86, Po: 1 (GE).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Il Toro, 31/07/86, Ar: 1 (GE); ibid.,
10/05/88, Po: 3 (GE). - I. La Vacca, 10/05/88, Po: 1 (GE). - I. Sant'Antioco, Canai,
12/06/89, Lu: 1 (MZ). - I. San Pietro, Bacino dell'acquedotto, 12/05/88, To: 1
(AM); ibid., pendio M. Guardia dei Mari, 27/06/87, Po: 1 (GE); ibid., Stagno di
Cala Vinogra, 13/05/88, Po: 1 (GE); ibid., Stagno della Vivagna, 10/05/88, To:
2 (AM).
SARDEGNA OCCIDENTALE. - I. Mal di Ventre, 15/06/89, Lu: 1 (MZ).
Nota da Tunisia, Sardegna, isole circumsarde, Sicilia, I. Ustica,
nonché dall'Arcipelago Toscano dove è stata raccolta (reperti inediti
sull'isola di Montecristo: 25/11/76, leg. Osella: 4 (VR); vicino
Villa, 08/11/86, leg. Tonon: 1 (AM).
CHILOPODI 425
GEOPHILOMORPHA
Himantarium gabrielis (Linnaeus, 1767)
SARDEGNA SUDORIENTALE. - I. Serpentara, 09/05/88, Tn: 1 (AM).
Specie olomediterranea.
Stigmatogaster gracilis (Meinert, 1870)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, 07/04/86, Mnc-Ar-Ct: 1
(GE); ibid., 12/11/86, Mnc: 1 (GE); ibid., Fonte Teialone, 07/04/86, Po: 1 (GE);
ibid., ibid., 24/09/85, Mi: 4 (AM); ibid., ibid., 24/09/85, Gs: 1 (AM); ibid., ibid.,
24/09/85, Os: 1 (VR). - I. La Maddalena, 07/04/86, Bo: 1 (GE); ibid., 13/11/86,
Tn: 1 (AM); ibid., La Maddalena, 24/09/85, Gs: 1 (FI); ibid., ibid., 23/09/85, Po:
2 (GE); ibid., La Trinità, 24/09/85, Gs: 2 (FI); ibid., ibid., 24/09/85, Mi: 3 (AM);
ibid., Baia dell'Annegato, 24/09/85, Ps: 1 (VR). - Lto Paduleddu S, 25/09/85, La:
1 (FI). - I. Razzoli, 26/09/85, Mi: 1 (AM); ibid., 13/11/86, Ar: 1 (GE); ibid., 13/11/
86, Tn: 1 (AM); ibid., 13/11/86, Za: 1 (GE). - I. Santo Stefano, 12/11/86, Tn: 4
(AM). - I. Spargiotto, 25/09/85, Po: 1 (GE); ibid., 25/09/85, Os: 2 (VR).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Camere W, 11/04/86, Ar-Ct: 1 (GE);
ibid., 11/04/86, Po: 1 (GE). - I. delle Bisce, 11/11/86, Gld: 1 (GE); ibid., 11/11/
86, Mnc: 1 (GE); ibid., 11/11/86, Po: 1 (GE); ibid., 11/11/86, Tn: 6 (AM). - I.
Figarolo, 10/11/86, Bo: 2 (GE); ibid., 10/11/86, Po: 2 (GE); ibid., 10/11/86, Tn:
3 (AM). - I. Li Nibani 2, 11/11/86, Mnc: 2 (GE); ibid., 11/11/86, Tn: 1 (AM).
- I. Mortorio, 11/04/86, Mnc: 1 (GE); ibid., 28/09/85, Po: 1 (GE).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 09/04/86, Ct: 1 (GE); ibid., 28/
09/85, Vi: 2 (FI); ibid., 09/04/86, Ci: 1 (RM); ibid., 10/11/86, Bo: 2 (GE); ibid.,
10/11/86, Po: 1 (GE); ibid., 10/11/86, Po: 1 (GE). - I. Molarotto (MINELLI, 1983b:
3); ibid., 10/04/86, Po: 2 (GE). - I. Tavolara (MINELLI, 1983b: 3); ibid., 27/09/85,
Mi: 1 (AM); ibid., 27/09/85: 1 (FI); ibid., 08/11/86, Bo: 2 (GE); ibid., 08/11/86,
Mnc: 1 (GE); ibid., 09/11/86, Za: 1 (GE).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Il Toro, 10/05/88, Po: 2 (GE); I.
Sant'Antioco, 19/11/85, Gch: 1 (TO). - I. San Pietro (MINELLI, 1983b: 3).
. SARDEGNA NORDOCCIDENTALE. - I. Asinara (MINELLI, 1983b:2-3); ibid.,
Diga Ruda, 15/05/88, Po: 2 (GE).
Intesa in senso lato (includendovi perciò forme come provincialis
Chalande & Ribaut, 1909, occttanica Ribaut, 1910 e porosa Chalande
& Ribaut, 1909) questa specie risulta diffusa nell'area mediterranea
occidentale e, oltre i limiti di quest'ultima, in buona parte dell'Italia
continentale.
494 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
Dignathodon microcephalus (Lucas, 1846)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, Ferraciolo, 08/09/87,
Tn: 1 (AM). - I. Santa Maria, 26/09/85: 1 (FI). - I. Spargi, 25/09/85, Po: 1 (GE).
Specie olomediterranea.
Henia (Scotophilus) bicarinata (Meinert, 1870)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Santo Stefano, 12/11/86, Po: 1(AM).
- I. Spargi, Cala Granara, 25/09/85, Mi: 1 (AM); ibid., 29/09 /SIMOS (WIR):
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Poveri 1, 11/04/86, Ar: 1 (GE). - I.
Poveri 2,11/04/86, Po: 1 (GE).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 10/11/86, Tn: 1 (AM). - I. Tavolara,
06/04/86, Mnc: 1 (GE); ibid., 27/09/85, Ar: 1 (FI); ibid., 09/11/86, Za: 1 (GE);
ibid., 13/09/87, Tn: 1 (AM).
Specie olomediterraneo-macaronesica.
Henia (Chaetechelyne) vesuviana (Newport, 1845)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, 07/04/86, Mnc-Ar-Ct: 2
(GE); ibid., M. Teialone, pendici N, 12/11/86, Tn: 2 (AM). - I. La Maddalena, 13/
11/86, Tn: 2 (AM); ibid., Penisola Abbatoggia W, 24/09/85, Mi: 1 (AM). - I.
Spargi, 06/09/87, Tn: 1 (AM); ibid., Cala Granara, 06/09/87, Po: 1 (AM).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Camere E, 11/04/86, Po: 1 (GE). - I.
Camere W, 10/04/86, Po: 1 (GE). - I. delle Bisce, 11/11/86, Tn: 2 (AM); ibid.,
11/11/86, Za: 1 (GE). - I. Figarolo, 10/11/86, Tn: 1 (AM); ibid., 10/11/86, Po:
2 (AM). - I. Li Nibani 1, 11/11/86, Tn: 1 (AM). - I. Mortorio, 11/04/86, Ct: 2 (GE).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara (MINELLI, 1983b: 10); ibid., 09/04/
86, Bo: 1 (GE); ibid., 28/09/85, Po: 1 (GE); ibid., 10/11/86, Za: 1 (GE).
Specie diffusa nell'Europa meridionale e nell'Africa del Nord.
Schendyla mediterranea Silvestri, 1897
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. La Maddalena, Abbatoggia, 24/09/
85, Po: 1 (GE). - I. Razzoli, 13/11/86, Bo: 1 (GE). - I. Spargiotto, 25/09/85, Ar:
1 (FI).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Sant'Antioco, 19/11/85, Gch: 1 (TO).
Specie a gravitazione tirrenica, presente sulle coste mediterranee
della Francia, nota per l'Italia dalla Liguria occidentale, dalla Sardegna
e dalla Sicilia occidentale.
CHILOPODI 499
Schendyla nemorensis (C.L. Koch, 1836)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, M. Teialone, 24/09/85:
1 (GE). - I. La Maddalena, 23/09/85, Po: 1 (GE). - I. Razzoli, 13/11/86, Tn: 1
(AM). - I. Santa Maria, 26/09/85, Po: 2 (GE); ibid., 26/09/85, Ar: 1 (GE). - I. Santo
Stefano, 12/11/86, Po: 1 (AM).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Figarolo, 10/11/86, Po: 2 (AM).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 25/02/66, GI: 1 (BG); ibid., 28/
09/85, Po: 1 (GE). - I. Molarotto, 27/09/85, Po: 1 (GE). - I. Tavolara, 04/11/65,
GI: 1 (BG); ibid., 27/09/85, Po: 3 (GE); ibid., 08/11/86, Tn: 5 (AM).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Sant'Antioco (MINELLI, 1983b: 4); ibid.,
19/11/85: Gchi 3 (TO);
Specie paleartica occidentale. Dall'I. Santa Maria conosciamo al-
tresì un es., raccolto il 26/09/85 da A. Minelli (AM) che riferiamo con
dubbio aS. zemorensis e che presenta solo 1 poro 'coxale', anziché due,
da ciascun lato.
Brachyschendyla (Microschendyla) armata (Bròlemann, 1901)
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Figarolo, 10/11/86, Po: 1 (AM).
La specie è nota in letteratura (BROLEMANN, 1930) dal litorale
mediterraneo della Francia tra Cannes e Mentone ed è già stata
citata per la Sardegna (MINELLI, 1983a, 1983b). La conosciamo
altresì (reperti inediti) da Prato (FI) 09//03/84, leg. Gardini: 1
(AM) e da Dualchi (NU), m 400, 24/09/85, leg. Leo: 1 (VR).
Usiamo qui la denominazione corrente, pur essendo consape-
voli del carattere artificiale del genere Brachyschendyla Brolemann
& Ribaut, 1911, definito in pratica solo dall'assenza di aree cribose,
carattere che con ogni probabilità si è evoluto parallelamente più
volte in seno alla famiglia. Una revisione di questi taxa porterà di
sicuro una parte delle specie di Brachyschendyla in Schendyla Bergsoe
& Meinert, 1866. Per B. armata (Brolemann, 1901) e B. dentata
Brolemann & Ribaut, 1911 sarebbe utilizzabile Microschendyla
Brolemann & Ribaut, 1912 (typus generis: Schendyla armata
Brélemann, 1901), ma non riteniamo opportuno prendere questa
decisione senza affrontare anche un riesame complessivo dei generi
vicini.
496 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
Hydroschendyla submarina (Grube, 1872)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, 12/11/86, Ar: 1 (GE).
Questo é il primo reperto per la Sardegna di una specie preceden-
temente nota dalle coste atlantiche e mediterranee dell'Europa; in Italia
è nota di Portici (SILVESTRI, 1903: 3); la conosciamo inoltre (reperti
inediti) dallo Scoglio d'Affrica (Arcipelago Toscano), 21/07/69, 1: (AM).
Geophilus fucorum (Bròlemann, 1909)
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molarotto (MINELLI, 1983: (5).
Specie atlanto-mediterranea, nota dei litorali della Gran Bretagna,
della Francia meridionale e dell'Algeria. Per l'Italia la conosciamo ‘dalla
Liguria occidentale [Varazze (SV)] (reperto inedito in collezione Minelli)
e della Sardegna (MINELLI, 1983a, 1983b).
Geophilus osquidatum Brolemann, 1909
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. La Maddalena, Penisola Abbatoggia
W, 24/09/85, Mi: 1 (AM); ibid., Baia dell'Annegato, 24/09/85, Os: | (VR). - I.
Santa Maria, 26/09/85, Po:1 (GE); ibid., 26/09/85, Mi: 1 (AM).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Figarolo, 11/09/87, Po: 1 (AM); ibid.,
10/11/86, Po: 1 (AM) (det. incerta).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 28/09/85: 2 (GE). - I. Molarotto
(MINELLI, 1983b: 5). - I. Tavolara, 09/11/86, Tn: 1 (AM); ibid., 27/09/85: 1 (GE).
Specie gravitante nell'area mediterraneo-occidentale.
Geophilus insculptus Attems, 1895
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Spargi, 25/09/85, Po: 1 (GE); ibid.,
Cala Granara, 06/09/87, Po: 1 (AM).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Figarolo, 10/11/86, Za: 4 (AM).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Sant'Antioco (MINELLI, 1983b: 5).
Specie dell'Europa centro-meridionale.
Geophilus linearis (C.L. Koch, 1835)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. La Maddalena (MINELLI, 1983b:
8, sub Clinopodes linearis).
CHILOPODI ail
Specie distribuita prevalentemente in Europa centrale; in Italia è
presente nella zona pedemontana attorno alla Pianura Padana e in
Sardegna.
Clinopodes poseidonis (Verhoeff, 1901)
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Figarolo, 28/07/86, MNC: 2 (AM); ibid.,
IO GRANA NS CAN).
Specie circummediterranea. Per l'Italia è citata da Portici (NA)
(BERLESE, 1903: fasc. 97 n° 4), dalla "Riviera" (MINELLI & ZAPPAROLI,
1984) e dalla Sardegna (MINELLI, 1983a, 1983b). Ci è nota altresì
(reperto inedito) da Cala Gonone, Dorgali (NU), 23/05/80 sotto
Posidonia, leg. Poggi: 1 (AM).
Pachymerium ferrugineum (C.L. Koch, 1835)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Budelli, 26/09/85: 1 (FI); ibid.,
26/09/85, Mi: 1 (AM). - I. Caprera, 11/03/67, Ar: 1 (MZ). - I. La Maddalena, La
Maddalena, 23/09/85, Po: 1 (GE); ibid., Baia dell'Annegato, 24/09/85, Os: 3
(VR); ibid., La Trinità, 24/09/85, Vi: 4 (FI); ibid., ibid., 24/09/85, Mi: 1 (AM);
ibid., ibid., 24/09/85, Po: 1 (GE). - Lto Paduleddu S, 26/09/85, La: 2 (FI). - I.
Razzoli, 13/11/86, Tn: 1 (AM); ibid., 13/11/86, Bo: 1 (GE). - I. Santa Maria, 26/
09/85: 2 (FI); ibid., 26/09/85, Ar: 1 (FI); ibid., 26/09/85, Mi: 3 (AM); ibid., 26/
09/85) 15 (GE)s bids, 25/09/85, Os: 1 (VR): - I. Sparsi, 25/09/85, Os: 1 (VR). I
Spargiotto, 25/09/85: 6 (AM); ibid., 25/09/85, Po: 5 (GE); ibid., 25/09/85, Os: 3
(VR).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Camere E, 11/04/86, Mnc: 2 (GE). - I.
delle Bisce, 11/11/86, Bo: 1 (GE); ibid., 11/11/86, Mnc: 3 (GE); ibid., 11/11/
86, Za: 2 (GE). - I. Figarolo, 10/11/86, Tn: 1 (AM); ibid., 10/11/86, Za: 2 (GE).
- I Li Nibani 1, 11/11/80, Ar: 1 (GE). - I. Mortorio, 11/04/86, Mnc: 1 (GE); ibid.,
11/04/86, Po: 1 (GE). - I. Poveri 1, 11/04/86, Ci: 4 (RM); ibid. 18/06/89, Ar: 2
(MZ). - I. Poveri 2, 11/04/86, Po: 1 (GE). - I. Soffi, 28/09/85, Cz: 1 (GE). - Lto
Camize, W di I. Mortorio, 28/09/85, La: 2 (FI).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molarotto (MINELLI, 1983b: 9); ibid., 10/
04/86, Bo: 1 (GE). - I. Tavolara, 09/11/86, Bo: 1 (GE); ibid., sotto Posidonia spiaggiate,
09/06/89, Ar: 5 (MZ).
SARDEGNA SUDORIENTALE. - I. dei Cavoli, 30/07/86, Po: 1 (GE).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. I. San Pietro (MINELLI, 1983b: 9). - I.
Sant'Antioco, Spiaggia di Cussorgia, 11/05/88, Po: 1 (GE); ibid., 12/06/89, Ar: 1
(MZ).
498 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
SARDEGNA OCCIDENTALE. - Scoglio del Catalano, 14/06/89, Lu: 2 (MZ).
SARDEGNA NORDOCCIDENTALE. - I. Asinara, Cala Arena, 01/07/87, Po: 5
(GE); ibid., ibid., 09/09/87, Po: 1 (GE).
Specie paleartica occidentale.
LITHOBIOMORPHA
Eupolybothrus nudicornis (Gervais, 1837)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. La Maddalena, 11/03/68, Ar: 1
(MZ). - I. Razzoli, 13/11/86, Tn: 6 (AM); ibid., 13/11/86, Bo: 4 (GE). - I. Spargiotto,
25/09/85, Os: I (VR).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara (MINELLI, 1983b: 12).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. San Pietro (MINELLI, 1983b: 12); ibid.,
Stagno della Vinogra, 02/05/89, Lu: 1 (MZ).
SARDEGNA NORDOCCIDENTALE. - I. Asinara, 10/09/87, Agn: 1 (AM);
ibid., Alta Valle Rio Baddi Longa, 14/06/88, Po: 1 (GE).
Nota dell'Africa settentrionale e, per l'Italia, di Sardegna,
Corsica, Liguria occidentale, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo,
Lazio, Campania, Calabria e Sicilia.
Lithobius castaneus Newport, 1844
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, a Nord di M. Teialone,
12/11/86, Tn: 1 (AM). - I. La Maddalena, La Maddalena, 07/04/86, Bo: 1 (GE);
ibid., ibid., 23/09/85, Mi: 1 (AM); ibid., La Trinità, 24/09/85, Gs: 1 (FI); ibid.,
ibid., 07/04/86, Mnc-Ar: 2 (GE). - I. Santa Maria, 26/09/85, Mi: 1 (AM). - I. Santo
Stefano, 12/11/86, Tn: 1 (AM). - I. Spargi, 25/09/85, Mi: 1 (AM); ibid., 06/09/87,
Tn: 1 (AM).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara (MINELLI, 1983b: 14); ibid., 28/09/
85, Os: 2 (VR); ibid., 09/04/86, Bo-Ct: 3 (GE); ibid., 10/11/86, Po: 1 (GE); ibid.,
Strada militare verso NW, 10/11/86, Za: 1 (GE). - I. Tavolara (MINELLI, 1983b: 14);
dPR 77/09/(S5SEVI GO (10)
SARDEGNA NORDOCCIDENTALE.- I. Asinara, Elighemannu, 09/03/68, Ar-
Ce (Miz):
Specie sudeuropea-maghrebina, nota da quasi tutte le regioni d'Ita-
lia.
CHILOPODI 400)
Lithobius lapidicola Meinert, 1872
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, Fonte Teialone, 24/09/85,
Mi: 2 (AM). - I. La Maddalena, La Trinità, 24/09/85, Vi: (FI); ibid., Penisola Abbatoggia,
24/09/85, Mi: 6 (AM). - I. Razzoli, 26/09/85, Mi: 1 (AM). - I. S. Stefano, 12/11/86,
Tn: 1 (AM).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Figarolo, 10/11/86, Bo: 1 (GE).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 25/11/66, GI: 1 (BG); ibid., 28/09/
85, Mi: 1 (AM); ibid., 28/09/85, Ar: 1 (FI). - I. Molarotto (MINELLI, 1983b: 14). - I.
Tavolara, presso Gr. Arance, 14/05/66, GI: 1 (BG).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Sant'Antioco, Stagno di Ciudu, 12/06/
SO AG: (MZ):
SARDEGNA NORDOCCIDENTALE. - I. Asinara, 10/09/87, Agn: 1 (AM).
Europa centromeridionale e Africa nordoccidentale.
Lithobius crassipes L. Koch, 1862
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, Ferraciolo, 08/09/87, Tn:
1 (AM). - I. La Maddalena, La Maddalena, 25/09/85, Mi: 1 (AM).
Diffuso nella regione paleartica occidentale, ma la sua distri-
buzione è da chiarire nel dettaglio prima di ricondurla ad un
preciso corotipo.
Lithobius microps Meinert, 1868
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 28/09/85, Ci-Lu: 1 (FI).
SARDEGNA SUDORIENTALE. - I. Serpentara, 09/05/88, Po: 4 (GE).
Specie mediterraneo occidentale.
Lithobius spp.
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, Ferraciolo, 08/09/87, Tn:
1 (AM). - I. Razzoli, 13/11/86, Tn: 2 (AM).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. Figarolo, 11/09/87, Tn: 1 (AM).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molarotto, 10/05/86, Bo: 2 (GE).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Il Toro, 10/05/88, Po: 1 (GE).
SARDEGNA OCCIDENTALE. - I. Mal di Ventre, 28/06/87, Po: 1 (GE).
200 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
SCUTIGEROMORPHA
Scutigera coleoptrata (Linnaeus, 1758)
ARCIPELAGO DELLA MADDALENA. - I. Caprera, 13/11/86, Bo: 1 (GE);
ibid., 08/09/87, Tn: 1 (AM); I. La Maddalena, La Maddalena, 23/09/85, Mi: 1 (AM).
SARDEGNA NORDORIENTALE. - I. delle Rocche, 11/11/86, Po: 2 (GE).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA. - I. Molara, 09/04/86, Ct: 1 (GE); I. Tavolara,
08/04/86, Mnc: 3 (GE).
SARDEGNA SUDOCCIDENTALE. - I. Sant'Antioco, Cussorgia, 12/06/89, Ar:
1 (MZ). - I. dei Ratti, 13/05/88, Tn: 3 (AM). - I. San Pietro, 12/05/88, Tn: 1 (AM);
ibid., Stagno della Vinogra, 02/05/89, Lu: 1 (MZ); ibid., Guardia dei Mari, 12/
05/88, Lu: 1 (MZ).
SARDEGNA NORDOCCIDENTALE. - I. Asinara, Campoperdu, 15/05/88, Lu:
1 (MZ).
Specie olomediterranea.
ANALISI DEL POPOLAMENTO
Sulla base dei dati sopra esposti (v. anche tab. II), nelle isole
circumsarde risultano presenti ventiquattro specie di Chilopodi, una
fauna relativamente ricca in quanto corrisponde a circa il 57% dell'intera
fauna dei Chilopodi sardi (MINELLI, 1983a, 1983b).
Una prima analisi zoogeografica di questo popolamento, in base
ai corotipi di appartenenza delle singole specie (sensu VIGNA TA-
GLIANTI ef al, 1992) mette in evidenza (tab. III) un contingente di
specie a gravitazione mediterranea s.l. (58.3%), nel quale sono mag-
giormente rappresentate le specie W-mediterranee (33.3%) alle quali
si accompagna una discreta percentuale di specie mediterranee s.str.
(25%). Relativamente cospicuo è comunque anche il contingente di
specie europee s.l. (37.5%), costituito da specie europee s.str. (25.0%)
e S-europee (12.5%). Estremamente scarsa è la componente di specie
ad ampia distribuzione di tipo oloartico (4.2%).
In riferimento alle considerazioni zoogeografiche di MINELLI (1983a)
CHILOPODI 201
sulla fauna sarda, il popolamento delle isole circumsarde presenta un
maggiore carattere di "mediterraneità" rispetto a quello della Sarde-
gna. Nell'ambito delle specie a gravitazione europea s.l., nelle isole
circumsarde mancano infatti numerosi elementi europei s.str. e S-
europei presenti nell'isola principale; del tutto assenti sono altresì le
specie centroeuropee e W-europee. La riduzione delle specie a
gravitazione europea è verosimilmente in relazione ‘a fattori
microclimatici ed ecologici: si tratta infatti, in genere, di specie ten-
denzialmente termomesofile, in alcuni casi mesofile, maggiormente
legate a formazioni vegetali forestali più o meno chiuse e a suoli ad
elevata ritenzione idrica, condizioni rare nei biotopi insulari esplorati.
Riguardo alle specie a gravitazione mediterrane s.1., nelle piccole isole
sarde sono presenti tutti gli elementi mediterranei s.str. già noti in
Sardegna; per contro, importanza ridotta vi rivestono gli elementi a
gravitazione W-mediterranea, in particolare tirrenica, probabilmente
meno competitivi o maggiormente sensibili a condizioni di instabilità
ambientale. Gli elementi tirrenici s.l. sono qui rappresentati solo da
Schendyla mediterranea e Brachyschendyla armata. L'unica specie ad
ampia distribuzione oloartica presente in Sardegna vive altresì nelle
isole circumsarde.
Non vi sono specie endemiche, peraltro presenti in minimo nu-
mero anche nell'isola principale.
Seguendo la logica dei modelli della biogeografia insulare ci è
sembrato inoltre interessante verificare (utilizzando i logaritmi dei valori
naturali delle variabili di volta in volta considerate) le relazioni esistenti
tra il numero di specie presenti sulle singole isole e le seguenti variabili
geografiche: distanza dalla Sardegna, area, altezza massima dell'isola.
La diversità specifica dei Chilopodi non è risultata correlata con
la distanza (coefficiente di correlazione r= 0.057 per 31 gradi di libertà
(g.d.1.)) mentre è possibile mettere in evidenza correlazioni significative
con l'area dell'isola e con la sua quota.
Per quanto riguarda i rapporti specie/superficie, una regressione
che consideri globalmente tutte le isole circumsarde evidenziate in tab.
II risulterebbe tuttavia assai fuorviante: si ottiene infatti un coefficiente
di correlazione r= 0.613, altamente significativo in termini statistici, a
fronte del quale però sta una distribuzione disgiunta (fig. 1), compren-
dente un gruppo di 20 isole più piccole (area compresa fra km? 0.011
702 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
e km? 0.815) ed un gruppo di 13 isole più grandi (area compresa fra
km? 1.19 e km? 108.9). All'interno dell'uno e dell'altro gruppo presi
separatamente, il numero di specie non risulta affatto dipendere dalla
superficie (rispettivamente, r= 0.142 per le 20 isole piccole ed r=
0.235 per le 13 isole grandi). Nei due casi, peraltro, la non significatività
del rapporto specie/superficie ha probabilmente cause diverse: carat-
tere aleatorio del popolamento delle isole molto piccole, nella dina-
mica colonizzazione/estinzione; disomogeneità del campionamento,
invece, per le isole maggiori. All'interno di queste, infatti, proprio le
tre più estese (Asinara, S. Pietro e Sant'Antioco) sono state oggetto
di raccolte assai meno intense rispetto alle rimanenti. Se le escludiamo
dai calcoli, nel restante gruppo di 10 isole grandi (area compresa fra
km? 1.19 e km? 20.12), il numero di specie risulta correlato in modo
molto significativo con l'area dell'isola (r= 0.737).
L'esclusione delle isole di Asinara, S. Pietro e Sant'Antioco dal
calcolo della regressione del numero di specie sull'elevazione
massima di ciascuna isola non modifica percettibilmente i risultati
(fig. 2), che sono comunque di alta significatività, con, rispettiva-
mente, 0.655 per 31 g.d.l. (3 isole maggiori incluse) e r = 0.664
per 28 g.d.l. (3 isole maggiori escluse). In prima approssimazione,
possiamo ritenere che i diversi valori di massima elevazione
rispecchino la diversa eterogeneità ambientale, i cui riflessi sul
popolamento di Chilopodi risulterebbero così confermati.
RINGRAZIAMENTI
Ringraziamo tutti gli amici e colleghi che ci hanno affidato il materiale da loro
raccolto e che - primo fra tutti il Prof. Baccio Baccetti, animatore del progetto - ci
hanno coinvolti in questa stimolante avventura zoologica tra le isole circumsarde.
Ringraziamo altresì tutto l'equipaggio della nave oceanografica 'Minerva' per il cordiale
appoggio durante le campagne di raccolta.
CHILOPODI 203
BIBLIOGRAFIA
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53: 487-506.
BaccETTI B., COBOLLI SBORDONI M., Pogci R., 1989 - Ricerche zoologiche della nave
oceanografica "Minerva" (C.N.R.) sulle isole circumsarde. I. Introduzione -
Ann. Mus. Civ. St. Nat. Genova, 87: 127-136.
BERLESE A., 1882-1903 - Myriapoda, Acari, Scorpiones hucusque in Italia reperta -
Padova.
BROLEMANN H.W., 1930 - Eléments d'une faune des Myriapodes de France - Chilopodes.
Imprimerie Toulousaine, Toulouse, XIX 405 pp.
MINELLI A., 1983a - Note critiche sui Chilopodi della Sardegna - Lav. Soc. Ital.
Biogeogr, 8 (1980): 401-416.
MINELLI A., 1983b - On Centipedes (Chilopoda) from Sardinia - Boll. Zool, 49
(1982): 1-16.
MINELLI A., ZAPPAROLI M., 1984 - I Chilopodi della regione ligure con particolare
riguardo al popolamento delle Alpi Liguri. Lav. Soc. Ital. Biogeogr, 9 (1982):
373-411.
SILVESTRI F., 1903 - Fauna napoletana. Miriapodi viventi sulla spiaggia del mare
presso Portici (Napoli). Azz. Mus. Univ. Napoli, N.S., 1 (12): 1-5.
VIGNA TAGLIANTI A., AupIsio P.A., BELFIORE C., BionpI M., BoLoGNA M.A., CARPANETO
G.C., DE Biase A., DE FELIcI S., PIATTELLA E., RACHELI T., ZAPPAROLI M., Zora S.,
1992 - Riflessioni di gruppo sui corotipi fondamentali della fauna W-paleartica
ed in particolare italiana. Briogeographia, 16: 159-179.
Tab.I- Elenco delle isole circumsarde sulle quali sono stati raccolti Chilopodi. Per
ciascuna di esse vengono riportati i dati seguenti: numero di specie di Chilopodi
presenti; superficie (in km?); altezza massima (in m); distanza minima dalla
Sardegna (in m). Per quattro piccole isole (Poveri 1, Poveri 2, Camize e Il
Catalano) non ci è stato possibile ottenere i dati metrici predetti. Nei casi seguenti,
i dati geografici reali sono stati manipolati come qui di seguito specificato.
Disponendo di materiale cartellinato 'Corcelli', senza specificazione che
permettesse l'attribuzione a 'Corcelli a' ovvero a 'Corcelli b' di ANFOSSI (1916),
la superficie è stata espressa come media geometrica tra a=0.108 e b=0.041,
l'altezza come media artimetica tra a=31 e b=14, mentre per la distanza dalla
Sardegna si è tenuto conto del minore tra i due valori. Per gli scogli Li Nibani,
la situazione è più complessa. Dei quattro scogli (a,b,c,d) riconosciuti da ANFOSSI
(1916), tre (distinti come 1, 2 e 3 in BACCETTI ef a/., 1989) sono stati visitati
durante le campagne della "Minerva"; la corrispondenza tra le due serie di sigle
è la seguente: a=1 (occidentale), b=3 (orientale), c=2 (settentrionale). I reperti
di Chilopodi erano in parte cartellinati 'Li Nibani 1' e 'Li Nibani 2', in parte,
genericamente, 'Li Nibani'. Pertanto, abbiamo espresso la superficie come somma
di a=0.066, b=0.024 e c=0.014, l'altezza come media artimetica tra a=22, b=27
e c=26 ed infine la distanza dalla Sardegna come quella del più vicino tra gli
scogli a, bec.
Tab. II - Ripartizione per isola e per arcipelago delle specie di Chilopodi note per
le isole circumsarde.
204 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
AB
NUMERO DI SPECIE
SUPERFICIE
ALTEZZA
DISTANZA
1,720
15,751
0,066
LA MADDALENA 20,116
PADULEDDU SUD 0,015
RAZZOLI 1,673
SANTA MARIA 1,900
SANTO STEFANO 3,055
SPARGI 4211
SPARGIOTTO 0,098
Arcipelago Maddalena
5
3
2
4
2
2
2
5
LI NIBANI 1+2+3
Sardegna NE
=
Ne
Sardegna SE
0,120
0,094
108,898
51,336
0,011
PIANA DI SAN PIETRO 0,212
Sardegna SW
ASINARA
PIANA DI ALGHERO
PIANA DELL'ASINARA
Sardegna NW
505
CHILOPODI
TAB. II
vIvA1d02]03 v493UINIS
sdosonu sniqoqnT
SAGISSP49 SHIGOGNT,
v]021p1de] SH1GOGIT
SHAUDISVD SHIGOGITT
SIUAODIPNU snaqiogtjodnz
unaursndsal unisatulqony
s1uopiasod sapodoury>
stdvaury snqiqdoary
snadjnosui snjiqdoan
wmyopinbso snj1]d025)
unsoon{ snjiqdoan
DULADLUGNS V]PUIGISOAPKI]
vivutAD vikpuayoskqovig
Sisuadoilau V]KPUIGIS
vauvsiayipail vik puayas
VUVIANSIA, VIUIF]
PIDULAYIIG VIUIF]
SA]Ygda90191U1 UopoqiyUusiq:
$1]19943 401s9301v1U311S
S1]214gY3 UNUUMIUDIUIE]
snoiund sdoqdki5
snqvoqnsizq sdordluo
sisuatuvLo vipuado0rg
mo dds Id ONINAN
LA MADDALENA
SANTO STEFANO
11|+ + +
+
1
5)
4
2
Sardegna SE| 5
Arcipelago Tavolara | 15
PIANA DI SAN PIETRO
Arcipelago Maddalena
LI NIBANI 1+2+3
SANT'ANTIOCO
SAN PIETRO
10
Sardegna SW
PIANA DI ALGHERO
PIANA DELL'ASINARA
Sardegna NW
506 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
TAB TE
SPECIE AD AMPIA DISTRIBUZIONE NELLA REGIONE OLOARTICA 4.2%
corotipo turanico-europeo-mediterraneo 4.2%
Pachymerium ferrugineum
SPECIE AD AMPIA DISTRIBUZIONE IN EUROPA 37.5%
corotipo europeo s. str. 25.0%
Hydroschendyla submarina
Schendyla nemorensis
Geophilus insculptus
Geophilus linearis
Lithobius crassipes
Lithobius lapidicola
corotipo S-europeo 12.5%
Henia vesuviana
Lithobius castaneus
Lithobius microps
SPECIE AD AMPIA DISTRIBUZIONE NEL BACINO MEDITERRANEO 58.3%
corotipo mediterraneo s. str. 25%
Himantarium gabrielis
Stigmatogaster gracilis
Dignathodon microcephalus
Henia bicarinata
Clinopodes poseidonis
Scutigera coleoptrata
corotipo W-mediterraneo 33.3%
Geophilus fucorum
Geophilus osquidatum
Schendyla mediterranea
Brachyschendyla armata (tirrenica)
Cryptops trisulcatus
Cryptops punicus
Scolopendra oraniensis
Eupolyhothrus nudicornis
Tab. III - Ripartizione in corotipi delle specie di Chilopodi presenti nelle isole circumsarde.
507
CHILOPODI
100
®
i=)
2
a - a
3S 10 + n mo mn
o n n LI
e nn n
E m mm n n
= n n n
n = n n
mu na n
1 EE E: È i
0.01 1 100 10000
superficie
Eine Diagramma di dispersione dei valori rappresentativi delle isole circumsarde
evidenziate in Tab. I nel piano delle variabili superficie (in km?) (x) e numero
di specie (y), entrambe espresse in scala logaritmica. I tre valori più prossimi
all'estremo destro del diagramma sono quelli relativi alle isole di Asinara,
S. Pietro e Sant'Antioco.
100
Do
(3)
®
a
= n zi
E 10557 n o) -
©
E n n n
5 nn Bu n
E = n
n n mus
= n n
Theat n =e tn
1 10 100 1000
altezza sul livello del mare
Fig. 2 - Diagramma di dispersione dei valori rappresentativi delle isole circumsarde
evidenziate in Tab. I nel piano delle variabili altezza (in m s.l.m.) (x) e numero
di specie (y), entrambe espresse in scala logaritmica.
1000000
208 A. MINELLI, D. FODDAI, L. TONON, M. ZAPPAROLI
RIASSUNTO
Il popolamento di Chilopodi delle isole circumsarde viene discusso da un punto
di vista faunistico e zoogeografico. Viene fornito un catalogo delle specie rinve-
nute, basato soprattutto sul materiale inedito raccolto durante le campagne
faunistiche 1985-1988.
Le 24 specie rinvenute corrispondono a circa la metà della fauna sarda.
Hydroschendyla submarina è qui citata per la prima volta per la fauna sarda.
Il numero di specie presente su ciascuna isola è correlato con l'area dell'isola
stessa e con la sua altezza massima, ma non con la distanza dalla Sardegna.
SUMMARY
Zoogeographical expeditions of the C.N.R. ship "Minerva" in the circumsardinian
islands. XX. Centipedes (Chilopoda).
The centipedes of the circumsardinian islands are discussed from a faunistic and
zoogeographic point of view. A catalogue of the species is given, chiefly based on
materials collected during the C.N.R. research missions carried out between 1985
and 1988.
There are 24 species, one of which (Hydroschendyla submarina) is new to Sardinia.
The number of species on each island is correlated with the area and the highest
elevation but not with the distance from Sardinia.
509
VEZIO COTTARELLI (*) E MARIA CRISTINA BRUNO (*)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA
"MINERVA" (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XXI.
PARASTENOCARIS RIVI N. SP. DI ACQUE
IPORREICHE-DELL ISOEA DIS. PIETRO
(SARDEGNA).
[CRUSTACEA, COPEPODA, HARPACTICOIDA]
Nel corso di una recente campagna di ricerche zoologiche sul
popolamento faunistico delle isole circumsarde e di altre piccole isole
italiane, effettuata utilizzando la Nave Oceanografica "Urania" del
C.N.R., che attualmente sostituisce le N.O. "Minerva" e "Bannock",
gia impiegate in precedenti campagne, (BACCETTI, COBOLLI, SBORDONI,
PoGGi, 1989), abbiamo eseguito nuovi campionamenti di fauna di
acque s@tterranee continentali nell'Isola di San Pietro. Nel materiale
raccolto a Cala Spalmatore, presso la foce di un piccolo corso d'ac-
qua, erano presenti alcuni esemplari di una Parastenocaris, a nostro
parere attribuibile ad una nuova specie, che viene qui descritta e
discussa. Alcune notizie sull'ecologia della nuova specie e brevi consi-
derazioni sulle modalità di popolamento, concludono il lavoro.
PARASTENOCARIDIDAE CHAPPUIS, 1933
Parastenocaris rivi n.sp.
MATERIALE - Cinque maschi e quattro femmine, raccolti a Cala
Spalmatore (Isola di S. Pietro, CA) con il metodo Karaman-Chappuis
l'11-12-1993 (Lara ed Eva Ciampicali legg.), lungo le rive di un pic-
(*) Dipartimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, Via C. de Lellis - 01100
Viterbo
(1) Ricerche eseguite con contributi C.N.R. e M.U.R.S.T. 60%
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
510
V. COTTARELLI e M.C. BRUNO
Fig. di -
Parastenocaris rivi n.sp. Olotipo d: b,c,e; paratipo £: a, d. a: ultimo somite
addominale, opercolo anale e rami caudali, dorsale; b: ultimo somite addominale,
opercolo anale e rami caudali, dorsale: c: ultimo somite addominale, opercolo
anale e rami caudali, laterale; d: ultimo somite addominale, opercolo anale e
rami caudali, laterale; e: P1.
PARASTENOCARIS RIVI 511
colo corso d'acqua senza nome che sfocia nella cala stessa.
Tipi - Olotipo: un maschio, completamente dissecato e montato
su un vetrino contrassegnato dalla dicitura Parastenocaris rivi ht.
Paratipi: tutti i restanti esemplari, alcuni dissecati, montati su vetrini
numerati da 1 a 8 e contrassegnati Parastenocaris rivi pt. Tutta la serie
tipica è temporaneamente conservata nella collezione Cottarelli, Di-
partimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, VT.
DiaGnosi - Una Parastenocaris del gruppo minuta Lang, 1948,
caratterizzata dalla particolare morfologia e ornamentazione del P3 e
dell'endopodite P4 dei maschi, del P5 e dei rami candali dei due sessi.
DESCRIZIONE DELL'OLOTIPO - Corpo cilindrico e allungato,
depigmentato, fotorecettori assenti. Lunghezza, misurata dall'estre-
mità del rostro al termine dei rami caudali: 0, 374 mm.
Rostro (fig. 3a): piccolo e triangolare, fuso con il capo, con due
sensilli.
Opercolo anale (figg. 1b, c): a margine distale leggermente con-
cavo.
L'ultimo somite presenta una fila di spinule sottili disposte infe-
riormente all'opercolo anale e due altri gruppi di spinule allineate
lateralmente sul somite stesso (figg. 1b, c).
Rami caudali (figg. 1b, c): approssimativamente cilindrici, più
brevi dell'ultimo metamero addominale; rapporto lunghezza/larghez-
za: 2,3. Ornamentazione rappresentata da tre setole distali, la mediana
lunga e robusta, due setole subapicali presso il margine laterale ester-
no ed una setola composta inserita dorsalmente a circa 2/3 della lun-
ghezza dei rami.
Antennule (fig. 3a): di sette articoli, il primo senza ornamentazione,
il secondo porta distalmente sei setole, la più lunga "piumosa"; terzo
articolo con quattro setole e una spina distali; quarto articolo ingros-
sato, con due lunghe setole ed un estetasco apicali. Quinto articolo
parzialmente fuso con il precedente, senza ornamentazione, così come
l'articolo successivo. Ultimo articolo con cinque setole e un breve
estetasco.
Antenne (fig. 2e): esopodite monoarticolato, con una setola apicale
pennata; allobasipodite senza ornamentazione; ultimo articolo
dell'endopodite portante 7 spine, 3 corte setole spinulate, due setole
212 V. COTTARELLI e M.C. BRUNO
0025mm
Parastenocaris rivin.sp. Olotipo d : a,b,c,d,e,h,i,l; paratipo 2: f,g. a: mandibola;
b: prima mascella; c: seconda mascella; d: massillipede; e: antenna; f: endopodite
P4; g: P5; h: P5; i: endopodite P4, laterale; 1: P4.
Fig. 2 -
PARASTENOCARIS RIVI 513
genicolate e una trasformata apicali.
Mandibole (fig. 2a): precoxa con pars incisiva bidentata; palpo
mandibolare monoarticolato con due setole apicali.
Prime mascelle (fig. 2b): artrite della precoxa con tre spine in-
curvate; coxa con una setola apicale, basipodite con due setole distali.
Seconde mascelle (fig. 2c): sincoxa con due enditi portanti rispet-
tivamente una e due setole (di cui una pennata), basipodite prolun-
gato in una lunga punta spinulata. Endopodite rappresentato da un
piccolo tubercolo portante due setole.
Massillipedi (fig. 2d): come da figura.
Pi (fig. le): basipodite con una setola laterale. Esopodite
triarticolato, lungo quasi quanto il corrispondente endopodite; il pri-
mo articolo con una robusta spina pennata, l'articolo distale porta
apicalmente due setole pennate e due lunghe setole genicolate.
Endopodite biarticolato, articolo distale con una breve setola pennata
e una lunga setola genicolata. Restante ornamentazione come da fi-
gura.
P2 (fig. 3c): esopodite triarticolato, ornamentazione come da figura.
Endopodite lungo come la metà del primo segmento del corrispon-
dente esopodite, rappresentato da un articolo piccolo e cilindrico,
con quattro spinule e una breve setola incurvata apicali.
P3 (fig. 3d): abbastanza tozzo; basipodite con una lunga setola
esterna e una serie di spinule. Endopodite ridotto a una setola sottile
e alquanto lunga. Primo articolo dell'esopodite con un tubercolo
prossimale appuntito sul margine interno; un altro tubercolo,
tondeggiante, è inserito a circa 1/3 della lunghezza dell'articolo, presso
lo stesso margine. Il margine esterno porta tre robuste spine a 2/3
della lunghezza. L'articolo si conclude con una ampia lamina appiat-
tita e lobata. Il secondo segmento è ridotto a una punta incurvata che
supera di poco l'apice del primo articolo.
P4 (fig. 21): esopodite triarticolato con due setole distali di dif-
ferente lunghezza, restante chetotassia secondaria di questa appendi-
ce e del basipodite come da figura. L'endopodite (figg. 21,1) è lungo
quasi quanto i primi due articoli dell'esopodite corrispondente, pre-
senta due estroflessioni appuntite, l'interna ricurva, nella porzione
prossimale. L'articolo si prolunga poi in una lamina allungata e ap-
514
V. COTTARELLI e M.C. BRUNO
Fig. 3 -
Parastenocaris rivi n.sp. Olotipo ¢: a,c,d; paratipo ®: b,e. a: antennula; b:
antennula; c: P2; d: P3; e: P3.
PARASTENOCARIS RIVI 515
piattita con il margine distale esterno lobato e quello interno spinulato.
Presso l'origine dell'endopodite è disposta internamente una lamina
chitinosa da cui si originano quattro "punte" di lunghezza decrescen-
te.
P5 (fig. 2h): ridotto, rappresentato da una lamina allungata,
approssimativamente rettangolare, con una lunga setola sull'angolo
apicale esterno, una spina e due setole subuguali sul margine distale,
una robusta spina appena ricurva sull'angolo distale interno.
DESCRIZIONE DELLA FEMMINA - Lunghezza, misurata come nel
maschio: 0,348 mm.
Rostro, antenne, appendici boccali, massillipedi, rami caudali,
opercolo anale e ultimo somite addominale (figg. la, d), P1, P2,
esopodite P4, come nel maschio.
Antennula (fig. 3b): di sette articoli; secondo articolo con la forte
setola "piumosa" già segnalata per il maschio. Quarto articolo por-
tante apicalmente due lunghe setole e un estetasco. Un altro breve
estetasco sull'ultimo articolo.
P3 (fig. 3e): endopodite rappresentato da un articolo sottile,
allungato e ad apice leggermente ricurvo, lungo quanto il primo ar-
ticolo del corrispondente esopodite, che è biarticolato e la cui
ornamentazione è rappresentata in figura.
Endopodite del P4 (fig. 2f): corto e tozzo, lungo quanto il primo
segmento del corrispondente esopodite, distalmente si prolunga in
una punta pennata con alcune spinule alla base.
P5 (fig. 2g): di forma trapezoidale, con lo stesso tipo di
ornamentazione degli arti del maschio, ma con la setola inserita sul-
l'angolo distale interno diritta.
DERIVATIO NOMINIS - Il nome specifico deriva dal sostantivo latino
"rivus" = piccolo corso d'acqua.
VARIABILITÀ - I caratteri considerati risultano costanti in tutti gli
esemplari della serie tipica.
AFFINITÀ - L'ornamentazione e la morfologia dell'endopodite P4
del maschio dimostrano l'appartenenza della nuova Parastenocaris al
gruppo di specie mnuta Lang, 1948, rappresentato da un discreto
numero di taxa nell'Italia peninsulare, in Sicilia e in Sardegna. Tra
queste, alcune specie (P. andalusica Enckell, 1965; P. bera Cottarelli,
516 V. COTTARELLI e M.C. BRUNO
1969; P. stellae Cottarelli et al., 1981; P. oligoalina Cottarelli et al., in
stampa; P. etrusca Cottarelli et al., in stampa) presentano interessanti
affinità con la nuova specie per quanto riguarda, ad es., alcuni aspetti
della struttura ed ornamentazione del P3, degli endopoditi P2 e P4
dei maschi, del P5 e dei rami caudali in entrambi i sessi.
P. oligoalina, presente ugualmente in Sardegna, sembra maggior-
mente affine alla specie qui descritta poiché le due specie hanno anche
lo stesso numero di spine esterne sul P3 del maschio e la struttura
degli endopoditi P2 e P4, sempre del maschio, è quasi coincidente.
Minori affinità si evidenziano rispetto a P. etrusca ed hera; P. stellae
ed andalusica sono meno confrontabili.
In un precedente lavoro (COTTARELLI ef 4a/., in stampa) abbiamo
descritto anche la morfologia e l'ornamentazione delle prime e secon-
de mascelle di queste Parastenocaris, nel tentativo di evidenziare dei
caratteri discriminanti applicabili ai due sessi, che vengono così
schematizzati per offrire un quadro più completo.
Prime mascelle Seconde mascelle
P. andalusica Non descritte Non descritte
P. etrusca Artrite: 3 spine distali Endep gi Zesctale
1 setola lat. Endite 1: 2 setole
Coxa: 1 setola Endite 2: 1 setola
Basip.: 2 setole
P. hera Artrite: 3 spine distali Endop.: 2 setole
1 setola lat. Endite 1: 1 setola
Coxa: 1 setola Endite 2: manca
Basip.= “2ysetole
P. oligoalina Artrite: 3 spine distali Endop.: 2 setole
1 setola lat. Endite 1: 2 setole
Coxa: 1 setola Endite 2: manca
Basip.: 3 setole
PARASTENOCARIS RIVI 217
IED SMS ey. Artrite: 3 spine distali Endop.: 2 setole
Coxa: 1 setola lat. Endite 1: 2 setole
Basip.: 2 setole Endite 2: 1 setola
P. stellae Non descritte Endop.: 1 setola
Endite 1: 1 setola
Endite 2: 2 setole
Comunque, P. rivi n.sp. si distingue bene da tutte le specie citate
per la presenza di due caratteri mai riscontrati prima: una "placca"
a quattro punte inserita vicino all'attacco dell'endopodite P4 dei maschi
ed una spina, invece dell'usuale punta allungata, sull'angolo distale
interno del P5 di entrambi i sessi. Va notato che, secondo Dumont,
1981, quest'ultimo carattere dovrebbe essere considerato come primi-
tivo in Parastenocaris.
DiscussioNE - Come già altrove osservato, (COTTARELLI ef a/., in
stampa), le sei specie considerate sono caratterizzate non solo da
singolari affinità morfologiche, ma anche da una ecologia simile: esse
sono state sempre rinvenute in ambienti interstiziali ed iporreici di
foce di corsi d'acqua: fiume Fiora, Montalto di Castro, VT, per P
etrusca; Rio de Li Saldi, SS, per P. olzgoalina; fiume Sele, SA, per P
hera; rio Fuengirola, Malaga, Spagna, "sandbank 300 meters from the
river mouth", per P. andalusica; fiume Cedrino, NU, per P. stellae.
Le affinita morfologiche ed ecologiche fra le specie qui conside-
rate potrebbero avvalorare l'ipotesi che esse abbiano tratto origine da
un comune ancestore popolante le foci dei fiumi del Mediterraneo.
Il carattere "primitivo" rappresentato dalla spina articolata sull'ango-
lo distale interno del P5 di P rivi n.sp. potrebbe suggerire che questa
specie rappresenti un "ricordo" dei primi colonizzatori dell'ecotono
acque salmastre/acque dolci da cui poi si sarebbe sviluppata la
colonizzazione delle acque interstiziali continentali, così come indi-
cato dall'"active migration model" (RoucH e DANIELOPOL, 1987).
Un'alternativa potrebbe essere quella di considerare queste
Parastenocaris di foce come, invece, rappresentanti di un gruppo che,
proveniente dalle acque interstiziali dolci, si sarebbe spinto di nuovo,
218 V. COTTARELLI e M.C. BRUNO
con un percorso "di ritorno", verso l'ecotono di foce. In questo caso
le affinità morfologiche riscontrate potrebbero essere attribuite a
fenomeni di convergenza evolutiva.
Allo stato attuale ci sembra che il problema rimanga aperto;
probabilmente l'utilizzazione di tecniche di indagine elettroforetica,
che prevediamo di applicare nei riguardi dei taxa qui discussi, potrà
contribuire alla sua soluzione.
RINGRAZIAMENTI
Lara ed Eva Ciampicali, studentesse del C.d. L. in Scienze Biologiche dell'Uni-
versità della Tuscia, hanno collaborato attivamente alle raccolte e allo smistamento del
materiale; le ringraziamo per questo.
BIBLIOGRAFIA
BacceTTI B., COBOLLI SBORDONI M., Pocci R., 1989 - Ricerche zoologiche della nave
oceanografica "Minerva" (C.N.R.) sulle isole circumsarde. I. Introduzione. - Annali
Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 87: 127-136.
COTTARELLI V., 1969 - Nuove Parastenocaris (Copepoda, Harpacticoida) dell'Italia centro-
meridionale. - Riv. Idrobiol., 8 (3): 1-28.
CortARELLI V., SApoRITO P.E., Puccetti A., 1981 - Parastenocaris stellae n.sp. della
falda iporeica del fiume Cedrino (Sardegna). (Crustacea, Copepoda, Harpacticoida)
- Fragm. Entomol., 16 (1): 1-7.
CoTTARELLI V., Bruno M.C., VENANZETTI F., 1994 - Two new species of Parastenocaris
from interstitial waters of rivermouths from Latium and Sardinia (Crustacea,
Copepoda, Harpacticoida) - Fragm. Entomol., 26, in stampa.
Dumont H.J., 1981 - Cladocera and free-living Copepoda from the Fouta Djalon and
adjacent mountain areas in West Africa - Hydrobiologia, 85: 97-116.
ENCKELL, P.H., 1965 - New harpacticoids from Spain. Acta univers. Lunden., 2 (19):
1-9.
Roucu R., DanteLOPOL D.L., 1987 - L'origine de la faune aquatique soutterraine, entre
la paradigme du refuge et le modéle de la colonisation active - Stygologia 3 (4):
345-372.
PARASTENOCARIS RIVI 519
SUMMARY
In this work Parastenocaris rivi n.sp., a species collected near the rivermouth of
a little stream in Cala Spalmatore, S. Pietro Island (SS, Sardinia), is described and
discussed.
This new species is easily distinguishible from all the other Parastenocaris inhabiting
rivermouth waters for the presence of a plate with four tips near the insertion of P4
endopod in males, and of an articulating spine on the inner distal corner of P5 in both
sexes. This last feature is now considered plesiomorphic in Parastenocaris.
Some short remarks and hypothesis concerning the ecology and the colonization
process of continental waters conclude the work.
RIASSUNTO
P. rivi n.sp., raccolta in ambiente interstiziale nell'Isola di S. Pietro, Sardegna, è
descritta e discussa nel presente lavoro. La nuova specie appartiene al gruppo mnuta
Lang, 1948, e presenta le maggiori affinità con P oligoalina, anch'essa presente in
Sardegna. Nel lavoro si sottolinea anche l'interesse biogeografico ed ecologico di questo
nuovo taxa e si propongono alcune considerazioni relative ai processi di colonizzazione
delle acque sotterranee continentali.
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521
ENRICO Borco (*)
I LARIDAE DEL MUSEO CIVICO DI STORIA
NATURALE "G. DORIA" DI GENOVA. I.
STERCORARIINI E RYNCHOPINI.
Nel corso di una ricerca sulla biometria dei Laridae ho controllato
tutti gli esemplari appartenenti a questa famiglia presenti nelle colle-
zioni del Museo Civico di Storia Naturale di Genova, d'ora in avanti
indicato con la sua sigla internazionale MSNG.
Tali collezioni sono il frutto sia di notevoli raccolte zoologiche,
effettuate tra la fine del secolo scorso e l'inizio di questo, in diverse
parti del mondo e specialmente in Asia e Africa, sia di piccoli incre-
menti continui nel tempo, fino ai giorni nostri (TORTONESE, 1969;
CAPOCACCIA ORSINI, 1981).
E' da ricordare un apporto piuttosto cospicuo, avvenuto negli anni
'20, a seguito del deposito presso il Museo delle collezioni dell'ex
Museo Zoologico dell'Università di Genova: purtroppo molto spesso
questi soggetti sono forniti di un cartellino con indicazioni di località
e di data imprecisi o mancanti; nel prosieguo del lavoro tali esemplari
sono indicati con "Ex MZU" seguito da un numero.
Nell'ordinamento delle specie viene seguita la classificazione
recentissima proposta da SIBLEY & MONROE (1990) e basata su tecni-
che di ibridazione DNA-DNA, perché penso sia un tentativo giusto di
dare un ordinamento fondato su caratteri più oggettivi e quindi ho
deciso di seguire questa piuttosto che una sistematica tradizionale.
Certamente l'impatto con questa sistematica può essere difficile
e ci sono ancora notevoli perplessità tra gli ornitologi ma sono con-
vinto che questa strada sia da percorrere.
Secondo questo nuovo modo di vedere le cose, attualmente i
Laridae si inquadrano così:
(*) Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria" Via Brigata Liguria, 9 - 16121 Genova
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
522
ENRICO BORGO
Classe AVES
Sottoclasse NEORNITHES
Infraclasse NEOAVES
Parviclasse PASSERA
Superordine PASSERIMORPHAE
Ordine CICONIIFORMES
Infraordine CHARADRIIDES
Parviordine CHARADRIIDA
Superfamiglia LAROIDEA
Famiglia LARIDAE
Sottofamiglia LARINAE
Tribù STERCORARIINI, RYNCHOPINI, LARINI,
STERNINI
In questo primo lavoro vengono prese in considerazione le Tribù
Stercorariini e Rynchopini.
Per ogni esemplare vengono riportati, quando disponibili, nel
seguente ordine questi dati:
- Numero di riferimento progressivo del Catalogo Entrate (C.E.)
del MSNG, che viene assegnato in prevalenza ai vertebrati al momento
della immissione nelle collezioni; su tale catalogo, scritto a mano fin
dagli albori del Museo, vengono riportati anche i dati inerenti ciascun
soggetto e per realizzare un controllo incrociato ho scorso tutti e dieci
i grossi tomi che lo compongono.
- Sesso: maschio, femmina, indeterminato. Molti soggetti hanno
l'indicazione del sesso incerta perché non determinato al momento
della preparazione, o perché non riportato sul cartellino o sul C.E.,
[N
o ancora perché il cartellino originale è andato perduto.
- Data di cattura (gg.mm.aa): talvolta limitata al mese oppure
all'anno se non vi sono indicazioni più precise.
- Luogo di cattura.
- Note: Possono esservi oppure no delle indicazioni aggiuntive
quali l'eventuale appartenenza ad una collezione storica, notizie par-
ticolari sul soggetto e altro.
I LARIDAE DEL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE "G. DORIA" DI GENOVA 223
Nel caso esista una citazione bibliografica questa è indicata
nella forma {**-***}, dove le cifre prima del trattino sono la nu-
merazione dei lavori come riportato in bibliografia mentre quelle
dopo il trattino si riferiscono alla pagina del lavoro nella quale
viene citato l'esemplare.
All'interno di ciascuna specie i soggetti sono ordinati secondo il
loro numero di catalogo.
STERCORARIINI
Nelle collezioni del Museo "G. Doria" sono presenti 5 specie
appartenenti a questa Tribù, pari al 62.5% di quelle indicate su SIBLEY
& MONROE (1990); il numero dei soggetti controllati è 33, così ripar-
titi: Catharacta skua (2), Catharacta chilensis (1), Stercorarius pomarinus
(10), Stercorarius parasiticus (16) e Stercorarius longicaudus (4).
Catharacta skua Brinnich
Sul cartellino e/o sul C.E. questa specie è citata anche come:
Stercorarius skua (Brinn.); Megalestris catarrhactes Linnaeus
- MSNG 23415; Indeterminato; ?; Isole Far Wer; dal Museo di
Cristiania [Oslo].
- MSNG 40953; Indeterminato; 2; Nord Europa; Ex MZU.
Il numero relativo all'Ex MZU del soggetto MSNG 40953 non è
indicato perché a questo esemplare è stato sostituito il piedistallo, che
portava anche il suddetto numero.
Catharacta chilensis Bonaparte
Sul cartellino e/o sul C.E. questa specie è citata anche come:
Megalestris chilensis Bp.
- MSNG 23414; Indeterminato; ... 4.1880; Coste del Cile, 36°S
80°20'W.
ENRICO BORGO
Stercorarius pomarinus (Temminck)
Sul cartellino e/o sul C.E. questa specie è citata anche come:
Stercorarius pomatorhinus Temminck; Lestris pomarina.
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
20915:
23416;
23417;
23418;
23419;
46148;
46149;
46150;
46151;
47654;
Maschio; 4.8.1911; Pegli (GE).
Indeterminato; 10.10.1870; Porto di Genova.
Femmina; 1.6.1873; Genova.
Indeterminato; 24.5.1885; Genova, 2 miglia al largo
del Lido; interessante l'annotazione sul cartellino:
"Fu ucciso mentre inseguiva una quaglia che riusci
ad afferrare e stava mangiandola".
Femmina; ?; Lago di Neuchatel (Svizzera).
Indeterminato; ?; Mari boreali; Ex MZU 2991.
Indeterminato; ?; Mari boreali; Ex MZU 2993.
Indeterminato; ?; Liguria (?); Ex MZU 2990.
Indeterminato; ?; Mari boreali; Ex MZU 2992.
Indeterminato; ?; Dintorni di Genova.
Sui 10 esemplari presenti, 6 sono di provenienza ligure; purtroppo
non si può trarre alcuna conclusione dal periodo di cattura perché sono
ben 6 i soggetti con la data di cattura non specificata.
Stercorarius parasiticus (Linnaeus)
Sul cartellino e/o sul C.E. questa specie è citata anche come: Lestrzs
crepidatus Illiz.; Stercorarius crepidatus (Banks).
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
- MSNG
1960;
4435;
20909;
20910;
ZOOM
20912:
20915:
20914;
23420;
Maschio; ...4.1914; Cornigliano (GE).
Maschio; 13.4.1885; Imbocco del porto di Genova.
Femmina; 7.4.1912; Cornigliano (GE).
Femmina; 7.4.1912; Cornigliano (GE).
Femmina; 7.4.1912; Cornigliano (GE).
Indeterminato; 7.4.1912, Cornigliano (GE).
Femmina; 7.4.1912; Cornigliano (GE).
Indeterminato; 27.4.1912; Pegli (GE).
Femmina; 30.3.1912; Cornigliano (GE).
I LARIDAE DEL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE "G. DORIA" DI GENOVA 925
- MSNG 23421; Femmina; 19.4.1912; Cornigliano (GE).
- MSNG 23422; Femmina; 7.5.1911; Cornigliano (GE).
-@MSNG 23423; Femmina; 15.3.1912; Pegli (GE).
- MSNG 33380; Femmina; 2.4.1939, Recco (GE).
- MSNG 34452; Femmina; 7.4.1946; al largo di Priaruggia, Quarto
(GE).
- MSNG 46147; Indeterminato; 2; Mari boreali; Ex MZU 2989.
- MSNG 47760; Indeterminato; 16.11.1985; foci del Po, Gorino (FE).
E' da notare che praticamente tutte le catture sono state effettuate
nel periodo del passo primaverile e ben 11 su 16 nel mese di Aprile.
Questi dati, uniti alla cattura avvenuta in Novembre, concordano
con le abitudini della specie, che si può osservare più frequentemente
in Italia durante i passi, specialmente quello primaverile.
Dei 15 esemplari recanti l'indicazione di località, ben 9 risultano
catturati nello stesso luogo e precisamente a Cornigliano (GE), località
situata a circa 7 chilometri ad Ovest di Genova; globalmente sono ben
14 le catture avvenute nella parte centrale della regione, in una zona
abbastanza ristretta centrata su Genova.
Interessante è osservare che la distribuzione temporale delle cat-
ture è alquanto sbilanciata, infatti 9 dei 15 soggetti datati sono stati
catturati nel 1912 e, fatto curioso, 5 perfino lo stesso giorno e nella
stessa località.
Un'altra particolarità che colpisce è l'elevata percentuale di fem-
mine che sono state catturate: 10 esemplari su 16 appartengono infatti
al sesso femminile, solo 2 sono maschi e 4 sono indeterminati.
Stercorarius longicaudus Vieillot
- MSNG 46142; Indeterminato; ?; Mari boreali; Ex MZU 2986.
- MSNG 46143; Indeterminato; 2; Mari del Nord; Ex MZU 2987.
- MSNG 46146; Indeterminato; ?; Mari boreali; Ex MZU 2988: esem-
plare in precedenza determinato come Stercorarius
parasiticus [det. E. Borgo 1992].
- MSNG 48489; Femmina; 22.9.1991; Sturla (GE); {1-181}.
L'esemplare MSNG 48489 è la prima segnalazione accertata per
526 ENRICO BORGO
la Liguria di questa specie.
RYNCHOPINI
Nelle collezioni del MSNG è presente con due esemplari una sola
specie di questa Tribù (pari al 33%) di cui nel mondo sono conosciute
altre due specie: Ryzchops flavirostris Vieillot dell'Africa e Rynchops
albicollis Swainson dell'Asia.
Rynchops niger Linnaeus
Sul cartellino o sul C.E. si può trovare anche come: Rhyncops nigra
Linnaeus; Rhynchops intercedens Saund.
- MSNG 23531; Indeterminato; 1865-1866; Montevideo.
- MSNG 46140; Indeterminato; ?; Nord America (?); Ex MZU 3025
La data dell'esemplare MSNG 23531 è piuttosto vaga ma è stata
desunta da ricostruzioni fatte sulle annotazioni riportate sul cartellino
e sul C.E. su cui è scritto "Viaggio della R. Pirof. 'Principe Umberto’.
Comandante G. Acton". Grazie alle ricerche di un collega, P. Berti,
appassionato studioso di marineria, sono riuscito a sapere che la
Regia Pirofregata "Principe Umberto" salpò il 28.1.1865 per le
acque dell'America meridionale agli ordini del Comandante
Guglielmo Acton (che diventerà poi Ministro della Marina) e ritornò
in patria per la preparazione della terza guerra d'indipendenza
(1866). Da queste notizie ho potuto stabilire la data proposta.
Le collezioni del MSNG relative alle due Tribù di Laridae
trattate in questo lavoro si sono rivelate abbastanza equilibrate se
non proprio cospicue, con 33 esemplari di Stercorariini e 2 di Rynchopini.
Le specie rinvenibili nella regione paleartica occidentale sono presenti
tutte, con percentuali che rispecchiano abbastanza la relativa "frequen-
za"; comprensibile la quasi assoluta mancanza di soggetti provenienti
dai mari australi, tenuto conto che nel periodo d'oro delle esplorazioni,
negli anni della costituzione del nucleo delle collezioni del Museo di
Storia Naturale "G. Doria", solo una spedizione italiana è andata nelle
I LARIDAE DEL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE "G. DORIA" DI GENOVA 527
regioni australi, limitandosi però alla parte meridionale del continente
sudamericano, la Spedizione Antartica Italiana (S.A.1.) del 1882 (Bove,
1883).
E' invece strano che vi siano 2 esemplari del genere Rynchops
americani e non ve ne sia nemmeno uno proveniente dall'Africa o
dall'Asia, regioni che sono state interessate da molte spedizioni che
facevano capo al Museo di Storia Naturale "G. Doria", mentre in America
vi sono stati pochissimi viaggi di studio ed esplorazione.
RINGRAZIAMENTI
Desidero ringraziare: il Dr. Valter Raineri del MSNG per i consigli ed i suggerimenti
fornitimi; la Dr. Lilia Capocaccia (direttore del MSNG) ed il Dr. Giuliano Doria del MSNG
per avermi consentito di controllare il materiale; Monica Beggiato per l'aiuto prestato.
BIBLIOGRAFIA
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codalunga, Stercorarius parasiticus. Rivista italiana di Ornitologia, Milano, 62 (3-
4): 181-182.
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Giacomo Bove Capo della Spedizione al Comitato Centrale per le Esplorazioni
Antartiche. Parte I. Genova, 150 pp.
3 - CAPOCACCIA ORSINI L., 1981 - Il museo di storia naturale di Genova dalle sue
origini ad oggi. Notiziario periodico della vita dell'Associazione Nazionale dei
Musei Scientifici, Orti botanici, Giardini zoologici ed Acquari, Milano. Anno
8, n° 1 (Gennaio-Giugno).
4 - Cramp S. & Simmons K.E.L. (eds.), 1985 - Handbook of the Birds of Europe, the
Middle East and North Africa: the Birds of the Western Palearctic. Vol. III:
Waders to Gulls. 913 pp. + 18 plates.
5 - HARRISON P., 1988 - Seabirds: an identification guide. Revised edition. Christopher
Helm (Publishers) Ltd., London. 448 pp.
6 - Howarp R. & Moore A., 1980 - A complete checklist of the Birds of the World.
Oxford University Press, Oxford. 701 + VIII pp.
7 - Peters J.L., 1934 - Check-list of Birds of the World. Vol. II. Harvard University
Press, Cambridge (USA). 401 + XVII pp.
8 - TorTONESE E., 1969 - Il Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria" in Genova,
928 ENRICO BORGO
nel suo primo centenario. Annali del Museo Civico di Storia Naturale "Giaco-
mo Doria", Genova, 77: I-XIX.
9 - VAURIE C., 1965 - The Birds of Palearctic Fauna. A systematic reference. II. Non-
Passeriformes. Witherby, London. 763 + XX pp.
SUMMARY
The main data about specimens of Tribes Stercorariini and Rynchopini (Aves-
Laridae) stored in the collection of the Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria"
of Genoa are reported.
There are 33 specimens belonging to the Tribe Stercorariini: Catharacta skua (2),
Catharacta chilensis (1), Stercorarius pomarinus (10), Stercorarius parasiticus (16) and
Stercorarius longicaudus (4).
Regarding Tribe Rynchopini only a species is present, Rynchops niger, with two
specimens.
RIASSUNTO
Vengono riportati i dati principali relativi agli esemplari delle Tribù Stercorariini
e Rynchopini (Laridae) presenti nelle collezioni del Museo Civico di Storia Naturale
"G. Doria" di Genova.
Vi sono 33 soggetti appartenenti alla Tribù Stercorariini, così suddivisi per
specie: Catharacta skua (2), Catbaracta chilensis (1), Stercorarius pomarinus (10),
Stercorarius parasiticus (16) e Stercorarius longicaudus (A).
Della Tribù Rynchopini è presente solo una specie, Ryrchops niger, con due
esemplari.
DIZIO
AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI (*)
RICERCHEZOOLOGICHE DELLA NAV E-OCEANOGRAFICA
“MINERVA” (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XXII.
PDERMATEERL DELLE ISOLE CIRCUMSARDE (1)
(INSECTA, DERMAPTERA)
Scopo di questa breve nota è pubblicare i risultati dello studio dei
Dermatteri raccolti durante le campagne faunistiche sulle piccole isole
circumsarde della nave oceanografica “Minerva” del Consiglio Nazio-
nale delle Ricerche. Si tratta di un materiale ricco (circa 980 esemplari
complessivi), campionato da numerosi zoologi con tecniche varie in
numerose isole (33 tra isole ed isolotti, sulle 63 visitate), alcune delle
quali esaminate accuratamente e più volte, tra il settembre 1985 ed il
dicembre 1993.
Nel maggio 1994, nel corso del XXX Congresso della Società Italiana
di Biogeografia, veniva ancora compiuta una escursione a Tavolara, che
forniva ulteriori interessanti dati, anche inediti rispetto a quanto avevo
comunicato in tale sede (VIGNA TAGLIANTI, 1994b), che ovviamente
superava la breve nota presentata nel maggio 1987, dopo i primi due
anni di ricerche, durante il simposio internazionale “Biogeographical
aspects of Insularity” dell’Accademia Nazionale dei Lincei (BACCETTI
et al., 1991).
La possibilità di prendere in esame il popolamento di un numero
così elevato di piccole isole, diverse per l’articolazione dei parametri
fisici ed ambientali, ma situate in un’area tuttavia omogenea e limitata,
g
per di più esaminate ripetutamente in periodi differenti, costituisce
effettivamente una occasione unica.
(*) Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo (Zoologia), Università di Roma “La
Sapienza”, Viale dell’Università 32 - 00185 Roma.
(1) Ricerche in parte eseguite con contributi del C.N.R. e del M.U.R.S.T. (fondi 40%).
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
730 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
In precedenza per le isole circumsarde mi erano noti solo un paio
di reperti, inediti, della Maddalena e dell’Asinara, che vengono ad ogni
modo qui elencati tra il materiale esaminato.
In occasione di questo studio ho poi voluto riprendere in consi-
derazione l’intero popolamento di Dermatteri delle piccole isole italia-
ne, su dati talora più sporadici e frammentari, ma purtuttavia signifi-
cativi e, come vedremo, generalizzabili.
MATERIALE ESAMINATO - Vengono riportate qui di seguito, per cia-
scuna specie rinvenuta, le liste di tutto il materiale esaminato. Le
specie sono elencate con la nomenclatura e nell’ordine della “Checklist
delle specie della fauna italiana” (VIGNA TAGLIANTI, 1994c); le diverse
isole sono raggruppate per arcipelaghi, o per zone, nell’ordine e con
la denominazione ufficialmente adottata in BACCETTI e? al. (1989); le
diverse serie della stessa isola sono in ordine temporale di raccolta ed
alfabetico dei raccoglitori, ma raggruppate per stazione.
Per ciascuna serie di esemplari raccolti, vengono riportati, nel-
l’ordine, i dati seguenti: nome dell’isola, eventuale località all’interno
della stessa, data, nome (o sigla) del raccoglitore, numero degli indi-
vidui, sigla tra parentesi della collezione in cui è depositato il mate-
riale.
Le abbreviazioni utilizzate sono le seguenti:
a) principali raccoglitori: RA = R. Argano, BB = B. Baccetti, MB
= M. Bologna, MC = M. Cobolli, VC = V. Cottarelli, ML = M.
Lucarelli, CM = C. Manicastri, MM = M. Mei, BO = B. Osella,
RP = sR Pogst, Ns — N Santilippo, CU.= € Umer, AV i AC
Vigna Taglianti, VV = V. Vomero, MZ = M. Zapparoli;
b) collezioni:
B = Collezione B. Baccetti, Siena;
G = Collezione del Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria”,
Genova;
V = Collezione A. Vigna Taglianti, Roma.
IDERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 231
Anisolabis maritima (Bonelli in Gené, 1832)
ARCIPELAGO DI TAVOLARA
Isola Tavolara, approdo, 19.V.1994, M. Olmi leg., 1 larva (V).
Euborellia annulipes (Lucas, 1847)
SARDEGNA S-W
Isola Sant'Antioco, Su Tuppei, 12.XII.1993, RP, 16, 29 ®, 1 larva (G, V).
Euborellia moesta (Gené, 1837)
SARDEGNA S-W
Isola Sant'Antioco, Canai, 12.VI.1989, ML, 12 (V); Cussorgia, 12.VI.1989, CU,
1 larva (V).
Isola San Pietro, acquedotto, 11.VI.1989, VC, 2 larve (V) (determinazione non
sicura).
Labidura riparia (Pallas, 1773)
ARCIPELAGO DE LA MADDALENA
Isola La Maddalena, I Pozzoni, 18.VI.1989, RP, 26 g, 12 (G).
SARDEGNA S-W
Isola Sant'Antioco, Cala Lunga, 13.VI.1989, RA, 1 larva (V).
Isola San Pietro, Carloforte, presso le saline, 26.VI.1987, RP, 1 larva (G); Stagno
Viva ina f9 VATS.S SBIBAISA (BE RMRAVIRO 8 STAB BAGNO (B) dard NSOE aide 2 2 2
(G); Punta Nera, 11.V.1988, ML, 2 larve (V).
SARDEGNA N-W
Isola Asinara, Cala Reale, 15.V.1988, BB, 16 (B).
Nala lividipes (Dufour, 1828)
ARCIPELAGO DE LA MADDALENA
Isola La Maddalena, 12.XI.1986, MB, 19 (G); 13.XI.1986, MB, 46 6, 492
(V); I Pozzoni, 18.VI.1989, RP, 12 (G); id., 15.X.1989, RA, 16 (V).
Forficula auricularia (Linné, 1758)
ARCIPELAGO DE LA MADDALENA
Isola Razzoli, 13.XI.1986, MB, 12 (V); vers. SO, 13.XI.1986, L. Tonon, 16,
732 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
2922 (G); a S del Faro, 14.XII.1993, RP, 16 (G).
Isola Barrettini, 5.VIII.1986, RP; 4 exuvie (G).
SARDEGNA N-E
Isola delle Bisce, 11.X1.1986, L. Tonon, 16 (G); id., MZ, 19 (G).
Isola Occidentale de Li Nibani, 11.X1.1986, MB, 19 (V).
Isola delle Rocche, 11.XI.1986, RP, 19 (G).
Isola Settentrionale dei Poveri, 11.1V.1986, BB, 19, 12 larve (B); id., MC, resti
16 e 12, 22 9, 4 larve (V); id., sotto sassi, RP, 16, resti 168, 119 2, 39 larve (G);
11.XI.1986, RA, 19, 1 larva (G); 18.VI.1989, RA, 266,399 (V).
Isola Meridionale dei Poveri, 11.IV.1986, BB, 12 (B); id., RP, 2 larve (G).
Isolotto Camize, 3.VII.1987, RP, resti di cerci (16, 12) (G).
Isola Orientale delle Camere, 11.1V.1986, BB, 11 larve (B); id., RP, 3 larve (G).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA
Isola Molara, Cala di Chiesa, 9.1V.1986, BB, 5 larve (B); Villa Tamponi, 9.IV.1986,
BB, 6 larve (B); 9.IV.1986, RP, 1 larva (G); 10.XI.1986, RP, 16 (G).
Isola Molarotto, 2.VII.1987, RA, 16 (V); id., VV, 16 (V); 12.IX.1987, RP, 12 (G).
SARDEGNA S-W
Isola Il Toro, 31.VII.1986, BB, 106 6, 112 2 (B); id., VC, 444, 22 2 (V); id.,
CM, 346, 22 2 (V); id., RP, 236 gd, 2122 (G); 26.VI.1987, N. Baccetti, 56 6, 99
2, 1 larva (G); 10.V.1988, BB, 16, 22 2 (B); id., M. Biondi, 16, 12 (V); id., VC,
246, 1 larva (V); id., RP, 8664, 39 9, 6 larve (G); 14.VI.1989, RP, 76 6, 12 (G);
id., sotto Ecballium, RP, 16 (G).
Isola La Vacca, 14.VI.1989, BO, 12 (G).
Isola Sant'Antioco, Canai, 11.V.1988, BB, 12 (B); Su Ponini, 11.V.1988, BB,
iD (05) AVIS WES ie), DL QW):
Isola San Pietro, Giaraffa, 1.VIII.1986, BB, 12 (B).
Isola dei Ratti, 13.V.1988, BB, 16 (B).
SARDEGNA N-W
Isola Piana di Alghero, 29.VI.1987, RA, 266 (V).
Isola Asinara, Fornelli, V.1969, G. De Sievo, 16 (V); id., 9.VII.1990, C. Corti,
968 dg, 42 2? (G); Cala Arena, 9.IX.1987, RP, 466,52 2 (G); id., 14.V.1988, BB, 19
(B); id., 12.X.1989, MB, 16 (V); Alta Valle Rio di Baddi Longa, 14.V.1988, RP, 16,
229, 2 larve (G); Cala Reale, 15.V.1988, BB, 26 6, 222 (B); id., id., M. Biondi,
12 (G); id., id., RP, 966,52? (G); id, id., CU, 46 g, 22 2 (V); 14.V.1988, RA,
16, 19, 1 larva (V); 15.V.1988, BO, 2¢6 (G); Campu Perdu, 15.V.1988, BB, 16,
10 (8); Dia, Ruda; 15.V.1988; BB, 3g 6 (B)sids. id, RE: 40g, 4 ee (Ge id:
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 333
16.VI.1989, RP, 164 (G); Pendici M. Scomunica, 12.X.1989, RP, 12 (G).
Forficula decipiens (Gené, 1832)
ARCIPELAGO DE LA MADDALENA
Isola Razzoli, Cala dei Morti, 13.XI.1986, BB, 16, 22 2 (B); id., MB, 168, 12
(V); id., MZ, 12 (V); a S del Faro, 14.XII.1993, RP, 222 (G).
Isola Budelli, Cala di Trana, spiaggia, sub Ammophila 26.IX.1985, RP, 36 g,
22 2 (G); id., 5. VIII.1986, BB, 16 (B); id., Spiaggia Rosa, 10.VII.1990, RP, 12 incompleta (G);
id., 14.XII.1993, RA, 16, 12 (V).
Isolotto Paduleddu settentrionale, 26.IX.1985, B. Lanza, 168 incompleto (G).
Isolotto Paduleddu meridionale, 26.IX.1985, B. Lanza, 666, 592 (B, V).
Isolotto Stramanaro di mezzo, 26.IX.1985, B. Lanza, 46 é, 622 (B, V).
Isola La Presa, 16.X.1989, MB, 16 (V).
Isola Sparsiottoy 251985 TRASI 1312 (LIB, IV) tid BBs ZA (8):
id., B. Lanza, 36 6, 12 (B); id., sotto pietre, RP, 866, 142 2 (G); 5.VIII.1986, BB,
1g, ILL (By).
Isola Spargi, Cala del Grano, 16.X.1989, MB, 266, 12 (V); 16.X.1989, CM, 12
(V).
Isola La Maddalena, 11.III.1968, RA, 19, 1 larva (V); Abbatoggia, 24.IX.1985,
BB, 12 (B); id., id., spiaggia, sotto Helichrysum, RP, 7¢¢, 622 (G, V); Spiaggia
dello Strangolato, 24.IX.1985, BB, 366,522 (B); Spiaggia La Trinità, 24.IX.1985,
RA, 16 (V); id., id., AVT, 16 (V); Punta Cannone, 18.VI.1987, NS, 16, 1 larva (G);
Cala Bassa Trinità, 14.X.1989, RP, 12 (G); Case Fangotto, 4.VII.1990, RP, 26 gd (G).
Isola Caprera, Fortezza, 15.X.1989, MM, 16, 12 (V).
Isola Santo Stefano, 12.XI.1986, BB, 19 (B).
SARDEGNA N-E
Isola delle Bisce, 11.XI.1986, MB, 16, 12 (V); id., L. Tonon, 29 2 (G); id.,
MZ, 42 (G); 10.IX.1987, M. Biondi, 12 (G).
Isola Occidentale de Li Nibani, 11.XI.1986, MB, 36 46, 29 2 (V); id., RP, 12
(G); id., L. Tonon, 16, 19 (G).
Isola delle Rocche, 11.XI.1986, RP, 322 (G).
Isola Occidentale delle Camere, 11.1V.1986, RA e VC, 26 4, 29 9, 2 larve (V);
id., BB, 36 g, 12 (B); id., CM, 12 (V); id., RP, 23d, 62 9, 4 larve (G); 3.VII.1987,
RP, 866, 19 (G).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA
Isola Tavolara, 27.IX.1985, BB, 266, 12 (B); 6.IV.1986, MB, 12 incompleta,
234 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
1 larva (V); 8.IV.1986, VC, 16, 19, 2 larve (V); id., vaglio macchia, RP, 16, 2 larve,
(G); Spalmatore di Terra, 8.IV.1986, RP, 66 4, 322 (G); id., 9.XI.1986, RP, 26 g,
IC) SORIA NI, DLE ICE oro io 228 (E)
dietro l’abitato, MZ, 26d (V); 10.XI.1986, MB, 492 £ (V); 8.VI.1989, RA, 16 (V);
Fornace, 16.X.1989, MB, 222 (V); approdo, 19.V.1994, AVT, 292 (V).
Isola Molara, Cala di Chiesa, 9.IV.1986, BB, 19 (B); 9.IV.1986, RP 4646, 39.9, 10
larve (G); Cala Spagnola, 9.IV.1986, BB, 346 (B); Villa Tamponi, 9.IV.1986, BB, 29 2
(B); 10.XI.1986, M. Galdieri, 26 g, 19, 1 larva (V); 10.XI.1986, RP, 66 3, 139 2 (G);
id., L. Tonon, 164, 12 (V).
SARDEGNA S-E
Isola Varaglione meridionale, 9.VI.1989, RA, 19 (V).
Isola Serpentara, alla base di Ferula, 25.VI.1987, RP, 168, 19 (G); 9.V.1988, BB,
334,322 (B); id., M. Biondi, 1 g (V); id., BO, 56 46, 39 2 (G); id., su Ferula, RP,
176 6, 132 2 (G, V); 9.VI.1989, BO, 16 (G); id., RP, 12 (G); 7.VIL1990, RP, 12 (G).
Isola dei Cavoli, 30.VII.1986, RP, 266,522 (G); 9.VI.1989, VC, 16 (V).
SARDEGNA S-W
Isola La Vacca, 31.VII.1986, VC, 26 6, 422 (V); id., RP, 11466, 1222 (G);
26.VI.1987, RP, 2646, 222 (G); id., VV, 16, 422 (V); 9.V.1988, BB, 12 (B);
10.V.1988, RP, 3466, 322 (G). ;
Isola Sant'Antioco, Su Tuppei, 12.XII.1993, RP, 12 (G).
Isola San Pietro, Stagno Vivagna, 10.V.1988, BO, 1°.
SARDEGNA N-W
Isola Asinara, 15.V.1988, BO, 1d (G); Cala Reale, 15.V.1988, RP, 1¢ (G); Diga
Ruda, 15.V.1988, RP, 12 (G); Cala Arena, 12.X.1989, RA, 16, 19 (V); id., id., MB,
IRR Ed Ne) se? (Gs Eala Scombro, 1321989) MORA Vine
Tumbarino, 13.X.1989, RP, 2646, 222 (G).
Forficula pubescens (Gené, 1837)
ARCIPELAGO DE LA MADDALENA
Isola La Maddalena, dint. La Maddalena, 23.IX.1985, RP, 16 (G); Trinità,
24.IX.1985, S. Minelli, 12 (B); Spalmatora, 24.IX.1985, RP, 16 (G); 12.XI.1986, MB,
16,3 (V); 13.X1.1986, MB, 16 (V); Case Fangotto, 4.VII.1990, RP, 26 gd (G).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA
Isola Molara, 28.VII.1986, BB, 16 (B).
SARDEGNA S-W
Isola Sant’ Antioco, S’Aqua de sa Canna, 18.VI.1989, BO, 22 £ (G, V); id., id.,
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE
RP, 266, 222 (G).
SARDEGNA N-W
Isola Asinara, Cala Reale, 9.VII.1990, RP, 16 (G).
Forficula sp. (larve indeterminabili di I e II età)
ARCIPELAGO DE LA MADDALENA
Isola Razzoli, vers. SW, 13.XI.1986, 3 (G); id., L. Tonon, 1 (G).
SARDEGNA N-E
Isola delle Bisce, 11.XI.1986, M. Galdieri, 2 (G).
Isola Occidentale de Li Nibani, 11.X1.1986, L. Tonon, 9 (G).
Isola Occidentale delle Camere, 11.1V.1986, BB, 1 (B).
ARCIPELAGO DI TAVOLARA
Isola Tavolara, 6.IV.1986, CM, 13 (G); 9.XI.1986, L. Tonon, 4 + 1 (G).
Isola Molara, Cala di Chiesa, 9.IV.1986, BB, 10 (B); Cala Spagnola, 9.IV.1986,
BB, 1 (B); Villa Tamponi, 9.IV.1986, BB, 11 (B); 10.XT.1986, CM, 3 (G); id., L. Tonon,
IG):
SARDEGNA S-W
Isola Sant’ Antioco, Sa Scrocca Manna, 11.V.1988, RP, 1 (G); Su Ponini, 11.V.1988,
REGGE
DISCUSSIONE - Come risulta dalle liste del materiale esaminato, le
specie di Dermatteri rinvenute nelle piccole isole circumsarde sono
8, cioè la totalità di quelle finora note per la Sardegna: ritengo oppor-
tuno esaminarle qui di seguito, singolarmente, e commentarne breve-
mente la presenza nelle isole circumsarde e nelle altre isole minori
italiane.
Anisolabis maritima (Bonelli in Gené, 1832)
E’ stata recentemente rinvenuta a Tavolara, in occasione della
escursione del XXX Congresso S.I.B. (19 maggio 1994) anche questa
specie, che nella mia comunicazione allo stesso Congresso (VIGNA TA-
GLIANTI, 1994b) consideravo come l’unica di Sardegna ancora non rin-
venuta nelle isole minori, ma che discutevo comunque brevemente,
ritenendone probabile la presenza. Non potevo infatti escludere
Anisolabis maritima, già nota di Sardegna e Corsica, dalle specie po-
536 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
tenzialmente presenti sulle isole circumsarde, data la scarsa frequenza
con cui viene rinvenuta ed i particolari habitat colonizzati. Io stesso per
le Ponziane affermavo (VIGNA TAGLIANTI, 1975) di averla osservata “solo
a Ponza, mentre non l’ho mai rinvenuta lungo le altre spiagge, appa-
rentemente altrettanto adatte, delle altre isole”: eppure parecchi anni
dopo è stata raccolta a Ventotene, in ambienti che pur avevo esaminato.
Questa specie, a vasta distribuzione lungo le coste marine di di-
versi continenti, considerata cosmopolita dagli Autori (SAKAI, 1970),
è da ritenere un elemento decisamente stenotopo e stenoecio, loca-
lizzato e minacciato. Descritta di Genova, e citata di Nizza e della
Toscana dallo stesso Bonelli (in GENÉ, 1832), è stata riscontrata in
varie località del Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia (“neotypi”
di Dalmazia, Dubrovnik, in HARZ & KALTENBACH, 1976: 43) e lungo
il Nord Africa (CHOPARD, 1943). Ho potuto esaminare materiale di
Dalmazia, Grecia (Thesprotia) e di Tenerife.
In Italia questa specie, da considerare a gravitazione meridionale,
mediterranea, è nota delle coste tirreniche, dalla Liguria alla Sicilia,
Sardegna e Corsica comprese (MACCAGNO, 1933; ALBOUY e CAUSSANEL,
1990; VIGNA TAGLIANTI, 1994a), dove vive sulle rive rocciose e ciottolose,
fra i detriti; fa parte, con l’Isopode Lygia italica Fabricius, 1798, gli
Anfipodi del genere Orchestza, il Grillide Mogoplistes squamiger (Fischer,
1853) ed il Carabide Limnaeum nigropiceum (Marsham, 1802), di una
comunità della zona intertidale, che rapidamente si va frammentando
e scomparendo, per la trasformazione o distruzione diretta dell’habitat
ad opera dell’uomo e per la distruzione indiretta provocata dal petro-
lio. La biologia di questa specie in Italia è stata studiata da HERTER
(1963).
Nelle isole circumsarde, come già affermato, questa specie non era
finora stata osservata, anche se gli habitat adatti, con la comunità su
citata, esistono e sono stati indagati con cura, particolarmente da R.
Argano, da R. Poggi e da me stesso; è stata invece rinvenuta dal collega
ed amico Massimo Olmi, del tutto casualmente, una sola larva, con
cerci rovinati e rigenerati, vagante sul suolo presso la riva, vicino al-
l’approdo di Tavolara (sulla costa antistante, a Golfo degli Aranci, era
già stata rinvenuta da Menozzi, in MACCAGNO, 1933: 268).
Per le isole minori, Arisolabis maritima è citata dell’ Elba (MENOZZI,
1924; Maccagno, 1933), di Ischia (Maccagno, 1933), delle Isole Egadi
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 937
(Favignana) (CAPRA, 1973), Eolie (Salina) (FOCARILE, 1972; CAPRA, 1973;
FAILLA et al., 1973) e Ponziane (Ponza) (VIGNA TAGLIANTI, 1975).
Durante le ricerche zoologiche delle navi oceanografiche del C.N.R.
(Minerva, Bannock e Urania), svolte dal 1990 in poi, successive alle
campagne sulle isole circumsarde, questa interessante specie è stata
rinvenuta in alcune località, anche inedite, che ritengo utile aggiungere
alla lista del materiale italiano esaminato riportata qui di seguito. Va
anche osservato che in alcune località la sua presenza non è più stata
confermata.
LAZIO. RM. Anzio, spiaggia Cincinnato, 25.V.1968, RA, 19, 3 larve (V).
ISOLE PONZIANE (LT).
Isola Ponza (vedi Vigna Taglianti, 1975: 205).
Isola Ventotene, spiaggia presso il faro, 5.X.1990, CM, 1d, 5 larve (V).
CAMPANIA. SA. Villammare (Sapri, Golfo di Policastro), 15.VIII.1965, A.
Basile, 16, 10 larve (V).
ISOLE PARTENOPEE (NA).
Isola Ischia, Casamicciola, 6.X.1990, CM, 16, 29 2, 2 larve (V).
SICILIA (ME). Taormina, 26.VIII.1966, VC, 36 gd, 109 9, 18 larve (V, MVr,
Sakai); ME, Messina, spiaggia loc. Paradiso, 22.11.1993, VC, 19 (V).
ISOLE EOLIE (ME).
Isola Salina, 7.1V.1990, RA, 14,19 (V); id., MM, 24 6,22 @ (V); id., MZ, 34 8,
NCAA linea 41995) RPI2 222 (V)aid.. id. YMZ, 28.4 9.(V)!
ISOLE EGADI (TP):
Isola Marettimo, 16.IX.1966, 1 larva (V); 17.IX.1966, 12 (V).
Isola Favignana, X.1967, BO, 19 (MVr).
Euborellia annulipes (Lucas, 1847)
Specie presente in Sardegna e Corsica (Maccagno, 1933), rinve-
nuta solo recentemente, a fine 1993, nelle isole circumsarde a
Sant'Antioco (a meno che ad essa non siano da riferire anche un paio
di larve dell’Isola San Pietro). Elemento anch’esso cosmopolita (SAKAI,
1970; Harz & KALTENBACH, 1976), ma euritopo ed eurizonale, di ori-
gine afrotropicale, presumibilmente antropofila (od almeno importata
dall’uomo) nelle regioni temperate e fredde, sia boreali che australi.
538 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
Descritta di Parigi (Jardin des Plantes), la conosco di parecchie regioni,
dall'Africa tropicale (dove l’ho raccolta in Somalia) al Sudamerica
(Argentina, Uruguay) al Nepal (Basantapur, 2200 m), oltre che di
quasi tutta l’area mediterranea (Marocco, Tunisia, Turchia, Grecia).
In Italia anche questa specie ha gravitazione meridionale, mediter-
ranea, e mi è nota del Piemonte (solo zone xerotermiche dell’ Astigiano),
Liguria, Veneto (zone xerotermiche), Lazio, Calabria, Sicilia e Sarde-
gna: sembra mancare nella parte più interna delle Alpi e sul versante
adriatico (VIGNA TAGLIANTI, 1994a).
Ho esaminato materiale di parecchie isole, da Juan Fernandez
(Robinson Crusoe Is., Bahia Cumberland, 5.1.1992, M. Olmi leg.) a
Jamaica (Royal Palm Park near Negril, 23.VII.1993, W. Rossi leg.);
frequente nelle Canarie (Fuerteventura, Gran Canaria (“neotypus” di
Gran Canaria”, in HARZ & KALTENBACH, 1976: 46), Gomera), a Madeira,
e nelle isole mediterranee, come Kerkira, Zakinthos, Rodi; citata anche
delle isole dalmate (Hvar) (Us & MATVEJEV, 1967).
Per quanto riguarda le isole italiane minori, l’ho citata (VIGNA
TAGLIANTI, 1975) delle Ponziane (Ponza e Ventotene), di Lipari, delle
Egadi (Levanzo, Favignana, Marettimo), e della Capraia nell’ Arcipela-
go Toscano (di quest’ultima isola, dove l'ho rinvenuta nel 1974, è stata
riportata anche da Capra, 1976, ma non era stata raccolta in precedenza
da Mancini, durante le accurate ricerche degli anni ’30). E’ nota anche
di Linosa, Ustica, Eolie (Vulcano, Alicudi e Panarea) (CAPRA, 1973;
FAILLA e? al., 1973). Per Lampedusa e Linosa, Salfi (in Zavattari e
coll., 1960) citava Euborellia moesta, ma è stata sempre rinvenuta solo
E. annulipes, anche durante le recentissime campagne delle navi
oceanografiche del C.N.R. (Isola di Linosa, cava pozzolana, 2.1V.1990,
R. Argano leg.). Le località dove questa specie è stata raccolta, che ho
potuto esaminare personalmente o di cui ho sufficienti indicazioni,
sono sempre situate in ambienti secondari, degradati o coltivati o
comunque di origine antropica (città, orti, coltivi e zone incolte da ex
coltivi o zone marginali di insediamenti abitati).
Credo che questa specie, ottimo colonizzatore, così ampiamente
diffusa e così facilmente trasportabile dall’uomo, possa esser presente
anche in altre isole circumsarde, oltre a Sant'Antioco, almeno in quelle
più fortemente antropizzate, se pur con popolazioni ridotte e forse
instabili.
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 539
Euborellia moesta (Gené, 1837)
Presente solo nelle due grandi isole della Sardegna sud-occiden-
tale, Sant’ Antioco e San Pietro (di quest’ultima isola ho visto solo due
larve, non identificabili con certezza a livello specifico), vicine e col-
legate alla costa sarda.
Specie a distribuzione mediterranea, principalmente occidentale,
descritta di Sardegna (inspiegabili i “neotypi” della Francia meridio-
nale, La Couronne, di Harz & KALTENBACH, 1975: 46), mi è nota di
Corsica, Spagna, Francia meridionale, Nord Africa (Marocco), ed è
citata di Algeria e Tunisia (CHOPARD, 1943) e Dalmazia (isole di Hvar
e Korkula) (Us & MATVEJEV, 1967).
In Italia, dove mostra una corologia a gravitazione meridionale,
mediterranea, la specie è ampiamente diffusa, e sembra mancare solo
nella parte più interna delle Alpi ed in Calabria e Sicilia (VIGNA TA-
GLIANTI, 1994a).
Per le isole minori mi è nota solo dell’isola Palmaria (MACCAGNO,
1933) e dell'Arcipelago Toscano (già citata da MACCAGNO, 1933, e da
CAPRA, 1976, dell'Elba, Gorgona e Capraia; l’ho poi rinvenuta anche
a Giannutri); la citazione di Salfi (in ZAVATTARI e coll., 1960) per
Lampedusa e Linosa è certamente da riferire ad annulipes, come ho
già affermato in precedenza (VIGNA TAGLIANTI, 1975).
Labidura riparia (Pallas, 1773)
Presente in quattro isole circumsarde (La Maddalena, Sant'Antioco,
San Pietro ed Asinara), che non solo sono quelle di maggiori dimen-
sioni, ma anche quelle con la maggiore articolazione territoriale e le
uniche con stagni salmastri. Questa specie, ritenuta cosmopolita (SAKAI,
1970), ma in realtà paleartica, con limitate estensioni (od importazio-
ni?) in altre regioni, dove è sostitutita da altre specie allopatriche,
spesso non riconosciute dagli Autori (come L. confusa Capra, 1929,
dell’Africa tropicale, simpatrica con la precedente in Libia, Egitto e
Somalia, o L. bengalensis Dohrn, 1863, della regione orientale, o L.
truncata Kirby, 1903 della regione australiana), sembra maggiormente
legata alle coste marine basse, con lagune salmastre e rive fangose, e
formazione vegetazionali alofile, come il Salicornietum.
In Europa ed Asia risale anche le rive dei fiumi all’interno, ed è
540 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
presente con popolazioni anche molto abbondanti nei bacini salati
continentali. Descritta di Siberia (in Harz & KALTENBACH, 1975: 58,
ritenuta di località tipica “Unbekannt”, con “neotypi” di Irlin e di
Albania), mi è nota di quasi tutta Europa ed Asia (Sistan iraniano,
Baltistan); nell’area mediterranea, la conosco dalla Spagna e Francia
alla Grecia e Turchia (coste del Mar Nero, del Mediterraneo, rive del
Tigri, laghi dell’interno, compresi i grandi laghi salati, come il Tuz
Golu ed il Van Golù), fino alla Giordania, Iraq ed Iran; in Nord
Africa, del Marocco, Algeria, Tunisia, Libia; delle isole Canarie
(Fuerteventura, Tenerife); della Somalia, sulle rive del Mar Rosso.
Per le isole mediterranee, ho esaminato materiale di Creta, Rodi,
Egina, Cicladi (Naxos, Astipalea) e Sporadi (Kos).
Per l’Italia, mi è nota di tutte le regioni, tranne il Trentino (VIGNA
TAGLIANTI, 1994a): la conosco di poche stazioni continentali subalpine,
lungo la Bormida (ad Acqui Terme), la Stura di Demonte (tra Cuneo
e Borgo San Salmazzo), delle brughiere lombarde del Bergamasco e
lungo l’Adige (Verona); di poche stazioni interne appenniniche,
dell Umbria (Lago Trasimeno) e Lazio (Lago di Canterno); delle coste
tirreniche della Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia
e Sardegna, di quelle adriatiche del Veneto, Romagna, Abruzzo, Puglia,
e di quelle ioniche di Puglia, Basilicata e Calabria.
Per le isole minori, mi risulta dell'Arcipelago Toscano: Gorgona,
Giglio (CAPRA, 1976), delle Isole Ponziane: Ponza (VIGNA TAGLIANTI,
1975), delle Eolie: Vulcano, Lipari, Salina, Stromboli (CAPRA, 1973;
Harz & KALTENBACH, 1975), Egadi: Marettimo, Favignana (CAPRA, 1973),
delle Isole dello Stagnone (Isola Grande, dato inedito), di Pantelleria
(CAPRA, 1929, 1973; Maccagno, 1933) e Lampedusa (Salfi, in ZAVATTARI
e coll., 1960; CAPRA, 1973).
Nala lividipes (Dufour, 1828)
Specie ad ampia distribuzione, descritta di Spagna, ma di proba-
bile origine afrotropicale, diffusa in tutta la regione mediterranea, dal
Portogallo e Spagna al Nord Africa, a Madagascar, Afghanistan, India,
Ceylon, Giava, Sumatra, Sulawesi, China, Formosa, Giappone, Filippine,
Hawaii, Australia, tutte regioni in cui la sua presenza è spesso dovuta
a trasporto antropico. Ho esaminato o rinvenuto esemplari di Algeria,
Tunisia, Etiopia, Uganda, Isole Canarie, ma anche di Thailandia e
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE Da
Bangladesh, oltre al materiale italiano, spagnolo e portoghese.
Non citata di Francia e Corsica, in Italia questa specie, a gravitazione
meridionale, è nota di Sicilia e Sardegna (gia in MACCAGNO, 1933, ma
ho esaminato materiale anche recentissimo), e, su dati piuttosto re-
centi, successivi al 1977 (VIGNA TAGLIANTI, 1994a), risulta presente
anche nel Lazio, in campi di erba medica presso Maccarese.
Per le piccole isole, sembra presente solo a La Maddalena.
Forficula auricularia (Linné, 1758)
Specie ad ampia distribuzione, cosmopolita o subcosmopolita, ma
da ritenere di origine asiatico-europea.
Presente in tutta Italia ed isole maggiori (VIGNA TAGLIANTI, 1994a),
per le piccole isole è nota solo dell’Arcipelago Toscano: Elba (Burr,
1912), Giglio (MENOZZI, 1924), Capraia, Gorgona e Pianosa (CAPRA,
1973), di Lampedusa (SALFI, in Zavattari e coll., 1960), di Linosa e
Pantelleria (CAPRA, 1973) e forse di Ustica (CAPRA, 1973) e Tremiti (San
Domino: CECCONI, 1908).
Di solito, nelle piccole isole si rinviene solo F decipiens, come alle
Ponziane, alle Eolie, Egadi, (VIGNA TAGLIANTI, 1975, 1994a) (vedi tab.
3); nelle isole circumsarde invece sembra molto frequente anche F
auricularia, in ben 18 isole ed isolotti su 33 esaminati. Solo in 9 isole,
non necessariamente nelle più grandi e più antropizzate (Sant'Antioco,
San Pietro, Asinara, Molara), ma anche a Razzoli, le Bisce, Li Nibant,
le Rocche, la Vacca si rinviene in simpatria e sintopia con F. decipiens
(vedi tab. 1); di solito si osserva però una certa esclusione tra le due
specie, con una decisa predominanza di decipiens nelle isole dell’ Arci-
pelago de La Maddalena e nelle piccole isole meridionali, più aride.
Forficula decipiens (Gené, 1832)
Specie mediterranea, diffusa in Europa meridionale ed Africa
settentrionale. Descritta dell'Appennino ligure, è un tipico elemento a
gravitazione meridionale, mediterraneo, dell’area occidentale e tirrenica,
con limitata presenza nell’area adriatica, sulle coste dalmate (Us &
MATVEJEV, 1967).
In Italia è presente in tutte le regioni peninsulari, tranne la por-
zione più interna delle Alpi, ed insulari (VIGNA TAGLIANTI, 1994a);
AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
SS
LE SPECIE DI DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE
Am = Anisolabis maritima, Ea = Euborellia annulipes, Em = Euborellia
moesta, Lr = Labidura riparia, Nl = Nala lividipes, Fa = Forficula
auricularia, Fd = Forficula decipiens, Fp = Forficula pubescens
Isola Am Ea Em Lr NI Fa Fd Fp N°specie/isola
ARC. DE LA MADDALENA
Razzoli +
Budelli
Paduleddu settentrionale
Paduleddu meridionale
Stramanaro di mezzo
La Presa
Barrettini +
Spargiotto
+++ + + +
Spargi
La Maddalena At
Caprera
Santo Stefano
+ + + + +
+
SARDEGNA N-E
delle Bisce
Occidentale de Li Nibani
delle Rocche
Settentrionale dei Poveri
Meridionale dei Poveri
Camize
Occidentale delle Camere a
Orientale delle Camere +
ae APPS SP APP
Re pia Re E Re NH LD LO
ARCIPELAGO DI TAVOLARA
Tavolara au si 2
Molara + + + 3
Molarotto +
IDERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 543
Isola Am Ea EmLr NI Fa Fd Fp N°specie/isola
SARDEGNA S-E
Varaglione meridionale + 1
Serpentara + 1
Dei Cavoli - 1
SARDEGNA S-W
Il Toro + 1
La Vacca + + 2
Sant'Antioco + + + + + + 6
San Pietro 6 + + + + 4
Dei Ratti + 1
SARDEGNA N-W
Piana di Alghero
Asinara + + + + 4
+
_—
N°isole 33 N°isole/specie eh 2A MISA ZE NES perle
particolarmente frequente nelle regioni tirreniche centrali e meridiona-
li, è ampiamente diffusa nelle piccole isole, dove è talora l’unica specie
di Dermattero presente. j
La conosco, oltre che di tutto l’Arcipelago Toscano: Gorgona,
Capraia, La Praiola, Elba, Pianosa, Giglio, Giannutri, Formiche di
Grosseto (MENOZZI, 1924; Maccagno, 1933; CAPRA, 1976) e Pontino:
Ponza, Zannone, Palmarola, Scoglio Cappello, Scoglio Spaccapolipo,
Scoglio La Ravia, Ventotene e Santo Stefano (VIGNA TAGLIANTI, 1975),
anche di Malta, Ustica, Egadi (Marettimo, Favignana, Levanzo), Eolie
(Lipari, Vulcano, Salina, Filicudi, Panarea, Stromboli) (CAPRA, 1973;
FAILLA et al., 1973; VIGNA TAGLIANTI, 1975). Per l’area adriatica, era
già citata delle Tremiti da MACCAGNO (1933) e la conosco di Caprara
e San Domino, dove è stata rinvenuta anche nel corso delle campagne
della “Minerva”.
Per le isole circumsarde, questa specie microttera, ma tipicamente
insulare ed ottimo colonizzatore dell’area tirrenica, è presente in ben
24 tra isole ed isolotti, sulle 33 considerate; solo in 9 di questi (vedi
sopra) è simpatrica con FE. auricularia, ed in 14 (soprattutto in quelle
344 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
minori; vedi tab. 1) è l’unica specie di Dermattero rinvenuta.
Forficula pubescens (Gené, 1837)
Specie W-mediterranea, descritta di Sardegna e presente in Italia
peninsulare ed insulare, con gravitazione meridionale, apparentemente
assente in tutte le regioni adriatiche (VIGNA TAGLIANTI, 1994a). Nota
anche della Penisola iberica, della Francia meridionale e di Corsica,
oltre che di Marocco (ho raccolto materiale nel Rif e nelle provincie
di Taza, Safi e Kénitra), Tunisia ed Algeria, è citata anche di “Yougoslavie”
da ALBOUY & CAUSSANEL (1990), dove è assente secondo Us & MATVEJEV
(1967) e probabilmente è stata confusa con F obtusangula Krauss,
1904, così come nel Mediterraneo orientale è stata confusa con F
aetolica Brunner, 1882, con F. hincksi Burr, 1947, e con F brignolii
Vigna Taglianti, 1974. La conosco anche delle Canarie (Fuerteventura).
La specie è presente nelle isole dell’ Arcipelago Toscano, alla Capraia
(Maccagno, 1933), Gorgona, Giglio, Pianosa (CAPRA, 1976), nelle Eolie
(Lipari) (Capra, 1976) e nelle 4 isole circumsarde su riportate (La
Maddalena, Molara, Sant'Antioco e Asinara), che sono tra quelle con
maggiori dimensioni, più ricca articolazione territoriale e più antropizzate.
TANS 2
DIMENSIONI DELLE ISOLE E NUMERO DI SPECIE DI DERMATTERI
Isola Superficie Altezza Distanza Numero
kmq m costa km specie
ARC. DE LA MADDALENA
La Maddalena 19,6 156 1,6 4
Caprera Sey DAP 1,4 1
Spargi 4,2 155 2,4 1
Santo Stefano 3 101 12 1
Budelli 1,64 87 8 il
Razzoli 1,54 65 9,5 z
La Presa 0,48 50 11 1
Barrettini 0,14 10 8 1
Spargiotto 0,12 10 5 1
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 545
Isola Superficie Altezza Distanza Numero
kmq m costa km specie
SARDEGNA N-E
Le Bisce 0,6 70 0,4 2
Li Nibani W 0,24 10 0,4 Z
Le Rocche 0,2 10 0,2 2
Le Camere 0,06 10 2 1
ARC. DI TAVOLARA
Tavolara 5,4 564 3 2
Molara 4 158 DIA 3
Molarotto 0,09 51 De 1
SARDEGNA S-E
I Cavoli 0,30 41 0.8 1
Serpentara 0,24 54 3.4 i
SARDEGNA S-W
Sant'Antioco 109 240 2 6
San Pietro 51,3 211 8 4
Il Toro 0,16 80 18 1
La Vacca 0,08 50 12 2
SARDEGNA N-W
Asinara DO) 408 1,4 4
Piana di Alghero 0,18 105 0,2 1
CONCLUSIONI
Da quanto esposto, sulle 63 isole circumsarde, isolotti e scogli
compresi, esaminate nel corso degli ultimi 9 anni, ben 33 hanno mo-
strato la presenza di Dermatteri (tab. 1).
Sono state rinvenute complessivamente tutte le 8 specie note per
la Sardegna, compresa Anisolabis maritima, specie ad ampia distribu-
zione, subcosmopolita, ma localizzata e poco frequente, stenoecia e
stenotopa, alofila e legata a spiagge rocciose o ciottolose, e quindi
“rara” e minacciata da estinzioni locali, che pare presente solo a Tavolara.
546 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
Delle altre 7 specie, due sono elementi subcosmopoliti, di origine
afrotropicale o paleotropicale, ad ampia diffusione nell’area mediter-
ranea, ma presenti ciascuno in una sola isola, tra le maggiori: Euborellia
annulipes, rinvenuta a Sant'Antioco, e Nala lividipes, a La Maddalena.
Queste due specie sono certamente da considerare antropofile, od almeno
facilitate dalla dispersione antropocora. Euriecie ed euritope, ben adattate
all’attività agricola, ortofrutticola e commerciale dell’uomo, sembrano
essere entrambe buone colonizzatrici: la prima attera, ma con forte
capacità di “adesione” al substrato, la seconda con ali funzionali, spesso
attratta dalle luci e capace di spostamento attivo anche a distanze notevoli.
Euborellia moesta, specie mediterranea, ampiamente diffusa in
Sardegna, ma più stenoecia e con esigenze di elevata “qualità ambien-
tale”, microttera e predatrice, sembra presente solo a Sant'Antioco e
a San Pietro, due isole tra le maggiori e le più vicine alla costa sarda.
La sua ridotta presenza nelle altre piccole isole italiane e mediterranee
ne testimonia la bassa capacità di dispersione e presumibilmente una
nicchia molto più specializzata della congenere annulipes.
Labidura riparia è presente in 4 isole, tra le maggiori: Sant’ Antioco,
San Pietro, Asinara e La Maddalena. Elemento ripicolo ed alofilo, legato
agli stagni retrodunali o almeno alla disponibilità di corpi idrici, è
ovviamente presente solo nelle isole di maggiore superficie e con più
elevata articolazione territoriale, dove possano permanere ambienti di
tale tipo.
A Sant'Antioco, Asinara e La Maddalena, oltre che a Molara, è
stata rinvenuta anche Forficula pubescens, specie microttera, a distri-
buzione W-mediterranea, piuttosto frequente in Sardegna, ad ecologia
poco nota, la cui presenza si lega evidentemente alle isole di maggiore
superficie e con maggiore complessità di ambienti.
Forficula auricularia e F. decipiens sono le due specie più ampia-
mente diffuse: ottimi colonizzatori entrambi, questi due elementi sem-
brano piuttosto complementari nel loro modello di popolamento.
La prima specie, ad ampia diffusione, subcosmopolita, ma di ori-
gine asiatico-europea, è da considerare un elemento più mesofilo, alticolo
e frigofilo; la sua capacità di dispersione, pur avendo ali funzionali, è
però legata all’importazione con le derrate o con le attività agricole da
parte dell’uomo, grazie ad una marcata capacità di “adesione” al
substrato. Nelle isole minori dell’area mediterranea è specie poco
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 547
TAB: 3
LE SBE CIE DI DERNIAL TERI DELILE PICCOLE TSOLE TTALIANE
Le isole sono raggruppate per arcipelaghi o per zone unitarie; le specie
sono indicate con le iniziali del binomio linneano:
Am = Antsolabis maritima, Ea = Euborellia annulipes, Em = E. moesta,
Lr = Labidura riparia, NV = Nala lividipes, Lm = Labia minor, Fa =
Forficula auricularia, Fd = F. decipiens, Fo = F. obtusangula, Fp = F
pubescens.
Indico con "+" la presenza su dati verificati su materiale, con "o"
quella di letteratura, con "?" quella dubbia.
Isole Am EaEm Lr NI Lm Fa Fd Fo Fp
Arcipelago de La Maddalena + + + + +
Sardegna N-E i
Arcipelago di Tavolara + fee ae sp
Sardegna S-E +
Sardegna S-W ORI EAT Sok ye un
Sardegna N-W su ata VIa sù
Arcipelago Toscano OT E o o + +
Ponziane + + + +
Partenopee ste
Eolie + 0 + ee or O)
Ustica re) oe oO
Egadi cai + +
Pantelleria ni de
Pelagie i i Li
Tremiti QUE
TOTALE gruppi di isole 15 Rig SOUR AZOTO
748 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
frequente, limitata alle isole circumsarde ed alle Pelagie, con poche
citazioni non confermate per le Toscane ed Ustica, assente dalle Ponziane,
Eolie, Egadi, Tremiti, evidentemente non favorita dal clima di tipo
mediterraneo. Nelle isole circumsarde, è presente in 18 tra isole ed
isolotti: in 9, di dimensioni molto piccole e molto vicine alla terraferma,
da sola, in altre 9 isole, di dimensioni mediamente maggiori, insieme
con altre specie, ed almeno con F decipiens.
Quest'ultima specie, diffusa nell’area mediterranea, in particolare
lungo le coste tirreniche, è presente invece in tutti gli arcipelaghi
esaminati, spesso da sola: pur microttera, la capacità di “adesione” al
substrato (presenza all’interno di steli, infiorescenze ed infruttescenze,
bratteee e strati vegetali di vario tipo), la resistenza alla salinità, alle
variazioni di temperatura e di umidità, la marcata xerotermofilia, le
rigide cure parentali, ne rafforzano la capacità di dispersione e
colonizzazione, e la fanno altresì considerare un buon indicatore del
bioclima mediterraneo. Nelle 33 isole circumsarde considerate, è pre-
sente in ben 24 isole ed isolotti, in 14 come unica specie presente, in
10 insieme ad auricularia ed altre specie, secondo le dimensioni e la
complessità geografica dell’isola.
Da questo punto di vista, si può ancora notare come (tab. 2) il
numero massimo di specie (6) si rinvenga a Sant'Antioco (ca. 109 kmq),
mentre a San Pietro e all’Asinara (ca. 51 kmq ciascuna) se ne rinven-
gono 4, come a La Maddalena, più piccola (ca. 20 kmq), ma più com-
plessa: a Caprera, di superficie poco inferiore, è stata rinvenuta una
sola specie, per la maggiore omogeneità di un ambiente meno adatto
ai Dermatteri. Anche Tavolara e Molara sono simili per superficie, ma
Tavolara ha finora mostrato due sole specie (F decipiens e la stenotopa
Anisolabis maritima), mentre a Molara, più piccola, più bassa ma meno
omogenea, sono state rinvenute tre specie, forse anche in rapporto alla
maggiore antropizzazione (orticoltura) che può favorire qualche specie
relativamente banale, anche se meno frequente, come in questo caso F
pubescens.
Le considerazioni svolte sul popolamento di Dermatteri delle isole
circumsarde valgono, come si è visto nella discussione delle singole
specie, per l’intero popolamento delle piccole isole italiane, che già
avevo preso in considerazione in una recente sintesi (Vigna Taglianti,
1994a). Le 10 specie elencate nella tab. 3, che coincidono in pratica
I DERMATTERI DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 949
con quelle discusse per le isole circumsarde, più un paio di reperti, che
ritengo casuali, di Labza minor, piccola specie volatrice e subcosmopolita
nelle Isole Toscane e ad Ustica, e di Forficula obtusangula nelle Eolie,
costituiscono il contingente dei “buoni colonizzatori”, il blocco di spe-
cie della fauna italiana con la massima capacità di dispersione.
TAB. 4
COROTIPI DEI DERMATTERI DELLE PICCOLE ISOLE ITALIANE
(sigle come in Vigna Taglianti et al., 1993; COSM = elementi cosmo-
politi o subcosmopoliti)
Anisolabis maritima (Bonelli in Gené, 1832) COSM
Euborellia annulipes (Lucas, 1847) COSM
Euborellia moesta (Gené, 1837) MED
Labidura riparia (Pallas, 1773) COSM
Nala lividipes (Dufour, 1828) COSM (AIM+AUSTR)
Labia minor (Linné, 1758) COSM
Forficula auricularia (Linné, 1758) COSM (ASE)
Forficula decipiens (Gené, 1832) MED
Forficula obtusangula (Krauss, 1904) EME
Forficula pubescens (Gené, 1837) WME
I corotipi cui vanno riferite le loro distribuzioni geografiche sono
riportati in tab. 4: si evidenzia come ben 6 specie siano elementi
cosmopoliti o subcosmopoliti, quasi tutti con origini ed affinità
paleotropicali, anche Afrotropicale-Indiano-Mediterraneo esteso alla
regione Australiana, tranne Forficula auricularia, di origine Asiatico-
Europeo. Le rimanenti 4 specie sono da riferire a corotipi mediterranei
(2 Mediterranei, 1 W-Mediterraneo, 1 E-Mediterraneo). Mancano nelle
piccole isole tutte le altre specie della fauna italiana e circummediterranea
legate a situazioni ambientali più ristrette, alle comunità forestali,
steppiche ed alticole, che presentano areali più limitati sui gruppi
montuosi e che sono talora endemiche di singoli settori delle Alpi e
degli Appennini, dove assumono un particolare significato come indi-
catori faunistici e biogeografici in chiave storica.
250 AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
Il popolamento delle isole risulta in questo modo costituito esclu-
sivamente di elementi indicatori di situazioni ecologiche e dinamiche,
significativi, anche se da valutare con cautela: la composizione e dina-
mica di simili tassocenosi, costituite da un numero di specie così basso,
può essere infatti pesantemente influenzato da fattori semplicemente
dovuti al caso.
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RIASSUNTO
Vengono esposti i risultati dello studio dei Dermatteri delle isole circumsarde.
Sono state rinvenute tutte le 8 specie note per la Sardegna, per ognuna delle quali
vengono riportate le località di rinvenimento, l’elenco del materiale esaminato, ed
esposte ampie note sulla corologia ed ecologia. Anisolabis maritima è il solo elemento
stenotopo realmente alofilo, già noto di Sardegna e Corsica, ma rinvenuta nelle isole
minori solo a Tavolara, presumibilmente per fatti casuali o per estinzioni locali. Delle
altre specie presenti, Forficula auricularia e F. decipiens sono le più diffuse, colonizzan-
do rispettivamente 18 e 24 delle complessive 33 isole considerate (isolotti e scogli
compresi). La prima, dominante nelle isole nord-orientali e sud-occidentali, più vicine
alla costa, è un elemento più continentale, eurasiatico, oggi cosmopolita, alato e con
IDE AUGUSTO VIGNA TAGLIANTI
forte capacità di dispersione; la seconda, dominante nelle isole settentrionali e sud-
orientali, più distanti dalla costa, è un elemento tipicamente insulare, termofilo,
frequente nel Mediterraneo, attero, ma buon colonizzatore per la facilità di trasporto
antropico e per la capacità di adesione al substrato. Nelle isole maggiori (Sant'Antioco,
San Pietro, Asinara, La Maddalena) il numero di specie rinvenute è più elevato, per
la maggiore articolazione ambientale: il massimo (6) si raggiunge a Sant'Antioco,
nelle altre tre isole sono invece presenti 4 specie, variamente combinate. Comune a
tutte le quattro isole principali è ovviamente Forficula decipiens, e così Labidura
riparia, ripicola ed alofila, legata alla presenza di zone umide costiere, che ne è però
esclusiva; Euborellia moesta, elemento mediterraneo con bassa capacità di dispersio-
ne, è presente solo nelle due grandi isole sud-occidentali; a Sant'Antioco è stata
rinvenuta anche Euborellia annulipes, e a La Maddalena Nala lividipes, entrambe
specie paleotropicali, già note di Sardegna, presumibilmente importata dall’attività
antropica; in queste stesse due isole è stata rinvenuta anche Forficula pubescens,
specie W-mediterranea, in comune con Asinara e con Molara.
Si discute infine brevemente del popolamento complessivo di Dermatteri delle
piccole isole italiane.
SUMMARY
The Dermaptera of circumsardinian islands.
Eight species are recorded from 33 (on 63 examined) circumsardinian islands
and islets; Forficula auricularia and F. decipiens are by far the most common ones and
are also frequently collected in the smallest islands. The former species is a continental,
eurasiatic, today almost cosmopolitan element, winged and good colonizer, and was
found in 18 islands (mainly north-eastern and south-western ones, the nearest to the
coast).
The latter is a typical thermophilous element, largely distributed in the
Mediterranean area, apterous, but good insular colonizer, also by anthropic transport,
and was found in 24 islands (mainly northern and south-eastern, the smallest and
the most distant ones). Labidura riparia, a largely distributed primary palaearctic
species, has been collected in the salt marshes only in the four major island (namely,
La Maddalena, Sant'Antioco, San Pietro, Asinara). Each of these islands has 4 species,
but L. riparia and F decipiens are the only two common to all. F pubescens, a W-
Mediterfanean species, is present in three of the 4 major islands (La Maddalena,
Sant’Antioco, Asinara) and in Molara. Euborellia moesta, a Mediterranean species,
apterous, more stenotopic, has been observed only in Sant’Antioco and San Pietro
islands, the nearest to Sardinia; in Sant'Antioco also E. annulipes, while in La Maddalena
Nala lividipes, two introduced palaeotropical elements, have been found. In Tavolara
also Anisolabis maritima, a true stenotopic sea shore element, almost cosmopolitan,
but localized and rare, has been collected.
Finally, a brief account on the Dermaptera fauna of general italian small islands
is also given.
553
le aS
TS ax
MARIA CRISTINA BONCI (*) - GABRIELLA CIRONE (*)
GALEODES (VOLEMA) BASILICA (BELLARDI):
UNA FORMA TIPO DELLA COLLEZIONE PARETO
DEL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE
“G. DORIA” DI GENOVA.
(GASTROPODA, BUCCINACEA)
KEY WORDS: Gastropoda, Buccinacea, Sintipo, Oligocene, Bacino Terziario Ligure-
Piemontese
INTRODUZIONE - Nel corso del lavoro di recupero e revisione si-
stematica della storica Collezione Pareto è stato individuato un esem-
plare tipo di Myristica basilica Bellardi [= Galeodes (Volema) basilica
(Bellardi)].
In base a quanto scritto da BELLARDI (1872) risulta chiaro che gli
individui da lui studiati sono almeno cinque, nessuno dei quali è stato
indicato in modo specifico come olotipo: di conseguenza l'esemplare
in possesso del Museo viene considerato un sintipo. Bisogna sottoli-
neare che dei due esemplari figurati da BELLARDI (1872) si è conser-
vato soltanto quello qui preso in esame, in quanto l’altro, appartenen-
te alla Collezione del Regio Museo di Mineralogia e Geologia del-
l’Università di Torino, durante la ricatalogazione (FERRERO MORTARA
et al., 1981) degli ultimi anni non è più stato ritrovato.
La forma tipo, che pur essendo un esemplare giovanile presenta
ben definiti i.caratteri della specie, è stata ridescritta, misurata e
rifigurata. Per le misure sono stati utilizzati i parametri di BERNASCONI
& RoBBA (1984).
INQUADRAMENTO SISTEMATICO - BELLARDI (1872) definendo la spe-
cie la attribuisce al genere Myristica Swainson (1840).
ica) Dipartimento di Scienze della Terra, Universita di Genova, Corso Europa 26,
16132 Genova.
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
201 MARIA CRISTINA BONCI - GABRIELLA CIRONE
Successivamente ROVERETO nello studio del 1900 sui Molluschi
fossili tongriani considera Myristica Swainson (1840) sottogenere di
Melongena Schumacher (1817), avanzando però l’ipotesi che Melongena
sia in realtà sinonimo di Volema Bolten (1798). Egli istituisce, inoltre,
la var. justiniensis, che però attualmente non può essere considerata
sottospecie in quanto non soddisfa le condizioni imposte
dall’International Code of Zoological Nomenclature (1985) (vedi art.
45 f comma ii e 45 g comma ii).
La definizione di Rovereto è poi ripresa senza ulteriori annota-
zioni da Sacco (1904). In seguito, nel lavoro del 1914 sulla stratigrafia
e la fauna dell’Oligocene ligure, Rovereto segnala e figura la specie
e la var. justiniensis senza alcuna indicazione di sottogenere.
Nell’inquadramento sistematico proposto da WENZ (1962) e qui
seguito Melongena Schumacher (1817) è considerato sinonimo di
Galeodes Bolten in Réding (1798), a cui vengono attribuiti due
sottogeneri: Galeodes s.s. e Volema Bolten in Roding (1798).
Riteniamo che le caratteristiche dell’esemplare studiato ben cor-
rispondano a quelle del sottogenere Volema anche se Wenz lo segnala
solo nel Pliocene ed in aree extraeuropee.
Galeodes (Volema) basilica (Bellardi, 1872)
= Myristica basilica Bellardi, 1872
(Tav. I, figg. 1-3)
1872 Myristica basilica Bellardi - Moll. terr. terz. Piem. Lig., I, 158-
159, X, 4-5, cum syn.
1900 Melongena (Myristica) basilica (Bell.) - Rovereto, Ill. Moll. foss.
(povaysiey, JL Oe
1904 Melongena (Myristica) basilica (Bell.) - Sacco, Moll. terr. terz.
Piena, kOe 2:
1914 Melongena basilica (Bell.) - Rovereto, Nuovi studi Str. Fauna
Olio ise. 40; IVA 2-2
1973 Galeodes basilica (Bell.) - Baldi, Moll. Fauna Hung. Upper Olig.,
295-296, XL, 3-4, cum syn.
GALEODES (VOLEMA) BASILICA (BELLARDI): UNA FORMA TIPO DELLA COLLEZIONE PARETO 555
Dimensioni:
Altezza totale: mm 61, 20 (?) *
Altezza della spira: mm 17, 9 (?) *
Altezza dell’ultimo giro: mm 55, 3
Altezza dell’apertura: mm 49, 35
Diametro massimo: mm 48, 8
Ampiezza dell’apertura: mm 2, 25
Angolo spirale: 96°
* Il punto interrogativo indica una misura parziale.
Figg. 1-3: Galeodes (Volema) basilica (Bellardi), sintipo. La barra corrisponde a 1 cm.
56 MARIA CRISTINA BONCI - GABRIELLA CIRONE
DESCRIZIONE - Conchiglia di medie dimensioni, ad avvolgimento
elicospirale, destrorsa. Forma biconica, con spira moderatamente bassa
(circa 1/3 dell’altezza totale). Protoconca non conservata. Teleoconca
costituita da quattro giri compreso l’ultimo giro. Giri della spira ini-
zialmente piatti poi debolmente concavi. Sutura debolmente inclinata
rispetto all’asse, incisa e ad ondulazioni irregolari. Ultimo giro molto
ben sviluppato (circa 4/5 dell’altezza totale), di forma biconica, diviso
in una parte adapicale lievemente concava (circa 1/3 dell’altezza del-
l’ultimo giro) ed in una abapicale che si rastrema gradualmente verso
la base a formare un corto collo. La parte basale è incompleta. Con-
chiglia sifonostoma con canale sifonale appena visibile data la lacunosità
della zona basale. Apertura di forma subtriangolare, allungata, alta
circa 2/3 dell’altezza dell’ultimo giro. Labbro esterno mancante. Labbro
parietale e columellare lisci, callosi, ripiegati e saldati sulla superficie
dell’ultimo giro. Ornamentazione della spira costituita da numerose
costicine spirali, subeguali, equidistanti tra loro, distribuite su tutta
l’ampiezza della spira. Nel penultimo giro comincia a comparire una
fila di nodi, ad andamento spirale, decorrente immediatamente al di
sopra della sutura; il margine adapicale del giro successivo tende a
ricoprire questi nodi. Nell’ultimo giro tutta la superficie è ricoperta
da fitte costicine spirali, subeguali nella zona adapicale ed alternati-
vamente sottili e larghe in quella abapicale. Verso la base
l’ornamentazione si attenua gradualmente. L'ultimo giro è inoltre
caratterizzato da una fila, sempre ad andamento spirale, di spine robuste
a base larga, via via di dimensioni crescenti, che sono la prosecuzione
dei nodi della spira. Questa fila di spine divide la parte adapicale
dell’ultimo giro da quella abapicale. Nella parte basale dell’ultimo
giro sono presenti altre due file spirali di spine tozze, meno pronun-
ciate delle precedenti, con andamento fortemente inclinato rispetto
all’asse di avvolgimento. Le linee di accrescimento sono visibili quasi
esclusivamente sull’ultimo giro dove assumono gradualmente un aspetto
lamellare più accentuato verso il labbro esterno; nella parte adapicale
del giro e soprattutto vicino alla sutura si inflettono marcatamente.
STATO DI CONSERVAZIONE - Si tratta di un guscio originale con
evidenti segni di ricristallizzazione (Cat. Paleont. n° 8725). La cavità
interna è completamente riempita da un sedimento arenaceo a grana
GALEODES (VOLEMA) BASILICA (BELLARDI): UNA FORMA TIPO DELLA COLLEZIONE PARETO 337
medio-fine di colore grigio-verdastro. Tracce dello stesso tipo di
sedimento sono visibili anche in alcuni punti sulla superficie del guscio.
La conchiglia è mancante della protoconca, della parte basale dell’ul-
timo giro e del labbro esterno. Inoltre le parti apicali delle spine sono
spesso fratturate e su tutta la superficie si riscontrano segni di abra-
sione e piccole fratture. Nel complesso i fenomeni di abrasione hanno
interessato maggiormente la spira rispetto all’ultimo giro. Sulla parte
iniziale dell’ultimo giro si nota una perforazione forse di origine mec-
canica, mentre in prossimità del labbro esterno, al di sotto della prima
fila di spine, è presente un’incrostazione di probabile origine organica
(frammento di guscio?).
OSSERVAZIONI - L’esemplare studiato è stato identificato senza dub-
bio con quello figurato da Bellardi (1872) in base a un confronto
accurato delle caratteristiche morfologiche. Bisogna però precisare
che il disegno presentato da Bellardi risulta alquanto idealizzato e
“migliorato” rispetto all’originale. A questo proposito basta solo
evidenziare che nel suddetto disegno non è stato riportato il riempi-
mento della cavità interna e sono state omesse le incrostazioni pre-
senti sulla superficie esterna (Bellardi, 1872 Tav. X, figg. 4-5).
Bellardi cita come località di provenienza due località del Bacino
Terziario Ligure-Piemontese (Dego e Cassinelle) senza specificare da
quale delle due provenga l’esemplare in questione. Dal punto di vista
stratigrafico l’attribuzione è oligocenica senza possibilità di ulteriori
specificazioni. La segnalazione della specie da parte di Issel (1876 -
1877) nel Pliocene di Genova risulta errata.
RINGRAZIAMENTI
Desideriamo ringraziare la Dott.ssa L. Capocaccia e il Dott. V. Raineri (Museo
Civico di Storia Naturale “G. Doria”) per avere cortesemente messo a disposizione il
materiale di studio e per i loro preziosi consigli durante la stesura del lavoro.
Un vivo ringraziamento alla Prof.ssa C. Pirini Radrizzani (Dipartimento di Scienze
della Terra, Università di Genova) per la revisione critica del manoscritto, al Dott. E.
Po (Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Genova) per la realizzazione
della parte iconografica ed alla Sig.na G. Borghetti (Biblioteca del Dipartimento di
Scienze della Terra, Università di Genova) per l’assistenza nella ricerca bibliografica.
Un particolare ringraziamento alle socie del Soroptimist International Club di
Genova, grazie al cui contributo è stato possibile eseguire questo lavoro.
258 MARIA CRISTINA BONCI - GABRIELLA CIRONE
RIASSUNTO
Nel presente lavoro è stata presa in esame una forma tipo (sintipo) della specie
Galeodes (Volema) basilica (Bellardi) appartenente alla collezione Pareto conservata
presso il Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria” di Genova. Questo esemplare,
ridescritto, misurato e rifigurato, è attualmente l’unico ancora esistente dei due origi-
nariamente figurati dall’ Autore.
ABSTRACT
In this work we have examined a syntipe of the species Galeodes (Volema) basilica
(Bellardi) belonging to the Pareto collection placed at the Natural History Civic Museum
“G. Doria” in Genoa. This specimen, that we have measured, described and represented
again, is, at present, the only remaining one of the two originally delineated by the
Autor.
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=
JOHN IRISH
NEW DATA ON LEPISMATIDAE, MAINLY FROM
ITALY AND NORTH EAST AFRICA,
WITH NOTES ON THE STATUS
OF CTENOLEPISMA ROTHSCHILDI SILVESTRI
(INSECTA: THYSANURA)
The following is based mainly on the entomological collection of
the Museo Storia Naturale Genova (MSNG), with the bulk of material
coming from Italy, Ethiopia and Somalia. For the sake of completeness,
a few additional records from the same territories were added. The
latter specimens are from the California Academy of Sciences, San
Francisco (CASC), Illinois Natural History Survey, Champaign (INHS),
Museum National d'Histoire naturelle, Paris (MNHN), United States
National Museum, Washington DC (USNM), Zodlogisch Museum,
Amsterdam (ZMAN), and the Zoologiska Muset, Helsinki (UZMH). In
quoting previous literature records, only the earliest are given.
Acrotelsa collaris (F.)
Material examined. ETHIOPIA: Assab, XII.1884, G. Frasca; 1 2, 1 6 (MSNG).
Massauah, ii. [18]95, K.M.L.; 1 2,1 6 (UZMH). IRAN: Isola di Farur Nabi, Golfo
Persico, 23.II.1956, Marcante; 1 2 (MSNG). SOMALIA: Oddur, 1929, N. Mosconi BL;
1 2 (MSNG). Piana di Bieiar (Giumbo, basso Giuba), Luglio 907, G. Ferrari; 1 dé
(MSNG). Belet Amin, 1934, Patrizi & Confalonieri; 2 22,2 6g (MSNG).
Recorded before from Ethiopia (STACH 1935) and Somalia (MENDES
1988). New for Iran.
(*) Nasionale Museum, Posbus 266, Bloemfontein 9300, South Africa
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
960 J. IRISH
Ctenolepisma (Ctenolepisma) algharbica Mendes
Material examined. ITALY: Sardegna S-W (CA), Is. di Retti, 13.V.1988, R. Poggi;
2 6g (MSNG).
Previously known from southern Portugal only (MENDEs 1978).
Ctenolepisma (C.) ciliata (Dufour)
Material examined: ITALY: Is. Camere Est (Sardegna N-E, prov. SS), sub Euphorbia
dendroides, 11.IV.1986, leg. R. Poggi; 2,1 2,1 6 (MSNG). Is. Camere W (Sardegna
N-E, prov. SS), 11.IV.1986, leg. C. Manicastri; 4,1 2,3 &6g (MSNG). Isola dei
Cavoli (CA), Sotto Pistacia, 9.IV.1989, R. Poggi; 2 6d (MSNG). Is. Molara (Sardegna
N-E, SS), 9-IV.1986, leg. M. Bologna; 2 2 2 (MSNG). Sardegna N-E: Is. Molara (SS),
10.X1.1986, leg. C. Manicastri; 1 £ (MSNG). Sardegna N-E: Is. Molara (SS), 10.X1.1986,
leg. L. Tonon; 1 6 (MSNG). Sardegna N-E: Is. Molara, 10.X1.1986, leg. M. Galdieri;
1 2 (MSNG). Is. Molarotto (Sardegna N-E, SS), 10.IV.1986, leg. M. Bologna; 1 ®
(MSNG). Is. Molarotto (Sardegna N.-E., prov. SS), 10.IV.1986, leg. R. Poggi; 1 @
(MSNG). Sardegna N-E: Is. di li Nibani 1 (SS), 11.XI.1986, leg. L. Tonon; 3 22°
(MSNG). Is. Tavolara (Sardegna N-E, prov. SS), 8.1V.1986, leg. V. Cottarelli; 2, 19,
1 3 (MSNG). Is. Tavolara (Sardegna N-E, SS), 8.IV.1986, leg. M. Bologna; 1 £ (MSNG).
Sardegna N-E: Is. Tavolara (SS), 9.XI.1986, leg. M. Galdieri; 1 6 (MSNG). Sardegna
N-E: Is. Tavolara (SS), Settore S-W, al voglio, 9.XI.1986, leg. R. Poggi; 1 2 (MSNG).
Sardegna N-E: Is. Tavolara (SS), Spalmatore di Terre, 9.XI.1986, leg. R. Poggi; 1 9
(MSNG). Sardegna N-E: Is. Tavolara (SS), strada militare, vers. N-W, 9.XI.1986, leg.
M. Zapparoli; 1 2 (MSNG). Sardegna N-E: Is. Tavolara (SS), zona bassa, dietro l'abi-
tato, 9.XI.1986, leg. M. Zapparoli; 3, 1 9,2 6d (MSNG). Is. Giglio, IX.900; 1 9 9
(MSNG). Isola Linosa, 27.IV.1986, leg. N. Baccetti; 1 6 (MSNG).
Recorded from Sardinia (MENDES 1980) and Linosa (STACH 1926)
before. New for Giglio.
NEW DATA ON LEPISMATIDAE, MAINLY FROM ITALY AND NORTH EAST AFRICA 561
Ctenolepisma (C.) feae Silvestri
Material examined. CAPE VERDE ISLANDS: Is. Capo Verde, S. Vincenzo,
Dint. Mindello, 15.XII.1908, Dr. Andreini; 1 2,1 3d (MSNG).
Common in the Cape Verde Islands, and recorded from S. Vicente
before (PAcLT 1966).
Ctenolepisma (C.) lineata (E)
Material examined. CANARY ISLANDS: Lanzerote, 15.VIII.1882, Crociera del
"Corsaro"; 1 4 (MSNG). Tenerife, Pico de Teyde, Alta Vista, 23.7.31, R. Stora, 1 @
2,1 6 (UZMH). ITALY: Genova, città, 15.1V.1987, leg. R. Poggi; 1 2 (MSNG). Is.
Molara (Sardegna N-E, prov. SS), 9.IV.1986, leg. R. Poggi; 1 2 (MSNG). Sardegna N-
E: Is. di li Nibani 3 (SS), 11-XT.1986, leg. R. Poggi; 2 dd (MSNG). Sardegna N-E.:
Is. di li Nibayiz, 11.XI.1986, Leg. C. Manicastri; 1 2 (MSNG).
Common in the Canary Islands, and recorded from both Lanzarote
and Tenerife before (RIDLEY 1881; PACLT 1966). First recorded from
Sardinia by PARONA (1892), and from Genova by PARONA (1888).
Ctenolepisma (C.) longicaudata Escherich
Material examined. ITALY: Ge. Bolzaneto-Begato, 12.III.1989, leg. Paganini; 4,
2 66,1 9, 1 unsexed broken (MSNG). Genova, Albaro, 20.II.1985, leg. S. Botti; 2,
1 9,1 3 (MSNG). Genova, città, I-1986, leg. R. Poggi; 1 ®, desiccated (MSNG).
Genova, C.so Magenta, nella Biblioteca della Società Entomologica, 4.III.1985, Leg. R.
Poggi; 1 ? (MSNG). Genova - Foce, 19.VII-1983, leg. Magnasco; 1 2 (MSNG). Genova
- Porto (uffici CAP), 29-XII.1988, Leg. Gattulli; 2,1 2,1 ¢ (MSNG). Ge- Via G.
Rossetti, 9/1V/1989, leg. Salvazeni; ca. 8 broken, unsexed (MSNG). Is. Giglio, G.
Doria; 1 9,1 6 (MSNG).
Recorded from Liguria before (MENDEs 1980). New for Giglio.
562 J. IRISH
Ctenolepisma (C.) mauritanica (Lucas)
Material examined. ETHIOPIA: Assab, XII.1884, G. Frasca; 2 22 (MSNG).
SOMALIA: Belet Amin, 1934, Patrizi e Confalonieri; 1 ® (MSNG).
Though known from adjacent Saudi-Arabia (IRISH 1991) and Yemen
(WYGODZINSKY 1952), this is the first time the species has been recorded
from Africa.
Ctenolepisma (C.) rothschildi Silvestri
Ctenolepisma rothschildi Silvesti, 1907: 514; 1922: 160.
Lepisma nigra Oudemans, 1890: 82. syn. nov. (p.p.: Buitenzorg ex. only).
Ctenolepisma nigra Escherich, 1905: 98 (p.p.); Silvestri, 1913: 56; Wygodzinsky,
1959a: 441.
Ctenolepisma diversisquamis Silvestri, 1908: 153; Wygodzinsky, 1955: 1; Paclt,
1966: 151, Wygodzinsky, 1972: 14, Mendes 1982: 611, 1986a: 17, 1986b: 334, 1986c:
214; Irish, 1986: 344; Mendes, 1992: 226. syn. nov.
Ctenolepisma reducta Folsom, 1923: 170; Silvestri, 1934: 305; Wygodzinsky, 1959b:
33:
Ctenolepisma rothschildi was described from Ethiopia and Soma-
lia, but not recorded again. The present material allowed an assessment
of its status to be made. Examination of the types of C. rothschildi
showed them to be conspecific with the widespread and better known
C. diversisquamis (as already suspected by IRISH 1986). The name C.
rothschildi takes date priority and becomes the valid name for the
taxon.
The types of Lepiszza nigra were also examined. The single specimen
from Buitenzorg was found to belong to C. rothschildi, while most of
the Maumerie specimens conform to true C. migra, as per the original
description. The redescription of C. nigra by SILVESTRI (1913) refers
to C. rothschildi, and therefore also the material of WYGODZINSKY
(1959a). True C. nigra carries 3+3 bristlecombs on urotergites I-VI.
The Buitenzorg cotype of L. nigra is therefore hereby excluded from
the type series of L. migra, on the grounds of heterogeneity.
NEW DATA ON LEPISMATIDAE, MAINLY FROM ITALY AND NORTH EAST AFRICA 963
Judging by the descriptions only (requests to borrow the types, in
MNHN, went unanswered), it is highly probable that both Crexolepisma
incita and Ctenolepisma brachyura Silvestri 1918, from Kenya, may be
conspecific iwth C. rothschildi, too. PACLT (1966) already suggested
this for at least C. brachyura. C. reducta was previously synonymised
with C. diversisquamis by WYGODZINSKY (1972).
C. rothschildi is easily recognisable by the urotergal setation (3+3
bristlecombs on urotergites II-V, as in the original description, and
not II-VI, as given in SILVESTRI 1922), the relatively few macrosetae
per urotergal bristlecomb (2-4), the short urotergite X, and the presence
of pauciradiate scales in well preserved material. Individuals tend to
be of small size (maximum body length recorded here is 9 mm).
Many records of C. rothschildi are anthropophilic, and the species
is easily transported by man (e.g., PACIT 1966, and many records
below). It is cosmopolitan, being particularly common in the warmer
parts of the world, and is now known in the literature from Cape
Verde, Colombia, Ethiopia, French Polynesia, Gambia, Germany, In-
dia, Indonesia, Netherlands Antilles, Nigeria, Puerto Rico, Sierra Leone,
Somalia, Srilanka, United States, Venezuela and Zaire. Below are added
new records for Brazil, Cuba, Dominican Republic, Honduras,
Montserrat and Papua New Guinea.
Types examined:
LECTOTYPE: here designated, male, body broken: MusEum Paris,
Ethiopie Mér., Bouttah, M. de Rotschild [szc/], 1905, Ctenolepisma
Rotschildi Silv., Auct. det. 1908 [male sign], Cotypes! (17 Aout 1904);
Collection Maurice DE ROTHSCHILD, Date 17 Aoùt 1904, Loc. Bouttah;
Ctenolepisma Rotbschildi Silv., [male sign] Cotypus! (MNHN).
PARALECTOTYPE: here designated, female, body lenght 5 mm,
desiccated: Muséum Paris, Abyssinie, Diré Daoua, M. de Rothschild,
1905, Ctenolepisma Rothschild: Silv., Auct. det. 1908, Cotype! [female
sign]; Cezolepisma Rothschildi Silv., [female sign] Cotypus! (MNHN).
Associated with the types of C. rothschildi, but not labelled as
types, are a well preserved male from Daouenlé, and three unsexed
and very broken specimens from Tchafianani (MNHN).
Additional material examined: BRAZIL. Rio de Janeiro, Brazil, September 1962,
364 J. IRISH
H.B. Mills, in house; 18 22,16 66, 3 unsexed (INHS). CUBA: Baragua, collected
in old box, 29.1X.1931, L.D. Christenson; 1 unsexed, broken (USNM). DOMINICAN
REPUBLIC. on didi divi pod, [ex] Dominican Republic, [intercepted] at Philadelphia,
Penna., 15.IX.1952; 1 6 (USNM). ETHIOPIA: Addis Abeba, 20.V.1967, in house, coll.
L.W. Teller; 1 £, 1 unsexed (USNM). HONDURAS: in trunk of wearing apparel,
[ex] Honduras, Intercept. N. Orleans, La. [Louisiana], Aug. 4, 1933; 1 2 (USNM).
INDONESIA: Lepisma nigra, Buitenzorg; 1 d (original cotype, types heterogeneous)
(ZMAN). MONTSERRAT: dry herbs, [ex] Montserrat, B.W.I., [intercepted] at Boston,
Mass., 15.X.1952; 19 (USNM). PAPUA NEW GUINEA: Morobe District, Wau, Big
Wau Creek, 1200 m, 26.11.1973, Thomas W. Davies; 1 2 (CASC). SOMALIA: Belet
Amin, 1934, Patrizi e Confalonieri; 1 2 (MSNG). UNTRACED: Banana leaf packing
in baggage [from] San Mateo, Oct. 2 1933, [intercepted at] Quar. Phila. [delphia];
1 unsexed, damaged (USNM). VENEZUELA. Peanuts [from] Venezuela, [intercepted
USA], 28.11.1935; 1 ® (USNM).
Ctenolepisma (C.) somaliensis Mendes
Material examined: SOMALIA: Belet Amin, 1934, Patrizi Confalonieri; 3 £ 2, 2
3 3 (MSNG). Mogadiscio, 1931, V. Priarone (tra le formiche); 1 2, plus 2 ants, apparently
Camponotus maculatus F., but not formally identified (MSNG).
The above records extend the distribution of this species, previously
known from a single locality in southern Somalia (MENDES 1988).
Ctenolepisma spp. are not normally myrmecophilous.
Ctenolepisma (Sceletolepisma) albida Escherich
Material examined. ALGERIA: dune a sud dell'Oasi di Timimoun, 30.XII.1986,
leg. F Vanucci; 1 6 (MSNG). CANARY ISLANDS: Lanzerote, 15.VIII.1882, Crociera
del "Corsaro"; 1 6 (MSNG).
Widespread in North Africa, including Algeria (WyGODZINSKY
1958), but not before recorded from the Canary Islands.
NEW DATA ON LEPISMATIDAE, MAINLY FROM ITALY AND NORTH EAST AFRICA 565
Ctenolepisma (S.) sudanica Mendes
Material examined. SAUDI ARABIA: Arafati, 25.10.1891, Dr. V. Ragazzi; 2 6 g
(MSNG).
Previously known only from females, described from northeastern
Sudan (MENDES 1982). The present males agree with the females'
description in all respects, except in the slinghtly shorter inner processes
of coxites IX (each about 0.3 times the lenght of stylus IX), which
results in a correspondingly wider appearance for the inner process.
If the locality 'Arafati' is meant to indicate Arafat, near Makkah in
Saudi Arabia, across the Red Sea from the type locality, this would
indicate a new record for Saudi Arabia.
Ctenolepisma (S.) targionii (Grassi & Rovelli)
Material examined. ITALY: Genova, città, 15.IV.1987, leg. R. Poggi; 1 £ (MSNG).
Genova, città, 30.VIII.1987, leg. R. Poggi; 1 £ (MSNG).
Described from Italy, and first recorded from Genova by MENDES
(1980).
Lepisma saccharina (L.)
Material examined. ITALY: Is. Il Catalano, Sard. W., 12.VI.1989, leg. R. Poggi;
4,1 2,3 635 (MSNG). Is. Il Catalano (Sardegna W, OR), 3.VIII.1986, leg. R. Argano;
222,16 (MSNG). Isolotto Il Catalano (Sardegna W, OR), 3.VIII.1986, leg. R. Poggi;
2 22,2 6 (MSNG). Sardegna W: Is. Il Catalano (OR), 28.VI.1984, leg. R. Poggi; 2
9 2 (MSNG). Sardegna N-E: Arcip. Maddalena, Is. La Presa (SS), 30.VI.1981, leg. N.
Baccetti; 4, 1 2, 3 unsexed juveniles (MSNG). Dint. di Kammo, Alto Isonzo, IV-VI-
1916, A. Andreini; 1 2 (MSNG).
Found throughout Italy, first recorded from Sardinia by PARONA
1888.
966 J. IRISH
Neoasterolepisma crassipes (Escherich)
Material examined. ITALY: Sicilia, Piano Zucchi (PA), Madonie, 1100 m, 8.V.1981,
leg. R. Poggi; 1 £ (MSNG).
Known from Sicily, first recorded from there by WyGODZINsSKy
(1941).
Stylifera galapagoensis (Banks)
Material examined: PERU: Arequiba Paracas, 30-1-1983, G. Dellacasa; 1 dé
(MSNG).
Well known from Peru (IRISH 1988a).
Thermobia aegyptiaca (Lucas)
Material examined. ETHIOPIA: Assab, XII.1884, G. Frasca; 3 £ 9,2 66 (MSNG).
Massauah, aus Wohnzimmer, 16.XII.[18]94, K.M.L.;52 2,5 6 g, 1 unsexed (UZMH).
Recorded from Ethiopia before (STACH 1935). The present
specimens are in too bad a condition to allow the checking of minor
details, but some have prosterna approaching that of T. zwfelzx, described
from Somalia (cf. IRisH 1988b). The status of T. irfelix remains inde-
terminate, but it does seem possible that it may lie within the bounds
of variation of T. aegyptzaca.
Thermobia domestica (Packard)
Material examined. ETHIOPIA: Assab, Sped. Franchetti-Dancalia 1928-29, 1929,
S. Patrizi; 1 6 (MSNG). ITALY: Is. Dissei, IV.92, "Scilla"; 2 636 (MSNG).
New for Ethiopia.
NEW DATA ON LEPISMATIDAE, MAINLY FROM ITALY AND NORTH EAST AFRICA 567
Tricholepisma aurea (Dufour)
Material examined. ITALY: Castiglioncello Bandini (Prov. di Grosseto), VII.1919,
Andreini; 1 6 (MSNG). Moscona (Grosseto), 12.III.1918, Dr. Andreini, 25, 12 9 9,
13 636 (MSNG). Sardegna N-E, Is. Bisce (SS), 11.XI.1986, leg. R. Poggi, 1 2,2 dd
(MSNG). Sardegna N-E: Is. delle Bisce (SS), 11.XI.1986, leg. M. Zapparoli; 6, 39
2,3 3 (MSNG). Sardegna N-E: Is. delle Bisce (SS), 11.XI.1986, leg. R. Poggi; 19,
8 immatures (MSNG). Is. Camere W (Sardegna N-E, prov. SS), 11.IV.1986, leg. C.
Manicastri; 4, 1 £,3 6g (MSNG).
Found throughout Italy; previously recorded from Sardinia (PARONA
1882).
Tricholepisma gyriniformis (Lucas)
Material examined. ITALY: Lippiano (Arezzo), IV-1918, Dr. Andreini; 1 6 (MSNG).
Though long known from Sicily (Grassi & ROVELLI 1889), this is
the first record of T. gyrintformis from the Italian mainland. It is also
the most northerly point at which the species has been recorded so
far.
ACKNOWLEDGEMENTS
I wish to thank Dr. V. Raineri (MSNG) for allowing me to study this interesting
collection. Material from other institutions were kindly made available by Drs. J.
Coddington (USNM), W. Hogenes (ZMAN), V.F Lee (CASC), J. Legrand (MNHN),
K.C. McGiffen (INHS) and P. Vilkamaa (UZMH).
568 J. IRISH
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United States and the Caribbean area - Am. Mus. Novit., 2481: 1-26.
270 J. IRISH
SUMMARY
Distribution data of material in the MSNG collection is summarised. A few new
country records are noted, of which the finding of Ctenolepisma mauritanica (Lucas)
in North East Africa is the most interesting. Both C. diversisquamts Silvestri and C.
nigra (Oudemans) (p.p.) are shown to be synonyms of the earlier described C. rothschildi
Silvestri.
RIASSUNTO
Vengono forniti dati sui Tisanuri custoditi presso il Museo di Storia Naturale
G. Doria, di Genova. Per alcuni paesi vi sono nuove segnalazioni di Tisanuri, tra
queste la più importante riguarda Ctenolepisma mauritanica (Lucas) nell'Africa Nord-
orientale. Viene anche dimostrato che C. diversisquamis e C. nigra sono sinonimi di
C. rotbschildi Silvestri.
571
ELENA I. CUARTAS (*)
REDESCRIPCION DE CLATHRIA BURTONI "NOMEN
NOVUM" DE C. PROLIFERA BURTON, 1940.
(PORIFERA: DEMOSPONGIAE)
INTRODUCCION - La especie C. prolifera fue descripta por BURTON
(1940), en base a dos ejemplares procedentes del Atlantico Sur (37°
30'S). Ambos ejemplares fueron depositados en la coleccién del Museo
Argentino de Ciencias Naturales "Bernardino Rivadavia" bajo los
numeros 15582 (Holotipo) y 17010.
La observacién del holotipo permiti6 comprobar que las fotos
publicadas en el trabajo original no corresponden al material recibido
con esa denominacién; es posible que la figura del trabajo pertenezca
al ejemplar n° 17010, que no se ha encontrado en dicha colecci6n.
En marzo de 1985, fueron recolectados por el BI Oca Balda frente
a Mar del Plata (38°, 05' S - 57° 32' W) y a 35 m de profundidad,
varios ejemplares de poriferos que respondian basicamente a la
descripcién de C. prolifera Burton, 1940. En base al estudio morfolégico
de estos ejemplares y su comparacién con el holotipo de C. prolifera,
se redescribe esta especie, proponiéndose Clathria burtoni "nomen
novum" para Clathria prolifera Burton, 1940 homénimo de Clathria
prolifera Ellis & Solander, 1786.
DESCRIPCION:
Material examinado: 1. Tres ejemplares, Mar del Plata (38° 50' S - 57° 32' W),
35 m "Oca Balda" marzo 1985. 2. Holotipo MACN "Bernardino Rivadavia" n° 15582
frente a Mar del Plata (37° 30' S. long. desconocida) 60-80 brazas, "Undine", C.A.N.P.,
abril, 1925.
Esponja masiva y adherente desarrollada sobre sustratos diversos.
La base tiene un espesor de 3 a 4 cm en los ejemplares mas
(*) Dto. de Biologia, UNMP, Funes 3250-7600, Mar del Plata, ARGENTINA
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
372 E.I. CUARTAS
desarrollados y de 2 a 3 mm en los menores, elevandose con dimensién
diversa sobre tubos, algas y todo tipo de material biolégico.
La superficie es levemente hispida con crestas y surcos paralelos
entre si y cubierta por una membraba traslicida. Textura compresible
y fragil, color en vivo amarillo, rosa suave después de la fijaciòn.
La descripciòn original habla de un "proceso digital con ésculos
en el vértice", lo que se observa en el material depositado como holotipo
es una masa basal irregular de 2 a 3 mm de espesor, elevandose al
rededor de un tubo quitinoso cuya abertura se localiza en el extremo
de la prolongacién. (PI. II, Fig. 2). Conviene destacar que el material
colectado por el Oca Balda crece totalmente sobre sustrato biolégico
en el que se incluyen algas, tubos de poliquetos sabellidos, valvas,
urocordados coloniales, y, tubos quitinosos semejantes a los que sirven
de sustrato al holotipo.
La superficie coincide en su estructura en ambas muestras aunque
contrariamente a lo expresado en la descripcién original, resalta en
el material del "Oca Balda" la ausencia de ésculos y ostfolos en el los
ejemplares fijados.
Esqueleto de estructura reticulada en los ejemplares menores (Lam.
1, Fig. 5) a plumosa en los de mayor porte (Fig. 2), las fibras ascendentes
miden 60-75 wm de diametro con eje de tilostilos (6-7) acompafiados
de estilos generalmente dispuestos en la periferia; los haces transversales
de union tienen eje uni o biespicular de estilos, y miden 35-50 um
de espesor. Toda la trama esta erizada de acantostilos de espinacién
uniforme.
El esqueleto dérmico tiene un espesor que varia entre los 450-600
pm formado por tilostilos dispuestos en forma aislada o en abanicos
relacionados con el esqueleto principal, algunos tilostilos tienen la
cabeza levemente espinada.
Espiculas-Estilos lisos de cabeza lisa. (Lam. I, fig. 1).
Tilostilos coanosémicos, lisos y rectos con Apice abrupto.
Tilostilos ectos6micos lisos y rectos con cabeza diferenciada a
veces microespinada.
Acantostilos erizantes de espinacién regular.
Microscleras: Isoquelas palmadas, muy tenues, longitud del man-
go 11-12 um.
REDESCRIPCION DE CLATHRIA BURTONI DI
LAMINA I.
Figura 1. Espiculas: Tilostilos, estilos, acantostilos e isoquelas.
Figura 2. Estructura del esqueleto de un ejemplar masivo.
274 E.I. CUARTAS
Cuadro 1. Comparacién de las medidas espiculares
ESTILOS TILOSTILOS ACANTOSTILOS ISOQUELAS
C. prolifera (Holotipo) 530x14pm 250x4um 100um 11pm
C. prolifera 220-280um 170-290um 75-90um
reexaminacién del Holotipo x 7-10.8pum x 3-6um x 6.7/-8um 11-12um
C. prolifera M. del Plata 190-290um 170-290pm 85-100um
"Oca Balda" x 8-10.5um x 4-7.5um x 8-9um 10-12um
Comentarios: los caracteres morfolégicos del material del "Oca
Balda" examinado concuerda con la descripcién dada por BURTON
(1940) para C. prolifera, excepto por la medida de los estilos principales
y la presencia de un ésculo apical. La remedicién de las espiculas del
holotipo no concuerda con el tamafio de los estilos principales indicado
en la descripcién original, pero si concuerda con las medidas de los
estilos principales de los ejemplares del "Oca Balda" (Cuadro 1). La
presencia de un osculo apical segtin la descripcién de Burton, se debe
al corte transversal del tubo que actàia como sustrato (Lam. II, Fig.
Ne
REDESCRIPCION DE CLATHRIA BURTONI 515
LAMINA II.
Figura 1. Ejemplar de Mar del Plata desarrollado sobre tubo quitinoso n° 15.582'1
(Barra = 1 cm).
Figura 2. MACN n° 15.582 (Barra = 1 cm).
Figura 3. Ejemplar masivo DB-Bpo 28 (Barra = 1 cm).
Figura 4. C. burtoni desarrolada sobre sustrato de Sycozoa. La flecha indica una porciòn
de la esponaj de 1 mm de espesor.
Figura 5. Corte transversal de un ejemplar de Mar del Plata (x 40)
Figura 6. Corte transversal del ejemplar n° 15.582.
376 E.I. CUARTAS
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AGRADECIMIENTOS
El autor agradece a los responsables de la Divisién Invertebrados del Museo
Argentino de Ciencias Naturales el envîo del material original; al personal de apoyo
del Lab. de Cartografia de la Facultad de Cs. Ex. y Naturales de la Universidad Nacional
de Mar del Plata, la confeccion de los dibujos, a la Sra. M. Tobio (INIDEP), las tomas
fotograficas y a la Dra. R. Desqueyroux (M.H. naturelle-Géneve), su permanente estimulo.
RESUMEN
Clatbria prolifera Burton, 1940, que fuera descripta sobre dos especimenes
provenientes del Atlantico Sur (37° y 39° S), es redescripta a partir de nuevos ejemplares
recolectados en la misma regiòn. Se propone C. burtoni "nom. nov." para C. prolifera
Burton 1940, homénimo de C. prolifera Ellis & Solander, 1786.
ABSTRACT
Clathria prolifera Burton, 1940 which was described on two specimens from the
south Atlantic Sea, is redescribed using new individuals from the same region. Clathria
burtoni "nom. nov" is proposed for C. prolifera Burton, 1940 a homonym of C. prolifera
Ellis & Solander, 1786.
577
VEZIO COTTARELLI - CINZIA FORNIZ (*)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA
"MINERVA" (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XXIII.
MEIOPSYLLUS MARINAE: A NEW GENUS AND
A NEW SPECIES OF PARAMESOCHRIDAE
FROM THE MEIOBENTHOS OF ASINARA AND
S. PIETRO ISLANDS (SARDINIA)
(CRUSTACEA, COPEPODA, HARPACTICOIDA)
From 1985 till now a team of Italian researchers coordinated by
Prof. B. Baccetti of the University in Siena has carried out a series
of zoogeographical expeditions to the small circumsardinian islands
by use of the C.N.R. oceanographic ship “Minerva” (BACCETTI et al.,
1989). The research was later extended to other small Italian and
Greek islands by use of the oceanographic ships “Bannock” and,
recently, “Urania”.
The interstitial fauna of the marine and subterranean habitats of
these small Italian islands had not been explored yet. Due to these
expeditions a great deal of material, partly already studied, was collected
(COTTARELLI & VENANZETTI, 1989; FORNIZ e? 4/., 1990; COTTARELLI &
FORNIZ, 1991; COTTARELLI & FORNIZ, 1993).
This paper deals with the description and discussion of a new
genus and a new species of Paramesochridae that we consider
particularly interesting from a systematic, faunistic and ecological point
of view (cfr. BACCETTI et al., 1990). This is the first paper devoted to
the numerous Paramesochridae collected during these research
expeditions and which are presently under examination.
(659) Dipartimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, Viterbo, Italy.
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
V. COTTARELLI - C. FORNIZ
PARAMESOCHRIDAE LANG
Meiopsyllus ngen.
DiAGNOSIS - Paramesochridae with: Al 8-segmented in female and
7-segmented in male; exopod A2 1-segmented; mandible without
exopod; P1 with 2-segmented exopod and without endopod; P2-P3
with 3-segmented exopod and without endopod; P4 with 3-segmented
exopod and 1-segmented endopod; P5 confluent in both sexes, with
distinct exopod in female; caudal rami longer than the last 2 abdominal
somites combined.
DERIVATIO NOMINIS - The generic name Mezopsyllus is a combination
of the greek terms “meios” (=small, minor) and “psylla” (=flea).
REMARKS - The main diagnostic feature of Mezopsyllus n.gen. is the
complete lack of endopod P1, a reduction not found in any other
Paramesochridae thus for.
The new genus belongs to the subfamily Paramesochrinae as defined
by Huys (1987). The author identifies two branches in the subfamily:
the Scottopsyllus group, which represents the plesiomorphous branch,
and the Paramesochra group, which represents the apomorphous branch.
Meiopsyllus n.gen. seems to have those features that, according to Huys,
identify the apomorphous branch, i.e. the unisegmented condition in
exopod of antenna and in exopod of mandible. Actually, in this genus
the exopod of the mandible is absent.
Within the Paramesochra group, the new genus seems to belong
to the Kliopsyllus-Kunzia lineage, defined by the following apomorphies:
1) endopod P2-P4 unisegmented 2) exopod P1 with 4 setae on distal
segment 3) distal segment of exopod P4 with 3 setae (Huys, 1987). We
would like to point out that Mezopsyllus n.gen. seems to be part of the
evolutionary trend already observed in Kunzia (Huys, 1987). In fact,
in the last genus the endopod P1 seems to be already strongly reduced
and unarmed; in the new genus this appendage is completely lacking.
Nevertheless, Kunzia shows an unisegmented exopod P1, while this
appendage is 2-segmented in the new genus. On the other hand, a 2-
MEIOPSYLLUS MARINAE: A NEW GENUS AND A NEW SPECIES 202)
segmented exopod P1 seems to be a condition that has evolved
convergently within the family of Paramesochridae.
The morphology and the armature of legs P2-P4 in Mezopsyllus
n.gen. are rather similar to those of the corresponding legs in
Leptopsyllus T.Scott, a genus placed in the Scottopsyllus group by
Huys (1987). These similarities, however, are not regarded as an
indication of common ancestry, yet are considered here as the result
of parallel evolution related to the colonization of the interstitial habitat.
We think that the new genus too underwent the paedomorphic
phenomena previously supposed by Huys (1987) for the evolution of
Paramesochrinae. The reduced size and the noteworthy tendency to
the reduction and the exemplification of various appendages give
Mezopsyllus n.gen. a kind of habitus that is already been observed in
highly specialized Paramesochridae (KUNZ, 1981). Hence the new genus
could be included in the “morphological series with increasingly
pronunced larval characters” as stated by Huys (loc.cit.) in relation
to certain taxa of the Scottopsyllus group.
Meiopsyllus marinae n.sp.
MATERIAL - 30 females, 20 males, 2 copepodites collected (M.Cobolli
Sbordoni, V. Cottarelli, E. De Matthaeis leg., 9 September 1987) on
Cala Arena seashore (Asinara island, northwestern Sardinia). 14 females,
13 males, 3 copepodites collected (M.Cobolli Sbordoni, V. Cottarelli,
E. De Matthaeis leg., 1 August 1986) on the seashore near Punta Martin
(S. Pietro island, southwestern Sardinia).
Types - HOLOTYPE: a female from Asinara island mounted on a
slide labelled Mezopsyllus marinae ht. Paratypes: 30 females, some
ovigerous, and 20 males, also mounted on slides labelled M.marinae
pt. and numbered from 2 to 50, with the indication of the sampling
sites. The type-series and the remaining material preserved in alcohol
are temporarily stored in the senior author’s collection at the Dipar-
timento di Scienze Ambientali, Universita della Tuscia - Viterbo.
V. COTTARELLI - C. FORNIZ
DERIVATIO NOMINIS - The new species is dedicated to our colleague,
Prof. Marina Cobolli Sbordoni, who took part in these zoogeographical
expeditions and often helped us collecting interstitial samples.
DESCRIPTION OF THE HOLOTYPE - Body (fig.1b) elongate and cylindrical,
slightly depressed dorsoventrally, tapering posteriorly. Cephalothorax,
caudal rami and all somites, with the exception of the last two, bearing
sets of dorsal pores and chitinous thickenings, whose distribution patterns
is shown in fig.1b. Body colourless, nauplius eye not observed. Length,
measured from the apex of rostrum to distal margin of caudal rami:
0.215 mm. Cephalothorax slightly longer than following three somites
combined. Rostrum diminutive, conical, fused with dorsal cephalic shield
and without any sensillae.
Genital somite longest, without any sign of subdivision. Anal somite
shortest, ventral hind edge with a set of setules. Anal operculum
convex, smooth.
Caudal rami (fig.2d) slightly divergent, about 2.5 times as long as
maximum width and longer than last 2 somites combined. Dorsal
surface with two longitudinal chitinous ridges. Armature represented
by 1 proximal dorsal seta near the outer lateral margin; 1 longer distal
dorsal seta near the inner lateral margin, that is provided with some
spinules; 1 strong and plumose subapical seta near the outer distal
corner; principal apical seta long and slender, accompanied with 1
outer plumose seta and 1 inner smaller seta.
Antennule (fig.2g): 8-segmented, strong and short. First segment
longest, anterior margin with 4 spinules. Second segment with 5 slender
setae along the anterior margin and 1 longer dorsal seta. Third segment
with 5 slender setae and 1 short, spinulose seta along the anterior
margin. Inner distal corner of the fourth segment forming a sub-
cylindrical processus provided with a long and slender aesthetasc and
1 slender seta, which are confluent at the base. Fifth segment with
a long and slender seta on the anterior distal corner. Sixth segment
with 2 distal setae. Seventh segment smallest, with 1 seta. Eighth
segment small, furnished with 8 distal setae.
Antenna (fig. 3h): basis elongate, slightly widening distally, without
armature. Exopod 1-segmented, sub-cylindrical, with 1 seta at about
half the length of inner margin and 1 strong spatulate and apically
Fig. 1.
MEIOPSYLLUS MARINAE: A NEW GENUS AND A NEW SPECIES
Mezopsyllus marinae n.gen. n.sp. Female holotype: b. Male paratype: a.
a: habitus; b: habitus.
581
582
V. COTTARELLI - C. FORNIZ
Bige2 Meiopsyllus marinae n.gen. n.sp. Female holotype: a, b, d, g, h. Male paratype:
c,e,f.
a: P5; b: intercoxal plates; c: caudal rami; d: caudal rami; e: P6; f: P5; g: antennule;
h: genital somite with egg.
MEIOPSYLLUS MARINAE: A NEW GENUS AND A NEW SPECIES 983
spinulose seta. First segment of endopod shortest, without armature.
Second segment with 4 distal geniculate setae, 4 distal spinulate setae
and 1 subdistal spinulate seta.
Mandible (fig.3g): palp well-developed. Coxa-basis long and
narrow, without armature. Non exopod. Endopod 2-segmented;
segments short, approximately of the same length. First segment with
1 short distal seta; second segment with 4 distal setae.
Maxillula (fig. 3m): arthrite of praecoxa with 3 strong apical spines,
accompanied by 2 slender subapical setae. Coxal endite cylindrical,
with 2 setae apically. Endite of basis extending beyond coxal endite,
with 3 apical setae and 1 subapical smaller seta. No exopod. Endopod
small, sub-conical, with 2 short apical setae.
Maxilla (fig. 31): syncoxa with 2 endites. Proximal endite with 1
seta; distal endite with 2 setae. Basis drawn out into a strong claw.
Endopod apparently 1-segmented, with 2 slender setae and 1 stronger
seta.
Maxillipede (fig. 3a): basis approximately as long as 1.6 maximum
width, without armature. Endopod 2-segmented; first segment longest,
about 2.5 as long as maximum width, without any spinules or hairs;
second segment short, with 1 spinule and 3 distal geniculate setae.
P1 (fig. 3b): coxa short, with a set of small and short spinules on
the outer distal corner. Basis narrow and elongate, with 1 proximal
seta at about 1/3 the length of inner margin. Exopod 2-segmented;
each segment with row of spinules along outer margin. Proximal segment
‘ longer than distal. one, with 1 seta on the outer distal corner; distal
segment widening distally, with 2 subapical outer setae and 2 apical
geniculate setae No endopod.
P2-P3 (fig. 3c,d): basis elongate, with 1 dorsal seta near outer
margin. Exopod 3-segmented; each segment furnished with a row of
spinules along the outer margin and 1 strong seta on the outer distal
corner. First segment longest, with 3 longer spines near the inner
distal corner; second segment forming spinous and curved projection
at the inner distal corner; third segment with 2 apical setae; the inner
one longest and geniculate. No endopod.
P4 (fig. 3e): basis elongate, with 1 slender seta on outer proximal
margin. Exopod 3-segmented, each furnished with a row of spinules
V. COTTARELLI - C. FORNIZ
Rip Metopsyllus marinae n.gen. n.sp. Female holotype: a, b,c,d, e, g, h, i, 1, m. Male
paratype:f.
a: maxillipede; b: P1; c: P2; d: P3; e: P4; f: P4; g: mandible; h: antenna; i: genital
complex; |: maxilla; m: maxillula.
MEIOPSYLLUS MARINAE: A NEW GENUS AND A NEW SPECIES 985
Fig.4. Meiopsyllus marinae n.gen. n.sp. Copepodite (seven-somites stage): a, b, c, d,
ef, g.
a: P3; b: P2; c: P4; d: antenna; e: caudal rami; f: P1; g: P5.
586 V. COTTARELLI - C. FORNIZ
along the outer margin. First segment longest; second segment forming
spinous and curved projection at inner distal corner. First and second
segment each with 1 strong seta on outer distal corner; third segment
with 2 distal setae, the inner one geniculate and longer. Endopod 1-
segmented, narrow and slender, with clavate and spinulose apex.
Intercoxal plates P1-P4 as shown in fig.2b. Intercoxal plates P2-
P3 furnished with fine spinules near the distal margin.
P5 (fig. 2a): baseoendopods confluent, forming a large plate
extending just beyond exopods, each with a long and slender seta
lateral to exopod. Baseoendopodal plate strongly bilobed at distal
edge; each lobe with 1 short inner seta and 1 longer outer seta. Exopod
small, distinct, sub-quadrangular in shape, with 3 slender setae, the
middle one the longest.
Genital complex (fig.3i): P6 forming a small transverse plate,
bilaterally furnished with 1 seta, just inside the outer corner.
DESCRIPTION OF THE MALE - General body shape similar to that of
female (fig.1a). Length, measured from apex of rostrum to distal margin
of caudal rami: 0.210 mm. Antenna, oral appendages, P1, P2 and P3
similar to that of female; caudal rami not sexually dimorphic with the
exception of the set of spinules along inner margin, that is replaced
by 1 spinule.Cephalothorax, caudal rami and all somites, with the
exception of the last two, bearing dorsal sets of pores and chitinous
thickenings.
Antennule (fig.1a): 7-segmented, subchirocer; first and fourth
segments longest; sixth segment shortest. Seventh segment claw-shaped.
Fourth segment swollen, furnished with an aesthetasc, longer than the
female’s one and accompanied by 1 seta, also long and slender; anterior
margin forming a concave depression in which the fifth segment
articulates (subchirocer apparatus).
P4 (fig. 3f): endopod differs from the corresponding leg of female
because it is curved and slightly longer.
P5 (fig. 2f): baseoendopods similar to the female’s ones but the
plate lobes are much less developed; furthermore, the lobes are
furnished with 2 almost identical setae.
P6 (fig. 2e): confluent along median line forming a narrow and
MEIOPSYLLUS MARINAE: A NEW GENUS AND A NEW SPECIES 587
transversally elongate plate, provided with 1 slender seta on each outer
distal corner; distal margin with 2 pairs of setae, the outer the longest.
DESCRIPTION OF COPEPODITE - We deem it useful describe and
discuss also some features of a copepodite in the seven-somites stage.
Antenna (fig. 4d): exopod similar to that of the adult, but the
apical seta is simple and does not bears any spinules near its insertion.
P1 (fig.4f): basipod as in adult; exopod with a sign of articulation
between the second and the third seta of the outer lateral margin.
Such an articulation does not correspond to the adult condition where
the segment boundary is located between the first and the second seta
of outer lateral margin.
P2-P3 (fig.4b,a): still with 3-segmented exopod.
P4 (fig.4c): endopod represented by 1 segment with 1 seta and
differing from the corresponding leg of the adult. Exopod still 1-
segmented, furnished with 4 setae as in adult.
P5 (fig.4g): exopods not well-developed yet, each bearing only 2
setae. The endopodal lobes are smaller, but already provided with 2
setae as in the adult.
Caudal rami (fig.4e): the morphology is already somewhat similar
to that of the adult. Nevertheless, the dorsal. proximal seta and the
dorsal longitudinal lamina are missing and the strong pointed tip on
the outer distal corner is represented by a shorter bifid projection.
REMARKS ON THE SAMPLIG SITES - Mezopsyllus marinae n.sp. has
been collected in interstitial marine waters. Both Cala Arena (Asinara
island) and Punta Martin (S.Pietro island) seashores are characterized
by very fine grained sand.
In Asinara island, together with M.marinae n.sp., that is very
abundant, few specimens of K/liopsyllus sp., Scottopsyllus sp. and
Apodopsyllus sp. (Paramesochridae family) were found. Furthermore,
in the sampling site Psammopsyllus maricae Cottarelli, 1983, Arenopontia
cfr. subterranea Kunz, 1937 (cfr. COTTARELLI & VENANZETTI, 1989);
Psammastacus sp. and Laophontidae ind. were also present.
In S.Pietro island together with the new species Klzopsyllus sp.,
988 V. COTTARELLI - C. FORNIZ
Apodopsyllus sp. and Arenopontia subterranea Kunz, 1937 were also
been collected.
Most of these species are characterized by a reduced size and a
slender, elongate body: so they show a high specialization to live in
very fine grained sand. It is interesting to point out that M. marinae
n.sp. seems to have a K-breeding strategy. In fact, among the numerous
ovigerous females observed, just a few had 2 eggs while the most
remaining ones had only one big egg (fig. 2h).
REFERENCES
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oceanografica “Minerva” (C.N.R.) sulle isole circumsarde. I. Introduzione - Ann.
Mus. civ. St. nat. Genova, 87: 127-136.
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V., Mer M., UTzERI C., VIGNA TAGLIANTI A., Pocci R., MINELLI A., BoLoGNA M.,
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nali)-Fragm. entomol., Roma, 24 (2): 131-145.
Forniz C., COTTARELLI V. and VENANZETTI F., 1990 - First records of phreatic
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Ecology of Greece and adjacent regions. Iraklion, Crete: 65 -66.
Huys R., 1987 - Paramesochra T. Scott, 1892 (Copepoda, Harpacticoida): a revised
key, including a new species from the SW Dutch coast and some remarks on
the philogeny of the Paramesochridae - Hydrobiol., Dordrecht, 144: 193-210.
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(Fam.Paramesochridae Lang) mit Beschreibung zweier neuer Arten und einer
neuen Unterart - Crustaceana, Leiden, 62 (1): 85-97.
MEIOPSYLLUS MARINAE: A NEW GENUS AND A NEW SPECIES 589
RIASSUNTO
Mezopsyllus marinae: un nuovo genere ed una nuova specie di Paramesochridae
(Crustacea, Copepoda, Harpacticoida) del meiobenthos delle isole di Asinara e S.
Pietro (Sardegna).
Nel lavoro si presentano la descrizione e discussione di M. marinae n.gen. n.sp.,
raccolto nelle acque interstiziali marine delle isole di Asinara e S.Pietro (Sardegna). Il
nuovo taxon è caratterizzato principalmente da: antennula di 8 articoli nella femmina
e di 7 articoli nel maschio; esopodite dell’antenna uniarticolato; P1 con esopodite di
2 articoli ed endopodite assente (l’assenza dell’endopodite P1 non era mai stata riscon-
trata finora nei Paramesochridae); P2 e P3 con esopodite di 3 articoli ed endopodite
assente; P4 con esopodite di 3 articoli ed endopodite uniarticolato; P5 fusi nei due
sessi; rami caudali più lunghi degli ultimi due segmenti dell’urosoma.
Nel lavoro sono inoltre presentate alcune osservazioni sulla sistematica, le
affinità e l’ecologia del nuovo taxon.
SUMMARY
Description and discussion of M. marinae n.gen. n.sp., collected in marine interstitial
waters of two circumsardinian islands.The new genus is mainly characterized by the
lack of endopod PI, a reduction not found in any other Paramesochridae thus for. Some
remarks on the systematics, the affinities and the ecology of the new taxon are also
given.
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591
VALTER RAINERI (*)
BIOLOGIA E DISTRIBUZIONE DI AEDES
ALBOPICTUS (SKUSE, 1894) A GENOVA
(DIPTERA, CULICIDAE)
Key words: Aedes albopictus, Genoa, biology.
Nel 1990 veniva segnalata per la prima volta in Italia (SABATINI e?
al., 1990) la presenza di Aedes albopictus, una zanzara la cui diffusione
era già seguita con una certa apprensione dall'Organizzazione Mondia-
le della Sanità.
Per l'Europa quella di Genova costituiva la seconda segnalazione
in quanto la specie era stata citata già per l'Albania (ADHAMI, 1987).
La previsione di una rapida diffusione della specie sul territorio
italiano, fatta quando si è rinvenuto il primo reperto, si è rivelata
purtroppo giusta anche perché, sul territorio genovese, da parte delle
autorità competenti non sono stati compiuti interventi di alcun tipo.
Oggi la specie è diffusa in diverse regioni italiane: Veneto (DALLA
Pozza, MAJORI, 1992), Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Tosca-
na e Lazio (DELLA TORRE, BoMBOI, CANCRINI, 1992), recentemente si
hanno segnalazioni della provincia di Napoli e di quella di Cagliari.
La causa di questa rapida diffusione può essere dovuta sia ad una
continua introduzione dall'estero sia ai traffici interni tra una città e
l'altra (il commercio di copertoni di gomme sembra costituire la prima
causa di questa diffusione).
Mi sembra opportuno fornire su questa rivista una breve nota
sulla biologia e sulla distribuzione aggiornata della specie.
Aedes albopictus è originaria del Sud-Est asiatico, probabilmente
della penisola indomalese. Essa appartiene al sottogenere Stegomyza
(9) Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria", via Brigata Liguria 9, 16121 Genova,
Italy
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
592 V. RAINERI
(circa una cinquantina di specie nella sola regione orientale) con molti
taxa gemelli quali A. subalbopictus e A. novalbopictus.
Negli anni ottanta A. albopictus aveva già una diffusione che andava
dalle Hawaii, ad Est, fino al Madagascar, ad Ovest, con popolazioni
numerose in India, Cina, Indocina, Indonesia, Malesia, Filippine e Nuova
Guinea. In America, oggi, l'insetto è presente in Brasile ed anche negli
Stati Uniti dove ha raggiunto la latitudine di 40° Nord. Occasionali
ritrovamenti sono avvenuti in città di porto con depositi di copertoni
usati come, ad esempio, Città del Capo in Sudafrica e Auckland in
Nuova Zelanda. In Europa, dopo l'infestazione segnalata in Albania,
la specie è stata trovata a Genova ove non solo si è insediata stabilmente
ma ha ampliato la propria presenza (SABATINI ef 4/., 1990; RAINERI e?
al., 1991 e 1992) occupando, come si può notare dalla cartina, quasi
tutta la ‘città (fig. 1).
A. albopictus è un vettore del virus della Dengue, ma ciò costitu-
isce un pericolo solo ove esistono focolai di tale malattia. Per cid che
riguarda il contesto italiano il pericolo più immediato potrebbe essere
costituito dalla possibilità di trasmettere filariosi (Dirofilaria immitis
e D. repens) da cani infetti all'uomo. E' stata dimostrata, infatti, un'ot-
M.LIGURE
Fig. ll Cartina del comune di Genova con la distribuzione aggiornata al 1994 di Aedes
albopictus: anno 1990 (quadrato), 1991 (cerchio pieno), 1992 (cerchio vuoto),
1993 (stella) e 1994 (triangolo).
BIOLOGIA E DISTRIBUZIONE DI AEDES ALBOPICTUS (SKUSE, 1894) A GENOVA 593
tima capacità di trasmissione di microfilarie attraverso l'apparato boc-
cale, migliore di quella riscontrata in Culex pipiens, vettore abituale in
Italia (CANCRINI ef al., 1993).
Altro problema da non sottovalutare è quello dovuto al dolore
provocato dalle morsicature dell'insetto che ha attività prevalentemen-
te diurna e, se presente in maniera massiccia, interferisce fastidiosa-
mente con le diverse attività antropiche.
A Genova, ad esempio, molte persone hanno difficoltà a soggior-
nare in giardino, specie se questo è ricco di arbusti. La presenza delle
zanzare nei cimiteri (particolarmente grave la situazione in quello
monumentale di Staglieno) costituisce un serio problema per i visi-
tatori, specie se anziani, e soprattutto per gli addetti alle seppelliture
che sono i più esposti alle morsicature.
I focolai larvali, sulla base dell'esperienza genovese, sono stati
trovati nei luoghi più disparati ove può raccogliersi una quantità,
anche piccola, d'acqua: tombini per lo scolo delle acqua piovane, fori
destinati ad ospitare ringhiere sui muri di cemento, buchi in tronchi
di alberi, sottovasi ed infine portafiori nei cimiteri.
Le osservazioni compiute dai ricercatori americani che avevano
evidenziato una notevole plasticità ecologica di A. albopictus sono
state confermate in pieno dalle ricerche compiute in questi anni a
Genova; solamente i tempi di adattabilità si sono dimostrati molto più
veloci.
Solitamente questa zanzara, che è una specie selvatica nei luoghi
di origine, colonizza le zone periurbane delle città, ha abitudini pre-
valentemente diurne e popola le zone esterne alle abitazioni. Nella
realtà genovese molti esemplari sono stati catturati di notte ed alcuni
anche ai piani alti delle abitazioni (fino al sesto piano).
In questo lavoro fornisco le foto dell'ultimo dei quattro stadi larvali
e i disegni dell'insetto adulto. In media lo sviluppo completo avviene
tra i cinque ed i dieci giorni a temperature prossime ai 25 C°; ovvia-
mente temperature più basse rallentano il processo. Una femmina depone
le uova (in media fra 300 e 400 durante la sua esistenza) in luoghi
ombrosi ed in prossimità della superficie dell'acqua: la schiusa avviene
quando il livello idrico aumenta e le sommerge, se questo non accade
le uova possono, comunque, rimanere vitali per molti mesi.
294 V. RAINERI
Fig. 2 Larva di IV stadio di Aedes albopictus.
Le larve, detritivore, vivono nell'acqua e respirano attraverso il
sifone posto in zona caudale; tale sifone è più tozzo di quello delle
larve di C. pipiens e ciò costituisce un valido aiuto per la loro iden-
tificazione.
Le differenze trofiche tra il maschio e la femmina riguardano la
necessità della femmina di avere pasti di sangue, oltre a sostanze
zuccherine, per poter vivere più a lungo e far maturare le uova, mentre
il maschio si nutre solamente si sostanze zuccherine.
La femmina di A. albopictus non è una forte volatrice, studi condotti
in tale senso hanno dimostrato che spostamenti di cento metri sono
rari, svolge attività trofica durante le ore centrali della mattinata e del
pomeriggio e punge, oltre all'uomo, uccelli, topi, cani, gatti, maiali e,
in laboratorio, in condizioni estreme, anche rettili.
Per quanto riguarda l'uomo le aree del corpo più colpite sono le
parti basse delle gambe, soprattutto le caviglie, inoltre sembra essere
maggiormente attratta da abiti di colore scuro e respinta da quelli
chiari. Spesso, nei soggetti anziani o particolarmente sensibili, le
morsicature di questa zanzara provocano pomfi od emorragie
sottocutanee (RAINERI, RONGIOLETTI, REBORA, 1993). Subito dopo la
BIOLOGIA E DISTRIBUZIONE DI AEDES ALBOPICTUS (SKUSE, 1894) A GENOVA 395
segnalazione del primo caso a Genova, con l'appoggio del mio Istituto,
il Museo di Storia Naturale "G. Doria", ho iniziato un monitoraggio
che definisco "passivo" perché i protagonisti sono i sistemi di infor-
mazione che sensibilizzano la popolazione sul problema e la popolazio-
ne stessa che cattura esemplari e li consegna al Museo rendendo pos-
sibile la determinazione degli insetti e l'aggiornamento della mappa
delle catture effettuate in città. In questo modo, confrontando le mappe
tracciate anno dopo anno, ci si rende conto della straordinaria capacità
di diffusione della specie (vedi figura 1) che nel 1994 ha raggiunto
come limite estremo occidentale Genova-Prà.
Recentemente si sta sperimentando un nuovo sistema di lotta contro
le larve di A. albopictus che va ad integrare quelli già conosciuti, esso
consiste nell'utilizzo di rame metallico da immettere in tutti quei con-
tenitori che potrebbero costituire focolai larvali. La quantità di rame
necessaria ad inibire lo sviluppo delle larve di I e II stadio è stata
calcolata in almeno 2 grammi per litro d'acqua (DELLA TORRE, RAINERI,
CANCRINI 1993).
Il metodo proposto potrebbe rivelarsi utile in raccolte d'acqua
domestiche (sottovasi) o in realtà cimiteriali come, ad esempio il cimi-
| tero monumentale di Staglieno. Questo ha un'estensione di ca 20 ettari
di cui il 70% è costituito da campi all'aperto che ospitano circa 40.000
tombe, considerando quelle nei campi decennali, le tombe di famiglia
e quelle nei campi trentennali, (Morando, com. pers.); è evidente quale
sarebbe l'entità dell'intervento se, coinvolgendo la cittadinanza, si potesse
instaurare una collaborazione per mettere il rame in tutti i portafiori
del cimitero con un abbattimento notevole dei focolai. Questo comun-
que non potrebbe evitare gli interventi "classici" da parte delle autorità
competenti, come i trattamenti a base di piretroidi da eseguire soprattutto
agli inizi dell'autunno quando le femmine cominciano a deporre le uova
diapausanti per superare l'inverno.
RINGRAZIAMENTI
L'autore desidera ringraziare i Sigg. Borgo Enrico, Giomi Folco, Morando Adolfo
ed inoltre l'Amministrazione Comunale per la disponibilità dimostrata.
596
V. RAINERI
Fig. 3 Aedes albopictus 9 (visione laterale). [L'insetto nel cerchio rappresenta le
dimensioni reali].
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Fig. 4 Aedes albopictus @ (visione dorsale). [L'insetto nel cerchio rappresenta le
dimensioni reali].
BIOLOGIA E DISTRIBUZIONE DI AEDES ALBOPICTUS (SKUSE, 1894) A GENOVA 597
BIBLIOGRAFIA
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possibile diffusione della specie nell'area mediterranea. Parassitologia, Roma 32:
301-304.
RIASSUNTO
L'autore fornisce alcune notizie sulla biologia di Aedes albopictus ed inoltre aggiorna
la distribuzione della zanzara sul territorio del comune di Genova. Vengono fornite
indicazioni sulla biologia della zanzara.
SUMMARY
Further data are presented on the presence of Aedes albopictus in the town of
Genoa (years 1990-1994). Scattered foci of the mosquito were documented during
three years after the first record reported in September 1990 (in Genoa). Some references
on the mosquito's biology are given.
Miotto A
ities selen]. sir
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DS
599
VEZIO ECOTPARERLD = (CI LIGRAZIELLA SNIURA *(**)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFIA
"MINERVA" (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XXIV.
ULTERIORI REPERTI DI ANOSTRACI, NOTOSTRACI
E SPINICAUDATI (CROSTACEI BRANCHIOPODI)
DELLA FAUNA ITALIANA
Le informazioni più recenti reperibili in letteratura sul popolamento
e la distribuzione dei Branchiopodi Anostraci, Notostraci e Spinicaudata
nell'Italia peninsulare ed insulare sono comprese fra gli anni '80 e '90
(COTTARELLI e MURA, 1976, 1983, 1984; Mura e COTTARELLI, 1984,
1986; REBECCHI e? al., 1990).
Altre ricerche, abbastanza frequenti, hanno permesso di racco-
gliere nuovi dati, presentati in questa nota, anche con lo scopo di
integrare ed approfondire le notizie, necessariamente sintetiche, già
fornite in una Checklist di prossima pubblicazione (COTTARELLI,
MARGARITORA e MuRA, in stampa).
Alcuni dei risultati maggiormente significativi sono stati ottenuti
grazie a numerose campagne di ricerche faunistiche sulle piccole isole
italiane, condotte con l'ausilio delle Navi Oceanografiche del C.N.R.
Minerva, Bannock ed Urania; queste ricerche, fino al 1988, sono elencate
ed illustrate in BACCETTI et 4/., (1989). Altre campagne si sono svolte
a Giugno 1989, Luglio 1990, Novembre-Dicembre 1992, Dicembre
1993. I migliori risultati sono stati quelli ottenuti nei mesi invernali
e primaverili; proprio in questi periodi, ottimali per le raccolte dei
Branchiopodi, ma caratterizzati spesso da cattive condizioni del mare,
le Navi Oceanografiche e l'elevata professionalità dei loro equipaggi
si sono rivelate indispensabili per raggiungere le isole non collegate
da mezzi di linea od anche le altre che, seppure collegate, possono
(*) Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università della Tuscia (VT)
(**) Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Università di Roma "La Sapienza"
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
600 V. COTTARELLI - G. MURA
a volte presentare notevoli difficoltà di approdo per i mezzi normali.
Le informazioni sull'Italia peninsulare e la Sardegna si riferiscono
invece a campagne di raccolta, anch'esse recenti, condotte indipen-
dentemente dagli Autori.
L'interesse di questi dati, inoltre, non si esaurisce nella definizione
del quadro faunistico; infatti, in qualche caso, è stato possibile
puntualizzare anche alcuni aspetti corologici ed ecologici che verran-
no ugualmente presentati qui di seguito.
MATERIALI E METODI - Tutto il materiale elencato è stato raccolto
con piccole draghe e retini da plancton ed è attualmente conservato
nelle collezioni degli Autori presso i rispettivi Dipartimenti di afferenza.
Le stazioni di raccolta prospettate sono individuate da un numero
d'ordine progressivo che viene riportato nel successivo elenco dei
taxa identificati. I colleghi e collaboratori che hanno contribuito, a
parte gli Autori, alle raccolte sul campo, vengono così indicati: P. Audisio,
(PA); M.A. Bologna, (MAB); C. Brinati, (CB); G. Carchini (GC), E.
Ciampicali (EC), L. Ciampicali (LC), M. Cobolli (MC), V. Cottarelli
(VC), E. De Matthaeis (EDM), N. Di Domenico (NDD), C. Manicastri
(CM), Maurizio Mei (MM), G. Mura (GM), P. Pucci (PP), M. Rampini
(MR), P. Rocco (PR), M. Zapparoli (MZ).
STAZIONI DI RACCOLTA
ITALIA PENINSULARE
1) Montagna dei Fiori, Monte Piselli (TE), 1680 mslm: pozza
circolare in pascolo presso gli impianti di risalita, diametro 3 m,
profondità 0,35 m; vegetazione di Macrofite assente.
2) Macera della Morte, Pizzo di Sevo, Monti della Laga, Amatrice
(RI), 1490 mslm: cinque pozze circolari in pascolo, diametro 1 - 3 m,
profondità 0,25 - 0,35 m; vegetazione di Macrofite assente.
3) Località Le Forme, Alfedena (AQ), 1355 mslm: grande pozza
ellissoidale in pascolo, lunghezza 140 m a pieno invaso, profondità
0,50 m; vegetazione di Macrofite assente.
ULTERIORI REPERTI DI CROSTACEI BRANCHIOPODI DELLA FAUNA ITALIANA 601
4) Località Pozzo Calamaro, Monte Lupone (versante pontino),
Monti Lepini, Norma (LT), 630 mslm: pozza ellittica in pascolo,
lunghezza 5 m, profondità 0,30 m; vegetazione di Macrofite assente.
5) Pianoro carsico fra il Monte Lupone e il Monte Semprevisa
(versante pontino), Monti Lepini, Norma (LT), 708 mslm: pozza di
forma irregolare in pascolo, lunghezza 15 m, profondità 0,40 m;
vegetazione di Macrofite assente, acque torbide.
6) Pian di Spille, Tarquinia (VT): oltre 50 pozze, forma e dimen-
sioni varie, disseminate lungo la costa in terreni a pascolo, lunghezza
2 - 15 m, profondità 0,20 - 1,20 m; vegetazione di Macrofite presente;
acque generalmente torbide.
SARDEGNA E PICCOLE ISOLE ITALIANE
7) San Nicola, Isole Tremiti (FG): piccola pozza circolare in roccia
sulla costa orientale dell'isola, diametro 0,40 m, profondità 0,35 m;
vegetazione di Macrofite assente; acque limpide.
8) Razzoli, Arcipelago della Maddalena (SS): pozza rettangolare
in roccia in prossimità del semaforo, lunghezza 7 m, profondità 0,50
m; vegetazione di Macrofite presente; acque limpide.
9) Capo Mannu, Sinis (OR): due pozze soprassalate di forma
irregolare in terreno arido, poste a breve distanza dallo stagno "Sa
Marigosa", lunghezza 9 - 7 m, profondità 0,40 - 0,35 m; vegetazione
di Macrofite assente; acque limpide.
10) Mari Ermi, Sinis (OR): due pozze soprassalate ellissoidali in
terreno sabbioso a breve distanza dal mare, diametro 10 - 8 m, pro-
fondità 0,40 - 0,35 m; vegetazione di Macrofite assente; acque limpi-
de.
11) Notteri, Villasimius (CA): grande stagno costiero ellissoidale
con acque soprassalate, diametro 250 m, profondità 0,50 m; vegeta-
zione di Macrofite assente; acque limpide.
12) S. Pietro (CA): tre pozze di forma irregolare in roccia, in
località "Stagnetto", lunghezza 1 - 3 m, profondità 0,20 - 0,50 m;
vegetazione di Macrofite assente; acque limpide.
13) S. Antioco (CA): pozza di forma irregolare in roccia, in lo-
calità "S'arcu de sa Canna", lunghezza 3 m, profondità 0,50 m; ve-
getazione di Macrofite presente; acque torbide.
602 V. COTTARELLI - G. MURA
14) Favignana (TP): A: pozza circolare in roccia presso "Cala
Rossa", diametro 6 m, profondità 0,40 m; vegetazione di Macrofite
presente; acque limpide. B: fontanile in cemento presso l'imboccatura
occidentale della galleria stradale, lunghezza 3 m, profondità 0,70 m;
vegetazione di Macrofite assente; acque limpide.
15) Lampedusa (AG): A: località "Cala Francese", pozza circolare
in roccia, diametro 0,30 m, profondità 0,45 m; vegetazione di Macrofite
assente, acque limpide. B: località "Taccio Vecchio", quattro pozze di
forma irregolare in terreno arido e sassoso, lunghezza 1,5 - 3 m, profondità
0,20 - 0,40 m; vegetazione di Macrofite assente; acque limpide. C:
località "Aria Rossa", pozza circolare in terreno arido, diametro 2,5 m,
profondità 0,30 m; vegetazione di Macrofite assente; acque limpide.
MATERIALE RACCOLTO
ANOSTRACA
THAMNOCEPHALIDAE
Branchinella spinosa (Milne - Edwards, 1840).
9): 30 65,40 22 ovigere, 24-04-1985, GM leg. 10): 48 6d, 5522 ovigere,
- 24-04-1985, GM leg.
ARTEMIIDAE
Artemia salina (Linnaeus, 1758).
11): 32 646,41 2? ovigere, 26-03-1990, GM leg.
BRANCHIPODIDAE
Branchipus pasai Cottarelli, 1968.
15): A: 25 dd, 27 PL ovigere, 05-1990, MC, VC, EDM leg. B: 40 36, 209
? ovigere, 2-12-1992, VC leg. C): 5 dd, 4 ££ ovigere, 2-12-1992, VC leg.
Branchipus schaefferi Fischer, 1834.
1):5 66,8 2 ovigere, 23-06-1980, GM, MR leg. 6): 3 dd, 42 ovigere,
9-03-1994, VC leg. 14): A: 10 66,8 22 ovigere, 4-12-1992, VC leg. B: 4 dg, 3
22 ovigere, PA, MAB, CM, MM, MZ, leg.
ULTERIORI REPERTI DI CROSTACEI BRANCHIOPODI DELLA FAUNA ITALIANA 603
Tanymastix stagnalis (Linnaeus, 1758).
8)) 4 36,3 22 ovigere, 1421221993” EC, LC, VC les: 12): 5-01-1980, 11 87
1322 ovigere, GM leg.
CHIROCEPHALIDAE
Chirocephalus diaphanus Prévost, 1803.
2):6 33,4 22 ovigere, 25-05-1978, GC, GM, MR leg. 3): 7 35, 62 @ ovigere,
14-05-1986, CB leg. 4): 4 66,3 22 ovigere, 20-11-1992, PP leg. 5): 5 66,7 £
2 ovigere, 10-11-1993, PP leg. 6): 12 6g, 12 2° ovigere, 9-03-1994, VC leg. 13):
10 66,8 ££ ovigere, 12-12-1993, NDD, PR leg.
STREPTOCEPHALIDAE
Streptocephalus torvicornis (Waga, 1842).
7):2 66,4 99 ovigere, 28-11-1992, PR leg.
NOTOSTRACA
TRIOPSIDAE
Triops cancriformis cancriformis (Bosc, 1801).
6): 3 9 9 ovigere, 9-03-1994, MAB leg. 14): B: 3 646, 222 PA, MAB; CM,
MZ, leg.
SPINACAUDATA
CYZICIDAE
Cyzicus tetracerus (Krynicki, 1830).
13): 7 66,6 9? ovigere, 12-12-1993, ND, PR leg.
OSSERVAZIONI - Per quanto riguarda la Penisola, i nuovi reperti.
permettono senz'altro di definire meglio il "quadro" della distribu-
604 V. COTTARELLI - G. MURA
zione dei diversi taxa, che rimane, tuttavia, ancora lacunoso per molte
regioni. Branchipus schaefferi, in particolare, noto sino ad oggi solo per
Marche, Toscana e Puglia (COTTARELLI e Mura, 1976, 1983) non era
stato mai rinvenuto nel Lazio. La popolazione di Pian di Spille (stazione
6), inoltre, è interessante anche da un punto di vista ecologico perché
la specie convive negli stessi bacini con Chirocephalus diaphanus; i casi
di coesistenza e sintopia fra gli Anostraci sono abbastanza rari (MURA,
1991), ed appaiono particolarmente stimolanti per quanto riguarda lo
studio della diversificazione delle strategie riproduttive e di alcuni
fenomeni di competizione interspecifica specialmente a livello trofico.
Un altro dato notevole è rappresentato dal rinvenimento, sempre a Pian
di Spille, di Triops cancriformis cancriformis, anch'esso nuovo per il
Lazio, e molto raro in Italia Centrale.
Per le isole maggiori, mancano, per quanto a noi noto, ulteriori
contributi per la Sicilia (cf. COTTARELLI e MurA, 1979), per la Sarde-
gna, invece, è confermata l'ampia diffusione nei bacini soprassalati
dell'Isola di Artemia salina e Branchinella spinosa, spesso conviventi
(Mura, 1985).
Le informazioni sulle piccole isole italiane erano limitate agli
Anostraci e riguardavano la presenza di Branchipus schaeffert a
Serpentara, Chirocephalus salinus a Mal di Ventre (COTTARELLI e Mura,
1973), Branchipus pasat a Lampedusa (COTTARELLI, 1968), Tanymastix
stagnalis all'Asinara (ARTOM, 1927), alla Maddalena, a Caprera, a
Capraia, nell'Arcipelago Toscano (STELLA, e? al., 1972). Le campagne ©
delle N.O. del C.N.R. hanno effettivamente permesso di ampliare le
conoscenze: il range di B. schaefferi risulta così esteso anche alle Egadi
(stazione 14), mentre la presenza di T. stagnalis è confermata per una
nuova isola dell'Arcipelago della Maddalena, Razzoli (stazione 8) e
per S. Pietro (stazione 12). I reperti di maggior interesse riguardano
la presenza a S. Antioco di C. diaphanus (stazione 13), specie molto
frequente nella Penisola ed in Sicilia, ma assente in Sardegna dove
sembrerebbe sostituita dal congenere C. salizus. Anche la scoperta
nelle isole Tremiti (stazione 7) di Streptocephalus torvicornis, primo
rappresentante di una famiglia di Anostraci nuova per la Fauna ita-
liana, è notevole. Con il ritrovamento di questa specie, segnalata sino
ad oggi per l'Europa Sud-orientale e Centrale, la Penisola Iberica e
l'Africa Settentrionale (DUMONT e? al., 1991), viene invalidata la teoria
ULTERIORI REPERTI DI CROSTACEI BRANCHIOPODI DELLA FAUNA ITALIANA 605
secondo la quale la diffusione di S. torvicornis verso l'Italia sarebbe
stata impedita da barriere geografiche insormontabili (DUMONT, e? al.,
in stampa). Sembrerebbe assai verosimile, al contrario, che le uova
resistenti di S. torvicornis fossero giunte alle Tremiti dai Balcani, dove
la specie è assai comune e diffusa, veicolate dall'avifauna migrante. Tale
ipotesi appare ancor più plausibile se si considera che le caratteristiche
ecologiche dei siti nei quali la specie è presente (pluviometria, escur-
sioni termiche ed altri parametri climatici) sono comuni sia al biotopo
italiano che a molti di quelli descritti in letteratura (Alonso, 1980;
Thiéry, 1987; Vekhov, 1991).
Infine, anche i reperti di Notostraci e Spinicaudati, sembrano
significativi; T. cancriformis cancriformis (stazione 14 A, B) non era mai
stato raccolto in alcuna delle piccole isole italiane; lo stesso vale per
Cyzicus tetracerus (stazione 13); inoltre questa specie, rara nell'Italia
peninsulare, è nota per una sola località della Sicilia e manca tuttora
in Sardegna.
RINGRAZIAMENTI
Siamo vivamente grati ai colleghi ed amici che ci hanno aiutato nelle raccolte
o fornito il materiale di Branchiopodi. Un ringraziamento particolare è dovuto al
prof. Baccio Baccetti dell'Università di Siena, che ha invitato V. Cottarelli a parte-
cipare alle campagne di ricerca sulle piccole isole italiane.
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ULTERIORI REPERTI DI CROSTACEI BRANCHIOPODI DELLA FAUNA ITALIANA 607
SUMMARY
Further findings of Anostraca, Notostraca and Spinicaudata (Crustacea Branchiopoda)
from Italian Fauna.
In this paper data on Branchiopoda Anostraca, Notostraca and Spinicaudata
from peninsular and insular Italy have been presented and discussed.
Seven species of Anostraca, one species of Notostraca and one species of
Spinicaudata have been sampled and identified.
As regards Anostraca, it is worthy to notice the findings of Streptocephalus
torvicornis, a new taxon for italian fauna; Chirocephalus diaphanus has also been
sampled for the first time in a small island near Sardinia. It seems also interesting
to stress the attention on the first finding of Triops cancriformis cancriformis and
Cyzicus tetracerus in a some small italian island.
RIASSUNTO
Vengono presentati i risultati di una serie di ricerche faunistiche su Crostaci
Branchiopodi che hanno permesso di meglio definire il quadro della distribuzione
di diversi taxa della fauna italiana, specialmente per quanto riguarda le piccole isole.
Streptocephalus torvicornis non era mai stato rinvenuto prima in Italia, Chirocephalus
diaphanus è nuovo per la Fauna sarda, Triops cancriformis cancriformis e Cyzicus
tetracerus sono segnalati per la prima volta per le piccole isole.
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609
RICCARDO GROPPALI (*), Marco PRIANO (**), MONICA BROZZONI (***),
EMANUELA ParoDI Marvino (****), CARLO PESARINI (*****)
I RAGNI DELLA RISERVA NATURALE BIOGENETICA
"MONTE D'ALPE"
(APPENNINO LIGURE, PROVINCIA DI PAVIA),
CON APPUNTI SULLE METODOLOGIE DI RACCOLTA.
(ARACHNIDA, ARANEAE)
INTRODUZIONE - Per completare gli studi faunistici finalizzati anche
all'ottimizzazione gestionale dell'area protetta (istituita dalla Regione
Lombardia nel 1985) e all'incremento dei luoghi noti a livello araneologico
nell'Appennino Settentrionale e Centrale, sono state eseguite indagini
sulle specie di Ragni presenti nella Riserva naturale biogenetica "Monte
d'Alpe" (Comune di Menconico, Appennino Ligure, provincia di Pavia).
Dagli studi, in parte finalizzati a rilevare gli effetti di un incendio
che aveva interesssato l'area nel febbraio 1990 (PARODI, 1992; GROPPALI,
PRIANO, PARODI MALVINO, BROZZONI & PESARINI, in litt.) e delle popo-
lazioni di Formica lugubris Zett. - trapiantate per scopi di controllo
biologico su fitotagi - nei confronti dei Ragni (BROZZONI, 1993; GROPPALI,
PRIANO & PESARINI, 1993), è derivato un elenco faunistico sufficiente-
mente completo, che riguarda un'area e un tratto appenninico ancora
virtualmente sconosciuti a livello araneologico.
MATERIALI E METODI - Le raccolte, eseguite nel corso del 1991 (24,
30-VII, 29-IX) e del 1992 (10-VI, 21-VII, 6-VIII, 10-IX, 1-X), sono
state effettuate con i metodi dell'araneologia classica: a vista, anche con
il ricorso all'aspiratore e con particolare attenzione alle specie lapidicole
rinvenute rivoltando i sassi, con retino da sfalcio nei popolamenti erbacei,
@) Istituto di Entomologia dell'Universita, Viale Taramelli, 24, Pavia
(Ge) Via dei Mille 33, Novi Ligure (AL)
(***) Via Spino 40, Ambria di Zogno (BG)
(****) Via Libarna 148, Arquata Scrivia (AL)
(*****) Museo Civico di Storia Naturale, Corso Venezia 55, Milano
Annali del Mus. Civ. St. Nat. "G. Doria", Vol. XC
610 R. GROPPALI, M. PRIANO, M. BROZZONI, E. PARODI MALVINO, C. PESARINI
con ombrello entomologico per l'esame di fronde di alberi e arbusti,
con vaglio entomologico per la lettiera, con trappole a caduta (JONES-
WALTERS, 1989).
I circa 1.120 esemplari trovati sono stati conservati in alcool al
75% fino al loro studio tassonomico.
RISULTATI - Aree-campione di 9 mq e loro Ragni. Appunti ecologici.
Sono stati studiati in dettaglio alcuni punti giudicati rappresenta-
tivi dei popolamenti arboreo-arbustivi non danneggiati dal fuoco, in-
dividuando tre aree-campione di 9 mq, e raccogliendovi a vista tutte
le specie di Ragni osservabili oppure sfalciandovi con cura le erbe. Tale
metodologia speditiva, che permette anche di effettuare valutazioni
numeriche, è stata collaudata con validi risultati in numerose zone
italiane ed estere (GROPPALI e PRIANO, in litt.), dopo essere stata descrit-
ta come accettabile da CANARD (1981).
Le tre aree di 9 mq studiate (con alcune caratteristiche ambientali
di interesse araneologico indicate con +++ per la massima presenza e
--- per la minima, con tutte le eventuali possibilità intermedie) sono le
seguenti:
1) PINETA INTERNA FITTA (1.220 m.s.l.m.) = pineta mista di pino
nero, Pinus nigra Arnold, alto 9 m e pino silvestre, Pinus sylvestris L.,
alto 5 m, con copertura erbacea piuttosto ricca e piccoli esemplari di
rosa selvatica, Rosa canina L.. Nell'area è presente un tronco caduto
parzialmente combusto, in quanto il fuoco del febbraio 1990 è passato
velocemente senza intaccare gli alberi vivi presenti. La presenza di un
formicaio di Formica lugubris Zett. (Hymenoptera, Formicidae) costi-
tuisce un fattore di probabile riduzione di parte delle popolazioni
araneologiche nell'area circostante, in quanto svariati Ragni, soprattut-
to terricoli, vengono predati negli immediati dintorni dell'acervo
(GROPPALI, PESARINI & PRIANO, 1993; BRUNING, 1991, per un'altra spe-
cie del gruppo Formica rufa).
Sassi al suolo ---, ceppi di alberi, cortecce sollevate e legni cavi
+--, lettiera +--, erbe +++.
I Ragni trovati il 6-VIII-1992 sono: 16 Bolyphantes luteolus (Black.)
13 99 e3 66,7 Linyphia triangularis (Cl.) 1 6 e 6 juv., 5 Linyphia
hortensis Sund. 3 juv., 1 2 e 1 6,3 Clubiona corticalis (Walck.) 2 9
juv. e 1 6 juv., 2 Arazeus sp. juv., 1 Segestria bavarica C.L.K. 3, 1
I RAGNI DELLA RISERVA NATURALE BIOGENETICA "MONTE D'ALPE" 611
Metellina segmentata (Cl.) juv., 1 Theridion sisyphium (Cl.) ®.
2) PINETA INTERNA RADA (1.170 m.s.l.m.) = i pini neri, Pinus nigra
Arnold, dominanti, sono alti in media 10 m, la copertura erbacea del
terreno è molto ricca e sono presenti noccioli, Corylus avellana L. e
alcune rose selvatiche, Rosa carina L..
Sassi al suolo +--, ceppi di alberi, cortecce sollevate e legni cavi
+--, lettiera +--, erbe +++.
I Ragni trovati il 6-VIII-1992 sono: 3 Bolyphantes alticeps (Sund.)
2 29 el 6,2 Amaurobius sp. juv., 2 Araneus sp. juv., 2 Linyphia
hortensis Sund. 2 2, 2 Linyphia triangularis (Cl.) 3, 1 Zelotes sp. juv.,
1 Clubiona terrestris West. 2, 1 Philodromus sp. juv., 1 Salticus sp. juv.,
1 Heliophanus sp. juv., 1 Marpissa nivoyi (Lucas) 36, 1 Enoplognatha
ovata (Cl.) 9,1 Lepthyphantes tenuis (Black.) juv.
3) ARBUSTETO ISOLATO NEL PRATO (1.220 m.s.l.m.) = fitto nucleo di
cespugli, circondato dal prato-pascolo sommitale di Monte d'Alpe,
dominato dal nocciolo, Corylus avellana L., con abbondante presenza
- di ginepro, Juniperus communis L. e alcuni esemplari di rosa selvatica,
Rosa canina L.; la copertura erbacea è piuttosto scarsa.
Sassi al suolo ---, ceppi di alberi, cortecce sollevate e legni cavi
---, lettiera ++-, erbe +--.
I Ragni trovati il 10-IX-1992 sono: 11 Metellina segmentata (Cl.)
99,2 Araneus diadematus Cl. 2, 1 Xysticus lanio C.L.K. 2, 1 Zygiella
atrica (C.L.K.) 6,1 Lepthiphantes tenuis (Black.) ©.
Tali dati permettono di effettuare alcune valutazioni ecologiche,
adottando gli indici più impiegati per lo studio dei parametri di comu-
nità (Shannon-Weaver per la diversità specifica ed Evenness per
l'equiripartizione, secondo Krebs, 1989).
Gli indici ottenuti sono i seguenti per le diverse aree studiate
(1 - Pineta fitta, 2 - Pineta rada, 3 - Arbusteto isolato nel prato):
Aree-campione 1 2 3
Diversità specifica 2,902 AND 2203
Equiripartizione 0,43 0,61 0,33
Numero di specie 8 13 7
612 R. GROPPALI, M. PRIANO, M. BROZZONI, E. PARODI MALVINO, C. PESARINI
In questo modo è facile rilevare che l'area più ricca ed quilibrata
nel suo popolamento araneologico è quella costituita dalla pineta rada,
nella quale si trova infatti la massima varietà ambientale, con alberi,
arbusti e fitte erbe, oltre ad alcuni elementi essenziali nel determinare
la presenza di svariate specie di Ragni, come ceppi di alberi e accumuli
di rami accatastati.
OSSERVAZIONI COMPARATIVE SUI METODI DI RACCOLTA IMPIEGATI.
E' evidente che ogni metodologia di cattura di Ragni è espressa-
mente rivolta ad alcune specie: è quindi soltanto l'impiego combinato
di diversi metodi che può permettere di conoscere in modo sufficiente
le popolazioni araneologiche di un'area.
Può essere interessante, comunque, osservare quali specie di Ragni
siano state catturate con l'impiego di un solo metodo di cattura nel-
l'area oggetto di studio. In particolare, per importanza decrescente e
con le specie trovate disposte in ordine alfabetico:
- 20 specie catturate soltanto a vista (con un asterisco * sono
indicate quelle lapidicole, rinvenute cioè soltanto sollevando sassi) =
Amaurobius crassipalpis Canestr. & Pavesi*, Amaurobius ferox (Walck.)*,
Clubiona corticalis (Walck.), Drassodes lapidosus (Walck.)*, Dysdera
erythrina (Walck.)*, Dysdera ninnii Canestr., Neriene peltata (Wider),
Pardosa agrestis (West.), Pardosa hortensis (Thorell), Saztis barbipes
(Simon) *, Segestria bavarica C.L.K., Steatoda bipunctata (L.), Theridion
impressum L.K., Theridion melanurum Hahn, Theridion sisyphium (Cl.),
Trochosa ruricola (Degeer)*, Xerolycosa nemoralis (West.), Xysticus lanto
C.L.K., Zelotes apricorum (L.K.)*, Zygiella atrica (C.L.K.);
- 18 specie catturate soltanto con il retino da sfalcio = Achaearanea
lunata (Cl.), Aculepetra ceropegia (Walck.), Anelosimus vittatus (C.L.K.),
Clubiona neglecta O.P.-Cambr., Cyclosa conica (Pall.), Heliophanus
cupreus (Walck.), Hyposinga sanguinea (C.L.K.), Mangora acalypha
(Walck.), Maso gallicus Simon, Minicia marginella (Wider), Pachygnatha
degeert Sund., Pisaura mirabilis (Cl.), Philodromus cespitum (Walck.),
Theridion bimaculatum (L.), Theridion varians Hahn, Thomisus onustus
Walck., Xysticus cristatus (Cl.), Xysticus kochit Thorell;
- 4 specie catturate soltanto con trappole a caduta = Centromerus
incilium (L.K.), Ozyptila atomaria (Panz.), Pholcus phalangioides
I RAGNI DELLA RISERVA NATURALE BIOGENETICA "MONTE D'ALPE" 613
(Fuessl.), Zora nemoralis (Black.);
- 2 specie catturate soltanto con l'ombrello entomologico = Misumena
vatia (Cl.), Philodromus praedatus (O.P.-Cambr.);
- 1 specie catturata soltanto con il vaglio entomologico = Tapinocyba
insecta (L.K.).
Dal confronto si può pertanto concludere che il metodo di raccolta
più produttivo è quello delle catture a vista sollevando sassi e altri
ripari simili (come cortecce parzialmente staccate dai tronchi): tali
modalità di prelievo vengono infatti impiegate nell'esplorazione delle
aree-campione di 9 mq, fornendo quindi risultati complessivamente
accettabili per indagini speditive.
LE SPECIE DI RAGNI DI MONTE D'ALPE.
L'elenco sistematico completo delle almeno 71 specie trovate nell'area
studiata (v. Tabella) permette di rilevarvi alcune presenze faunistiche
di elevato interesse. In particolare, anche a dimostrazione delle scarse
conoscenze pregresse riguardanti tale territorio appenninico, vi sono
state rinvenute (in ordine alfabetico):
- 2 specie non ancora descritte per il territorio italiano:
- Maso gallicus Simon (Linyphiidae), specie paleartica, segnalata in
Europa occidentale da MAURER & HANGGI (1990) e in particolare nota
per Francia, Germania, Inghilterra e Svizzera;
- Philodromus praedatus O.P. - Cambr. (Philodromidae), specie
paleartica di Dalmazia, Inghilterra, Svizzera e Ungheria;
- 1 specie già segnalata ma senza l'indicazione di località certa:
Minicia marginella Thorell (Erigonidae), paleartica nota sino ad ora
solo per l'Alto Adige;
- 22 specie non ancora descritte per il territorio lombardo: Agroeca
proxima (O.P.-Cambr.) (Liocranidae), Bolyphantes alticeps (Sund.)
(Linyphiidae), Bolyphantes luteolus (Black.) (Linyphiidae), Centromerus
incilium (L.K.) (Linyphiidae), Clubiona corticalis Walck. (Clubionidae),
Clubiona neglecta O.P. - Cambr. (Clubionidae), Clubiona terrestris West.
(Clubionidae), Drapetisca socialis (Sund.) (Linyphiidae), Hyctia nivoyi
(Lucas) (Salticidae), Hyposinga sanguinea (Walck.) (Araneidae),
Leptyphantes flavipes Black. (Linyphiidae), Leptyphantes tenuis (Black.)
614 R. GROPPALI, M. PRIANO, M. BROZZONI, E. PARODI MALVINO, C. PESARINI
(Linyphiidae), Neriene peltata (Wider) (Linyphiidae), Ozyptila atomaria
(Panz.) (Thomisidae), Pardosa agrestis (West.) (Lycosidae), Pardosa
hortensis (Thorell) (Lycosidae), Philodromus cespitum Walck.
(Philodromidae), Philodromus dispar (Walck.) (Philodromidae),
Tapinocyba insecta (L.K.) (Linyphiidae), Theridion impressum L.K.
(Theridiidae), Zelotes apricorum (L.K.) (Gnaphosidae), Zora nemoralis
(Black.) (Zoridae).
ConcLusionI - Dallo studio effettuato in un'area protetta
dell'Appennino Ligure emerge in modo chiaro l'importanza di tali lavori
in ambiti ancor oggi conosciuti in modo del tutto insufficiente dal
punto di vista araneologico. Delle 71 specie rinvenute, infatti, due sono
risultate nuove per l'intero territorio nazionale, una vi ha avuto la
prima collocazione geografica esatta, e ben 22 sono state descritte per
la prima volta nella regione di appartenenza (Lombardia).
Lo studio ha inoltre permesso di confermare ulteriormente la validità
del metodo da noi proposto di prelievo a vista in aree standard di 9
mq di superficie, per 1 ora di lavoro. I dati ottenuti in tale modo
permettono infatti di eseguire anche alcune elaborazioni statistiche e
di ottenere dati riguardanti i parametri di comunità.
E' comunque evidente la necessità di completare, anche in questo
territorio italiano, raccolte sufficienti di materiali, per ottenere una
visione accettabilmente approfondita riguardo a distribuzione geogra-
fica, biologia ed ecologia delle specie di Ragni che popolano l'Appennino
settentrionale.
Tabella - Elenco sistematico delle 71 specie di Ragni (Araneae) della
Riserva naturale biogenetica Monte d'Alpe (Appennino Ligure, provin-
cia di Pavia).
Amaurobiidae - Ammaurobius crassipalpis Canestrini & Pavesi
Amaurobius ferox (Walckenaer)
Dysderiidae - Dysdera erythrina (Walckenaer)
Dysdera ninniz Canestrini
Segestridae - Segestria bavarica C.L. Koch
Pholcidae - Pholcus phalangioides (Fuesslin)
Gnaphosidae - Drassodes lapidosus (Walckenaer)
Zelotes apricorum (L. Koch)
I RAGNI DELLA RISERVA NATURALE BIOGENETICA "MONTE D'ALPE"
Clubionidae
Liocranidae
Zoridae
Thomisidae
Philodromidae-
‘Salticidae =
Lycosidae
Pisauridae
Agelenidae
Theridiidae -
Chetracantium sp.
Clubiona corticalis (Walckenaer)
Clubiona neglecta O.P.-Cambridge
Clubiona terrestris Westring
Agroeca proxima (O.P.-Cambridge)
Zora nemoralis (Blackwall)
Zora spinimana (Sundevall)
Misumena vatia (Clerck)
Ozyptila atomaria (Panzer)
Xysticus cristatus (Clerck)
Xysticus kochii Thorell
Xysticus lanio C.L. Koch
Thomisus onustus Walckenaer
Philodromus aureolus (Clerck)
Philodromus cespitum (Walckenaer)
Philodromus dispar Walckenaer
Philodromus praedatus O.P.-Cambridge _
Tibellus oblongus (Walckenaer)
Heliophanus cupreus (Walckenaer)
Icius sp. -
Marpissa nivoyi (Lucas)
Saitis barbipes (Simon)
Salticus sp.
Alopecosa pulverulenta (Clerck)
Pardosa agrestis (Westring)
Pardosa hortensis (Thorell)
Pardosa lugubris (Walckenaer)
Pardosa riparia (C.L. Koch)
Trochosa ruricola (Degeer)
Xerolycosa nemoralis (Westring)
Pisaura mirabilis (Clerck)
Tegenaria fuesslini Pavesi
Histopona italica Brignoli
Achaearanea lunata (Clerck)
Anelosimus vittatus (C.L. Koch)
Enoplognatha ovata (Clerck)
Steatoda bipunctata (Linneo)
Theridion bimaculatum (Linneo)
615
616 R. GROPPALI, M. PRIANO, M. BROZZONI, E. PARODI MALVINO, C. PESARINI
Theridion impressum L. Koch
Theridion melanurum Hahn
Theridion sisyphium (Clerck)
Theridion varians Hahn
Metidae - Metellina segmentata (Clerck)
Pachygnatha degeeri Sundevall
Araneidae - Aculepetra ceropegia (Walckenaer)
Araneus diadematus Clerck
Araniella sp.
Cyclosa conica (Pallas)
Hyposinga sanguinea (C.L. Koch)
Mangora acalypha (Walckenaer)
Zygtella atrica (C.L. Koch)
Erigonidae - Minicia marginella Thorell
Bolyphantes alticeps (Sundevall)
Bolyphantes luteolus (Blackwall)
Centromerus incilium (L. Koch)
Drapetisca socialis (Sundevall)
Lepthyphantes flavipes Blackwall
Lepthyphantes tenuis (Blackwall).
Linyphia hortensis Sundevall
Linyphia triangularis (Clerck)
Maso gallicus Simon
Neriene peltata (Wider)
Tapinocyba insecta (L. Koch)
Linyphiidae
BIBLIOGRAFIA
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I RAGNI DELLA RISERVA NATURALE BIOGENETICA "MONTE D'ALPE" 617
GropPALI R., PRIANO M., Paropi Marvino E., Brozzoni M., PESARINI C., (in litt.).
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Bund f. Naturschutz, Doc. Faun. Helvetiae, 12.
ParopI E., 1992. I Ragni (Araneae) non terricoli nella zona di Monte d'Alpe. Tesi
di Laurea, Università degli Studi di Pavia: 35-47.
RIASSUNTO
Nel corso del 1991 e del 1992 sono state raccolte nella Riserva naturale biogenetica
"Monte d'Alpe" (Provincia di Pavia), con diverse metodologie di cattura che sono
discusse criticamente nel lavoro, almeno 71 specie di Ragni (Araneae) due delle quali
nuove per l'Italia.
L'ambiente considerato, sconosciuto dal punto di vista araneologico, è costi-
tuito da boschi di impianto a Pino nero d'Austria con rari nuclei di latifoglie e radure
a prato. Questi diversi biotopi presenti all'interno della Riserva sono anche stati
indagati con un metodo speditivo di raccolta di Ragni su aree-campione di 9 mq,
metodo già utilizzato in precedenti lavori.
SUMMARY
Spiders of Biogenetic Nature Reserve "Monte d'Alpe" (Ligurian Apennine, Northern
Italy) and notes about the methodology of gathering.
During 1991 and 1992 in "Monte d'Alpe" Biogenetic Nature Reserve (Province
of Pavia), 71 spiders species (Araneae), two of which were found for the first time
in Italy, were gathered by using different catching methodologies, which are critically
discusssed in the present paper.
The examined environment, unknown as to Spiders, is made up to set of Austrian
blackpine woods with rare groups of broadleaves and grassland. These different
biotopes present in the Reserve were also investigated with a method of gathering
Spiders in 9 square metre sampleareas, a method which had been previously utilized.
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OSSERVAZIONI SULLA FLORA LIGURE NOTA II 619
Mauro Giorgio MARIOTTI (*)
RES LIGUSTICAE
CCXXVI
OSSERVAZIONI SULLA FLORA LIGURE. NOTA II (**)
INTRODUZIONE - Dopo alcuni anni dalla prima nota, desidero pre-
cisare altri dati corologici relativi soprattutto ad entità dubbie o tra-
scurate dalla “Flora d’Italia” (PIGNATTI, 1982), ma anche evidenziare
alcuni caratteri morfologici osservabili su campioni originali.
Atriplex halimus L. (Chenopodiaceae)
Porto Maurizio, VIII. 1842, s. coll. (GDOR); lungo la strada ferrata tra Pegli
e Prà, s.d., coll. (GDOR - Herb. Baglietto).
Non viene indicata in Liguria da PIGNATTI (1982), tuttavia era già
segnalata da DE NOTARIS (1844), con probabile riferimento al campio-
ne di Porto Maurizio (Ad sepes et in sterilibus secus litora nicaeensis
et Liguriae finitimae), ma anche da altri Autori (ARDOINO, 1862;
PENZIG,1897; BARBERIS e MARIOTTI, 1981). La specie è piuttosto fre-
quente qua e là sul litorale ligure, soprattutto nel ponente: Ventimiglia,
Bordighera, Laigueglia, Alassio, Loano, Pietta Ligure, Genova (Voltri,
Prà, tra Sturla e Quinto).
Rorippa pyrenaica (Lam.) Reichenb. (Cruciferae)
Sassello, VI. 1843, s. coll. (GDOR- Herb. Brignole); Passo del Faiallo (M.Dente),
m 1050, 19.V.1907, E. Jahn (GDOR); sotto il Geremia, 27:VI, s.coll. (GDOR); piazza
dietro la Villa Spinola, Voltri, s.d., s. coll. (GDOR); Scogli Neri a Pegli, 12.V.1904, G.
(*) Dip.to di Fisiologia delle Piante Coltivate e Chimica Agraria, Universita degli Studi
di Milano, Via Celoria 2, 20133 Milano
(**) La precedente nota è stata pubblicata su Annali del Museo Civico di Storia Naturale
di Genova 87:1-7 (1988)
620 M.G. MARIOTTI
Bevilacqua (GDOR); Molinassi a Sestri Ponente, 17.IV.1871, s. coll. (GDOR); ibidem,
VI. 1961, s. coll. (GDOR).
Non viene indicata per la Liguria da PIGNATTI (1982), quantunque
fosse già segnalata (sub Nasturtium p. R. Br.) da DE NOTARIS (1844) “cz
submontanis ad viarum latera, atque in pascuis frequens”. Si tratta di
una specie abbastanza frequente in tutto il massiccio del M. Beigua e
del Gruppo di Voltri sino alle alture di Sestri Ponente ad Est, ma è
citata da PENZIG (note manoscritte sulla copia dell’opera notarisiana
conservata presso la biblioteca dell’Istituto Botanico “Hanbury” del-
l’Università degli Studi di Genova) anche sul letto del Bisagno e a Pieve
Ligure; si estende a Nord ed a Ovest nella Valle dell’Olba, a Calizzano,
M. Gallè, lungo il torrente Prino e sopra Finalborgo. Si tratta di una
specie che predilige prati, bordi di sentieri e strade sterrate soggetti
a discrete variazioni della disponibilità idrica.
Calicotome spinosa (L.) Link, Calicotome villosa (Poiret) Link
(Leguminosae)
Popolazioni con caratteri debolmente riferibili a C. villosa (sensu
Brullo in PIGNATTI, 1982) si trovano a Capo Santa Croce, mentre ivi
e più a ponente (Capo Mele, dintorni di Diano Marina e Monte della
Torre, Pizzo d’Evigno, dintorni di Oneglia e Porto Maurizio) è comu-
ne una forma con peli sericei appressati e bratteole profondamente
trifide ascrivibile a Calicotome spinosa subsp. ligustica Burnat. Nel
resto della Riviera, più a levante, si rinviene solo la tipica C. spinosa.
Anthyllis barba-jovis L.
Lungo la Riviera di Ponente, 30.6.1831, Ricasoli (BOLO, FI); Mortola VI.1949,
Senni (FI); prope Porto Maurizio, s.d., Berti (PI); Alassio, 19.V.1895, Bicknell (TO);
al Capo tra Alassio e Albenga, IV/V.1886, da Ricca (FI); Capo S. Croce tra Alassio
e Albenga, IV.1886, da Mari (FI); ibidem, V.1851, Berti (FI); ibidem, 1874, G. Gentile
(FI); ibidem, VI.1990, Mariotti (GDOR); Finale, rupi di Caprazoppa, V, Panizzi
(BOLO); Caprazoppa presso Finale, 18.V.1869, s. coll. (GDOR); Capo Noli, s.d.,
Sassi (BOLO); ibidem, VI.1841, Rainer (BOLO); ibidem, IV.1842, s. coll. (PI); ibidem,
28.VI.1870, da Canepa (FI); ibidem, XII.1876, Ardissone (FI); ibidem, 27.V.1908,
Marchesetti (FI); Prom. Noli, V.1892, Basteri (FI, GDOR, TO); Strada provinciale
tra Noli e il Capo, 11.V.1873, da Baglietto (FI); In insula Bergeggi, V.1854, s. coll.
(GDOR); ibidem, 18.VI.1903, G. Doria (GDOR); ibidem, 24.IV.1904, id. coll. (GDOR);
OSSERVAZIONI SULLA FLORA LIGURE NOTA II 621
ibidem, 24.1V.1914, R. Cucini (SIENA); Savona, VI.1840, s. coll. (GDOR); ibidem
VI.1841, De Notaris (FI); ibidem, s. d., s. coll. (TO-Herb. Delponte); Presso Savona,
V.1869, Gibelli (TO); Savona, V.1869, Gibelli (TO);Savona rupi sotto Valloria, X,
Panizzi (FI, TO); Albisola Marina, 20.1V.1867, Piccone (TO); ibidem, 20.IV.1869, id.
coll. (FI); ibidem, IV.1874, ex Gibelli (FI); presso Albisola, 14.IV.1871, id coll. (FI;
PI); Albisola, s.d., Baldacci (FI); Celle, margine della strada di Albisola, 27.I1V.1922,
Gresino (FI); tra Cogoleto e Varazze, 2.VII.1984, Mariotti GDOR).
Specie stenomediterranea occidentale, per la quale la Liguria co-
stituisce l’estremo settentrionale della distribuzione, peraltro molto
frammentata; nella Regione è presente qua e là solo nella Riviera di
ponente dal confine con la Francia sino a Cogoleto (Fig. 1); la cita-
zione di una stazione nelle Cinque Terre (POGLIANI, 1970) non è
suffragata da materiale di erbario e molto probabilmente errata. Oltre
che nelle località riportate dai reperti, è presente a Finalmarina, rupi
di Capo Nero a S. Remo, Capo Nero fra Ospedaletti e S. Remo, Capo
di Cervo, Vado, Capo Mele (PENZIG, note manoscritte); Capo di Castello
Borelli pr. Borghetto, Capo Mele (MARIOTTI e BARBERIS, 1985) e alla
Mortola.
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622 M.G. MARIOTTI
Euphorbia dendroides L. (Euphorbiaceae)
S. Remo, s. d., s. coll. (FI-Herb. Marchesetti); Porto Maurizio, s. d., Berti (PI);
fra Alassio e Albenga, V/VI.1866, da Ricca (FI); Is. Gallinara, presso Albenga,
23.V.1903, G. Doria & R. Gestro (GDOR); ibidem, 23.IV.1904, id. coll. (GDOR);
ibidem, 7.VI.1914, E. & P. Burnat, Briquet, Saint-Yves, Cavillier, Abrezol & Lascand
(G-BU); ibidem, 10.V.1990, M. G. Mariotti (GDOR); Finalmarina, III.1867, Piccone
(FI); tra Finalpia e Varigotti, 22.1II.1898, Mezzana (FI); Finalpia, 5.V.1869, Carestia
(TO); presso Varigotti lungo la strada verso Finalmarina, V.1869, s. coll. (TO); Al
Capo di Noli e alla Caprazoppa, 21.1I.1895, Mezzana (FI); Capo Noli, IV.1842, da
Carrega (FI); ibidem, da Baglietto 1873 (FI); ibidem, 26.III.1895, Gestro (FI); Ibidem,
27.V.1908, Marchesetti (FI); Capo di Noli scogliere marine alla Casina D'Albertis,
24.VI.1956, R. Cucini (SIENA); Promontorio di Noli, IV.1862, s. coll. (GDOR);
Recco, 7.VI.1905, Bevilacqua (GDOR); Promontorio di Portofino a S. Fruttuoso, V,
s. coll. (GDOR); Portofino, 1843, s. coll. (GDOR); ibidem, s.d., Rosellini (PI); Ibidem,
V.1840, De Notaris (FI); ibidem, IV.1868, Delpino (FI); Chiavari, s. d., Bertoloni
(PI); Sestri Levante e Portofino, VI.1850, Allis (TO); Sestri Levante, Villa Piuma,
20.11.1913, s. coll. (FI); Monterosso al Mare luogo Corone dicto, 26.II.1925, Montale
(FI); Cinque Terre, Monterosso al Mare, 27.III.1951, Chiarugi (FI); Rupi sopra
Vernazza, 13.V.1962, Ariello (TO), Corniglia pr. Prevo, 8.VI.1924, Fontana (TO);
Corniglia lungo il mare, 2.V.1913, Ferrari (TO); sopra Persico in direzione di Campiglia
lungo la costa fra Porto Venere e le Cinque Terre, 28.III.1978, D. Marchetti (SIENA);
Is. Palmaria, IX.1879, Sommier (FI), ibidem, 30.V.1883, id. coll. (FI; PI); ibidem,
4.V.1967, Ferrarini (FI); Is. del Tino e anche a Palmaria, 20.IV.1902, Barsali (PI).
Questa specie steno-centromediterranea trova in Liguria l’estremo
limite settentrionale della sua distribuzione: è presente su ambedue le
Riviere, ma manca in un tratto della Riviera di Ponente e nei dintorni
immediatamente a Est di Genova. In Fig. 2 è rappresentata la distri-
buzione regionale: oltre che nelle località citate dai reperti è stata osservata
recentemente anche a Ventimiglia pr. Mortola, Capo S. Croce, sopra
Borgio, Is. Bergeggi, Punta Manara, Punta Baffe pr. Riva Trigoso,
Framura, Corniglia preso la frana del Guvano, sopra Riomaggiore, sopra
Portovenere, Punta Bianca (MARIOTTI e BARBERIS, 1985), Capo Mele,
Punta Moneglia, fra Deiva e Framura; è riportata inoltre per Cavi di
Lavagna (PENZIG, note manoscritte) e Levanto (DE NOTARIS, 1844).
Altitudinalmente si rinviene da 10 a 250 m circa sul mare. Nell’area
delle Cinque Terre-Tramonti si ha la maggiore diffusione su scala re-
gionale.
Si presenta come tipica Nano- o Meso- fanerofita e raggiunge in
certi casi i 3-3,5 m (Isola Palmaria; frana di Corniglia, ecc.); fiorisce
OSSERVAZIONI SULLA FLORA LIGURE NOTA II 623
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Fig. 2 Distribuzione accertata di Euphorbia dendroides L. in Liguria, (con H sono
indicati i dati relativi solo ad antichi campioni d'erbario).
tra novembre e maggio e presenta le foglie tra dicembre e giugno, ma
il fenomeno della estivazione (ingiallimento e caduta delle foglie nel
periodo arido), comune anche ad altre specie mediterranee, dipende
molto dall’andamento climatico e può verificarsi in modo più o meno
accentuato e prolungato o appena accennato.
E’ diffusa prevalentemente in lembi di macchia più o meno de-
gradata con predominanza di elementi dei Quercetea ilicis Br.-BI. (1931)
1936, fra i quali alcune significative presenze di entità tipiche dell’ Oleo-
Ceratonion s.l.. Nelle cenosi ad E. dendroides è comunque spesso
evidenziabile una discreta percentuale di specie dei Tuberarietea Br.-
BI. 1952 em. Riv.-Mart. 1972 e di compagne indicatrici di situazioni
edafiche differenti: sia suoli sciolti e ben aerati e talora dilavati (fasce
pietrose), sia con alti residui azotati (coltivi abbandonati) (MARIOTTI e
BARBERIS, 1985).
Impatiens balfourii Hooker fil. (Balsaminaceae)
Questa specie hymalaiana è stata segnalata come spontaneizzata
per la prima volta in Liguria da MARTINI e ZAPPA (1990), con riferimen-
624 M.G. MARIOTTI
to a stazioni localizzate sulle Alpi Liguri in Valle Argentina e
sull'Appennino a Ovest di Genova nell’alta Valle Stura e in Val Varenna.
Osservazioni effettuate nel 1993 e 1994, su indicazioni gentilmente
fornite dal Mar. Italo Franceschini del Corpo Forestale dello Stato
(Comando Stazione di Casarza Ligure) hanno permesso di costatarne
la diffusione anche più a levante, nell’alta Val Petronio e lungo la strada
del Bracco, ai confini tra le province di Genova e La Spezia, su scarpate
stradali e in luoghi abbandonati dall’agricoltura.
Plumbago europea L. (Plumbaginaceae)
Isola Gallinara sui terrapieni presso il muraglione alla sommità dell’isola sul
versante occidentale, luglio 1990, M. Mariotti (GDOR); Sestri Ponente sui terrapieni
di Via Calda presso Calcinara, luglio 1982, M. Mariotti (GDOR).
Questa apofita venne segnalata per la.prima volta in Liguria da
BERTOLONI (1804) “In littore alla Foce, et a Sestri di Ponente” . Ulteriori
dettagli sulle stazioni genovesi furono forniti da DE FERRARI (1809):
“Trovasi attorno a Genova all’imboccatura del Bisagno, a Sestri di
Ponente presso al mare alla sinistra della strada che viene da Genova.
Fiorisce in luglio”. DE NOTARIS (1844) riporta: In pascuts et secus vias,
secus litora frequens, ma già PENZIG (note manoscritte) corregge que-
st ultimo avverbio con “passim” e cita le seguenti località liguri: “Col-
Fig. 3 Rappresentazione della sezione della seconda foglia delle innovazioni sterili
effettuate sul Lectotypus di Festuca inops De Not.
OSSERVAZIONI SULLA FLORA LIGURE NOTA II 625
line al Bisagno, Sturla, Genova Sestri Pon., alla Foce (Bert. PI. gen.).
Finalborgo, Roccabruna, Eza (Bickn.), S. Remo (Panizzi), Valle Roja
Ventimiglia (Bi.), Genova presso il letto del Bisagno all’origine dei
condotti (H. Turii)”.
La stazione di Sestri Ponente è stata distrutta definitivamente per
. lavori sulle scarpate stradali nel 1992.
Convolvulus sabatius Viv. (Convolvulaceae)
M. Mao (Spotorno), 1.VI:1905, G. Bevilacqua (GDOR)
Dopo la prima segnalazione per la Liguria orientale ad opera di
PENZIG (1892) lungo la strada fra Portofino - S. Margherita e Recco,
PECCENINI (1992) ha recentemente confermato la presenza di questa
specie in due stazioni lungo la via Aurelia tra Recco e Ruta di Camogli.
Al riguardo è importante osservare che C. sabatius, per i pregi orna-
mentali e le doti di colonizzatore di terreni aridi, è stato ampiamente
utilizzato nelle opere di consolidamento delle scarpate da parte delle
aziende di manutenzione delle strade e, come riferisce MARTINI (1984),
è stato sovente “messo a dimora nei giardini, sfuggendone a volte e
diffondendosi nei dintorni, come lungo |’ Aurelia tra Camogli e Ruta”.
L'origine delle stazioni recentemente confermate è quasi sicuramente
artificiale, mentre nella Riviera di Ponente, dove C. sabatzus è presente
in numerose località, appaiono di origine spontanea le stazioni di
Capo Noli e dubitativamente quella di Monte Mao sopra Spotorno.
Festuca inops De Not. (Poaceae)
Una migliore conoscenza di F inops appare indispensabile soprattutto
per la recente convinzione che si tratti di una specie caratteristica delle
formazioni vegetali serpentinicole relativamente frequente nell’arco
tirrenico. Dubbi al riguardo vennero peraltro già sollevati (MARIOTTI,
1994). Occorre precisare innanzitutto che il dettagliato protologo di
De NOTARIS (1844) riporta come Locus classicus: in pascuis aridis montis
Gazzo supra Sestri a Ponente; il Monte Gazzo è un rilievo dominato
da dolomie e calcari dolomitici del Triassico medio e superiore e solo
sui contrafforti occidentali, fra M. Spassoja e Chiesa della Costa, af-
fiorano metagabbri e meta-Fe-gabbri del Giurassico, rocce comparabili,
sotto il profilo ecologico con le serpentiniti. Lungi dal porre una parola
S25 M.G. MARIOTTI
definitiva alla questione si ritiene utile procedere alla lectotipificazione
e far conoscere le caratteristiche anatomiche delle foglie. Le sezioni
rappresentate in Fig. 3 sono state gentilmente effettuate nel 1985 dal
Dr. Luigi Aita (Istituto Botanico dell’Università di Genova) utilizzando
la seconda foglia delle innovazioni sterili del campione più avanti
designato come lectotipo.
Questo corrisponde molto bene alla descrizione originale del De
Notaris ed ha un aspetto cespitoso compatto, fere Nardi, come descri-
ve l'Autore.
Designatio typi - Viene qui designato come Lectotypus di Festuca
mops De Not. Repert. Fl. Ligust.: 466 (1944) il campione conservato
in GDOR (ex Herb. Brignole) provvisto di etichetta originale che ri-
porta: Festuca inops Dntrs/M.te del Gazzo/VI-843. [manu De Notaris]
(GDOR) (Fig. 4).
Fig. 4 Lectotypus di Festuca inops De Not. conservato in GDOR.
OSSERVAZIONI SULLA FLORA LIGURE NOTA II 627
BIBLIOGRAFIA
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RIASSUNTO
Vengono precisati alcuni dati corologici ed ecologici su sette specie della flora
ligure e viene designato il lectotipo di Festuca inops De Not.
ABSTRACT
Chorological and ecological data are given about seven taxonomic units of the
Ligurian Flora. The lectotypus of Festuca inops De Not. is designated.
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629
Maurizio Bronpi (*), RENATO REGALIN (**),
Mauro Daccorpi (***) & ROBERTO Poggi (****)
RICERCHE ZOOLOGICHE DELLA NAVE OCEANOGRAFICA
“MINERVA “ (C.N.R.) SULLE ISOLE CIRCUMSARDE. XXV.
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI)
DELLE ISOLE CIRCUMSARDE
(COLEOPTERA, CHRYSOMELIDAE)
Le indagini zoologiche effettuate da alcuni ricercatori nelle isole
circumsarde, con l’ausilio delle navi oceanografiche messe a disposizio-
ne dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, hanno consentito la raccolta
di un discreto ed interessante lotto di Coleotteri Crisomelidi, parte del
quale, quello riguardante gli Alticini, è già stato oggetto di una recente
pubblicazione (Bronpi 1990). Con il presente contributo si intende
invece rendere noti i risultati frutto dello studio dei materiali appar-
tenenti alle altre sottofamiglie di Crisomelidi.
Con lo scopo di fornire un catalogo più completo delle specie di
questa famiglia presenti nelle isole circumsarde, sono stati inoltre aggiunti
alcuni dati raccolti in collezioni museali e private ed altri opportuna-
mente vagliati dalla scarsa letteratura esistente sull’argomento (BARGAGLI
1873; Piras & Pisano 1972; CROVETTI & UscIbDA 1979; DACCORDI &
RUFFO 1988; DE CARLINI 1885). Le vecchie citazioni sono state, quando
possibile, reinterpretate o aggiornate dal punto di vista nomenclatoriale.
Le isole circumsarde dove sono stati reperiti materiali o che risul-
tano interessate da citazioni concernenti i Crisomelidi (Alticini esclusi),
vengono di seguito sinteticamente elencate:
(#) Dipartimento di Scienze Ambientali, Università di L'Aquila, Facoltà di Scienze,
67010 Coppito (AQ)
(**) Istituto di Entomologia Agraria dell'Università, Via Celoria 2, 20133 Milano
(***) Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Giolitti 36, 10123 Torino
(****) Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria", Via Brigata Liguria 9, 16121 Genova
M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
- Sardegna N (Sassari): Isola Rossa;
- Arcipelago della Maddalena (Sassari): Isola Razzoli, Is. Santa
Maria, Is. La Presa, Is. Spargi, Is. La Maddalena, Is. Caprera ed Is.
Santo Stefano;
- Sardegna NE (Sassari): Isola delle Bisce, Is. Soffi;
- Arcipelago di Tavolara (Sassari): Isola Piana di Tavolara, Is.
Tavolara, Is. Molara;
- Sardegna SE (Cagliari): Isola Serpentara, Is. Cavoli;
- Arcipelago del Sulcis (Cagliari): Isola La Vacca, Is. Sant'Antioco,
Is. San Pietro, Is. Piana di San Pietro;
- Sardegna W (Oristano): Isola Mal di Ventre;
- Sardegna NW (Sassari): Isola Piana di Alghero, Is. Piana
dell'Asinara, Is. Asinara.
Per un elenco completo delle isole e delle date in cui si sono svolte
le campagne di raccolta del progetto di ricerca, si rimanda al lavoro
di BACCETTI, COBOLLI SBORDONI & PocGi 1989. Ulteriori indagini sono
state svolte nel giugno 1989, luglio 1990 e dicembre 1993.
L elenco dei taxa, di seguito riportato, è ordinato secondo la recente
check-list delle specie italiane dei Crisomelidi (BIONDI, DACCORDI,
REGALIN & ZAMPETTI 1995).
Corredano la trattazione delle specie:
- le relative categorie corologiche, secondo i modelli recentemente
proposti da VIGNA TAGLIANTI et al. 1992;
- la presenza in Italia, espressa per lo più in regioni amministrative;
- le note ecologiche sulle piante ospiti della specie, dedotte dalla
letteratura o in base ad osservazioni svolte sul campo;
- eventuali note di carattere tassonomico.
Per i materiali esaminati, le isole sono elencate in ordine geogra-
fico. Quando non altrimenti specificato, i materiali esaminati sono da
considerarsi conservati nelle collezioni del Museo Civico di Storia
Naturale di Genova. Tuttavia per la stesura di questo lavoro sono stati
considerati anche i materiali conservati presso i seguenti Musei e col-
lezioni private: Museo Civico di Storia Naturale di Verona (MV), Museo
Civico di Storia Naturale di Milano (MM), coll. Maurizio Biondi (CB),
coll. Mauro Daccordi (CD) e coll. Renato Regalin (CR).
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 631
Infine per quanto riguarda le considerazioni di carattere
biogeografico relative all’intero popolamento crisomelidologico delle
isole circumsarde si rimanda a BIONDI et al. (in stampa).
CRIOCERINAE
Crioceris (s. str.) macilenta Weise, 1888
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo.
Presenza in Italia. Italia peninsulare tirrenica, Abruzzo, Puglia,
Sicilia e Sardegna.
- Materiale esaminato. LA MADDALENA: 18.1.1993, B. Colonna leg., 1 ex.
(CB). SAN PIETRO: Carloforte, 26.1V.1902, A. Dodero leg., 1 ex. (coll. Dodero);
M.te Guardia dei Mori, 10.VI.1989, B. G. Osella leg., 1 ex. (CB). PIANA DI SAN
PIETRO: VI.1956, G. C. Doria leg., 1 ex. sub ‘Isola Piana Mer.’.
Note ecologiche. La specie vive su piante del genere Asparagus
(fam. Asparagaceae).
Crioceris (s. str.) paracenthesis (Linné, 1767)
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Italia peninsulare,
Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: 7.IX.1987,-B. G. Osella leg., 1 ex.
(CB); i Pozzoni, 14.X.1989 M. Biondi leg., 1 ex. (CB). SAN PIETRO: M.te Guardia
dei Mori, 10.VI.1989, B. G. Osella leg., 2 exx. (CB).
Note ecologiche. Specie legata ad Asparagus acutifolius L. (fam.
Asparagaceae).
Oulema (s. str.) duftschmidi (Redtenbacher, 1874)
Categoria corologica. Sulla base dell’indagine svolta da BERTI 1989,
sembra si tratti di un elemento turanico europeo mediterraneo. In realta
la corologia di questa specie è ancora da definire nel dettaglio e non
si esclude che la sua presenza occupi un areale pit ampio all’interno
della regione paleartica.
Presenza in Italia. Lombardia, Calabria, Sicilia e prima segnalazio-
632 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
ne per la Sardegna (San Pietro). La reale distribuzione in Italia di
questa specie, molto affine ad Oulema melanopus (Linné, 1758), è al
momento in fase di studio.
Materiale esaminato. SAN PIETRO: Carloforte, 17.IV.1912, A. Dodero leg., 1
ex. (coll. Dodero).
Note ecologiche. Specie legata a diversi generi di Poaceae spon-
tanee e coltivate.
CHRYSOMELINAE
Timarcha (s. str.) sardea A. & G. B. Villa, 1835
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo, endemico di
Sardegna e Corsica.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. ROSSA: 2.VI. 1982, Pad. leg., 2 exx. (CD). RAZZOLI:
15 XIM986 Me Bologna les: 1 ex. e M. Zapparoli les. lueex;dintaStitdel'aro!
14.XII.1993, R. Poggi leg., 2 exx. SPARGI: Cala Grano, 16.X.1989, V. Cottarelli leg.,
1 ex. LA MADDALENA: 24.IX.1985, A. Vigna leg., 1 ex.; 13.XI.1986, M. Bologna
leg., resti di 1 ex.; i Pozzoni, 13.XI.1986, M. Biondi leg., 1 ex. (CB); idem, 10.X.1989,
M. Bologna leg., 1 ex.; Cala Bassa Trinità, 14.X.1989, M. Bologna leg., 1 ex. (CB);
idem, 14.X.1989, R. Poggi leg., 2 exx.; Case Fangotto, 11.X.1989, M. Biondi leg.,
2 exx. (CB); Punta Cannone, 20.VI.1987, N. Sanfilippo leg., 1 ex.; idem, 21.VI.1987,
N. Sanfilippo leg., 2 exx.; Porto Massimo dint., 6.VI.1987, N. Sanfilippo leg., 7 exx.
CAPRERA: 12.XI.1986, M. Biondi leg., 6 exx.; pendici M.te Teialone, 15.X.1989,
M. Bologna leg., 5 exx. (CB); idem, 15.X.1989, R. Poggi leg., 1 ex.; Tomba della
Marsala, 15.X.1989, R. Poggi leg., 2 exx. SANTO STEFANO: 12.X1.1986, R. Poggi
leg., 4 exx.; 15.X.1989, M. Biondi leg., 2 exx. (CB). BISCE: 11.XI.1986, L. Tonon
leg., 2 exx. SOFFI: 3.VII.1987, R. Poggi leg., 1.ex. PIANA DI TAVOLARA: 8.VI.1989,
B. Baccetti leg., 1 ex. TAVOLARA: cfr. "DaccorpI & RUFFO 1988”: 345; 25.II.1960
2 exx. (CD); 27.IX.1985, B. G. Osella leg., 3 exx. (MV); 9.XI.1986, C. Manicastri
leg., 1 ex.; 10.XI.1986, M. Bologna leg., 5 exx. MOLARA: 28.1X.1985, A. Vigna leg.,
IN: ONL 1986) Rep Possllcortitex.le resti velitre: 110 XIl9s6 Re Popeitless a vexx.
e L. Tonon leg., 1 ex.; 8.VL1989, R. Poggi leg., 1 ex. SANT'ANTIOCO: cfr. Piras
& Pisano 1972: 14 e 15; cfr. "DAccoRDI & RUFFO 1988”: 345; 12.IV.1912, A. Dodero
leg., 1 ex. (coll. Dodero); 12.XI.1978, P. Leo leg., 5 exx. (CD); Cussorgia, spiaggia,
11.V.1988, R. Poggi leg., 1 ex.; Coaquaddus, 13.VI.1989, R. Poggi leg., 1 ex.; Cala
Lunga, 13.VI.1989, B. G. Osella leg., 1 ex.; Su Tuppei, 12.XII.1993, R. Poggi leg.,
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 633
1 ex. SAN PIETRO: cfr. Piras & Pisano 1972: 14; Carloforte, 27.1V.1902, A. Dodero
leg., 1 ex. (coll. Dodero); idem, 17.IV.1912, A. Dodero leg., 2 exx. (coll. Dodero);
La Caletta, 11.XII.1993, R. Poggi leg., 9 exx.; Bacino acquedotto, 12.XII.1993, M.
Galdieri leg., 2 exx. ASINARA: Cala Arena, 1.VII.1987, R. Poggi leg., 2 exx.; idem,
12.X.1989, M. Galdieri leg., 1 ex.; idem, 12.X.1989, M. Bologna leg., 2 exx. (CB);
pendici M.te Scomunica, 12.X.1989, M. Biondi leg., 1 ex. (CB); idem, 12.X.1989,
R. Poggi leg., 1 ex.; Tumbarino, 13.X.1989, M. Bologna leg., 2 exx. (CB).
Note ecologiche. La specie vive su Rubia peregrina L. (fam.
Rubiaceae).
Note tassonomiche. Le popolazioni di T sardea presenti nelle isole
di Sant'Antioco e Tavolara presentano alcune peculiari caratteristiche
nella morfologia esterna che le differenziano da quelle tipiche (DACCORDI
& RuFFO 1988). Uno studio futuro sulla variabilità morfologica di questa
specie potrà chiarire in modo definitivo lo status tassonomico di questa
forma.
Chrysolina (Menthastriella) viridana ssp. viridana (Kuster, 1844)
Categoria corologica. Specie W-mediterranea.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale citato. SANT'ANTIOCO: cfr. Piras & Pisano 1972: 14 e 15, sub
"Chrysomela viridana Kùst.". SAN PIETRO: cfr. Piras & Pisano 1972: 14; "Chrysomela
viridana Kust.".
Note ecologiche. Specie legata al genere Mentha (fam. Lamiaceae).
Chrysolina (Stichoptera) gypsophilae ssp. lucidicollis (Kiister, 1845)
Categoria corologica. Sottospecie mediterranea di elemento turanico
europeo mediterraneo.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale citato. SANT'ANTIOCO: cfr. Piras & Pisano 1972: 14 e 15, sub
"Chrysomela gypsophilae Kist.".
Note ecologiche. La forma tipica di questa specie è legata al genere
Linaria (fam. Scrophulariaceae). Probabilmente la ssp. /ucidicollis
presenta le medesime preferenze trofiche.
634 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
Chrysolina (Stichoptera) stachydis (Gené, 1839)
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo, endemico di
Sardegna e Corsica.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: IV.1987, G. Cesaraccio leg., 1 ex.
(MV).
Note ecologiche. La specie è legata a Stachys glutinosa L. (fam.
Lamiaceae).
Chrysolina (Taeniochrysea) americana (Linné, 1758)
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Veneto, Liguria, Italia peninsulare tirrenica, Puglia,
Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: 25.III.1990, B. Colonna leg., 1 ex.
(CB); Baia Trinità, 14.X.1989, M. Bologna leg., 6 exx. (CB). ASINARA: 12.VI.1967,
S. Riese leg., 30 exx. TAVOLARA: 9.X1.1986, M. Biondi leg., 2 exx. SANT'ANTIOCO:
cfr. Piras & Pisano 1972: 14 e 15, SAN PIETRO: cfr. Piras & Pisano 1972: 14.
Note ecologiche. Specie legata a Rosmarinus e Lavandula (fam.
Lamiaceae).
Chrysolina (s. str.) bankii (Fabricius, 1775)
Categoria corologica. Elemento mediterraneo, esteso anche all’ Eu-
ropa occidentale atlantica.
Presenza in Italia. Liguria, Italia peninsulare tirrenica, Puglia, Sicilia
e Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: i Colmi, 29.X.1989, B. Colonna leg.,
2 exx. (CB); La Trinità, 24.IX.1985, F. Giusti leg., 1 ex.; 12.VI.1986, M. Biondi leg.,
1 ex.; i Pozzoni, 18.VI.1987, N. Sanfilippo leg., 2 exx. CAPRERA: 12.X1.1986, M.
Biondi leg., 3 exx.; Due Mari, 16.V.1989, M. Bologna leg., 2 exx. (CB). BISCE:
11.XI.1986, L. Tonon leg., 1 ex. MOLARA: 28.VIIL1986, B. Baccetti leg., 1 ex.
CAVOLI: 30.VII.1986, R. Poggi leg., resti elitre. SANT'ANTIOCO: cfr. Piras &
Pisano 1972: 14 e 15, sub "Chrysomela Banksi: F."; Calasetta, 12.V.1988, M. Biondi
leg., 1 ex. (CB); Coaquaddus, spiaggia, 12.V.1988, M. Biondi leg., 1 ex. (CB); Sa
Scrocca Manna, 12.V.1988, M. Biondi leg., 1 ex. (CB); Su Pruini, 11.V.1988, R. Poggi
leg., 2 exx. SAN PIETRO: cfr. Piras & PISANO 1972: 14, sub "Chrysomela Banksi F.".
ASINARA: 12.VI.1967, S. Riese leg., 4 exx.; Diga Ruda, 15.V.1988, R. Poggi leg.,
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 635
1 ex.; Rada Reale, 15.V.1988, M. Biondi leg., 4 exx. (CB).
Note ecologiche. Specie polifaga legata a Lamiaceae, Plantaginaceae,
Asteraceae e Ranunculaceae.
Chrysolina (Colaphodes) haemoptera (Linné, 1758)
Categoria corologica. Elemento turanico-europeo.
Presenza in Italia. Tutta la penisola italiana e le isole maggiori.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: Trinità, 24.1X.1985, B. G. Osella leg.,
2 exx. (MV); 12.XI.1986, M. Biondi leg., 1 ex.; 13.X1I.1986, M. Biondi leg., 2 exx.;
bacino artificiale, 13.XI.1986, L. Tonon leg., 1 ex. SANT'ANTIOCO: cfr. Piras &
PIsANo 1972: 14 re 15 SAN PIETRO: cir) Prrastt& Pisano 1972: 14. PIANA
DELL ASINARA: 16.VI.1989, B. G. Osella leg., 1 ex. e R. Poggi leg., 2 exx. ASINARA:
Cala Reale, 9.VII.1990, R. Poggi leg., 1 ex.
Note ecologiche. La specie vive su piante del genere Plantago (fam.
Plantaginaceae).
Chrysolina (Minckia) peregrina ssp. erythromera (Lucas, 1849)
Categoria corologica. Sottospecie W-mediterranea di elemento
mediterraneo.
Presenza in Italia. Toscana, Italia meridionale, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: cfr. BARGAGLI 1873: 249, sub “Chrysomela
marcasttica Germ.”; cfr. Piras & PIsANO 1972: 15, sub "Chrysomela peregrina H.
Schf."; Su Pruini, 11.V.1988, R. Poggi leg., 2 exx. SAN PIETRO: Carloforte, 27.IV.1902,
A. Dodero leg., 1 ex. (coll. Dodero). ASINARA: 12.VI.1967, S. Riese leg., 1 ex.
Note ecologiche. Specie legata a Foeniculum vulgare Mill. (fam.
Apiaceae).
Prasocuris vicina (Lucas, 1849)
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sarde-
gna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: Trinità, 24.[X.1985, B. G. Osella leg.,
1 ex. (MV). SANT'ANTIOCO: 12.IV.1912, A. Dodero leg., 4 exx.; S’Aqua de Sa
Canna, 13.VI.1989, B. G. Osella leg., 3 exx.
Note ecologiche. Specie legata a piante dei generi: Czcuta, Oenanthe
636 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
(fam. Apiaceae); Callitriche (fam. Callitrichaceae); Veronica (fam.
Scrophulariaceae).
Hydrothassa (s. str.) suffriani (Kuster, 1852)
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo, endemico di
Sardegna e Corsica.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. RAZZOLI: 19.V.1991, B. Colonna leg., 1 ex. (CB). LA
MADDALENA: La Trinità, m 100, 24.IX.1985, B. G. Osella leg., 4 exx. (MV, CR)
e R. Poggi leg., 8 exx.; Porto Massimo, 21.VI.1987, N. Sanfilippo leg., 1 ex.
TAVOLARA: 8.IV.1986, M. Bologna leg., 1 ex.
Note ecologiche. Specie legata a Ranunculus lanuginosus L. (fam.
Ranunculaceae).
GALERUCINAE
Galeruca (s. str.) sardoa Gené, 1839
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: Cala Lunga, 13.VI.1989, B. G. Osella
leg., 1 ex. SAN PIETRO: cfr. Crovetti & Uscippa 1979 (“Carloforte, senza data, C.
M.”).
Note ecologiche. Specie legata ai generi Knautza, Scabiosa (fam.
Dipsacaceae) e Graphalium (fam. Asteraceae).
CLYTHRINAE
Labidostomis (s. str.) taxicornis (Fabricius, 1792)
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata,
Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: cfr. BARGAGLI 1873: 248; cfr. Piras &
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 637
PIsANO 1972: 14 e 15. SAN PIETRO: cfr. BARGAGLI 1873: 248 (“Carloforte”) cfr. Prras
& Pisano 1972: 14. ASINARA: V.1904, S. Folchini leg., 3 exx.; 2.VL1967, S. Riese
eyes
Note ecologiche. Specie polifaga legata a Polygonaceae, Fagaceae,
Tamaricaceae, Anacardiaceae, Salicaceae e Vitaceae.
Labidostomis (Chlorostola) centromaculata Gené, 1839
Categoria corologica: Elemento W-mediterraneo, endemico di
Sardegna e Corsica.
Presenza in Italia: Sardegna.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: 12.1V.1912, A. Dodero leg., 1 ex. (coll.
Dodero).
Note ecologiche. Specie legata ad Erica scoparia L. (fam. Ericaceae).
Tituboea biguttata (G. A. Olivier, 1791)
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Campania,
Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. TAVOLARA: vers. SW, 19.V.1994, R. Poggi leg., 1 ex.
SANT'ANTIOCO: cfr. BARGAGLI 1873: 248 (sub “Clythra (Titubaea) sexpunctata Ol.”);
cfr. Piras & PISANO 1972: 14 e 15. SAN PIETRO: cfr. BARGAGLI 1873: 248 (Carloforte,
sub "Clythra (Titubaea) dispar Luc.”); cfr. Piras & PISANO 1972: 14; Carloforte, V.1912,
A. Dodero leg., 1 ex. (coll. Dodero). MAL DI VENTRE: 28.VI.1987, R. Poggi leg.,
1 ex. ASINARA: V.1904, S. Folchini leg., 1 ex.; VII.1905, S. Folchini leg., 1 ex.
Note ecologiche. Specie con adulto polifago legato soprattutto ad
Anacardiaceae, Fagaceae e Rosaceae. La larva è mirmecofila detritivora.
Lachnaia italica ssp. occidentalis (Grasso, 1961)
Categoria corologica. Sottospecie sardo-corsa di elemento S euro-
peo.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: Fontana di Cannai, 15.VI.1989, B. G.
Osella leg., 6 exx. (CB). SAN PIETRO: Stagno di Cala Vinagra, 10.VI.1989, R. Poggi
leo: 6) exx.
Note ecologiche. La ssp. occidentalis, in base ad osservazioni svolte
638 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDL R. POGGI
sul campo, sembra prevalentemente legata ad eriche arborescenti (fam.
Ericaceae), mentre la forma nominale risulta infeudata a Fagaceae e
Rosaceae.
Smaragdina (s. str.) ferulae Gené, 1839
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo, endemico di
Sardegna e Corsica.
Presenza in Italia. Sardegna
Materiale esaminato. ASINARA: V.1904, S. Folchini leg., 1 ex.
Note ecologiche. Specie legata al genere Ferula (fam. Apiaceae).
Coptocephala (s. str.) cyanocephala (Lacordaire, 1848)
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo, noto solo di
Sardegna.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. RAZZOLI: 30.VI.1987, R. Poggi leg., 1 ex. LA PRESA:
30.VI.1987, N. Baccetti leg., 1 ex. LA MADDALENA: 4.VII.1993, B. Colonna leg.,
1 ex. (CB). CAPRERA: VI.1944, R. Fabiani leg., 1 ex. (MM); invaso Ferracciolo,
18.VI.1989, B. G. Osella leg., 2 exx. SERPENTARA: 9.VI.1989, B. G. Osella leg.,
2 exx. SANT'ANTIOCO: cfr. Piras & Pisano 1972: 15, Cala Lunga, 12.VI.1989, M.
Biondi leg., 1 ex. (CB); idem, 8.VII.1990, B. Baccetti leg., 1 ex. SAN PIETRO: cfr.
DE CARLINI 1885: 194 (sub “Clythra scopolina Fabr.”); cfr. Piras & PISANO 1972: 14;
Carloforte, 4.VI.1912, A. Dodero leg., 5 exx.; Carloforte, 10.VI.1989, B. G. Osella
leg., 28 exx. PIANA DELL’ASINARA: 15.VI.1989, M. Biondi leg., 31 exx. (CB);
LGAVIKIO SS Roy Pose MieASINARA Rest late]Mli904 Soehnle noto
Cala Arena, 1.VII.1987, R. Poggi les., 1 ex.; Cala Reale, 9.VIT.1990, R. Poggi les.,
DIS
Note ecologiche. L’ adulto frequenta le infiorescenze delle Apiaceae
e delle Poaceae.
Note tassonomiche. Nel materiale esaminato questa specie è rap-
presentata nelle isole Caprera, Serpentara, San Pietro, Piana dell’Asinara
e Asinara sia dalla forma tipica che dalla f. fabzanzi Burlini, 1946. Nelle
isole Razzoli, La Presa e Sant'Antioco è stata reperita soltanto la f.
fabianii, mentre nell’isola La Maddalena è stata raccolta la forma
tipica.
639
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE
Figg. 1-6. Coptocephala (s. str.) crassipes Lefévre: capo del maschio (fig. 1), mandibole e
clipeo del maschio (fig. 2); maculatura sulle elitre (fig. 3); edeago in visione
laterale (fig. 4), particolare dell’apice in visione dorsale (fig. 5) e ventrale (fig.
6). Disegni tratti da esemplari provenienti da Cussorgia , Isola Sant'Antioco
(Sardegna).
640 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
Coptocephala (s. str.) crassipes ssp. crassipes Lefèvre, 1876
Categoria corologica. Sottospecie N africana di elemento
centroasiatico-mediterraneo.
Presenza in Italia. Non ancora segnalata. Questa è la prima cita-
zione per l’Italia e per la fauna europea.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: Cussorgia, 12.VI.1989, M. Biondi leg.,
5 exx. (CB); idem, 12.VI.1989, R. Poggi leg., 3 exx. (2 in CR); idem, 13.VI.1989,
BG. Osella leg., 4 exx.
Note ecologiche. La biologia e l'ecologia della specie sono ignote.
Probabilmente C. crassipes, analogamente ad alcune specie congeneri,
frequenta le infiorescenze delle Apiaceae e delle Poaceae.
Note tassonomiche. C. crassipes può essere agevolmente distinta
dalle altre specie del genere Coptocephala, presenti in Italia, per la
forma peculiare delle mandibole del maschio terminanti con un allun-
gato e falciforme dente apicale (figg. 1, 2), rilevabile in minor misura
anche nella femmina. Altre caratteristiche della specie sono la forma
tronca del bordo anteriore del clipeo (figg. 1, 2), la maculatura delle
elitre (fig. 3) e soprattutto la morfologia dell’edeago (figg. 4, 5, 6) e
della spermateca (cfr. WARCHALOWSKI 1991). E° interessante rilevare
che buona parte degli esemplari esaminati presentano le tibie ed i tarsi
in parte o totalmente rossi; tale caratteristica risulta praticamente as-
sente in esemplari provenienti da località maghrebine, dove le zampe
si presentano solitamente nere. Non riteniamo al momento opportuno
dare un valore sistematico a questo carattere, in quanto non si conosce
in modo significativo l’effettiva variabilità cromatica di C. crassipes nel
suo vasto e frammentato areale.
CRYPTOCEPHALINAE
Stylosomus (s. str.) tamaricis Herrich-Schaeffer, 1838
Categoria corologica. Elemento centroasiatico-europeo.
Presenza in Italia. Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Liguria, Italia
centrale e meridionale, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: Cala Lunga, 12.VI.1989, M. Biondi
leg., 2 exx. (CB). SAN PIETRO: Stagno della Vivagna, 10.V.1988, B. G. Osella leg.,
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 641
iL Gx
Note ecologiche. La specie vive su Tamaricaceae dei generi Tamarix
e Myricaria.
Pachybrachis (s. str.) scriptus ssp. hellwigi Weise, 1882
Categoria corologica. Sottospecie sardo-corsa di elemento W-me-
diterraneo.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. SAN PIETRO: Carloforte, 20.V.1901, A. Dodero leg., 4
exx. (coll. Dodero); La Caletta, 10.V.1988, B. G. Osella leg., 1 ex. (CB).
Note ecologiche. Entita legata a Sarcopoterium spinosum (L.) Spach
(= Poterium spinosum L.) (fam. Rosaceae) e ad alcune specie del genere
Erica (fam. Ericaceae).
Pachybrachis (s. str.) testaceus Perris, 1865
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo, noto solo di Si-
cilia, Sardegna e Corsica.
Presenza in Italia. Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. SERPENTARA: 9.VI.1989, M. Biondi leg., 1 ex. CAVOLI:
9.VI.1989, R. Poggi leg., 1 ex. LA VACCA: 31.VII.1986, R. Poggi leg., 1 ex.; 26.VI.1987,
R. Poggi leg., 6 exx. SANT'ANTIOCO: Fontana di Cannai, 13.VI.1989, B. G. Osella
leg., 1 ex. (CB). MAL DI VENTRE: 28.VI.1987, R. Poggi leg., 2 exx. PIANA DI
ALGHERO: 29.VI.1987, R. Poggi leg., 1 ex.
Note ecologiche. Specie legata ad Ericaceae del genere Erica.
Cryptocephalus (Burlinius) blanduloides Normand, 1947
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo.
Presenza in Italia. Lazio e Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: Punta Cannone, 15.VI.1987, N.
| Sanfilippo leg., 1 ex. TAVOLARA: vers. W, al vaglio, 8.VI.1989, R. Poggi leg., 1 ex.;
vers. SW, 19.V.1994, R. Poggi leg., 1 ex. SERPENTARA: vaglio sub Pistacia lentiscus,
9.VI.1989, R. Poggi leg., 1 ex. LA VACCA: 16.VI.1987, R. Poggi leg., 2 exx. SAN
PIETRO: M.te Guardia dei Mori, 10.VI.1989, B. G. Osella leg., 1 ex.; Carloforte,
10.VI.1989, B. G. Osella leg., 1 ex. MAL DI VENTRE: 28.VI.1987, R. Poggi leg.,
3 exx. ASINARA: spiaggia [di Cala Arena], 9.IX.1987, B. G. Osella leg., 3 exx. (MV,
642 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
CR); Cala Arena, 9.DX.1987 R. Poggi leg., lrex.;; 10.1X1987; B: G. Osella les. 6
exx. (MV, CR); Diga Ruda, 15.V.1988, R. Poggi leg., 1 ex.; Est di M.te Scomunica,
NOMS NERO s silos Aia
Note ecologiche. La specie è legata ad Erica arborea L. (fam.
Ericaceae) ed a Pistacia lentiscus L. (fam. Anacardiaceae).
Cryptocephalus (Burlinius) fulvus (Goeze, 1777)
Categoria corologica. Elemento sibirico-europeo.
Presenza in Italia. Tutta la penisola, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: invaso artificiale, 8.IX.1986, M. Biondi
leg., 1 ex.; Guardia Vecchia, 7.IX.1987, M. Biondi leg., 2 exx.; Spalmatore, 18.VI.1989
Mi Biondi eos wivex:((GB)s SERPENTARA:25 VISIT MRO Posaiileo M2 sexe
SANT'ANTIOCO: 12.VI.1989, B. G. Osella leg., 2 exx.; Sa Scrocca Manna, 12.V.1988
M. Biondi leg., 1 ex. (CB); Cala Saboni, 12.VI.1989, M. Biondi leg., 1 ex. (CB). SAN
PIETRO: Carloforte, 20.V.1901, A. Dodero leg., 4 exx. (coll. Dodero); idem,
10.VI.1989, B. G. Osella leg., 3 exx.; Bacino acquedotto, 11.V.1988, B. G. Osella leg.,
4 exx. (CB); Stagno della Vivagna, 13.V.1988, M. Biondi leg., 1 ex. (CB); idem,
18.V.1988, B. G. Osella leg., 4 exx.; i Pozzoni, 18.VI.1989, B. G. Osella 8 exx. (CB).
ASINARA: VII.1903, S. Folchini leg., 1 ex.; M.te Scomunica, VII.1903, S. Folchini
les fade ViI904 9S: Folchini lese ter CalatArena,) Vile 19a 7p oaks Posen leon
1 ex.; idem, 9.IX.1987, R. Poggi leg., 3 exx.; Rada Reale, 15.V.1988, M. Biondi leg.,
1 ex. (CB).
Note ecologiche. Specie polifaga legata a varie famiglie botaniche
tra cui Tamaricaceae, Lamiaceae, Cistaceae, Apiaceae, Asteraceae,
Fagaceae e Betulaceae.
Cryptocephalus (Burlinius) lostianus Burlini, 1951
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo, noto solo di
Sardegna.
Presenza in Italia. Sardegna.
Materiale esaminato. CAVOLI: 9.VI.1989, R. Poggi leg., 3 exx. PIANA DI
ALGHERO: 29.VI.1987, R. Poggi leg., 2 exx. ASINARA: Cala Arena, 12.X.1989,
R. Poggi leg., 1 ex.
Note ecologiche. La specie è stata segnalata da TEMPÈRE 1971 come
raccolta su Erica arborea L. (fam. Ericaceae). Uno degli esemplari
proveniente dall’Isola dei Cavoli è stato raccolto vagliando alla base dei
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 643
cespugli di Pistacia lentiscus L. (fam. Anacardiaceae).
Cryptocephalus (Burlinius) politus Suffrian, 1853
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo.
Presenza in Italia. Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. SANTA MARIA: 26.IX.1985, B. G. Osella leg., 1 ex.
(MV). TAVOLARA: 27.IX.1985, B. G. Osella leg., 2 exx. (MV); 12.IX.1987, B. G.
Osella leg., 11 exx. (MV, CR). MOLARA: sorgente, 13.IX.1987, M. Biondi leg., 1
ex. ASINARA: spiaggia di Cala Arena, 9.IX.1987, B. G. Osella leg., 1 ex. (MV).
Note ecologiche. Specie legata a Tamarix gallica L. (fam.
Tamaricaceae), Quercus ilex L. (fam. Fagaceae) e Pistacia terebinthus
L. (fam. Anacardiaceae).
Cryptocephalus (Burlinius) sp. prope macellus Suffrian, 1860
Materiale esaminato. RAZZOLI: 30.VI.1987, R. Poggi leg., 1 ex. SANTO
STEFANO=Eorte iS-{Giorsio,WI7XVI.1989, Re Pose: lect lex SSERPENTARA:
OVI MOSe5 eM Biondi lee 2oexx.) 9 ViMSS9RB: GeOsella les. 3 texx 1 7.VIEIS90,
R. Poggi leg., 2 exx. LA VACCA: 14.VI.1989, R. Poggi leg., 1 ex. SAN PIETRO:
Carloforte, 20.V.1901, A. Dodero leg., 7 exx. (coll. Dodero); idem, 26.IV.1902, A.
Dodero leg., 2 exx. (coll. Dodero). MAL DI VENTRE: 28.VI.1987, R. Poggi leg.,
1 ex. PIANA DI ALGHERO: 14.VI.1989, B. G. Osella leg., 4 exx. (CB); 15.VI.1989,
PAGHOsellaliico Salite AolNARA: Vol9045°S. Holehint les, 2 exx.
Note ecologiche. Non si hanno informazioni riguardo le piante su
cui sono stati raccolti gli esemplari esaminati, rinvenuti in genere fal-
ciando oppure (Is. Santo Stefano) al vaglio sotto Myrtus communis L.
(fam. Myrtaceae).
Note tassonomiche. Questo taxon, probabilmente nuovo, è piut-
tosto affine a C. macellus, ma differisce per alcune caratteristiche rilevabili
soprattutto a livello edeagico. Ci riserviamo in futuro di approfondire
l’indagine sulla base dell’esame di ulteriori materiali provenienti dalla
regione sardo-corsa.
Cryptocephalus (s. str.) crassus G. A. Olivier, 1791
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo.
Presenza in Italia. Lombardia, Liguria e prima segnalazione per la
Sardegna (Sant'Antioco).
644 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: Cussorgia, 12.VI.1989, M. Biondi leg.,
4 exx. (CB); idem, 13.VI.1989, B.G. Osella leg., 2 exx.
Note ecologiche. Specie legata al genere Arterzisia (fam. Asteraceae)
e ad alcune specie di ginestre (fam. Phaseolaceae).
Cryptocephalus (s. str.) rugicollis G. A. Olivier, 1791
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Liguria, Emilia - Romagna, Abruzzo, Lazio, Molise,
Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: i Pozzoni, 18.VI.1989, B. G. Osella
leg., 7 exx. (CB). CAPRERA: 30.IV.1991, B. Colonna leg., 2 exx. (CB). TAVOLARA:
cfr. BARGAGLI 1873: 249; cfr. BURLINI 1956: 99. SERPENTARA: 9.VI.1989, B. G.
Osella leg., 1 ex. LA VACCA: 10.V.1988, M. Biondi leg., 7 exx. (CB) e B. G. Osella
leg., 6 exx. SANT'ANTIOCO: Cala Lunga, 12.VI.1989, M. Biondi leg., 3 exx. (CB);
Calasetta, 12.VI.1989, M. Biondi leg., 1 ex. (CB); Coaquaddus, spiaggia, 12.V.1988,
M. Biondi leg., 1 ex. (CB); Cussorgia, 12.VI.1989, M. Biondi leg., 1 ex. (CB); Fontana
di Cannai, 13.VI.1989, B. G. Osella leg., 3 exx. (CB); Sa Scrocca Manna, 12.V.1988,
M. Biondi leg., 2 exx. (CB). SAN PIETRO: Carloforte, 20.V.1901, A. Dodero leg.,
1 ex.; idem, 2.V.1912, A. Dodero leg., 3 exx. ASINARA: V.1904, S. Folchini leg.,
1 ex.; Rada Reale, 15.V.1988, M. Biondi leg., 8 exx. (CB); Cala Arena, 14.V.1988,
M. Biondi leg., 1 ex. (CB).
Note ecologiche. Specie legata ai fiori delle Asteraceae.
EUMOLPINAE
Colaspidea oblonga Blanchard, 1855
Categoria corologica. Elemento S-europeo.
Presenza in Italia. Tutte le regioni.
Materiale esaminato. RAZZOLI: 13.XI.1986, M. Biondi leg., 2 exx. (CB).
SPARGI: Cala Granara, 25.IX.1985, R. Poggi leg., 2 exx.; Cala Grano, 16.X.1989,
R. Poggi leg., 1 ex.; Valle di Cala Canniccio, 13.XII.1993, R. Poggi leg., 1 ex. LA
MADDALENA: Baia Trinità, 14.X.1989, M. Biondi leg., 19 exx. (CB); i Pozzoni,
13.1X:1986, M. Biondi leg. 1 ex. (CB); idem, 14.X.1989, 3 exx. (CB). BISCE:
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 645
11.XI.1986, R. Poggi leg., 1 ex. SANT'ANTIOCO: 12.IV.1912, A. Dodero leg., 7
exx.; Sa Scrocca Manna, 12.V.1988, M. Biondi leg., 18 exx. (16 in CB); Stagno de
Cirdu, 12.VI.1989, R. Poggi leg., 1 ex. SAN PIETRO: Carloforte, 20.V.1901, A.
Dodero leg., 3 exx. ASINARA: Cala Scombro di dentro, 13.X.1989, M. Biondi leg.,
3 exx. (CB); M.te Scomunica, VII.1903, S. Folchini leg., 1 ex.; V.1904 S. Folchini
leg., 4 exx:
Note ecologiche. Specie legata a Cistus salvifolius L. (fam. Cistaceae).
Pachnephorus (s. str.) bistriatus Mulsant, 1852
Categoria corologica. Elemento afrotropicale-indiano-mediterraneo.
Presenza in Italia. Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. SANT'ANTIOCO: Cala Lunga, 12.VI.1989, M. Biondi
leg., 1 ex. (CB); Cussorgia, 12.VI.1989, M. Biondi leg., 4 exx. (CB); idem, 13.VI.1989,
B. G. Osella leg., 2 exx. SAN PIETRO: Stagno di Cala Vinagra, 13.V.1988, M. Biondi
leg., 8 exx.; 10.VI.1989, B. G. Osella leg., 1 ex.; Carloforte, 10.VI.1989, B. G. Osella
leale
Note ecologiche. La specie vive su Inula viscosa (L.) Aiton (fam.
Asteraceae).
Pachnephorus (s. str.) cylindricus Lucas, 1849
Categoria corologica. Elemento turanico-mediterraneo.
Presenza in Italia. Toscana, Italia meridionale, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. SAN PIETRO: Bonifica Pescetti, 11.V.1988, M. Biondi
ale
Note ecologiche. Specie legata ai generi Anethum (fam. Apiaceae)
e Limonium (fam. Plumbaginaceae).
HISPINAE
Hispa atra Linné, 1767
Categoria corologica. Elemento paleartico.
Presenza in Italia. Tutta Italia e le isole maggiori.
M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
Materiale esaminato. LA MADDALENA: Abbatoggia, 24.IX.1985, R. Poggi
leg., 1 ex. TAVOLARA: 12.IX.1987, B. G. Osella leg., 1 ex. (CB). LA VACCA:
10.V.1988, R. Poggi leg., resti pronoto. PIANA DELL’ASINARA: 16.VI.1989, B. G.
Osella leg., 1 ex.
Note ecologiche. Specie legata a Poaceae dei generi Dactylis, Poa,
Elytrigia (=Agropyron) e Calamagrostis.
Dicladispa testacea (Linné, 1767)
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Tutte le regioni.
Materiale esaminato. CAPRERA: M.te Teialone, 25.IX.1985, B. G. Osella leg.,
1 ex. (MV). SANTO STEFANO: 16.X.1989, M. Biondi leg., 1 ex. (CB). MOLARA:
28.VII.1986, B. Baccetti leg., 2 exx.; vaglio sub Pistacia lentiscus, 8.VI.1989, R. Poggi
leg., 1 ex. SAN PIETRO: Stagno di Cala Vinagra, 10.VI.1989, B. G. Osella leg., 1
ex. ASINARA: 10.IX.1987, B. G. Osella leg., 1 ex. (CB); pendici M.te Scomunica,
12 X198O eM Biondi leer lnexai(CS))
Note ecologiche. Legata a Cistaceae dei generi Cistus, Halimium
e Helianthemum, ma raccolta anche (Is. Molara) in vagliature sotto
Pistacia lentiscus L. (fam. Anacardiaceae).
CASSIDINAE
Cassida (s. str.) deflorata Suffrian, 1844
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Puglia,
Basilicata, Campania, Calabria e Sardegna.
Materiale citato. SANT’ANTIOCO: cfr. BARGAGLI 1873: 243 (sub "C. deflorata
Illig.”); cfr. Piras & Pisano 1972: 14. SAN PIETRO: cfr. Piras & Pisano 1972: 14.
Note ecologiche. Specie legata ad Asteraceae dei generi Czrsium,
Silybum, Carduus e Onopordon. Risulta dannosa alle coltivazioni di
carciofo (Cynara cardunculus ssp. scolymus (L.) Hayek).
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 647
Cassida (s.str.) hexastigma Suffrian, 1844
Categoria corologica. Elemento W-mediterraneo.
Presenza in Italia. Liguria, Toscana, Umbria, Puglia, Basilicata e
Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: 25.X.1991, B. Colonna leg., 1 ex.
(CB).
Note ecologiche. Scarsi sono i dati sulla biologia di questa specie,
che risulta tuttavia segnalata su Carlina corymbosa L. (fam. Asteraceae)
in territorio francese (Sassi 1994).
Cassida (Cassidulella) pusilla Waldt, 1839
Categoria corologica. Elemento mediterraneo.
Presenza in Italia. Liguria, Emilia Romagna, Italia centrale,
Basilicata, Sicilia e Sardegna.
Materiale esaminato. LA MADDALENA: Spalmatore, 18.VI.1989, M. Biondi
leg., 1 ex. (CB). SAN PIETRO: Carloforte, 12.V.1912, A. Dodero leg., 1 ex. (coll.
Dodero).
Note ecologiche. Specie legata a Pulicaria dysenterica (L.) Bernh.
e Inula viscosa (L.) Aiton (fam. Asteraceae).
Cassida (Cassidulella) vittata Villers, 1789
Categoria corologica. Elemento paleartico.
Presenza in Italia. Tutta Italia e le isole maggiori.
Materiale esaminato. SERPENTARA: 9.VI.1989, B. G. Osella leg., 3 exx. LA
VACCA: 31.VII.1986, R. Poggi leg., 5 exx.; 26.VI.1987, R. Poggi leg., 7 exx.; 10.V.1988,
M. Biondi leg., 22 exx. (CB), C. Manicastri leg., 1 ex., B. G. Osella leg., 1 ex. e R.
Poggi leg., 2 exx. ed una larva; 14.VI.1989, R. Poggi leg., 11 exx. SANT'ANTIOCO:
cfr. BARGAGLI 1873: 253 sub “Cassida oblonga Illig.”; cfr. Piras & PIsANO 1972: 14;
12.1V.1902, A. Dodero leg., 2 exx. (coll. Dodero); Calasetta, 12.V.1988, M. Biondi
leg., 2 exx. (CB). SAN PIETRO: cfr. Piras & Pisano 1972: 14. MAL DI VENTRE:
3.VIII.1986, R. Poggi leg., 1 ex. PIANA DI ALGHERO: 14.VI.1989, B. G. Osella
leg., 5 exx. (CB); 15.VI.1989, B. G. Osella leg., 1 ex. PIANA DELL’ASINARA:
16.VI.1989, B. G. Osella leg., 2 exx.
Note ecologiche. Specie prevalentemente legata a diversi generi
di Chenopodiaceae e Caryophyllaceae.
648 M. BIONDI, R. REGALIN, M. DACCORDI, R. POGGI
Cassida (Mionycha) margaritacea Schaller, 1783
Categoria corologica. Elemento sibirico-europeo.
Presenza in Italia. Tutta la penisola e Sicilia. Riguardo la Sardegna
esiste in merito solo la citazione riportata qui di seguito, che necessi-
terebbe di ulteriore conferma.
Materiale citato. SAN PIETRO: cfr. DE CARLINI 1885: 194.
Note ecologiche. La specie risulta legata a Caryophyllaceae (generi
Silene, Saponaria e Spergula), a Lamiaceae (genere Thymus) e ad
Asteraceae (generi Helichrysum, Centaurea e Antennaria).
Cassida (Hypocassida) subferruginea Schrank, 1776
Categoria corologica. Elemento paleartico.
Presenza in Italia. Tutte le regioni.
Materiale esaminato. SAN PIETRO: Carloforte, 2.V.1912, A. Dodero leg., 3
exx. (coll. Dodero).
Note ecologiche. Specie legata a Convolvulaceae.
Cassida (Mionychella) hemisphaerica Herbst, 1799
Categoria corologica. Elemento europeo. ~
Presenza in Italia. Tutta Italia.
Materiale esaminato. SAN PIETRO: Carloforte, V.1912, A. Dodero leg., 1 ex.
(coll. Dodero); idem, 4.VI.1912, A. Dodero leg., 1 ex. (coll. Dodero).
Note ecologiche. Specie legata ai generi Szlene, Dianthus e
Gypsophila (fam. Caryophyllaceae).
I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 649
RINGRAZIAMENTI
Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta del
materiale entomologico oggetto del presente lavoro, in particolare gli amici e col-
leghi: Bartolomeo Giuseppe Osella, Università di l’ Aquila; Marco Bologna, Terza
Università di Roma e Bruno Colonna, La Maddalena (SS).
Inoltre per la possibilità che è stata offerta ad alcuni di noi di partecipare alle
campagne faunistiche nelle isole circumsarde e per l’amabile assistenza ricevuta durante
i periodi di imbarco, un vivo ringraziamento va a Baccio Baccetti, Università di
Siena, Marina Cobolli, Università dell'Aquila, e a tutti i componenti degli equipaggi
delle navi oceanografiche del C.N.R.
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I CRISOMELIDI (ESCLUSI ALTICINI) DELLE ISOLE CIRCUMSARDE 651
RIASSUNTO
Nel lavoro viene riportato l’elenco commentato delle specie di Chrysomelidae
(esclusi Alticinae) raccolte durante una serie di campagne faunistiche svolte nelle
isole circumsarde. Le specie citate sono 43 di cui Oulema duftschmidi (Redtenbacher)
e Cryptocephalus crassus G. A. Olivier sono segnalate per la prima volta per la Sar-
degna, mentre Coptocephala crassipes s.str. Lefèvre risulta nuova per la fauna italiana
ed europea. Interessante è anche la presenza di un Cryptocephalus del sottogenere
Burlinius affine a macellus Suffrian, appartenente probabilmente ad un nuovo taxon.
SUMMARY
This work contains the commented list of the leaf beetles (Alticinae excluded)
occuring in the small circumsardinian islands. The recorded species are 43, of which
Oulema duftschmidi (Redtenbacher) and Cryptocephalus crassus G.A. Olivier are for
the first time reported for Sardinia, while Coptocephala crassipes s.str. Lèfevre is new
for Italian and European fauna. Interesting is also the presence of Cryptocephalus
(Burlinius) sp. near macellus Suffrian, probably belonging to a new taxon.
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653
ROBERTO PoGci (*)
RICORDO DI BRUNO BARI (1912-1993) E NOTIZIE
SULLA SUA COLLEZIONE ENTOMOLOGICA
Signorilità, cortesia, riservatezza, generosità: forse userei queste se
dovessi sintetizzare in quattro parole le qualità di Bruno Bari che
maggiormente ricordo.
Ho conosciuto tardi quest'uomo ormai d’altri tempi, appena nel
1985, quando mi telefonò per chiedermi le località di un Carabide
endemico di Corsica, Nebria lareyniei; saputo poi che al Museo di
Genova esistevano solo individui di vecchia data, si affrettò ad inviar-
mene 2 esemplari freschi, raccolti da lui, assieme a 5 Trechus varendorffi
e a 2 paratypi della sua Nebria winkleri.
Iniziò così un’amicizia a distanza, discreta ma sincera, basata
soprattutto su una reciproca stima, che si ravvivava quando, un paio
di volte all’ anno, approfittando o di una visita ad una figlia residente
a Genova o di un periodo di riposo trascorso a S. Margherita Ligure,
Bruno Bari passava in Museo, magari per esaminare qualche Cetoniino
esotico, oppure alla biblioteca della Società Entomologica Italiana per
completare una ricerca bibliografica.
La sua figura alta e magra, i suoi gesti misurati e la sua estrema
correttezza formale potevano all’inizio mettere un po’ di soggezione
nell’interlocutore, ma poi rapidamente l’imbarazzo si stemperava nella
amabilità della conversazione legata ai temi della passione comune.
Bruno Bari era nato a Como il 1° agosto 1912 e risiedette sempre
nella città natale, ove completò i propri studi diplomandosi Perito
chimico tintore ed entrando quindi nella “Tintoria Lariana” aperta dal
padre a Camerlata, che egli poi, indefesso lavoratore, pian piano ri-
strutturò ed ampliò sino a farla giungere alle attuali dimensioni indu-
striali, con oltre 100 dipendenti.
(*) Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria”- Genova.
R. POGGI
Il 16 ottobre 1938 si sposò con Anna Maria Caminada, di Bellagio,
e dal matrimonio nacquero tre figli, due femmine ed un maschio.
Appassionato di scienze naturali fin da ragazzo, Bari scelse ben
presto di dedicarsi in particolare all’entomologia, anche se continuò
fino agli ultimi anni ad occuparsi pure di astronomia, fotografia, ecc.
Suoi maestri nello studio degli Insetti, e soprattutto dei Coleotteri,
furono prima Pietro Fontana, di Chiasso, e in seguito Arturo Schatzmayr,
quando questi nel 1938 si trasferì da Duino al Museo di Milano. Bari
effettuò intense cacce personali in particolare sui monti della sua
Lombardia, nelle provincie di Como, Bergamo e Brescia, talora in
compagnia di alcuni amici (quali Giovanni Binaghi, Alessandro Focarile,
Mario Magistretti, Germana Pozzi, Italo Bucciarelli, Renato Rossi, etc.)
o di suo cugino Carlo Bari, il quale gli cedette poi la propria collezione
giovanile.
In seguito Bari svolse ricerche in varie regioni d’Italia, spesso insieme
ai familiari durante le ferie estive, in particolare in Trentino Alto-Adige
(99405 Oss) 00) Veneto, (9 65/496) Valed ostan oo
1968. 97> 7) MRiemonte (0992-195705 SIN 69 RIO SAMO 82)
Liguria (1957, 1960), Lazio, specie nella zona del Terminillo (1958,
1961, 1962, 1963, 1969), Abruzzo (1962), Campania (1962, 1964, 1965,
1978), Calabria (1962), Sicilia (1963) e Sardegna (1965, 1975). Orga-
nizzò spedizioni entomologiche anche in Corsica (1957, 1971, 1972) e
naturalmente si recò più volte nella vicina Svizzera, soprattutto in Canton
Ticino.
Ma alle raccolte sul campo Bari affiancò ben presto l’acquisizione
di materiali stranieri presso le ditte specializzate dell’epoca (Reitter,
Winkler, Staudinger & Bang-Haas) radunando così nel corso degli anni
una ricca collezione di Coleotteri paleartici e in seguito, a partire dagli
anni 50, un’altra ugualmente rappresentativa di Lepidotteri Ropaloceri
paleartici.
Sempre attorno alla metà degli anni ’50 iniziò poi a frequentare le
borse degli Insetti, diventando in particolare un assiduo ospite di quella
di Basilea ed acquistando splendide serie di rari e costosi Coleotteri e
Lepidotteri Ropaloceri esotici, di cui divenne rapidamente un esperto
conoscitore.
Instancabile e perfezionista in ditta come nella sua attività
entomologica, Bari giunse fino agli 80 anni in buone condizioni di
RICORDO DI BRUNO BARI (1912-1993) E NOTIZIE SULLA SUA COLLEZIONE ENTOMOLOGICA 655
Bruno Bari in una foto scattata sul Lago di Como a metà degli anni ’80.
salute, solo con qualche lieve disturbo circolatorio; il 9 maggio 1992
aveva ancora voluto presenziare a Genova alla assemblea generale della
Società Entomologica Italiana per discutere sugli eventuali problemi
legati alla legge 150/1992 (applicazione della Convenzione di Washington)
e nulla faceva prevedere che poco più di un anno dopo, il 17 maggio
1993, egli avrebbe chiuso la sua esistenza terrena all’ospedale di Busto
Arsizio per una polmonite virale.
La collezione entomologica radunata da Bari in circa 60 anni di
attività occupava due stanze della villa di famiglia di Como, in via Zezio
35, e nella sua originaria unitarietà era composta-secondo quanto ho
personalmente rilevato-da ben 686 scatole, tutte con coperchio in vetro,
di cui 404 di formato medio, tipo Gruppioni (cm 39 x 26) e 282 di
656 R. POGGI
formato grande (cm 59 x 43), fatte realizzare appositamente da un
falegname di Como.
La collezione dei Coleotteri paleartici, assai ricca anche di tipi e
materiali almeno topotipici, comprendeva 249 scatole medie e 72 gran-
di, mentre quella dei Coleotteri esotici (ricca soprattutto in Scarabaeidae,
Lucanidae, Cicindelidae, Carabidae, Cerambycidae e Buprestidae) era
contenuta in 113 scatole grandi; i Ropaloceri paleartici costituivano un
insieme di 155 scatole medie ed infine ai Ropaloceri esotici erano destinate
97 scatole grandi.
Questi scarni dati numerici bastano da soli a far comprendere
l’importanza dei materiali della collezione radunata da Bruno Bari, che
egli curò sempre gelosamente con passione e competenza, della cui
ricchezza fu ben conscio ed orgoglioso e che aprì con molta modera-
zione alla consultazione di pochi fidati colleghi.
Negli ultimi anni della sua vita Bari si pose il problema della
destinazione futura della propria collezione e, dopo una attenta disamina
di varie possibilità, espresse, purtroppo soltanto verbalmente, l’inten-
zione di donarla nella sua interezza al Museo civico di Storia naturale
di Genova.
Ma dopo l’improvvisa morte del proprietario, e in mancanza di
volontà scritte, la famiglia fu presto bersagliata da suggerimenti, pro-
poste ed offerte da parte di vari entomologi e commercianti interessati
ad acquisire singole parti della raccolta. Così, quella che era stata una
delle più complete collezioni private esistenti in Italia ed il cui valore
unitario e integrale Bruno Bari aveva sempre difeso, è stata
irrimediabilmente smembrata assieme alla annessa biblioteca specializ-
zata.
I Coleotteri paleartici, assieme ai Cicindelidi e ai Carabidi esotici,
sono stati acquistati dal sig. Burattini di Ivrea; molti Coleotteri esotici
sono stati acquisiti dal sig. Sergio Bianchi di Como e parecchi dei
“pezzi” più rari e costosi sono oggi dispersi in varie raccolte private.
Una rappresentanza di Coleotteri e Lepidotteri esotici (in 40 scatole
grandi) è stata donata dalla vedova al Liceo Classico Statale “Alessan-
dro Volta” di Como, mentre gran parte dei Ropaloceri esotici ha cam-
biato proprietà nel corso di alcune recenti borse entomologiche.
Ma, per non dimenticare la stima che il marito nutriva verso il
Museo di Genova, la signora Bari, con squisita sensibilità, ha voluto
RICORDO DI BRUNO BARI (1912-1993) E NOTIZIE SULLA SUA COLLEZIONE ENTOMOLOGICA 657
che almeno una parte della collezione originaria potesse esser conser-
vata in tale istituzione scientifica.
Ella ha così deciso di donare al nostro Museo la raccolta completa
delle specie mondiali del genere Colzas (Lep. Pieridae), uno dei gruppi
più amati dal marito (26 scatole medie e 930 esemplari, con alcuni
paratipi ex coll. Bang-Haas), una buona raccolta di Ropaloceri paleartici
(82 scatole medie ed oltre 4.700 esemplari), priva però di molte specie
di Parnassius, donate al Dr. De Castro di Como, e delle famiglie
Lycaenidae ed Hesperiidae, che curiosamente-secondo la testimonianza
del suo collega Bianchi-non furono mai collezionate da Bari, ed infine
22 scatole grandi di Ropaloceri esotici (circa 700 esemplari); l’accet-
tazione della donazione è stata perfezionata con deliberazione della
Giunta Comunale di Genova n. 201 del 2 febbraio 1995.
Inoltre ella ha ceduto ad un prezzo di particolare favore la parte
rimanente della collezione dei Coleotteri esotici, parte che, pur dopo
i prelievi delle specie più pregiate e ricercate a livello amatoriale,
comprendeva ancora 60 scatole grandi per un complesso di 6.640 esem-
plari, in rappresentanza di oltre 1.800 specie diverse, nonché una sca-
tola media di Col. Apionidae italiani indeterminati (280 es.).
Quindi, in totale, oltre 13.000 esemplari provenienti dalla colle-
zione Bari sono oggi di proprietà del Museo civico di Storia naturale
“G. Doria” di Genova.
Resta da fare un cenno alla produzione scientifica di Bari, che è
numericamente limitata, in quanto egli preferì radunare materiali e
prepararli perfettamente piuttosto che illustrarli; in totale mi sono noti
5 articoli sui Coleotteri Carabidi (con la descrizione di 5 nuove entità)
ed uno divulgativo, elencati qui di seguito e tutti apparsi sui periodici
editi dalla Società Entomologica Italiana, di cui Bari fu fedele socio per
57 anni, dal 1937 fino alla morte.
658 R. POGGI
PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE DI B. BARI:
1) Una nuova forma di Duvalius cavernicolo delle Prealpi lombarde (Coleopt.
Trechinae) - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 1940, 72, (3): 37-39, 3 figg.
2) Revisione dei Dyschirzus del subgen. Rezcheiodes Gglb. e descrizione di due
nuove specie italiane (Celeoptera: Scaritinae) - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 1950, 80,
(5-6): 36-39, 6 figg.
3) Una nuova specte di Trechino cavernicolo lombardo e una nuova tabella di
determinazione degli Speotrechus (Coleoptera Carabidae) - Mem. Soc. ent. ital, Genova,
1957, 36 (1): 85-90, 2 figg.
4) Completamento della diagnosi dello Speotrechus pozzi Bari (Coleoptera
Carabidae) - Boll. Soc. ent. ital., Genova, 1963, 93, (7-8): 126-128, 6 figg.
5) Le Borse degli insetti - Inform. giov. Ent., Genova, 1963, IV, 19 (suppl. Boll.
Soc. ent. ital, 93 (7-8)): 13-16; ristampato nel 1967 con aggiunte, ma mantenendo
la stessa numerazione.
6) Il maschio della Nebria (Nebriola) kochi Schatzm. e la N. kochi winkleri n.
ssp. delle Alpi Pennine (Coleoptera Carabidae) - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 1971,
103, (7-8): 124-132, 8 figg.
Specie nuove descritte da B. Bari (status tassonomico e grafia secondo
le diagnosi originali):
Col. Carabidae:
Nebria (Nebriola) kochi winkleri
Dyschirius (Reitchetodes) fontanae
Dyschirius (Reichetodes) schatzmayri
Speotrechus (Boldoriella) pozzii
Duvalius longhii larianus
659
iim vA CAPOCACEIA (6)
IN RICORDO DI EMILIO BERIO
Dalla sua borsa potevano uscire indifferentemente atti giudiziari
o pubblicazioni entomologiche, rendiconti finanziari o scatole di farfalle.
E sempre, comunque, uno sferragliante mazzo di chiavi di dimensioni
inusitate, che ci piace ricordare come una sorta di sintesi rumorosa
e vivace di una vita ricca di aspetti e interessi i più svariati.
Di professione avvocato civilista, era - per il Museo di Storia
Naturale - conservatore onorario, tra i più partecipi alla vita dell’Isti-
tuto, e soprattutto un entomologo di fama internazionale.
(*) Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria”- Genova.
660 L. CAPOCACCIA
Specialista di una vasta famiglia di farfalle notturne, le Noctuidae,
aveva pubblicato oltre 200 lavori (tra cui due volumi della “Fauna
d’Italia”) ed aveva radunato una ricchissima collezione, frutto di acqui-
sti, scambi e delle sue cacce notturne “al lume”.
Dotato di straordinaria inventiva e frequentatore assiduo dei “robi-
vecchi” e delle piccole botteghe di antiquariato, si era costruito, con
materiale di recupero, curiose ma efficacissime apparecchiature per
i suoi studi (dal microscopio alla “camera lucida”, all'apparato foto-
grafico...), aveva empiricamente messo a punto raffinate tecniche di
micropreparazioni entomologiche e un originale sistema di classifica-
zione a schede perforate, che - in era pre-informatica - conferiva una
sorta di automazione ante litteram alla diagnosi di specie.
Membro dell’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia, era
uno degli elementi trainanti della Società Entomologica Italiana, ove
ricoprì volta a volta le cariche di Consigliere, Amministratore, Vicepre-
sidente e Direttore responsabile delle pubblicazioni.
Professionista e studioso, dunque, di grande rispetto, trovava anche
il tempo per dipingere, per suonare, per comporre divertenti filastroc-
che satiriche di cui era consigliabile non fare le spese! E trovava
soprattutto anche il tempo per gli altri.
Al tintinnio delle sue chiavi, che segnavano il suo ingresso in museo,
era tutto un aprirsi di porte, uno scambio di battute scherzose (il rituale
“la sapete l’ultima”); ed era facile a tutti, in quel clima amichevole,
richiedere e ottenere consigli.
E c’era una parola giusta per tutti e soprattutto c’era per tutti quel
suo sorriso un po’ ironico, sempre rassicurante e affettuoso. Un sorriso
giovane anche a 89 anni. Il sorriso con cui amiamo ricordarlo.
661
ROBERTO PoGci (*)
NINO SANFILIPPO (1922-1994):
MEMINISSE LICEAT.
Una lettera, datata 10 febbraio 1966, costituisce il mio primo contatto
con Nino Sanfilippo. La ricordo bene perché essa apre il mio archivio
scientifico e perché a me, all'epoca poco più che quindicenne, fece un
certo effetto ricevere dall'allora Segretario della Società Entomologica
Italiana una comunicazione ufficiale in cui, in risposta ad una mia
richiesta di poco tempo prima, mi si indicavano le modalità di iscri-
zione alla Società.
Mi colpì in particolare la firma apposta in calce alla lettera,
comprensibilissima, in una bella calligrafia rotonda, regolare ed elegan-
te; pensai che chi mi aveva scritto doveva essere una persona molto
paziente e precisa oltre che assai gentile per aver risposto a un ragaz-
zino del tutto sconosciuto.
Allora non potevo ancora sapere che la nitidezza della scrittura era
forse solo la più insignificante delle tante qualità di Nino Sanfilippo
né potevo immaginare che, col trascorrere del tempo, avrei trovato in
lui uno dei miei amici più fidati, riservati e disinteressati. Tutto questo,
insieme a tant'altro su di lui, lo imparai solo alcuni anni dopo.
Nino Sanfilippo era nato a Genova il 28 gennaio 1922; il suo vero
nome in realtà era Antonino, ma tutti noi lo abbiamo sempre conosciu-
to come "Nino" ed egli stesso si firmava così.
Da ragazzo abitava con la famiglia (composta dal padre Giovanni,
di origine siciliana, dalla madre Angela Bonfiglio e dalla sorella mi-
nore Luisa) in Via Montaldo, nella bassa Val Bisagno, in una zona
allora semiperiferica, con le colline e le fascie incolte a due passi da
casa.
(*) Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria”- Genova.
662
R. POGGI
Nino Sanfilippo nel dicembre 1991, all'età di 69 anni.
Appassionato di scienze fin da bambino, Sanfilippo effettuò lì le
sue prime osservazioni naturalistiche, che integrava con frequenti visite
ai saloni espositivi del Museo Civico di Storia Naturale, non eccessi-
vamente lontano dalla sua abitazione. Con la mediazione di un attento
inserviente (Emilio Gnecco), che lo aveva visto sostare a lungo davan-
ti alle vetrine (soprattutto quelle entomologiche), il 4 febbraio 1937,
a quindici anni, Sanfilippo fu finalmente ammesso all'ultimo piano
dell'edificio, quello delle collezioni di studio e dei laboratori; l'occa-
sione fu il dono di un mitilo con una valva anomala (con una sorta
di perla irregolare) che Nino aveva rinvenuto l'estate precedente ai
Bagni della Cava.
I Bagni liberi "della Cava", come quelli più orientali "della Stre-
ga", oggi non esistono più, sommersi e cementificati dalla Fiera Inter-
nazionale di Genova e dalla strada sopraelevata, ma quel reperto, donato
dallo "studente Antonino Sanfilippo", come scritto in un documento
dell'epoca, è ancora in collezione malacologica, prima testimonianza di
NINO SANFILIPPO (1922-1994): MEMINISSE LICEAT. 663
un amore per il Museo che Sanfilippo avrebbe coltivato con passione
sino all'ultimo giorno della sua vita.
Nino venne dunque accolto dal serio Prof. Oscar De Beaux, l'allora
Direttore, che lo affidò subito a Carletta Borgioli, la giovane preparatrice
incaricata, discendente da una famosa famiglia di tassidermisti, la quale
gli trasmise le nozioni di base sulla raccolta e la preparazione degli
animali, in particolare degli insetti.
Nel corso del 1937 le visite di Sanfilippo in Museo si fanno più
frequenti e si incrementano anche i suoi doni: una volta un orbettino,
un'altra uno "Spelerpes" della Grotta della Scaggia, e poi topolini,
bisce, miriapodi e insetti vari, in un inarrestabile crescendo. Quindi
comincia a collaborare per preparare qualche insetto "facile" o per
schedare qualche estratto in bilioteca e le giornate di volontariato
aumentano.
Nell'autunno del 1938 Sanfilippo, presentato dal Dr. Capra, chiede
di essere ammesso nella Società Entomologica Italiana; nella seduta
dell'11 novembre 1938 il Consiglio Direttivo accetta la sua richiesta:
sarà Socio studente a partire dal 1° gennaio 1939.
Frequentando Museo e Società Sanfilippo entra in contatto con
i bei nomi dell'entomologia genovese del tempo (Capra, Solari, Masi,
Mancini, Baliani, Mantero, Invrea, Paoli, Moro, Casiccia, etc.) ma anche
con il gruppo dei meno anziani (Binaghi, Borra, Carrara, Berio, Festa)
o decisamente dei più giovani (Conci, Franciscolo, Timossi), con i quali
avrebbe stretto vincoli di duratura amicizia.
Per esigenze familiari Nino non prosegue gli studi dopo il conse-
guimento della licenza media e incomincia a lavorare, con occupazioni
più o meno saltuarie, fino a che non viene assunto presso l'Esattoria
per le Imposte Dirette di Genova. Ma con lo scoppio della guerra, nel
1940, viene chiamato alle armi e destinato prima in Francia, nella zona
di Grasse, Nizza e Antibes, e poi in Liguria occidentale. Rientra quindi
a Genova; fervente repubblicano, collabora, senza dare nell'occhio, con
la Resistenza, in particolare nascondendo in casa qualche arma che
l'inserviente Gnecco, in contatto col Comitato di Liberazione Nazio-
nale, non poteva tenere presso di sé perché sorvegliato dalla polizia.
Al termine del conflitto Sanfilippo può riprendere le ricerche
scientifiche interrotte, sia quelle entomologiche, specializzandosi nello
studio dei Coleotteri acquatici, che quelle speleologiche e mineralogi-
664 R. POGGI
che, tutte con particolare riguardo al territorio ligure.
Nel 1947, su segnalazione di Festa, viene assunto come impiegato
dalla Libera Associazione Macellai di Genova e Provincia e il 31 di-
cembre 1953 si sposa con Maria Elisa Michieletto ("Marisa" per gli
amici), insegnante di Scienze, che gli sarà fedele compagna per tutta
la vita.
Nel 1956 l'amico Pietro Iade gli propone di andare a dirigere un
supermercato in Venezuela ed egli accetta, approfittandone per effet-
tuare raccolte naturalistiche, ma dopo 6 mesi, vista l'incertezza della
situazione locale, invece di far emigrare anche la moglie, decide di
rientrare a Genova e riprende il suo posto in ufficio alla Associazione
Macellai, dove resterà definitivamente come esperto fiscalista, raggiun-
gendo pian piano i massimi livelli di responsabilità, quale Direttore del
Centro Servizi ERIT e poi Presidente del Collegio Sindacale.
La passione per i viaggi però non diminuisce e così i periodi di
ferie estive vengono utilizzati dai coniugi Sanfilippo per soggiorni (di
Sanfilippo durante le ricerche svolte a Madera, nel 1965. (Foto E. Coddé)
NINO SANFILIPPO (1922-1994): MEMINISSE LICEAT. 665
riposo e di raccolta entomologica) sia in Italia che all'estero, soprattutto
in Africa.
Nel 1977, a 55 anni, Sanfilippo ufficialmente va in pensione, anche
se continua a frequentre l'ufficio come esperto. Riesce però a ritagliarsi
un po' di tempo libero e così può finalmente realizzare il vecchio progetto
di venire in Museo per collaborare nel riordino delle collezioni di studio,
riprendendo quella attività di volontariato svolta da giovane.
Grazie al pensionamento allunga anche i periodi di soggiorno a
Carro, una località della Liguria orientale posta a Nord-Est del Passo
del Bracco, dove dal 1967 ha acquistato una casetta di campagna che
utilizza anche come base per ricerche naturalistiche nel comprensorio.
Negli anni '80, in buone condizioni di salute, continua ad effet-
tuare escursioni e ad occuparsi di raccolte, preparazioni e identificazioni
di materiali; nel 1992 è invece costretto a vincere la sua eccezionale
avversione per medici e medicine a causa di alcuni problemi cardiaci;
dopo un periodo di cure può riprendere tutte le sue attività, ma con
prudenza ed evitando di affaticarsi troppo.
Ma nell'estate del 1994 un peggioramento delle condizioni respi-
ratorie lo obbliga ad un ricovero di un paio di settimane all'Ospedale
San Martino di Genova; anche questa volta la terapia ha i suoi effetti,
pure se l'impossibilità di procedere ad interventi radicali sul cuore
lascia in lui una facile affaticabilità, appena temperata da un forzato
dimagrimento.
Nell'ultimo fine settimana di ottobre Sanfilippo è a Carro e passa
il pomeriggio di domenica 30 a preparare Girinidi; alla sera, dopo cena,
mentre guarda un programma televisivo, seduto accanto alla moglie, un
nuovo improvviso attacco cardiaco non gli lascia scampo.
Ora Nino riposa nel piccolo cimitero di Carro, in mezzo a quei
monti percorsi ed esplorati per tanti anni.
I rapporti di Sanfilippo con il nostro Museo sono sempre stati
assai stretti; dei primi approcci si è già detto; qui varrà però ricordare
quanto egli ha realizzato negli ultimi quindici anni. Esortato da me,
che avevo iniziato a lavorare in Museo nel 1976, e spinto dal Dr.
Bartoli, che collaborava quasi quotidianamente con me, a partire dal
666 R. POGGI
1978 anche Sanfilippo prese a frequentare i laboratori del Museo al-
meno una volta alla settimana (in genere il mercoledì mattina) e natu-
ralmente incominciò col riordinamento della collezione dei Dytiscidae
paleartici, che completò nel 1980 con la redazione dello schedario
generale.
Passò poi negli anni seguenti agli Haliplidae mondiali e ai Dytiscidae
esotici; nell'ottobre 1983 poteva dire di aver revisionato e sintetica-
mente schedato l'intera collezione generale mondiale dei Dytiscidae.
Nei due anni successivi affrontò il riordinamento dei Gyrinidae mon-
diali, completato nel novembre 1985, mentre dal dicembre 1985 si
dedicò al non facile smistamento dei gruppi di Hydrophiloidea; que-
sto ultimo lavoro si prolungò molto nel tempo, fino al 1991, poiché
contemporaneamente Sanfilippo si assunse l'incarico della revisione
della collezione mineralogica di Paolo O. Tiragallo.
Tale importante raccolta, acquistata dal Museo tra il 1987 e il
1988, e comprendente oltre 12.000 campioni, in massima parte di
provenienza ligure, necessitava di una completa revisione, etichettatura
e schedatura; un impegno così delicato e di fiducia poteva essere af-
fidato solo a Sanfilippo, il quale, oltre ad essere un ottimo mineralista
(allievo di Leandro De Magistris, Conservatore Onorario del Museo
per la mineralogia), era amico di vecchia data di Tiragallo, ne cono-
sceva bene la collezione ed era in grado di identificare certi campioni
anche sulla base di indicazioni un po' sommarie.
Questo impegnativo riordinamento (svolto in stretta collabora-
zione col Dr. Raineri, responsabile della sezione mineralogica del Museo)
era già a buon punto allorché, nella notte tra il 27 e il 28 settembre
1992, l'alluvione che colpì Genova interessò pesantemente anche il
piano seminterrato del Museo, dove tra l'altro si stavano accumulando
i campioni mineralogici riordinati, in attesa di una sistemazione defi-
nitiva: tutto finì sotto 2,70 metri di acqua e fango. Senza perdersi
d'animo, Sanfilippo si mise subito al lavoro per coordinare le opera-
zioni di pulizia e per risistemare i vari pezzi, ottenendo lusinghieri
risultati.
L'emergenza alluvionale bloccò ovviamente quasi del tutto
l'etichettatura dei Coleotteri, in particolare quella degli Endomychidae,
iniziata nel 1992 e completata poi da me solo nell'estate del 1993. Nel
1994, messa al sicuro la collezione Tiragallo, Sanfilippo mi manifestò
NINO SANFILIPPO (1922-1994): MEMINISSE LICEAT. 667
il desiderio di riprendere a collaborare in campo entomologico; gli
affidai così il compito di inserire nella collezione generale dei
Cerambycidae, a suo tempo riordinata dal Dr. Bartoli, tutto quanto era
pervenuto negli ultimi anni; il destino non ha purtroppo permesso che
tale lavoro potesse essere completato.
Per il validissimo supporto dato al riordinamento delle collezioni
entomologiche del Museo, Sanfilippo venne nominato Conservatore
Onorario per l'entomologia nel 1985 (con deliberazione del Consiglio
Comunale 1229 del 21.11.1985) e rinnovato nel 1990 (con delib. della
Giunta Comunale 1747 del 10.4.1990).
Sanfilippo sulle alture di Molassana, negli immediati dintorni di Genova, il 13 aprile 1979.
(Foto M.E. Franciscolo).
668 R. POGGI
Ma l'amore per l'istituzione scientifica genovese dove egli aveva
mosso i primi passi ebbe modo di manifestarsi nel modo più elevato
quando, con munificenza e lungimiranza, dispose per testamento di
legare al Museo di Genova l'intera sua collezione entomologica; la moglie
ha dato attuazione pratica alle volontà del marito e il dono è stato
infine formalizzato con delib. G.C. 661 del 6.4.1995.
Tra aprile e maggio 1995 si è provveduto dunque al trasloco delle
scatole ed ora la raccolta di Sanfilippo è venuta ad affiancarsi alle
importanti collezioni coleotterologiche di studiosi genovesi (Mancini,
Moro, Binaghi, Bartoli e Capra), già confluite in precedenza in Museo.
Nel complesso si tratta di una raccolta di circa 80.000 esemplari
radunati in circa 350 scatole di formato piccolo e medio: i soli Coleotteri
Idroadefagi comprendono oltre 39.000 es:
Grazie alle sue raccolte personali e al materiale ricevuto in cambio
o in dono, oppure acquistato, Sanfilippo radunò nel corso degli anni
una collezione di Hydroadephaga tra le migliori esistenti in Italia, pur
senza trascurare una raccolta generale di Coleotteri italiani ed esotici
e di rappresentanti di svariati altri ordini.
Nell'ambito dei Coleotteri è particolarmente importante il settore
di quelli cavernicoli: infatti al nucleo di materiali raccolti da Sanfilippo
nel corso di una vita di ricerche in grotta si sono aggiunti gli acquisti
della collezione di Carabidae Trechinae e Cholevidae Leptoderinae (=
Bathysciinae) di Giacomo Mantero e di quella di Trechinae di Armando
Baliani. Nel settore generale dei Coleotteri è invece confluita la coll.
di Vittorio Carrara, acquistata dopo la morte del collega.
Altrettanto imponente è la quantità del materiale ancora da pre-
parare, anch'esso donato al Museo, con centinaia di tubi e barattoli
contenenti migliaia di esemplari raccolti da Sanfilippo stesso o dal suo
amico Carlo Bordon, che dal Venezuela gli spedì a più riprese ingenti
quantità di Coleotteri.
Sanfilippo esplorò accuratamente il territorio ligure e molte altre
zone italiane; effettuò però ricerche anche in vari paesi europei (Fran-
cia, in particolare Camargue e Corsica, Gran Bretagna, Germania, ex
Jugoslavia, Is. Rodi, ecc.) e soprattutto in alcuni extraeuropei. Visitò
ad esempio Madera (1965), Is. Canarie (1962), Tunisia (1974), Kenya
(1968, 1971 e 1976), Uganda (1971), Zambia (1984), Madagascar (1970),
NINO SANFILIPPO (1922-1994): MEMINISSE LICEAT. 669
Is. Seychelles (1973) e Venezuela (1956 e 1981).
Egli aderì ovviamente a molte associazioni naturalistiche (WWE
Società degli Amici del Museo civico di Storia naturale "G. Doria",
etc.), ma fu particolarmente legato alla Società Entomologica Italiana,
di cui fu socio per 56 anni consecutivi (dal 1939 al 1994), ricoprendo
le cariche di Segretario (dal 1964 al 1967 e poi dal 1972 al 1983),
Amministratore (dal 1968 al 1971), Consigliere (dal 1988 al 1993) e
infine Vice-Presidente (nel 1994, purtroppo solo per pochi mesi).
Sanfilippo fu un valente raccoglitore, un attento preparatore e un
ottimo sistematico, dotato di un "occhio" particolarmente esercitato.
Accurato e preciso nelle etichettature, nelle identificazioni e nelle ri-
cerche bibliografiche, costituì anche una imponente serie di schedari
sistematici, corologici, biospeleologici, ecc. di grande interesse che sono
stati recentemente acquistati dal Museo; la ricca miscellanea entomologica
è stata invece acquistata dalla Società Amici del Museo per essere destinata
anch'essa al Museo.
Purtroppo, un po' per gli impegni di lavoro e un po' per la naturale
modestia del carattere, la produzione scientifica di Sanfilippo, notevole
per qualità, è senz'altro numericamente inferiore a quella che la sua
cultura e la sua preparazione gli avrebbero permesso di realizzare.
Egli conosceva benissimo i suoi gruppi, a livello sia paleartico che
mondiale, ma ci volle sempre del bello e del buono per riuscire a
vincere la sua ritrosia, spingendolo a pubblicare qualcheduno dei suoi
molti dati inediti, tanto è vero che un terzo dei suoi lavori sono scritti
in collaborazione e sono spesso frutto di lunghe trattative di convin-
cimento.
Le sue pubblicazioni vertono essenzialmente sui Coleotteri
Idroadefagi e sulla speleologia; per quest'ultima disciplina sono di
particolare rilievo i contributi dedicati alla fauna cavernicola ligure e
soprattutto del Genovesato, in cui sono raccolti i dati di tanti anni di
ricerche nelle grotte della nostra regione.
Per quanto riguarda i Coleotteri acquatici sono da segnalare gli
articoli dedicati alla migliore conoscenza della fauna italiana e quelli
destinati alla illustrazione della fauna di Sierra Leone, questi ultimi
realizzati assieme a Franciscolo nel quinquennio 1986-1991.
Inseribile in entrambe le discipline è la descrizione di Trogloguignotus
670 R. POGGI
concii, nuovo genere e nuova specie di Dytiscidae freatobio raccolto da
Sanfilippo in una grotta del Venezuela nord-occidentale (Cueva de
Rio Gueque), primo Dytiscidae cavernicolo cieco del continente ame-
ricano.
Nell'elenco che chiude questo ricordo riporto anche il titolo del-
l'ultimo articolo che ero riuscito a fargli iniziare e che, rimasto pur-
troppo incompiuto, cercherò di finire io.
Serio lavoratore, alieno da onori e riconoscimenti, Sanfilippo co-
stituì sempre un modello di equilibrio, pacatezza ed equidistanza, sia
sul lavoro che nelle riunioni tra amici e colleghi. Anche quando le
posizioni di alcuni potevano apparire lontane o in insanabile contra-
sto, egli si adoperò comunque per suggerire un punto di intesa inter-
medio, una mediazione, un accomodamento, usando il suo proverbiale
buon senso per evitare lacerazioni; non sempre riuscì nella sua opera
di paciere, ma non rinunciò mai al tentativo di comporre le vertenze.
Educato e gentile, discreto e riservatissimo, sarebbe forse stato
più a suo agio nell'Ottocento che ai giorni nostri; era uno dei pochi
che si alzava ancora immediatamente in piedi non appena una donna
entrava in una stanza; in Museo poi, pur avendo da anni libero accesso
al suo tavolo di lavoro, vi ci si recava solo dopo aver segnalato la sua
presenza ad almeno uno dei conservatori, comunque sempre scusandosi
ed esprimendo il timore di disturbare.
Abbastanza alto e imponente, essendosi un po' appesantito col
passar degli anni, ispirava subito un senso quasi paterno di affidabilità,
cui si accompagnava l'innata simpatia che traspariva dal suo sguardo
limpido e sereno.
Alla sua competenza e disponibilità si poteva sempre liberamente
ricorrere per chiedere un consiglio, un parere, un suggerimento, con
la certezza di ricevere una risposta franca, seria, precisa e concreta.
In lui, espressione vivente dell'onestà, si poteva tranquillamente
riporre stima e fiducia: io lo feci per tanti anni e non ebbi mai a
pentirmene. Nino era uno dei miei pochi veri amici con la "a" maiu-
scola; per questo la sua perdita è così difficile da accettare.
5)
10)
11)
NINO SANFILIPPO (1922-1994): MEMINISSE LICEAT. 671
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI
La Grotta del Brigidun e la Grotta Dragonara (Esplorazioni speleologiche nella
provincia di Genova - I.) (Res Ligusticae LXIX) - Annali Mus. civ. St. nat. G.
Doria, Genova, 61, 1943: 307-319, 2 figg. (in collab. con G. Timossi e C. Conci).
La Grotta di Napoleone. Descrizione di una caverna finora sconosciuta della
Liguria - Notiz. C.A.I., Sez. Ligure Genova, 2, (marzo-aprile), 1947: 23-24, 1
fig.
Le grotte della provincia di Genova e la loro fauna - Mem. Com. scient. centr.
C.A.I., Genova, 2, 1950: 1-95, 2 tavv., 2 cartine.
Recensione di: CoNnci Cesare - Le Arene Candide N. 34 Li. Morfologia e Fauna.
- Doriana, Suppl. agli Ann. Museo Civ. St. Nat. Genova, vol. 1, N. 24, 1952,
pp. 1-12, 11 tav. - Rass. speleol. ital, Como, 6, (1), 1954: 44.
Ricerche zoologiche sul Massiccio del Pollino (Lucania - Calabria). XVII.
Coleoptera. 7. Dytiscidae, Gyrinidae - Annuario Ist. Mus. Zool. Univ. Napoli,
7, (14), 1956 (1955): 1-4.
Sintesi della fauna cavernicola ligure - Publ. Premier Congr. internat. Spéléol.,
Paris 1953, Tome III, Communications; Sect. III - Biologie, 1956: 151-177, 3
tavv.
Viaggio in Venezuela di Nino Sanfilippo. I. Localita di raccolta e ambienti -
Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 69, 1957: 333-351, 12 figg.
Viaggio in Venezuela di Nino Sanfilippo. V. Descrizione di Trogloguignotus concti
n. gen., n.sp. di Dytiscidae freatobio - Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova,
70, 1958: 159-164, 2 gr. di 10 figg.
Recensione di: C. Conci & E. HuLsMANN - Coleotteri. Aldo Martello Editore,
Milano, 1959, pp. XXIX+118, 100 tavv. a colori, L. 800 - Boll. Soc. ent. ital.
Genova, 89, (7-8), 1959: 125.
Sull'accertata presenza in Italia del Deronectes delarouzei (Coleoptera Dytiscidae)
- Boll. Soc. ent. ital, Genova, 91, (5-6), 1961: 82-85, 2 gr. di 8 figg. (in collab.
con G.M. GHIDINI).
Materiali per lo studio degli Haliplidae, Dytiscidae e Gyrinidae della fauna
italiana. I° Contributo (Coleoptera) - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 92, (1-2),
1962: 17-25.
672
12)
13)
14)
15)
16)
17)
18)
19)
20)
21)
22)
23)
R. POGGI
Descrizione di una nuova specie del genere Hyphydrus rinvenuta in Italia
(Coleoptera Dytiscidae) - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 93, (5-6), 1963: 76-80,
10 figg.
La raccolta dei Coleotteri Idroadefagi - Inf. giov. Ent. (suppl. Boll. Soc. ent.
ital.), Genova 4, (20), 1963: 17-20, 4 figg.; ristampato nel 1967, pp. 13-16, 4
figg.
La raccolta dei Coleotteri Idroadefagi - Inf. giov. Ent. (suppl. Boll. Soc. ent. ital.),
Genova, 5, (21), 1964: 1-4, 4 figg.
Descrizione di una nuova forma di Hyphydrus ovatus L. (Coleoptera Dytiscidae)
- Boll. Soc. ent. ital, Genova, 94, (9-10), 1964: 172.
I Ditiscidi dell'isola di Madera e notizie sulla fauna acquatica associata (Coleoptera
Dytiscidae) - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 96, (3-4), 1966: 46-54, 21 figg.
Contributo alla conoscenza degli Idrocantaridi del Lago Trasimeno (Coleoptera:
Haliplidae, Dytiscidae) - Riv. Idrobiol., Perugia, 6, (2-3), 1967: 139-143.
Contributo alla conoscenza dei Ditiscidi delle Isole Seychelles e del Madagascar
(Coleoptera Dytiscidae) - Mem. Soc. ent. ital, Genova, 56, (1977), 1978: 239-
243, 10 figg. (in collab. con F. PEDERZANI).
Segnalazione di un interessante insediamento di Idrocantaridi sull'Appennino
ligure orientale e descrizione di Bidessus tiragalloi n.sp. (Col. Dytiscidae) (Res
Ligusticae CCIII) - Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria, Genova, 82, 1978: 125-
135, 9 figg.
Canthyporus kenyensis n.sp., del Monte Kenya (Coleoptera Dytiscidae) - Boll.
Soc. ent. ttal., Genova, 111, (4-6), 1979: 88-89, 4 figg. (in collab. con A. BILARDO).
Recensione di: FRANCISCOLO M.E., 1979 - Fauna d'Italia. XIV. Coleoptera: Haliplidae,
Gyrinidae, Dytiscidae, - Ed. Calderini, Bologna, 806 pp., 2235 figg., rilegato,
L. 20.000 - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 113, (1-3), 1981: 52.
Agabus (Gaurodytes) striolatus Gyll. nuovo per la fauna italiana (Coleoptera
Dytiscidae) - Doriana, Genova, 5, 245, 1982: 1-4, 4 figg.
Gyrinidae and Dytiscidae collected in Sierra Leone (1982, 1983, 1984) by Dr.
W. Rossi (Col. Hydradephaga) - Quaderni Acc. naz. Lincei, Roma, 260, 1986:
11-36, 92 figg., 1 tav. (in collab. con M.E. FRANCISCOLO).
24)
25)
26)
27)
28)
29)
30)
NINO SANFILIPPO (1922-1994): MEMINISSE LICEAT. 673
Bidessus apicidens sp.n., and faunistic notes on the genus from Africa (Coleoptera,
Dytiscidae) - Annales ent. fenn., Helsinki, 52, (1), 1986: 46-47, 1 gr. di 6 figg.
(in collab. con O. BIsTROM).
New Africophilus Guignot collected by Prof. Walter Rossi in the 1986-1987
expeditions to Sierra Leone sponsored by Accademia Nazionale dei Lincei
(Coleoptera Dytiscidae) - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 120, (2), 1988: 84-100,
55 figg. (in collab. con M.E. FRANCISCOLO).
Four new species and new records of Hydradephaga from Sierra Leone
(Coleoptera: Haliplidae, Gyrinidae, Dytiscidae) - Quaderni Acc. naz. Lincei,
Roma, 265, 1990: 133-153, 55 figg. (in collab. con M.E. FRANCISCOLO).
Derovatellus olofi, nomen novum pro D. bistroemi Franc. & Sanf. - Boll. Soc.
ent. ital., Genova, 122, (3), (1990), 1991: 164 (in collab. con M.E. FRANCISCOLO).
Yolina tiwatensis Franciscolo & Sanfilippo, 1990, junior synonym of Yolina libera
Bistr6m, 1989 (Coleoptera, Dytiscidae) - Entom. fennica, Helsinki, 2, (2), 1991:
52 (in collab. con O. BistròM e M.E. FRANCISCOLO).
Recensione di: HANSEN M., 1991 - A Review of the Genera of the Beetle Family
Hydraenidae (Coleoptera) - Steenstrupia, Zool. Mus. Univ., Copenhagen, 17:
1-52, 31 figg. - Boll. Soc. ent. ital, Genova, 125, (1), 1993: 89.
Ricerche zoologiche della nave oceanografica "Minerva" (C.N.R.) sulle isole
circumsarde... Coleoptera Hydroadephaga - Annali Mus. civ. St. nat. G. Doria,
Genova, (in preparazione).
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GRUPPIEERORMENUOVIDESCRIIMSINEL PRESENTE VOLUME
PORIFERA
Pag.
Raspaiia (Clathriodendron) lenis Guartas, Spal... 350
Raspatlia (Clathriodendron) fueguensis Cuartas, sp. 0. ..ecccccscssscscesesssseseeeseenseeesees 353
Wosstn/ing@nartas. spo SI A Bas aa 358
ARTHROPODA
Crustacea
Arenopontia (Neoleptastacus) phreatica Cottarelli, Bruno, Venanzetti, sp. n....... 471
Arenopontia (Neoleptastacus) speluncae Cottarelli, Bruno, Venanzetti, sp. n. ..... 475
Meopy/asiComnarellixRorhiz COME. n a den 578
NeopylyimarniiCottarcli Wormniz:sptot ec iti ee 570)
ParasicnocarisimosCattarelli Bruno spinti e eran aaa 509
INSECTA
Hymenoptera
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Antamenes tridens trifasciatus Giordani-Soika, ssp. n. .............. n 24
OASI GORIRO LI eeetee ee tetas eee enna eee 22
PANCA CIANI TCA SOlkay SP Me Mic ere eine cece eee 25)
Antamenes unicornis flaviculus Giordani-Soika, ssp. n... 26
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Apodynerus formosensis continentalis Giordani-Soika, ssp. n. ............... DI
Apodynerus formosensis indicus Giordani-Soika, ssp. n. ...............uiin 218
AVONITISTSGQRII ian 214
Apodynerus troglodytes shanensis Giordani-Soika, ssp. n... 213
Apodynerus yayeyamensis quadricolor Giordani-Soika, ssp. n. ................... 215
VAG OGN HEH AS GAOL CAINE SOLA OCI cceeer et et cere nee ra cee eaters ee ecco 287
EDICART SONA SPO nner eee en een: 279
BATTIATO OTT NITTO ZA)
EOS OMmOCC UP GHORC AMO Kar Spree Mee cea OT I 283
JEP ROVE GAG TS A Noe aS 6) eh xia 10 ve Aa nn 202
PIONIERI GIORGAIIE SOUCANS On 205
EAISCOCIIUS IOUSIHANCET GIOKG AMIE SOIK ANSP) We ees cacssey nora 242
Eudiscoelius elegans gazella Giordani-Soika, ssp. n. ..s.scccscecsesseeseeteceeesesteteneeeeeees 239
BAIISCOCUUNCHI MEDEA CIONI SO nn 241
PUANCOCUIACIORRANESO RAEE inno 243
Eudiscochuspulchernimis Giordani SolaESsp ian 252
inladiaiignGotnsalas o eee eee AR 236
Euddynerus convergens Giordani-Soika, sp. n. .......-..scecesesesssesssssssesssssesessssscseseees 255)
Euodynerus nipanicus subtropicalis Giordani-Soika, ssp. n....................... 25)
Icon pon AGiordani-Scika sie Re n nn 255
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Renncbhiatbicolora/ Giordani Sola Sp nn nn 300
CHANIA GlOLG ANI SORATSPI Ro nn 296
Pag.
KRennethiayavand Giordani Sola spire 299
Kennethia sababensis Giordani: Solkaxspgonno ne nn 293
Knemodynerus circumspectus derufatus Giordani-Soika, ssp. n. ........................... 261
Knemodynerus complanatus Giordani-Soika, sp. n... 263
Knemodynerus complanatus pelagicus Giordani-Soika, sp. n. .................. 265
lassepipona" Giordani-Solkay oem. A O O MIR) 285
Lassepinona wariabiis Giordant Soap RIA 285
Missadyerus sumuuraus Giordani Soka Spi OE 324
Lissodynerus agilis multifasciatus Giordani-Soika, ssp. n... 322
Lissodynerus agilis postrumus Giordani-Soika, ssp. n. ....cccccssecccsssesssesensesescssesceens 322
VISITA SAPORI 308
Lissodynerus ater emifasciatus Giordani-Soika, ssp. n... 309
Lissodynerus kurandendis Giordani-Soika, sp. n... 318
Lissodynerus laminiger ruficauda Giordani-Soika, ssp. n... 307
lissoaynerws meats (Giordani.soilca,, pi 312
Dessoadynerus palsaus, Giorcani-soika, sp. nia tea 310
Lissodynerus septemfasciatus flavithorax Giordani-Soika, ssp. n. ......................... 316
Issodynergssolomon'Giordani- Soka spingi... nn 323
Lissodynerus trilaminatus Giordnai-Soika, sp. 0. .......cscsesesesessecssessesssesesseseseseess 309
Paracinsirocerus eylindroides Giordani:Solka#spint......... nno 169
Paraleptomenes communis Giordani-Soika, sp. n. ............ ii 129
PaalepromencesernehardGIOrdani Soka sp DEE EE 128
Paraleptomenes miniatus nigrithorax Giordani-Soika, ssp. n. ....................... 128
Paraleptomenes nurseanus montanus Giordani-Soika, ssp. n.......................... 124
Paraleptomenes rufoniger Giordani-Soika, sp. 0. ....cccccscscssssesecesseeseseseseseeeeenees n, soa
Posi il GORAN SOIKA,. PI 194
Paraincistrocerus acarophilus Giordani-Soika, sp. n... 198
Parancistrocerus androcles scutellaris Giordani-Soika, ssp. n. ............................... 197
Parancistrocerus androcles sumbanus Giordani-Soika, ssp. n. .............................. 198
PANGNCISTTOCCHUSCAPOCACCIAAGIOTdAni Soka Spin 164
Pargpestroccrastcimopisiasi Giordani-Solka, spille a 170
Rangnoistrocerus ayjorms Giordani-Soika, Sp. nn 193
Parancistrocerus difformis nigerrimus Giordani-Soika, ssp. 0. ................. 194
Pago caiGiordani-Soika sph LOI 190
Parancistrocerus incorruptus kalimpongensis Giordani-Soika, ssp. n.................... 165
Parenesstrocenusiglanicens GiordaniSoika, sp. 1. Le 181
Parnestrocciusiagrilaz/Giordani Soka, Spini OI 19%
Parancistrocerus malayanus Giordani-Soika, sp. n. ................ i 192
Parancistrocerus nigrivenins Giordani-Soika, sp. m...........x.... nn 165
Parancistrocerus pseudallodynerus Giordani-Soika, sp. n. ............... iii 183
Parancistrocerus robertianus javanus Giordani-Soika, sp. N. cscs: 177
Pagancistrocerus sulcatus GiordanieSoika Sp. DL 1/9
Parancistrocerus triconcavus Giordani-Soika, sp. N...............iii 188
Parancistrocerus triconcavus rufipes Giordani-Soika, sp. n.................. 189
Parancistrocerus yachowensis Ronkunensis Giordani-Soika, ssp. n. ...................... 162
Parancistrocerus kennethianus Giordani-Soika, sp. n. .......... ui 178
Stenodyneriellus birostratus Giordani-Soika, sp. n... 83
Stenodynertellus bistrigatus Giordani-Soika, sp. n. ................ uri 92
Stenodyneriellus boholensins planus Giordani-Soika, ssp. n... 62
Stenodyneriellus carinicollis minimus Giordani-Soika, ssp. n... iii 108
Pag.
Stenodyneriellus celebensis Giordani-Soika, sp. n. ......... iii 98
Stenodyneriellus' clypearis Giordani -Solka; Spi nine 75
Stenodynertellus convexus Giordani-Soika, sp. n... 63
Stenodyneriellus convexus bismarcki Giordani-Soika, ssp. n... 64
Stenodyneriellus convexus irianus Giordani-Soika, ssp. n... 65
Stenodyneriellus flaviventris Giordani-Soika, sp. N... 85
Stenodyneriellus flaviventris obscurus Giordani-Soika, ssp. n. vise: 87
Stenodyneriellus flavoclypeatus Giordani-Soika, sp. n... TO
WerodyacrellysglicusiGirodani-Solka spia. n 62
Stenodyneriellus longithorax Giordani-Soika, sp. N... 113
Stenodynertellus nigriculus Giordani-Soika, sp. n. ........... iii 90
Stenadynenellus miidys (Giordaal-Soika; Spin... 73
Stenodyneriellus octolineatus Giordani-Soika, sp. N... mata
Stenodyneriellus perpunctatus Giordani-Soika, sp. N................ i 91
Stenodyneriellus pseudoplanus Giordani-Soika, sp. n. ........... ui 96
Stenodyneriellus punctulatus Giordani-Soika, sp. n. .............. i 94
Stenodyneriellus rubroclypeatus Giordani-Soika, sp. n... 78
Stenodyneriellus rufinodus Giordani-Soika, sp. n............ 7
Stenodyneriellus sublamellatus Giordani-Soika, sp. 0. ...ccccccscssescscesseeeseesneeeeeeeees 68
Stenodyneriellus tegularis Giordani-Soika, sp. n. ........... iii 66
NenodynerusibicolonGiordani-Solka span nta I. 139
WerodynernnsibrcvistGiordani-Solcagsp ni. inn 143
Wenodynerudiaciys]GiordaniSolkalsp ina takai ea) eeru care bodscussteoh ae tee eeeeees 145
Stenodynerus malayanus Giordani-Soika, sp. n. ..c.ccccccesescsecesessesssesesseesssenenseseees 147
Stenodynerus peninsularis Giordani-Soika, sp. 1. ....cceccccccccscescceceseserenenencsetessceees 140
Stenodyneriellus cilicioides Giordani-Soika, sp. n. .....cecsccccsceeseseeseeseeeseeneneeees 103
Subancistrocerus abdominalis Giordani-Soika, sp. n... 41
Sabancistrocerus obrensis (Giotdami-Soikay Spo. MU... nn 20)
Swbanesmoccrasrc lexus Gloria SORA 35
Subancistrocerus nigritus Giordani-Soika, sp. 0. ....cccccsesecescssesescsssesseseecsesseseessessees 43
VADANO SIAE Gi@rcani-SOlkas Spiny nn 29)
Subancistrocerus similis negrosensis Giordani-Soika, ssp. n. ................. 40
Subancistrocerus angulatus Giordani-Soika, sp. n. ...cccscccccscescccssscssesescseseesescseseees 45
Subancistrocerus angulicollis Giordani-Soika, sp. n............... iene 21
Subancistrocerus spinicollis Giordani-Soika, sp. 0. ...ccseccccssssesecssesssseseseseeeseeeseseees 24
Subancistrocerus spinithorax Giordani-Soika, sp. n. ............... Ri, 23
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INDICE
La data che segue i titoli è quella di pubblicazione dell'estratto.
BionpI M., REGALIN R., DaccorpIi M., PoGai R. - Ricerche zoo-
logiche della nave oceanografica "Minerva" (C.N.R.) sulle
isole circumsarde. XXV. I Crisomelidi (esclusi Alticini) delle
isole circumsarde (Coleoptera, Chrysomelidae). (20-VII-1995)
Bonci M.C., Cirone G. - Galeodes (Volema) basilica (Bellardi):
una forma tipo della collezione Pareto del Museo Civico di
Storia Naturale "G. Doria" di Genova. (Gastropoda,
Buccinaeca) (23 aa wk lie. iosa: de
Borco E. - I Laridae del Museo Civico di Storia Naturale "G.
Doria" di Genova. I. Stercorariini e Rynchopini. (18-I-1995)
Capocaccia L. - In ricordo di Emilio Berio. (11-X-1995).........
COTTARELLI V., BRUNO M.C. & VENANZETTI F. - Ricerche zoolo-
giche della nave oceanografica "Minerva" (C.N.R.) sulle isole
circumsarde. XVIII. First record in phreatic freshwater of
‘harpacticoids belonging to the genus Arenopontza (Crustacea,
Copepoda) and description of two new species. (20-VII-1994)
COTTARELLI V & Bruno M.C. - Ricerche zoologiche della nave
oceanografia "Minerva" (C.N.R. sulle isole circumsarde. XXI.
Parastenocaris rivi n.sp. di acque iporreiche dell'isola di S.
Pietro (Sardegna). [Crustacea, Copepoda, Harpacticoida]. (15-
CUES) trae de ee da on
COTTARELLI V., FoRNIZ C. - Ricerche zoologiche della nave
oceanografica "Minerva" (C.N.R.) sulle isole circumsarde.
XXIII. Mezopsyllus marinae: a new genus and a new specie
of Paramesochridae from the meiobenthos of Asinara and S.
Pietro Islands (Sardinia). [Crustacea, Copepoda,
Ila wactteorda- (CONGO in
COTTARELLI V., Mura G. - Ricerche zoologiche della nave
oceanografica "Minerva" (C.N.R.) sulle isole circumsarde.
XXIV. Ulteriori reperti di Anostraci, Notostraci e Spinicaudati
(Crostacei Branchiopodi) della fauna italiana. (25-V-1995)
Cuartas E.I. - Esponjas de Tierra del Fuego. [Porifera]. (10-V-
Cuartas E.I. - Redescripcion de Clathria burtoni "nomen novum"
de C. profilera Burton, 1940. [Porifera: Demospongiae]. (8-
MEO een We i e AR SA
FocHETTI R. - Ricerche zoologiche della nave oceanografica
"Minerva" (C.N.R.) sulle isole circumsarde. XIX. Sulla pre-
senza di Iyrrhenoleuctra zavattarii nell'arcipelago maddale-
nino. [Plecoptera, Leuctridae]. (14-IX-1994) .......................
GIORDANI SOIKA A. - Ricerche sistematiche su alcuni generi di
Eumenidi della regione orientale e della Papuasia.
[Fiymenopiera Vespoideal(GEIW A199 4a nn
Pag.
629-650
953-558
521-528
659-660
471-484
DOOD 19
577-389
599-607
349-379
571-576
485-488
1-348
GroppaLi R., PRIANO M., BrozzonI M., MALVINO E.P., PESARINI
C.-I ragni della riserva naturale biogenetica "Molte d'Alpe"
(Appennino Ligure, provincia di Pavia), con appunti sulle
metodologie di raccolta. [Arachnida Araneae]. (8-VI-1995)
IrisH J. - New data on Lepismatidae, mainly from Italy and North
East Africa with notes of status of Cterolepisma rothschildi
Silvestridiinsecta:; Mhysanuirally(23 1-95) 2 o
ManiLLa G. - Ricerche zoologiche della nave oceanografica
"Minerva" (C.N.R.) sulle isole circumsarde. XVII. Mallofagi
ed Acari parassiti lungo le coste della Sardegna. (22-VI-1994)
MarIOTTI G.M. - Osservazioni sulla flora ligure. Nota II. Res
Lisysrica GOOD MIEI) A ton
MineLLI A., FoppaI D., Tonon L., ZapparoLI M. - Ricerche
zoologiche della nave oceanografia "Minerva" (C.N.R.) sulle
isole circumsarde. XX. Chilopodi. (24-IX-1994) .................
PoGci R. - Ricordo di Bruno Bari (1912-1993) e notizie sulla sua
collezione enromolovica«(641X-1995)) o ee ee
Poca R. - Nino Sanfilippo (1922-1994): meminisse liceat. (30-
ihe TOO MALATE A) eo oncom lo stoliarramh teed ak
RAINERI V. - Ricerche sui geometridi della Hohe Rhén, Germania
centrale, e considerazioni ecologiche. [Lepidoptera,
Geometnidacili(26VE99 DIETA AAS. Ah. okt. NS. Se
RAINERI V. - Biologia e distribuzione di Aedes albopictus (Skuse,
1894) a Genova. [Diptera, Culicidae]. (3-V-1995) ..............
VIGNA TAGLIANTI A. - Ricerche zoologiche della nave oceanografica
"Minerva" (C.N.R.) sulle isole circumsarde. XXII. I Dermatteri
delle isole circumsarde. [Insecta, Dermaptera]. (15-11-1999).
Per l'aiuto prestato si ringrazia la Dr. G. Arbocco
Pag.
609-617
559-570
423-470
619-627
489-508
651-656
661-673
381-422
591-597
IZ9-552
REGISTRATO AL TRIBUNALE DI GENOVA AL N. 74 IN DATA 17 luglio 1949
DOTT. LILIA CAPOCACCIA ORSINI - DIRETTORE RESPONSABILE
DOTT. VALTER RAINERI - SEGRETARIO DI REDAZIONE
PRINTED IN ITALY
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Finito di stampare nel mese di dicembre 1995
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Sui volumi degli «Annali» e sui fascicoli supplementari «Doriana», vengono
pubblicati lavori originali - anche in inglese, francese, tedesco e spagnolo - attinenti
ai diversi rami delle Scienze Naturali. Sono particolarmente graditi quelli relativi a
materiali del Museo; sono esclusi quelli divulgativi o di scienza applicata.
Tutti i lavori devono essere indirizzati impersonalmente alla Direzione, che si
riserva di sottoporli al giudizio di consulenti e di decidere circa la loro pubblicazione
sugli «Annali» o su «Doriana».
La pubblicazione ha luogo, di massima, secondo l'ordine di recezione dei
dattiloscritti. 3
Il manoscritto deve essere inviato in duplice copia dattiloscritta a doppia interlinea,
su un solo lato del foglio e nella redazione completa e definitiva. Esso deve essere
compilato in forma e il numero delle tabelle e delle figure limitato allo stretto ne-
cessario.
Al nome dell'Autore dovrà aggiungersi quello dell'Istituto di appartenenza o
l'indirizzo privato.
Nel testo dovranno unicamente essere sottolineati i nomi latini di generi e specie
(da stamparsi in corsivo); ogni altro segno per la tipografia sarà apposto alla Reda-
zione.
Eventuali note a piè di pagina devono avere una numerazione progressiva.
I riferimenti a materiale appartenente al Museo di Genova devono essere ac-
compagnati dalla sigla MSNG (= Museo Storia Naturale Genova), seguita eventual-
mente dal numero di catalogo.
La bibliografia deve essere tutta riunita in fine, indicando ciascuna opera nel
modo seguente:
QUIGNARD J.P., 1965 - Les Raies du Golfe du Lion - Rapp. Proc. Verb. CIESM, Monaco,
18,)(2); 214-212.
Alla bibliografia deve far seguito un breve riassunto in italiano e in inglese (o
francese).
Le figure devono essere inviate col dattiloscritto, contrassegnate da un numero
progressivo, e corredate dalle relative didascalie - scritte su fogli a parte - e da tutte
le indicazioni occorrenti per distribuirle nel testo o per comporre le tavole. I disegni
devono essere eseguiti con inchiostro di china su carta da disegno o lucida e appron-
tati con tutte le avvertenze che consentano le necessarie riduzioni. Queste dovranno
essere pure chiaramente indicate. La redazione si riserva di apportare modifiche nella
distribuzione e nel formato delle figure. Le spese per le illustrazioni saranno a carico
degli Autori qualora il lavoro non tratti materiale del Museo.
Sulle bozze sono ammesse soltanto le correzioni degli errori di stampa; ogni
altro cambiamento del testo sarà addebitato all'Autore.
Gli Autori riceveranno 30 estratti gratuiti. Nel licenziare le bozze, essi indiche-
ranno l'eventuale numero in più che desiderano sia stampato a loro spese.
Dattiloscritti e figure non rispondenti alle presenti norme verranno rinviati
all'Autore per le necessarie modifiche.
N H ISSN 0365-4389
ANNALI DEL MUSEO CIVICO
DI
Se ORT Ae NATURAL E
“GIACOMO DORIA,,
PUBBLICATI PER CURA DI R. POGGI E V. RAINERI
VOLUME XC bis
(1995)
ENT HSOM AK
MAY 0 6 1996
LIBRARIES
GENOVA
ERGA EDIZIONI
1996
MUSEC.CIVNICO|IS SI BLARNRA AR REA
Gi DORIA
VIA BRIGATA LIGURIA, 9 - 16121 GENOVA
PERSONALE: SCLENIIREGCO
Direttore - Dott. ROBERTO POGGI
Conservatori - Dott. GIULIANO DORIA
- Dott. VALTER RAINERI
GONSERVAT ORI “ONORA RI
Dr.ssa GIANNA ARBOCCO - Zoologia
Dr.ssa Lira Capocaccia - Zoologia
Prof. Mario Gatti - Mineralogia
Prof. SALVATORE GENTILE - Botanica
Prof. SANDRO RUFFO - Zoologia
Prof. MICHELE SARÀ - Zoologia
Si vedano nella 3° pagina di copertina le norme per i Collaboratori.
ANNALI DEL MUSEO CIVICO
DI
STORIA NATURALE
“GIACOMO DORIA,
Volume XC bis
ISSN 0365-4389
ANNALI DEL MUSEO GIVICO
DI
RE iN ERETTE E
“GIACOMO DORIA,
PUBBLICATI PER CURA DI R. POGGI E V. RAINERI
VoLume XC bis
(1995)
GENOVA
ERGA EDIZIONI
1996
VALTER RAINERI(*), GABRIELLA CIRONE (**), ENRICO Borco (***)
E Mauro BRUNETTI (****)
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE
G.B. TRAVERSO CONSERVATI PRESSO
IL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE
"G. DORIA" DI GENOVA
INTRODUZIONE - L'Ing. Traverso nel 1872 donò una ricca collezio-
ne di minerali al Museo Civico di Storia Naturale di Genova dove è
tuttora conservata; essa era inizialmente composta da 3400 esemplari
a catalogo e da circa 1600 pezzi ancora da inventariare (PELLOUX
1907).
Successive donazioni di Traverso ne hanno aumentato la consi-
stenza; attualmente, a registro risultano catalogati circa 5000 campio-
ni, numero dal quale vanno sottratti quegli esemplari che non è stato
possibile rintracciare e che si suppone siano stati utilizzati come
materiale di scambio od altro.
Sono considerati appartenenti alla collezione Traverso anche
minerali catalogati sino al 1914, data di scomparsa dello stesso Tra-
verso; per i successivi campioni ci si è attenuti a quanto espressamente
indicato nel catalogo.
In questo lavoro, che si pone come meta l'elencazione dei cam-
pioni, abbiamo fornito i nomi dei minerali così come riportati nei
cartellini originali. Sono state solamente corrette alcune grafie inesat-
te di località e si sono rese più omogenee talune evidenti difformità.
La pubblicazione è divisa in due parti: nella prima i minerali sono
elencati in ordine alfabetico, nella seconda in ordine di regione.
(a) Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria", Via Brigata Liguria, 9 16121 Genova
se) Dipartimento di Scienze della Terra, Universita di Genova, C.so Europa, 26 16132
Genova
*) Via Oberto Cancelliere, 17/2 16125 Genova
(****) C.so Mazzini, 14/2 17100 Savona
V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
I minerali non rintracciati ma presenti nei cataloghi e negli sche-
dari sono indicati da un asterisco posto prima del numero di catalogo.
PARTE I
MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
IN ORDINE ALFABETICO
ORK? it 1VART 3
SOOT THEA. LA. ANIARO hie
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO >
Acido Borico artificiale
Toscana: Lago pr. Monterotondo n.4162
Adularia XX
Svizzera:: Colle Lucendro, S. Gottardo n.290
Affioramento del filone
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4937, n.*4938, n.*4939, n.*4940, n.*4941
Aftalosio
Campania: Vesuvio eruzione 1906, Napoli n.4019; Vesuvio, Napoli n.1982, n.2298
Alabastro gessoso candido
Toscana: Castagno, Volterra n.1737; Volterra n.276, n.277
Albite
Piemonte: Beora, Ossola n.2379
Toscana: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.1380
Albite XX
Piemonte: Ala n.1003; Baveno, Lago Maggiore n.3391
Valle d’Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.4903
Albite XX con Clorite
Piemonte: Valle d’Ala n.1048
Albite XX con Vesuviana
Piemonte: Valle d'Ala n.1047
Albite XX su Quarzo
Svizzera: Maderanerthal n.3752
Albite XX, Quarzo XX su Marmo
Toscana: Carrara n.3405
Albite con Adularia
Svizzera:: S. Gottardo n.1039, n.1040
Albite con Mica
Piemonte: Beora, Ossola n.2231
Albite con Ortose
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.1051
Albite con Quarzo
Piemonte: Valle d’Ala n.1050
Albite dai filoni pegmatitici
Lombardia: Piona, Lago di Como n.5090
Albite e Quarzo nero
Toscana: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d’Elba n.3086
Albite e Tormalina
Toscana: Grotta d'Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.4821
Albite nella Borzolite
Liguria: Borzoli n.4149
Albite su Ortose
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3393
Albite su Quarzo
Piemonte: Beora, Ossola n.3504
Albite, Berillo, Quarzo nero
Toscana: Isola d’Elba n.2709
Albite, Ortose, Quarzo
Toscana: Facciatoja, S. Piero, Isola d’Elba n.3396
Albite, Quarzo, Tormalina
V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Toscana: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d’Elba n.4819
Alite
Campania: Vesuvio n.183
Sicilia: Cratere dell'Etna n.3277
Allofane
Toscana: Val d’Aspra, Massa Marittima n.*3792
Allofane cuprifera
Sardegna: Alghero n.*4202
Allofane cuprifera, Ocra rossa
Sardegna: n.4203
Allofane cuprozincifero
Sardegna: Arenas, Domusnovas n.2905
Allofane jalitico
Piemonte: Brosso, Ivrea n.3572
Allofane zincifera
Sardegna: Masua n.4046
Allofane, Crisocolla,Malachite
Sardegna: Alghero n.4204
Allotrichite
Lazio: Min. del Molino di Latera, Bolsena n.5464, n.5539, n.5540
Alunite
Lazio: La Tolfa, Civitavecchia, Roma n.3626
Alunite in efflorescenze
Piemonte: M. Desio, Vogogna n.377
Alurgite
Valle d’Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.4616, n.4617
Ambra gialla in noduletti
Emilia Romagna: Scanello, Lojano, Bologna n.1035
Ambra greggia ciottoletti
Sicilia: senza località n.2478
Amianto
Lombardia: Valtellina n.2277
Piemonte: Pinerolo n.*1218; Val Sesia n.1813; Valle Antrona, Ossola n.*1217
Valle d'Aosta: Fenis n.*1216; St. Vincent n.*1822, n.*2278
Amianto nella Pirite
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.11188
Analcime
Campania: Monte Somma n.155
Sardegna: M. Olladiri, Monastir n.2101
Sicilia: La Trezza n.2204
Toscana: Montecatini n.1571; Montecatini, Val di Cecina n.1369
Trentino Alto Adige: Alpi Fassa n.1935; Drio le Pale, Valle Fassa n.2623; Valle Fassa
n.1106, n.1586
Veneto: Monte Verolo pr. Schio, Vicentino n.1977; Montecchio Maggiore, Vicentino
n.541, n.1623; Valle dell’Orco Fretto pr. Schio, Vicentino n.2507; Valle di Zuccanti,
Vicentino n.1954; dint. Recoaro, Vicentino n.1971
Analcime XX
Sicilia: Isola Ciclopi, Catania n. 1114, n. 1115, n.11193
Trentino Alto Adige: Seisser Alpe, Tirolo n.3977; Valle Fassa n.274
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 7
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1097, n.1100, n. 1116, n.1577, n.2265
Analcime XX sciolti
Toscana: Montecatini, Val di Cecina n.1575
Analcime XX trasparenti
Trentino Alto Adige: Valle Fassa n.1109
Analcime con Apofillite
Trentino Alto Adige: Valle Fassa n.227
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1679
Analcime con Calcite
Toscana: Montecatini n.812, n.1542
Analcime con Calcopirite
Toscana: Montecatini n.809
Analcime con Natrolite
Toscana: Montecatini, Val di Cecina n.3096
Analcime e Cabasia
Veneto: Castel Gamberto, Vicentino n.1939, n.1951
Analcime e Calcite gialla
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2648
Analcime e Stilbite
Veneto: Valle de Mercanti, Vicentino n.1964
Analcime latteo con Apofillite
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1437
Analcime nel Basalto
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2505
Analcime nel Basalto cellulare
Sicilia: Isola Ciclopi, Catania n.1101
Analcime nel Treppo basaltico
Sicilia: Aci Castello n.1559
Analcime nel legno fossile
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.129
Analcime nerastro
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.130
Analcime roseo trapezoidale
Trentino Alto Adige: Valle Fassa n.1108
Analcime trapezoidale
Trentino Alto Adige: Valle Fassa n.1112
Analcime, Natrolite fibroso-radiato
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2289
Andesino XX
Sardegna: Monte Palmas n.3896
Anfibolite
Liguria: Campo Ligure n.*6102
Piemonte: Brosso n.*4551
Anfibolo
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4504, n.4505, n.4506, n.4507, n.4508; Min. Traversella
n.4454, n.4456, n.4458
Anfibolo (Amianto)
Piemonte: P. della Rossa, Ossola n.1248
Anfibolo (Horneblenda)
V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Campania: Vesuvio n.1206; Vesuvio 1906, Napoli n.3995
Lombardia: Le Prese, Valtellina n.3171
Trentino Alto Adige: Roda, Val di Fiemme n.3508, n.3509
Svizzera: Airolo, S. Gottardo n.4055
Anfibolo (Horneblenda), Mica
Campania: Monte Somma n.2405, n.2630
Anfibolo (Tremolite)
Piemonte: Varallo Sesia n.1209
Svizzera:: S. Gottardo n.1207; Val Tremola, Canton Ticino n.1968
Anfibolo (soveno di monte)
Piemonte: Alpe Devero, Valle Antigorio, Ossola n.1250
Sardegna: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.2612
Anfibolo ? fibroso
Piemonte: Min. Traversella n.2257
Anfibolo Amianto
Valle d’ Aosta: S. Vincent, Aosta n.2127
Anfibolo Asbesto
Piemonte: Valle Antrona, Ossola n.*1212
Anfibolo Attinoto
Piemonte: Valle Bognanco n.1201
Trentino Alto Adige: Zillerthal, Tirolo n.1200
Valle d’Aosta: Fenis n.1205, n.2062
Svizzera: Zermatt n.1198
Anfibolo Attinoto con Talco
Piemonte: Valle Bognanco n.1202
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa n.1204
Anfibolo Attinoto in fasci XX
Valle d’Aosta: Breuil, M. Cervino n.726
Anfibolo Attinoto radiato
Piemonte: Ala n.1214, n.2262
Sardegna: Min. S. Leone Capoterra n.1787
Anfibolo Attinoto verde radiato
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa n.1203
Anfibolo Attinoto, Magnetite
Valle d'Aosta: Emarese n.4653
Anfibolo Tremolite in Dolomite
Svizzera: S. Gottardo n.1211
Anfibolo XX
Campania: eruzione Vesuvio 1906 n.3512, n.3521
Anfibolo aciculare
Campania: Vesuvio n.1485
Anfibolo con Clinocloro
Piemonte: Min. Traversella n.2349
Anfibolo con Leucopirite
Toscana: Isola d’Elba n.2769
Anfibolo con Magnetite
Piemonte: Min. Traversella n.4457
Anfibolo con Ortoclasio
Campania: Monte Somma n.*152
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Anfibolo con Talco
Piemonte: Min. Traversella n.2356
Anfibolo e Augite
Campania: Vesuvio n.2296
Anfibolo e Clorite
Piemonte: Min. Traversella n.4455
Anfibolo fibroso
Sardegna: Su Sufruru, Flumini n.142
Valle d’Aosta: S. Marcel n.2044, n.2528
Anfibolo fibroso (Tremolite)
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.1208,
Svizzera: S. Gottardo n.1210
Anfibolo fibroso, Calcite
Piemonte: Min. Traversella n.2247
Anfibolo fibroso-radiato
Piemonte: Traversella n.11241
Anfibolo granatifero
Piemonte: Min. Traversella n.4467
Anfibolo manganesifero
Valle d'Aosta: S. Marcello n.1286
Anfibolo nel Feldspato
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1252
Anfibolo radiato
Toscana: Min. Fenice, Massa Marittima n.2059
Anfibolo radiato con Pirite
Piemonte: Min. Traversella n.2343
Anfibolo, Orneblenda, Mica
Campania: Monte Somma n.2638
Anfibolo, Quarzo
Sardegna: Min. S. Leone Capoterra n.4986
Anglesite
Campania: Vesuvio, eruzione 1906 n.3602 i
Sardegna: Masua, Iglesias n.1965; Min. Masua, Iglesias n.1036; Min. Nebida n.3610,
n.4151; Min. Scorra, Iglesias n.392, n.393, n.3194
Anglesite XX
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3658; Candriatus, Iglesias n.336; M. Onixeddu,
Gonesa n.3113; Masua, Iglesias n.2583; Min. M. Oi, M. Onixeddu n.3981; Min.
Malacalzetta, Iglesias n.1420, n.1441; Min. Scorra, Iglesias n.3601; Monteponi n.669,
n.670, n.728, n.739, n.740, n.741, n.742, n.743, n.744, n.745, n.746, n.747, n.748, n.749,
n.750, n.752, n.1382, n.1690, n.1804, n.2230, n.*3598, n.3600, n.3849, n.3910; S. Gio-
vanni, Iglesias n.1904, n.1905, n.2117, n.2327, n.2584, n.2622, n.3597, n.3594, n.*3595,
n.3596, n.*3599
Anglesite XX a facce curve
Sardegna: Min. Malacalzetta, Iglesias n.1821
Anglesite XX aggruppamenti nitidi
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.668
Anglesite XX con Quarzo
Sardegna: Min. Gennamari, Gonnosfanadiga n.1689
Anglesite XX giallo
10 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Min. Malacalzetta, Iglesias n.3609
Anglesite XX in geode quarzoso
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.2582
Anglesite XX nella Galena
Sardegna: Masua, Iglesias n.2969
Anglesite con Linarite
Toscana: Scaricone di Val d’Aspra, Massa Marittima n.3794
Anglesite gialla XX
Sardegna: Min. Malacalzetta, Iglesias n.3848
Anglesite ialina
Sardegna: Min. Gennamari, Flumini Maggiore n.1611
Anglesite su Galena
Sardegna: Min. Nebida, Iglesias n.2435; S. Giovanni, Iglesias n.1927; Min. Malacalzetta,
Iglesias n.1412
Anglesite su Galena e Solfo
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.1902
Anglesite verde
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.*1657; Min. Gennamari, Flumini Maggiore n.1610;
Min. Malacalzetta, Iglesias n.1442; Montevecchio n.848, n.853, n.854, n.855, n.1383,
n.3611
Anglesite verde XX
Sardegna: Montevecchio n.2367, n.2610, n. 2975; Min. Malacalzetta, Iglesias n. 3846,
n. 3847
Anglesite verde in Ematite
Sardegna: Montevecchio n.*2887
Anidrite
Campania: Vesuvio 1872, Napoli n.2469
Valle d'Aosta: Piccolo San Bernardo n.87
Svizzera: Traforo Sempione n.3621, n.3622
Anidrite (Volpinite)
Lombardia: Volpino, Bergamo n.346
Anidrite rosea saccaroide
Veneto: Recoaro, Vicentino n.345
Anidrite saccaroide con Mica
Piemonte: Sempione, Iselle n.3631
Annabergite su Nichelina
Sardegna: Sa Menga, Flumini Maggiore n.3678
Anortite -
Campania: Monte Somma n.1273
Anortite XX
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle di Fassa n.320
Anortite con Mica
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle di Fassa n.1283
Anortite dei tufi vulcanici
Sardegna: M. Arcuentu n.2497
Anortite, Pirosseno
Campania: Monte Somma n.1265, n.1266, n.1281
Anortite, Pirosseno, Apatite
Campania: Monte Somma n.1269
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 11
Anortose XX sciolti
Sardegna: Porto Scuso, Sulcis n.3672
Antigorite
Lombardia: M. Furva, Val Malenco, Valtellina n.2195
Piemonte: Valle Antigorio, Ossola n.1229
Antimonio XX
Sardegna: Su Suergiu n.3282
Antimonio nativo
Sardegna: Su Leonargiu, S.Vito, Sarrabus n.2306; Su Leonargiu, Sarrabus n. 2471,
n.2472
Antimonio nativo in arnione
Sardegna: Su Leonargiu, Sarrabus n.1897
Antimonio nativo, Valentinite
Sardegna: Su Suergius n.2898
Antimonite XX
Lombardia: Stabiello, Valtellina n.3162
Apatite
Piemonte: Balme, Valle d’Ala n.352, n.4058
Toscana: Filone della Speranza, S. Pietro, Elba n.3785
Trentino Alto Adige: Roda, Predazzo n.3879
Apatite XX
Campania: Monte Somma, Napoli n.3992
Lazio: Vermicino pr. Frascati n.3130
Svizzera: Ghiacc. Lucendro, S. Gottardo n.3731; S. Gottardo n.347, n.*3623, n. 3768
Apatite XX con Adularia
Svizzera: n.348, n.350
Apatite XX con Granato
Piemonte: Ala n.349
Apatite XX con Pirosseno
Campania: Monte Somma, Napoli n.3775
Apatite XX in blocco feldspatico
Lazio: Farnese, Vulsini n.4853
Apatite XX in pietra ollare
Lombardia: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5080
Apatite XX rosa con Albite
Svizzera: Riedertobel, Valle Reuss, S. Gottardo n.3580
Apatite XX, Idrocastorite
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.*3803
Apatite XX, Pirosseno, Mica
Campania: Monte Somma, Napoli n.1325, n.1326, n.4893
Apatite con Adularia
Svizzera: Monte Fibia, S. Gottardo n.351
Apatite con Muscovite
Lombardia: Val Dombastone, Valtellina n.3168
Apofillite XX
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1759, n.2673, n.2675
Apofillite XX tabulari
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1997
Apofillite XX, Analcime XX
12 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Trentino Alto Adige: Alpe di Siusi n.3555
Apofillite e Analcime
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2916
Apofillite nel Basalto
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2645, n.2646, n.2647
Apofillite nel legno fossile
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2915
Aragonite
Campania: Monte Somma n.222, n.2087, n.3984
Liguria: Bergeggi n.*4929; Murta, Genova n.*2126
Lombardia: Piatta Grande, Sondalo, Valtellina n.3174
Piemonte: Grotta della Gisetta, Val Tanaro n.4928
Sardegna: Buon Camino, Iglesias n.1472, n.1509; Concas de Sinnui, Iglesias n.1508;
Masua, Iglesias n.2358; Monteponi n.1300; S’Arcilloni, Sarrabus n.3483
Sicilia: Aci Castello n.3893; Caltanissetta n.4216
Veneto: Montecchio Maggiore n.280
Aragonite (Mossonite)
Toscana: Montieri n.3088
Aragonite XX
Emilia Romagna: Cesena n.1728
Liguria: Libiola n.*3348; Monte Ramazzo, Borzoli n.*3890
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.1783; Masua n.3721
Sicilia: Caltanissetta n.4886; Recalmuto n.2568
Aragonite XX aciculari
Sardegna: Nebida n.2020
Aragonite XX con Solfo
Emilia Romagna: n.1710
Aragonite XX ialini
Sicilia: Caltanissetta n.712
Aragonite XX in Calcite
Liguria: Genova n.*3285
Aragonite XX limpida su lava
Campania: Vesuvio n.304
Aragonite XX limpidi
Sicilia: Caltanissetta n.366, n.11244;
Liguria: Monte della Guardia n.*307
Aragonite XX prismatici
Sardegna: Baccu Scarro, Iglesias n.3103
Aragonite XX su Marna solfifera
Sicilia: Caltanissetta n.*1505
Aragonite aciculare
Campania: Vesuvio n.305
Aragonite azzurrognola
Sicilia: Gerfalco n.2664
Aragonite con Carbonato di Fe
Piemonte: Traversella n.281
Aragonite coralloide
Lombardia: Schilparia, Brescia n.2057
Sardegna: senza località n.2144
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 13
Toscana: Isola d’Elba n.2722, n.2723
Aragonite fibroso-radiata
Campania: Vesuvio n.306
Aragonite grosso XX
Sicilia: senza località n.3048
Aragonite in XX aciculari
Sardegna: Nebida, Iglesias n.2020
Veneto: Agordo, Belluno n.283
Aragonite in scodellette
Emilia Romagna: Bolognese n.1514; Porretta, Bologna n.284
Toscana: Impruneta, Firenze n.1351
Aragonite incrostazioni su Limonite
Toscana: Isola d’Elba n.2724
Aragonite su Calcare
Sardegna: Masua n.1315
Arduinite
Veneto: Valle Zuccanti, Vicentino n.1972
Argentite
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.888, n.1702, n.1763, n.4251; Correboi, Lanusei
n.2003; Giovanni Bonu, Sarrabus n.203, n.868; Monte Narba, Sarrabus n.887, n.1758;
Tacconis, Sarrabus n.2481
Argentite (Achantite)
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.4379
Argentite XX
Sardegna: Acqua Rubbia, Sarrabus n.879; Baccu Arrodas, Sarrabus n.1568, n.1701,
n.4250; S. Giovanni Bonu n.1391, n.1403, n. 2033, n.2321, n.4339, n.11212, n.11213 ;
Masaloni, Sarrabus n.1915, n.2427, n.2465,n.4377; Monte Narba, Sarrabus n.885,
n.4292, n.4430; Nicola Secci, Sarrabus n.4413; Tacconis n.2541; Tuviois, Cagliari
n.1470; n.2586, n.2587, n.3413, n.4428, n.4429; Correboi, Lanusei n. 1580
Argentite XX con Argentite
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.1936
Argentite XX con Argento filiforme
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2517
Argentite XX con Calcite
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.2861; Giovanni Bonu, Sarrabus n.864, n.4289
Argentite XX con Stefanite
Sardegna: Tacconis n.3219; Baccu Arrodas, Sarrabus n.860, n.1703
Argentite XX con XX Argirose
Sardegna: Tuviois, Cagliari n.3221
Argentite XX cubici
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2017; Masaloni, Sarrabus n.1124; Tuviois n.2914
Argentite XX cubottaedri
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1641
Argentite XX deformati
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1768; Tuviois, Cagliari n.1903
Argentite XX in Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4340
Argentite XX su Argentite
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.4378
14 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Argentite XX su Fluorite
Sardegna: Correboi, Lanusei n.3412
Argentite XX, Fluorina
Sardegna: Monte Narba n.1747
Argentite XX, Fluorina,Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4338
Argentite XX, Fluorite, Calcare
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.858
Argentite XX, Galena, Blenda
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.4291
Argentite XX, Galena, Fluorite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.4290
Argentite con Argento
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.4380
Argentite con Argento nativo filiforme
Sardegna: Correboi, Lanusei n.2014
Argentite con Armotomo
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.2496
Argentite con Calcare
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1394
Argentite con Calcare e Pirite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.878
Argentite con Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2015; Monte Narba, Sarrabus n.1604
Argentite con Calcite e Pirite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1392
Argentite con Galena XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2425
Argentite con Pirargirite XX
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.1857
Argentite dendritica
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1761
Argentite disseminata nella Barite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4344
Argentite disseminata nel Calcare
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.4381
Argentite e Pirargirite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2031
Argentite filamenti su Calcare
Sardegna: Giovanni Bonu n.4341
Argentite filiforme nella Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2092, n.2785
Argentite filiforme
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1318, n.1614
Argentite filiforme pseudomorfa
Sardegna: Giovanni Bonu n.4342
Argentite in dendriti
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1647
Argentite in scisto piritoso
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO Db
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4343
Argentite laminare in Calcite XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1916
Argentite laminare in Fluorina
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.4293
Argentite laminare in geode calcitico
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1390
Argentite laminare nello schisto
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.877, n.4294
Argentite lamellare
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.1599, n.4253; Correboi, Lanusei n.1572; Monte
Narba, Sarrabus n.1824
Argentite nel Calcare
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1397
Argentite nella Fluorite
Sardegna: Correboi, Lanusei n.4441
Argentite, Galena XX, Argento nativo
Sardegna: Giovanni Bonu n.*3220
Argentite, Stefanite, Baritina
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1769
Argento
Sardegna: Perola S’Oliu, Flumini n.*1834
Argento XX nella Limonite
Sardegna: Perda S’Oliu, Flumini n.11197
Argento a riccioli su Calcare
Sardegna: Tuviois n.4425
Argento clorurato in granuli
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1574
Argento con noduli di Argirose
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4249
Argento dalle Argille
Sardegna: Min. Tacconis n.4408
Argento disseminato nelle ganghe
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4248
Argento disseminato
Sardegna: Min. Tacconis n.4410
Argento filamenti nel Calcare
Sardegna: Giovanni Bonu n.4336
Argento filiforme in geode calcitico
Sardegna: Correboi, Lanusei n.2004
Argento filiforme
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2283; Tuviois, Cagliari n.2787
Argento filiforme e Argirose
Sardegna: Correboi, Lanusei n.1588; Min. Tacconis n. 4406
Argento filiforme in Fluorina
Sardegna: Correbi, Lanusei n.1587
Argento filiforme su Galena
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1573
Argento granulare in Fluorina
16 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Tuviois n.4427
Argento in lamine
Sardegna: Giovanni Bonu n.4334
Argento in roccia quarzosa
Sardegna: Min. Tacconis n.4409
Argento lamellare in Fluorina
Sardegna: Correboi, Lanusei n.1589, n.1590
Argento lamellare in Quarzo
Sardegna: Min. Monte Narba n.4285; Giovanni Bonu n. 4337
Argento mammellonare
Sardegna: Tuviois n.2848
Argento massiccio in Baritina
Sardegna: Min. Tacconis n.4407
Argento nativo
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.840, n.844; Correboi, Lanusei n.1581, n.2382;
Giovanni Bonu n.4333; Giovanni Bonu, Sarrabus n.2482; Monte Narba, Sarrabus
n.827, n.828, n.831, n.835; Perda S’Oliu, Flumini n.1832; Tuviois n.2227
Argento nativo XX in Limonite
Sardegna: Villagrande n.4446
Argento nativo XX minutissimi
Sardegna: Perda S’Oliu, Flumini n.1833
Argento nativo a ciuffi
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2122
Argento nativo, AgS (frammenti)
Sardegna: Min. Monte Narba n. 4625
Argento nativo con Galena
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.845; Min. Monte Narba n.4286
Argento nativo dendritico
Sardegna: Tuviois, Sinnai n.*1450
Argento nativo e Argirose
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1569; Masaloni, Sarrabus n.2282; Tuviois n.4422;
Min. Tacconis n.4405
Argento nativo e Calcite
Sardegna: Tuviois, Cagliari n.2589
Argento nativo e Solfuro
Sardegna: Tuviois, Sarrabus n.2485
Argento nativo e rivestito di Limonite
Sardegna: Tuviois, Cagliari n.2590
Argento nativo filiforme, Galena
Sardegna: Bacu Arrodas n.*4247
Argento nativo filiforme
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.842; Min. Masaloni n.4373; Monte Narba, Sarrabus
n.829; Tuviois n.830, n.*4423, n.*4424; Tuviois, Sinnai n.*2852
Argento nativo granulifero, Pirrotina
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1762
Argento nativo granulare
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1582; Correboi n.2224
Argento nativo in Baritina
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1583
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 17
Argento nativo in Limonite
Sardegna: Perda S’Oliu, Flumini n.1830
Argento nativo in arnioni
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1779
Argento nativo in filamenti
Sardegna: Masaloni n.*4374
Argento nativo lamellare
Sardegna: Giovanni Bonu n.*905; Min. Masaloni n.4375; Monte Narba, Sarrabus n.836
Argento nativo lamina isolata
Sardegna: Min. Tacconis n.4404
Argento nativo nell’Ocra
Sardegna: Brumu Arrubiu, Tuviois, Sarrabus n.2484
Argento nativo nella Fluorina
Sardegna: Min. Monte Narba n.4287; Tuviois, Cagliari n.2591
Argento nativo nella Ganga
Sardegna: Min. Serra d’Elisei n.4416; Tuviois n.4426
Argento nativo su Quarzo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.832
Argento nativo, Argentite
Sardegna: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.3415; Min. Serra d’Elisei n.4418
Argento nativo, Argento rosso
Sardegna: Min. S’Arcilloni n.4396; S’Arcilloni, Sarrabus n.*1912
Argento nativo, Solfuro, Fluorina
Sardegna: Correboi n.4442
Argento nativo, XX Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1085
Argento nativo, Calcare, Baritina
Sardegna: Giovanni Bonu n.*847
Argento nel Calcare e Galena
Sardegna: Min. Masaloni n.4376
Argento nel Quarzo
Sardegna: Fenugu Sibiri, Gonnosfanadiga n.1399; Min. S’Arcilloni n.4398
Argento nella Galena decomposta
Sardegna: Min. Monte Narba n.4288
Argento nella Limonite
Sardegna: Perda S’Oliu, Flumini n.1398
Argento rosso XX
Sardegna: Baccu Arrodas n.*2319; Monte Narba, Sarrabus n.*1767
Argento rosso lamellare
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4352
Argento sulfurato flessibile
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2794
Argento trasformato in Solfuro
Sardegna: Giovanni Bonu n.4335
Argento, Solfuro, Galena
Sardegna: Min. S’Arcilloni n.4397
Argirose XX
Sardegna: Monte Narba n.*872; Tuviois n.*2588
Argirose XX con Argento nativo
18 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Tuviois, Sinnai n.*754
Argirose XX, Calcite rosea XX
Sardegna: Giovanni Bonu n.*2863
Argirose compatto
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4252
Argirose con Stefanite
Sardegna: Bacu Arrodas n.11211
Argirose filiforme
Sardegna: Giovanni Bonu n.*2428
Argirose filiforme, Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu n.*806
Argirose flessibile
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n. 758
Argirose in arnione
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.*1564
Argirose in XX aciculari
Sardegna: Correboi, Lanusei n.1919
Argirose in XX cubici
Sardegna: Monte Narba n.*2353
Argirose nel Calcare
Sardegna: Monte Narba n.*4295
Argirose nella Barite
Sardegna: Tacconis n.4411
Argirose pseudomorfa
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*2018
Armotomo
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2140; Giovanni Bonu, Sarrabus n.2827
Armotomo XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2487, n.2488, n.2489, n.2494, n.2826
Armotomo XX con Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2486, n.2508, n.2830
Armotomo XX con Calcite gialla
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2393
Armotomo XX su Calcite con AgS
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2831
Armotomo XX su Calcite lamellare
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2826
Armotomo XX su Calcite, Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1646, n.2516
Armotomo con Laumontite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2828
Armotomo in geode Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2810
Armotomo sullo Schisto
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2829
Arnione di Argento nativo
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1246
Arseniato verde, Nichelio
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2815
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 19
Arsenico
Piemonte: Borgofranco, Ivrea n.2039, n.2263
Arsenico con Argento rosso
Sardegna: Giovanni Bonu n.*856
Arsenico con Siderite
Piemonte: Borgofranco, Ivrea n.2526
Arsenico con Stibina
Sardegna: Sarrabus n.2882
Arsenico mammellare su Calcare
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.680
Arsenico mammellare, Stibina
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2833
Arsenico nativo
Lombardia: Sondalo, Valtellina n.2183; Stabiello, Valtellina n.3159; Valtellina n.2034
Piemonte: Borgofranco, Ivrea n.1727
Sardegna: Burcei, Cagliari n.2788; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1634; Min. Giovanni
Bonu n.2814; Monte Narba, Sarrabus n.2095
Arsenico nativo con Orpimento
Piemonte: Borgofranco, Ivrea n.2525
Arsenico nativo con Ulmannite
Sardegna: Min. Monte Narba n.4309; Monte Narba, Sarrabus n.2022
Arsenico nativo in Galena
Piemonte: Borgofranco, Ivrea n.2524
Arsenico nativo nel Calcare
Sardegna: Min. Masaloni n.4365
Arsenico nel Quarzo
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2832
Arsenico, Dolomite, Arsenite
Lombardia: Stabiello, Valtellina n.3160
Arsenopirite
Piemonte: Pestarena, Valle Anzasca n.450
Sardegna: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.2953; Min. Masaloni, Sarrabus n.4394; Per-
da Niedda n.3876, n.3941
Arsenopirite XX
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2595; Monte Narba, Sarrabus n.455; Su Sufruru,
Flumini n.3242
Arsenopirite XX in Fluorina
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1918
Arsenopirite e Quarzo
Piemonte: Min. aurifera Pisse, Alagna n.3970
Arsenopirite in euriti micacee
Calabria: Catanzaro n.2079
Arsenopirite, Blenda, Galena
Sardegna: M. Su Para, Quirra n.1749
Artinite XX
Lombardia: Franscia, Val Malenco n.3402
Asbesto di Serpentino
Liguria: Tiglieto d’Olba n.*3882
Asbesto di Serpentino, Magnetite
20 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Liguria: Rio Baracca pr. la Ferriera n.*3883
Asbesto var. cartone di monte
Sardegna: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.4332
Atacamite
Campania: n.519, n.2170, n.3433
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3311
Atacamite con Tenorite
Sicilia: Etna n.3296
Atacamite con Vesbina
Campania: Vesuvio n.525
Atelina
Campania: Vesuvio n.179, n.3434, n.3670
Atelina su Tenorite
Campania: Vesuvio 1906, Napoli n.4009
Attinoto con Talco
Piemonte: Val Bianca, Ossola n.*1213
Auricalcite
Sardegna: Arenas, Iglesias n.578, n.2240; Campospino, Iglesias n.2371; Domusnovas
n.3364; Masua n.632; Monteponi n.630; Sa Duchessa, Domusnovas n.628, n.629, n.631,
n.3041
Toscana: Campiglia n.1705; Niccioletta, Massa Marittima n.662, n.4926; Scaricone di
V.d’Aspra n.678; Valle Aspra, Massa Marittima n.1415, n.3092
Auricalcite XX
Sardegna: Sa Duchessa, Domusnovas n.3042
Auricalcite aghiforme
Sardegna: Iglesias n.633
Auricalcite fibrosa
Sardegna: Sa Duchessa, Domusnovas n.1462
Toscana: Valle d’Aspra, Massa Marittima n.687
Azzurrite
Sardegna: Castel di Bonvei, Mara n.3367, n.3368, n.3369, n.3370; Cheremule n.3960,
n.3961; Rosas Sulcis n.2627; S.Giovanni, Iglesias n.2419
Toscana: Massa Marittima n.3093; Riparbella, Pisa n.4783
Azzurrite XX
Sardegna: Arenas n.4154; Masua, filone quarzoso n.4125
Toscana: Valle Aspra, Massa Marittima n. 660
Azzurrite XX in Limonite
Sardegna: Alghero n.4192, n.4193
Azzurrite XX trasformata in Malachite
Sardegna: Alghero n.4196, n.4450
Azzurrite XX, Crisocolla
Sardegna: n.*4194
Azzurrite con Calcopirite
Valle d’Aosta: Min. Fenis, Aosta n.823
Azzurrite con Malachite
Piemonte: Ponte di Nava, Val Tanaro n.3386
Sardegna: Masua, Iglesias n.3630; Rosas Sulcis n.2303; S.Vito n.4158
Azzurrite mammellonare
Toscana: Valle Aspra, Massa Marittima n.666
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 21
Azzurrite noduli nelle Marne
Sardegna: Pozzomaggiore n.3962
Azzurrite su roccia ferrifera decomposta
Sardegna: Alghero n.4195
Azzurrite sul Marmo saccaroide
Toscana: Massa n.3969
Azzurrite, Malachite, Barite
Sardegna: Arenas, Iglesias n.4170
Babingtonite
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.826, n.969
Babingtonite, Albite
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.1038
Barettite
Piemonte: Traversella n.2129, n.11184
Barettite var. Serpentino fibroso
Liguria: Voltri n.*2091
Barite
Calabria: Gerace n.2188
Piemonte: Brosso n.53
Sardegna: Argentiera della Nurra n.4979; Masua, Iglesias n.2139; Min. Montevecchio
n.184, n.4622; Monteponi n.170, n.172, n.173, n.1476; Perd’Arba, S.Vito, Sarrabus
n.1510
Valle d'Aosta: Chapy, Courmayeur n.4610
Barite (pietra fosforica)
Emilia Romagna: M. Paderno, Bologna n.185, n.1706
Barite XX
Lazio: Allumiere della Tolfa n.4060
Piemonte: Brosso n.2036; Valle Locana n.2276
Sardegna: Baccu Cannas, S.Vito n.3004; Buggerru n.3593; Giovanni Bonu, Sarrabus
n.171, n.1473, n.1837, n.2173, n.2407; Min. Guzzurra Lula n.1872, n.1874; Min.
Montevecchio n.182, n.1622, n.1805, n.2163, n.2368, n.3109, n.11176; Monteponi |
n.180, n.181, n.1652, n.1797, n.3592; Nebida, Masua n.4150; S.Giovanni d’Iglesias
n.1838; Su Suergiu, Gerrei n.3591; Tuviois, Cagliari n.2592, n.4419, n.4420; Masua,
Iglesias n.3627
Trentino Alto Adige: Molignon, Valle di Fassa n.321
Barite XX con Allumite
Lazio: Allumiere della Tolfa n.4059
Barite XX con Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1651, n.2021
Barite XX con Calcite e Pirite
Sardegna: Monteponi n.4234
Barite XX con Mesitina
Piemonte: Brosso n.68
Barite XX con Pirite
Sardegna: Monteponi n.2619
Barite XX giallo miele
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.3005; S. Lucia, Flumini n.2304; Su Suergiu,
Gerrei n.2962, n.3025
Barite XX lenticolari
22 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Monteponi n.2620
Barite XX su Calcare
Sardegna: Monteponi n.1499
Barite XX su Calcedonio
Sardegna: Gennamari n.2611
Barite XX su Schisto
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1474
Barite XX su Stibina
Sardegna: Su Suergiu, Gerrei n.2844
Barite XX tabulari aggruppamenti
Piemonte: Brosso n.3056
Barite XX tabulari limpidi
Sardegna: Min. Montevecchio n.1247
Barite XX, Calcite, Galena
Sardegna: Min. Guzzurra Lula n.1871
Barite XX, Galena decomposta
Sardegna: Tuviois, Cagliari n.2593
Barite XX, Galena, Quarzo
Sardegna: Piccolina, Guspini n.11177
Barite aggruppamenti XX
Sardegna: Cannas de Bidda, Sarrabus n.416; Su Sufruru, Flumini n.3105
Barite con Blenda
Sardegna: Min. Montevecchio n.2413
Barite con Marcassite in XX
Toscana: Min. Boccheggio n.1566
Barite con Pirite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.168
Barite con XX Galena inclusi
Sardegna: Min. Montevecchio n.2974
Barite concrezionata
Emilia Romagna: M. Paderno, Bologna n.1875
Barite ganga, lamelle di Argentite
Sardegna: Monteponi n.4233
Barite in Fluorina
Sardegna: Is. Luargius, Burcei n.3590
Barite ricoperta da Ocra gialla
Sardegna: Monteponi n.1467
Barite su Septaria
Emilia Romagna: M. Veglio, Bologna n.1562
Barite verdastra
Sardegna: Nebida, Iglesias n.907
Barite verdastra in XX
Sardegna: Tuviois, Cagliari n.873, n.874
Barite, Fluorina, Calcite
Sardegna: Su Leonargiu, S.Vito n.2377
Barite, Galena, Cerussa
Sardegna: Fenuga, M. Agroxau n.5024
Baritina
Piemonte: Brosso n.5116
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 23
Baritina XX
Sardegna: Montevecchio n.*175
Baritina con Calcite gialla
Sardegna: Bacu Arrodas n.*2477
Bastite
Toscana: Isola d'Elba n.1733
Bastite lamellare
Toscana: Isola d'Elba n.1743
Bauxite
Sardegna: M.Ollastu, Villamassargia n.3662
Bavenite
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3543
Berillo
Piemonte: Craveggia, Ossola n.2330, n.2864; Pallanzeno, Ossola n.961, n.962, n.1242
Toscana: Isola d'Elba n.1558, n.2745
Berillo Acquamarina
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1235, n.1236,
Toscana: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.3059; Isola d’Elba n.2751
Berillo Acquamarina lenticolare
Toscana: Isola d'Elba n.2746
Berillo Acquamarina, Ortose
Toscana: Isola d'Elba n.2748
Berillo XX
Lombardia: Piona, Lago di Como n.5087, n.5093
Piemonte: Craveggia, Val d’Ossola n.2816
Toscana: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d’Elba n.4824
Berillo XX con Tormalina
Toscana: S. Piero in Campo, Isola d'Elba n.1366
Berillo XX con inclusioni
Toscana: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.3070
Berillo XX nel Quarzo
Piemonte: Craveggia, Val Vigezzo, Ossola n.2684
Berillo XX, Ortose, Quarzo
Toscana: S. Piero in Campo, Isola d'Elba n.1026
Berillo azzurrognolo
Toscana: Isola d'Elba n.1552
Berillo con Ortose
Toscana: Isola d'Elba n.2855
Berillo con Ortose, Albite
Toscana: Isola d'Elba n.2750
Berillo con Ortose, Quarzo
Toscana: Isola d'Elba n.2749
Berillo con Tormalina
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1238, n.1245, n.11182
Berillo incolore
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3081
Berillo incolore (Acroite)
Toscana: S. Piero in Campo, Isola d'Elba n.1363
Berillo incolore con Ortose
24 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Toscana: Isola d'Elba n.960
Berillo roseo
Toscana: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.3097; S.Piero in Campo, Isola d'Elba
n.3514
Berillo var. Rosterite azzurra
Toscana: S.Ilario, Isola d’Elba n.3079, n.3787
Berillo, Granato (Spessartina)
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d'Elba n.3073
Berillo, Lepidotite, Albite
Toscana: Fonte del Prete, S.Piero, Isola d’Elba n.3067
Berillo, Ortose, Quarzo, Rutilo
‘ Toscana: Isola d’Elba n.959
Berillo, Tormalina nera, Quarzo
Toscana: Isola d'Elba n.2747
Berthierite
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.2324, n.2952
Berthierite (?) o Zinkenite ?
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.4267
Berthierite con Pirrotina
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.2989
Berthierite con XX aciculari
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.4266
Beudantite XX
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.2868
Bindheimite
Sardegna: Min. Arenas n.4172
Sicilia: senza località n.2609
Bindheimite pseudomorfa
Sardegna: Arenas n.*4171
Binnite ?, Dufrenoisite ?
Lombardia: S. Gottardo n.757
Binnite, Realgar, Pirite
Svizzera: Imfeld, Binnenthal n.3727
Biotite
Campania: Monte Somma, Napoli n.3982; Vesuvio 1872, Napoli n.1424; Vesuvio eru-
zione 1631, n.1886
Lazio: Ariccia n.3129; Frascati n.3925; Marino n.3120
Piemonte: Varzo, Val d’Ossola n.3687
Svizzera: Biasca, Canton Ticino n.3778
Biotite XX
Calabria: Stilo n.3898
Bismutinite
Piemonte: Crodo, Valle Antigorio, Ossola n.645
Bismutinite XX, Siderite
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4732
Bismutinite con Pirite
Toscana: Min. di Boccheggiano n.4086, n.4087
Blenda in XX ottaedrici
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.*640
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 25
Blenda
Campania: Monte Somma n.*4004
Lazio: Allumiere della Tolfa n.*5899
Lombardia: Bergamo n.*4049
Sardegna: Buggerru n.*2309, n.*3963; Giovanni Bonu n.*2956; Masua n.*4041, n.*4185
Toscana: Campiglia Marittima n.*3223, n.*5469; Castel di Pietra, Gavorrano n.*5566;
Montecatini n.*4785, n.*4786
Francia: Col di Tenda n.*3222
Blenda (Ganga Quarzo)
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4962
Blenda (prima cernita)
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4952, n.*4953
Blenda (seconda cernita)
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4954, n.*4955, n.*4956, n.*4957, n.*4958
Blenda (terza scelta)
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4959, n.*4960, n.*4961
Blenda XX
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5061
Sardegna: Gennamari n.*4043; Ingurtosu n.*3743; Min. Montevecchio n.2973;
Montevecchio n.*3112; Perda Niedda n.*3944; Rosas Sulcis n.*571
Toscana: Val Cecina n.*558
Blenda XX con Baritina
Sardegna: Flumini n.*2372
Blenda XX con Calcopirite
Piemonte: Traversella n.*1262
Blenda XX con Galena XX
Sardegna: Ingurtosu n.*3844
Blenda XX con Quarzo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*1407; Min. Montevecchio n.2972; Montevecchio
n.*1624
Blenda XX con Siderite
Sardegna: Montevecchio n.*3111
Blenda XX deformati
Sardegna: Montevecchio n.*637
Blenda XX della Dolomia metallifera
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5069
Blenda XX e Jordanite XX
Svizzera: Binnenthal n.*3755
Blenda XX limpidi e scuri
Piemonte: Traversella n.*1942
Blenda XX nella Dolomia metallifera
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5055
Blenda a matrice quarzosa
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4964, n.*4965
Blenda argentifera
Sardegna: Giovanni Bonu n.*4362
Blenda compatta
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*1444
Blenda compatta litoide
26 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Flumini n.*1455
Blenda compatta nella Dolomia
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5053
Blenda con Argento e AgS
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.*1934
Blenda con Argento in lamella
Sardegna: Monte Narba n.*2001
Blenda con Calcite
Campania: Monte Somma n.*333
Blenda con Galena
Sardegna: Ingurtosu n.*1752; Min. Montevecchio n.*2963
Blenda con Magnetite
Sardegna: Perda Niedda n.*3942
Blenda con Marmatite
Sardegna: Perda Niedda n.*3943
Blenda con Pirite
Sardegna: Ingurtosu n.*1753; Masua n.*4757
Blenda contenente Indio
Sardegna: Gonnosfanadiga n.*3224
Blenda cristallina
Toscana: Min. Bruscolina, Massa Marittima n.*671
Blenda del Raibl inferiore
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5057
Blenda del Raibl superiore
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5056
Blenda della Dolomia metallifera
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5050
Blenda e Baritina
Sardegna: Masua n.*3957
Blenda e Calamina
Sardegna: Min. M. Agruxau n.*5026
Blenda e Calcopirite
Sardegna: Min. Fontana Raminosa, Gadoni n.*5119
Blenda e Eteromorfite
Toscana: Bottino, Seravezza n.*4136
Blenda e Galena ricca
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4972
Blenda ferrifera, Pirrotina
Sardegna: Bacu Arrodas n.*3283
Blenda ferruginosa con Argento Rosso
Sardegna: Giovanni Bonu n.*4360
Blenda ferruginosa con Argento lamellare
Sardegna: Giovanni Bonu n.*4361
Blenda ferruginosa ricca in Argento
Sardegna: Masaloni n.*4386
Blenda ferruginosa, Galena, Ulmannite
Sardegna: Masaloni n.*4385
Blenda gialla in XX
Sardegna: S’ Arcilloni, Burcei n.*2293
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 27
Blenda in Schisto quarzoso
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4963
Blenda in XX
Piemonte: Traversella n.*2342
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.*676; Ingurtosu n.*1696
Blenda iridescente con Argento
Sardegna: Masaloni n.*4384
Blenda mammellonare
Sardegna: Giovanni Bonu n.*2421, n.*2422
Blenda mammellonare con Argento
Sardegna: Giovanni Bonu n.*2423
Blenda mammellonare, Argento rosso
Sardegna: Giovanni Bonu n.*2424
Blenda nel Quarzo
Sardegna: Baccu Arrodas n.*4265
Blenda nella Dolomia metallifera
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5054
Blenda passante a Calamina
Sardegna: Masua n.*4742, n.*4763
Blenda, Dolomite ferrifera
Piemonte: Brosso n.*2269
Blenda, Dolomite, Quarzo
Toscana: Carrara n.*3786
Blenda, Fluorina, Calamina
Lombardia: Bergamo n.*4051
Blenda, Fluorina, Calcare, Argento
Sardegna: Monte Narba n.*4304
Blenda, Marmatite, Calcopirite
Toscana: Bottino, Seravezza n.*1708
Blenda, Plumosite, Dolomite
Piemonte: Brosso n.*4730
Blenda, Quarzite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4967
Blenda, Quarzo, Pirite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4966
Bolo manganesifero
Toscana: Mazzarella, M. Amiata n.4095, n.4096, n.4097, n.4098
Bombiccite
Toscana: S.Giovanni, Val d'Arno n.1371
Bornite
Liguria: Bonassola n.*797; Min. Nascio, Chiavari n.*3972, n.*3975; Sestri Levante,
Genova n.793
Piemonte: Ala n.795
Toscana: Montecatini n.1336
Valle d'Aosta: Ollomont n.3256
Bornite con Calcopirite
Valle d'Aosta: Ollomont n.3240
Bornite con Quarzo
Emilia Romagna: S. Maria, Bobbio n.794
28 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Bornite e Malachite
Liguria: Min. Rossola, Comp. di Levanto e Bonassola n.3976
Bornite nel Quarzo aurifero
Valle d’Aosta: Ollomont n.1439
Bornite nel Quarzo contorto
Valle d’Aosta: Ollomont n.3802
Bournonite con Blenda
Sardegna: Argentiera della Nurra n.815
Bournonite con Calcopirite
Piemonte: Brosso n.4731
Bournonite con Siderite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3250
Bournonite con XX Quarzo
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3661
Braunite
Valle d'Aosta: Min. S. Marcello, Aosta n.384, n.385, n.389
Braunite XX
Valle d'Aosta: St. Marcel n.3452
Braunite con Amianto
Valle d'Aosta: Min. S. Marcello, Aosta n.391
Braunite con Violano
Valle d’Aosta: Min. S. Marcello, Aosta n.387, n.390
Braunite litoide
Toscana: Isola d'Elba n.2771
Braunite var. silicifera
Valle d'Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.3177
Braunite, Epidoto magnesifero
Valle d'Aosta: Min. S. Marcello, Aosta n.386, n.388
Braunite, Piemontite, Romeina
Valle d’Aosta: Min. Praborna n.4902
Brecciola nummulitica
Toscana: Min. Cortevecchia, Monte Amiata n.*5096
Breislakite
Campania: Vesuvio, Napoli n.3513
Breislakite con Phillipsite
Lazio: Vallerano pr. Roma n.3147
Breithauptite
Sardegna: M. Monte Narba n.1892; Min. Masaloni, Sarrabus n.1386, n.2468
Breithauptite XX con Ullmannite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1993
Breithauptite XX nel Calcare
Sardegna: Min. Masaloni, Sarrabus n.2019
Breithauptite con Argento nativo
Sardegna: Min. Masaloni, Sarrabus n.4390
Breithauptite con Galena
Sardegna: M.Monte Narba n.4307
Breithauptite lamellare
Sardegna: G.Bonu, Sarrabus n.2456; Min. Masaloni, Sarrabus n.2012
Breithauptite nel Calcare spatico
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 29
Sardegna: Min. Masaloni, Sarrabus n.4389
Breithauptite, Ullmannite
Sardegna: Min. Masaloni, Sarrabus n.2467, n.2781, n.4388; Masaloni n.*2783
Brochantite
Sardegna: Min. Rosas Sulcis n.3612, n.4134, n.4174; Rosas Sulcis n.*4175
Bronzite
Lombardia: Le Prese, Valtellina n.3170
Brookite XX
Svizzera: Maderanertal n.3735; Riedertobel Uri n.3352, n.3702, n.3734, n.3762
Brookite XX tabulari —
Svizzera: Grieserthal n.3351
Brucione mineralizzato
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5048
Brucione sterile
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5047
Brucite
Liguria: Monte Ramazzo, Borzoli n.3874, n.*3887, n.3888, n.3916, n.3951
Brucite e Brugnatellite ?
Liguria: M. Ramazzo, Borzoli n.3950
Brugnatellite
Liguria: M. di Monte Ramazzo, Borzoli n.3952
Lombardia: Torre S. Maria, Val Malenco n.3938
Brugnatellite (?)
Liguria: Monte Ramazzo, Borzoli n.*3965
Buratite
Sardegna: Arenas, Iglesias n.613; Domusnovas n.603; Sa Duchessa n.*3009
Buratite aciculare
Sardegna: Campospino, Iglesias n.1451
Buratite, Auricalcite
Toscana: Niccioletta, Massa Marittima n.677
Bustamite
Veneto: Civillina pr. Schio, Vicentino n.2640; Dint. Recoaro, Vicentino n.1970;
Montenaro Vicentino n.395, n.968
Cabasite
Sardegna: Cala Francese, Isola Maddalena n.3049; Montresta n.2433
Toscana: Fonte del Prete, Isola d’Elba n.3796
Trentino Alto Adige: Puflerloch, Valle Fassa n.1658, n.2444; Valle di Fassa n.1083
Cabasite XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3748
Sardegna: Montresta n.2987
Cabasite XX gialli
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3746
Cabasite XX su Diorite
Piemonte: Torrente Arsa Rumianca, Ossola n.1084
Cabasite con Berillo incolore
Toscana: Fonte del Prete, Isola d’Elba n.3082
Cabasite su Iperite
Trentino Alto Adige: Monzoni, Val di Fassa n.1953
Cabasite, Quarzo, Ortose
30 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Toscana: Fonte del Prete, Isola d’Elba n.3071
Calamina
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5065; S. Giovanni Bianco, Bergamo n.3967
Sardegna: M. Agruxau, Iglesiente n.5016, n.5036, n.5037, n.5038, n.5039, n.5041,
n.5042, n.5043; M. Masua, Iglesias n.561, n.566, n.570, n.573, n.574, n.575, n.579,
n.586, n.587, n.592, n.593, n.636, n.760, n.4030, n.4031, n.4034, n.4038, n.4039, n.4121;
Min. Sa Duchessa, Domusnovas n.11186; Planudentis, Iglesias n.597; Sa Duchessa,
Iglesias n.588, n.620, n.623, n.1908, n.2797
Calamina (Smithsonite)
Sardegna: Masua, Iglesias n.1607; Monteponi n.564
Calamina (calcinata da 62% Zn)
Sardegna: M. Agruxau, Iglesiente n.5033, n.5034, n.5035
Calamina XX
Sardegna: Buggerru n.560; M. Agruxau, Iglesiente n.5017, n.5045; M. Masua n.4027,
n.4032; Min. Barrasciutta, Domusnovas n.3657; Monteponi n.1889, n.3036, n.3037;
S.Benedetto, Iglesias n.601, n.602; S. Giovanni, Iglesias n.1317, n.3860
Calamina XX e concrezioni
Sardegna: Sa Duchessa, Iglesias n.625
Calamina XX nella Limonite
Sardegna: Monteponi n.1901
Calamina XX su Calcare ferruginoso
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.2112
Calamina ad Arnioni
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5064
Calamina ammassi colonnari
Sardegna: M. Agruxau, Iglesiente n.5030, n.5031, n.5032
Calamina azzurra con Buratite
Sardegna: Sa Duchessa, Iglesias n.286
Calamina azzurra concrezionata
Sardegna: Sa Duchessa, Iglesias n.626
Calamina azzurra mammellonare
Sardegna: Reigraxius, Iglesias n.2680
Calamina blu
Sardegna: Iglesias n.11242
Calamina cadmifera
Sardegna: Buggerru n.4045
Calamina con Gesso
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5062
Calamina concrezionata
Sardegna: Campo Spino, Iglesias n.1460
Calamina cuprifera zonata
Sardegna: Sa Duchessa, Iglesias n.627
Calamina del III orizzonte
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5074, n.5075
Calamina del raibel profondo
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5059
Calamina di Dolomia metallifera
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5071
Calamina e Blenda
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Toscana: Min. Spannocchia pr. Rosia, Siena n.5060
Calamina e Idrozincite
Lombardia: Reg. Manassa, Bergamo n.4050
Sardegna: M. Masua n.4028, n.4169
Calamina ferruginosa
Sardegna: Masua, Iglesias n.589; S. Giovanni n.1891
Calamina ferruginosa stalattitica
Sardegna: M. Masua n.567
Calamina fibroso-radiata
Sardegna: Domusnovas n.*2287
Calamina fogliacea
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5066
Calamina giallo cera
Sardegna: M. Masua n.559
Calamina giallo cera mammellonare
Sardegna: M. Masua, Iglesias n.580, n.581
Calamina mammellonare su Quarzo
Sardegna: Montevecchio n.563
Calamina mammellonare
Sardegna: Masua, Iglesias n.*557; Montevecchio n.2378
Calamina pseudomorfica
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5063
Calamina stalattitica
Sardegna: M. Masua n.4122; Monteponi n.1249
Calamina su Galena
Sardegna: Masua, Iglesias n.634
Calamina zonata
Sardegna: Sa Duchessa, Iglesias n.616, n.1890
Calamina, Barite in piccoli XX
Sardegna: M. Agruxau, Iglesiente n.5040
Calcantite
Campania: Vesuvio, Napoli n.1251
Calcare XX
Sardegna: Min. Masua, Iglesias n.2978
Calcare XX con Ferro oligisto
Piemonte: Traversella n.251
Calcare XX con Solfo
Marche: Cafabri Pergola n.762
Calcare a lamelle incrociate
Piemonte: Min. Pestarena, Valle Anzasca n.272
Calcare bianco ceroide
Sardegna: M. Agruxan, Iglesias n.5021
Calcare con Anfibolo
Piemonte: Traversella n.4460
Calcare con Dolomite
Piemonte: Traversella n.4461
Calcare con Serpentino
Piemonte: Traversella n.4462
Calcare dolomitico con Talco
31
32 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Piemonte: Traversella n.4459
Calcare ferruginoso in XX
Piemonte: Traversella n.233, n.234
Calcare spatico compenetrato da Argento
Sardegna: Tuviois n.1930
Calcare su Calamina
Sardegna: S.Giovanni, Iglesias n.1494
Calcare zincifero
Sardegna: Min. Masua, Iglesias n.4748
Calcare, Blenda
Sardegna: M. Agruxan, Iglesias n.5023
Calcare, Blenda, Calamina
Sardegna: M. Agruxan, Iglesias n.5044
Calcare, Dolomite selliforme
Piemonte: Traversella n.313
Calcare, Fluorina
Toscana: Angina pr. Pietrasanta n.1393
Calcedonio
Piemonte: M. Musine, Torino n.3807
Calcedonio in noduli
Veneto: Colli Berici n.115
Calcite
Calabria: M. Stella n.3906
Campania: Monte Somma n.95, n.*224, n.245, n.247, n.317, n.1855
Emilia Romagna: Cesena n.1722
Lombardia: S.Giovanni Bianco, Bergamo n.4047
Piemonte: Baveno n.3749; Borna di Pugnetto, Lanzo n.1744
Sardegna: Bau Talentino n.249; Gerrei n.5147; Giovanni Bonu, Sarrabus n.212, n.1425,
n.2029, n.2030, n.3469, n.3470, n.3471, n.3472, n.3473; Min. Masua n.248, n.2360
Toscana: Montecatini n.2550
Calcite XX
Emilia Romagna: Min. Perticara n.4669; Perticara n.4668; Porretta, Bologna n.243,
n.1432
Lazio: Parco Chigi, Ariccia n.4868
Liguria: Bonassola n.239, n.240; Madonna del Monte n.2205
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3747; Brosso n.230, n.231, n.2873; Traversella
n.228, n.229, n.*232, n.237, n.766, n.1851, n.2245, n.2335, n.4648; Valle d’Ossola
n.1794; dint. Borgo S. Dalmazzo, Cuneo n.3722
Sardegna: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.217, n.218,n.220, n.221, n.*1421, n. 1466,
n.1493, n.1596, n.1609, n.1843, n.1847, n.1859, n.1923, n.2032, n.2105, n.2106,
n.*2124,n.*3338, n.*3474, n.*3724, n.4312, n.4313, n.4314, n.4316, n.4317, n.4318,
n.4320, n.4321, n.4324, n.4325, n.11204; Masaloni n.2464, n.4368, n.4369, n.4370,
n.4367, n.4371; Masua n.4091, n.*4771; Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.201, n.*1477,
n.1500, n. 1802, n.1844, n.2110, n.3343, n.3468, n.4236, n.4239, n.4241, n.4242; Min.
Malacalzetta n.2364, n.2365, n.4130, n.11200; Marganai n.3045; Min. Masua, Iglesias
n.226, n.2362, n.3373, n.4164; Min. Tuviois, Sinnai n.11203; Monte Narba, Sarrabus
n.213, n.1798, n.2442, n.3340, n.4273, n.4275, n.4276, n.4277, n.4278, n.4279, n.4280;
Montenuova, Malacalzetta n.3858, n.3859; Nebida n.3465; S’Arcilloni,Burcei n.*3723;
S.Giovanni, Iglesias n.1479, n.1861, n.2120, n.3466; Serra S’Ilixi, Sarrabus n.3475;
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 33
Tacconis, Sarrabus n.841, n.4401
Sicilia. Min. Giona n.4213
Toscana: Antignano, Livorno n.5115; Carrara n.761; Min. Le Cetine, Rosia, Siena
n.2807, n.2808, n.4568, n.4582, n.4583; Monte Amiata n.*3817; Montecatini n.3341;
Isola d’Elba n.2702, n.2703
Trentino Alto Adige: Lavarone n.3334; Molignon, Valle di Fassa n.250
Libia: pr. Homs n.4836, n.4837, n.4838
Svizzera: Traforo Sempione n.3335, n.3464
Calcite XX a facce ricurve
Sardegna: Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.1803; Monte Narba, Sarrabus n.2453
Calcite XX aggruppamenti
Piemonte: Traversella n.1868
Calcite XX ametistini
Sardegna: Giovanni Bonu n.*2511
Calcite XX completi, Pirite
Sardegna: Baccu Arrodas n.*4240
Calcite XX con Argento e Argentite
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.4372
Calcite XX con Argentite
Sardegna: Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.3467
Calcite XX con Armotomo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2838
Calcite XX con Blenda
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2436
Calcite XX con Cinabro
Toscana: S.Fiora, M. Amiata n.4094
Calcite XX con Fluorite
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.4621; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1840, n.1841,
n.11205
Calcite XX con Galena
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.4243, n.4244
Calcite XX con Pirite
Piemonte: Brosso n.4498; Traversella n.235, n.236
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.215, n.1650, n.2107
Calcite XX con Pirite XX
Piemonte: Brosso n.4499
Calcite XX con Pirite inclusa
Sardegna: Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.4238
Calcite XX con Stibina
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4569
Calcite XX con Gesso XX
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.11237
Calcite XX con grosso geminato
Sardegna: Giovanni Bonu n.2594
Calcite XX con massa sferoidale
Sardegna: S.Giovanni, Iglesias n.2495
Calcite XX e Barite XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4319
Calcite XX e Fluorina
34 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.4281
‘Calcite XX e Kermesite
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.3832
Calcite XX geminati
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2006, n.2512; Malacalzetta, Iglesias n.4131; Monte
Narba, Sarrabus n.3339; S. Giovanni, Iglesias n.2813, n.2849
Calcite XX in geode
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.3937
Calcite XX prismatici
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.1845, n.2104; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1846,
n.1866, n.2108; Montevecchio n.1795; S’Arcilloni, Burcei, Cagliari n.2102
Calcite XX prismatici esagonali
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1852
Calcite XX ricoperta da Mesitina
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.209
Calcite XX ricoperta da Pirite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1854
Calcite XX ricoperta da Pirite iridescente
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.4237
Calcite XX ricoperta da XX Pirite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2109
Calcite XX romboedrici
Emilia Romagna: Porretta n.242
Calcite XX romboedrici (raro)
Sardegna: Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.4245
Calcite XX romboidali
Sardegna: n.*2839
Calcite XX rosei
Sardegna: Min. Fontana Raminosa, Gadoni n.5124
Calcite XX scalenoedrici
Piemonte: Traversella, Ivrea n.1299
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1839, n.1865, n.2103; S.Giovanni, Iglesias n.2654;
M. Mala calzetta n.1481
Calcite XX su Barite
Sardegna: Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.1858
Calcite XX su Baritina
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.1488; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1480; Min.
Baccu Arrodas, Sarrabus n.1484
Calcite XX su Diaspro
Liguria: Bonassola n.238
Calcite XX su Galena
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.3337
Calcite XX su Quarzo
Piemonte: Brosso n.3680
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.199; Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.200
Toscana: Carrara n.*3336
Calcite XX su Scisto nero
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4620
Calcite XX tabulari
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 35
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.442
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*1867, n.2782; Monte Narba n.211
Calcite XX, Argentite, Fluorina
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.4274
Calcite XX, Barite, Marcassite
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.4235
Calcite XX, Fluorina, Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4315
Calcite XX, Fluorite XX
Sardegna: Tuviois n.*2795
Calcite XX, Fluorite, Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4322
Calcite XX, Quarzo
Sardegna: S.Giovanni, Iglesias n.1389
Calcite azzurra
Sardegna: Min. Barrasciutta, Iglesias n.4207
Calcite azzurra, Idocrasio
Calabria: Tiriolo n.*2071
Calcite bituminosa in stalattiti
Emilia Romagna: n.1519
Calcite con Biotite, Granato
Campania: Vesuvio n.4897
Calcite con Calcopirite
Valle d'Aosta: Ollomont n.3404
Calcite con Clorite terrosa
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.2246
Calcite con Fluorite
Sardegna: Perd’Arba, Sarrabus n.1856
Calcite con Gesso
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.3033
Calcite con Pirite
Sardegna: Baccu Arrodas, Sarrabus n.206, n.1633; Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.1602
Calcite con Pirite e Mesitina
Piemonte: Brosso n.4497
Calcite con Quarzo
Piemonte: Crodo, Valle Antigorio n.241
Calcite con Solfo
Sicilia: Recalmuto n.2201
Calcite con Steatite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1862
Calcite con XX Baritina
Sardegna: Liv. Dario, Montecani, Masua n.3589
Calcite concrezioni falciforme
Sardegna: Masua, Iglesias n.2363
Calcite concrezionata
Sardegna: M. Malacalzetta n.1655; Masua, Iglesias n.2361
Calcite decomposta
Piemonte: Brosso n.4555
Calcite del Calcare metallifero
36 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Min. Masua, Iglesias n.4762
Calcite e Analcime
Toscana: Min. Montecatini n.708
Calcite e Barite XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4323
Calcite e Gesso su Stibina
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.2634
Calcite ferrifera,XX Magnetite
Valle d’ Aosta: Min. di Gressan, Aosta n.4657
Calcite ferruginosa concrezionata
Sardegna: Grotta Marganai, Iglesias n.1864
Calcite ferruginosa in XX scalenoedrici
Sardegna: Masua, Iglesias n.246; Min. Barrosciutto, Iglesias n.4206; Nebida, Iglesias
n.1395
Calcite gialla con Pirite
Sardegna: Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.2443
Calcite grossi XX, XX Pirite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1086
Calcite in XX romboedrici
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1103
Calcite in XX scalenoedrici
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1639
Calcite in XX tabulari
Sardegna: Tacconis, Sarrabus n.2997
Calcite in concrezioni cristalline
Toscana: Campiglia Marittima n.4209
Calcite in druse sferoidali
Sicilia: senza località n.1522
Calcite in grossi XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1860
Calcite inversa in XX
Emilia Romagna: n.1523
Calcite lamellare
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4585
Calcite lamellare fogliforme
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1608
Calcite lamellare madreperlacea
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.279
Calcite lamelle esagonali
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1870
Calcite lattea, Quarzo XX
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.1656
Calcite leggermente ametistina
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2226, n.2392
Calcite madreperlacea, Galena
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.3398
Calcite nella lava
Lazio: Capo di Bove, Roma n.3813
Calcite ricoperta da XX Mesitina
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 37
Sardegna: Min. Baccu Arrodas, Sarrabus n.205, n.208
Calcite rosea
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2219
Calcite spatica
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4311; Masaloni, Sarrabus n.4366
Calcite spatica gialla con AgS
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2225
Calcite spatica
Sardegna: Pronu Sartu, Flumini n.1497
Calcite stalattitica
Calabria: M. Stella n.3905
Sardegna: Min. Masua, Iglesias n.2359
Sicilia: Caltanissetta n.4921
Calcite su Barite
Sardegna: Min. Tuviois, Sinnai n.4421
Calcite su Calamina
Sardegna: Buggerru, Flumini n.225
Calcite su lava
Trentino Alto Adige: M. Fiascone, Bolzano n.4064
Calcite su materiale scistoso
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4326
Calcite tavolette esagone
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1853
Sardegna: Giovanni Bonu n.1847, n.1863
Calcocite XX con Erubescite
Toscana: Montecatini n.2548
Calcocite con Malachite
Sardegna: Masua, Iglesias n.590
Calcocite disseminata nel Gabbro
Toscana: Montecatini n.2946
Calcocite e Rame nativo in XX
Toscana: Montecatini n.816
Calcocite in noduli
Toscana: Montecatini n.810
Calcocite nello Schisto
Francia: Min. Varo, Nizza n.792
Calcopirite
Piemonte: Traversella n.800
Toscana: Bottino, Seravezza n.3257; Montecatini n.1335; Colle Panestra, Alpi Apuane
n.1337
Valle d’Aosta: Ollomont n.11243
Calcopirite XX
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4734; Traversella n.801, n.803, n.804
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.3418
Toscana: Boccheggiano, Grosseto n.3235
Valle d'Aosta: Ollomont n.3232; Tavagnasco n.3231
Calcopirite XX nel Quarzo
Sardegna: Errilis Ierzu, Lanusei n.805
Calcopirite XX su Quarzo
38 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Toscana: Boccheggiano, Grosseto n.3234
Calcopirite XX, Quarzo, Pirite
Piemonte: Traversella n.2232, n.2233
Calcopirite e Bornite
Toscana: Rocca Tederighi, Grosseto n.4780
Calcopirite e Malachite
Piemonte: Traversella n.4483
Calcopirite e Pirite
Valle d’Aosta: Chapy, Courmayeur n.4609
Calcopirite e Pirrotina
Sardegna: Gadoni n.5118
Calcopirite e piani di scorrimento
Valle d'Aosta: Ollomont n.3233
Calcopirite in diabase
Sardegna: Gadoni n.5123
Calcopirite negli schisti neri
Sardegna: Gadoni n.5121
Calcopirite nel giacimento Balme
Valle d'Aosta: Min. Ollomont n.*4655, n.*4656
Calcopirite nella Prasinite
Valle d'Aosta: Gall. Balme, Ollomont n.4654
Calcopirite parzialmente decomposta
Piemonte: Traversella n.2234, n.2235
Calcopirite, Blenda, Magnetite
Sardegna: Gadoni n.5120
Calcopirite, Blenda, Stibina
Corsica: Meria pr. Luri, Bastia n.3779
Calcopirite, Solfuri di Rame
Toscana: Le Cetine, Volterra n.4782
Calcopirite, XX di Adularia
Valle d’Aosta: Ollomont n.3641
Calcosina
Liguria: Min. Nascio, Chiavari n.*3971
Calcosina compatta
Sardegna: Alghero n.4447
Toscana: Montecatini n.2547
Calcosina con Malachite
Sardegna: Alghero n.4448
Caledonite XX
Sardegna: Arenas, Iglesias n.3607, n.4165
Caolinite
Calabria: Serra s. Bruno n.3900
Toscana: Isola d'Elba n.2760
Caolinite compatta
Sardegna: Laconi n.1785
Caolinite rosea
Sardegna: Laconi n.2156
Carbonato di Magnesio
Piemonte: Baldissero n.*359
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 39
Carbonato di Cu, Malachite
Emilia Romagna: Min. Farini d’Olmo, Piacenza n.4832
Cassiterite
Toscana: Campiglia Marittima n.2853
Cassiterite XX
Toscana: Campiglia n.2557, n.2652; Grotta d’Oggi, S.Piero in Campo, Is. d'Elba n.3083;
Isola d’Elba n.2854
Cassiterite XX, Lepidotite
Toscana: Isola d’Elba n.2734
Cassiterite postliassica
Toscana: M. Valerio, Campiglia Marittima n.4777
Cassiterite su Granito e Tormalina
Toscana: Isola d’Elba n.759
Castore
Toscana: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d’Elba n.4826
Cavolinite -
Campania: Vesuvio, Napoli n.3983
Cavolinite XX
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.3522
Celestina XX
Sicilia: Girgenti n.*194; Caltanissetta n. 4215
Celestite
Veneto: Dint. di Soletta, Vicentino n.1293, n.1294; Montecchio Maggiore, Vicenza
n.1456
Celestite XX
Emilia Romagna: Formignano n.2567
Marche: Cafabri, Pergola n.2111; Min. Cafabri, Fabriano n.4917; Min. Cafabri,Pergola
n.195, n.818, n.1910, n.3716, n.3717
Sicilia: Caltanissetta n.187, n.188, n.189, n.190, n.191, n.2051, n.2055, n.2385; Girgenti
n.192, n.193, n.196, n.1291; Solfara Giona n.2576, n.2921
Celestite XX con Bitume
Marche: Min. Cafabri, Pergola n.698
Celestite XX con Solfo XX
Marche: Min. Cafabri, Pergola n.813
Celestite XX con Solfo, Calcite
Marche: Perticara n.1422
Celestite XX su Calcare stalattitico
Sicilia: Caltagirone n.1295
Celestite XX su Calcite
Sicilia: Lercara pr. Palermo n.4920
Celestite XX su Celestite mammellonare
Sicilia: Caltanissetta n.4919
Celestite aggruppata di XX
Sicilia: Caltanissetta n.138
Celestite azzurra XX multipli
Sicilia: Caltanissetta n.4214
Celestite con Solfo, Calcare
Sicilia: Raddusa n.1296
Celestite e Heulandite
40 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2642
Celestite in Basalto amigdalitico
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2641
Celestite in fasci di XX
Sicilia: Caltanissetta n.1503
Celestite in nitidi XX
Marche: Min. Cafabri, Pergola n.1461
Celestite lamellare
Veneto: Castel Gomberto, Vicentino n.128; Monte Viale, Vicentino n.197
Celestite nella Calcite
Sicilia: Racalmuto n.2206
Celestite pseudomorfa
Veneto: Valle di Lonte, Vicenza n.2678
Celestite stalattitica XX
Toscana: Solfatara Sartorio Lercara, Isola d’Elba n.1732
Celestite su Calcare
Marche: Min. Cafabri, Pergola n.159
Sicilia: Girgenti n. 1299
Cerussa XX
Sardegna: Nebida n.*4120
Cerussa da frattura del Calcare
Sardegna: M. Agruxau, Iglesiente n.5028
Cerussite
Sardegna: Cabitza, Iglesias n.1535; Gennamari, Gonnosfanadiga n.1617, n.1618, n.1645,
n.1688, n.1771, n.1776, n.11175; Malacalzetta, Iglesias n.1695, n.3719; Monte Narba,
Sarrabus n.1900; Monteponi n.720, n.721, n.731, n.733; Montevecchio n.700, n.1579,
n.1899; S. Giovanni, Iglesias n.2228
Cerussite XX
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3366; Ingurtosu n.3845; Malacalzetta n.1417, n.3358;
Masua, Iglesias n.1719, n.3359, n.3360, n.3362, n.3363, n.3494, n.3497, n.3498, n.4093,
n.*4160; Monte Cuccheddu, Iglesias n.3493; Monteponi n.149, n.*202, n.*696, n.707,
n.717, n.718, n.*732, n.892, n.3491, n.3492, n.3495, n.3496; Montevecchio n.701, n.702,
n.703, n.704, n.705, n.*709, n.1777; Tini, Domusnovas n.3361
Cerussite XX a dente di porco
Sardegna: Nebida, Iglesias n.893
Cerussite XX a fasci, Limonite —
Sardegna: Montevecchio n.1628, n.1629
Cerussite XX aggruppati
Sardegna: Monteponi n.1531; Gennamari, Gonnosfanadiga n. 1692; Montevecchio
n.*1626
Cerussite XX geminati
Sardegna: Monteponi n.723, n.1780; Montevecchio n.2543
Cerussite XX nella Galena
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.2302
Cerussite XX ricoperta da Idrozincite
Sardegna: Buggerru, Flumini n.1107
Cerussite XX su Galena
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1773
Cerussite XX, Galena, Barite
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 41
Sardegna: Bacu Arrodas n.1408
Cerussite aghiforme, Limonite
Sardegna: Gennamari n.*1691
Cerussite azzurra, Cerussite XX
Sardegna: Arenas, Iglesias n.2669
Cerussite con Galena
Sardegna: Masua, Iglesias n.4765
Cerussite con Marcassite
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1615
Cerussite fibroso-radiata
Sardegna: Montevecchio n.846
Cerussite in dendriti
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.1814
Cerussite in fasci di XX
Sardegna: Montevecchio n.886
Cerussite in fasci di XX aciculari
Sardegna: Montevecchio n.1401
Cerussite in geode Quarzo
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.2624
Cerussite in piccoli XX
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.843, n.2097
Cerussite litoide
Sardegna: M.te Cerbus n.714; Malacalzetta, Iglesias n.1419
Cerussite nella Limonite
Sardegna: Montevecchio n.1413
Cerussite o Anglesite ?
Sardegna: Tini, Domusnovas n.4132
Cerussite stalattitica
Sardegna: Punta Curadori, Oridda n.2166
Cerussite stalattitica fibrosa
Sardegna: Arenas, Iglesias n.2175
Cerussite struttura fibrosa
Sardegna: Montevecchio n.*837
Cerussite su Galena
Sardegna: Monteponi n.*1532
Cerussite su Quarzo
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1775
Cerussite tinta da Malachite
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1613
Cerussite, Piromorfite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2837
Chamoisite
Sardegna: M. Canaglia, Nurra n.3954
Cherargirite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.901; Bruncu Arrubio n.2493; Campus S.Villagrande
n.1440; Giovanni Bonu, Sarrabus n.898, n.902, n.4354, n.11227; Min. Tuviois n.2585;
Min. Tuviois, Sarrabus n.2784, n.4435, n.4436; Mitza Rosa, Tuviois n.799, n.2628;
Nicola Secci, Sarrabus n.4415; S.Lucia, Flumini n.1672; Serra S’Ilixi, Sinnai n.2883;
Tacconis, Sarrabus n.2480, n.2509; Tuviois n.*3270
42 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Cherargirite XX piccoli
Sardegna: Sa Brecca, S.Vito, Sarrabus n.34, n.35
Cherargirite con Solfuro
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4353
Cherargirite in Fluorina
Sardegna: Sa Coa S’Olinu, Villagrande n.4444
Cherargirite in Fluorite
Sardegna: Sa Coa S’Olinu, Villagrande n.4445
Cherargirite in Galena decomposta
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.900, n.4355
Cherargirite nella Barite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.899
Cherargirite nella Baritina
Sardegna: Nicola Secci, Sarrabus n.4414
Cherargirite su Barite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.903
Cherargirite su Porfido
Sardegna: Min. Tuviois, Sarrabus n.4434
Cherargirite su Quarzo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.896, n.897; Min. Tuviois, Sarrabus n.4432, n.4433
Cherargirite su Scisto argilloso
Sardegna: Tacconis, Sarrabus n.4412
Cherargirite, Barite, Selenite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.11228
Cherargirite, Cerussite,Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.904, n.11226
Cherargirite, Embolite
Sardegna: Tuviois, Sinnai n.4437
Chiastolite
Sardegna.: Monte Narba, Sarrabus n.3633
Cianite
Lombardia: Monte Redasco, Valtellina n.3172
Toscana: Monte Brugiana, Alpi Apuane n.2984
Svizzera: Pizzo Forno, Canton Ticino n.3732; Sonnemberg, Canton Ticino n.3528
Cianite XX con Staurolite
Svizzera: Pizzo Forno, Canton Ticino n.3526
Cianite con Staurotide
Svizzera: S. Gottardo n.925
Cianite nella Paragonite
Svizzera: S. Gottardo n.922, n.923
Cianite var. Reticite
Svizzera: S. Gottardo n.1956
Cianite, Quarzo, Mica
Piemonte: Basodino-Frua, Val d’Antigorio n.3527
Cinabro
Sardegna: Masua, Iglesias n.2968
Toscana: senza localita n.647; Cortevecchia, Petricci, M.Amiata n.4107, n.4109; M.
Amiata n.3676; M. Ripa, Seravezza n.2197; Min. Cornacchino, M. Amiata n.2798; S.
Fiora, Grosseto n.2651; Siele, M. Amiata n.3822
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Veneto: Val Alta Agordo, Belluno n.1416, n.1621, n.1678
Cinabro XX
Corsica: Luri, Bastia n.3638
Toscana: Cornacchino, M.Amiata n.4598; Cortevecchia, M. Amiata n.3783
Cinabro XX con Calcite
Toscana: Min. del Siele, M. Amiata n.3355
Cinabro XX nell’Argilla
Toscana: Capalbio, Orbetello n.1453
Cinabro XX, Pirite
Corsica: Luri, Bastia n.3260
Cinabro colorante XX Calcite
Toscana: Min. Cornacchino, M. Amiata n.3780
Cinabro compatto
Veneto: Val Alta Agordo, Belluno n.1631
Cinabro con Anglesite
Sardegna: Monteponi n.691, n.693
Cinabro con Cerussite
Sardegna: Monteponi n.694
Cinabro con Ematite
Toscana: Min. Cornacchino, M. Amiata n.3821
Cinabro con Mercurio metallico
Toscana: Min. Cornacchino, M. Amiata n.648
Cinabro con Mercurio nativo
Toscana: Abbadia S. Salvatore, M. Amiata n.4113
Cinabro con Pirite decomposta
Toscana: Cornacchino, Grosseto n.2800
Cinabro con Realgar
Toscana: Cortevecchia, Petricci, M.Amiata n.4110, n.4111
Cinabro cristallino
Toscana: M. Ripa, Seravezza n.2851; Seravezza n.3070
Cinabro e Calcite
Toscana: Siele, M. Amiata n.3782; Cortevecchia Petricci, M. Amiata n. 4108
Cinabro e Calcite verde
Toscana: Min. Solforate, M. Amiata n.3815
Cinabro e suo trattamento
Veneto: Agordo, Belluno n.650
Cinabro in Scisto bituminoso
Veneto: Val Alta Agordo, Belluno n.1429
Cinabro in breccia cinabrifera
Toscana: Cortevecchia petricci, M. Amiata n.4106
Cinabro in massa con XX
Toscana: Siele, S. Fiora n.2793
Cinabro mammellonare
Toscana: Min. Solforate, M. Amiata n.3816
Cinabro nel Calcare
Toscana: Cortevecchia, Petricci, M.Amiata n.4102, n.4104
Cinabro nel Quarzo
Sardegna: Grugna, Iglesias n.2160
Toscana: Levigliani n.2802
43
a V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Cinabro nell’ Arenaria
Toscana: Cortevecchia Petricci, M. Amiata n.4103, n.4105
Cinabro nell’ Argilla
Toscana: Cortevecchia, M.Amiata n.4112; Cortevecchia, Petricci, M. Amiata n.4101
Cinabro nella Flanite
Toscana: Min. Cornacchino, M. Amiata n.3781
Cinabro nella Marna
Toscana: Cornacchino, S. Fiora n.2801; Min. Cornacchino, M. Amiata n.2799
Cinabro ocraceo
Toscana: Cortevecchia, Monte Amiata n.3784
Cinabro polverulento
Sardegna: Min. Campera, Iglesias n.2992
Cinabro su Galena
Sardegna: M. Onixeddu n.2285; Monteponi n.4871
Cinabro su Stibina
Sardegna: Su Suergiu, Gerrei n.3284, n.3637, n.5139
Cinabro su Trachite
Toscana: Abbadia S. Salvatore, M.Amiata n.5100
Cinabro terroso
Sardegna: M.Cuccheddu, Iglesias n.1989; Monteponi n.690
Toscana: Abbadia S. Salvatore, M.Amiata n.4114
Cinabro terroso con Cerussite
Sardegna: S.Benedetto, Iglesias n.3043
Cinabro terroso su Galena
Sardegna: M.Cuccheddu, Iglesias n.50; Min. Candiozzus, Iglesias n.3198; S.Giovanni,
Iglesias n.3635
Cinabro, Cerussite, Calamina
Sardegna: S.Giovanni, Iglesias n.4119; Monteponi n.*692
Clinocloro
Piemonte: Ala n.1121; Min. Traversella n.2346; Pallanzeno, Ossola n.1240
Clinocloro XX
Svizzera: Sempione n.1118
Clinocloro XX con Granato
Piemonte: Ala n.1123
Clinocloro con Calcopirite
Piemonte: Traversella n.2341
Clinocloro con Clorite
Piemonte: Min. Traversella n.4463
Clinocloro con Pirite
Piemonte: Min. Traversella n.2080
Clinocloro e Calcopirite
Piemonte: Min. Traversella n.11195
Clinocloro lamellare
Piemonte: Min. Traversella n.1122
Clinohumite
Campania: Monte Somma, Napoli n.3990
Clinozoisite XX
Valle d'Aosta: S. Barthelemy n.3681, n.3682, n.3683
Clorammonio
!
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 45
Campania: Vesuvio n.4005
Clorammonio XX sulla lava
Campania: Boscotrecase, Vesuvio n.3403
Clorite
Valle d’Aosta: S. Vincent, Aosta n.2083
Clorite XX con Quarzo
Piemonte: Min. Traversella n.2338
Clorite con Granati
Piemonte: Ala n.1117
Clorite con Smaragdite
Valle d’Aosta: S. Vincent, Aosta n.2082
Clorite in Quarzo
Piemonte: Traversella n.1530
Clorite in roccia
Valle d’Aosta: Valle Mariana, Aosta n.2133
Clorite, Pennina concrezione verde
Piemonte: Ala n.1119
Clorite, Quarzo, Dolomite
Piemonte: Traversella n.2345
Cloritoide (Sismondina)
Valle d'Aosta: Champ de Praz n.1430
Clorocalcite
Campania: Vesuvio eruzione 1872 n.*2100
Cloromelanite ?
Piemonte: Vallone Oropa, Biella n.3698
Cloromelonite
Piemonte: Falde di M. Rosso, Alto Vallone Oropa, Biella n.3700; Staz. neolitica di
Alba n.3693, n.3694, n.3695, n.3696
Cloromelonite (ascia)
Piemonte: Staz. neolitica di Alba n.3692
Clorotionite
Campania: Vesuvio 1906 n.4018
Cloruro di Argento su Baritina
Sardegna: Tuviois n.*2786
Cobaltina ricca in Argento
Sardegna: M. Monte Narba n.4308
Cobaltite
Sardegna: Fenugu Sibiri, Gonnosfanadiga n.771; Flumini Maggiore, Fenugu Sibiri
n.4219; Monte Narba, Sarrabus n.3243; Nieddoris, Flumini n.1612
Cobaltite con Eritrite
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.1033
Cobaltite con Millerite
Sardegna: Fenugu Sibiri, Flumini n.4839
Cobaltite, Galena, Siderite
Sardegna: Sa Menga, Flumini n.3244
Cobaltite, Ullmanite
Sardegna: M. Monte Narba, Sarrabus n.3947
Columbite
Piemonte: Craveggia, Ossola n.2686
46 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Columbite ? nel Quarzo
Piemonte: Craveggia, Ossola n.2866
Columbite nel Quarzo
Piemonte: Craveggia, Ossola n.2818
Comptonite
Campania: Monte Somma, Napoli n.2049
Connellite XX con Spangolite
Sardegna: Arenas, Iglesias n.3608
Cordierite
Toscana: S. Piero in Campo, Isola d’Elba n.3788
Corindone
Piemonte: Monte Rosa, Val Dossola n.367
Svizzera: S. Gottardo n.1168
Corindone armofane
Piemonte: Biella n.365
Corindone rosa nella Dolomite
Svizzera: S. Gottardo n.368
Corniola
Veneto: Valle dell'Arco, Vicentino n.116
Cotunnite
Campania: Vesuvio n.3629
Cotunnite XX
Campania: Vesuvio 1906 n.4024
Couseranite XX
Toscana: Botro ai Marmi, Campiglia Marittima n.5466
Covellina
Campania: Vesuvio, Napoli n.4017
Crisocolla
Liguria: Monte Ramazzo, Borzoli, Genova n.4145
Piemonte: Traversella n.2272, n.2273
Sardegna: Berra(d) e Padru, Ozieri n.3573; Ingurtosu n.4163
Crisocolla (?), Allofane (?)
Sardegna: Alghero n.4201
Crisocolla concrezione mammellonare
Piemonte: Traversella n.2271
Crisocolla mammellonare
Piemonte: Traversella n.3777
Crisotilo
Liguria: Libiola, Sestri Levante n.2202
Toscana: Impruneta, Firenze n.1374
Cuprite
Liguria: Libiola, Sestri Levante n.*2209; Reppia n.*789
Sardegna: senza località n.4173
Cuprite XX ottaedrici, Malachite
Sardegna: Min. Alghero n.4187
Cuprite XX trasformati in Malachite
Sardegna: Min. Alghero n.4188
Cuprite compatta e Malachite
Sardegna: Min. Alghero n.4190
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 47
Cuprite con Limonite
Sardegna: Min. Alghero n.4189
Cuprite con Malachite
Piemonte: Traversella n.1911
Cuprite incrostazioni su lava
Campania: Vesuvio eruzione 1830 n.791
Cuprite, Crisocolla, Diaspro
Sardegna: Min. Alghero n.4191
Cuprite, Malachite su Diorite
Toscana: Isola d’Elba n.2732
Cuprite, Malachite, Azzurrite
Sardegna: Arenas, Flumini n.2658
Cuprite, Malachite, Azzurrite
Liguria: Sestri Levante n.*790
Cuspidina
Campania: Monte Somma, Napoli n.1284
Cuspidina XX, Idocrasio
Lazio: Parco Chigi pr. Ariccia n.4898
Danburite
Lazio: La Volpara, Viterbo n.1041
Datolite
Emilia Romagna: Serra dei Zanchetti, Bologna n.*556, n.2114
Liguria: Casarza, Sestri Levante n.*504
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3539
Trentino Alto Adige: Seiser, Alpe Fassa n.554; Valle di Fassa n.3537, n.3538
Datolite XX
Emilia Romagna: Lizzo, Porretta, Bologna n.1736; Serra di Zanchetti, Bolognese n.2561;
Serrazanchetto, Bologna n.2479
Toscana: Montecatini n.2551
Trentino Alto Adige: Alpe di Siusi, Bolzano n.1760
Datolite con Prehnite
Trentino Alto Adige: Seiser Alpe n.2635
Davyna
Campania: Monte Somma n.214
Davyna (var. Nefelina)
Campania: Monte Somma n.2028
Dawsonite
Toscana: Campiglia Marittima n.2558; Min. Solforata, M. Amiata n.4142; Min. Solforata,
Siele, M. Amiata n.3772, n.3773
Demantoide con Amianto
Valle d’Aosta: Cave di Sechamp, Eresaz n.4618
Diallagio i
Piemonte: Baldissero Canavese n.4605
‘Diopside
Svizzera: Zillerthal n.722
Diopside XX
Piemonte: Valle d'Ala n.*2264
Diopside XX con Essonite
Piemonte: Testa Ciarva, Val d’Ala n.*3506
48 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Distene o Cianite var.Reticite
Svizzera: S. Gottardo n.924
Dolomia metallifera mineralizzata
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5070
Dolomite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.2660, n.3346, n.4488; Traversella n.1259, n.1301
Sardegna: Talentino, Tertenia n.264
Dolomite XX
Piemonte: Brosso, Ivrea n.1079, n.1280, n.3345, n.3705, n.4733, n.4918; Traversella
n.252, n.253, n.258
Trentino Alto Adige: Campitello, Valle di Fassa n.309; Pale S.Martino n.315
Svizzera: Traforo Sempione n.3344
Dolomite XX con Pirite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4486
Dolomite XX con Quarzo
Piemonte: Traversella n.260, n.4485
Dolomite XX con Quarzo ialino
Piemonte: senza località n.254
Dolomite XX con Siderite
Piemonte: Brosso n.2875; Brosso, Ivrea n.2874, n.4487
Sardegna: Monteponi n.263
Dolomite XX ialini
Piemonte: Traversella n.256
Dolomite XX romboedrici
Piemonte: Traversella n.1600
Dolomite XX selliformi
Svizzera: Traforo Sempione n.3477
Dolomite XX su Micascisto
Piemonte: Crodo, Valle Antigorio n.262
Dolomite XX, Quarzo ialino
Piemonte: Traversella n.255
Dolomite XX, Quarzo, Calcare
Piemonte: Traversella n.257
Dolomite XX, Quarzo, Calcopirite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4490
Dolomite XX, Quarzo, Fe oligisto
Piemonte: Traversella n.259
Dolomite XX, Quarzo, Pirite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.11199
Dolomite con Calcopirite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4489
Dolomite con Mesitina e Quarzo
Piemonte: Traversella n.308
Dolomite con Pirite
Piemonte: Traversella n.1981
Dolomite con Quarzo
Piemonte: Crevola d’Ossola n.3774
Dolomite ferrifera XX
Piemonte: Brosso n.2067
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 49
Dolomite ferrifera con Blenda
Sardegna: Min. Masua n.4767
Dolomite metallifera mineralizzata
Lombardia: P.te Nossa, Bergamo n.5052
Dolomite metallifera
Lombardia: P.te Nossa, Bergamo n.5049
Dolomite metallifera sterile
Lombardia: P.te Nossa, Bergamo n.5051
Dolomite rosea
Sardegna: Montevecchio n.1796
Dolomite selliforme
Piemonte: Traversella n.265, n.266, n.268
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa n.223
Dolomite selliforme con Pirite
Piemonte: Traversella n.312
Dolomite var. miermite
Toscana: Miemo n.314, n.1524
Dolomite, Calcite XX
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.808
Dolomite, Calcite, Fluorite
Sardegna: Flumini Maggiore n.3720
Efflorenze di Solfato di Mg
Liguria: Min. Ramazzo, Borzoli n.3891
Ematite
Campania: Monte Somma n.285, n.292, n.301, n.2010; Vesuvio, Napoli n.2211, n.2431,
n.2446; Vesuvio eruzione 1872 n.1873
Piemonte: Brosso, Ivrea n.3645, n.4531; Colle Vejdel Born, Alpi Marittime n.3314
Sardegna: Genna Ureu n.583; Masua n.4044; Perda Niedda n.3946
Sicilia: Aci Catena n.3321; Monti Etnei, Catania n.1774
Toscana: Isola d’Elba n.474; Min. Rio, Isola d’Elba n.4787, n.4788, n.4789, n.4790,
n.4791, n.4792, n.479, n.4794, n.4795, n.4796, n.4797, n.4798, n.4799, n.4800, n.4801,
n.4802, n.4803, n.4804, n.4805, n.4806, n.4807; Seravezza n.3316; Rio Marina, Isola
d’Elba n.3317
Valle d'Aosta: La Tete du Chargiur n.3312; Ville sur Sarre n.3313
Corsica: Marina di Luri n.3642
Ematite (Ocra rossa)
Toscana: Isola d'Elba n.511
Ematite XX
Campania: Vesuvio n.3447, n.3448; Vesuvio 1906 n.4007
Sardegna: Padria n.4073
Toscana: Isola d'Elba n.466, n.473, n.2688, n.2689, n.2691
Ematite XX a rose
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.3318
Ematite XX in Quarzo
Svizzera: Monte Fibia, Gottardo n.3738; Tavetsch, Grigioni n.3737
Ematite XX, Mica, Albite
Svizzera: S. Gottardo n.2429
Ematite a rose
Svizzera: Unterloch n.3767
20 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Ematite a rosetta
Piemonte: Brosso, Ivrea n.3018
Svizzera: S. Gottardo n.3928
Ematite bruna
Sardegna: Gutterru, S. Antonio n.1475
Ematite bruna mammellare
Sardegna: Su Meddau, Flumini n.1664
Ematite con Granato
Piemonte: Brosso n.4502
Ematite con Quarzo
Toscana: Rio, Isola d’Elba n.1343
Ematite con Smithsonite
Sardegna: Min. Masua n.4749
Ematite in Quarzo
Piemonte: Brosso, Ivrea n.3019
Ematite lamellare
Piemonte: Brosso n.482; Brosso, Ivrea n.3106
Ematite lenticolare
Toscana: Isola d'Elba n.471
Ematite micacea
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.3319
Piemonte: Brosso n.4530
Ematite micacea in Ocra rossa
Toscana: Isola d'Elba n.1314
Ematite nella lava
Campania: Vesuvio n.3320; Vesuvio eruzione 1916 n.3443
Ematite ricoperta da Quarzo XX
Eritrea: Min. Mendrizien n.5108
Ematite speculare
Piemonte: Brosso n.4532
Toscana: Isola d'Elba n.2692
Ematite su Feldspato
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3315
Ematite, Pirite, Magnetite
Piemonte: Brosso n.4533
Embolite
Sardegna: Brecca, Gennaflumini n.1694, n.2912, n.2913, n.2976; Mitza Rosa, Tuviois
n.2998, n.3269, n.3274; Tacconis, Sarrabus n.857, n.2933
Embolite XX
Sardegna: Mitza Rosa, Tuviois n.3200
Epidoto
Liguria: Sestri Levante n.*2203
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3766; Brosso n.3542, n.3704; Pallanzeno, Ossola
n.2333
Sardegna: Capo Carbonara n.3540, n.3541
Svizzera: S. Gottardo n.980
Epidoto Pistaccite
Toscana: Isola d’Elba n.2735
Epidoto XX
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 5I
Lombardia: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5079, n.5081
Piemonte: Ala n.1004; Brosso n.3050; Colle del Pasciet, Val d’Ala n.3534, n.3535;
Traversella n.975, n.978, n.979; Montajeu, Traversella n.2142
Epidoto XX aggruppati
Piemonte: Traversella n.984
Epidoto XX con Diopside
Valle d'Aosta: Ponte delle Capre, St. Vincent n.4509, n.4909
Epidoto XX con Oligisto
Piemonte: Brosso n.3055
Epidoto XX con Traversellite
Piemonte: Traversella n.981
Epidoto XX e Quarzo
Piemonte: Traversella n. 977, n.982
Svizzera: Sempione n. 983
Epidoto XX nel Cloriteschisto
Piemonte: n.2328
Epidoto XX su Granito
Sardegna: Cala Francese, Isola Maddalena n.3544
Epidoto XX, Anfibolo verde
Valle d’Aosta: S. Vincent n.2128
Epidoto a fasci di XX
Piemonte: Traversella n.2143
Epidoto aghiforme su Feldspato
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.1808, n.11183
Epidoto compatto, Magnetite XX
Valle d'Aosta: Min Creton, Valtournanche n.3564
Epidoto con Pirite
Piemonte: Brosso n.4509
Epidoto in Borzolite
Liguria: Borzoli, Genova n.4148
Epidoto manganesifero su Quarzo
Valle d'Aosta: S.Marcello, Aosta n.971, n.972, n.973
Epidoto nel Quarzo
Piemonte: Cistella, Ossola n.2281
Epidoto piccoli XX
Toscana: Isola d’Elba n.976
Epidoto radiato
Sardegna: Su Puru, tra Fonni e Correboi n.2498
Epidoto radiato, Quarzo, Sfeno
Toscana: Isola d'Elba n.2736
Epidoto su Feldspato e Quarzo
Sardegna: Cala Francese, Isola Maddalena n.3728
Epidoto su Quarzo
Valle d'Aosta: S. Marcello, Aosta n.974
Epidoto su Sfeno con Gneiss
Piemonte: Beora, Ossola n.4141
Epidoto, Quarzo, Pirite, Magnetite
Piemonte: Brosso n.4510
Epsomite
72 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Abruzzo: Min. di Fuso n.2559
Eriocalco
Campania: Vesuvio, Napoli n.4022
Eritrite
Sardegna: Min Tuviois, Sarrabus n.4438
Toscana: Capo Calamita, Isola d'Elba n.1333; Isola d’Elba n.1819
Eritrite con Cerussite
Sardegna: Monte Narba n.2009
Eritrite con Cobaltina e Argento
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.1410
Eritrite con Ossido nero Cobalto
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.1330
Erubescite con Calcopirite
Toscana: Montecatini n.*2061
Eteromorfite, Blenda, Siderite
Toscana: Bottino n.2024
Eurite dendritica
Toscana: Isola d'Elba n.*2764
Facellite
Campania: Monte Somma, Napoli n.1487
Fassaite con Granato
Lazio: Farnese Vulsini n.4849, n.4850
Fassaite con Idocrasio
Lazio: Farnese Vulsini n.4848
Fayalite
Sardegna: Villacidro n.*3047, n.3057
Feldspati vari
Lombardia: Cave di Olgiasca, Lago di Piona n.5086
Feldspato
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.*1023
Feldspato Ortose XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.*1010, n.*1013
Ferro oligisto
Toscana: Min. Rio, Isola d’Elba n.475, n.478, n.479, n.480
Ferro oligisto XX
Toscana: n.462, n.463, n.464, n.465, n.467, n.468
Ferro oligisto con Adularia
Svizzera: S. Gottardo n.483
Ferro oligisto con Ocra
Toscana: Isola d’Elba n.*476
Ferro oligisto con Pirite
Sardegna: Monte Ferro, Senegu n.1539
Ferro oligisto con Quarzo
Toscana: Min. Rio, Isola d'Elba n.472
Ferro oligisto iridescente
Toscana: senza località n.469, n.477
Ferro oligisto lamellare
Piemonte: Brosso n.481; Traversella n.486
Ferro oligisto litoide
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Liguria: Pietralavezzara, Pontedecimo, Genova n.494
Ferro oligisto micaceo
Piemonte: Traversella n.488
Toscana: Isola d'Elba n.487
Ferro oligisto micaceo, Marmo
Toscana: Carrara n.2985
Ferro oligisto ricoperto da Limonite
Toscana: Min. Rio, Isola d'Elba n.470
Ferro oligisto su Dolomite
Piemonte: Traversella n.484
Ferro oligisto, Calcare
Piemonte: senza località n.490
Ferro oligisto, Calcare, Quarzo
Piemonte: senza località n.489
Ferro titanite
Sardegna: Villacidro n.2280
Ferro titonato
Piemonte: Casaleggio, Ovada n.2777
Fibroferrite
53
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3667, n.3979, n.4578; Rosia, Siena n.*3666
Fibroferrite in Marcassite
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4574
Fibroferrite nel Gesso
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3838
Fillipsite
Campania: Monte Somma n.2052, n.11192; Vesuvio eruzione 1906 n.3999
Sicilia: Aci Castello n.3561
Fillipsite (var. Spangite)
Lazio: Capo di Bove n.1725
Fillipsite XX
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.3560
Lazio: Vallerano pr. Roma n.3143, n.3146, n.3148
Fillipsite XX nella lava
Lazio: Capo di Bove n.1082
Fillipsite con Calcite
Lazio: Vallerano pr. Roma n.3125
Fillipsite e Calcite
Sicilia: Aci Castello n.3892
Fillipsite nel Basalto compatto
Lazio: Acqua Acetosa, Roma n.1717
Fillipsite, Calcite in Basalto
Lazio: Capo di Bove n.1741
Fiorite
Toscana: S.Fiora n.4100
Fluorina
Sardegna: Tuviois, Sinnai n.2995
Svizzera: San Gottardo n.*300
Fluorina XX compenetrati da Argento
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1755
24 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Fluorina XX con Baritina
Sardegna: Su Luargius, Burcei n.917
Fluorina XX cubici
Sardegna: S. Lucia, Flumini n.2430
Fluorina, Pirite, Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*1876
Fluorite
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.289, n.298, n.302
Sardegna: Correboi, Lanusei n.1527; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1882; Mina S’Oreri,
Flumini n.1528, n.2384, n.2386; Monte Narba, Sarrabus n.2322, n.2408, n.2473; Perdas
de Fogu n.1670; Perdas de Fogu, Flumini n.1671; Su Sufruru, Flumini n.1528; Tacconis,
Sarrabus n.2999
Toscana: Carrara n.3801
Fluorite XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.291; Beura, Ossola n.293; Valle d’Ossola n.295
Sardegna: Baunei, Min. Golidoni n.3956; Flumini Maggiore n.3647; Giovanni Bonu,
n.297, n.1320, n.2212, n.2409, n.4328, n.4329, n.4330; Mina S’Oreri, Flumini n.2909;
Monteloro, Sarrabus n.2305; Monte Narba, Sarrabus n.2441, n.2510, n.2539, n.4282;
Perd’ Arba, Sarrabus n.1881, n.2326; S. Lucia, Flumini n.2366, n.2394, n.4157, n.11230;
Su Sufruru, Flumini n.1878, n.11239; Tacconis, Sarrabus n.3280, n.3281,
n.4402,n.4403, n.4628; Margini Arrubio n.763; Min. Serra d'Ilixi n.*3435
Toscana: Isola del Giglio n.3268
Valle d’Aosta: Monte Bianco n.299
Svizzera: S. Gottardo n.296
Fluorite XX aggruppati, Baritina
Sardegna: Su Luagiu, Burcei n.917
Fluorite XX con Albite XX
Toscana: Carrara n.4225
Fluorite XX con Armotomo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4331
Fluorite XX con Barite
Trentino Alto Adige: M. Fronte, Levico n.3881
Fluorite XX con Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2599; Monte Narba, Sarrabus n.4283; Serra d’Ilixi
n.*3655
Fluorite XX con Calcite XX
Sardegna: Min. Tacconis, Sarrabus n.4916
Fluorite XX con Galena XX
Sardegna: Tacconis, Sarrabus n.3278, n.3279
Fluorite XX con Marcassite
Sardegna: Isola Luargius n.1792
Fluorite XX con XX da studiare
Sardegna: Mina S’Oreri, Flumini n.3156
Fluorite XX cubici
Piemonte: Vinadio, Cuneo n.2037
Sardegna: Perdas de Fogu n.1669
Fluorite XX cubici, XX Calcite
Sardegna: Mina S’Oreri, Flumini n.1878, n.2011
Sicilia: Linguaglossa, Etna 1924 n.3158
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Fluorite XX e Quarzo
Sardegna: Tuviois n.2629
Fluorite XX su Graniti
Piemonte: Baveno n.3265, n.3267
Fluorite XX violetti
Sardegna: S. Lucia, Flumini n. 1748
Fluorite XX, Dolomite
Sardegna: Su Sufruru, Flumini n.3936
Fluorite XX, Quarzo, Mica
Piemonte: Valle d’Ossola n.4835
Fluorite con Armotomo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2596, n.2597
Fluorite con Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4327
Fluorite con Calcite XX
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2432
Fluorite con Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2410
Fluorite con Pirite e Calcare
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2598
Fluorite con Quarzo e Barite
Sardegna: Su Sufruru, Flumini n.3654
Fluorite con Quarzo e Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2452
Fluorite e Barite
Sardegna: Narcao n.3958
Fluorite e Microclino
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.5107
Fluorite frammento grosso X
Piemonte: Villa d’Ossola n.4226
Fluorite gialla in grossi XX
Sardegna: Su Sufruru, Flumini n.3155
Fluorite grossi XX
Sardegna: Mina S’Oreri, Flumini n.1511; Tacconis, Sarrabus n. 1877
Fluorite levigata per scorrimento
Sardegna: Correboi, Lanusei n.1879
Fluorite rosea XX
Piemonte: Valle d’Ossola n.294
Fluorite su Calcite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.4284
Fluorite verde
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.288
Fluorite verde XX
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1636
Fluorite verde XX deformati
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1637
Fluorite verde con Calcite XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2005
Fluorite violetta
55
26 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Lombardia: Min. Paj, S.Giovanni Bianco, Bergamo n.3968
Foresite
Toscana: Fonte del Prete, S.Piero, Isola d’Elba n.3064, n.3795
Foresite nella Lepidotite
Toscana: Isola d'Elba n.2755
Foresite, Stilbite
Toscana: Fonte del Prete, S.Piero, Isola d’Elba n.3800
Fosforite formata da ossa
Sardegna: Domusnovas n.*3663
Fosfosiderite XX violetti
Sardegna: S. Giovanneddu, Iglesias n.3850, n.3851
Fosgenite
Sardegna: M.te Onixeddu, Gonnesa n.3377; Monteponi n.1616, n.2086, n.2434, n.3500,
n.3501, n.3503, n.3839, n.3840, n.3841, n.3842
Fosgenite XX
Sardegna: Gibbas, Sarrabus n.3374, n.3375; Monteponi n.*683, n.738, n.751, n.*849,
n.850, n.1319, n.1676, n.2532, n.2534, n.2535, n.2602, n.2845,n.*3499, n.*3502,
n.*3911, n.3912, n.*3913, n.*4927; Montevecchio n.3376
Fosgenite XX aggruppati
Sardegna: Monteponi n.851, n.2533, n.2977
Fosgenite con Cerussite
Sardegna: Nebida, Iglesias n.2636
Fuchsite nel Micaschisto
Liguria: Serrea, Voltri, Genova n.3110
Fuggerite XX
Trentino Alto Adige: Alle Selle, Monzoni n.3131
Gadolinite (2?) XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3763, n.3764
Galena
Sardegna: M. Agruxau n.5025; Masaloni, Sarrabus n.2603; Min. Masua n.4756; Min.
Monte Narba n.663
Toscana: Caldana di Ravi, Grosseto n.4779
Francia: Min. Vallarnia pr. S. Dalmazzo di Tenda n.2934
Svizzera: Binnenthal, Vallese n.3726
Galena XX
Sardegna: Acqua Rubbia, Sarrabus n.667; Bacu Arrodas, Sarrabus n.2605; Gennamari
n.1713; Ingurtosu n.3742, n.3843; M. Monte Narba, Sarrabus n.659; Marganoi, Iglesias
n.2621; Montevecchio n.2251; Rosas Sulcis n.1534, n.1554; Sa Roja in Pentumos,
Flumini n.658
Galena XX con Argento
Sardegna: Min. Giovanni Bonu n.664
Galena XX con Argento nativo
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2455
Galena XX con Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2618; Masaloni, Sarrabus n.2604
Galena XX con Jamesonite
Toscana: Bottino, Seravezza n.2858
Galena XX con Quarzo
Sardegna: Ingurtosu, Gonnosfanadiga n.1697
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Galena XX con Siderite
Sardegna: Su Meddau, Flumini n.1663
Galena XX con Siderite decomposta
Sardegna: Montevecchio n.2964
Galena XX cubici con Blenda
Sardegna: M. Monte Narba, Sarrabus n.2007
Galena XX in Calcite XX
Sardegna: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.3264
Galena XX ottaedrici
Sardegna: Min. Giovanni Bonu n.665
Galena XX povera in Argento
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4263; Min. Giovanni Bonu n.4357, n.4358
Galena XX su Baritina
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2617
Galena XX su Calcare
Piemonte: Traversella n.673
Galena XX su Fluorite
Sardegna: Tacconis, Sarrabus n.2991
Galena XX su Quarzo
Piemonte: Traversella n.672
Sardegna: Correboi Lanusei n.1606
Galena XX su scisto
Sardegna: Tacconis, Sarrabus n.1316
Galena XX sulla lava nuova
Campania: Vesuvio n.3239
Galena XX, Argentite, Calcite
Sardegna: Min. Giovanni Bonu n.2515
Galena XX, Marmatite, Calcopirite
Toscana: Bottino Seravezza n.1339, n. 11214
Galena XX, Pirite, Dolomite
Piemonte: Traversella n.1729
Galena XX, Quarzo, Marcassite
Sardegna: Flumini Maggiore n.3643
Galena a grana fine e Argento
Sardegna: Min. Giovanni Bonu n.4356
Galena a struttura radiata
Sardegna: M. Monte Narba, Sarrabus n.1537
Galena argentifera
Sardegna: M. Monte Narba, Sarrabus n.686
Galena argentifera, Argento rosso
Sardegna: M. Monte Narba, Sarrabus n.4303
Galena compatta
Sardegna: Correboi Lanusei n.1548
Galena con Argentite
Sardegna: M. Monte Narba, Sarrabus n.1648
Galena con Calamina
Sardegna: M. Agruxau n.5029
Galena con Cloruro di Argento
Sardegna: Min. Giovanni Bonu n.679
57
38 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Galena con Pirite
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1693
Galena con Quarzo
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.681
Galena con Siderite
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4546
Galena con incrostazioni quarzose
Sardegna: Gennamari n.1700, n.1806
Galena concrezionata
Sardegna: Acqua Rubbia, Sarrabus n.2167
Galena e Blenda
Lombardia: Raibel profondo P. Nossa, Bergamo n.5058
Svizzera: Binnenthal, Vallese n.3725
Galena e Carbonato di Piombo
Sardegna: M. Agruxau n.5027
Galena e Cerussite
Sardegna: M. Agruxau n.5018
Galena fibrosa e brillante
Sardegna: Min. Argentiera della Nurra n.4968, n.4969
Galena in Argento
Sardegna: M.Tuviois, Sinnai n.4439; Villagrande n.*4443
Galena in Pirite
Piemonte: Brosso n. 2871, n. 4056
Galena in Quarzo e Schisto
Sardegna: Porto Torres n.4970
Galena nella Barite
Sardegna: M. Agruxau n.5046
Valle d'Aosta: Chapy, Courmayeur n.4607; Min. Trou des Romains n.*4608
Galena nella Limonite
Sardegna: Gennamari n.1754
Galena ricca di Argento
Sardegna: M. Monte Narba, Sarrabus n.4302
Galena, Argento, Stefanite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4262
Galena, Blenda (Laveria)
Sardegna: Porto Torres n.4971
Galena, Blenda e Calcopirite
Toscana: Tatto, Grosseto n.4781
Galena, Blenda, Calamina
Sardegna: Min. Masua n.4753, n.4759
Galena, Blenda, Calcite
Campania: Monte Somma n.331
Galena, Blenda, Calcopirite
Sardegna: Porto Torres n.4973
Galena, Blenda, Siderite
Sardegna: Porto Torres n.4974
Galena, Cerussa e Calamina
Sardegna: M. Agruxau n.5019
Galena, Pirite, Ematite
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 59
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4545
Galena, Pirite, Siderite
Piemonte: Brosso n.4547
Galestro giacimenti cinabriferi
Toscana: Min. Cortevecchia, Monte Amiata n.*5098
Ganga baritica ed ocracea
Sardegna: Min. M. Agruxau n.*5013
Ganga di Batite e Schisto
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4951
Ganga di Quarzo
Sardegna: Argentiera della Nurra n.11246
Ganga di Quarzo e Schisto
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4950
Gastaldite
Valle d’Aosta: Champ de Praz n.1427
Gehlenite
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle di Fassa n.2119
Gesso
Campania: Vesuvio n.1323, n.1887
Marche: Cafabri, Pergola n.3715
Sicilia: Caltanissetta n.706
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3707, n.4587; Saline di Volterra n.*3718
Valle d’Aosta: Courmayeur n.4612
Gesso (Sericolite)
Calabria: Catanzaro, Squillace n.1726; Squillace n.2084
Gesso XX
Emilia Romagna: Bolognese n.337
Marche: Cafabri, Pergola n.*1914, n.4888; Min. Cafabri, Fabriano n.3714; Perticara
n.2279, n.4675
Sardegna: Gennarella, Sarrabus n.326
Sicilia: Caltanissetta n.1490, n.4217, n.4887
Toscana: Castellina Marittima, Pisa n.1298, n.2502; Le Cetine, Rosia, Siena n.2663,
n.2805, n.2888, n.3034, n.3035, n.3706, n.3708, n.3709, n.3710, n.3711, n.3712, n.4584,
n.4587, n.11179; Chianciano n.3090; Siena n.1349; Volterra n.1350
Gesso XX aggruppati
Sicilia: n.338
Gesso XX aggruppati completi
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3208
Gesso XX allungati con inclusi
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2896
Gesso XX compatti
Sardegna: Bacu Abis, Gonnesa n.2027
Gesso XX compenetrati da Solfo
Marche: Cafabri Pergola n.1463
Gesso XX completo
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3679
Gesso XX con Calcite
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2806, n.4575
Gesso XX con Celestite
60 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sicilia: Caltanissetta n.332
Gesso XX con Kermesite
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.1635
Gesso XX con Solfo
Sicilia: senza località n.1714
Gesso XX corroso
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2895
Gesso XX in Galena
Sardegna: Monteponi n.2229
Gesso XX in geode Calcite
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2810
Gesso XX isolati
Calabria: Petilia Policastro n.2520
Toscana: Castellina Marittima, Pisa n.2519; Le Cetine, Rosia, Siena n.834, n.2824
Gesso XX isolato
Sardegna: Laconi n.325
Gesso XX lenticolare geminato
Toscana: Castellina Marittima n.11245
Gesso XX lenticolari
Toscana: Castellina Marittima, Pisa n.2501
Gesso XX lenticolari aggruppati
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2825
Gesso XX nel Marmo
Toscana: Carrara n.2986
Gesso XX nella parte calcarea
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.4576
Gesso XX sciolti
Piemonte: Giacim. Realgar, Valle del Tanaro n.4075, n.4076
Gesso XX su Calamina
Sardegna: Buggerru n.1458
Gesso XX su Calcare
Marche: Cafabri, Pergola n.2932
Gesso XX su Galena
Sardegna: Monteponi n.328
Gesso XX su Lignite
Sardegna: Brabusi, Gonnesa n.2176
Gesso XX su Quarzite
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2809
Gesso XX su Scisto
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.3628
Gesso XX su Solfo
Sicilia: Girgenti n.1297
Gesso XX su Stibina
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2804
Gesso XX tinto da Kermesite
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.4567
Gesso XX, Calcare, Solfo
Marche: Cafabri, Pergola n.1630
Gesso XX, Quarzo, Dolomite
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 61
Toscana: Carrara n.2790
Gesso con Galena e Calcite
Sardegna: Sarrabus n.4063
Gesso con Quarzo
Valle d'Aosta: Courmayeur n.4611
Gesso con XX inclusi
Marche: Cafabri, Pergola n.2931
Gesso concrezioni cristalline
Sardegna: Saline di Cagliari n.303
Gesso cristallino coralloide
Toscana: Rosia, Siena n.1661
Gesso fibroso
Sicilia: Caltanissetta n.4923
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2632
Gesso fibroso nei Basalti
Veneto: Serego, Vicentino n.340
Gesso frammenti grande XX
Toscana: Castellina Marittima, Pisa n.2503
Gesso grossi XX
Sicilia: Girgenti n.2569
Gesso grosso XX
Toscana: Castellina Marittima n.2518; Le Cetine, Rosia, Siena n.3207, n.3713; Merlo,
Siena n.2665
Gesso in XX nel Marmo
Toscana: Carrara n.*2996
Gesso in grossi XX
Toscana: Min. Cortevecchia, Monte Amiata n.4230
Gesso lenticolare
Lazio: Bagnaja, Viterbo n.2131
Gesso limpido con Bitume
Emilia Romagna: Solfare di Romagna n.1716
Gesso litoide
Liguria: Pontedecimo, Genova n.2200
Gesso nel Calcare
Veneto: Min. Agordo n.5153
Gesso penetrati di Solfo e Bitume
Emilia Romagna: n.1520
Gesso pseudomorfo Bassanite
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.4000
Gesso su Galena
Sardegna: M. Onixeddu n.3613
Gesso zonato con XX inclusi
Sicilia: Caltanissetta n.729
Gesso zonato litoide
Emilia Romagna: Solfare Cesena n.1788
Giadeite
Piemonte: Vallone Oropa, Biella n.3697
Valle d'Aosta: Vallone S. Marcello n.3699
Giaderite
62 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Piemonte: Alba n.*3691
Gigantolite
Sardegna: Dorgali n.*2653
Gigantolite delle Granuliti
Sardegna: Dorgali n.3653
Gimnite
Trentino Alto Adige: Mezzavalle, Valle di Fiemme n.3570, n.3571
Gimnite (?)
Liguria: Monte Ramazzo, Borzoli n.*3889
Gismondina
Lazio: Capo di Bove n.1110
Glaucofane XX
Piemonte: Le Beaume pr. Oulx n.3182
Gmelinite
Campania: Monte Somma, Napoli n.2053
Gmelinite XX
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1643, n.2821
Gmelinite gialli XX
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2820
Gmelinite rossa XX
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.880
Gmelinite rossa XX, Analcime
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2819
Grafite
Calabria: Maida n.3909
Piemonte: Calizzano, Valle Bormida n.*3173; Val Locana, Ivrea n.2383
Svizzera: Traforo Sempione n.3485
Grafite compatta
Piemonte: Val Soana n.1536; Valle Strona, Omegna n.711
Grafite con Asbesto
Piemonte: Montorolles n.3486; S. Germano, Chisone n.3015
Grafite scogliosa
Piemonte: Pinerolo n.1433
Granatite e Pirite
Sardegna: S.Leone Capoterra n.*4989
Granatite e Quarzo
Sardegna: Min. S. Leone Capoterra n.4982
Granatite tetto del filone
Sardegna: S.Leone Capoterra n.*4985
Granato
Calabria: M. Tiriolo pr. Catanzaro n.3132
Campania: Monte Somma n.261, n.269, n.270, n.287, n.322
Lazio: Anguillara pr. Bracciano n.3126
Piemonte: Ala n.928, n.933, n.*936, n.939; Brosso n.4503; Pallanzeno, Ossola n.1237,
n.1243; Traversella, Ivrea n.947, n.948, n.*2136, n.2137; Val d’Ala n.3515
Sardegna: Arcu Cannas, S. Vito, Sarrabus n.3008; Arenas, Iglesias n.1950, n.4065;
Domus de Maria, Siliqua n.1817; Min. S. Leone Capoterra n.5004, n.5006; Nebidedda,
Domusnovas n.3517
Toscana: Affaccata, Isola d’Elba n.3799; Capo Calamita, Isola d'Elba n.1365; Grotta
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 63
d’Oggi, Isola d’Elba n.3793; Isola d’Elba n.216, n.954; S. Pietro in Campo, Isola d'Elba
n.1364
Trentino Alto Adige: Canzocoli, Predazzo n.3516
Veneto: Campo d’Oro di Lonedo, Vicentino n.952
Svizzera: Airolo, Canton Ticino n.4054
Granato (Colofonite)
Toscana: S. Quirico pr. Pitigliano n.4854
Granato (Colofonite) in Quarzo
Valle d’Aosta: S. Marcel n.3179
Granato (Grossularia)
Toscana: Affaccata, Isola d’Elba n.3074; Isola d’Elba n.2350
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle di Fassa n.319
Granato (Grossularia), Epidoto
Toscana: Affaccata, Isola d'Elba n.3075
Granato (Melanite)
Campania: Vesuvio n.955
Lazio: Farnese, Vulsini n.4852
Granato (Melanite) XX
Lazio: Frascati n.3151; Parco Chigi, Ariccia n.3191, n.3920
Granato (Spessartina)
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3069, n.3072
Granato (Spessartite)
Valle d'Aosta: S. Marcello, Aosta n.2060
Toscana: Isola d'Elba n.932
Granato (Topazolite)
Piemonte: Pian della Mussa, Val d’Ala n.935, n.941, n.3185
Granato (var. Demantoide) XX
Lombardia: Franscia, Val Malenco n.5084
Granato XX
Calabria: Porro di Mileto, Monteleone n.2078
Lazio: Anguillara pr. Bracciano n.3144
Lombardia: Sondalo, Valtellina n.4053
Piemonte: Trasquera, Sempione n.945; Valle d’Ala n.*3186
Sardegna: Acqua Rubbia, Sarrabus n.957, n.958, n.2995; Oliena, Nuorese n.4071; Per-
da Niedda n.3939
Toscana: Isola d'Elba n.2856; Reg. Pantano, Pitigliano n.1099; S. Quirico pr.Pitigliano
n.4858
Granato XX (Essonite)
Valle d'Aosta: S. Vincent n.4901
Granato XX (Melanite)
Campania: Monte Somma, Vesuvio n.3986
Granato XX con Vesuviana XX
Campania: Monte Somma n.3776
Granato XX da Pegmatiti
Lombardia: Olgiasca, Lago di Como n.5091
Granato XX deformati
Piemonte: Ala n.930
Granato XX nel Micaschisto
Piemonte: Cistella, Ossola n.944
64 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Svizzera: Trasquera, Sempione n.946
Granato XX ottaedrici, Albite
Toscana: Isola d'Elba n.2730
Granato XX rombododecaedrici
Lombardia: Sondalo, Valtellina n.2187
Granato XX, Epidoto
Liguria: Rio Baracca pr. la Ferriera n.*3885
Granato XX, Ortose
Toscana: Isola d'Elba n.2729
Granato XX, Ortose, Quarzo
Toscana: Isola d'Elba n.1938
Granato amorfo
Sardegna: Fonni, Correboi n.2186
Granato compatto
Liguria: Rio Barzaca, Val dell’Orba n.3886
Piemonte: Torrente Arsa, Rumianca, Ossola n.956
Sardegna: Min. S. Leone Capoterra n.1793
Granato compatto con Anfibolo
Piemonte: Traversella n.2243
Granato con Amianto
Lombardia: Val Malenco, Valtellina n.1933
Granato con Clorite
Piemonte: Ala n.*931
Granato con Diopside
Piemonte: Ala n.*929, n.*938
Granato con Epidoto
Piemonte: Montajeu, Traversella n.1790
Granato con Gastaldite
Valle d'Aosta: Val Mariana n.943
Granato con Lepidotite
Piemonte: Ala n.*937
Granato con Melonite
Lazio: Frascati n.*953
Granato con Pennina
Toscana: Isola d’Elba n.2770
Granato con Pirrotina
Piemonte: Miggiandone, Pallanza n.949
Granato con Sfeno
Valle d’Aosta: Valtournanche n.730, n.5101
Granato con Tormalina nera
Lombardia: Olgiasca, Lago di Como n.1585
Granato con Vesuviana
Piemonte: Ala n.934
Granato e Anfibolo
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2220; Min. S. Leone Capoterra n.5005
Granato e Idocrasio
Campania: Vesuvio n.323, n.950, n.951
Lazio: Farnese n.4867; Farnese, Vulsini n.4847
Granato ferrifero
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 65
Toscana: Isola d'Elba n.2768
Granato nel Calcare
Sardegna: Nebidedda, Domusnovas n.3046; Vetta S. Maria, Gonari Nuovo n.2185
Granato nel Quarzo
Valle d'Aosta: Valle Mariana n.942
Granato nel Quarzo con Muscovite
Calabria: Passo di Mileto n.2416
Granato su Granito
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1949
Granato verdastro in Galena
Sardegna: Su Sufruru, Flumini n.1512
Granato verde con Amianto
Lombardia: Val Malenco, Valtellina n.2194
Granato verde cupo
Toscana: Isola d'Elba n.940
Granato, Blenda, Nefelite
Campania: Monte Somma n.1974
Granato, Pirite, Anfibolo
Piemonte: Brosso n.4501
Granato, Pirite, Ematite
Piemonte: Brosso n.4500
Granato, Pirite, Fe oligisto
Piemonte: Brosso n.3053, n.3054, n.3195
Greenockite su Blenda
Sardegna: Sarrabus n.1544
Greenockite sulla Galena
Sardegna: Montevecchio n.2418
Greenockite sulla Marchesite
Sardegna: Montevecchio n.447
Greenockite terrosa con Galena
Sardegna: Montevecchio n.3225
Greenockite, Blenda, Calamina
Sardegna: Masua, Iglesias n.3365
Greenokite con XX Barite
Sardegna: Montevecchio n.*3226
Halite
Campania: Vesuvio n.4016
Halite XX con Clorammonio
Campania: Vesuvio n.4011
Halite XX su Tenorite
Campania: Vesuvio n.4010
Hatchettite
Emilia Romagna: Monte Falò n.1074, n.1411
Hatchettite nuova var. cristallina
Emilia Romagna: Monte Falò n.1734
Hatchettite var. Ozocherite
Emilia Romagna: Monte Falò, Savigno n.1985, n.1987, n.2917, n.2918
Hauerite
Sicilia: Raddusa n.*2867
66 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Hauerite XX
. Sicilia: Pietra Pizzuta, Raddusa n.1765, n.1766
Hauerite XX ottaedrici
Sicilia: Raddusa n.*833, n.1765
Hauynite
Campania: Monte Somma, Vesuvio n.1742, n.1943, n.4895; Vesuvio n.1125, n.1126
Hauynite XX
Campania: Monte Somma, Vesuvio n.3996
Lazio: Ariccia n.3137; Marino n.3189
Hauynite XX azzurri
Lazio: Ariccia n.3139
Hauynite compatta con Sanidino
Lazio: Ariccia n.3118
Hauynite con Mica e Pirosseno
Campania: Monte Somma, Napoli n.2631
Hauynite nella lava
Campania: Vesuvio n.1127
Herschelite
Sicilia: Palagonia, Val di Noto n.3894
Herschelite con Analcime
Sicilia: Aci Castello n.1553
Heulandite
Sardegna: M. Olladiri, Monastir n.2115; Monastir n.2075, n.2147
Toscana: S. Piero in Campo, Isola d’Elba n.1372
Trentino Alto Adige: Drio le Pale, Valle di Fassa, Tirolo n.1310; Valle di Fassa, Tirolo
n.1952, n.1960
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1543; Val Zuccanti, Vicentino n.2616
Heulandite XX
Sardegna: Monastir n.2451
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa, Tirolo n.1078
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2672
Heulandite XX con Fluorite
Svizzera: Vieschthal, Vallese n.3750
Heulandite con Sfeno
Svizzera: Maderanerthal, Uri n.3736
Heulandite e Celestite
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.449
Heulandite e Desmina
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2674
Heulandite nel Basalto
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2649, n.2670
Heulandite, Calcite, Celestina
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2290
Heulandite, Stilbite
Toscana: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d’Elba n.3798
Hg nativo, Cinabro cristallino
Toscana: Cortevecchia, Monte Amiata n.*3820
Hjordtalite (Guarinite)
Campania: Monte Somma, Napoli n.1292
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 67
Humite
Campania: Monte Somma, Napoli n.396, n.397
Humite con Mica
Campania: Monte Somma, Napoli n.400
Humite con Pleonasto
Campania: Monte Somma, Napoli n.401
Ialite (Opale)
Sardegna: Perdas de Fogu, Isola di S.Antioco n.2577
Ialite su Trachite
Sardegna: Perdas de Fogu, S. Antioco n.*2578
Ialite sulla Ciminite
Lazio: La Quercia pr. Viterbo n.4859
Idocrasio
Campania: Monte Somma, Vesuvio n.996
Lazio: Farnese, Vulsini n.4846
Piemonte: Ala n.*1008
Trentino Alto Adige: Canzocoli, Val di Fassa n.1848
Idocrasio XX
Lazio: Ariccia n.3136; Farnese, Vulsini n.4856
Piemonte: Testa Ciarva, Val d’Ala n.*3523
Valle d'Aosta: Chatillon n.4906
Idocrasio XX con Essonite
Piemonte: Testa Ciarva, Val d’Ala n.3525
Idocrasio XX con Granato
Campania: Monte Somma, Napoli n.4896
Idocrasio XX e Clinohumite
Campania: Monte Somma, Napoli n.3988
Idocrasio XX e Hauyna
Lazio: Cappuccini di Albano n.3141
Idocrasio con Fassaite
Lazio: Farnese, Vulsini n.4866
Idocrasio con Nefelina
Campania: Vesuvio, Napoli n.*997
Idocrasio e Granato
Lazio: Farnese, Vulsini n.4857
Idocrasio e Mica
Campania: Monte Somma, Napoli n.137, n.988
Idocrasio giallo chiaro
Campania: Vesuvio n.992
Idocrasio, Granato, Fassaite
Lazio: Farnese, Vulsini n.4851
Idocrasio, Granato, Spinello
Calabria: Tiriolo n.2072
Idrocarbonato di Zinco
Sardegna: Min. Sa Duchessa, Domusnovas n.4737, n.4738; Campospino, Iglesias n.*605
Idrodolomite
Campania: Monte Somma, Napoli n.1842, n.2633, n.3994
Lazio: Parco Chigi, Ariccia n.4833
Idrogiobertite
68 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Campania: Monte Somma, Napoli n.2504
Idromagnesite
Liguria: Min. M. Ramazzo, Borzoli n.3875; Monte Ramazzo, Borzoli n.*3964
Valle d'Aosta: Cava di Sechamps, Eresa n.4651, n.4652; Emarese n.3915
Idromagnesite XX
Liguria: Min. M. Ramazzo, Borzoli n.4153
Idrozincite
Lombardia: Oneta Gorno n.1312
Sardegna: Buggerru, Flumini n.609; Campospino, Iglesias n.604, n.606, n.608; Gutturru
Pala, Iglesias n.2174; Masua n.4085; Min. Masua n.584, n.4035, n.4036, n.4632, n.4633;
S.Benedetto, Iglesias n.599; S.Giovanni, Iglesias n.1800
Idrozincite con Calamina
Lombardia: Ponte Nossa, Bergamo n.5067
Idrozincite con Calcite
Sardegna: Campospino, Iglesias n.604, n.606, n.608
Idrozincite e Calamina
Sardegna: Min. Masua n.4029, n.4033, n.4037, n.4084; Min. Sa Duchessa, Domusnovas
n.607
Idrozincite stalattitica
Sardegna: Min. Sa Duchessa, Domusnovas n.598; Planudentis n.600
Ilmenite XX con Adularia
Svizzera: Colle Lucendru, Gottardo n.3322
Ilmenite XX in pietra ollare
Lombardia: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5083
Ilmenite con Albite
Valle d'Aosta: St. Marcel n.3193
Ilmenite nel Quarzo
Piemonte: Valle Dora n.555
Ilvaite
Toscana: Campiglia Marittima n.1306; Isola d’Elba n.2613
Ilvaite XX
Toscana: Isola d'Elba n.551, n.552, n.1305, n.1306, n.1344
Ilvaite XX superficialmente decomposti
Toscana: Isola d'Elba n.*549
Ilvaite XX, Anfibolo fibroso-radiato
Toscana: Campiglia Marittima n.4208
Ilvaite con Pirosseno verde
Toscana: Isola d'Elba n.553
Ilvaite nel Pirosseno
Toscana: Isola d'Elba n.2754
Iperite
Emilia Romagna: Bolognese n.*1197
Ipersteno con Plagioclasio
Emilia Romagna: Pian di Casale, Bolognese n.2560
Ipersteno fibroso, Plagioclasio
Emilia Romagna: Pian di Casole n.2560
Jaloallofane
Sardegna: Montenovo, Correboi n.*3703
Jaloallofane cuprozincifera
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Sardegna: Rosas Sulcis, Iglesias n.2959, n.2960, n.2961, n.3102
Jamesonite
Toscana: Bottino, Seravezza n.1529; Min. Rancio, Campiglia, Soana n.3249
Jamesonite con Galena
Toscana: Bottino, Seravezza n.1340
Jamesonite, Meneghinite
Toscana: Bottino, Seravezza n.2857, n.2862
Jordanite XX con Blenda
Svizzera: Binnenthal, Vallese n.3756
Kermesite
Lombardia: Stabello, Valtellina n.3161
Sardegna: Min. Su Leonargiu, Sarrabus n.2513, n.2514, n.2842
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3241, n.3833
Kermesite aghiforme
Sardegna: Sa Brecca, S.Vito, Sarrabus n.92
Kermesite in veli su Gesso
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3671
Labradorite XX
Sicilia: M. Rossi pr. Nicolosi n.2936
Lapislazuli
Campania: Monte Somma, Napoli n.2563
Lazio: Cappuccini di Albano n.3135; Parco Chigi, Ariccia n.3187, n.4834
Larderellite
Toscana: M. Cerboli n.161, n.3089
Laumontite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1409
Laumontite (Caporcianite)
Toscana: Montecatini, Val di Cecina n.1549, n.2552, n.3063
Laumontite X, Calcite, Quarzo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2448
Laumontite XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3765
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2483; Monte Narba, Sarrabus n.2615
Laumontite XX con Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2447, n.2449
Laumontite XX su Fluorite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2527
Laumontite XX su Quarzo
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3563
Laumontite XX, Calcite, Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2450
Laumontite con Calcite
Toscana: Montecatini, Val di Cecina n.2553
Laumontite decomposta
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2600
Laumontite, Fluorite verde
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2490
Laumontite, Fluorite, Quarzo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2492
69
70 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Laumontite, Quarzo, Pirite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2491
Laumontite, Rame, Calcite
Toscana: Montecatini, Val di Cecina n.3791
Lazulite
Svizzera: Ghiacc. del Goerner, Zermatt n.3588
Leadhillite
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.1445, n.1446, n.1447, n.1448, n.1449, n.1533, n.1561,
n.11178; Min. Barrasciutta, Domusnovas n.3615; S. Giovanni, Iglesias n.2625, n.3614
Leadhillite XX
Sardegna: Arenas n.*3869; Malacalzetta, Iglesias n.2214; S. Giovanni, Iglesias n.2118
Leadhillite XX su Galena
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.889
Leadhillite con Linarite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3616, n.3617
Leadhillite in geode
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.2215
Leadhillite in lamelle
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.2213, n.*2216, n.*2217
Leadhillite in tavolette XX
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.890
Lepidotite
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.4820
Lepidotite con Tormalina rosea
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1378
Lepidotite con Tormalina verde
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1367
Lergolite
Piemonte: Val Vigezzo, Ossola n.*2897
Leucite
Campania: Monte Somma n.2096; Vesuvio 1872, Napoli n.1888; Vesuvio, Monte Som-
ma n.1947; Dint. Vesuvio n.1063
Leucite XX
Campania: Monte Somma, Napoli n.1346, n.1507n.1518, n.1526, n.1547, n.1563; Sessa
pr. Roccamonfina n.1739; Napoli n.*1061; Vesuvio n.*1062
Lazio: Buon Respiro, Viterbo n.1169; Parco Chigi, Ariccia n.3919; Vicane, Viterbo
n.4864
Leucite XX fluitati
Lazio: Fosso di Acquacetosa, Roma n.3153
Leucite XX in parte metamorfizzata
Campania: Monte Somma, Napoli n.1358
Leucite XX, Pleonasto
Campania: Monte Somma n.1486
Leucite alterata
Lazio: Ponte dell’Elce, Viterbo n.1164
Leucite con Anortite
Campania: Monte Somma n.1355
Leucite con Biotite
Lazio: Ariccia, Roma n.3123
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 71
Leucite con Mejonite
Campania: Monte Somma, Napoli n.1959
Leucite e Anfibolo
Campania: Vesuvio eruzione 1872 n.1064
Leucite in Leucotefrite
Lazio: Buon Respiro, Viterbo n.4861
Leucitite
Lazio: Lago di Bolsena n.1962
Leucitite con Hauynite
Lazio: Tavolato, Roma n.3122
Leucitofiro in una colata
Lazio: Buon Respiro, Viterbo n.1948; Viterbo n.1946
Liebeuerite
Trentino Alto Adige: Viezena, Val di Fassa n.3675
Limonite
Calabria: Pazzano n.3907, n.3908
Liguria: M. Ramazzo pr. Borzoli n.4146
Piemonte: Viganella, Valle Antrona, Ossola n.497, n.501, n.503
Sardegna: Min. di Gennamari, Flumini n.1812; S. Giovanni, Iglesias n.1885, n.2301
Toscana: Isola d’Elba n.502; Rio Marina, Isola d’Elba n.3332
Limonite XX
Sardegna: Perdoniedda, Iglesias n.3940
Limonite calamifera
Sardegna: Masua, Iglesias n.498
Limonite compatta
Piemonte: Valle Antrona, Ossola n.1826
Limonite con Cerussite XX
Sardegna: Montevecchio n.1825
Limonite concrezionata
Piemonte: Brosso n.496
Sardegna: M. Masua n.4090
Limonite e Quarzo
Piemonte: Min. di Brosso, Ivrea n.4548
Limonite epigenica di Ematite
Piemonte: Min. di Brosso, Ivrea n.4549
Limonite epigenica di Pirite
Toscana: Isola d’Elba n.505, n.508
Veneto: Rovere di Velo, Vicentino n.509
Limonite iridescente con Oligisto
Toscana: Isola d’Elba n.1302
Limonite iridescente
Toscana: Isola d'Elba n.499, n.2752, n.2772; Rio Marina, Isola d’Elba n.1342
Limonite pseudomorfa di Oligisto
Toscana: Isola d’Elba n.2753
Limonite pseudomorfa
Liguria: La Spezia n.*507
Piemonte: S. Damiano, Asti n.506
Linarite
Sardegna: Arenas, Iglesias n.3604, n.3605, n.*3606; Is. Luargius, Burcei n.210;
72 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Min. Arenas, Domusnovas n.*3039; Rosas, Sulcis n.642, n.802; S. Giovanni, Iglesias
n.881, n.882; S. Lucia, Flumini n.1662
Linarite XX
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3618, n.3619, n.3620; S. Giovanni, Iglesias n.3199
Linarite XX fibroso-radiati
Sardegna: Arenas n.2779
Linosite XX
Sardegna: Su Pepeu, Giojosa Guardia n.1584
Liparite
Sicilia: Isola di Lipari n.*821
Liparite su lava
Campania: Vesuvio n.*822
Magnesioferrite
Campania: Vesuvio, Napoli n.1880
Magnesite
Piemonte: Baldissero Canavese n.4599; Castellamonte n.360, n.361
Toscana: Isola d’Elba n.2766; S.Piero, Isola d’Elba n.4828
Magnesite (Giobertite)
Piemonte: Caselletta n.363
Magnesite in Peridotite alterata
Piemonte: Baldissero Canavese n.4602
Magnetite
Emilia Romagna: Groppomaggio, App. Parmense n.526
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4534; Traversella n.513, n.514, n.516, n.518, n.2242,
n.4471
Sardegna: La Ginestredda, Teulada n.1820; Min. S.Leone Capoterra n.1496, n.4993,
n.4994, n.4995, n.4998, n.4999, n.5000; Monte Cuccheddu, Iglesias n.3632; Perda
Niedda, Domusnovas, Iglesias n.3945
Toscana: Isola d’Elba n.529
Valle d'Aosta: Min. Cogne n.5102; Min. di Barthelemy n.3331
Magnetite XX
Campania: Monte Somma, Napoli n.3993
Piemonte: Traversella n.522
Sardegna: M. Saris, Talentino, Tertenia n.527
Valle d'Aosta: San Marcello n.1431
Magnetite XX con Malachite
Piemonte: Traversella n.4472
Magnetite XX con Pirosseno
Piemonte: Traversella n.521
Magnetite XX con Quarzo
Piemonte: Traversella n.*1304
Magnetite XX fluitati
Lazio: Fosso di Rubiano pr. Anguillara n.3154
Magnetite XX nel Cloritescisto
Corsica: Marina di Luri n.3644
Magnetite XX nel cloritoscisto
Piemonte: Craveggia, Ossola n.2685
Magnetite XX, Dolomite, Pirite
Piemonte: Traversella n.4480
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Magnetite XX, Quarzo, Dolomite
Piemonte: Traversella n.515, n.1303
Magnetite compatta
Piemonte: Min. Brosso n.3014; Traversella n.523
Sardegna: Villanova Strixaili, Lanusei n.1489
Valle d'Aosta: Min. Cogne n.1540
Magnetite con Barettite
Piemonte: Traversella n.517
Magnetite con Clorite, Talco
Piemonte: Traversella n.4474
Magnetite con Dolomite
Piemonte: Traversella n.524, n.4475
Magnetite con Epidoto e Quarzo
Sardegna: Min. S.Leone Capoterra n.5003
Magnetite con Mica
Campania: Monte Somma, Napoli n.341
Magnetite con Ortoclasio
Campania: Monte Somma, Napoli n.1738
Magnetite con Pirite
Piemonte: Brosso n.*4535, n.4536, n.4537; Traversella n.4476
Magnetite con Pirrotina
Piemonte: Traversella n.2351
Magnetite con Quarzo
Sardegna: Monte Prinei = Min. S.Leone Capoterra n.4966, n.4988, n.5001, n.5002
Magnetite con Quarzo e Pirite
Sardegna: Min. S.Leone Capoterra n.4983
Magnetite con Scheelite
Piemonte: Traversella n.4484
Magnetite con Steatite
Piemonte: Traversella n.2336
Magnetite con roccia epidotica
Piemonte: Traversella n.4478
Magnetite e Calcopirite
Piemonte: Traversella n.4479
Magnetite e Ematite
Trentino Alto Adige: Roncegno, Trento n.3330
Magnetite e pirite nel Calcare
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4538
Magnetite listata con Dolomite
Piemonte: Traversella n.4481
Magnetite nella Serpentina
Valle d'Aosta: Cogne n.3453
Magnetite nucleo da Serpentina
Liguria: M. Ramazzo pr. Borzoli n.4144
Magnetite polare
Sardegna: Min. Nebidedda, Domusnovas n.3038; Min. S.Leone Capoterra n.4992
Toscana: Capo Calamita, Isola d’Elba n.3329
Magnetite titanifera
Piemonte: Baceno, Ossola n.4844
Ie; V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Magnetite, Dolomite e Pirite
Piemonte: Traversella n.4477
Magnetite, Limonite e Pirite
Piemonte: Traversella n.4473
Magnetite, Quarzo e Epidoto
Sardegna: Min. S.Leone, Capoterra n.4997
Magnetite, Quarzo e Granato
Sardegna: Min. S.Leone, Capoterra n.1496, n.4984
Magnetite, Sanidite, Augite
Lazio: Farnese n.*4855
Malachite
Liguria: Min. Ramazzo, Genova n.4147
Piemonte: Traversella n.2274; Val Bagnanco, Ossola n.811
Sardegna: Arenas, Iglesias n.591; Barrasciutta, Domusnovas n.4179; Malacalzetta,
Iglesias n.3040; Min. Palmavexi, Iglesias n.3378; Montevecchio n.3021; Nuoro n.*3379;
Rosas, Sulcis n.3022, n.3380, n.3511, n.4133, n.4176, n.4178; S.Giovanni, Iglesias
n.2626
Toscana: Isola d'Elba n.2731
Malachite XX
Sardegna: Alghero n.4451
Malachite XX aciculari
Piemonte: Valle Bagnanco, Ossola n.824
Malachite XX aghiformi
Sardegna: Alghero n.4199
Malachite XX con tetraedrite
Sardegna: Arenas n.4181
Malachite aciculare
Sardegna: Alghero n.4200
Malachite con Cerussite
Sardegna: Min. Su Steri, Domusnovas, Cagliari n.3664
Malachite con Limonite
Liguria: Monte Tagliolo, Sestri Ponente n.*819
Malachite con Massicotite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3371
Malachite con XX Gesso ?
Piemonte: Traversella n.1263
Malachite concrezioni su Ematite
Sardegna: Alghero n.4452
Malachite e Bornite
Toscana: Min. Cretaio, Massa Marittima n.4784
Malachite e Crisocolla
Piemonte: Traversella n.1261
Malachite fibrosa
Piemonte: Traversella n.2275, n.*2337
Malachite fibrosa in Limonite
Sardegna: Alghero n.4198
Malachite mammellonare
Sardegna: Alghero n.4197
Malachite terrosa
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO dD
Piemonte: Valle Bagnanco, Ossola n.820
Manganite compatta
Liguria: Vallone, Gava, Voltri n.1884
Manganite stalattitica
Toscana: Isola d’Elba n.2757
Marcassite
Sardegna: Gerrei n.5140; Giovanni Bonu, Sarrabus n.11232; Min. G. Bonu, Sarrabus
n.2391, n.2601; Min. Masaloni, Sarrabus n.4392; Montevecchio n.448
Toscana: Rosia, Siena n.*3665
Marcassite XX
Sardegna: Montevecchio n.736, n.1388, n.2892
Marcassite XX iridescente
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2780
Marcassite con Argentite XX
Sardegna: Min. Tuviois, Sinnai n.4440
Marcassite con Calcare
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.445
Marcassite con Galena
Sardegna: Perdas de Fogu, Flumini n.1665
Marcassite fibroso-radiata
Veneto: Vicentino n.2252
Marcassite in Arnione
Sardegna: Min. Su Suergiu, Gerrei n.5141
Marcassite in Calcite
Sardegna: Min. G. Bonu, Sarrabus n.4364
Marcassite in XX con Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas n.*4270
Marcassite iridescente con Galena
Sardegna: Correboi, Lanusei n.1994
Marcassite iridescente
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1436; Giovanni Bonu, Sarrabus n.2295; Masaloni
4395
Marcassite iridescente mammellonare
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2681
Marcassite mammellonare
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.446, n.*4269; Min. G. Bonu, Sarrabus n.2778,
n.4363
Marcassite nel Quarzo
Sardegna: Montevecchio n.1434
Marcassite sferoide
Sardegna: Su Suergiu, Villasalto n.2796
Marmatite nitidi XX
Toscana: Bottino, Seravezza n.*1730
Marmo bianco e nero
Liguria: Isola di Palmaria n.*3480
Marmo portoro
Liguria: Isola di Palmaria n.*3478, n.*3479
Mascagnite
Toscana: Castelnuovo n.160
76 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Massicot, Malachite, Barite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3656, n.3659
Materiali argillosi ed ocracei
Sardegna: Min. M. Agruxau n.*5011, n.*5012,
Megmacite (?)
Sardegna: Genna Ureu n.3165
Meionite
Campania: Monte Somma n.167, n.1674, n.1718, n.1932, n.1941; Vesuvio n.963, n.967
Meionite con Pirosseno
Campania: Monte Somma n.178
Melanite XX
Lazio: Cappuccini d’Albano n.*3119
Melanoflogite
Sicilia: Min. Giona n.1255, n.1423, n.2025, n.2570, n.2869, n.2920, n.4140
Melanoflogite XX
Sicilia: Min. Giona n.1438, n.2919, n.4212
Melanoflogite XX con Celestite
Sicilia: Min. Giona, Racalmuto n.869
Melanoflogite XX su Calcare
Sicilia: Min. Giona n.1253
Melanoflogite amorfa
Sicilia: Min. Giona, Racalmuto n.859
Melanterite
Toscana: Isola del Giglio n.3107; Rosia, Siena n.3668, n.3669
Veneto: Min. di Agordo n.5155
Melilite (Humboldtilite)
Campania: Monte Somma, Napoli n.1721
Melilite XX
Lazio: Capo di Bove, Roma n.3133, n.3188
Melilite XX con Hauyna XX
Lazio: Parco Chigi, Ariccia n.4899
Menacanite
Veneto: Novole, Valdagno, Vicenza n.145
Meneghinite
Toscana: Bottino, Seravezza n.4074
Meneghinite aciculare, Quarzo
Toscana: Bottino, Seravezza n.2859
Meneghinite con Jamesonite
Toscana: Bottino, Seravezza n.2860
Meneghinite, Siderite
Toscana: Bottino, Seravezza n.3099
Mercurio nativo con Cinabro
Toscana: Cortevecchia, Monte Amiata n.*3819; Min. Cortevecchio, Monte Amiata
n.3818
Mercurio nativo nel Calcare
Toscana: Due Ponti n.1521
Mesitina con Calcite
Piemonte: Traversella n.532
Mesitina con Dolomite
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 77
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4541, n.*4543
Mesitina con Quarzo
Piemonte: Traversella n.530
Mesitina lenticolare
Piemonte: Traversella n.531, n.1263, n.1308
Toscana: Min. Bottino, Seravezza n.1715
Mesitina su Oficalce
Emilia Romagna: Bombiana Bolognese n.1560
Mesitina, Dolomite, Quarzo
Piemonte: Brosso n.*4544
Mesitina, Pirite, Calcite
Piemonte: Brosso n.4542
Mesitite XX lenticolari
Piemonte: Brosso n.3052
Mesitite lenticolare
Piemonte: Traversella n.1307
Mesolite o Natrolite
Sardegna: Montresta n.2988
Mesotipo radiato
Veneto: Recoaro, Vicentino n.*1969
Metavoltina XX, Euclorinite XX
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.4020
Mica
Campania: Monte Somma n.1163, n.2261
Piemonte: Craveggia, Val d’Ossola n.2900; Pallanzeno, Ossola n.1232
Mica (Alurgite)
Valle d'Aosta: S. Marcel n.1171, n.2045
Mica XX
Campania: Monte Somma, Napoli n.23, n.362, n.394, n.417, n.426, n.435, n.444, n.458,
n.459
Mica XX con Albite
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3569
Mica argentina
Piemonte: Craveggia, Val d’Ossola n.2329, n.3687
Mica bianca (Muscovite)
Piemonte: Bagnanco, Ossola n.3010
Mica bruna
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle Fassa n.646
Mica con Calcite
Lazio: Farnese Vulsini n.4845
Mica con Nefelina
Campania: Vesuvio, Monte Somma n.1973
Mica con Orneblenda
Campania: Monte Somma n.47
Mica in XX su Quarzo
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.1161
Mica nella cavità della lava
Campania: Vesuvio, Monte Somma n.1170
Mica nera
78 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Lazio: Lago di Albano n.1166
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.1165
Mica rosea in lamina
Piemonte: Cuneo n.1162
Mica verde
Valle d’ Aosta: Val Mariana, Aosta n.1120
Mica, Feldspato, Berillo
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1233
Micascisto
Piemonte: Brosso n.*4552, n.*4553
Microclino XX, Quarzo XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.5110
Microsommite
Campania: Monte Somma n.1483; Vesuvio n.1222; Vesuvio 1872, Napoli n.1996, n.2026
Microsommite XX
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.3519, n.3985
Microsommite XX, Magnetite XX
Campania: Vesuvio n.3518
Millerite
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.2381
Svizzera: Val Giuf, Grigioni n.3382, n.3383
Millerite XX
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.3935
Millerite aciculare
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.1835
Millerite in aghi su Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas n.2476
Millerite nel Quarzo
Sardegna: Fenugu Sibiri n.772, n.4840
Millerite nell’Oficalce
Emilia Romagna: Bolognese n.767
Millerite nell’Oficalce dolomitico
Emilia Romagna: Bombiano, Bolognese n.1551
Millerite, Nichelina in Quarzo
Sardegna: Fenugu Sibiri n.685
Mimetite XX
Sardegna: Bena(d) e Padru, Ozieri n.3587
Minerale zincifero ferruginoso
Sardegna: Min. Masua n.4760
Minerale cuproplumbifero
Sardegna: Min. Rosas Sulcis n.4629
Minerale di Cobalto
Sardegna: Min. Masaloni, Sarrabus n.4391
Minerale indeterminato ricco
Sardegna: Min. Masua n.4772
Minerale indeterminato comune
Sardegna: Min. Masua n.4769
Minerali di Ferro
Sardegna: Min. S.Leone Capoterra n.4991
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Minerali di Ferro e Quarzo
Sardegna: Min. S.Leone Capoterra n.4990
Minio
Campania: Boscotrecase, Vesuvio n.4001
Minio in grumetti nel Quarzo
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.267
Minio sulla Cerrusite compatta
Sardegna: Masua, Iglesias n.3646
Minio terroso su Quarzo
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1668
Mispikel XX su Pirite
Piemonte: Brosso n.1098
Mispikel cobaltifero
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2099
Mispikel con Quarzo e Pirite
Piemonte: Brosso n.453
Mispikel su Pirite
Piemonte: Pestarena, Valle Anzasca n.452, Brosso n.454
Mispikel su Quarzo
Piemonte: Pestarena, Valle Anzasca n.451
Misti del III orizzonte e Gesso
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5073
Misti del III orizzonte
Lombardia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5072
Molibdenite
Calabria: Bivonzi, Stilo n.3902; M. Consolino n.3903
Piemonte: Traversella n.2235
79
Sardegna: senza località n.773; M. di Oscheri n.779; Villanova Strisaili, Lanusei n.1907
Molibdenite XX
Sardegna: Santoru, Villa Grande, Tertenia n.3857
Molibdenite XX in Quarzo
Sardegna: Gonnosfanadiga n.883
Molibdenite con Calcopirite
Piemonte: Traversella n.2344
Molibdenite con Magnetite
Piemonte: Traversella n.2340
Molibdenite con Molibdite
Sardegna: Gonnosfanadiga n.4775, n.4776
Molibdenite con Pirite, Blenda
Sardegna: Sciobedadroxiu n.1426
Molibdenite nel Gneiss
Lombardia: Verampio, Baceno n.4842
Molibdenite nel Granito
Sardegna: S. Leone Capoterra n.11231
Molibdenite nel Quarzo
Sardegna: Acqua Rubbia, Sarrabus n.*775, n.2954; Arcu is Pangos, Sarrabus n.776,
n.777, n.778, n.2168, n.2169; G. Bonu, Sarrabus n.2308; Gonnosfanadiga pr. Cagliari
n.3929; Villacidro n.2299
Molibdenite, Granato, Blenda
80 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Is Alinus n.774
Molibdite su Molibdenite
Sardegna: Iglesiente n.3357
Molisite
Campania: Vesuvio, Napoli n.4015
Monazite (Turnerite)
Svizzera: Val Giuf, Grigioni n.3603
Monticellite
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle Fassa n.2889
Mossottite (var. di Aragonite)
Toscana: Gerfalco n.1724
Muscovite
Lombardia: Olgiasca, Como n.4900
Muscovite XX con Sagenite
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.1231
Natrolite
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa, Tirolo n.1944
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2643
Natrolite (Savite)
Toscana: Montecatini, Val di Cecina n.2554
Natrolite con Calcite
Toscana: Montecatini n.3061
Natrolite con Sodalite ?
Campania: Vesuvio n.1089
Natrolite del Porfido pirossenico
Veneto: Schio, Valle Zuccanti, Vicentino n.1976, n.2677
Natrolite e Analcime
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2644
Natrolite e Seladonite
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2822
Natrolite fibrosa e granulare
Campania: Vesuvio n.1087
Natrolite mesotipo, Analcime
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2671
Natrolite o Mesolite
Sardegna: Montresta n.2988
Natrolite radiata
Trentino Alto Adige: Cipit, Val di Fassa n.318; Valle di Fassa, Tirolo n.1957
Natrolite, Analcime, Gmelinite
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1764
Natrolite, Apofillite bianca
Veneto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1978
Nefelina e Cavolinite
Campania: Monte Somma n.*2437
Nefelite
Campania: Monte Somma n.1452, n.1525; Vesuvio, eruzione 1906 n.3520
Nefelite XX
Campania: Monte Somma n.1066, n.4890
Lazio: Capo di Bove n.3926
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 81
Nefelite XX con Fe ossidulato
Campania: Monte Somma n.1067
Nefelite XX con Melilite
Lazio: Capo di Bove n.3142
Nefelite XX con Mica nera
Campania: Monte Somma n.1068
Nefelite XX, Vesuviana, Orneblenda
Campania: Vesuvio n.1065
Nefelite con Augite
Campania: Monte Somma n.1627
Nefelite con Feldspato
Campania: Vesuvio n.1081
Nefelite con Melilite
Lazio: Capo di Bove n.3814
Nefelite con Mica
Campania: Monte Somma n.1482
Nefelite con Ortoclasio
Campania: Monte Somma n.219, n.1869
Neocrisolito con Sodalite
Campania: Vesuvio n.520; Vesuvio, lava 1631 n.1345
Niccolite
Sardegna: Fenugo Sibiri, Flumini Maggiore n.4220; Nieddoris, Flumini n.1329, n.1428;
Perdas de Fogu n.1666, n.1896
Niccolite con Cobaltina
Sardegna: Fenugo Sibiri, Flumini Maggiore n.4841
Noduli di Feldspato
Sardegna: Fonni n.2426, n.11191
Ocra gialla
Toscana: Min. Le Cetine n.4573
Ocra rossa
Sardegna: Isola di Carloforte n.510, n.512
Ocra rossa iridescente
Toscana: Isola d’Elba n.*500
Oligisto
Sardegna: Monteferro, Oristano n.1464
Oligisto con Pirite
Sardegna: Isola di Caprera n.2076
Oligisto iridescente
Toscana: Isola d'Elba n.*2690, n.2693
Oligisto micaceo
Piemonte: Brosso, Ivrea n.528, n.3020
Oligisto micaceo con Quarzo
Piemonte: Brosso, Ivrea n.3196
Oligoclasio
Emilia Romagna: Riola, Bolognese n.1054
Olivina
Campania: Monte Somma n.335; Vesuvio n.1223, n.1224
Sardegna: Bonorva n.141
Trentino Alto Adige: Pale Robiose, Monzoni, Valle Fassa n.644; Val di Fiemme n.3530
82
V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Veneto: Salcedo, Vicentino n.1221
Olivina bianchiccia
Campania: Monte Somma n.324
Olivina bianchiccia, Calcite
Campania: Monte Somma n.327
Olivina con Pleonasto
Campania: Monte Somma n.334
Olivina nel Basalto
Veneto: Salcedo, Vicentino n.2676
Olivina nella Trachite
Sardegna: Bonorva n.1807
Onkosina nel Calcare dolomitico
Piemonte: Fenestrelle n.2048
Onkosina var. Cossaite
Piemonte: Valle Clusone, Pinerolo n.4088
Onkosina var. Cossaite ?
Valle d'Aosta: Ollomont n.4180
Opale
Piemonte: Ala n.108; Baldissero n.2521; M.Musinè, Torino n.3805; Vidracco n.266
Toscana: Isola d'Elba n.1723, n.2725, n.2727; S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1353
Veneto: Rovere di Velo, Vicentino n.1278
Opale (Ialite)
Sardegna: Bari Sardo, Tortoli n.97
Opale resinite bianca, Idrofane
Toscana: Isola d'Elba n.2728
Opale resinite gialla
Toscana: Isola d’Elba n.2726
Opale resinite magnesifera
Piemonte: Baldissero n.109
Opale var. Fiorite
Toscana: S.Fiora n.1277
Opale, Resinite
Piemonte: Baldissero n.104
Sardegna: Capo Altano n.3864
Opale, Resinite lattea
Piemonte: Baldissero n.106
Opale, Resinite verde
Sardegna: Bosa n.2164
Opale, Resinite violetta
Piemonte: Baldissero n.105
Oro
Piemonte: Vogogna, Ossola n.913, n.914
Oro con Erubescite
Valle d’Aosta: Ollomont, Aosta n.919
Oro con Erubescite, Calcopirite
Valle d’Aosta: Ollomont, Aosta n.920
Oro in granelli
Piemonte: Casaleggio pr. Novi n.910
Oro in pagliette
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 83
Piemonte: Casaleggio, Ovada n.2775
Oro in polvere e granelli
Piemonte: Ovada n.2776
Oro nativo
Piemonte: Acqua d’Oro, Cuorgné n.1750; Casaleggio, Ovada n.*1270; Pomaro, Val
d’Ossola n.966; Torrente Oro, Cuorgné n.2325
Toscana: Borra di Vandiglione n.987
Valle d'Aosta: Fenillaz, Brusson n.965
Eritrea: Amba Lata n.986, n.990
Oro nativo con Granato
Valle d'Aosta: S. Marcello, Aosta n.1174
Oro nativo nel Quarzo
Valle d'Aosta: Min. Fenillaz, Brusson n.3810, n.3811, n.3812
Oro nativo, Galena, Dolomite
Toscana: La Borra, Campiglia n.3237
Oro nel Quarzo
Lombardia: Domodossola n.622
Piemonte: Frasconi Casaleggio, Novi n.908; Ossola n.909
Valle d’Aosta: Ollomont, Aosta n.921
Eritrea: Amba Lata n.912; At-Zien, Asmara n.3210; Filone Saroa n.3487, n.3488
Oro nel Quarzo con Blenda
Piemonte: Valle Antigorio n.915
Oro nel Quarzo con Ferro
Piemonte: Frasconi Casaleggio, Novi n.911
Oro nel Quarzo in lamelle
Piemonte: Oropa, Biella n.916
Oro sul Quarzo
Valle d’Aosta: Ollomont, Aosta n.918
Orpimento
Piemonte: Ormea, Cuneo n.157
Ortoclasio
Trentino Alto Adige: Val Floriana, Fiemme n.3401; Val di Ceuta, Caldonazzo n.3399
Ortoclasio (Adularia)
Lombardia: Piatta Grande, Sondalo, Valtellina n.3166
Svizzera: S. Gottardo n.1044
Toscana: Vallicello, S.Piero, Isola d’Elba n.3395
Ortoclasio (Adularia) XX
Svizzera: Colle Lucendro, S. Gottardo n.3390; Pizzo Pusmeda, S. Gottardo n.3389; S.
Gottardo n.1546; Vals, Grigioni n.3733
Ortoclasio (Adularia), Albite
Svizzera: S. Gottardo n.1042, n.1043, n.1045
Ortoclasio (Adularia), Clorite
Piemonte: Ala n.1049
Ortoclasio (Adularia), Quarzo
Toscana: Isola d’Elba n.2704, n.2710; S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.1361
Ortoclasio (Ortose)
Campania: Monte Somma, Napoli n.63
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.11190
Sardegna: S. Miali Sicci, Cagliari n.2608
84 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Toscana: Grotta d’Oggi, S.Piero, Isola d'Elba n.3077; Isola d’Elba n.1027
Trentino Alto Adige: Mulat, Predazzo n.3400
Ortoclasio (Ortose) XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.1012, n.1014, n.1017, n.1019, n.1020, n.1021,
n.3397
Sardegna: S. Miali Sicci, Cagliari n.2606, n.2607, n.11189
Toscana: Isola d’Elba n.1025, n.1029, n.1031, n.1032
Ortoclasio (Ortose) XX bianco
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3392
Toscana: Isola d’Elba n.1030, n.1037
Ortoclasio (Ortose) XX completi
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.2085
Ortoclasio (Ortose) XX isolato
Toscana: Capo S. Andrea, Isola d’Elba n.1377
Ortoclasio (Ortose) XX sciolti
Toscana: Isola d'Elba n.2705
Ortoclasio (Ortose) XX violetti
Toscana: Isola d'Elba n.1028
Ortoclasio (Ortose) XX, Mica
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.1015, n.1022
Ortoclasio (Ortose) XX, Quarzo
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.1011, n.1016
Toscana: Isola d’Elba n.1955
Ortoclasio (Ortose) compatto
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1244
Ortoclasio (Ortose) roseo
Sardegna: Isola Caprera n.2180; Isolotto di Tortolì n.1034
Ortoclasio (Ortose) vitreo
Campania: Monte Somma, Napoli n.51
Ortoclasio (Ortose), Albite
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1379
Ortoclasio (Ortose), Fluorite
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.4089
Ortoclasio (Ortose), Quarzo
Toscana: Isola d'Elba n.2707, n.2708
Ortoclasio (Ortose), Sodalite
Campania: Monte Somma, Napoli n.76
Ortoclasio (Ortose), Orneblenda
Campania: Monte Somma, Napoli n.52
Ortoclasio (Sanidino)
Campania: Arso, Isola d’Ischia n.1052; Monte Somma, Napoli n.66, n.114, n.122,
n.3991, n.3998, n.4891, n.4894; Vesuvio n.1053
Lazio: Ariccia n.3149
Ortoclasio (Sanidino) XX
Lazio: Monte S. Valentino, Cimino, Viterbo n.1160; dint. Vetralla, Viterbo n.1167
° Ortoclasio (Sanidino) XX geminati
Lazio: M. Cimino, Viterbo n.2458
Ortoclasio (Sanidino), Hauyna
Lazio: Ariccia n.3138
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Ortoclasio XX
Calabria: Serra S. Bruno n.3897
Toscana: Isola d’Elba n.2706
Ortoclasio XX sciolti
Toscana: Isola d'Elba n.2705
Ortoclasio, Berillo, Tormalina
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3065
Ortoclasio, Quarzo, Epidoto
Piemonte: Baveno n.1740
Ortose XX da filone pegmatitico
Toscana: Rio Rosseto, Isola d’Elba n.4827
Ortose dal Granito
Piemonte: Baveno n.*3387, n.*3388
Ossidi di Manganese in dendriti
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2307
Ossidi e Carbonati di Rame
Liguria: Min. Nascio, Chiavari n.*3974
Ossidiana
Sardegna: Monte Arci n.*2536
Sicilia: Lipari n.*2789; Pantelleria n.*2023
Ossidiana blocco erratico
Sardegna: Sarcidano n.*2537
Ossidiana nella lava
Campania: Vesuvio 1906 n.*4014
Ossidiana rossa e nera
Sardegna: Monte Arci n.*2925
Ossidiana scura
Sardegna: Monte Arci n.*2927
Ossidiana zonata
Sardegna: senza località n.*2158; Monte Arci n.*2926
Ossido di Cobalto
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.769, n.1331
Ottaedrite XX
Lombardia: La Piatta Grande, Sondalo n.3167
Svizzera: Maderanertal n.3349, n.3350
Ottrelite
Toscana: Alpi Apuane n.1557
Palagonite con Herschellite
Sicilia: Catania n.*1219
Paligorskite
Valle d'Aosta: S. Vincent n.2253
Periclasio
Campania: Monte Somma n.1237, n.1515
Periclino XX
Svizzera: S. Gottardo n.3394
Periclino XX su Quarzo
Svizzera: Lago Scipsius, S. Gottardo n.3741
Peridotite con Magnetite
Piemonte: Baldissero n.*4603
85
86 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Peridoto XX
Lazio: Montefiascone, Viterbo n.*1113
Peridoto, Olivina
Toscana: Isola d'Elba n.3529
Perlite
Toscana: Isola d'Elba n.2733
Veneto: Monte Bello, Colli Euganei n.2928
Petalite
Toscana: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d'Elba n.3068
Petalite (Castore)
Toscana: Isola d'Elba n.2758; S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.3790
Petalite (Castore) in massa
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1370
Petalite, Stilbite
Toscana: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d’Elba n.3797
Petrolio
Emilia Romagna: Monte Falò, Savigno n.2462
Petroselce
Veneto: Colli Euganei, Padova n.*1056
Picro analcite
Toscana: Montecatini n.1354, n.2207, n.2555
Picro analcite e Bornite
Toscana: Montecatini n.2945
Piemontite nell’ Albite
Valle d’Aosta: Min. Praborna, S.Marcel n.4613, n.4614
Pietra ollare lavorata
Calabria: Lago n.2193
Pietra paesina
Emilia Romagna: Colline pr. Savigno, Bologna n.*1058
Pikeringite (Picroallumogeno)
Toscana: Isola d’Elba n.2098
Pirargirite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2116
Pirargirite XX
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2113, n.3002; Giovanni Bonu, Sarrabus n.825,
n.865, n.1849, n.2369, n.2846; Monte Narba n.2093
Pirargirite XX con Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1850, n.2881
Pirargirite XX con Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1396
Pirargirite XX con Galena XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.207
Pirargirite XX con Stefanite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.839
Pirargirite XX in geode calcitico
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.11220
Pirargirite XX nel Calcare
Sardegna: Masaloni n.4382
Pirargirite XX nella Galena
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 87
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2315, n.2316, n.2317, n.2318
Pirargirite XX su Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus, n.4348; Bacu Arrodas, Sarrabus n. 4258
Pirargirite aggregamento XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.838
Pirargirite compatta
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.867
Pirargirite con Arsenico
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2993
Pirargirite con Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4257
Pirargirite con Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4349
Pirargirite con XX Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2221
Pirargirite dendritica
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1687
Pirargirite in Calcare spatico
Sardegna: Masaloni n.4383
Pirargirite in XX Galena
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2639
Pirargirite in XX geminati
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1570
Pirargirite in geode Calcite
Sardegna: Masaloni n.2466; Monte Narba, Sarrabus n.2373
Pirargirite misto a Galena
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4350
Pirargirite nel Calcare
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.684; Tuviois n.4431
Pirargirite nella Fluorina
Sardegna: Giovanni Bonu n.2784
Pirargirite nella Galena
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1625, n.2000
Pirargirite rivestimenti su Calcare
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.796
Pirargirite su Calcare
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4630
Pirargirite su Schisto nero
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.852
Pirargirite terroso in Blenda
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4351
Pirite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4516, n.4521; Min. Crodo, Valle Antigorio, Ossola n.432;
Traversella n.413, n.430
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.755
Toscana: Isola d’Elba n.431
Trentino Alto Adige: Min. Mulat, Predazzo n.3880
Veneto: Min. di Agordo n.5157
Pirite XX
88 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Calabria: Maida n.3904
Emilia Romagna: Monti della Riva Bolognese n.906
Piemonte: Brosso, Ivrea n.403, n.405,n.409, n.410, n.411, n.415, n.422, n.424, n.427,
n.764, n.2667, n.2668, n.2876, n.2878, n.2880, n.3230, n.3420, n.4078, n.*4513, n.4529,
n.4869, n.11234, n.11235; Gall. Belbo, Montezemolo n.419; Traversella n.437, n.438,
n.439, n.2145, n.2244, n.2255, n.4482,
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1801, n.3002; Gennamari n.5125; Min. di Baueddu,
Iglesias n.3261; Narbolia, Oristano n.1400
Toscana: Gavorrano, Grosseto n.3930, n.3932, n.4639, n.4640, n.4641, n.4642, n.4643,
n.4830, n.4872, n.4873, n.4874, n.4875, n.4876, n.4877; Isola d’Elba n.433, n.1309,
n.2698, n.2699, n.2700, n.2701, n.4811, n.4813; Levigliani, Alpi Apuane n.1347; Min.
Rio, Isola d’Elba n.4816; Min. di Boccheggiano, Grosseto n.3227; Min. Gavorrano
n.*4644; Rio Marina, Isola d’Elba n.2695, n.4808, n.4809, n.4812, n.4814, n.4815,
n.4817
Pirite XX allungati
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.3001, n.3259
Pirite XX alterati
Piemonte: Traversella n.3262
Pirite XX con Argentite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1992
Pirite XX con Asbesto
Valle d'Aosta: La Sengia della Dent d’Herins, Valtournanche n.3690
Pirite XX con Calcare
Piemonte: Pestarena, Valle Anzasca, Ossola n.440; Traversella n.428
Sardegna: Cannas de Bidda, Sarrabus n.3730
Pirite XX con Ematite
Toscana: Rio Marina, Isola d’Elba n.3333
Pirite XX con Limonite
Toscana: Min. Boccheggiano, Grosseto n.2958
Pirite XX con Mesitina
Piemonte: Brosso, Ivrea n.408, n.414, n.423, n.434
Pirite XX con Quarzo
Piemonte: Brosso n.418, n.420; Traversella n.407
Pirite XX con Siderite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.3228, n.3229
Pirite XX cubici
Piemonte: Brosso, Ivrea n.724
Sardegna: Bacu Cannas, S.Vito n.3003
Toscana: Min. Boccheggiano, Grosseto n.*2957
Pirite XX cubici deformati
Piemonte: Brosso n.2877
Pirite XX cubici su Calcare
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2094
Pirite XX deformati
Piemonte: Brosso, Ivrea n.425
Pirite XX e Ferro oligisto
Piemonte: Brosso, Ivrea n.2879
Pirite XX geminati
Toscana: Isola d'Elba n.2696
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Pirite XX in Geode calcitico
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2113
Pirite XX in Oligisto
Toscana: Isola d'Elba n.2697
Pirite XX nel Calcare
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4525
Pirite XX ottaedrici
Piemonte: Brosso n.429, n.4647
Pirite XX su Calcare
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.436
Pirite XX su Quarzo
Sardegna: Perdas de Fogu, Flumini n.1471
Pirite XX, Ematite nel Quarzo
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4527
Pirite XX, Mispikel, Quarzo
Piemonte: Brosso, Ivrea n.412
Pirite XX, Quarzo e Dolomite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4519
Pirite XX, Silicato verde ferrifero
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4523
Pirite con Aragonite (?)
Piemonte: Brosso, Ivrea n.441
Pirite con Armotomo e Mesitina
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.421
Pirite con Cerussite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.3101
Pirite con Crisotilo
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4511
Pirite con Dolomite selliforme
Piemonte: Traversella n.1603
Pirite con Ematite nel Calcare
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4528
Pirite con Magnetite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4526
Pirite con Malachite
Piemonte: Traversella n.2352
Pirite con Mesitina
Piemonte: Brosso n.*2249
Pirite con Mispikel e Quarzo
Piemonte: Pestarena, Valle Anzasca, Ossola n.406
Pirite con Quarzo
Piemonte: Brosso, Ivrea n.2259, n.4522
Sardegna: Min. Argentiera della Nurra n.4977
Pirite con Quarzo e Blenda
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1680
Pirite con Siderite
Piemonte: Brosso n.1831; Traversella n.1260, n.11233
Sardegna: Gennamari n.1675
Pirite con XX Calcite
89
20 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2221
Pirite concrezionata
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2454
Pirite cuprifera
Sardegna: Gadoni n.5117
Pirite dell’affioramento
Veneto: Min. Agordo n.*5148
Pirite disseminata nel Quarzo
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4518
Pirite e Calcopirite
Sardegna: Gadoni n.5122
Pirite in XX Galena e Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2639
Pirite in frammenti
Piemonte: Brosso n.*4515
Pirite in ottaedri con Quarzo
Piemonte: Brosso n.404
Pirite iridescente
Piemonte: Brosso n.*2474
Pirite listata con Oligisto
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4517
Pirite mammellonare con Wulfenite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2835
Pirite mammellonare e XX
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2836
Pirite mimetica
Sardegna: Ingurtosu n.4129
Pirite nel Calcare
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4524
Pirite nel Granito
Sardegna: Cala Francese, Isola Maddalena n.3729
Pirite nel Quarzo
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2834
Pirite nel Quarzo con Galena
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4520
Pirite nella Galena
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1625, n.2000
Pirite ramifera
Valle d’Aosta: Min. Creton, Valtournanche n.3565
Pirite su Quarzo
Svizzera: Lucendro, S.Gottardo n.3744
Pirite trasformata in Limonite
Toscana: Isola d'Elba n.2614
Pirite, Blenda e Quarzo
Sardegna: Min. Argentiera della Nurra n.4976
Pirite, Cerussa
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4359
Pirite, Cerussite su Galena
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4264
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Pirolusite
Sardegna: Isola di Carloforte n.2218
Toscana: Isola d’Elba n.380; Rapollano, Siena n.378, n.*382
Veneto: Montanaro, Vicentino n.379
Pirolusite con Calcedonio
Sardegna: Padria, Bosa n.2159
Pirolusite cristallina
Sardegna: Padria n.2923
Pirolusite impura
Liguria: senza località n.1883
Sardegna: Santadi n.1782
Toscana: I Magazzini, Isola d’Elba n.1341
Pirolusite in concrezioni mammellonari
Sardegna: Armugia, Gerrei n.2847; Murtas, Villaputru n.2682
Pirolusite in dendriti
Toscana: Isola d’Elba n.402
Pirolusite nel Diaspro
Sardegna: Bosa n.3385
Pirolusite terrosa
Sardegna: Carloforte n.383
Pirolusite, Quarzo ametistino
Veneto: Cingeo, Vicentino n.381
Piromorfite
Piemonte: Alpe Teglio, Monte Falò, Lago d’Orta n.3581
Sardegna: Arenas n.1685
Piromorfite (?)
Sardegna: Monte Cerbus, Iglesias n.756
Piromorfite XX
Sardegna: Gennamari n.3585
Piromorfite XX in druse quarzose
Sardegna: Gennamari n.1772
Piromorfite con Vulfenite
Sardegna: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.3016
Piromorfite grumi mammellonari
Sardegna: Perdalunga, S. Vito n.753
Piropissite
Toscana: Val d'Arno n.1375
Piropo nell’Eclogite
Svizzera: Val Gordune, Canton Ticino n.4650
Pirosclerite e Conicrite
Toscana: Forte Falcone, Portoferraio, Isola d'Elba n.3095, n.3878
Pirosseno
Lazio: Capo di Bove, Roma n.3124
Piemonte: Montajeu, Traversella n.1186
Toscana: Isola d’Elba n.*2756
Sardegna: Castello Villamassargia n.1597
Pirosseno (Augite) XX
Campania: Vesuvio n.1187; Vesuvio 1906, Napoli n.3989
Pirosseno (Augite) XX fluitati
91
72 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Lazio: Fosso Rubiano, Anguillara n.3152
Pirosseno (Augite) XX isolati
Sicilia: M. Rossi Nicolosi, Etna n.2937
Pirosseno (Diallagio)
Emilia Romagna: Bolognese n.1195
Valle d’Aosta: St. Marcel n.2042, n.2043; St. Vincent n.2081
Pirosseno (Diopside)
Valle d’Aosta: Ussel, St. Vincent n.2090
Pirosseno (Diopside) XX
Valle d’Aosta: Ponte delle Capre, St. Vincent n.4904, n.4905, n.4908
Pirosseno (Edembergite)
Piemonte: Montajeu, Traversella n.1789, n.1791, n.1809
Pirosseno (Fassaite)
Piemonte: Ala, n.1184
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle di Fassa n.2440
Pirosseno (Mussite)
Piemonte: Ala, n.1183
Valle d’Aosta: Ponte delle Capre, St. Vincent n.4907
Pirosseno Augite
Campania: Vesuvio, Napoli n.1188, n.1735; Monte Somma, Napoli n.1975, n.2146,
n.2397; Vesuvio n.1145, n.1189, n.1191, n.1194, n.1196, n.*1545
Trentino Alto Adige: Bufaure, Valle di Fassa n.1190; Valle di Fassa n.1199, n.1746
Pirosseno Augite XX
Lazio: Montefiascone, Viterbo n.1105
Sicilia: Stromboli, Isole Lipari n.3895
Pirosseno Augite decomposto
Sicilia: Capo Passero n.1179
Pirosseno Diopside XX, Essonite
Piemonte: Testa Ciarva, Val d’Ala n.3505
Pirosseno Diopside con Granati
Piemonte: Ala n.1192, n.1193
Pirosseno Mussite, Topazolite
Piemonte: senza localita n.1185
Pirosseno Traversellite
Piemonte: Traversella n.1182
Trentino Alto Adige: Monzoni, Val di Fassa n.2463
Pirosseno XX
Lazio: Montefiascone, Viterbo n.1096, n.4865
Pirosseno XX (Fassaite)
Campania: Monte Somma, Napoli n.3997
Pirosseno XX a faccie scabre
Lazio: Montefiascone, Viterbo n.1154
Pirosseno XX e Hauyna
Lazio: Marino n.3127
Pirosseno XX su Peperino
Lazio: Parco Chigi, Ariccia n.3918
Pirosseno XX, Peridoto rosso
Lazio: Montefiascone, Viterbo n.1102
Pirosseno bianchiccio
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 93
Campania: Monte Somma n.2069
Pirosseno con Mica
Campania: Monte Somma n.1979
Pirosseno giallo con Magnetite
Campania: Monte Somma n.1966
Pirosseno giallo con Pleonasto
Campania: Monte Somma n.1348
Pirosseno nel Basalto
Trentino Alto Adige: Bufaure, Valle di Fassa n.1177
Pirosseno nella Granulite
Campania: Vesuvio, Napoli n.1998
Pirosseno violana
Valle d'Aosta: S. Marcello n.1173, n.1176
Pirosseno, Calcite, Ilvaite
Piemonte: Traversella n.1178, n.1180, n.1181
Pirrotina
Piemonte: Alvano Campello, V.Sesia n.1324; Brosso n.3236; Cant. Chigno, Valle Strona
n.5528
Sardegna: Min. Bacu Arrodas n.4268; Monte Narba, Sarrabus n.457
Pirrotina XX
Piemonte: Miggiandone, Pallanza n.460, n.461
Pirrotina XX con Pirargirite
Sardegna: G. Bonu, Sarrabus n.2300
Pirrotina XX, Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas n.2906
Pirrotina compatta
Toscana: Isola d'Elba n.2774
Pirrotina con Ullmanite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1990
Pirrotina con XX Granato (?)
Sardegna: Correboi, Lanusei n.1550
Pirrotina nel Calcare spatico
Sardegna: G. Bonu, Sarrabus n.2637
Pirrotina, Breithauptite
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2659
Pirrotina, Calcopirite, Magnetite
Piemonte: Traversella n.456
Planckeite con Azzurrite
Sardegna: Min. Arenas, Domusnovas n.5763
Pleonasto
Piemonte: Baldissero canavese n.4601, n.4606
Pleonasto XX
Lazio: Cappuccini di Albano n.3121; Marino n.3192
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle Fassa n.*1895
Pleonasto noduli isolati
Piemonte: Baldissero canavese n.4604
Pleonasto su Pirosseno
Lazio: Vicano pr. Viterbo n.4860
Plumbogummite
94 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sardegna: Guspini n.2177
Plumosite
Piemonte: Brosso n.1478, n.2891
Plumosite con Galena
Piemonte: Brosso n.2268
Plumosite, Blenda, Galena
Piemonte: Brosso n.*2267
Polibasite XX
Sardegna: Tuviois, Sarrabus n.3429
Polluce
Toscana: Isola d'Elba n.1090, n.1495, n.2759; S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1368
Polluce amorfo
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.3510
Polluce amorfo su Granito
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.3953
Polluce o Castore
Toscana: Grotta d’Oggi, S.Piero, Isola d'Elba n.4825
Prehnite
Lombardia: Rovinazzo di Mondalizza, Valtellina n.3169
Sardegna: Cala Francese, Isola Maddalena n.3545
Toscana: Min. Montecatini n.1704; Monte Ferrato, Prato n.3546
Trentino Alto Adige: Drio le Pale, Val di Fassa, Tirolo n.1757; M. Rodella, Valle di
Fassa n.1093; Val di Fassa n.1644, n.1756
Prehnite XX
Piemonte: Ala n.1094
Trentino Alto Adige: Val di Fassa n.1095
Prehnite e Calcite
Toscana: Min. Montecatini n.798, n.2556
Prehnite e Calcite dai Graniti
Sardegna: Capo Carbonara n.2417
Prehnite nell’Eufotide
Emilia Romagna: Lizzo, Bolognese n.1720
Prodotti fabbricati acido Borico
Toscana: M.Cerboli n.495
Proustite ?
Sardegna: M. Monte Narba n.4301
Proustite ? XX
Sardegna: M. Monte Narba n.4298, n.4299
Proustite ?, Calcite, Barite
Sardegna: M. Monte Narba n.4300
Proustite XX
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2376, n.3273, n.3275, n.3276; G. Bonu,Sarrabus
n.1816
Proustite XX geminati
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.11219
Proustite XX in Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2840
Proustite XX in Quarzite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2812
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 95
Proustite XX, geode Calcite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2841
Proustite in Galena e Calcite
Sardegna: G. Bonu, Sarrabus n.895
Proustite in lamelle in Scisto
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4261
Proustite nel Quarzo e Calcare
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4260
Proustite nella Barite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1999
Proustite nella Galena
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4259
Psilomelano
Sardegna: Nuraxi Figu, Porto Scuso n.4040; Pischin’Appiu n.3463; Porto Scuso n.*3863;
S’Acquaestadi n.3861, n.3862; S.Antioco n.3955; fra Bosa e Mantiesta n.2924
Puflerite (var. di Desmina)
Trentino Alto Adige: Puferloch, Valle Fassa n.2438
Puflerite, Cabasite, Analcime
Trentino Alto Adige: Seisser Alpe, Valle Fassa n.1929
Quarzo latteo
Piemonte: Traversella n.*2339
Quarzo
Calabria: Foco Morto n.2189
Campania: Monte Somma, Napoli n.1638
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.1517, n.2938
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.17, n.45; Beora, Ossola n.70, n.3303, n.3304;
Brosso n.2655; Pallanzeno, Ossola n.81, n.82; Traversella n.26, n.43, n.44, n.49, n.4077;
Val Saggia, Valmaggia n.3760, n.3933; Valle Antigorio, Ossola n.119; Valle d’Ossola
n./8
Sardegna: Min. Tacconis, Sarrabus n.2531; Perdas de Fogu, Flumini n.1469; S. Leone
Capoterra, Cagliari n.2088
Valle d’Aosta: Brusson n.4597
Veneto: Recoaro, Vicentino n.1254
Quarzo (Agata)
Veneto: Lugo, Vicentino n.1279
Quarzo (Calcedonio in concrezioni)
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3206
Quarzo (Calcedonio)
Sardegna: Alghero n.1274, n.2148, n.2400, n.2403; La Speranza n.2399; Perdas de Fogu
n.2402
Toscana: Monte Rufoli n.1711; Poggio Peloso, Grosseto n.3044
Quarzo (Calcedonio) brecciforme
Toscana: Monte Rufoli, Pisa n.1709
Quarzo (Calcedonio) concrezioni
Sardegna: Alghero n.2404
Quarzo (Calcedonio) latteo varieta
Toscana: Monte Rufoli n.1516
Quarzo (Calcedonio) stalattitico
Sardegna: Alghero n.2401
96 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Quarzo (Diaspro rosso)
Friuli: Cormons, Gorizia n.3307
Sicilia: Lipari n.1282
Quarzo (Diaspro rosso), Calcedonio
Sardegna: Isola di Carloforte n.2250
Quarzo (Diaspro)
Emilia Romagna: dint. Porretta (Bolognese) n.1387
Sardegna: Isola di Carloforte n.99; Min. Capo Becco, Isola di S.Pietro n.98
Quarzo (Diaspro) zonato rosso
Sardegna: Isola di Carloforte n.2580, n.2581
Quarzo (Quarzina)
Emilia Romagna: Formignano n.2565; Marazzano n.891, n.1418
Quarzo (Xiloide)
Veneto: Lavarola, Vicentino n.1498
Quarzo Corniola
Veneto: S.Orso, Vicentino n.117, n.1967; Valle dell'Orso, Vicentino n.116
Quarzo XX
Liguria: Nostra Signora della Vittoria n.*3301
Lombardia: Traforo Sempione n.*3436
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.88, n.3297, n.3298, n.3757; Beora, Valle d’Ossola
n.19, n.20, n.79, n.4925; Brosso n.443, n.2065, n.2172, n.2354, n.3057, n.3649, n.3653,
n.4079, n.4492, n.4493, n.4496; Busca, Cuneo n.2038; Monte Orfano n.1258, n.3759;
Traversella n.4469, n.4470; Valle Meris n.3292, n.3293, n.3294, n.3295
Sardegna: Gennamari, Gonnas n.1659; Masua, Iglesias n.2530; Min. Ingurtosu n.4623;
Min. Orbai n.4624; Montevecchio n.1619; S. Leone Capoterra, Cagliari n.3651
Toscana: Carrara n.*2792; Fetovaja, Isola d'Elba n.1356; Isola del Giglio n.3100; Le
Cetine, Rosia, Siena n.4586; Palombaia, Isola d’Elba n.3098
Trentino Alto Adige: Levico, Trento n.*3300
Valle d'Aosta: Monte Bianco n.*3299
Svizzera: Cascine di Scipsius, Ticino n.4924; Maderanerthal n.*3739; Maderanerthal,
Uri n.3740
Quarzo XX a tramoggie
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.15
Quarzo XX aeroidri
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.14, n.16
Quarzo XX aggruppati
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.1077, n.2944
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.2; Beora, Ossola n.3; Brosso n.2907; Traversella
n.1256, n.1257
Sardegna: Orbai Siliqua, Iglesias n.1506
Quarzo XX ametistino
Trentino Alto Adige: Molignon, Val di Fassa n.1653
Quarzo XX completi
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.2942
Piemonte: Traversella n.29
Toscana: Pracchiola, Pontremoli n.1457
Valle d'Aosta: Challant n.*1818
Quarzo XX completi nel Marmo
Toscana: Carrara n.4228
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Quarzo XX con Adularia
Svizzera: S. Gottardo n.25
Quarzo XX con Albite XX
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.5112
Toscana: Carrara n.10
Quarzo XX con Calcite
Emilia Romagna: Perticara n.765
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4232
Quarzo XX con Clorite
Piemonte: Traversella n.1513
Quarzo XX con Ematite micacea
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4915
Quarzo XX con Marcassite
Sardegna: Perdas de Fogu, Flumini n.1660
Quarzo XX con Mesitina
Piemonte: Traversella n.33
Quarzo XX con Pirite
Piemonte: Brosso n.*2066; Min. Brosso, Ivrea n.4491
Quarzo XX con Sagenite
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.21
Quarzo XX con Siderite
Piemonte: Brosso n.*2063
Quarzo XX con Solfo
Sicilia: Caltanissetta n.342
Quarzo XX dai Porfidi decomposti
Sardegna: Montenovo, Correboi n.64
Quarzo XX deformati
Piemonte: Traversella n.54
Quarzo XX dodecaedrici
Emilia Romagna: Monte Acuto Ragazza, Bologna n.*641
Quarzo XX e Dolomite
Toscana: Carrara n.2719
Quarzo XX e Pirite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.11202
Quarzo XX geminati
Sardegna: Iglesias n.2286
Quarzo XX ialini adamantini
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.2939
Quarzo XX in gruppi sferoidali
Emilia Romagna: Formignano n.2566
Quarzo XX isolati
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.13
Toscana: Carrara n.9
Quarzo XX limpidi
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.1057, n.1060, n.*1072
Quarzo XX nel Calcare
Sardegna: Masua, Iglesias n.3438
Quarzo XX neri
Toscana: S. Filippo, Siena n.3931
97
98 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Quarzo XX piramidali, Attinoto
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.*22
Quarzo XX pseudomorfo di Stibina
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3286, n.3287, n.3288, n.3289
Quarzo XX ricoperta da Calcite
Piemonte: Traversella n.2544
Quarzo XX ricoperto da Barite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.58
Quarzo XX ricoprente Baritina
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.57
Quarzo XX sciolti
Lombardia: Selvino, Bergamo n.4052
Toscana: Isola d'Elba n.2720
Piemonte: Brosso n.*3758
Quarzo XX su Galena
Sardegna: Malacalzetta, Iglesias n.1810
Quarzo XX sul Marmo
Toscana: Carrara n.4228
Quarzo XX, Dolomite
Toscana: Carrara n.*2791
Quarzo XX, Dolomite selliforme
Toscana: Carrara n.1683
Quarzo XX, Ortose, Fluorite
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.3934
Quarzo XX, Siderite, Dolomite
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4913
Quarzo XX, filone bersaglio
Sardegna: S. Leone Capoterra, Cagliari n.4987
Quarzo a tramoggie con bolla
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.2941
Quarzo aeroidro
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.96, n.2939
Toscana: Isola d'Elba n.*2717
Quarzo affumicato
Sardegna: Isola di Caprera n.2181
Toscana: Siena n.1357
Quarzo affumicato XX
Sardegna: Cala Francese, Isola della Maddalena n.3804
Quarzo affumicato, Albite
Toscana: Isola d'Elba n.2716
Quarzo affumicato, Tormalina
Piemonte: Beora, Ossola n.3948; Valle d’Ossola n.61
Quarzo aggruppamenti di XX
Piemonte: Traversella n.4229
Valle d'Aosta: Challant n.*4231
Quarzo ametistico
Toscana: Isola d'Elba n.1271
Quarzo ametistino
Piemonte: Traversella n.89, n.2412
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Sardegna: Osilo n.2150
Toscana: Isola d'Elba n.91, n.2719, n.2721
Trentino Alto Adige: Molignon, Val di Fassa n.329
Veneto: Fongara, Vicentino n.93
Quarzo ametistino XX
Sardegna: Seneghe n.1784
Quarzo ametistino su Oligisto
Toscana: Isola d'Elba n.90
Quarzo ametistino, Calcedonio
Sardegna: Masullas n.*2151
Quarzo bianco candido
Emilia Romagna: Montefeltro Perticara n.770
Quarzo calcedonioso
Lazio: Vallerano pr. Roma n.3145
Veneto: M.Nuovo, Colli Euganei n.1980
Quarzo cariato
Sardegna: Ingurtosa n.1654; Peddi Attu, S.Vito n.2990
Quarzo con Agata
Trentino Alto Adige: Val di Centa n.3384
Quarzo con Albite
Piemonte: Baveno n.1402
Quarzo con Amianto incluso
Piemonte: Traversella n.62
Quarzo con Attinoto filiforme
Piemonte: Traversella n.59, n.*84
Quarzo con Barite e Blenda
Sardegna: Montevecchio n.56
Quarzo con Calcite
Sardegna: Min. Tacconis, Sarrabus n.3000
Trentino Alto Adige: Molignon, Val di Fassa n.316, n.330
Quarzo con Calcite XX
Sardegna: Min. Tacconis, Sarrabus n.4400
Quarzo con Calcite e Galena
Sardegna: Min. G. Bonu, Sarrabus n.4310
Quarzo con Clorite
Piemonte: Baveno n.83; Valle d’Ossola n.*86, n.*1828
Quarzo con Clorite inclusa
Piemonte: Beora, Ossola n.75
Svizzera: S. Gottardo n.3761
Quarzo con Dolomite
Piemonte: Traversella n.42
Quarzo con Dolomite e Calcite
Piemonte: Traversella n.1601
Quarzo con Dolomite e Clorite
Piemonte: Traversella n.41
Quarzo con Dolomite selliforme
Piemonte: Traversella n.37, n.38, n.39, n.40
Toscana: Carrara n.1405, n.2470
Quarzo con Ematite inclusa
99
100 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Piemonte: Beora, Ossola n.*74
Quarzo con Ematite interna
Piemonte: Beora, Ossola n.32
Quarzo con Ematite micacea
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4914; Traversella n.485
Quarzo con Epidoto
Piemonte: Valle d’Ossola n.69
Sardegna: massa granitica del Limbara n.3648
Quarzo con Fe oligisto speculare
Piemonte: Traversella n.*36
Quarzo con Fluorite rosa
Piemonte: Beora, Ossola n.3011
Quarzo con Limonite su Ilvaite
Toscana: Isola d’Elba n.2718
Quarzo con Pirite
Piemonte: Brosso n.730; Pestarena, Valle Anzasca, Ossola n.*31; Traversella n.67,
n.2192
Quarzo con Siderite
Toscana: Isola d'Elba n.1272
Quarzo con Tormalina
Piemonte: Beora, Ossola n.80
Quarzo con Tormalina in decomposizione
Toscana: S.Pietro in Campo, Isola, d’Elba n.1360
Quarzo con Tormalina inclusa
Piemonte: Beora, Ossola n.*73; Valle d’Ossola n.72
Quarzo con aghi di Tormalina
Piemonte: Beora, Ossola n.6
Quarzo con inclusioni
Toscana: Chianciano n.3091
Quarzo con lamelle di Ematite
Sardegna: S. Leone Capoterra, Cagliari n.5007
Quarzo concrezioni stalattitiche
Toscana: S.Fiora n.1276
Quarzo dodecaedro
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.65
Quarzo e Fluorite
Sardegna: Su Leonargiu, Sarrabus n.4619
Quarzo e Magnetite
Sardegna: S. Leone Capoterra, Cagliari n.5008
Quarzo e Pirite
Piemonte: Min. Brosso, Ivrea n.4514
Quarzo e inclusioni di Plumosite
Piemonte: Brosso n.2396, n.3437
Quarzo ferruginoso
Piemonte: Brosso n.3290, n.*3291
Sardegna: S. Leone Capoterra, Cagliari n.2370
Quarzo fibroso xiloide
Emilia Romagna: Imolese n.1707
Quarzo fibroso in Serpentina
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 101
Toscana: Impruneta, Firenze n.2935
Quarzo fibroso- raggiato
Sardegna: Sarrabus n.4057; Min. Tacconis Sarrabus n.4399; S’Arcilloni, Sarrabus n.4395
Quarzo ganga del filone
Sardegna: M. Monte Narba n.4272
Quarzo giallastro
Toscana: Isola d'Elba n.2711
Quarzo gommoide con Quarzo XX
Toscana: Isola d'Elba n.2715
Quarzo grossi XX piramidali
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio, Ossola n.121
Quarzo grosso XX piegato
Piemonte: Traversella n.2138
Quarzo gruppo di XX
Valle d'Aosta: Challant n.2125
Quarzo ialino
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.24; Beora, Ossola n.*4, n.5
Quarzo ialino XX
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio, Ossola n.1
Quarzo ialino con Clorite
Piemonte: Valle Anzasca, Ossola n.18
Svizzera: S. Gottardo n.1268
Quarzo ialino con Pirite (?)
Piemonte: Brosso n.3347
Quarzo ialino in geode
Toscana: Isola d'Elba n.2712
Quarzo ialino su Calcedonio
Sardegna: Masullas n.2162
Quarzo ialino, Albite, Calcare
Toscana: Carrara n.8
Quarzo in geode, Calcedonio
Sardegna: Alghero n.2155
Quarzo in grossi XX
Piemonte: Valle Vigezzo, Ossola n.120
Quarzo in grossi XX aggruppati
Piemonte: Brosso n.*4495
Quarzo in grossi XX ialini
Piemonte: Brosso n.*4494
Quarzo in venette
Sardegna: Porto Torres n.4930
Quarzo incrostato di Limonite
Toscana: Isola d'Elba n.2713
Quarzo iridescente, Adularia
Lombardia: Sondalo, Valtellina n.4138, n.*4139
Quarzo latteo
Emilia Romagna: Porretta, Bologna n.2940
Sardegna: Su Leonargiu, S.Vito n.2911
Quarzo latteo XX
Sardegna: Rosas Siliqua n.2152; Nebida, Iglesias n.48
102 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Quarzo latteo su Gneiss
Piemonte: Beora, Ossola n.7
Quarzo leggermente affumicato
Piemonte: Beora, Ossola n.2398; Pallanzano n.71; Sempione pr. Iselle n.60
Quarzo nella Silice gelatinosa
Svizzera: Traforo Sempione n.3306
Quarzo nero (Calcedonio)
Lombardia: S.Giovanni Bianco, Bergamo n.4048
Quarzo nero XX bipiramidale
Toscana: Bagni S. Filippo, Siena n.3931
Quarzo nero, Albite, Ortose
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d'Elba n.3076
Quarzo piramidale allungato ametistino
Sardegna: S. Leone Capoterra, Cagliari n.1937
Quarzo pseudomorfo di Apofillite
Trentino Alto Adige: Monzoni n.3302
Quarzo pseudomorfo di Calcite
Piemonte: Brosso n.2529
Quarzo radiato
Sardegna: Fonni n.3305
Quarzo ricoprente XX Barite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2538
Quarzo struttura mammellonare radiata
Sardegna: Monte Narba n.1836
Quarzo su Calcare
Toscana: Carrara n.11, n.12
Quarzo verdastro
Piemonte: Traversella n.1267
Quarzo verde
Piemonte: n.85
Toscana: Isola d’Elba n.1275
Quarzo xiloide
Emilia Romagna: Pietra Colora, bolognese n.118
Quarzo, Clorite, Feldspato
Piemonte: Ala n.46
Quarzo, Diaspro rosso
Sardegna: Isola di Carloforte n.11209
Quarzo, Limonite su Oligisto
Toscana: Isola d’Elba n.2714
Quarzo, Sfeno, Albite, Adularia
Valle d'Aosta: Monte Bianco n.77
Quarzo, Siderite, Blenda
Sardegna: M. Argentiera della Nurra n.4978; Su Leonargiu, S.Vito n.2657
Quarzo, XX di Laomontite
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio n.*27
Quarzo, XX di Mica
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.*28
Quarzo, Calcite, Fluorite verde
Sardegna: Su Leonargiu, S.Vito n.2910
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 103
Rame XX aciculari
Sardegna: Min. Su Sufruru, Flumini Maggiore n.3007
Rame grigio
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.894
Rame grigio con Fluorina
Toscana: Angina, Pietra Santa n.2817
Rame grigio con Galena
Sardegna: Nieddari, Flumini n.1684
Rame grigio con Malachite
Valle d'Aosta: Champs de Praz n.817
Rame grigio nel Quarzo
Piemonte: Stroppo, Cuneo n.3197
Sicilia: Girosera, Monti Peloritani n.4221
Rame grigio nella Siderite
Piemonte: Min. Bellagarda, Ceresole Reale n.4831
Rame grigio, Carbonato di Fe
Piemonte: Bellegarda n.3017
Rame nativo
Emilia Romagna: Monte Modino, Frassinaro n.710; Montefiorino Frassinari n.3489
Liguria: Monte Creto, Genova n.*1983
Sardegna: Gennamari n.1334; Godoni n.674
Toscana: Campiglia n.782, n.*783; Capanne Vecchie, Massa Marittima n.2656
Francia: Min. Varo, Tolone n.780
Rame nativo con Calcite
Toscana: Montecatini, Val di Cecina n.3062
Rame nativo con Cuprite
Francia: Min. Varo, Tolone n.781
Rame nativo dai Calcari cretacei
Marche: Pergola n.*2266
Rame nativo dalle sabbie
Liguria: Deiva n.*786, n.787
Rame nativo dendriti in Gabbro
Toscana: Montecatini n.2545
Rame nativo e Calcosina
Toscana: Montecatini n.807
Rame nativo e Cuprite
Toscana: Impruneta n.1338
Rame nativo in piccoli arnioni
Liguria: Monte Creto, Genova n.*788; Rivo Aglio, Val Bisagno n.*785
Rame nativo lamellare
Sardegna: Min. Su Sufruru, Flumini Maggiore n.3006
Rame nativo lamelle su Diabase
Toscana: Montecatini n.2546
Rame nativo nel Gabbro
Toscana: Montecatini n.2947
Rame nativo ossidato superficialmente
Toscana: Montecatini n.814
Rame nativo sulla Pirite
Piemonte: Traversella n.2334
104 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Rame nativo, Laomontite
Toscana: Min. Monte Latini n.1931
Rame ossidato, Malachite
Liguria: Bonassola n.*2058
Rammelsbergite
Trentino Alto Adige: Cruvin Bruzolo, Val di Susa n.768
Realgar
Campania: Vesuvio 1905 n.4025
Piemonte: Costa Ciagrea pr. Caccino, Val Tanaro n.3263; Ormea, Cuneo n.156; Pizzo
della Cornia, Rio Re Bianco n.2208; Val di Tanaro, Pizzo d’Ormea n.3213, n.3214,
n.3216,
Corsica: Matra n.3826
Realgar XX
Campania: Vesuvio n.3410
Piemonte: Val di Tanaro, Pizzo d’Ormea n.3215
Corsica: Matra n.3827, n.3921, n.3927
Svizzera: Binnenthal, Vallese n.3754
Realgar con Solfo-Selenio
Campania: Vesuvio n.3408, n.4026
Realgar e Orpimento
Campania: n.3212, n.3238
Piemonte: Frana del Bricco dell’Ozzea, Ormea n.3258
Corsica: Min. di Matra n.3823, n.3824, n.3825
Realgar nella Dolomite
Svizzera: S.Gottardo n.158
Realgar nella Marna
Toscana: Min. di Cortevecchia, M. Amiata n.3771
Regolo d’Antimonio
Sardegna: Su Suergiu n.5143
Resinite
Piemonte: Baldissero Canavese n.4600
Retinite nera
Veneto: Colli Euganei n.*2929
Retinite rossa
Veneto: Monte Croce, Colli Euganei n.2930
Rodonite
Valle d’Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.3381; S.Marcello, Aosta n.2046, n.3183,
n.3625
Rodonite XX, Albite XX
Valle d'Aosta: S. Marcello, Aosta n.3624
Rodonite con Diallagio
Valle d'Aosta: S. Marcello, Aosta n.2041
Rodonite in noduli
Valle d'Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.3176
Romeite
Valle d'Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.3184, n.3978
Romeite XX
Valle d’Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.4843, n.4911
Romeite XX con Albite
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 105
Valle d’Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.4135
Romeite XX con Braunite
Valle d'Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.4615
Rosasite
Sardegna: Rosas Sulcis n.5264
Rutilo
Piemonte: Baceno, Valle Antigorio, Ossola n.652, n.1906, n.1921, n.2236, n.2238,
n.2239, n.2260; Traversella n.*2135
Rutilo XX:
Piemonte: Valchiusella, Ivrea n.2237,
Rutilo XX nel Quarzo
Piemonte: Valchiusella n.*3454, n.4638
Rutilo XX, Granato, Adularia
Piemonte: Valle Soana n.*3459
Rutilo con Clorite
Piemonte: Ala n.653
Rutilo con ferro oligisto
Svizzera: San Gottardo n.654
Rutilo su Quarzo
Piemonte: Valchiusella, Traversella n.1745, n.11240
Salbanda argillosa del tetto
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4948
Salbanda argillosa quarzosa
Sardegna: Argentiera della Nurra n.*4949
Sale ammonico
Campania: Boscotrecase n.3701; Vesuvio, Napoli n.1443, n.1673, n.2040, n.2270
Salgemma
Campania: Vesuvio, Napoli n.1991
Sicilia: Caltanissetta n.164; Saline Racalmuto Girgenti n.2196
Salgemma XX
Sicilia: senza località n.4218
Salgemma XX con Gesso
Sicilia: Racalmuto Girgenti n.1988
Salgemma XX con XX Solenite
Sicilia: Cozzotondo, Recalmuti n.166
Salgemma stalattitico
Sicilia: Caltanissetta n.163, n.165, n.11239
Salgemma violetto
Sicilia: n.162, n.11225
Sanidino XX da Trachite-Andesite
Lazio: S. Valentino, Viterbo n.4862
Sanidino XX dalla Vulsinite
Lazio: Viterbo n.4863
Saponite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2297
Saponite con AgS, Baritina
Sardegna: Bacu Arrodas n.2171
Sarcolite
Veneto: Valle Zuccanti, Schio, Vicentino n.1092
106 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sarcolite XX, Humboldtilite
Campania: Vesuvio, Napoli n.4892
Saussurite bianca manganesifero
Emilia Romagna: Montese, Modena n.1055
Scheelite
Piemonte: Traversella n.356; Valle Tuppa, Ossola n.4922
Sardegna: Min. Ballao, Gerrei n.4223; Su Suergiu, Villasalto, Gerrei n.3023, n.5142
Svizzera: Traforo Sempione n.3150
Scheelite XX
Piemonte: Traversella n.354, n.355, n.357, n.11180
Trentino Alto Adige: Cinquevalli Levico n.3324; Mulat, Mezzavalle, Fassa n.3325
Scheelite XX con Magnetite
Piemonte: Traversella n.353
Scheelite XX e Dolomite
Piemonte: Traversella n.2357
Scheelite XX su XX Microclino
Piemonte: Baveno, Lago Maggiore n.5114
Scheelite amorfa, Quarzo, Pirite
Piemonte: Valle Tuppa, Ossola n.358
Scheelite con Stibina
Sardegna: Genna Ureu, Orroli n.582; Su Suergiu, Villasalto n.3024
Seapolite nel Calcare metamorfico
Toscana: Campiglia Marittima n.4210
Selenite XX
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.*2899
Selenite XX con Solfo
Sicilia: Cordaro n.*697
Selenite XX, Calcite, Solfo
Sicilia: Solf. Rabbione, Bosco S. Cataldo n.2894
Sellaite XX nell’ Anidrite
Francia: Rocher du Sonfre, Savoia n.3636
Senarmentite, Valentinite
Sardegna: Nieddaris, Flumini n.2885
Senarmontite XX
Sardegna: Su Suergiu n.3441
Senarmontite con Schisto nero
Sardegna: Su Suergiu n.5137
Senarmontite in XX microscopici
Sardegna: Su Suergiu n.4910
Sepiolite in parte carbonato
Toscana: S. Piero in Campo, Isola d’Elba n.3087
Sericite nel Quarzo
Toscana: Isola d'Elba n.2767
Sfeno
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1136
Sfeno XX
Piemonte: Perero, Pinerolo n.3579; Pinerolo n.*3578; Valle d’Ossola n.1133
Svizzera: S. Gottardo n.1131
Sfeno XX gialli
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 107
Toscana: S. Piero in Campo, Isola d’Elba n.3574, n.3575
Sfeno XX nella pietra ollare
Lombardia: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5082
Sfeno XX, Granato, Epidoto
Liguria: Rio Baracca pr. la Ferriera n.*3884
Sfeno con Adularia
Valle d’Aosta: Monte Bianco, Aosta n.1135
Sfeno con Adularia e Calcite
Svizzera: S.Gottardo n.1134
Sfeno con Tormalina
Piemonte: Beora, Valle d’Ossola n.3673
Sfeno nel Cloriteschisto
Piemonte: Ala n.1130
Sfeno su Quarzo
Piemonte: Beora, Ossola n.1128
Sfeno, Clorite, Granati
Piemonte: Ala n.1132
Sfeno, Granati, Bornite
Piemonte: Ala n.1129
Siderite
Emilia Romagna: Bolognese n.550
Piemonte: Brosso n.534, n.539; M. Brosso, Ivrea n.538, n.540, n.544, n.4634, n.4635,
n.4649; Traversella n.537, n.542, n.543, n.545, n.547
Siderite XX in Scisto
Sardegna: Argentiera della Nurra n.4205
Siderite XX in geode Calcite
Sardegna: Su Suergiu, Cagliari n.4166
Siderite XX romboedrici
Piemonte: Brosso n.2064
Siderite XX selliformi
Piemonte: Traversella n.2141
Siderite XX sul Quarzo
Toscana: Elba n.1196
Siderite con Dolomite
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.4636
Siderite con Ematite
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.548
Siderite con Quarzo
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.536
Siderite con Rame grigio
Piemonte: Ceresole Reale n.4222
Siderite decomposta
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.546
Siderite lenticolare in Calcare
Piemonte: Brosso n.*4539
Siderite lenticolare
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.4637; Traversella n.533
Siderite lenticolare, Quarzo
Piemonte: Brosso n.*2068
108 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Siderite pseudomorfa di Calcare
Sardegna: Masua, Iglesias n.695
Siderite ricoperta da Pirite
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.2414
Siderite selliforme
Sardegna: Nieddoris, Flumini n.1681
Siderite, Galena, Blenda
Sardegna: Argentiera della Nurra n.4975
Siderite, Mispikel, Plumosite
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.535
Siderite, Pirite, Ematite
Piemonte: M. Brosso, Ivrea n.4540
Sienite
Piemonte: Brosso n.*4550; Traversella n.*4466
Silvite XX
Campania: Vesuvio n.3407; Vesuvio eruzione 1906 n.3406, n.4013
Sismondina
Valle d'Aosta: Valle Mariana, Aosta n.1226
Sismondina con Granato
Piemonte: Traversella n.1220
Sismondina, Clorite, Granato
Valle d'Aosta: Champ de Praz n.2256
Smeraldo XX isolati
Piemonte: Craveggia, Ossola n.*2683
Smithsonite |
Lombardia: Gorno, Clusone pr. Bergamo n.1313
Sardegna: Acquaresi, Iglesias n.3689; Genna Ruta, Iglesias n.594; M. Buggerru n.204;
n.618, n.2313; Masua n.4042, n.4735; Min. Masua n.565, n.577, n.1595, n.2310, n.2312,
n.4092, n.4747, n.4758, n.4764; Monteponi n.610; Min. Masua, Iglesias n.3980; Min.
S.Giovanni, Iglesias n.614, n.4631
Toscana: M. Bruscolina, Massa Marittima n.675; Niccioletta, Massa Marittima n.657
Smithsonite XX
Sardegna: Buggerru, Flumini n.875, n.1677
Smithsonite XX con Barite
Sardegna: Masua, Iglesias n.3353, n.3354
Smithsonite XX, Cerussite XX
Sardegna: Buggerru, Flumini n.876
Smithsonite a straterelli
Sardegna: Masua n.4736
Smithsonite compatta
Sardegna: Min. Masua n.4768, n.4773
Smithsonite con Blenda
Sardegna: Masua n.4743
Smithsonite con Calamina ferrifera
Sardegna: Min. S.Giovanni, Iglesias n.4626, n.4627
Smithsonite con Ematite
Sardegna: Masua n.4751
Smithsonite con XX Cerussite
Sardegna: Monteponi n.611
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 109
Smithsonite concrezione verdastra
Sardegna: Masua n.4745
Smithsonite concrezionata
Sardegna: Masua n.4744
Smithsonite e Calamina
Sardegna: M. Buggerru, Flumini maggiore n.2311
Smithsonite e Calcite
Sardegna: Masua n.4740
Smithsonite e Idrozincite
Sardegna: M. Buggerru n.2374; Masua n.562, n.4739
Smithsonite gialla cadmifera
Sardegna: Min. Masua n.4741
Smithsonite mammellonare
Sardegna: Masua n.4752; Montecani, Masua, Iglesias n.2970; Monteponi n.884
Smithsonite o Calamina
Sardegna: Masua n.4123
Smithsonite pseudomorfa di Calcite
Sardegna: Masua n.4761; Min. Buggerru n.1799
Smithsonite ricoperta da Baritina
Sardegna: Masua, Iglesias n.596
Smithsonite ricoperta da Zincite
Sardegna: Montecani, Masua, Iglesias n.2971
Smithsonite stalattitica
Sardegna: Min. Masua n.569, n.4770; Monteponi n.615
Smithsonite su Blenda piritosa
Sardegna: Masua n.4755
Smithsonite su Quarzo
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3372
Smithsonite zonata
Sardegna: Masua n.4754
Smithsonite, Blenda, Cerussite
Sardegna: M. Buggerru, Flumini maggiore n.2314
Sodalite
Campania: Monte Somma, Napoli n.1288, n.1592, n.1963; Vesuvio 1872, Napoli n.1699
Sodalite XX su Sanidino
Campania: Monte Somma, Vesuvio n.4889
Sodalite con Breislakite
Campania: Vesuvio lava 1631, Napoli n.2184
Sodalite verdiccia
Campania: Monte Somma n.*866
Solfati naturali di K, Na, Ca
Veneto: Min. Agordo n.5156
Solfo
Sardegna: Masua, Iglesias n.2949
Sicilia: Isola Vulcano n.1594
Solfo Selenio
Campania: Vesuvio eruzione 1906 n.*3409
Solfo XX
Campania: Vesuvio 1906 n.*4003; Vesuvio 1908 n.4002
110 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Emilia Romagna: Romagna, n.1491, n.1502, n.4691; Min. Perticara n.*2054, n.4659,
n.4660, n.4661, n.4665, n.4728
Marche: Cafabri, Pergola n.*713, n.*1406, n.*1414, n.1459; Min. Cafabri, Pergola n.4676,
n.4677, n.*4678, n.*4679, n.4680,n.*4681, n.4682, n.4683, n.4684, n.4685, n.4686, n.4687,
n.4688, n.4689, n.4690; Perticara n.133, n.134, n.135, n.146, n.148, n.2355
Sardegna: Montevecchio n.2406
Sicilia: senza localita n.1541, n.4692, n.4694, n.4715, n.4717, n.4718, n.4719, n.4720,
n.4721,n.4722, n.4878, n.4879, n.*4880, n.4881, n.4882, n.4883, n.4884, n.4885;
Caltanissetta n.123, n.124, n.4723, n.4724, n.4725, n.4726, n.4727; Catania n.*2132;
Cordaro, Caltanissetta n.638, n.689, n.1504; Girgenti n.2571; Min. Giona, Racalmuto
n.*4083, n.4695, n.4696; Racalmuto n.2199, n.3252; Solfatara Cozzo di Disi, Girgenti
n.2575
Solfo XX a facce ricurve
Sardegna: Min. Masua, Iglesias n.2966
Solfo XX con Antimonio
Toscana: Grosseto n.3032
Solfo XX con Calcare concrezionato
Sicilia: Caltanissetta n.1322
Solfo XX con Calcite
Sicilia: Girgenti n.649; Monte Giona n.3809
Solfo XX con Celestina
Sicilia: Cordaro n.688
Solfo XX con Galena
Sardegna: S.Benedetto, Iglesias n.2294
Solfo XX con Gesso XX
Sicilia: senza località n.4693
Solfo XX con Silice bianca
Marche: Perticara n.1332
Solfo XX con Solfo grosso
Marche: Cafabri, Pergola n.*734
Solfo XX con Stibina
Toscana: Le Cetine, Siena n.3835, n.3836
Solfo XX isolati
Marche: Cafabri, Pergola n.1404, n.*719
Sicilia: senza località n.*4697, n.4698, n.4699, n.4700, n.4701, n.4702, n.4703, n.4704,
n.4705, n.*4706, n.4707, n.4708, n.*4709, n.4710, n.4711, n.4712, n.4713, n.4714,
n.4716,
Solfo XX isolati con Bitume
Marche: Perticara n.132
Solfo XX laminare
Sicilia: senza localita n.1925
Solfo XX minuti
Emilia Romagna: Farmignano n.*2562
Solfo XX nella Galena
Sardegna: Masua, Iglesias n.2948
Solfo XX nella Stibina fibrosa
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4596
Solfo XX nitidissimi in geode
Sardegna: Min. Masua, Iglesias n.2967
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 111
Solfo XX ottaedrici
Emilia Romagna: Perticara n.*871
Marche: Cafabri, Pergola n.1468
Sicilia: senza località n.*1815; Caltanissetta n.136, n.1321; Cordaro n.572, n.612, n.*651,
n.1926, n.1928
Solfo XX ottaedrici accoppiati
Sicilia: Cordaro, Caltanissetta n.621
Solfo XX ottaedrici appiattiti
Sicilia: Cordaro n.2241
Solfo XX ottaedrici e tabulari
Sicilia: Cordaro, Caltanissetta n.1328
Solfo XX ottaedrici in geode
Marche: Cafabri, Pergola n.716
Solfo XX ottaedrici, Bitume
Sicilia: senza località n.1893
Solfo XX perfetti
Marche: Cafabri, Pergola n.725, n.*727; Min. Gallo, Urbino n.2056
Sicilia: senza località n.*2002
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3490
Solfo XX prismatici ialini
Sicilia: Cordaro n.595
Solfo XX ricoperto parzialmente di Quarzo
Emilia Romagna: Min. Polenta n.2121
Solfo XX ricoperti da Calcare
Sicilia: Caltanissetta n.2388, n.2389
Solfo XX sferoedrici
Sicilia: Ciangiana n.3253
Solfo XX su Argilla marnosa
Emilia Romagna: Cesena n.2564
Solfo XX su Stibina
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.862
Solfo XX su legno decomposto
Toscana: Grosseto n.3031
Solfo XX sul Marmo
Toscana: Carrara n.4227
Solfo XX tabulari in Calcite XX
Sicilia: Solfatara Grossa, Caltanissetta n.2572
Solfo XX tabululari incrostati di Calcite
Sicilia: Solfatara Giovanello, Girgenti n.2574
Solfo XX tabulari
Emilia Romagna: Cesena n.2089
Marche: Cafabri, Pergola n.*715, n.1538, n.1770
Sardegna: Iglesias n.398
Sicilia: senza località n.1576; Caltanissetta n.735, n.737; Cordaro n.*568, n.576, n.585,
n.617, n.635, n.643, ; Solfatara Grossa, Caltanissetta n.2573
Solfo XX tabulari e ottaedrici
Sicilia: Cordaro n.656
Solfo XX tabulari su ganga
Sicilia: Cordaro n.619
112 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Solfo XX, Anglesite su Galena
Sardegna: Monteponi n.151
Solfo XX, Anglesite, Galena
Sardegna: Bugerru n.3808
Solfo XX, Calcare bituminoso
Marche: Perticara n.131
Solfo XX, concrezioni stalattitiche di Calcite
Sicilia: Cordaro n.655
Solfo amorfo
Marche: S. Lorenzo in Salfinelli, Pesaro n.1922
Solfo compatto
Sicilia: Caltanissetta n.2390; Isola di Vulcano n.*1593
Solfo con Anglesite e Galena
Sardegna: Monteponi n.153, n.154
Solfo con Celestina
Sicilia: Girgenti n.1289
Solfo concrezioni mamellari
Toscana:Le Cetine, Rosia, Siena n.2908
Solfo cristalli e concrezioni su Marna
Sicilia. Caltanissetta n.2387
Solfo cristallino su Marmo
Toscana: Carrara n.870
Solfo giallo citrino
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4572
Solfo giallo miele
Emilia Romagna: Mercato Saraceno n.2050
Solfo grosso XX tabulare
Sicilia: senza localita n.*1311
Solfo grumi in Stibina
Toscana: Min. Le Cetine, Siena n.2951
Solfo in geode di Anglesite
Sardegna: Buggerru, Flumini Maggiore n.2994
Solfo in grumi in Quarzite
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4571, n.11198
Solfo in grumi in geode di Anglesite
Sardegna: Buggerru, Flumini Maggiore n.3013
Solfo in noduli
Piemonte: Montecastello, Alessandria n.3255
Solfo in strati, Celestina
Sicilia: Caltanissetta n.125
Solfo minerale industriale
Emilia Romagna: Min. Perticara n.4672, n.4673, n.4674
Solfo nel Bitume
Marche: Perticara n.2411
Solfo nel Gesso
Sicilia: Ciangiana n.*3254
Solfo nella Calamina
Sardegna: Masua n.784
Solfo noduli cristallini in Galena
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Sardegna: Min. Masua, Iglesias n.2965
Solfo piccoli XX in Calamina
Sardegna: Buggerru, Flumini Maggiore n.3012
Solfo pulverulento con Gesso
Sicilia: Cordaro n.147
Solfo pulverulento su lava
Campania: Vesuvio n.*150
Solfo ricoperto da Calcite
Sicilia: Caltanissetta n.198; Min. Giona n.*2248
Solfo rivestimenti cristallini, Galena
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2950
Solfo rosso
Sicilia: Min. Giona n.4211
Toscana: Min. Le Cetine, Rosie, Siena n.4570
Solfo rosso in Quarzo
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena, n.3209
Solfo su Stibina
Sardegna: Argentiera della Nurra n.624
Solfo sul Marmo
Toscana: Carrara n.2459
Solfo sul fango
Toscana: Larderello n.*3966
Solfo, Gesso XX completi
Sicilia: Caltanissetta n.*1501
Solfuro d’ Antimonio liquato
Sardegna: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5144
Spangolite
Sardegna: Arenas n.4115, n.4116, n.4117, n.4118
Spangolite XX
Sardegna: Arenas, Iglesias n.3865, n.3866, n.3867, n.3873, n.3923
Spangolite XX con Azzurrite
Sardegna: Arenas, Iglesias n.3871
Spangolite XX con Linarite
Sardegna: Arenas, Iglesias n.3868
Spessartina (Granato manganesifero)
Valle d’Aosta: S. Marcello, Aosta n.3178
Spinello
Veneto: Campo d’Oro, Lonedo, Vicentino n.143
Spinello XX
Calabria: Tiriolo n.3140
Spinello XX con Augite verde
Campania: Vesuvio, eruzione 1906 n.3450
Spinello XX dei Basalti
Veneto: Vicentino n.372
Spinello XX pleonasto
Veneto: Guata, Vicentino n.1359
Spinello XX zincifero
Piemonte: Miggiandone, Valle Toce, Pallanza n.373; Pallanza n.369
Spinello con Pirosseno
113
114 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Campania: Monte Somma n.*344
Spinello con Pirrotina zincifera
Sardegna: Correboi n.1829
Spinello e Vesuviana
Calabria: Tiriolo n.2070
Spinello nella Calcite
Calabria: Tiriolo n.11206
Spinello nella Calcite azzurra
Calabria: Tiriolo n.2073
Spinello nella sabbia
Calabria: Pizzo Calabro n.3877
Spinello ottaedrico con Mica
Campania: Vesuvio n.964
Spinello pleonasto
Campania: Monte Somma n.375
Spinello pleonasto XX
Campania: Monte Somma n.370; Vesuvio n.374
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle Fassa n.1898
Spinello pleonasto con Humite
Campania: Monte Somma n.*339, n.399
Spinello pleonasto, Mejonite
Campania: Monte Somma n.343
Spinello zincifero
Sardegna: Bacu Arrodas n.4271
Spinello zincifero, Antomolite
Piemonte: Miggiandone, Pallanza n.364
Spinello, Peridoto, Aragonite
Campania: Vesuvio n.376
Staurolite XX con Distene
Svizzera: S. Gottardo n.927
Staurolite con Granati
Piemonte: Sempione, Iselle n.926
Steatite
Sardegna: Oniferi n.3959
Stefanite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1823; Giovanni Bonu, Sarrabus n.2013; Monte
Narba n.2016; Serra S’Ilixi, Sarrabus n.4417
Stefanite XX
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1088, n.2320, n.2375, n.3428, n.4254, n.4255; Gio-
vanni Bonu, Sarrabus n.*1649, n.11218; Masaloni, Sarrabus n.2500; Min. G. Bonu,
Sarrabus n.861, n.863, n.1598, n.1642, n.1920, n.1924, n.2982, n.2983, n.3271, n.3423,
n.3424, n.3425, n.4345, n.4346, n.4347; Monte Narba,Sarrabus n.*1917, n.2223,
n.4297, n.11216
Stefanite XX con Argentite
Sardegna: Monte Narba n.4296
Stefanite XX con Calcite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.3422, Serra S'Ilixi, Sarrabus n.2008
Stefanite XX isolati
Sardegna: Min. G. Bonu, Sarrabus n.1385
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 15
Stefanite XX su Galena
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4256
Stefanite con Argentite
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.11217
Stefanite con Argirose
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2222
Stefanite e Argirose in XX
Sardegna: Min. G. Bonu, Sarrabus n.1454
Stefanite su Calcite
Sardegna: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1591
Stibiconite
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4563, n.4565; Rosia, Siena n.1898, n.2292
Stibiconite pseudomorfa di Stibina
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.4561, n.4562, n.4581, n.11208
Stibina
Piemonte: Traversella n.2420
Sardegna: Corti Rosas, Ballao n.3640; Gerrei, Min. Su Suergiu n.5133; Mazzoni Pizzuda,
Escalaplanu n.3639; Min. Argentiera della Nurra n.4980, n.4981; Sa Mina, Ballao
n.1018; Su Suergiu, Villasalto n.2165
Toscana: Isola d’Elba n.2761; Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4559, n.5658, n.6274, n.11223
Corsica: Luri, Bastia n.55, n.371, n.*1215, n.3323
Stibina XX
Sardegna: Ballao n.3829, n.3949
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.*2542, n.2662; Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4564,
n.4593, n.4595, n.11222; Rosia, Siena n.2288; Min. del Leccio n.2284
Corsica: Luri, Bastia n.3484, n.3769, n.3770; Meria n.3828
Stibina XX aciculari
Sardegna: Su Suergiu, Villasalto n.1382, n.3163, n.3164
Stibina XX aghiformi
Sardegna: Su Suergiu, Villasalto n.682
Stibina XX alterati
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4558, n.11221
Corsica: Luri, Bastia n.126
Stibina XX con Pirite
Corsica: Luri, Bastia n.127
Stibina XX con Quarzo
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4594
Stibina XX con Quarzo XX
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.11224
Stibina XX decomposti
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.4561
Stibina XX in Calcite
Sardegna: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5146
Stibina XX in Geode di Quarzo
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4579
Stibina XX in Quarzite e Gesso
Toscana: Min. Le Cetine di Cotorniano, Siena n.4588
Stibina XX in geode Quarzo
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3204
116 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Stibina XX in geode di Quarzo
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.*3205; Pereta Scansano, Grosseto n.3028
Stibina XX in geode, Quarzite
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.*4912
Stibina XX isolati
Toscana: Pereta Scansano, Grosseto n.3104
Stibina XX nell’Arsenico
Sardegna: Monte Narba n.2035
Stibina XX nella Quarzite
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4589
Stibina XX ossidati superficialmente
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.2811, n.4592
Stibina XX, Gesso, Zolfo
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4591
Stibina XX, Siderite, Ematite
Piemonte: Brosso, Ivrea n.4870
Stibina XX, Valentinite, Zolfo
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4580
Stibina XX, Zolfo, Valentinite
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4590
Stibina a grandi elementi
Sardegna: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5134
Stibina aghiforme
Sardegna: Su Suergiu, Villasalto n.1465, n.3026, n.3164
Toscana:Le Cetine, Rosia, Siena n.3027
Stibina aghiforme in Quarzite
Toscana: Rosia, Siena n.2890
Stibina con Arsenico
Sardegna: G. Bonu, Sarrabus n.2679
Stibina con Bournonite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.1046
Stibina con Calcite
Sardegna: Su Suergiu n.3251
Stibina con Kermesite
Sardegna: Su Suergiu, Villasalto n.3245
Stibina con Solfo in XX
Toscana: Rosia, Siena n.3114
Stibina con Valentinite
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4560
Stibina decomposta
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.2291
Stibina e Ossido di Antimonio
Toscana: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4566
Stibina e vene di Calcite
Sardegna: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5135
Stibina fibrosa iridescente
Sardegna: Su Laccu, Nurra n.1909
Stibina in geodi
Toscana: Pereta Scansano, Grosseto n.3029
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Stibina in XX alterati
Toscana: Rosia, Siena n.3217, n.3218
Stibina in XX con Gesso
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3203
Stibina ricoperta di Kermesite
Toscana: Pereta Scansano, Grosseto n.3030
Stibina su Calcite
Sardegna: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5136
Stilbite
Sardegna: Pula n.2870
Trentino Alto Adige: Monzoni, Valle di Fassa n.1075
Veneto: Valle Zuccanti, Vicentino n.2506
Stilbite XX
Sardegna: Monastir n.2460
Stilbite XX aggruppati
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa n.1080
Stilbite XX su Trachite
Sardegna: Pula Capoterra n.1071
Stilbite con Natrolite
Sardegna: Montresta n.639
Stilbite fibrosa
Sardegna: Pula n.2157
Stilbite radiata
Veneto: Valle Zuccanti, Vicentino n.1073; Vicentino n.1076
Stilbite ranciata laminare
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa n.1069, n.1070
Stilbite, Foresite, Lepidolite
Toscana: Isola d'Elba n.2765
Stilbite, Lepidolite, Tormalina
Toscana: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d’Elba n.3066
Stolzite frammento di XX
Sardegna: Bena(d) e Padru, Ozieri n.3584
Stronzianite XX
Trentino Alto Adige: Alpe di Siusi, Bolzano n.1632
Talco
Piemonte: Ossola n.2332; Praly, Pinerolo n.2803; Traversella n.699
Talco (pietra ollare)
Valle d'Aosta: S. Marcel n.1556
Talco Clorite
Emilia Romagna: Vesale, Modenese n.1555
Talco con Clorite
Piemonte: Traversella n.2347
Talco con Dolomite
Piemonte: Traversella n.2348
Talco var. Steatite
Piemonte: Praly, Pinerolo n.1228; Traversella n.1227
Sardegna: Giovanni Bonu n.1940
Toscana: Impruneta, Firenze n.1362
Valle d’Aosta: M. Cervino, Aosta n.1786; S. Marcel, Aosta n.11194
117
118 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Talco var. Steatite su Quarzo
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1686
Talco var. Steatite, Pirite
Sardegna: Bacu Arrodas n.1578
Tantalite ferrica
Sardegna: Stintino n.3583
Taramellite
Piemonte: Candoglia, Ornavasso n.4224
Tartufite
Sardegna: Castelsardo n.2579
Tenorite
Campania: Vesuvio n.1811; Vesuvio 1907 n.4008
Tenorite XX
Campania: Vesuvio 1906 n.4021; Vesuvio 1908 n.*4012; Vesuvio eruzione 1916 n.3444
Tenorite XX con Halite
Campania: Vesuvio 1908 n.4006
Tenorite a lamelle con scorie
Campania: Vesuvio eruzione 1872 n.491; Vesuvio, Boscotrecase eruzione 1860 n.492
Tenorite in XX in lava
Campania: Vesuvio eruzione 1834 n.493
Tetraedrite
Sardegna: Min. Palmavexi, Iglesias n.3421
Tetraedrite (var. Frigidite)
Toscana: Frigido n.3051
Tetraedrite XX
Piemonte: Brosso n.3246, n.3247
Tetraedrite XX alterata
Sardegna: Arenas, Iglesias n.3870
Tetraedrite nella Galena
Sardegna: S.Giovanni, Iglesias n.3248
Thalerz con Galena
Sardegna: S. Giovanni, Iglesias n.2123
Thomsonite
Trentino Alto Adige: Puflerloch, Valle Fassa n.2415
Thomsonite (var. Sloanite)
Toscana: Montecatini n.1352
Thomsonite con Analcime
Sicilia: Isola dei Ciclopi n.3566
Thomsonite, Calcite, Datolite
Liguria: Casarza, Sestri Levante n.*2198
Tinzenite (?)
Valle d'Aosta: St. Marcel n.2047
Titanidroclinohumite, Brucite
Valle d'Aosta: Min. Cogne n.5385
Titanite XX
Lazio: Cappuccini di Albano n.3190
Titanite XX con Calcite
Francia: Val Drum n.3753
Titanite con Granati
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 119
Lombardia: Val Malenco, Valtellina n.3674
Titanite var. Greenowite XX
Valle d'Aosta: Min. Praborna, S. Marcel n.3180, n.3181
Titanolivina
Lombardia: Franscia, Val Malenco n.3634
Tormalina
Lombardia: Sondalo, Valtellina n.4137
Piemonte: Craveggia, Val Vigezzo, Ossola n.2872
Toscana: Isola d'Elba n.1148, n.1149, n.1150, n.1158
Tormalina (var. Rubellite)
Toscana: Isola d'Elba n.2738
Tormalina Rubellite XX isolati
Toscana: Isola d'Elba n.*2742
Tormalina XX
Lombardia: Lago di Piona n.3554
Piemonte: Pallanzeno, Valle d’Ossola n.3688
Toscana: Grotta d’Oggi, S.Piero, Isola d'Elba n.3084, n.4818; S.Piero in Campo n.1230
Svizzera: M. Taneva, S. Gottardo n.3751
Tormalina XX con Granato
Lombardia: Olgiasca, Lago di Piona n.5088
Tormalina XX con Quarzo
Lombardia: Sondalo, Valtellina n.2190
Tormalina XX dalla Pegmatite
Lombardia: Olgiasca, Lago di Piona n.5089; Lago di Como n.5092
Tormalina XX policromi
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3080
Tormalina XX sciolti
Toscana: Isola del Giglio, Cava dell’Allume n.3556, n.3557, n.3558, n.3559
Tormalina XX, Muscovite
Lombardia: Olgiasca, Lago di Como n.5094
Tormalina a fasci bacillari
Toscana: Isola d’Elba n.1138
Tormalina con Castore
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.2737
Tormalina con Mica
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1234
Tormalina con Quarzo e Mica
Lombardia: Lago di Como n.1731
Tormalina con Quarzo lamellare
Toscana: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.3085
Tormalina fibroso-radiata
Lombardia: Ponte del Diavolo, Valtellina n.2191
Tormalina nel Cloritescisto
Piemonte: Ala n.1155
Tormalina nel Micascisto
Piemonte: Valle Anzasca n.1156, n.1159; Valle d’Ossola n.2523
Tormalina nel Quarzo
Piemonte: Valle d'Ossola n.1137
Tormalina nella Pegmatite
120 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Lombardia: Olgiasca, Lago di Piona n.5085
Tormalina nera
Piemonte: Beora, Ossola n.1157; Craveggia, Ossola n.2331, n.2687; Valle d’Ossola
n.1239
Toscana: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3078; Isola d'Elba n.1147, n.2740
Tormalina nera XX
Piemonte: Pallanzeno, Ossola n.1151; Valle d’Ossola n.1143, n.1144, n.1152, n.1241
Sardegna: Isola della Maddalena n.1153
Tormalina nera XX isolati
Toscana: Isola d’Elba n.2744
Tormalina nera e Quarzo
Toscana: Isola d'Elba n.2763
Tormalina nera, Quarzo, Albite
Toscana: Isola d’Elba n.2773
Tormalina policroiti
Toscana: Isola d’Elba n.*2739
Tormalina policroma
Toscana: Isola d’Elba n.*1141, n.*1142
Tormalina policroma, Lepidotite
Toscana: Isola d’Elba n.2741
Tormalina rosea XX
Toscana: Isola d’Elba n.*1139
Tormalina rosea, Lepidotite
Toscana: Isola d’Elba n.3058
Tormalina struttura palmare
Lombardia: Sondalo, Valtellina n.*2850
Tormalina verde e nera
Toscana: Isola d’Elba n.1140, n.1145, n.2743
Tormalina, Quarzo, Mica
Sardegna: Isola Asinara n.2179
Trachite e Calcedonio
Sardegna: Isola di S. Antioco n.*3108
Traversellite
Piemonte: Min. Traversella n.4468
Traversellite XX
Piemonte: Traversella n.*2134
Tridimite XX
Veneto: S.Pietro Montagnon, Colli Euganei n.2979
Tridimite XX nella Trachite
Veneto: S.Pietro Montagnon, Colli Euganei n.2922
Tridimite pseudomorfa
Veneto: Colli Euganei n.2823; S.Pietro Montagnon, Colli Euganei n.2980, n.2981;
Trubescite con Calcopirite
Sardegna: Alghero n.4449
Turingite
Sardegna: Isola di Caprera n.*2077
Turingite nel Granito
Sardegna: Isola Caprera n.2182
Ullmanite
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 121
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.2461, n.4387
Ullmanite XX
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.1384; Monte Narba n.1986; Masaloni n.*1913
Ullmanite XX con Calcite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.4305
Ullmanite XX con Pirrotina
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.2457
Ullmanite XX cubici
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1958
Ullmanite XX nel Calcare
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.1492
Ullmanite con Breithauptite
Sardegna: S’Arcilloni, Sarrabus n.1682
Ulmannite XX cubici, Calcare
Sardegna: Masaloni, Sarrabus n.*1961
Ulmannite con Breithauptite XX
Sardegna: Monte Narba n.*4306
Valentinite
Sardegna: Balloro n.3830, n.3831
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3442
Valentinite (?)
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.*3837
Valentinite XX
Sardegna: Argentiera della Nurra, Porto Torres n.3309; Su Suergiu, Villasalto n.3310;
Villasalto n.*2903
Corsica: Min. Luri n.3356
Valentinite XX e Stibina
Sardegna: Su Suergiu n.5138
Valentinite XX e fibroso-radiata
Sardegna: Su Suergiu, Villasalto n.2843
Valentinite XX in Quarzo argilloso
Sardegna: Argentiera della Nurra, Porto Torres n.3308
Valentinite XX in Stibina
Sardegna: Villasalto n.2901
Valentinite XX mammellonare
Sardegna: Ballao n.3914
Valentinite XX, Kermesite
Sardegna: Su Leonargiu, Sarrabus n.1894
Valentinite aciculare, Kermesite
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.3115, n.3117
Valentinite con Stibina
Sardegna: Villasalto, Cagliari n.2161
Valentinite fibroso-radiata
Sardegna: Villasalto n.2902, n.2904
Toscana: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3201
Valentinite su Antimonio
Sardegna: Su Suergiu, Gerrei n.*5145
Valentinite, Millerite
Sardegna: Nieddaris, Flumini n.2884
122 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Valentinite, Solfo, Stibina
Toscana: Rosia, Siena n.3116
Vanadinite XX
Sardegna: Bena(d) e Padru, Ozieri n.3582
Variscite
Sardegna: Villaputzu, Sarrabus n.4152
Variscite alterata
Sardegna: Villaputzu, Sarrabus n.5077
Variscite compatta
Sardegna: Villaputzu n.4453
Vesbina e Azzurrite
Campania: n.2475, n.2499, n.2694
Vesuviana
Calabria: Tiriolo n.2074
Campania: Vesuvio n.985
Piemonte: Bech Rous, Testa Ciarva, Val d’Ala n.3524
Toscana: Isola d’Elba n.*2762; Pitigliano, Grosseto n.1376
Trentino Alto Adige: Valle di Fassa n.989
Vesuviana XX
Campania: Monte Somma n.995
Lazio: Parco Chigi, Ariccia pr. Roma n.3917, n.3924
Piemonte: Val d’Ala n.993, n.1000, n.1005, n.1006, n.1007, n.1009; Testa Ciarva, Val
d’Ala n.3745
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4070
Toscana: Regione Pantano, Pitigliano n.1104
Trentino Alto Adige: Canzocoli, Predazzo, Valle Fassa n.2445; Fiorno, Valle di Fassa
n.999
Vesuviana XX con Mica
Lazio: Parco Chigi, Ariccia pr. Roma n.3922
Vesuviana XX, Blenda a Indio
Sardegna: Rio Planu, Castangias, Gonnosfanadiga n.4072
Vesuviana con Augite
Campania: Monte Somma n.95
Vesuviana con Mica
Campania: Monte Somma n.169, n.174, n.176
Vesuviana e Granato
Piemonte: Val d'Ala n.2380
Vesuviana gialla
Campania: Vesuvio n.994
Vesuviana magnesifera XX isolati
Piemonte: Valle d’ Ala n.998
Vesuviana manganesifera
Piemonte: Ala n.1001, n.1002
Vesuviana verde-giallognola
Piemonte: Ala n.991
Vesuviana, Pirosseno, Mica
Campania: Monte Somma n.177, n.244
Violana
Valle d'Aosta: San Marcello, Aosta n.*1175
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 123
Violana con Braunite
Valle d’Aosta: San Marcello, Aosta n.*1172
Vivianite
Liguria: Torriglia n.*3586
Witherite
Sardegna: Donori n.2154; S. Andrea, Cagliari n.186
Wolframite
Sardegna: Ortu Becciu, Donori n.1751
Trentino Alto Adige: Cinquevalli, Levico n.3326
Wolframite ? nel Quarzo
Piemonte: Gaveggia, Ossola n.2865
Wollastonite
Campania: Monte Somma n.1667, n.1698, n.1712, n.3987; Vesuvio n.1091
Lazio: Capo di Bove, Roma n.3134
Sardegna: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2323
Wollastonite nel Marmo
Toscana: Posto dei Cavoli pr. Campo, Isola d'Elba n.3094
Wollastonite nella Quarzite
Sardegna: Monte Narba, Sarrabus n.1640
Wollastonite nella lava
Lazio: Capo di Bove, Roma n.3128
Woodwardite, Linarite, Atacamite
Sardegna: Argentiera della Nurra n.3660
Wulfenite XX
Sardegna: Gennamari, Gonnosfanadiga n.3211
Wulfenite XX con Piromorfite
Sardegna: Min. Gennamari n.5126
Wulfenite XX in Silicato di Zn
Lombardia: Ponte Nossa pr. Bergamo n.5068
Wulfenite XX su Baritina
Sardegna: Tuviois, Sinnai n.2886
Wulfenite XX tabulari su Baritina
Sardegna: Burcei n.2661
Wulfenite su Fluorite
Sardegna: Is. Luargius, Burcei n.1111
Xantosiderite
Sardegna: M. Masua, Iglesias n.3327, n.3328
Zeolite mimetica = Dachiardite
Toscana: Fil. La Speranza, S.Piero, Isola d’Elba n.3789
Zinco (tipo comune di minerale)
Sardegna: Min. Masua n.4750
Zinkenite
Sardegna: S.Giorgio, Flumini Maggiore n.3872
Zircone
Veneto: Novale, Valdagno n.*144
Zircone con Sanidino
Campania: Monte Somma, Napoli n.1995
Zircone e Menacanite
Veneto: Lonedo, Thiene, Vicentino n.2650
124 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
MINERALI DI INCERTA DETERMINAZIONE
(?) Ematite
Sardegna: Masua n.3853
? e rutilo su Quarzo
Valle d’Aosta: Val Chiusella, Aosta n.*2258
(?) Indeterminati
Sardegna: Burcei n.*2540; Palmavexi, Iglesias n.*3852; Monte Narba, Sarrabus
n.*3854; Bacu Arrodas n.*3855,n.*3856; Masua n.*4124, n.*4126, n.*4127,
n.*4128; Arenas n.*4155,n.*4156, n. *4168, n.*4182, n.*4183; Giovanni Bonu,
S. Vito n.*4167; Rosas Sulcis n.*4177
Toscana: Le Cetine, Rosia, Siena n.*3834; Cornacchino, M. Amiata n.*4184
Valle d’Aosta: San Marcello, Aosta n.*970; Valmariana, Aosta n.*4186
PARTE
MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
IN ORDINE DI REGIONE
126 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
AFRICA
ERITREA
Oro nativo: Amba Lata n.986, n.990
Oro nel Quarzo: Amba Lata n.912; At-Zien, Asmara n.3210; Filone Saroa n.3487, n.3488
LIBIA
Calcite XX: pr. Homs n.483, n.4837, n.4838
EUROPA
FRANCIA
Blenda: Col di Tenda n.*3222
Calcocite nello Schisto: Min. Varo, Nizza n.792
Galena: Min. Vallarnia pr. S. Dalmazzo di Tenda n.2934
Rame nativo: Min. Varo, Tolone n.780
Rame nativo con Cuprite:Min. Varo, Tolone n.781
Sellaite XX nell’ Anidrite: Rocher du Sonfre, Savoia n.3636
Titanite XX con Calcite: Val Drum n.3753
Corsica
Calcopirite, Blenda, Stibina: Meria pr. Luri, Bastia n.3779
Cinabro XX: Luri, Bastia n.3638
Cinabro XX, Pirite: Luri, Bastia n.3260
Ematite: Marina di Luri n.3642
Magnetite XX nel Cloritescisto: Marina di Luri n.3644
Realgar: Matra n.3826
Realgar XX: Matra n.3827, n.3921, n.3927
Realgar e Orpimento: Min. di Matra n.3823, n.3824, n.3825
Stibina: Luri n.*1215; Luri, Bastia n.55, n.371, n.3323
Stibina XX: Luri, Bastia n.3484, n.3769, n.3770; Meria n.3828
Stibina XX alterati: Luri, Bastia n.126
Stibina XX con Pirite: Luri, Bastia n.127
Valentinite XX: Min. Luri n.3356
ITALIA
Abruzzo
Epsomite: Min. di Fuso n.2559
Calabria
Arsenopirite in euriti micacee: Catanzaro n.2079
Barite: Gerace n.2188
Biotite XX: Stilo n.3898
Calcite: M. Stella n.3906
Calcite azzurra, Idocrasio: Tiriolo n.*2071
Calcite stalattitica: M. Stella n.3905
Caolinite: Serra S. Bruno n.3900
Gesso (Sericolite): Catanzaro, Squillace n.1726; Squillace n.2084
Gesso XX isolati: Petilia Policastro n.2520
Grafite: Maida n.3909
Granato: M. Tiriolo pr. Catanzaro n.3132
Granato XX: Porro di Mileto, Monteleone n.2078
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO
Granato nel Quarzo con Muscovite: Passo di Mileto n.2416
Idocrasio, Granato, Spinello: Tiriolo n.2072
Limonite: Pazzano n.3907, n.3908
Molibdenite: Bivonzi, Stilo n.3902; M. Consolino n.3903
Ortoclasio XX: Serra S. Bruno n.3897
Pietra ollare lavorata: Lago n.2193
Pirite XX: Maida n.3904
Quarzo: Foco Morto n.2189
Spinello XX: Tiriolo n.3140
Spinello e Vesuviana: Tiriolo n.2070
Spinello nella Calcite: Tiriolo n.11206
Spinello nella Calcite azzurra: Tiriolo n.2073
Spinello nella sabbia: Pizzo Calabro n.3877
Vesuviana: Tiriolo n.2074
Campania
Aftalosio: Vesuvio eruzione 1906, Napoli n.4019; Vesuvio, Napoli n.1982, n.2298
Alite: Vesuvio n.183
Analcime: Monte Somma n.155
Anfibolo (Horneblenda): Vesuvio n.1206; Vesuvio 1906, Napoli n.3995
Anfibolo (Horneblenda), Mica: Monte Somma n.2405, n.2630
Anfibolo XX: eruzione Vesuvio 1906 n.3512, n.3521
Anfibolo aciculare: Vesuvio n.1485
Anfibolo con Ortoclasio: Monte Somma n.*152
Anfibolo e Augite: Vesuvio n.2296
Anfibolo, Orneblenda, Mica: Monte Somma n.2638
Anglesite: Vesuvio, eruzione 1906 n.3602
Anidrite: Vesuvio 1872, Napoli n.2469
Anortite: Monte Somma n.1273
Anortite, Pirosseno: Monte Somma n.1265, n.1281, n.1266
Anortite, Pirosseno, Apatite: Monte Somma n.1269
Apatite XX: Monte Somma, Napoli n.3992
Apatite XX con Pirosseno: Monte Somma, Napoli n.3775
Apatite XX, Pirosseno, Mica: Monte Somma, Napoli n.1325, n.1326, n.4893
Aragonite: Monte Somma n.222, n.2087, n.3984,
Aragonite XX limpida su lava: Vesuvio n.304
Aragonite aciculare: Vesuvio n.305
Aragonite fibroso-radiata: Vesuvio n.306
Atacamite: Vesuvio n.519, n.2170, n.3433
Atacamite con Vesbina: Vesuvio n.525
Atelina: Vesuvio n.179, n.3434, n.3670
Atelina su Tenorite: Vesuvio 1906, Napoli n.4009
Avogadrite e Malladrite: Vesuvio 1926, Napoli n.5393
127
Biotite: Monte Somma, Napoli n.3982; Vesuvio 1872, Napoli n.1424; Vesuvio eruzio-
ne 1631 n.1886
Blenda: Monte Somma n.*4004
Blenda con Calcite: Monte Somma n.*333
Breislakite: Vesuvio, Napoli n.3513
Calcantite: Vesuvio, Napoli n.1251
Calcite: Monte Somma n.95, n.*224, n.245, n.247, n.317, n.1855
128 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Calcite con Biotite, Granato: Vesuvio n.4897
Cavolinite: Vesuvio, Napoli n.3983
Cavolinite XX: Vesuvio eruzione 1906 n.3522
Clinobumite: Monte Somma, Napoli n.3990
Clorammonio: Vesuvio n.4005
Clorammonio XX sulla lava: Boscotrecase, Vesuvio n.3403
Clorocalcite: Vesuvio eruzione 1872 n.*2100
Clorotionite: Vesuvio 1906 n.4018
Comptonite: Monte Somma, Napoli n.2049
Cotunnite: Vesuvio n.3629
Cotunnite XX: Vesuvio 1906 n.4024
Covellina: Vesuvio, Napoli n.4017
Cuprite incrostazioni su lava: Vesuvio eruzione 1830 n.791
Cuspidina: Monte Somma, Napoli n.1284
Davyna: Monte Somma n.214
Davyna (var. Nefelina): Monte Somma n.2028
Ematite: Monte Somma n.285, n.292, n.301, n.2010; Vesuvio eruzione 1872 n.1873;
Vesuvio, Napoli n.2211, n.2431, n.2446
Ematite XX: Vesuvio n.3447, n.3448; Vesuvio 1906 n.4007
Ematite XX a rose: Vesuvio eruzione 1906 n.3318
Ematite micacea: Vesuvio eruzione 1906 n.3319
Ematite nella lava: Vesuvio n.3320; Vesuvio eruzione 1916 n.3443
Eriocalco: Vesuvio, Napoli n.4022
Facellite: Monte Somma, Napoli n.1487
Galena XX sulla lava nuova: Vesuvio n.3239
Galena, Blenda, Calcite: Monte Somma n.331
Gesso: Vesuvio n.1323, n.1887
Gesso pseudomorfa Bassanite: Vesuvio eruzione 1906 n.4000
Gmelinite: Monte Somma, Napoli n.2053
Granato: Monte Somma n.261, n.269, n.270, n.287, n.322
Granato (Melanite): Vesuvio n.955
Granato XX (Melanite): Monte Somma, Vesuvio n.3986
Granato XX con Vesuviana XX: Monte Somma n.3776
Granato e Idocrasio: Vesuvio n.323, n.951, n.950
Granato, Blenda, Nefelite: Monte Somma n.1974
Halite: Vesuvio n.4016
Halite XX con Clorammonio: Vesuvio n.4011
Halite XX su Tenorite: Vesuvio n.4010
Hauynite: Monte Somma, Vesuvio n.2431, n.2446, n.4895; Vesuvio n.1125, n.1126
Hauynite XX: Monte Somma, Vesuvio n.3996
Hauynite con Mica e Pirosseno: Monte Somma, Napoli n.2631
Hauynite nella lava: Vesuvio n.1127
Hjordtalite (Guarinite): Monte Somma, Napoli n.1292
Humite: Monte Somma, Napoli n.396, n.397
Humite con Mica: Monte Somma, Napoli n.400
Humite con Pleonasto: Monte Somma, Napoli n.401
Idocrasio: Monte Somma, Vesuvio n.996
Idocrasio XX con Granato: Monte Somma, Napoli n.4896
Idocrasio XX e Clinohumite: Monte Somma, Napoli n.3988
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 129
Idocrasto con Nefelina: Vesuvio, Napoli n.*997
Idocrasio e Mica: Monte Somma, Napoli n.137, n.988
Idocrasto giallo chiaro: Vesuvio n.992
Idrodolomite: Monte Somma, Napoli n.1842, n.2633, n.3994
Idrogiobertite: Monte Somma, Napoli n.2504
Lapislazuli: Monte Somma, Napoli n.2563
Leucite: Monte Somma n.2096; Vesuvio 1872, Napoli n.1888; Vesuvio, Monte Somma
n.1947; dint. Vesuvio, Napoli n.1063
Leucite XX: Monte Somma, Napoli n.1346, n.1507, n.1518, n.1526, n.1547, n.1563;
Sessa pr. Roccamonfina n.1739
Leucite XX in parte metamorfizzata: Monte Somma, Napoli n. 1358
Leucite XX, Pleonasto: Monte Somma n.1486
Leucite con Anortite: Monte Somma n.1355
Leucite con Mejonite: Monte Somma, Napoli n.1959
Leucite e Anfibolo: Vesuvio eruzione 1872 n.1064
Leucite in XX: Napoli n.*1061; Vesuvio n.*1062
Liparite su lava: Vesuvio n.*822
Litidionite: Cratere del Vesuvio 1873 n.5233
Malladrite e Avogadrite: Vesuvio XII-1924 n.5375
Magnestoferrite: Vesuvio, Napoli n.1880
Magnetite XX: Monte Somma, Napoli n.3993
Magnetite con Mica: Monte Somma, Napoli n.341
Magnetite con Ortoclasio: Monte Somma, Napoli n.1738
Marialite nel Piperno: Campi Flegrei n.5405
Mezonite: Monte Somma n.167, n.1674, n.1718, n.1941, n.1932; Vesuvio n.963, n.967
Mezonzte con Pirosseno: Monte Somma n.178
Melilite (Humboldtilite): Monte Somma, Napoli n.1721
Metavoltina XX, Euclorinite XX: Vesuvio eruzione 1906 n.4020
Mica: Monte Somma n.2261, n.1163
Mica XX: Monte Somma, Napoli n.23, n.362, n.394, n.417, n.426, n.435, n.444, n.458,
n.459
Mica con Nefelina: Vesuvio, Monte Somma n.1973
Mica con Orneblenda: Monte Somma n.47
Mica nella cavità della lava: Vesuvio, Monte Somma n.1170
Microsommite: Monte Somma n.1483; Vesuvio n.1222; Vesuvio 1872, Napoli n.1996,
n.2026
Miucrosommuite XX: Vesuvio eruzione 1906 n.3519, n.3985
Microsommite XX, Magnetite XX: Vesuvio n.3518
Minzo: Boscotrecase, Vesuvio n.4001
Molisite: Vesuvio, Napoli n.4015
Natrolite con Sodalite ?: Vesuvio n.1089
Natrolite fibrosa e granulare: Vesuvio n.1087
Nefelina e Cavolinite: Monte Somma n.*2437
Nefelite: Monte Somma n.1452, n.1525; Vesuvio, eruzione 1906 n.3520
Nefelite XX: Monte Somma n.1066, n.4890
Nefelite XX con Fe ossidulato: Monte Somma n.1067
Nefelite XX con Mica nera: Monte Somma n.1068
Nefelite XX, Vesuviana, Orneblenda: Vesuvio n.1065
Nefelite con Augite: Monte Somma n.1627
130 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Nefelite con Feldspato: Vesuvio n.1081
Nefelite con Mica: Monte Somma n.1482
Nefelite con Ortoclasio: Monte Somma n.219, n.1869
Neocrisolito con Sodalite: Vesuvio n.520; Vesuvio, lava 1631 n.1345
Otivina: Monte Somma n.335; Vesuvio n.1223, n.1224
Olivina bianchiccia: Monte Somma n.324
Olwina bianchiccia, Calcite: Monte Somma n.327
Olivina con Pleonasto: Monte Somma n.334
Ortoclasio (Ortose): Monte Somma, Napoli n.63
Ortoclasio (Ortose) vitreo: Monte Somma, Napoli n.51
Ortoclasio (Ortose), Sodalite: Monte Somma, Napoli n.76
Ortoclasio (Ortose), Orneblenda: Monte Somma, Napoli n.52
Ortoclasio (Sanidino): Arso, Isola d’Ischia n.1052; Monte Somma, Napoli n.66 , n.114,
n.122, n.3991, n.3998, n.4891, n.4894; Vesuvio n.1053
Ossidiana nella lava: Vesuvio 1906 n.*4014
Periclasto: Monte Somma n.1327, n.1515
Phillipsite: Monte Somma n.2052, n.11192; Vesuvio eruzione 1906 n.3999
Phillipsite XX: Monte Somma n.5369; Vesuvio eruzione 1906 n.3560
Pirosseno Augite: Vesuvio, Napoli n.1188, n.*1545, n.1735; Monte Somma, Napoli
n.1975, n.2146, n.2397; Vesuvio n.1145, n.1189, n.1191, n.1194, n.1196
Pirosseno Augite XX: Vesuvio n.1187; Vesuvio 1906, Napoli n.3989
Pirosseno XX (Fassaite): Monte Somma, Napoli n.3997
Pirosseno bianchiccio: Monte Somma n.2069
Pirosseno con Mica: Monte Somma n.1979
Pirosseno giallo con Magnetite: Monte Somma n.1966
Pirosseno giallo con Pleonasto: Monte Somma n.1348
Pirosseno nella Granulite: Vesuvio, Napoli n.1998
Quarzo: Monte Somma, Napoli n.1638
Realgar: Vesuvio 1905 n.4025
Realgar XX: Vesuvio n.3410
Realgar con Solfo-Selenio: Vesuvio n.3408, n.4026
Realgar e Orpimento: Vesuvio n.3212, n.3238
Sale ammonico: Boscotrecase n.3701; Vesuvio, Napoli n.1443, n.1673, n.2040, n.2270
Salgemma: Vesuvio, Napoli n.1991
Sarcolite XX, Humboldtilite: Vesuvio, Napoli n.4892
Silvite XX: Vesuvio n.3407; Vesuvio eruzione 1906 n.3406, n.4013
Sodalite: Monte Somma, Napoli n.1288, n.1592, n.1963; Vesuvio 1872, Napoli n.1699
Sodalite XX su Sanidino: Monte Somma, Vesuvio n.4889
Sodalite con Breislakite: Vesuvio lava 1631, Napoli n.2184
Sodalite verdiccia: Monte Somma n.*866
Solfo Selenio: Vesuvio eruzione 1906 n.*3409
Solfo XX: Vesuvio 1906 n.*4003; Vesuvio 1908 n.4002
Solfo pulverulento su lava: Vesuvio n.*150
Spinello XX con Augite verde: Vesuvio, eruzione 1906 n.3450
Spinello con Pirosseno: Monte Somma n.*344
Spinello ottaedrico con Mica: Vesuvio n.964
Spinello pleonasto: Monte Somma n.375
Spinello pleonasto XX: Monte Somma n.370; Vesuvio n.374
Spinello pleonasto con Humite: Monte Somma n.*339, n.399
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 131
Spinello pleonasto, Mejonite: Monte Somma n.343
Spinello, Peridoto, Aragonite: Vesuvio n.376
Tenorite: Vesuvio n.1811; Vesuvio 1907 n.4008
Tenorite XX: Vesuvio 1906 n.4021; Vesuvio 1908 n.*4012; Vesuvio eruzione 1916 n.3444
Tenorite XX con Halite: Vesuvio 1908 n.4006
Tenorite a lamelle con scorie: Vesuvio eruzione 1872 n.491; Vesuvio, Boscotrecase eru-
zione 1860 n.492
Tenorite in XX in lava: Vesuvio eruzione 1834 n.493
Vesbina con Hausmannite: Vesuvio, lava 1631 n.5366
Vesbina e Azzurrite: Vesuvio, lava 1631 n.2475, n.2499, n.2694
Vesuviana: Vesuvio n.985
Vesuviana XX: Monte Somma n.995
Vesuviana con Augite: Monte Somma n.95
Vesuviana con Mica: Monte Somma n.169, n.174, n.176
Vesuviana gialla: Vesuvio n.994
Vesuviana, Pirosseno, Mica: Monte Somma n.177, 1.244
Wollastonite: Monte Somma n.1667, n.1698, n.1712, n.3987; Vesuvio n.1091
Zircone con Sanidino: Monte Somma, Napoli n.1995
Emilia Romagna
Ambra gialla in noduletti: Scanello, Lojano, Bologna n.1035
Aragonite XX: Cesena n.1728
Aragonite XX con Solfo: Cesena n.1710
Aragonite in scodellette: Bolognese n.1514; Porretta, Bologna n.284
Barite (pietra fosforica): M. Paderno, Bologna n.185, n.1706
Barite concrezionata: M. Paderno, Bologna n.1875
Barite su Septaria: M. Veglio, Bologna n.1562
Bornite con Quarzo: S.Maria, Bobbio n.794
Calcite: Cesena n.1722
Calcite XX: Min. Perticara n.4669; Perticara n.4668; Porretta, Bologna n.243, n.1432
Calcite XX romboedrici: Porretta n.242
Calcite bituminosa in stalattite: Porretta n.1519
Calcite inversa in XX: Monte Veglio n.1523
Caronato. di Cu, Malachite: Min. Farini d’Olmo, Piacenza n.4832
Celestite XX: Formignano n.2567
Celestite XX con Solfo Calcite: Perticara n.1422
Datolite: Serra dei Zanchetti, Bologna n.*556, n.2114
Datolite XX: Lizzo, Porretta, Bologna n.1736; Serra di Zanchetti, Bolognese n.2479,
n.2561
Gesso XX: Bolognese n.337; Perticara n.2279, n.4675
Gesso limpido con Bitume: Solfare di Romagna n.1716
Gesso penetrato di Solfo e Bitume: Solfare di Romagna n.1520
Gesso zonato litoide: Solfare Cesena n.1788
Hatchettite: Monte Falò n.1074, n.1411
Hatchettite nuova varietà cristallina: Monte Falò n.1734
Hatchettite var. Ozocherite: Monte Falò, Savigno n.1985, n.1987, n.2917, n.2918
Iperite: Bolognese n.*1197
Ipersteno con Plagioclasio: Pian di Casale, Bolognese n.2560
Ipersteno fibroso, Plagioclasio: Pian di Casole n.2560
Magnetite: Groppomaggio, App. Parmense n.526
132 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Mesitina su Oficalce: Bombiana Bolognese n.1560
Millerite nell Oficalce: Bolognese n.767
Millerite nell’ Oficalce dolomitica: Bombiano, Bolognese n.1551
Oligoclasio: Riola, Bolognese n.1054
Petrolio: Monte Falò, Savigno n.2462
Pietra paesina: Colline pr. Savigno, Bologna n.*1058
Pirite XX: Monti della Riva Bolognese n.906
Pirite XX nell’Arenaria: Rigollo, App. Parmense n.5345
Pirosseno (Diallagio): Bolognese n.1195
Prebnite nell’Eufotide: Lizzo, Bolognese n.1720
Quarzo: Porretta, Bologna n.1517, n.2938
Quarzo (Diaspro): dint. Porretta (Bolognese) n.1387
Quarzo (Quarzina): Formignano n.2565; Marazzano n.891, n.1418
Quarzo a tramogge con bolla: Porretta, Bologna n.2941
Quarzo XX a tramogge: Porretta, Bologna n.15
Quarzo XX aeroidri: Porretta, Bologna n.14, n. 16
Quarzo XX aggruppati: Porretta, Bologna n.1077, n.2944
Quarzo XX completi: Porretta, Bologna n.2942
Quarzo XX con Calcite: Perticara n.765
Quarzo XX dodecaedrici: Monte Acuto Ragazza, Bologna n.*641
Quarzo XX talini adamantini: Porretta, Bologna n.2939
Quarzo XX in gruppi sferotdali: Formignano n.2566
Quarzo XX isolati: Porretta, Bologna n.13
Quarzo XX limpidi: Porretta, Bologna n.1057, n.1060, n.*1072
Quarzo aeroidro: Porretta, Bologna n.96, n.2939
Quarzo bianco candido: Montefeltro Perticara n.770
Quarzo dodecaedro: Porretta, Bologna n.65
Quarzo fibroso xiloide: Imolese n.1707
Quarzo latteo: Porretta, Bologna n.2940
Quarzo xiloide: Pietra lolora, bolognese n.118
Rame nativo: Monte Modino, Frassinaro n.710; Montefiorino Frassinari n.3489
Saussurite bianca manganesifero: Montese, Modena n.1055
Siderite: Bolognese n.550
Solfo: Bolognese n.6234
Solfo XX: Bolognese n.1491, n.1502; Min. Perticara n.4658, n.4659, n.4660, n.4661,
n.4662, n.4663, n.4664, n.4665, n.4666, n.4667, n.4670, n.4671;
Solfo XX minuti: Farmignano n.*2562
Solfo XX ricoperto parzialmente da Quarzo: Min. Polenta n.2121
Solfo XX su Argilla marnosa: Cesena n.2564
Solfo XX tabulari: Cesena n.2089
Solfo giallo miele: Mercato Saraceno n.2050
Talco Clorite: Vesale, Modenese n.1555
Friuli
Quarzo (Diaspro rosso): Cormons, Gorizia n.3307
Lazio
Allume (Kalinite): Gall. del Fuoco, Min. Latera, Bolsena n.5537
Allume (Kalinite) incrostazioni: Gall. del Fuoco, Min. Latera, Bolsena n.5767
Allume (Kalinite) stalattitico: Grotta dell’ Allume, Latera, Bolsena n.5536
Allume (stalagmite): Min. del Molino n.*5545
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 133
Allumite fibrosa: Min. Val Perella n.*5436, n.*5437
Alunite: Cava Clementina, La Tolfa, Civitavecchia n.5923; La Tolfa, Civitavecchia,
Roma n.3626
Apatite XX: Vermicino pr. Frascati n.3130
Apatite XX in blocco feldspatico: Farnese, Vulsini n.4853
Barite XX: Allumiere della Tolfa n.4060
Barite XX con Allumite: Allumiere della Tolfa n.4059
Bziotite: Ariccia n.3129; Frascati n.3925; Marino n.3120
Breislakite con Phillipsite: Vallerano pr. Roma n.3147
Calcite XX: Parco Chigi, Ariccia n.4868
Calcite nella lava: Capo di Bove, Roma n.3813
Cuspidina XX, Idocrasio: Parco Chigi pr. Ariccia n.4898
Danburite: La Volpara, Viterbo n.1041
Fassaite con Granato: Farnese Vulsini n.4849, n.4850
Fassaîte con Idocrasio: Farnese Vulsini n.4848
Phillipsite, Calcite in Basalto: Capo di Bove n.1741
Gesso lenticolare: Bagnaja, Viterbo n.2131
Gismondina: Capo di Bove n.1110
Granato: Anguillara pr. Bracciano n.3126
Granato (Melanite): Farnese, Vulsini n.4852
Granato (Melanite) XX: Frascati n.3151; Parco Chigi, Ariccia n.3191, n.3920
Granato XX: Anguillara pr. Bracciano n.3144
Granato con Melontte: Frascati n.*953
Granato e Idocrasio: Farnese, Vulsini n.4847, n.4867
Hauynite XX: Ariccia n.3137; Marino n.3189
Hauynite XX azzurri: Ariccia n.3139
Hauynite compatta con Sanidino: Ariccia n.3118
Ialite sulla Ciminite: La Quercia pr. Viterbo n.4859
Idocrasio: Farnese, Vulsini n.4846
Idocrasio XX: Ariccia n.3136; Farnese, Vulsini n.4856
Idocrasio XX e Hauyna: Cappuccini di Albano n.3141
Idocrasio con Fassaite: Farnese Vulsini n.4866
Idocrasio e Granato: Farnese Vulsini n.4857
Idocrasio, Granato, Fassatte: n.4851
Idrodolomite: Parco Chigi, Ariccia n.4833
Lapislazuli: Cappuccini di Albano n.3135; Parco Chigi, Ariccia n.3187, n.4834
Leucite XX: Buon Respiro, Viterbo n.1169; Parco Chigi, Ariccia n.3919; Vicane, Viterbo
n.4864
Leucite XX fluitati: Fosso di Acquacetosa, Roma n.3153
Leucite alterata: Ponte dell’Elce, Viterbo n.1164
Leucite con Biotite: Ariccia, Roma n.3123
Leucite in Leucotefrite: Buon Respiro, Viterbo n.4861
Leucitite con Hauynite: Tavolato, Roma n.3122
Leucitofiro in una colata: Buon Respiro, Viterbo n. 1946, n.1948
Magnetite XX fluitati: Fosso di Rubiano pr. Anguillara n.3154
Magnetite, Sanidite, Augite: Farnese n.*4855
Melanite XX: Cappuccini d’Albano n.*3119
Melilite XX: Capo di Bove, Roma n.3133, n.3188
Melilite XX con Hauyna XX: Parco Chigi, Ariccia n.4899
134 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Mica con Calcite: Farnese Vulsini n.4845
Mica nera: Lago di Albano n.1166
Nefelite XX: Capo di Bove n.3926
Nefelite XX con Melilite: Capo di Bove n.3142
Nefelite con Melilite: Capo di Bove n.3814
Ortoclasio (Sanidino): Ariccia n.3149
Ortoclasio (Sanidino) XX: Mt. S. Valentino, Cimino, Viterbo n.1160; dint. Vetralla,
Viterbo n.1167
Ortoclasio (Sanidino) XX geminati: M. Cimino, Viterbo n.2458
Ortoclasto (Sanidino), Hauyna: Ariccia n.3138
Peridoto XX: Montefiascone, Viterbo n.*1113
Pbllipsite (var. Spangite): Capo di Bove n.1725
Phillipsite XX: Vallerano pr. Roma n.3143, n.3146, n.3148
Phillipsite XX nella lava: Capo di Bove n.1082
Phillipsite con Calcite: Vallerano pr. Roma n.3125
Phillipsite nel Basalto compatto: Acqua Acetosa, Roma n.1717, n.4851
Phillipsite, Calcite in Basalto: Capo di Bove n.1741
Pirosseno: Capo di Bove, Roma n.3124
Pirosseno (Augite) XX fluitati: Fosso Rubiano, Anguillara n.3152
Pirosseno Augite XX: Montefiascone, Viterbo n.1105
Pirosseno XX: Montefiascone, Viterbo n.1096, n.4865
Pirosseno XX a faccie scabre: Montefiascone, Viterbo n.1154
Pirosseno XX e Hauyna: Marino n.3127
Pirosseno XX su Peperino: Parco Chigi, Ariccia n.3918
Pirosseno XX, Peridoto rosso: Montefiascone, Viterbo n.1102
Pleonasto XX: Cappuccini di Albano n.3121; Marino n.3192
Pleonasto su Pirosseno: Vicano pr. Viterbo n.4860
Quarzo calcedonioso: Vallerano pr. Roma n.3145
Sanidino XX da Trachite-Andesite: S. Valentino, Viterbo n.4862
Sanidino XX dalla Vulsinite: Viterbo n.4863
Titanite XX: Cappuccini di Albano n.3190
Vesuviana XX: Parco Chigi, Ariccia pr. Roma n.3917, n.3924
Vesuviana XX con Mica: Parco Chigi pr. Roma n.3922
Wollastonite: Capo di Bove, Roma n.3134
Wollastonite nella lava: Capo di Bove, Roma n.3128
Liguria
Albite nella Borzolite: Borzoli n.4149
Aragonite: Bergeggi n.*4929; Murta, Genova n.*2126
Aragonite XX: Libiola n.*3348; Monte Ramazzo, Borzoli n.*3890
Aragonite XX in Calcite: Genova n.*3285
Aragonite XX limpidi: Monte della Guardia n.*307
Asbesto di Serpentino: Tiglieto d’Olba n.*3882
Asbesto di Serpentino, Magnetite: Rio Baracca pr. la Ferriera n.*3883
Barettite var. Serpentino fibroso: Voltri n.*2091
Bornite: Bonassola n.*797; Min. Nascio, Chiavari n.*3972, n.*3975; Sestri Levante,
Genova n.793
Bornite e Malachite: Min. Rossora, Comp. di Levanto e Bonassola n.3976
Brucite: Monte Ramazzo, Borzoli n.3874, n.*3887, n.3888, n.3916, n.3951
Brucite e Brugnatellite ?: M. Ramazzo, Borzoli n.3950
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 135
Brugnatellite: M. di Monte Ramazzo, Borzoli n.3952
Brugnatellite (2): Monte Ramazzo, Borzoli n.*3965
Calcite XX: Bonassola n.239, n.240; Madonna del Monte n.2205
Calcite XX su Diaspro: Bonassola n.238
Calcosina: Min. Nascio, Chiavari n.*3971
Crisocolla: Monte Ramazzo, Borzoli, Genova n.4145
Crisotilo: Libiola, Sestri Levante n.2202
Cuprite: Libiola, Sestri Levante n.*2209; Reppia n.*789
Cuprite, Malachite, Azzurrite: Sestri Levante n.*790
Datolite: Casarza, Sestri Levante n.*504
Epidoto: Sestri Levante n.*2203
Epidoto in Borzolite: Borzoli, Genova n.4148
Ferro oligisto litoide: Pietralavezzara, Pontedecimo, Genova n.494
Fuchsite nel Micaschisto: Serrea, Voltri, Genova n.3110
Gesso litoide: Pontedecimo, Genova n.2200
Gimnite (?): Monte Ramazzo, Borzoli n.*3889
Granato XX, Epidoto: Rio Baracca pr. la Ferriera n.*3885
Granato compatto: Rio Barzaca, Val dell’Orba n.3886
Idromagnesite: Min. M. Ramazzo, Borzoli n.3875; Monte Ramazzo, Borzoli n.*3964
Idromagnesite XX: Min. M. Ramazzo, Borzoli n.4153
Limonite: M. Ramazzo pr. Borzoli n.4146
Limonite pseudomorfa: La Spezia n.*507
Magnetite nucleo da Serpentina: M. Ramazzo pr. Borzoli n.4144
Malachite: Min. Ramazzo, Genova n.4147
Malachite con Limonite: Monte Tagliolo, Sestri Ponente n.*819
Manganidocrasia, Essonite: Vallone Gava, Voltri n.11238
Manganite compatta: Vallone Gava, Voltri n.1884
Marmo bianco e nero: Isola di Palmaria n.*3480
Marmo portoro: Isola di Palmaria n.*3478, n.*3479
Ossidi e Carbonati di Rame: Min. Nascio, Chiavari n.*3974
Pirolusite impura: senza località n.1883
Quarzo XX: Nostra Signora della Vittoria n.*3301
Rame nativo: Min. Mascio, Nè, Chiavari n.3973; Monte Creto, Genova n.*1983
Rame nativo dalle sabbie: Deiva n.*786, n.787
Rame nativo in piccoli arnioni: Monte Creto, Genova n.*788; Rivo Aglio, Val Bisagno
n.*785
Rame ossidato, Malachite: Bonassola n.*2058
Sfeno XX, Granato, Epidoto: Rio Baracca pr. la Ferriera n.*3884
Solfato di Mg (efflorescenze): Min. Ramazzo, Borzoli n.3891
Thomsonite, Calcite, Datolite: Casarza, Sestri Levante n.*2198
Vivianite: Torriglia n.*3586
Lombardia
Albite dai filoni pegmatitici: Piona, Lago di Como n.5090
Amianto: Valtellina n.2277
Anfibolo (Horneblenda): Le Prese, Valtellina n.3171
Anidrite (Volpinite): Volpino pr. Lovere, Bergamo n.346
Antigorite: M. Furva, Val Malenco, Valtellina n.2195
Antimonite XX: Stabiello, Valtellina n.3162
Apatite XX in pietra ollare: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5080
136 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Apatite con Muscovite: Val Dombastone, Valtellina n.3168
Aragonite: Piatta Grande, Sondalo, Valtellina n.3174
Aragonite XX raggiata: Alta Valle Musella, Val Malenco n.11174
Aragonite coralloide: Schilparia, Brescia n.2057
Arsenico nativo: Sondalo, Valtellina n.2183; Stabiello, Valtellina n.3159; Valtellina n.2034
Arsenico, Dolomite, Arsenite: Stabiello, Valtellina n.3160
Artinite XX: Franscia, Val Malenco n.3402
Berillo XX: Piona, Lago di Como n.5087, n.5093
Binnite ?, Dufrenoisite ?: S. Gottardo n.757
Blenda: Bergamo n.*4049
Blenda XX: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5061
Blenda XX della Dolomia metallifera: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5069
Blenda XX nella Dolomia metallifera: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5055
Blenda compatta nella Dolomia: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5053
Blenda del Raibl inferiore: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5056, n.*5057
Blenda della Dolomia metallifera: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5050
Blenda nella Dolomia metallifera: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5054
Blenda, Fluorina, Calamina: Bergamo n.*4051
Bronzite: Le Prese, Valtellina n.3170
Brucione mineralizzato: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5048
Brucione sterile: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5047
Brugnatellite: Torre S. Maria, Val Malenco n.3938
Calamina: Ponte Nossa, Bergamo n.5065; S. Giovanni Bianco, Bergamo n.3967
Calamina ad Arnioni: Ponte Nossa, Bergamo n.5064
Calamina con Gesso: Ponte Nossa, Bergamo n.5062
Calamina del III° orizzonte: Ponte Nossa, Bergamo n.5074, n.5075
Calamina del raibel profondo: Ponte Nossa, Bergamo n.5059
Calamina di Dolomia metallifera:Ponte Nossa, Bergamo n.5071
Calamina e Idrozincite: Reg. Manassa, Bergamo n.4050
Calamina fogliacea: Ponte Nossa, Bergamo n.5066
Calamina pseudomorfica: Ponte Nossa, Bergamo n.5063
Calcite: Borna di Pugnetto, Lanzo n.1744; S.Giovanni Bianco, Bergamo n.4047
Cianite: Monte Redasco, Valtellina n.3172
Dolomia metallifera mineralizzata: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5070
Dolomite metallifera mineralizzata: P.te Nossa, Bergamo n.5052
Dolomite metallifera: P.te Nossa, Bergamo n.5049
Dolomite metallifera sterile: Pte Nossa, Bergamo n.5051
Epidoto XX: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5079, n.5081
Feldspati vari: Cave di Olgiasca, Lago di Piona n.5086
Fluorite violetta: Min. Paj, S.Giovanni Bianco, Bergamo n.3968
Galena e Blenda: Raibel profondo P. Nossa, Bergamo n.5058
Granato (var Demantoide) XX: Franscia, Val Malenco n.5084
Granato XX: Sondalo, Valtellina n.4053
Granato XX da Pegmatiti: Olgiasca, Lago di Como n.5091
Granato XX rombododecaedrici: Sondalo, Valtellina n.2187
Granato con Amianto: Val Malenco, Valtellina n.1933
Granato con Tormalina nera: Olgiasca, Lago di Como n.1585
Granato verde con Amianto: Val Malenco, Valtellina n.2194
Idrozincite: Oneta Gorno n.1312
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 137
Idrozincite con Calamina: Ponte Nossa, Bergamo n.5067
Ilmenite XX in pietra ollare: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5083
Kermesite: Stabello, Valtellina n.3161
Misti del III° orizz. e Gesso: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5073
Misti del III° orizzonte: Min. Ponte Nossa, Bergamo n.*5072
Molibdenite nel Gneiss: Verampio, Baceno n.4842
Muscovite: Olgiasca, Como n.4900
Oro nel Quarzo: Domodossola n.622
Ortoclasio (Adularia): Piatta Grande, Sondalo, Valtellina n. 3166
Ottaedrite XX: La Piatta Grande, Sondalo n.3167
Prebnite: Rovinazzo di Mondalioes, Valtellina n.3169
Quarzo XX sciolti: Selvino, Bergamo n.4052
Quarzo tridescente, Adularia: Sondalo, Valtellina n.4138, n.*4139
Quarzo nero (Calcedonio): S.Giovanni Bianco, Bergamo n.4048
Sfeno XX nella pietra ollare: Alpe Pirlo, Val Malenco n.5082
Smithsonite: Gorno, Clusone pr. Bergamo n.1313
Titanite con Granati: Val Malenco, Valtellina n.3674
Titanolivina: Franscia, Val Malenco n.3634
Tormalina: Sondalo, Valtellina n.4137
Tormalina XX: Lago di Piona n.3554
Tormalina XX con Granato: Olgiasca, Lago di Piona n.5088
Tormalina XX con Quarzo: Sondalo, Valtellina n.2190
Tormalina XX dalla Pegmatite: Olgiasca, Lago di Piona n.5089; Lago di Como n.5092
Tormalina XX, Muscovite: Olgiasca, Lago di Como n.5094
Tormalina con Quarzo e Mica: Lago di Como n.1731
Tormalina fibroso-radiata: Ponte del Diavolo, Valtellina n.2191
Tormalina nella Pegmatite: Olgiasca, Lago di Piona n.5085
Tormalina struttura palmare: Sondalo, Valtellina n.*2850
Wulfenite XX in Silicato di Zn: Ponte Nossa pr. Bergamo n.5068
Marche
Calcare XX con Solfo: Cafabri Pergola n.762
Celestite XX: Cafabri, Pergola n.2111; Min. Cafabri, yee n.4917; Min. Cafabri,
Pergola n.195, n.818, n.1910, n.3716, n.3717
Celestite XX con Bitume: Min. Cafabri, Pergola n.698
Celestite XX con Solfo XX: Min. Cafabri, Pergola n.813
Celestite in nitidi XX: Min. Cafabri, Pergola n.1461
Celestite su Calcare: Min. Cafabri, Pergola n.159
Gesso: Cafabri, Pergola n.3715
Gesso XX: Cafabri, Pergola n.*1914, n.4888; Min. Cafabri, Fabriano n.3714
Gesso XX compenetrati da Solfo: Cafabri, Pergola n.1463
Gesso XX su Calcare: Cafabri, Pergola n.2932
Gesso XX, Calcare, Solfo: Cafabri, Pergola n.1630
Gesso con XX inclusi: Cafabri, Pergola n.2931
Rame nativo dai Calcari cretacei: Pergola n.*2266
Solfo XX: S. Pietro Fabbro n.4683, n.4684, n.4687; Cafabri, Pergola n.*713, n.*1406,
n.*1414, n.1459; Min. Cafabri, Pergola n.4676, n.4677, n.*4678, n.*4679, n.4680,
n.*4681, n.4682, n.4684, n.4685, n.4686, n.4688, n.4689, n.4690, n.4691, n.5411;
Perticara n.133, n.134, n.135, n.146, n.148, n.*2054, n.4728, n.4729
Solfo XX aggruppati: Perticara n.2355
138 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Solfo amorfo: S. Lorenzo in Salfinelli, Pesaro n.1922
Solfo XX, Calcare bituminoso: Perticara n.131
Solfo XX con Silice bianca: Perticara n.1332
Solfo XX con Solfo grosso: Cafabri, Pergola n.*734
Solfo XX isolati: Cafabri, Pergola n.1404, n.*719
Solfo XX isolati con Bitume: Perticara n.132
Solfo minerale industriale: Min. Perticara n.4672, n.4673, n.4674
Solfo nel Bitume: Perticara n.2411
Solfo XX ottaedrici: Perticara n.*871; Cafabri, Pergola n.1468
Solfo XX ottaedrici in geode: Cafabri, Pergola n.716
Solfo XX perfetti: Cafabri, Pergola n.*725, n.*727; Min. Gallo, Urbino n.2056
Solfo XX tabulari: Cafabri, Pergola n.*715, n.1538, n.1770
Piemonte
Albite: Beora, Ossola n.2379
Albite XX: Ala n.1003; Baveno, Lago Maggiore n.3391
Albite XX con Clorite: Valle d’Ala n.1048
Albite XX con Vesuviana: Valle d'Ala n.1047
Albite con Mica: Beora, Ossola n.2231
Albite con Ortose: Baveno, Lago Maggiore n.1051
Albite con Quarzo: Valle d’Ala n.1050
Albite su Ortose: Baveno, Lago Maggiore n.3393
Albite su Quarzo: Beora, Ossola n.3504
Allofane jalitico: Brosso, Ivrea n.3572
Alunite in efflorescenze: M. Desio, Vogogna n.377
Amianto: Pinerolo n.1218; Val Sesia n.1813; Valle Antrona, Ossola n.*1217
Amianto nella Pirite: M. Brosso, Ivrea n.11188
Anfibolite: Brosso n.*4551
Anfibolo: Min. Brosso, Ivrea n.4504, n.4505, n.4506, n.4507, n.4508; Min. Traversella
n.4454, n.4456, n.4458
Anfibolo (Amianto): P. della Rossa, Ossola n.1248
Anfibolo (Tremolite): Varallo Sesia n.1209
Anfibolo (soveno di monte): Alpe Devero, Valle Antigorio, Ossola n.1250
Anfibolo ? fibroso: Min. Traversella n.2257
Anfibolo Asbesto: Valle Antrona, Ossola n.*1212
Anfibolo Attinoto: Valle Bognanco n.1201
Anfibolo Attinoto con Talco: Valle Bognanco n.1202
Anfibolo Attinoto radiato: Ala n.1214, n.2262
Anftbolo con Clinocloro: Min. Traversella n.2349
Anfibolo con Magnetite: Min. Traversella n.4457
Anftbolo con Talco: Min. Traversella n.2356
Anfibolo e Clorite: Min. Traversella n.4455
Anfibolo fibroso (Iremolite): Baveno, Lago Maggiore n.1208
Anftbolo fibroso, Calcite: Min. Traversella n.2247
Anfibolo fibroso-radiato: Traversella n.11241
Anfibolo granatifero: Min. Traversella n.4467
Anfibolo nel Feldspato: Pallanzeno, Ossola n.1252
Anfibolo radiato con Pirite: Min. Traversella n.2343
Anidrite: Traforo Sempione n.3621, n.3622
Anidrite saccaroide con Mica: Sempione, Iselle n.3631
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 139
Antigorite: Valle Antigorio, Ossola n.1229
Apatite: Balme, Valle d’Ala n.352, n.4058
Apatite XX con Granato: Ala n.349
Aragonite: Grotta della Gisetta, Val Tanaro n.4928
Aragonite con Carbonato di Fe: Traversella n.281
Arsenico: Borgofranco, Ivrea n.2039, n.2263
Arsenico con Siderite: Borgofranco, Ivrea n.2526
Arsenico nativo:Borgofranco, Ivrea n.1727
Arsenico nativo con Orpimento: Borgofranco, Ivrea n.2525
Arsenico nativo in Galena: Borgofranco, Ivrea n.2524
Arsenopirite: Pestarena, Valle Anzasca n.450
Arsenopirite e Quarzo: Min. aurifera Pisse, Alagna n.3970
Attinoto con Talco: Val Bianca, Ossola n.*1213
Azzurrite e Malachite: Ponte di Nava, Val Tanaro n.3386
Babingtonite: Baveno, Lago Maggiore n.826, n.969
Babingtonite, Albite: Baveno, Lago Maggiore n.1038
Barettite: Traversella n.2129, n.11184
Barite: Brosso n.53
Barite XX: Brosso n.2036; Valle Locana n.2276
Barite XX con Mesitina: Brosso n.68
Barite XX tabulari aggruppamenti: Brosso n.3056
Baritina: Brosso n.5116
Bavenite: Baveno, Lago Maggiore n.3543
Berillo: Craveggia, Ossola n.2330, n.2864; Pallanzeno, Ossola n.961, n.962, n.1242
Berillo Acquamarina: Pallanzeno, Ossola n.1235, n.1236
Berillo XX: Craveggia, Val d’Ossola n.2816
Berillo XX nel Quarzo: Craveggia, Val Vigezzo, Ossola n.2684
Berillo con Tormalina: Pallanzeno, Ossola n.1238, n.1245, n.11182
Biotite (Mica nera): Varzo, Val d’Ossola n.3687
Bismutinite: Crodo, Valle Antigorio, Ossola n.645
Bismutinite XX, Siderite: Min. Brosso, Ivrea n.4732
Blenda XX con Calcopirite: Traversella n.*1262
Blenda XX limpidi e scuri: Traversella n.*1942
Blenda in XX: Traversella n.*2342
Blenda, Dolomite ferrifera: Brosso n.*2269
Blenda, Plumosite, Dolomite: Brosso n.*4730
Bornite: Ala n.795
Bournonite con Calcopirite: Brosso n.4731
Cabasite XX: Baveno, Lago Maggiore n.3748
Cabasite XX gialli: Baveno, Lago Maggiore n.3746
Cabasite XX su Diorite: Torrente Arsa Rumianca, Ossola n.1084
Calcare XX con Ferro oligisto: Traversella n.251
Calcare a lamelle incrociate: Min. Pestarena, Valle Anzasca n.272
Calcare con Anftbolo: Traversella n.4460
Calcare con Dolomite: Traversella n.4461
Calcare con Serpentino: Traversella n.4462
Calcare dolomitico con Talco: Traversella n.4459
Calcare ferruginoso in XX: Traversella n.233, n.234
Calcare, Dolomite selliforme: Traversella n.313
140 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Calcedonio: M. Musine, Torino n.3807
Calcite: Baveno n.3749
Calcite XX: Baveno, Lago Maggiore n.3747; Brosso n.230, n.231, n.2873; Min.
Pestarena, Valle Anzasca n.5688; Traversella n.228, n.229, n.*232, n.237, n.766, n.1851,
n.2335, n.2245, n.4648; Valle d’Ossola n.1794; dint. Borgo S. Dalmazzo, Cuneo n.3722
Calcite XX aggruppamenti: Traversella n.1868
Calcite XX con Pirite: Brosso n.4498; Traversella n.235, n.236
Calcite XX con Pirite XX: Brosso n.4499
Calcite XX scalenoedrici: Traversella, Ivrea n.1299
Calcite XX su Quarzo: Brosso n.3680
Calcite XX tabulari: Pallanzeno, Ossola n.442
Calcite XX tavolette esagone: Pallanzeno, Ossola n.1853
Calcite con Clorite terrosa: Pallanzeno, Ossola n.2246
Calcite con Pirite e Mesztina: Brosso n.4497
Calcite con Quarzo: Crodo, Valle Antigorio n.241
Calcite decomposta: Brosso n.4555
Calcopirite: Traversella n.800
Calcopirite XX: Min. Brosso, Ivrea n.4734; Traversella n.801, n.803, n.804
Calcopirite XX, Quarzo, Pirite: Traversella n.2232, n.2233
Calcopirite e Malachite: Traversella n.4483
Calcopirite parzialmente decomposta: Traversella n.2234, n.2235
Carbonato di Magnesio: Baldissero n.*359
Cianîte, Quarzo, Mica: Basodino-Frua, Val d’Antigorio n.3527
Clinocloro: Ala n.1121; Min. Traversella n.2346; Pallanzeno, Ossola n.1240
Clinocloro XX: Sempione n.1118
Clinocloro XX con Granato: Ala n.1123
Clinocloro con Calcopirite: Traversella n.2341
Clinocloro con Clorite: Min. Traversella n.4463
Clinocloro con Pirite: Min. Traversella n.2080
Clinocloro e Calcopirite: Min. Traversella n.11195
Clinocloro lamellare: Min. Traversella n.1122
Clorite XX con Quarzo: Min. Traversella n.2338
Clorite con Granati: Ala n.1117
Clorite in Quarzo: Traversella n.1530
Clorite, Pennina concrezionata verde: Ala n.1119
Clorite, Quarzo, Dolomite: Traversella n.2345
Cloromelanite ?: Vallone Oropa, Biella n.3698
Cloromelonite: Falde di M. Rosso, Alto Vallone Oropa, Biella n.3700; Staz. neolitica di
Alba n.3693, n.3694, n.3695, n.3696
Cloromelonite (ascia): Staz. neolitica di Alba n.3692
Columbite: Craveggia, Ossola n.2686
Columbite ? nel Quarzo: Craveggia, Ossola n.2866
Columbite nel Quarzo: Craveggia, Ossola n.2818
Corindone: Monte Rosa, Val Dossola n.367
Corindone armofane: Biella n.365
Crisocolla: Traversella n.2272, n.2273
Crisocolla concrezione mammellonare: Traversella n.2271
Crisocolla mammellonare: Traversella n.3777
Cuprite con Malachite: Traversella n.1911
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 141
Datolite: Baveno, Lago Maggiore n.3539
Diallagio: Baldissero Canavese n.4605
Diopside XX: Valle d’Ala n.*2264
Diopside XX con Essonite: Testa Ciarva, Val d’Ala n.*3506
Dolomite: Brosso, Ivrea n.2660, n.3346, n.4488; Traversella n.1259, n.1301
Dolomite XX: Brosso, Ivrea n.1079, n.1280, n.3345, n.3705, n.4733, n.4918; Traforo
Sempione n.3344, n.5807, n.5808; Traversella n.252, n.253, n.258
Dolomite XX con Pirite: Brosso, Ivrea n.4486
Dolomite XX con Quarzo: Traversella n.260, n.4485
Dolomite XX con Quarzo talino: Traversella n.254
Dolorzite XX con Siderite: Brosso, Ivrea n.2874, n.2875, n. 4487
Dolomite XX ialini: Traversella n.256
Dolomite XX romboedrici: Traversella n.1600
Dolomite XX selliformi: Traforo Sempione n.3477
Dolomite XX su Micascisto: Crodo, Valle Antigorio n.262
Dolomute XX, Quarzo talino: Traversella n.255
Dolomite XX, Quarzo, Calcare: Traversella n.257
Dolomite XX, Quarzo, Calcopirite: Brosso, Ivrea n.4490
Dolomite XX, Quarzo, Fe oligisto: Traversella n.259
Dolomite XX, Quarzo, Pirite: Brosso, Ivrea n.11199
Dolomite con Calcopirite: Brosso, Ivrea n.4489
Dolomite con Mesttina e Quarzo: Traversella n.308
Dolomite con Pirite: Traversella n.1981
Dolomite con Quarzo: Crevola d’Ossola n.3774
Dolomite ferrifera XX: Brosso n.2067
Dolomite selliforme: Traversella n.265, n.266, n.268
Dolomite selliforme con Pirite: Traversella n.312
Ematite: Brosso n.4531; Brosso, Ivrea n.3645; Colle Vejdel Born, Alpi Marittime n.3314
Ematite a rosetta: Brosso, Ivrea n.3018
Ematite con Granato: Brosso n.4502
Ematite in Quarzo: Brosso, Ivrea n.3019
Ematite lamellare: Brosso, Ivrea n.482, n.3106
Ematite micacea: Brosso n.4530
Ematite speculare: Brosso n.4532
Ematite su Feldspato: Baveno, Lago Maggiore n.3315
Ematite, Pirite, Magnetite: Brosso n.4533
Epidoto: Baveno, Lago Maggiore n.3766; Brosso n.3542, n.3704; Pallanzeno, Ossola
n.2333
Epidoto XX: Ala n.1004; Brosso n.3050; Colle del Pasciet, Val d’Ala n.3534, n.3535;
Traversella n.975, n.978, n.979; Montajeu, Traversella n.2142
Epidoto XX aggruppati: Traversella n.984
Epidoto XX con Oligisto: Brosso n.3055
Epidoto XX con Traversellite: Traversella n.981
Epidoto XX e Quarzo: Traversella n.977, n.982
Epidoto XX nel Cloriteschisto: Traversella n.2328
Epidoto a fasci di XX: Traversella n.2143
Epidoto aghiforme su Feldspato: Baveno, Lago Maggiore n.1808, n.11183
Epidoto con Pirite: Brosso n.4509
Epidoto nel Quarzo: Cistella, Ossola n.2281
142 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Epidoto su Sfeno con Gneiss: Beora, Ossola n.4141
Epidoto, Quarzo, Pirite, Magnetite: Brosso n.4510
Feldspato: Pallanzeno, Ossola n.*1023
Feldspato Ortose XX: Baveno, Lago Maggiore n.*1010, n.*1013
Ferro oligisto lamellare: Brosso n.481; Traversella n.486
Ferro oligisto micaceo: Traversella n.488
Ferro oligisto su Dolomite: Traversella n.484
Ferro oligisto, Calcare: Traversella n.490
Ferro oligisto, Calcare, Quarzo: Traversella n.489
Ferro titonato: Casaleggio, Ovada n.2777
Fluorite: Baveno, Lago Maggiore n.289, n.298, n.302
Fluorite XX: Baveno, Lago Maggiore n.291; Beura, Ossola n.293; Valle d’Ossola n.295
Fluorite XX cubici: Vinadio, Cuneo n.2037
Fluorite XX su Grantti: Baveno n.3265, n.3267
Fluorite XX, Quarzo, Mica: Valle d’Ossola n.4835
Fluorite frammento grosso: Valle d’Ossola n.4226
Fluorite rosea XX: Valle d’Ossola n.294
Gadolinite (?) XX: Baveno, Lago Maggiore n.3763, n.3764
Galena XX su Calcare: Traversella n.673
Galena XX su Quarzo: Traversella n.672
Galena XX, Pirite, Dolomite: Traversella n.1729
Galena con Siderite: Min. Brosso, Ivrea n.4546
Galena in Pirite: Brosso n.2871, n.4056
Galena, Pirite, Ematite: Min. Brosso, Ivrea n.4545
Galena, Pirite, Siderite: Brosso n.4547
Gesso XX sciolti: Giacim. Realgar, Valle del Tanaro n.4075, n.4076
Giadeite: Vallone Oropa, Biella n.3697
Giaderite: Alba n.*3691
Glaucofane XX: Le Beaume pr. Oulx n.3182
Grafite: Calizzano, Valle Bormida n.*3173; Val Locana, Ivrea n.2383
Grafite compatta: Val Soana n.1536; Valle Strona, Omegna n.711
Grafite con Asbesto: Montorolles n.3486; S. Germano, Chisone n.3015
Grafite scogliosa: Pinerolo n.1433
Granato: Ala n.928, n.933, n.*936, n.939; Brosso n.4503; Pallanzeno, Ossola n.1237,
n.1243; Traversella, Ivrea n.947, n.948, n.*2136, n.2137; Val d’Ala n.3515
Granato (Topazolite): Pian della Mussa, Val d’Ala n.935, n.941, n.3185
Granato XX: Valle d’Ala n.*3186
Granato XX deformati: Ala n.930
Granato XX nel Micaschisto: Cistella, Ossola n.944; Trasquera, Sempione n.946
Granato almandino: Pozzalo Camasco, Val Sesia n.5295
Granato compatto: Torrente Arsa, Rumianca, Ossola n.956
Granato compatto con Anfibolo: Traversella n.2243
Granato con Clorite: Ala n.*931
Granato con Diopside: Ala n.*929, n.*938
Granato con Epidoto: Montajeu, Traversella n.1790
Granato con Lepidotite: Ala n.*937
Granato con Pirrotina: Miggiandone, Pallanza n.949
Granato con Vesuviana: Ala n.934
Granato, Pirite, Anfibolo: Brosso n.4501
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 143
Granato, Pirite, Ematite: Brosso n.4500
Granato, Pirite, Fe oligisto: Brosso n.3053, n.3054, n.3195
Idocrasto: Ala n.*1008
Idocrasio XX: Testa Ciarva, Val d’Ala n.*3523
Idocrasio XX con Essonite: Testa Ciarva, Val d’Ala n.3525
Ilmenite nel Quarzo: Valle Dora n.555
Laumontite XX: Baveno, Lago Maggiore n.3765
Laumontite XX su Quarzo: Baveno, Lago Maggiore n.3563
Lergolite: Val Vigezzo, Ossola n.*2897
Limonite: Viganella, Valle Antrona, Ossola n.497, n.501, n.503,
Limonite compatta: Valle Antrona, Ossola n.1826
Limonite concrezionata: Brosso n.496
Limonite e Quarzo: Min. di Brosso, Ivrea n.4548
Limonite epigenica di Ematite: Min. di Brosso, Ivrea n.4549
Limonite pseudomorfa: S. Damiano, Asti n.506
Magnesite: Baldissero Canavese n.4599; Castellamonte n.360, n.361
Magnesite (Giobertite): Caselletta n.363; M.Musinè pr. Torino n.3806
Magnesite in Peridotite alterata: Baldissero Canavese n.4602
Magnetite: Min. Brosso, Ivrea n.4534; Traversella n.513, n.514, n.516, n.518, n.2242,
n.4471
Magnetite XX: Traversella n.522
Magnetite XX con Malachite: Traversella n.4472
Magnetite XX con Pirosseno: Traversella n.521
Magnetite XX con Quarzo: Traversella n.*1304
Magnetite XX nel cloritoscisto: Craveggia, Ossola n.2685
Magnetite XX, Dolomite, Pirite: Traversella n.4480
Magnetite XX, Quarzo, Dolomite: Traversella n.515, n.1303
Magnetite compatta: Min. Brosso n.3014; Traversella n.523
Magnetite con Barettite: Traversella n.517
Magnetite con Clorite, Talco: Traversella n.4474
Magnetite con Dolomite: Traversella n.524, n.4475
Magnetite con Pirite: Brosso n.*4535, n.4536, n.4537; Traversella n.4476
Magnetite con Pirrotina: Traversella n.2351
Magnetite con Scheelite: Traversella n.4484
Magnetite con Steatite: Traversella n.2336
Magnetite con roccia epidotica: Traversella n.4478
Magnetite e Calcopirite: Traversella n.4479
Magnetite e Pirite nel Calcare: Min. Brosso, Ivrea n.4538
Magnetite listata con Dolomite: Traversella n.4481
Magnetite titanifera: Baceno, Ossola n.4844
Magnetite, Dolomite e Pirite: Traversella n.4477
Magnetite, Limonite e Pirite: Traversella n.4473
Malachite: n.2274; Val Bagnanco, Ossola n.811
Malachite XX aciculari: Valle Bagnanco, Ossola n.824
Malachite con XX Gesso ?: Traversella n.1263
Malachite e Crisocolla: Traversella n.1261
Malachite fibrosa: Traversella n.2275, n.*2337
Malachite terrosa: Valle Bagnanco, Ossola n.820
Mesztina con Calcite: Traversella n.532
144 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Mesitina con Dolomite: Brosso, Ivrea n.4541, n.*4543
Mesitina con Quarzo: Traversella n.530
Mesitina lenticolare: Traversella n.531, n.1263, n.1308
Mesitina, Dolomite, Quarzo: Brosso n.*4544
Mesitina, Pirite, Calcite: Brosso n.4542
Mesitite XX lenticolari: Brosso n.3052
Mesitite lenticolare: Traversella n.1307
Mica: Craveggia, Val d’Ossola n.2900; Pallanzeno, Ossola n.1232
Mica XX con Albite: Baveno, Lago Maggiore n.3569
Mica argentina: Craveggia, Val d’Ossola n.2329, n.3687
Mica bianca (Muscovite): Bagnanco, Ossola n.3010
Mica in XX su Quarzo: Baceno, Valle Antigorio n.1161
Mica nera: Baceno, Valle Antigorio n.1165
Mica rosea in lamina: Cuneo n.1162
Mica, Feldspato, Berillo: Pallanzeno, Ossola n.1233
Micascisto: Brosso n.*4552, n.*4553
Mispikel XX su Pirite: Brosso n.1098
Mispikel con Quarzo e Pirite: Brosso n.453
Mispikel su Pirite: Pestarena, Valle Anzasca n.452; Brosso n.454
Mispikel su Quarzo: Pestarena, Valle Anzasca n.451
Molibdenite: Traversella n.2235
Molibdenite con Calcopirite: Traversella n.2344
Molibdenite con Magnetite: Traversella n.2340
Muscovite XX con Sagenite: Baceno, Valle Antigorio n.1231
Oligisto micaceo: Brosso, Ivrea n.528, n.3020
Oligisto micaceo con Quarzo: Brosso, Ivrea n.3196
Onkosina nel Calcare dolomitico: Fenestrelle n.2048
Onkosina var. Cossaite: Valle Clusone, Pinerolo n.4088
Opale: Ala n.108; Baldissero n.2521; M.Musinè, Torino n.3805; Vidracco n.2666
Opale resinite magnesifera: Baldissero n.109
Opale, Resinite: Baldissero n.104, n.107
Opale, Resinite lattea: Baldissero n.106
Opale, Resinite violetta: Baldissero n.105
Oro: Vogogna, Ossola n.913, n.914
Oro in granelli: Casaleggio pr. Novi n.910
Oro in pagliette: Casaleggio, Ovada n.2775
Oro in polvere e granelli: Ovada n.2776
Oro nativo: Acqua d’Oro, Cuorgne n.1750; Casaleggio, Ovada n.*1270; Pomaro, Val
d’Ossola n.966: Torrente Oro, Cuorgne n.2325
Oro nel Quarzo: Frasconi Casaleggio, Novi n.908; Ossola n.909
Oro nel Quarzo con Blenda: Valle Antigorio n.915
Oro nel Quarzo con Ferro: Frasconi Casaleggio, Novi n.911
Oro nel Quarzo in lamelle: Oropa, Biella n.916
Orpimento: Ormea, Cuneo n.157
Ortoclasio (Adularia), Clorite: Ala n.1049
Ortoclasio (Ortose): Baveno, Lago Maggiore n.11190
Ortoclasio (Ortose) XX: Baveno, Lago Maggiore n.1012, n.1014, n.1017, n.1019, n.1020,
n.1021, n.3397
Ortoclasio (Ortose) XX bianco: Baveno, Lago Maggiore n.3392
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 145
Ortoclasio (Ortose) XX completi: Baveno, Lago Maggiore n.2085
Ortoclasio (Ortose) XX, Mica: Baveno, Lago Maggiore n.1015, n.1022
Ortoclasio (Ortose) XX, Quarzo: Baveno, Lago Maggiore n.1011, n.1016
Ortoclasio (Ortose) compatto: Pallanzeno, Ossola n.1244
Ortoclasio (Ortose), Fluorite: Baveno, Lago Maggiore n.4089
Ortoclasio, Quarzo, Epidoto: Baveno n.1740
Ortose dal Granito: Baveno n.*3387, n.*3388
Peridotite con Magnetite: Baldissero n.*4603
Pirite: Brosso, Ivrea n.4516, n.4521; Min. Crodo, Valle meena, Ossola n.432;
Traversella n.413, n.430
Pirite XX: Brosso, Ivrea n.403, n.405, n.409, n.410, n.411, n.415, n.422, n.424, n.427,
n.764, n.2667, n.2668, n.2876, n.2878, n.2880, n.3230, n.3420, n.4529, n.4869, n.11234,
n.11235, n.*4513; Gall. Belbo, Montezemolo n.419; Traversella n.437, n.438, n.439,
n.2145, n.2244, n.2255, n.4482,
Pirite XX alterati: Traversella n.3262
Pirite XX con Calcare: Pestarena, Valle Anzasca, Ossola n.440; Traversella n.428
Pirite XX con Mesitina: Brosso, Ivrea n.408, n.414, n.423, n.434
Pirite XX con Quarzo: Brosso n.418, n.420; Traversella n.407
Pirite XX con Siderite: Brosso, Ivrea n.3228, n.3229
Pirite XX cubici: Brosso, Ivrea n.724
Pirite XX cubici deformati: Brosso n.2877
Pirite XX deformati: Brosso, Ivrea n.425
Pirite XX e Ferro oligisto: Brosso, Ivrea n.2879
Pirite XX nel Calcare: Brosso, Ivrea n.4525
Pirite XX ottaedri:Brosso, Ivrea n.4647
Pirite XX ottaedrici: Brosso n.429
Pirite XX, Ematite nel Quarzo: Min. Brosso, Ivrea n.4527
Pirite XX, Mispikel, Quarzo: Brosso, Ivrea n.412
Pirite XX, Quarzo e Dolomite: Brosso, Ivrea n.4519
Pirite XX, Silicato verde ferrifero: Brosso, Ivrea n.4523
Pirite con Aragonite (2): Brosso, Ivrea n.441
Pirite con Crisotilo: Brosso, Ivrea n.4511
Pirite con Dolomite selliforme: Traversella n.1603
Pirite con Ematite nel Calcare: Brosso, Ivrea n.4528
Pirite con Magnetite: Brosso, Ivrea n.4526
Pirite con Malachite: Traversella n.2352
Pirite con Mesitina: Brosso n.*2249
Pirite con Mispikel e Quarzo: Pestarena, Valle Anzasca, Ossola n.406
Pirite con Quarzo: Brosso, Ivrea n.2259, n.4522
Pirite con Siderite: Brosso n.1831; Traversella n.1260, n.11233
Pirite disseminata nel Quarzo: Brosso, Ivrea n.4518
Pirite in frammenti: Brosso n.*4515
Pirite in ottaedri con Quarzo: Brosso n.404
Pirite iridescente: Brosso n.*2474
Pirite listata con Oligisto: Brosso, Ivrea n.4517
Pirite nel Calcare: Brosso, Ivrea n.4524
Pirite nel Quarzo con Galena: Brosso, Ivrea n.4520
Piromorfite: Alpe Teglio, Monte Falò, Lago d’Orta n.3581
Pirosseno: Montajeu, Traversella n.1186
146 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Pirosseno (Edembergite): Traversella n.1789, n.1791, n.1809
Pirosseno Diopside XX,Essonite: Testa Ciarva, Val d’Ala n.3505; Val d’Ala n.5789
Pirosseno Diopside con Granati: Ala n.1192, n.1193
Pirosseno (Fassatte): Ala n.1184
Pirosseno (Mussite): Ala n.1183
Pirosseno (Mussite), Topazolite: Ala n.1185
Pirosseno Traversellite: Traversella n.1182
Pirosseno, Calcite, Ilvaite: Traversella n.1178, n.1180, n.1181
Pirrotina: Alvano Campello, V.Sesia n.1324; Brosso n.3236
Pirrotina XX: Miggiandone, Pallanza n.460, n.461
Pirrotina, Calcopirite: Caprile, Biellese n.5524
Pirrotina, Calcopirite, Magnetite Traversella n.456
Pleonasto: Baldissero Canavese n.4601, n.4606
Pleonasto noduli isolati: Baldissero Canavese n.4604
Plumosite: Brosso n.1478, n.2891
Plumosite con Galena: Brosso n.2268
Plumosite, Blenda, Galena: Brosso n.*2267
Prehnite XX: Ala n.1094
Quarzite schistosa con dendriti: Barge Cuneo n.94
Quarzo: Baceno, Valle Antigorio n.17, n.45; Beora, Ossola n.70, n.3303, n.3304;
Brosso n.2655; Pallanzeno, Ossola n.81, n.82; Traversella n.26, n.43, n.44, n.49, n.4077;
Val Saggia, Valmaggia n.3760, n.3933; Valle Antigorio, Ossola n.119; Valle d’Ossola
n./8
Quarzo XX: Baveno, Lago Maggiore n.88, n.3297, n.3298, n.3757; Beora, Ossola n.19,
n.20, n.79, n.4925; Brosso n.443, n.2065, n.2172, n.2354, n.3057, n.3649, n.3653,
n.4079, n.4492, n.4493, n.4496; Busca, Cuneo n.2038; Monte Orfano n.1258, n.2254,
n.3759, n.4469; Valle Meris n.3292, n.3293, n.3294, n.3295; Traversella n.4469, n.4470
Quarzo XX aggruppati: Baceno, Valle Antigorio n.2; Beora, Ossola n.3; Brosso n.2907;
Traversella n.1256, n.1257
Quarzo XX completi: Traversella n.29
Quarzo XX con Clorite: Traversella n.1513
Quarzo XX con Ematite micacea: Brosso, Ivrea n.4915
Quarzo XX con Mesitina: Traversella n.33
Quarzo XX con Pirite: Brosso n.*2066; Min. Brosso, Ivrea n.4491
Quarzo XX con Sagenite: Baceno, Valle Antigorio n.21
Quarzo XX con Siderite: Brosso n.*2063
Quarzo XX deformati: Traversella n.54
Quarzo XX e Pirite: Brosso, Ivrea n.11202
Quarzo XX piramidali, Attinoto: Baceno, Valle Antigorio n.*22
Quarzo XX ricoperta da Calcite: Traversella n.2544
Quarzo XX sciolto: Brosso n.*3758
Quarzo XX, Ortose, Fluorite: Baveno, Lago Maggiore n.3934
Quarzo XX, Siderite, Dolomite: Min. Brosso, Ivrea n.4913
Quarzo affumicato, Tormalina: Beora, Ossola n.3948; Valle d’Ossola n.61
Quarzo aggruppato di XX: Traversella n.4229
Quarzo ametistino: Traversella n.89, n.2412
Quarzo con Albite: Baveno n.1402
Quarzo con Amianto incluso: Traversella n.62
Quarzo con Attinoto filiforme: Traversella n.59, n.*84
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 147
Quarzo con Clorite: Baveno n.83; Valle d’Ossola n.*86, n.*1828
Quarzo con Clorite inclusa: Beora, Ossola n.75
Quarzo con Dolomite: Traversella n.42
Quarzo con Dolomite e Calcite: Traversella n.1601
Quarzo con Dolomite e Clorite: Traversella n.41
Quarzo con Dolomite selliforme: Traversella n.37, n.38, n.39, n.40
Quarzo con Ematite: Beora, Ossola n.32
Quarzo con Ematite inclusa: Beora, Ossola n.*74
Quarzo con Ematite interna: Beora, Ossola n.32
Quarzo con Ematite micacea: Min. Brosso, Ivrea n.4914; Traversella n.485
Quarzo con Epidoto: Valle d’Ossola n.69
Quarzo con Fe oligisto speculare: Traversella n.*36
Quarzo con Fluorite rosa: Beora, Ossola n.3011
Quarzo con Pirite: Brosso n.*30; Pestarena, Valle Anzasca, Ossola n.*31; Traversella
brave: 2192
Quarzo con Tormalina: Beora, Ossola n.80
Quarzo con Tormalina inclusa: Beora, Ossola n.*73; Valle d’Ossola n.72
Quarzo con aghi di Tormalina: Beora, Ossola n.6
Quarzo e Pirite: Min. Brosso, Ivrea n.4514
Quarzo e inclusione di Plumosite: Brosso n.2396, n.3437
Quarzo ferruginoso: Brosso n.3290, n.*3291
Quarzo grossi XX piramidali: Baceno, Valle Antigorio, Ossola n.121
Quarzo grosso XX piegato: Traversella n.2138
Quarzo ialino: Baceno, Valle Antigorio n.24; Beora, Ossola n.*4, n.5
Quarzo ialino XX: Baceno, Valle Antigorio, Ossola n.1
Quarzo ialino con Clorite: Valle Anzasca, Ossola n.18
Quarzo ialino con Pirite (2): Brosso n.3347
Quarzo in grossi XX: Valle Vigezzo, Ossola n.120
Quarzo in grossi XX aggruppati: Brosso n.*4495
Quarzo in grossi XX ialini: Brosso n.*4494
Quarzo latteo: Traversella n.*2339
Quarzo latteo su Gneiss: Beora, Ossola n.7
Quarzo leggermente affumicato: Beora, Ossola n.2398; Pallanzano n.71; Sempione pr.
Iselle n.60
Quarzo pseudomorfo di calcite: Brosso n.2529
Quarzo verdastro: Beora, Ossola n.1267
Quarzo verde: Beora, Ossola n.85
Quarzo, Clorite, Feldspato: Ala n.46
Quarzo, XX di Laomontite: Baceno, Valle Antigorio n.*27
Quarzo, XX di Mica: Pallanzeno, Ossola n.*28
Rame grigio nel Quarzo: Stroppo, Cuneo n.3197
Rame grigio nella Siderite: Min. Bellagarda, Ceresole Reale n.4831
Rame grigio, Carbonato di Fe: Bellegarda n.3017
Rame nativo sulla Pirite: Traversella n.2334
Realgar: Costa Ciagrea pr. Caccino, Val Tanaro n.3263; Ormea, Cuneo n.156; Pizzo
della Cornia, Rio Re Bianco n.2208; Val di Tanaro, Pizzo d’Ormea n.3213, n.3214,
n.3216
Realgar XX: Val di Tanaro, Pizzo d’Ormea n.3215
Realgar e Orpimento: Frana del Bricco dell’Ozzea, Ormea n.3258
148 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Resinite: Baldissero Canavese n.4600
Rutilo: Baceno, Valle Antigorio, Ossola n.652
Rutilo (Sagenite): Baceno, Valle Antigorio n.2260
Rutilo.XX: Valchiusella, Ivrea n.1906, n.1921, n.2236, n.2237, n.2238, n.2239 Rutilo
XX isolato: Traversella n.*2135
Rutilo XX nel Quarzo: Valchiusella n.*3454, n.4638
Rutilo XX, Granato, Adularia: Valle Soana n.*3459
Rutilo con Clorite: Ala n.653
Rutilo su Quarzo: Valchiusella, Traversella n.1745, n.11240
Scheelite: Traforo Sempione n.3150; Traversella n.356; Valle Tuppa, Ossola n.4922
Scheelite XX: Traversella n.354, n.355, n.357, n.11180
Scheelite XX con Magnetite: Traversella n.353
Scheelite XX e Dolomite: Traversella n.2357
Scheelite amorfa, Quarzo, Pirite: Valle Tuppa, Ossola n.358
Sfeno: Pallanzeno, Ossola n.1136
Sfeno XX: Perero, Pinerolo n.3579; Pinerolo n.*3578; Valle d’Ossola n.1133
Sfeno con Tormalina: Beora, Valle d’Ossola n.3673
Sfeno nel Cloriteschisto: Ala n.1130
Sfeno, Clorite, Granati: Ala n.1132
Sfeno, Granati, Bornite: Ala n.1129
Sfeno su Quarzo: Beora, Ossola n.1128
Siderite: Brosso n.534, n.539; M. Brosso, Ivrea n.538, n.540, n.544, n.4634, n.4635,
n.4649; Traversella n.537, n.542, n.543, n.545, n.547
Siderite XX romboedrici: Brosso n.2064
Siderite XX selliformi: Traversella n.2141
Siderite con Dolomite: M. Brosso, Ivrea n.4636
Siderite con Ematite: M. Brosso, Ivrea n.548
Siderite con Quarzo: M. Brosso, Ivrea n.536
Siderite con Rame grigio: Ceresole Reale n.4222
Siderite decomposta: M. Brosso, Ivrea n.546
Siderite lenticolare in Calcare: Brosso n.*4539
Siderite lenticolare: M. Brosso, Ivrea n.4637; Traversella n.533
Siderite lenticolare, Quarzo: Brosso n.*2068
Siderite ricoperta da Pirite: M. Brosso, Ivrea n.2414
Siderite, Mispikel, Plumosite: M. Brosso, Ivrea n.535
Szderite, Pirite, Ematite: M. Brosso, Ivrea n.4540
Stienite: Brosso n.*4550; Traversella n.*4466
Sismondina con Granato: Traversella n.1220
Smeraldo XX isolati: Craveggia, Ossola n.*2683
Solfo in noduli: Montecastello, Alessandria n.3255
Spinello XX zincifero: Miggiandone, Valle Toce, Pallanza n.373; Pallanza n.369
Spinello zincifero, Antomolite: Miggiandone, Pallanza n.364
Staurolite con Granati: Sempione, Iselle n.926
Stibina: Traversella n.2420
Stibina XX, Siderite, Ematite: Brosso, Ivrea n.4870
Talco: Colle della Roussa n.5260; Ossola n.2332; Praly, Pinerolo n.2803; Traversella
n.699
Talco con Clorite: Traversella n.2347
Talco con Dolomite: Traversella n.2348
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 149
Talco var. Steatite: Praly, Pinerolo n.1228; Traversella n.1227
Taramellite: Candoglia, Ornavasso n.4224
Tetraedrite XX: Brosso n.3246, n.3247
Titanite XX grigio-azzurri: Monte Camoscio, Baveno n.6147
Titanolivina, Vesuviana: Avigliana, Peraforcè n.5078
Tormalina: Craveggia, Val Vigezzo, Ossola n.2872
Tormalina XX: Lanzo, Torino n.6191; Pallanzeno, Valle d’Ossola n.3688
Tormalina con Mica: Pallanzeno, Ossola n.1234
Tormalina nel Cloritescisto: Ala n.1155
Tormalina nel Micascisto: Valle Anzasca n.1156, n.1159; Valle d’Ossola n.2523
Tormalina nel Quarzo: Valle d’Ossola n.1137
Tormalina nera: Beora, Ossola n.1157; Craveggia, Ossola n.2331, n.2687; Valle d’Ossola
n.1239
Tormalina nera XX: Pallanzeno, Ossola n.1151; Valle d’Ossola n.1143, n.1152, n.1144,
n.1241
Traversellite: Min. Traversella n.4468
Traversellite XX: Traversella n.*2134
Vesuviana: Bech Rous, Testa Ciarva, Val d’ Ala n.3524
Vesuviana XX: Ala n.1000, n.1005, n.1006, n.1007, n.1009; Testa Ciarva, Val d’Ala
n.3745; Val d’Ala n.993
Vesuviana e Granato: Val d’Ala n.2380
Vesuviana magnesifera XX isolati: Valle d’Ala n.998
Vesuviana manganesifera: Ala n.1001, n.1002
Vesuviana verde-giallognola: Ala n.991
Wolframite ? nel Quarzo: Gaveggia, Ossola n.2865
da studiare: Brosso n.*2522
Sardegna
Affioramento del filone: Argentiera della Nurra n.*4937, n.*4938, n.*4939, n.*4940,
n.*4941
Allofane cuprifera: Alghero n.*4202
Allofane cuprifera, Ocra rossa: Alghero n.4203
Allofane cuprozincifero: Arenas, Domusnovas n.2905
Allofane zincifera: Masua n.4046
Allofane, Crisocolla, Malachite: Alghero n.4204
Analcime: M. Olladiri, Monoster n.2101
Andesino XX: Monte Palmas n.3896
Anfibolo (soveno di monte): Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.2612
Anfibolo Attinoto radiato: Min. S. Leone Capoterra n.1787
Anfibolo fibroso: Su Sufruru, Flumini n.142
Anfibolo, Quarzo: Min. S. Leone Capoterra n.4986
Anglesite: Masua, Iglesias n.1965; Min. Masua, Iglesias n.1036; Min. Nebida n.3610,
n.4151; Min. Scorra, Iglesias n.392, n.393, n.3194; Tinì, Domusnovas n.4082
Anglesite XX: Argentiera della Nurra n.3658; Candriatus, Iglesias n.336; M. Onixeddu,
Gonesa n.3113; Masua, Iglesias n.2583; Min. M. Oi, M. Onixeddu n.3981; Min.
Malacalzetta, Iglesias n.1420, n.1441; Min. Scorra, Iglesias n.3601; Monteponi n.669,
n.670, n.728, n.739, n.740, n.741, n.742, n.743, n.744, n.745, n.746, n.747, n.748,
n.749, n.750, n.752, n.1382, n.1690, n.1804, n.2230, n.*3598, n.3600, n.3849, n.3910;
S. Giovanni, Iglesias n.1904, n.1905, n.2117, n.2327, n.2584, n.2622, n.3594, n.*3595,
n.3597, n.*3599
150 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Anglesite XX a faccie curve: Min. Malacalzetta, Iglesias n.1821
Anglesite XX aggrupamenti nitidi: S. Giovanni, Iglesias n.668
Anglesite XX con Quarzo: Min. Gennamari, Gonnosfanadiga n.1689
Anglesite XX giallo: Min. Malacalzetta, Iglesias n.3609
Anglesite XX in Galena: Gonnosfanadiga n.5712
Anglesite XX in geode quarzoso: S. Giovanni, Iglesias n.2582
Anglesite filone quarzoso: Tinì, Domusnovas n.4081
Anglesite gialla XX: Min. Malacalzetta, Iglesias n.3848
Anglesite talina: Min. Gennamari, Flumini Maggiore n.1611
Anglesite in geode di Quarzo: Tinì, Domusnovas n.4080
Anglesite nella Galena: Min. Malacalzetta, Iglesias n.1412
Anglesite su Galena: Min. Nebida, Iglesias n.2435; S. Giovanni, Iglesias n.1927; Masua
Iglesias n.2969
Anglesite su Galena e Solfo: S. Giovanni, Iglesias n.1902
Anglesite verde: Malacalzetta, Iglesias n.*1657; Min. Gennamari, Flumini Maggiore
n.1610; Min. Malacalzetta, Iglesias n.1442; Montevecchio n.848, n.853, n.854, n.859,
n.1383, n.3611
Anglesite verde XX: Montevecchio n.2367, n.2610, n.2975; Min. Malacalzetta, Iglesias
n.3846, n.3 847
Anglesite verde in Ematite: Montevecchio n.*2887
Annabergite su Nichelina: Sa Menga, Flumini Maggiore n.3678
Anortite dei tuft vulcanici: M. Arcuentu n.2497
Anortose XX sciolti: Porto Scuso, Sulcis n.3672
Antimonio XX: Su Suergiu n.3282
Antimonio nativo: Su Leonargiu, S.Vito, Sarrabus n.2306, n.2471, n.2472
Antimonio nativo in Arnione: Su Leonargiu, S.Vito, Sarrabus n.1897
Antimonio nativo, Valentinite: Su Suergius n.2898
Antimonio (Regolo di): Su Suergiu n.5143
Aragonite: Buon Camino, Iglesias n.1472, n.1509; Concas de Sinnui, Iglesias n.1508;
Masua, Iglesias n.2358; Monteponi n.1300; S’Arcilloni, Sarrabus n.3483
Aragonite XX: Malacalzetta, Iglesias n.1783; Masua n.3721
Aragonite XX aciculari: Nebida n.2020
Aragonite XX prismatici: Bacu Scarro, Iglesias n.3103
Aragonite coralloide: Bacu Scarro, Iglesias n.2144
Aragonite in XX aciculari: Nebida, Iglesias n.2020
Aragonite su Calcare: Masua n.1315
Argentite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.888, n.1702, n.4251; Correboi, Lanusei n.2003;
Giovanni Bonu, Sarrabus n.868, n.203; Monte Narba, Sarrabus n.887, n.1758; Tacconis,
Sarrabus n.2481
Argentite (Achantite): Masaloni, Sarrabus n.4379
Argentite XX: Acqua Rubbia, Sarrabus n.879; Bacu Arrodas, Sarrabus n.1568, n.1701,
n.4250; Correboi, Lanusei n.1580; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1391, n.1403, n.2321,
n.4339, n.11212, n.11213; Masaloni, Sarrabus n.1915, n.2033, n.2427, n.2465, n.4377;
Monte Narba, Sarrabus n.885, n.4292, n.4430; Nicola Secci, Sarrabus n.4413; Tacconis
n.2541; Tuviois, Cagliari, Sarrabus n.1470, n.2586, n.2587, n.3413, n.4428, n.4429
Argentite XX con Argentite: Masaloni, Sarrabus n.1936
Argentite XX con Argento filiforme: Masaloni, Sarrabus n.2517
Argentite XX con Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2861; Giovanni Bonu, Sarrabus
n.864, n.4289
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO D1
Argentite XX con Stefanite: Tacconis n.3219
Argentite XX con XX Argirose: Tuviois, Cagliari n.3221
Argentite XX cubici: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2017; Masaloni, Sarrabus n.1124;
Tuviois n.2914
Argentite XX cubottaedri: Monte Narba, Sarrabus n.1641
Argentite XX deformati: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1768; Tuviois, Cagliari n.1903
Argentite XX e Stefanite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.860, n.1703
Argentite XX in Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4340
Argentite XX su Argentite: Masaloni, Sarrabus n.4378
Argentite XX su Fluorite: Correboi, Lanusei n.3412
Argentite XX, Fluorina: Monte Narba n.1747
Argentite XX, Fluorina, Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4338
Argentite XX, Fluorite, Calcare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.858
Argentite XX, Galena, Blenda: Monte Narba, Sarrabus n.4291
Argentite XX, Galena, Fluorite: Monte Narba, Sarrabus n.4290
Argentite con Argento nativo filiforme: Correboi, Lanusei n.2014
Argentite con Argento: Masaloni, Sarrabus n.4380
Argentite con Armotomo: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2496
Argentite con Calcare: Monte Narba, Sarrabus n.1394
Argentite con Calcare e Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.878
Argentite con Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2015; Monte Narba, Sarrabus n.1604
Argentite con Calcite e Pirite: Monte Narba, Sarrabus n.1392
Argentite con Galena XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2425
Argentite con Pirargirite XX: Masaloni, Sarrabus n.1857
Argentite dendritica: Monte Narba, Sarrabus n.1761
Argentite disseminati nella Barite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4344
Argentite disseminati nel Calcare: Masaloni, Sarrabus n.4381
Argentite e Pirargirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2031
Argentite filamenti su Calcare: Giovanni Bonu n.4341
Argentite filiforme: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1318, n.1614
Argentite filiforme nella Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2092, n.2785
Argentite filiforme pseudomorfa: Giovanni Bonu n.4342
Argentite in dendriti: Monte Narba, Sarrabus n.1647
Argentite in scisto piritoso: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4343
Argentite laminare in Calcite XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1916
Argentite laminare in Fluorina: Monte Narba, Sarrabus n.4293
Argentite laminare in geode calcitico: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1390
Argentite laminare nello schisto: Monte Narba, Sarrabus n.877, n.4294
Argentite lamellare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1599, n.4253; Correboi, Lanusei n.1572;
Monte Narba, Sarrabus n.1824
Argentite nel Calcare: Monte Narba, Sarrabus n.1397
Argentite nel minerale caffè latte: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1763
Argentite nella Fluorite: Correboi, Lanusei n.4441
Argentite, Galena XX, Argento nativo: Giovanni Bonu n.*3220
Argentite, Stefanite, Baritina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1769
Argento: Perola S’Oliu, Flumini n.*1834
Argento XX nella Limonite: Perda S’Oliu, Flumini n.11197
Argento a riccioli su Calcare: Taviois n.4425
Argento clorurato in granuli: Monte Narba, Sarrabus n.1574
152 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Argento con noduli di Argirose: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4249
Argento dalle Argille: Min. Tacconis n.4408
Argento disseminato nelle ganghe: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4248
Argento disseminato: Min. Tacconis n.4410
Argento filamentoso nel Calcare: Giovanni Bonu n.4336
Argento filiforme in geode calcitico: Correboi, Lanusei n.2004
Argento filiforme: Masaloni, Sarrabus n.2283; Tuviois, Cagliari n.2787
Argento filiforme e Argirose: Correboi, Lanusei n.1588; Min. Tacconis n.4406
Argento filiforme in Fluorina: Correboi, Lanusei n.1587
Argento filiforme su Galena: Monte Narba, Sarrabus n.1573
Argento granulare in Fluorina: Tuviois n.4427
Argento in lamine: Giovanni Bonu n.4334
Argento in roccia quarzosa: Min. Tacconis n.4409
Argento lamellare in Fluorina: Correboi, Lanusei n.1589, n.1590
Argento lamellare in Quarzo: Min. Monte Narba n.4285; Giovanni Bonu n.4337
Argento mammellonare (minerale di): Tuviois n.2848
Argento massiccio in Baritina: Min. Tacconis n.4407
Argento nativo: Bacu Arrodas, Sarrabus n.840, n.844; Correboi, Lanusei n.1581, n.2382;
Giovanni Bonu n.2482, n.4333; Monte Narba, Sarrabus n.827, n.828, n.831, n.835;
Perda S’Oliu, Flumini n.1832; Tuviois n.2227
Argento nativo, AgS (frammenti): Min. Monte Narba n.4625
Argento nativo XX in Limonite: Villagrande n.4446
Argento nativo XX minutissimi: Perda S’Oliu, Flumini n.1833
Argento nativo a ciuffi: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2122
Argento nativo, Calcare, Baritina: Giovanni Bonu n.*847
Argento nativo con Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.845; Min. Monte Narba n.4286
Argento nativo dendritico: Tuviois, Sinnai n.*1450
Argento nativo e Argirose: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1569; Masaloni, Sarrabus n.2282;
Tuviois n.4422; Min. Tacconis n.4405
Argento nativo e Calcite: Tuviois, Cagliari n.2589
Argento nativo e Solfuro: Tuviois, Sarrabus n.2485
Argento nativo e rivestimenti di Limonite: Tuviois, Cagliari n.2590
Argento nativo filiforme, Galena: Bacu Arrodas n.*4247
Argento nativo filiforme: Bacu Arrodas, Sarrabus n.842; Min. Masaloni n.4373; Monte
Narba, Sarrabus n.829; Tuviois, Sinnai n.830, n.*2852, n.*4423, n.*4424
Argento nativo granulare: n.1582; Correboi n.2224
Argento nativo granulifero, Pirrotina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1762
Argento nativo in Baritina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1583
Argento nativo in Limonite: Perda S’Oliu, Flumini n.1830
Argento nativo in arniont: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1779
Argento nativo in filamenti: Masaloni n.*4374
Argento nativo lamellare: Giovanni Bonu n.*905; Min. Masaloni n.4375; Monte Narba,
Sarrabus n.836
Argento nativo lamina isolata: Min. Tacconis n.4404
Argento nativo nell’Ocra: Brumu Arrubiu, Tuviois, Sarrabus n.2484
Argento nativo nella Fluorina: Min. Mon Narba n.4287; Tuviois, Cagliari n.2591
Argento nativo nella Ganga: Min. Serra d’Elisei n.4416; Tuviois n.4426
Argento nativo su Quarzo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.832
Argento nativo, Argentite: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.3415; Min. Serra d’Elisei
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 13
n.4418
Argento nativo, Argento rosso: Min. S’Arcilloni n.4396; S’Arcilloni, Sarrabus n.*1912
Argento nativo, Solfuro, Fluorina: Correboi n.4442
Argento nativo, XX Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1085
Argento nel Calcare e Galena: Min. Masaloni n.4376
Argento nel Quarzo: Fenugu Sibiri, Gonnosfanadiga n.1399; Min. S’Arcilloni n.4398
Argento nella Galena decomposta: Min. Monte Narba n.4288
Argento nella Limonite: Perda S’Oliu, Flumini n.1398
Argento rosso XX: Bacu Arrodas n.*2319; Monte Narba, Sarrabus n.*1767
Argento rosso lamellare: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4352
Argento sulfurato flessibile: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2794
Argento trasformato in Solfuro: Giovanni Bonu n.4335
Argento, Solfuro, Galena: Min. S’ Arcilloni n.4397
Argirose XX: Monte Narba n.*872; Tuviois n.*2588
Argirose XX con Argento nativo: Tuviois, Sinnai n.*754
Argirose XX, Calcite rosea XX: Giovanni Bonu n.*2863
Argirose compatto: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4252
Argirose con Stefanite: Bacu Arrodas n.11211
Argirose filiforme: Giovanni Bonu n.*2428
Argirose filiforme, Calcite: Giovanni Bonu n.*806
Argirose flessibile: Giovanni Bonu, Sarrabus n.758
Argirose in Arnione: Bacu Arrodas, Sarrabus n.*1564
Argirose in XX aciculari: Correboi, Lanusei n.1919
Argirose in XX cubici: Monte Narba n.*2353
Argirose nel Calcare: Monte Narba n.*4295
Argirose nella Barite: Tacconis n.4411
Argirose pseudomorfa: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*2018
Armotomo: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2140; Giovanni Bonu, Sarrabus n.2827
Armotomo XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2487, n.2488, n.2489, n.2494, n.2826
Armotomo XX con Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2486, n.2508, n.2830
Armotomo XX con Calcite gialla: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2393
Armotomo XX su Calcite con AgS: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2831
Armotomo XX su Calcite lamellare: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2826
Armotomo XX su Calcite, Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1646, n.2516
Armotomo con Laumontite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2828
Armotomo in geode Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2210
Armotomo sullo Schisto: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2829
Arnione di Argento nativo: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1246
Arseniato verde, Nichelio: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2815
Arsenico con Argento rosso: Giovanni Bonu n.*856
Arsenico con Stibina: Sarrabus n.2882
Arsenico mammellare su Calcare: Giovanni Bonu, Sarrabus n.680
Arsenico mammellare, Stibina: Monte Narba, Sarrabus n.2833
Arsenico nativo: Burcei, Cagliari n.2788; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1634;
Min.Giovanni Bonu n.2814; Monte Narba, Sarrabus n.2095
Arsenico nativo con Ulmannite: Min. Monte Narba n.4309; Monte Narba, Sarrabus
n.2022
Arsenico nativo nel Calcare: Min. Masaloni n.4365
Arsenico nel Quarzo: Monte Narba, Sarrabus n.2832
154 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Arsenopirite: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.2953; Min. Linas n.5218; Min. Masaloni,
Sarrabus n.4394; Perda Niedda n.3876, n.3941
Arsenopirite XX: Masaloni, Sarrabus n.2595; Monte Narba, Sarrabus n.455; Su Sufruru,
Flumini n.3242
Arsenopirite XX in Fluorina: Monte Narba, Sarrabus n.1918
Arsenopirite, Blenda, Galena: M. Su Para, Quirra n.1749
Asbesto var. cartone di monte: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.4332
Atacamite: Argentiera della Nurra n.3311
Auricalcite: Arenas, Iglesias n.578, n.2240; Campospino, Iglesias n.2371; Domusnovas
n.3364; Masua n.632; Monteponi n.630; Sa Duchessa, Domusnovas n.628, n.629, n.631,
n.3041
Auricalcite XX: Sa Duchessa, Domusnovas n.3042
Auricalcite aghiforme: Iglesias n.633
Auricalcite fibrosa: Sa Duchessa, Domusnovas n.1462
Azzurrite: Castel di Bonvei, Mara n.3367, n.3368, n.3370, n.3369; Cheremule n.3961,
n.3960; M.Minerva, Padria n.5507; Rosas Sulcis n.2627; S.Giovanni, Iglesias n.2419
Azzurrite XX: Arenas n.4154; Masua, filone quarzoso n.4125
Azzurrite XX in Limonite: Alghero n.4192, n.4193
Azzurrite XX trasformata in Malachite: Alghero n.4450, n.4196
Azzurrite XX, Crisocolla: Alghero n.*4194
Azzurrite XX, Malachite: Min. Campo Pisano n.5261
Azzurrite con Malachite: Masua, Iglesias n.3630; Rosas Sulcis n.2303; S.Vito n.4158
Azzurrite noduli nelle Marne: Pozzomaggiore n.3962
Azzurrite su roccia ferrifera decomposta: Alghero n.4195
Azzurrite, Malachite, Barite: Arenas, Iglesias n.4170
Barite: Argentiera della Nurra n.4979; Masua, Iglesias n.2139; Min. Montevecchio
n.4622, n.184; Min. S’Ortu Becciu, Donori n.5867, n.5869; Monteponi n.170, n.172,
n.173, n.1476; Perd’Arba, S.Vito, Sarrabus n.1510
Barite XX: Bacu Cannas, S.Vito n.3004; Buggerru n.3593; Giovanni Bonu, Sarrabus
n.3627; Min. Guzzurra Lula n.1872, n.1874; Montevecchio n.182, n.1622, n.1805,
n.2163, n.2368, n.6257, n.11176; Monteponi n.180, n.181, n.1652, n.1797, n.3592;
Nebida, Masua n.4150; S.Giovanni d’Iglesias n.1838; Su Suergiu, Gerrei n.3591;Tuviois,
Cagliari n.2592, n.4419, n.4420
Barite XX con Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1651, n.2021
Barite XX con Calcite e Pirite: Monteponi n.4234
Barite XX con Pirite: Monteponi n.2619
Barite XX giallo miele: Giovanni Bonu, Sarrabus n.3005; S. Dass Flumini n.2304; Su
Suergiu, Gerrei n.2962, n.3025
Barite XX lenticolari: Monteponi n.2620
Barite XX su Calcare: Monteponi n.1499
Barite XX su Calcedonio: Gennamari n.2611
Barite XX su Schisto: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1474
Barite XX su Stibina: Su Suergiu, Gerrei n.2844
Barite XX tabulari limpidi: Min. Montevecchio n.1247
Barite XX, Calcite, Galena: Min. Guzzurra Lula n.1871
Barite XX, Galena decomposta: Tuviois, Cagliari n.2593
Barite aggruppamenti XX: Cannas de Bidda, Sarrabus n.416; Su Sufruru, Flumini n.3105
Barite con Blenda: Min. Montevecchio n.2413
Barite con Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.168
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 155
Barite con XX Galena inclusi: Min. Montevecchio n.2974
Barite ganga, lamelle di Argento: Monteponi n.4233
Barite in Fluorina: Is. Luargius, Burcei n.3590
Barite ricoperta da Ocra gialla: Monteponi n.1467
Barite verdastra: Nebida, Iglesias n.907
Barite verdastra in XX: Tuviois, Cagliari n.873, n.874
Barite, Fluorina, Calcite: Su Leonargiu, S.Vito n.2377
Barite, Galena, Cerussa: Fenuga, M. Agroxau n.5024
Baritina XX: Montevecchio n.*175
Baritina con Calcite gialla: Bacu Arrodas n.*2477
Bauxite: M.Ollastu, Villamassargia n.3662
Berthierite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2324, n.2952
Berthierite (?) o Zinkenite ?: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4267
Berthierite con Pirrotina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2989
Berthierite con XX aciculari: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4266
Beudantite XX: Gennamari, Gonnosfanadiga n.2868
Bindheimite: Min. Arenas n.4172
Bindheimite pseudomorfa: Arenas n.*4171
Blenda: Buggerru n.*2309, n.*3963; Giovanni Bonu n.*2956; Masua n.*4041, n.*4185
Blenda (Ganga Quarzo): Argentiera della Nurra n.*4962
Blenda (prima cernita): Argentiera della Nurra n.*4952, n.*4953
Blenda (seconda cernita): Argentiera della Nurra n.*4954, n.*4955, n.*4956, n.*4957,
n.*4958
Blenda (terza scelta): Argentiera della Nurra n.*4959, n.*4960, n.*4961
Blenda XX: Gennamari n.*4043; Ingurtosu n.*1696, n.*3743; Min. Montevecchio
n.2973; Montevecchio n.*3112; Perda Niedda n.*3944; Rosas Sulcis n.*571; Masaloni,
Sarrabus n.*676
Blenda XX con Baritina: Flumini n.*2372
Blenda XX con Galena XX: Ingurtosu n.*3844
Blenda XX con Quarzo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*1407; Min. Montevecchio n.2972;
Montevecchio n.*1624
Blenda XX con Siderite: Montevecchio n.*3111
Blenda XX deformati:Montevecchio n.*637
Blenda a matrice quarzosa: Argentiera della Nurra n.*4964, n.*4965
Blenda argentifera: Giovanni Bonu n.*4362
Blenda compatta: Argentiera della Nurra n.*1444
Blenda compatta litoide: Flumini n.*1455
Blenda con Argento e AgS: Monte Narba, Sarrabus n.*1934
Blenda con Argento in lamella: Monte Narba n.*2001
Blenda con Galena: Ingurtosu n.*1752; Min. Montevecchio n.*2963; Siccaderba pr.
Arzana n.*5704
Blenda con Magnetite: Perda Niedda n.*3942
Blenda con Marmatite: Perda Niedda n.*3943
Blenda con Pirite: Ingurtosu n.*1753; Masua n.*4757
Blenda contenente Indio: Gonnosfanadiga n.*3224
Blenda e Baritina: Masua n.*3957
Blenda e Calamina: Min. M. Agruxau n.*5026
Blenda e Calcopirite: Min. Fontana Raminosa, Gadoni n.*5119
Blenda e Galena ricca: Argentiera della Nurra n.*4972
156 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Blenda ferrifera, Pirrotina: Bacu Arrodas n.*3283
Blenda ferruginosa con Argento Rosso: Giovanni Bonu n.*4360
Blenda ferruginosa con Argento lamellare: Giovanni Bonu n.*4361
Blenda ferruginosa ricca in Argento: Masaloni n.*4386
Blenda ferruginosa, Galena, Ulmannite: Masaloni n.*4385
Blenda gialla in XX: S'Arcilloni, Burcei n.*2293
Blenda in Schisto quarzoso: Argentiera della Nurra n.*4963
Blenda in XX ottaedrici: Bacu Arrodas, Sarrabus n.*640
Blenda tridescente con Argento: Masaloni n.*4384
Blenda mammellonare: Giovanni Bonu n.*2421, n.*2422
Blenda mammellonare con Argento: Giovanni Bonu n.*2423
Blenda mammellonare, Argento rosso: Giovanni Bonu n.*2424
Blenda nel Quarzo: Bacu Arrodas n.*4265
Blenda passante a Calamina: Masua n.*4742, n.*4763
Blenda, Fluorina, Calcare, Argento: Monte Narba n.*4304
Blenda, Quarzite: Argentiera della Nurra n.*4967
Blenda, Quarzo, Pirite: Argentiera della Nurra n.*4966
Bournonite con Blenda: Argentiera della Nurra n.815
Bournonite con Siderite: Argentiera della Nurra n.3250
Bournonite con XX Quarzo: Argentiera della Nurra n.3661
Brezthauptite: M.Monte Narba n.1892; Min. Masaloni, Sarrabus n.1386, n.2468
Breithauptite XX con Ullmanite: Monte Narba, Sarrabus n.1993
Breithauptite XX nel Calcare: Min. Masaloni, Sarrabus n.2019
Breithauptite con Argento nativo: Min. Masaloni, Sarrabus n.4390
Breithauptite con Galena: M.Monte Narba n.4307
Breithauptite con Ullmanite: Min. Masaloni, Sarrabus n.2781
Bretthauptite lamellare: G.Bonu, Sarrabus n.2456; Min. Masaloni, Sarrabus n.2012
Bretthauptite nel Calcare spatico: Min. Masaloni, Sarrabus n.4389
Bre:thauptite, Ullmanite: Min. Masaloni, Sarrabus n.2467, n.4388; Masaloni n.*2783
Brochantite: Min. Rosas Sulcis n.3612, n.4134, n.4174; Rosas Sulcis n.*4175
Buratite: Arenas, Iglesias n.613; Domusnovas n.603
Buratite aciculare: Campospino, Iglesias n.1451
Buritite: Sa Duchessa n.*3009
Cabasite: Cala Francese, Isola Maddalena n.3049; Montresta n.2433
Cabasite XX: Montresta n.2987
Calamina: M. Agruxau, Iglesiente n.5016, n.5036, n.5037, n.5038, n.5039, n.5041,
n.5042, n.5043; M. Masua, Iglesias n.561, n.566, n.570, n.573, n.574, n.575, n.579,
n.586, n.587, n.592, n.593, n.636, n.760, n.4030, n.4031, n.4034, n.4038, n.4039, n.4121;
Min. Sa Duchessa, Domusnovas n.11186; Planudentis, Iglesias n.597; Sa Duchessa,
Iglesias n.588, n.620, n.623, n.1908, n.2797
Calamina (Smithsonite): Masua, Iglesias n.1607; Monteponi n.564
Calamina (calcinata da 62% Zn): M. Agruxau, Iglesiente n.5033, n.5034, n.5035
Calamina XX: Buggerru n.560; M. Agruxau, Iglesiente n.5017, n.5045; M. Masua
n.4032, n.4027; Min. Barrasciutta, Domusnovas n.3657; Monteponi n.1889, n.3036,
n.3037; S. Benedetto, Iglesias n.601, n.602; S. Giovanni, Iglesias n.1317, n.3860
Calamina XX e concrezioni: Sa Duchessa, Iglesias n.625
Calamina XX nella Limonite: Monteponi n.1901
Calamina XX su Calcare ferruginosa: Malacalzetta, Iglesias n.2112
Calamina azzurra con Buratite: Sa Duchessa, Iglesias n.286
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 157
Calamina azzurra concrezionata: Sa Duchessa, Iglesias n.626
Calamina azzurra mammellonare: Reigraxius, Iglesias n.2680
Calamina blu: Iglesias n.11242
Calamina cadmifera: Buggerru n.4045
Calamina concrezionata: Campo Spino, Iglesias n.1460
Calamina cuprifera zonata: Sa Duchessa, Iglesias n.627
Calamina degli ammassi colonnari: M. Agruxau, Iglesiente n.5030, n.5031, n.5032
Calamina e Idrozincite: M. Masua n.4028, n.4169
Calamina ferruginosa: Masua, Iglesias n.589; S. Giovanni n.1891
Calamina ferruginosa stalattitica: M. Masua n.567 :
Calamina fibroso-radiata: Domusnovas n.*2287
Calamina giallo cera: M. Masua n.559
Calamina giallo cera mammellonare: M. Masua, Iglesias n.580, n.581
Calamina mammellonare su Quarzo: Montevecchio n.563
Calamina mammellonare: Masua, Iglesias n.*557; Montevecchio n.2378
Calamina stalattitica: M. Masua n.4122; Monteponi n.1249
Calamina su Galena: Masua, Iglesias n.634
Calamina zonata: Sa Duchessa, Iglesias n.616, n.1890
Calamina, Barite in piccoli XX: M. Agruxau, Iglesiente n.5040
Calcare XX: Min. Masua, Iglesias n.2978
Calcare bianco ceroide: M. Agruxau, Iglesias n.5021
Calcare spatico compenetrato da Argento: Tuviois n.1930
Calcare su Calamina: S.Giovanni, Iglesias n.1494
Calcare zincifero: Min. Masua, Iglesias n.4748
Calcare, Blenda: M. Agruxau, Iglesias n.5023
Calcare, Blenda, Calamina: M. Agruxau, Iglesias n.5044
Calcite: Bau Talentino n.249; Gerrei n.5147; Giovanni Bonu, Sarrabus n.212, n.1425,
n.2029, n.2030, n.3469, n.3470, n.3471, n.3472, n.3473; Min. Masua n.248, n.2360
Calcite XX: Bacu Arrodas, Sarrabus n.201, n.*1477, n.1802, n.2110,n.4239, n.4241,
n.4242; Giovanni Bonu, Sarrabus n.192, n.217, n.218, n.220, n.221, n.*1421, n.1493,
n.1596, n.1609, n.1843, n.1847, n.1859, n.2032, n.2105, n.2106, n.*2124, n.*3338,
n.*3474, n.4312, n.4313, n.4314, n.4316, n.4317, n.4318, n.4320, n.4321, n.4324,
n.4325, n.11204; M. Malacalzetta n.2364, n.2365, n.4130; Marganai n.3045; Masaloni,
Sarrabus n.2464, n.4367, n.4368, n.4369, n.4370, n.4371; Masua n.4091, n.*4771; Min.
Bacu Arrodas, Sarrabus n.1500, n.1844, n.3343, n.3468, n.4236; Min. Giovanni Bonu
n.*3724; Min. Malacalzetta n.11200; Min. Masua, Iglesias n.226, n.2362, n.3373, n.4164,
n.4276, n.4277; Min. Tuviois, Sinnai n.11203; Monte Narba, Sarrabus n.213, n.1798,
n.2442, n.3340, n.4273, n.4275, n.4278, n.4279, n.4280; Montenuova, Malacalzetta
n.3858, n.3859; Nebida n.3465; S’Arcilloni, Burcei n.*3723; S.Giovanni, Iglesias n.1479,
n.1861, n.2120, n.3466; Serra S’Ilixi, Sarrabus n.3475; Tacconis, Sarrabus n.841, n.4401
Calcite XX a faccie ricurve: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.1803; Monte Narba, Sarrabus
n.2453
Calcite XX ametistini: Giovanni Bonu n.*2511
Calcite XX completi, Pirite: Bacu Arrodas n.*4240
Calcite XX con Argento e Argentite: Masaloni, Sarrabus n.4372
Calcite XX con Argentite: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.3467
Calcite XX con Armotomo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2838
Calcite XX con Blenda: Masaloni, Sarrabus n.2436
Calcite XX con Fluorite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4621; Giovanni Bonu, Sarrabus
158 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
n.1840, n.1841, n.11205
Calcite XX con Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4244; Min. Bacu Arrodas, Sarrabus
n.4243
Calcite XX con Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.215, n.1650, n.2107
Calcite XX con Pirite inclusa: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.4238
Calcite XX con grosso geminato: Giovanni Bonu n.2594
Calcite XX con massa sferoidale: S.Giovanni, Iglesias n.2495
Calcite XX e Barite XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4319
Calcite XX e Fluorina: Monte Narba, Sarrabus n.4281
Calcite XX geminati: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1466, n.2006, n.2512; Malacalzetta,
Iglesias n.4131; Monte Narba, Sarrabus n.3339; S. Giovanni Iglesias n.2813, n.2849
Calcite XX in geode: Bacu Arrodas, Sarrabus n.3937
Calcite XX prismatict: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1845, n.2104; Giovanni Bonu, Sarrabus
n.1846, n.1866, n.2108; Montevecchio n.1795; S’Arcilloni, Burcei, Cagliari n.2102
Calcite XX prismatici esagonali: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1852
Calcite XX ricoperta di Mesitina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.209
Calcite XX ricoperta di Pirite iridescente: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4237
Calcite XX ricoperta da XX Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2109
Calcite XX ricoperta da Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1854
Calcite XX romboedrici (raro): Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.4245
Calcite XX romboidali: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.*2839
Calcite XX rosei: Min. Fontana Raminosa, Gadoni n.5124
Calcite XX scalenoedrici: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1839, n.1865, n.2103; S.Giovanni,
Iglesias n.2654
Calcite XX scalenoedrico: M. Malacalzetta n.1481
Calcite XX su Barite: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.1858
Calcite XX su Baritina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1488; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1480;
Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.1484
Calcite XX su Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.3337
Calcite XX su Quarzo: n.199; Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.200
Calcite XX su Scisto nero: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4620
Calcite XX tabulari: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*1867, n.2782, ; Monte Narba n.211
Calcite XX tavoletta esagonale: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1847
Calcite XX, Argentite, Fluorina: Monte Narba, Sarrabus n.4274
Calcite XX, Barite, Marcassite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4235
Calcite XX, Fluorina, Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4315
Calcite XX, Fluorite XX: Tuviois n.*2795
Calcite XX, Fluorite, Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4322
Calcite XX, Quarzo: S.Giovanni, Iglesias n.1389
Calcite azzurra: Min. Barrosciutto, Iglesias n.4207
Calcite con Fluorite: Perd’ Arba, Sarrabus n.1856
Calcite con Pirite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.206, n.1633; Min. Bacu Arrodas, Sarrabus
n.1602
Calcite con Steatite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1862
Calcite con XX Baritina: Liv. Dario, Montecani, Masua n.3589
Calcite concrezione falciforme: Masua, Iglesias n.2363
Calcite concrezionata: M. Malacalzetta n.1655; Masua, Iglesias n.2361
Calcite del Calcare metallifero: Min. Masua, Iglesias n.4762
Calcite e Barite XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4323
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 159
Calcite ferruginoso concrezionato: Grotta Marganoi, Iglesias n.1864
Calcite ferruginoso in XX scalenoedrici: Masua, Iglesias n.246; Min.Barrasciutta, Iglesias
n.4206; Nebida, Iglesias n.1395
Calcite gialla con Pirite: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.2443
Calcite grosso XX, XX Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1086
Calcite in XX romboedrici: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1103
Calcite in XX scalenoedrici: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1639
Calcite in XX tabulari: Tacconis, Sarrabus n.2997
Calcite in grossi XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1860
Calcite lamellare madreperlacea: Monte Narba, Sarrabus n.279:
Calcite lamellare fogliforme: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1608
Calcite lamelle esagone: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1870
Calcite lattea, Quarzo XX: Malacalzetta, Iglesias n.1656
Calcite leggermente ametistina: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2226, n.2392
Calcite madreperlacea, Galena: Monte Narba, Sarrabus n.3398
Calcite ricoperta da XX Mesttina: Min. Bacu Arrodas, Sarrabus n.205, n.208
Calcite rosea: Monte Narba, Sarrabus n.2219
Calcite spatica: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4311; Masaloni, Sarrabus n.4366
Calcite spatica gialla con AgS: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2225
Calcite spatico: Pronu Sartu, Flumini n.1497
Calcite stalattitica: Min. Masua, Iglesias n.2359
Calcite su Barite: Min. Tuviois, Sinnai n.4421
Calcite su Calamina: Buggerru, Flumini n.225
Calcite su materiale scistoso: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4326
Calcite tavolette esagone: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1863
Calcocite con Malachite: Masua, Iglesias n.590
Calcopirite XX: Bacu Arrodas, Sarrabus n.3418
Calcopirite XX nel Quarzo: Errilis Ierzu, Lanusei n.805
Calcopirite e Pirrotina: Gadoni n.5118
Calcopirite in diabase: Gadoni n.5123
Calcopirite negli schisti neri: Gadoni n.5121
Calcopirite, Blenda, Magnetite: Gadoni n.5120
Calcosina compatta: Alghero n.4447
Calcosina con Malachite: Alghero n.4448
Caledonite XX: Arenas, Iglesias n.3607, n.4165
Caolinite compatta: Laconi n.1785
Caolinite rosea: Laconi n.2156
Cerussa XX: Nebida n.*4120
Cerussa da frattura del Calcare: M. Agruxau, Iglesiente n.5028
Cerussite: Cabitza, Iglesias n.1535; Gennamari, Gonnosfanadiga n.1617, n.1618, n.1645,
n.1688, n.1771, n.1776, n.11175; Malacalzetta, Iglesias n.1695, n.3719; Monte Narba,
Sarrabus n.1900; Monteponi n.720, n.721, n.731, n.733; Montevecchio n.700, n.1579,
n.1899; S.Giovanni, Iglesias n.2228
Cerussite XX: Argentiera della Nurra n.3366; Ingurtosu n.3845; Malacalzetta n.3358;
Malacalzetta, Iglesias n.1417; Masua n.*4160; Masua, Iglesias n.1719, n.3359, n.3360,
n.3362, n.3363, n.3494, n.3497, n.3498, n.4093; Monteponi n.149, n.707, n.3496; Monte
Cuccheddu, Iglesias n.*202, n.*696, n.702, n.717, n.718, n.*732, n.892, n.3491, n.3492,
n.3493, n.3495 ; Montevecchio n.700, n.701, n.702, n.703, n.705, n.1579, n.1777, n.1899
Cerussite XX a dente di porco: Nebida, Iglesias n.893
160 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Cerussite XX a fasci, Limonite: Montevecchio n.1628, n.1629
Cerussite XX aggruppati: Monteponi n.1531; Montevecchio n.*1626; Gennamari,
Gonnosfanadiga n.1692
Cerussite XX geminati: Monteponi n.723, n.1780; Montevecchio n.2543
Cerussite XX nella Galena: S. Giovanni, Iglesias n.2302
Cerussite XX ricoperti da Idrozincite: Buggerru, Flumini n.1107
Cerussite XX su Galena: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1773
Cerussite XX, Galena, Barite: Bacu Arrodas n.1408
Cerussite aghiforme, Limonite: Gennamari n.*1691
Cerussite azzurra, Cerussite XX: Arenas, Iglesias n.2669
Cerussite con Galena: Masua, Iglesias n.4765
Cerussite con Marcassite: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1615
Cerussite fibroso-radiata: Montevecchio n.846
Cerussite in dendriti: S. Giovanni, Iglesias n.1814
Cerussite in fasci di XX: Montevecchio n.886
Cerussite in fasci di XX aciculari: Montevecchio n.1401
Cerussite in geode Quarzo: S. Giovanni, Iglesias n.2624
Cerussite in piccoli XX: Monte Narba, Sarrabus n.843, n.2097
Cerussite litoide: M.te Cerbus n.714; Malacalzetta, Iglesias n.1419
Cerussite nella Limonite: Montevecchio n.1413
Cerussite o Anglesite ?: Tini, Domusnovas n.4132
Cerussite stalattitica: Punta Curadori, Oridda n.2166
Cerussite stalattitica fibrosa: Arenas, Iglesias n.2175
Cerussite struttura fibrosa: Montevecchio n.*837
Cerussite su Galena: Monteponi n.*1532
Cerussite su Quarzo: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1775
Cerussite tinta da Malachite: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1613
Cerussite, Piromorfite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2837
Chamoisite: M. Canaglia, Nurra n.3954
Cherargirite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.901; Bruncu Arrubio n.2493; Campus
S.Villagrande n.1440; Giovanni Bonu, Sarrabus n.898, n.902, n.4354, n.11227; Min.
Tuviois, Sarrabus n.2585, n.2784, n.4435, n.4436; Mitza Rosa, Tuviois, n.2628; Nicola
Secci, Sarrabus n.4415; S.Lucia, Flumini n.1672; Serra S’Ilixi, Sinnai n.2883; Tacconis,
Sarrabus n.2480, n.2509; Tuviois n.*3270
Cherargirite XX piccoli: Sa Brecca, S.Vito, Sarrabus n.34, n.35
Cherargirite con Solfuro: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4353
Cherargirite in Fluorina: Sa Coa S’Olinu, Villagrande n.4444
Cherargirite in Fluorite: Sa Coa S’Olinu, Villagrande n.4445
Cherargirite in Galena decomposta: Giovanni Bonu, Sarrabus n.900, n.4355
Cherargirite nella Barite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.899
Cherargirite nella Baritina: Nicola Secci, Sarrabus n.4414
Cherargirite su Barite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.903
Cherargirite su Porfido: Min. Tuviois, Sarrabus n.4434
Cherargirite su Quarzo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.896, n.897; Min. Tuviois, Sarrabus
n.4432, n.4433
Cherargirite su Scisto argilloso: Tacconis, Sarrabus n.4412
Cherargirite, Barite, Selenite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.11228
Cherargirite, Cerussite, Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.904, n.11226
Cherargirite, Embolite: Tuviois, Sinnai n.4437
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 161
Chiastolite: Monte Narba, Sarrabus n.3633
Cinabro: Masua, Iglesias n.2968
Cinabro con Anglesite: Monteponi n.691, n.693
Cinabro con Cerussite: Monteponi n.694
Cinabro nel Quarzo: Grugna, Iglesias n.2160
Cinabro polverulento: Min. Campera, Iglesias n.2992
Cinabro su Galena: M. Onixeddu n.2285; Monteponi n.4871
Cinabro su Stibina: Su Suergiu, Gerrei n.3284, n.3637, n.5139; Villasalto, Gerrei n.5501
Cinabro terroso: M.Cuccheddu, Iglesias n.1989; Monteponi n.690
Cinabro terroso con Cerussite: S.Benedetto, Iglesias n.3043
Cinabro terroso su Galena: M.Cuccheddu, Iglesias n.50; Min. Candiozzus, Iglesias
n.3198; S.Giovanni, Iglesias n.3635
Cinabro, Cerussite, Calamina: S.Giovanni, Iglesias n.4119; Monteponi n.*692
Cloruro di Argento su Baritina: Tuviois n.*2786
Cobaltina ricca in Argento: M. Monte Narba n.4308
Cobaltite: Fenugu Sibiri, Gonnosfanadiga n.771; Flumini Maggiore, Fenugu Sibiri
n.4219; Monte Narba, Sarrabus n.3243; Nieddoris, Flumini n.1612
Cobaltite con Eritrite: Nieddoris, Flumini n.1033
Cobaltite con Millerite: Fenugu Sibiri, Flumini n.4839
Cobaltite, Galena, Siderite: Sa Menga, Flumini n.3244
Cobaltite, Ullmanite: M. Monte Narba, Sarrabus n.3947
Connellite XX con Spangolite: Arenas, Iglesias n.3608
Crisocolla: Berra(d) e Padru, Ozieri n.3573; Ingurtosu n.4163
Crisocolla (2), Allofane (2): Alghero n.4201
Cuprite: n.4173
Cuprite XX ottaedrici, Malachite: Min. Alghero n.4187
Cuprite XX trasformata in Malachite: Min. Alghero n.4188
Cuprite compatta e Malachite: Min. Alghero n.4190
Cuprite con Limonite: Min. Alghero n.4189
Cuprite, Crisocolla, Diaspro: Min. Alghero n.4191
Cuprite, Malachite, Azzurrite: Arenas, Flumini n.2658
Cuprite, Malachite, Cu nativo: Calabona, Alghero n.*5127
Diaspro rosso, Calcedonio: Carloforte n.1781
Dolomite: Talentino, Tertenia n.264
Dolomite XX con Siderite: Monteponi n.263
Dolomite ferrifera con Blenda: Min. Masua n.4767
Dolomite rosea: Montevecchio n.1796
Dolomite, Calcite XX: S. Giovanni, Iglesias n.808
Dolomite, Calcite, Fluorite: Flumini Maggiore n.3720
Ematite: Genna Ureu n.583; Masua n.4044; Perda Niedda n.3946
Ematite XX: Padria n.4073
Ematite bruna: Gutterru, S. Antonio n.1475
Ematite bruna mammellare: Su Meddau, Flumini n.1664
Ematite con Smithsonite: Min. Masua n.4749
(2) Ematite: Masua n.3853
Embolite: Brecca, Gennaflumini n.1694, n.2912, n.2913, n.2976; Mitza Rosa, Tuviois
n.2998, n.3269, n.3274; Tacconis, Sarrabus n.857, n.2933
Embolite XX: Mitza Rosa, Tuviois n.3200
Epidoto: Capo Carbonara n.3541, n.3540
162 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Epidoto XX su Granito: Cala Francese, Isola Maddalena n.3544
Epidoto radiato: Su Puru, tra Fonni e Correboi n.2498
Epidoto su Feldspato e Quarzo: Cala Francese, Isola Maddalena n.3728
Ervitrite: Min Tuviois, Sarrabus n.4438
Eritrite con Cerussite: Monte Narba n.2009
Eritrite con Cobaltina e Argento: Nieddoris, Flumini n.1410
Eritrite con Ossido nero Cobaltina: Nieddoris, Flumini n.1330
Fayalite: Villacidro n.*3047, n.3057
Feldspato in noduli: Fonni n.2426, n.11191
Ferro oligisto con Pirite: Monte Ferro, Senegu n.1539
Ferro titanite: Villacidro n.2280
Fluorina: Tuviois, Sinnai n.2995
Fluorina XX compenetrati da Argento: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1755
Fluorina XX con Baritina: Su Luargius, Burcei n.917
Fluorina XX cubici: S. Lucia, Flumini n.2430
Fluorina, Pirite, Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.*1876
Fluorite: Correboi, Lanusei n.1527; Giovanni Bonu, Sarrabus n.1882; Mina S’Oreri,
Flumini n.1528, n.2384, n.2386; Monte Narba, Sarrabus n.2322, n.2408, n.2473; Perdas
de Fogu, Flumini n.1670, n.1671; Su Sufruru, Flumini n.1528; Tacconis, Sarrabus
n.2999
Fluorite 2 XX cubici: Mina S’Oreri, Flumini n.1878
Fluorite XX: Baunei, Min. Golidoni n.3956; Flumini Maggiore n.3647; Giovanni Bonu,
Sarrabus n.297, n.1320, n.2212, n.2409, n.4328, n.4329, n.4330; Margini Arrubio n.763;
Min. Serra d’Ilixi n.*3435; Min. Su Sufruru n.1878, n.2510, n.2909, n.4282, n.6179,
n.11239; Mina S’Oreri, Flumini n.6270; Monteloro, Sarrabus n.2305; Monte Narba,
Sarrabus n.2441, n.2510, n.2539, n.4282; S.Lucia, Flumini n.2366, n.2394, n.4157,
n.11230; Tacconis, Sarrabus n.3280, n.3281, n.4402, n.4403, n.4628
Fluorite XX aggruppati, Baritina: Su Luagiu, Burcei n.917
Fluorite XX con Armotomo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4331
Fluorite XX con Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2599; Monte Narba, Sarrabus
n.4283; Serra d’Ilixi n.*3655
Fluorite XX con Calcite XX: Min. Tacconis, Sarrabus n.4916
Fluorite XX con Galena XX: Tacconis, Sarrabus n.3278, n.3279
Fluorite XX con Marcassite: Isola Luargius n.1792
Fluorite XX con XX da studiare: Mina S’Oreri, Flumini n.3156
Fluorite XX cubici: Perdas de Fogu n.1669
Fluorite XX cubici, XX Calcite: Mina S’Oreri, Flumini n.2011
Fluorite XX e Quarzo: Tuviois n.2394, n.2629
Fluorite XX violetti: S.Lucia, Flumini n.1748
Fluorite XX, Dolomite: Su Sufruru, Flumini n.3936
Fluorite con Armotomo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2596, n.2597
Fluorite con Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4327
Fluorite con Calcite XX: Monte Narba, Sarrabus n.2432
Fluorite con Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2410
Fluorite con Pirite e Calcare: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2598
Fluorite con Quarzo e Barite: Su Sufruru, Flumini n.3654
Fluorite con Quarzo e Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2452
Fluorite e Barite: Narcao n.3958
Fluorite gialla in grosso XX: Su Sufruru, Flumini n.3155
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 163
Fluorite grossi XX: Mina S’Oreri, Flumini n.1511; Tacconis, Sarrabus n.1877
Fluorite levigata per scorrimento: Correboi, Lanusei n.1879
Fluorite su Calcite: Monte Narba, Sarrabus n.4284
Fluorite verde: Bacu Arrodas, Sarrabus n.288
Fluorite verde XX: Monte Narba, Sarrabus n.1636
Fluorite verde XX deformati: Monte Narba, Sarrabus n.1637
Fluorite verde con Calcite XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2005
Fosforite formata da ossa: Domusnovas n.*3663
Fosfosiderite XX violetti: S. Giovanneddu, Iglesias n.3850, n.3851
Fosgenite: M.te Onixeddu, Gonnesa n.3377; Monteponi n.1616; n.2086, n.2434, n.3500,
n.3501, n.3503, n.3839, n.3840, n.3841, n.3842
Fosgenite XX: Gibbas, Sarrabus n.3374, n.3375; Monteponi n.738, n.*849, n.1319,
n.*3499, n.*3911, n.3912, n.*3913, n.*4927; Montevecchio n.3376
Fosgenite XX aggruppati: Monteponi n.851, n.1287, n.1565, n.2533n n.2977
Fosgenite con Cerussite: Nebida, Iglesias n.2636
Galena: M. Agruxau n.5025; Masaloni, Sarrabus n.2603; Min. Masua n.4756; Min.
Monte Narba n.663
Galena XX: Acqua Rubbia, Sarrabus n.667; Bacu Arrodas, Sarrabus n.2605; Gennamari
n.1713; Ingurtosu n.3742, n.3843; M. Monte Narba, Sarrabus n.659; Marganoi, Iglesias
n.2621; Montevecchio n.2251; Rosas Sulcis n.1534, n.1554; Sa Roja in Pentumos,
Flumini n.658
Galena XX con Argento: Min. Giovanni Bonu n.664
Galena XX con Argento nativo: Masaloni, Sarrabus n.2455
Galena XX con Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2618; Masaloni, Sarrabus n.2604
Galena XX con Quarzo: Ingurtosu, Gonnosfanadiga n.1697
Galena XX con Siderite: Sa Meddau, Flumini n.1663
Galena XX con Siderite decomposta: Montevecchio n.2964
Galena XX cubici con Blenda: M. Monte Narba, Sarrabus n.2007
Galena XX in Calcite XX: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.3264
Galena XX ottaedrici: Min. Giovanni Bonu n.665
Galena XX povera in Argento: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4263; Min. Giovanni Bonu
n.4358, n.4357
Galena XX su Baritina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2617
Galena XX su Fluorite: Tacconis, Sarrabus n.2991
Galena XX su Quarzo: Correboi Lanusei n.1606
Galena XX su scisto: Tacconis, Sarrabus n.1316
Galena XX, Argentite, Calcite: Min. Giovanni Bonu n.2515
Galena XX, Quarzo, Marcassite: Flumini maggiore n.3643
Galena a grana fine e Argento: Min. Giovanni Bonu n.4356
Galena a struttura radiata: M. Monte Narba, Sarrabus n.1537
Galena argentifera: M. Monte Narba, Sarrabus n.686
Galena argentifera, Argento rosso: M. Monte Narba, Sarrabus n.4303
Galena compatta: Correboi Lanusei n.1548
Galena con Argentite: M. Monte Narba, Sarrabus n.1648
Galena con Calamina: M. Agruxau n.5029
Galena con Cloruro di Argento: Min. Giovanni Bonu n.679
Galena con Pirite: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1693
Galena con Quarzo: Malacalzetta, Iglesias n.681
Galena con incrostazioni quarzose: Gennamari n.1806, n.1700
164 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Galena concrezionata: Acqua Rubbia, Sarrabus n.2167
Galena e Carbonato di Piombo: M. Agruxau n.5027
Galena e Cerussite: M. Agruxau n.5018
Galena fibrosa e brillante: Min. Argentiera della Nurra n.4968, n.4969
Galena in Argento: M.Tuviois, Sinnai n.4439; Villagrande n.*4443
Galena in Quarzo e Schisto: Porto Torres n.4970
Galena nella Barite: M. Agruxau n.5046
Galena nella Limonite: Gennamari n.1754
Galena ricca di Argento: M. Monte Narba, Sarrabus n.4302
Galena, Argento, Stefanite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4262
Galena, Blenda (Laveria): Porto Torres n.4971
Galena, Blenda, Calamina: Min. Masua n.4753, n.4759
Galena, Blenda, Calcopirite: Porto Torres n.4973
Galena, Blenda, Siderite: Porto Torres n.4974
Galena, Cerussa e Calamina: M. Agruxau n.5019
Ganga baritica ed ocracea: Min. M. Agruxau n.*5013
Ganga di Batite e Schisto: Argentiera della Nurra n.*4951
Ganga di Quarzo: Argentiera della Nurra n.11246
Ganga di Quarzo e Schisto: Argentiera della Nurra n.*4950
Gesso XX: Gennarella, Sarrabus n.326
Gesso XX compatti: Bacu Abis, Gonnesa n.2027
Gesso XX in Galena: Monteponi n.2229
Gesso XX isolato: Laconi n.325
Gesso XX su Calamina: Buggerru n.1458
Gesso XX su Galena: Monteponi n.328
Gesso XX su Lignite: Brabusi, Gonnesa n.2176
Gesso XX su Scisto: Monte Narba, Sarrabus n.3 628
Gesso con Galena e Calcite: Sarrabus n.4063
Gesso concrezioni cristalline: Saline di Cagliari n.303
Gesso su Galena: M. Onixeddu n.3613
Gigantolite: Dorgali n.*2653
Gigantolite delle Granuliti: Dorgali n.3653
Granatite e Pirite: S.Leone Capoterra n.*4989
Granatite e Quarzo: Min. S. Leone Capoterra n.4982
Granatite tetto del filone: S.Leone Capoterra n.*4985
Granato: Arcu Cannas, S. Vito, Sarrabus n.3008; Arenas, Iglesias n.1950, n.4065; Domus
de Maria, Siliqua n.1817; Min. S. Leone Capoterra n.5004, n.5006; Nebidedda,
Domusnovas n.3517
Granato XX: Acqua Rubbia, Sarrabus n.957, n.958, n.2955; Oliena, Nuorese n.4071;
Perda Niedda n.3939
Granato amorfo: Fonni, Correboi n.2186
Granato compatto: Min. S. Leone Capoterra n.1793
Granato e Anftbolo: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2220; Min. S. Leone Capoterra n.5005
Granato nel Calcare: Nebidedda, Domusnovas n.3046; Vetta S. Maria, Gonari Nuovo
n.2185
Granato su Granito: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1949
Granato verdastro in Galena: Su Sufruru, Flumini n.1512
Greenockite su Blenda: Sarrabus n.1544
Greenockite sulla Galena: Montevecchio n.2418
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 165
Greenockite sulla Marchesite: Montevecchio n.447
Greenockite terrosa con Galena: Montevecchio n.3225
Greenockite, Blenda, Calamina: Masua, Iglesias n.3365
Greenokite con XX Barite: Montevecchio n.*3226
Heulandite: M. Olladiri, Monastir n.2115; Monastir n.2075, n.2147
Heulandite XX: Monastir n.2451
Ialite (Opale): Perdas de Fogu, Isola di S.Antioco n.2577
Talite su Trachite: Perdas de Fogu, S. Antioco n.*2578
Idrocarbonato di Zinco: Campospino, Iglesias n.*605; Min. Sa Duchessa, Domusnovas
n.4737, n.4738
Idrozincite: Buggerru, Flumini n.609; Campospino, Iglesias n.604, n.606, n.608;
Gutturru Pala, Iglesias n.2174; Masua n.4085; Min. Masua n.584, n.4035, n.4036,
n.4632, n.4633; S.Benedetto, Iglesias n.599; S.Giovanni, Iglesias n.1800
Idrozincite con Calcite: Campospino, Iglesias n.604, n.606, n.608
Idrozincite e Calamina: Min. Masua n.4029, n.4033, n.4037, n.4084; Min. Sa Duchessa,
Domusnovas n.607
Idrozincite stalattitica: Min. Sa Duchessa, Domusnovas n.598; Planudentis n.600
Jaloallofane: Montenovo, Correboi n.*3703
Jaloallofane cuprozincifera: Rosas Sulcis, Iglesias n.2959, n.2960, n.2961, n.3102
Kermesite: Min. Su Leonargiu, Sarrabus n.2513, n.2514, n.2842
Kermesite aghiforme: Sa Brecca, S.Vito, Sarrabus n.92
Laumontite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1409
Laumontite X, Calcite, Quarzo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2448
Laumontite XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2483; Monte Narba, Sarrabus n.2615
Laumontite XX con Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2447, n.2449
Laumontite XX su Fluorite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2527
Laumontite XX, Calcite, Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2450
Laumontite decomposta: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2600
Laumontite, Fluorite verde: Giovanni Bonu, Sarrabus n.249
Laumontite, Fluorite, Quarzo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2492
Laumontite, Quarzo, Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2491
Leadhillite: Malacalzetta, Iglesias n.1445, n.1446, n.1447, n.1448, n.1449, n.1533,
n.1561, n.11178; Min. Barrasciutta, Domusnovas n.3615; S. Giovanni, Iglesias n.2625,
n.3614
Leadbillite XX: Arenas n.*3869; Malacalzetta, Iglesias n.2214; S. Giovanni, Iglesias
n.2118
Leadhillite XX su Galena: S. Giovanni, Iglesias n.889
Leadbillite con Linarite: Argentiera della Nurra n.3616, n.3617
Leadhillite in geode: Malacalzetta, Iglesias n.2215
Leadhillite in lamelle: Malacalzetta, Iglesias n.2213, n.*2216, n.*2217
Leadbillite in tavolette XX: S. Giovanni, Iglesias n.890
Limonite: Min. di Gennamari, Flumini n.1812; S. Giovanni, Iglesias n.1885, n.2301
Limonite XX: Perda Niedda, Iglesias n.3940
Limonite calamifera: Masua, Iglesias n.498
Limonite con Cerussite XX: Montevecchio n.1825
Limonite concrezionata: M. Masua n.4090
Linarite: Arenas, Iglesias n.3604, n.3605, n.*3606; Is. Luargius Burcei n.210;
Min. Arenas, Domusnovas n.*3039; Rosas Sulcis n.642, n.802; S. Giovanni, Iglesias
n.881, n.882; S. Lucia, Flumini n.1662
166 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Linarite XX: Argentiera della Nurra n.3618, n.3619, n.3620; S. Giovanni, Iglesias n.3199
Linarite XX fibroso-radiati: Arenas n.2779
Linarite, Cerussite, Quarzo: Tinì, Domusnovas n.3677
Linosite XX: Su Pepeu, Giojosa Guardia n.1584
Magnetite: La Ginestredda, Teulada n.1820; M.Acodolopa pr. Arzana n.5707; Min.
S.Leone, Capoterra n.1496, n.4993, n.4994, n.4995, n.4998, n.4999, n.5000; Monte
Cuccheddu, Iglesias n.3632; Perda Niedda, Domusnovas, Iglesias n.3945
Magnetite XX: M. Saris, Talentino, Tertenia n.527
Magnetite compatta: Villanova Strixaili, Lanusei n.1489
Magnetite con Epidoto e Quarzo: Min. S.Leone, Capoterra n.5003
Magnetite con Quarzo: Monte Prinei = Min. S.Leone n.4988; Min. S.Leone Capoterra
n.4996, n.5001, n.5002
Magnetite con Quarzo e Pirite: Min. S.Leone Capoterra n.4983
Magnetite polare: Min. Nebidedda, Domusnovas n.3038; Min. S.Leone Capoterra n.4992
Magnetite, Quarzo e Epidoto: Min. S.Leone, Capoterra n.4997
Magnetite, Quarzo e Granato: Min. S.Leone, Capoterra n.1496, n.4984
Malachite: Arenas, Iglesias n.591; Barrasciutta, Domusnovas n.4179; Malacalzetta,
Iglesias n.3040; Min. Palmavexi, Iglesias n.3378; Montevecchio n.3021; Nuoro n.*3379;
Rosas Sulcis n.3022, n.3380, n.3511, n.4133, n.4176, n.4178; S.Giovanni, Iglesias n.2626
Malachite XX: Alghero n.4451
Malachite XX aghiformi: Alghero n.4199
Malachite XX con tetraedrite: Arenas n.4181
Malachite aciculare: Alghero n.4200
Malachite con Cerussite: Min. Su Steri, Domusnovas, Cagliari n.3664
Malachite con Massicotite: Argentiera della Nurra n.3371
Malachite concrezioni su Ematite: Alghero n.4452
Malachite fibrosa in Limonite: Alghero n.4198
Malachite mammellonare: Alghero n.4197
Marcassite: Gerrei n.5140; Giovanni Bonu, Sarrabus n.11232; Min. G. Bonu, Sarrabus
n.2391, n.2601; Min. Masaloni, Sarrabus n.4392; Montevecchio n.448
Marcassite XX: Montevecchio n.736, n.1388, n.2892
Marcassite XX tridescente: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2780
Marcassite con Argentite XX: Min. Tuviois, Sinnai n.4440
Marcassite con Calcare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.445
Marcassite con Galena: Perdas de Fogu, Flumini n.1665
Marcassite in Arnione: Min. Su Suergiu, Gerrei n.5141
Marcassite in Calcite: Min. G. Bonu, Sarrabus n.4364
Marcassite in XX con Calcite: Bacu Arrodas n.*4270
Marcasstite iridescente con Galena: Correboi, Lanusei n.1994
Marcasstte tridescente: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1436; Giovanni Bonu, Sarrabus n.2295;
Masaloni n.*4393
Marcassite tridescente mammellonare: Masaloni, Sarrabus n.2681
Marcassite mammellonare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.446, n.*4269; Min. G. Bonu,
Sarrabus n.2778, n.4363
Marcassite nel Quarzo: Montevecchio n.1434
Marcassite sferoide: Su Suergiu, Villasalto n.2796
Massicot, Malachite, Barite: Argientiera della Nurra n.3656, n.3659
Materiali argillosi ed ocracei: Min. M. Agruxau n.*5011, n.*5012
Megmacite (2): Genna Ureu n.3165
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 167
Mesolite o Natrolite: Montresta n.2988
Millerite: Nieddoris, Flumini n.2381
Millerite XX: Nieddoris, Flumini n.3935
Millerite aciculare: Nieddoris, Flumini n.1835
Millerite in aghi su Calcite: Bacu Arrodas n.2476
Millerite nel Quarzo: Fenugu Sibiri n.772, n.4840
Millerite, Nichelina in Quarzo: Fenugu Sibiri n.685
Mimetite XX: Bena(d) e Padru, Ozieri n.3587
Min. zincifero ferruginoso: Min. Masua n.4760
Minerale cuproplumbifero: Min. Rosas Sulcis n.4629
Minerale di Cobalto: Min. Masaloni, Sarrabus n.4391
Minerale indeterminato ricco: Min. Masua n.4772
Minerale indeterminato comune: Min. Masua n.4769
Minerale ossidato con 40% Fe: Argentiera della Nurra n.6125
Minerali di Ferro: Min. S.Leone Capoterra n.4991
Minerali di Ferro e Quarzo: Min. S.Leone Capoterra n.4990
Minio in grumetti nel Quarzo: Monte Narba, Sarrabus n.267
Minto sulla Cerussite compatta: Masua, Iglesias n.3646
Minio terroso su Quarzo: Monte Narba, Sarrabus n.1668
Mispikel cobaltifero: Monte Narba, Sarrabus n.2099
Molibdenite: senza località n.773; M. di Oschieri n.779; Villanova Strisaili, Lanusei
n.1907
Molibdenite XX: Gonnosfanadiga pr. Cagliari n.5204; Santoru, Villa Grande, Tertenia
n.3857
Molibdenite XX in Quarzo: Gonnosfanadiga n.883
Molibdenite con Molibdite: Gonnosfanadiga n.4775, n.4776
Molibdenite con Pirite, Blenda: Sciobedadroxiu n.1426
Molibdenite nel Granito: S. Leone Capoterra n.11231
Molibdenite nel Quarzo: Acqua Rubbia, Sarrabus n.*775, n.2954; Arcu is Pangos,
Sarrabus n.776, n.777, n.778, n.2168, n.2169, n.5755; G. Bonu, Sarrabus n.2308;
Gonnosfanadiga pr. Cagliari n.3929, n.5203; Villacidro n.2299
Molibdenite, Granato, Blenda: Isola Alinus n.774
Molibdite su Molibdenite: Iglesiente n.3357
Natrolite o Mesolite: Montresta n.2988
Niccolite: Fenugo Sibiri, Flumini Maggiore n.4220; Nieddoris, Flumini n.1329, n.1428;
Perdas de Fogu n.1666, n.1896
Niccolite con Cobaltina: Fenugo Sibiri, Flumini Maggiore n.4841
Ocra rossa: Isola di Carloforte n.510, n.512
Oligisto: Monteferro, Oristano n.1464
Oligisto con Pirite: Isola di Caprera n.2076
Olivina: Bonorva n.141
Olivina nella Trachite: Bonorva n.1807
Opale (Ialite): Bari Sardo, Tortoli n.97
Opale, Resinite: Capo Altano n.3864
Opale, Resinite verde: Bosa n.2164
Ortoclasto (Ortose): S. Miali Sicci, Cagliari n.2608
Ortoclasio (Ortose) XX: S. Miali Sicci, Cagliari n.2606, n.2607, n.11189
Ortoclasio (Ortose) roseo: Isola Caprera n.2180; Isolotto di Tortoli n.1034
Ossidi di Manganese in dendriti: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2307
168 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Ossidiana: Monte Arci n.*2536
Ossidiana blocco erratico: Sarcidano n.*2537
Ossidiana rossa e nera: Monte Arci n.*2925
Ossidiana scura: Monte Arci n.*2927
Ossidiana zonata: senza località n.*2158; Monte Arci n.*2926
Ossido di Cobalto: Nieddoris, Flumini n.769, n.1331
Pirargirite: Monte Narba, Sarrabus n.2116
Pirargirite XX: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2113, n.3002; Giovanni Bonu, Sarrabus n.825,
n.865, n.1849, n.2369, n.2846; Monte Narba n.2093
Pirargirite XX con Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2881, n.1850
Pirargirite XX con Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1396
Pirargirite XX con Galena XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.207
Pirargirite XX con Stefanite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.839
Pirargirite XX in geode calcitico: Bacu Arrodas, Sarrabus n.11220
Pirargirite XX nel Calcare: Masaloni n.4382
Pirargirite XX nella Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2315, n.2316, n.2317, n.2318
Pirargirite XX su Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4258; Giovanni Bonu, Sarrabus
n.4348
Pirargirite aggregamento XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.838
Pirargirite compatta: Giovanni Bonu, Sarrabus n.867
Pirargirite con Arsenico: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2993
Pirargirite con Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4257
Pirargirite con Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4349
Pirargirite con XX Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2221
Pirargirite dendritica: Monte Narba, Sarrabus n.1687
Pirargirite in Calcare spatico: Masaloni n.4383
Pirargirite in XX Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2639
Pirargirite in XX geminati: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1570
Pirargirite in geode Calcite: Masaloni n.2466; Monte Narba, Sarrabus n.2373
Pirargirite misto a Galena: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4350
Pirargirite nel Calcare: Giovanni Bonu, Sarrabus n.684; Tuviois n.4431
Pirargirite nella Fluorina: Giovanni Bonu n.2784
Pirargirite nella Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1625, n.2000
Pirargirite rivestimenti su Calcare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.796
Pirargirite su Calcare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4630
Pirargirite su Schisto nero: Giovanni Bonu, Sarrabus n.852
Pirargirite terroso in Blenda: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4351
Pirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.755
Pirite XX: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1801, n.3002; Gennamari n.5125; Min. di Baueddu,
Iglesias n.3261; Narbolia, Oristano n.1400; Planu Sangemi, Gerrei n.5744
Pirite XX allungati: Bacu Arrodas, Sarrabus n.3001, n.3259
Pirite XX con Argentite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1992
Pirite XX con Calcare: Cannas de Bidda, Sarrabus n.3730
Pirite XX cubici: Bacu Cannas, S.Vito n.3003
Pirite XX cubici su Calcare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2094
Pirite XX in Geode calcitico: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2113
Pirite XX su Calcare: Giovanni Bonu, Sarrabus n.436
Pirite XX su Quarzo: Perdas de Fogu, Flumini n.1471
Pirite con Armotomo e Mesitina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.421
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 169
Pirite con Cerussite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.3101
Pirite con Quarzo: Min. Argentiera della Nurra n.4977
Pirite con Quarzo e Blenda: Gennamari, Gonnosfanadiga n.1680
Pirite con Siderite: Gennamari n.1675
Pirite con XX Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2221
Pirite concrezionata: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2454
Pirite cuprifera: Gadoni n.5117
Pirite e Calcopirite: Gadoni n.5122
Pirite in XX Galena e Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2639
Pirite mammellonare con Wulfenite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2835
Pirite mammellonare e XX: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2836
Pirite mimetica: Ingurtosu n.4129
Pirite nel Granito: Cala Francese, Isola Maddalena n.3729
Pirite nel Quarzo: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2834
Pirite nella Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1625, n.2000
Pirite, Blenda e Quarzo: Min. Argentiera della Nurra n.4976
Pirite, Cerussa: Giovanni Bonu, Sarrabus n.4359
Pirite, Cerussite su Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4264
Pirolusite: Isola di Carloforte n.2218
Pirolusite con Calcedonio: Padria, Bosa n.2159
Pirolusite cristallina: Padria n.2923
Pirolusite impura: Santadi n.1782
Pirolusite in concrezioni mammellonari: Armugia, Gerrei n.2847; Murtas, Villaputru
n.2682
Pirolusite nel Diaspro: Bosa n.3385
Pirolusite terrosa: Carloforte n.383
Piromorfite: Arenas n.1685
Piromorfite (2): Monte Cerbus, Iglesias n.756
Piromorfite XX: Gennamari n.3585
Piromorfite XX in druse quarzose: Gennamari n.1772
Piromorfite con Vulfenite: Min. Giovanni Bonu, Sarrabus n.3016
Piromorfite grumi mammellonari: Perdalunga, S. Vito n.753
Pirosseno (Augite): Castello Villamassargia n.1597
Pirrotina: Min. Bacu Arrodas n.4268; Monte Narba, Sarrabus n.457
Pirrotina XX con Pirargirite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2300
Pirrotina XX, Calcite: Bacu Arrodas n.2906
Pirrotina con Ullmanite: Monte Narba, Sarrabus n.1990
Pirrotina con XX Granato (?): Correboi, Lanusei n.1550
Pirrotina nel Calcare spatico: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2637
Pirrotina, Bretthauptite: Masaloni, Sarrabus n.2659
Plumbogummite: Guspini n.2177
Polibasite XX: Tuviois, Sarrabus n.3429
Porfido: Su Suergiu, Gerrei n.*5132
Prehnite: Cala Francese, Isola Maddalena n.3545
Prehnite e Calcite dai Graniti: Capo Carbonara n.2417
Proustite ?: M. Monte Narba n.4301
Proustite ? XX: M. Monte Narba n.4298, n.4299
Proustite ?, Calcite, Barite: M. Monte Narba n.4300
Proustite XX: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2376, n.3273, n.3275, n.3276; Giovanni Bonu,
170 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Sarrabus n.1816
Proustite XX geminati: Giovanni Bonu, Sarrabus n.11219
Proustite XX in Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2840
Proustite XX in Quarzite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2812
Proustite XX, geode Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2841
Proustite in Galena e Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.895
Proustite in lamelle in Scisto: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4261
Proustite nel Quarzo e Calcare: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4260
Proustite nella Barite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1999
Proustite nella Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4259
Psilomelano: Nuraxi Figu, Porto Scuso n.4040; Pischin’Appiu n.3463; Porto Scuso
n.2924
Quarzite: Argentiera della Nurra n.*4931
Quarzo: Min. Tacconis, Sarrabus n.2531; Perdas de Fogu, Flumini n.1469; S. Leone
Capoterra, Cagliari n.2088
Quarzo (Calcedonio): Alghero n.1274, n.2148, n.2400, n.2403; La Speranza n.2399;
Perdas de Fogu, Flumini n.2402
Quarzo (Calcedonio) concrezioni: Alghero n.2404
Quarzo (Calcedonio) stalattitico: Alghero n.2401
Quarzo (Diaspro rosso), Calcedonio: Isola di Carloforte n.2250
Quarzo (Diaspro): Isola di Carloforte n.99; Min. Capo Becco, Isola di S.Pietro n.98
Quarzo (Diaspro) zonato rosso: Isola di Carloforte n.2580, n.2581
Quarzo XX: Gennamari, Gonnas n.1659; Masua, Iglesias n.2530; Min. Ingurtosu n.4623;
Min. Orbai n.4624; Montevecchio n.1619; S. Leone Capoterra, Cagliari n.1620, n.2153,
n.3651, n.3652; Su Leonaxi n.3650; Teulada n.1984
Quarzo XX aggruppati: Orbai Siliqua, Iglesias n.1506
Quarzo XX con Calcite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4232
Quarzo XX con Marcassite: Perdas de Fogu, Flumini n.1660
Quarzo XX dai Porfidi decomposti: Montenovo, Correboi n.64
Quarzo XX geminatz: Iglesias n.2286
Quarzo XX nel Calcare: Masua, Iglesias n.3438
Quarzo XX ricoperto da Barite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.58
Quarzo XX ricoprente Baritina: Bacu Arrodas, Sarrabus n.57
Quarzo XX su Galena: Malacalzetta, Iglesias n.1810
Quarzo XX, filone bersaglio: S. Leone Capoterra, Cagliari n.4987
Quarzo affumicato: Isola di Caprera n.2181
Quarzo affumicato XX: Cala Francese, Isola della Maddalena n.3804
Quarzo ametistino: Osilo n.2150
Quarzo ametistino XX: Seneghe n.1784
Quarzo ametistino, Calcedonio: Masullas n.*2151
Quarzo cariato: Ingurtosa n.1654; Peddi Attu, S.Vito n.2990
Quarzo con Barite e Blenda: Montevecchio n.56
Quarzo con Calcite: Min. Tacconis, Sarrabus n.3000
Quarzo con Calcite XX: Min. Tacconis, Sarrabus n.4400
Quarzo con Calcite e Galena: Min. G. Bonu, Sarrabus n.4310
Quarzo con Epidoto: massa granitica del Limbara n.3648
Quarzo con lamelle di Ematite: S. Leone Capoterra, Cagliari n.5007
Quarzo e Fluorite: Su Leonargiu, Sarrabus n.4619
Quarzo e Magnetite: S. Leone Capoterra, Cagliari n.5008
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 171
Quarzo ferruginoso: S. Leone Capoterra, Cagliari n.2370
Quarzo fibroso- raggiato: Sarrabus n.4057
Quarzo fibroso-raggiato: Min. Tacconis, Sarrabus n.4399; S’Arcilloni, Sarrabus n.4395
Quarzo ganga del filone: M. Monte Narba n.4272
Quarzo talino su Calcedonto: Masullas n.2162
Quarzo in geode, Calcedonio: Alghero n.2155
Quarzo in venette: Porto Torres n.4930
Quarzo latteo: Su Leonargiu, S.Vito n.2911
Quarzo latteo XX: Rosas Siliqua n.2152; Nebida, Iglesias n.48
Quarzo piramidale allungato ametistino: S. Leone Capoterra, Cagliari n.1937
Quarzo radiato: Fonni n.3305
Quarzo ricoprente XX Barite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2538
Quarzo struttura mammellonare radiata: M. Monte Narba n.1836
Quarzo, Diaspro giallo: Isola di S.Pietro, Capo Rosso n.5841
Quarzo, Diaspro rosso: Isola di Carloforte n.11209
Quarzo, Siderite, Blenda: M. Argentiera della Nurra n.4978; Su Leonargiu, S.Vito n.2657
Quarzo, Calcite, Fluorite verde: Su Leonargiu, S.Vito n.2910
Rame XX aciculari: Min. Su Sufruru, Flumini Maggiore n.3007
Rame grigio: S. Giovanni, Iglesias n.894
Rame grigio con Galena: Nieddari, Flumini n.1684
Rame nativo: Gennamari n.1334; Godoni n.674
Rame nativo lamellare: Min. Su Sufruru, Flumini Maggiore n.3006
Salbanda argillosa del tetto: Argentiera della Nurra n.*4948
Salbanda argillosa quarzosa: Argentiera della Nurra n.*4949
Saponite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.2297
Saponite con AgS, Baritina: Bacu Arrodas n.2171
Scheelite: Min. Ballao, Gerrei n.4223; Su Suergiu, Villasalto, Gerrei n.3023, n.5142
Scheelite compatta con Stibina: Su Suergiu, Villasalto n.3024
Scheelite con Stibina: Genna Ureu, Orroli n.582
Senarmontite, Valentinite: Nieddaris, Flumini n.2885
Senarmontite XX: Su Suergiu n.3441
Senarmontite con Schisto nero: Su Suergiu n.5137
Senarmontite in XX microscopici: Su Suergiu n.4910
Siderite XX in Scisto: Argentiera della Nurra n.4205
Siderite XX in geode Calcite: Su Suergiu, Cagliari n.4166
Siderite pseudomorfa di Calcare: Masua, Iglesias n.695
Siderite selliforme: Nieddoris, Flumini n.1681
Siderite, Galena, Blenda: Argentiera della Nurra n.4975
Simplesite: Riu Planu, Gonnosfanadiga n.5711
Smithsonite: Acquaresi, Iglesias n.3689; Genna Ruta, Iglesias n.594; M. Buggerru n.204,
n.618, n.2313; Masua n.4042, n.4735; Min. Masua, Iglesias n.565, n.577, n.1595, n.2310,
n.2312, n.3980, n.4092, n.4747, n.4758, n.4764; Monteponi n.610; Min. S.Giovanni,
Iglesias n.4631, n.614
Smithsonite XX: Buggerru, Flumini n.875, n.1677
Smithsonite XX con Barite: Masua, Iglesias n.3353, n.3354
Smithsonite XX, Cerussite XX: Buggerru, Flumini n.876
Smithsonite a straterelli: Masua n.4736
Smithsonite compatta: Min. Masua n.4768, n.4773
Smithsonite con Blenda: Masua n.4743
172 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Smithsonite con Calamina ferrifera: Min. S.Giovanni, Iglesias n.4626, n.4627
Smithsonite con Ematite: Masua n.4751
Smithsonite con XX Cerussite: Monteponi n.611
Smithsonite concrezione verdastra: Masua n.4745
Smithsonite concrezionata: Masua n.4744
Smithsonite e Calamina: M. Buggerru, Flumini maggiore n.2311
Smithsonite e Calcite: Masua n.4740
Smithsonite e Idrozincite: M. Buggerru n.2374; Masua n.562, n.4739
Smithsonite gialla cadmifera: Min. Masua n.4741
Smithsonite mammellonare: Masua n.4752; Montecani, Masua, Iglesias n.2970;
Monteponi n.884
Smithsonite o Calamina: Masua n.4123
Smithsonite pseudomorfa di Calcite: Masua n.4761; Min. Buggerru n.1799
Smithsonite ricoperta da Baritina: Masua, Iglesias n.596
Smithsonite ricoperta da Zincite: Montecani, Masua, Iglesias n.2971
Smithsonite stalattitica: Min. Masua n.569, n.4770; Monteponi n.615
Smithsonite su Blenda piritosa: Masua n.4755
Smithsonite su Quarzo: Argentiera della Nurra n.3372
Smithsonite zonata: Masua n.4754
Smithsonite, Blenda, Cerussite: M. Buggerru, Flumini maggiore n.2314
Solfo: Masua, Iglesias n.2949
Solfo XX: Montevecchio n.2406
Solfo XX a facce ricurve: Min. Masua, Iglesias n.2966
Solfo XX con Galena: S.Benedetto, Iglesias n.2294
Solfo XX nella Galena: Masua, Iglesias n.2948
Solfo XX nitidissimi in geode: Min. Masua, Iglesias n.2967
Solfo XX tabulari: Iglesias n.398
Solfo XX, Anglesite su Galena: Monteponi n.151
Solfo XX, Anglesite, Galena: Buggerru n.3808
Solfo con Anglesite e Galena: Monteponi n.153, n.154
Solfo in geode di Anglesite: Buggerru, Flumini Maggiore n.2994
Solfo in grumi in geode Anglesite: Buggerru, Flumini Maggiore n.3013
Solfo nella Calamina: Masua n.784
Solfo noduli cristallini in Galena: Min. Masua, Iglesias n.2965
Solfo piccoli XX in Calamina: Buggerru, Flumini Maggiore n.3012
Solfo rivestimenti cristallini, Galena: Masaloni, Sarrabus n.2950
Solfo su Stibina: Argentiera della Nurra n.624
Solfuro d’Antimonio liquato: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5144
Sostanza in globuli pisolitici: Perd’ Arba n.*2130
Sostanza nitrosa fibrosa: Su Sufruru, Flumini n.*3175
Spangolite: Arenas n.4115, n.4116, n.4117, n.4118
Spangolite XX: Arenas, Iglesias n.3865, n.3866, n.3867, n.3873, n.3923
Spangolite XX con Azzurrite: Arenas, Iglesias n.3871
Spangolite XX con Linarite: Arenas, Iglesias n.3868
Spinello con Pirrotina zincifera: Correboi n.1829
Spinello zincifero: Bacu Arrodas n.4271
Steatite: Oniferi n.3959
Stefanite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1823; Giovanni Bonu, Sarrabus n.2013; Monte
Narba n.2016; Serra S’Ilixi, Sarrabus n.4417
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 173
Stefanite XX: Bacu Arrodas, Sarrabus n.1088, n.2320, n.2375, n.3428, n.4254, n.4255;
Giovanni Bonu, Sarrabus n.*1649, n.11218; Masaloni, Sarrabus n.2500; Min. G. Bonu,
Sarrabus n.861, n.863, n.1598, n.1642, n.1920, n.1924, n.2982, n.2983, n.3271, n.3423,
n.3424, n.3425, n.4345, n.4346, n.4347; Monte Narba, Sarrabus n.*1917, n.2223,
n.4297, n.11216
Stefanite XX con Argentite: Monte Narba n.4296
Stefanite XX con Calcite: Monte Narba, Sarrabus n.3422; Serra S’Ilixi, Sarrabus n.2008
Stefanite XX isolati: Min. G. Bonu, Sarrabus n.1385
Stefanite XX su Galena: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4256
Stefanite con Argentite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.11217
Stefanite con Argirose: Monte Narba, Sarrabus n.2222
Stefanite e Argirose in XX: Min. G. Bonu, Sarrabus n.1454
Stefanite su Calcite: Giovanni Bonu, Sarrabus n.1591
Stibina: Corti Rosas, Ballao n.3640; Gerrei, Min. Su Suergiu n.5133; Mazzoni Pizzuda,
Escalaplanu n.3639; Min. Argentiera della Nurra n.4980, n.4981; Sa Mina, Ballao
n.1018; Su Suergiu, Villasalto n.2165
Stibina XX: Ballao n.3829, n.3949
Stibina XX aciculari: Su Suergiu, Villasalto n.1382, n.3163
Stibina XX aghiformi: Su Suergiu, Villasalto n.682
Stibina XX in Calcite: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5146
Stibina XX nell’Arsenico: Monte Narba n.2035
Stibina a grandi elementi: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5134
Stibina aghiforme: Su Suergiu, Villasalto n.1465, n.3026, n.3164
Stibina con Arsenico: G. Bonu, Sarrabus n.2679
Stibina con Bournonite: Argentiera della Nurra n.1046
Stibina con Calcite: Su Suergiu n.3251
Stibina con Kermesite: Su Suergiu, Villasalto n.3245
Stibina e vene di Calcite: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5135
Stibina fibrosa tridescente: Su Laccu, Nurra n.1909
Stibina su Calcite: Gerrei, Min. Su Suergiu n.5136
Stilbite: Pula n.2870
Stilbite XX: Monastir n.2460
Stilbite XX su Trachite: Pula Capoterra n.1071
Stilbite con Natrolite: Montresta n.639
Stilbite fibrosa: Pula n.2157
Stolzite frammento di XX: Bena(d) e Padru, Ozieri n.3584
Talco bianco scistoso: Orani n.5402
Talco var. Steatite: Giovanni Bonu n.1940
Talco var. Steatite su Quarzo: Monte Narba, Sarrabus n.1686
Talco var. Steatite, Pirite: Bacu Arrodas n.1578
Tantalite ferrica: Stintino n.3583
Tartufite: Castelsardo n.2579
Tetraedrite: Min. Palmavexi, Iglesias n.3421
Tetraedrite XX alterata: Arenas, Iglesias n.3870
Tetraedrite nella Galena: S.Giovanni, Iglesias n.3248
Thalerz con Galena: S.Giovanni, Iglesias n.2123
Tormalina nera XX: Isola della Maddalena n.1153
Tormalina, Quarzo, Mica: Isola Asinara n.2179
Trachite e Calcedonio: Isola di S. Antioco n.*3108
174 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Trubescite con Calcopirite: Alghero n.4449
Turingite: Isola di Caprera n.*2077
Turingite nel Granito: Isola Caprera n.2182
Ullmanite: Masaloni, Sarrabus n.4387, n.2461
Ullmanite XX: Masaloni, Sarrabus n.1384; Monte Narba n.1986
Ullmanite XX con Calcite: Monte Narba, Sarrabus n.4305
Ullmanite XX con Pirrotina: Monte Narba, Sarrabus n.2457
Ullmanite XX cubici: Monte Narba, Sarrabus n.1958
Ullmanite XX nel Calcare: Masaloni, Sarrabus n.1492
Ullmanite con Breithauptite: S’ Arcilloni, Sarrabus n.1682
Ulmannite XX cubici, Calcare: Masaloni, Sarrabus n.*1961
Ulmannite con Breithauptite XX: Monte Narba n.*4306
Ulmmanite in XX: Masaloni n.*1913
Valentinite: Balloro n.3830, n.3831
Valentinite XX: Argentiera della Nurra, Porto Torres n.3309; Su Suergiu, Villasalto
n.*2903, n.3310,
Valentinite XX e Stibina: Su Suergiu n.5138
Valentinite XX e fibroso-radiata: Su Suergiu, Villasalto n.2843
Valentinite XX in Quarzo argilloso: Argentiera della Nurra, Porto Torres n.3308
Valentinite XX in Stibina: Villasalto n.2901
Valentinite XX mammellonare: Ballao n.3914
Valentinite XX, Kermesite: Su Leonargiu, Sarrabus n.1894
Valentinite con Stibina: Villasalto, Cagliari n.2161
Valentinite fibroso-radiata: Villasalto n.2902, n.2904
Valentinite su Antimonio: Su Suergiu, Gerrei n.*5145
Valentinite, Millerite: Nieddoris, Flumini n.2884
Vanadinite XX: Bena(d) e Padru, Ozieri n.3582
Variscite: Villaputzu, Sarrabus n.4152
Variscite alterata: Villaputzu, Sarrabus n.5077
Variscite compatta: Villaputzu n.4453
Vesuviana XX: Bacu Arrodas, Sarrabus n.4070
Vesuviana XX, Blenda a Indio: Rio Planu, Castangias, Gonnosfanadiga n.4072
Witherite: Donori n.2154; S. Andrea, Cagliari n.186
Wolframite: Ortu Becciu, Donori n.1751
Wollastonite: Bacu Arrodas, Sarrabus n.2323
Wollastonite nella Quarzite: Monte Narba, Sarrabus n.1640
Woodwardite, Linarite, Atacamite: Argentiera della Nurra n.3660
Wulfenite XX: Gennamari, Gonnosfanadiga n.3211
Wulfenite XX con Piromorfite: Min. Gennamari n.5126
Wulfenite XX su Baritina: Tuviois, Sinnai n.2886
Wulfenite XX tabulari su Baritina: Burcei n.2661
Wulfenite su Fluorite: Is. Luargius, Burcei n.1111
Xantosiderite: Min. Masua, Iglesias n.3327, n.3328
Zinco (tipo comune di minerale): Min. Masua n.4750
Zinkenite: S.Giorgio, Flumini Maggiore n.3872
Indeterminati: Burcei n.*2540; Palmavexi, Iglesias n.*3852; Monte Narba Sarrabus
n.*3854; Bacu Arrodas n.*3855, n.*3856; Masua n.*4124, n.*4126, n.*4127, n.*4128;
Arenas n.*4155, n.*4156, n.*4168, n.*4182, n.*4183; Giovanni Bonu, S. Vito n.*4167;
Rosas, Sulcis n.*4177
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 175
Sicilia
Alite: Cratere dell’Etna n.3277
Ambra greggia ciottoletti: senza località n.2478
Analcime: La Trezza n.2204
Analcime XX: Isola Ciclopi, Catania n.1114, n.1115, n.11193
Analcime nel Basalto cellulare: Isola Ciclopi, Catania n.1101
Analcime nel Treppo basaltico: Aci Castello n.1559
Aragonite: Aci Castello n.3893; Caltanissetta n.4216
Aragonite XX: Caltanissetta n.4886; Recalmuto n.2568
Aragonite XX ialini: Caltanissetta n.712
Aragonite XX limpidi: Caltanissetta n.366, n.11244
Aragonite XX su Marna solfifera: Caltanissetta n.*1505
Aragonite azzurrognola: Gerfalco n.2664
Aragonite grosso XX: Gerfalco n.3048
Atacamite con Tenorite: Etna n.3296
Bindheimite: Etna n.2609
Calcite XX: Min. Giona n.4213
Calcite con Solfo: Recalmuto n.2201
Calcite in druse sferoidali: Etna n.1522
Calcite stalattitica: Caltanissetta n.4921
Celestina XX: Girgenti n.*194; Caltanissetta n.4215
Celestite XX: Caltanissetta n.187, n.188, n.189, n.190, n.191, n.2051, n.2055, n.2385;
Girgenti n.192, n.193, n.196, n.1291; Solfara Giona n.2576, n.2921
Celestite XX su Calcare stalattitica: Caltagirone n.1295
Celestite XX su Calcite: Lercara pr. Palermo n.4920
Celestite XX su Celestite mammellonare: Caltanissetta n.4919
Celestite aggruppata di XX: Caltanissetta n.138
Celestite azzurra XX multipli: Caltanissetta n.4214
Celestite con Calcare: Girgenti n.1290
Celestite con Solfo, Calcare: Raddusa n.1296
Celestite in fasci di XX: Caltanissetta n.1503
Celestite nella Calcite: Recalmuto n.2206
Ematite: Aci Catena n.3321; Monti Etnei, Catania n.1774
Fillipsite: Aci Castello n.3561
Fillipsite e Calcite: Aci Castello n.3892
Fluorite XX cubici, XX Calcite: Linguaglossa, Etna 1924 n.3158
Gesso: Caltanissetta n.706
Gesso XX: Caltanissetta n.1490, n.4217, n.4887
Gesso XX aggruppati: Min. Solfifere n.338
Gesso XX con Celestite: Caltanissetta n.332
Gesso XX con Solfo: Caltanissetta n.1714
Gesso XX su Solfo: Girgenti n.1297
Gesso fibroso: Caltanissetta n.4923
Gesso grossi XX: Girgenti n.2569
Gesso zonato con XX inclusi: Caltanissetta n.729
Hauerite: Raddusa n.*2867
Hauerite XX: Pietra Pizzuta, Raddusa n.1765, n.1766
Hauerite XX ottaedrici: Raddusa n.*833, n.1765
Herschelite: Palagonia, Val di Noto n.3894
176 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Herschelite con Analcime: Aci Castello n.1553
Labradorite XX: M. Rossi pr. Nicolosi n.2936
Liparite: Isola di Lipari n.*821
Melanoflogite: Min. Giona n.1255, n.1423, n.2025, n.2570, n.2869, n.2920, n.4140
Melanoflogite XX: Min. Giona n.1438, n.2919, n.4212
Melanoflogite XX con Celestite: Min. Giona, Recalmuto n.869
Melanoflogite XX su Calcare: Min. Giona n.1253
Melanoflogite amorfa: Min. Giona, Recalmuto n.859
Ossidiana: Lipari n.*2789; Pantelleria n.*2023
Palagonite con Herschellite: Catania n.*1219
Pirosseno Augite XX: Stromboli, Isole Lipari n.3895
Pirosseno (Augite) XX isolati: M. Rossi Nicolosi, Etna n.2937
Pirosseno Augite decomposto: Capo Passero n.1179
Pomice: Lipari n.*1567
Quarzo (Diaspro rosso): Lipari n.1282
Quarzo XX con Solfo: Caltanissetta n.342
Rame grigio nel Quarzo: Girosera, Monti Peloritani n.4221
Salgemma: Caltanissetta n.164; Saline Recalmuto Girgenti n.2196
Salgemma XX: Saline Recalmuto Girgenti n.4218
Salgemma XX con Gesso: Racalmuto Girgenti n.1988
Salgemma XX con XX Solenite: Cozzotondo, Recalmuti n.166
Salgemma stalattitico: Caltanissetta n.163, n.165, n.11239
Salgemma violetto: Caltanissetta n.162, n.11225
Selenite XX con Solfo: Cordaro n.*697
Selenite XX, Calcite, Solfo: Solf. Rabbione, Bosco S. Cataldo n.2894
Solfo: Isola Vulcano n.1594
Solfo XX: senza localita n.1541, n.4692, n.4694, n.4715, n.4717, n.4718, n.4719, n.4720,
n.4721, n.4722, n.4878, n.4879, n.*4880, n.4881, n.4882, n.4883, n.4884, n.4885;
Caltanissetta n.123, n.124, n.4723, n.4724, n.4725, n.4726, n.4727; Catania n.*2132;
Cordaro, Caltanissetta n.638, n.689, n.1504 ; Girgenti n.2571; Min. Giona, Recalmuto
n.*4083, n.4695, n.4696; Recalmuto n.2199, n.3252 ; Solfatara Cozzodi Disi, Girgenti
n.2575
Solfo XX con Calcare concrezionato: Caltanissetta n.1322
Solfo XX con Calcite: Girgenti n.649; Monte Giona n.3809
Solfo XX con Celestina: Cordaro n.688
Solfo XX con Gesso XX: Cordaro n.4693
Solfo XX isolati: senza località n.*4697, n.4698, n.4699, n.4700, n.4701, n.4702, n.4703,
n.4704, n.4705, n.*4706, n.4707, n.4708, n.*4709, n.4710, n.4711, 0.4712, n.4713,
n.4714, n.4716
Solfo XX laminare: senza località n.1925
Solfo XX ottaedrici: senza località n.*1815; Caltanissetta n.1321, n.136; Cordaro n.572,
n.612, n.*651, n.1926, n.1928
Solfo XX ottaedrici accoppiati: Cordaro, Caltanissetta n.621
Solfo XX ottaedrici appiattiti: Cordaro n.2241
Solfo XX ottaedrici e tabulari: Cordaro, Caltanissetta n.1328
Solfo XX ottaedrici, Bitume: Cordaro, Caltanissetta n.1893
Solfo XX prismatici talint: Cordaro n.595
Solfo XX ricoperti da Calcare: Caltanissetta n.2388, n.2389
Solfo XX sferoedrici: Ciangiana n.3253
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 177
Solfo XX tabulari: senza località n.1576; Caltanissetta n.735, n.737; Cordaro n.*568,
n.576, n.585, n.617, n.635, n.643; Solfatara Grossa, Caltanissetta n.2573
Solfo XX tabulari e ottaedrici: Cordaro n.656
Solfo XX tabulari in Calcite XX: Solfatara Grossa, Caltanissetta n.2572
Solfo XX tabulari incrostazioni Calcite: Solfatara Giovanello, Girgenti n.2574
Solfo XX tabulari su ganga: Cordaro n.619
Solfo XX, concrezioni stalattitiche, Calcite: Cordaro n.655
Solfo XX perfetti: Cordaro n.*2002
Solfo compatto: Caltanissetta n.2390; Isola di Vulcano n.*1593 |
Solfo con Celestina: Girgenti n.1289
Solfo cristallino e concrezioni su Marna: Caltanissetta n.2387
Solfo grosso XX tabulare: senza località n.*1311
Solfo in strati, Celestina: Caltanissetta n.125
Solfo nel Gesso: Ciangiana n.*3254
Solfo pulverulento con Gesso: Cordaro n.147
Solfo ricoperto da Calcite: Caltanissetta n.198; Min. Giona n.*2248
Solfo rosso: Min. Giona n.4211
Solfo, Gesso XX completi: Caltanissetta n.*1501
Thomsonite con Analcime: Isola dei Ciclopi n.3566
Toscana
Acido Borico artificiale: Lago pr. Monterotondo n.4162
Alabastro gessoso candido: Castagno, Volterra n.1737; Volterra n.276, n.277
Albite: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.1380
Albite XX, Quarzo XX su Marmo: Carrara n.3405
Albite e Quarzo nero: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.3086
Albite e Tormalina: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d’Elba n.4821
Albite, Berillo, Quarzo nero: Isola d’Elba n.2709
Albite, Ortose, Quarzo: Facciatoja, S. Piero, Isola d'Elba n.3396
Albite, Quarzo, Tormalina: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.4819
Allofane: Val d’Aspra, Massa Marittima n.*3792
Analcime: Montecatini, Val di Cecina n.1369, n.1571
Analcime XX sciolti: Montecatini, Val di Cecina n.1575
Analcime con Calcite: Montecatini n.812, n.1542
Analcime con Calcopirite: Montecatini n.809
Analcime con Natrolite: Montecatini, Val di Cecina n.3096
Anfibolo con Leucopirite: Isola d’Elba n.2769
Anfibolo radiato: Min. Fenice, Massa Marittima n.2059
Anglesite con Linarite: Scaricone di Val d’Aspra, Massa Marittima n.3794
Apatite: Filone della Speranza, S. Pietro, Elba n.3785
Apatite XX, Idrocastorite: S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.*3803
Aragonite (Mossonite): Montieri n.3088
Aragonite coralloide: Isola d’Elba n.2722, n.2723
Aragonite in scodellette: Impruneta, Firenze n.1351
Aragonite incrostazioni su Limonite: Isola d'Elba n.2724
Auricalcite: Campiglia n.1705; Niccioletta, Massa Marittima n.662, n.4926; Scaricone
di V. d’Aspra n.678; Valle Aspra, Massa Marittima n.1415, n.3092
Auricalcite fibrosa: Valle d’Aspra, Massa Marittima n.687
Azzurrite: Massa Marittima n.3093; Riparbella, Pisa n.4783
Azzurrite XX: Valle Aspra, Massa Marittima n.660
178 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Azzurrite mammellonare: Valle Aspra, Massa Marittima n.666
Azzurrite sul Marmo saccaroide: Massa n.3969
Barite con Marcassite in XX: Min. Boccheggio n.1566
Bastite: Isola d'Elba n.1733
Bastite lamellare: Isola d’ Elba n.1743
Berillo: Isola d’Elba n.1558, n.2745
Berillo Acquamarina: Grotta d’ Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.3059; Isola d’Elba n.2751
Berillo Acquamarina lenticolare: Isola d'Elba n.2746
Berillo Acquamarina, Ortose: Isola d’Elba n.2748
Berillo XX: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d'Elba n.4824
Berillo XX con Tormalina: S. Piero in Campo, Isola d'Elba n.1366
Berillo XX con inclusioni: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d’Elba n.3070
Berillo XX, Ortose, Quarzo: S. Piero in Campo, Isola d’Elba n.1026
Berillo azzurrognolo: Isola d'Elba n.1552
Berillo con Ortose: Isola d’Elba n.2855
Berillo con Ortose, Albite: Isola d'Elba n.2749
Berillo incolore: Grotta d’Oggi, Isola d'Elba n.3081
Berillo incolore (Acrotte): S. Piero in Campo, Isola d’Elba n.1363
Berillo incolore con Ortose: Isola d'Elba n.960
Berillo roseo: Grotta d’Oggi, S. Piero, Isola d’Elba n.3097; S.Piero in Campo, Isola
d’Elba n.3514
Berillo var. Rosterite azzurra: S.Ilario, Isola d'Elba n.3079, n.3787
Berillo, Granato (Spessartina): Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3073
Berillo, Lepidotite, Albite: Fonte del Prete, S.Piero, Isola d’Elba n.3067
Berillo, Ortose, Quarzo, Rutilo: Isola d’Elba n.959
Berillo, Tormalina nera, Quarzo: Isola d’Elba n.2747
Bismutinite con Pirite: Min. di Boccheggiano n.4086, n.4087
Blenda: Campiglia Marittima n.*3223; Montecatini n.*4785, n.*4786
Blenda XX: Val Cecina n.*558
Blenda cristallina: Min. Bruscolina, Massa Marittima n.*671
Blenda e Eteromorfite: Bottino, Seravezza n.*4136
Blenda, Dolomite, Quarzo: Carrara n.*3786
Blenda, Marmatite, Calcopirite: Bottino, Seravezza n.*1708
Bolo manganesifero: Mazzarella, M. Amiata n.4095, n.4096, n.4097, n.4098
Bombiccite: S.Giovanni, Val d'Arno n.1371
Bombiccite su Piligno: Min. di lignite di S.Giovanni, Val d’Arno n.5188
Bornite: Montecatini n.1336
Braunite litoide: Isola d'Elba n.2771
Brecciola nummulitica: Min. Cortevecchia, Monte Amiata n.*5096
Buratite, Auricalcite: Niccioletta, Massa Marittima n.677
Cabasite: Fonte del Prete, Isola d’Elba n.3796
Cabasite con Berillo incolore: Fonte del Prete, Isola d’Elba n.3082
Cabasite, Quarzo, Ortose: Fonte del Prete, Isola d’Elba n.3071
Calamina e Blenda: Min. Spannocchia pr. Rosia, Siena n.5060
Calcare, Fluorina: Angina pr. Pietrasanta n.1393
Calcedonio: Lagoni Rossi, Pomarance n.5837; Monte Rufoli, Pisa n.5689
Calcedonio in ciottoli: sondaggio del Gualdi di Gavorrano n.56
Calcite: Montecatini n.2550
Calcite XX: Antignano, Livorno n.5115; Carrara n.761; Isola d'Elba n.2702, n.2703;
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 179
Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.2807, n.2808, n.4568, n.4582, n.4583; Monte Amiata
n.*3817; Montecatini n.3341
Calcite XX con Cinabro: S.Fiora, M. Amiata n.4094
Calcite XX con Stibina: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4569
Calcite XX con gesso XX: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.11237
Calcite XX e Kermesite: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.3832
Calcite XX su Quarzo: Carrara n.*3336
Calcite con Gesso: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.3033
Calcite e Analcime: Min. Montecatini n.708 i
Calcite e Gesso su Stibina: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.2634
Calcite in Oftoliti: pr. Calagrande, Cap. Argentario n.5981
Calcite in concezioni cristalline: Campiglia Marittima n.4209
Calcite lamellare: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4585
Calcocite XX con Erubescite: Montecatini n.2548
Calcocite disseminata nel Gabbro: Montecatini n.2946
Calcocite e Rame nativo in XX: Montecatini n.816
Calcocite in noduli: Montecatini n.810
Calcopirite: Bottino, Seravezza n.3257; Colle Panestra, Alpi Apuane n.1337; Montecatini
n.1335
Calcopirite XX: Boccheggiano, Grosseto n.3235
Calcopirite XX su Quarzo: Boccheggiano, Grosseto n.3234
Calcopirite e Bornite: Rocca Tederighi, Grosseto n.4780
Calcopirite, Solfuri di Rame: Le Cetine, Volterra n.4782
Calcosina compatta: Montecatini n.2547
Caolinite: Isola d'Elba n.2760
Cassiterite: Campiglia Marittima n.2853
Cassiterite XX: Campiglia n.2557, n.2652; Grotta d’Oggi, S.Piero in Campo, Isola d’Elba
n.3083; Isola d’Elba n.2854
Cassiterite XX, Lepidotite: Isola d'Elba n.2734
Cassiterite postliassica: M. Valerio, Campiglia Marittima n.4777, n.4778
Cassiterite su Granito e Tormalina: Isola d'Elba n.759
Castore: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d'Elba n.4826
Celestite stalattitica XX: Solfatara Sartorio Lercara, Isola d’Elba n.1732
Ciantte: Monte Brugiana, Alpi Apuane n.2984
Cinabro: Monte Brugiana, Alpi Apuane n.647; Cortevecchia, Petricci, M.Amiata n.4109,
n.4107; M. Amiata n.3676; M. Ripa, Seravezza n.2197; Min. Cornacchino, M. Amiata
n.2798; S. Fiora, Grosseto n.2651; Siele, M. Amiata n.3822
Cinabro XX: Cornacchino, M.Amiata n.4598; Cortevecchia, M. Amiata n.3783
Cinabro XX con Calcite: Min. del Siele, M. Amiata n.3355
Cinabro XX nell’Argilla: Capalbia, Orbetello n.1453
Cinabro colorante XX: Min. Cornacchino, M. Amiata n.3821
Cinabro con Mercurio metallico: Min. Cornacchino, M. Amiata n.648
Cinabro con Mercurio nativo: Abbadia S. Salvatore, M. Amiata n.4113
Cinabro con Pirite decomposta: Cornacchino, Grosseto n.2800
Cinabro con Realgar: Cortevecchia, Petricci, M.Amiata n.4110, n.4111
Cinabro cristallino: M. Ripa, Seravezza n.2851; Seravezza n.3070
Cinabro e Calcite: Siele, M. Amiata n.3782; Cortevecchia Petricci, M. Amiata n.4108
Cinabro e Calcite verde: Min. Solforate, M. Amiata n.3815
Cinabro in breccia cinabrifera: Cortevecchia Petricci, M. ._miata n.4106
180 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Cinabro in massa con XX: Siele, S. Fiora n.2793
Cinabro mammellonare: Min. Solforate, M. Amiata n.3816
Cinabro nel Calcare: Cortevecchia Petricci, M.Amiata n.4102, n.4104
Cinabro nel Quarzo: Levigliani n.2802
Cinabro nell’Arenaria: Cortevecchia Petricci, M. Amiata n.4103, n.4105
Cinabro nell’Argilla: Cortevecchia, M.Amiata n.4112; Cortevecchia Petricci, M.Amiata
n.4101
Cinabro nella Flanite: Min. Cornacchino, M. Amiata n.3781
Cinabro nella Marna: Cornacchino, S. Fiora n.2801; Min. Cornacchino, M. Amiata
n.2799
Cinabro ocraceo: Cortevecchia, Monte Amiata n.3784
Cinabro su Trachite: Abbadia S. Salvatore, M.Amiata n.5100
Cinabro terroso: Abbadia S. Salvatore, M.Amiata n.4114
Cordierite: S. Piero in Campo, Isola d'Elba n.3788
Crisotilo: Impruneta, Firenze n.1374
Cuprite, Malachite su Diorite: Isola d'Elba n.2732
Datolite XX: Montecatini n.2551
Dawsonite: Campiglia Marittima n.2558; Min. Solforata, M. Amiata n.4142; Min.
Solforata, Siele, M. Amiata n.3772, n.3773
Dolomite var. miermite: Miemo n.314, n.1524
Ematite: Isola d’Elba n.474; Min. Rio, Isola d’Elba n.4787, n.4788, n.4789, n.4790,
n.4791, n.4792, 0.4793, n.4794, n.479, n.4796, n.4797, n.4798, n.4799, n.4800, n.4801,
n.4802, n.4803, n.4804, n.4805, n.4806, n.4807; Rio Marina, Isola d’Elba n.3317;
Seravezza n.3316
Ematite (Ocra rossa): Isola d’Elba n.511
Ematite XX: Isola d'Elba n.466, n.473, n.2688, n.2689, n.2691
Ematite con Quarzo: Rio, Isola d'Elba n.1343
Ematite lenticolare: Isola d’Elba n.471
Ematite micacea in Ocra rossa: Isola d'Elba n.1314
Ematite speculare: Isola d’Elba n.2692
Epidoto Pistaccite: Isola d'Elba n.2735
Epidoto piccoli XX: Isola d'Elba n.976
Epidoto radiato, Quarzo, Sfeno: Isola d'Elba n.2736
Eritrite: Capo Calamita, Isola d'Elba n.1333; Isola d'Elba n.1819
Erubescite con Calcopirite: Montecatini n.*2061
Eteromorfite, Blenda, Siderite: Bottino n.2024
Eurite dendritica: Isola d’Elba n.*2764
Ferro oligisto: Min. Rio, Isola d’Elba n.475, n.478, n.479, n.480
Ferro oligisto XX: Min. Rio, Isola d’Elba n.462, n.463, n.464, n.465, n.467, n.468
Ferro oligisto con Ocra: Isola d'Elba n.*476
Ferro oligisto con Quarzo: Min. Rio, Isola d'Elba n.472
Ferro oligisto iridescente: Min. Rio, Isola d'Elba n.469, n.477
Ferro oligisto micaceo: Isola d'Elba n.487
Ferro oligisto micaceo, Marmo: Carrara n.2985
Ferro oligisto ricoprente Limonite: Min. Rio, Isola d’Elba n.470
Fibroferrite: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3667, n.3979, n.4578; Rosia, Siena n.*3666
Fibroferrite in Marcassite: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4574
Fibroferrite nel Gesso: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3838
Fiorite: S.Fiora n.4100
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 181
Fluorite: Carrara n.3801
Fluorite XX: Isola del Giglio n.3268
Fluorite XX con Albite XX: Carrara n.4225
Foresite: Fonte del Prete, S.Piero, Isola d’Elba n.3064, n.3795
Foresite nella Lepidotite: Isola d'Elba n.2755
Foresite, Stilbite: Fonte del Prete, S.Piero, Isola d'Elba n.3800
Galena: Caldana di Ravi, Grosseto n.4779
Galena XX con Jamesonite: Bottino, Seravezza n.2858
Galena XX, Marmatite, Calcopirite: Bottino, Seravezza n.1339, n.11214
Galena, Blenda e Calcopirite: Tatto, Grosseto n.4781
Galestro giacimenti cinabriferi: Min. Cortevecchia, Monte Amiata n.*5098
Gesso: Le Cetine, Rosia, Siena n.3707, n.4587; Saline di Volterra n.*3718
Gesso XX: Castellina Marittima, Pisa n.1298, n.2502; Chianciano n.3090; Le Cetine,
Rosia, Siena n.2663, n.2805, n.2888, n.3034, n.3035, n.3708, n.3709, n.3706, n.3710,
n.3711, n.3712, n.4584, n.4587, n.11179 ; Siena n.1349; Volterra n.1350
Gesso XX aggruppati completi: Le Cetine, Rosia, Siena n.3208
Gesso XX allungati con inclusi: Le Cetine, Rosia, Siena n.2896
Gesso XX completo: Le Cetine, Rosia, Siena n.3679
Gesso XX con Calcite: Le Cetine, Rosia, Siena n.2806, n.4575
Gesso XX con Kermesite: Le Cetine, Rosia, Siena n.1635
Gesso XX corroso: Le Cetine, Rosia, Siena n.2895
Gesso XX in geode Calcite: Le Cetine, Rosia, Siena n.2810
Gesso XX isolati: Castellina Marittima, Pisa n.2519; Le Cetine, Rosia, Siena n.834,
n.2824,
Gesso XX lenticolare geminato: Castellina Marittima n.11245
Gesso XX lenticolari: Castellina Marittima, Pisa n.2501
Gesso XX lenticolari aggruppamenti: Le Cetine, Rosia, Siena n.2825
Gesso XX nel Marmo: Carrara n.2986
Gesso XX nella parte calcarea: Le Cetine, Rosia, Siena n.4576
Gesso XX su Quarzite: Le Cetine, Rosia, Siena n.2809
Gesso XX su Stibina: Le Cetine, Rosia, Siena n.2804
Gesso XX tinto da Kermesite: Le Cetine, Rosia, Siena n.4567
Gesso XX, Quarzo, Dolomite: Carrara n.2790
Gesso cristallino coralloide: Rosia, Siena n.1661
Gesso fibroso: Le Cetine, Rosia, Siena n.2632
Gesso frammento grande XX: Castellina Marittima, Pisa n.2503
Gesso grosso XX: Castellina Marittima n.2518; Le Cetine, Rosia, Siena n.3207, n.3713;
Merlo, Siena n.2665
Gesso in XX nel Marmo: Carrara n.*2996
Gesso in grossi XX: Min. Cortevecchia, Monte Amiata n.4230
Granato: Affaccata, Isola d’Elba n.3799; Capo Calamita, Isola d'Elba n.1365; Grotta
d’Oggi, Isola d’Elba n.3793; Isola d’Elba n.216, n.954; S. Pietro in Campo, n.1364
Granato (Colofonite): S. Quirico pr. Pitigliano n.4854
Granato (Grossularia): Affaccata, Isola d’Elba n.3074; Isola d'Elba n.2350
Granato (Grossularia), Epidoto: Affaccata, Isola d'Elba n.3075
Granato (Spessartina): Grotta d’Oggi, Isola d'Elba n.3069, n.3072
Granato (Spessartite): Isola d'Elba n.932
Granato XX: Isola d'Elba n.2856; Reg. Pantano, Pitigliano n.1099; S. Quirico pr.
Pitigliano n.4858
182 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Granato XX ottaedrici, Albite: Isola d’Elba n.2730
Granato XX, Ortose: Isola d’Elba n.2729
Granato XX, Ortose, Quarzo: Isola d’Elba n.1938
Granato con Pennina: Isola d'Elba n.2770
Granato ferrifero: Isola d'Elba n.2768
Granato verde cupo: Isola d'Elba n.940
Heulandite: S. Piero in Campo, Isola d’Elba n.1372
Heulandite, Stilbite: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d’Elba n.3798
Ilvatte: Campiglia Marittima n.1306; Isola d’Elba n.2613
Ilvaite XX: Isola d'Elba n.551, n.552, n.1305, n.1306, n.1344
Ilvaite XX superficialmente decomposti: Isola d'Elba n.*549
Ilvaite XX, Anfibolo fibroso-radiato: Campiglia Marittima n.4208
Ilvaite con Pirosseno verde: Isola d'Elba n.553
Ilvaite nel Pirosseno: Isola d'Elba n.2754
Jamesonite: Bottino, Seravezza n.1529, n.5779; Min. Rancio, Campiglia, Soana n.3249
Jamesonite con Galena: Bottino, Seravezza n.1340
Jamesonite, Meneghinite: Bottino, Seravezza n.2857, n.2862
Kermesite: Le Cetine, Rosia, Siena n.3241, n.3833
Kermesite in veli su Gesso: Le Cetine, Rosia, Siena n.3671
Larderellite: M. Cerboli n.161, n.3089
Laumontite (Caporcianite): Montecatini, Val di Cecina n.1549, n.2552, n.3063
Laumontite con Calcite: Montecatini, Val di Cecina n.2553
Laumontite, Rame, Calcite: Montecatini, Val di Cecina n.3791
Lepidotite: Grotta d’Oggi, Isola d'Elba n.4820
Lepidotite con Tormalina rosea: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1378
Lepidotite con Tormalina verde: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1367
Limonite: Isola d’Elba n.502; Rio Marina, Isola d’Elba n.3332
Limonite epigenica di Pirite: Isola d'Elba n.505, n.508
Limonite iridescente con Oligisto: Isola d'Elba n.1302
Limonite iridescente: Isola d’ Elba n.499, n.2752, n.2772; Rio Marina, Isola d'Elba n.1342
Limonite pseudomorfa di Oligisto: Isola d’Elba n.2753
Magnesite: Isola d'Elba n.2766; S.Piero, Isola d'Elba n.4828
Magnetite: Isola d'Elba n.529
Magnetite polare: Capo Calamita, Isola d’Elba n.3329
Malachite: Isola d’Elba n.2731
Malachite e Bornite: Min. Cretaio, Massa Marittima n.4784
Manganite stalattitica: Isola d'Elba n.2757
Marcassite: Rosia, Siena n.*3665
Marmatite nitidi XX: Bottino, Seravezza n.*1730
Mascagnite: Castelnuovo n.160
Melanterite: Isola del Giglio n.3107; Rosia, Siena n.3668, n.3669
Meneghinite: Bottino, Seravezza n.4074
Meneghinite aciculare, Quarzo: Bottino, Seravezza n.2859
Meneghinite con Jamesonite: Bottino, Seravezza n.2860
Meneghinite, Siderite: Bottino, Seravezza n.3099
Mercurio nativo con Cinabro: Cortevecchia, Monte Amiata n.*3819, n.3820; Min.
Cortevecchio, Monte Amiata n.3818
Mercurio nativo nel Calcare: Due Ponti n.1521
Mesttina lenticolare: Min. Bottino, Seravezza n.1715
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 183
Mossottite (var. di Aragonite): Gerfalco n.1724
Natrolite (Savite): Montecatini, Val di Cecina n.2554
Natrolite con Calcite: Montecatini n.3061
Ocra gialla: Cantiere di ocre al Campese, Isola del Giglio n.5880; Min. Le Cetine pr.
Rosia, Siena n.4573
Ocra rossa tridescente: Isola d'Elba n.*500
Oligisto iridescente: Isola d'Elba n.*2690, n.2693
Opale: Isola d’Elba n.1723, n.2725, n.2727; S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1353
Opale resinite bianca, Idrofane: Isola d’Elba n.2728
Opale resinite gialla: Isola d’ Elba n.2726
Opale var. Fiorite: S.Fiora n.1277
Oro nativo: Borra di Vandiglione n.987
Oro nativo, Galena, Dolomite: La Borra, Campiglia n.3237
Ortoclasio (Adularia): Vallicello, S.Piero, Isola d’Elba n.3395
Ortoclasio (Adularia), Quarzo: Isola d’Elba n.2704, n.2710; S.Piero in Campo, Isola
d’Elba n.1361
Ortoclasio (Ortose): Grotta d’Oggi, S.Piero, Isola d'Elba n.3077; Isola d'Elba n.1027
Ortoclasio (Ortose) XX: Isola d’Elba, n.1025, n.1029, n.1031, n.1032
Ortoclasio (Ortose) XX bianco: Isola d'Elba, n.1030, n.1037
Ortoclasio (Ortose) XX isolato: Capo S. Andrea, Isola d'Elba n.1377
Ortoclasio (Ortose) XX sciolti: Isola d'Elba n.2705
Ortoclasio (Ortose) XX violetti: Isola d'Elba n.1028
Ortoclasio (Ortose) XX, Quarzo: Isola d'Elba n.1955
Ortoclasio (Ortose), Albite: S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.1379
Ortoclasio (Ortose), Quarzo: Isola d’Elba n.2707, n.2708
Ortoclasio XX: Isola d’Elba n.2706
Ortoclasio XX sciolti: Isola d'Elba n.2705
Ortoclasio, Berillo, Tormalina: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3065
Ortose XX da filone pegmatitico: Rio Rosseto, Isola d'Elba n.4827
Ortrelite: Alpi Apuane n.1557
Peridoto, Olivina: Isola d'Elba n.3529
Perlite: Isola d'Elba n.2733
Petalite: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d'Elba n.3068
Petalite (Castore): Isola d’Elba n.2758; S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.3790
Petalite (Castore) in massa: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1370
Petalite, Stilbite: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d'Elba n.3797
Picro analcite: Montecatini n.1354, n.2207, n.2555
Picro analcite e Bornite: Montecatini n.2945
Pikeringite (Picroallumogeno): Isola d’Elba n.2098
Pirite XX: Gavorrano, Grosseto n.3930, n.3932, n.4639, n.4640, n.4641, n.4642, n.4643,
n.4830, n.4872, n.4873, n.4874, n.4875, n.4876, n.4877; Isola d’Elba n.433, n.1309,
n.2698, n.2699, n.2700, n.2701, n.4811,n.4813; Levigliani, Alpi Apuane n.1347; Min.
Rio, Isola d’Elba n.4816; Min. di Boccheggiano, Grosseto n.3227; Min. Gavorrano
n.*4644; Rio Marina, Isola d’Elba n.2695, n.4808, n.4811, n.4812, n.4814, n.4815,
n.4817
Pirite XX con Ematite: Rio Marina, Isola d’Elba n.3333
Pirite XX con Limonite: Min. Boccheggiano, Grosseto n.2958
Pirite XX cubici: Min. Boccheggiano, Grosseto n.*2957
Pirite XX geminati: Isola d'Elba n.2696
184 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Pirite XX in Oligisto: Isola d'Elba n.2697
Pirite trasformata in Limonite: Isola d'Elba n.2614
Pirolusite: Isola d'Elba n.380; Rapollano, Siena n.378, n.*382
Pirolusite impura: I Magazzini, Isola d'Elba n.1341
Pirolusite in dendriti: Isola d'Elba n.402
Piropissite: Val d'Arno n.1375
Pirosclerite e Conicrite: Forte Falcone, Portoferraio, Isola d'Elba n.3095, n.3878
Pirosseno: Isola d'Elba n.*2756
Pirrotina compatta: Isola d'Elba n.2774
Polluce: Isola d’Elba n.1090, n.1495, n.2759; S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.1368
Polluce amorfo: S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.3510
Polluce amorfo su Granito: S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.3953
Polluce o Castore: Grotta d’Oggi, S.Piero, Isola d'Elba n.4825
Prebnite: Min. Montecatini n.1704; Monte Ferrato, Prato n.3546
Prehnite e Calcite: Min. Montecatini n.798, n.2556
Prodotti fabbricati acido Borico: M.Cerboli n.495
Quarzo (Calcedonio in concrezioni): Le Cetine, Rosia, Siena n.3206
Quarzo (Calcedonio): Monte Rufoli n.1711; Poggio Peloso, Grosseto n.3044
Quarzo (Calcedonio) brecciforme: Monte Rufoli, Pisa n.1709
Quarzo (Calcedonio) latteo varietà: Monte Rufoli n.1516
Quarzo XX: Carrara n.*2792; Fetovaja, Isola d’Elba n.1356; Isola del Giglio n.3100;
Le Cetine, Rosia, Siena n.4586; Palombaia, Isola d'Elba n.3098
Quarzo XX completi: Pracchiola, Pontremoli n.1457
Quarzo XX completi nel Marmo: Carrara n.4228
Quarzo XX con Albite XX: Carrara n.10
Quarzo XX e Dolomite: Carrara n.2719
Quarzo XX talino sul Marmo: Carrara n.2395
Quarzo XX isolati: Carrara n.9
Quarzo XX neri: S. Filippo, Siena n.3931
Quarzo XX pseudomorfa di Stibina: Le Cetine, Rosia, Siena n.3286, n.3287, n.3288,
n.3289
Quarzo XX sciolti: Isola d’Elba n.2720
Quarzo XX sul Marmo: Carrara n.4228
Quarzo XX, Dolomite: Carrara n.*2791
Quarzo XX, Dolomite selliforme: Carrara n.1683
Quarzo aerozdro: Isola d'Elba n.*2717
Quarzo affumicato: Siena n.1357
Quarzo affumicato, Albite: Isola d'Elba n.2716
Quarzo ametistico: Isola d'Elba n.1271
Quarzo ametistino: Isola d’Elba n.91, n.2719, n.2721
Quarzo ametistino su Oligisto: Isola d'Elba n.90
Quarzo con Dolomite selliforme: Carrara n.1405, n.2470
Quarzo con Limonite su Ilvaite: Isola d'Elba n.2718
Quarzo con Siderite: Isola d'Elba n.1272
Quarzo con Tormalina in decomposizione: S.Pietro in Campo, Isola d’Elba n.1360
Quarzo con inclusioni: Chianciano n.3091
Quarzo concrezione stalattitica: S.Fiora n.1276
Quarzo fibroso in Serpentina: Impruneta, Firenze n. 2935
Quarzo giallastro: Isola d’Elba n.2711
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 185
Quarzo gommoide con Quarzo XX: Isola d’Elba n.2715
Quarzo talino in geode: Isola d’Elba n.2712
Quarzo talino, Albite, Calcare: Carrara n.8
Quarzo incrostato di Limonite: Isola d’Elba n.2713
Quarzo nero XX bipiramidale: Bagni S. Filippo, Siena n.3931
Quarzo nero, Albite, Ortose: Grotta d’Oggi, Isola d'Elba n.3076
Quarzo su Calcare: Carrara n.11, n.12
Quarzo verde: Isola d'Elba n.1275
Quarzo, Limonite su Oligisto: Isola d'Elba n.2714
Rame grigio con Fluorina: Angina, Pietra Santa n.2817
Rame nativo: Campiglia n.782, n.*783; Capanne Vecchie, Massa Marittima n.2656
Rame nativo con Calcite: Montecatini, Val di Cecina n.3062
Rame nativo dendriti in Gabbro: Montecatini n.2545
Rame nativo e Calcosina: Montecatini n.807
Rame nativo e Cuprite: Impruneta n.1338
Rame nativo lamelle su Diabase: Montecatini n.2546
Rame nativo nel Gabbro: Montecatini n.2947
Rame nativo ossidato superficialmente: Montecatini n.814
Rame nativo, Laomontite: Min. Monte Latini n.1931
Realgar nella Marna: Min. di Cortevecchia, M. Amiata n.3771
Seapolite nel Calcare metamorfico: Campiglia Marittima n.4210
Selenite XX: Le Cetine, Rosia, Siena n.*2899
Sepiolite in parte carbonato: S. Piero in Campo, Isola d'Elba n.3087
Sericite nel Quarzo: Isola d'Elba n.2767
Serpentino: Impruneta, Firenze n.1373
Sfeno XX gialli: S. Piero in Campo, Isola d'Elba n.3574, n.3575
Siderite XX sul Quarzo: Elba n.1196
Smithsonite: M. Bruscolina, Massa Marittima n.675; Niccioletta, Massa Marittima, n.657
Solfo XX con Antimonio: Grosseto n.3032
Solfo XX con Stibina: Le Cetine, Siena n.3835, n.3836
Solfo XX nella Stibina fibrosa: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4596
Solfo XX su Stibina: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.862
Solfo XX su legno decomposto: Grosseto n.3031
Solfo XX sul Marmo: Carrara n.4227
Solfo XX perfetti: Le Cetine, Rosia, Siena n.3490
Solfo concrezioni mamellari: Le Cetine, Rosia, Siena n.2908
Solfo cristallino su Marmo: Carrara n.870
Solfo giallo citrino: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4572
Solfo grumi in Stibina: Min. Le Cetine, Siena n.2951
Solfo in grumi in Quarzite: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4571, n.11198
Solfo rosso: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4570
Solfo rosso in Quarzo: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3209
Solfo sul Marmo: Carrara n.2459
Solfo sul fango: Larderella n.*3966
Stibiconite: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4563, n.4565; Rosia, Siena n.1898, n.2292
Stibiconite pseudomorfa di Stibina: Le Cetine, Rosia, Siena n.11208; Min. Le Cetine pr.
Rosia, Siena n.4561, n.4562, n.4581
Stibina: Isola d'Elba n.2761; Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4559, n.11223
Stibina XX: Le Cetine, Rosia, Siena n.*2542; Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4564,
186 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
n.4593, n.4595, n.11222; Rosia, Siena n.2288
Stibina XX alterati: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.4558, n.11221
Stibina XX con Quarzo: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4594
Stibina XX con Quarzo XX: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.11224
Stibina XX decomposti: Le Cetine, Rosia, Siena n.4561
Stibina XX in Geode di Quarzo: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4579
Stibina XX in Quarzite e Gesso: Min. Le Cetine di Cotorniano, Siena n.4588
Stibina XX in geode Quarzo: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3204
Stibina XX in geode di Quarzo: Le Cetine, Rosia, Siena n.*3205; Pereta Scansano,
Grosseto n.3028
Stibina XX in geode, Quarzite: Le Cetine, Rosia, Siena n.*4912
Stibina XX isolati: Pereta Scansano, Grosseto n.3104
Stibina XX nella Quarzite: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4589
Stibina XX ossidati superficialmente: Le Cetine, Rosia, Siena n.2811, n.4592
Stibina XX, Gesso, Zolfo: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4591
Stibina XX, Valentinite, Zolfo: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4580
Stibina XX, Zolfo, Valentinite: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4590
Stibina aghiforme: Le Cetine, Rosia, Siena n.3027
Stibina aghiforme in Quarzite: Rosia, Siena n.2890
Stibina con Solfo in XX: Rosia, Siena n.3114
Stibina con Valentinite: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4560
Stibina decomposta: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.2291
Stibina e Ossido di Antimonio: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.4566
Stibina in Geodi: Pereta Scansano, Grosseto n.3029
Stibina in XX: Min. Le Cetine pr. Rosia, Siena n.2662; Min. del Leccio n.2284
Stibina in XX alterati: Rosia, Siena n.3217, n.3218
Stibina in XX con Gesso: Le Cetine, Rosia, Siena n.3203
Stibina ricoperta di Kermesite: Pereta Scansano, Grosseto n.3030
Stilbite, Foresite, Lepidolite: Isola d'Elba n.2765
Stilbite, Lepidolite, Tormalina: Fonte del Prete, S. Piero, Isola d’Elba n.3066
Talco var. Steatite: Impruneta, Firenze n.1362
Tetraedrite (var. Frigidite): Frigido n.3051
Thomsontte (var. Sloanite): Montecatini n.1352
Tormalina: Isola d’Elba n.1148, n.1149, n.1150, n.1158
Tormalina (var. Rubellite): Isola d’Elba n.2738
Tormalina Rubellite XX isolati: Isola d’ Elba n.*2742
Tormalina XX: Grotta d’Oggi, S.Piero, Isola d’Elba n.3084, n.4818; S. Piero in Cam-
po, Isola d’Elba n.1230
Tormalina XX policromi: Grotta d’Oggi, Isola d'Elba n.3080
Tormalina XX sciolti: Isola del Giglio, Cava dell’ Allume n.3556, n.3557, n.3558, n.3559
Tormalina a fasci bacillari: Isola d'Elba n.1138
Tormalina con Castore: S.Piero in Campo, Isola d’Elba n.2737
Tormalina con Quarzo lamellare: S.Piero in Campo, Isola d'Elba n.3085
Tormalina nera: Grotta d’Oggi, Isola d’Elba n.3078; Isola d’Elba n.1147, n.2740
Tormalina nera XX isolati: Isola d'Elba n.2744
Tormalina nera e Quarzo: Isola d'Elba n.2763
Tormalina nera, Quarzo, Albite: Isola d’ Elba n.2773
Tormalina policrotti: Isola d'Elba n.*2739
Tormalina policroma: Isola d'Elba n.*1141, n.*1142
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 187
Tormalina policroma, Lepidotite: Isola d'Elba n.2741
Tormalina rosea XX: Isola d’Elba n.*1139
Tormalina rosea, Lepidotite: Isola d'Elba n.3058
Tormalina verde e nera: Isola d'Elba n.1140, n.1145, n.2743
Valentinite: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3442
Valentinite (2): Le Cetine, Rosia, Siena n.*3837
Valentinite aciculare, Kermesite: Rosia, Siena n.3115, n.3117
Valentinite fibroso-radiata: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.3201
Valentinite, Solfo, Stibina: Rosia, Siena n.3116
Vesuviana: Isola d'Elba n.*2762; Pitigliano, Grosseto n.1376
Vesuviana XX: Regione Pantano, Pitigliano n.1104
Wollastonite nel Marmo: Posto dei Cavoli pr. Campo, Isola d'Elba n.3094
Zeolite mimetica = Dachiardite: Fil. La Speranza, S.Piero, Isola d’Elba n.3789
Zoizite: Min. Le Cetine, Rosia, Siena n.*4577
Indeterminati: Le Cetine, Rosia, Siena n.*3834; Cornacchino, M. Amiata n.*4184
Trentino Alto Adige
Analcime: Alpi Fassa n.1935; Drio le Pale, Valle Fassa n.2623; Valle Fassa n.1106,
n.1586
Analcime XX: Seisser Alpe, Tirolo n.3977; Valle Fassa n.274
Analcime XX trasparenti: Valle Fassa n.1109
Analcime con Apofillite: Valle Fassa n.227
Analcime roseo trapezoidale: Valle Fassa n.1108
Analcime trapezoidale: Valle Fassa n.1112
Anfibolo (Horneblenda): Roda, Val di Fiemme n.3508, n.3509
Anfibolo Attinoto: Zillerthal, Tirolo n.1200
Anfibolo Attinoto con Talco: Valle di Fassa n.1204
Anfibolo Attinoto verde radiato: Valle Fassa n.1203
Anortite XX: Monzoni, Valle di Fassa n.320
Anortite con Mica: Valle Fassa n.1283
Apatite: Roda, Predazzo n.3879
Apofillite XX, Analcime XX: Alpe di Siusi n.3555
Barite XX: Molignon, Valle di Fassa n.321
Cabasite: Puflerloch, Valle Fassa n.1658, n.2444; Valle di Fassa n.1083
Cabasite su Iperite: Monzoni, Val di Fassa n.1953
Calcite XX: Lavarone n.3334; Molignon, Valle di Fassa n.250
Calcite su lava: M. Fiascone, Bolzano n.4064
Datolite: Seiser, Alpe Fassa n.554; Valle di Fassa n.3537, n.3538
Datolite XX: Alpe di Siusi, Bolzano n.1760
Datolite con Prehnite: Seiser Alpe n.2635
Dolomite XX: Campitello, Valle di Fassa n.309, Pale S.Martino n.315
Dolomite selliforme: Valle di Fassa n.223
Fluorite XX: Cinquevalli n.3266
Fluorite XX con Barite: M. Fronte, Levico n.3881
Fuggerite XX: Alle Selle, Monzoni n.3131
Geblenite: Monzoni, Valle di Fassa n.2119
Gimnite: Mezzavalle, Valle di Fiemme n.3570, n.3571
Granato: Canzocoli, Predazzo n.3516
Granato (Grossularia): Monzoni, Valle di Fassa n.319
Heulandite: Drio le Pale, Valle di Fassa, Tirolo n.1310; Valle di Fassa, Tirolo n.1952,
188 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
n.1960
Heulandite XX: Valle di Fassa, Tirolo n.1078
Idocrasio: Canzocoli, Val di Fassa n.1848
Liebeuerite: Viezena, Val di Fassa n.3675
Magnetite e Ematite: Roncegno, Trento n.3330
Mica bruna: Monzoni, Valle Fassa n.646
Monticellite: Monzoni, Valle Fassa n.2889
Natrolite: Valle di Fassa, Tirolo n.1944
Natrolite radiata: Cipit, Val di Fassa n.318; Valle di Fassa, Tirolo n.1957
Olivina: Pale Robiose, Monzoni, Valle Fassa n.644; Val di Fiemme n.3530
Ortoclasio: Val Floriana, Fiemme n.3401; Val di Ceuta, Caldonazzo n.3399
Ortoclasio (Ortose): Mulat, Predazzo n.3400
Pirite: Min. Mulat, Predazzo n.3880
Pirosseno Augite: Bufaure, Valle di Fassa n.1190; Valle di Fassa n.1199, n.1746
Pirosseno (Fassaite): Monzoni, Valle di Fassa n.2440
Pirosseno Traversellite: Monzoni, Val di Fassa n.2463
Pirosseno nel Basalto: Bufaure, Valle di Fassa n.1177
Pleonasto XX: Monzoni, Valle Fassa n.*1895
Prehnite: Drio le Pale, Val di Fassa, Tirolo n.1757; M. Rodella, Valle di Fassa n.1093;
Val di Fassa n.1644, n.1756
Prebnite XX: M. Rodella, Valle di Fassa n.1095
Puflerite (var. di Desmina): Puferloch, Valle Fassa n.2438
Puflerite, Cabasite, Analcime: Seisser Alpe, Valle Fassa n.1929
Quarzo XX: Levico, Trento n.*3300
Quarzo XX ametistino: Molignon, Val di Fassa n.1653
Quarzo ametistino: Molignon, Val di Fassa n.329
Quarzo con Agata: Val di Centa n.3384
Quarzo con Calcite: Molignon, Val di Fassa n.316, n.330
Quarzo pseudomorfo di Apofillite: Monzoni n.3302
Rammelsbergite: Cruvin Bruzolo, Val di Susa n.768
Scheelite XX: Cinquevalli Levico n.3324; Mulat, Mezzavalle, Fassa n.3325
Spinello pleonasto in XX: Monzoni, Valle Fassa n.1898
Stilbite: Monzoni, Valle di Fassa n.1075
Stilbite XX aggruppati: Valle di Fassa n.1080
Stilbite ranciata laminare: Valle di Fassa n.1069, n.1070
Stronzianite XX: Alpe di Siusi, Bolzano n.1632
Thomsonite: Puflerloch, Valle Fassa n.2415
Vesuviana: Valle di Fassa n.989
Vesuviana XX: Canzocoli, Predazzo, Valle Fassa n.2445; Fiorno, Valle di Fassa n.999
Wolframite: Cinquevalli, Levico n.3326
Valle d’ Aosta
Albite XX: Min. Praborna, S. Marcel n.4903
Alurgite: Min. Praborna, S. Marcel n.4616, n.4617
Amianto: Fenis n.*1216; St. Vincent n.*1822, n.*2278
Anftbolo Amianto: S. Vincent, Aosta n.2127
Anfibolo Attinoto: Fenis n.1205, n.2062
Anfibolo Attinoto in fasci XX: Breuil, M. Cervino n.726
Anfibolo Attinoto, Magnetite: Emarese n.4653
Anfibolo fibroso: S. Marcel n.2044, n.2528
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 189
Anfibolo manganesifero: S. Marcello n.1286
Anidrite: Piccolo San Bernardo n.87
Azzurrite con Calcopirite: Min. Fenis, Aosta n.823
Barite: Chapy, Courmayeur n.4610
Bornite: Ollomont n.3256
Bornite con Calcopirite: Ollomont n.3240
Bornite nel Quarzo aurifero: Ollomont n.1439
Bornite nel Quarzo contorto Ollomont n.3802
Braunite: Min. S. Marcello, Aosta n.384, n.385, n.389
Braunite XX: St. Marcel n.3452
Braunite con Amianto: Min. S. Marcello, Aosta n.391
Braunite con Violano: Min. S. Marcello, Aosta n.387, n.390
Braunite var. silicifera: Min. Praborna, S. Marcel n.3177
Braunite, Epidoto magnesifero: Min. S. Marcello, Aosta n.386, n.388
Braunite, Piemontite, Romeina: Min. Praborna n.4902
Calcite con Calcopirite: Ollomont n.3404
Calcite ferrifera, XX Magnetite: Min. di Gressan, Aosta n.4657
Calcopirite: Ollomont n.11243
Calcopirite XX: Ollomont n.3232; Tavagnasco n.3231
Calcopirite e Pirite: Chapy, Courmayeur n.4609
Calcopirite e piani di scorrimento: Ollomont n.3233
Calcopirite nel giacimento Balme: Min. Ollomont n.*4655, n.*4656
Calcopirite nella Prasinite: Gall. Balme, Ollomont n.4654
Calcopirite, XX di Adularia: Ollomont n.3641
Clinozoisite XX: S. Barthelemy n.3681, n.3682, n.3683
Clorite: S. Vincent, Aosta n.2083
Clorite con Smaragdite: S. Vincent, Aosta n.2082
Clorite in roccia: Valle Mariana, Aosta n.2133
Cloritoide (Sismondina): Champ de Praz n.1430
Demantoide con Amianto: Cave di Sechamp, Eresaz n.4618
Ematite: La Tete du Chargiur n.3312; Ville sur Sarre n.3313
Epidoto XX con Diopside: Ponte delle Capre, St. Vincent n.4509, n.4909
Epidoto XX, Anfibolo verde: S. Vincent n.2128
Epidoto compatto, Magnetite XX: Min Creton, Valtournanche n.3564
Epidoto manganesifero su Quarzo: S.Marcello, Aosta n.971, n.972, n.973
Epidoto su Quarzo: S. Marcello, Aosta n.974
Fluorite XX: Monte Bianco n.299
Galena nella Barite: Chapy, Courmayeur n.4607; Min. Trou des Romains n.*4608
Gastaldite: Champ de Praz n.1427
Gesso: Courmayeur n.4612
Gesso con Quarzo: Courmayeur n.4611
Giadeite: Vallone S. Marcello n.3699
Granato (Colofonite) in Quarzo: S. Marcel n.3179
Granato (Spessartite): S. Marcello, Aosta n.2060
Granato XX (Essonite): S. Vincent n.4901
Granato con Gastaldite: Val Mariana n.943
Granato con Sfeno: Valtournanche n.730, n.5101
Granato nel Quarzo: Valle Mariana n.942
Idocrasio XX: Chatillon n.4906
190 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Idromagnesite: Cava di Sechamps, Eresa n.4651, n.4652; Emarese n.3915
Ilmenite con Albite: St. Marcel n.3193
Magnetite: Min. di Barthelemy n.3331
Magnetite XX: San Marcello n.1431
Magnetite compatta: Min. Cogne n.1540
Magnetite nella Serpentina: Cogne n.3453
Mica (Alurgite): S. Marcel n.1171, n.2045
Mica verde: Val Mariana, Aosta n.1120
Onkosina var. Cossatte ?: Ollomont n.4180
Oro con Erubescite: Ollomont, Aosta n.919
Oro con Erubescite, Calcopirite: Ollomont, Aosta n.920
Oro nativo: Fenillaz, Brusson n.965
Oro nativo con Granato: S. Marcello, Aosta n.1174
Oro nativo nel Quarzo: Min. Fenillaz, Brusson n.3810, n.3811, n.3812
Oro nel Quarzo: Ollemont, Aosta n.921
Oro sul Quarzo: Ollemont, Aosta n.918
Paligorskite: S. Vincent n.2253
Piemontite nell’Albite: Min. Praborna, S.Marcel n.4613, n.4614
Pirite XX con Asbesto: La Sengia della Dent d’Herins, Valtournanche n.3690
Pirite ramifera: Min. Creton, Valtournanche n.3565
Pirosseno (Diallagio): St. Marcel n.2042, n.2043; St. Vincent n.2081
Pirosseno (Diopside): Ussel, St. Vincent n.2090
Pirosseno (Diopside) XX: Ponte delle Capre, St. Vincent n.4904, n.4905, n.4908
Pirosseno (Mussite): Ponte delle Capre, St. Vincenti n.4907
Pirosseno violana: S. Marcello n.1173, n.1176
Quarzo: Brusson n.4597
Quarzo XX: Monte Bianco n.*3299
Quarzo XX completi: Challant n.*1818
Quarzo aggruppamenti di XX: Challant n.*4231
Quarzo gruppo di XX: Challant n.2125
Quarzo, Sfeno, Albite, Adularia: Monte Bianco n.77
Rame grigio con Malachite: Champs de Praz n.817
Rodonite: Min. Praborna, S. Marcel n.3381; S.Marcello, Aosta n.2046, n.3183, n.3625
Rodonite XX, Albite XX: S.Marcello, Aosta n.3624
Rodonite con Diallagio: S.Marcello, Aosta n.2041
Rodonite in noduli: Min. Praborna, S. Marcel n.3176
Romeite: Min. Praborna, S. Marcel n.3184, n.3978
Romeite XX: Min. Praborna, S. Marcel n.4843, n.4911
Romeite XX con Albite: Min. Praborna, S. Marcel n.4135
Romeite XX con Braunite: Min. Praborna, S. Marcel n.4615
Sfeno con Adularia: Monte Bianco, Aosta n.1135
Sismondina: Valle Mariana, Aosta n.1226
Sismondina, Clorite, Granato: Champ de Praz n.2256
Spessartina (Granato manganesifero): S. Marcello, Aosta n.3178
Talco (pietra ollare): S. Marcel n.1556
Talco var. Steatite: M. Cervino, Aosta n.1786; S. Marcel, Aosta n.11194
Tinzenite (2): St. Marcel n.2047
Titanite var. Greenowite XX: Min. Praborna, S. Marcel n.3180; S. Marcel n.3181
Violana: San Marcello, Aosta n.*1175
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 191
Violana con Braunite: San Marcello, Aosta n.*1172
? e Rutilo su Quarzo: Val Chiusella, Aosta n.*2258
Indeterminati: San Marcello, Aosta n.*970; Valmariana, Aosta n.*4186
Veneto
Analcime: Monte Verolo pr. Schio, Vicentino n.1977; Montecchio Maggiore, Vicentino
n.541, n.1623; Valle dell’Orco Fretto pr. Schio, Vicentino n.2507; Valle Zuccanti,
Vicentino n.1954; dint. Recoaro, Vicentino n.1971
Analcime XX: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1097, n.1100, n.1116, n.1577, n.2265
Analcime con Apofillite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1679
Analcime e Cabasia: Castel Gomberto, Vicentino n.1951, n.1939
Analcime e Calcite gialla: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2648
Analcime e Stilbite: Valle de Mercanti, Vicentino n.1964
Analcime latteo con Apofillite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1437
Analcime nel Basalto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2505
Analcime nel legno fossile: Montecchio Maggiore, Vicentino n.129
Analcime nerastro: Montecchio Maggiore, Vicentino n.130
Analcime, Natrolite fibroso-radiato:Montecchio Maggiore, Vicentino n.2289
Anidrite rosea saccaroide: Recoaro, Vicentino n.345
Apofillite XX: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1759, n.2673, n.2675
Apofillite XX tabulari: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1997
Apofillite e Analcime: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2916
Apofillite nel Basalto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2645, n.2646, n.2647
Apofillite nel legno fossile: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2915
Aragonite: Montecchio Maggiore n.280
Aragonite in XX aciculari: Agordo, Belluno n.283
Arduinite: Valle Zuccanti, Vicentino n.1972
Bustamite: Civillina pr. Schio, Vicentino n.2640; Dint. Recoaro, Vicentino n.1970;
Montenaro, Vicentino n.395, n.968
Calcedonio in noduli: Colli Berici n.115
Celestite: Dint. di Soletta, Vicentino n.1293, n.1294; Montecchio Maggiore, Vicenza
n.1456
Celestite e Heulandite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2642
Celestite in Basalto amigdalitico: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2641
Celestite lamellare: Castel Gomberto, Vicentino n.128; M. Viole, Vicentino n.197
Celestite pseudomorfa: Valle di Lonte, Vicenza n.2678
Cinabro: Val Alta Agordo, Belluno n.1416, n.1621, n.1678
Cinabro compatto: Val Alta Agordo, Belluno n.1631
Cinabro e suo trattamento: Agordo, Belluno n.650
Cinabro in Scisto bituminoso: Val Alta Agordo, Belluno n.1429
Corniola: Valle dell'Arco, Vicentino n.116
Gesso fibroso nei Basalti: Serego, Vicentino n.340
Gesso nel Calcare: Min. Agordo n.5153
Gmelinite XX: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1643, n.2821
Gmelinite gialli XX: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2820
Gmelinite rossa XX: Montecchio Maggiore, Vicentino n.880
Gmelinite rossa XX, Analcime: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2819
Granato: Campo d’Oro di Lonedo, Vicentino n.952
Heulandite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1543; Val Zuccanti, Vicentino n.2616
Heulandite XX: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2672
192 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
Heulandite e Celestite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.449
Heulandite e Desmina: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2674
Heulandite nel Basalto: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2649, n.2670
Heulandite, Calcite, Celestina: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2290
Limonite epigenica di Pirite: Rovere di Velo, Vicentino n.509
Marcassite fibroso-radiata: Vicentino n.2252
Melanterite: Min. di Agordo n.5155
Menacanite: Novole, Valdagno, Vicenza n.145
Mesotipo radiato: Recoaro, Vicentino n.*1969
Natrolite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2643
Natrolite del Porfido pirossenico: Schio, Valle Zuccanti, Vicentino n.1976, n.2677
Natrolite e Analcime: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2644
Natrolite e Seladonite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2822
Natrolite mesotipo, Analcime: Montecchio Maggiore, Vicentino n.2671
Natrolite, Analcime, Gmelinite: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1764
Natrolite, Apofillite bianca: Montecchio Maggiore, Vicentino n.1978
Olivina: Salcedo, Vicentino n.1221
Olivina nel Basalto: Salcedo, Vicentino n.2676
Opale: Rovere di Velo, Vicentino n.1278
Perlite: Monte Bello, Colli Euganei n.2928
Petroselce: Colli Euganei, Padova n.*1056
Pirite: Min. di Agordo n.5157
Pirite dell’affioramento: Min. Agordo n.*5148
Pirolusite: Montanaro, Vicentino n.379
Pirolusite, Quarzo ametistino: Cingeo, Vicentino n.381
Quarzo: Recoaro, Vicentino n.1254
Quarzo (Agata): Lugo, Vicentino n.1279
Quarzo (Xiloide): Lavarola, Vicentino n.1498
Quarzo Corniola: S.Orso, Vicentino n.117, n.1967 ; Valle dell'Orso, Vicentino n.116
Quarzo ametistino: Fongara, Vicentino n.93
Quarzo calcedonioso: M.Nuovo, Colli Euganei n.1980
Retinite nera: Colli Euganei n.*2929
Retinite rossa: Monte Croce, Colli Euganei n.2930
Sarcolite: Valle Zuccanti, Schio, Vicentino n.1092
Solfati naturali di K, Na, Ca: Min. Agordo n.5156
Spinello: Campo d’Oro, Lonedo, Vicentino n.143
Spinello XX det Basalti: Vicentino n.372
Spinello XX pleonasto: Guata, Vicentino n.1359
Stilbite: Valle Zuccanti, Vicentino n.2506
Stilbite radiata: Valle Zuccanti, Vicentino n.1073; Vicentino n.1076
Tridimite XX: S.Pietro Montagnon, Colli Euganei n.2979
Tridimite XX nella Trachite: S.Pietro Montagnon, Colli Euganei n.2922
Tridimite pseudomorfa: Colli Euganei n.2823; S.Pietro Montagnon, Colli Euganei n.2980,
n.2981; Zovon, Colli Euganei n.1605
Zircone: Novale, Valdagno n.*144
Zircone e Menacanite: Lonedo, Thiene, Vicentino n.2650
SVIZZERA
Adularia XX: Colle Lucendro, S. Gottardo n.290
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 193
Albite XX su Quarzo: Maderanerthal n.3752
Albite con Adularia: S. Gottardo n.1039, n.1040
Anfibolo (Horneblenda): Airolo, S. Gottardo n.4055
Anfibolo (Tremolite): S. Gottardo n.1207; Val Tremola, Canton Ticino n.1968
Anfibolo Attinoto: Zermatt n.1198
Anfibolo Tremolite: S. Gottardo n.1210
Anfibolo Tremolite in Dolomite: S. Gottardo n.1211
Apatite XX: Ghiacc. Lucendro, S. Gottardo n.3731; S. Gottardo n.347, n.*3623, n.3768
Apatite XX con Adularia: S. Gottardo n.348, n.350
Apatite XX rosa con Albite: Riedertobel, Valle Reuss, S. Gottardo n.3580
Apatite con Adularia: Monte Fibia, S. Gottardo n.351
Binnite, Realgar, Pirite: Imfeld, Binnenthal n.3727
Brotite: Biasca, Canton Ticino n.3778
Blenda XX e Jordanite XX: Binnenthal n.*3755
Brookite XX: Maderanertal n.3735; Riedertobel Uri n.3352, n.3702, n.3734, n.3762
Brookite XX tabulari: Grieserthal n.3351
Calcite XX: Traforo Sempione n.3335, n.3464
Ciantte: Pizzo Forno, Canton Ticino n.3732; Sonnemberg, Canton Ticino n.3528
Cianite XX con Staurolite: Pizzo Forno, Canton Ticino n.3526
Cianite con Staurotide: S. Gottardo n.925
Cianite nella Paragonite: Traforo Sempione n.922, n.923
Cianite var. Reticite: Traforo Sempione n.1956
Corindone: Traforo Sempione n.1168
Corindone rosa nella Dolomite: S. Gottardo n.368
Diopside: Zillerthal n.722
Distene o Cianite var.Reticite: S. Gottardo n.924
Ematite XX in Quarzo: Monte Fibia, Gottardo n.3737, n.3738
Ematite XX, Mica, Albite: S. Gottardo n.2429
Ematite a rose: Unterloch n.3767
Ematite a rosetta: S. Gottardo n.3928
Epzdoto: S. Gottardo n.980
Epidoto XX: Sempione n.983
Ferro oligisto con Adularia: S. Gottardo n.483
Fluorina: San Gottardo n.*300
Fluorite XX: S. Gottardo n.296
Galena: Binnenthal, Vallese n.3726
Galena e Blenda: Binnenthal, Vallese n.3725
Grafite: Traforo Sempione n.3485
Granato: Airolo, Canton Ticino n.4054
Granato XX: Trasquera, Sempione n.945
Heulandite XX con Fluorite: Vieschthal, Vallese n.3750
Heulandite con Sfeno: Maderanerthal, Uri n.3736
Ilmenite XX con Adularia: Colle Lucendru, Gottardo n.3322
Jordanite XX con Blenda: Binnenthal, Vallese n.3756
Lazulite: Ghiacc. del Goerner, Zermatt n.3588
Milarite XX: Val Giuf, Grigioni n.3382, n.3383
Monazite (Turnerite): Val Giuf, Grigioni n.3603
Ortoclasio (Adularia): S. Gottardo n.1044
Ortoclasio (Adularia) XX: Colle Lucendro, S. Gottardo n.3390; Pizzo Pusmeda,
194 V. RAINERI, G. CIRONE, E. BORGO E M. BRUNETTI
S.Gottardo n.3389; S.Gottardo n.1546; Vals, Grigioni n.3733
Ortoclasio (Adularia), Albite: S. Gottardo n.1042, n.1043, n.1045
Ottaedrite XX: Maderanertal n.3349, n.3350
Periclino XX: S. Gottardo n.3394
Periclino XX su Quarzo: Lago Scipsius, S. Gottardo n.3741
Pirite su Quarzo: Lucendro, S.Gottardo n.3744
Piropo nell’Eclogite: Val Gordune, Canton Ticino n.4650
Quarzo XX: Cascine di Scipsius, Ticino n.4924; Maderanerthal n.*3739; Maderanerthal,
Uri n.3740
Quarzo XX con Adularia: S. Gottardo n.25
Quarzo con Clorite inclusa: S. Gottardo n.3761
Quarzo talino con Clorite: S. Gottardo n.1268
Quarzo nella Silice gelatinosa: Traforo Sempione n.3306
Realgar XX: Binnenthal, Vallese n.3754
Realgar nella Dolomite: S.Gottardo n.158
Rutilo con ferro oligisto: San Gottardo n.654
Sfeno XX: S. Gottardo n.1131
Sfeno con Adularia e Calcite: S.Gottardo n.1134
Staurolite XX con Distene: S. Gottardo n.927
Tormalina XX: M. Taneva, S. Gottardo n.3571
ELENCO DEI MINERALI DELLA COLLEZIONE TRAVERSO 195
BIBLIOGRAFIA
ContTI-VECCHI G., STARA P., 1991 - Minerali della Sardegna. Dal fascino dei campioni
da collezione alla storia dei ritrovamenti - Ed. Della Torre, Cagliari, 280 pp.
PELLOUX A., 1907 - La collezione mineralogica Traverso del Museo civico Genovese nel
1907 - Annali Mus. civ. St. nat. Genova 43: 178-217.
STARA P., Rizzo R., Brizzi G., 1993 - Sarrabus Miniere e Minerali - Stige Milano ed.,
208 pp.
TRAVERSO G.B., 1881 - Giacimento a minerali d'argento del Sarrabus e di alcune specie
di minerali provenienti dai filoni che lo costituiscono facenti parte della collezione
mineralogica del Museo civico di Genova - Arzali Mus. civ. St. nat. Genova 16:
493-522.
Traverso G.B., 1898 - Sarrabus e suoi minerali - Tipografia Sansoldi, Alba, 74 pp.
RIASSUNTO
E' fornito l'elenco dei minerali della collezione Traverso conservata nel Museo
Civico di Storia Naturale di Genova. Nella prima parte di questo lavoro i campioni sono
disposti in ordine alfabetico, mentre nella seconda parte sono riuniti per regione.
SUMMARY
The list of Traverso minerals collection, stored at the Museo Civico di Storia
Naturale di Genova, is given. In the first part they are listed in alfabetic order while
in the second one they are ordered in accord to regions.
RINGRAZIAMENTI
Gli autori desiderano ringraziare la Dr.ssa Romina Brocanelli e il sig. Giorgio
Lombardo per la collaborazione prestata durante il controllo dei materiali; la sig. Antonella
Campi per la disponibilità dimostrata nell'elaborazione dei dati.
{CL EE... i
REGISTRATO AL TRIBUNALE DI GENOVA AL N. 74 IN DATA 17 giugno 1949
DOTT. ROBERTO POGGI - DIRETTORE RESPONSABILE
DOTT. VALTER RAINERI - COORDINAMENTO EDITORIALE
PRINTED IN ITALY
NORME: PE ROY COL BAR ORAT ORI
Sui volumi degli «Annali» e sui fascicoli supplementari «Doriana», vengono
pubblicati lavori originali - anche in inglese, francese, tedesco e spagnolo - attinenti
ai diversi rami delle Scienze Naturali. Sono particolarmente graditi quelli relativi a
materiali del Museo; sono esclusi quelli divulgativi o di scienza applicata.
Tutti i lavori devono essere indirizzati impersonalmente alla Direzione, che si
riserva di sottoporli al giudizio di consulenti e di decidere circa la loro pubblicazione
sugli «Annali» o su «Doriana».
La pubblicazione ha luogo, di massima, secondo l'ordine di recezione dei
dattiloscritti.
Il manoscritto deve essere inviato in duplice copia dattiloscritta a doppia interlinea,
su un solo lato del foglio e nella redazione completa e definitiva. Esso deve essere
compilato in forma e il numero delle tabelle e delle figure limitato allo stretto ne-
cessario.
Al nome dell'Autore dovra aggiungersi quello dell'Istituto di appartenenza o
l'indirizzo privato.
Nel testo dovranno unicamente essere sottolineati i nomi latini di generi e specie
(da stamparsi in corsivo); ogni altro segno per la tipografia sarà apposto alla Reda-
zione.
Eventuali note a piè di pagina devono avere una numerazione progressiva.
I riferimenti a materiale appartenente al Museo di Genova devono essere ac-
compagnati dalla sigla MSNG (= Museo Storia Naturale Genova), seguita eventual-
mente dal numero di catalogo.
La bibliografia deve essere tutta riunita in fine, indicando ciascuna opera nel
modo seguente:
QuiGNARD J.P., 1965 - Les Raies du Golfe du Lion - Rapp. Proc. Verb. CIESM, Monaco,
18, (2): (211-212.
Alla bibliografia deve far seguito un breve riassunto in italiano e in inglese (o
francese).
Le figure devono essere inviate col dattiloscritto, contrassegnate da un numero
progressivo, e corredate dalle relative didascalie - scritte su fogli a parte - e da tutte
le indicazioni occorrenti per distribuirle nel testo o per comporre le tavole. I disegni
devono essere eseguiti con inchiostro di china su carta da disegno o lucida e appron-
tati con tutte le avvertenze che consentano le necessarie riduzioni. Queste dovranno
essere pure chiaramente indicate. La redazione si riserva di apportare modifiche nella
distribuzione e nel formato delle figure. Le spese per le illustrazioni saranno a carico
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Sulle bozze sono ammesse soltanto le correzioni degli errori di stampa; ogni
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ranno l'eventuale numero in più che desiderano sia stampato a loro spese.
Dattiloscritti e figure non rispondenti alle presenti norme verranno rinviati
all'Autore per le necessarie modifiche.
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